Tezze, 14 NOVEMBRE 2009 CORSO 1° LIVELLO ISTRUTTORI CORSO PAPERINI Tatiana Allegro CORSO PAPERINI 3-6 anni 3-10 anni : massima capacità di apprendimento 3-6 anni : elevata modificabilità ed adattabilità del sistema nervoso = piena realizzazione del potenziale motorio dell’individuo. CORSO PAPERINI 3-6 anni Ampliare al massimo il repertorio di ESPERIENZE MOTORIE e mirare all’apprendimento di TECNICHE DI BASE SEMPLICI, essenziali nella struttura e soprattutto modificabili. CORSO PAPERINI 3-6 anni PERCHE’ MODIFICABILI? Scarsi livelli di forza Scarsa resistenza Gesto imperfetto Insufficiente livello coordinativo del SNC Condizioni morfologiche momentanee sfavorevoli CORSO PAPERINI 3-6 anni o SVILUPPO SCHEMI MOTORI DI BASE o SVILUPPO CAPACITA’ COORDINATIVE CORSO PAPERINI 3-6 anni SCHEMI MOTORI DI BASE … camminare, correre, gattonare, strisciare, saltare, lanciare, rotolare, arrampicarsi … CORSO PAPERINI 3-6 anni SCHEMI MOTORI ACQUATICI Non sono dei movimenti naturali ma delle vere e proprie abilità apprese in forma cosciente: immergere il corpo, il capo, aprire gli occhi, la bocca, soffiare, respirare, galleggiare, mantenere l’equilibrio statico e dinamico, scivolare … CORSO PAPERINI 3-6 anni SVILUPPO CAPACITA’ COORDINATIVE GENERALI: C. di ADATTAMENTO E TRASFORMAZIONE C. di CONTROLLO MOTORIO C. di APPRENDIMENTO CORSO PAPERINI 3-6 anni SPECIALI: C. DI COMBINAZIONE E ACCOPPIAMENTO C. DI ORIENTAMENTO SPAZIO TEMPORALE C. DI ANTICIPAZIONE C. DI TRASFORMAZIONE C. DI EQUILIBRIO C DI REAZIONE C. DI RITMO C. DI DIFFERENZIAZIONE CINESTESICA CORSO PAPERINI 3-6 anni METODOLOGIA • • • • MULTILATERALITA’ GENERALE MIRATA DAL FACILE AL DIFFICILE CORSO PAPERINI 3-6 anni PAPERINI (3-5 ANNI) • • Turni di 30’ Rapporto istruttore- allievo 1:5 EX-PAPERI (6 ANNI) • • Turno di 50’ Rapporto istruttore-allievo 1:7 L’AMBIENTE PISCINA SPOGLIATOIO: assistente di spogliatoio che li accoglie, fa l’appello e li accompagna in vasca PALESTRA: solo gli ex paperi fanno ginnastica VASCA: zona riservata per appoggiare accappatoio e ciabatte. E’ anche il punto di incontro con l’istruttore. La vasca è suddivisa in settori, con acqua a circa 31°, l’altezza tra i 70 e 90 cm. TAPPA EVOLUTTIVA FASE DI EGOCENTRISMO (rispetto al gruppo): riferimento unico è l’istruttore FASE DI CONFRONTO CON L’ALTRO (apprendimento per imitazione): riconosce il coetaneo e ci gioca assieme, grossa rivalità o grande feeling. FASE DI APPRENDIMENTO PER PROVE ED ERRORI: proposte di lavoro con linguaggio più tecnici e meno fabulativo TAPPA EVOLUTTIVA Una delle caratteristiche di questa età è la spontaneità dei gesti. Cominciano a vestirsi e spogliarsi da soli,sanno andare in bici, salgono e scendono le scale dimostrano di aver acquisito coordinazione braccia gambe. Sono in grado di prestare interesse all’ascolto di una piccola favola. L’ISTRUTTORE o In acqua sia con i paperini che con gli ex-paperi o Figura di riferimento adulta che sostituisce il genitore durante la lezione o Sia maschio che femmina, ma deve avere determinate caratteristiche, quali: Possedere un buon feeling con i bambini Deve essere fantasioso Deve essere preparato Deve essere immediato Deve essere carismatico • • • • • PROCEDIMENTO GIOCO FABULAZIONE IMITAZIONE GIOCO Il bambino esplora l’ambiente, affronta la novità e la complessità in condizioni, mette alla prova emozioni e sentimenti; il gioco è la palestra in cui il bambino si allena e si prepara ad affrontare la realtà con flessibilità, sicurezza e padronanza. In questo periodo il bambino è un “vulcano”! Si muove continuamente dando libero sfogo alle proprie emozioni: corre, salta, cade e si rialza…prova a sperimentare con il suo corpo in movimento tutto ciò che vede e pensa di fare! FABULAZIONE Capacità di creare “favola” attorno alla consegna “tecnica” o esercizio proposto. Gli strumenti di lavoro (giocattoli) assumono nell’immaginario infantile colori e funzioni fiabesche (il tappeto: battello da ricognizione) “gioco simbolico” Modo di entrare in relazione all’interno del loro mondo. IMITAZIONE Il bambino riproduce ciò che vede, (anche se non ripete meccanicamente il comportamento adulto). Fornisce la possibilità di correggere e di fare esperienza. COMUNICAZIONE VERBALE Tono, ritmo, metafore e parole onomatopeiche. La voce dell’istruttore conduce nella favola, a volte recita, modula il racconto con inflessioni tonali e pause significative che si allungano nel silenzio, per plasmare con voce grave, trascicata, incisiva e sottile, in una nuova visione. Adegua la velocità del racconto alla natura degli eventi. Amplifica nei momenti di paura con un ritmo più concitato. Le parole mantengono un carattere onomatopeico ed imitativo dei suoni naturali, sono molto diffuse le esclamazioni. COMUNICAZIONE NON VERBALE Mimica facciale:l’importanza del sorriso e degli occhi sia per l’aggancio visivo sia per sottolineare ciò che si sta raccontando. Prossemica (distanza intima):capacità di mettersi alla loro altezza, e la capacità di saper gestire anche un abbraccio.