Il corso di guida al tirocinio: aspetti organizzativi e metodologici relativi alla guida e
alla supervisione dell’esperienza di tirocinio.
di Vanna Riva e Marco Zanolli
1. Caratteristiche del corso di guida al tirocinio del secondo anno in Bicocca1
L’impostazione del corso al secondo anno accademico si basa sull’ipotesi che nel percorso
formativo sia fondamentale la comprensione del lavoro degli assistenti sociali nelle organizzazioni
in cui sono inseriti. Pensare alla figura professionale dell’assistente sociale, infatti porta
necessariamente a condurre l’attenzione anche al contesto nel quale è inserita e in primis
all’organizzazione di appartenenza. A questo proposito alcuni teorici di servizio sociale utilizzano
espressioni specifiche: Elisabetta Neve parla di “professione di contesto” e Luigi Gui di
“professione contestualizzata” per sottolineare non solo la rilevanza del contesto di appartenenza,
ma anche come l’appartenenza a un’organizzazione contribuisce a costruire l’apporto professionale.
E’ infatti rilevante che gli studenti apprendano non solo gli aspetti che connotano le organizzazioni,
ma anche l’incidenza che questi hanno sulle pratiche di lavoro degli assistenti sociali.
La centratura del corso è in particolare sulla capacità di comprensione e di lettura degli aspetti
organizzativi che concorrono a costruire l’agire professionale degli assistenti sociali, basti pensare
ad esempio a come le scelte organizzative in merito al servizio di segretariato sociale si intrecciano
con l’operato dei professionisti (Rossi, 2012).
La specificità che contraddistingue il corso di guida al tirocinio nel secondo anno
accademico è la sua focalizzazione sulla comprensione e sulla capacità di analisi
dell’organizzazione in cui il tirocinio viene svolto, delle sue interrelazioni con i diversi contesti
operativi, con un’attenzione particolare all’osservazione degli strumenti di lavoro dell’assistente
sociale e in forte connessione con altre discipline, in particolare con Organizzazione dei servizi
sociali e Metodi e tecniche del servizio sociale. Questa visione interdisciplinare e multidisciplinare
permette di avere un approccio globale ai contesti in cui si svolge il tirocinio.
Si forniscono agli studenti gli strumenti per poter leggere e comprendere la complessità degli enti e
dei servizi, cercando di guidarli ad analizzare il contesto territoriale, demografico e istituzionale in
cui è collocato l’ente di tirocinio, a capire il funzionamento del servizio in cui sono inseriti e le
dinamiche presenti tra i differenti attori focalizzandosi successivamente sull’osservazione del lavoro
dell’assistente sociale nello specifico contesto organizzativo.
Si pone un’attenzione specifica al percorso di crescita professionale dello studente nel suo
avvicinamento alla professione, facilitando i processi di riflessione e rielaborazione dei vissuti
emotivi sollecitati dall’esperienza di tirocinio sia tramite il diario di tirocinio, strumento che aiuta la
rielaborazione tramite la scrittura, sia favorendo il confronto nel gruppo.
Il corso di guida al tirocinio è suddiviso in quattro fasi che vengono riportate di seguito.
La prima fase comprende l’inserimento dello studente nell’ente di tirocinio. Attraverso esercitazioni
in aula e assegnazioni di compiti individuali, si invitano gli studenti a riflettere sulle aspettative
relative al tirocinio e sull’immagine di prossimi tirocinanti, guidandoli nella preparazione del primo
incontro con il supervisore e fornendo gli strumenti necessari per cogliere gli aspetti che
contraddistinguono l’organizzazione e che si intrecciano con il lavoro dell’assistente sociale nel
contesto in cui opera2.
1
Per la stesura di questo paragrafo ci si è avvalsi della documentazione utilizzata nel corso di Guida al tirocinio,
costruita nel tempo da differenti docenti che hanno collaborato con l’Università Milano Bicocca e precedentemente con
l’Università degli studi di Milano. Si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato, negli anni, alla stesura e alla
revisione dei materiali ancora utilizzati nel corso, in particolare Maria Giovanna Secchi e Raffaella Puccio; cfr Puccio
(2007).
2
Risulta fondamentale il collegamento con i contenuti teorici del corso di Organizzazione dei servizi sociali per poter
osservare e capire il funzionamento del servizio sociale (la tipologia di ente, la denominazione del servizio, le
1
In questa prima fase i supervisori vengono coinvolti in una giornata formativa seminariale a
conferma del solido rapporto che tradizionalmente l’Università di Milano Bicocca ha costruito nel
tempo con i supervisori (Puccio, Taccani, 2009), salvaguardando la specificità istituzionale e di
competenza (Neve, 1990, 1995).
La seconda fase impegna lo studente nella progettazione del proprio piano di tirocinio. Attraverso
lezioni frontali, esercitazioni in piccoli gruppi e lavori individuali si guidano gli studenti a declinare
gli obiettivi generali e specifici del tirocinio nel servizio in cui sono inseriti.
I supervisori vengono attivamente coinvolti nella stesura del piano di tirocinio che diviene lo
strumento di negoziazione tra studente, supervisore e docente di guida al tirocinio.
La terza fase consiste nello svolgimento di attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
specifici previsti nel piano con l’accompagnamento, del supervisore sul campo e del docente di
guida al tirocinio in aula3. Accanto al lavoro del supervisore che “è chiamato a rinforzare e
promuovere la capacità dello studente di leggere le situazioni dentro i contesti” (Fazzi, Rosignoli,
2012:152), i docenti di guida al tirocinio favoriscono la connessione tra saperi teorici e saperi pratici
anche tramite il confronto nel gruppo e la sperimentazione attiva. Le lezioni in aula sono articolate
in lezioni frontali, simulate, esercitazioni in piccoli gruppi, miranti a favorire la capacità di lavorare
in gruppo, lo sviluppo delle capacità di analisi e di sintesi e delle capacità di esprimersi sia
verbalmente sia per iscritto con l’utilizzo di un linguaggio professionale. Si cerca inoltre di
stimolare la conoscenza di sé in relazione, la capacità di svolgere compiti in autonomia e in
collaborazione con altri, il lavoro in gruppo.
Si facilita così la connessione tra teoria e pratica creando collegamenti sia con Metodi e tecniche del
servizio sociale sia con Organizzazione del servizio sociale. Si analizzano, a partire dai contributi
che gli studenti portano dell’esperienza di tirocinio: l’accesso al servizio e la prima accoglienza, la
documentazione, il lavoro d’équipe, gli incontri con operatori di altri servizi e il lavoro di rete4. Si
guidano, quindi, gli studenti a cogliere gli aspetti dell’organizzazione che concorrono a costruire la
professionalità degli assistenti sociali, si stimola la loro capacità di leggere le situazioni che
osservano durante l’esperienza di tirocinio sollevando gli aspetti di criticità e favorendo il confronto
d’aula a partire dalle singole esperienze anche con l’utilizzo di griglie di lettura mirate.
I supervisori forniscono ai docenti di guida al tirocinio riscontri sull'andamento del percorso dello
studente attraverso la valutazione in itinere5 e quando emergono aspetti di criticità, il docente di
guida al tirocinio, in stretta collaborazione con il supervisore, aiuta lo studente a maturarne
consapevolezza e a trovare le modalità per renderli affrontabili.
La quarta fase è dedicata alla verifica e alla valutazione dell'esperienza e prevede il coinvolgimento
dei tre soggetti significativi: lo studente, il docente di guida al tirocinio e il supervisore.
Quest’ultimo si esprime sulle capacità di lettura del funzionamento organizzativo e di
collaborazione con altri professionisti nonché della comprensione del ruolo dell’assistente sociale
nell’organizzazione di appartenenza, sulle capacità dello studente di utilizzare il rapporto
formativo, sull’interesse e sulla motivazione mostrata nell’esperienza di tirocinio, sulla capacità di
organizzarsi, di prendere decisioni, di esprimere le criticità rilevate in modo costruttivo, di
rielaborare l’esperienza e di proprio lavoro e di trasmettere per iscritto e oralmente contenuti
comprensibili ad altri. La valutazione finale, effettuata dal docente del corso di guida al tirocinio
tiene in considerazione tre aspetti:
condizioni di accesso al servizio, i soggetti presenti, i differenti ruoli, le dinamiche fra i vari soggetti…). Si guida infatti
lo studente a declinare i concetti di ente, servizio, territorio, rete dei servizi nella specifica realtà in cui viene inserito.
3
In linea di massima vengono dedicati al tirocinio due giorni settimanali con la possibilità di un periodo intensivo,
durante la sospensione delle lezioni, da concordare direttamente tra supervisore e studente.
4
Ciò avviene tramite la presentazione, da parte degli studenti, delle osservazioni e dei materiali acquisiti durante il
tirocinio in stretta connessione con le tematiche trattate.
5
La scheda di valutazione in itinere prevede di individuare le attività che lo studente sta svolgendo in affiancamento e
quelle che sta effettuando in autonomia. Infatti, benché il tirocinio di secondo anno abbia un carattere prevalentemente
osservativo, si chiede ai supervisori la possibilità che gli studenti sperimentino piccole autonomie (es. telefonate,
comunicazioni brevi, compilazione di moduli o questionari, stesura di verbali, di comunicazioni, di relazioni).
2
1. il lavoro svolto in aula in termini di partecipazione alle lezioni, qualità dei lavori individuali
e dei contributi alle esercitazioni, capacità critica e riflessiva emersa durante le lezioni;
2. la valutazione effettuata dal supervisore;
3. la stesura di un elaborato finale individuale che rivisita complessivamente l’esperienza di
tirocinio secondo gli obiettivi indicati.
La valutazione finale del percorso di tirocinio viene effettuata dal docente di guida al tirocinio
tramite un giudizio registrato sul libretto di tirocinio e trasmesso al docente di Metodi e tecniche del
servizio sociale che la integra alla valutazione del corso teorico; si sottolinea così la rilevanza e la
necessità dell’integrazione tra teoria e pratica nel percorso di formazione alla professione.
Il Piano di tirocinio
Il piano di tirocinio può essere descritto come un documento, strutturato secondo uno
schema dato, che sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto formativo denominato
tirocinio. Viene utilizzato sia per la pianificazione e gestione del tirocinio sia per la comunicazione
esterna che per la valutazione dei risultati.
L’esperienza di tirocinio di secondo anno rappresenta un momento di passaggio
fondamentale nella carriera universitaria degli studenti. In quest’anno di corso gli stessi hanno la
possibilità di misurarsi con un’esperienza “sul campo”, sulla quale riversano grandi aspettative, in
particolare in termini di conferma del percorso formativo scelto6. Al contempo il tirocinio è anche il
luogo dove gli studenti sono chiamati a osservare l’esercizio della professione e a sperimentarsi in
essa.
Il tirocinio rappresenta quindi un contenitore composito, che risponde ad istanze diverse e
che necessita di essere programmato nelle sue attività declinando i diversi obiettivi che con esso ci
si prefigge di assolvere.
La stesura di un coerente Piano di Tirocinio, da condurre in concorso con il Supervisore,
consente allo studente di programmare il proprio lavoro, fornisce elementi di valutazione sullo
stesso, sia in itinere che alla conclusione del percorso, al Supervisore, al Docente di Guida ed allo
studente stesso, agevolandolo nella stesura della relazione finale.
Al fine di guidare gli studenti nella stesura del proprio Piano di Tirocinio viene loro
presentata una traccia che descriviamo di seguito:
6
All’avvio di ogni annualità di corso viene chiesto agli studenti di esprimersi in termini di aspettative circa il Tirocinio
3
OBIETTIVO GENERALE A
Conoscenza e comprensione del funzionamento organizzativo dell’ufficio, rispetto all’ente, al
contesto territoriale e al sistema dei servizi
OBIETTIVI SPECIFICI
Organizzazione Funzionamento
UFFICIO
- Rispetto ad un sistema più ampio
di rapporti e connessioni con altri
servizi dello stesso ente,
- mandato normativo
CONTESTO TERRITORIALE
Di riferimento con caratteristiche
del territorio e della popolazione
(bisogni emergenti/ richieste
specifiche)
SISTEMA DEI SERVIZI
Rapporti e connessioni con altri
servizi di altri enti
Rete della offerta dei servizi
ATTIVITA’
Pianificate
STRUMENTI
utilizzati
Es:
Es.:
lettura e comprensione Carta dei
carta dei servizi,
servizi
COMPETENZE
esercitate
TEMPI
Programmati
Es.:
Raccolta
Documentazione
interviste
reperimento di
informazioni tramite
sito
lettura e comprensione
piano di zona
OBIETTIVO GENERALE B
Conoscenza del ruolo, delle funzioni e del lavoro dell’A.S., all’interno del sistema delle offerte e rispetto al
mandato istituzionale e professionale
OBIETTIVI SPECIFICI
ASSISTENTE SOCIALE
.Ruolo
.Funzioni (organigramma)
.Attività (cosa si occupa)
.Presenza di altri professionisti
.Attività lavorative con altri
professionisti (èquipe)
.Materiale documentativo utilizzato
MANDATO ISTITUZIONALE
Dell’Ente e del Servizio e coerenza
con il mandato professionale
UTENZA (DOMANDA)
Relativo alla popolazione (singoli,
gruppi, altro) che si relazionano al
servizio sociale
SISTEMA DEI SERVIZI (OFFERTE)
Rete dell’offerta dei servizi
rispetto al ruolo dell' a.s.
ATTIVITA’
Pianificate
STRUMENTI
utilizzati
COMPETENZE TEMPI
esercitate
programmati
Es.:
Es.:
Es.:
partecipazione ad
Verbalizzazione Ascolto e
équipe, colloqui, visite
Osservazione
domiciliari
Studio delle cartelle e
lettura dei contenuti
delle stesse
4
OBIETTIVO GENERALE C
Conoscenza di sé e graduale maturazione di un’identità professionale, attraverso l’esperienza della collocazione
istituzionale in un servizio, in un’ottica di progettualità.
OBIETTIVI SPECIFICI
ATTIVITA’
Pianificate
STRUMENTI
utilizzati
COMPETENZE
esercitate
Conoscenza di sé (punti di forza,
debolezza)
Es.:
Confronto col
Supervisore
Es.:
Diario di
Tirocinio
Es.:
Autoosservazione
TEMPI
programmati
Acquisizione dell’ identità
professionale
Sviluppo della progettualità
professionale /personale
Questa traccia risponde ad un’esigenza molteplice. Innanzitutto deve essere un documento
comune e confrontabile, sia per consentire una valutazione omogenea del lavoro degli studenti sia,
soprattutto, per consentire attività d’aula di confronto e concorso nell’individuazione di percorsi
efficienti per raggiungere gli obiettivi dati7. Al contempo deve avere anche una caratteristica di
flessibilità, al fine di poter essere strumento efficace a prescindere dalla sede di tirocinio.
Come tutti i piani di lavoro, anche il piano di tirocinio è da intendersi come un work in
progress, adattabile e modificabile nel tempo, qualora le condizioni esterne lo rendano necessario.
Come si vede, agli studenti è presentata una traccia, suddivisa in tre parti, una per ognuno
dei tre obiettivi generali del tirocinio:
1.
Conoscenza e comprensione del funzionamento organizzativo dell’ufficio, rispetto all’ente,
al contesto territoriale e al sistema dei servizi
2.
Conoscenza del ruolo, delle funzioni e del lavoro dell’A.S., all’interno del sistema delle
offerte e rispetto al mandato istituzionale e professionale
3.
Conoscenza di sé e graduale maturazione di un’identità professionale, attraverso
l’esperienza della collocazione istituzionale in un servizio, in un’ottica di progettualità.
L'ambito di indagine, rispetto ai tre obiettivi, può essere sintetizzato indicando come oggetto
di ricerca, per il primo obiettivo, l'organizzazione, per il secondo il lavoro dell'Assistente sociale,
per il terzo lo studente, tuttavia, nei tre obiettivi, così declinati, emerge la rilevanza data alla
comprensione degli assetti organizzativi dell’Ufficio ove lo studente è inserito, che come detto è il
centrale focus del tirocinio di secondo anno, infatti, anche per il secondo obiettivo, più legato al
lavoro “sul campo” dell'Assistente sociale, viene dato rilievo, anche nel rapporto con l'utenza, ai
mandati istituzionale e professionale.
La traccia opera una scomposizione dei macro obiettivi in obiettivi specifici, dando poi
mandato agli studenti di individuare quali attività pianificate, quali strumenti, quali competenze
ritengono di dovere, potere, mettere in campo per conseguirli.
Un simile processo di scomposizione consente di adattare i macro obiettivi allo specifico del
Servizio in cui lo studente è inserito, infatti lo studente, interrogandosi su quali possano essere le
attività da svolgere per assolvere agli obiettivi, declina gli obiettivi stessi coerentemente all’offerta
che il Servizio ove è inserito gli può garantire. In tal senso porre le attività proprie del lavoro
dell'Assistente sociale (quali ad esempio le riunioni, i colloqui, il governo e la conoscenza delle
7
Si sono sperimentati lavori di gruppo in cui gli studenti sono invitati a confrontarsi su quali possano essere le fonti a
cui attingere e le attività da svolgere per raccogliere elementi sufficienti per il conseguimento degli obiettivi dati,
rendendo la riflessione propria patrimonio comune. Tale approccio gruppale e non individuale nel lavoro di ricerca ha la
finalità di arricchire lo spettro delle possibili risorse e attivare una coscienza del ruolo e dell'identità professionale che
va oltre le caratteristiche proprie del Servizio di appartenenza.
5
cartelle) non come obiettivo del tirocinio, ma in un'ottica strumentale al fine di conseguire obiettivi
di comprensione del funzionamento del Servizio e del lavoro dell'Assistente sociale, risponde
all'obiettivo di far comprendere agli studenti come le pratiche della professione vanno collocate
all'interno di un processo (il processo d'aiuto) che non si esaurisce nell'attività stessa.
La traccia ha inoltre l’obiettivo didattico di portare gli studenti a riconoscere gli elementi
che compongono un processo di apprendimento e cambiamento. Un simile esercizio procede il
tirocinio specifico, nella consapevolezza che la professione è in costante aggiornamento e la
formazione universitaria rappresenta solo la parte iniziale di un costante processo di aggiornamento.
Bibliografia di riferimento
Fazzi L. Rosignoli A. Guida per i supervisori di tirocinio per il servizio sociale, Franco Angeli, Milano,
2012.
Gui L. Servizio sociale tra teoria e pratica. Il tirocinio, luogo d’interazione, LINT, Trieste, 1999.
Neve E. L’accompagnamento dello studente nell’apprendimento attraverso il tirocinio in Neve E., Niero M.
(a cura di) Il tirocinio. Modelli e strumenti dell’esperienza delle scuole di servizio sociale italiane, Franco
Angeli, Milano, 1990.
Neve E. L’attuazione e valutazione del tirocinio: il doppio accompagnamento dello studente in Bisleri C. et
al. La supervisione. Orientamenti ed esperienze di guida dei tirocini professionali, Franco Angeli, Milano,
1995.
Puccio R. Il tirocinio programmato e guidato, in Chessa S., Merler A., Piga M.L. (a cura), Processi culturali
per le politiche sociali integrate. Sardegna e confronti, Edes-Editrice democratica sarda, Sassari, 2007.
Puccio R., Taccani P. Lavoro sociale e lavoro formativo, in Prospettive Sociali e Sanitarie, n. 2/ 2009.
Rossi P. Il segretariato sociale e l’accesso ai servizi socio-assistenziali. Assetti istituzionali, logiche
organizzative, pratiche professionali, Franco Angeli, Milano, 2012.
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