ba n ca i n f o r m a quadrimestrale d’informazione della bcc giuseppe toniolo e ditoriale di Maurizio Capogrossi Se il nostro solo fine fosse stato quello di produrre utili certamente avremmo fatto scelte diverse. Ma più che utili vogliamo costruire utilità. Per i nostri soci e per il territorio in cui operiamo. Su questi numeri, sull’essere prima che sull’avere, sulle risposte oltre che sulle domande, è costruito il nostro bilancio. E’ il frutto di una sfida sempre più complessa, ma non per questo meno appassionante. Siamo stabilmente chiamati a confrontarci con un mercato in cui la relazione è considerata solo in chiave pubblicitaria e vittima sacrificale dell’offerta last minute che anche nel settore bancario non manca. Dobbiamo metabolizzare non innovazioni tecnologiche, ma normative che non prevedono sconti misurati sulle modeste dimensioni. Assistiamo contestualmente alla presentazione di proposte di legge (Atto Camera 3830 – Maggioni, Reguzzoni ed altri) che ipotizzano modelli di banche locali che fanno del territorio e del localismo un elemento essenziale, e nelle quali chi è chiamato ad amministrare un comune o una regione entra direttamente in gioco per quanto riguarda la gestione di tali istituti. L’Art. 3 Disciplina della legge regionale recita: Le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia di banche a carattere regionale nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, nonché dalle norme e dagli obblighi internazionali e nei limiti dei principi fondamentali individuati dalla presente legge. In applicazione di quanto previsto…la legge regionale, in particolare, disciplina: (…) f) la partecipazione degli enti locali e delle regioni agli organi direttivi della banca a carattere regionale, l’esercizio dei diritti di voto e altre prerogative atte ad assicurare un adeguato coinvolgimento delle istituzioni locali allo sviluppo dell’area regionale di riferimento. (…). Tutta questa foschia rende meno chiaro il nostro modello imprenditoriale. Ma ancor più porta a chiederci: serve ancora il Credito Cooperativo? La risposta sta nelle prime righe di questo editoriale. E non ha bisogno di ulteriori approfondimenti… 1 Sommario Anna Baldazzi Alessandro Palmieri M. Eledia Mangia Nicoletta Pontecorvi 2 L’altra Genzano del Risorgimento 3 Il Punto 10 7a edizione della Festa del Socio 13 Il socio, cuore della banca 19 21 Flavio Napoleoni Flavio Napoleoni Responsabilità sociale d’impresa 31 Domenico Gilio Danilo Vischetti Davide Bottoni Nicoletta Pontecorvi Patrizia Bertucci Eva Caratelli 27 La BCC Giuseppe Toniolo e l’AISM: insieme per un futuro diverso 34 Quando il volto della solidarietà è dipinto dai giovani 39 Per una Banca sempre più verde 43 Alla scoperta delle regole 48 In ritorno dalla Terra Santa… 51 Nicola Sorrenti: intervista ad un socio “fuoriclasse”! 53 Banca in f ormata L’altra Genzano del Risorgimento di Anna Baldazzi Le celebrazioni del 150˚Anniversario dell’Unità d’Italia hanno offerto l’opportunità di esplorare la partecipazione anche di Genzano all’epopea garibaldina. Gli eventi che coinvolgono la famiglia di Vincenzo Barbaliscia, dei suoi figli, Lorenzo e Ignazio, di suo nipote Vittorio, mazziniani e garibaldini, repubblicani storici, consentono alla storia di Genzano di collocarsi all’interno dei gloriosi avvenimenti nazionali. La narrazione di quegli anni e di quegli avvenimenti interpreta sentimenti ed emozioni che il dott. Vittorio Barbaliscia, omonimo del nonno, ha voluto richiamare alla memoria dei Genzanesi. Durante i moti del ’48, Genzano non era rimasta a guardare. Le idee di libertà avevano fatto proprie le istanze di giustizia sociale, prima tra tutte l’abrogazione del regime di privativa sul pane, contro un vecchio editto del Duca Cesarini. Campane a festa, illuminazione estesa a tutte le vie cittadine, mortaretti e banda e perfino un solenne Te Deum, intonato nella Chiesa Nuova alla presenza della guardia civica concorde con la pressione popolare, accompagnavano le notizie venute da Roma. I Repubblicani erano al potere. E a Genzano il Circolo Popolare, fondato per l’occasione dettava i nuovi indirizzi di politica. La voce del Gonfaloniere Pietro Mosotti, divenuto tenente della guardia cittadina, di Pietro Mazzoni, segretario generale del Circolo, del tenente colonnello Gaetano Jacobini, dei consiglieri anziani Celso Giannini e Marco Bombelli, dei carbonari della prima ora come Vincenzo Barbaliscia, concordava unanime sulle indicazioni di voto per le prossime elezioni degli ufficiali della guardia civica e sulla necessità di spingere la nuova amministrazione comunale verso una adeguata gestione dei bisogni primari di una comunità ormai di 5000 persone, più che prostrata 3 4 dalle recenti e diffuse carestie. La coralità genzanese dei grandi eventi era in piazza compatta. Il ’49 portò insieme tuttavia una buona e una cattiva notizia: tanta partecipazione, tanto connubio di socialità e politica, di adesione e controllo popolare sul commercio cittadino in primis, la denuncia di statere truccate, di grano smezzato, la scoperta di fornai disonesti che si arrangiavano, la raccolta di firme per una petizione di giustizia avevano raggiungo l’obiettivo, comune a tutti i moti preunitari, di abrogare ogni monopolio sulla vendita del pane: Ma a Roma la restaurazione di Pio IX aveva abrogato pure ogni eco del potere repubblicano. Gli anni della restaurazione e dell’impresa dei Mille, la crisi degli assolutismi, radicalizzarono anche in provincia l’aspirazione liberale repubblicana e anti papalina da una parte, dall’altra spinsero ad oltranza la ripresa intensa del folclore religioso con le sue processioni, tridui e feste patronali, vitalismo associativo, solennità e anniversari. L’ombra di Mastro Titta, il boia del Papa Re, che passava ponte, si faceva minacciosa e non bastava a mitigare il timore e la paura di una scure che contava al suo attivo ben 516 esecuzioni di precisione. E nonostante che Mastro Titta amasse il vino di Genzano e si facesse portare spesso e volentieri dai tinelli del paese qualche fiasco di quello bello forte, il ricordo di Filippo di Pietro Cavaterra, reo comune, esemplarmente decapitato nel 1829, si riaffacciava nella mente di tanti e nessuno, neppure i giovani ardimentosi dell’Italia unita, voleva rivederselo comparire davanti con tutto il suo armamentario, pronto per un altro bel servizio. In questo clima conflittuale e di preteso, quanto imposto, fervore religioso, a Genzano si realizzavano intanto le più grandiose, ultime, infiorate sacre, quella del ’64 e del ’69, testimonianza di una rinnovellata fedeltà al Papa e alla sua figura temporale. Si rinserravano pure le fila dei patrioti che si ritrovavano sotto l’egida della bandiera granata, con la conseguenza di persistenti, insistenti e meticolose perquisizioni in casa dei poveretti che professavano idee liberali. Il Papa con la sua enciclica Quanta cura aveva del resto condannato gli errori dei tempi moderni, le ideologie liberali e socialiste e aveva messo bene in guardia dal coltivare idee aconfessionali di separazione tra stato e chiesa, tra trono ed altare. Con l’Unità d’Italia, nasceva, tuttavia, anche a Genzano, una nuova generazione anti papalina, repubblicana, convintamente mazziniana o garibaldina, ma di certo italiana,. Una generazione di quanti avrebbero imposto ai loro figli, perché non andassero perduti la memoria e l’ardimento, il nome di Garibaldi, di Mazzini, di Bruno e Costante, in onore dei figli di Menotti, e perfino di Montecristo, o della Vittoria conseguita, una generazione di quanti avrebbero custodito in casa, con religioso orgoglio, il ritratto di Mazzini con la scritta Dio e Popolo, e naturalmente ben nascosta la bandiera granata e qualche brandello di camicia rossa. La sfida al potere pontificio tuttavia a Genzano ebbe il suo culmine con i fatti del ’67. La terza guerra contro l’Austria aveva già rinfocolato gli animi e i garibaldini in pectore che non avevano potuto raggiungere i Mille volontari, si preparavano ora a raggiungere i Cacciatori delle Alpi, che si assemblavano nel Tirolo. Ignazio Barbaliscia per primo si era fatto avanti, era partito volontario, rispondendo all’appello del Re e di Garibaldi per liberare l’Italia dai tedeschi, per la santissima causa contro i depredatori della nostra terra. La voce imperiosa dell’eroe dei due Mondi li aveva rincuorati come non mai: ”Una volta ancora la Nazione andrà superba di Voi, non più grida dunque, non più parole, ma fatti. Dopo i fatti brillanti che la fortuna affida alle nostre baionette, dopo aver purgate le nostre belle contrade dall’ultimo soldato straniero, con la fronte alta - riconfortati dal bacio delle vostre donne - accompagnati dal plauso festante della popolazione, farete ritorno al rigenerato focolare, al fragore dell’inno della Vittoria”. Ma da Genzano Ignazio era partito in silenzio e alla chetichella perché le autorità papaline non scoprissero i preparativi e non rinnovassero le continue perquisizioni alla ricerca di quella bandiera granata che lo avrebbe inequivocabilmente incriminato. Patriota liberale, coetaneo di Francesco Sforza Cesarini, Capitano del Regno di Sardegna e Cavaliere dell’ Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, ordine che non disdegnava un certo connubio con la Massoneria a cui i Barbaliscia un po’ tutti appartenevano come Fratelli, rappresentava l’altra Genzano, quella che voleva essere o repubblicana o magari monarchica, ma italiana. Col plauso quasi invidioso degli amici concittadini che condividevano i sentimenti di Patria, aveva raggiunto insieme ai volontari castellani i Cacciatori di Garibaldi. A lui, mazziniano, di fratellanza massonica, non gli faceva ostacolo obbedire a Garibaldi per i comuni, strategici, destini dell’Italia da poco rigenerata, tanto più che per il moto del Veneto Garibaldi stava approntando un programma unitario, mazziniano-garibaldino. Il 24 giugno del ’66 incominciò l’epopea. Era previsto l’arrivo al fronte di 15.000 volontari; se ne presentarono 30.000 e ancora altri 8.000 raggiunsero la straordinaria formazione. Due battaglioni di bersaglieri, due squadroni di guide a cavallo, quattro batterie di artiglieria, una compagnia di zappatori del genio, 200 cavalli e 24 cannoni si ritrovarono sulla riviera del lago di Garda. La camicia rossa, indossata quasi fosse la bandiera di una esternata idealità identitaria, fu per la prima volta adottata come divisa ufficiale dalle formazioni dell’esercito regolare. Nei turni di sentinella, dalla parte di Bogliaco, sotto la luna che illuminava le cannoniere nemiche, a Ignazio pareva quasi di essere ancora a casa, accovacciato tra le fratte di ginestra, giù per le pentime del suo lago, restando fermo con l’orecchio intento ai colpi di cannone lontano. E nonostante le ritirate e le avanzate, i furiosi corpo a corpo, le cariche e le contro cariche, il Generale ferito, lo smarrimento di tanti giovani che non avevano neppure le giberne, ma solo l’entusiasmo, l’ostinazione di cercare la vittoria a scapito della propria vita, e l’orgoglio di quella camicia rossa, rossa anche di sangue, il 21 luglio, Garibaldi dalla sua carrozza sforacchiata di colpi ordinò la carica e l’attacco degli Austriaci fu respinto. Trento si apriva all’orizzonte, ma Garibaldi dovette dire Obbedisco!. Nonostante la delusione di una vittoria a metà, Ignazio da Bezzecca era tornato trionfante, pronto a cospirare per nuove e ancor più patriottiche imprese, che già serpeggiavano tra le fila del Corpo dei Volontari disciolti. Ormai bisognava prendere Roma. O Roma, o morte! E “alla rinfrescata” era diventata la parola d’ordine, l’appuntamento agognato da molti, osteggiato tuttavia dal Governo. Questa volta anche Lorenzo si associò. Il padre Vincenzo, che per deferenza aveva chiamato l’ultimo figlio con lo stesso nome del duca Lorenzo di cui era coetaneo tutti classe del ‘7, come Garibaldi aveva educato i due fratelli, Ignazio e Lorenzo, all’antica fede ed a saldi principi morali e, poiché non si era arricchito nei lavori del ponte aricino che aveva diretto, presieduto e condotto a termine, aveva cresciuto i figli all’amore degli ideali più che ad accumular ricchezze. E i figli ardimentosi quegli ideali avevano seguito. L’Italia in cuore e la bandiera granata. Da Garibaldi era venuta l’indicazione di preparare la popolazione alla rivolta, mentre lui avrebbe raggiunto Roma da Monterotondo, dove era ospite del garibaldino Conte Orsini. I due fratelli genzanesi si divisero, Lorenzo a Roma a costruir bombe utili all’uopo col gruppo dei patrioti muratori, e Ignazio tra i veterani del Tirolo raggiunse Nicotera a Velletri, pronti a marciare da Sud sulla città insorta. Ma la città non insorse. L’attentato alla Caserma Serristori, il 22 ottobre fu un fallimento. 23 zuavi pontifici e due inermi cittadini rimasero sotto la bomba. Al processo, fu data responsabilità del delitto agli emigrati e ai forastieri, “le provincie erano messe a fuoco e sangue dai perfidi invasori” mentre “Roma, che giusta i preconcetti disegni avrebbe dovuto insorgere, stavasene salda, quieta, imperturbata, pronta bensì agli eventi, fidente e stretta al suo amato sovrano. I membri del sedicente Comitato romano davansi bene attorno a fare proseliti, ma, gli sforzi non riuscendo alla vastità dell’impresa scellerata, fu d’uopo muovessero da Firenze uomini esperti di rivoluzioni, ed ecco 5 6 venire alla spicciolata un buon numero con passaporti regolari sotto mentiti nomi, fra i quali primi e più capaci e influenti Luigi Castellazzo, pavese, Francesco Cucchi, bergamasco, deputato al Parlamento e colonnello garibaldino,…capo supremo della impresa…”. La Caserma “crollò da cima a fondo con ispaventevole detonazione - così recitava la relazione fiscale nel processo - una parte del fabbricato, e furono travolti a precipizio e sepolti fra le rovine parecchi militari zuava, e la più parte italiani, dei quali pochi andarono illesi; dodici rimasero chi più chi meno gravemente feriti, per modo che in progesso di tempo tre ne perirono, ventidue furono estratta morti una famigluola che a caso andava per via, marito, moglie ed una fanciulla da presso a sei anni, restarono anch’ essi sotto le macerie, la sola donna ne poté essere tratta semiviva e pesta, le case circostanti allo scoppio orrendo, ed al crollo violento patirono tale una scossa che si screpolarono in più parti, andarono in frantumi porte e finestre….”. Il giorno successivo anche lo scontro di Villa Glori, ai Monti Parioli, si consumò nel sangue, senza aver suscitato l’adesione popolare tanto sperata. Nei campi, tra i filari spogli per la vendemmia appena finita, si combatté alla baionetta, ma l’eroico sacrificio di Enrico Cairoli spingeva i sopravvissuti a ripiegare verso Monterotondo per raggiungere le posizioni del Generale. Ignazio e gli altri garibaldini speravano ancora in un ultimo sussulto di popolo, ma i giorni di ottobre scemavano e persino l’arringa di Garibaldi non era più sufficiente a contrastare gli chassepot degli stranieri di rinforzo ai papalini. Si era intonato pure l’Inno di Garibaldi, ma quelle note che non avevano mai portato fortuna suonavano ora come funesto presagio: Si scopron le tombe, si levano i morti i martiri nostri son tutti risorti! Il 3 novembre, inseguito dai Dragoni papalini, Garibaldi ebbe la peggio. Lo scontro impari non aveva premiato l’entusiasmo. Tra i garibaldini si contarono 150 morti e 220 feriti più 1700 prigionieri; i pontifici e i francesi avevano raccolto solo 32 morti e 140 feriti. Caduta Mentana, a Roma la repressione fu immediata. Quasi tutti liberi muratori, i rivoluzionari furono accusati Di promossa insurrezione contro il Sovrano ed il Governo con apprestamento di mina alla Caserma Serristori con omicidi e ferimenti. Per i compagni di Lorenzo, Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, fu decretata la pena capi- tale, mentre il giovane raggiungeva fortunosamente Genzano e trovava riparo sotto le gonne di sora Annunziata, guardarobiera del duca Cesarini, che data la benevolenza reciproca delle famiglie era stata più che contenta di offrire una simile accoglienza. Un anno dopo, Monti e Tognetti furono giustiziati in piazza dei Cerchi, senza conforto di popolo. «Tutt’intorno c’era un solido quadrato di truppe zuave; il popolo era stato tenuto lontano. Il carnefice, come d’uso, indossava una sontuosa veste scarlatta. Giuseppe Monti chiese di salire scalzo sul palco della ghigliottina. Alle sette cadde la sua testa; due minuti dopo rotolò sul palco la testa di Gaetano Tognetti. Il boia le afferrò ambedue per i capelli e le alzò per mostrarle agli zuavi, che fecero rullare a lungo i loro tamburi». Anche il Re Vittorio Emanuele si era mosso per chiedere grazia. Tutto era stato inutile, tranne l’epitaffio con dedica e firma dei martiri redivivi, scritto da Ignazio e Lorenzo sul muro del Teatro della Fenice di Senigallia, che il Papa avrebbe inaugurato appena qualche giorno dopo: “A Pio IX carnefice dei suoi concittadini, Monti e Tognetti”. Il destino di Roma era però segnato inesorabilmente. Porta Pia quasi improvvisa era stata una breccia nel cuore del Papa. L’unità d’Italia aveva raggiunto Roma, il potere temporale finito, le camicie rosse riposte, lo stesso Generale si era messo a riposo. La bandiera granata però ancora una volta non poteva essere esposta. Simbolo di un ideale avverso, la monarchia sabauda la osteggiava con forza, percepiva in essa una minaccia persistente e imprevedibile, insidiosa, incontrollabile e nascosta, di un destino non ancora concluso. Il credo repubblicano continuava a serpeggiare infatti tra le file dei massoni dormienti. A Genzano, Vittorio aveva raccolto il testimone del padre e dello zio, e con le convinzioni repubblicane e massoniche aveva ereditato anche le peripezie d’una vita inquieta di perseguitato politico. Figura imponente, dal cuore mite, con i baffi all’in su, dedito agli affetti familiari, innocuo alla patria monarchica, ma fiero di una fede liberale e repubblicana incrollabile, era nato nell’anno dei Mille, la nuova generazione dei pellegrinaggi a Caprera con la camicia rossa rispolverata dalla valigia delle memorie. La generazione che la monarchia smemorata e senza volontà di mediazione avrebbe perseguitato, ma ancor più l’avrebbe fatto il fascismo. Vittorio, appena quattordicenne, aveva visto da vicino Garibaldi in visita a Genzano. Con gli altri giovani uomini suoi coetanei, aveva aiutato i maestri infioratori ad approntare le decorazioni in onore del Generale. E il Generale solenne, imponente, sul suo cavallo bianco, aveva attraversato il paese e pure il cuore del ragazzo genzanese, aveva guardato nella sua direzione e quello sguardo lo aveva rapito più dei discorsi accesi che avevano nutrito la sua infanzia. Bisognava persistere negli ideali, affrontare nuove traversie. Nei primi mesi dell’85, dopo l’Assemblea Generale Massonica di Roma e il Convegno Nazionale dei mazziniani, Vittorio dovette riparare ancora una volta tra la servitù di Palazzo Cesarini per poi vagare sotto falso nome nella campagna romana, dormendo in qualche rapazzola d’avventura, facendo ricorso ai Fratelli di Marino, viaggiando di notte, sottobraccio il fagottello con la biancheria e la pagnotta, mentre la tasca era piatta come il ventre. E la fame cresceva sempre e si faceva imperiosa, cercando di mantenere quanto possibile i contatti con Cencia. E nel vagare sotto le notti stellate, imperiose si facevano le considerazioni etiche sull’umano destino: “Spesso mi domando che faccio io qui? A che servo? E mi trovo un inutile impacciato fra i cori della tragedia umana che cantano all’unisono le miserie della vita sulla scena del mondo. Così è, ma quando sono ad agire è tutt’altro. L’animo mio si ribella a ciò che malfatto. Che vuoi, cara Vincenzina, l’animo umano in certi casi è incomprensibile. Vedi, tutto dipende dallo scopo che l’uomo dà ai suoi sforzi, alla sua vita. Guai chi codesto scopo lo ripone soltanto in se stesso, nel soddisfacimento di alcune sue aspirazioni personali: supponi pure le più nobili che siano all’uomo compartite; la stessa ambizione della gloria, per sé non è che un egoismo ammantato di forma brillante. Noi viventi sulla terra, l’esplicazione del nostro destino, come delle nostre facoltà, dobbiamo ricercarla all’infuori di noi, e il bene consiste nel porre in opra tutte le nostre doti a vantaggio altrui. L’uomo superiore di un altro è quello appunto che vuole e comprende e sa più degli altri, per fruttare alla comune una maggiore messe di utilità. Questo, mia cara, si chiama il cammino del sacrificio, il cammino del vero dovere dell’uomo, il quale ha più o meno vasta sfera, secondo la maggiore o minore altezza dei mezzi concessigli dalla natura”. E queste considerazioni, Vittorio avrebbe continuato ad accompagnare con la coerenza della vita, mai rinnegate neppure a Lipari, dove Mussolini l’avrebbe relegato con altri genzanesi di fede diversa ma di uguale rango morale. E questi discorsi dell’adoperare se stessi per la comune utilità, anche Salvatore Capogrossi, di formazione gramsciana, compagno d’esilio, era ben in grado di condividere. Riconsegnata ufficialmente la bandiera granata al PRI, di Ignazio, Lorenzo e Vittorio, oggi non resta che una valigia spoglia, dove spiccano la mezza luna, la scala dell’orientamento alla perfezione, il candelabro a sette bracci, il berretto frigio della rivoluzione francese e un brandello rosso di una camicia combattuta e vissuta. 7 Per i nostri Soci Oggi sposi Finanziamento destinato ai soci per le spese matrimoniali 8 Per noi il socio non è un numero, ma il valore per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi. Il campanile Quando oggi si parla di campanile spesso ci si trova al cospetto di diatribe perlopiù di scarso rilievo. Si usa il termine campanilismo quando si vuole porre in rilievo il limite locale di certe rivendicazioni. Anche così, giorno dopo giorno, il campanile perde il suo valore, il suo ruolo simbolico. Il suo essere riferimento nello svettare in cielo e nel contenere la campana che chiama a raccolta, scandisce le ore o sottolinea la particolarità di un momento. Viviamo un tempo in cui - continuiamo a ripetere - i valori sono più rari, i riferimenti più incerti, i punti fermi sempre più traballanti. Dedichiamo le copertine di Bancainforma 2011 ai campanili. Lo facciamo per una serie di motivazioni. Vogliamo sottolineare l’impegno a ri-conoscere ciò che siamo. Intendiamo scegliere una strada diversa dal conformismo e che va nella direzione di una storia che ci appartiene e ci identifica. Non rinunciamo a riappropriarci della nostra identità, convinti che solo così potremo meglio confrontarci con gli altri. Solo chi è saldo nei proprio principi e certo dei propri valori può infatti essere in grado di accogliere. Sempre di più, per dare bisogna essere. Abbiamo da più di un anno scattato foto a campanili di tante regioni diverse. Dal Lazio al Veneto, dall’Umbria alla Campania, dal Friuli alla Sicilia. Vi sono foto provenienti anche da oltre confine. Proprio per non essere suscettibili della critica di campanilismo le nostre copertine non saranno dedicate a chiese della nostra zona delle quali guardiamo i campanili e udiamo i rintocchi della campane che ospitano. Non ci spaventa la modernità, quanto il vuoto. I campanili delle nostre copertine vogliono soprattutto rappresentare non un tuffo nel passato, ma la ricerca di un presente che ci consenta di guardare con fiducia al futuro nostro e dei nostri figli. La redazione 9 il punt 10 di Alessandro Palmieri L’assemblea annuale dei soci rappresenta il momento per condividere i risultati di un anno di lavoro della nostra Banca. E il bilancio è lo strumento, convenzionalmente scelto dal legislatore, per fotografare lo stato aziendale alla data del 31 dicembre raffrontandolo con i dati dell’anno precedente. Tuttavia dopo aver terminato la predisposizione del fascicolo di bilancio che sarà presentato per l’approvazione dei soci e composto da oltre 70 cartelle, mi è sembrato opportuno offrire sulle pagine della nostra rivista, una lettura sintetica dei dati e fatti in esso contenuti . è interessante evidenziare la capacità della nostra Banca di continuare a raccogliere fiducia su tutti i territori presidiati dalle nostre filiali; così che la raccolta di risparmio dei nostri soci e clienti di Genzano, Ariccia, Lanuvio, Frascati, e Cocciano è continuata a crescere, passando da €278.589.705 a € 295.036.606. Fedele alla vocazione di banca per il territorio, la Toniolo ha continuato ad assistere l’economia locale e le famiglie attraverso l’erogazione del credito e alla chiusura dell’esercizio il totale degli impieghi verso la clientela era pari ad € 238.189.360 contro gli € 213.201.387 del 2009. Il conto economico mostra una sostanziale tenuta delle voci che generano valore per la banca, così il margine di interesse, inteso come differenza tra gli interessi attivi e passivi, è aumentato rispetto al 2009 arrivando ad € 9.121.123. In leggero miglioramento anche le commissioni nette che derivano dal Raccolta 2010 295.036.606 2009 278.589.705 differenza + + 16.446.901 differenza % + 5,90% Già Conto A costo zero: Operazioni illimitate, produzione e invio dell’estratto conto periodico, estinzione, carta bancomat, home banking, emissione carta prepagata e ricaricabile “Tasca” 2,40% d’interesse sulle giacenze fino a €10.000 Il Conto Corrente su misura per i giovani 2010 2009 differenza + differenza % collocamento di servizi bancari. La voce dei costi operativi evidenzia un consistente incremento, attestandosi ad un valore di € 7.268.615. L’espansione territoriale e delle attività complessive della banca ha generato la necessità di nuove assunzioni che sono proseguite anche in questo primo periodo del 2011 che ha portato le unità lavorative oggi nell’organico della nostra cooperativa al cospicui numero di 68. Il risultato d’esercizio evidenzia un utile di € 1.029.470, con un decremento rispetto a quello dell’anno 2009. Il calo degli utili è in linea con il resto del sistema bancario ancora interessato dagli effetti della crisi economica più grave del dopoguerra, ed in particolare è conseguenza anche della scelta del movimento del credito cooperativo di non “tirarsi indietro” rispetto alle tante richieste delle famiglie, piccole imprese ed artigiani, malgrado i potenziali maggiori rischi e in una situazione di tassi d’interesse estremamente bassi. Vorrei però chiudere questo mio intervento con una dichiarazione di volontà per l’anno in corso nel corso del quale cercheremo con rinnovato impegno, professionalità e disponibilità di migliorare il rapporto con i nostri soci e clienti affinché entrando nella loro banca trovino tutte le risposte in termini di prodotti e servizi bancari, finanziari ed assicurativi. Cercheremo di convincere altri pensionati a lasciare a noi l’onere di far arrivare con puntualità e gratuitamente la pensione su un conto corrente con bassi costi di gestione. Cercheremo di far conoscere ancor di più ai giovani il conto corrente a loro dedicato, Già conto, che utilizzato ad oggi da oltre 500 ragazzi e ragazze, rappresenta un vantaggiosissimo bouquet di prodotti e servizi a costo zero, e con una remunerazione del risparmio del 2,40%. Ci impegneremo a sensibilizzare i nostri clienti che contraggono mutui per realizzare il sogno dell’abitazione ad assicurarsi la serenità che in caso di eventi eccezionali il debito sia pagato da una compagnia assicurativa. Ci impegneremo a spiegare i vantaggi di utilizzare la moneta elettronica, sia essa carta di credito, bancomat Impieghi o carta prepagata, per tutti gli acquisti 238.189.360 quotidiani riducendo così l’utilizzo del contante. 213.201.387 Saremo in conclusione sempre al vostro fianco... + 24.987.973 + 11,72% 11 Riserva condizioni particolari ai Soci della BCC Giuseppe Toniolo 12 Responsabilità civile autoveicoli sconti fino al 30% Incendio/furto autoveicoli sconti fino al 50% Multirischi dell’abitazione sconti fino al 30% Infortuni della persona sconti fino al 30% per informazioni rivolgersi all’agenzia generale di Genzano di Roma AGENZIA GENERALE DI GENZANO DI ROMA Agente Generale MARCO SCARIOLI Via Colle Fiorito, 2 - Tel. e Fax 06.9396602 e-mail [email protected] 7a edizione della Festa del Socio di M. Eledia Mangia Lo scorso 19 dicembre 2010 a Genzano si è tenuta la tradizionale Festa del Socio: un felice appuntamento per scambiarsi gli auguri di Natale e condividere momenti di serenità e allegria. La Festa del Socio è un evento oramai immancabile per i soci della Banca, una simpatica occasione dal clima familiare in cui tutti, tra una fetta di pandoro e un pezzo di torrone, si ritrovano insieme a trascorrere un piacevole pomeriggio in una gioiosa atmosfera natalizia. La partecipazione è stata numerosa, con più di duemila soci provenienti dai comuni dei Ariccia, Frascati, Genzano e Lanuvio. L’attenzione e la cura per il Socio da parte della Banca Toniolo è fondamentale, per questo nei giorni precedenti la manifestazione i dipendenti, i collaboratori e i Giovani Soci hanno lavorato sodo affinché tutto fosse prontamente disposto. Il Palazzo dello Sport “Gino Cesaroni” è stato elegantemente allestito con palloncini colorati e morbidi drappeggi e per l’occasione sono stati preparati i consueti pacchi dono. Sulle note della Turandot e del Rio Blu, ha avuto inizio l’emozionante concerto classico della Banda Musicale Augusto Panizza della città di Frascati diretta dal Maestro Cimini ed è proseguito con la pregevole esibizione delle voci bianche 13 14 15 dell’associazione culturale Diapason di Genzano di Roma. Il Presidente ha voluto porgere il proprio augurio offrire il proprio augurio di un sereno Natale a tutti i presenti e nel sottolineare i risultati positivi ottenuti dalla Banca nonostante questo anno di crisi, ha rinnovato l’impegno della BCC Giuseppe Toniolo nel portare avanti gli obiettivi prefissati ed a mantenere sempre viva e solida la presenza accanto a soci e clienti. Nel corso della manifestazione è 16 stato premiato il Sig. Orlando Pesoli, socio della BCC Toniolo fin dal 1948, che quest’anno con i suoi 100 anni di età si è aggiudicato la qualifica di socio più maturo della compagine sociale. Una riconoscenza particolare è andata anche a Parvin Gabbarini che con i suoi 18 anni è invece il socio più giovane della Banca Toniolo. Nel tardo pomeriggio si è svolta la consueta lotteria organizzata dalla Banca: un momento di particolare suspance durante il quale sono stati assegnati ricchi premi ai più fortunati. Al termine della serata è avvenuta la consegna dei tradizionali omaggi che la BCC Toniolo predispone ogni anno per i suoi soci. Quest’anno, accanto al torrone e al panettone, nel pacco è stato incluso un dono particolare: un elegante e colorato telo mare in microfibra. In serata una cascata di coriandoli colorati ha concluso la manifestazione in uno speciale augurio di buone feste e buon 2011 a tutti i presenti. Prossimo appuntamento... Dicembre 2011!!! 17 Per i nostri Soci Salus Finanziamento destinato ai soci per le spese mediche 18 Per noi il socio non è un numero, ma il valore per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi. Il socio, cuore della banca di Nicoletta Pontecorvi Il consiglio di amministrazione pianifica le scelte per incrementare la mutualità Con una delibera adottata il 24 febbraio 2011 il consiglio di amministrazione ha definito le scelte che intende compiere in tema di rapporti con i soci. Il socio nella BCC è parte essenziale in quanto non solo è chiamato ad operare scelte a prescindere dalla quota di capitale conferito, ma è il motivo di essere della Banca ed il destinatario naturale delle azioni e delle attività che la stessa esercita. Questo rapporto richiede di essere alimentato costantemente sia dal punto di vista più strettamente riconducibile ai prodotti e servizi che la BCC fornisce, ma anche in un ambito più vasto e destinato a favorire lo sviluppo della mutualità. L’impegno è quindi quello di rafforzare i rapporti con la compagine sociale valorizzando ancor più la figura del socio. Altrettanto importante è promuovere lo sviluppo di nuove adesioni non tanto per ragioni economiche, vista l’esiguità del capitale richiesto per entrare a far parte della compagine sociale, quanto per rafforzare la presenza e l’attività nei territori in cui si opera. In questo quadro, assume un particolare significato l’incremento del numero dei soci che risiedono nelle zone in cui la Banca si è insediata con un proprio sportello solo di recente, perché ciò attesta il radicamento e la penetrazione nella realtà pulsante di tali centri. Sempre in tema di ampliamento della base sociale, particolare attenzione è destinata ai giovani ed alle società. E’ comprensibile come il crescere della compagine sociale (quest’anno per la prima volta il numero di soci aventi diritto ad intervenire in assemblea supererà quota 3.500) rende sempre più articolate le esigenze, i punti di vista, le possibili istanze. Per meglio interpretare le motivazioni, le aspettative, le richieste di chi si avvicina alla BCC è stato predisposto un questionario che l’aspirante socio è invitato a compilare. L’analisi delle risposte contribuirà a comprendere le attese e conseguentemente a operare scelte in un contesto di accresciuta consapevolezza. In tema di servizi bancari viene naturalmente confermata la scelta di riservare ai soci condizioni migliori rispetto al resto della clientela ed ai soli soci, oltre al finanziamento a tasso zero delle spese di partecipazione a soggiorni ed iniziative organizzate dalla Banca, sono riservati finanziamenti a tassi particolarmente convenienti destinati a spese matrimoniali, spese mediche, partecipazione a master, acquisto di motoveicoli elettrici. Dal 2011 si è pensato di sostituire il premio in denaro riservato a giovani laureatisi nel corso dell’anno con un viaggio all’estero ritenendo che tale occasione possa favorire la conoscenza fra soci e costituire così 19 un incentivo ad un’attiva partecipazione alla vita della Banca. Per alimentare il rapporto mutualistico risulta essenziale il ruolo della comunicazione. Il socio ha diritto di sapere cosa fa la sua Banca e la Banca ha interesse ad informare il socio perché questo partecipi attivamente e responsabilmente alla vita sociale. Oltre a questa pubblicazione, la scelta è quella di continuare l’esperienza della pubblicazione del Bilancio sociale, ma anche quella di alimentare l’utilizzo di strumenti quali la posta elettronica che consentono un’informazione rapida, tempestiva ed economica. A completare l’offerta sul piano della comunicazione è stata approntata una rete che consentirà di diffondere in 20 tutti gli sportelli attraverso una tv a circuito chiuso, oltre a notizie di carattere generale, informazioni su attività e prodotti della Banca. Per quanto riguarda invece i rapporti extra bancari è fondamentale la presenza e l’attività dei Comitati soci e dell’Associazione giovani soci. I primi rappresentano l’anello di congiunzione fra compagine sociale e consiglio di amministrazione. Articolati su base territoriale corrispondente alla presenza di sportelli della Banca, svolgono la preziosa attività di una sempre più vasta ed articolata serie di iniziative che cementano i rapporti fra i soci fornendo opportunità sul piano turistico, culturale ma anche di vantaggio economico attraverso una rete di convenzioni in continuo ampliamento. L’Associazione giovani soci, realtà anch’essa cresciuta nel numero degli iscritti, rappresenta una sorta di laboratorio capace di far comprendere il Credito Cooperativo alle nuove generazioni che avrebbero altrimenti maggiore difficoltà e forse diffidenza nell’incontrarlo e nel farne parte. è anche un’antenna puntata sul futuro con lo scopo di captare i valori e le aspettative delle giovani generazioni. Con queste scelte da costruirsi nel corso nell’anno, l’obiettivo è di continuare un percorso di crescita in cui la Banca rappresenti sempre più e sempre meglio la casa comune. Modifiche dello statuto: il sacrificio della coerenza? di Flavio Napoleoni Riflessioni, del tutto personali, sulle questioni poste dalle modifiche dello statuto che le BCC dovranno adottare entro l’anno. Saremo presto chiamati ad una nuova modifica del nostro statuto. Nel periodo recente già più volte l’Assemblea dei soci ha provveduto in tal senso dovendo recepire norme che nel frattempo erano state emanate. Questa volta sarà diverso perché le variazioni saranno un atto di autodisciplina che l’assemblea adotterà esaminando un modello predisposto dalla Federazione Nazionale delle BCC e validato dalla Banca d’Italia. Lo statuto è il complesso delle norme fondamentali che regolano la struttura e l’attività di una società. In esso i soci forniscono le informazioni in merito agli scopi che intendono perseguire. Fissano gli obiettivi ma definiscono anche il punto di partenza, l’identità, i valori comuni la cui condivisione è presupposto irrinunciabile di una responsabile e convinta appartenenza. Lo statuto. è quindi la Carta costituzionale con cui un gruppo sociale, un’associazione, una società non solo definisce il come, ma – ancor prima – il perché del proprio essere. Con lo statuto, il gruppo si autodetermina. Diventa allora necessario che le norme che disciplinano i rapporti, il funzionamento, il governo della Società, siano coerenti con i principi fondamentali. Diventa dirimente l’intendersi, il condividere cosa contengono, non contengono o escludono i valori che costituiscono il dna e indicano la strada che si vuole percorrere. La proposta di revisione dello statuto elaborata da Federcasse introduce alcune novità che, seppur apparentemente riferibili a questioni relative al governo delle nostre Banche, comportano una riflessione attenta perché affrontano tematiche che toccano i principi . Mi soffermo, fra tutte, sulle modifiche introdotte all’art. 32 Composizione del con- 21 siglio di amministrazione. Il nuovo testo prevede che ...Non possono essere nominati, e se eletti decadono: (...) f) coloro che ricoprono, o che hanno ricoperto nei sei mesi precedenti, la carica di consigliere comunale in Comuni il cui numero di abitanti è superiore a 10.000, di consigliere provinciale o regionale, di assessore o di sindaco in Comuni il cui numero di abitanti è superiore a 3.000, di presidente di provincia o di regione, di componente delle relative giunte, o coloro che ricoprono la carica di membro del Parlamento, nazionale o europeo, o del Governo italiano, o della Commis- 22 sione europea;... Rispetto a tale restrizione intendo manifestare la mia perplessità. Nell’art. 49 della Costituzione della Repubblica che sancisce il diritto dei cittadini di associarsi liberamente nei partiti, si descrive lo scopo di tale partecipazione come quello di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. La scelta del termine “concorrere” appare in questo contesto, significativa e pregnante. Concorrere assume il valore non solo di correre insieme ma di contribuire, cooperare, reiterare l’azione. Ciò evidenzia la valenza positiva della politica, nella diversità delle posizioni inserite nel quadro di un metodo democratico. Oggi, sempre più, tale considerazione vacilla, anzi lascia il posto a una concezione negativa e contaminante. Ma, come afferma Piero Ostellino, la politica rimane il solo strumento di pacifica composizione delle differenze e dei conflitti. Perché segnare allora tale netta differenza fra politica e BCC? E’ questo un contributo al miglioramento della governance? Ritornando ai valori fondanti, l’art. 2 dello statuto ci ricorda che la Società si ispira ai principi della dottrina sociale della Chiesa e si distingue per la scelta di costruire il bene comune. Vale la pena, allora, rileggere i documenti ufficiali, perché la definizione di cosa sia il bene comune, diventa essenziale per una coerente scrittura delle nostre modifiche. Propongo di riflettere su tre documenti. “Gli uomini, le famiglie e i diversi gruppi che formano la comunità civile sono consapevoli di non essere in grado, da soli, di costruire una vita capace di rispondere pienamente alle esigenze della natura umana e avvertono la necessità di una comunità più ampia, nella quale tutti rechino quotidianamente il contributo delle proprie capacità, allo scopo di raggiungere sempre meglio il bene comune. Per questo essi costituiscono, secondo vari tipi istituzionali, una comunità politica. La comunità politica esiste dunque in funzione di quel bene comune, nel quale essa trova significato e piena giustificazione e che costituisce la base originaria del suo diritto all’esistenza. (...) È pienamente conforme alla natura umana che si trovino strutture giuridico-politiche che sempre meglio offrano a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione, la possibilità effettiva di partecipare liberamente e attivamente sia alla elaborazione dei fondamenti giuridici della comunità politica, sia al governo degli affari pubblici, sia alla determinazione del campo d'azione e dei limiti dei differenti organismi, sia alla elezione dei governanti. Si ricordino perciò tutti i cittadini del diritto, che è anche dovere, di usare del proprio libero voto per la promozione del bene comune. La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l'opera di coloro che, per servire gli uomini, si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità.” Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et Spes Anche in atti ben più recenti, troviamo conferma della necessità di partecipare alla costruzione del bene comune. Nella Caritas in veritate, enciclica della quale rischiamo di ricordare solo il paragrafo 65 che menziona le molte esperienze della cooperazione di credito, al paragrafo 7 possiamo leggere: “...Accanto al bene individuale, c'è un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. È il bene di quel “noi-tutti”, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale e che solo in essa possono realmente e più efficacemente conseguire il loro bene. Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità. Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall'altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di pólis, di città. Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni. Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d'incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale - possiamo anche dire politica - della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis.” Lettera Enciclica Caritas in veritate Ultima citazione, di tutt’altro genere, la traggo da un articolo di giornale, per trovare una chiave di lettura delle difficoltà e delle diffidenze rispetto alla politica e dare di essa una definizione per la quale valga la pena di battersi. “Il politico non ha solo il compito di non guastare quel che la vita sociale, nel suo evolvere positivo, va di per sé costruendo. Tra la disponibilità e la realtà, tra la ricchezza di base e la composizione armonica nel contesto sociale vi è uno spazio molto vasto (e ricco di problemi di ogni genere), il quale ha da essere occupato da una indispensabile e lungimirante iniziativa politica. Ad essa spetta fare una sintesi appropriata ed organizzare il consenso non intorno a dati particolari, benché importanti, ma intorno ad un disegno complessivo, compiuto e stabile. Giungere all’unità comporta una grande comprensione delle cose, una visione di insieme, la ricerca di giusti equilibri, un vero sforzo di organizzazione. E’ un modo di procedere, del re- 23 sto inevitabile, il quale rende la vita politica complicata, scarsamente decifrabile, qualche volta irritante. E’ qui la base di quella diffidenza che contesta alla politica la sua funzione ed il suo merito. Eppure non si tratta, bisogna ribadirlo, di alchimie, di artifici, di cortine fumogene, ma di una seria ponderazione degli elementi in gioco, di una ricerca di compatibilità, di una valorizzazione dell’unità nella diversità.” 24 Così scriveva Aldo Moro, su “Il giorno”, il 3 marzo 1978, tredici giorni prima di essere rapito, in quello che credo sia l’ultimo suo articolo pubblicato. Se una lungimirante iniziativa politica è necessaria, se costruire il bene comune è partecipare, diventa difficile sostenere che chi partecipa, contribuisce, concorre, coopera al raggiungimento di uno dei principi fissati all’art. 2 dello statuto (la scelta di costruire il bene comune) non possa essere nominato amministratore della stessa società. La mia è e resta l’affermazione di principio. Se la politica è male si rende necessario cambiarla perché possa essere bene. Non la si può rimuovere senza scardinare i prin- cipi. Non conosco le motivazioni che hanno portato alla scelta di predisporre un nuovo modello di statuto tipo delle BCC. Per quanto riguarda alcuni aspetti come la presa di distanza dalla politica, intuisco che vicende dell’estate scorsa, se non scatenante, un effetto di accelerazione lo hanno certamente avuto. Così come la proposta di legge leghista per la creazione di banche i cui organi direttivi prevedano la partecipazioni di enti locali e regioni suona come un campanello d’allarme rispetto ad appetiti che rischiano di saziarsi inghiottendo le BCC. Ciò non può comunque costare il sacrificio della coerenza. Per migliorare la governance sarebbe stato più opportuno modificare l’art. 4 dello statuto introducendo l’obbligo di affidare l’internal audit alla Federazione di appartenenza, cosa che BCC assurte agli onori della cronaca, guarda caso, non avevano fatto. Negli oltre centoventi anni di vita le Casse Rurali prima e le BCC poi hanno scritto la propria storia. Ora mi sembra si accontentino di leggerla. Restiamo banche minori ma senza atteggiamenti di minorità. La comunicazione della Banca cresce e si rinnova Grosse novità in tema di comunicazione aziendale. La rilevanza di tale aspetto ha previsto che venisse istituito uno specifico settore nell’organigramma aziendale. Infatti comunicare tempestivamente e sistematicamente rappresenta un’opportunità per far conoscere scelte, iniziative e caratteristiche di un’azienda moderna e che vive al di dentro delle realtà sociali in cui opera. Le scelte più evidenti in tale direzione sono già apprezzabili da soci, clienti ed utenti. Dal mese di aprile il sito internet della Banca ha una nuova veste ed è arricchito di nuovi contenuti. Dal punto di vista grafico sulla home page scorrono immagini dei luoghi ove la Banca opera a sottolineare il forte legame con il territorio. Il riordino dei contenuti contribuisce ad offrire al visitatore un quadro ove è facile ed intuitivo rinvenire le notizie ed i documenti cercati. In tema di contenuti è intenzione di porre a disposizione fra le notizie In evidenza tutti quegli appuntamenti, notizie, opportunità che soci, clienti ed internauti speriamo trovino interessanti ed attuali. Una particolare attenzione è stata posta alla sezione Chi siamo. Oltre a notizie sulla storia della Banca sono messi a disposizione il file pdf dell’atto costitutivo della Cassa Rurale ed Artigiana Giuseppe Toniolo disponibile anche in versione audio, documenti significativi come un articolo apparso su Il Popolo nell’anno 1948 in cui si informa della visita del Ministro dell’Agricoltura Antonio Segni alla Cassa Rurale, e più recenti contributi su figure ed avvenimenti che hanno segnato la vita dell’azienda. Altra novità sul piano della comunicazione è la messa in funzione di un circuito che trasmette in tutte le agenzie della BCC informazioni nazionali (notiziario, previsioni meteorologiche, oroscopo) e informazioni riguardanti la vita della banca. Attraverso tale canale non solo si intende fornire un’opportunità a quanti hanno accesso agli sportelli riempendo il vuoto dei minuti di attesa, ma si vuole offrire un vero e proprio contributo sul piano informativo. La comunicazione con i soci e con i clienti ha una valore essenziale e strategico. I soci hanno il diritto-dovere di essere informati sulla vita della propria azienda perché solo se consapevole la partecipazione rappresenta un valore. I clienti hanno invece l’opportunità di apprezzare lo sforzo di fornire alla comunità un servizio che non si limita agli aspetti bancari ma che vuole rappresentare un contributo alla comunità. L’idea è quella di unire, nel tempo, anche contenuti di cronaca locale, di informazione sulle iniziative che connotano i nostri territori e, perché no, una vetrina dell’imprenditoria che opera in loco. Tale scelta che la BCC Giuseppe Toniolo importata dall’esperienza di altre realtà come la BCC di Cesena, rappresenta una novità assoluta nella nostra Federazione. 25 Da noi si paga zero! 26 Quanto costa prelevare Commissione per i prelievi in filiale delle principali banche italiane, dati in euro Nome Conto Unicredit Cariparma Bnl Bpm Banca Mps Ubi Ricaricabile Conto Famiglia Revolution Flexiconto Conto Zip Duetto Noi Prelievo 3 (1) 1 (3) 3 (2) 1,5 3 1 (3) 2 Rendimento conto (min) 0% 0,01% 0,01% 0,20% 0% 0,001% 0,03% (1) per prelievi fino a 1.500 euro Fonte: il Corriere della Sera, 1 marzo 2011 (2) dal 18 aprile, per prelievi fino a 2 mila euro (3) per prelievi fino a 500 euro Media Responsabilità sociale d’impresa: la Banca adotta la norma ISO 26000 di Flavio Napoleoni 1 COM(2006) 136 definitivo. Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo - Il partenariato per la crescita e l’occupazione: fare dell’Europa un polo di eccellenza in materia di responsabilità sociale d’impresa. 2 In merito alle diverse visioni della RSI vedasi Luciano Venturini Significati e potenzialità della responsabilità sociale d’impresa: gli sviluppi del dibattito teorico in Responsabilità sociale d’impresa e dottrina sociale della chiesa cattolica - Franco Angeli ed. Si parla da anni di responsabilità sociale d’impresa. Multinazionali e pmi dichiarano allo stesso modo di improntare il proprio modello di business tenendo conto di un contesto che non si esaurisce nell’obiettivo dell’utile d’esercizio, ma contempera anche l’interesse di quanti a vario titolo si configurano come portatori d’interesse nei confronti della stessa società. Vale la pena ritornare alla definizione del concetto di responsabilità sociale d’impresa (RSI) o corporate social responsability (CSR). Secondo il Libro verde presentato alla Commissione europea nel 2001, la responsabilità sociale d’impresa è “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ambientali nelle attività produttive e commerciali delle imprese e nel loro relazionarsi con le diverse classi di portatori d’interesse”. Sempre in ambito europeo viene precisato che “Le imprese hanno un comportamento socialmente responsabile se decidono di andare oltre le prescrizioni minime e gli obblighi giuridici derivanti dai contratti collettivi per rispondere alle esigenze della società. Scegliendo la via della responsabilità sociale, le imprese di ogni dimensione possono contribuire, in cooperazione con i loro partner, a conciliare meglio le ambizioni economiche, sociali ed ecologiche”1. Esistono tre diverse visioni di responsabilità sociale d’impresa: quella neoclassica, quella strategica e quella etica2. La visione neoclassica è quella che affida all’impresa un unico obiettivo: produrre profitto e farlo rispettando leggi in vigore e delle norme etiche in uso. L’economista statunitense Milton Friedman afferma infatti che “C’è 27 28 una e solo una responsabilità sociale dell’impresa: usare le sue risorse e dedicarsi ad attività volte ad incrementare i propri profitti rimanendo all’interno delle regole del gioco. Il che equivale a dire che competa apertamente senza ricorrere all’inganno o alla frode” . Nella visione strategica della RSI si pongono in particolare risalto le opportunità ed i benefici che possono derivare da comportamenti socialmente responsabili. Per la visione etica le azioni poste in essere non hanno il fine di conseguire un beneficio economico ma vengono adottate per quanto di positivo esse producono nella contesto in cui la società opera e di cui è parte. Oggi più che mai la sfida per le aziende è quella di scegliere una strada che va oltre la sola realizzazione di profitti e considerare come fattori identitari, ma anche di successo, la responsabilità e la sostenibilità delle scelte inerenti la propria attività. Attualmente tutti o quasi ormai pubblicano bilanci sociali, report di sostenibilità, codici etici. Proprio perché divenuta prassi comune e perlopiù autoregolamentata, concreto è il rischio di incorrere in una prassi, una moda, una civetteria. Ancor più significativo è il pericolo che si adottino strategie di RSI che in qualche modo compensino attività censurabili di sfruttamento o che arrecano danni all’ambiente. “… Le multinazionali spendono i loro soldi solo per costose campagne di CSR, invece di pagare salari equi e migliorare le condizioni dei Paesi di produzione. E per noi diventa sempre più difficile stigmatizzare questa penosa situazione, perché molti consumatori e media credono alle bugie della CSR”3. Il fatto che non tutto ciò che si dice o si può leggere sia vero non rappresenta comunque una valida ragione per rinunciare a credere ad un modello di impresa che tenga conto dell’effetto che la propria attività produce nel contesto in cui essa opera. Il problema che da tempo si è posto è quello della definizione di un complesso di norme rispetto alle quali sia possibile se non certificare quantomeno leggere meglio il modo di interpretare la responsabilità sociale d’impresa. Fissare cioè di punti sui quali ogni politica di RSI debba misurarsi, ma soprattutto possa essere misurata. A questo scopo, in buona sostanza, è stata varata la Linea guida ISO 26000. E’ frutto di un lavoro iniziato nel 2003 e che ha visto la luce alla fine dello scorso anno. E’ stato costituito in sede ISO (International Organization for Standardization), rete formata dagli Enti Nazionali di Normazione di oltre 160 paesi che elabora norme tecniche internazionali, un working group cui hanno partecipato 600 esperti, 92 paesi e 42 organizzazioni internazionali. In tale gruppo di lavoro sono state identificate sei categorie di stakeholder (portatore di interesse): lavoratori, governi, consumatori, servizi e ricerca, ong, imprenditori. Nel caso della RSI non è stata però emanata una norma, ma come detto, una linea guida. La cosa è significativamente diversa. Infatti a differenza di quanto avviene, ad esempio, per i sistemi di gestione per la qualità o per l’ambiente, non darà luogo ad alcuna certificazione, ma ad una guida ai principi ed alle pratiche di responsabilità sociale d’impresa. Come afferma Massimo Chiocca del CISE - Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico “Fino dall’avvio del processo di sviluppo della 26000 gli stakeholders hanno deciso, a maggioranza, di elaborare una linea guida e non una norma certificabile per ragioni che è complesso analizzare ma che riflettono uno dei punti di forza e contemporaneamente di debolezza della ISO 26000: quello cioè di essere frutto del lavoro congiunto di un’ampia rappresentanza di stakeholders (punto di forza) di cui rappresenta un punto di equilibrio fatto di compromessi (punto di debolezza).” 4 Tutto potrebbe essere stato fatto meglio. Se questo è però quanto si è riuscito a produrre, chi ha a cuore nel proprio paradigma imprenditoriale la RSI non può trincerarsi dietro pur non trascurabili debolezze. Per questo la nostra Banca ha deciso di adottare un modello che rappresentasse effettivamente una guida per operare all’interno 3 Klaus Werner Lobo Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere - Newton Compton editori 4 http://www.csr.unioncamere.it/?mod=AREA_ISTITUZIONALE&mod2=ARTICOLO&id_articolo=308 dell’azienda. Da ciò è scaturito un vero e proprio manuale che declina principi da rispettare ed azioni da porre in essere. Proviamo a darne una sintetica illustrazione. Sette sono i principi che la ISO 26000 indica come regolatori della responsabilità sociale d’impresa che vengono presentati sotto forma di modello. Rispetto ad essi vanno declinate le scelte e le responsabilità delle organizzazioni che adottano un modello conforme alle linee guida. Di seguito si riportano tali principi ed il sunto delle conseguenti azioni che la Banca ha previsto nel manuale adottato. 1. Responsabilità di rendere conto (accountability). La Banca è responsabile di rendere conto degli impatti delle proprie azioni sulla società, sull’economia e sull’ambiente. Deve accettare esami appropriati ed ha il dovere di rispondere a tali esami. La responsabilità di rendere conto implica anche il farsi carico delle responsabilità in caso di azioni scorrette adottando adeguate misure allo scopo di porvi rimedio e intraprendendo azioni volte a impedirne la reiterazione. 2. Trasparenza. La Banca è trasparente nelle sue decisioni e nelle attività che impattano sulla società e sull’ambiente. Divulga in modo accurato e completo le politiche, le decisioni e le attività per le quali è responsabile. Il principio della trasparenza non richiede che le informazioni riservate siano rese pubbliche, né implica che si forniscano informazioni protette o che possano violare obblighi legali, commerciali, di sicurezza o di riservatezza personale. 3. Comportamento etico. La Banca si comporta in maniera etica. Tale comportamento si basa su valori quali onestà, equità ed integrità. Questi valori implicano un’attenzione verso le persone, gli animali e l’ambiente ed un impegno ad affrontare l’impatto delle proprie attività e decisioni sugli interessi degli stakeholders. 4. Rispetto degli interessi degli stakeholders. La Banca ri- spetta, prende in considerazione e risponde agli interessi dei propri stakeholders. I portatori di interesse sono considerati come tali, nei propri interessi, nei propri diritti e nelle preoccupazioni che manifestano. 5. Rispetto del principio di legalità. La Banca considera obbligatorio il rispetto del principio di legalità. Esso si riferisce alla supremazia della legge e contrasta con l’esercizio arbitrario del potere. Nel contesto della responsabilità sociale, il rispetto del principio di legalità prevede che un’organizzazione adempia le leggi ed i regolamenti. 6. Rispetto delle nome internazionali di comportamento. La Banca, in situazioni in cui la legge o le sue modalità di attuazione non forniscono adeguate garanzie ambientali e sociali, cerca in tutti i modi di garantire almeno le norme internazionali di comportamento. 7. Rispetto dei diritti umani. La Banca rispetta i diritti dell’uomo ne riconosce l’importanza e l’universalità. Come comprensibile, diverso è l’impatto dei diversi principi. Uguale è l’impegno alla loro applicazione ed al loro rispetto. 29 www.interlaced.it “Per me, per i miei sogni, per la mia famiglia” 30 BCC Vita - Praesidium. Dedicato a Te ed alla tua famiglia, uno strumento per progettare e costruire il tuo futuro ed i tuoi sogni con la consapevolezza che il domani sarà sereno. www.bccvita.it Messaggio pubblicitario. Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo disponibile su www.bccvita.it e presso le Banche di Credito Cooperativo. Colle Pardo, una storia che ci appartiene di Domenico Gilio Presidente Non c’è Cittadino di Genzano o di Ariccia che non abbia un ricordo, una storia da raccontare su Colle Pardo. Ma i ricordi e le storie personali sono fragili e nel breve volgere degli anni sbiadiscono. Solo se diventano storia di un popolo e, ancor meglio, di due popoli vicini, assumono i caratteri duraturi di patrimonio pubblico e di bene comune. Colle Pardo, per la sua posizione geografica, per l’esposizione panoramica e per la ricchezza dei reperti storici ed archeologici che conserva, ha vocazione, più di ogni altro luogo, ad essere un Bene ed un Patrimonio pubblico. A. Bresciano, padre Gesuita della metà dell’800, ne Il ritorno dell’Esule, mentre descrive con magnificenza di parole i luoghi di residenza del duca Lorenzo Sforza Cesarini, “Nella più lieta e solitaria costa dei poggi Aricini, posta a cavaliere della vinosa Genzano, s’apre un lunghissimo e dirittissimo viale a doppia riga d’antichi olmi fronzuti, il quale conduce a un largo e bello spianato, su cui nasce e grandeggia il maestoso palagio…”, fa notare che da quest’altura, “girando l’occhio intorno si veggono i monti Artemisi e il lago di Nemi e il colle Pardo de’ Iacobini, dal quale corre la vista sino a Laurento, ad Ardea. Ad Anzio, e giù per la marina dai colli di Lanuvio sino al Capo Circeo, ove ebbero l’alto seggio i primi Polasgi, e la reina Circe edificò le alte moli ciclopiche, che durano immote da tanti secoli a testimonio della antichissima civiltà e potenza dell’Italia”. Una nota a spiegazione del brano chiarisce: “Il Colle Pardo de’ Iacobini è il poggio più alto che si leva di fronte al Santuario di nostra Signora di Galloro tutto vestito di castagni dal fondo della valletta insino all’ultima cima, sopra la quale i due fratelli Iacobini edificarono un Belvedere di mirabile prospettiva. Ivi l’eccellentissimo Sig. Camillo, Ministro del commercio e dei Lavori Pubblici, e il Sig. Gaetano, direttore del gran ponte che si sta costruendo tra l’Ariccia ed Albano, vengono talora a ricrearsi cogli amici; né in vero in tutto l’agro romano puossi trovar luogo di più dilettevole sguardo( poiché egli gira la vista intorno da monte Soratte insino all’isola di Ponza) accogliendo sotto di sé tutto, quant’è vasto, il giro del Lazio”. Con perspicace perizia Virginio Melaranci, da un punto di vista geografico, definisce Colle Pardo “cerniera tra due sistemi territoriali differenti: quello ariccino di valle Ariccia e dell’Appia Antica e 31 32 quello di Genzano con le Olmate ed il parco ottocentesco degli Sforza Cesarini che introduce al bacino del lago di Nemi. E’ un brano di natura ancora perfettamente integra, salvaguardare la quale può rappresentare la conservazione di quel corridoio ambientale che salda il lago di Nemi con i trenta ettari immacolati di Parco Chigi, ultimo lacerto delle antiche selve castellane”. Chiunque percorre l’Appia da Ariccia verso Genzano si sente pervaso da questo scenario di bellezza; avverte sulla pelle i benefici effetti. Colle Pardo si eleva, come un monumento naturale, sul Santuario della Madonna di Galloro, col ciuffo di pini sulla vetta, baluardo superbo e maestoso verso il mare, che tiene insieme uniti i borghi di Genzano e di Ariccia, nel versante Est – Ovest, con le braccia distese su Vallericcia e sui territori collinari, verdi di uliveti e di vigneti, di Genzano. Idealmente, come un festone verde, attraverso l’Appia, tiene uniti anche i due Palazzi nobiliari delle due città: Palazzo Sforza Cesarini e Palazzo Chigi, legando, possiamo dire, due popoli diversi, in uno stesso destino. Per salvaguardare l’integrità di questo sito di bellezza e di memorie, la scorsa estate è sorta l’Associazione Colle Pardo Onlus, con l’intento, non solo di conservare il territorio, ma di lanciare una proposta di civiltà e di cultura. L’obiettivo è di moderare ed invertire la tendenza del modello economico che fa del territorio quasi esclusivamente un luogo di possesso, di profitto; un capitale, una merce, un avere più o meno redditizio. I cittadini che hanno aderito alla nostra iniziativa ritengono che la società della macchina ha aumentato il potere dell’uomo sul territorio. Con i nuovi mezzi di trasporto si va più veloci, si percorrono più spazi. Con la tecnologia applicata al lavoro si ottiene più prodotto. Con i nuovi mezzi di costruzione si può trasformare e consumare più facilmente il territorio. L’uomo acquista sempre più potenza e dominio sulla natura. Ma proprio da qui nascono le storture che rendono meno felice e meno appagante il rapporto con l’ambiente. Nella misura in cui aumenta il suo potere l’uomo si estranea dalla terra e aumentano le passioni tristi, aggressive, distruttive. Per assurdo il territorio apparteneva più all’uomo contadino che viveva in esso con gli animali domestici, che lo percorreva col ritmo dei quadrupedi: l’asino, il cavallo, il mulo, che non oggi che lo percorre con le quattro ruote e perde i legami vitali con esso. Si può riproporre oggi un rapporto di essere-nel-territorio in sostituzione del rapporto di possedere-il-territorio? Noi pensiamo di sì. Il nostro intento è di riproporre i valori ed i beni essenziali della terra e della vita: l’acqua, l’aria, il verde, i boschi, i prati. In una parola ci proponiamo di migliorare la qualità della vita, chiedendo solo di correggere in parte lo stile del comportamento quotidiano, che necessariamente non può continuare ad essere quello dello spreco, del consumo, della disattenzione, della disaffezione di tutto ciò che è cosa pubblica. Vogliamo far maturare la consapevolezza che il bene primario non è la proprietà privata, ma l’armonia tra il pubblico e il privato, che devono convivere e non assediarsi l’un l’altro. Come suggerisce Ilaria Proietti, in un suo articolo su Città Futura, con piccoli gesti virtuosi, con un po’ di attenzione, si può cambiare stile di vita: si può passare dallo spreco al rispetto, dal consumo al risparmio delle risorse della terra. Ci danno l’esempio i Comuni che si sono associati in “Comuni virtuosi” intorno agli obiettivi del risparmio energetico, del contenimento dell’impronta ambientale, cioé dell’occupazione e del consumo del territorio, in nome della sobrietà e della sostenibilità dello sviluppo, fino ad accettare uno stato di decrescita felice. In questo circolo virtuoso si dovrebbero inserire i quattro Comuni viciniori Genzano, Ariccia, Lanuvio e Nemi. In questo senso i segnali sono incoraggianti. Le Amministra- zioni di Genzano, di Ariccia e di Lanuvio hanno aderito alle finalità ed alle iniziative promosse dall’Associazione Colle Pardo. E’ prossima anche l’adesione di Nemi. Si verrà a comporre così un quadrilatero amministrativo di un’area di pregio storico – paesaggistico –archeologico, unica al mondo, fatta di palazzi, di strade, di parchi, di giardini, di boschi, un tempo attraversati da pellegrini o turisti, spinti da motivi di svago, di studi, di interessi artistici o religiosi. Nel mese di ottobre scorso i Sindaci di Genzano e di Ariccia congiuntamente hanno chiesto alla Provincia di sostenere l’acquisto del bosco monumentale di Colle Pardo per la realizzazione di un Parco pubblico. La risposta non poteva che essere favorevole, stante il fatto che, ai sensi del D.L. 42/04 (ex legge n.1497/1939) e successive disposizioni, “il colle predetto costituisce, con la notevole vegetazione arborea lungo la parte delle pendici e soprattutto per la sua cima coronata da un magnifico gruppo di pini secolari, un quadro naturale di singolare bellezza panoramica”. Una funzione di agevolazione e di supporto economico di primo pia- no verrà svolta in tempi immediati dalla Banca Giuseppe Toniolo di Genzano, che, data la sua vocazione e la sua riconosciuta attenzione al territorio, non poteva mancare a questo fondamentale appuntamento. Colle Pardo così, affrancato dalle insidie dell’asta e dalle mire speculative, di chi già prevedeva la possibilità di costruirvi villette di alto pregio, potrà rimanere un luogo naturale incontaminato e un polmone verde in mezzo alle due città di Genzano e di Ariccia, meta di un percorso articolato, fisico, storicoartistico e turistico, che partendo da Vallericcia attraverso l’Appia Antica, l’antica via sacra, può condurre, lungo il viale delle olmate ed il Parco Sforza Cesarini, al Museo delle navi romane ed alla scoperta dei resti del tempio di Diana, sul bacino del lago di Nemi. Noi immaginiamo Colle Pardo come un Parco Verde intercomunale aperto al Pubblico, con varie funzioni. Un orto botanico darà spazio alle essenze vegetali originarie del luogo. Una zona può rifiorire dell’antico roseto e le rose rinomate di Colle Pardo potranno ritornare a Roma. Vogliamo preparare dei percorsi sterrati individuali o per gruppi per Ciuffo di pini su una verde foglia, morbida mano tesa è fragile e tenace la memoria del colle. il benessere psicofisico. E percorsi storico-artistico-culturali, con spazi dove siano possibili pause di quiete, per ritrovare il gusto del pensare, del meditare, dell’ispirazione per tutto ciò che è bello ed armonioso in un luogo verde accogliente. La sommità farà da aula decentrata, naturale, per gruppi di studenti e di studiosi o per artisti che vogliono attingere direttamente dall’ambiente la motivazione a gustare e creare arte. Giustamente Giorgio Magistri afferma che “Salire sul Colle rappresenta un’immersione nella psicogeografia personale e,tuttavia, anche sociale, storica e geomorfologica dei Colli Albani” e definisce il Colle “luogo-culla” e l’esperienza che se ne può trarre, salendovi, “tour panoramico dell’intimità”, dove scavo geologico, archeologico e archivistico s’incrociano e si fondono in un unico, irripetibile luogo, che accomuna due città: Genzano ed Ariccia, in un ideale abbraccio con la loro antica storia”. E’ questa incoraggiante prospettiva che spinge l’Associazione Colle Pardo a continuare ad impegnarsi per consegnare alle Cittadinanze di Genzano e di Ariccia un luogo pubblico, attrezzato, accogliente, dove tornare a fare picnic e trovare un punto di ristoro nell’antico Casino di caccia dei Principi Jacobini, che potrà essere restaurato nella forma originaria. Vogliamo aprire la disponibilità del Colle anche ai Comuni dei Castelli Romani e a chiunque voglia venire in quest’oasi boschiva, a ritrovare nello stormire dei pini e dei castagni le voci della vita che si rinnova. 33 La BCC Giuseppe Toniolo e l’AISM: insieme per un futuro diverso di M. Eledia Mangia 34 L’AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla- è una ONLUS attivamente impegnata a garantire il miglioramento della qualità della vita delle persone affette da tale patologia. L’Associazione rappresenta oggi un fondamentale punto di riferimento per le 60 mila persone che ogni giorno combattono questa malattia e in Italia è l’unica organizzazione che si occupa sotto ogni aspetto della sclerosi multipla, attraverso la promozione e il finanziamento della ricerca e l’erogazione di servizi sanitari e sociali sia a livello nazionale che locale. Nei giorni 24-30 gennaio 2011 si è tenuta la settima edizione della “Settimana Nazionale dei lasciti” organizzata dall’AISM in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato, con l’obiettivo di sensibilizzare, informare e soprattutto offrire un servizio di consulenza in materia di disposizione testamentaria. Chiunque, infatti, può sostenere l’AISM e la sua Fondazione con un lascito: non si tratta semplicemente di offrire un gesto di solidarietà ma di garantire un futuro alla ricerca scientifica. Un impegno sociale e umanitario, un impegno che la BCC Giuseppe Toniolo di Genzano di Roma ha prontamente condiviso ospitando un incontro informativo presso la sede della Banca. L’evento è stato organizzato per rispondere alle numerose richieste che pervengono alle Associazioni da parte di soci e cittadini che desiderano ricevere informazioni e soddisfare curiosità su un tema attuale e delicato come quello delle successioni testamentarie. Il convegno, che si è tenuto Giovedì 27 gennaio 2011, è stato presieduto da Rosanna Rocchetti, Commissario ProTempore AISM della Sezione di Roma e dal Notaio Dott. Salvatore Mariconda. Il Presidente della BCC Toniolo, Maurizio Capogrossi, nel salutare i partecipanti ha rinnovato il suo profondo interesse e la grande motivazione per questa iniziativa e ha sottolineato il valore e l’importanza dell’appuntamento che per la prima volta, in sette anni di incontri divulgativi, si è tenuto a Genzano di Roma. Questo è il primo anno, infatti, che l’AISM ha scelto proprio la sede della Banca Toniolo per organizzare un evento di cotanta importanza. Con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, il Notaio Mariconda ha illustrato diverse questioni di diritto testamentario, aiutando tutti i presenti a comprendere meglio aspetti di questa materia non sempre di facile conoscenza e gestione. Sono state trattate questioni relative la quota legittima e il testamento biologico, sono state illustrate le caratteristiche e le differenze tra testamento pubblico, segreto e olografo ed è stata presentata la figura dell’amministratore di sostegno. Il Notaio ha fornito suggerimenti preziosi e ha risposto alle tante domande dei partecipanti soddisfando i vari interrogativi. Al termine dell’incontro la Dott.ssa Rocchetti ha ringraziato tutti coloro che sono intervenuti, nella speranza che questa iniziativa possa rappresentare l’inizio di un cammino comune in cui ciascuno può accrescere le proprie conoscenze e partecipare alla propagazione delle tematiche inerenti la sclerosi multipla. Il convegno si è concluso in serata con un aperitivo: un occasione per scambiare un saluto conviviale e rinnovare l’appuntamento alle prossime iniziative organizzate dell’AISM. bblico è redatto Il testamento pu ta un stimoni. Rappresen te e du a i nt va da o dal Notai re dei propri ognuno può dispor e al qu il n co o lic e contro atto pubb a assicura il testator rm fo a st ue Q . se es ufruire dei beni o di parte di one e consente di us zi ca ifi ls fa di hi sc eventuali ri consigli del Notaio. A proposito di testamento... Il testamento segreto è conservato in una busta sigillata presentata al Notaio, in presenza di due testim oni. Questo tipo di testam ento rispetta sia l’ esigenza di riservatezza che la buona Il testam conservazione. ento olo scritto, d grafo de atato e s testatore ve esser ottoscri : non son o ammes tto interamente d e si mezzi macchin meccani i mano dal e da scri Il vantag ci quali vere, o in gio di qu compute t e e r s v t e o r, n tes ti d può esse re oggett tamento è la velo i terzi. o di falsi ficazioni cità e praticità, m e/o smar a rimenti. Avendo parenti diretti, è possibile destinare parte del proprio patrimonio ad un Ente? Il testamento permette di destinare parte della propria eredità, la cosiddetta “disponibile”, anche a soggetti estranei alla propria cerchia famigliare. Quali sono i parenti che non possono essere esclusi dalla successione? I parenti in linea retta, cioè i figli (in caso di loro premorienza, i figli dei figli), i genitori in caso di assenza dei figli e il coniuge hanno diritto a una quota di eredità, la cosiddetta “legittima”. Può fare testamento una persona con problemi fisici e impossibilitata a scrivere o firmare? Si, attraverso il testamento pubblico, ovvero il testamento raccolto e messo per iscritto dal Notaio alla presenza di due testimoni. Perchè è utile fare testamento? Attraverso il testamento si possono lasciare le disposizioni patrimoniali, ad esempio regolando le modalità di assegnazione e distribuzione del proprio patrimonio, ma anche di carattere non patrimoniale, al fine di impedire così il sorgere di eventuali liti tra i beneficiari. 35 La BCC Giuseppe Toniolo fra i vincitori del concorso “Un pieno di carte” organizzato da ICCREA Banca Il 31 dicembre 2010 si sono chiusi i concorsi a premi nell’ambito delle attività di Monetica denominati “Un pieno di...CARTE”. Come noto, sono iniziative organizzate da Iccrea Banca e dedicate alle BCC con l’obiettivo di fornire un ulteriore strumento per il collocamento delle carte di credito e lo sviluppo della componente acquiring tramite i merchant da esse serviti. Le classifiche finali hanno identificato, per ciascuna manifestazione, le quaranta BCC vincitrici, il cui personale potrà “fare il pieno di carburante” spendendo i buoni vinti. Le BCC vincitrici dei due concorsi sono dislocate su tutto il territorio nazionale e questo testimonia la valenza commerciale dei concorsi e l’apprezzamento da parte delle banche. 36 Complimenti ai vincitori! Ecco le graduatorie, uniche a livello nazionale, delle 40 BCC vincitrici, 30 per classe e di 10 in valore assoluto. Il montepremi complessivo assegnato al concorso “Un pieno di...CARTE” è risultato pari a € 65.000. Classifica per classe. Queste BCC hanno vinto un set di buoni carburante pari ad un controvalore di: € 2.000,00 per la prima classificata € 1.500,00 per la seconda classificata € 1.000,00 per la terza classificata Classe Sesta 1a classificata: Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Genzano 2a classificata: Banca di Credito Cooperativo di Cittanova 3a classificata: Banca di Forlì di Credito Cooperativo Ufficio Stampa FONDAZIONE ISAL E ICCREA BANCA (CREDITO COOPERATIVO) INSIEME PER SCONFIGGERE IL DOLORE CRONICO FONDAZIONE ISAL E ICCREA BANCA (CREDITO COOPERATIVO) INSIEME PER SCONFIGGERE IL DOLORE CRONICO Attivato un call-center dedicato ai clienti delle Banche di Credito Cooperativo possessori della CartaBCC attiva (in prevalenza quella femminile), 3 milioni di ore lavorative e Fondazione ISAL (l’istituto che promuove laAttivato conoscenza,un la ricall-center dedicato cerca e la formazione nell’ambito della terapia del dolore) e Iccrea 3 milioni di euro in farmaci e prestazioni sanitarie. Eppure il dolore ai clienti delle Banche di Credito Cooperativo possessori della CartaBCC Banca (l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo – Gruppo ban- è una malattia culturalmente quasi sconosciuta alle Autorità Sanicario Iccrea) scendono insieme in campo con una iniziativa a soste- tarie. In quasi venti anni di attività la Fondazione ISAL ha dato una risposta concreta a questo vuoto culturale e legislativo, formando gno delle persone affette da dolore cronico. oltre l’85% dei medici specialisti in terapia del dolore e promuoDa oggi Fondazione ISAL e Iccrea Banca forniranno un valido sup- vendone la conoscenza, la ricerca e la formazione. Un impegno, Fondazione ISALBanche (l’istituto promuove la conoscenza, la ricerca e lapatrocinato formazione porto a beneficio dei clienti delle di Creditoche Cooperativo e questo, che nel 2009 è sfociato in un progetto dal Senanell’ambito della terapia del dolore) Iccrea Banca Cooperativo – Casse Rurali titolari di CartaBCC, mettendo a loro edisposizione il to e(l’Istituto dai MinisteriCentrale del Lavoro, del dellaCredito Salute e delle Politiche Sociali Numero 800 10Iccrea) 12 88, scendono attivo dal luned“ al venerd“ denominato “Cento cittˆ contro il dolore”.delle Uno sforzo scientifiGruppoVerde bancario insieme in campo con una iniziativa a sostegno persone dalle ore 10.00 alle 16.00. Contattando il call center sarà pos- co, politico ed istituzionale che si è tradotto in un’azione concreta affette da dolore cronico. sibile ricevere informazioni sui Centri di Terapia del Dolore più per dare voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico e vicini all’utente, e ottenere un primo aiuto tramite una consulenza oncologico, un network che unisce l’Italia nel nome dell’assistenza Fondazione ISAL e Iccrea Banca forniranno un valido supporto a beneficio dei clienti telefonica diDa un oggi terapista del dolore della Fondazione. e della solidarietà. delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali titolari di CartaBCC, mettendo a loro disposizione Grazie a questa iniziativa, rinnova tuttolunedì Per ulteriori informazioni sull’iniziativa si possono i siti il Numero Verde Iccrea 800 Banca 10 12 88,l’impegno attivo didal al venerdì dalle ore 10.00 alle visitare 16.00. il Gruppo bancario Iccrea (l’insieme delle aziende che lavorano www.fondazioneisal.it e www.cartabcc.it. Contattando il call center sarà possibile ricevere informazioni sui Centri di Terapia del Dolore più a sostegno dell’operatività delle BCC) a beneficio del ruolo svolto vicini all'utente, un solo primo aiutoditramite una 13 consulenza aprile 2011 telefonica di un terapista del dal Credito Cooperativo esulottenere territorio, non dal punto vista Roma, industriale (grazieFondazione. a tutti i servizi compresi nella CartaBCC e dedolore della stinati alla clientela corporate e retail delle Banche), ma anche da quello sociale, e in particolare per la tutela del benessere e la Grazie a questa iniziativa, Iccrea Banca rinnova l’impegno di tutto il Gruppo bancario Iccrea sensibilizzazione verso questa patologia. Iccrea Banca S.p.A. è l’Istituto Credito Cooperativo, controllata (l’insieme delle aziende che lavorano a sostegno dell’operatività delle Centrale BCC) adelbeneficio del ruolo da Iccrea Holding S.p.A. (Capogruppo del Gruppo bancario Iccrea). Iccrea Banca l’impegno sul dellaterritorio, Fondazione ISAL svolto dal sosterrà, Creditoinoltre, Cooperativo non solo dal punto di vista industriale (grazie a tutti i Al 31.12.2010 operavano in Italia 415 Banche di Credito Cooperativo e nel settore della ricerca sul dolore, ambito in cui la Fondazione servizi compresi nella CartaBCC e destinati alla clientela corporate retail delle main 2.683 anche Casse Rurali, con 4.375 e sportelli. Hanno una Banche), presenza diretta Comuda anni svolge un’importante attività di analisi scientifica volta a ni e 101 Province. In 550 Comuni rappresentano l’unica realtà bancaria. Alla da quello sociale, e in particolare per la tutela del benessere e la sensibilizzazione verso questa scoprire nuove terapie per poter vivere senza la faticosa persistenza stessa data la raccolta diretta di sistema era di 151 miliardi di euro (+1,7% patologia. quotidiana del dolore. annuo) mentre gli impieghi ammontavano a 135,3 miliardi di euro (+5,8% annuo). Il patrimonio è di 19,2 miliardi di euro (+3,6%). Info: BCC Credito Cooperativo: Federcasse – Uff. Stampa e Rapp. Istituzionali Dal 15 marzo 2010 laBanca legge sul dolore sancisce il diritto a non sof-della Iccrea sosterrà, inoltre, l’impegno Fondazione ISAL nel settore della ricerca sul frire, e di questo diritto Fondazione ISAL ne ha fatto una bandiera Marco Reggio – cell. 338.31.03.933 email: [email protected] dolore, ambito in cui la Fondazione da anni svolge un’importante attività di analisi scientifica volta a Gruppo bancario Iccrea: Iccrea Holding – Funzione Mercato. Comunicazione e per esso si è battuta sin dal 1993, anno della sua costituzione. La Via Lucrezia Romana, 41-47 – 00178 Roma Marco Bellabarba – mbellascoprire nuove terapie per poter senza la faticosa persistenza quotidiana del dolore. Fondazione, attraverso una struttura ampia evivere articolata, coniuga in d’Impresa [email protected] – Tel. 06.72072004 essa voci diverse che si traducono in un unico coro teso a creare Iccrea Banca – Servizio Commerciale Via Lucrezia Romana, 41-47 – 00178 Roma sempre nuove per 2010 alleviare sofferenze malati sancisce di Marco Marcocci Dalprospettive 15 marzo lalelegge sul dei dolore il diritto a non soffrire, di questo diritto – [email protected] – Tel.e06.72075602 dolore cronico. Fondazione – Direzionesin Organizzativa - Via Ovidio - 47900 Rimini -sua Dott.ssa Fondazione ISAL ne ha fatto una bandiera e per esso si èISAL battuta dal 1993, anno della Cristina Francioni – [email protected] - Tel. Fax.0541.705587 attraverso struttura ampia e articolata, coniuga in essa vociMilano diverse Garcovich srl - Ufficio Stampa Corso Venezia 41 – 20121 Luciana Ilcostituzione. dolore cronico è La unaFondazione, piaga ed un costo sociale cheuna colpisce in Clara Elefante [email protected] - Tel.: +39 02.76394997 che oltre si traducono un unico teso a popolazione creare sempre nuove prospettive per alleviare le sofferenze Italia 12 milioni diinpersone, paricoro al 20% della dei malati di dolore cronico. Il dolore cronico è una piaga ed un costo sociale che colpisce in Italia oltre 12 milioni di persone, pari al 20% della popolazione attiva (in prevalenza quella femminile), 3 milioni di ore lavorative e 3 milioni di euro in farmaci e prestazioni sanitarie. Eppure il dolore è una malattia culturalmente quasi sconosciuta alle Autorità Sanitarie. In quasi venti anni di attività la Fondazione ISAL ha dato una risposta concreta a questo vuoto culturale e legislativo, formando oltre l'85% dei medici specialisti in terapia del dolore e promuovendone la conoscenza, la ricerca e la formazione. Un impegno, questo, che nel 2009 è sfociato in un progetto patrocinato dal Senato e dai Ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali denominato “Cento città contro il dolore”. Uno sforzo scientifico, politico ed istituzionale che si è tradotto in un’azione concreta per dare voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico e oncologico, un network che unisce l’Italia nel nome dell’assistenza e della solidarietà. Per ulteriori informazioni sull’iniziativa si possono visitare i siti www.fondazioneisal.it e www.cartabcc.it. Roma, 13 aprile 2011 37 Per i nostri Soci Master 38 Finanziamento destinato ai soci per le spese di iscrizione e frequenza a corsi di specializzazione post laurea Per noi il socio non è un numero, ma il valore per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi. Quando il volto della solidarietà è dipinto dai giovani di Danilo Vischetti La primavera quest’anno si è colorata con le iniziative di solidarietà promosse dai giovani della nostra comunità castellana per i giovani della comunità sierraleonese. In un clima di grande collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte e le organizzazioni presenti nei progetti in favore della Sierra Leone (la Banca Toniolo con i Giovani Soci, il Centro Missionario Diocesano e Ponte di Umanità Onlus con i Giovani Costruttori per l’Umanità) si sono svolti e vissuti tre eventi fantastici e coinvolgenti. 12 marzo 2011 L’imponente cornice barocca di Palazzo Chigi, ad Ariccia, ha ospitato un evento dal profondo valore umanitario e dall’alto spessore solidale: il “Gran galà per l’Africa 2011”. Nel nobile salone d’Inverno di Palazzo Chigi hanno sfilato due importanti nomi dello moda italiana: il fascino e la raffinata seduzione del Wedding style di Filippo La Fontana, la creatività e la professionalità dell’African Concept di Simone Pieri. Nel corso della serata un buffet equo e solidale dagli esotici profumi e dagli speziati sapori africani è stato allestito nell’incantevole Sala Maestra. La serata si è conclusa con la condivisione delle intense testimonianze di Don Pietro Massari, del Presidente Capogrossi, Cristina Lorenzetti e Rossella Marianecci che hanno personalmente vissuto l’aridità, la povertà, ma anche la profonda umanità della Sierra Leone. La manifestazione ha registrato più di trecento ospiti e consentito di raccogliere oltre 5.000 euro che finanzieranno un progetto da attivare in Sierra Leone per giovani donne disabili. Nel corso della stessa serata sono state inoltre effettuate 35 adozioni scolastiche, cioè il sostegno economico che consentirà ad altrettanti bambini e ragazzi della Sierra Leone di frequentare il proprio corso di studi. 2 Aprile 2011 Il Palazzo dello Sport Gino Cesaroni di Genzano di Roma è stato teatro di due eventi all’insegna dell’amicizia e della solidarietà: in mattinata il “Trofeo della pace”, concorso sportivo, grafico - espressivo e letterario giunto alla sua settima edizione e in serata discoteca, danze e musica con “Night For Africa”. Il Trofeo della Pace è una manifestazione che ogni anno coinvolge centinaia di ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori dei Castelli Romani. Gli alunni devono misurarsi in lavori multimediali, elaborati grafici e letterari con un unico nobile obiettivo: aiutare la Sierra Leone. Allo stesso scopo il trofeo consente 39 40 41 42 ai giovani di misurarsi in un torneo di pallavolo in cui la squadra vincitrice riceve simbolicamente un premio in denaro che viene interamente devoluto alla missione della Diocesi di Albano nel disagiato paese africano. Questa manifestazione non solo persegue l’obiettivo di sostenere le iniziative sociali in Sierra Leone, ma vuole essere soprattutto uno strumento educativo per i nostri i nostri giovani cittadini, al fine di sensibilizzare e infondere valori morali e culturali di solidarietà, pace, amore e fratellanza. Per la preparazione del Trofeo della Pace sono stati realizzati dodici incontri nelle scuole medie e superiori di Albano, Genzano e Pomezia coinvolgendo circa 1500 studenti in assemblee durante le quali è stata presentata la missione sierraleonese. Sono stati organizzati sei incontri preparatori per le sfide finali delle partite di pallavolo e raccolti 150 elaborati per il concorso grafico espressivo e letterario. La mattina del 2 aprile è stato un susseguirsi di forti sensazioni. Dalla platea i ragazzi si incitavano vicendevolmente e tutti erano visibilmente emozionati. Sono state ore entusiasmanti e coinvolgenti, sia per gli studenti che hanno partecipato (erano più di mille!) che per i Dirigenti Scolastici, gli insegnanti, gli atleti e gli organizzatori. Durante la mattina la nostra Banca ha premiato i vincitori del trofeo con un assegno di euro 5.000,00 che i capitani delle due squadre vincitrici hanno consegnato a Don Pietro a favore della missione sierraleonese. La serata Disco “ Night For Africa” con 900 biglietti venduti è stata fondamentale per coinvolgere altrettanti giovani in azioni umanitarie. Certo non possono essere soltanto i numeri a descrivere l’impegno e la partecipazione attiva di tanti giovani alla nostra solidarietà con la popolazione e soprattutto con i giovani della Sierra Leone. Se gli adulti hanno partecipato in gran numero alla serata ariccina, se le istituzione scolastiche e comunali hanno aderito con successo alle iniziative proposte, se la Banca stessa ha stanziato anche quest’ anno 5.000 euro, sono stati i Giovani a rendere possibile che tali manifestazioni po- tessero realizzarsi con successo. I Giovani Soci della BCC Toniolo ed i giovani Costruttori per l’Umanità sono il grande risultato di queste splendide iniziative che si differenziano da tutte le altre e che offrono alla nostra comunità la consapevolezza che possiamo continuare ad investire su di loro che sanno progettare, pianificare, organizzare, gestire e presidiare eventi importanti come quelli vissuti finora. Certo tutto è migliorabile, tutto è trasformabile, tutto si può modificare, ma farlo con la consapevolezza di partire da una base forte e giovane ci rende tutti più sicuri e determinati. Sapere che le iniziative a favore della Sierra Leone non saranno più soltanto promosse da un prete da battaglia o da un Presidente sensibile, e sono invece diventate patrimonio della nostra collettività, le rende non sono solo migliorabili, ma anche amplificabili e durature nel tempo. Possiamo essere orgogliosi dei nostri giovani e sappiamo fin da ora che a loro possiamo affidare i nostri sogni individuali affinché diventino sogni collettivi e un giorno, ci auspichiamo, solide realtà. Per una Banca sempre più verde di Davide Bottoni “La banca adotta tutte le misure finalizzate a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Si impegna, inoltre, a porre in essere misure volte a sensibilizzare l’attenzione ed il rispetto verso l’ambiente da parte di tutti i Destinatari”. Codice Etico BCC Giuseppe Toniolo Consapevoli degli impegni/doveri che la Banca Giuseppe Toniolo, come banca nel territorio, ha nei confronti della salute del pianeta e delle generazioni future e nell’ottica di una sempre maggiore responsabilità ambientale che coinvolga ulteriormente non solo l’Azienda, ma anche e soprattutto il territorio, la Banca ha elaborato per il 2011 un programma di azioni concrete e ha adottato una politica ambientale che delinea attività e obiettivi misurabili e valutabili. A tal proposito è stato adottato il carattere Ecofont per la gestione e la stesura dei documenti aziendali, al fine di ridurre il consumo di inchiostro e toner, sostanze notoriamente inquinanti. Sempre a vantaggio dell’ambiente e nel rispetto della natura, è stato predisposto un avviso di default nei messaggi di posta elettronica che invita a non stampare la e-mail se non è strettamente necessario ed è stato avviato un controllo attivo del consumo di carta negli uffici. Nel campo della sostenibilità ambientale, dunque, la Banca rinnova anche quest’anno l’impegno nel ridurre la propria impronta ecologica attraverso un uso razionale delle risorse e al fine di favorire i soci e promuovere la crescita responsabile e sostenibile del territorio, ha realizzato un particolare accordo con la ZEM srl, un’azienda locale che importa motocicli elettrici. Si tratta di una convenzione appositamente studiata per i soci della Banca Toniolo che offre la possibilità di acquistare i motocicli elettrici della ZEM a prezzi esclusivi e con un finanziamento a condizioni assolutamente vantaggiose. I mezzi in questione sono già sul mercato italiano da oltre due anni, presentano caratteristiche tecniche e prestazioni all’avanguardia nonché soluzioni uniche nel loro genere. Il connubio della Banca con Zem (Zero Emission Motion o 43 Mobilità ad Emissione Zero) nasce da un comune obiettivo: il miglioramento della qualità della vita attraverso dei veicoli che permettono di muoversi senza emissioni nocive. Rispetto ad un comune veicolo a benzina, questi scooter offrono la possibilità di muoversi ovunque, a bassi consumi e riducendo l’utilizzo di carburanti fossili e l’ emissione di anidride carbonica. I 90 Km percorribili con le due batterie in dotazione assicurano l’autonomia necessaria per ogni esigenza giornaliera e ricaricare questi scooter è semplice e pratico, basta essere dotati di una presa di corrente. Non è necessario, dunque, far scendere pericolosi fili elettrici dal balcone di casa, possedere neces- sariamente un garage, installare congegni particolari o sottoscrivere contratti impegnativi: le batterie dei motoveicoli sono estraibili e ricaricabili ovunque, anche sul posto di lavoro e nei locali pubblici. Alcune compagnie assicurative, inoltre, grazie al provvedimento CIP n. 10 del 05/05/93, applicano sconti fino al 50% sulla polizza dei ciclomotori elettrici rispetto agli equivalenti a benzina. Per il bollo è prevista addirittura l’esenzione dal pagamento per i primi 5 anni (articolo 20 del DPR N° 39 del 05.02.53). Il più grande beneficio è però, oltre l’assenza di emissioni, il piacere della guida senza rumore alcuno, la possibilità di godere del paesaggio e dei luoghi nei quali viviamo e ci muoviamo: basti pensare alla indescrivibile sensazione di attraversare la strada alberata che si percorre ogni giorno e riuscire a sentire chiaramente il cinguettio degli uccelli o il rumore delle fronde mosse dal vento… queste sono sensazioni che potrete realmente apprezzare. Così prosegue anche l’attenzione e l’impegno della BCC Giuseppe Toniolo verso le sempre più attuali problematiche connesse al risparmio energetico, alle tecnologie ecologiche e al miglioramento delle condizioni di vita della comunità e di ogni suo socio. Sono previste iniziative per testare personalmente i motoveicoli. Scheda tecnica dei motoveicoli elettrici ZTL STAR 45 CARATTERISTICHE TECNICHE Dimensioni esterne: 1775 x 670 x 1100 mm Batteria: Litio, 2 x 60V/25AH Autonomia a piena carica: 110 Km Tempo di carica massima da 0: 6 - 8 h Peso del veicolo: 85 Kg Motore elettrico: Brushless ad alta efficienza, 60 V1500W 10" Peso trasportabile: 150 Kg Efficenza motore: 80% Velocità massima: secondo codice vigente Coppia massima: 60N-M Pendenza superabile: 20° Cambio: variatore automatico Elettricità utilizzata per 100 km: 6KW/h Freni: Anteriore Disco, Posteriore Disco Massima rumorosità del motore: ≤62db(A) Pneumatici: Tubeless 3.0-10' Voltaggio: 60V ACCESSORI Bauletto posteriore con schienalino passeggero No. 2 Carica batterie Allarme elettronico con telecomando No. 1 Borsa porta batteria Doppio specchio retrovisore Parabrezza COLORI: Bianco Perla Livrea BCC Toniolo 45 ZTL SMASH 54 CARATTERISTICHE TECNICHE Dimensioni esterne: 2150 x 680 x 1130 mm Batteria: Litio, 2 x 60V/25AH Autonomia a piena carica: 90 Km Tempo di carica massima da 0: 6 - 8 h Peso del veicolo: 120 Kg Motore elettrico: Brushless ad alta efficienza, 60 V3000W 13" Peso trasportabile: 150 Kg Efficenza motore: 80% Velocità massima: secondo codice vigente Coppia massima: 60N-M Pendenza superabile: 25° Cambio: variatore automatico Elettricità utilizzata per 100 km: 6KW/h Freni: Anteriore Disco, Posteriore Disco Massima rumorosità del motore: ≤62db(A) Pneumatici: Tubeless 130-13 Voltaggio: 60V ACCESSORI Bauletto posteriore con schienalino passeggero No. 2 Carica batterie Allarme elettronico con telecomando No. 1 Borsa porta batteria Doppio specchio retrovisore Parabrezza COLORI: Blu Livrea BCC Toniolo 46 Presepe infiorato: pennellate di petali per un appuntamento divenuto tradizione Edizione dopo edizione, non smette di stupire il Presepe infiorato. La pala d’altare anche quest’anno collocata presso la chiesa dell’Oratorio salesiano è stata inaugurata la notte del 24 dicembre scorso. Con una dimensione di circa 20 metri quadrati, l’opera realizzata con petali di fiori rappresenta la nascita di Gesù. La composizione è il risultato di una creativa contaminazione dell’Annunciazione del Beato Angelico con angeli del Pinturicchio e del genzanese Andrea Monti, con la Madonna di Cima da Conegliano. La vitalità della installazione, frutto dello studio progettuale di Anna Baldazzi ed Anna Pucci, è accentuata dall’integrazione nell’ambito del quadro della struttura marmorea che sostiene il tabernacolo. Altro elemento innovativo è costituito dalla tridimensionalità fornita da alcune figure di angelo sovrastanti la pala e poste su un lato della stessa. La realizzazione dell’opera reca la firma di Anna Pucci, ideatrice di questa tecnica artistica, ed ha visto 47 la collaborazione di Luigi Ciampanella, come la Pucci maestro infioratore, e di Ilenia Di Veronica. Quella del Presepe infiorato rappresenta non più una novità, ma un appuntamento annuale che registra il sempre maggiore apprezzamento di chi ha l’opportunità di ammirarne la realizzazione. La capacità di declinare in forme rinnovate il fascino e la tradizione dell’Infiorata sono il segno di una scia di valore e di cultura che merita di assurgere al rango di arte. Fin dalla prima edizione, da quella che sei anni fa era a metà fra la scommessa e l’esperimento, la Banca ha creduto nel Presepe come testimonianza e sintesi fra passato e futuro. Il ritorno all’origine dell’Infiorata, l’incontro con tecniche nuove di dipingere con i fiori, l’attenzione a nuovi generi di arte visuale che si sviluppano nei mondi dell’ar- te, quali le installazioni o la land art che aspirano a realizzare armonie “ecologiche” con l’ambiente dove vengono fruite. Oggi la sfida si amplia. L’idea è quella di realizzare con l’Oratorio Salesiano un vero e proprio corso sull’Infiorata e sul Presepe infiorato. Tale scelta è destinata ad offrire ai giovani un approccio teorico-pratico per gettare il seme di una tradizione che si rinnova. Alla Scoperta Delle Regole di Nicoletta Pontecorvi 48 L'educazione alla legalità e la necessità di una sinergia tra scuola e famiglie sono stati gli argomenti esaminati nel corso del convegno tenutosi venerdì 15 aprile presso la sala conferenze della BCC Giuseppe Toniolo, promosso dall'Istituto Comprensivo Giuseppe Garibaldi di Genzano, in collaborazione con la Provincia di Roma, il Comune di Genzano di Roma e le Associazioni culturali Isonomia e Sandro Pertini - Presidente. All'incontro sono intervenuti, in qualità di relatori, la Dott.ssa Guicla Mulliri (Consigliere della Corte di Cassazione), il Dott. Marco Patarnello (Vice Segretario Generale del Consiglio Superiore della Magistratura), il Dott. Angelo Palladino (Magistrato di Cassazione), il Prof. Pietro Di Benedetto, il sindaco di Genzano Enzo Ercolani, la Prof.ssa Alba Colacchi (Preside dell'I.C. G. Garibaldi) e l'avv. Marco Di Benedetto. L'iniziativa si inserisce nell'ambito del progetto Alla scoperta delle regole, un percorso dedicato ai ragazzi delle scuole medie e alle loro famiglie, finalizzato all'informazione ed alla prevenzione. L'idea dei referenti del progetto, la Prof. ssa Rosa Trombetti e l'Avv. Carlo Paluzzi, è quella di favorire un confronto continuo con i ragazzi e i loro genitori sui temi della giustizia e del sociale, attraverso una partecipazione condivisa, per la riscoperta dei valori della legalità e della c.d. “cittadinanza attiva”. Gli strumenti utilizzati in questo caso per raggiungere tali obiettivi sono rappresentati da lezioni e incontri riservati ai ragazzi con gli operatori della giustizia (circa venti nel corrente anno scolastico), conferenze con i genitori ed un concorso finale a premi sul tema della legalità. Le personalità intervenute al convegno hanno sottolineato l'importanza di un dialogo costruttivo tra la scuola e i genitori, presupposto imprescindibile per una corretta ed efficace educazione alla legalità, intesa non solo come monito al rispetto delle regole, ma anche come invito ad una partecipazione alla vita sociale e politica, attraverso la riscoperta e la valorizzazione di un'etica della responsabilità. Nel corso del dibattito è stato più volte sottolineato il valore giuridico ed etico della nostra Costituzione, raro esempio di chiarezza normativa e di lungimiranza programmatica nella regolamentazione e gestione della vita politica, sociale ed istituzionale; a cui fa da contraltare la moderna tecnica legislativa, troppo spesso legata al contingente e non raccordata all'intero sistema normativo. Largo spazio è stato dedicato alle testimonianze dirette dei relatori ed al ricordo di figure emblematiche dell'impegno civico ed istituzionale, primi fra tutti i giudici Facone e Borsellino. Nell'ultima parte dell'incontro è stata evidenziata l'importanza sul piano pedagogico e sociale dell'educazione alla legalità, che non può prescindere da un confronto costruttivo con le giovani generazioni, volto a recepire loro istanze, superare i luoghi comuni sulla ine- sistente dicotomia e contrapposizione tra legge e libertà, per spronarli ad un impegno civico e sociale che li veda protagonisti attivi nella gestione del bene comune. Il progetto dell’ I.C. Giuseppe Garibaldi, prevede ancora altri due appuntamenti: un incontro riservato sempre ai genitori, in programma per il 20 maggio p.v., presso la Sala Conferenze della BCC Giuseppe Toniolo, che vedrà la partecipazione dei dirigenti di tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio, ed il convegno di chiusura del 27 maggio p.v. dedicato ai ragazzi, a cui parteciperanno tutti gli avvocati, magistrati ed operatori della giustizia, che hanno condotto gli incontri con i ragazzi nel corso dell’anno scolastico, nonché il Presidente del Presidente del Tribunale di Velletri, Dott. Francesco Monastero, ed il Procuratore della Repubblica di Velletri, Dott. Silverio Piro. 49 50 29 il CONTO CORRENTE GIOVANI della BCC Giuseppe Toniolo Riservato agli studenti universitari, ai diplomati e ai giovani in attesa di prima occupazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Un conto corrente particolarmente vantaggioso per le condizioni praticate e i servizi aggiuntivi proposti. A COSTO ZERO Operazioni illimitate, Produzione e invio dell’estratto conto periodico, Estinzione conto a costo 0 CARTA BANCOMAT, HOME BANKING, EMISSIONE CARTA TASCA la carta del credito cooperativo PREPAGATA e RICARICABILE, TASSO annuale nominale di interesse sulle giacenze fino a € 10.000: 2,40%. Spese tenuta conto: € 6 euro ad ogni liquidazione trimestrale. Presso le filiali e sul sito www.bcctoniolo.it sono disponibili i fogli informativi ai sensi del D.Lgs 385/93 In ritorno dalla TERRA SANTA… di Patrizia Bertucci Comitato Soci Andare in Terra Santa non è solo un viaggio straordinario, è soprattutto fare esperienza della reale presenza di Dio nella storia dell’uomo. Sin dal nostro arrivo in quella terra benedetta ci siamo sentiti invadere dal desiderio di ricercare le nostre radici cristiane e lì, nella Palestina di oggi, abbiamo ricercato soprattutto l’incontro con la terra di Cristo, con le strade, con i villaggi da lui attraversati, con gli echi delle sue parole e dei suoi atti. Dal 13 al 20 marzo 2011, in quarantadue tra soci della banca e amici dell’Istituto salesiano di Genzano, accomunati dal desiderio di ripercorrere l’esistenza terrena di Gesù, abbiamo voluto lasciare per otto giorni la nostra vita ordinaria per diventare pellegrini dello Spirito. Per i cristiani l’incontro con Gesù avviene ovunque si celebri l’eucaristia, non occorre per questo recarsi in Palestina. Ma ripercorrere le stesse strade, toccare le stesse cose e condividere le stesse emozioni degli apostoli a duemila anni di distanza ha un fascino enorme che supera ogni descrizione. Abbiamo seguito Gesù nel suo viaggio verso Gerusalemme, abbiamo ascoltato le sue parabole, ci siamo commossi alla vista della Città Santa, siamo rimasti incantati sul Monte delle Beatitudini o sul monte Tabor. Il viaggio è iniziato a Nazareth, luogo dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria e dell’infanzia di Gesù ed è proseguito per Cafarnao e il lago Tiberiade, dove è ambientata tanta parte dei vangeli. è seguita la visita al Tabor, un piccolo monte della Galilea dove Gesù si è trasfigurato davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Li siamo rimasti colpiti tanto suggestiva è stata la silenziosa atmosfera. La stessa sensazione di “percepire” la presenza di Gesù l’abbiamo avuta sul Monte delle Beatitudini, davanti al mare di Galilea: il sole, il vento, il profumo dell’erba, il riflesso del sole sul lago, l’incanto di un silenzio primordiale, le parole eterne del vangelo e i canti liturgici che echeggiavano nell’aria ci hanno ribaltato in una atmosfera davvero molto particolare. Abbiamo proseguito il viaggio lungo le rigogliosissime e lussureggianti sponde del fiume Giordano fino a contemplare il paesaggio desertico e caldissimo del Mar Morto, delle Grotte di Qumran e di Gerico. E’ qui in Giudea lungo la valle del Giordano che finalmente ci accorgiamo di essere davvero in Oriente. Paesaggi aspri, desertici, aridi. Palme. Un dromedario al pascolo. E ci accorgiamo di che cosa significhi il confine con Israele. Pattuglie di militari e filo spinato. Gerico, città fantasma, i cui abitanti fanno ogni giorno la coda all’unico checkpoint, controllati da giovani soldati di leva che imbracciano nervosamente fucili mitragliatori. Per salire a Gerusa- 51 52 lemme è necessario colmare circa mille metri di dislivello attraverso il deserto di Giudea. Passiamo davanti a baracche di beduini, insediamenti di coloni israeliani ed infine arriviamo a Betlemme, luogo della nascita di Gesù e quindi a Gerusalemme, luogo della sua morte e resurrezione. Finalmente! Spesso la devozione dei fedeli ha sommerso i luoghi della memoria con stupende sovrastrutture murarie che segnano si con certezza il posto da venerare, ma che ti fanno perdere la sua visione originale. Se si aggiunge il fiume di gente in sosta davanti ai resti sacri, si comprende come le impressioni più forti le abbiamo avute in luoghi solitari e poco frequentati. Nessuno di noi potrà dimenticare lo spettacolo emozionante della città di Gerusalemme vista da quello stesso punto dove Gesù pianse prevedendo la sua fine o dal cimitero ebraico, lontano dagli insistenti venditori ambulanti. Essenziale nel nostro percorso è stato il ruolo delle nostre guide. La loro presenza premurosa e fraterna ci ha evidenziato la bellezza dei luoghi, la ricchezza della loro storia e la loro profonda spiritualità. Haitham, cristiano arabo di Betlemme, ci ha accompagnato con professionalità fornendoci una pre- ziosa assistenza storica e culturale con riferimenti approfonditi alla sacra scrittura. Il suo carattere forte e deciso, persino impietoso, ha avuto la meglio sulla nostra tendenza alla stanchezza ed alla distrazione, riuscendo a imporre a tutti orari incalzanti e percorsi obbligati dalla mattina alla sera. La stanchezza si è fatta sentire ogni giorno di più, ma, in compenso, le visite ai luoghi santi sono state numerose e le giornate si sono chiuse sempre con animo rinfrancato per il percorso fatto. Senza questo prezioso contributo non sarebbe stato possibile percepire l’atmosfera dei vari luoghi e ricevere l’eco della loro storia. .Don Angelo e Don Francesco hanno invece curato amorevolmente lo spirito di questo pellegrinaggio e hanno celebrato le nostre messe con ispirati commenti alle letture sacre relative ai luoghi visitati. Ci hanno dato testimonianza della loro profonda cultura religiosa e sensibilità, dando prova di una rara capacità di vivere e far vivere a tutti noi il senso vero delle scritture. Così, a Cana, sul Tabor, sul lago di Tiberiade, sul Monte delle Beatitudini, e perfino tra la folla al Santo Sepolcro, abbiamo vissuto momenti di grande riflessione spirituale. La basilica del S. Sepolcro è un luogo sconcertante, dove ogni logica normale è sospesa. Ortodossi, armeni e francescani se la dividono fin nei minimi particolari. Le celebrazioni si susseguono e si sovrappongono senza sosta. La Terra di Israele, la Terra Santa, è un luogo ricco di fascino: vallate tropicali, colline brune e laghi trasparenti fanno da sfondo ad un paesaggio che porta messaggi di tradizioni religiose così diverse ed estreme. Una terra unica al mondo. Ma questa Terra è soprattutto il luogo in cui dimorano aspirazioni ed idee fondamentaliste ed integraliste. Solo qui, credo, si percepisce fino a che punto sia variegato il modo di vivere l’unica fede in Gesù Cristo. Fino a che punto sia divisa e insieme universale la Chiesa: Ortodossi, Armeni, Copti, Siriaci, Anglicani, Cattolici latini, Maroniti... Tra cui anche i cristiani arabi. I pochi cristiani indigeni di Terra Santa sono loro, la minoranza delle minoranze. Quante contraddizioni del mondo di oggi si concentrano qui tutte insieme! Ci si ignora a vicenda? Ci si sopporta? Si coesiste evitando accuratamente di mescolarsi? Una volta che si è andati in questa terra il suo ricordo ti entra dentro e non ti lascia più, quindi …alla prossima partenza! Particolare della grotta di Betlemme Nicola Sorrenti: intervista ad un socio “fuoriclasse”! di Eva Caratelli Domenica 23 Gennaio 2011 è stata presentata su Rai Uno una delle fiction più attese della stagione, che ha portato sul piccolo schermo due comici molto amati dal pubblico italiano, Luciana Littizzetto e Neri Marcorè. Si tratta di “Fuoriclasse”, per la regia di Riccardo Donna. La serie si svolge durante un intero anno scolastico del “Caravaggio” di Torino, un liceo scientifico statale a rischio di chiusura perché mal gestito. Ad invertire improvvisamente la rotta ci pensa una suora molto determinata, che diventa preside e che, nonostante le perplessità iniziali, riesce a risollevare le sorti dell’istituto. Il gruppo degli insegnanti è estremamente eterogeneo ma fra tutti spicca per bravura e soprattutto simpatia la professoressa di lettere Isa Passamaglia, interpretata da Luciana Littizzetto. Intorno ai docenti, e spesso in conflitto con loro, si muove un gruppo di studenti alle prese con le inevitabili difficoltà scolastiche ma anche con i primi batticuori, con le decisioni da non foto tratta da: www.rai.tv rimandare, con le richieste d’aiuto e con le prime importanti esperienze di vita. Fra questi adolescenti risalta in modo particolare la figura di Emilio Frasca, un giovane molto timido e fortemente alla ricerca della propria identità in seguito alla scoperta della propria omosessualità. Ho avuto il piacere di intervistare Nicola Sorrenti, l’interprete di questo personaggio. E’ un ragazzo di appena 24 anni che da tempo, con impegno e tenacia, ha intrapreso la carriera di attore. Risiede a Genzano, è socio della BCC Giuseppe Toniolo, è figlio di socio, nipote di socio... Nicola, quando è iniziata la tua passione per la recitazione? Diciamo che ho capito che avrei voluto fare l’attore molto presto, al termine della terza media. Avevo già le idee abbastanza chiare! In che modo hai intrapreso il tuo percorso formativo? Ho iniziato sul territorio perché ho partecipato al laboratorio 53 54 teatrale diretto da Anna Maria Ferraro durante il liceo classico. Ho infatti frequentato il liceo classico “Ugo Foscolo” di Albano Laziale. E’ stata una bellissima esperienza! Poi ho seguito un corso propedeutico di recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e successivamente ho frequentato la stessa accademia, in cui mi sono diplomato nel 2009. La tua famiglia come ha vissuto questa tua decisione di fare l’attore? Mio padre mi ha incoraggiato sin dall’inizio. Il “non provarci” sarebbe stato, a suo parere, un’occasione perduta oltre che la probabile causa di una profonda frustrazione futura. Mia madre invece era un po’ preoccupata, soprattutto perché la professione di attore è contraddistinta da una notevole precarietà. In questo periodo tuttavia gran parte delle scelte professionali sono diventate insicure! Comunque, malgrado i primi timori, la mia famiglia mi ha sostenuto, soprattutto riconoscendo che la mia era una scelta seria. Ero infatti disposto ad impegnarmi e a studiare seriamente per realizzare il mio futuro. Attualmente stai lavorando a qualche progetto, televisivo o teatrale? In questo periodo sto lavorando qui nei Castelli Romani. Insieme ad altre persone abbiamo messo su una compagnia con la quale mettiamo in scena delle “scene con delitto”. Sono anche impegnato in altri progetti, di cui però non parlo per scaramanzia! Prossimamente usciranno nelle sale due film a cui ho partecipato. Il primo è “Il Sesso Aggiunto”, particolarmente impegnativo perché affronta la tematica della tossicodipendenza. Il secondo invece è una commedia molto più leggera “Tutta colpa della musica”, di Ricky Tognazzi, in cui ho avuto l’onore di recitare con Stefania Sandrelli. Che cosa si prova ad avere la possibilità di lavorare a fianco di grandi nomi del cinema e del teatro? Durante il mio percorso ho avuto l’enorme fortuna di poter lavorare con personaggi del calibro di Anna Marchesini, Nicola Piovani, Sophia Loren, Ricky Tognazzi, Stefania Sandrelli, Elena Sofia Ricci… Si tratta di artisti straordinari, che malgrado il loro talento ed il loro successo hanno conservato una splendida semplicità. Che cosa ti aspetti dal futuro? Mi auguro di poter continuare su questa strada. La mia professione non ti garantisce delle prospettive di carriera certe. Ci vuole molta dedizione e pazienza. Spero soprattutto di poter iniziare a lavorare anche all’estero. Recentemente ti abbiamo visto su Rai Uno recitare al fianco di Luciana Littizzetto nella serie televisiva “Fuoriclasse”. Qual è il ricordo più bello che hai di quell’esperienza? Mi è rimasto nel cuore soprattutto il cast. Ho avuto la possibilità di lavorare con persone meravigliose. Abbiamo creato tra noi delle relazioni bellissime e, ancora oggi, continuiamo a vederci e sentirci. Che sensazione hai provato sapendo che la fiction sarebbe andata in onda la domenica sera su Rai Uno in prima serata? Eravamo tutti molto tesi perché era stato posto sin dall’inizio un problema di “ascolti”… dovevamo assolutamente ottenere un buon risultato!Fortunatamente la serie è stata vista da milioni di telespettatori! Per concludere, che consiglio ti senti di dare ai moltissimi ragazzi che stanno attraversando un periodo difficile a causa della crisi e delle grandi difficoltà a trovare un posto di lavoro? In un periodo non facile come questo ci vuole fortuna, pazienza e soprattutto tanto impegno. E’ importante, a mio parere, soprattutto avere le idee chiare su ciò che si vuole fare. In questo modo sarà sicuramente più facile affrontare le diverse difficoltà che inevitabilmente possono presentarsi lungo il percorso di ognuno. Avere in mente in modo chiaro gli obiettivi che si intendono raggiungere nella propria vita, insieme alla passione ed alla tenacia nel perseguirli ed un pizzico di ottimismo sono la formula migliore che consente a noi giovani di affrontare al meglio il futuro. 55 Giovedì 2 giugno 2011 Rainbow MagicLand è il nome di un nuovo grande parco divertimenti a tema, attualmente in costruzione nel comune di Valmontone (Roma) a pochi passi dal Fashion District Valmontone Outlet. Rainbow MagicLand si estenderà su una superficie di circa 600.000 mq e sarà suddiviso in 6 aree a tema, mondi fantastici che porteranno il visitatore a scoprire la magia del divertimento e dell'avventura: un salto dimensionale tra castelli fatati, coraggiosi Vichinghi, magiche fate, potenti stregoni e abili avventurieri. Il parco nel complesso offrirà ai suoi visitatori 35 attrazioni di vario genere. L'inaugurazione di Rainbow MagicLand è prevista il 25 maggio 2011, con apertura al pubblico a partire dal giorno successivo, giovedì 26 maggio. quota di partecipazione 48,00 euro la quota comprende: • biglietto di entrata al parco • pullman a/r • pranzo in ristorante self service i bambini al disotto di un metro €10,00 per coloro che non volessero partecipare al pranzo il prezzo è di €33,00 Prenotazioni entro e non oltre il 23 maggio Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe e Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it Se hai voglia di teatro... vieni con noi 4a Edizione Campagna Abbonamenti 2011-2012 Iscrizioni presso al segreteria del comitato soci dal 4 luglio al 28 luglio 2011 • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe e Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp niolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per no i soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativ Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it **** Hotel Villa Carlotta Dal 9 al 16 luglio 2011 ...a Belgirate, 5 km da Stresa, nel golfo delle Isole Borromee Godete di un rilassante soggiorno all´Hotel Villa Carlotta****, romantica dimora d´epoca e gioiello di tranquillità incastonato nel verde del suo parco secolare di 30.000 mq sulla florida sponda piemontese del Lago Maggiore. 30.000 mq di parco botanico circondano l´Hotel su tre lati.Un giardino coloratissimo con piante secolari e in alcuni casi rarissime, frutto del gusto e della intraprendenza di fine Ottocento, giunto intatto fino ad oggi grazie anche alla maestria dei giardinieri che negli anni vi hanno lavorato con passione. Immersa nel verde si trova la splendida piscina riscaldata con vista sul lago. Dotata di bar estivo, bagni e spogliatoi; ideale per una giornata all´insegna del relax. pe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe To vo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Coo perativo 5° GIORNO: VARESE Colazione in hotel. Mattinata a disposizione. Pranzo libero. Nel pomeriggio visita alla città di VARESE, rientro in hotel cena e pernottamento. 2° GIORNO: ISOLE BORROMEE Colazione in hotel. Trasferimento a Stresa e intera giornata dedicata al giro in motonave del LAGO MAGGIORE E ISOLE BORROMEE. Al termine rientro in hotel cena e pernottamento. 6° GIORNO: ORTA SAN GIULIO Colazione in hotel.Escursione e visita ad uno dei più bei borghi d’Italia ORTA SAN GIULIO sul lago di ORTA. Pranzo libero. Pomeriggio a dispostone. Cena e pernottamento in hotel. 3° GIORNO: LUGANO Colazione in hotel Escursione e visita guidata della città di LUGANO, pranzo libero. Rientro in hotel cena e pernottamento. 7° GIORNO: STRESA Colazione in hotel. Mattinata visita libera di Stresa. Pranzo libero. Pomeriggio a disposizione. Cena e pernottamento in hotel. 4° GIORNO: LAGO DI COMO Colazione Escursione e visita guidata del Lago di Como, CERNOBBIO E CADENABBIA TREMEZZO e MENAGGIO. Nel pomeriggio rientro in hotel cena e pernottamento. 8° GIORNO: BELGIRATE - ROMA Colazione in hotel. In mattinata partenza per Roma. Arrivo previsto nel pomeriggio Balzac: "Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa, un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e semplice, (...). Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo modesto e puro: il suo animo ristorato l'invita a rimanere là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia, con tutte le sue armonie e risveglia inconsuete idee....è quello, il lago, ad un tempo un chiostro e la vita...." Piero Chiara: "Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti l'isola di San Giulio, simile all'aero purgatorio dantesco, esitante fra acqua e cielo" QUOTA DI PARTECIPAZIONE NETTA: € 650,00 ACCONTO ALLA PRENOTAZIONE € 200,00 A PERSONA LA QUOTA COMPRENDE: • 7 pernottamenti presso VILLA CARLOTTA**** o sim con trattamento di mezza pensione • Bevande ai pasti(acqua e vino) • Giro delle isole borromee con motoscafo • Giro del lago di Como con motoscafo • Visite guidate come da programma • Assicurazione medico bagaglio • Viaggio in pullman LA QUOTA NON COMPRENDE: Mance, ingressi a monumenti o siti archeologici Il soggiorno sarà effettuato con minimo 35 partecipanti POSSIBILITA’ DI PAGAMENTO RATEIZZATO IN 10 RATE SENZA INTERESSI PER TUTTI I SOCI INTESTATARI DI CONTO CORRENTE Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo PROGRAMMA 1° GIORNO: ROMA-BELGIRATE Partenza in prima mattinata pranzo libero durante il viaggio. Arrivo a Belgirate nel pomeriggio, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento. Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuse niolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per no i soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativ Soggiorno Estivo 2011 Cannigione Golfo di Arzachena Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it 14-21 luglio L’Hotel dispone di 71 camere elegantemente decorate con lo stile ed i materiali tipici dei luoghi, dove i colori dell’isola e la raffinata eleganza dei tessuti e degli arredi sardi si fondono armoniosi. Ogni camera ha un’ampia ter- razza privata ed arredata, dalla quale godere dell’incantevole vista mare. Suddivise tra STANDARD, DELUXE, FAMILY e SUITES, sono tutte dotate di frigo bar, cassaforte, aria condizionata indipendente, televisione satellitare e telefono diretto con accesso ad internet... L’Hotel Stelle Marine si affaccia sul Golfo di Arzachena in Località Mannena, davanti all’omonima spiaggia, a pochi minuti dal paese di Cannigione, nel cuore della Gallura QUOTE PER PERSONA PENSIONE COMPLETA –TESSERA CLUB – BEVANDE IN CARAFFA Quota Gruppi pensione completa bevande e T.C. inclusa 14-lug 21-lug euro 790 PERIODO 11-lug 21-lug euro 1070 Quota 3°/4° letto 2/8 anni n.c. euro 341 euro 452 euro 432 QUOTA 3° letto adulto euro 660 euro 582 euro 870 QUOTA 3°/4° letto 8/16 n.c. (PREZZO UFFICIALE ALPITOUR SOLO HOTEL €144 A NOTTE) pe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe To vo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Coo perativo Supplementi al giorno per persona: vista mare Euro 10,00 Supplementi singola: Euro 66,00 al gg dal 26/6 al 10/7 e dal 28/8 al 04/9 - Euro 76,00 al gg dal 10/7 al 31/7 Animali ammessi solo piccola taglia Euro 50,00 a settimana Supplemento pullman € 15,00 a persona (minimo 15 persone) Assicurazione annullamento viaggio facoltativa € 30,00 a persona LA QUOTA BASE COMPRENDE PER IL PERIODO PRESCELTO: - TRAGHETTO C.VECCHIA / OLBIA - OLBIA / C.VECCHIA PASSAGGIO PONTE E AUTO AL SEGUITO SINO AI 5 METRI - TRATTAMENTO DI PENSIONE COMPLETA - BEVANDE AI PASTI (ACQUA E VINO) - SERVIZIO SPIAGGIA, PISCINA, ANIMAZIONE DIURNA E SERALE - TESSERA CLUB - ASSICURAZIONE MEDICO e BAGAGLIO Il panorama mozzafiato sul Golfo di Arzachena e l’ambiente raffinato ed elegante della sala ristorante saranno invece la cornice ideale per le Vostre cene. Lo Chef ed il suo team propongono specialità sia della cucina italiana sia di quella tipica regionale, preparate accuratamente con i migliori ingredienti locali La splendida spiaggia di “ Mannena” si trova a 300 metri dall’ Hotel e vi si accede attraverso un passaggio privato sia a piedi sia tramite il comodo servizio di navetta messo a disposizione dei Clienti. L’arenile è di sabbia e l’acqua cristallina. La spiaggia offre inoltre la pos- sibilità di praticare ogni genere di sport nautico. L’Hotel Stelle Marine organizza escursioni di gruppo o personalizzate alle isole di La Maddalena e Corsica, sia in barca a motore che a vela, nonché un’ampia varietà di escursioni nell’entroterra, alla scoperta delle meraviglie che la Gallura ha da offrire. ACCONTO ALLA PRENOTAZIONE € 200,00 SU C/C N. 344328 POSSIBILITA’ DI PAGAMENTO RATEIZZATO IN 10 RATE SENZA INTERESSI PER TUTTI I SOCI Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Supplementi al giorno per persona: Bambini 0/2 anni: gratuiti, culla (su richiesta), pasti da menù inclusi Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuse Il Mercato delle Gaite umbria 26 giugno 2011 Bevagna si trasforma in borgo medievale Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe e Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp Cinema multisala Cynthianum Sala Verde Sala Blu Convenzione per i soci della BCC Giuseppe Toniolo dal lunedì al venerdì Spettacoli da € 5,00 a € 4,50 Spettacoli in 3d da € 9,00 a € 7,50 Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe e Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp Settembre Soggiorno termale a Ischia Le acque termali dell’Isola d’Ischia sono ben conosciute ed utilizzate fin dall’antichità. Già i primi coloni Euboici (VIII secolo a.C.), come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel sito di Pithecusa e conservati presso il Museo Archeologico di Villa Arbusto a Lacco Ameno, apprezzavano ed usavano le acque delle sorgenti termali dell’Isola. I Greci infatti utilizzavano le acque termali per ritemprare lo spirito ed il corpo e come rimedio per la guarigione dei postumi di ferite di guerra (in epoca pre-antibiotica!) attribuendo alle acque ed ai vapori che sgorgavano dalla terra poteri soprannaturali; non a caso presso ogni località termale sorgevano templi dedicati a divinità come quello di Apollo a Delfi Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso le segreterie dei comitati soci tel.: 0693712266 mail: [email protected] www.bcctoniolo.it Coppa di Nestore “Io sono la bella Coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona”