Diocesi di Treviso Pastorale Giovanile noi siamo il profumo di Cristo (2Cor 2,15) Itinerario spirituale dei giovani con il Vescovo 2007-2008 Presentazione “In questi nostri incontri ci aiuteremo ad essere il profumo di Cristo per diventare missionari di Gesù dovunque siamo e la vita ci porterà. C’è un solo modo per lasciarci riempire del profumo di Cristo: abbracciare Gesù e tutto il suo amore svelato sulla croce; abbracciare Gesù e lasciarci abbracciare da lui perché faccia entrare in noi il profumo di gioia, di bellezza, di amore... profumo che ogni uomo desidera respirare”. Riprende l’itinerario spirituale dei giovani della Diocesi con il loro Vescovo e in queste sue parole nel primo incontro, ne ritroviamo il senso e l’orizzonte: camminare insieme dentro l’unica chiamata che Gesù Cristo sta rivolgendo alla sua Chiesa, quella di essere suoi discepoli, “adoratori e missionari”. Profumo di Cristo, profumo di gioia, di bellezza, di amore, profumo che ogni uomo desidera respirare. Per chi ha il cuore giovane è affascinante la promessa: riappropriarsi del desiderio più vero dell’uomo, la bellezza dell’amore di Cristo. Riaverlo nell’intimo di se stessi, respirando a fondo il profumo di Gesù Cristo. E’ il desiderio che porta a cercare e trovare il profumo della vita, a scegliere ciò che è vero per la vita e “vedere attorno a noi la gioia che si accende nei volti di chi ci conosce, cuori che respirano desideri nuovi e grandi che noi abbiamo trasmesso a loro”. Ritroviamo in questa prospettiva anche il senso e la bellezza dell’adorazione eucaristica, momento culmine nei nostri incontri con il Vescovo, “oasi di respiro spirituale, di preghiera alla presenza di Gesù che sempre ci aspetta, in ascolto della sua Parola”. Nelle settimane che ci separano da un appuntamento e l’altro, la celebrazione e l’adorazione dell’Eu- 2 caristica nelle parrocchie, continueranno ad essere i momenti più veri per rimanere in comunione con il Signore e tra di noi. Questo sussidio, allora, non è “qualcosa di nuovo o straordinario”, ma lo stesso strumento in aiuto alla preghiera personale o di gruppo. Infatti, c’è uno stile e una forma del pregare che dobbiamo acquisire, semplice, normale e quotidiano com’è il respiro che sostiene la nostra vita. E sono le stesse dell’anno scorso le parole con le quali vorrei suggerire che, quando il desiderio di conoscere e incontrare Gesù si fa ancora più grande o quando si cerca un tempo più prolungato per dare ordine al cuore, ciascuno consideri nei prossimi mesi anche alla possibilità di vivere l’esperienza degli esercizi spirituali che in Diocesi si offre anche per i giovani. Come potrebbe essere d’aiuto avvicinare qualcuno “che ha già un rapporto di amicizia con Gesù e che lo conosce bene per poter essere introdotti a Lui”, per essere aiutati a riconoscere la Sua voce e la Sua presenza, per farci consapevoli che la nostra vita già vive l’incontro con il Risorto. Don Edoardo Cestaro Ufficio diocesano di pastorale giovanile Ottobre 2007 3 Il sussidio La preghiera di adorazione La preghiera prolungata, silenziosa e adorante, a Gesù eucaristia accresce in noi la comunione con Lui e con i fratelli trasformando, giorno dopo giorno, la nostra capacità di voler bene, di pensare e di agire, rendendo la nostra vita progressivamente simile alla Sua. Adorare semplicemente Gesù, tenendo fisso lo sguardo, senza “fare altro”, per stare con Lui, nutriti dalla sua Parola e dalla sua presenza. Il luogo e il tempo È possibile vivere la preghiera di adorazione eucaristica partecipando ai momenti nei quali la comunità parrocchiale o religiosa dedica un tempo prolungato a questa preghiera (luoghi e tempi sono indicati al termine del presente libretto). Oppure, semplicemente recandosi in Chiesa, in qualsiasi altro momento della giornata, rimanendo in silenzio adorante dinanzi a Gesù custodito nel tabernacolo. 4 Un brano di riferimento - Luca 7,36-50 «Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di’ pure». «Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!». 5 La suddivisione Per vivere, l’adorazione può essere utile scandire il tempo della preghiera in quattro momenti, come è proposto nelle tracce che troverai nelle adorazioni settimanali e che si rifanno ai seguenti passaggi: 1. Alla Tua presenza, Signore... voglio solo dimorare Entra nella preghiera di adorazione. “Gesù entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola” (Lc 7,36). Cerca una serena comunione con Gesù che sempre ti aspetta. Nel desiderio di Gesù di entrare in casa di Simone e di mettersi alla sua tavola, puoi contemplare il dono che Gesù fa della Sua mensa, il dono dell’Eucaristia. Trova l’atteggiamento interiore della donna che cerca Gesù e, “saputo che si trovava nella casa del fariseo” (Lc 7,37), si abbandona ai Suoi piedi e consegna a Lui la sua vita. Entra nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, invocando lo Spirito Santo: Egli venga a dimorare in te. 2. Alla Tua presenza, Signore... ascolto la Tua parola Gesù ascolta il pensiero del fariseo e lo chiama per nome: Simone! Gesù ha ai suoi piedi una donna e ascolta il desiderio di amore e di perdono che colma il suo cuore. A Simone e alla donna, Gesù offre la Parola di verità, di perdono e di pace. Lascia entrare con calma la Parola e le meditazioni che ti sono proposte, fiducioso che Gesù accoglie i tuoi pensieri, i desideri e le tue fatiche. 3. Alla Tua presenza, Signore... rimango in adorazione I gesti di quella donna in un lungo silenzio: “abbracciare Gesù e lasciarsi abbracciare da Lui 7 perché faccia entrare in noi il profumo di gioia, di bellezza, di amore...”. Rimani alcuni minuti in adorazione silenziosa. Lascia che la Parola di Dio risuoni e interpelli la tua vita: soffermati a respirare il profumo di vita o l’odore del peccato. Lascia al tuo cuore e alla tua mente di dialogare con Gesù. Offri a Lui ogni cosa. Offri anche le persone e le situazioni che ti stanno più a cuore. 4.Alla Tua presenza, Signore... rendo grazie “Il profumo di Cristo trasforma, purifica, rialza...”. Concludi il tempo di adorazione vissuto ringraziando Dio per i doni ricevuti e per quanto donerà di vivere ancora. Alla fine del sussidio sono riportati alcuni testi meditativi per prolungare un tempo di silenzio in chiesa o di lettura a casa. La frequenza In questo sussidio sono proposti sei appuntamenti che ci accompagneranno fino al prossimo incontro di preghiera, che si svolgerà venerdì 30 novembre 2007, nella chiesa di S. Nicolò a Treviso (ore 20.30). 8 Proposta di adorazione (1ª settimana) Ringraziamo con gioia Dio... Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... O Spirito Santo vieni nel mio cuore: per la tua potenza 9 attiralo a te, o Dio, e concedimi la carità con timore. Liberami, o Cristo, da ogni mal pensiero: riscaldami e infiammami del tuo dolcissimo amore, così ogni pena mi sembrerà leggera. Santo mio Padre e dolce mio Signore, ora aiutami in ogni mio ministero. Cristo amore, Cristo amore. Amen. (Santa Caterina da Siena) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Salmo 139 Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non ancora sulla lingua 10 e tu, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo. Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte”; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce. Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno. Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero, o Dio; se li conto sono pi della sabbia, se li credo finiti, con te sono ancora. Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri: 11 vedi se percorro una via di menzogna e guidami sulla via della vita. Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno «Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo... il profumo di Cristo» (2 Corinzi 2,14-15). Ai suoi cristiani della città di Corinto S. Paolo scrive: “Noi siamo davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono”. Essere il profumo di Cristo in mezzo agli uomini: è una bellissima definizione del cristiano. Un buon profumo è una delle prime sensazioni che ci fanno desiderare un frutto o un cibo, star bene in mezzo ad un prato o in una casa, sentire attraente una persona. Un odore cattivo, invece, fa rifiutare subito un cibo, scappare da un luogo, allontanare da una persona. Gesù ha il suo profumo e lo ha il suo Vangelo. È intenso e perfino inebriante. In chi lo scopre e lo respira risveglia la gioia profonda, la bellezza della vita. E’ il profumo di Dio che Gesù ha diffuso nel mondo. Per interiorizzare la Parola Lasciamoci interpretare dalle parole del salmo: una lunga preghiera che ci aiuta a riconoscere e ricordare che il Signore vivo a noi. Con la sua presenza, avvolge la nostra vita come un profumo gradevole e discreto. Ci comprende, sostiene e illumina ben più di quanto noi ci accorgiamo. Mettiamo tutta la nostra esistenza con gratitudine davanti a Lui e ripercorriamo con i suoi occhi di Padre provvidente la nostra vita. Vado a trovare il Suo profumo, l’intensità, la profondità, la verità di alcuni momenti, di qualche esperienza, di un incontro che mi ha riempito di un respiro nuovo. 12 Provo a ringraziare Dio per l’estate da poco conclusa, per le tante persone incontrate e per tutte le esperienze in cui abbiamo percepito la sua fragranza: campiscuola, Gr.est, campeggi, esperienze di servizio, momenti di spiritualità... La ripresa del nuovo anno pastorale in parrocchia, della scuola, l’impegno nel lavoro ed in famiglia siano sostenuti e alimentati da questa gratitudine, rassicurati dalla certezza che Lui ci “guida sulla via della vita” facendoci percepire il profumo della Sua premura per noi. Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuonate in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: 13 per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. Grazie perché ci ami sempre Signore, grazie per il tuo amore, grazie per la mano che continuamente ci tendi; grazie perché ci ami nonostante le nostre miserie e la nostra ingratitudine; grazie perché continui ad amarci anche quando rifiutiamo il tuo amore. Grazie per tutti i doni, gli affetti, la musica, le cose belle. Grazie per il dono del tuo figlio Gesù, che si fatto uomo per ridarci la tua amicizia; grazie perché egli ha voluto restare con noi nel sacramento dell’Eucaristia. Grazie per la vita eterna che hai seminato in noi; grazie per tutti i tuoi doni, Signore. 14 Proposta di adorazione (2ª settimana) Dio diffonde per mezzo nostro... Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... O Spirito Santo, sei tu che unisci la mia anima a Dio: muovila con ardenti desideri e accendila con il fuoco del tuo amore. 15 Quanto sei buono con me, o Spirito Santo di Dio: sii per sempre lodato e Benedetto per il grande amore che affondi su di me! Dio mio e mio Creatore è mai possibile che vi sia qualcuno che non ti ami? Per tanto tempo non ti ho amato! Perdonami, Signore. O Spirito Santo, concedi all’anima mia di essere tutta di Dio e di servirlo senza alcun interesse personale, ma solo perchè è Padre mio e mi ama. Mio Dio e mio tutto, c’è forse qualche altra cosa che io possa desiderare? Tu solo mi basti. Amen. (Santa Teresa d’Avila) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Dal Vangelo di Matteo (7,12) “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti”. 16 Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno «Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita» (2 Corinzi 2,14-16a). Quando Francesco si è spogliato di tutto e, nudo di ogni sicurezza umana, ha abbracciato Gesù che sulla croce era nudo come lui, il profumo di Cristo è penetrato in Francesco. Gli ha impregnato i pensieri, i desideri del cuore, gli istinti del corpo. E Francesco ha diffuso il profumo del Vangelo per le strade di Assisi, per le città dell’Umbria e di tutta l’Italia. Continua a diffonderlo e lo respirano ancora tante persone quando vanno ad Assisi. Quando la giovane Madre Teresa ha abbandonato il convento e la scuola in cui insegnava ed è uscita per le strade di Calcutta, con lei si è diffuso per quelle strade il profumo nuovo e fresco del Vangelo. Lo hanno respirato i miserabili accasciati lungo le strade, abituati solo all’odore della morte. Hanno respirato in quella giovane suora il profumo dell’amore e della speranza di Gesù che non conoscevano. Hanno riaperto gli occhi e negli occhi ci è acceso un sorriso di speranza. Quando padre Massimiliano Kolbe si è mosso dalla fila dei prigionieri per offrirsi di morire al posto del padre di famiglia che piangeva disperato, con lui il profumo del Vangelo si è diffuso dentro l’inferno perché il lager di Auschwitz era l’inferno della cattiveria e del male. Grazie al suo martire, Gesù è penetrato con il profumo del suo amore senza misura nei sotterranei invasi dall’odore assurdo della cattiveria estrema. Gesù e questi santi dicono a noi: siate voi ora il profumo di Cristo e del Vangelo dentro la società. 17 Per interiorizzare la Parola È solo la memoria buona del bene ricevuto, gustato, e goduto che fa scaturire dal nostro cuore la sorgente della carità. È percependo l’aroma sincero di un amore spontaneo e gratuito verso di noi che riusciamo a diffonderlo alle persone che incontriamo. Se la scorsa settimana abbiamo fatto memoria con gratitudine del profumo di Dio nella nostra vita, oggi siamo chiamati a fare nostra questa parola di Gesù, “fare agli altri”: quale profumo la tua vita può irradiare verso gli altri? Profumo di pace, di collaborazione, di perdono, di fiducia, di accoglienza, di generosità... Cerca di individuare i volti, le relazioni, gli ambiti della tua vita dai quali ti senti interpellato ad agire. Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuonate in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. 18 Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. La grazia di rispettare i fratelli Signore Gesù, metti un lucchetto alla porta del nostro cuore, per non pensar male di nessuno, per non giudicare prima del tempo, per non sentir male, per non supporre, né interpretar male, per non profanare il santuario sacro delle intenzioni. Signore Gesù, legame unificante della nostra comunità, metti un sigillo alla nostra bocca per chiudere il passo ad ogni mormorazione o commento sfavorevole. Dacci di custodire fino alla sepoltura, le confidenze che riceviamo o le irregolarità che vediamo, sapendo che il primo e concreto modo di amare custodire il silenzio. Semina nelle nostre viscere fibre di delicatezza. Dacci uno spirito di profonda cortesia, per riverirci l’uno con l’altro, come avremmo fatto con te. Signore Gesù Cristo, dacci la grazia di rispettare sempre. Così sia. (I.Larranaga) 19 Proposta di adorazione (3ª settimana) Il profumo del pane La sorpresa dell’incontro nella quotidianità... Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di sapienza: 20 donami lo sguardo e l’udito interiore, perché non mi attacchi alle cose materiali, ma ricerchi sempre le realtà spirituali. Vieni in me, Spirito Santo, Spirito dell’amore: riversa sempre più la carità nel mio cuore. Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di verità: Concedimi di pervenire alla conoscenza della verità in tutta la sua pienezza. Vieni in me, Spirito Santo, acqua viva che zampilla per la vita eterna: fammi la grazia di giungere a contemplare il volto del Padre nella vita e nella gioia senza fine. Amen. (Sant’Agostino) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Dal Vangelo di Luca (10,39-42) Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era 21 tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato. (Lc 7,36-38) C’è un solo modo per lasciarci riempire del profumo di Cristo: come Francesco, abbracciare Gesù e tutto il suo amore svelato sulla croce; abbracciare Gesù e lasciarci abbracciare da lui perché faccia entrare in noi il profumo di gioia, di bellezza, di amore. La donna peccatrice – era una pubblica prostituta come ne abbiamo tante, purtroppo, lungo le nostre strade – ci mostra la strada. Essa aveva addosso l’odore nauseante delle sue miserie e peccati e quello degli uomini che avevano approfittato di lei. Ma è attirata da Gesù. Per questo si fa coraggio ed entra, timorosa, nella casa del fariseo Simone, casa di gente per bene che osservava la legge. Porta con sé, in dono, un vasetto di profumo. Racconta il Vangelo che “andò a rannicchiarsi ai piedi di Gesù”, quasi a nascondersi sotto i suoi piedi per evitare le occhiate di giudizio dei presenti. Piange in silenzio e, quando si accorge che le lacrime bagnano i piedi del Maestro, li asciuga con i capelli. Poi li unge delicatamente con il profumo che ha portato. 22 Gesù respira quel profumo e lo gradisce. Sono profumate le lacrime della donna: profumate di pentimento, di sete di amore puro e non adulterato da istinti egoistici. Per interiorizzare la Parola Il pane è così semplice nei suoi ingredienti, ma così necessario. La presenza del Risorto la scorgi a partire dalla semplicità di ogni giorno se inizi anche a sceglierLo come il Pane quotidiano. Gesù passa nella mia vita quotidiana: mi accorgo del suo profumo che è come il pane fresco che ti attrae? Ci sono tante cose che ci agitano: il lavoro, lo studio, le scelte per il futuro, le proprie paure, il dover fare bella figura, quella sofferenza, i sensi di colpa... Una quotidianità che porta in sé profumo di vita o odore di morte! Il cuore è diviso in se stesso. Una libertà indifferente si ritrova a vivere la dispersione e la frammentazione delle tante scelte possibili, guidata da una voracità di mangiare ogni cosa. Come Simone: lui è un fariseo affermato, ha la sua legge di vita e non sente più il profumo dell’amore proprio in casa sua! Invece, una libertà che sceglie un Ordine da dare alla vita ritrova il gusto, la fragranza, il profumo delle cose da vivere. Maria si è scelta la parte migliore, il Pane necessario per vivere. Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuona- 23 te in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. Signore Gesù, Pane di vita Signore Gesù, Pane di vita, nutri i passi del mio cammino, rendi saporite le mie scelte, scaldami nel tuo abbraccio di Padre, sfama il mio cuore a digiuno di amore. Tu, che ti doni senza pretese ed aspettative, rendimi capace di dare da mangiare con gratuità agli affamati, di sapermi spezzare per i più piccoli e i più poveri di questo mondo, donando loro ciò di cui hanno bisogno con gioia ed umiltà Aiutami a non offrire a chi mi è accanto cibi avariati, in via di scadenza che lasciano lo stomaco vuoto e pieno di amarezza, 24 ma insegnami a pregare, a lasciarmi amare per diventare un tuo degno tabernacolo, tempio di vita e di speranza, per poter annunciare nel grande banchetto a cui ogni giorno siamo tutti chiamati a servire, nella certezza che anche oggi ci darai il nostro pane quotidiano. (Marco Trolese) 25 Proposta di adorazione (4ª settimana) Il profumo del vino Dove nasce la vera festa Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... O Spirito Santo, anima dell’anima mia, in te solo posso esclamare: Abbà, Padre. 26 Sei tu, o Spirito di Dio, che mi rendi capace di chiedere e mi suggerisci che cosa chiedere. O Spirito d’amore, suscita in me il desiderio di camminare con Dio: solo tu lo puoi suscitare. O Spirito di santità, tu scruti le profondità dell’anima nella quale abiti, e non sopporti in lei neppure le minime imperfezioni: bruciale in me, tutte, con il fuoco del tuo amore. O Spirito dolce e soave, orienta sempre più la mia volontà verso la tua, perchè la possa conoscere chiaramente, amare ardentemente e compiere efficacemente. Amen. (San Bernardo) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Dal Vangelo di Giovanni (2,1-11) Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche 27 Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno «Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». (Lc7,47) Gesù gradisce il profumo del quel cuore di quella donna che aveva trovato il posto in cui rifugiarsi, rannicchiato ai suoi piedi. E risponde inondandola del suo profumo, quello che essa aspettava piangendo. Esso si esprime nelle parole che egli le rivolge: “Ti sono perdonati i tuoi peccati perché hai un cuore capace di accogliere molto amore. Ti abbraccio con il mio amore di tenerezza che spalanca il tuo cuore e tu senti il profumo della gioia vera, della bellezza della vita, dell’amore che accoglie senza condizioni le tue lacrime”. La peccatrice ha offerto a Gesù il suo povero profumo, la sua sete povera ma sincera di trovare amore e perdono. 28 Per interiorizzare la Parola Nella Bibbia il Vino ci ricorda la festa, il vino nuovo che spacca gli otri, frizzante di novità, e di gioia, il vino buono che tenuto alla fine rende speciale quel matrimonio di Cana. Da dove parte Gesù per trasformare la tua vita in vera festa? Da sei giare piene d’acqua: dalla nostra umanità, che a volte ha perso il sapore di vivere e il gusto di cercare a causa del peccato. È il sapore del vino nuovo, che non finisce, è la sorpresa della nostra umanità continuamente cercata, accolta e trasformata dal Suo amore gratuito. È il profumo che viene dalla festa della Domenica. È il profumo forse da ritrovare in un sacramento un po’ dimenticato e trascurato, il sacramento della riconciliazione. È il profumo della gioia del perdono ritrovato. Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuonate in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. 29 Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. Tu ci chiedi... Padre, tu ci chiedi acqua per i piedi. Aiutaci sempre a ricordare che i piedi delle persone che amiamo hanno bisogno della tua acqua che noi dobbiamo donare loro. Tu ci chiedi dei baci. Il nostro amore nei confronti degli altri è segno della tua immensa carità segno credibile di speranza per chi è perso nella disperazione. Tu ci chiedi olio profumato. Che l’umiltà, la semplicità, la gratuità, la disponibilità siano la vera bellezza della nostra vita e siano ciò che ci guida nelle nostre relazioni. Tu ci doni il perdono dei peccati. fa’ che questa pace che scorre nel tuo amore per noi si riversi da noi su chi ci è caro. (Demis Ballotta) 30 Proposta di adorazione (5ª settimana) Il profumo dell’olio Il servizio Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... Vieni, o Spirito Santo, dentro di me, nel mio cuore e nella mia intelligenza. 31 Accordami la Tua intelligenza, perché io possa conoscere il Padre nel meditare la parola del Vangelo. Accordami il Tuo amore, perché anche quest’oggi, esortato dalla Tua parola, Ti cerchi nei fatti e nelle persone che ho incontrato. Accordami la Tua sapienza, perché io sappia rivivere e giudicare, alla luce della tua parola, quello che oggi ho vissuto. Accordami la perseveranza, perché io con pazienza penetri il messaggio di Dio nel Vangelo! Accordami la tua fiducia perché sappia di essere fin da ora in comunione misteriosa con Dio in attesa di immergermi in lui nella vita eterna dove la sua parola sarà finalmente svelata e pienamente realizzata. (San Tommaso d’Aquino) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Dal libro del profeta Isaìa (161,1-3) Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; 32 mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto. Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno Quando la giovane Madre Teresa ha abbandonato il convento e la scuola in cui insegnava ed è uscita per le strade di Calcutta, con lei si è diffuso per quelle strade il profumo nuovo e fresco del Vangelo. Lo hanno respirato i miserabili accasciati lungo le strade, abituati solo all’odore della morte. Hanno respirato in quella giovane suora il profumo dell’amore e della speranza di Gesù che non conoscevano. Hanno riaperto gli occhi e negli occhi ci è acceso un sorriso di speranza. Cari giovani, ecco che cosa possiamo fare di veramente bello nella nostra famiglia, tra i compagni di scuola, tra gli amici di divertimento, tra i colleghi di lavoro, in parrocchia, in ogni posto in cui ci troviamo. Possiamo diffondere il profumo affascinante di Gesù e delle parole del suo Vangelo che hanno una freschezza che ogni uomo desidera respirare. Possiamo vedere attorno a noi la gioia che si accende nei volti di chi ci conosce, cuori che respirano desideri nuovi e grandi che noi abbiamo trasmesso a loro. Così fin dai primi tempi si è diffusa nel mondo la fede e gli uomini hanno conosciuto l’amore di Gesù. Attraverso tanti cristiani che lo avevano in loro, il profumo del Vangelo si diffuso fino ai confini del mondo. 33 In questi nostri incontri ci aiuteremo ad essere il profumo di Cristo per diventare missionari di Gesù dovunque siamo e la vita ci porterà. Per interiorizzare la Parola Quanto impegnative sono le parole del profeta Isaia. Sono le stesse che Gesù legge quel giorno nella sinagoga di Nazareth (cfr Lc4,16-29) e che suscitano in tutti sdegno ed incredulità! D’altronde, che cosa potevano aspettarsi dal figlio di un falegname? Qualche tavolino o qualche sedia, non certo la salvezza! E da te il mondo che cosa si aspetta? La tua parrocchia, i tuoi amici, i tuoi colleghi di lavoro o di studio? Solo che tu vada a messa, che sia simpatico, produttivo, diligente...? E tu che cosa ti aspetti? Solo salute serenità soldi? O non invece che le tue mani si sporchino del profumo della vita, riempiendo di gratuità un tempo troppo spesso ostaggio del profitto? Quello Spirito e quell’unzione di cui parla Isaia, l’hai ricevuta anche tu ben due volte nel Battesimo e poi nella Cresima! Non lasciare chiuso, il profumo del servizio, nello stipetto del “non sono capace”, imprigionato nella bottiglia dell’“idea che gli altri hanno di te”! Giocati, spargi il tuo profumo, il profumo di Gesù. Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuonate in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. 34 ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. La preghiera di Luciano O Signore, fa’ che io riesca a consumare la mia vita per gli altri, come tu hai fatto per me! Che non debba mai dir di no, ma sempre un sì con un sorriso sulle labbra. Fa’ che il mio dir di sì sia sempre per la gloria tua, fa’ che abbia sempre sete di te, Signore! Fa’, Signore, che la tua volontà sia sempre più chiara verso me. Che il mio cuore si allarghi sempre più all’amore. (Luciano Bottan) 35 Proposta di adorazione (6ª settimana) Il profumo dell’incenso La preghiera Alla tua presenza, Signore... voglio solo dimorare ] Di fronte a Gesù cerco una serena comunione con Lui che sempre mi aspetta. Mi metto in ginocchio per un po’ di tempo: è un gesto di umiltà che mi aiuta a riconoscere la grandezza di Dio e del suo amore per me. ] Racconto a Gesù la mia vita, ripercorrendo i fatti, gli incontri, i sentimenti vissuti nella giornata e nella settimana. ] Prego lo Spirito Santo per entrare nella preghiera, nei sentimenti e negli atteggiamenti dell’adorazione, per una esperienza viva di incontro con Gesù, per essere in ascolto sincero della Sua voce, della mia vita... Spirito Santo, eterno Amore, che sei dolce Luce che mi inondi e rischiari la notte del mio cuore; 36 Tu ci guidi qual mano di una mamma; ma se Tu ci lasci non più d’un passo solo avanzeremo! Tu sei lo spazio che l’essere mio circonda e in cui si cela. Se m’abbandoni cado nell’abisso del nulla, da dove all’esser mi chiamasti. Tu a me vicino più di me stessa, più intimo dell’intimo mio. Eppur nessun Ti tocca o Ti comprende e d’ogni nome infrangi le catene. Spirito Santo, eterno Amore. (Edith Stein - S. Teresa Benedetta della Croce) Alla tua presenza, Signore... ascolto la tua Parola ] Leggo più volte e lentamente la Parola di Dio; aiutato dalla meditazione del vescovo mi metto in ascolto di ciò che il Signore vuole dirmi con la sua Parola. Mi soffermo su una frase o su una parola che sento significative per me in questo momento. Dal primo libro di Samuele (1,1-20) C’era un uomo di Ramatàim, uno Zufita delle montagne di Efraim, chiamato Elkana, figlio di Ierocàm, figlio di Eliàu, figlio di Tòcu, figlio di Zuf, l’Efraimita. Aveva due mogli, l’una chiamata Anna, l’altra Peninna. Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva. Quest’uomo andava ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti in Silo, dove stavano i due figli di Eli Cofni e Pìncas, sacerdoti del Signore. Un giorno Elkana offrì il sacrificio. Ora egli aveva l’abitudine di dare alla moglie Peninna e a tutti i figli e le 37 figlie di lei le loro parti. Ad Anna invece dava una parte sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l’affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così succedeva ogni anno: tutte le volte che salivano alla casa del Signore, quella la mortificava. Anna dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo. Elkana suo marito le disse: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Anna, dopo aver mangiato in Silo e bevuto, si alzò e andò a presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore. Essa era afflitta e innalzò la preghiera al Signore, piangendo amaramente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Lìberati dal vino che hai bevuto!». Anna rispose: «No, mio signore, io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore. Non considerare la tua serva una donna iniqua, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia amarezza». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ascolti la domanda che gli hai fatto». Essa replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu più come prima. Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore tornarono a casa in Rama. Elkana si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. «Perché - diceva - dal Signore l’ho impetrato». 38 Dalla meditazione del nostro Vescovo Andrea Bruno Gesù respira quel profumo e lo gradisce. Sono profumate le lacrime della donna: profumate di pentimento, di sete di amore puro e non adulterato da istinti egoistici. Gesù gradisce il profumo del cuore di quella donna che aveva trovato il posto in cui rifugiarsi, rannicchiata ai suoi piedi. E risponde inondandola del suo profumo... La peccatrice ha offerto a Gesù il suo povero profumo, la sua sete povera ma sincera di trovare amore e perdono. Ora si rialza trasformata dal profumo di Cristo che riempie il suo cuore; si rialza purificata dal falso amore di prostituzione e resa capace dell’amore autentico. Essa andò per le strade del paese, in mezzo alle persone, anche tra i vecchi clienti a diffondere il profumo di Cristo che l’aveva trasformata. Divenne una vera missionaria del Vangelo. Per interiorizzare la Parola Entrare in Chiesa e fermare lo sguardo in quel bambino che a mani giunte sta di fronte al crocifisso con lo sguardo dolce verso il volto di Gesù. Entrare in chiesa e fermare lo sguardo su quell’uomo in ginocchio a metà navata, ripiegato ma teso e proteso verso una risposta. Entrare in chiesa e fermare lo sguardo verso quella donna anziana che davanti a Maria accende la sua piccola luce.... Entrare in Chiesa, lì dove abita Colui che cerchi e percepirlo nella preghiera di migliaia e migliaia di persone che si radunano alla domenica intorno alla sua tavola. I polmoni si riempiono di profumo. I polmoni si riempiono di profumo che sa di preghiera, sa di riconoscenza, di dolore, di domande, di attese, di .... vita, vita vera. Questo è fede, quando tu come la mamma di Samuele acconsenti alla esistenza di Dio, rendendolo vivo nel momento in cui lo ascolti 39 e lo inondi del tuo cuore. Questo è profumo di preghiera che dice radice di un qualcosa che ci manca e solo Lui potrà donare e riempire. Non immediatamente i contenuti ma prima di tutto il tempo. Il tempo che “tu hai dato alla tua rosa, l’ha fatta così importante!”. Il tempo che dice dove abita il tuo cuore perché lì è il tuo tesoro. I contenuti che riempiranno i pensieri e le parole che daranno forma alla preghiera sempre dopo... subito l’atto dello stare, del rivolgersi , del credere che vive e ti ascolta. Dio vive e ti ascolta e ti risponde. Pregare... portare il profumo a Lui, profumo di verità, profumo vero, genuino magari spesso non proprio così buono al sentire, ma vero. Dio apprezza, accoglie e non rimane indifferente... risponderà. Tu prega. Egli risponderà. La mamma di Samuele è maestra buona in tutto questo, guardala, ascoltala, respirala e imitala...è maestra buona anche la donna rannicchiata ai piedi di Gesù, il suo è profumo di preghiera muta fatta di lacrime e sentimento... buon profumo di preghiera! Alla tua presenza, Signore... rimango in adorazione ] Con semplicità e gratuità dedico alcuni minuti di adorazione a Gesù eucaristia, rivolgendo a Lui il mio sguardo. Posso ripetere, più volte, quella parola, o frase, del testo biblico, o della meditazione, che sono risuonate in me in modo significativo a trasformare il mio cuore, i miei pensieri e le mie azioni. ] La presenza di Gesù e l’incontro con Lui diventano invito ad aprirci agli altri, per condividere con i fratelli le necessità, le sofferenze, le gioie, i desideri, le preoccupazioni, gli interrogativi che dimorano nel loro cuore. Affido al Signore Gesù queste persone e le situazioni particolari che ho a cuore. 40 Alla tua presenza, Signore... rendo grazie ] Concludo la preghiera di adorazione con il mio grazie al Signore per il tempo vissuto e i doni ricevuti: per la Sua presenza, per ciò che mi ha fatto intuire, per la sua Parola di salvezza e di speranza. Dio mio, io non ti amo Dio mio, io non ti amo, non lo desidero neanche. Mi annoio con te, addirittura forse non ti credo. Ma passando guardami. Sosta un attimo nell’anima mia, metti un po’ di ordine così, senza darmelo a vedere, senza dirmi niente. Se vuoi che io creda in te, dammi la fede. Se vuoi che io ti ami, dammi l’amore. Io non ne ho, non ci posso fare niente. Ti do quello che ho: la debolezza, il dolore. E questa tenerezza che mi tormenta e che tu vedi bene... Questa vergogna inaudita. Il mio male, solo il mio male... E la mia speranza! Ecco tutto. (Maria Noel) 41 Testi per la meditazione personale La sovrabbondanza «Ed ecco una donna, una peccatrice in quella città». Ella è vicina a noi, che ancora non abbiamo rinunziato ai nostri peccati. Dove sono le nostre lacrime, dove sono i sospiri, dove sono i pianti? Ma ha anche con sé l’unguento. Fammi un po’ vedere che anche tu porti il patimento dei tuoi peccati. In qualunque luogo udrai che è giunto il Giusto, sia pure nella casa di un indegno, sia pure nella casa di un fariseo, muoviti, strappa il privilegio al padrone di casa, porta via il Regno dei cieli. [...], corri ai suoi piedi, non aver ripugnanza per i piedi, confessa con le lacrime le tue mancanze. «Da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi», il Signore gradì non l’unguento, ma l’amore, accolse la fede, lodò l’umiltà. Anche tu, se desideri la grazia, accresci l’amore; versa su Gesù l’unguento della comune carità[...]. Noi impariamo da questa donna l’importanza di quella parola dell’Apostolo: «Ma dove sovrabbondò il peccato, ha sovrabbondato la grazia». Infatti, se in questa donna non avesse sovrabbondato il peccato, la grazia non avrebbe sovrabbondato: ella riconobbe il peccato, e attirò la grazia. (da S. Ambrogio, Esposizione sul Vangelo di Luca) O prezioso e meraviglioso convito! L’Unigenito Figlio di Dio, volendoci partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura e si fece uomo per far di noi, da uomini, déi. Tutto quello che assunse, lo valorizzò per la nostra salvezza. Offrì infatti a Dio Padre il suo corpo come vittima sull’ altare della croce per la nostra riconciliazione. Sparse il suo sangue facendolo valere come prezzo e come lavacro, perché, redenti dalla umiliante schiavitù, fossimo purificati da tutti i pec- 45 cati. Perché rimanesse in noi, infine, un costante ricordo di così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie del pane e del vino. O inapprezzabile e meraviglioso convito, che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento? Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo: per sua virtù vengono cancellati i peccati, crescono le buone disposizioni, e la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali. Nella Chiesa l’Eucaristia viene offerta per i vivi e per i morti, perché giovi a tutti, essendo stata istituita per la salvezza di tutti. Nessuno infine può esprimere la soavità di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima carità, che Cristo ha dimostrato nella sua passione. Egli istituì l’Eucaristia nell’ultima cena, quando, celebrata la Pasqua con i suoi discepoli, stava per passare dal mondo al Padre. L’Eucaristia è il memoriale della passione, il compimento delle figure dell’Antica Alleanza, la più grande di tutte le meraviglie operate dal Cristo, il mirabile documento del suo amore immenso per gli uomini. (Dalle “Opere” di san Tommaso d’Aquino, dottore della Chiesa, Opusc. 57, nella festa del Corpo del Signore, lect. 1-4) Lettera Urfa, 9 novembre 2000 Carissimi, finalmente riesco a mettermi a tavolino e scrivervi questa lettera. Non c’è stato giorno che non abbia pensato di farlo, perché avrei voluto comunicarvi ogni pensiero, 46 ogni sensazione e raccontarvi ogni avvenimento. Ma poi era come se non riuscissi a farlo. L’impossibilità o l’incapacità di trasmettere l’intensità e il senso profondo della cosa mi bloccava. Cosa ho fatto in questo mese e mezzo trascorso? Mi sono guardato intorno, ho pregato, ho cercato nelle Sacre Scritture la chiave per capire quello che gli occhi vedono del presente e la memoria mi riporta al passato di questa terra. Ho aperto pagine di storia antica e recente della Chiesa e pagine della profonda e misteriosa religiosità musulmana. Ho preso contatti (per telefono o direttamente andandoli a trovare) con quanti mi hanno preceduto e da anni vivono in questa splendida terra. Ho intessuto piccoli quotidiani rapporti, con i vicini di casa, con i mille piccoli negozianti delle mille piccole botteghe, imparando a salutare, a rispondere alle tante domande, a chiedere informazioni. Tante volte sono stato invitato a prendere un cay per strada (cioè un tè, come si dice da queste parti) oppure ad entrare in casa e sedermi a mangiare (per terra sui tappeti, in un grande piatto comune). Mi sono ricordato dì Gesù che diceva: «...chi accoglie voi accoglie me...» e questo mi dava la certezza che ad essere accolto, fosse Gesù, attraverso la mia presenza impacciata, la mia totale povertà, e il mio, sorriso che, suppliva alla quasi totale mancanza di parole. Ho imparato a voler bene, come segno fondamentale della presenza di Cristo, a voler bene gratuitamente senza nulla aspettarmi, a voler bene ad ogni persona così come è, come è vista ed amata da Dio. Celebro ogni giorno l’Eucaristia, faccio ogni giovedì l’adorazione dalle 23 alle 24: sento che ora Gesù è presente ancor più intensamente di quanto lo fosse prima, perché quel segno di pane è un segno da Lui voluto. Imparo il turco, anche se finora un insegnante vero e proprio non sono riuscito a trovarlo. Il villaggio da cui partì Abramo (Harran) è a pochi chilometri di distanza: sono stato a trascorrervi la notte da solo per due volte, per risentire il suo “sì!”, per sentire soprattutto la fedeltà di Dio alle sue promesse anche quando tutto ci sembra assurdo, per rendermi 47 conto ancora più da vicino che Dio sa quello che fa. Questo è importante, non quello che noi vorremmo fare o che vorremmo che lui facesse. Una sera davanti al tabernacolo mi chiedevo: “Signore che cosa vuoi che io faccia?” Poi mi è venuta in mente un’altra domanda: “Signore, ma tu qui cosa fai?? Cosa hai intenzione di fare? Indicamelo perché questo è importante e io devo solo accodarmi a quello che fai tu, prestandoti quello che sono”. Alla comunione prego: “Signore, prendimi come prendesti il grumo di sangue di Maria e incarnati in me, facendo della povertà di quello che sono la ricchezza di quello che tu sei”. Qualche giorno fa, ad un ritiro che abbiamo fatto ad Iskenderun (vicino Antiochia), leggevamo che Gesù prima di lavare i piedi agli apostoli “depose le vesti”. C’è tanto da togliersi di dosso! È un’operazione lunga, complessa, dolorosa e lenta, anche se semplice; prima di lavare i piedi agli altri bisogna spogliarsi dì quello che uno si porta dietro e a cui è abituato e indossare un abito nuovo: il grembiule del servo. Solo dopo si possono lavare i piedi. Qualche tempo prima, il Vangelo del giorno paragonava il regno di Dio al più piccolo dei semi (il granello di senapa) e al lievito che la donna depone nella pasta: qui, insieme alla famiglia fiorentina che è con me, siamo ancora più piccoli del più piccolo dei semi, ma l’importante è stare dentro la terra, con amore, con rispetto, sciogliendosi e diventando un tutt’uno con essa nel silenzio, disposti a morire e a fiorire quando Dio vuole sentendo che quella terra è stata amata, lavorata da Dio, visitata e vangata in mille modi. Il lievito poi mi ha fatto tanto pensare alle mani di una donna, Maria, che impasta lentamente e amorevolmente: è Lei che per incarico di Gesù, da vera madre, prende il lievito e lo nasconde nella pasta degli uomini, dì tutti gli uomini, di ogni uomo. Cerco di stare nelle mani di Maria e nel cuore di questa terra. Ricevo esempi di bontà e di generosità in ogni momento: perchè grande è la ricchezza di questa pasta e profonda la fecondità di questa terra. Non voler essere più di un po’ di lievito e più di un minuscolo granello di senapa; ma neanche di meno, naturalmente! 48 Mi rendo conto che ho detto niente o poco, soprattutto di tanti volti e storie incontrate: di Ali, di Mohamed, di Ibraim, di Suleyman, di Mustafà, di Patina, di Harus, dell’uomo dei cocomeri, del camionista incidentato che mi ha accolto in casa e di tanti altri. Ho detto niente o poco della preghiera che il Signore mi regala abbondante, dell’amicizia semplice e fraterna con la famiglia di Firenze, della bellezza di questa terra, delle sue sofferenze antiche e presenti, delle sue glorie antiche e presenti. Per questo vi aspetto martedì 12 dicembre in parrocchia (alle 21) e domenica 17 al Seminario Romano (alle 10 con Ìl pranzo al sacco), per raccontarvi meglio e affacciarci un po’ di più alla “Finestra sul Medio Oriente”. Lo faremo alla luce di Abramo, vissuto proprio in questa città. Martedì vi presenterò Abramo come lo vede Israele (vengono qui in pellegrinaggio molti gruppi di pellegrini ebrei); domenica sarà un ritiro su gli inizi della storia di Abramo: la chiamata, la promessa, la partenza. Che il Signore vi benedica tutti come benedì Abramo e faccia di voi una fonte di benedizione per il mondo dì oggi. A presto, don Andrea (Don A. Santoro, Lettere dalla Turchia, ed. Cittanuova, a cura di Finestra per Medioriente, pp. 20-23) Lettera di Annalena Tonelli A don Adriano Ranieri (Waijr, 26 maggio 1971) Caro Adriano, fammi sapere la data del tuo deserto a Spello. Cercherò di rimanerti vicina. Noi due (lei e l’amica Maria Teresa) facciamo un turno di appena mezza giornata di deserto alla set- 49 timana che eventualmente cumuliamo in una giornata ogni quindici giorni... Il deserto ci è proprio necessario, come l’acqua, come il pane e sappiamo già che continueremo ad abbandonare tutto ogni pochi mesi e a metterci sulle strade pellegrini dell’assoluto! Senza più nulla e senza più paura di nulla per andarci a fermare il più allungo possibile in compagnia solo di lui... ... non siamo capite ovviamente da nessuno... Ma lassù nel deserto la gente muore di fame e di abbandono... troppo comodo lasciare tutto e ritirarsi in pace da qualche parte... Certo, umanamente parlando, chi gli darebbe torto?? Ma il fatto è che a forza di passare la vita intera a dare da mangiare a gente che ha ancora fame senza risolvere il loro problema, ma certamente donando me stessa nella sfibrante vita di ogni giorno, nel dono totale del mio tempo, delle mie energie, tutte, anche le più spente, quando la testa mi si abbatte di colpo e non c’è sforzo di volontà che valga a tenerla dritta sul collo, nell’avvilimento e nella sfiducia di questo dare continuo che non costruisce, che non aiuta l’uomo che non salva... E allora... Sono certa... che in quei giorni, in quelle settimane di deserto, faccio il lavoro più importante di tutti... non c’è cura dei malati, non c’è lavoro di amicizia che possa reggere il confronto!! Quel deserto è l’azione più bella e più sacra della mia vita. Senza quel deserto, io morirò piano, piano alla carità vera, io tradirò l’Amore e vivrò magari dando via tutto, ma non vivendo l’Amore. “Perché non si può vivere l’amore se non si cresce ogni giorno nella conoscenza di Lui, perché noi, senza, non sappiamo amare veramente chi non conosciamo, e una vita neppure basta per conoscere bene, se non si è capaci di ascoltare , di guardare l’altro, a passare i mesi, gli anni, scoprire e a inventare i modi dell’amore... le coppie sono un esempio quotidiano e vivente di questa realtà.” (da “Io sono nessuno, Vita e morte di Annalena Tonelli”, pp 150-151). 50 Annalena Tonelli, nasce a Forlì nel 1943, diventa avvocato, a 26 anni va in Kenia per insegnare inglese nelle scuole dei missionari della Consolata. Studia medicina. A 31 anni, nel 1974, apre il primo centro per la cura della TBC e per portatori d’handicap. La sua vita comincia ad essere rischiosa, sia per le prese di posizione sia per la visibilità che la sua opera ha nel mondo (donna cattolica in un paese mussulmano). Viene uccisa il 5 ottobre 2003, mentre sta compiendo la visita serale tra gli ammalati del suo ospedale. Cari giovani... Cari giovani, che costituite la speranza della Chiesa in Italia! Qualunque sia il motivo che vi ha condotto qui, posso dirvi che a riunirci anche se è coraggioso dirlo è lo Spirito Santo. Sì, è proprio così: qui vi ha guidati lo Spirito; qui siete venuti con i vostri dubbi e le vostre certezze, con le vostre gioie e le vostre preoccupazioni. Ora tocca a noi tutti, a voi tutti aprire il cuore ed offrire tutto a Gesù. Purtroppo oggi, non di rado, un’esistenza piena e felice viene vista da molti giovani come un sogno difficile - abbiamo sentito tante testimonianze - e qualche volta quasi irrealizzabile. Tanti vostri coetanei guardano al futuro con apprensione e si pongono non pochi interrogativi. Si chiedono preoccupati: come inserirsi in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un senso pieno alla vita? Con amore e convinzione ripeto a voi, giovani qui presenti, e attraverso di voi, ai vostri coetanei del mondo intero: Non abbiate timore, Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! Ci sono forse sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito di Dio? C’è qualcosa che può bloccare il nostro entusiasmo quando siamo uniti a Cristo? Nulla e nessuno, direbbe l’apostolo 51 Paolo, potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore (Cf Rm 8,35-39). Lasciate che questa sera io vi ripeta: ciascuno di voi se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose. Di fronte a tanti fallimenti non è infrequente questa domanda: sono io migliore dei miei amici e dei miei parenti che hanno tentato e hanno fallito? Perché io, proprio io, dovrei riuscire là dove tanti si arrendono? Quest’umano timore può bloccare anche gli spiriti più coraggiosi, ma in questa notte che ci attende, ai piedi della sua Santa Casa, Maria ripeterà a ciascuno di voi, cari giovani amici, le parole che lei stessa si sentì rivolgere dall’Angelo: Non temete! Non abbiate paura! Lo Spirito Santo è con voi e non vi abbandona mai. A chi confida in Dio nulla è impossibile. Ciò vale per chi è destinato alla vita matrimoniale, ed ancor più per coloro ai quali Iddio propone una vita di totale distacco dai beni della terra per essere a tempo pieno dediti al suo Regno. Tra voi ci sono alcuni che sono incamminati verso il sacerdozio, verso la vita consacrata; taluni che aspirano ad essere missionari, sapendo quanti e quali rischi ciò comporti. Penso ai sacerdoti, alle religiose e ai laici missionari caduti sulla trincea dell’amore al servizio del Vangelo. Cari giovani, se il Signore vi chiama a vivere più intimamente al suo servizio, rispondete generosamente. Siatene certi: la vita dedicata a Dio non è mai spesa invano. (Dal discorso di Sua Santità Benedetto XVI, Piana di Montorso, 1 settembre 2007) Cari giovani, lasciatevi coinvolgere nella vita nuova che sgorga dall’incontro con Cristo e sarete in grado di essere apostoli della sua pace nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, all’interno delle vostre comunità ecclesiali e nei vari ambienti nei quali vivete ed operate. Ma che cosa rende davvero “giovani” in senso evangelico? Questo nostro incontro, che si svolge 52 all’ombra di un Santuario mariano, ci invita a guardare alla Madonna. Ci chiediamo dunque: Come ha vissuto Maria la sua giovinezza? Perché in lei è diventato possibile l’impossibile? Ce lo svela lei stessa nel cantico del Magnificat: Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48a). L’umiltà di Maria è ciò che Dio apprezza più di ogni altra cosa in lei. Cari giovani, mi sembra di scorgere in questa parola di Dio sull’umiltà un messaggio importante e quanto mai attuale per voi, che volete seguire Cristo e far parte della sua Chiesa. Il messaggio è questo: non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere. Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie “alternative” indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo. Quella dell’umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato. È vero, tante e grandi sono le sfide che dovete affrontare. La prima però rimane sempre quella di seguire Cristo fino in fondo, senza riserve e compromessi. E seguire Cristo significa sentirsi parte viva del suo corpo, che è la Chiesa. Non ci si può dire discepoli di 53 Gesù se non si ama e non si segue la sua Chiesa. La Chiesa è la nostra famiglia, nella quale l’amore verso il Signore e verso i fratelli, soprattutto nella partecipazione all’Eucaristia, ci fa sperimentare la gioia di poter pregustare già ora la vita futura che sarà totalmente illuminata dall’Amore. Il nostro quotidiano impegno sia di vivere quaggiù come se fossimo già lassù. (Dall’omelia di Sua Santità Benedetto XVI, Piana di Montorso, 2 settembre 2007) Preghiera del Vescovo per l’anno pastorale 2008-2009 Signore Gesù, nostro Buon Pastore, rendici partecipi dell’amore e della sofferenza del tuo cuore per il gregge che il Padre ti ha affidato, soprattutto per le pecore più deboli, quelle che si sono smarrite lungo i sentieri della vita, quelle che non conoscono la strada per giungere a te ed entrare nel tuo ovile. Rinnova in noi la meraviglia e la gioia per il privilegio immeritato di aver ricevuto il dono della fede in te e di essere membra vive della Chiesa. Donaci il desiderio grande di offrire a vicini e a lontani il tesoro che arricchisce e illumina la nostra vita, dal quotidiano nella famiglia e nelle occupazioni, fino agli estremi confini della terra. Rendici “missionari in ginocchio”: la comunione con te, 54 nella celebrazione e nell’adorazione dell’Eucaristia, sia sorgente da cui sgorga la passione di portare ad ogni uomo la conoscenza di te e del tuo Vangelo. Sia il gesto d’amore più puro che possiamo compiere verso ogni fratello e sorella, cominciando dai nostri famigliari e amici. Ci sostenga l’esempio dei santi missionari della nostra terra. Ci accompagni l’intercessione di Maria, dal cui cuore e grembo di Madre ti abbiamo ricevuto. Amen. 55 Adorazione eucaristica nelle chiese della diocesi Vicariato di Asolo Asolo 1º lunedì del mese, 20.00 Ca’ Rainati domenica dalle 10.00 alla Messa vespertina Casella 1º venerdì del mese, 20.00 Casoni 1º e 2º mercoledì del mese, 20.30 (ascolto della parola e adorazione); 2º e 4º giovedì del mese, 19.00 Cavaso giovedì a metà del mese, 8.0018.00 (in cappellina SuDorotee) Mussolente 3º giovedì del mese, 20.30 Onè di Fonte 1º venerdì del mese, 20.30 Pagnano 1º sabato del mese, 17.00 San Zenone giovedì, 20.00 (Santuario del Monte); dopo il 2 novembre fino a Pasqua, 20.00 (in chiesa) Vicariato di Camposampiero Camposampiero giovedì, 15.00-20.00, nella chieset ta di S. Chiara (accanto alla canonica) Fossalta giovedì, 18.00-22.00 Rustega giovedì, 18.00-22.00 (cappellina della canonica) Massanzago 1º venerdì del mese, 18.00 Trebaseleghe ultimo venerdì del mese, 20.4522.00; ogni mercoledì mattina 9.00-10.00. Torreselle un’ora il sabato pomeriggio, guidata Levada un’ora il sabato pomeriggio, guidata 59 Vicariato di Castelfranco Castelfranco Duomo: da lunedì a venerdì, 9.00-11.00 e 16.00-18.00 Castelfranco – Chiesa S. Giacomo: giovedì, 21.0022.00 Castelfranco – Chiesa del Cristo (Figlie della Chiesa): da lunedì a venerdì, 9.00-11.00 e 16.00-18.00; nei venerdì di avvento e quaresima, 20.30-22.00 Comunità Discepole del Vangelo Via Brenta, 12: lunedì-venerdì, 11.30-12.30 e 17.45-18.45; venerdì d’avvento e quaresima, 22.00-6.00 Centro parrocchiale Don Ernesto Bordignon, Via Bassano 16: dal lunedì al venerdì, 17.45-18.45; adorazione notturna nei venerdì di avvento e quaresima Treville 1º venerdì del mese, 15.30-18.00 Resana giovedì, 9.00-11.00; 1º lunedì del mese, 20.30-22.00 San Marco 1º venerdì del mese, 8.00-9.00 Castelminio 1º venerdì del mese, 20.00-21.00 Campigo giovedì, 17.00 (est.), 18-00 (inv.); 1º giovedì del mese, 17.00-23.00 Albaredo 3º giovedì del mese, 21.00-22.00 Casacorba 1º venerdì del mese, 17.30-18.00, 20.00-21.00 Salvatronda giovedì, 17.00-18.00 Salvarosa 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Vedelago 1º venerdì del mese, 20.30-21.30 Cavasagra 1º venerdì del mese, 7.30-8.00, 18.00-18.30 60 San Floriano 3º giovedì del mese, 20.30-21.30 Barcon giovedì, 20.30-21.15 Vicariato di Castello di Godego Castello di Godego giovedì, 18.00-19.00 S. Martino di L. 1º giovedì del mese, 15.00 (cripta) Galliera Veneta domenica, 15.00-16.00 Riese Pio X 1º giovedì del mese, 15.30-18.30 Vallà di Riese 2º giovedì del mese, 21.00-22.00 S. Vito di Altivole 1º venerdì del mese, 15.30-18.30 Vicariato di Cornuda Cornuda Rocca giovedi, 15.30-16.30 Cornuda Suore lunedì, 20.30-21.30 Cappellina Coste venerdì, 15.30-16.30 Crespignaga da ottobre a maggio la domenica, 15.00-16.00 Crocetta sabato, 17.00-18.30 Maser i primi venerdì del mese, 19.3021.00; i sabati di Avvento e Quaresima, 18.00-18.30 Pederobba venerdì, 18.30-19.00; i primi giovedì del mese, 15.30-16.30 S. Mama (Ciano) domenica, est. 18.00-19.00, inv. 17.30-18.30 61 Vicariato di Mirano Mirano 1º giovedì del mese, 17.30-18.30 Spinea S. Bertilla giovedì, 17.30-18.30 Spinea S. Vito ultimo venerdì del mese; lunedì (ogni 15 gg.), 20.30-21.30 Martellago sabato, 17.30-18.30 Olmo sabato, 17.30-18.30 Maerne giovedì, 17.30-18.30; 1º lunedì del mese, 20.30-22.30 Vicariato di Mogliano Veneto Gaggio 1º giovedì del mese, 20.30 Casale giovedì, 19.00-22.30 Marcon venerdì 17.30-18.30; 2° giovedì del mese 20.30 (guidata; segue la Santa Messa) Mogliano – S. Marco: sabato, 8.30-9.30 Vicariato di Monastier Roncade venerdì, 8.30-9.00; 1º sabato del mese notturna, 19.00-7.00; Biancade 1° venerdì del mese, 8.00-8.30 S. Cipriano 1° giovedì del mese,16.00-22.30 Vallio 1° venerdì del mese, 15.30-17.00 S. Biagio 1° venerdì del mese, 8.30-9.30 Fagarè e S. Andrea sabato, 17.00-18.00 Silea 1° venerdì del mese, 15.00-18.30 Cendon da lunedì a venerdì (escluso il mer- 62 coledì), 18.00-19.00; 1° venerdì del mese, 20.30-22.00 Zenson sabati di avvento, 17.00-18.00; Natale e tempo succ.: 1º venerdì del mese, 20.00-21.00 Monastier domenica, dalle 14.30 Monastier – Casa di cura: venerdì, 8.30-9.30 Musestre venerdì ogni 15 giorni, 20.3021.00 Rovarè tutte le sere da lunedì a venerdì, 18.00-18.30 Vicariato di Montebelluna Montebelluna Duomo: mercoledì, 19.00-20.00; sabato, 15.30-18.30 Busta-contea 1º venerdi del mese, 20.30-21.30 S. Gaetano giovedì, 19.00-19.30 Biadene ultimo venerdì del mese, 17.30-18.30 Caonada 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Trevignano e Falzè (dalle 20.30 alle 21.30) 18 ottobre a Trevignano; 13 novembre a Falzè; 13dicembre a Signoressa; 17 gennaio a Trevignano; 21 febbraio a Falzè; 17 aprile aSignoressa; 22 maggio a Trevignano; 19 giugno a Falzè Guarda 1º sabato del mese, 14.30-18.00; in avvento il sabato, 14.30-18.00 Caerano venerdì, 20.30- 21.30 63 Vicariato di Nervesa Selva del Mont. 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 (inv.) – 18.00-19.00 (est.) Ss. Angeli 1º lunedì del mese, 20.00-21.00 Bavaria sabato, 17.30-18.30 Cusignana 1º venerdì del mese, 8.30-9.30; 2° lunedì del mese 19.00-20.00 Povegliano venerdì, 19.00-20.00 Giavera ogni 2° giovedì del mese, 20.00 – 21.30 Vicariato di Noale Briana giovedì, 16.30 Gardigiano sabato, 17.30-18.30; 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Moniego 1º venerdì del mese, 8.00-19.00; giovedì 20.30-21.30 Noale martedì, 9.00 (chiesa dell’asilo San Giuseppe); mercoledì, 20.30 (chiesa dell’Assunta); giovedì, 15.00 (chiesa dell’Assunta) Peseggia 1° venerdì del mese 20.30-21.30 (Chiesetta dell’Asilo) Rio San Martino venerdì, 15.00-16.00 Robegano 1º venerdì del mese, 20.30-22.00 Salzano giovedì, 17.00-18.00 S. Maria di Sala 2º martedì del mese, 19.00-19.30 Scorzè 1º venerdì del mese, 19.00-23.00 Veternigo venerdì di avvento e quaresima, 19.00 64 Vicariato di Paese Paese 21 ottobre, 18 novembre e tutte le domeniche di avvento (16.0018.00) Postioma una sera al mese (chiedere in parrocchia) Padernello domenica, 15.00-15.30; mercoledì, 15.00-16.00; 1º giovedì del mese, 16.30-21.00 Porcellengo martedì 17.30-18.00; una sera al mese (informazioni in parrocchia) Quinto 1º giovedì del mese, 20.45-21.45 Santa Cristina 1º venerdì del mese, 20.30-21.30 Badoere mercoledì, 19.30-22.00 (cappellina dell’asilo) Scandolara domenica pomeriggio (a partire dall’avvento) Zero Branco giovedì, 20.30-22.00 (in Avvento e Quaresina con Lectio divina); ogni giovedì, 15.00-18.00 (cappellina delle suore Carmelitane) Vicariato di Ponte di Piave Levada mercoledì, 20.30-21.30 Ormelle giovedì, 21.00-22.00 Negrisia domenica, 15.16.00 Ponte di Piave giovedì, 8.30-18.30 65 Vicariato di Spresiano Carbonera 1º venerdì del mese, 20.30 Lancenigo giovedì, 20.30 Maserada venerdì, 17.00-18.00 Lovadina 1º giovedì del mese, 20.30-21.30 Villorba 1º venerdì del mese, 18.00-18.30 Fontane 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Catena 1º sabato del mese, 17.30-18.30 Spresiano notturna, una volta al mese Visnadello 1º venerdì del mese, 17.00-18.00 Candelù 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Mignagola un mercoledì al mese, 20.30 Vascon 1° venerdì del mese, 17.30-18.30 Vicariato di S. Maria del Rovere Immacolata 1º giovedì del mese, 16.00-18.00 Monigo 1º venerdì del mese, 20.45-21.45 Fiera 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Fiera - Cappella S. Luca - Villaggio Gescal: domenica, 17.00-18.00 San Bartolomeo 1º venerdì del mese, 17.30; avvento e quaresima, giovedì 20.30-21.30 Santa Bona 1º giovedì del mese, 17.30-18.30 San Liberale 1º giovedì del mese, 17.30-18.00 S. M. del Rovere domenica, 17.30-18.30; 1º e 3º venerdì, 17.30-18.30 Monastero della Visitazione: 1º venerdì del mese, dopo la Messa delle 20.30, fino alle 21.45 66 San Paolo 1º giovedì del mese, 18.00 San Pelajo 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Sacro Cuore 1º venerdì del mese, 17.30-18.30 Selvana lunedì, 17.30 Paderno 1º venerdì e 1º sabato del mese, 20.00 Merlengo 2º venerdì del mese, 20.30 (chiesetta della scuola materna) Vicariato di S. Donà di Piave Duomo 1º venerdì del mese, 19.00-20.00 Piccolo Rifugio tutti i giorni, 15.00-18.00; lunedì, 20.30-24.00; ultimo lunedì del mese, 20.30-8.00 Oratorio Don Bosco: 1º venerdì del mese, 20.4521.15 Suore della Riparazione: giovedì, 17.00-18.00; ogni domenica, 17.00-18.00; 1º venerdì del mese, 17.00-18.00 Casa Saretta domenica, 18.15-19.15 San Giuseppe Lav.1º venerdì del mese, 16.00-18.00 San Pio X giovedì, 17.00-18.00 Mussetta giovedì, 17.30-18.30 Musile 1° giovedì del mese, 18.00-18.30 Chiesanuova 1º venerdì del mese, 18.30-19.00 Fossalta giovedì, 17.00-18.00 Noventa martedì, 17.00-18.30 Marteggia 3° mercoledì del mese, 21.0022.00 Losson 1ª domenica del mese, 15.30-16.30 67 Caposile giovedì, 16.00-17.00 Croce di Piave ogni 13 del mese, 20.30-21.30 Millepertiche domenica, 15.00-16.00 Passarella 1º giovedì del mese, 18.30-19.30 Fiorentina 1° giovedì del mese, 17.30-18.00 Calvecchia 1° venerdì del mese, 17.30-18.00 Vicariato di Treviso Parrocchie della città con il Vescovo 2° mercoledì del mese, chiesa di S. Francesco, 21.00 – 22.00 Cattedrale da lunedì a venerdì, 17.00-18.00 Comunità Discepole del Vangelo: adorazione notturna nei venerdì di avvento e quaresima Casier 1º mercoledì del mese, 21.0022.00 Dosson giovedì, 17.30-18.30 Frescada 1º venerdì del mese, 18.00-18.30 S. Giuseppe giovedì, 19.00-19.30; 1° lunedì del mese, 19.30-20.30 S. Lazzaro tutti i giovedì, 7.30-8.30; 1° venerdì del mese, 19.00-20.00 S. Agnese 1° giovedì del mese, 17.00-18.00 S. Andrea in Riva venerdì, 17.30-18.30 S. Antonino 1º giovedì del mese, 15.30-16.30 S. M. Ausiliatrice 1º venerdì del mese, 15.00-19.00 S. M. Maddalena 1º venerdì del mese, 18.00-19.00 S. Zeno 68 1º venerdì del mese, 19.00 (est.) e 18.30 (inv.); S. Maria sul Sile 1° venerdì del mese, 17.30-18.30 S. Francesco 2° mercoledì del mese, 21.0022.00 Carmelitani lunedì, 18.30-19.30 S. Stefano – Figlie della Chiesa: tutti i giorni, 17.0018.00 Istituto Zanotti giorni feriali, 7.30-18.00; giovedì, 20.30-22.30; 1° sabato del mese notturna, 21.00-7.00 69 Indice Presentazione............................................................2 Il sussidio..................................................................4 1. Ringraziamo con gioia Dio....................................9 2. Dio diffonde per mezzo nostro...........................15 3. Il profumo del pane La sorpresa dell’incontro nella quotidianità........20 4. Il profumo del vino Dove nasce la vera festa......................................26 5. Il profumo dell’olio Il servizio............................................................31 6. Il profumo dell’incenso La preghiera........................................................36 Testi per la meditazione personale..........................43 Adorazione eucaristica nelle chiese della diocesi....57 71 Finito di stampare nel mese di ottobre 2007 da Grafiche Dipro - Roncade Tv