dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 n. 070 N° tribunale QUOTIDIANO GIOVANI 292/2010 del 22.6.2010 Fabio Caressa racconta l’Afghanistan Per due settimane, il telecronista sportivo più famoso della piattaforma di Sky, è stato nel lontano Afghanistan per un reportage sui militari italiani impegnati in quel paese distrutto dalla guerra. Cinema In arrivo i Golden Globe 2011 03 Intervista esclusiva a Paolo Di Caro Musica Il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani ha risposto ad alcune nostre domande, fermandosi a riflettere sull’attuale condizione dei giovani ragazzi del nostro paese. Jovanotti-Cattelan, per “Ora” 06 Se non vi piace la storia, non andate a Varsavia Una delle città europee maggiormente distrutta e fiaccata psicologicamente dalla seconda guerra mondiale, è stata in grado di lanciarsi nel terzo millennio con uno spirito di rinascita senza eguali. Gossip L’Eros di Michelle 19 Come combattere l’acne L’acne è un disturbo tipico della gioventù? Si, ma ci sono anche fattori psicologici che possono scatenare questo problema, a qualunque età. Vediamo come si può sconfiggere. 22 Sport Dan Peterson torna a sedersi in panchina dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 n. pag. E 070 002 ditoriale Buongiorno ragazzi e… buon inizio settimana! Numerose, come sempre, le notizie del Quotidiano Giovani. In questo numero abbiamo aperto con Fabio Caressa, il famoso cronista calcistico di Sky, che è stato di recente in Afghanistan per un reportage sui militari italiani impegnati lì nella missione di pace. A seguire un fatale fatto di cronaca dalle lontane Filippine e un bando di lavoro piuttosto “bizzarro” dalla Francia. E ancora: un’intervista esclusiva al direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, Paolo di Caro, il quale – insieme a noi – si è soffermato a riflettere sull’attuale condizione dei giovani italiani. Seguono, come di consueto, tutte le nostre rubriche di Spettacolo, Cinema, Musica, Curiosità, Gossip, Moda, Salute, Viaggi, Cucina… fino ad arrivare – anche oggi – al nostro “Video del Giorno”. Buona lettura Lo staff di Quotidiano Giovani Concessionaria pubblicitaria: First Class Advertising srl società del Gruppo Montemurro Via R. Gigante n18 00143 Roma – Tel: 06 50990000 Fax: 06 5018066 Progetto grafico e impaginazione: Am&Partners srl Editore: Andrea Montemurro Registrazione Tribunale di Roma: 292/2010 del 22.6.2010 Edizione del 10 Gennaio 2011 dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 a pprofondimento n. pag. 070 003 Dai campi di calcio alla guerra in Afghanistan: Fabio Caressa racconta di Lorenzo Quilici Fabio Caressa foto fonte internet Per due settimane Fabio Caressa, il telecronista sportivo più famoso della piattaforma di Sky, ha abbandonato il suo tranquillo studio tv ed è sceso in campo (ma non su uno di calcio) per seguire dal vivo una delle partite più difficili e pericolose della vita: Caressa si è recato nel lontano Afghanistan per un reportage sui militari italiani impegnati in quel paese distrutto dalla guerra. Da Berlino a Herat, la “voce” del calcio di Sky, che accompagnò gli azzurri di Lippi nel Mondiale del 2006, non perde l’abitudine delle frasi a effetto. Questa, però, sembra meno retorica di quelle di quattro anni fa, anche se il rischio, visti il personaggio e l’argomento, sarebbe stato forte. “Mentre ero in Sudafrica, la scorsa estate, Sky mi ha chiesto di andare in Afghanistan per raccontare cosa stanno facendo i nostri soldati. E io, che sono curioso di natura, con il permesso di mia moglie, ho detto di sì”. Egli ha condiviso le emozioni, i timori, le speranze, le difficoltà dei nostri soldati impegnati in una difficile missione: portare la pace in uno dei posti più pericolosi del mondo, dilaniato da decenni di guerra e tensioni. “Non mi improvviso certo inviato di guerra; presto invece i miei occhi di persona comune che viene proiettata in una situazione che di comune non ha davvero nulla”, ha spiegato Caressa a proposito di questa particolarissima esperienza. Il giornalista è stato ospitato nella base di Herat, quartier generale della missione italiana e di alcune delle nostre basi avanzate e indossando giubbotto antiproiettile ed el- metto ha potuto vedere con i propri occhi, senza nessun filtro, il lavoro e i rischi che corrono i circa 3500 militari italiani che operano in Afghanistan in prima linea. Il risultato di questo progetto è senza dubbio molto diverso dal classico reportage ‘embedded’ e più simile invece al diario di un’esperienza unica, straordinariamente intensa. Un diario corale che tenta di restituire al pubblico volti, storie, esperienze di un pezzo di Italia che lontano da casa cerca, con professionalità e senso di umanità, di aiutare a ricostruire un paese dilaniato da decenni di guerra, sofferenza e tensioni. Di questa esperienza è stato tratto il documentario ‘Buongiorno Afghanistan’, andato in onda su Sky e che rappresenta una sorta di diario, che vuole dare un volto alla parte d’Italia fatta di tutti quei giovani, ognuno con la sua storia, che decidono di partire, andare lontano da casa cercando di aiutare a ricostruire un Paese dilaniato da decenni di guerra, sofferenza e tensioni. Questa “meglio gioventù”, racconta Caressa, manda “un grande messaggio di speranza dalla terra forse più martoriata degli ultimi trent’anni dalla guerra. Il messaggio di speranza è che le cose pian piano, con l’impegno, si possono cambiare”. Un’altra occasione per rivendicare l’esistenza di una gioventù italiana sana e con valori positivi radicati. Al contrario di quello che traspare dai media, che troppo spesso lasciano passare un’immagine distorta del nostro intervento militare, Caressa racconta che in Afghanistan si sta dando un senso alla vita delle persone sottolineando come quando si dà la possibilità di stare meglio, si costruisce moltissimo per il futuro. Egli ha voluto dunque dare un messaggio importante perché, purtroppo, nel dibattito politico si parla della nostra presenza in Afghanistan solamente quando accade qualcosa di brutto, come se noi stessimo lì dalla mattina alla sera a sparare, e invece noi diamo un fondamentale contributo affinché la vita quotidiana della popolazione civile torni ad essere, per quello che è possibile, normale. Per questo motivo il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha espresso il suo apprezzamento per ‘Buongiorno Afghanistan’ in quanto esso rappresenta “una testimonianza, diciamo così, assolutamente in buona fede, che racconta quanto questi ragazzi incidano nella vita della gente”. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 a E stero news n. pag. 070 004 La fatalità (fotografica) incastra l’assassino di Ilaria Mulinacci La fine della storia é tragica, ma grazie alla foto scattata istanti prima di morire, gli inquirenti riescono a catturare l’omicida. La foto ha fatto il giro del mondo in poche ore e trova infatti ampio spazio sulla prima pagina del ‘Daily Inquirer’, il giornale più venduto nel Paese. Dopo poche ore dalla pubblicazioni iniziano ad arrivare segnalazioni di chi potrebbe essere l´assassino del politico filippino. E così si scopre che l´uomo é un malvivente ben conosciuto dalle forze dell´ordine. Prima di questo reato, infatti, era giá stato messo in carcere e uscito sotto cauzione dopo pochi giorni. foto fonte internet La notte di Capodanno, Reynaldo Dagsa é stato ucciso a colpi di pistola. Quest´uomo era membro del consiglio comunale di Barangay a Manila, nelle Filippine. L´omicidio puó sembrare comune, ma non lo é stato affatto. Il politico 35enne era sceso in strada per vedere, come tutti gli altri abitanti i fuochi d´artificio dell´ultimo giorno dell´anno. Decide di scattare qualche foto ai famigliari, ma da dietro una macchina parcheggiata spunta un giovane a volto scoperto con una calibro 45 in mano. È il suo assassino che spara diversi colpi verso Dagsa. L´uomo muore nell´ambulanza nella quale viene trasportato all´ospedale. ECCITANTI TARIFFE E ASSISTENTI DI VOLO!!! Il movente? Sembra evidente. L´uomo che compare nella foto voleva vendicarsi di Reynaldo Dagsa perché aveva ordinato il suo ingresso in prigione un anno prima. Questo é quanto riportato da Jude Santos, capo della polizia. Gli abitanti sono sconvolti da questa tragica storia, dove il protagonista é stato immortalato dalla sua preda. Infatti per la seconda volta, e ormai definitiva, Dagsa é riuscito a mettere in prigione l´assassino dopo un ultimo e drammatico scatto. Il capo della polizia ha confermato che se non ci fosse stata la prova fotografica del crimine sarebbe stato davvero molto difficile identificare l´assassino. 7 SOLO ANDATA, DA € TASSE E SPESE INCLUSE COMPRA A BORDO IL CALENDARIO DI BENEFICENZA 2011 CON LE “RAGAZZE DI RYANAIR”! Viaggia a Gennaio e Marzo. Soggetto a disponibilità, termini e condizioni. Per ulteriori informazioni visitare il sito Ryanair.com. Spese opzionali escluse. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 S cuola e lavoro n. pag. 070 005 Una proposta di lavoro… bizzarra di Giorgio Laurenti A mettere l’annuncio è stata l’associazione ‘Bretagne Vivante’, una delle principali associazioni regionali di protezione della natura francese che con i suoi 3.000 membri gestisce un centinaio di aree protette. Tra le sue attività c’è anche quella di educazione ambientale e a questo in fondo servirebbero i sette posti nell’ambito del servizio civile. I giovani ricercati devono spiegare ai turisti della baia di Morlaix che se disturbati, questi uccelli potrebbero abbandonare per sempre questi luoghi, nei quali vengono tra marzo e luglio per nidificare. La prefettura ha disposto a ottanta metri la distanza di sicurezza per gli uccelli e la perlustrazione da parte dei ragazzi sarà fatta a bordo di uno Zodiac. sterna di Dougall foto fonte internet Può sembrare uno scherzo ma non è così. In Francia c’è l’offerta di un lavoro per così dire… poco convenzionale: controllare gli uccelli. D’altronde dopo la storia di quell’uomo che come lavoro fa il guardiano di un’isola sulla barriera corallina, ci si poteva aspettare di tutto… Il volatile da controllare è la sterna di Dougall, un uccello tra i più rari in Europa appartenente alla famiglia dei Sternidae, di piccole dimensioni, esclusivamente marino, con il piumaggio quasi esclusivamente bianco eccetto che per il nero della testa, presente in tutti i continenti eccetto che nelle zone artiche e antartiche. Spesso viene confusa con la sterna hirundo, o più semplicemente rondine di mare. Il compenso prevede vitto, alloggio e un’indennità di 420 euro. Al momento non si è ancora presentato nessuno, per cui se siete amanti degli animali e parlate inglese e francese avete tempo fino a marzo per presentarvi! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 A Intervista L’ n. pag. 070 006 Nuove possibilità per i giovani: parla Paolo Di Caro di Melania Tarquini Il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, Paolo di Caro, ha risposto ad alcune nostre domande, fermandosi a riflettere sull’attuale condizione dei giovani ragazzi del nostro paese. Ci può parlare brevemente dell’Agenzia Nazionale per i Giovani? L’agenzia attua un programma della Commissione Europea: è un programma di scambi giovanili, di servizio volontario europeo, di iniziative giovani sul territorio. L’agenzia dipende direttamente dalla Commissione Europea ed è vigilata dal Ministero della Gioventù. Noi raccogliamo le istanze da parte dei ragazzi e le valutiamo durante l’anno. Il programma si occupa, in generale, di cittadinanza europea e partecipazione giovanile, di scambi giovanili e favorisce l’inclusione dei giovani. Quali sono le iniziative delle quali andate più fieri? In realtà tutta l’attività è molto gratificante perché, attuando metodologie di educazione non formale, il programma - contrariamente a quanto accade normalmente - è un programma aperto a tutti, giovani dai 13 ai 30 anni, senza necessità di un alto livello di scolarizzazione. Sono molto belle le esperienze che vengono vissute dai ragazzi in contesti multiculturali, soprattutto negli scambi, ma lo è anche il servizio volontario europeo, che prevede un periodo tra i 2 e i 12 di mesi di permanenza all’estero per i ragazzi che fanno delle attività di servizio volontario o anche quelli che vengono accolti invece nel nostro paese. Cosa lamentano i giovani? I ragazzi si lamentano spesso perché non hanno opportunità di lavoro. Quello che cerchiamo di fare nel nostro piccolo è offrire a questi ragazzi degli strumenti che gli consentano di essere avvantaggiati in un mercato del lavoro che non è più soltanto locale ma è europeo, addirittura globale. Per cui la conoscenza delle lingue e la capacità di vivere in contesti multiculturali è fondamentale in un mondo che è cambiato enormemente. Cosa critica alle giovani generazioni? In generale, i giovani hanno anche per ragioni familiari e culturali poca facilità nel fare esperienze all’estero, una volta finita la scuola media superiore, esperienze che invece sono fondamentali per acquisire quelle competenze Paolo Di Caro linguistiche che altri giovani nei paesi europei hanno subito. Alla fine sono maggiormente competitivi sul mercato del lavoro di quanto non lo siano i giovani italiani. Ovviamente, bisogna dare una mano attraverso queste opportunità e creare una dinamica mobilità giovanile. Ormai si chiamano giovani anche i quarantenni, di cosa è sintomo, secondo lei? È sintomo di una società gerontocratica, dove si arriva a posizioni importanti in età avanzata e questa è una tendenza che va assolutamente invertita. È un problema di sistema e anche un problema culturale. Bisogna capire che i giovani sono una risorsa, non soltanto un serbatoio al quale attingere. Quale crede che sia, in questo particolare momento sociale, il sogno più grande dei giovani? Ciascuno vive i sogni in maniera individuale, ma credo sia quello di avere un ventaglio di opportunità che consenta loro di scegliere in libertà: cosa che oggi non accade. segue a pag.7 dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 A Intervista L’ n. pag. 070 007 continua da pag. 6 Giovani e istruzione: un bilancio … Credo che si stia facendo molto per cercare di invertire la tendenza, rispetto a un passato che era fatto solo di un sistema che alimentava se stesso. Noi, contrariamente a quanto accade negli altri paesi, abbiamo 100 e spendiamo 98 per il pagamento degli stipendi e 2 per tutto il resto. In altri paesi non accade questo. Anche i tentativi di riforma hanno la funzione di ribaltare un sistema che finora palesemente non ha funzionato. La precarietà lavorativa spesso diventa anche uno stato d’animo: crede che il disagio giovanile sia legato alla progressiva diminuzione di punti di riferimento stabili? Senza dubbio … Ovviamente questa generazione è un po’ diversa da quella che l’ha preceduta, che viveva nella speranza del posto fisso: il problema è riuscire a reinventarsi, a capire che oggi sono cambiate molte cose e che bisogna cercare e trovare nuovi punti di riferimento. La famiglia ha un ruolo decisivo, bisogna dare ai ragazzi anche certezze che non siano date solo dal mondo del lavoro, ma siano legate al loro futuro, per questo bisogna intervenire con decisione per favorire l’accesso dei giovani alla prima casa e, nel caso del lavoro precario, favorire che i ragazzi abbiano la possibilità di acquistare una casa. Il sistema bancario ragiona ancora con sistemi vecchi. Ai giovani bisogna offrire la possibilità di uscire da una situazione di disagio. Chi sono i bamboccioni? Non lo so, non credo ce ne siano moltissimi. È un’espressione che non credo abbia un riferimento preciso nella realtà. Credo ci siano molti giovani che si cullano nel fatto che oggi sia più complicato ottenere un posto di lavoro e che preferiscono restare sotto le braccia comode e accoglienti della famiglia d’origine. Questo è un discorso che si può fare per qualsiasi generazione negli ultimi 50 anni, però è anche vero che c’è una parte di questa generazione che molto spesso non ha la possibilità di uscire dal nucleo familiare d’origine. I bamboccioni ci sono, esistono, ma non sono la stragrande maggioranza dei giovani ragazzi italiani. Anche perché tra questi ci sono alcuni che sono delle assolute eccellenze nei loro campi, bisognerebbe solo farli emergere di più. Che aggettivi utilizzerebbe per descrivere i giovani d’oggi? ‘Disimpegnati’ rientra nella lista? No, non credo affatto che i giovani d’oggi siano disimpegnati. Sono impegnati in maniera diversa e sono descritti in maniera diversa rispetto ai coetanei che li hanno preceduti. Ma non credo affatto che siano disimpegnati! Un consiglio spassionato ai giovani ragazzi che leggeranno questa intervista Il consiglio è quello di sfruttare le opportunità che ci sono, quelle che esistono ma che spesso non sono conosciute. Sono opportunità che poi torneranno utili domani! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 A mbiente n. pag. 070 008 Un “supervulcano” si nasconde sotto Napoli foto fonte internet di Ilaria Mulinacci La terra ha ondeggiato sui marciapiedi di Napoli. Si sono generati alcuni piccoli terremoti, che secondo gli esperti del centro di controllo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non sono stati generati dal Vesuvio. Queste scosse stanno provenendo da qualcosa di molto più grande, da uno dei più ampi e pericolosi vulcani del mondo. I Campi Flegrei, dove si trova il “supervulcano”, si trovano a nord ovest del capoluogo campano. Il significato greco del nome vuol dire proprio “campi che bruciano”. Questi campi si originano nel mare vicino alle isole di Capri e Ischia. Le conseguenze sono disastrose quando magma e acqua si uniscono: infatti la capacità di distruzione é cento volte piú grande del Vesuvio che distrusse Pompei. Il vulcano ha fatto eruzione 39.000 anni fa… Quando si formò il territorio collinare su cui poggia oggi la città di Sorrento. Se un’eruzione analoga dovesse accadere oggi, l’Italia meridionale cesserebbe di esistere, mentre le nuvole di ceneri provocate dall’eruzione coprirebbero i raggi solari e abbasserebbero di conseguenza la temperatura di vaste aree del pianeta. L’Europa intera ne subirebbe le gravi conseguenze. Interi paesi sarebbero coperti dalle nuvole di cenere, e l´inverno diventerebbe permanente. Un team composto di studiosi e ricercatori inglesi sta lavorando sul posto per capire quante siano le possibilità che questa eruzione mostruosa possa davvero accadere. Il suolo si sta sollevando da piú di trent´anni. È da notare come nel biennio 1982-84 siano stati rilevati circa 10.000 terremoti, qualche centinaio avvertiti anche dalla popolazione. Per il professor Chris Kilburn, dell’università di Londra, da circa vent’anni residente a Napoli, questo fenomeno potrebbe durare ancora una sessantina d’anni, nel corso dei quali si potrebbe approfittare per studiare in modo esaustivo le possibilità di una futura esplosione del magmatica. Come? Perforando il terreno e procedendo con gli studi sotterranei. Ma non tutti sono d’accordo: perforare una zona magmatica potrebbe risvegliare il “mostro” prima del tempo. Ma il vulcano partenopeo non é l´unico dalla carica potenzialmente devastante. Basta ricordare quello del parco di Yellowstone, negli Stati Uniti: si tratta di una lunga serie di supercaldere, formatesi sopra il magma proveniente dal mantello della crosta. La successione delle caldere nel tempo fa vedere il movimento della placca nordamericana al di sopra del pennacchio da quando 15 milioni di anni fa incominciò l’attività. E in Indonesia si trova il vulcano Toba: di arco magmatico, in cui i magmi sono uno degli effetti della dinamica di due zolle che si scontrano. Rimane solo sperare che non si scontrino mai. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 S pettacolo n. pag. 070 009 “Paperissima” è di nuovo qui di Melania Tarquini gonista. Negli ultimi tempi non si segue più una logica, assistiamo a battaglie giocate sulle controprogrammazioni, a direttori generali, parlo della Rai, che se la prendono con i loro programmi di punta [...]”. Michelle Hunzike e Gerry Scotti foto fonte internet Siamo abituati a vederlo sorridente e disponibile, ma stavolta, durante la presentazione della nuova stagione di “Paperissima”, Gerry Scotti si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. Certo, il famoso conduttore non ha risparmiato elogi e complimenti alla bella Michelle, sua partner ormai da quattro stagioni – i due ricordano molto Lorella Cuccarini e Marco Columbro – ma, tanto per ricordare che anche lui quando vuole sa essere pungente, si è lamentato dell’eccessiva sovraesposizione mediatica: ritiene che nelle ultime prime serate targate Mediaset lui sia stato troppo presente, esponendosi più del dovuto. Ogni tanto è giusto anche fare polemica, soprattutto se non si è d’accordo con le decisioni prese dalla Rete: “Per la prima volta anche uno stakanovista come me ha dovuto mettere dei paletti legali. Ci sono degli errori di valutazione di cui è complice il direttore di Canale 5 Massimo Donelli, oltre agli amici di Publitalia che magari puntano solo su me e non su altri. Siamo ancora catalogati come tv commerciale e finché si firmano contratti solo alzando la cornetta e facendo il mio nome, è difficile dire di no”, ha esordito. Il suo non è rimasto un canto isolato, a dargli ragione c’ha pensato anche Antonio Ricci, collega e amico: “E’ assurdo si chieda una tale sovraesposizione a Gerry Scotti e poi si scelga anche per le serate di Natale un film con lui prota- Gerry, comunque, è assolutamente soddisfatto del programma, della conduzione e della sua partner, soprattutto perché, anche dopo tanti anni al timone di “Paperissima”, riesce sempre e divertirsi, che non è poco! Il programma, comunque, così spensierato e leggero, ha alle spalle un serio e duro lavoro di preparazione: “C’è un lavoro mostruoso - spiega il direttore di Canale 5 Massimo Donelli - dietro questa trasmissione, che è leggera, divertente, veloce ma faticosa da costruire”. Quest’anno, poi, si è deciso di sperimentare una collocazione diversa per la trasmissione: va in onda a cavallo di due stagioni, una scelta che Donelli definisce “sperimentale e coraggiosa”. La partecipazione di Totti e Ilary, sempre più lanciati nel mondo televisivo, ricorda molto la complicità di Raimondo e Sandra: “Erano il portafortuna di ‘Paperissima’ - dice Antonio Ricci, autore della trasmissione - da loro abbiamo preso un certo modo di fare spettacolo, quello basato sul rispetto e sulla professionalità, quello di chi voleva i copioni prima per studiarli e non arrivare in scena impreparato”. Anche a Michelle piace molto la coppia e, soprattutto, piace lavorare fianco a fianco con Gerry: “E’ raro trovare un compagno di lavoro come Gerry; ispira casa, calore, con lui mi sento in famiglia. Parlando di coppie - aggiunge la conduttrice - Francesco e Ilary sono simpatici, si vede che si amano e questo fa sognare gli italiani. E li fa ridere”. Ricci è dello stesso parere: “Ho detto a Totti che quando smette con il calcio deve fare Casa Vianello. Tra lui e Ilary c’è alchimia, lui sempre svagato con un animo popolare, lei arguta che lo punzecchia e lo aizza”. Non ci sarà da stupirsi se a breve vedremo Totti in veste di attore … anche in quel caso, tiferemo tutti per lui! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 C inema n. pag. 070 010 Golden Globe 2011 Candidati al Premio “Miglior film drammatico”: “Black Swan”, “The Fighter”, “Inception”, “The King’s Speech” e “The Social Network”. di Valentina Malgieri Candidati al Premio “Miglior film comico o musical”: “Alice In Wonderland”, “I ragazzi stanno bene”, “The Tourist”, “Burlesque” e “Red”. foto fonte internet Manca ormai una settimana alla consegna ufficiale dei premi Golden Globe 2011, la cui cerimonia si svolgerà il prossimo 17 gennaio al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, in California, presentata da Ricky Gervais. Per chi avesse bisogno di una piccola rinfrescata, il Golden Globe Award è il riconoscimento che viene assegnato annualmente durante un pranzo di gala ai migliori film e programmi televisivi della stagione annuale appena conclusa. Istituiti nel 1944 per il cinema, ed estesi dal 1956 alla televisione, i Golden Globe sono assegnati da una giuria di circa novanta giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA (Hollywood Foreign Press Association). Insieme col Premio Oscar per il cinema e al Premio Emmy per la televisione, è infatti il maggiore riconoscimento per chi opera nel settore dell’intrattenimento cinematografico e televisivo. La consegna dei Golden Globe avviene solitamente con poco meno di due mesi di anticipo rispetto a quella degli Oscar, nei confronti della quale ha, in un certo senso, una funzione anticipatrice. Non sarà un caso infatti trovare diverse coincidenze tra quelli che sono i titoli in corsa all’assegnazione dei Golden Globe e quelli che concorreranno successivamente all’ottenimento dei premi Oscar. In questa sede vi mostriamo i candidati per le principali categorie che, come potrete immaginare, sono numerose, ma attenzione… perché in questa sede ci troviamo costretti a lasciare da parte le nomination televisive, per porre l’accento invece ai film lungometraggi. Candidati al Premio “Miglior regista”: Darren Aronofsky (‘Black Swan’), David Fincher (‘The Social Network’), Tom Hooper (‘The King’s Speech’), Christopher Nolan (‘Inception’) e David O. Russell (‘The Fighter’). Candidate al Premio “Miglior attrice protagonista in un film drammatico”: Halle Berry (‘Frankie and Alice’), Nicole Kidman (‘The Rabbit Hole’), Jennifer Lawrence (‘Winter’s Bone’), Natalie Portman (‘Black Swan’) e Michelle Williams (‘Blue Valentine’). Candidate al Premio “Miglior attrice protagonista in una commedia”: Annette Bening (‘I ragazzi stanno bene’), Julianne Moore (‘I ragazzi stanno bene’), Anne Hathaway (‘Love and other drugs’), Angelina Jolie (‘The Tourist’) e Emma Stone (‘Easy A’). Candidati al Premio “Miglior attore protagonista in un film drammatico”: Jesse Eisenberg (‘The Social Network’), Colin Firth (‘The King’s Speech’), James Franco (‘127 Hours’), Ryan Gosling (‘Blue Valentine’) e Mark Wahlberg (‘The Fighter’). Candidati al Premio “Miglior attore protagonista in una commedia”: Johnny Depp (‘Alice in Wonderland’ e ‘The Tourist’), Paul Giamatti (‘La versione di Barney’), Jake Gyllenhaal (‘Love and Other Drugs’) e Kevin Spacey (‘Casino Jack’). Candidati al Premio “Miglior sceneggiatura”: “127 Ore”, “I ragazzi stanno bene”, “Inception”, “The King’s Speech” e “The Social Network”. Candidati al Premio “Miglior colonna sonora”: “The King’s Speech”, “Alice in Wonderland”, “127 ore”, “The Social Network” e “Inception”. Candidati al Premio “Miglior lungometraggio d’animazione”: “Toy Story 3” e “Rapunzel”. Insomma un pourtpurri di nomination… e immaginate solo cosa vorrebbe dire parlare di tutte! Speriamo quindi che questo sintetico mix di informazioni possa soddisfarvi e prepararvi all’evento Oscar dei prossimi mesi. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 n. M usica pag. 070 011 Jovanotti-Cattelan, per “Ora” di Valentina Malgieri “Tutto l’amore che ho” video fonte youtube In questo periodo che ha trovato spazio tra le festività di Natale, Capodanno e Epifania, abbiamo avuto il tempo sufficiente non solo per apprezzare e conoscere il nuovo singolo di Lorenzo Cherubini, ma anche quello di scoprire cosa il famoso Jovanotti abbia in serbo per noi nel suo prossimo album “Ora” di cui è ormai impellente l’uscita discografica, attesa per il 25 gennaio prossimo. La canzone “Tutto l’amore che ho”, il primo singolo lanciato appunto, ha registrato negli ultimi giorni una furiosa rotazione radiofonica in tutte le emittenti nazionali ed è in poco tempo diventata un tormentone mediatico, vuoi per il ritmo che è ormai componente unico ed imprescindibile della musica di questo artista affermato, che ha sempre fatto dell’entusiasmo il proprio presupposto musicale, la propria spinta e il proprio biglietto da visita. Un ingrediente a quanto pare infallibile vista la continuità della sua carriera musicale e il riscontro del pubblico che, nonostante la crescita artistica e stilistica di Cherubini, non lo ha mai abbandonato! Ma cosa dice Jovanotti in merito a questo suo, ormai attesissimo, ultimo lavoro? Se per quanto riguarda il video musicale del singolo “Tutto l’amore che ho” si era detto divertito e soddisfatto, “Ora” gli da modo di mettere sotto i riflettori una collaborazione che lo stesso cantautore ritiene fondamentale per la riuscita e il successo della sua ultima fatica: ovvero quella intrapresa con Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari per la realizzazione delle immagini di copertina e dell’intero libretto che accompagnerà il nuovo disco anche in formato digitale. Racconta Lorenzo: “Sono da sempre un ammiratore del lavoro di Cattelan (…) Ci siamo conosciuti e siamo rimasti in contatto. Poi quando ho iniziato a lavorare al mio disco nuovo ne abbiamo parlato ed è nata l’idea di realizzare le immagini per la copertina e per il libretto. Sono davvero al settimo cielo per questa collaborazione, non avrei potuto desiderare di più per la copertina di un mio disco, e ancora di più di questo nuovo disco. Questa collaborazione con Cattelan per me è un sogno che si realizza”. E speriamo che lo sia veramente e a tutti gli effetti. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 n. C pag. uriosita dal web 070 012 Gli errori dell’evoluzione umana di Ivana Piazza foto fonte internet Da cosa deriva il singhiozzo? E a che serve la pelle d’oca? E, ancora, perché i denti del giudizio ci provocano intensi malori? Spinti da questi e da altri quesiti, gli scienziati dello Smithsonian Institution hanno stilato un vero e proprio elenco di imperfezioni evolutive che il genere umano odierno ha ereditato dai lontani antenati delle caverne. Già, perché il corpo umano dei nostri avi, cacciatori preistorici del continente africano, obbediva a necessità e stili di vita molto diversi da quelli dei nostri giorni. Se il processo di evoluzione dunque è andato avanti constante e ininterrotto, qualche piccolo intoppo ha fatto sì, ad esempio, che continuassero a persistere nel corpo umano alcuni cosiddetti “relitti evolutivi”, funzionali per i nostri progenitori, ma assolutamente inutili e talvolta fastidiosi per noi. L’appendice, residuo intestinale erbivoro, ne è l’esempio lampante: utile soltanto ad infiammarsi gravemente e ad essere asportata chirurgicamente. La pelle d’oca, spiegano gli scienziati, è ciò che resta del meccanismo di orripilazione dei peli che serviva a proteggersi dal freddo e spaventare i nemici. Il singhiozzo si fa risalire invece ad un passato ancora più remoto, quando i primi anfibi, nei loro viaggi tra acqua e terraferma, necessitavano di un meccanismo automatico che impedisse l’entrata dell’acqua nei polmoni, attraverso l’abbassamento della glottide. La posizione eretta sembra essere la causa dei più comuni mal di schiena: la conformazione a “S” della colonna vertebrale risulta infatti innaturale per una struttura ossea idonea invece a sopportare un peso orizzontale e un’andatura a quattro zampe. L’osso del coccige su quale ci sediamo, inoltre, altro non è che l’antenato della coda. Dulcis in fundo, il mal di denti è semplicemente il prezzo che dobbiamo pagare per l’intelligenza: l’ingrossamento del nostro cervello, con il passare del tempo, ha tolto sempre più spazio alla mandibola, provocando forti dolori ai denti del giudizio. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 A T ecnologia n. pag. 070 013 foto fonte internet Ordinare al tavolo con un’applicazione dell’Iphone di Ilaria Mulinacci Cameriere, cameriere! A volte dobbiamo aspettare troppo per essere serviti. Se il bar é pieno, o é il primo giorno del suddetto cameriere bisogna armarsi di tanta pazienza oppure… possedere Storific! Si tratta della nuova applicazione dell´iphone. Cosí si può ordinare qualunque cosa direttamente dal telefonino. Sembra ficiton, ma é la realtá che ci fa vivere Apple. L´iphone é sempre il primo in queste innovazioni, ma ci saranno anche altri smartphone dove si potrá scaricare Storific. Per ora funziona in 16 locali, tra ristoranti e cafè, in Francia, Italia, Canada e Stati Uniti. Un ristorante, a meno che non sia aperto solo ai possessori del melafonino, deve coccolare in egual misura tutti i suoi clienti. “Mandi un messaggino per richiamare l’attenzione del cameriere”. Sebbene esistano già delle applicazioni per smartphone che consentono di ordinare qualcosa da mettere sotto ai denti quando si è a casa (come GrubHub, CityMint e SnapFinger), quando si decide di uscire per godersi un buon caffè o una bella cena, ci si deve comportare come tutti i “comuni mortali”: aspettare che il cameriere arrivi a prendere l’ordinazione. Il grande vantaggio di Storific? Il risparmio in costi di personale nei locali, visto che i clienti ordinano per conto loro, e che l’applicazione per iPhone non costa nulla. Quanti ristoranti accetteranno questo nuovo metodo? Ci stiamo allontando troppo dai valori tradizionali, dove il cameriere ci consigliava una bella carbonara e c´e la descriveva in un modo delizioso? O forse alcuni camerieri sono stanchi di servirci e convienve conversare con il nostro Iphone? Tanto il conto bisogna pagarlo uguale... Ma con lo Storific non esistono più attese. Se entri in quest´applicazione vedrai il menú da “sfogliare” e potrai effettuare le ordinazione, specificando il numero univoco del tavolo, senza aspettare che qualcuno si faccia vivo… a meno che non gli mandi un messaggino per chiedere esplicitamente un aiutino del cameriere di turno. P REMIO P I NTERNAZIONALE assione in uno I scriviti e S S carica il catto d’ R A egolamento su: www.artelive.it utore dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 G ossip n. pag. 070 014 L’Eros di Michelle di Melania Tarquini Quando il loro matrimonio è finito nessuno voleva crederci, erano una coppia formidabile, belli e bravi, un connubio perfetto. Eppure, sono anni che la loro storia è terminata ed entrambi, in momenti differenti, hanno trovato l’altra metà della mela. Ci sono quelli, però, che ancora oggi non si rassegnano e sperano in un ritorno di fiamma, tifando per il lieto fine, romantico come le canzoni che scrive lui … Eros, naturalmente! Quanti di voi sarebbero contenti se Albano e Romina Power tornassero insieme o se Fabrizio Frizzi e Rita dalla Chiesa si riconciliassero? Non è strano, è normale! Capita così, che ci si affezioni a una coppia televisiva e che si faccia fatica a pensarla definitamente ‘rotta’. Simona Ventura sulla sua web tv ha intervistato proprio Michelle Hunziker e non le ha risparmiato domande sulla sua vita privata, tantomeno commenti e sensazioni sul suo periodo ‘nero’, quando era molto legata alla pranoterapeuta Berghella. “Sono passati un po’ di anni. All’inizio ho avuto attacchi di panico pesanti perché il risveglio è difficile. L’unica cosa che può aiutare è la prevenzione. Chi casca in queste situazioni è come un tossicodipendente, debole a livello emotivo e psicologico. Il momento più vulnerabile è quando ti senti solo o hai perso una persona cara come mio padre, nel mio caso. Ad uscire da questa situazione mi ha aiutata l’amore per mia figlia Aurora, che non ho mai coinvolto assolutamente, e un sogno speciale in cui mio padre mi è apparso e mi ha esortata a svegliarmi”. Nonostante questa esperienza traumatica e difficile da superare, Michelle ha saputo reagire e ha messo al primo posto la famiglia, in particolare Aurora, la figlia avuta da Eros. Di lui non dice molto, forse per evitare di essere fraintesa, e si limita a confidare che il sentimento c’è ancora. Cosa voglia dire con questa espressione così ambigua non è dato sapere, ma di certo anche noi speriamo che prima o poi tra loro torni il sereno!!! Michelle Hunziker con Eros Ramazzotti foto fonte internet dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 G ossip n. pag. 070 015 “Morgan non mi parla più!” T C di Melania Tarquini Troianelli Troianelli Consulting Consulting Morgan e Marco Mengoni foto fonte internet Tra artisti, si sa, è difficile andare d’accordo: i motivi sono i più disparati, ma di certo l’inclinazione al protagonismo e una dose celata di invidia, spesso, compromettono rapporti importanti, anche quando uno è stato l’allievo dell’altro … Anzi, forse è proprio in questi casi che è più difficile trovare un sano equilibrio. Se poi l’allievo ottiene un successo stratosferico e il suo nome è Marco Mengoni, allora è un’altra storia! Ebbene sì, il suo rapporto con Morgan pare aver subito un potente scossone, di quelli forse irreparabili, che allontanano per sempre. In realtà, non c’è stata nessuna litigata veemente, solo il silenzio … Che è peggio! Avviamento imprese in Start Up Gestione amministrativa e fiscale Consulenza per finanziamenti alle NEWCO WWW.TROIANELLICONSULTING.COM Mengoni si è sfogato sulle pagine di “Donna Moderna”: “Non lo sento più da Sanremo. Ce l’ha con me, non so bene perché. Tra noi del resto - continua l’artista - c’è sempre stato un rapporto di amore e odio: siamo due personalità forti, è facile fare a cazzotti”. Il cantante, che si è aggiudicato anche la statuetta come migliore artista europeo agli Mtv Europe Music Awards, confessa che sta facendo di tutto per rimanere con i piedi per terra: “Oggi ci sei e domani chissà... Per ora lavoro molto e ho la fortuna di fare quello che mi piace”. Il suo mondo ideale sarebbe così: “Vorrei che fosse una specie di Woodstock: pace, amore e musica. Un luogo di infinita libertà e creatività”. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 G H ot love n. pag. 070 016 Quando lui… corre troppo di Ilaria Mulinacci rivolgersi al medico perché la vivono più come un disagio che come una patologia”. foto fonte internet Eiaculazione precoce: due parole che fanno entrare nel panico quattro milioni di italiani. Non é la sentenza di morte di un rapporto, ma bisogna parlarne. Molti uomini rimangono in silenzio oppure trovano una scusa: sei troppo bella! Sei troppo sexy, non riesco a resistere! Le donne lo assecondano e lasciano e seppelliscono il discorso. Simona Izzo, regista e attrice parla di questo problema nel libro “Quando l´amore non aspetta”, scritto insieme a Vincenzo Mirone, ordinario di Urologia presso l’Università Federico II di Napoli. “Mirone mi ha proposto di fare il libro - ci spiega la Izzo - per aiutare gli uomini a parlare e a curarsi. Mentre le donne hanno infatti un rapporto continuo col ginecologo, gli uomini vanno dall’andrologo solo a 5560 anni per problemi di prostata quando la natura, nella sua saggezza, li colpisce negli organi sessuali per indurli a non procreare più oltre una certa età”. Una soluzione non può che iniziare con una diagnosi chiara: un’eiaculazione che giunge in un tempo breve (magari addirittura ante portam, cioè prima della penetrazione), il mancato controllo del riflesso eiaculatorio e il disagio individuale e di coppia che ne deriva sono i parametri per individuare un caso di Eiaculazione Precoce (EP), spiega il prof. Mirone, che aggiunge: “L’EP può presentarsi in una forma primaria, che si manifesta fin dalle prime esperienze sessuali (e in questo caso si rimane eiaculatori precoci per tutta la vita), e in una forma secondaria, che si presenta dopo normali periodi di attività sessuale ed è riconducibile a patologie organiche (per lo più a carico della prostata) o a sofferenze psicologico/situazionali. La forma primaria riguarda l’80% dei pazienti, i più restii in genere a Che fare, quindi? L’EP si affronta con una terapia farmacologica al bisogno da una a tre ore prima del rapporto - a base di dapoxetina (farmaco che inibisce la ricaptazione della serotonina) o a base di creme, gel e spray composti da anestetici locali. Se il farmaco è sufficiente a sbloccare il paziente, bene, altrimenti si ricorre a terapie psico-sessuali o comportamentali di supporto per acquisire più autostima e autocontrollo. Alla base di tutto c’è tuttavia la prevenzione. “Dalla scomparsa della visita di leva - denuncia il prof. Mirone - abbiamo uno spaventoso buco nero dalla pubertà all’età del matrimonio (dai 30 ai 40 anni, ormai): nessun check-up viene eseguito sui giovani maschi. Questo anche per l’incapacità dei padri di prendersi cura dell’educazione sessuale dei figli”. Si può quindi guarire dall’Ep? “La terapia farmacologica ha una percentuale di successo dell’80% - conclude Mirone - Per il restante 20% si ricorre a una terapia psicologica”. foto fonte internet dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 n. M oda e mode pag. 070 017 Stivaletti di montone, che passione! di Valentina Nanni Facilissimi nell’abbinamento e pratici nell’uso, questi scarponcini ricordano un po’ i doposci o gli stivaletti indossati dagli astronauti per la loro forma larga e tondeggiante, ma sono in grado di donare un tocco glamour a qualsiasi mise, anche la meno ricercata. Unico neo: non sono impermeabili, per cui in caso di pioggia vi conviene optare per un altro paio di scarpe. Per il resto non avrete che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda altezze del gambale e materiale in cui è fatto, colori e il design. foto fonte internet Li avete visti ai piedi delle star in pieno inverno e sotto il sole della California. Sotto maxi pull o shorts su gambe nude e abbronzate. Di qualsiasi altezza o colore. Dal nero al rosa, con i bottoni e con gli inserti di maglia lana, alti o bassi non importa, di vero montone e lana o in economiche riproduzioni. Sono loro il must have della stagione 2010/2011: gli stivaletti australiani di pelle e lana. Da indossare rigorosamente senza calze per beneficiare al massimo delle proprietà termiche del morbido vello che ne costituisce la fodera dalla punta delle dita fino alla fine della gamba dello stivale, queste buffe calzature sono caldissime in inverno e fresche in estate, malgrado il loro aspetto in quella stagione provochi la claustrofobia al primo sguardo. Per le più esigenti poi, la più famosa casa produttrice, la Ugg Australia, ha anche creato una linea di stivaletti in collaborazione con il designer Jimmy Choo che partendo dal classico modello base li ha rielaborati in chiave fashion aggiungendo borchie tonde dorate e argentate su uno scarponcino nero, arricchendoli con frange e borchiette a forma di stella o producendoli in fantasie zebrate e leopardate. Un’offerta praticamente infinita quindi disponibile a qualsiasi prezzo. Ne esistono infatti modelli da poche decine di euro fino ad arrivare a quelli che invece ne costano qualche centinaio. Dipende solo da quale sia il vostro budget di spesa. L’importante è però solo avere quest’oggetto del desiderio. Se poi riuscite a trovarlo firmato a un prezzo ragionevole tanto meglio. dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 S port n. pag. 070 018 Dan Peterson torna a sedersi in panchina di Valentina Iannece Ai più giovani è noto come la voce del Basket nostrano, ma Dan Peterson ha fatto la storia dell’Olimpia Milano, gloriosa squadra di Basket che tra il 1978 e il 1987 condusse alla conquista di 4 scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa Korac e una Coppa dei Campioni. Ora, dopo 23 anni, Dan tornerà a sedersi su quella stessa panchina fino a fine stagione. Dan Peterson foto fonte internet E’ stato chiamato per sostituire l’ormai ex allenatore, parecchio contestato, Piero Bucchi, il quale era alla guida dell’Armani Jeans Milano dal 2008, e ha condotto la squadra a due finali di scudetto, perse poi entrambe con il Montepaschi Siena. L’allenatore non è mai entrato nel cuore della tifoseria e dopo un buon inizio di stagione nel 2010 poi l’eliminazione dall’Eurolega, per mano del Siena e poi il colpo di grazia con il Cantù, rivali di sempre, terza sconfitta in dodici gare di campionato è costata molto molto cara al tecnico di Bologna. Dan Peterson ha commentato la notizia dicendo: “c’è stato un incontro in mattinata con Livio Proli che mi ha chiamato e chiesto se ero a Milano. Ci siamo visti per pranzo, abbiamo parlato della situazione della squadra in generale e poi mi ha detto dell’esonero di Bucchi. Quindi mi ha chiesto la mia disponibilità per la panchina. Io gli ho risposto che ero disponibile, lui però deve fare delle verifiche, e quindi una decisione ufficiale ci sarà solo nei prossimi giorni. Il contatto c’è stato non ci piove e io ho dato la mia disponibilità. Ora aspetto notizie”. Dan Peterson chiuse la sua carriera di allenatore proprio con l’Olimpia nel 1987; da quel momento il suo inconfondibile accento americano è diventato il marchio di fabbrica delle telecronache del basket nostrano in principio su Telemontecarlo passando per Tele+ e Rai ed infine per Sportitalia. Dan nasce nell’Illinois a Evanston, laureato alla Northwestern University, ha cominciato l’avventura da coach nei collage USA. Nel 1971 diventa Ct della Nazionale cilena conducendola al quarto posto nei giochi del Sud America. In Italia approda nel 1973 alla Virtus Bologna con 84 vittorie nelle cinque stagioni regolari, e poi lo scudetto del ‘76, due sconfitte finali e la vittoria in Coppa Italia nel 1974. Insomma una nuova avventura per il coach “Fenomenale”! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 V iaggi n. pag. 070 019 se non vi piace la storia, non andate a varsavia di Francesca Salvatore foto fonte internet Nomi come il ‘patto di Varsavia’ o il ‘ghetto di Varsavia’ ci fanno tornare alla mente un passato non troppo lontano, minaccioso e triste; ma questa città, apparentemente algida e incomprensibile, è stata in grado di rinascere dalle sue ceneri. Una delle città europee maggiormente distrutta e fiaccata psicologicamente dalla seconda guerra mondiale, è stata in grado di lanciarsi nel terzo millennio con uno spirito di rinascita senza eguali. La ricostruzione di Varsavia, e dell’intera Polonia, è soprattutto merito dell’animo instancabile e pacifico dei Polacchi che, oggi, si presentano come uno dei popoli più ospitali e gentili di questa grande Europa a 27. Varsavia, capitale soltanto dal 1596 (la capitale medioevale della Polonia è stata Cracovia), fu protagonista di uno dei più struggenti episodi della resistenza anti-nazista nel 1944: distrutta completamente durante la seconda guerra mondiale (tanto da ridurre in lacrime l’impettito generale Dwight Eisenhower, quando né visitò le rovine), venne ricostruita nei minimi particolari grazie ai suoi cittadini, che donarono agli ingegneri e urbanisti che si occuparono della ricostruzione, le proprie fotografie, i propri quadri e i propri racconti, affinché la nuova città (la ricostruzione terminò negli anni Sessanta) fosse identica alla vecchia Varsavia. E’ proprio questo spirito che l’UNESCO ha voluto premiare, iscrivendo l’intera città, e questo sforzo collettivo, nella lista dei siti patrimonio dell’umanità. Ma ora partiamo con la visita! Il centro storico di Varsavia (Stare Miasto) si sviluppa nel quartiere di Srodmiescie: chiese gotiche e palazzi rinascimentali adornano il fiume Vistola che taglia la città in due parti, lungo la direttrice nord-sud. Il cuore di Stare Miasto è, senza dubbio, Piazza Rynek, la Piazza del Mercato: qui si mescolano i colori pastello dei tanti stili architettonici diversi all’odore delle piccole caffetterie; si ha la sensazione di non essere in un luogo ricostruito, ma fermo nel tempo: l’ideale è visitare questo grande rettangolo al tramonto, quando restano in giro poche persone, quando sui banchi della frutta rimangono solo poche mele e i ritrattisti, sparsi qua e là, iniziano a pulire i propri pennelli. Qui, piccola citazione danese: al centro della piazza, infatti, sorge la statua della Sirenetta di Varsavia, che ricorda la posizione dell’originale municipio. Sul lato orientale della Piazza Zamkowy, invece, sorge il Castello Reale (Zamek Krolewski), antica residenza dei Re e poi sede del Parlamento. Fortunatamente gli interni si sono salvati, l’esterno invece è stato ricostruito, come tutta la città. Oggi è un museo nazionale (ricordate: di domenica l’ingresso è gratuito!) che funge occasionalmente Piazza del Mercato foto fonte internet segue a pag.20 dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 V iaggi n. pag. 070 020 continua da pag. 19 da sede di rappresentanza istituzionale per delegazioni estere. Da qui ha inizio la cosiddetta “Strada Reale”, Trakt Krolewski, la più antica di Varsavia, appesantita dal grigio dei quartieri popolari e appena addolcita, in estate, dagli alberi in fiore. Attraversare Varsavia, purtroppo o per fortuna, significa anche non dimenticare: non ha una sua storia, Varsavia è la storia. Nel tour del centro sarà inevitabile arrivare in Umschlagplatz: qui i funzionari nazisti ammassavano gli ebrei da destinare… beh, sappiamo tutti dove. Al centro della piazza è situato un monumento in marmo dove sono scolpiti alcuni nomi degli ebrei del tristemente famoso ghetto (solo 3000 su quasi 400.000 persone che lo abitarono). Il ghetto, oggi, è occupato da condomini dell’era comunista, dove cognomi dal suono strano sui citofoni o qualche kippah, sulla testa di vecchi signori, ricordano che la storia è passata di qui. Ma Varsavia è anche allegria, tradizioni, gioventù (qui ha sede una delle più prestigiose università dell’Europa dell’Est) e… musica! Forse pochi sanno che il compositore Frederic Chopin ha vissuto qui (la sua casa padronale, nel Castello Reale foto fonte internet Casa del compositore Chopin a Wola Zelazowa foto fonte internet quartiere Wola Zelazowa, è museo nazionale) e qui ha lasciato il suo cuore: letteralmente!! Dal 1882, infatti, il cuore del celebre artista, racchiuso in un’urna, è stato murato in un pilastro della barocca Chiesa delle Santa Croce (Kosciol sw. Krzyza): gesto romantico o idea macabra? A voi il giudizio… Quello che di più bello vi può capitare è finire a casa di una famiglia varsavina: sappiate che un motto polacco recita: “un ospite è come Dio in casa”; perciò preparatevi ad un bel paio di bevute di vodka (è segno di educazione, purché non diventiate allegri già al primo sorso), evitate se potete la czernina, una zuppa fatta con sangue di anatra (attenzione, se vi viene servita questa pietanza vuol dire che siete poco graditi!), ma sperate nei fantastici piernik (torte di miele). E così, una città che dalla lontana Italia poteva apparire come un fantasma della storia, una città grigia e spenta, vi coprirà di magia… e allora non la dimenticherete più. Buon viaggio! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 C G ucina n. pag. 070 021 foto fonte internet Pierogi e frittelle di Valentina Nanni Finora abbiamo sempre mangiato la pasta fatta all’italiana, ma quest’oggi proveremo una ricetta polacca per la pasta ripiena e poi assaggeremo delle frittelle ripiene di formaggio che potrete mangiare come antipasto o, se preferite, come secondo piatto. Vediamo allora di cosa avremo bisogno per la preparazione: Pierogi Frittelle Per il ripieno di formaggio: 50 gr burro 1 spicchio aglio 1 cipolla 180 gr formaggio fresco 1 patata lessa 1 uovo Per la pasta: 400 gr farina 1 pizzico sale 1 uovo Per l’impasto: 225 gr farina 4 uova 30 cl latte 30 cl acqua 1 cucchiaio olio d’oliva 1 noce moscata 1 cucchiaio sale 25 gr burro Per il ripieno: 250 gr formaggio a scaglie 25 gr burro 1 tuorlo d’uovo Zucchero 1 cucchiaio essenza di vaniglia Iniziate la preparazione della vostra cena partendo dai pierogi scaldando il burro in una casseruola e aggiungendo, non appena il burro sarà sciolto, l’aglio e la cipolla facendoli cuocere fino a farli dorare. Lasciate quindi freddare e poi lavorate il formaggio fresco, la patata e l’uovo fino a formare una crema cui aggiungerete il composto ottenuto prima. Fatto ciò, mettete la farina e il sale su una tavola per dolci, formate una fontana con la farina e al centro rompete l’uovo, aggiungete un po’d’acqua tiepida e impastate fin quando l’impasto non sarà ben sodo e non appiccicoso. Dividete a questo punto la pasta ottenuta in quattro pezzi e posateli in una scodella larga, prima di tagliare dalla pasta ottenuta dei cerchi fatti con un bicchiere al centro dei quali mettete un po’ di ripieno, piegate, pressate per bene e poi cuocete in acqua bollente salata. A questo punto, fatti i pierogi, dedicatevi alla preparazione delle frittelle facendo per prima cosa il ripieno mescolando tutti gli ingredienti fino a formare una crema. Poi preparate l’impasto mettendo la farina in una scodella larga, aggiungendovi tre tuorli d’uovo, latte, acqua, olio e noce moscata e mescolando il tutto fino ad amalgamare gli ingredienti e poi, in una scodella separata, sbattete il bianco delle uova con il sale. Scaldate quindi una padella, ungetela di olio e versatevi la pasta e lasciate cuocere per un paio minuti circa, al termine dei quali mettete poi un po’ di ripieno e piegate le frittelle. Due vite che cambiano per sempre… e una è la tua Scopri come! dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 S alute e benessere n. pag. 070 022 Come combattere l’acne di Ilaria Mulinacci i giorni. La cute deve essere lavata mattina e sera con un detergente non schiumogeno da diluire con acqua tiepida. La crema é importante, ma non deve essere grassa, perché rischieremmo di chiudere i pori della pelle e far uscire altri brufoli. foto fonte internet L’acne è un disturbo tipico della gioventú? Si, ma ci sono anche fattori psicologici che possono scatenare questo problema, a qualunque etá. Il primo consiglio nella cura dell´acne non piace a nessuno, ma é fondamentale: evitare di schiacciare i brufoli, perché quelle che inizialmente si presentano come piccole cicatrici con il passare del tempo si tramutano in macchie scure e segni indelebili della cute. L´acne lieve é facile da combattere. Basta un gel di fosfolipidi (Fospid) capace di regolarizzare la produzione di sebo e di migliorare i segni. Il gel va applicato tutte le sere per 2-3 mesi. Non dobbiamo mai perdere di vista l´igiene tutti Se l´acne é molto sviluppata, con i brufoli rossi e la punta biancastra, è necessario prendere altri provvedimenti: l’unione di due principi attivi che da un lato bloccano l’infiammazione e dall’altro riequilibrano la cute. La mattina dobbiamo applicare una crema con sostanze antibiotiche, come l’eritromicina e la clindamicina - in grado di combattere i batteri. Di sera bisogna invece applicare una pomata a base di retinoidi che normalizza la produzione di sebo. L´igiene come sempre resta un fattore fondamentale ogni giorno. Dopo la pulizia si possono usare estratti naturali decongestionanti (ad esempio la camomilla) o lozioni astringenti dotate di sostanze lenitive. Quando l´acne diventa grave bisogna invece intervenire con antibiotici per via orale da associare a integratori a base di vitamina H, in grado di equilibrare la produzione di sebo risolvendo in maniera abbastanza rapida il problema. Il paziente che segue questa terapia deve evitare l´acqua marina, il sole e sopratutto l´alcol. I peggioramenti potrebbero essere immediati se non si seguono queste norme basiche per combattere l´acne. Per quanto riguarda l´alimentazione evitate il salame e la cioccolata! WWW.MP1SRL.COM dai giovani per i giovani lunedì 10 gennaio 2011 V 070 n. ideo del giorno pag. 023 L’ultima magia di Roger Federer A Doha, in Qatar, Roger Federer ha inaugurato la nuova stagione tennistica con un successo, ma soprattutto con un punto realizzato in modo davvero speciale. Nel corso del match contro l’olandese Schoorel, partito dalle qualificazioni e numero 168 Atp, il campione svizzero si è cimentato in una delle sue specialità: il colpo sotto le gambe con cui già in passato aveva deliziato il pubblico. Una magia che è valsa il punto, l’ovazione degli spettatori e che ha disorientato l’avversario: Schoorel ha infatti impiegato un po’ di tempo prima di ritrovare la giusta concentrazione e riprendere il match. video fonte internet www.missgadgetfranchising.com Il primo network di agenzie specializzato nella regalistica aziendale Miss GADGET ® by GruppoMontemurro Numero Verde 800 913561