Progetto di massima
“La Mediazione Interculturale Interaziendale:
per non sentirsi estranei nella rete dei servizi sanitari e sociosanitari”
Sandra BOMBARDI - Paola CASTAGNOTTO
“… dipende da come una comunità accoglie un nuovo membro o se ne separa,
che importanza dà al corpo e alla salute,
quando considera un membro malato e come si rapporta a lui,
che si misura il grado di civiltà e cultura raggiunta”.
Introduzione
“Razionale del Progetto”
Il Territorio e la Popolazione
In Ferrara e Provincia, secondo il rapporto 2006 dell’Osservatorio Provinciale sull’Immigrazione, le presenze dei cittadini stranieri rilevate dalla
Questura di Ferrara sono passate dalle 13.420 del 2004, alle 15.939 del 2005 (+18,8%), confermando un trend di crescita superiore alla media
regionale.
Alla fine del 2005 gli stranieri a livello provinciale rappresentano il 3,8% della popolazione complessiva (nel 2004 erano il 3,25%) con punte che
superano il 5,0% in alcuni territori comunali (Argenta e Cento 5,6%, Portomaggiore 6,6%).
Nella Provincia di Ferrara le prime 10 nazionalità di provenienza dei cittadini stranieri sono: Marocco, Albania, Ucraina, Pakistan, Romania, Cina
Pop. Polonia, Moldavia, Tunisia, Nigeria. La distribuzione territoriale, in % e per paese di provenienza, nelle 5 aree della Provincia è riassumibile
nella seguente tabella:
Area Territoriale
%
cittadini
stranieri
Ferrara
42,2%
%
sul totale
popolazione
residente
3,8%
Cento
23,1%
5,4%
Argenta
15,8%
5,5%
Principali Paesi d’Origine
Marocco, Albania, Cina, Tunisia,
Pakistan, Ucraina, Romania,
Polonia, Moldova, Nigeria
Ucraina, Albania, Marocco,
Moldova,
Romania,
Cina,
Tunisia,
Polonia,
Nigeria,
Pakistan
Pakistan, Marocco, Ucraina,
Albania, Romania, Cina, Polonia,
Tunisia, Moldova, Nigeria
Codigoro
11,5%
2,3%
Copparo
7,4%
2,6%
Albania, Marocco, Romania,
Ucraina, Cina, Moldova, Polonia,
Nigeria, Tunisia, Pakistan
Marocco, Ucraina, Albania, Cina,
Romania, Moldova, Nigeria,
Polonia, Tunisia, Pakistan
Una caratterizzante del territorio provinciale è dovuta alla migrazione femminile; le donne risultano il 54,4% del totale degli stranieri, gli uomini il
45,6%, di età prevalente riconducibile ai giovani – adulti (20-40 anni). Il settore che offre maggiori opportunità di lavoro è quello
“domestico/assistente familiare”, segue il settore “edile/cemento” ed il settore metalmeccanico. Inoltre, riguardo ai bambini, gli alunni stranieri nelle
scuole ferraresi, alla fine del 2005 risultavano n. 2170 (+ 25,1% rispetto al 2004).
La domanda di Salute dei cittadini stranieri
I potenziali utenti stranieri dell’Azienda USL di Ferrara, regolarmente registrati all’anagrafe dei Comuni della Provincia, passano dagli 11.294
del 2004 ai 13.444 del 2005 (pari a + 19,0%). Il rapporto tra stranieri residenti e stranieri iscritti all’Anagrafe sanitaria, considerate le disposizioni
amministrative in vigore che comporta la cancellazione automatica allo scadere del permesso di soggiorno, si mantiene basso: 8.173 iscritti, pari al
60,8% della popolazione straniera residente.
Nel 2005, come illustrato nella seguente tabella, i cittadini stranieri dimessi dai Presidi Ospedalieri del territorio ferrarese sono complessivamente n.
944 e gli accessi in P.S. sono n. 409 per un totale di n. 1353 contatti con utenti stranieri.
Stabilimento Ospedaliero
Lagosanto
Comacchio
Argenta
Cento
Bondeno
Copparo
Casa di Cura Quisisana
Casa di Cura Salus
Totale
N. cittadini
Stranieri
271
34
145
330
37
24
29
74
944
% Cittadini
Stranieri
28,8
3,6
15,4
34,9
3,9
2,5
3,1
7,8
100 %
N. Accessi PS
cittadini Stranieri
155
117
57
50
13
17
% Accessi PS
cittadini Stranieri
37,9
28,6
13,9
12,2
3,2
4,2
409
100 %
Il presidi ospedalieri di Comacchio e Lagosanto accolgono il 42,6% del totale della popolazione straniera, seguito da quello di Cento 28,1%,
Argenta 14,9%, Bondeno 3,7%, Copparo 3% e per finire le case di cura Quisisana e Salus, presenti in centro città, nel 2005 hanno fornito assistenza
al 7,6% dei cittadini stranieri.
Le principali provenienze dei cittadini stranieri, che accedono ai rispettivi presidi ospedalieri sono:
• Lagosanto/Comacchio – Romania, Polonia, Moldavia, Ex.Jugoslavia, Rep. Ceca, Marocco, Ucraina;
• Argenta – Marocco, Romania, Pakistan, Ucraina, Moldavia, Albania, Polonia;
• Cento – Marocco, Albania, Romania, Cina, Tunisia, Pakistan, Ucraina;
• Copparo – Ucraina, Moldavia, Romania, Marocco, Ex Jugoslavia;
• Bondeno/Quisisana/Salus – Ucraina, Moldavia, Marocco, Albania, Tunisia, Romania, Cina;
Un altro settore di prestazioni di particolare rilievo è quello relativo all’attività del Dipartimento di Salute mentale (anno 2005).
DSM.
CONSULENZE
DSM ACCESSI
AMBULATORI
D. CENTRO-NORD
D. OVEST
D.SUD-EST
RICOVERI
SPDO
SPDC
LA LUNA
N. Totale
M.
F.
PROV.PREVALENTE
ETA’ MEDIA
28
12
16
EST EUROPA
33 ANNI
49
19
30
EST EUROPA
40 ANNI
7
9
EST EUROPA
36 ANNI
23
7
19
16
Un altro settore fondamentale nella rete dei servizi è dato dalle funzioni attinenti al Dipartimento di Sanità Pubblica. Dati di utenza significativi
possono essere desunti dalle attività di:
• Ambulatorio vaccinazioni e viaggi internazionali
• Ambulatorio screening antitubercolare
• Ambulatorio patenti e certificazioni monocratiche
• Settore Igiene edilizia
• Servizio medicina del lavoro
• Servizio Igiene alimenti e nutrizione
Al momento attuale non sono sistemicamente organizzati tutti i dati delle singole attività. Questo rappresenta un obiettivo di progetto vista la
importanza del Dipartimento.
A titolo indicativo di una tendenza da analizzare, si riportano i dati relativi ad un triennio delle persone straniere che si sono rivolte al solo
ambulatorio vaccinazioni di Ferrara ( le vaccinazioni escluse l’antinfluenzale)
anno
Totale vacc.
Extra
comunitari.
%vacc. a exta Extra
comunitari
Comunit.con
test Mantoux
2002
2003
2004
8.798
8.150
8.748
260
333
394
Circa 3%
Circa 4%
4,50%
133
138
181
% test Mantoux Extra
su totale extra comunit.con
comunit.
ritorno
alla
lettura Mantoux
64,2%
30
56,5%
44
60% circa
37
% sul totale test
Mantoux
in
extra comunitari
22,5%
31,8%
20,40%
La maggior parte dei servizi non usufruisce di un’azione sistemica di mediazione culturale. In questi ultimi anni hanno affrontato le emergenze
stabilendo rapporti di collaborazione episodici con l’ufficio accoglienza dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria e altri soggetti territoriali.
L’Azienda USL di Ferrara risponde con un servizio di mediazione interculturale alla domanda di salute delle cittadine e cittadini stranieri, con
modalità strutturata e continuativa, nelle seguenti strutture:
• Cento Distretto Ovest – Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Cento (40 ore mese) svolto in collaborazione con il Comune di Cento
Servizio Stranieri;
• Portomaggiore Distretto Sud Est – Salute Donna e Pediatria di Comunità (16 ore mese) svolto in collaborazione con il Comune di
Portomaggiore e il Punto d’Ascolto per l’Immigrazione;
• Ferrara Distretto Centro Nord – Salute Donna e Pediatria di comunità (46 ore mese) svolto da un’ostetrica di origine Rumena, in
collaborazione con il Comune di Ferrara, .
I dati 2005 con particolare riferimento alla gravidanza e IVG, presentati nella relazione richiesta dalla FP CGIL, riportano un totale di n. 2603 parti
svolti nei tre punti nascita della provincia così distribuiti:
- Ospedale Delta-Comacchio 21,7%
- Ospedale di Cento 25,2%
- Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara 53,1%
Le donne straniere, sul totale delle donne che hanno partorito, risultano il 13% (n. 348). Nelle donne straniere gli aborti spontanei sono stati 152 pari
al 28% del totale, le IVG sono state 213, pari al 26% del totale.
DISTRETTO Sud-Est (Sedi di Argenta, Codigoro, Comacchio, Mesola, Migliarino, Portomaggiore)
La sede che presenta il maggior numero di accessi di donne straniere è Portomaggiore con n. 31 gravidanze seguite, n. 43 Visite IVG con
certificazione e n. 8 Visite IVG senza certificazione. Segue la sede di Argenta, Comacchio, Codigoro, Mesola e Migliarino. Il Consultorio di 1°
livello per donne immigrate del Distretto Sud Est, attivato il 16/6/05, a fine dicembre 2005 ha accolto 44 donne: 52,3% Pakistane, 25% Marocchine,
6,8% Rumene, 6,8%Polacche, 4,5% Tunisine, 4,5% Moldave. I problemi principalmente affrontati, in ordine di frequenza, riguardano: disturbi
ginecologici, interventi sulla contraccezione, problematiche ostetriche, e informazioni per IVG.
DISTRETTO Ovest (Sedi di Cento, Sant’Agostino, Bondeno)
Complessivamente le donne gravide prese in carico sono state n. 220, le donne straniere risultano il 29,1%. Le certificazioni per IVG sul totale di n.
19, per donne straniere sono state n. 7. L’attività del distretto ha visto l’importante presenza di donne straniere nell’accesso alle visite ginecologiche,
e ginecologiche per contraccezione oltre che nei corsi di accompagnamento alla nascita (n. 4). Inoltre, è significativa la presenza di utenza straniera
presso lo Spazio Giovani, fruibile con accesso diretto.
DISTRETTO Centro-Nord ( Sedi di Ferrara n. 4 e Copparo)
Le donne straniere seguite in gravidanza sono state 248, pari al 28,3% del totale delle gravide seguite, le visite ostetriche n. 892, pari al 20,1% del
totale delle visite, le certificazioni per IVG n. 144 , pari al 34% delle certificazioni. Infine, il dato più critico in difetto riguarda le visite per
contraccezione in donne straniere n. 124, pari all’8,7% del totale.
Nella rete dei servizi interessati alla popolazione immigrata, risultano fondamentali le funzioni afferenti al Dipartimento di Sanità Pubblica, che,
organizzato in diverse articolazioni tematiche, opera in termini di prevenzione e di vigilanza. I dati di affluenza dei cittadini immigrati non sono, per
la maggior parte rilevati routinariamente. Ciò ha comportato una raccolta dedicata, peraltro decisamente parcellizzata, e che necessiterebbe di una
sistematizzazione, aspetto che potrà costituire obiettivo di progetto interno al Dipartimento. Al di là dei più noti ambulatori Vaccinazioni (e viaggi
internazionali), Screening antitubercolare e Medicina del lavoro, di cui si esporranno a titolo d’esempio dati d’attività, esistono importanti ambiti
quali l’Ambulatorio patenti e certificazioni monocratiche e il Servizio Igiene alimenti e Nutrizione i cui dati non sono a oggi a disposizione per
considerazioni specifiche riguardanti gli immigrati. Non è sufficientemente nota, inoltre, l’importanza strategica degli Uffici di Igiene dell’edilizia a
cui le persone immigrate si rivolgono per l’ottenimento dell’autorizzazione dell’abitazione ai fini del ricongiungimento familiare. Questo, se
compreso nella funzione di snodo di servizio, comporterebbe la conoscenza anticipata della popolazione in particolare infantile e femminile di
prossimo arrivo.
Per quanto attiene l’attività del Settore Medicina del lavoro risulta di particolare interesse il seguente dato, che evidenzia la complessità
dell’accoglienza :
Richiesta di idoneità fisica al lavoro per soggetti apprendisti1
Anno 2005, totale richieste circa 600, di cui 55 extracomunitari appartenenti a 22 nazionalità e così suddivisi :
1 Persona per ciascuna di queste nazionalità: : Camerun, Croazia, Colombia, Germania, Israele, Filippine, Iran, Rep. Dominicana, Tunisia
2 Persone per ciascuna di queste nazionalità : Brasile, Moldavia , Polonia, Nigeria, Grecia , Libano, Russia
3 Persone dalla Bielorussia, 4 Persone dall’Albania, 5 Persone dall’Ucraina, 6 Persone da ciascuna delle seguenti nazionalità: Cina, Romania
8 Persone dal Marocco
Gli Ambulatori vaccinazioni , viaggiatori internazionali e screening antintubercolare sono utilizzati anche per le persone immigrate, in base anche
al protocollo riferito ai rifugiati politici ed al controllo di salute degli ospiti di strutture d’accoglienza. I dati d’attività consentono di considerare
diverse opportunità di azione preventiva e valutazione di stato di salute delle persone immigrate
Persone straniere che si sono rivolte all’ambulatorio vaccinazioni dell’Azienda USL di Ferrara2
Anno
1
2
di cui a
soggetti
Extracomunitar
i
% di vacc.
effettuate
a
extracom
un..
Extracom
con Test
Mantoux
2002
8.798
260
circa il 3%
133
64,2%
30
22,5%
2003
8.150
333
circa il 4%
138
56,5%
44
31,8%
2004
8.748
394
4,50%
181
60%circa
37
20,40%
% Test
Mantoux su
totale
extracomunitari
Extracom.
non ritorno
alla lettura
Mantoux
%
su totale
Test
Mantou
x in
estraco
m.
Totale
vaccinazion
i
ambulatori
o
FonteAUSL Ferrara- Dipartimento Sanità Pubblica – Fulvia Signani, Odilia Gavioli
Fonte AUSL Ferrara- Dipartimento Sanità Pubblica – Marisa Cova. I dati sono riferiti solo all’Ambulatorio di Ferrara città e solo a vaccinazioni diverse dall’antinfluenzale
Dati che testimoniano come sia importante educare alla necessità di monitoraggio della tubercolosi. I non ritorni alla verifica del test Mantoux per
esempio potrebbero nascondere persone malate che poi non si curano con effetti negativi per sé e per gli altri. Risultano infine di indubbio intresse i
dati riferiti alle malattie infettive. Dati il cui significato, anche per considerazioni pratiche è in fase di elaborazione.
Malattie infettive riscontrate in persone immigrate afferenti agli Ambulatori di Igiene Pubblica dell’AUSL di Ferrara. Anno 20053
Malattie Infettive4
Persone Immigrate
Totale popolazione
% Immigrati
Malaria5
6
11
54, 5 %
Epatiti
1
9
11, 11 %
Malattie diarroiche/
salmonellosi
1
21
4,7 %
Scabbia
5
10
50 %
Pediculosi
2
49
4,1 %
Tubercolosi
5
15
33,3 %
La politica della AUSL nei confronti dei cittadini stranieri prevede interventi a gestione diretta e interventi in collaborazione con altri soggetti,
principalmente i Comuni e la Provincia.
Vanno ricordate :
• le azioni previste dai PSZ 2005-2007
• le azioni comprese nel PPS 2005-2007
3
Fonte Dipartimento Sanità Pubblica – Marisa Cova
Dati del Distretto di Ferrara salvo diversa indicazione
5
Dato Aziendale
4
L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara risponde con continuità alle domande d’aiuto degli utenti stranieri dal 1 settembre 2004
attraverso l’Ufficio Accoglienza e Mediazione. Come illustrato nel materiale informativo, l’ufficio fornisce attività di mediazione interculturale con
n. 26 ore settimanali (104 ore mensili), attraverso tre modalità: mediazione in attività ordinaria, mediazione programmata, mediazione urgente.
La missione dell’ufficio è quella di contribuire alla realizzazione di un progetto d’accoglienza transculturale in sanità, che ha alla base il
riconoscimento dell’altro e la sua variabilità culturale, la dignità della persona e la necessità di costruire un percorso condiviso. Fornisce aiuto nel
realizzare percorsi non condizionati, ma arricchiti, dalle differenze culturali e linguistiche, per tutti coloro che hanno bisogno di cura, assistenza
ospedaliera, sostegno sociale. Crede in percorsi di miglioramento condivisi e partecipati, attuati mediante alleanze strategiche tra operatori, cittadini
e forze sociali. È un nodo di rete che si caratterizza come strumento di informazione e divulgazione, mezzo di promozione e di facilitazione. È una
risorsa a disposizione degli operatori, dell’ospedale, dell’azienda sanitaria territoriale, delle associazioni legate al mondo dell’immigrazione e di
quelle socio sanitarie.
La presenza dell’utenza straniera in ospedale è aumentata progressivamente, per presentare un incremento importante tra il n. dei ricoveri del 2004 e
quello del 2005. Nel 2004 gli stranieri ricoverati in ospedale sono il 2% del totale dei ricoveri, nel 2005 sono il 4,7%.
Numero di ricoveri di stranieri
2000
1500
1000
500
0
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
day hospital
69
80
116
138
148
218
528
ordinari
282
288
372
440
475
671
1523
Un aspetto interessante, a sostegno della caratterizzante di genere del tipo di migrazione presente sul nostro territorio, è che nel 2004 le Donne
straniere ricoverate nel Reparto di Ginecologia e Ostetricia sono il 9% del totale delle donne, nel 2005 le donne straniere, sul totale delle donne,
sono il 16%
Donne ricov e rate in Oste tricia e Gine cologia
(anno 2005)
Donne ricoverate in Ostetricia e Ginecologia (anno
2004)
Stra nie re
16%
Straniere
9%
Ita lia ne
84%
Italiane
91%
I nati da donne straniere nel 2005 sono il 16,3% del totale, a differenza dei nati nel 2004 che sono il 6,6%. Un ulteriore dato che risulta interessante
è quello riguardante le IVG. Il ricorso all’IVG da parte delle donne straniere nel 2005 è risultato il 43% del totale, a fronte del 25,2% nel 2004. Il
problema è che a fronte di una graduale diminuzione del ricorso all’IVG delle donne italiane, le donne straniere presentano un trend di crescita
importante. Nei grafici seguenti, oltre ai dati fin qui esposti, sono riportati i principali paesi di provenienza delle donne che fanno ricorso all’IVG.
NUMERO DI IVG PER PAESE DI PROVENIENZA - ANNI 2004-2005
donne straniere
NUMERO DI IVG
2004
2005
donne italiane
35
450
400
30
350
300
25
20
250
200
15
150
100
10
5
42
51
348
297
69
100
170
312
297
223
50
0
0
ROMANIA
MOLDAVIA
UCRAINA
NIGERIA
ALBANIA
CAMERUN
JUGOSL.
(SERBIAMONTE.)
2004
20
20
18
14
4
4
3
3
2
2005
20
25
32
25
5
3
5
10
15
CINA
MAROCCO
2001
2002
2003
2004
2005
È interessante notare la differente distribuzione degli accessi ai reparti di degenza tra maschi e femmine. Difatti l’accesso dei maschi si distribuisce
abbastanza uniformemente, mentre è nettamente preponderante il rivolgersi all’area dell’Ostetricia/Ginecologia da parte delle donne straniere.
MASCHI PER REPARTO DI RICOVERO (DEGENZA ORDINARIA)
valori assoluti
FEMMINE PER REPARTO DI RICOVERO (DEGENZA ORDINARIA) valori assoluti
OSTETRICIA GINECOLOGIA
MED. D'URGENZA
CLIN. PEDIATRIA
CLIN. PEDIATRIA
DIV. PEDIATRICA
MED. D'URGENZA
I DIV. MEDICA
DIV. PEDIATRICA
MAL.INFETTIVE
IST. MEDICINA INTERNA I
AUDIOLOGIA
DIV. NEUROCHIRURGIA
I DIV. MEDICA
CLINICA CHIR.
CLINICA CHIR.
CHIRURGIA PEDIATRICA
AUDIOLOGIA
OTORINOLARINGOIATRIA
IST. CHIR. GENERALE
DIV. ORTOPEDIA
04
05
04
05
CHIRURGIA PEDIATRICA
IST. MEDICINA INTERNA I
0
10
20
30
40
50
60
70
0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
500
A Marzo 2005 è stata formalmente attivata la Funzionalità di Mediazione (convenzione con cooperativa CAMELOT). Da marzo a dicembre 2005 i
casi seguiti dalle mediatrici sono stati N. 316, gli interventi di mediazione N. 609. La domanda di Mediazione Interculturale è stata richiesta
prevalentemente in caso di accoglienza di utenti provenienti dall’Ucraina, Marocco, Romania, Tunisia, Romania, Nigeria e Moldavia. Le
motivazioni della richiesta di mediazione riguardano: bisogno d’informazione, sostegno sociale, consenso alle cure e percorso IVG.
I dipartimenti che hanno richiesto maggiormente il servizio di mediazione sono stati: Riproduzione e Accrescimento, Emergenza, Patologia e
Oncologia. Per gli altri dipartimenti le UU.OO. maggiormente coinvolte sono state l’Ematologia, Malattie Infettive, Radiologia e Servizi quali
l’Anestesiologia e Assistenti Sanitarie.
Ricorrente, e comune per tutte le nazionalità di provenienza, è il bisogno di informazione, sia di contenuto sanitario (stato di salute, consenso
informato alle cure), sia di carattere legislativo/amministrativo (posizione rispetto all’iscrizione al SSN), nonché di accesso alla rete dei servizi sul
territorio (AUSL, Servizi alla persona, volontariato).
Ore di Mediazione per Tipo d'Intervento - 2006
50
45
40
35
Accompagnamento
cartella clinica
Dimissione
Informare
sostegno
30
25
20
15
10
5
0
cina
marocco
moldavia
nigeria
pakistan
romania
tunisia
Ucraina
Ucraina, Marocco e Nigeria sono le provenienze con cui l’Ufficio è più a contatto attraverso la funzionalità di mediazione. Ciascuna di queste
provenienze presenta ricorrenti difficoltà in specifici percorsi di cura. L’intervento del mediatore si connota nel facilitare la fruibilità della rete
interna dei servizi.
Ucraina
Nigeria
Marocco
30
25
16
14
25
20
12
20
10
15
15
8
10
6
10
4
5
5
2
0
0
0
D.H.
Ginecologia
Ematologia
Ginecologia
medicina
interna
Oncologia
Ostetricia
Pronto
Soccorso
Clin.
Pediatrica
Ematologia
Ginecologia Neurochirurgia Neurologia
Oncologia
Ostetricia
pediatria
D.H. Ginecologia
Ginecologia
Mal. Infettive
Med. D'urgenza
Ostetricia
Il processo di accoglienza e mediazione è documentabile attraverso:
- Presenza della network dei Facilitatori dell’Accoglienza
- Presenza delle Procedure di mediazione
- Presenza della Scheda d’Accoglienza e della Scheda di Mediazione
- Realizzati n. 3 eventi formativi: 1. Accogliere in Ospedale la transcultura al servizio di tutti (3 edizioni); 2. Ri-Conoscere:
Emarginazione e Solitudine; 3. Workshop "L'altro diritto di cura
- Presenza del Libretto informativo "Sono incinta" tradotto in 8 lingue: Inglese, francese, rumeno, albanese, cinese, russo, pakistano,
arabo
Complessivamente la maturità raggiunta dal processo di accoglienza e mediazione, secondo il Process Maturity Model P.M.M, è di livello 2
(processo ripetibile e passi del processo documentati) in migrazione verso il 3 con la relativa codifica aziendale della procedura da parte dell’Ufficio
Qualità.
L’analisi dei dati conoscitivi sulle modalità assistenziali delle due Aziende Sanitarie e la valutazione condivisa della crescita progressiva del
fenomeno migratorio nel territorio ferrarese, rendono opportuna una metodica di lavoro a proiezione pluriennale, a forte integrazione delle
competenze decisionali e delle competenze professionali, per superare la cultura della sola gestione delle emergenze o dei problemi attuali. I
fondamenti possono essere:
• consolidamento del coordinamento delle diverse prestazioni e servizi forniti dalla AUSL
• consolidamento delle strategie di accoglienza , accompagnamento, presa in carico della Azienda Ospedaliero-Universitaria con condivisione
del know-how, in fatto di competenza, conoscenza ed esperienza documentata e progettata.
• condivisione di un progetto permanente interaziendale , finalizzato al miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini
stranieri e alla piena fruizione dei diritti e delle tutele del SSN, in un’ottica di continuità assistenziale territorio-ospedale/i.
• consolidamento delle collaborazioni con tutti i soggetti istituzionali e associativi che, a vario titolo, si occupano di politiche migratorie locali
Assumendo questi obiettivi generali , le Aziende Sanitarie della provincia di Ferrara, anche in coerenza agli obiettivi posti dal PSN 2006/08, dal
primo Piano Regionale Sociale e Sanitario, dal Piano Per la Salute provinciale, dai Piani Sociali di Zona 2005-2007, approvano il progetto
interaziendale che, trova la sua razionalità nel proporsi di affrontare i seguenti problemi:
•
•
•
•
•
•
Gap tra iscrizione alle anagrafi dei Comuni e anagrafe sanitaria con accesso tardivo al Servizio Sanitario Nazionale
Mancanza/scarsa informazione e formazione sull’accesso e fruibilità dei servizi;
Elevato ricorso all’IVG per le donne straniere;
Scarso ricorso agli sceening oncologici;
Incidenza di patologie oncologiche specifiche tra le donne dei Paesi dell’Est Europa, in particolare Ucraine;
Incomprensioni e inadeguata compliace: gravidanza, parto, educazione alla salute e terapeutica
•
•
Parziale integrazione delle funzioni del Dipartimento di Sanità Pubblica con le politiche assistenziali territoriali e ospedaliere, e con le
politiche sociali territoriali;
Parziale continuità assistenziale e discontinua integrazione fra ambito ospedaliero e territoriale.
Problemi organizzativi:
- Disagio vissuto dagli operatori: mancanza/scarse conoscenze riguardo le risorse in servizi presenti nel territorio;
- Assenza di una rete formale e di strumenti di comunicazione (mancanza di sinergia tra le diverse risorse);
- Assenza di un monitoraggio, di una valutazione e di un piano d’azione coordinato.
L’idea di gestire e di leggere in forma organica e sistemica la domanda di salute dei cittadini stranieri presenti sul territorio ha posto le basi per una
progettualità interaziendale riguardo il fenomeno migratorio e l’interculturalità. Il progetto riteniamo possa essere facilitato anche dal fatto che i
numeri delle presenze dei cittadini stranieri non presentano carattere emergenziale nei riguardi delle politiche sanitarie e socio-sanitarie, ma
permettono, pur nella complessità della domanda d’aiuto (clinica, assistenziale e relazionale), di pensare a forme di accoglienza e di
accompagnamento nel circuito locale socio sanitario , di tipo sistemico.
Obiettivi del progetto
Obiettivo Generale
Implementare un Servizio Interaziendale di Mediazione Interculturale che permetta di condividere e integrare strategie di miglioramento per
l’accesso e uso della rete dei servizi sanitari e sociosanitari da parte dell’utenza straniera.
Obiettivi Intermedi
• Condividere le conoscenze e le esperienze tra operatori delle aziende sanitarie rispetto l’immigrazione, la transcultura e l’intercultura.
• Implementare il lavoro di rete tra gli operatori, i servizi e le aziende quale metodologia facilitante l’inclusione degli utenti stranieri nei
percorsi d’aiuto, ed equità nell’utilizzo delle risorse.
• Realizzare una presa in carico e fornire risposte d’aiuto all’utente straniero non condizionate dalle differenze culturali e linguistiche
affiancando il mediatore interculturale al team assistenziale.
• Realizzare interventi rivolti agli immigrati per facilitare l’accrescimento delle competenze personali e di piccolo gruppo riguardo la
salute/stili di vita e uso dei servizi
• Monitorare la domanda e il lavoro svolto, produrre una reportistica che faciliti una lettura organica del profilo di salute dell’utenza straniera
e la realizzazione di azioni coordinate e condivise.
Realizzazione del Progetto
Un territorio, e una rete dei servizi sanitari e sociosanitari, che mette al centro la persona, la sua storia e la sua cultura diviene luogo ed occasione
per favorire processi di integrazione reale. La necessità di definire un progetto organico interaziendale di mediazione interculturale è data
dall’esigenza di superare la frammentazione delle iniziative gia presenti, dalla necessità di dare risposte con continuità agli operatori e agli utenti
che ne fanno sempre più domanda, e di garantire un servizio sanitario interessato e ispirato alla rete integrata delle prestazioni, delle professionalità
e delle opportunità.
La complessità relazionale dell’attuale utenza presuppone la capacità di comprendere un modo diverso di essere, diverse abitudini, diverse
interpretazioni di un malessere, dando in tal modo all’utente sicurezza e fiducia nel raccontare la propria vita e le proprie tradizioni in modo verbale
o in modo non verbale, attraverso il corpo, il gesto, l’acconciatura, gli oggetti personali, il vestire. Questa capacità di lettura di valori culturali che
proprio nel momento di fragilità, determinato dalla malattia , emergono con forza nel pensiero e nel comportamento di una persona, è richiesta non
solo dinanzi ad uno straniero ma anche nell’incontro con i connazionali.
Il progetto è guidato dai seguenti principi: Continuità assistenziale, Valutazione della domanda d’aiuto, Risposta appropriata al grado di competenze
della persona migrante, Valutazione e Programmazione. Quello che si vuole realizzare è l’implementazione di una rete, nel territorio provinciale, di
n. 5 postazioni, diversificando l’offerta di mediazione interculturale a seconda delle caratterizzanti del territorio, del tipo di competenza linguistica
e del tipo d’intervento richiesto.
Nell’allargare e qualificare l’offerta sanitaria ai cittadini stranieri, non si intende realizzare una risposta d’aiuto parallela, ma fornire un servizio per
tutti, arricchendo le competenze degli operatori attraverso il valore aggiunto dato dalle sinergie professionali oltre che organizzative, e affiancare a
questi o a servizi già esistenti strategie culturalmente sensibili. Il contenuto del servizio potrà allora risultare sostanzialmente analogo a quello
erogabile a un utente autoctono, o potrà invece presentarsi come sensibilmente diverso in quanto propone l’approccio transculturale. La presente
azione progettuale interaziendale può facilitare percorsi di miglioramento continuo della qualità, e può inserirsi tra le proposte delle “buone pratiche
in sanità”, mettendo al centro il cittadino-cliente e, rafforzando garanzie e diritti, permettendo il passaggio da un modello centrato sulla funzione di
tutela – advocacy - ad una funzione di valorizzazione delle capacità e delle abilità - empowerment.
La figura del mediatore interculturale svolge una funzione “ponte” tra utente ed operatore, facilitando la risoluzione del problema e le connessioni
tra diversità rendendo possibile uno scambio costruttivo rispettoso delle singole peculiarità, nato dal confronto, che genera una terza via, accettabile
per entrambi.
La Funzionalità di Mediazione Interaziendale prevede la messa in rete di n. 5 Postazioni (nodi di rete) con Presenza fissa dei Mediatori
Interculturali: Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara ( in rete con il Dipartimento di Sanità
Pubblica), Salute Donna e Pediatria di Comunità di Portomaggiore, Ospedale di Cento ( in rete con Salute Donna ), Ospedale del Delta ( in rete con
Consultori del Distretto).
PROGETTO DI RETE INTERAZIENDALE
Azienda USL di Ferrara
Salute Donna e
Pediatria di Comunità
di Ferrara
Salute Donna
Portomaggiore
Ospedale del Delta
Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara
Ospedale di Cento
Ufficio Accoglienza
Mediazione
La Mediazione Interculturale in Presenza fissa è il riferimento locale della Funzionalità di Mediazione e può soddisfare bisogni di informazione,
ascolto, accompagnamento e facilitazione amministrativa, gestione degli interventi di mediazione su appuntamento, consulenza telefonica,
mediazione linguistica e culturale a richiesta degli operatori dei servizi /reparti/ambulatori. Ogni postazione potrà servire una definita area
territoriale e dovrà essere dotata di PC, telefono fisso con segreteria telefonica e cellulare aziendale o cercapersona. L’Ufficio/Servizio, ove
presente la postazione fissa, è sede lavorativa del Referente d’Area che, in possesso del documento dell’intero repertorio mediatori, svolge funzioni
di raccordo coi servizi di riferimento e di organizzazione delle attività. Durante le ore di apertura della postazione fissa gli operatori presenti
nell’area territoriale, possono far riferimento a questa struttura per contattare la mediatrice, inoltrare richieste di mediazione, richiedere consulti
telefonici e richiedere brevi traduzioni.
I Referenti d’area affiancati dai responsabili dei servizi e direttori di osservatori privilegiati comporranno il Gruppo Tecnico Interaziendale.
Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara e Salute Donna di Portomaggiore fornisce un servizio di Mediazione Interculturale di 1° livello,
l’Ospedale del Delta, Ospedale di Cento e Ufficio Accoglienza e Mediazione dell’Azienda Ospedaliera di Ferrara fornisce un Servizio di 2° livello.
Le Azioni Progettuali che s’intendono realizzare nel periodo di sperimentazione, in quanto risultati problemi prioritari, sono:
- Formazione del personale
- Intervento di Medicina preventiva e mediazione interculturale per una nuova offerta sanitaria (Vedi Progetto allegato “I servizi sanitari di
fronte al fenomeno dell’immigrazione massiva : medicina preventiva e mediazione culturale in un nuovo progetto di offerta sanitaria”
proposto dall’Università degli Studi di Ferrara-Dipartimento di Medicina, sezione di Igiene e medicina del lavoro e dal Dipartimento di
Sanità Pubblica)
-
Percorso IVG e Contraccezione Transculturale
Miglioramento del percorso nascita
Sostegno alla presa in carico dei presidi ospedalieri territoriali
Interventi di Educazione alla salute riguardo: Screening Oncologici, MST,HIV, Vaccinazioni
Metodologie
L’approccio utilizzato è del tipo Bottom-Up, con partenza dall’analisi della domanda, dai bisogni dei singoli operatori.
La Metodologia Transculturale e il Metodo dell’Ascolto Attivo facilitano l’incontro con la complessità dell’utenza straniera.
La Metodologia di rete risponde all’esigenza di rinnovamento, governo dei processi e integrazione delle aziende sanitarie in quanto sollecitate da
un’utenza in cambiamento e complessa. La rete si presenta come una comunità di pratiche, formata da nodi, da un’insieme di soggetti uniti da un
progetto che realizzano comunicazioni, scambi e integrazioni.
Risultati Attesi
• Dare funzionalità di Mediazione Interculturale interaziendale che eviti duplicati di risposte, razionalizzi le risorse, integri i piani d’attività
rivolti alla popolazione straniera delle aziende;
• Facilitare la produzione di una documentazione sanitaria e assistenziale completa e precisa utile alla rendicontazione economica;
• Sostenere la integrazione professionale tra operatori delle aziende, ove particolarmente presente utenza straniera, dando vita ad un gruppo
tecnico impegnato nell’analisi, monitoraggio e indirizzo;
• Individuare e utilizzare competenze avanzate in ambito relazionale/educativo presenti nelle Aziende e fornire risposte di aiuto “Secondo
cultura”;
• Rendere disponibile un gruppo di mediatori interculturali a valenza interaziendale competente della rete e in grado di rispondere attraverso
interventi ordinari, programmati e urgenti;
• Produrre strumenti di comunicazione che permettano il governo del processo di mediazione interaziendale (procedura), la documentazione
della presa in carico – percorso utente (scheda di mediazione) e la continuità assistenziale;
• Mettere in rete di n. 5 postazioni (nodi di rete) con Mediatori Interculturali (n.1 postazione presente all’interno dell’Azienda Ospedaliero
Universitaria di Ferrara e n. 4 presenti nell’area territoriale dell’Azienda USL di Ferrara;
• Rendere il cittadino straniero competente nella cura e autocura;
• Superare il gap tra le anagrafi civili e l’anagrafe sanitaria provinciale incrementando l’iscrizione al SSN dell’utenza straniera;
• Socializzare l’esperienza, valutare l’impatto progettuale e proporre azioni coordinate e condivise.
Cronogramma
Attività
Analisi dell’esistente
Studio epidemiologico /
Utilizzo delle strutture
sanitarie da parte degli
utenti stranieri
Studio
comparato
anagrafe
sanitaria
anagrafi
comunali
questura di Ferrara, e
costituzione di un gruppo
di lavoro
Creazione di un gruppo
tecnico interaziendale di
operatori e mappatura
della rete dei servizi
esistenti
Formazione
Transculturale/Intercultur
ale e immigrazione del
gruppo tecnico
Creazione della procedura
di lavoro e degli strumenti
di monitoraggio
Creazione del gruppo
interaziendale dei
mediatori con relativo
coordinatore
Stima delle competenze
linguistiche
necessarie
alle n. 5 sedi
Selezione dei mediatori in
Ott
06
Nov
Dic.
Gen
07
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Sett
Ott
Nov
Dic
07
collaborazione con il
Fornitore
Accoglienza
dei
Mediatori e Orientamento
Inizio sperimentazione
della rete n. 5 sedi di
mediazione
Condivisione e Reporting
con il gruppo tecnico:
Problemi Prioritari di
Salute e Piano di lavoro
Valutazione di processo e
finale
Report e valutazione del
grado di maturità del
processo
Indicatori
Presenza gruppo di lavoro tecnico interaziendale
N. incontri di valutazione e repoting svolti/N. Incontri programmati
Presenza repertorio mediatori interaziendale
Presenza della procedura di mediazione interculturale interazienda
Presenza della scheda di mediazione
Piano di lavoro della Rete delle 5 postazioni di mediazione
N. casi affrontati insieme ai mediatori/N. casi che hanno richiesto consulenza di mediazione
N. di casi risolti dagli operatori dei servizi insieme ai mediatori/N. di stranieri che hanno usufruito dei servizi/UU.OO
Aumento delle iscrizioni al SSN
Aziende Sanitarie Coinvolte nel Progetto:
Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara e Azienda USL di Ferrara
Responsabili Scientifici
D.S. Davide FABBRI
D.S. Edgardo CONTATO
Referenti di Progetto Interaziendale
Sandra BOMBARDI
Paola CASTAGNOTTO
Patner di Progetto
Piani per la Salute
Ass. Politiche Sociali e Sanitarie del Comune
Ass. Politiche Sociali e Sanitarie della Provincia
Centro Servizi Integrato per l’Immigrazione
Proposta di sviluppo per l’anno 2008: Alfabetizzazione alla salute ed al buon uso dei servizi sanitari, per le persone immigrate
Il progetto ‘La mediazione interculturale interaziendale’ presenta un’ottica poliennale e affronta, opportunamente, la problematicità dell’accoglienza
Allegati
della persona
immigrata,
nei tempi medio
brevi. Nel
completo spirito di integrazione e nell’attenta volontà di fare sistema si testimoniano qui due fatti
1. Elenco
dei Referenti
del Progetto
Interaziendale
aggiuntivi:2. a)Organigramma
il DipartimentoFunzionale
di Sanità Pubblica
dell’AUSL di Ferrara dall’anno 2006 sta operando con l’apporto dell’Università degli Studi di
del Progetto
Ferrara, Dipartimento
Medicina
Clinica Sperimentale, Sezione di Igiene e Medicina del lavoro, al progetto “I servizi sanitari di fronte al fenomeno
3. Gruppo di
Tecnico
Interaziendale
dell’immigrazione
massiva,
medicina
preventiva e mediazione culturale in un nuovo progetto di offerta sanitaria” , con attenzione focale all’anagrafe
4. Procedura Interaziendale
sanitaria, 5.
allaDiagrammi
valutazione di
delle
banche
dati dedicate
ed alla ipotesi
il carico didi
carico
d’assistenza
per la popolazione immigrata; B) la fase
Flusso
– Intervento
di Mediazione
1° predittiva
livello e Intervento
Mediazione
2° livello
istruttoria6.di questo
progetto
di
collaborazione
ha
messo
in
luce
la
necessità
di
sviluppare
un’iniziativa
di
‘Alfabetizzazione
alla salute ed al buon uso
Referenti della Rete dei Servizi – Facilitatori dell’Accoglienza e Mediazione
dei servizi7. sanitari’
delleMediatori
persone immigrate, azione che il Dipartimento di Sanità presenta qui in sintesi alle Direzioni aziendali e che potrebbe
Repertorio
costituire una proposta di sviluppo sul medio-lungo periodo in base ad alcune considerazioni che qui si sintetizzano in premessa.
8. Presenza settimanale dei mediatori nelle sedi di attivazione - Mediazione Ordinaria
Nella proposta di ‘azione aggiuntiva’ da articolare in armonia con le altre azioni già esistenti o nascenti, si è confortati dai due seguenti eventi:
9. Modulo Richiesta Traduzioni
‰ Il “Programma 2006-2008 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri” della Regione E. R. al punto 2 .4 suggerisce anche
“l’attivazione di campagne informative (sull’accesso ai servizi) rivolte sia ai cittadini immigrati, sia ai cittadini italiani”
‰ Le recenti decisioni di Governo orientano ad enfatizzare le azioni di alfabetizzazione alla lingua seconda, anche per il processo di
riconoscimento di cittadinanza
Alfabetizzazione alla salute: il modello di riferimento
Il modello di riferimento del progetto fa capo alla psicologia di comunità 1 , alla pedagogia della salute, alla pedagogia degli adulti ed alla pedagogia
della Lingua seconda, con l’approfondimento delle metodologie e progettazioni della alfabetizzazione alla salute descritta da un’ampia letteratura2 in
particolare straniera, da cui si desumono due aspetti basilari dell’alfabetizzazione alla salute che:
1. necessita di attenzione all’alfabetizzazione generale, quindi padronanza e comprensione, della lingua del Paese di nuovo insediamento,
competenza che tecnicamente può essere definita come ‘abilità alla lingua seconda’
2. risulta uno dei determinanti fondamentali della salute e, nel suo essere presente o assente, condiziona profonde disuguaglianze sociali.
Alfabetizzazione alla salute : risorse del contesto e possibilità
L’azione delle Aziende Sanitarie potrà consistere in uno stimolo culturale che veda la salute come aspetto fondamentale della vita della persona,
concetto che può essere affermato in contesti anche ‘altri’ rispetto a quelli sanitari. Esistono sul territorio della Provincia di Ferrara alcune risorse che
potrebbero essere meglio orientate per ottenere un’efficacia estensiva sulla popolazione immigrata. Valgano per tutti i Centri Territoriali Permanenti
del Ministero della Pubblica Istruzione ed i Sindacati. La mappa estesa sarà meglio analizzata in un momento di avvio di applicazione ed in ogni caso
si potrebbero prevedere protocolli d’intesa tra Aziende sanitarie , Sindacati, CSA scolastico ed altri soggetti che si vadano ad individuare per un ‘patto
per la salute dell’immigrato’ che medi attraverso l’azione educativa. Quest’ultima potrà vedere coinvolto personale sanitario a svolgimento di azioni
educative anche in sedi della comunità diverse da quelle sanitarie
________________
1Valga per tutti il manuale di Pietro Amerio (2000), Psicologia di comunità, Il Mulino, Bologna
Si farà riferimento ai lavori di Don Nutbeam, in particolare, (2000) Health literacy as a public goal : a challenge for contemporary health education and communication strategies into the 21st
century, Health Promotion International, vol. 15, n.3, Oxford University Press, London; e di Ilona Kickbusch di cui in particolare (2001) Health Literacy: addressing the health and education divide,
Health promotion International, vol.16,n.3, Oxford University Press, London
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La Mediazione Interculturale Interaziendale