MAGGIO 2013
Pubb. trimestrale - Anno 98 Num. 2 - 2013
Sped. A. P. art. 2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Cuneo
Cari
Amici e devoti alla Madonna,
nel metterci in cammino con la Madonna per vivere la vita buona del Vangelo
ci stimola Papa Francesco che vive una filiale e profonda devozione alla
Vergine Maria, madre della Chiesa, e non disdegna anche i piccoli segni per
testimoniare la sua fiducia. Erano trascorse soltanto poche ore dalla sua
elezione a Vescovo di Roma e successore di San Pietro, che all’inizio del
secondo giorno si reca nella Basilica di Santa Maria Maggiore, per onorare
la Madonna, invocata come “salvezza del popolo romano”, e deporre
nell’altare una piccola composizione floreale. La missione pastorale di guida
della Chiesa di Cristo lo vede impegnato nel disegno dell’Anno della Fede,
proposto dal suo predecessore Benedetto XVI, che ha come programma “la
nuova evangelizzazione”. Un programma che già stava attuando nella diocesi di Buenos Aires, con metodo originale e rivoluzionario. Una sua espressione-definizione rinnovatrice è “la Chiesa di Dio è la città”; bisogna scendere, andare in città; nella città c’è Dio, e bisogna aiutare la gente a conoscerlo e amare. In una intervista ha riportato una nuova lettura della parabola del Buon Pastore: “Una volta un prete molto saggio mi disse che ci
troviamo di fronte ad una situazione totalmente apposta a quella prospettata
nella parabola del Buon Pastore che aveva novantanove pecore nel recinto
ma andò a cercare l’unica che si era smarrita: oggi ne abbiamo una nel
recinto e novantanove che non andiamo a cercare. Sono sinceramente convinto che, al momento attuale, la scelta fondamentale che la Chiesa deve
operare non sia di diminuire o di togliere dei precetti, di rendere più facile
questo o quello, ma di scendere in strada a cercare la gente, di conoscere le
persone per nome”.
È un metodo missionario e doveroso che coinvolge tutta la Chiesa, popolo di
Dio. Vescovi e cristiani. “La nostra fede cresce e si perfeziona se vediamo
Dio presente nella città; e la città è piena di gente. Chi dice di credere in Dio
e non vede suo fratello, inganna se stesso. Il perfezionamento nella fede in
Dio che vive nella città rinnova la speranza di nuovi incontri”, e l’evangelizzazione si estende e conquista i fratelli. Sono pensieri di Papa Francesco che
coglieremo dal suo insegnamento.
Siamo tutti devoti della Madonna; e quando ci portiamo pellegrini a Lourdes,
a Fatima, a Medjugorie, od anche nei nostri Santuari avvertiamo la presenza
della Madonna, ci infervoriamo, cogliamo i suoi messaggi; partiamo sereni
e torniamo migliori.
La Madonna ci insegna il metodo e lo spirito della nuova evangelizzazione.
La Madonna, con le apparizioni, scende nelle città dove c’è il suo figlio e con
i messaggi che ci trasmette, ci illumina e ci stimola a cercare Dio e i fratelli.
Abbiamo davanti a noi i mesi estivi che ci vedranno uscire dal nostro solito
ambiente; andiamo con uno sguardo di fede per scoprire Dio e i fratelli.
Il Rettore, don Biagio Mondino
Sommario
pag.
Cari Amici ............................................................................................................................................................................................................................. 2
La Liturgia eucaristica celebrata e ricevuta è la più alta professione di fede ........................... 3-7
La Madonna esempio e modello nostro . ................................................................................................................. 8-11
La voce della Madre ai suoi figli ....................................................................................................................................... 12-14
Augurio a Papa Francesco ..................................................................................................................................................................... 15
La Fede prega così ............................................................................................................................................................................................. 16
I Pellegrinaggi al Santuario ................................................................................................................................................................ 17
Un momento di costruzione del Santuario ..................................................................................................... 18-21
Il Vescovo che amava i poveri ............................................................................................................................................... 22-24
Il pittore Giovanni Lasagna e l’ex voto ............................................................................................................................ 25
Vita di casa nostra .................................................................................................................................................................................... 26-29
La vostra generosità . ...................................................................................................................................................................................... 30
Collabora anche tu . .......................................................................................................................................................................................... 31
2
CUSSANIO
Cussanio, centro di fede, di
solidarietà, di silenzio.
Nel deserto di valori che ci
circonda, d’estate e d’inverno, il vecchio convento agostiniano e la chiesa che testimoniano le apparizioni della
Madonna, si trasformano in
casa per qualche giorno di
meditazione o, semplicemente, qualche ora di relax
nel parco secolare che circonda il centro.
Cussanio, (40 chilometri da
Torino, 3 da Fossano, 7 dal
casello autostradale della
To-Sv a Marene, 30 da
Cuneo) può diventare una
“buona occasione” per
molti:
•per gruppi e parrocchie
che cercano momenti di
riflessione e preghiera;
•per famiglie che vogliono
ritrovare se stesse stando
qualche ora insieme
all’ombra della Madonna;
•per chiunque sia in ricerca.
Rettore: Don Biagio Mondino - Responsabile:
Don Corrado Avagnina - Amministrazione e
Redazione: Santuario di Cussanio - 12045
Fossano (Cn) - Stampa: Tipolitografia Sintra
srl - Via Torino, 164 - 12045 Fossano (Cn) Fotocomposizione: RBM Grafica di Barberis
Marco - Via Don Minzoni, 6 - Fossano (Cn)
- Tel. 0172 692548 - Autorizzazione del
Tribunale di Cuneo - N. 152 del 7 ottobre
1960 - Pubb. trimestrale - Anno 98 Num. 2
- 2013 - Sped. A. P. art. 2 comma 20/C legge
662/96 Filiale di Cuneo
I nostri dati:
Santuario
“Madre della Divina Provvidenza”
P.zza Madonna della Provvidenza, 9
12045 Cussanio - Fossano (CN)
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E-mail: [email protected]
ccp: 12460127
La Liturgia eucaristica celebrata e ricevuta
è la più alta professione di fede
San Pio da Pietrelcina ha
detto: “Penso che la
Santissima Eucarestia sia il
gran mezzo per aspirare
alla santa perfezione”;
ugualmente
possiamo
dire: “aspirare ad una
buona vita cristiana.” Forse
inconsciamente possiamo
affermare di condividere
poiché il momento vitale
per la formazione cristiana
è relegato per la maggior
parte dei fedeli, nell'atto
celebrativo della Santa
Messa domenicale.
Dalle Riviste mensili di San
Giovanni Rotondo “La
voce di Padre Pio” e “La
Casa sollievo della sofferenza” che leggo abitualmente e per intero, ho
appreso che la comunità
dei Frati Cappuccini, in
accordo con il Vescovo
di Manfredonia-Vieste e
San Giovanni Rotondo,
hanno
programmato
per il corrente anno, unito
all'Anno della Fede, l'anno dell'Eucarestia. La
fede eucaristica di San Pio
ha trasmesso un grande
insegnamento ed una
testimonianza veramente
contagiosa e credibile di
devozione all'Eucarestia. È
una testimonianza che mi
ha afferrato, sin dai primi
anni di sacerdozio, quando
ho incontrato Padre Pio,
ho partecipato alla sua
celebrazione Eucaristica,
mi sono accostato al sacramento della Confessione e
ho avuto due brevi collo-
qui nello stesso giorno.
Dalla Rivista citata “La
voce di Padre Pio”, ho
letto un servizio profondo, pratico, aderente alla
realtà, che ha la forza per
una personale verifica
della nostra fede eucaristica di sacerdoti e fedeli,
che desidero riportare per
nostro insegnamento. Il
titolo del servizio è
“Celebrazione eucaristica e anno della Fede”, di
Don Giuseppe Ruppi.
3
“La liturgia attraverso la
sua relazione vitale con la
Sacra Scrittura è la fonte
prima della fede cristiana
perché è in essa che sono
custoditi tutti i suoi elementi costitutivi. Se la
Chiesa crede come prega,
ogni liturgia è professione
di fede. In particolare l'Eucaristia celebrata è la più
alta professione di
fede, così che i cristiani
credono ciò che la Chiesa
di Cristo crede pregando
la preghiera della Chiesa.
Per questo vi è un legame
indivisibile tra la liturgia e
la trasmissione della fede,
al punto che celebrare la
liturgia è anche compiere
il più importante atto di
trasmissione della fede.”
Nota: Un certo nostro
stile libertino nel celebrare e partecipare alla
Messa ci induce a fare
in fretta, stando in uno
spazio ristretto di
tempo per non stancare, incapaci di infondere l'amore alla preghiera, alla riflessione
ed anche alla contemplazione del Mistero.
Alcune problematiche nel trasmettere la fede
“La trasmissione del vero
senso della liturgia è uno
dei problemi più difficili
che la Chiesa è chiamata
ad affrontare. Di qui l'urgenza di chiarire la rilevanza della liturgia quale
luogo educativo e rivelativo, facendone emergere la
dignità e l'orientamento
verso l'edificazione del
Regno. La Celebrazione
eucaristica chiede molto al
Sacerdote che presiede
l'Assemblea, e va sostenuta con una robusta formazione liturgica dei fedeli.
4
Serve una liturgia seria,
semplice e bella, che sia
veicolo del Mistero, rimanendo, al tempo stesso,
intelligibile, capace di narrare la perenne alleanza di
Dio con gli uomini. Questa
trasmissione concerne in
particolare le giovani
generazioni alle quali non
è stato sufficientemente
trasmesso il significato e il
vero senso della liturgia.
Un rilievo che deve interrogare profondamente la
cosiddetta “pastorale giovanile” condotta in questi
ultimi decenni. A cosa
sono stati educati i giovani se non si è riusciti ad
avvicinarli anche al vero
senso della liturgia cristiana? Che qualità ha una
trasmissione della fede
che non giunge a trasmettere il senso della liturgia,
sapendo che la preghiera
della Chiesa è il primo atto
della fede? Sorge spontanea un'altra domanda:
quali liturgie sono state
proposte e fatte vivere ai
giovani al punto da non
avere acquisito il vero
senso della liturgia? Il vero
senso della liturgia, infatti, si acquisisce in primo
luogo dalle liturgie che si
vivono e si celebrano ordidomenica
nariamente,
dopo domenica, nelle
comunità cristiane di
appartenenza. Se la liturgia non è correttamente
vissuta, celebrata e compresa, anche la sua vita ne
è, in qualche modo, intaccata e compromessa.
Avventurarsi alla ricerca
ingenua dello spettacolare
è un'altra controindicazione di alcune liturgie odierne. Lo spettacolare ha
come suo fine quello di far
vivere emozioni forti, sensazioni intense, di esaltare
gli affetti a scapito dell'interiorità, della razionalità,
del pensiero, del silenzio e
soprattutto della povertà
e semplicità di mezzi e di
segni di cui da sempre la
liturgia cristiana è fatta:
l'essenziale è e rimane
invisibile agli occhi.”
Occorre che la liturgia trasmetta, educhi alla fede e
apra al senso del Mistero cristiano
Come la liturgia di sempre ha trasmesso la fede
“Tra i molteplici esempi
che la liturgia di sempre
offre sul “come” trasmette la fede, soffermiamoci
sulla trasmissione della
fede attraverso l'Eucaristia.
Perché per ricevere l'Eucaristia, la liturgia chiede al
singolo fedele di lasciare il
posto nel quale si trova
dall'inizio della celebrazione, fare una breve processione insieme agli altri,
aprire le mani e rispondere “Amen” al ministro che
dice “Corpo di Cristo”?
Attraverso questa sequenza sacramentale, composta di gesti e di parole, la
liturgia trasmette la fede
della Chiesa all'Eucaristia.
Il rito prevede che il fedele
non riceva il Corpo di
Cristo al posto in cui si
trova, ma egli è chiamato
a lasciare il suo posto e
camminare verso l'altare.
In questo modo, la liturgia
invita a compiere un movimento, a intraprendere
un cammino che manifesta come l'Eucaristia sia il
pane per l'uomo in cammino. L'Eucaristia è davvero il viatico, il pane per il
viaggio, come la manna
per il popolo d'Israele,
come il pane per il profeta
Elia. Questo cammino il
credente non lo compie
da solo, ma con i fratelli e
5
le sorelle nella fede,
dando così forma a un
popolo in cammino di cui
quella processione è
segno. Qui la liturgia rivela che questa non è solo la
mia condizione ma è
anche la condizione di
tutti i cristiani che nella
Chiesa formano un popolo in cammino verso il
Regno. La processione di
comunione è dunque l'immagine di umanità che va
a Dio, ciascuno nella propria condizione. Tutti
vanno insieme verso l'altare, ognuno per quello che
è, con il suo fardello di
miseria e di peccato, le sue
fatiche, mossi tutti dalla
stessa fame di ricevere il
pane del perdono, pane
della misericordia, e per
questo pane di vita eterna
che solo Dio può dare.
Giunto davanti al mini-
stro, il fedele compie un
gesto semplice ma intenso: tende le braccia e apre
le mani per ricevere il
pane eucaristico. Apre le
mani chi si appresta a ricevere un dono e questo
gesto rivela il suo atteggiamento interiore: è un
atto del suo spirito. Aprire
le mani è il gesto umano
più alto per dire la disponibilità ad accogliere un
dono. Si comprende dunque la ragione per cui il
pane eucaristico non lo si
afferra, non lo si prenda
da sé, ma lo si riceve da
qualcuno che lo pone
nelle nostre mani aperte,
perché la salvezza in
Cristo, di cui il pane eucaristico è sacramento, è
dono gratuito del Padre.
Questo pane è dono di
Dio in Cristo per la potenza dello Spirito Santo.
Nota: Tanti sono i gesti, i segni nell'accostarsi dei
fedeli alla mensa eucaristica, accolti dal celebrante
con queste parole: “Beati gli invitati alla mensa del
Signore” Non sono soltanto gesti meccanici e parole
formali, ma un forte e responsabile richiamo a vivere nella fede, nel raccoglimento e nella preghiera
questo atto essenziale alla nostra vita, alla comunione di anima con il Signore Gesù.
Non può esser trascurata la parte del Sacerdote o
del ministro straordinario dell'eucarestia. Gesù ha
detto: “prendete e mangiate” e nella comunione
eucaristica è sempre Gesù che si dona, e compie
questo atto per mezzo del Celebrante o del ministro. Quale dignità e quale onore! Ma anche quale
responsabilità.
Non è e non deve essere un distributore automatico,
ma un soggetto che per la sua fede e devozione s'incontra con la fede e la devozione del fedele, favorendo la crescita della propria fede e quella dei fratelli nel mistero eucaristico.
Non ci deve essere né fretta, né superficialità, né
preoccupazione di ordine, né distrazione.
6
“I gesti del dare e del ricevere sono accompagnati
da una breve formula:
“Corpo di Cristo, alla quale
si risponde “Amen”: la
parola più breve ma più
intensa di tutta la liturgia.
Sant'Agostino rivolgendo
ad alcuni neofiti una catechesi mistagogica sull'Eucaristia ne spiega il senso
partendo dal rito della
comunione e dal breve
dialogo: “Corpo di Cristo.
Amen”:
“Se voi siete il corpo e le
membra di Cristo, sulla
mensa del Signore è posto
il vostro mistero. A ciò che
siete rispondete: Amen e
rispondendo lo sottoscrivete.
Essere ciò che si riceve: il
Corpo di Cristo.
Questa è la ragione per la
quale l'espressione “comunione” non indica unicamente l'atto di nutrirsi del
Corpo del Signore, ma
anche la ragione, il fine, lo
scopo per cui i cristiani si
nutrono dell'Eucaristia:
fare la comunione per
essere Chiesa comunione. La formula Corpus
Christi è la più alta confessione della fede eucaristica della Chiesa. Essa confessa che quel pane è il
“Corpo di Cristo”, e il
fedele risponde dicendo
“Amen” conferma e fa
sua questa fede eucaristica. Sii membro del Corpo
di Cristo, perché il tuo
Amen sia vero”.
La liturgia educa e trasmette la sua fede eucaristica in questo modo,
attraverso l'azione liturgica. La celebrazione liturgica dovrà sempre divenire
per il cristiano spazio di
contemplazione, tempo di
interiorizzazione, ovvero
esperienza della liturgia
come ascolto della Parola,
preghiera, adorazione e
come reale incontro con
Dio. Le persone dovrebbero uscire dalla liturgia più
credenti di come vi sono
entrate.
Nota: Leggendo questa relazione, così
profonda, fervorosa e
di estrema chiarezza,
abbiamo forse scoperto il vero e proficuo modo di accostarsi al Sacramento eucaristico.
***
7
La Madonna esempio e modello nostro
(Omelia del Papa Francesco dal 25 marzo)
Dal 13 marzo 2013
il nuovo Vescovo di
Roma, che i cardinali, in
Conclave, sono andati a
prenderlo quasi ai confini
del mondo (Argentina) e
successore di San Pietro,
è Papa Francesco, il
cardinale
arcivescovo
di Buenos Aires, che
nel suo ministero aveva
condiviso la vita del suo
popolo che ha sofferto
violenza e povertà, e che
considerava come scelta
preferenziale proteggere
e difendere la vita,
dono di Dio e valore
essenziale della persona
umana. Si è presentato
a Roma e al mondo con
sobrietà e umiltà e nella
responsabilità di dover
mostrare
all’umanità
travagliata e sofferente
il
volto
paterno
e
misericordioso di Dio.
La scelta dei cardinali,
illuminati dallo Spirito
Santo ha ampliato la
sua missione pastorale
dalla circoscrizione della
Diocesi argentina a tutto
il mondo.
L’accoglienza
che
il
popolo di Roma e del
mondo gli ha testimoniato
fin dal momento della
sua presentazione, sia
buon auspicio di fedeltà
nell’accogliere e vivere i
suoi insegnamenti.
accostarci
Vogliamo
al
suo
magistero
leggendo e meditando
l’omelia, che desidero
riportare sul nostro
8
Bollettino, pronunciata
nella Messa per la “Festa
della Vita” il 25 marzo
2011 a Buenos Aires, con
la quale invitava i suoi
fedeli, e noi oggi, a
seguire come esempio
e modello, lo zelo della
Vergine Maria.
“Qualcuno una volta mi
ha detto che questo è
il giorno più luminoso
dell’anno, perché commemoriamo il giorno in
cui Dio cominciò a camminare con noi. Dio viene ricevuto da Maria; il
seno di Maria si trasforma in un santuario, coperto dallo Spirito Santo e dall’ombra di Dio,
e da lì in poi Maria comincia un cammino, un
cammino di accompagnamento alla vita che
ha appena concepito, la
vita di Gesù. Lo aspetta,
come ogni madre aspetta un figlio, con molta
speranza, ma prima di
nascere iniziano le difficoltà; e lei continua ad
accompagnare
questa
vita di difficoltà. Quasi
nel momento in cui sta
per partorire, deve intraprendere un viaggio
nel rispetto della legge,
la legge civile dei romani, e lo fa. Parte per
rispettare la legge. Lì
nasce il bambino senza
comodità... Gesù praticamente nacque per
strada... in un presepe... in un recinto... non
c’era posto per lui e lei
era lì. Dopo l’immensa
gioia che sente nel ricevere i pastori, i magi e
questo riconoscimento
universale nei confronti
di Gesù, arriva la minaccia di morte e l’esilio...
Poi accompagna il ritorno, l’educazione del
bambino e la sua crescita... accompagna questa
vita che cresce, con le
difficoltà che ha, le persecuzioni, accompagna
la croce, accompagna
la sua solitudine quella
notte in cui lo torturarono ingiustamente...;
lei sta ai piedi della croce... accompagna la vita
di suo figlio e accompa-
gna la sua morte. E nella
sua profonda solitudine
non perde la speranza
e lo accompagna nella
resurrezione piena di
gioia! Ma il suo lavoro
non termina lì, perché
Gesù le affida la Chiesa
nascente e da allora
accompagna la Chiesa
nascente,
accompagna la vita...
Maria, la donna che
riceve e accompagna
la vita...fino alla fine;
con tutti i problemi che
possono presentarsi e
tutte le gioie che la vita
ci dà. Maria, la donna che
un giorno come quello
di oggi riceve la vita e la
accompagna fino alla sua
9
pienezza e ancora non ha
finito perché continua ad
accompagnarci nella vita
della Chiesa. La donna
del
silenzio,
della
pazienza, che sopporta
il dolore, che affronta le
difficoltà e sa rallegrarsi
profondamente
della
felicità del suo figlio.
Il Papa Benedetto XVI ha
voluto che questo fosse
"l’anno della vita". E un
giorno come quello di
oggi, in cui la vita di Dio
si inaugura sulla terra,
ha
inizio
quest’anno
della vita, e il suo peso
è maggiore, in questa
vita portata da Maria e
accompagnata da Maria.
In quest’anno della vita
credo
che
faremmo
bene a chiederci come
riceviamo la vita... come
la
accompagniamo...
perché a volte non ci
10
rendiamo conto della
fragilità della vita. Forse
non siamo consapevoli
dei pericoli che la vita
di una persona, fin
da bambino, dal suo
concepimento alla morte,
deve attraversare. Allora
la domanda che voglio
farvi oggi, guardando
Maria che accompagna
la vita, è: sappiamo
accompagnare
la
vita? La vita dei nostri
bambini, dei nostri figli
e di quelli che non lo
sono...; sappiamo dare
ai ragazzi incentivi per
la crescita? Sappiamo
porre dei limiti nella loro
educazione? E i ragazzini
che non sono nostri,
quelli che – scusatemi per
l’espressione – sembrano
“figli di nessuno”... mi
preoccupano anche loro!
Sono vita! È il soffio
di Dio! O mi interessa
di più stare attento
al mio animaletto da
compagnia,
che
non
avendo libertà ma solo
istinto mi restituisce ciò
che io penso sia affetto.
Avete mai pensato che la
spesa per prendersi cura
di un animale potrebbe
essere
alimentazione
ed educazione di un
bambino che non le ha?
Sto attento alla vita
dei
bambini
quando
crescono? Mi preoccupo
delle loro compagnie? Mi
preoccupo che crescano
maturi e liberi? So
educare in libertà i miei
figli? Mi preoccupo dei
loro svaghi? Ed io sono
attento? E la vita intanto
cresce... e Maria continua
ad accompagnarla... e io
faccio come Maria? Come
stanno i tuoi genitori?
E i tuoi nonni? E i tuoi
suoceri? Ti preoccupi per
loro? Li vai a trovare? A
volte è molto doloroso,
ma non c’è altro rimedio
che stiano in un centro
per anziani a causa della
loro situazione medica o
a causa della famiglia...
Ma quando stanno lì,
spendo un sabato e una
domenica per stare con
loro? Ti prendi cura di
questa vita che si sta
spegnendo e ti ha dato
la vita?
quest’anno
della
In
vita il Papa desidera
che osserviamo tutto
il corso della vita, e ad
ogni passo Maria è qui.
Colei che si prese cura
della vita dall’inizio e
continua a farlo in noi
come Chiesa in cammino.
La cosa peggiore che può
accaderci è non avere
l’amore che alimenta la
cura della vita, e Maria
è la donna dell’amore.
Se non c’è amore, non
c’è posto per la vita.
Senza amore c’è egoismo
e ci si avviluppa per
accarezzare se stessi.
Oggi chiediamo amore a
Maria per avere cura della
vita. Amore e coraggio!
Qualcuno mi potrebbe
dire: “Ma Padre, in
questa civiltà mondiale
che sembra apocalittica,
come potremo portare
l’amore in mezzo a tante
contraddizioni e avere
cura della vita fino alle
ultime
conseguenze?”
… Il grande papa Pio XII
disse una frase molto
dura: “La cosa peggiore
che può succedere non
sono i fattori negativi
della
civiltà,
bensì
la
sonnolenza
dei
buoni”. Avete coraggio
per assumere questo
cammino
che
Maria
ha assunto, avere cura
della vita, dal principio
fino alla fine? O siete
sonnolenti? E se lo siete...
cos’è che vi anestetizza?
Perché
Maria
non
lasciava che il suo amore
si
anestetizzasse!
E
oggi
noi
chiediamo
a lei: “Madre, fa che
amiamo
seriamente,
fa che non ci sentiamo
sonnolenti, e che non
ci rifugiamo nelle mille
forme di anestesia che
ci presenta questa civiltà
decadente”. Così sia.”
***
11
La voce della Madre ai suoi figli
E’ saggezza far tesoro dei
consigli e dei ammonimenti altrui; rifiutarli per
preconcetto è stoltezza, è
chiudere il nostro cammino di perfezione. I primi,
quelli certi, infallibili ci
vengono dal Signore. Lo
afferma l’apostolo: “Nei
tempi passati, Dio, molte
volte e in molti modi ha
parlato ai nostri padri, per
mezzo dei profeti. Ora invece, in questi tempi, ha
parlato a noi per mezzo
del Figlio”. (Ebr 1,1-2).
12
Con gli insegnamenti di
Gesù e degli apostoli è
cessata la Rivelazione divina. Gesù poi ha istituito la Chiesa, che trasmettendoci la Parola di Dio,
continua a darci gli insegnamenti per una vita
buona secondo il Vangelo. Ed anche ogni persona
può essere trasmettitrice
di insegnamenti per una
seria formazione, con la
parola e con gli esempi.
Fingere di non sentire, di
non vedere; rifiutare per
preconcetti, per presunzione, significa perdere
possibilità di aiuto e di
miglioramento.
Una certa resistenza si
avverte nell’accettare
i messaggi o i richiami
che ci vengono dall’altro mondo per mezzo
di apparizioni. “Con il
senno di poi ci accorgiamo che erano veri e necessari”.
Anche il nostro Santuario
di devozione alla Madonna, che continua da secoli,
ha avuto origine da una
apparizione della Vergine Maria l’8 e l’11 maggio
1521. Tante altre apparizioni della Madonna sono
avvenute nei duemila anni
di cristianesimo; di esse alcune hanno avuto il riconoscimento dell’autorità
ecclesiastica; ad esempio
quelle di La Salette, della
Medaglia miracolosa, di
Lourdes, di Fatima...; però
le altre se sono vere, non
hanno bisogno dell’approvazione.
San Paolo dice: “Non
disprezzate i disegni di
Dio; esaminate ogni cosa
e tenete ciò che è buono
(1 Tessalon. 5,20-21).
Da parte nostra si deve
evitare il fanatismo ma
avere equilibrio e discernimento; attenti però
alla tentazione di respingere i segni per non voler essere disturbati nella
nostra coscienza tranquilla e indifferente!
Veniamo a riflettere
sui messaggi della Madonna, Madre di Dio e
madre nostra.
I suoi messaggi non sono
una nuova rivelazione
della Parola di Dio, che
è terminata con Gesù
e gli Apostoli ma sono
un richiamo di attualizzazione del disegno e
della volontà di Dio per
l’uomo. A La Salette la
Madonna ha esortato a
pregare per non cadere
nelle ideologie nefaste
della cultura imperante
in Francia; a Lourdes la
Madonna ha esortato a
fare penitenza e a pregare per i peccatori; a
Fatima, rivolgendosi ai
tre pastorelli la Vergine li invitava a pregare
e a soffrire per la pace
nel mondo; a Mediugorje, da oltre 30 anni
la Madonna continua a
comunicare messaggi a
sei veggenti, con premura ed affetto materno,
ma anche con forte sollecitazione, a fuggire il
male e a donare il cuore,
la mente e la vita a Dio
per mezzo del suo Figlio
Gesù.
“Cari figli, vi invito di
nuova
maternamente;
non siate duri di cuore!
13
Non chiudete gli occhi
sugli ammonimenti che,
per amore, il Padre celeste vi manda. Voi, lo
amate al di sopra di tutto? Vi pentite che spesso
dimenticate che il Padre
celeste per il suo grande amore ha mandato il
suo Figlio, affinché con
la croce vi redimesse? Figli miei, non opponetevi
all’amore di mio Figlio.
Non opponetevi alla speranza e alla pace”.
Il Papa Francesco ha esortato i giovani con queste
parole: “Non lasciatevi
rubare la speranza”.
Continua il messaggio
della Madonna.
“Con la vostra preghiera
ed il vostro digiuno, mio
Figlio con la sua croce
scaccerà la tenebra che
vi circonda e che vuole
impadronirsi di voi. Egli
vi darà la forza per una
nuova vita. Vivendola,
sarete benedizione e speranza per tutti color che
vagano nella tenebra del
peccato. (02/03/2013)”
E’ un chiaro richiamo
alla nostra responsabilità per il bene nostro e
dell’umanità.
“Pregate, pregate affinché l’amore e la pace comincino a regnare nei vostri cuori” (25/03/2013)”.
“Vi preoccupate di tutto
eccetto che della vostra
anima e della vostra vita
spirituale. Risvegliatevi
da questo mondo affaticato, dal sonno della
vostra anima e dite a Dio
con tutte le forze il vostro sì. Decidetevi per la
conversione e per la santità”.
Sono tanti i messaggi della Madonna; sono rivolti
a tutti, piccoli e grandi e
sono mirati alla preghiera, al digiuno, alla testimonianza di amore a Dio
e agli uomini, alla pace
con Dio e nel mondo.
“Quando comincerete ad
amare Dio e voi stessi,
amerete anche gli altri
uomini e in loro vedrete
mio Figlio e riconoscerete la grandezza del suo
amore” (18/03/2013).
Oggi tante persone si
muovono verso i Santuari della Madonna; è una
scelta buona e felice. Può
essere un sollievo e soddisfazione personale, ma
sforziamoci di renderlo
un incontro di figli verso la Madre celeste per
accogliere le esortazioni
per una vita più buona.
Don Biagio MONDINO
14
al Papa Francesco
pace, vita, salute
Nella sera del 13 marzo 2013 gli altoparlanti di Piazza San Pietro annunciavano
alla folla di fedeli che la gremiva, e i mass-media trasmettevano a tutto il mondo il
messaggio tanto atteso:
Abbiamo il Papa,
il Cardinale Giorgio Mario Bergoglio
che ha assunto il nome: Francesco.
Un annuncio che suonò sorpresa per tutti, ma che è stato accolto con gioia, entusiasmo
e con riconoscenza al Signore, con uno scrosciante applauso.
Presentandosi alla loggia di San Pietro, la sua persona, i suoi gesti, le sue parole
conquistarono il cuore dei cattolici e di tutti gli uomini di buona volontà, nella
semplicità, nell’umiltà, nella povertà, nel profondo spirito di fede, di preghiera entrando
decisamente nel cammino da percorrere insieme: “Io Vescovo e voi popolo di Dio,
camminiamo insieme.
Ed ora è nostro dovere di invocare su di Lui l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo,
affinché abbia la luce di discernere ciò che il Signore attende dalla sua chiesa oggi,
e trovi l’energia per attuarlo.
Con spirito di fede e grande stima e devozione accogliamo Papa Francesco,
assicurandogli il nostro affetto, la nostra ubbidienza e la nostra sincera e fattiva
collaborazione.
15
La Fede prega così
Il Papa Benedetto XVI proponendo l'Anno della Fede che stiamo
vivendo ci induce a meditare e riflettere sui vari spazi e momenti
in cui la fede deve avere una insostituibile presenza ed azione; tra
i più importanti è la Preghiera.
Vi propongo la lettura della seguente pagina, tratta dal libro “La
Fede” di Don Pino Pellegrino dal titolo “la Fede prega così”.
Che tra Fede e preghiera vi sia un feeling inossidabile è cosa scontata: non è forse vero che in
ogni preghiera autentica la Fede deve essere di casa, così di casa che senza un minimo di fede,
appunto, non potrebbe reggersi in piedi?
Sì la fede è in ogni preghiera, come il profumo nella lavanda. La preghiera è sempre fede in
azione, ma lo è soprattutto nelle preghiere che la riguardano in particolare.
Come queste:
• “Signore, a te mi affido, perché di te mi fido! Sei tu che tieni in mano il volante del mondo!”.
• “Padre mio, mi arrendo a te!”.
• “Signore, se la mia fede non è abbastanza grande per spostare le montagne, dammi almeno la
forza per scalarle!”.
• “O Signore, lascio l'avvenire sulle tue ginocchia e vivo giorno dopo giorno”.
• “Mi abbandono a Te, e la pace scende in me!”.
• “O Signore, lascio fare Te il programma della mia vita”.
• “Nulla mi turba, nulla mi spaventa: Tu sai che ci sono!”.
• “Mi basta essere una matita nelle Tue mani!”.
• “Sono come chi danza sulla corda. Tu sei la rete stesa sotto”.
• “O Signore, fammi capire il tuo amore e canterò: Va bene così!”.
• “Custodiscimi, Dio: in te mi rifugio, all'infuori di te non ho alcun bene” (Sal. 15, 1-2).
• “Nel Signore ho posto tutta la mia presenza; egli è chinato su di me e ha ascoltato il mio
grido” (Sal. 39, 1-2).
• “In Dio confido e non temerò: che cosa potrà farmi un essere mortale?” (Sal. 55,5).
• “Solo in Dio riposa l'anima mia: da lui la mia salvezza. Egli solo è mia rupe e mia salvezza, è
mio sicuro rifugio: non potrò vacillare” (Sal. 61, 2-3).
Brillanti, no, le preghiera della Fede?
Le preghiere della Fede sono tutte distensive, tutte terapeutiche, tutte filiali!
Tutte gradite al Padre nostro!
Il cristiano le tiene sempre nella sua bisaccia: possono servirgli, come arca di Noè, in caso di
diluvio.
don Pino Pellegrino
Un consiglio:
Don Pino esorta a tenere queste preghiere nella bisaccia; io
aggiungo: “Trascrivete queste preghiere su un foglio da tenere
nel vostro libro di preghiere e leggetele quando dovete pregare il
Signore per qualsiasi vostra intenzione.
Don Biagio MONDINO
16
I Pellegrinaggi al Santuario
Aprile
Giovedì 25 ore 9,30 S. Lorenzo
Sabato 27 ore 20,30 Loreto
Domenica 28 ore 11,00 Levaldigi
Maggio
Mercoledì 1 ore 9,30 Murazzo - S. Sebastiano
Maddalene - Gerbo - Piovani
ore 11,00 Vottignasco - Tetti Roccia
Gerbola
Giovedì 2 ore 15,00 C.I.F.
Sabato 4 ore 20,00 S. Biagio - Roata Chiusani
ore 21,00 Genola - Santa Maria
S. Antonio Baligio
Domenica 5 ore 9,30 Salmour - S. Antonino
ore 11,00 Monsola
Giovedì 9 ore 15,00 C.I.F.
Sabato 11 ore 21,00 Cattedrale - S. Filippo
Domenica 12 ore 8,00 Grinzano - Tagliata
ore 9,30 Cervere - Montarossa
ore 11,00 Marene
Giovedì 16 ore 15,00 C.I.F.
Venerdì 17 ore 21,00 Spirito Santo - Boschetti
Domenica 19 ore 8,00 S. Antonio ab.
ore 9,30 Villafalletto
ore 11,00 Roreto - Bricco - Veglia - Cappellazzo
ore 15,00 Benedizione dei malati
Giovedì 23 ore 15,00 C.I.F.
Venerdì 24 ore 21,00 San Martino
Sabato 25 ore 19,00 San Bernardo
Domenica 26 ore 11,00 Centallo
Giovedì 30 ore 15,00 C.I.F.
Venerdì 31 ore 21,30 Salice - Cussanio
17
SANTUARIO 1880 / 1883
Un momento di costruzione del Santuario
Scorrendo le pagine de
“Il Fossanese”, settimanale che dal 1868 si pubblicava a Fossano, mi
sono imbattuto in una
notizia che mi ha incuriosito anche per il tono
insolito usato che non
era usuale per quel giornale: si scriveva, (ad una
ricerca fatta adesso non
sono più riuscito a rintracciarla) evidentemente per rispondere a talune critiche che erano
state rivolte per non aver
riportato la cronaca di
una manifestazione religiosa svoltasi a Cussanio
18
che il giornale aveva predisposto un idoneo resoconto ma che, poiché in
città erano circolate
molte copie dei giornali
“L’Unità Cattolica” di
Torino e “L’Apologista”
di Mondovì che recavano
ampie relazioni delle
feste, il settimanale fossanese se ne asteneva pur
plaudendo alla manifestazione ormai passata..
Il testo mi è apparso
abbastanza singolare per
questo giornale che, in
ottobre del 1879, aveva
invece salutato con entusiasmo le manifestazioni
indette a Cussanio allorchè era stata collocata sul
frontone del santuario la
statua della Madonna
con il Bartolomeo muto
che ancora si vede.
Il testo però di questi
interventi, pur plaudendo all’aspetto religioso,
badava molto di più al
tornaconto che ne avrebbero ricavato commercianti, albergatori ed
esercenti.
Ecco infatti quanto scriveva, dopo aver detto
delle manifestazioni programmate dal 9 al 12 di
ottobre 1879: ”Insieme
allo scoprimento della
statua avrà luogo l’inaugurazione della nuova
facciata del Santuario. La
statua rappresenta la
Madre della Divina
Provvidenza che offre
il pane allo sciancato
che la vide apparire;
ed è egregio lavoro in
marmo finissimo degli
scultori fratelli Baratta
di Carrara”.
Prosegue poi aggiungendo altre notizie e,
praticamente, conclude
che “certo chi vorrà trovar Fossano a quei giorni, bisognerà seguirlo
nelle miti e ridenti pianure che si stendono di là
ad occaso, dove si sarà
tutta riversata, sospesa
ogni cura di traffici, di
uffizi e di negozii, la cittadinanza”.
Poi, il 19 ottobre, aggiungeva altre notizie circa il
fatto che le
manifestazioni erano riuanche
scite
per la presenza di ben
dodici vescovi e di tre
arcivescovi nelle varie
giornate e dicendo che
bisogna
rallegrarsi
dell’iniziativa perché si
pensa “siavi ragione a
rallegrarsene, massime
che con tali feste va
accrescendosi la fama di
questo Santuario e preparandosi una novella
occasione di movimento
commerciale per la nostra
città”.
19
Aggiunge subito dopo
che “se difatti si giudica
dall’immenso concorso
alle feste di questi giorni,
noi possiamo bene asserire a ragione, che fra
breve di non minor vantaggio sia per riuscire alla
nostra città il Santuario
di Cussanio di quel che
tornino utili a Biella e
Mondovì quelli di Oropa
e di Vico.”
20
Prosegue ancora dicendo
che “da anni vive lagnanze si muovono dai
Fossanesi ed in ispecie
dagli esercenti e commercianti che non siavi
occasione per attirare
nella nostra città forestieri ed accrescere per
tal modo le fonti di guadagno pei commercianti
e di ricchezza quindi per
la cittadinanza”.
E si continua con questi
toni,
documentando
come al giornale interessassero più i benefici che
potevano derivarne a
trattori, osterie e caffè
che non l’importanza
religiosa delle iniziative.
Per saperne di più
sono ricorso ad
un aureo libretto
che
titola
“Solenne inaugurazione della
statua di Maria
santissima Madre
della
Divina
Provvidenza
e
della nuova facciata del santuario di Cussanio
presso Fossano ottobre 1879”,
pubblicato
a
Mondovì l’anno
dopo.
Non voglio qui soffermarmi su quel libretto
(ne parlerò un’altra
volta magari): ricordo
soltanto che il resoconto
per
“L’Apologista” monregalese venne scritto dal
canonico Marco Cauda e
quello
per
“L’Unità
Cattolica” dal canonico
Giovan Battista Giaccardi
che al santuario dedicò
nel tempo un volume,
che ebbe tre successive
edizioni aggiornate ed
ampliate, narrandone la
storia.
Ma è ora che torni a quella notizia di cui ho detto
all’inizio e che non mi è
stato più dato di ritrovare, ma che mi pareva risalisse al periodo dal 1880
al 1883.
Stupito di questo fatto,
non mi è rimasto altro da
fare che andare a consultare il libro del canonico
Antonio Lamberti edito
nel 1921 per cercare di
trovare una risposta a
quella notizia e così ho
scoperto quale sia stata
la manifestazione religiosa svoltasi a Cussanio e di
cui, forse, il giornale cittadino non aveva dato
notizia.
Si trattava delle manifestazioni seguite per
la collocazione delle
due statue, pure marmoree, del beato Oddino
Barotti e dell’allora ancora venerabile (e più tardi
beato)
Giovenale
Ancina. Si tratta delle
statue che tuttora si vedono sul fronte del timpano
poste una a destra e l’altra a sinistra rispetto alla
statua centrale della
Madonna. Il Lamberti
indica come data il 1883.
In
realtà,
scorrendo
l’elenco delle Lettere
Pastorali
di
mons.
Manacorda quella che si
trova al n. 48 dell’elenco
è intitolata “Lettera circolare per la inaugurazione delle due statue
marmoree rappresentanti il ven. Giovanni
Giovenale Ancina e beato
Oddino Barotti. Esercizi
spirituali per il clero”
reca la data del 24 giugno 1880 e venne stampata proprio in quell’anno a Mondovì .
Quindi quella manifestazione, in realtà, si svolse
il 25 luglio del 1880 e non
nel 1883, come scrive il
Lamberti e ne ho trovata
ampia relazione su “Il
Fossanese” del 1 agosto
1880.
Non la trascrivo in quanto troppo lunga ma
voglio ricordare che alle
manifestazioni, svoltesi il
25 ed il 26 luglio, partecicon
mons.
parono,
Manacorda, anche il
vescovo di Saluzzo mons.
Alfonso Buglione di
Monale e mons. Filippo
Allegro,
vescovo
di
Albenga.
Il primo perché l’Ancina
era stato suo antico predecessore a Saluzzo nei
primi anni del ‘600 il
secondo perché il beato
Oddino Barotti era (forse
ancora è) venerato ad
Albenga come protettore
del clero.
Ma mi resta il dubbio di
dove ho letto la notizia
di cui ho detto e che non
ho più ritrovato: farò
ancora ricerche e ve ne
scriverò.
Carlo Morra
21
Il Vescovo che amava i poveri
(Vent'anni fa moriva don Tonino Bello)
Ricorreva il 20 aprile 2013,
il 20° anniversario della
morte di Mons. Tonino
Bello, Vescovo di Molfetta. Di questa ricorrenza
hanno scritto il quotidiano Avvenire e altri giornali e riviste, quali Famiglia
Cristiana, Credere e altre.
A Molfetta, ad Alessano,
suo paese d’origine, sono
state promosse iniziative di commemorazione:
Giornate di studio, Convegni, celebrazioni religiose,
concerti e mostre.
Nell’estate del 2011, scendendo per l’Italia, in un
viaggio turistico sono
giunto a Santa Maria di
Leuca, al Santuario della
Madonna “de finibus terrae”, incrociando la città
di Alessano, distante pochi chilometri. Sapendo
che Mons. Tonino Bello
era nativo di Alessano, e
Don Tonino insieme
ad un gruppo di immigrati
22
che ebbe sepoltura nel cimitero della città, per la
stima e venerazione per
questo Vescovo, ho fatto
una visita alla sua tomba.
I suoi concittadini gli hanno riservato una grande
aiuola nel cimitero, circondata da gradinate circolari per offrire ai visitatori
ed estimatori possibilità
di momenti di preghiera
e di commemorazioni. La
tomba di Mons. Tonino è
diventata meta di pellegrinaggio di gruppi e di
singole persone.
Entrando nel cimitero si è
accolti da un grande poster della sua immagine.
Mons. Tonino, nella sua
breve vita, ha lasciato una
bella testimonianza di
“profumo di popolo” per
il suo spirito, zelo e disponibilità di andare verso il
popolo per abbracciare,
come buon pastore, persone di ogni ceto e cultura. È uno sfilare continuo
di persone, giovani ed
anziani, attorno a quella tomba, chiusa da una
lastra di pietra, adornata da una piccola croce,
e da alcune frasi, tra le
più significative delle sue
espressioni: “Ama la gente, i poveri: È Gesù Cristo”
- “In piedi costruttori di
pace” - “Ascoltino gli umili e si rallegrino”.
Amante della natura, era
terziario francescano, incantava i seminaristi dei
quali era stato insegnante, sostando davanti ad
un albero, parlando della
bellezza del creato e della
bontà del Creatore; oppure uscendo di sera in barca, suonava la fisarmonica
e li invitava a contemplare
la luna che declinava sul
mare.
Amava ogni persona che,
incontrandola, la faceva
sentire come unica e importante.
Il Vescovo di Pavia, Mons.
Giudice ha sottolineato
l’attualità di Mons. Tonino descrivendolo “come
figura realmente maiuscola che negli anni è diventata ancor più significativa perché i suoi scritti
non perdono vigore e le
sue impostazioni di proposte sui temi della pace
hanno una tale profondità che rimangono veri anche a vent’anni dalla sua
morte”.
La sua attività pastorale,
sociale, caritativa, lasciataci quale ricca eredità, ha
trovato la forza nella ric-
chezza di vita spirituale e
di comunione con Cristo.
Scrive l’Arcivescovo di Potenza, Mons. Agostino Superbo: “Di tutto ciò che ha
scritto, ogni pagina è nata
davanti a Gesù Eucaristia:
Anche di notte, aveva nella cappella privata una
specie di scrittoio mobile,
e lì ha scritto tutto ciò che
ha pronunciato da Vescovo. Era un uomo eucaristico, un uomo conformato
all’Eucaristia, un uomo
illuminato e fortificato
dall’Eucaristia. Era infatti
convinto che l’Eucaristia
può cambiare le persone
e il mondo. Questa era
la vera sorgente del suo
pensiero e del suo agire.
Era uomo di azione ma
anche contemplativo. Da
qui nascevano le sue opere pastorali che si prendevano cura delle persone a
tutti i livelli; seguiva per
corrispondenza i Sacerdoti in terra di missione e
gli emigrati della sua Diocesi all’estero.
Anche l’impegno della
promozione della pace o a
favore dei poveri era radicato nella spiritualità eucaristica. Si prendeva cura
di tutti perché era convinto che ognuno porta
in sé il segno della gloria
di Dio. Sempre ricordava:
“Non dimenticate Cristo e
i poveri”.
Mons. Agostino Superbo
ritiene sempre nella mente gli auguri che Mons.
Tonino gli inviò per la sua
elezione a Vescovo: “Ti
auguro di essere un Vescovo che profuma di popolo”.
23
Il Vescovo volle morire a
Molfetta e chiese di essere
sepolto ad Alessano, nel
sud del Salento.
Don Tonino in queste
terre passò la maggior
parte della sua vita; poi
si trasferì a Molfetta da
Vescovo, nel 1982.
24
A distanza di oltre vent’anni il medesimo augurio lo
ha rivolto Papa Francesco
ai Sacerdoti di Roma, alla
messa Crismale del Giovedì Santo “siate pastori con
l’odore delle pecore”.
In questo “Anno della
fede”, per la nuova evan-
ti alla profusione di olio
che tra poco inonderà il
presbiterio di questa Cattedrale, invece di sentirvi
appagati del rito o saturi di contemplazione o
splendenti di letizia, possiate sentirvi echeggiare
nelle orecchie il grido del-
gelizzazione sarà utile ricordare l’esortazione di
Mons. Tonino ai suoi sacerdoti “abbiate presente il mondo nel quale siamo mandati. Dobbiamo
vivere la storia del mondo dentro di noi”. Un
esortazione, con espressioni più concrete, dette
nell’omelia del Giovedì
Santo del 1988.
“Vi faccio subito un augurio capace di dare senso compiuto al mistero
che stiamo celebrando. E
l’augurio è questo: davan-
la gente: “Dateci del vostro olio, perché le nostre
lampade si spengono. Noi
dobbiamo portare nei nostri vasetti l’olio per noi e
per gli altri. Perché a chi ci
chiede: “Dateci del vostro
olio possiamo darlo”.
Mons. Tonino Bello è stato
un precursore della “nuova evangelizzazione; è
stato pastore delle braccia
aperte; ha incarnato una
Chiesa povera e per i poveri”. Proprio come Papa
Francesco.
don Biagio Mondino
Ex voto da Beltrame
Il pittore Giovanni Lasagna e l’ex voto
Nel passato numero ho
parlato di un ex voto ricavato nel 1962 da una
tavola di Achille Beltrame
del 1937.
Ebbene adesso possiamo dare un nome all’autore di quell’ex-voto.
Mi ha infatti cercato, tramite don Willi, la signora
Vittoria Pelissero Rivoira
figlia di Pellissero Bartolomeo raffigurato nell’ex
voto ricavato tenendo
presente una tavola
di Achille Beltrame
per “La Domenica del
Corriere” .
La signora ricorda che
il padre si era rivolto, per far realizzare
l’ex voto da recare al
santuario, a Giovanni Lasagna, un bravo
pittore e decoratore
fossanese che ha operato per anni assieme
al pittore Nino Fracchia e che ha lasciato suoi lavori nella
decorazione di molte
chiese non soltanto
nel fossanese, in molti
piloni e cappelle ed anche
in numerosi ex voto.
Con molto rispetto per
l’autore della tavola originaria, Giovanni Lasagna non ha firmato l’ex
voto in quanto non era
sua l’idea dell’immagine
come costruita,
Egli quindi si limitò ad
eseguire una copia di un
lavoro altrui e, trattandosi di copia di un lavoro
altrui, non appose la sua
firma sul dipinto.
Ma quanto sono venuto
scrivendo a proposito di
quell’ex voto ci parla di
quanto fosse capace di
aggiornare la collezione
iconografica l’autore del
dipinto.
Giovanni Lasagna era probabilmente, come tanti in
quegli anni, un lettore de
“La Domenica del Corriere” e quindi aveva col-
to che quella immagine,
avrebbe potuto essergli
utile in futuro quando si
fosse cimentato a dipingere un ex voto; mise quindi
da parte quella tavola e,
a distanza di venticinque
anni, la riesumò dal suo
“archivio personale” per
riproporcela in un quadro che ancora si conserva
dopo cinquant’anni.
Carlo Morra
25
Cussanio news
Vita di casa nostra
Maggio è in arrivo, il nostro mese, o meglio, il mese
delle apparizioni, dell’incontro di Maria con le comunità
parrocchiali e con i tanti pellegrini che passano al
santuario. Vedremo allora che cosa ci sarà di bello,
speriamo tan­to!!
Abbiamo celebrato la santa Pasqua, i giorni della
passione e poi la risurrezio­ne. Quattro giorni, a partire dal
giovedì santo, che ha visto un grande afflusso di fe­deli. Li
abbiamo vissuti passo passo, dopo il lungo tempo di
quaresima. Forse l’entu­siasmo e la ventata di aria nuova
portata da Papa Francesco hanno dato una carica nuova
alle nostre comunità. Speriamo di essere sempre persone
nuove che, come ci dice la parola di Dio, sappiano guardare
in alto dove sta Cristo risorto e cercare le cose di lassù e
un po’ meno quelle di questa terra!
Non fatti eccezionali, una primavera che tarda a farsi
sentire, si direbbe: niente di nuovo sotto il sole.
La nuova Pro Loco
Festeggiando i dieci anni di attività è partita la nuova Pro
Loco: sono giovani (???), volenterosi e hanno voluto dare
subito saggio delle loro ca­pacità con la cena di partenza.
Auguri!!!
26
Cussanio news
2 marzo: Motoraduno
Hanno rombato le moto: dal moto raduno a
Fossano, una rappresen­tanza dei centauri è
venuta a ricordare i loro morti. Al cippo nel
parco con don Mario Dompè hanno pregato
per i loro giovani amici scomparsi, lasciando
una corona di fiori. Un bacio alle foto e poi
i motori hanno sparato il loro saluto.
27
Cussanio news
La baby cantoria
È partita sparata il 21
aprile... poi arriveranno i
pellegrinaggi e non ci sarà
più spazio per loro. Una
messa cantata al completo:
voci squillanti, pilo­tate da
Marina e Cristina. Ma
l’anno è lungo e speriamo di
vederli ancora all’opera:
Coraggio!!
Coppie in festa
31 marzo:
55 anni di matrimonio:
Giovanni Fusta e Vittoria Mellano,
produzione lo­cale di Cussanio.
Il 14 aprile,
per 50 anni di vita insieme,
sono venuti al santuario
Giacomo Pantaleo e Adriana Morra
(purtroppo mancava il fotografo)
28
Cussanio news
21 aprile: tre coppie insieme
per 50 anni insieme!
Piero Mandrile e Giovanna Cavallero
di Carmagnola
Agostino Borello e M. Maddalena Rinero,
di Genola
Mario Bosio e Agnese Galvagno,
di Savigliano
25 aprile - 55° di matrimonio:
Sebastiano Chiaramello e Giovanna Cometto
di Cervere
don Willy
29
Amare Cussanio
La vostra generosità
FINO A 25 EURO
Alladio Pietro Fossano; Ballario Nicola
Savigliano; Franco Teresa Savigliano;
Giordano Caterina Fossano; Ndreu Fossano;
Falco Antonio Chieri; Margaria Alberto
Savigliano; Racca Carlo Fossano; Salomone
Mario Cussanio; Abrami Fam. Cussanio;
Aimetta Caterina Genola; Allasia Bartolomeo
Cussanio; Ballario Maurizio Cussanio;
Carezzana Antonio Savigliano; Giorgis Carlo
Cussanio; Girardi Lena Torino; Girardi Lena
Torino; Racca Renato Savigliano; Risso Maria
Anna Saluzzo; Testa Lorenzina Marene;
Gerbaudo Rodolfo Salmour; Racca Simona
Druento
FINO A 50 EURO
Barale Giuseppe Cussanio; Bertola Dario
Marene; Brero Silvana Boschetti; Ferrero
Michelina ved. Rosatello Lagnasco; Giobergia
Mario Genola; Marengo Lorenzo Fossano;
Sabena Giuseppe Savigliano; Barale F.lli
Cussanio; Tavella Beppe Cussanio; Bertolino
Anna e Piero Fossano; Bessone Nando
Fossano; Casavecchia e Mulassano Coniugi;
Dado Fiorenzo Racconigi; Ferrero Paolo
Poirino; Fia Agnese Torino; Folco Anna Favole Giuseppe Fossano nel 50° di matrimonio; Gagna Mariella Fossano; Negro Guido
Fossano; Olivero - Crosetto Gerbo; Origlia
Carlo Genola; P.P. Marene; Panero Giuseppe
Fossano; Pettiti Franco Fossano; Picco Maria
Fossano; Roccia Antonio Baligio; Vivalda
Renato Savigliano per riscaldamento; Allasia
Franco Fossano; Ambrogio Giuseppe Cussanio
in memoria del figlio Franco; Baravalle
Antonio Cussanio; Bertoglio Pierino Genola;
Bosio Mario e Agnese Savigliano nel 50° di
matrimonio; Calcagno Gianna Cuneo; Comba
Maurizio Fossano; Desmero Fam. Fossano;
Dogliani Giuseppe Fossano; Fam. Aragno
Trinità; Fam. Olivero Monasterolo; Fam.
Tomatis Fossano; Fodone Tommaso Fossano;
Grasso Fam. Cussanio in suffragio papà
30
Giuseppe; Gruppo Anziani Fiat Ferroviaria
Savigliano; Mandrile Giovanni Centallo;
Moiso Tortone Fossano nel matrimonio;
Olivero - Crosetto Gerbo nel 50° di matrimonio; P.P. Cervere; Panero Stefano e Esterina
Trinità nel 40° di matrimonio; Parrocchia S.
Giuseppe Cuneo; Rosso Attilio Rocca De’
Baldi; Rostagno Gianfranco Fossano; Scotto
Giuseppina Fossano
FINO A100 EURO
Panero Enrico Cussanio; Parrocchia Natività
B.V.M. Ventimiglia; Con. Fusta Giovanni e
Vittoria Cussanio; Zorniotti Francesco
Fossano; Scouts per accoglienza; Cagliero
Domenico Fossano; Associazioe ANMIL
Fossano; Baravalle F.lli Cussanio; Barbero
Marcello e Marina Centallo; Cerruti Franco
Genola; Ferrero Francesco e Bruna Marene;
Liboà Bruno Coniugi Carmagnola nel 50° di
matrimonio; P.P. Fossano; P.P. Cussanio; P.P.
Genola; Proloco Cussanio per uso locali; Ricca
Romano S. Benigno; Rivoira Giuseppe
Fossano; Sansoldi Sereno Marilena Fossano
FINO A 150 EURO
La famiglia Cussanio in ricordo di Pier Franco;
Squarotti Massimo Fossano; Mandrile
Giovanni Carmagnola nel 50° di matrimonio;
P.P. Genola; P.P. S. Martino per riscaldamento
FINO A 260 EURO
Ambrogio Domenico e Teresa; Comunità
Cenacolo per uso locali; Aimetta Bruno
Genola; Anniversari di matrimonio Cussanio
FINO A 400 EURO
Incontro Matrimoniale per accoglienza; P.P.
Fossano; P.P. Genola In suff. Mario Pompeiano
FINO A 1.000 EURO
Frandino Ernesto e Giovanna Savigliano
COLLETTE
Massari Tavella - Daniele Cussanio Colletta
Euro 2.670,00, Massari Tavella - Daniele
Cussanio Colletta Euro 2.770,00
Amare Cussanio
Collabora anche tu
Forse c’è chi si domanda in
quale maniera potrà essere
ricordato dopo la morte, come
possa usare delle sue sostanze,
come possa compiere un’opera
buona anche quando non ci
sarà più.
La grande famiglia cristiana da
sempre ha inventato e sostenuto interventi sia per il culto sia
per la carità sia per la formazione. Ha realizzato e continua a
realizzare opere imponenti
destinate a durare nel tempo e
che per secoli saranno utilizzate da tutta la comunità. Cussanio è stato nei secoli
centro di formazione spirituale
ed umana, le lapidi presenti in
Santuario o nell’ex convento ci
dicono che esse sono nate e si
sono conservate grazie a quanti
nei loro testamenti si sono
ricordati di queste istituzioni. Se una volta, con disponibilità finanziaria molto più limitate persone umili e ricchi signori
hanno lasciato il Santuario
erede di parte della loro sostanza, perché ciò non può avvenire
anche ora?
In questi anni molto è stato
fatto, ma molto resta ancora da
fare per conservare, migliorare
ed offrire soprattutto alle famiglie ed ai giovani la possibilità
Grazie
a chi ci sostiene con la preghiera,
suggerimenti e critiche costruttive...
a chi ci sostiene finanziariamente con le
offerte
a chi dona un po’ del proprio tempo per
la cura del parco, delle aiuole, delle siepi
a chi pensa alla pulizia della Chiesa
a chi si fa carico della sistemazione dei
fiori in Chiesa
a chi ci procura i fiori
a tutti coloro che amano il Santuario
di usufruire di Cussanio per
giornate di formazione e weekend dello Spirito. Chiunque
volesse, una volta soddisfatti
eventuali obblighi di giustizia,
ricordare il Santuario nelle sue
ultime volontà ricordi che
l’esatta e completa denominazione è: Santuario “Madre
della Divina Provvidenza”
Piazza
Madonna
della
Provvidenza, 9 12045 Cussanio
- Fossano (CN).
A nome dell’amministrazione
ringrazio quanti vorranno comprendere il senso di queste considerazioni.
don Biagio Mondino
IMPORTANTE
Sostenete
il Bollettino del Santuario
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con l’abbonamento da qualche anno.
Quadri ex voto
Per ricordare grazie ricevute dalla Madonna
della Divina Provvidenza
lasciando un segno al Santuario con un quadro votivo, esso non
sia un quadro generico con la semplice
foto del graziato o
comperato in negozi di articoli religiosi o composto con
foto dell’incidente:
auto distrutte, cantieri di strutture in
costruzione…
Il quadro sia dipinto ad
olio su tela, di modeste
proporzioni e riveli il rapporto tra l’episodio e la
Madonna che è stata invocata. Si evitino disegni
puerili. Si può aggiungere,
in un angolo, la propria
foto, formato tessera, con la dicitura
della grazia ricevuta e data dell’evento. Il Santuario non
si ritiene obbligato
ad esporre quadri
che non hanno le
suddette caratteristiche, come risulta
dall’esemplare allegato.
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Orario Sante Messe in Santuario
Mese di Maggio
Festivo: ore 7 - 8 - 9,30 - 11 - 17,30
Feriale: 6,30 - 7 - 19
Ora Solare
Festivo: ore 9,30 - 11 - 16,30
Prefestivo: 18 - Feriale: 18,30
Ora Legale
Festivo: ore 8 - 9,30 - 11 - 17,30
Prefestivo: 19 - Feriale: 19
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Bollettino del Santuario