Anno II - Numero 232 - Mercoledì 2 ottobre 2013 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Attualità Esteri Cronache Il Papa cambia lo Ior e riforma la Curia Il sogno americano si è sgonfiato Parla Amanda: “Adesso ho paura” Capasso a pag. 3 Castellino a pag. 4 a pag. 8 E ORA FINALMENTE SI FA SUL SERIO PER RICOMINCIARE DALLA STORIA DI AN di Francesco Storace N el momento peggiore per la politica nazionale; nelle contorsioni e giravolte che caratterizzano i partiti, a cominciare da Pd e Pdl, non è più possibile esitare. E possiamo annunciare che ha preso forma una federazione di forze politiche che hanno deciso un percorso comune per la costruzione di una nuova destra nel paese, con la volontà di ritrovarsi anche con Fratelli d’Italia. Il 9 novembre, nella data che simboleggia il crollo del Muro di Berlino, ci ritroveremo a Roma con La Destra, Fli, la Fiamma Tricolore e Io Sud, assieme ad altre associazioni, fondazioni, circoli, per rilanciare il messaggio della sovranità, ripartendo da Alleanza nazionale. È il suggello del mandato che ricevetti al comitato centrale di Orvieto del luglio scorso, quando fui impegnato unanimente dall’assemblea a “verificare ed eventualmente stipulare nei tempi più brevi intese affinché, insieme ad altro/i soggetti politici e nelle formule ritenute più efficaci, si dia avvio ad un percorso costituente finalizzato a ridare una casa comune a tutta la destra di governo oggi articolata e diffusa nel modo frammentato che tutti conoscono”. Quel documento invitava altresì a RINASCERE IL 9 NOVEMBRE Federazione tra La Destra, Fli, Fiamma e Io Sud per ridare speranza al nostro popolo ricominciare “da quanti percorsero una storia comune che ci vide protagonisti nel Msi e poi in An assiemea quanti, non proveniendo da quelle esperienze, vorranno unirsi per la battaglia per sovranità e tradizione, presidenzialismo e legalità, lotta senza tregua alla criminalità organizzata”. L’altra sera, assieme a Roberto Buonasorte - come editore del Giornale d’Italia, quotidiano che da mesi è in prima fila per la riunificazione di un mondo che sembra stentare a ritrovarsi - ci siamo visti con Roberto Menia per Futuro e Libertà, Luca Romagnoli per la Fiamma e Adriana Poli Bortone, per Io Sud. Con noi, Domenico Nania, Antonio Buonfiglio, Salvatore Tatarella, Oreste Tofani. Ci siamo visti per affermare il dovere recita il comunicato approvato alla fine dell'incontro - di “unire le diverse anime della destra italiana, oggi divise, per ridare rappresentanza unitaria e vincente a quel vasto spicchio di popolo ed elettorato che si OGGI LA FIDUCIA AL GOVERNO LETTA, PDL SPACCATISSIMO C’eravamo tanto amati Igor Traboni a pag. 2 ritrova nei valori nazionali, sociali, popolari e patriottici. “Questo il senso del percorso comunemente intrapreso da diverse sigle e associazioni negli scorsi mesi e sancito con un patto che vede fin d'ora concordi La Destra, Futuro e Libertà, Io sud, Fiamma Tricolore, oltre a circoli e comitati d’area. “L’intesa si fonda sul manifesto politico programmatico lanciato nello scorso mese di luglio dagli intellettuali della destra, richiama nello spirito e nel simbolo di Alleanza nazionale il terreno comune e unificante da cui ripartire, con l’obiettivo dichiarato di riunire in un unico soggetto tutti i segmenti della destra italiana; è un’iniziativa dunque che va a sommarsi e non a collidere con l’Officina di Fratelli d’Italia. In questo spirito è stata indetta una grande manifestazione per il 9 novembre a Roma, con cui nascerà ufficialmente la federazione tra i soggetti promotori e tutti quelli che, partiti o associazioni, vi vogliano aderire. L’invito è a partecipare con tricolori e bandiere di An”. SPAGNA Rajoy prescritto e non perseguibile ROMA Sottile manda i rifiuti al lago N ella lista dei prescritti “eccellenti”, ecco comparire anche il Premier spagnolo Mariano Rajoy. L’agenzia fiscale iberica è entrata a gamba tesa nella vicenda che ha rischiato di travolgere il primo ministro spagnolo e tutto il Partido Popular. E ha comunicato al giudice istruttore dell’inchiesta sui presunti fondi neri che Rajoy non è perseguibile. Il motivo? Semplice. Le presunte irregolarità fiscali fino al 2007 sarebbero prescritte e quelle del 2008 di entità inferiore al limite dal quale scatta il procedimento penale (120 mila euro). Fondi neri e contabilità occulte nel Pp con pagamenti agli alti dirigenti, erano state denunciate dall’ex tesoriere del partito, Luis Barcènas, in carcere dal 21 giugno scorso.Rajoy è salvo, ma deve ricordarsi che nessun colpevole può essere assolto dal Tribunale della sua coscienza. Federico Colosimo I l cerino? È toccato a Bracciano. Nell’attesa che il Ministero dell’Ambiente dirima il nodo Falcognana, con la chiusura di Malagrotta (avvenuta ieri) il commissario Sottile ha disposto l’invio dei rifiuti di Roma, Vaticano, Fiumicino e Ciampino alla discarica di Cupinoro. Un provvedimento preso “in via immediata e urgente” fino al 31 dicembre, d’accordo con la società che gestisce l’impianto. Il dubbio è a questo punto se la popolazione (il Comune è governato dal centro-sinistra) sia altrettanto d’accordo: ventimila le tonnellate da incamerare in soli tre mesi. La mobilitazione, al riguardo, sembra dietro la porta. 2 Mercoledì 2 ottobre 2013 Attualità Oggi la fiducia al governo, i berlusconiani arrivano spaccatissimi all’appuntamento Pdl nudo alla meta. Enrico Letta pure di Igor Traboni I l giorno della verità per Enrico Letta è arrivato: oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio sfilerà prima davanti ai deputati e quindi ai senatori, in cerca della fiducia. Ma intanto ieri si è consumato una sorta di psicodramma per il Pdl e i berlusconiani, con due vertici a Palazzo Grazioli dal Cavaliere e un intermezzo, durante il quale Berlusconi è voluto rimanere solo con Alfano. E lo stesso Alfano al termine del primo vertice aveva dichiarato: "Rimango fermamente convinto che tutto il nostro partito debba votare la fiducia a Letta. Non ci sono gruppi e gruppetti". Una sorta di ‘ultima chiamata’ per i falchi che, attraverso Sandro Bondi, restano però più decisi che mai a metter fine al governicchio delle larghe intese: voteremo la fiducia solo se lo chiede il Cavaliere. Ma al secondo vertice, iniziato ieri sera attorno alle 19, Alfano non s’è neppure presentato. A paventare addirittura l’ipotesi di una scissione a metà pomeriggio era stato Carlo Giovanardi, ex Udc: “Abbiamo i numeri, siamo anche più di 40'', quantificando la truppa disposta a fare da stampella a un Letta bis. Una linea condivisa con la pattuglia di ministri dimissionari. Ma dall'altra parte il Cavaliere ha sempre ribadito la linea dura, durissima. Tanto che in queste ore sarebbe rispuntato con forza il nome della Torna l’ineffabile Schulz e detta la linea al Pd I figlia Marina per una discesa in politica. Intanto Enrico Letta continua ad agitarsi e, come in un film di Moretti, a vedere gente per il voto di fiducia: “Il governo, che è formalmente nella pienezza dei suoi poteri, porrà comunque la questione di fiducia in modo che ogni scelta avvenga in Parlamento, alla luce del sole, senza ambiguità e ipocrisie e senza alcuna trattativa'' ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. "Soprattutto sul principio, che il presidente del Consiglio ribadirà, di netta e totale separazione tra le vicende di governo e le procedure in corso nella giunta delle autorizzazioni del Senato, nell'irrinunciabile rispetto delle regole di Mps, tutti indagati tranne la solita sinistra di Federico Colosimo nchiesta banca rossa Mps: una barzelletta. I pm toscani - invece di indagare su quei “vertici romani” indicati dagli ex sindaci di Siena come coloro che decidevano tutto ciò che riguardava la gestione dell’istituto di credito fondato nel 1472 – adesso se la prendono con gli avvocati. Michele Crisostomo, consulente legale esterno di Mps, due mesi fa è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di ostacolo alle funzioni dell’autorità di vigilanza. Nell’inchiesta che riguarda la scellerata acquisizione di Antonveneta e, con tutta probabilità, domani verrà rinviato a giudizio. Come se non bastasse, intanto, gli inquirenti lo hanno messo sotto torchio per ben 3 ore. Secondo Natalini, Nastasi e Grosso, Crisostomo avrebbe avuto il compito di elaborare e redigere i contratti relativi all’operazione di rafforzamento patrimoniale del Monte, nascondendo al Collegio sindacale, e quindi all’ Autorità di vigilanza, l’esistenza di una indemnity rilasciata a JP Morgan e di un addendo contrattuale fra la banca d’affari e Mps. “E’ stato un interrogatorio molto interessante”, hanno raccontato alcune fonti vicine alla Procura. Tutti sotto torchio, dunque. Ma guai a toccare-indagare quei vertici romani del centrosinistra. Il fatto costituirebbe reato. I uno stato di diritto", ha aggiunto lo stesso Franceschini, che pure fa parte di quell’ala Pd pronta poi ad un regolamento interno con lo stesso Letta, complice il congresso del partito. Ma i margini di trattativa con Berlusconi sono praticamente nulli, tanto più che il Cav, in una lettera che verrà pubblicata domani da Tempi, scrive che “Enrico Letta e Giorgio Napolitano avrebbero dovuto rendersi conto che, non ponendo la questione della tutela dei diritti politici del leader del centrodestra nazionale, distruggevano un elemento essenziale della loro credibilità e minavano le basi della democrazia parlamentare. . mmancabile come una tassa dei suoi amici di sinistra, sulle vicende italiane è tornato a dire la sua Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo: "Una caduta del governo creerebbe enormi turbolenze politiche e sui mercati finanziari" ha detto Schulz in un'intervista all’Ansa. "Faccio un appello ai colleghi del Parlamento: riflettano bene, abbiamo tutti insieme una responsabilità verso l'Europa". E' uno dei messaggi lanciati dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che ha poi aggiunto: "Letta ed il suo governo hanno avuto grande successo per riconquistare la fiducia verso l'Italia, soprattutto sui mercati finanziari. Non bisogna gio- Allarme disoccupazione: l’Istat e il Cnel non lasciano scampo Giovani italiani, soli e senza lavoro N essuna rassicurazione per gli italiani. Gli ultimi dati Istat e Cnel non lasciano scampo: disoccupazione da record che colpisce soprattutto il Sud e su scala nazionale i giovani al termine della scuola dell’obbligo. Un non lavoro da record per i 1524enni,con l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, che ad agosto è stata pari al 40,1%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,5 punti nel confronto tendenziale. Così l'Istat fotografa l’Italia: tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 667 mila e rappresentano l'11,1% della popolazione in questa fascia d'età. Sempre ad agosto il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 127 mila, è aumentato dell'1,4% rispetto al mese precedente (+42 mila) e del 14,5% su base annua (+395 mila): gli occupati sono 22 milioni 498 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell'1,5% su base annua (-347 mila). Un aggravarsi della situazione sia per uomini che per donne, con un +1,7% per i primi e un +1,0% per le seconde. Lieve miglioramento per gli inattivi tra i 15 e i 64 anni: ad agosto diminuisce dello 0,3% la percentuale rispetto al mese precedente (-42 mila unità) e dello 0,8% rispetto a dodici mesi prima (-113 mila), con un tasso di inattività che si attesta al 36,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,2 punti su base annua. Dati quelli dell’Istat che confermano il Report presentato dal Cnel( Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro): tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità ma "l'area della difficoltà occupazionale" registra un aumento di circa 2 milioni di persone. L'aumento più forte è al Sud dove la mancata crescita si è tradotta in un passaggio dallo stato di inattività alla disoccupazione. ' 'L'evoluzione del mercato del lavoro italiano - prosegue il Rapporto - suggerisce che parte dell'aumento del tasso di disoccupazione sia di carattere strutturale.Vi è il rischio che molti di coloro che sono stati espulsi dal mercato, o non sono neanche riusciti ad entrarvi, restino a lungo fuori dal processo produttivo”. Riportare la situazione a livelli sostenibili? Si potrebbe secondo il Cnel assicurando il tasso di disoccupazione all'8% entro il 2020 e il tasso di crescita del Pil dovrà superare il 2% all'anno: ma forse un’utopia in un Paese come l'Italia che negli anni di crisi ha perso circa 750.000 posti di lavoro. F.Ce ARRIVA NELLE SCUOLE ITALIANE LA CARICA DEI NUOVI PROFESSORI POST CONCORSONE Noi, da ex precari alla cattedra x-precarie e precari over 35 anni: è questo l’identikit della carica di nuovi insegnanti pronti a insediarsi sulle cattedre di tutta Italia. Sono uomini e donne che sono riusciti ad aggiudicarsi il concorso indetto un anno fa dall'allora ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, per un totale di 11.542 posti. Anche se le procedure non sono ancora del tutto terminate, gran parte delle nomine è già stata ufficializzata. Al momento restano aperte 13 procedure in Toscana, 16 nel Lazio, 4 in Sicilia, 4 in Calabria, 1 in Veneto ma si sa che risultano vincitori 8.303 candidati e che le donne sono l'80,9% (6.721) del totale. E carsi, a causa di interessi molto particolari, quello che il governo ha riconquistato". Non solo i parlamentari "responsabili" del Pdl, ma "anche il Pd deve sostenere Letta con tutti i mezzi in questo momento critico", spiega Schulz, rendendo noto che ieri ne ha parlato con il segretario Guglielmo Epifani. Osservando che in Europa e in Italia è in corso "un modesto raddrizzamento economico che può portare più lavoro soprattutto ai giovani", Schulz ha aggiunto: "Ogni elemento che possa frenare questo processo è assolutamente superfluo. Dunque tutti quelli che domani voteranno per un governo stabile sosterranno il processo di rilancio in Europa". Ecco quindi i nuovi prof: over 35 per il 51% (4.238), mentre under 30 per il 9,5% (795). Su 8.303 vincitori, 5.733 (il 69%) risultano essere iscritti in una Graduatoria ad esaurimento di cui 1.290 sono i laureati fino al 2002, con 66 presenti in seconda fascia e 1.290 in terza nelle Graduatorie di istituto. Questi i dati diffusi dal Miur alle prese con l’ assetto quasi definitivo: degli 8.303 vincitori infatti, 3.255 (il 39%) sono stati assunti a tempo indeterminato già ad agosto: i rimanenti vincitori saranno assunti nel corso dei prossimi anni, ma non si sa quando. Ecco che torna l’incubo delle liste d’attesa fuori dall’aula: vinci il concorso ma non hai un posto. La mancata proporzione del 50% prevista dalla legge (metà assunzioni da concorso e metà da graduatorie ad esaurimento) è spiegabile con il fatto che il concorso a cattedre del 2012 non è stato bandito su tutte le classi di concorso e in tutte le Regioni. Ad esempio, non sono stati banditi posti per materie come Strumento Musicale per la scuola secondaria di primo grado, Storia dell'Arte per il secondo grado, Lingua e Letteratura Spagnola, Tecnologia e Disegno Tecnico, Topografia, Zootecnia. Non sono stati banditi posti per Matematica per la secondaria di primo grado in Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Molise e Umbria: questo perché è stato riscontrato un numero minimo di disponibilità. F.Co. Roma, via Giovanni Paisiello n.40 Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Francesco Storace Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità su Il Giornale d’Italia rivolgersi al Responsabile Marketing Daniele Belli, tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] 3 Mercoledì 2 ottobre 2013 Attualità In 125 anni di storia per la prima volta viene reso pubblico il rapporto annuale dell’istituto vaticano Ior: il bilancio è record, la trasparenza pure La banca della Santa Sede comincia ad attenersi ai rigorosi dettami di Papa Francesco BERGOGLIO VUOLE SNELLIRE MOLTE STRUTTURE di Chantal Capasso P er la prima volta nella sua storia, la banca vaticana ha reso pubblico il bilancio, sul suo sito, grazie all’ operazione-trasparenza voluta da Papa Francesco, in seguito agli ultimi scandali finanziari. Il bilancio che si legge è da capogiro. Un utile netto di circa 87 milioni di euro, per l'esattezza 86,6 milioni per il 2012 . Il quadruplo rispetto a quello del 2011 che si attestava a 20,3 milioni di euro. La banca vaticana, lo scorso anno ha avuto 6,3 miliardi di beni terzi in gestione, in crescita rispetto ai 6,2 miliardi del 2011, per un totale di 3,2 miliardi di portafogli gestiti e 3,1 miliardi di depositi. Consentendo alla banca vaticana di fornire un contributo di 54,7 milioni di euro al budget della Santa Sede e di destinare 31,9 milioni di euro alla riserva rischi operativi generali, la riserva di utili non distribuiti. Ernst von Freyberg, presidente del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior e direttore generale ad interim, spiega: “Nel pubblicare il rapporto con il bilancio annuale prima di tutto noi ci rivolgiamo alla Chiesa: ci sono circa un miliardo e mezzo di cattolici nel mondo che hanno diritto di sapere cosa fa questa parte della Santa Sede e che hanno diritto di capire come contribuiamo al benessere della Chiesa nel mondo". "La trasparenza è fondamentale, è l'elemento chiave” sottolinea poi von Freyberg, illustrando a Radio Vaticana il bilancio dell'Istituto Opere di Religione, ricordando che Il “Consiglio” del pontefice al lavoro per riformare la Chiesa di Igor Traboni rosegue lo scambio – prima epistolare, ora anche di persona – tra Papa Francesco ed Eugenio Scalfari, il giornalista fondatore di Repubblica. “I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato”. Questa una delle espressioni pronunciate dal Pontefice e riportate in un ampio servizio pubblicato ieri sul quotidiano Papa Francesco indica anche le sue linee guida per cambiare la Chiesa: ripartire dal Concilio, aprire alla cultura moderna. Quindi aggiunge che il proselitismo è «una solenne sciocchezza», bisogna conoscersi e ascoltarsi, mentre la Santa Sede «è troppo vaticano-centrica». Ma a proposito di riforma della Chiesa, proseguono oggi i lavori del Consiglio degli otto Cardinali. Andranno avanti anche per la giornata di domani, ma in realtà questo Consiglio non ha data di scadenza. Un organismo permanente fuori dalla Curia, ovvero «un ulteriore strumento che arricchisce il governo della Chiesa di una nuova modalità di P "presentiamo il primo rapporto annuale in 125 anni di storia dello Ior”. L'Istituto protegge i depositi e i beni patrimoniali dei suoi clienti investendo prevalentemente in titoli a tasso fisso, titoli di Stato e depositi a termine sul mercato interbancario. In media, meno del 6 % degli attivi totali è investito in titoli azionari e in fondi gestiti esternamente. "Oltre a proteggere il patrimonio affidato al nostro Istituto, la nostra missione è di rispondere alle esigenze dei nostri clienti offrendo loro, attraverso le nostre banche corrispondenti, servizi di pagamento rapidi, dedicati ed efficienti in termini di costi", afferma Ernst von Freyberg. "Questo servizio globale è unico nel suo genere, considerate le dimensioni del nostro Istituto, e riflette la portata mondiale delle attività missionarie e delle opere caritatevoli dei nostri clienti". Ad ogni modo lo Ior "è un'istituzione finanziaria gestita in maniera piuttosto conservatrice, che protegge le azioni, investe in un ambito molto conservatore come le obbligazioni statali e i depositi bancari. Ed è un'istituzione altamente capitalizzata: alla fine dello scorso anno, il nostro patrimonio netto era del 15%, che è molto al di sopra di quello di istituzioni finanziarie paragonabili". Nel 2013, scrive il presidente della banca vaticana, lo Ior sosterrà "spese straordinarie legate al processo di riforma e riorganizzazione" dell’istituto. Il Promontory Financial Group sta eseguendo per conto dello Ior un esame di tutte le relazioni con i clienti e delle procedure attuate contro il riciclaggio di denaro. Inoltre lo Ior “sta traducendo in pratica provvedimenti idonei a migliorare le sue strutture e procedure. Questo processo è stato avviato nel maggio 2013 e ci si aspetta che giunga al termine, per ampia parte, per la fine del 2013”. RIVELAZIONI CHOC DELL’ALLORA CONSULENTE AMERICANO PIECZENIK Moro scaricato dagli Usa e “Cossiga lo sapeva” UN DOCUMENTO CONTRO LE “DERIVE SPIRITUALISTICHE” I vescovi emiliani: cento pagine per arginare le sette e Halloween di Giuseppe Sarra di Emma Moriconi Italia non mosse un dito per salvare Aldo Moro. Potremmo riassumere così le rivelazioni choc di Steve Pieczenik, consulente del Dipartimento Usa nel ’78 e componente del comitato di crisi voluto dall’allora ministro dell’Interno Cossiga durante il rapimento del Presidente del Consiglio e leader della Dc. A distanza di molti anni - intervistato da Giovanni Minoli - Pieczenick ha rotto il silenzio e ha fornito la sua versione su una delle pagine più buie d’Italia. L’americano ha parlato di una “manipolazione strategica al fine di stabilizzare la situazione dell’Italia”. Pieczenick racconta di aver temuto che – infine - Moro venisse rilasciato: “Mi aspettavo che le Br si rendessero conto dell’errore che stavano commettendo e che liberassero Moro, mossa che avrebbe fatto fallire il mio piano”. Gli Usa volevano eliminare Moro? Poi, la triste verità. Ne ha per tutti. Anche per l’ex Capo dello Stato: “Cossiga capì subito che il problema non era solo legato alla ‘persona’ Moro ma che doveva affrontare una crisi dello Stato, che avrebbe dovuto ‘stabilizzare’ l’Italia. A un certo punto, per poter incidere in una situazione di crisi, l dilagare di “spiritualità alternative” mette in allerta i Vescovi: un documento della Conferenza episcopale emiliano-romagnola invia alle parrocchie le linee guida per arginare quei fenomeni che “allontanano da Dio”. Fine ultimo: colpire ed arginare le sette, ma anche la discussa festa di Halloween, che ricade nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, proprio nella ricorrenza dei Santi, e che il teologo don Lorenzo Lasagni ha definito “anticamera verso percorsi esoterici, fino ad arrivare al satanismo”. Per quanto a prima vista possa sembrare un modo “bigotto” di vedere le cose, c’è da riflettere a fondo sul messaggio: la tradizione di Halloween, anzitutto, non appartiene al Cristianesimo. Nasce infatti nella tradizione celtica e, negli USA, è divenuta un appuntamento fisso annuale. Che poco ha a che vedere con le nostre tradizioni, scevre da queste forme di esaltazione dell’occulto. Negli ultimi anni, però, questa forma di festeggiamento ha preso piede anche nel Bel Paese, con il pretesto che è “una festa per far divertire i bambini”. I genitori però dovrebbero riflettere a fondo quando pensano di consentire ai propri figli di parteciparvi. L’occulto è intrigante, come tutto ciò che non si comprende: il fascino del mistero, di figure di fantasia, che stanno benissimo nelle favole e nei cartoni (perché lì la mente del bambino ne recepisce, nel suo intimo, la falsità, distinguendo con nettezza il concreto dalla fantasia), I L’ Aldo Moro prigioniero delle Brigate Rosse sono stato costretto a sminuire la posizione e il valore dell’ostaggio, a Cossiga ho suggerito di screditare la posta in gioco” fino a suggerirgli di dire che quello delle lettere - le ultime soprattutto - non era il vero Premier. Così l’allora Capo del Viminale bocciò l’iniziativa del Vaticano di raccogliere una cospicua somma di denaro per il riscatto. E ancora: “In quel momento stavamo chiudendo tutti i possibili canali attraverso cui Moro avrebbe potuto essere rilasciato. Non era per Moro in quanto uomo”. Per quale motivo? “La posta in gioco erano le Br e il processo di destabilizzazione dell’Italia”. Chiede Minoli: “Lei fin dal primo giorno … ha detto a Cossiga: Moro deve morire?”. “Per quanto mi riguarda, la cosa era evidente, Cossiga se ne rese conto solo nelle ultime settimane. Moro era il fulcro da sacrificare attorno al quale ruotava la salvezza dell'Italia”, risponde l’americano. Intanto la procura di Roma ha disposto l’acquisizione dell’intervista. Non si esclude, inoltre, che potrebbe essere aperta una procedura di rogatoria internazionale. A tenere banco a piazzale Clodio anche il racconto dell’attrice Piera Degli Esposti, in cui rivela di essere rimasta appoggiata alla Renault dov’era il cadavere di Moro, senza accorgersene, dalle 11 e 30 all’una e mezza. consultazione», secondo la definizione data da padre Federico Lombardi, portavoce della sala stampa vaticana. Uno strumento «meno limitato a una prospettiva centralista e più attento alle prospettive del mondo, non solo a quella romana». In realtà, i porporati hanno raccolto le proposte arrivate dalle zone che rappresentano, mentre altri ‘consigli’ sono arrivati direttamente al Papa, senza contare i contributi chiesti ai capi dicastero della Curia. Monsignor Semeraro, segretario di questo Consiglio e unico italiano a farne parte, ha preparato una prima sintesi degli ottanta documenti finora sul tavolo. Si annuncia una Curia più leggera che sia «al servizio» della Chiesa e non al centro delle preoccupazioni generali, e quindi una dieta dimagrante tra accorpamenti e tagli, anzitutto tra i dodici pontifici consigli; c’è l’ipotesi di creare un Moderator Curiae Romanae, una specie di direttore generale della Curia; cambierà quindi il ruolo del Segretario di Stato, più proiettato verso la dimensione internazionale della Chiesa. Insomma, una piccola grande rivoluzione in vista. non altrettanto bene fanno alla salute spirituale e mentale proprio dei bambini, che inevitabilmente si identificano con quei prodotti della fantasia e indirizzano, ignari, la propria esistenza e spiritualità verso direzioni contrarie ai principi sani del Cristianesimo. Sono bambini, e dunque menti ancora da plasmare. Una famiglia che decida di battezzare il proprio figlio, e che lo indirizzi verso i sacramenti, consentendogli di approdare a fantasie occulte lo disorienta, rendendolo incolpevole vittima di una possibile spirale che potrebbe portarlo ad avvicinare le strade dell’occulto. Da qui alle sette il passo è più breve di quanto si pensi. È probabilmente per questo allarme che i Vescovi si sono decisi a stilare il documento, affinché le parrocchie assumano consapevolezza del fenomeno e portino le famiglie verso più sani e sicuri lidi. Nello scritto si parla di “devianze religiose” e di “derive spiritualistiche”. Secondo i vescovi, poi, le grandi discoteche sono ritenute “i primi luoghi di reclutamento e iniziazione”. Nell’occhio del ciclone anche il salutismo, che “finisce per dissolvere Cristo nell'animismo pagano" e lo yoga, applicato “ in modo spurio e disordinato da persone incompetenti, senza adeguati controlli”. La motivazione è che “l'elemento egocentriconarcisistico, introdotto dall'uso improprio di certe tecniche, può incidere sull'equilibrio psico-affettivo e provocare particolari patologie e disturbi". Mercoledì 2 ottobre 2013 4 Esteri Primi effetti dello “shutdown”: centinaia di migliaia di persone senza stipendi e servizi bloccati Il sogno americano ha fatto splash di Giuliano Castellino I n questi giorni scrivendo di politica internazionale e di geo-politica avevamo intuito, se non annunciato, un crollo dell’Impero americano. Un dominio che ha iniziato a traballare in politica estera – vedere nello specifico le sconfitte militari in Iraq ed in Afghanistan, i fallimenti delle “primavere arabe”, la rivolta “nascosta” in Turchia, la questione siriana e la rinascita russa – e che poi è stato “importato” dentro casa. Da giorni si parlava di “shutdown” (chiusura degli uffici pubblici), in pratica del fallimento dello Stato americano, crack che più volte il presidente Obama aveva affermato di poter evitare, cercando di pacificare il Congresso. Il Presidente avrebbe dovuto mettere i repubblicani con le spalle al muro, richiamarli alle loro responsabilità e fargli votare il bilancio. Così non è stato e il discorso di Barack Obama dalla Casa Bianca non è servito a nulla. Il suo ultimatum per impedire il drammatico evento è stato rispedito al mittente. Altro e davvero tragico fallimento del primo “preventivo Premio Nobel per la pace”. Ieri mattina ha chiuso lo Stato federale Usa. Senza un’intesa sul finanziamento della macchina statale, lo “shutdown” è arrivato come uno tsunami. Un durissimo colpo alla ripresa economica Usa, che coinvolgerà tutto il mondo. Gli statunitensi sono molto bravi ad “esportare” le crisi. L’ultima chiusura risale a 17 anni fa e costò 2 miliardi di dollari. La fine del finanziamento dello Stato federale è scattato un minuto dopo la mezzanotte del 1 ottobre ora di Washington (le 06:00 italiane). Data ed ora che rimarranno catastroficamente nella storia. 0ttocentomila lavoratori statali non riceveranno più lo stipendio. Al di là delle parole riparatrici di Obama, il braccio di ferro che ha paralizzato il potere legislativo tra repubblicani e democratici, non lascerà grande margine di manovra alla Casa Bianca e gli Stati Uniti potrebbero davvero finire in ginocchio, soprattutto in questo periodo, quando stavano uscendo da un’altra terribile crisi. Sono a rischio le pensioni, l’assistenza ospedaliera a poveri e anziani e persino la distribuzione della posta. In pericolo ci sono anche le funzioni che garantiscono la sicurezza, compresi i controllori di volo. Inizia poi l’elenco di tutti i dipartimenti e agenzie federali già chiusi, o decurtati di personale da non poter garantire i servizi. Molti pagamenti di stipendi saranno rallentati, così come i permessi di costruzione, compresi quelli nelle aree devastate da calamità naturali. Chiuderanno i parchi naturali, la Statua della Libertà, i musei dello Smithsonian. Persino i reduci militari avranno un’assistenza ridotta (e sono numerosissimi visto che gli Usa fanno una guerra all’anno!). Due milioni di dipendenti, solo nelle amministrazioni civili, saranno senza stipendio. Centinaia di migliaia saranno messi a riposo senza stipendio. E tutta questa gente non potrà pagare le rate dei loro mutui, gli affitti, le varie rate e tutte le spese quotidiane e mensili. L’impatto economico sarà devastante per tutta la popolazione e per tutte le categorie. Non girerà più denaro, caleranno i consumi, chiuderanno i negozi. Addirittura i tribunali federali hanno fondi limitati a dieci giorni. Un decreto di emergenza firmato da Barack Obama garantisce finanziamenti alle truppe all’estero. (Per le guerre imperialiste il Premio Nobel per la Pace i fondi li trova sempre). Ora a tremare sono i mercati e la finanza, se quello che è accaduto per gli statali avverrà altrettanto sul debito, dal 17 ottobre lo scenario che si aprirà sarà un default! In pratica il fallimento totale degli Stati Uniti d’America. In sostanza l’inizio della fine della globalizzazione, del libero mercato, della finanza, di un’economia dopata e non reale. Di un’epoca dove persone, popoli e nazioni valevano quanto un punto percentuale nella Borsa di Wall Strett o Londra. La fine del mondialismo, delle loro guerre, del loro mondo senza frontiere ed identità, dove l’immigrazione è servita solo a creare un multiculturalismo slegato da ogni vincolo solidale e comunitario più facilmente da mercificare. A questo punto muoia Sansone con tutti i filistei… 5 Mercoledì 2 ottobre 2013 Destra Dalla prossima settimana sarà possibile aderire all’iniziativa del Dipartimento Giustizia de La Destra Contrasto dei delitti contro la persona: parte la raccolta firme Monica Nassisi: “arginare e punire severamente quel fenomeno comunemente chiamato femminicidio, ma senza distinzioni di sesso” di Emma Moriconi P arte la settimana prossima la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare di modifica al Codice Penale e al Codice di Procedura Penale in tema di “misure di contrasto all’omicidio, alla pedopornografia, alla violenza sessuale, alla pedofilia, agli atti persecutori”. La proposta, annunciata in Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’8 agosto 2013, promossa dal Movimento Politico La Destra e fortemente voluta dal Dipartimento Giustizia del partito, strutturata dall’avvocato penalista Monica Nassisi, presidente dell’Associazione Legittima Difesa, ha visto tra i promotori anche il nostro Giornale d’Italia, oltre ad una serie di associazioni: oltre a Legittima Difesa hanno aderito La Caramella Buona Onlus, impegnata da oltre un decennio contro la pedofilia; l’Accademia Nazionale di Scienze Forensi, la cui direttrice, la nota criminologa Roberta Bruzzone è tra le prime firmatarie della proposta; l’Anvu, che si batte contro l’usura; La Giara Nera, associazione impegnata nella cultura e nel sociale; l’associazione Noi Nuovo Orizzonte Italia. Un progetto che vede impegnate, insomma, molte realtà della cultura e del sociale, unite nello scopo di approntare una tutela maggiore per le vittime dei reati contro la persona. Una presa di posizione netta, necessaria oggi più che mai. Queste le modifiche che la proposta, nel dettaglio, intende apportare: L’articolo 577 c.p., oggi, ha la seguente conformazione: “si applica la pena dell'ergastolo se il fatto preveduto dall'articolo 575 (che disciplina l’omicidio, ndr) è commesso: 1) contro l'ascendente o il discendente; 2) col mezzo di sostanze venefiche, ovvero con un altro mezzo insidioso; 3) con premeditazione; 4) col concorso di taluna delle circostanze indicate nei numeri 1 e 4 dell'articolo 61. La pena è della reclusione da ventiquattro a trenta anni, se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello e la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo, o contro un affine in linea retta.” Con la nuova norma, al comma secondo, vengono aggiunti “il legalmente separato o divorziato, il convivente, la persona legata da relazione affettiva”. L’art. 609 bis, in tema di violenza sessuale, attualmente recita: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce ta- luno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”. Con la proposta di legge le pene vengono inasprite e “da cinque a dieci anni” diventa “da sei a dodici anni”. L’art. 609 ter, in tema di circostanze aggravanti, recita: “La pena è della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all'articolo 609-bis sono commessi: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici; 2) con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore. La pena è della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci”. Anche qui la norma prevista dalla proposta di legge propone un inasprimento e “da sei a dodici anni” diventa “da sette a quattordici anni, mentre, al secondo comma, “da sette a quattordici anni” diventa “da nove a diciotto anni”. La proposta di legge interviene anche sul Codice di Procedura Penale: l’art 438 c.p.p., in tema di presupposti del giudizio abbreviato, oggi prevede: “1. L'imputato può chiedere che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti, salve le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e all'articolo 441, comma 5. 2. La richiesta può essere proposta, oralmente o per iscritto, fino a che non siano formulate le conclusioni a norma degli articoli 421 e 422. 3. La volontà dell'imputato è espressa personalmente o per mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione è autenticata nelle forme previste dall'articolo 583, comma 3. 4. Sulla richiesta il giudice provvede con ordinanza con la quale dispone il giudizio abbreviato. 5. L'imputato, ferma restando la utilizzabilità ai fini della prova degli atti indicati nell'articolo 442, comma 1-bis, può subordinare la richiesta ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione. Il giudice dispone il giudizio abbreviato se l'integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. In tal caso il pubblico ministero può chiedere l'ammissione di prova contraria. Resta salva l'applicabilità dell'articolo 423. 6. In caso di rigetto ai sensi del comma 5, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2.” La nuova norma inserirebbe, dopo il comma 1, il seguente: “1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 575, 576,577, 600 ter, 609 bis, 609 ter, 609 quater, 612 bis del codice penale”. Dunque escluderebbe dalla possibilità di accedere al giudizio abbreviato i delitti maggiormente efferati quali l’omicidio e le sue aggravanti, la pornografia minorile, la violenza sessuale e le aggravanti, gli atti sessuali con minorenni, gli atti persecutori. La ratio è quella di non consentire alcun beneficio in termini di riduzione della pena a chi si sia macchiato di crimini di tale gravità. Il senso della proposta di legge è “contrastare i più gravi delitti contro la persona” – si legge nella relazione – perché “il ripetersi di omicidi e violenze di natura sessuale, soprattutto tra le mura domestiche, impone una legislazione che preveda pene più severe e un trattamento processuale che non consenta sconti di pena”. Dalla settimana prossima, dunque, i cittadini potranno dire la loro: per informazioni sull’importante iniziativa si può scrivere a [email protected]. 6 Mercoledì 2 ottobre 2013 Italia DA ROMA E DAL LAZIO La questione del bilancio continua a tenere banco al Campidoglio Tassare non basta: a Marino i conti non tornano La manovra non fa dormire il sindaco, che bussa a cassa e minaccia le dimissioni Dal governo nessun segnale positivo, pronti aumento dell’Imu e mobilità dei dipendenti O equivale ad inseguire una chimera. Da Palazzo Chigi sono già con i cartoni in mano e per quanto centrale, la questione romana (un fallimento equivarrebbe al tracollo dell'intero paese) al momento non sembra meritevole di attenzione. Per sbloccare quei fondi che darebbero fiato alle casse comunali, servirebbe un decreto apposito o comunque un atto legislativo, strumento non di competenza di un esecutivo che si appresta a divenire mero esecutore di ordinaria ammini- rmai è chiaro che al sindaco Ignazio Marino la situazione sta letteralmente sfuggendo di mano. Motivo per il quale nella giornata di lunedì dopo essersi barricato per l'intera giornata all'interno degli uffici di Palazzo Senatorio, ha sbottato e ha minacciato di chiudere baracca e burattini e tonarsene a casa. Non ci sono altre vie per salvare la Capitale dal fallimento, che non l'aiuto del governo. Questo il sindaco ciclista lo sa e lo sanno anche i membri dell'esecutivo, tra cui il ministro degli affari regionali Graziano Del Rio, con cui Marino ha avuto un lungo colloquio. Tuttavia sia Del Rio che lo stesso Marino sanno anche che chiedere una mobilitazione del governo ad oggi strazione. Ancora in piedi quindi quelle misure che garantirebbero alcune centinaia di milioni di euro di entrate. Tra queste spiccano: la solita tassa di soggiorno (aumentata del 100%), i prepensionamenti in deroga della legge Fornero, di 4 mila dipendenti comunali, la svendita degli immobili di proprietà del Comune e, novità N on solo scafisti. Anche malavitosi. E tutti a lucrare sulle speranze di immigrati cui il mondialismo ha concesso non di migliorare il proprio Paese, ma di peggiorare quello altrui. Ovviamente – qui sta il vero capolavoro – pagando. Non diversamente si può leggere la notizia dell’esistenza di un’associazione criminale che, sfruttando la procedura di emersione dal lavoro irregolare (la cosiddetta "sanatoria per le badanti") riusciva a fare ottenere permessi di soggiorno a cittadini extracomunitari che però non ne avevano titolo. Sette le ordinanze di custodia cautelare (6 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), che i Carabinieri di Roma hanno notificato dalle prime luci dell'alba: e altre 27 persone erano state già denunciate nel corso delle indagini. Il tutto con ramificazioni tra la capitale, Viterbo e L'Aquila, “ben” gestite da cittadini italiani. Tanto per i sette arrestati quanto per i denunciati tutti l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata a favorire l'illegale ingresso e permanenza sul territorio nazionale di cittadini stranieri privi dei requisiti richiesti dalla normativa sul soggiorno. Secondo il risultato delle in- dagini, l’organizzazione si occupava del reperimento di cittadini stranieri da regolarizzare e di cittadini italiani disponibili a comparire quali falsi datori di lavoro, della realizzazione della falsa documentazione da utilizzare, della compilazione delle richieste di emersione e del loro inoltro allo sportello unico per immigrazione del ministero dell'Interno. Il giro d’affari del sodalizio criminale era di circa 30.000 euro al mese, cifra che poteva variare in base al numero di stranieri regolarizzati poiché ognuno di questi doveva corrispondere all'organizzazione la somma complessiva di 3000 euro, così ripartite: 1.000 euro subito; 1.000 all'atto della consegna all'interessato del nulla osta rilasciato dallo sportello unico per l'Immigrazione della Prefettura; 1.000 ad avvenuta concessione del permesso da parte dell'Ufficio Stranieri della Questura. Un “investimento” davvero dispendioso, per chi dovrebbe essere giunto in Italia per fame. Ma questa è un’altra storia… Gustavo Lidis del Primo cittadino, improvvisamente catapultato nell'incubo bilancio dopo mesi di sorrisi, auto elogi e pacche sulle spalle, interamente dedicati alla pedonalizzazione dei Fori e poco altro. Incurante del pesante deficit con il quale la sua giunta avrebbe necessariamente dovuto fare i conti, il chirurgo genovese si è permesso, inoltre, il lusso di assumere personale esterno per milioni di euro. Il tutto condito dal corpo della Polizia di Roma Capitale, tuttora, a distanza di tre mesi dalla dipartita di Carlo Buttarelli, sguarnito di un comandante. Ugo Cataluddi SCIOPERO TPL, TRAFFICO IMPAZZITO L unedì gli allagamenti, ieri lo sciopero. Risultato: lo stesso. Stazioni metro chiuse, trasporto pubblico a singhiozzo e traffico impazzito. Tanto da far passare in secondo piano persino gli effetti della genialata dei Fori “pedonalizzati”. L’adesione all’astensione dal lavoro indetta ieri dal sindacato autonomo Sul ha paralizzato il traffico dei treni Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civita Castellana-Viterbo, oltre a penalizzare anche gli utenti della Metropolitana, dei tram e dei bus. Questi ultimi, quasi irreperibili nelle linee periferiche. Di qui gli ingorghi sul raccordo anulare e su tutte le consolari e le maggiori arterie urbane. Il motivo? Il blocco degli scatti di anzianità fino al 2015 e la decisione, in base a un’interpretazione del decreto sulla spending review, di non erogare gli arretrati previsti dalla seconda tranche del contratto nazionale. Ma che volete farci? “Ce lo chiede l’Europa”! E il sospetto è che il prossimo sciopero sia solo dietro l’angolo. R.V. A SETTEBAGNI IMMIGRAZIONE Così “regolarizzavano” i clandestini: 3.000 euro a permesso di soggiorno dell'ultima ora, la messa in mobilità “infragruppo”, ossia lo spostamento dei dipendenti delle varie partecipate (es. Atac e Ama) da una società all'altra. Senza dimenticare l'aumento virtuale dell'Imu, tornato in voga, che passerebbe dall'attuale 0,5 allo 0,6%. Il tutto in attesa di conoscere quale sarà il destino dell'odiato balzello. Aumenti vari a parte, il piano messo in atto dalla sempre più precaria assessore al Bilancio Daniela Morgante, coadiuvata da Guido Improta, non sarebbe sufficiente a ripianare il buco di oltre 860 milioni di euro. Fa sorridere tuttavia l'esasperazione “Baravano” al lotto istantaneo con la complicità del titolare: quattro arresti e ventidue indagati vevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al "10 e Lotto", senza alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma. La Guardia di Finanza di Roma, ha smantellato un'organizzazione specializzata al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale. Quattro le persone arrestate e 22 quelle indagate. Gli accertamenti erano scattati a seguito dell'esposto presentato alla Guardia di Finanza nell'aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell'Aams (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al "10 e Lotto", essendo avvenute, in poche ore, giocate per circa due milioni di euro. In esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo Fabrizi, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio Faenza, Salvatore Gallo e Luigi De Matteo. Disposto, invece, l'obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo De Martino e l'avellinese Marcello Pagliuca. Agli indagati - che sono in tutto ventidue - vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa con l'accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona. Il sodalizio capeggiato dai due pluripregiudicati, Fabrizi e Gallo, ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio Faenza, con la "preziosa" collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell'utilizzare i terminali di gioco. In particolare, Fabrizi e Gallo, con gli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta da Faenza la disponibilità, per alcune ore, dell'apparecchio del gioco A "10 e Lotto", avevano inserito numerose giocate stampando i relativi scontrini che avevano poi consentito l'incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro. Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l'obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all'incasso, i componenti dell'organizzazione avevano "prenotato" altri 250.000 euro. Il gestore della ricevitoria, consapevole che il volume delle giocate avrebbe causato sospetti nell'Aams, aveva sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della Lottomatica e dei Monopoli di Stato, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento degli importi. Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l'utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti o completamente ignare, funzionale a rendere difficile l'individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti. Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite incassate. Valter Brogino 7 Martedì 1 ottobre 2013 MILANO – LA STORIA DI ANDREA Rom: agenti con le mani legate ilano, una città fatta a misura di zingaro. Nel capoluogo lombardo infatti continuano a comandare gli stranieri. Grazie a Giuliano Pisapia infatti non solo i nomadi hanno diritto a una casa (la Giunta ha infatti stanziato 6 milioni di euro per favorire la permanenza dei “nomadi” sul territorio cittadino, attraverso interventi di gestione dei campi esistenti nonché favorendo la costruzione di abitazioni) ma ora sono anche incentivati a rubare. Già perché, se fosse vera la vicenda raccontata da Andrea, gli agenti non sono autorizzati ad entrare nel campo dove i rom custodiscono il bottino. “Venerdì sono rimasto deluso da un fatto che mi riguarda in prima persona... Con molta pazienza e sacrificio mi sono fatto una bicicletta. Anche se c'è traffico la uso per andare al lavoro. Da a Milano Zona Viale Certosa. La lego ad un albero e la sorveglio tramite la telecamera della mia azienda che punta all'esterno - scrive Andrea in una lettere inviata a ‘Milano Today’ Verso le 18 vedo uno che si china e poi sale in sella, scappo giù urlando che mi stanno ru- M bando la bici! lo rincorro a piedi ma si allontana! Una mia amica mi vede che corro, prende lo scooter e me lo lascia per seguirlo, so già dove sta andando! Mi dirigo verso il campo nomadi qua dietro in via Brunetti! Eccoli entrano! Parcheggio lo scooter ed entro! Ridatemi la bici! In un attimo urlano e mi vengono incontro in 20/30 zingari, scappo fuori accendo lo scooter e scappo!”. Andrea a quel punto ha allertato le forze dell’ordine, ma neanche loro hanno potuto far nulla. “Ho chiamato la polizia che ha mandato una pattuglia! ‘Venitemi ad aiutare a riprendere la bici’, ma loro se non hanno un autorizzazione e non sono almeno in 20/30 agenti non entrano. A parte prendere le generalità hanno saputo solo dirmi: hai avuto un bel coraggio ad entrare li dentro da solo! Saranno più di 200, potevano darti una cacciavitata nella schiena! Bel posto viviamo... chi ci tutela? Avevo già fatto il 90% del loro lavoro, dovevano solo andare dentro a prenderla... e arrestare i due ladri... niente... Addio bici nuova. Barbara Fruch Dall’Italia Per un intricato iter burocratico i figli attendono ancora l’autorizzazione Salma ferma in obitorio: 18 mesi senza sepoltura L’anziana è deceduta il 4 marzo 2012, ma l’autopsia è stata fissata solo la scorsa settimana. Ora si dovranno attendere altri 60 giorni È morta più di un anno e mezzo fa, il 4 marzo 2012, ma la sua salma è stata ‘parcheggiata’ in obitorio. E da un anno e mezzo i figli aspettano di conoscere se i medici che hanno avuto in cura l’anziana madre 91enne abbiano avuto delle responsabilità nel decesso e, soprattutto, da altrettanto tempo attendono il nullaosta per la sepoltura. Nel frattempo, la salma di Luigina si trova in una cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale di Padova. Colpa di incredibili lungaggini nella macchina della giustizia, l’autopsia è stata infatti eseguita solo la scorsa settimana, il 24 settembre più precisamente. A ‘seppellire’ il caso hanno contribuito la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del pm di turno e il gip (giudice delle indagini preliminari competente a pronunciarsi sull’opposizione a quell’archiviazione) che, dal 2012, è assente dal lavoro per gravi motivi familiari. Finché dall’obitorio arriva una richiesta: che fare di quel corpo in attesa delle esequie da più di un anno? Secondo quanto riportano i quotidiani locali Luigina Cocco è morta a 91 anni all’ospedale di Padova il 4 marzo del 2012, al termine di un’odissea durata 40 giorni, tra continui ricoveri e dimissioni. La Procura aveva archiviato il caso, ma i figli della donna si sono opposti alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, chiedendo invece che venisse eseguita l’autopsia. I parenti lamentano infatti che l’anziana madre, afflitta da una insufficienza renale, non sarebbe stata curata e assistita adeguatamente dalla struttura ospedaliera. La donna era stata sottoposta a una terapia di idratazione che però l'aveva gonfiata fino al limite: trasudava acqua ed era aumentata di venti chili. La denuncia però è stata archiviata e soltanto negli ultimi mesi l’iter giudiziario pare si sia sbrogliato. Il 3 luglio, il giudice scioglie la riserva, respingendo al mittente la richiesta di archi- viare la vicenda e ordinando un approfondimento dell’indagine con l’identificazione dei medici, per le cui mani è passata la signora Luigina, e lo svolgimento di un’autopsia affidata a un esperto. Così, inevitabilmente, finiscono nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in omicidio colposo il primario di Nefrologia 2 Agostino Naso, i medici Lorenzo Previato e Sabina Zambon e gli specializzandi Marco Arboit e Francesco Simioni, e il medico di base Alberto Varotto. Ma l’odissea non è ancora terminata: per conoscere gli esiti dell'autopsia bisognerà attendere ancora 60 giorni. In sostanza l'esame autoptico sarà fondamentale per riuscire a chiarire cos'è successo nel periodo compreso tra il 21 gennaio e il 4 marzo del 2012, data del decesso della donna. Nel frattempo però Luigina Cocco, dopo un primo esame medico-legale, si trova di nuovo nella cella dell'obitorio, e sono passati ormai diciotto mesi. Carlotta Bravo Camorra: in Campania è allarme pane tossico n tempi di crisi la camorra è in grado di ramificarsi nel territorio a velocità impressionante, e sfruttare pezzi di mercato in difficoltà. Scatta così l'allarme pane tossico nei supermercati, in Campania. Forni abusivi gestiti dalla malavita organizzata, con condizioni igienico sanitarie pericolose. “La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano. In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque”. La denuncia inquietante arriva dal presidente dell’Unipan, Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa. “Solo tra Napoli e provincia ci sono oltre 1500 ‘forni tossici’ ed il numero è in crescita – continua – Forni in condizioni I igienico-sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico: usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, se non legni trattati con vernici e solventi tossici. Il problema più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal forno abusivo e arriva alla vendita illegale per strada spesso ancora nei cofani delle macchine o con bancarelle improvvisate il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali”. Per questo è stato richiesto un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, comuni e forze dell’ordine e l’applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane. Minniti: “Meno costi accorpando i Comuni” ono aumentati di oltre il 10% in quattro anni i costi dei Consigli comunali in provincia di Bolzano. Il dato emerge da una ricerca svolta dal Consigliere provinciale de La Destra Mauro Minniti che evidenzia come nel 2012, le istituzioni comunali sono costate oltre 16 milioni di euro. Hanno contribuito ad incidere nella spesa il 14% in più dei costi dei Consigli ed il 6% di quelle delle Giunte comunali. “Occorre una radicale riforma nella struttura dei Comuni - afferma Minniti - che non deve incidere sulla riduzione del numero dei Consiglieri ma attraverso un accorpamento di alcune entità comunali, vicine fra loro. S Non si può far finta di non vedere infatti che in Alto Adige il 63% dei Comuni ha meno di 3.000 abitanti e di questi il 17% ne ha meno di mille”. Per Minniti solo accorpando con l’accorpamento di tali comuni “si realizzerebbero dei consistenti risparmi della spesa pubblica, salvaguardando la rappresentanza, disponendo, per esempio, la presenza di un numero di rappresentanti nel nuovo Consiglio proveniente dal Comune accorpato e prevedendo anche garanzie per il personale dipendente delle Amministrazioni locali”. L’iniziativa porterebbe ad una contrazione dei bilanci comunali senza penalizzare le ruralità e le periferie. 8 Mercoledì 2 ottobre 2013 Dall’Italia La Knox è pronta a ritornare in Italia ma solo per un eventuale confronto con Rudy Guede Amanda:“Ho paura. Mi sento braccata” In occasione della ripresa del processo, torna a parlare di ciò che hanno comportato per lei quattro anni di carcere: “La notte, quando esco, basta un rumore per farmi spaventare” A manda Knox detta Foxy, non si sente più sicura e da “Volpe” è diventata un cucciolo indifeso. Qualche cinico affermerebbe che è il prezzo da pagare per la notorietà. La Knox pensava di mettersi al sicuro tornando negli USA, a Seattle dove vive con Madison Paxton, l’amica che l’ha sempre difesa, quella che le è stata vicina anche Perugia quando lei era in carcere. Nonostante la tranquillità della villetta piccolo-borghese, luogo in cui Amanda ha cercato di ricreare un pezzo di vita “normale”, ma che non sembra appartenerle. La normalità è andata via con la morte della povera giovane Meredith nella notte di Halloween del 2007. Amanda non ha ritrovato la serenità, pur avendo ricominciato tutto da capo. "Non è questa la mia vita", ha raccontato, spiegando di sentirsi come se vivesse l'esistenza di un'altra ragazza, di un'altra persona, diversa da lei. “Vivo nella paura” afferma la Knox, “Mi sento braccata. La notte, quando esco, basta un rumore dietro di me, un fruscio, o solo un’ombra, per farmi spaventare”. Sul web riceve insulti pesantissimi, frasi di odio e minacce, “sei una bastarda assassina”, “farai una brutta fine”. "E' come se vivessi la vita di un'altra, mi sento 40 anni in più di quelli che ho", racconta. “Dallo psicologo” spiega "ci sono stata due volte, ma solo perché mia mamma ha insistito tanto. Io non volevo. Degli psicologi li avevo conosciuti in carcere e non era stato bello. Pensavano solo a riempirmi di antidepressivi, non è che mi abbiano aiutato molto. Però, visto che mia madre ci teneva, ci sono andata". E poi: "La prima volta non sono riuscita a dire una parola. La seconda ho parlato per quindici minuti di fila e alla fine ho avuto un attacco di panico: non riuscivo e non riesco ancora a tirare fuori tutta questa sensazione di una sconfitta più grande di me, questa tristezza infinita per le cose che non potrò più avere, perché ormai me le hanno rubate. Ero una ragazzina quando mi hanno buttato in carcere. Pensavo che mi passasse dopo l’assoluzione. Eurosky Tower . Entrare in casa e uscire dal solito. Invece, non è mai passata, i mesi scivolavano ed io ero come prima, ero triste, esausta". Minacciata a tal punto che ha dovuto prendere lezioni da un insegnante di autodifesa. La ragazza di Seattle ha anche chiesto di poter visitare la tomba dell'ex coinquilina universitaria ma la proposta non è stata accolta con entusiasmo dai familiari. Stephanie, la sorella di Mez, ha affermato: "Non la vogliamo vedere, nemmeno al cimitero". Amanda ribadisce di non voler tornare in Italia se non per un confronto con l'unico condannato per l'omicidio di Meredith: Rudy Guede. Nemmeno la famiglia di Mez vuole tornare: la mamma Arline ed il papà Johnny, le sorelle Lyle e Stephanie. Come biasimarli. Tornare nel luogo dove la loro Meredith ha messo fine alla sua giovinezza, spensieratezza, dove ad oggi ancora non si sa chi sia il colpevole, lunedì si è riaperta l’udienza, e con essa le ferite difficili da rimarginare. Un’assenza incolmabile. La tomba di Meredith, nemmeno questa le rende giustizia, un mucchio di terra smossa alla periferia di Londra, con qualche fiore appassito buttato lì, e una misera targa del Comune, nient’altro che quello. Chi è la vittima: Meredith o Amanda? In questa brutta storia sono tutte vittime, travolti da una vicenda difficile da cancellare. Nessuna lezione di autodifesa può guarire le ferite indelebili dell’anima e né ridare la vita a chi è andata via, senza volerlo. Chantal Capasso In Sardegna inaugurato un mega-radiotelescopio F Il quotidiano è sempre straordinario. Eurosky Tower è il grattacielo residenziale di 28 piani che sta sorgendo a Roma, nel prestigioso quartiere dell’EUR. Un progetto modernissimo e rivoluzionario che coniuga esclusività e tecnologia, ecosostenibilità ed eleganza. Eurosky Tower è destinato a diventare un simbolo di Roma e soprattutto un grande investimento che si rivaluterà nel tempo. Le residenze sono state progettate per offrire spazi comodi, ma al tempo stesso funzionali, perfettamente rifiniti in ogni dettaglio e con tagli che vanno dai 50 mq fino agli oltre 300 mq. La combinazione dell'esclusività del progetto, del prestigio della vista e della qualità progettuale offre un'opportunità unica per chi ricerca una residenza abitativa di primissimo livello nella Capitale. Al 19° piano, ad oltre 70 metri di altezza, sono state realizzate le prime tre residenze campione, altamente rifinite in ogni singolo dettaglio. Per prenotare la tua visita contatta i nostri consulenti al numero 800 087 087. RE AWARDS Premio Speciale Smart Green Building UFFICIO VENDITE Roma EUR Viale Oceano Pacifico (ang. viale Avignone) Numero Verde 800 087 087 www.euroskyroma.it inalmente una buona notizia per l’Italia. Nel sud della Sardegna, a San Basilio, 35 kilometri da Cagliari, è stato inaugurato il Sardigna Radio Telescope (SRT), il radiotelescopio più grande d’Europa. Alto come un palazzo di 20 piani e pesante tremila tonnellate, è il secondo al mondo per dimensioni. E’ costato 60 milioni di euro ed è il frutto di una sfida pensata nel 1996 dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), e poi affidata all’INAF (Istituto nazionale di astrofisica), a cui si sono aggiunti l’ASI (Agenzia spaziale italiana) e la Regione Sardegna. SRT – terzo nella penisola, dopo quelli di Medicina in Emilia Romagna e di Noto in Sicilia - potrà sondare lo spazio più remoto raccogliendo informazioni sull’universo. “Questo prestigioso esempio di altissima e qualificata specializzazione scientifica e tecnologica – scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si inserisce a pieno titolo nella lunga e illustre tradizione del nostro paese nel campo della ricerca astronomica e astrofisica”. Non solo. Secondo il Capo dello Stato il radiotelescopio “potrà promuovere il raggiungimento di nuovi traguardi, impensabili non molto tempo fa, nello studio e conoscenza dell’universo”. Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’INAF, Giovanni Bignami: “Grazie ad esso, possiamo vedere l’Africa che ‘sbatte’ contro l’Europa alla velocità con la quale crescono le unghie di un neonato”. Bignami, uno dei padri del progetto SRT, ha inoltre sottolineato che “questo gigante d’acciaio ha le dimensioni di un incrociatore ma può puntare il cielo con la precisione di un microscopio”. Un progetto fortemente innovativo. Da oggi, infatti, la Sardegna ha un ruolo centrale nell’universo. G.S. Mercoledì 2 ottobre 2013 9 Dall’Italia Continuano le indagini sulla tragedia avvenuta lunedì a Scicli, nel ragusano. Si cercano altri dispersi Immigrazione: fermati sette scafisti Si tratta di cinque siriani e due egiziani, dovranno rispondere della morte dei tredici stranieri gettati in acqua di Barbara Fruch Ancora uno sbarco nel Salento, approdati quarantasei clandestini N I l giorno dopo lo sbarco di Scicli, nel ragusano, che ha visto tredici persone morire in mare sono sette le persone fermate dalle forze dell’ordine. Si tratta di cinque siriani, di età compresa tra 25 e i 32 anni, e due egiziani, di 33 e 28 anni, ritenuti i componenti dell'equipaggio del peschereccio. Il provvedimento, emesso dal procuratore capo di Ragusa, Carmelo Petralia, e dal sostituto Menicucci, ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte e lesioni come conseguenza di un altro delitto, reato quest’ultimo considerato di natura dolosa. I sette fermati sono stati condotti dagli investigatori nella casa circondariale di Modica. Tra loro non ci sono i due presunti ‘scafisti’ che erano stati bloccati nell’immediatezza e condotti nella caserma dei carabinieri della Tenenza di Scicli. I due non sono stati riconosciuti dagli altri ‘compagni di viaggio’ e quindi sono stati rilasciati e condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo. Complessivamente sono, quindi, 180 gli immigrati, di nazionalità eritrea e egiziana, sopravvissuti allo sbarco di lunedì. Tutti erano partiti con il peschereccio salpato una settimana prima da Tripoli, in Libia, pagando circa 2.000 euro a testa per potere compiere il viaggio della speranza. Sull’inchiesta in corso e gli esiti delle indagini di carabinieri, polizia e guardia di finanza è stata informata anche la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania (che ha aperto un’ulteriore inchiesta su un organizzazione egiziana che dirige il traffico dei ‘nuovi schiavi’). Migliorano intanto gli otto immigrati feriti nello sbarco. Solo uno resta grave ed è ricoverato nella divisione di Rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania: si tratta dello straniero travolto da un'auto pirata sulla strada provinciale 43 Pozzallo-Marina di Modica che ha avuto nell’impatto un forte trauma cerebrale con emorragia. L’uomo è stato trasferito in elisoccorso al Cannizzaro di Catania sta bene ed è tornato in corsia. Intanto, la procura di Ragusa ha disposto l’autopsia sui corpi dei tredici eritrei annegati durante lo sbarco, cinque dei quali sono già stati identificati. Tre di loro erano in possesso di documenti, mentre altri due sono stati riconosciuti da familiari, un fratello e un cugino, che erano in viaggio con loro. L’allarme era scattato nella giornata di lunedì, quando alcuni turisti avevano visto il peschereccio arenato e i migranti che si gettavano in acqua per raggiungere la spiaggia. Delle persone a bordo, circa un centinaio erano stati soccorsi in mare dalla guardia costiera, altri si erano messi in salvo sulla costa. Almeno 13 persone, tutti uomini adulti, erano morte annegate, ma il numero delle vittime potrebbe essere superiore. Per questo sono riprese anche ieri le ricerche in mare. uovo sbarco l’altra notte a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce. La modalità operativa di chi gestisce il traffico dei ‘nuovi schiavi’ è sempre la stessa: abbandonare il prima possibile i clandestini e ripartire in fretta. Di certo però non è sfuggito agli occhi di alcune persone presenti al porto quel gommone lanciato a velocità sostenuta verso mezzanotte di lunedì. L’imbarcazione ha fatto una sosta di alcuni secondi appena, in attesa che i clandestini approdati sulla costa salentina scendessero, per poi riprendere nuovamente il largo e sparire nella notte. In questa ultima traversata sono giunti 46 immigrati, tutti maschi, di nazionalità bengalese, afgana e pachistana. Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Tricase, guidata dal tenente Simone Clemente, sono intervenuti i sanitari del 118 e il personale della Divisione emergenze della Croce rossa di Lecce, coordinata dal tenente Tommaso Del Cuore. Del gommone che ha trasportato i clandestini sulle coste salentine, per ora nessuna traccia. I migranti sono stati immediatamente sottoposti ad alcuni accertamenti me- dici, per verificare lo stato di salute e scongiurare eventuali rischi dovuti alla pesante traversata. Per due di loro, affetti da una forma di dermatite acuta, si è reso necessario il trasferimento presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. I restanti componenti del gruppo non hanno riportato conseguenze, se non quelle dovute a una lieve ipotermia e stress psicofisico. Rifocillati e identificati gli stranieri (tredici di loro sarebbero bengalesi, quattro afghani e ventinove pakistani) sono stati accompagnati, in un secondo momento, presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto. Nonostante la tragedia avvenuta nel ragusano insomma l’emergenza sbarchi non accenna ad arrestarsi. Sulle coste italiane continuano ad approdare continuamente le ‘carrette del mare’. Una scena che si replica, interminabile, dove a cambiare sono solo i protagonisti e la data. Gli ingredienti principali sono sempre gli stessi: naufragio, morti e criminalità. Peccato che nessuno faccia nulla per fermare questo circolo interminabile che piano piano sta facendo affondare anche l’Italia. Miriana Markovic 10 Mercoledì 2 ottobre 2013 Cultura “Terra e Acqua”: viaggio multimediale tra sogno e realtà Presentato il format ideato da Davide Van De Sfroos, che accompagna alla scoperta del Lago di Como di Cristina Di Giorgi T erra & Acqua è il risultato di una collaborazione tra Davide Van De Sfroos e il gruppo editoriale INetweek. Si tratta di una guida ideata e promossa dal cantautore comasco con lo scopo di valorizzare e promuovere il territorio del Lago di Como e dintorni. Un viaggio alla scoperta di tradizioni, poesia, gastronomia, arte, storia e natura. E ovviamente musica. In distribuzione dal 16 settembre, il libro (acquistabile nelle edicole, via internet sul sito della casa editrice o presso le provincie di Como, Lecco, Monza e Brianza, Varese e Sondrio) è accompagnato da una Card per viaggiare con sconti del 10% e dal video Terra & Acqua, della durata di 50 minuti. “Alla fine – scrive Van De Sfroos sulla sua pagina facebook – la piccola grande squadra che ha seguito tutto il progetto ce l’ha fatta e io la voglio ringraziare sinceramente. Nel libretto ci sono gli itinerari, i consigli, i luoghi, i mezzi disponibili, le curiosità, le possibilità di vitto e alloggio, le ricette i deliri e le leggende. Ma non solo. C’è anche la possibilità di scaricare, tramite un codice, l’intero filmato riassuntivo del progetto. Personalmente, sfogliando questo piccolo libro che però contiene il grande lavoro di molti, rivedo le immagini di un lungo viaggio iniziato il novembre scorso e nella mia testa mai terminato”. L’idea è di quelle destinate a lasciare il segno: Terra & Acqua infatti è un vero e proprio format multimediale: un libro cartaceo, video, sito internet e programma tv. Tutto per conoscere e far conoscere, attraverso itinerari particolari e molto dettagliati, luoghi affascinanti e particolari. “Mettere i piedi sulla terra, sentire gli odori, toccare con le proprie mani. Il progetto – spiega Van De Sfroos – è nato dall’esigenza di riscoprire paesi e tradizioni, di immergersi completamente nelle terre intorno al Lago. Così ho iniziato questo tour alla scoperta dei luoghi, ho percorso sentieri, scalato rocce, remato, fatto tuffi nel lago”. Un percorso affascinante, per chiunque vi si accosti. In cui il viaggiatore è accompagnato, oltre che da indicazioni scritte, anche da video. Nelle circa 150 pagine della guida infatti, ci sono note sulle 25 località raggiunte, ricette tipiche, strutture alberghiere, luoghi, leggende e curiosità. Ad ogni destinazione è poi associato un codice che permette di scaricare un video che racconta della meta da raggiungere. Questi elementi multimediali tra l’altro si tradurranno prossimamente anche in otto puntate che verranno trasmesse in televisione su Rai Cinque. Oltre al docu-film e alla guida turistica, è nato anche un sito internet (www.itinerarifolk.it), in cui il progetto è descritto come un diario di viaggio, “ove trovare quanto serve per cominciare un’avventura da protagonisti alla scoperta di un territorio magico. Le emozioni della musica e della poesia di Davide Van De Sfroos si fondono con la bellezza dei luoghi in chiave squisitamente folk. Folk non è dunque solo una sonorità, ma una filosofia che coniuga la passione per la ricerca di una storia passata e di un territorio presente ad un modo di vivere lento e sostenibile, così da poter tornare alle radici dell’essere assaporando quanto di meglio ci circonda”. Poesia, fascino e tradizioni locali. Che Van De Sfroos riassume mirabilmente in una frase che fa venir voglia di partire immediatamente: “Quello che ho visto l’ho scritto su di un mantello che ho immerso nel lago…e che poi ho steso ad asciugare tra terra e acqua”. “La mia vita”: out now il nuovo cd dei Bullets L’ultimo lavoro della band milanese tra sonorità hard rock e testi di denuncia Tra le canzoni più note dell’artista milanese il singolo Si scrive schiavitù si legge libertà R egistrato tra maggio e giugno 2013, l’ultimo lavoro della band milanese dei Bullets è a dir poco esplosivo. Il gruppo, nato ufficialmente nel 2002 e giunto all’attuale line up attraverso diversi cambi di formazione, ha alle spalle un percorso che lo ha portato a confrontarsi con diversi stili musicali (dall’hard core cantato in italiano al rock ‘n roll, con più di un’incursione nell’Oi!). E che, grazie all’entusiasmo e al feeling musicale tra i componenti della band, ha prodotto come risultato un cd di 11 tracce, completato in poco più di cinque mesi. La mia vita (questo il titolo del disco, uscito per la SH Production a settembre 2013), è un condensato di sonorità in puro stile rock che, unite a testi di denuncia e visione militante, fanno di questo lavoro un prodotto da ascoltare e da assaporare con attenzione dalla prima all’ultima canzone. Si apre con Rock ‘n roll, un pezzo “forte che brucia la gola” (come recita l’inizio della prima strofa), per passare a canzoni come Angeli neri, La mia vita e Come noi, che sono veri e propri manifesti di un modo di vedere e di vivere la politica intesa come stile di vita e modo di comportarsi e di essere. Seguono brani che, con stile graffiante, denunciano la crisi Fedez e il rap contro politici, massoni e comunisti F della società di oggi: Paese dei Balocchi (“grande festa di valori distorti”), Pensa a quanto ti rimane (“vivo in un mondo che va di fretta, l’orologio sembra non aver pietà”) e Talk show (“maestri del nulla che danno lezioni son pronti a cambiare davanti ai milioni”). Ci sono poi Lealtà azione, dedicata all’omonimo gruppo meneghino, Angelo, una splendida ballata dedicata ad un giovane Ardito e Me ne frego di te, che vuol essere una risposta a tutti coloro che giudicano e accusano chi non è omologato al loro modo di pensare. Si chiude con un brano che il gruppo dedica a sé stesso. Si intitola Bullets e il ritornello è come un grido di battaglia: “Inarrestabile sarà il nostro suono, rimbomberà più forte di un tuono”. Ed è più che vero. Ascoltare per credere. C.D.G. ederico Leonardo Lucia, in arte Fedez, è un giovane cantautore italiano molto conosciuto nella scena hip hop nostrana. Nato e cresciuto in provincia di Milano, il venticinquenne entra nel mondo della musica partecipando ad alcuni concorsi rap (il suo genere preferito) e piazzandosi decisamente bene. Le sue canzoni trattano principalmente temi sociali di argomento anticapitalista, con testi che si dichiarano contro i politici, la massoneria e il comunismo. La sua carriera è iniziata nel 2008 e Fedez attualmente ha già all’attivo la pubblicazione di tre EP e due CD completi. Il giovane rapper ha poi anche pubblicato, nel suo canale personale di You Tube, una serie di tre video intitolata Zedef Chronicles (2012), in cui racconta episodi della sua vita e annuncia di essere al lavoro sul suo terzo cd, intitolato Sig. Brainwash – L’arte di accontentare, uscito poi nel marzo 2013 e balzato subito ai vertici della classifica italiana. In appena venti giorni dall’uscita l’album ha già venduto 30mila copie (disco d’oro) e, due mesi dopo, vince anche il disco di platino (60mila copie). Un successo anche di pubblico il suo, che lo ha portato a vincere anche premi importanti (nel 2012 si è portato a casa l’MTV Awards nella categoria Hip hop e anche per l’edizione di quest’anno si pensa a lui come alla possibile rivelazione). I commenti e il seguito di questo artista sono quasi tutti positivi: tra essi, su iTunes, quello di un utente che a proposito di Si scrive schiavitù, si legge libertà (uno dei singoli tratti dall’ultimo lavoro del rapper milanese) scrive: “Non mi piace il rap. Non mi piacciono i messaggi che si vogliono trasmettere, la volgarità e l'arroganza con cui si pongono gli artisti. Questa canzone fa eccezione”. C.D.G. 11 Mercoledì 2 ottobre 2013 Cultura Torna nella Capitale uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del fumetto Romics, il regno dell’animazione Dal 3 al 6 ottobre la rassegna autunnale verrà ospitata alla Nuova Fiera di Roma di Francesca Ceccarelli C hi ha detto che fumetti e i videogiochi siano solo cose per ragazzini? A smentire tale illazione il successo di ‘Romics’, la grande rassegna internazionale sul fumetto, l'animazione, i games, il cinema e l'entertainment che si terrà alla Fiera di Roma dal 3 al 6 ottobre, dimostra quanto sia diffuso e traversale il suo pubblico. Il festival, che nell’edizione primaverile ha fatto registrare oltre 120.000 presenze, è organizzato dalla Fiera di Roma con I Castelli Animati e il Festival del Cinema d’animazione. Una quattordicesima edizione che’ conferma la sua formula vincente: stand dedicati al fumetto e ai videogiochi, eventi, spettacoli, proiezioni per tutti i gusti, gli incontri con i grandi protagonisti del fumetto in- ternazionale e l’attesissima Gara Cosplay di domenica 6 ottobre. M cos’è un Cosplay? La contrazione di costume player, cioè colui che interpreta e veste i panni del proprio personaggio preferito dei fumetti, dell’animazione e dei games. Un hobby nato in Giappone e diffusosi in tutto il mondo con un vero e proprio premio, il ‘Cosplay Romics Award’, all’interno del quale viene offerto un pittoresco spettacolo in cui si selezioneranno i rappresentanti italiani al ‘World Cosplay Summit’, organizzato dalla Tv giapponese Aichi Television di Nagoya. L’Italia ha vinto il titolo mondiale per ben tre volte: l’ultimo successo risale ad agosto per merito di Andrea Vesnaver e a Massimo Barbera, il duo Roboticpizza, nei panni di Mazinkaiser e del Generale Nero. L’edizione autunnale di ‘Romics’ sarà invece in rosa, con la consegna degli ambiti ‘Romic D’Oro’ alla giapponese Akemi Takada, una delle più importanti character design a cui si devono i personaggi femminili di Creamy, Lamù, Kyoko, Madoka e Francy Lala, e alla nostra Francesca Ghermandi. Proprio la Ghermandi, dagli anni Ottanta, ha collaborato con le testate ‘Frigidaire’, ‘Echo des Savanes’, ‘Il Manifesto’, ‘Comic art’, ‘L’Unità’, ‘Linus’ e ‘Internazionale’, ottenendo il titolo di una delle migliori illustratrici e fumettiste italiane, molto apprezzata anche all’estero per le sue tavole e pluripremiata per i suoi volumi. Proprio per le due le artiste sono state allestite delle mostre monografiche con le loro illustrazioni preferite nei padiglioni della Fiera di Roma, che ospiterà anche ‘Donne degli altri mondi’, incentrata sulle molteplici raffigurazioni femminili nei pulps fantascientifici e nei fantasy americani, attraverso un'ampia panoramica che parte dagli anni Trenta fino ad arrivare ai giorni nostri. Torna anche l’appuntamento con il grande cinema: verranno proiettate sul grande schermo le preview e i contenuti speciali di ‘Cattivissimo Me 2’, ‘Hunger games – La ragazza di fuoco’, ‘Capitan Harlock 3D’, ‘Metallica 3D -Through the Never’ e ‘Machete kills’. Ospiti speciali della quattordicesima edizione di ‘Romics’ saranno lo scozzese Eddie Campbell, che presenterà la nuova edizione di ‘From Hell’ e ‘From Hell Companion’, l’americano Nick Bertozzi, che racconterà la genesi di ‘Gerusalemme. Come in ogni edizione di ‘Romics’, anche in questa si celebrerà una ricorrenza speciale per il mondo del fumetto e dell’animazione: il primo luglio 1983 quando apparve per la prima volta sugli schermi televisivi un cartone animato unico nel suo genere, capace di imporsi al grande pubblico per la freschezza e l’originalità della L’APPUNTAMENTO È DAL 17 AL 20 OTTOBRE. MOLTE LE MOSTRE IN PROGRAMMA, ETEROGENEI GLI ASPETTI EVIDENZIATI Festival della Fotografia Etica: scatti dal mondo In mostra foto di D’Urso, Diffidenti, Mittica, Panella, Gandolf, Stirton, Prandelli, Givone, Gianferro Q uattro giorni dedicati alla fotografia etica: si parte il 17 ottobre con la mostra ONG Nuestros Pequenos Hermanos (I Nostri Piccoli Fratelli), Fotografie di Albertina D’Urso, e ONG Libya – Off the Wall – Cesvi, fotografie di Giovanni Diffidenti. Venerdì 18, invece, è in programma Fukushima No-GoZone con l’autore Pierpaolo Mittica, fotografo umanista che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Le sue foto hanno immortalato Italia, Cina, Cuba, Vietnam, Bosnia, Kosovo, Serbia, Ucraina, Bielorussia, India, Indonesia, Bangladesh, Giappone e sono state esposte in Europa e Stati Uniti. “L’11 marzo 2011 … – dice - uno dei più violenti terremoti e Tsunami di sempre ha colpito il Giappone e l’impianto nucleare di Fukushima Daiichi ... Dal 20 aprile il governo giapponese ha vietato l’ingresso nella zona di esclusione a chiunque, specialmente a giornalisti e fotografi. Ma… dai primi giorni di luglio 2011 fino ad oggi sono entrato nella NoGo Zone diverse volte per documentare la situazione”. Ed è questa l’ispirazione della mostra in programma al Festival. A seguire Caliber 3: Counter terrorism training family, con l’autore Gianluca Panella. Sabato 19 si comincia con la mostra ONG Work for Hope – Coopi, fotografie di Alessandro Gandolf, alle 11,30 è la volta della suggestiva The violation of Eden con l’autore Brent Stirton : “La gente – dice Stirton - ultimamente mi descrive come un foto- Il 5 ottobre torna il Festival Internazionale di Fotografia “Vacatio”, il vuoto in uno scatto Fino a dicembre dibattiti, mostre e appuntamenti con i più grandi protagonisti dell’obiettivo “ giornalista ambientale, e credo che io lo sia diventato veramente. Questa arena è dove io passo il 70% del mio tempo. Faccio queste foto perché mi sento d’aiuto in questo settore. Vedo gli umani come predatori di questo pianeta e guardo con sempre più crescente fastidio mentre approfittiamo del mondo animale e della natura. Consumiamo, non viviamo in armonia. Ho fotografato guerre, carestie e malattie, ma solo quando nel 2007 ho fotografato sette gorilla di montagna morti nella Repubblica Democratica del Congo mi son sentito utile”. A seguire, alle 14 c’è Evros porta d’oriente – un muro contro l’immigrazione, con l’autore Mauro Prandelli. Alle 15 il programma prevede ONG I segreti della scatola magica – Fotografia per l’acqua, fotografie di Elena Givone mentre alle 16 c’è World Report Award 2013 – Premio italiano di Fotogiornalismo, mentre alle 17,30 si può assistere alla presentazione del libro Country without parents / Land ohne Eltem di Andrea Diefenbach. Domenica 20 ultimo giorno con “Trieste: storia a parte” con l’autore Carlo Gianferro . Alle 21, “Serata National Geographic: 125 anni di fotografia. Nel secondo week end dedicato all’evento, il 26 e 27, sono previsti incontri sui temi relativi alla fotografia: si chiude su un convegno sull’esperienza del Festival della Fotografia Etica F.Ce. nel fotogiornalismo moderno. sua storia fatta di musica e magia, un anime in grado di “incantare”intere generazioni, ‘Creamy Mamy’(in Italia ‘L’incantevole Creamy’). ‘Romics’ coinvolgerà anche i più piccoli con una serie di iniziative che vanno dai corsi di disegno dell’Accademia Disney tenuti dal disegnatore di ‘Topolino’ Marco Gervasio alle baby sfilate in costume, fino a una grande area riservata ai videogiochi. Sarà possibile provare in anteprima nuovi videogiochi, partecipare a tornei e a giochi di ruolo, divertirsi a usare la spada laser, visitare i set di Star Wars, apprezzare i costumi e le ricostruzioni fantasy, assistere a battaglie medioevali simulate. Tra le novità dell’edizione primaverile dei 2013, c’è stato il lancio di ‘Romics Tv Talent Show’ in collaborazione con iLikeTv, chiamato ‘A mano libera’ e rivolto ai disegnatori di fumetti. I migliori lavori degli artisti che si sono messi in luce nel talent saranno esposti dal 3 al 6 ottobre in un padiglione della Fiera di Roma. Per ‘Microcinema di Noi’, verranno mostrati in anteprima i primi dieci minuti del film di ‘Zagor’, uno dei più attesi della prossima stagione cinematografica. ‘Romics’ dunque non solo svago, ma anche un grande appuntamento per professionisti del fumetto, uno dei settori che non conosce crisi. Atttraverso le immagini cerchiamo di capire cosa è esistito e cosa continueremo a vedere” – così scrive il fotografo Delogu, uno dei protagonisti del Festival di fotografia internazionale di Roma. Il tema della rassegna di quest’anno, ospitata all’interno del museo MaXXI di via Nizza, sarà “Vacatio”, ovvero la sospensione e l’assenza in fotografia,come metodo di ricerca in ambito visivo. Un’edizione quella 2013 che presenta alcuni dei protagonisti più rappresentativi della scena internazionale tra cui Patrick Faigenbaum, vincitore del premio Henri Cartier Bresson; Adam Broomberg & Oliver Chanarin, vincitori del Deutsche Prize a Londra nel giugno 2013; le personali di due grandi fotografi italiani come Paolo Pellegrin e Guido Guidi; l’omaggio a Gigi Giannuzzi e alla sua casa editrice Trolley Books; Tim Davis, a cui è stata affidata l’XI edizione della Commissione Roma, il grande lavoro annuale sulla città che ha visto coinvolti, tra gli altri, autori come Josef Koudelka, Martin Parr, Graciela Iturbide, Alec Soth, Guy Tillim e lo scorso anno Paolo Ventura. Anche le opere di Tim Davis realizzate per la Commissione Roma entreranno a far parte della collezione permanente del Museo, che si riconferma come luogo di riferimento per tutte le realtà che si interessano di fotografia in città. Significativo anche il coinvolgimento di critici come Gerry Badger, Joshua Chuang, Sandra S. Phillips, Sujong Song e Francesco Zanot. Rafforzata anche la collaborazione, nata fin dalle prime edizioni del Festival, con le Accademie straniere, presenza fondamentale per la ricchezza culturale della città. In programma inoltre sette lecture che vedono protagonisti, tra gli altri, Patrick Faigenbaum, Guido Guidi, Michael Mack, Leo Rubinfien e Jeff Wall. Al festival parteciperanno circa 200 fotografi, con più di 2.000 fotografie e oltre 100 tra mostre, lecture, book signing, concorsi, letture di portfolio, workshop e uno spazio dedicato all’editoria indipendente e self-publiF.Ce. shed. Mercoledì 2 ottobre 2013 12 Sport I bianconeri, dopo il pareggio con il Copenaghen, non hanno altro risultato che la vittoria. Di fronte c’è il Galatasaray Champions: la Juve all’esame Mancini Conte spera di recuperare Tevez e si affida alle magie di Pogba. Niente da fare per i turchi, Sneijder è out di Federico Colosimo Invecchiare bene e lentamente U N ell’anno delle rivoluzioni nelle grandi panchine europee – da Guardiola a Mourinho, passando per Ancellotti, Benitez, Pellegrini e Blanc – Roberto Mancini sembrava dover svolgere, suo malgrado, il ruolo dello spettatore. E invece … A stagione appena iniziata, il tecnico di Jesi stupisce tutti: accetta la sfida dell’ambizioso e ricchissimo Galatasaray, si (ri)prende la scena e torna a disputare la Champions League. La prima partita? A Torino, contro la Juventus, già questa sera. Incredibile il fato. Che riesce sempre a riservare sorprese inaspettate. Già, la Vecchia Signora. Squadra vincente, affascinante, della quale il Mancio è tifoso. Da sempre: da quando era bambino, da quando è diventato uno dei più forti attaccanti del mondo. Fino ad oggi. Sembra di assistere a una scena di un film di Quentin Tarantino. Di quelle, si intende, in cui tutti i pezzi più disparati vanno inaspettatamente ad incastrarsi l’uno con l’altro. Coraggiosa, la scelta di Mancini ma, sia chiaro, dettata anche e soprattutto dalla proposta economica irrinunciabile presentatagli dal magnate turco Unal Aysal: 4,5 milioni (netti) a stagione più una serie incredibile di bonus legati agli obiettivi raggiunti. Tali da far arrivare la somma fino a 7,5 milioni di euro. Tanti “piccioli”, insomma, che nei film di Tarantino hanno sempre la loro importanza… Mancini riparte dalla Juve e la Juve riparte da Mancini. I bianconeri dovranno mettersi alle spalle il derby e le polemiche che ne sono nate. La formazione di Conte stasera davvero non può sbagliare. Il pareggio ottenuto nella prima giornata contro il modesto Copenaghen, obbliga infatti i bianconeri a battere la formazione turca. In caso contrario, il passaggio agli ottavi di finale si complicherebbe alquanto. Per farlo, Conte spera di poter contare su Tevez. L’Apache dovrebbe farcela, nonostante la caviglia dolorante. Vucinic partirà certamente dal primo minuto dopo ben quattro panchine di fila (non era mai successo). Rientrerà anche “l’architetto” Pirlo e, visto l’eccezionale rendimento di Pogba, tornerà in discussione Marchisio. Mancini dovrà invece rinunciare a Wesley Sneijder. Il fantasista olandese è stato costretto a lasciare – per un infortunio al polpaccio destro - il campo in anticipo nell’ultima partita di campionato e non ha ancora recuperato. Ci sarà invece Drogba, che guiderà l’attacco insieme a Burak Yilmaz, bomber della nazionale turca inseguito per tutta l’estate dalla Lazio. La Juve non ha chance, deve conquistare i tre punti a tutti costi. Per farlo, dovrà appellarsi anche alle parole del “grande” Giampiero Boniperti: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Cercateci e ci troverete ovunque. All’indirizzo www.ilgiornaleditalia.org , con un portale all news ed un giornale sfogliabile e scaricabile on-line. Siamo anche su Facebook all’indirizzo www.facebook.com/ilgiornaleditalia.portale. Siamo anche abili cinguettatori, su Twitter, @Giornaleditalia. Tutti i nostri video sul canale Youtube, Il giornale d’Italia. Se volete scriverci, potete farlo all’indirizzo e-mail: [email protected] n recente studio condotto dall’Università della California ha evidenziato come, per allungare le nostre aspettative di vita, bisogna agire sui telomeri, una sorta di orologi biologici che, con il passare del tempo, rallentano la loro crescita fino a morire, causando così l’invecchiamento. Gli americani in quanto a scoperte sono maestri e hanno dimostrato come seguire uno stile di vita sano riesca ad aumentare la loro “durata” a vantaggio della nostra salute. Forse non tutti sanno che nel mondo esistono delle zone geografiche, definite “zone blu”, in cui abitano più centenari che nel resto del pianeta. Si tratta di Loma Linda, in California, Nicoya, in Costa Rica, la regione Barbagia, in Sardegna e l’isola di Okinawa in Giappone. Gli scienziati, dopo lunghe ricerche, hanno definitivamente escluso un fattore genetico comune, essendo zone troppo distanti tra loro geograficamente, e si sono concentrati su altre caratteristiche che risultavano molto simili tra queste persone. Tutti gli ultracentenari, infatti, mangiano davvero poco e in prevalenza si nutrono di alimenti di origine vegetale e di pochissimi zuccheri. Ma cosa mangiano? Semplice. Pesce pescato, non allevato, e carni di animali nutriti senza mangimi. Il consumo di vino è moderato. In tutte le aree geografiche studiate, c’è una notevole presenza di sole per quasi tutto l’anno. I centenari camminano molto e lo hanno fatto sempre fin da quando erano piccoli, pur non avendo mai praticato sport. Privilegiando nella loro vita i contatti umani. Tanti gli studi per scoprire altri segreti, ma la certezza, per il momento, è una sola: la dieta mediterranea è la migliore in assoluto capace di rispondere a tutte le esigenze nutrizionali dell’organismo umano. Una recente ricerca condotta dall’Ohio State University ha scoperto l’importanza di una sostanza, l’apigenina, presente in grandi quantità nel prezzemolo e nel sedano, capace di rieducare le cellule tumorali, costringendole a tornare normali. Alimentazione, attività fisica e abitudini sane sono un concetto dal quale non si può prescindere per sperare di diventare anziani in buona salute. F.Co.