CINEMA ED ESTETICA CINEMATOGRAFICA

Direttore
Massimo Modica
Università degli Studi di L’Aquila
Comitato scientifico
Eusebio Ciccotti
Università degli Studi di Foggia
Domenico Spinosa
Accademia di Belle Arti di Sassari
CINEMA ED ESTETICA CINEMATOGRAFICA
La collana intende analizzare la storia del cinema affrontando e discutendo i problemi dei rapporti tra l’estetica
filosofica e il cinema della prima e della seconda metà del
Novecento, compreso ovviamente il primo decennio del
secolo XXI, soprattutto in riferimento a film d’autore e a
registi esemplari per l’analisi di tali rapporti, e nell’ambito
della più rilevante riflessione estetica della contemporaneità, periodo in cui le relazioni tra il cinema, l’estetica e la
filosofia sono diventate ancora più strette che nel passato,
soprattutto nel senso delle loro profonde intersezioni. I
testi non proporranno monografie (non si vuole creare
un inutile duplicato di altre collane cinematografiche), ma
analisi approfondite di singoli film d’autore, delle loro relazioni significative con problemi di carattere estetico e
filosofico, oltre che indagini sui temi costitutivi della storia
del cinema: la nascita, l’affermazione e il declino dei generi; la nascita del racconto cinematografico; il linguaggio del
cinema; il remake e i temi della riproducibilità e della creatività; lo studio system; le teorie del cinema, dalle origini
a oggi; la rivoluzione digitale degli ultimi anni. Il target
è costituito soprattutto da un pubblico universitario e di
media cultura; gli autori sono giovani studiosi di ottimo
livello e con un’adeguata preparazione post–universitaria
(ed è questo uno dei caratteri più significativi della collana);
i testi sono scritti e illustrati in modo chiaro, perché tutti
possano capire.
Eusebio Ciccotti
Il “cinema scritto” dei letterati
–
Racconti e soggetti, poemi
scenari e protosceneggiature
Copyright © MMXIVAREA
ARACNE editrice S.r.l.
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via Raffaele Garofalo, /A–B
 Roma
() 
 ----
I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,
di riproduzione e di adattamento anche parziale,
con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
Non sono assolutamente consentite le fotocopie
senza il permesso scritto dell’Editore.
I edizione: luglio  area
Indice

Presentazione

Capitolo I
Cornice storico–comparatistica e mappatura dei
corpora
. Cornice storico–comparatistica: rapporti tra testi scritti
per il cinema e il cinema,  – .. Mappatura cronologica
e dei corpora: una proposta,  – .. Il “cinema scritto”: un
genere?,  – . La fine del “cinema scritto”, .

Capitolo II
Letterati, artisti, critici, intellettuali, di fronte al cinematografo: –
. Questioni di carattere estetico e teorico: –, 
– . Problemi estetici e teorici: –.,  – . Testi
letterari e teatrali adattati per lo schermo: –,  –
. Cinema educativo, etico e “di conversione” secondo i
letterati, .

Capitolo III
La narrativa di argomento cinematografico: –
. Al Cinematografo () di G. Fabbri,  – . Un beau film
() di G. Apollinaire,  – . Le meraviglie del Duemila
() di J. Verne,  – . Una recita cinematografica () di
F. Tozzi,  – . Leir und Schreibmaschine (Lira e la macchina
da scrivere, ) di Richard A. Bermann,  – . Pamela–


Indice
Films e Il riflesso delle cesoie () di G. Gozzano,  – . Si
gira... () di L. Pirandello, .

Capitolo IV
Due scenari di Liviu Rebreanu
. Vis năprasnic (Sogno breve, ): prima stesura,  – . Vis
năprasnic (Sogno breve,): variante,  – . Ghinionul (La
sfortuna, ),  – . Conclusioni, .

Capitolo V
Das Kinobuch ()
. Premessa,  – . I racconti,  – . I racconti–scenari, 
– . Lo scenario–racconto,  – . Lo scenario., .

Capitolo VI
Guido Gozzano. Una sceneggiatura d’autore
. S. Francesco d’Assisi (Gozzano, ), .

Capitolo VII
La narrativa di argomento cinematografico: –
. K. Kraus,  – . R. Gómez de la Serna,  – . F. Scott
Fitzgerald,  – . M. Bulgakov,  – . H. Quiroga,  –
. B. Tokin,  – . Z. Gorjan,  – . G. Debenedetti, 
– . C. E. Gadda,  – . V. Nannetti, .

Capitolo VIII
Racconti, poemi, soggetti, scenari e protosceneggiature:
–
. G. Apollinaire e A. Billy,  – . S. Esenin.,  – . P.
Albert–Birot,  – . A. Döblin,  – . G. Krúdy,  –
. H. von Hofmannsthal, .
Indice


Capitolo IX
Racconti, poemi, soggetti, scenari e protosceneggiature:
–
. R. Desnos,  – . A. Černík,  – . V. Šklovskij,  –
. K. Mesarić,  – . E. Šarin,  – . B. Tokin,  – . V.
Majakovskij.,  – . H. Poulaille,  – . S. Tret’jakòv, 
– . J. L. Bouquet,  – . a) F. García. Lorca,  – . b)
F. García Lorca., .

Capitolo X
I « Racconti cinematografici » di Peter Jelimnický
. Nedel’a (Domenica, ),  – . Život po smrti (La vita
dopo la morte, ),  – . Oči (Occhi, ),  – . Vražda v aeropláne A– (Omicidio sull’aereo A–, ),  –
. Zakryté karty (A carte truccate, ), .

Capitolo XI
Il “cinema scritto”. Definizione di un modo narrativo
. Dichiarazioni teoriche d’autore: Pinthus, Fondane, Pasolini,  – . È lo scenario un “testo letterario”?,  –
. Racconto di parole (descrizioni) o racconto di avvenimenti
(immagini, scene)?,  – . La « lettura dilatata » dello scenario. Verso un « mondo possibile » al quadrato (MP²), 
– . Il “soggetto” come exemplum di brevità e velocità narrativa,  – . È il “cinema scritto” un genere letterario?
, .

Capitolo XII
Il personaggio nel racconto del “cinema scritto”
. Il personaggio,  – . Il personaggio del “cinema scritto” nella forma “racconto”,  – . Il personaggio del
“cinema scritto” nella forma del soggetto,  – . Il personaggio nella forma scenario,  – . Il personaggio nella
forma protosceneggiatura, .

Indice

Capitolo XIII
Lo scenario come genere letterario storico
. Lo scenario tra “avanguardia”, “cinema d’autore” e “cinema popolare”,  – . Lo scenario come medium unificante, .

Capitolo XIV
L’arrivo del sonoro e la fine della stagione del “cinema scritto”. Alcuni scenari del biennio –, con un accenno
agli scenari del periodo –
. “Cinema scritto” e cinema sonoro,  – . V. Vančura:
Letarghus (Letargo,),  – . R. Desnos: Les mystères
du Métropolitain (),  – . R. Desnos: Les récifs de
l’amour (),  – . G. Neveux: L’amazone des cimetières
(),  – . J. Romanis, M. Aymé, A. de Saint–Exupéry,
H. Barbusse, .

Capitolo XV
Il ritorno dello scenario. Congedo

Bibliografia
Presentazione
Il presente volume nasce come tesi di dottorato in Scienze
Letterarie–Letterature Comparate () presso il Dipartimento di Letterature Comparate di Roma Tre. La mia
scelta di comparare letteratura e cinema inizialmente non
convinse tutti i componenti del Consiglio di Dottorato,
più legati alla tradizione (comparare le letterature tra di
loro), ma Jacqueline Risset, Krassimir Stantchev e Giuliana Lanciani, tre docenti del Consiglio, sostennero con
convinzione il progetto.
Siccome all’interno del Consiglio non vi erano specialisti di cinema o studiosi di letterature con competenze
in tal senso, Giulia Lanciani, lusitanista, mio tutor, mi invitò a trovarmi dei “consulenti” accademici esterni, cui
chiedere consigli scientifici durante il lavoro. Lo feci: accettarono, Mario Verdone, Sergio Raffaelli e Antonio Prete.
Alla discussione la tesi ottenne lusinghiera accoglienza.
Durante il mio lavoro di ricerca nelle biblioteche, archivi e istituti del cinema di diverse città europee (Parigi,
Praga, Bratislava, Zagabria, Belgrado, Budapest, Varsavia,
Bucarest) rinvenni alcuni testi inediti e/o rari, prevedendo che ve ne fossero altri da scovare. Rinviavo, ogni anno, la pubblicazione della tesi nella speranza di imbattermi, durante una ricerca rallentata ma mai sospesa, in altri
interessanti inediti.
Naturalmente, inevitabili impegni di lavoro spinsero il
“cinema scritto” dei letterati nel cassetto dei “progetti da


Il “cinema scritto” dei letterati –
riprendere”. Oggi, finalmente, il lavoro, accresciuto sul
piano antologico (per esempio inserendo il poco noto, in
Italia, Liviu Rebreanu) e aggiornato sul versante bibliografico, trova una prima edizione, ovviamente incompleta,
utile, spero, ad altri studiosi che vorranno perfezionare un
tema per sua natura “aperto”.
Capitolo I
Cornice storico–comparatistica
e mappatura dei corpora
. Cornice storico–comparatistica: rapporti tra testi scritti per il cinema e il cinema
Nel  i fratelli Lumière inventano le Cinématographe
e sin da subito si pone un confronto narrativo tra una
nuova forma (di intrattenimento) che racconta storie (ci
vorranno anni per definirlo anche arte) e quella che da
secoli ne era il veicolo principale, ossia la galassia del letterario (prosa, poesia, cronaca, commedia, tragedia, libretto
d’opera). Prende rapidamente corpo, così, il grande binomio Letteratura/Cinema, i cui temi di studio, durante
il Novecento, si sono vieppiù moltiplicati e diversificati.
Anche se un argomento–principe, quello della riduzione o
adattamento dal testo letterario al film (ossia il raffronto tra
“romanzo di partenza” e “film tratto da”), gioca ancora
un ruolo centrale in saggi, convegni e tesi di laurea, altri
temi, inizialmente marginali o non considerati, si sono nel
tempo definiti, guadagnando il centro del dibattito storico e teorico. Essi sono diversi, ne ricordiamo i principali.
La sceneggiatura come forma intermedia tra letteratura
e cinema; gli elementi cinematografici nella letteratura


Il “cinema scritto” dei letterati –
prima del cinematografo ; l’influenza del linguaggio del
cinema maturo sulle forme narrative della prosa ; l’assorbimento di alcune tematiche delle nouvelles vagues e del
new cinema anni Sessanta sulla contemporanea letteratura;
il passaggio (opposto alla classica “riduzione”) dal film al
romanzo, ossia la produzione del testo letterario desunto
. Diversi gli studiosi che hanno proposto letture in tale direzione. Chi
scrive ricorda che, nella propria antologia liceale (A. Gianni – M. Balestrieri –
A. Pasquali, Antologia della letteratura italiana, Firenze, Editrice D’Anna, ),
gli autori commentando Il passero solitario di G. Leopardi, notavano come
la tecnica descrittiva del poeta anticipasse, cito a memoria, “il linguaggio
del cinema”. Sulla questione della “anticipazione letteraria” del linguaggio
cinematografico, che gli studiosi hanno definito pre–cinema, si vedano le
note lezioni di S.M. Ejzenštejn sul « montaggio » in A. Puškin e in C. Dickens
(cfr. Teoria generale del montaggio e in Forma e tecnica del film e lezioni di regia,
trad. P. Gobetti, Torino, , pp. – e in La forma cinematografica, trad.
di P. Gobetti,  e , pp.  e ss.). In ambito occidentale, apripista
furono le analisi “cinematografiche” applicate a Tucidide ad opera di E.
Futzellier in Cinéma et littérature, Paris, Edition du Cerf, .
. Si consideri, ad es., per quanto concerne la recente narrativa straniera, lo stile dello scrittore spagnolo Muñoz Molina, il quale ha dichiarato:
« Io ricorro sempre al paragone col cinema: le migliori pellicole sono quelle
che fluiscono con una naturalezza che assomiglia alla casualità della vita
e quando uno le vede, se non è un ammalato, non pensa alle acrobazie
di un travelling né alle ellissi di un montaggio, ma nella sala oscura è solo
trascinato e commosso, poi legge dei libri e analizza, ma nel momento della
verità la sua intelligenza e il suo cuore sono soli davanti alla storia che gli
raccontano ». In G. Bellini, Con Muñoz Molina lo stile è un film, « Il SOLE
 ORE »,  novembre . Nella letteratura italiana d’oggi diversi sono
gli autori che ricorrono a procedimenti narrativi mutuati dal cinema: da E.
Albinati (Il polacco lavatore di vetri) ad E. Affinati (Campo del sangue); da A. Baricco (Seta) ad A. Picca (I mulatti); da G. Celati (Cinema naturale) ad A. Prete
(L’imperfezione della luna), ed altri. Ricordiamo anche il romanzo Pura vita
di A. De Carlo che, nota Paccagnini, usa « una tecnica cinematografica che
zooma sui personaggi o allarga il campo, in capitoli spesso aperti e chiusi
come da didascalie », E. Paccagnini, Uomo senza qualità, ma con telefonino,
« Corriere della Sera »,  ottobre , p. .
. Cornice storico–comparatistica e mappatura dei corpora

dal film ; della scrittura, più o meno coeva, del romanzo e
del film (o viceversa) da parte dello stesso autore ; oppure,
la scrittura simultanea, circa un medesimo soggetto, sia
del film che del romanzo ad opera di due autori precedentemente accordatisi su una story (in Francia l’esperimento
è stato tentato nel  dallo scrittore Daniel Pennac e dal
regista Pierre Boutron, con il romanzo e film Messieurs les
enfants ).
. In Italia, nei primi anni Dieci, alcune riviste presentano sinossi articolate di film, novellizzandoli: si veda, per es., Matilde. Sensazionale dramma
in  atti della casa Eclair. Riduzione cinematografica del celebre romanzo di E. Süe,
« Lo schermo », n.,  febbraio , pp. –. A partire dal , lo scrittore–
sceneggiatore–regista Lucio D’Ambra fonda la rivista « Romanzo–film »,
periodico quindicinale che, ad ogni numero, propone un racconto tratto da
un film.
Si ricorda che, in Europa, uno dei primi film d’ ‘autore’ novellizzato per
il largo pubblico è Das Kabinett des Dr. Caligari (Il gabinetto del dottor Caligari,
, di R. Wiene). Negli anni Venti, tra i vari esempi di novellizzazione di
film noti, si possono rammentare La Roue (), romanzo di R. Canudo,
tratto dal noto film di Abel Gance () e Za la mort (Nerbini, ; Nerosubianco, ), romanzo di Emilio Ghione, presumibilmente dall’ omonimo
film del , una « ‘versione integrale’ del film giunto a noi incompleto »
( Jandelli). Cfr., rispettivamente, F. Albera, La Roue, roman de Ricciotto Canudo
d’après le Roue d’Abel Gance e C. Jandelli, Za la mort, dal film al romanzo, in (a
cura di) A. Autelitano e V. Re, Il racconto del film. La novellizzazione dal catalogo al trailer, Udine, Forum Edizioni, . Venendo più avanti negli anni
incontriamo O Thiassos (La recita, ), di Theo Anghelopulos, pubblicato
come romanzo e poi come sceneggiatura; il romanzo che François Truffaut
trasse dal film L’uomo che amava le donne (), e Novecento (Milano, ) di
N. T. D. Di Giovanni, dal film di B. Bertolucci. Infine, abbiamo il caso dello
scrittore che, stimolato dal film tratto da un suo soggetto, decide di dargli
un seguito sulla carta: Arthur Clarke scriverà un romanzo dopo aver visto
: A Space Odyssey () di S. Kubrick (con il medesimo titolo).
. Si veda il caso di The Big Red One (Il grande uno rosso), film e romanzo di Samuel Fuller entrambi editi nel . (Per la versione italiana del
romanzo si dovrà attendere il , per i tipi della Elliot Edizioni).
. « Le cinéaste Pierre Boutron et l’écrivain Daniel Pennac ont un
jour lancé un pari étrange: partir de la même matèrie (un scénario Pennac–
Boutron) et, chacun de son côté, faire un livre pour l’un, un film pour l’autre,
Il “cinema scritto” dei letterati –

Si rende necessario, quindi, come premessa ad uno studio comparativo che ha come suo centro gli aspetti cinematografici dei testi creativi scritti dai letterati per il cinema
negli anni –, rivedere la composizione del binomio
Letteratura–Cinema. A maggior ragione considerando
che nei tre decenni in oggetto la decima musa e la “vecchia”
musa danno vita ad una collaborazione/confronto sempre
più stretta e gravida di sviluppi.
Tale binomio, in parte manifesto in parte implicito nel
campo della nostra ricerca, si può articolare nei seguenti
sotto–binomi:
)
)
)
)
Letteratura > Film;
Letterati/Cinema;
Letteratura > Cinema Scritto;
Cinema > Letteratura.
Nel primo rapporto si includono tutte quelle opere letterarie che, a pochi anni dall’invenzione dei Lumière, cominciano ad essere adattate per il Cinematografo (e ancora
oggi lo sono) e che il grande pubblico, perlopiù analfabeta, spesso (quando non ne ha una conoscenza vagamente
orale) incontra per la prima volta.
All’interno della relazione–/opposizione Letterati–/Cinema,
includiamo quegli interventi (i più originali), che vanno
dall’opinione, alla nota critica, all’intervento teorico, dei
letterati, nei confronti del cinema.
sans concertation ». In « Lire », septembre  (www.lire.fr/ritique.asp/idC).
All’uscita del romanzo, nella pagina dopo il titolo, Pennac ospiterà una
dedica al patto sottoscrittto: « All’amico Pierre Boutron, che mentre io
scrivevo questo romanzo raccontava la stessa storia al cinema. Leggerà
queste righe solo il giorno in cui io vedrò il suo film. È stata questa la regola
del gioco ». D. Pennac, Signori bambini, Milano, Feltrinelli, , p. .
. Cornice storico–comparatistica e mappatura dei corpora

Con Letteratura > Cinema Scritto si intende lo sviluppo
storico di quei testi creativi scritti guardando al linguaggio del cinema: ossia il “cinema scritto” dai letterati (testi, va ricordato, non sempre pensati per una eventuale
realizzazione cinematografica).
Infine con Letteratura > Cinema, spostandoci in un contesto più teorico, ci riferiamo a due modi narrativi, il letterario e il cinematografico, che un processo diegetico di
“cinema scritto” pone in essere. Binomio nel quale rientrano, oltre alla famiglia degli scenari, anche quei romanzi e racconti — identificabili nel genere tematico della
narrativa cinematografica, cui dedichiamo un capitolo —
rapidi nell’assorbire alcune tecniche narrative di natura
cinematografica (opere di Fabbri, Apollinaire, Gozzano,
Pirandello, Bontempelli, Mansfield, Gómez de la Serna,
Quiroga, ecc.).
La nostra investigazione sarebbe circoscritta, dunque,
dalla terza sezione. Ma, come non ricordare, parimenti,
le posizioni estetico–teoriche di un Lev Tolstoj, le osservazioni estetiche di un Giovanni Papini di un Hugo von
Hofmannsthal o di un Benjamin Soupault? Eccoci nella seconda sezione. E, ancora, in un lavoro che per natura si fa
comparativo, possiamo ignorare le riduzioni cinematografiche di opere letterarie che sicuramente — insieme alla
storia del cinema tout court — influenzavano, allora come
oggi, i letterati nel tema e nella forma del racconto appena
si accingevano a scrivere per il cinematografo (si pensi al
S. Francesco d’Assisi —  — di Gozzano, che deve il suo
modo di racconto al linguaggio del cinema assimilato dallo
scrittore piemontese)? Siamo nella prima sezione. Oppure, è lecito ignorare l’essere, di certi racconti (è il caso
dei « racconti cinematografici » dello slovacco Peter Jelimnický), sospesi intenzionalmente tra tecniche letterarie e

Il “cinema scritto” dei letterati –
cinematografiche? Come, dall’altro lato, non soffermarsi,
almeno per poco, sui più noti romanzi di Gómez de la
Serna, dichiarata letteratura, guidati da una focalizzazione
(regia a tutti gli effetti) e un montaggio squisitamente filmici? Per tacere dell’influenza cinematografica su opere di
altri letterati: Tozzi, Joyce, F. Madox Ford, Musil, Bulgakov,
Döblin. Siamo nella quarta sezione.
Ecco che il nostro campo d’indagine, pur privilegiando
l’analisi dei testi creativi non può prescindere da un inquadramento storico–estetico che, come finestra aperta di
un ipertesto, si affaccerà, quando necessario, lungo il percorso che va continuamente dalla Letteratura al Cinema
e viceversa (senza seguire necessariamente l’ordine della
griglia sopra riportata), attraverso le opere dei letterati e
degli autori di cinema.
Divideremo il trentennio oggetto d’indagine in tre periodi: il primo, dal  al ; il secondo, dal  al 
e, l’ultimo, dal  al .
.. Mappatura cronologica e dei corpora: una proposta
a) Il primo periodo ha come limiti — inizio e fine
— una data artistica ed una artistico–storica: l’esordio della letteratura trasposta nei primi racconti di
« immagini in movimento » (intorno al ) e il
cuore della Grande Guerra (). Questo secondo
termine coincide anche con la fine della grandezza del cinema della “scuola italiana”, nota in tutto
il mondo, ma soprattutto chiude un periodo che,
proprio negli anni del conflitto mondiale, è ricco
di testi di finzione scritti per il cinema e di riflessioni critico–teoriche d’una certa rilevanza (Gozzano,
Apollinaire, i Futuristi, Münsterberg, il primo Maja-
. Cornice storico–comparatistica e mappatura dei corpora

kovskij ecc.). Il  è anche l’anno in cui esce negli
USA il capolavoro di D.W. Griffith, Intolerance.
b) Il secondo, periodo, parte dal , con il sorprendente scenario–protosceneggiatura La Bréhatine (G.
Apollinaire e André Billy), e ha come termine post
quem il . Questo, oltre a essere l’anno di fondazione del Surrealismo e dell’uscita del film Entr’acte
(R. Clair), è quello in cui vedono la luce le prime
articolate trattazioni teoriche sul cinema come arte:
Die sichtbare Menschen (L’uomo visibile) ad opera del
filosofo ungherese Bela Balázs, Dziesiata
˛ muza (La
decima musa) del poeta polacco Karol Irzykowski,
Film dell’artista e teorico cèco Karel Teige (pubblicato nel marzo  ma con saggi scritti nel ) ,
e dei primi saggi di S.M. Ejzenštejn.
c) Il terzo periodo va dal , anno della Bronenosec
Potëmkin (La corazzata Potëmkin, Ejzenštejn), film
. Cfr. B. Balázs, Der sichtbare Menschen. Eine Film–Dramaturgie, Zwei
auflagen, [s.d.; presumibilmente , copia anastatica della prima edizione
edita nel ]. Un’ampia silloge dell’opera viene presentata in Italia da G.
Grignaffini in Sapere e teorie del cinema. Il periodo del muto, Bologna, Clueb,
 (e acutamente analizzata nel capitolo Bela Balász e il primato del medium).
Dal  si può consultate l’edizione completa dell’opera di Balázs a cura
di L. Quaresima, con un ampio e approfondito saggio dello studioso. (Utilizzando questa traduzione integrale di Balázs ci è stato possibile proporre
una comparazione, di carattere introduttivo, tra i teorici dell’est Europa
in L’autore del film nell’estetica degli anni Venti: K.Teige, B, Balázs, I. Hevesy,
K. Irzykowski, « Quaderno del Dipartimento di Letterature Comparate »,
Università di Roma Tre, Roma, Carocci, , pp. –).
. Si possono leggere, in italiano, i tre capitoli del volume, Fotogenia,
L’analisi fotogenica e Studi, nell’articolo citato alla nota .
. Abbiamo presentato tre saggi contenuti in Film, tradotti, su alcuni
periodici. Essi sono: Chaplin (), « Terzo Occhio », XXVIII, n. , , pp.
–; Cinegrafia (), « Nuova Antologia », n. , gennaio–marzo ,
pp. –; Foto Cinema Film (), « Avanguardia », VIII, n. , , pp.
–.

Il “cinema scritto” dei letterati –
esemplare che rivoluziona la narrazione, agli ultimi
quindici mesi degli anni Venti. Infatti in questo anno
e mezzo si comincia ad affermare in Europa, dove
prima dove dopo, il sonoro (il cui primo film, statunitense, risale al , The Jazz Singer – Il cantante di
jazz, di Alan Crosland, con Al Jolson), e la letteratura maggiore inizia a praticare nel testo letterario —
intenzionalmente o meno — alcune tecniche narrative tipiche del cinema, riflesso mediale chiamato da
Genette, del «effetto rebound» . Un esempio per tutti
è Berlin Alexanderplatz () di A. Döblin, romanzo che adotta una narrazione dei fatti, attraverso
il montaggio alternato, tipicamente cinematografico.
(E, fuori d’Europa, si pensi a Manhattan Transfer,
, o ° Parallelo, , di John Dos Passos).
a) –. Si era progettato, inizialmente, di restringere il campo ai soli anni Venti, considerata la grande proliferazione dei testi–scenari. Un’inaspettata
produzione alimentata soprattutto dalle avanguardie, alcune già sorte, altre in via di proclamazione,
che aprono finestre sul cinema: futurismo cinematografico russo –; futurismo cinematografico
italiano, ; dadaismo cinematografico –;
poetismo cèco e cinema, –; modernismo brasiliano () ; surrealismo cinematografico, –
, ecc. Non va dimenticato che mentre il cinema
realizzato, tra il  e il , raggiunge una elevata maturità linguistica (Von Stroheim, Murnau,
. Cfr. G. Genette, Noveau discours du récit, Éditions du Seuil (tr. it.,
Nuovo discorso del racconto, Torino, Einaudi, , p. ).
. Si veda lo spazio che il cinema riceve nei dieci numeri della rivista
« Klacson », Rio de Janeiro, .
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cinema ed estetica cinematografica