Carissimi/e,
abbiamo appena concluso le celebrazioni pasquali, che già
dobbiamo volgere lo sguardo all’ estate. L'estate è un periodo
dell'anno che cambia profondamente l'impostazione pastorale
delle nostre comunità altopianesi: dalla sistematicità della
impostazione liturgica e catechistica degli altri 9 mesi a una
più variegata proposta.
La conclusione dell'anno scolastico infatti permette anche a
molte nostre famiglie di prendersi un minimo periodo di "ferie"
da trascorrere fuori paese nel mese di giugno; da luglio ai
primi di settembre poi, avremo una più nutrita presenza di
ospiti, abituali od occasionali; ecc....
Tutto ciò comporterà diverse e varie iniziative, non solo
economiche, e di intrattenimento e di cultura (vedi
"Programma" specifico) ma anche di carattere pastorale.
Cogliamo allora, l'occasione, presentando questa nostra
abituale proposta di inizio estate, di augurarvi di poter fare
esperienze nuove di crescita, in tutti i sensi; e che possiate
gradire anche questa fatica che i nostri redattori hanno portato
avanti.
Un saluto particolare ai nostri affezionati lettori che risiedono
in paesi "lontani" . La Santa Margherita, che festeggeremo il
20 luglio p.v., nella bella chiesa a Lei dedicata, interceda per
tutti noi le necessarie grazie.
Di cuore
Don Pierangelo
Rotzo, 29 giugno 2011;
Solennità dei Ss. Pietro e Paolo.
IL PADRE NOSTRO
PREGARE con il Signore Gesù.
Il "PADRE NOSTRO"
Premessa:
La "preghiera", intesa in senso ampio, potremmo dire che
sia l' "attività" principale dell'uomo, ciò che più di ogni
altra "attività" lo distingue dagli altri esseri viventi.
A noi però, ciò che interessa qui, è la "PREGHIERA
CRISTIANA", e, più in particolare la "preghiera
insegnataci da Gesù", che chiamiamo "II Padre nostro".
Il PREGARE visto non tanto come "parlare", ma come
"ascoltare"; non tanto come un "ottenere", ma come un
"diventare" (la preghiera come "attività" del costruire se
stessi........ l'attività" più importante, appunto.
Furono gli apostoli che un giorno chiesero a Gesù:
"Insegnaci a pregare!". E fu allora che Gesù ci insegnò il
"Padre nostro".
Di questa preghiera i Vangeli ci danno due versioni:
I^: Quella "secondo Matteo" (6, 9-13), che è quella usata
tradizionalmente (e che nell' ultima versione CEI, per la
Liturgia, ha avuto una modifica (di traduzione; che
segnaleremo con il corsivo e la sottolineatura));
2^: Quella (più breve) "secondo Luca" (11,2-4).
"Secondo Matteo":
(FORMA USATA TRADIZIONALMENTE, che suddivideremo
in 3 parti):
"T: Padre nostro, che sei nei cieli,
2^: sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia
fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
3": Dacci oggi il nostro pane quotidiano,Rimetti a noi i
nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e
non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
AMEN.
(NUOVA TRADUZIONE C.E.I.):
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi
rimettiamo i nostri debitori,
Non dice: "Signore...Dio...ecc...; ma "PADRE" (a cui,
potremmo aggiungere "MADRE")(II termine usato è "Ab,
Abbà",
che
corrisponde
al
nostro
"Babbo"..
..."Papà"....ecc....).
a) E’ la "novità" cristiana.
E' vero che anche nell'Antico Testamento (Prima
Alleanza), il Signore Dio veniva "chiamato" "Padre", ma
per indicare non il suo "modo di essere" ma il suo
"modo di comportarsi", in genere in relazione al modo
di comportarsi umano. Era come dire: "Come voi padri
(e madri) vi comportate con i vostri figli, cosi io mi
comporto con voi....".
Per Gesù, invece, DIO E' PADRE, perchè questo è il suo
modo di essere.
Questo, innanzitutto, perché Dio è veramente il "Padre"
(di Gesù); perché Gesù è il "Figlio", suo Figlio, Dio come
il Padre (Nel "Padre nostro" Gesù ci rivela anche la
TRINITÀ' DI DIO....). E in Gesù, il Figlio, Dio, il Padre,
vuole farci tutti suoi FIGLI...
e non abbandonarci alla tentazione
ma liberaci dal male.
"Secondo Luca":
Padre, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti
perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione.
"PADRE..."
(AMEN).
(In questo numero faremo alcune brevi riflessioni sulla 1^
parte della versione tradizionale; in seguito rifletteremo sulle
altre due).
1^ PARTE: "PADRE NOSTRO, CHE SEI NEI CIELI":
b) Nella cultura semitica (della quale faceva parte
anche il popolo ebreo, e perciò il testo dell'Antico
Testamento),
il PADRE è certamente colui che
genera la VITA FISICA e la sostenta con il suo
lavoro;..ma è anche colui che genera la VITA
SPIRITUALE (religiosa..di Fede...).Lo fa educando
personalmente i figli alla Fede, alle tradizioni degli
antenati, alla conoscenza e osservanza della Legge
(della Bibbia, diremmo noi). Per cui:
c)
INVOCARE DIO come PADRE è:
- Una BENEDIZIONE (cioè, un "dire-bene" di Dio, colui
che fa, e bene, tutte le cose....)
- Un ATTO DI FEDE: nell'amore paterno, provvidente,
di Dio....
- Partendo da me, innanzitutto, che sto pregando (la
preghiera è personale, ma non individualistica);
- E' ADORAZIONE, che riconosce il Signore come
DIO, l'unico Dio.....
- Raggiunge però, poi, la mia Comunità (familiare e
parrocchiale...);
quindi la Chiesa universale, e, di
seguito, tutta l'Umanità... Non solo coloro che lo
"conoscono" (lo riconoscono e lo amano come Padre);
ma anche quelli che non lo "conoscono" ancora, ma che
sono chiamati a "conoscerlo".
- E' RICONOSCIMENTO: cioè ringraziamento...per
ciò che Dio è e fa...per noi;
- E' un CAMMINO (un IMPEGNO ad accogliere,
vivere e realizzare ciò che Dio ha fatto in noi (e per
noi): l'averci fatti suoi Figli (è impegnarci a
comportarci di conseguenza. ...)).
- E' IMPEGNARSI ad osservare, nei suoi confronti,
non solo i primi 3 Comandamenti, ma anche il 4°:
"ONORA (fa fare sempre bella figura a TUO
PADRE(Dio) E TUA MADRE (la santa Madre Chiesa).
- E' RESPONSABILITÀ', cioè risposta positiva alla
proposta di Dio, accettando di essere, di farci trattare
e comportarci come figli!
- E' INVOCAZIONE: con cui domandiamo, chiediamo
che tutto questo possa realizzarsi da parte nostra. . .
.
"NOSTRO":
Non "mio" (perché solo Gesù può dire "Dio, mio
Padre").
Noi possiamo dire solo "nostro". E dicendo cosi
affermiamo anche la paternità universale di Dio. Una
"paternità" non "naturale", ma "adottiva", pur sempre
"autentica".
Con questo aggettivo possessivo ("nostro" la nostra
preghiera assume un carattere universale,che si
amplia, si espande, a cerchi concentrici:
Va' notato, perciò, la nostra "responsabilità": recitando
il "Padre nostro" noi "rispondiamo positivamente"
(responsabilità) alla proposta che Dio ci rivolge, di farlo
"conoscere" a tutti.......
"CHE SEI NEI CIELI":
Con questa affermazione non si vuole, tanto,
distinguere Dio dai padri (e dalle madri) della terra. E
neppure indicare il luogo dove Dio abiterebbe (Dio è
dappertutto!).
Ma vuole indicare il "modo di essere di Dio": Egli infatti
"trascende" (va al di là del) la nostra realtà di creature;
è al di là di tutto, perché è alla radice di tutto,
all'origine di tutto.
Indica poi, che la nostra "patria" (che di per sé significa
il "luogo del padre") è "nei cieli", cioè in Dio, con Dio,
nella "realtà di Dio", dalla quale Gesù dapprima è
"disceso" e poi è "asceso" (risorto) . . .
In quei "cieli" che il peccato (di Adamo e della umanità)
aveva chiusi, e chiude, ma che Gesù ha aperti (riaperti) e apre continuamente col suo perdono....per
mezzo della sua Chiesa....
CRONISTORIA PARROCCHIALE
DAL I" aprile al 15 giugno 2011.
08.04; Ven.: VIA CRUCIS all'aperto, in preparazione alla
Settimana Santa (Ore 20.oo, in zona "Fagari" partendo dal
Capitello di campagna);
17.04: Dom.: DOMENICA DELLE PALME: a tutte la Ss
Messe "Benedizione degli Ulivi"; a quella delle 10.15 viene
fatta precedere anche la Processione partendo dal cortile a
fianco della chiesa.
19.04: Mar.: GIORNATA PENITENZIALE con due Liturgie
penitenziali (ore 16.oo e 20.30);
21.04: Gio.: GIOVEDÌ* SANTO: durante la S.Messa nella
Cena del Signore, i Ragazzi di Prima Comunione partecipano
alla "Lavanda dei piedi";
22.04: Ven.: ore 16.oo: SOLENNE VIA CRUCIS IN CHIESA;
ore 20.30: Solenne LITURGIA DELLA
CROCE, alla quale segue una breve
processione, fino alla statua della
Madonna Pellegrina;
23.04: Sab.
SABATO SANTO: ore
20.30 solenne VEGLIA PASQUALE
(partecipiamo, nel segno sacramentale,
alla Risurrezione del Signore;
24.04:
Dom.:
DOMENICA
DI
RISURREZIONE nel segno sacramentale
-liturgico partecipiamo alle apparizione
del Signore risorto ai discepoli.
29.04 (Ven) - 04.05 (Mer): GITA parrocchiale annuale a
BERLINO: (vedi "articolo specifico").
1°.05: Dom.: A sostituire il parroco, impegnato nella Gita a
Berlino, presiede le Ss.Messe un Padre missionario dei
Comboniani di Padova.
06.05, Gio.: Iniziamo il FIORETTO DI MAGGIO, che ci porterà
in pellegrinaggio nelle varie contrade del paese, ove vi sono
immagini sacre in onore di Maria (Capitelli, nicchie, ecc....). Il
bel tempo ha facilitato una folta partecipazione.
08.05: Dom.: Un paio di parrocchiani partecipa,(a Mestre) alla
S.Messa in occasione della VISITA DEL PAPA alla Regione
ecclesiastica del Triveneto.
Un Gruppo di Alpini, col più vecchio partecipante (Cristiano Dal
Pozzo, classe 1913) partecipa alla annuale FESTA DEGLI ALPINI (a
Torino); A tutte le Ss.Messe preghiamo per le MAMME, nella
GIORNATA della MAMMA.
09.05: Lun. Iniziamo la BENEDIZIONE PASQUALE ALLE
FAMIGLIE, che impegnerà il parroco fino a tutto giugno.
15-16. 05: Dom-Lun.: ELEZIONI COMUNALI (vedi l'apposito
articolo);
22.05. Dom.: PRIMA COMUNIONE (vedi foto e articolo);
25.05: Mer.: FIORETTO (rosario) in CIMBRO: a S.Margherita,
a cura della "Scuola di Cimbro"/ Chiesetta piena.
29.05: Dom.: Con la Messa delle ore 10.15, concludiamo il
periodo della Pastorale "ordinaria" e inauguriamo quello della
Pastorale estiva.....
30.05; Lun.: Chiusura parrocchiale MESE DI MAGGIO, presso
Statua Madonna Pellegrina.
31.05: Mar.: Chiusura vicariale MESE MAGGIO a Gallio
Santuario del "Buso" (con folta partecipazione di nostri
parrocchiani (e ragazzi della Prima Comunione).
05.05: Dom.: FESTA DELLA ASCENSIONE: 4" ROGAZIONE,
a causa del tempo incerto, secondo il "tragitto breve" della
Campagna. Ben riuscita, (vedi anche lo specifico articolo).
ANGOLO RAGAZZI
La "Dormitio Virginis"
(Vedi il 15 agosto);
Dopo l'Ascensione al cielo di Gesù, gli apostoli si riunirono
nel Cenacolo, in preghiera, nell'attesa dello Spirito Santo, il
Dono promesso da Gesù. Con loro c'era Maria, la mamma di
Gesù. Maria desiderava tanto morire per andare dal suo
Gesù su, ma gli apostoli, e la Chiesa che stava nascendo
hanno ancora bisogno di Lei: è la mamma, attorno al la quale
i figli si ritrovano, per raccontarsi le esperienze vissute,
per progettare il futuro. Poco dopo la Pentecoste, gli
apostoli iniziarono i loro viaggi di evangelizzazione, che li
porteranno in tutto il mondo allora conosciuto. Ma quando,
per vari motivi, ritornavano a Gerusalemme, una visita a
Maria, per rinfrescare i ricordi di Gesù, non mancava mai.
Passano gli anni, e anche Maria, pur rimanendo bellissima,
invecchia. In Lei il desiderio di raggiungere Gesù si fa
sempre più forte. Un bei giorno le appare l'angelo Gabriele,
che le annuncia:"Fra tre giorni salirai al cielo". "Finalmente,
dice Maria, ma vorrei che mi fosse concesso di rivedere per
l'ultima volta, tutti riuniti, almeno gli apostoli" "Ogni tuo
desiderio è un ordine -dice l'angelo- cosi sarà fatto". In
effetti, già da qualche tempo, chi per un motivo chi per un
altro, gli apostoli erano in viaggio per Gerusalemme. Cosi,
proprio tre giorni dopo l'annuncio dell'angelo, si ritrovano
tutti attorno a Maria, che, commossa, li abbraccia, se li
guarda uno ad une li accoglie attorno alla sua mensa. Poi,
circondata da loro, si distende a riposare un po'. Sono le
tre del pomeriggio, l'ora in cui era morto Gesù, e Maria si
addormenta, dolcemente, per sempre. La sua anima viene
accolta dal coro festoso degli angeli e dei santi e Gesù la fa
sedere alla sua destra, incoronandola Regina dell'universo.
Appena se ne accorgono, gli apostoli, con gli occhi gonfi di
lacrime, depongono il suo corpo in un sepolcro ero vuoto, lo
ricoprono di fiori e poi chiudono la bocca del sepolcro con una
grossa pietra. Presi da tante emozioni, non si erano però
accorti che anche questa volta mancava Tommaso. Egli arrivò
il giorno dopo. Irritato perché non lo avevano aspettato,
pretese che venisse aperto il sepolcro. Voleva anche lui
vedere, per l'ultima volta, il corpo della Madre del suo
Signore e Dio. Alla fine la spuntò. La tomba venne aperta.
Entrarono nella grotta-sepolcro, accolti da un intenso
profumo di fiori, ma scostati i fiori non riuscirono a trovare il
corpo di Maria. Lo cercarono dappertutto, nel sepolcro, ma
non c'era proprio. Allora Tommaso esclamò: "Perdonatemi,
fratelli. Ma davvero la più bella delle figlie di Sion è stata
rapita nel cielo, come il Figlio suo, con l'anima e con il corpo".
LA PAGINA UMORISTICA
- Un ubriaco batte su per un lampione. L'amico che è con lui
gli dice: "E* inutile che bussi, dentro non c'è nessuno!" "Lo
dici tu, ma non vedi che c'è la luce accesa!".
- Un uomo veramente avaro porge qualcosa al facchino che
gli ha portato le valige, dicendo: "Si prenda un caffè..."Ma
questa è una bustina di zucchero!", dice il facchino. E
l'avaro: "Ah be', se lo preferisce amaro, me la riprendo". "La mia automobile non inquina" dice un tale. E l'amico: "E'
ecologica?". "No, è rotta!".
- "Pronto! Dottore, mia moglie ha la febbre". "E quanto è
alta?", risponde il dottore. "Un metro e sessanta, perché?".
" Un vecchio pirata dice al nipotino: "Ho perso un occhio in
Cina e un braccio nelle Antille". E il bambino: "E non sei
tornato indietro a cercarli?".
- La sorella di Pierino sta sfogliando una margherita,
dicendo: "M'ama o non m'ama?". E Pierino ne prende una
anche lui, e la sfoglia dicendo: "Papa o non papa?".
- Pierino chiede all'amico: "Quanto può vivere una persona
senza cervello?".
E l'amico: "Non saprei, ma tu quanti anni hai?"
- Una lucciola si butta su un lampione ed esclama: "Papa!".
- Un giorno fu chiesto a uno sfaticato: "Ma come fai a
tenere in piedi la famiglia?" E lui: "Ho bruciato tutte le
sedie!".
VIAGGIO IN GERMANIA
La Germania, quest’anno, è stata la meta della nostra gita
parrocchiale con un programma fitto di visite a vari luoghi
storici e culturali. Prevedeva un ricco itinerario per conoscere
aspetti e vicende storiche di Norimberga, Lipsia, Berlino ,
Dresda e Ratisbona. Il tutto in sei giorni.
49 sono stati i partecipanti provenienti da varie parrocchie
dell’altopiano e della pianura.
La Germania è uno stato dell’Unione Europea e occupa il
settore dell’Europa centrale che dall’arco alpino si estende
verso il mare del Nord e il mar Baltico confinando con la
Francia, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, con la Polonia
e la Cechia, l’Austria e la Svizzera. I gruppi montuosi si
trovano a sud e hanno profili dolci e arrotondati, mentre
verso nord si estende una vasta e fertile pianura con zone
collinari e irregolari ondulazioni. E’ solcata da una fitta rete
idrografica che riveste una notevole importanza perché i
fiumi, Elba, Danubio, Oder-Neisse, Meno sono in gran parte
navigabili e collegati da canali artificiali.
Fu abitata anticamente da diversi popoli, conosciuti e
documentati fin dal 100 a.C. ( tribù celtiche e germaniche).
Venne a far parte del Sacro Romano Impero, ma raggiunse
una propria identità con gli imperatori Federico l Barbarossa
e Federico ll. In seguito si frantumò in tanti stati, principati,
ducati, regni fino ad essere guidata dal Kaiser di Prussia
Guglielmo l. Nel XVI secolo il nord della Germania divenne il
centro della Riforma Protestante. Ora, dal punto di vista
religioso, la possiamo dire divisa in tre: protestanti per il
41%, cattolici per il 40%, il resto è composto da
mussulmani, ortodossi, ebrei, buddisti, induisti e agnostici e
atei.
Dopo la I^ guerra mondiale fu proclamata la repubblica, ma
nel 1949 venne divisa in due stati separati: la Repubblica
Democratica Tedesca (DDR- Germania orientale) e la
Repubblica Federale di Germania (Germania occidentale)
come conseguenza delle vicende del Reich nazista.
Ora è una repubblica divisa in 16 lander con capitale
Berlino. Il paese ha sviluppato un elevato standard di vita e
detiene una posizione chiave negli affari europei ed è
leader in vari settori scientifici e tecnologici. E’ uno stato
fortemente industrializzato, industria che si sviluppa in
tutti i settori che ebbe inizio fin dall’800, nella zona della
Ruhr, ricca di carbone e dove anche molti altopianesi
migrarono per lavorare nelle miniere. Conta più di 80 milioni
di abitanti con 7 milioni di stranieri di cui 2 milioni di
turchi, 600 mila italiani e altre minoranze.
L’agricoltura è attività tipica delle zone pianeggianti e
collinari, dove si coltivano soprattutto cereali, ortaggi,
luppolo per la birra, patate, barbabietole, colza.
Bellissima è stata infatti la vista di immensi campi di colza
dai fiori gialli che si perdevano a vista d’occhio! Durante il
nostro viaggio abbiamo potuto osservare numerosi impianti
eolici con le grandi pale in movimento che sfruttano la
forza del vento. Anche in Germania, infatti, si stanno
cercando fonti di energia alternativa.
La prima città visitata è stata Norimberga, nella Franconia
parte settentrionale della Baviera, città nota anche per la
produzione di giocattoli, dei quali ospita una fiera
internazionale e un museo. Il centro storico conserva due
possenti cinta di mura medioevali, quella interna è alta 8
metri e ha il camminamento, quella esterna alta 15 metri è
circondata da un largo fossato. Lungo le mura furono costruiti
e ancora si conservano 80 torri. Durante la II guerra
mondiale il centro storico ha subito gravi danni e distruzioni,
ma si possono ammirare belle chiese come quella tardoromanica di San Sebaldo, chiesa protestante, quella in stile
gotico di San Lorenzo e la Frauenkirche o Chiesa di Nostra
Signora che si apre sull’ampia piazza del mercato. Ancora si
possono osservare il bel municipio e la rinascimentale fontana
con le statue delle sette virtù. Norimberga è altresì nota in
tutto il mondo perché vi si tenne il famoso processo contro i
gerachi del nazismo per i crimini di guerra negli anni 194546.
Il giorno dopo il nostro viaggio è continuato nella città di
Lipsia conosciuta per la battaglia che vide la sconfitta di
Napoleone. E’ una ridente città di circa 500 mila abitanti,
definita anche una piccola Parigi per il suo clima divertente,
vanta antiche tradizioni musicali e letterarie, basti ricordare
Bach, Goete, Schiller, Mendelsonn. Il suo nucleo storico può
essere percorso piacevolmente a piedi sotto i portici
commerciali, nelle belle piazze per ammirare il Vecchio
Municipio, la Auerbacher Keller, il Museo, La Nikolauskirche,
l’Operahaus, la chiesa di San Tommaso, dove si riuniscono
cristiani e non cristiani per pregare e per ascoltare concerti.
Lipsia è stata ribattezzata”città degli eroi” perché nel 1989 i
suoi abitanti si radunarono nella Nikolauskirche per pregare
contro il regime comunista e così furono organizzate proteste
e in ottobre di quell’anno centinaia di migliaia di persone si
riversarono sulle strade, accesero ceri dappertutto fino al
quartier generale della Stasi. In questa città maturò
proprio quella rivoluzione
democratica che portò alla
caduta del regime sovietico e di conseguenza alla caduta
del muro di Berlino.
In seguito alla riunificazione delle due Germanie, Lipsia ha
subito un tracollo del numero degli abitanti arrivando a
perderne 300 mila. Ancor oggi la disoccupazione è molto
alta, ma la grande disponibilità di alloggi la rende una delle
città meno care d’Europa.
Ed eccoci finalmente a Berlino, città stato con una
popolazione di circa 3 milioni e mezzo di persone, una città
grande, rumorosa, frenetica, in continuo fermento, posta
sulle rive del fiume Sprea, capitale del Brandeburgo. Si
presenta come una metropoli in continua espansione che sa
conservare e mantenere ciò che era nel passato, ma rivolta
al futuro. Visse un periodo molto particolare e tragico
quando nell’agosto del 1961 fu divisa dal famigerato “ muro
“ fino al 1989 e i berlinesi si trovarono a vivere in due
realtà politiche e sociali completamente diverse.
I monumenti principali visitati sono stati : la porta di
Brandeburgo in stile dorico con la Pariser Platz, la colonna
della Vittoria, il Reichstag o parlamento, l’Unter den
Linden, bellissimo viale alberato, la Bebelplatz con la
biblioteca statale e l’opera di stato, le Ghendarmenmarcht
con i tre grandi edifici del teatro e le cattedrali francese e
tedesca, il memoriale dell’Olocausto costruito in più di
vent’anni e che fu fonte di diverse polemiche, la cattedrale
di Santa Edvige, il checkpoint Charlie, famoso punto di
passaggio fra le due Berlino, il Berliner Dom, il Rotes
Rathaus, i resti del muro che sono stati dipinti con murales, la
stazione ferroviaria, il Tiergarten, il Congres Hall e il palazzo
della Cancelleria, La Philarmonie,
l’isola dei Musei, la
Posdamer Platz, il modernissimo centro Sony tutto vetro e
acciaio , colorato e luminosissimo di notte e molte altre vie
importanti della città dove si affollano numerosi negozi e
grandi magazzini per lo shopping.
Con l’autobus e la nostra guida abbiamo effettuato una
comodissima visita in lungo e in largo di tutta la città,
cogliendo informazioni e curiosità che ci hanno interessato e
appassionato. Certamente per conoscerla meglio bisognerebbe
girarla a piedi e prendersi il tempo di gironzolare e di
vagabondare nelle sue piazze,
nelle grandi vie fino a
inoltrarsi nelle sue viuzze, entrare nei palazzi e visitare i
molti musei.
Nel pomeriggio eravamo a Posdam, una vera e propria opera
d’arte per i suoi parchi, castelli e giardini; era d’obbligo
visitare il Neues Palais e il Sans Soucis, ideato e voluto da
Federico II per svagarsi dai pensieri dello stato, che
rappresenta una delle opere principali del Rococò tedesco.
Intorno ai due edifici si estende un grandissimo parco con
fontane, l’orangerie, il Belvedere, i Romische baden, la casa
del te cinese.
E fu la volta di Dresda, città storica dall’inconfondibile
profilo barocco, antica residenza dei reali sassoni, adagiata su
un’ansa del fiume Elba, che mostra uno splendore
architettonico straordinario tanto da essere soprannominata
“ Firenze dell’Elba”. Quel giono il tempo infierì su noi turisti
con un cielo plumbeo, una pioggia insistente e un vento
freddo, ma non per questo non abbiamo apprezzato la
bellezza dei suoi palazzi e della sue chiese. Abbiamo
visitato il cosiddetto Zwinger, uno dei maggiori capolavori
del barocco europeo, la piazza del teatro in cui si
affacciano la Cattedrale e la Semperoper in stile
rinascimentale italiano, il piccolo villaggio italiano, che sorge
dove un tempo si trovavano i cantieri delle maestranze
italiane, la Hofkirche o chiesa di corte in stile
tardobatrocco, il Joanneum, il Furtenzüg, un lungo mosaico
di 24 mila piastrelle, lungo 102 metri che rappresenta il
corteo dei principi di Wettin, la Frauenkirche che nel 1945
fu preda delle fiamme e fu ridotta ad un cumulo di macerie.
La ricostruzione della chiesa durò fino al 2004 e, grazie
alla minuziosa documentazione ed alle stampe che la
ritraevano fu possibile ricostruirla riutilizzando le pietre
ritrovate e secondo le sembianze originali. Questa chiesa
risorta dalle sue ceneri è divenuta simbolo di rinascita e
ripresa, di riconciliazione e di pace.
Nei musei di Dresda sono conservate opere pittoriche
prestigiose e immortali di molti artisti come la Madonna
Sistina di Raffaello.
Dresda fu terribilmente colpita dai ripetuti bombardamenti
nel febbraio del 1945, tanto da diventare un unico incendio,
conosciuto come “ la tempesta di fuoco”. Negli ultimi anni
sta recuperando. passo dopo passo, il suo antico aspetto ed
oggi ci troviamo di fronte ad una città rinata e splendida.
A sera arrivammo a Ratisbona (Regensburg, letteralmente
borgo sul fiume Regen) , nella Baviera orientale, in cui visse
ed insegnò anche papa Benedetto XVI. Dopo cena, a piedi,
ci recammo nel centro storico , che fa parte del patrimonio
dell’umanità dell’UNESCO, oltrepassando lo Steinerne
Brücke (ponte di pietra) sul fiume Danubio. Si racconta che il
ponte fosse stato costruito dal diavolo in cambio dell’anima
del primo essere vivente che vi fosse passato. Fu costruito
fra il 1135 e il 1146 a coprire il fiume per 310 metri; rivestì
nell’antichità una grandissima importanza nei commerci e nei
trasporti perché fu il primo passaggio sul Danubio.
Il mattino dopo la guida ci ragguagliò su tanti edifici e parti
della bella città. Ci parlò delle mura, della torre bella, della
torre grande, della fontana, del museo nazionale, dell’Altes
Rathaus, e, dulcis in fundo, dello stupendo duomo gotico
dedicato a San Pietro, che è una delle cattedrali più
importanti di tutta la Germania. La sua costruzione impegnò
per 250 anni ed è famoso per le sue artistiche vetrate. In
esso è conservata la statua dell’Angelo che sorride, il quale
impersona l’Arcangelo Gabriele quando si presenta a Maria
dicendo “Ave Maria gratia plena”.
Venne l’ora del ritorno e ci fermammo per la sosta del pranzo
in Austria, a Kufstein, bel centro sulle rive del fiume Inn.
Il nostro viaggio, quest’anno di sei giorni, si è svolto senza
imprevisti e inghippi; tutti i partecipanti sono stati puntuali
agli appuntamenti e, come tradizione, si è creato un clima di
affiatamento e di amicizia che ha contribuito a fare comunità.
E allora diciamo, beneauguranti: “Alla prossima”.
LUCIANA CERA
1^ COMUNIONE
Domenica 22 maggio è stata una giornata importante per la nostra
Comunità.
Diciotto ragazzi (dieci di classe quinta e otto di classe quarta) hanno
ricevuto il Sacramento dell’Eucarestia.
E’ stata una cerimonia sentita e partecipata dalle famiglie dei
ragazzi e da tutta la Comunità.
La preparazione è iniziata qualche mese prima con degli incontri,
preparati da Don Pierangelo, rivolti soprattutto ai genitori e a noi
catechiste.
Noi catechiste abbiamo approfondito con i ragazzi la conoscenza
della S. Messa (Eucarestia); abbiamo cercato di trasmettere loro
l’importanza che essa ha per un cristiano. Ci auguriamo possano
averne compreso il vero significato che sta nella condivisione e nella
comunione con i fratelli.
Inoltre speriamo che quel poco che abbiamo cercato di seminare,
possa in futuro produrre qualche frutto.
Questo lo potremo vedere tra qualche tempo quando, con l’aiuto
del Signore e con la testimonianza dei genitori e della Comunità,
capiremo se i ragazzi avranno accolto questo grande dono.
Per le catechiste
Lucia Tumelero
Abbiamo chiesto ai ragazzi cosa hanno provato quel giorno;
riportiamo di seguito i pensieri che ci sono giunti da alcuni di
loro.
RUDY
Alla Comunione mi sono sentito un po’ agitato e gioioso
perché ho mangiato il corpo di Cristo e il sangue di Cristo e mi
sono emozionato perché ho visto la mia mamma piangere.
ANDREA
Quando ho mangiato la particola mi sono sentito leggero e al
settimo…anzi all’ottavo cielo!
MARTINA
Il giorno della mia Prima Comunione ho sentito Gesù che entrava
dentro di me e l’ho accolto con molto amore.
MARIA GIULIA
Durante la mia Prima Comunione io ho provato gioia, emozione,
felicità perché Gesù stava entrando nel mio cuore.
FRANCESCO
Nel giorno della mia Prima Comunione ero molto contento, ma anche
spaventato perché avevo paura di sbagliare. Veramente qualcosa
abbiamo sbagliato.
FABIO
Quando ho fatto la Prima Comunione ho provato tanta gioia perché
ho ricevuto Gesù. Ero anche agitato perché pensavo di sbagliare.
ELIA
Per me è stata una giornata molto intensa e ricca di bellissime
emozioni.
MATTEO
Io il giorno della mia prima comunione ho provato una serie di emozioni:
all’inizio della giornata ero agitato e quando sono entrato in sala giochi lo ero
ancora di più. Successivamente quando sono entrato in chiesa ancora ero
impaziente di ricevere il Dono dell’Eucaristia e infine quando sono tornato a
casa ero felicissimo del dono che avevo ricevuto, del dono che mi era stato
concesso di avere, del dono che mi ha aiutato fino ad ora.
LORENZO
Il giorno della mia prima comunione ero molto emozionato. Cercavo
di ricordarmi le cose che mi avevano insegnato il don Pierangelo e la
Lucia (mia catechista ). Mi sono ricordato anche di recitare una
preghiera per i miei cari come mi aveva chiesto il mio papà. E’ stata
una giornata molto bella.
SIMONE
La Comunione per me è Gesù che si offre a noi completamente
rimanendo nostro amico sempre, perdonandoci anche se sbagliamo.
Gesù aiutami ed accompagnami nell’impegno di fedeltà all’Eucaristia
vivendo ciò che il sacramento del corpo e del sangue del Signore
comporta.
GRUPPO MISSIONARIO
ATTIVITA’
MISSIONARIE
I gruppi missionari del nostro vicariato anche in questo
anno pastorale si sono incontrati con scadenza mensile
per un cammino di formazione sotto la guida di don
Valentino Miotto. Il tema proposto era:
PROFETI
CERCASI– Comunità per generare alla fede e l’obiettivo
generale, in comunione con gli orientamenti pastorali
diocesani, era “lasciarci arricchire ed interpellare dalle
testimonianze di missionari e missionarie impegnati
nell’annuncio del Vangelo nei più diversi contesti del
globo”.
Negli incontri, pertanto, dopo un momento di preghiera
e di riflessione è sempre stato dato spazio a
testimonianze di persone presenti o attraverso un video
che hanno presentato in quanti modi si può dimostrare e
diffondere l’amore verso il prossimo quando è sostenuto
dall’amore di Dio.
Ritengo doveroso sottolineare almeno tre incontri perché
danno l’idea che i gruppi missionari non si trovano solo
per pregare, ma per allargare gli orizzonti della mente,
per aprire il cuore a tutte quelle problematiche che
provocano ingiustizie e povertà in ogni parte del
pianeta.
Nel primo incontro attraverso un DVD abbiamo riflettuto
sull’opera svolta da sessant’anni dal CUAMM (ora Medici
con l’Africa) di Padova in terra d’Africa. Il CUAMM è
un’istituzione della diocesi di Padova nata nel 1950
come collegio per studenti di medicina, stranieri e
italiani, con in animo l’impegno di prestare un servizio
professionale e competente nei paesi poveri. L’idea
originaria, sostanzialmente immutata nonostante gli
adattamenti necessari per affrontare una realtà in
continua evoluzione, è formare operatori sanitari per
rendere i servizi accessibili a tutti, privilegiando i più poveri.
Quel “con” esprime il legame intenso con l’Africa nella
condivisione, una partecipazione profonda, uno scambio,
un lavorare e soffrire insieme con interventi di
cooperazione sanitaria di lungo periodo.
La formazione del personale medico e paramedico è
importantissima perché i missionari della salute devono
lavorare fianco a fianco con le persone del posto
sviluppando le conoscenze e migliorando le competenze
professionali.
Nell’incontro di gennaio abbiamo avuto il piacere di avere
due testimonianze entrambe provenienti dall’America
latina. La prima ci è stata presentata da don Nicola De
Guio di Mezzaselva, tornato dall’Ecuador per un periodo di
vacanza. Ci ha spiegato quanto è vasta la zona di sua
competenza, le difficoltà di ogni giorno, le divisioni che ci
sono tra le classi sociali, la presenza di tante sette, ma ci ha
anche detto della collaborazione di tanti laici e del loro
impegno nell’aiutare i pochi sacerdoti nella catechesi, di
una chiesa viva e partecipe. La seconda ci è stata offerta
dalla dott. Ornella Visentin di Vicenza che ci ha resi
partecipi della sua esperienza in El Salvador, piccolo stato
dell’America centrale.
Recatasi là come turista nell’anno 2000, si è accorta che
diversi abitanti del luogo avevano dei tumori della pelle, in
particolare sul viso, e lei, da dermatologa esperta,
cominciò a chiedere perché non andassero a curarsi. Ben
presto si rese conto che ai poveri è impossibile avere certe
cure per cui c’era una specie di rassegnazione alla
situazione.
La dottoressa allora si diede da fare e cominciò a
svolgere anche là il lavoro che fa all’ospedale di
Vicenza. Infatti ogni anno trascorre il suo mese di ferie a
San Salvador e inoltre chiede un mese di aspettativa, in
un periodo diverso, sempre per recarsi là a visitare e a
operare chi ha bisogno delle sue cure. E’ riuscita a
coinvolgere in questo desiderio di aiutare i salvadoregni
altri medici e con l’aiuto anche di altre persone è stato
costruito un piccolo ospedale per curare i sofferenti.
A febbraio, durante il consueto incontro mensile, don
Valentino ci ha fatto riflettere sulla figura di don Andrea
Santoro, missionario nella diocesi di Anatolia (Turchia)
mostrandoci un DVD, dove i luoghi e i pensieri di don
Andrea stimolano alla ricerca della Parola e a seguire gli
insegnamenti di Gesù. Don Andrea era intransigente
nell’amore per Dio e i puntelli da cui prendeva linfa
erano tre:
1. un’incessante preghiera quotidiana;
2. la radicalità nella Parola;
3. il rimanere inchiodati davanti al Santissimo,
perché è solo da quell’INCONTRO che nasce tutto.
Purtroppo Don Andrea non ha potuto continuare a
trasmettere il messaggio cristiano perché è stato ucciso,
ma ha lasciato il segno del suo passaggio in Turchia e in
tutti coloro che sono venuti in contatto con la sua
testimonianza.
Per concludere vorrei invitare chi sente di poter fare
qualcosa per le missioni a partecipare agli incontri dei
gruppi
missionari
perché
rappresentano
un
arricchimento e uno stimolo ad essere sensibili verso i
deboli e gli indifesi.
Paolina Costa
GRUPPO AMICIAD
Riportiamo di seguito l’articolo riguardante le attività svolte
dalla Scuola dell’infanzia di Rotzo in collaborazione con il
Gruppo Amiciad. Ricordiamo a tutti i lettori che per
maggiori notizie o approfondimenti sul Gruppo Amiciad è
ora possibile consultare il sito riguardante l’associazione
all’indirizzo di posta elettronica www.amiciad.com
SCUOLA DELL’INFANZIA DI ROTZO
CONOSCIAMO l’AMICIAD
Noi insegnanti della scuola dell’infanzia di Rotzo, in questo
anno scolastico, abbiamo programmato un percorso educativo
e didattico dal titolo “Crescere insieme” che, fra gli altri
obiettivi, ha anche quello di proporre al bambino delle
esperienze di incontro con gli altri e di attenzione nei loro
confronti. In vista della festa di Natale si è pensato di
invitare a scuola una rappresentante dell’associazione
AMICIAD di Rotzo che presentasse con foto, filmati ed
oggetti la comunità di Koko nel Ciad. I bambini hanno così
potuto vedere una realtà ben diversa dalla nostra…. Ma hanno
potuto anche conoscere la grande disponibilità del gruppo di
volontari che tanto si impegna per aiutare la piccola comunità
a garantire il mantenimento e l’istruzione dei bambini e
ragazzi che la frequentano.
Abbiamo anche voluto
coinvolgere i nostri alunni in maniera concreta: è stato
proposto ai genitori di acquistare delle scatole di pastelli da
inviare in Africa in occasione del viaggio che alcuni
rappresentanti dell’Amiciad avrebbero intrapreso a fine
dicembre. Alla recita di Natale è stato commovente vedere i
nostri bimbi avvicinarsi al Bambin Gesù porgendo il
pacchettino per i bambini meno fortunati.
Assieme ai colori sono stati inviati una lettera e un due bei
disegni: uno rappresentava i bambini di Rotzo e l’altro alcuni
bambini di Koko copiati dalle foto visionate.
Al ritorno dal viaggio in Ciad ci sono stati fatti recapitare
alcuni graditi segni di amicizia: delle foto, un video molto
interessante, dei disegni, una lettera e alcuni sacchettini di
karkadè coltivato da loro che abbiamo gustato con la
merenda. I nostri bambini hanno apprezzato molto i doni
ricevuti e, soprattutto, hanno potuto fare un esperienza di
altruismo molto bella, concreta e coinvolgente che li ha
fatti crescere e avvicinarsi a questa gente semplice e di
una cultura diversa dalla nostra. E’ stato pure importante e
di esempio, per loro, scoprire che in paese c’è chi si occupa
degli altri donando tempo e fatica.
Vivere il Natale all’insegna della solidarietà è stato
meraviglioso!
Stefani M.Teresa
LA ROGAZIONE
LA QUARTA ROGAZIONE DI ROTZO DEL 15 MAGGIO 2011
I temporali della notte precedente ed un acquazzone mattutino,
non hanno permesso quest’anno di effettuare la rogazione lungo il
solito percorso che conduce alla croce dell’Altaburg, ma tuttavia un
nutrito gruppo di fedeli non ha voluto mancare all’importante
appuntamento ed ha partecipato alla processione lungo la strada
della Campagna intonando canti e preghiere in ricordo della grande
rogazione dei nostri nonni.
Partiti dal piazzale retrostante la Chiesa Parrocchiale, i fedeli,
dopo la celebrazione della Santa Messa, hanno intrapreso il
percorso della strada della campagna per concludere, dopo alcune
tappe intermedie, la manifestazione nell’antica chiesetta di Santa
Margherita.
La cerimonia ha visto la presenza di una cinquantina di persone che,
considerato il cambiamento del programma, può essere ritenuto un
numero soddisfacente. I fedeli hanno cantato e pregato,
implorando sulla comunità di Rotzo e sulla campagna le benedizioni
dal cielo.
Dal Pozzo Matteo
LE ROGAZIONI
PREMESSA:
a) "ROGAZIONE" deriva dal verbo latino "rogare", che
significa: domandare, chiedere, pregare....
Con questo termine vennero definite delle preghiere
(accompagnate anche da sacrifici) che vengono fatte durante
processioni tenute, possibilmente, in aperta campagna.
b) Questo tipo di "riti o pratiche" è proprio del la religiosità
umana o "naturale" ed è legato al mondo agricolo, per
invocare la protezione divina sulle attività agricole. Essi
trovavano vari modi espressivi nella religione romana (per
esempio: in onore di "Rubigo" (divinità della ruggine del
frumento), o di Cerere, la dea delle messi, ecc...).
e) La Fede cattolica, in linea col metodo della "incarnazione"
(del Dio che si "incarna" nelle realtà umane (il Figlio che si è
"fatto carne" ( Giovanni 1,14) ha "assunto" i valori della
religiosità naturale, purificandoli dagli aspetti paganeggianti (o
idolatrici), dando, in questo caso, un carattere penitenziale al
rito stesso.
d) Dobbiamo notare poi che le Rogazioni sono legate più
devozione popolare che alla spiritualità liturgica (per cui, la
partecipazione alla Rogazione non può sostituire la
partecipazione alla S.Messa domenicale....).
e) La pratica o preghiera "caratteristica" delle Rogazioni sono
le LITANIE DEI SANTI.
LITANIA deriva dal greco "lite" (preghiera), da cui "litanèia",
che indica una sequenza di preghiere, una serie di
invocazioni, a cui si risponde con una piccola formula fissa
(come, per esempio: "Prega per noi".....
Le ROGAZIONI cristiane:
Nella tradizione cattolica (che è la nostra) vi sono DUE
ROGAZIONI:
A) ROGAZIONE MAGGIORE: si celebrava il 25 aprile. E' nata
nella Chiesa di Roma, nel 590,
per opera del diacono
GREGORIO, (divenuto poi papa Gregorio 1°, detto Mag no (il
grande), durante l'epidemia che portò alla morte il suo
predecessore, papa Pelagio II.
Fu definita anche "LITANIA SEPTIFORMIS" (Litania dalle sette
forme) perché costituita da sette processioni che uscivano da
altrettante chiese di Roma e convergevano verso una basilica,
dove il Papa presiedeva alla S.Messa.
Questa ROGAZIONE, diffusasi ben presto in tutto l'Occidente, è,
attualmente, praticamente scomparsa da noi (e sostituita dalla
Festa di S.Marco o da quella, civile, della Liberazione)
B) ROGAZIONE MINORE:
istituita nel 470 da Mamerto,
vescovo di Vienne (in Francia, vicino a Lione) per i bisogni della
sua Chiesa (devastazioni barbariche, pestilenze, carestie, ecc).e
per invocare la protezione di Dio sulle messi e, in genere, sui
prodotti agricoli (e, più tardi, per le vocazioni presbiterali).
Si celebrano nei tré giorni precedenti la solennità
dell'Ascensione (che di per sé cade di giovedì; solo da noi cade
la domenica successiva). Nei secoli successivi, questa pratica si
diffuse in tutta la Chiesa (a Roma ai tempi di papa Leone III
(785-816)
Inizialmente alla processione era legato anche il digiuno, che la
Chiesa di Roma abolì, cadendo la Rogazione nel tempo
pasquale.
Questa "triplice Rogazione" si è arricchita, a seconda dei posti,
di particolari aggiunte (soste presso le croci o i capitelli
campestri, con piccoli rinfreschi; il "dono delle uova colorate";
ecc....)
Anche questa ROGAZIONE, col passaggio alla società
industriale è in gran parte scomparsa. Sopravvive solo in alcuni
luoghi (vedi: Asiago; ecc...).
Questa Rogazione è legata poi, in modo particolare, alla
grande peste che colpì i nostri paesi nel 1630-31. Anche la
maggior solennità che la Comunità di Asiago da al 3° giorno di
rogazione (oggi il giorno sabato) detta "Grande Rogazione",
nasce appunto, per voto, da quell’'avvenimento.(e non da
ancestrali tradizioni germaniche). Vedi anche la sosta al
"Lazzaretto" (o "Lazzarit").
A Rotzo, di "Lazzarit", ve ne sono tre erano i luoghi dove
venivano isolati gli infettati dalla peste (il nome deriva da
Lazzaro, il protagonista "buono" della parabola evangelica
detta "del ricco epulone" (vedi Luca 16, 19-31), colpito da una
malattia che fa pensare alla peste.
Altra origine invece ha la nostra QUARTA ROGAZIONE.
Essa nasce nel 2° seicento, quando il vescovo S. Gr egorio
Barbarigo ordinò la soppressione della processione del
Corpus Domini, che, da molto tempo raggiungeva la cima
dell'Altaburg. La Comunità di Rotzo, preferì spostarla al giorno
dell'Ascensione,
dandole
un
nuovo
significato
e
aggiungendola ai tre precedenti giorni di Rogazione (per
questo si chiama 4" Rogazione!).
Questa, soppressa nel 1939, è stata ripresa negli anni '90 e si
svolge per tappe (con relative "benedizioni all'acqua, ai campi
e boschi, e al paese") fino all'Altaburg.
Poi si scende per altra strada per raggiungere la chiesa di
S.Margherita.
In caso di cattivi tempo (come anche quest'anno, si ripiega sul
percorso "breve": dalla parrocchiale, per la strada di
campagna, si raggiunge Castelletto (le Rendole) e poi si risale
fino a S.Margherita.
ADUNATA ALPINI TORINO 2011
Anche quest’anno era presente un nutrito numero di alpini e di
cittadini rotzesi alla 84^ Adunata Nazionale degli alpini di Torino,
tenutasi il 7 e l’8 maggio 2011. Non sono mancati neppure i
nostri due “veci” alpini, Lino Slaviero e Cristiano Dal Pozzo che
arricchiscono con la loro presenza e con la storia della loro vita
militare questa importante manifestazione. Durante tutta la sfilata
è stata commovente la partecipazione della cittadinanza torinese
che ha tributato ai gruppi ed ai reduci una serie infinita di
applausi e di ringraziamenti. In particolare Cristiano è stato al
centro di un’autentica ovazione quando le persone presenti
leggendo il cartello “Cristiano Dal Pozzo – Rotzo (VI) - Classe
1913 – Reduce dell’Abissinia”
si rendeva conto dell’età
avanzata e dell’importanza di questo vecio alpino che ogni anno
sopporta viaggi e sacrifici per non mancare, per far capire alle
nuove generazioni l’importanza degli alpini, delle loro eroiche
imprese nella due guerre mondiali, del loro costante e continuo
impegno anche ai nostri tempi, a favore delle popolazioni colpite
da calamità naturali. Il momento più commovente della
manifestazione, allorché il Ministro della Difesa Ignazio la Russa
è sceso dal palco assieme alle altre autorità, al Sottosegretario
Carlo Giovanardi, al Presidente Nazionale degli Alpini Corrado
Perona ed a diversi Generali e Colonnelli, per consegnarli
personalmente una targa a ricordo della giornata. Cristiano ha
ringraziato tutti, autorità e cittadini, inviando a tutti i suoi saluti ed
i suoi baci, commovendosi durante tutta la sfilata nel vedere
tanto affetto per lui. Nei tre giorni trascorsi a Torino, non sono
mancate le visite alla città, al palazzo reale ed alle sue armerie,
alla Basilica di Superga ed alla residenza reale di Venaria, da
poco restaurata e aperta al pubblico. Un arrivederci alla
prossima adunata nazionale, in quel di Bolzano, nel 2012, con la
speranza di avere ancora fra noi i nostri due preziosi testimoni
delle vicende belliche.
Dal Pozzo Matteo
LA STORIA DELLA FAMIGLIA LUCA
TRA INSEGNAMENTO E GUERRA
Con l'inizio dell'anno scolastico 1913, il maestro Luca passò
alle dipendenze dello Stato. Non sappiamo se lo stipendio gli
fu aumentato o diminuito.
Il maestro Luca soleva dire: «Lo Stato ci dà poco, ma ce lo dà
sicuramente».
All'inizio dell'anno scolastico 1914, il 23 di settembre, ci fu
una discussione nel Consiglio Comunale riguardante la
riconferma stabile del maestro Luca, come insegnante a Mure.
La proposta fu avanzata dal Sig. Nicolli cav. Antonio. Fece
obiezione il Segretario comunale Dal Soglio, perché
l'assunzione stabile di un maestro era riservata all'Autorità
scolastica. Se questa l'avesse negata, la decisione del
Consiglio comunale diverrebbe nulla.
Il Cav. Nicolli rispose che, in ogni caso, un voto dell'Assemblea non
sarebbe stato privo di valore, perché avrebbe procurato al
maestro una ben meritata soddisfazione e avrebbe dimostrato
come la popolazione «chiamavasi pienamente contenta
dell'opera attiva e sapiente del maestro Luca».
Con una votazione di 14 consiglieri favorevoli e uno contrario, il
maestro Luca venne «confermato per tutta la vita a maestro della
scuola mista di Mure».
Tra i firmatari troviamo Lunardi Giacinto di nostra conoscenza e
un certo Cera Gio Maria che diverrà un grande amico del
maestro.
Da questo documento si deduce anche che la scuola maschile del
1908 era diventata mista.
L'anno seguente, nel maggio 1915, l'Italia si lasciava travolgere
nel conflitto mondiale, che provocò tanti danni e tante stragi.
Molti del paese furono chiamati alle armi.
Il 17 ottobre nacque una bambina che Luca volle chiamare
Teofila, «amante di Dio». Questa nascita ricompensava i due
sposi della perdita del piccolo Augusto.
Intanto la guerra continuava. Al paese giungevano ogni tanto i
carabinieri a portare la notizia della morte di un soldato: un
padre di famiglia o un giovane sul fior dell'età. Luca si recava a
confortare le famiglie desolate.
Poi venne anche per lui il momento di essere chiamato alle armi.
Non andò al fronte. Fu destinato a Roma, come impiegato al
Ministero della Guerra. Di là, ogni qualche mese, tornava per una
breve licenza.
Finalmente il 21 aprile del 1917 nacque un maschietto che
chiamarono Augusto, con l'aggiunta di Giovanni, a ricordo dei nonni
e quasi a far rivivere il primo bambino, rapito dalla morte.
Al 14 di maggio 1916, gli austriaci avevano sferrato una terribile
offensiva, chiamata « strafen-expedition», spedizione punitiva,
perché gli Italiani avevano abbandonata la Triplice Alleanza ed
erano passati al campo avversario. Gli austriaci avanzavano sul
territorio dei Sette Comuni. La gente dovette emigrare in
fretta. L'altopiano fu occupato dagli Austriaci.
Tutto il comune di Rotzo fu evacuato. Tra i profughi c'erano
Marietta ed Ettore. Questi portava con sé in un bauletto di
legno leggero gli scritti di suo padre.
Forse Ettore andò con i Dal Pozzo e gli altri profughi nella pianura
oltre il Po. Mamma Marietta venne a Mure. O almeno doveva
esserci nel 1917, quando nacque Augusto, perché c'era spesso
questione tra lei e mamma Virginia riguardo all'ora di nascita
del bambino. Il bambino fu registrato come nato dopo la mezzanotte
del 21 aprile, mentre la nonna diceva che era nato prima della
mezzanotte, cioè il 20.
La sconfitta di Caporetto, nell'ottobre 1917, portò in
casa Lunardi una famigliola di Udine, che occupò una stanza a pian
terreno, prospiciente la strada. Vi restò a lungo se mi rimane il
ricordo di una malagrazia, forse involontaria, di Marcello, il ragazzo
della famiglia, che un giorno fece cadere la piccola Lucia in una
pozza della calce. Chiamammo aiuto, i grandi accorsero e la
bambina fu subito tirata fuori. Si doveva essere nel 1921 o22.
Nel novembre 1918 terminò la guerra e il Comune di Molvena contò i
suoi morti.
Luca tornò alla scuola. La faceva con amore. Non essendoci
sussidi preparati da qualche Casa Editrice, si formava i suoi
cartelloni, i suoi disegni e perfino i suoi giochi didattici. Aveva dei
vecchi libri di pedagogia che lo avevano guidato e lo guidavano
ancora. Poi venne la rivista «Scuola Italiana Moderna», che
contava nel gruppo fondatore e tra le collaboratrici più
apprezzate, una sua cugina di Brescia, Ottavia Bonafin, figlia
della zia Giulia. Forse la ricevette in omaggio o forse ne fece
l'abbonamento: era una spesa, ma necessaria. E quella rivista lo
accompagnò per tutta la sua carriera.
Della sua scuola non posso dire niente, come ricordi personali,
perché non ebbi mai la fortuna di essere nella sua classe. So
però che gli scolari lo ricordavano anche dopo molti anni.
Dicevano:
- Era paziente e buono. Ma anche esigeva. Sapeva tener la
disciplina e, se c'era bisogno di correggere, lo faceva in maniera
positiva. Non diceva, per esempio: Sei cattivo, sei disordinato; ma:
Cerca di essere buono; tieni in ordine il tuo quaderno.
Egli pensava che tutto si doveva ottenere con la bontà.
Amava i suoi scolari e si faceva amare.
E qui voglio ricordare un fatto successo quando era anziano,
vicino ai novant'anni. Tornò a casa una sera e lo raccontò,
ridendo, a nostra madre:
- Sai chi ho visto quest'oggi? Toni Marcelli, che è tornato
dall'Australia. Stavo bevendo un bicchiere da Micheletto
quando entrò un signore con tre o quattro amici, tutti
chiassosi e allegri. Si sedettero e ordinarono da bere. A un
tratto Toni si accorge di me, mi guarda fisso e poi si alza,
mi viene vicino e dice:
- Ma lei è il maestro Luca?
- Sì, certo, rispondo io.
- Ancora vivo! Oh, come sono contento di vederlo! - e mi
abbracciò.
Poi mi presentò ai compagni:
- Ecco, questo è il mio maestro, quello che mi ha fatto
scuola. Un maestro così buono... Insomma, come
lui non se ne trovano altri.
Poi si confuse e disse:
- Insomma, non vedo l'ora che muoia per vedere il funerale
che gli faranno!
(da Ricordi di famiglia di padre Augusto Luca - 15a parte)
PROGRAMMA STAGIONE ESTIVA
PROGRAMMA di massima per la STAGIONE ESTIVA 2011 (a
cura del COMUNE, della PRO LOCO e della PARROCCHIA di
ROTZO)
Mese di LUGLIO:
MARTEDÌ' e MERCOLEDÌ' 12-13/07: PELLEGRINAGGIO mariano
con GITA a TIRANO (SO), Ferrovia Bernina - StMORITZ - LIVIGNO e
Val MONASTERO.
DOMENICA 17/07: FESTA DELL' ANZIANO: Ore 10.30: S.Messa;
ore 12.30: Pranzo (Scuole) con Tombolada (a cura dell'Amiciad)
(prenotazioni e/o UFF. Pro Loco)
MARTEDÌ' 19/07: Ore 20.45 (chiesa S.Margherita): I MARTEDI'
DELLO SPIRITO (su temi biblici);
MERCOLEDÌ' 20/07: FESTA DI S. MARGHERITA: ore 10.30: La
COMUNITÀ' incontra i preti nativi od operanti in Altopiano.
DOMENICA 24/07 : GIORNATA MISSIONARIA straordinaria (a cura
dei Padri COMBONIANI, di Padova);
LUNEDÌ' 25/07: Ore 20.45 (Scuole): "II FILO' DEI CIMBRI": 1" parte
(cura di d.Sergio Stefani, Lauro Tondello e AnnaRosa Passuello);
MARTEDÌ' 26/07: Ore 20.45 (in S.Margherita): I MARTEDÌ' DELLO
SPIRITO (2° incontro);
MERCOLEDÌ' 27/07: "CAMMINATA
informazioni: chiamare in Parrocchia);
IN
COMPAGNIA"
(per
VENERDÌ' 28/07 : Ore 20.45 (Scuole): SERATA NATURALISTICA
(a cura di Gianni Frigo).
Mese di AGOSTO:
LUNEDÌ' 1°/08: Ore 20.45 (Scuole): "IL FILO' DEI CIMBRI": 2" parte
(a cura di d.Sergio Stefani, Lauro Tondello e AnnaRosa Passuello).
MARTEDÌ' 02/08: Ore 20.45 (a S. Margherita): "I MARTEDI' DELLO
SPIRITO".
Ore 20.30: "FIACCOLATA DELL'ASSUNTA" (partendo dal Capitello
del Bostel fino al Monumento "Madonna Pellegrina".
MERCOLEDÌ' 03/08: "CAMMINATA
informazioni chiamare in Parrocchia);
MARTEDÌ' 16/08: Ore 9.oo (chiesa di S.Rocco: "FESTA DI SAN
ROCCO" (Santa Messa);
in
COMPAGNIA"
(per
VENERDÌ'
05/08: ESCURSIONE DIDATTICA AL FORTE
CAMPOLONGO (a cura di Archeidos). Informazioni e iscrizioni e/o
Ufficio Pro Loco; Minimo 10 partecipanti); Ore 20.45 (Scuole):
SERATA DI DIAPOSITIVE (a cura di Denis Lunardi);
SABATO
06/08: Ore 10.00, Chiesetta di S.FRANCESCO a
Campolongo: "PERDON D'ASSISI" (a cura OFS di BassanoCittadella) (S.Messa ore 10.30);
Pomeriggio (Scuole): "SBALLON-DAY" (Torneo di calcio a 5; 7"
edizione. Seguirà: Serata danzante.
DOMENICA 07/08: Ore 20.45 (Chiesa parrocchiale): CONCERTO
CON il "CORO ASIAGO".
ore 20.45: (S.Margherita): "I MARTEDI' DELLO SPIRITO";
MERCOLEDÌ' 17/08: "CAMMINATA
informazioni chiamare in Parrocchia);
DOMENICA
ROTZO".
MARTEDÌ'
SPIRITO".
DOMENICA
SCENA" ;
IN
COMPAGNIA"
(per
21/08: Marcia non competitiva "PEDESCALANDO23/08: Ore 20.45 (S. Margherita): "I MARTEDI' DELLO
28/08: Ore 16.oo
(Forte Campolongo): "FORTI IN
Mese di SETTEMBRE:
MARTEDÌ' 09/08: Ore 20.45 (S.Margherita): "I MARTEDI' DELLO
SPIRITO".
MERCOLEDÌ* 10/08: "CAMMINATA
informazioni chiamare in Parrocchia);
IN
COMPAGNIA"
(Per
VENERDÌ' 12/08: In mattinata: ESCURSIONE DIDATTICA al
FORTE CAMPOLONGO 'Informazioni e iscrizioni presso Ufficio Pro
Loco. Minimo 10 partecipanti.
Ore 20.45 (Scuole): "IL CAMMINO DI SANTIAGO"(a cura di Teti
Boesso);
VENERDÌ'-DOMENICA
2-4/09 : 35" FESTA DELLA PATATA
(Scuole): Con stand gastronomico a base di PATATA, musica e ballo
con orchestra e altre attrazioni.........
DOMENICA 11/09:Ore 10.30: (chiesetta di S.Francesco a
Campolongo): 11" FESTA DELLA MONTAGNA (nel 10° ann iversario
dalla costruzione della chiesetta): S. Messa (con la partecipazione
dell' O.F.S. di Bassano-Cittadella) e pranzo presso il Rifugio
(prenotazioni direttamente al gestore del Rifugio stesso).
SABATO 13/08: Ore 19.30 (Scuole): CENA AMICIAD.
N.B.: a) Per i particolari: vedere manifesti appositi o gli "Avvisi" della
domenica precedente sul "Foglietto parrocchiale" (o telefonare
all’Ufficio Pro Loco o in Parrocchia).
DOMENICA 14/08: In giornata: "FESTIVAL DELL'ARCHEOLOGIA"
(a cura di Archeidos: laboratori, visite e in serata CENA e
CONCERTO MUSICA ETNICA.
b) Quanto contenuto nel "Programma" potrebbe subire qualche (rara)
variazione; e soprattutto delle "aggiunte" (per informazioni: vedi sopra
lettera a).
IL PAPA NEL TRIVENETO
IL PAPA
A
VENEZIA
Sabato 7 e domenica 8 maggio, come annunciato da tempo, il
Santo Padre Benedetto XVI ha visitato il Triveneto iniziando
dalla basilica di Aquileia, chiesa madre delle diocesi del Nordest,
e proseguendo poi per Venezia dove ha incontrato oltre
trecentomila persone nell’immenso parco di San Giuliano. La folla
presente alla Celebrazione Eucaristica proveniva da tutte le
diocesi del Triveneto, dalla Croazia, dalla Slovenia e
naturalmente anche da altre zone del nord d’Italia. Anche il
nostro vicariato aveva organizzato un pullman e così una
cinquantina di altopianesi, compresi noi due, erano presenti a quel
grande incontro di cattolici che ha veramente reso l’idea
dell’universalità della nostra religione. Tanto per fare un esempio
solo della nostra Diocesi c’erano ben 160 pullman, molti dei quali
partiti alle prime ore del mattino.
Arrivati a Mestre, ci siamo subito resi conto dell’organizzazione
con cui questo evento era stato preparato e, nonostante fossero
appena le 7.30, ci siamo diretti nell’area che ci era stata
riservata per la partecipazione alla Santa Messa programmata
per le ore 10.00. Nel giro di poco tempo il parco si è riempito di
pellegrini tutti ansiosi di poter vedere da vicino Sua Santità e di
ascoltare la Sua parola. Forte è stata l’emozione di tutti quando
il Papa è arrivato ed è passato tra la gente con la sua
“papamobile” benedicendo e salutando.
Alle ore 10.00 è iniziata la Santa Messa concelebrata da uno
stuolo di sacerdoti provenienti da ogni diocesi e sostenuta dai
canti di più corali. Nonostante l’innumerevole massa di persone
dobbiamo dire che la celebrazione è stata seguita con devozione
e partecipazione. Tutti poi hanno ascoltato con molta attenzione
l’omelia nella quale il Santo Padre ha messo in risalto che “il
Nordest è testimone ed erede di una storia ricca di fede, di
cultura e di arte, i cui segni sono ancora ben visibili anche
nell’odierna società secolarizzata. L’esperienza cristiana ha
forgiato un popolo affabile, laborioso, tenace, solidale. Esso è
segnato in profondità dal Vangelo di Cristo, pur nella pluralità
delle sue identità culturali.”
Ha quindi invitato a custodire,
rafforzare e vivere questa preziosa eredità e a testimoniare
l’amore di Dio per l’uomo con le opere e le scelte di vita. “Abbiate
cura di mettere al centro della vostra attenzione la famiglia,
culla dell’amore e della vita, cellula fondamentale della società
e della comunità ecclesiale; questo impegno pastorale è reso più
urgente dalla crisi sempre più diffusa della vita coniugale e dal
crollo della natalità……..” Il Papa ha quindi espresso un pensiero
per i giovani che vivono spesso una situazione di disagio, di
insicurezza, di fragilità dovute all’incertezza per il futuro, ma “
portano nel cuore una grande fame e sete di Dio, che chiede
costante attenzione e risposta.” Non sono poi mancati i richiami
alle sfide del nostro tempo come la crisi economica e l’accoglienza
degli immigrati; testimoniando che la bellezza dell’avvenimento di
Gesù Cristo (via, verità e vita) è il fulcro della promozione del
“bene comune”: il bene di tutti e di ciascuno.
Nel contesto odierno solo la speranza affidabile di persone che
credono può sviluppare l’impegno a suscitare una nuova generazione
di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità in ogni campo
della vita terrena che, essendo un cammino verso il cielo, è pur
sempre un anticipo di eternità. Sta a noi, abitanti del Triveneto,
accogliere questo messaggio di speranza e comunicarlo con un
atteggiamento carico di fede e con un adeguato stile di vita .
Paolina e Cristiano
LE NOTIZIE DI COSTA TIBERIO
Come avevo promesso di fare con un articolo su Alta Burg la Voce
per il libretto n. 79 del tempo di estate, in questo numero che vi
aggiornerò con le Notizie dei Alcuni e ai vari Mesi di Autunnali e
soprattutto Invernali quando nelle varie Pagine di 15 e 16 del
77° Libretto ho scritto delle mie Notizie di Costa Tiberio e lui
si continua a Scrivere con queste cose che ci sono.
Siamo giunti al termine quando si Conclude il Mese di Agosto e
che poi si va verso il Mese di Settembre perché il nostro amico
di tutti noi che siamo suoi Amici di questo Vescovo che si Chiama
Antonio Mattiazzo che proviene dalla Città di Padova; e lui farà
una Celebrazione Eucaristica per fare ad una Santa Messa
durante la Mattinata nella cattedrale di Santa Giustina in Padova
che si trova nel Piazzale che si chiama il Prato della Valle. Proprio
lì si farà la Santa Messa dove vengono fatti dei alcuni e ai vari
Libretti che si chiama L’Iniziazione Cristiana della Diocesi di
Padova per quelli che ci sono degli Orientamenti Pastorali per le
varie ed alcune Parrocchie di Padova e anche del nostro
Altopiano Di Asiago con le sue Comunità Cristiana e Parrocchiali
e sono rivolti ai seguenti Gruppi che si chiamano: Consigli
Pastorali e Parrocchiali di ogni Parrocchia . Il Vescovo Antonio
Mattiazzo che spiega questi orientamenti a tutte le Persone, la
Gente, agli alcuni e ai vari Sacerdoti, Catechisti, Animatori e
Animatrici. Nel Mese di Settembre ci sono con due Iniziative e
perciò si dedica per la 1° Domenica ad una Festa che si chiama La
35° Festa delle Patate dove si trova nella nostra Parrocchia di
Rotzo per 3 giorni tra il Venerdì 2 Sabato 3 e poi si va verso con
una Grande serata delle Patate e si farà nella Domenica 4 di
Settembre comprendente la Festa di Ringraziamento con una
Solenne Concelebrazione e nella Eucaristica con alcuni e ai vari
oggetti di quella giornata libera che facciamo tra di noi.
Mentre poi nella 2° Domenica di Settembre si farà La Festa della
Montagna che si svolge nella 11° Festa di una Chiesetta dedicata a
San Francesco a Campolongo di Rotzo dove si va a Sciare sulla Neve
nel tempo delle Vacanze Natalizie e poi anche il Tempo di Estate e
si Organizzano e si Programma per andare a fare nelle Uscite e
delle nostre Escursioni varie.
Su queste Strade, e i Sentieri si va con la Bicicletta ma anche con
le nostre Gambe per Camminare Fino al Passo Vezzena e poi si
ritorna verso delle nostre Malghe di Rotzo; e poi con questa Festa
si
Conclude il Tempo di Estate.
Nella 3° Domenica di Settembre si farà ad un Inizio del nuovo Anno
Scolastico e IL Catechismo ma per tutti noi che siamo Le scuole,
nel nostro Veneto riaprono Lunedì 12 di Settembre fino poi alle
Vacanze Natalizie.
Con la Stagione di Auturno si inizia il Catechismo e si comincerà al
Mercoledì nel Pomeriggio Alle Ore 14,30 fino poi con il Tempo delle
alcune e alle varie Vacanze Natalizie; e poi si farà ad ogni Sabato
Pomeriggio alle Ore 15,00 varie Prove dei Canti per Il giorno
seguente della Domenica Mattina.
Durante la fine con il Mese di novembre e precisamente la
Domenica con il Cristo Re dell’ Universo quando si conclude il Tempo
Ordinario e si Ricomincia con un Nuovo Anno chiama Tempo di
Avvento e in quel giorno si faranno nelle 4 domeniche delle
Animazioni che si farà con dei alcuni e ai vari Ragazzi e alle varie
Ragazze che ci frequentano il Catechismo e soprattutto con nei
loro Catechisti.
Con questo numero di 79° Libretto in Alta Burg la Voce ho scritto
delle mie cose che si faranno insieme con queste mie Parole e
scritte nel mio Pensiero che poi si va verso L’Estate e il prossimo
libretto sarà nel Mese di Autunno con il seguente n 80° Libretto
dove parlerò delle varie Ed alcune Iniziative e varie Attività. .
COSTA Tiberio
LA PAGINA DI VANIA
Il giorno 17 marzo 2011 si è festeggiato il
150° anniversario della fondazione della
Repubblica Italiana. In Cooperativa dove lavoro
abbiamo fatto anche noi dei festeggiamenti ed
io ho copiato per l’occasione questa poesia:
LA REPUBBLICA ITALIANA
Ed oggi compie gli anni la nazione
Centocinquanta e li porta benone.
Facciamole gli auguri e una sorpresa:
restiamo sempre uniti in sua difesa!
Di fronte ad ogni gioia e ogni dolore
Restiam fedeli sempre al tricolore!
Di fronte a ogni dolore e a ogni gloria
Restiamo fedeli alla sua grande storia!
CERATO Vania
ELEZIONI
COMUNALI
ELEZIONI COMUNALI DEL 15 E 16 MAGGIO 2011
Si sono tenute Domenica 15 e Lunedì 16 Maggio 2011 a Rotzo
le Elezioni Amministrative per il rinnovo del Sindaco e del
Consiglio Comunale.
Unico Comune dell’Altopiano chiamato alle urne, è stato anche
il primo Comune a sperimentare le modifiche introdotte dal
legislatore sulla riduzione dei componenti del Consiglio
Comunale, scesi quest’anno a 10, compreso il Sindaco, contro i
13 che fino ad ora amministravano il Comune. Sette sono stati
i Consiglieri eletti nella Maggioranza Consiliare e tre quelli del
Gruppi di Minoranza.
Le liste partecipanti alla competizione elettorale erano tre, la
Lista n.1 “Per Rotzo”, la Lista n.2 “La Destra” e la Lista n.3
“Insieme per Rotzo”.
Ha prevalso la Lista n.3, capeggiata da Lucio Spagnolo, attuale
Presidente della Comunità Montana Spettabile Reggenza dei
Sette Comuni, già Sindaco di Rotzo dal 1995 al 1999, che ha
ottenuto 250 voti contro i 177 ottenuti dalla lista capeggiata
da Michele Arcangelo Iuliani, Primario di Chirurgia
all’Ospedale di Asiago che ha portato in Consiglio Comunale,
oltre al candidato Sindaco, i Consiglieri Massimiliano Sartori,
eletto con il maggior numero di preferenze (39) e Costantino
Slaviero. La Lista n.2 “La Destra”, capeggiata da Toldo Livio,
metalmeccanico di San Vito di Leguzzano, ha ottenuto 23 voti
e non ha rappresentanti in Consiglio Comunale.
Questi i risultati ottenuti da ciascun Consigliere:
Lista n.3 “Insieme per Rotzo” - Candidati eletti:
Massimiliano Pretto voti n.38, Luciano Cunico voti n.36,
Sergio Marangoni voti n.29, Giorgio Dal Pozzo voti n.21,
Giovanni Battafarano voti n.19, Aldo Pellizzari voti n.17.
Candidati non eletti: Aldo Sacco Comis dell’Oste voti n.17,
Andrea Rebeschini voti n.15 e Luciano Caldognetto voti n.7.
Lista n.1 “Per Rotzo” - Candidati eletti: Michele Arcangelo
Iuliani candidato Sindaco, Massimiliano Sartori, voti n.39,
Costantino Slaviero voti n.22. Candidati non eletti: Massimo
Vellar voti n.21, Patrizio Costa voti n.17, Lauro Tondello voti
n.16, Mirco Sartori voti n.15, Luca Toldo voti n.13, Christian
Sartori voti n.6 e Roland Spagnolo voti n.5.
Lista n.2 “La Destra” nessun candidato eletto. Unico
candidato ad ottenere preferenze, Paolo Marzari, voti n.4.
Alla nuova compagne amministrativa i migliori auguri di un
proficuo lavoro a beneficio della comunità di Rotzo
ANNO XIX ° - N°79 A questo numero hanno collaborato:
Cera Luciana, Cerato Vania, Costa Alberto, Costa
Oscar, Costa Paolina, Costa Tiberio, Dal Pozzo
Lidio,
Dal
Pozzo
Matteo,
Ferraresi
Massimo,Ferraresi
Matteo,
Panozzo
Don
Pierangelo, Stefani Cristiano, Stefani Don Sergio,
Stefani Maria Teresa, Tumelero Lucia
Stampato in proprio e diffuso tra le famiglie
Della Comunità Cristiana di Rotzo;
Via Roma,72 – 36010 – ROTZO – Vicenza ITALIA
Tel. e fax 0424 – 691004
Foto:
In copertina: I ragazzi che hanno ricevuto il
Sacramento della 1^ Comunione ;
Sul retro: La Quarta
campagna di Rotzo
Rogazione
ALTABURG “LA VOCE “ E
TUTTO SU ROTZO SU:
www.rotzo.net
lungo
la
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altaburg 79