COMUNE DI SCHIO
(Provincia di Vicenza)
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Copia
N° 27 del 26/03/2008
OGGETTO: PROT. N. 14849 - RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
COMUNALE DA PARTE DEI CONSIGLIERI COMUNALI BANDOLIN, DA DALT,
TOLETTINI "FORZA ITALIA - VERSO IL PARTITO DEI MODERATI E DEI
LIBERALI" - BRESSAN "ALLEANZA NAZIONALE" - PEGORARO, DALLA
VECCHIA A., PROSDOCIMI B., PROSDOCIMI G. "LEGA NORD - LIGA VENETA
PADANIA" - RIGUARDANTE LA TEMATICA DEI NOMADI E DELLA LORO
PRESENZA NEL TERRITORIO SCLEDENSE.
Seduta pubblica, convocazione prima.
L'anno duemilaotto, addì ventisei del mese di marzo alle ore 18,30, nella Sala Consiliare
(Palazzo Garbin), previo regolare invito, si è riunito, sotto la presidenza del Sig. Luciano
De Zen, il Consiglio Comunale.
N.
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Cognome e Nome
BACCHION Enzo
BANDOLIN Enrico
BECCARO Luca
BERLATO SELLA Giuseppe
BONOTTO Antonio Maria
BRESSAN Alberto
CASSUTI Antonio
COMPARIN Marica
DA DALT Pietro
P
A
SI
Cognome e Nome
LUCIDO Antonio
MANFRON Laura
MORELLATO Silvy
PASIN Cesare
PEGORARO Mario Antonio
PROSDOCIMI Barbara
PROSDOCIMI Giuseppe
RUZZANTE Mario Elia
SARTORI Gianfrancesco
P
SI
SI
SI
SI
SI
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SI
SI
SI
N.
17
18
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20
21
22
23
24
25
10
DALLA VECCHIA Andrea
SI
26
SCOLARO Giovanni
SI
11
DALLA VECCHIA Francesco
27
SCOLARO Michela
12
DALLA VIA Luigi
SI
28
TAGLIAPIETRA Lorena
SI
13
DALL'IGNA Giorgio
SI
29
TERRAGIN Gabriele
SI
14
DE ZEN Luciano
SI
30
TESTOLIN Giorgio
SI
15
FRIGO Marta
31
TOLETTINI Marco
16
GRAMOLA Serenella
SI
SI
SI
SI
SI
SI
A
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
PRESENTI: 22
ASSENTI: 9
Partecipa Il Segretario Generale Livio Bertoia.
Sono presenti i seguenti Assessori: Baiocchi, Benvenuti, Cocco, Laugelli, Martino,
Santacaterina e Tomasi.
Il Presidente riconosce legale l'adunanza e dichiara aperta la seduta. Chiama a fungere da
scrutatori i Sigg.ri:
- Comparin Marica
- Dall’Igna Giorgio
- Testolin Giorgio.
Invita, quindi, il Consiglio Comunale a trattare l'argomento di cui all’oggetto.
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PROT. N. 14849 – RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DA
PARTE DEI CONSIGLIERI COMUNALI BANDOLIN, DA DALT, TOLETTINI “FORZA
ITALIA – VERSO IL PARTITO DEI MODERATI E DEI LIBERALI” – BRESSAN
“ALLEANZA NAZIONALE” – PEGORARO, DALLA VECCHIA A., PROSDOCIMI G.,
PROSDOCIMI B. “LEGA NORD – LIGA VENETA PADANIA” RIGUARDANTE LA
TEMATICA DEI NOMADI E DELLA LORO PRESENZA NEL TERRITORIO SCLEDENSE.
Sono presenti in Aula n. 26 Consiglieri Comunali essendo entrati i Consiglieri
Comunali Bonotto, Francesco Dalla Vecchia, Sartori e Michela Scolaro.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Luciano De Zen, svolge la seguente relazione:
Signori Consiglieri,
ai sensi dell’art. 19 – comma 3 – dello Statuto Comunale è stata richiesta dai Consiglieri
Bandolin Enrico, Bressan Alberto, Da Dalt Pietro, Dalla Vecchia Andrea, Pegoraro Mario,
Prosdocimi Barbara, Prosdocimi Giuseppe, Tolettini Marco, la convocazione del Consiglio
Comunale, con prot. n. 14849 del 7 marzo 2008, richiesta perfezionata in data 10 marzo
con l’apposizione delle ultime firme necessarie al raggiungimento del quinto previsto;
-------Il parere, espresso in conformità al Testo Unico 18.8.2000, n. 267, è allegato sub B) e
forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
-------Il Presidente invita il Consigliere Bandolin ad illustrare la richiesta.
CONSIGLIERE BANDOLIN
Dà lettura del punto all’ordine del giorno allegato sub A)
Abbiamo dovuto utilizzare questo sistema straordinario, Signor Sindaco, perchè purtroppo
qui in Consiglio Comunale non si riesce mai a discutere le tematiche nei tempi giusti
perchè l'ordine del giorno è continuamente diluito e fa spostare nel tempo anche le cose
importanti. Certo è disdicevole che si debbano utilizzare questi sistemi perchè da un lato
significa che siamo di fronte a un non voler considerare il problema e dall'altro
bisognerebbe veramente che la politica qui a Schio, la politica della maggioranza riuscisse
a esprimere un pensiero, un'idea, un traguardo da raggiungere per quanto riguarda questo
problema. Ed è altrettanto disdicevole, Signor Sindaco, che a 3 giorni dal Consiglio
straordinario che abbiamo convocato per oggi, vengano installati dei cartelli quasi quasi a
voler tamponare una situazione di non decisione che la maggioranza porta avanti da tanto
tanto tempo. Le premesse che stanno alla base di questa nostra convocazione sono che
parliamo di nomadi, cioè di persone che usano il territorio di passaggio e che non vogliono
integrarsi. Sottolineo: non vogliono integrarsi. Sono persone anche che i processi
integrativi che sono stati a loro proposti non sono stati accettati. Sono cittadini italiani, non
tutti, ma la gran parte sono cittadini italiani e come tali hanno gli stessi diritti e gli stessi
doveri di tutti noi. Sono cittadini italiani inoltre conosciuti, identificati dalle forze dell'ordine
che come tali devono rispondere dei loro comportamenti, pagando le sanzioni che il
regolamento prevede. Signor Sindaco, Lei si presenta stasera con un'ordinanza in ritardo
di almeno quattro anni, forse inutile, sicuramente insufficiente, che tenta di arginare con
colpevole ritardo una situazione insostenibile che il lassismo e il buonismo della
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maggioranza hanno incrementato invece che depotenziato. Leggendo quei cartelli che in
tutta fretta sono stati installati a seguito di un'ordinanza peraltro molto fumosa, mi pare di
essere di fronte a quegli stessi cartelli che in certi Comuni ci sono ancora che dichiarano,
non so se avete presente, ai confini, Comune tal dei tali, Comune denuclearizzato. Sono
quei cartelli inutili che servivano per difendersi dal pericolo delle radiazioni, anche questo
mi sembra quasi che i cartelli potremmo scrivere "Schio Comune denomadizzato". E'
semplicemente ridicolo, inutile, trovarsi di fronte ad una decisione di questo genere
quando manca all'interno la voglia, la volontà politica, quel salto culturale di volere
affrontare la situazione per quello che è. E' come dare, Signor Sindaco, un'aspirina ad una
persona che è ammalata di polmonite. Serve a poco, serve a niente. E' come dare un
"contentino" a quei cittadini scledensi che sono esasperati da una situazione che si porta
avanti da anni e che non si è mai voluta affrontare. Questa sera, Suo malgrado, è costretto
a discutere di un problema che Le dà in qualche modo dei problemi molto forti
politicamente. Suo malgrado, Lei a suo tempo ha fatto eseguire il solco, evitando in
extremis le dimissioni coerenti, sottolineo coerenti, dell'Assessore che poi sono state
ritirate o perlomeno ventilate e comunque non eseguite. Lei si trova sempre a dovere
svolgere delle azioni che tendono ad accontentare tutti. Ecco quindi che quando si trova
davanti agli imprenditori usa termini fermi, o con gli artigiani usa termini molto determinati
e molto incisivi, al cittadino comune propina concetti del rispetto della legalità, ai Vigili,
però, vengono date direttive politiche blande e direttive politiche omissive, all'extracomunitario o comunque al clandestino viene comunque data disponibilità e quel falso
senso di buonismo che a volte provoca danni, all'abusivo viene però data comprensione e
all'ala sinistra della Sua maggioranza vengono sempre espressi i concetti di inclusione e di
contaminazione come con le altre realtà come concetti irrinunciabili. Lei mi capisce che qui
si è di fronte a una situazione in cui non si può essere quadrati e tondi, concavi e
convessi. Bisogna essere in qualche maniera dritti e bisogna avere il coraggio delle
proprie azioni. Abbiamo discusso di questo problema e sono andato indietro, addirittura
dal Bilancio del 2004, nel 2005, nel 2006, nel 2007. Abbiamo fatto anche un'interrogazione
scritta il 20 agosto del 2007, c'è stata una mozione di sfiducia a seguito del solco il 4
novembre 2006 e abbiamo discusso anche del Regolamento di Polizia Municipale, di cui
dopo parlerò, il 26.9.2007. Tutte queste iniziative, tutte le nostre proposte fatte in queste
sedi sono state tutte regolarmente bocciate. E' una situazione che deve trovare degli
sbocchi, è una situazione di difficile soluzione, ma la non decisione che viene
continuamente portata avanti dalla Giunta, non risolve il problema e non tende
assolutamente ad alleviare le sofferenze di quei cittadini che lavorano onestamente e che
sono costretti a vivere con persone che non vogliono integrarsi, a persone che vivono
molto spesso di espedienti, che vivono di furti e che basano la loro vita su concetti, se si
possono definire così, che sono all'opposto di quelli che sono i concetti nostri scledensi di
quiete civile e convivere insieme. Noi proponiamo questa sera questa proposta, scusate la
ripetizione, di discussione, perché siamo convinti che questo atto di installazione di quei
cartelli sia assolutamente inutile e sia, come dire, una foglia di fico da parte del Sindaco,
se dietro a questo atto non c’è una svolta politica, un salto culturale che faccia intendere
alla cittadinanza che su questo tema c’è la voglia di intervenire in maniera drastica e in
maniera incisiva. Quindi, chiediamo che venga… ci sia un aumento progressivo delle
risorse per la sicurezza, una maggiore presenza sul territorio dei Vigili per rafforzare la
prevenzione dei reati diffusi, ci sia un contrasto all’insediamento abusivo dei nomadi e
l’allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di
regolare residenza. Schio deve mostrare non violenza, Schio deve dimostrare rispetto
della legalità verso tutti. Se si ricorda, all’epoca della mozione di sfiducia all’Assessore, io
Le ho citato un esempio che la dice lunga sulla volontà, sulla non volontà politica di tentare
di risolvere la faccenda. Piazza dei Pubblici Spettacoli: per circa 3-4 mesi, 5 mesi all’anno
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c’erano dei cartelli “Divieto di sosta - Zona rimozione”. Regolarmente in quei 3-4 mesi lì
carovane di nomadi si sono insediate, peraltro facendo danni a non finire. Nessuno mai,
per quello che io parlo di politiche e direttive ai Vigili Urbani buoniste e omissive, nessuno
mai da parte della maggioranza, da parte degli Assessori, ha mai chiesto alle Forze
dell’Ordine perché non andassero a rimuovere i mezzi, di fianco a un cartello con scritto
“Zona rimozione”. Mi dica Lei che tipo di credibilità può avere quel cartello che avete
messo fuori adesso quand’anche in presenza di cartelli nel passato, nessuno mai ha fatto
valere questa regola. Tutti noi dobbiamo sopportare che venga tolta l’auto nel momento in
cui la posteggiamo in una zona rimozione e quindi accollarci tutti gli oneri che questo
comporta, loro no! Un’altra cosa di cui vi chiedo anche conto riguarda una risposta che io
ho avuto dal Comando che vi ho già detto a suo tempo, nella quale io chiedevo al
Comando dei Vigili perché mai ai nomadi non fossero mai state elevate contravvenzioni,
multe. Nessuna contravvenzione hanno subito queste persone, nessuna, neanche una!
Quindi, quando io parlo di omissione, parlo di questi fatti, però sottolineo, questa è una
mia impressione, che non è tanto l’incapacità professionale dei Vigili che determina questa
situazione, perché penso che i Vigili abbiano gli strumenti e la forza per farlo, ma sono le
direttive politiche che i Vigili prendono, o meglio le direttive politiche che i Vigili non
prendono e che quindi determinano questo stato di incertezza, determinano questo stato
di non decisione. Chiediamo anche, inoltre, e poi concludo, che venga istituita una
Commissione, perché il Regolamento di Polizia, che poi avremo anche modo di analizzare
in taluni punti, non si esprime in maniera compiuta su questo specifico problema. E quindi
una Commissione Consiliare che si impegni a costruire e a organizzare un regolamento
più moderno e più incisivo per dare gli strumenti a chi di dovere per risolvere questa
situazione, credo che sia una cosa molto utile per tutti.
-------Aperta la discussione prendono la parola:
CONSIGLIERE PEGORARO – 1° e 2° intervento
Nomadi, alcuni titoli apparsi sulla stampa locale in questi ultimi tempi: Roulotte e sporcizie,
aziende contro i nomadi, parcheggi diventati latrine, i pescatori contro i nomadi, bambini
indisturbati girano dentro gli stabilimenti creando problemi di sicurezza, il problema dei
nomadi a Schio. Potrei continuare, ma mi fermo qui nelle citazioni, anche perché stasera
ci troviamo nuovamente a trattare un argomento che purtroppo sta diventando di routine,
ma che è stato riproposto sull’onda delle contestazioni di industriali, artigiani,
commercianti, semplici cittadini, che con frustrazione vorrebbero fosse affrontato e gestito
seriamente in modo continuativo. Due anni fa, con il famoso solco, sembrava che questa
Amministrazione volesse attuare quella svolta che i cittadini più colpiti dal problema
auspicavano e desideravano. Purtroppo, non è stato così. Infatti, i recenti provvedimenti
del Sindaco della scorsa settimana, hanno dimostrato in modo inequivocabile che da
allora e con quel provvedimento il problema non veniva risolto. Sicuramente, la spinta a
una presa di posizione c’è stata, sia da parte dell’opinione pubblica in generale, che dalla
realtà imprenditoriale. L’attuale campagna elettorale ha consigliato poi a questa
Amministrazione di darsi da fare. Sappiamo in modo preciso che la zona di Schio è ben
conosciuta in tutta Italia come riferimento d’accoglienza per extracomunitari e nomadi.
L’Assessore al S
ociale di ciò si vanta, non tenendo presente che il conto lo fa pagare a tutti i cittadini di
Schio, che devono subire sporcizia, furti, degrado, prevaricazione, situazioni d’ansia e di
paura, senso di smarrimento e impotenza. La vicenda nomadi non è nuova né per Schio,
né per i paesi limitrofi, né per tutto il territorio nazionale. E’ inutile e fuorviante riprendere
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quella storia di questa etnia, perché ormai si conoscono più cose della cultura Sinti e Rom
che non della nostra. Ma, forse a Schio si è profondamente radicata, dopo la scelta o
meglio il tentativo di integrare nel territorio comunale una famiglia nomade rendendola
residente e diventando di fatto un richiamo per altri zingari. Nessuna remora per il pur
meritevole tentativo di integrazione che va avanti da tanti anni, ma proprio per questo
avrebbe bisogno di una verifica circa la bontà dell’intervento. I risultati finora sembrano del
tutto limitati. Oltre agli aiuti erogati dal Comune, vivono arrangiandosi e peregrinando fra
uffici, mercati, caritas, parrocchie, chiese e conventi. Per non parlare delle varie
associazioni che sono sorte e vivono in funzione degli stessi nomadi, il che sarebbe del
tutto accettabile, se tanto impegno profuso avesse portato a migliori risultati. Non è
credibile che dopo tanto tempo la frequenza alla scuola sia ancora saltuaria, che non sia
stato possibile trasmettere le fondamentali norme igieniche del vivere civile, che non si sia
riusciti a far accettare i valori primari della nostra società, che a loro tutto sia permesso e
concesso, per paura di ritorsioni e rappresaglie. Ci si domanda anche quale sia l’azione
dei cosiddetti operatori, non solo nei confronti della famiglia stanziale, ma anche dei
saltuari; operatori che portano sì i bambini a scuola, perché bisogna anche portarli, ma
non si accorgono che appena girato l’angolo loro scappano, a quale altra attività non si sa;
che facciano gruppo attorno ai falò di copertoni o di pallets rubati alle vicine aziende e non
riescano ad organizzare con loro una raccolta di legna, vista la quantità disponibile nei
vicini boschi; che non riescano a trasmettere l’idea di non rendere parcheggi e marciapiedi
a livello di discariche e letamai e se parcheggiati vicino ai campi, non possono adibire uno
spazio apposito a latrina come ai nostri vecchi tempi; di insegnare che c’è l’obbligo per tutti
di non abbandonare rifiuti e che le plastiche, le gomme, gli indumenti vanno riciclati e
differenziati e non abbandonati e buttati in rogge e fossi; che le regole della strada devono
essere osservate e le contravvenzioni vanno pagate. Potrei continuare e ampliare il
discorso ad altre categorie, ma restiamo in argomento. I Governi europei hanno preteso
una moratoria prima di fare entrare la Romania in Europa, ma non il Governo Prodi. Così
sono arrivati anche i nomadi rumeni, fortunatamente ancora in numero limitato nelle nostre
zone, comunque stanno aumentando. In una trasmissione televisiva, un giornalista
chiedeva a dei rom rumeni, residenti alla periferia di Milano, se nel loro paese si
comportavano come da noi e loro tranquillamente rispondevano di no, in quanto in Italia le
leggi sono più permissive e la giustizia è quella che è. Siamo a conoscenza che i regimi
comunisti dell’Est Europa avevano condotto un’integrazione forzosa, durata quasi mezzo
secolo, cercando di renderli stanziali. Ma anche lì, i risultati sono stati insoddisfacenti,
soprattutto dove esistevano grosse comunità, vedi Romania. Siamo fortemente convinti
che il problema è legato al DNA dei nomadi, ovvero degli zingari delle varie etnie, che da
millenni vagano per il mondo, con propri usi, costumi e tradizioni e se un tempo potevano
mantenersi lavorando i metalli, impagliando sedie, leggendo la mano, facendo conoscere
la loro musica, girando per i mercati, fiere, sagre, ora i tempi sono cambiati e la nostra
società ha leggi e regole che danno sempre meno spazio all’arte di arrangiarsi, soprattutto
se questa è finalizzata unicamente alla questua e al furto, spesso utilizzando i figli minori.
Noi comuni cittadini lavoriamo per vivere, loro, i nomadi, dicono che rubano per vivere. Ci
rendiamo conto che il passaggio obbligato è l’integrazione, ma per farla ci deve essere da
parte degli zingari una vera disponibilità, altrimenti ci prendiamo in giro e naturalmente
continuerà lo scontro tra normali cittadini e i nomadi, che pretendono di vivere sulle nostre
spalle. Mi dimenticavo di voi della sinistra, buonisti, che comunque anche di fronte
all’evidenza dei fatti e magari con mille buone intenzioni, che poi non vengono
concretizzate e monitorate, perseverate nell’utopia della disponibilità fine a se stessa.
Sicuramente la maggioranza troverà strana la richiesta di fare una specifica Commissione
Comunale, ma questa potrebbe servire per lavorare assieme al fine di cercare da un lato
un modo di fare rispettare le nostre leggi e dall’altro di cercare una nuova strada per una
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possibile, anche se difficile, integrazione, al di là delle dichiarazioni riportate nel Giornale
di Vicenza del Capogruppo del Partito Democratico che con sottile astuzia ed evidente
spostamento del problema, non parla più di integrazione e stanzialità dei nomadi in
generale, ma quelli che ritengono opportuno seguire il discorso dell’integrazione; e per
quelli che non ci stanno, che non accettano, che sono incapaci di lasciarsi integrare? Per
concludere, ci si può domandare se il problema nomadi si è voluto o potuto risolvere, se si
vorrà o potrà risolvere, abbandonando la demagogia, la gratuità, il buonismo che fa male a
noi, ma soprattutto a loro, perché non si riesce a responsabilizzarli, a farli crescere per
diventare cittadini del mondo.
CONSIGLIERE BRESSAN – 1° intervento
Ma, il tema ritorna ciclicamente in discussione ed è evidente che le lamentele,
l'insoddisfazione, le giuste recriminazioni da parte dei molti scledensi che si rivolgono alle
Amministrazioni, in questo caso una categoria produttiva, porta in Consiglio Comunale
questo tema. Io penso che questo problema si risolva con due concetti che io racchiudo in
due frasi, che sono: chi chiede il diritto al rispetto deve necessariamente rispettare il diritto,
ossia rispettare la legge; chi chiede che io lo rispetti deve rispettare le leggi che regolano
la convivenza civile di una comunità, in questo caso di Schio. L'altro concetto è che il
diritto alla diversità non deve mai diventare o rovesciarsi nella diversità del diritto, ossia
riconosco a chi ha cultura, tradizioni, posso riconoscere chi ha cultura, tradizioni, posso
riconoscere questa specificità e diversità, solo se questa non diventa una diversità del
diritto, ossia queste persone abbiano un trattamento, dal punto di vista legislativo, diverso
rispetto a quello che hanno i normali cittadini di Schio. Questo ritengo siano i due punti
cardine che richiamava anche il Consigliere Bandolin, dando una definizione interessante,
cioè, ritengo che ciò che debba fare questa Amministrazione, al di là degli interventi
tampone, sia realmente un salto culturale e un salto politico su questa tematica. Chi
chiede rispetto deve rispettare le norme e le leggi che regolano una comunità. Chi chiede
che la sua diversità sia riconosciuta non deve pretendere che la legge per lui sia diversa
rispetto a quella che è per tutti gli altri. Questo è il problema e questo è ciò che sta
accadendo da moltissimi anni a Schio, senza che la maggioranza faccia interventi che io
ritengo, e lo dico al Sindaco, interventi sia sul fronte repressivo, sia sul fronte integrativo,
degli interventi che io giudicherei approssimativi, dilettanteschi e sostanzialmente
nell'obiettivo che intendono raggiungere, fallimentari. In questo ordine del giorno del
Consiglio Comunale c'è una mia mozione, in cui si va a toccare un tema molto
interessante, per capire come viene interpretata o purtroppo come, e io questo non lo
accetto in quanto cittadino di Schio, in quanto Amministrazione Comunale, alcune persone
prendano in giro letteralmente tutti gli altri cittadini e anche questa Amministrazione. Molti
anni fa il Comune di Schio ha stipulato un... si chiama Patto di Ospitalità Provvisoria, tanto
per capire per la famiglia chiamiamola Helt...
PRESIDENTE
Non chiamiamola, mi scusi eh, non facciamo nomi e cognomi, altrimenti dovrei
sgomberare l'Aula...
CONSIGLIERE BRESSAN (continua)
...in cui si impegnavano, è questo il testo letterale, a costruire queste persone si
impegnavano a costruire con i servizi sociali del Comune, percorsi di integrazione sociale
con il territorio che prevedano progetti lavorativi per le persone adulte e l'assolvimento
dell'obbligo scolastico per i minori, chiarendo, ed era stato chiaro, loro avevano sottoscritto
questa clausola, se per qualsiasi ragione dovesse venire meno tale impegno, sarà
ridiscussa la permanenza nell'area per le persone interessate. A tutt'oggi, le persone
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interessate quando io ho fatto questo ricognizione, le persone presenti sono 20, delle quali
8 sono adulti e 12 sono minorenni, in età compresa tra 1 anno e 17 anni. I risultati, quelli
che implicano il fatto che si debba effettivamente andare o meno... no, no, ma è il tema
che riguarda... Si spiegava la logica legata al nomadismo, legata al filone dell'integrazione,
rispetto al filone della repressione. Sto discutendo la fallimentarietà del filone integrazione
e chiudo subito. Dopo l'impegno, dopo 3 anni che hanno stipulato questo, e tutti gli sforzi,
su 8 adulti, 2 lavorano; i minori, ovviamente, come spiegava il Consigliere, non
frequentano la scuola, la frequentano in maniera saltuaria o comunque hanno numeri di
assenze tali che non... non si preoccupi... Assessore Laugelli, chieda la parola e poi mi
risponde...
-------Il Presidente del Consiglio Comunale invita il Consigliere Bressan ad attenersi al tema.
-------CONSIGLIERE BRESSAN (continua)
Allora, benissimo, perfetto. Allora, mentre la via cosiddetta repressiva non ha funzionato.
Mi tengo per il prossimo intervento le altre considerazioni, stando bene attento da ora che
chiunque interverrà, io spero Lei userà lo stesso metodo che ha utilizzato con il
sottoscritto. Questo è il luogo dove si può parlare. Il mio discorso era un discorso
consequenziale, non ci trovo nulla di male se si parlava anche di quel tema, perchè è
fallimentare.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Scusate, piccola chiusura. Consigliere, Lei poteva chiedere di accorpare quella mozione a
questo Ordine del Giorno presentato, ma non può su questo inserire la mozione, cioè
voglio dire, mi sembra un po', ecco, tirato per i capelli, non certamente i miei, ma
comunque tirato per i capelli.
CONSIGLIERE DA DALT – 1° e 2° intervento
Grazie, Presidente. Qui come al solito, mi permetta una premessa, come al solito il
problema nomadi non deve essere toccato. O si parla chiaramente di quello che si pensa,
oppure cari colleghi Consiglieri, non dovete turbare nessuno. Ognuno è libero di parlare
del problema nomadi. Presidente, parliamo di nomadi.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Scusate, il tema non è solamente “i nomadi”. Sono i due punti previsti nella richiesta di
convocazione del Consiglio Comunale.
CONSIGLIERE DA DALT (continua)
Infatti mi sono preparato, Presidente, il Regolamento di Polizia Urbana e anche l'ordinanza
che è stata emanata il giorno 20 marzo.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Nelle premesse non si parla di famiglie.. Guardi le premesse Consigliere!
CONSIGLIERE DA DALT (continua)
Grazie, Presidente. Signor Presidente, Sindaco e colleghi Consiglieri, l'argomento che
trattiamo non è nuovo, ma è tale che ha stimolato questa Amministrazione Comunale a
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emettere provvedimenti che andremo via via ad analizzare e valutare al di là delle
considerazioni giornalistiche di questi giorni che asseriscono la piena soddisfazione
dell'Amministrazione Comunale e delle associazioni di categoria. Probabilmente, però le
associazioni di categoria non hanno visto questo foglietto di carta che poi valuteremo. La
nostra presa di posizione con la richiesta di un Consiglio straordinario ha dato motivo di
ritenere che era giunto il momento di iniziare qualcosa di utile per limitare la presenza dei
nomadi nel territorio comunale e fornire una più incisiva azione di controllo del territorio
stesso. Infatti, dopo il fallimento del coordinamento intercomunale e dopo il famoso solco
che ha dato a Lei, Signor Sindaco, popolarità, era necessario dare inizio a misure concrete
per trovare un minimo di tranquillità e sicurezza per le aziende e le persone del nostro
Comune. Di concreto però ora ci sarebbe, dico ci sarebbe, perchè il condizionale è
d'obbligo, la nuova ordinanza, che come dicevo prima, con beneficio di inventario più
avanti esamineremo, dovrà rendere quelle garanzie di sicurezza e tranquillità, che Lei,
Signor Sindaco, auspica, ma che in cuor Suo ne è convinto che poco potrà garantire
questa ordinanza. Dopo lo diremo, Consigliere... Noi auspichiamo che si giunga
finalmente, se non alla soluzione dei problemi, alla loro limitazione e che si possa avere un
livello di sicurezza più alto di quello che in atto si vive. Nel proporre la discussione di
questo argomento ci siamo richiamati alle norme contenute nel Regolamento di Polizia
Urbana approvato il 23.7.84 quando Lei, Signor Sindaco, era Assessore, mi sembra allo
sport o ai servizi sociali, allo sport. Mi ricordo questo particolare, Signor Sindaco, e ci
siamo limitati a quei passaggi ove si parla specificatamente della sosta delle carovane dei
nomadi ed alle problematiche pregiudiziali che la loro presenza fa sorgere sulle
conseguenze e condizioni igienico-sanitarie dei rapporti di vicinato in generale, così recita
il Regolamento all’articolo 38, comma V: “Qualora la presenza delle persone di cui al
comma precedente o per il numero delle stesse o per motivi di igiene e sanità possa
essere pregiudizievole per la tutela del vicinato, il Sindaco potrà ordinare che le persone
non iscritte nelle liste anagrafiche abbandonino il territorio comunale unitamente alle
proprie cose.” Così recita il comma V dell’articolo 38. Recentemente, abbiamo portato in
discussione in questa sede la sosta delle carovane nel Piazzale Pubblici Spettacoli che
hanno citato anche i miei colleghi in precedenza con le evidenziazioni di come sono
diventate le aree sottostanti le rampe di accesso al Palasport e cioè dei gabinetti a cielo
aperto. In quella occasione era stata rimarcata l’occupazione dell’area in contrasto con la
segnaletica di divieto presente in loco, segnaletica che dopo qualche tempo veniva
rimossa e anche questa è una questione che dovrebbe essere significativa per questo
problema. Ho citato l’evento dell’ordinanza n. 125 del 20 marzo 2008 con la quale si
paventa, almeno dalle notizie apparse sulla stampa e in televisione, di rimediare alla
presenza indiscriminata di carovane di nomadi nel territorio. Leggendo prima il testo e
valutando poi il contenuto, la mia sorpresa è stata tale che ho capito che nulla cambierà
rispetto alla situazione attuale. Difatti l’oggetto dell’ordinanza dice – e leggo testualmente “regolamentazione della circolazione stradale di autocaravan e caravan nel territorio
comunale” perciò, a questo punto, non credo che un campeggiatore normale possa
sostare da qualche parte per vedere il paesaggio, perché nel nostro territorio non si può
sostare. Nel testo sono citate una serie di considerazioni, prese d’atto e prescrizioni che
riguardano solo la circolazione e la sosta su aree pubbliche dei veicoli citati senza una
specifica precisazione che riguardi i nomadi. Infatti, su questo foglietto non c’è un richiamo
ai nomadi in nessuna di queste voci. Comunque, Assessore, è un problema Suo, non è un
problema mio, è un problema Suo…certo, io penso di rispettarLa. Per quanto mi riguarda,
vede, Lucido… Nel testo, dicevo, anche l’applicazione dei cartelli stradali nel perimetro
comunale dice tutto ma non dice nulla di quanto la popolazione e le categorie economiche
si aspettavano, quel qualcosa di più preciso sul problema nomadi. Infatti il cartello dice
testualmente “Divieto di campeggio su tutto il territorio comunale” e anche questo dice
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tutto e anche il contrario di tutto. Il segnale, a mio modesto avviso, si riferisce ai
campeggiatori che amano spostarsi per turismo e cultura piuttosto che ai nomadi, che per
propria natura si spostano in tutti i territori senza una meta precisa. Quindi, o si interpreta
verso i campeggiatori o non serve a nulla per i nomadi. Signor Sindaco, quello che
abbiamo chiesto con la proposta è sì una richiesta della minoranza, che di solito non si
ascolta mai come consuetudine, ma era ed è una richiesta della popolazione scledense e
quindi anche dei suoi elettori che sono stanchi di questo stato di cose e si attendono da
Lei, Signor Sindaco, maggiore attenzione ed interessamento. I nostri cittadini e le aziende
in zona industriale sono stanchi dei soprusi, delle violenze, dei furti e delle angherie che
sono costretti a sopportare e non credo che questa ordinanza, sulla quale è utile riflettere,
risolva i nostri problemi. Cerchiamo di essere seri e valutiamo con molta attenzione la
situazione di disagio e degrado che la presenza dei nomadi ci riserva. Il provvedimento,
tra l’altro, si riferisce solo ad aree pubbliche e non fa alcun cenno a tutte quelle aree
private che vengono colpite dal fenomeno e trascurate dalle autorità, anche se il degrado,
le condizioni igienico-sanitarie, i motivi di vicinato vengono comunque in qualsiasi modo
turbati. Cosa intende fare, Signor Sindaco, per queste situazioni? Vorrà ancora dirmi che
le aree private non rientrano nelle prescrizioni di legge? O non rientrano nella Sua facoltà?
Crede sia giusto lavarsene le mani delle aree private? Le circostanze e le condizioni non
sono le stesse e se in tali aree si verificano reati ambientali? Come abbandono di rifiuti,
inquinamento di acque? Cosa che si è verificata nella Roggia Maestra qualche tempo fa?
Perché le immondizie dei nomadi su aree private sono finite tutte nella Roggia. Non credo,
Signor Sindaco, che Lei non abbia autorità in questi casi, anzi, se vi sono aree utilizzate in
maniera difforme dalla normalità, qualcosa deve essere pur fatto. E quindi, torniamo alla
fase del controllo del territorio, sia esso pubblico che privato. Un’altra domanda mi sorge
spontanea ed è estremamente semplice: chi provvede all’asporto dei rifiuti solidi urbani
delle carovane dei nomadi nelle aree pubbliche o private? Quanto costa questo servizio?
Credo, Signor Sindaco, che Lei ci possa riferire qualcosa anche su questi costi. Spesso, in
quest’Aula si sente dire che l’aumentata presenza dei nomadi a Schio è dovuta al fatto che
provengono dai Comuni da dove vengono allontanati. E anche su questo io ero
intervenuto altre volte però, se così fosse, è inutile fare ricadere le colpe o responsabilità
su quei Sindaci che sono stati più previdenti ed oculati di noi. Noi, Amministrazione
Comunale, in questo caso, siamo in ritardo e quindi dobbiamo riconoscere le nostre
responsabilità e darci da fare. Una considerazione riguarda anche la sosta momentanea in
Piazza Pubblici Spettacoli citata nell’ordinanza, per quanto riguarda le operazioni di carico
dell’acqua e scarico dei reflui. Ora mi viene da chiederLe, signor Sindaco, agli Assessori e
ai colleghi Consiglieri quanti di voi, almeno una volta sono entrati in una roulotte dei
nomadi, quanti di voi? Io mi auguro che qualcuno sia entrato in una roulotte o un caravan.
E vi chiedo questo perché per le mie esperienze passate, che ovviamente possono anche
differire dalle vostre, sono tali da potervi dire che i veicoli usati dai nomadi non dispongono
di servizi interni come si può pensare. Una roulotte dove vive una famiglia di sette, otto
persone, non è come quella che usa una famiglia per andare in ferie una o due settimane
all’anno. Sono veicoli vetusti e trascurati che a malapena circolano, non brillano di pulizia,
sono maleodoranti e ricettacolo di oggetti al limite della sopravvivenza igienica e sanitaria,
però, magari dotati di mega televisori e impianto stereo, play-station e tante altre cose
superflue, insieme alla sporcizia totale. Fare un paragone tra un campeggiatore e una
carovana di nomadi mi sembra paradossale. Spesso, come è stato più volte documentato,
l’acqua viene prelevata lungo le strade, in cantieri, aziende, i reflui finiscono nei tombini o
a cielo aperto come le solite latrine o in zone lasciate dalle carovane. Il recente caso del
Palasport si commenta da solo. Su questi temi, mi sembra non vi siano dubbi: la
prescrizione imposta per il servizio di Piazzale Pubblici Spettacoli mi sembra oltremodo
fuori luogo per i nomadi; di quel sito usufruiscono i campeggiatori veri e appassionati di
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tale cultura e ne sono gelosi custodi della loro tradizione. Gli stessi campeggiatori ora
rischiano di essere sanzionati qualora violino questi momenti di sosta. Dalla stampa
abbiamo appreso che Lei, Signor Sindaco, ha disposto con la Polizia Locale maggiori
controlli. E questo ci trova in perfetta sintonia con quelle che sono le nostre aspettative,
anche se la disponibilità di uomini e mezzi è quella che conosciamo: pochi uomini, perché
molti sono impegnati in lavori burocratici d’ufficio, anche se i mezzi ci sono. Su questo
argomento torneremo a parlare anche in questa sede. Le cose che abbiamo chiesto,
Signor Sindaco, non troveranno unanime consenso da parte della Sua maggioranza, ma
noi il sasso nello stagno lo abbiamo lanciato più volte e forse questa è la prima che ha
smosso qualcosa. Alla luce delle mie considerazioni, Lei dovrà riconsiderare il contenuto
del segnale apposto intorno al territorio comunale e il contenuto dell’ordinanza che
sostanzialmente sono applicabili nei confronti dei buoni campeggiatori e non verso i
nomadi. I nomadi, comunque, tornano, occupano aree pubbliche e private, anzi queste
ultime più appetibili in quanto nessuno farà osservare nulla e quindi beneficiano di
maggiore libertà, in barba alla legalità tanto decantata che Lei, Signor Sindaco, vanta di
garantire ai cittadini di Schio che non sono sudditi. La Commissione richiesta, ho finito
subito, dovrà provvedere ad un aggiornamento rapido del Regolamento di Polizia Urbana
sui nomadi, ma comunque, su tutto il Regolamento, come abbiamo già chiesto altre volte e
quindi rendere efficienti le norme da osservare. In conclusione, le nostre richieste, a mio
modesto avviso, sono il minimo che si possa e si debba fare per garantire alla collettività
più sicurezza, un maggiore decoro, un livello più accettabile di vivibilità di fronte a
comportamenti di degrado sociale ed ambientale che dovranno trovare, sostanzialmente,
regole chiare e certe e per chi commette violazioni, i giusti provvedimenti sanzionatori.
Grazie.
-------Entra il Consigliere Comunale Tolettini. Risultano, pertanto, presenti n. 27
Consiglieri Comunali.
-------CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA – 1° e 2° interven to
Grazie, Presidente. Uno dei problemi che spaventano i Sindaci è il vedere invasi i
parcheggi dai nomadi che li trasformano in baraccopoli. I Sindaci hanno paura perché i
nomadi sono tutt’altro che sprovveduti, anzi, ritengono che il cittadino sia una razza
inferiore alla loro e si sentono legittimati a importunare con la richiesta di elemosine e/o ad
organizzare reati contro le persone ed i loro beni. E’ noto che i nomadi escono indenni da
qualunque imposizione, tanto più che la sanzione non ha un seguito esecutivo. Per quanto
detto, un’ordinanza di limitazione alla circolazione stradale, per il rispetto del codice della
strada, ha lo stesso effetto di un manifesto pubblicitario. Ho fatto una premessa di questo
genere, perché volevo leggere una specie di storia, che sembra quasi simpatica, ma non
lo è per niente. E’ un esempio e per meglio comprendere prendiamo un esempio tipico, il
fantomatico Arturo Durissimo. Arturo è un personaggio che potete amare oppure odiare
ma non potete negare che esiste in tutte le nazioni, vivendo di espedienti. Il nostro Arturo,
esperto delle leggi italiane, non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi, anagraficamente
risiede in Furbopoli, un piccolo comune di 300 abitanti ma là nessuno lo ha mai visto.
Arturo ha acquistato un autocaravan ma ha provveduto ad intestarla alla sorella della zia
che vive in affitto con la pensione minima ma, al momento dell'acquisto aveva anche
pensato di intestarla alla nonna defunta o, meglio (succede più spesso di quanto ci si
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possa immaginare) di intestarla ad un anziano ricoverato in un ospizio che non sa
nemmeno cosa sono le autocaravan…
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Consigliere Dalla Vecchia, spero che l’aneddotto che ci sta raccontando sia in tema con
premesse e i due punti ..
CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA (continua)
No, ma questa, gliel’ho detto, non è una storia simpatica, è quello che accade veramente,
il che volevo andare avanti in maniera anche un po’ ironica, però per farvi capire quello
che è la realtà, non è una storia inventata,
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Perché non vorrei mai che quancuno pensasse che uso due pesi e due misure.
CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA (continua)
No, no, quello che sto dicendo è quello che purtroppo accadde veramente. Quindi, Arturo
Durissimo, con questa premessa, può parcheggiare l'autocaravan dove vuole, anche
nell'area pedonale. Avvisata da un solerte cittadino, accade che la Polizia arriva ma Arturo
è tranquillo, esibisce la sua patente e il libretto, assicurando che "l'autocaravan è della
sorella di mia zia che l'ha prestata per un po', mi faccia pure il verbale". La Polizia redige il
verbale e ne consegna una copia ad Arturo che, naturalmente, si guarda bene dallo
spostare l'autocaravan. Il giorno seguente la scena si ripete, poi il giorno dopo e poi quelli
ancora. Arturo Durissimo ha collezionato un bel po' di verbali. Trascorrono i termini ed i
verbali, non essendo mai stati pagati, diventano esecutivi. L'esattoria invia le cartelle di
pagamento al Sindaco per la notifica all'interessato, ma Arturo risulta irreperibile, è sempre
in viaggio. Allora, il Sindaco va a cercare la sorella della zia, intestataria dell'autocaravan,
e le si notifica il provvedimento. La sorella della zia, intestataria dell’autocaravan,
ovviamente non paga. Arriva, a sua volta, l'ufficiale giudiziario, che c'è già passato tante
volte e conosce bene quella casa, e accerta che la signora riesce a malapena a
sopravvivere. Pignoramento infruttuoso. Tutti i documenti emessi vanno ad incrementare i
rifiuti solidi urbani della città e, nel frattempo, Arturo ha visitato tutti i centri storici
parcheggiandoci dentro, occupando lo spazio esterno al veicolo in violazione della legge.
Una soluzione: come si fa a fermare questo Arturo Durissimo, per impedire l'abuso di
un'area di parcheggio da parte di chicchessia, nomadi compresi, con autocaravan o
caravan e rimorchio, felicemente risolta allorquando la Pubblica Amministrazione deve
definire che l'“area di sosta” e, richiamando il comma 6, dell’art. 157 del Codice della
Strada, autorizza la sosta non oltre le 48 ore, facendo obbligo ai conducenti di segnalare
l'orario in cui la sosta ha avuto inizio; stabilisce un giorno preciso per la pulizia settimanale
dell'area con rimozione forzata dei veicoli richiamando il punto a) del comma 1, dell’art. 14
del Codice della Strada e sia il punto d) del comma 1 dell’art. 149 sempre del Codice della
Strada; vieta ogni forma di campeggio, richiamando i commi 2 e 4 dell’art. 185 del Codice
della Strada; provvede ad installare la segnaletica prevista dal Regolamento d’esecuzione
del Codice della Strada. Per fare l'ordinanza ci vogliono dieci minuti e per renderla
esecutiva bastano circa 300 Euro di spesa per l'applicazione del segnale stradale
regolamentare. La pluriesperienza a livello nazionale evidenzia che nessun nomade si
accampa dove insiste la segnaletica e, qualora avvenga, la Polizia Municipale (deputata
dall’art. 12 del Codice della Strada) deve intervenire tempestivamente, gentilmente e
verbalmente invitando all'allontanamento. E’ loro compito far presente che si tratta di
un’area non destinata e non attrezzata all'accoglienza nomadi. In caso di resistenza
all'invito, la Polizia Municipale deve tempestivamente chiedere il supporto della Polizia di
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Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, per procedere alla verifica delle persone e
dei veicoli. In conclusione, è necessario sia tutelare i cittadini, sia difendere i diritti di detta
minoranza, quei diritti che potrebbero essere inficiati da virulenti conflitti sociali derivati
proprio dall'occupare arbitrariamente spazi non attrezzati a ricevere il loro stanziamento.
Non è il verbale che spaventa l'Arturo di turno, ma disturba il sentirsi oggetto di continui
controlli e terrorizza la rimozione del veicolo/rimorchio perché si è costretti a sborsare
subito una cifra non indifferente. Anche se nel caso dei nomadi è possibile che non
paghino il verbale, intanto i loro veicoli vanno in depositeria e se li vogliono indietro devono
farsi identificare, poi devono pagare la rimozione, pena il diritto di ritenzione, e se non
l'autocaravan deve venire ritirata entro 180 giorni sennò è alienata d'ufficio. Ho voluto fare
una premessa e una specie di soluzione, anche se non è mai a sufficienza. Ci sono anche
altre soluzioni che non mi soffermo per una questione anche di tempo, però quello che
voglio dire, perché siamo qui? Perché siamo qui questa sera Sindaco? Siamo qui proprio
perché la situazione nomadi è andata alla deriva, perché le cose in quattro anni invece di
migliorare sono peggiorate, specialmente nell’ultimo periodo, specialmente, e lo sappiamo
tutti, in zona industriale. Gli imprenditori sono sfiniti di chiedere aiuto e i cittadini non ne
possono più della situazione, si sentono insicuri, vedono dei posti dove tutti possono
andare con questi caravan a sporcare la nostra città e lasciare quello che poi si trova.
Questo è veramente diventato per i nomadi, ma ormai lo sanno anche i cittadini, i nostri
concittadini di Schio, il paese dei balocchi per i nomadi. Nessuna contravvenzione, come
ha ricordato il collega Bandolin prima, non è mai stata fatta a queste persone. Dunque
direi che si predica bene, ma si razzola male. L’opposizione è da quattro anni che cerca di
fare capire questi problemi, cerca di parlare con la gente e di portarli e anche più di una
volta alla scoperta, e cioè portarli anche in Consiglio Comunale. Ma questa
Amministrazione non ha mai voluto ascoltarci, anzi non ha mai voluto tendere una mano
alle proposte della minoranza, dell’opposizione, e non siamo mai arrivati ad un Consiglio
che abbia dato una risposta a questi problemi, anzi, abbiamo dovuto chiedere un Consiglio
straordinario, che è quello di questa sera, per arrivare a parlare ed attirare un po’ anche
l’attenzione che sennò la maggioranza si tiene quasi completamente per sé e va a
sventolare un’ordinanza pochi giorni prima del Consiglio Comunale, dunque praticamente
va a fare un’ordinanza e sventolarla ai quattro venti e sui giornali, dopo poco che
l’opposizione aveva chiesto una mozione e un ordine del giorno straordinario questa sera
per l’emergenza dei nomadi. Mi sembra proprio che si vuole solamente salvare la faccia.
Io credo che anche questa ordinanza faccia ben poco per aiutare i cittadini, per migliorare
questa situazione che è diventata come già detto insostenibile. Io credo che, Sindaco,
serva poco per risolvere i problemi, serva poco per diminuire la criminalità, serva poco per
sistemare una situazione veramente allo sbando, per rendere una città più vivibile, una
città anche più pulita. Forse i motivi sono tutt’altri. Forse i motivi possono essere di
carattere elettorale, possono essere, guarda caso, visto le imminenti tornate elettorali e
nazionali amministrative e vedendo anche la scontentezza dei nostri concittadini. Io credo
che, comunque, come è stato fatto nel 2006, anche questa volta si cerca di coprire con dei
bei manifesti, diciamo così, come è stato fatto per il famoso fossato di Schio. Però, il
famoso fossato di Schio, vorrei parlarne per un minuto, per una strana coincidenza, ripeto,
una strana coincidenza, che vorrei far partecipe il Consiglio Comunale, i concittadini e la
stampa. Il verbale di deliberazione del Consiglio Comunale n. 36 del 5 marzo 2007, in quel
Consiglio Comunale c’è stato un oggetto: l’oggetto era il piano triennale delle alienazioni
del patrimonio comunale. E’ stato regolarmente approvato dalla maggioranza. Quel piano
triennale di alienazioni però è stato fatto, praticamente, con una delibera consiliare,
esattamente la numero 142 del 23 ottobre del 2006. Quando ho visto questa data mi sono
ricordato che il primo novembre 2006, TG4, TG2, TG3, TG5, RAI 1, eccetera, eccetera…
ho qui tutti i telegiornali che quella sera e quel pomeriggio hanno parlato del famoso
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fossato di Schio, ed era il primo novembre. Poi, ovviamente, il 2 novembre sono usciti, che
li ho qui con me, degli articoli di giornale anche sul Corriere della Sera e La Repubblica.
Allora, sono andato a vedere questa delibera consiliare e tutto il piano che ne conseguiva
di alienazioni. Guardi caso, il fossato fatto in Via Lago di Misurina era uno dei piani dei
terreni da vendere. Guarda caso, una settimana dopo che il Comune ha stabilito di
vendere quel terreno, il Comune cosa fa? Fa uno sgombero di massa, fa uno scavo,
solamente in quel terreno lì, di sgombero. Allora, io volevo solamente far presente questa
strana coincidenza, perché io credo che questa sera con questo sventolare, questi cosi
pubblicitari, li chiamo io, nella stampa, di andare a fare queste ordinanze, coincidono
guarda caso con un periodo elettorale e guarda caso l’altra volta invece coincidevano con
la vendita di un terreno. Finisco qui, e chi vuol capire, capirà.
SINDACO – 1° intervento
Confesso che non è facile portare delle considerazioni utili a quello che dovrebbe essere
un dibattito in un Consiglio Comunale dopo quello che abbiamo sentito finora. Perché se lo
assegniamo alla fase elettorale è comprensibile, se lo assegniamo alla volontà pur
facendo politica, e quindi io facendola da diversi anni sono cosciente, l'ho ricordato anche
nell'ultimo dibattito, ne abbiamo discusso molte volte, sono vent'anni, penso che per i
prossimi vent'anni i Consigli Comunali, forse anche più, discuteranno di questi temi. Chi è
giovane se lo annoti, poi avrà modo di verificarlo. Io sono andato solo a vedermi l'ultima
discussione che abbiamo fatto e stiamo ripetendo praticamente le stesse cose. Quindi,
vuol dire se attiene alla fase elettorale di una politica che comunque deve fare effetto,
stasera abbiamo anche la fortuna di avere un po' di pubblico che ci ascolta, è
comprensibile; se attiene ad affrontare un problema che tutti sanno è delicato, ne abbiamo
discusso l'altra volta, ricordo gli interventi di qualche Consigliere Comunale che ci ha
riportato in un contesto anche culturale più ampio, eccetera... delle cose che sono state
dette, e mi permetto di dirlo da Sindaco, non ce ne sono che tendono poi a dire
concretamente cosa si fa. Concretamente, cosa si fa? Tenendo conto che noi possiamo
discutere dell'ordinanza, possiamo discutere del nostro Regolamento, ma, per fortuna, le
fonti del diritto sono la Costituzione, e probabilmente in Russia c'era un'altra Costituzione,
quando faceva certe cose, come c'era un'altra Costituzione anche con il terzo Reich.
Allora, c'è una Costituzione, di cui penso dovremmo essere tutti orgogliosi, che parla di
cittadini, poi, ci sono i cittadini italiani, ci sono i cittadini che immigrano, ma fra i cittadini
italiani, parla di cittadini, non distingue per fortuna fra nomadi e non nomadi, parla di
cittadini e parla che i cittadini sono tutti uguali di fronte alle leggi. Per questo, voglio dire,
l'ordinanza è per i cittadini che si muovono con certi mezzi, non può essere per i nomadi,
Consigliere Da Dalt, deve essere per i cittadini che usano le roulotte e i caravan, e
prevede il modo di usare gli spazi pubblici, non può essere per gli spazi privati, perchè per
gli spazi privati vigono altre modalità, più efficaci ancora per certi versi, ma che non
attengono all'azione di ordinanza del Sindaco che deve regolamentare la sosta negli spazi
pubblici. Allora, c'è la Costituzione, ci sono le leggi italiane, l'ho ricordato l'altra volta, ci
sono le leggi regionali, della Regione Veneto, che ha un preciso governo da tanti anni e
che però non le ha ancora cambiate, che prevedono certe cose. All'interno di questo
quadro, di cui nessuno si dovrebbe dimenticare, che lo condividano, io spero che lo
condividano, può anche non condividerlo, uno deve lavorare anche per cambiarlo, e deve
allora chiamare le cose con il suo nome, e deve arrivare in fondo a certi ragionamenti,
all'interno di questo contesto, noi ci siamo mossi, lo ribadisco, l'abbiamo detto tante volte,
con due modalità. Premessa: abbiamo sempre deciso finora, non abbiamo cambiato idea,
di non fare un campo sosta per i nomadi, perchè la legge regionale prevedrebbe invece
che per queste persone che hanno l'abitudine, la cultura, eccetera di muoversi nel
territorio anziché di stare fermi, che è l'elemento fondamentale che ci distingue da secoli,
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che distingue, l'ho detto l'altra volta, in tutto il mondo chi si muove da chi sta fermo, con
scelte valoriali, con tutta una serie di scelte culturali che ne derivano. Abbiamo deciso di
non farlo, di lavorare per l'integrazione delle famiglie che decidono di fermarsi; su questo
abbiamo aperto un tavolo con gli altri Comuni che ha avuto degli insuccessi e dei
successi, degli insuccessi e dei successi, su cui adesso non entro per l'aspetto di privacy.
Dopodichè, abbiamo detto noi gli altri che arrivano li allontaniamo. Questa è una linea che
perseguiamo, che abbiamo perseguito con varie modalità nel corso di questi anni, più o
meno famose. Il terreno era in vendita anche nei giorni prima, perchè l'esigenza del piano
è sorta per la normativa recente. Il fossato è stato fatto su un pezzo di terra pubblico, su
un pezzo di terra che era già stato venduto, quindi vuol dire che si poteva vendere anche
prima, quindi non è un problema, Consigliere Dalla Vecchia. Per dire le tante inesattezze
che avete detto questa sera, dal punto di vista tecnico-amministrativo. Allora, con le
famiglie che accettano di fermarsi c'è un dialogo, è un processo che noi abbiamo avviato
molti anni fa, che riteniamo positivo e che vada perseguito e lo perseguiamo con difficoltà,
ma anche lì con dei successi. Gli altri, invece, che arrivano da fuori li allontaniamo. Questo
lo abbiamo fatto nel corso del tempo con varie modalità; ultimamente, coerentemente con
questo, quindi non c'è nessun problema nè elettoralistico, né di stimolo o di altro,
discutendo con alcune persone, con i nostri interlocutori, con i nostri anche consulenti,
diciamo così, con i nostri collaboratori, abbiamo anche deciso di far fare questo tipo di
ordinanza, che è un elemento in più che facilita un'azione che già si faceva prima. Oltre a
questo, è stato previsto, vista la recente situazione in zona industriale, di prevedere una
maggiore presenza specifica in zona industriale. Quindi da questo punto di vista c'è
un'azione che è coerente, è giusto che alcuni la condividano, altri non la condividano, che
è di questo tipo, è discutibile o meno, ma è di questo tipo. Per la verità, proposte coerenti,
ripeto, con la Costituzione che abbiamo, con le leggi italiane che abbiamo, con la legge
veneta che abbiamo, diverse, io non ne ho ascoltate.
CONSIGLIERE TOLETTINI – 1° e 2° intervento
Io mi sono stampato dal sito del Comune, in modo diligente, il Regolamento di Polizia
Urbana. Quindi, credo, ed è la prima domanda che voglio fare, che sia vigente. C'è scritto
che è stato approvato il 23 luglio 1984. Ecco, la cosa che volevo chiedere, è una domanda
che penso dovrebbe rispondermi l'Assessore, il Sindaco, il Segretario Comunale, è come
mai in questa ordinanza non venga mai citato il Regolamento di Polizia Urbana, in
particolare l'art. 38, perchè io lo vorrei leggere, perchè evidentemente, anche qua o non è
più in vigore, oppure il Sindaco, diciamo, che ha una dimenticanza dalle ultime parole
dette. E quindi cercherò di leggerlo con attenzione: in tutto il territorio comunale, qualora
esistano aree appositamente destinate, è vietato fuori dalle stesse, la sosta per
pernottamento in caravan, eccetera, eccetera, qualora non esistano o non siano
disponibile le aree di cui al comma precedente, il Sindaco potrà vietare la sosta per
pernottamenti, eccetera. Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l'impianto dei
mezzi mobili e delle attrezzature sopra citate in aree private. Ecco, questo qua è un
documento, un regolamento addirittura del Comune di Schio, non è neanche la
Costituzione, una legge nazionale, una legge... quindi, io mi chiedo, se questo ha valore, e
appunto sennò mi deve essere dimostrato, quindi le cose che ha detto il Sindaco sono
completamente sbagliate, errate, fuori luogo, quindi evidentemente il Sindaco non conosce
nemmeno il proprio regolamento, un fatto che direi grave, comunque lo lascio.... Quindi, io
attendo nel punto una spiegazione anche qua che giustifichi. Io, poi, vorrei tornare, io sono
d'accordo nell'impostazione che stanno facendo gli amici, anche il collega Dalla Vecchia,
cioè riportare quel clima che si è creato un anno fa. Ora, qui leggo "Le scelte scellerate di
Schio non devono ricadere sugli altri Comuni, e soprattutto non sul mio - sbotta il Sindaco
Maurizio Colman – se Dalla Via e Laugelli ci hanno messo un anno e mezzo per arrivare a
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scavare la trincea in zona industriale, seguendo il nostro esempio, immagino ci vorrà
altrettanto tempo perchè giungano alla conclusione che alcune buone ordinanze possono
arginare il fenomeno". Qui mi sembra che siamo di fronte a un veggente. Quindi, perchè
secondo me si è verificato in sostanza quello che auspicava. Come? La situazione, e
ritorniamo a quello che ci siamo detti appunto un anno fa, sappiamo che la zona
industriale... innanzitutto io qua, se volete lo tiro fuori, sono abbastanza documentato,
esattamente c'è una dichiarazione dell'Assessore Laugelli che conferma quello che ha
detto il Consigliere Dalla Vecchia, cioè in una dichiarazione un anno fa l'Assessore
Laugelli a una domanda di un giornalista che diceva "Ma qual è il motivo vero?" Il motivo
vero è perchè abbiamo venduto il terreno e perchè uno lo acquisisca, deve essere fatta
questa cosa. Quindi, ha ammesso una cosa che rientra in una certa logica. A me sembra
che avrebbe fatto più bella figura a dire la verità, è perchè sappiamo bene, gli imprenditori
si sentivano e si sentono taglieggiati e quindi effettivamente si è dovuto prendere questo
provvedimento. Io qua ho anche una lettera, ad esempio, una delle tante, che, se volete
dopo la leggo, ma non è questo, in cui un imprenditore scrive al Sindaco, un attimo del suo
tempo, in cui illustra in modo puntuale e preciso qual è la situazione ancora oggi. Quindi, è
interessante, io ho qua la rassegna stampa con evidenziato le battute un po' di tutti, ma
qui si capisce veramente il clima che c'era un anno fa, cioè più di un anno fa e poi
effettivamente il fenomeno si è ritenuto, si è pensato, al di là delle dichiarazioni del
Sindaco, della fermezza di quel momento, che si potesse risolvere da sè. Così non è
stato. Quindi per l'ennesima volta, il provvedimento di oggi è un provvedimento che segue
i problemi, anziché anticiparli. Ed è esattamente l'opposto anche qua, Signor Sindaco, ma
come ci viene a dire che le nostre considerazioni sono della campagna elettorale. Quando
è datata questa benedetta ordinanza? E' datata due giorni fa, tre giorni fa, proprio perchè
noi avevamo stimolato con questo incontro una presa di posizione decisa e per mettere le
mani avanti per l'ennesima volta questa Amministrazione dice "ma, noi abbiamo già
risolto, abbiamo fatto l'ordinanza, cosa ci venite a chiedere". Dimenticando che noi 15
giorni fa abbiamo richiesto questo Consiglio straordinario, quindi, non ci dobbiamo
prendere in giro. Quindi, anche qui, le considerazioni di causa e effetto sono a nostro
favore. Questi sono i dati che parlano, non credo che ci voglia molto, stiamo forzando la
verità, non è così. Quindi, io credo che, per l'ennesima volta, questa presa di posizione
dell'Amministrazione sia una foglia di fico che va in una direzione. Io in parte capisco
quello che vuol dire il collega Da Dalt, io la giudico un altro tassello positivo ancorché non
sufficiente, ma che è stato preso controvoglia, come è stato giustamente detto, ob torto
collo, proprio per venir qui e, come dire, portare su un vassoio d'argento una testa tagliata
dicendo "noi abbiamo ottenuto dei risultati". Ma solo ed esclusivamente perchè noi li
abbiamo premuti, perchè siamo in campagna elettorale, questo è vero, e quindi si vuol dire
"no, noi siamo un'Amministrazione che fa rispettare le norme". Bisognerebbe che fosse
così, ma sappiamo... Il grido di dolore che è riportato su tutti i giornali a partire dall'inizio di
gennaio, fino ai giorni scorsi quando è stata presa l'ordinanza, l'abbiamo in mente tutti,
credo che siamo tutti abbastanza buoni lettori. E quindi io trovo... quando il Presidente
dell’Associazione Industriali qui di Schio, Schiavo, qui invece succede che se un
imprenditore sbaglia ad esporre il sacchetto dei rifiuti viene ripreso e sanzionato, mentre
gli zingari possono lasciare il loro lordume ovunque. Questa è la frase su cui c’è da
riflettere. Qua ci sono due pesi e due misure: quindi, l’Amministrazione deve dimostrare la
forza sempre, non oggi in modo estemporaneo perché siamo sotto elezioni, questo sì. Ma,
proprio perché voi dovete dimostrare esattamente l’opposto di quello che sostiene il
Sindaco, non siamo noi che provochiamo. E’ l’Amministrazione che si sente scoperta e
deve correre ai ripari. Però credo che questa sia una frase veramente importante. Ci sono
anche delle altre frasi che più di parlare di quello che posso pensare io per quanto possa
avere una logica, è interessante riportare qua le dichiarazioni dei cittadini, degli
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imprenditori, ma non necessariamente quelle, e dargli una giusta rilevanza in quest’Aula
che è il momento massimo di espressione di quelle che sono le giuste lagnanze dei
cittadini. Dice “il malcontento misto a indignazione insostenibile situazione di degrado e
inciviltà in una zona industriale diventata ormai da anni dimora e residenza di varie
carovane e nomadi”. Qui non cito il nome dell’imprenditore che dice queste parole, sono
riportate. E anche qua un’altra considerazione che si riallaccia a quella lettera che Le ha
fatto pervenire direttamente un imprenditore: “I problemi riguardano anche la sicurezza dei
luoghi di lavoro perché non si può pensare che ci siano estranei, a volte anche bambini,
che girano indisturbati all’interno di stabilimenti e aree produttive in barba a qualsiasi
norma infortunistica. Ci sono stati casi anche di accensione di fuochi a ridosso di depositi
di materiale infiammabile.”. Questa è la situazione, non è che si sta esagerando, questo
avviene ancora, è datato 28 febbraio questa dichiarazione, non dieci anni fa, mi rivolgo
all’Assessore, queste sono le cose, a mio modo di vedere, a cui noi dobbiamo dare, nelle
varie articolazioni e responsabilità, delle risposte. Stavo controllando se c’era ancora
qualche altro elemento appunto per fare parlare i cittadini che mi ero riportato. Ecco, c’è la
dichiarazione anche dell’Assessore Laugelli che dice no, e questa era prima dell’acuirsi
del fenomeno in cui diceva: mah no, noi abbiamo addirittura dei nomadi ormai che ci
segnalano loro quando ne arrivano altri. Si ricorderà della dichiarazione che ha rilasciato,
quindi la situazione è sotto controllo e questo è datato fine gennaio. Dopo, invece le
situazioni sono andate in modo diverso. Quindi, in sostanza, per quanto il Sindaco ci
diceva che dobbiamo essere anche propositivi, allora, la nostra controproposta è di capire
che la formulazione di questa ordinanza abbiamo capito è carente e ci sono anche le
possibilità utilizzando il Regolamento di farla molto più pregnante, andando anche a
mettere dentro le giuste richieste segnalate anche per quanto riguarda le aree private. La
legge, anzi, il Regolamento ce lo consente. Quindi, ribadisco, quello che ha detto il
Sindaco era evidentemente ignoranza della norma, ignoranza della norma, penso,
comunque adesso ascoltiamo. Rileggo l’articolo 38, Sindaco? Perché voglio una risposta
però su questa cosa qua, come? Sì, sì, no, io voglio… dopo Lei mi risponderà, sperando
in modo… siccome qualcosa, un minimo di conoscenza del diritto ce l’ho, mi auguro che
mi dia una risposta che mi convinca e che sia suffragata. Glielo rileggo l’articolo 38: “Il
Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l'impianto dei mezzi mobili e delle
attrezzature sopra citate in aree private”. Già una volta in televisione abbiamo avuto lo
scambio e dopo è finito su tutti i giornali che ha dovuto ammettere quello che prima aveva
negato. Aspetto, comunque… sì ma adesso mi lasci finire e dopo io… Quindi, voglio dire,
attendo una risposta e poi ne riparliamo.
SINDACO – per fatto personale
Allora, Consigliere Tolettini e Consigliere Da Dalt, fate una proposta scritta, non occorre
stasera, quando volete, rispetto all’ordinanza. Sarà mia cura farla esaminare, visto che il
Sindaco ha dei collaboratori che sono pagati per fare questo, li paghiamo noi col Bilancio
del Comune, coi soldi dei cittadini, esaminiamo se si possono inserire delle cose rispetto
alle pubbliche e private perché su pubbliche e private ho idee chiare. Esiste una normativa
regionale sui campeggi: l’azione nell’area privata ha tutto un altro meccanismo, tutto un
altro meccanismo, molto più rapido e molto più veloce come abbiamo detto spesso.
Addirittura noi abbiamo in alcuni casi invitato i privati stessi a denunciare per poter
intervenire. Questo ve lo può testimoniare il Comandante dei Vigili. Ve l’ho detto ancora,
dovete avere, è questo che io non condivido, scusate, dovete avere più rispetto, non di
noi, ma di chi è chiamato, ma non perché lo dice il Sindaco, e anche se il Sindaco gli
dicesse di non farlo, a fare rispettare le leggi. Dobbiamo avere più rispetto delle istituzioni,
dovete avere più rispetto delle istituzioni. Le istituzioni sono anche le forze dell’ordine,
sono anche i nostri Vigili e i regolamenti e le leggi li fanno rispettare. Si può discutere se
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sono tanti o pochi, ma non si può dire che non li fanno rispettare, perché non potrebbero
farlo neanche se glielo dicesse il Sindaco e questo lo sapete benissimo. Questo io chiedo
dopodichè avanti con le proposte, io so che da questo punto di vista siamo tranquillissimi
perché l’abbiamo verificato, Ingegner Tolettini, l’abbiamo verificato, comunque, siccome
questo volete sempre fare la polemica per così non affrontare i problemi, volete sempre
fare la polemica fine a se stessa, fate .. secondo noi l’ordinanza in base all’articolo tale
della legge che voi conoscerete si poteva estendere e io lo verifico; se sarà così lo
estenderemo, se non sarà così vi daremo la risposta appropriata.
CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA – per fatto personale
No, una precisazione su quello che ha risposto il Sindaco prima, una mozione d’ordine ho
detto su una cosa che non ho capito bene che ha detto il Sindaco prima, su una cosa che
ho detto io. Volevo solo capire… Era per fatto personale, ok? Il Sindaco ha risposto su una
cosa che ho esposto prima. Va beh, se non si può neanche chiedere se il Sindaco può
ripetere una cosa che non ho capito! Tutto lì.
CONSIGLIERE BRESSAN – 2° intervento
Sì, beh, mi pare che il clima sia stato assolutamente disteso e la discussione non sia
andata al di là delle cose. Voglio continuare il ragionamento… ma sì, da parte mia
sicuramente, cioè non… Io ho un’idea chiara: chi intende volere fare parte di una comunità
a tutti gli effetti e di goderne i diritti, non siamo nel caso dei nomadi, perché non ci sono
neanche queste condizioni, però la cito lo stesso, oltre a rispettare le leggi, oltre a pagare
le tasse, oltre a una serie di adempimenti che valgono per tutti, io credo che debba aderire
ai valori di fondo di una comunità. Lei prima ha parlato di valori diversi non so quali valori
abbiano le comunità o la comunità, ma mi ricordo che una volta si parlava anche di cultura
della mafia, io inorridivo quando sentivo parlare unire alla parola cultura, mafia. Inorridivo,
non arriviamo anche noi a giustificare dicendo che rispettiamo la diversità se la diversità è
la diversità nell’avere stili di vita che vanno soprattutto verso atteggiamenti delinquenziali.
Io comunque e per quanto riguarda la città, come diceva il Consigliere Bandolin, adesso
andiamo ad un Festival delle Città d’Impresa: non è un bello spettacolo quello che offre la
zona industriale e alcuni altri luoghi di Schio di fronte a una rassegna di questo tipo. Non è
un bello spettacolo quello che sta accadendo a Schio. Vengo alla mia proposta, io la
proposta, io se fossi Sindaco, cosa farei? Visto le difficoltà che ha trovato, sottolineate
anche il tavolo di concertazione con gli altri Sindaci, legittimo, perché ognuno nel suo
territorio comunale può prendere le decisioni che vuole. Io se fossi Sindaco mi rivolgerei,
per la situazione attuale di Schio, immediatamente al Prefetto, dicendo semplicemente che
la situazione è assolutamente fuori controllo e valuti lui se c’è o meno l’opportunità anche,
lo dico come cosa estrema, di indire lo stato di calamità o di difficoltà. No, no, scusatemi,
lo stato di emergenza, sbaglio, scusatemi. Io se fossi il Sindaco, scriverei domani mattina
al Prefetto e direi al Prefetto: la situazione nel nostro Comune non è più controllabile, non
riusciamo con le forze che abbiamo a controllare la situazione. Dia un parere, esprima una
sua proposta e se necessario metta in atto tutti gli strumenti, il fatto anche che possano
essere mandate altre forze dell’ordine a Schio, per risolvere questo problema, che è un
problema che non è un problema, è un’emergenza. Questo se io fossi Sindaco domani
mattina farei. Scriverei al Prefetto dicendo cosa sta accadendo, dicendo le forze che
abbiamo e chiedendo un intervento anche da parte sua. Questo, ritengo anche, ripeto,
come cosa estrema per muovere la situazione, anche chiedendo lo stato di emergenza.
Questo io farei.
CONSIGLIERE BANDOLIN – 1° intervento
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Allora, guardi, io volevo dire chiaro anche per non mescolare tanti concetti che poi alla fine
poco resta. Tutte le espressioni che io ho usato riguardavano il discorso dei nomadi e il
concetto che per noi, per Forza Italia, integrare significa fare diventare gli altri cittadini
della nostra civiltà. Se si parte da questo concetto si possono fare dei ragionamenti,
altrimenti se il ragionamento è rovescio, non c’è nessun tipo di possibilità di ragionare.
Guardi, Signor Sindaco, io non voglio farmi sembrare dotto o più intelligente di altri però,
ho ancora delle reminiscenze liceali e mi ricordo che c’era un grande scrittore che ha
preso anche un premio Nobel, poi Cassuti casomai mi correggerà se dico qualche
imperfezione, che era Pirandello col suo concetto delle maschere, il quale diceva che ogni
uomo, praticamente in ogni situazione si presenta con delle maschere, chiedo scusa,
però, mi permetto la battuta perchè Pirandello nei confronti Suoi era un dilettante! Era un
dilettante perché io Le voglio citare, perché sapevo che arrivavamo lì, quello che ha detto
in questo Consiglio Comunale, nel dicembre 2006, quando abbiamo discusso del solco:
“Non possiamo accettare o fare sconti all’illegalità. Una comunità non è tollerante se
chiude gli occhi di fronte ad una prolungata situazione di disagio nascondendosi dietro il
paravento dell’integrazione. L’integrazione, quella reale si costruisce invece difendendo la
legalità e l’uguaglianza di tutti i cittadini nei loro doveri e nei loro diritti.” Queste sono cose
che ha detto Lei, questo è il verbale, che io apprezzo e che spero siano cose dette dal
Sindaco Luigi Dalla Via e non dal Sindaco Luigi Dalla Via-Pirandello, perché altrimenti non
ha più valore niente di quello che si dice. Poi, volevo contestare assolutamente il concetto
che Lei ha espresso prima e che Lei tira fuori ogni volta, anche la maggioranza del resto
peraltro silenziosissima stasera, anche l’Assessore alla Sicurezza io gradirei sentire la sua
voce qualche volta, perché sui giornali vedo che è molto solerte, ma qui non ha mai
parlato una volta fino adesso, di strumentalizzare le risposte dicendo che siamo nella fase
elettorale. Prima Le ho detto che parliamo del 2004-2005-2006, Le ho citato una serie di
occasioni in questi 5-6 anni in cui abbiamo parlato di questo. Derubricare una cosa così
importante su un fatto puramente elettorale mi sembra che sia anche questa una caduta di
stile e anche un argomento abbastanza povero. Cosa si può fare? Poi mi vestirò un attimo
dei panni di Sindaco ombra e Le dirò cosa farei io se fossi al posto Suo, alla fine, però
glielo dico, casomai glielo metto per scritto in modo tale che ci siano anche i diritti d’autore.
La cosa che però mi ha un po’ disturbato è, siccome c’è stato un parallelo anche in
occasione della discussione del solco da parte del capogruppo Beccaro che ha citato i
lager nazisti e i nomadi che sono stati gasati, e Lei stasera ha citato la Russia e il terzo
Reich, quasi quasi a volere velatamente dire che tutte quelle persone che la pensano
diversamente da voi sono persone che sono razziste, persone che in qualche modo
vogliono, diciamo così, sistemare queste questioni con metodi che, direi, sono da
dimenticare, ma non sono neanche da citare neanche lontanamente, ecco. Volevo anche
dirLe, Signor Sindaco, che Schio non ha l’obbligo di fare i campi nomadi, che non c’entra
niente la legge regionale, anche qui il vostro vecchio continuo sistema di dare la colpa alla
Provincia, alla Regione, perché sono di centro-destra, perché se fossero di centro-sinistra
allora l’argomento sarebbe assolutamente… Non è vero quello che ha detto, non è vero
quello che ha detto! Perchè Schio non ha l’obbligo, è in fascia non mi ricordo più B o C,
poi, Lei, Assessore, mi potrà dare…, non ha l’obbligo di fare i campi nomadi. Quindi, per
cortesia, non dica delle falsità. Il problema, e arrivo qui al tentativo di dare una soluzione è,
e il fatto concreto della mozione, credo, che lo sia, basta leggerla, di dare maggiore peso,
di dare una direttiva politica alle forze dell’ordine, severa, tassativa, in modo tale che,
regolamento alla mano, queste forze dell’ordine vengano messe nelle condizioni politiche
di operare. Questa è l’unica cosa che Lei deve fare: Lei domani mattina deve chiamare il
capo dei Vigili e dire. Tolleranza zero. Il regolamento c’è, lo faccia rispettare, tolleranza
zero. Nel momento in cui si presenta la carovana abusiva, tre secondi dopo deve arrivare
la pattuglia dei Vigili. Due ore dopo devono andare via. Si spostano di cento metri? Tre
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secondi dopo arriva la pattuglia un’altra volta. Si tampinano, fintanto che queste persone
capiscano che a Schio vige la legalità. E a Schio sarà difficile, probabilmente arriveranno
lo stesso, ma al posto di cento, ce ne saranno dieci, o al posto di dieci ce ne saranno due.
Questo è il sistema, non ce n’è altri, perché se poi noi andiamo a giustificare il mancato
intervento o la Provincia, la Regione, il Governo, l’Europa, il mondo, non si fa niente.
Questo è quello che io farei se fossi al Suo posto. Bisogna volerlo però. Si ricordi,
Sindaco, che Al Capone, in America, è stato messo in galera, ha preso l’ergastolo, è
inutile che rida, impari un po’ di storia invece di ridere! ascolta, perché è stato evasore
fiscale, non perché ha ucciso le persone. Forse con il regolamento alla mano, applicato
tassativamente, si potrebbero ottenere dei risultati maggiori. Per quanto riguarda poi
anche il discorso pratico, volevo citare un ulteriore passo che la Consigliera Tagliapietra
stasera silente come spesso accade, ha detto comunque glielo ricordo io, “e una soluzione
a nostro avviso si può trovare solo se c’è la volontà di collaborazione” - cito, casomai Le
faccio una copia – “tra le varie forze politiche interessate a risolvere il problema”. La
Commissione arriva proprio per questo motivo. Noi vi chiediamo, ma siccome voi siete più
bravi di Pirandello, noi vi chiediamo di partecipare, di votare a favore alla costituzione di
una Commissione che metta a punto un regolamento più incisivo, coerentemente con
quello che avete detto, altrimenti le parole che voi dite non hanno nessun valore.
CONSIGLIERE CASSUTI – 1° intervento
Intanto mi scuso con il Presidente se ogni tanto, essendo nomade anch’io, non sono
presente in Consiglio Comunale, ma ho ascoltato, faccio una battuta naturalmente, il mio è
un nomadismo regolare, in ogni caso, garantisco ai colleghi che non vado a creare
problemi, pur girando parecchio per l’Europa. Una premessa, innanzitutto: anch’io cerco di
dare un contributo affinchè intanto si faccia chiarezza. Io ho ascoltato con profonda
attenzione gli interventi ovviamente anche ripetuti del Sindaco e anche il silenzio della
maggioranza che pure è un intervento esplicito. Mi pare, in ogni caso, che al di là di tutto
ciò che alcuni hanno adornato e lo stesso Sindaco, il tema fondamentale, il problema
esiste? I cittadini, effettivamente, hanno problemi? Il problema è assolutamente nuovo?
No. Il fatto che i Vigili Urbani pur bravissimi non comminino, io non lo so, dovete dirmi voi,
multe, nel caso di flagrante violazione delle norme, è una realtà oppure… tutti questi
problemi sono i problemi che mi interessano. In questo senso, lo dico a Pegoraro, ma lo
dico anche al Sindaco, contornare il discorso di aspetti, il Sindaco dice valoriali, cioè di
esprimere dei giudizi sul valore delle persone, i nomadi non sono integrati, sono degli
errabondi, sono dei ladri, eccetera, eccetera, che tra l’altro si usa un’espressione per una
categoria quasi che tutti fossero ladri, che tutti… stiamo discutendo di quei ladri che si
chiamano casualmente, non lo so, nomadi, ma che commettono determinate cose nella
nostra città. In questo senso devo dire, e qualche volta non mi sono trovato d’accordo, ma
l’intervento di Tolettini è stato di una pacatezza estrema e di una lucidità estrema. Ha
posto, tra l’altro ha posta anche un problema che suffraga la necessità di rivedere un
attimo il regolamento e la Commissione credo dovrebbe andare… perché ci sono delle
ambiguità e ne ha citata una anche se è un aspetto marginale. Bisognerebbe rivedere la
situazione. Per giunta, devo dire, proprio perché sono una persona che guarda i fatti con
concretezza, che credo che la soluzione prospettica è quella, amici miei, cari Consiglieri,
colleghi, che si costruiscano degli spazi ad hoc attrezzati, magari facendo anche pagare
una cifra x. In giro per il mondo, i nomadi e uno potrebbe fare una scelta di nomade. Se io
non avessi la possibilità di andarmene a casa, è probabile che se fossi più giovane che mi
sposterei con un caravan o un autocaravan. Però ci sono dei posti adibiti. Siccome tra
l’altro darebbero fastidio agli altri perché non hanno, diciamo, quei comportamenti normali,
a costoro bisogna riservare area .. ed è giusta la legge regionale. Bisogna pensarci
seriamente e invito l’Amministrazione e noi tutti, come Consiglieri, a pensarci, in modo tale
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da non ritrovarci nelle situazioni di questa sera, per cui in definitiva, coloro che potrebbero
trovare delle locazioni ad hoc vanno altrove, rubano, creano problemi ai nostri concittadini.
E poi, mi rivolgo a Lei Signor Sindaco, se questa è una situazione di obiettivo disagio, che
non è stata risolta, bisogna pur dare una risposta anche trovando con determinazione tutti
quegli strumenti di collaborazione con i Carabinieri, eccetera se è così, perché se non è
così me lo dica. Non rifarsi a un discorso, è un’annotazione che io faccio nei Suoi confronti
se pur leggera perché capisco la delicatezza della Sua posizione, alla Costituzione, alle
norme. E’ chiaro che sono cittadini, per quanto mi riguarda, poi, se avessi un po’ di tempo
come lo faceva un mio collaboratore anni fa, non dico che mi dedicherei a loro, ma
certamente se sono un buon cittadino e se sono un buon cristiano, devo pensare anche a
coloro che all’interno di questa gente si trova in situazioni di disagio. Non è dubbio che
quando mi si parla dei bambini, non posso se non provare sentimenti di protezione nei loro
confronti, se non altro perché sono padre e per giunta anche nonno. Ma il problema non è
questo: il problema è se abbiamo fatto tutto perché la situazione si normalizzi e dico la
verità, Signor Sindaco, non ho trovato finora, almeno, sufficienti risposte. E chiedo anche a
Lei signora che ci dia delle risposte a domande che sono state sollevate. Mi riservo un
secondo intervento di entrare nel merito della mozione per, eventualmente, se non sarò
soddisfatto, di proporre una piccolissima modifica.
CONSIGLIERE BONOTTO – 1° intervento
Grazie, Presidente. Io volevo portare un contributo personale perché chiaramente si parla
di imprenditori. Io sono il primo imprenditore che ha fatto la fabbrica nella zona industriale
ad est di Schio. La prima fabbrica che ha messo piede lì, che ha cominciato a lavorare è la
mia, quindi ho detto a Berlato Sella, un giorno così, una battuta, un giorno mi darete la
medaglia perché il seme che è arrivato lì, guardate cosa è venuto fuori. Però onestamente
dico che io questa storia dei nomadi, la vivo da vent’anni. Io non voglio qui elencarvi tutte
le angherie, i furti, le rotture che abbiamo subito in questi anni perché non credo sia
questo il posto, però credo che sia giusto per un’Amministrazione prendere atto che
questo è un problema che finalmente, spero, il Sindaco abbia voglia e l’Amministrazione di
risolvere. Perché è un problema che c’è, è un problema con cui non si può convivere,
perché se un giorno in zona industriale si trova morto qualcuno, poi la situazione
degenera, perché si può arrivare a queste situazioni. Quindi, io, l’invito che faccio al
Sindaco, quando parla di cittadini di serie A e di serie B, siamo tutti cittadini di fronte alla
Costituzione italiana. E’ vero, ma siamo tutti e anche la pena deve essere la stessa.
Perché io come imprenditore non posso avere due denunce: una perché i Vigili hanno
visto un mio dipendente bruciare un sacchetto di immondizia fuori dalla porta della
fabbrica, e un’altra perché sono venuti lì e hanno aperto i sacchi dell’immondizia e hanno
tirato fuori da un sacco, la spazzatura che dovrebbe essere degli uffici, un tubetto di
plastica che l’Ufficio Tecnico ha gettato dentro, perché ha fatto delle prove l’Ufficio Tecnico
e l’ha gettato dentro. E mi trovo con due denunce: alla terza, Lei lo sa bene, mi mettono
via. Quindi, cosa fanno a questi signori? Quindi la pena deve essere uguale per tutti,
quindi l’invito di avere…di una risposta, quante multe sono state date a questi signori?
Quante volte è stato loro fatta una contravvenzione, eccetera? Io credo che non ne sia
stata fatta neanche una, oppure se è stata fatta non è stata mai pagata. L’invito che faccio,
veramente, bisogna trovare una soluzione. La soluzione, Bandolin l’ha detta prima.
Bisogna essere drastici su queste cose: bisogna avere, non dico il pugno di ferro,
perché… però bisogna essere decisi. Decisi, per correttezza, perchè Lei deve essere
corretto di fronte a noi imprenditori, a tutti i Consiglieri, a tutti i cittadini di Schio, ma
dobbiamo anche essere corretti di fronte a questi. Perchè quando io sbaglio, pago e
paghiamo anche di più di quello che è dovuto. Quindi, dobbiamo in questa maniera, io La
invito, veramente, io mi auguro che questa nuova regolamentazione, ordinanza che Lei ha
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fatto possa sortire qualcosa. Ho i miei dubbi, perchè io vorrei fare domani mattina, guarda,
ci sono del pubblico, invitare qualcuno, una famiglia di Schio a prendere la roulotte e
cominciare a fare il parcheggio. Questo resiste due giorni, neanche un giorno, poi in
prigione, perché viene messo regolarmente via, perché è un cittadino di Schio
riconosciuto, eccetera. Ecco, allora, perché non applichiamo gli stessi metri e le stesse
misure con tutti? Poi, sono d’accordissimo, dobbiamo vivere in un mondo civile in cui
dobbiamo cercare nel miglior modo possibile di integrare queste persone. Però dobbiamo
integrarle facendo capire loro che ormai siamo nel 2008: il tempo del girovagare, del
vagabondaggio è finito. Una famiglia può tranquillamente, culturalmente, posizionarsi,
rendersi stabile, quindi, io capisco Signora Laugelli che fa così, sì, è la loro cultura, eh?
Come? Quando trovano un posto di lavoro, si affittano un appartamento, come fanno tutti
quanti i cittadini, non possono essere cittadini che vanno a lavorare. Cittadini d’Europa
siamo tutti quanti, ma non possiamo lavorare in Italia e andare a pagare le tasse in
Svizzera perchè sono meno, o andare a fare qualcos’altro in un altro Paese. Dobbiamo
rispondere nel nostro Paese: quindi siamo cittadini italiani, dobbiamo essere residenti e
avere una residenza specifica. So che questo è difficile, perché è una mentalità, però
come cittadini e come Amministrazione in questo dobbiamo lavorare. Grazie.
CONSIGLIERE TERRAGIN – 1° intervento
Grazie, Presidente. Allora, siccome ho sentito una cosa sbagliata, vorrei correggerla. E la
correggo prendendo la Legge Regionale n. 54 del 22 dicembre 1989 della Regione, che è
quella a cui faceva riferimento prima il Sindaco, per smentire quanto dice o ha detto in
precedenza il Consigliere Bandolin. E allora, spero di riuscire a manovrare correttamente e
a leggere, ma in buona sostanza, posso anche sintetizzare senza leggere per esteso. La
Regione prevede che siano stanziati dei fondi per quanto riguarda le realizzazioni di campi
sosta appositamente attrezzati e questo naturalmente deve essere, eccolo qua, e deve
riferirsi all’art. 7 della Legge del 27 giugno 1985, quindi una precedente, “.. il piano
territoriale provinciale individua i Comuni e al loro interno le aree idonee alla sosta dei
nomadi.”. Quindi dà delle competenze, la legge dice che laddove sia necessario, eccetera,
si fa e poi precisa, e questo è importante ed è quello che scavalca quanto ha detto il
Consigliere, “entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale
emana disposizioni esecutive di attuazione per la sistemazione delle aree”, eccetera,
eccetera. Quindi, voglio dire, se alza i toni della voce per dire “Non è vero, non..!” Io
smentisco e se vuole qui c’è la legge e può leggerla. Grazie, Presidente.
CONSIGLIERE BANDOLIN – 2° intervento
Ma, io in conclusione volevo esprimere un altro paio di concetti perché qua le cose da dire
sono tante e il tempo è tiranno, ma, una politica lenta, una politica non tempestiva e
inefficiente è fonte, comunque, di diseguaglianze ed è fonte di tensione sociale e
d’illegalità, qualsiasi sia il tema di cui si tratta, questo è secondo me, il concetto che in
questo momento deve prevalere. E quindi, l’agire, in questi casi è importantissimo per la
cittadinanza e il messaggio forte che stasera Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale e poi,
spero che possa anche aderire qualcun altro delle Liste Civiche, comunque queste tre
formazioni che hanno presentato la mozione, è chiaro. Noi agiamo, noi proponiamo,
compatti, non abbiamo i numeri qui perché la maggioranza è in mano al centro-sinistra,
probabilmente la cosa verrà bocciata, però le proposte, Signor Sindaco, ci sono. Non è
che non ci sono, siete voi che non le volete accettare. Non si nasconda dicendoci che
dobbiamo fare delle proposte concrete e poi le analizzerà. Ma che discorsi sono questi: le
proposte noi le abbiamo sempre fatte, siete voi che non le accettate, abbiate il coraggio di
dire “Non siamo d’accordo, punto. Noi non siamo d’accordo”. Non vogliamo promuovere
una politica a tolleranza zero, noi vogliamo andare avanti così, barcamenandoci, dando
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ragione agli industriali, dando ragione al commerciante, dando ragione al clandestino,
dando ragione a tutti. Va beh, è una politica anche questa, che io non condivido, che noi
non condividiamo e che non porta, sicuramente e potrebbe essere foriera anche, come
diceva Antonio Bonotto, di fatti pericolosi che nessuno si augura, però possono accadere.
Poi, Terragin, per cortesia, la volta precedente ha fatto il sacerdote, adesso tende a fare il
giurista, la Legge Regionale non prevede per Schio, Lei non ha smentito, ha letto non so
cosa lì nel computer, lasci fare agli altri e venga in 3^ Commissione, fa parte della 3^
Commissione, dovrebbe avere imparato, e forse l’Assessore Suo, che per carità di patria
sta zitto, lo smentisce lui stesso. No, no, so che è un galantuomo e non è andato via, parlo
dell’Assessore all’Urbanistica, ecco. Cercando, poi, di concludere il mio intervento, la
strada maestra è quella che ho indicato prima. Ed è quella di utilizzare tutti i mezzi,
regolamento alla mano, io mi sono sottolineato qui tutte le parti che possono essere
utilizzate e sono tante, regolamento alla mano, tolleranza zero e i risultati vengono di
sicuro. Se non li volete, la responsabilità è vostra.
CONSIGLIERE TERRAGIN – per fatto personale
Allora, il fatto personale in questo caso visto che con nome e cognome, al di là del fatto
che rivolgendosi all’Assessore e chiamandolo galantuomo diversamente da me, vuol dire
che considera me non un galantuomo, ma lascio a lui i suoi pensieri contorti, eccetera.
Potrei rifarlo il sacerdote o il chierichetto, riferendomi al chierichetto della politica e
restiamo in tema, ricordandoLe qualche aspetto di chi in questa Aula ha chiesto che
venisse posto il crocifisso, in quest’Aula. Ecco, lo dico perchè sono gli stessi che firmano
documenti come questo, se il crocifisso ci fosse, il Cristo verrebbe giù a prendervi a calci
in culo rispetto a quello che dite. E vergognatevi, soprattutto per come trattate questi
argomenti. Il riferimento alla legge è una legge regionale, Le do i riferimenti, se la vada a
leggere, intitolata “Interventi a tutela della cultura dei rom e dei Sinti”. Se la vada a
leggere, è una legge regionale e ha delle norme che sono scritte, articolo per articolo, se
le vada a leggere. E si legga quello che c’è scritto in questa legge regionale che è quella,
se vuole glielo dico, anzi, non glielo dico, se la cerchi e faccia la fatica di cercarsela.
CONSIGLIERE LUCIDO – 1° e 2° intervento
Io vorrei risolvere un po’ un problema di conoscenza che manca in qualcuno, ovvero che
pensa che questo problema si risolva con la tolleranza zero. Mi pare che però rispetto a
questo tema, all’interno della minoranza, l’intervento di Toni Cassuti e l’intervento della
parte di là sia totalmente diverso, se non una buona dose di diversità, mi permetto di
evidenziarla. Cassuti mi pare dica che forse sarebbe meglio avere un campo nomadi,
dall’altra parte invece la tolleranza zero è intesa che nessun nomade deve restare nel
territorio scledense. Non campi nomadi, nessun nomade può mettere piede in questa città
e in questo territorio. Rispetto a questo è chiaro che l’intento di chi ha proposto questo
Ordine del Giorno e fatto convocare questo Consiglio Comunale evidentemente era
tutt’altro che quello di dare una soluzione a questo problema. Qualcuno ha ricordato che
sono più di vent’anni, Toni Bonotto lo ha ricordato, che evidentemente non abbiamo risolto
questo problema. Toni Bonotto ricorda anche e lo ricordo io perché ero assieme a lui in un
incontro con il Prefetto di Vicenza, con il Questore, con il capo della Polizia, con il Capo
dei Carabinieri della Provincia di Vicenza, ci è stato risposto “ma guardatevi attorno perché
Schio è un’isola felice”. Schio è un’isola felice. Era un problema di sicurezza, esatto, era il
problema della sicurezza, compreso il problema dei nomadi. Ora è cambiato il Prefetto, è
cambiato anche il Presidente del Foro degli Interessi, è un artigiano il quale si è
preoccupato di questo problema che potrebbe confermare quanto dico: io sono un
membro effettivo del Foro degli Interessi di Schio, in quanto rappresentante della UIL
provinciale, solo perché ex-sindacalista, iscritto al Sindacato da 35 anni e me ne vanto.
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Rispetto a questo, il particolare che il Consigliere di Alleanza Nazionale non sa e glielo
spiego è che il Presidente attuale del Foro degli Interessi ha scritto due lettere al Prefetto
di Vicenza chiedendo un incontro su questa tematica, sulla sicurezza e sul problema dei
nomadi. Il Prefetto di Vicenza dopo tre mesi deve ancora rispondere a queste richieste di
incontro e ha mandato a dire “guardate che i problemi della sicurezza nel territorio sono su
due Comuni principalmente della Provincia di Vicenza: uno si chiama Vicenza e uno si
chiama Bassano”, fatalità sono governati dal centro-destra, fatalità! E’ una fatalità, voglio
dire, sono governati dal centro-destra. Via Cricoli, per chi non sa, è un campo nomadi
fisso, Via Cricoli è un campo nomadi fisso, dove il Comune di Vicenza ospita, non ho idea
di quanti sono, ma penso una trentina, ventina, dai venti ai trenta roulotte o camper di
nomadi. Ce n’è un altro campo nomadi a Vicenza: hanno creato problemi non indifferenti,
ci sono stati dei morti in quei campi nomadi. Ci sono denunce continue a Vicenza e i
Sindaci di Vicenza che si sono succeduti non hanno mai risolto il problema, nemmeno con
la tolleranza zero. Ora chi viene qui a fare queste proposte, le fa perché evidentemente sa
che in un momento elettorale probabilmente si avranno dei consensi per cui sembra che le
cose basta dirle, piuttosto che farle. Di queste cose ormai ne abbiamo piene le scatole,
degli zingari, dei furti, dei disastri che creano tutti quanti. Qualcuno lo ha risolto, hanno
detto, a Piovene Rocchette, giusto? Non è vero, è una gran balla perché gli zingari vanno
anche a Piovene Rocchette se non lo sa, caro il mio collega Consigliere Bandolin. Non è
che a Piovene Rocchette gli zingari non ci vanno più. E anzi, se Lei non lo sa, il Sindaco di
Piovene Rocchette ha una bella denuncia alla quale dovrà rispondere, perché ha mandato
via dal suo Comune una famiglia che era proprietaria di un terreno sul quale stanziava.
Capisce queste cose qua? Quindi bisogna stare attenti quando si parla di questi problemi
qua, sono problemi delicatissimi, i quali bisogna affrontarli in maniera seria, competente e
delicata senza pretendere, a meno che non si attui la politica di qualche Leghista che
conosciamo il quale dice che bisognerebbe prendere… beh, veramente una volta lo
diceva con i terroni; adesso con i terroni non lo dice più, adesso sono gli extra-comunitari,
adesso gli extra-comunitari forse non tanto perchè hanno fatto una sanatoria che nessuno
aveva mai pensato di fare e adesso gli extra-comunitari sono richiesti dagli industriali, dai
commercianti, dagli artigiani, le badanti arrivano qua a go-go e quindi adesso sono attenti,
anche quelli della Lega, a parlare male degli extra-comunitari, adesso sono gli zingari,
adesso sono diventati…l’obiettivo sono gli zingari. Quindi, rispetto a queste cose qua, un
attimo, mi pare che la posizione dell’Amministrazione sia chiara: non abbiamo mai detto
che questo non è un problema, anzi l’abbiamo sempre affrontato con serietà e con
competenza senza dovere fare demagogia che non serve a risolvere il tema o il problema,
se volete, ma con responsabilità e spero che continuiamo a farlo con responsabilità.
L’ultima cosa: voi chiedete un’ulteriore, ennesima Commissione. Per carità, se qualcuno
ha bisogno di prendersi il gettone, probabilmente lo prenda da qualche altra parte, ma le
Commissioni le abbiamo, basta Commissioni! Le abbiamo le Commissioni, ne abbiamo
sette Commissioni, quante ne abbiamo? Sei, sette, ormai, quante Commissioni volete?
Qualcuno si inventa la Commissione, non so se ha bisogno di sopravvivere con i gettoni…
basta con queste storie delle Commissioni! Perché la gente deve anche fare qualcos’altro
che continuamente andare in Commissione! Abbiamo fatto la Commissione per i rifiuti, per
il regolamento dei rifiuti, non abbiamo ancora concluso, abbiamo fatto quattro riunioni, sì,
parlo della Commissione, eh, quindi, quel Regolamento… adesso facciamo un’altra
Commissione, ogni volta si inventa una nuova Commissione per fare un nuovo
Regolamento, basta! Ci sono le Commissioni la 1^, la 2^, la 3^, utilizziamo le Commissioni
che abbiamo e facciamole lì, se dobbiamo modificare o rifare i Regolamenti, senza doverci
cimentare in una nuova Commissione per nuovi e ulteriori spese da parte dei cittadini.
SINDACO – 2° intervento
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Allora, evidentemente io nel primo intervento avevo dato per scontato alcune informazioni
che pensavo fossero note, siccome il tema lo abbiamo discusso più volte. Partendo da
quello che il Consigliere Bandolin ha ricordato che io ho detto quella volta nel 2006 e che
dopo averlo detto ho perseguito quotidianamente con le possibilità, le energie, sempre
perfettibili, sempre da migliorare che l’Amministrazione Comunale ha a disposizione. Ci
tengo a ribadirlo. In questo senso, cosa succede? In questi giorni cosa è successo?
Quando sono arrivate delle carovane di nomadi, nel senso di cittadini italiani che si
spostano, sono intervenuti sempre, ovviamente una volta conosciuto il fatto, i nostri Vigili,
provvedendo sempre con specifica ordinanza all’allontanamento di queste carovane. La
decisione di fare il pattugliamento in zona industriale è dovuta al fatto che, siccome
l’intervento in precedenza veniva su segnalazione, se la segnalazione avviene dopo un
certo tempo dall’arrivo, ovviamente questo ritarda l’intervento. Quindi, si è concordato,
questo certamente a fronte anche di un confronto con le associazioni imprenditoriali, con il
Consorzio di Polizia Municipale per vedere uno specifico servizio per prevenire e quindi
per vedere prima questo arrivo. Questo sistema non sta risolvendo tutto il problema dei
nomadi che ha la complessità che è stata messa in evidenza, compreso quello che ha
portato come testimonianza il Consigliere Bonotto. Ma, sta dando i suoi risultati: siamo
sempre stati in contatto anche con la Prefettura. Esiste comunque un altro aspetto,
queste…, che è di prospettiva, queste carovane, spostandosi comunque vanno di qua e di
là. A suo tempo, avevamo messo in evidenza il fatto che una buona parte di famiglie, in
particolare Sinti, che quindi sono italiani che risiedono… che si muovono all’interno della
Provincia di Vicenza, si muovono in uno spazio ormai ristretto nel senso che stanno
gradualmente abbandonando il nomadismo, nel senso che si spostano magari di qualche
chilometro. Questo ormai da diversi anni. E quindi, era stato auspicato, non solo dal
Vescovo, che può essere un buonista, ma anche dal Prefetto, dal Questore, dal
Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, in specifiche riunioni del Comitato
Provinciale per la Sicurezza dell’Ordine Pubblico, che i Comuni, da questo il progetto
sovracomunale, favorissero l’integrazione di quelle famiglie che per loro scelta avevano
deciso di fermarsi, in particolare questa scelta viene di solito per favorire il fatto che i
bambini vadano a scuola. Noi, al fianco del lavoro, che non chiamo tolleranza zero perché
è un termine che non mi piace, di far sì che chi arriva da fuori venga allontanato, che ha
avuto il suo punto se volete d’immagine nazionale con il fossato, ma la scelta del fossato,
l’ho ribadito anche quella sera, non è stata altro che una modalità diversa di chiudere delle
aree, cosa che abbiamo fatto praticamente in tutta la zona industriale, nella zona sportiva,
in altre parti, mettendo i dissuasori di certe altezze dei veicoli nei parcheggi, mettendo dei
panettoni in altre parti, mettendo delle recinzioni, eccetera. Quindi, noi gradualmente
abbiamo cercato di occludere l’utilizzo di certe aree di proprietà comunale ovviamente,
non di proprietà privata, perché non possiamo farlo se non, ovviamente, con l’accordo con
il privato. Quindi, cercare di evitare che questi si fermino, chi arriva da fuori. Con quella
situazione eccessiva, ricordo, a onor del vero, che la richiesta di intervenire in quel caso,
mi è stata fatta dalle Forze dell’Ordine, per via di vendita del terreno o di altre cose.
Torniamo a noi, allora, la scelta è questa: far sì e cerchiamo, strada facendo, di renderla
sempre più efficace, quindi la scelta del pattugliamento e dell’ordinanza sono delle
modalità ulteriori per perseguire questa linea che stiamo perseguendo da tempo. A fianco
a questo, però, ribadisco che è altrettanto importante anche l’altra, che è quella di favorire,
perché se noi allontaniamo delle famiglie da qui, vanno da un’altra parte, se ognuno li
sposta non si risolve mai il problema. Questo lavoro è molto più lungo, ovviamente ha
risultati nei tempi più lunghi, ripeto, ma è altrettanto importante. Quindi, questo punto di
vista può essere condiviso o meno, ma la linea che si tiene è molto precisa. Io non ho
detto che il Comune di Schio deve fare il campo nomadi. Ho detto che la legge regionale
prevedrebbe che nella Regione Veneto ci fossero i campi nomadi. Però hanno una
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gestione effettivamente difficile, vedi Vicenza, al di là di chi la governa, e quindi è una
scelta che finora noi non abbiamo fatto, abbiamo fatto quest’altra di seguire alcune
famiglie e di allontanare tutti gli altri. Questo l’abbiamo perseguito, questo lo stiamo
perseguendo, e questo perseguiremo.
ASSESSORE LAUGELLI – 1° intervento
Grazie, Presidente. Allora, spero di essere lucida e pacata per rispondere soprattutto alla
richiesta che mi faceva il Prof. Cassuti di chiarezza rispetto agli eventi e ai fatti perché è
anche giusto che i Consiglieri presenti, ma soprattutto le persone del pubblico sappiano da
dove siamo partiti e dove siamo adesso. Allora, il ragionamento va diviso per tre gruppi di
persone nomadi: il primo gruppo che sono la famiglia che risiede in un’area attrezzata del
Comune di Schio, il secondo gruppo sono quelli mandati via da Comuni limitrofi, che da
stanziali sono diventati nomadi, il terzo gruppo sono le carovane degli zingari padani, nel
senso che hanno residenza nella città di Brescia e di Bergamo, che sono delle orde di
vandali che arrivano periodicamente. Ok? Tre, allora, per quanto riguarda il primo
ragionamento rispetto alla famiglia, è una storia che dura da più di vent’anni. I problemi ci
sono stati soprattutto all’inizio, sono arrivati, non ero io Assessore, sono arrivati perché
alcune associazioni di volontariato hanno chiesto all’Amministrazione di accogliere la
richiesta di stanzialità di questo nucleo familiare, chiedendo in cambio la frequenza dei
bambini a scuola, l’integrazione, e via via. Ci si è resi conto da subito che la cosa non era
facile e che il percorso non era facile e abbiamo tutti conoscenza di quello che è successo
in tutti questi anni. Però posso garantire, per come stanno andando le cose, e perché
periodicamente la Cooperativa Primavera Nuova che ha firmato con il Comune quel
protocollo verifica, monitorizza e rende conto all’Amministrazione Comunale di tutto quello
che la famiglia compie man mano che i giorni passano e le loro azioni vanno avanti. Posso
assicurare che non è stato un percorso semplice, ma siamo molto soddisfatti di quello che
sta avvenendo. Per chiudere questo argomento, posso dire che lavorano in due, ma in tre
sono alla ricerca di lavoro e siamo nella difficoltà come assistenti sociali di trovare alcuni
posti di lavoro per loro. Poi c’è il gruppo di quelli che sono stati mandati via da altri
Comuni. Sono tre famiglie: di queste tre famiglie, una in particolare ha avuto grossissimi
problemi di salute e sono nella condizione, oggi, di non poter chiedere cure sanitarie
perché non sono ancora in possesso né di carta di identità, né di tessera sanitaria, né di
tutto quello che serve per il riconoscimento di uno status di cittadino. Ripeto, sono cittadini
italiani. La seconda famiglia sempre per gravi problemi sanitari, una di loro è stata
ricoverata in maxillo-facciale non più di un mese fa, ha avuto la residenza da parte del
Comune di Schio perchè “problemi umanitari”, tra virgolette, in accordo anche col Prefetto,
per poter avere la tessera sanitaria e comprarsi anche i farmaci. E poi arrivano le famose
carovane, ecco, queste carovane hanno cercato di insediarsi in terreni comunali che sono
stati poi puntualmente ricoperti e recintati da dissuasori, chi conosce bene la zona
industriale sa che non esiste più un terreno del Comune di Schio che non abbia un
dissuasore, che non abbia le sbarre, che non abbia quei famosi panettoni messi lì davanti
e poi vanno anche nelle zone private. Noi non ci siamo mai in qualche modo disimpegnati
rispetto a questo tema. Ci siamo impegnati affinché quella famiglia, ripeto, solo quella
famiglia che è qui a Schio da sempre, abbia la possibilità di fare crescere i bambini in un
ambiente più sano. Io sono stata domenica a trovarli, vado periodicamente perchè hanno
bisogno di vedere l’Amministrazione e vi assicuro, Maresciallo Da Dalt, che la roulotte, il
camper o la casetta di legno che hanno permutato dopo la morte del capo-famiglia è di un
ordine e di una pulizia che è veramente invidiabile. Sono stata partecipe anche al lutto che
li ha colpiti come segno di dimostrazione che ci siamo perché pretendiamo che loro
seguano anche il progetto che insieme abbiamo costruito. Ecco, mi fermo qua, perché
deve essere chiaro che il nostro impegno è rivolto soltanto per quel nucleo familiare che
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sta dando anche dei problemi, ci sono alcuni ragazzi, penso di non violare nessuna legge
sulla privacy, che hanno alcuni problemi anche di neuropsichiatria infantile, seguiti anche
dal servizio e siamo adeguatamente, così, impegnati affinché questi bambini vengano
trattati come tutti gli altri nelle loro possibilità e riuscendo a dare quello che riescono a
dare.
CONSIGLIERE DA DALT – per fatto personale
Grazie. Assessore, forse non mi sono spiegato bene prima nel mio intervento. Io non mi
riferivo ovviamente a quella famiglia che si vuol dire perché Lei sa che quelli hanno un
buon ricordo di me, perché tanto li conosce Lei, quanto li conosco io, o forse io li ho
conosciuti prima di Lei. E quindi, l’argomento che io avevo citato prima riguarda quelle
roulotte di quelle persone che Lei chiama padani, nomadi padani, che probabilmente tutto
sono fuori che padani o sono nati in circostanze particolari a Bergamo o a Brescia, ma il
fatto di nascere, si sa dove si nasce e non si sa dove si muore, probabilmente, o
viceversa, non si sa dove si nasce e non si sa dove si muore. Comunque, le roulotte di
quelle persone che arrivano, che Lei dice padani, sono di quel tipo che io citavo prima.
Sono invivibili e dotate di tanti elettrodomestici, perciò il fatto è questo. Perciò la questione
di quella famiglia sicuramente, guardi, noi l’abbiamo condivisa anche qualche volta e forse
la condividiamo. Però sarebbe opportuno che anche qualche altro lavorasse, in modo da
dare maggiore assistenza a quelle persone piccole che hanno molto bisogno di
assistenza. Grazie.
CONSIGLIERE COMPARIN – 1° intervento
Grazie, Presidente. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare dei nomadi e ancora una volta
sarà una discussione tra sordi. Siamo consapevoli che i nomadi sono una realtà difficile e
sicuramente diversa dal comune sentire. A volte scomoda e su questo nasce una
convinzione: che un tema come quello dei nomadi non deve essere affrontato nella
collegialità delle istituzioni, nella condivisione dei progetti, nel coordinamento degli
interventi. Un percorso che prevede tempi e passaggi e che deve essere sostenuto da una
reale volontà politica e istituzionale che attraversa tutti gli schieramenti. A mio avviso, ciò
che manca è una concreta progettazione. Vari tavoli istituzionali e di confronto si sono
succeduti negli anni: alcuni interventi sono stati realizzati, ma non hanno avuto continuità e
quindi hanno confermato scelte emergenziali. Crediamo che la mancanza di una politica
propositiva e progettuale alimenti gli stereotipi sui nomadi. Un popolo solo dedito al furto e
allo sfruttamento anche dei bambini, che vive per scelta ai margini della città e nel
degrado, mentre è proprio la politica dell’abbandono che ne mette in evidenza soprattutto
gli aspetti negativi. Il muro contro il quale ci si scontra è fatto anche dal forte pregiudizio
che circonda i nomadi, avvolti da sempre da un alone di timore. Essi sono i diversi per
eccellenza ed è difficile che li si avvicini con un atteggiamento dettato dall’ascolto e dal
bisogno di conoscerli. Così la diffidenza si fa sempre più forte e facilmente si tende ad
attribuire a tutti i nomadi atteggiamenti e modi di vivere negativi che sicuramente non
appartengono all’insieme di questo popolo la cui identità rimane per molti aspetti
sconosciuta e superficiale. E’ inevitabile che tutto questo alimenti un immaginario collettivo
che li identifica come problema, pericolo, minaccia, contribuendo a rafforzare le barriere e
la contrapposizione noi-loro che caratterizza la relazione con i nomadi. Ma chi sono
questi? Porsi questo interrogativo pretendendo di definirli come se fossero un popolo
unico e scorretto, perché di fatto ci si trova di fronte a un mosaico di etnie che non
possono essere considerate tra loro omogenee e quindi il rischio in questi casi è di
generalizzare. Inoltre, come per ogni popolo, pure per i Sinti, i valori di identità si stanno
modificando e quindi cercare di conoscerli prescindendo da questo diventa un tentativo
incompleto. La cultura nomade è in continua evoluzione, poiché il cambiamento rientra
26
nella tradizione e l’adattamento è una normale necessità che influisce sull’identità stessa
di questo popolo. Ci si trova pertanto ad operare con una realtà complessa, fatta anche di
dubbi che spesso pongono interrogativi ai quali è difficile rispondere. A volte i campi sono
realtà dove l’isolamento, la ghettizzazione, la mancanza di spazi, di strutture, aprono la
strada a inevitabili contraddizioni. Come in ogni situazione di marginalità, vi è chi
dell’illegalità fa un modello di vita e chi con ogni strumento cerca di far proprio un modo di
vivere differente. Molte famiglie Sinti lavorano regolarmente, si preoccupano e si occupano
dei propri figli, hanno reso le loro case abitabili, nonostante il degrado e sarebbero felici di
gestire la loro condizione abitativa e relazionale in modo totalmente diverso. Di questo si
deve tenere conto per evitare le generalizzazioni che tendono il popolo nomade, un popolo
che vive di espedienti, mentre le sue potenzialità sono molte e costruirebbero una
ricchezza anche per il contesto in cui si inseriscono. Un mondo così diverso e fondato su
regole differenti dalle nostre, che ci è spesso difficile accettare e comprendere. Sono
anche loro persone con pari dignità, con diritti e doveri come tutti noi. Il Comune di Schio
continuerà ad effettuare un attento controllo del territorio al fine di evitare che si creino
situazioni d’illegalità e di degrado sociale e ambientale. L’Amministrazione sta lavorando
per l’attuazione di strumenti che siano realmente efficaci. Questo non vuol dire che nel
frattempo sia rimasta ferma ogni volta che è stata segnalata la presenza di una carovana
in un’area pubblica. Si è intervenuti con lo sgombero. Con l’ordinanza emersa dal Sindaco
si vuole chiarire e dare forza al nostro operato, sempre finalizzato da un lato ad arginare
l’arrivo di roulotte e camper, imponendo il rispetto della legalità, dall’altra a favorire un
percorso di reale integrazione per quelle famiglie nomadi che hanno accettato di
intraprendere un percorso di sedentarietà che sta dando i suoi frutti. Un progetto
quest’ultimo che decreta però il fallimento del coordinamento sovracomunale, dal
momento che solo Santorso ha seguito il medesimo cammino, lavorando per l’integrazione
di due nuclei familiari. La Polizia Municipale, come ci conferma il Comandante, interviene
immediatamente quando ha segnalazione da parte dei cittadini, con lo sgombero
immediato degli abusivi. I casi di intervento negli ultimi anni sono notevolmente diminuiti.
La nostra ordinanza del Sindaco va ad integrare e fortificare una situazione già sotto
controllo, proponendosi di risolvere la situazione senza ledere i diritti delle persone. La
preoccupazione dell’Amministrazione Comunale per l’immagine e per il decoro della
nostra cittadina agli occhi dei visitatori esterni è attenta e viva: attenzione per la sicurezza
sociale e per un clima più disteso fra residenti e nomadi favorendo l’integrazione anche
parziale di questi ultimi. L’Amministrazione ritiene doveroso risolvere i problemi senza
inasprire gli animi delle parti in causa che legittimamente hanno rimostranze.
L’Assessorato alle politiche sociali, alla sicurezza, alla Commissione sociale e agli altri enti
che gravitano nell’orbita dell’Amministrazione tengono sotto controllo ogni aspetto del
problema. Quindi, risulta inutile, nonché dispendioso, istituire doppioni di Commissioni.
Non è compito dell’Amministrazione, o di qualsivoglia Commissione, sanzionare reati, ma
di questo si occupano le autorità competenti. Quindi, quanto chiesto dalla mozione delle
opposizioni è puntualmente già messo in atto. Grazie.
CONSIGLIERE PEGORARO – 1° intervento
Diciamo che ho atteso un attimo per capire qual era l’intenzione della maggioranza ed
avere una risposta ufficiale che abbiamo avuto adesso. Come Lega Nord, da molti, troppi
anni, forse, ci stiamo battendo sul problema dei nomadi. Qui vorrei ricordare che abbiamo
anche fatto un referendum qui a Schio. Al di là di questo, vorrei anche smentire, o
perlomeno chiarire le stupidaggini che personaggi, tipo Lucido, vanno dicendo del
problema di Piovene, perché? Perché c’era sì la proprietà del terreno, da parte della
famiglia, però ci doveva essere anche la regolare autorizzazione a costruire o a risiedere.
Ci sono norme qui, è troppo comodo prendere una parte dei discorsi e mollarli così,
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perché, dico, adesso vanno gli zingari, ma vanno anche via. Dico nei termini di legge, però
la legge va rispettata a puntino e arrivano subito a cacciarli, tanto per essere molto chiari.
Perché riportare una parte è sempre un giochino che non paga. Al di là di questo, per
tornare al tema, ho sentito che, naturalmente, la proposta viene respinta, perché mi pare
normale, la minoranza fa terrorismo, non vuole mai entrare nell’argomento, fare proposte
serie, fare una Commissione in più capirete… poi, parla proprio Lucido che cerca di
essere in tutte le Commissioni, butta caso, per i gettoni di presenza, perché le cose vanno
anche dette agli interessati, porca miseria! Tanto per essere chiari, insomma! Ecco, al di là
di questo… no, però, dico, se uno parla, deve anche guardarsi allo specchio qualche volta.
Ecco, il problema di questa mozione che vogliamo fare propaganda, volevamo
semplicemente tornare su un problema che non siete ancora riusciti a risolvere. Avete
fatto un’ordinanza, perché? Perché eravamo in campagna elettorale! Noi sì che lo
diciamo, perché siamo perfettamente convinti, perché prima avevamo posto il problema,
poi è arrivata l’ordinanza. Però l’avevamo posto il problema, perché tutti i cittadini…
eravamo al limite, trovavamo gli artigiani, gli industriali disperati. Arrivava la gente da fuori
a vedere le aziende, cosa vedevano? Il lerciume, lo sporco di questi personaggi. Dico, noi
sì, avevamo fatto la proposta della Commissione. Voi dite di no, perché ce ne sono troppe,
però noi riusciamo a proporre, perché siamo anche disponibili a lavorare assieme, butta
caso. La Commissione eravamo disposti a lavorare assieme. Queste sono le risposte della
minoranza o del centro-destra, come ci chiamate voi, come siamo anche, ecco. Perché
dico le proposte ci sono, come anche nella altre Commissioni dove si vuole lavorare
seriamente, noi ci siamo. Facciamo proposte e le portiamo avanti. Qui si poteva fare un
qualcosa rispetto a un ordinamento che è vecchio, era dell’84, avevo proposto di
cambiarlo ancora sei mesi fa, perché ho detto è da rivedere… no! Va benissimo, infatti
pezzo per pezzo si sta sgretolando, ma andava benissimo, perché questa è la posizione
della maggioranza. Poi fate un discorso ufficialmente… l’intervento precedente fa un
discorso del tutto buonista: sono uomini anche loro, hanno diritto di vivere. Nessuno dice
che non hanno diritto di vivere, però anche noi abbiamo diritto di vivere e lavorare e
magari non essere derubati. Quelli che vogliono lavorare e integrarsi, ci siamo, ma è fuori
discussione, però devono volerlo loro per primi, non noi pretendere. Sono due cose
diverse, la disponibilità deve essere dall’altra parte, da chi magari le leggi non le rispetta,
non dai cittadini che non sanno più cosa fare. Ecco, vorrei concludere dicendo che
abbiamo fatto un dibattito, naturalmente muro contro muro, perché? Perché il dialogo non
volete che ci sia. A quel punto lì, ci ritroviamo come al solito muro contro muro, il che è
strano perché a livello nazionale qualcosa nel Partito Democratico si sta muovendo sul
problema. Vi state accorgendo che il problema esiste, che Prodi ha fatto delle cavolate
enormi. Vi state accorgendo a livello di Partito Democratico e allora vi rendete conto che
magari bisogna arginare, e anche qua a Schio state arrivando ad arginare. Ecco, chiuderei
così e poi per la dichiarazione di voto naturalmente ne riparliamo.
CONSIGLIERE BECCARO – 1° intervento
Grazie. Signor Presidente, Signori Consiglieri, il problema nomadi esiste in tutta Italia, o
meglio in tutta Europa, e fa parte di quei temi che non sono né di destra, né di sinistra.
L’essere umano ha una tendenza innata a spostare i problemi, quando non è grado di
risolverli. Si spostano i problemi che non si è in grado di risolvere con la stessa
disinvoltura con cui qualcuno nasconde la polvere sotto al tappeto, perché lo spostamento
di un problema qualche soddisfazione momentanea la dà. Per un po’ di tempo il problema
non si vede e si può fare finta che non ci sia più. E’ la politica del “fatti più in là” che sposta
i problemi di qualche chilometro, ma non li risolve. Infatti, i nomadi che vengono mandati
via dal posto in cui si sono fermati, non possono scomparire nel nulla, anche se molti lo
vorrebbero. Cercheranno un altro posto, si accamperanno da qualche altra parte e i
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problemi non saranno minori. Esiste una soluzione possibile che tuteli la legalità e
garantisca la sicurezza di tutti i cittadini che convivono in una comunità e che
contemporaneamente assicuri il rispetto della dignità e dei diritti di cui ogni essere umano
è titolare fin dalla nascita? Il fatto che stasera siamo qui riuniti a parlare ancora, fa pensare
che una soluzione che accontenti tutti, effettivamente, non esiste. Non si può immaginare
e pensare che solo imporre certe norme di restrizione della libertà individuale che ciascun
cittadino detiene, sia esso italiano, francese, tedesco o rumeno, tutti membri della
Comunità Europea, possa risolvere una volta per tutte la questione. Sarebbe solo mettere
la testa sotto alla sabbia e far finta che il nostro problema sia stato risolto. Se invece
davvero si vuole cercare di migliorare la questione della gestione delle minoranze nomadi,
bisogna avere il coraggio di farsi carico, ciascuno per la propria parte e responsabilità, di
un pezzetto di questo enorme problema. Questo comporta molta fatica e grande volontà,
per cercare di superare quei pregiudizi nei confronti di ciò che ci è oscuro, per superare la
paura del mescolarsi, la cosiddetta “mix fobia”, che da sempre accompagna l’essere
umano e che attraversa trasversalmente tutti i pensieri politici. Affrontare onestamente
questo tipo di problematica significa mettere sul piatto della bilancia tutti gli aspetti che
riguardano i diritti e i doveri di ciascuna persona. Nessuno può pensare di pretendere che
gli vengano garantiti i propri diritti, se contestualmente manifesta di non volere rispettare le
regole del cosiddetto vivere civile. Qualsiasi tentativo di trovare una soluzione non può che
partire dalla comune ed incondizionata accettazione della legalità, fatta di parti di norme
che regolamentano la vita sociale di una collettività. Entrare a far parte di uno stato di
diritto significa rinunciare a parte della propria libertà, in cambio di quei benefici di
democrazia, di solidarietà, di rispetto, ma anche di tolleranza che vivere assieme
garantisce. E’ il “do ut des”. Questo significa chiaramente che chi non accetta e non si
assoggetta al rispetto delle regole comuni, ma tende di abusare di quei diritti che crede gli
siano concessi, senza nessuna contropartita, non può immaginare di potere fare
comunque ciò che vuole. Viceversa, accettare le comuni regole di una determinata società
significa intraprendere un comune percorso di integrazione, che porta in questo specifico
caso e frangente, ad abbandonare il nomadismo, a favore di un inserimento sociale e
lavorativo inevitabilmente stanziale. Questo è quello che il Comune di Schio ha intrapreso
fin dal 1985, iniziando un processo di inserimento di una famiglia nomade nel contesto
sociale scledense attraverso un dialogo costruttivo che ha portato al superamento delle
reciproche diffidenze, avendo come “conditio sine qua non” il rispetto dei diritti e dei doveri
di ciascuno. L’Amministrazione di Schio ha sempre attuato politiche di difese della propria
collettività, coniugandole con il rispetto e la difesa della dignità umana delle persone che
hanno vissuto nel proprio territorio per un giorno, per un anno o per tutta la vita. Anche in
questa occasione l’Amministrazione ha deciso di farsi carico di un pezzetto di questo
enorme problema, per la parte e responsabilità che le compete, cercando continuamente
la collaborazione e il dialogo con le altre Amministrazioni limitrofe, condividendone le
proprie esperienze con il fine ultimo di contribuire a ridurre il numero delle famiglie nomadi
che periodicamente attraversano il nostro territorio. Di fatto, dobbiamo purtroppo invece
constatare che questo tentativo di coordinamento sovracomunale è fallito e questo ritengo
a causa della rinuncia delle proprie responsabilità da parte di quasi tutte le
Amministrazioni a noi vicine che hanno preferito seguire la politica del “fatti più in là” che
sposta i problemi di qualche chilometro, scaricandoli nel giardino del proprio vicino, senza
risolverli. Fa eccezione, chi sa poi per quale motivo, Santorso che ha anch’esso iniziato il
medesimo percorso di integrazione di due nuclei familiari. Evidentemente tutto ciò non
basta per risolvere il problema, ne siamo pienamente consapevoli, ma Schio non può
pensare di fare tutto da sola. Solo con una reale volontà di affrontare il problema da parte
di tutti, Amministratori, associazioni, cittadini, le stesse famiglie nomadi, si potrà
proseguire verso una corretta integrazione che necessariamente deve passare attraverso
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l’inserimento dei propri figli nelle scuole, delle persone adulte nel mondo lavorativo, della
famiglia nel contesto sociale in cui si è deciso di vivere, che possa consentire alle
generazioni future prospettive di vita migliori, in cui si assimili il rispetto delle regole della
convivenza e si trovi un’alternativa rispetto al rischio di una deriva nell’illegalità. Chiunque
desideri farvi parte, portando le proprie specificità, il proprio modo di vivere, le proprie
tradizioni e regole di vita, integrandole con quelle che questa nostra comunità si è data, è
stato, è, e sempre sarà il benvenuto. Chi invece dimostra di non adeguarsi al rispetto di
queste regole, deve necessariamente e fisicamente passare oltre, assumendosi “in toto” la
responsabilità delle proprie scelte di vita.
-------Il Presidente del Consiglio Comunale sospende ora la discussione e dà lettura del
seguente emendamento, che modifica il secondo punto del dispositivo, allegato sub C)
presentato dai Consiglieri Bandolin, Bressan e Pegoraro:
“chiedono, inoltre, che venga incaricata la I^ Commissione affinchè adegui in tempi brevi il
regolamento di Polizia Urbana idoneo a fronteggiare il fenomeno del nomadismo,
determinando regole, diritti, doveri e sanzioni.”.
-------Il Presidente del Consiglio Comunale apre ora la discussione sull’emendamento allegato
sub C) e dà la parola a:
CONSIGLIERE BANDOLIN – 1° intervento
Allora, al fine di rendere veramente ulteriormente propositiva la nostra richiesta di questo
Consiglio straordinario, ci è parso opportuno di cogliere una proposta sensata, una tra le
tante poco sensate che ci rivolge spesso e gratuitamente il Consigliere Lucido, che per
altro non sostituisce il problema come mi pare ci sia del gettone, perché il gettone viene
pagato comunque… lasciamo perdere questo, perché credo sia veramente di bassa
levatura, di incaricare e di rendere la 1^ Commissione in maniera piena e forte con il voto
del Consiglio Comunale responsabile di prendere all’interno di sé il problema del
Regolamento di Polizia, integrandolo o modificandolo, attualizzandolo rispetto alla
problematica dei nomadi. Perché, io qui mi rivolgo all’Assessore visto che il Sindaco non
c’è… ah ecco, va beh, comunque… ripeto che se riuscissi ad ascoltarlo mi farebbe anche
piacere… Lei diceva prima che la linea che voi avete tenuto è sempre stata una linea dritta
e coerente. Per la verità, nessuno l’ha vista questa linea, perché la situazione è andata
sempre più peggiorando, specialmente in questi ultimi quattro-cinque anni, e poi, vede,
signor Sindaco il Regolamento dà delle precise responsabilità e dice tra l’altro “il servizio di
Polizia Urbana è diretto dal Sindaco”, va beh poi c’è stato il Consorzio, le cose sono un po’
cambiate, comunque è l’Assemblea dei Sindaci che dà le direttive. Poi, ci sono delle
regole anche specifiche che proibiscono, per esempio, l’alterazione o occupazione anche
occasionale con qualsiasi oggetto di aree pubbliche o private, perché qui io mi ricordo che
l’Assessore Laugelli ci aveva detto, nella discussione del solco, che in certi, in taluni casi
non si poteva intervenire perché erano aree private. Non è vero, perché il Regolamento
della Polizia Urbana dà anche questa possibilità, se ci sono i presupposti di pubblica utilità
o di pubblica esigenza. Sicché, vede, Sindaco, secondo me, il Regolamento deve essere
assolutamente aggiornato. E io voglio veramente vedere se la volontà da parte della
maggioranza a fare questo c’è. Perché, spesso, qui si è andati fuori tema. Io all’inizio ho
fatto un discorso molto chiaro e ho sempre usato i termini e le mie argomentazioni riferite
al discorso dei nomadi, poi per la verità Le darò una risposta anche Assessore Laugelli
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perché Lei ha tracciato un altro solco prima, ancora peggiore di quello che è stato fatto là
a Schio. Per quanto riguarda il discorso dei nomadi, non c’è problema di avere paura,
capogruppo Beccaro, non c’è il problema di porsi a dialogare con queste persone. Il
problema è che non c’è dialogo, il problema è, l’ho detto anche all’inizio, che queste sono
persone che non vogliono integrarsi. Quindi, il problema non c’è. Il problema è un
problema solo di ordine pubblico, di igiene, di legalità e di sicurezza. In quel quadro, in
quella cornice, questo problema si deve tentare di risolverlo. Tutt’altra cosa, Assessore,
quello che Lei ha detto prima, e mi dispiace che abbia citato così, perché la solidarietà che
ogni persona fa è una cosa personale, è una cosa che Lei non può mettere in dubbio.
Cosa vuole sapere Lei della solidarietà che facciamo noi di centro-destra o che fanno tutti i
cittadini del Veneto in generale? Il Veneto è la regione più solidale d’Italia. Non può, Lei,
citare quello che fa così pubblicamente, come dire io faccio quello che è giusto, voi no.
Questo è un solco che io non tollero! Cosa vuole saperne Lei della solidarietà che faccio
io? E si ricordi, mi permetto di dirLe che la solidarietà più vera è quella che si fa in silenzio
e senza fini elettorali. Questa è la vera solidarietà: in silenzio e senza fini elettorali. Era
doveroso perché era uscita di tema, aveva toccato delle tematiche direi personali per quel
che mi riguarda e quindi meritava una risposta. Quindi, noi vogliamo misurare la reale
volontà della maggioranza a misurarsi su questi temi e vogliamo togliere anche alla
maggioranza quel diritto presunto che si è arrogata di avere lei l’esclusiva della solidarietà.
Questa è una baggianata, non è assolutamente vero. La solidarietà è un concetto, è un
valore trasversale a tutti. L’essere incisivi e l’essere anche duri, a volte, non va contro la
solidarietà e ricordatevi che essere solidali, a volte, bisogna anche saper dire di no ed è
molto più difficile dire di no che dire sempre di sì. Molto più difficile… L’ho anche detto
prima e lo ripeto, il Regolamento di Polizia Urbana, nel Regolamento pesa l’età e il
momento in cui è stato fatto, i tempi e anche le situazioni politiche di ordine pubblico che
c’erano allora. Sulla parte del nomadismo c’è una, e anche piuttosto generica,
dissertazione e vale la pena di capire se non sia il caso di adeguarlo a questa
problematica, soprattutto, ed eventualmente anche ad altre problematiche che dovessero
emergere nell’ambito della discussione all’interno della 1^ Commissione. Questa è la
nostra proposta, ecco, vediamo se le argomentazioni che sono state prima tirate fuori per
controbattere la nostra presunta volontà strumentale a presentare questo Consiglio
Comunale straordinario sono vere oppure se sono strumentali loro.
CONSIGLIERE BRESSAN – 1° intervento
Ma, io sosterrò l’emendamento. Visto che può essere effettivamente luogo di confronto
vero al di là di quello che si è espresso questa sera in Consiglio Comunale su questa
problematica, legata anche alla questione del Regolamento di Polizia, io sono
assolutamente disposto a confrontarmi e a vedere, proprio nel merito, come si possa
trovare una eventuale soluzione o mettere delle regole più stringenti o comunque
affrontare questo specifico problema in una parte del regolamento stesso. Io non mi
sottrarrò alla possibilità del confronto, anzi lo cercherò se ci viene data la possibilità di
discutere di questo in 1^ Commissione, chissà che poi non succeda come nel
Regolamento sui rifiuti che poi è smontato completamente e tutte le nostre proposte
trovano l’accordo delle maggioranza: tutte! Magari, ritengo che un confronto anche su
questo tema potrà fare meglio chiarire alla maggioranza quelle che sono le nostre
posizioni, quelle che sono le nostre soluzioni, e toglierà, ritengo, finalmente l’alibi a questa
maggioranza di dire che effettivamente, come ha detto il Consigliere Bandolin, la
solidarietà appartiene solo a qualcuno, ma abbiamo dimostrato in questi quattro anni che
ad esempio il tema dell’ambiente a Schio non appartiene certo ai Verdi.
CONSIGLIERE BECCARO – richiesta di sospensione
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Una mozione d’ordine, volevo chiedere una mezz’oretta, non una mezz’oretta no, cinque
minuti, di sospensione per conferire con la maggioranza.
-------Il Presidente del Consiglio Comunale pone in votazione la richiesta di sospensione del
Consigliere Beccaro.
Con voti favorevoli n. 24, contrari n. 3 (Lucido, Dall’Igna e Cassuti), astenuti
nessuno, espressi per alzata di mano da n. 27 Consiglieri Comunali presenti in Aula
al momento della votazione, la proposta di sospensione viene approvata a
maggioranza.
L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile.
------Si sospendono i lavori.
-------Escono i Consiglieri Comunali Cassuti e Dall’Igna; risultano, pertanto, presenti in
Aula n. 25 Consiglieri Comunali.
-------Alla ripresa dei lavori il Presidente del Consiglio Comunale dà la parola a:
CONSIGLIERE TOLETTINI – 1° intervento
Allora, innanzitutto volevo ringraziare Cassuti delle considerazioni che diceva, però volevo
sottolineare che non è marginale quello che io ho cercato di dire. E cioè, il Sindaco,
volendo, avrebbe un grande potere, già con il Regolamento che attualmente vige. Cioè,
l’articolo 38, ribadisco, questo è quello che io ritengo e cioè che potrebbe adottare dei
provvedimenti importanti anche sulle aree private, vedi il discorso del Lanificio Sartori in
cui ogni giorno un po’ tutti noi Consiglieri, perlomeno mi capita quasi giornalmente che mi
viene detto “ma sono andati da Sartori” e dico a questi cittadini telefonate alla Polizia
Municipale e la Polizia Municipale dice no aree private, non possiamo fare niente. Balle!
Basterebbe che il Sindaco adottasse questo provvedimento. Ovviamente, aspetto, Signor
Sindaco, che Lei mi comunichi per iscritto che quello che io ho detto non è possibile. Ma io
La sfido qui ed ora a mandarmi un documento con la Sua firma in cui Lei mi dice che
quello che io sostengo non è possibile realizzare. Vediamo se mi arriverà una lettera in cui
Lei mi sostiene questo. Quindi, io La sfido qua e qui è tutto registrato. La verità è un’altra
ed è scritta sulle dichiarazioni. Io capisco, il Sindaco pertanto non è risentito
eventualmente con le mie parole. E’ risentito con i suoi consulenti e con la sua
maggioranza: è un certo Gianpaolo Carollo che dice “I nomadi non ci possono stare: sono
le forze dell’ordine che devono intervenire, a presidiare l’area in cui si perpetua il reato,
perciò ci dissociamo con decisione da tale soluzione. Ma siamo anche fortemente
amareggiati che una città come Schio, da sempre in prima linea verso l’integrazione e
l’accoglienza, abbia dovuto ricorrere a queste misure brutali, eccetera”. Questa è la verità,
non ha la maggioranza e quindi, ovviamente, quando uno non ha la maggioranza deve
fare di necessità virtù. Non ha la possibilità, il potere, perché molto probabilmente nel suo
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cuore, essendo un uomo moderato, su questo gliene diamo atto, adotterebbe questo
provvedimento, ma non ci sono i numeri e la politica è fatta essenzialmente di forza e di
numeri, questo lo sappiamo bene, non avendolo, io lo capisco, però con la stessa forza
sostengo che invece… Poi, l’abbiamo sentito: quando Terragin dice quello che ha detto,
dice che, appunto, se ci fosse Gesù Cristo verrebbe giù quella mozione che abbiamo
presentato… Io me la sono riletta: cosa dice la mozione? No, io sto arrivando… certo… io
sto arrivando all’emendamento… perché, allora… perché cosa chiedeva quella originale
che tanto ha fatto inorridire il Consigliere Terragin? Chiede che il Sindaco predisponga la
struttura amministrativa ed organizzi tempestivamente l’ordinanza, cosa che è stata fatta,
chiedono inoltre che venga istituita una Commissione Comunale e su indicazione di
Lucido abbiamo appunto considerato che una volta tanto ha fatto una considerazione
positiva, e quindi abbiamo rimandato… anzi mi viene in mente a proposito di Lucido che di
solito mi dicono che i predicatori sono soliti denunciare con veemenza i peccati di cui più
soffrono e più sono soggetti. Questo è quello che sento dire, no? Ecco, e quindi questo è
in sostanza quello che… e poi abbiamo sentito anche gli altri interventi della sua
maggioranza, quando ci sono stati, sono stati pesantemente contrari anche implicitamente
alla scelta che ha fatto, perché le considerazioni le abbiamo sentite, quindi io voterò a
favore di questo emendamento e torno a ripetere, sfido il Sindaco a comunicarmi per
iscritto il contrario di quello che io ho sostenuto.
CONSIGLIERE TERRAGIN – 1° intervento
Solo per un chiarimento al Consigliere Tolettini, perché ho un piccolo dubbio rispetto a
quell’articolo 38. Dato che prossimamente devo ospitare degli amici dei miei figli ed ho
previsto, visto che andiamo incontro, spero, alla bella stagione, di ospitarli nella roulotte
nel giardino di mia suocera, devo temere che il Sindaco interverrà e farà sloggiare gli amici
di mia figlia e mi farà spostare la roulotte? Lei che… lo dica al microfono che resti a
verbale, per cortesia, Consigliere Tolettini, grazie.
CONSIGLIERE TOLETTINI
Ecco, io, siccome ho buona memoria, andiamo a tirarci fuori i verbali di qualche anno fa, in
cui proprio qui, in questo Consiglio Comunale, l’allora Sindaco, aveva sostenuto proprio
questo e aveva detto correttamente quello che è la verità, perché in altri Comuni quello
stesso regolamento, quello stesso articolato viene utilizzato, perché se io domani mattina
metto una roulotte nel mio giardino e vado a vivere, se siamo in un paese civile, proprio
per questo regolamento non lo posso fare. Questa è la verità. Si informi, quindi è
esattamente così, Le confermo. Lei non lo può fare. Non è che possa andare a vivere in
una roulotte in giardino, perché ci sono delle norme che lo vietano. Ecco, ma non perché
lo dico io. Quindi bisogna… mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, ad esempio, il
Segretario Comunale.
CONSIGLIERE SARTORI – 1° intervento
Sì, ma, Signor Presidente, in realtà il Consigliere Tolettini ha fatto un’affermazione che io
voglio chiarire perché sennò resta agli atti un’affermazione errata e cioè che questa
maggioranza compatta sostiene il proprio Sindaco nei provvedimenti che sono stati
assunti in questi giorni. Punto.
SINDACO – 1° intervento
Sì, visto che l’emendamento parla del Regolamento, quanto sono rimasti nell’area di
Sartori i nomadi? E se sono andati via, perché sono andati via? Gli rispondo io, visto che
penso non lo sappia: ci sono rimasti pochissimo e sono andati via perché sono andati i
Vigili a mandarli via. E i Vigili sono andati perché il Sindaco, cercando di attuare con
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coerenza quello che ha detto il Sindaco quella sera del fossato, ricordato stasera da
Enrico Bandolin, lo ricordo, perché non mi ricordavo di aver detto una frase così efficace,
me l’andrò a rileggermela e la terrò sempre qua, ha dato indicazione ai Vigili, lo dico e lo
ripeto, di agire così. Dopodichè, sulle aree pubbliche e sulle aree private chiederemo a
qualche legale di farci una disquisizione, eccetera, però non cambia la sostanza della
discussione. Questa è la linea che stiamo perseguendo con risultati, secondo noi, positivi,
certamente vanno migliorati e questa è la linea che perseguiremo. Nella sostanza del
problema, questo emendamento come gli altri non aggiungono niente, questo è chiaro?
CONSIGLIERE BRESSAN – 2° intervento
Beh, questa sera veramente… poi, Lei, Sindaco, dice di essere coerente, cioè fino adesso
abbiamo sentito, rispetto alla domanda fatta dal Consigliere Tolettini, rispetto alle aree
private, da parte Sua un continuo diniego riferendosi a leggi provinciali, regionali e
nazionali, regionali soprattutto. Beh, i Suoi primi interventi erano orientati… adesso ci
spiega virando, dal momento che Lei è sempre coerente, giusto, poi andremo a
vedere…virando ci dice che sulle aree private già intervenite, siete già intervenuti. Ma ho
capito, ma, ce lo dica, se ce lo diceva quattro ore fa probabilmente avremo capito che il
Suo intendimento e il Suo modo di agire rispettava il Regolamento. Finora ci ha spiegato
che sulle aree private non si può intervenire, a meno che non abbia capito male. Quindi,
qui è chiaro, come diceva il Consigliere, e andremo noi a sostenere questo emendamento,
perché vogliamo andare a discutere in Commissione 1^, e i nodi politici di cui diceva il
Consigliere Tolettini, e che io credo ci siano al vostro interno, mentre questa minoranza,
chi ha firmato questa mozione, questa sera è stato sempre lineare nella propria posizione.
Allora, ci confronteremo, se accetterete il confronto, in 1^ Commissione su questo tema,
se accetterete il confronto, perché qui ripeto stiamo solo proponendo di confrontarci su
questo tema. Non stiamo proponendo un’eresia, ma un confronto. Vogliamo farlo o no? Ve
lo proponiamo, cioè vi diamo, diciamo, uno spunto, volete discutere? Noi siamo pronti,
abbiamo le nostre proposte e abbiamo le nostre idee. Volete mettere le vostre o volete
come al solito non discutere? Questo è il fulcro di questo emendamento: proponiamo e
tendiamo la mano alla maggioranza e diciamo: andiamo a discutere, confrontiamoci in
sede di Commissione. Vedremo a quel punto se avrete le idee così chiare, come state
dimostrando stasera in parte con il vostro silenzio, in parte con le contraddizioni del
Sindaco.
CONSIGLIERE BECCARO – 1° intervento
Grazie. Allora, io non ho capito una cosa però: finora di cosa abbiamo parlato? Perché
dobbiamo andare in 1^ Commissione? A parlare di cosa? E finora cosa abbiamo fatto?
No, no, là. Finora abbiamo perso tempo sul nulla, abbiamo parlato per quattro ore, cinque
ore su un qualcosa che non aveva più ragione d’essere, perché quello che voi chiedete
nel dispositivo non ha più ragione d’essere, perché l’ordinanza che ha fatto il Sindaco
soddisfa in pieno tutto quello che voi chiedete. E l’ordinanza non è stata fatta il giorno
dopo che voi avete presentato la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio
Comunale, ma è il risultato di un processo, di un dialogo, di un confronto che
l’Amministrazione ha fatto con le varie associazioni di categoria che ha qualche mese.
Ora, io capisco che voi siete arrivati qua, che questa ordinanza vi abbia spiazzato, siete
arrivati e avete dovuto, prima diceva Bandolin, mettere la maschera. Nel teatrino della
politica ognuno mette la sua maschera. Voi avete messo in scena una messa in scena,
appunto, che è durata quattro ore per, evidentemente, soddisfare un certo pubblico che vi
siete portati, basando il tutto sul nulla. Abbiamo parlato per quattro ore su un qualcosa che
non aveva senso. Proposte concrete non ne avete fatta una. Avete evidenziato le varie
problematiche, e io le rispetto, cose concrete non ne è stata fatta neanche una, perché
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l’ordinanza che il Sindaco ha emesso soddisfa in pieno tutto quello che voi avete chiesto.
Adesso andare un’altra volta in Commissione a perdere altro tempo, poi si fa un altro
Consiglio Comunale, si parla e riparla sempre delle stesse cose. Se non si è capito,
l’emendamento noi lo bocciamo.
CONSIGLIERE DA DALT – 1° intervento
Ho appreso adesso dal Sindaco una chiarificazione che prima non c’era e non c’è
sull’ordinanza, perché qui dice “ordina dal 23/08 è istituito il divieto di campeggio ad
autocaravan e caravan nelle aree pubbliche dell’intero territorio comunale”. Adesso
abbiamo appreso dal Sindaco che l’interesse per le aree private c’è e a me fa piacere che
ci sia, perché è previsto, Signor Sindaco, perché se succedono reati di qualsiasi genere
sulle aree private, non è che l’autorità si deve disinteressare. Ecco perché questa
ordinanza, e Lei mi ha chiesto la proposta scritta per modificarla eventualmente
consultando i Suoi legali o i Suoi consulenti. Qui è scritto, al punto primo dopo “ordina”,
quello che Le ho appena letto, e parla solo di aree pubbliche dell’intero territorio comunale.
Perciò, adesso non so per quale ragione è saltato fuori che dall’area Lanerossi i nomadi,
penso non sia offensivo chiamare una persona che girovaga “nomade”, perché fa parte…è
una condizione essere nomade, più o meno accettata da quelle persone, che… ma
comunque i professori possono darmene atto… io non tolgo la cittadinanza a una persona
chiamandola nomade, perché se è cittadino italiano, è cittadino italiano, però è nomade, è
uno che gira per sua scelta. E quindi se le aree private interessano, Consigliere Beccaro,
e sono previste anche dal Regolamento, l’emendamento che abbiamo presentato
sull’aggiornamento e sulla modifica del Regolamento, è opportuno e necessario, perché
questo Regolamento è del 1984, e quindi non è più realmente applicabile. Ci sono delle
situazioni che sono cambiate, e quindi la Commissione potrebbe trovare la giusta
opportunità di fare qualcosa di meglio o di più appropriato per quello che necessita tutta la
materia della Polizia Urbana. Comunque, io sosterrò l’emendamento. Grazie.
CONSIGLIERE LUCIDO – 1° intervento
Allora, voi chiedete di andare in 1^ Commissione per modificare il Regolamento della
Polizia. Non capisco cosa dobbiamo modificare, dal momento che Tolettini dice che
questo Regolamento è già a posto, l’ha detto Lei, ha detto questo Regolamento, ha fatto
presente al Signor Sindaco, ha detto che è il Sindaco che non fa rispettare il Regolamento
che c’è già e che va bene. Allora cosa andiamo a fare in 1^ Commissione, Consigliere
Tolettini? A modificare una cosa che va già bene? Allora, io vi faccio una proposta, è una
proposta moderata, di mediazione, che penso voi accetterete senza problemi. Le
premesse mi sembrano superate, le premesse che avete fatto mi sembrano superate, da
quattro ore e mezza, cinque di discussione, mi sembrano superate. Il punto primo del
“chiedono che” mi sembra superato perché se voi all’ultimo dite che si va in Commissione
è chiaro che sembra superato. Il punto secondo, anche quello mi sembra superato dai dati
di fatto, perché quello che ha detto il Sindaco… eh, no, io non vi dico di ritirare niente, per
carità non ritirate! Voi mantenete la vostra posizione! Eh, e l’ultima mi avete fatto una
retromarcia micidiale, prendendo per buono quello che vi ho detto io, nel senso di dire
andiamo in 1^ Commissione. Ma non solo voi avete modificato una Commissione
Comunale che era una Commissione speciale, che affronti il fenomeno del nomadismo
determinando regole, diritti, doveri, sanzioni, ma dite andiamo a verificare il Regolamento
di Polizia Urbana, che è tutta un’altra cosa. All’interno del Regolamento di Polizia Urbana
c’è anche il problema dei nomadi, però del nomadismo o delle roulottes che sono
parcheggiate in aree private, però, voglio dire, la retromarcia c’è stata. Merito di chi?
Vostro? Per carità, io ve lo do questo merito. Io penso che è merito anche della
discussione, della maggioranza che vi ha fatto capire che voi affrontate, continuate ad
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affrontare questo problema nella maniera più sbagliata. Io vi invito a ritirare, come vi ho
detto, tutte le premesse e i primi due punti della mozione che avete presentato.
CONSIGLIERE TOLETTINI – 2° intervento
Telegraficamente, se quello che dice Beccaro è vero… no, questo è il secondo… ecco, se
quello che ha detto Beccaro e quello che ha detto Lucido è vero, vuol dire che viene
confermato che l’art. 38 dà la possibilità, come ha ammesso poi il Sindaco rispetto alla
premessa iniziale, perché tutto è nato, la discussione, dobbiamo ricordarcelo, è nata
dall’intervento del Sindaco in cui ha detto “io sulle aree private non posso fare niente, sono
inerme”. Poi, adesso, effettivamente, ha ammesso quello che per tutta la serata…Quindi,
la ratio di questa nostra proposta è quella di andare a rivedere anche quell’art. 38 e a
definirlo meglio, proprio per evitare queste incomprensioni, andare ad indicare tra l’altro in
modo puntuale qual è il potere del Sindaco anche sulle aree private. In quell’occasione è
l’opportunità anche di rivedere, visto che è abbastanza datato questo Regolamento, anche
eventuali altri punti, laddove dovesse… Questo è quello che, se l’intervento di Beccaro è
in questa ottica, pur nella differenza dei ruoli che capisco non può essere approvata, e lo
capisco, ho capito benissimo che voi non potete approvarlo, ma comunque siete scoperti,
voglio dire, questa sera. Questo è il dato chiaro, insomma, perché volendo questa
ordinanza può essere integrata e mi auguro, nei prossimi giorni, come purtroppo temo si
verificherà, il Sindaco adotterà dei provvedimenti d’urgenza di sgombero anche sulle aree
private, vedi appunto la famosa area Sartori, perché da quello che ho capito ci sono state
delle indicazioni orali, visto che lui è il capo della Polizia, e quindi, giustamente, ha detto ai
Vigili “Vai a fare sgomberare quelle situazioni anche se è un’area privata”, e questo l’ha
potuto fare, ribadisco, perché l’ha ammesso adesso, l’ha potuto fare in base a questo
Regolamento, non ad altre cose che non esistono. Ecco, questo voglio che sia chiaro.
CONSIGLIERE BANDOLIN – 2° intervento
Noi chiediamo di studiare e rivedere assieme il Regolamento perché evidentemente ci
sono delle cose che devono essere riviste. Io volevo leggervi questa risposta che ho avuto
dal Comando dei Vigili, perché evidentemente nel Regolamento c’è qualcosa che non
quadra. Se nel Regolamento ci sono delle norme anche precise che dicono che non si
possono lasciare i rifiuti, che non si possono occupare certe zone, poi il Regolamento
prevede l’altezza delle tende, i tavolini fuori dei bar, cioè ci sono delle cose veramente
puntuali e precise, che però poi nella sostanza non vengono rispettate, evidentemente le
cose sono due, tre. Punto primo: il Sindaco non dà direttive politiche decise, perché… a
parte che non dovrebbero essere necessarie, ma, evidentemente, non arrivano direttive
politiche tassative per l’applicazione del Regolamento. Punto secondo: il Regolamento è
farraginoso e quindi non si riesce ad applicare. Punto terzo: penso che non sia così, i Vigili
non riescono loro a fare applicare il Regolamento. Una di queste cose, evidentemente,
nell’ingranaggio non funziona. Su mia domanda specifica, in merito alle sanzioni, per
questo che vi chiedo un attimo di attenzione anche se l’ora è tarda, perché derivano dal
Regolamento le sanzioni, su domanda mia specifica, avevo chiesto quante sanzioni sono
state elevate a questi nomadi abusivi che vengono da Brescia, Udine, e partono e
vengono quattro cinque volte all’anno a Schio. Vi cito la risposta, se volete vi faccio una
fotocopia: “Per quanto concerne le sanzioni amministrative per abbandono di rifiuto, si
riferisce che le stesse non sono mai state comminate in quanto non sono mai stati colti in
flagranza i responsabili. Fatto questo che, unico, legittima applicazione di sanzioni a carico
dei soggetti che hanno compiuto l’infrazione”. Voi, credo che sia abbastanza chiaro che di
fronte a una risposta del genere c’è un ingranaggio che non funziona: cioè o ci mettiamo
noi a fare da testimoni di quello che abbiamo visto oppure, evidentemente, qualcuno non
vuol vedere. Perché affermare una cosa del genere, Berlato Sella, dopo lo scempio che è
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stato fatto al Palacampagnola, ci vuole anche coraggio a dire che nessuno ha visto il
momento in cui questi defecavano o urinavano addosso ai muri, oppure imbrattavano tutte
le aiuole o stendevano i panni tra un’entrata e l’altra del Palazzetto. Ci vuole coraggio a
rispondere così, eh! Ci vuole coraggio, allora, siccome i Vigili sono delle persone serie,
sono dei pubblici ufficiali, presumo che il Regolamento non sia evidentemente troppo
chiaro. Non è il Regolamento? perché voi dite che il Regolamento è a posto, allora sono le
direttive che non sono chiare, mettetevi d’accordo. Voi qui siete in difficoltà, perché non
volete misurarvi, volete dare ragione a tutti e a nessuno, col risultato che la situazione
resta quella che è. Continuo, per quanto riguarda… questa è forte “Le sanzioni
amministrative per divieto di sosta o rimozione forzata, si deve segnalare che i mezzi dei
nomadi sono equiparati all’abitazione e di per sé non sono né sequestrabili né pignorabili,
né tanto meno possono essere rimossi o sottratti alla loro destinazione. Di norma, tuttavia,
i nomadi usano spazi non soggetti a particolari divieti” - allora i divieti ci sono o non ci
sono?- “… o limitazioni. L’unico divieto di sosta con rimozione” - quello che citavo io prima“in area parcheggio e relativo a Piazza Pubblici Spettacoli in alcuni periodi sarà fatto
puntualmente rispettare dal Comando”, cosa che purtroppo devo dire non è avvenuta.
Allora, la proposta nostra non è assolutamente una marcia indietro, Lucido, fattene una
ragione. La proposta nostra era quella di dire: evitiamo di fare un’altra Commissione,
incarichiamo la 1^ di vedere se è possibile di modificare il Regolamento per dare uno
strumento più incisivo, più chiaro e di più facile realizzazione al Sindaco in modo da
togliere tutti gli alibi. Certo è, e lì si torna al discorso precedente, che se non c’è un cambio
culturale nel voler risolvere questo problema dei nomadi, sottolineo questo problema dei
nomadi, ecco, se non c’è un salto culturale, se non riuscite a scinderlo da quello che è
l’altro problema, dei tentativi, più o meno riusciti su cui poi discuteremo di integrazione
nelle altre realtà delle persone che sono ai margini della società, se non si riesce a
scindere che questo è un problema e l’altro è un altro, non ce ne andiamo fuori, però, un
messaggio deve essere chiaro. Noi qui stasera, Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale
abbiamo dato un messaggio chiaro di tentativo di risolvere questo problema. Ognuno si
prenda le sue, noi voteremo a favore, chiaramente, chi vota contro è contro questo
segnale ed è contro questo tentativo di rendere Schio una città più legale.
CONSIGLIERE BONOTTO – 1° intervento
Ah, io voglio fare l’ultimo intervento e dopo vi lascio, perché ho un mal di testa che non ne
posso più, quindi probabilmente non sarò qui a vedere le ultime condizioni della… però,
vorrei fare due… oggi sono andato in Croazia e sono tornato indietro, quindi, è un viaggio
lungo, quindi sono un po’ finito… eh? No, volevo cercare di fare non il paciere, perché non
è nel mio stile, però se vogliamo concludere e cercare di lavorare per la cittadinanza di
Schio, credo che in questa serata, in questa discussione, fra i vari interventi, abbiamo
gettato tanti semi, saranno stati gettati male, magari alle ortiche, come si diceva, sulle
rocce, eccetera, però i semi che si possono raccogliere volendo, con la buona volontà, per
cercare di trovare una soluzione a questo problema. Questo, la maggioranza lo deve alla
cittadinanza di Schio. L’invito delle minoranze è questo: quindi, io l’invito che faccio se
fossi rimasto qui fino alla fine, voterei per questa mozione, mi asterrei, dando, facendo
come si può dire, fiducia all’Amministrazione e al Sindaco che questa ordinanza voglia
segnare veramente un cambio, una dimostrazione di disponibilità, di impegno, c’è sempre
stato, per carità, a tutti i livelli, ancora di più! L’intervento immediato è importante, si
discuteva prima, è importante l’intervento immediato perché se il cittadino chiama e
l’intervento avviene, la risposta c’è già. Il cittadino non ha bisogno di protestare, quindi, io
avrei votato, mi sarei astenuto in questo, dando fiducia all’Amministrazione per un cambio
e qui mi rendo veramente in prima persona mi impegnerò con le categorie economiche per
vedere, per verificare se questo cambiamento verrà fatto. Mi impegno personalmente
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perché, credetemi, in zona industriale si soffre, quindi, non solo in zona industriale, anche
in altre zone, in zona industriale si soffre. Quindi, ascoltiamo queste voci, l’invito che
faccio, e spero che anche se il muro contro muro c’è sempre, questa discussione e io mi
rivolgo a Berlato Sella, perché sarebbe molto bello poterle portare in Commissione, perché
lì, sicuramente, in certe Commissioni si potrebbero sviluppare questi argomenti in maniera
più tranquilla, non in Consiglio Comunale dove si vuole fare sentire la voce alla stampa,
alla televisione, eccetera, ma attorno a un tavolo con sette, otto persone, queste soluzioni,
queste problematiche da persone intelligenti si trovano e si risolvono. Grazie e scusate se
vi abbandono.
---------Esce il Consigliere Comunale Bonotto. Risultano, pertanto, presenti in Aula n. 24
Consiglieri Comunali.
---------CONSIGLIERE PEGORARO – 1° intervento.
Beh, direi che questa proposta l’avevamo fatta inizialmente, adesso è stato tentato
ulteriormente di vedere se era possibile discutere per rafforzare, ma, non era neanche per
rafforzare, per vedere che la minoranza può essere corresponsabile di scelte se
naturalmente le proposte vengono formulate e gestite assieme, il problema è in termini
proprio di rapporti. Voi parlate di muro contro muro, ma noi possiamo dire di averci messo
la buona volontà, volente o non volente. Voi dite di no: va benissimo, tanto non possiamo
altro che ribadire che la posizione della maggioranza rimane ferma, voi volete fare i
buonisti, fate delle delibere ad hoc per dimostrare alla cittadinanza che fate qualcosa, poi
in verità fate carta, che rimane appesa ai muri. Le forze dell’ordine naturalmente
subiscono perchè ce lo dicono fuori dai denti che poi loro devono stare buoni, devono
stare calmi. Perché la verità poi esce, dico, io l’ho avuta in prima persona l’esperienza e
poi mi vengono a dire, qui è l’Amministrazione che tace, perché? Perché sono buoni loro,
poverini! Bisognerebbe che capitasse a loro, così forse diventerebbero meno buoni.
SINDACO – 2° intervento
Voglio ribadire che la scelta di fare sì che le carovane che non sono residenti a Schio non
si fermino in questo territorio, sì perché quelli che sono residenti sono residenti, Bressan, è
una scelta che abbiamo fatto e che stiamo perseguendo con modalità diverse, l’ordinanza
ovviamente è una modalità diversa da prima, il pattugliamento della zona industriale è una
modalità diversa da prima, con efficaci, con situazioni diverse fra aree pubbliche e private,
e non mi metto a quest’ora a spiegare ulteriormente le differenze, ho solo portato
testimonianza che ci siamo occupati ma ci sono modalità diverse perché la legge dà
modalità diverse, anche delle aree private, io non ho mai detto che non ci siamo
interessati delle aree private. Ho detto anche nei precedenti Consigli Comunali che in area
privata si interviene con modalità diverse dall’area pubblica. Il Sindaco ha dei poteri
nell’area pubblica e dei poteri diversi nell’area privata, ma torneremo a disquisire, penso,
su questo. Questo l’abbiamo perseguito e questo lo perseguiamo. Non è vero che non
l’abbiamo fatto e non avete portato dei dati che dimostrino che questo non sia avvenuto, e
sta avvenendo con maggiore efficacia, poi dipende anche da momenti e momenti, perché
se ne arriva una, ne arriva una, se ne arrivano dieci è chiaro che sono dieci. Quest’azione
i Vigili la fanno a Schio, la fanno a Santorso, la fanno a Piovene, la fanno a Torrebelvicino,
dappertutto. Tutto qua. Dopo si può discutere e prenderemo, di sicuro ci torneremo, c’è il
punto all’ordine del giorno, quello di Bressan, che riguarda invece una famiglia residente,
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ci torneremo su questo. Io lo dico questo, mi dispiace che Bonotto sia andato via, su
questo ci siamo: non siamo muro contro muro, su questo. Questo che sia chiaro.
Dopodichè a ognuno le sue disquisizioni, ma è troppo tardi per tornarci.
-------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiusa la
discussione e dà la parola per dichiarazione di voto a:
CONSIGLIERE BRESSAN
Mi pare, questa sera, di avere tenuto una linea molto pacata e molto tranquilla, quanto a
questa discussione. Però non posso tollerare una cosa, due cose, Signor Sindaco: e
voterò questo emendamento anche per questo. Una cosa è che nel primo intervento del
Consigliere Da Dalt per la prima volta ha parlato di aree private, Lei e l’Assessore Laugelli
vi siete messi a ridere, a ridergli addosso! Allora, rispettate le persone. Vi siete messi a
ridere addosso al Consigliere. Prima questione che non tollero perché mi pare questa sera
di avere tenuto una linea molto tranquilla, però quando si manca di rispetto in questo
modo alle persone per poi contraddirsi come ha fatto Lei, Sindaco, non capisco. Seconda
cosa: mi fa ancora più arrabbiare l’atteggiamento del Capogruppo del PD che continua ad
affermare in maniera imperterrita che tutto quello che si fa dentro all’interno di questo
Consiglio Comunale, perché oramai non si discutono più o quasi più mozioni ma solo
delibere della Giunta, è tutto tempo perso. Questo, non accetto questo tipo di riflessione,
per cui, che ritengo fra l’altro un tipo di riflessione che non da dignità a questa istituzione.
Come dire, non ci sarebbe neanche bisogno del Consiglio, ma lasciamo fare tutto alla
Giunta, che tanto è questa un po’ la mentalità, voglio dire! Io se fossi un Consigliere di
maggioranza ovviamente mi ribellerei a questo. Qualcuno lo fa, ad esempio Terragin lo fa
e accetta lo scambio e accetta il dialogo, anche duro, però lo accetta. Quindi voterò a
favore e ho presentato un altro emendamento.
CONSIGLIERE BANDOLIN
Beh, nel dire che chiaramente voteremo a favore di questo emendamento, voglio ribadire
al Sindaco che sono proprio i sistemi che lui usa che non sono efficaci. Perché lui ha citato
prima l’area del Sartori, che è stata sgomberata, però io posso citare la vietta che c’è lì di
fianco alla fabbrica di Zanon che non è sgomberata da parecchi mesi, oppure per esempio
anche quelle zone che vengono spesso occupate davanti alla caserma dei pompieri, giorni
e giorni, non ore! Giorni e giorni, oppure, quella zona in quella che adesso viene chiamata
Perequazione 1, quella più grande che c’è dopo lì, sopra al LIDL, dopo il ponte, cioè ce ne
sono tanti posti in cui queste iniziative, questa strada dritta che il Sindaco ha detto che ha
intrapreso non si vede, non c’è, non c’è la volontà, pertanto… e poi, penso che la
maggioranza abbia perso un’occasione di collaborare, di confronto su una linea di
intervento diversa per tentare di risolvere il problema. E’ il vostro modo di fare, lo è sempre
stato così, non avete mai accettato il confronto, la collaborazione, per me è un modo di
fare sbagliato, non è democratico, non è assolutamente foriero di buoni risultati e anch’io
dissento con quello che ha detto il Capogruppo del PD, perché così come lui afferma, si
svilisce il ruolo del Consiglio Comunale come un passaggio burocratico inutile, rognoso,
ossessivo, che porta via tempo. Io credo che un politico o un apprendista politico quale io
mi considero e comunque anche lui che non ha grandi esperienze come me che voglia
comunque tentare di fare una strada, deve rispettare il Consiglio Comunale e credo che
sia un’ottima scuola invece il Consiglio Comunale, anche per chi ha poi magari delle
velleità a livello regionale, o a livello anche più alto. Quindi svilire il Consiglio Comunale a
un titolo così basso, credo che non faccia piacere a me, ma anche a tutti noi.
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CONSIGLIERE LUCIDO
Sarò brevissimo. Io avevo dato molto modestamente una possibilità alla minoranza di
trovare una forma di collaborazione che ci veniva richiesta. Mi pare che questa sia stata
respinta, pertanto io boccerò questo emendamento.
------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiuse le
dichiarazioni di voto e pone il votazione l’emendamento allegato sub C).
Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 17 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via,
De Zen, Gramola, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni
Scolaro, Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco
Dalla Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 24 Consiglieri Comunali presenti in
Aula al momento della votazione, l’emendamento allegato sub C) viene respinto a
maggioranza.
L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile.
-------Il Presidente del Consiglio Comunale comunica che il Segretario Generale ritiene che
l’emendamento aggiuntivo, allegato sub D) presentato Consigliere Bressan, è
inammissibile in quanto propone un argomento nuovo.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Il Consigliere Bressan ha presentato questo emendamento, è un emendamento aggiuntivo
che si aggiunge al dispositivo deliberatorio, che introduce però un argomento nuovo,
perché dice: “.. che venga sospeso al più presto il progetto patto di ospitalità provvisoria
non essendo stati raggiunti gli obiettivi che le parti tutte avevano liberamente sottoscritto.”
Il Segretario Comunale ritiene inammissibile questo emendamento.
-------Dà, ora, la parola relativamente all’ammissibilità dell’emendamento allegato sub D):
CONSIGLIERE BRESSAN
Ritengo ammissibile questo emendamento dal momento… Potrò sostenere l’ammissibilità
di un… Beh, mezz’ora, trenta minuti, trentacinque minuti dopo la solita chiusura del
Consiglio Comunale, non sette ore! Trentacinque minuti, non sette ore, ripeto, se poi, non
capisco, ah, fra l’altro hanno chiesto una sospensione di venticinque minuti, loro! Loro!
Beh, avremo anche il diritto, no? L’ammissibilità viene data dal fatto che nelle premesse
c’è scritto “Le categorie economiche industriali, artigiani e commercianti sono esasperati
dai continui furti e dal degrado creato che produce danni economici e di immagine alle loro
attività.” Allora, secondo voi, le persone che sono coinvolte in questo patto di ospitalità
provvisoria nella realtà dei fatti in questi anni sono estranee a questi episodi? Sono
estranei a questi episodi? Sappiamo benissimo di no! Lo sappiamo benissimo. Non può il
Segretario dirmi un’ammissibilità perché si lega, logicamente, alle premesse. Si lega
logicamente alle premesse. Conoscendo la realtà scledense, conoscendo quello che è
accaduto e conoscendo cosa ha significato questo tentativo fallito di integrazione che ha
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portato a cosa? Alle premesse, si sono sommati questi, voglio dire, a coloro ai quali, voglio
dire, hanno perpetrato furti e altro. A me sembra che un ragionamento di questo genere
sia assolutamente un ragionamento da accettare. Non possa essere introdotto questo,
altrimenti Segretario diventerà molto complesso, realmente molto complesso, la cosa. Si
sta parlando di queste questioni, qui c’entra in pieno perché è stato ripreso più volte nella
discussione questo doppio binario dell’Amministrazione e uno è anche questo binario.
Ripeto, si parla di nomadi, si parla di persone che non sono estranee alle premesse
espresse da questa mozione, anzi, sappiamo bene che hanno contribuito al degrado.
SEGRETARIO GENERALE
Scusate, ma, vorrei argomentare. Però, a quest’ora dopo cinque ore di discussione, mi
dovete anche consentire venti secondi di premessa. Intanto, purtroppo, per il lavoro che
faccio, nell’ultimo periodo di lavoro, i nomadi mi perseguitano. In che senso? Nel senso
che io ho lavorato tre anni a Piovene Rocchette e quindi ho seguito tutta la vicenda
relativa alla famosa ordinanza del Comune, del Sindaco Colman, ma da buon Segretario
Generale, io ho fatto da consulente, era una consulenza prettamente tecnica, dietro ad
alcune consulenze prettamente tecniche ci sono delle precise scelte politiche. Questa
premessa che devo fare, poi ne voglio fare subito un’altra anche più breve. Sono anche un
Segretario nomade nel senso che ogni quattro-cinque anni cambio Comune e lo faccio
anche ben volentieri perché questo mi dà la possibilità di essere sereno, tranquillo e di
dare i miei giudizi tecnici su qualsiasi argomento senza essere condizionato da altri tipi di
questioni. Io ho molto rispetto per i Consiglieri Comunali, per il Consiglio Comunale, per le
istituzioni, non c’è niente di personale in nessuna questione, però se viene presentato un
emendamento che sostanzialmente introduce un’altra questione che non è oggetto di
discussione perchè è stata riletta, l’avete riletta tutti, maggioranza e minoranza, questa
proposta di delibera, di iniziativa del gruppo di minoranza e in nessuna parte del testo si
dice di sospendere un protocollo, per cui in realtà è un altro argomento di discussione e
quindi è un’altra proposta di delibera che non può essere presentata perché non è in
conformità al Regolamento. In ogni caso, il Regolamento è chiaro e dice che qualora c’è
un dubbio sull’ammissibilità o meno del Regolamento, ancora prima di discutere, il
Presidente mette in votazione l’ammissibilità e il Consiglio Comunale, sovrano, decide se
l’emendamento è ammissibile o meno. Quindi, io ho dato un supporto tecnico, ma come
dicevo fin dalle premesse, qua c’è una scelta politica.
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Per quello che mi riguarda, a me spetta il compito di fare applicare il Regolamento, né in
termini restrittivi né in termini lassisti. Il comma IV dell’art. 18 alla voce emendamenti dice
che se il proponente insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide senza
discussione per alzata di mano sulla ammissibilità. Questo dice il Regolamento. E io non
posso che seguire il Regolamento. Quindi, se il Consigliere Bressan insiste con questo
emendamento, lo pongo all’attenzione del Consiglio per alzata di mano.
CONSIGLIERE BRESSAN
Insisto, semplicemente… no… non accetto la logica del sì o no, non accetto che tu possa
dire quello che io… me lo dice lui, non tu! Me lo dice lui, non tu! Insomma, posso dire se
insisto o meno? E perché lo faccio? Certo, grazie, Presidente. OK. Allora, io insisto perchè
si crea un precedente assolutamente pericoloso che la maggioranza potrà usare ogni
qualvolta intenderà bloccare, fermare, stoppare la discussione. Anche perchè la
maggioranza ha i numeri per bocciarlo l’emendamento. Ok, allora, discutiamolo e poi lo
bocciate! No, ok! Allora, io insisto perché c’è la volontà di non volerlo discutere, cioè di non
volere confrontarsi, indipendentemente se sia ammissibile… Io ho espresso un’opinione
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diversa da quella del Segretario, pur rispettando il Segretario, ho espresso un’opinione
diversa. Ripeto, se questo Consiglio Comunale vuole continuare la discussione, vuole
confrontarsi, può farlo, se vuole con un atto di alta democrazia, come la intendete voi,
cucire la bocca, ma non mi interessa con quei gesti, li vedremo, poi i risultati si vedranno.
Io ripeto… sono anche stanco avendo tenuto stasera una linea assolutamente tranquilla e
essendo, ripeto, mezz’ora dopo, poco più di mezz’ora dal solito che finiamo i Consigli
Comunali, che la maggioranza sia in questa fibrillazione assolutamente incredibile. E’
assurdo, se fossero le tre di mattina capisco. Sindaco, ragioni! Ci pensi politicamente su
questa situazione. Rispetti la democrazia! Sì, è una scelta politica, l’ha detto il Segretario!
Una scelta politica.
-------Durante l’intervento del Consigliere Bressan il Presidente del Consiglio Comunale
richiama il Consigliere Lucido.
-------Il Presidente del Consiglio Comunale pone in votazione l’ammissibilità dell’emendamento
allegato sub D).
Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 17 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via,
De Zen, Gramola, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni
Scolaro, Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco
Dalla Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 24 Consiglieri Comunali presenti in
Aula al momento della votazione, l’emendamento allegato sub D) viene dichiarato
non ammissibile.
L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile.
-------Esce la Consigliera Gramola; risultano, pertanto, presenti in Aula n. 23 Consiglieri
Comunali.
------Il Presidente del Consiglio Comunale riapre la discussione generale; nessuno prende la
parola. Il Presidente apre ora le dichiarazioni di voto e dà la parola a:
CONSIGLIERE TOLETTINI
Sì, credo che si sia persa un’occasione, noi riteniamo, io voto a favore anche della
mozione originale, ovviamente, nel senso che la Commissione costituenda, secondo la
nostra proposta dovrà appunto entrare nel merito anche del Regolamento, soprattutto del
Regolamento di Polizia Municipale e avrebbe l’occasione, cosa che comunque bisognerà
fare, visto che lo stesso Sindaco ha delle perplessità sull’applicazione se nell’articolo 38 su
quella frase che dice “Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l’impianto dei
mezzi mobili e delle attrezzature sopraccitate in aree private” sarebbe stata l’occasione di
fare un’apposita riflessione e appunto specificarlo meglio quando e dove può intervenire.
Quindi, credo che comunque, visto che immagino che questa mozione verrà bocciata,
sono convinto che in altre occasioni come fa spesso questa Amministrazione troverà il
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modo di entrare nel merito e di modificarlo e di renderlo più intelliggibile. E per quanto
riguarda le premesse di questa mozione che fanno parte integrante, ovviamente, era
impossibile emendarle perché si richiamano a tutta una serie di considerazioni importanti,
ritengo anch’io che sarebbe stato opportuno proprio in visione, in merito alla discussione di
questa sera, avere la possibilità di discutere ampiamente, anche con la proposta di
Bressan che comunque avremo modo di discutere prossimamente. Di recente è comparsa
anche sulla stampa proprio un’indicazione per la quale… “Tre arresti a Marano nel giro di
poche ore, in manette sono finiti il presunto spacciatore e autore di un furto ai danni di un
negozio. I primi a finire nelle mani dei militari sono stati due nomadi già noti alle Forze
dell’Ordine, il Sig. … di ventun anni, senza fissa dimora e… stessa età residente nel
Trentino ma in realtà domiciliato nel campo nomadi di Schio.” Quindi voterò a favore.
CONSIGLIERE BECCARO
Grazie, solo per ribadire, a parte il fatto che il campo nomadi a Schio non esiste, ma solo
per ribadire che quanto presentato dalle minoranze questa sera non ha più ragion
d’essere dal momento in cui il Sindaco e la Giunta hanno emesso l’ordinanza. Come detto
prima, questa soddisfa pienamente tutto quello che voi avete richiesto. Questo non vuol
dire che noi siamo tutori di chi commette reati come ha appena tentato di dimostrare il
Consigliere. Noi siamo per la legalità. Chiunque esso sia infranga la legge deve essere
punito come la legge prevede. Se i Vigili o qualcun altro omettono di rilevare una qualsiasi
infrazione, questa deve essere denunciata, ma dovete avere il coraggio di dire che i Vigili
non l’hanno fatto. L’ordinanza fatta dalla Giunta soddisfa pienamente quanto voi avete
richiesto ed è in linea con ogni criterio di rispetto della legalità, che da sempre noi
ottemperiamo. Grazie.
CONSIGLIERE BANDOLIN
Allora, stasera penso che sia chiaro che gli unici che hanno tentato di dare un contributo
per risolvere il problema che abbiamo discusso siamo stati noi di Forza Italia, Alleanza
Nazionale e la Lega; questo è chiaro, noi siamo arrivati con una proposta concreta,
abbiamo fatto anche delle discussioni piuttosto animate e siamo anche arrivati a proposte
concrete e dettagliate su come ci saremmo mossi e ci muoveremo e siamo anche arrivati
al punto di dire “portiamo in 1^ Commissione”. Questo non è possibile: lo discuteremo in
Consiglio Comunale. Noi porteremo, Signor Sindaco, il Regolamento di Polizia Urbana in
Consiglio Comunale e di Regolamenti ce ne intendiamo. Quindi, siccome poi non è una
minaccia, è soltanto un’amichevole, diciamo, discussione, o preavviso. Noi porteremo in
Consiglio Comunale il Regolamento della Polizia Urbana, perché vogliamo attualizzarlo e
vogliamo discuterlo e vogliamo renderlo efficace, cosa comunque che sarà comunque
vana se a questo Regolamento non saranno poi affiancate direttive politiche determinate e
forti, cose che penso, anche manchino, di questo noi non possiamo, finché siamo
all’opposizione, farci carico. Ce lo faremo l’anno prossimo, sicuramente, quando sarà il
nostro turno. Poi, per quanto riguarda la votazione della proposta, chiaramente, Forza
Italia voterà a favore.
CONSIGLIERE PEGORARO
Beh, non possiamo che votare a favore di un argomento che avevamo proposto, ma più
che un argomento che avevamo proposto è un argomento a cui la Lega tiene
particolarmente. Perché? Perché siamo dell’avviso che le leggi vanno rispettate e vanno
rispettate da tutti. Non ci sono e non ci possono essere cittadini di serie A o B, perché a
parer vostro noi trattiamo loro da cittadini di serie B, invece per conto nostro è il contrario,
che siamo noi che veniamo trattati da deficienti che rispettano le leggi: loro possono non
rispettarle. Quella è la differenza sostanziale fra noi e loro. Purtroppo c’è gente che ha
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subito e continua a subire e non può farci niente, non può farci niente di fronte ad
un’Amministrazione che si mette il paraocchi spesso e volentieri oppure dà disposizioni
che… sì, faremo, oppure passate dall’altra strada, perché è stato spiegato in modo preciso
durante questo dibattito che certe contravvenzioni non le fate dare. No i Vigili non le
danno, voi non le fate dare! Perché c’è un Regolamento, però viene disatteso dove fa
comodo. Questa è l’amara realtà alla fine di questa discussione: ho detto prima, noi
eravamo disponibili e lo siamo tuttora di andare ad approfondire con proposte precise. Eh,
per voi non va bene? Fate già tutto come al solito? Ci fa piacere! Solo che la gente non è
della stessa convinzione, sono convinti ed hanno ragione che non fate abbastanza perché
non volete farlo.
CONSIGLIERE DA DALT
Io volevo rifarmi un momento alle dichiarazioni che ha fatto il collega Capogruppo
Beccaro, perché abbiamo iniziato questa sera a parlare di questo argomento, io avevo
citato certe cose che fatalità sono state smentite pochi minuti fa. E quindi, io ritengo che
l’ordinanza che per tutti va bene ha già manifestato certe lacune, perché qui parla solo di
aree pubbliche all’interno del territorio. Perciò, colleghi Consiglieri, io mi sarei meravigliato
se il collega Beccaro avesse detto che è contro la legalità perché avremmo dato un cattivo
esempio tutti quanti qua dentro. Però, che questa sia la realtà e il credo fatto
dall’Amministrazione, questo non è il credo dell’Amministrazione. Questa è l’ordinanza che
è stata smentita pochi minuti fa, perciò, non tanto tempo fa. O Lei si è dimenticato di quello
che ha detto il Sindaco perché sulle aree private il Sindaco ha detto che è intervenuto e
interverrà ancora e io sono contento che interverrà. Sì, c’è ancora qualche minuto.
Quando suona io finisco, perché abbiamo tutti tre minuti di tempo consentiti. Anche perché
voi potete dire e noi no! Va bene, allora, a questo punto, io condivido pienamente la
proposta che abbiamo presentato e quindi voterò a favore, ma richiamo l’attenzione su
queste cose che sono state dette e nello stesso tempo smentite. Io non mi sono accorto
che l’Assessore e il Sindaco hanno riso quando io ho citato le aree private, ma non
faccio… nomadi… sì ma essere nomadi non è offensivo e non è neanche contro la
Costituzione, perché uno sceglie e fa il nomade. Comunque, come dicevo, noi voteremo a
favore della… Grazie.
CONSIGLIERE TERRAGIN
Grazie, Presidente. Allora, io naturalmente voterò contro, perché contrariamente a quanto
afferma Bandolin, questa sera non è che si è tentato di risolvere la questione nomadi. Si è
tentato semplicemente di percorrere una strada che potesse allontanare da Schio la
problematica nomadi. E può essere una scelta: l’avete fatta, io non la condivido. Credo
che forse sarebbe stato più interessante, più costruttivo e probabilmente con qualche
sbocco di tipo solutivo, cominciare a discutere di qualche cosa che sia più legato
all’inclusione, con norme, con regole, con tutta una serie di questioni che vanno
ovviamente approfondite e regolarizzate. Allora, il problema in sé è chiaro che si pone
quando carovane si muovono in maniera disordinata nel territorio dell’Alto Vicentino. Ma
quando noi ci riferiamo a quella… cinque, sei, dieci, non so quante sono, famiglie che
stabilmente si muovono nell’Alto Vicentino, e se per ognuna di queste ogni Comune si
prendesse carico, come era nelle intenzioni del tavolo di concertazione promosso dal
Prefetto, o promosso da qualche altro e poi alla presenza del Prefetto, forse si poteva
limitare una situazione come questa, perché se noi facessimo come fanno tutti gli altri
Comuni, non faremmo altro che scaricare su altri Comuni la questione ed è per questo che
a me fa arrabbiare una mozione come questa, perché non va incontro a una soluzione del
problema, lo sposta semplicemente. E lo sposta in maniera che puzza, e lo dico con molta
franchezza, che puzza di quel razzismo strisciante che si sente sempre quando si parla di
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questo argomento. Ed è per questo che prima sono stato pesante nelle mie affermazioni,
ma torno ad esserlo. Non andate in chiesa alla domenica, per piacere. Grazie.
CONSIGLIERE BRESSAN
Beh, apprezzo il ragionamento del Consigliere Terragin che sottolinea che lui è contro
provvedimenti che allontanino i nomadi, e poi sostiene l’ordinanza del Sindaco che va
proprio in quella direzione. Dal momento che il Suo capogruppo Sartori prima ha detto, il
Suo capogruppo… scusami, Sartori che ha detto che l’intera maggioranza sostiene questo
provvedimento, quindi se Lei è coerente con quello che ha detto ora, questo
provvedimento allontana i nomadi, è repressivo. Benissimo! Seconda cosa: Consigliere
Beccaro, Lei se riteneva che questo provvedimento fosse l’ottimo, perché non ha… questa
ordinanza… perchè non ha aggiunto aree pubbliche e anche aree private? Forse sarebbe
stato più pubblico! No, stavo facendo un ragionamento dal momento che il Consigliere
Beccaro ha detto che questo tipo di ordinanza, di fatto, rende inutile la nostra mozione.
Beh, se fosse veramente inutile la nostra mozione e questa ordinanza fosse completa, Lei
avrebbe il dovere domani mattina di dire al Sindaco che la integri con “anche private”.
Quindi, ripeto, voterò a favore. Certo che il Consigliere Terragin veramente deve… o si
dissocia, perché quell’ordinanza lì va nella direzione di allontanare… La legga, Lei, se è
coerente con quello che ha detto finora, non vota, prende le distanze da quel
provvedimento, prende le distanze anche dal nostro, perché probabilmente ha una logica
diversa, ma anche da quello lì dell’ordinanza, perché va nella stessa strada. Quindi, si
dissoci e io continuerò la domenica e anche tutti i giorni ad andare a Messa,
tranquillamente.
SINDACO
Ma non era una foglia di fico? E’ così efficace adesso? Allora, io voterò contro la mozione,
ribadendo questo, perché vedo che, probabilmente è il tempo, è la… ho fatto fatica anch’io
a seguire tutta la discussione, quindi… Beh, alcuni passaggi sono stati un po’ persi e
allora tento di ricapitolarli. Secondo me no. Allora, io prima ho detto e lo ribadisco, siccome
il tema lo riprenderemo, allora, lo dico perché magari possiamo, se volete, ripartire da qui
perché tanto abbiamo lo stesso modalità di differenziarci. E lo dico in modo positivo, che
noi da un lato abbiamo perseguito il discorso delle famiglie residenti, dall’altro… non sono
ancora partiti i secondi, quindi non ho perso niente… dall’altro abbiamo agito per
allontanare in tutto il territorio comunale le carovane con modalità che sono diverse fra le
aree pubbliche e le aree private. Allora, io non ho espresso delle perplessità sul
Regolamento, ritengo che l’ordinanza vada bene così perché è una risposta più efficace
per le aree private, non aveva la pretesa di aggiungere modalità… per le aree pubbliche,
chiedo scusa… non aveva la pretesa di aggiungere modalità per le aree private. Ho detto
anche in altre occasioni che nell’area privata lo strumento più efficace è una denuncia da
parte del proprietario, fatta a qualsiasi Forza dell’Ordine. E’ il sistema più efficace. Prima
dell’ordinanza, comunque, agivamo lo stesso, sia sulle aree pubbliche, sia sulle aree
private, con modalità diverse, perché la legge prevede modalità diverse. Poi, su questo la
prossima volta possiamo ridiscutere tanto per mettere i puntini sulle “i”. Quindi, l’ordinanza,
secondo noi va bene così, per le aree pubbliche. Prima si agiva invece, cosa si faceva? Si
faceva un’ordinanza di volta in volta per motivi igienico-sanitari. E’ chiaro invece che
questo dà modalità più rapide. Questo è il percorso che stiamo facendo, la linea è sempre
la stessa. Può piacere o non piacere. Vi piace per alcuni aspetti, fate il vostro gioco, io
gradirei che si facesse in modo più… io gradirei da Sindaco e frequentante di quest’Aula
da molto tempo che si facesse in modo più corretto fra di noi, sarebbe più proficuo per la
città. Detto che noi abbiamo la sovranità per governare e di dare le risposte ai cittadini
scledensi e stiamo cercando di darle, voi avete il diritto-dovere di contestarlo e di cercare
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di dimostrare che noi non facciamo nulla. Questo è il gioco democratico. Però questo si
può fare benissimo anche forse se avessimo cancellato almeno metà della discussione
che abbiamo fatto stasera, rimarrebbe lo stesso il dato politico, il dato nel merito e anche il
dato elettorale, se vogliamo, da una parte e dall’altra. Questo bisognerebbe che
togliessimo un attimo, un po’ tutti. Sì, ma fare discussioni solo fini a se stesse, solo per
rovinarci il fegato reciproco non serve a niente e non risolve i problemi dei cittadini, perché
siamo qui tutti chiamati per risolvere i problemi dei cittadini e non abbiamo fatto nessun
passo avanti sui problemi dei cittadini!
ANDREA DALLA VECCHIA
Sì, sarò veloce perché… solo tre minuti. Vado un po’ in ordine sparso per rispondere
anche a delle cose che siamo stati fra virgolette attaccati da quello che abbiamo
presentato. Ne abbiamo sentite tante, di tutti i colori stasera, anche cose contraddittorie
una con l’altra, anche negli ultimi discorsi che ho sentito parlare. Volevo solo rispondere a
due tre cose. Abbiamo fatto una richiesta di fare una Commissione. Ci è stato detto che la
Commissione costa. Allora abbiamo fatto un passo indietro, facciamo adesso la
Commissione 1^ così non costa Lucido, non costa, così questa non è più una scusa per
non votare questa nostra proposta. Poi, abbiamo sentito… faccio solo una premessa per
dire che giustamente andrò a votare con convinzione questa proposta. Abbiamo detto
inconglobiamo nella Commissione 1^, niente! Poi, siamo stati attaccati per campi nomadi,
eccetera, leggi regionali, provinciali. La legge dice, lo sa benissimo, l’ha detto anche il
Vice-Sindaco, che Bassano e Vicenza sono obbligati ad avere questo campo nomadi, che
sia centro-destra, centro-sinistra, pugni di ferro o no, hanno e devono averlo. A Schio non
abbiamo l’obbligo di farlo. Rispondo solo per far chiarezza a una cosa che siamo andati
avanti mezz’ora a discutere. La Legge Regionale dice che non è obbligatorio. Vicenza e
Bassano ce l’hanno, non per volere di un governo di centro-destra o di centro-sinistra, ma
per un governo di una… perché hanno l’obbligo di farlo. No, no, voglio solo finire. E tirando
in ballo sempre Provincia, Regione, cosa, volevo solamente fare un appunto che è giusto
anche andare in su allora ogni tanto, e ricordare, comunque, quello che ha fatto il Governo
che poi ricade nelle Regioni, Province e nei Comuni, perché poi ricade tutto qua. Allora
quello che ricade di centro-destra della Regione, ricade a Schio, quello che fanno a Roma
non ricade a Schio. Ricordo solo che il Governo, l’UE ha ricordato al Governo Prodi che la
direttiva europea sui diritti dei nomadi… questa è una cosa detta a giugno dell’anno
scorso, luglio… l’UE ha ricordato al Governo Prodi che la direttiva europea sui diritti dei
nomadi esiste già ed è l’Italia ad essere in difetto, tanto che a Bruxelles nel giugno scorso
ha aperto una formale procedura di infrazione contro l’Italia che ha recepito con molte
omissioni quella direttiva nella propria legislazione, ed ora rischia il deferimento alla Corte
di Giustizia Europea. Articolo di un giornale. Dopo il Governo ha fatto anche quel Decreto
Legge Sicurezza che è stato una bufala, perché hanno sbagliato a scrivere anche una
convenzione internazionale ed è decaduto, con grossi problemi sulla criminalità, sui
nomadi. Perché dico questo? Perché stiamo parlando di nomadi. E’ decaduto, non sono
riusciti a fare con il Governo esistente in gennaio a rifare il Decreto e ci troviamo in una
situazione disastrosa, che ricade da in alto fino a qua. Mi dispiace anche perché questa
sera ci sono stati anche parecchi ospiti del pubblico, come non accade molte volte, visto
l’argomento molto delicato. Mi piacerebbe che ci fossero stati altri cittadini, molti altri ad
assistere e che ci fossero stati dei cittadini che hanno subito furti, violenze, persino stupri a
Schio, delle donne sono state stuprate, o altre cose, e vedere certe volte il Sindaco o altre
persone della Giunta sorridere finché noi dicevamo dei discorsi seri… sì, l’avete fatto, l’ho
tenuto presente, me l’hanno fatto presente… Ho chiuso. Comunque finché dicevamo delle
cose estremamente serie, ho visto anche delle persone ridere. Vorrei che ci fossero stati
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dei cittadini che hanno subito certe violenze a vedere che ridiamo su certe cose dentro nel
Consiglio. E, comunque, è ovvio che voterò a favore di questo.
-------Durante l’intervento il Presidente del Consiglio Comunale richiama più volte il Consigliere
Andrea Dalla Vecchia.
-------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiuse le
dichiarazioni di voto e pone in votazione la richiesta allegata sub A).
Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 16 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via,
De Zen, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni Scolaro,
Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco Dalla
Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 23 Consiglieri Comunali presenti in Aula
al momento della votazione, la proposta viene respinta a maggioranza.
L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile.
--------I lavori si concludono alle ore 23,40.
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Letto, approvato e sottoscritto.
Il Presidente
Luciano De Zen
Il Segretario Generale
Livio Bertoia
ADEMPIMENTI RELATIVI ALLA PUBBLICAZIONE
Si attesta che copia della presente deliberazione viene pubblicata all'Albo Pretorio del
Comune il 06/05/2008 ed ivi rimarrà per 15 giorni consecutivi.
Il Segretario Generale
Livio Bertoia
ESECUTIVITA'
La presente deliberazione è divenuta esecutiva il 16/05/2008 ai sensi dell'art. 134 del
Testo Unico 18 agosto 2000, n. 267.
Schio, 26/05/2008
Il Segretario Generale
Livio Bertoia
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COMUNE DI SCHIO