Rotary Club
VENEZIA MESTRE
DISTRETTO 2060
4 0 anni
anno rotariano 2007-2008
bollettino n.6 maggio - giugno 2008
Commissioni
Azione interna
Affiatamento e ospitalità
Assiduità
Informazione rotariana
Carlo Brunelli
Mario Cognolato
Michela Dal Borgo
Paolo Pellegrini
Programmi
Marco Bortoletto
Relazioni pubbliche
Laura Facchinelli
Sviluppo dell’effettivo
Cristina Tonolo
Azione professionale
Giuseppe Sarti
Paolo Cercato - Antonino Antonini
Azione di interesse
pubblico
Bruno Bernardi
Laura Facchinelli - Antonio Marcomini
Relazioni internazionali
Guido Besazza
Lapo Cantagalli - Giancarlo Vesco
Classifiche e nomine
Luciano Tempestini
Giuseppe Sarti - Laura Facchinelli
40° anniversario del Club
Informatica
Soci con incarichi
distrettuali
Giuseppe Giorgi Carlo Vianini Giorgio Ciriotto Lapo Cantagalli
coordinatore
fotografie
storia del service
Francesco Camisa
Giuseppe Giorgi, Guido Besazza, Lapo Cantagalli,
Cristina Marchetti, Sandra Sofia Perulli, Giancarlo Vesco
in questo numero
4-5
i nostri appuntamenti
il messaggio del Presidente
6
la cronaca
Nascita pretermine…Alle soglie del III Millennio
sede
Hotel Bologna
via Piave, 214
30172
Mestre-Venezia (VE)
tel./fax 041.931000
8
la cronaca
Interclub con i R.C. contatto di La Celle St. Cloud e Binche
9
la cronaca
Il nuovo Ospedale di Mestre e il Polo Sanitario Veneziano
10
la cronaca
Paesaggi di Mestre - Mestre quale città, quale futuro
segreteria
Sig.na Silvana Baro
lunedì - mercoledì
ore 9.00 - 12.00
tel./fax 041.5381545
[email protected]
12
la cronaca
Venezia e i suoi antichi sapori
13
la cronaca
Incontro col Console Generale di Germania
14
la cronaca
Premio Internazionale al Rotaract Club Venezia Mestre
riunioni
presso Hotel Bologna
salvo gli eventuali incontri
extra moenia indicati nel
programma
15
la cronaca
Parliamo del Congresso Distrettuale
16
la cronaca
La diagnostica per immagini nel 2010
17
la cronaca
in redazione
visita alla Mostra “Roma e i Barbari”
Marco Bortoletto
Carlo Brunelli
Francesco Camisa
Laura Facchinelli
la cronaca
il bollettino è realizzato
con la collaborazione
della Scuola Grafica
dell’Istituto Salesiano
San Marco di Mestre (VE)
18
Con la banca degli occhi, Mestre protagonista della ricerca
20
i soci si presentano
Tiziana Agostini e Gabriele Andreola
22
i nostri service
24
l’angolo dei soci
Delinquenza giovanile, cosa fare?
26 - 28
la segreteria informa
“Varie ed eventuali”
3
i nostri appuntamenti
maggio
giovedì 8
venerdì 9, 10, 11
giovedì 15
venerdì 23
sabato 24
giovedì 29
giugno
giovedì 5
4
Consiglio Direttivo - ore 18.00
Aperitivo - ore 19.45
Gita in Piemonte
Conviviale - Hotel Bologna - ore 19.45
Tavola Rotonda su “Paesaggi di Mestre” per rispondere alla
domanda “Mestre quale città quale futuro?”, approfondendo
alcuni temi organizzata da Ettore Vio. Interverranno:
• l’Arch. Giovanni Vio che illustrerà della forma fisica di
Mestre, sia naturale che costruita.
• Il dott. Michele Casarin che tratterà dello scenario sociale
mestrino e della sua identità culturale
• la dott.ssa Benedetta Bortoluzzi che illustrerà come il
programma delle aree verdi sottenda sempre l’esistenza di un
sistema multiscalare entro il quale il territorio sotto il controllo
deve poter seguire il suo corso evolutivo.
Conviviale - Hotel Monaco (Venezia) - ore 20
Interclub con Mestre Torre e Venezia per la visita del Console
Generale di Germania dott. Hartmann che ci parlerà della
Riunificazione Tedesca, da lui vissuta in prima persona.
Sala Congressi Alta Forum - Campodarsego
Congresso Distrettuale.
Conviviale - Hotel Bologna - ore 19.45
La Diagnostica per Immagini nel 2010 il dott. Cagliari,
primario di Neuroradiologia dell’Ospedale di Mestre, ci
illustrerà il rapido e avvincente sviluppo scientifico e tecnologico
di questo importante settore della medicina.
Visita alla Mostra “Roma e i Barbari” a Palazzo Grassi di
Venezia ore 16.30 seguita da un aperitivo alla caffetteria e dalla
cena conviviale al “Vecio Fritoin” a S. Cassiano.
giovedì 19
Conviviale - Hotel Bologna - ore 19.45
Il dott. Diego Ponzin, Direttore della Fondazione Banca degli
Occhi e Presidente della Società Italiana Banche degli Occhi
ci parlera di “Trapianto di tessuti oculari e impiego
delle cellule staminali in oftalmologia: attualità e
prospettive”. Nel corso della serata verrà consegnato il premio
“Un Lavoro una vita” ad una persona che si è particolarmente
distinta nell’ambiente cittadino per l’attività svolta in ambito
artigianale.
giovedì 26
Cerimonia del passaggio delle consegne
Ca’ Sagredo Hotel – ore 20.00 - Campo S.Sofia 4198/99
Celebreremo questa importante cerimonia nelle sale di un palazzo
del XV secolo situato tra la Ca’ D’Oro e il Ponte di Rialto
il messaggio
del Presidente
Cari Amici,
questa mia annata di presidenza è stata ricca di impegni e mi ha fatto incontrare
molte persone interessanti ma, soprattutto, mi ha permesso di conoscere da una
prospettiva diversa il nostro Club e di di verificarne la grande vitalità, la dinamicità
e partecipazione di molti soci, ciascuno in modo diverso, più o meno evidente ma
sempre importante. Tante sono state le proposte, i saggi consigli, le iniziative
realizzate, i progetti iniziati, sempre con entusiasmo e partecipazione. Ho percepito
forte amicizia e sostegno nell’impegnativo ruolo che mi è stato affidato. Di tutto ciò
vi ringrazio ed in particolare di avermi dato la vostra fiducia, rendendomi orgogliosa
di presiedere un Club così attivo e stimato in ambito Rotariano e cittadino. Siamo
arrivati all’ultimo numero di questo bollettino che, di fatto, costituisce la storia
scritta di questa annata e della mia presidenza. E’ stato stampato grazie all’impegno
costante dei soci che hanno scritto le cronache e gli articoli, fotografato gli eventi,
organizzato il materiale e curato la parte editoriale e grafica, provveduto alla
stampa, al trasporto, alla distribuzione, amici che sinceramente ringrazio e con i
quali mi congratulo per l’ottimo risultato del loro lavoro: grazie Luciano, Carlo,
Laura, Francesco, Marco, Guido, Sandra e Silvana.
Nel passare il testimone a Giuseppe Sarti, certa che vivrà una presidenza serena ed
entusiasmante come è stata la mia, gli auguro buon lavoro e a voi tutti, ancora, un
caro saluto.
Cristina
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la cronaca
giovedì 10 aprile 2008
Conviviale ore 20.00 - Hotel Bologna
NASCITA PRETERMINE …
ALLE SOGLIE DEL III MILLENNIO
Relatore Prof. Vincenzo Zanardo
Presiede: Cristina Marchetti
Presenti: Andreolo e signora, Antonini e signora, Berengo, Besazza, Bortoletto, Brunelli, Burigana e
signora, Camisa e signora, Cantagalli, signora Cercato, Chersevani, Ciriotto e signora, Cognolato e signora,
Facchinelli, Faccini e signora, Fahrni, Giorgi, Marchetti, Marcomini, Martin, Monterosso, Morandi e
signora, Nardon e signora, Perulli, Piovesana e signora, Sarti e signora, Scarpa, Spadaro e signora, Tonolo,
Vianini e signora.
OspitI del Club: Vincenzo Zanardo e signora; Germana, Luciano, Federico Saccarola; Olga Varisco
Per ricordare l’amico Maurizio Saccarola, pediatra, recentemente scomparso, il nostro
Club ha organizzato una serata dedicata al tema “La nascita pretermine alle soglie del
3° millennio”. È intervenuto come relatore il dr. Vincenzo Zanardo, in servizio al reparto
Pediatria dell’Ospedale di Padova, autore di oltre 300 pubblicazioni, nonché socio del
Rotary Club di Padova.
La neonatologia è una scienza nuova che ha fatto grandi passi. Dopo aver citato Fabrizio
d’Aquapendente - autore, nel 1603, del primo disegno sulla formazione del feto – il
relatore precisa che, dopo la 23^ settimana di gravidanza, ci sono buone chance di vita
del feto seppure con rischi, mentre dopo la 28^ settimana ci sono possibilità concrete di
vita in salute.
Oggi l’attenzione dei neonatologi si concentra sui neonati che pesano meno di 1 k e su
quelli che non hanno avuto crescita in utero. Negli ultimi anni, in particolare, si sono
sviluppate alcune teorie. Secondo la teoria di Barker, “il neonato è padre dell’uomo”: quello
che è successo nel grembo materno condiziona il futuro dell’adulto. La Corioamnionite
è un’infezione delle membrane che può provocare rigetto ed espulsione del feto ed è
all’origine di molte future patologie.
La nascita pretermine riguarda il 10-12% delle nascite nei paesi industrializzati. L’85%
dei neonati vive, ma un quarto di quelli che pesano meno di 1 kg avranno handicap gravi
e il 50-70% presenteranno problemi di linguaggio, apprendimento, disturbi motori e del
comportamento.
Il problema non è facile da affrontare anche perché si tratta di nascite non programmabili:
i bambini nascono quando vogliono e il primo minuto di vita è importante. Occorre
un’equipe che sia in grado di intervenire subito per far partire cuore e respiro e non far
perdere temperatura. È anche difficile costruire un nuovo neonatologo, una professione che
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Germana Saccarola, Olga Varisco
e la Presidente
richiede dedizione, disponibilità ad interventi anche fuori
orario (in tal senso i giovani sono oggi poco disponibili).
Si riesce a rianimare il neonato, ma non a prevenire
l’handicap. In Italia non c’è una legge che preveda quando
rianimare. L’Accademia di neonatologia americana ha dato il limite delle 23 settimane e
dei 400 grammi di peso; altra condizione è l’assenza di anomalie cromosomiche. Queste
indicazioni sono seguite anche dai nostri neonatologi.
Nei centri di assistenza c’è un’infermiera laureata che sta col bambino 24 ore su 24: ci
sono donne bravissime come manualità, che garantiscono accuratezza assoluta e igiene
assoluta. C’è un medico ogni 25 bambini. E sono a disposizione supporti tecnologici
d’avanguardia: la neonatologia è un scienza trasversale che richiede una conoscenza di
tutti i settori. Il bambino resta dipendente dall’ossigeno da 6 mesi fino a un anno, ma è
altrettanto importante la preparazione dei genitori. Ed è fondamentale il contatto fisico: il
petto dei genitori è una grande macchina di rianimazione.
E comunque, anche dopo la dimissione dall’ospedale, le cure richiedono grande impegno.
Come ha detto una madre, “La prematurità non finisce mai”.
Nella stessa serata è intervenuta la signora Olga Varisco, madre di Giovanna, una giovane
mestrina che opera nel Madagascar con un’associazione di Reggio Emilia. Il suo impegno
è dedicato ai bambini figli di donne carcerate: ne segue 25 in una casa che presenta le
attività e i ritmi di una nostra famiglia contadina degli anni ’50. “Mia figlia è sorridente”,
dice la signora Varisco: “sembra felice”.
Il nostro club ha disposto un service per sostenere l’attività di questa giovane coraggiosa.
Lo ha fatto in memoria dell’amico Maurizio.
LF
Il Prof. Zanardo e Cristina Marchetti
Consegna della PHF a Carlo Vianini
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la cronaca
giovedì 5 aprile 2008
Conviviale ore 20.00 - Hotel All’Angelo - Venezia
Interclub con i R.C. contatto di La Celle St.Cloud e Binche
Presenti del nostro club: Andreolo e signora, Bernardi, Besazza, Brunelli e signora, Burigana e signora,
Camisa e signora, Cantagalli, Ciriotto, Cognolato e signora, Facchinelli, Giorgi e signora, Manente e signora,
Marchetti, Morandi e signora, Nardon e signora, Perulli, Rossi e signora, Venier e signora con tre ospiti,
Vesco;
Presenti del R.C. La Celle St. Cloud: 20 persone fra soci e familiari;
Presenti del R.C. Binche : 15 persone fra soci e familiari.
Il 4 e 6 Aprile ultimi scorsi si è svolto l’annuale incontro con gli amici rotariani dei Club contatto
francesi di La Celle St. Cloud e belgi di Binche. Per disguidi logistici gli amici inglesi non hanno
potuto essere presenti (il presidente del comitato inglese era in Australia per la nascita di un nipotino
e l’organizzazione per gli amici Inglesi ne ha pertanto risentito).
C’è stato comunque un buon numero di partecipanti sia francesi che belgi: per i primi erano presenti sia il
governatore che il presidente eletto per il 2008/2009 ed il presidente del comitato internazionale, per i secondi
sia il presidente in carica che il presidente incoming ed il presidente della commissione internazionale.
Anche per i Belgi era rappresentato il distretto. Il Rotaract belga ha inviato Kawakami Mayumi e
Regis Coli per incontrare i nostri ragazzi del rotaract e quelli croati.
Sabato mattina visita alla vetreria Vivarini ove, con la consueta affabilità ci ha fatto gli onori di casa
Dino Bugno che, a nome del club, ha offerto in omaggio ai presidenti francese e belga due riproduzioni
in formato ridotto, della coppa Barovier, particolarmente apprezzate dagli ospiti.
Dopo un classico pranzo a base di pesce, visita al museo del vetro a Murano e alla sera a due passi da
Piazza san Marco cena al ristorante “All’Angelo”.
La conclusione della visita a Vicenza: in omaggio al Palladio visita guidata del presidente dell’Accademia
al Teatro Olimpico. Al brindisi dopo il pranzo le reciproche affettuose raccomandazioni di esser presenti
tutti il prossimo anno a Londra.
M.C.
Vetreria Vivarini: i tre Presidenti col padrone di casa Dino Bugno e con Maurizio Nardon
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la cronaca
venerdì 18 aprile 2008
Auditorium della Cassa di Risparmio di Mestre - ore 17.15
Convegno organizzato dal Comitato Interclub Service di Mestre su:
“Il nuovo Ospedale di Mestre e
il Polo Sanitario Veneziano”
Presenti del nostro club: Antonini e signora, Besazza, Bovolato e signora, Brunelli e signora, Burigana,
Busetto, Camisa con ospite, Chersevani, Ciriotto, Cognolato, Fahrni e signora, Furlan, Marchetti,
Monterosso con signora e due ospiti, Morandi, Pellegrini, Piovesana con signora e ospite, Polesel, Sarti,
Spadaro, Tonolo, Vianini e signora.
Il Convegno, coordinato dal giornalista del Gazzettino Maurizio Dianese, ha visto la partecipazione di
oltre 100 soci e ospiti che hanno ascoltato con grande interesse gli interventi del Direttore Sanitario e del
Direttore dell’Unità Operativa Tecnologie dell’Azienda ULSS 12 Veneziana, del Segretario regionale
Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, dell’Assessore regionale Renato Chisso, del Consigliere regionale
Gianpiero Marchese e del Direttore Generale dell’Azienda ULSS 12 Veneziana Antonio Padoan.
In apertura del Convegno, la nostra Presidente Cristina Marchetti, ha portato il saluto di tutti i Club
Service e il ringraziamento agli organizzatori ed ai relatori.
Il nuovo Ospedale di Mestre denominato “ Ospedale dell’Angelo” sorge su un’area di 260 mila mq per
82 mila mq coperti e dispone di 680 posti letto di degenza, oltre a 25 posti dializzati e 20 culle.
Il progetto del nuovo Ospedale è stato realizzato da un gruppo di Architetti con la consulenza artistica
del Prof. Arch. Emilio Ambasz.
I relatori hanno posto in evidenza i pregi del nuovo complesso tra cui:
- L’umanizzazione dell’habitat ospedaliero inteso come estensione di quello urbano-residenziale;
- L’articolazione dell’impianto Ospedaliero su una geometria modulare potenzialmente estensibile e
ampliabile in relazione ad una eventuale crescita della domanda di ospedalizzazione;
- L’ottimizzazione ed economicità dei costi di gestione della manutenzione architettonica ed
impiantistica;
- La facilità di accesso e di mobilità all’interno dell’Ospedale per gli operatori ma anche per i pazienti e
i visitatori;
- La presenza di ampi parcheggi per il personale, per gli utenti e per i visitatori.
La struttura dell’Ospedale comprende:
• La Piastra Tecnologica costituita da due livelli fuori terra ed un interrato dove si trovano il Pronto Soccorso,
i Laboratori, la Radiologia, il Gruppo Operatorio, il Day Surgery e la Terapia Intensiva.
• L’edificio delle degenze che si alza per sei piani al di sopra della Piastra Tecnologica.
La facciata nord è caratterizzata da una serie di gradoni trattati come giardini pensili con una vegetazione
bassa e quella sud da una struttura in vetro e acciaio che si affaccia in un giardino interno.
In conclusione il nuovo Ospedale di Mestre rappresenta un modello di moderna struttura ospedaliera
dotata della più avanzata tecnologia non solo nel settore sanitario ma anche in quello dell’informatica
e delle comunicazioni e di Unità Operative di alta specializzazione, aperta alla Città perché consente ai
visitatori di poter sostare in un ampio e luminoso atrio in cui sono presenti negozi, bar e aree di sosta.
e pubblico-privato. Si potrebbe quadruplicare la realtà, oggi costituita da 200 aziende e 2.000 addetti. Il
polo così realizzato costituirebbe un importante motore di sviluppo del territorio.
A.M.
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la cronaca
Giovedi 15 maggio 2008
Conviviale ore 19.45 - Hotel Bologna
Paesaggi di Mestre Mestre quale città, quale futuro
Tavola rotonda con la partecipazione di:
arch. Ettore e Giovanni Vio, dott. Benedetta Bortoluzzi,
dott. Michele Casarin, moderatore dott. Adriano Favaro
Presiede: Cristina Marchetti
Presenti: Addis, Agostini e consorte, Antonini e signora, Berengo, Besazza, Bortoletto, Bovolato, Brunelli
e signora, Busetto, Cantagalli, Cercato e signora, Chersevani, Ciriotto, Cognolato, Dal Borgo, Facchinelli,
Faccini e signora, Fahrni, Furlan, Geschmay, Giorgi, Maccioni e signora, Marchetti, Mattiazzo con due
ospiti, Monterosso, Pellegrini, Perulli, Piovesana, Sabadin, Sarti, Scarpa, Spadaro e signora, Tonolo e
consorte, Vianini e signora, Vio con signora e due ospiti.
Ospiti del club: Giovanni Vio, Benedetta Bortoluzzi, Michele Casarin, Adriano Favaro, Germana Saccarola
“Mestre: quale città? quale futuro?”. Per tentare di rispondere a queste domande, si è svolta,
nella nostra sede all’hotel Bologna, una tavola rotonda organizzata dal nostro socio arch.
Ettore Vio. L’obiettivo era quello di illustrare lo stato attuale e le potenzialità della città,
partendo da punti di vista differenti. Gli interventi sono stati coordinati dal giornalista del
Gazzettino Adriano Favaro.
L’arch. Giovanni Vio, figlio di Ettore, ha illustrato la forma fisica di Mestre, sia naturale che
costruita: lo ha fatto proiettando una sequenza molto ampia di immagini, scattate nel corso
di un anno e mezzo di ricognizioni nel territorio. Ne è risultata una Mestre città d’acqua
(per lo meno potenzialmente), un territorio dal tessuto eterogeneo che nel periodo moderno ha
dimostrato incapacità dal punto di vista urbanistico e compositivo. Un esempio? Sul bordo
della laguna si trova il parco più grande d’Europa, che però potrebbe essere ovunque, e dunque
rappresenta un’occasione perduta. Forte Marghera rappresenta un’occasione importante nelle
mani del Comune: le sue possibilità sono tutte da scoprire.
Alla dott.ssa Benedetta Bortoluzzi era stato assegnato il compito di illustrare il programma
delle aree verdi. La relatrice ha mostrato le connessioni ecologiche in aree urbane, facendo
l’esempio del bosco dell’Osellino, grande e in centro della città. Più piccolo il boschetto di
via Vallon; via Garibaldi costituisce una connessione lineare. A Marghera ogni rotonda
o giardinetto ha la sua porzione di verde. Ma perché queste aree funzionino devono essere
collegate su una “rete ecologica”. Un’occasione da non perdere è quella del campo trincerato
comprendente i forti abbandonati, ripopolati come flora e fauna; importanti i parchi delle ville.
La questione del verde in città richiede un approccio innovativo: basterebbero interventi di
gestione forestale per coniugare conservazione e fruizione.
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la cronaca
Il terzo relatore, dr. Michele Casarin, ha trattato lo scenario sociale della città di Mestre e
della sua identità culturale: persone, identità, cultura, modi di pensare e di agire sono infatti
un modo di raccontare la città. Le differenze di identità in passato erano facili da distinguere:
Venezia rappresentava il turismo, Marghera l’industria, Mestre l’area residenziale. Poi la
situazione si è fatta complessa: sul piano urbano e territoriale il progetto è realizzato, sul
piano culturale e identitario invece no. C’è un’identità plurale, ma una città ha bisogno di una
identità di riferimento: quale può essere? Negli anni ’80 ci sono state esperienze accomunati
come studenti e pendolarismo; dagli anni ’90 è intervenuto il fenomeno migratorio. Noi
pensiamo in termini di popolazione residente, ma quotidianamente in città ci sono 4-500 mila
persone; i residenti, 275.000, sono in calo. I nativi sono il 69% della popolazione residente,
ma solo il 45% della popolazione quotidiana. Ci sono realtà e persone nascoste che molto
incidono, ad esempio, sui servizi e sui costi.
L’interesse dell’uditorio per il tema trattato è stato evidente nel dibattito molto animato. Si è
parlato di Venezia e Mestre da intendersi come unica realtà o come due realtà distinte. Si sono
levate voci a favore di Mestre: città moderna alla pari con le altre, con una vita culturale e
spazio per i giovani, “Mestre è viva mentre Venezia è vecchia”, fino ad affermare che il futuro
di Venezia è a Mestre. Mestre che ha perso molte occasioni dal punto di vista ambientale, ma
ne ha ancora tantissime.
“È una delle poche volte che si è parlato di Mestre in un’ottica vera”, ha concluso Ettore Vio.
Venezia e Mestre sono legate strettamente: la progettazione dev’essere degna di un’unica
realtà. E fra Venezia e Mestre c’è il territorio forse più importante d’Italia come vitalità e
potenzialità di sviluppo.
L.F.
I partecipanti alla Tavola Rotonda con la Presidente
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la cronaca
giovedi 24 aprile 2008
Conviviale ore 20.00 - Bacaro Veneto
Venezia e i suoi antichi sapori
Serata organizzata per il nostro Club dal Rotaract Venezia Mestre
Relatrice Prof. Sally Spector
Presiede: Monica Poli
Presenti del nostro club: Cognolato e signora, Facchinelli, Marchetti, Mattiazzo e signora, Perulli e
consorte, Piovesana, Vesco e signora, Vianini.
Presenti altresì il Rotaract Club Venezia Mestre al gran completo e molti rotaractiani di altri Club del
Distretto (Trieste, Venezia, Belluno, Vicenza, Montebelluna, San Donà di Piave)
Ospite della simpatica serata la prof. Sally Spector, docente universitaria, americana,
trapiantata da molti anni a Venezia dove lavora e scrive. E’ strano ma vero che sia
stata un’americana a riscoprire le antiche ricette della tradizionale Cucina Veneziana, a
raccoglierle illustrandole con deliziosi acquarelli ed a pubblicarle in un bellissimo libro,
anche in inglese, per far rivivere gli antichi sapori veneziani.
La conviviale ha quindi riproposto dei piatti tipici veneziani, illustrati con brio e simpatia
dalla relatrice che ha reso piacevole e interessante la serata con i suoi interventi esplicativi.
I piatti sono stati magistralmente preparati, secondo la tradizione, dalla signora Mariella
Michielan, moglie del rotariano Lorenzo Michielan del “Bacaro Veneto”, raffinato ed
esclusivo ristorante in Piazza Ferretto.
Il menù prevedeva un antipasto con vari cicchetti, poi a seguire i classici “risi e bisi”,
quindi il “polastro in squaquacciò” e infine i dolci “bussolai e zaleti”.
Durante la serata, la Presidente Rotaract Monica Poli, squisita padrona di casa, ha dato
in anteprima la notizia, ancora ufficiosa, che il Rotaract Club Venezia Mestre, durante
l’European Rotaract Committee di Londra, avrebbe ricevuto il primo premio per il
miglior gemellaggio tra Club europei finalizzato a service internazionali. Il lavoro del
nostro Rotaract Club otterrà quindi un meritato e prestigioso riconoscimento.
Dopo la proiezione del significativo filmato che illustrava il service premiato, preparato
dai nostri giovani rotaractiani, la serata si è conclusa tra gli applausi e le congratulazioni
al nostro bravissimo Rotaract.
L’orologio della Torre scandiva la mezzanotte…
G.V.
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la cronaca
giovedi 23 maggio 2008
Conviviale ore 20.00 - Hotel Monaco
Interclub con R.C. Venezia Mestre Torre
Incontro col Console Generale di Germania dott. Axel
Hartmann che illustra la Riunificazione Tedesca, da lui
vissuta in prima persona, e le conseguenze di questo
storico evento
Presenti del nostro club: Agostini, Brunelli e signora, Burigana, Camisa e signora, Cantagalli, Cercato e
signora, Chersevani, Dal Borgo, Facchinelli, Fahrni e signora, Marchetti, Monterosso, Morandi e signora,
Tonolo
Serata di grande interesse quella svoltasi in Interclub con il Venezia Mestre Torre all’Hotel
Monaco di Venezia durante la quale il dr. Hartmann ci ha intrattenuto sui vari aspetti sia in
positivo che in negativo, della riunificazione delle due Germanie. Un evento storico, epocale,
dovuto in buona parte al decisionismo del Cancelliere Kohl che ha voluto affrettare i tempi
prima che le varie posizioni pro o contro si radicalizzassero, evento del quale il Console ha
voluto fornire dettagli e notizie “inediti”.
L’attenta partecipazione di tutti i presenti è stata dimostrata dalla serie di vivaci interventi
da parte dei soci dei due Club
Incontro col Console di Germania: il saluto della nostra Presidente
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la cronaca
Premio Internazionale
al Rotaract Club Venezia Mestre
Il 2 maggio a Londra durante l’European Rotaract Committee, il nostro Rotaract, alla presenza
dei Club Rotaract di tutto il mondo, ha ricevuto il primo premio per il gemellaggio fra Club
europei finalizzato a service internazionali. Riconoscimento dovuto alla collaborazione dei
rotaractiani di Mestre con quelli di Osijek in Croazia per il service dello sminamento del
parco nazionale Kopacki Rit.
Complimenti vivissimi alla Presidente del Club, Monica Poli, ed a tutti gli attivissimi soci.
Riportiamo di seguito l’attuale effettivo del nostro Rotaract Club.
Monica Poli
Matteo Ercolano
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Paolo Stefani
Anna Mion
Giulia Mazzuccato
Debora Borile
Mirko Bacco
la cronaca
sabato 24 maggio 2008
Parliamo del Congresso Distrettuale
Nell’accogliente Centro Congressi “Alta Forum” di Campodarsego lo scorso 24 maggio si è
svolto l’annuale Congresso del Distretto 2060.
Il tema scelto dal Governatore in carica Carlo Martines è stato: “Il Rotary tra presente e futuro:
identità e ruolo nella società che cambia.”
Dopo la presentazione delle Autorità ed i saluti di rito, Mario Giannola, Rappresentante del
Presidente Internazionale, ha tenuto la sua relazione su“Rotary è condivisione”.
Quindi Giovanni Maccardella, Carlo Bucci, Luigi Federici e Carlo Nordio hanno parlato
con varie angolazioni del tema congressuale. Particolare interesse ha destato l’intervento del
generale Federici, attuale Presidente del R.C. di Udine, ma per molti anni alla testa dell’Arma
dei Carabinieri, che ha sostenuto con forza la necessità del ripristino dei valori fondamentali della
nostra società mettendo da parte falsi ideali e falsi idoli che negli ultimi decenni hanno influito
negativamente sull’educazione delle giovani generazioni.
La relazione di Carlo Martines su “Lo Stato Generale. Dove siamo e dove vogliamo andare.” ha
completato la mattinata che si è chiusa con il formale scambio delle consegne (collare e distintivi)
tra il Governatore uscente e l’entrante Alberto Cristanelli (lo scambio effettivo avverrà ovviamente
alla fine di giugno).
Nel pomeriggio, dopo le formalità legate all’approvazione del Bilancio 06-07, a quella delle
modifiche del regolamento per la nomina del Governatore ed alla designazione del rappresentante
Distrettuale al Consiglio di Legislazione 2010 (Alvise Farina), è stato presentato il gruppo
Scambio Gruppi di Studio di ritorno dal Texas, Paolo Vinello ha parlato del progetto “Fare e far
sapere”. Mario Giannola con la “Sintesi di un Congresso” e Carlo Martines con le “Conclusioni”
hanno chiuso questa interessante giornata che ha visto, tra l’altro, la partecipazione fra i soci del
nostro Club di Cristina Marchetti, di Giuseppe Sarti, di Carlo Brunelli, di Laura Facchinelli, di
Lapo Cantagalli, oltre a quella del PDG Giuseppe Giorgi.
L.C.
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la cronaca
giovedi 29 maggio 2008
Conviviale ore 19.45 - Hotel Bologna
La diagnostica per immagini nel 2010
Relatore: Dott. Enrico Cagliari,
Primario di Neuroradiologia dell’Ospedale di Mestre
Presiede: Cristina Marchetti
Presenti: Agostini con ospite, Bellussi, Bernardi con due ospiti, Besazza, Bovolato, Brunelli, Burigana,
Camisa e signora, Cantagalli, Chersevani, Ciriotto, Cognolato e signora, Facchinelli, Fahrni, Marchetti,
Marcomini, Monterosso, Perulli, Sarti, Spadaro e signora.
Ospite del Club: il Relatore
Il relatore col suo interessante intervento ha fatto la
storia della radiologia, illustrando l’attuale tecnologia,
evidenziando come le attuali apparecchiature TAC siano
così veloci da riuscire a produrre immagini cardiache
molto dettagliate. Ha evidenziato come si sia passati da
immagini solo morfologiche e quelle funzionali, soprattutto
con la RMN e di come il futuro prossimo sia orientato verso
l’immagine molecolare. Ha parlato infine di quanto si sia
ampliata la collaborazione tra le diverse figure professionali
(medico – fisico – ingegnere) e tra diversi specialisti medici
(radiologo – cardiologo – neurolgo ecc.).
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la cronaca
giovedi 5 giugno 2008
Conviviale ore 20.00 - Vecio Fritoin - Venezia
preceduta dalla
visita alla Mostra “Roma e i Barbari”
Palazzo Grassi Venezia
Presiede: Cristina Marchetti
Presenti: Besazza, Bovolato e signora, Burigana e signora, Camisa, signora e tre ospiti, Chersevani,
Ciriotto, Cognolato e signora, Dal Borgo, Facchinelli, Fahrni e signora, Marchetti, Monterosso, Perulli con
due ospiti, signora Spadaro, Vianini e signora.
Roma e i Barbari è senza ombra di dubbio l’evento espositivo tematico più importante degli ultimi venti
anni. Essa , sotto taluni aspetti, supera per materiali esposti addirittura la grande mostra sulle popolazioni
barbariche tenutasi in Germania nel 1987.
Il tema principale dell’evento è il rapporto tra Romani e non Romani, un rapporto che oggi potremmo
definire certamente conflittuale anche se, riferendosi a due civiltà così remote e violente, dobbiamo sempre
tener presente che conflittualità all’epoca era quasi sinonimo di quotidianità.
L’attenta analisi dei manufatti esposti evidenzia come questi due mondi, così antitetici e così diversi fra
loro, alla fine di un lungo e difficoltoso cammino porteranno a compimento un processo di assimilazione
sotteso a gettare le basi della nostra cultura dando inizio ad una nuova civiltà.
La mostra si snoda lungo un percorso fatto di un’enorme quantità di reperti archeologici provenienti in
gran parte dalla cultura materiale di entrambe le società e dove ragguardevoli manufatti e raffinatissime
opere di gioielleria ci documentano usi e costumi di queste popolazioni. Sono opere di mondi che finché
rimangono separati posseggono molti elementi unici spesso provenienti da culti ancestrali e molto diversi
tra loro. Ma quasi come un filo invisibile esse stesse posseggono nel loro intimo anche alcuni punti in
comune, basti pensare al culto dell’aquila raffigurata in dozzine di fibule germaniche ma anche insegna
romana per eccellenza o agli elementi antropomorfi spesso riprodotti su vari manufatti di uso quotidiano
come le falere dei cavalli e le divinità romane.
Si tratta di piccoli elementi che però all’indomani del contatto tra i due mondi assumono un nuovo valore
dove comunque predomina il modello classico, il quale, seppur rielaborato sulla base di esperienze proprie,
fornirà un substrato principale al quale fare sempre riferimento. Ed ecco che quindi nella civiltà della
birra e dell’idromele si ricerca assolutamente il vino, nel mondo del culto degli animali cominciano ad
apparire le prime divinità antropomorfe, nelle grigie lande del nord appaiono le stoffe colorate e le pietre
semipreziose con le quali si realizzano pregevoli fibule o ornamenti preziosi. La dove il nomadismo era alla
base della vita economica si sviluppa un’agricoltura permanente e con essa Roma esporta le case in pietra,
le terme, l’arte come bellezza. Ma se da un lato si imitano i costumi mediterranei, dall’altro gli stessi
romani, che tra l’altro abbisognano della manodopera e delle risorse dei barbari, elaborano quei modelli
antropologici sottesi alla valorizzazione del “buon selvaggio” visto come antitesi alla presunta decadenza
civile e morale della loro comunità.
Tutta questa evoluzione anticipa quell’immaginifico culturale che sarà la base del medioevo, vero e
proprio embrione dell’attuale moderna civiltà nata dalla deflagrazione dell’impero romano, riunita sotto
le insegne della religione cristiana che divulgata da una setta orientale, i Cristiani, viene riconosciuta da
un imperatore romano, Costantino, ed elevata a unica religione europea, e pertanto elemento unitario, da
un re barbaro, Carlo Magno.
M.B.
17
la cronaca
sabato 7 giugno 2008
Soave - Verona
Monumento alla memoria
dei caduti in Russia
nella battaglia di Nicolajewka
Sabato 7 giugno si è svolta a Soave la cerimonia, davvero suggestiva e
commovente, della posa della prima pietra del monumento celebrativo della
battaglia di Nicolajewka, iniziativa promossa dal R.C. di Verona Soave per
onorare tutti i caduti nella campagna di Russia (dove quella città ha perso
molti suoi cittadini) ed alla quale hanno aderito i Club di Legnago, Padova
Euganea, Peschiera e del Garda Veronese, Pordenone, Portogruaro, SchioThiene, Udine, Venezia Mestre, Venezia Mestre Torre, Verona Nord, Vicenza
Berici e Villafranca di Verona.
Grande la partecipazione di cittadini, di rotariani, di autorità civili e militari, di
associazioni combattentistiche e d’arma, dei rappresentanti dell’Associazione
Nazionale Alpini, con la presenza anche di alcuni reduci e quella di un gruppo
di ufficiali russi, significativa perché rappresenta un vero messaggio di pace,
nonché di una fanfara vestita degli antichi costumi militari con la tromba che
più volte ha suonato le emozionanti note del “silenzio militare”.
La cerimonia è stata aperta dall’architetto che ha progettato il monumento, il
quale ha descritto brevemente le caratteristiche dell’opera; è seguito il discordo
del PDG Giuseppe Giorgi che ha efficacemente illustrato il significato di questa
iniziativa rotariana. Hanno quindi parlato il Sindaco, il Vice Prefetto di
Verona, il Generale Federici e, fra la commozione generale, un vecchio reduce
che ha rievocato le terribili vicende di quella battaglia. Gli interventi si sono
chiusi con le apprezzate parole del senatore Giovanardi.
Quindi la posa della prima pietra, assieme ad alcune manciate della terra di
Nicolajewka e ad una borraccia d’acqua del Don portati dalla delegazione russa.
Momenti di grande emozione, in un silenzio assoluto, rotto solo dal suono
toccante della tromba.
Infine un lungo, appassionato, liberatorio applauso a chiusura della cerimonia.
18
Il tragico sottopasso
di Nicolajewka
Soffermiamoci ora ad illustrare
i tragici avvenimenti di quel 26
gennaio 1943 quando si svolse
quella terribile battaglia.
Sessantacinque anni fa i
sopravissuti
dell’Armata
Italiana in Russia, in ritirata
dal Don, si trascinavano in una
tragica e interminabile marcia
nella steppa gelata, senza cibo
e con 30 gradi sottozero, verso
la salvezza per sfuggire alla
morte o alla prigionia. Molti
non riuscirono a proseguire e
furono giocoforza abbandonati
al loro destino o fatti prigionieri.
Altri giunsero nei pressi della
cittadina
di
Nicolajewka,
trovando i sovietici ad attenderli
al varco. Nicolajewka era un
nodo importante della ferrovia
Rostov-Mosca che con il suo alto terrapieno sbarrava il movimento verso la salvezza:
un ostacolo notevole, non aggirabile né sormontabile ricoperto da due metri di neve e
fortemente difeso. Alle 9.30 del 26 gennaio venne sferrato l’attacco dai reparti Alpini che
caricavano alla disperata nuotando nella neve, contro un nemico trincerato che sparava
nel mucchio su coloro che tentavano di superare il terrapieno attraverso il sottopasso.
All’imbrunire, dopo una cruenta battaglia che lasciò sul campo circa 5.000 morti, l’ultimo
catenaccio russo fu spezzato e la strada venne aperta alla salvezza. Fu l’ultima grande
battaglia italiana in terra di Russia che aprì la strada del ritorno a casa.
A fine guerra mancarono all’appello 97.000 italiani: decine di migliaia furono i prigionieri,
della maggior parte dei quali ancor oggi risulta ignota la sorte.
Gli Alpini ricordano ogni anno quell’evento, con un misto di orgoglio per l’esito vittorioso
dello sfondamento della barriera russa e di dolore per i numerosi caduti.
19
la cronaca
giovedi 19 giugno 2008
Conviviale ore 19.45 - Hotel Bologna
Trapianto di tessuti oculari e impiego delle cellule
staminali in oftalmologia: attualità e prospettive.
Relatore: Dott. Diego Ponzin
Consegna del Premio “ Un Lavoro una Vita”
Presiede: Cristina Marchetti
Presenti: Bernardi, Besazza, Bortoletto, Brunelli e signora, Burigana, Cantagalli, Facchinelli con ospite,
Marchetti, Sarti, Spadaro Tonolo e consorte.
Ospiti del Club: dott. Diego Ponzin e figlio; cav. Marcello Mamprin e signora
Due ospiti, una realtà importante per la città di Mestre. La realtà è quella della Fondazione Banca degli
Occhi del Veneto, operante da un ventennio. I due ospiti sono stati, giovedì 19 giugno, il direttore
dell’istituzione dr. Diego Ponzin, che aveva il compito di illustrare l’attività e la ricerca in corso nel campo
dell’oftalmologia, e il cav. Marcello Mamprin, noto per la sua attività di acconciatore maschile, al quale è
stato consegnato il premio “Un lavoro una vita”.
Due mondi separati? Anzi, strettamente legati. In che senso? Nel senso che il cav. Mamprin, oltre a
garantire da oltre 50 anni l’accuratezza del taglio di capelli (apprezzata da clienti esigenti come il conte
Nuvoletti, Sebastian Fustenberg, il conte Luigi Ancilotto); oltre ad aver fondato il gruppo sportivo Voltan
ed averlo portato al livello di Campione d’Italia, si è interessato anche all’arte grazie alla professione della
moglie Elide. Alla morte di Mario Lucchesi, titolare della Galleria S. Giorgio dove Elide lavorava, vennero
raccolte e messe all’asta 31 opere di pittori veneti: il ricavato, all’incirca 6 milioni, venne tradotto nel
primo assegno per l’istituzione della Banca degli Occhi.
la Presidente si congratula con Marcello Mamprin e gli consegna la targa d’argento del Premio
20
la cronaca
Il dr. Ponzin ha parlato dei trapianti
di tessuti oculari e dell’impiego delle
cellule staminali in oftalmologia.
Il primo trapianto di cornea della storia
venne effettuato dal dr. Zirm di Vienna
oltre cento anni fa, nel 1905; la prima
banca degli occhi venne fondata a New
York nel 1944; la prima in Europa
risale al 1975; la prima in Italia è stata
fondata nel 1989 a Mestre da Giorgio
Rama (che fu rotariano del nostro club).
Oggi la Banca degli Occhi di Mestre è la
più importante d’Europa e una delle più
grandi del mondo.
Il trapianto di cornea – il più vecchio
e sperimentato trapianto di tessuti,
che conta nel mondo 100 mila interventi all’anno - è in grado di curare le patologie della superficie
oculare. Il relatore ha spiegato con precisione e con l’aiuto di immagini, l’anatomia dell’occhio, le sue
possibili patologie, le possibili terapie, le tecniche dell’intervento di trapianto di cornea, i problemi che
eventualmente possono intervenire. Una tecnica d’avanguardia consiste nell’innesto di cellule staminali
dell’epitelio corneale, prelevate dall’occhio sano e coltivate in vitro: tale intervento rende possibile ed
efficace il trapianto di cornea, anche in situazioni particolarmente difficili.
Per il futuro si punta sulla medicina rigenerativa. Nel corpo vi sono almeno 200 tipi di tessuto, ed è una
sfida importante: nel campo dell’oftalmologia, nel 2004 sono state isolate cellule staminali della retina
umana. Ci sono poi ricerche per produrre cellule staminali modificando la cellula uovo (ma questo tipo
di ricerca si scontra con problemi etici) e si punta a riprogrammare le cellule (così da trasformare, per
esempio, cellule della pelle in cellule di altri tessuti).
La Banca degli occhi, pertanto, oltre che nella raccolta e conservazione dei tessuti per il reimpianto (raccoglie
4.000 cornee all’anno, reimpiegate al 50%, in base a un’accurata selezione), è dunque all’avanguardia
anche nella ricerca. E costituisce un motivo di orgoglio per la nostra città.
LF
I due protagonisti della serata,
il Cav. Marcello Mamprin e
il Dott. Diego Ponzin
fra la Presidente Marchetti e
l’Incoming Sarti
21
i soci si presentano
Tiziana Agostini
La nostra nuova socia è nata a Mogliano Veneto, ma risiede da sempre a Mestre, alternando
le sue giornate, come ella dice, tra la città d’acqua, dove svolge attività di studio, ricerca e
organizzazione culturale e quella di terra, dove insegna.
Si è laureata a Cà Foscari, con lode, in letteratura e filologia italiana, perfezionandosi quindi
nelle stesse discipline.
E’ vicepresidente dell’Ateneo Veneto di Venezia e della Fondazione del Duomo di Mestre, fa
parte del comitato di redazione della rivista “Quaderni Veneti” e scrive per le pagine culturali
de “Il Giornale di Vicenza”.
Il suo campo privilegiato e quello della cultura veneta, sulla quale ha pubblicato molti lavori
fra cui “Il Sussidiario di cultura veneta”; “Daniele Manin e Niccolò Tommaseo. Cultura e Società
nella Venezia del 1848”; “Le identità delle Venezie”; “Venezia nell’età di Riccardo Selvatico”. La sua
opera più recente è “Le donne del Nordest” che è stato fra i libri più letti a Nordest nel 2007. Ha
fondato il Circolo Culturale Walter Tobagi di Venezia, di cui è presidente onorario e ha ideato il
“Laboratorio di scrittura creativa”, una delle più conosciute scuole di creative writing. Dal 2000
al 2005 è stata Consigliere Comunale di Venezia e presidente della commissione cultura.
Venendo agli aspetti personali, Tiziana è sposata e ha due figli, maschio e femmina. Il tempo
libero è dedicato alla necessaria rigenerazione, il vecchio otium, costituito soprattutto da letture
e da ricreazione culturale, con uno sguardo particolare alla gastronomia.
Trascorre la villeggiatura (tiene molto a questo termine, che non ha il senso del “vuoto” come quello
di vacanza) in montagna; nel mese di agosto per le passeggiate e a Natale e Pasqua per lo sci.
Viaggia ogni volta che può, per incontrare luoghi e persone ed è una lettrice bulimica perché per
lei leggere è lavoro e nel contempo piacere; attualmente ha sul comodino La solitudine dei numeri
primi di Paolo Giordano.
Fra le grandi città del mondo ama Gerusalemme, perché incrocio di fedi, di culture, di storie, di
tradizioni e perché città dal fascino incomparabile.
Se dovesse scegliere un eroe attuale farebbe riferimento a padre Daniele Moschetti, umanamente
affascinante e spiritualmente carismatico che opera a Korogocho, una delle baraccopoli di
Nairobi, e che ha come obiettivo quello di restituire dignità ai bambini, consentendo loro di
giocare e andare a scuola anziché respirare colla per non sentire i morsi della fame.
Invece fra gli eroi omerici la sua preferenza va a Ettore, l’eroe che combatte per la dignità sua e
della patria, ma che sa anche amare teneramente la moglie ed il figlio e quando pensa a lui le viene
in mente la conclusione dei Sepolcri di Foscolo “E tu onori di pianti, Ettore, avrai - finchè fia santo
e lacrimato il sangue per la patria versato - e finchè il sole risplenderà sulle sciagure umane”.
Ed ora il Rotary. Tiziana considera il farne parte un onore e un impegno, non disgiunto dal
piacere dello stare assieme. Ella dice che ha sempre pensato al Rotary come al sodalizio dove si
incontrano persone che hanno un forte orgoglio della loro professione, nella quale si impegnano
per eccellere non solo sul piano meramente tecnico, ma come espressione di una qualità umana
più estesa.
22
i soci si presentano
Gabriele Andreola
Nato a Venezia nel 1959 dove risiede, il nostro socio si è laureato in economia e commercio
a Cà Foscari ed esercita la professione di dottore commercialista, da sempre, presso il noto e
qualificato Studio “Grimani e Pesce” del quale è partner dal 1992 e dove sente una profonda
riconoscenza ed un forte legame umano e professionale con Carlo Pesce e Marino Grimani.
E’ stato componente del Consiglio dell’Ordine dei dottori commercialisti ed attualmente è
componente del Consiglio dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nonché
responsabile della Commissione procedimenti disciplinari e incompatibilità.
Gabriele è sposato con la dottoressa Sandra Mazzarotto, conosciuta ai tempi dell’Università, che
svolge la sua stessa professione, ed ha due splendide figlie di 17 e 15 anni, Giulia e Camilla.
Non si dedica molto allo sport, perché il poco tempo libero è interamente destinato alla famiglia
e trascorre le vacanze soprattutto al mare. Ama i viaggi che lo portano assieme alle sue tre donne
per lo più verso il Nord Europa e le Isole Britanniche. Non è attratto dalle località esotiche, ma
ama in particolare le belle città.
Il nostro socio è un accanito lettore, anche se si definisce un “lettore disordinato”: narrativa,
saggistica, pubblicazioni di interior design. Sul suo comodino attualmente c’è “Mondo senza fine”
di Ken Follet.
Fin da bambino è vissuto nella musica per consuetudine familiare e sotto l’amorevole guida della
madre, musica in prevalenza sinfonica e operistica con predilezione per quella che potremmo
definire “romantica”(ci limitiamo a citare, fra i tanti nomi da lui indicati, Mendelsson, Chopin,
Liszt, Brahms, Grieg, Mahler, Puccini, Gershwin, Morricone, Ortolani, ai quali aggiungiamo,
perché a lui destano una intensa emozione, le composizioni di Cole Porter, Billy Joel su tutti,
Elton John, Bozz Scaggs, New Trolls, Claudio Baglioni).
Non è molto attratto dalla televisione e fra i programmi di attualità cita nell’ordine Porta a porta,
Matrix e Ballarò.
Alla domanda...”quali grandi città del mondo preferisci e perché” risponde senza dubbi: Venezia
e Londra. Ama Venezia per la sua folgorante e cosmopolita bellezza e perché è il luogo degli
affetti e della nostalgia. Ama Londra per il suo concentrato di bellezza, stile, innovazione e
tradizione, caleidoscopica e abbagliante metropoli proiettata verso il futuro che nel contempo
conserva la romantica atmosfera del villaggio d’altri tempi.
Infine il Rotary. Gabriele è persuaso che il rapporto col Rotary possa renderlo ancora più orientato
al concetto del servizio, concetto che per esperienza umana e professionale ha sempre cercato di
conseguire e mettere in pratica.
Anche se il poco tempo a disposizione lo costringe a rare apparizioni nelle occasioni di
incontro e partecipazione al Club, sono occasioni che egli considera da valorizzare soprattutto
in tempi quali gli attuali - caratterizzati da forte egoismo, spasmodica competizione, tensione
per l’apparire, aggressività nella forme più disparate – nei quali i principi etici di cui il Rotary
è portatore debbono e possono costituire la chiave di volta di una più responsabile e giusta
convivenza civile.
23
I nostri service
Ci siamo soffermati nei numeri precedenti ad illustrare l’attività di servizio che
il nostro Club ha svolto negli ultimi anni. Parliamo ora dei service, fra cui due di
carattere culturale di rilevante impegno, svolti nella presente annata dalla Presidenza
Marchetti.
Segnaliamo in particolare il service realizzato assieme al Club di Trieste Nord, con il
contributo del Distretto e in collaborazione con l’ Assessorato alle Politiche Educative
del Comune di Venezia, denominato “Alla Ricerca dell’Origine e della Natura della
Materia dell’Universo”.
E’ stato approntato del materiale informativo sull’attività svolta da fisici di tutto il
mondo presso il CERN di Ginevra (European Organization for Nuclear Research) da
diffondere presso le scuole superiori in collaborazione con gli insegnanti di fisica per
far conoscere ai giovani l’importanza del contributo italiano alla scienza mondiale e
sensibilizzarli agli studi e alla ricerca scientifica.
Il materiale informativo comprende un CD-rom sull’esperimento ATLAS in corso
presso il CERN per la ricerca; un libretto illustrativo; un DVD con i filmati del CERN.
Il programma di diffusione prevede un incontro con Presidi e Insegnanti di Fisica
per la presentazione del materiale che verrà messo a disposizione ed un incontro
con gli studenti interessati, alla presenza di un Fisico del gruppo che sta portando
avanti la ricerca ATLAS, per dibattito e chiarimenti.
Lo scopo del service è quello di coinvolgere i giovani – che negli ultimi anni si
interessano poco alle materie scientifiche, tanto che le iscrizioni a tali facoltà
universitarie ed a Fisica in particolare sono costantemente in calo – verso questa
scienza fondamentale e far conoscere loro l’importante contributo dell’Italia, sia come
partecipazione (12%) che come cervelli, all’attività del CERN che è il più rilevante
centro di ricerca nel mondo di cui l’Italia è uno dei dodici Stati fondatori nel 1954.
Verrà in particolare illustrato l’esperimento ATLAS per il quale si sta lavorando
da anni e che dovrebbe concludersi entro il 2008, esperimento che ha lo scopo di
dimostrare l’esistenza della quarta particella fondamentale costituente la materia,
predetta dagli studi di fisica teorica. La dimostrazione dell’esistenza delle altre tre
particelle (W – Z – top) è valsa il premio Nobel anche al fisico italiano C. Rubbia.
Un secondo importante service della Presidenza Marchetti, riguarda la promozione
ed il finanziamento, per tre anni, di un corso di “Analisi della domanda dei beni
culturali” al fine di sostenere la formazione degli studenti all’interno della Corso
dell’Università Cà Foscari di Venezia di Laurea Magistrale Interfacoltà in Economia
e gestione delle Arti e delle Attività Culturali. Tale Corso di Laurea ha sempre accolto
allievi di tutte le regioni italiane e straniere rivelandosi un prezioso strumento di
24
integrazione a livello europeo e mediterraneo.
Jean-Claude Andreani, professore di fama
internazionale, sarà il docente di tale nuovo
corso, le cui lezioni si svolgeranno per 30 ore
nelle due ultime settimane di giugno, con
esercitazioni e discussioni di casi aziendali.
La stampa ha sottolineato come questa
iniziativa, attuata con la collaborazione del
Centro Studi dell’Associazione Veneziana
Albergatori, consenta di cogliere alcuni
obiettivi in grande sintonia con il messaggio
rotariano: infatti le realizzazioni culturali sono
uno dei più importanti produttori di valori di
solidarietà e di condivisione.
Ma non si ferma qui l’attività di servizio svolta
in questa annata. Ricordiamo il “Progetto Madagascar” che riguarda un consistente
contributo da parte del Club, in memoria del socio scomparso Maurizio Saccarola,
apprezzato pediatra, all’attività di una giovane mestrina, Giovanna Varisco, che
sta realizzando, anche con la spontanea partecipazione di cittadini di Mestre e di
enti religiosi, un progetto di accoglienza di bambini figli di genitori carcerati ad
Ambositra in Madagascar.
Da segnalare ancora l’ ”Eurorotary”. Considerato che Klagenfurth, Lubiana, Trieste
e Venezia saranno le principali città, assieme a Fiume e Pola, della costituenda
Euroregione del Nord Est che comprende Italia (Friuli-VG e Veneto), Austria
(Carinzia), Slovenia e Croazia, è stato stipulato un accordo con i Club di Trieste Nord,
Klagenfurth e Lubiana, per realizzare un service di carattere umanitario nell’area
di uno dei Club, estratto a sorte, con l’intento di proseguire a turno nel territorio
di competenza degli altri Club. Il primo service, già finanziato, verrà realizzato
nell’anno rotariano 2008-2009.
Infine, concluso il service internazionale effettuato con i Club contatto di Binche, La
Celle St. Cloud e Marlow con la consegna di tutte le attrezzature sanitarie all’ospedale
di Maputo in Mozambico, è iniziata ora la realizzazione di un progetto dedicato alle
risorse idriche in Burkina Faso in località Sahel, coordinato da un R.Club francese.
25
l’angolo dei soci
DELINQUENZA GIOVANILE, COSA FARE?
di Germano Bellussi
La criminologia è oggi in scacco.
La sorte dei giovani, schiacciati tra un diritto ed una morale che non riconoscono
come propri, ne conferma la gravità.
Le diverse strategie, nell’ambito delle diverse culture e dei diversi ordinamenti
giuridici, hanno dimostrata tutta la loro clamorosa inadeguatezza.
Ed allora cosa fare? Non nelle aule universitarie, nelle assemblee parlamentari e nei
convegni politici, ma nelle strade, negli spazi affidati ai servizi e nei tribunali anche
per i minorenni.
Quando mi trovo a parlare con i giovani, in particolare nei corsi postuniversitari di
criminologia e di psicologia giuridica, questa è la domanda che mi viene posta. E,
del resto, a chi dovrebbero rivolgerla questa domanda se non ad un chierico che si
è sporcate le mani un po’ nella palude del diritto, un po’ in quella della psicologia,
ed anche un po’ in quella della politica?
Se questa è la domanda quale allora la risposta?
Direi innanzi tutto che il giuoco dello scarico di responsabilità deve cessare e deve
cessare quello delle clamorose ed inaccettabili incongruenze. Le famiglie accusano
la scuola e la scuola le famiglie; la forza repressiva e dissuasiva del diritto viene
da una parte invocata e dall’altra invitata a farsi da parte per lasciare spazio alla
società ed alla cultura ( ed agli esperti che l’una e l’altra ci offrono ); tutti accusano
tutti esponendo le proprie difese. E’ sotto processo il legislatore in quanto non
emanerebbe delle leggi adeguate ( sempre più inutilmente pesanti ) e sono sotto
processo i magistrati in quanto non sarebbe tanto un problema di leggi quanto della
loro interpretazione ed applicazione. Alle forze dell’ordine si chiede di avere la
mano pesante, ma la reazione a questa durezza, quando posta in essere, è sempre
una generalizzata incriminazione dei tutori dell’ordine.
Abbiamo dunque troppi imputati: genitori, docenti, esperti nelle diverse sedi,
legislatori, giudici, tutori dell’ordine; e siamo sempre pronti a puntare il dito
accusatore contro qualcuno.
Un tribunale allontana un minore dalla famiglia ed è sotto accusa per avere strappato
il figlio ai genitori, senza che vengano neppure prese in considerazione le condizioni
di vita all’interno di quella famiglia; un altro invece, ed in una similare situazione,
non interviene ed è sotto accusa per non avere tutelato il minore pur avendone gli
strumenti.
26
Questo ed altro è quello che accade.
Forse, ed in particolare sul fronte giovanile (del crimine giovanile), dovremmo
fissare tre paletti e tenerli ben fermi.
Il primo.
Almeno in età evolutiva quello della cura e del recupero alla società del minore
dovrebbe costituire un interesse prioritario. Questo non deve certo significare che
vi è sempre un colpo di spugna da fare per ogni comportamento antidoveroso,
ma che, evitato il colpo di spugna, deve pur sempre essere intrapreso un percorso
di messa alla prova in cui nulla può, a monte, essere dato per scontato (neppure
l’insuccesso).
Il secondo.
Vanno ricercate ed interpretate le cause vere dei diversi delitti posti in essere dai
giovani (si noti, di quei giovani che ci appaiono dopo il delitto, come del resto le loro
famiglie, così normali nella descrizione di chi li conosce!).
Per mia esperienza le principali cause sono le seguenti:
Il giovane si adegua ad una identità (negativa) che gli viene attribuita nel suo contesto
familiare e scolastico e per la quale si trova ad essere etichettato come delinquente.
Il giovane si adegua ad una cultura, prevalente in un sottogruppo (non
necessariamente emarginato), nel quale si trova ad essere inserito e dal quale
apprende il comportamento criminale.
Il giovane riceve comunque sempre dei messaggi (anche, ma non soltanto, mediatici)
che lo invitano a realizzare dei progetti che per lui sono invece impossibili, donde
una crisi esistenziale.
Il giovane non trova nella sua società dei riferimenti validi (in termini di persone,
idee, simboli) attorno ai quali organizzare la sua vita presente e futura.
Il giovane assume il suo delitto come un sintomo, riconducibile ad un complesso di
conflitti e traumi verificatisi spesso in età molto precoce.
Il terzo.
La società ha il diritto dovere di difendersi, ma deve farlo in forme adeguate (
accettabili dalla nostra cultura), congrue (in relazione alla gravità del delitto e quindi
a prescindere dalla componente ideologica del giudizio), utilizzando gli strumenti
scientifici che sono a nostra disposizione.
I tre paletti possono forse costituire un punto di partenza per una nuova
criminologia.
27
la segreteria informa
Alla Benetton il premio “LEONARDO DA VINCI-PAUL HARRIS FELLOW”
Mercoledi 4 maggio Il Governatore Martines, accompagnato da una ventina di rotariani
di vari Club del Veneto e Friuli V.G. (rappresentavano il nostro Club il PDG Giorgi,
Besazza, Cantagalli, Cognolato e Tempestini), durante un cordiale incontro presso la
sede della società con l’amm.re delegato della Benetton, dr. Giorgio Caccia Dominioni, ha
conferito all’azienda il Premio distrettuale “Leonardo da Vinci- Paul Harris Fellow”.
Questa la motivazione: “Il Gruppo Benetton, radicato nel Veneto e presente in 120 Paesi
del mondo, esporta una consolidata identità imprenditoriale con servizi di alta qualità
commerciale nei suoi 5.000 moderni negozi. L’immagine dell’Italia che il gruppo Benetton
è riuscito ad imporre nel mondo è esaltata anche dalle innumerevoli iniziative realizzate nel
sociale attraverso il “Centro Ricerche Fabrica”, la “Fondazione Benetton Studi e Ricerche”
e l’apprezzato impegno di divulgazione internazionale sul tema dell’Ambiente”.
La finalità di questo Premio distrettuale, istituito 26 anni addietro dall’allora Governatore
Vittorio Andretta, è quella di attribuire la massima onorificenza rotariana a persone e/o
imprese che con il loro impegno e la loro iniziativa all’estero abbiano contribuito ad onorare
e dare lustro all’immagine dell’Italia.
L’Amm.re Delegato di Benetton Group
con il Governatore
Il gruppo di rotariani presenti alla cerimonia
parole da ricordare
Bisogna saper sorridere dei nostri difetti, dei nostri limiti, dei nostri errori,
riconoscerli come qualcosa che è nella natura degli uomini
che aspirano ad essere grandi, anche se non sempre ci riescono.
R. Battaglia
28
Chi entra
Sono state accolte nel Club la prof. Tiziana Agostini,
insegnante e impegnata in varie attività culturali
e la sig.na Silvana Baro quale socia onoraria del
Club, alla cui vita ha partecipato per 40 anni con la
sua insostituibile attività di segretaria, svolta sempre
con competenza, vivacità ed entusiasmo. Una vera
amica di tutti i soci e loro famiglie.
Chi esce
Ha lasciato il Club un …”pezzo da 90”. Si tratta di
Duilio Roiatti, uno dei soci di più antica data del Club di cui è stato Presidente nell’annata 1980-81.
Ci spiace molto che Duilio non faccia più parte del nostro sodalizio di cui è sempre stato una importante
presenza, un socio che sotto un burbero atteggiamento nasconde un cuore d’oro e un tratto vivace ed
assai acuto.
Anche Aldo Andreolo ha lasciato il nostro Club, ma non il Rotary: si è trasferito infatti al Club di
Venezia. Pure Aldo ha fatto molto per il nostro sodalizio di cui è stato una assidua presenza, sempre
accompagnato dalla gentile signora Giuliana: ricordiamo le sue molte relazioni sull’arte pittorica in
cui eccelle e le puntuali anticipazioni alle visite di mostre programmate dal Club, nelle quali spesso
ha fatto da apprezzata guida.
Una terza uscita: quella di Luca De Rosa, socio di recente acquisizione che ci ha dovuto lasciare a
seguito del suo trasferimento a Milano.
Conferimento PAUL HARRIS FELLOW
I componenti della Commissione per il Quarantennale del Club (Giuseppe Giorgi, Lapo Cantagalli,
Giorgio Ciriotto, Carlo Vianini) in segno di riconoscimento e apprezzamento del notevole, impegnativo
lavoro svolto, sono stati insigniti dalla nostra Presidente dell’onorificenza del Paul Harris Fellow.
La redazione saluta
Con questo numero la redazione, che si è dovuta via via ampliare a diversi soci di buona volontà,
termina il suo compito concludendo un’esperienza interessante e coinvolgente.
Cogliamo questa occasione per porgere il nostro affettuoso saluto a tutti i soci del Club, che ci auguriamo
abbiano apprezzato il nostro lavoro, ed in particolare alla Presidente Cristina Marchetti che non ci ha
mai fatto mancare il suo prezioso sostegno morale e materiale. Un cordiale augurio di buon lavoro a
Bepi Sarti che le subentra nell’incarico per la prossima annata rotariana.
Auguri di buon Compleanno
Hanno stappato la bottiglia di spumante a maggio:
Francesco Fahrni il 10, Sandra Sofia Perulli il 12, Aldo
Andreolo il 18, Alfio Pini il 29
La stappano a giugno:
Alberto Monterosso il 6, Giandomenico Burigana il 7,
Antonio Marcomini e Claudio Scarpa il 16, Michele Poeta
il 20, Giorgio Ciriotto il 30
Lo fanno a luglio:
Luigi Tomasi il 6, Mario Cognolato il 9, Pietro Delise il 14,
Lapo Cantagalli il 15
29
29
“Varie ed eventuali”
Riproponiamo da un vecchio bollettino del Club questo splendido brano in dialetto
chioggiotto del primo novecento, tratto da “Uomini di Sale – Istorie de mare, de fiumi e de tera”
di Ernesto Friso.
“LAMENTO DE ‘NA POVARA DONA
DA CIOZA CH’A PERSO SO MARIO
I’U’ FORTUNALE DE MARE ESSENDO A PESCARE”
El mio Santo n’à ghe pì, se l’à tiolto el Segnore!
Maria Vergene, giuteme! L’è tropo grando el mio dolore!
Povaro Santo, dopo tanti patimenti,
Dopo tante angosse, dopo tanti trumenti,
T’è tiocao muorire cossì miseramente!
El cuore mel diseva: n’à gera ordene da partire,
Gera mare, gera vento… No a ma vuolesto ‘bedire…
E mi povara grama, me toche sta metina
Vedermelo destirao sui sabioni in marina.
Ah, Madre! No posso pì! Giuteme Segnore…
Ch’a l’è tropo grando el mio dolore!
Fusse ‘ndao el bargozzo, le arte, tuto quanto,
Ma m’avesse el Segnore salvao el mi Santo!
Tuti i altri bargozzi i é rivai a salvamento.
Cossa sarà de mi, de sti do fantolini?
Poveri desgraziai, ne tiocherà ‘ndare
E niote e zorno per le cale a criare:
“Un può de pan, un puoca de polenta
pè sti poveri fantolini che no à pì so pare!”
Madona de marina che se’ tanto bona,
Che de poveri pescaori se’ vu sola parona,
Abiè pietà de mi, de ste povere carne,
De sti do nocentini, che n’hà pì gnente in sta tera!
Madona de marina, San Felice, San Fortunato,
Abié compasion del nostro misero stato,
Mandène la porvidenza! E ti, povero Santo,
Che ti è andao in paradiso, che no ti è pì a sto mondo,
Prega per nu el Segnore, ma priegalo tanto.
De porfondo…
30
Mostre
“Genesi, Il mistero delle
origini”
Il racconto biblico del principio nei
capolavori dell’arte europea.
Pittura, scultura, icone, incisioni,
codici, dal IV al XX secolo: Pisano,
Durer, Tintoretto, Bruegel il vecchio,
Jordaens, Canova, Blake, Rodin, Escher.
Illegio, Tolmezzo UD
Friuli Venezia Giulia
11 maggio - 5 ottobre 2008
Casa delle Esposizioni
Tel. 0433.44445/0433.2054
[email protected]
Libri
“Le vite dell’Altipiano”
di Mario Rigoni Stern – Einaudi
“…storie di uomini, boschi e animali…
Da leggere, da meditare”.
per l’anno rotariano
2007-2008
Il Presidente del Rotary Internazionale è Wilfred
Wilkinson di Trenton (Ontario - Canada), socio
del Club di Trenton. Ha ricoperto le cariche di
Governatore distrettuale, amministratore della
Fondazione Rotary, Vice Presidente del Rotary
Internazionale, Membro della Commissione
Internazionale Polio Plus e numerose altre.
È socio della Wilkinson & Company, società
di contabilità pubblica. Fra i numerosi altri
incarichi, è stato presidente del consiglio dei
contabili dell’Ontario, tesoriere dell’istituto dei
contabili canadesi e dell’istituto militare della
Royal Canadian.
È sposato con Joan e ha quattro figli.
Il Governatore del nostro Distretto è il Dott.
Carlo Martines socio del Club Padova Est.
È Presidente dell’ADIRI, l’Associazione che
riunisce i Distretti rotariani d’Italia.
È medico cardiologo, sposato con Tea ed
ha tre figli.
L’Assistente del Governatore per il nostro Club
è l’Avv. Arturo Lucchetta socio del Club Venezia
Mestre Torre.
È titolare di un avviato studio legale, sposato
con Nicoletta ed ha due figlie.
progetto grafico copertina: G. Calamelli - Neural Engineering SpA
Servire al di sopra di ogni interesse personale
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Rotary Club - Distretto 2060