ELENCO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NELLA SEDUTA DEL 3 APRILE 2008 1) Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. APPELLO PRESIDENTE: Ventisei presenti, la seduta è valida. L’ordine del giorno di questo Consiglio Comunale aperto è sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. I sottoscritti Consiglieri Comunali richiedono quanto specificato in oggetto prima possibile con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, titolari di attività industriali, artigianali e commerciali. Nella conferenza dei capigruppo abbiamo dato questo ordine dello svolgimento dell’ordine dei lavori. Sono invitati a parlare, a fare proposte e suggerimenti i responsabili delle organizzazioni, delle associazioni industriali, artigianali e commerciali; poi il Sindaco e la Giunta daranno delle brevi risposte su questi temi e poi sarà aperta la discussione ai Consiglieri. Quindi prego i signori che sono stati invitati con lettera, vedo qui i rappresentanti sindacali, vedo i rappresentanti del COICO, della CNA, quindi prego se qualcuno è interessato a fare delle proposte o dei suggerimenti di prendere la parola. La parola al signor Poeta. SIG. POETA: In rappresentanza delle tre associazioni sindacali, CNA, Confcommercio e Confartigianato, abbiamo ritenuto di fare un comunicato unico che leggo. Le tre associazioni maggiormente rappresentative dell’economia fabrianese CNA, Confartigianato e Confcommercio, invitate all’odierno incontro, hanno ritenuto necessario formulare il presente intervento unitario. Poiché si ritiene che le modalità di discussione di problematiche importanti, ma non esattamente tra loro correlate e funzionali quali quelle citate nella convocazione non possono essere per la loro natura e rilevanza affrontate in maniera compiuta in una sede quale il Consiglio Comunale. Infatti, la corretta prassi istituzionale prevede a monte la debita attivazione di tutte le metodiche e i relativi organismi, come la consultazione con il costituito Osservatorio del Lavoro, il confronto con l’Assessorato del bilancio già da noi richiesto e la commissione delle attività produttive. Tale comunicato che ci vede assolutamente sincroni e compatti vuol tradurre in poche righe il pieno dissenso e dissapore circa il fatto di essere venuti a conoscenza di interventi pesanti e ingiustificati, i quali avranno una rovinosa ricaduta sulle nostre piccole imprese. Riteniamo che per alcuni provvedimento, quale l’aumento della imposta sulla pubblicità, vi sia una necessità di una approfondita verifica degli atti deliberati poiché essi sono stati portati in Giunta senza alcuna preventiva consultazione e confronto. Tale anomalia non poteva che generare confusione e preoccupazione presso coloro che risultano colpiti dagli interventi in questione, impedendo alle associazioni scriventi di esercitare in maniera efficace il proprio ruolo. Ricordiamo che stiamo parlando di norme tecniche che hanno bisogno di essere valutate in un incontro mirato e non certamente in un Consiglio Comunale aperto. Nonostante la nostra premessa, vista l’importanza dell’incontro di oggi, riteniamo utile una breve analisi dei nostri settori. La crisi produttiva del territorio si sta manifestando in maniera sempre più pesante su tutte le categorie economiche a partire dall’indotto produttivo, ai servizi, al commercio e alla ristorazione. L’artigianato sta soffrendo per la progressiva mancanza di produzione da parte delle grandi imprese, tanto che nei primi due mesi dell’anno abbiamo il doppio delle chiusure di aziende rispetto alle aperture, mai capitato nel nostro territorio, mentre per il Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 1 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. commercio ed attività di somministrazione pur in presenza di normative che di fatto hanno liberalizzato nuove aperture assistiamo a una sostanziale stabilità numerica di esercizi in attività che in realtà nascondono un turn over eccessivo un tempo sentore di vita aziendale breve e quindi sintomi di chiara sofferenza. Gli indici di indebitamento per entrambi i settori ci confermano la fase delicata che stiamo attraversando. In questo contesto torniamo sul bilancio comunale chiedendo con ancor più forza una riconsiderazione e un dibattito anche tecnico sulle misure da prevedere, oltre all’attivazione degli organismi già citati dove saremo oltre che disponibili primi attori per attente e importanti analisi e confronti. Per i sopraccitati motivi si sottolinea con forza l’urgenza di un incontro tecnico sulle normative specifiche per la loro revisione, entro maggio, e l’attivazione degli organismi già richiesti, onde evitare manifestazioni pesanti a riguardo”. Questa è firmata CNA, Confartigianato e Confcommercio. Siamo d’accordo su questo e aspettiamo chiarimenti su quelle delibere che ci sembrano poco chiare almeno. PRESIDENTE: Grazie, signor Poeta. I Sindacati devono fare qualche comunicazione? Signor Quagliani ha la parola. SIG. QUAGLIANI: Quagliani della CISL di Fabriano. Sicuramente questa occasione inizia in maniera alquanto originale e acquisisce quegli aspetti che nell’averne avuto notizia confermano un modo di procedere alquanto strano e non so quanto significativo. Credo che forse sarebbe stato opportuno, visto l’oggetto di questo incontro, con le illustrazioni da parte dell’Amministrazione, degli Assessorati, degli Assessorati soprattutto competenti rispetto all’oggetto di questo Consiglio, rispetto al quadro di riferimento, alle idee e alle possibilità per poi poterci dialogare sopra anche perché per quanto riguarda le organizzazioni sindacali c’è un tavolo della trattativa aperto, un tavolo che ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi, dei suoi luoghi e credo che se ho ben capito anche le associazioni che hanno parlato prima di me abbiano sottolineato questo aspetto. Comunque, siccome non si deve sfuggire nel fuggire alcune considerazioni che abbiamo fatto, che ho fatto quantomeno per quanto riguarda la mia organizzazione condividendole nel percorso con le altre due sigle sindacali non ho difficoltà a presentarle. La situazione locale sicuramente sta assumendo aspetti problematici, preoccupanti, molto problematici, molto preoccupanti. Le ripercussioni di un distretto che si andrà ridimensionandosi, comunque trasformandosi in maniera radicale prefigurano degli scenari che mettono in ginocchio i lavoratori e le loro famiglie. Quindi qual è il collegamento con il bilancio del Comune? Innanzitutto credo che il governo del territorio, le scelte economiche e finanziarie ma prima ancora quelle politiche debbano partire da questo. Al Comune lo abbiamo detto in tante occasioni e lo riconfermo in questa occasione spetta il compito di affiancare, sostenere e accompagnare tutti i cittadini che si trovano coinvolti nella trasformazione repentina del territorio, fornendo innanzitutto opportunità e servizi. Le organizzazioni sindacali da diverso tempo su tutto il territorio provinciale, perché pensiamo che la situazione debba essere guardata in un’ottica di territorio più vasto, propongono indicano alcuni percorsi all’interno dei Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 2 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. quali poter trovare soluzioni, idee proposte che possano portare un’Amministrazione Pubblica per quello che è il suo ruolo ovviamente ad affiancare, soprattutto nelle situazioni di difficoltà come quelle che avremo, che stiamo già vivendo e che avremo in maniera più consistente a breve i lavoratori, le loro famiglie e i loro anziani che hanno in casa. Le ripropongo, le ricordo come già l’Amministrazione sa in un elenco abbastanza sintetico. Prima ancora dei percorsi di tipo assistenziale, probabilmente oramai superati e che probabilmente non portano a nulla e non aiutano ad emancipare le persone in difficoltà dal loro stato di disagio crediamo che per quello che è in possibilità di una Amministrazione Comunale si debba partire proprio dalle cose legate alla predisposizione di un bilancio e sicuramente le prime cose importanti riguardano il tema della fiscalità, della tariffazione. Abbiamo proposto già nel tavolo della trattativa provvedimenti che puntino a fiscalità e tariffazioni di vantaggio per i lavoratori oggetto di crisi aziendale, cioè essere a fianco di queste persone prima ancora che con strumenti assistenziali con strumenti che aiutino ad affrontare gli obblighi e i doveri dei cittadini e di fruitori dei servizi in maniera però proporzionata alla situazione economica di quella famiglia, di quel lavoratore, al potere d’acquisto del suo salario, al potere di acquisto della sua cassa integrazione quando il salario non c’è più neanche. Credo su questo filone che un tema importante sia la progressività della imposizione fiscale, che punti cioè a riproporre secondo le possibilità che la legge offre quei meccanismi di progressività e di equità che ritroviamo anche nella tassazione nazionale, piuttosto che procedere con altri provvedimenti come quelli di cui abbiamo notizia che il Comune di Fabriano sta per adottare o vorrà adottare dove il tema delle soglie di esenzioni significative non sono certo i 12.000 euro, che per un errore, una circolazione di notizie imprecise, sono circolate anche sulla stampa, ma che il Sindacato non ha mai proposto, sono un segnale ma non era sicuramente questo il tema di partenza, questo piuttosto che inasprimenti generalizzati della pressione fiscale, dove facilmente si raddoppia l’addizionale IRPEF. L’altro grosso argomento importante per essere vicini ai lavoratori oggetto primario della difficoltà occupazionale del nostro territorio è il mantenimento della spesa sociale. Sicuramente nel ruolo, nella missione di un’Amministrazione c’è quello della programmazione delle politiche di welfare locale, quindi non si può pensare tanto quanto non si può pensare all’inasprimento della pressione fiscale ad un taglio della spesa sociale. Su questo il Sindacato con tutti i Comuni, non con il Comune di Fabriano, è particolarmente esigente, particolarmente severo perché è lì che il Comune dimostra in che misura sta a fianco alle persone in difficoltà, ai lavoratori, alle loro famiglie, ai figli, agli anziani. L’altro campo di analisi che abbiamo proposto nella nostra trattativa riguarda la razionalizzazione della spesa, la lotta agli sprechi, cercando cioè di individuare tutti quei punti di inefficienza che possono però portare a risparmi significativi. Come l’altro grosso argomento è quello della lotta all’evasione fiscale e all’elusione fiscale. Sono i percorsi prioritari che devono essere sviscerati fino in fondo prima di prendere altre decisioni troppo facili, troppo frettolose e senza alcun contenuto di progettualità. L’altro luogo per reperire risorse ed evitare quindi l’inasprimento della pressione fiscale e tariffaria, quindi il taglio del potere di acquisto dei salari e delle pensioni è sicuramente il tema del guardarsi intorno sul territorio e condividere con i Comuni limitrofi la progettazione dell’erogazione dei servizi. Il primo campo per sperimentare questo, lo diciamo da anni, è quello dei servizi sociali: lo prevede la legislazione, il Sindacato si è battuto per questo. L’Amministrazione Comunale di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 3 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Fabriano insieme agli altri Comuni ma soprattutto Fabriano che è il Comune capofila si è impegnato su questo, ormai da qualche anno, nell’accordo firmato negli scorsi anni con le organizzazioni sindacali in occasione della redazione del piano sociale di zona si parla di questo, dell’impegno a condividere, a progettare servizi in gestione associata con i Comuni limitrofi, affinché si possano individuare piccole, grandi, non lo sappiamo ma bisogna provarlo, economie di scala. Questo tema della consorziazione dei servizi può andare anche oltre i servizi sociali e toccare tutta la gamma delle attività che un’Amministrazione fa nei confronti dei suoi cittadini. Governare e pensarsi territorio sicuramente è un percorso da percorrere. Allo stesso tempo l’altro argomento fondamentale è la valorizzazione delle risorse interne prima di passare a strumenti di consulenza, di spese ulteriori, affinché tutto ciò che il Comune ha al suo interno, in termini di risorse umane, strutturali, di capitale umano possa essere valorizzato al meglio e fornire anche qui ottimizzazioni nella spesa. L’altro tema sul quale ancora dobbiamo capire qual è il percorso è quello però del coinvolgimento di tutti i protagonisti del tessuto economico locale, quindi anche delle imprese, delle attività imprenditoriali, quelle sane che riescono a procedere in un momento difficile, il coinvolgimento di queste figure nel partecipare al superamento delle difficoltà economiche del Comune, in quanto i provvedimenti di inasprimento fiscale sull’addizionale IRPEF iniziano sicuramente la loro azione sul versante dei lavoratori e dei pensionati. Sappiamo, ci è stato detto, è notizia comune che il Comune ha problemi di deficit, 3.000.000 euro ci è parso di capire. Il bilancio in preparazione sembra andare però da un'altra parte rispetto alle proposte che abbiamo fatto. Ci preoccupa che sia stato scoperto adesso, forse da poco tempo, ma allora come sono stati fatti i bilanci negli ultimi anni? Sembra a volte che ad aver governato la città negli ultimi anni siano state forze totalmente diverse da quelle attuali. Sicuramente il percorso che ci porta oggi a questa situazione economico-finanziaria nasce da un percorso fatto anche negli ultimi anni, per cui la difficoltà che appare improvvisa in questa occasione certamente pone dei dubbi, delle riflessioni. Sembrano apparire tra l’altro come fardelli pesanti proprio i frutti virtuosi della trattativa sindacale fatta in questi anni. Parlo per esempio dell’importante sforzo, l’impegno sui servizi sociali, frutto delle richieste incessanti, delle trattative faticose che abbiamo fatto in questi ultimi anni e sembra che un problema grosso di pesantezza di spesa possa essere lì. Appariva fino a qualche settimana fa un problema importante, difficoltoso, foriero di spesa, quello delle politiche abitative, penso all’idea che poi come ricorderò tra breve abbiamo contrattato e bloccato di aumentare l’ICI sugli affitti a canone concordato. Sembra apparire una difficoltà la stabilizzazione che invece dovrebbe essere un fiore all’occhiello dei lavoratori precari come in tanti Comuni di tutto il territorio nazionale con gli strumenti previsti e le modalità previste dalla legislazione si era riusciti a ottenere anche a Fabriano. Sembra essere difficile, pesante – come ho detto poco fa – gli accordi fatti sul piano sociale di ambito, sul tema quindi della consorziazione dei sevizi, sul tema della unificazione dei regolamenti tra tutti i Comuni del territorio. Certo lo scenario che ci si presenta è quello dell’aumento dell’addizionale IRPEF all’8 per mille. Tra l’altro fatti due conti potrebbe apparire che non basta neanche questo, sembra non bastare l’aumento dell’addizionale IRPEF all’8 per mille. Se questo non basta cosa succede in futuro? Qual è lo scenario? Non lo dico con ironia né con provocazione, lo dico con preoccupazione, c’è il rischio del taglio dei servizi negli anni a venire, c’è il rischio dell’aumento delle Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 4 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. tariffe, di nuovo entrambe queste ipotesi mettono sotto il torchio ancora una volta i lavoratori e le loro famiglie, cioè quelli che hanno i problemi dell’occupazione di cui questo Consiglio Comunale aperto vuol trattare. Su questo la CISL non ci sta, dice no, il Sindacato tutto non ci può stare. Se tutto rimane come è oggi sicuramente il Sindacato non esclude la possibilità della mobilitazione. Come dicevo all’inizio, io sono qua, sono sempre qua, le organizzazioni sindacali sono qui, non si fugga alla trattativa. Il rapporto tra il bilancio e l’occupazione lo vogliamo continuare ad affrontare sul tavolo della trattativa che è in corso e solo su quel tavolo. Solo il confronto può dare dei risultati, sinora ne abbiamo avuti dimostrando che si ha la capacità e la volontà di fare analisi e progettazione possono emergere risorse e idee, meno improvvisate e soprattutto più durature ma soprattutto più eque e più giuste. Grazie. PRESIDENTE: Ci sono altri soggetti imprenditoriali, sindacali? Claudio Biondi in rappresentanza degli imprenditori, Assindustria. SIG. BIONDI: Mi hanno sdoganato, Presidente, hanno voluto vedere tutti a quale titolo ero qui questa sera. Questo la dice tutta per quanto riguarda il Consiglio Comunale aperto, come se invece io fossi qui in veste politica fossi non accetto come mi pare che non abbia gradito, Presidente, i rappresentanti del Borgo, il Cav. Zamparini. Chiedo scusa al Consiglio Comunale e ai cittadini, vedi, Mingarelli, io non sono stato mai tenero nei tuoi confronti però devo dire questa sera qui con forza e te ne diamo atto che hai voluto organizzare un Consiglio aperto contro la volontà di chi si erge a paladino della democrazia, si erge a paladino della discussione, dell’incontro dei cittadini con le forze politiche e le forze sindacali. Te ne diamo atto noi, caro Mingarelli, questo certo non ti servirà, me lo auguro che ti vogliono far fuori, mi pare di aver capito che l’aria che tira è quella, o ti allinei caro Mingarelli o la porta è quella in fondo. Io, caro Roberto Sorci e cara Giunta, non so se voi vivete a Fabriano oppure vivete in un'altra realtà cittadina, anzi vi inviterei ad andare in un'altra realtà cittadina vicino a noi, che abbiamo sempre considerato di quarta serie, tipo Cerreto, Genga, dove certamente se ne guardano bene dal fare l’aumento delle tasse, ma siete fuori gioco. Io mi vergognerei, scusate il linguaggio, di fare l’amministratore in questi termini, è troppo semplice che non quadrano i conti e aumentiamo le tasse. Ma quale azienda, ma quale delle nostre aziende, noi che non riusciamo più a contenere i costi. PRESIDENTE: Signor Biondi, il tema era le problematiche occupazionali. SIG. BIONDI: E mi pareva che era cambiato il Consiglio Comunale e invece è sempre quello. Noi siamo preoccupati di questo aumento, lo diciamo con molta chiarezza, abbiamo fatto a suo tempo una richiesta ben Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 5 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. precisa al Comune di Fabriano nella programmazione del piano strategico, chiaramente le imprese sono in grande difficoltà per i problemi che voi sapete meglio di me della delocalizzazione. Certamente se a un certo punto il Comune di Fabriano dovesse applicare l’aumento dell’IRPEF, della TOSAP, della pubblicità, quello che si sta paventando certamente darebbe il colpo finale a delle aziende che certamente già sono in difficoltà. Cari signori, mi rivolgo al Consiglio Comunale, molte imprese non solo per la delocalizzazione ma per la piccola delocalizzazione, a cominciare dalle imprese del sottoscritto, noi stiamo guardando verso l’Umbria perché non sono tartassati in questa maniera, dove certamente si mettono a disposizione aree con delle facilitazioni, dove vengono incentivate le aziende per fare investimenti, dove faranno investimenti, dove c’è tutto un certo tipo di facilitazioni. Come si fa ad essere sordi alle cose che diceva il Sindacato, lasciamo perdere le imprese perché le imprese sono viste in una certa maniera, ma come si fa a non essere d’accordo con il Sindacato? Oggi è la polemica, mi dovete consentire questo, Mingarelli, apparsa sui giornali dove questa Amministrazione Comunale non solo vuole aumentare le tasse ai cittadini, alle imprese, ai commercianti, a tutti, senza dire che vogliamo mettere mano al bilancio, vogliamo vedere dove possiamo tagliare e certamente non sarò io qui questa sera a tediarvi per dire dove perché lo sappiamo tutti perché abbiamo amministrato tutti, ma certamente non si può toccare quella lì, non si può toccare quel city manager lì, non si può toccare quella cooperativa lì, non si può toccare quel consorzio lì. Questo dobbiamo dirlo, dobbiamo avere il coraggio di applicare certi determinati tagli. Vengo al dunque e concludo, in questo momento particolare dove si deve venire incontro alle imprese, dove alle imprese in questo momento non si può sicuramente cercare di fargli un minimo di aumento non solo ci sono le tasse che il Comune sta cercando di applicare, a differenza degli altri Comuni che sono vicini a noi. Guardate Cerreto che è diventata una meravigliosa cittadina e che non si parla di aumento, si stanno facendo i lavori, si stanno pubblicizzando le aiuole con delle imprese, questa è la collaborazione con le realtà industriali. Vengo al dunque, sta cercando l’Amministrazione Comunale di farci fare i giri a noi che abbiamo imprese di trasporti per tutta la 76, per fare 100 metri ne dobbiamo fare 35 km e questo che cosa comporta? Non comporta un aumento di tariffe per le imprese per le quali facciamo i trasporti? Abbiate il coraggio, poi voglio vedere l’inquinamento, parliamo di inquinamento, ma quale inquinamento? L’inquinamento c’è adesso che fino al 23 tutto il traffico che va a Roma, Ancona-Roma, sta andando dentro la città di Fabriano, però se ne guardano tutti bene di dire siamo nelle tolleranze. Caro Mario Paglialunga, tu giornalmente dici non sforiamo, bene non sforiamo e allora qual è la necessità di far fare 35 km ai mezzi? Qual è la necessità di imporre alle aziende ulteriori costi per i trasporti? Io sono qui stasera ad ascoltare quali sono le risposte perché avrete una grande responsabilità. Abbiate il coraggio di munirvi delle forbici e tagliare le spese superflue. Grazie. PRESIDENTE: C’è qualcuno che vuole intervenire? Non vedo nessuna mano alzata, quindi la parola all’Assessore Angelo Costantini che è stato già chiamato in causa. … (intervento fuori microfono) Faccio una precisazione, il signor Biondi ha detto che ho voluto convocare un Consiglio Comunale nonostante … Io ho convocato un Consiglio Comunale nel rispetto del regolamento del Consiglio Comunale e dello Statuto, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 6 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. conformemente alla richiesta fatta dai Consiglieri della minoranza. Ripeto ancora le associazioni che sono state invitate “…prima possibile con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, titolari di attività industriali, artigianali e commerciali”, questa era la richiesta fatta dal Consiglio Comunale. Abbiamo mandato invitai alla Associazione Industriali e l’Assindustria, che era la stessa cosa, alla Confcommercio, alla CNA, alla CGIA e alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL. … (intervento fuori microfono) Consigliere Carmenati, nella lettera di invito alle associazioni di estendere l’invito agli associati e quindi se c’è qualcuno … (intervento fuori microfono) Consigliere Carmenati, potrà contestare nei modi che vuole. Ripeto che la convocazione del Consiglio Comunale è stata fatta nel rispetto del regolamento del Consiglio Comunale e dello Statuto. … (intervento fuori microfono) Le organizzazioni che li rappresentano avevano il dovere di informarli, Consigliere Carmenati. La parola all’Assessore Costantini. ASS. COSTANTINI: Buongiorno a tutti. Inizio questo mio intervento trattando un po’ il problema, capendo un po’ la situazione che ci troviamo di fronte oggi. Io ho con me una serie di dati e tenterò di fare una relazione più complessiva sulla situazione anche per far capire a che punto siamo, quali sono le problematiche e poi una mia relazione affianco per quello che saranno le mie azioni programmatiche. Cito dei dati che sono stati riportati, ma anche per far capire quello che sta succedendo nel nostro comprensorio. Questi dati sono ultimati già in un precedente Consiglio Comunale chiuso ero intervenuto su questa problematica dando dei dati, oggi abbiamo quelli finali che sono stati già pubblicati per una parte ma che danno il senso di quello che è successo nel 2007 e che comunque già nell’inizio 2008 con una serie di problematiche che si sono innescate e che sono conosciute da tutti noi la situazione non è rosea dal punto di vista anche dell’occupazione. Ci troviamo nella prima fase dell’anno 2008 e chiaramente molte delle nostre imprese, da quelle grandi, medie e anche quindi ne soffrirà l’indotto sono in una fase dove di picchi di mercato siamo nella parte bassa, in una parte un po’ di flessione e quindi l’inizio dell’anno per tante imprese è un po’ più faticoso. I dati che sono usciti dal CIOF, che è il Centro per l’Impiego sono dati abbastanza emblematici che ci dicono che al 31.12.2007 i disoccupati sono 3.798 nel comprensorio. Il comprensorio che noi trattiamo è la parte montana, la parte alta della nostra provincia e a differenza del 2006 che sono 3.331 e del 2005 che sono stati 2.849. Questo che significa? Che c’è stato un ulteriore incremento di disoccupati di circa 450 soggetti. La maggioranza di questi sono donne e coprono circa il 60% dei disoccupati. È emblematica anche l’età e su questo vorrei farci anche una riflessione, l’età come numero che comprende i 3.798 disoccupati tra i 35 e 39 anni ne abbiamo 560 circa, tra i 40-44 476, la nota dolente è che dai 45 anni e oltre siamo a 1.000 soggetti e quindi il 39%. Questa è la nota dolente perché sapete tutti che oltre i 40 anni, ma per tante aziende sappiamo che sono già oltre i trenta siamo giovani per andare in pensione e vecchi per trovare un’occupazione. C’è una situazione che va monitorata e ha le sue grosse difficoltà. Per quanto riguarda la mobilità che comprende soprattutto i settori metalmeccanici, il settore carta poligrafica e il settore commercio sono circa il 13% con 526 unità. Quando parliamo di mobilità capite bene che gran parte sono gli accordi che si hanno per mobilità per accompagnamento alla pensione, ma alcune di queste per il numero Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 7 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. importante che è qui sono perché ci sono state delle chiusure vere e proprie delle imprese e quindi si entra nel regime di mobilità. Un altro dato che mi sembra importante sono gli stranieri. Gli stranieri disoccupati sono 231 i maschi, 268 le femmine per un totale di 499 entità. Quindi anche da questo punto di vista il problema degli extracomunitari su questo nostro comprensorio ha un suo valore ben preciso e determinato. Io li scorro così perché poi c’è una riflessione complessiva da fare. Per quanto riguarda invece le assunzioni che ci sono state nel 2007, quando parliamo di assunzioni dentro c’è di tutto, cioè tutti i rapporti di lavoro atipici o no, a termine e quant’altro e su tutti i settori che trattiamo, le assunzioni sono state circa 10.849, contro le cessazioni di 10.269: significa che comunque abbiamo un saldo attivo per diverse tipologie. Una nota importante che mi piace sottolineare è che si è invertito il rapporto maschi-femmine, nel senso che oggi riescono a superare come assunzione i maschi. Questo è un dato estremamente importante perché negli anni passati si è verificato sempre l’opposto. Se andiamo al dato che avevo detto prima rispetto alla problematica delle donne sono i soggetti più svantaggi per l’occupazione e invece questo dato si è invertito per fortuna. L’aumento dei rapporti di lavoro sono di tipo apprendistato, a tempo determinato, rispetto al tempo indeterminato che comunque ha recuperato delle unità. Quindi queste assunzioni per gran parte sono contratti a tempo determinato, quindi a termine, e con una grossa parte anche di apprendistato. Questo fatto resta importante dal punto di vista che c’è anche un valore rispetto all’artigianato, in quei settori dove l’apprendistato ha un senso perché prepara i giovani al lavoro, all’imparare il lavoro veramente. Poi passiamo ai dati scorrendo al volo. Le assunzioni per le agenzie interinali (anche questo è un dato che trova di fatto comunque una mia contrarietà di fondo per il tipo di tipologia di lavoro) sono state 4.276, contro le cessazioni che sono state 4.412. Cosa significa? Significa che le cessazioni nell’anno 2007, perché con i contratti atipici sono anche superiori a un anno, sono state superiori a quelle delle assunzioni. Sapete bene cosa significa per tanti lavoratori lavorare tramite le agenzie e quindi la precarietà e quant’altro. Questo è un dato che sta comprendendo il settore commercio, il settore meccanico, moda e gli interinali hanno ugualmente avuto delle perdite occupazionali in questi settori. Ancora ci troviamo in una situazione dove la precarietà nelle assunzioni la dice lunga e la fa da padrone. Quindi rispetto a stabilizzazioni, a una occupazione stabile questo nostro comprensorio non riesce a soddisfare le esigenze del mondo del lavoro e dei lavoratori. Questa è una riflessione che io do anche all’amico Biondi, nel senso buono del termine per quello che rappresenti, amico Biondi. La situazione del comprensorio, faccio un’analisi penso anche abbastanza chiara e condivisibile. Partendo dalle industrie cardine che il nostro comprensorio, la nostra città ha ad oggi con una lunga storia dal punto di vista della nascita di queste imprese e le cito una per una anche nei settori per far capire l’evoluzione, che cosa è successo e le problematiche. Partiamo dall’Indesit Company che è l’azienda del Sindaco, dove lui lavora. Nell’ultimo periodo questa azienda ha fatto una sua ristrutturazione (perché qui quando si parla è bene chiarire alcuni aspetti) pesante da una parte perché ha scelto per motivi di mercato, di opportunità, di offerte di delocalizzare un pezzo della produzione, quindi un segmento che era quello del freddo all’estero e facendo quella operazione non abbiamo assistito a una chiusura di stabilimenti, come normalmente quando si delocalizza avviene perché diventa normalità, ma c’è stata una riconversione. Da una parte si sono perse 350 unità, e questo lo dico come dato storico, ma che Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 8 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. facevano parte di quel serbatoio della parte interinale che ogni azienda ha, le grosse imprese ce l’hanno tutte. Poi questa trasformazione ha portato a riconvertire stabilimenti passando dal freddo a una produzione quella dei piani cottura e cucine. Quindi adesso la Indesit Company ha due stabilimenti che sono posizionati su quelle produzioni. Se dovessi dire un mio punto di vista da Assessore, sapendo che ormai gli imprenditori mi ripetono in continuazione una cosa estremamente chiara, poco condivisibile dal mio punto di vista ma chiara, che le grosse produzioni di massa non possono essere più fatte in Italia e quando parliamo di grosse produzioni di massa ci riferiamo a quelle produzioni che sono di largo uso nelle famiglie non solo italiane ma nel mondo, quindi parliamo di prodotti di media-bassa gamma. Facendo questo ragionamento avrei preferito, ma è una mia posizione personale che almeno su questi prodotti l’alto di gamma fosse restato qui a Fabriano, parliamo di produzioni importanti che hanno un costo ma che anche hanno un valore aggiunto e quant’altro. Da questo punto di vista questa è un’azienda che parlando con le parti sociali mi dicono che normalmente ci sono circa una trentina di assunzioni l’anno, c’è un turn-over anche di una parte di lavoro a termine, come fanno tutti, ma comunque un’azienda che man mano sta andando avanti senza creare nella situazione generale grossissimi problemi. Andiamo all’Antonio Merloni e stavolta a differenza del Sindaco non è la mia ma ci lavoro. Sapete tutti la situazione dell’Antonio Merloni, una situazione problematica, è un’azienda che sta dentro una ristrutturazione pesante. La chiusura del 2007 certamente non ha rispecchiato un po’ quello che ci si era prefissi. Dentro questa situazione importante perché i problemi che attraversa questa azienda vista la natura storica di ciò che ha sempre fatto, ha sempre operato nel terziario, ritornare ad essere posizionata sul mercato con un marchio proprio con tutti i problemi che conseguono queste scelte, con grossi investimenti che bisogna fare perché andare a posizionare un prodotto nuovo complessivamente come marchio ha difficoltà. All’inizio 2008 c’è un grado di attenzione importante verso quest’azienda perché già il problema di euro/dollaro rispetto ai mercati dalla parte Ovest ma anche dalla parte dell’America e tutte le problematiche di investimenti fatti invece all’Est, la situazione dell’Antonio Merloni come fatturato che è stato dichiarato troviamo un calo che deve far riflettere. Conosciamo la situazione, l’azienda si sta impegnando, è una battaglia perché stare sui mercati oggi con le condizioni che ci sono non è così semplice, però sicuramente quello che stiamo monitorando è che da una parte l’azienda sta facendo tutto quello che è necessario, quello che è previsto sul piano industriale anche da parte degli investimenti, dall’altra stiamo monitorando il fatto che anche gli accordi di supporto che abbiamo fatto al Ministero e quant’altro possano essere da sostegno importante a questa ristrutturazione, sapendo che oggi nel primo periodo visto che per l’Antonio Merloni è il periodo di picco di bassa produzione è chiaro che la cassa integrazione diventa nei primi 4 mesi più pesante perché è il periodo proprio di mercato che lo ha sempre imposto e l’Antonio Merloni negli ultimi 10 anni l’ha sempre avuto, per noi è una cosa che sapevamo. Questa situazione va monitorata giornalmente perché parliamo di una grossa impresa dove sono occupati tanti nostri concittadini e quindi sono importanti tutti i supporti possibili per quanto riguarda la Amministrazione e a tutti i livelli per poter far uscire questa impresa da una situazione difficile. C’è il problema anche sull’indotto perché nelle difficoltà che noi attraversiamo in questa impresa adesso c’è una sofferenza più generalizzata. Anche qui quindi il monitoraggio deve essere continuo, bisogna capire anche che tutti gli investimenti e gli sforzi che si Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 9 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. stanno facendo possono aiutare a uscire da questa empasse perché è chiaro che la difficoltà rispetto ad essere in un mercato ampio dove la concorrenza diventa spietata e l’investimento che stanno facendo in Ucraina è importante da quel punto di vista perché una parte della produzione che era la parte terziaria si sta spostando verso l’Ucraina per motivi di minor costo del lavoro e quindi essere competitivi sul mercato, visto che i competitor più importanti che ha per fasce di prodotto sono proprio i turchi, i coreani e quant’altro e quindi per quella fascia di produzione si possa riuscire a uscire da quel problema. È chiaro che mi interessa invece la questione dei lavoratori perché qui si trovano più in difficoltà, quando la cassa integrazione comincia a diventare un mese sì e un mese no è chiaro che c’è uno stato di sofferenza da parte dei lavoratori. Abbiamo un momento di difficoltà anche per quanto riguarda una parte del gruppo MPS, qualche problema per lo stabilimento di Cerreto e per quello di Genga, alcuni ricorsi alla cassa integrazione ma capite bene che la questione euro/dollaro deve far capire anche che quando si sta sui mercati e quando si è posizionati anche a vendite che vanno oltre l’Europa è chiaro che non agevola il fatto che l’euro sia così forte rispetto al dollaro per le esportazioni, quindi problemi ce ne sono in tutto il comprensorio. Tutto questo in questa fase quelli che forse sono più in difficoltà è l’indotto perché l’indotto è pronto a produrre per grosse quantità, per ordinativi e quant’altro, ha una sua organizzazione ed è chiaro che nei momenti che questa richiesta si abbassa l’indotto normalmente soffre anche perché tante medie imprese possono far fronte con cassa integrazione, quelle più piccole non dico familiari ma medio-piccole questi problemi non è che possono attingere a cassa integrazione se sono così piccoli e quindi hanno una sofferenza importante. Questo è quello che riguarda un po’ la parte degli elettrodomestici. Poi andiamo al settore delle cappe. Fabriano dal punto di vista della produzione di cappe è la città che di fatto rispecchia le cappe nel mondo perché i nostri produttori ormai coprono di gran lunga come numero di pezzi le produzioni mondiali. Negli ultimi anni il passaggio di proprietà è avvenuto per grossi pezzi sotto le mani di multinazionali. Questa è una cosa che a me fa un po’ riflettere perché preferirei sempre e comunque confrontarmi con un imprenditore comunque fabrianese o del nostro comprensorio rispetto a multinazionali perché capite bene che le multinazionali quando fanno delle scelte sono scelte molto radicali, quando decidono di spostare, fare ecc. lo fanno d’emblè, si dà il periodo e si decide si sposta o si chiude una produzione e si apre da un'altra parte eccetera. Preferirei sempre e comunque avere a che fare con imprenditori del luogo perché il fatto dell’attaccamento al territorio, il fatto che possa per il tempo, le conoscenze, perché questa città ha dato tanto anche a questi imprenditori è chiaro che permette di fare riflessioni anche più pacate, tranquille e anche concordare aggiustamenti, problemi e quant’altro in modo più tranquillo. Devo dire che questa cosa crea qualche problema. Da ultimo, se ne è parlato, ma io lo dico a scanso di equivoci, lo dico con tranquillità, visto che si è aperta la cassa integrazione in una di queste nostre imprese non la vedo drammatico, nel senso che il ricorso alla cassa integrazione lo si ha per motivazioni di picchi di mercato ecc., si usa la cassa integrazione ordinaria ed è tra le forme contrattuali che ci sono riconosciute e quindi un’impresa di grosse proporzioni la usa con tranquillità e quindi questo a me non preoccupa. A me preoccupa un'altra cosa, che quando cominciamo a vedere una serie di investimenti posizionati nei paesi (Polonia, Ucraina e quant’altro) il dato finale del fatto comunque è spostare pezzi di produzione, perché bisogna essere più competitivi e oggi la competizione è sul costo del Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 10 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. lavoro e quindi in quei paesi il costo, la posizione geografica e quant’altro è di vantaggio, quindi queste alla lunga sono vere e proprie delocalizzazioni, rispetto invece a investimenti che noi vediamo si fanno verso il Sud America. Quelle dal mio punto di vista potrebbero essere più internalizzazioni, cioè essere presenti sui mercati dove anche lì la distanza geografica ti permette di stare più vicino in America rispetto a, quindi abbassamento dei costi di trasporto e quant’altro e allora quegli insediamenti hanno un altro senso. Quando parliamo dell’Europa dell’Est per gran parte si parla di spostamenti di produzione e delocalizzazione, diamogli i termini giusti. Su questo penso che ormai bisogna essere chiari, però l’importante è che ci sia una responsabilità da parte delle nostre imprese almeno perché io penso che Fabriano sia ancora una grande risorsa, il fatto di tenere qui la gamma alta di prodotto perché qui ci sono ancora le condizioni per produrlo, c’è un mercato importante, c’è la testa e ci sono i muscoli per fare le produzioni di qualità. Quindi l’invito che deve venire da parte mia agli imprenditori è proprio questo: su prodotti di qualità e su fette e fasce di mercato alte noi qui riusciamo a garantire il nome dell’impresa, il prodotto, la qualità eccetera. Questo è il settore cappe, senza andare oltre. Passiamo al settore della carta, le Cartiere. Veniamo da una ristrutturazione anche lì estremamente pesante perché ci troviamo adesso in una situazione che – e lo dico con favore rispetto ad alcuni dati che ho – oggi le Cartiere di Fabriano sono in una situazione buona, forse ottima perché sono riusciti negli ultimi periodi (è un po’ di tempo che hanno iniziato) a fare occupazione anche stabile circa 40 unità, la maggior parte sono giovani che sono usciti dalle scuole e quindi stanno investendo dentro le Cartiere in occupazione di qualità. È chiaro che poi nel processo produttivo avranno bisogno del tempo per poter entrare e capire i meccanismi, ma è un’impresa che sta ritornando a una situazione importante, di normalità e questo è un dato estremamente positivo. L’unica critica che, anche qui è una critica molto personale, ma la dico perché la penso, è che capisco che ci troviamo in una situazione di un’azienda che per via della tipologia di lavoro, per via di come funziona la parte che riguarda la produzione, le macchine che per poterle far partire ci vogliono 6-7 ore e quindi un processo produttivo molto articolato, è chiaro che la cosa che volevo dire è che su alcuni momenti e su alcuni accordi non sono proprio totalmente in linea con l’impresa. È vero che c’è il ciclo continuo, però far lavorare tramite accordi lavoratori anche il 1 maggio o Natale o Pasqua inviterei l’impresa a venire incontro ai lavoratori da quel punto di vista perché almeno su quelle festività più importanti si dia la possibilità di poter stare a casa come tanti lavoratori. Questa è l’unica critica che mi piace muovere da quel punto di vista. Il problema più grosso è la situazione degli indotti. L’indotto è il problema che troviamo qui in questa città. In tutta questa discussione che abbiamo fatto se si è capito bene dai dati e quant’altro qui abbiamo il vero problema. Qui abbiamo un problema che nel momento che le grosse imprese perlomeno per quanto riguarda la produzione hanno dei meccanismi flessibili dal punto di vista cassa integrazione e quant’altro e quindi dei sistemi che ti permettono di avere flessibilità nelle produzioni e delle coperture anche dal punto di vista dei lavoratori, nel settore dell’indotto per tante di queste invece stiamo dentro a vere e proprie crisi. Crisi anche perché strutturate a un numero di produzioni importanti quando ci sono questi picchi c’è un problema anche di natura organizzativa perché le eccedenze di personale lì diventano più pesanti. Qui si fa molto uso di contratti interinali e quindi anche lì una frammentazione del lavoro importante e dentro questa situazione generale di questa città chi è realmente che Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 11 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. subisce anche nel mondo del lavoro la crisi più importante? Sono tutti i lavoratori però ce ne è una parte che secondo me soffre ancora di più e cioè finché noi parliamo dei fabrianesi, dei nostri concittadini dove qui hanno radici, hanno genitori, parenti eccetera per quanto sia questi momenti di altalena si riesce anche a sopportare perché un aiuto lo si dà. Per tutta quella parte che invece è extracomunitaria da una parte e tutta quella parte che viene dal Sud Italia che si è trasferita qui, che hanno fatto una famiglia qui, che hanno trovato una casa nella città è chiaro che questo problema colpisce con forza soprattutto queste due tipologie di persone, perché capite bene, trovandosi qui senza nessuno che ti possa dare un aiuto nei momenti di difficoltà qui c’è il problema più grosso. Non perché gli altri non ne hanno, però capite bene si lavora, lavori anche saltuari però c’è la famiglia, però c’è un aiuto e questo non giustifica ma fa capire la situazione. Queste due categorie invece sono quelle che sono in sofferenza importante. Poi diciamo che c’è e questa è una battaglia che non deve fare la Amministrazione perché non ne ha le facoltà o l’Assessore ma deve essere un punto focale per tutti, la battaglia sul lavoro nero, la battaglia la dobbiamo fare tutti, partendo dagli imprenditori perché la serietà di essere un imprenditore è anche quella perché già dal mio punto di vista i contratti che hanno a disposizione sono di tutti i tipi e di tutte le forme che aiutano soprattutto l’impresa e non chi ci lavora per tante di queste, però se si usa anche in una fase così delicata il lavoro nero io penso che questa cosa non è da tutti i punti di vista accettabile. L’altra parte è chiaro che c’è una discussione che è più importante ed è quella sull’evasione fiscale, nel concetto più ampio. In una situazione come questa anche l’evasione fiscale è elevata perché ci troviamo nelle condizioni di vedere chi fa diversi lavori fatti a nero a destra e a manca, visto che il lavoro diventa saltuario e quindi uno si arrangia, si adopera, deve tentare di trovare sostentamenti e quant’altro e anche qui c’è una crescita di queste tipologie di lavoro e questa è una cosa che ci deve far riflettere ancora. Questa è un po’ la situazione. Abbiamo delle medie imprese che hanno avuto difficoltà, chi ha chiuso, chi richiede cassa integrazione, chi si è riconvertito o tenta di farlo, ma grossomodo sulla piccola impresa che cosa che bisogna cominciare a fare? Bisogna cominciare a fare rete d’impresa, investire sull’innovazione, sulla qualità del prodotto, riuscire a fare le reti di impresa, ci sono diversi progetti, riuscire a far capire che si è più forti in certi settori se si è insieme e se si può stare in un mercato anche più ampio stando insieme perché da soli significa, essendo piccoli anche se bravi nel produrre non si riesce a stare nei mercati, c’è difficoltà tra domanda e offerta e quindi anche qui c’è una situazione che bisognerà affrontare successivamente e poi nella relazione vi dirò anche come lo potremo fare. Per quanto riguarda invece la relazione, la mia relazione complessiva. Si è istituito in questo settore un nuovo servizio che è quello di monitorare la situazione occupazionale del comprensorio formato da Sassoferrato, Genga, Arcevia, Serra San Quirico e Cerreto, oltre a Fabriano. I dati occupazionali della situazione fabrianese sono stati rilevati dal centro per l’impiego e della formazione della Provincia di Ancona. Il compito di questa Amministrazione è quello di poter indicare una serie di ammortizzatori sociali su cui operare. Quindi iniziamo la discussione un po’ partendo da quello che il Consiglio Comunale nell’altra seduta aveva indicato almeno come linee guida rispetto al problema occupazionale e al problema del lavoro, quindi io cito adesso cosa sono e su questi a che punto siamo i punti che si erano concordati dal documento che si era votato all’altro Consiglio Comunale. Il Consiglio Comunale nella seduta del 24.1 ha impiegato la Giunta a definire Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 12 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. un modello di sviluppo nel comprensorio territoriale e a proporre un piano di intervento che analizzi i seguenti punti: la creazione di un tavolo di lavoro tra Amministrazione, imprenditori locali, attori sociali, istituti di credito per dare risposte immediate ai problemi. Su questo primo punto già alcuni passaggi fatti da me e dal Sindaco con l’Associazione Industriali da una parte e sto lavorando con gli istituti di crediti dall’altro ecc. e quindi abbiamo già avviato un percorso per poter iniziare una discussione che vada a trovare, concordandole possibili azioni tra gli istituti di credito, imprenditori e Amministrazione, quindi con un rapporto anche molto stretto in una fase così delicata. Era stato chiesto al punto 2 la proroga in scadenza dei pagamenti. Su questo ci sarà, per quanto riguarda almeno le linee di indirizzo, nel prossimo bilancio la presentazione di un piano finanziario tra Amministrazione e utenti per lavoratori in mobilità e cassa integrazione per tutti i servizi a domanda individuale previsti nel bilancio 2008. Che significa? Significa che tutti i servizi a domanda individuale per chi perde lavoro o ha grosse difficoltà possono essere posticipati e concorderemo tra l’Amministrazione e i singoli il piano di spostamento dell’asilo, dei trasporti e quant’altro secondo uno spostamento concordato tra le parti. Se uno non può pagare adesso la rata la sposteremo anche di tre mesi e vediamo nell’arco dell’anno e quindi veniamo incontro alle esigenze che però tratteremo caso per caso secondo l’esigenza dei lavoratori che hanno questa difficoltà, è inserito nella parte del bilancio. Poi accordo con gli istituti di credito al fine di posticipare le rate del mutuo. Questo punto l’11 di questo mese andremo alla stesura definitiva, ma anche su questo punto arriveremo con un accordo fatto per adesso, perché il primo istituto che stiamo trattando con la CARIFAC, ma lo dico come punto estremamente importante, questo è un punto che per me è sostanzioso. Il problema di quando si perde il posto di lavoro non è solo delle risorse per poter andare avanti, ma chi ha un mutuo rischia di perdere la casa e la casa è il sacrificio di ogni concittadino. Su questo c’è un accordo tra le parti sottoscritto tra noi e l’istituto di credito che arriveremo a una posticipazione delle rate importante alla fine del mutuo e in prosecuzione senza costi aggiuntivi per il lavoratore e quindi garanzia della casa da una parte, senza costi aggiuntivi, questo è quello che stiamo trattando. Si parla di banche del territorio e vediamo se lo dimostrano come banche del territorio, ma questo non ha solo una valenza per me anche politica dal mio punto di vista ma ha una valenza forte sui cittadini, perché una fase così delicata noi abbiamo bisogno di tutti quei mezzi che ci permettano di non aggravare ulteriormente certe situazioni. Ripeto, la casa è una cosa che ti cambia anche la vita, ti cambia la vita quando la compri perché devi pagare il mutuo e quindi è pesante, ma il rischio di perderla è ancora più pesante in una fase anche di difficoltà. Andiamo avanti: accordi con gli istituti di credito per la creazione di un fondo sociale di solidarietà. Questo è un altro punto che stiamo discutendo tra noi, l’associazione degli industriali e gli istituti di credito, perché in una fase di difficoltà come questa dobbiamo trovare modo e condizione per formarlo, per decidere come deve funzionare perché l’esperienza che l’Amministrazione passata ha avuto con l’affare Violini, tanto per essere chiari, e quello che è successo, trovarsi con tanti lavoratori in mezzo a una strada, questo fondo debba essere utilizzato per questi tipi di situazioni. È chiaro che chi parteciperà, chi ci mette i soldi dentro insieme alla Amministrazione, decideremo insieme come dovrà essere strutturato e quale funzionamento, con delle regole estremamente precise. A me non piace creare un fondo dove si dice c’è il fondo e poi ognuno ci fa di tutto e di più, regole precise, perché siccome è Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 13 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. fatto tra pubblico e privato, lì dobbiamo dare garanzie sia per noi che per gli altri. Possibilità di attivare meccanismi di detrazione e sostegno dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Questa cosa era prevista nell’altro bilancio però l’abbiamo modificata sotto mia richiesta perché siamo andati a verificare un problema che era tecnico. Se noi prevediamo delle detrazioni come c’erano per chi fa cassa integrazione straordinaria rispetto alla grossa impresa di cui parliamo, che era per l’Antonio Merloni soprattutto, ma anche per altri, lì si era scritto sei mesi di cassa integrazione e c’era la detrazione sull’ICI di 150 euro, l’abbiamo spostata perché l’abbiamo portata sulla fascia che è quella dei 4 mesi perché è la fascia di fatto dove la stramaggioranza dei lavoratori di quell’azienda e quindi adesso giriamo nell’rodine di 500 lavoratori al mese che fanno cassa integrazione, sta sulla fascia di 4 mesi perché l’accordo prevede il non superamento dei 4 mesi di cassa integrazione e quindi l’abbiamo rirapportato alle esigenze per cui era nato quella detrazione e quindi l’abbiamo riassettato e rimesso sui 4 mesi che dà un aiuto vero anche ai cassaintegrati, quelli dell’Antonio Merloni e altri. Ripeto, la differenza tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria è sostanziale. La cassa integrazione straordinaria viene data per periodi di crisi, ristrutturazioni, cioè per questioni importanti e pesanti. La cassa integrazione ordinaria sono per piccole cose, cioè è un picco di produzione, un mese, 15 giorni, una settimana, è una cosa diversa. Andiamo avanti, partecipazione alla creazione di fondi di incentivazione per la realizzazione di nuove forme di impresa al fine di agevolare l’accesso al credito. Questo punto lo stiamo facendo e ne parlerò successivamente perché mi sembra estremamente importante. Ricostruzione e riorganizzazione dell’osservatorio comunale sul lavoro in seno alla commissione attività produttive. Già è stata fatta la seduta della commissione e ha già deciso come si struttura eccetera, quindi si fa l’osservatorio, la presidenza si è deciso in seno alla commissione che sia del Presidente della commissione attività produttive; la commissione attività produttive ha già deciso una serie di atti non solo formali ma anche di peso, non solo per formare ma per ascoltare i soggetti, per le imprese e quant’altro, cioè tutta una serie di azioni che hanno già deciso di fare come commissione e qui cerchiamo di recuperare un deficit, un po’ di tempo che si è perso, però mi sembra che ci sia anche voglia e volontà di adoperarsi in modo importante. Poi realizzazione di una conferenza annuale pubblica sui temi del lavoro. Io penso che questa sia importante, è venuta anche una richiesta all’interno della commissione attività produttive, stiamo lavorando per poter fare una conferenza annuale sì, ma l’intenzione di fare una conferenza sui temi del lavoro e quant’altro che sia da una parte super partes, ma estremamente importante dal punto di vista anche degli oratori e quant’altro, anche rispetto all’impresa, cioè riuscire a fare un convegno di alto livello. Alto livello significa persone che queste cose le masticano tutti i giorni rispetto ad altre. Poi c’era la convocazione di un Consiglio Comunale aperto con gli imprenditori, lavoratori, attori sociali ed è la falsa riga di questo. Poi verificare la possibilità della creazione di un comitato e qui l’idea che ho io è di fare interessare su questo proprio la consulta per le politiche giovanili che è già esistente, formato da giovani con il compito di filtrare, valutare i finanziamenti per il lavoro, ricerca, formazione da parte di enti nazionali e sovranazionali e a proporre un piano di intervento. Io penso che partendo dalla consulta delle politiche giovanili, che è la parte importante per questo tipo di lavoro possa andare bene. Poi si farà parte attiva con la Provincia alla presentazione di un’iniziativa pubblica del piano triennale del lavoro e della formazione. Io su Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 14 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. questo punto mi vorrei soffermare un attimo perché penso dare una serie di dati sia importante che tutti li sappiano. La Provincia ha presentato un piano sulla formazione estremamente importante. Perché dico estremamente importante? Perché ci sono veramente tante risorse da usare per fare formazione a tutti i livelli. Da qui alla fine del 2009 c’è di fatto 7.000.000 € sulla formazione e da qui al 2010 ci sono altri 7.000.000 € sulla formazione. Sono 14 milioni di euro e la formazione viene fatta a 360 gradi sia dalla parte che riguarda il lavoro e i lavoratori sia dalla parte che riguarda l’impresa. Su questo vorrei citare una serie di cose che secondo me anche dalla parte degli imprenditori deve essere chiaro che piccole, medie imprese deve essere estremamente importante. Ci sono una serie di iniziative che si possono fare sul campo della formazione: c’è uno stanziamento sulla sicurezza dei luoghi di lavoro importante per circa 328.000 euro, sull’innovazione tecnologia abbiamo 2.800.000 euro, 1.450.000 euro e 500.000 euro sulla innovazione, sulla formazione abbiamo (perché assi occupabilità, adattabilità, integrazione sociale, sono per capitoli però parliamo di risorse) sull’adattabilità 2.100.000 euro, sulla occupabilità 2.046.000 euro, sul capitale umano 600.000 euro, sulla inclusione sociale abbiamo 1.500.000 euro di formazione, di vario di genere ne abbiamo circa 800.000 euro, il tutto uguale a 14.000.000. Nel piano provinciale la discussione che è stata fatta e che io ho fatto con l’Assessore Quercetti, che devo dire che condivido la strategia che ha messo sul piano della formazione provinciale, è quella di aver diviso la provincia in tre zone ben delineate e distinte: la zona del mare, il centro della provincia e la parte del comprensorio fabrianese. Perché questo? Perché secondo le zone si possa andare a fare formazione mirata per capitoli secondo le esigenze dei territori. Qui si va dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, si va sulla innovazione e ricerca, sulle borse di studio con esperienza di lavoro e progetti di ricerca, si va a sostegno alla creazione di nuove imprese al passaggio di generazione e quindi riguarda l’impresa, sulla formazione e i percorsi integrati e aiuti alle assunzioni. Quindi gli assi dove ci sono tutte queste forme di formazione sono estremamente importanti per quantità e per qualità. L’importante, quello che io mi auguro e quindi la discussione che faremo successivamente, io già con le categorie ho iniziato a parlare perché voglio poi incontri più stringenti per capire esigenza da una parte e che tipo di formazione mettiamo in campo. Se parliamo di sicurezza dei luoghi di lavoro diciamo che i corsi bisogna farli qui rispetto che a volte si deve andare ad Ancona per formare i lavoratori, cioè riusciamo a rendere compatibili le problematiche e in questi piani riuscire a soddisfare le esigenze del territorio. Le risorse ci sono ed è chiaro che questo va fatto in fretta. Ci sono gli aiuti anche per le imprese e la formazione continua per le imprese dove esiste situazione di crisi importante. Questa è una cosa che non va sottovalutata perché la formazione è il modo vero che può aiutare a riconvertire da una parte, a investire sui giovani, a riconvertire imprese, ad aiutare nuove esigenze di impresa perché a volte a seconda delle richieste, io stavo vedendo un progetto a cui stiamo lavorando e mi si chiede da una parte la possibilità e c’è questa possibilità di assumere diverse persone ed è chiaro che dobbiamo agire su una formazione estremamente mirata perché chi mi è stato richiesto come operaio deve essere un operaio riconvertito ma altamente qualificato. Quindi anche qui voglio andare a soddisfare quell’esigenza lì perché lì c’è occupabilità da una parte e lavoro che è un lavoro di qualità e ha sicurezza del lavoro. Si fanno dei lavori estremamente particolari dove chi lavora in quell’ambito sicuramente problemi non ne ha di perderlo perché sono altamente qualificati. Questa cose secondo me Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 15 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. bisogna che ci si attivi anche molto in fretta, io con le categorie già ne ho accennato ma andiamo poi a stringere. Queste è tutta una serie di azioni che da quell’ordine del giorno stiamo portando avanti, messi nel bilancio aiuti concreti e fattibili. Oltre alla situazione occupazionale questa Amministrazione insieme alle associazioni di categoria avrà il compito di snellire le pratiche burocratiche relative all’industria estendendo i servizi in tutto il territorio montano, tali da velocizzare l’iter amministrativo e burocratico, accedendo al sito www.comune.fabriano.an.it, sportello attività produttive, oltre ad aver creato al suo interno un collegamento con il sito della Regione Marche nel quale viene pubblicato il programma operativo della Regione Marche di finanziamenti rivolti a privati dei Por Marche, fondo europeo di sviluppo regionale. Che cosa significa? Sul Por ci sono tutti i finanziamenti europei per l’impresa, dove l’accesso è per l’impresa privata direttamente, quindi come escono noi li mettiamo nel sito e quindi tutte le imprese potranno accedere, capire come è il bando di partecipazione e quindi avere la possibilità di accedere. In esecuzione al piano strategico approvato da questo Comune nell’anno 2007 l’Assessorato alle attività produttive, insieme all’Assessorato al turismo, ha esaminato le diverse aree tematiche su cui si possono redigere progetti che riguardano i diversi settori delle attività produttive per ottenere finanziamenti comunitari, nazionali e regionali. Le aree tematiche vengono allegate al presente documento. Qui abbiamo allegato (c’è stato fatto un convegno poco tempo fa), ma qui abbiamo allegato tutti i progetti del piano strategico e quindi abbiamo già attivato il percorso per formare la griglia da una parte dei progetti e dall’altra le schede tecniche per andare a poter trovare i finanziamenti al fondo europeo. Sportello delle attività produttive: nell’anno 2008 è stato dato il via a un progetto di riorganizzazione del sistema informatico dello sportello unico al fine di attivare nuove procedure ed integrarlo con gli altri sportelli della Regione Marche. Tale progetto usufruisce di un cofinanziamento della Regione. Che significa? Il progetto consiste nell’estendere la funzionalità del front … e del software di block office già in uso nel centro servizi SUAP dell’Alta Valle dell’Esino presso il nodo tecnico del Comune di Fabriano e realizzare l’integrazione con il sistema regionale SUAP. Quindi lì possiamo trovare i servizi informativi con la possibilità della modulistica, avvisi, bandi, informazioni sugli uffici, le pre-istruttorie per la tipologia di pratica e per caratteristica dell’intervento che tramite una check list propone all’utente una serie di domande volte ad individuare le caratteristiche dell’intervento e dell’impianto. Dalla selezione vengono definiti i procedimenti, gli endoprocedimenti e l’elenco della documentazione da produrre con la possibilità della modulistica. La pubblicazione con possibilità di ricerca delle pratiche presentate, consultazione dello stato della singola pratica previa autenticazione basata su password rilasciata dall’interessato o dal suo intermediario dello sportello unico. Ci sarà il marketing territoriale e la consultazione cartografica. Con il progetto si intende dare attuazione ai seguenti interventi: analisi approfondita dei procedimenti ed estensione dei dati presenti nel modulo di pre-istruttoria, a cura del personale interno al centro servizi del Comune di Fabriano; estensione della funzionabilità del modulo di pre-istruttoria per caratteristiche dell’intervento in modo che sia possibile generare on line la domanda unica compilandola on line attraverso il PDF e sottoscrivendo digitalmente il documento elettronico. Il sistema provvederà ad inviare un’e-mail certificata allo sportello unico, procederà alla protocollazione automatica dell’istanza e del suo inserimento nel sistema di block office del servizio. Successivamente verrà effettuata Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 16 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. una verifica formale e tecnica delle informazioni contenute nel fascicolo pervenuto e verrà comunicato l’esito attraverso un’e-mail di accettazione o diniego dell’istanza. Il procedimento così avviato verrà poi gestito dal sistema il black office. Generare on line il fascicolo con la documentazione associata ai singoli procedimento ed endoprovvedimenti con la possibilità di compilarli on line attraverso il formato PDF. Poi c’è tutta un'altra serie di operazioni che lascio. Andremo all’estensione della funzionalità del block office e quindi invio automatico della documentazione, la realizzazione delle interazioni del sistema di protocollo dei Comuni, laddove è possibile. … (intervento fuori microfono) Sì, però siccome tu parli di linee sulla tua richiesta, siccome lo sportello unico penso che sia una cosa che forse a te non interessa ma a chi è abituato ad avere l’impresa e a chiedere al Comune una serie di funzionalità … (intervento fuori microfono) la Giunta si fida dell’Assessore. Siccome lo sportello unico è una cosa estremamente importante in tutti i Comuni non ho capito, se non ti interessa puoi anche uscire, non ci sono problemi. Interessa le attività, io faccio l’Assessore alle attività produttive, se permetti. … (intervento fuori microfono) Che mi avete chiesto? La richiesta del Consiglio Comunale aperto su che cosa? PRESIDENTE: Costantini, però cerchiamo di essere un po’ più concisi. ASS. COSTANTINI: Io ho fatto una relazione proprio perché me l’avevi chiesta. Parliamo di commercio. Nel settore 2008 il commercio è stato decisamente innovativo anche su indirizzi europei per territorio della città. La spinta verso la liberalizzazione ha individuato nuove e ulteriori attività, un punto di riferimento per molti giovani in cerca di prima occupazione. I decreti Bersani che spingono verso la liberalizzazione delle attività commerciali hanno consentito attraverso lo sportello unico l’apertura di medie e grandi imprese commerciali, soprattutto nella zona di Santa Maria, altro strumento urbanistico che consente l’apertura di medie strutture e locali già presenti in città e l’articolo 21 delle Norme di Attuazione del PRG, il quale prevede la possibilità di trasformare edifici industriali o artigianali in esercizi commerciali di medie o grandi strutture di vendita. Nel 2007 il settore ha presentato ed ha approvato il piano del commercio in sede fissa e il piano di localizzazione di giornali e riviste. Il piano del commercio in sede fissa riguarda la programmazione delle strutture di vicinato medie e grandi. Lo studio ha analizzato la localizzazione geografica da realizzare rispetto alle direttrici, ferrovie principali, e la sua distanza dalla costa e che hanno sempre limitato le prospettive di sviluppo pur presenti ad insediamenti di attività produttive di livello internazionale che tuttora nonostante la crisi del settore costituiscono la primaria fonte di ricchezza economica del territorio. La pianificazione urbanistica comunale, valorizzando il centro storico come centro commerciale, e come recupero e valorizzazione delle attività all’interno di esso, il piano delle edicole e andiamo avanti. Sul piano del commercio, per andare a concludere su questo punto, stiamo collaborando con tutti i soggetti che sono i rappresentanti del commercio, la CGIA, la CNA, Confcommercio, tutta una serie di progetti anche per quanto riguarda il centro storico e una serie di iniziative. Abbiamo discusso con loro anche questa mattina Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 17 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. una cosa che io reputo estremamente importante che è quella del fondo da una parte a favore degli operatori commerciali, noi già l’abbiamo istituito questo, stiamo lavorando per trasformarlo. Trasformarlo che significa? Questo sarà sia per l’artigianato da una parte che per il commercio dall’altra, la mia intenzione è quella di incentivare l’apertura di nuove attività commerciali o artigianali, aiutando queste aperture dal punto di vista del finanziamento, cioè noi diamo un contributo a un subentro nuovo, diamo un contributo, una cifra tout court (6- 5-1.000 euro), stiamo ragionando invece di fare un’operazione con gli istituti di credito che ci possa permettere per ogni attività commerciale nuova che si apre che quel contributo sia finalizzato all’accesso al credito agevolato. Se i giovani e anche meno giovani vogliono impegnarsi su un’idea, su una nuova forma commerciale e quant’altro hanno bisogno per aprire un’attività del denaro in mano da subito, non hanno bisogno dei 500-1000 euro perché aprono un’attività. Quindi questo è il senso della operazione che stiamo facendo, che l’accesso al credito agevolato a costi sul credito di interessi molto, molto bassi o per alcuni aspetti quasi inesistenti, però permette a chi apre delle attività di avere del denaro subito senza interessi di fatto, poi vedremo come lo stiamo costruendo ma in concerto anche con le associazioni del commercio siamo arrivati a una condivisione di fondo e devo dire che è anche stata abbastanza apprezzabile una serie di cose che stiamo mettendo insieme per fare questa operazione. Qui ci sono anche le altre categorie, sarà anche per l’artigianato, penso che sia importante per tutte le nuove attività. Per quanto riguarda l’artigianato c’era un punto che mi chiedevano anche gli amici del Confartigianato, CNA e quant’altro, sulla richiesta della questione della pubblicità, di quello che si è discusso: l’impegno che noi ci prendiamo e che mi prendo io questa sera, insieme già ne abbiamo parlato, è che nei prossimi giorni faremo un incontro tecnico tra di noi perché già ci siamo incontrati per altre questioni, ma anche lì per capire e approfondire una serie di cose che ci hanno chiesto, dei chiarimenti tecnici e quindi da quel punto di vista non ho nessun tipo di problema perché noi abbiamo già un rapporto quasi settimanalmente ci si sente per tante questioni. Sulla questione dell’artigianato noi abbiamo questi due tipi di fondi: uno vorremmo tramutarlo per l’accesso al credito e invece manterremo il fondo per l’occupazione, anche qui se si occupano due lavoratori, per un massimo di due lavoratori diamo noi un contributo fisso per l’assunzione nel settore artigianale. Questo fondo viene riconfermato e quindi resta nella sua tipologia e mi sembra estremamente importante, da una parte investiamo per la creazione di nuove imprese e l’accesso al credito e dall’altra anche nelle assunzioni dei lavoratori anche nel settore artigianale. Anche qui abbiamo presentato questa mattina il primo progetto, se ne parla da molto e l’ho cambiato un paio di volte, ho presentato il progetto del mercato coperto. C’è stata tra l’Assessorato e tutte le categorie (commercio, artigianato e quant’altro) una condivisione di fondo per quella riconversione, secondo me è un progetto estremamente importante e impegnativo per questa Amministrazione ma che siamo fortemente intenzionati a portarlo avanti credendo che questo ci possa permettere prima di tutto di trovare un’area idonea per l’artigianato di qualità e per i prodotti eno-gastronomici, dall’altra per riqualificare la Piazza Bassa del Mercato perché questa struttura possa essere poi successivamente anche adibita per tante forme di promozione e quant’altro, quindi tutto un progetto che prossimamente presenteremo poi a tutti avendoci i costi, quantificazioni eccetera. Questa mattina abbiamo presentato un preliminare per capire se questa idea dell’Assessorato sia giusta rispetto a un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 18 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. concetto e una richiesta che era prevenuta da parte della Confartigianato, CNA, Coldiretti e quant’altro. Per quanto riguarda invece l’agricoltura, che è un altro settore dove ci stiamo nuovendo con forza, il Comune di Fabriano intende rafforzare e rilanciare l’immagine dell’agricoltura e rendere più competitive le imprese agricole del nostro territorio. Il settore agricoltura pertanto ha in programma numerose iniziative interessanti e concrete da realizzare. In attuazione a tale progetto in collaborazione con la Provincia, Agricom, le associazioni provinciali, il Comune di Fabriano sta realizzando il recupero e il miglioramento genetico della razza ovina fabrianese, ha l’intento di valorizzare e aumentare le produzioni zootecniche locali, ponendosi come obiettivo di incrementare e diffondere il patrimonio ovino e suino fabrianese e conseguentemente valorizzare il prodotto finale, ottenendo pertanto concessioni di contributi a sostegno delle spese per la realizzazione di tale progetto. A tale proposito presso l’azienda agraria di proprietà del Comune gestita dall’Agricom, oltre alla realizzazione della razza ovina fabrianese, l’Amministrazione intende realizzare anche la produzione di suini con un attento controllo per ottenere una produzione di alta qualità, interessante pure è lo studio di fattibilità rivolto alla costruzione, ove è possibile questo, di un impianto fotovoltaico presso quell’azienda per la produzione di energia pulita. È fondamentale la realizzazione del progetto di fattibilità e di conversione del mattatoio comunale, per avere la possibilità della mattazione di ovini, suini, animali di piccola corte a servizio di tutto il comprensorio, albergatori, ristoratori eccetera. La gestione sarà data al Consorzio per la produzione e tutela del salame di Fabriano, in collaborazione con l’ASUR di Fabriano dando la possibilità agli associati e al consorzio di incrementare la produzione e quindi una maggiore commercializzazione. Andiamo quindi a riconvertire il mattatoio comunale. È una struttura che tanti di voi conoscono e tanti conoscono la storia di quello che è successo lì dentro, io quando l’ho vista mi sembrava che era una storia da Gabibbo, però ci stiamo mettendo le mani perché non è possibile tenere quella struttura lì in quelle condizioni ferma, quindi stiamo facendo tutta un’operazione importante per rimettere in funzione il mattatoio. Il Comune sostiene il Consorzio per la produzione e tutela del salame di Fabriano. Molte sono le partecipazioni del Consorzio del salame di Fabriano a manifestazioni, come quella di Tipicità Enogastronimiche nella città di Cagli, dei salumi di Tipicità, abbiamo fatto la Festa del Nino, cotti e mangiati, cioè stiamo lavorando fortemente perché queste nostre produzioni del nostro comprensorio vengano portate a un livello, già sono qualitativamente molto alte, ma quindi un livello di promozione importante. L’altra cosa che voglio annunciare, ma che è intendimento della Amministrazione e dell’Assessorato che rappresento, è quella che stiamo lavorando, e questa è l’ultima novità che trattiamo, per riprendere la DOP sul salame di Fabriano. Questa è un’iniziativa molto importante per il riconoscimento del nostro prodotto e ci viene richiesto un po’ da tutti il fatto di dare il salame di Fabriano a destra e a manco, l’idea dell’Amministrazione è che il salame è di Fabriano, è depositato al Comune la scritta “salame di Fabriano”, rimane a noi, e noi chiederemo la DOP perché lo andremo a certificare e certificheremo a quel punto il prodotto, a quel punto ci sarà la filiera corta e ci sarà anche la certificazione del maiale nella sua interezza. Poi faremo una serie di operazioni che riguarderanno la promozione di quel prodotto all’interno del progetto del mercato coperto, poi lo vedremo successivamente. Io a grosse linee, perché mi hanno chiesto di correre, sono una serie di azioni che ho intenzione di fare per il 2008. Quindi concludo dicendo che Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 19 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. l’Assessorato alle attività produttive dunque garantirà ogni sforzo necessario a sostenere lo sviluppo economico dell’intero territorio, tenendo bene presenti anche le frazioni nel cui ambito sono insediate numerose attività produttive legate all’industria, all’artigianato e al turismo e all’agricoltura. Tutto questo in linea con il piano strategico di Fabriano al quale è stata data la massima collaborazione con la individuazione delle principali azioni che compongono le aree tematiche trasversali, cultura, turismo e marketing territoriale. Questo strumento, recentemente approvato in Consiglio Comunale, detta i tempi, i modi e individua le risorse necessarie alla creazione di una rete sostenibile di servizi, accessibilità, viabilità e di attività, tenendo presente anche gli aspetti dell’occupazione, incrementando la capacità di attrazione e la competitività del territorio. Proprio per garantire la permanenza delle attività nelle frazioni e per indurre la creazione di nuove opportunità di lavoro e nello stesso di salvaguardare sia delle risorse ambientali e rurali sia delle tradizioni produttive sarà necessario mantenere i livelli di servizio presenti, anche quelli erogati da altri enti e società. Per l’industria in genere sarà necessario impostare uno studio sugli scenari futuri del comparto e ipotizzare una riconversione mirata delle posizioni di attività maggiormente esposte alla internalizzazione e al problema del ricambio generazionale. Intorno a questo progetto strategico è necessario coinvolgere diversi soggetti istituzionali, oltre alle fondazioni, gli istituti di credito operanti nel territorio così da recepire risorse adeguate a commissionare tali studi, a istituti di ricerca di livello internazionale, specializzati nell’analisi di questo genere. Io ho finito. PRESIDENTE: Grazie all’Assessore Costantini. La parola all’Assessore Paoletti. ASS. PAOLETTI. Buonasera a tutti. Io voglio fare soltanto un breve intervento e non parlerò sicuramente di numeri perché la relazione di Costantini penso sia stata esauriente. Io volevo fare soltanto un discorso diciamo sociale o se volete sociologico di questo momento che stiamo attraversando per cercare di capire insieme a voi quale potrebbe essere la strada da intraprendere in questa situazione. In un periodo di grande trasformazione come quello che stiamo vivendo a livello mondiale sia sotto l’aspetto industriale ma soprattutto sotto l’aspetto sociale volevo fare insieme a voi una riflessione di questo genere: credo che ciclicamente, proprio per la teoria dei corsi e ricorsi storici, ci sono avvenimenti che trasformano profondamente la vita di milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Queste trasformazioni molto spesso ci trovano impreparati in quanto gli eventi che avvengono sono sempre più veloci. Queste trasformazioni che prima magari ci volevano 20 anni per potersi attuare adesso si fanno nel giro di pochi mesi e quindi ci troviamo impreparati e non riusciamo forse subito a comprendere quale è la portata di questa trasformazione. Di fronte a queste situazioni di cambiamenti così repentini, improvvisi e molto forti, il nostro atteggiamento normalmente è quello di cercare di contrapporsi a queste trasformazioni piuttosto che accettarle, questa è la cosa più istintiva che ci viene di fare, quindi un atteggiamento di difesa, un atteggiamento di repulsione con le novità e di fronte ai cambiamenti. Come si dice in gergo ci mettiamo proprio di traverso contro per Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 20 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. affrontare questo problema. Vediamo qualche esempio anche nel mondo del lavoro dove la prima cosa che pensiamo e che diciamo è quella di non abbiamo lavoro perché c’è l’immigrazione, ci sono gli immigrati che ci tolgono il lavoro e poi magari la mattina, la notte li andiamo a cercare per portarli a lavorare e poi il sabato andiamo nelle piazze a protestare contro di loro, però l’atteggiamento in genere è questo. Questi avvenimenti che arrivano sono molto importanti e difficili da sostenere e ci creano delle situazioni di crisi soprattutto non solo economica, e questo è l’aspetto che più mi interessa, ma sociale perché in queste situazioni si rischia di creare delle tensioni tra le persone piuttosto che andare verso una situazione di solidarietà e di coesione. Ritornando al nostro territorio fabrianese e dintorni, quelli che hanno la mia età se lo ricordano e altri più giovani no, se non lo ricordano lo hanno comunque letto e studiato, nelle trasformazioni che ci sono state già negli anni 50 e 60 la nostra comunità ha subito un forte impatto tra l’economia contadina e quella postcontadina, se vogliamo industriale anche se non era così forte l’industrializzazione. Cosa è successo con questa industrializzazione? Che le campagne sono state abbandonate o si cercavano di abbandonare e quindi c’era una trasformazione sociale, un impatto sociale con le persone che venivano nella città e questo ha creato all’inizio delle tensioni tra i proprietari terrieri e l’industria o la piccola industria che stava nascendo perché portava via la manodopera. Cosa è successo in quel periodo? Ripeto qualcuno forse se lo ricorda, c’è stato un atteggiamento di protezionismo nei confronti di questa trasformazione, come? A tutti quelli che venivano dal mondo contadino e cercavano di andare a lavorare nell’industria si creavano molte difficoltà per ottenere il libretto di lavoro, quindi non potevano accedere ai posti nell’industria o nell’edilizia che in quel momento era in forte ripresa. Qui a Fabriano poi c’è stata anche la crisi della Fiorentini, del Maio e quindi anche in quel momento ci sono state delle tensioni sociali e si cercava anche lì di dare la colpa a qualcuno o di difendere posizioni che magari erano indifendibili singolarmente e si parlò quella volta dei privilegi e quindi si è cercato di mettere uno contro l’altro, magari dicendo fino adesso avete avuto tanti privilegi perché gli stipendi erano alti, perché voi lavoravate, però alla fine c’è stata molta solidarietà. Quindi si è cercato di far fronte anche in quel periodo con la coesione sociale, c’è stata una forte mobilitazione da parte della cittadinanza e quindi si è sviluppata qualche altra forma di lavoro e quindi grandi tensioni sociali non ci sono state. Se poi pensiamo al momento in cui c’è stato l’avvento delle industrie Merloni, anche qui nei primi anni si sono creati dei disagi alle persone sotto l’aspetto sociale ed economico perché quelli che rimanevano nelle campagne e non riuscivano ad entrare nel mondo industriale non avevano quella disponibilità di denaro perché la circolazione di denaro una volta non c’era per chi faceva i contadini, quindi questo ha creato un impatto molto forte nella società tra chi poteva avere a disposizione questo denaro per acquistare casa, per acquistare mezzi di trasporto e gli altri che non potevano ottenerlo. Cosa è successo in quel periodo, come si è affrontato questo problema di questa disparità? Si è affrontato forse nel modo che ha fatto diventare il modello marchigiano industriale portando le industrie dove c’era la manodopera e quindi spostando le industrie da Fabriano nei dintorni e questo, forse è un po’ azzardato, ma credo che sia stato il primo esempio anche della delocalizzazione perché anche quella volta c’è stata una delocalizzazione dalla città all’esterno, solo che non ci siamo accorti perché era in un territorio limitrofo, non c’era molta distanza e quindi è passata quasi inosservata questa delocalizzazione. Che significa questo? Perché sto dicendo questo? Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 21 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Perché penso che il modo di affrontare queste crisi che si ripetono non vuole nascondere che la crisi non c’è, che il problema non sia grave, ma che bisogna affrontarlo nel modo giusto, tutti insieme, cercando di non creare soprattutto delle tensioni sociali che potrebbero portare a degli atteggiamenti non belli. Dobbiamo essere consapevoli che queste crisi non le affrontiamo scontrandosi con la novità, ma incontrandosi con loro e cioè cercando di far vivere a fianco dell’industria che sta diminuendo come intensità con altre forme di lavoro, con altre forme che possano permettere una maggiore e continuativa coesione sociale. Queste trasformazioni dobbiamo capire che non le arrestiamo con il protezionismo, perché secondo me si fermeranno, si esauriranno soltanto quando ci sarà un livellamento tra i paesi cosiddetti ricchi e i paesi poveri. Inoltre, voglio far notare che secondo me questa situazione di crisi è ancora più strana e più difficile perché mentre una volta assistevamo a delle migrazioni dovute a delle forme per il lavoro, per forme migliori di vita, adesso sto notando che mentre il capitale si sposta dai paesi ricchi ai paesi poveri le persone si spostano al contrario, dai paesi poveri vengono nei paesi ricchi. Questo è un fenomeno che secondo me va affrontato in modo diverso da come sono stati affrontati negli altri periodi. Quindi l’economia non sarà più sicuramente quella che è stata una volta e quindi bisogna trovare forme diverse e questo credo che possa essere trovato, visto l’andamento anche della popolazione, dell’aumento della durata della vita, con tutti i problemi che comporta l’aumento degli anziani, si possano trovare nuove forme di lavoro e di integrazione nel sociale anche e quindi attraverso l’aiuto, attraverso l’organizzazione e la ristrutturazione e l’ampliamento del sociale per avere un benessere maggiore. Penso che Tini me ne può dare atto, se togliamo le industrie Merloni a Fabriano e vediamo l’industria più grande che c’è è quella della ASL con i suoi 650 dipendenti credo. Ci possono essere ulteriori sviluppi anche nel sociale, non solo nella ASL ma nelle cooperative, nell’associazionismo e quindi bisogna che affrontiamo questo problema tutti insieme, tutti uniti perché altrimenti non lo risolviamo, non vale più il protezionismo e non valgono gli scontri. Per quanto riguarda il bilancio dice cosa fa il Comune? Noi non abbiamo tagliato niente della spesa sociale, stiamo solo cercando e stiamo provando a razionalizzare la spesa, come è stato chiesto e come viene sempre chiesto, attraverso la riorganizzazione di qualche servizio, stiamo attuando dei regolamenti in modo tale che ci sia l’equità sociale per l’ottenimento dei servizi soprattutto a domanda individuale. Sono state fatte delle carte dei servizi, si sta preparando un progetto per la creazione di un ufficio comune all’interno dell’ambito territoriale e quindi stiamo facendo incontri con i sindaci e quindi cerchiamo di allargare questi servizi. Nel mese di giugno verrà aperta anche una struttura, il Dopo di Noi, per permettere a coloro che non hanno soprattutto le famiglie o che non hanno nessuno che li accudiscano di avere la possibilità di questa struttura residenziale per 16 persone e la creazione di un centro diurno. Anche questo servirà per avere sempre una maggiore coesione sociale perché, come ripeto, in questi momenti l’importante è che ci sia questa coesione tra tutte le persone. Io ho finito, vi ringrazio e buon proseguimento del lavoro. PRESIDENTE. Grazie, Assessore Paoletti. Quinto Balducci. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 22 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. CONS. BALDUCCI Q.: Grazie, Presidente. Ringrazio quelli che hanno prima parlato e adesso vorrei dire alcune cose che mi sembrano opportune. Parlare di opportunità di lavoro e sviluppo è estremamente utile anche in questo momento, ma non deve prestarsi questo a speculazioni di carattere politico e soprattutto in questi giorni di carattere elettorale. La nostra società attualmente è in movimento, è veloce, è portatrice di domande e bisogni del tutto inediti. La delicatezza della fase congiunturale attraversata dal sistema economico della nostra città e del suo territorio è sotto gli occhi di tutti. In un contesto in cui l’imprenditoria marchigiana ha dato dimostrazione di aver individuato le strategie per governare i nuovi processi di internazionalizzazione dei mercati, della delocalizzazione di parte di attività produttive, nella nostra città la contingenza ci presenta situazioni derivanti dalla tipologia dei prodotti e cioè monoproduzioni legate alla filiera della meccanica di basso contenuto tecnologico e da un tessuto produttivo diffuso di sub produzione che destano preoccupazione per ricadute che hanno e potrebbero avere sull’occupazione. È chiaro che occorre una forte assunzione di responsabilità collettiva, attraverso un patto territoriale per lo sviluppo e la buona occupazione in associazioni alle istituzioni, gli istituti di credito, i sindacati, le associazioni di categoria, agli imprenditori per poter uscire dalla crisi. Un nuovo patto sociale che superi gli egoismi di parte e si ponga l’obiettivo, attraverso un lavoro comune e condiviso, di mettere insieme tutti gli attori locali le istituzioni al fine di arrivare all’obiettivo più importante e cioè dare nuove forme di sicurezza alla nostra società e alle nuove generazioni in modo particolare. Abbiamo le risorse per farlo e abbiamo gli strumenti per adeguare le nostre scelte alla realtà che ci circonda. La nostra consapevolezza, un piano strategico che introduce elementi di progetto utili a superare la fase di stallo e che ha soprattutto un valore di fondo, quello di intraprendere per la prima volta nella storia di questo territorio una visione progettuale. Ecco il punto, passare da una dinamica che produce elementi da governare quotidiani e difficilmente risolvibili da chi ha responsabilità di governo come noi, a un progetto che guarda oltre la contingenza. Certo nel contempo dobbiamo farci carico del precariato che non è più sopportabile sostenere. Questa nostra benedetta, la chiamo così, società deve fare in modo che la precarietà non sia una regola, dove non sia l’incertezza a segnare, a ferire la vita delle persone. La precarietà è soprattutto dei giovani, dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. In un tempo fantastico della vita viene chiesto loro di aspettare. Aspettare che cosa? Aspettare di avere un lavoro certo, un mutuo per la casa, e con questi la possibilità di mettere su famiglia e avere figli. Però la vita non può essere saltuaria, la vita non può essere part-time. Parlo non da uomo di parte e da padre, anche se ne avrei ben ragione perché ho due figli che sono precari anche io, ma da cittadino che vede segni di profondi cambiamenti ma anche indizi di un declino possibile. Nella nostra società affianco di una grande ricchezza, a volte nascosta in termini di capitale sociale, sento esserci uno stato d’animo fatto di smarrimento, di stanchezza, di pessimismo, perfino di forme di intolleranza, di incattivimento e di omofobia. La precarietà, come ho detto prima, genera insicurezza e passiva motivazione sociale, genera insoddisfazione, in particolare nei confronti della classe politica che noi rappresentiamo. La precarietà offre al mondo del sommerso e della illegalità uno strumento per proseguire fini diversi da quelli della tenuta sociale. La precarietà è il nostro male e io sono convinto che essa si combatte solo attraverso una visione strategica del ruolo di un territorio oltre che sulle politiche nazionali e mondiali. La ripresa economica e quindi l’occupazione non è né di destra Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 23 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. né di sinistra, è un bene per tutti noi e abbiamo tutti il dovere di fare ciò che è necessario per prolungarla e rafforzarla. Un duratura e moderno sviluppo economico non si ottiene se ciascun soggetto, ciascuna impresa, ciascuna categoria si rinchiude in se stessa, non si fa in altre parole sviluppo con l’egoismo. La società deve muoversi e oggi in una società immobile a pagare il prezzo sono soprattutto i nostri giovani, i nostri ragazzi che prima dei 30 anni non entrano nel mondo del lavoro e non possono seguire quella scienza certa e cioè studio, lavoro, pensione (se ci si arriva). È come se la vita dei giovani fosse scandita da un orologio sociale sfasato, messo a punto per un tempo che non esiste più. La persona deve avere garanzie, tutele sociali, opportunità, un’efficace sistema di ammortizzatori sociali di fronte al rischio di perdere il lavoro o cambiarlo e sicurezza di avere una casa e quant’altro. Questa lotta si vince tutti insieme: istituzioni, imprenditori, associazioni, organizzazioni sindacali eccetera. Il sindacato, che nel corso della nostra storia, ha più di una volta saputo difendere i diritti e gli interessi dei lavoratori assumendosi con coraggio responsabilità generali sta dimostrando e deve continuare a dimostrare di poter essere protagonista di questo nuovo patto. Fatta questa breve analisi cosa si può fare per risolvere i problemi occupazionali che ci preoccupano e ci mettono in fibrillazione. Personalmente come componente e Presidente della commissione cultura, spettacolo e istruzione, mi sono posto alcune riflessioni, alcune considerazioni che vorrei porre all’attenzione di tutti e che potrebbero contribuire se non in piccola parte ad alleviare, diciamo così, e non certamente a risolvere completamente il problema occupazionale. Nel piano strategico del Comune l’obiettivo è di fare di Fabriano città della cultura e punto di riferimento stabile del comprensorio montano. Rispetto al passato credo che Fabriano e il territorio abbiano in mano la possibilità di crescere ma questo può avvenire scommettendo su una prospettiva e uno scenario fortemente innovativo, dove la cultura, l’accoglienza e la creazione di luoghi per la crescita culturale e il tempo libero siano il fulcro e l’asse portante di una nuova alleanza con la realtà socio-economica così radicata nel territorio e possano offrire un contesto dove nuovi servizi, attività produttive e manifatturiere e manodopera possano ricollocarsi, trasformarsi e convivere con il polo industriale. Il forte connubio che la cultura fabrianese ha con il suo territorio, la ricca presenza di beni culturali diffusi anche nelle frazioni, il colloquio continuo tra tradizioni, cultura e tecnica non può non far pensare a una integrazione continua tra turismo, cultura, ambiente e realtà produttive e tutto ciò è un’occasione di riflessione sul tema dell’occupazione alternative e integrativa al modello industriale. Il progetto presenta inoltre caratteristiche attrattive per investimenti privati esogeni oltre che per privati endogeni, in azioni volte a promuovere lo sviluppo di nuove forme di imprenditorialità, nel settore della carta, del turismo, dello spettacolo, della formazione e informazione. Pertanto, credo che questo progetto coinvolga più realtà ed è necessario proseguire perché coinvolgendo una vasta platea di attori del territorio, sia privati sia pubblico-istituzionali, possiamo creare non solo la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio storico-culturale, ma creare buone opportunità di lavoro e di impiego. Quindi difesa e rilancio del sistema industriale, valorizzazione delle attività produttive non industriali e del patrimonio rurale ed agricolo, valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale, naturalistico e naturalmente ambientale, il recupero e la riconversione funzionale del tessuto edilizio e monumentale del territorio possono questi essere buoni motivi per risolvere anche se in piccola parte problemi occupazionali. Chiudo qui il mio intervento con un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 24 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. auspicio, vorrei che in futuro temi di questa portata siano gestiti in maniera seria ed articolata, dove ognuno abbia la consapevolezza della criticità del problema e dell’esigenza di non individuare nell’altra parte politica e a volte imprenditoriale il mezzo per strumentalizzare una questione così seria. Questa è una partita che si vince insieme o si perde insieme. Il nostro dovere è quello di lasciare alle nuove generazioni una città migliore di quella che abbiamo ereditato ed è questo che mi spinge ad auspicare un percorso comune. Grazie. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Balducci, ha la parola l’Assessore Balducci Giovanni. ASS. BALDUCCI G.: Buonasera a tutti. Mi riallaccio al discorso dell’Assessore Costantini sui problemi… (intervento fuori microfono) potrei essere un po’ più lungo. Cercherò di essere sintetico, per cui andrò fuori abbastanza poco da quello che mi ero più o meno preparato. Ritengo però che sia l’argomento di questo Consiglio Comunale aperto estremamente interessante per la realtà che stiamo vivendo. Ritengo anche che la riscoperta di taluni settori in qualche maniera subordinati ad altro tipo di attività possa essere importante per una rivalutazione complessiva del nostro territorio. In questo senso il nostro territorio necessita della spinta propulsiva del turismo, ha bisogno di riscoprire, valorizzare, sviluppare, promuovere, esaltare la propria connotazione turistica avendo delle capacità potenziali inespresse completamente. Di queste capacità non tanto tempo addietro ne abbiamo avuto una prova tangibile, in ragione della lungimiranza di chi ha voluto ed ha saputo organizzare in maniera direi magistrale un evento culturale di spessore e risonanza estremamente elevati che ha contribuito in maniera decisa ad evidenziare le possibilità correlabili al turismo fabrianese. Dico in primis ai concittadini e contemporaneamente ad un pubblico eterogeneo e vasto. Parliamo di Fabriano. Fabriano si trova in una posizione orografica altamente strategica per quanto concerne l’aspetto turistico, una posizione di cerniera che deve essere meglio utilizzata attraverso la tessitura di relazioni con le località limitrofe e la contestuale definizione di una politica di sviluppo economico e sociale legata al turismo. Si devono quindi creare delle relazioni fondamentalmente e primariamente con le nostre realtà contermini, contestualmente con la nostra zona litoranea per creare un comprensorio vasto avente delle indubbie capacità attrattive. Noi conosciamo la realtà fabrianese per quello che ha saputo fino ad oggi creare, o almeno io la conosco così. Ha saputo dare della propria connotazione produttiva un esempio organizzato che è stato analizzato, studiato e copiato anche a livello internazionale. Io dico che non sarà così semplice farlo per l’aspetto turistico, però dico che Fabriano deve iniziare a svolgere un ruolo di animatore di un territorio e deve riuscire a coinvolgere attorno ad obiettivi comuni primariamente gli altri soggetti, gli altri enti locali della fascia pedappenninica, contribuendo a valorizzare quanto ogni singolo territorio, ogni singolo ente locale può mettere in condivisione, creando un sistema di rete che non sia subalterno al turismo balneare, ma che sia ad esso parificabile, anzi che con esso possa creare e possa sviluppare azioni di complementarietà. Nella sostanza, basando l’azione sulla conoscenza e sulla valorizzazione delle specificità esistenti nel territorio, si dovranno originarie nuove realtà attive, complementari o integrative alle eccellenze Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 25 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. già preesistenti nel territorio, ovvero nuove realtà che possono colloquiare con le stesse ed ampliare l’offerta in un quadro possibilmente omogeneo. Quindi dovranno attivarsi collegamenti precisi con le molteplici e diversificate realtà locali, regionali e delle regioni limitrofe. È necessario quindi mettere in rete diversi percorsi con altri territori per realizzare sistemi dotati di una attività sinergica. In tale ottica l’ente comunale, cioè Fabriano, dovrà superare la politica del localismo e la politica della subalternità con una visione ampia e consapevole della propria capacità di attrazione. Chiaramente questo sottintende l’evenienza di riproporre la propria leadership territoriale attraverso un percorso di programmazione partecipativa allargata a più territori. Significa anche collaborare sinergicamente con le altre realtà, definire delle reti e dei sistemi di relazione. Perché? Perché questi sinergie organizzate, questi rapporti sistemici di rete, la passione per le rispettive realtà, la politica del fare e del coinvolgimento dovranno esplicitarsi su tre diversi livelli secondo me. Primariamente dovranno attivarsi collaborazioni su vasta scala, collaborazioni quindi a livello internazionale, collaborazioni a un livello più basso nel comprensorio umbro-marchigiano, non solo e collaborazioni complementari con il territorio costiero; mentre a livello locale dovranno attivarsi delle collaborazioni tra gli operatori, fra i promotori, fra la scuola e sviluppare soprattutto l’accoglienza. L’Assessorato al turismo sostanzialmente si deve inserire in questo meccanismo, collaborando prioritariamente con gli altri Assessorati, perché in qualsiasi attività che si esplichi nel territorio potremmo trovare delle connotazioni turistiche ed attrattive. Non si deve seguire una politica egocentrica, bensì deve essere seguita una politica di osmosi con tutte le realtà. Programmare, sviluppare, organizzare con la collaborazione di tutti gli operatori del settore. Il fine cui deve tendere questo Assessorato è quello della partecipazione dal basso e deve tendere al rapporto duale tra amministratori e operatori, perché in un periodo medio lungo possa rifunzionalizzarsi questo comparto turistico e possa essere una delle peculiarità del nostro territorio. In quest’ottica non vorrei dimenticare quegli eventi locali sostanzialmente tipici delle piccole aggregazioni urbane di frazioni, poiché la promozione del territorio passa anche attraverso l’attività ludico-ricreativa e la riscoperta delle proprie radice storiche e la celebrazione degli antichi fasti. Puntualizzare che ogni tipologia di azione più o meno complessa e articolata avrà capacità di concretizzarsi se non si trascura la formazione culturale specifica delle nuove generazioni e lo sviluppo delle professionalità, assecondando un rapporto privilegiato con le scuole per incentivare la formazione. Su questo particolare settore io direi che bisognerà avere la collaborazione di tutti perché la formazione partendo dal basso, per cui partendo dalla scuola, è fondamentale per la riscoperta delle nostre tradizioni e per la riscoperta anche di nuove professionalità. Il sostegno alla scuola e alla formazione e alle associazioni culturali e a quelle dell’artigianato e del commercio, agli operatori dell’accoglienza, alla ricerca finalizzata al recupero di antichi mestieri e tradizioni nei vari settori della società, ai prodotti dell’enogastronomia, all’artigianato artistico rappresenta un’esigenza basilare ed indifferibile per innalzare la capacità di percezione del patrimonio posseduto nell’ambito comprensoriale e per motivare la volontà di innovazione. È chiaro che questo è un quadro abbastanza idilliaco. Noi dobbiamo essere consci che una trasformazione e un porre in essere questo sistema di reti che ci prefiggiamo non è sicuramente una cosa che si risolve nel breve periodo, ha bisogno di un medio-lungo periodo. L’importante è porre dei termini, porre dei punti fissi da cui poter partire. Infatti, il turismo deve assurgere a divenire un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 26 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. settore trasversale e complementare nel quadro di un sistema più ampio di economia comprensoriale. Fabriano dovrà riconquistare una capacità artigianale di livello elevato, una capacità promozionale dei propri prodotti, una capacità di formazione ed accoglienza che non ha compiutamente sviluppato con il fine di riuscire a creare una realtà e una sensibilità di elevato livello, così come è riuscita a determinare negli anni una realtà industriale di importanza assoluta che ci hanno invidiato, analizzato e in qualche situazione copiato. Nella realtà locale ogni momento deve essere funzionale al consolidamento e allo sviluppo di azioni che indirizzano alla creazione di una nicchia di economia correlata al turismo. In questo senso io andrei ad evidenziare taluni tipi di attività che già sono stati posti in essere, suddivisi in quei tre livelli che abbiamo accennato, per cui il livello più ampio internazionale, il livello nazionale e il livello locale. Questo è quello che già è stato posto in essere. Andare a consolidare gli interscambi culturali che ad oggi noi abbiamo con l’America Museum of Paper Making della George Technic University, con loro c’è un rapporto di stretta collaborazione, li abbiamo ospitati l’anno scorso e pensiamo di ospitarli quest’anno. C’è un’osmosi di conoscenza sul rapporto tra la carta e il libro, tra la carta e la scrittura. Abbiamo attivato una collaborazione attraverso la Provincia di Ancona con la Provincia di … e con la città del libro di Urena in Spagna per promuovere anche la conoscenza della carta e dell’uso della carta in collaborazione con le Cartiere Miliani di Fabriano abbiamo ospitato un’estemporanea che ha visto protagonisti 25 artisti costaricani, anche questo è un sistema per poter promuovere un nostro territorio e una nostra peculiarità che è la carta. A livello comprensoriale, per cui rientriamo in un ambito più piccolo, abbiamo dato lo spunto e ne siamo fieri ad un progetto interregionale Marche Umbria che vede Fabriano Comune capofila. Questo progetto che ha come fine lo sviluppo turistico del comprensorio è stato, insieme ad un altro progetto, redatto dal Comune di Urbino e finanziato con fondi della legge 135/2001 e riguarda il turismo interregionale. Mi piace evidenziare che solamente due progetti marchigiani sono riusciti ad accedere a questi fondi e lo sviluppo lo vedremo in questo 2008. Altresì, sempre per poter andare oltre quel localismo e per poter stringere una rete di collegamenti più ampi ed esterni al limite del nostro Comune, Fabriano sta aderendo al sistema turistico locale della Marca Anconetana che coinvolge l’intera Provincia di Ancona. Questo perché come dicevo la nostra azione, la nostra complementarietà e la nostra offerta turistica tipica del nostro posto dovrà riguardare sia l’entroterra e dovrà spingersi non in posizione di sub alternità fino al litorale marchigiano. A livello locale è indubbio che, questo già come azioni passate, dobbiamo cercare di valorizzare il Museo della Carta e della Filigrana che rappresenta la nostra eccellenza che è l’entità che ha veramente meno bisogno di essere conosciuta a livello internazionale. Vi do solo un dato: nel 2007 abbiamo avuto al Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano visitatori provenienti da 41 Paesi diversi. Dovremmo cercare di valorizzare anche un altro settore che turisticamente adesso è molto appetibile ed è il discorso dell’eno-gastronomia. Nell’anno passato abbiamo ospitato la rassegna del Nastro d’Oro Francesco Scacchi e avete visto che è stata una rassegna di risonanza nazionale, ripeteremo anche quest’anno l’esperimento. Nel settore delle dotazioni dell’offerta turistica il Comune di Fabriano ha finalmente trovato una collocazione idonea al Museo della Bicicletta che rientrerà a far parte della nostra dotazione e della nostra fruizione museale. Sempre per quanto riguarda l’accoglienza abbiamo trovato i fondi per realizzare un’area camper idonea ed adeguata a quella che Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 27 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. è la richiesta che noi abbiamo. È chiaro che muovendoci nel discorso della promozione turistica qualsiasi microevento è una promozione e una valorizzazione del nostro territorio. Per ultimo, ma non per ultimo perché è l’ultimo in ordine di valore, ma perché è un tema che sento particolarmente importante, io lascio il tema della formazione e dello sviluppo sociale, perché? Perché abbiamo visto che attraverso la formazione possiamo anche creare, al di là di creare delle particolari capacità lavorative, sappiamo anche creare i posti di lavoro e di questo ne abbiamo bisogno. Per far questo mi riferisco solo ad un’iniziativa che io ho trovato già in corso, che abbiamo completato e che abbiamo finalizzato e mi riferisco al corso di civiltà della scrittura, il quale iniziato prima che io arrivassi si è completato per quello che riguarda il corso vero e proprio e ha comportato la creazione di una cooperativa di legatori che attualmente sta lavorando e producendo ed è diventata addirittura un'altra attrazione turistica all’interno del Museo della Carta e della Filigrana. Questo è quello che siamo riusciti a porre in essere fino al 2007. Sarò veloce, due minuti giusto per dire qualcosa su quello che si intende fare nel 2008, sempre diviso per i diversi livelli. Nel 2008 stiamo valutando la possibilità (ve li distinguo sempre nei tre livelli: internazionale, nazionale e locale) di poter riuscire ad essere presenti con i nostri mastri cartai al salone mondiale del libro che si terrà in Messico. Penso che sia una buona vetrina per Fabriano, penso che se ci chiamano è perché già ci conoscono, penso che esportare nelle nazioni emergenti la conoscenza di questa carta fatta a mano sia importante. Oltre questo, sempre a livello sovranazionale, stiamo concretizzando un rapporto diretto con la città del libro di Urena in Spagna nella Provincia di Valladolid, creando un corner per Urena nel Museo della Carta e Filigrana di Fabriano e altrettanto loro faranno nella loro città del libro. A livello comprensoriale seguiremo quattro settori fondamentali: il discorso storico-culturale, valorizzando la via consolare Flaminia e la cultura romana ad essa connessa, comprese perciò le emergenze archeologiche che noi abbiamo, sempre a livello comprensoriale per cui parliamo anche di Sentinum, oltre che di Tuficum ed Attivium; percorso Pievi, Abbazie e Monasteri con un discorso particolare per il sentiero francescano Assisi-Loreto (vi ricordo che quest’anno ricorre l’800 anniversario dell’arrivo di San Francesco a Fabriano e ci saranno una serie di cose connesse). Altro settore che tenderemo a sviluppare è quello del rapporto tra lo sport e la natura, attraverso la sentieristica per tracking, ippovie, volo libero eccetera. Discorso analogo per il sistema delle acque. Questo perché? Perché questi sono temi che ci uniscono in maniera particolare con tutte le entità locali pedappenniniche umbromarchigiane. Questi sono temi che abbiamo già concordato di promuovere contestualmente ed insieme. Stesso discorso per il discorso eno-gastronomico e per i mestieri. Perché c’è l’esigenza di sviluppare un discorso di un comprensorio più vasto che riesca ad abbracciare delle entità locali umbro-marchigiane? C’è questa esigenza perché in vie diverse noi assisteremo e siamo in grado di offrire ad oggi un turismo del tipo mordi e fuggi, non siamo in grado di poter tenere qui un turista per più di qualche giorno. Se noi individuiamo dei percorsi e un’offerta diversificata che sappia creare un circuito allargato anche ad altre realtà io penso che sia questo fautore di una crescita complessiva allargata a più territori, nella logica che io credo da soli noi non riusciamo ad andare da nessuna parte, anche se ognuno dovrà sempre valorizzare le proprie capacità attrattive che ha. In questo senso vi parlavo prima di questo progetto interregionale MarcheUmbria finanziato dal Ministero, loro ci hanno finanziato un percorso turistico tendente a valorizzare le Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 28 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. pievi, abbazie e monasteri presenti in questa fascia. Questo progetto coinvolge tre Comuni marchigiani (Fiuminata, Fabriano, Sassoferrato) e sette Comuni umbri che vanno da Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Scheggia, Pasceluco, Sigillo e due me ne sfuggono. Tra noi abbiamo creato un rapporto diretto teso ad essere allargato a tutti i Comuni limitrofi, cercando di creare in questo senso una rete di relazioni che individui un comprensorio capace di avere un’offerta turistica diversificata e adatta a qualsiasi tipo di richiesta ci possa addivenire. Vi lascio immaginare che chiaramente un occhio particolare verrà volto alla valorizzazione delle nostre eccellenze turistiche, per cui Museo della Carta e della Filigrana, in questo senso siamo stati premiati nelle nostre richieste dal Ministero dei Beni Culturali che ci ha finanziato mi sembra circa 115.600 euro una serie di attività strutturali da poter porre in essere all’interno delle strutture museali. Lo sviluppo e in questo ci potrebbe essere una forte ricaduta occupazionale sul territorio del ciclo della carta e per ciclo della carta intendo dalla produzione della carta a mano fino alla stampa, può essere data in questo senso da un’idea alta che stiamo provando a concretizzare. Vorremmo creare a partire dal Museo della Carta e della Filigrana una rete che arrivi alla stampa di un libro di elevato livello e che coinvolge in questo percorso non solo il produttore della carta a mano, ma che coinvolga i rilegatori, gli stampatori, i disegnatori e apra perciò la porta alla riscoperta di certe manualità che abbiamo perso, di cui la prima tangibile espressione l’abbiamo avuta con il concretizzarsi di quella piccola cooperativa a seguito della formazione ottenuta attraverso il corso di civiltà della scrittura. Altresì voi avete visto in questi giorni abbiamo concluso la Festa del Nino, questo nel settore eno-gastronomico e vorremmo, supportandoci sul discorso della produzione del salame di Fabriano e delle produzioni tipiche e tradizionali locali, riuscire a creare la cosiddetta Filiera Corta, cioè la filiera a chilometro zero, che possa caratterizzare il nostro territorio anche dal punto di vista enogastronomico, promuovendo un rapporto diretto tra coloro che sono i produttori e coloro che poi sono i fruitori di questa produzione locale e cioè i ristoratori, in maniera tale da creare una produzione tipica locale che possa passare immediatamente dal produttore al consumatore connotando in tal senso anche in questa maniera il nostro territorio. Io dico che se riusciamo a sintetizzare questo percorso altre possibilità di sviluppo occupazionale, per cui altre possibilità che hanno riflessi sociali le potremmo trovare in questa sorta di circuito chiuso. È chiaro che in questo anno continueremo a sviluppare questi rapporti di rete che abbiamo già in piedi con il sistema museale, con il gruppo di azione locale, con il sistema turistico e la Marca Anconetana e tutte quelle entità sovracomunali che hanno come fine la promozione turistica e come riflesso una possibilità di occupazione sul territorio. Delle emergenze culturali vi ho già anticipato qualcosa nell’ottica di dover contenere l’intervento. Diciamo che dobbiamo secondo me sviluppare anche il discorso della formazione e dell’accoglienza, in maniera tale che possiamo creare operatori che siano in grado di rispondere in maniera più opportuna a quelle che sono le infinite richieste del visitatore che si trova nel nostro comprensorio. Non tralasciamo, e in questo c’è un altro riflesso sul discorso occupazionale, tutto quello che è l’informatizzazione della nostra offerta turistica. Se voi andate a vedere i portali del Comune di Fabriano cominciano ad essere estremamente arricchiti e sanno dare una capacità informativa incredibile. Sotto questo aspetto stiamo cercando di coinvolgere anche gli operatori, che sono poi loro a fruire di questi portali in qualche maniera, perché possiamo creare dei collegamenti diretti tra il nostro sito e il loro. Voi Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 29 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. sapete meglio di me che ormai c’è una consistente quota di turisti che si muovono non più attraverso gli operatori delle agenzie ma attraverso i portali internet, per cui l’informatizzazione dell’offerta turistica, dell’offerta comprensoriale possa essere una via obbligatoria e possa essere un ulteriore sostanziale motivo di sviluppo promozionale e turistico. Rilascio in fondo il discorso della formazione. Non solo formazione a livello locale e non solo impegno sociale nella formazione a livello locale, stiamo collaborando a un progetto che si chiama Carta a Mano nelle Ande, perché? Perché io penso che sia fondamentale che le nostre conoscenze possiamo esportarle anche in Paesi sottosviluppato. In questo discorso stiamo collaborando per poter dare il know-how, per poter impiantare una piccola cartiera nella città di Kimbote, che è una città del Perù, dove taluni ragazzi potranno essere tolti dalla strada, tolti dalla delinquenza perciò, e potranno cominciare a capire come poter lavorare e sopravvivere lavorando in maniera tranquilla e direi, se fosse rapportata alla nostra realtà, onesta. Per cui non solo impegno a livello locale, ma anche a un livello diverso dal locale, anche nel sociale. L’ultimo discorso è nel settore ambientale, che è l’altro percorso turistico di eccellenza delle nostre zone. La salvaguardia delle emergenze ambientali che noi abbiamo è fondamentale. Mi riferisco all’aula verde e alla valorizzazione dell’aula verde, inserita in un più vasto comprensorio di parchi e di emergenze particolari locali penso che possa essere motivo di attrazione e motivo ulteriore di occupazione. Concluderei qui tralasciando tutto l’approfondimento dei temi per dare spazio un po’ a tutti. Comunque, ringrazio chi ha proposto questo Consiglio Comunale aperto perché almeno si può far vedere che anche attraverso lo sviluppo di un settore più frizzante e meno in vista come quello del turismo, in fin dei conti possiamo creare una realtà, io dico sempre nel medio-lungo periodo, occupazionale di primaria importanza. PRESIDENTE: Grazie all’Assessore Balducci, la parola ad Angelo Tini. CONS. TINI: Presidente, la ringrazio che mi ha dato la parola, volevo anche ringraziare i componenti della Giunta che dopo un anno di Consigli Comunali fatti nel chiuso del Comune dove non hanno mai preso la parola questa sera si sono scatenati tutti quanti a parlare. Questo è un fatto positivo. Io con piacere questa sera noto che finalmente dopo un anno la Giunta si è sbloccata e parla. Volevo anche dire e questo mi sta particolarmente a cuore che questo Consiglio Comunale, anche per le associazioni presenti, è stato richiesto dalle forze di minoranza perché noi leggevamo le notizie sui giornali. Ho sentito che c’era un tavolo tecnico, un tavolo tecnico con i sindacati che dice che è ancora aperto, un tavolo tecnico che chiede la Confartigianato o chiede l’associazione dei commercianti che non si è mai aperto. Amici miei, i tavoli si aprono prima delle decisioni e non dopo le decisioni. Io vorrei soltanto ricordare che questo Consiglio è stato richiesto perché ci siamo accorti che la Giunta zitta zitta, commissione consiliare completamente all’oscuro di tutto, il 6 marzo, perciò quasi un mese fa, il 18 marzo e il 27 marzo hanno fatto tutto. La manovra in entrata è fatta. Io mi auguro, dato che i tempi si sono allungati al 31 maggio, però debbo anche dire questo, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 30 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. che la notizia della proroga dei termini è avvenuta verso il 24-25 marzo, per legge avrebbero dovuto depositare gli atti 20 giorni prima, perciò massimo entro il 10 marzo e ciò non è avvenuto, questo senza fare polemiche. Perciò questa esigenza di aprire questo bunker, questa Giunta è come un bunker, io lo chiamo Consiglio di Amministrazione qualche volta, questo è un bunker che va aperto. Noi abbiamo fatto questa azione pensando che era giusto che i cittadini, i Consiglieri Comunali e le associazioni sapessero cosa bolliva in pentola e non a cose fatte, perché purtroppo correvamo questo rischio. Se non ci fosse stata la proroga non so quello che sarebbe successo. Io questa sera ero venuto qui per ascoltare molto più le associazioni e molto meno la Giunta, per essere sincero, perché ritengo che la partecipazione si fa partendo dalle esigenze dei cittadini, dalle esigenze del mondo produttivo, del mondo sindacale e quant’altro. Tutti quanti hanno chiesto di rivedere le tariffe, ma cosa rivediamo amici? Sono tutte delibere esecutive. Esclusa l’ICI ed esclusa l’IRPEF, che è competenza consiliare, le quali ancora non sono passate in Consiglio, il resto sono tutti atti della Giunta debitamente esecutivi. Non sarà molto facile per rivedere quel discorso, comunque questo lo diciamo perché è vero. Quagliani dei Sindacati dice che gli hanno rappresentato che il Comune per chiudere il bilancio, se non ho capito male, avrebbe circa 3.000.000 € di entrate mancanti, di buco, come lo vogliamo chiamare? Questa cifra mi sembra veramente fuori dal mondo. Io ho sempre detto questo, io penso che tutti i cittadini che siano ragionevoli questo ragionamento lo debbano fare, qui nessuno dice che bisogna tagliare il sociale, nessuno dice che bisogna tagliare i servizi, però l’organo esecutivo ci deve far capire come è il discorso, perché c’è questa esigenza di questo aumento di pressione fiscale. In commissione finanze, di cui sono un componente, non abbiamo avuto nessun tipo di informazione, qui c’è anche il Presidente che mi può smentire, un’informazione molto vaga, niente di concreto, nessun documento, niente e questo non va bene, cari amici, perché noi come minoranza, almeno il gruppo che mi onoro di rappresentare noi non siamo degli estremisti, ossia se ci si dimostra che per garantire il sociale, per garantire le mense, per garantire i servizi a domanda bisogna fare una certa manovra economica ne parliamo, prima però lavoriamo sul contenimento della spesa, oppure sulla riqualificazione della spesa. In questo Comune manca questo, secondo me, la riqualificazione della spesa, noi abbiamo dei costi esorbitanti a parità di servizi. Bisogna fare prima una analisi sui costi e poi andare a vedere come ultima salvezza la tassazione. Qui invece è troppo facile, spendiamo come ci pare, ogni Assessore spende e poi dopo aumentiamo le tasse. Noi volevamo capire bene, non volevamo fare nessuna speculazione, era soltanto per essere informati, perché qui abbiamo dovuto fare un Consiglio Comunale aperto per essere informati, cosa che non è regolare questa. Noi volevamo capire come è il polso della città, ossia come è la situazione delle aziende. Oggi si è presentato solamente un rappresentante dell’Assindustria e non c’è nessun imprenditore e la cosa mi preoccupa, caro Presidente del Consiglio, caro Costantini e caro Sindaco, perché da qui a fine anno cosa succede in questa città? Tutti si lamentano, tutti dicono che le cose vanno poco bene, però la carenza di questo Consiglio è stata questa, meno chiacchiere degli Assessori, magari qualche chiacchiera in più di questi personaggi serviva e invece non c’è stato questo confronto. Questo è forse il dato negativo di questo Consiglio Comunale. Gli imprenditori dicono non aumentiamo le tasse, ma qui se non si produce che mandiamo tutti sotto cassa integrazione hai voglia ad aumentare le tasse, cala la base imponibile, calando la base imponibile ci sta pure l’esenzione ed è Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 31 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. inutile, Sorci, che tu raddoppi la addizionale perché non incasseresti proprio niente alla fine, diventerebbe un boomerang. Costantini, devo dare atto che sei stato un po’ lungo però almeno qualche notizia ce l’hai data, tu sei stato l’unico che ha dato delle notizie che sinceramente noi non sapevamo e che come progetto di bilancio per attenuare per quanto è possibile con questa legge finanziaria del Comune la crisi occupazionale a Fabriano ha un senso, io te ne devo dare atto di questo. Quando tu mi pare che sui servizi a domanda individuale per le famiglie che sono in difficoltà c’è allo studio la possibilità di posticipare, di vedere, questo è un discorso che riguarda il bilancio, ecco il collegamento tra occupazione e bilancio, qui sembrava che fosse una cosa astrusa e invece non è astrusa. La cosa non è astrusa per niente, cari amici, se ci riflettiamo un attimino. Tu hai fatto tutta la tua cronistoria, sono aumentati i disoccupati, ci sono 500 stranieri disoccupati e perciò dopo si riflette sulla sicurezza, hai dato una serie di notizie che secondo me sono importanti, però hai fatto un piccolo errore, a mio modesto avviso, c’è l’evasione fiscale a Fabriano, c’è tanto nero, l’hai detto tu, io convengo, però voi vi comportate poi in maniera diversa, ossia per combattere l’evasione fiscale oltre che i controlli non si può pensare di aumentare ancora la pressione fiscale perché l’aumento della pressione fiscale crea più nero e crea più evasione, questa è una legge economica, una legge naturale, non è che devo dire io queste cose, qui c’è una piccola contraddizione mi permetterei di dire. Chi ha i mutui sulla prima casa e la possibilità di posticipare, io sarei anche d’accordo di fare un fondo come abbiamo fatto per gli artigiani, un fondo anche per venire incontro a queste esigenze documentate, mi sembra una cosa intelligente e su queste cose qui ci dobbiamo confrontare e non sulle chiacchiere, sui percorsi turistici che non c’entrano niente con quello che stiamo parlando. I fondi di incentivazione nuove imprese già c’era da prima, questo va bene, è rimasto uguale. Sono d’accordo di fare questi fondi, mettere sul prossimo bilancio questi aiuti per queste attività. Paoletti ci ha comunicato che non ci sarà nessun taglio sul sociale, va benissimo, ci ha comunicato che farà un controllo attento della spesa. Se è questo il dato di fatto allora io mi domando dove è la necessità di aumentare la pressione fiscale? Qui non è che ci sono nuovi investimenti e nuove spese impreviste. Se non ho capito male manteniamo gli standard. Lo Stato ha fatto maggiori deduzioni sull’ICI per la prima casa, ma quei soldi li dà lo Stato, non è che l’aumento dell’1.33% oltre ai 103 € che porta a 303 la detrazione finale va a carico delle tasse del Comune, non è così. Avete stabilizzato i precari? Quanto costa? Non lo so, va bene. Pensate di avere minori incassi sugli oneri di urbanizzazione? Vediamo è possibile perché si costruisce di meno. Mettiamo insieme tutti questi fatti e poi vediamo quanto serve da coprire e invece abbiamo fatto il contrario. Intanto la Giunta ha fatto cassa e poi vediamo, è esattamente il contrario di come si dovrebbe fare. Poi mentre noi il 18 iniziamo a parlare di un argomento che poi ci siamo stati due giorni là dentro per la tassa sulla pubblicità con un aumento del 150%, la Giunta zitta zitta mentre noi andiamo a pranzo per mezzora fa una Giunta volante in cui fissa tutte le tariffe, ma questo è un modo trasparente? Siccome ci sono persone che stimo anche in Giunta, io veramente non vi capisco, ma voi pensate che siamo proprio tonti? Ma come ci avete pensato? Quando abbiamo fatto questa richiesta di Consiglio Comunale, non sapevamo che avevate fatto quella operazione lì perché non è che siamo maghi. Il 18 viene fuori che, mentre c’era questo Consiglio lunghissimo che si è protratto fino al 19, voi fate una Giunta e fate tutto. Qui c’è qualcosa che non funziona, perché qui anche sugli atti che avete fatto mi sembra Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 32 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. che con questa situazione che ci è stata rappresentata dai commercianti, dagli artigianati e anche dall’Assessore stesso andare ad aumentare alcuni servizi per le famiglie, dopo facciamo gli ammortizzatori posticipando il pagamento, mi sembra una cosa fuori dal mondo se ciò è possibile non fare, l’avete fatta questa analisi? Noi non ne sappiamo niente. Noi come Consiglio Comunale non ne sappiamo niente, almeno la minoranza non ne sa niente sicuramente, la maggioranza non lo so, ma mi pare di aver capito che qui non sa niente nessuno. È proprio importante? Abbiamo sulla polizia mortuaria una copertura dei costi del 400%, lampade votive e polizia mortuaria. PRESIDENTE: Consigliere Tini, le problematiche occupazionali. CONS. TINI: Questa è una speculazione sui morti inaccettabile. Incassiamo quattro volte di quello che spendiamo, però aumentiamo. Poi su altri servizi non ne parliamo. Io sono abbastanza soddisfatto di come è andato questo Consiglio Comunale, pensavo che ci fosse la partecipazione di più imprenditori e pensavo che la Giunta non si mettesse a fare il giochetto che ha iniziato a fare, che veramente non so dove porta. Presidente, poi dopo ci invitate a nozze, dopo quando siamo in altre sedi e siamo lì a parlare le ore non potete dire non parlate, dopo ci invitate a nozze perché è un boomerang. Io penso che complessivamente noi come minoranza siamo abbastanza soddisfatti di questo Consiglio Comunale, però i comportamenti almeno tenuti fino al 27 marzo dalla Giunta vanno nel senso esattamente contrario alle buone intenzioni che abbiamo detto qua dentro, che hanno detto anche gli Assessori che hanno parlato. Ci riempiamo la bocca di buone intenzioni però i comportamenti non sono conseguenti, io mi auguro che questa dilazione dei termini al 31 maggio permetta alla Giunta di revocare gli atti che ha fatto, fare i tavoli tecnici che chiedono i commercianti, gli artigiani e sindacati, però mettersi d’accordo prima e poi fare gli atti, è questo il punto fondamentale, io direi pure coinvolgendo la commissione consiliare competente che addirittura mi pare che sono mesi e mesi che non ci dice niente nessuno, ma noi non ci preoccupiamo, tanto prima o poi dove va, deve venire per forza in Consiglio Comunale. Mi sembra che non avete chiaro il percorso, è un percorso questo iniziato male e io spero che non continui peggio. Se questo Consiglio Comunale fosse servito per almeno far capire all’organo esecutivo quali sono i percorsi già è un fatto positivo perché qui aprire questo bunker, dire che siete aperti e siete aperti, io una Giunta come questa non l’ho vista mai, siete super chiusi, non siete aperti per niente. Mica questo significa mettervi d’accordo con noi o con i sindacati, ma almeno farci capire cosa state facendo e non farci trovare gli atti già belli e fatti. È questo il punto focale di tutto il discorso, questo è esattamente il contrario di ciò che prevede il nostro statuto. Noi abbiamo fatto uno statuto, abbiamo messo dentro alcune cose e voi lo statuto o non l’avete letto o non lo rispettate perché voi della partecipazione sulle scelte della Pubblica Amministrazione proprio fate dei comportamenti esattamente al contrario. Sorci, trova 5.000 euro per la formazione e facciamo un corso di formazione per tutto il Consiglio Comunale, che forse ci abbiamo bisogno, io per primo, studiamo lo statuto, studiamo i regolamenti e poi Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 33 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. cerchiamo di applicarli. È inutile che noi stiamo stati un anno per fare uno statuto che viene completamente disatteso, allora non ha senso. Ho visto che avete portato una bozza del regolamento per il Consiglio Comunale, ma cosa facciamo i regolamenti? A che cosa servono se poi dopo non si rispettano? A perdere tempo. Siccome qui nessuno ha tempo da perdere, nessuno sta a fare il Consigliere Comunale perché non ha niente altro da fare, io penso che o facciamo un servizio a questa città o andiamo a casa tutti quanti, perché altrimenti non ha senso continuare a fare questo tipo di attività che non va nel senso che io ho sempre pensato. Io veramente rimango allibito quando vedo che le forze di estrema sinistra che dovrebbero essere quelle più sensibili su certi settori, tante volte mi sento io di Rifondazione Comunista. Rossi, lo dico a te, l’altra sera pure alla conferenza dei capigruppo sembrava che io ero di Rifondazione e tu eri di Forza Italia, qui invertiamo le parti. Finisco, ringrazio di nuovo l’Assessore Costantini perché è stato l’unico che ci ha detto qualcosa in più di quello che sapevamo e perciò accontentiamoci di quello che passa casa. Sulla TOSAP, Sorci, io lo devo dire, io ho visto la delibera e non so quale è stata la strategia o l’indirizzo che ha governato una delibera fatta in quella maniera. Passi carrabili e strutture fisse niente, poi sul discorso variabili aumenti dal 50 al 130% senza una argomentazione, senza dire perché. Almeno chi ha fatto l’atto ci dica facciamo in questa maniera per questi motivi, facciamo in quest’altra maniera per questi altri motivi, non c’è nessuna argomentazione a supporto di scelte che sono secondo me fatte così in maniera estemporanea. Cosa hai discusso? Scrivetelo sulle delibere. Io che leggo la delibera voglio sapere la motivazione. L’atto amministrativo ha anche la motivazione che è una parte importante dell’atto. Voi saltate completamente le motivazioni, non si capisce mai perché fate quelle scelte. Sugli impianti sportivi avete fatto una cosa spaventosa, dove si aumenta, dove non si aumenta, qual è la logica? Vorremmo sapere quale sia la logica. Poi finisco veramente, sennò divento lungo anche io e non voglio fare ostruzionismo perché devono parlare altri colleghi, il discorso – e lo ribadisco con forza – invito a fare una riflessione alla Giunta e alla maggioranza di procedere a qualsiasi tipo di aumento solo dopo che si sia fatta un’analisi seria dei costi, vedere cosa è possibile, dove è possibile spendere di meno ed è possibile e solamente a fronte di mancate entrate certe procedere a un aumento decente e non del 150%, del doppio, del 100%, questi sono aumenti fuori dalla grazia di Dio. Vi rendete conto cosa state facendo? E poi c’è la crisi economica. Ecco il passaggio, i commercianti si lamentano, gli artigiani si lamentano, gli imprenditori si lamentano e noi giù mettiamo le tasse, questa è proprio una cosa inaccettabile. Grazie. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Tini, la parola all’Assessore Ruggeri. ASS. RUGGERI: Io cercherò di essere abbastanza breve e sintetica. Io voglio cogliere alcune sollecitazioni che sono pervenute da parte di alcuni attori importanti della società civile che oggi sono stati presenti all’interno del Consiglio Comunale. Io penso che ogniqualvolta, e questo è emerso già da alcuni interventi dei colleghi, si parla di politiche per il lavoro in realtà debbono essere affrontate a 360 gradi. Quindi oltre a Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 34 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. parlare di politica del bilancio e delle finanze ed oltre a parlare di una programmazione articolata volta ad affrontare l’emergenza e quindi i bisogni immediati, penso che questa Amministrazione insieme alla società civile, insieme al Consiglio Comunale debba elaborare una strategia articolata, oculata, lungimirante volta a realizzare un piano di sviluppo che durerà durante tutto il mandato, naturalmente con degli obiettivi a breve, a medio e a lungo che in qualche misura sappia affrontare un momento particolare, un momento che è caratterizzato non solo per la realtà fabrianese e il territorio dell’entroterra, ma per tutto il mondo potremmo dire perché oggi si parla di globalizzazione da una svolta epocale. Una svolta epocale che è iniziata all’inizio del terzo millennio e che ci comunica che siamo pienamente entrati in una società diversa da quella industriale e post-industriale. Oggi viviamo in una società, che è la società della conoscenza, è la società della informazione, è la società della comunicazione, sfidata dal fenomeno della globalizzazione. Allora noi tutti in un sistema di rete concertato dobbiamo accompagnare questa nostra società all’interno del nostro territorio, guardando ad un territorio più ampio, dobbiamo accompagnare la nostra realtà in questo passaggio, questa trasformazione. Una trasformazione che deve portarci a passare da un’economia io dico sui generis nel nostro territorio prettamente industriale a una economia dei servizi avanzati. Quando parlo dei servizi avanzati e quindi di terziario parlo di servizi rivolti non solo all’impresa, ma rivolti anche alla persona, alla famiglia e che può dare qualità della vita. Quando parlo di servizi rivolti alla persona e alla famiglia, parlo di servizi sociali ma non solo, formativi, culturali e di ogni altro tipo. Per essere concreti e quindi entriamo nell’Assessorato all’interno di un sistema di rete che prevede collegialità tra di noi, con il Consiglio e con la società civile, in che modo? Due sono gli obiettivi fondamentali che andrò poi a spiegare. Uno è quello di innovare il sistema economico, quindi questo significa parlare di educazione, istruzione, formazione a 360 gradi per tutto l’arco della vita e una formazione che sfoci nella ricerca e quindi una ricerca non solo di base, ma applicata e che porti quindi all’innovazione. Io penso che in questo momento in un sistema di rete, quindi mi riferisco anche ad alcuni spunti importanti che sono emersi da altri colleghi, questo costituisca il primo motore di sviluppo. Oggi non c’è sviluppo se non c’è formazione, se non c’è istruzione, se non c’è ricerca. Qui noi dobbiamo fare un grande passaggio, ma lo possiamo fare attraverso che cosa? Uno dei primi piani che interpreto all’interno di un piano territoriale integrato, all’interno del quale caliamo anche il piano culturale integrato territoriale. All’interno di questo piano culturale integrato territoriale, che opera su due linee strategiche e che già il nostro piano strategico che è nato da una concertazione forte e quindi concertazione c’è stata e deve continuare prevede due binari: un binario che è quello della valorizzazione anche del nostro patrimonio storico-artistico, culturale e l’altro binario è quello della formazione e della diffusione della cultura. Allora dicevo quali sono i progetti a lunga scadenza articolati e che chiedono collaborazioni forti tra di noi per poterci arrivare e per poterlo realizzare? Io ne metterei tre che sono niente di nuovo perché sono ciò che noi abbiamo studiato e depositato nel piano strategico, che oggi però attende di essere realizzato, attraverso canali di finanziamento, c’è stato qui un incontro importante, che non possiamo più trovare esclusivamente all’interno delle nostre casse comunali, ma per progetti dobbiamo andare a trovare fuori, dobbiamo inventarceli. Uno è il piano del contenitori culturali, il polo culturale nel centro storico: questo è un grande obiettivo su cui all’interno della cultura, ma la cultura vista in rapporto anche al Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 35 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. turismo e all’ambiente paesaggistico e naturalistico che è un secondo motore di sviluppo per noi oggi perché ho detto la prima cosa è innovare il sistema economico, il secondo obiettivo è quello di differenziare la nostra economia. Allora questi piani: polo culturale nel centro storico, un polo culturale che nasce da un piano oculato su cui stiamo lavorando (stiamo lavorando in commissione, stiamo lavorando con la consulta e lavoreremo insieme con la società civile, il mondo dell’associazionismo e soprattutto tra di noi). Un polo culturale nel centro storico, il salotto buono concretamente, e che prevede, io lo vedo così, tre poli: un polo bibliotecario, con gli annessi e connessi (sarò sintetica perché poi affronteremo più da vicino questo discorso durante il bilancio), il polo museale ed espositivo e il teatro, polo artistico, musicale, come vogliamo chiamarlo. Poi c’è un altro piano fondamentale, perché questi luoghi non possono essere esclusivamente luoghi di conservazione, ma debbono essere luoghi dove si veicola, si crea e si diffonde cultura, attraverso un piano di azione culturale che prevede progetti di sistema volti ad aprire – ed ecco il collegamento – ad un’ottica di marketing nazionale e internazionale, che riguarda questo piano delle azioni culturali per esempio relativamente al periodo dell’estate proprio martedì qui alle 5.30 abbiamo convocato tutte le associazioni che sono risorse umane all’interno del nostro territorio, il Presidente della commissione, il Presidente della consulta, perché tanti progetti sono già arrivati in Assessorato insieme ad altri Assessori soprattutto turismo, attività produttive e altri che vogliono, per poter progettare su progetti di sistema il periodo estivo che è una parentesi di tutta l’azione culturale, puntando su alcuni settori che sono: poesia e letteratura, musica, teatro e spettacolo, arte figurativa, tradizioni storico-culturali del territorio. C’è poi il piano dell’offerta formativa, che prevede un piano a 360° che va dal piano dell’offerta formativa, e qui ci sono delle grandi collaborazioni, io addirittura farei partire questo piano dell’offerta, se parliamo di istruzione, educazione e formazione, dal nido per arrivare all’università ed oltre. Noi abbiamo già lavorato, siamo a buon punto per quanto riguarda la scuola di base, però dobbiamo perfezionare il piano dell’offerta formativa per quanto riguarda la scuola superiore. Qui noi abbiamo grosse possibilità nel tavolo di concertazione con i presidi e gli addetti al lavoro che abbiamo già iniziato, questa è una sfida che ci attende, per perfezionare ancor meglio il nostro piano. Abbiamo parlato di un polo umanistico, abbiamo parlato di un polo scientifico, abbiamo parlato di un polo economico turistico, abbiamo parlato –e la legge lo prevedeva e poi c’è stata crisi – di un grande polo tecnologico che il nostro territorio richiede e che mette in rete tante sinergie che riguardano la scuola di base, l’università, le imprese e il territorio. Un esempio di questo si è già concretizzato, noi oggi dobbiamo creare talenti, in quel meraviglioso progetto di giovani e giovanissimi talenti dove sono emersi grazie a questo lavoro di rete, necessita lavorarci ancor più e alternare sistematicamente, dialogare con il mondo del lavoro. Scuola e mondo del lavoro, mantenendo ciascuno la propria identità, quindi si genera formazione. C’è il discorso dell’Unifabriano, tanto si è parlato dell’Unifabriano. Guardate, io sono convinta che l’Unifabriano è un’opportunità grande per un motivo molto semplice: io lo vivo questo ambiente, tutti i corsi di laurea di periferia, quindi spostati nelle periferie e non nelle sedi centrali degli atenei, tutti no ma moltissimi sono falliti, perché? Perché in periferia un corso di laurea universitario ha valore soltanto se il territorio è predisposto ad accoglierlo, quindi può esserci un dialogo e un arricchimento reciproco. Perché è una grande opportunità? L’Unifabriano è una società Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 36 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. consortile, intorno a quel tavolo siedono tutti i soggetti che oggi sono fondamentali per poter procedere, le università, gli enti, le imprese, le categorie, quindi dobbiamo valorizzarlo. Alcuni obiettivi ci sono già, noi abbiamo un solo corso di laurea che in ingegneria con indirizzo cartario e meccanico. Stiamo lavorando con l’Università di Ancona per creare un altro indirizzo e su questo stiamo andando avanti, naturalmente dobbiamo rafforzarla, per l’indirizzo di design industriale. Stiamo poi lavorando intorno alla creazione di alcuni master e corsi di alta specializzazione. Adesso proprio nell’ultimo Consiglio di Amministrazione abbiamo deciso di costituire per quanto riguarda la carta, che sta andando bene, forse è uno dei settori che sta andando meglio, di creare una commissione per poter predisporre un nuovo corso di alta specializzazione o master che preveda non solo la carta, il restauro e la conservazione e quindi un qualcosa di più umanistico che quindi ci aggancia al secondo obiettivo che è quello della diversificazione dell’economia, ma anche la trasformazione della carta. Si è costituito un lavoro di gruppo per lavorare sulla ingegneria finanziaria e questo oggi serve, stranamente quando ci è stato questo convegno dagli stessi esperti della Commissione europea ci è stato detto, per cui questo può essere veramente importante e una sfida da non perdere. Dobbiamo meglio articolare e dobbiamo fare un lavoro di squadra e dobbiamo però crederci e investire, questo è possibile. Un altro lavoro che stiamo facendo con le piccole imprese è quello di poter portare attraverso l’università la ricerca, attraverso i dottorandi per esempio, attraverso gli stage, ricerca concordemente con le piccole aziende dentro le piccole aziende per farle risorgere e quindi essere non di traino soltanto. Relativamente ai beni culturali, ne parlerò in maniera più approfondita durante la valorizzazione e quindi durante il bilancio, ma anche lì stiamo prevedendo degli obiettivi a breve, a media e a lunga, che possano fare di Fabriano centro di attrazione. Ci saranno eventi importanti, concordati. Poi che stiamo facendo per puntare sul lavoro, soprattutto i giovani e il lavoro? Oggi i giovani sembrano non avere speranza. La cultura non può sostituire il modello industriale per cui sull’innovazione è importante lavorarci, però la cultura può integrare attraverso forme imprenditoriali e quindi di qualità, di servizi che ruotano anche intorno alla cultura. Oggi la cultura per coniugarsi con il turismo ha bisogno di promozione, ha bisogno di comunicazione, ha bisogno di tantissime altre cose. Una grande sfida, anche con fondi europei, noi abbiamo partecipato con dei progetti proprio per poter pensare a lungo termine a fondi europei, fondi regionali e provinciali per poter creare e dare il via, è stato fatto anche in servizi diversi, a forme imprenditoriali di giovani che lavorano per la cultura. Quindi la cultura deve anche generare lavoro, non sarà il lavoro della impresa, sarà il lavoro dei servizi però su questo dobbiamo lavorare e possono esserci delle risposte. Lo abbiamo fatto insieme perché c’è stato tutto il percorso del piano strategico, lo stiamo facendo insieme in commissione ecc., dobbiamo continuarlo insieme. Queste sfide che costituiscono delle svolte per una realtà come la nostra che culturalmente finora non è stata molto sensibile, dobbiamo farlo attraverso un lavoro di squadra ed insieme, ponendo al centro del nostro lavoro la città e i cittadini, l’uomo. Gli artigiani l’altro giorno hanno fatto un convegno bellissimo, quindi a noi deve interessare questo e io sono convinta se prenderemo questa strada abbandoneremo anche le tante conflittualità che purtroppo finora ci hanno contraddistinto. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 37 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. PRESIDENTE: Grazie all’Assessore Sonia, la parola a Rossi Emanuele. CONS. ROSSI: Innanzitutto ringrazio gli Assessori e le Associazioni che sono intervenute, in particolar modo l’intervento puntuale dell’Assessore Costantini che ci ha mostrato la situazione occupazionale a Fabriano facendoci anche un dettaglio preciso di come è questa situazione. È stato un intervento importante, un intervento che era simile poi all’intervento che era stato fatto nel Consiglio Comunale non aperto, ma che avevamo fatto sui problemi occupazionali e le proposte che sono nate da quel Consiglio Comunale e votate a maggioranza all’ordine del giorno sono state riprese nell’intervento dell’Assessore che ha circostanziato il tutto. Io credo che questo Consiglio Comunale oggi non sia riuscito e questo è evidente proprio per la scarsità delle persone, delle associazioni e soprattutto l’assenza importante degli imprenditori. Credo che questo Consiglio Comunale non sia riuscito bene sia per una sorta di volontà politica da parte di chi ha chiesto questo Consiglio Comunale, in un oggetto che non era tra l’altro ben specificato perché io qua sono per parlare dei problemi occupazionali e non per fare una sorta di passerelle politiche parlando del bilancio. Quindi rimando al Consigliere di minoranza che prima mi ha tirato in ballo personalmente le accuse fatte, anche perché è stato lo stesso Consigliere di minoranza a tenere questo Consiglio Comunale una notte intera a parlare del niente sostanzialmente. Io vorrei parlare invece del problema del lavoro. Innanzitutto vorrei fare un excursus storico, ma molto breve di quello che è stata questa città, di quello che ha rappresentato la classe imprenditoriale e di quello che ha rappresentato la classe politica. La classe politica, niziamo dalla parte a noi più vicina come Consiglieri Comunali, secondo me è stata nel passato troppo assente o perlomeno piegata nei confronti della realtà industriale e questo che cosa ha portato? Ha portato a non avere un progetto d’insieme di sviluppo per la città che fosse più a lungo raggio e non solamente in un certo senso miope e di breve raggio. Quindi penso alla cultura per esempio del monoprodotto e alla crisi dei mercati internazionali che a ricaduta arrivano nei nostri territori. Fenomeni quindi come quelli della globalizzazione del mercato e non solo, fenomeni nazionali come il precariato hanno portato ovviamente a una forte inoccupazione e disoccupazione soprattutto giovanile. Tutte queste congiunture economiche, sociali, di leggi nazionali e cose di questo tipo hanno portato a Fabriano ad una crisi della situazione occupazionale e quindi sono due credo i fattori, uno è una visione globale e un'altra è una visione di insipienza secondo me, che invece deriva da fenomeni che sono stati sia di gestione politica e sia di gestione industriale di questa città. Come ha detto l’Assessore Costantini la situazione occupazionale più delicata la vediamo in determinate realtà industriali. Partiamo appunto dalle crisi di quelle più recenti, per esempio penso alla MTS o soprattutto alla cassa integrazione all’Elica, che è un fenomeno molto particolare a cui il nostro gruppo consiliare ha dato anche seguito con un’interpellanza anche perché è un fenomeno mai successo e che quindi per chi è attento soprattutto ai lavoratori, per chi è attento al mondo del lavoro, è necessario sottolineare. Di conseguenza una crisi di queste realtà industriali a ricaduta rappresenta una crisi della società e dell’indotto, una crisi come ha detto l’Assessore sia amministrativa e a ricaduta anche tecnica. Quindi i problemi oggi più grandi a Fabriano sono quelli di pensare dove si vuole andare, qual è la direzione che si vuole prendere. Non si può continuare Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 38 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. con progetti che fino adesso sono stati sterili e non concretizzati, c’è bisogno di dare una prospettiva. Oltre a dare una prospettiva sono necessarie tutte quelle azioni puntuali che erano presenti in quell’ordine del giorno riprese poi nei vari interventi degli Assessori, quindi penso all’osservatorio sul lavoro, penso al tavolo di concertazione con le forze sindacali e sociali, penso ai mutui che vengono posticipati e agli sgravi sui servizi a domanda individuale, penso soprattutto alla nascita e alla costruzione di un fondo di solidarietà sociale per i cassaintegrati e per tutte le persone che hanno problemi economici. Quindi l’unica cosa su cui posso parlare di bilancio comunale in una sede dove invece dovrei parlare di problemi occupazionali perché è questo l’ordine del giorno di questa discussione, penso proprio alle metodologie e agli strumenti per rendere pieno questo fondo di solidarietà sociale e che possa aiutare i lavoratori. Come diceva ieri Giordano proprio in questa sede, i finanziamenti che vengono dati alle imprese vengono visti sempre di buon occhio e quando vengono dati invece come sorta di salario sociale ai lavoratori viene detto che si fa elemosina; non si possono usare due pesi e due misure differenti su queste questioni, quindi gli istituti di credito, le fondazioni e tutta la società deve essere richiamata a forza a questa forma di responsabilità sociale. Una cosa molto importante è quella della costruzione di una conferenza sulla situazione occupazionale a Fabriano, ma non fatta conordini del giorno che non si capisco, con Consigli Comunali aperti poco partecipati, ma deve essere qualcosa che deve lasciare una impronta indelebile su questa città, quindi io penso a una conferenza che venga organizzata a livello nazionale fatta in questa città con le associazioni di categoria, i sindacati a livello nazionale, gli imprenditori e tutto quanto proprio per far capire l’urgenza della problematica e per trovare immediatamente soluzioni perché poi nella nostra società, lo vediamo ogni giorno qui a Fabriano, le fasce di povertà aumentano, aumenta l’immigrazione, aumentano i poveri. Se vogliamo candidarci ad amministrare questa città seriamente questo lo dobbiamo fare e lo dobbiamo fare di concerto con tutti. Per ottenere tutti questi risultati che erano poi quelli sintetizzati in quell’ordine del giorno, cosa molto importante i finanziamenti europei, la costruzione di un ufficio nel Comune di Fabriano, magari gestito da giovani che possano vedere e vagliare i vari finanziamenti europei per vari progetti di sviluppo, tutti questi punti sono necessari e la loro attuazione è necessaria. Per ottenere questi risultati quindi occorre lavorare in sinergia con tutti gli attori sociali e soprattutto con i sindacati che non devono arrivare alla fine di un percorso, ma devono essere chiamati ad essere gli attori principali all’inizio del percorso, soprattutto loro perché sono quelli che hanno più di tutti il polso della situazione occupazionale. Grazie. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Rossi, la parola all’Assessore Mario Paglialunga. ASS. PAGLIALUNGA: Siamo rimasti ancora una volta in pochi. Credo che forse un ragionamento dovremmo anche farlo sulla necessità di convocare dei Consigli Comunali aperti. Credo che nella democrazia rappresentativa ormai i cittadini ci chiedono di essere governati e poi alla fine fanno le scelte: se hai governato bene ti rivotano, se hai governato male ti mandano a casa. Io credo che così non serve a niente. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 39 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Mi permetto di fare una introduzione un po’ polemica, anche perché siamo alla fine, siamo rimasti tra noi intimi e quindi possiamo riprendere un diverso tipo di dibattito, parlare magari un po’ meno di cose, ma fare l’ultima parte un po’ più briosa e quindi così do magari anche la possibilità a Carmenati o a qualcuno di sviluppare qualche argomento polemico. Io ripenso al Consiglio Comunale sul centro storico, anche lì Consiglio Comunale aperto, si è voluto a tutti i costi, sembrava che da lì nascessero chissà quali idee e dal Consiglio Comunale aperto, signori, non è venuto fuori niente, c’è stato qualche intervento, io mi ricordo anche qualche cittadino ha parlato, poi se ne è andato, non ha sentito nemmeno la replica e il Consiglio Comunale convocato alle 9 si è iniziato alle 9.30 e alle 10.15 massimo eravamo di nuovo rimasti noi, qualche segretario di partito, qualche giornalista con un po’ più di voglia di non andare a letto. Oggi è successa la stessa cosa. Questo è il Consiglio Comunale, vorrei ricordare, che viene chiesta la convocazione per discutere di lavoro. È già stato fatto due mesi fa un Consiglio Comunale aperto su queste tematiche, l’Assessore ha fatto puntualmente la sua relazione, io mi chiedo che cosa era cambiato da due mesi a questa parte? Che sullo scenario fabrianese l’Elica ha messo in cassa integrazione un po’ di gente, la Cartiera ha assunto qualcuno, il Comune ha sistemato i precari, la ASL lo stesso, ma tutto il resto, problematiche presenti e futuri erano uguali a quelle che avevamo discusso due mesi fa. Serviva a qualcosa questo Consiglio Comunale? Sì, serviva perché oggi si voleva tramite questo argomento – e l’intervento di Tini è stata una dimostrazione lampante – parlare di bilancio e dire alla gente questa Giunta è cattiva, aumenta le tasse e non parlare di lavoro. Questo è stato abbastanza evidente. Allora io credo che se diciamo alcune cose e io ho ascoltato con interesse Tini e devo dire che in parte condivido pure quando dice una Giunta forse troppo arroccata su se stessa, lo condivido in parte, però lo condivido nella misura in cui tutti quanti facciamo un passetto un pochino in più avanti e proviamo a trovare la possibilità di dialogare. Certo, se penso al Consiglio Comunale ultimo di 32 e tot ore credo che questo non sia … (intervento fuori microfono) un momento fa è stato detto che avevano piacere di sentire gli Assessori e io credo che questo era un argomento che rientrava in questi ragionamenti. Continuate su questa base e credo che sicuramente la Giunta resta a fare la Giunta a tutti gli effetti e vorrà dire che con l’opposizione non costruiamo niente insieme, tant’è che oggi credo che sia la dimostrazione. L’altra volta si è voluto dimostrare che qualcuno poteva bloccare il Consiglio Comunale e oggi io credo che fuori dai denti ci possiamo dire che noi abbiamo voluto fare una dimostrazione inversa. Detto questo … (intervento fuori microfono) ma io te lo dico molto chiaramente infatti, se questa è la dimostrazione credo che non occorreva essere degli scienziati né della politica né del Consiglio Comunale per capire quale era … (intervento fuori microfono) infatti lo stiamo facendo e non capivo proprio per questo perché reazioni abbastanza scomposte sugli interventi troppo lunghi degli Assessori, gli Assessori stavano tentando appunto di spiegare questo. Io mi aspettavo che su quegli interventi si discuteva e invece ho sentito parlare di un'altra cosa, bilancio. Io credo che però quando affrontiamo queste cose noi dobbiamo anche pensare che non possiamo continuare a dire che il nostro distretto sia così messo male o messo peggio di altri, sicuramente abbiamo una crisi, però continuare ad essere noi i primi a lamentarci e a spargere pessimismo e catastrofismo credo che sia sbagliato. Se è vero che in questi anni il nostro distretto, ma un po’ tutta la nostra regione, è stata la regione dell’economia del Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 40 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. cespuglio, del piccolo è bello, che ha saputo rispondere ai problemi della crisi, io credo che con attenzione, con voglia di fare, quella che non è mai mancata qua siamo anche questa volta in grado di riprendere la situazione. Ciò non significa che non dobbiamo attivare tutte le formule possibili e immaginabili da parte dell’Amministrazione in questo caso perché parliamo come Amministrazione ma anche di tutte le forze con le quali continuare a confrontarci come stiamo facendo, forse troppo poco, su questo, Tini, sono d’accordo con te, ancora di più con le forze sociali per vedere come poter risolvere alcuni problemi che esistono. Così come credo che l’Amministrazione Comunale certamente non può fare le aziende, non può creare le industrie, però sicuramente può dare degli indirizzi e trovare quelle che Sonia mi sembra con chiarezza incominciava a delineare in seguito al suo intervento. Io penso che nessuno qui crede che si possa uscire dalla crisi implementando il discorso magari della cultura, del turismo e dell’ambiente, sono nicchie, però anche queste sono importanti. Io in fase di bilancio sarò più preciso di stasera, ormai mi sembra l’ora tarda e anche poco partecipato il Consiglio, però credo che questo sia un altro di quei settori, quello dell’ambiente che abbia possibilità di portare nuova occupazione se sviluppato in un certo modo. Io voglio partire da un esempio, scusate il bisticcio, stiamo ragionando questi giorni, stiamo anche in fase avanzata, nella creazione di una centrale a biomasse. Credo che questa nel momento che riusciremo a realizzarla porterà occupazione intanto perché nasce questa nuova struttura che farà risparmiare energia eccetera, ma perché dietro a questa centrale c’è tutto un discorso di filiera di produzione degli elementi per mandarla avanti che potrà riguardare il settore agricolo e quindi un settore che sicuramente è in difficoltà. Così come per esempio se riusciremo in un tempo quanto più breve possibile e io credo che un tempo abbastanza breve perché stiamo oramai chiudendo l’accordo è quello di vedere la raccolta differenziata spinta a Fabriano, cioè la raccolta porta a porta che anche questa oltre a qualificare l’ambiente e a ridurre il problema della gestione dei rifiuti abbiamo già intravisto la possibilità di assunzioni per 12-14 persone. Questo significa secondo me riuscire a fondere i problemi ambiente, territorio e occupazione guardando appunto con fantasia, ma anche una fantasia che si traduce in realtà su alcune problematiche che questa sera abbiamo tentato di incominciare a discutere che io spero diano a breve dei risultati. L’altra cosa che mi premeva dire è che tra qualche giorno sarà disponibile già sul sito di Fabriano la nostra indizione a un concorso per aprire a Fabriano lo sportello energia. Questo significa che attraverso questa istituzione del Comune noi saremo in grado di dare informazioni ai cittadini su tutto quello che riguarda le nuove leggi per il risparmio energetico, i benefici che questi ne porteranno e rivolto sia al cittadino singolo, ma anche all’industria. Un’industria che fa attenzione a queste cose significa un’industria che produce di più, guadagna di più, vende meglio e questi sono i tre punti essenziali, ne abbiamo altri, ma questi sono i tre punti essenziali sui quali credo che si possa svolgere un discorso dove si fondono insieme questi concetti che sono occupazione, rinnovamento e ambiente. PRESIDENTE: Grazie, Assessore Paglialunga. Il Consigliere Galli ha la parola. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 41 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. CONS. GALLI: Io, ai colleghi del Consiglio e anche al pubblico residuo, ho la necessità di dividere l’intervento in due parti: una estremamente critica e una invece propositiva in quanto lo scopo di questo Consiglio Comunale aperto era quello di partecipare tramite i cittadini, le associazioni e i presenti questa difficile fase di occupazione che vive la città di Fabriano e capire in che modo l’Amministrazione era orientata per risolvere i problemi. La fase critica è sicuramente legata a un fatto politico, la fase propositiva ad un fatto politico-amministrativo-economico, nel senso che il Consigliere e tutti coloro che svolgono un ruolo pubblico come quello che svolgiamo noi, in questo contesto dobbiamo svolgere un ruolo politico, inteso come ruolo amministrativo a sostegno del territorio. Partendo dal ruolo squisitamente politico il mio intervento è critico perché qui mi sembra e lo dico indignato dopo aver sentito l’intervento dell’Assessore Paglialunga, ma in ogni caso anche dopo aver sentito l’intervento di Rossi perché il gioco della politica forse sarà anche questo, maggioranza e minoranza devono essere per forza contrapposte, se sono contrapposte dunque si fa una cosa e l’altro lo fa per ripicca o così via. Questo forse è il vostro modo di concepire la politica come atti di rappresaglia. L’illuminato Paglialunga dice questa è stata per noi una rappresaglia. Caro Paglialunga, facciamo politica e non rappresaglia perché i cittadini fuori non ci chiedono le rappresaglie, ci chiedono responsabilità. Questo deve essere responsabilità. Ora dico anche ai starnuti strani, perché ne ho per tutti, che le 30 ore di Consiglio Comunale, cari Consiglieri, non sono venuti per stare 30 ore in Consiglio Comunale a fare dispetti alla maggioranza, ma bensì… no, Paglialunga, forse perché tu hai più esperienza e io ne ho di meno mi permetto in ogni caso di dirti il perché ma il perché la minoranza quando non ha gli strumenti nel senso che chi governa è sordo e dico sordo e ancor peggio irresponsabile si deve far carico della responsabilità e responsabilità vuole dire utilizzare ogni strumento che consenta di far ragionare. Io lo dico ancora chiudendo il cellulare che Quagliani che era qui presente dico caro Quagliani, sindacato, ma cosa stai a fare a discutere qui, sono contento perché ti abbiamo portato a un invito, il tavolo della concertazione, ma quale tavolo della concertazione? Questo tavolo della concertazione si ha con un’Amministrazione responsabile, con un’Amministrazione che antepone le decisioni e non piuttosto che vi invita quando le decisioni sono prese. Io sono stato qui di fronte allo sceneggiato della Giunta di voler rendere ridicolo questo Consiglio Comunale, io mi sento offeso ma non come minoranza, mi sento offeso come cittadino, ma di che cosa stiamo a parlare? Ma quale politica pensate di voler fare? Allora qui il sindacato deve sapere che le delibere di Giunta che il mio capogruppo ha citato e che io ho voluto rivedermi, e questo è il modo di gestire, sono le delibere di Giunta, caro sindacato io faccio riferimento a Quagliani perché giustamente il suo ruolo deve essere quello di concertazione per gli interessi delle categorie, abbiamo ogni genere di delibera esecutiva e se volete ve ne faccio un ventaglio che sono di aumento di ogni tariffa e poi vi si viene a dire concertiamo. Ma quale concertazione che hanno già fatto delibere esecutive? Allora si ha la pretesa di pensare che quello che fa la minoranza è strumentalizzazione o si ha la pretesa che la minoranza, come ha detto il mio collega Tini, si debba considerare tonta o stupida. Qui non ci sono né tonti né stupidi, qui ci sono le necessità di un governo responsabile che è cosa diversa. Dopo questo intervento critico, dove abbiamo assistito a interventi che almeno per una parte voglio salvare, quelli degli Assessori ma solo nelle parti propositive e non nelle parti che rappresentano il teatrino della ipocrisia che non è accettabile chiaramente, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 42 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. ma da parte di nessuno, maggioranza e minoranza, cittadini, chiunque sia, dobbiamo discutere di una cosa diversa. Il Sindaco, di cui non potrò ascoltare per questo teatrino il suo intervento, deve dire ai cittadini per quale motivo in un contesto storico, particolare della città di Fabriano con una crisi che è lampante aumentiamo tutto. Allora se il Sindaco spiega, ma non a me, lo spiega ai cittadini e alle associazioni possiamo capire qual è il discorso. Dalla fase critica alla fase propositiva, ho già detto che una parte degli interventi della maggioranza intesa tramite gli Assessorati ha offerto degli spunti, ma sentiamo dire ad esempio da Rossi e leggevo il verbale della conferenza dei capigruppo delle cose allucinanti, ma che non voglio nemmeno credere, del tipo parlare di bilancio in questa sede significa svilire lo scopo per il quale il Consiglio è stato convocato. Ma, scusate, il rapporto occupazione-bilancio se non è un argomento correlato significa che veramente, scusi Quagliani, ma stiamo a discutere l’addizionale IRPEF che incide o non incide sul lavoro e quindi si dice che questo collegamento è osceno, è incomprensibile ci dice il rappresentante di Rifondazione Comunista. La mia esperienza politica è scarsa, nel senso da poco tempo, ma ne ho già viste tante e ne sto vedendo di tutti i colori. Leggo addirittura interventi del tipo ma se un’azienda chiude e si licenziano 200 dipendenti, ma questo è il verbale della conferenza dei capigruppo, io mi assumo sempre la responsabilità di quello che dico e di quello che leggo, se una società di 200 dipendenti chiude cosa ci può fare il Comune? Ma, ragazzi miei, cosa ci può fare il Comune? Le forze politiche, amministrative, associative sono i soggetti che insieme si mettono al tavolino, discutono, ragionano, pensano e si adoperano per risolvere un problema che è sicuramente grave e qui abbiamo una Giunta che è arrogante, decide e impone agli altri in una fase estremamente difficile, una cosa del genere. Allora io mi meraviglio di alcuni colleghi che stimo della maggioranza e che sicuramente hanno intelletto, come l’avrà anche la Giunta, di questo metodo. Le 30 ore del Consiglio Comunale che al sottoscritto sono andate indigeste, chiaramente come agli altri, non sono fatte per perdere tempo: sono fatte per farvi capire che amministrare è un atto di responsabilità e nel vostro programma politico avete detto un atto di partecipazione. Ma quale partecipazione se un sindacato non può discutere nulla perché avete già chiuso i giochi sulle spalle dei cittadini? Questi sono i fatti che dovevano emergere, questo era il significato politico di questo Consiglio Comunale aperto, ma attenzione era il significato politico che doveva essere recepito al di là della miopia del rapporto maggioranza/minoranza, recepito in quell’ottica di responsabilità della quale io vi ho fatto riferimento, perché qui non c’è maggioranza o minoranza o se voi la volete intendere come politica in senso stretto mi sta bene, qui ci sono i problemi veri e invece noi stiamo a giocare, 30 ore le abbiamo fatte per farvi un dispetto e noi facciamo il dispetto nel fare il Consiglio Comunale. Andate a dire fuori alla gente che abbiamo fatto 30 ore prima e un Consiglio Comunale per voi inutile e per me no quando parliamo di contenuti, qui è il problema, parlare di contenuti. Allora io entro nel merito di questi contenuti e vi dico in che modo entro nel merito. È inconcepibile che in una situazione come questa l’unico strumento di politica di questo governo locale sia l’aumento indiscriminato e pesante delle tariffe. Ci sono un miliardo di motivi che dovevano indurre, prima di tutto ciò denota incapacità amministrativa, scarsa professionalità, scarsa attenzione, immaturità nel governare. Cari Assessori, cari Consiglieri il concetto del bilancio non visto da un punto di vista tecnico ma visto da un punto di vista politico impone di intervenire prima di tutto sulla spesa con un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 43 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. controllo, una riqualificazione della spesa, una chiara individuazione dei servizi e degli interventi mirati. Ho apprezzato in questo ambito e ho voluto ascoltare giustamente tutti gli interventi e sempre citando il sindacato andare a porre in essere tutte quelle sinergie che ha citato Quagliani che sono oggi necessarie perché effettivamente noi abbiamo delle situazioni di spesa corrente che sono situazioni difficili, una gestione di bilancio è effettivamente difficile, e allora si interviene sulla spesa, si interviene con qualità e professionalità e con strumenti di cooperazione, con strumenti di sinergia, consorziando, aggregando la spesa ad altri Comuni, cercando in ogni modo di contenerla, di non pensare, dimenticare dal vocabolario la parola aumentare le tasse in un contesto in cui ci sono persone che non arrivano alla fine del mese. E qui quando io ad esempio mi capita di parlare con la gente sui servizi a domanda individuale ci sono persone che non sono più in grado di pagare la mensa, che non sono più in grado di pagare i servizi dei trasporti, perché devono pagare la rata del mutuo e noi qui che cosa facciamo? Aumentiamo tutto. Qui ci sono delibere di Giunta, determinazione tariffe settore servizi al cittadino anno 2008 (poi te ne darò una copia, Quagliani, perché non te l’hanno nemmeno data), 6 marzo 2008; in data 13 marzo 2008 approvazione tariffe tassa smaltimento rifiuti, in data 18 marzo approvazione IRPEF proposta al Consiglio, almeno questa ce la dobbiamo vedere in Consiglio, approvazione tariffa della imposta comunale sulla pubblicità (Consiglio durato 30 ore e aumento del 150% delle tariffe di affissione), cioè io sono sdegnato, approvazione tariffe tassa occupazione spazi e aree pubbliche, insomma tutti i servizi del Comune di Fabriano sono stati oggetto di un ritocco, di un aumento. La verità è un'altra e va riconosciuta e va detta: questa Giunta che è tanto lauta nel fare i suoi proclami, oggi finalmente abbiamo almeno da un lato – come ha detto Tini – sentito gli Assessori e ci hanno indicato dei programmi, sembra anacronistica, vivere in un altro contesto storico, o non capire, ma non lo posso dire perché ritengo che siano tutte persone dotate di intelletto e di capacità, quale è la situazione reale e mi pare che questo stia sfuggendo di mano perché un segnale di aumento delle tariffe significa che veramente questa situazione è sfuggita di mano al governo locale. Allora ecco che quelle 30 ore sono, ribadisco, perché tanto so che Rossi, Biondi o company che, io non guardo negli occhi quando faccio gli interventi, diranno viste solo come delle strumentalità: no, non sono viste come strumentalità, sono viste perché non è concepibile che un Consiglio Comunale arrivi a trattare queste cose alla stregua identica del sindacato, cioè non possiamo dire più nulla, i giochi sono fatti, ma quale concertazione? Ma quale partecipazione? Questo è il problema. Allora io chiedo, perché voglio essere propositivo, alla Giunta e poi al Consiglio Comunale torniamo con i piedi per terra. Il Sindaco ci racconterà che ci sono 3.000.000 di somme da coprire per cui il bilancio diventa una questione tecnica di quadratura, ma allora non faccia il Sindaco e faccia l’economo o faccia il contabile perché non mi può dire che ho solo 3.000.000 da coprire e allora decido uno e due e lo pesco dall’IRPEF, 300 le pesco dalla pubblica affissione, 50 le pesco da Pincopallino, ma allora vadano a casa che qualcuno magari potrà amministrare questa città seriamente dicendo andiamo un po’ a vedere se quello che il Comune deve incassare viene incassato, andiamo a vedere quei tanti residui attivi che il Comune non è ancora in grado, a distanza di tempo, di giustificare, andiamo a capire in modo serio e non strumentale se e in quale misura questo Comune ha problemi di bilancio perché in questa fase mettere le mani nel portafoglio dei cittadini è una rapina. Io dunque dico a una classe politica di destra, di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 44 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. sinistra, di centro, di estrema destra o estrema sinistra, non mi interessa, vanno compiuti atti di maturità e di responsabilità. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Galli. La parola al Consigliere Mariani. CONS. MARIANI: Io sarò brevissimo. Io ero scettico sulla convocazione di questo Consiglio Comunale, anzi avevo chiesto a ragione di posticiparlo a dopo le elezioni che ci avrebbe probabilmente consentito una riflessione maggiore e avrebbe probabilmente consentito anche una affluenza maggiore, soprattutto per quanto riguarda gli operatori economici. Io mi vorrei soffermare, se il Sindaco mi fa parlare un attimo, perché se sento un brusio non so più capace di concentrarmi. Io ho fatto una riflessione mentre ho ascoltato tutti, intanto faccio i complimenti anche se sono stati troppo lunghi agli Assessori, potevano essere più concentrati però comunque sono stati interventi mirati perlomeno ci hanno chiarito una situazione attuale e alcune prospettive. Il complimento maggiore lo devo fare all’intervento dell’Assessore Sonia Ruggeri, specialmente la prima parte che devo dire ha inquadrato il problema nelle sue dimensioni. Allora mi viene una riflessione, partendo da pochissime considerazioni, è quella di una constatazione amara che purtroppo a Fabriano stanno diminuendo gli imprenditori giovani. Non c’è in una classe produttiva un ricambio generazionale e questo ci pone degli interrogativi, cioè se la vecchia classe industriale fabrianese regge o è disposta a reggere in loco, non fuori Fabriano la sfida occupazionale, questo è il problema di fondo di tutto questo discorso perché se noi abbiamo fatto un Consiglio Comunale solo perché il Sindaco e la Giunta sono obbligati a presentarci un bilancio, le risorse al Comune di Fabriano si assottigliano sempre di più perché ci mancano gli oneri di urbanizzazione, perché c’è una paralisi nella edilizia, sono diminuiti i contributi statali, non pensiamo di abbandonare alcuni servizi, non pensiamo di ristrutturare alcuni servizi dando una dimostrazione alla gente che aumentiamo le tasse, però che l’Amministrazione Comunale si è riorganizzata e ci ha proposto e porta in porto servizi migliorati e a costi inferiori, credo che noi qui questa sera abbiamo perso una giornata. Io mi meraviglio a questo punto dei sindacalisti che per forza di cose si sono dovuti fermare a sentirci. Io credo che noi qui dobbiamo fare una riflessione seria e il punto della riflessione è quello che dicevo prima, dove va l’economia fabrianese? Io ho fatto pochi giorni fa in sede di commissione alle attività produttive una proposta che è stata ripresa qui da alcuni, dal collega e compagno Rossi, dall’Assessore Costantini. Io credo che Fabriano abbia bisogno di andare a una riflessione seria, mi dispiace che l’avvocato Galli è andato via sennò gli volevo dire che l’intervento suo oltre che critico non c’entrava per niente su quella che è la filosofia della convocazione di questo Consiglio Comunale, che è la filosofia di sapere dove va l’economia fabrianese, perché questo è il problema di fondo. Allora io credo che noi dovremmo fare non so se una tavola rotonda, se un congresso a livello di economisti con la presenza dei maggiori attori che non possono delegare a questo e quello, ci devono sapere i vari Francesco Merloni, Antonio Merloni, Casoli e quanti altri, quelli della Faber e di tutti, ci devono dire Fabriano ha la necessità di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 45 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. sapere, i cittadini di Fabriano hanno la necessità assoluta di sapere quali sono i loro obiettivi. È inutile che parliamo di ambiente, di migliorare qui una cooperativa, 7-8 persone, a questo punto mi viene una riflessione a noi che ci, dico noi perché mi considero uno di sinistra perché sono stato sempre a sinistra, allora voglio citare una cosa che non c’entra niente con quello che stiamo a dire: io conosco una donna che da 17 anni fa la bidella alla scuola elementare di Albacina, dopo 17 anni di precariato con l’attuale convenzione che ha fatto il Comune con il Ministero della Pubblica Istruzione si ritrova con due ore lavorative al giorno: è immorale una constatazione di questo genere. Credo che Fabriano sia ricchissima di questi episodi, di queste fattispecie come le chiamerebbe l’avvocato Carmenati. Allora io dico facciamo pure questa grande riflessione, però io voglio dire anche un'altra cosa. Noi abbiamo approvato, qui stasera qualcuno ne ha parlato, un progetto, il famoso progetto strategico, ma quando diamo inizio alla realizzazione di questo progetto, voi per un momento pensate alle migliaia di ettari incolti che esistono a Fabriano, ci riempiamo la bocca di coltivazioni, di prodotti tipici ecc. ma non creiamo niente per mettere in moto questo movimento. Vorrei chiudere qui questo mio brevissimo intervento, scusate se sono passato da una cosa all’altra, che noi abbiamo la necessità di fare il punto della situazione, ma io direi di più, Fabriano ha la necessità attraverso questa riflessione di concretizzare successivamente le iniziative da prendere. Io non mi stupirei se dessimo vita ad un comitato tecnico progettuale che affronta le nuove tematiche perché solo così io credo che possiamo uscire da questa crisi. Le discussioni sul bilancio, cosa vogliamo dire? Il Sindaco deve fare quadrare il bilancio, che poi dopo lo fa in maniera fiscale o no questo è un altro tipo di discorso. Io chiudo qui e concludo dicendo che purtroppo su chi ha visto questo Consiglio Comunale poco produttivo, poco efficace, per nulla partecipato credo che in sostanza non aveva tutti i torti. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Mariani, la parola al Consigliere Menghi. CONS. MENGHI: Sottraggo anch’io poco tempo a questo dibattito, ormai siamo in dirittura d’arrivo. Avrei preferito che i due problemi collegati fossero separati e tra l’altro avrei anche preferito che se discussione su richiesta di un Consiglio aperto questo si fosse svolto dopo le elezioni. Lo dico non per spirito polemico, ma lo dico perché obiettivamente si presta a 10 giorni di distanza dalle elezioni politiche la richiesta combinata di discutere dello sviluppo e dell’occupazione collegato al discorso del bilancio, che è una denuncia certo da fare propizia, opportuna, per certi versi anche speculativa, e non lo faccio ripeto con spirito polemico, è una constatazione. L’Amministrazione Comunale e la maggioranza, qualcuno ha detto, rapina le tasse in una fase congiunturale negativa, un termine evidentemente che si usa raramente e avrebbe fatto meglio anche non usarlo in questa circostanza. Io non mi sottraggo a parlare del bilancio, perlomeno nei suoi punti principali del bilancio, sull’impianto del bilancio, sulla filosofia del bilancio e parlo del bilancio di previsione 2008, non parlo dei bilanci precedente, Tini, perché non c’ero, non ho partecipato né alla stesura né alla elaborazione e nemmeno ho potuto esprimere giudizi, non c’ero, e quindi esprimo un giudizio di merito sul Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 46 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. bilancio di previsione 2008. Quindi le differenze io non le posso fare, non le voglio nemmeno fare, ma giudicando le parti essenziali del bilancio di previsione 2008, io credo che il richiamo per esempio fatto da alcuni qui di cercare di fare un passo indietro e non un passo avanti per individuare i punti anche di incontro nella metodologia del lavoro, io non ritengo che tutto quello detto dalla minoranza sia sbagliato, ci possono essere anche suggerimenti che possono trovare attenzione o addirittura accoglimento, perché no? Il bilancio non è una cosa statica, probabilmente la Giunta si è trovata in un momento del tutto particolare, ha dovuto assumere un atto, i termini erano previsti entro il 31 marzo e poi si sono prorogati al 31 maggio, abbiamo ancora credo dei margini di manovra che potrebbero consentire di concludere quel tipo di concertazione iniziata con le associazioni e con le organizzazioni sociali che a mio avviso va ripreso, per poi arrivare al Consiglio Comunale con una situazione più completa e possibilmente su alcune parti ancora rimaste sospese perlomeno se si possa raggiungere alcune convergenze. Voglio però fare un riferimento e lo faccio, sembra che la azione più incriminata sia la proposta dell’aumento dell’addizionale IRPEF e anche qui non lo faccio per spirito polemico ma qualcuno ha detto negli interventi che altri Comuni nel territorio per esempio non aumentano questa tassa. Io ho una tabella e la dico, perché quei bilanci di previsione corrispondono ai bisogni di quelle Amministrazioni Comunali e di quei Comuni. Prendiamo Matelica che non ha la maggioranza di centrosinistra, non mi risulta, lo 0,8 già attuato l’anno precedente, badate bene, e Matelica non ha la fascia di esenzione dei 12.000 euro e non credo che la situazione economica di Matelica sia molto migliore di quella di Fabriano. Prendiamo Sassoferrato che non è anche lì una maggioranza di centrosinistra: 0,7 già applicato nel 2007 e anche lì dico io non ha la fascia protetta di esenzione di 12.000 euro. Prendo l’ICI, che in ogni caso è più alta per l’abitazione principale, l’aliquota è molto più alta … (intervento fuori microfono) comunque Fabriano mi risulta che fino a due anni fa era il 4 per mille. Allora io vi dico che Fabriano, per esempio, anche su suggerimento dell’opposizione la seconda abitazione purché risulti classificata tra la tipologia popolare ed ultrapopolare da un anno, due anni a questa parte nelle frazioni mi pare che l’aliquota corrisponda al 5,8%, non c’è a Sassoferrato, non c’è a Matelica, non c’è a Serra San Quirico né a Genga e non c’è nemmeno a Cerreto D’Esi. Un'altra considerazione voglio fare, che non è stata fatta da nessuno qui. Badate bene, noi quando parliamo di spese correnti, Tini mi dà delle lezioni perché lui è un esperto, … (intervento fuori microfono) io i corsi di aggiornamento li posso fare, le spese correnti, non ci includiamo per esempio tutte le spese che noi sosteniamo per la realizzazione delle opere. Una volta contratti i mutui per le opere dobbiamo pagare gli interessi e le quote di ammortamento, o no? Allora il Comune di Fabriano tra gli interessi e le quote di ammortamento grava sulla spesa corrente in parte, perché poi va nell’altra spesa, quella della restituzione dei mutui, paga la bellezza di 3.000.000 e rotti ogni anno. Cosa voglio dire con questo? … (intervento fuori microfono) Certo, ci sono andato in piazza, questo è uno degli argomenti che dobbiamo valutare, dobbiamo riflettere sull’evoluzione, se noi continuiamo, naturalmente io credo di sì, anche per far fronte a una qualità di vita nell’ambito del nostro territorio o dobbiamo sospendere perché se sul fronte delle entrate noi riduciamo questo a questo punto o tagliamo la parte della spesa corrente che comprende anche le opere pubbliche, oltre che i servizi sociali, questa è una scelta, io credo che l’Amministrazione Comunale di Fabriano non può fare e non deve fare. Diverso è se ci sono delle voci, io Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 47 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. prego di prestare un attimo di attenzione su questo sia ai Consiglieri della maggioranza che a quelli dell’opposizione, se nelle voci della spesa corrente fatta la necessaria e approfondita verifica c’è da economizzare o da eliminare delle spese superflue, io dico facciamolo, questo ci consente naturalmente di poter avere una riduzione della spesa che si considera superflua, facciamolo questo. Io credo che l’opposizione unitamente in fase di Consiglio o anche prima, se fosse possibile fare una verifica di queste voci, per arrivare poi a una discussione diversa e possibilmente condivisa a livello di Consiglio Comunale. Questa sera, concludo, possiamo dire quello che vogliamo, questo Consiglio Comunale aperto è fallito, bisogna prendere atto. … Tu potresti essere molto più educato e non lo sei, potresti essere anche più rispettoso e non lo sei, io non ti dico niente perché dovrei dirti tante cose, io non ho fallito, non so se tu hai fallito e sei sull’albo dei cosi fallimentari, questo non lo so, io non sono fallito. … (intervento fuori microfono) allora precisalo che stai … un fallimento politico. È un fallimento e bisogna prenderne atto. Io invito l’opposizione, le minoranze, quelli che lo vogliono fare perché in mezzo alla minoranza ci sono anche persone molto serie, alcuni non intendono fare l’ostruzionismo come azione politica permanente e sistematica come qualcuno ha già preannunciato sul giornale perché così è, faremo il turno, 4 per 4, e non l’ho detto io, l’hai detto te. Mi auguro che non ti segua nessuno e questa è una dimostrazione, il fallimento della proposta di questa sera del Consiglio Comunale. Grazie e mi fermo qui. PRESIDENTE: Grazie, Consigliere Menghi. Consigliere D’Innocenzo, ha la parola. … (intervento fuori microfono) Il Consigliere Gentili ha la parola. CONS. GENTILI: Presidente, io la ringrazio ma non tanto per il semplice motivo che nel momento un Consiglio Comunale è aperto la possibilità di poter parlare si dia a tutti. Le ho appena chiesto se c’era la possibilità di poter far parlare Carlo Ciccioli, visto anche che il Consigliere di Rifondazione Comunista, Emanuele Rossi, diceva prima che dovevamo cercare di ampliare e portare questo tema dell’occupazione anche a livello nazionale, quale miglior cosa di portare un onorevole qua e di poter far capire qual è la situazione della nostra città. Io penso che sia una cosa positiva, parliamo molto di partecipazione, questo Consiglio Comunale penso che fino a quando sono stato qua io, mi sono assentato un attimo perché c’era un convegno parallelo, si è parlato soltanto tra la Giunta e i Consiglieri Comunali. Prego quindi il Presidente di poter ritornare sui suoi passi e di poter far fare un breve intervento all’onorevole anche per rispetto. PRESIDENTE: Se hai finito, dopo io rispondo. Siccome questo Consiglio aveva delle specificità e abbiamo fatto parlare solo persone che avevamo invitato, non hanno parlato alcuni esponenti delle associazioni, di quartiere e quindi io non ritengo che sia possibile dare la parola all’On. Carlo Ciccioli che noi salutiamo tutti Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 48 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. e siamo anche grati per la sua presenza, però io non intendo dare la parola all’On. Ciccioli. Il Consigliere D’Innocenzo ha la parola. CONS. D’INNOCENZO: Prima di tutto dobbiamo chiarire una cosa. È stata richiesta la convocazione di un Consiglio Comunale aperto. Un Consiglio Comunale aperto significa che un Consiglio Comunale dà l’opportunità a tutti quelli che vogliono parlare e non solo ai Consiglieri Comunali di poter intervenire. PRESIDENTE: È superato questo. CONS. D’INNOCENZO: Non è superato perché lo stiamo affrontando adesso. Quando un’opposizione chiede un Consiglio Comunale aperto bisogna che qualora ci fossero dei comuni cittadini che chiedono la parola, che questa facoltà sia concessa. Io sono rimasto molto male non tanto per la presenza e la parola negata a Carlo Ciccioli, perché questo è un Consiglio Comunale sulla partecipazione, un Consiglio Comunale sulla partecipazione dove non si dà l’opportunità di parlare alle persone che vorrebbero invece partecipare. Sono rimasto molto male anche del fatto che oggi non è stata data la parola a un cittadino che ha chiesto la parola e tu gliela hai vietata. Questo è un Consiglio Comunale aperto perché se leggi la richiesta di convocazione c’è scritto che è un Consiglio Comunale aperto con il coinvolgimento delle categorie, non con l’esclusività e con la parola da concedere solo alle categorie. …: Il Presidente ne risponde. CONS. D’INNOCENZO: Il Presidente ne risponde, ma con molta arroganza. Dopo ci credo che ci sono dei Consiglieri Comunali come Menghi che dicono che questo è un fallimento. Ci credo, fate Consigli Comunali aperti sulla partecipazione e non date la parola alle persone che vi chiedono di intervenire. … (intervento fuori microfono) È un Consiglio Comunale aperto richiesto dalla minoranza, in un Consiglio Comunale aperto, da quando è nata la politica, bisogna concedere la parola a tutte le persone che lo richiedono perché sennò non è un Consiglio Comunale aperto. Senti, caro Castriconi, oggi ho sentito degli interventi molto accalorati e partecipativi da parte vostra e quindi adesso fate un attimo di attenzione, ponete anche voi l’attenzione a una richiesta più che legittima, io penso che sia una cosa scandalosa che persone che chiedono di parlare a un Consiglio Comunale aperto venga negata l’opportunità di dire la propria idea. Questo è un Consiglio Comunale aperto che parte parlando di partecipazione. Io invito nuovamente il Presidente del Consiglio, gli avversari della maggioranza e i Consiglieri di opposizione a riflettere, ci rifletta un attimo, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 49 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Presidente del Consiglio, e dia la parola all’Onorevole che ha chiesto di parlare perché sicuramente il suo contributo sarà un contributo dato a questo Consiglio Comunale. Quindi la invito a riflettere 30 secondi e a concedere la parola, perché questa è una convocazione di Consiglio Comunale aperto. PRESIDENTE. Ha finito l’intervento? CONS. D’INNOCENZO: No, non ho finito, ancora lo devo iniziare l’intervento. PRESIDENTE: L’intervento, per favore. CONS. D’INNOCENZO: Io chiedo per rispetto della democrazia PRESIDENTE: Lei continui l’intervento, Consigliere D’Innocenzo. CONS. D’INNOCENZO: E nel pieno rispetto del regolamento comunale, che siccome questo è un Consiglio Comunale aperto sia concessa l’opportunità di parlare a una persona che ha chiesto di poter intervenire. PRESIDENTE: Consigliere D’Innocenzo, l’ho invitata a proseguire l’intervento. Se invece non parla io le devo togliere la parola e do la parola a chi viene dopo di lei. CONS. D’INNOCENZO: Partecipazione. … (intervento fuori microfono) Io vi ho ascoltato per lungo tempo, siete stati talmente bravi che avete dovuto scrivere gli interventi, Assessore Paoletti, siete dei maestri della politica che avete dovuto scrivere gli interventi e mandar via tutta la città che era venuta a sentire questo Consiglio Comunale … avete un bel rispetto delle persone, non c’era nessuno, veramente sono rimasti in due perché il resto sono andati via, ma io li ho sentiti i commenti fuori. Ho sentito i commenti della gente. La partecipazione di cui vi siete riempiti la bocca significa che quando si prende un provvedimento prima si discute insieme e poi si prende il provvedimento. Invece qui che cosa avete provato a fare? Avete provato prima a prendere i provvedimenti e a fare delle delibere di Giunta e poi successivamente era vostra intenzione comunicarla alla città, cioè voi scambiate la partecipazione con la comunicazione, è in perfetto Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 50 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. stile vostro, cioè voi pensate che la partecipazione significa prendere i cittadini e dire siccome noi siamo bravi, siccome siamo belli, abbiamo fatto questo, abbiamo deciso questo e faremo quest’altro e invece no, signori miei, la partecipazione è tutta un'altra cosa. Oggi è molto strano e particolare che un Consigliere di centrodestra dia delle lezioni sulla partecipazione al centrosinistra. Poi non parliamo del tuo comportamento anche perché non ho capito dove sta scritto nel nostro regolamento comunale che il Sindaco deve parlare per ultimo. I Consiglieri si segnano a parlare, parlano tutti e siccome il Sindaco è anche un Consigliere Comunale… non fare di no, dove sta scritto? … (intervento fuori microfono) vedrete questa sera che non sarà così, preannuncio che sarà nostra prerogativa dopo il giro degli interventi iniziale presentare un ordine del giorno, emendare, presentare degli emendamenti anche all’ordine del giorno, avete fatto gli spiritosi, ne parleremo insieme, vedremo insieme come andrà a finire questo Consiglio Comunale, quindi per noi non è un problema. È stato chiesto un Consiglio Comunale sul problema occupazionale in vista dell’approvazione del bilancio di questo Comune. Nel bilancio di questo Comune avremmo voluto sapere, perché il bilancio è un mezzo tecnico, da una parte si prendono le tasse dei cittadini, dall’altra parte queste tasse dei cittadini vengono impiegate per un progetto, per l’idea politica e quindi il bilancio è lo strumento tecnico che serve per attuare un disegno politico, un percorso politico, vorremmo sapere qual è questo percorso politico perché non sono stato io ma sono state altre persone questa sera a dire che forse questa Giunta sembra differente da quella degli anni precedenti, significa che qui non c’è progetto politico, significa che qui si vive alla giornata, e questa è una prerogativa della sinistra tutta. Noi sicuramente, caro Emanuele Rossi, adesso perché ti vedo in piedi, non siamo per la contrapposizione tra cittadini. In un momento di crisi come questo, la parola crisi come etimologia significa scelta, non sarà intenzione di nessuno di noi dell’opposizione mettere i cittadini gli uni contro gli altri. Noi non ci permetteremo come fatto in passato da qualche Assessore di questa Amministrazione di criticare i commercianti, perché questa sinistra ha fatto anche questo, qualcuno ha definito la classe industriale con degli aggettivi poco … noi non faremo mai una cosa del genere, queste sono state scelte vostre, di tutta la maggioranza. Voi dovete dire alla città non commentare il comportamento dei singoli cittadini, ma dire quali sono le vostre idee, qual è il vostro progetto, individuare il problema ed indicare il percorso per risolvere ed attenuare quel problema, cosa che non sapete fare. Nella relazione, e parlo solo di questa relazione, perché penso che sia stata quella più attinente e quella più vicino all’idea di questo Consiglio Comunale, mi riferisco all’Assessore Costantini, ha fatto un’analisi abbastanza dettagliata che del resto conoscevamo già perché era stata anche oggetto di precedenti Consigli Comunali, abbiamo saputo finalmente che ci sono dei progetti e delle idee di massima che potrebbero essere attuate da questa Amministrazione. Quindi non è vero, Menghi, che questo Consiglio Comunale è fallito perché se non ci fosse stato questo Consiglio Comunale perlomeno noi dell’opposizione non avremmo conosciuto queste linee di massima esposte questa sera dall’Assessore Costantini, quindi non è assolutamente vero che è fallito, non è fallito assolutamente. Abbiamo sentito parlare di provvedimenti che verranno presi o che è intenzione di questa Amministrazione prendere, che definiamo demagogici, aleatori ed effimeri, però perlomeno abbiamo saputo che le vostre idee ci sono. Ultima cosa, ho sentito parlare di delocalizzazione, la delocalizzazione sappiamo tutti che è un problema, lo sa D’Innocenzo, lo sa Sorci, lo sa Costantini, lo sa Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 51 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Emanuele Rossi. La delocalizzazione per le nostre zone è un problema. Quello che a noi dà più fastidio è che su queste scelte imprenditoriali, caro Emanuele Rossi, c’è l’intervento pubblico perché è qui tutta la differenza. Un industriale fa le sue scelte, la politica ne fa altre, ma quando su una scelta come questa di delocalizzare arriva un intervento pubblico questa è una cosa che possiamo discutere qui dentro, lo potevamo discutere quando era il momento nell’aula del Consiglio Regionale dove siete rimasti tutti in silenzio, anche voi e anche in questo Consiglio Comunale, voi non c’eravate, perché come ha detto prima un esponente della società civile questa sinistra sembra che non sia mai uguale a quella dell’anno precedente. Voi non c’eravate, come non c’eravate? C’eravate tutti. Quando arrivano quegli interventi statali il problema dell’intervento statale è che dietro c’è una intermediazione partitica. È per questo che questa città ha una maggioranza che forse è differente da quella che meriterebbe, perché la politica si fa con le campagne elettorali, per fare le campagne elettorale ci vogliono i soldi e quando interviene un intervento pubblico, caro Roberto Sorci, c’è sempre un’intermediazione partitica e voi non potete dire che siete differenti da quelli che hanno compiuto questi atti nelle sedi regionali, come qualche giorno fa abbiamo letto che a Fabriano la sinistra, il PD è per le infrastrutture, per la costruzione della Quadrilatero. Non l’hai detto te, certo che non l’hai detto te, ma l’ha detto la tua coalizione. Quindi il problema della delocalizzazione lo sappiamo tutti che è un problema serio, è l’intervento pubblico sulla delocalizzazione che a noi non piace e che non è mai piaciuto e che abbiamo sempre denunciato, a differenza di qualcuno che lo denuncia solo oggi. Comunque, chiudo questo mio brevissimo intervento riservando la facoltà di questa opposizione di presentare un ordine del giorno conclusivo di questo Consiglio Comunale aperto, dove chiedo alla politica di assumersi le proprie responsabilità e indicare una certa progettualità. Noi pensiamo, come pensa anche la vostra coalizione a livello nazionale, che in un momento così difficile per Fabriano e come oggi dagli interventi del pubblico abbiamo appreso, che non sia il momento di esasperare la pressione fiscale. Noi pensiamo che per trasformare questi interventi aleatori, demagogici ed effimeri di questa Amministrazione, al contrario sarebbe molto più utile cercare di rilanciare l’economia, che deve passare solo attraverso la riduzione della pressione fiscale. Questo lo dicono i nostri leader nazionali ma lo dicono anche i vostri. È impossibile che a livello nazionale dite una cosa, a livello pratico, amministrativo e locale dite e fate l’esatto contrario di quello che avete enunciato. Ringrazio per l’attenzione. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere D’Innocenzo, la parola al Sindaco. Abbiamo detto che alle nove terminava, l’ultimo intervento è quello del Consigliere Enrico Carmenati. SINDACO: Ho ascoltato tutti e adesso anche io mi voglio divertire giustamente. Parlare del mondo del lavoro a Fabriano è una cosa non diversa da tutte le altre parti, ha una sua specificità, primo ha le più grandi imprese delle Marche e sono tutte imprese internazionali. È vero che fino a poco tempo fa la maggior parte dei proprietari delle imprese industriali erano tutti fabrianesi e oggi forse la vera riflessione che ci dobbiamo Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 52 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. porre è proprio questa, come è cambiata la governance all’interno delle maggiori imprese fabrianesi. Questo è il vero problema e non è riferito, come avevo letto da qualcuno su un articolo che mi occupavo solo di una impresa, anzi quella forse ha un cambiamento molto più ridotto della governance visto che le partecipazioni sono talmente minoritarie. Io ho detto sempre a tutti quanti quando sono diventato Sindaco il problema principale di Fabriano erano le Cartiere Miliani, perché avevano il problema della ristrutturazione e dicevo a tutti quanti che la differenza tra Fabriano e Jesi era che la maggior parte degli imprenditori a Fabriano erano fabrianesi mentre a Jesi le più grandi aziende avevano il cervello o la governance da altre parti, quindi di fronte a situazioni di questo genere quando ci sono momenti di crisi, momenti di trasformazione logicamente, lo dico in fabrianese, perché provengo da esperienze di questo genere, busca sempre chi sta lontano dalla governance. Dicevo sempre a tutti quanti che la grande forza di Fabriano era questa rispetto ad altri. Oggi purtroppo questo non è più e allora questa è forse la principale riflessione che ci dobbiamo porre. Mi aggancio a quello che ha detto Leandro Mariani che vediamo pochi imprenditori giovani e quindi questo dà un segnale preciso a quello che è la nostra situazione. Durante il piano strategico ho fatto una riflessione, Aristide Merloni fu premiato con un premio europeo per avere avuto una politica completamente differente al modello Valletta. A differenza di quello che è successo alla Fiat negli anni di Valletta che ha “importato” migliaia di lavoratori sradicandoli dai loro territori, nelle Marche questo non è successo. Certo negli ultimi 10 anni invece è successo una cosa differente perché le nostre imprese sono cresciute, hanno richiamato tantissimi lavoratori in questo territorio e, certo, era un territorio che come è successo a Torino era impreparato ad avere nuove persone anche perché basta prendere un dato statistico, i vari censimenti che ci sono stati, e uno vede subito che negli ultimi 10 anni Fabriano è cresciuta più negli ultimi dieci anni che nei 40 anni precedenti nella somma e quindi questo dà un’indicazione. Non è vero che è stato il terremoto assolutamente, è cresciuta perché erano cresciute le nostre produzioni, hanno richiamato tante persone e quindi oggi ci troviamo ad affrontare anche un altro problema che è quello, come diceva l’Assessore Costantini e che è il problema più difficile, più “socialmente difficile”, sono tutte le persone che sono venute in questa città e che non hanno reti parentali, che non hanno l’abitazione perché, do un dato, 12.000 famiglie a Fabriano facendo la somma tra la prima casa e la casa data al parente prossimo per cui è considerata come prima casa abbiamo 8.000 abitazioni, quindi il problema si pone prevalentemente per chi in questa città non ha reti parentali. Volevo introdurre questo argomento perché gli altri hanno parlato delle prospettive, quindi arrivo alla sostanza delle cose, alla finanza comunale in relazione proprio a questo tipo di discorso. Intanto vorrei ricordare a tutti i Consiglieri che il 20.12.2007, perché qualcuno l’ha scordato, noi abbiamo fatto un Consiglio Comunale sulle problematiche del lavoro e abbiamo preso alcune decisioni perché qui c’è scritto nell’ultima pagina, c’è un documento, l’ordine del giorno preso atto, considerato, impegna. Qui facciamo finta di scordarci, o soffriamo di arteriosclerosi o ci scordiamo, quindi sono 11 punti che sono linee guida per quanto è possibile nella stesura del bilancio. L’Assessore Costantini, che ha preso in carico insieme agli altri la maggior parte di questi problemi, ha messo nella sua filosofia di bilancio quello che il Consiglio Comunale gli ha suggerito, quindi le linee del bilancio sono bene individuate e sono contemplate in questo ordine del giorno di cui il Consiglio Comunale è sovrano, ha impegnato il Sindaco e la Giunta a cercare di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 53 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. portarlo avanti. Sto parlando solo tra di noi, però rimane registrato e quindi chiunque può ascoltare, perché sennò avendo ascoltato io tutta una serie di cose cominciando da Galli, che purtroppo mi dispiace che è andato via, bisogna riportare ordine e verità nelle cose, quindi questi sono i discorsi di fondo. Il 18 marzo noi dovevamo predisporre lo schema di bilancio, perché questa è la legge, queste sono le competenze, lo schema di bilancio lo fa la Giunta Comunale che va sottoposto poi ai Sindaci Revisori e poi ai Consiglieri, perché i Consiglieri devono riceverlo con il parere, questa è la legge. Nel frattempo noi alcuni incontri con i rappresentanti istituzionali dei lavoratori, degli industriali, anche con opinioni diverse, correttamente come succede quando qualcuno si incontra e si confronta li avevamo svolti e quindi da questo punto uno poteva non avere la stessa idea, ma ognuno ha i suoi compiti e quindi noi anche da questi incontri avevamo tratto alcune conclusioni che abbiamo cercato per quanto possibile di riportare all’interno della struttura del bilancio. Così come con chiarezza e tutti sanno con chiarezza quali sono le finanze, perché con modo molto trasparente le stesse condizioni, Angelo Tini che conosce bene i numeri sa benissimo i numeri del bilancio del Comune come sono, anche perché li conoscono tutti i cittadini di Fabriano perché nel lontano 2005 il sottoscritto – anche con molte polemiche – ha scritto pubblicamente quale era la situazione di Fabriano. Questa è la riproduzione dell’Azione con una lettera aperta a tutti i cittadini spiegando quali erano le situazioni, perché noi eravamo in certe condizioni. Non solo, rispetto a quella data là, ricordo ancora a tutti, i trasferimenti dello Stato sono ulteriormente diminuiti; non solo, sono aumentati tutti i costi, abbiamo fatto politiche di aumento dei servizi e quindi “lo sbilancio” del Comune tra quello che vogliamo fare e quelle che sono le entrate è talmente evidente a tutti quanti per cui non ci sono tante cose da fare. Io ho capito qual è la filosofia al di là del fatto di parlare dell’occupazione, di mettere nelle politiche del bilancio i problemi della occupazione perché noi abbiamo fatto un ordine del giorno, abbiamo tenuto conto di queste considerazioni, nello schema di bilancio che oggi è una bozza, visto che non è stato neanche approvato, quindi ci dà la possibilità di discutere e continuare a discutere con tutti quanti perché da quando ho scoperto di essere uno dei cittadini più ricchi di Fabriano, visto che sono dipendente di un’azienda, metalmeccanico a stipendio fisso, più l’emolumento che prendo da Sindaco mi fa considerare tra le 800 persone più ricche di Fabriano, al che mi domando (vero dottor Ottaviani?, lei sta i 200 più ricchi, io un po’ più basso) chi paga le tasse, su 18.000 e passa contribuenti fisici, io non lo so. Questo lo dico con molta chiarezza, non dico niente di stano, basta che andate sul sito del Ministero dell’Economia, andate sulla compartecipazione IRPEF e c’è la stratificazione della popolazione di Fabriano, purtroppo solo 2004, perché nel 2005 sono successi un po’ di casino per cui sono tornati al 2004 e quello è il metodo con cui trasferiscono i soldi ai Comuni e quindi per me è legge dello Stato e quindi non rilevo e né parlo male di qualcuno, faccio solo la mia considerazione che sono contento, mica dico che la cosa mi dispiace. Tornando a questo tipo di discorso con molta franchezza non è come Tini ha detto che gli amici del sindacato hanno parlato di rimodulare le tariffe. Gli amici del sindacato giustamente hanno detto noi non siamo d’accordo con gli aumenti della tassazione, vogliamo servizi migliori, rimodulati e non aumento di tariffe, ma è corretto, anzi, mi sarei sorpreso se la cosa fosse stata differente. Quello che invece regola l’azione di governo di questa Amministrazione è prima di tutto mantenere la coesione sociale di questa città nel momento delle difficoltà. È inutile che ci nascondiamo, la Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 54 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. cosa principale in questa città sono le azioni di sostegno. Per fare le azioni di sostegno ci vogliono i soldi e non è che uno dice altre cose perché Mariani ogni tanto dice a parlare per aria si appallotta solo l’aria ed è vero, senza soldi appallottiamo solo le parole, quindi questo è un dato oggettivo. L’azione di governo di questa maggioranza è prima di tutto creare le condizioni perché questa città possa “essere aiutata” a superare. Quindi da una parte ci vuole il mantenimento dello stato sociale che noi abbiamo costruito in questi anni, in questo stato sociale sicuramente ci vogliono oggi e hanno ragione gli amici del sindacato quando ci dicono continuiamo ad incontrarci per vedere come si può rimodulare tutta una serie di servizi, perché aumenti la qualità e diminuiscano i costi. A volte questa è un’operazione un po’ difficile, ma in ogni cosa si può sempre discutere e trovare soluzioni. Quando si parla di Fabriano diciamo tutti quanti dobbiamo essere Comune capofila, dobbiamo guidare lo sviluppo del territorio, però poi dopo quando andiamo a parlare - è cosa strana in questa città – dei soldi che tocca ad ognuno di noi diciamo mica si possono fare aumenti, si può si può toccare quell’altro, quando da tutte le altre parti nel nostro territorio le tariffe dei servizi a domanda individuale, e sfido chiunque a dire di no, l’ICI e l’IRPEF, tolti alcuni casi che hanno altre entrate e faccio per esempio notare a tutti che Genga percepisce a differenza di quello che è il Comune di Fabriano un affitto dall’uso delle grotte da parte del Consorzio, oppure gli amici di Arcevia e Serra San Quirico hanno una percentuale sulla cavazione, quindi hanno introiti differenti da quelli del Comune di Fabriano. Queste cose tocca dirle perché io sono contento che qualcuno mi ha detto che sono un ladro, un bandito, anzi quasi quasi mi metterei la cosa della banda Bassotti, visto che sono basso. Non ho vergogna a dire che la prima azione di questo governo cittadino è quella, torno a ripeterlo, contro un disegno prevalentemente egoistico che sa benissimo che per quadrare il bilancio comunale si dovrebbero fare delle scelte che rompererebbero la coesione sociale. I Consiglieri Comunali che hanno vissuto un po’ di tempo nei banchi del Consiglio sanno benissimo come è strutturata la spesa comunale, sanno benissimo qual è il livello di rigidità della spesa e quindi che i margini sono diventati “sempre più limitati”. Non solo, io faccio notare a tutti che in 5 anni il trasferimento diretto dello Stato al Comune di Fabriano è diminuito circa di 650.000 €, passando dai 200 € pro capite ai 164 € pro capite. Questo è un dato oggettivo che non si può confutare perché i numeri non hanno né la destra né la sinistra come visioni, i numeri sono numeri. A differenza delle altre parti, noi purtroppo i soldi li dobbiamo chiedere ai cittadini se vogliamo mantenere. Noi abbiamo fatto delle scelte in questi anni sul sistema dei servizi sociali, sicuramente miglioramenti ne dovremo apportare, dovremo anche discutere visto che io sono anche il responsabile dell’Ambito come costruire una politica d’Ambito, che non riguarda solo l’ISEE, perché questo è uno dei pochi Comuni che ha applicato l’ISEE in tutti i servizi a domanda individuale per l’attività del sociale, facendo pagare a chi poteva di più rispetto a chi non poteva, tenendo una fascia di esenzione sul reddito ISEE più alta di tanti altri Comuni, proprio in virtù di questo tipo di discorso perché queste sono le conquiste. Giustamente il sindacato ha rivendicato un periodo di contrattazione su queste cose, le abbiamo raggiunte e cerchiamo di mantenerle con sacrifici proprio per questo tipo di discorso. Noi vogliamo governare la città, assumendoci anche le responsabilità, perché non è che uno si nasconde, ma rispettando le regole, facendo scelte ponderate, perché non è che se il bilancio va in disavanzo qualcuno ce lo ripaga, viene la Regione o qualcun altro, no, ci andiamo di noi direttamente. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 55 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. Stiamo cercando di accompagnare il territorio con tutte le scelte che piaccia o non piaccia a qualcuno, anche ai miei amici di coalizione, scelte che abbiamo fatto e che oggi stanno andando avanti e mi riferisco che creeranno comunque un ulteriore sviluppo a questo territorio la Quadrilatero. L’altro giorno c’era un articolo, l’occupazione, certo ci sarà anche quello, dobbiamo essere attenti ad accompagnare questo tipo di discorso. Poi sul territorio c’è un altro discorso che riguarda l’innovazione. Nei giorni scorsi Assindustria ha ufficialmente presentato un discorso di progettazione di un centro di innovazione a servizio di tutto l’asse industriale della provincia. C’è il discorso per quanto riguarda la formazione. Queste sono le linee su cui noi andiamo avanti, con molta tranquillità, però torno a ripeterlo il disegno demagogico di rompere la coesione sociale, perché dietro questo discorso, aumentiamo la pressione, si nasconde solo ed esclusivamente il problema di mettere in difficoltà un’Amministrazione che ha fatto della coesione sociale il suo cavallo di battaglia. Quando qualcuno mi dice le tariffe, le tariffe sono state ritoccate esclusivamente dell’ISTAT, proprio per una scelta fatta perché quel documento è un documento tecnico che è propedeutico alla stesura del bilancio e non come dice l’avvocato Galli prima e Angelo Tini ha cercato di far veicolare … (intervento fuori microfono) perché tu sei bravo anche a prendere in giro a tutti, quella è una struttura tecnica del bilancio obbligatorio, ma la scelta, è vero, sul piano tariffario dei servizi abbiamo detto esclusivamente facciamo l’aumento dell’ISTAT proprio in virtù dei momenti di difficoltà e di tutto il resto, chiedendo a tutta la collettività. … (intervento fuori microfono) Prego, ho finito. PRESIDENTE: Consigliere Carmenati, mettiamo in votazione prima l’ordine del giorno? Allora il Consigliere Carmenati ha la parola. CONS. CARMENATI: Voglio dire anche perché c’è il sindacalista Quagliani che mi sembra una persona che è sensibile a molte cose, non è la prima volta che ci parlo. Qui è stata fatta pura demagogia con quell’ordine del giorno votato dalla maggioranza sui problemi del lavoro a cui faceva richiamo il Sindaco relativo al Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007, tant’è vero che è stato votato a maggioranza. La demagogia consiste in questo e qui spero che il sindacato sia aperto e che il sindacato sia sensibile a queste cose: la demagogia sta nel fatto che qui noi si pensa soltanto ai lavoratori occupati e si pensa soltanto eventualmente a quelli che utilizzano gli ammortizzatori sociali. Non si pensa a tutti i giovani che stanno fuori, non ho inteso questa sera (se non timidamente dall’Assessore alla cultura, parlando della occupazione giovanile in questo settore) nessuno spendere parole in questo senso, se non lamentando che mancano i giovani imprenditori. Allora mi rivolgo anche a Quagliani vi devo dire una cosa, vi ricordate, caro Emanuele Rossi, i problemi della Tecnocable, il problema che è stato sollevato in Consiglio Comunale, io ho chiesto alla società che ha preso in affitto dal fallimento Tecnocable di poter dire queste cose in Consiglio Comunale e sono autorizzato: dei 41 dipendenti che ci siamo assunti l’onere di assumere, la società - e non so se Quagliani lo sa – ha forti difficoltà ad assumere quelle persone. Perché? Perché intendono sfruttare per intero Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 56 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. la cassa integrazione straordinaria di un anno più i due anni di mobilità. Allora quando gli dice vieni a lavorare con me, loro rispondono ma dopo la cassa integrazione è chiaro che la interrompi, perché vieni a lavorare; interrompi la cassa integrazione, lavori e poi eventualmente c’è il contratto a termine che scatta dopo la mobilità. Per non perdere la cassa integrazione, io mi auguro che a questo non siano consigliati, loro rifiutano di andare al lavoro. Allora questi ammortizzatori sociali costano a tutti e noi in Consiglio Comunale che facciamo? Aumentiamo le tasse perché dobbiamo favorire queste categorie, io ho il coraggio di dirlo, … (intervento fuori microfono) interrompimi pure perché tu sei più esperto di me, però questo è quello che sta succedendo alla Tecnocable. Tu lo sai, Massimo, questo? … (interventi fuori microfono) Io vi dico che noi stiamo creando un nuovo clientelismo, cioè il clientelismo di favorire determinate categorie perché magari sono più vicine all’Assessore, e non pensiamo a tutto il resto, perché non ci sono solo loro, che comunque l’80% dello stipendio lo prendono. Ci sono quelli che non ce l’hanno per niente e che vanno a questuare dall’Assessore ai servizi sociali a 150 euro al mese, anche di questo ci dobbiamo porre il problema, attenzione perché quell’ordine del giorno di cui il Sindaco si vantava così tanto noi l’avevamo intuito che era una furbizia e infatti questa sera ce lo ha dimostrato, proprio richiamando quell’ordine del giorno. Allora sappiate che l’aumento delle tasse ci verrà fuori anche per questo e poi lo approfondiremo perché ci ritorneremo su questo, che il clientelismo si fa attraverso tante sfumature, anche con queste, anche facendo passare dalla finestra forme di assistenzialismo peggiori di quelle del contributo tout court. Poi vi faccio andare a cena a tutti quanti, ma questo ci tenevo a dirlo, quello che ho detto adesso. Se quello che sta facendo l’Amministrazione Comunale che è blindata, perché l’Amministrazione Comunale è blindata, ha la copertura completa a sinistra, ha la copertura sindacale che vuole fare apparire che ci sono i distinguo ma alla fine lo sappiamo che ha copertura sindacale e ha anche la copertura cosiddetta padronale. Quindi l’Amministrazione Comunale è blindata, ecco perché c’è tutta questa arroganza nel prospettare le cose e soprattutto nel non farle vedere addirittura. Caro Emanuele Rossi, tu la stai dando questa copertura politica perché qui di partecipato non c’è assolutamente niente, tutto preconfezionato. Qui però a me comincia a sorprendere anche il sindacato e le associazioni in generale e vedremo, ci sono due mesi, voglio vedere quello che succede. Due anni fa erano scesi in campo a tutto spiano, come si dice alla fabrianese, e adesso voglio vedere nel 2008 perché magari c’è qualche Consigliere Comunale eletto e c’è qualche Assessore di quell’area lì che non succede più niente mentre la pressione è maggiore e fatta in un modo sicuramente peggiore di quello dell’altra volta. Questo lo voglio vedere, allora qui veramente non c’è più serietà. Al Sindaco dico solo una cosa, quello che lui ha detto e quello che lui sta facendo con le delibere di Giunta lui le conosceva tutte queste cose, lui le conosceva da più di un anno, da molto di più, sapeva che doveva arrivare a questo punto al capolinea e allora all’opposizione spetta il compito di smascherare queste cose e dire che ha mentito alla gente questa maggioranza, Sindaco compreso, durante la campagna elettorale. Questo è il nostro compito e lo faremo in pieno, convocheremo altri Consigli Comunali e renderemo pubblica questa cosa perché questa è l’esatta verità e questa è inconfutabile, è come i numeri, è come 2 più 2, perché non si arriva dopo sei mesi dalle elezioni e poi si aumentano le tasse e si dice ci è cascata qualche tegola: no, si sapeva tutto questo prima. Poi Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 57 Consiglio Comunale del 3 aprile 2008 Argomento: Consiglio Comunale aperto sui problemi occupazionali in vista della redazione del bilancio. vedremo il discorso dei residui attivi, naturalmente ampio spazio ai tecnici, ma se questo non ci convince sicuramente ne faremo battaglia. PRESIDENTE: Grazie al Consigliere Carmenati. È stato posto per la votazione un ordine del giorno. È stato sottoposto alla presidenza un ordine del giorno da votare. “Il Consiglio Comunale visto il dibattito svolto nella seduta odierna, considerato che tutte le categorie produttive e le organizzazioni sindacali hanno richiesto tavoli tecnici per verificare la necessità di annullare la pressione fiscale per mantenere i servizi esistenti, impegna il Sindaco e la Giunta a revocare gli atti di Giunta già emanati e nel contesto aprire un serio dibattito sul bilancio 2008 sia con le categorie preposte e sindacali sia nell’apposita commissione consiliare, tenuto conto delle risultanze dell’odierno Consiglio Comunale”. … (intervento fuori microfono) Tini, ritiralo sennò stiamo qui un altro quarto d’ora. Io lo metto in votazione Allora metto in votazione l’ordine del giorno. Me lo deve chiedere qualcuno della verifica del numero legale, direttore. SEGRETARIO: Sì, ma se non te la chiede te lo dico io che non c’è il numero legale. … (intervento fuori microfono) Non c’è il numero legale. Li ha contati Isabella, non c’è il numero legale. PRESIDENTE: Fa l’appello, direttore. APPELLO PRESIDENTE: Nove presenti, quindi la seduta non è valida. L’ordine del giorno non può essere messo in votazione, quindi la seduta è chiusa perché era anche un Consiglio monotematico. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 58