Nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo. Amen. (Guida) Per molto tempo, durante la mia vita, mi sono chiesto come mai Dio ha un così strano modo d’agire. Perché tace così lungamente? Perché la fede è così amara? Poi col tempo non mi sono più stupito che mi trattasse come la sposa de Cantico dei Cantici e che scappasse quando io aprivo la porta. Toccava a Lui aprirla, non a me, sempre pieno di fretta. Il peccato è la fretta di Adamo. Aspetta ! Oh, l’angoscia di quell’aspettare, il vuoto di quell’assenza! Ma poi, poco alla volta, incominciai a capire che, come non mai, Lui era presente in quel vuoto, in quell’assenza. A me, assetato di Presenza, per tendere il mio desiderio, si presentava come Assenza. In tal modo ero obbligato a purificare la mia fede ed a dire a Lui che credevo a Lui non per interesse ma per amore. A me, assetato della sua luce e delle cose vere, si presentava come tenebra. Mai ho capito come in quell’istante il significato della nube che guidava il popolo di Dio nel deserto. Se vuoi l’abbraccio di Dio, se vuoi giungere alla terra promessa, accetta fino in fondo lo scandalo delle cose che non capisci. Forse che Gesù non fu vestito da pazzo prima di essere vestito di sangue? Ma non basta. A me ansioso del suo pensiero si presentava come Insensibilità nelle fredde albe del deserto. “Prima di accettare il tuo abbraccio voglio la prova della tua fedeltà.” “Sei troppo sensuale, perché io mi dia in pasto alle tue voglie così povere d’amore, e così sature d’egoismo!” “Tu credi di amare me, ma in realtà ami te!” “Devi farne della strada prima di uscire da te e dalle tue cose!” “Io per te sono uscito dalle mie cose per venire a te” “Fa altrettanto tu” “Aspettami tutta la vita come se venissi ogni sera: io sarò presente e tu non mi vedrai, io sarò la tua lampada e tu non te ne accorgerai; io ti abbraccerò e tu non sentirai nulla. Così saprò davvero se tu ami Dio perché è Dio o lo ami perché ti risolve i problemi. Te l’ho detto che la mia paura è un matrimonio d’interesse: un dio corre sempre questo pericolo! Tu mi devi amare perché sono l’amore! Si’, l’amore, non la potenza; si, l’amore, non la tranquillità; si, l’amore non il piacere.” Fu allora che capii cosa significava la fede nuda, la speranza senza memoria e la carità senza piacere. Ho capito perché Dio non rispondeva al nostro farneticare, perché si purificava col dolore e con la morte. Mi voleva abituare alla sua gelosia. Mi voleva far entrare profondamente nell’idea che per Lui peccato era sinonimo di tradimento , non di mancanza alla legge. Dio nel suo amore per noi è inesorabile come la morte ed è disposto ad attendere fino al giudizio universale, ma non a cambiare le sue idee sul nostro egoismo. E’ per questo che mi permetto di dirvi: ci vuole pazienza. Non pretendete la visione beatifica dopo dieci minuti di raccoglimento. Non cercate nella preghiera il piacere o il gusto, e non avvolgetevi nei fiumi del sentimento. Non andate alla caccia di Dio come l’ultima curiosità della vostra vita o come l’ultimo amante della vostra vecchiezza. Accettate la fede come è: nuda; e attendete tutta la vita quel Dio che viene sempre e che non si fa vedere alla vostra curiosità, ma si svela alla vostra fedeltà ed alla vostra umiltà. (Carlo Carretto, Il Dio che viene) Richiamo all’umiltà. La parola (L) Figlio, nella tua attività sii modesto, sarai amato dall'uomo gradito a Dio. Quanto più sei grande, tanto più umìliati; così troverai grazia davanti al Signore; perché dagli umili egli è glorificato. Una mente saggia medita le parabole, un orecchio attento è quanto desidera il saggio. L'acqua spegne un fuoco acceso, l'elemosina espia i peccati. (Sir 3, 17-18.20.28-29) (L) Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: là dove nessuno penserebbe di trovarla. L’inizio della vera sapienza, ci dice colui che scruta i pensieri di Dio, comincia dal riconoscimento che la fonte della verità non è in ciò che l’uomo sperimenta o desidera spontaneamente. Dio trae la gloria non dai potenti ma dai deboli, avvolge nel dubbio e nel mistero chi presume oltre le sue possibilità. Solo Dio conosce nel segreto ogni cuore e può rivelargli il mistero di verità che porta in se stesso. Quando l’uomo comincia a riconoscere i limiti della propria ricerca, l’incertezza o l’insicurezza delle proprie conclusioni, l’insuccesso delle sue fatiche, è disposto a ricevere la sapienza che Dio vuole rivelargli (L) “Ciò che è tenuto in onore dagli uomini, è abominevole davanti a Dio. Spesso ripeteva anche queste parole – Tanto e non di più vale l’uomo quanto vale davanti a Dio-. Giudicando quindi stoltezza il compiacersi dei favori del mondo, godeva della umiliazioni, mentre delle lodi si rattristava. A suo riguardo preferiva sentire delle ingiurie, piuttosto che parole di lode, ben sapendo che quelle lo avrebbero indotto ad emendarsi, invece queste lo avrebbero potuto indurre a cadere”. (da Vita di San Francesco d’Assisi, di SanBonaventura) Silenzio Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti. Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. (Cor I, 1.17-25) Dentro la Parola: (G) La morte di Cristo ci presenta un Dio «nuovo», un Dio la cui sapienza appare imprevedibile e impensabile, così lontana dalla sapienza umana da essere Preghiamo. (Tutti) Ma noi, Signore della vita, abbiamo creduto almeno una volta? Crediamo che tu esista, questo si, Ma poi viviamo come se tutto dipendesse da noi. Crediamo in te, ma poi ci fidiamo solo delle sicurezze che ci siamo costruite. Abbiamo fiducia in te, ma poi deleghiamo a te di operare per noi, tirandoci indietro per non sporcarci le mani. Ma allora abbiamo fede in te? Abbiamo una volta osato sperare contro ogni speranza? Azzardato a mettere la nostra vita nelle mani di un altro? Scommesso la nostra vita sulla vittoria del Bene, della Giustizia, dell’Amore ? Abbiamo accettato, almeno una volta, di lanciarci nel vuoto senza la rete delle nostre certezze? Siamo stati in grado di togliere l’ingombro della nostra presenza, di rinunciare ai nostri progetti, per rispondere ad una chiamata assolutamente misteriosa? Abbi pietà di noi. Abbi pietà delle nostre fragilità, delle nostre paure, della nostra vigliaccheria. Aiutaci a riconoscerci poveri, perché solo di loro è il Regno dei Cieli. Amen (libretto END Preghiere per le riunioni N.100) Ascoltiamo la Parola: il sopravvento … Mi pare che un cristiano debba saldare il verticale con l’orizzontale. Non basta dire “Signore Signore”, ma ci deve essere un’attenzione per la giustizia, la solidarietà, la legalità che Dio ci ha indicato con forza. (Luigi Ciotti) Silenzio (Lettore) Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull’altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. Vedendoli però, tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l’ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: “E’ un fantasma”, e cominciarono a gridare, perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: “Coraggio, sono io, non temete!”. Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. (Mc. 6,45-52) Dentro la Parola: (L) Nella barca che attraversa il lago possiamo riconoscerci, Gesù si ritira a pregare e la manda dall’altra parte del lago: è la navigazione della vita, che ci porta verso situazioni nuove, in cui incarnare lo spirito del vangelo. Ma presto ci sentiamo sopraffatti dalle difficoltà e, nel pieno della tempesta, ci chiediamo dove è finito Gesù. Eppure Gesù viene sempre incontro sulle onde, proprio le onde, fonte del pericolo, e dell’angoscia dei discepoli, portano Gesù. Il Salvatore viene incontro ai suoi discepoli nelle difficoltà, si annuncia nel dolore e nello sbandamento, ma è difficile riconoscerlo, crediamo di avere visto un fantasma. Invece è proprio lui, lo comprendiamo solo quando, salito sulla barca, dice: “Sono io!”. Dentro la Vita: (G) Il cristiano di oggi trasgredisce il secondo comandamento quando non c’è coerenza, cioè quando non si riesce a saldare la dimensione verticale, che è fatta di silenzio, di riflessione, di preghiera, di Parola di Dio, con la dimensione orizzontale che vuol dire guardare in faccia i problemi degli altri, ed è la dimensione della giustizia, della legalità. Cioè non basta invocare Dio e poi chiuderlo nel cassetto. Perché i nostri problemi, il nostro mondo, i nostri affari, le nostre preoccupazioni in modo squilibrato finiscono per avere Preghiamo. (G) Signore, fa udire la tua voce a chi è nell’angoscia (T) Coraggio, sono io non temete! (G) Signore, fa udire la tua voce a chi è nella malattia (T) Coraggio, sono io non temete! (G) Signore, fa udire la tua voce a chi è in guerra (T) Coraggio, sono io non temete! (G) Signore, fa udire la tua voce a chi è nell’indigenza (T) Coraggio, sono io non temete! (G) Signore, fa udire la tua voce a chi è nella solitudine (T) Coraggio, sono io non temete! (G) Signore, fa udire la tua voce a chi non sa sperare (T) Coraggio, sono io non temete! … invocazioni spontanee ….. (T) Coraggio, sono io non temete! (T) Signore, spesso crediamo di vederti dove non sei e stentiamo a riconoscerti se ti manifesti nella debolezza, nella sofferenza, nel mondo degli esclusi che ci fa tanta paura. Vieni sulla nostra barca,Signore, e apri la nostra mente ai tuoi pensieri, così diversi dai nostri. Rafforza i nostri cuori perché non siamo vinti dalla paura e dacci il coraggio di affrontare le situazioni nuove e difficili Sicuri di essere accompagnati e sostenuti da Te: come Tu vuoi, Signore, non come vogliamo noi. Amen. (libretto END Preghiere per le riunioni N.104) Silenzio (Uomini) Signore, l’amore è paziente. Donami la pazienza che sa affrontare un giorno dopo l’altro. (Donne) Signore, l’amore è benigno. Aiutami a voler sempre il suo bene prima del mio. (U) Signore, l’amore non è invidioso. Insegnami a gioire di ogni suo successo. (D) Signore, l’amore non si vanta. Rammentami di non rinfacciargli ciò che faccio per lui/lei. (U) Signore, l’amore non si gonfia. Concedimi il coraggio di dire: ho sbagliato. (D) Signore, l’amore non manca di rispetto. Fa’ che io possa vedere nel suo volto il tuo volto. (U) Signore, l’amore non cerca l’interesse. Soffia nella nostra vita il vento della gratuità. (D) Signore, l’amore non si adira. Allontana i gesti e le parole che feriscono. (U) Signore, l’amore non tiene conto del male ricevuto. Riconciliaci nel perdono che dimentica i torti. (D) Signore, l’amore non gode dell’ingiustizia. Apri il nostro cuore ai bisogni di chi ci sta accanto. (U) Signore, l’amore si compiace della verità. Guida i nostri passi verso di te, che sei via, verità e vita. (D) Signore l’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. (T) Aiutaci a coprire d’amore i giorni che viviamo insieme. Aiutaci a sperare nell’amore oltre ogni speranza. Amen Silenzio Preghiere spontanee … … … (L) “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno, come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia”. (Salmo130,1-2) Preghiamo. L’uomo partiva,Signore, non so per dove, per vivere non so quale momento importante della sua vita. Chino sulla vecchia mamma, l’abbracciava teneramente, e lei lo abbracciava più teneramente ancora. Poi, tenendone il volto tra le mani tremanti Mormorò: “Va figliolo, sarò con te”. Ci fu un lungo silenzio … Poi soggiunse: “Ci credi?”. “Si, mamma” disse. E partì. Lei, con gli occhi umidi, da lontano lo accompagnò. Più tardi quell’uomo mi disse Che ad ogni sua partenza per luoghi lontani Avveniva così, e che nei momenti difficili era la sua forza, sapere che la mamma lo accompagnava con il suo amore. Questa sera, riflettendo, improvvisamente mi rendo conto, Signore, che sono le stesse parole che tu pronunciasti quando prendesti commiato da noi per tornare al Padre. Sarò con voi fino alla fine dei tempi. E sono sicuro che da noi ti aspetti la stessa risposta Di quel figlio a sua madre. Si, lo crediamo. Lo sai, Signore, sono debole, e spesso, nei momenti difficili, cerco, per sostenermi, una presenza amica. Ho bisogno di una parola, di una mano da stringere, di un volto da baciare. Ma adesso ho capito Che una presenza fisica Non è necessariamente il segno di una presenza reale. ……… Credo che due persone anche lontane Possano raggiungersi, unirsi, vivere in profonda comunione se vive l’amore tra di loro. Lo credo per tutti gli uomini, Signore: come non crederlo, quindi, per Te. Poiché ci ami infinitamente, la tua presenza per ciascuno di noi non può che essere infinita. Presenza Reale, presenza Totale, Sempre e dovunque. Nulla, Signore, può separarci da Te, nulla che non venga da Te, ma soltanto ciò che viene da noi, e in primo luogo …. la nostra mancanza di fede. Stasera, Signore, mi ripeti: “sarò con te fino alla fine dei tempi” e pianissimo chiedi: “Ci credi tu?” Si Signore, io ci credo, però fa crescere la mia fede. Concedimi di vivere sempre Nella tua presenza d’amore, tu che mi accompagni nel mio viaggio quotidiano, come quella vecchia mamma accompagna il figlio con il suo amore fedele. Aiutami a lavorare nella Tua presenza A rallegrarmi nella Tua presenza A riposarmi nella Tua presenza. Conclusione. Magnificat