PERIODICO DI INFORMAZIONE DELLA COOPERATIVA UNIABITA - ANNO VI - NOVEMBRE/DICEMBRE - 2014 | N°04 | LO/0812/2011 La rivista della Cooperativa di Abitanti Il congresso di Legacoop Buone Feste da UniAbita 02 - 61290666 24 ore su 24 Cinisello Balsamo - Sesto San Giovanni - Milano SERVIZI FUNEBRI A PREZZI CONVENZIONATI ACCORDO STIPULATO CON IL COMUNE DI CINISELLO BALSAMO SERVIZI COMPLETI VESTIZIONI CREMAZIONI CONDIZIONI AGEVOLATE PER I SOCI UNIABITA N04 FOCUS La rivista della Cooperativa di Abitanti UNIABITA NOVEMBRE/DICEMBRE Sommario Servizi 05Editoriale 06 La cooperazione di domani 10 Il congresso dell’Associazione lombarda circoli cooperativi 14 Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole 16 Liti tra vicini? Arrivano i mediatori 18 La Domus Lignea si presenta alla comunità 20 RendiNova 2016: nuova emissione 21 UniAbita ed Expo 2015 22 Natale è sempre Natale 24 RSA-Aperta: servizi socio-sanitari gratuiti a casa tua 25 Il nucleo di assistenza post acuta presso la RSA Il Sole 26 Tecarterapia per mal di schiena, tendiniti, osteoporosi 27 La salute sessuale come spia della salute dell’uomo 28 Buon compleanno Agricola 32 Un bistrot sociale e molto di più 37 La 15a settimana della cooperazione sestese 38 40 41 42 44 46 06_Congresso Legacoop Lombardia 14_Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole 28_Buon Compleanno, Agricola Rubriche Prende il via la sesta stagione di Teatro Necessario Il progetto "Casa Arcipelago-Anffas" Il sogno di un mondo migliore Giocare, che passione! Sogno d’Amore - 25/50 anni insieme Fiaba: Il peso del Natale Redazione e Amministrazione: Piazza Soncino, 1 20092 - Cinisello Balsamo - MI Tel. 02 66 071 81 Fax 02 61 25 675 Mail: [email protected] www.uniabita.it Direttore Editoriale: Angelo Maj Co-direttore: Luigi Seveso Segretaria di redazione: Rossella Parini Progetto grafico: Emanuele Gipponi Iscrizione al Tribunale di Monza reg.n.1949 del 25.03.2009 - Albo Soc.Coop. N°A109242 Sez. Cooperative a Mutualità Prevalente, Cat.Cooperative Edilizie di Abitazione Comitato di redazione: Rosanna Cantarelli, Katia Giannotta, Caterina La Grotteria, Fiorenza Melani, Elena Malagoli, Mara Negri Hanno collaborato: Alessandra Fraccon, Carlo E.L.Molteni Impaginazione: Emanuele Gipponi Stampa: Arti Grafiche Fiorin S.p.A. EDITORIALE Il “sacco di Roma” Come si fa a restare indifferenti di fronte alle notizie di corruzione e mala politica che arrivano da Roma? In più di un’occasione, in questi anni, avevamo pensato di avere toccato il fondo. Non era così, e questa vicenda lo dimostra, aggiungendo, se possibile, ulteriore incredulità, sconcerto, amarezza e rabbia. Almeno per due ordini di motivi. Il primo è la ramificazione e la trasversalità dei personaggi coinvolti, che vanno da sinistra fino alla destra neofascista, con radici ben piantate in un microcosmo in cui criminalità comune ed eversione politica si mescolano fino a confondersi. Il secondo è che tra i principali imputati c’è il presidente di una importante cooperativa sociale, associata a Legacoop, che si occupa del reinserimento sociale e lavorativo di detenuti e di altre categorie sociali deboli. In queste settimane, in preparazione del congresso nazionale di Legacoop, che si celebrerà proprio a Roma alla metà di dicembre, ci siamo confrontati e interrogati a lungo su come le cooperative possano continuare a essere coerenti con la loro storia e con il loro vissuto di solidarietà, mutualità e di rispetto della legalità. Su come la cooperazione abbia rappresentato per tante persone una straordinaria occasione di riscatto e di promozione sociale. Non è tutto, per noi cooperatori è essenziale godere di una buona reputazione, perché il comportamento non virtuoso anche di una sola cooperativa finisce per essere lesivo nei confronti della credibilità delle altre. E quindi restiamo inorriditi quando scopriamo che, sotto le insegne di una cooperativa, si nascondono pratiche fondate sull’illegalità, sullo sfruttamento della manodopera e sul lavoro irregolare. Penso a queste cose mentre leggo le cronache di quello che è ormai stato definito “il sacco di Roma”. Mi chiedo che conseguenze ne deriveranno per i lavoratori e i soci onesti della cooperativa 29 giugno. Vedo il malessere e il dolore che queste storie provocano in chi ha dedicato, con passione e impegno, un'intera vita ai valori della cooperazione. Non illudiamoci, questa videnda ci peserà addosso come un macigno ancora a lungo. “La nottata deve passare”, è vero, ma sarà lunga, molto più di quanto avevamo immaginato e sperato. Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie. Angelo Maj MONDO COOPERATIVO La cooperazione di domani Si è svolto lo scorso 19 novembre l’undicesimo congresso di Legacoop Lombardia, aperto da una relazione del presidente rieletto Luca Bernareggi e alla presenza del presidente nazionale Mauro Lusetti 177 cooperative che hanno espresso 416 delegati, 134 dei quali donne e 282 uomini, 86 con un’età inferiore ai 40 anni. In due righe ecco riassunta la partecipazione all’undicesimo congresso di Legacoop Lombardia che si è svolto a Milano lo scorso 19 novembre. Preparato dall’assemblea congressuale della cooperazione di produzione e lavoro, dal congresso della cooperazione di consumo, dall’assemblea di mandato di Legacoop servizi, dall’assemblea congressuale dei circoli cooperativi (soltanto Legacoop abitanti ha tenuto la sua assemblea congressuale in una data posteriore al congresso di Legacoop Lombardia) il congresso ha avuto il suo momento centrale nella relazione del presidente Luca Bernareggi. Bernareggi ha avuto il merito e il coraggio di parlare con franchezza all'assemblea congressuale, sollecitandola, da un lato, all'autocritica, dall'altro riaffermando l'importanza che Legacoop e le sue cooperative, e il movimento cooperativo lombardo e nazionale nel suo complesso, hanno nell’economia e nella società 6 - UNIABITA | SERVIZI Luca Bernareggi Novembre/Dicembre 2014 La scelta irreversibile dell’Alleanza delle cooperative italiane La prima questione affrontata da Bernareggi è stata la scelta irrinunciabile dell’Aci, dell’Alleanza delle cooperative italiane, e la volontà di procedere rapidamente verso questo obiettivo. Insomma il tempo delle cooperative rosse contrapposte o in concorrenza a quelle bianche o a quelle di impronta mazziniana è definitivamente alle spalle. Le visioni della società sono in laga misura comuni e parlando con una sola voce ci facciamo ascoltare meglio e in modo più chiaro. “A noi – ha detto Bernareggi – devono stare a cuore l’interesse delle nostre cooperative e l’idea di società e di impresa che vogliamo. Abbiamo l’ambizione di essere gli interpreti e gli artefici, nelle nostre attività, di un contesto sociale fondato su inclusione, mutualismo, pluralismo, partecipazione. La costituzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane quindi, anche in Lombardia, non sarà solo un atto formale ma è parte integrante del cambiamento che la cooperazione italiana deve produrre e che il Paese richiede”. La società italiana Ecco, ma come descrivere la società italiana? Il Paese soffre di una condizione economica e sociale di estrema difficoltà e siamo tutti testimoni della grave condizione di salute dell’economia italiana. “Un milione di persone che negli ultimi anni è stato espulso dal mercato del lavoro sono una cifra impressionante, ai quali si aggiunge il già elevato numero di 2,2 milioni di disoccupati, sono 4 su dieci i ragazzi e le ragazze che stabilmente non trovano un’occupazione. I consumi sono crollati a livelli dei primi anni novanta, l'effettiva capacità di reddito delle famiglie ha avuto un’erosione significativa, l’ammontare del debito pubblico e la sua continua evoluzione si è progressivamente divorato la capacità di fare investimenti da parte dello Stato e degli enti locali. Negli anni ’70 il debito ammontava a circa il 50% del Pil, oggi siamo ben oltre il 100%. Negli ultimi sette anni l’Italia ha perso il 25% della propria capacità industriale”. Novembre/Dicembre 2014 SERVIZI | UNIABITA - 7 MONDO COOPERATIVO Il fallimento di una classe dirigente “È del tutto evidente – ha continuato Bernareggi – che non vi è stata la volontà politica e la capacità di prevedere e di sostenere le misure e le riforme che il Paese attende ormai da lungo tempo. Perciò è corretto parlare di fallimento di una classe dirigente”. Il presidente di Legacoop ha a questo punto fatto delle osservazioni sul governo Renzi, a cui, pur confidando che sappia corrispondere alle aspettative di cambiamento suscitate, non ha mancato di riservare delle osservazioni critiche. La prima attiene al rischio di preferire gli annunci ai fatti. La seconda è l’invito a evitare battaglie ideologiche e a lavorare perché da questa situazione di straordinaria pericolosità si esca tutti insieme, imprese, lavoratori e società. Altrimenti il rischio di produrre effetti sistemici deflagranti è molto alto. L’Europa Un’altra scelta senza ritorno è quella dell’orizzonte europeo e della dimensione continentale del nostro agire, “iniziando a correggere una visione iperburocratica dell’Unione, per favorire e armonizzare un impiego più fruttuoso degli investimenti comunitari, per superare vincoli che oggi appaiono del tutto anacronistici. Al netto delle debolezze e dell’affanno italiano, è decisivo superare vincoli e parametri in sede comunitaria pensati per un mondo che non c’è più e che non hanno contribuito a risolvere nessuno dei problemi degli stati, delle imprese e delle persone che si sentono a pieno titolo cittadini europei”. “La dimensione politica ed economica monetaria dell’Unione – ha detto Bernareggi – vincerà sui vari populismi di ogni colore e matrice solo se saprà emanciparsi da queste ipocrisie e da queste vere e proprie ingiustizie”. A questo punto ha definito “sconcertante” la vicenda che ha al centro Juncker e la politica fiscale del Lussemburgo e ha criticato la modalità con cui il sistema bancario ha gestito i 300 miliardi di euro immessi dalla Bce per aumentarne la capacità di credito. “L’idea di Europa che ci piace – ha aggiunto Bernareggi – è fondata sulla fratellanza non sull’egoismo, sulla trasparenza non sulle consorterie, sulla giustizia non sulla furbizia”. Il mondo cooperativo Bernareggi ha citato il documento congressuale: ”La cooperazione si è indebolita. Nello spessore imprenditoriale. Nel 8 - UNIABITA | SERVIZI legame tra i soci e la cooperativa, la paura ha ristretto la partecipazione. Nei rapporti fra cooperative, nei rapporti tra associazione e associati, nella capacità progettuale sul futuro. Nei primi anni della crisi abbiamo saputo resistere meglio, in larga misura la cooperazione italiana rimane una realtà importante dell’economia e della società ma troppo spesso si è affermato un atteggiamento culturale attendista, restio ai cambiamenti. Nei gruppi dirigenti aziendali e associativi ha prevalso il mantenimento dello status quo, che ha portato ad affrontare la crisi in ritardo aggravandone la situazione, dimenticando che la proprietà intergenerazionale della cooperativa richiede un pensiero lungo, impone di guardare alle generazioni nelle cui mani la cooperativa verrà affidata”. Rispetto ai problemi della cooperazione “dalle esperienze si devono trarre degli insegnamenti. Ma un conto è nascondere i problemi, occultarli, o scappare davanti alle difficoltà. Altro comportamento è cercare di condividerli, riconoscerli, assumersi le responsabilità e provare a trovare delle soluzioni”. Come il mondo della cooperazione ha già saputo fare in passato, dobbiamo partire da questa preoccupazione, riconoscere il problema e insieme cominciare un lavoro faticoso, difficile, di coinvolgimento dei soci e dei gruppi dirigenti, arricchito di nuove competenze. “Non c’è nessuno che ha soluzioni pronte all’uso. Ma il peso del prestito, il numero di soci, la tenuta patrimoniale di diverse di queste aziende richiedono una discussione chiara e delle scelte tempestive. In questa discussione abbiamo bisogno dei cooperatori di oggi e soprattutto di quelli del futuro, da loro, può venire la necessaria creatività e motivazione per affrontare le sfide impegnative che ci aspettano”. Questione morale Bernareggi ha poi parlato al congresso di un problema che sta a cuore a tutti i cooperatori. “Anche noi alle volte raccontiamo il valore della cooperazione italiana in modo indistinto, ma è un errore. Sappiamo bene infatti che in casi non rari, come dimostrano le recenti inchieste verso consorzi e cooperative di lavoro anche in Lombardia, nella pratica quotidiana non è così. Sono diffusi esempi di cooperative, con molto fatturato e molti addetti, usate per false fatturazioni, lavoro nero, arricchimento personale e in qualche caso riciclaggio di denaro di Novembre/Dicembre 2014 dubbia provenienza. Le persone che lavorano in queste realtà, costretti a lavorare in quelle condizioni, che pensiero volete che abbiano della cooperazione? Pensiamo davvero che siano così in grado di saperle distinguere? Bene ha fatto la presidenza di Aci nazionale a decidere la costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari che riguarderanno queste realtà, che una volta avremmo definito “spurie” ma oggi occorre chiamare con il loro nome: sfruttatori di mano d’opera e promotori di economia illegale. Dobbiamo sapere che la cooperazione in una parte non piccola dell’opinione pubblica si è affermata come forma di impresa ingiusta, esattamente contro i principi per i quali siamo nati. “ La cooperazione di domani “Dobbiamo investire – ha affermato Bernareggi – sui cooperatori di domani. I cooperatori che, con una fatica enorme e con una passione non comune, provano a gestire un bene confiscato alla mafia, e chiedono competenze non assistenza. E incredibilmente ci riescono. Lì sta la forza dell’idea cooperativa. Sta in quel gruppo di persone che reinventano la propria esperienza di vita professionale aprendo una cooperativa sociale per gestire uno spazio che gli viene messo a disposizione, senza elemosine, da una cooperativa di abitanti per aprire un punto di ristorazione con attività culturali e aggregative per l’infanzia e servizi di prossimità per i più anziani. E incredibilmente ci riescono. Le dinamiche di cambiamento di cui abbiamo bisogno devono par- tire dalla riaffermazione del principio della intergenerazionalità. Non possiamo essere il luogo dei pochi che decidono per conto di tanti, la cooperazione è democrazia e partecipazione, non possiamo essere una corporazione, la cooperazione è apertura mentale e inclusione”. E ha aggiunto: “I comportamenti delle persone, anche e forse soprattutto nei momenti di difficoltà, fanno la differenza. Abbiamo visto gruppi dirigenti imbullonati al loro ruolo, al punto di riuscire a far rovinare, per supponenza e insipienza, oltre che per difficoltà oggettive, delle storie davvero esemplari. La cooperativa non ha un padrone, ma un presidente pro tempore, un consiglio con un mandato a tempo e con delle responsabilità. E un direttore va selezionato e giudicato per ciò che produce non per la supina fedeltà che garantisce”. I nostri soci Avvicinandosi alla conclusione della sua relazione Bernareggi ha detto: “Il bene più prezioso che abbiamo sono i nostri soci. Siano essi consumatori, abitanti, lavoratori o dettaglianti. Sono loro che fanno la differenza. Quanta distanza esiste tra quel gruppo di soci e socie che si riducono lo stipendio, tagliano ogni costo superfluo, magari anche parte dei contributi associativi e quelle situazioni dove non si riesce a rintracciare l’origine delle strutture iper-costose, investimenti dissennati e continuare a coltivare sogni di grandezza di un impero che fu… Può accadere che un investimento sia sbagliato e che si commettano degli errori. Gian Matteo Marangoni: “Definire nuovi indirizzi per adeguare la nostra attività” Sul Congresso di Legacoop abbiamo raccolto una dichiarazione del presidente di UniAbita Gian Matteo Marangoni. “Dal punto di vista organizzativo, la decisione principale, e che è stata già anticipata, è quella di sciogliere Legacoop Abitanti all’interno di un apposito dipartimento di Legacoop regionale. Dal punto di vista politico va invece sottolineato il fatto che il Congresso si tiene in un momento molto difficile per il movimento cooperativo, che sta subendo contraccolpi molto pesanti dal punto di vista economico, in modo particolare nel settore immobiliare. La crisi ha provocato la chiusura di numerose imprese cooperative di grande Novembre/Dicembre 2014 entità. Per quanto ci riguarda come cooperativa UniAbita disponiamo di una struttura patrimoniale molto solida che salvaguarda la nostra tenuta. Occorrerà in ogni caso definire nuovi indirizzi che adeguino la nostra attività ad un mondo che è completamente cambiato. Alcuni spunti al riguardo erano presenti anche della relazione del presidente Luca Bernareggi, quando ha parlato di processi di razionalizzazione, di riunificazioni, di semplificazione. Per ora sono solo ipotesi e non è il caso di prefigurare scenari già definiti che tali non sono. Su questi temi dobbiamo però interrogarci e confrontarci per poi prendere le decisioni che disegneranno il nostro futuro”. SERVIZI | UNIABITA - 9 MONDO COOPERATIVO Non può accadere che un gruppo di amministratori non sia perfettamente a conoscenza di operazioni che valgono milioni di euro. Diventa deflagrante quando questa cooperativa deve affrontare qualunque criticità, incluso un ragionevole ricambio dei propri gruppi dirigenti”. Il presidente di Legacoop Lombardia ha concluso la sua relazione con un richiamo sentito e apprezzato alla Resistenza: “Nel 2015 saranno i 70 anni della lotta di liberazione dal fascismo, lì stanno le radici della nostra libertà che è il bene più prezioso che abbiamo. La libertà di promuovere il benessere materiale e immateriale in questo paese è stata possibile perché in quella lotta di liberazione, in quegli ideali, in quella partecipazione, nella statura morale e civile delle donne e degli uomini che si resero protagonisti di quello spirito e della costruzione della repubblica italiana, c’è tutta la modernità e il pensiero della cooperazione italiana del prossimo futuro”. Il dibattito Sulla relazione si è sviluppato un ampio dibattito che, a partire dalle diverse sensibilità, ha espresso una forte ade- Luciano Caffini Il congresso dell’Associazione Lombarda Circoli Cooperativi Nell’ambito del congresso regionale di Legacoop, lo scorso sabato 9 novembre al Circolo Barona E. Satta si è svolto il 10° congresso dell’Associazione Lombarda Circoli Cooperativi. Presenti 52 delegati, in rappresentanza di 35 circoli, tra cui il nostro Circolo Auprema. Nella sua relazione il presidente, Vittoriano Ferioli, dopo aver richiamato la lunga e importante storia della circolistica lombarda, si è soffermato sulle difficoltà attuali, dovute al perdurare della crisi economica e sociale, a cui si aggiunge la crisi di ruolo che accompagna da diverso tempo i circoli cooperativi, ancorati a una tipologia di socialità datata, tipica di un’altra epoca e non in grado di confrontarsi con le diverse modalità di stare insieme delle giovani gene- 10 - UNIABITA | SERVIZI razioni. “I circoli cooperativi devono rinnovarsi, rivolgendo attenzione ai nuovi bisogni sociali, proponendo nuove attività e presenze capaci di attrarre nuove energie. È una strada percorribile – ha sostenuto Ferioli – lo dimostrano tutti quei circoli che con i giovani hanno saputo adeguare il loro agire, introducendo nuove offerte commerciali, nuovi percorsi socio-culturali, aprendosi all'associazionismo, i circoli diventati circoli sociali o quelli che guardano alle nuove tendenze di consumo: equo, critico, etico e consapevole”. Al congresso ha partecipato anche il vicepresidente di UniAbita e presidente del Circolo Auprema, Luigi Zavaroni. “Un’importante decisione assunta dal Congresso dei circoli cooperativi è stata quella di sciogliere l’associazione per farla confluire in un dipartimento di Legacoop in cui troveranno posto anche le cooperative culturali, turistiche e sportive. Mischiare le carte, mettendo nello stesso contenitore e facendo incontrare realtà che si occupano di cose differenti, ma che sono unite da un filo rosso comune, risponde a un’esigenza che è stata richiamata anche nel congresso di Legacoop. L’obiettivo è quello di ottimizzare le risorse umane e ridurre i costi, partendo dalla consapevolezza che il modello che le cooperative hanno praticato fino ad ora non è più sostenibile. Un modello fatto di interventi sociali, sportivi, culturali, associativi tenuto in piedi grazie ai profitti generati dalle operazioni immobiliari. Ora, a mercato praticamente fermo, non ci sono Novembre/Dicembre 2014 sione ai temi e ai toni della relazione di Luca Bernareggi. Tra gli altri hanno preso la parola l’assessore del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, il presidente Aci e Confcooperative della Lombardia, Maurizio Ottolini, e il presidente Agci Lombardia, Massimo Ramerino. Oltre naturalmente ad alcuni dei dirigenti cooperativi della Lombardia più rappresentativi, tra cui il presidente di Coop Lombardia, Guido Galardi (che ha reclamato una lotta senza tregua per un’immagine positiva della cooperazione), il presidente di Legacoop Abitanti Luciano Caffini (che ha chiesto di aprire le porte a una nuova generazione di cooperatori) e il vicepresidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè (che ha sostenuto la necessità di introdurre norme più stringenti a tutela del risparmio sociale). E con loro numerosi altri. L’intervento di Mauro Lusetti Le conclusioni del congresso sono state affidate al presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, che ha iniziato il suo intervento ricordando come lo svolgimento dei congressi a cui ha finora assistito è contraddistinto da una grande partecipazione dei soci. “Il che ci consegna l’obbligo di essere coerenti più risorse disponibili e il modello non funziona più. D’altro canto non si vuole perdere il lavoro prezioso che, malgrado difficoltà crescenti, i circoli hanno continuato a svolgere in questi anni dal punto di vista sociale. La vicinanza e il confronto con cooperative più attive e motivate dovrebbero far scattare la scintilla per rimettere in moto realtà assopite e, in molti casi, patrimoni consistenti che giacciono inutilizzati. O che, nel migliore dei casi, sono a esclusivo beneficio dei gestori privati dei ristoranti collegati ai circoli, che però se ne servono per le proprie legittime finalità, non sempre tenendo in giusto conto lo scopo sociale per i quali sono stati accumulati nel tempo da generazioni di cooperatori”. Novembre/Dicembre 2014 Mauro Lusetti Luigi Zavaroni SERVIZI | UNIABITA - 11 MONDO COOPERATIVO con le decisioni che si assumeranno. Dovremo essere consapevoli, coerenti e conseguenti rispetto ai mandati congressuali che riceveremo. Assumercene la responsabilità, anche in termini personali. È un modo per dare giusto rilievo alla partecipazione straordinaria dei soci, che non è fatta solo di numeri ma anche di contenuti” ha sottolineato Lusetti. “La relazione di Bernareggi è stata ricca e stimolante – ha proseguito il numero uno di Legacoop – perché è riuscita a tenere insieme con grande equilibrio lo sguardo verso l’Europa, insieme alla difficoltà che abbiamo come movimento cooperativo per concludere con uno sguardo e una proposta operativa sul futuro”. Sull’attualità politica ha aggiunto qualche sottolineatura rispetto a quelle già presenti nella relazione: “Da questo governo che sta facendo molto bene su tante cose vorremmo vedere la stessa determinazione e lo stesso impegno anche su un altro paio di questioni che a noi cooperatori stanno a cuore: le liberalizzazioni (fermando le corporazioni e tutto ciò che pone lacci e laccioli al mercato) e la lotta all’evasione. Sono cose diverse tra loro ma che riconducono a un’idea di mercato, di economia pulita e trasparente all’interno della quale le cooperative possono avere grandi possibilità di sviluppo”. “In questi anni noi abbiamo lavorato per salvaguardare molti posti di lavoro. A volte anche compromettendo i patrimoni delle cooperative. Molto spesso basandoci sui sacrifici che centinaia o migliaia di nostri soci hanno fatto per tenere in piedi le cooperative. In tanti casi sono riusciti a rilanciarle, in altri no. Ma va rispettato questo ruolo. Perché se in tante parti del nostro paese la coesione sociale tiene è perché spesso e volentieri in quella realtà c’è una cooperativa, un gruppo di cooperative, cooperatori che in quel senso hanno agito e operato”. Lusetti ha poi ricordato come per molti “la cooperazione ha rappresentato un formidabile strumento di riscatto e, insieme, di protagonismo sociale. La persona ha avuto modo di crescere, di formarsi, di avere una sua dignità professionale, 12 - UNIABITA | SERVIZI Barbara Farina una tranquillità economica. La cooperazione era questo, è questo, rimarrà questo. Dobbiamo essere convinti che, attraverso l’idea cooperativa, il tema del riscatto sociale e della promozione sociale è ancora valido. Malgrado le difficoltà la cooperazione per tantissime persone rappresenta la risposta al desiderio di autoimprenditorialità, una risposta per risolvere i loro problemi soprattutto dal punto di vista del lavoro e di riscatto sociale”. “Questa questione – ha proseguito Lusetti – ne pone un’altra, che è quella dell’intergenerazionalità. Noi cooperatori non possiamo avere la memoria corta e dimenticare che qualcuno ci ha passato questo testimone. Non possiamo dimenticare che questa voglia di riscatto e di promozione sociale l’abbiamo potuta conseguire e quindi adesso dobbiamo mettere altri in condizione di poterlo fare. Sono stufo di vedere codici etici approvati e mai applicati” ha aggiunto riscuotendo un applauso dal congresso. Andando verso la conclusione Lusetti ha sottolineato con altrettanta forza la necessità di promuovere una lotta contro Novembre/Dicembre 2014 tutte le illegalità. Dalle cooperative false al tema della corruzione. “Qualche episodio – ha detto – l’abbiamo avuto e forse l’abbiamo ancora anche in casa nostra”. Nel concludere il suo intervento Lusetti ha fatto un ultimo richiamo in favore della partecipazione dei soci alle scelte delle rispettive cooperative. “La situazione è complicata ma non è la prima volta che ci troviamo di fronte a problemi di grande portata. Non dobbiamo cedere né alla rassegnazione né al conformismo. Le nostre assemblee funzionano sul meccanismo della delega che però viene sempre più vissuta e intesa come deresponsabilizzazione. Non possiamo delegare ad altri responsabilità che ci competono”. Rieletti Bernareggi e Farina A conclusione dei lavori dell’11° congresso di Legacoop Lombardia, la nuova Direzione regionale (della quale fanno parte anche il presidente e il vicepresidente di UniAbita, Novembre/Dicembre 2014 Gian Matteo Marangoni e Luigi Zavaroni), eletta dai delegati e dalle delegate, ha confermato con voto unanime Luca Bernareggi alla presidenza regionale. “È stato – ha dichiarato al termine dei lavori il neo presidente – un momento di partecipazione e discussione assolutamente all’altezza dei problemi che le cooperative vivono al pari di tutti, imprese e persone. Credo anche di poter dire che non è stata una discussione liturgica, e questo può farci solo bene. Ora abbiamo delle sfide impegnative davanti a noi e il lavoro che ci attende non sarà un lavoro ordinario ma non dobbiamo avere paura. La serietà, il rigore e la passione con cui abbiamo affrontato questo appuntamento sono i presupposti decisivi per iniziare a produrre quei cambiamenti che insieme abbiamo deciso”. La stessa Direzione di Legacoop Lombardia, su proposta del presidente Bernareggi, ha poi rieletto, sempre con voto unanime, Barbara Farina in qualità di Direttore. SERVIZI | UNIABITA - 13 COOPERATIVA DI ABITANTI Un fondo di solidarietà per la morosità incolpevole Non ci voleva molta fantasia per immaginare che la crisi economica e sociale avrebbe presentato il conto anche su un altro versante del pianeta casa. Sono stati già versati oceani d’inchiostro sul fatto che banche e istituti di credito hanno da tempo chiuso i rubinetti dei mutui che servivano per acquistare una casa e “mettere su” famiglia. Da tempo ormai siamo alle prese con un’altra emergenza. È quella della cosiddetta “morosità incolpevole”, vale a dire della “situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”. Così la definisce il decreto ministeriale del 2013 a cui ha fatto seguito nel 2014 una legge regionale. 14 - UNIABITA | SERVIZI Si tratta di provvedimenti che giustamente mirano ad aiutare inquilini e proprietari di case quando la perdita del lavoro o la temporanea diminuzione del reddito non consentono più di adempiere con regolarità al pagamento dell’affitto. Senza lontanamente avvicinarsi ai livelli patologici che la morosità ha raggiunto nelle case pubbliche, anche nella nostra cooperativa questo fenomeno è in aumento. È allora opportuno ricordare a tutti noi che non pagare l’affitto non è uno sgarbo che si fa alla struttura, agli uffici o al consiglio di amministrazione. È invece un danno che si procura alla missione sociale della cooperativa, alla sua impostazione solidale, alla sostenibilità economica che deve essere sempre garantita. E di conseguenza a tutti gli altri soci che l’affitto, spesso a prezzo di molti sacrifici, Novembre/Dicembre 2014 lo pagano regolarmente. Chiarito questo aspetto preliminare c’è il caso di chi, con ogni evenienza, non è più in grado di far fronte al debito accumulato. Per fare un esempio concreto è il caso di un’affittuaria che, con un reddito mensile di 700/800 euro, ha maturato una morosità superiore a 20 mila euro. Pur con tutta la solidarietà e con la consapevolezza di essere in presenza di un dramma umano che ci coinvolge e ci addolora, la scelta della cooperativa non può che essere quella di chiedere il rilascio dell’appartamento e di sostenerla affinché i servizi sociali si facciano carico di un caso come questo. La cooperativa ha nel suo dna la solidarietà, ed essa si esprime nel fornire ai soci un appartamento decoroso a un prezzo ragionevole. Oltre non possiamo andare. Ne deriverebbero conseguenze pesanti sull’equilibrio economico che dobbiamo perseguire, in primo luogo a tutela dei soci che l’affitto lo pagano regolarmente. Ci sono poi coloro che si trovano momentaneamente in difficoltà, vuoi per un licenziamento, per la cassa integrazione o altro. In queste situazioni la cooperativa già concorda un piano di rientro, che può essere più o meno lungo, a seconda delle possibilità economiche dell’interessato. Questi casi sono però in costante aumento e per dare una mano a queste famiglie la cooperativa ha deciso di costituire un “fondo di solidarietà per la morosità incolpevole” che fornisca un aiuto a uscire da situazioni di temporanea difficoltà. Come e in che forme lo stiamo valutando in queste settimane, un gruppo di lavoro sta esaminando varie possibilità, e una proposta verrà presto presentata ai comitati di caseggiato. Molto dipenderà anche dalla consistenza delle risorse che riusciremo a raccogliere. Al momento di andare in stampa alcune decisioni sono però già state prese. La prima è che quest'anno la cooperativa UniAbita ha chiesto agli amici e ai fornitori di non inviare strenne natalizie ai nostri amministratori e collaboratori, invitandoli a versare il corrispondente contributo presso un conto corrente allo scopo già predisposto. La seconda è che, di conseguenza, la cooperativa ha deciso di devolvere a questo fondo il corrispettivo delle proprie regalie natalizie. A questo scopo è stata attivata la Fondazione Auprema, che gestirà in prima persona il fondo, e che ha attivato un conto corrente specifico sul quale versare le donazioni. Ecco le coordinate bancarie: “Fondazione Auprema Onlus”, CC n 000000174201 IBAN IT50Q0886532930000000174201. Ovviamente il fondo è aperto alla generosità di tutti. In primo luogo dei soci. Molti, in occasione delle festività natalizie, effettuano una piccola donazione presso un’associazione benefica o di assistenza. Perché non approfittare di questa buona opportunità per dare una mano ad alcuni soci in difficoltà? Un altro interlocutore privilegiato sono i nostri comitati di caseggiato. In queste settimane molti di loro stanno organizzando cene, feste e sottoscrizioni a premi. L’invito è che le somme ricavate vengano devolute, tutte o in parte, al fondo di solidarietà. I denari raccolti verranno utilizzati con estrema saggezza a favore di famiglie che hanno indiscutibilmente necessità di aiuto. Sulle modalità organizzative saremo più precisi in una prossima occasione. Quello che possiamo dire sin da ora è che questo ci sembra un modo concreto, utile e coerente con la nostra storia di mostrarci sensibili e responsabili verso tanti nostri vicini in difficoltà. Natale solidale Novembre/Dicembre 2014 Fondazione Auprema Onlus c/c n. 000000174201 IBAN IT50Q0886532930000000174201 SERVIZI | UNIABITA - 15 COOPERATIVA DI ABITANTI Liti tra vicini| Arrivano i mediatori È stata sottoscritta un’importante convenzione con il Servizio di conciliazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza. Ce la illustra Gabriele Quaini, responsabile legale della Cooperativa UniAbita A volte sono motivazioni banali: i bambini che quando giocano fanno rumore e disturbano, gli odori o le puzze che salgono dalle cucine poste ai piani sottostanti, il volume della radio o della televisione troppo alto. Sta di fatto che, tutte sommate, le controversie tra vicini in Italia toccano l’incredibile cifra di 500 mila cause civili pendenti presso un tribunale. Un dato che finisce inesorabilmente per appesantire i costi e allungare i tempi di una macchina della giustizia sempre più in debito d’ossigeno. Se poi sommiamo questioni più complesse, come liti per eredità o sfratti, i procedimenti civili legati alla casa diventano il 16,2 per cento del totale e si collocano al terzo posto dopo quelle di famiglia (39,5 per cento) e di lavoro (21,8 per cento). Purtroppo, tra i soci della Cooperativa UniAbita le cose non vanno molto meglio. Sarà la crisi che ci rende tutti meno sereni, sarà lo stress che al minimo contrasto ci fa saltare per aria, il punto è che quotidianamente gli uffici della cooperativa sono contattati da soci che hanno una questione aperta con un vicino. Anche nel nostro caso la fantasia si spreca. C’è chi protesta col vicino che va in balcone a fumare e lo appesta con gli effluvi che finiscono sul suo balcone. C’è chi ha la “sfortuna” di abitare al piano inferiore a quello di una signora che di sera tardi, una mezzoretta prima di uscire per andare a ballare, passeggia per casa con scarpe dotate di robusti e rumorosissimi tacchi a spillo. E anche i nostri bambini fanno un casino d’inferno, 16 - UNIABITA | SERVIZI parlano, cantano, urlano senza motivo con grave danno per i timpani e la pace interiore di qualche vicino troppo sensibile. Questo solo per citare qualche esempio folkloristico, ma non mancano contrasti più seri, dove il buon senso, che comunque è merce sempre più rara, non basta. E dove neppure l’esperienza e la professionalità del personale della cooperativa riesce a riportare la pace tra i litiganti e a ripianare la questione. Per non lasciare che tante piccole beghe finiscano per rovinare l’armonia e il rispetto tra i soci abitanti che vorremmo regnasse nelle nostre case nelle settimane scorse è intervenuta un’importante novità. È stato firmato l’accordo di collaborazione tra la Cooperativa UniAbita e il Servizio di Conciliazione della Camera di commercio di Monza e Brianza, con lo scopo di affidare a questo ente la gestione dei casi di conflitto, in particolare liti di vicinato, tra i soci della cooperativa. Alla firma della convenzione erano presenti Renato Mattioni, segretario generale della Camera di commercio di Monza e Brianza, e Gian Matteo Marangoni, Presidente di UniAbita. “Come cooperativa di abitanti, dedichiamo particolare attenzione al rapporto con i nostri soci e alla vita di relazione all’interno dei caseggiati. L’accordo stipulato oggi – ha dichiarato Marangoni – è un ulteriore passo in questa direzione e ha l’obiettivo di agevolare il più possibile, attraverso l’intervento di esperti qualificati, il mantenimento di relazioni Novembre/Dicembre 2014 positive all’interno della nostra comunità di abitanti. Grazie a questo accordo, da oggi i nostri soci potranno usufruire di un servizio di mediazione mirato, a costi contenuti e in tempi ridotti”. Gabriele Quaini, responsabile del Servizio legale della Cooperativa UniAbita, ci spiega alcune caratteristiche di questo servizio innovativo. “La mediazione avviene tra soci, non per dirimere eventuali contenziosi che possono sorgere tra i soci e la cooperativa, e si attiva solo se essi sono d’accordo nel richiedere l’intervento di un mediatore, con la consapevolezza che il mediatore è un soggetto terzo, è imparziale, è un professionista della materia ed è riservato. Ciò significa che ogni cosa riferita negli incontri separati tra uno dei “litiganti” e il mediatore, e che sono necessari per giungere all’incontro di conciliazione conclusivo, rimane riservata. E può uscire solo col consenso della persona. Questo è importante: massima riservatezza, massima neutralità e massima competenza”. Ma che vantaggi comporta per i soci? “Dal punto di vista economico i vantaggi sono evidenti. Il servizio di mediazione, richiesto secondo la legge che lo disciplina, in assenza di questa convenzione avrebbe costi ben più alti. Basti pensare che sarebbe necessario l’intervento di un legale per ognuna delle parti e quindi ognuno dovrebbe prendersi un avvocato e pagarselo. Inoltre i costi dell’intervento di mediazione sarebbero superiori a quelli che abbiamo concordato con questo accordo. E cioè 100 euro per mediazione: un intervento che può comportare più incontri e quindi un dispendio di tempo molto alto da parte di un professionista qualificato”. Di solito le liti si trascinano all’infinito... “Premesso che, nei casi previsti dalla nostra convenzione, la scelta dei soggetti di percorrere la strada della mediazione è volontaria, i tempi sono veloci. L’iter è sinteticamente questo. Un socio che ha una querimonia con un vicino si rivolge all’ufficio soci e presenta le sue richieste. L’ufficio valuta la questione e, se ritiene che questa meriti l’intervento di un mediatore, chiede il consenso delle parti per farlo intervenire. Se, e solo se, entrambi i contendenti sono d’accordo, la pratica inizia il suo percorso. Da qui dipartono i sessanta giorni, durante i quali, prima di arrivare all’incontro conclusivo, si tengono uno o, se necessario, più incontri tra le parti. Non ci sono regole nè formalità: a volte sono incontri separati, altre volte sono presenti entrambi i contendenti. Non è neppure detto che il contrasto venga appianato. Non c’è neppure il potere coercitivo per imNovembre/Dicembre 2014 Renato Mattioni e Gian Matteo Marangoni Gabriele Quaini porre la soluzione prospettata. L’esperienza però ci dice che l’intervento di questi professionisti porta alla risoluzione delle controversie con percentuali molto alte”. Questo servizio è già attivo? “Dovrebbe partire nei primissimi mesi del prossimo anno, subito dopo la presentazione pubblica che terremo ai comitati di caseggiato, i nostri organismi che si trovano sulla linea del fronte dove nascono tante di queste problematiche individuali e che spesso sono i primi a intervenire per cercare di appianarle. D’altro canto con i comitati di caseggiato si potrebbe concordare l’intervento dei mediatori per cercare di risolvere questioni più complesse e difficili, causa di annosi conflitti che sembra impossibile riuscire ad appianare, presenti, a volte, anche in qualche nostro stabile. Voglio però sottolineare ulteriormente che questi mediatori non sono avvocati e neppure giudici di pace, ma sono professionisti con una robusta preparazione, appositamente formati per facilitare la comprensione e il dialogo tra persone che si guardano in cagnesco. Fuori di qui, se questi tentativi si rivelano infruttuosi c’è il tribunale, con le conseguenze, i tempi e i costi che questo comporta”. SERVIZI | UNIABITA - 17 SVILUPPO IMMOBILIARE La Domus Lignea si presenta alla comunità di Caterina Paola La Grotteria Si è quasi giunti alla famosa quadratura del cerchio, per quanto riguarda i lavori di costruzione della Domus Lignea, la prima casa in legno di Cinisello Balsamo, realizzata dal consorzio Co.Cec. Il termine dei lavori è previsto entro l’estate 2015, ma non viene meno l'interesse e la curiosità intorno alla costruzione ecosostenibile cinisellese, che sembra avere tutte le carte in regola per attirare l’attenzione di esperti del settore e di chi è alla ricerca di una scelta di vita naturale. Tra ottobre e novembre si sono tenuti alcuni importanti incontri, per fare il punto della situazione sulla casa in legno di via Martiri Palestinesi e per riflettere, con professionisti e soci, sull’importanza di adottare nuovi sistemi di costruzione: ecologici, sicuri, moderni. Che guardano al futuro, senza dimenticare la saggezza degli antichi. 18 - UNIABITA | SERVIZI Martedì 21 ottobre si è tenuta una visita al cantiere Domus Lignea nel corso di un Open Day riservato a tecnici ed esperti del settore, seguito poi da un dibattito pubblico ospitato a Il Pertini intorno al tema “Perché scegliere una casa in legno”. Di fronte a una platea di circa 50 persone - tra professionisti e architetti del Politecnico di Milano e dell’Ordine degli Architetti, personale tecnico del Comune di Cinisello e delle cooperative locali, cittadini – è stato spiegato il motivo per il quale è vantaggioso e sicuro costruire case in legno tecnologicamente avanzate come la Domus Lignea. Il legno, infatti, è un materiale dalle straordinarie performance già in natura, che diventa ancora più eccellente se si sceglie uno strumento costruttivo all’avanguardia come quello a pannelli X Lam dell’edificio di via Martiri Palestinesi. I vantaggi Novembre/Dicembre 2014 sono molteplici: ottimo isolamento termico e acustico, attestata sicurezza antincendio, grande resistenza ai fenomeni sismici (il legno è un materiale naturalmente elastico) e un ambiente più salubre, grazie alla riduzione del rischio di allergie e all’utilizzo di ventilazione meccanica controllata, che assicura un costante ricambio d’aria. Sabato 25 ottobre è stata la volta di un Open House presso il cantiere Domus Lignea rivolto ai soci in lista di attesa e soci abitanti di Cinisello. L'evento si è svolto in due momenti significativi: prima un incontro presso l'ufficio informazioni del cantiere, accompagnato da una breve presentazione del progetto tenuta dall’architetto Guzzo, dal presidente Co.Cec Falzoni e da Raffaella Fabbrocino di UniAbita. A seguire si è tenuta la visita guidata all'interno della residenza in via di realizzazione. A questa iniziativa hanno partecipato circa 20 famiglie, che l’ufficio vendite di UniAbita sta ora incontrando per vagliare le proposte di assegnazione. Venerdì 7 novembre, infine, è stata la volta di un Open Day rivolto a studenti e professori dell'Istituto tecnico Carlo Bazzi di Milano (per futuri periti industriali per l'edilizia). I ragazzi, 15 studenti accompagnati dai professori, hanno potuto visitare il cantiere e vedere con mano come nasce una casa dotata di strutture portanti in legno. Nel corso della presentazione è stato spiegato ai giovani che Domus Lignea è in fase di certificazione sia per quanto riguarda gli aspetti energetici, sia relativamente all’intero progetto edilizio. Domus Lignea sarà infatti una costruzione in classe energetica A, realizzata nel rispetto dell’ambiente e che permetterà un abbattimento delle spese di riscaldamento e raf- frescamento per le famiglie che vi abiteranno. Nel corso dei vari Open Day in cantiere, gli ospiti hanno potuto osservare come il rispetto dell’ambiente, quando si costruisce una casa in legno, inizia già in fase di realizzazione. I cantieri sono estremamente puliti e producono pochissimi rifiuti riciclabili impattando meno sull’ambiente circostante. Vengono utilizzati quasi tutti materiali naturali, quali lana di roccia, fibra di legno, non emanando sostanze tossiche né all’esterno né all’interno. La vivibilità interna è quindi di qualità superiore, l’aria che si respira è sana e la temperatura è in linea con le esigenze del nostro organismo. Abitare in una casa di legno può davvero cambiare, in meglio, la nostro vita. Domus Lignea Palazzina di 4 piani fuori terra - N 16 appartamenti - N 19 box Spazi Comuni condivisi Area gioco bambini, orti di pertinenza degli appartamenti Classe energetica A Dotazioni impiantistiche Riscaldamento tramite ventilconvettori radianti, teleriscaldamento, ventilazione meccanica controllata dei locali, modulo satellitare per contabilizzazione autonoma dei consumi, predisposizione impianto di condizionamento e allarme, videocitofono, impianto TV satellitare. Per informazioni Uffici commerciali UniAbita Piazza della Repubblica, 8 - Sesto San Giovanni Tel. 02 262 641 15 - Fax 02 262 640 51 [email protected] Tassi di interesse Prestito Vincolato (in vigore dal 1/10/2014) Prestito Ordinario (in vigore dal 1/10/2014) Da Euro A Euro 0 300,00 10.000,00 20.000,00 30.000,00 40.000,00 50.000,00 299,99 9.999,99 19.999,99 29.999,99 39.999,99 49.999,99 72.187,32 Tasso Fisso Netto (ritenuta 26%) 0,00% 0,89% 0,96% 1,04% 1,18% 1,20% 1,22% Tasso Fisso Lordo 0,00% 1,20% 1,30% 1,40% 1,60% 1,625% 1,65% Durata Vincolo Tasso Fisso Netto (ritenuta 26%) Tasso Fisso Lordo a 2 anni a 3 anni a 4 anni 1,48% 1,78% 1,92% 2,00% 2,40% 2,60% Nuova emissione Rendinova 2016 Da Dicembre 2012 la Cooperativa conferma la scelta di voler premiare i nuovi soci prestatori con uno spread incrementale, da aggiungere ai tassi di interesse pro-tempore vigenti sul prestito ordinario. Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, è stato deciso di proporre il prodotto finanziario “RENDINOVA 2016”: + 0,15% sui tassi di interesse del prestito ordinario. L’alto gradimento rilevato fino ad oggi (oltre € 2.700.000 di prestito sociale sottoscritto con questa formula negli ultimi due anni) ha spinto la Cooperativa a voler garantire, fino al 30 Novembre 2015, la possibilità di sottoscrivere il nuovo “RENDINOVA 2016” beneficiando dello spread incrementale applicato alle condizioni pro tempo- Prestito Ordinario (in vigore dal 1/10/2014) Da Euro A Euro 0 300,00 10.000,00 20.000,00 30.000,00 40.000,00 50.000,00 299,99 9.999,99 19.999,99 29.999,99 39.999,99 49.999,99 72.187,32 Tasso Fisso Netto (ritenuta 26%) 0,00% 0,89% 0,96% 1,04% 1,18% 1,20% 1,22% re vigenti. Pur in un momento di riduzione generale dei tassi, che in qualche misura ci coinvolge nello specifico prodotto, UniAbita risponde alla grande fiducia accordatale dai soci prestatori, proponendo, per il prossimo anno, condizioni di sicuro vantaggio, rispetto al panorama del mercato. Esempio con tassi in vigore attualmente: Rendinova 2016 Tasso Fisso Lordo Tasso Fisso lordo Rendinova 2016 Tasso Fisso netto Rendinova 2016 0,00% 1,20% 1,30% 1,40% 1,60% 1,625% 1,65% 0,00% 1,35% 1,45% 1,55% 1,75% 1,775% 1,80% 0,00% 1,00% 1,07% 1,15% 1,30% 1,31% 1,33% Naturalmente i tassi di Rendinova 2016 si applicano su tutto l'ammontare del prestito e non a scaglioni quindi il vantaggio di un tasso più alto viene applicato all'importo dell’intero prestito depositato. Per maggiori dettagli si allega il bando. EMISSIONE SPECIALE PRESTITO ORDINARIO denominata “RENDINOVA 2016” “PREMIALITA’ + 0,15% PER NUOVI SOCI PRESTATORI” EMISSIONE SPECIALE n° 1/2014 in vigore dal 1 dicembre 2014 al 30 novembre 2015 La presente emissione speciale prevede il riconoscimento di una maggiorazione pari a 15 basis points (+ 0,15%) aggiuntiva al tasso pro tempore vigente del Prestito Sociale Ordinario offerto ai soci, così come comunicato nel Foglio Analitico. Esempio: Al tasso lordo attualmente in vigore per la fascia da euro 40.000 a euro 49.999,99 pari all’1,625%, sommiamo la maggiorazione dello 0,15% e rideterminiamo il tasso applicabile che diventa quindi pari all’1,775 %. La presente emissione speciale è riservata: ai soci che per la prima volta sottoscrivono un libretto di Prestito Sociale presso la Cooperativa; ai soci che da almeno cinque anni non hanno sottoscritto libretti di Prestito Sociale; a condizione che: mantengano per ogni annualità solare, o periodo inferiore in caso di attivazione/estinzione del libretto in corso d’anno, un deposito medio pari ad almeno € 3.000,00, tenuto conto di eventuali prelevamenti e versamenti. La maggiorazione sarà riconosciuta dal momento della sottoscrizione fino al 31 Dicembre 2016, oppure fino alla estinzione del libretto se antecedente, e sarà liquidata ai soci unitamente alla liquidazione degli interessi ordinari. Esempio: 01/12/2014 apertura libretto con deposito di euro 3.000 31/12/2014 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp; 31/12/2015 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp; 30/06/2016 prelievo di euro 1.000; saldo residuo sul conto euro 2.000; 20/09/2016 versamento di euro 2.000: saldo residuo sul conto euro 4.000; 31/12/2016 liquidazione interessi al tasso ordinario + premialità 15 bp (poiché la giacenza media risulta comunque pari ad almeno euro 3.000). Come di consuetudine, la Cooperativa sarà a disposizione per fornire eventuali chiarimenti e informazioni. Restano invariate tutte le altre condizioni riguardanti, per citarne alcune in modo non esaustivo, l’APERTURA DEI CONTI DI PRESTITO COOPERATIVO, le VALUTE ED INTERESSI del Prestito Ordinario, il FUNZIONAMENTO DEI CONTI. Dette condizioni sono riportate nel FOGLIO INFORMATIVO ANALITICO pro tempore vigente. Per quanto non precisato si fa riferimento al Regolamento del Prestito Sociale, in particolare a quanto previsto per il Prestito Sociale Ordinario. La presente emissione speciale si potrà chiudere anticipatamente a insindacabile decisione del Consiglio di Amministrazione. In tal caso non sarà più possibile stipulare nuovi contratti di Prestito Sociale beneficiando della maggiorazione, ma saranno fatti salvi quelli sottoscritti prima della chiusura anticipata. Cinisello Balsamo, 28 Novembre 2014 Il Presidente Gian Matteo Marangoni MONDO COOPERATIVO UniAbita ed Expo 2015 Il numero dei giorni che ci separa dall’inaugurazione di Expo Milano 2015 si assottiglia sempre più. Dal primo maggio, data fissata per l’inaugurazione, al 31 ottobre 2015 si susseguiranno 184 giorni di eventi che coinvolgeranno 130 paesi partecipanti e che, stando alle previsioni, richiameranno nel capoluogo lombardo 20 milioni di visitatori. Per sei mesi gli occhi del mondo saranno puntati su Milano, anche perché il tema dell’esposizione, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, è decisivo per le sorti dell’umanità, includendo argomenti che vanno dal cibo all’alimentazione, dalla fame all’ecologia, alle risorse del pianeta. Si tratta di un’immensa vetrina che non si ridurrà al milione di metri quadrati del sito di Expo, ma che tracimerà nella città di Milano, nella provincia, in Lombardia e, naturalmente, nella città metropolitana. Da qui, il tema dell’accoglienza dei flussi turistici che visiteranno i nostri territori e della trasformazione dei visitatori di Expo 2015 in turisti della Lombardia. A questo proposito l’Amministrazione comunale di Cinisello Balsamo lo scorso martedì 25 novembre ha invitato gli operatori del settore ricettivo-alberghiero, bed and breakfast e ristorazione a confrontarsi sul tema della ricettività e accoglienza per il periodo legato a Expo 2015. All’incontro sono intervenuti, oltre al sindaco Siria Trezzi e all’assessore al Lavoro e Commercio Andrea Catania: Cristina Tajani, assessore allo Sviluppo economico, Moda e Design del Comune di Milano; Guido Bardelli, avvocato amministrativista; Marta Zandonà, responsabile commerciale Explora; Mauro Moretti, responsabile sviluppo immobiliare UniAbita. Nel suo intervento Moretti ha ricordato che Expo per le cooperative di abitazione rappresenta un’opportunità per sperimentare nuove forme di abitare rispetto agli abituali contratti di godimento che sono la tipica modalità di offerta delle cooperative. Novembre/Dicembre 2014 “Da tempo – ha aggiunto – si ragiona su come soddisfare bisogni abitativi diversi da quelli delle famiglie di tipo tradizionale come, ad esempio, quelli di coppie divise, studenti, lavoratori fuori sede e, più in generale, affitti temporanei di breve e media durata. Con Expo arriveranno operatori, lavoratori, delegazioni che, oltre alla necessità di alloggiare, porteranno con sé anche abitudini e usi molto differenziati, ed ecco che ci sarà la necessità e l’opportunità di sperimentare un concetto di ospitalità più innovativa. Noi abbiamo immaginato un percorso fortemente improntato sulla temporaneità d’uso e sulla transitorietà dei contratti, che dovrebbero avere una durata da uno a diciotto mesi. La novità è quella di legare a questi alloggi e mini alloggi, naturalmente già ammobiliati e attrezzati per viverci confortevolmente, un prontuario di servizi di tipo alberghiero, che potranno variare dalla reception, alla pulizia ad altro”. Le cooperative di abitazione di Cinisello (Diaz e Nostra Casa, oltre naturalmente a UniAbita) metteranno a disposizione di Expo 2015, alloggi negli interventi di via Palestro e via Matteotti a Cinisello Balsamo che, appunto, non saranno assegnati con contratti di godimento ma locati con formule differenti ai visitatori dell’esposizione universale. SERVIZI | UNIABITA - 21 COOPERATIVA DI ABITANTI Natale è sempre Natale Giro d’Italia culinario tra i ricordi d’infanzia e le tavole pronte per essere imbandite delle nostre socie di via Carlo Villa 21 di Fiorenza Melani Natale fa rima con tradizione, famiglia, focolare. E cosa c’è di più caloroso di una buona tavola imbandita, piena di leccornie e pronta ad accogliere chi amiamo? Non tutte le tavole però sono uguali. L’Italia è unita nella celebrazione della festività più importante dell’anno, ma non omologata. Ogni regione mantiene e perpetua la sua tradizione anche se oggi, nell’epoca della globalizzazione, le abitudini si mescolano e le tradizioni si annacquano. Ma non per tutti è così. Nel tentativo di dipingere un quadro del Natale Italiano, sono tornata dalle socie di via Carlo Villa 21, regine tra i fornelli non contaminate dai master chef. Belle signore che fanno sentire il senso del focolare, che hanno imparato a impastare dalla mamma, che sanno che l’unità familiare passa soprattutto attraverso il buon cibo. Le incontro proprio mentre stanno lavorando a regali e decorazioni natalizie. E parto con loro per un viaggio decisamente appetitoso. Cominciamo con il tripudio dell’opulenza: il Natale del Sud. “Da noi si comincia la sera della vigilia – racconta Anna, di origini pugliesi – con il capitone, gli spaghetti e le fritte calde, delle specie di panzerotti vuoti o con mozzarella e pomo22 - UNIABITA | SERVIZI doro. A mezzanotte si aprono i regali e si mangia il panettone. Al pranzo di Natale si mangia il brodo fatto con il cappone, il ragù pugliese con gli involtini con le bistecche di cavallo, l’agnello con patate. E poi si fanno le carteddate, che sono rose di sfoglia fritte e immerse nel vino cotto. Queste le cucino ogni anno perché sono rimasta l’unica in famiglia che le sa preparare, anche se quelle di mia mamma, con il vino cotto fatto da lei in ottobre, erano più buone… Io continuo a mantenere la tradizione e a preparare le cose che si mangiavano in Puglia”. Una tradizione importante e impegnativa che prevede, ci ricorda Loredana, anch’essa pugliese “che sulla tavola natalizia devo esserci 13 piatti, non uno di meno”. Continuiamo con le meraviglie dei sapori spostandoci ancora più a Sud, con il racconto di Angela, siciliana trapiantata in Libia. “La sera della vigilia ci ritrovavamo tutti noi italiani, eravamo 50 persone che arrivavano da ogni dove. Ogni famiglia portava qualcosa e si friggeva, si friggeva in continuazione. O meglio, le donne friggevano per tutta la sera, gli uomini mangiavano e giocavano a carte. C’era un’enorme tavola a buffet con pesce fritto, verdure fritte di ogni tipo, frittelle Novembre/Dicembre 2014 con acciughe, frittelle con qualsiasi cosa. Mia madre sapeva prendere spunti per la cucina da tutti e faceva delle frittelle all’araba con la purea, buonissime. Il giorno di Natale invece si mangiavano le carni con i sughi. Ricordo un ragù strettissimo, fatto con la trita e i piselli, che si tagliava a fette. Allora si mangiava tantissimo ma soltanto a Natale”. Mentre Angela racconta le brillano gli occhi e a me sembra di essere in una fiaba esotica, piena di odori e sapori avvolgenti. Vengo strappata dal voluttuoso Nord Africa e riportata con decisione al pragmatismo e al rigore del Nord Italia, che di fronte a tanto sfoggio culinario dichiara una maggiore semplicità e abolisce i festeggiamenti della sera della Vigilia. O almeno così sostiene, salvo poi scoprire che nel mantovano si usa mangiare i tortelli con la zucca e poi il capitone e il pesce sotto sale; nel veneto gli spaghetti con le acciughe, la polenta, il baccalà e la mostarda. “Il Natale da noi era povero – racconta Daniela, veneta con origini contadine – nel senso che si cucinava quello che avevamo in casa. Alla vigilia la mamma cucinava la gallina con le uova in pancia. La sera bevevamo il brodo della gallina e prima di andare alla messa di mezzanotte bevevamo il rosso dell’uovo che aveva in pancia. Il giorno di Natale si mangiava la gallina con le patate al forno e il cotechino con la purea. Si preparava anche la pearà, una salsa fatta con pane grattugiato, midollo di bue e tanto pepe che deve cuocere 4 ore e che si mette sul lesso. E come dolce la miassa, una torta che faccio ancora e che non ha una ricetta scritta, viene tramandata oralmente di madre in figlia. È fatta con zucca, patate americane, mele, latte, farina per polenta, uvetta, noci, fichi. Si prepara nei secchi perché l’impasto diventa enorme. Poi si cuoce nel forno a legna, facendo fare una bella crosticina sia sopra che sotto”. Mentre Daniela racconta sembra di sentire il profumo dolce e pungente della miassa in cottura… Il Natale milanese e brianzolo è invece caratterizzato dagli antipasti. “A casa mia si usa fare un enorme antipasto – racconta la comasca Assunta – con tanti salumi, l’insalata russa, i gamberetti, il polpo in insalata”. Mentre parla penso al mio Natale, che è quello della famiglia lombarda con i medaglioni di gelatine, le tartine al salmone, le verdure sott’olio, l’antipasto come portata forte – quasi unica – della tavola. Penso a quel giorno in cui ci si concede di mangiare in un modo un po’ pasticciato, fuori dagli schemi, poco di tutto, con l’alice in salsa piccante come ciliegina sulla torta e il pandoro con il mascarpone a dare il colpo che tramortisce. Intanto Assunta mi racconta dei ravioli in brodo fatti a mano e del tripudio finale di frutta secca. Anche questi sono due elementi ricorrenti del mio Natale. Il viaggio termina nel luogo più natalizio, con il racconto di Giuliana, originaria del Trentino Alto Adige. Mentre parla me la immagino nella baita di montagna, con il calore del camino e la neve che cade a grandi fiocchi. “A Natale tornavo a casa dai miei genitori – dice – e chiedevo due cose che qui mi mancavano tanto: i crauti e la polenta. Questo è il Natale per me”. Tenera Giuliana, con poche e semplici parole ha riportato al centro di questo viaggio l’ingrediente più importante della tavola natalizia: l’amore per le nostre radici. Perché da radici forti crescono alberi rigogliosi. Allora Buon Natale a tutti. Non dimenticate di mangiare un piatto che vi ricordi da dove venite. Vi aiuterà a capire dove state andando. Ma soprattutto, con chi volete andare. Le nostre culle Stefano Vi presento il mio piccolino. Si chiama Stefano Longoni ed è nato il 29 settembre. Mamma Ilaria Celeste "Un dolce angioletto per la gioia di mamma, papà e nonni" Mi chiamo Celeste e sono nata il 7 settembre SALUTE RSA-Aperta, servizi socio-sanitari gratuiti a casa tua di Caterina Paola La Grotteria 24 - UNIABITA | SERVIZI Novembre/Dicembre 2014 È partito qualche mese fa il nuovo progetto RSA-Aperta, un servizio di aiuto ai malati di demenza e ai loro familiari, che vuole portare a domicilio e gratuitamente un supporto medico e un aiuto concreto. Progetto sperimentale, partito a maggio scorso e ora prolungato per altri sei mesi, RSA-Aperta è una grande iniziativa a sostegno dei bisogni dei cittadini più fragili, che prevede l’erogazione di servizi socio-sanitari integrati per persone affette da demenza di varia natura (Alzheimer, Parkinson…) da effettuarsi sia in ambito domiciliare (a casa del paziente) che in regime semiresidenziale presso la RSA. Il requisito di accesso al servizio è quello di non essere in carico ad altri servizi socio-sanitari ad eccezione dell’ADI. Per attivare il servizio è necessario rivolgersi al Distretto Asl di competenza che, effettuata la valutazione multidimensionale dei bisogni, provvede a emettere un voucher socio-sanitario, contributo economico, non in denaro, erogato dall’ASL al malato che può essere utilizzato esclusivamente per l’acquisto di prestazioni di Assistenza domiciliare socio-sanitaria attraverso organizzazioni accreditate, come “RSA-aperta”. È infatti l’utente a scegliere l’ente erogatore del servizio. Qui entra in gioco la nostra RSA Il Sole che, dall’attivazione di RSA-Aperta, si è impegnata ad offrire a costo zero Il Nucleo di Assistenza post-acuta presso la RSA Il Sole Più volte è emersa la necessità di garantire la continuità assistenziale a soggetti anziani fragili, per i quali l’improvvisa manifestazione di una patologia o un incidente può essere causa di una inabilità estremamente gravosa. Si pensi a episodi di infarti cerebrali o semplicemente cadute in età avanzata che, al di là del ricovero ospedaliero nella fase acuta e riabilitativa, richiedono un periodo di ulteriore assistenza durante il quale l’autonomia di vita di queste persone può rimanere fortemente limitata. Molto spesso si assiste a dimissioni precoci o comunque scandite sulle esigenze dei tempi sanitari che non sempre coincidono con quelli delle famiglie e che quindi le mettono in grave difficoltà perché in pochi giorni devono trovare delle soluzioni assistenziali adeguate ed economiche. Per dimissioni protette si intende esattamente la possibilità di accompagnare un paziente anziano in dimissioni dall’ospedale con un quadro clinico stabilizzato verso il proprio Novembre/Dicembre 2014 domicilio, concedendogli 1 o due mesi di ricovero presso la Residenza del Sole a una retta agevolata di 29,50 euro al giorno. Il servizio, già attivo dall’ottobre del 2012, con l’inaugurazione del nuovo Nucleo assistenziale definito Corallo, è rivolto proprio alle persone fragili, prevalentemente anziane che, dimesse da strutture ospedaliere e pur avendo superato la fase acuta della malattia durante il ricovero ospedaliero, necessitano ancora di assistenza quotidiana. L’idoneità alla degenza viene stabilita dai medici invianti (della struttura ospedaliera o il Medico di base, nel caso di pazienti precedentemente dimessi dall’ospedale) ed è confermata dall’ASL, mentre la durata della degenza, che non può superare un massimo di 60 giorni, è stabilita dalla Residenza che accoglie il paziente sulla base del piano assistenziale previsto. In questo periodo di ricovero, il progetto di recupero e di cura del paziente verrà condiviso con i famigliari, fino al momento delle dimissio- ni protette. Durante il ricovero al paziente viene garantita: la continuità terapeutica; il monitoraggio delle condizioni cliniche; un processo di riattivazione globale; il tempo necessario alla famiglia per riorganizzare le dovute risorse per il rientro a domicilio, o nei casi d’impossibilità, per trovare una soluzione adeguata per un ricovero residenziale. L’organizzazione prevede: la valutazione dei bisogni assistenziali, l’elaborazione del progetto specifico per ogni singolo paziente e le verifiche in itinere dello stesso; il coinvolgimento nel progetto del paziente e dei suoi familiari; l’attivazione delle risorse esistenti: ASL, medici di medicina generale, servizi sociali comunali, RSA, CDI del territorio. Nel 2013, 171 pazienti sono stati ospitati presso la nostra struttura di via Bernini, per un totale di 5.997 giornate di ricovero. Da gennaio a ottobre 2014, 147 pazienti sono stati assistiti per un totale di 5.454 giornate di sollievo residenziale offerte. SERVIZI | UNIABITA - 25 SALUTE per l’utente tutti i servizi di cui si compone il progetto, tranne il ricovero semi-residenziale quotidiano in RSA, che significa la presenza del paziente negli spazi accuditi della residenza in fascia pomeridiana, che presso la nostra struttura avrà un costo di 17 euro a paziente più 9 per il trasporto da e verso casa. Tutto il resto dei servizi è gratuito: da quelli giornalieri a quelli saltuari. Il Consorzio è remunerato per i servizi prestati, direttamente dalla Regione, attraverso l’ASL. Da maggio ad oggi la RSA Il Sole è stata in grado di ero- gare più di 1.500 ore di sostegno ai 40 anziani e malati che si sono avvalsi del servizio RSA-Aperta presso la nostra struttura. Una cifra di tutto rispetto, resa ancora più preziosa se si pensa che, per ognuno di loro, è stato studiato dallo staff un percorso di sostegno e di cura ad hoc, ampio e articolato, così strutturato: interventi riabilitativi (mantenimento delle attività della vita quotidiana), miglioramento della deambulazione e rinforzo muscolare, interventi di ricovero semiresidenziale (con servizio di trasporto andata e ritorno), accoglienza nella Mal di schiena? Tendiniti? Osteoporosi? Provate con la Tecarterapia Riconosciuta come uno dei trattamenti di maggiore rapidità ed efficacia nella cura di molte patologie articolari, osteoarticolari e muscolari, sia acute che croniche, la Tecarterapia è un servizio disponibile nel Poliambulatorio di via XXV Aprile del Consorzio Il Sole. Una tecnologia avanzata, scientificamente sperimentata e rigorosamente brevettata che ha cambiato il mondo della fisioterapia, perché in grado di agire sui tessuti biologici profondi in modo naturale e non invasivo, attivando dall’interno i processi riparativi e antinfiammatori. I risultati sono visibili sin dalla prima seduta, grazie alla potenza e alla velocità della Tecarterapia che garantisce sollievo immediato dal dolore e tempi di guarigione ridotti. I pazienti usciranno dalla prima seduta 26 - UNIABITA | SERVIZI con la sensazione di stare meglio e con una palese diminuzione del gonfiore nelle zone infiammate. Un ciclo di pochi trattamenti sarà sufficiente a completare il recupero. Inoltre, grazie al suo carattere non invasivo, il metodo è assolutamente indolore. La Tecarterapia ha già dato brillanti risultati nel trattamento e nella prevenzione delle recidive del dolore secondario a: -patologie della colonna vertebrale (cervicalgie e cervicobrachialgie, lombalgie e lombosciatalgie, sciatalgie e dorsalgie); -patologie articolari (artrosi del ginocchio/gonartrosi, artrosi delle spalle/ periartriti, artrosi del gomito/epicondiliti, artrosi del polso/mano, artrosi della caviglia/piede, artrosi coxo-femorale dell’anca, capsulite adesiva della spalla - la cosiddetta“spalla congelata”); -patologie dei tendini e delle cartilagini (tendinopatie croniche ed acute, dito a scatto, condropatie/osteocondrosi); -traumatismi osteoarticolari (traumi distorsivi della colonna e di altri distretti, traumi contusivi osteoarticolari, postumi di fratture ossee); -osteoporosi; -malattie neurogene da compressione (sindrome del Tunnel carpale, radicolopatie). Il personale specializzato dei Poliambulatorio del Consorzio Il Sole è a disposizione per consulenze, informazioni, prenotazioni. Per informazioni su Tecarterapia: tel. 02 6111115 nei seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle ore 9,00 alle 19,30; sabato dalle 9 alle 13,00; [email protected] Novembre/Dicembre 2014 fascia pomeridiana presso gli spazi comuni del CDI nella RSA con operatore dedicato, socializzazione e attività di gruppo (ludico/laboratoriali) finalizzate alla stimolazione cognitiva, interventi tutelari al domicilio e assistenza di base al domicilio (igiene quotidiana e assistenza nel bagno settimanale, preparazione e/o somministrazione dei pasti, aiuto nei trasferimenti letto/carrozzina e accompagnamento in bagno, gestione dell’incontinenza, supporto/aiuto nelle piccole attività quotidiane, accompagnamento al di fuori della propria abitazione verso luoghi d’interesse o per piccole commissioni). Altrettanto importanti gli interventi di formazione, informazione e addestramento rivolti ai familiari del malato e alla badante: colloqui formativi/informativi sulle manifestazioni più frequenti della malattia e sulle possibili strategie relazionali e comunicative e osservazione e intervento sulle dinamiche familiari. Come usufruire del servizio RSA-Aperta? La persona che ha bisogno di un aiuto per un familiare avvalendosi del servizio RSA-Aperta deve recarsi all’ASL di pertinenza (a Cinisello Balsamo in via Terenghi), presso l’Ufficio Fragilità (responsabile Dott.ssa Costantini), dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 10.30. L’ufficio si occupa di prendere in carico i nuovi casi, valutandone le necessità e fornendo la lista completa delle strutture sanitarie che aderiscono al progetto RSA-Aperte, tra le quali c’è anche il Consorzio Le Residenze del Sole. Dopo questo primo step è possibile mettersi in contatto con l’equipe della RSA Il Sole per lo studio e l’attivazione immediata del servizio. RSA-Aperta è un servizio innovativo che si muove nell’ottica della domiciliarità: portare aiuto e sostegno alle persone fragili che possono ancora essere accudite nella propria casa, allontanando così il momento del ricovero. E, nello stesso tempo, offrendo un supporto vero ed efficace ai familiari che li hanno in cura e che, spesso, si trovano soli ad affrontare situazioni gravose. La salute sessuale come spia della salute dell’uomo Oggi molti problemi sessuali maschili e numerosi problemi riproduttivi maschili possono essere risolti in maniera eccellente con un approccio specialistico personalizzato, dove l’individuo viene trattato con criteri di assoluta riservatezza, ascolto e attenzione alle componenti psicologiche coinvolte. Tutte le ricerche scientifiche segnalano che le difficoltà sessuali sono più frequenti all’aumentare dell’età, ma “maturità” non vuol dire fine della propria vita sessuale. In presenza di un problema sessuale è importante parlarne con il medico. Non solo perché oggi molte difficoltà sessuali possono essere risolte in maniera brillante, ma anche perché queste potrebbero essere il primo campanello di allarme di altre malattie, che non hanno ancora dato segno di sé e che Novembre/Dicembre 2014 essendo in fase iniziale sarebbero più facili da curare, evitando gravi danni alla salute. L’urologo si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle malattie dell’apparato urinario e dell’apparato genitale maschile, di cui fanno parte numerosi organi, come i reni, gli ureteri, la vescica, la prostata e gli organi genitali maschili esterni. È consigliabile rivolgersi a un urologo in presenza di alcuni sintomi, come ad esempio bruciori, dolori o difficoltà nell’urinare, presenza di sangue nelle urine, perdite involontarie di urina, dolori o alterazioni ad organi del tratto urinario o genitale maschile, problemi nell’ambito sessuale. Tuttavia non bisognerebbe aspettare sintomi particolari per rivolgersi all’urologo, ma dovrebbero essere eseguiti controlli periodici, differenti a seconda dell’età del paziente. L’andrologo è lo specialista della salute sessuale e riproduttiva dell’uomo, tratta malformazioni congenite, dai problemi dell’adolescente a quelli del giovane adulto, a tutta la sfera delle disfunzioni sessuali di coppia e ai problemi di infertilità, fino ai cambiamenti fisici e sessuali che sopraggiungono in età anziana, comunemente racchiusi nel termine “andropausa”. Da giovedì 4 dicembre, presso il Poliambulatorio di via XXV Aprile è possibile effettuare visite andrologiche e urologiche grazie alla collaborazione del dr. Giampietro Appiani, specialista in urologia e chirurgia generale con Master Basic in andrologia. SERVIZI | UNIABITA - 27 MONDO COOPERATIVO Buon compleanno Agricola La Cooperativa di Balsamo festeggia i 100 anni. Come sopravvivere all’industrializzazione restando forti e solidali. Oltre al bar-ristorante Osteria Barbagianni nei suoi locali sono ospitati la condotta locale di Slow Food e la sede cittadina di Emergency di Fiorenza Melani La storia della Cooperativa Agricola è una storia di coraggio e testardaggine. Il coraggio di resistere in uno dei luoghi più industrializzati d’Italia e la testardaggine di chi è sempre pronto a cercare soluzioni per sopravvivere. Una storia che ha raggiunto i 100 anni e che testimonia i profondi cambiamenti vissuti dalla città di Cinisello Balsamo. La raccontano per noi Nicola Volanti, presidente in carica dal 2011, e Rosolino Quartieri, storico presidente per 27 anni. Una storia che inizia il 21 ottobre 1914, quando la Cooperativa Agricola di Balsamo viene fondata. Il clima politico in quegli anni è particolarmente favorevole alla cooperazione. A Milano è stato eletto sindaco il socialista Emilio Caldara. Un fat28 - UNIABITA | SERVIZI to importante, perché i terreni di Balsamo sono proprietà della Congregazione di Carità, controllata dal Comune di Milano, ma gestiti da fittavoli locali, cioè intermediari che concedono il terreno ai contadini e che hanno quindi un potere totale su di loro. A Cinisello sono già costituite e attive le cooperative edilizie Previdente e Aurora, ed è proprio tra alcuni soci dell’Aurora che nasce l’idea di costituire una cooperativa che permetta loro di liberarsi dal giogo dei fittavoli prendendo in affitto direttamente dalla Congregazione di Carità il podere sul quale vivono. L’Agricola viene costituita, i 16 soci fondatori scelgono come presidente Ambrogio Casati, che guiderà la cooperativa fino al 1931. Le finalità individuate nell’atto costitutivo sono l’acquisto Novembre/Dicembre 2014 o affitto di beni immobili, soprattutto campi, da subaffittare ai soci che li coltiveranno, la partecipazione ad appalti agricoli, l’avvio di una mutua assicurazione contro la mortalità del bestiame, l’apertura di uno spaccio e di un circolo per la vendita diretta e il consumo dei prodotti agricoli. La sede è quella ancora oggi esistente, in via Mariani. Due anni dopo la costituzione, la cooperativa riesce a mettere da parte le 10.900 lire (ai tempi una cifra ragguardevole racimolata con notevoli sforzi) che servono per pagare alla Congregazione un anno anticipato d’affitto, cauzione necessaria per poter attivare un contratto. Da quel momento il podere Balsamo – un appezzamento di 60 ettari – è gestito dagli stessi contadini che lo lavorano. La Cooperativa concede i terreni in subaffitto ai soci che li coltivano sostenendosi reciprocamente. Grazie ai fondi raccolti si avvia lo spaccio, cominciando così ad acquistare all’ingrosso i prodotti per le coltivazioni: le sementi e la “salina” (usata per fertilizzare). Sono periodi duri, costellati da guerra, dolore e miseria. I contadini dell’Agricola sono particolarmente colpiti, ma riescono a superarli restando uniti e sostenendosi reciprocamente. Nel 1918 una parte degli utili della Cooperativa viene destinata ai colpiti dalla perdita di un familiare o di un figlio soldato; nello stesso periodo viene attivata la cassa di mutuo soccorso in caso di decesso del bestiame. La fine della guerra non significa la fine delle difficoltà. Il fascismo controlla duramente e osteggia le cooperative. Nel 1925 l’Agricola deve rinnovare il contratto di affitto per il podere Balsamo con la Congregazione di Carità e trova una sorpresa che rischia di metterla in ginocchio: il canone annuo di affitto viene portato a 65.000 lire, con un aumento sei volte superiore all’adeguamento all’inflazione. La Cooperativa resiste e per sopravvivere si vede costretta ad associarsi all’Ente nazionale fascista della cooperazione e ad accogliere nel suo consiglio di amministrazione membri voluti dal Partito Fascista. L'operazione permette all’Agricola di avere nel 1928 un rinnovo del contratto di affitto di 9 anni alla cifra dimezzata di 37.750 lire. Piegati e feriti, ma non distrutti. Nel 1937 nasce l’Ente Comunale di Assistenza, che sostituisce le Congregazioni e i cui membri vengono eletti dal consiglio comunale di Cinisello Balsamo, diventato finalmente comune unificato. Miseria e durezza proseguono, si apre la triste stagione della Seconda Guerra Mondiale, la Cooperativa naviga a vista anno per anno, così come l’intera nazione e il mondo. Ma resiste, con determinazione e capacità di adattarsi a condizioni avverse e mutevoli. Novembre/Dicembre 2014 Resiste anche all’avvento dell’industrializzazione che, a partire dagli anni ’50, erode i terreni. Il primo esproprio riguarda quelli situati sul prolungamento di viale Zara in direzione Monza. In soli 16 anni l’industria e il suo indotto si mangiano metà del podere Balsamo. È una rivoluzione rapida e inesorabile, che porta la città di Cinisello Balsamo da 15.336 abitanti nel 1951 a 77.284 nel 1971. A farne le spese sono naturalmente i terreni destinati all’agricoltura. La Cooperativa si adatta: allarga la base sociale, accettando anche non contadini, e costruisce il salone di via Mariani, che diventerà luogo di incontro fondamentale per i balsamesi, grazie alla presenza di una delle prime televisioni. Il bar costituirà l’unica fonte di utile fino agli anni ’60, a cui poi si affiancherà la trattoria. Negli anni ’70 inizia la demolizione delle cascine balsamesi, del podere Balsamo resta solo la storica sede della Cooperativa Agricola. La spinta dell’innovazione ha completamente cancellato l’agricoltura e lasciato il posto a fabbriche, case, infrastrutture. Il cemento si è mangiato la società contadina. Come riuscirà a sopravvivere la Cooperativa Agricola, unico baluardo di quel tempo ormai finito? La transizione è sulle spalle di Rosolino Quartieri, che viene eletto presidente nel 1984. Bar e trattoria sono diventati il fulcro dell’attività, viene modificato lo statuto della cooperativa e ampliato l’oggetto sociale. Ma le attività esistenti non bastano, la crisi economica investe anche la trattoria, che viene abbandonata. Nel 1995 la sede di via Mariani viene SERVIZI | UNIABITA - 29 MONDO COOPERATIVO chiusa e dichiarata inagibile. Non ci sono soldi per la ristrutturazione, il Comune sembra intenzionato ad abbattere l’edificio, l’Agricola sembra essere giunta alla fine della sua storia. È qui che entrano in campo un coraggio, una tenacia e una testardaggine fuori dal comune. I soci, primo fra tutti il presidente Quartieri, si danno da fare perché sopravviva il baluardo della memoria contadina. E lo fanno chiedendo aiuto a chi come loro crede nella solidarietà e nella mutua assistenza: le altre cooperative cittadine. Viene presentato un progetto di recupero dell’edificio di cui si fa carico l’Agricola attraverso finanziamenti della Cooperativa Auprema, che subentra nelle vesti di socio sovventore, del Circolo Pablo Neruda, della Fondazione Paganelli e dell’Associazione Sportiva Arci, oltre naturalmente al sostegno del deposito sociale. Il Comune approva il piano e concede alla Cooperativa la gestione dell’edificio fino al 2050. Il 17 gennaio 2001 la sede di via Mariani viene riaperta. È più grande, polifunzionale, ha spazio per un bar, un ristorante di qualità, una mansarda per iniziative sociali, un’accogliente taverna. Oggi l’Agricola è un luogo di ritrovo imprescindibile per chi ama la buona cucina ed è attento ai temi legati alla solidarietà e al miglioramento della qualità della vita. È la sede della condotta locale Slow Food, è luogo in cui è nata la sezione cinesellese di Emergency, è sede di Gruppi di Acquisto Solidale ed è luogo di incontro per la Lidap – Lega Italiana contro i Disturbi d’Ansia, d’Agorafobia e da attacchi di Panico e per la Lifos – Laboratorio Informatico Free Open Source. Ospita stabilmente le iniziative dell’Anpi e la sua “pastasciutta antifascista”, organizza corsi di fotografia, di lingue, dibattiti su questioni di attualità, incontri dedicati all’ambiente, all’alimentazione, al miglioramento della qualità della vita, esposizioni di quadri, cineforum. Ultima nata come costola della Cooperativa è Terra Terra, associazione di acquisti collettivi direttamente dal produttore. Un ritorno alle 30 - UNIABITA | SERVIZI origini dunque, ma con modalità contemporanee. Superati i cento anni la cooperativa è pronta per nuove sfide. “Abbiamo estinto i mutui accesi per ristrutturare il locale. Dopo anni di austerità – racconta il presidente Volanti – siamo quindi pronti a fare dei piccoli investimenti. Stiamo cercando l’equilibrio tra esperienza e novità. Per questo vorremmo trovare dei giovani che abbiano il tempo e il desiderio di costruire delle attività per loro. Il nostro obiettivo è un nuovo salto culturale, riuscire a diventare un luogo di riferimento stabile per chi ha 30, 40 anni”. L’importanza dell’Agricola nel panorama culturale di Cinisello Balsamo è indiscussa. Lo testimonia l’importante riconoscimento della Spiga d’Oro, assegnato quest’anno dall’Amministrazione comunale con la motivazione: “… la Cooperativa continua la sua missione con rinnovato spirito ma sempre fedele alle proprie origini e all’impegno di seminare partecipazione”. Un frutto nutriente per la nostra democrazia. A chi desidera approfondire, consigliamo il volume di Luigi Marsiglia “L’Agricola, storia di una cooperativa 1914-2014”. Auguri Agricola, per altri cento anni di prosperità. Siamo certi che li affronterai con lo stesso coraggio e la stessa determinazione. La consegna della Spiga d'Oro Novembre/Dicembre 2014 MONDO COOPERATIVO Un bistrot sociale e molto di più L’esperienza esemplare del Filo di Aurora, un bar, ristorante, luogo di incontro e aggregazione inaugurato a luglio a Bresso dalla Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione in locali di proprietà della Cooperativa Aurora di Caterina Paola La Grotteria Chi l’ha detto che lo stile sia solo per pochi? E che per mangiare bene, in un ambiente bello ma anche accogliente, si debba spendere una fortuna? Niente di più sbagliato, se si sceglie il posto giusto. E, soprattutto in periodi foschi come quelli che stiamo vivendo, raccontare belle storie, progetti veri che fanno venire voglia di uscire di casa e di riscoprire il senso del cooperativismo (sì, anche davanti a un piatto di spaghetti!) è ancora più piacevole. Il ristorante di cui stiamo parlando si chiama il Filo di Aurora, è stato inaugurato lo scorso luglio e si trova a Bresso in via Bologna 9, nei locali di proprietà di una cooperativa storica della città, la cooperativa Aurora. A gestirlo è stata chiamata una cooperativa sociale di Sesto San Giovanni, la Cooperativa Lotta Contro L’Emarginazione, che da più di 30 anni lavora sul territorio di Milano e hinterland e che nel corso del tempo ha ampliato i propri confini di intervento nelle province di Sondrio, Varese e Como. Il corredo genetico di Cooperativa Lotta contro 32 - UNIABITA | SERVIZI l’Emarginazione è costituito da un’anima sociale con iniziative che vanno dalla prevenzione del disagio, alla promozione e sviluppo delle comunità locali e delle reti sociali. Cosa più di un ristorante può diventare un interessante luogo di fermento per la comunità? La sfida, gestita in prima persona dalla responsabile di sala Emanuela Desanti, era quella di rilanciare e rivitalizzare un circolo di aggregazione storico del cooperativismo bressese, che aveva perso appeal. Cambiare pelle, insomma, senza dimenticare i valori di un tempo. Riuscire a parlare e a far mangiare i giovani, senza far sentire a disagio chi ha visto ben più di qualche primavera. I risultati, a qualche mese di apertura, lasciano ben sperare di aver intrapreso la strada giusta. A entrarci la prima volta nei locali del Filo di Aurora si rimane positivamente colpiti, anche in una giornata di pioggia: luminosi, accoglienti, hanno il profumo buono del legno naturale e tanti angoli dove viene voglia di sedersi, prendersi un momento Novembre/Dicembre 2014 per sé, fare due chiacchiere con un amico. In effetti questo è più di un ristorante, non è solo un bar, è anche un luogo di aggregazione e persino un posto dove seguire un corso di degustazione. Un Bistrot sociale, per l’appunto. Aperto dalla mattina alle 7 alla mezzanotte, il Filo di Aurora è un bar accogliente dove fare colazione con le torte fatte in casa, un ristorante dove pranzare velocemente a mezzogiorno (menù completo a 10 Euro) e tornare la sera per una cena à la carte come si deve (intorno ai 20 euro a testa), magari con tutta la famiglia, visto che c’è anche uno spazio gioco dedicato ai bambini (il sabato sera con servizio baby sitter) e un menù dedicato ai piccoli a 8 euro. La domenica poi è la volta del brunch, che permette, con 15 euro a persona, di mangiare a buffet con piatti caldi e breakfast continentale. Fin dalla scelta di interior designer, le due anime del locale (chic, ma anche ecosostenibile e attento alla socialità) dialogano apertamente: l’architetto Patrizia Ghittoni ha voluto arredare gli spazi del ristorante con materiali di recupero che, nati per altri scopi, qui riprendono vita e significati nuovi. E lo fanno con classe e una bella attenzione ai dettagli, che regalano al ristorante di Bresso un’aria fresca, da locale alla moda. I grandi quadri appesi alle pareti sono opere realizzate da persone con disagio psichico nel laboratorio di arti visive sestese Wurmkos. Grande attenzione alla cucina, italiana e stagionale, con guizzi di creatività nel solco della tradizione, però. Non manca mai il risotto, cucinato alla perfezione anche perché la chef è piemontese e il pane e le focacce della sera sono fatti in casa. Nel menù attuale, tra gli antipasti merita un assaggio l’ottimo lardo di Colonnata igp di un piccolo produttore e la battuta di manzo al coltello, in questa stagione servita su letto di arance e finocchi. Tra i primi, buoni gli gnocchi in crema di porri e crudo e il risotto al taleggio perfettamente all’onda, mentre la pasta all’uovo è sempre fatta in casa. Tra i secondi da non perdere il baccalà, in questa stagione servito con vellutata di broccoli, ma Novembre/Dicembre 2014 anche la carne rossa è ottima. Molti fornitori sono a km zero, nella preparazione dei piatti è privilegiato l'utilizzo di prodotti biologici (carni, farine, paste, uova) e gli acquisti sono pressoché giornalieri. Una vera sorpresa è la carta dei vini, studiata personalmente da Andrea Barteselli, vicepresidente di Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, che è anche sommelier diplomato: vini che non superano mai i 30 euro a bottiglia, ma che offrono una qualità di degustazione di alto livello, con grande attenzione al territorio. Ottime cantine (visitate e selezionate una a una), vini premiati, vere e proprie esperienze “formato calice”. E il vino è pret-a-porter: se avanza lo si porta a casa. L’attenzione al buon bere si ritrova anche in alcune attività collaterali che vengono organizzate negli spazi del locale Il Filo di Aurora, come i corsi di degustazione, molto apprezzati e aperti proprio a tutti, anche a chi fino a quel momento ha bevuto solo bibite gassate. Il locale, piuttosto grande, si presta per organizzare feste private, eventi e piccole cerimonie, oltre che per serate a tema. C’è persino un pianoforte a disposizione dei clienti e qualche bel volume da sfogliare quando si è da soli. Tra le iniziative più interessanti, va segnalata la “Cena aliena”, una serata durante la quale i clienti non possono ordinare alla carta: è la cucina a far uscire i piatti che arriveranno in tavola, ma i clienti potranno decidere cosa e quanto pagare, da 5 a 50 euro, per capirci. L’intero ricavato della cena, al netto delle spese sostenute dal locale, andrà al “Piatto sospeso” un’iniziativa sociale che, riprendendo la vecchia usanza partenopea del “Caffè sospeso”, vuole offrire un piatto caldo e già pagato a persone in difficoltà, individuate dai servizi sociali del Comune di Bresso. Il Filo di Aurora sarà aperto anche a Natale con un menù speciale a 52 Euro e a Capodanno per una serata evento con cenone. Durante la bella stagione c’è anche una zona esterna, il wi-fi è libero e il coperto non si paga. Cosa volete di più dalla vita? Il filo di Aurora Ristorante Via Bologna 9, Bresso Tel. 02 61039039 Mail: [email protected] - web: www.ilfilodiaurora.it Orari Lunedì: 07.00-14.30 Martedì – Venerdì: 07.00-14.30 / 16.00-24.00 Sabato: 07.00-14.30 / 17.00-24.00 Domenica 08.00-15.00 Alla sera sconto del 10% per i soci UniAbita SERVIZI | UNIABITA - 33 Mondo Auprema Viaggi e vacanze SOGGIORNO Gestione Centri Sportivi Ischia Terme - Lacco Ameno Sport e tempo libero 15 giorni 14 notti Consorzio il Sole Soc. Coop. COSTI > 25 gennaio - 8 febbraio 610 euro > 15 febbraio - 1 marzo 650 euro > 1 marzo - 15 marzo 670 euro > 15 marzo - 29 marzo 680 euro > 12 aprile - 26 aprile 880 euro > Quota iscrizione 20 euro Inclusi: bus/traghetto/hotel/pensione completa con bevande SOGGIORNI TERMALI Poliambulatorio L’hotel è ubicato in posizione centrale nel caratteristico paese di Lacco Ameno, a soli 50 m dal mare, 2 ristoranti con cucina tipica mediterranea, terrazze per elioterapia; 3 piscine, di cui 1 termale coperta a 36°/40° C, attrezzata con ombrelloni, sdraio, lettini; sala TV satellitare e Sky; pianobar TERME Rinnovato reparto termale interno, cure termali accreditate dal S.S.N. Canarie Spagna SOGGIORNO 23 febbraio al 9 marzo 2015 COSTI > Camera doppia: 1.290 euro (a persona) > Supp. camera singola: 286 euro > Quota iscrizione: 20 euro Inclusi: volo/hotel/pensione completa con bevande ISCRIZIONI > Ad esaurimento SOGGIORNO QUINIDCINALE PRESSO CLUB JACARANDA TENERIFE Situato a Costa Adeje nel cuore di una bella zona ricca di bar, pub, centri commerciali e a pochi passi dalla splendida passeggiata marittima. Caratterizzato da terrazze con giardini subtropicali, ascensori panoramici 5 piscine di cui una climatizzata uso gratuito di ombrelloni e lettini in piscina. La spiaggia si trova a circa 400 metri. AOSTA Sagra Sant'Orso GITA COSTI > Quota di partecipazione: 35 euro ISCRIZIONI > Ad esaurimento - minimo 30 partecipanti > Trasporto: bus incluso 31 Gennaio 2015 SAGRA DI SANT'ORSO AOSTA IL 31 gennaio Aosta rinnova l'appuntamento con una delle fiere più antiche del mondo: inizia l'edizione 1.015 della Fiera di Sant'Orso tra artigianato, cultura e gastronomia. 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Splendidi paesaggi, spiagge dei surfisti, città incredibili e soprattutto lo splendore naturale di parchi come Bryce Canyon, Grand Canyon o Monument Valley e non dimenticate Las Vegas... il paese dei balocchi del nuovo millennio! Visite: Los Angeles, Grand Canyon, Monument Valley, Lake Powell, Bryce Canyon, Las Vegas, Yosemite, Isola di Alcatraz, San Francisco. India del nord TOUR 21 marzo al 31 marzo COSTI > Camera doppia: 1.470 euro > Supp. camera singola: 360 euro > Supp. visto: 90 euro - Quota iscrizione: 35 euro > Tasse areoportuali: 350 euro (su riconferma) Inclusi: volo/hotel/guida/bus treno/mezza pensione ISCRIZIONI > Disponibilita limitata ed a esaurimento > L'offerta verrà confermata al raggiungimento di 25 iscritti INDIA LE PERLE DEL NORD Pensate all’India come a un mondo a parte, così diverso che da solo può offrirvi tutto: un mondo così antico che conserva millenni di storia, di arte e di cultura. Un mondo cosi permeato di religiosità che fa dei suoi Dei e delle cerimonie religiose una presenza costante nella propria vita. Un mondo dove passato e presente convivono. Dovunque sarete accolti dalla parola "Namaste", il saluto pronunciato a mani giunte e a capo chino, che esprime il grande senso di ospitalità che troverete in tutto il paese il viaggio tocca Delhi, Varanasi, Khajuraho, Orcha, Agra, Jaipur e Mandawa. Info: via Cadorna 49, Cinisello Balsamo tel. 02 61293712 fax 02 61770932 www.mondoauprema.it - [email protected] MONDO COOPERATIVO a La 15 settimana della cooperazione sestese Secondo una formula collaudata e di successo si è svolta la settimana della cooperazione sestese, giunta quest’anno alla quindicesima edizione. Dal 18 al 26 ottobre le cooperative sestesi si sono incontrate a Spazioarte e hanno invitato istituzioni e cittadini a ragionare e riflettere con loro sul “Fare cooperativo” e, perché no, a passare qualche ora in divertimento e allegria. Per Antonio Ferrian, uno degli organizzatori, il bilancio è in attivo: “Abbiamo registrato un’affluenza molto positiva nei vari momenti della settimana, non solo nei pomeriggi danzanti che sono stati come sempre affollati. Anche il mercato dei prodotti regionali ha avuto un riscontro positivo e così pure alcuni dibattiti. È stata apprezzata la scelta di distribuire alcuni eventi sul territorio cittadino, valorizzando di più le esperienze radicate sul territorio, e non programmare tutto solo a Spazioarte”. Luisa Corso, del Comitato Soci di Coop Lombardia, sottolinea la forte partecipazione all’iniziativa su alimentazione e multietnicità. “È stato molto partecipato il concerto dell’orchestra multietnica Golfo Mistico della scuola media Quintino di Vona di Milano. C’erano molti ragazzi accompagnati da tanti genitori e parenti. Molti si sono fermati anche alla proiezione del film “Cous cous”, che faceva parte della nostra rassegna su “Sapori e visioni”, e successivamente alla degustazione di un buffet multietnico predisposto dalla cooperativa “M’ama Food”, composta in prevalenza da donne rifugiate politiche”. Luigi Zavaroni, vicepresidente di UniAbita, pone l’attenzione sul dibattito “Co-costruire un nuovo welfare nel tempo della crisi”, al quale hanno partecipato anche i sindaci di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo. “Tra le cooperative di Sesto è sentita l’esigenza di confrontarsi con l’Amministrazione comunale per riproporre il tema della coprogettazione, che oggi è un po’ logorato, in gran parte a causa della crisi economica. Sta di fatto che nel recente passato abbiamo assistito a Novembre/Dicembre 2014 scelte dell’Amministrazione comunale di dare in concessione a privati spazi pubblici che vengono gestiti non completamente con logiche di interesse pubblico, con il rischio di non avere poi la capacità e la possibilità di intervenire nel merito della gestione. Oppure abbiamo visto, in controtendenza con quanto avviene in tanti altri comuni, l’eliminazione delle convenzioni a sostegno delle famiglie che frequentano gli asili nido. Spezzando quel circuito virtuoso che in questi anni ha consentito a soggetti con finalità e un modo di fare impresa che non si esauriva nel fine di lucro, di stare sul mercato e di rappresentare un fattore positivo per le famiglie e per la stessa Amministrazione comunale”. Un altro momento sempre apprezzato della settimana della cooperazione sestese è il riconoscimento pubblico ad alcuni cooperatori, che si sono distinti in questi anni per impegno, generosità e capacità. Ecco i loro nomi: Maria Grazia Barbanti, della cooperativa sociale Acli Famiglie e dintorni; Umberto Carletti, del Circolo coooperativo Anpi; Simona D’Alò, della cooperativa sociale La Grande Casa; Giovanni Longobardo, del Comitato soci Coop di Sesto San Giovanni; Giuliano Salvioni, della cooperativa UniAbita; Valter Sesana, della Banca di credito cooperativo di Sesto San Giovanni; Wladimiro Zagnoni, della cooperativa edificatrice NuovaTorretta. SERVIZI | UNIABITA - 37 CULTURA Con una straordinaria Lucilla Giagnoni, che dà corpo e voce ad Alda Merini, prende il via la sesta edizione di Teatro Necessario Parte a gennaio la sesta edizione di Teatro Necessario, la rassegna teatrale organizzata dal Cinema Teatro Rondinella e realizzata con il contributo della Fondazione Cariplo e della Cooperativa UniAbita. “Una selezione di spettacoli teatrali – ricorda Gianluca Casadei, responsabile della rassegna – che si sviluppa attorno all’idea del teatro civile ovvero di un teatro caratterizzato da una forte valenza sociale e civica in grado di far riflettere lo spettatore sulla memoria, la collettività e il vivere comune”. Come già avvenuto nelle precedenti edizioni la direzione artistica della rassegna ha “scommesso” sia su artisti di compagnie emergenti che su proposte di più consolidata riconoscibilità. Si comincia giovedì 15 gennaio alle 21,15 con la forza espressiva e il talento di Lucilla Giagnoni che per Tangram Teatro interpreta Alda Merini. Una storia diversa, un commosso omaggio alla memoria della grande poetessa milanese. Ricorda Ivana Ferri, che ha curato la messa in scena e l’adattamento dello spettacolo: “Avvolta nelle sue grandi collane, con l'immancabile rossetto e la compagnia fedele di una sigaretta, parlava della vita, dell'amore, del manicomio con una profondità e una semplicità straordinarie. Ci mancheranno le sue poesie, ci mancheranno i 38 - UNIABITA | RUBRICHE Lucilla Giagnoni Novembre/Dicembre 2014 Gianluca Foglia "Fogliazza" Sabina Villa suoi occhi che avevano attraversato il tunnel dell'ospedale psichiatrico e che avevano visto l'altra faccia della nostra società 'perfetta'. Sì, Alda Merini è stata una poetessa, anzi lei era la poesia”. Una serata per ricordare Alda Merini, ma per richiamare anche, ancora una volta, l'attenzione su quella pagina nera che è stato il sistema manicomiale italiano fino a fine anni Settanta. Lo “scandalo” della parola in una Antigone che ritorna “nella città”, ci proietta a giovedì 19 febbraio (sempre alle ore 21,15) con la pièce di Gigi Gherzi e Lorenzo Loris Antigone nella città, prodotta dal Teatro Out Off. Che cosa lega il mondo contemporaneo, in cui la spettacolarizzazione del dolore è ormai diventata la norma, in cui il circo mediatico si nutre di tredicenni barbaramente uccise, il continente brucia tra le fiamme di una violenta crisi e una tragedia greca del V secolo avanti Cristo? Se lo chiedono Luca e Leo, due uomini del nostro tempo, che si confrontano sui destini del teatro e della città, prendendo come riferimento l’Antigone di Sofocle. Attraversando il presente ci immergiamo nel ciclone di un teatro della crudeltà, nato nei circhi romani, tra gladiatori, belve feroci e pubblico assetato di violenza, molto simile a quello di telespettatori che hanno respirato le polveri Novembre/Dicembre 2014 Lorenzo Loris e Gigi Gherzi del crollo delle Torri Gemelle... Per il mese della Festa della Donna, martedì 10 marzo alle ore 21,15, Sabina Villa interpreta Nella Gioia, una storia al femminile, capace di infondere speranza alle donne, e coraggio a quegli uomini che alle donne si vogliono affiancare. Nella è artefice della propria vita, il motore di ogni passo avanti, responsabile di ogni suo dolore. Solo una cosa non ha scelto: la propria origine, la terra scura e arida dove è germogliata, dove ha le radici e che l'ha fatta così com'è. Come altro non poteva essere. Nella Gioia – come la Modesta de "L'arte della gioia", il romanzo di Goliarda Sapienza a cui è ispirato lo spettacolo – è nata il 1 gennaio del 1900. Attraversa il Ventesimo secolo, mutando nella forma, ma preservando la propria relazione libera e scomoda con il mondo che cambia. Nella Gioia è il viaggio di una donna nella storia, nella guerra, nell'amore, nei conflitti sociali. La costruzione di un'educazione sentimentale, erotica, politica e umana. La rassegna si conclude giovedì 16 aprile, ancora alle 21,15, con Officine Libertà. L’onda della Madonnina, di e con Gianluca Foglia “Fogliazza”, prodotto da Sonoris Causa, che viene presentato all’interno del progetto “Oggi, 25 aprile 1945”, promosso dall’Amministrazione comunale di Sesto San Giovanni. “Officine Libertà. Nel marzo 1944 il mare venne a Milano con un'onda che travolse tutto e nulla sarebbe stato più come prima. Quell'onda fu lo sciopero dei tranvieri, che paralizzò la città intera, dando per la prima volta ai cittadini la consapevolezza di quanto un popolo unito avrebbe potuto, lottando, fare contro gli occupanti tedeschi e il fascismo. Ci sarà purtroppo un'onda di riflusso, oltre alla rappresaglia di arresti e deportazioni come mai prima nell'Europa occupata dai tedeschi: nel caos si consumerà la violenza di genere, la vendetta personale, il silenzio di chi non racconterà ai figli per proteggerli da un dolore troppo forte e mai superato, creando così un vuoto di conoscenza, di memoria e consapevolezza. “Officine Libertà. L’onda della Madonnina” è la storia di alcuni uomini e donne, lavoratori e cittadini, che scoprono, nel pieno della tempesta, di avere l'orgoglio e la forza per riprendersi la libertà, un pezzo alla volta, lottando, fino alla Liberazione e alla più bella Costituzione del mondo. Cinema Teatro Rondinella Viale Matteotti 425 - Sesto San Giovanni tel. 02.22.47.81.83 [email protected] www.cinemarondinella.it Biglietti Intero: 7,00 euro; Ridotto (over 60, under 25, studenti, tessera Rondicard e soci UniAbita): 5,00 euro RUBRICHE | UNIABITA - 39 SOLIDARIETÀ Il progetto “Casa Arcipelago-Anffas” per aumentare l’autonomia delle persone con disabilità di Katia Giannotta UniAbita per i disabili. È l’impegno che la cooperativa ha assunto nel destinare un appartamento dello stabile di via Torricelli al progetto dell’Anffas Nordmilano chiamato “Casa Arcipelago – Anffas”. Il progetto, presentato di recente, è una vera e propria casa di accoglienza per disabili intellettivi che avrà sede in via Milazzo a Cinisello Balsamo. Cinque appartamenti completamente arredati potranno ospitare fino a quattordici persone che intraprenderanno percorsi di preparazione all’autonomia abitativa. L’alloggio messo a disposizione della cooperativa UniAbita, acquistato dalla Fondazione Dopo di Noi – Anfass nazionale e ceduto in comodato d’uso ad Anffas Nordimilano, sarà dato alle prime quattro persone che avranno completato il percorso di preparazione all’au- tonomia. L’azione della cooperativa UniAbita si inserisce in un rapporto di collaborazione con Anffas che dura da diversi anni e che potrebbe avere ulteriori sviluppi in un prossimo futuro. La presentazione del progetto e l’inaugurazione degli spazi sono avvenute al Circolo familiare parrocchiale di via Milazzo, alla presenza dei presidenti dell’Associazione Anffas rispettivamente del Nord Milano, Antonio Cacopardi, e della Lombardia, Emilio Rota, accompagnati dal sindaco Siria Trezzi, dall’assessore alle Politiche sociali, Gianfranca Duca, e da altre autorità. “Si tratta di un percorso di accompagnamento e sostegno ai familiari – spiega Antonio Cacopardi, presidente di Anffas Nordmilano – che potranno guardare al futuro dei loro fi- gli con maggiore serenità, attraverso un percorso che porti all’autonomia abitativa. I loro figli saranno aiutati a scegliere come vivere la loro quotidianità a partire dalle cose più semplici, ad esempio quando e cosa mangiare, quando andare a dormire e come vestirsi, così da renderli più sicuri nel momento del “dopo di noi”. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cariplo per 450 mila euro, è il frutto di alcune sperimentazioni avviate già da tempo da Anffas Nordmilano in alcuni appartamenti del territorio, con la proposta alle famiglie di percorsi graduali e accompagnati. Sono stati organizzati anche incontri con le famiglie legate alla rete Anffas, alla Cooperativa Arcipelago e alle Associazioni Il Sorriso e La Rondine. Torneo di scala 40 organizzato dal comitato di caseggiato di via Carlo Villa 6 Il comitato di caseggiato di via Carlo Villa 6 ha organizzato per i giorni 28 e 29 novembre un torneo di scala 40 con 64 partecipanti. L'iniziativa ha riscosso notevole successo sia per le adesioni dei giocatori, al punto che non si è potuto accettare qualche iscrizione perché il numero dei partecipanti era già stato completato, sia per il numeroso pubblico intervenuto. Gli organizzatori sono rimasti soddisfatti per la riuscita della manifestazione, come pure i giocatori che si sono contesi i bei premi messi in palio. 40 - UNIABITA | RUBRICHE Novembre/Dicembre 2014 CULTURA Il sogno di un mondo migliore di Angelo Maj “Non leggo mai i libri che recensisco. Potrei esserne influenzato”. Per quanto vi possa assicurare del contrario, non ho saputo resistere alla tentazione di introdurre questa rubrica con un aforisma di Oscar Wilde, nel quale mi sono casualmente imbattuto nei giorni scorsi. Vi propongo quindi quattro libri. Piccoli nel formato (tranne uno, per la verità) ma grandi nel contenuto, che possono andare benissimo sia per le vostre letture che per i vostri regali. Ci troviamo nel mezzo delle celebrazioni che ricordano i cento anni trascorsi dall’inizio della Grande guerra. Comincio quindi con Il collare Rosso, un bel romanzo sulla fine dell’idealismo militare di Jean-Christophe Rufin, francese, scrittore, medico e fondatore di “Medici senza frontiere”. La vicenda si svolge nel 1919. Il caporale Morlac, un eroe di guerra, a causa di un gesto provocatorio (si è sfilato dall’occhiello la Legione d’onore e l’ha appuntata al collare di Kaiser, il suo cane) è stato imprigionato con l’accusa gravissima di vilipendio della nazione. Il giudice militare, il maggiore Lantier du Grez, conduce l’interrogatorio del prigioniero e cerca di venire a capo delle ragioni del suo inspiegabile comportamento. La chiave di tutto è il cane, che ha seguito Morlac in guerra senza mai lasciarlo e che ora, mentre il suo padrone è in carcere, abbaia giorno e notte senza mai fermarsi. Storia di una maestra, della spagnola Josefina Aldecca, è il racconto di un altro sogno, quello di tanti maestri di campagna che volevano cambiare la società, abbattendo l’ignoranza e la povertà, attraverso la scuola e l’educazione. Siamo nel 1923. Nel giorno in cui la maestra Gabriela si diploma, la cittadina di Oviedo è attraversata dal corteo matrimoniale di un ancora sconosciuto colonnello, Francisco Franco Bahamonde. La giovane maestra incomincia la sua “missione” in un paesino di montagna, per poi passare in Guinea Novembre/Dicembre 2014 equatoriale, una delle colonie spagnole, per arrivare infine in un distretto minerario, negli anni in cui la Repubblica spagnola vince le elezioni e si prepara la tragedia della guerra civile. Con Giuda di Amos Oz, l'azione si sposta a Gerusalemme, nell'inverno fra il 1959 e il 1960. Il protagonista, Shemuel, è uno studente alla ricerca di se stesso. Ha lasciato l’università dove lavorava a una tesi su “Gesù nella prospettiva ebraica” e, alla ricerca di un lavoro, arriva in una vecchia casa in cui vivono un anziano ma lucido professore, una giovane donna di cui si innamorerà e due, per così dire, fantasmi. Quello di un uomo che perseguiva un’ideale di pacifica convivenza tra ebrei e arabi e che si opponeva alla nascita dello stato di Israele (e che perciò fu accusato di tradimento) e quello di un giovane morto per mano araba, nella guerra del 1948. Sullo sfondo c’è la storia dell’umanità, delle guerre, del cristianesimo e degli ebrei, di Gesù e di Giuda: “In fondo – dice Shemuel – senza di lui non ci sarebbe stata la crocifissione, e senza la crocifissione il cristianesimo non sarebbe mai esistito”. Morte di un uomo felice è ambientato a Milano nel 1981, “nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica. In questo libro, che gli è valso il Premio Campiello, Giorgio Fontana racconta la storia di Giacomo Colnaghi, un magistrato che indaga sull’attività di una nuova banda armata, responsabile dell’omicidio di un politico democristiano. Le sue convinzioni etiche, alimentate da una fede cattolica intensa e intima, fanno sì che, nel suo lavoro di magistrato, Giacomo Colnaghi non si accontenti di assicurare i colpevoli alla giustizia, ma cerchi di comprendere le ragioni profonde e le motivazioni di tanti orrendi delitti. In un dialogo ideale, mai interrotto, con la figura del padre Ernesto, morto da giovane partigiano, e che lui non ha mai conosciuto. Jean-Christophe Rufin Il collare rosso Edizioni e/o pagg. 160 euro 16,00 Josefina Aldecoa Storia di una maestra Sellerio pagg. 264 euro 14,00 Oz Amos Giuda Feltrinelli pagg. 329 euro 18,00 Giorgio Fontana Morte di un uomo felice Sellerio pagg. 280 euro 14,00 RUBRICHE | UNIABITA - 41 FILOSOFIA E BEN – ESSERE Giocare, che passione! Quando il gioco è fisiologico e quando invece degenera in patologia, che dà dipendenza? di Carlo E. L. Molteni Viviamo in tempo di crisi, eppure c’è un settore economico che sembra non risentirne affatto: il gioco d’azzardo. Secondo dati recenti, esso costituisce la terza industria nazionale, dopo Eni e Fiat-Crysler. Nel 2013 le imprese italiane specializzate nel settore scommesse e gioco sono cresciute del 32,1 per cento rispetto all’anno precedente, con un incremento in Lombardia del 43,4 per cento. Del resto giocare è un’attività fondamentale, non solo per l’uomo, ma anche per le specie animali superiori, quali ad esempio i mammiferi: lo sa bene chi possiede cani o gatti. Una classica tipologia redatta dal- lo psicologo H. A. Murray nel 1966 enumera il gioco tra i venti bisogni umani fondamentali, accanto al bisogno di affiliazione, di aggressione, di autonomia, di comprensione ecc. Numerose sono le funzioni del gioco. Certamente nella psiche infantile il gioco contribuisce all’esplorazione dell’ambiente e quindi anche al progressivo sviluppo dell’intelligenza individuale. Ma anche allo sviluppo dell’adattamento sociale. Giocando con gli altri il bambino impara a riconoscere ruoli diversi, sperimenta gerarchie e rapporti di potere, si inserisce in dinamiche di collaborazione e di competizione. Per questo tutti i pedagogisti, già dall’antichità, valorizzavano il gioco, sia spontaneo che organizzato, per il suo valore formativo. Ma il gioco favorisce anche lo sviluppo emotivo. Già Freud notava che la paura o l’ansia che il bambino prova verso un’attività (pensiamo a un’iniezione) possono essere ridotte giocando ripetutamente a compiere quell’atto, ad esempio con un bambolotto a cui fare la puntura, che simboleggia il bambino stesso. Inoltre il gioco può facilitare il passaggio dalla compagnia di un familiare alla sua assenza: Chiusure Casse e Uffici UniAbita festività S.Natale 2014 Uffici Casse piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo – piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni mercoledì 24 dicembre 2014: chiusura ore 12.30 mercoledì 31 dicembre 2014: chiusura ore 12.30 venerdì 2 gennaio 2015: chiusura totale piazza Soncino 1, Cinisello Balsamo mercoledì 24 dicembre 2014: chiusura ore 12.00 lunedì 29 dicembre 2014: chiusura ore 17.00 dal 30 dicembre 2014 al 2 gennaio 2015: chiusura totale lunedì 5 gennaio 2015: apertura ore 14.45 piazza Repubblica 8, Sesto S.Giovanni mercoledì 24 dicembre 2014: chiusura ore 12.00 dal 29 dicembre 2014 al 2 gennaio 2015: chiusura totale via Garibaldi 47/49, Cinisello Balsamo mercoledì 24 dicembre 2014: chiusura ore 12.00 dal 29 dicembre 2014 al 5 gennaio 2015 (mattino): chiusura totale lunedì 5 gennaio 2015: apertura straordinaria ore 14.45 - 17.45 Gli interessi maturati al 31/12/20134 verranno accreditati con decorrenza 1/1/2015. Al fine di evitare lunghe attese agli sportelli consigliamo ai Soci di prendere visione degli stessi in occasione della prima operazione di cassa. 42 - UNIABITA | RUBRICHE Novembre/Dicembre 2014 stringere tra le braccia l’orsacchiotto, il peluche o la coperta di Linus permette di sopportare l’allontanamento della mamma: è la nota teoria dell’oggetto transizionale di Winnicott. Se poi consideriamo quel particolare gioco che si basa sull’azzardo, scopriamo che esso ha una lunga storia: gli antichi Egizi già conoscevano i dadi; in India, Giappone e Cina si scommetteva sia al gioco dei dadi che alle corse dei carri. Nella Roma imperiale Nerone, Caligola, Claudio furono probabilmente giocatori compulsivi (anche la tentazione di barare pare sia altrettanto antica, visto che sono stati ritrovati dadi appesantiti da un lato!). Nei secoli XVI-XVII si registra un ampliarsi delle modalità di gioco, a partire dalle scommesse sui cavalli alle lotterie. La roulette fu inventata nel 16° secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895 da Charles Fay. Il gioco appare dunque un’attività universale: per il filosofo Johan Huizinga esso sta alla base di ogni cultura ed è presente in ogni epoca della storia e in ogni organizzazione sociale, oltre che in ogni età della vita: l’homo sapiens è anche homo ludens. Se analizziamo più da vicino le attività ludiche, con l’aiuto del sociologo R. Caillois, notiamo in esse quattro componenti fondamentali. C’è la competizione, evidente ad esempio nelle gare sportive; c’è un senso di vertigine, ben noto a chi pratica sport estremi; c’è l’immedesimazione in un ruolo, tipica ad esempio del teatro; ma c’è anche una componente di fortuna o “alea”. Quest’ultimo aspetto è quello predominante nei giochi d’azzardo, in cui si tenta la sorte sperando nella fortuna. Se la propria vita è frustrante e avara di gratificazioni o se, al contrario, l’esistenza è monotona e non dà sensazioni forti, ci si può abbandonare al gioco d’azzardo, nella speranza che esso regali, come una grande mamma, (non per nulla la Fortuna è una dea) il nutrimento che il soggetto non si procura ma si aspetta da un altro. A nulla serve la matematica, secondo cui la probabilità di fare 6 al superenalotto è 1 su 622.614.630; o l’economia, secondo cui il banco vince sempre sui giocatori, altrimenti l’impresa fallirebbe; o la logica che considera identiche perdite la puntata sul 12 o sul 26, quando esce il numero 27 alla roulette: no, il caso, la sorte, l’alea appunto, la prossima volta premierà proprio me, perché il 26 non è vera perdita ma una “quasi-vincita”. E così il rischio diventa quello della ludopatia, una forma di dipendenza malata nella quale la persona vulnerabile precipita, spesso rincorrendo le perdite; una patologia considerata in un recente manuale psichiatrico (DSM V) affine a quella che danno le droghe, dalla quale è difficile liberarsi. Bisogna allora rinunciare a giocare? Si tratta invece di crescere interiormente, superando l’illusione cognitiva di controllare un evento aleatorio; di scoprire le reali motivazioni che spingono a giocare nonostante le perdite; di gestire le proprie emozioni, acquistando così maggiore consapevolezza delle situazioni di rischio. Questo lungo lavoro, che la persona non può svolgere da sola, permetterà di passare dal gioco patologico, con tutto il suo contorno di credenze magiche e illusorie, il cui esito dipende dalla dea bendata, al gioco responsabile, basato non sul caso ma sulle proprie capacità, sull’impegno e sulla preparazione. Non la rinuncia a qualsiasi piacere ludico, ma la scelta di un piacere diverso, più maturo e meno infantile. Un gioco sociale, insomma, e non un gioco patologico. Eco Courts, conferenza finale a Padova A Padova, lo scorso 28 novembre, si è tenuta la conferenza finale del progetto Eco Courts (tradotto: cortili ecologici). Un progetto in cui i condomini diventavano laboratori di economia sostenibile, praticavano la raccolta differenziata collettiva, puntavano sull’efficienza energetica degli impianti di uso comune e mettevano a disposizione dei locali per degli usi comuni: fai da te, bike sharing, palestre di caseggiato, orti condivisi. Al progetto, come si ricorderà, ha partecipato anche UniAbita e, in particolare, il condominio di via Mozart 13/15. Nella foto il momento della consegna dell’attestato di partecipazione ai rappresentanti della cooperativa. Il nostro socio Rossin in visita ecumenica a Gerusalemme A ottobre il nostro socio Rossin ha visitato Gerusalemme e ha incontrato alcune importanti autorità religiose. Il primo incontro si è svolto il 9 ottobre con il vescovo William Shomali, patriarca cattolico vicario di Gerusalemme. Il vescovo ha ricordato che il 2014 è stato un anno importante per l’unità dei Cristiani. Infatti Papa Francesco è stato a Gerusalemme dove Novembre/Dicembre 2014 ha incontrato il patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, il patriarca di Gerusalemme Teofilo, e il patriarca Armeno di Gerusalemme, Narhoun Manoogian. Anche da quest’ultimo, il nostro socio è stato in udienza con la famiglia (vedi foto). Entrambi gli incontri sono stati molto amichevoli con scambio di doni a significato ecumenico. RUBRICHE | UNIABITA - 43 Sogno d'amore 25/50 anni insieme Sogno d’amore è la manifestazione che si avvale del contributo di alcuni sponsor, tra i quali UniAbita, con la quale il Comune di Cinisello Balsamo festeggia le coppie giunte al 25° e 50° anniversario di nozze. Naturalmente tra i coniugi premiati ci sono anche numerosi soci della nostra cooperativa, dei quali pubblichiamo una piccola foto ricordo, esprimendo sincere congratulazioni. 50° Bosisio Itala Casati Franco 50° Cerri Silvana Vanoni Roberto 50° Stoppa Elisa Occa Mario Cresceri Franca Vescia Umberto 50° Vighi Enrica Quani Bruno 50° 50° Fecchio Umbertina Tonolli Mino 25° Leone Mirella Chierigatti Marco Pierino 50° Occa Anna Maria Menghini Benito 25° Morachioli Loredana Marani Maurizio 25° Savoldi Franca Casamassima Adriano FAVOLE PER BAMBINI Il peso del Natale di Alessandra Fraccon Qual è la ricetta per sfornare un Buon Natale? Chi la conosce? Chi la può donare? Quel che mi manca sono gli ingredienti, nascosti dai più sapienti. Al resto penso io, non abbiate paura del Natale ora vi svelerò il peso e la misura! Per iniziare occorrono contenitori piuttosto estesi, recipienti sempre donati e mai resi. Bicchieri graduati e vari misurini rendono il Natale a misura di bambini. Invece di un panetto usa un panettone, il risultato è più dolce e fa tradizione. Piuttosto che scegliere qualche manciata meglio una mancia...e scegliere a chi va data. Se un pizzico vi sembra poca cosa usate un pizzicotto di una nonna assai affettuosa. Al posto di una spruzzata per aromatizzare misura una nevicata, e preparati a spalare! Sapete cosa dico? Non serve una bilancia ben calibrata per pesare questa festa così delicata non ci sono misure da prendere con precisione basta liberare ogni emozione ricordandosi che non serve accontentarsi di una sola fetta perché il Natale va gustato, con affetto e senza fretta! 46 - UNIABITA | RUBRICHE Novembre/Dicembre 2014 Novembre/Dicembre 2014 RUBRICHE | UNIABITA - 47