COMUNE DI SCHIO (Provincia di Vicenza) VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Copia N° 27 del 26/03/2008 OGGETTO: PROT. N. 14849 - RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DA PARTE DEI CONSIGLIERI COMUNALI BANDOLIN, DA DALT, TOLETTINI "FORZA ITALIA - VERSO IL PARTITO DEI MODERATI E DEI LIBERALI" - BRESSAN "ALLEANZA NAZIONALE" - PEGORARO, DALLA VECCHIA A., PROSDOCIMI B., PROSDOCIMI G. "LEGA NORD - LIGA VENETA PADANIA" - RIGUARDANTE LA TEMATICA DEI NOMADI E DELLA LORO PRESENZA NEL TERRITORIO SCLEDENSE. Seduta pubblica, convocazione prima. L'anno duemilaotto, addì ventisei del mese di marzo alle ore 18,30, nella Sala Consiliare (Palazzo Garbin), previo regolare invito, si è riunito, sotto la presidenza del Sig. Luciano De Zen, il Consiglio Comunale. N. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Cognome e Nome BACCHION Enzo BANDOLIN Enrico BECCARO Luca BERLATO SELLA Giuseppe BONOTTO Antonio Maria BRESSAN Alberto CASSUTI Antonio COMPARIN Marica DA DALT Pietro P A SI Cognome e Nome LUCIDO Antonio MANFRON Laura MORELLATO Silvy PASIN Cesare PEGORARO Mario Antonio PROSDOCIMI Barbara PROSDOCIMI Giuseppe RUZZANTE Mario Elia SARTORI Gianfrancesco P SI SI SI SI SI SI SI SI SI N. 17 18 19 20 21 22 23 24 25 10 DALLA VECCHIA Andrea SI 26 SCOLARO Giovanni SI 11 DALLA VECCHIA Francesco 27 SCOLARO Michela 12 DALLA VIA Luigi SI 28 TAGLIAPIETRA Lorena SI 13 DALL'IGNA Giorgio SI 29 TERRAGIN Gabriele SI 14 DE ZEN Luciano SI 30 TESTOLIN Giorgio SI 15 FRIGO Marta 31 TOLETTINI Marco 16 GRAMOLA Serenella SI SI SI SI SI SI A SI SI SI SI SI SI SI PRESENTI: 22 ASSENTI: 9 Partecipa Il Segretario Generale Livio Bertoia. Sono presenti i seguenti Assessori: Baiocchi, Benvenuti, Cocco, Laugelli, Martino, Santacaterina e Tomasi. Il Presidente riconosce legale l'adunanza e dichiara aperta la seduta. Chiama a fungere da scrutatori i Sigg.ri: - Comparin Marica - Dall’Igna Giorgio - Testolin Giorgio. Invita, quindi, il Consiglio Comunale a trattare l'argomento di cui all’oggetto. 1 PROT. N. 14849 – RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DA PARTE DEI CONSIGLIERI COMUNALI BANDOLIN, DA DALT, TOLETTINI “FORZA ITALIA – VERSO IL PARTITO DEI MODERATI E DEI LIBERALI” – BRESSAN “ALLEANZA NAZIONALE” – PEGORARO, DALLA VECCHIA A., PROSDOCIMI G., PROSDOCIMI B. “LEGA NORD – LIGA VENETA PADANIA” RIGUARDANTE LA TEMATICA DEI NOMADI E DELLA LORO PRESENZA NEL TERRITORIO SCLEDENSE. Sono presenti in Aula n. 26 Consiglieri Comunali essendo entrati i Consiglieri Comunali Bonotto, Francesco Dalla Vecchia, Sartori e Michela Scolaro. Il Presidente del Consiglio Comunale, Luciano De Zen, svolge la seguente relazione: Signori Consiglieri, ai sensi dell’art. 19 – comma 3 – dello Statuto Comunale è stata richiesta dai Consiglieri Bandolin Enrico, Bressan Alberto, Da Dalt Pietro, Dalla Vecchia Andrea, Pegoraro Mario, Prosdocimi Barbara, Prosdocimi Giuseppe, Tolettini Marco, la convocazione del Consiglio Comunale, con prot. n. 14849 del 7 marzo 2008, richiesta perfezionata in data 10 marzo con l’apposizione delle ultime firme necessarie al raggiungimento del quinto previsto; -------Il parere, espresso in conformità al Testo Unico 18.8.2000, n. 267, è allegato sub B) e forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento. -------Il Presidente invita il Consigliere Bandolin ad illustrare la richiesta. CONSIGLIERE BANDOLIN Dà lettura del punto all’ordine del giorno allegato sub A) Abbiamo dovuto utilizzare questo sistema straordinario, Signor Sindaco, perchè purtroppo qui in Consiglio Comunale non si riesce mai a discutere le tematiche nei tempi giusti perchè l'ordine del giorno è continuamente diluito e fa spostare nel tempo anche le cose importanti. Certo è disdicevole che si debbano utilizzare questi sistemi perchè da un lato significa che siamo di fronte a un non voler considerare il problema e dall'altro bisognerebbe veramente che la politica qui a Schio, la politica della maggioranza riuscisse a esprimere un pensiero, un'idea, un traguardo da raggiungere per quanto riguarda questo problema. Ed è altrettanto disdicevole, Signor Sindaco, che a 3 giorni dal Consiglio straordinario che abbiamo convocato per oggi, vengano installati dei cartelli quasi quasi a voler tamponare una situazione di non decisione che la maggioranza porta avanti da tanto tanto tempo. Le premesse che stanno alla base di questa nostra convocazione sono che parliamo di nomadi, cioè di persone che usano il territorio di passaggio e che non vogliono integrarsi. Sottolineo: non vogliono integrarsi. Sono persone anche che i processi integrativi che sono stati a loro proposti non sono stati accettati. Sono cittadini italiani, non tutti, ma la gran parte sono cittadini italiani e come tali hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti noi. Sono cittadini italiani inoltre conosciuti, identificati dalle forze dell'ordine che come tali devono rispondere dei loro comportamenti, pagando le sanzioni che il regolamento prevede. Signor Sindaco, Lei si presenta stasera con un'ordinanza in ritardo di almeno quattro anni, forse inutile, sicuramente insufficiente, che tenta di arginare con colpevole ritardo una situazione insostenibile che il lassismo e il buonismo della 2 maggioranza hanno incrementato invece che depotenziato. Leggendo quei cartelli che in tutta fretta sono stati installati a seguito di un'ordinanza peraltro molto fumosa, mi pare di essere di fronte a quegli stessi cartelli che in certi Comuni ci sono ancora che dichiarano, non so se avete presente, ai confini, Comune tal dei tali, Comune denuclearizzato. Sono quei cartelli inutili che servivano per difendersi dal pericolo delle radiazioni, anche questo mi sembra quasi che i cartelli potremmo scrivere "Schio Comune denomadizzato". E' semplicemente ridicolo, inutile, trovarsi di fronte ad una decisione di questo genere quando manca all'interno la voglia, la volontà politica, quel salto culturale di volere affrontare la situazione per quello che è. E' come dare, Signor Sindaco, un'aspirina ad una persona che è ammalata di polmonite. Serve a poco, serve a niente. E' come dare un "contentino" a quei cittadini scledensi che sono esasperati da una situazione che si porta avanti da anni e che non si è mai voluta affrontare. Questa sera, Suo malgrado, è costretto a discutere di un problema che Le dà in qualche modo dei problemi molto forti politicamente. Suo malgrado, Lei a suo tempo ha fatto eseguire il solco, evitando in extremis le dimissioni coerenti, sottolineo coerenti, dell'Assessore che poi sono state ritirate o perlomeno ventilate e comunque non eseguite. Lei si trova sempre a dovere svolgere delle azioni che tendono ad accontentare tutti. Ecco quindi che quando si trova davanti agli imprenditori usa termini fermi, o con gli artigiani usa termini molto determinati e molto incisivi, al cittadino comune propina concetti del rispetto della legalità, ai Vigili, però, vengono date direttive politiche blande e direttive politiche omissive, all'extracomunitario o comunque al clandestino viene comunque data disponibilità e quel falso senso di buonismo che a volte provoca danni, all'abusivo viene però data comprensione e all'ala sinistra della Sua maggioranza vengono sempre espressi i concetti di inclusione e di contaminazione come con le altre realtà come concetti irrinunciabili. Lei mi capisce che qui si è di fronte a una situazione in cui non si può essere quadrati e tondi, concavi e convessi. Bisogna essere in qualche maniera dritti e bisogna avere il coraggio delle proprie azioni. Abbiamo discusso di questo problema e sono andato indietro, addirittura dal Bilancio del 2004, nel 2005, nel 2006, nel 2007. Abbiamo fatto anche un'interrogazione scritta il 20 agosto del 2007, c'è stata una mozione di sfiducia a seguito del solco il 4 novembre 2006 e abbiamo discusso anche del Regolamento di Polizia Municipale, di cui dopo parlerò, il 26.9.2007. Tutte queste iniziative, tutte le nostre proposte fatte in queste sedi sono state tutte regolarmente bocciate. E' una situazione che deve trovare degli sbocchi, è una situazione di difficile soluzione, ma la non decisione che viene continuamente portata avanti dalla Giunta, non risolve il problema e non tende assolutamente ad alleviare le sofferenze di quei cittadini che lavorano onestamente e che sono costretti a vivere con persone che non vogliono integrarsi, a persone che vivono molto spesso di espedienti, che vivono di furti e che basano la loro vita su concetti, se si possono definire così, che sono all'opposto di quelli che sono i concetti nostri scledensi di quiete civile e convivere insieme. Noi proponiamo questa sera questa proposta, scusate la ripetizione, di discussione, perché siamo convinti che questo atto di installazione di quei cartelli sia assolutamente inutile e sia, come dire, una foglia di fico da parte del Sindaco, se dietro a questo atto non c’è una svolta politica, un salto culturale che faccia intendere alla cittadinanza che su questo tema c’è la voglia di intervenire in maniera drastica e in maniera incisiva. Quindi, chiediamo che venga… ci sia un aumento progressivo delle risorse per la sicurezza, una maggiore presenza sul territorio dei Vigili per rafforzare la prevenzione dei reati diffusi, ci sia un contrasto all’insediamento abusivo dei nomadi e l’allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza. Schio deve mostrare non violenza, Schio deve dimostrare rispetto della legalità verso tutti. Se si ricorda, all’epoca della mozione di sfiducia all’Assessore, io Le ho citato un esempio che la dice lunga sulla volontà, sulla non volontà politica di tentare di risolvere la faccenda. Piazza dei Pubblici Spettacoli: per circa 3-4 mesi, 5 mesi all’anno 3 c’erano dei cartelli “Divieto di sosta - Zona rimozione”. Regolarmente in quei 3-4 mesi lì carovane di nomadi si sono insediate, peraltro facendo danni a non finire. Nessuno mai, per quello che io parlo di politiche e direttive ai Vigili Urbani buoniste e omissive, nessuno mai da parte della maggioranza, da parte degli Assessori, ha mai chiesto alle Forze dell’Ordine perché non andassero a rimuovere i mezzi, di fianco a un cartello con scritto “Zona rimozione”. Mi dica Lei che tipo di credibilità può avere quel cartello che avete messo fuori adesso quand’anche in presenza di cartelli nel passato, nessuno mai ha fatto valere questa regola. Tutti noi dobbiamo sopportare che venga tolta l’auto nel momento in cui la posteggiamo in una zona rimozione e quindi accollarci tutti gli oneri che questo comporta, loro no! Un’altra cosa di cui vi chiedo anche conto riguarda una risposta che io ho avuto dal Comando che vi ho già detto a suo tempo, nella quale io chiedevo al Comando dei Vigili perché mai ai nomadi non fossero mai state elevate contravvenzioni, multe. Nessuna contravvenzione hanno subito queste persone, nessuna, neanche una! Quindi, quando io parlo di omissione, parlo di questi fatti, però sottolineo, questa è una mia impressione, che non è tanto l’incapacità professionale dei Vigili che determina questa situazione, perché penso che i Vigili abbiano gli strumenti e la forza per farlo, ma sono le direttive politiche che i Vigili prendono, o meglio le direttive politiche che i Vigili non prendono e che quindi determinano questo stato di incertezza, determinano questo stato di non decisione. Chiediamo anche, inoltre, e poi concludo, che venga istituita una Commissione, perché il Regolamento di Polizia, che poi avremo anche modo di analizzare in taluni punti, non si esprime in maniera compiuta su questo specifico problema. E quindi una Commissione Consiliare che si impegni a costruire e a organizzare un regolamento più moderno e più incisivo per dare gli strumenti a chi di dovere per risolvere questa situazione, credo che sia una cosa molto utile per tutti. -------Aperta la discussione prendono la parola: CONSIGLIERE PEGORARO – 1° e 2° intervento Nomadi, alcuni titoli apparsi sulla stampa locale in questi ultimi tempi: Roulotte e sporcizie, aziende contro i nomadi, parcheggi diventati latrine, i pescatori contro i nomadi, bambini indisturbati girano dentro gli stabilimenti creando problemi di sicurezza, il problema dei nomadi a Schio. Potrei continuare, ma mi fermo qui nelle citazioni, anche perché stasera ci troviamo nuovamente a trattare un argomento che purtroppo sta diventando di routine, ma che è stato riproposto sull’onda delle contestazioni di industriali, artigiani, commercianti, semplici cittadini, che con frustrazione vorrebbero fosse affrontato e gestito seriamente in modo continuativo. Due anni fa, con il famoso solco, sembrava che questa Amministrazione volesse attuare quella svolta che i cittadini più colpiti dal problema auspicavano e desideravano. Purtroppo, non è stato così. Infatti, i recenti provvedimenti del Sindaco della scorsa settimana, hanno dimostrato in modo inequivocabile che da allora e con quel provvedimento il problema non veniva risolto. Sicuramente, la spinta a una presa di posizione c’è stata, sia da parte dell’opinione pubblica in generale, che dalla realtà imprenditoriale. L’attuale campagna elettorale ha consigliato poi a questa Amministrazione di darsi da fare. Sappiamo in modo preciso che la zona di Schio è ben conosciuta in tutta Italia come riferimento d’accoglienza per extracomunitari e nomadi. L’Assessore al S ociale di ciò si vanta, non tenendo presente che il conto lo fa pagare a tutti i cittadini di Schio, che devono subire sporcizia, furti, degrado, prevaricazione, situazioni d’ansia e di paura, senso di smarrimento e impotenza. La vicenda nomadi non è nuova né per Schio, né per i paesi limitrofi, né per tutto il territorio nazionale. E’ inutile e fuorviante riprendere 4 quella storia di questa etnia, perché ormai si conoscono più cose della cultura Sinti e Rom che non della nostra. Ma, forse a Schio si è profondamente radicata, dopo la scelta o meglio il tentativo di integrare nel territorio comunale una famiglia nomade rendendola residente e diventando di fatto un richiamo per altri zingari. Nessuna remora per il pur meritevole tentativo di integrazione che va avanti da tanti anni, ma proprio per questo avrebbe bisogno di una verifica circa la bontà dell’intervento. I risultati finora sembrano del tutto limitati. Oltre agli aiuti erogati dal Comune, vivono arrangiandosi e peregrinando fra uffici, mercati, caritas, parrocchie, chiese e conventi. Per non parlare delle varie associazioni che sono sorte e vivono in funzione degli stessi nomadi, il che sarebbe del tutto accettabile, se tanto impegno profuso avesse portato a migliori risultati. Non è credibile che dopo tanto tempo la frequenza alla scuola sia ancora saltuaria, che non sia stato possibile trasmettere le fondamentali norme igieniche del vivere civile, che non si sia riusciti a far accettare i valori primari della nostra società, che a loro tutto sia permesso e concesso, per paura di ritorsioni e rappresaglie. Ci si domanda anche quale sia l’azione dei cosiddetti operatori, non solo nei confronti della famiglia stanziale, ma anche dei saltuari; operatori che portano sì i bambini a scuola, perché bisogna anche portarli, ma non si accorgono che appena girato l’angolo loro scappano, a quale altra attività non si sa; che facciano gruppo attorno ai falò di copertoni o di pallets rubati alle vicine aziende e non riescano ad organizzare con loro una raccolta di legna, vista la quantità disponibile nei vicini boschi; che non riescano a trasmettere l’idea di non rendere parcheggi e marciapiedi a livello di discariche e letamai e se parcheggiati vicino ai campi, non possono adibire uno spazio apposito a latrina come ai nostri vecchi tempi; di insegnare che c’è l’obbligo per tutti di non abbandonare rifiuti e che le plastiche, le gomme, gli indumenti vanno riciclati e differenziati e non abbandonati e buttati in rogge e fossi; che le regole della strada devono essere osservate e le contravvenzioni vanno pagate. Potrei continuare e ampliare il discorso ad altre categorie, ma restiamo in argomento. I Governi europei hanno preteso una moratoria prima di fare entrare la Romania in Europa, ma non il Governo Prodi. Così sono arrivati anche i nomadi rumeni, fortunatamente ancora in numero limitato nelle nostre zone, comunque stanno aumentando. In una trasmissione televisiva, un giornalista chiedeva a dei rom rumeni, residenti alla periferia di Milano, se nel loro paese si comportavano come da noi e loro tranquillamente rispondevano di no, in quanto in Italia le leggi sono più permissive e la giustizia è quella che è. Siamo a conoscenza che i regimi comunisti dell’Est Europa avevano condotto un’integrazione forzosa, durata quasi mezzo secolo, cercando di renderli stanziali. Ma anche lì, i risultati sono stati insoddisfacenti, soprattutto dove esistevano grosse comunità, vedi Romania. Siamo fortemente convinti che il problema è legato al DNA dei nomadi, ovvero degli zingari delle varie etnie, che da millenni vagano per il mondo, con propri usi, costumi e tradizioni e se un tempo potevano mantenersi lavorando i metalli, impagliando sedie, leggendo la mano, facendo conoscere la loro musica, girando per i mercati, fiere, sagre, ora i tempi sono cambiati e la nostra società ha leggi e regole che danno sempre meno spazio all’arte di arrangiarsi, soprattutto se questa è finalizzata unicamente alla questua e al furto, spesso utilizzando i figli minori. Noi comuni cittadini lavoriamo per vivere, loro, i nomadi, dicono che rubano per vivere. Ci rendiamo conto che il passaggio obbligato è l’integrazione, ma per farla ci deve essere da parte degli zingari una vera disponibilità, altrimenti ci prendiamo in giro e naturalmente continuerà lo scontro tra normali cittadini e i nomadi, che pretendono di vivere sulle nostre spalle. Mi dimenticavo di voi della sinistra, buonisti, che comunque anche di fronte all’evidenza dei fatti e magari con mille buone intenzioni, che poi non vengono concretizzate e monitorate, perseverate nell’utopia della disponibilità fine a se stessa. Sicuramente la maggioranza troverà strana la richiesta di fare una specifica Commissione Comunale, ma questa potrebbe servire per lavorare assieme al fine di cercare da un lato un modo di fare rispettare le nostre leggi e dall’altro di cercare una nuova strada per una 5 possibile, anche se difficile, integrazione, al di là delle dichiarazioni riportate nel Giornale di Vicenza del Capogruppo del Partito Democratico che con sottile astuzia ed evidente spostamento del problema, non parla più di integrazione e stanzialità dei nomadi in generale, ma quelli che ritengono opportuno seguire il discorso dell’integrazione; e per quelli che non ci stanno, che non accettano, che sono incapaci di lasciarsi integrare? Per concludere, ci si può domandare se il problema nomadi si è voluto o potuto risolvere, se si vorrà o potrà risolvere, abbandonando la demagogia, la gratuità, il buonismo che fa male a noi, ma soprattutto a loro, perché non si riesce a responsabilizzarli, a farli crescere per diventare cittadini del mondo. CONSIGLIERE BRESSAN – 1° intervento Ma, il tema ritorna ciclicamente in discussione ed è evidente che le lamentele, l'insoddisfazione, le giuste recriminazioni da parte dei molti scledensi che si rivolgono alle Amministrazioni, in questo caso una categoria produttiva, porta in Consiglio Comunale questo tema. Io penso che questo problema si risolva con due concetti che io racchiudo in due frasi, che sono: chi chiede il diritto al rispetto deve necessariamente rispettare il diritto, ossia rispettare la legge; chi chiede che io lo rispetti deve rispettare le leggi che regolano la convivenza civile di una comunità, in questo caso di Schio. L'altro concetto è che il diritto alla diversità non deve mai diventare o rovesciarsi nella diversità del diritto, ossia riconosco a chi ha cultura, tradizioni, posso riconoscere chi ha cultura, tradizioni, posso riconoscere questa specificità e diversità, solo se questa non diventa una diversità del diritto, ossia queste persone abbiano un trattamento, dal punto di vista legislativo, diverso rispetto a quello che hanno i normali cittadini di Schio. Questo ritengo siano i due punti cardine che richiamava anche il Consigliere Bandolin, dando una definizione interessante, cioè, ritengo che ciò che debba fare questa Amministrazione, al di là degli interventi tampone, sia realmente un salto culturale e un salto politico su questa tematica. Chi chiede rispetto deve rispettare le norme e le leggi che regolano una comunità. Chi chiede che la sua diversità sia riconosciuta non deve pretendere che la legge per lui sia diversa rispetto a quella che è per tutti gli altri. Questo è il problema e questo è ciò che sta accadendo da moltissimi anni a Schio, senza che la maggioranza faccia interventi che io ritengo, e lo dico al Sindaco, interventi sia sul fronte repressivo, sia sul fronte integrativo, degli interventi che io giudicherei approssimativi, dilettanteschi e sostanzialmente nell'obiettivo che intendono raggiungere, fallimentari. In questo ordine del giorno del Consiglio Comunale c'è una mia mozione, in cui si va a toccare un tema molto interessante, per capire come viene interpretata o purtroppo come, e io questo non lo accetto in quanto cittadino di Schio, in quanto Amministrazione Comunale, alcune persone prendano in giro letteralmente tutti gli altri cittadini e anche questa Amministrazione. Molti anni fa il Comune di Schio ha stipulato un... si chiama Patto di Ospitalità Provvisoria, tanto per capire per la famiglia chiamiamola Helt... PRESIDENTE Non chiamiamola, mi scusi eh, non facciamo nomi e cognomi, altrimenti dovrei sgomberare l'Aula... CONSIGLIERE BRESSAN (continua) ...in cui si impegnavano, è questo il testo letterale, a costruire queste persone si impegnavano a costruire con i servizi sociali del Comune, percorsi di integrazione sociale con il territorio che prevedano progetti lavorativi per le persone adulte e l'assolvimento dell'obbligo scolastico per i minori, chiarendo, ed era stato chiaro, loro avevano sottoscritto questa clausola, se per qualsiasi ragione dovesse venire meno tale impegno, sarà ridiscussa la permanenza nell'area per le persone interessate. A tutt'oggi, le persone 6 interessate quando io ho fatto questo ricognizione, le persone presenti sono 20, delle quali 8 sono adulti e 12 sono minorenni, in età compresa tra 1 anno e 17 anni. I risultati, quelli che implicano il fatto che si debba effettivamente andare o meno... no, no, ma è il tema che riguarda... Si spiegava la logica legata al nomadismo, legata al filone dell'integrazione, rispetto al filone della repressione. Sto discutendo la fallimentarietà del filone integrazione e chiudo subito. Dopo l'impegno, dopo 3 anni che hanno stipulato questo, e tutti gli sforzi, su 8 adulti, 2 lavorano; i minori, ovviamente, come spiegava il Consigliere, non frequentano la scuola, la frequentano in maniera saltuaria o comunque hanno numeri di assenze tali che non... non si preoccupi... Assessore Laugelli, chieda la parola e poi mi risponde... -------Il Presidente del Consiglio Comunale invita il Consigliere Bressan ad attenersi al tema. -------CONSIGLIERE BRESSAN (continua) Allora, benissimo, perfetto. Allora, mentre la via cosiddetta repressiva non ha funzionato. Mi tengo per il prossimo intervento le altre considerazioni, stando bene attento da ora che chiunque interverrà, io spero Lei userà lo stesso metodo che ha utilizzato con il sottoscritto. Questo è il luogo dove si può parlare. Il mio discorso era un discorso consequenziale, non ci trovo nulla di male se si parlava anche di quel tema, perchè è fallimentare. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Scusate, piccola chiusura. Consigliere, Lei poteva chiedere di accorpare quella mozione a questo Ordine del Giorno presentato, ma non può su questo inserire la mozione, cioè voglio dire, mi sembra un po', ecco, tirato per i capelli, non certamente i miei, ma comunque tirato per i capelli. CONSIGLIERE DA DALT – 1° e 2° intervento Grazie, Presidente. Qui come al solito, mi permetta una premessa, come al solito il problema nomadi non deve essere toccato. O si parla chiaramente di quello che si pensa, oppure cari colleghi Consiglieri, non dovete turbare nessuno. Ognuno è libero di parlare del problema nomadi. Presidente, parliamo di nomadi. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Scusate, il tema non è solamente “i nomadi”. Sono i due punti previsti nella richiesta di convocazione del Consiglio Comunale. CONSIGLIERE DA DALT (continua) Infatti mi sono preparato, Presidente, il Regolamento di Polizia Urbana e anche l'ordinanza che è stata emanata il giorno 20 marzo. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Nelle premesse non si parla di famiglie.. Guardi le premesse Consigliere! CONSIGLIERE DA DALT (continua) Grazie, Presidente. Signor Presidente, Sindaco e colleghi Consiglieri, l'argomento che trattiamo non è nuovo, ma è tale che ha stimolato questa Amministrazione Comunale a 7 emettere provvedimenti che andremo via via ad analizzare e valutare al di là delle considerazioni giornalistiche di questi giorni che asseriscono la piena soddisfazione dell'Amministrazione Comunale e delle associazioni di categoria. Probabilmente, però le associazioni di categoria non hanno visto questo foglietto di carta che poi valuteremo. La nostra presa di posizione con la richiesta di un Consiglio straordinario ha dato motivo di ritenere che era giunto il momento di iniziare qualcosa di utile per limitare la presenza dei nomadi nel territorio comunale e fornire una più incisiva azione di controllo del territorio stesso. Infatti, dopo il fallimento del coordinamento intercomunale e dopo il famoso solco che ha dato a Lei, Signor Sindaco, popolarità, era necessario dare inizio a misure concrete per trovare un minimo di tranquillità e sicurezza per le aziende e le persone del nostro Comune. Di concreto però ora ci sarebbe, dico ci sarebbe, perchè il condizionale è d'obbligo, la nuova ordinanza, che come dicevo prima, con beneficio di inventario più avanti esamineremo, dovrà rendere quelle garanzie di sicurezza e tranquillità, che Lei, Signor Sindaco, auspica, ma che in cuor Suo ne è convinto che poco potrà garantire questa ordinanza. Dopo lo diremo, Consigliere... Noi auspichiamo che si giunga finalmente, se non alla soluzione dei problemi, alla loro limitazione e che si possa avere un livello di sicurezza più alto di quello che in atto si vive. Nel proporre la discussione di questo argomento ci siamo richiamati alle norme contenute nel Regolamento di Polizia Urbana approvato il 23.7.84 quando Lei, Signor Sindaco, era Assessore, mi sembra allo sport o ai servizi sociali, allo sport. Mi ricordo questo particolare, Signor Sindaco, e ci siamo limitati a quei passaggi ove si parla specificatamente della sosta delle carovane dei nomadi ed alle problematiche pregiudiziali che la loro presenza fa sorgere sulle conseguenze e condizioni igienico-sanitarie dei rapporti di vicinato in generale, così recita il Regolamento all’articolo 38, comma V: “Qualora la presenza delle persone di cui al comma precedente o per il numero delle stesse o per motivi di igiene e sanità possa essere pregiudizievole per la tutela del vicinato, il Sindaco potrà ordinare che le persone non iscritte nelle liste anagrafiche abbandonino il territorio comunale unitamente alle proprie cose.” Così recita il comma V dell’articolo 38. Recentemente, abbiamo portato in discussione in questa sede la sosta delle carovane nel Piazzale Pubblici Spettacoli che hanno citato anche i miei colleghi in precedenza con le evidenziazioni di come sono diventate le aree sottostanti le rampe di accesso al Palasport e cioè dei gabinetti a cielo aperto. In quella occasione era stata rimarcata l’occupazione dell’area in contrasto con la segnaletica di divieto presente in loco, segnaletica che dopo qualche tempo veniva rimossa e anche questa è una questione che dovrebbe essere significativa per questo problema. Ho citato l’evento dell’ordinanza n. 125 del 20 marzo 2008 con la quale si paventa, almeno dalle notizie apparse sulla stampa e in televisione, di rimediare alla presenza indiscriminata di carovane di nomadi nel territorio. Leggendo prima il testo e valutando poi il contenuto, la mia sorpresa è stata tale che ho capito che nulla cambierà rispetto alla situazione attuale. Difatti l’oggetto dell’ordinanza dice – e leggo testualmente “regolamentazione della circolazione stradale di autocaravan e caravan nel territorio comunale” perciò, a questo punto, non credo che un campeggiatore normale possa sostare da qualche parte per vedere il paesaggio, perché nel nostro territorio non si può sostare. Nel testo sono citate una serie di considerazioni, prese d’atto e prescrizioni che riguardano solo la circolazione e la sosta su aree pubbliche dei veicoli citati senza una specifica precisazione che riguardi i nomadi. Infatti, su questo foglietto non c’è un richiamo ai nomadi in nessuna di queste voci. Comunque, Assessore, è un problema Suo, non è un problema mio, è un problema Suo…certo, io penso di rispettarLa. Per quanto mi riguarda, vede, Lucido… Nel testo, dicevo, anche l’applicazione dei cartelli stradali nel perimetro comunale dice tutto ma non dice nulla di quanto la popolazione e le categorie economiche si aspettavano, quel qualcosa di più preciso sul problema nomadi. Infatti il cartello dice testualmente “Divieto di campeggio su tutto il territorio comunale” e anche questo dice 8 tutto e anche il contrario di tutto. Il segnale, a mio modesto avviso, si riferisce ai campeggiatori che amano spostarsi per turismo e cultura piuttosto che ai nomadi, che per propria natura si spostano in tutti i territori senza una meta precisa. Quindi, o si interpreta verso i campeggiatori o non serve a nulla per i nomadi. Signor Sindaco, quello che abbiamo chiesto con la proposta è sì una richiesta della minoranza, che di solito non si ascolta mai come consuetudine, ma era ed è una richiesta della popolazione scledense e quindi anche dei suoi elettori che sono stanchi di questo stato di cose e si attendono da Lei, Signor Sindaco, maggiore attenzione ed interessamento. I nostri cittadini e le aziende in zona industriale sono stanchi dei soprusi, delle violenze, dei furti e delle angherie che sono costretti a sopportare e non credo che questa ordinanza, sulla quale è utile riflettere, risolva i nostri problemi. Cerchiamo di essere seri e valutiamo con molta attenzione la situazione di disagio e degrado che la presenza dei nomadi ci riserva. Il provvedimento, tra l’altro, si riferisce solo ad aree pubbliche e non fa alcun cenno a tutte quelle aree private che vengono colpite dal fenomeno e trascurate dalle autorità, anche se il degrado, le condizioni igienico-sanitarie, i motivi di vicinato vengono comunque in qualsiasi modo turbati. Cosa intende fare, Signor Sindaco, per queste situazioni? Vorrà ancora dirmi che le aree private non rientrano nelle prescrizioni di legge? O non rientrano nella Sua facoltà? Crede sia giusto lavarsene le mani delle aree private? Le circostanze e le condizioni non sono le stesse e se in tali aree si verificano reati ambientali? Come abbandono di rifiuti, inquinamento di acque? Cosa che si è verificata nella Roggia Maestra qualche tempo fa? Perché le immondizie dei nomadi su aree private sono finite tutte nella Roggia. Non credo, Signor Sindaco, che Lei non abbia autorità in questi casi, anzi, se vi sono aree utilizzate in maniera difforme dalla normalità, qualcosa deve essere pur fatto. E quindi, torniamo alla fase del controllo del territorio, sia esso pubblico che privato. Un’altra domanda mi sorge spontanea ed è estremamente semplice: chi provvede all’asporto dei rifiuti solidi urbani delle carovane dei nomadi nelle aree pubbliche o private? Quanto costa questo servizio? Credo, Signor Sindaco, che Lei ci possa riferire qualcosa anche su questi costi. Spesso, in quest’Aula si sente dire che l’aumentata presenza dei nomadi a Schio è dovuta al fatto che provengono dai Comuni da dove vengono allontanati. E anche su questo io ero intervenuto altre volte però, se così fosse, è inutile fare ricadere le colpe o responsabilità su quei Sindaci che sono stati più previdenti ed oculati di noi. Noi, Amministrazione Comunale, in questo caso, siamo in ritardo e quindi dobbiamo riconoscere le nostre responsabilità e darci da fare. Una considerazione riguarda anche la sosta momentanea in Piazza Pubblici Spettacoli citata nell’ordinanza, per quanto riguarda le operazioni di carico dell’acqua e scarico dei reflui. Ora mi viene da chiederLe, signor Sindaco, agli Assessori e ai colleghi Consiglieri quanti di voi, almeno una volta sono entrati in una roulotte dei nomadi, quanti di voi? Io mi auguro che qualcuno sia entrato in una roulotte o un caravan. E vi chiedo questo perché per le mie esperienze passate, che ovviamente possono anche differire dalle vostre, sono tali da potervi dire che i veicoli usati dai nomadi non dispongono di servizi interni come si può pensare. Una roulotte dove vive una famiglia di sette, otto persone, non è come quella che usa una famiglia per andare in ferie una o due settimane all’anno. Sono veicoli vetusti e trascurati che a malapena circolano, non brillano di pulizia, sono maleodoranti e ricettacolo di oggetti al limite della sopravvivenza igienica e sanitaria, però, magari dotati di mega televisori e impianto stereo, play-station e tante altre cose superflue, insieme alla sporcizia totale. Fare un paragone tra un campeggiatore e una carovana di nomadi mi sembra paradossale. Spesso, come è stato più volte documentato, l’acqua viene prelevata lungo le strade, in cantieri, aziende, i reflui finiscono nei tombini o a cielo aperto come le solite latrine o in zone lasciate dalle carovane. Il recente caso del Palasport si commenta da solo. Su questi temi, mi sembra non vi siano dubbi: la prescrizione imposta per il servizio di Piazzale Pubblici Spettacoli mi sembra oltremodo fuori luogo per i nomadi; di quel sito usufruiscono i campeggiatori veri e appassionati di 9 tale cultura e ne sono gelosi custodi della loro tradizione. Gli stessi campeggiatori ora rischiano di essere sanzionati qualora violino questi momenti di sosta. Dalla stampa abbiamo appreso che Lei, Signor Sindaco, ha disposto con la Polizia Locale maggiori controlli. E questo ci trova in perfetta sintonia con quelle che sono le nostre aspettative, anche se la disponibilità di uomini e mezzi è quella che conosciamo: pochi uomini, perché molti sono impegnati in lavori burocratici d’ufficio, anche se i mezzi ci sono. Su questo argomento torneremo a parlare anche in questa sede. Le cose che abbiamo chiesto, Signor Sindaco, non troveranno unanime consenso da parte della Sua maggioranza, ma noi il sasso nello stagno lo abbiamo lanciato più volte e forse questa è la prima che ha smosso qualcosa. Alla luce delle mie considerazioni, Lei dovrà riconsiderare il contenuto del segnale apposto intorno al territorio comunale e il contenuto dell’ordinanza che sostanzialmente sono applicabili nei confronti dei buoni campeggiatori e non verso i nomadi. I nomadi, comunque, tornano, occupano aree pubbliche e private, anzi queste ultime più appetibili in quanto nessuno farà osservare nulla e quindi beneficiano di maggiore libertà, in barba alla legalità tanto decantata che Lei, Signor Sindaco, vanta di garantire ai cittadini di Schio che non sono sudditi. La Commissione richiesta, ho finito subito, dovrà provvedere ad un aggiornamento rapido del Regolamento di Polizia Urbana sui nomadi, ma comunque, su tutto il Regolamento, come abbiamo già chiesto altre volte e quindi rendere efficienti le norme da osservare. In conclusione, le nostre richieste, a mio modesto avviso, sono il minimo che si possa e si debba fare per garantire alla collettività più sicurezza, un maggiore decoro, un livello più accettabile di vivibilità di fronte a comportamenti di degrado sociale ed ambientale che dovranno trovare, sostanzialmente, regole chiare e certe e per chi commette violazioni, i giusti provvedimenti sanzionatori. Grazie. -------Entra il Consigliere Comunale Tolettini. Risultano, pertanto, presenti n. 27 Consiglieri Comunali. -------CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA – 1° e 2° interven to Grazie, Presidente. Uno dei problemi che spaventano i Sindaci è il vedere invasi i parcheggi dai nomadi che li trasformano in baraccopoli. I Sindaci hanno paura perché i nomadi sono tutt’altro che sprovveduti, anzi, ritengono che il cittadino sia una razza inferiore alla loro e si sentono legittimati a importunare con la richiesta di elemosine e/o ad organizzare reati contro le persone ed i loro beni. E’ noto che i nomadi escono indenni da qualunque imposizione, tanto più che la sanzione non ha un seguito esecutivo. Per quanto detto, un’ordinanza di limitazione alla circolazione stradale, per il rispetto del codice della strada, ha lo stesso effetto di un manifesto pubblicitario. Ho fatto una premessa di questo genere, perché volevo leggere una specie di storia, che sembra quasi simpatica, ma non lo è per niente. E’ un esempio e per meglio comprendere prendiamo un esempio tipico, il fantomatico Arturo Durissimo. Arturo è un personaggio che potete amare oppure odiare ma non potete negare che esiste in tutte le nazioni, vivendo di espedienti. Il nostro Arturo, esperto delle leggi italiane, non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi, anagraficamente risiede in Furbopoli, un piccolo comune di 300 abitanti ma là nessuno lo ha mai visto. Arturo ha acquistato un autocaravan ma ha provveduto ad intestarla alla sorella della zia che vive in affitto con la pensione minima ma, al momento dell'acquisto aveva anche pensato di intestarla alla nonna defunta o, meglio (succede più spesso di quanto ci si 10 possa immaginare) di intestarla ad un anziano ricoverato in un ospizio che non sa nemmeno cosa sono le autocaravan… PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Consigliere Dalla Vecchia, spero che l’aneddotto che ci sta raccontando sia in tema con premesse e i due punti .. CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA (continua) No, ma questa, gliel’ho detto, non è una storia simpatica, è quello che accade veramente, il che volevo andare avanti in maniera anche un po’ ironica, però per farvi capire quello che è la realtà, non è una storia inventata, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Perché non vorrei mai che quancuno pensasse che uso due pesi e due misure. CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA (continua) No, no, quello che sto dicendo è quello che purtroppo accadde veramente. Quindi, Arturo Durissimo, con questa premessa, può parcheggiare l'autocaravan dove vuole, anche nell'area pedonale. Avvisata da un solerte cittadino, accade che la Polizia arriva ma Arturo è tranquillo, esibisce la sua patente e il libretto, assicurando che "l'autocaravan è della sorella di mia zia che l'ha prestata per un po', mi faccia pure il verbale". La Polizia redige il verbale e ne consegna una copia ad Arturo che, naturalmente, si guarda bene dallo spostare l'autocaravan. Il giorno seguente la scena si ripete, poi il giorno dopo e poi quelli ancora. Arturo Durissimo ha collezionato un bel po' di verbali. Trascorrono i termini ed i verbali, non essendo mai stati pagati, diventano esecutivi. L'esattoria invia le cartelle di pagamento al Sindaco per la notifica all'interessato, ma Arturo risulta irreperibile, è sempre in viaggio. Allora, il Sindaco va a cercare la sorella della zia, intestataria dell'autocaravan, e le si notifica il provvedimento. La sorella della zia, intestataria dell’autocaravan, ovviamente non paga. Arriva, a sua volta, l'ufficiale giudiziario, che c'è già passato tante volte e conosce bene quella casa, e accerta che la signora riesce a malapena a sopravvivere. Pignoramento infruttuoso. Tutti i documenti emessi vanno ad incrementare i rifiuti solidi urbani della città e, nel frattempo, Arturo ha visitato tutti i centri storici parcheggiandoci dentro, occupando lo spazio esterno al veicolo in violazione della legge. Una soluzione: come si fa a fermare questo Arturo Durissimo, per impedire l'abuso di un'area di parcheggio da parte di chicchessia, nomadi compresi, con autocaravan o caravan e rimorchio, felicemente risolta allorquando la Pubblica Amministrazione deve definire che l'“area di sosta” e, richiamando il comma 6, dell’art. 157 del Codice della Strada, autorizza la sosta non oltre le 48 ore, facendo obbligo ai conducenti di segnalare l'orario in cui la sosta ha avuto inizio; stabilisce un giorno preciso per la pulizia settimanale dell'area con rimozione forzata dei veicoli richiamando il punto a) del comma 1, dell’art. 14 del Codice della Strada e sia il punto d) del comma 1 dell’art. 149 sempre del Codice della Strada; vieta ogni forma di campeggio, richiamando i commi 2 e 4 dell’art. 185 del Codice della Strada; provvede ad installare la segnaletica prevista dal Regolamento d’esecuzione del Codice della Strada. Per fare l'ordinanza ci vogliono dieci minuti e per renderla esecutiva bastano circa 300 Euro di spesa per l'applicazione del segnale stradale regolamentare. La pluriesperienza a livello nazionale evidenzia che nessun nomade si accampa dove insiste la segnaletica e, qualora avvenga, la Polizia Municipale (deputata dall’art. 12 del Codice della Strada) deve intervenire tempestivamente, gentilmente e verbalmente invitando all'allontanamento. E’ loro compito far presente che si tratta di un’area non destinata e non attrezzata all'accoglienza nomadi. In caso di resistenza all'invito, la Polizia Municipale deve tempestivamente chiedere il supporto della Polizia di 11 Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, per procedere alla verifica delle persone e dei veicoli. In conclusione, è necessario sia tutelare i cittadini, sia difendere i diritti di detta minoranza, quei diritti che potrebbero essere inficiati da virulenti conflitti sociali derivati proprio dall'occupare arbitrariamente spazi non attrezzati a ricevere il loro stanziamento. Non è il verbale che spaventa l'Arturo di turno, ma disturba il sentirsi oggetto di continui controlli e terrorizza la rimozione del veicolo/rimorchio perché si è costretti a sborsare subito una cifra non indifferente. Anche se nel caso dei nomadi è possibile che non paghino il verbale, intanto i loro veicoli vanno in depositeria e se li vogliono indietro devono farsi identificare, poi devono pagare la rimozione, pena il diritto di ritenzione, e se non l'autocaravan deve venire ritirata entro 180 giorni sennò è alienata d'ufficio. Ho voluto fare una premessa e una specie di soluzione, anche se non è mai a sufficienza. Ci sono anche altre soluzioni che non mi soffermo per una questione anche di tempo, però quello che voglio dire, perché siamo qui? Perché siamo qui questa sera Sindaco? Siamo qui proprio perché la situazione nomadi è andata alla deriva, perché le cose in quattro anni invece di migliorare sono peggiorate, specialmente nell’ultimo periodo, specialmente, e lo sappiamo tutti, in zona industriale. Gli imprenditori sono sfiniti di chiedere aiuto e i cittadini non ne possono più della situazione, si sentono insicuri, vedono dei posti dove tutti possono andare con questi caravan a sporcare la nostra città e lasciare quello che poi si trova. Questo è veramente diventato per i nomadi, ma ormai lo sanno anche i cittadini, i nostri concittadini di Schio, il paese dei balocchi per i nomadi. Nessuna contravvenzione, come ha ricordato il collega Bandolin prima, non è mai stata fatta a queste persone. Dunque direi che si predica bene, ma si razzola male. L’opposizione è da quattro anni che cerca di fare capire questi problemi, cerca di parlare con la gente e di portarli e anche più di una volta alla scoperta, e cioè portarli anche in Consiglio Comunale. Ma questa Amministrazione non ha mai voluto ascoltarci, anzi non ha mai voluto tendere una mano alle proposte della minoranza, dell’opposizione, e non siamo mai arrivati ad un Consiglio che abbia dato una risposta a questi problemi, anzi, abbiamo dovuto chiedere un Consiglio straordinario, che è quello di questa sera, per arrivare a parlare ed attirare un po’ anche l’attenzione che sennò la maggioranza si tiene quasi completamente per sé e va a sventolare un’ordinanza pochi giorni prima del Consiglio Comunale, dunque praticamente va a fare un’ordinanza e sventolarla ai quattro venti e sui giornali, dopo poco che l’opposizione aveva chiesto una mozione e un ordine del giorno straordinario questa sera per l’emergenza dei nomadi. Mi sembra proprio che si vuole solamente salvare la faccia. Io credo che anche questa ordinanza faccia ben poco per aiutare i cittadini, per migliorare questa situazione che è diventata come già detto insostenibile. Io credo che, Sindaco, serva poco per risolvere i problemi, serva poco per diminuire la criminalità, serva poco per sistemare una situazione veramente allo sbando, per rendere una città più vivibile, una città anche più pulita. Forse i motivi sono tutt’altri. Forse i motivi possono essere di carattere elettorale, possono essere, guarda caso, visto le imminenti tornate elettorali e nazionali amministrative e vedendo anche la scontentezza dei nostri concittadini. Io credo che, comunque, come è stato fatto nel 2006, anche questa volta si cerca di coprire con dei bei manifesti, diciamo così, come è stato fatto per il famoso fossato di Schio. Però, il famoso fossato di Schio, vorrei parlarne per un minuto, per una strana coincidenza, ripeto, una strana coincidenza, che vorrei far partecipe il Consiglio Comunale, i concittadini e la stampa. Il verbale di deliberazione del Consiglio Comunale n. 36 del 5 marzo 2007, in quel Consiglio Comunale c’è stato un oggetto: l’oggetto era il piano triennale delle alienazioni del patrimonio comunale. E’ stato regolarmente approvato dalla maggioranza. Quel piano triennale di alienazioni però è stato fatto, praticamente, con una delibera consiliare, esattamente la numero 142 del 23 ottobre del 2006. Quando ho visto questa data mi sono ricordato che il primo novembre 2006, TG4, TG2, TG3, TG5, RAI 1, eccetera, eccetera… ho qui tutti i telegiornali che quella sera e quel pomeriggio hanno parlato del famoso 12 fossato di Schio, ed era il primo novembre. Poi, ovviamente, il 2 novembre sono usciti, che li ho qui con me, degli articoli di giornale anche sul Corriere della Sera e La Repubblica. Allora, sono andato a vedere questa delibera consiliare e tutto il piano che ne conseguiva di alienazioni. Guardi caso, il fossato fatto in Via Lago di Misurina era uno dei piani dei terreni da vendere. Guarda caso, una settimana dopo che il Comune ha stabilito di vendere quel terreno, il Comune cosa fa? Fa uno sgombero di massa, fa uno scavo, solamente in quel terreno lì, di sgombero. Allora, io volevo solamente far presente questa strana coincidenza, perché io credo che questa sera con questo sventolare, questi cosi pubblicitari, li chiamo io, nella stampa, di andare a fare queste ordinanze, coincidono guarda caso con un periodo elettorale e guarda caso l’altra volta invece coincidevano con la vendita di un terreno. Finisco qui, e chi vuol capire, capirà. SINDACO – 1° intervento Confesso che non è facile portare delle considerazioni utili a quello che dovrebbe essere un dibattito in un Consiglio Comunale dopo quello che abbiamo sentito finora. Perché se lo assegniamo alla fase elettorale è comprensibile, se lo assegniamo alla volontà pur facendo politica, e quindi io facendola da diversi anni sono cosciente, l'ho ricordato anche nell'ultimo dibattito, ne abbiamo discusso molte volte, sono vent'anni, penso che per i prossimi vent'anni i Consigli Comunali, forse anche più, discuteranno di questi temi. Chi è giovane se lo annoti, poi avrà modo di verificarlo. Io sono andato solo a vedermi l'ultima discussione che abbiamo fatto e stiamo ripetendo praticamente le stesse cose. Quindi, vuol dire se attiene alla fase elettorale di una politica che comunque deve fare effetto, stasera abbiamo anche la fortuna di avere un po' di pubblico che ci ascolta, è comprensibile; se attiene ad affrontare un problema che tutti sanno è delicato, ne abbiamo discusso l'altra volta, ricordo gli interventi di qualche Consigliere Comunale che ci ha riportato in un contesto anche culturale più ampio, eccetera... delle cose che sono state dette, e mi permetto di dirlo da Sindaco, non ce ne sono che tendono poi a dire concretamente cosa si fa. Concretamente, cosa si fa? Tenendo conto che noi possiamo discutere dell'ordinanza, possiamo discutere del nostro Regolamento, ma, per fortuna, le fonti del diritto sono la Costituzione, e probabilmente in Russia c'era un'altra Costituzione, quando faceva certe cose, come c'era un'altra Costituzione anche con il terzo Reich. Allora, c'è una Costituzione, di cui penso dovremmo essere tutti orgogliosi, che parla di cittadini, poi, ci sono i cittadini italiani, ci sono i cittadini che immigrano, ma fra i cittadini italiani, parla di cittadini, non distingue per fortuna fra nomadi e non nomadi, parla di cittadini e parla che i cittadini sono tutti uguali di fronte alle leggi. Per questo, voglio dire, l'ordinanza è per i cittadini che si muovono con certi mezzi, non può essere per i nomadi, Consigliere Da Dalt, deve essere per i cittadini che usano le roulotte e i caravan, e prevede il modo di usare gli spazi pubblici, non può essere per gli spazi privati, perchè per gli spazi privati vigono altre modalità, più efficaci ancora per certi versi, ma che non attengono all'azione di ordinanza del Sindaco che deve regolamentare la sosta negli spazi pubblici. Allora, c'è la Costituzione, ci sono le leggi italiane, l'ho ricordato l'altra volta, ci sono le leggi regionali, della Regione Veneto, che ha un preciso governo da tanti anni e che però non le ha ancora cambiate, che prevedono certe cose. All'interno di questo quadro, di cui nessuno si dovrebbe dimenticare, che lo condividano, io spero che lo condividano, può anche non condividerlo, uno deve lavorare anche per cambiarlo, e deve allora chiamare le cose con il suo nome, e deve arrivare in fondo a certi ragionamenti, all'interno di questo contesto, noi ci siamo mossi, lo ribadisco, l'abbiamo detto tante volte, con due modalità. Premessa: abbiamo sempre deciso finora, non abbiamo cambiato idea, di non fare un campo sosta per i nomadi, perchè la legge regionale prevedrebbe invece che per queste persone che hanno l'abitudine, la cultura, eccetera di muoversi nel territorio anziché di stare fermi, che è l'elemento fondamentale che ci distingue da secoli, 13 che distingue, l'ho detto l'altra volta, in tutto il mondo chi si muove da chi sta fermo, con scelte valoriali, con tutta una serie di scelte culturali che ne derivano. Abbiamo deciso di non farlo, di lavorare per l'integrazione delle famiglie che decidono di fermarsi; su questo abbiamo aperto un tavolo con gli altri Comuni che ha avuto degli insuccessi e dei successi, degli insuccessi e dei successi, su cui adesso non entro per l'aspetto di privacy. Dopodichè, abbiamo detto noi gli altri che arrivano li allontaniamo. Questa è una linea che perseguiamo, che abbiamo perseguito con varie modalità nel corso di questi anni, più o meno famose. Il terreno era in vendita anche nei giorni prima, perchè l'esigenza del piano è sorta per la normativa recente. Il fossato è stato fatto su un pezzo di terra pubblico, su un pezzo di terra che era già stato venduto, quindi vuol dire che si poteva vendere anche prima, quindi non è un problema, Consigliere Dalla Vecchia. Per dire le tante inesattezze che avete detto questa sera, dal punto di vista tecnico-amministrativo. Allora, con le famiglie che accettano di fermarsi c'è un dialogo, è un processo che noi abbiamo avviato molti anni fa, che riteniamo positivo e che vada perseguito e lo perseguiamo con difficoltà, ma anche lì con dei successi. Gli altri, invece, che arrivano da fuori li allontaniamo. Questo lo abbiamo fatto nel corso del tempo con varie modalità; ultimamente, coerentemente con questo, quindi non c'è nessun problema nè elettoralistico, né di stimolo o di altro, discutendo con alcune persone, con i nostri interlocutori, con i nostri anche consulenti, diciamo così, con i nostri collaboratori, abbiamo anche deciso di far fare questo tipo di ordinanza, che è un elemento in più che facilita un'azione che già si faceva prima. Oltre a questo, è stato previsto, vista la recente situazione in zona industriale, di prevedere una maggiore presenza specifica in zona industriale. Quindi da questo punto di vista c'è un'azione che è coerente, è giusto che alcuni la condividano, altri non la condividano, che è di questo tipo, è discutibile o meno, ma è di questo tipo. Per la verità, proposte coerenti, ripeto, con la Costituzione che abbiamo, con le leggi italiane che abbiamo, con la legge veneta che abbiamo, diverse, io non ne ho ascoltate. CONSIGLIERE TOLETTINI – 1° e 2° intervento Io mi sono stampato dal sito del Comune, in modo diligente, il Regolamento di Polizia Urbana. Quindi, credo, ed è la prima domanda che voglio fare, che sia vigente. C'è scritto che è stato approvato il 23 luglio 1984. Ecco, la cosa che volevo chiedere, è una domanda che penso dovrebbe rispondermi l'Assessore, il Sindaco, il Segretario Comunale, è come mai in questa ordinanza non venga mai citato il Regolamento di Polizia Urbana, in particolare l'art. 38, perchè io lo vorrei leggere, perchè evidentemente, anche qua o non è più in vigore, oppure il Sindaco, diciamo, che ha una dimenticanza dalle ultime parole dette. E quindi cercherò di leggerlo con attenzione: in tutto il territorio comunale, qualora esistano aree appositamente destinate, è vietato fuori dalle stesse, la sosta per pernottamento in caravan, eccetera, eccetera, qualora non esistano o non siano disponibile le aree di cui al comma precedente, il Sindaco potrà vietare la sosta per pernottamenti, eccetera. Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l'impianto dei mezzi mobili e delle attrezzature sopra citate in aree private. Ecco, questo qua è un documento, un regolamento addirittura del Comune di Schio, non è neanche la Costituzione, una legge nazionale, una legge... quindi, io mi chiedo, se questo ha valore, e appunto sennò mi deve essere dimostrato, quindi le cose che ha detto il Sindaco sono completamente sbagliate, errate, fuori luogo, quindi evidentemente il Sindaco non conosce nemmeno il proprio regolamento, un fatto che direi grave, comunque lo lascio.... Quindi, io attendo nel punto una spiegazione anche qua che giustifichi. Io, poi, vorrei tornare, io sono d'accordo nell'impostazione che stanno facendo gli amici, anche il collega Dalla Vecchia, cioè riportare quel clima che si è creato un anno fa. Ora, qui leggo "Le scelte scellerate di Schio non devono ricadere sugli altri Comuni, e soprattutto non sul mio - sbotta il Sindaco Maurizio Colman – se Dalla Via e Laugelli ci hanno messo un anno e mezzo per arrivare a 14 scavare la trincea in zona industriale, seguendo il nostro esempio, immagino ci vorrà altrettanto tempo perchè giungano alla conclusione che alcune buone ordinanze possono arginare il fenomeno". Qui mi sembra che siamo di fronte a un veggente. Quindi, perchè secondo me si è verificato in sostanza quello che auspicava. Come? La situazione, e ritorniamo a quello che ci siamo detti appunto un anno fa, sappiamo che la zona industriale... innanzitutto io qua, se volete lo tiro fuori, sono abbastanza documentato, esattamente c'è una dichiarazione dell'Assessore Laugelli che conferma quello che ha detto il Consigliere Dalla Vecchia, cioè in una dichiarazione un anno fa l'Assessore Laugelli a una domanda di un giornalista che diceva "Ma qual è il motivo vero?" Il motivo vero è perchè abbiamo venduto il terreno e perchè uno lo acquisisca, deve essere fatta questa cosa. Quindi, ha ammesso una cosa che rientra in una certa logica. A me sembra che avrebbe fatto più bella figura a dire la verità, è perchè sappiamo bene, gli imprenditori si sentivano e si sentono taglieggiati e quindi effettivamente si è dovuto prendere questo provvedimento. Io qua ho anche una lettera, ad esempio, una delle tante, che, se volete dopo la leggo, ma non è questo, in cui un imprenditore scrive al Sindaco, un attimo del suo tempo, in cui illustra in modo puntuale e preciso qual è la situazione ancora oggi. Quindi, è interessante, io ho qua la rassegna stampa con evidenziato le battute un po' di tutti, ma qui si capisce veramente il clima che c'era un anno fa, cioè più di un anno fa e poi effettivamente il fenomeno si è ritenuto, si è pensato, al di là delle dichiarazioni del Sindaco, della fermezza di quel momento, che si potesse risolvere da sè. Così non è stato. Quindi per l'ennesima volta, il provvedimento di oggi è un provvedimento che segue i problemi, anziché anticiparli. Ed è esattamente l'opposto anche qua, Signor Sindaco, ma come ci viene a dire che le nostre considerazioni sono della campagna elettorale. Quando è datata questa benedetta ordinanza? E' datata due giorni fa, tre giorni fa, proprio perchè noi avevamo stimolato con questo incontro una presa di posizione decisa e per mettere le mani avanti per l'ennesima volta questa Amministrazione dice "ma, noi abbiamo già risolto, abbiamo fatto l'ordinanza, cosa ci venite a chiedere". Dimenticando che noi 15 giorni fa abbiamo richiesto questo Consiglio straordinario, quindi, non ci dobbiamo prendere in giro. Quindi, anche qui, le considerazioni di causa e effetto sono a nostro favore. Questi sono i dati che parlano, non credo che ci voglia molto, stiamo forzando la verità, non è così. Quindi, io credo che, per l'ennesima volta, questa presa di posizione dell'Amministrazione sia una foglia di fico che va in una direzione. Io in parte capisco quello che vuol dire il collega Da Dalt, io la giudico un altro tassello positivo ancorché non sufficiente, ma che è stato preso controvoglia, come è stato giustamente detto, ob torto collo, proprio per venir qui e, come dire, portare su un vassoio d'argento una testa tagliata dicendo "noi abbiamo ottenuto dei risultati". Ma solo ed esclusivamente perchè noi li abbiamo premuti, perchè siamo in campagna elettorale, questo è vero, e quindi si vuol dire "no, noi siamo un'Amministrazione che fa rispettare le norme". Bisognerebbe che fosse così, ma sappiamo... Il grido di dolore che è riportato su tutti i giornali a partire dall'inizio di gennaio, fino ai giorni scorsi quando è stata presa l'ordinanza, l'abbiamo in mente tutti, credo che siamo tutti abbastanza buoni lettori. E quindi io trovo... quando il Presidente dell’Associazione Industriali qui di Schio, Schiavo, qui invece succede che se un imprenditore sbaglia ad esporre il sacchetto dei rifiuti viene ripreso e sanzionato, mentre gli zingari possono lasciare il loro lordume ovunque. Questa è la frase su cui c’è da riflettere. Qua ci sono due pesi e due misure: quindi, l’Amministrazione deve dimostrare la forza sempre, non oggi in modo estemporaneo perché siamo sotto elezioni, questo sì. Ma, proprio perché voi dovete dimostrare esattamente l’opposto di quello che sostiene il Sindaco, non siamo noi che provochiamo. E’ l’Amministrazione che si sente scoperta e deve correre ai ripari. Però credo che questa sia una frase veramente importante. Ci sono anche delle altre frasi che più di parlare di quello che posso pensare io per quanto possa avere una logica, è interessante riportare qua le dichiarazioni dei cittadini, degli 15 imprenditori, ma non necessariamente quelle, e dargli una giusta rilevanza in quest’Aula che è il momento massimo di espressione di quelle che sono le giuste lagnanze dei cittadini. Dice “il malcontento misto a indignazione insostenibile situazione di degrado e inciviltà in una zona industriale diventata ormai da anni dimora e residenza di varie carovane e nomadi”. Qui non cito il nome dell’imprenditore che dice queste parole, sono riportate. E anche qua un’altra considerazione che si riallaccia a quella lettera che Le ha fatto pervenire direttamente un imprenditore: “I problemi riguardano anche la sicurezza dei luoghi di lavoro perché non si può pensare che ci siano estranei, a volte anche bambini, che girano indisturbati all’interno di stabilimenti e aree produttive in barba a qualsiasi norma infortunistica. Ci sono stati casi anche di accensione di fuochi a ridosso di depositi di materiale infiammabile.”. Questa è la situazione, non è che si sta esagerando, questo avviene ancora, è datato 28 febbraio questa dichiarazione, non dieci anni fa, mi rivolgo all’Assessore, queste sono le cose, a mio modo di vedere, a cui noi dobbiamo dare, nelle varie articolazioni e responsabilità, delle risposte. Stavo controllando se c’era ancora qualche altro elemento appunto per fare parlare i cittadini che mi ero riportato. Ecco, c’è la dichiarazione anche dell’Assessore Laugelli che dice no, e questa era prima dell’acuirsi del fenomeno in cui diceva: mah no, noi abbiamo addirittura dei nomadi ormai che ci segnalano loro quando ne arrivano altri. Si ricorderà della dichiarazione che ha rilasciato, quindi la situazione è sotto controllo e questo è datato fine gennaio. Dopo, invece le situazioni sono andate in modo diverso. Quindi, in sostanza, per quanto il Sindaco ci diceva che dobbiamo essere anche propositivi, allora, la nostra controproposta è di capire che la formulazione di questa ordinanza abbiamo capito è carente e ci sono anche le possibilità utilizzando il Regolamento di farla molto più pregnante, andando anche a mettere dentro le giuste richieste segnalate anche per quanto riguarda le aree private. La legge, anzi, il Regolamento ce lo consente. Quindi, ribadisco, quello che ha detto il Sindaco era evidentemente ignoranza della norma, ignoranza della norma, penso, comunque adesso ascoltiamo. Rileggo l’articolo 38, Sindaco? Perché voglio una risposta però su questa cosa qua, come? Sì, sì, no, io voglio… dopo Lei mi risponderà, sperando in modo… siccome qualcosa, un minimo di conoscenza del diritto ce l’ho, mi auguro che mi dia una risposta che mi convinca e che sia suffragata. Glielo rileggo l’articolo 38: “Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l'impianto dei mezzi mobili e delle attrezzature sopra citate in aree private”. Già una volta in televisione abbiamo avuto lo scambio e dopo è finito su tutti i giornali che ha dovuto ammettere quello che prima aveva negato. Aspetto, comunque… sì ma adesso mi lasci finire e dopo io… Quindi, voglio dire, attendo una risposta e poi ne riparliamo. SINDACO – per fatto personale Allora, Consigliere Tolettini e Consigliere Da Dalt, fate una proposta scritta, non occorre stasera, quando volete, rispetto all’ordinanza. Sarà mia cura farla esaminare, visto che il Sindaco ha dei collaboratori che sono pagati per fare questo, li paghiamo noi col Bilancio del Comune, coi soldi dei cittadini, esaminiamo se si possono inserire delle cose rispetto alle pubbliche e private perché su pubbliche e private ho idee chiare. Esiste una normativa regionale sui campeggi: l’azione nell’area privata ha tutto un altro meccanismo, tutto un altro meccanismo, molto più rapido e molto più veloce come abbiamo detto spesso. Addirittura noi abbiamo in alcuni casi invitato i privati stessi a denunciare per poter intervenire. Questo ve lo può testimoniare il Comandante dei Vigili. Ve l’ho detto ancora, dovete avere, è questo che io non condivido, scusate, dovete avere più rispetto, non di noi, ma di chi è chiamato, ma non perché lo dice il Sindaco, e anche se il Sindaco gli dicesse di non farlo, a fare rispettare le leggi. Dobbiamo avere più rispetto delle istituzioni, dovete avere più rispetto delle istituzioni. Le istituzioni sono anche le forze dell’ordine, sono anche i nostri Vigili e i regolamenti e le leggi li fanno rispettare. Si può discutere se 16 sono tanti o pochi, ma non si può dire che non li fanno rispettare, perché non potrebbero farlo neanche se glielo dicesse il Sindaco e questo lo sapete benissimo. Questo io chiedo dopodichè avanti con le proposte, io so che da questo punto di vista siamo tranquillissimi perché l’abbiamo verificato, Ingegner Tolettini, l’abbiamo verificato, comunque, siccome questo volete sempre fare la polemica per così non affrontare i problemi, volete sempre fare la polemica fine a se stessa, fate .. secondo noi l’ordinanza in base all’articolo tale della legge che voi conoscerete si poteva estendere e io lo verifico; se sarà così lo estenderemo, se non sarà così vi daremo la risposta appropriata. CONSIGLIERE ANDREA DALLA VECCHIA – per fatto personale No, una precisazione su quello che ha risposto il Sindaco prima, una mozione d’ordine ho detto su una cosa che non ho capito bene che ha detto il Sindaco prima, su una cosa che ho detto io. Volevo solo capire… Era per fatto personale, ok? Il Sindaco ha risposto su una cosa che ho esposto prima. Va beh, se non si può neanche chiedere se il Sindaco può ripetere una cosa che non ho capito! Tutto lì. CONSIGLIERE BRESSAN – 2° intervento Sì, beh, mi pare che il clima sia stato assolutamente disteso e la discussione non sia andata al di là delle cose. Voglio continuare il ragionamento… ma sì, da parte mia sicuramente, cioè non… Io ho un’idea chiara: chi intende volere fare parte di una comunità a tutti gli effetti e di goderne i diritti, non siamo nel caso dei nomadi, perché non ci sono neanche queste condizioni, però la cito lo stesso, oltre a rispettare le leggi, oltre a pagare le tasse, oltre a una serie di adempimenti che valgono per tutti, io credo che debba aderire ai valori di fondo di una comunità. Lei prima ha parlato di valori diversi non so quali valori abbiano le comunità o la comunità, ma mi ricordo che una volta si parlava anche di cultura della mafia, io inorridivo quando sentivo parlare unire alla parola cultura, mafia. Inorridivo, non arriviamo anche noi a giustificare dicendo che rispettiamo la diversità se la diversità è la diversità nell’avere stili di vita che vanno soprattutto verso atteggiamenti delinquenziali. Io comunque e per quanto riguarda la città, come diceva il Consigliere Bandolin, adesso andiamo ad un Festival delle Città d’Impresa: non è un bello spettacolo quello che offre la zona industriale e alcuni altri luoghi di Schio di fronte a una rassegna di questo tipo. Non è un bello spettacolo quello che sta accadendo a Schio. Vengo alla mia proposta, io la proposta, io se fossi Sindaco, cosa farei? Visto le difficoltà che ha trovato, sottolineate anche il tavolo di concertazione con gli altri Sindaci, legittimo, perché ognuno nel suo territorio comunale può prendere le decisioni che vuole. Io se fossi Sindaco mi rivolgerei, per la situazione attuale di Schio, immediatamente al Prefetto, dicendo semplicemente che la situazione è assolutamente fuori controllo e valuti lui se c’è o meno l’opportunità anche, lo dico come cosa estrema, di indire lo stato di calamità o di difficoltà. No, no, scusatemi, lo stato di emergenza, sbaglio, scusatemi. Io se fossi il Sindaco, scriverei domani mattina al Prefetto e direi al Prefetto: la situazione nel nostro Comune non è più controllabile, non riusciamo con le forze che abbiamo a controllare la situazione. Dia un parere, esprima una sua proposta e se necessario metta in atto tutti gli strumenti, il fatto anche che possano essere mandate altre forze dell’ordine a Schio, per risolvere questo problema, che è un problema che non è un problema, è un’emergenza. Questo se io fossi Sindaco domani mattina farei. Scriverei al Prefetto dicendo cosa sta accadendo, dicendo le forze che abbiamo e chiedendo un intervento anche da parte sua. Questo, ritengo anche, ripeto, come cosa estrema per muovere la situazione, anche chiedendo lo stato di emergenza. Questo io farei. CONSIGLIERE BANDOLIN – 1° intervento 17 Allora, guardi, io volevo dire chiaro anche per non mescolare tanti concetti che poi alla fine poco resta. Tutte le espressioni che io ho usato riguardavano il discorso dei nomadi e il concetto che per noi, per Forza Italia, integrare significa fare diventare gli altri cittadini della nostra civiltà. Se si parte da questo concetto si possono fare dei ragionamenti, altrimenti se il ragionamento è rovescio, non c’è nessun tipo di possibilità di ragionare. Guardi, Signor Sindaco, io non voglio farmi sembrare dotto o più intelligente di altri però, ho ancora delle reminiscenze liceali e mi ricordo che c’era un grande scrittore che ha preso anche un premio Nobel, poi Cassuti casomai mi correggerà se dico qualche imperfezione, che era Pirandello col suo concetto delle maschere, il quale diceva che ogni uomo, praticamente in ogni situazione si presenta con delle maschere, chiedo scusa, però, mi permetto la battuta perchè Pirandello nei confronti Suoi era un dilettante! Era un dilettante perché io Le voglio citare, perché sapevo che arrivavamo lì, quello che ha detto in questo Consiglio Comunale, nel dicembre 2006, quando abbiamo discusso del solco: “Non possiamo accettare o fare sconti all’illegalità. Una comunità non è tollerante se chiude gli occhi di fronte ad una prolungata situazione di disagio nascondendosi dietro il paravento dell’integrazione. L’integrazione, quella reale si costruisce invece difendendo la legalità e l’uguaglianza di tutti i cittadini nei loro doveri e nei loro diritti.” Queste sono cose che ha detto Lei, questo è il verbale, che io apprezzo e che spero siano cose dette dal Sindaco Luigi Dalla Via e non dal Sindaco Luigi Dalla Via-Pirandello, perché altrimenti non ha più valore niente di quello che si dice. Poi, volevo contestare assolutamente il concetto che Lei ha espresso prima e che Lei tira fuori ogni volta, anche la maggioranza del resto peraltro silenziosissima stasera, anche l’Assessore alla Sicurezza io gradirei sentire la sua voce qualche volta, perché sui giornali vedo che è molto solerte, ma qui non ha mai parlato una volta fino adesso, di strumentalizzare le risposte dicendo che siamo nella fase elettorale. Prima Le ho detto che parliamo del 2004-2005-2006, Le ho citato una serie di occasioni in questi 5-6 anni in cui abbiamo parlato di questo. Derubricare una cosa così importante su un fatto puramente elettorale mi sembra che sia anche questa una caduta di stile e anche un argomento abbastanza povero. Cosa si può fare? Poi mi vestirò un attimo dei panni di Sindaco ombra e Le dirò cosa farei io se fossi al posto Suo, alla fine, però glielo dico, casomai glielo metto per scritto in modo tale che ci siano anche i diritti d’autore. La cosa che però mi ha un po’ disturbato è, siccome c’è stato un parallelo anche in occasione della discussione del solco da parte del capogruppo Beccaro che ha citato i lager nazisti e i nomadi che sono stati gasati, e Lei stasera ha citato la Russia e il terzo Reich, quasi quasi a volere velatamente dire che tutte quelle persone che la pensano diversamente da voi sono persone che sono razziste, persone che in qualche modo vogliono, diciamo così, sistemare queste questioni con metodi che, direi, sono da dimenticare, ma non sono neanche da citare neanche lontanamente, ecco. Volevo anche dirLe, Signor Sindaco, che Schio non ha l’obbligo di fare i campi nomadi, che non c’entra niente la legge regionale, anche qui il vostro vecchio continuo sistema di dare la colpa alla Provincia, alla Regione, perché sono di centro-destra, perché se fossero di centro-sinistra allora l’argomento sarebbe assolutamente… Non è vero quello che ha detto, non è vero quello che ha detto! Perchè Schio non ha l’obbligo, è in fascia non mi ricordo più B o C, poi, Lei, Assessore, mi potrà dare…, non ha l’obbligo di fare i campi nomadi. Quindi, per cortesia, non dica delle falsità. Il problema, e arrivo qui al tentativo di dare una soluzione è, e il fatto concreto della mozione, credo, che lo sia, basta leggerla, di dare maggiore peso, di dare una direttiva politica alle forze dell’ordine, severa, tassativa, in modo tale che, regolamento alla mano, queste forze dell’ordine vengano messe nelle condizioni politiche di operare. Questa è l’unica cosa che Lei deve fare: Lei domani mattina deve chiamare il capo dei Vigili e dire. Tolleranza zero. Il regolamento c’è, lo faccia rispettare, tolleranza zero. Nel momento in cui si presenta la carovana abusiva, tre secondi dopo deve arrivare la pattuglia dei Vigili. Due ore dopo devono andare via. Si spostano di cento metri? Tre 18 secondi dopo arriva la pattuglia un’altra volta. Si tampinano, fintanto che queste persone capiscano che a Schio vige la legalità. E a Schio sarà difficile, probabilmente arriveranno lo stesso, ma al posto di cento, ce ne saranno dieci, o al posto di dieci ce ne saranno due. Questo è il sistema, non ce n’è altri, perché se poi noi andiamo a giustificare il mancato intervento o la Provincia, la Regione, il Governo, l’Europa, il mondo, non si fa niente. Questo è quello che io farei se fossi al Suo posto. Bisogna volerlo però. Si ricordi, Sindaco, che Al Capone, in America, è stato messo in galera, ha preso l’ergastolo, è inutile che rida, impari un po’ di storia invece di ridere! ascolta, perché è stato evasore fiscale, non perché ha ucciso le persone. Forse con il regolamento alla mano, applicato tassativamente, si potrebbero ottenere dei risultati maggiori. Per quanto riguarda poi anche il discorso pratico, volevo citare un ulteriore passo che la Consigliera Tagliapietra stasera silente come spesso accade, ha detto comunque glielo ricordo io, “e una soluzione a nostro avviso si può trovare solo se c’è la volontà di collaborazione” - cito, casomai Le faccio una copia – “tra le varie forze politiche interessate a risolvere il problema”. La Commissione arriva proprio per questo motivo. Noi vi chiediamo, ma siccome voi siete più bravi di Pirandello, noi vi chiediamo di partecipare, di votare a favore alla costituzione di una Commissione che metta a punto un regolamento più incisivo, coerentemente con quello che avete detto, altrimenti le parole che voi dite non hanno nessun valore. CONSIGLIERE CASSUTI – 1° intervento Intanto mi scuso con il Presidente se ogni tanto, essendo nomade anch’io, non sono presente in Consiglio Comunale, ma ho ascoltato, faccio una battuta naturalmente, il mio è un nomadismo regolare, in ogni caso, garantisco ai colleghi che non vado a creare problemi, pur girando parecchio per l’Europa. Una premessa, innanzitutto: anch’io cerco di dare un contributo affinchè intanto si faccia chiarezza. Io ho ascoltato con profonda attenzione gli interventi ovviamente anche ripetuti del Sindaco e anche il silenzio della maggioranza che pure è un intervento esplicito. Mi pare, in ogni caso, che al di là di tutto ciò che alcuni hanno adornato e lo stesso Sindaco, il tema fondamentale, il problema esiste? I cittadini, effettivamente, hanno problemi? Il problema è assolutamente nuovo? No. Il fatto che i Vigili Urbani pur bravissimi non comminino, io non lo so, dovete dirmi voi, multe, nel caso di flagrante violazione delle norme, è una realtà oppure… tutti questi problemi sono i problemi che mi interessano. In questo senso, lo dico a Pegoraro, ma lo dico anche al Sindaco, contornare il discorso di aspetti, il Sindaco dice valoriali, cioè di esprimere dei giudizi sul valore delle persone, i nomadi non sono integrati, sono degli errabondi, sono dei ladri, eccetera, eccetera, che tra l’altro si usa un’espressione per una categoria quasi che tutti fossero ladri, che tutti… stiamo discutendo di quei ladri che si chiamano casualmente, non lo so, nomadi, ma che commettono determinate cose nella nostra città. In questo senso devo dire, e qualche volta non mi sono trovato d’accordo, ma l’intervento di Tolettini è stato di una pacatezza estrema e di una lucidità estrema. Ha posto, tra l’altro ha posta anche un problema che suffraga la necessità di rivedere un attimo il regolamento e la Commissione credo dovrebbe andare… perché ci sono delle ambiguità e ne ha citata una anche se è un aspetto marginale. Bisognerebbe rivedere la situazione. Per giunta, devo dire, proprio perché sono una persona che guarda i fatti con concretezza, che credo che la soluzione prospettica è quella, amici miei, cari Consiglieri, colleghi, che si costruiscano degli spazi ad hoc attrezzati, magari facendo anche pagare una cifra x. In giro per il mondo, i nomadi e uno potrebbe fare una scelta di nomade. Se io non avessi la possibilità di andarmene a casa, è probabile che se fossi più giovane che mi sposterei con un caravan o un autocaravan. Però ci sono dei posti adibiti. Siccome tra l’altro darebbero fastidio agli altri perché non hanno, diciamo, quei comportamenti normali, a costoro bisogna riservare area .. ed è giusta la legge regionale. Bisogna pensarci seriamente e invito l’Amministrazione e noi tutti, come Consiglieri, a pensarci, in modo tale 19 da non ritrovarci nelle situazioni di questa sera, per cui in definitiva, coloro che potrebbero trovare delle locazioni ad hoc vanno altrove, rubano, creano problemi ai nostri concittadini. E poi, mi rivolgo a Lei Signor Sindaco, se questa è una situazione di obiettivo disagio, che non è stata risolta, bisogna pur dare una risposta anche trovando con determinazione tutti quegli strumenti di collaborazione con i Carabinieri, eccetera se è così, perché se non è così me lo dica. Non rifarsi a un discorso, è un’annotazione che io faccio nei Suoi confronti se pur leggera perché capisco la delicatezza della Sua posizione, alla Costituzione, alle norme. E’ chiaro che sono cittadini, per quanto mi riguarda, poi, se avessi un po’ di tempo come lo faceva un mio collaboratore anni fa, non dico che mi dedicherei a loro, ma certamente se sono un buon cittadino e se sono un buon cristiano, devo pensare anche a coloro che all’interno di questa gente si trova in situazioni di disagio. Non è dubbio che quando mi si parla dei bambini, non posso se non provare sentimenti di protezione nei loro confronti, se non altro perché sono padre e per giunta anche nonno. Ma il problema non è questo: il problema è se abbiamo fatto tutto perché la situazione si normalizzi e dico la verità, Signor Sindaco, non ho trovato finora, almeno, sufficienti risposte. E chiedo anche a Lei signora che ci dia delle risposte a domande che sono state sollevate. Mi riservo un secondo intervento di entrare nel merito della mozione per, eventualmente, se non sarò soddisfatto, di proporre una piccolissima modifica. CONSIGLIERE BONOTTO – 1° intervento Grazie, Presidente. Io volevo portare un contributo personale perché chiaramente si parla di imprenditori. Io sono il primo imprenditore che ha fatto la fabbrica nella zona industriale ad est di Schio. La prima fabbrica che ha messo piede lì, che ha cominciato a lavorare è la mia, quindi ho detto a Berlato Sella, un giorno così, una battuta, un giorno mi darete la medaglia perché il seme che è arrivato lì, guardate cosa è venuto fuori. Però onestamente dico che io questa storia dei nomadi, la vivo da vent’anni. Io non voglio qui elencarvi tutte le angherie, i furti, le rotture che abbiamo subito in questi anni perché non credo sia questo il posto, però credo che sia giusto per un’Amministrazione prendere atto che questo è un problema che finalmente, spero, il Sindaco abbia voglia e l’Amministrazione di risolvere. Perché è un problema che c’è, è un problema con cui non si può convivere, perché se un giorno in zona industriale si trova morto qualcuno, poi la situazione degenera, perché si può arrivare a queste situazioni. Quindi, io, l’invito che faccio al Sindaco, quando parla di cittadini di serie A e di serie B, siamo tutti cittadini di fronte alla Costituzione italiana. E’ vero, ma siamo tutti e anche la pena deve essere la stessa. Perché io come imprenditore non posso avere due denunce: una perché i Vigili hanno visto un mio dipendente bruciare un sacchetto di immondizia fuori dalla porta della fabbrica, e un’altra perché sono venuti lì e hanno aperto i sacchi dell’immondizia e hanno tirato fuori da un sacco, la spazzatura che dovrebbe essere degli uffici, un tubetto di plastica che l’Ufficio Tecnico ha gettato dentro, perché ha fatto delle prove l’Ufficio Tecnico e l’ha gettato dentro. E mi trovo con due denunce: alla terza, Lei lo sa bene, mi mettono via. Quindi, cosa fanno a questi signori? Quindi la pena deve essere uguale per tutti, quindi l’invito di avere…di una risposta, quante multe sono state date a questi signori? Quante volte è stato loro fatta una contravvenzione, eccetera? Io credo che non ne sia stata fatta neanche una, oppure se è stata fatta non è stata mai pagata. L’invito che faccio, veramente, bisogna trovare una soluzione. La soluzione, Bandolin l’ha detta prima. Bisogna essere drastici su queste cose: bisogna avere, non dico il pugno di ferro, perché… però bisogna essere decisi. Decisi, per correttezza, perchè Lei deve essere corretto di fronte a noi imprenditori, a tutti i Consiglieri, a tutti i cittadini di Schio, ma dobbiamo anche essere corretti di fronte a questi. Perchè quando io sbaglio, pago e paghiamo anche di più di quello che è dovuto. Quindi, dobbiamo in questa maniera, io La invito, veramente, io mi auguro che questa nuova regolamentazione, ordinanza che Lei ha 20 fatto possa sortire qualcosa. Ho i miei dubbi, perchè io vorrei fare domani mattina, guarda, ci sono del pubblico, invitare qualcuno, una famiglia di Schio a prendere la roulotte e cominciare a fare il parcheggio. Questo resiste due giorni, neanche un giorno, poi in prigione, perché viene messo regolarmente via, perché è un cittadino di Schio riconosciuto, eccetera. Ecco, allora, perché non applichiamo gli stessi metri e le stesse misure con tutti? Poi, sono d’accordissimo, dobbiamo vivere in un mondo civile in cui dobbiamo cercare nel miglior modo possibile di integrare queste persone. Però dobbiamo integrarle facendo capire loro che ormai siamo nel 2008: il tempo del girovagare, del vagabondaggio è finito. Una famiglia può tranquillamente, culturalmente, posizionarsi, rendersi stabile, quindi, io capisco Signora Laugelli che fa così, sì, è la loro cultura, eh? Come? Quando trovano un posto di lavoro, si affittano un appartamento, come fanno tutti quanti i cittadini, non possono essere cittadini che vanno a lavorare. Cittadini d’Europa siamo tutti quanti, ma non possiamo lavorare in Italia e andare a pagare le tasse in Svizzera perchè sono meno, o andare a fare qualcos’altro in un altro Paese. Dobbiamo rispondere nel nostro Paese: quindi siamo cittadini italiani, dobbiamo essere residenti e avere una residenza specifica. So che questo è difficile, perché è una mentalità, però come cittadini e come Amministrazione in questo dobbiamo lavorare. Grazie. CONSIGLIERE TERRAGIN – 1° intervento Grazie, Presidente. Allora, siccome ho sentito una cosa sbagliata, vorrei correggerla. E la correggo prendendo la Legge Regionale n. 54 del 22 dicembre 1989 della Regione, che è quella a cui faceva riferimento prima il Sindaco, per smentire quanto dice o ha detto in precedenza il Consigliere Bandolin. E allora, spero di riuscire a manovrare correttamente e a leggere, ma in buona sostanza, posso anche sintetizzare senza leggere per esteso. La Regione prevede che siano stanziati dei fondi per quanto riguarda le realizzazioni di campi sosta appositamente attrezzati e questo naturalmente deve essere, eccolo qua, e deve riferirsi all’art. 7 della Legge del 27 giugno 1985, quindi una precedente, “.. il piano territoriale provinciale individua i Comuni e al loro interno le aree idonee alla sosta dei nomadi.”. Quindi dà delle competenze, la legge dice che laddove sia necessario, eccetera, si fa e poi precisa, e questo è importante ed è quello che scavalca quanto ha detto il Consigliere, “entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale emana disposizioni esecutive di attuazione per la sistemazione delle aree”, eccetera, eccetera. Quindi, voglio dire, se alza i toni della voce per dire “Non è vero, non..!” Io smentisco e se vuole qui c’è la legge e può leggerla. Grazie, Presidente. CONSIGLIERE BANDOLIN – 2° intervento Ma, io in conclusione volevo esprimere un altro paio di concetti perché qua le cose da dire sono tante e il tempo è tiranno, ma, una politica lenta, una politica non tempestiva e inefficiente è fonte, comunque, di diseguaglianze ed è fonte di tensione sociale e d’illegalità, qualsiasi sia il tema di cui si tratta, questo è secondo me, il concetto che in questo momento deve prevalere. E quindi, l’agire, in questi casi è importantissimo per la cittadinanza e il messaggio forte che stasera Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale e poi, spero che possa anche aderire qualcun altro delle Liste Civiche, comunque queste tre formazioni che hanno presentato la mozione, è chiaro. Noi agiamo, noi proponiamo, compatti, non abbiamo i numeri qui perché la maggioranza è in mano al centro-sinistra, probabilmente la cosa verrà bocciata, però le proposte, Signor Sindaco, ci sono. Non è che non ci sono, siete voi che non le volete accettare. Non si nasconda dicendoci che dobbiamo fare delle proposte concrete e poi le analizzerà. Ma che discorsi sono questi: le proposte noi le abbiamo sempre fatte, siete voi che non le accettate, abbiate il coraggio di dire “Non siamo d’accordo, punto. Noi non siamo d’accordo”. Non vogliamo promuovere una politica a tolleranza zero, noi vogliamo andare avanti così, barcamenandoci, dando 21 ragione agli industriali, dando ragione al commerciante, dando ragione al clandestino, dando ragione a tutti. Va beh, è una politica anche questa, che io non condivido, che noi non condividiamo e che non porta, sicuramente e potrebbe essere foriera anche, come diceva Antonio Bonotto, di fatti pericolosi che nessuno si augura, però possono accadere. Poi, Terragin, per cortesia, la volta precedente ha fatto il sacerdote, adesso tende a fare il giurista, la Legge Regionale non prevede per Schio, Lei non ha smentito, ha letto non so cosa lì nel computer, lasci fare agli altri e venga in 3^ Commissione, fa parte della 3^ Commissione, dovrebbe avere imparato, e forse l’Assessore Suo, che per carità di patria sta zitto, lo smentisce lui stesso. No, no, so che è un galantuomo e non è andato via, parlo dell’Assessore all’Urbanistica, ecco. Cercando, poi, di concludere il mio intervento, la strada maestra è quella che ho indicato prima. Ed è quella di utilizzare tutti i mezzi, regolamento alla mano, io mi sono sottolineato qui tutte le parti che possono essere utilizzate e sono tante, regolamento alla mano, tolleranza zero e i risultati vengono di sicuro. Se non li volete, la responsabilità è vostra. CONSIGLIERE TERRAGIN – per fatto personale Allora, il fatto personale in questo caso visto che con nome e cognome, al di là del fatto che rivolgendosi all’Assessore e chiamandolo galantuomo diversamente da me, vuol dire che considera me non un galantuomo, ma lascio a lui i suoi pensieri contorti, eccetera. Potrei rifarlo il sacerdote o il chierichetto, riferendomi al chierichetto della politica e restiamo in tema, ricordandoLe qualche aspetto di chi in questa Aula ha chiesto che venisse posto il crocifisso, in quest’Aula. Ecco, lo dico perchè sono gli stessi che firmano documenti come questo, se il crocifisso ci fosse, il Cristo verrebbe giù a prendervi a calci in culo rispetto a quello che dite. E vergognatevi, soprattutto per come trattate questi argomenti. Il riferimento alla legge è una legge regionale, Le do i riferimenti, se la vada a leggere, intitolata “Interventi a tutela della cultura dei rom e dei Sinti”. Se la vada a leggere, è una legge regionale e ha delle norme che sono scritte, articolo per articolo, se le vada a leggere. E si legga quello che c’è scritto in questa legge regionale che è quella, se vuole glielo dico, anzi, non glielo dico, se la cerchi e faccia la fatica di cercarsela. CONSIGLIERE LUCIDO – 1° e 2° intervento Io vorrei risolvere un po’ un problema di conoscenza che manca in qualcuno, ovvero che pensa che questo problema si risolva con la tolleranza zero. Mi pare che però rispetto a questo tema, all’interno della minoranza, l’intervento di Toni Cassuti e l’intervento della parte di là sia totalmente diverso, se non una buona dose di diversità, mi permetto di evidenziarla. Cassuti mi pare dica che forse sarebbe meglio avere un campo nomadi, dall’altra parte invece la tolleranza zero è intesa che nessun nomade deve restare nel territorio scledense. Non campi nomadi, nessun nomade può mettere piede in questa città e in questo territorio. Rispetto a questo è chiaro che l’intento di chi ha proposto questo Ordine del Giorno e fatto convocare questo Consiglio Comunale evidentemente era tutt’altro che quello di dare una soluzione a questo problema. Qualcuno ha ricordato che sono più di vent’anni, Toni Bonotto lo ha ricordato, che evidentemente non abbiamo risolto questo problema. Toni Bonotto ricorda anche e lo ricordo io perché ero assieme a lui in un incontro con il Prefetto di Vicenza, con il Questore, con il capo della Polizia, con il Capo dei Carabinieri della Provincia di Vicenza, ci è stato risposto “ma guardatevi attorno perché Schio è un’isola felice”. Schio è un’isola felice. Era un problema di sicurezza, esatto, era il problema della sicurezza, compreso il problema dei nomadi. Ora è cambiato il Prefetto, è cambiato anche il Presidente del Foro degli Interessi, è un artigiano il quale si è preoccupato di questo problema che potrebbe confermare quanto dico: io sono un membro effettivo del Foro degli Interessi di Schio, in quanto rappresentante della UIL provinciale, solo perché ex-sindacalista, iscritto al Sindacato da 35 anni e me ne vanto. 22 Rispetto a questo, il particolare che il Consigliere di Alleanza Nazionale non sa e glielo spiego è che il Presidente attuale del Foro degli Interessi ha scritto due lettere al Prefetto di Vicenza chiedendo un incontro su questa tematica, sulla sicurezza e sul problema dei nomadi. Il Prefetto di Vicenza dopo tre mesi deve ancora rispondere a queste richieste di incontro e ha mandato a dire “guardate che i problemi della sicurezza nel territorio sono su due Comuni principalmente della Provincia di Vicenza: uno si chiama Vicenza e uno si chiama Bassano”, fatalità sono governati dal centro-destra, fatalità! E’ una fatalità, voglio dire, sono governati dal centro-destra. Via Cricoli, per chi non sa, è un campo nomadi fisso, Via Cricoli è un campo nomadi fisso, dove il Comune di Vicenza ospita, non ho idea di quanti sono, ma penso una trentina, ventina, dai venti ai trenta roulotte o camper di nomadi. Ce n’è un altro campo nomadi a Vicenza: hanno creato problemi non indifferenti, ci sono stati dei morti in quei campi nomadi. Ci sono denunce continue a Vicenza e i Sindaci di Vicenza che si sono succeduti non hanno mai risolto il problema, nemmeno con la tolleranza zero. Ora chi viene qui a fare queste proposte, le fa perché evidentemente sa che in un momento elettorale probabilmente si avranno dei consensi per cui sembra che le cose basta dirle, piuttosto che farle. Di queste cose ormai ne abbiamo piene le scatole, degli zingari, dei furti, dei disastri che creano tutti quanti. Qualcuno lo ha risolto, hanno detto, a Piovene Rocchette, giusto? Non è vero, è una gran balla perché gli zingari vanno anche a Piovene Rocchette se non lo sa, caro il mio collega Consigliere Bandolin. Non è che a Piovene Rocchette gli zingari non ci vanno più. E anzi, se Lei non lo sa, il Sindaco di Piovene Rocchette ha una bella denuncia alla quale dovrà rispondere, perché ha mandato via dal suo Comune una famiglia che era proprietaria di un terreno sul quale stanziava. Capisce queste cose qua? Quindi bisogna stare attenti quando si parla di questi problemi qua, sono problemi delicatissimi, i quali bisogna affrontarli in maniera seria, competente e delicata senza pretendere, a meno che non si attui la politica di qualche Leghista che conosciamo il quale dice che bisognerebbe prendere… beh, veramente una volta lo diceva con i terroni; adesso con i terroni non lo dice più, adesso sono gli extra-comunitari, adesso gli extra-comunitari forse non tanto perchè hanno fatto una sanatoria che nessuno aveva mai pensato di fare e adesso gli extra-comunitari sono richiesti dagli industriali, dai commercianti, dagli artigiani, le badanti arrivano qua a go-go e quindi adesso sono attenti, anche quelli della Lega, a parlare male degli extra-comunitari, adesso sono gli zingari, adesso sono diventati…l’obiettivo sono gli zingari. Quindi, rispetto a queste cose qua, un attimo, mi pare che la posizione dell’Amministrazione sia chiara: non abbiamo mai detto che questo non è un problema, anzi l’abbiamo sempre affrontato con serietà e con competenza senza dovere fare demagogia che non serve a risolvere il tema o il problema, se volete, ma con responsabilità e spero che continuiamo a farlo con responsabilità. L’ultima cosa: voi chiedete un’ulteriore, ennesima Commissione. Per carità, se qualcuno ha bisogno di prendersi il gettone, probabilmente lo prenda da qualche altra parte, ma le Commissioni le abbiamo, basta Commissioni! Le abbiamo le Commissioni, ne abbiamo sette Commissioni, quante ne abbiamo? Sei, sette, ormai, quante Commissioni volete? Qualcuno si inventa la Commissione, non so se ha bisogno di sopravvivere con i gettoni… basta con queste storie delle Commissioni! Perché la gente deve anche fare qualcos’altro che continuamente andare in Commissione! Abbiamo fatto la Commissione per i rifiuti, per il regolamento dei rifiuti, non abbiamo ancora concluso, abbiamo fatto quattro riunioni, sì, parlo della Commissione, eh, quindi, quel Regolamento… adesso facciamo un’altra Commissione, ogni volta si inventa una nuova Commissione per fare un nuovo Regolamento, basta! Ci sono le Commissioni la 1^, la 2^, la 3^, utilizziamo le Commissioni che abbiamo e facciamole lì, se dobbiamo modificare o rifare i Regolamenti, senza doverci cimentare in una nuova Commissione per nuovi e ulteriori spese da parte dei cittadini. SINDACO – 2° intervento 23 Allora, evidentemente io nel primo intervento avevo dato per scontato alcune informazioni che pensavo fossero note, siccome il tema lo abbiamo discusso più volte. Partendo da quello che il Consigliere Bandolin ha ricordato che io ho detto quella volta nel 2006 e che dopo averlo detto ho perseguito quotidianamente con le possibilità, le energie, sempre perfettibili, sempre da migliorare che l’Amministrazione Comunale ha a disposizione. Ci tengo a ribadirlo. In questo senso, cosa succede? In questi giorni cosa è successo? Quando sono arrivate delle carovane di nomadi, nel senso di cittadini italiani che si spostano, sono intervenuti sempre, ovviamente una volta conosciuto il fatto, i nostri Vigili, provvedendo sempre con specifica ordinanza all’allontanamento di queste carovane. La decisione di fare il pattugliamento in zona industriale è dovuta al fatto che, siccome l’intervento in precedenza veniva su segnalazione, se la segnalazione avviene dopo un certo tempo dall’arrivo, ovviamente questo ritarda l’intervento. Quindi, si è concordato, questo certamente a fronte anche di un confronto con le associazioni imprenditoriali, con il Consorzio di Polizia Municipale per vedere uno specifico servizio per prevenire e quindi per vedere prima questo arrivo. Questo sistema non sta risolvendo tutto il problema dei nomadi che ha la complessità che è stata messa in evidenza, compreso quello che ha portato come testimonianza il Consigliere Bonotto. Ma, sta dando i suoi risultati: siamo sempre stati in contatto anche con la Prefettura. Esiste comunque un altro aspetto, queste…, che è di prospettiva, queste carovane, spostandosi comunque vanno di qua e di là. A suo tempo, avevamo messo in evidenza il fatto che una buona parte di famiglie, in particolare Sinti, che quindi sono italiani che risiedono… che si muovono all’interno della Provincia di Vicenza, si muovono in uno spazio ormai ristretto nel senso che stanno gradualmente abbandonando il nomadismo, nel senso che si spostano magari di qualche chilometro. Questo ormai da diversi anni. E quindi, era stato auspicato, non solo dal Vescovo, che può essere un buonista, ma anche dal Prefetto, dal Questore, dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, in specifiche riunioni del Comitato Provinciale per la Sicurezza dell’Ordine Pubblico, che i Comuni, da questo il progetto sovracomunale, favorissero l’integrazione di quelle famiglie che per loro scelta avevano deciso di fermarsi, in particolare questa scelta viene di solito per favorire il fatto che i bambini vadano a scuola. Noi, al fianco del lavoro, che non chiamo tolleranza zero perché è un termine che non mi piace, di far sì che chi arriva da fuori venga allontanato, che ha avuto il suo punto se volete d’immagine nazionale con il fossato, ma la scelta del fossato, l’ho ribadito anche quella sera, non è stata altro che una modalità diversa di chiudere delle aree, cosa che abbiamo fatto praticamente in tutta la zona industriale, nella zona sportiva, in altre parti, mettendo i dissuasori di certe altezze dei veicoli nei parcheggi, mettendo dei panettoni in altre parti, mettendo delle recinzioni, eccetera. Quindi, noi gradualmente abbiamo cercato di occludere l’utilizzo di certe aree di proprietà comunale ovviamente, non di proprietà privata, perché non possiamo farlo se non, ovviamente, con l’accordo con il privato. Quindi, cercare di evitare che questi si fermino, chi arriva da fuori. Con quella situazione eccessiva, ricordo, a onor del vero, che la richiesta di intervenire in quel caso, mi è stata fatta dalle Forze dell’Ordine, per via di vendita del terreno o di altre cose. Torniamo a noi, allora, la scelta è questa: far sì e cerchiamo, strada facendo, di renderla sempre più efficace, quindi la scelta del pattugliamento e dell’ordinanza sono delle modalità ulteriori per perseguire questa linea che stiamo perseguendo da tempo. A fianco a questo, però, ribadisco che è altrettanto importante anche l’altra, che è quella di favorire, perché se noi allontaniamo delle famiglie da qui, vanno da un’altra parte, se ognuno li sposta non si risolve mai il problema. Questo lavoro è molto più lungo, ovviamente ha risultati nei tempi più lunghi, ripeto, ma è altrettanto importante. Quindi, questo punto di vista può essere condiviso o meno, ma la linea che si tiene è molto precisa. Io non ho detto che il Comune di Schio deve fare il campo nomadi. Ho detto che la legge regionale prevedrebbe che nella Regione Veneto ci fossero i campi nomadi. Però hanno una 24 gestione effettivamente difficile, vedi Vicenza, al di là di chi la governa, e quindi è una scelta che finora noi non abbiamo fatto, abbiamo fatto quest’altra di seguire alcune famiglie e di allontanare tutti gli altri. Questo l’abbiamo perseguito, questo lo stiamo perseguendo, e questo perseguiremo. ASSESSORE LAUGELLI – 1° intervento Grazie, Presidente. Allora, spero di essere lucida e pacata per rispondere soprattutto alla richiesta che mi faceva il Prof. Cassuti di chiarezza rispetto agli eventi e ai fatti perché è anche giusto che i Consiglieri presenti, ma soprattutto le persone del pubblico sappiano da dove siamo partiti e dove siamo adesso. Allora, il ragionamento va diviso per tre gruppi di persone nomadi: il primo gruppo che sono la famiglia che risiede in un’area attrezzata del Comune di Schio, il secondo gruppo sono quelli mandati via da Comuni limitrofi, che da stanziali sono diventati nomadi, il terzo gruppo sono le carovane degli zingari padani, nel senso che hanno residenza nella città di Brescia e di Bergamo, che sono delle orde di vandali che arrivano periodicamente. Ok? Tre, allora, per quanto riguarda il primo ragionamento rispetto alla famiglia, è una storia che dura da più di vent’anni. I problemi ci sono stati soprattutto all’inizio, sono arrivati, non ero io Assessore, sono arrivati perché alcune associazioni di volontariato hanno chiesto all’Amministrazione di accogliere la richiesta di stanzialità di questo nucleo familiare, chiedendo in cambio la frequenza dei bambini a scuola, l’integrazione, e via via. Ci si è resi conto da subito che la cosa non era facile e che il percorso non era facile e abbiamo tutti conoscenza di quello che è successo in tutti questi anni. Però posso garantire, per come stanno andando le cose, e perché periodicamente la Cooperativa Primavera Nuova che ha firmato con il Comune quel protocollo verifica, monitorizza e rende conto all’Amministrazione Comunale di tutto quello che la famiglia compie man mano che i giorni passano e le loro azioni vanno avanti. Posso assicurare che non è stato un percorso semplice, ma siamo molto soddisfatti di quello che sta avvenendo. Per chiudere questo argomento, posso dire che lavorano in due, ma in tre sono alla ricerca di lavoro e siamo nella difficoltà come assistenti sociali di trovare alcuni posti di lavoro per loro. Poi c’è il gruppo di quelli che sono stati mandati via da altri Comuni. Sono tre famiglie: di queste tre famiglie, una in particolare ha avuto grossissimi problemi di salute e sono nella condizione, oggi, di non poter chiedere cure sanitarie perché non sono ancora in possesso né di carta di identità, né di tessera sanitaria, né di tutto quello che serve per il riconoscimento di uno status di cittadino. Ripeto, sono cittadini italiani. La seconda famiglia sempre per gravi problemi sanitari, una di loro è stata ricoverata in maxillo-facciale non più di un mese fa, ha avuto la residenza da parte del Comune di Schio perchè “problemi umanitari”, tra virgolette, in accordo anche col Prefetto, per poter avere la tessera sanitaria e comprarsi anche i farmaci. E poi arrivano le famose carovane, ecco, queste carovane hanno cercato di insediarsi in terreni comunali che sono stati poi puntualmente ricoperti e recintati da dissuasori, chi conosce bene la zona industriale sa che non esiste più un terreno del Comune di Schio che non abbia un dissuasore, che non abbia le sbarre, che non abbia quei famosi panettoni messi lì davanti e poi vanno anche nelle zone private. Noi non ci siamo mai in qualche modo disimpegnati rispetto a questo tema. Ci siamo impegnati affinché quella famiglia, ripeto, solo quella famiglia che è qui a Schio da sempre, abbia la possibilità di fare crescere i bambini in un ambiente più sano. Io sono stata domenica a trovarli, vado periodicamente perchè hanno bisogno di vedere l’Amministrazione e vi assicuro, Maresciallo Da Dalt, che la roulotte, il camper o la casetta di legno che hanno permutato dopo la morte del capo-famiglia è di un ordine e di una pulizia che è veramente invidiabile. Sono stata partecipe anche al lutto che li ha colpiti come segno di dimostrazione che ci siamo perché pretendiamo che loro seguano anche il progetto che insieme abbiamo costruito. Ecco, mi fermo qua, perché deve essere chiaro che il nostro impegno è rivolto soltanto per quel nucleo familiare che 25 sta dando anche dei problemi, ci sono alcuni ragazzi, penso di non violare nessuna legge sulla privacy, che hanno alcuni problemi anche di neuropsichiatria infantile, seguiti anche dal servizio e siamo adeguatamente, così, impegnati affinché questi bambini vengano trattati come tutti gli altri nelle loro possibilità e riuscendo a dare quello che riescono a dare. CONSIGLIERE DA DALT – per fatto personale Grazie. Assessore, forse non mi sono spiegato bene prima nel mio intervento. Io non mi riferivo ovviamente a quella famiglia che si vuol dire perché Lei sa che quelli hanno un buon ricordo di me, perché tanto li conosce Lei, quanto li conosco io, o forse io li ho conosciuti prima di Lei. E quindi, l’argomento che io avevo citato prima riguarda quelle roulotte di quelle persone che Lei chiama padani, nomadi padani, che probabilmente tutto sono fuori che padani o sono nati in circostanze particolari a Bergamo o a Brescia, ma il fatto di nascere, si sa dove si nasce e non si sa dove si muore, probabilmente, o viceversa, non si sa dove si nasce e non si sa dove si muore. Comunque, le roulotte di quelle persone che arrivano, che Lei dice padani, sono di quel tipo che io citavo prima. Sono invivibili e dotate di tanti elettrodomestici, perciò il fatto è questo. Perciò la questione di quella famiglia sicuramente, guardi, noi l’abbiamo condivisa anche qualche volta e forse la condividiamo. Però sarebbe opportuno che anche qualche altro lavorasse, in modo da dare maggiore assistenza a quelle persone piccole che hanno molto bisogno di assistenza. Grazie. CONSIGLIERE COMPARIN – 1° intervento Grazie, Presidente. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare dei nomadi e ancora una volta sarà una discussione tra sordi. Siamo consapevoli che i nomadi sono una realtà difficile e sicuramente diversa dal comune sentire. A volte scomoda e su questo nasce una convinzione: che un tema come quello dei nomadi non deve essere affrontato nella collegialità delle istituzioni, nella condivisione dei progetti, nel coordinamento degli interventi. Un percorso che prevede tempi e passaggi e che deve essere sostenuto da una reale volontà politica e istituzionale che attraversa tutti gli schieramenti. A mio avviso, ciò che manca è una concreta progettazione. Vari tavoli istituzionali e di confronto si sono succeduti negli anni: alcuni interventi sono stati realizzati, ma non hanno avuto continuità e quindi hanno confermato scelte emergenziali. Crediamo che la mancanza di una politica propositiva e progettuale alimenti gli stereotipi sui nomadi. Un popolo solo dedito al furto e allo sfruttamento anche dei bambini, che vive per scelta ai margini della città e nel degrado, mentre è proprio la politica dell’abbandono che ne mette in evidenza soprattutto gli aspetti negativi. Il muro contro il quale ci si scontra è fatto anche dal forte pregiudizio che circonda i nomadi, avvolti da sempre da un alone di timore. Essi sono i diversi per eccellenza ed è difficile che li si avvicini con un atteggiamento dettato dall’ascolto e dal bisogno di conoscerli. Così la diffidenza si fa sempre più forte e facilmente si tende ad attribuire a tutti i nomadi atteggiamenti e modi di vivere negativi che sicuramente non appartengono all’insieme di questo popolo la cui identità rimane per molti aspetti sconosciuta e superficiale. E’ inevitabile che tutto questo alimenti un immaginario collettivo che li identifica come problema, pericolo, minaccia, contribuendo a rafforzare le barriere e la contrapposizione noi-loro che caratterizza la relazione con i nomadi. Ma chi sono questi? Porsi questo interrogativo pretendendo di definirli come se fossero un popolo unico e scorretto, perché di fatto ci si trova di fronte a un mosaico di etnie che non possono essere considerate tra loro omogenee e quindi il rischio in questi casi è di generalizzare. Inoltre, come per ogni popolo, pure per i Sinti, i valori di identità si stanno modificando e quindi cercare di conoscerli prescindendo da questo diventa un tentativo incompleto. La cultura nomade è in continua evoluzione, poiché il cambiamento rientra 26 nella tradizione e l’adattamento è una normale necessità che influisce sull’identità stessa di questo popolo. Ci si trova pertanto ad operare con una realtà complessa, fatta anche di dubbi che spesso pongono interrogativi ai quali è difficile rispondere. A volte i campi sono realtà dove l’isolamento, la ghettizzazione, la mancanza di spazi, di strutture, aprono la strada a inevitabili contraddizioni. Come in ogni situazione di marginalità, vi è chi dell’illegalità fa un modello di vita e chi con ogni strumento cerca di far proprio un modo di vivere differente. Molte famiglie Sinti lavorano regolarmente, si preoccupano e si occupano dei propri figli, hanno reso le loro case abitabili, nonostante il degrado e sarebbero felici di gestire la loro condizione abitativa e relazionale in modo totalmente diverso. Di questo si deve tenere conto per evitare le generalizzazioni che tendono il popolo nomade, un popolo che vive di espedienti, mentre le sue potenzialità sono molte e costruirebbero una ricchezza anche per il contesto in cui si inseriscono. Un mondo così diverso e fondato su regole differenti dalle nostre, che ci è spesso difficile accettare e comprendere. Sono anche loro persone con pari dignità, con diritti e doveri come tutti noi. Il Comune di Schio continuerà ad effettuare un attento controllo del territorio al fine di evitare che si creino situazioni d’illegalità e di degrado sociale e ambientale. L’Amministrazione sta lavorando per l’attuazione di strumenti che siano realmente efficaci. Questo non vuol dire che nel frattempo sia rimasta ferma ogni volta che è stata segnalata la presenza di una carovana in un’area pubblica. Si è intervenuti con lo sgombero. Con l’ordinanza emersa dal Sindaco si vuole chiarire e dare forza al nostro operato, sempre finalizzato da un lato ad arginare l’arrivo di roulotte e camper, imponendo il rispetto della legalità, dall’altra a favorire un percorso di reale integrazione per quelle famiglie nomadi che hanno accettato di intraprendere un percorso di sedentarietà che sta dando i suoi frutti. Un progetto quest’ultimo che decreta però il fallimento del coordinamento sovracomunale, dal momento che solo Santorso ha seguito il medesimo cammino, lavorando per l’integrazione di due nuclei familiari. La Polizia Municipale, come ci conferma il Comandante, interviene immediatamente quando ha segnalazione da parte dei cittadini, con lo sgombero immediato degli abusivi. I casi di intervento negli ultimi anni sono notevolmente diminuiti. La nostra ordinanza del Sindaco va ad integrare e fortificare una situazione già sotto controllo, proponendosi di risolvere la situazione senza ledere i diritti delle persone. La preoccupazione dell’Amministrazione Comunale per l’immagine e per il decoro della nostra cittadina agli occhi dei visitatori esterni è attenta e viva: attenzione per la sicurezza sociale e per un clima più disteso fra residenti e nomadi favorendo l’integrazione anche parziale di questi ultimi. L’Amministrazione ritiene doveroso risolvere i problemi senza inasprire gli animi delle parti in causa che legittimamente hanno rimostranze. L’Assessorato alle politiche sociali, alla sicurezza, alla Commissione sociale e agli altri enti che gravitano nell’orbita dell’Amministrazione tengono sotto controllo ogni aspetto del problema. Quindi, risulta inutile, nonché dispendioso, istituire doppioni di Commissioni. Non è compito dell’Amministrazione, o di qualsivoglia Commissione, sanzionare reati, ma di questo si occupano le autorità competenti. Quindi, quanto chiesto dalla mozione delle opposizioni è puntualmente già messo in atto. Grazie. CONSIGLIERE PEGORARO – 1° intervento Diciamo che ho atteso un attimo per capire qual era l’intenzione della maggioranza ed avere una risposta ufficiale che abbiamo avuto adesso. Come Lega Nord, da molti, troppi anni, forse, ci stiamo battendo sul problema dei nomadi. Qui vorrei ricordare che abbiamo anche fatto un referendum qui a Schio. Al di là di questo, vorrei anche smentire, o perlomeno chiarire le stupidaggini che personaggi, tipo Lucido, vanno dicendo del problema di Piovene, perché? Perché c’era sì la proprietà del terreno, da parte della famiglia, però ci doveva essere anche la regolare autorizzazione a costruire o a risiedere. Ci sono norme qui, è troppo comodo prendere una parte dei discorsi e mollarli così, 27 perché, dico, adesso vanno gli zingari, ma vanno anche via. Dico nei termini di legge, però la legge va rispettata a puntino e arrivano subito a cacciarli, tanto per essere molto chiari. Perché riportare una parte è sempre un giochino che non paga. Al di là di questo, per tornare al tema, ho sentito che, naturalmente, la proposta viene respinta, perché mi pare normale, la minoranza fa terrorismo, non vuole mai entrare nell’argomento, fare proposte serie, fare una Commissione in più capirete… poi, parla proprio Lucido che cerca di essere in tutte le Commissioni, butta caso, per i gettoni di presenza, perché le cose vanno anche dette agli interessati, porca miseria! Tanto per essere chiari, insomma! Ecco, al di là di questo… no, però, dico, se uno parla, deve anche guardarsi allo specchio qualche volta. Ecco, il problema di questa mozione che vogliamo fare propaganda, volevamo semplicemente tornare su un problema che non siete ancora riusciti a risolvere. Avete fatto un’ordinanza, perché? Perché eravamo in campagna elettorale! Noi sì che lo diciamo, perché siamo perfettamente convinti, perché prima avevamo posto il problema, poi è arrivata l’ordinanza. Però l’avevamo posto il problema, perché tutti i cittadini… eravamo al limite, trovavamo gli artigiani, gli industriali disperati. Arrivava la gente da fuori a vedere le aziende, cosa vedevano? Il lerciume, lo sporco di questi personaggi. Dico, noi sì, avevamo fatto la proposta della Commissione. Voi dite di no, perché ce ne sono troppe, però noi riusciamo a proporre, perché siamo anche disponibili a lavorare assieme, butta caso. La Commissione eravamo disposti a lavorare assieme. Queste sono le risposte della minoranza o del centro-destra, come ci chiamate voi, come siamo anche, ecco. Perché dico le proposte ci sono, come anche nella altre Commissioni dove si vuole lavorare seriamente, noi ci siamo. Facciamo proposte e le portiamo avanti. Qui si poteva fare un qualcosa rispetto a un ordinamento che è vecchio, era dell’84, avevo proposto di cambiarlo ancora sei mesi fa, perché ho detto è da rivedere… no! Va benissimo, infatti pezzo per pezzo si sta sgretolando, ma andava benissimo, perché questa è la posizione della maggioranza. Poi fate un discorso ufficialmente… l’intervento precedente fa un discorso del tutto buonista: sono uomini anche loro, hanno diritto di vivere. Nessuno dice che non hanno diritto di vivere, però anche noi abbiamo diritto di vivere e lavorare e magari non essere derubati. Quelli che vogliono lavorare e integrarsi, ci siamo, ma è fuori discussione, però devono volerlo loro per primi, non noi pretendere. Sono due cose diverse, la disponibilità deve essere dall’altra parte, da chi magari le leggi non le rispetta, non dai cittadini che non sanno più cosa fare. Ecco, vorrei concludere dicendo che abbiamo fatto un dibattito, naturalmente muro contro muro, perché? Perché il dialogo non volete che ci sia. A quel punto lì, ci ritroviamo come al solito muro contro muro, il che è strano perché a livello nazionale qualcosa nel Partito Democratico si sta muovendo sul problema. Vi state accorgendo che il problema esiste, che Prodi ha fatto delle cavolate enormi. Vi state accorgendo a livello di Partito Democratico e allora vi rendete conto che magari bisogna arginare, e anche qua a Schio state arrivando ad arginare. Ecco, chiuderei così e poi per la dichiarazione di voto naturalmente ne riparliamo. CONSIGLIERE BECCARO – 1° intervento Grazie. Signor Presidente, Signori Consiglieri, il problema nomadi esiste in tutta Italia, o meglio in tutta Europa, e fa parte di quei temi che non sono né di destra, né di sinistra. L’essere umano ha una tendenza innata a spostare i problemi, quando non è grado di risolverli. Si spostano i problemi che non si è in grado di risolvere con la stessa disinvoltura con cui qualcuno nasconde la polvere sotto al tappeto, perché lo spostamento di un problema qualche soddisfazione momentanea la dà. Per un po’ di tempo il problema non si vede e si può fare finta che non ci sia più. E’ la politica del “fatti più in là” che sposta i problemi di qualche chilometro, ma non li risolve. Infatti, i nomadi che vengono mandati via dal posto in cui si sono fermati, non possono scomparire nel nulla, anche se molti lo vorrebbero. Cercheranno un altro posto, si accamperanno da qualche altra parte e i 28 problemi non saranno minori. Esiste una soluzione possibile che tuteli la legalità e garantisca la sicurezza di tutti i cittadini che convivono in una comunità e che contemporaneamente assicuri il rispetto della dignità e dei diritti di cui ogni essere umano è titolare fin dalla nascita? Il fatto che stasera siamo qui riuniti a parlare ancora, fa pensare che una soluzione che accontenti tutti, effettivamente, non esiste. Non si può immaginare e pensare che solo imporre certe norme di restrizione della libertà individuale che ciascun cittadino detiene, sia esso italiano, francese, tedesco o rumeno, tutti membri della Comunità Europea, possa risolvere una volta per tutte la questione. Sarebbe solo mettere la testa sotto alla sabbia e far finta che il nostro problema sia stato risolto. Se invece davvero si vuole cercare di migliorare la questione della gestione delle minoranze nomadi, bisogna avere il coraggio di farsi carico, ciascuno per la propria parte e responsabilità, di un pezzetto di questo enorme problema. Questo comporta molta fatica e grande volontà, per cercare di superare quei pregiudizi nei confronti di ciò che ci è oscuro, per superare la paura del mescolarsi, la cosiddetta “mix fobia”, che da sempre accompagna l’essere umano e che attraversa trasversalmente tutti i pensieri politici. Affrontare onestamente questo tipo di problematica significa mettere sul piatto della bilancia tutti gli aspetti che riguardano i diritti e i doveri di ciascuna persona. Nessuno può pensare di pretendere che gli vengano garantiti i propri diritti, se contestualmente manifesta di non volere rispettare le regole del cosiddetto vivere civile. Qualsiasi tentativo di trovare una soluzione non può che partire dalla comune ed incondizionata accettazione della legalità, fatta di parti di norme che regolamentano la vita sociale di una collettività. Entrare a far parte di uno stato di diritto significa rinunciare a parte della propria libertà, in cambio di quei benefici di democrazia, di solidarietà, di rispetto, ma anche di tolleranza che vivere assieme garantisce. E’ il “do ut des”. Questo significa chiaramente che chi non accetta e non si assoggetta al rispetto delle regole comuni, ma tende di abusare di quei diritti che crede gli siano concessi, senza nessuna contropartita, non può immaginare di potere fare comunque ciò che vuole. Viceversa, accettare le comuni regole di una determinata società significa intraprendere un comune percorso di integrazione, che porta in questo specifico caso e frangente, ad abbandonare il nomadismo, a favore di un inserimento sociale e lavorativo inevitabilmente stanziale. Questo è quello che il Comune di Schio ha intrapreso fin dal 1985, iniziando un processo di inserimento di una famiglia nomade nel contesto sociale scledense attraverso un dialogo costruttivo che ha portato al superamento delle reciproche diffidenze, avendo come “conditio sine qua non” il rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno. L’Amministrazione di Schio ha sempre attuato politiche di difese della propria collettività, coniugandole con il rispetto e la difesa della dignità umana delle persone che hanno vissuto nel proprio territorio per un giorno, per un anno o per tutta la vita. Anche in questa occasione l’Amministrazione ha deciso di farsi carico di un pezzetto di questo enorme problema, per la parte e responsabilità che le compete, cercando continuamente la collaborazione e il dialogo con le altre Amministrazioni limitrofe, condividendone le proprie esperienze con il fine ultimo di contribuire a ridurre il numero delle famiglie nomadi che periodicamente attraversano il nostro territorio. Di fatto, dobbiamo purtroppo invece constatare che questo tentativo di coordinamento sovracomunale è fallito e questo ritengo a causa della rinuncia delle proprie responsabilità da parte di quasi tutte le Amministrazioni a noi vicine che hanno preferito seguire la politica del “fatti più in là” che sposta i problemi di qualche chilometro, scaricandoli nel giardino del proprio vicino, senza risolverli. Fa eccezione, chi sa poi per quale motivo, Santorso che ha anch’esso iniziato il medesimo percorso di integrazione di due nuclei familiari. Evidentemente tutto ciò non basta per risolvere il problema, ne siamo pienamente consapevoli, ma Schio non può pensare di fare tutto da sola. Solo con una reale volontà di affrontare il problema da parte di tutti, Amministratori, associazioni, cittadini, le stesse famiglie nomadi, si potrà proseguire verso una corretta integrazione che necessariamente deve passare attraverso 29 l’inserimento dei propri figli nelle scuole, delle persone adulte nel mondo lavorativo, della famiglia nel contesto sociale in cui si è deciso di vivere, che possa consentire alle generazioni future prospettive di vita migliori, in cui si assimili il rispetto delle regole della convivenza e si trovi un’alternativa rispetto al rischio di una deriva nell’illegalità. Chiunque desideri farvi parte, portando le proprie specificità, il proprio modo di vivere, le proprie tradizioni e regole di vita, integrandole con quelle che questa nostra comunità si è data, è stato, è, e sempre sarà il benvenuto. Chi invece dimostra di non adeguarsi al rispetto di queste regole, deve necessariamente e fisicamente passare oltre, assumendosi “in toto” la responsabilità delle proprie scelte di vita. -------Il Presidente del Consiglio Comunale sospende ora la discussione e dà lettura del seguente emendamento, che modifica il secondo punto del dispositivo, allegato sub C) presentato dai Consiglieri Bandolin, Bressan e Pegoraro: “chiedono, inoltre, che venga incaricata la I^ Commissione affinchè adegui in tempi brevi il regolamento di Polizia Urbana idoneo a fronteggiare il fenomeno del nomadismo, determinando regole, diritti, doveri e sanzioni.”. -------Il Presidente del Consiglio Comunale apre ora la discussione sull’emendamento allegato sub C) e dà la parola a: CONSIGLIERE BANDOLIN – 1° intervento Allora, al fine di rendere veramente ulteriormente propositiva la nostra richiesta di questo Consiglio straordinario, ci è parso opportuno di cogliere una proposta sensata, una tra le tante poco sensate che ci rivolge spesso e gratuitamente il Consigliere Lucido, che per altro non sostituisce il problema come mi pare ci sia del gettone, perché il gettone viene pagato comunque… lasciamo perdere questo, perché credo sia veramente di bassa levatura, di incaricare e di rendere la 1^ Commissione in maniera piena e forte con il voto del Consiglio Comunale responsabile di prendere all’interno di sé il problema del Regolamento di Polizia, integrandolo o modificandolo, attualizzandolo rispetto alla problematica dei nomadi. Perché, io qui mi rivolgo all’Assessore visto che il Sindaco non c’è… ah ecco, va beh, comunque… ripeto che se riuscissi ad ascoltarlo mi farebbe anche piacere… Lei diceva prima che la linea che voi avete tenuto è sempre stata una linea dritta e coerente. Per la verità, nessuno l’ha vista questa linea, perché la situazione è andata sempre più peggiorando, specialmente in questi ultimi quattro-cinque anni, e poi, vede, signor Sindaco il Regolamento dà delle precise responsabilità e dice tra l’altro “il servizio di Polizia Urbana è diretto dal Sindaco”, va beh poi c’è stato il Consorzio, le cose sono un po’ cambiate, comunque è l’Assemblea dei Sindaci che dà le direttive. Poi, ci sono delle regole anche specifiche che proibiscono, per esempio, l’alterazione o occupazione anche occasionale con qualsiasi oggetto di aree pubbliche o private, perché qui io mi ricordo che l’Assessore Laugelli ci aveva detto, nella discussione del solco, che in certi, in taluni casi non si poteva intervenire perché erano aree private. Non è vero, perché il Regolamento della Polizia Urbana dà anche questa possibilità, se ci sono i presupposti di pubblica utilità o di pubblica esigenza. Sicché, vede, Sindaco, secondo me, il Regolamento deve essere assolutamente aggiornato. E io voglio veramente vedere se la volontà da parte della maggioranza a fare questo c’è. Perché, spesso, qui si è andati fuori tema. Io all’inizio ho fatto un discorso molto chiaro e ho sempre usato i termini e le mie argomentazioni riferite al discorso dei nomadi, poi per la verità Le darò una risposta anche Assessore Laugelli 30 perché Lei ha tracciato un altro solco prima, ancora peggiore di quello che è stato fatto là a Schio. Per quanto riguarda il discorso dei nomadi, non c’è problema di avere paura, capogruppo Beccaro, non c’è il problema di porsi a dialogare con queste persone. Il problema è che non c’è dialogo, il problema è, l’ho detto anche all’inizio, che queste sono persone che non vogliono integrarsi. Quindi, il problema non c’è. Il problema è un problema solo di ordine pubblico, di igiene, di legalità e di sicurezza. In quel quadro, in quella cornice, questo problema si deve tentare di risolverlo. Tutt’altra cosa, Assessore, quello che Lei ha detto prima, e mi dispiace che abbia citato così, perché la solidarietà che ogni persona fa è una cosa personale, è una cosa che Lei non può mettere in dubbio. Cosa vuole sapere Lei della solidarietà che facciamo noi di centro-destra o che fanno tutti i cittadini del Veneto in generale? Il Veneto è la regione più solidale d’Italia. Non può, Lei, citare quello che fa così pubblicamente, come dire io faccio quello che è giusto, voi no. Questo è un solco che io non tollero! Cosa vuole saperne Lei della solidarietà che faccio io? E si ricordi, mi permetto di dirLe che la solidarietà più vera è quella che si fa in silenzio e senza fini elettorali. Questa è la vera solidarietà: in silenzio e senza fini elettorali. Era doveroso perché era uscita di tema, aveva toccato delle tematiche direi personali per quel che mi riguarda e quindi meritava una risposta. Quindi, noi vogliamo misurare la reale volontà della maggioranza a misurarsi su questi temi e vogliamo togliere anche alla maggioranza quel diritto presunto che si è arrogata di avere lei l’esclusiva della solidarietà. Questa è una baggianata, non è assolutamente vero. La solidarietà è un concetto, è un valore trasversale a tutti. L’essere incisivi e l’essere anche duri, a volte, non va contro la solidarietà e ricordatevi che essere solidali, a volte, bisogna anche saper dire di no ed è molto più difficile dire di no che dire sempre di sì. Molto più difficile… L’ho anche detto prima e lo ripeto, il Regolamento di Polizia Urbana, nel Regolamento pesa l’età e il momento in cui è stato fatto, i tempi e anche le situazioni politiche di ordine pubblico che c’erano allora. Sulla parte del nomadismo c’è una, e anche piuttosto generica, dissertazione e vale la pena di capire se non sia il caso di adeguarlo a questa problematica, soprattutto, ed eventualmente anche ad altre problematiche che dovessero emergere nell’ambito della discussione all’interno della 1^ Commissione. Questa è la nostra proposta, ecco, vediamo se le argomentazioni che sono state prima tirate fuori per controbattere la nostra presunta volontà strumentale a presentare questo Consiglio Comunale straordinario sono vere oppure se sono strumentali loro. CONSIGLIERE BRESSAN – 1° intervento Ma, io sosterrò l’emendamento. Visto che può essere effettivamente luogo di confronto vero al di là di quello che si è espresso questa sera in Consiglio Comunale su questa problematica, legata anche alla questione del Regolamento di Polizia, io sono assolutamente disposto a confrontarmi e a vedere, proprio nel merito, come si possa trovare una eventuale soluzione o mettere delle regole più stringenti o comunque affrontare questo specifico problema in una parte del regolamento stesso. Io non mi sottrarrò alla possibilità del confronto, anzi lo cercherò se ci viene data la possibilità di discutere di questo in 1^ Commissione, chissà che poi non succeda come nel Regolamento sui rifiuti che poi è smontato completamente e tutte le nostre proposte trovano l’accordo delle maggioranza: tutte! Magari, ritengo che un confronto anche su questo tema potrà fare meglio chiarire alla maggioranza quelle che sono le nostre posizioni, quelle che sono le nostre soluzioni, e toglierà, ritengo, finalmente l’alibi a questa maggioranza di dire che effettivamente, come ha detto il Consigliere Bandolin, la solidarietà appartiene solo a qualcuno, ma abbiamo dimostrato in questi quattro anni che ad esempio il tema dell’ambiente a Schio non appartiene certo ai Verdi. CONSIGLIERE BECCARO – richiesta di sospensione 31 Una mozione d’ordine, volevo chiedere una mezz’oretta, non una mezz’oretta no, cinque minuti, di sospensione per conferire con la maggioranza. -------Il Presidente del Consiglio Comunale pone in votazione la richiesta di sospensione del Consigliere Beccaro. Con voti favorevoli n. 24, contrari n. 3 (Lucido, Dall’Igna e Cassuti), astenuti nessuno, espressi per alzata di mano da n. 27 Consiglieri Comunali presenti in Aula al momento della votazione, la proposta di sospensione viene approvata a maggioranza. L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile. ------Si sospendono i lavori. -------Escono i Consiglieri Comunali Cassuti e Dall’Igna; risultano, pertanto, presenti in Aula n. 25 Consiglieri Comunali. -------Alla ripresa dei lavori il Presidente del Consiglio Comunale dà la parola a: CONSIGLIERE TOLETTINI – 1° intervento Allora, innanzitutto volevo ringraziare Cassuti delle considerazioni che diceva, però volevo sottolineare che non è marginale quello che io ho cercato di dire. E cioè, il Sindaco, volendo, avrebbe un grande potere, già con il Regolamento che attualmente vige. Cioè, l’articolo 38, ribadisco, questo è quello che io ritengo e cioè che potrebbe adottare dei provvedimenti importanti anche sulle aree private, vedi il discorso del Lanificio Sartori in cui ogni giorno un po’ tutti noi Consiglieri, perlomeno mi capita quasi giornalmente che mi viene detto “ma sono andati da Sartori” e dico a questi cittadini telefonate alla Polizia Municipale e la Polizia Municipale dice no aree private, non possiamo fare niente. Balle! Basterebbe che il Sindaco adottasse questo provvedimento. Ovviamente, aspetto, Signor Sindaco, che Lei mi comunichi per iscritto che quello che io ho detto non è possibile. Ma io La sfido qui ed ora a mandarmi un documento con la Sua firma in cui Lei mi dice che quello che io sostengo non è possibile realizzare. Vediamo se mi arriverà una lettera in cui Lei mi sostiene questo. Quindi, io La sfido qua e qui è tutto registrato. La verità è un’altra ed è scritta sulle dichiarazioni. Io capisco, il Sindaco pertanto non è risentito eventualmente con le mie parole. E’ risentito con i suoi consulenti e con la sua maggioranza: è un certo Gianpaolo Carollo che dice “I nomadi non ci possono stare: sono le forze dell’ordine che devono intervenire, a presidiare l’area in cui si perpetua il reato, perciò ci dissociamo con decisione da tale soluzione. Ma siamo anche fortemente amareggiati che una città come Schio, da sempre in prima linea verso l’integrazione e l’accoglienza, abbia dovuto ricorrere a queste misure brutali, eccetera”. Questa è la verità, non ha la maggioranza e quindi, ovviamente, quando uno non ha la maggioranza deve fare di necessità virtù. Non ha la possibilità, il potere, perché molto probabilmente nel suo 32 cuore, essendo un uomo moderato, su questo gliene diamo atto, adotterebbe questo provvedimento, ma non ci sono i numeri e la politica è fatta essenzialmente di forza e di numeri, questo lo sappiamo bene, non avendolo, io lo capisco, però con la stessa forza sostengo che invece… Poi, l’abbiamo sentito: quando Terragin dice quello che ha detto, dice che, appunto, se ci fosse Gesù Cristo verrebbe giù quella mozione che abbiamo presentato… Io me la sono riletta: cosa dice la mozione? No, io sto arrivando… certo… io sto arrivando all’emendamento… perché, allora… perché cosa chiedeva quella originale che tanto ha fatto inorridire il Consigliere Terragin? Chiede che il Sindaco predisponga la struttura amministrativa ed organizzi tempestivamente l’ordinanza, cosa che è stata fatta, chiedono inoltre che venga istituita una Commissione Comunale e su indicazione di Lucido abbiamo appunto considerato che una volta tanto ha fatto una considerazione positiva, e quindi abbiamo rimandato… anzi mi viene in mente a proposito di Lucido che di solito mi dicono che i predicatori sono soliti denunciare con veemenza i peccati di cui più soffrono e più sono soggetti. Questo è quello che sento dire, no? Ecco, e quindi questo è in sostanza quello che… e poi abbiamo sentito anche gli altri interventi della sua maggioranza, quando ci sono stati, sono stati pesantemente contrari anche implicitamente alla scelta che ha fatto, perché le considerazioni le abbiamo sentite, quindi io voterò a favore di questo emendamento e torno a ripetere, sfido il Sindaco a comunicarmi per iscritto il contrario di quello che io ho sostenuto. CONSIGLIERE TERRAGIN – 1° intervento Solo per un chiarimento al Consigliere Tolettini, perché ho un piccolo dubbio rispetto a quell’articolo 38. Dato che prossimamente devo ospitare degli amici dei miei figli ed ho previsto, visto che andiamo incontro, spero, alla bella stagione, di ospitarli nella roulotte nel giardino di mia suocera, devo temere che il Sindaco interverrà e farà sloggiare gli amici di mia figlia e mi farà spostare la roulotte? Lei che… lo dica al microfono che resti a verbale, per cortesia, Consigliere Tolettini, grazie. CONSIGLIERE TOLETTINI Ecco, io, siccome ho buona memoria, andiamo a tirarci fuori i verbali di qualche anno fa, in cui proprio qui, in questo Consiglio Comunale, l’allora Sindaco, aveva sostenuto proprio questo e aveva detto correttamente quello che è la verità, perché in altri Comuni quello stesso regolamento, quello stesso articolato viene utilizzato, perché se io domani mattina metto una roulotte nel mio giardino e vado a vivere, se siamo in un paese civile, proprio per questo regolamento non lo posso fare. Questa è la verità. Si informi, quindi è esattamente così, Le confermo. Lei non lo può fare. Non è che possa andare a vivere in una roulotte in giardino, perché ci sono delle norme che lo vietano. Ecco, ma non perché lo dico io. Quindi bisogna… mi piacerebbe sapere cosa ne pensa, ad esempio, il Segretario Comunale. CONSIGLIERE SARTORI – 1° intervento Sì, ma, Signor Presidente, in realtà il Consigliere Tolettini ha fatto un’affermazione che io voglio chiarire perché sennò resta agli atti un’affermazione errata e cioè che questa maggioranza compatta sostiene il proprio Sindaco nei provvedimenti che sono stati assunti in questi giorni. Punto. SINDACO – 1° intervento Sì, visto che l’emendamento parla del Regolamento, quanto sono rimasti nell’area di Sartori i nomadi? E se sono andati via, perché sono andati via? Gli rispondo io, visto che penso non lo sappia: ci sono rimasti pochissimo e sono andati via perché sono andati i Vigili a mandarli via. E i Vigili sono andati perché il Sindaco, cercando di attuare con 33 coerenza quello che ha detto il Sindaco quella sera del fossato, ricordato stasera da Enrico Bandolin, lo ricordo, perché non mi ricordavo di aver detto una frase così efficace, me l’andrò a rileggermela e la terrò sempre qua, ha dato indicazione ai Vigili, lo dico e lo ripeto, di agire così. Dopodichè, sulle aree pubbliche e sulle aree private chiederemo a qualche legale di farci una disquisizione, eccetera, però non cambia la sostanza della discussione. Questa è la linea che stiamo perseguendo con risultati, secondo noi, positivi, certamente vanno migliorati e questa è la linea che perseguiremo. Nella sostanza del problema, questo emendamento come gli altri non aggiungono niente, questo è chiaro? CONSIGLIERE BRESSAN – 2° intervento Beh, questa sera veramente… poi, Lei, Sindaco, dice di essere coerente, cioè fino adesso abbiamo sentito, rispetto alla domanda fatta dal Consigliere Tolettini, rispetto alle aree private, da parte Sua un continuo diniego riferendosi a leggi provinciali, regionali e nazionali, regionali soprattutto. Beh, i Suoi primi interventi erano orientati… adesso ci spiega virando, dal momento che Lei è sempre coerente, giusto, poi andremo a vedere…virando ci dice che sulle aree private già intervenite, siete già intervenuti. Ma ho capito, ma, ce lo dica, se ce lo diceva quattro ore fa probabilmente avremo capito che il Suo intendimento e il Suo modo di agire rispettava il Regolamento. Finora ci ha spiegato che sulle aree private non si può intervenire, a meno che non abbia capito male. Quindi, qui è chiaro, come diceva il Consigliere, e andremo noi a sostenere questo emendamento, perché vogliamo andare a discutere in Commissione 1^, e i nodi politici di cui diceva il Consigliere Tolettini, e che io credo ci siano al vostro interno, mentre questa minoranza, chi ha firmato questa mozione, questa sera è stato sempre lineare nella propria posizione. Allora, ci confronteremo, se accetterete il confronto, in 1^ Commissione su questo tema, se accetterete il confronto, perché qui ripeto stiamo solo proponendo di confrontarci su questo tema. Non stiamo proponendo un’eresia, ma un confronto. Vogliamo farlo o no? Ve lo proponiamo, cioè vi diamo, diciamo, uno spunto, volete discutere? Noi siamo pronti, abbiamo le nostre proposte e abbiamo le nostre idee. Volete mettere le vostre o volete come al solito non discutere? Questo è il fulcro di questo emendamento: proponiamo e tendiamo la mano alla maggioranza e diciamo: andiamo a discutere, confrontiamoci in sede di Commissione. Vedremo a quel punto se avrete le idee così chiare, come state dimostrando stasera in parte con il vostro silenzio, in parte con le contraddizioni del Sindaco. CONSIGLIERE BECCARO – 1° intervento Grazie. Allora, io non ho capito una cosa però: finora di cosa abbiamo parlato? Perché dobbiamo andare in 1^ Commissione? A parlare di cosa? E finora cosa abbiamo fatto? No, no, là. Finora abbiamo perso tempo sul nulla, abbiamo parlato per quattro ore, cinque ore su un qualcosa che non aveva più ragione d’essere, perché quello che voi chiedete nel dispositivo non ha più ragione d’essere, perché l’ordinanza che ha fatto il Sindaco soddisfa in pieno tutto quello che voi chiedete. E l’ordinanza non è stata fatta il giorno dopo che voi avete presentato la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale, ma è il risultato di un processo, di un dialogo, di un confronto che l’Amministrazione ha fatto con le varie associazioni di categoria che ha qualche mese. Ora, io capisco che voi siete arrivati qua, che questa ordinanza vi abbia spiazzato, siete arrivati e avete dovuto, prima diceva Bandolin, mettere la maschera. Nel teatrino della politica ognuno mette la sua maschera. Voi avete messo in scena una messa in scena, appunto, che è durata quattro ore per, evidentemente, soddisfare un certo pubblico che vi siete portati, basando il tutto sul nulla. Abbiamo parlato per quattro ore su un qualcosa che non aveva senso. Proposte concrete non ne avete fatta una. Avete evidenziato le varie problematiche, e io le rispetto, cose concrete non ne è stata fatta neanche una, perché 34 l’ordinanza che il Sindaco ha emesso soddisfa in pieno tutto quello che voi avete chiesto. Adesso andare un’altra volta in Commissione a perdere altro tempo, poi si fa un altro Consiglio Comunale, si parla e riparla sempre delle stesse cose. Se non si è capito, l’emendamento noi lo bocciamo. CONSIGLIERE DA DALT – 1° intervento Ho appreso adesso dal Sindaco una chiarificazione che prima non c’era e non c’è sull’ordinanza, perché qui dice “ordina dal 23/08 è istituito il divieto di campeggio ad autocaravan e caravan nelle aree pubbliche dell’intero territorio comunale”. Adesso abbiamo appreso dal Sindaco che l’interesse per le aree private c’è e a me fa piacere che ci sia, perché è previsto, Signor Sindaco, perché se succedono reati di qualsiasi genere sulle aree private, non è che l’autorità si deve disinteressare. Ecco perché questa ordinanza, e Lei mi ha chiesto la proposta scritta per modificarla eventualmente consultando i Suoi legali o i Suoi consulenti. Qui è scritto, al punto primo dopo “ordina”, quello che Le ho appena letto, e parla solo di aree pubbliche dell’intero territorio comunale. Perciò, adesso non so per quale ragione è saltato fuori che dall’area Lanerossi i nomadi, penso non sia offensivo chiamare una persona che girovaga “nomade”, perché fa parte…è una condizione essere nomade, più o meno accettata da quelle persone, che… ma comunque i professori possono darmene atto… io non tolgo la cittadinanza a una persona chiamandola nomade, perché se è cittadino italiano, è cittadino italiano, però è nomade, è uno che gira per sua scelta. E quindi se le aree private interessano, Consigliere Beccaro, e sono previste anche dal Regolamento, l’emendamento che abbiamo presentato sull’aggiornamento e sulla modifica del Regolamento, è opportuno e necessario, perché questo Regolamento è del 1984, e quindi non è più realmente applicabile. Ci sono delle situazioni che sono cambiate, e quindi la Commissione potrebbe trovare la giusta opportunità di fare qualcosa di meglio o di più appropriato per quello che necessita tutta la materia della Polizia Urbana. Comunque, io sosterrò l’emendamento. Grazie. CONSIGLIERE LUCIDO – 1° intervento Allora, voi chiedete di andare in 1^ Commissione per modificare il Regolamento della Polizia. Non capisco cosa dobbiamo modificare, dal momento che Tolettini dice che questo Regolamento è già a posto, l’ha detto Lei, ha detto questo Regolamento, ha fatto presente al Signor Sindaco, ha detto che è il Sindaco che non fa rispettare il Regolamento che c’è già e che va bene. Allora cosa andiamo a fare in 1^ Commissione, Consigliere Tolettini? A modificare una cosa che va già bene? Allora, io vi faccio una proposta, è una proposta moderata, di mediazione, che penso voi accetterete senza problemi. Le premesse mi sembrano superate, le premesse che avete fatto mi sembrano superate, da quattro ore e mezza, cinque di discussione, mi sembrano superate. Il punto primo del “chiedono che” mi sembra superato perché se voi all’ultimo dite che si va in Commissione è chiaro che sembra superato. Il punto secondo, anche quello mi sembra superato dai dati di fatto, perché quello che ha detto il Sindaco… eh, no, io non vi dico di ritirare niente, per carità non ritirate! Voi mantenete la vostra posizione! Eh, e l’ultima mi avete fatto una retromarcia micidiale, prendendo per buono quello che vi ho detto io, nel senso di dire andiamo in 1^ Commissione. Ma non solo voi avete modificato una Commissione Comunale che era una Commissione speciale, che affronti il fenomeno del nomadismo determinando regole, diritti, doveri, sanzioni, ma dite andiamo a verificare il Regolamento di Polizia Urbana, che è tutta un’altra cosa. All’interno del Regolamento di Polizia Urbana c’è anche il problema dei nomadi, però del nomadismo o delle roulottes che sono parcheggiate in aree private, però, voglio dire, la retromarcia c’è stata. Merito di chi? Vostro? Per carità, io ve lo do questo merito. Io penso che è merito anche della discussione, della maggioranza che vi ha fatto capire che voi affrontate, continuate ad 35 affrontare questo problema nella maniera più sbagliata. Io vi invito a ritirare, come vi ho detto, tutte le premesse e i primi due punti della mozione che avete presentato. CONSIGLIERE TOLETTINI – 2° intervento Telegraficamente, se quello che dice Beccaro è vero… no, questo è il secondo… ecco, se quello che ha detto Beccaro e quello che ha detto Lucido è vero, vuol dire che viene confermato che l’art. 38 dà la possibilità, come ha ammesso poi il Sindaco rispetto alla premessa iniziale, perché tutto è nato, la discussione, dobbiamo ricordarcelo, è nata dall’intervento del Sindaco in cui ha detto “io sulle aree private non posso fare niente, sono inerme”. Poi, adesso, effettivamente, ha ammesso quello che per tutta la serata…Quindi, la ratio di questa nostra proposta è quella di andare a rivedere anche quell’art. 38 e a definirlo meglio, proprio per evitare queste incomprensioni, andare ad indicare tra l’altro in modo puntuale qual è il potere del Sindaco anche sulle aree private. In quell’occasione è l’opportunità anche di rivedere, visto che è abbastanza datato questo Regolamento, anche eventuali altri punti, laddove dovesse… Questo è quello che, se l’intervento di Beccaro è in questa ottica, pur nella differenza dei ruoli che capisco non può essere approvata, e lo capisco, ho capito benissimo che voi non potete approvarlo, ma comunque siete scoperti, voglio dire, questa sera. Questo è il dato chiaro, insomma, perché volendo questa ordinanza può essere integrata e mi auguro, nei prossimi giorni, come purtroppo temo si verificherà, il Sindaco adotterà dei provvedimenti d’urgenza di sgombero anche sulle aree private, vedi appunto la famosa area Sartori, perché da quello che ho capito ci sono state delle indicazioni orali, visto che lui è il capo della Polizia, e quindi, giustamente, ha detto ai Vigili “Vai a fare sgomberare quelle situazioni anche se è un’area privata”, e questo l’ha potuto fare, ribadisco, perché l’ha ammesso adesso, l’ha potuto fare in base a questo Regolamento, non ad altre cose che non esistono. Ecco, questo voglio che sia chiaro. CONSIGLIERE BANDOLIN – 2° intervento Noi chiediamo di studiare e rivedere assieme il Regolamento perché evidentemente ci sono delle cose che devono essere riviste. Io volevo leggervi questa risposta che ho avuto dal Comando dei Vigili, perché evidentemente nel Regolamento c’è qualcosa che non quadra. Se nel Regolamento ci sono delle norme anche precise che dicono che non si possono lasciare i rifiuti, che non si possono occupare certe zone, poi il Regolamento prevede l’altezza delle tende, i tavolini fuori dei bar, cioè ci sono delle cose veramente puntuali e precise, che però poi nella sostanza non vengono rispettate, evidentemente le cose sono due, tre. Punto primo: il Sindaco non dà direttive politiche decise, perché… a parte che non dovrebbero essere necessarie, ma, evidentemente, non arrivano direttive politiche tassative per l’applicazione del Regolamento. Punto secondo: il Regolamento è farraginoso e quindi non si riesce ad applicare. Punto terzo: penso che non sia così, i Vigili non riescono loro a fare applicare il Regolamento. Una di queste cose, evidentemente, nell’ingranaggio non funziona. Su mia domanda specifica, in merito alle sanzioni, per questo che vi chiedo un attimo di attenzione anche se l’ora è tarda, perché derivano dal Regolamento le sanzioni, su domanda mia specifica, avevo chiesto quante sanzioni sono state elevate a questi nomadi abusivi che vengono da Brescia, Udine, e partono e vengono quattro cinque volte all’anno a Schio. Vi cito la risposta, se volete vi faccio una fotocopia: “Per quanto concerne le sanzioni amministrative per abbandono di rifiuto, si riferisce che le stesse non sono mai state comminate in quanto non sono mai stati colti in flagranza i responsabili. Fatto questo che, unico, legittima applicazione di sanzioni a carico dei soggetti che hanno compiuto l’infrazione”. Voi, credo che sia abbastanza chiaro che di fronte a una risposta del genere c’è un ingranaggio che non funziona: cioè o ci mettiamo noi a fare da testimoni di quello che abbiamo visto oppure, evidentemente, qualcuno non vuol vedere. Perché affermare una cosa del genere, Berlato Sella, dopo lo scempio che è 36 stato fatto al Palacampagnola, ci vuole anche coraggio a dire che nessuno ha visto il momento in cui questi defecavano o urinavano addosso ai muri, oppure imbrattavano tutte le aiuole o stendevano i panni tra un’entrata e l’altra del Palazzetto. Ci vuole coraggio a rispondere così, eh! Ci vuole coraggio, allora, siccome i Vigili sono delle persone serie, sono dei pubblici ufficiali, presumo che il Regolamento non sia evidentemente troppo chiaro. Non è il Regolamento? perché voi dite che il Regolamento è a posto, allora sono le direttive che non sono chiare, mettetevi d’accordo. Voi qui siete in difficoltà, perché non volete misurarvi, volete dare ragione a tutti e a nessuno, col risultato che la situazione resta quella che è. Continuo, per quanto riguarda… questa è forte “Le sanzioni amministrative per divieto di sosta o rimozione forzata, si deve segnalare che i mezzi dei nomadi sono equiparati all’abitazione e di per sé non sono né sequestrabili né pignorabili, né tanto meno possono essere rimossi o sottratti alla loro destinazione. Di norma, tuttavia, i nomadi usano spazi non soggetti a particolari divieti” - allora i divieti ci sono o non ci sono?- “… o limitazioni. L’unico divieto di sosta con rimozione” - quello che citavo io prima“in area parcheggio e relativo a Piazza Pubblici Spettacoli in alcuni periodi sarà fatto puntualmente rispettare dal Comando”, cosa che purtroppo devo dire non è avvenuta. Allora, la proposta nostra non è assolutamente una marcia indietro, Lucido, fattene una ragione. La proposta nostra era quella di dire: evitiamo di fare un’altra Commissione, incarichiamo la 1^ di vedere se è possibile di modificare il Regolamento per dare uno strumento più incisivo, più chiaro e di più facile realizzazione al Sindaco in modo da togliere tutti gli alibi. Certo è, e lì si torna al discorso precedente, che se non c’è un cambio culturale nel voler risolvere questo problema dei nomadi, sottolineo questo problema dei nomadi, ecco, se non c’è un salto culturale, se non riuscite a scinderlo da quello che è l’altro problema, dei tentativi, più o meno riusciti su cui poi discuteremo di integrazione nelle altre realtà delle persone che sono ai margini della società, se non si riesce a scindere che questo è un problema e l’altro è un altro, non ce ne andiamo fuori, però, un messaggio deve essere chiaro. Noi qui stasera, Forza Italia, Lega e Alleanza Nazionale abbiamo dato un messaggio chiaro di tentativo di risolvere questo problema. Ognuno si prenda le sue, noi voteremo a favore, chiaramente, chi vota contro è contro questo segnale ed è contro questo tentativo di rendere Schio una città più legale. CONSIGLIERE BONOTTO – 1° intervento Ah, io voglio fare l’ultimo intervento e dopo vi lascio, perché ho un mal di testa che non ne posso più, quindi probabilmente non sarò qui a vedere le ultime condizioni della… però, vorrei fare due… oggi sono andato in Croazia e sono tornato indietro, quindi, è un viaggio lungo, quindi sono un po’ finito… eh? No, volevo cercare di fare non il paciere, perché non è nel mio stile, però se vogliamo concludere e cercare di lavorare per la cittadinanza di Schio, credo che in questa serata, in questa discussione, fra i vari interventi, abbiamo gettato tanti semi, saranno stati gettati male, magari alle ortiche, come si diceva, sulle rocce, eccetera, però i semi che si possono raccogliere volendo, con la buona volontà, per cercare di trovare una soluzione a questo problema. Questo, la maggioranza lo deve alla cittadinanza di Schio. L’invito delle minoranze è questo: quindi, io l’invito che faccio se fossi rimasto qui fino alla fine, voterei per questa mozione, mi asterrei, dando, facendo come si può dire, fiducia all’Amministrazione e al Sindaco che questa ordinanza voglia segnare veramente un cambio, una dimostrazione di disponibilità, di impegno, c’è sempre stato, per carità, a tutti i livelli, ancora di più! L’intervento immediato è importante, si discuteva prima, è importante l’intervento immediato perché se il cittadino chiama e l’intervento avviene, la risposta c’è già. Il cittadino non ha bisogno di protestare, quindi, io avrei votato, mi sarei astenuto in questo, dando fiducia all’Amministrazione per un cambio e qui mi rendo veramente in prima persona mi impegnerò con le categorie economiche per vedere, per verificare se questo cambiamento verrà fatto. Mi impegno personalmente 37 perché, credetemi, in zona industriale si soffre, quindi, non solo in zona industriale, anche in altre zone, in zona industriale si soffre. Quindi, ascoltiamo queste voci, l’invito che faccio, e spero che anche se il muro contro muro c’è sempre, questa discussione e io mi rivolgo a Berlato Sella, perché sarebbe molto bello poterle portare in Commissione, perché lì, sicuramente, in certe Commissioni si potrebbero sviluppare questi argomenti in maniera più tranquilla, non in Consiglio Comunale dove si vuole fare sentire la voce alla stampa, alla televisione, eccetera, ma attorno a un tavolo con sette, otto persone, queste soluzioni, queste problematiche da persone intelligenti si trovano e si risolvono. Grazie e scusate se vi abbandono. ---------Esce il Consigliere Comunale Bonotto. Risultano, pertanto, presenti in Aula n. 24 Consiglieri Comunali. ---------CONSIGLIERE PEGORARO – 1° intervento. Beh, direi che questa proposta l’avevamo fatta inizialmente, adesso è stato tentato ulteriormente di vedere se era possibile discutere per rafforzare, ma, non era neanche per rafforzare, per vedere che la minoranza può essere corresponsabile di scelte se naturalmente le proposte vengono formulate e gestite assieme, il problema è in termini proprio di rapporti. Voi parlate di muro contro muro, ma noi possiamo dire di averci messo la buona volontà, volente o non volente. Voi dite di no: va benissimo, tanto non possiamo altro che ribadire che la posizione della maggioranza rimane ferma, voi volete fare i buonisti, fate delle delibere ad hoc per dimostrare alla cittadinanza che fate qualcosa, poi in verità fate carta, che rimane appesa ai muri. Le forze dell’ordine naturalmente subiscono perchè ce lo dicono fuori dai denti che poi loro devono stare buoni, devono stare calmi. Perché la verità poi esce, dico, io l’ho avuta in prima persona l’esperienza e poi mi vengono a dire, qui è l’Amministrazione che tace, perché? Perché sono buoni loro, poverini! Bisognerebbe che capitasse a loro, così forse diventerebbero meno buoni. SINDACO – 2° intervento Voglio ribadire che la scelta di fare sì che le carovane che non sono residenti a Schio non si fermino in questo territorio, sì perché quelli che sono residenti sono residenti, Bressan, è una scelta che abbiamo fatto e che stiamo perseguendo con modalità diverse, l’ordinanza ovviamente è una modalità diversa da prima, il pattugliamento della zona industriale è una modalità diversa da prima, con efficaci, con situazioni diverse fra aree pubbliche e private, e non mi metto a quest’ora a spiegare ulteriormente le differenze, ho solo portato testimonianza che ci siamo occupati ma ci sono modalità diverse perché la legge dà modalità diverse, anche delle aree private, io non ho mai detto che non ci siamo interessati delle aree private. Ho detto anche nei precedenti Consigli Comunali che in area privata si interviene con modalità diverse dall’area pubblica. Il Sindaco ha dei poteri nell’area pubblica e dei poteri diversi nell’area privata, ma torneremo a disquisire, penso, su questo. Questo l’abbiamo perseguito e questo lo perseguiamo. Non è vero che non l’abbiamo fatto e non avete portato dei dati che dimostrino che questo non sia avvenuto, e sta avvenendo con maggiore efficacia, poi dipende anche da momenti e momenti, perché se ne arriva una, ne arriva una, se ne arrivano dieci è chiaro che sono dieci. Quest’azione i Vigili la fanno a Schio, la fanno a Santorso, la fanno a Piovene, la fanno a Torrebelvicino, dappertutto. Tutto qua. Dopo si può discutere e prenderemo, di sicuro ci torneremo, c’è il punto all’ordine del giorno, quello di Bressan, che riguarda invece una famiglia residente, 38 ci torneremo su questo. Io lo dico questo, mi dispiace che Bonotto sia andato via, su questo ci siamo: non siamo muro contro muro, su questo. Questo che sia chiaro. Dopodichè a ognuno le sue disquisizioni, ma è troppo tardi per tornarci. -------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiusa la discussione e dà la parola per dichiarazione di voto a: CONSIGLIERE BRESSAN Mi pare, questa sera, di avere tenuto una linea molto pacata e molto tranquilla, quanto a questa discussione. Però non posso tollerare una cosa, due cose, Signor Sindaco: e voterò questo emendamento anche per questo. Una cosa è che nel primo intervento del Consigliere Da Dalt per la prima volta ha parlato di aree private, Lei e l’Assessore Laugelli vi siete messi a ridere, a ridergli addosso! Allora, rispettate le persone. Vi siete messi a ridere addosso al Consigliere. Prima questione che non tollero perché mi pare questa sera di avere tenuto una linea molto tranquilla, però quando si manca di rispetto in questo modo alle persone per poi contraddirsi come ha fatto Lei, Sindaco, non capisco. Seconda cosa: mi fa ancora più arrabbiare l’atteggiamento del Capogruppo del PD che continua ad affermare in maniera imperterrita che tutto quello che si fa dentro all’interno di questo Consiglio Comunale, perché oramai non si discutono più o quasi più mozioni ma solo delibere della Giunta, è tutto tempo perso. Questo, non accetto questo tipo di riflessione, per cui, che ritengo fra l’altro un tipo di riflessione che non da dignità a questa istituzione. Come dire, non ci sarebbe neanche bisogno del Consiglio, ma lasciamo fare tutto alla Giunta, che tanto è questa un po’ la mentalità, voglio dire! Io se fossi un Consigliere di maggioranza ovviamente mi ribellerei a questo. Qualcuno lo fa, ad esempio Terragin lo fa e accetta lo scambio e accetta il dialogo, anche duro, però lo accetta. Quindi voterò a favore e ho presentato un altro emendamento. CONSIGLIERE BANDOLIN Beh, nel dire che chiaramente voteremo a favore di questo emendamento, voglio ribadire al Sindaco che sono proprio i sistemi che lui usa che non sono efficaci. Perché lui ha citato prima l’area del Sartori, che è stata sgomberata, però io posso citare la vietta che c’è lì di fianco alla fabbrica di Zanon che non è sgomberata da parecchi mesi, oppure per esempio anche quelle zone che vengono spesso occupate davanti alla caserma dei pompieri, giorni e giorni, non ore! Giorni e giorni, oppure, quella zona in quella che adesso viene chiamata Perequazione 1, quella più grande che c’è dopo lì, sopra al LIDL, dopo il ponte, cioè ce ne sono tanti posti in cui queste iniziative, questa strada dritta che il Sindaco ha detto che ha intrapreso non si vede, non c’è, non c’è la volontà, pertanto… e poi, penso che la maggioranza abbia perso un’occasione di collaborare, di confronto su una linea di intervento diversa per tentare di risolvere il problema. E’ il vostro modo di fare, lo è sempre stato così, non avete mai accettato il confronto, la collaborazione, per me è un modo di fare sbagliato, non è democratico, non è assolutamente foriero di buoni risultati e anch’io dissento con quello che ha detto il Capogruppo del PD, perché così come lui afferma, si svilisce il ruolo del Consiglio Comunale come un passaggio burocratico inutile, rognoso, ossessivo, che porta via tempo. Io credo che un politico o un apprendista politico quale io mi considero e comunque anche lui che non ha grandi esperienze come me che voglia comunque tentare di fare una strada, deve rispettare il Consiglio Comunale e credo che sia un’ottima scuola invece il Consiglio Comunale, anche per chi ha poi magari delle velleità a livello regionale, o a livello anche più alto. Quindi svilire il Consiglio Comunale a un titolo così basso, credo che non faccia piacere a me, ma anche a tutti noi. 39 CONSIGLIERE LUCIDO Sarò brevissimo. Io avevo dato molto modestamente una possibilità alla minoranza di trovare una forma di collaborazione che ci veniva richiesta. Mi pare che questa sia stata respinta, pertanto io boccerò questo emendamento. ------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiuse le dichiarazioni di voto e pone il votazione l’emendamento allegato sub C). Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 17 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via, De Zen, Gramola, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni Scolaro, Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco Dalla Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 24 Consiglieri Comunali presenti in Aula al momento della votazione, l’emendamento allegato sub C) viene respinto a maggioranza. L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile. -------Il Presidente del Consiglio Comunale comunica che il Segretario Generale ritiene che l’emendamento aggiuntivo, allegato sub D) presentato Consigliere Bressan, è inammissibile in quanto propone un argomento nuovo. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Il Consigliere Bressan ha presentato questo emendamento, è un emendamento aggiuntivo che si aggiunge al dispositivo deliberatorio, che introduce però un argomento nuovo, perché dice: “.. che venga sospeso al più presto il progetto patto di ospitalità provvisoria non essendo stati raggiunti gli obiettivi che le parti tutte avevano liberamente sottoscritto.” Il Segretario Comunale ritiene inammissibile questo emendamento. -------Dà, ora, la parola relativamente all’ammissibilità dell’emendamento allegato sub D): CONSIGLIERE BRESSAN Ritengo ammissibile questo emendamento dal momento… Potrò sostenere l’ammissibilità di un… Beh, mezz’ora, trenta minuti, trentacinque minuti dopo la solita chiusura del Consiglio Comunale, non sette ore! Trentacinque minuti, non sette ore, ripeto, se poi, non capisco, ah, fra l’altro hanno chiesto una sospensione di venticinque minuti, loro! Loro! Beh, avremo anche il diritto, no? L’ammissibilità viene data dal fatto che nelle premesse c’è scritto “Le categorie economiche industriali, artigiani e commercianti sono esasperati dai continui furti e dal degrado creato che produce danni economici e di immagine alle loro attività.” Allora, secondo voi, le persone che sono coinvolte in questo patto di ospitalità provvisoria nella realtà dei fatti in questi anni sono estranee a questi episodi? Sono estranei a questi episodi? Sappiamo benissimo di no! Lo sappiamo benissimo. Non può il Segretario dirmi un’ammissibilità perché si lega, logicamente, alle premesse. Si lega logicamente alle premesse. Conoscendo la realtà scledense, conoscendo quello che è accaduto e conoscendo cosa ha significato questo tentativo fallito di integrazione che ha 40 portato a cosa? Alle premesse, si sono sommati questi, voglio dire, a coloro ai quali, voglio dire, hanno perpetrato furti e altro. A me sembra che un ragionamento di questo genere sia assolutamente un ragionamento da accettare. Non possa essere introdotto questo, altrimenti Segretario diventerà molto complesso, realmente molto complesso, la cosa. Si sta parlando di queste questioni, qui c’entra in pieno perché è stato ripreso più volte nella discussione questo doppio binario dell’Amministrazione e uno è anche questo binario. Ripeto, si parla di nomadi, si parla di persone che non sono estranee alle premesse espresse da questa mozione, anzi, sappiamo bene che hanno contribuito al degrado. SEGRETARIO GENERALE Scusate, ma, vorrei argomentare. Però, a quest’ora dopo cinque ore di discussione, mi dovete anche consentire venti secondi di premessa. Intanto, purtroppo, per il lavoro che faccio, nell’ultimo periodo di lavoro, i nomadi mi perseguitano. In che senso? Nel senso che io ho lavorato tre anni a Piovene Rocchette e quindi ho seguito tutta la vicenda relativa alla famosa ordinanza del Comune, del Sindaco Colman, ma da buon Segretario Generale, io ho fatto da consulente, era una consulenza prettamente tecnica, dietro ad alcune consulenze prettamente tecniche ci sono delle precise scelte politiche. Questa premessa che devo fare, poi ne voglio fare subito un’altra anche più breve. Sono anche un Segretario nomade nel senso che ogni quattro-cinque anni cambio Comune e lo faccio anche ben volentieri perché questo mi dà la possibilità di essere sereno, tranquillo e di dare i miei giudizi tecnici su qualsiasi argomento senza essere condizionato da altri tipi di questioni. Io ho molto rispetto per i Consiglieri Comunali, per il Consiglio Comunale, per le istituzioni, non c’è niente di personale in nessuna questione, però se viene presentato un emendamento che sostanzialmente introduce un’altra questione che non è oggetto di discussione perchè è stata riletta, l’avete riletta tutti, maggioranza e minoranza, questa proposta di delibera, di iniziativa del gruppo di minoranza e in nessuna parte del testo si dice di sospendere un protocollo, per cui in realtà è un altro argomento di discussione e quindi è un’altra proposta di delibera che non può essere presentata perché non è in conformità al Regolamento. In ogni caso, il Regolamento è chiaro e dice che qualora c’è un dubbio sull’ammissibilità o meno del Regolamento, ancora prima di discutere, il Presidente mette in votazione l’ammissibilità e il Consiglio Comunale, sovrano, decide se l’emendamento è ammissibile o meno. Quindi, io ho dato un supporto tecnico, ma come dicevo fin dalle premesse, qua c’è una scelta politica. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Per quello che mi riguarda, a me spetta il compito di fare applicare il Regolamento, né in termini restrittivi né in termini lassisti. Il comma IV dell’art. 18 alla voce emendamenti dice che se il proponente insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide senza discussione per alzata di mano sulla ammissibilità. Questo dice il Regolamento. E io non posso che seguire il Regolamento. Quindi, se il Consigliere Bressan insiste con questo emendamento, lo pongo all’attenzione del Consiglio per alzata di mano. CONSIGLIERE BRESSAN Insisto, semplicemente… no… non accetto la logica del sì o no, non accetto che tu possa dire quello che io… me lo dice lui, non tu! Me lo dice lui, non tu! Insomma, posso dire se insisto o meno? E perché lo faccio? Certo, grazie, Presidente. OK. Allora, io insisto perchè si crea un precedente assolutamente pericoloso che la maggioranza potrà usare ogni qualvolta intenderà bloccare, fermare, stoppare la discussione. Anche perchè la maggioranza ha i numeri per bocciarlo l’emendamento. Ok, allora, discutiamolo e poi lo bocciate! No, ok! Allora, io insisto perché c’è la volontà di non volerlo discutere, cioè di non volere confrontarsi, indipendentemente se sia ammissibile… Io ho espresso un’opinione 41 diversa da quella del Segretario, pur rispettando il Segretario, ho espresso un’opinione diversa. Ripeto, se questo Consiglio Comunale vuole continuare la discussione, vuole confrontarsi, può farlo, se vuole con un atto di alta democrazia, come la intendete voi, cucire la bocca, ma non mi interessa con quei gesti, li vedremo, poi i risultati si vedranno. Io ripeto… sono anche stanco avendo tenuto stasera una linea assolutamente tranquilla e essendo, ripeto, mezz’ora dopo, poco più di mezz’ora dal solito che finiamo i Consigli Comunali, che la maggioranza sia in questa fibrillazione assolutamente incredibile. E’ assurdo, se fossero le tre di mattina capisco. Sindaco, ragioni! Ci pensi politicamente su questa situazione. Rispetti la democrazia! Sì, è una scelta politica, l’ha detto il Segretario! Una scelta politica. -------Durante l’intervento del Consigliere Bressan il Presidente del Consiglio Comunale richiama il Consigliere Lucido. -------Il Presidente del Consiglio Comunale pone in votazione l’ammissibilità dell’emendamento allegato sub D). Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 17 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via, De Zen, Gramola, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni Scolaro, Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco Dalla Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 24 Consiglieri Comunali presenti in Aula al momento della votazione, l’emendamento allegato sub D) viene dichiarato non ammissibile. L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile. -------Esce la Consigliera Gramola; risultano, pertanto, presenti in Aula n. 23 Consiglieri Comunali. ------Il Presidente del Consiglio Comunale riapre la discussione generale; nessuno prende la parola. Il Presidente apre ora le dichiarazioni di voto e dà la parola a: CONSIGLIERE TOLETTINI Sì, credo che si sia persa un’occasione, noi riteniamo, io voto a favore anche della mozione originale, ovviamente, nel senso che la Commissione costituenda, secondo la nostra proposta dovrà appunto entrare nel merito anche del Regolamento, soprattutto del Regolamento di Polizia Municipale e avrebbe l’occasione, cosa che comunque bisognerà fare, visto che lo stesso Sindaco ha delle perplessità sull’applicazione se nell’articolo 38 su quella frase che dice “Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l’impianto dei mezzi mobili e delle attrezzature sopraccitate in aree private” sarebbe stata l’occasione di fare un’apposita riflessione e appunto specificarlo meglio quando e dove può intervenire. Quindi, credo che comunque, visto che immagino che questa mozione verrà bocciata, sono convinto che in altre occasioni come fa spesso questa Amministrazione troverà il 42 modo di entrare nel merito e di modificarlo e di renderlo più intelliggibile. E per quanto riguarda le premesse di questa mozione che fanno parte integrante, ovviamente, era impossibile emendarle perché si richiamano a tutta una serie di considerazioni importanti, ritengo anch’io che sarebbe stato opportuno proprio in visione, in merito alla discussione di questa sera, avere la possibilità di discutere ampiamente, anche con la proposta di Bressan che comunque avremo modo di discutere prossimamente. Di recente è comparsa anche sulla stampa proprio un’indicazione per la quale… “Tre arresti a Marano nel giro di poche ore, in manette sono finiti il presunto spacciatore e autore di un furto ai danni di un negozio. I primi a finire nelle mani dei militari sono stati due nomadi già noti alle Forze dell’Ordine, il Sig. … di ventun anni, senza fissa dimora e… stessa età residente nel Trentino ma in realtà domiciliato nel campo nomadi di Schio.” Quindi voterò a favore. CONSIGLIERE BECCARO Grazie, solo per ribadire, a parte il fatto che il campo nomadi a Schio non esiste, ma solo per ribadire che quanto presentato dalle minoranze questa sera non ha più ragion d’essere dal momento in cui il Sindaco e la Giunta hanno emesso l’ordinanza. Come detto prima, questa soddisfa pienamente tutto quello che voi avete richiesto. Questo non vuol dire che noi siamo tutori di chi commette reati come ha appena tentato di dimostrare il Consigliere. Noi siamo per la legalità. Chiunque esso sia infranga la legge deve essere punito come la legge prevede. Se i Vigili o qualcun altro omettono di rilevare una qualsiasi infrazione, questa deve essere denunciata, ma dovete avere il coraggio di dire che i Vigili non l’hanno fatto. L’ordinanza fatta dalla Giunta soddisfa pienamente quanto voi avete richiesto ed è in linea con ogni criterio di rispetto della legalità, che da sempre noi ottemperiamo. Grazie. CONSIGLIERE BANDOLIN Allora, stasera penso che sia chiaro che gli unici che hanno tentato di dare un contributo per risolvere il problema che abbiamo discusso siamo stati noi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e la Lega; questo è chiaro, noi siamo arrivati con una proposta concreta, abbiamo fatto anche delle discussioni piuttosto animate e siamo anche arrivati a proposte concrete e dettagliate su come ci saremmo mossi e ci muoveremo e siamo anche arrivati al punto di dire “portiamo in 1^ Commissione”. Questo non è possibile: lo discuteremo in Consiglio Comunale. Noi porteremo, Signor Sindaco, il Regolamento di Polizia Urbana in Consiglio Comunale e di Regolamenti ce ne intendiamo. Quindi, siccome poi non è una minaccia, è soltanto un’amichevole, diciamo, discussione, o preavviso. Noi porteremo in Consiglio Comunale il Regolamento della Polizia Urbana, perché vogliamo attualizzarlo e vogliamo discuterlo e vogliamo renderlo efficace, cosa comunque che sarà comunque vana se a questo Regolamento non saranno poi affiancate direttive politiche determinate e forti, cose che penso, anche manchino, di questo noi non possiamo, finché siamo all’opposizione, farci carico. Ce lo faremo l’anno prossimo, sicuramente, quando sarà il nostro turno. Poi, per quanto riguarda la votazione della proposta, chiaramente, Forza Italia voterà a favore. CONSIGLIERE PEGORARO Beh, non possiamo che votare a favore di un argomento che avevamo proposto, ma più che un argomento che avevamo proposto è un argomento a cui la Lega tiene particolarmente. Perché? Perché siamo dell’avviso che le leggi vanno rispettate e vanno rispettate da tutti. Non ci sono e non ci possono essere cittadini di serie A o B, perché a parer vostro noi trattiamo loro da cittadini di serie B, invece per conto nostro è il contrario, che siamo noi che veniamo trattati da deficienti che rispettano le leggi: loro possono non rispettarle. Quella è la differenza sostanziale fra noi e loro. Purtroppo c’è gente che ha 43 subito e continua a subire e non può farci niente, non può farci niente di fronte ad un’Amministrazione che si mette il paraocchi spesso e volentieri oppure dà disposizioni che… sì, faremo, oppure passate dall’altra strada, perché è stato spiegato in modo preciso durante questo dibattito che certe contravvenzioni non le fate dare. No i Vigili non le danno, voi non le fate dare! Perché c’è un Regolamento, però viene disatteso dove fa comodo. Questa è l’amara realtà alla fine di questa discussione: ho detto prima, noi eravamo disponibili e lo siamo tuttora di andare ad approfondire con proposte precise. Eh, per voi non va bene? Fate già tutto come al solito? Ci fa piacere! Solo che la gente non è della stessa convinzione, sono convinti ed hanno ragione che non fate abbastanza perché non volete farlo. CONSIGLIERE DA DALT Io volevo rifarmi un momento alle dichiarazioni che ha fatto il collega Capogruppo Beccaro, perché abbiamo iniziato questa sera a parlare di questo argomento, io avevo citato certe cose che fatalità sono state smentite pochi minuti fa. E quindi, io ritengo che l’ordinanza che per tutti va bene ha già manifestato certe lacune, perché qui parla solo di aree pubbliche all’interno del territorio. Perciò, colleghi Consiglieri, io mi sarei meravigliato se il collega Beccaro avesse detto che è contro la legalità perché avremmo dato un cattivo esempio tutti quanti qua dentro. Però, che questa sia la realtà e il credo fatto dall’Amministrazione, questo non è il credo dell’Amministrazione. Questa è l’ordinanza che è stata smentita pochi minuti fa, perciò, non tanto tempo fa. O Lei si è dimenticato di quello che ha detto il Sindaco perché sulle aree private il Sindaco ha detto che è intervenuto e interverrà ancora e io sono contento che interverrà. Sì, c’è ancora qualche minuto. Quando suona io finisco, perché abbiamo tutti tre minuti di tempo consentiti. Anche perché voi potete dire e noi no! Va bene, allora, a questo punto, io condivido pienamente la proposta che abbiamo presentato e quindi voterò a favore, ma richiamo l’attenzione su queste cose che sono state dette e nello stesso tempo smentite. Io non mi sono accorto che l’Assessore e il Sindaco hanno riso quando io ho citato le aree private, ma non faccio… nomadi… sì ma essere nomadi non è offensivo e non è neanche contro la Costituzione, perché uno sceglie e fa il nomade. Comunque, come dicevo, noi voteremo a favore della… Grazie. CONSIGLIERE TERRAGIN Grazie, Presidente. Allora, io naturalmente voterò contro, perché contrariamente a quanto afferma Bandolin, questa sera non è che si è tentato di risolvere la questione nomadi. Si è tentato semplicemente di percorrere una strada che potesse allontanare da Schio la problematica nomadi. E può essere una scelta: l’avete fatta, io non la condivido. Credo che forse sarebbe stato più interessante, più costruttivo e probabilmente con qualche sbocco di tipo solutivo, cominciare a discutere di qualche cosa che sia più legato all’inclusione, con norme, con regole, con tutta una serie di questioni che vanno ovviamente approfondite e regolarizzate. Allora, il problema in sé è chiaro che si pone quando carovane si muovono in maniera disordinata nel territorio dell’Alto Vicentino. Ma quando noi ci riferiamo a quella… cinque, sei, dieci, non so quante sono, famiglie che stabilmente si muovono nell’Alto Vicentino, e se per ognuna di queste ogni Comune si prendesse carico, come era nelle intenzioni del tavolo di concertazione promosso dal Prefetto, o promosso da qualche altro e poi alla presenza del Prefetto, forse si poteva limitare una situazione come questa, perché se noi facessimo come fanno tutti gli altri Comuni, non faremmo altro che scaricare su altri Comuni la questione ed è per questo che a me fa arrabbiare una mozione come questa, perché non va incontro a una soluzione del problema, lo sposta semplicemente. E lo sposta in maniera che puzza, e lo dico con molta franchezza, che puzza di quel razzismo strisciante che si sente sempre quando si parla di 44 questo argomento. Ed è per questo che prima sono stato pesante nelle mie affermazioni, ma torno ad esserlo. Non andate in chiesa alla domenica, per piacere. Grazie. CONSIGLIERE BRESSAN Beh, apprezzo il ragionamento del Consigliere Terragin che sottolinea che lui è contro provvedimenti che allontanino i nomadi, e poi sostiene l’ordinanza del Sindaco che va proprio in quella direzione. Dal momento che il Suo capogruppo Sartori prima ha detto, il Suo capogruppo… scusami, Sartori che ha detto che l’intera maggioranza sostiene questo provvedimento, quindi se Lei è coerente con quello che ha detto ora, questo provvedimento allontana i nomadi, è repressivo. Benissimo! Seconda cosa: Consigliere Beccaro, Lei se riteneva che questo provvedimento fosse l’ottimo, perché non ha… questa ordinanza… perchè non ha aggiunto aree pubbliche e anche aree private? Forse sarebbe stato più pubblico! No, stavo facendo un ragionamento dal momento che il Consigliere Beccaro ha detto che questo tipo di ordinanza, di fatto, rende inutile la nostra mozione. Beh, se fosse veramente inutile la nostra mozione e questa ordinanza fosse completa, Lei avrebbe il dovere domani mattina di dire al Sindaco che la integri con “anche private”. Quindi, ripeto, voterò a favore. Certo che il Consigliere Terragin veramente deve… o si dissocia, perché quell’ordinanza lì va nella direzione di allontanare… La legga, Lei, se è coerente con quello che ha detto finora, non vota, prende le distanze da quel provvedimento, prende le distanze anche dal nostro, perché probabilmente ha una logica diversa, ma anche da quello lì dell’ordinanza, perché va nella stessa strada. Quindi, si dissoci e io continuerò la domenica e anche tutti i giorni ad andare a Messa, tranquillamente. SINDACO Ma non era una foglia di fico? E’ così efficace adesso? Allora, io voterò contro la mozione, ribadendo questo, perché vedo che, probabilmente è il tempo, è la… ho fatto fatica anch’io a seguire tutta la discussione, quindi… Beh, alcuni passaggi sono stati un po’ persi e allora tento di ricapitolarli. Secondo me no. Allora, io prima ho detto e lo ribadisco, siccome il tema lo riprenderemo, allora, lo dico perché magari possiamo, se volete, ripartire da qui perché tanto abbiamo lo stesso modalità di differenziarci. E lo dico in modo positivo, che noi da un lato abbiamo perseguito il discorso delle famiglie residenti, dall’altro… non sono ancora partiti i secondi, quindi non ho perso niente… dall’altro abbiamo agito per allontanare in tutto il territorio comunale le carovane con modalità che sono diverse fra le aree pubbliche e le aree private. Allora, io non ho espresso delle perplessità sul Regolamento, ritengo che l’ordinanza vada bene così perché è una risposta più efficace per le aree private, non aveva la pretesa di aggiungere modalità… per le aree pubbliche, chiedo scusa… non aveva la pretesa di aggiungere modalità per le aree private. Ho detto anche in altre occasioni che nell’area privata lo strumento più efficace è una denuncia da parte del proprietario, fatta a qualsiasi Forza dell’Ordine. E’ il sistema più efficace. Prima dell’ordinanza, comunque, agivamo lo stesso, sia sulle aree pubbliche, sia sulle aree private, con modalità diverse, perché la legge prevede modalità diverse. Poi, su questo la prossima volta possiamo ridiscutere tanto per mettere i puntini sulle “i”. Quindi, l’ordinanza, secondo noi va bene così, per le aree pubbliche. Prima si agiva invece, cosa si faceva? Si faceva un’ordinanza di volta in volta per motivi igienico-sanitari. E’ chiaro invece che questo dà modalità più rapide. Questo è il percorso che stiamo facendo, la linea è sempre la stessa. Può piacere o non piacere. Vi piace per alcuni aspetti, fate il vostro gioco, io gradirei che si facesse in modo più… io gradirei da Sindaco e frequentante di quest’Aula da molto tempo che si facesse in modo più corretto fra di noi, sarebbe più proficuo per la città. Detto che noi abbiamo la sovranità per governare e di dare le risposte ai cittadini scledensi e stiamo cercando di darle, voi avete il diritto-dovere di contestarlo e di cercare 45 di dimostrare che noi non facciamo nulla. Questo è il gioco democratico. Però questo si può fare benissimo anche forse se avessimo cancellato almeno metà della discussione che abbiamo fatto stasera, rimarrebbe lo stesso il dato politico, il dato nel merito e anche il dato elettorale, se vogliamo, da una parte e dall’altra. Questo bisognerebbe che togliessimo un attimo, un po’ tutti. Sì, ma fare discussioni solo fini a se stesse, solo per rovinarci il fegato reciproco non serve a niente e non risolve i problemi dei cittadini, perché siamo qui tutti chiamati per risolvere i problemi dei cittadini e non abbiamo fatto nessun passo avanti sui problemi dei cittadini! ANDREA DALLA VECCHIA Sì, sarò veloce perché… solo tre minuti. Vado un po’ in ordine sparso per rispondere anche a delle cose che siamo stati fra virgolette attaccati da quello che abbiamo presentato. Ne abbiamo sentite tante, di tutti i colori stasera, anche cose contraddittorie una con l’altra, anche negli ultimi discorsi che ho sentito parlare. Volevo solo rispondere a due tre cose. Abbiamo fatto una richiesta di fare una Commissione. Ci è stato detto che la Commissione costa. Allora abbiamo fatto un passo indietro, facciamo adesso la Commissione 1^ così non costa Lucido, non costa, così questa non è più una scusa per non votare questa nostra proposta. Poi, abbiamo sentito… faccio solo una premessa per dire che giustamente andrò a votare con convinzione questa proposta. Abbiamo detto inconglobiamo nella Commissione 1^, niente! Poi, siamo stati attaccati per campi nomadi, eccetera, leggi regionali, provinciali. La legge dice, lo sa benissimo, l’ha detto anche il Vice-Sindaco, che Bassano e Vicenza sono obbligati ad avere questo campo nomadi, che sia centro-destra, centro-sinistra, pugni di ferro o no, hanno e devono averlo. A Schio non abbiamo l’obbligo di farlo. Rispondo solo per far chiarezza a una cosa che siamo andati avanti mezz’ora a discutere. La Legge Regionale dice che non è obbligatorio. Vicenza e Bassano ce l’hanno, non per volere di un governo di centro-destra o di centro-sinistra, ma per un governo di una… perché hanno l’obbligo di farlo. No, no, voglio solo finire. E tirando in ballo sempre Provincia, Regione, cosa, volevo solamente fare un appunto che è giusto anche andare in su allora ogni tanto, e ricordare, comunque, quello che ha fatto il Governo che poi ricade nelle Regioni, Province e nei Comuni, perché poi ricade tutto qua. Allora quello che ricade di centro-destra della Regione, ricade a Schio, quello che fanno a Roma non ricade a Schio. Ricordo solo che il Governo, l’UE ha ricordato al Governo Prodi che la direttiva europea sui diritti dei nomadi… questa è una cosa detta a giugno dell’anno scorso, luglio… l’UE ha ricordato al Governo Prodi che la direttiva europea sui diritti dei nomadi esiste già ed è l’Italia ad essere in difetto, tanto che a Bruxelles nel giugno scorso ha aperto una formale procedura di infrazione contro l’Italia che ha recepito con molte omissioni quella direttiva nella propria legislazione, ed ora rischia il deferimento alla Corte di Giustizia Europea. Articolo di un giornale. Dopo il Governo ha fatto anche quel Decreto Legge Sicurezza che è stato una bufala, perché hanno sbagliato a scrivere anche una convenzione internazionale ed è decaduto, con grossi problemi sulla criminalità, sui nomadi. Perché dico questo? Perché stiamo parlando di nomadi. E’ decaduto, non sono riusciti a fare con il Governo esistente in gennaio a rifare il Decreto e ci troviamo in una situazione disastrosa, che ricade da in alto fino a qua. Mi dispiace anche perché questa sera ci sono stati anche parecchi ospiti del pubblico, come non accade molte volte, visto l’argomento molto delicato. Mi piacerebbe che ci fossero stati altri cittadini, molti altri ad assistere e che ci fossero stati dei cittadini che hanno subito furti, violenze, persino stupri a Schio, delle donne sono state stuprate, o altre cose, e vedere certe volte il Sindaco o altre persone della Giunta sorridere finché noi dicevamo dei discorsi seri… sì, l’avete fatto, l’ho tenuto presente, me l’hanno fatto presente… Ho chiuso. Comunque finché dicevamo delle cose estremamente serie, ho visto anche delle persone ridere. Vorrei che ci fossero stati 46 dei cittadini che hanno subito certe violenze a vedere che ridiamo su certe cose dentro nel Consiglio. E, comunque, è ovvio che voterò a favore di questo. -------Durante l’intervento il Presidente del Consiglio Comunale richiama più volte il Consigliere Andrea Dalla Vecchia. -------Nessun altro prende la parola; il Presidente del Consiglio Comunale dichiara chiuse le dichiarazioni di voto e pone in votazione la richiesta allegata sub A). Con voti favorevoli n. 6, contrari n. 16 (Beccaro, Berlato Sella, Comparin, Dalla Via, De Zen, Lucido, Manfron, Morellato, Pasin, Ruzzante, Sartori, Giovanni Scolaro, Michela Scolaro, Tagliapietra, Terragin e Testolin), astenuti n. 1 (Francesco Dalla Vecchia), espressi per alzata di mano da n. 23 Consiglieri Comunali presenti in Aula al momento della votazione, la proposta viene respinta a maggioranza. L’esito dell’esperita votazione viene proclamato dal Presidente a voce alta ed intelliggibile. --------I lavori si concludono alle ore 23,40. 47 48 49 50 51 52 53 54 Letto, approvato e sottoscritto. Il Presidente Luciano De Zen Il Segretario Generale Livio Bertoia ADEMPIMENTI RELATIVI ALLA PUBBLICAZIONE Si attesta che copia della presente deliberazione viene pubblicata all'Albo Pretorio del Comune il 06/05/2008 ed ivi rimarrà per 15 giorni consecutivi. Il Segretario Generale Livio Bertoia ESECUTIVITA' La presente deliberazione è divenuta esecutiva il 16/05/2008 ai sensi dell'art. 134 del Testo Unico 18 agosto 2000, n. 267. Schio, 26/05/2008 Il Segretario Generale Livio Bertoia .