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S. Alfonso - Periodico bimestrale- Anno XVIII - 2004
Spediz. in abb. post. - art. 2, comma 20, lettera C, legge n. 662/1996 - Filiale di Salerno
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del Perpetuo Soccorso
prega per noz
Cuore Eucaristico di Gesù
infiamma
ogni cuore d'amore per te
All'interno:
In macchina: Autostrada Salerno-Napoli: uscita dal casello Nocera-Pagani. Distanza dalla Basilica Km. 3. Autostrada Caserta-Salerno: uscita dal casello
di Pagani. Distanza dalla Basilica Km. 5.
Il
rJ
Canzoncme di
tradizione redentorista
In.' autobus: da Salerno ferrovia: partenza ogni 20 minuti. Ferma dinanzi alla
Basilica. Da Napoli ferrovia: partenza ogni 30 minuti. Ferma dinanzi alla
Basilica. Da Pompei-Villa dei Misteri: partenza ogni 20 minuti. Ferma dinanzi alla Basilica.
lill di vita cristiana
-
Canti di missione e
, ',Jn treno: Linea Napoli-Salerno: diversi treni fermano a Pagani. Distanza dalla
stazione alla Basilica Km. 2.
1111 c_anti i~ onore
COME SI RAGGIUNGE LA BASILICA
ORARIO DELLE SS: MESSE
Festivo: al
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mattino: ore 7.00 - 8.30 - 10.00 - 11.30
pomeriggio: ore 18.00 (ora solare) - 19.00 (ora legale)
mattino: ore 7.00 - 8.30
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Attenzione! In caso di mancato recapito rinviare all'ufficio di Pagani 84016 (SA)
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Introduzione
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IJ'JJ Canti in onore
l:il.l della Madonna
I'IJI Canti in onore
~~~~di Santi
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XVIII -n.3 - mag.- giu. 20041
l Anno
La Basilica S. Alfonso a
Pagani
S. ALFONSO
Periodico bimestrale della
PARROCCHIA S. ALFONSO
Piazza S. Alfonso, 1
84016 PAGANI (SA)
Canzoncine
di tradizione redentorista .......................... l
Editrice
PARROCCHIA S. ALFONSO
Sped. in abbonamento postale
Periodico - 50%
Autorizz. Tribunale di Salerno
del 20-2-1987
Introduzione .................................................. 2
Canti di missione e
di vita cristiana..................................nn. 1-14
Canzoncine di tradizione redentorista
Direttore responsabile
P. ANTONIO PASQUARELLI
Canti in onore di Gesù ................. nn. 15-29
Redazione
un patrimonio musicale da conservare e valorizzare
P. SALVATORE BRUGNANO
Collaboratori
P. ENRICO MARCIANO
ANNA MARESCA
Canti in onore
della Madonna ............................ nn. 30-63
Direzione e Amministrazione
Piazza S. Alfonso, 1
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Piazza S. Alfonso, 1
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Sostenitore: 15 Euro
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In copertina
S. Alfonso Maria de Liguori
Chiesa del Carmine - Faenza (RA)
dipinto di Adeodato Malatesta
(Modena 1806-1891)
Invitiamo
i nostri lettori a
sostenere il Periodico
pern2004
Dopo la pubblicazione delle melodie delle Canzoncine di S. Alfonso, apparse
su questo Periodico al n. 3 del 2002 e dopo la pubblicazione dei soli testi, ma
completi, di 150 Canzoncine di tradizione redentorista, apparsi sul n. 3 del2003,
ecco ora una selezione di melodie di 70 Canzoncine che sono state in l.lSO o sono
ancora in uso tra i Redentoristi d'Italia.
Un bel patrimonio da conservare e valorizzare secondo le opportunità migliori.
Finora sono rimaste "sepolte" in vecchi e polverosi manoscritti o raccolte private
consunte dal tempo e dall'uso, ma molte volte vive tra la gente, che le ha cantate
fino a che sono durate le condizioni che lo permettevano.
Questa selezione è frutto della ricerca del P. Salvatore Brugnano, che ha già
presentato lavori analoghi ed affianca la pubblicazione del n. 3 del 2003, che
presenta i testi di 150 canzoncine.
Questa pubblicazione si concentra prevalentemente sulle melodie, per cui chi
è interessato al testo completo deve fare riferimento al citato numero 3 del
2003: questo riferimento viene dato costantemente in ogni presentazione delle
canzoncine in questo numero. Dopo aver conosciuto i testi e, almeno in parte, i
loro autori, ora c'è la possibilità di avvicinarsi alle melodie e a chi le composte
o almeno trascritte.
La presentazione avviene su due pagine: a sinistra il testo (il più delle volte non
completo) e a destra la melodia. Gli spazi rimasti in bianco nelle griglie del testo
sono stati arricchiti da 34 grafici riguardanti alcuni titoli delle Litanie della
Madonna.
L'augurio è che questo lavoro possa essere un'occasione di recupero di quella
parte di spiritùalità redentorista espressa nelle Canzoncine.
l Missionari Redentoristi
S. Aljònso - l
INTRoduzioNE
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Introduzione
La tradizione c'è,
ma degli autori poche tracce
Nel Periodico S. Alfonso n. 3 del 2003,
dedicato ai testi delle canzoncine di tradizione
redentorista, era stata riportata in sintesi la
tradizione redentorista: «Narra il P. Tannoia
che S. Alfonso aveva una voce dolce e sonora
e quando cantava le sue canzoncine per insegnarle al popolo, commuoveva tutto l'uditorio
sino alle lacrime: "Niuno mai vi fu prima di lui
che insegnasse delle devote canzoncine al popolo da farle cantare per le campagne, nelle
botteghe, e per dovunque in opposizione alle
tante e perniciose canzoni mondane ...
Molte generazioni di fedeli hanno cantato le
sue canzoncine con altrettanta pietà, per cui si
può tranquillamente dire che S. Alfonso sia
stato il Poeta popolare, il Maestro e Direttore
del canto sacro popolare (la lauda). Sil questo
tema si sono confrontati alcuni recenti Convegni, anche di livello internazionale.
Sulla scia di S. Alfonso si sono messi diversi
suoi discepoli (alcuni li ha spinti proprio lui!)
e successivamente altri Redentoristi. I temi
sono quelli trattati dal Fondatore: il Natale,
l'Eucaristia, la Passione, il Sacro Cuore, La
Madonna e ancora temi di devozioni particolare: ne è nata una vera tradizione, che oggi si sta
cercando di recuperare».
Nel numero citato sono state presentate le
fonti dei testi di 150 Canzoncine: è stato possibile accertare la paternità di un buon numero di
esse. Ma per quanto riguarda la melodia, la
faccenda si fa ancora più complicata: le raccolte esaminate ed utilizzate riportano le melodie
delle canzoncine ma non fanno menzione dell'autore, tranne in qualche caso.
Fonti musicali:
le raccolte di trascrizioni
Le melodie adattate da S. Alfonso e dai suoi
confratelli alle canzoncine ci sono pervenute
2 - S. Alfonso
per tradizione dai Missionari che le hanno
insegnate ai fedeli e dai Maestri dei N ovizi e
degli Studenti: in questo "tramandare" sono
avvenute le "trascrizioni" fatte da singole persone per propria utilità. Ci sono pervenute
interessanti ,raccolte di queste trascrizioni, che
oggi costituiscono il punto di riferimento "sicuro" per la tradizione redentorista: infatti la
tradizione "orale" del popolo non è sempre
affidabile, perché il popolo tende "naturalmente" ad apportare mutamenti sia ai testi che
alle melodie.
L'unico limite di queste trascrizioni è quello
per cui esse rifiutano "sistematicamente" di
riportare l'autore: non era permesso dall'uso
religioso evidenziare (e quindi dare onore) il
nome dell'autore, ma bastava una indicazione
generica: composta da un padre della Congregazione. Solo con le tardive trascrizioni si è
incominciato a segnare l'autore ... Oggi, soltanto riscontri incrociati riescono (là dove è
possibile) restituire la paternità al canto, sia del
testo che della melodia. Un lavoro non proprio
facile e agevole, che richiede tanta pazienza e
passione.
Trascrizioni redentoriste consultate
Raccolta Villanacci-Vitullo: risale all'inizio del Novecento, manoscritta, del padre Francesco Villanacci (1880-1933), che ha raccolto
le melodie direttamente dalla viva voce del
redentorista P. Giuseppe Vitullo (1870-1949).
Questa raccolta è stata la base di ricerca e
trascrizione del presente lavoro.
Raccolta Capone Domenico: (1907-1995)
libretto manoscritto che riproduce (a partire
dal secondo decennio del Novecento) il manoscritto del P. Enrico Saetta (1874-1948), che si
era servito di un suo nipote musicista per la
trascrizione delle melodie alfonsiane. Sono
presenti 120 brani.
Raccolta Masquilier: dal titolo" Canzoncine
spirituali per le SS. Missioni e per il Mese
Mariano, pubblicata a stampa nel1912 a Roma
(tip. Lit. Consorti) dal P.Giuseppe Masquilier
(1868- ?), francese di Parigi, che ha professato
nel 1888, e che insieme ad altri confratelli,
espulsi dalla Francia, trovò riparo a Roma nella
chiesa di S. Gioacchino.
Raccolta Romana: Libretto a stampa di 164
pagine dal titolo "In alto i cuori", inni sacri per
la fanciullezza e la gioventù. - Chiesa Pontificia di S. Gioacchino- Roma, senza data, ma
probabilente degli anni Venti.
Raccolta Di Chio Leonardo (1897-1988):
redentorista molto colto e versato negli studi
danteschi. Nelle sue carte (fogli sparsi di ogni
genere) ha lasciato tracce di un tentativo di
catalogazione delle Canzoncine (sono preziose molte sue indicazioni). La raccolta musicale presenta 98 brani trascritti, di cui 72 riferentesi
al presente lavoro.
Raccolta De Simone Oreste (1914-vivente), missionario: libretto manoscritto con 226
brani, la cui trascrizione si ferma al 1949 =
sulla pagina di sinistra vi è il testo, su quella di
destra la melodia.
Raccolta Marciano Enrico (1914-vivente), missionario: libretto manoscritto di 202
pagine con testi e melodie.
Raccolta Cataldo Vincenzo (1924-1998),
professore e missionario: libretto manoscritto
di 93 pagine con testi e melodie.
Raccolta Pietrafesa Paolo (1924-1990), laborioso pubblicista: ha raccolto e pubblicato a
stampa nel1965le melodie alfonsiane secondo
la tradizione dei redentoristi della provincia di
Napoli e ha lasciato, inoltre, due libretti manoscritti, rispettivamente di 156 e 186 pagine.
Raccolta Brugnano: il redentorista Salvatore Brugnano (194 7-vivente), che ha già pubblicato nel1982 una prima serie di canzoncine
alfonsiane, ha raccolto in diverse parti dell'Italia meridionale, dove si è recato per apostolato,
dalla viva voce della gente, numerose versioni
e varianti di versioni di canzoncine alfonsiane
e redentoriste.
l NTROdul.ioNE
Trascrizioni non redentoriste consulatte
Piccola Antologia: vecchio libretto a stampa
di 240 pagine, a cui mancano le prime 19 e il
titolo e la data di pubblicazione (forse anni
Venti).
Libretto di preghiere e canti spirituali per
il popolo (stampa) di 240 pagine- Torino 1910,
con indice. Curato e pubblicato da A. e C.
Raccolta Seminario Salerno: degli anni '70:
ricchissima antologia di 390 pagine con testi e
melodie, in duplicazione ciclostilata.
Le trascrizioni musicali riportate
La trascrizione musicale in genere rispetta la
tonalità originale; tende a favorire la immediata visibilità, preferendo conservare le note
raggruppate, anziché isolate, quando si tratta
di crome e semicrome.
Le trascrizioni sono state realizzate al computer. Un ringraziamento sentito va al P. Mosè
Simonetta per il prezioso aiuto di trascrizione
di una gran parte delle canzoncine.
Criteri di selezione
Le canzoncine selezionate in questa raccolta
sono 70 e sono estratte dalle 150 già pubblicate
con solo testo nel 2003 su questo Periodico.
I criteri - in ordine di priorità - seguiti per la
selezione sono stati:
• l. Canzoncine con autore certo redentorista
(testo o melodia).
• 2. Canzoncine che si trovano in tutte le
raccolte musicali esaminate, anche se oggi
poco conosciute: segno sicuro di tradizione
redentorista.
• 3. Canzoncine che ancora si cantavano nelle chiese redentoriste prima della riforma
liturgica (1965), quando a sera c'era ancora
la "Benedizione Eucaristia" con ampio spazio per i canti (poi è subentrata la celebrazione della messa vespertina e molti canti
sono andati in disuso).
• 4. La selezione non tiene conto delle canzoncine composte negli ultimi 50 anni.
P. Salvatore Brugnano
S. Alfonso - 3
] . . J CANTi di MissioNE E di viTA cRisTiANA
l . . J CANTi di MissioNE 1: di viTA cRisTiANA
1. Se Dio veder tu vuoi
Dio è dappertutto
Autore del testo è Metastasio.
- Testo completo al n. 13 della
raccolta pubblicata.
Melodia scritta da s. Alfonso,
secondo la testimonianza del P.
Salvatore Schiavone, che l'ha
trascritta in note nel1913.
2. Benedetto l'alto nome
Laude popolare in
estirpazione delle
bestemmie
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ed è passato dalla tradizione missionaria
itinerante alla pratica cristiana. Il testo intero si trova al n. 11
della raccolta pubblicata.
La melodia è tratta dalla raccolta Cataldo a pag. 27.
Se Dio veder tu vuoi,
guardalo in ogni oggetto;
cercalo nel tuo petto,
lo troverai con te.
E se dov'ei dimora
non intendesti ancora,
confondimi se puoi;
dimmi dov' ei non è.
Dovunque il guardo io giro,
immenso Dio, ti vedo;
nell' opre tue t'ammiro,
ti riconosco in me.
La terra, il mar, le sfere
parlan del tuo potere;
tu sei per tutto, e noi
tutti viviamo in te.
Benedetto l'alto nome
dell' eterno Creator;
benedetto in terra, come
benedetto è in cielo ognor.
benedetto in mezzo al pianto,
e nel riso di lassù.
Rit.
D eh! l'audace lingua frena,
scellerato peccatori
Già si desta, e grave e piena Benedetto Iddio nei canti
scende l'ira del Signor.
dell'angelico drappel:
benedetto
Iddio ne' Santi,
Benedetto il divin Figlio,
che
trionfano
nel ciel.
ch'e a lui vittima si offrì:
benedetto in quest' esiglio,
e ne' cieli ov' ei salì.
Benedetto ognor del Santo
Spirto il nome e la virtù;
3. Svegliati e non tardare
Svegliarino del peccatore
Il testo, di autore sconosciuto, è
passato dalla tradizione missionaria itinerante alla pratica cristiana. - Il testo intero si trova al
n. 3 della raccolta pubblicata.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone al n.100.
Svegliati, e non tardare,
svegliati, o peccatore,
oggi, che il tuo Signore
ti vuole usar pietà.
Benedetta la gloriosa
Genitrice del Signor:
benedetto in lei di Sposa
e di Vergine il candor.
Misero cuor, deh! pensa,
che già peccasti assai,
tempo sarebbe ormai
di pianger per doler.
Quel Dio, che disgustasti,
quegli ti parla al core,
sentilo, o peccatore,
e non resister più.
Senti le care voci,
onde t' invita al seno;
contrito adesso almeno
ritorna al tuo Gesù.
Son giorni, mesi, ed anni,
che vivi nel peccato,
O Fratelli, nei perenni
benefici del Signor,
inni e cantici solenni,
inni e cantici d'amor.
ma se più sei ostinato
Dio t'abbandonerà.
Se ti abbandona Dio
come ti salverai?
certo ti dannerai.
O Dio! ché cecità!
Pensa, che presto, o tardi
la morte ha da venire,
per te han da finire
piaceri, e vanità.
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Pensa, che il mondo è scena,
un'ombra, una figura:
dal letto in sepoltura
un giorno hai da passar.
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4. All'ombra del piacer
Sulla vanità del mondo
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ed è passato dalla tradizione missionaria
itinerante alla pratica cristiana. Il testo intero si trova al n. 5
della raccolta pubblicata.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci al n. 81.
All'ombra del piacer
ogni mortai si affanna,
né vede che s'inganna
sperando di goder
Rit.
"Li beni di quaggiù
son ombra e vanità
che presto han da finir.
Che se non lo credi a me,
pensa, rifletti, e poi
mira de' giorni tuoi
la vita quale fu".
di mutar vita, e questa
a Dio sol consegrar.
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s'in - gan- na
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La melodia è tratta dali raccolta
Piccola Antologia a pag. 197.
6 - S. Alfonso
Se vivessi per rnill'anni
senza pene, e senza affanni,
alla fine, che sarà?
ogni cosa è vanità.
Se del mondo i favor suoi
t'innalzasser dove vuoi,
s'af - fan -
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alla morte, che sarà?
ogni cosa è vanità.
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Va -ni - tà
Se tu avessi più soldati,
che non ebbe Serse armati,
alla morte, che sarà?
ogni cosa è vanità.
di va - ni - tà,
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co -sa_èva - ni -
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tà,
Dunque a Dio rivolgi il core,
dona a lui tutto l'amore,
questo noi non mancherà,
tutto il resto è vanità.
~
giù
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Dunque risolvi alfin
nel tempo che ti resta
Il canto, notissimo, risale a S.
Filippo Neri e nella presente
forma si attribuisce a Fr. Leone; è sempre presente nei libretti dei ricordi missionari redentoristi.Riferimenti bibliografici al
n.7 della raccolta.
al -l'om- bra del
j
Come alla tua magion
altri vi fe' dimora,
così dovrai tu ancora
da quella un dì sloggiar.
Vanità del mondo
mor- tal
ve - de che
om - bre_e va - ni -
Vanità di vanità,
ogni cosa è vanità,
tutto il mondo, e quant' egli ha
ogni cosa è vanità.
cer,
J
cer
E un'aura, un soffio in ver,
il mondo è pura scena,
che comparisce appena
p'er subito svanir.
5. Vanità di vanità
pia -
Che se non lo credi a me,
ecc ...
Come nel verde april
nasce e si secca il fiore,
così sen passati l'ore
della tua vita al fin.
i
ll
Al - !'om ~ brade!
Che i beni dì lassù,
non finiranno, no,
per una eternità.
tutlo il mon - do quan t'e - gli
#,_.....;..lt.---=----.llz.
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S. Alfonso - 7
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6.-8 " CANTi di MissioNE E di viTA cRisT.iANA
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6. Peccati non più
Risoluzioni e propositi
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi. - Il testo
completo si trova nella raccolta
pubblicata al n. 6.
La melodia è tratta dalla raccolta
Marciano a pag.1 09.
7. Già son rotte le catene
Per la fine della
santa Missione.
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi. Riferimenti bibliografici al n. 8 della raccolta
pubblicata.
La melodia è tratta dalla raccolta
Capone al n.103.
8. So che ho da morir
I quattro novissimi
Il testo, di autore sconosciuto, è
passato dalla tradizione missionaria itinerante alla pratica cristiana.- Informazioni bibliografiche
nella raccolta pubblicata al n.1.
La melodia è tratta dali raccolta
Piccola Antologia a pag. 197.
Peccati non più
con questi di nuovo
dai morte a Gesù:
peccati non più.
Spergiuri non più:
ché troppo feriscon
l' onor di Gesù:
spergiuri non più.
Bestemmie non più:
son tanti coltelli
al cuor di Gesù:
bestemmie non più.
Amori non più:
gli amori dal core
ti tolgon Gesù:
amori non più.
Già son rotte le catene,
che inceppavano il mio cuore,
l'hanno infrante le mie pene,
l'han spezzate il mio dolore.
Mentre il core in petto avrò
l'error mio piangerò;
dirò sempre, o Dio mi pento,
che gran bene è il pentimento.
Fu di Dio l'alta clemenza,
che m'indusse a penitenza;
fu di Dio l'alta Bontà,
che mi pose in libertà.
Gode pace il core mio,
che fu albergo del peccato,
or ehe è fatto tutto di Dio,
ricettacolo fortunato.
So che ho da morir,
e non so l'ora,
posso dunque mancar
nell'atto di peccar,
e non vi penso.
Rit.
Pietà, Signor,
pietà d'un miserabile,
pietà d'un traditor,
pietà, perdon, Signor,
se no son perso.
Spirato che sarò,
ecco il giudizio,
senza pietà il Signor,
pien d'ira e di terror
mi cerca i conti.
Andante
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Pec
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A rivederci con gioia e riso
tutti insieme in Paradiso.
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8 - S. Alfonso
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Resta in pace col tuo Dio,
caro, caro fratello mio,
con Gesù e con Maria
io ti lascio sorella mia,
Quante delizie hai mai,
bel Paradiso
tu, mondo, hai bel gridar,
mia vita vo' cambiar
per guadagnarlo.
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~
Già
Già vedo sotto i piè
l'Inferno aperto,
e immensa gente, ahimé!
bruciar, gridar mercè
ma sempre invano.
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S. Alfonso - 9
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9 " CANTi di MissioNE E di viTA cRistiANA
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9. Il Rosario cantato
Gloria
Nella Missione e nella
vita cristiana.
Gloria a voi, o Padre eterno,
gloria a voi, Figliuol divino,
gloria a voi, Spirto superno,
che qual fu, sempre sarà
per l'immensa eternità.
Il testo segue le preghiere del
Gloria al Padre, del Padre nostro e dell'Ave Maria, con lievi
adattamenti. - L'invocazione o
Giaculatoria a Maria (di autore
sconosciuto) verrà poi sostituita dalla Giaculatoria-preghiera
diFatimadopoil1917: O Gesù
perdona le nostre colpe ...
Questa forma di rosario cantato era molto in uso nelle missioni e nelle chiese.
La melodia è tratta da un foglietto manoscritto di P.
Ermelindo Masone, datato
Morcone 22 dicembre 1945, ma
è presente in quasi tutte le raccolte musicali degli antichi
redentoristi.
Giaculatoria
Maria, o Maria,
tu sai i miei guai,
tu puoi, se vuoi:
Maria, aiutami tu.
~I"P.(?ii~l~·~~b~,,~~t§§t~D~IJ§J1~A~I~J~J~D~I
Gloria_a
•
&''l,
O bella mia Maria!
O caro mio Gesù,
vi dono il cuor mio,
e non lo voglio più.
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Paàre_e- ter - no,
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vi -no,
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vo- i, Spir- to su - per - no,
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(Mistero- Pater e 10 Ave)
Padre nostro
ca - ro -mio Ge - sù,
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il no -me
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Pa-dre
ca - to
Dacci oggi
il nostro pane
quotidiano,
rimetti a noi
i nostri debiti,
come noi
rimettiamo
i nostri debitori.
E non c'indurre
in tentazione,
ma liberaci dal male
e così sia.
o
ri - a!
Padre nostro,
che sei nei cieli,
sia santificato
il nome tuo,
venga presto
il regno tuo,
sia fatta
la volontà tua,
come in cielo
e così in terra.
l O - S. Alfonso
vo - i,
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tu - o.
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9b . . l 0 .CANTi di MissiONE E di. ViTA CRisTiANA
Ave Maria
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J1 BIJJ,)'fnlfJASI
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Dio ti salvi, o Maria,
piena di grazie.
Il Signore è teco.
Tu sei benedetta
fra le donne:
e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
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La melodia è tratta dalla raccolta Brugnano (fascicolo: Madonna del Perpetuo Soccorso).
12 - S. Alfonso
l. Invoca soccorso
il popol fedel
che a te fa ricorso,
Regina del ciel.
3. Le mani amorose
che stringon Gesù
protendi pietose
ai figli quaggiù.
Ave, Ave, Ave Maria!
Ave, Ave, Ave Maria!
4. Il mondo è in periglio
di guerre e terror:
impetra dal Figlio
la pace e l'amor.
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Andante sostenuto
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In - v o - ca
2. Chi soffre e chi geme
ti chiede mercè,
ripone sua speme,
o Vergine in te.
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gra-zia,
se -no Ge - sù.
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Il testo è di autore sconosciuto:
il canto è in uso in alcune chiese
redentoriste, specialmente dove
c'è il culto alla Madonna del
Perpetuo Soccorso.
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Per la devozione
alla Madonna
del Perpetuo Soccorso
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10. Ave del Soccorso
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si
Santa Maria,
Madre di Dio,
prega per noi
peccatori,
adesso,
e nell'ora
della nostra morte,
così sia.
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E non c'in_
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S. Alfonso - 13
11.-12
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CANTi di MissioNE E di viTA cRisTiANA
11. Teco vorrei, Signore
Strofette per la Via Crucis
Autore dei versi è l'Abate
Metastasio; le strofette sono ancora in uso presso molte comunità. - Il testo completo si trova
nella citata raccolta pubblicata
al n. 14.
La melodia, tradizionale del
mondo redentorista del · Merielione d'Italia, è tratta dalla raccolta Villanacci al n.66.
Teco vorrei, Signore,
oggi portar la croce,
nella tua doglia atroce
io ti vorrei seguir.
Tu col prezioso sangue,
vammi stampando i passi,
ch'io laverò que' sassi
col mio lagrimar.
Né temerò smarrirmi
pel monte del dolore,
quando il tuo santo amore
m'insegna a camminar.
Stazione I
Se il mio Signor diletto
a morte hai condannato,
spiegami almen, Pilato,
qual fu il suo fallir?
Che se poi l'innocenza,
error da te si appella,
per colpa cosl bella
potessi anch'io morir.
Ma troppo infermo e las-
Stazione III
Chi porta in pugno il mondo
in terra è già caduto,
né se gli porge aiuto;
oh ciel che crudeltà!
Se cade l'uomo ingrato,
tosto Gesù il conforta;
sol per Gesù è morta
nel mondo ogni pietà.
Stazione IV
Sento l'amaro pianto
della dolente Madre,
che gira tra le squadre
in cerca del suo ben.
Sento l'amato Figlio,
che dice: Madre, addio,
più fier del dolor mio
il tuo mi passa il cor.
S~azione
SO,
donami tu coraggio,
acciò nel mesto viaggio
non m'abbia da smarrir.
Gesù, Gesù mio bene,
stampate nel mio cor
le vostre pene.
(Si ripeta in ogni stazione)
II
So che dal suo supplizio
reo appar chi'l porta,
so che la pena è scorta
del già commesso error.
Stazione V
Se di tue crude pene
son io, Signore, il reo,
non deve il Cireneo
la croce tua portar.
Ma se Gesù si vede
di croce caricato,
paga l'altrui peccato
il suo immenso amor.
Se io sol potei per tutti
di croce caricarti,
non potrò in aiutarti
per tutti io sol bastar?
Vieni e piangi sul Calvario
i tuoi falli, anima mia;
vieni e piangi con Maria
nella morte di Gesù.
12. Vieni e piangi
sul Calvario
Per la Madonna
Addolorata
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi. Indicazioni bibliografiche nella citata
raccolta pubblicata al n. 49.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 33.
O Maria, diletta Madre,
mesta in volto e mesta in core,
compatisco il tuo dolore
grande, immenso come il mar.
Sotto gli occhi tuoi materni
Gesù pende in sulla Croce ...
14 - S. Alfonso
----------------------
vedi il sangue ... odi la voce,
ah! lo vedi alfin sparir.
Qui mi fermo a piè del legno,
ora il Figlio, or te mirando,
ti presento a quando a quando
una lacrima, un sospir.
Deh! mi valga il tuo martiro
e la morte del tuo Bene;
nell' istesse acerbe pene
ah! potessi anch'io spirar.
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13. Ai tuoi piè,
Maria diletta.
Invito al mese di Maggio
Strofette in onore della Madonna per il mese di Maggio. - Il
testoproviene dalle raccolte
redentoriste.
Indicazioni
bibliografiche nella citata raccolta pubblicata al n. 86.
La melodia, presente in quasi
tutte le raccolte citate, è tratta
dalla raccolta Villanacci, n . 16.
Ai tuoi piè, Maria diletta,
vengon tutti i figli tuoi;
cara Madre, il dono accetta
degli amanti nostri cuor.
Se noni sono i nostri cuori
così bianchi come gigli,
pur ti siamo amanti figli
e ci sei tu Madre ancor.
Voglio scriver sulle mura
il tuo nome, o Madre mia;
voglio scrivere Maria
nel mio cuore e nel mio sen.
4.
Questa mia carne,
questo mio cuore
purgate al fuoco
del vostro amore.
8.
Nell' ultima ora
della mia vita,
imploro, o Madre,
la vostra aita.
5.
O Madre, datemi
un'alma pura;
del ciel mostratemi
la via sicura.
9.
Nel giorno estremo,
giorno di pianto,
Maria, copriteli
col vostro manto.
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7.
Voi che di Dio
la Madre siete,
potenti suppliche
per noi porgete.
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Ai tuo piè, Ma-ria
gi gli, siam per
A toccar del ciel le soglie
se mai giungo dopo morte,
voglio scriver sulle porte
il bel nome del mio Ben.
3.
Il pie' scioglietemi
dai lacci rei,
e luce fatevi
degli occhi miei.
16 - S. Alfonso
-* J. ol J
j )ìj.
Un dono vòglio
da voi, Maria:
salvate, pregovi,
quest'alma mia.
Lasciate, o Vergine,
che anch'io vi onori:
voi siete l'unica
gioia dei cuori.
'
#
#e
cuor.
Strofette ancora in uso
per ogni giorno
del Mese di Maggio
l.
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Mondo, inferno e carne han
teso
rete occulta ai nostri piedi,
se il tuo aiuto non concedi,
chi ci toglie dal timor?
6.
Lungi tenete
da questo seno
dell'atra colpa
il rio veleno.
La melodia è tratta dalla raccolta Villana cci, n.1 06, ma è presente in tutte le raccolte musicali redentoriste.
@]
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2.
Il testo è tratto dalla citata raccolta pubblicata al n. 87. con
indicazioni bibliografiche.- Lì si
trova il testo completo.
Moderato
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Cara Madre del Signore,
Madre sei del nostro Bene,
tu ben vedi in quante pene
vive afflitto il nostro cuor.
14. Lasciate, o Vergine
(secondo il metodo del
gesuita padre Muzzarelli)
1.}.-14 CANTi di MissiONE E di ViTA CRiSTiANA
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S. Alfonso - 17
1 ~ .. 16 CANTi iN
oNoRE
15. Già la notte, o dolce
figlio
Per la Ninna a Gesù
Canto natalizio presente nella tradizione redentorista, ma probabilmente esterno ad essa. -· Il
testo si trova nella citata raccolta
pubblicata al n. 20, con indicazioni bibliografiche.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 113 e adattata
dal P. Mosè Simonetta.
l~-'16
di GEsù
Già la notte, o dolce Figlio,
spiega in cielo il manto ombroso,
e i mortali col riposo
van le pene a raddolcir.
Ma celate ai lumi suoi
vostre fulgide scintille;
chiudi al sonno le pupille,
amor mio, non più vagir.
Tu soltanto il ciglio e il seno
bagnerai di calde stille!
Chiudi al sonno le pupille,
Amor mio, non più vagir.
Andante pastorale
; a t· w J) ••l JC21J i J J •i l J ••l ,ll
~~,~~~~~~~~~
....___....,.
Già
'
Treman l'ali ai venticelli,
non sussurrano le fronde,
e del mar le placide onde
mormorio non fanno udir.
JJ•
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dol-ce
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Fi
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E_i mor- ta - li col
cir.
'
'
Per la Comunione
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ed è passato dalla tradizione missionaria
itinerante alla pratica cristiana.Le indicazioni bibliografiche e
testo completo, nella citata raccolta pubblicata al n. 9.
La melodia è tratta dalla raccolta
Villanacci, n. 65
Gesù mio, dal sacro altare
stai dicendo in tutte l'ore:
vieni, vieni, o peccatore,
ché ti voglio perdonar.
Perdonai il Re Davidde,
che si volse a me pentito;
se ancor tu verrai contrito,
il perdono avrai da me.
Perdonai ancor un giorno
la pentita Maddalena,
18 - S. Alfonso
che di mille colpe piena
la mia grazia riacquistò.
##
La nin- na
Lanin-na
le
~~
J.
-tar.
E non sol ebbe il perdono
quell'ingrato pescatore,
ma fu scelto ancor Pastore
della greggia mia fedel.
Gesù mio, di questo gregge
fui smarrita pecorella,
or divento a te sorella
nella Mensa dell'amor.
~
La nin-na
-po-sovan
le
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E quel Pietro Galileo,
poiché m'ebbe rinnegato,
perché pianse il suo peccato,
il perdono ebbe da me.
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nan-na, mio ca - ro Bam - bin, La nin- na
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J) Il J J J J JJ l J ) J
Sacre schiere, che cingete
del ,Bambino l'umil trono,
io col canto e voi col suono
mettiam fine al suo vagir.
Gesù mio, nel Sacramento
notte e dì rinchiuso stai
per non più partirti mai,
finché il mondo durerà.
do! -ce
spie - ga_in
r r P 'r ~ []J
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o
~rtrlr
..
J'
te,
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not
bro - so E_i mor - ta - li col
Ogni augel notturno tace
in quell'ore sì tranquille;
chiudi al sonno le pupille,
amor mio, non più vagir.
16. Gesù mio
nel Sacramento
CANTi iN ONORE di GESÙ
dì
Sa - era
rin - chiu -
par - tir -
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nel
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fin - ché_il
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du - re
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S. Alfonso - 19
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l 7 ,]8 C.t\NTi iN ONORE di GESÙ
1.·.·.·.
17'. Gloria a Cristo dai figli redenti
11. 0 Mod. 0
Al SS. Redentore
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Il canto fu in uso tra i redentoristi del primo Novecento, ma non molto
diffuso. Il testo è tratto dalla raccolta Masquilier a stampa del 1912
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 61.
l.
Gloria a Cristo! dai figli redenti
si tributi del core l'omaggio;
, egli sol ci sottrasse al servaggio,
egli sol re del mondo sarà.
Gloria A Cristo! di tutte le genti
sia la croce gloriosa bandiera,
fra le lotte fraterne foriera
di men triste e più fervida età.
Gloria! Gloria! Gloria!
2.
Gloria A Cristo! dei figli gementi
egli è il sol che i dolori cancelli;
sol la croce ci rende. fratelli
ricchi e poveri in patto d'amor.
Gloria A Cristo! del mondo i credenti
fede giurano eterna e sincera;
Cristo vive, trionfa ed impera,
Cristo solo è del mondo Signor.
Gloria! Gloria! Gloria!
1:8.. Gia si' ri:nse.na
Nel chiudersi il
Sacramento
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ed è passato dalla tradizione missionaria itinerante alla pratica cristiana.- Il testo completo, con indicazioni bibliografiche, si trova
nella citata raccolta pubblicata
al n.28.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 79.
20 - S. Alfonso
Già si rinserra
l'amato Dio,
lo Sposo mio,
l'amato Ben.
Io ho commesso
il fallo rio:
di me, mio Dio,
abbi pietà.
Io già mi parto,
ma questo core
a voi, Signore,
lo lascerò.
N on diffidare,
anima tuia,
ché il tuo Dio
tutto è bontà.
Sia tutto vostro
e non più ratio,
caro mio Dio,
noi rifiutar.
Padre mi sei,
Figlia ti sono,
il tuo perdono
non mi negar.
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19. Vieni, vieni,
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Per la Comunione
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi (p.44) ed
è passato dalla tradizione missionariaitinerante alla pratica cristiana. Indicazioni bibliografiche
nella citata raccolta pubblicata al
n. 24.
La melodia è tratta dalla raccolta Masquilier (stampata nel
1912) al n. 20.
19 . . 20
Gesù
Vieni, vieni, o dolce Amore;
Gesù mio, sposo diletto,
vieni, o caro, in questo petto,
vieni, o Dio, non più tardar.
Vieni, o Sposo, vieni, o Amante,
vieni, o Dio del santo amore,
ecco aperto è già il mio cuore,
vieni in esso a riposar.
Dell'Eterno Genitore
tu sei Figlio e di Maria:
cibo sei dell'alma mia,
mio conforto e mio tesor.
Qual solinga tortorella,
piango e gemo il fallo mio:
se ti offesi, amabil Dio,
tu mi rendi il santo amor.
Brucio ormai di brame
ardenti,
venir meno già mi sento:
più di me non lui rammento,
in te sol è il mio pensier.
Vie -
Io già sento il divin fuoco,
gh1 quest'alma spicca il volo;
questo cor non regge solo,
né più il valgo a ritardar.
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Aspettar più non poss' io,
cara gioia e luce bella
di Giacobbe eletta stella,
io ti vengo ad incontrar.
Qual cervetta sitibonda,
dal'tuo santo amor ferita,
anelando a te, mia Vita,
corro presto, e vengo a te.
Comunione spirituale
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ed è passato dalla tradizione missionaria
itinerante alla pratica cristiana.
Indicazioni bibliografiche nella
citata raccolta pubblicata al n.
27.
La melodia è tratta dalla raccolta
Villanacci, n. 67.
Velato ne stai,
mio buon Redentore,
in questi accidenti
tra fiamme d'amore.
Ti credo, ti adoro,
amato mio Ben,
e solo sospiro
di averti nel sen.
Deh! vieni, o Signore, ·
nel freddo mio petto;
ilo t'amo, ti abbraccio,
mio dolce Diletto.
E fa che da te,
mio caro Gesù,
22 - S. Alfonso
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S. Alfonso - 23
21.-2} CANTi iN ONORE di GEsù
21. Vola, vola, anima mia
Sopra il Cuore di Gesù
L'autore del testo è il P. Lorenzo Nigro CSSR, amico eli S.
Alfonso. I riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 35.
S.Alfonso - secondo una tradizione orale- ne avrebbe composto la melodia: la presente è
tratta dalla raccolta Villanacci
al n. 28.
22. Amato sia da tutti
Inno al Sacro Cuore
Il testo, eli autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentorista. Testo completo e
riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n.33.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n.12.
Vola, vola, anima mia,
di Gesù nel dolce core,
prigioniera qui d'amore
troverà l'ilarità.
Non t'avvedi d'ogni intorno
che inseguita sei meschina,
va nell'arca, o colombina,
va a trovar la sicurtà.
21.-2J CANTi iN ONORE di GEsù
solo in Dio trovar puoi gioia
solo in Dio puoi giubilar.
Dammi un loco, o mio Gesù,
nel tuo cor per mia magione:
qui mi eleggo lo star prigione,
qui desio di riposar.
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Che più tardi? Il mondo è lutto,
tutto è frode, amara noia:
Dovrei allor che penso
all'amor tuo impazzire;
dovrei incenerire
d'amor bruciato.
Ma poi che il fallo rio
mi fè reo d'inferno,
l'amor dal se n paterno
ti fe' calare.
N on ero ancor creato
e questo amor m'amava,
e sol si dilettava
a me pensando.
L'amor ti fe' incarnare,
ti fe' Bambin l'amore,
l'amor formò il tuo Cuore
in mezzo al petto.
A me pensavi quando
la terra e il ciel creasti,
e quando poi formasti
il primo Adamo.
Né mai trovar ricetto
ti fece poi l'amore,
che tutto in questo Cuore
si chiuse e strinse.
23. O Cuore di Gesù
Canto presente nella tradizione
redentorista, ma esterno ad essa.
È ancora in uso tra la gente. - Il
testo completo e riferimenti
bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 38.
La melodia è tratta dalla raccolta De Simone a pag. 191.
24 - S. Alfonso
L'amor disse: facciamo
un uomo, figlio, erede,
che m'ami, e per mercede
acquisti un Dio.
L'amante Corti spinse
a nascere di notte
d'inverno, in una grotta
esposto ai venti.
O Cuore di Gesù,
mia vita, mia dolcezza,
del mondo la salvezza,
la via del ciel sei tu.
O Cuore di Gesù,
Dio vero ed uomo vero,
in te confido e spero,
mio Salvator sei tu.
Rit.
Fratelli, amiamo ognor,
lodiamo il Sacro Cuor.
O Cuore di Gesù,
soave e mansueto,
pensando a te mi acqueto
nell'ansia e nel dolor.
O Cuore di Gesù,
io trovo in te ogni bene,
tu mitighi le pene,
viatico a chi muor.
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24. L' inno sacro
dell'amore
Inno al Cuore di Gesù
Canto presente nella tradizione
redentorista, ma esterno ad essa.
Testo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 37.
La melodia, che ha come autore Capocci, è tratta dalla raccòlta
Villanacci, n. 34.
L' inno sacro dell'amore,
su cantiamo con affetto,
suoni l'inno al divin Cuore:
Viva il Cuore di Gesù.
Cuor di Padre e di Fratello,
Cuor di Sposo
e Cuor di Amico,
non si trova cuor più bello:
Viva il Cuore di Gesù.
25. O bel Cuore
del mio Gesù
Le promesse
al Cuore di Gesù
Canto presente nella tradizione
redentorista, ma decisamente
esterno ad essa. È ancora vivo tra
i fedeli. Testo e riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 34.
La melodia è tratta dalla raccolta De. Simone, p.225.
Di Gesù nel Cuore ha sede
la virtù, l'amor, la vita:
ripetiamo pur con fede:
Viva il Cuore di Gesù.
Tutti i pregi in sé racchiude,
delle grazie è la sorgente,
che a nessuno mai si chiude:
Viva il Cuore di Gesù.
Dolce asilo è al peccatore,
è del giusto il paradiso,
il ristoro d' ogni cuore:
Viva il Cuore di Gesù.
Tutti acco-glie, d'ogni ceto,
sempre amante, poco amato,
umil cuore e mansueto:
Viva il Cuore di Gesù.
Da una lancia disserrato,
dell'amor coi forti strali
a sé tutto ha richiamato:
Viva il Cuore di Gesù.
Da un tal Cuore uscì la Chiesa,
senza rughe e immacolata,
e sarà, qual fu, difesa:
Viva il Cuore di Gesù.
Dell' inferno l'aspra guerra
superare e i fieri assalti
può chi in Esso si rinserra:
Viva il Cuore di Gesù.
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l'inno al Cuor del Redentore,
e l'amor non mai si estingua:
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O bel Cuore del mio Gesù,
V ogli o amare le tue virtù,
io peccare non voglio mai più, o bel cuore ·del mio Gesù.
il mio cuore consacro a Te
con fervore di pura fe'.
Voglio amare le tue virtù,
o bel cuore del mio Gesù.
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La purezza del Cuore di Cristo
è un mistero, spiegarsi non può.
È beato chi ama ed acquista
questa nobile e cara virtù.
Viva, viva l'Agnello divino.
Viva il cuore del mio Gesù.
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Presso il Cuore innamorato
di Gesù lasciamo il nostro,
dal suo amor sia consacrato:
Viva il Cuore di Gesù.
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al di sopra d'ogni cosa!
Suo devoto non si chiama:
Viva il Cuore di Gesù.
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O amabile amante ed amato,
o bel Cuore del mio Gesù,
il mio cuore te l'hai rubato,
io non voglio !asciarti mai più.
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26. O dolce Amor mio
Al Sacro Cuore
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Canto presente nella tradizione
redentorista, ma probabil:nente
esterno ad essa. È ancora in uso
tra la gente. Testo e riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 32.
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La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n. 82.
O dolce amor mio,
o Cuor di Gesù,
27. Su figli, cantate
Inno al SS. Nome di Gesù
Il testo, eli autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missio,nari redentoristi. Testo
completo e riferimenti biblio-grafici nella citata raccolta pubblicata al n. 22.
La melodia è tratta dalla raccolta
Villanacci, n. 89.
o Cuore di Dio,
mio tutto sei tu.
O dolce Cuor del mio Gesù,
dehfa ch'io t'ami sempre più.
Saluto a Gesù
Delicata canzoncina in uso in
diverse chiese redentoriste e altrove.
Il testo e la melodia provengono da una raccolta ciclostilata in uso nel seminario eli
Salerno negli anni '70, al n.107.
Chi creder potria
che trovisi ancor
chi amante non sia
di tanto Signor?
Perché bambinello
tu piangi d'amor?
Dell'uomo fratello
ti ha fatto il dolor.
Potessi col sangue
gli oltraggi lavar,
che fanno l'esangue
tuo Cuore penar.
N eli' ostia umiliato
sei vittima ognor,
sei cibo a noi dato
e sol per amor.
Deh venga il tuo regno
nell'alma fedel,
e questo sia pegno
del regno del cieL
Su figli, cantate,
beli' alme innocenti,
con dolci concenti
Evviva Gesù.
Evviva quel Nome;
cùi pari splendore,
in gloria ed onore
niun altro mai fu.
Evviva, sì, evviva,
Evviva Gesù.
Evviva ridite
il Nome giocondo,
la gioia del mondo:
Evviva Gesù.
28. Gesù dolcissimo
26.-28
Gesù
Gesù dolcissimo, finisce il giorno,
ed io sospendo il mio lavor.
Ma pria che il corpo vada a riposo
io vendo a darti col labbro e il cor:
Rit.
Felice notte,
Gesù adorato,
sacramentato,
mio Redentor.
O Nome divino,
che a noi dalle stelle
tra lodi si belle
scendesti quaggiù.
A nome si caro
già ride e già brilla
Ogn'alma e sfavilla:
Evviva Gesù.
E mentre il ripete
amando languisce,
languendo gioisce,
lodando Gesù:
Vorrei fermarmi, o Gesù caro,
all'ombra arcana del santo altar,
ove ogni notte tu solitario
per amor mio tu vuoi restar.
Ma l'ubbidienza di qui lontano
presto mi chiama a riposar,
e tu frattanto mi benedici,
ché anche dormendo si possa amar.
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S. Alfonso - 29
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29. Cuore Eucaristico
del Redentore
Cuore Eucaristico
del Redentore,
fonte di grazie,
fonte d'amore.
Viva il Cuore Euc. di Gesù
,'!'
L'autore del testo è Biagio
Verghetti, innografo della S. Congregazione dei Riti, che lo ha composto nel1914 -Testo completo
e riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 40.
La melodia è tratta dalla raccolta
a stampa Romana, p.62.
Cuore, ch'ai giovani
brami parlare,
Cuor, che desideri
tutti ascoltare.
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30. A te, possente Vergine
starò di notte e giorno;
te sempre invocherò,
ma qual fra i tanti titoli
a te, Maria, darò?
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A Maria Immacolata
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Autore del testo è il P. Luigi
Errico redentorista. Testo completo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 44.
So che i Celesti e gli uomini,
ciascuno in sua favella,
ti chiama or Luna candida,
or mattutina stella,
or fiammeggiante sole,
e simili parole
sento drizzarti o gnor;
ma dimmi qual fra i titoli
t'è più gradito al cor?
La melodia è tratta dalla raccolta
Villanacci, n. 36.
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A Te, possente Vergine,
sollevo la preghiera,
e finché questa misera
vita non pieghi a sera,
a te sempre d'intorno
31. Lodate Maria
,11111111
Canto di sapore alfonsiano.
Qualcuno protende farla risalire
a S. Alfonso: comunque è presente nella recente tradizione
redentorista, ma probabilmente
esterno ad essa. Testo completo
e riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n. 91.
ili! l
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 22.
.,,,Il:
Forse che sei l'altissimo
cipresso di Sionne ?
Lodate Maria,
o lingue fedeli,
risuoni ne' cieli
la vostra armonia.
Di luce divina
sei nobile aurora;
il sole t'adora,
là luna t'inchina.
Rit.
Lodate, lodate,
lodate Maria.
Con piede potente
il capo nemico
tu premi all'antico
maligno serpente.
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1
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30 - S. Alfonso
,:111
- --
che sei l' onor del Libano ?
la gloria di Saronne?
Palma del Cade ombrosa?
Di Gerico la rosa?
ovver che sei simìl
al giglio candidissimo
del sorridente aprii?
Forse che sei qual Platano
cresciuto lungo il rivo?
Sei qual nei campi mostrasi
il verdeggiante olivo ?
Dirò che tu sei bella
come lucente stella?
All'alba, all'iri, al sol
ti paragono, o agli Angioli
del più sublime stuol?
Maria, sei giglio
di puri candori,
che il Cuore innamori
del Verbo tuo FigFo,
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Il puro tuo seno
diè cibo e ricetto
al gran Pargoletto
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Cuor solitario,
che cerchi amore,
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dinanzi a te:
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abbi di me.
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32. Salve, o Vergine
Maria
n testo appartiene alla tradizione redentorista (libretto Cianciulli, p. 316).
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 8.
Salve, o Vergine Maria,
salve, o Madre, in ciel regina,
sulla terra il guardo inchina
de' tuoi figli abbi pietà.
per lo sangue del tuo figlio,
che n'aprì la via del ciel.
fatti scherzo al vento, al verno,
e dell' onde al flagellar.
Tu di sol tutta vestita,
tu di stelle incoronata,
tu speranza, tu avvocata
del tuo popolo fedel.
Ma tu ridi in oriente
matutina arnica stella,
e ten vieni ogni procella
col tuo raggio a serenar.
Nel cammin di nostra vita
noi vaghiamo in notte bruna,
senza face, e senza luna
per un muto, e lungo orror.
Vergin pura al mondo sola,
ch' empi il ciel di tua bellezza;
d'Eva il pianto in allegrezza
per te Vergine tornò.
Rit.
Salve, o Madre, in ciel regina,
de' tuoi figli abbi pietà.
Ma il gran buio della via
il tuo lume ognor disgombra,
per te sempre a vincer l'ombra
manda il sole il suo splender.
Maria, salve, ai tuoi devoti
dà soccorso di consiglio,
Noi per mare orrendo, infido,
lassi erriam senza governo,
33. Salve, o nitida
colomba
A Maria Immacolata
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione redentorista anche se non è conosciuto da molti. Riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 45. Indicazioni
bibliografiche nella citata raccolta pubblicata al n. 27.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 8.
Salve, o "nitida colomba,
d'altra pace messaggera,
per te più non è qual era
Serva e ria l'umanità;
per te bella ed illibata,
o Concetta Immacolata.
Tentò invan l'invitto piede
di ferirti il serpe infido,
sibilò di rabbia un grido
per cotanta novità.
Tu la testa gli hai schiacciata,
o Concetta Immacolata.
Sei di lesse la radice,
vaga rosa porporina.
Te davidica regina
il Dio forte proclamò,
di astri vivi inghirlandata,
o Concetta Immacolata.
Non dovea di Dio la figlia
alma aver di un fallo impura,
la più bella creatura
che la man di Dio creò,
La più pura, la piu grata,
o Concetta Immacolata.
Allegretto
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Non dovea quell'alma santa
cui fu nube il Dio di amore,
fu suo tempio il suo bel core
nell' odor di santità,
fosti sposa e sposa amata,
o Concetta Immacolata.
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N on dovea l'eccelsa Madre
di quell' Agno Immacolato
farsi Ancella del peccato
della trista eredità;
fosti tu la preservata,
o Concetta Immacolata.
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Eva stolta tu la spina,
tu Maria fosti la rosa,
tu figliuola, madre, e sposa
di colui che tutto può.
Te dei secoli vetusti,
come stella del mattino,
te mostrava il Re divino
ai Veggenti d'ogni età,
d'aurea luce il crin fregiata,
o Concetta Immacolata.
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32 - S. Alfonso
S. Alfonso - 33
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}4.-}~ ... CANTi IN ONORE dELIA MAdONNA.
34. Salve, salve,
Immacolata
L'autore del testo è il redentorista P. Florindo Molisani,
che lo ha composto per celebrare la proclamazione del dogma
mentre era di residenza nella comunità di L'Aquila.- Riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 46.
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La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 38.
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Salve, salve, Immacolata,
sei degli Angeli il sorriso,
stella sei di Paradiso,
Madre sei di purità.
Fra gli umani e fra i celesti
qual' è mai che a te somiglia?
Vergin, Madre, Sposa e Figlia
dell'augusta Trinità.
salve, salve, Immacolata,
mostra a noi la tua beltà.
E noi sempre canteremo:
sei degli Angeli il sorriso,
stella sei di Paradiso,
Madre sei di purità.
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O Colomba intemerata,
tu rassembri un altro Dio;
viva sempre il Nono Pio,
che tal domma al mondo diè.
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Or dal tuo stellato soglio
vibra un raggio di candore
sopra il gregge e sul Pastore,
sopra i regni e sopra i Re.
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Sopra noi più splendi ancora
un sole, o Madre amata;
qu~e
35. Ai tuoi piedi,
o bella madre
A Maria SS. Addolorata
Il testo è stato composto dal sac.
Barilli, su richiesta del Rettore P.
Giuseppe Lordi. - Riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 51.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 32.
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Ai tuoi piedi, o bella madre
verso pianto di dolor:
per me prega il Figlio, il Padre,
in te sola ha speme il cor.
Or al Figlio, che ferito,
tutto sangue in faccia a te
offri un guardo impietosito,
una lagrima per me.
Una stilla almen del sangue,
che versava il tuo Gesù,
mi conforti il cor che langue,
Mi conceda ancor virtù.
Tu sei Madre del dolore,
degli afflitti sei consuol,
hai per me trafitto il core,
per me in croce è il tuo Figliuol.
Ah! seguir vorrei tuo Figlio,
il mio sangue ancor versar:
non ho forza nel periglio,
sento il core in sen tremar.
Fra i cipressi ognor m'aggiro
ove mesta passi i dì:
sarò teco nel martire,
ove il Figlio tuo morì.
Del Calvario in sulla via
teco voglio almen venir;
e spirar con te, o Maria,
contemplando il tuo patir.
Io l'offesi, e i falli miei
finché vivo, io piangerò,
ma se Madre ancor mi sei
io perdon ti chieggo, e avrò.
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34 - S. Alfonso
S. Alfonso - 35
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CANTi.iN ONORE ddLA MAdONNA
36. Ah! Madre del dolore
A Maria SS.ma
Addolorata
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentorista anche se non è conosciuto da molti. Riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 48.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 35.
Ah! Madre del dolore!
Tu sei la Madre mia,
sarò con te, o Maria,
compagno nel patir.
Quel tuo sospir dolente,
afflitto ognor mi tiene,
che causa di tue pene
è stato il mio fallir.
Raggio del tuo sembiante
mi appare al far dei giorno,
l'aura che spira intorno
mi sembra il tuo sospir.
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37. Della pietà divina
A Maria SS. Madre della
Pietà
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Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentorista. Testo completo e
riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 58.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 24.
38. Stava Maria dolente
Parafrasi dello Stabat Mater
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L'autore del testo, da molti
ritenuto sconosciuto, è Evasio
Leone; sarà messo in musica
da Lotti. La canzoncina è passata
nella
tradizione
redentorista. - Testo completo
e riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n.
58.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 105.
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l.
Della pietà divina,
madre, il tesorò sei:
ai figli afflitti, e rei
mostra la tua bontà.
Dalle miserie nostre
tu sollevar ci puoi;
soccorri i figli tuoi,
o ·madre di pietà.
Stava Maria dolente,
senza respiro e voce,
mentre pendeva in croce
del mondo il Redentor.
E nel fatale istante
crudo materno affetto
le trafiggeva il petto,
le lacerava il cor.
Qual di quell'alma bella
fosse lo strazio indegno,
no, che l'umano ingegno
immaginar non può.
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Veder un figlio ... un Dio .. ,
che palpita ... che muore ...
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36 - S. Alfonso
2.
Innanzi a Dio sdegnato
iride sei di pace,
dell' ira sua la face
per te si estinguerà.
Se volgi al Figlio i rai
depon gli sdegni suoi,
soccorri i figli tuoi,
o madre di pietà.
Sì barbaro dolore
qual madre mai provò?
Alla funerea scena
chi tiene il pianto a freno
ha un cuor di tigre in seno,
o cor in sen non ha.
Chi può mirare in tante
pene una madre, un figlio,
e non bagnare il ciglio,
e non sentir pietà?
Per cancellare i falli
d'un popol empio, ingrato,
vide Gesù piagato
languire e spasimar.
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Moderato
39. O Maria, quel
fanciullo, che adori
Ai sette dolori di Maria
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentorista.Testo completo eriferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 50.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 1.
l.
O Maria, quel fanciullo, che adori
con immensa dolcezza ed affetto,
sarà un giorno il deriso, l'abbietto,
sarà l'uom dell'immenso dolor.
Del Vegliardo i profetici detti
quasi acciaro ti scesero in cuor.
2.
Fra l'orrore di notte angosciosa
ove fuggi col tenero Figlio?
Oh delitto! D'Erode l'artiglio
ti sovrasta, e lo strazio feral
del dolore ti strazia il tuo cuore
l'alma è oppressa d'ambascia mortai!
Sconsolata, ascoltasti e tacesti.
quel silenzio fu santo e il patir.
~'~e
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~~
o
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Sconsolata, tre giorni e tre notti,
piangi in cerca del caro tuo Bene.
Chi ridire potrà quali pene,
quali affanni ti npprimon il cor?
Senza colpa il perdesti, ma noi
fummo noi se perdemmo il Signor.
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quel fan -ciui -lo che_a- do -
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4.
Oh qual vista! S'incontra la madre
col Signore che porta la Croce.
A Lei dice con tremula voce:
"Addio, Madre, men rado a morir".
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40. O fedeli, se figli
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Alla Vergine Addolorata
Canzoncina molto in uso qualche tempo fa. Il testo e la melodia sono tratti dalla raccoltaMarciano, p.129.
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Deh t a mirarla sul monte venite,
là vedrete la scena più atroce:
d'un figliolo che muor sulla croce,
d'una madre che il vede morir.
Il tuo ciglio è velato di pianto,
nell'affanno agonizza
il tuo core;
sulla terra più atroce dolore
occhio alcuno mirato non ha.
Ahl qual pena,
qual fiero tormento
ella soffre, la Vergine afflitta,
con la spada del duolo trafitta
nella parte più viva del cor.
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A chi mai, o mestissima Madre
nella morte del caro tuo Bene
io potrò somigliar le tue pene?
Nessun lingua ridire lo sa.
A quel duro patibol di morte
sta vicina la madre dolente,
mentre il Figlio da chiodi
pendente
agonizza in un mar di dolor.
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O fedeli, se figli voi siete
della Madre più tenera e pia,
se vi piace esser ari a Maria,
contemplate il suo fiero inartir.
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O dei martiri eccelsa regina,
del tuo strazio la causa io sono:
tu dei falli dolore e perdono
deh! m'impetra dal morto Signor.
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38 - S. Alfonso
S. Alfonso - 39
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41. Parti dall'aspro monte
A Maria Desolata
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Parti dall'aspro monte,
Vergine afflitta e mesta,
nient'altro più ti resta,
estinto è il tuo Gesù.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 2.
Nel corpo lacerato,
in mezzo a crude pene,
V anne, che a te nel viaggio,
faremo compagnia,
o Vergine Maria,
per lacrimar con te.
42. Bella di luce un giorno
Bella di luce un giorno
apparve in ciel Maria:
allor un'armonia
nuova d'amor s'udì.
Su, vieni in questo Regno,
ove sarai Regina,
a te tutto s'inchina
l'istesso trio Fattor.
Rit.
Prega Maria nel cielo,
pr~ga per noi Gesù.
Quivi per te gli umani
avran soccorso e aiuto;
l'inferno andrà perduto
sotto del tuo poter.
Quanto potente or sei,
vegga la terra e il cielo;
contempli senza velo
ognun la tua beltà.
Il testo, eli autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi. Riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 53.
Vieni, dicea l'Eterno,
o Figlia avventurata:
da colpa mai macchiata
ti vide il mio pensier.
Sorgesti dalla tomba
come gioconda rosa;
ché Madre, Figlia e Sposa
tur fosti al Creator.
43. Andiamo su a Maria
Ricorso a Maria
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Dunque al solingo tetto
ritorna in bruno ammanto;
là sfogherai col pianto
l'immenso tuo dolor.
Cogli occhi tuoi vedesti,
impallidir quel viso,
giglio di Paradiso,
fonte di venustà.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 49.
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quel Crocifisso bene
davanti a te spirò.
Il testo, eli autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi. Testo
completo
e
riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 47.
L'Assunta incoronata
l'
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CANTi IN ONORE dELLA MAdONNA
Il testo, del P. Giuseppe Pavone
CSSR, appartiene alla tradizione
redentorista anche se non è conosciuto da molti. Testo compieto e riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n. 93.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 87.
40 - S. Alfonso
Andiamo, su, a Maria,
anime tribolate,
Anime crociate
da qual si sia dolor.
Su, a Maria corriamo,
mesti, languenti, afflitti,
orfani, derelitti,
tutti a Maria, via su.
Vengano i peccatori <
anche i più disperati; ,
Ed ogni figlio esclami:
l'assunta Immacolata
in cielo incoronata
per noi pregando sta.
E tutti consolati
tutti saranno, sì.
Chi fece a lei ricorso
non mai restò deluso;
non mai restò confuso
chi il nome suo chiamò.
. Eccomi sì, o Maria,
eccomi a' piedi tuoi,
soccorrere tu mi puoi,
aspetto il tuo favor.
.
41.-4}
CANTi IN ONORE dELLA MAdONNA
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44. Celeste Imperatrice
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Confidente ricorso a
Maria
Il testo, del P. Giuseppe Pavone, proviene dal libretto dei
ricordi missionari redentoristi.
Testo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 73
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 17.
45. Maria, soccorrimi
Alla Madona
del Perpetuo Soccorso
Il testo appartiene alla tradizione
redentorista, e fu abbastanza conosciuto. Riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 61.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 60.
46. Andrò a vederla un dì
Desiderio di Maria
Canto presente nella recente tradizione redentorista. Non l'ha
composto S. Alfonso, come molti
pensano: esso è nato dopo le
apparizioni di Lourdes (1858).
Testo completo e riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 92.
La melodia è tratta dalla raccolta Di Chio, n. 38.
42 - S. Alfonso
Celeste Imperatrice,
respiro di quest'alma,
rendi la dolce calma
al mio turbato cor.
Chi sa qual sarà mai
l'eterno mio destino?
Chi sa, se l'indovino?
o Dio! che non si sa.
piango, non ho ricetto,
Signora mia pietà.
Qual figlio è a te ricorso
Senz'esser consolato?
Chi mai non si è salvato
Che sempre a te fidò?
A questo gran pensiero
mi trema il cuore in petto,
Io pure ti son figlio,
io pure a te confido,
E sempre piango, e grido
Chiedendoti pietà.
Maria, soccorrimi,
ché son tuo figlio;
o Madre, salvami
d'ogni periglio;
con occhio guardami
benigno ancor.
Maria, soccorrimi,
se del peccato
mi vedi gemere
nel triste stato;
la mano stendimi
di tua pietà.
Maria, soccorrimi,
se il secol rio,
nemico agli uomini,
nemico a Dio,
minaccia toglierrni
fede ed amor.
Maria, soccorrimi,
nella mia morte,
del ciel tu aprimi,
Maria, le porte,
e sia quest'anima
salva per te.
Andrò a vederla un dì!
nel Ciel la Madre mia,
andrò a veder Maria,
mia gioia e mio amor.
Andrò a vederla un dì!
Andrò a levar miei canti
con gli Angeli e coi Santi
per corteggiarla ognor.
Rit.
Andrò a vederla un dì!
La Vergine immortale;
m'aggirerò sull' ale,
dicendole il mio amor.
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì;
Al ciel, al ciel, al ciel
andrò a vederla un dì.
Andrò a vederla un dì!
È il grido di speranza,
che infondemi costanza
nel viaggio e fra i dolor.
Andrò a vederla un dì!
Lasciando questo esiglio,
le poserò qual figlio
il capo sopra il cor.
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47~49. CANTi
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Moderato
47. Mille volte benedetta
Lode a Maria Consolatrice
degli afflitti
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentoristaconoscendounasensibile diffusione. Testo completo e riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n. 60.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 26.
Mille volte benedetta,
o dolcissima Maria,
benedetto il nome sia
del tuo figlio Salvator.
O purissima Maria,
il tuo piede immacolato
schiacciò il capo avvelenato
del serpente insidiator.
Rit.
O Maria consolatrice
noi ti offriamo il nostro cuor.
Tutti i secoli son pieni,
o Maria, delle tueglorie,
e di tenere memorie
di prodigi e di stupor.
Fin d'allora, che di colpa
fu l' umana stirpe infetta,
Dio la madre ha in te predetta
del futuro Redentor.
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O Maria nostra avvocata,
l'universo in te confida,
perché sei rifugio e guida,
ed al giusto, e al peccator.
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Coa so-la - tri -ce,
Noit'of -:fria-mo
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cuor.
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48. Quando penso
alla mia sorte
A Maria Madre nostra
Canzoncina di genuina e antica
tradizione redentorista, attribuita
a S. Alfonso, che ne avrebbe composto la sola melodia, che è tratta
dalla racc. Capone, n. 34.
Il testo è di Mons. Maiello.- Testo e riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n. 74.
Su questa melodia viene cantata
anche "La gioia ch'io provo, del p.
Caione (raccolta pubblicata, n. 70)
49. Tu, Maria, puoi dar
conforto
A Maria SS. della
Consolazione
Il testo è stato composto dal sac.
Barilli, su richiesta del P. Giuseppe Lordi. Testo completo e
riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 65.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 39.
Quando penso alla mia sorte,
che son figlio tuo, Maria,
ogni affanno, o Madre mia,
s'allontana allor da me.
Senza te, mia bella Rosa,
ogni gioia è pena amara:
ma con te la pena è cara,
il morir è dolce ancor.
Se la madre mia tu sei,
che sei Madre del mio Dio,
che temer dunque poss'io,
o Maria, se m'ami tu1.
Non può errar la via del Cielo,
chi s'attiene alla tua guida:
chi a te serve e in te confida
è sicuro d'ogni ben.
Tremo sol, perché potrei
dal tuo amor vedermi privo:
ma s'io t'amo: o moro o vivo,
sempre allor beato io son.
O felice chi d'amarti
sempre più sospira e brama!
O fortuna di chi t'ama,
e d'amore arde per te.
Tu, Maria, puoi dar conforto
al mio lungo sospirar;
luce sei, che meni al porto,
sei tu stella in mezzo al mar.
a me volgi un guardo pio,
dona a me la tua virtù.
A me vieni allorché è sera,
quando spunta l' alba in ciel,
ed al suon di mia preghiera
fu mi chiami il tuo fedel.
Ah! non sia che l'amor mio,
non sia puro qual sei tu,
Un accento, un detto solo,
tu pietosa dimmi al cor,
sei la madre del consolo
nella valle del dolor.
Ogni gente, ed ogni terra
è devota alla tua fè:
se v' è pianto, se v' è guerra
tu apparisci, e più non è.
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50. Maria del Ciel Regina
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Il testo è del P. Giuseppe Pavone, redentorista. Il tema della
Divina Pastora era caro a S.
Alfonso. Riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 62.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 19.
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Maria del Ciel Regina,
Divina Pastorella,
ecco una pecorella,
che si presenta a te.
La pover' alma mia
da' lupi è combattuta,
e quasi è già caduta
in man dellor furor.
Accorri in mia difesa,
fammi ottener vittoria,
che tua sarà la gloria,
l' onor sarà di te.
I mostri dell'inferno
diranno: "O sorte ria!"
Il ciel "Viva Maria"
per sempre canterà.
Tutto l'inferno unito
congiura a danno mio,
perduta già son io,
se non mi aiuti tu.
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Speranza di salvarsi
per Maria
Il testo è stato composto dal
sac. Barilli, andato in ritiro alla
Consolazione di Deliceto (FG),
su richiesta del Rettore P. Giuseppe Lordi; appartiene alla
tradizione redentorista ed ha
avuto una discreta diffusione.
Riferimenti bibliografici nella
citata raccolta pubblicata al n.
81.
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Vengono proposte due melodie: la 51a è stata trascritta dal
P. Mosè Simonetta ed era in
uso nel periodo di tempo che
era giovane seminarista; la 51b
è tratta dalla raccolta
Villanacci, n. 72.
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Noc- chier che.in mez-
Madre, nocchier son io,
la navicella è st' alma,
il mondo è un mar
che in calma
giammai non si mirò.
Se stella tu non fossi
al porto io non verrei:
ma perché stella sei
al porto io giungerò.
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che in mezzo all' onde
la navicella guida,
mesto di se diffida,
se è procelloso il mar.
Ma lieto poi se mira
in ciel l' arnica stella,
va colla navicella
il porto ad incontrar.
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51. Nocchier, che in
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S. Alfonso - 47
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CANTi iN ÒNORE dELIA MAdONNA
52. Con la squilla
della sera
Il testo e la melodia sono tratti
dalla raccolta Villanacci, n.30,
ma il canto si trova anche in altre
raccolte.
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Con la squilla della sera
ti consacro il mio martir,
col fervor della preghiera
ti consacro il mio sospir.
Ti saluto, o bella e pia,
intonando "Ave Maria!"
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53. Del Rosario
o gran Regina
Alla Madonna del Rosario
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi ma non
sembra avere avuto una grande
diffusione. Testo completo eriferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 54.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n. 12.
Del Rosario o gran Regina,
Figlia, Madre e Sposa eletta
della Triade benedetta,
onoranza d'ogni età.
II Rosario che ci desti
è corona di bellezza:
il Rosario è la salvezza
dell'afflitta umanità.
Come sole che discaccia;
ombre nere della notte,
dissipasti tu le flotte
d'eresie e crudeltà.
II Rosario è un'arma forte,
invincibil per prodezza:
il Rosario è la salvezza
dell'afflitta umanità.
Del Rosario o gran Regina,
per te vinse il pio Gùsmano:
a Lepanto l' ottomanO
cadde preda di viltà.
48 - S. Alfonso
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Sotto il tuo felice impero
mai regnò la debolezza:
il Rosario è la salvezza
dell'afflitta umanità.
Quando d'Asia il morbo fiero
schiuse a noi la sepoltura,
tremò tutta la natura,
noi cercammo a Te pietà.
Col Rosario tra le mani
ne cozzammo l'alterezza:
il Rosario è la salvezza
dell'afflitta umanità.
Quando accesa della guerra
la voragin perigliosa,
il disordin d'ogni cosa
tolse a noi felicità.
Il Rosario amore e pace
ci donava con prestezza:
il Rosario è la salvezza
dell'afflitta umanità.
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S. Alfonso - 49
54. Fonte di santo Amore
Alla Madonna del
Buon Consiglio
Fonte di santo amore,
Madre del Buon Consiglio,
ecco che un vostro figlio
a voi consacra il cuor.
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione redentorista. Testocompleto eriferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 64.
Madre graziosa e bella,
gradite il picciol dono;
sebbene indegno io sono,
sempre vi voglio amar.
La melodia è tratta dalla raccolta Masquilier, p.52.
Lieto voi fate il viso,
e l'occhio festeggiante
55. Sia perpetuo
all'alma mia
Per la Madonna
del Perpetuo Soccorso
in pro' d'un figlio amante
prostrato ai vostri pie'.
Deh! Madre tutta amabile,
a me volgete un guardo,
sia d'amor un dardo,
che mi trapassi il cuor.
Voi tutti consolate,
voi tutti esaudite:
ogni alma voi gradite,
che prega al vostro altar.
A Maria Rosa mistica
Il testo, di autore sconosciuto,
proviene dal libretto dei ricordi
missionari redentoristi, ma non
ha trovato molta diffusione. Riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 69.
La melodia è tratta dalla raccol·
ta Villanacci, n.70.
Tu sei del gaudio Madre
e Signora,
tu fosti Martire in terra ognora;
L'Ave, la visita, il parto santo,
l'offerta allegrati
di un Divo incanto,
nel Figlio giubili che riede a Te.
O Rosa mistica, prega per me.
L'intimo spasimo,
lo scempio atroce,
il serto spineo, l'orrenda Croce
tu soffri, e immolati
Gesù con sé
O Rosa mistica,
prega per me.
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Sia per- pe- tu-o
La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n.54.
ma eterna gloria il ciel ti diè.
O Rosa mistica, prega per me.
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Solenne
Sia perpetuo ali' alma mia,
o gran Madre il tuo soccorso:
quando a te farò ricorso,
mostra allor la tua pietà.
Strofetta per laNovenadellaMadonna del Perpetuo Soccorso in
uso nelle chiese redentoriste. Indicazioni bibliografiche nella citata raccolta pubblicata al n. 112.
56. Tu sei del gaudio
~
~And•nk
Risorto, all'etere,
il Figlio ascende,
manda il Paraclito
che il cor t'accende:
Regina agli Angioli Iddio ti fè.
O Rosa mistica, prega per me.
Cogliamo, o popoli,
dai rami santi,
e a Lei sacriamo
le rose fragranti.
Speranze e gemiti pongo
ai tuoi piè.
O Rosa mistica,
prega per me.
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50 - S. Alfonso
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S. Alfonso - 51
~] . . ~8 CANTi IN ONORE dELLA MAdONNA
57. Salve, eccelsa
Imperatrice
In onore di Maria SS.ma
del Soccorso
Il testo, di autore· sconosciuto,
appartiene alla tradizione redentorista, conoscendo una sensibile diffusione tra i devoti della
Madonna del Perpetuo Soccorso. Riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n.
Salve, eccelsa imperatrice,
salve, fonte di pietà;
tu sei l' arca salvatrice
dell' afflitta umanità.
Rit.
Salve, o Madre del Soccorso,
dei tuoi figli abbi pietà.
Tu la stella di salvezza,
tu la porta sei del ciel,
tu la vita, e l'a1legrezza
sei del popolo fede.
56.
La melodia è tratta dalla raccolta Romana, p.1 05.
Tu la torre ben munita,
di rifugio la città,
tu lo scampo, tu l' aita,
tu la nostra sicurtà.
Tu de' miseri la speme,
tu la pace d' ogni cor;
di chi piange, di chi geme
nella valle del dolor.
58. Intrecciamo le rose
celesti
Il SS. Rosario di Maria
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione
redentorista anche se non è conosciuto da molti. Testo completo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 55.
La melodia è tratta dalla raccolta Villanacci, n.68.
Intrecciamo le rose celesti
alla Madre divina d'amor,
che più bianche
dei gigli ha le vesti,
ha dei figli più candido il cor.
Ha le luci soavi, amorose,
più ridenti dell'astro del dì;
ha le gote coperse di rose;
il bel seno qual giglio fiorì.
A ve, dolce colomba, o Maria,
mare immenso di grazie, d'amor,
tu del cielo la lucida via,
tu la fiamma, la vita del cor.
Teco è il sommo Signor,
tra le donne
benedetta, beata sei tu,
Dall' etade più remota,
cara madre, non s'udì,
che la gente a te devota
nell' angustia sua perì.
Sempre pronta rispondesti
negli accenti del doler;
tu le lagrime tergesti
bella madre del Signor.
Bella madre del Soccorso,
il tuo popolo fedel
farà sempre a te ricorso
quando mira irato il ciel.
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tu la gloria dell'alta Sionne,
il sospir delle fide tribù.
In - trec - eia - mo le ro - se
O Reina, o supremo desiro
di chi t'ama ed anela per te;
piega i lumi
dal soglio d' Empiro
alle genti che invocan mercè.
O Regina, bel fioredaliso,
dei giardini più eletti del ciel,
svela, o divo Tesoro, il tuo viso,
scuoti il lembo
del gemmeo tuo vel.
Ma-dre di-vi-na d'a- mor,
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Pioveranno le ambrosie celesti
dell'esilio sull'orrido suo l,
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smalteranno la terra del duol.
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quante volte ti chiamò,
t'ebbe ognor consolatrice,
né il tuo cor l'abbandonò.
52 - S. Alfonso
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Andante
Ah! chi mai fe' a te ricorso,
e non ebbe il tuo favor?
sei la madre del soccorso
a noi data dal Signor.
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S. Alfonso - 53
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·. · ~9;6o CANTi iN .()NORE dELLA MAdoNNA
59. lo voglio amar Maria
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La canzoncina, del P. Gaspare
Caione, appartiene alla tradizione redentorista ed ha conosciuto
una sensibile diffusione. Testo
completo e riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 77.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n. 37.
60. Maria, che dolce nome
Sul nome di Maria
Canto spesso presente nella tradizione redentorista, ma probabilmente esterno ad essa. Riferimenti bibliografici nella citata
raccolta pubblicata al n. 84.
La melodia è tratta dalla raccol-
taMarciano, p.191.
Io voglio amar Maria,
voglio donarle il cuore,
voglio bruciar d'amore,
cara Maria, per te.
Amai finora il mondo,
sperai da lui la pace;
ma lo trovai fallace,
malvagio e traditor.
Tu V ergin bella e pura
innamorasti un Dio,
di te questo cor mio
l'ti innamorasti ancor.
Mala tua gran bellezza,
amata mia Signora,
giammai non si scolora,
non perde mai beltà.
Andai finor perduto,
presso beltà terrene,
ma sol tormenti e pene
quest'alma mia provò.
Ma un cor che a te si dona,
ritrova ogni contento:
non sa che sia tormento,
che sia dolor non sa.
Maria, che dolce nome
tu sei per chi t' intende!
beato chi ti rende
amore per amor!
Maria, deh! tu mi stampa
tal nome ognor nell alma,
e troverà la calma
il giusto mio timor.
Se àvrò Maria sul labbro
un bel pensier mi dice,
oh' io pur sarò felice,
se avrò Maria sul cuor.
Se avrò Maria sul labbro
s' estingueran qual face
le mie pupille in pace:
se avrò Maria nel cuor.
Con questo scudo al lato,
dell' infemal nemico,
non temo l'odio antico
non temo il suo livor.
Se avrò Maria sul labbro
nel più crudel cimento
io mi starò contento,
se avrò Maria nel cuor.
In questo nome amato
ritrova il suo conforto,
la dolce speme, il porto,
il giusto, e il peccator.
Ho anch'io Maria sul labbro,
per me, che un empio sono,
per me v' è ancor perdono;
ho anch' io Maria nel cuor.
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S. Alfonso - 55
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61. O amabile Maria
Amore e confidenza al
nome SS. di Maria
La canzoncina, del P. Gaspare
Caione, appartiene alla tradizione redentorista ed ha conosciuto
una sensibile diffusione. Testo e
riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 72
Voglio portar quel Nome,
cotanto a Dio gradito,
nell'alma mia scolpito,
scolpito in mezzo al cor.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n.36.
Voglio chiamar Maria,
se spunta in ciel l'aurora;
62. O dolce Nome, Maria,
Maria
Al sacro nome di Maria
Il testo, di autore sconosciuto,
appartiene alla tradizione redentorista ma non ha conosciuto una
sensibile diffusione. Testo completo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 78.
La melodia è tratta dalla raccolta Di Chio, n. 23.
~
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!
O dolce Nome, Maria, Maria,
speme e conforto dell'alma mia,
col cuor sul labbro, finché vivrò:
o dolce Nome, t'invocherò.
Allor che l'alba rimena il giorno,
allor che il sole fa in mar ritorno,
ovunque stia, ovunque andrò:
o dòlce Nome, t'invocherò.
Nel mar crudele di questa vita,
se la mia nave andrà smarrita,
Andante
di chi ti invoca
Madre d'amore.
Canzoncina di tradizione ancora
viva tra la gente. Il testo è reperibile in numerose raccolte.
La melodia è stata trascritta dal
P. Mosè Simonetta.
Rit.
Siam peccatori,
ma figli tuoi.
O Immacolata,
prega per noi.
Dolcissima Maria,
la madre mia tu sei,
perciò sui labbri miei
sempre il tuo nome avrò.
mio gau àio_e
La sospirata placida calma
per te sicura godrà quest'alma:
per te beato ognor sarò:
o dolce Nome, t' invocherò.
Immacolata
vergine bella
di nostra vita
tu sei la stella.
Fra le tempeste
deh! guida il cuore
Tu che nel cielo
siedi regina
a noi pietosa
lo sguardo inchina.
Pel divin Figlio
che stringi al petto
deh! non privarci
del tuo affetto.
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o dolce nome t'invocherò.
Tu sei la stella che fuga i venti,
che doma e placa l'onde frementi,
che mille e mille navi salvò:
o dolce Nome, t' invocherò.
Ma-
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Se sto coll'alma afflitta
in mezzo a mille pene,
la pace, ogni mio bene
dal nome tuo verrà.
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quando tramonta il dì.
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io voglio ogni momento
il nome tuo chiamar.
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S. Alfonso - 57
64. Ferma in seno
ho la speranza
In onore di S. Giuseppe
Il testo è del P. Gaspare Caione,
redentorista: la canzoncina, tramandata dalla tradizione
redentorista, è rimasta sconosciuta ai più. Testo completo e riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n. 133.
La melodia è tratta da una raccolta a stampa (T orino 191 O) pubblicata da AeC., p.120.
65. A te, Alfonso,
raggiante di Dio
S. Alfonso e Pagani
Il testo è del P. Costantino Fettone, C.Ss.R. - Il canto è in uso
nella Basilica del Santo a Pagani.
Testo completo e riferimenti bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 140.
La melodia è di F. D'Andria ed è
tratta dalla raccolta Di Chio, n.
71.
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Ferma in seno ho la speranza
di trovarmi un giorno in cielo
a goder senz' altro velo
la divina amabiltà.
Ho con me del gran Davidde
il più illustre discendente,
sì famoso, ed eminente,
in giustizia, e santità.
N on vi sia chi mi condanni
di arroganza, o folle ardire,
senza pria da me sentire
in chi fondo il mio sperar.
Ho con me lo sposo amato
della V ergin la più pura,
nel cui sen della natura
il Signor s'inviscerò.
Il camrnin che va alle stelle
so, che spiace al senso frale;
né lo calca alcun mortale
senza gemiti, e dolor.
Il sentier del paradiso
io lo so, ch'è troppo angusto;
ma mi regge un braccio augusto
che la via spianar mi sa.
A te, Alfonso, raggiante di Dio,
parve bella la nostra Pagani:
e p'ortato da vivo desio,
chino il capo, congiunte le mani,
dimandasti al Signor l' amistà,
ch'or ti stringe con questa città.
Le sue gioie racconta e i dolori ...
Se mai vanno in regioni lontane
a mercare, con stenti e sudori,
non dovizie, si un misero pane,
a te fida con gran sirurtà
i suoi figli la mesta città.
E Pagani nel fondo del cuore
forte sente l'incanto di figlia:
le sembianze ne porta, l'amore:
nei devoti pensier ti somiglia,
i tuoi canti ridire pur sa:
è tua figlia quest'alma città.
Quando donna s'abbruna la faccia,
morti figli piangendo o fratelli:
quando l' aer turbato minaccia
alla speme dei campi piu belli,
ogni pena, ogni duolo che ha
a te conta la nostra città.
Nella gloria dei campi fioriti,
nella pace tranquilla, beata
delle spose, dei casti mariti,
nel sorriso di prole educata,
lieta e colma d' olente beltà,
a te inneggia la nostra città.
Ella, spinta da forza divina,
al tuo nome, al tuo valido altare:
così l'aura di fresca mattina
muove i fiori, la gondola a mare;
a te viene: pendente ne sta
dal tuo viso la nostra città.
Le sue vergini, i preti ferventi,
qual' aiuole di candidi gigli,
quale gruppo di stelle lucenti,
ora a preci, ora a saggi consigli,
presso l'urna che luce ne dà
sempre aduna la nostra città.
58 - S. Alfonso
Ho con me chi fu ministro
dell' altissimo mistero,
per cui venne al mondo intero
il suo gran riparator.
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S. Alfonso - 59
66. Salve Alfonso
de Liguori
Il testo e la melodia sono
tratti dalla raccolta Villanacci,
n. 88 ed è l'unico riferimento
trovato di questo canto.
67. A larghe falde
Son liguorino
Canto descrittivo della identità
del Liguorino (così veniva chiamato il redentorista nel napoletano). Era di uso piuttosto interno, cioè cantato in momenti
fraterni. Il testo è del P. Mautone
(probabilmente Giuseppe). Testo completo e riferimenti
bibliografici nella citata raccolta
pubblicata al n. 149.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone,n.106 (èl'unicoesemplare).
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A larghe falde porto il cappello
antica forma del mio drappello,
tutta scoperta porto la gola
onde sia libera la mia parola;
è aperto innanzi il collarino,
bianco qual neve:
son Liguorino.
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Salve, Alfonso de Liguori,
sommo eore d'ogni virtù;
salve, o Santo che innamori
l'alme nostre di Gesù.
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Tu sei lume d'Israele,
sei maestro, sei pastor,
guidi il popolo fedele
all'amplesso del Signor.
Mi cinge i fianchi fascia di lana
che accosta al corpo la mia sottana,
la porto aperta dall'alto al basso
affinché libero mi fosse il passo;
uso la saia non panno fino,
veste alla semplice:
son Liguorino.
Alla mia fascia raccomandato
vedi il rosario nel manco lato,
è desso come la spada mia
ch'in ciel temprata fu da Maria;
è più che scudo adamantino,
è mia difesa:
son Liguorino.
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abbraccio il villico, il cittadino,
abbraccio tutti:
son Liguorino.
Non rare volte son maledetto,
ma sempre in ultimo
son benedetto,
chi in su le prime tanto m'abborre,
anche al mio seno mesto ricorre;
il lupo cangiasi in agnellino
alla mia voce:
son Liguorino.
Ambasciatore sono di pace,
amor mi move, la fè mi è face,
leggo il vangelo, predico a tutti
predico e passo da pellegrino
di terra in terra:
son Liguorino.
Salgo sui monti, scendo alle valli
per liberare l'alme dai falli,
percorro i piani quando il vapore,
quando pel dorso del corridore,
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S. Alfonso - 61
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68. Dalle stelle
per la novena di S. Alfonso
La strofetta è in uso nella Basilica del Santo a Pagani ed anche in
altre chiese redentoriste. La sua
origine risale molto pro babilmente verso la fine dell'SOO.
Il testo e la melodia sono riportati in numerose raccolte consultate.
69. Come un Angelo
discendi
Inno dei.Gerardini
Canto in onore di S. Gerardo,
raro da trovarsi. Testo completo e riferimenti bibliografici nella citata raccolta pubblicata al n.
145.
La melodia è tratta dalla raccolta Capone, n. 41.
70. Salve, Clemente
A S. Clemente M.
Hofbauer
Autore del testo è P. Costantino
M. Petrone CSSR.- Testo completo e riferimenti bibliografici
nella citata raccolta pubblicata al
n. 146.
La melodia è tratta dalla raccolta Di Chio, n. 56.
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Come un Angelo discendi,
o Gerardo, in mezzo a noi,
or che siedi tra gli eroi
dell'invitta nostra fè.
Gesù volle in una grotta
per noi nascer Pargoletto,
in noi desta quell'affetto
che sapesti a lui mostrar.
Scendi e visita la schiera
dei tuoi cari gerardini;
conservare innocentini
ci vogliamo al par di te.
Tu l'amasti Crocifisso,
prigionier per noi d'amore:
e Gesù del tuo bel core
la delizia sua formò.
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La tua santa fanciullezza
imitare noi vogliamo:
quei trastulli aborriamo,
onde il corsi può macchiar.
Fa che noi non mai di vista
lo perdiamo, o buon Gerardo;
ci ferisca coni quel dardo,
che dall'Ara a te vibrò.
Salve, Clemente: il giubilo
c'invade in sì bel giorno,
mirando il serto fulgido
che largo il ciel ti dà:
Salve, Clemente: e intorno
a te devoti i cantici
sciogliam noi di pietà.
Quando il Signor d'Apostolo
la fiamma, il dolce foco,
nel tuo bel petto limpido,
benigno suscitò,
non terra fu, e non loco
sotto la grigia borea
che te non ascoltò.
Sempre nutrito ai pascoli
di fervida preghiera
salivi al monte etereo
dov'è perenne il dì.
Il viver tuo quest'era,
così solingo all'eremo,
nella città così.
Era, profuso balsamo
la tua parola ai cu01i;
ell'era guida ai tramiti
di sante verità.
Scosso di molti errori
il duro giogo, gli animi
tornasti, a libertà.
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Indice progressivo
(viene indicato il numero)
l. Se Dio veder tu vuoi
2. Benedetto l'alto nome
3. Svegliati e non tardare
4. All'ombra del piacer
5. Vanità di Vanità
6. Peccati non più
7. Già so n rotte le catene
8. So che ho da morire
9. Santo Rosario cantato
10. A ve del Soccorso
11. Teco vorrei Signore
12. Vieni e piangi sul Calvario
13. Ai tuoi pie' Maria diletta
14. Lasciate o Vergine
15. Già la notte o dolce figlio
16. Gesù mio nel sacramento
17. Gloria a Cristo dai figli
18. Già si rinserra
19. Vieni vieni o dolce amore
20. Velato ne stai
21. Vola vola anima mia
22. Amato sia da tutti
Indice alfabetico
(viene indicato il numero)
A larghe falde - 67
A te Alfonso ... - 65
A te possente Vergine - 30
Ah Madre del dolore - 36
Ai tuoi pie' Maria diletta- 13
Ai tuoi piedi o bella Madre - 35
All'ombra del piacer - 4
Amato sia da tutti - 22
Andiamo su a Maria - 43
Andrò a vederla un dì - 46
Ave del Soccorso- 10
Bella di luce un giorno - 42
Benedetto l'alto nome - 2
Celeste Imperatrice - 44
Come un angel discendi - 69
Con la squilla - 52
Dalle stelle - 68
Del rosario o gran regina - 53
Della pietà divina - 37
Ferma in seno - 64
Fonte di santo amore - 54
64 - S. Alfonso
Ricordiamo i nostri defunti
Raccomandiamo i nostri defunti alla intercessione di S. Alfonso
23. O Cuore di Gesù
24. L'inno sacro dell'amore
25. O bel Cuore del rriio Gesù
26. O dolce amor mio
27. Su figli cantate
28. Gesù dolcissimo
29 .CuoreEuaristico del Redentore
30. A te possente Vergine
31. Lodate Maria o lingue fedeli
32. Salve, o Vergine Maria
33. Salve o nitida colomba
34. Salve salve Immacolata
35. Ai tuoi piedi o bella Madre
36. Ah Madre del dolore
37. Della pietà divina
38. Stava Maria dolente
39. OMariaquelfanciullocheadori
40. O fedeli se figli voi siete
41. Parti dall'aspro monte
42. Bella di luce un giorno
43. Andiamo su a Maria
44. Celeste Imperatrice
45. Maria soccorrimi
46. :Andrò a vederla un dì
47. Mille volte benedetta
48. Quando penso alla mia sorte
49. Tu Maria puoi dar conforto
50. Maria del ciel Regina
51. Nocchier che in mezzo all'onda
52. Con la squilla
53. Del rosario o gran regina
54. Fonte di santo amore
55. Sia perpetuo
56. Tu sei del gaudio
57. Salve eccelsa Imperatrice
58. Intrecciamo rose celesti
59. Io voglio amar Maria
60. Maria che dolce nome
61. O amabile Maria
62. O dolce nome Maria Maria
63. Immacolata Vergine bella
64. Ferma in seno
65. A te Alfonso ...
66. Salve Alfonso de Liguori
67. A larghe falde
68. Dalle stelle
69. Come un angelo discendi
70. Salve Clemente
Gesù dolcissimo - 28
Gesù mio nel sacramento:~ 16
Già la notte o dolce figlio .c 15
Già si rinserra - 18
Già son rotte le catene - 7
Gloria a Cristo dai figli redenti - 17
Immacolata Vergine bella ~ 63
Intrecciamo rose celesti - 58
Io voglio amar Maria - 59
Lasciate o Vergine - 14
L'inno sacro dell'amore - 24
Lodate Maria o lingue fedeli - 31
Maria che dolce nome - 60
Maria del ciel Regina - 50,
Maria soccorrimi- 45
Mille volte benedetta- 47.
Nocchier che in mezzo all'onda -51
O amabile Maria - 61
O bel Cuore del mio Gesù · - 25
O Cuore di Gesù - 23
O dolce amor mio - 26
O dolce nome Maria Maria - 62
O fedeli se figli voi siete - 40
O Maria quel fanciullo che adori - 39
Parti dall'aspro monte- 41
Peccati non più - 6
Quando penso alla mia sorte - 48
Salve Alfonso de Liguori - 66
Salve Clemente - 70
Salve eccelsa Imperatrice- 57
Salve o nitida colomba - 33
Salve, o Vergine Maria- 32
Salve salve Immacolata - 34
Santo Rosario cantato -9
Se Dio veder tu vuoi - l
Sia perpetuo -55
So che ho da morire - 8
Stava Maria dolente - 38
Su figli cantate - 27
Svegliati e non tardare - 3
Teco vorrei Signore - 11
Tu Maria puoi dar conforto -49
Tu sei del gaudio - 56
Vanità di Vanità - 5
Velato ne stai - 20
Vieni e piangi sul Calvario - 12
Vieni vieni o dolce amore - 19
Vola vola anima mia- 21
Gargiulo Fiorentina
21NIII/1913- 20/II/2004
Pagani (SA)
Terziaria francescana, ha vissuto tutta la sua esistenza all'insegna della preghiera e del
sacrificio. Lascia un luminoso. esempio di vita cristiana.
Una preghiera in suffragio.
P. Ambrogio Freda
7IXII/1909- 20/IV/2004
Missionario Redentorista
Pagani (SA)
Figura solenne e ieratica di sacerdote. Ha ricoperto incarichi di primaria importanza nella
vita della Provincia redentorista. È stato il primo parroco
della Basilica S. Alfonso nel
1971.
Preghiamo
a:n S. Alfcnso
O mio Dio, voi anche
per me siete morto, e
tante volte vi siete
dato a me nella santa
Comunione, ed io vi
ho pagato sempre d 'ingratitudine!
Ma ora v'amo sopra
ogni cosa, mio sommo
bene, e mi pento più
d'ogni male di avervi
offeso.
Vi prometto primamo·
rire, che mai più offendervi; datemi voi la
santa perseveranza,
abbiate pietà di me; ed
abbiate ancora pietà di
quelle sante anime,
che ardono nel fuoco.
O Madre di Dio Maria, soccorretele voi
colle vostre potenti
preghiere.
Vincenzo De Prisco
19/IX/1924- 15N/2004
Pagani (SA)
Grande devoto di S. Alfonso, persona di pronta disponibilità e di sacrificio, amico della Comunitàredentorista.
Lascia un luminoso esempio di impegno alfonsiano.Una preghiera in suffragio.
Quando dunque vi affliggerà il pensiero della morte, ravvivate la
confidenza e la rassegnazione, e dite: Mentre ora Dio vuole che io
lasci il mondo, questo è
il meglio per me.
(S. Alfonso, Lettera
al P. Melaggio, 1764)
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n.3 – 2004 - Sant`Alfonso e dintorni