Seminario
Leopoldina Fortunati
IULM,
Master “Management dei processi
creativi”, parte prima
Milano, 17-18 Marzo 2008
L. Fortunati – Milano – IULM 17 - 18 Marzo 2008
Globalizzazione e industrie
creative
DR1: come mai soprattutto nel giro degli ultimi
decenni si è sviluppato un settore industriale
creativo di grande impatto sui processi
complessivi di valorizzazione?
- Intrattenimento (teatro, cinema,
televisione, eventi, musica, ecc.)
(stampa,
radio,
radio,
-
Informazione
internet)
-
Comunicazione (telefono, cellulare, internet)
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televisione,
Globalizzazione e industrie
creative
-
Conoscenza (editoria, musei, biblioteche,
sistema scolastico, processi di social
learning, educazione permanente)
- Ricerca, innovazione (laboratori, reti di
ricerca
(COST)
brevetti,
sperimentazioni, ecc.)
- Turismo e mobilità (incremento della
pendolarità, dei piccoli e grandi viaggi)
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Globalizzazione e industrie
creative
-
Sport
-
Servizi avanzati a livello privato
-
Servizi della pubblica amministrazione
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
I percorsi storici che hanno creato le premesse per la
creatività di massa sono stati:
- Il passaggio dal fordismo al post-fordismo
-
L’inurbamento e l’abbandono delle campagne
-
Il nuovo ruolo delle donne e dell’infanzia
-
La svalutazione dell’autoritarismo
-
L’innalzamento del livello di istruzione
-
L’introduzione e appropriazione di nuovi media
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
Il passaggio dal fordismo al post-fordismo
Il fordismo è caratterizzato da:
-
Dipendenza (dalla famiglia, dai parenti, dal lavoro)
-
Stabilità e Continuità (una famiglia, una fabbrica
per tutta la vita)
-
Capacità di esecuzione
-
Atomizzazione
-
Sfruttamento della forza muscolare
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
-
Materialità dei processi
-
Relativa semplicità
- Dipendenza dello stile di vita dall’appartenenza di
classe
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
Il passaggio dal fordismo al post-fordismo
Il postfordismo è caratterizzato da:
-
Instabilità (società del rischio e della precarietà)
-
Autonomia (popolo delle partite IVA)
-
Discontinuità (si cambia spesso azienda, settore, ecc.)
-
Intraprendenza, flessibilità e creatività
-
Capacità di collaborazione e mediazione
-
Sfruttamento della forza nervosa
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
- immaterialità
-
-
Crescente complessità dell’ambiente lavorativo e
della società
Crescente sganciamento dello stile
dall’appartenenza a una classe sociale.
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di
vita
Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
L’inurbamento e l’abbandono delle campagne è
caratterizzato da:
-
Rottura del comando da parte delle generazioni
anziane (capofamiglia, nonni, suoceri, ecc.)
-
Rottura del controllo da parte della comunità
-
Rottura con il senso di appartenenza al luogo natale
-
Rottura con l’inerzia della tradizione
-
Rottura di una continuità con il passato
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
Il nuovo ruolo delle donne e dell’infanzia, che
innesca innumerevoli processi sociali:
-
-
-
Cambiamento dei rapporti di potere all’interno della
famiglia a favore delle donne e dei figli
Nuovo valore dell’infanzia
Incremento dell’accesso femminile al mercato del
lavoro extradomestico
Ristrutturazione
del
lavoro
dell’organizzazione familiare
domestico
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e
Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
- Maggiore instabilità dei rapporti matrimoniali
-
Maggiore precarietà dei rapporti con i genitori
-
Maggiore intensità emotiva all’interno della famiglia
-
Maggiore libertà e controllo sulla sessualità
-
Nuovo ruolo del maschio adulto all’interno della
famiglia
-
Allentamento
parentali
e
ridimensionamento
-
Politica del figlio unico
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dei
rapporti
Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
La
svalutazione
dell’autoritarismo
nasce
fondamentalmente da alcuni fatti:
-
la seconda guerra mondiale segna la fine di un
modello di accettazione del dispotismo politico,
istituzionale e sociale che aveva portato a milioni di
morti in Europa;
-
Entra
in
crisi
culturale
il
binomio
comando/obbedienza anche a livello familiare
-
Si diffonde l’ideologia del permissivismo
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
- I bambini sono i nuovi re della famiglia (i bambini
che impongono la loro volontà e i genitori che
accondiscendono)
-
Queste generazioni quando vanno a lavorare in
fabbrica o in ufficio pretendono dai “capi” rispetto e
considerazione
-
Il capo in azienda si rivela disfunzionale e viene
sostituito dal leader
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
L’innalzamento del livello di istruzione, che
rende gli individui:
- Più idonei a sviluppare la loro identità personale e
sociale più consapevoli dei loro diritti sociali,
sindacali e politici
-
più capaci di difendere i loro interessi economici e
normativi
-
Più capaci di esprimere il loro punto di vista e far
sentire la loro opinione
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
-
Più idonei a sviluppare la loro identità personale e
sociale
- Più capaci di condizionare il mercato
-
Più padroni della loro vita quotidiana
-
Con più strumenti culturali
-
Portatori di una forza-lavoro più complessa
-
Più capaci di muoversi in un ambiente multietnico e
multiculturale
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Globalizzazione e industrie
creative: un percorso diacronico
L’introduzione e appropriazione di vecchi e
nuovi media da parte degli individui a livello di
massa, implica che per la prima volta le masse
diventano proprietarie:
- dei mezzi di consumo immateriale (TV, radio, ecc.)
- dei mezzi che potenziano la comunicazione
interpersonale e di gruppo (telefono, cellulari)
- dei mezzi che consentano almeno una parziale cocostruzione delle funzioni e servizi (internet).
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Globalizzazione e industrie
creative
Tutti questi fenomeni sociali:
1)
hanno fatto saltare i tappi
sottosviluppavano la creatività.
-
Freud ci insegna che la creatività ha possibilità di
svilupparsi
durante
l’età
evolutiva
solo
se
progressivamente si “uccide” l’autorità (pensiamo al
fenomeno della famiglia lunga di oggi)
-
Jung ci insegna che la creatività è collegata alle forze
della sessualità. Se quest’ultima si sblocca, anche la
creatività si sblocca.
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sociali
che
Globalizzazione e industrie
creative
2) hanno permesso, a fronte di un livello di conflittualità
sociale e di lotte molto alto, di implementare la
gestione delle tensioni sociali nell’immaginario.
Come sottolineano Abruzzese e Borrelli, questo processo
inizia nel Settecento. Con la grande industria e gli stati
nazionali tale processo si organizza in modo forte a
livello nazionale (ma dentro un contesto sempre più
internazionalizzato).
-
Le industrie creative (cultura, informazione, turismo,
ecc.) creano quel sostrato di opinioni, atteggiamenti e
comportamenti che dà vita alle culture nazionali.
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Globalizzazione e industrie
creative
Ma tale processo subisce un grande salto di qualità
con la globalizzazione.
-
-
-
La globalizzazione implica il salto alla dimensione
glocal. C’è un metapopolo che si è costituito come
entità in forza del suo accesso a internet.
La premessa è la diffusione dell’inglese (o meglio
delle varie forme di inglese) come lingua franca.
Ma si è formato anche un immaginario globale
con il cellulare.
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Globalizzazione e industrie
creative
Ma soprattutto si formano:
a) società
multietniche, che rappresentano
pezzi di locale che si ricostruiscono altrove;
b) social
networks che creano altre modalità di
rapporti interpersonali su cui si stanno
costruendo
nuovi
business
model
commerciali e pubblicitari.
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Globalizzazione e industrie
creative
3) Ma allo stesso tempo hanno creato le condizioni per
un maggior potere dal basso.
-
fenomeni di empowerment e di condizionamento da parte
dei fruitori/produttori (pro-sumers)
-
Fenomeni di espropriazione della conoscenza, competenza
e know how delle industrie creativo da parte dei
“consumatori”
-
Le industrie creative rischiano di lavorare per i propri
competitors
-
Il mercato diventa sempre più inconoscibile
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Globalizzazione e creatività
DR2: come mai nel giro di pochi decenni i settori
industriali nei paesi a capitalismo avanzato
hanno
delocalizzato la produzione
-
nei paesi dell’EST (Bulgaria, Romania, Ucraina ecc.)
-
nei due giganti asiatici (Cina e India),
-
o la stanno delocalizzando in Russia, Brasile e Sud
Africa, ma tengono stretta tutta la filiera
immateriale e creativa, cioè pianificazione,
ricerca, innovazione, pubblicità, finanza?
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Globalizzazione e creatività
La produzione viene delocalizzata perché:
-
spesso è stata semplificata per cui anche una
forza-lavoro più “semplice” può eseguirla
-
così si risparmia sui costi sia del lavoro che
sociali
La filiera immateriale e creativa, cioè
pianificazione, ricerca, innovazione, pubblicità,
finanza, viene trattenuta qui perché essa è
considerata strategica.
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Globalizzazione e creatività
Essa è strategica perché permette di:
-
conservare il vantaggio competitivo dei
paesi avanzati a livello industriale nei
confronti
dei
paesi
a
nuova
industrializzazione, quali Cina e India e
ai paesi in via di sviluppo;
-
creare le premesse per costruire il
vantaggio competitivo di domani
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Globalizzazione e creatività
Il mondo globale è molto complesso e
spesso si lavora sul filo del rasoio:
1) I
paesi avanzati hanno una crescita più
lenta se paragonata a quella dei paesi a
nuova industrializzazione (è più facile
passare dal poco all’abbastanza che dal
molto al moltissimo).
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Globalizzazione e creatività
2) Cina, India, ecc. imparano molto
velocemente il know how e si
appropriano di molti settori di
produzione a basso valore aggiunto
3) Oggi anche questi paesi possiedono
tecnologie molto sofisticate (India:
software e cinema; Cina componentistica
informatica e tecnologia spaziale)
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Globalizzazione e creatività
4) Hanno dalla loro la forza dei grandi
numeri sia a livello di produzione (la
Cina è considerata oggi la fabbrica del
mondo e l’India l’ufficio del mondo) sia a
livello
di
consumo:
insieme
rappresentano più di un terzo del
mercato mondiale.
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Globalizzazione e creatività
Che cosa hanno ancora? Sono paesi :
- Con strutture sociali e politiche che hanno
ancora molto di pre-moderno
-
-
Con una certa noncuranza rispetto alla
conservazione della memoria storica
Alla ricerca di “vestire” la loro nuova
modernità (moda, architettura, organizzazione
dello spazio urbano e del paesaggio)
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Globalizzazione e creatività
C’è una vocazione dell’Occidente, e in
particolare dell’Italia, che può rispondere a
una parte di questi bisogni.
Il made in Italy è uno stile globale, perché
risponde a un posizionamento del gusto a
livello interculturale.
Va ricordato che a livello interculturale di una
cultura si selezionano due o tre aspetti: di
quella italiana, ad esempio, moda, calcio, lirica.
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Globalizzazione e creatività
Ma che problemi emergono a livello organizzativo
nella creazione di figure professionali capaci di
gestire processi economici complessi, mercati
sempre più globali e sofisticati, ambienti
multiculturali, multilinguistici e multietnici, una
velocità sempre più accelerata nell’innovazione
tecnologica e una forte mobilità?
Per rispondere a questa domanda è prima necessario
fare alcune considerazioni sulla globalizzazione.
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Globalizzazione e creatività
Per capire la traiettoria della globalizzazione
nei paesi a nuova industrializzazione, è
necessario analizzare tre parole chiavi:
tecnologia, modernità (o meglio postmodernità), industrializzazione, e i loro
rapporti interni.
Va chiarito che si parla di modernità al
plurale.
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Globalizzazione e creatività
L’esposizione
all’industrializzazione
e
globalizzazione coinvolge le società in
modo diverso.
Infatti il processo di modernizzazione, che
deriva dall’industrializzazione e dalla
globalizzazione, è la conseguenza di un
processo di co-costruzione portato avanti
dalle culture e società indigene da un lato e
dal sistema capitalistico dall’altro.
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Globalizzazione e creatività
Ovviamente, la nuova situazione risente del
fatto che entrambi i poli si influenzano e si
trasformano reciprocamente.
Noi spesso guardiamo ai cambiamenti che
intervengono nelle culture e società locali
senza considerare i cambiamenti che
intercorrono allo stesso tempo nel sistema
capitalistico .
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Globalizzazione e creatività
In questa co-costruzione anche il capitale cambia e
diventa differente.
Se consideriamo che il capitale è una relazione
sociale, ne deriva che esso è soggetto al
cambiamento, in quanto drena molti aspetti dalle
specificità storiche e culturali a livello locale.
Paradossalmente, il capitale oggi è meno
moderno di ieri.
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Globalizzazione e creatività
Essendo infatti fedele solo alla legge del plusvalore,
il capitale in paesi quali la Cina, per esempio, può
de-modernizzare se stesso senza troppi scrupoli.
La modernizzazione non è stata un obiettivo del
capitale. Ma è una delle conseguenze sociali che la
negoziazione tra capitale e classe operaia ha posto
in essere in quei paesi che sarebbero diventati
industrializzati.
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Globalizzazione e creatività
Infatti questa negoziazione delinea un
quadro in cui le dimensioni sociali,
culturali, politiche ed economiche sono
scindibili.
Il comunismo capitalistico è una delle prove
più importanti di questa scindibilità.
Ma ovviamente la coesistenza di questi due
sistemi contrastanti crea non poche
tensioni e conflitti sociali.
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Globalizzazione e creatività
Dopo Hegel, essere moderni significa
generalmente avere la capacità di seguire lo
spirito del tempo, cioè lo spirito dello
specifico momento in cui si vive, con tutte
le sue caratteristiche.
Se questa è la modernità, allora la nostra
modernità è formata da costruzioni ibride.
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Globalizzazione e creatività
Tali
costruzioni
emergono
dall’incontro/scontro di processi economici,
di sistemi socio-tecnici e culturali, nonché
di organizzazioni sociali molto diverse.
In questo quadro, è particolarmente cruciale
la relazione tra il grado di innovazioni
culturali e la velocità della diffusione
tecnologica.
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Globalizzazione e creatività
Se prevale il primo, la cultura può rimanere
viva e flessibile; se prevale il secondo ciò
può favorire l’omologazione e la rigidità o
perfino comportamenti arretrati (uso
dell’ecografia in Cina e India).
Inoltre, il capitale ha una storia interna che
minaccia sempre di riemergere. Ed è una
storia di appropriazione selvaggia delle
energie della classe lavoratrice.
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Globalizzazione e creatività
Quando il capitale moderno incontra culture
e sistemi sociali con aree di arretratezza e
dispotismo, i suoi antichi comportamenti
esplodono ancora.
Per incrementare il processo di
valorizzazione, il capitale non esita a
mettere tutto il suo potere tecnologico al
servizio del potere più arretrato (il ruolo di
Google e Microsoft in Cina, per esempio).
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Globalizzazione e creatività
Così, accade che la modernità diventa antimodernità, poiché ingloba sistemi e
istituzioni che sono già stati sorpassati nella
storia occidentale.
Se la schiavitù o la semi-schiavitù diventano
un mezzo per ottenere plusvalore, allora la
schiavitù ri-appare.
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Globalizzazione e creatività
Allo stesso tempo, altre contraddizioni
derivano dalla natura dell’innovazione
tecnologica che è altrettanto alla base della
modernità.
La macchina, che è basata su un principio di
razionalità, contribuisce a creare un
ambiente ‘razionale’ e laico.
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Globalizzazione e creatività
Metto ‘razionale’ tra virgolette perché qui io
non intendo parlare della razionalità, ma di
una possibile razionalità.
La secolarizzazione della società è stata una
conseguenza
anche
della
laicità
dell’ambiente sociale che le macchine
hanno contribuito a sviluppare, ma oggi c’è
un uso molto intenso da parte delle
organizzazioni religiose degli ICTs.
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Globalizzazione e creatività
Inoltre, i sistemi socio-tecnici creano un
mondo che oppone la città alla campagna,
dove le tecnologie sono accumulate. Veblen
(1904) sostiene che le macchine impongono
una disciplina sociale basata sul nesso causaeffetto, l’adozione di misure precise e
meccaniche, l’adattamento e la riduzione a
unità standardizzate di tutti gli stili di vita,
di ogni scopo e attività, bisogno, comodità e
divertimento.
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Globalizzazione e creatività
In altre parole egli descrive come la
tecnologia razionalizza l’organizzazione e
l’ordine sociale, anche a livello della
struttura simbolica e dei valori.
Le macchine sradicano le abitudini mentali
antropomorfiche e obligano le persone ad
adattarsi a questo nuovo modo di lavorare
e di vivere.
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Globalizzazione e creatività
Dopo tutto, Ferrarotti (1970, 111) ci ricorda
che quando Marx parla delle macchine,
egli implica o parla esplicitamente del
sistema di fabbrica, con le sue norme e
regole sociali.
Cioè si parla della tecnica come di una
struttura di potere che stravolge la
tradizionale struttura sociale.
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Globalizzazione e creatività
Se l’emblema della modernità può essere il
guidatore, come Keyserling sostiene (1949),
l’utilizzatore di cellulare può essere
l’emblema della post-modernità, in cui le
grandi narrazioni sono finite e in cui
l’importanza dello strumento è spesso
superiore allo spessore del contenuto.
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Globalizzazione e creatività
Secondo Manuel Castells (1996, 2000, 2002)
and Castells et al. (2006), gli ICTs sono
al centro dei cambiamenti che
caratterizzano l’industrializzazione nella
globalizzazione. Essi rappresentano un
cambiamento discontinuo nel sistema
economico, sociale e culturale, poiché
hanno implicato il passaggio da
un’economia
Globalizzazione e creatività
capitalistica integrata a livello internazionale a
una economia globale che è capace di
funzionare come un’unità in tempo reale su
scala mondiale.
La premessa importante per
l’implementazione degli ICT rimane
sempre, come Laswell sostiene,
l’alfabetismo (Flew, McElhinney, 2006).
Globalizzazione e creatività
Ma data la lentezza con cui l’analfabetismo si
supera nel mondo, i cittadini dei paesi in via
di sviluppo nella loro appropriazione della
tecnologia hanno dato vita a una sorta di
analfabetismo secondario.
Ovviamente gli ICT preferiti sono quelli più
usabili dagli analfabeti: radio, TV, cellulare
e in meno casi il telefono fisso.
Globalizzazione e creatività
DR3: perché nel corso degli ultimi decenni la
proporzione tra materialità e immaterialità
all’interno dei processi di produzione si è
sempre più spostata verso il secondo
elemento?
- Crescente complessità della società e
dell’organizzazione del lavoro
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Globalizzazione e creatività
- Crescente competizione a livello industriale
che ha posto l’accento sulla necessità di
incrementare la qualità dei prodotti e dei
processi
- Crescente sofisticazione del mercato e dei
consumatori
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Globalizzazione e creatività
 La
-
-
crescente complessità della società
e dell’organizzazione del lavoro
implica:
Maggiori controlli
Maggiore capacità di comunicazione
dei prodotti e dei processi
Maggiore capacità di persuasione
Globalizzazione e creatività
 Crescente
competizione a livello
industriale che ha posto l’accento sulla
necessità di incrementare la qualità dei
prodotti e dei processi:
- Non è più importante produrre tanto ma
a parità di capacità di produzione con i
competitors è importante produrre
meglio.
Globalizzazione e creatività
Produrre meglio significa curare di più:
 l’innovazione,
 l’immagine del prodotto,
 il suo imballaggio
 la pubblicità.
Globalizzazione e creatività
La crescente sofisticazione del mercato
e dei consumatori implica:
- Ricerche di mercato
- Strategie commerciali
- Strategie di brand
In una situazione in cui i mercati
conosciuti sono saturi.
Creatività e visibilità
 Il prodotto deve avere un’immagine e
un’identità precisa
 Il prodotto deve essere visibile
 Il popolo della partita IVA deve vendere la
sua capacità di lavorare come un prodotto.
 Quindi, ognuno di noi deve costruirsi
un’immagine e un’identità precisa e deve
essere ‘visibile’
Creatività e visibilità
 Che cosa significa avere visibilità?
Analizziamo il concetto da un punto di vista
diacronico.
Lotman ci insegna che nell’antichità il
concetto guida era: GLORIA
- L’eroe doveva essere glorioso per meritare
il ricordo eterno.
Creatività e visibilità
 Il glorioso era proposto dagli educatori
come esempio da imitare da parte delle
nuove generazioni.
 Rappresentava un modello, un punto di
riferimento e una scuola di vita.
 Imitandolo , chiunque poteva migliorare se
stessi.
Creatività e visibilità
 Il glorioso passa dalla tradizione orale ai
capolavori della scrittura. Ma la comunità è
ancora ristretta perché la comunicazione
ha molti ostacoli.
 Nel medioevo e rinascimento con
l’allargamento della comunità e soprattutto
con l’invenzione della stampa, si sviluppa
un altro concetto: la fama.
Creatività e visibilità
 A differenza della gloria, che è sempre
positiva, la fama può essere buona fama o
cattiva fama.
 Cioè una persona può acquisire una buona
fama per i suoi meriti o cattiva fama per le
scelleratezze compiute.
In ogni caso la persona acquista fama
sempre per aver compiuto cose
Creatività e visibilità
 Eccezionali, nel bene e nel male.
Carlyle lavora su questo concetto e
sottolinea il fatto che la fama mantiene una
forte vocazione educativa.
Man mano che i mezzi di comunicazione di
massa si diffondono ampliando enormente
la comunità a livello comunicativo e
creando un vasto sostrato di opinione
Creatività e visibilità
 pubblica, la fama acquisisce sempre più
importanza a livello sociale.
Nel frattempo infatti l’inurbamento di milioni
di persone nelle città e metropoli crea le
folle anonime.
Il cinema risponde al bisogno di fama delle
persone ridotte a ectoplasmi anonimi e
crea le star e i fan.
Creatività e visibilità
 La fama cresce a dismisura perché ormai
essere famosi significa essere conosciuti
in vita da miliardi di persone in tutto il
mondo.
 Con il cinema la fama sposa l’accento sulla
vita anziché sul dopo morte.
 Tanto più le folle urbane diventano anonime,
quanto più i famosi diventano
Creatività e visibilità
 Superfamosi.
 Si crea un’identificazione di massa nella
star, che funziona da modello da imitare,
non più sul piano etico, ma a livello di
pettinatura, di sguardo, di modo di
camminare o vestire.
 LA star deve rimanere inavvicinabile
proprio per confermare il suo essere
Creatività e visibilità
 Straordinario/a, fuori dal comune.
Tanto più gli individui vengono ridotti a una
forza-lavoro sempre più uniforme,
omogenea e standardizzata, quanto più
essi compensano questo annullamento del
sé, andando in delirio per i divi.
I divi sono tali perché incarnano o una
bellezza o un fascino straordinario, ma
Creatività e visibilità
Anche perché sanno recitare, ballare,
cantare o imparano a farlo.
Per andare a vedere i divi si va in un luogo
pubblico: il cinema.
La televisione cambia completamente le
cose e sostituisce al concetto di fama
quello di popolarità.
Creatività e visibilità
 La televisione è in casa nostra, quindi crea
famigliarità, distruggendo la distanza
preesistente dai divi.
 Mentre con il cinema il pubblico era
importante perché pagava il biglietto, con
la TV il pubblico oltre a pagare il canone
diventa importante come potenziali
compratori/consumatori.
Creatività e visibilità
 Un prodotto ha successo solo se lo
comprano in tanti.
 Il pubblico va quindi omaggiato, osannato e
riempito di significati.
 I “divi” della Tv sono l’opposto di quelli del
cinema. Devono essere come il pubblico,
che si deve identificare in essi.
Creatività e visibilità
 Mike Buongiorno incarna l’uomo massa
medio.
 E’ quello che ci vuole. I personaggi
televisivi sono artisti nel corrispondere
all’anima popolare nel bene e nel male.
 Non sono più modelli inarrivabili, ma
persone familiari.
Creatività e visibilità
 Oltre la popolarità, oggi c’è la visibilità.
 Oggi vince chi è visibile, cioè è capace di
superare il rumore iconico e si fa vedere
dal massimo numero di persone.
 Il visibile incarna il mito di Andy Warhol:
ognuno dovrebbe diventare famoso per 5
minuti.
Creatività e visibilità
 Il minimalismo oggi è quello di far sapere
che si esiste.
 E’ un qualcosa legato al vita e non alla
morte
 Legato allo sguardo e quindi
all’informazione e non alla conoscenza
 Legato alla memoria a breve termine e non
all’eternità.
Creatività e tecnologia
Oggi si assiste al passaggio da utilizzatori
di ICT a broadband e-actors, che sono
utilizzatori ‘augmented’.
 DR4: rispetto alla penetrazione della banda
larga l’identità e il ruolo degli e-actors sta
cambiando ulteriormente? E se sì, in quale
direzione e con quali modalità?

Creatività e tecnologia

La tesi che voglio avanzare è che I
broadband actors sono soggetti a un
crescente controllo sociale, negoziazione
sociale, e conflitto di potere. L’uso dei nuovi
media si sta configurando sempre più non
come una generica attività ma un vero e
proprio lavoro,che è lavoro immateriale.
Creatività e tecnologia

In questo quadro concettuale, l’uso degli
ICTs deve essere considerato come un
terreno politico, in cui il controllo e il
dominio sulla vita quotidiana della gente
dovrà affrontare un forte processo di
autodeterminazione e valorizzazione
espresso dalle gente stessa.
Creatività e tecnologia
 Non mi riferisco qui alla comunicazione
politica, ma all’attività generica dell’uso di
tecnologia a banda larga.
 Cercherò di spiegare che è sulla base del
suo intrinseco valore politico che il terreno
dell’uso delle tecnologie è
progressivamente capace di attrarre la
politica e in generale la comunicazione
politica come iniziativa dal basso.
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Which pathway to the Information Society? By Leopoldina Fortunati