Progetto Powerpoint 2009
GROTTE:
MANOVRE BASE
DELLA
PROGRESSIONE
CON ATTREZZI
Uno sguardo generale
alle manovre di base
della progressione verticale
nelle Terre della notte
A cura di Giovanni Badino
Foto J. De Waele
PREFAZIONE
Questa lezione non ha lo scopo di insegnarti la “progressione verticale”
in grotta, che invece si impara per gradi, andando tanto in grotta.
Questa lezione ha lo scopo di:
1) darti alcune informazioni essenziali di base;
2) indicarti alcuni particolari a cui fare attenzione;
3) indicarti minacce potenziali che stanno annidate in queste tecniche;
4) indicarti soprattutto le precauzioni che devi abituarti a prendere
anche se sembrano inutili.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
ATTREZZATURE INDOSSATE
Devi avere:
1) un imbrago ventrale;
2) un imbrago pettorale;
3) una staffa con autosicura;
4) un bloccante ventrale;
5) un bloccante alla staffa;
6) un cordino di autosicura, doppio;
7) un discensore con moschettone
di rinvio;
8) una maglia rapida di chiusura;
9) qualche moschettone senza
ghiera e due a ghiera.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
ATTREZZATURE INDOSSATE
Nella maglia rapida di chiusura
dell’imbrago vanno inseriti vari attrezzi,
che si disturbano fra loro.
Per impedire che accada,
serve tanta attenzione.
E disporli in questo ordine,
da sinistra a destra per chi li indossa:
1) cordino di autosicura;
2) moschettone principale del
discensore, con moschettone di rinvio;
- Meglio così che col moschettone
di rinvio nella maglia rapida 3) bloccante ventrale.
La sicura di staffa va agganciata solo
in fase di risalita e all’estrema sinistra.
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ATTREZZATURE INDOSSATE
Una regolazione errata dei tuoi imbraghi
causa un enorme allungamento delle grotte.
- Ma solo per te; il tuo compagno
risale un -200 mentre tu un -1000,
e lui ha pure il coraggio di dirti
che sei lento… In prima approssimazione regoli così:
- ventrale: se stai in piedi indossandolo,
la maglia rapida di chiusura
non ha nessun gioco - staffa: con i piedi dentro,
il suo bloccante ti arriva
appena sopra il ventrale - pettorale: deve tener in trazione
il ventrale anche quando tu stai
appeso a quest’ultimo Poi provi regolazioni diverse
via via che impari il passo di salita.
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Foto Tullio Bernabei
CORDE
Labassa, Marguareis, Piemonte, Italia
La tua vita sarà spessissimo
appesa alle corde.
Tanto spesso che rischierai
di dimenticarlo.
Ricorda: devono essere affidabili.
Abbastanza nuove.
Ben tenute.
Ben controllate.
Ben pulite.
Ricorda: devi imparare
a fidarti delle corde.
Ricorda: le corde devono imparare
a fidarsi di te.
Trattale benissimo.
Non calpestarle.
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METTERE VIA LE CORDE
Mettile nel sacco senza “farle su”, cioè:
- infila nel sacco un capo annodato
con una gassa Guide con frizione
ben stretta - fila la corda dentro a manciate
di poche spanne - ogni tanto scuoti il sacco in modo
che lo riempia bene e poi continua - quando sei arrivato all’altro capo,
annodalo al cordino del sacco Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
NODI
I nodi da imparare sono pochi,
ma devi impararli bene.
In generale falli ben stretti
e ordinati.
Senza accavallamenti interni.
Con capo morto adeguato.
Semplici e chiari.
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GUIDE CON FRIZIONE
È il nodo fondamentale.
Impara a farlo così:
- arrotoli la corda su due dita tese - la infili nell’asola così formata - elimini l’accavallamento a monte Il nodo deve essere senza
accavallamenti, ben stretto,
e con almeno una spanna e mezza
di capo morto.
La dimensione dell’anello (della gassa)
dipende dal suo uso.
In genere serve che sia lungo
una decina di centimetri.
È un nodo che devi saper fare
anche senza guardarlo.
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NODO GUIDE
Serve per congiungere due corde.
Ad esempio per fare un anello.
Per farlo:
- prima fai un “otto”
(o Savoia)
vicino ad un capo - poi ci infili l’altro capo
dentro, in modo
che una corda
insegua l’altra Non fare economie coi capi morti.
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NODO INGLESE DOPPIO
Serve per congiungere due corde.
Ad esempio per fare un anello.
Per farlo:
- prima fai un Cappuccino
a un capo - poi ci infili l’altro capo dentro,
e fai un altro Cappuccino Non fare economie coi capi morti.
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MEZZO BARCAIOLO
È il nodo di base per fare sicura.
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MEZZO BARCAIOLO
Impara a farlo così:
carico
- fai un anellino con la corda con la parte
al carico che sta verso di te - aggancialo nel moschettone
che dovrà reggere - fai scorrere la corda
sino alla lunghezza giusta - afferra la corda che sta dietro,
e falla rientrare nel moschettone -
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ATTREZZAMENTO DEI POZZI: ANCORAGGI
Naturalmente a te che inizi non capiterà di attrezzare dei salti verticali.
Ti conviene però conoscere un po’ le regole con cui sono fatti.
Sima Aonda, Venezuela.
Partenza del P350 (foto T. Bernabei)
La prima regola è che sono sempre,
senza eccezioni, su ancoraggi multipli,
in modo che se si rompe un chiodo,
il carico si sposta su un altro.
Non devi mai appenderti a un solo chiodo.
Ogni singolo chiodo è autorizzato a rompersi.
È compito di chi attrezza far sì
che la rottura causi solo un tuffo al cuore.
Rifiutare di appendersi a un solo chiodo
dice che sei coraggioso e pensi al futuro.
Accettare di appendersi a un solo chiodo
dice che sei vigliacco ma cerchi di essere accettato.
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ANCORAGGI
Si inizia l’attrezzamento di un pozzo
agganciando la corda a monte,
ben al sicuro, lontano dal bordo del salto.
L’aggancio di testa deve essere
su almeno due chiodi.
Dedo de Dios, Venezuela.
(foto Arch. La Venta)
Da lì la corda fa un mancorrente,
più o meno orizzontale, e va ad agganciarsi
oltre il bordo del pozzo.
La posizione
di questo “ancoraggio principale”
è scelta in modo che da esso
la corda scenda
rimanendo ben staccata dalla roccia.
Grassi Trichechi, Marguareis, Italia
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ANCORAGGI
Fissata la corda
all’ancoraggio principale,
si scende sino a che
diviene inevitabile
che la corda
tocchi la roccia.
Se si proseguisse
senza fare nulla,
la corda sopra
Grassi Trichechi, Marguareis, Italia
si danneggerebbe sino a rompersi.
E in genere lo farebbe in fretta.
Arma delle Mastrelle, Marguareis, Italia
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ANCORAGGI
Nella zona in cui la corda andrebbe
a toccare quindi, si fissa un nuovo attacco
e gli si aggancia la corda,
in modo che stia ben ferma.
In genere è sufficiente un singolo chiodo.
- È un “cambio attacco”
o “frazionamento”, imparerai
a conoscerlo molto, molto bene… Si deve scegliere il punto in modo
che da lì, di nuovo, la corda cada
ben staccata dalla roccia.
Hodja Gur Gur Ata, Uzbekistan.
Calata di 90 metri su una parete di 350, verso Ulugh Beg
Da lì si continua la discesa,
con eventuali altri cambi, sino al fondo.
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SASSI!!!
Chi attrezza ha il vantaggio di scendere
senza avere una corda
distesa sotto di sé.
- In genere tiene la corda
di attrezzamento in un sacco
che gli sta appeso all’imbrago È quindi l’unico che ha la possibilità
di far cadere sassi in bilico
senza causare danni.
Cristales, Chihuahua, Messico.
Prima esplorazione nei rami di NE (SpeleoResearch & Films)
Quindi deve farlo, è a lui che spetta
la pulizia dei pozzi, calandosi con calma
e alternandosi fra lo spietrare
e lo scegliere dove mettere i chiodi.
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SASSI!!!
Se in un pozzo ci sono sassi in bilico
la colpa è di chi l’ha armato,
perché doveva pazientemente
farli cadere tutti.
Se cascano,
la colpa è di chi li ha toccati,
perché doveva fare attenzione.
Se colpiscono qualcuno,
la colpa è sua,
perché doveva stare al riparo.
Menhir, Varazze, Liguria, Italia
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INSOMMA...
Una cosa ti sia chiara: attrezzare bene è molto
difficile, richiede esperienza ed estrema attenzione.
Abisso Fighiera, Corchia, Toscana, Italia
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DISCESA
La fase di discesa
è sempre un po’ pericolosa.
È una delle poche situazioni
in cui ci si potrebbe suicidare
senza essere costretti
a fare complicate manovre di sgancio, in
genere basterebbe mollare tutto
per qualche secondo.
Questo è pericolosissimo?
Ma no, con lo stesso sistema
ti ammazzeresti
anche alla guida di un’auto.
Mica molli il volante…
Sima Aonda, Venezuela. Partenza del P90 a -200 metri
E tu in grotta non mollare la corda
a valle del discensore.
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PRIMA DELLA DISCESA
Non farti sorprendere dal fatto
che ora tocca a te discendere.
Non c’è niente di sorprendente:
pensavi che ti lasciassero su?
Quando ti “danno il libera”,
devi essere già pronto.
Imbrago a posto.
Discensore a posto.
Serra de Bodoquena, Mato Grosso Sud, Brasile
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AGGANCIO ALLA CORDA
Prima di appenderti,
verifica che sia tutto in ordine.
Troverai sempre una corda arretrata
che ti consente di avvicinarti
all’orlo del pozzo.
Agganciati a essa, è là per questo.
Se la corda parte già in forte discesa,
attacca il discensore.
Se è un mancorrente orizzontale,
assicurati con la longe.
E quando arrivi alla corda
che scende verticale,
attacca e blocca il discensore
prima di staccare la longe.
Sima Aonda, Venezuela. Sopra il P90 a -200 metri
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PRIMA DELLA DISCESA
Capitano Paff, Grignone, Lombardia, Italia.
Prima discesa del P160 finale
Abituati a inserire la corda
nel discensore tenendolo
sempre nella stessa posizione.
Tienilo con la mano sinistra,
aperto verso di te, con la corda
che arriva da sinistra, poi:
- inserisci la corda contro
la puleggia più vicina a te
e falla passare alla tua destra - ora la fai salire fra le due pulegge
e scendere dall’altro lato
della seconda - tenendo la corda ferma così,
chiudi il discensore - ora controlla che tutto vada bene - è tutto a posto? Allora aggancia
la corda a valle al moschettone
di rinvio -
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IN DISCESA
Attento che la mano
che controlla la tua discesa
è quella sotto il discensore.
Abituati a tenere la corda
solo sotto il discensore.
È ancora meglio
se non te la fai scorrere fra le mani,
ma la fai entrare nel discensore
trattenendola, a mani alterne.
Scendi mantenendo una velocità
regolare, senza scatti.
Gola del Visconte, Marguareis, Italia
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IN DISCESA
Se vai veloce il discensore
si scalda molto e danneggia la corda
su cui sei appeso.
Inutile affrettarsi, non è certo in discesa
che risparmierai tempo.
Vai con calma, continuo.
Guarda sempre in basso.
Dal basso non possono arrivare pietre.
Mentre dall’alto puoi finire ovunque.
Nelle anse dei frazionamenti.
Su pietre in bilico che possono cadere
sui tuoi compagni.
Su lame taglienti.
Sima Aonda, Venezuela. Complessiva del P90 intermedio
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IN DISCESA
A volte è utile bloccarsi
ad una certa altezza e liberare le mani.
Ti serve imparare
“il blocco del discensore”. La “chiave”.
Ci sono vari sistemi.
Il tuo, che stai imparando, è questo:
- passi la corda sulla testa
del discensore - le fai fare un giro attorno ad essa -
Pozzo nel Ghiacciaio del Batura, Pakistan
Ora sei già
bloccato, ma da
un annodamento
che si scioglie
troppo
facilmente.
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IN DISCESA
Quindi fai il blocco successivo cioè:
- fai entrare un tratto di corda
nel moschettone di rinvio - lo incappelli sulla testa
del discensore Ora il blocco è sicuro.
Stai attento
che quando sbloccherai
dovrai tenere
con sicurezza la corda
a valle del discensore.
Hodja Gur Gur Ata, Uzbekistan.
Calata di 90 metri su una parete di 350 e ingresso di Ulugh Beg
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FINE DISCESA
Non credere che la discesa sia finita
quando arrivi al pavimento.
Ora non puoi più cadere;
in compenso le pietre possono
raggiungerti alla velocità massima.
Scegli un punto sicuro dove toccare terra.
Continua a far scorrere corda
nel discensore sino a scaricarlo.
Ora accucciati facendone scorrere
ancora un po’.
Rialzati e sgancia.
Capitano Paff, Grignone, Italia
Non guardare in alto,
non c’è niente da vedere, è tutto buio.
Spostati al sicuro e dai il “libera!”
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PRIMA DELLA RISALITA
Non farti sorprendere
dal fatto che ora tocca a te risalire.
Non c’è niente di sorprendente,
pensavi che ti lasciassero giù?
Quando ti dicono di salire,
devi già essere pronto.
Imbrago pronto.
Tu già un po’ riscaldato.
Già in piedi, già in movimento
Essebue, Marguareis, Italia
da qualche minuto.
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AGGANCIO ALLA CORDA
Per agganciarti alla corda avvicinati a essa senza toccarla.
Mulino nel Ghiacciaio Gorner, Svizzera
Poi:
- aggancia il bloccante
ventrale Non guardare in alto.
- aggancia il bloccante
di staffa - carica via via il tuo peso
sulla staffa Non guardare in alto.
- quando senti che la corda
è tesa siediti sul bloccante
ventrale -
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PARTENZA
Parti piano.
I primi metri non servono a salire.
Servono a scaldarti i muscoli.
Servono a darti l’equilibrio,
darti l’impostazione.
Fai due o tre “passi”.
Fermati e abbassa le braccia.
Ripeti così sinché non ti senti a posto.
Fai attenzione a non tirarti su la corda,
serve agli altri...
Ghiacciaio del Gorner (foto P. Petrignani)
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
PASSO DI SALITA
Il “passo” sulla corda è difficile, pieno di dettagli di movimento
e di equilibrio.
Per impararlo più in fretta:
- tieni il bloccante con la sola punta delle dita - cura di portare i piedi sotto di te prima di spingere - mentre spingi su il corpo tieni la testa ben accostata alla corda - immagina che la corda sia un tubo, in cui devi infilarti ad ogni passo -
Foto T. Bernabei
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
PASSO DI SALITA
Lungo la risalita
tieni le braccia deboli,
sono le gambe quelle che spingono.
Non aver paura di essere troppo
lento, se accelerassi scoppieresti
e, dopo un po’, diverresti
ancora più lento.
Non guardare mai in alto
mentre risali.
Mulino nel Ghiacciaio Gorner, Svizzera
Rischio di sassi in faccia
quasi non ce n’è, ma cambi
l’impostazione del corpo
e carichi le braccia.
Da quel momento in poi
faticheresti molto di più.
- Se devi guardare in alto,
fallo da fermo
e con le braccia in giù -
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SALENDO
Foto T. Bernabei
Datti un ritmo, ad esempio dieci passi
e poi sosta.
- Non essere troppo ambizioso… Quando sosti, abbassa le braccia.
Decontrai i muscoli.
Non pensare solo a quanto manca
all’arrivo, guardati attorno,
è un’occasione unica per guardare
i dettagli con calma.
Chiacchiera con gli altri.
Se pensi di essere quasi al chiodo,
fermati e dai un’occhiatina in alto.
Ma riabbassa lo sguardo
prima di riprendere a muoverti,
sennò ripartiresti sbilanciato all’indietro.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
CAMBIO IN DISCESA
Arriva col discensore all’altezza
del chiodo di cambio.
Blocca il discensore con la “chiave”.
Aggancia il moschettone della longe corta.
Riparti col discensore sino a trovarti appeso
al chiodo.
Stacca il discensore e montalo sulla corda a valle.
Sposta il moschettone di rinvio
dalla corda a monte a quella a valle.
- Nota che questo moschettone
ti ha raddoppiato la sicura
mentre spostavi il discensore Blocca il discensore.
Stacca la longe.
Appenditi al discensore.
Sbloccalo e riparti.
Conca di Piaggia Bella, Piemonte, Italia
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
CAMBIO IN SALITA
Arriva contro il nodo e agganciati con la longe lunga alla gassa.
Stacca il ventrale dalla corda e appenditi alla longe.
Monta il ventrale sulla corda a monte.
Stacca il bloccante di staffa e montalo sulla corda a monte.
Sali sino ad avere il chiodo all’altezza della vita.
Stacca la longe.
Controlla che la corda,
il chiodo e il moschettone
che stai per lasciare
siano in posizione corretta
per la salita di chi ti segue.
Mulino nel Ghiacciaio Perito Moreno, Argentina
Vai via.
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CAMBIO IN SALITA
Al frazionamento puoi agganciarti:
- direttamente al moschettone
d’armo - alla gassa, infilandoci dentro
il moschettone della longe - a un moschettone che aggiungi
ogni volta alla gassa Forse è preferibile usare
sempre il terzo sistema,
perché va bene in ogni caso.
Zona Aonda, Venezuela, un P200
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
SICURA
Per impedire a qualcuno di precipitare da un’arrampicata gli si fa “sicura”.
Costui sta legato al capo di una corda che un altro controlla
con un Mezzo barcaiolo agganciato a un attacco molto affidabile.
Per bloccare una caduta basta una stretta sulla corda
a monte del Mezzo barcaiolo.
È ovvio che ha senso far sicura solo se si è certi che:
- l’attacco terrà - chi fa sicura sarà pronto a tenere - l’arresto della caduta non avrà conseguenze infauste come pendolate
o caduta di massi Insomma, la sicura in genere impedisce la caduta,
ma questo può non bastare a evitare danni gravissimi.
Occorre cautela e una continua valutazione
delle conseguenze di una caduta.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
SICURA
Quando fai sicura a qualcuno
devi essere sicuro che, se cade,
riuscirai a trattenerlo
senza particolari grane.
Se non lo sei, modifica la situazione
eliminando i possibili punti critici.
La tua posizione deve essere riparata
da cadute di sassi o simili.
Recupera la corda facendo in modo
da non mollare mai il tratto
a monte del Mezzo barcaiolo.
Tienigli la corda moderatamente tesa
senza però tirare.
Zona Aonda, Venezuela. Riprese su un P60
- Neanche se te lo chiede
disperatamente;
che capita, uh, se capita… -
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
SICURA
Sima Aonda, Venezuela
Quando ti fanno sicura,
avanza a ritmo regolare.
Se sei stato lento prima,
è inutile correre dopo,
non ti fai perdonare
e crei problemi a chi ti fa sicura.
- Dopo esserti mostrato goffo,
ora ti mostri somaro… La corda di sicura non deve essere
né molle, né tesa.
Chi ti fa sicura deve sentire che ci sei.
Chi ti fa sicura non deve tirarti su.
Salire è un problema tuo.
Suo è invece il problema
che tu non caschi
se ti lasci andare.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
TRAVERSI
Capita spesso di dover superare
tratti pericolosi
più o meno orizzontali.
Di norma si attrezzano con corde
fisse da usare come sicura passiva
(traversi) o su cui appendersi
(teleferiche).
In generale, si tratta
di armi pericolosi…
- Spesso sono attrezzamenti fissi,
vecchi e realizzati male - Il carico sulle teleferiche
è sempre molto maggiore
che sulle corde nei pozzi - La caduta è sempre
discretamente grande
e di esito incerto -
Piaggia Bella, Marguareis, Italia.
Gallerie Gary Hemming, imbarellamento del ferito
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TRAVERSI
Aggancia entrambe le longe alla corda, a moschettoni opposti.
Quando arrivi a un chiodo intermedio, passa le longe una alla volta.
Cerca di stare basso per ridurre il carico sui chiodi in caso di caduta.
Per lo stesso motivo, cerca di appenderti alla corda
piuttosto che usarla come sicura passiva.
- Se non ti fidi ad appenderti
in modo statico,
perché ti illudi
che ti tenga se caschi?.. -
Abisso Fighiera, Toscana, Italia
In ogni caso tieni la corda
del traverso al di sopra
delle gambe e mai fra le gambe!
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VAL LA PENA?
Mulino nel Ghiacciaio Perito Moreno, Argentina
Hai scoperto che devi imparare
molte cose per andare in grotta?
Be’, sappi che ce ne sono
infinitamente di più.
Col tempo le dovrai conoscere tutte,
ma non illuderti, non basterà.
Il problema è infinito.
La speleologia è un viaggiare.
Saper come camminare, guidare auto
o prendere aerei è indispensabile
a chi vuole Girare il Mondo,
ma tutti questi sono solo strumenti
per viaggiare.
Il viaggio non è il camminare,
ma l’andare da qualche parte
camminando.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
VAL LA PENA?
In grotta è lo stesso.
Le tecniche di grotta sono complicate,
ma sono solo uno degli strumenti
necessari per viaggiare là sotto.
Sono anche abbastanza divertenti,
ma in se stesse alla lunga annoiano.
“Fare speleologia” è molto di più
che “salire su una corda”.
Richiede impegno, fatica, tempo.
Dovresti averlo intravisto dalle immagini
che ho scelto per te in questa proiezione.
È proprio molto complicato.
Ma appassionante, e tu puoi diventare
un’astronave che vola
sull’inesauribile Pianeta della notte.
Cristales, Chihuahua, Messico.
Prima esplorazione nei rami di NE (Speleoresearch and Films)
BUON VIAGGIO!
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
PER SAPERNE DI PIU’
ANTONINI G. & BADINO G. (1997),
Grotte e Forre.
Erga Edizioni, Genova, pp. 288;
BADINO G. (1996),
Tecniche di Grotta.
Erga Edizioni, pp. 207;
MARBACH G. & TOURTE B. (2000),
Techniques de la Spéléologie Alpine.
Expé, Pont-en-Royans, pp. 326;
ROGER L.G. (1998),
Diccionario de Tecnica Espeleologica.
FEE-FVE, Madrid, pp. 316;
PADGETT A., SMITH B. (1987),
On Rope,
National Speleological Society,
Huntsville, pp. 340.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
CREDITI
Questa lezione è stata coordinata da Giovanni Badino.
Tutte le fotografie, se non specificato, sono del coordinatore.
Per la parte fotografica si ringraziano i fotografi
Tullio Bernabei, Jo De Waele, Paolo Petrignani,
Archivio La Venta, SpeleoResearch&Film.
©
Società Speleologica Italiana
Ogni parte di questa presentazione può essere riprodotta sotto la propria responsabilità,
purché non se ne stravolgano i contenuti. Si prega di citare la fonte.
Grotte: progressione con attrezzi – Società Speleologica Italiana 2009
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