Associazione Sale e Lievito
Corso-laboratorio di Narrazione della
Scrittura
Ed erano stupiti... (Mc 1,22)
La Buona Notizia secondo Marco narrata e attualizzata
con nuovi linguaggi
Per catechisti, animatori ed educatori
della Diocesi di Bologna
Materiali a seguito dell'incontro del 13 dicembre 2014
Relatore il Prof. Marco Tibaldi
Sintesi dell'incontro
QUADRO: M. Rupnik, L'Annunciazione (Capiago, Como)
Il quadro mostra l'annunciazione dell'angelo a Maria e l'angelo che le porge questa bellissima
notizia srotola un rotolo scritto con l'oro, come a mostrarle che tutto ciò è già stato scritto,
preannunciato, mentre Maria accoglie la maternità e tra le mani serba un gomitolo di filo rosso, con
cui si comincia ad intessere nel suo grembo la vita del Verbo. L'annunciatore quasi avvolge Maria
con le proprie ali e nello stesso tempo trattiene un poco l'ala, per non risultare troppo invadente
nella sua vita e permettere a Maria di scegliere nella libertà, se vuole, di dire sì a questa bellissima
proposta che le viene fatta.
Giorgio Mazzanti, biblista e teologo fiorentino ha scritto una serie di testi sulla lettura sponsale
della vicenda di Gesù, lui ha intuito questo aspetto perchè la Bibbia è un libro scritto da laici che si
rivolge ai laici e il 99 per cento dei laici ha a che fare con una moglie, un marito e dei figli, la
famiglia è il grembo entro cui nasce l'incarnazione di Dio e non a caso anche gli amici che hanno
scelto la consacrazione vivono in una famiglia religiosa; c'è una grande complementarità delle
vocazioni perchè comunque sono un confronto con l'altro.
Vedremo le avventure di Gesù attorno al lago e come ha ricordato Marcheselli questo contesto è
significativo, gli Ebrei hanno paura dell'acqua, sono un popolo di terra nato dal deserto, l'acqua per
loro è sempre un ambiente un po' inquietante tanto che danno al loro lago di Galilea l'appellativo di
mare. Le grandi acque nella Scrittura sono simbolo della confusione, un luogo pericoloso, dopo la
creazione Dio ha insegnato all'uomo ad entrare nelle grandi acque nella vicenda dell'esodo e ha
portato la salvezza proprio dove non si immaginava che ci potesse essere; sono questi gli elementi
che stanno nel sottofondo dei testi che vedremo oggi.
Gesù non ha paura delle acque, cammina sulle acque lago, dorme mentre c'è la tempesta, vediamo
due storie che ci fanno da guida e che avvengono intorno al lago.
L'annuncio alla famiglia
Alla fine dell'episodio della volta scorsa (Mc 5,18) l'uomo indemoniato guarito da Gesù lo
supplicava di rimanere con lui, voleva stare a contatto con Gesù, ma Gesù non glielo permise e
disse: - Va dai tuoi familiari e annuncia loro ciò che ti ho fatto. - Se vogliamo tradurlo in termini
odierni l'uomo sta dicendo che vuole andare ad annunciare nelle periferie, e Gesù gli risponde di
tornare a casa propria e annunciare lì, nella propria famiglia che è un posto quasi difficile come le
periferie perchè ci sono i propri figli, la propria famiglia che non ne vogliono sapere. A volte è più
difficile annunciare il Vangelo in casa propria che non all'esterno, la casa è il luogo dove vivono
l'uomo e la donna, c'è un rimando al dire che quello che succede nella casa è fondamentale.
I vescovi italiani non a caso stanno lavorando tantissimo sul tema della casa e della famiglia perchè
quello che si è perduto oggi è la gioia di creare una famiglia: i giovani dicono che vogliono
divertirsi fino a 30-35 anni, poi forse decidono di andare a convivere. Assistiamo oggi alla crisi
progettuale della famiglia e Gesù invita l'ex indemoniato ad andare prima di tutto da quelli di casa
propria, loro che sono pagani e non conoscono il progetto di Dio sull'uomo e sulla donna. Al giorno
d'oggi tante coppie si separano ma è chiaro che questo avviene perchè si sposano non conoscendo la
premessa: la vocazione all'amore, a sposarsi nel Signore. Gesù dice che c'è un'urgenza di andare dai
suoi, da quelli della propria famiglia, sono loro i lontani cui annunciare. Egli se ne andò, dice il
racconto evangelico, ma non fece quello che gli aveva detto Gesù, va a proclamare tra la sua gente:
non gli basta la famiglia, ha talmente tanta gioia nel cuore che deve proclamarla a tutti. Ora Gesù e i
suoi discepoli ripassano il confine sul lago e ritornano in Galilea, Gesù non ha paura di stare lungo
il mare e venne a lui uno dei capi della sinagoga di nome Giairo.
Mc 5, 21-43 Giairo e l'emorroissa
Entriamo nella vicenda di Giairo: è il capo della sinagoga, quindi che caratteristiche ha secondo te?
Come lo immagini? Un uomo istruito, molto sapiente e non genericamente, conosce bene le
Scritture. E' un uomo rispettato, l'arcisinagogo lo chiama Marco cioè è il capo in primis: nel testo
c'è molta enfasi sul suo ruolo, come a dire che è un uomo un po' rigido, inquadrato, poichè deve fare
il capo, Giairo conosce benissimo tutti i precetti della legge e per lui, a partire dalla propria casa,
tutti i precetti sono legge.
Drammatizzazione della prima vicenda
Immagina di essere la figlia di Giairo e avere l'età da marito, la ragazzina ha circa 12 anni e in
questa cultura vuol dire che è una donna pronta per il matrimonio - la trentenne di oggi, una donna
matura. La ragazza al sabato sera vuole uscire con le sue amiche e andare in discoteca, cosa gli dice
Giairo?
(Le donne si mettono nei panni della ragazza, gli uomini nei panni di Giairo, il conduttore si mette
nei panni della moglie di Giairo, invitare le persone a stare dentro la scenetta e non uscirne)
Figlia: "Posso uscire stasera?", "Ci vanno tutte le mie amiche", "Perchè no?"
Giairo: "No, tu balli in casa", ''Sono tuo padre e fai quello che dico io", "Finchè stai in questa casa e
anche dopo, fai quello che dico io"
Giairo: "Moglie, volevi dirmi qualcosa sull'educazione di mia figlia?"
moglie di Giairo: "Sì volevo dirti qualcosa", "Io voglio dire la mia!"
Giairo: "Donna stai sottomessa!", "Crei dei danni alla promessa se fai così', "Ascolta, se tu vai
avanti così ti ripudio, firmo il libretto".
Analisi del contesto
Anche oggi accade così, a quel tempo c'era un'altra mentalità, è vero, però dobbiamo anche
ritrovare la continuità con l'oggi altrimenti ci si sgancia dal problema in questione. Anche
oggigiorno capitano le stesse dinamiche, forse non in casa nostra ma ci sono anche oggi gli
arcisinagogali, è una figura che vive dentro di noi perchè i figli fanno sempre quello che non ci
aspetteremmo, non vorremmo. Noi siamo i religiosi e se una figlia dice che sta a dormire dal
ragazzo comincia la battaglia: "No, sono contrario" dici tu e lei risponde: "Siete dei bigotti!'. Come
a quel tempo, noi abbiamo la legge e dei principi e cerchiamo di trasmetterli agli altri, ai nostri figli;
c'è diversità ma c'è anche una grande continuità tra le storie del Vangelo e la nostra vita di oggi,
altrimenti non ci servirebbe leggerlo. Un film di qualche anno fa ha come protagonista Warren
Beatty, si intitola Foot loose e racconta di un padre che vieta il ballo alla propria figlia e la figlia
ovviamente si innamora di un grande ballerino che viene dalla città, anche nel film Dirty dancing ci
sono delle dinamiche simili, ovvero è un tema comune anche oggigiorno.
Giairo quando si presenta a Gesù sta dicendogli che la sua bimba sta morendo, la chiama bimba
anche se a tutti gli effetti è già grande, sarebbe come oggi un papà che ha una figlia di 20 anni e la
chiama bimba: il testo ci segnala che c'è un attaccamento paterno molto consistente per una ragazza
che è considerata già donna.
Questa storia del Vangelo è incastonata ad un'altra, come a dire che questo è lo sfondo della vicenda
che ora l'evangelista ci vuole raccontare: una donna malata che ha speso tutti i suoi averi per
guarire, inutilmente. Il Vangelo di Marco è sempre a tinte forti, molto stagliati i suoi personaggi.
Proviamo ad entrare nella storia della seconda donna, e per prima cosa vediamo il contesto storicoculturale in cui la vicenda è posta. Si tratta di una donna che ha una disfunzione, la dismenorrea, e
in quella cultura questo la rende perennemente impura, intoccabile: avviene anche oggi che un
rabbino in aereo può richiedere di non sedere vicino ad una donna perchè potrebbe essere mestruata,
quindi impura.
Mettendoti nei panni della donna, come ti senti? Mi sento l'ultima delle ultime, isolata, condannata
come peccatrice, penso che devo stare lontana dalle persone, mi chiedo se starò male, chi mi aiuterà
dato che sono impura. L'animatore dell'incontro in questo momento sta parlando a nome di tutti, se
chiama fuori qualcuno a impersonare la donna lo chiama a nome di tutti, ma se ti chiamo a metterti
in scena davanti a tutti non riesci neanche ad alzarti dalla sedia, perchè un conto è il coraggio
pensato ed un conto è il coraggio agito: è sempre più facile estraniarsi dalla scena e parlare in terza
persona, per questo chiediamo invece di mettersi nei loro panni e di parlare in prima persona.
Drammatizzazione della seconda vicenda
Il gioco consiste nel mandare una ragazza fuori dalla porta e, in sua assenza, parlare agli altri
spiegando la regola del gioco che verrà fatto ora: chi si fa toccare dalla donna uscita, che
rappresenta l'emorroissa, va a finire all'inferno.
Ora il conduttore la chiama dentro e la invita a toccare qualcuno, lei cerca di farlo ma chi è toccato
viene mandato fuori, va all'inferno per sempre, perciò tutti sfuggono e cercano di non essere toccati.
Obiezione: la donna mica ce l'aveva scritto in fronte che era mestruata, e poi c'era ressa, lei infatti
va da Gesù di nascosto, va da lui ma non nel suo paese per non essere riconosciuta da nessuno. Ma
nel paese dove l'emorroissa abita lo sanno tutti del suo problema, i suoi vicini di casa l'hanno vista
andare a fare delle visite, hanno capito che c'è qualcosa che non va; sanno che è andata dai medici
molte volte, hanno visto che ha speso tutti i suoi soldi, sanno che è qualcosa di grosso, la vox populi
in un villaggio corre veloce e lo sanno tutti quel che ti accade, è chiaro che invece se stai in una
metropoli non ti conosce nessuno. Ma il capo sinagoga del suo paese ha avvertito tutti che quella
donna è impura, non bisogna toccarla altrimenti c'è la punizione divina, l'inferno. Se vuoi
comprendere questo racconto in termini attuali basta che vai dai tuoi colleghi di lavoro e dici loro:
"Sapete che sono sieropositivo?" Tutti si tirano indietro per evitarti perchè non si sa mai, anche se
oggi sappiamo tutti che basta non mescolare i fluidi comunque quella persona la eviti, non la cerchi,
non la saluti, non ti viene di chiamarla in un contesto di relazioni. Cosa pensa la gente di un
sieropositivo? Che la malattia se l'è cercata: o è un drogato o un gay, oppure uno che va con molte
donne quindi alla fine ben gli sta. Io mi sento addosso un senso di maledizione, mi chiedo: cosa ho
fatto di male per meritarmi questa malattia? "Maestro, chi ha peccato?" chiedono al cieco nato.
Forse i suoi genitori e non lui, ma la grande vendetta si scarica su di lui con la cecità e tutti lo
evitano". Anche le donne evitano l'emorroissa perchè ha una sorta di maledizione addosso, è una
cosa che va oltre il codice culturale, l'associazione malattia-peccato viene dal peccato originale, la
malattia viene identificata come segno della colpa.
La situazione della donna è di grande emarginazione: coglie l'occasione che Gesù non è nel suo
villaggio e ha la persuasione che se riuscirà a toccare anche solo un pezzettino di lui guarirà perchè
ha sentito dire che è uno che guarisce, che salva. Il Vangelo dice qui una cosa interessante, non dice
che questa donna sarà guarita ma che sarà salva, la salvezza per lei è la guarigione. Dire "Vado dal
medico" e dire "mi salvi" oppure "mi guarisca" sono due cose simili ma diverse, la donna ha
bisogno di essere salvata e la guarigione sarà nello scoprirsi salvata.
Della figlia di Giairo non si dice il nome come neppure dell'emorroissa, la posta in gioco è che non
ci sono dentro solo loro due ma in questo racconto siamo in gioco tutti.
Scoprire i significati simbolici
Vediamo il significato simbolico dell'episodio che è valido anche per noi, perchè ciò che è
simbolico è più profondo e più reale di ciò che è storico: se ti dico "Tu sei il mio sole" dico molto di
più che non se ti dico "Tu mi piaci", quindi passare alla dimensione simbolica del brano non è fare
un passo indietro per scoprire qualche pillolina utile anche a noi, bensì significa entrare negli aspetti
più profondi. Marco racconta di due donne che hanno problemi nella gestione dell'affettività: una è
la ragazza da marito che sta vivendo lo scompenso di non trovare un marito e la seconda è la donna
che sta vivendo lo spreco di se stessa, del proprio sangue, è attraversata da questo flusso che non
riesce a diventare per la vita, ma la sta conducendo alla morte.
C'è chi ha detto che il grande malato nella nostra società è l'amore, san Francesco andava in giro
dicendo 'l'amore non è amato'. Oggi assistiamo a questo fatto in modo consistente, l'amore non è
amato.
La vicenda emblematica di Tristano e Isotta
Entriamo in una storia che ci aiuta a capire questo meccanismo, la storia di Tristano e Isotta di cui
non si conosce bene l'autore, ma rimane nell'immaginario comune perchè è una matrice di storie per
l'occidente. Tristano è un giovane bello e triste come dice il suo nome: è un orfano adottato dallo
zio Goffredo di Cornovaglia che ha combinato il proprio matrimonio con Isotta, figlia del re di
Bretagna con cui la Cornovaglia è stata sempre in guerra. I due padri combinano il matrimonio per
concepire un'alleanza tra i due popoli. Lo zio dice a Tristano di andare a prendere con la
delegazione la propria futura sposa Isotta, per portarla in Cornovaglia. Tristano va con la nave per
incarico dello zio e si innamora di Isotta, lui è bello e giovane e lei bellissima. I due si amano
infrangendo tutte le leggi e, quando stanno per arrivare in Cornovaglia, Isotta chiede a Tristano
come dovranno comportarsi: la nave attraccherà presto e devono decidere il da farsi.
Drammatizzazione della scena
I maschi si mettono nei panni di Tristano, le femmine di Isotta
T: 'Vai e fai l'amore con il tuo sposo, così non corriamo rischi'.
I: 'Non ci penso neanche, piano B, siamo già in nave',
T: 'Fai come Paolo e Francesca, sposati e poi restiamo amanti',
I: 'Scusa e la prima notte di nozze come la mettiamo?', 'Io proporrei di parlare con lo zio perchè il
nostro è vero amore', 'Se mi ami parli con lo zio, scusa vuoi che mi sposi il vecchio?'
T: 'lo conosco mio zio è violento, finiamo male',
I: 'L'amore supera ogni cosa', che equivale a dire: 'Se mi vuoi bene, muori per me' e Tristano che
già è triste di suo, legge i sonetti di Rilke nel tempo libero, sceglie l'ipotesi più semplice e meno
bastarda ovvero: 'Scappiamo via insieme', anche a quei tempi c'è la fuitina, la piccola fuga tra due
innamorati che genera un sano matrimonio riparatore. I due hanno infranto le regole
consapevolmente e hanno scelto di mettere l'amore sopra ogni cosa. Ma il problema è che quando
stanno per arrivare lui cambia idea e dice a lei di lasciare le cose come stanno: lei si sposerà con lo
zio e Tristano le rimarrà a vicino, come a dire che resteranno amanti, perchè comunque c'è di mezzo
il rischio di una guerra. Chiediamo ora alle signore presenti se accettano l'accordo: di certo
risponderanno di no! Infatti Isotta può scegliere o di troncare la storia o di accettare il gioco nella
speranza che il vecchio zio prima o poi muoia. Se va a dire allo zio come stanno le cose veramente
rischia moltissimo perchè lo zio può decidere di far ripartire la guerra e allora tutti i tuoi fratelli
devono tornare a combattere, tuo padre pure. Piuttosto di dire le cose come stanno sarebbe meglio
fuggire, perchè se lo zio scopre la verità la manda in esilio, mentre se scappa con un altro uomo non
è detto che si riscateni la guerra, può anche essere che l'episodio si fermi lì.
Se lo zio ama il proprio nipote lo perdona: il problema è sempre lo stesso, mettiamo dei se innanzi
alle storie. Infatti se tu sei il re, fai tagliare la testa al traditore anche se è tuo nipote, per aver leso i
propri diritti. Nella storia Isotta accetta di sposare Goffredo e conservare Tristano come amante. Un
anno dopo lei è sposata e deve dare un erede al re, non c'è di mezzo l'amore ma deve nascere il
principe che deve governare tutti e due i regni insieme. Qualche mese dopo la bella Isotta sente un
sassolino alla finestra, c'è Tristano che si sta arrampicando sul balcone e arriva dentro la sua stanza,
i due si scambiano baci e abbracci ma lui si nega, dice che adesso è troppo pericoloso, però è venuto
a dire tutto il suo amore e tra i due si riaccende la passione.
Ora la situazione è daccapo, ci troviamo di fronte ad un bivio della narrazione: mettendoti nei panni
di Isotta chiedi a Tristano cosa egli propone di fare in quel frangente. Dopo alcune schermaglie i
due innamorati decidono di fuggire nella foresta, in un posto molto bello in cui trovano il talamo e
avviene un idillio nuziale: tutti ci aspettiamo che Tristano riprenda con vigore la loro relazione, ma
Tristano tira fuori la spada e dice a Isotta che da ora vivranno come fratello e sorella. Allora Isotta
interviene: secondo voi cosa farà? Poichè tornare indietro è rischioso, prova a sedurre Tristano, lei è
profumata, bella e cerca di persuaderlo con le armi della femminilità ma lui insiste nel tenersi a
distanza. In una situazione simile oggi andremmo al consultorio familiare, allora si cercava un
consigliere, l'eremita, il fra Tac dell'epoca il quale fa un bel colloquio e dice a lui: "Scusa ma tu le
vuoi bene?" e lui risponde significativamente: "A ben pensare più che essere innamorato di questa
donna, sono innamorato dell'amore che ho per lei", e anche la donna dà la stessa risposta. Vuol dire
che i due sono innamorati della passione, l'eccitazione che dà l'idea di essere innamorati, ma non di
amare veramente. All'inizio c'è stato il momento vero di passione, ma ora sembrano cercare
l'ostacolo proprio perchè permette loro questo bruciare di passione. C'è sempre un ostacolo in
questa storia e anche alla fine, quando non c'è più, te lo procuri con la spada, come a dire che se non
c'è l'ostacolo non va bene.
Secondo l'interessante commento di Denis de Rougemont in: L'amore e l'Occidente, questo
svolgimento è tipico di una società che sta abbandonando il legame col divino. Per la fede cristiana
l'amore dell'uomo per la donna conduce a Dio, lì c'è la sintesi ma in quell'epoca la sintesi si sta
perdendo. Questa tesi è passata nella cultura occidentale che, avendo smarrito il rapporto con Dio, è
rimasta senza Dio, in una condizione di morte. La società occidentale non se lo può dire ad occhi
aperti, ma si è suicidata attraverso l'amore vissuto come passione che consuma e fa fuori l'altro. E'
l'amore per l'amore, non per l'altra persona, tu non vuoi amare ma bruciare di passione. Uno dei film
che ha interpretato l'erotismo nel nostro tempo, Basic instinct, ha una trama basata sullo stesso
messaggio, "non t'innamorare di me perchè io tutti quelli che amo li uccido", attraverso l'amore si
uccide l'altro. La parabola dell'eros nel nostro tempo ha visto l'erotismo liberato da ogni remora,
prima del '68 c'era una grande repressione sessuale, ora c'è il sesso a buon mercato ovunque come
merce di scambio e di conoscenza. Ma in questa situazione le perversioni sono aumentate, perchè
l'eros sganciato dal suo significato, dal progetto di Dio, non si accontenta mai, diventa un
meccanismo distruttore.
Il finale della storia è drammatico, Tristano uccide lei e poi si uccide.
Attualizzare il testo evangelico
Perchè ho raccontato questa storia? In un corso per raccontare il Vangelo al mondo d'oggi,
occorrono degli esempi per attualizzare la situazione dell'emorroissa, ci interessa tutto ciò che ha a
che fare col linguaggio simbolico. Il sangue perso dalla donna ha a che fare con le mestruazioni,
con la perdita di vita; si può dire che la nostra società vive la sessualità in questo modo, per
suicidarsi e non in funzione della vita: è sprecata, è buttata via. Come tanti giovani possono
raccontare uno dei pesi di cui le ragazze si vogliono liberare prima è la verginità, lo fanno con chi
capita ma un certo modo di vivere l'erotismo è non viverlo, perchè non lo vivi per ciò per cui è stato
fatto. Se non cogliamo questo ricadiamo nell'idea che l'episodio evangelico si chiuda lì, come un
caso di guarigione che non tocca noi e la nostra vita. Quale altra immagine dà l'idea di un flusso di
dispersione? Abbiamo la società attuale che si sta suicidando con un flusso di erotismo senza amore.
Denis de Rougemont è critico letterario famoso e la sua opera è un classico della critica letteraria
del novecento, egli prende in esame tutte le classiche storie d'amore da Lancillotto e Ginevra a
Madame Bovary, passando per Romeo e Giulietta. La sua conclusione è che tutte le grandi storie
d'amore dell'occidente portano alla morte e ci prende con la sua tesi che una società che ha perso il
legame vitale con Dio alla fine si suicida. La Scrittura indica le due vie, c'è la via del bene e quella
della morte, Dio ti propone la via della vita, di parole di vita.
L'emorroissa cosa vuol dire per noi oggi? E' necessario attualizzare questa figura facendo altri
esempi, e la letteratura ce ne propone un'infinità.
La vicenda di don Giovanni
Un'altra forma di dispersione dell'amore è quella del Don Giovanni, un'altra delle storie classiche
che corrisponde a un tipo, ad un modo di disperdere l'amore, solo un prete poteva scriverlo e Tirso
da Molina, che è un prete, intercetta un modo di sentire. Qual è il focus del don Giovanni? E' il
seduttore per eccellenza, quello che a lui interessa è sedurre ed è specializzato in due categorie: le
suore e le donne che si stanno per sposare, tutto ciò che è proibito e che dà il gusto della scoperta.
Nel film Le relazioni pericolose di Laclos, che è una reinterpretazione del Don Giovanni, l'attrice
Glenn Close interpreta la donna cattiva e John Malkovich fa il dongiovanni. La donna lo sfida a
riuscire a sedurre una giovane fanciulla appena uscita dal convento, lui riesce e allora lei alza la
posta proponendogli di sedurre la sposa castissima di un giudice, una donna tutta di un pezzo e
legata al proprio marito che è un giudice, simile come figura a Giairo. Il dongiovanni comincia,
come farà a sedurla? La donna esce di chiesa e non lo guarda neanche, lui le dice che è cambiato,
che non è più l'uomo di prima, quando lei fa la passeggiata istruisce il proprio servitore
incaricandolo di portare doni ai poveri: proprio mentre lei passa il servitore si accosta ai poveri
dicendo il nome del proprio padrone.
Don Giovanni sta tramando col proprio servitore, Leporello, che lo sgrida dicendogli: 'La vita che
menate è da gran briccone', ma lui non ascolta perchè sente 'odor di femmina': infatti poco più in là
si sta svolgendo il matrimonio di Zerlina con Masetto. Don Giovanni si mette all'opera, allontana
Masetto con un pretesto e deve sedurre Zerlina, come fa? Riuscire a sedurre una donna il giorno del
suo matrimonio è in salita, l'uomo convince il promesso sposo ad andare via con un pretesto, poi si
confronta con la donna dicendole: 'guarda tuo marito, che va a mangiare la cioccolata proprio ora',
Quand'è che una donna si convince? Quando qualcuno dice sul serio e le mostra l'anello. Perciò
Don Giovanni prende tempo dicendo che la vuole sposare al posto di Masetto, che la ama da
sempre, è il massimo che un uomo può dire ad una donna perchè è la consegna totale di sè all'altra,
è molto forte questa proposta non è il semplice dire 'ti amo'. Lui con questi inviti la seduce, lei ci
casca e lui la molla.
La vicenda del Riccardo III
Un altro testo molto interessante è il Riccardo III, capolavoro di Shakespeare, il re di cui si narra è
zoppo e si trascina perchè deve andare a decidere anche oggi a chi fare del male. Il suo obiettivo è
sedurre donna Anna, quindi le uccide il genero e il marito. La scena topica è il funerale del marito in
cui lei è straziata perchè ha perso il suocero ed il marito in una volta sola e sa che è stato il re.
Riccardo però si presenta al funerale e lei lo accusa di essere un rospo, un verme; il re riconosce di
essere stato l'uccisore dei suoi cari, ma motiva questo in modo incredibile: "Perchè io ti amo" le
dice, e se lei non ci crede la invita ad ucciderlo subito con il pugnale che le offre. La donna tremante
crede a queste parole e fa cadere il pugnale di mano, poi alla fine s'innamora del re perchè c'è una
forza grandissima in questa dichiarazione d'amore.
Dice San Paolo: voi mariti amate le vostre mogli, il re Riccardo sta dicendo di essere disposto a
farsi ammazzare per lei, e di avere ucciso per amore; per noi è chiaro che sta parlando con la voce
del Nemico, usa le armi della seduzione perchè il suo scopo è fare il male, infatti è figura diabolica.
Questi testi sono delle traduzioni moderne, che ci fanno vedere in modo negativo il tema della
dispersione dell'amore, quando Sartre scriverà 'l'inferno sono gli altri' intenderà dire proprio questo:
il male quanto è diabolico in quanto è capace di spezzare i legami più forti, come quello dell'amore.
Nel film Le relazioni pericolose due donne che si consacrano al Signore, e la donna che si sposa nel
Signore vengono sedotte dal conte Malkovich, che vuole dimostrare di essere più forte di Dio, più
forte dell'amore. C'è una conseguenza del peccato, si dice in Gen 3, lui ti dominerà... verso di lui è
il tuo istinto: la seduzione diventa un meccanismo di morte. Anche oggi vediamo come la sessualità
diventa un terreno per combattere la battaglia contro Dio: quando senti in tv il calciatore, il divo, il
tronista che hanno avuto 100 o 200 partner, cogli lo stesso meccanismo cioè che sta sfidando Dio su
questo terreno. Ma è un meccanismo che ti lascia sempre insoddisfatto è un meccanismo al rialzo,
che ti porta all'insoddisfazione continua e costante, in cambio di una soddisfazione di qualche
attimo. Il Don Giovanni alla fine infatti va all'inferno, le conseguenze vengono espresse così,
Laclos che scrive due secoli dopo scrive un finale più raffinato: il marchese Valmont, partito per
sedurre la donna riesce a farla crollare, vince la gara però s'innamora e l'altra che pur è innamorata
di lui, gli resiste. Ora a Valmont viene chiesto di mollarla, perchè il gioco l'ha vinto, ora la sfida va
al contrario poichè si è innamorato e lui sceglie di troncare la relazione, ma di nuovo è la
dispersione.
In questo senso è l'esperienza dell'emorroissa che torna fuori, il meccanismo per cui non vuoi essere
felice e ti devi rendere infelice in qualche modo. La donna muore di crepacuore, come avviene per
Isotta e quando Valmont viene a sapere che lei sta per morire, le manda un ultimo messaggio per
farle sapere che l'amava davvero, e decide di provocare un duello con uno spadaccino abile in cui si
fa uccidere. Il tema è l'amore come seduzione, che diventa un modo per ammazzare se stessi e
l'altro.
Attualizzazione della Buona Notizia di Mc 5
L'emorroissa tocca il mantello di Gesù perchè ha sentito che c'è un modo di uscire da questa storia,
e allora prende il coraggio a due mani e osa toccare questo lembo che è sempre a portata di mano.
C'è una via d'uscita, sta dicendo il testo, non è vero che il tuo male è l'ultima parola, magari Gesù
non guariva la sua situazione però sarebbe stata salvata dalla morte, guarita nella paura profonda di
essere da sola dentro questa situazione di morte. E subito Gesù si rende conto della forza uscita da
Lui, chiede chi lo ha toccato perchè ha uno scopo preciso e non ascolta le obiezioni, 12 anni vuol
dire un tempo completo, cioè ciò che Gesù fa alla ragazza lo fa sempre, è il numero dell'interezza.
De Rougemont afferma che è dal 1300 che le cose vanno in questo modo nella sessualità, è una
marea che non riusciamo a fermare, invece come la donna ha toccato Gesù il flusso si è fermato. La
donna si rende conto impaurita di essere stata scoperta ed esce tremante. Gesù non la chiama fuori
per sgridarla ma per elogiare la sua fede: era importante per la donna riconoscere il suo bisogno, la
forza è uscita da Lui, è lui la Buona Notizia da cui esce una forza zampillante che guarisce. Gesù ha
detto di essere il medico, ma se tu non decidi di andare dal medico la guarigione non la ricevi, se
non riconosci di avere bisogno non puoi essere guarita. Se decidi di farlo invece subito il flusso si
ferma, salvata e guarita vanno insieme. Basta un tocco del mantello, basta essere sfiorati dal Signore
per essere salvati, non è una cosa magica, anche le briciole che cadono dal tavolo sono sufficienti
per salvarti, come dice Gesù nell'incontro con la donna sirofenicia. Gesù dice che le briciole sono
per i cani ed il cane per gli ebrei non è un animale domestico ma selvatico, domestica è la pecora,
dare le briciole ai cani è come darli a qualcuno cui non importa nulla.
La donna aveva dato credito a quel che aveva udito dire, che Gesù guarisce e salva, e aveva cercato
aiuto, aveva riconosciuto di essere bisognosa: ora Gesù invita Giairo ad avere fiducia in quel che ha
udito quando ha deciso di farlo chiamare. Di fronte alla morte della fanciulla si odono gli urli e la
disperazione delle donne, e Gesù chiede: "Perchè vi agitate e piangete?" Sembra che non capisca la
situazione, prima chiede chi lo ha toccato tra la folla, ora chiede perchè le persone piangono ad un
funerale. Cosa accade alla fanciulla? Forse è stata risuscitata, guarita, ma le guarigioni inspiegabili
che a volte avvengono sono pochi casi su un milione di questo tipo. In realtà la ragazza dorme e il
testo ci vuole dire anche altro, cioè che Gesù la risveglia, la rimette in moto.
L'espressione Alzati è una citazione del Cantico dei cantici, infatti il termine fanciulla in greco
intende indicare anche la ragazza da marito. Dice il Cantico: una voce, l'amato mio eccolo viene,
saltando per i monti.. l'amato mio somiglia ad una gazzella, ad un cerbiatto, ora l'amato mio
comincia a dirmi: alzati amica mia... Cosa sta dicendo Gesù? Sta parlando un linguaggio che quelli
della casa devono capire bene: ovvero invita il padre e la madre della fanciulla a riconoscere che
l'hanno addormentata, anestetizzata con le proibizioni e gli obblighi, e rischia di morire mentre lei è
pronta per lo sposo, deve essere liberata da una cappa soffocante che la uccide. Alzati e risorgi le
dice Gesù, il verbo usato per descrivere la risurrezione è un modo di incasellare e giuridicizzare
l'amore, che lo spegne. Il Cantico comincia con due che si baciano, l'amore comporta la fisicità, il
toccare, l'apprezzare il corpo dell'altro, noi abbiamo un approccio a questo tema troppo teorico, per
forza i giovani si allontanano, invece nel Cantico si parla di questa grande bellezza del corpo di lui e
di lei nel matrimonio, non parla neanche dei figli, il primo figlio della coppia è l'amore della coppia
verso se stessa.
Qui Gesù sta dicendo che è questo che bisogna riscoprire, riscoprire Gesù sposo è riscoprire la
chiamata ad uscire da questo letto e Gesù le prende la mano che è un gesto fortissimo, è il gesto con
cui una volta si andava a chiedere la mano della fanciulla. Gesù tocca la ragazza, un contatto che la
rialza, la risveglia, è il tema del Cantico, del toccare e lasciarsi toccare ed è attraverso questo
contatto che passa l'amore di Dio, è come il bambino che sente l'amore della mamma perchè si sente
toccato, e c'è il toccare tipico degli sposi, l'uno a contatto dell'altro. Gesù intende dire che è fatta per
vivere questa ragazza, la fanciulla esce dal sonno e lui raccomanda loro di darle da mangiare,
ovvero questa figlia deve godere della vita. Il Cantico propone molti paragoni con il mangiare,
come pure con i profumi. Nella storia di Tobia e Sara che è tutta giocata sui simboli la donna ha
fatto morire 6 mariti quando sono entrati nel suo letto e Tobia sarà il settimo, c'è il discorso
simbolico del pesce che si attacca al piede di Tobi, questo pesce sta dicendo che vivere la sessualità
con l'altro non è una passeggiata, ci sono delle difficoltà e se è vissuta male uccide, è la potenza
dell'amore di coppia. L'angelo Raffaele aiuta Tobi e Sara a superare queste difficoltà, Dio vuole che
facciate bene l'amore in tutti i sensi, che recuperiate il vostro amore, vi dà lo sposo per capire come
lo sposo ama.
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