ba n ca i n f o r m a
quadrimestrale
d’informazione
della
bcc
giuseppe
toniolo
e ditoriale
di Maurizio Capogrossi
Se il nostro solo fine fosse stato quello di produrre utili certamente
avremmo fatto scelte diverse. Ma più che utili vogliamo costruire utilità.
Per i nostri soci e per il territorio in cui operiamo. Su questi numeri,
sull’essere prima che sull’avere, sulle risposte oltre che sulle domande, è
costruito il nostro bilancio.
E’ il frutto di una sfida sempre più complessa, ma non per questo meno
appassionante.
Siamo stabilmente chiamati a confrontarci con un mercato in cui la
relazione è considerata solo in chiave pubblicitaria e vittima sacrificale
dell’offerta last minute che anche nel settore bancario non manca.
Dobbiamo metabolizzare non innovazioni tecnologiche, ma normative che
non prevedono sconti misurati sulle modeste dimensioni.
Assistiamo contestualmente alla presentazione di proposte di legge (Atto
Camera 3830 – Maggioni, Reguzzoni ed altri) che ipotizzano modelli
di banche locali che fanno del territorio e del localismo un elemento
essenziale, e nelle quali chi è chiamato ad amministrare un comune o
una regione entra direttamente in gioco per quanto riguarda la gestione
di tali istituti. L’Art. 3 Disciplina della legge regionale recita: Le
regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia di
banche a carattere regionale nel rispetto della Costituzione e dei
vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, nonché
dalle norme e dagli obblighi internazionali e nei limiti dei principi
fondamentali individuati dalla presente legge. In applicazione di
quanto previsto…la legge regionale, in particolare, disciplina:
(…) f) la partecipazione degli enti locali e delle regioni agli
organi direttivi della banca a carattere regionale, l’esercizio dei
diritti di voto e altre prerogative atte ad assicurare un adeguato
coinvolgimento delle istituzioni locali allo sviluppo dell’area
regionale di riferimento. (…).
Tutta questa foschia rende meno chiaro il nostro modello imprenditoriale.
Ma ancor più porta a chiederci: serve ancora il Credito Cooperativo?
La risposta sta nelle prime righe di questo editoriale. E non ha bisogno di
ulteriori approfondimenti…
1
Sommario
Anna Baldazzi
Alessandro Palmieri
M. Eledia Mangia
Nicoletta Pontecorvi
2
L’altra Genzano del Risorgimento
3
Il Punto
10
7a edizione della Festa del Socio
13
Il socio, cuore della banca
19
21
Flavio Napoleoni
Flavio Napoleoni
Responsabilità sociale d’impresa
31
Domenico Gilio
Danilo Vischetti
Davide Bottoni
Nicoletta Pontecorvi
Patrizia Bertucci
Eva Caratelli
27
La BCC Giuseppe Toniolo e l’AISM: insieme per un futuro diverso
34
Quando il volto della solidarietà è dipinto dai giovani
39
Per una Banca sempre più verde
43
Alla scoperta delle regole
48
In ritorno dalla Terra Santa…
51
Nicola Sorrenti: intervista ad un socio “fuoriclasse”!
53
Banca in f ormata
L’altra Genzano del Risorgimento
di Anna Baldazzi
Le celebrazioni del
150˚Anniversario dell’Unità
d’Italia hanno offerto
l’opportunità di esplorare
la partecipazione anche
di Genzano all’epopea
garibaldina.
Gli eventi che coinvolgono
la famiglia di Vincenzo
Barbaliscia, dei suoi figli,
Lorenzo e Ignazio, di suo
nipote Vittorio, mazziniani
e garibaldini, repubblicani
storici, consentono alla
storia di Genzano di
collocarsi all’interno
dei gloriosi avvenimenti
nazionali.
La narrazione di
quegli anni e di quegli
avvenimenti interpreta
sentimenti ed emozioni che
il dott. Vittorio Barbaliscia,
omonimo del nonno, ha
voluto richiamare alla
memoria dei Genzanesi.
Durante i moti del ’48, Genzano
non era rimasta a guardare. Le idee
di libertà avevano fatto proprie le
istanze di giustizia sociale, prima
tra tutte l’abrogazione del regime di
privativa sul pane, contro un vecchio editto del Duca Cesarini. Campane a festa, illuminazione estesa
a tutte le vie cittadine, mortaretti
e banda e perfino un solenne Te
Deum, intonato nella Chiesa Nuova
alla presenza della guardia civica
concorde con la pressione popolare,
accompagnavano le notizie venute
da Roma. I Repubblicani erano al
potere. E a Genzano il Circolo Popolare, fondato per l’occasione dettava
i nuovi indirizzi di politica. La voce
del Gonfaloniere Pietro Mosotti, divenuto tenente della guardia cittadina, di Pietro Mazzoni, segretario
generale del Circolo, del tenente
colonnello Gaetano Jacobini, dei
consiglieri anziani Celso Giannini
e Marco Bombelli, dei carbonari
della prima ora come Vincenzo Barbaliscia, concordava unanime sulle
indicazioni di voto per le prossime
elezioni degli ufficiali della guardia
civica e sulla necessità di spingere
la nuova amministrazione comunale
verso una adeguata gestione dei bisogni primari di una comunità ormai
di 5000 persone, più che prostrata
3
4
dalle recenti e diffuse carestie. La
coralità genzanese dei grandi eventi
era in piazza compatta.
Il ’49 portò insieme tuttavia una
buona e una cattiva notizia: tanta
partecipazione, tanto connubio di
socialità e politica, di adesione e
controllo popolare sul commercio
cittadino in primis, la denuncia di
statere truccate, di grano smezzato,
la scoperta di fornai disonesti che
si arrangiavano, la raccolta di firme
per una petizione di giustizia avevano raggiungo l’obiettivo, comune
a tutti i moti preunitari, di abrogare ogni monopolio sulla vendita del
pane: Ma a Roma la restaurazione
di Pio IX aveva abrogato pure ogni
eco del potere repubblicano. Gli
anni della restaurazione e dell’impresa dei Mille, la crisi degli assolutismi, radicalizzarono anche
in provincia l’aspirazione liberale
repubblicana e anti papalina da una parte,
dall’altra spinsero
ad oltranza la ripresa
intensa del folclore
religioso con le sue
processioni, tridui e
feste patronali, vitalismo associativo, solennità e anniversari. L’ombra
di Mastro Titta, il boia del Papa Re,
che passava ponte, si faceva minacciosa e non bastava a mitigare il
timore e la paura di una scure che
contava al suo attivo ben 516 esecuzioni di precisione. E nonostante
che Mastro Titta amasse il vino di
Genzano e si facesse portare spesso e volentieri dai tinelli del paese
qualche fiasco di quello bello forte,
il ricordo di Filippo di Pietro Cavaterra, reo comune, esemplarmente
decapitato nel 1829, si riaffacciava nella mente di tanti e nessuno, neppure i giovani ardimentosi
dell’Italia unita, voleva rivederselo
comparire davanti con tutto il suo
armamentario, pronto per un altro
bel servizio.
In questo clima conflittuale e di
preteso, quanto imposto, fervore
religioso, a Genzano si realizzavano intanto le più grandiose, ultime,
infiorate sacre, quella del ’64 e del
’69, testimonianza di una rinnovellata fedeltà al Papa e alla sua figura
temporale. Si rinserravano pure le
fila dei patrioti che si ritrovavano
sotto l’egida della bandiera granata, con la conseguenza di persistenti, insistenti e meticolose perquisizioni in casa dei poveretti che
professavano idee liberali. Il Papa
con la sua enciclica Quanta cura
aveva del resto condannato gli errori dei tempi moderni, le ideologie
liberali e socialiste e aveva messo
bene in guardia dal coltivare idee
aconfessionali di separazione tra
stato e chiesa, tra trono ed altare.
Con l’Unità d’Italia, nasceva, tuttavia, anche a Genzano, una nuova
generazione anti papalina, repubblicana, convintamente mazziniana
o garibaldina, ma di certo italiana,.
Una generazione di quanti avrebbero imposto ai loro figli, perché
non andassero perduti la memoria
e l’ardimento, il nome di Garibaldi,
di Mazzini, di Bruno e Costante, in
onore dei figli di Menotti, e perfino di Montecristo, o della Vittoria
conseguita, una generazione di
quanti avrebbero custodito in casa,
con religioso orgoglio, il ritratto di
Mazzini con la scritta Dio e Popolo, e naturalmente ben nascosta la
bandiera granata e qualche brandello di camicia rossa.
La sfida al potere pontificio tuttavia
a Genzano ebbe il suo culmine con
i fatti del ’67.
La terza guerra contro l’Austria aveva già rinfocolato gli animi e i garibaldini in pectore che non avevano
potuto raggiungere i Mille volontari,
si preparavano ora a raggiungere i
Cacciatori delle Alpi, che si assemblavano nel Tirolo. Ignazio Barbaliscia per primo si era fatto avanti,
era partito volontario, rispondendo
all’appello del Re e di Garibaldi
per liberare l’Italia dai tedeschi,
per la santissima causa contro i
depredatori della nostra terra.
La voce imperiosa dell’eroe dei due
Mondi li aveva rincuorati come non
mai: ”Una volta ancora la Nazione
andrà superba di Voi, non più grida dunque, non più parole, ma fatti.
Dopo i fatti brillanti che la fortuna
affida alle nostre baionette, dopo
aver purgate le nostre belle contrade dall’ultimo soldato straniero, con
la fronte alta - riconfortati dal bacio
delle vostre donne - accompagnati
dal plauso festante della popolazione, farete ritorno al rigenerato
focolare, al fragore dell’inno della
Vittoria”.
Ma da Genzano Ignazio era partito
in silenzio e alla chetichella perché
le autorità papaline non scoprissero
i preparativi e non rinnovassero le
continue perquisizioni alla ricerca
di quella bandiera granata che lo
avrebbe inequivocabilmente incriminato. Patriota liberale, coetaneo
di Francesco Sforza Cesarini, Capitano del Regno di Sardegna e Cavaliere dell’ Ordine dei SS. Maurizio e
Lazzaro, ordine che non disdegnava
un certo connubio con la Massoneria a cui i Barbaliscia un po’ tutti
appartenevano come Fratelli, rappresentava l’altra Genzano, quella
che voleva essere o repubblicana
o magari monarchica, ma italiana.
Col plauso quasi invidioso degli
amici concittadini che condividevano i sentimenti di Patria, aveva
raggiunto insieme ai volontari castellani i Cacciatori di Garibaldi.
A lui, mazziniano, di fratellanza
massonica, non gli faceva ostacolo
obbedire a Garibaldi per i comuni, strategici, destini dell’Italia da
poco rigenerata, tanto più che per il
moto del Veneto Garibaldi stava approntando un programma unitario,
mazziniano-garibaldino.
Il 24 giugno del ’66 incominciò
l’epopea. Era previsto l’arrivo al
fronte di 15.000 volontari; se ne
presentarono 30.000 e ancora altri
8.000 raggiunsero la straordinaria formazione. Due battaglioni di
bersaglieri, due squadroni di guide
a cavallo, quattro batterie di artiglieria, una compagnia di zappatori
del genio, 200 cavalli e 24 cannoni
si ritrovarono sulla riviera del lago
di Garda. La camicia rossa, indossata quasi fosse la bandiera di una
esternata idealità identitaria, fu per
la prima volta adottata come divisa
ufficiale dalle formazioni dell’esercito regolare.
Nei turni di sentinella, dalla parte
di Bogliaco, sotto la luna che
illuminava le cannoniere nemiche, a Ignazio pareva quasi di
essere ancora a casa, accovacciato tra le fratte di ginestra, giù per
le pentime del suo lago, restando
fermo con l’orecchio intento ai
colpi di cannone lontano. E nonostante le ritirate e le avanzate, i
furiosi corpo a corpo, le cariche e
le contro cariche, il Generale ferito,
lo smarrimento di tanti giovani che
non avevano neppure le giberne,
ma solo l’entusiasmo, l’ostinazione
di cercare la vittoria a scapito della
propria vita, e l’orgoglio di quella
camicia rossa, rossa anche di sangue, il 21 luglio, Garibaldi dalla sua
carrozza sforacchiata di colpi ordinò la carica e l’attacco degli Austriaci fu respinto. Trento si apriva
all’orizzonte, ma Garibaldi dovette
dire Obbedisco!.
Nonostante la delusione di una vittoria a metà, Ignazio da Bezzecca era
tornato trionfante, pronto a cospirare per nuove e ancor più patriottiche imprese, che già serpeggiavano
tra le fila del Corpo dei Volontari
disciolti. Ormai bisognava prendere Roma. O Roma, o morte! E “alla
rinfrescata” era diventata la parola
d’ordine, l’appuntamento agognato
da molti, osteggiato tuttavia dal Governo. Questa volta anche Lorenzo
si associò. Il padre Vincenzo, che
per deferenza aveva chiamato l’ultimo figlio con lo stesso nome del
duca Lorenzo di cui era coetaneo tutti classe del ‘7, come Garibaldi aveva educato i due fratelli, Ignazio
e Lorenzo, all’antica fede ed a saldi
principi morali e, poiché non si era
arricchito nei lavori del ponte aricino che aveva diretto, presieduto e
condotto a termine, aveva cresciuto
i figli all’amore degli ideali più che
ad accumular
ricchezze. E i figli
ardimentosi quegli ideali
avevano seguito. L’Italia
in cuore e la bandiera granata.
Da Garibaldi era venuta l’indicazione di preparare la popolazione
alla rivolta, mentre lui avrebbe
raggiunto Roma da Monterotondo, dove era ospite del garibaldino Conte Orsini.
I due fratelli genzanesi si divisero,
Lorenzo a Roma a costruir bombe
utili all’uopo col gruppo dei patrioti
muratori, e Ignazio tra i veterani del
Tirolo raggiunse Nicotera a Velletri,
pronti a marciare da Sud sulla città
insorta.
Ma la città non insorse. L’attentato
alla Caserma Serristori, il 22 ottobre fu un fallimento. 23 zuavi pontifici e due inermi cittadini rimasero
sotto la bomba. Al processo, fu data
responsabilità del delitto agli emigrati e ai forastieri, “le provincie
erano messe a fuoco e sangue dai
perfidi invasori” mentre “Roma,
che giusta i preconcetti disegni
avrebbe dovuto insorgere, stavasene salda, quieta, imperturbata, pronta bensì agli eventi,
fidente e stretta al suo amato
sovrano. I membri del sedicente
Comitato romano davansi bene
attorno a fare proseliti, ma, gli
sforzi non riuscendo alla vastità
dell’impresa scellerata, fu d’uopo muovessero da Firenze uomini esperti di rivoluzioni, ed ecco
5
6
venire alla spicciolata un buon
numero con passaporti regolari
sotto mentiti nomi, fra i quali primi e più capaci e influenti Luigi
Castellazzo, pavese, Francesco
Cucchi, bergamasco, deputato
al Parlamento e colonnello garibaldino,…capo supremo della
impresa…”. La Caserma “crollò
da cima a fondo con ispaventevole detonazione - così recitava la
relazione fiscale nel processo - una
parte del fabbricato, e furono
travolti a precipizio e sepolti fra
le rovine parecchi militari zuava, e la più parte italiani, dei
quali pochi andarono illesi; dodici rimasero chi più chi meno
gravemente feriti, per modo che
in progesso di tempo tre ne perirono, ventidue furono estratta
morti una famigluola che a caso
andava per via, marito, moglie
ed una fanciulla da presso a sei
anni, restarono anch’ essi sotto
le macerie, la sola donna ne poté
essere tratta semiviva e pesta,
le case circostanti allo scoppio
orrendo, ed al crollo violento
patirono tale una scossa che si
screpolarono in più parti, andarono in frantumi porte e
finestre….”.
Il giorno successivo anche lo
scontro di Villa Glori, ai Monti
Parioli, si consumò nel sangue,
senza aver suscitato l’adesione popolare tanto sperata. Nei campi, tra
i filari spogli per la vendemmia appena finita, si combatté alla baionetta, ma l’eroico sacrificio di Enrico
Cairoli spingeva i sopravvissuti a
ripiegare verso Monterotondo per
raggiungere le posizioni del Generale. Ignazio e gli altri garibaldini speravano ancora in un ultimo
sussulto di popolo, ma i giorni di ottobre scemavano e persino l’arringa
di Garibaldi non era più sufficiente a contrastare gli chassepot degli
stranieri di rinforzo ai papalini. Si
era intonato pure l’Inno di Garibaldi, ma quelle note che non avevano mai portato fortuna suonavano
ora come funesto presagio:
Si scopron le tombe, si levano i morti
i martiri nostri son tutti risorti!
Il 3 novembre, inseguito dai Dragoni papalini, Garibaldi ebbe la
peggio. Lo scontro impari non
aveva premiato l’entusiasmo. Tra i
garibaldini si contarono 150 morti
e 220 feriti più 1700 prigionieri; i
pontifici e i francesi avevano raccolto solo 32 morti e 140 feriti.
Caduta Mentana, a Roma la repressione fu immediata. Quasi tutti liberi muratori, i rivoluzionari furono
accusati Di promossa insurrezione contro il Sovrano ed il Governo con apprestamento di mina
alla Caserma Serristori con omicidi e ferimenti. Per i compagni di
Lorenzo, Giuseppe Monti e Gaetano
Tognetti, fu decretata la pena capi-
tale, mentre il giovane raggiungeva
fortunosamente Genzano e trovava
riparo sotto le gonne di sora Annunziata, guardarobiera del duca
Cesarini, che data la benevolenza
reciproca delle famiglie era stata
più che contenta di offrire una simile accoglienza.
Un anno dopo, Monti e Tognetti furono giustiziati in piazza dei Cerchi,
senza conforto di popolo. «Tutt’intorno c’era un solido quadrato di
truppe zuave; il popolo era stato
tenuto lontano. Il carnefice, come
d’uso, indossava una sontuosa veste
scarlatta. Giuseppe Monti chiese
di salire scalzo sul palco della ghigliottina. Alle sette cadde la sua
testa; due minuti dopo rotolò sul
palco la testa di Gaetano Tognetti. Il boia le afferrò ambedue per i
capelli e le alzò per mostrarle agli
zuavi, che fecero rullare a lungo i
loro tamburi».
Anche il Re Vittorio Emanuele si
era mosso per chiedere grazia. Tutto era stato inutile, tranne l’epitaffio
con dedica e firma dei martiri redivivi, scritto da Ignazio e Lorenzo
sul muro del Teatro della Fenice
di Senigallia, che il Papa avrebbe
inaugurato appena qualche giorno
dopo: “A Pio IX carnefice dei suoi
concittadini, Monti e Tognetti”.
Il destino di Roma era però segnato inesorabilmente. Porta Pia quasi
improvvisa era stata una breccia
nel cuore del Papa. L’unità d’Italia aveva raggiunto Roma, il potere
temporale finito, le camicie rosse
riposte, lo stesso Generale si era
messo a riposo. La bandiera granata però ancora una volta non poteva
essere esposta. Simbolo di un ideale avverso, la monarchia sabauda
la osteggiava con forza, percepiva
in essa una minaccia persistente e
imprevedibile, insidiosa, incontrollabile e nascosta, di un destino non
ancora concluso. Il credo repubblicano continuava a serpeggiare
infatti tra le file dei massoni dormienti.
A Genzano, Vittorio aveva raccolto
il testimone del padre e dello zio,
e con le convinzioni repubblicane e
massoniche aveva ereditato anche
le peripezie d’una vita inquieta di
perseguitato politico. Figura imponente, dal cuore mite, con i baffi
all’in su, dedito agli affetti familiari, innocuo alla patria monarchica,
ma fiero di una fede liberale e repubblicana incrollabile, era nato
nell’anno dei Mille, la nuova generazione dei pellegrinaggi a Caprera
con la camicia rossa rispolverata
dalla valigia delle memorie. La generazione che la monarchia smemorata e senza volontà di mediazione
avrebbe perseguitato, ma ancor più
l’avrebbe fatto il fascismo.
Vittorio, appena quattordicenne,
aveva visto da vicino Garibaldi in
visita a Genzano. Con gli altri giovani uomini suoi coetanei, aveva
aiutato i maestri infioratori ad approntare le decorazioni in onore del
Generale. E il Generale solenne,
imponente, sul suo cavallo bianco,
aveva attraversato il paese e pure il
cuore del ragazzo genzanese, aveva
guardato nella sua direzione e quello sguardo lo aveva rapito più dei
discorsi accesi che avevano nutrito
la sua infanzia. Bisognava persistere negli ideali, affrontare nuove
traversie.
Nei primi mesi dell’85, dopo l’Assemblea Generale Massonica di
Roma e il Convegno Nazionale dei
mazziniani, Vittorio dovette riparare ancora una volta tra la servitù
di Palazzo Cesarini per poi vagare
sotto falso nome nella campagna romana, dormendo in qualche rapazzola d’avventura, facendo ricorso
ai Fratelli di Marino, viaggiando di
notte, sottobraccio il fagottello con
la biancheria e la pagnotta, mentre
la tasca era piatta come il ventre. E la fame cresceva sempre
e si faceva imperiosa, cercando
di mantenere quanto possibile i
contatti con Cencia. E nel vagare
sotto le notti stellate, imperiose si
facevano le considerazioni etiche
sull’umano destino: “Spesso mi domando che faccio io qui? A che
servo? E mi trovo un inutile impacciato fra i cori della tragedia
umana che cantano all’unisono le
miserie della vita sulla scena del
mondo. Così è, ma quando sono
ad agire è tutt’altro. L’animo
mio si ribella a ciò che malfatto.
Che vuoi, cara Vincenzina, l’animo umano in certi casi è incomprensibile. Vedi, tutto dipende
dallo scopo che l’uomo dà ai suoi
sforzi, alla sua vita. Guai chi codesto scopo lo ripone soltanto in
se stesso, nel soddisfacimento di
alcune sue aspirazioni personali:
supponi pure le più nobili che siano all’uomo compartite; la stessa
ambizione della gloria, per sé
non è che un egoismo ammantato di
forma brillante. Noi
viventi sulla terra,
l’esplicazione del nostro
destino, come delle nostre facoltà, dobbiamo ricercarla all’infuori di noi,
e il bene consiste nel porre in
opra tutte le nostre doti a vantaggio altrui. L’uomo superiore
di un altro è quello appunto che
vuole e comprende e sa più degli
altri, per fruttare alla comune
una maggiore messe di utilità.
Questo, mia cara, si chiama il
cammino del sacrificio, il cammino del vero dovere dell’uomo, il
quale ha più o meno vasta sfera,
secondo la maggiore o minore altezza dei mezzi concessigli dalla
natura”. E queste considerazioni,
Vittorio avrebbe continuato ad accompagnare con la coerenza della
vita, mai rinnegate neppure a Lipari, dove Mussolini l’avrebbe relegato
con altri genzanesi di fede diversa
ma di uguale rango morale. E questi
discorsi dell’adoperare se stessi per
la comune utilità, anche Salvatore
Capogrossi, di formazione gramsciana, compagno d’esilio, era ben in
grado di condividere. Riconsegnata
ufficialmente la bandiera granata al
PRI, di Ignazio, Lorenzo e Vittorio,
oggi non resta che una valigia spoglia, dove spiccano la mezza luna,
la scala dell’orientamento alla perfezione, il candelabro a sette bracci,
il berretto frigio della rivoluzione
francese e un brandello rosso di una
camicia combattuta e vissuta.
7
Per
i nostri
Soci
Oggi
sposi
Finanziamento destinato ai soci
per le spese matrimoniali
8
Per noi il socio non è un numero, ma il valore
per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi.
Il campanile
Quando oggi si parla di campanile spesso ci si trova al cospetto di diatribe
perlopiù di scarso rilievo. Si usa il termine campanilismo quando si vuole porre in
rilievo il limite locale di certe rivendicazioni.
Anche così, giorno dopo giorno, il campanile perde il suo valore, il suo ruolo
simbolico. Il suo essere riferimento nello svettare in cielo e nel contenere la
campana che chiama a raccolta, scandisce le ore o sottolinea la particolarità di un
momento.
Viviamo un tempo in cui - continuiamo a ripetere - i valori sono più rari, i
riferimenti più incerti, i punti fermi sempre più traballanti.
Dedichiamo le copertine di Bancainforma 2011 ai campanili.
Lo facciamo per una serie di motivazioni. Vogliamo sottolineare l’impegno
a ri-conoscere ciò che siamo. Intendiamo scegliere una strada diversa dal
conformismo e che va nella direzione di una storia che ci appartiene e ci
identifica. Non rinunciamo a riappropriarci della nostra identità, convinti
che solo così potremo meglio confrontarci con gli altri. Solo chi è saldo
nei proprio principi e certo dei propri valori può infatti essere in grado di
accogliere. Sempre di più, per dare bisogna essere.
Abbiamo da più di un anno scattato foto a campanili di tante regioni
diverse. Dal Lazio al Veneto, dall’Umbria alla Campania, dal Friuli alla
Sicilia. Vi sono foto provenienti anche da oltre confine.
Proprio per non essere suscettibili della critica di campanilismo le
nostre copertine non saranno dedicate a chiese della nostra zona
delle quali guardiamo i campanili e udiamo i rintocchi della
campane che ospitano.
Non ci spaventa la modernità, quanto il vuoto.
I campanili delle nostre copertine vogliono soprattutto
rappresentare non un tuffo nel passato, ma la ricerca di un
presente che ci consenta di guardare con fiducia al futuro
nostro e dei nostri figli.
La redazione
9
il punt
10
di Alessandro Palmieri
L’assemblea annuale dei soci rappresenta il momento per condividere i
risultati di un anno di lavoro della nostra Banca.
E il bilancio è lo strumento, convenzionalmente scelto dal legislatore, per
fotografare lo stato aziendale alla data del 31 dicembre raffrontandolo
con i dati dell’anno precedente.
Tuttavia dopo aver terminato la predisposizione del fascicolo di bilancio
che sarà presentato per l’approvazione dei soci e composto da oltre 70
cartelle, mi è sembrato opportuno offrire sulle pagine della nostra rivista,
una lettura sintetica dei dati e fatti in esso contenuti .
è interessante evidenziare la capacità della nostra Banca di continuare a
raccogliere fiducia su tutti i territori presidiati dalle nostre filiali; così che la
raccolta di risparmio dei nostri soci e clienti di Genzano, Ariccia, Lanuvio,
Frascati, e Cocciano è continuata a crescere, passando da €278.589.705 a
€ 295.036.606.
Fedele alla vocazione di banca per il territorio, la Toniolo ha continuato ad
assistere l’economia locale e le famiglie attraverso l’erogazione del credito
e alla chiusura dell’esercizio il totale degli impieghi verso la clientela era
pari ad € 238.189.360 contro gli € 213.201.387 del 2009.
Il conto economico mostra una sostanziale tenuta delle voci che generano
valore per la banca, così il margine di interesse, inteso come differenza tra
gli interessi attivi e passivi, è aumentato rispetto al 2009 arrivando ad €
9.121.123.
In leggero miglioramento anche le commissioni nette che derivano dal
Raccolta
2010
295.036.606
2009
278.589.705
differenza +
+ 16.446.901
differenza %
+ 5,90%
Già
Conto
A costo zero:
Operazioni illimitate, produzione
e invio dell’estratto conto periodico,
estinzione, carta bancomat,
home banking,
emissione carta prepagata
e ricaricabile “Tasca”
2,40% d’interesse
sulle giacenze fino a €10.000
Il Conto Corrente
su misura per i
giovani
2010
2009
differenza +
differenza %
collocamento di servizi bancari.
La voce dei costi operativi evidenzia un consistente incremento, attestandosi ad un valore di € 7.268.615.
L’espansione territoriale e delle attività complessive della banca ha generato la necessità di nuove assunzioni che sono proseguite anche in questo
primo periodo del 2011 che ha portato le unità lavorative oggi nell’organico della nostra cooperativa al cospicui numero di 68.
Il risultato d’esercizio evidenzia un utile di € 1.029.470, con un decremento rispetto a quello dell’anno 2009.
Il calo degli utili è in linea con il resto del sistema bancario ancora interessato dagli effetti della crisi economica più grave del dopoguerra, ed in
particolare è conseguenza anche della scelta del movimento del credito
cooperativo di non “tirarsi indietro” rispetto alle tante richieste delle famiglie, piccole imprese ed artigiani, malgrado i potenziali maggiori rischi
e in una situazione di tassi d’interesse estremamente bassi.
Vorrei però chiudere questo mio intervento con una dichiarazione di volontà per l’anno in corso nel corso del quale cercheremo con rinnovato
impegno, professionalità e disponibilità di migliorare il rapporto con i nostri soci e clienti affinché entrando nella loro banca trovino tutte le risposte in termini di prodotti e servizi bancari, finanziari ed assicurativi.
Cercheremo di convincere altri pensionati a lasciare a noi l’onere di far
arrivare con puntualità e gratuitamente la pensione su un conto corrente
con bassi costi di gestione.
Cercheremo di far conoscere ancor di più ai giovani il conto corrente a
loro dedicato, Già conto, che utilizzato ad oggi da oltre 500 ragazzi e
ragazze, rappresenta un vantaggiosissimo bouquet di prodotti e servizi a
costo zero, e con una remunerazione del risparmio del 2,40%.
Ci impegneremo a sensibilizzare i nostri clienti che contraggono mutui per
realizzare il sogno dell’abitazione ad assicurarsi la serenità che in caso di
eventi eccezionali il debito sia pagato da una compagnia assicurativa.
Ci impegneremo a spiegare i vantaggi di utilizzare la moneta elettronica, sia essa carta di
credito, bancomat
Impieghi
o carta prepagata,
per tutti gli acquisti
238.189.360
quotidiani riducendo così l’utilizzo del
contante.
213.201.387
Saremo in conclusione sempre al vostro
fianco...
+ 24.987.973
+ 11,72%
11
Riserva condizioni particolari ai Soci della
BCC Giuseppe Toniolo
12
Responsabilità
civile autoveicoli
sconti fino al 30%
Incendio/furto
autoveicoli
sconti fino al 50%
Multirischi
dell’abitazione
sconti fino al 30%
Infortuni
della persona
sconti fino al 30%
per informazioni rivolgersi all’agenzia
generale di Genzano di Roma
AGENZIA GENERALE DI GENZANO DI ROMA
Agente Generale MARCO SCARIOLI
Via Colle Fiorito, 2 - Tel. e Fax 06.9396602
e-mail [email protected]
7a edizione della
Festa del Socio
di M. Eledia Mangia
Lo scorso 19 dicembre 2010 a
Genzano si è tenuta la tradizionale
Festa del Socio: un felice appuntamento per scambiarsi gli auguri di
Natale e condividere momenti di
serenità e allegria.
La Festa del Socio è un evento oramai immancabile per i soci della
Banca, una simpatica occasione dal
clima familiare in cui tutti, tra una
fetta di pandoro e un pezzo di torrone, si ritrovano insieme a trascorrere un piacevole pomeriggio in una
gioiosa atmosfera natalizia.
La partecipazione è stata numerosa,
con più di duemila soci provenienti dai comuni dei Ariccia, Frascati,
Genzano e Lanuvio.
L’attenzione e la cura per il Socio
da parte della Banca Toniolo è fondamentale, per questo nei giorni
precedenti la manifestazione i dipendenti, i collaboratori e i Giovani
Soci hanno lavorato sodo affinché
tutto fosse prontamente disposto.
Il Palazzo dello Sport “Gino
Cesaroni” è stato elegantemente
allestito con palloncini colorati e
morbidi drappeggi e per l’occasione
sono stati preparati i consueti pacchi dono.
Sulle note della Turandot e del Rio
Blu, ha avuto inizio l’emozionante
concerto classico della Banda Musicale Augusto Panizza della città
di Frascati diretta dal Maestro Cimini ed è proseguito con la pregevole esibizione delle voci bianche
13
14
15
dell’associazione culturale Diapason di Genzano di Roma.
Il Presidente ha voluto porgere il
proprio augurio offrire il proprio
augurio di un sereno Natale a tutti i presenti e nel sottolineare i risultati positivi ottenuti dalla Banca
nonostante questo anno di crisi, ha
rinnovato l’impegno della BCC Giuseppe Toniolo nel portare avanti gli
obiettivi prefissati ed a mantenere
sempre viva e solida la presenza
accanto a soci e clienti.
Nel corso della manifestazione è
16
stato premiato il Sig. Orlando Pesoli, socio della BCC Toniolo fin
dal 1948, che quest’anno con i suoi
100 anni di età si è aggiudicato la
qualifica di socio più maturo della
compagine sociale. Una riconoscenza particolare è andata anche
a Parvin Gabbarini che con i suoi
18 anni è invece il socio più giovane della Banca Toniolo. Nel tardo
pomeriggio si è svolta la consueta
lotteria organizzata dalla Banca: un
momento di particolare suspance
durante il quale sono stati assegnati
ricchi premi ai più fortunati. Al termine della serata è avvenuta la consegna dei tradizionali omaggi che la
BCC Toniolo predispone ogni anno
per i suoi soci. Quest’anno, accanto
al torrone e al panettone, nel pacco
è stato incluso un dono particolare:
un elegante e colorato telo mare in
microfibra. In serata una cascata di
coriandoli colorati ha concluso la
manifestazione in uno speciale augurio di buone feste e buon 2011 a
tutti i presenti. Prossimo appuntamento... Dicembre 2011!!!
17
Per
i nostri
Soci
Salus
Finanziamento destinato ai soci
per le spese mediche
18
Per noi il socio non è un numero, ma il valore
per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi.
Il socio, cuore della banca
di Nicoletta Pontecorvi
Il consiglio di
amministrazione
pianifica le scelte
per incrementare
la mutualità
Con una delibera adottata il 24 febbraio 2011 il consiglio di amministrazione ha definito le scelte che
intende compiere in tema di rapporti con i soci.
Il socio nella BCC è parte essenziale in quanto non solo è chiamato ad
operare scelte a prescindere dalla
quota di capitale conferito, ma è il
motivo di essere della Banca ed il
destinatario naturale delle azioni e
delle attività che la stessa esercita.
Questo rapporto richiede di essere
alimentato costantemente sia dal
punto di vista più strettamente riconducibile ai prodotti e servizi
che la BCC fornisce, ma anche in
un ambito più vasto e destinato a
favorire lo sviluppo della mutualità. L’impegno è quindi quello di
rafforzare i rapporti con la compagine sociale valorizzando ancor più
la figura del socio.
Altrettanto importante è promuovere lo sviluppo di nuove adesioni
non tanto per ragioni economiche,
vista l’esiguità del capitale richiesto per entrare a far parte della
compagine sociale, quanto per rafforzare la presenza e l’attività nei
territori in cui si opera. In questo
quadro, assume un particolare significato l’incremento del numero
dei soci che risiedono nelle zone
in cui la Banca si è insediata con
un proprio sportello solo di recente,
perché ciò attesta il radicamento e
la penetrazione nella realtà pulsante di tali centri.
Sempre in tema di ampliamento
della base sociale, particolare attenzione è destinata ai giovani ed
alle società.
E’ comprensibile come il crescere
della compagine sociale (quest’anno per la prima volta il numero di
soci aventi diritto ad intervenire in
assemblea supererà quota 3.500)
rende sempre più articolate le esigenze, i punti di vista, le possibili
istanze.
Per meglio interpretare le motivazioni, le aspettative, le richieste di
chi si avvicina alla BCC è stato predisposto un questionario che l’aspirante socio è invitato a compilare.
L’analisi delle risposte contribuirà
a comprendere le attese e conseguentemente a operare scelte in un
contesto di accresciuta consapevolezza.
In tema di servizi bancari viene naturalmente confermata la scelta di
riservare ai soci condizioni migliori
rispetto al resto della clientela ed
ai soli soci, oltre al finanziamento
a tasso zero delle spese di partecipazione a soggiorni ed iniziative
organizzate dalla Banca, sono riservati finanziamenti a tassi particolarmente convenienti destinati a
spese matrimoniali, spese mediche,
partecipazione a master, acquisto
di motoveicoli elettrici.
Dal 2011 si è pensato di sostituire
il premio in denaro riservato a giovani laureatisi nel corso dell’anno
con un viaggio all’estero ritenendo
che tale occasione possa favorire la
conoscenza fra soci e costituire così
19
un incentivo ad un’attiva partecipazione alla vita della Banca.
Per alimentare il rapporto mutualistico risulta essenziale il ruolo della comunicazione. Il socio ha diritto
di sapere cosa fa la sua Banca e la
Banca ha interesse ad informare il
socio perché questo partecipi attivamente e responsabilmente alla
vita sociale.
Oltre a questa pubblicazione, la
scelta è quella di continuare l’esperienza della pubblicazione del Bilancio sociale, ma anche quella di
alimentare l’utilizzo di strumenti
quali la posta elettronica che consentono un’informazione rapida,
tempestiva ed economica. A completare l’offerta sul piano della comunicazione è stata approntata una
rete che consentirà di diffondere in
20
tutti gli sportelli attraverso una tv
a circuito chiuso, oltre a notizie di
carattere generale, informazioni su
attività e prodotti della Banca.
Per quanto riguarda invece i rapporti extra bancari è fondamentale
la presenza e l’attività dei Comitati soci e dell’Associazione giovani
soci.
I primi rappresentano l’anello di
congiunzione fra compagine sociale e consiglio di amministrazione.
Articolati su base territoriale corrispondente alla presenza di sportelli
della Banca, svolgono la preziosa
attività di una sempre più vasta ed
articolata serie di iniziative che cementano i rapporti fra i soci fornendo opportunità sul piano turistico,
culturale ma anche di vantaggio
economico attraverso una rete di
convenzioni in continuo ampliamento.
L’Associazione giovani soci, realtà anch’essa cresciuta nel numero
degli iscritti, rappresenta una sorta
di laboratorio capace di far comprendere il Credito Cooperativo
alle nuove generazioni che avrebbero altrimenti maggiore difficoltà
e forse diffidenza nell’incontrarlo e
nel farne parte. è anche un’antenna
puntata sul futuro con lo scopo di
captare i valori e le aspettative delle giovani generazioni.
Con queste scelte da costruirsi nel
corso nell’anno, l’obiettivo è di continuare un percorso di crescita in
cui la Banca rappresenti sempre
più e sempre meglio la casa comune.
Modifiche dello statuto:
il sacrificio della coerenza?
di Flavio Napoleoni
Riflessioni, del
tutto personali,
sulle questioni
poste dalle
modifiche dello
statuto che le BCC
dovranno adottare
entro l’anno.
Saremo presto chiamati ad una
nuova modifica del nostro statuto.
Nel periodo recente già più volte
l’Assemblea dei soci ha provveduto
in tal senso dovendo recepire norme che nel frattempo erano state
emanate. Questa volta sarà diverso
perché le variazioni saranno un atto
di autodisciplina che l’assemblea
adotterà esaminando un modello
predisposto dalla Federazione Nazionale delle BCC e validato dalla
Banca d’Italia.
Lo statuto è
il complesso
delle norme
fondamentali
che regolano
la struttura e
l’attività di una
società. In esso
i soci forniscono le informazioni in merito
agli scopi che
intendono perseguire. Fissano gli obiettivi
ma definiscono
anche il punto
di
partenza,
l’identità, i valori comuni la
cui condivisione è presupposto irrinunciabile di
una responsabile e convinta appartenenza. Lo statuto. è quindi la Carta costituzionale con cui un gruppo
sociale, un’associazione, una società non solo definisce il come, ma –
ancor prima – il perché del proprio
essere. Con lo statuto, il gruppo si
autodetermina.
Diventa allora necessario che le
norme che disciplinano i rapporti,
il funzionamento, il governo della
Società, siano coerenti con i principi fondamentali.
Diventa dirimente l’intendersi, il
condividere cosa contengono, non
contengono o escludono i valori che
costituiscono il
dna e indicano
la strada che si
vuole percorrere.
La
proposta
di
revisione
dello statuto
elaborata da
Federcasse
introduce alcune
novità
che,
seppur
apparentemente riferibili a
questioni relative al governo
delle
nostre
Banche, comportano una riflessione attenta perché affrontano tematiche che
toccano i principi . Mi soffermo,
fra tutte, sulle modifiche introdotte
all’art. 32 Composizione del con-
21
siglio di amministrazione. Il nuovo
testo prevede che
...Non possono essere nominati,
e se eletti decadono: (...) f) coloro che ricoprono, o che hanno
ricoperto nei sei mesi precedenti, la carica di consigliere comunale in Comuni il cui numero di
abitanti è superiore a 10.000, di
consigliere provinciale o regionale, di assessore o di sindaco in
Comuni il cui numero di abitanti
è superiore a 3.000, di presidente di provincia o di regione, di
componente delle relative giunte, o coloro che ricoprono la carica di membro del Parlamento,
nazionale o europeo, o del Governo italiano, o della Commis-
22
sione europea;...
Rispetto a tale restrizione intendo
manifestare la mia perplessità.
Nell’art. 49 della Costituzione della Repubblica che sancisce il diritto dei cittadini di associarsi liberamente nei partiti, si descrive lo
scopo di tale partecipazione come
quello di “concorrere con metodo democratico a determinare la
politica nazionale”.
La scelta del termine “concorrere”
appare in questo contesto, significativa e pregnante. Concorrere
assume il valore non solo di correre insieme ma di contribuire,
cooperare, reiterare l’azione.
Ciò evidenzia la valenza positiva
della politica, nella diversità delle
posizioni inserite nel quadro di un
metodo democratico.
Oggi, sempre più, tale considerazione vacilla, anzi lascia il posto a
una concezione negativa e contaminante. Ma, come afferma Piero
Ostellino, la politica rimane il solo
strumento di pacifica composizione
delle differenze e dei conflitti.
Perché segnare allora tale netta differenza fra politica e BCC? E’ questo un contributo al miglioramento
della governance?
Ritornando ai valori fondanti, l’art.
2 dello statuto ci ricorda che la
Società si ispira ai principi della
dottrina sociale della Chiesa e si
distingue per la scelta di costruire
il bene comune.
Vale la pena, allora, rileggere i documenti ufficiali, perché la definizione di cosa sia il bene comune,
diventa essenziale per una coerente
scrittura delle nostre modifiche.
Propongo di riflettere su tre documenti.
“Gli uomini, le famiglie e i diversi
gruppi che formano la comunità
civile sono consapevoli di non essere in grado, da soli, di costruire una vita capace di rispondere
pienamente alle esigenze della
natura umana e avvertono la
necessità di una comunità più
ampia, nella quale tutti rechino
quotidianamente il contributo
delle proprie capacità, allo scopo di raggiungere sempre meglio
il bene comune.
Per questo essi costituiscono, secondo vari tipi istituzionali, una
comunità politica.
La comunità politica esiste dunque in funzione di quel bene comune, nel quale essa trova significato e piena giustificazione e
che costituisce la base originaria
del suo diritto all’esistenza. (...)
È pienamente conforme alla
natura umana che si trovino
strutture giuridico-politiche che
sempre meglio offrano a tutti i
cittadini, senza alcuna discriminazione, la possibilità effettiva
di partecipare liberamente e attivamente sia alla elaborazione
dei fondamenti giuridici della
comunità politica, sia al governo
degli affari pubblici, sia alla determinazione del campo d'azione
e dei limiti dei differenti organismi, sia alla elezione dei governanti.
Si ricordino perciò tutti i cittadini del diritto, che è anche dovere, di usare del proprio libero
voto per la promozione del bene
comune.
La Chiesa stima degna di lode e
di considerazione l'opera di coloro che, per servire gli uomini,
si dedicano al bene della cosa
pubblica e assumono il peso delle
relative responsabilità.”
Costituzione pastorale sulla Chiesa nel
mondo contemporaneo, Gaudium et Spes
Anche in atti ben più recenti, troviamo conferma della necessità di
partecipare alla costruzione del
bene comune.
Nella Caritas in veritate, enciclica della quale rischiamo di ricordare solo il paragrafo 65 che menziona
le molte esperienze della cooperazione di credito, al paragrafo 7 possiamo leggere:
“...Accanto al bene individuale,
c'è un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. È il bene di quel “noi-tutti”,
formato da individui, famiglie e
gruppi intermedi che si uniscono
in comunità sociale. Non è un
bene ricercato per se stesso, ma
per le persone che fanno parte
della comunità sociale e che solo
in essa possono realmente e più
efficacemente conseguire il loro
bene. Volere il bene comune e
adoperarsi per esso è esigenza di
giustizia e di carità. Impegnarsi
per il bene comune è prendersi
cura, da una parte, e avvalersi,
dall'altra, di quel complesso di
istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere
sociale, che in tal modo prende
forma di pólis, di città. Si ama
tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera
per un bene comune rispondente
anche ai suoi reali bisogni. Ogni
cristiano è chiamato a questa
carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità
d'incidenza nella pólis. È questa
la via istituzionale - possiamo
anche dire politica - della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che
incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis.”
Lettera Enciclica Caritas in veritate
Ultima citazione, di tutt’altro genere, la traggo da un articolo di
giornale, per trovare una chiave di
lettura delle difficoltà e delle diffidenze rispetto alla politica e dare
di essa una definizione per la quale
valga la pena di battersi.
“Il politico non ha solo il compito
di non guastare quel che la vita
sociale, nel suo evolvere positivo, va di per sé costruendo. Tra
la disponibilità e la realtà, tra la
ricchezza di base e la composizione armonica nel contesto sociale vi è uno spazio molto vasto
(e ricco di problemi di ogni genere), il quale ha da essere occupato da una indispensabile e
lungimirante iniziativa politica.
Ad essa spetta fare una sintesi
appropriata ed organizzare il
consenso non intorno a dati particolari, benché importanti, ma
intorno ad un disegno complessivo, compiuto e stabile.
Giungere all’unità comporta
una grande comprensione delle cose, una visione di insieme,
la ricerca di giusti equilibri, un
vero sforzo di organizzazione.
E’ un modo di procedere, del re-
23
sto inevitabile, il quale rende la
vita politica complicata, scarsamente decifrabile, qualche volta
irritante. E’ qui la base di quella
diffidenza che contesta alla politica la sua funzione ed il suo
merito. Eppure non si tratta,
bisogna ribadirlo, di alchimie, di artifici, di cortine
fumogene, ma
di una seria
ponderazione
degli elementi in gioco, di
una ricerca di
compatibilità, di una valorizzazione
dell’unità nella diversità.”
24
Così scriveva
Aldo Moro, su
“Il giorno”, il
3 marzo 1978,
tredici giorni
prima di essere
rapito, in quello che credo
sia l’ultimo suo
articolo pubblicato.
Se una lungimirante iniziativa
politica è necessaria, se costruire il bene
comune è partecipare, diventa difficile sostenere che chi partecipa,
contribuisce, concorre, coopera al
raggiungimento di uno dei principi fissati all’art. 2 dello statuto (la
scelta di costruire il bene comune)
non possa essere nominato amministratore della stessa società.
La mia è e resta l’affermazione di
principio. Se la politica è male si
rende necessario cambiarla perché
possa essere bene. Non la si può
rimuovere senza scardinare i prin-
cipi.
Non conosco le motivazioni che hanno portato alla scelta di predisporre
un nuovo modello di statuto tipo delle BCC. Per quanto riguarda alcuni aspetti come la presa di distanza
dalla politica, intuisco che vicende
dell’estate scorsa, se non scatenante, un effetto di accelerazione lo
hanno certamente avuto. Così come
la proposta di legge leghista per la
creazione di banche i cui organi direttivi prevedano la partecipazioni
di enti locali e
regioni suona
come un campanello
d’allarme rispetto
ad appetiti che
rischiano di saziarsi inghiottendo le BCC.
Ciò non può comunque costare il sacrificio
della coerenza.
Per migliorare
la governance
sarebbe stato
più opportuno
modificare l’art.
4 dello statuto
introducendo
l’obbligo di affidare l’internal audit alla
Federazione di
appartenenza,
cosa che BCC
assurte
agli
onori della cronaca, guarda
caso, non avevano fatto.
Negli oltre centoventi anni di vita
le Casse Rurali prima e le BCC poi
hanno scritto la propria storia. Ora
mi sembra si accontentino di leggerla. Restiamo banche minori ma
senza atteggiamenti di minorità.
La comunicazione della
Banca cresce e si rinnova
Grosse novità in tema di comunicazione aziendale. La rilevanza di tale
aspetto ha previsto che venisse istituito uno specifico settore nell’organigramma aziendale. Infatti comunicare
tempestivamente e sistematicamente
rappresenta un’opportunità per far
conoscere scelte, iniziative e caratteristiche di un’azienda moderna e che
vive al di dentro delle realtà sociali in
cui opera.
Le scelte più evidenti in tale direzione
sono già apprezzabili da soci, clienti
ed utenti.
Dal mese di aprile il sito internet della
Banca ha una nuova veste ed è arricchito di nuovi contenuti.
Dal punto di vista grafico sulla home
page scorrono immagini dei luoghi
ove la Banca opera a sottolineare il
forte legame con il territorio.
Il riordino dei contenuti contribuisce
ad offrire al visitatore un quadro ove è
facile ed intuitivo rinvenire le notizie
ed i documenti cercati.
In tema di contenuti è intenzione di
porre a disposizione fra le notizie In
evidenza tutti quegli appuntamenti,
notizie, opportunità che soci, clienti
ed internauti speriamo trovino interessanti ed attuali. Una particolare attenzione è stata posta alla sezione Chi
siamo.
Oltre a notizie sulla storia della Banca sono messi a disposizione il file pdf
dell’atto costitutivo della Cassa Rurale
ed Artigiana Giuseppe Toniolo disponibile anche in versione audio, documenti significativi come un articolo
apparso su Il Popolo nell’anno 1948
in cui si informa della visita del Ministro dell’Agricoltura Antonio Segni
alla Cassa Rurale, e più recenti contributi su figure ed avvenimenti che
hanno segnato la vita dell’azienda.
Altra novità sul piano della comunicazione è la messa in funzione di un
circuito che trasmette in tutte le agenzie della BCC informazioni nazionali
(notiziario, previsioni meteorologiche,
oroscopo) e informazioni riguardanti
la vita della banca. Attraverso tale canale non solo si intende fornire un’opportunità a quanti hanno accesso agli
sportelli riempendo il vuoto dei minuti
di attesa, ma si vuole offrire un vero e
proprio contributo sul piano informativo.
La comunicazione con i soci e con i
clienti ha una valore essenziale e strategico. I soci hanno il diritto-dovere
di essere informati sulla vita della
propria azienda perché solo se consapevole la partecipazione rappresenta
un valore. I clienti hanno invece l’opportunità di apprezzare lo sforzo di
fornire alla comunità un servizio che
non si limita agli aspetti bancari ma
che vuole rappresentare un contributo
alla comunità. L’idea è quella di unire,
nel tempo, anche contenuti di cronaca
locale, di informazione sulle iniziative
che connotano i nostri territori e, perché no, una vetrina dell’imprenditoria
che opera in loco.
Tale scelta che la BCC Giuseppe
Toniolo importata dall’esperienza di
altre realtà come la BCC di Cesena,
rappresenta una novità assoluta nella
nostra Federazione.
25
Da noi si paga zero!
26
Quanto costa prelevare
Commissione per i prelievi in filiale delle principali banche italiane, dati in euro
Nome
Conto
Unicredit
Cariparma
Bnl
Bpm
Banca Mps
Ubi
Ricaricabile
Conto Famiglia
Revolution
Flexiconto
Conto Zip
Duetto Noi
Prelievo
3 (1)
1 (3)
3 (2)
1,5
3
1 (3)
2
Rendimento
conto (min)
0%
0,01%
0,01%
0,20%
0%
0,001%
0,03%
(1) per prelievi
fino a 1.500 euro
Fonte: il Corriere della Sera, 1 marzo 2011
(2) dal 18 aprile, per prelievi
fino a 2 mila euro
(3) per prelievi
fino a 500 euro
Media
Responsabilità sociale d’impresa:
la Banca adotta la norma ISO 26000
di Flavio Napoleoni
1
COM(2006) 136 definitivo.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al
Consiglio e al Comitato economico
e sociale europeo - Il partenariato
per la crescita e l’occupazione:
fare dell’Europa un polo di eccellenza in materia di responsabilità
sociale d’impresa.
2
In merito alle diverse visioni
della RSI vedasi Luciano Venturini
Significati e potenzialità della
responsabilità sociale d’impresa:
gli sviluppi del dibattito teorico in
Responsabilità sociale d’impresa
e dottrina sociale della chiesa
cattolica - Franco Angeli ed.
Si parla da anni di responsabilità
sociale d’impresa. Multinazionali
e pmi dichiarano allo stesso modo
di improntare il proprio modello di
business tenendo conto di un contesto che non si esaurisce nell’obiettivo dell’utile d’esercizio, ma contempera anche l’interesse di quanti
a vario titolo si configurano come
portatori d’interesse nei confronti
della stessa società.
Vale la pena ritornare alla definizione del concetto di responsabilità
sociale d’impresa (RSI) o corporate
social responsability (CSR).
Secondo il Libro verde presentato alla Commissione europea nel
2001, la responsabilità sociale
d’impresa è “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni
sociali ed ambientali nelle
attività produttive e commerciali
delle imprese e nel loro
relazionarsi con le diverse classi di portatori
d’interesse”.
Sempre in ambito
europeo viene
precisato che
“Le imprese
hanno un comportamento
socialmente
responsabile
se decidono di
andare oltre le
prescrizioni minime e gli obblighi
giuridici derivanti dai contratti collettivi per rispondere alle esigenze della società. Scegliendo la via
della responsabilità sociale, le imprese di ogni dimensione possono
contribuire, in cooperazione con i
loro partner, a conciliare meglio le
ambizioni economiche, sociali ed
ecologiche”1.
Esistono tre diverse visioni di responsabilità sociale d’impresa:
quella neoclassica, quella strategica e quella etica2.
La visione neoclassica è quella che
affida all’impresa un unico obiettivo: produrre profitto e farlo rispettando leggi in vigore e delle norme
etiche in uso.
L’economista statunitense Milton
Friedman afferma infatti che “C’è
27
28
una e solo una responsabilità sociale dell’impresa: usare le sue risorse e dedicarsi ad attività volte
ad incrementare i propri profitti
rimanendo all’interno delle regole
del gioco. Il che equivale a dire che
competa apertamente senza ricorrere all’inganno o alla frode” .
Nella visione strategica della RSI si
pongono in particolare risalto le opportunità ed i benefici che possono
derivare da comportamenti socialmente responsabili.
Per la visione etica le azioni poste
in essere non hanno il fine di conseguire un beneficio economico ma
vengono adottate per quanto di positivo esse producono nella contesto in cui la società opera e di cui
è parte.
Oggi più che mai la sfida per le
aziende è quella di scegliere una
strada che va oltre la sola realizzazione di profitti e considerare
come fattori identitari, ma anche di
successo, la responsabilità e la sostenibilità delle scelte inerenti la
propria attività.
Attualmente tutti o quasi ormai
pubblicano bilanci sociali, report di
sostenibilità, codici etici. Proprio
perché divenuta prassi comune e
perlopiù autoregolamentata, concreto è il rischio di incorrere in una
prassi, una moda, una civetteria.
Ancor più significativo è il pericolo
che si adottino strategie di RSI che
in qualche modo compensino attività censurabili di sfruttamento o che
arrecano danni all’ambiente. “…
Le multinazionali spendono i loro
soldi solo per costose campagne di
CSR, invece di pagare salari equi
e migliorare le condizioni dei Paesi di produzione. E per noi diventa
sempre più difficile stigmatizzare
questa penosa situazione, perché
molti consumatori e media credono
alle bugie della CSR”3.
Il fatto che non tutto ciò che si dice
o si può leggere sia vero non rappresenta comunque una valida ragione
per rinunciare a credere ad un modello di impresa che tenga conto
dell’effetto che la propria attività
produce nel contesto in cui essa
opera. Il problema che da tempo si
è posto è quello della definizione di
un complesso di norme rispetto alle
quali sia possibile se non certificare
quantomeno leggere meglio il modo
di interpretare la responsabilità
sociale d’impresa. Fissare cioè di
punti sui quali ogni politica di RSI
debba misurarsi, ma soprattutto
possa essere misurata.
A questo scopo, in buona sostanza,
è stata varata la Linea guida ISO
26000. E’ frutto di un lavoro iniziato nel 2003 e che ha visto la luce
alla fine dello scorso anno. E’ stato
costituito in sede ISO (International
Organization for Standardization),
rete formata dagli Enti Nazionali di
Normazione di oltre 160 paesi che
elabora norme tecniche internazionali, un working group cui hanno
partecipato 600 esperti, 92 paesi
e 42 organizzazioni internazionali. In tale gruppo di lavoro sono
state identificate sei categorie di
stakeholder (portatore di interesse):
lavoratori, governi, consumatori,
servizi e ricerca, ong, imprenditori.
Nel caso della RSI non è stata però
emanata una norma, ma come detto, una linea guida. La cosa è significativamente diversa. Infatti a
differenza di quanto avviene, ad
esempio, per i sistemi di gestione
per la qualità o per l’ambiente, non
darà luogo ad alcuna certificazione,
ma ad una guida ai principi ed alle
pratiche di responsabilità sociale
d’impresa.
Come afferma Massimo Chiocca
del CISE - Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico “Fino
dall’avvio del processo di sviluppo
della 26000 gli stakeholders hanno
deciso, a maggioranza, di elaborare
una linea guida e non una norma
certificabile per ragioni che è complesso analizzare ma che riflettono
uno dei punti di forza e contemporaneamente di debolezza della ISO
26000: quello cioè di essere frutto
del lavoro congiunto di un’ampia
rappresentanza di stakeholders
(punto di forza) di cui rappresenta
un punto di equilibrio fatto di compromessi (punto di debolezza).” 4
Tutto potrebbe essere stato fatto
meglio. Se questo è però quanto si
è riuscito a produrre, chi ha a cuore
nel proprio paradigma imprenditoriale la RSI non può trincerarsi dietro pur non trascurabili debolezze.
Per questo la nostra Banca ha deciso di adottare un modello che
rappresentasse
effettivamente
una guida per operare all’interno
3
Klaus Werner Lobo Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere - Newton Compton editori
4
http://www.csr.unioncamere.it/?mod=AREA_ISTITUZIONALE&mod2=ARTICOLO&id_articolo=308
dell’azienda. Da ciò è scaturito un
vero e proprio manuale che declina
principi da rispettare ed azioni da
porre in essere. Proviamo a darne
una sintetica illustrazione.
Sette sono i principi che la ISO
26000 indica come regolatori della responsabilità sociale d’impresa
che vengono presentati sotto forma
di modello. Rispetto ad essi vanno
declinate le scelte e le responsabilità delle organizzazioni che adottano un modello conforme alle linee
guida. Di seguito si riportano tali
principi ed il sunto delle conseguenti azioni che la Banca ha previsto nel manuale adottato.
1. Responsabilità di rendere conto (accountability). La Banca è
responsabile di rendere conto
degli impatti delle proprie azioni sulla società, sull’economia
e sull’ambiente. Deve accettare
esami appropriati ed ha il dovere di rispondere a
tali esami. La responsabilità di
rendere conto
implica anche
il farsi carico
delle responsabilità in
caso di
azioni scorrette adottando adeguate misure allo scopo di porvi
rimedio e intraprendendo azioni volte a impedirne la reiterazione.
2. Trasparenza. La Banca è trasparente nelle sue decisioni
e nelle attività che impattano
sulla società e sull’ambiente.
Divulga in modo accurato e
completo le politiche, le decisioni e le attività per le quali è
responsabile. Il principio della
trasparenza non richiede che
le informazioni riservate siano rese pubbliche, né implica
che si forniscano informazioni
protette o che possano violare
obblighi legali, commerciali, di
sicurezza o di riservatezza personale.
3. Comportamento etico. La Banca si comporta in maniera etica. Tale comportamento si basa
su valori quali onestà, equità
ed integrità. Questi valori implicano un’attenzione verso le
persone, gli animali e l’ambiente ed un impegno ad affrontare
l’impatto delle proprie attività
e decisioni sugli interessi degli
stakeholders.
4. Rispetto
degli
interessi
degli
stakeholders.
La Banca ri-
spetta, prende in considerazione e risponde agli interessi dei
propri stakeholders. I portatori
di interesse sono considerati
come tali, nei propri interessi,
nei propri diritti e nelle preoccupazioni che manifestano.
5. Rispetto del principio di legalità. La Banca considera obbligatorio il rispetto del principio
di legalità. Esso si riferisce alla
supremazia della legge e contrasta con l’esercizio arbitrario
del potere. Nel contesto della
responsabilità sociale, il rispetto del principio di legalità
prevede che un’organizzazione
adempia le leggi ed i regolamenti.
6. Rispetto delle nome internazionali di comportamento. La
Banca, in situazioni in cui la
legge o le sue modalità di attuazione non forniscono adeguate
garanzie ambientali e sociali,
cerca in tutti i modi di garantire
almeno le norme internazionali
di comportamento.
7. Rispetto dei diritti umani. La
Banca rispetta i diritti dell’uomo ne riconosce l’importanza e
l’universalità.
Come comprensibile, diverso è l’impatto dei diversi principi. Uguale è
l’impegno alla loro applicazione ed
al loro rispetto.
29
www.interlaced.it
“Per me,
per i miei sogni,
per la mia
famiglia”
30
BCC Vita - Praesidium.
Dedicato a Te ed alla tua famiglia, uno strumento per progettare e costruire il
tuo futuro ed i tuoi sogni con la consapevolezza che il domani sarà sereno.
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Messaggio pubblicitario. Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo disponibile su www.bccvita.it e presso le Banche di Credito Cooperativo.
Colle Pardo, una storia
che ci appartiene
di Domenico Gilio
Presidente
Non c’è Cittadino di Genzano o di
Ariccia che non abbia un ricordo,
una storia da raccontare su Colle
Pardo. Ma i ricordi e le storie personali sono fragili e nel breve volgere
degli anni sbiadiscono. Solo se diventano storia di un popolo e, ancor
meglio, di due popoli vicini, assumono i caratteri duraturi di patrimonio pubblico e di bene comune.
Colle Pardo, per la sua posizione
geografica, per l’esposizione panoramica e per la ricchezza dei reperti
storici ed archeologici che conserva, ha vocazione, più di ogni altro
luogo, ad essere un Bene ed un Patrimonio pubblico.
A. Bresciano, padre Gesuita della metà dell’800, ne Il ritorno
dell’Esule, mentre descrive con
magnificenza di parole i luoghi di
residenza del duca Lorenzo Sforza
Cesarini, “Nella più lieta e solitaria costa dei poggi Aricini,
posta a cavaliere della vinosa
Genzano, s’apre un lunghissimo
e dirittissimo viale a doppia riga
d’antichi olmi fronzuti, il quale
conduce a un largo e bello spianato, su cui nasce e grandeggia
il maestoso palagio…”, fa notare
che da quest’altura, “girando l’occhio intorno si veggono i monti
Artemisi e il lago di Nemi e il colle Pardo de’ Iacobini, dal quale
corre la vista sino a Laurento,
ad Ardea. Ad Anzio, e giù per la
marina dai colli di Lanuvio sino
al Capo Circeo, ove ebbero l’alto
seggio i primi Polasgi, e la reina
Circe edificò le alte moli ciclopiche, che durano immote da tanti
secoli a testimonio della antichissima civiltà e potenza dell’Italia”.
Una nota a spiegazione del brano
chiarisce: “Il Colle Pardo de’ Iacobini è il poggio più alto che si
leva di fronte al Santuario di nostra Signora di Galloro tutto vestito di castagni dal fondo della
valletta insino all’ultima cima,
sopra la quale i due fratelli Iacobini edificarono un Belvedere
di mirabile prospettiva. Ivi l’eccellentissimo Sig. Camillo, Ministro del commercio e dei Lavori
Pubblici, e il Sig. Gaetano, direttore del gran ponte che si sta costruendo tra l’Ariccia ed Albano,
vengono talora a ricrearsi cogli
amici; né in vero in tutto l’agro
romano puossi trovar luogo di
più dilettevole sguardo( poiché
egli gira la vista intorno da monte Soratte insino all’isola di Ponza) accogliendo sotto di sé tutto,
quant’è vasto, il giro del Lazio”.
Con perspicace perizia Virginio
Melaranci, da un punto di vista geografico, definisce Colle Pardo “cerniera tra due sistemi territoriali
differenti: quello ariccino di valle Ariccia e dell’Appia Antica e
31
32
quello di Genzano con le Olmate
ed il parco ottocentesco degli
Sforza Cesarini che introduce al
bacino del lago di Nemi. E’ un
brano di natura ancora perfettamente integra, salvaguardare
la quale può rappresentare la
conservazione di quel corridoio
ambientale che salda il lago di
Nemi con i trenta ettari immacolati di Parco Chigi, ultimo lacerto delle antiche selve castellane”.
Chiunque percorre l’Appia da
Ariccia verso Genzano si sente pervaso da questo scenario di bellezza;
avverte sulla pelle i benefici effetti. Colle Pardo si eleva, come un
monumento naturale, sul Santuario
della Madonna di Galloro, col ciuffo
di pini sulla vetta, baluardo superbo
e maestoso verso il mare, che tiene
insieme uniti i borghi di Genzano e
di Ariccia, nel versante Est – Ovest,
con le braccia distese su Vallericcia
e sui territori collinari, verdi di uliveti e di vigneti, di Genzano. Idealmente, come un festone verde, attraverso l’Appia, tiene uniti anche i
due Palazzi nobiliari delle due città:
Palazzo Sforza Cesarini e Palazzo
Chigi, legando, possiamo dire, due
popoli diversi, in uno stesso destino. Per salvaguardare l’integrità di
questo sito di bellezza e di memorie,
la scorsa estate è sorta l’Associazione Colle Pardo Onlus, con l’intento,
non solo di conservare il territorio,
ma di lanciare una proposta di civiltà e di cultura. L’obiettivo è di
moderare ed invertire la tendenza
del modello economico che fa del
territorio quasi esclusivamente un
luogo di possesso, di profitto; un
capitale, una merce, un avere più o
meno redditizio.
I cittadini che hanno aderito alla
nostra iniziativa ritengono che la
società della macchina ha aumentato il potere dell’uomo sul territorio.
Con i nuovi mezzi di trasporto si va
più veloci, si percorrono più spazi.
Con la tecnologia applicata al lavoro
si ottiene più prodotto. Con i nuovi
mezzi di costruzione si può trasformare e consumare più facilmente il
territorio. L’uomo acquista sempre
più potenza e dominio sulla natura.
Ma proprio da qui nascono le storture che rendono meno felice e meno
appagante il rapporto con l’ambiente. Nella misura in cui aumenta il
suo potere l’uomo si estranea dalla
terra e aumentano le passioni tristi,
aggressive, distruttive.
Per assurdo il territorio apparteneva
più all’uomo contadino che viveva
in esso con gli animali domestici,
che lo percorreva col ritmo dei quadrupedi: l’asino, il cavallo, il mulo,
che non oggi che lo percorre con le
quattro ruote e perde i legami vitali
con esso.
Si può riproporre oggi un rapporto
di essere-nel-territorio in sostituzione del rapporto di possedere-il-territorio? Noi pensiamo di sì. Il nostro
intento è di riproporre i valori ed i
beni essenziali della terra e della
vita: l’acqua, l’aria, il verde, i boschi, i prati. In una parola ci proponiamo di migliorare la qualità della
vita, chiedendo solo di correggere
in parte lo stile del comportamento quotidiano, che necessariamente
non può continuare ad essere quello dello spreco, del consumo, della
disattenzione, della disaffezione di
tutto ciò che è cosa pubblica. Vogliamo far maturare la consapevolezza che il bene primario non è la
proprietà privata, ma l’armonia tra
il pubblico e il privato, che devono
convivere e non assediarsi l’un l’altro.
Come suggerisce Ilaria Proietti, in
un suo articolo su Città Futura, con
piccoli gesti virtuosi, con un po’ di
attenzione, si può cambiare stile di
vita: si può passare dallo spreco al
rispetto, dal consumo al risparmio
delle risorse della terra. Ci danno
l’esempio i Comuni che si sono associati in “Comuni virtuosi” intorno
agli obiettivi del risparmio energetico, del contenimento dell’impronta
ambientale, cioé dell’occupazione e
del consumo del territorio, in nome
della sobrietà e della sostenibilità
dello sviluppo, fino ad accettare uno
stato di decrescita felice.
In questo circolo virtuoso si dovrebbero inserire i quattro Comuni
viciniori Genzano, Ariccia, Lanuvio
e Nemi. In questo senso i segnali
sono incoraggianti. Le Amministra-
zioni di Genzano, di Ariccia e di
Lanuvio hanno aderito alle finalità
ed alle iniziative promosse dall’Associazione Colle Pardo. E’ prossima
anche l’adesione di Nemi. Si verrà a
comporre così un quadrilatero amministrativo di un’area di pregio storico – paesaggistico –archeologico,
unica al mondo, fatta di palazzi, di
strade, di parchi, di giardini, di boschi, un tempo attraversati da pellegrini o turisti, spinti da motivi di
svago, di studi, di interessi artistici
o religiosi.
Nel mese di ottobre scorso i Sindaci
di Genzano e di Ariccia congiuntamente hanno chiesto alla Provincia
di sostenere l’acquisto del bosco
monumentale di Colle Pardo per la
realizzazione di un Parco pubblico. La risposta non poteva che essere favorevole, stante il fatto che,
ai sensi del D.L. 42/04 (ex legge
n.1497/1939) e successive disposizioni, “il colle predetto costituisce, con la notevole vegetazione arborea lungo la parte delle
pendici e soprattutto per la sua
cima coronata da un magnifico
gruppo di pini secolari, un quadro naturale di singolare bellezza panoramica”.
Una funzione di agevolazione e di
supporto economico di primo pia-
no verrà svolta in tempi immediati
dalla Banca Giuseppe Toniolo di
Genzano, che, data la sua vocazione e la sua riconosciuta attenzione
al territorio, non poteva mancare a
questo fondamentale appuntamento.
Colle Pardo così, affrancato dalle
insidie dell’asta e dalle mire speculative, di chi già prevedeva la
possibilità di costruirvi villette di
alto pregio, potrà rimanere un luogo
naturale incontaminato e un polmone verde in mezzo alle due città di
Genzano e di Ariccia, meta di un
percorso articolato, fisico, storicoartistico e turistico, che partendo da
Vallericcia attraverso l’Appia Antica, l’antica via sacra, può condurre,
lungo il viale delle olmate ed il Parco Sforza Cesarini, al Museo delle
navi romane ed alla scoperta dei resti del tempio di Diana, sul bacino
del lago di Nemi.
Noi immaginiamo Colle Pardo come
un Parco Verde intercomunale aperto al Pubblico, con varie funzioni.
Un orto botanico darà spazio alle
essenze vegetali originarie del luogo. Una zona può rifiorire dell’antico roseto e le rose rinomate di Colle
Pardo potranno ritornare a Roma.
Vogliamo preparare dei percorsi
sterrati individuali o per gruppi per
Ciuffo di pini su una verde foglia,
morbida mano tesa
è fragile e tenace
la memoria del colle.
il benessere psicofisico. E percorsi
storico-artistico-culturali, con spazi
dove siano possibili pause di quiete, per ritrovare il gusto del pensare,
del meditare, dell’ispirazione per
tutto ciò che è bello ed armonioso
in un luogo verde accogliente. La
sommità farà da aula decentrata,
naturale, per gruppi di studenti e
di studiosi o per artisti che vogliono
attingere direttamente dall’ambiente la motivazione a gustare e creare
arte.
Giustamente Giorgio Magistri afferma che “Salire sul Colle rappresenta un’immersione nella psicogeografia personale e,tuttavia,
anche sociale, storica e geomorfologica dei Colli Albani” e
definisce il Colle “luogo-culla”
e l’esperienza che se ne può trarre, salendovi, “tour panoramico
dell’intimità”, dove scavo geologico, archeologico e archivistico
s’incrociano e si fondono in un
unico, irripetibile luogo, che accomuna due città: Genzano ed
Ariccia, in un ideale abbraccio
con la loro antica storia”.
E’ questa incoraggiante prospettiva che spinge l’Associazione Colle
Pardo a continuare ad impegnarsi
per consegnare alle Cittadinanze
di Genzano e di Ariccia un luogo
pubblico, attrezzato, accogliente,
dove tornare a fare picnic e trovare
un punto di ristoro nell’antico Casino di caccia dei Principi Jacobini,
che potrà essere restaurato nella
forma originaria. Vogliamo aprire la disponibilità del Colle anche
ai Comuni dei Castelli Romani e a
chiunque voglia venire in quest’oasi boschiva, a ritrovare nello stormire dei pini e dei castagni le voci
della vita che si rinnova.
33
La BCC Giuseppe Toniolo e l’AISM:
insieme per un futuro diverso
di M. Eledia Mangia
34
L’AISM - Associazione Italiana
Sclerosi Multipla- è una ONLUS
attivamente impegnata a garantire
il miglioramento della qualità della vita delle persone affette da tale
patologia.
L’Associazione rappresenta oggi
un fondamentale punto di riferimento per le 60 mila persone che
ogni giorno combattono questa
malattia e in Italia è l’unica organizzazione che si occupa sotto ogni
aspetto della sclerosi multipla, attraverso la promozione e il finanziamento della ricerca e l’erogazione di servizi sanitari e sociali sia a
livello nazionale che locale.
Nei giorni 24-30 gennaio 2011 si
è tenuta la settima edizione della
“Settimana Nazionale dei lasciti” organizzata dall’AISM in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato, con l’obiettivo
di sensibilizzare, informare e soprattutto offrire un servizio di consulenza in materia di disposizione
testamentaria.
Chiunque, infatti, può sostenere
l’AISM e la sua Fondazione con
un lascito: non si tratta semplicemente di offrire un gesto di solidarietà ma di garantire un futuro alla
ricerca scientifica.
Un impegno sociale e umanitario,
un impegno che la BCC Giuseppe
Toniolo di Genzano di Roma ha
prontamente condiviso ospitando
un incontro informativo presso la
sede della Banca.
L’evento è stato organizzato per rispondere alle numerose richieste
che pervengono alle Associazioni
da parte di soci e cittadini che desiderano ricevere informazioni e
soddisfare curiosità su un tema attuale e delicato come quello delle
successioni testamentarie.
Il convegno, che si è tenuto Giovedì 27 gennaio 2011, è stato presieduto da Rosanna Rocchetti, Commissario ProTempore AISM della
Sezione di Roma e dal Notaio Dott.
Salvatore Mariconda.
Il Presidente della BCC Toniolo,
Maurizio Capogrossi, nel salutare
i partecipanti ha rinnovato il suo
profondo interesse e la grande
motivazione per questa iniziativa
e ha sottolineato il valore e l’importanza dell’appuntamento che
per la prima volta, in sette anni di
incontri divulgativi, si è tenuto a
Genzano di Roma.
Questo è il primo anno, infatti, che
l’AISM ha scelto proprio la sede
della Banca Toniolo per organizzare un evento di cotanta importanza.
Con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, il Notaio Mariconda ha illustrato diverse questioni
di diritto testamentario, aiutando
tutti i presenti a comprendere meglio aspetti di questa materia non
sempre di facile conoscenza e gestione.
Sono state trattate questioni relative la quota legittima e il testamento biologico, sono state illustrate le
caratteristiche e le differenze tra
testamento pubblico, segreto e olografo ed è stata presentata la figura
dell’amministratore di sostegno.
Il Notaio ha fornito suggerimenti
preziosi e ha risposto alle tante domande dei partecipanti soddisfando i vari interrogativi.
Al termine dell’incontro la
Dott.ssa Rocchetti ha ringraziato
tutti coloro che sono intervenuti,
nella speranza che questa iniziativa possa rappresentare l’inizio di
un cammino comune in cui ciascuno può accrescere le proprie
conoscenze e partecipare alla propagazione delle tematiche inerenti
la sclerosi multipla.
Il convegno si è concluso in serata con un aperitivo: un occasione
per scambiare un saluto conviviale
e rinnovare l’appuntamento alle
prossime iniziative organizzate
dell’AISM.
bblico è redatto
Il testamento pu
ta un
stimoni. Rappresen
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beni o di parte di
one e consente di us
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eventuali ri
consigli del Notaio.
A proposito di
testamento...
Il testamento segreto
è conservato in una busta sigillata
presentata al Notaio,
in presenza di due testim
oni. Questo tipo di testam
ento
rispetta sia l’ esigenza di
riservatezza che la buona
Il testam
conservazione.
ento olo
scritto, d
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rimenti.
Avendo parenti diretti, è possibile destinare parte del proprio patrimonio ad un Ente?
Il testamento permette di destinare parte della propria eredità, la cosiddetta “disponibile”, anche a soggetti estranei alla
propria cerchia famigliare.
Quali sono i parenti che non possono essere esclusi dalla successione? I parenti in linea retta, cioè i figli (in caso di loro premorienza, i figli
dei figli), i genitori in caso di assenza dei figli e il coniuge hanno diritto a
una quota di eredità, la cosiddetta “legittima”.
Può fare testamento una persona con problemi fisici e impossibilitata a scrivere o firmare?
Si, attraverso il testamento pubblico, ovvero il testamento raccolto e messo
per iscritto dal Notaio alla presenza di due testimoni.
Perchè è utile fare testamento?
Attraverso il testamento si possono lasciare le disposizioni patrimoniali, ad
esempio regolando le modalità di assegnazione e distribuzione del proprio
patrimonio, ma anche di carattere non patrimoniale, al fine di impedire
così il sorgere di eventuali liti tra i beneficiari.
35
La BCC Giuseppe Toniolo fra i vincitori
del concorso “Un pieno di carte”
organizzato da ICCREA Banca
Il 31 dicembre 2010 si sono chiusi i concorsi a premi nell’ambito delle attività di Monetica denominati
“Un pieno di...CARTE”. Come noto, sono iniziative
organizzate da Iccrea Banca e dedicate alle BCC con
l’obiettivo di fornire un ulteriore strumento per il collocamento delle carte di credito e lo sviluppo della
componente acquiring tramite i merchant da esse
serviti. Le classifiche finali hanno identificato, per
ciascuna manifestazione, le quaranta BCC vincitrici,
il cui personale potrà “fare il pieno di carburante”
spendendo i buoni vinti. Le BCC vincitrici dei due
concorsi sono dislocate su tutto il territorio nazionale
e questo testimonia la valenza commerciale dei concorsi e l’apprezzamento da parte delle banche.
36
Complimenti ai vincitori!
Ecco le graduatorie, uniche a livello nazionale, delle
40 BCC vincitrici, 30 per classe e di 10 in valore
assoluto. Il montepremi complessivo assegnato al
concorso “Un pieno di...CARTE” è risultato pari a
€ 65.000.
Classifica per classe.
Queste BCC hanno vinto un set di buoni carburante
pari ad un controvalore di:
€ 2.000,00 per la prima classificata
€ 1.500,00 per la seconda classificata
€ 1.000,00 per la terza classificata
Classe Sesta
1a classificata:
Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo Genzano
2a classificata: Banca di Credito Cooperativo di Cittanova
3a classificata: Banca di Forlì di Credito Cooperativo
Ufficio Stampa
FONDAZIONE ISAL E ICCREA BANCA (CREDITO COOPERATIVO)
INSIEME PER SCONFIGGERE IL DOLORE CRONICO
FONDAZIONE ISAL E ICCREA BANCA (CREDITO COOPERATIVO)
INSIEME
PER SCONFIGGERE
IL DOLORE
CRONICO
Attivato un call-center dedicato
ai clienti
delle Banche di Credito
Cooperativo
possessori della CartaBCC
attiva (in prevalenza
quella femminile), 3 milioni di ore lavorative e
Fondazione ISAL (l’istituto che promuove laAttivato
conoscenza,un
la ricall-center
dedicato
cerca e la formazione nell’ambito della terapia del dolore) e Iccrea 3 milioni di euro in farmaci e prestazioni sanitarie. Eppure il dolore
ai clienti delle Banche di Credito Cooperativo possessori della CartaBCC
Banca (l’Istituto Centrale del Credito Cooperativo – Gruppo ban- è una malattia culturalmente quasi sconosciuta alle Autorità Sanicario Iccrea) scendono insieme in campo con una iniziativa a soste- tarie. In quasi venti anni di attività la Fondazione ISAL ha dato una
risposta concreta a questo vuoto culturale e legislativo, formando
gno delle persone affette da dolore cronico.
oltre l’85% dei medici specialisti in terapia del dolore e promuoDa oggi Fondazione ISAL e Iccrea Banca forniranno un valido sup- vendone la conoscenza, la ricerca e la formazione. Un impegno,
Fondazione
ISALBanche
(l’istituto
promuove
la conoscenza,
la ricerca
e lapatrocinato
formazione
porto a beneficio
dei clienti delle
di Creditoche
Cooperativo
e questo,
che nel 2009 è sfociato
in un progetto
dal Senanell’ambito
della
terapia del
dolore)
Iccrea Banca
Cooperativo
–
Casse
Rurali titolari
di CartaBCC,
mettendo
a loro edisposizione
il to e(l’Istituto
dai MinisteriCentrale
del Lavoro, del
dellaCredito
Salute e delle
Politiche Sociali
Numero
800 10Iccrea)
12 88, scendono
attivo dal luned“
al venerd“
denominato
“Cento
cittˆ contro
il dolore”.delle
Uno sforzo
scientifiGruppoVerde
bancario
insieme
in campo
con una
iniziativa
a sostegno
persone
dalle
ore 10.00
alle 16.00.
Contattando il call center sarà pos- co, politico ed istituzionale che si è tradotto in un’azione concreta
affette
da dolore
cronico.
sibile ricevere informazioni sui Centri di Terapia del Dolore più per dare voce ai bisogni delle persone colpite da dolore cronico e
vicini all’utente, e ottenere un primo aiuto tramite una consulenza oncologico, un network che unisce l’Italia nel nome dell’assistenza
Fondazione
ISAL
e Iccrea Banca forniranno
un valido supporto a beneficio dei clienti
telefonica diDa
un oggi
terapista
del dolore della
Fondazione.
e della solidarietà.
delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali titolari di CartaBCC, mettendo a loro disposizione
Grazie
a questa iniziativa,
rinnova
tuttolunedì
Per ulteriori
informazioni
sull’iniziativa
si possono
i siti
il Numero
Verde Iccrea
800 Banca
10 12
88,l’impegno
attivo didal
al venerdì
dalle
ore 10.00
alle visitare
16.00.
il Gruppo bancario Iccrea (l’insieme delle aziende che lavorano www.fondazioneisal.it e www.cartabcc.it.
Contattando
il
call
center
sarà
possibile
ricevere
informazioni
sui
Centri
di
Terapia
del
Dolore
più
a sostegno dell’operatività delle BCC) a beneficio del ruolo svolto
vicini
all'utente,
un solo
primo
aiutoditramite
una 13
consulenza
aprile 2011 telefonica di un terapista del
dal
Credito
Cooperativo esulottenere
territorio, non
dal punto
vista Roma,
industriale
(grazieFondazione.
a tutti i servizi compresi nella CartaBCC e dedolore della
stinati alla clientela corporate e retail delle Banche), ma anche
da quello sociale, e in particolare per la tutela del benessere e la
Grazie a questa iniziativa, Iccrea Banca rinnova l’impegno di tutto il Gruppo bancario Iccrea
sensibilizzazione verso questa patologia.
Iccrea Banca S.p.A. è l’Istituto
Credito Cooperativo,
controllata
(l’insieme delle aziende che lavorano a sostegno dell’operatività
delle Centrale
BCC) adelbeneficio
del ruolo
da Iccrea Holding S.p.A. (Capogruppo del Gruppo bancario Iccrea).
Iccrea
Banca
l’impegno sul
dellaterritorio,
Fondazione ISAL
svolto
dal sosterrà,
Creditoinoltre,
Cooperativo
non solo
dal punto di vista industriale (grazie a tutti i
Al 31.12.2010 operavano in Italia 415 Banche di Credito Cooperativo e
nel
settore
della
ricerca
sul
dolore,
ambito
in
cui
la
Fondazione
servizi compresi nella CartaBCC e destinati alla clientela
corporate
retail
delle
main 2.683
anche
Casse Rurali,
con 4.375 e
sportelli.
Hanno
una Banche),
presenza diretta
Comuda anni svolge un’importante attività di analisi scientifica volta a ni e 101 Province. In 550 Comuni rappresentano l’unica realtà bancaria. Alla
da
quello
sociale,
e
in
particolare
per
la
tutela
del
benessere
e
la
sensibilizzazione
verso
questa
scoprire nuove terapie per poter vivere senza la faticosa persistenza stessa data la raccolta diretta di sistema era di 151 miliardi di euro (+1,7%
patologia.
quotidiana
del dolore.
annuo) mentre gli impieghi ammontavano a 135,3 miliardi di euro (+5,8%
annuo). Il patrimonio è di 19,2 miliardi di euro (+3,6%).
Info: BCC Credito Cooperativo: Federcasse – Uff. Stampa e Rapp. Istituzionali
Dal 15 marzo
2010 laBanca
legge sul
dolore sancisce
il diritto
a non sof-della
Iccrea
sosterrà,
inoltre,
l’impegno
Fondazione ISAL nel settore della ricerca sul
frire, e di questo diritto Fondazione ISAL ne ha fatto una bandiera Marco Reggio – cell. 338.31.03.933 email: [email protected]
dolore,
ambito
in
cui
la
Fondazione
da
anni
svolge
un’importante
attività
di analisi
scientifica
volta a
Gruppo
bancario Iccrea:
Iccrea Holding
– Funzione
Mercato. Comunicazione
e per esso si è battuta sin dal 1993, anno della sua costituzione. La
Via Lucrezia Romana,
41-47 – 00178
Roma
Marco Bellabarba – mbellascoprire nuove
terapie
per poter
senza
la faticosa
persistenza
quotidiana
del
dolore.
Fondazione,
attraverso
una struttura
ampia evivere
articolata,
coniuga
in d’Impresa
[email protected] – Tel. 06.72072004
essa voci diverse che si traducono in un unico coro teso a creare Iccrea Banca – Servizio Commerciale Via Lucrezia Romana, 41-47 – 00178 Roma
sempre nuove
per 2010
alleviare
sofferenze
malati sancisce
di Marco Marcocci
Dalprospettive
15 marzo
lalelegge
sul dei
dolore
il diritto
a non soffrire,
di questo diritto
– [email protected]
– Tel.e06.72075602
dolore
cronico.
Fondazione
– Direzionesin
Organizzativa
- Via Ovidio
- 47900
Rimini -sua
Dott.ssa
Fondazione ISAL ne ha fatto una bandiera e per esso
si èISAL
battuta
dal 1993,
anno
della
Cristina Francioni – [email protected] - Tel. Fax.0541.705587
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coniuga
in essa
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Garcovich
srl - Ufficio Stampa
Corso Venezia
41 – 20121
Luciana
Ilcostituzione.
dolore cronico è La
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Italia
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paricoro
al 20%
della
dei malati di dolore cronico.
Il dolore cronico è una piaga ed un costo sociale che colpisce in Italia oltre 12 milioni di
persone, pari al 20% della popolazione attiva (in prevalenza quella femminile), 3 milioni di ore
lavorative e 3 milioni di euro in farmaci e prestazioni sanitarie. Eppure il dolore è una malattia
culturalmente quasi sconosciuta alle Autorità Sanitarie. In quasi venti anni di attività la Fondazione
ISAL ha dato una risposta concreta a questo vuoto culturale e legislativo, formando oltre l'85% dei
medici specialisti in terapia del dolore e promuovendone la conoscenza, la ricerca e la formazione.
Un impegno, questo, che nel 2009 è sfociato in un progetto patrocinato dal Senato e dai Ministeri del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali denominato “Cento città contro il dolore”. Uno sforzo
scientifico, politico ed istituzionale che si è tradotto in un’azione concreta per dare voce ai bisogni
delle persone colpite da dolore cronico e oncologico, un network che unisce l’Italia nel nome
dell’assistenza e della solidarietà.
Per ulteriori informazioni sull’iniziativa si possono visitare i siti www.fondazioneisal.it e
www.cartabcc.it.
Roma, 13 aprile 2011
37
Per
i nostri
Soci
Master
38
Finanziamento destinato ai soci
per le spese di iscrizione
e frequenza a corsi di specializzazione
post laurea
Per noi il socio non è un numero, ma il valore
per maggiori informazioni, rivolgersi alle agenzie ove sono disponibili i fogli informativi.
Quando il volto della solidarietà
è dipinto dai giovani
di Danilo Vischetti
La primavera quest’anno si è colorata con le iniziative di solidarietà
promosse dai giovani della nostra
comunità castellana per i giovani
della comunità sierraleonese.
In un clima di grande collaborazione
tra le diverse istituzioni coinvolte e
le organizzazioni presenti nei progetti in favore della Sierra Leone (la
Banca Toniolo con i Giovani Soci,
il Centro Missionario Diocesano e
Ponte di Umanità Onlus con i Giovani Costruttori per l’Umanità) si sono
svolti e vissuti tre eventi fantastici e
coinvolgenti.
12 marzo 2011
L’imponente cornice barocca di Palazzo Chigi, ad Ariccia, ha ospitato
un evento dal profondo valore umanitario e dall’alto spessore solidale:
il “Gran galà per l’Africa 2011”.
Nel nobile salone d’Inverno di Palazzo Chigi hanno sfilato due importanti nomi dello moda italiana: il
fascino e la raffinata seduzione del
Wedding style di Filippo La Fontana, la creatività e la professionalità
dell’African Concept di Simone
Pieri.
Nel corso della serata un buffet equo
e solidale dagli esotici profumi e dagli speziati
sapori africani è stato allestito
nell’incantevole Sala
Maestra.
La serata si
è conclusa con la condivisione delle
intense testimonianze di Don Pietro
Massari, del Presidente Capogrossi,
Cristina Lorenzetti e Rossella Marianecci che hanno personalmente
vissuto l’aridità, la povertà, ma anche la profonda umanità della Sierra
Leone.
La manifestazione ha registrato più
di trecento ospiti e consentito di raccogliere oltre 5.000 euro che finanzieranno un progetto da attivare in
Sierra Leone per giovani donne disabili. Nel corso della stessa serata
sono state inoltre effettuate 35 adozioni scolastiche, cioè il sostegno
economico che consentirà ad altrettanti bambini e ragazzi della Sierra
Leone di frequentare il proprio corso
di studi.
2 Aprile 2011
Il Palazzo dello Sport Gino Cesaroni
di Genzano di Roma è stato teatro di
due eventi all’insegna dell’amicizia
e della solidarietà: in mattinata il
“Trofeo della pace”, concorso sportivo, grafico - espressivo e letterario
giunto alla sua settima edizione e in
serata discoteca, danze e musica con
“Night For Africa”.
Il Trofeo della Pace è una manifestazione che ogni anno coinvolge
centinaia di ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori dei Castelli
Romani. Gli alunni devono misurarsi in lavori multimediali, elaborati
grafici e letterari con un unico nobile obiettivo: aiutare la Sierra Leone.
Allo stesso scopo il trofeo consente
39
40
41
42
ai giovani di misurarsi in un torneo
di pallavolo in cui la squadra vincitrice riceve simbolicamente un premio in denaro che viene interamente
devoluto alla missione della Diocesi
di Albano nel disagiato paese africano.
Questa manifestazione non solo persegue l’obiettivo di sostenere le iniziative sociali in Sierra Leone, ma
vuole essere soprattutto uno strumento educativo per i nostri i nostri
giovani cittadini, al fine di sensibilizzare e infondere valori morali e
culturali di solidarietà, pace, amore
e fratellanza.
Per la preparazione del Trofeo della
Pace sono stati realizzati dodici incontri nelle scuole medie e superiori
di Albano, Genzano e Pomezia coinvolgendo circa 1500 studenti in assemblee durante le quali è stata presentata la missione sierraleonese.
Sono stati organizzati sei incontri
preparatori per le sfide finali delle
partite di pallavolo e raccolti 150
elaborati per il concorso grafico
espressivo e letterario.
La mattina del 2 aprile è stato un
susseguirsi di forti sensazioni.
Dalla platea i ragazzi si incitavano
vicendevolmente e tutti erano visibilmente emozionati. Sono state ore
entusiasmanti e coinvolgenti, sia per
gli studenti che hanno partecipato
(erano più di mille!) che per i Dirigenti Scolastici, gli insegnanti, gli
atleti e gli organizzatori.
Durante la mattina la nostra Banca
ha premiato i vincitori del trofeo con
un assegno di euro 5.000,00 che i
capitani delle due squadre vincitrici hanno consegnato a Don Pietro a
favore della missione sierraleonese.
La serata Disco “ Night For Africa”
con 900 biglietti venduti è stata fondamentale per coinvolgere altrettanti giovani in azioni umanitarie.
Certo non possono essere soltanto i
numeri a descrivere l’impegno e la
partecipazione attiva di tanti giovani
alla nostra solidarietà con la popolazione e soprattutto con i giovani
della Sierra Leone.
Se gli adulti hanno partecipato in
gran numero alla serata ariccina, se
le istituzione scolastiche e comunali
hanno aderito con successo alle iniziative proposte, se la Banca stessa
ha stanziato anche quest’ anno 5.000
euro, sono stati i Giovani a rendere
possibile che tali manifestazioni po-
tessero realizzarsi con successo.
I Giovani Soci della BCC Toniolo ed
i giovani Costruttori per l’Umanità
sono il grande risultato di queste
splendide iniziative che si differenziano da tutte le altre e che offrono
alla nostra comunità la consapevolezza che possiamo continuare ad
investire su di loro che sanno progettare, pianificare, organizzare, gestire e presidiare eventi importanti
come quelli vissuti finora.
Certo tutto è migliorabile, tutto è trasformabile, tutto si può modificare,
ma farlo con la consapevolezza di
partire da una base forte e giovane
ci rende tutti più sicuri e determinati. Sapere che le iniziative a favore
della Sierra Leone non saranno più
soltanto promosse da un prete da
battaglia o da un Presidente sensibile, e sono invece diventate patrimonio della nostra collettività, le rende
non sono solo migliorabili, ma anche
amplificabili e durature nel tempo.
Possiamo essere orgogliosi dei nostri
giovani e sappiamo fin da ora che a
loro possiamo affidare i nostri sogni
individuali affinché diventino sogni
collettivi e un giorno, ci auspichiamo, solide realtà.
Per una Banca sempre più verde
di Davide Bottoni
“La banca adotta tutte le misure
finalizzate a ridurre l’impatto
ambientale delle proprie attività.
Si impegna, inoltre, a porre in
essere misure volte a sensibilizzare l’attenzione ed il rispetto
verso l’ambiente da parte di tutti i Destinatari”.
Codice Etico BCC Giuseppe Toniolo
Consapevoli degli impegni/doveri che la Banca Giuseppe Toniolo,
come banca nel territorio, ha nei
confronti della salute del pianeta e
delle generazioni future e nell’ottica di una sempre maggiore responsabilità ambientale che coinvolga
ulteriormente non solo l’Azienda,
ma anche e soprattutto il territorio,
la Banca ha elaborato per il 2011
un programma di azioni concrete e
ha adottato una politica ambientale
che delinea attività e obiettivi misurabili e valutabili. A tal proposito
è stato adottato il carattere Ecofont
per la gestione e la stesura dei documenti aziendali, al fine di ridurre
il consumo di inchiostro e toner, sostanze notoriamente inquinanti.
Sempre a vantaggio dell’ambiente
e nel rispetto della natura, è stato
predisposto un avviso di default nei
messaggi di posta elettronica che
invita a non stampare la e-mail se
non è strettamente necessario ed è
stato avviato un controllo attivo del
consumo di carta negli uffici.
Nel campo della sostenibilità ambientale, dunque, la Banca rinnova
anche quest’anno l’impegno nel ridurre la propria impronta ecologica
attraverso un uso razionale delle
risorse e al fine di favorire i soci e
promuovere la crescita responsabile e sostenibile del territorio, ha realizzato un particolare accordo con
la ZEM srl, un’azienda locale che
importa motocicli elettrici.
Si tratta di una convenzione appositamente studiata per i soci della
Banca Toniolo che offre la possibilità di acquistare i motocicli elettrici della ZEM a prezzi esclusivi e
con un finanziamento a condizioni
assolutamente vantaggiose.
I mezzi in questione sono già sul
mercato italiano da oltre due anni,
presentano caratteristiche tecniche e prestazioni all’avanguardia
nonché soluzioni uniche nel loro
genere. Il connubio della Banca
con Zem (Zero Emission Motion o
43
Mobilità ad Emissione Zero) nasce
da un comune obiettivo: il miglioramento della qualità della vita attraverso dei veicoli che permettono
di muoversi senza emissioni nocive.
Rispetto ad un comune veicolo a
benzina, questi scooter offrono la
possibilità di muoversi ovunque, a
bassi consumi e riducendo l’utilizzo
di carburanti fossili e l’ emissione
di anidride carbonica.
I 90 Km percorribili con le due batterie in dotazione assicurano l’autonomia necessaria per ogni esigenza
giornaliera e ricaricare questi scooter è semplice e pratico, basta essere dotati di una presa di corrente.
Non è necessario, dunque, far
scendere pericolosi fili elettrici dal
balcone di casa, possedere neces-
sariamente un garage, installare
congegni particolari o sottoscrivere contratti impegnativi: le batterie
dei motoveicoli sono estraibili e ricaricabili ovunque, anche sul posto
di lavoro e nei locali pubblici.
Alcune compagnie assicurative,
inoltre, grazie al provvedimento
CIP n. 10 del 05/05/93, applicano
sconti fino al 50% sulla polizza dei
ciclomotori elettrici rispetto agli
equivalenti a benzina. Per il bollo
è prevista addirittura l’esenzione
dal pagamento per i primi 5 anni
(articolo 20 del DPR N° 39 del
05.02.53).
Il più grande beneficio è però, oltre l’assenza di emissioni, il piacere
della guida senza rumore alcuno, la
possibilità di godere del paesaggio
e dei luoghi nei quali viviamo e ci
muoviamo: basti pensare alla indescrivibile sensazione di attraversare la strada alberata che si percorre ogni giorno e riuscire a sentire
chiaramente il cinguettio degli uccelli o il rumore delle fronde mosse
dal vento… queste sono sensazioni
che potrete realmente apprezzare.
Così prosegue anche l’attenzione
e l’impegno della BCC Giuseppe
Toniolo verso le sempre più attuali problematiche connesse al risparmio energetico, alle tecnologie
ecologiche e al miglioramento delle
condizioni di vita della comunità e
di ogni suo socio.
Sono previste iniziative per testare
personalmente i motoveicoli.
Scheda tecnica dei motoveicoli elettrici
ZTL STAR 45
CARATTERISTICHE TECNICHE
Dimensioni esterne: 1775 x 670 x 1100 mm
Batteria: Litio, 2 x 60V/25AH
Autonomia a piena carica: 110 Km
Tempo di carica massima da 0: 6 - 8 h
Peso del veicolo: 85 Kg
Motore elettrico: Brushless ad alta efficienza, 60 V1500W 10"
Peso trasportabile: 150 Kg
Efficenza motore: 80%
Velocità massima: secondo codice vigente
Coppia massima: 60N-M
Pendenza superabile: 20°
Cambio: variatore automatico
Elettricità utilizzata per 100 km: 6KW/h
Freni: Anteriore Disco, Posteriore Disco
Massima rumorosità del motore: ≤62db(A)
Pneumatici: Tubeless 3.0-10'
Voltaggio: 60V
ACCESSORI
Bauletto posteriore con schienalino passeggero
No. 2 Carica batterie
Allarme elettronico con telecomando
No. 1 Borsa porta batteria
Doppio specchio retrovisore
Parabrezza
COLORI: Bianco Perla Livrea BCC Toniolo
45
ZTL SMASH 54
CARATTERISTICHE TECNICHE
Dimensioni esterne: 2150 x 680 x 1130 mm
Batteria: Litio, 2 x 60V/25AH
Autonomia a piena carica: 90 Km
Tempo di carica massima da 0: 6 - 8 h
Peso del veicolo: 120 Kg
Motore elettrico: Brushless ad alta efficienza, 60 V3000W 13"
Peso trasportabile: 150 Kg
Efficenza motore: 80%
Velocità massima: secondo codice vigente
Coppia massima: 60N-M
Pendenza superabile: 25°
Cambio: variatore automatico
Elettricità utilizzata per 100 km: 6KW/h
Freni: Anteriore Disco, Posteriore Disco
Massima rumorosità del motore: ≤62db(A)
Pneumatici: Tubeless 130-13
Voltaggio: 60V
ACCESSORI
Bauletto posteriore con schienalino passeggero
No. 2 Carica batterie
Allarme elettronico con telecomando
No. 1 Borsa porta batteria
Doppio specchio retrovisore
Parabrezza
COLORI: Blu Livrea BCC Toniolo
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Presepe infiorato: pennellate di petali
per un appuntamento divenuto tradizione
Edizione dopo edizione, non smette
di stupire il Presepe infiorato.
La pala d’altare anche quest’anno
collocata presso la chiesa dell’Oratorio salesiano è stata inaugurata la
notte del 24 dicembre scorso.
Con una dimensione di circa 20
metri quadrati, l’opera realizzata
con petali di fiori rappresenta la
nascita di Gesù. La composizione
è il risultato di una creativa contaminazione dell’Annunciazione del
Beato Angelico con angeli del Pinturicchio e del genzanese Andrea
Monti, con la Madonna di Cima da
Conegliano.
La vitalità della installazione, frutto dello studio progettuale di Anna
Baldazzi ed Anna Pucci, è accentuata dall’integrazione nell’ambito
del quadro della struttura marmorea che sostiene il tabernacolo.
Altro elemento innovativo è costituito dalla tridimensionalità fornita
da alcune figure di angelo sovrastanti la pala e poste su un lato della stessa.
La realizzazione dell’opera reca la
firma di Anna Pucci, ideatrice di
questa tecnica artistica, ed ha visto
47
la collaborazione di Luigi Ciampanella, come la Pucci maestro
infioratore, e di Ilenia Di Veronica.
Quella del Presepe infiorato rappresenta non più una novità, ma un appuntamento annuale che registra il
sempre maggiore apprezzamento di
chi ha l’opportunità di ammirarne
la realizzazione.
La capacità di declinare in forme
rinnovate il fascino e la tradizione
dell’Infiorata sono il segno di una
scia di valore e di cultura che merita di assurgere al rango di arte.
Fin dalla prima edizione, da quella che sei anni fa era a metà fra la
scommessa e l’esperimento, la Banca ha creduto nel Presepe come testimonianza e sintesi fra passato e
futuro. Il ritorno all’origine dell’Infiorata, l’incontro con tecniche nuove di dipingere con i fiori, l’attenzione a nuovi generi di arte visuale
che si sviluppano nei mondi dell’ar-
te, quali le installazioni o la land art
che aspirano a realizzare armonie
“ecologiche” con l’ambiente dove
vengono fruite. Oggi la sfida si amplia. L’idea è quella di realizzare
con l’Oratorio Salesiano un vero
e proprio corso sull’Infiorata e sul
Presepe infiorato.
Tale scelta è destinata ad offrire ai
giovani un approccio teorico-pratico per gettare il seme di una tradizione che si rinnova.
Alla Scoperta
Delle Regole
di Nicoletta Pontecorvi
48
L'educazione alla legalità e la necessità di una sinergia tra scuola
e famiglie sono stati gli argomenti
esaminati nel corso del convegno
tenutosi venerdì 15 aprile presso la
sala conferenze della BCC Giuseppe Toniolo, promosso dall'Istituto
Comprensivo Giuseppe Garibaldi
di Genzano, in collaborazione con
la Provincia di Roma, il Comune di
Genzano di Roma e le Associazioni
culturali Isonomia e Sandro Pertini - Presidente.
All'incontro sono intervenuti, in
qualità di relatori, la Dott.ssa Guicla Mulliri (Consigliere della Corte
di Cassazione), il Dott. Marco Patarnello (Vice Segretario Generale
del Consiglio Superiore della Magistratura), il Dott. Angelo Palladino
(Magistrato di Cassazione), il Prof.
Pietro Di Benedetto, il sindaco di
Genzano Enzo Ercolani, la Prof.ssa
Alba Colacchi (Preside dell'I.C. G.
Garibaldi) e l'avv. Marco Di Benedetto.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito
del progetto Alla scoperta delle
regole, un percorso dedicato ai ragazzi delle scuole medie e alle loro
famiglie, finalizzato all'informazione ed alla prevenzione. L'idea
dei referenti del progetto, la Prof.
ssa Rosa Trombetti e l'Avv. Carlo Paluzzi, è quella di favorire un
confronto continuo con i ragazzi e
i loro genitori sui temi della giustizia e del sociale, attraverso una
partecipazione condivisa, per la riscoperta dei valori della legalità e
della c.d. “cittadinanza attiva”. Gli
strumenti utilizzati in questo caso
per raggiungere tali obiettivi sono
rappresentati da lezioni e incontri
riservati ai ragazzi con gli operatori
della giustizia (circa venti nel corrente anno scolastico), conferenze
con i genitori ed un concorso finale
a premi sul tema della legalità.
Le personalità intervenute al convegno hanno sottolineato l'importanza di un dialogo costruttivo tra
la scuola e i genitori, presupposto
imprescindibile per una corretta ed
efficace educazione alla legalità,
intesa non solo come monito al rispetto delle regole, ma anche come
invito ad una partecipazione alla
vita sociale e politica, attraverso
la riscoperta e la valorizzazione di
un'etica della responsabilità.
Nel corso del dibattito è stato più
volte sottolineato il valore giuridico
ed etico della nostra Costituzione,
raro esempio di chiarezza normativa
e di lungimiranza programmatica
nella regolamentazione e gestione
della vita politica, sociale ed istituzionale; a cui fa da contraltare la
moderna tecnica legislativa, troppo
spesso legata al contingente e non
raccordata all'intero sistema normativo.
Largo spazio è stato dedicato alle
testimonianze dirette dei relatori ed
al ricordo di figure emblematiche
dell'impegno civico ed istituzionale, primi fra tutti i giudici Facone
e Borsellino.
Nell'ultima parte dell'incontro
è stata evidenziata l'importanza sul piano pedagogico e sociale
dell'educazione alla legalità, che
non può prescindere da un confronto costruttivo con le giovani generazioni, volto a recepire loro istanze,
superare i luoghi comuni sulla ine-
sistente dicotomia e contrapposizione tra legge e libertà, per spronarli
ad un impegno civico e sociale che
li veda protagonisti attivi nella gestione del bene comune.
Il progetto dell’ I.C. Giuseppe Garibaldi, prevede ancora altri due
appuntamenti: un incontro riservato sempre ai genitori, in programma
per il 20 maggio p.v., presso la Sala
Conferenze della BCC Giuseppe
Toniolo, che vedrà la partecipazione dei dirigenti di tutte le forze
dell'ordine presenti sul territorio,
ed il convegno di chiusura del 27
maggio p.v. dedicato ai ragazzi, a
cui parteciperanno tutti gli avvocati, magistrati ed operatori della giustizia, che hanno condotto gli incontri con i ragazzi nel corso dell’anno
scolastico, nonché il Presidente del
Presidente del Tribunale di Velletri,
Dott. Francesco Monastero, ed il
Procuratore della Repubblica di
Velletri, Dott. Silverio Piro.
49
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29
il CONTO CORRENTE GIOVANI
della BCC Giuseppe Toniolo
Riservato agli studenti universitari, ai diplomati e ai giovani in attesa di prima occupazione di età compresa tra i 18 e i 30 anni.
Un conto corrente particolarmente vantaggioso per le condizioni praticate e i servizi
aggiuntivi proposti.
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Presso le filiali e sul sito www.bcctoniolo.it sono disponibili i fogli informativi ai sensi del D.Lgs 385/93
In ritorno dalla
TERRA SANTA…
di Patrizia Bertucci
Comitato Soci
Andare in Terra Santa non è solo un
viaggio straordinario, è soprattutto
fare esperienza della reale presenza
di Dio nella storia dell’uomo.
Sin dal nostro arrivo in quella terra
benedetta ci siamo sentiti invadere
dal desiderio di ricercare le nostre
radici cristiane e lì, nella Palestina
di oggi, abbiamo ricercato soprattutto l’incontro con la terra di Cristo, con le strade, con i villaggi da
lui attraversati, con gli echi delle
sue parole e dei suoi atti.
Dal 13 al 20 marzo 2011, in quarantadue tra soci della banca e amici
dell’Istituto salesiano di Genzano,
accomunati dal desiderio di ripercorrere l’esistenza terrena di Gesù,
abbiamo voluto lasciare per otto
giorni la nostra vita ordinaria per
diventare pellegrini dello Spirito.
Per i cristiani l’incontro con Gesù
avviene ovunque si celebri l’eucaristia, non occorre per questo recarsi in Palestina. Ma ripercorrere le
stesse strade, toccare le stesse cose
e condividere le stesse emozioni
degli apostoli a duemila anni di
distanza ha un fascino enorme che
supera ogni descrizione. Abbiamo
seguito Gesù nel suo viaggio verso
Gerusalemme, abbiamo ascoltato
le sue parabole, ci siamo commossi
alla vista della Città Santa, siamo
rimasti incantati sul Monte delle Beatitudini o sul monte Tabor.
Il viaggio è iniziato a Nazareth,
luogo dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria e dell’infanzia di
Gesù ed è proseguito per Cafarnao e il lago Tiberiade, dove è ambientata tanta parte dei vangeli.
è seguita la visita al Tabor, un piccolo monte della Galilea dove Gesù
si è trasfigurato davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. Li
siamo rimasti colpiti tanto suggestiva è stata la silenziosa atmosfera.
La stessa sensazione di “percepire” la presenza di Gesù l’abbiamo
avuta sul Monte delle Beatitudini,
davanti al mare di Galilea: il sole,
il vento, il profumo dell’erba, il riflesso del sole sul lago, l’incanto di
un silenzio primordiale, le parole
eterne del vangelo e i canti liturgici
che echeggiavano nell’aria ci hanno
ribaltato in una atmosfera davvero
molto particolare. Abbiamo proseguito il viaggio lungo le rigogliosissime e lussureggianti sponde del
fiume Giordano fino a contemplare
il paesaggio desertico e caldissimo
del Mar Morto, delle Grotte di Qumran e di Gerico. E’ qui in Giudea
lungo la valle del Giordano che finalmente ci accorgiamo di essere
davvero in Oriente. Paesaggi aspri,
desertici, aridi. Palme. Un dromedario al pascolo. E ci accorgiamo
di che cosa significhi il confine
con Israele. Pattuglie di militari e
filo spinato. Gerico, città fantasma,
i cui abitanti fanno ogni giorno la
coda all’unico checkpoint, controllati da giovani soldati di leva che
imbracciano nervosamente fucili
mitragliatori. Per salire a Gerusa-
51
52
lemme è necessario colmare circa
mille metri di dislivello attraverso il deserto di Giudea. Passiamo
davanti a baracche di beduini, insediamenti di coloni israeliani ed
infine arriviamo a Betlemme, luogo della nascita di Gesù e quindi
a Gerusalemme, luogo della sua
morte e resurrezione. Finalmente!
Spesso la devozione dei fedeli ha
sommerso i luoghi della memoria
con stupende sovrastrutture murarie che segnano si con certezza il
posto da venerare, ma che ti fanno
perdere la sua visione originale. Se
si aggiunge il fiume di gente in sosta
davanti ai resti sacri, si comprende
come le impressioni più forti le abbiamo avute in luoghi solitari e poco
frequentati. Nessuno di noi potrà
dimenticare lo spettacolo emozionante della città di Gerusalemme
vista da quello stesso punto dove
Gesù pianse prevedendo la sua fine
o dal cimitero ebraico, lontano dagli
insistenti venditori ambulanti.
Essenziale nel nostro percorso è
stato il ruolo delle nostre guide. La
loro presenza premurosa e fraterna
ci ha evidenziato la bellezza dei
luoghi, la ricchezza della loro storia e la loro profonda spiritualità.
Haitham, cristiano arabo di Betlemme, ci ha accompagnato con
professionalità fornendoci una pre-
ziosa assistenza storica e culturale
con riferimenti approfonditi alla sacra scrittura. Il suo carattere forte e
deciso, persino impietoso, ha avuto
la meglio sulla nostra tendenza alla
stanchezza ed alla distrazione, riuscendo a imporre a tutti orari incalzanti e percorsi obbligati dalla
mattina alla sera. La stanchezza si è
fatta sentire ogni giorno di più, ma,
in compenso, le visite ai luoghi santi sono state numerose e le giornate
si sono chiuse sempre con animo
rinfrancato per il percorso fatto.
Senza questo prezioso contributo
non sarebbe stato possibile percepire l’atmosfera dei vari luoghi e
ricevere l’eco della loro storia.
.Don Angelo e Don Francesco hanno invece curato amorevolmente
lo spirito di questo pellegrinaggio
e hanno celebrato le nostre messe
con ispirati commenti alle letture
sacre relative ai luoghi visitati. Ci
hanno dato testimonianza della loro
profonda cultura religiosa e sensibilità, dando prova di una rara capacità di vivere e far vivere a tutti
noi il senso vero delle scritture.
Così, a Cana, sul Tabor, sul lago di
Tiberiade, sul Monte delle Beatitudini, e perfino tra la folla al Santo
Sepolcro, abbiamo vissuto momenti
di grande riflessione spirituale. La
basilica del S. Sepolcro è un luogo
sconcertante, dove ogni logica normale è sospesa. Ortodossi, armeni e
francescani se la dividono fin nei
minimi particolari. Le celebrazioni
si susseguono e si sovrappongono
senza sosta.
La Terra di Israele, la Terra Santa,
è un luogo ricco di fascino: vallate
tropicali, colline brune e laghi trasparenti fanno da sfondo ad un paesaggio che porta messaggi di tradizioni religiose così diverse ed estreme. Una terra unica al mondo. Ma
questa Terra è soprattutto il luogo
in cui dimorano aspirazioni ed idee
fondamentaliste ed integraliste.
Solo qui, credo, si percepisce fino
a che punto sia variegato il modo di
vivere l’unica fede in Gesù Cristo.
Fino a che punto sia divisa e insieme universale la Chiesa: Ortodossi,
Armeni, Copti, Siriaci, Anglicani,
Cattolici latini, Maroniti... Tra cui
anche i cristiani arabi. I pochi cristiani indigeni di Terra Santa sono
loro, la minoranza delle minoranze.
Quante contraddizioni del mondo
di oggi si concentrano qui tutte insieme! Ci si ignora a vicenda? Ci si
sopporta? Si coesiste evitando accuratamente di mescolarsi?
Una volta che si è andati in questa
terra il suo ricordo ti entra dentro
e non ti lascia più, quindi …alla
prossima partenza!
Particolare della grotta di Betlemme
Nicola Sorrenti: intervista
ad un socio “fuoriclasse”!
di Eva Caratelli
Domenica 23 Gennaio 2011 è stata
presentata su Rai Uno una delle
fiction più attese della stagione, che
ha portato sul piccolo schermo due
comici molto amati dal pubblico
italiano, Luciana Littizzetto e Neri
Marcorè. Si tratta di “Fuoriclasse”,
per la regia di Riccardo Donna. La
serie si svolge durante un intero
anno scolastico del “Caravaggio”
di Torino, un liceo scientifico
statale a rischio di chiusura
perché mal gestito. Ad invertire
improvvisamente la rotta ci pensa
una suora molto determinata, che
diventa preside e che, nonostante
le perplessità iniziali, riesce a
risollevare le sorti dell’istituto.
Il gruppo degli insegnanti è
estremamente eterogeneo ma fra
tutti spicca per bravura e soprattutto
simpatia la professoressa di lettere
Isa Passamaglia, interpretata da
Luciana Littizzetto. Intorno ai
docenti, e spesso in conflitto con
loro, si muove un gruppo di studenti
alle prese con le inevitabili difficoltà
scolastiche ma anche con i primi
batticuori, con le decisioni da non
foto tratta da: www.rai.tv
rimandare, con le richieste d’aiuto e
con le prime importanti esperienze
di vita.
Fra questi adolescenti risalta in
modo particolare la figura di Emilio
Frasca, un giovane molto timido e
fortemente alla ricerca della propria
identità in seguito alla scoperta
della propria omosessualità.
Ho avuto il piacere di intervistare
Nicola Sorrenti, l’interprete di
questo personaggio.
E’ un ragazzo di appena 24 anni che
da tempo, con impegno e tenacia, ha
intrapreso la carriera di attore.
Risiede a Genzano, è socio della
BCC Giuseppe Toniolo, è figlio di
socio, nipote di socio...
Nicola, quando è iniziata la tua
passione per la recitazione?
Diciamo che ho capito che avrei
voluto fare l’attore molto presto,
al termine della terza media.
Avevo già le idee abbastanza
chiare!
In che modo hai intrapreso il
tuo percorso formativo?
Ho iniziato sul territorio perché
ho partecipato al laboratorio
53
54
teatrale diretto da Anna
Maria Ferraro durante il liceo
classico. Ho infatti frequentato
il liceo classico “Ugo Foscolo”
di Albano Laziale. E’ stata una
bellissima esperienza! Poi ho
seguito un corso propedeutico di
recitazione presso l’Accademia
Nazionale d’Arte Drammatica
“Silvio d’Amico” di Roma e
successivamente ho frequentato
la stessa accademia, in cui mi
sono diplomato nel 2009.
La tua famiglia come ha vissuto
questa tua decisione di fare
l’attore?
Mio padre mi ha incoraggiato
sin dall’inizio. Il “non provarci”
sarebbe stato, a suo parere,
un’occasione perduta oltre che la
probabile causa di una profonda
frustrazione futura.
Mia madre invece era un po’
preoccupata,
soprattutto
perché la professione di attore è
contraddistinta da una notevole
precarietà. In questo periodo
tuttavia gran parte delle scelte
professionali sono diventate
insicure!
Comunque, malgrado i primi
timori, la mia famiglia mi
ha
sostenuto,
soprattutto
riconoscendo che la mia era una
scelta seria. Ero infatti disposto
ad impegnarmi e a studiare
seriamente per realizzare il mio
futuro.
Attualmente stai lavorando a
qualche progetto, televisivo o
teatrale?
In questo periodo sto lavorando
qui nei Castelli Romani. Insieme
ad altre persone abbiamo messo
su una compagnia con la quale
mettiamo in scena delle “scene
con delitto”.
Sono anche impegnato in altri
progetti, di cui però non parlo
per scaramanzia!
Prossimamente usciranno nelle
sale due film a cui ho partecipato.
Il primo è “Il Sesso Aggiunto”,
particolarmente
impegnativo
perché affronta la tematica della
tossicodipendenza. Il secondo
invece è una commedia molto
più leggera “Tutta colpa della
musica”, di Ricky Tognazzi, in
cui ho avuto l’onore di recitare
con Stefania Sandrelli.
Che cosa si prova ad avere la
possibilità di lavorare a fianco
di grandi nomi del cinema e del
teatro?
Durante il mio percorso ho
avuto l’enorme fortuna di poter
lavorare con personaggi del
calibro di Anna Marchesini,
Nicola Piovani, Sophia Loren,
Ricky
Tognazzi,
Stefania
Sandrelli, Elena Sofia Ricci… Si
tratta di artisti straordinari, che
malgrado il loro talento ed il loro
successo hanno conservato una
splendida semplicità.
Che cosa ti aspetti dal futuro?
Mi auguro di poter continuare
su questa strada. La mia
professione non ti garantisce
delle prospettive di carriera
certe. Ci vuole molta dedizione
e pazienza. Spero soprattutto di
poter iniziare a lavorare anche
all’estero.
Recentemente ti abbiamo visto
su Rai Uno recitare al fianco di
Luciana Littizzetto nella serie
televisiva “Fuoriclasse”. Qual
è il ricordo più bello che hai di
quell’esperienza?
Mi è rimasto nel cuore soprattutto
il cast. Ho avuto la possibilità
di
lavorare
con
persone
meravigliose. Abbiamo creato
tra noi delle relazioni bellissime
e, ancora oggi, continuiamo a
vederci e sentirci.
Che sensazione hai provato
sapendo che la fiction sarebbe
andata in onda la domenica sera
su Rai Uno in prima serata?
Eravamo tutti molto tesi perché
era stato posto sin dall’inizio un
problema di “ascolti”… dovevamo
assolutamente ottenere un buon
risultato!Fortunatamente
la
serie è stata vista da milioni di
telespettatori!
Per concludere, che consiglio ti
senti di dare ai moltissimi ragazzi
che stanno attraversando un
periodo difficile a causa della
crisi e delle grandi difficoltà a
trovare un posto di lavoro?
In un periodo non facile come
questo ci vuole fortuna, pazienza
e soprattutto tanto impegno.
E’ importante, a mio parere,
soprattutto avere le idee chiare
su ciò che si vuole fare. In questo
modo sarà sicuramente più facile
affrontare le diverse difficoltà
che inevitabilmente possono
presentarsi lungo il percorso di
ognuno.
Avere in mente in modo chiaro
gli obiettivi che si intendono
raggiungere nella propria vita,
insieme alla passione ed alla
tenacia nel perseguirli ed un
pizzico di ottimismo sono la
formula migliore che consente
a noi giovani di affrontare al
meglio il futuro.
55
Giovedì 2 giugno 2011
Rainbow MagicLand è il nome di un nuovo grande parco
divertimenti a tema, attualmente in costruzione nel comune
di Valmontone (Roma) a pochi passi dal Fashion District Valmontone Outlet. Rainbow MagicLand si estenderà su una superficie di circa
600.000 mq e sarà suddiviso in 6 aree a tema, mondi fantastici
che porteranno il visitatore a scoprire la magia del divertimento e
dell'avventura: un salto dimensionale tra castelli fatati, coraggiosi
Vichinghi, magiche fate, potenti stregoni e abili avventurieri. Il
parco nel complesso offrirà ai suoi visitatori 35 attrazioni di
vario genere.
L'inaugurazione di Rainbow MagicLand è prevista il 25 maggio 2011, con apertura al pubblico a partire dal giorno successivo, giovedì 26 maggio.
quota di partecipazione 48,00 euro
la quota comprende:
• biglietto di entrata al parco
• pullman a/r
• pranzo in ristorante self service
i bambini al disotto di un metro €10,00
per coloro che non volessero partecipare al
pranzo
il prezzo è di €33,00
Prenotazioni entro e non oltre il 23 maggio
Per informazioni
ed iscrizioni
rivolgersi presso le segreterie
dei comitati soci
tel.: 0693712266
mail: [email protected]
www.bcctoniolo.it
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Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo
Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp
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Se hai voglia di teatro... vieni con noi
4a Edizione
Campagna Abbonamenti 2011-2012
Iscrizioni presso al segreteria del comitato soci
dal 4 luglio al 28 luglio 2011
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Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp
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Per informazioni
ed iscrizioni
rivolgersi presso le segreterie
dei comitati soci
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****
Hotel Villa Carlotta
Dal 9 al 16 luglio 2011
...a Belgirate, 5 km da Stresa, nel golfo delle Isole Borromee
Godete di un rilassante soggiorno all´Hotel Villa Carlotta****, romantica dimora d´epoca e gioiello di
tranquillità incastonato nel verde del suo parco secolare di 30.000 mq sulla florida sponda piemontese
del Lago Maggiore. 30.000 mq di parco botanico circondano l´Hotel su tre lati.Un giardino coloratissimo con piante secolari e in alcuni casi rarissime, frutto del gusto e della intraprendenza di fine Ottocento, giunto intatto fino ad oggi grazie anche alla maestria dei giardinieri che negli anni vi hanno lavorato
con passione. Immersa nel verde si trova la splendida piscina riscaldata con vista sul lago. Dotata di bar
estivo, bagni e spogliatoi; ideale per una giornata all´insegna del relax.
pe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe To
vo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Coo
perativo
5° GIORNO: VARESE
Colazione in hotel. Mattinata a disposizione. Pranzo libero.
Nel pomeriggio visita alla città di VARESE, rientro in hotel
cena e pernottamento.
2° GIORNO: ISOLE BORROMEE
Colazione in hotel. Trasferimento a Stresa e intera giornata
dedicata al giro in motonave del LAGO MAGGIORE E
ISOLE BORROMEE. Al termine rientro in hotel cena e
pernottamento.
6° GIORNO: ORTA SAN GIULIO
Colazione in hotel.Escursione e visita ad uno dei più bei
borghi d’Italia ORTA SAN GIULIO sul lago di ORTA.
Pranzo libero. Pomeriggio a dispostone. Cena e pernottamento in hotel.
3° GIORNO: LUGANO
Colazione in hotel Escursione e visita guidata della città di
LUGANO, pranzo libero. Rientro in hotel cena e pernottamento.
7° GIORNO: STRESA
Colazione in hotel. Mattinata visita libera di Stresa. Pranzo
libero. Pomeriggio a disposizione. Cena e pernottamento in
hotel.
4° GIORNO: LAGO DI COMO
Colazione Escursione e visita guidata del Lago di Como,
CERNOBBIO E CADENABBIA TREMEZZO e MENAGGIO. Nel pomeriggio rientro in hotel cena e pernottamento.
8° GIORNO: BELGIRATE - ROMA
Colazione in hotel. In mattinata partenza per Roma. Arrivo
previsto nel pomeriggio
Balzac: "Un delizioso piccolo lago ai piedi del Rosa, un'isola ben situata sull'acque calmissime, civettuola e
semplice, (...). Il mondo che il viaggiatore ha conosciuto si ritrova in piccolo modesto e puro: il suo animo
ristorato l'invita a rimanere là, perché un poetico e melodioso fascino l'attornia, con tutte le sue armonie e risveglia inconsuete idee....è quello, il lago, ad un tempo un chiostro e la vita...."
Piero Chiara:
"Orta, acquarello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro
le chiome degli ippocastani, e davanti l'isola di San Giulio, simile all'aero purgatorio dantesco, esitante fra
acqua e cielo"
QUOTA DI PARTECIPAZIONE NETTA: € 650,00
ACCONTO ALLA PRENOTAZIONE € 200,00 A PERSONA
LA QUOTA COMPRENDE:
• 7 pernottamenti presso VILLA CARLOTTA****
o sim con trattamento di mezza pensione
• Bevande ai pasti(acqua e vino)
• Giro delle isole borromee con motoscafo
• Giro del lago di Como con motoscafo
• Visite guidate come da programma
• Assicurazione medico bagaglio
• Viaggio in pullman
LA QUOTA NON COMPRENDE:
Mance, ingressi a monumenti o siti archeologici
Il soggiorno sarà effettuato
con minimo 35 partecipanti
POSSIBILITA’ DI PAGAMENTO RATEIZZATO
IN 10 RATE SENZA INTERESSI
PER TUTTI I SOCI INTESTATARI DI CONTO CORRENTE
Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo
PROGRAMMA
1° GIORNO: ROMA-BELGIRATE
Partenza in prima mattinata pranzo libero durante il viaggio.
Arrivo a Belgirate nel pomeriggio, sistemazione nelle camere,
cena e pernottamento.
Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuse
niolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per no
i soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativ
Soggiorno Estivo 2011
Cannigione
Golfo di Arzachena
Per informazioni
ed iscrizioni
rivolgersi presso le segreterie
dei comitati soci
tel.: 0693712266
mail: [email protected]
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14-21 luglio
L’Hotel dispone di 71 camere
elegantemente decorate con
lo stile ed i materiali tipici dei
luoghi, dove i colori dell’isola e
la raffinata eleganza dei tessuti
e degli arredi sardi si fondono
armoniosi.
Ogni camera ha un’ampia ter-
razza privata ed arredata, dalla
quale godere dell’incantevole
vista mare. Suddivise tra STANDARD, DELUXE, FAMILY e SUITES,
sono tutte dotate di frigo bar,
cassaforte, aria condizionata
indipendente, televisione satellitare e telefono diretto con
accesso ad internet...
L’Hotel Stelle Marine si affaccia
sul Golfo di Arzachena in Località Mannena, davanti all’omonima spiaggia, a pochi minuti
dal paese di Cannigione, nel
cuore della Gallura
QUOTE PER PERSONA PENSIONE COMPLETA –TESSERA CLUB – BEVANDE IN CARAFFA
Quota Gruppi pensione
completa bevande e T.C.
inclusa
14-lug 21-lug
euro 790
PERIODO
11-lug 21-lug
euro 1070
Quota
3°/4° letto
2/8 anni n.c.
euro 341
euro 452
euro 432
QUOTA
3° letto
adulto
euro 660
euro 582
euro 870
QUOTA
3°/4° letto 8/16 n.c.
(PREZZO UFFICIALE ALPITOUR SOLO HOTEL €144 A NOTTE)
pe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe To
vo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo • Per noi soci della Banca di Credito Coo
perativo
Supplementi al giorno per persona: vista mare Euro 10,00
Supplementi singola:
Euro 66,00 al gg dal 26/6 al 10/7
e dal 28/8 al 04/9 - Euro 76,00 al
gg dal 10/7 al 31/7
Animali ammessi solo piccola
taglia Euro 50,00 a settimana
Supplemento pullman € 15,00 a
persona (minimo 15 persone)
Assicurazione annullamento
viaggio facoltativa € 30,00 a
persona
LA QUOTA BASE COMPRENDE
PER IL PERIODO PRESCELTO:
- TRAGHETTO C.VECCHIA /
OLBIA - OLBIA / C.VECCHIA
PASSAGGIO PONTE E AUTO
AL SEGUITO SINO AI 5 METRI
- TRATTAMENTO DI PENSIONE
COMPLETA
- BEVANDE AI PASTI
(ACQUA E VINO)
- SERVIZIO SPIAGGIA, PISCINA,
ANIMAZIONE DIURNA
E SERALE
- TESSERA CLUB
- ASSICURAZIONE
MEDICO e BAGAGLIO
Il panorama mozzafiato sul
Golfo di Arzachena e l’ambiente raffinato ed elegante della sala
ristorante saranno invece la cornice ideale per le Vostre cene.
Lo Chef ed il suo team propongono specialità sia della cucina
italiana sia di quella tipica regionale, preparate accuratamente
con i migliori ingredienti locali
La splendida spiaggia di “ Mannena” si trova a 300 metri dall’
Hotel e vi si accede attraverso
un passaggio privato sia a piedi
sia tramite il comodo servizio
di navetta messo a disposizione
dei Clienti. L’arenile è di sabbia e
l’acqua cristallina.
La spiaggia offre inoltre la pos-
sibilità di praticare ogni genere
di sport nautico. L’Hotel Stelle
Marine organizza escursioni di
gruppo o personalizzate alle
isole di La Maddalena e Corsica, sia in barca a motore che a
vela, nonché un’ampia varietà
di escursioni nell’entroterra, alla
scoperta delle meraviglie che la
Gallura ha da offrire.
ACCONTO ALLA PRENOTAZIONE
€ 200,00 SU C/C N. 344328
POSSIBILITA’ DI PAGAMENTO
RATEIZZATO IN 10 RATE SENZA
INTERESSI PER TUTTI I SOCI
Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo
Supplementi al giorno per persona: Bambini 0/2 anni: gratuiti, culla (su richiesta), pasti da
menù inclusi
Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuse
Il Mercato delle Gaite
umbria
26 giugno 2011
Bevagna si trasforma in borgo medievale
Per informazioni
ed iscrizioni
rivolgersi presso le segreterie
dei comitati soci
tel.: 0693712266
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Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo
Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp
Cinema multisala
Cynthianum
Sala Verde
Sala Blu
Convenzione per i soci
della BCC Giuseppe Toniolo
dal lunedì al venerdì
Spettacoli da € 5,00 a € 4,50
Spettacoli in 3d da € 9,00 a € 7,50
Per informazioni
ed iscrizioni
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Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giuseppe Toniolo • Per noi soci della Banca di Credito Cooperativo Giusepp
Settembre
Soggiorno termale
a Ischia
Le acque termali dell’Isola d’Ischia sono
ben conosciute ed utilizzate fin dall’antichità. Già i primi coloni Euboici (VIII secolo
a.C.), come dimostrano i numerosi reperti
archeologici rinvenuti nel sito di Pithecusa e
conservati presso il Museo Archeologico di
Villa Arbusto a Lacco Ameno, apprezzavano ed usavano le acque delle sorgenti termali dell’Isola.
I Greci infatti utilizzavano le
acque termali per ritemprare
lo spirito ed il corpo e come
rimedio per la guarigione dei
postumi di ferite di guerra
(in epoca pre-antibiotica!)
attribuendo alle acque ed ai
vapori che sgorgavano dalla
terra poteri soprannaturali; non a caso presso ogni
località termale sorgevano templi dedicati a divinità
come quello di Apollo a Delfi
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Coppa di Nestore
“Io sono la bella Coppa di
Nestore, chi berrà da questa
coppa subito lo prenderà il
desiderio di Afrodite dalla bella
corona”
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banca informa - BCC Giuseppe Toniolo