NUOVE CITTADINANZE Formazione degli operatori (mediatori clinici) socio-sanitari nell’approccio all’interculturalità Dott. Salvatore Gravili 3 milioni 700 mila sono gli immigrati regolari in Italia rappresentano il 6.2% della popolazione complessiva con un aumento nell’ultimo anno 21.6% (dati 17° rapporto sull’immigrazione della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes) L’Italia è quindi al vertice europeo per ritmo di crescita Crescita del 2006 700 mila (in un anno) Se tale trend sarà confermato tra 20-30 anni gli stranieri saranno N.B. presenza paritaria delle donne rispetto agli uomini (49.9%) Il rapporto segnala una crescita fortissima negli ultimi due anni che fa leva sulle quote d’ingresso (anche in assenza di regolarizzazioni) Questo ritmo di crescita è dovuto a: Fabbisogno delle industrie e delle famiglie di manodopera aggiuntiva (540 mila domande) Ricongiungimenti familiari (circa 100 mila) Nuove nascite tra immigrati (60 mila) Se tale ritmo continua nel biennio 2007-2008 in Veneto si supererà il mezzo milione di unità Come sta gestendo la questione il legislatore ? Nella società serpeggia l’equazione che identifica l’immigrato come delinquente e i titoli degli articoli di cronaca nera dei giornali ne sono la controprova Prima del 1989 uniche fonti normative erano l’art.10 della Costituzione ed il Testo Unico di Pubblica Sicurezza E’ del 1989 la “legge Martelli”: primo intervento legislativo in materia di trattamento degli stranieri Il fatto è significativo perché l’Italia non era un paese di immigrazione e quello della gestione degli stranieri era un problema di ordine pubblico (questura), impostazione mantenuta anche dalla “legge Martelli” 1998 con la “Turco-Napolitano” il legislatore affronta il problema in modo organico Questa normativa imposta il problema secondo una politica del “doppio binario” che distingue fra problema dell’immigrazione (cioè quello di definire le condizioni dell’afflusso degli immigrati) da quello dei diritti da riconoscere agli immigrati regolari La politica viene così disciplinata con la “politica dei flussi” e con quella dell’espulsione. Il governo stabilisce quanti immigrati possono entrare in base alle richieste delle imprese e chi non rientra tra quelli viene espulso Nel momento in cui si è data attuazione alla legge il criterio adottato dai diversi governi per programmare i flussi migratori doveva essere economico (come la legge vorrebbe) il criterio è stato politico (espulsione) e In realtà legato alle esigenze di ordine pubblico Quindi la richiesta da parte delle imprese è ma le quote ammesse all’ingresso sono quindi Si è avuto la moltiplicazione dei clandestini che lo stato non è in grado di arginare Questo spiega perché periodicamente si fa ricorso alla SANATORIA La successiva legge Bossi-Fini introduce misure restrittive che rendono più difficile l’ingresso degli stranieri extracomunitari in Italia MA NON HA ELIMINATO IL RICORSO ALLE SANATORIE FORMAZIONE DELL’ OPERATORE SOCIO-SANITARIO O MEDIATORE CLINICO La figura del mediatore interculturale, o linguistico-culturale è da alcuni anni al centro della discussione dell’azione educativa e sociale di matrice interculturale Molte amministrazioni ne hanno fatto una bandiera, altre lo ritengono inutile In ambito scolastico alcuni ne vedono l’assoluta utilità mentre altri lo ritengono assolutamente inutile quando non sostitutivo dell’insegnante IN SANITA’ E’ ESSENZIALE FORMAZIONE DELL’ OPERATORE SOCIO-SANITARIO O MEDIATORE CLINICO La sua funzione riveste un ruolo chiave per la costruzione della relazione con l’utente straniero. E’ importante che lui partecipi all’esame clinico di approccio, con metodi e strumenti di lavoro attivando un rapporto parallelo con il medico E’ questo uno degli obiettivi principale di questo corso !!!!!!!!!! Il mediatore non deve essere un “confidente”. Il rischio è che ad essere avanzate non siano richieste di cure sanitarie, ma di assistenza sociale: un posto di lavoro, il ricongiungimento familiare…… FORMAZIONE DELL’ OPERATORE SOCIO-SANITARIO O MEDIATORE CLINICO Per molti immigrati l’arrivo all’interno delle nostre strutture sanitarie segue un passaparola Il problema principale è, da parte loro, la conoscenza della nostra lingua e, da parte nostra, la conoscenza della loro cultura. Si tratta quindi di riconoscere le loro tradizioni, la loro cultura religiosa. E’ un passaggio chiave che l’immigrato non può prescindere dalla condivisione delle nostre regole ASSISTENZA SANITARIA AI CITTADINI MIGRANTI Assistenza sanitaria ai cittadini migranti Normativa di riferimento Iscrizione obbligatoria al SSN a parità di trattamento con i cittadini italiani Iscrizione volontaria al SSN Cittadini regolarmente soggiornanti Cittadini non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno Assistenza sanitaria ai cittadini migranti NORMATIVE DI RIFERIMENTO Decreto Legislativo 25 luglio 1988, n. 286 Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 ) Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 Assistenza sanitaria ai cittadini migranti NORMATIVE DI RIFERIMENTO Circolare Ministero della Sanità del 24 marzo 2000, n. 5 Legge 30 luglio 2002, n. 189: Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo. Decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n. 334 Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto d 31 agosto1999, n. 394, in materia di immigrazione. Assistenza sanitaria ai cittadini migranti ISCRIZIONE OBBLIGATORIA AL SSN A PARITA’ DI TRATTAMENTO CON I CITTADINI ITALIANI Hanno diritto i cittadini migranti regolarmente soggiornanti che: abbiano in corso regolare attività di lavoro subordinato o di lavoro autonomo; siano in possesso del permesso di soggiorno o ricevuta di rinnovo siano iscritti nelle liste di collocamento; siano detenuti ed internati; Assistenza sanitaria ai cittadini migranti ISCRIZIONE OBBLIGATORIA AL SSN A PARITA’ DI TRATTAMENTO CON I CITTADINI ITALIANI L’assistenza sanitaria spetta anche ai familiari a carico regolarmente soggiornanti e viene assicurata fin dalla nascita ai minori figli di migranti iscritti al SSN nelle more dell’iscrizione al servizio stesso. Assistenza sanitaria ai cittadini migranti ISCRIZIONE VOLONTARIA AL SSN I cittadini migranti in regola con il permesso di soggiorno che non hanno diritto all’iscrizione obbligatoria: sono tenuti alla stipula di una assicurazione contro il rischio di infortunio, malattia e maternità con un Istituto assicurativo italiano o straniero; possono chiedere l’iscrizione volontaria al SSN, dietro corrispettivo del relativo contributo Assistenza sanitaria ai cittadini migranti CITTADINI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI Ai cittadini migranti non iscritti obbligatoriamente o volontariamente al SSN vengono assicurate nelle strutture sanitarie accreditate dello stesso Servizio: le prestazioni ospedaliere urgenti (in via ambulatoriale, in regime di ricovero o di day hospital), per le quali devono essere corrisposte le relative tariffe al momento della dimissione le prestazioni sanitarie di elezione previo pagamento delle relative tariffe. Assistenza sanitaria ai cittadini migranti CITTADINI REGOLARMENTE SOGGIORNANTI Per tutte le prestazioni, sia urgenti che di elezione, vengono applicate le tariffe determinate dalle regioni e province autonome Assistenza sanitaria ai cittadini migranti CITTADINI NON IN REGOLA CON LE NORMATIVE RELATIVE ALL’INGRESSO ED AL SOGGIORNO Ai cittadini migranti non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno vengono assicurate nelle strutture sanitarie accreditate del S.S.N: 1 le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali la tutela della gravidanza e della maternità a parità di trattamento con le cittadine italiane; 2 la tutela della salute del minore; gli interventi di profilassi internazionale; gli interventi di medicina preventiva e prestazioni di cura correlate: le vaccinazioni obbligatorie nell’ambito di interventi di prevenzione collettiva autorizzati dalle Regioni la profilassi, la diagnosi, la cura di malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai A fronte delle sopraindicate prestazioni, lo straniero è tenuto a pagare le tariffe previste. Le prestazioni rese a soggetti privi di risorse economiche sufficienti sono erogate senza oneri a carico del richiedente salva la quota di partecipazione alla spesa (ticket), ove previsti. La struttura sanitaria deve, in ogni caso, provvedere, anche in assenza di documenti di identità, alla registrazione delle generalità fornite dall’assistito. FLUSSI MIGRATORI A LIDO E PELLESTRINA FLUSSI MIGRATORI A LIDO Aprile 2005 Dicembre 2006 M F Tot M % F % Africana 2 0 2 2 Islamica 50 42 92 37 -26 37 Indiana 16 10 26 16 16 Est Europa 70 134 204 81 187 +39.5 268 +31 Europa Occ. Nord America 42 88 130 43 90 America Latina 12 33 45 15 41 Estremo Oriente 17 24 41 14 20 34 Totale 209 331 540 208 393 601 2 Tot % 4 -12 74 +6 32 133 +24 56 -19.5 FLUSSI MIGRATORI A LIDO Al Lido si rileva come i maggiori incrementi riguardino i paesi dell’Est Europa (+31%) con particolare riferimento alla componente femminile (39,5%) La provenienza per paese di origine evidenzia poi come le maggiori presenze e i maggiori incrementi riguardino Ucraine (45 presenze), Moldave (77 presenze) e rumene (24 presenze) FLUSSI MIGRATORI A PELLESTRINA Aprile 2005 Dicembre 2006 M F Tot M % F Africana 1 0 1 1 Islamica 1 1 2 1 Indiana 9 3 12 10 Est Europa 30 15 45 25 -16.6 11 -26.6 35 Europa Occ. Nord America 3 1 % Tot 2 1 3 13 5 8 3 5 8 America Latina 2 2 2 6 8 Estremo Oriente 4 4 4 4 30 72 Totale 44 3O 74 42 % -20 FLUSSI MIGRATORI A PELLESTRINA A Pellestrina si assiste ad un progressivo decremento di abitanti provenienti dall’ Est Europa (-20%) pur mantenendo la netta preponderanza su altre tipologie. Le presenza maschili sono inoltre più rilevanti di quelle femminili, atteso che , soprattutto croati e bosniaci sono probabilmente occupati nell’edilizia e nella pesca COMUNICAZIONE Comunicazione La sfida che attende il SSN è quella di assicurare ai cittadini migranti servizi di qualità, attraverso un approccio comunicativo interculturale Spesso i cittadini migranti tendono a non riferire immediatamente il dolore e le sintomatologie vengono sottaciute Inoltre c’è difficoltà da parte loro nel prendere coscienza dell’importanza delle domande che vengono rivolte dai medici Comunicazione Comunicare significa prima di tutto RISPETTARE LA PERSONALITA’ DELL’INTERLOCUTORE Nel caso specifico è importante creare un terreno favorevole allo scambio di informazioni, cercando di infondere stima e fiducia a raccontare la propria storia. Comunicazione COME SI COMUNICA? Comunicazione Spesso c’è la necessità di dover intuire, attraverso la mimica, il modo più adatto per essere persuasivi nella comunicazione Questo non significa ma implica DARE DEL TU (ad ogni costo) la necessità di procedere con cautela, “sfumando” tutto ciò che può in qualche modo toccare negativamente la sensibilità della persona Comunicazione Il rischio maggiore, nell’approcciarsi a un cittadino migrante, è quello di instaurare meccanismi di COMUNICAZIONE UNIDIREZIONALE. Il messaggio, se non viene compreso, fa mancare l’atto comunicativo di ritorno, il FEEDBACK. A volte emerge il bisogno di uno “spazio tempo” comunicativo ulteriore, al fine di far comprendere ed interpretare meglio il messaggio. Emerge cioè il bisogno di una comunicazione “biunivoca” Comunicazione Il messaggio deve essere trasmesso : in modo comprensivo nella forma in cui l’immigrato se lo aspetta. ne consegue Che il messaggio va “decodificato” secondo i criteri interpretativi del ricevente in modo tale che lo passa “catalogare” e “immagazzinare” Comunicazione Talora si tratta di capire se la malattia che viene manifestata non sia invero un “alibi” per sottrarsi ad un lavoro pesante a un datore di lavoro che non ricompensa in maniera adeguata Comunicazione Sovente talune religioni considerano la malattia un castigo della divinità. Pertanto si ha di fronte un soggetto che vive la patologia come una colpa Comunicazione 1° impegno è cercare di “consolare” per poi innescare quel meccanismo di attenzione verso il dolore finalizzato al contesto eziologico. Ciò comporta la necessità di indagare sul luogo in cui il migrante vive, la sua alimentazione, il suo stile di vita. 2° impegno È quello della mediazione tra i diversi usi e costumi: i nostri e quelli del paese di provenienza dei migranti Comunicazione Serve la disponibilità al confronto, evitando atteggiamenti di sottostima del loro vissuto, ma individuando le soluzioni che meglio si adattano al paese ospitante Solo così si giunge alla consapevolezza di appartenere alla medesima comunità CONCLUSIONI Conclusioni L’operatore socio sanitario deve essere visto come un soggetto specializzato nel campo dell’immigrazione in grado quindi di venire accettato come interprete dei loro bisogni a conoscenza dei sistemi culturali, dei codici, delle tradizioni e dei contesti socio ambientali del migrante in qualità di modello di integrazione sociale L’operatore spiega cosa si può ottenere o non ottenere in funzione dei bisogni del migrante Conclusioni L’operatore socio sanitario deve essere visto come un soggetto Da questo punto di che aiuta a vista deve essere sviluppare nel visto come un migrante una facilitatore per visione legata l’accesso ai servizi non solo al bisogno Al centro c’è sempre la comunicazione vista come elemento ma alla possibilità imprescindibile per di mettere in luce l’integrazione, lo le sue personali scambio di opinioni e risorse l’apertura alle istituzioni locali