Anno II - Numero 232 - Mercoledì 2 ottobre 2013
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Attualità
Esteri
Cronache
Il Papa cambia lo Ior
e riforma la Curia
Il sogno americano
si è sgonfiato
Parla Amanda:
“Adesso ho paura”
Capasso a pag. 3
Castellino a pag. 4
a pag. 8
E ORA FINALMENTE SI FA SUL SERIO PER RICOMINCIARE DALLA STORIA DI AN
di Francesco Storace
N
el momento peggiore per la politica
nazionale; nelle contorsioni e giravolte che caratterizzano i partiti, a
cominciare da Pd e Pdl, non è più
possibile esitare. E possiamo annunciare che ha preso forma una federazione
di forze politiche che hanno deciso un percorso comune per la costruzione di una
nuova destra nel paese, con la volontà di ritrovarsi anche con Fratelli d’Italia. Il 9 novembre, nella data che simboleggia il
crollo del Muro di Berlino, ci ritroveremo
a Roma con La Destra, Fli, la Fiamma
Tricolore e Io Sud, assieme ad altre
associazioni, fondazioni, circoli, per
rilanciare il messaggio della sovranità, ripartendo da Alleanza nazionale.
È il suggello del mandato che ricevetti al comitato centrale di Orvieto del luglio scorso, quando fui
impegnato unanimente dall’assemblea a “verificare ed eventualmente
stipulare nei tempi più brevi intese
affinché, insieme ad altro/i soggetti
politici e nelle formule ritenute più efficaci, si dia avvio ad un percorso costituente finalizzato a ridare una casa comune
a tutta la destra di governo oggi articolata e
diffusa nel modo frammentato che tutti conoscono”. Quel documento invitava altresì a
RINASCERE IL 9 NOVEMBRE
Federazione tra La Destra, Fli, Fiamma e Io Sud per ridare speranza al nostro popolo
ricominciare “da quanti percorsero una storia
comune che ci vide protagonisti nel Msi e
poi in An assiemea quanti, non proveniendo
da quelle esperienze, vorranno unirsi per
la battaglia per sovranità e tradizione, presidenzialismo e legalità, lotta senza tregua
alla criminalità organizzata”.
L’altra sera, assieme a Roberto Buonasorte - come editore del Giornale
d’Italia, quotidiano che da mesi è in
prima fila per la riunificazione di un
mondo che sembra stentare a ritrovarsi - ci siamo visti con Roberto
Menia per Futuro e Libertà, Luca Romagnoli per la Fiamma e Adriana
Poli Bortone, per Io Sud. Con noi, Domenico Nania, Antonio Buonfiglio, Salvatore Tatarella, Oreste Tofani.
Ci siamo visti per affermare il dovere recita il comunicato approvato alla fine
dell'incontro - di “unire le diverse anime
della destra italiana, oggi divise, per ridare
rappresentanza unitaria e vincente a quel
vasto spicchio di popolo ed elettorato che si
OGGI LA FIDUCIA AL GOVERNO LETTA, PDL SPACCATISSIMO
C’eravamo tanto amati
Igor Traboni a pag. 2
ritrova nei valori nazionali, sociali, popolari
e patriottici.
“Questo il senso del percorso comunemente
intrapreso da diverse sigle e associazioni
negli scorsi mesi e sancito con un patto che
vede fin d'ora concordi La Destra, Futuro e
Libertà, Io sud, Fiamma Tricolore, oltre a
circoli e comitati d’area.
“L’intesa si fonda sul manifesto politico programmatico lanciato nello scorso mese di
luglio dagli intellettuali della destra, richiama
nello spirito e nel simbolo di Alleanza nazionale il terreno comune e unificante da cui ripartire, con l’obiettivo dichiarato di riunire
in un unico soggetto tutti i segmenti della
destra italiana; è un’iniziativa dunque che va
a sommarsi e non a collidere con l’Officina
di Fratelli d’Italia. In questo spirito è stata indetta una grande manifestazione per il 9
novembre a Roma, con cui nascerà ufficialmente la federazione tra i soggetti promotori
e tutti quelli che, partiti o associazioni, vi vogliano aderire. L’invito è a partecipare con
tricolori e bandiere di An”.
SPAGNA
Rajoy prescritto
e non perseguibile
ROMA
Sottile manda
i rifiuti al lago
N
ella lista dei prescritti “eccellenti”, ecco comparire
anche il Premier spagnolo
Mariano Rajoy. L’agenzia fiscale
iberica è entrata a gamba tesa
nella vicenda che ha rischiato
di travolgere il primo ministro
spagnolo e tutto il Partido Popular. E ha comunicato al giudice
istruttore dell’inchiesta sui presunti fondi neri che Rajoy non è
perseguibile. Il motivo? Semplice. Le presunte irregolarità
fiscali fino al 2007 sarebbero
prescritte e quelle del 2008 di
entità inferiore al limite dal quale
scatta il procedimento penale
(120 mila euro). Fondi neri e
contabilità occulte nel Pp con
pagamenti agli alti dirigenti,
erano state denunciate dall’ex
tesoriere del partito, Luis Barcènas, in carcere dal 21 giugno
scorso.Rajoy è salvo, ma deve
ricordarsi che nessun colpevole
può essere assolto dal Tribunale
della sua coscienza.
Federico Colosimo
I
l cerino? È toccato a Bracciano.
Nell’attesa che il Ministero
dell’Ambiente dirima il nodo
Falcognana, con la chiusura di
Malagrotta (avvenuta ieri) il commissario Sottile ha disposto l’invio dei rifiuti di Roma, Vaticano,
Fiumicino e Ciampino alla discarica di Cupinoro. Un provvedimento preso “in via immediata e urgente” fino al 31 dicembre, d’accordo con la società
che gestisce l’impianto. Il dubbio
è a questo punto se la popolazione (il Comune è governato
dal centro-sinistra) sia altrettanto
d’accordo: ventimila le tonnellate
da incamerare in soli tre mesi.
La mobilitazione, al riguardo,
sembra dietro la porta.
2
Mercoledì 2 ottobre 2013
Attualità
Oggi la fiducia al governo, i berlusconiani arrivano spaccatissimi all’appuntamento
Pdl nudo alla meta. Enrico Letta pure
di Igor Traboni
I
l giorno della verità per Enrico Letta
è arrivato: oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio sfilerà prima davanti ai deputati e quindi ai senatori,
in cerca della fiducia. Ma intanto ieri
si è consumato una sorta di psicodramma
per il Pdl e i berlusconiani, con due vertici
a Palazzo Grazioli dal Cavaliere e un intermezzo, durante il quale Berlusconi è voluto
rimanere solo con Alfano. E lo stesso Alfano
al termine del primo vertice aveva dichiarato: "Rimango fermamente convinto che
tutto il nostro partito debba votare la fiducia
a Letta. Non ci sono gruppi e gruppetti".
Una sorta di ‘ultima chiamata’ per i falchi
che, attraverso Sandro Bondi, restano però
più decisi che mai a metter fine al governicchio delle larghe intese: voteremo la fiducia solo se lo chiede il Cavaliere. Ma al
secondo vertice, iniziato ieri sera attorno
alle 19, Alfano non s’è neppure presentato.
A paventare addirittura l’ipotesi di una scissione a metà pomeriggio era stato Carlo
Giovanardi, ex Udc: “Abbiamo i numeri,
siamo anche più di 40'', quantificando la
truppa disposta a fare da stampella a un
Letta bis. Una linea condivisa con la pattuglia
di ministri dimissionari. Ma dall'altra parte
il Cavaliere ha sempre ribadito la linea
dura, durissima. Tanto che in queste ore
sarebbe rispuntato con forza il nome della
Torna l’ineffabile Schulz
e detta la linea al Pd
I
figlia Marina per una discesa in politica.
Intanto Enrico Letta continua ad agitarsi e,
come in un film di Moretti, a vedere gente
per il voto di fiducia: “Il governo, che è formalmente nella pienezza dei suoi poteri,
porrà comunque la questione di fiducia in
modo che ogni scelta avvenga in Parlamento, alla luce del sole, senza ambiguità
e ipocrisie e senza alcuna trattativa'' ha
detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. "Soprattutto sul
principio, che il presidente del Consiglio
ribadirà, di netta e totale separazione tra le
vicende di governo e le procedure in corso
nella giunta delle autorizzazioni del Senato,
nell'irrinunciabile rispetto delle regole di
Mps, tutti indagati
tranne la solita sinistra
di Federico Colosimo
nchiesta banca rossa
Mps: una barzelletta. I
pm toscani - invece di
indagare su quei “vertici
romani” indicati dagli ex
sindaci di Siena come coloro che decidevano tutto
ciò che riguardava la gestione dell’istituto di credito fondato nel 1472 – adesso se la
prendono con gli avvocati. Michele Crisostomo, consulente legale
esterno di Mps, due mesi fa è stato iscritto nel registro degli
indagati con l’ipotesi di reato di ostacolo alle funzioni dell’autorità
di vigilanza. Nell’inchiesta che riguarda la scellerata acquisizione
di Antonveneta e, con tutta probabilità, domani verrà rinviato a
giudizio. Come se non bastasse, intanto, gli inquirenti lo hanno
messo sotto torchio per ben 3 ore. Secondo Natalini, Nastasi e
Grosso, Crisostomo avrebbe avuto il compito di elaborare e
redigere i contratti relativi all’operazione di rafforzamento
patrimoniale del Monte, nascondendo al Collegio sindacale, e
quindi all’ Autorità di vigilanza, l’esistenza di una indemnity
rilasciata a JP Morgan e di un addendo contrattuale fra la banca
d’affari e Mps. “E’ stato un interrogatorio molto interessante”,
hanno raccontato alcune fonti vicine alla Procura. Tutti sotto
torchio, dunque. Ma guai a toccare-indagare quei vertici romani
del centrosinistra. Il fatto costituirebbe reato.
I
uno stato di diritto", ha aggiunto lo stesso
Franceschini, che pure fa parte di quell’ala
Pd pronta poi ad un regolamento interno
con lo stesso Letta, complice il congresso
del partito.
Ma i margini di trattativa con Berlusconi
sono praticamente nulli, tanto più che il
Cav, in una lettera che verrà pubblicata
domani da Tempi, scrive che “Enrico Letta
e Giorgio Napolitano avrebbero dovuto
rendersi conto che, non ponendo la questione della tutela dei diritti politici del
leader del centrodestra nazionale, distruggevano un elemento essenziale della loro
credibilità e minavano le basi della democrazia parlamentare. .
mmancabile come una
tassa dei suoi amici di
sinistra, sulle vicende italiane è tornato a dire la sua
Martin Schulz, presidente
del Parlamento Europeo:
"Una caduta del governo
creerebbe enormi turbolenze politiche e sui mercati
finanziari" ha detto Schulz
in un'intervista all’Ansa.
"Faccio un appello ai colleghi del Parlamento: riflettano bene, abbiamo tutti insieme una responsabilità
verso l'Europa". E' uno dei
messaggi lanciati dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che
ha poi aggiunto: "Letta ed il
suo governo hanno avuto
grande successo per riconquistare la fiducia verso l'Italia, soprattutto sui mercati
finanziari. Non bisogna gio-
Allarme disoccupazione: l’Istat e il Cnel non lasciano scampo
Giovani italiani, soli e senza lavoro
N
essuna rassicurazione per gli
italiani. Gli ultimi dati Istat e
Cnel non lasciano scampo:
disoccupazione da record che colpisce soprattutto il Sud e su scala
nazionale i giovani al termine della
scuola dell’obbligo.
Un non lavoro da record per i 1524enni,con l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati
o in cerca, che ad agosto è stata
pari al 40,1%, con un aumento di
0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,5
punti nel confronto tendenziale. Così l'Istat fotografa l’Italia:
tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 667 mila e
rappresentano l'11,1% della popolazione in questa fascia
d'età. Sempre ad agosto il numero di disoccupati, pari a 3
milioni 127 mila, è aumentato dell'1,4% rispetto al mese
precedente (+42 mila) e del 14,5% su base annua (+395
mila): gli occupati sono 22 milioni 498 mila, sostanzialmente
invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione
dell'1,5% su base annua (-347 mila). Un aggravarsi della situazione sia per uomini che per donne, con un +1,7% per i
primi e un +1,0% per le seconde.
Lieve miglioramento per gli inattivi tra i 15 e i 64 anni: ad
agosto diminuisce dello 0,3% la percentuale rispetto al
mese precedente (-42 mila unità) e dello 0,8% rispetto a
dodici mesi prima (-113 mila), con un tasso di inattività che
si attesta al 36,3%, in diminuzione
di 0,1 punti percentuali in termini
congiunturali e di 0,2 punti su base
annua.
Dati quelli dell’Istat che confermano
il Report presentato dal Cnel( Consiglio nazionale dell’economia e
del lavoro): tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati
di oltre un milione di unità ma
"l'area della difficoltà occupazionale" registra un aumento di circa
2 milioni di persone. L'aumento più forte è al Sud dove la
mancata crescita si è tradotta in un passaggio dallo stato di
inattività alla disoccupazione. '
'L'evoluzione del mercato del lavoro italiano - prosegue il
Rapporto - suggerisce che parte dell'aumento del tasso di
disoccupazione sia di carattere strutturale.Vi è il rischio che
molti di coloro che sono stati espulsi dal mercato, o non
sono neanche riusciti ad entrarvi, restino a lungo fuori dal
processo produttivo”.
Riportare la situazione a livelli sostenibili? Si potrebbe
secondo il Cnel assicurando il tasso di disoccupazione
all'8% entro il 2020 e il tasso di crescita del Pil dovrà
superare il 2% all'anno: ma forse un’utopia in un Paese
come l'Italia che negli anni di crisi ha perso circa 750.000
posti di lavoro.
F.Ce
ARRIVA NELLE SCUOLE ITALIANE LA CARICA DEI NUOVI PROFESSORI POST CONCORSONE
Noi, da ex precari alla cattedra
x-precarie e precari over 35 anni: è questo l’identikit della carica di nuovi insegnanti pronti a insediarsi sulle cattedre di tutta Italia. Sono uomini e
donne che sono riusciti ad aggiudicarsi il concorso indetto un anno fa dall'allora ministro dell'Istruzione
Francesco Profumo, per un totale di 11.542 posti.
Anche se le procedure non sono ancora del tutto terminate, gran parte delle nomine è già stata ufficializzata.
Al momento restano aperte 13 procedure in Toscana,
16 nel Lazio, 4 in Sicilia, 4 in Calabria, 1 in Veneto ma si
sa che risultano vincitori 8.303 candidati e che le donne
sono l'80,9% (6.721) del totale.
E
carsi, a causa di interessi
molto particolari, quello che
il governo ha riconquistato".
Non solo i parlamentari "responsabili" del Pdl, ma "anche il Pd deve sostenere
Letta con tutti i mezzi in questo momento critico", spiega
Schulz, rendendo noto che
ieri ne ha parlato con il segretario Guglielmo Epifani.
Osservando che in Europa
e in Italia è in corso "un
modesto raddrizzamento
economico che può portare
più lavoro soprattutto ai giovani", Schulz ha aggiunto:
"Ogni elemento che possa
frenare questo processo è
assolutamente superfluo.
Dunque tutti quelli che domani voteranno per un governo stabile sosterranno
il processo di rilancio in
Europa".
Ecco quindi i nuovi prof: over 35 per il 51% (4.238),
mentre under 30 per il 9,5% (795). Su 8.303 vincitori,
5.733 (il 69%) risultano essere iscritti in una Graduatoria
ad esaurimento di cui 1.290 sono i laureati fino al
2002, con 66 presenti in seconda fascia e 1.290 in
terza nelle Graduatorie di istituto.
Questi i dati diffusi dal Miur alle prese con l’ assetto
quasi definitivo: degli 8.303 vincitori infatti, 3.255 (il
39%) sono stati assunti a tempo indeterminato già ad
agosto: i rimanenti vincitori saranno assunti nel corso
dei prossimi anni, ma non si sa quando. Ecco che torna
l’incubo delle liste d’attesa fuori dall’aula: vinci il
concorso ma non hai un posto.
La mancata proporzione del 50% prevista dalla legge
(metà assunzioni da concorso e metà da graduatorie ad
esaurimento) è spiegabile con il fatto che il concorso a
cattedre del 2012 non è stato bandito su tutte le classi
di concorso e in tutte le Regioni. Ad esempio, non sono
stati banditi posti per materie come Strumento Musicale
per la scuola secondaria di primo grado, Storia dell'Arte
per il secondo grado, Lingua e Letteratura Spagnola,
Tecnologia e Disegno Tecnico, Topografia, Zootecnia.
Non sono stati banditi posti per Matematica per la secondaria di primo grado in Basilicata, Friuli Venezia
Giulia, Molise e Umbria: questo perché è stato riscontrato
un numero minimo di disponibilità.
F.Co.
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3
Mercoledì 2 ottobre 2013
Attualità
In 125 anni di storia per la prima volta viene reso pubblico il rapporto annuale dell’istituto vaticano
Ior: il bilancio è record, la trasparenza pure
La banca della Santa Sede comincia ad attenersi ai rigorosi dettami di Papa Francesco
BERGOGLIO VUOLE SNELLIRE MOLTE STRUTTURE
di Chantal Capasso
P
er la prima volta nella sua storia, la banca vaticana ha reso
pubblico il bilancio, sul suo
sito, grazie all’ operazione-trasparenza voluta da Papa Francesco, in seguito agli ultimi scandali finanziari.
Il bilancio che si legge è da capogiro.
Un utile netto di circa 87 milioni di euro,
per l'esattezza 86,6 milioni per il 2012 .
Il quadruplo rispetto a quello del 2011
che si attestava a 20,3 milioni di euro.
La banca vaticana, lo scorso anno ha
avuto 6,3 miliardi di beni terzi in gestione,
in crescita rispetto ai 6,2 miliardi del
2011, per un totale di 3,2 miliardi di
portafogli gestiti e 3,1 miliardi di depositi.
Consentendo alla banca vaticana di fornire un contributo di 54,7 milioni di euro
al budget della Santa Sede e di destinare
31,9 milioni di euro alla riserva rischi
operativi generali, la riserva di utili non
distribuiti.
Ernst von Freyberg, presidente del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior e direttore generale ad interim, spiega: “Nel
pubblicare il rapporto con il bilancio
annuale prima di tutto noi ci rivolgiamo
alla Chiesa: ci sono circa un miliardo e
mezzo di cattolici nel mondo che hanno
diritto di sapere cosa fa questa parte
della Santa Sede e che hanno diritto di
capire come contribuiamo al benessere
della Chiesa nel mondo". "La trasparenza
è fondamentale, è l'elemento chiave”
sottolinea poi von Freyberg, illustrando
a Radio Vaticana il bilancio dell'Istituto
Opere di Religione, ricordando che
Il “Consiglio” del pontefice
al lavoro per riformare la Chiesa
di Igor Traboni
rosegue lo scambio – prima
epistolare, ora anche di persona – tra Papa Francesco
ed Eugenio Scalfari, il giornalista
fondatore di Repubblica. “I Capi
della Chiesa spesso sono stati
narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte
è la lebbra del papato”. Questa
una delle espressioni pronunciate
dal Pontefice e riportate in un
ampio servizio pubblicato ieri sul
quotidiano
Papa Francesco indica anche le
sue linee guida per cambiare la
Chiesa: ripartire dal Concilio, aprire
alla cultura moderna. Quindi aggiunge che il proselitismo è «una
solenne sciocchezza», bisogna
conoscersi e ascoltarsi, mentre
la Santa Sede «è troppo vaticano-centrica». Ma a proposito di
riforma della Chiesa, proseguono
oggi i lavori del Consiglio degli
otto Cardinali. Andranno avanti
anche per la giornata di domani,
ma in realtà questo Consiglio non
ha data di scadenza. Un organismo permanente fuori dalla Curia,
ovvero «un ulteriore strumento
che arricchisce il governo della
Chiesa di una nuova modalità di
P
"presentiamo il primo rapporto annuale
in 125 anni di storia dello Ior”. L'Istituto
protegge i depositi e i beni patrimoniali
dei suoi clienti investendo prevalentemente in titoli a tasso fisso, titoli di Stato
e depositi a termine sul mercato interbancario. In media, meno del 6 % degli
attivi totali è investito in titoli azionari e
in fondi gestiti esternamente. "Oltre a
proteggere il patrimonio affidato al
nostro Istituto, la nostra missione è di rispondere alle esigenze dei nostri clienti
offrendo loro, attraverso le nostre banche
corrispondenti, servizi di pagamento
rapidi, dedicati ed efficienti in termini
di costi", afferma Ernst von Freyberg.
"Questo servizio globale è unico nel
suo genere, considerate le dimensioni
del nostro Istituto, e riflette la portata
mondiale delle attività missionarie e
delle opere caritatevoli dei nostri clienti".
Ad ogni modo lo Ior "è un'istituzione finanziaria gestita in maniera piuttosto
conservatrice, che protegge le azioni,
investe in un ambito molto conservatore
come le obbligazioni statali e i depositi
bancari. Ed è un'istituzione altamente
capitalizzata: alla fine dello scorso anno,
il nostro patrimonio netto era del 15%,
che è molto al di sopra di quello di istituzioni finanziarie paragonabili".
Nel 2013, scrive il presidente della
banca vaticana, lo Ior sosterrà "spese
straordinarie legate al processo di riforma e riorganizzazione" dell’istituto.
Il Promontory Financial Group sta eseguendo per conto dello Ior un esame
di tutte le relazioni con i clienti e delle
procedure attuate contro il riciclaggio
di denaro. Inoltre lo Ior “sta traducendo
in pratica provvedimenti idonei a migliorare le sue strutture e procedure.
Questo processo è stato avviato nel
maggio 2013 e ci si aspetta che giunga
al termine, per ampia parte, per la fine
del 2013”.
RIVELAZIONI CHOC DELL’ALLORA CONSULENTE AMERICANO PIECZENIK
Moro scaricato dagli Usa
e “Cossiga lo sapeva”
UN DOCUMENTO CONTRO LE “DERIVE SPIRITUALISTICHE”
I vescovi emiliani: cento pagine
per arginare le sette e Halloween
di Giuseppe Sarra
di Emma Moriconi
Italia non mosse un dito per
salvare Aldo Moro. Potremmo riassumere così le rivelazioni choc di Steve Pieczenik,
consulente del Dipartimento Usa
nel ’78 e componente del comitato
di crisi voluto dall’allora ministro
dell’Interno Cossiga durante il rapimento del Presidente del Consiglio e leader della Dc.
A distanza di molti anni - intervistato
da Giovanni Minoli - Pieczenick
ha rotto il silenzio e ha fornito la
sua versione su una delle pagine
più buie d’Italia. L’americano ha
parlato di una “manipolazione strategica al fine di stabilizzare la situazione dell’Italia”. Pieczenick racconta di aver temuto che – infine
- Moro venisse rilasciato: “Mi
aspettavo che le Br si rendessero
conto dell’errore che stavano commettendo e che liberassero Moro,
mossa che avrebbe fatto fallire il
mio piano”. Gli Usa volevano eliminare Moro?
Poi, la triste verità. Ne ha per tutti.
Anche per l’ex Capo dello Stato:
“Cossiga capì subito che il problema non era solo legato alla
‘persona’ Moro ma che doveva
affrontare una crisi dello Stato,
che avrebbe dovuto ‘stabilizzare’
l’Italia. A un certo punto, per poter
incidere in una situazione di crisi,
l dilagare di “spiritualità alternative”
mette in allerta i Vescovi: un documento
della Conferenza episcopale emiliano-romagnola invia alle parrocchie le
linee guida per arginare quei fenomeni
che “allontanano da Dio”. Fine ultimo:
colpire ed arginare le sette, ma anche la
discussa festa di Halloween, che ricade
nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre,
proprio nella ricorrenza dei Santi, e che
il teologo don Lorenzo Lasagni ha definito
“anticamera verso percorsi esoterici, fino
ad arrivare al satanismo”. Per quanto a
prima vista possa sembrare un modo “bigotto” di vedere le cose, c’è da riflettere
a fondo sul messaggio: la tradizione di
Halloween, anzitutto, non appartiene al
Cristianesimo. Nasce infatti nella tradizione
celtica e, negli USA, è divenuta un appuntamento fisso annuale. Che poco ha a che
vedere con le nostre tradizioni, scevre da
queste forme di esaltazione dell’occulto.
Negli ultimi anni, però, questa forma di
festeggiamento ha preso piede anche nel
Bel Paese, con il pretesto che è “una festa
per far divertire i bambini”. I genitori
però dovrebbero riflettere a fondo quando
pensano di consentire ai propri figli di
parteciparvi. L’occulto è intrigante, come
tutto ciò che non si comprende: il fascino
del mistero, di figure di fantasia, che
stanno benissimo nelle favole e nei cartoni
(perché lì la mente del bambino ne recepisce, nel suo intimo, la falsità, distinguendo
con nettezza il concreto dalla fantasia),
I
L’
Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse
sono stato costretto a sminuire la
posizione e il valore dell’ostaggio,
a Cossiga ho suggerito di screditare
la posta in gioco” fino a suggerirgli
di dire che quello delle lettere - le
ultime soprattutto - non era il vero
Premier. Così l’allora Capo del Viminale bocciò l’iniziativa del Vaticano di raccogliere una cospicua
somma di denaro per il riscatto. E
ancora: “In quel momento stavamo
chiudendo tutti i possibili canali
attraverso cui Moro avrebbe potuto
essere rilasciato. Non era per Moro
in quanto uomo”. Per quale motivo? “La posta in gioco erano le Br
e il processo di destabilizzazione
dell’Italia”. Chiede Minoli: “Lei fin
dal primo giorno … ha detto a
Cossiga: Moro deve morire?”.
“Per quanto mi riguarda, la cosa
era evidente, Cossiga se ne rese
conto solo nelle ultime settimane.
Moro era il fulcro da sacrificare
attorno al quale ruotava la salvezza
dell'Italia”, risponde l’americano.
Intanto la procura di Roma ha disposto l’acquisizione dell’intervista.
Non si esclude, inoltre, che potrebbe essere aperta una procedura
di rogatoria internazionale.
A tenere banco a piazzale Clodio
anche il racconto dell’attrice Piera
Degli Esposti, in cui rivela di essere
rimasta appoggiata alla Renault
dov’era il cadavere di Moro, senza
accorgersene, dalle 11 e 30 all’una
e mezza.
consultazione», secondo la definizione data da padre Federico
Lombardi, portavoce della sala
stampa vaticana. Uno strumento
«meno limitato a una prospettiva
centralista e più attento alle prospettive del mondo, non solo a
quella romana».
In realtà, i porporati hanno raccolto le proposte arrivate dalle
zone che rappresentano, mentre
altri ‘consigli’ sono arrivati direttamente al Papa, senza contare i
contributi chiesti ai capi dicastero
della Curia. Monsignor Semeraro,
segretario di questo Consiglio e
unico italiano a farne parte, ha
preparato una prima sintesi degli
ottanta documenti finora sul tavolo. Si annuncia una Curia più
leggera che sia «al servizio» della
Chiesa e non al centro delle preoccupazioni generali, e quindi
una dieta dimagrante tra accorpamenti e tagli, anzitutto tra i dodici pontifici consigli; c’è l’ipotesi
di creare un Moderator Curiae
Romanae, una specie di direttore
generale della Curia; cambierà
quindi il ruolo del Segretario di
Stato, più proiettato verso la dimensione internazionale della
Chiesa. Insomma, una piccola
grande rivoluzione in vista.
non altrettanto bene fanno alla salute spirituale e mentale proprio dei bambini,
che inevitabilmente si identificano con
quei prodotti della fantasia e indirizzano,
ignari, la propria esistenza e spiritualità
verso direzioni contrarie ai principi sani
del Cristianesimo. Sono bambini, e dunque
menti ancora da plasmare. Una famiglia
che decida di battezzare il proprio figlio,
e che lo indirizzi verso i sacramenti, consentendogli di approdare a fantasie occulte
lo disorienta, rendendolo incolpevole vittima di una possibile spirale che potrebbe
portarlo ad avvicinare le strade dell’occulto. Da qui alle sette il passo è più breve
di quanto si pensi. È probabilmente per
questo allarme che i Vescovi si sono decisi
a stilare il documento, affinché le parrocchie assumano consapevolezza del fenomeno e portino le famiglie verso più sani
e sicuri lidi. Nello scritto si parla di “devianze religiose” e di “derive spiritualistiche”. Secondo i vescovi, poi, le grandi
discoteche sono ritenute “i primi luoghi
di reclutamento e iniziazione”. Nell’occhio
del ciclone anche il salutismo, che “finisce
per dissolvere Cristo nell'animismo pagano" e lo yoga, applicato “ in modo
spurio e disordinato da persone incompetenti, senza adeguati controlli”. La motivazione è che “l'elemento egocentriconarcisistico, introdotto dall'uso improprio
di certe tecniche, può incidere sull'equilibrio psico-affettivo e provocare particolari
patologie e disturbi".
Mercoledì 2 ottobre 2013
4
Esteri
Primi effetti dello “shutdown”: centinaia di migliaia di persone senza stipendi e servizi bloccati
Il sogno americano ha fatto splash
di Giuliano Castellino
I
n questi giorni scrivendo di politica internazionale e di geo-politica avevamo
intuito, se non annunciato, un crollo dell’Impero americano. Un dominio che ha
iniziato a traballare in politica estera – vedere
nello specifico le sconfitte militari in Iraq ed
in Afghanistan, i fallimenti delle “primavere
arabe”, la rivolta “nascosta” in Turchia, la
questione siriana e la rinascita russa – e che
poi è stato “importato” dentro casa.
Da giorni si parlava di “shutdown” (chiusura
degli uffici pubblici), in pratica del fallimento
dello Stato americano, crack che più volte il
presidente Obama aveva affermato di poter
evitare, cercando di pacificare il Congresso.
Il Presidente avrebbe dovuto mettere i repubblicani con le spalle al muro, richiamarli
alle loro responsabilità e fargli votare il bilancio.
Così non è stato e il discorso di Barack Obama
dalla Casa Bianca non è servito a nulla.
Il suo ultimatum per impedire il drammatico
evento è stato rispedito al mittente. Altro e
davvero tragico fallimento del primo “preventivo Premio Nobel per la pace”.
Ieri mattina ha chiuso lo Stato federale Usa.
Senza un’intesa sul finanziamento della macchina statale, lo “shutdown” è arrivato come
uno tsunami.
Un durissimo colpo alla ripresa economica
Usa, che coinvolgerà tutto il mondo. Gli statunitensi sono molto bravi ad “esportare” le
crisi. L’ultima chiusura risale a 17 anni fa e
costò 2 miliardi di dollari.
La fine del finanziamento dello Stato federale
è scattato un minuto dopo la mezzanotte del
1 ottobre ora di Washington (le 06:00 italiane).
Data ed ora che rimarranno catastroficamente
nella storia. 0ttocentomila lavoratori statali
non riceveranno più lo stipendio.
Al di là delle parole riparatrici di Obama, il
braccio di ferro che ha paralizzato il potere
legislativo tra repubblicani e democratici, non
lascerà grande margine di manovra alla Casa
Bianca e gli Stati Uniti potrebbero davvero
finire in ginocchio, soprattutto in questo periodo, quando stavano uscendo da un’altra
terribile crisi.
Sono a rischio le pensioni, l’assistenza ospedaliera a poveri e anziani e persino la distribuzione della posta. In pericolo ci sono anche
le funzioni che garantiscono la sicurezza,
compresi i controllori di volo.
Inizia poi l’elenco di tutti i dipartimenti e
agenzie federali già chiusi, o decurtati di personale da non poter garantire i servizi. Molti
pagamenti di stipendi saranno rallentati, così
come i permessi di costruzione, compresi
quelli nelle aree devastate da calamità naturali.
Chiuderanno i parchi naturali, la Statua della
Libertà, i musei dello Smithsonian. Persino i
reduci militari avranno un’assistenza ridotta
(e sono numerosissimi visto che gli Usa fanno
una guerra all’anno!). Due milioni di dipendenti,
solo nelle amministrazioni civili, saranno senza
stipendio. Centinaia di migliaia saranno messi
a riposo senza stipendio. E tutta questa gente
non potrà pagare le rate dei loro mutui, gli
affitti, le varie rate e tutte le spese quotidiane
e mensili.
L’impatto economico sarà devastante per tutta
la popolazione e per tutte le categorie. Non
girerà più denaro, caleranno i consumi, chiuderanno i negozi. Addirittura i tribunali federali
hanno fondi limitati a dieci giorni.
Un decreto di emergenza firmato da Barack
Obama garantisce finanziamenti alle truppe
all’estero. (Per le guerre imperialiste il Premio
Nobel per la Pace i fondi li trova sempre).
Ora a tremare sono i mercati e la finanza, se
quello che è accaduto per gli statali avverrà
altrettanto sul debito, dal 17 ottobre lo scenario
che si aprirà sarà un default! In pratica il fallimento totale degli Stati Uniti d’America.
In sostanza l’inizio della fine della globalizzazione, del libero mercato, della finanza, di
un’economia dopata e non reale. Di un’epoca
dove persone, popoli e nazioni valevano
quanto un punto percentuale nella Borsa di
Wall Strett o Londra.
La fine del mondialismo, delle loro guerre,
del loro mondo senza frontiere ed identità,
dove l’immigrazione è servita solo a creare
un multiculturalismo slegato da ogni vincolo
solidale e comunitario più facilmente da mercificare.
A questo punto muoia Sansone con tutti i filistei…
5
Mercoledì 2 ottobre 2013
Destra
Dalla prossima settimana sarà possibile aderire all’iniziativa del Dipartimento Giustizia de La Destra
Contrasto dei delitti contro la persona: parte la raccolta firme
Monica Nassisi: “arginare e punire severamente quel fenomeno comunemente chiamato femminicidio, ma senza distinzioni di sesso”
di Emma Moriconi
P
arte la settimana
prossima la raccolta
delle firme per la
proposta di legge
di iniziativa popolare di modifica al Codice
Penale e al Codice di Procedura Penale in tema di “misure di contrasto all’omicidio,
alla pedopornografia, alla violenza sessuale, alla pedofilia,
agli atti persecutori”. La proposta, annunciata in Gazzetta
Ufficiale n. 185 dell’8 agosto
2013, promossa dal Movimento Politico La Destra e
fortemente voluta dal Dipartimento Giustizia del partito,
strutturata dall’avvocato penalista Monica Nassisi, presidente dell’Associazione Legittima Difesa, ha visto tra i
promotori anche il nostro
Giornale d’Italia, oltre ad una
serie di associazioni: oltre a
Legittima Difesa hanno aderito La Caramella Buona Onlus, impegnata da oltre un
decennio contro la pedofilia;
l’Accademia Nazionale di
Scienze Forensi, la cui direttrice, la nota criminologa Roberta Bruzzone è tra le prime
firmatarie della proposta; l’Anvu, che si batte contro l’usura;
La Giara Nera, associazione
impegnata nella cultura e nel
sociale; l’associazione Noi
Nuovo Orizzonte Italia. Un
progetto che vede impegnate,
insomma, molte realtà della
cultura e del sociale, unite
nello scopo di approntare una
tutela maggiore per le vittime
dei reati contro la persona.
Una presa di posizione netta,
necessaria oggi più che mai.
Queste le modifiche che la
proposta, nel dettaglio, intende apportare:
L’articolo 577 c.p., oggi, ha
la seguente conformazione:
“si applica la pena dell'ergastolo se il fatto preveduto dall'articolo 575 (che disciplina
l’omicidio, ndr) è commesso:
1) contro l'ascendente o il discendente;
2) col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro
mezzo insidioso;
3) con premeditazione;
4) col concorso di taluna delle
circostanze indicate nei numeri
1 e 4 dell'articolo 61.
La pena è della reclusione da
ventiquattro a trenta anni, se
il fatto è commesso contro il
coniuge, il fratello e la sorella,
il padre o la madre adottivi, o
il figlio adottivo, o contro un
affine in linea retta.”
Con la nuova norma, al comma secondo, vengono aggiunti “il legalmente separato
o divorziato, il convivente, la
persona legata da relazione
affettiva”.
L’art. 609 bis, in tema di violenza sessuale, attualmente
recita: “Chiunque, con violenza
o minaccia o mediante abuso
di autorità, costringe taluno a
compiere o subire atti sessuali
è punito con la reclusione da
cinque a dieci anni. Alla stessa
pena soggiace chi induce ta-
luno a compiere o subire atti
sessuali: 1) abusando delle
condizioni di inferiorità fisica
o psichica della persona offesa
al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona
offesa per essersi il colpevole
sostituito ad altra persona. Nei
casi di minore gravità la pena
è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.
Con la proposta di legge le
pene vengono inasprite e “da
cinque a dieci anni” diventa
“da sei a dodici anni”.
L’art. 609 ter, in tema di circostanze aggravanti, recita:
“La pena è della reclusione
da sei a dodici anni se i fatti
di cui all'articolo 609-bis sono
commessi: 1) nei confronti di
persona che non ha compiuto
gli anni quattordici; 2) con
l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della
salute della persona offesa;
3) da persona travisata o che
simuli la qualità di pubblico
ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona
comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;
5) nei confronti di persona
che non ha compiuto gli anni
sedici della quale il colpevole
sia l'ascendente, il genitore
anche adottivo, il tutore.
La pena è della reclusione da
sette a quattordici anni se il
fatto è commesso nei confronti
di persona che non ha compiuto gli anni dieci”.
Anche qui la norma prevista
dalla proposta di legge propone un inasprimento e “da
sei a dodici anni” diventa “da
sette a quattordici anni, mentre, al secondo comma, “da
sette a quattordici anni” diventa “da nove a diciotto
anni”.
La proposta di legge interviene anche sul Codice di
Procedura Penale:
l’art 438 c.p.p., in tema di
presupposti del giudizio abbreviato, oggi prevede:
“1. L'imputato può chiedere che
il processo sia definito all'udienza
preliminare allo stato degli atti,
salve le disposizioni di cui al
comma 5 del presente articolo
e all'articolo 441, comma 5.
2. La richiesta può essere proposta, oralmente o per iscritto,
fino a che non siano formulate
le conclusioni a norma degli
articoli 421 e 422.
3. La volontà dell'imputato è
espressa personalmente o per
mezzo di procuratore speciale
e la sottoscrizione è autenticata
nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3.
4. Sulla richiesta il giudice
provvede con ordinanza con
la quale dispone il giudizio
abbreviato.
5. L'imputato, ferma restando
la utilizzabilità ai fini della
prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1-bis,
può subordinare la richiesta
ad una integrazione probatoria
necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della
decisione e compatibile con
le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli
atti già acquisiti ed utilizzabili.
In tal caso il pubblico ministero
può chiedere l'ammissione di
prova contraria. Resta salva
l'applicabilità dell'articolo 423.
6. In caso di rigetto ai sensi
del comma 5, la richiesta può
essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2.”
La nuova norma inserirebbe,
dopo il comma 1, il seguente:
“1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1, i
procedimenti per i delitti di
cui agli articoli 575, 576,577,
600 ter, 609 bis, 609 ter, 609
quater, 612 bis del codice
penale”.
Dunque escluderebbe dalla
possibilità di accedere al giudizio abbreviato i delitti maggiormente efferati quali l’omicidio e le sue aggravanti, la
pornografia minorile, la violenza
sessuale e le aggravanti, gli
atti sessuali con minorenni, gli
atti persecutori. La ratio è quella
di non consentire alcun beneficio in termini di riduzione
della pena a chi si sia macchiato
di crimini di tale gravità.
Il senso della proposta di
legge è “contrastare i più
gravi delitti contro la persona” – si legge nella relazione – perché “il ripetersi
di omicidi e violenze di natura sessuale, soprattutto tra
le mura domestiche, impone
una legislazione che preveda pene più severe e un
trattamento processuale che
non consenta sconti di
pena”.
Dalla settimana prossima,
dunque, i cittadini potranno
dire la loro: per informazioni
sull’importante iniziativa si
può scrivere a [email protected].
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Mercoledì 2 ottobre 2013
Italia
DA ROMA E DAL LAZIO
La questione del bilancio continua a tenere banco al Campidoglio
Tassare non basta: a Marino i conti non tornano
La manovra non fa dormire il sindaco, che bussa a cassa e minaccia le dimissioni
Dal governo nessun segnale positivo, pronti aumento dell’Imu e mobilità dei dipendenti
O
equivale ad inseguire una chimera. Da
Palazzo Chigi sono
già con i cartoni in
mano e per quanto
centrale, la questione romana (un fallimento equivarrebbe al tracollo dell'intero paese) al
momento non sembra meritevole di attenzione. Per sbloccare quei fondi che
darebbero fiato alle
casse comunali, servirebbe un decreto
apposito o comunque un atto legislativo, strumento non
di competenza di un
esecutivo che si appresta a divenire
mero esecutore di
ordinaria ammini-
rmai è chiaro che al sindaco
Ignazio Marino la situazione
sta letteralmente sfuggendo
di mano. Motivo per il quale
nella giornata di lunedì dopo essersi
barricato per l'intera giornata all'interno degli uffici di Palazzo Senatorio, ha sbottato e ha minacciato
di chiudere baracca e burattini e
tonarsene a casa. Non ci sono altre
vie per salvare la Capitale dal fallimento, che non l'aiuto del governo.
Questo il sindaco ciclista lo sa e lo
sanno anche i membri dell'esecutivo,
tra cui il ministro degli affari regionali
Graziano Del Rio, con cui Marino
ha avuto un lungo colloquio. Tuttavia
sia Del Rio che lo stesso Marino
sanno anche che chiedere una mobilitazione del governo ad oggi
strazione.
Ancora in piedi quindi quelle misure
che garantirebbero alcune centinaia
di milioni di euro di entrate. Tra
queste spiccano: la solita tassa di
soggiorno (aumentata del 100%), i
prepensionamenti in deroga della
legge Fornero, di 4 mila dipendenti
comunali, la svendita degli immobili
di proprietà del Comune e, novità
N
on solo scafisti. Anche
malavitosi. E tutti a lucrare
sulle speranze di immigrati cui il mondialismo ha
concesso non di migliorare il
proprio Paese, ma di peggiorare quello altrui. Ovviamente
– qui sta il vero capolavoro –
pagando. Non diversamente
si può leggere la notizia dell’esistenza di un’associazione
criminale che, sfruttando la
procedura di emersione dal
lavoro irregolare (la cosiddetta
"sanatoria per le badanti") riusciva a fare ottenere permessi
di soggiorno a cittadini extracomunitari che però non ne
avevano titolo. Sette le ordinanze di custodia cautelare (6
in carcere e 1 agli arresti domiciliari), che i Carabinieri di
Roma hanno notificato dalle
prime luci dell'alba: e altre 27
persone erano state già denunciate nel corso delle indagini. Il tutto con ramificazioni
tra la capitale, Viterbo e L'Aquila, “ben” gestite da cittadini
italiani. Tanto per i sette arrestati quanto per i denunciati
tutti l’accusa è di associazione
per delinquere finalizzata a
favorire l'illegale ingresso e
permanenza sul territorio nazionale di cittadini stranieri
privi dei requisiti richiesti dalla
normativa sul soggiorno.
Secondo il risultato delle in-
dagini, l’organizzazione si occupava del reperimento di cittadini stranieri da regolarizzare
e di cittadini italiani disponibili
a comparire quali falsi datori
di lavoro, della realizzazione
della falsa documentazione da
utilizzare, della compilazione
delle richieste di emersione
e del loro inoltro allo sportello
unico per immigrazione del
ministero dell'Interno.
Il giro d’affari del sodalizio
criminale era di circa 30.000
euro al mese, cifra che poteva
variare in base al numero di
stranieri regolarizzati poiché
ognuno di questi doveva corrispondere all'organizzazione
la somma complessiva di 3000
euro, così ripartite: 1.000 euro
subito; 1.000 all'atto della consegna all'interessato del nulla
osta rilasciato dallo sportello
unico per l'Immigrazione della
Prefettura; 1.000 ad avvenuta
concessione del permesso da
parte dell'Ufficio Stranieri della
Questura. Un “investimento”
davvero dispendioso, per chi
dovrebbe essere giunto in
Italia per fame. Ma questa è
un’altra storia…
Gustavo Lidis
del Primo cittadino, improvvisamente
catapultato nell'incubo bilancio dopo
mesi di sorrisi, auto elogi e pacche
sulle spalle, interamente dedicati
alla pedonalizzazione dei Fori e
poco altro. Incurante del pesante
deficit con il quale la sua giunta
avrebbe necessariamente dovuto
fare i conti, il chirurgo genovese si
è permesso, inoltre, il lusso di assumere personale esterno per milioni di euro. Il tutto condito dal
corpo della Polizia di Roma Capitale,
tuttora, a distanza di tre mesi dalla
dipartita di Carlo Buttarelli, sguarnito
di un comandante.
Ugo Cataluddi
SCIOPERO TPL, TRAFFICO IMPAZZITO
L
unedì gli allagamenti, ieri lo sciopero. Risultato: lo stesso. Stazioni
metro chiuse, trasporto pubblico
a singhiozzo e traffico impazzito. Tanto
da far passare in secondo piano persino
gli effetti della genialata dei Fori “pedonalizzati”. L’adesione all’astensione dal
lavoro indetta ieri dal sindacato autonomo Sul ha paralizzato il traffico dei
treni Roma-Lido, Roma-Giardinetti e
Roma-Civita Castellana-Viterbo, oltre a
penalizzare anche gli utenti della Metropolitana, dei tram e dei bus. Questi
ultimi, quasi irreperibili nelle linee periferiche. Di qui gli ingorghi sul raccordo
anulare e su tutte le consolari e le maggiori arterie urbane. Il motivo? Il blocco
degli scatti di anzianità fino al 2015 e la
decisione, in base a un’interpretazione
del decreto sulla spending review, di
non erogare gli arretrati previsti dalla
seconda tranche del contratto nazionale.
Ma che volete farci? “Ce lo chiede l’Europa”! E il sospetto è che il prossimo
sciopero sia solo dietro l’angolo.
R.V.
A SETTEBAGNI
IMMIGRAZIONE
Così “regolarizzavano” i clandestini:
3.000 euro a permesso di soggiorno
dell'ultima ora, la messa in mobilità
“infragruppo”, ossia lo spostamento
dei dipendenti delle varie partecipate
(es. Atac e Ama) da una società all'altra. Senza dimenticare l'aumento
virtuale dell'Imu, tornato in voga,
che passerebbe dall'attuale 0,5 allo
0,6%. Il tutto in attesa di conoscere
quale sarà il destino dell'odiato balzello. Aumenti vari a parte, il piano
messo in atto dalla sempre più precaria assessore al Bilancio Daniela
Morgante, coadiuvata da Guido Improta, non sarebbe sufficiente a ripianare il buco di oltre 860 milioni
di euro.
Fa sorridere tuttavia l'esasperazione
“Baravano” al lotto istantaneo con la complicità
del titolare: quattro arresti e ventidue indagati
vevano escogitato un originale sistema per
truffare lo Stato, attraverso giocate al "10 e
Lotto", senza alcun versamento di denaro, grazie
alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma. La Guardia di Finanza di Roma, ha
smantellato un'organizzazione specializzata al termine
di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica
di Roma e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria
della Capitale. Quattro le persone arrestate e 22
quelle indagate.
Gli accertamenti erano scattati a seguito dell'esposto
presentato alla Guardia di Finanza nell'aprile 2012
dal Direttore Regionale per il Lazio dell'Aams (ex
Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato,
poi confluita nell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli),
che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al "10 e
Lotto", essendo avvenute, in poche ore, giocate per
circa due milioni di euro. In esecuzione di altrettanti
provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle
Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo Fabrizi, mentre è scattata la misura
degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio
Faenza, Salvatore Gallo e Luigi De Matteo. Disposto,
invece, l'obbligo di dimora presso il comune di
residenza per il napoletano Vincenzo De Martino e
l'avellinese Marcello Pagliuca.
Agli indagati - che sono in tutto ventidue - vengono
contestati, a vario titolo, i reati di associazione per
delinquere finalizzata alla truffa con l'accesso abusivo
a sistema informatico, frode informatica, ricettazione
e sostituzione di persona. Il sodalizio capeggiato dai
due pluripregiudicati, Fabrizi e Gallo, ha agito grazie
alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio
Faenza, con la "preziosa" collaborazione degli altri
membri del gruppo, abili nell'utilizzare i terminali di
gioco. In particolare, Fabrizi e Gallo, con gli altri, si
erano presentati nel mese di marzo dello scorso
anno presso la ricevitoria e, ottenuta da Faenza la disponibilità, per alcune ore, dell'apparecchio del gioco
A
"10 e Lotto", avevano inserito numerose giocate
stampando i relativi scontrini che avevano poi
consentito l'incasso delle vincite, che variavano da
240 e 480 euro. Per le vincite di importo superiore,
per le quali sussiste invece l'obbligo di identificazione
dei portatori degli scontrini presentati all'incasso, i
componenti dell'organizzazione avevano "prenotato"
altri 250.000 euro. Il gestore della ricevitoria, consapevole che il volume delle giocate avrebbe causato
sospetti nell'Aams, aveva sporto denuncia di furto
del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo
che alcune persone, munite di tesserini della Lottomatica
e dei Monopoli di Stato, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli
apparati, avevano effettuato numerose giocate senza
provvedere al pagamento degli importi. Le Fiamme
Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono
riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando
anche l'utilizzo di schede telefoniche intestate a
persone inesistenti o completamente ignare, funzionale
a rendere difficile l'individuazione degli appartenenti
al gruppo da parte degli inquirenti. Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di
euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite
incassate.
Valter Brogino
7
Martedì 1 ottobre 2013
MILANO – LA STORIA DI ANDREA
Rom: agenti
con le mani legate
ilano, una città fatta a
misura di zingaro. Nel
capoluogo lombardo infatti continuano a comandare gli
stranieri. Grazie a Giuliano Pisapia
infatti non solo i nomadi hanno
diritto a una casa (la Giunta ha
infatti stanziato 6 milioni di euro
per favorire la permanenza dei
“nomadi” sul territorio cittadino,
attraverso interventi di gestione
dei campi esistenti nonché favorendo la costruzione di abitazioni) ma ora sono anche incentivati a rubare. Già perché,
se fosse vera la vicenda raccontata da Andrea, gli agenti non
sono autorizzati ad entrare nel
campo dove i rom custodiscono
il bottino. “Venerdì sono rimasto
deluso da un fatto che mi riguarda in prima persona... Con
molta pazienza e sacrificio mi
sono fatto una bicicletta. Anche
se c'è traffico la uso per andare
al lavoro. Da a Milano Zona Viale
Certosa. La lego ad un albero e
la sorveglio tramite la telecamera
della mia azienda che punta all'esterno - scrive Andrea in una
lettere inviata a ‘Milano Today’ Verso le 18 vedo uno che si
china e poi sale in sella, scappo
giù urlando che mi stanno ru-
M
bando la bici! lo rincorro a piedi
ma si allontana! Una mia amica
mi vede che corro, prende lo
scooter e me lo lascia per seguirlo, so già dove sta andando!
Mi dirigo verso il campo nomadi
qua dietro in via Brunetti! Eccoli
entrano! Parcheggio lo scooter
ed entro! Ridatemi la bici! In un
attimo urlano e mi vengono incontro in 20/30 zingari, scappo
fuori accendo lo scooter e scappo!”.
Andrea a quel punto ha allertato
le forze dell’ordine, ma neanche
loro hanno potuto far nulla. “Ho
chiamato la polizia che ha mandato una pattuglia! ‘Venitemi ad
aiutare a riprendere la bici’, ma
loro se non hanno un autorizzazione e non sono almeno in
20/30 agenti non entrano. A
parte prendere le generalità hanno
saputo solo dirmi: hai avuto un
bel coraggio ad entrare li dentro
da solo! Saranno più di 200,
potevano darti una cacciavitata
nella schiena! Bel posto viviamo...
chi ci tutela? Avevo già fatto il
90% del loro lavoro, dovevano
solo andare dentro a prenderla...
e arrestare i due ladri... niente...
Addio bici nuova.
Barbara Fruch
Dall’Italia
Per un intricato iter burocratico i figli attendono ancora l’autorizzazione
Salma ferma in obitorio:
18 mesi senza sepoltura
L’anziana è deceduta il 4 marzo 2012, ma l’autopsia è stata fissata
solo la scorsa settimana. Ora si dovranno attendere altri 60 giorni
È
morta più di un anno e mezzo
fa, il 4 marzo 2012, ma la sua
salma è stata ‘parcheggiata’ in
obitorio. E da un anno e mezzo i
figli aspettano di conoscere se i medici
che hanno avuto in cura l’anziana madre
91enne abbiano avuto delle responsabilità nel decesso e, soprattutto, da altrettanto tempo attendono il nullaosta
per la sepoltura. Nel frattempo, la salma
di Luigina si trova in una cella frigorifera
dell’obitorio dell’ospedale di Padova.
Colpa di incredibili lungaggini nella
macchina della giustizia, l’autopsia è
stata infatti eseguita solo la scorsa settimana, il 24 settembre più precisamente. A ‘seppellire’ il caso hanno contribuito la richiesta di archiviazione del
procedimento da parte del pm di turno
e il gip (giudice delle indagini preliminari competente a pronunciarsi sull’opposizione a quell’archiviazione)
che, dal 2012, è assente dal lavoro per
gravi motivi familiari. Finché dall’obitorio arriva una richiesta: che fare di
quel corpo in attesa delle esequie da
più di un anno?
Secondo quanto riportano i quotidiani
locali Luigina Cocco è morta a 91 anni
all’ospedale di Padova il 4 marzo del
2012, al termine di un’odissea durata
40 giorni, tra continui ricoveri e dimissioni. La Procura aveva archiviato il
caso, ma i figli della donna si sono opposti alla richiesta di archiviazione
avanzata dalla Procura, chiedendo invece che venisse eseguita l’autopsia. I
parenti lamentano infatti che l’anziana
madre, afflitta da una insufficienza renale, non sarebbe stata curata e assistita
adeguatamente dalla struttura ospedaliera. La donna era stata sottoposta
a una terapia di idratazione che però
l'aveva gonfiata fino al limite: trasudava
acqua ed era aumentata di venti chili.
La denuncia però è stata archiviata e
soltanto negli ultimi mesi l’iter giudiziario pare si sia sbrogliato. Il 3 luglio,
il giudice scioglie la riserva, respingendo al mittente la richiesta di archi-
viare la vicenda e ordinando un approfondimento dell’indagine con l’identificazione dei medici, per le cui mani
è passata la signora Luigina, e lo svolgimento di un’autopsia affidata a un
esperto. Così, inevitabilmente, finiscono
nel registro degli indagati con l’accusa
di concorso in omicidio colposo il primario di Nefrologia 2 Agostino Naso, i
medici Lorenzo Previato e Sabina Zambon e gli specializzandi Marco Arboit
e Francesco Simioni, e il medico di
base Alberto Varotto. Ma l’odissea non
è ancora terminata: per conoscere gli
esiti dell'autopsia bisognerà attendere
ancora 60 giorni. In sostanza l'esame
autoptico sarà fondamentale per riuscire
a chiarire cos'è successo nel periodo
compreso tra il 21 gennaio e il 4 marzo
del 2012, data del decesso della donna.
Nel frattempo però Luigina Cocco, dopo
un primo esame medico-legale, si trova
di nuovo nella cella dell'obitorio, e sono
passati ormai diciotto mesi.
Carlotta Bravo
Camorra: in Campania
è allarme pane tossico
n tempi di crisi la camorra è in
grado di ramificarsi nel territorio
a velocità impressionante, e
sfruttare pezzi di mercato in difficoltà. Scatta così l'allarme pane
tossico nei supermercati, in Campania. Forni abusivi gestiti dalla
malavita organizzata, con condizioni
igienico sanitarie pericolose. “La
camorra dall’inizio della crisi economica ha messo le mani sul
mercato alimentare del napoletano
e casertano. In particolare stanno
proliferando forni abusivi di pane
ovunque”. La denuncia inquietante
arriva dal presidente dell’Unipan,
Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa. “Solo tra Napoli e provincia ci sono oltre 1500 ‘forni
tossici’ ed il numero è in crescita
– continua – Forni in condizioni
I
igienico-sanitarie pericolosissime,
che realizzano un prodotto anche
tossico: usano gusci di nocciole
trattati con agenti chimici e quindi
nocivi, se non legni trattati con
vernici e solventi tossici. Il problema
più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal
forno abusivo e arriva alla vendita
illegale per strada spesso ancora
nei cofani delle macchine o con
bancarelle improvvisate il pane
della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali”.
Per questo è stato richiesto un
intervento drastico da parte dello
Stato con la istituzione di un tavolo
permanente in Prefettura tra Asl,
comuni e forze dell’ordine e l’applicazione della legge regionale
sulla tracciabilità del pane.
Minniti: “Meno costi
accorpando i Comuni”
ono aumentati di oltre il
10% in quattro anni i costi
dei Consigli comunali in provincia di Bolzano. Il dato emerge
da una ricerca svolta dal Consigliere
provinciale de La Destra Mauro
Minniti che evidenzia come nel
2012, le istituzioni comunali sono
costate oltre 16 milioni di euro.
Hanno contribuito ad incidere nella
spesa il 14% in più dei costi dei
Consigli ed il 6% di quelle delle
Giunte comunali. “Occorre una
radicale riforma nella struttura dei
Comuni - afferma Minniti - che
non deve incidere sulla riduzione
del numero dei Consiglieri ma attraverso un accorpamento di alcune
entità comunali, vicine fra loro.
S
Non si può far finta di non vedere
infatti che in Alto Adige il 63% dei
Comuni ha meno di 3.000 abitanti
e di questi il 17% ne ha meno di
mille”. Per Minniti solo accorpando
con l’accorpamento di tali comuni
“si realizzerebbero dei consistenti
risparmi della spesa pubblica, salvaguardando la rappresentanza,
disponendo, per esempio, la presenza di un numero di rappresentanti nel nuovo Consiglio proveniente dal Comune accorpato e
prevedendo anche garanzie per il
personale dipendente delle Amministrazioni locali”. L’iniziativa
porterebbe ad una contrazione dei
bilanci comunali senza penalizzare
le ruralità e le periferie.
8
Mercoledì 2 ottobre 2013
Dall’Italia
La Knox è pronta a ritornare in Italia ma solo per un eventuale confronto con Rudy Guede
Amanda:“Ho paura. Mi sento braccata”
In occasione della ripresa del processo, torna a parlare di ciò che hanno comportato per lei
quattro anni di carcere: “La notte, quando esco, basta un rumore per farmi spaventare”
A
manda Knox detta Foxy, non si sente più sicura e da
“Volpe” è diventata un cucciolo indifeso. Qualche
cinico affermerebbe che è il prezzo da pagare per
la notorietà. La Knox pensava di mettersi al sicuro
tornando negli USA, a Seattle dove vive con Madison
Paxton, l’amica che l’ha sempre difesa, quella che le è stata
vicina anche Perugia quando lei era in carcere.
Nonostante la tranquillità della villetta piccolo-borghese, luogo
in cui Amanda ha cercato di ricreare un pezzo di vita “normale”,
ma che non sembra appartenerle. La normalità è andata via
con la morte della povera giovane Meredith nella notte di Halloween del 2007. Amanda non ha ritrovato la serenità, pur
avendo ricominciato tutto da capo. "Non è questa la mia vita",
ha raccontato, spiegando di sentirsi come se vivesse l'esistenza
di un'altra ragazza, di un'altra persona, diversa da lei. “Vivo
nella paura” afferma la Knox, “Mi sento braccata. La notte,
quando esco, basta un rumore dietro di me, un fruscio, o solo
un’ombra, per farmi spaventare”.
Sul web riceve insulti pesantissimi, frasi di odio e minacce,
“sei una bastarda assassina”, “farai una brutta fine”. "E' come
se vivessi la vita di un'altra, mi sento 40 anni in più di quelli
che ho", racconta. “Dallo psicologo” spiega "ci sono stata due
volte, ma solo perché mia mamma ha insistito tanto. Io non
volevo. Degli psicologi li avevo conosciuti in carcere e non
era stato bello. Pensavano solo a riempirmi di antidepressivi,
non è che mi abbiano aiutato molto. Però, visto che mia
madre ci teneva, ci sono andata". E poi: "La prima volta non
sono riuscita a dire una parola. La seconda ho parlato per
quindici minuti di fila e alla fine ho avuto un attacco di panico:
non riuscivo e non riesco ancora a tirare fuori tutta questa
sensazione di una sconfitta più grande di me, questa tristezza
infinita per le cose che non potrò più avere, perché ormai me
le hanno rubate. Ero una ragazzina quando mi hanno buttato
in carcere. Pensavo che mi passasse dopo l’assoluzione.
Eurosky Tower .
Entrare in casa e uscire dal solito.
Invece, non è mai passata, i mesi scivolavano ed io ero come
prima, ero triste, esausta".
Minacciata a tal punto che ha dovuto prendere lezioni da un
insegnante di autodifesa. La ragazza di Seattle ha anche
chiesto di poter visitare la tomba dell'ex coinquilina universitaria
ma la proposta non è stata accolta con entusiasmo dai familiari.
Stephanie, la sorella di Mez, ha affermato: "Non la vogliamo
vedere, nemmeno al cimitero". Amanda ribadisce di non voler
tornare in Italia se non per un confronto con l'unico condannato
per l'omicidio di Meredith: Rudy Guede. Nemmeno la famiglia
di Mez vuole tornare: la mamma Arline ed il papà Johnny, le
sorelle Lyle e Stephanie. Come biasimarli. Tornare nel luogo
dove la loro Meredith ha messo fine alla sua giovinezza, spensieratezza, dove ad oggi ancora non si sa chi sia il colpevole,
lunedì si è riaperta l’udienza, e con essa le ferite difficili da rimarginare. Un’assenza incolmabile. La tomba di Meredith,
nemmeno questa le rende giustizia, un mucchio di terra
smossa alla periferia di Londra, con qualche fiore appassito
buttato lì, e una misera targa del Comune, nient’altro che
quello. Chi è la vittima: Meredith o Amanda? In questa brutta
storia sono tutte vittime, travolti da una vicenda difficile da
cancellare. Nessuna lezione di autodifesa può guarire le ferite
indelebili dell’anima e né ridare la vita a chi è andata via,
senza volerlo.
Chantal Capasso
In Sardegna inaugurato
un mega-radiotelescopio
F
Il quotidiano è sempre straordinario.
Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere
dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità
ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento
che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso
funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq.
La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre
un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale.
Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione,
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inalmente una buona
notizia per l’Italia. Nel
sud della Sardegna, a
San Basilio, 35 kilometri da
Cagliari, è stato inaugurato
il Sardigna Radio Telescope
(SRT), il radiotelescopio più
grande d’Europa. Alto come
un palazzo di 20 piani e pesante tremila tonnellate, è il
secondo al mondo per dimensioni. E’ costato 60 milioni di euro ed è il frutto di
una sfida pensata nel 1996
dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), e poi affidata all’INAF
(Istituto nazionale di astrofisica), a cui si sono aggiunti
l’ASI (Agenzia spaziale italiana) e la Regione Sardegna. SRT – terzo nella penisola, dopo quelli di Medicina
in Emilia Romagna e di Noto
in Sicilia - potrà sondare lo
spazio più remoto raccogliendo informazioni sull’universo.
“Questo prestigioso esempio di altissima e qualificata
specializzazione scientifica
e tecnologica – scrive il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano - si inserisce a pieno titolo nella
lunga e illustre tradizione
del nostro paese nel campo
della ricerca astronomica e
astrofisica”. Non solo. Secondo il Capo dello Stato il
radiotelescopio “potrà promuovere il raggiungimento
di nuovi traguardi, impensabili non molto tempo fa,
nello studio e conoscenza
dell’universo”.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’INAF,
Giovanni Bignami: “Grazie
ad esso, possiamo vedere
l’Africa che ‘sbatte’ contro
l’Europa alla velocità con la
quale crescono le unghie di
un neonato”. Bignami, uno
dei padri del progetto SRT,
ha inoltre sottolineato che
“questo gigante d’acciaio
ha le dimensioni di un incrociatore ma può puntare
il cielo con la precisione di
un microscopio”.
Un progetto fortemente innovativo. Da oggi, infatti, la
Sardegna ha un ruolo centrale nell’universo.
G.S.
Mercoledì 2 ottobre 2013
9
Dall’Italia
Continuano le indagini sulla tragedia avvenuta lunedì a Scicli, nel ragusano. Si cercano altri dispersi
Immigrazione: fermati sette scafisti
Si tratta di cinque siriani e due egiziani, dovranno rispondere della morte dei tredici stranieri gettati in acqua
di Barbara Fruch
Ancora uno sbarco nel Salento,
approdati quarantasei clandestini
N
I
l giorno dopo lo sbarco di Scicli, nel ragusano,
che ha visto tredici persone morire in mare sono
sette le persone fermate dalle forze dell’ordine. Si
tratta di cinque siriani, di età compresa tra 25 e i
32 anni, e due egiziani, di 33 e 28 anni, ritenuti i componenti dell'equipaggio del peschereccio. Il provvedimento, emesso dal procuratore capo di Ragusa, Carmelo
Petralia, e dal sostituto Menicucci, ipotizza il reato di
associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte e lesioni
come conseguenza di un altro delitto, reato quest’ultimo
considerato di natura dolosa. I sette fermati sono stati
condotti dagli investigatori nella casa circondariale di
Modica. Tra loro non ci sono i due presunti ‘scafisti’ che
erano stati bloccati nell’immediatezza e condotti nella
caserma dei carabinieri della Tenenza di Scicli. I due
non sono stati riconosciuti dagli altri ‘compagni di
viaggio’ e quindi sono stati rilasciati e condotti nel
centro di accoglienza di Pozzallo. Complessivamente
sono, quindi, 180 gli immigrati, di nazionalità eritrea e
egiziana, sopravvissuti allo sbarco di lunedì. Tutti erano
partiti con il peschereccio salpato una settimana prima
da Tripoli, in Libia, pagando circa 2.000 euro a testa
per potere compiere il viaggio della speranza.
Sull’inchiesta in corso e gli esiti delle indagini di carabinieri, polizia e guardia di finanza è stata informata
anche la Direzione distrettuale antimafia della Procura
di Catania (che ha aperto un’ulteriore inchiesta su un
organizzazione egiziana che dirige il traffico dei ‘nuovi
schiavi’).
Migliorano intanto gli otto immigrati feriti nello sbarco.
Solo uno resta grave ed è ricoverato nella divisione di
Rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania: si
tratta dello straniero travolto da un'auto pirata sulla
strada provinciale 43 Pozzallo-Marina di Modica che
ha avuto nell’impatto un forte trauma cerebrale con
emorragia. L’uomo è stato trasferito in elisoccorso al
Cannizzaro di Catania sta bene ed è tornato in corsia.
Intanto, la procura di Ragusa ha disposto l’autopsia sui
corpi dei tredici eritrei annegati durante lo sbarco,
cinque dei quali sono già stati identificati. Tre di loro
erano in possesso di documenti, mentre altri due sono
stati riconosciuti da familiari, un fratello e un cugino,
che erano in viaggio con loro.
L’allarme era scattato nella giornata di lunedì, quando
alcuni turisti avevano visto il peschereccio arenato e i
migranti che si gettavano in acqua per raggiungere la
spiaggia. Delle persone a bordo, circa un centinaio
erano stati soccorsi in mare dalla guardia costiera, altri
si erano messi in salvo sulla costa. Almeno 13 persone,
tutti uomini adulti, erano morte annegate, ma il numero
delle vittime potrebbe essere superiore. Per questo
sono riprese anche ieri le ricerche in mare.
uovo sbarco l’altra notte a Santa
Maria di Leuca, in provincia di Lecce. La modalità operativa di chi gestisce
il traffico dei ‘nuovi schiavi’ è sempre
la stessa: abbandonare il prima possibile i clandestini e ripartire in fretta.
Di certo però non è sfuggito agli occhi
di alcune persone presenti al porto
quel gommone lanciato a velocità sostenuta verso mezzanotte di lunedì.
L’imbarcazione ha fatto una sosta di
alcuni secondi appena, in attesa che i
clandestini approdati sulla costa salentina scendessero, per poi riprendere
nuovamente il largo e sparire nella
notte.
In questa ultima traversata sono giunti
46 immigrati, tutti maschi, di nazionalità
bengalese, afgana e pachistana. Sul
posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Tricase, guidata dal tenente
Simone Clemente, sono intervenuti i
sanitari del 118 e il personale della
Divisione emergenze della Croce rossa
di Lecce, coordinata dal tenente Tommaso Del Cuore. Del gommone che
ha trasportato i clandestini sulle coste
salentine, per ora nessuna traccia.
I migranti sono stati immediatamente
sottoposti ad alcuni accertamenti me-
dici, per verificare lo stato di salute e
scongiurare eventuali rischi dovuti alla
pesante traversata. Per due di loro,
affetti da una forma di dermatite acuta,
si è reso necessario il trasferimento
presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
I restanti componenti del gruppo non
hanno riportato conseguenze, se non
quelle dovute a una lieve ipotermia e
stress psicofisico.
Rifocillati e identificati gli stranieri (tredici di loro sarebbero bengalesi, quattro
afghani e ventinove pakistani) sono
stati accompagnati, in un secondo
momento, presso il centro “Don Tonino
Bello” di Otranto.
Nonostante la tragedia avvenuta nel
ragusano insomma l’emergenza sbarchi
non accenna ad arrestarsi. Sulle coste
italiane continuano ad approdare continuamente le ‘carrette del mare’. Una
scena che si replica, interminabile,
dove a cambiare sono solo i protagonisti e la data. Gli ingredienti principali
sono sempre gli stessi: naufragio,
morti e criminalità. Peccato che nessuno faccia nulla per fermare questo
circolo interminabile che piano piano
sta facendo affondare anche l’Italia.
Miriana Markovic
10
Mercoledì 2 ottobre 2013
Cultura
“Terra e Acqua”: viaggio multimediale tra sogno e realtà
Presentato il format ideato da Davide Van De Sfroos, che accompagna alla scoperta del Lago di Como
di Cristina Di Giorgi
T
erra & Acqua è il risultato
di una collaborazione tra
Davide Van De Sfroos e il
gruppo editoriale INetweek. Si tratta di una guida
ideata e promossa dal cantautore
comasco con lo scopo di valorizzare
e promuovere il territorio del Lago
di Como e dintorni. Un viaggio alla
scoperta di tradizioni, poesia, gastronomia, arte, storia e natura. E
ovviamente musica. In distribuzione
dal 16 settembre, il libro (acquistabile
nelle edicole, via internet sul sito
della casa editrice o presso le provincie di Como, Lecco, Monza e
Brianza, Varese e Sondrio) è accompagnato da una Card per viaggiare con sconti del 10% e dal video
Terra & Acqua, della durata di 50
minuti.
“Alla fine – scrive Van De Sfroos
sulla sua pagina facebook – la piccola
grande squadra che ha seguito tutto
il progetto ce l’ha fatta e io la voglio
ringraziare sinceramente. Nel libretto
ci sono gli itinerari, i consigli, i luoghi,
i mezzi disponibili, le curiosità, le
possibilità di vitto e alloggio, le
ricette i deliri e le leggende. Ma
non solo. C’è anche la possibilità di
scaricare, tramite un codice, l’intero
filmato riassuntivo del progetto. Personalmente, sfogliando questo piccolo libro che però contiene il grande
lavoro di molti, rivedo le immagini
di un lungo viaggio iniziato il novembre scorso e nella mia testa mai
terminato”.
L’idea è di quelle destinate
a lasciare il segno: Terra &
Acqua infatti è un vero e
proprio format multimediale: un libro cartaceo, video,
sito internet e programma
tv. Tutto per conoscere e
far conoscere, attraverso itinerari particolari e molto
dettagliati, luoghi affascinanti e particolari. “Mettere
i piedi sulla terra, sentire
gli odori, toccare con le
proprie mani. Il progetto –
spiega Van De Sfroos – è
nato dall’esigenza di riscoprire paesi e tradizioni, di
immergersi completamente nelle
terre intorno al Lago. Così ho iniziato
questo tour alla scoperta dei luoghi,
ho percorso sentieri, scalato rocce,
remato, fatto tuffi nel lago”.
Un percorso affascinante, per chiunque vi si accosti. In cui il viaggiatore
è accompagnato, oltre che da indicazioni scritte, anche da video. Nelle
circa 150 pagine della guida infatti,
ci sono note sulle 25 località raggiunte, ricette tipiche, strutture alberghiere, luoghi, leggende e curiosità. Ad ogni destinazione è poi
associato un codice che permette
di scaricare un video che racconta
della meta da raggiungere. Questi
elementi multimediali tra l’altro si
tradurranno prossimamente anche
in otto puntate che verranno trasmesse in televisione su Rai Cinque.
Oltre al docu-film e alla guida turistica, è nato anche un sito internet
(www.itinerarifolk.it), in cui il progetto
è descritto come un diario di viaggio,
“ove trovare quanto serve per cominciare un’avventura da protagonisti
alla scoperta di un territorio magico.
Le emozioni della musica e della
poesia di Davide Van De Sfroos si
fondono con la bellezza dei luoghi
in chiave squisitamente folk. Folk
non è dunque solo una sonorità, ma
una filosofia che coniuga la passione
per la ricerca di una storia passata
e di un territorio presente ad un
modo di vivere lento e sostenibile,
così da poter tornare alle radici dell’essere assaporando quanto di meglio ci circonda”.
Poesia, fascino e tradizioni locali.
Che Van De Sfroos riassume mirabilmente in una frase che fa venir
voglia di partire immediatamente:
“Quello che ho visto l’ho scritto su
di un mantello che ho immerso nel
lago…e che poi ho steso ad asciugare tra terra e acqua”.
“La mia vita”: out now il nuovo cd dei Bullets
L’ultimo lavoro della band milanese tra sonorità hard rock e testi di denuncia
Tra le canzoni più note dell’artista milanese
il singolo Si scrive schiavitù si legge libertà
R
egistrato tra maggio e
giugno 2013, l’ultimo
lavoro della band milanese dei Bullets è a dir
poco esplosivo. Il gruppo,
nato ufficialmente nel 2002
e giunto all’attuale line up
attraverso diversi cambi di
formazione, ha alle spalle
un percorso che lo ha portato a confrontarsi con diversi
stili musicali (dall’hard core
cantato in italiano al rock ‘n
roll, con più di un’incursione
nell’Oi!). E che, grazie all’entusiasmo e al feeling musicale tra i componenti della
band, ha prodotto come risultato un cd di 11 tracce,
completato in poco più di
cinque mesi.
La mia vita (questo il titolo
del disco, uscito per la SH
Production a settembre
2013), è un condensato di
sonorità in puro stile rock
che, unite a testi di denuncia
e visione militante, fanno di
questo lavoro un prodotto
da ascoltare e da assaporare
con attenzione dalla prima
all’ultima canzone.
Si apre con Rock ‘n roll, un pezzo “forte
che brucia la gola” (come recita l’inizio
della prima strofa), per passare a canzoni
come Angeli neri, La mia vita e Come noi,
che sono veri e propri manifesti di un
modo di vedere e di vivere la politica
intesa come stile di vita e modo di comportarsi e di essere. Seguono brani che,
con stile graffiante, denunciano la crisi
Fedez e il rap contro politici,
massoni e comunisti
F
della società di oggi: Paese dei Balocchi
(“grande festa di valori distorti”), Pensa a
quanto ti rimane (“vivo in un mondo che
va di fretta, l’orologio sembra non aver
pietà”) e Talk show (“maestri del nulla
che danno lezioni son pronti a cambiare
davanti ai milioni”). Ci sono poi Lealtà
azione, dedicata all’omonimo gruppo meneghino, Angelo, una splendida ballata
dedicata ad un giovane Ardito e Me ne
frego di te, che vuol essere una risposta a
tutti coloro che giudicano e accusano chi
non è omologato al loro modo di pensare.
Si chiude con un brano che il gruppo dedica a sé stesso. Si intitola Bullets e il ritornello è come un grido di battaglia: “Inarrestabile sarà il nostro suono, rimbomberà
più forte di un tuono”. Ed è più che vero.
Ascoltare per credere.
C.D.G.
ederico Leonardo
Lucia, in arte Fedez,
è un giovane cantautore italiano molto conosciuto nella scena hip
hop nostrana. Nato e cresciuto in provincia di Milano, il venticinquenne
entra nel mondo della
musica partecipando ad
alcuni concorsi rap (il suo
genere preferito) e piazzandosi decisamente
bene.
Le sue canzoni trattano
principalmente temi sociali di argomento anticapitalista, con testi che
si dichiarano contro i politici, la massoneria e il
comunismo. La sua carriera è iniziata nel 2008
e Fedez attualmente ha
già all’attivo la pubblicazione di tre EP e due CD
completi. Il giovane rapper ha poi anche pubblicato, nel suo canale personale di You Tube, una
serie di tre video intitolata Zedef Chronicles
(2012), in cui racconta
episodi della sua vita e
annuncia di essere al lavoro sul suo terzo cd, intitolato Sig. Brainwash –
L’arte di accontentare,
uscito poi nel marzo 2013
e balzato subito ai vertici
della classifica italiana.
In appena venti giorni
dall’uscita l’album ha già
venduto 30mila copie (disco d’oro) e, due mesi
dopo, vince anche il disco
di platino (60mila copie).
Un successo anche di
pubblico il suo, che lo ha
portato a vincere anche
premi importanti (nel
2012 si è portato a casa
l’MTV Awards nella categoria Hip hop e anche
per l’edizione di quest’anno si pensa a lui
come alla possibile rivelazione). I commenti e il
seguito di questo artista
sono quasi tutti positivi:
tra essi, su iTunes, quello
di un utente che a proposito di Si scrive schiavitù, si legge libertà (uno
dei singoli tratti dall’ultimo lavoro del rapper
milanese) scrive: “Non mi
piace il rap. Non mi piacciono i messaggi che si
vogliono trasmettere, la
volgarità e l'arroganza
con cui si pongono gli
artisti. Questa canzone fa
eccezione”.
C.D.G.
11
Mercoledì 2 ottobre 2013
Cultura
Torna nella Capitale uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del fumetto
Romics, il regno dell’animazione
Dal 3 al 6 ottobre la rassegna autunnale verrà ospitata alla Nuova Fiera di Roma
di Francesca Ceccarelli
C
hi ha detto che fumetti e i
videogiochi siano solo cose
per ragazzini? A smentire
tale illazione il successo di
‘Romics’, la grande rassegna internazionale sul fumetto, l'animazione, i games, il cinema e l'entertainment che si terrà alla Fiera di
Roma dal 3 al 6 ottobre, dimostra
quanto sia diffuso e traversale il suo
pubblico.
Il festival, che nell’edizione primaverile ha fatto registrare oltre 120.000
presenze, è organizzato dalla Fiera
di Roma con I Castelli Animati e il
Festival del Cinema d’animazione.
Una quattordicesima edizione che’
conferma la sua formula vincente:
stand dedicati al fumetto e ai videogiochi, eventi, spettacoli, proiezioni
per tutti i gusti, gli incontri con i
grandi protagonisti del fumetto in-
ternazionale e l’attesissima Gara
Cosplay di domenica 6 ottobre.
M cos’è un Cosplay? La contrazione
di costume player, cioè colui che
interpreta e veste i panni del proprio
personaggio preferito dei fumetti,
dell’animazione e dei games. Un
hobby nato in Giappone e diffusosi
in tutto il mondo con un vero e proprio premio, il ‘Cosplay Romics
Award’, all’interno del quale viene
offerto un pittoresco spettacolo in
cui si selezioneranno i rappresentanti
italiani al ‘World Cosplay Summit’,
organizzato dalla Tv giapponese Aichi Television di Nagoya.
L’Italia ha vinto il titolo mondiale per
ben tre volte: l’ultimo successo risale
ad agosto per merito di Andrea Vesnaver e a Massimo Barbera, il duo
Roboticpizza, nei panni di Mazinkaiser e del Generale Nero.
L’edizione autunnale di ‘Romics’ sarà
invece in rosa, con la consegna degli
ambiti ‘Romic D’Oro’ alla giapponese
Akemi Takada, una delle più importanti character design a cui si devono
i personaggi femminili di Creamy,
Lamù, Kyoko, Madoka e Francy Lala,
e alla nostra Francesca Ghermandi.
Proprio la Ghermandi, dagli anni
Ottanta, ha collaborato con le testate
‘Frigidaire’, ‘Echo des Savanes’, ‘Il
Manifesto’, ‘Comic art’, ‘L’Unità’, ‘Linus’ e ‘Internazionale’, ottenendo il
titolo di una delle migliori illustratrici
e fumettiste italiane, molto apprezzata
anche all’estero per le sue tavole e
pluripremiata per i suoi volumi.
Proprio per le due le artiste sono
state allestite delle mostre monografiche con le loro illustrazioni preferite nei padiglioni della Fiera di
Roma, che ospiterà anche ‘Donne
degli altri mondi’, incentrata sulle
molteplici raffigurazioni femminili
nei pulps fantascientifici e nei fantasy
americani, attraverso un'ampia panoramica che parte dagli anni Trenta
fino ad arrivare ai giorni nostri.
Torna anche l’appuntamento con il
grande cinema: verranno proiettate
sul grande schermo le preview e i
contenuti speciali di ‘Cattivissimo
Me 2’, ‘Hunger games – La ragazza
di fuoco’, ‘Capitan Harlock 3D’, ‘Metallica 3D -Through the Never’ e
‘Machete kills’.
Ospiti speciali della quattordicesima
edizione di ‘Romics’ saranno lo scozzese Eddie Campbell, che presenterà la nuova edizione di ‘From Hell’
e ‘From Hell Companion’, l’americano Nick Bertozzi, che racconterà
la genesi di ‘Gerusalemme. Come
in ogni edizione di ‘Romics’, anche
in questa si celebrerà una ricorrenza
speciale per il mondo del fumetto e
dell’animazione: il primo luglio 1983
quando apparve per la prima volta
sugli schermi televisivi un cartone
animato unico nel suo genere, capace di imporsi al grande pubblico
per la freschezza e l’originalità della
L’APPUNTAMENTO È DAL 17 AL 20 OTTOBRE. MOLTE LE MOSTRE IN PROGRAMMA, ETEROGENEI GLI ASPETTI EVIDENZIATI
Festival della Fotografia Etica: scatti dal mondo
In mostra foto di D’Urso, Diffidenti, Mittica, Panella, Gandolf, Stirton, Prandelli, Givone, Gianferro
Q
uattro giorni dedicati alla
fotografia etica: si parte il
17 ottobre con la mostra
ONG Nuestros Pequenos Hermanos (I Nostri Piccoli Fratelli),
Fotografie di Albertina D’Urso,
e ONG Libya – Off the Wall –
Cesvi, fotografie di Giovanni Diffidenti. Venerdì 18, invece, è in
programma Fukushima No-GoZone con l’autore Pierpaolo Mittica, fotografo umanista che ha
ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Le sue foto
hanno immortalato Italia, Cina,
Cuba, Vietnam, Bosnia, Kosovo,
Serbia, Ucraina, Bielorussia, India, Indonesia, Bangladesh,
Giappone e sono state esposte
in Europa e Stati Uniti. “L’11 marzo 2011 … – dice - uno dei più
violenti terremoti e Tsunami di
sempre ha colpito il Giappone
e l’impianto nucleare di Fukushima Daiichi
... Dal 20 aprile il governo giapponese ha
vietato l’ingresso nella zona di esclusione
a chiunque, specialmente a giornalisti e
fotografi. Ma… dai primi giorni di luglio
2011 fino ad oggi sono entrato nella NoGo Zone diverse volte per documentare
la situazione”. Ed è questa l’ispirazione
della mostra in programma al Festival. A
seguire Caliber 3: Counter terrorism training family, con l’autore Gianluca Panella.
Sabato 19 si comincia con la mostra ONG
Work for Hope – Coopi, fotografie di Alessandro Gandolf, alle 11,30 è la volta della
suggestiva The violation of Eden con l’autore Brent Stirton : “La gente – dice Stirton
- ultimamente mi descrive come un foto-
Il 5 ottobre torna il Festival Internazionale di Fotografia
“Vacatio”, il vuoto in uno scatto
Fino a dicembre dibattiti, mostre e appuntamenti
con i più grandi protagonisti dell’obiettivo
“
giornalista ambientale, e credo che io lo
sia diventato veramente. Questa arena è
dove io passo il 70% del mio tempo.
Faccio queste foto perché mi sento d’aiuto
in questo settore. Vedo gli umani come
predatori di questo pianeta e guardo con
sempre più crescente fastidio mentre approfittiamo del mondo animale e della
natura. Consumiamo, non viviamo in armonia. Ho fotografato guerre, carestie e
malattie, ma solo quando nel 2007 ho fotografato sette gorilla di montagna morti
nella Repubblica Democratica del Congo
mi son sentito utile”.
A seguire, alle 14 c’è Evros porta d’oriente
– un muro contro l’immigrazione, con l’autore Mauro Prandelli. Alle 15 il programma
prevede ONG I segreti della scatola magica
– Fotografia per l’acqua, fotografie di Elena
Givone mentre alle 16 c’è World Report
Award 2013 – Premio italiano di Fotogiornalismo, mentre alle 17,30 si può assistere
alla presentazione del libro Country without
parents / Land ohne Eltem di Andrea Diefenbach.
Domenica 20 ultimo giorno con “Trieste:
storia a parte” con l’autore Carlo Gianferro
. Alle 21, “Serata National Geographic:
125 anni di fotografia. Nel secondo week
end dedicato all’evento, il 26 e 27, sono
previsti incontri sui temi relativi alla fotografia: si chiude su un convegno sull’esperienza del Festival della Fotografia Etica
F.Ce.
nel fotogiornalismo moderno.
sua storia fatta di musica e magia,
un anime in grado di “incantare”intere generazioni, ‘Creamy Mamy’(in
Italia ‘L’incantevole Creamy’).
‘Romics’ coinvolgerà anche i più
piccoli con una serie di iniziative
che vanno dai corsi di disegno dell’Accademia Disney tenuti dal disegnatore di ‘Topolino’ Marco Gervasio
alle baby sfilate in costume, fino a
una grande area riservata ai videogiochi.
Sarà possibile provare in anteprima
nuovi videogiochi, partecipare a tornei e a giochi di ruolo, divertirsi a
usare la spada laser, visitare i set di
Star Wars, apprezzare i costumi e le
ricostruzioni fantasy, assistere a battaglie medioevali simulate.
Tra le novità dell’edizione primaverile
dei 2013, c’è stato il lancio di ‘Romics
Tv Talent Show’ in collaborazione
con iLikeTv, chiamato ‘A mano libera’
e rivolto ai disegnatori di fumetti. I
migliori lavori degli artisti che si
sono messi in luce nel talent saranno
esposti dal 3 al 6 ottobre in un padiglione della Fiera di Roma.
Per ‘Microcinema di Noi’, verranno
mostrati in anteprima i primi dieci
minuti del film di ‘Zagor’, uno dei
più attesi della prossima stagione
cinematografica.
‘Romics’ dunque non solo svago,
ma anche un grande appuntamento
per professionisti del fumetto, uno
dei settori che non conosce crisi.
Atttraverso le immagini cerchiamo di capire cosa è esistito e
cosa continueremo a vedere” – così scrive il fotografo
Delogu, uno dei protagonisti del Festival di fotografia
internazionale di Roma. Il
tema della rassegna di quest’anno, ospitata all’interno
del museo MaXXI di via
Nizza, sarà “Vacatio”, ovvero
la sospensione e l’assenza
in fotografia,come metodo
di ricerca in ambito visivo.
Un’edizione quella 2013
che presenta alcuni dei protagonisti più rappresentativi
della scena internazionale
tra cui Patrick Faigenbaum,
vincitore del premio Henri
Cartier Bresson; Adam Broomberg & Oliver Chanarin,
vincitori del Deutsche Prize
a Londra nel giugno 2013;
le personali di due grandi
fotografi italiani come Paolo
Pellegrin e Guido Guidi;
l’omaggio a Gigi Giannuzzi
e alla sua casa editrice Trolley Books; Tim Davis, a cui
è stata affidata l’XI edizione
della Commissione Roma,
il grande lavoro annuale
sulla città che ha visto coinvolti, tra gli altri, autori
come Josef Koudelka, Martin Parr, Graciela Iturbide,
Alec Soth, Guy Tillim e lo
scorso anno Paolo Ventura.
Anche le opere di Tim Davis realizzate per la Commissione Roma entreranno
a far parte della collezione
permanente del Museo, che
si riconferma come luogo
di riferimento per tutte le
realtà che si interessano di
fotografia in città.
Significativo anche il coinvolgimento di critici come
Gerry Badger, Joshua
Chuang, Sandra S. Phillips,
Sujong Song e Francesco
Zanot. Rafforzata anche la
collaborazione, nata fin dalle prime edizioni del Festival, con le Accademie
straniere, presenza fondamentale per la ricchezza
culturale della città. In programma inoltre sette lecture che vedono protagonisti, tra gli altri, Patrick
Faigenbaum, Guido Guidi,
Michael Mack, Leo Rubinfien e Jeff Wall.
Al festival parteciperanno
circa 200 fotografi, con più
di 2.000 fotografie e oltre
100 tra mostre, lecture, book
signing, concorsi, letture di
portfolio, workshop e uno
spazio dedicato all’editoria
indipendente e self-publiF.Ce.
shed.
Mercoledì 2 ottobre 2013
12
Sport
I bianconeri, dopo il pareggio con il Copenaghen, non hanno altro risultato che la vittoria. Di fronte c’è il Galatasaray
Champions: la Juve all’esame Mancini
Conte spera di recuperare Tevez e si affida alle magie di Pogba. Niente da fare per i turchi, Sneijder è out
di Federico Colosimo
Invecchiare bene e lentamente
U
N
ell’anno delle rivoluzioni nelle
grandi panchine europee – da
Guardiola a Mourinho, passando per Ancellotti, Benitez, Pellegrini e Blanc – Roberto Mancini sembrava dover svolgere, suo malgrado, il
ruolo dello spettatore. E invece … A
stagione appena iniziata, il tecnico di
Jesi stupisce tutti: accetta la sfida dell’ambizioso e ricchissimo Galatasaray,
si (ri)prende la scena e torna a disputare
la Champions League. La prima partita?
A Torino, contro la Juventus, già questa
sera. Incredibile il fato. Che riesce
sempre a riservare sorprese inaspettate. Già, la Vecchia Signora. Squadra vincente, affascinante, della quale il Mancio è tifoso. Da sempre: da
quando era bambino, da quando è diventato uno dei
più forti attaccanti del mondo. Fino ad oggi. Sembra di
assistere a una scena di un film di Quentin Tarantino. Di
quelle, si intende, in cui tutti i pezzi più disparati vanno
inaspettatamente ad incastrarsi l’uno con l’altro. Coraggiosa, la scelta di Mancini ma, sia chiaro, dettata anche
e soprattutto dalla proposta economica irrinunciabile
presentatagli dal magnate turco Unal Aysal: 4,5 milioni
(netti) a stagione più una serie incredibile di bonus
legati agli obiettivi raggiunti. Tali da far arrivare la
somma fino a 7,5 milioni di euro. Tanti “piccioli”,
insomma, che nei film di Tarantino hanno sempre la
loro importanza…
Mancini riparte dalla Juve e la Juve riparte da Mancini.
I bianconeri dovranno mettersi alle spalle il derby e le
polemiche che ne sono nate. La formazione di Conte
stasera davvero non può sbagliare. Il pareggio ottenuto
nella prima giornata contro il modesto Copenaghen,
obbliga infatti i bianconeri a battere la formazione
turca. In caso contrario, il passaggio agli ottavi di finale
si complicherebbe alquanto. Per farlo, Conte spera di
poter contare su Tevez. L’Apache dovrebbe farcela, nonostante la caviglia dolorante. Vucinic partirà certamente
dal primo minuto dopo ben quattro panchine di fila
(non era mai successo). Rientrerà anche “l’architetto”
Pirlo e, visto l’eccezionale rendimento di Pogba, tornerà
in discussione Marchisio.
Mancini dovrà invece rinunciare a Wesley Sneijder. Il
fantasista olandese è stato costretto a lasciare – per un
infortunio al polpaccio destro - il campo in anticipo nell’ultima partita di campionato e non ha ancora recuperato.
Ci sarà invece Drogba, che guiderà l’attacco insieme a
Burak Yilmaz, bomber della nazionale turca inseguito
per tutta l’estate dalla Lazio.
La Juve non ha chance, deve conquistare i tre punti a
tutti costi. Per farlo, dovrà appellarsi anche alle parole
del “grande” Giampiero Boniperti: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
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n recente studio condotto dall’Università della California ha evidenziato
come, per allungare le nostre aspettative
di vita, bisogna agire sui telomeri, una
sorta di orologi biologici che, con il
passare del tempo, rallentano la loro
crescita fino a morire, causando così
l’invecchiamento.
Gli americani in quanto a scoperte sono
maestri e hanno dimostrato come seguire
uno stile di vita sano riesca ad aumentare
la loro “durata” a vantaggio della nostra
salute. Forse non tutti sanno che nel
mondo esistono delle zone geografiche,
definite “zone blu”, in cui abitano più
centenari che nel resto del pianeta. Si
tratta di Loma Linda, in California,
Nicoya, in Costa Rica, la regione Barbagia,
in Sardegna e l’isola di Okinawa in Giappone. Gli scienziati, dopo lunghe ricerche,
hanno definitivamente escluso un fattore
genetico comune, essendo zone troppo
distanti tra loro geograficamente, e si
sono concentrati su altre caratteristiche
che risultavano molto simili tra queste
persone. Tutti gli ultracentenari, infatti,
mangiano davvero poco e in prevalenza
si nutrono di alimenti di origine vegetale
e di pochissimi zuccheri. Ma cosa mangiano? Semplice. Pesce pescato, non
allevato, e carni di animali nutriti senza
mangimi. Il consumo di vino è moderato.
In tutte le aree geografiche studiate, c’è
una notevole presenza di sole per quasi
tutto l’anno. I centenari camminano
molto e lo hanno fatto sempre fin da
quando erano piccoli, pur non avendo
mai praticato sport. Privilegiando nella
loro vita i contatti umani.
Tanti gli studi per scoprire altri segreti,
ma la certezza, per il momento, è una
sola: la dieta mediterranea è la migliore
in assoluto capace di rispondere a tutte
le esigenze nutrizionali dell’organismo
umano.
Una recente ricerca condotta dall’Ohio
State University ha scoperto l’importanza
di una sostanza, l’apigenina, presente
in grandi quantità nel prezzemolo e nel
sedano, capace di rieducare le cellule
tumorali, costringendole a tornare normali.
Alimentazione, attività fisica e abitudini
sane sono un concetto dal quale non si
può prescindere per sperare di diventare
anziani in buona salute.
F.Co.
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rinascere il 9 novembre