Marzo 1861:
il suon di una “squilla
” s'ode
Unita è l'Italia
Non più “calpesti, derisi...
divisi” ma sotto
un'unica bandiera fusi,
dall'Alpi
alla Sicilia, “Uniti per Dio”
La Stella, l'Ulivo, la Quercia, il Tricolore
si ergono paladini di pace.
Cont.pag.2
IL LAVORO LA SUA PASSIONE, IL
SUO SORRISO
NON CI ABBANDONERA’
Un momento di dolore per la nostra scuola: la perdita
del caro collega Vito Giuffrè.
Disponibilità, propensione all’”ascolto”, capacità di
mettere a proprio agio chiunque entrasse in contatto
con lui hanno caratterizzato il suo rapporto con le diverse componenti della scuola.
La professoressa Ada Lo Monte, che è stata particolarmente vicina a lui e alla
sua famiglia nel periodo
più difficile della sua vita,
così lo ricorda : “Abbiamo
iniziato insieme il nostro
percorso scolastico
all’interno della scuola
“Einaudi” e nello stesso
periodo siamo andati in pensione. Sempre puntuale,
serio, assiduo, si è distinto per il numero esiguo di assenze nonostante i suoi problemi di salute. Cont.pag. 6
La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un
libro intitolato “Donne del Risorgimento. Le
eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. Il libro mette in risalto l'impegno delle donne che hanno
dato un contributo al corso della storia d’Italia,
dalle più importanti a quelle
meno riconosciute. Cont. Pag.3
I GIOVANI
INCONTRANO
IL COMENIUS.
Cont. Pag.7
La protesta degli studenti: occupati Torre di Pisa,
Colosseo ,
Mole Antonelliana.
Cont.Pag.9
1
Marzo 1861; il suon di una “squilla” s'ode:
Unita è l'Italia
Non più “calpesti, derisi... divisi” ma sotto
un'unica bandiera fusi, dall'Alpi
alla Sicilia, “Uniti per Dio”
La Stella, l'Ulivo, la Quercia, il Tricolore
si ergono paladini di pace.
Giuseppe Garibaldi
Galileo Galileo
Siam tutti Italiani siam tutti Fratelli
Senza coraggio non si vive liberi proclamava
“l'Eroe dei due Mondi”; Famiglia, Nazione
Umanità occorrono per raggiunger la libertà.
“Dio e popolo” asseriva Mazzini.
Camillo Benso Conte di Cavour
Siam tutti Italiani siam tutti Fratelli
"I promessi sposi" di Alessandro Manzoni
Da Boccaccio a Leopardi la lingua illustre
l'identità ha creato; l'arte e la scienza
il cammin della gloria hanno segnato.
Fatta l'Italia un'impresa nacque:
Come fare gli Italiani?
Centocinquanta anni di vita son passati e
una domanda dal cuor sorge spontanea:
Battaglia di Solferino
Manoscritto del canto "L'infinito" di Leopardi”
il sentimento dell'Union quanto è diffuso?
Siam tutti Italiani, siam tutti Fratelli?
L'arte di vivere insieme è da imparare.
Non più intenti a sopraffarci,
a esibir parole e inutili propositi, ma con l'aiuto
Primo Parlamento Italiano 1861
Affresco Cappella Sistina Michelangelo
del passato tramandato e rinnovato
dare un senso al futuro incerto e ricavar
una risposta di speranza per una Italia
di cui essere orgogliosi.
2
5A
La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un libro intitolato “Donne del Risorgimento. Le
eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. Il libro mette in
risalto L'impegno delle donne che hanno
dato un contributo al corso della storia
d’Italia, dalle più importanti a quelle meno riconosciute. Un esempio è Rose Montmasson Crispi, detta anche Rosalia, nata
a Saint Orioz nel 1825 ,fu l’unica partecipante femminile alla Spedizione dei Mille
dove curava i feriti e operò tra i combattenti per portare in salvo i colpiti, inoltre fu moglie di
Francesco Crispi. Dopo esser stata allontanata dal marito, Rosalia continua a vivere a Roma, con la pensione
assegnata ai Mille.Morì in povertà e dimenticata dal
mondo del Risorgimento, tanto che la sua salma venne
tumulata in
un semplice loculo.Un'altra
donna importante fu Crivulzio di Belgioioso, fastina Trimosissima
in vita e non solo in Italia.
Il suo nome
era noto a tutti per la sua
ricchezza,
la bellezza, il coraggio e
l’anticonformismo.
A 16 anni
sposa il principe Emilio
di Belgioioso, un matrimonio che
non durò molto ma si dissolse pacificamente in un rapporto d’amicizia. Dopo che le fu confiscato tutto il suo
patrimonio, si trasferì in Francia dove per qualche tempo si guadagnava da vivere facendo pizzi e coccarde.
Scrive articoli, paga di tasca sua giornali patriottici,
aiuta numerosi fuorusciti italiani, finanzia un tentativo
di colpo di stato mazziniano in Sardegna, apre un salotto, un asilo per bambini poveri e venne lodata dal
grande Alessandro Manzoni per la sua attività. Partecipò allo scoppio delle Cinque Giornate di Milano. Poco
tempo dopo si unisce ai patrioti della Repubblica Romana esponendosi a ogni rischio e diede vita all'attività
delle infermiere che appartenevano all'aristocrazia ,alla borghesia ed alcune erano prostitute. Nel 1855
dopo esser sbarcata a Costantinopoli ottiene la restituzione dei suo beni e torna in Italia.
Dopo la proclamazione dell'Unità
d'Italia, lascia ogni attività e vive
tra
Milano, Locate e il Lago di Como
dove morì nel 1871.Un altra
donna importante del Risorgimento
è
Laura Solera. Insieme a Teresa
Confalonieri e Adelade Cairoli fu una delle più attive per il
progresso civile d'Italia. Nel corso delle Cinque Giornate di Milano, nel 1850, fondò un ricovero per bambini lattanti a Milano. Istituì scuole per operaie adulte e
nel 1870 fondò a Milano la prima scuola professionale
femminile d'Italia. Dopo la sua morte, avvenuta nel
Luisa Battistoti Sassi è
un altra
eroina delle Cinque
Giornate .
Il 18 marzo 1848 strappa
le pistole
ad un soldato, intima ad
altri cinque di arrendersi e li
consegna
agli schieramenti finanzieri contro gli austriaci. Da questo momento depone gli abiti femminili e dà inizio alla
prima barricata per tutto il periodo insurrezionale. Il
6 aprile partecipa alla celebrazione in Duomo del
“Te Deum” e nei giorni successivi la sua popolarità
cresce a tal punto che il suo ritratto si vende per le
vie di Milano.Nel 1849 parte per l'America dove
trascorre gli ultimi suoi anni di vita.
Jessie White Mario è un altra grande eroina dell'Unità d'Italia. Nel 1850 completò i suoi studi a Londra
dove tenne numerose conferenze. Quattro anni dopo
si recò in Italia per la prima volta come inviata del
Daily News, poiché era interessata alla sistemazione
politica italiana. In questa conferenza conobbe Giuseppe Garibaldi. Nel 1856 venne coinvolta nei moti
mazziniani di Genova, e ricevette il testamento
politico del
Pisacane. Il 4 luglio di
quell'anno fu arrestata e imprigionata con altri
patrioti nel
carcere di S.Andre,
dove conobbe
Alberto Mario,
nonché suo
futuro sposo. Nel
1859 ritorna in
Italia dove partecipò come infermiera alle imprese
garibaldine.
Tre anni dopo partecipò insieme al marito alla Spedizione dei Mille , anche nelle successive campagne del 1867 e del 1870 in Francia. Dopo la morte
del marito scrisse “La vita di Giuseppe Garibaldi”. Il
5 marzo 1906 morì a Firenze circondata dagli amici
più cari che ebbero grande stima di lei.
Si pensa che tutti gli eroi siano maschili ma invece
anche le donne hanno contribuito notevolmente
all'unione dell'Italia anche se il loro impegno non è
mai stato riconosciuto. Ma oggi possiamo dire
“Viva le Donne D'Italia”.
Lidia Minasola 4E
La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un
libro intitolato “Donne del
Risorgimento. Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”.
3
E' passato un secolo e mezzo dalla Unità, abbiamo
visto crescere il nostro paese a pari passo con la
nostra cultura e le nostre tradizioni. Sono cambiati
nel corso degli anni i modelli di riferimento così
come i modi di pensare, abbiamo vissuto importanti fenomeni migratori ed affrontato e superato
momenti di crisi.
Il Regno d' Italia nacque nel 1861, dopo la seconda guerra d'indipendenza ed i plebisciti dei rimanenti territori conquistati. La proclamazione definitiva avvenne il 17 Marzo 1861 e fu Vittorio Emanuele II il primo re d' Italia.
L' Italia è uno degli stati membri della Comunità
Europea, questo è un segno di crescita culturale e
di forte apertura al mondo. Culturalmente abbiamo fatto grandi miglioramenti ed il tasso di analfabetismo è calato drasticamente. Roma, la capitale, è una delle città più visitate dagli stranieri così
come Firenze e Venezia, per non dimenticare Napoli, Torino e Milano, segno che nel mondo il nostro paese ha maturato il rispetto dei turisti. L'attuale Presidente della Repubblica ha intrapreso un
itinerario nei “Luoghi della Memoria” per ricordare uno dei momenti più drammatici e significativi
della storia dell'unità.
Ma i 150 anni, in Italia, possono essere considerati un incentivo alla economia?
Si, certamente: nella moda, nella gastronomia e
nella pubblicità tutti si sono mobilitati a sfruttare
la festa dei 150 anni d' Italia per farsi pubblicità
e trarre i propri profitti e mostrare al mondo intero
cosa il nostro paese è in grado di fare. La RAI
stessa, emittente nazionale, ha organizzato una
trasmissione su questo importante evento cercando di attrarre un gran numero di telespettatori in
occasione della festa nazionale seguita da tutti e
che lascerà un segno in ognuno di noi.
Giulio
Arcoleo
Rama 4° B
4
Erico Brizzi è uno scrittore che è nato a
Bologna nel novembre del 1974.
Il primo racconto che ha pubblicato si
chiama Freaky Stiley.
Nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, Jack Frusciante è uscito dal gruppo.
Attualmente collabora con la stampa, il
supplemento scuola del Corriere della
Sera e conduce tre tranche di un programma radiofonico su radio tre, giornate in classe.
In occasione del 150° Anniversario
dell'Unità d' Italia Brizzi ha trascorso
novanta giorni da viandante su strade e
sentieri della penisola.
Lo scrittore pensa che il viaggio in altri
territori possa essere effettuato attraverso altre modalità, come camminare a
piedi, caricandoci in spalla il bagaglio,
rispettando la tabella di marcia. Inoltre
pensa che non serve comprare nessun
biglietto, perché si può partire a piedi
da casa propria, da soli o insieme ad
amici fidati e avviarsi pian piano verso
la meta prescelta e anche che le informazioni nei libri non sono come quelle
ascoltate dalla viva voce della gente,
felice di confidarsi con chi passa, sentire le variazioni d' accento, vedere costumi diversi e ciò perché raccontano
più cose sulla nostra terra di mille atlanti storici.
L'autore, quindi insieme ai suoi compagni ha deciso di intraprendere il grande
viaggio per conoscere meglio la penisola Italiana dalla Grande Vetta d' Italia
fino a Capo Passero (Sicilia).
Il viaggio è stato affrontato come un
pellegrinaggio, con tutti i problemi di
fatica, di climi, di sete, di fame.
Brizzi ha attraversato tutte le regioni e
le piazze d' Italia sentendo discorsi da
parte di tutta la gente, ha evidenziato
l'amor di patria, la politica che è un ma-
le sia di destra che di sinistra, la rassegnazione, la
dura vita degli extracomunitari, i licenziamenti, i
problemi del paese, ma tutti non si arrendono.
Ma dopo novanta giorni di cammino all'ultima tappa
che è Capo Passero l'Italia appare “una fanciulla in
fiore, una figlia, una sorella.”
Insomma una nazione ancora con una dignità.
Gessica
5
Mangiapane
3° N
IL LAVORO LA SUA PASSIONE, IL SUO
SORRISO
NON CI ABBANDONERA’
Riusciva a nascondere le sue preoccupazioni e sofferenze perchè non venisse intaccata la sua sfera
professionale; nei momenti di tensione era anche capace nel rapporto con gli allievi di dare spazio
all’ironia per alleggerire l’atmosfera.
Con grande attenzione e serietà ha seguito gli aspetti giuridici della formazione professionale in
collaborazione con altri colleghi, tenendo contatti con importanti Enti pubblici e privati, Istituzioni
e Aziende del territorio per una proficua integrazione Scuola _ Lavoro.
I suoi colleghi, a lui legati da un rapporto di vera amicizia, dicono di lui:
“Ha manifestato una notevole forza di volontà, tanta fiducia e dignità
nell’affrontare il periodo più difficile della sua vita. Era un vero signore, un
grande professionista, un “vero padre di famiglia”,una persona generosa, capace di donarsi, amorevolmente disponibile, solidale anche nel suo “silenzio“.
Al nostro caro collega sarà dedicata la Sala dei Professori, il luogo che ci vede riuniti nelle diverse
ore della giornata, luogo simbolo dell’incontro affettivo di tutta la nostra collettività,che sempre
custodisce nel cuore il ricordo “ vivo” delle persone care che nella nostra scuola hanno lasciato
una traccia significativa.
La redazione
6
I GIOVANI INCONTRANO IL COMENIUS
SUL TEMA: L'ACQUA, RISORSA O MINACCIA PER LA
VITA ?
Cosa offre il progetto
COMENIUS?
Occasioni di crescita, conoscenza di nuovi contenuti,e
socializzazione all'interno dei
gruppi, espressione di varie
culture, stili di vita, potenziamento della padronanza delle
lingue straniere.
Parole d'ordine:acquisire
un'ottica di cittadinanza europea attiva.
L'incontro tenutosi a Palermo
nell'ambito del progetto ha
messo in evidenza le comuni
esigenze di incentrare l'attenzione su un principio sacro:
l'acqua è un bene pubblico ,
è compito di tutti proteggerla. Gli allievi dell'istituto Einaudi hanno accolto con calore tipicamente siciliano e
grande entusiasmo la rappresentanza degli Olandesi e dei
Francesi.
Guidati dalla preziosa collaborazione dei professori ,che
ringraziamo per l’opportunità
che ci hanno offerto di crescere attraverso attività di impe-
gno serio ma anche dilettevole) i vari
gruppi di lavoro hanno realizzato cartelloni utilizzando immagini significative relative alla cultura olandese e
francese, dopo avere fatto ricerche sui
temi proposti e facendo emergere il
meglio di se stessi.
Numerose le ricerche sulle leggende e
i miti legati al tema dell'acqua con riferimento alla Sicilia, per esempio
Scilla e Cariddi, Colapesce, le gole
dell'Alcantara
Particolarmente interessanti le escursioni organizzate sul territorio per la
conoscenza di luoghi strettamente legati a questa grande risorsa , anche a
livello turistico- ambientale:Terrasini
(museo del Palazzo D'Aumal), riserva
dello Zingaro, Mondello, Acque Pie
saline di Trapani
7
Daniela Gambino 1A
SUL FIUME A PRIMAVERA
Il fiume di sera
è immobile e liscio;
i colori di maggio si aprono
tutti;
un'onda improvvisa
si porta via la luna
e l'acqua di marea
arriva col suo carico di stelle.
LA FONTE
Gelida, cristallina,
dalla rupe zampilla
l'onda: giù par la china
fugge guizzando, brilla
del sole al lume e franta
ride fra i sassi, in mezzo all'erba, e canta.
UN BAMBINO AL MARE
Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere,
in treno a Ostia lo voglio portare.
Ecco, guarda-gli diròQuesto è il mare, pigliane un po'!Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero prenderà.
Poesie ed immagini sull’acqua
Rossella Spanò 1I
8
L’ACQUA
Temporale
Quando ho sete
faccio scorrere
a lungo l’acqua, vorrei poterla
bere più fresca, sempre più fresca.
Mi è capitato di non potermi decidere
e rimanere col bicchiere vuoto in
mano,
pensando all’acqua che berrei
se attendessi ancora un po’.
È una differenza così leggera,
da riempire il mare nell’attesa:
c’è qualcosa di così immortale
nell’acqua, che ieri ho tremato
sentendo un bambino dire: “ho
sete”.
(Roberto Pazzi)
Di nubi grigie a un tratto il cielo fu sporco;
e il tuono brontolò con voce d’orco.
Si cacciò avanti lungo lo stradone,
carta, fogli ed uccelli il polverone.
Si udirono richiami disperati,
tonfi d’imposte e d’usci sbatacchiati.
Si vide donne lottar in un prato
con gli angeli impauriti del bucato.
Poi seminò la pioggia a piene mani
tetti e vie di danzanti tulipani;
tagliò il paesaggio, illividì ogni cosa
in un polverio d’acqua luminosa.
(C. Covoni)
L'ACQUA È VITA
Acqua siamo noi
dall'antiche sorgenti veniamo,
fiumi siamo noi
se i ruscelli si danno una mano,
acqua siamo noi
se i torrenti si mettono insieme,
vita nuova c'è
se l'acqua è in mezzo a noi.
Canto popolare
2I
9
COMENIUS
Tra il profondo verde della campagna
olandese, le dune e le spiagge del Mar del
Nord
Comenius : un progetto tutto europeo, finalizzato a sviluppare in noi giovani la conoscenza e la comprensione delle diversità culturali e linguistiche europee e del loro valore, ad aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e ai fini
di un’ occupazione nel mondo del lavoro in una prospettiva anche di cittadinanza europea; quest’anno i padroni di casa sono stati i Paesi Bassi.
10
Tra il profondo verde della campagna olandese,
le dune delle spiagge del mare del Nord, l’azzurro che ha
ispirato Van Gogh e la musicalità del paesaggio, si è svolta
la mobilità organizzata dalla triangolazione Italia-OlandaFrancia.
Leeuwardeen per la precisione, fiorente cittadina nel cuore
del Friesland, ci ha ospitato e permesso di vivere la settimana in un contesto all’olandese, che ci ha visto ciclisti
approssimati, madwalkers, pagaisti nelle acque dei canali e
velisti nei grandi laghi. La durata è stata di 8 giorni, giorni
intensi, durante i quali parlare l’inglese si è trasformato da
materia scolastica a “skill” per la sopravvivenza.
L’esperienza ci ha consentito di venire a conoscenza di
altre realtà e cogliere analogie e differenze rispetto ai nostri modi di fare, alla nostra vita quotidiana. Per alcuni
giorni ci si è dimenticati di essere italiani ritrovandoci in
osmosi con lo spirito europeo. Può sembrare una sfida
tanto grande, quella di sentirsi
“cittadini europei” ma per noi non è stata sconvolgente:
una volta rotto il ghiaccio, non esiste niente di più naturale
di esprimersi e riuscire a comunicare, qualsiasi linguaggio
si parli.
“Memorabile” il termine adatto per definire
quest’esperienza, difficile da rendere in tutti i particolari,
ma splendida da vivere.
Antonio Marchì (IV^ B)
11
Tra le innevate cime dei Pirenei,
la rigogliosa natura e gli smaglianti
colori dei fiori
che ornano le vie delle città francesi..
Un progetto europeo, all'insegna dell'apertura culturale volta
all'apprendimento di diversità linguistiche, che suscita nei giovani un forte desiderio di allargare i propri orizzonti di vita, dare
spazio a nuove emozioni e che offre spunti innovativi da utilizzare in un futuro lavorativo.
Quest' anno i paesi coinvolti dal progetto sono stati: Italia-Olanda
-Francia.
Noi abbiamo avuto il privilegio di essere ospiti della città francese Toulouse, che dista circa 100 km dai Pirenei spagnoli.
E' soprannominata “Città Rosa” per il colore dominante degli antichi edifici.
La vita culturale tolosana è ricca di apporti interculturali dovuti
anche alla gran quantità di studenti, francesi e non, presenti nella
città, che favoriscono un clima di tolleranza e di grande scambio
culturale.
I giorni son volati via tra visite, escursioni e passeggiate per le
vie del centro e non solo, abbiamo visitato Albi ed indimenticabile la gita sui Pirenei: racchette ai piedi, bastoni alle mani e tutti
verso l'alto! Ci sembrava difficile, ma la comunicazione è avvenuta nella maniera più naturale e spontanea possibile.
Quest'esperienza, indubbiamente ci ha arricchito, rimarrà nei nostri cuori e sarà un ricordo indelebile della nostra vita di studenti.
Tilse Urso Calè - Daniela Cecala (IV^I)
12
13
Le nostre scuole si sono unite per migliorare le competenze professionali, sociali e linguistiche dei nostri
studenti e dare loro l’opportunità:
MARKETING FOR EVERYONE
Come parte del programma Leonardo da Vinci e in associazione con le scuole partner
Polonia, Finlandia, Germania, Repubblica
ceca,Turchia abbiamo preparato un progetto
biennale intitolato”Marketing for Everyone”.
Gli obbiettivi principali del progetto sono:
aumentare la creatività degli studenti, motivarli agli studi aziendali, accrescere la comprensione di una lingua straniera e degli strumenti informatici, scambiare metodi pedagogici relativi alle materie professionali, intraprendere nuove amicizie e sviluppare le personalità di tutti i partecipanti.
Il progetto riguarda la formulazione di un
piano di marketing per la promozione e vendita all’estero di prodotti generati sui mercati
locali.
Il progetto consente l’ampliamento della conoscenza e delle competenze degli studenti
nei campi del marketing, promozione e vendita. Gli studenti, guidati dagli insegnanti,
hanno selezionato un prodotto, stabilito una
forma di cooperazione con il produttore (nel
nostro caso Calatrasi),hanno condotto ricerche di mercato, preparato e somministrato
indagini appropriate tra i consumatori, creato
un piano di marketing con il supporto di un
produttore e disegnato materiali di promozione del prodotto scelto.
Gli studenti hanno realizzato una lezione di
marketing per gli alunni della scuola primaria
e della scuola media per incoraggiarli a sviluppare interesse nell’istruzione in questo
campo.
Gli insegnanti, supportando gli studenti e
dirigendo il loro lavoro, hanno scambiato
esperienze professionali, familiarizzato con i
diversi sistemi dell’istruzione professionale e
training professionale nelle varie scuole della
partnership.
Di accrescere le abilità professionali e sociali per
facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.
Di migliorare le abilità espositive, le competenze
economiche e il vocabolario specifico commerciale. Hanno comunicato usando email e moodle,
presentato gli esiti del loro lavoro durante gli
incontri di progetto e partecipato attivamente ai
laboratori internazionali. Questo incoraggerà
loro nella ricerca di una occupazione sul mercato
del lavoro a livello europeo.
Di entrare in contatto con potenziali datori di lavoro.
Di migliorare le competenze nel campo
dell’informatica usando moodle per la comunicazione.
Di promuovere il proprio paese, città, scuola e prodotti sconosciuti all’estero
Di incoraggiare gli studenti delle scuole primarie
agli studi professionali. Gli studenti eseguiranno
una lezione di marketing davanti agli alunni delle scuole primarie e li stimoleranno così agli
studi aziendali. Questo punto di vista è molto
importante oggi, poiché l’istruzione generale è
sempre più diffusa mentre un deficit lo si rileva
nei curricula professionali.
Di mostrare la loro creatività attraverso le indagini, I
piani di marketing e I materiali di promozione.
Un obiettivo per gli insegnanti è che possono condividere risorse per il loro ulteriore sviluppo professionale personale, arricchire il linguaggio professionale,
e ottenere una maggiore consapevolezza dei sistemi
scolastici e dell’istruzione professionale all’interno
del partenariato.
14
Display in Lubeck
Lavori in Finlandia Keerava
Meeting in Palermo
15
La Protesta a Palermo e … nella nostra scuola
La protesta studentesca contro i
tagli alla cultura ed allo studio e
la riforma dell'università, ha ormai coinvolto tutte le città fra cui
Palermo. Già mesi addietro si
era diffuso il malcontento fra gli
studenti, che avevano messo in
atto varie forme di protesta.
Massiccia è stata
presenza
degli studenti in sette cortei che
spontaneamente sono partiti da
diversi punti della città paralizzandola e mandando in tilt il traffico cittadino
La giornata della grande mobilitazione studentesca a Palermo.
è stata rappresentata da diversi
cortei non autorizzati che sono
partiti da tutte le scuole occupate ed autogestite raggiungendo
la stazione centrale. Altri cortei
invece si sono mossi verso il
porto, bloccando le operazioni di
carico e scarico merci che si
stavano svolgendo sulla banchina, ritardando pesantemente le
partenze e l’attracco dei traghetti. Il traffico è andato in tilt e la
città è rimasta paralizzata per
diverse ore. Gli studenti del
'Coordinamento Studenti Medi
Palermo' hanno bloccato per ore
i binari della stazione centrale,
causando cancellazioni e ritardi
dei treni regionali. Trenitalia in
una nota ha comunicato che 11
treni sono stati soppressi. Il Coordinamento Studentesco, che
aveva lanciato il “Blocchiamo
tutto day” si è collegato ai 3 mila
universitari della Facolta' di Lettere e Filosofia occupata in viale
delle Scienze. Il grido e' stato
uno solo: "Blocchiamo le citta'
per bloccare la riforma!". "Noi si legge nella nota degli studenti
di Lettere in occupazione - soddisfatti per il grandioso risultato
numerico oltreche' per l'esito di
una discussione parlamentare
che ha dovuto fare i conti con le
piazze italiane fino al riinvio della stessa, rilanciamo con forza la
mobilitazione, annunciando che
l'occupazione di Lettere e Filosofia continuera' anche la prossima settimana".
Soddisfazione e' stata espressa
anche da Bianca Giammanco, studentessa del Liceo Garibaldi e portavoce del Coordinamento studenti
medi Palermo. "Oggi - dice - abbiamo avuto una prima vittoria perche' il
governo e' “andato sotto” rinviando
l'approvazione del ddl Gelmini
sull'universita' a martedì. Oggi abbiamo bloccato tutto". Alla fine del blocco alla stazione centrale, infatti, gli
studenti hanno proseguito la protesta con un corteo spontaneo bloccando via Roma, corso Vittorio Emanuele, Piazza Indipendenza, Palazzo
dei Normanni , sede dell 'Assemblea
Regionale Siciliana e urlando slogan
contro il "governo Pd-Lombardo".
Arrivati alla facolta' di Lettere, occupata, studenti medi e universitari
hanno partecipato ad una assemblea dalla quale e' uscita la conferma di
tutte le occupazioni delle scuole e
della facoltà di Lettere. La giornata di
protesta si e' poi conclusa proprio
alla stessa facolta' occupata di Lettere e Filosofia.
L'Assemblea ha deciso di autoriconvocarsi per un’ ulteriore seduta il
lunedi' successivo alle 16,00 sempre nell'Aula Magna di Lettere per
decidere le forme della protesta per
martedi', data in cui la riforma sarebbe tornata alla camera per la votazione.
Allo stato attuale sono circa 20 le
scuole occupate o in autogestione
dagli studenti, che chiedono anche
l’annullamento dei tagli e la garanzia
del diritto allo studio nella scuola
statale.
Dopo varie riunioni, assemblee, dibattiti per decidere se l’intero corpo
studentesco era d’accordo ad occupare l’istituto, dal 18 Novembre
2010 al 9 Dicembre 2010 anche la
nostra scuola è stata occupata.
In questo contesto si è verificato che
alcuni allievi, i più seri e consapevoli
del significato dell’occupazione , si
sono impegnati a discutere in forma
più o meno proficua dei problemi
relativi alla scuola in generale e in
particolare del nostro istituto, altri
invece hanno usato questi giorni per
scherzare, divertirsi, in poche parole
fare vacanza. Nonostante ciò questa
occupazione è stata molto utile per
far sviluppare il senso di responsabi-
16
lità in tutti noi, perchè l’intera organizzazione era nelle nostre mani.
Alla domanda: <<Cosa volevi ottenere con l’ occupazione?>>
Riportiamo la voce dei rappresentanti d’istituto, Giusy Cusimano:
“Riflettendo sulle conseguenze che
l’occupazione avrebbe potuto arrecare, all’inizio non volevo partecipare, ma dopo una votazione a cui
ha partecipato l’intera sede di viale
Michelangelo, ci siamo aggregati
alle altre due sedi che già avevano
deciso di occupare. Abbiamo occupato per ottenere l’affermazione
dei nostri diritti”.
Antonio Marchì “Organizzare un
evento di impatto frontale in rapporto alle concezione che i ragazzi
hanno delle manifestazioni organizzate nei trascorsi e del concetto
stesso di “vivere la scuola”, che
funzionasse da “sveglia”, che facesse luce su avvenimenti sociopolitici e allo stesso tempo insegnasse ai più giovani la lotta per i
propri diritti”
Purtroppo ,come ben sappiamo,
l’occupazione non è finita nel migliore dei modi, giorno 8 Dicembre
2010, la scuola con l’intervento
delle forze dell’ordine è stata disoccupata per ingenti danni causati da persone esterne alla scuola.
Le conseguenze per noi studenti
sono state pesanti; il capo d’istituto
ha richiesto un risarcimento pecuniario che ha comportato la raccolta di soldi, il blocco di tutte le attività extrascolastiche cinema,
teatro,gite,visite guidate) e
l’impossibilità per noi studenti di
riunirci in assemblea. I firmatari
dell’occupazione e in particolare i
rappresentanti d’istituto si sono
presi la responsabilità con conseguenze sul voto di condotta.
Giusi Cusimano 5E
Fiorenza Di Benedetto 5I
Giuseppe Gianusa 5A
La protesta degli studenti, occupati Torre di Pisa
Colosseo e Mole Antonelliana
Governo battuto sulla riforma, Gelmini e Alfano
sbagliano e votano con
l'opposizione. Slittato il
voto finale sul testo in
aula. Scontri tra polizia e
manifestanti a Firenze, diversi feriti. Gli studenti:
La protesta ricomincia lunedì. I punti controversi.
Roma, 25 novembre 2010 - I luoghi simbolo della cultura italiana occupati per
poche ore dagli studenti che protestavano contro la riforma Gelmini.
Con un blitz coordinato fra Torino, Roma e Pisa alunni e ricercatori hanno preso
d'assalto Colosseo, Torre di Pisa e Mole Antonelliana dove sono stati affissi striscioni contro il ddl di riforma dell'università.
Gli scontri sono proseguiti in tutta Italia. I collettivi studenteschi hanno annunciato nuove proteste a partire da lunedì spiegando che quella di questi giorni è "la
risposta del mondo della formazione allo smantellamento dell'università pubblica".
C’è una precisa volontà simbolica nell’occupazione da parte degli universitari dei
luoghi più celebri delle nostre città. Questi ragazzi sembrano dire: siamo qui, in
mezzo alla bellezza, siamo giovani e belli anche noi, non siamo invisibili, non siamo solo percentuali sulle tabelle, numeri astratti, trasparenti, non siamo un nulla
angoscioso, un vuoto da riempire di chiacchiere adulte, fumo che copre, che cancella. Non c’è rabbia, stavolta, non ho visto bruciare le molotov, sbriciolare le vetrine, inveire rabbiosamente, pestare e ferire: ho visto la dignità di chi non vuole
farsi da parte, di chi sente di essere presente che vale quanto il passato migliore,
quanto le immagini più straordinarie del nostro paese.
Giusi Cusimano 5E- Fiorenza Di Benedetto 5I– Giuseppe Giannusa 5A
17
La scuola:
luogo di cultura
oppure occasione
per coltivare vizi?
La Cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, conquista di coscienza superiore, per la quale
si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri”.
A. GRAMSCI
Una volta, chi apriva le porte di una scuola entrava in un luogo di cultura, dov'era molto sentito il valore dello stare insieme nel rispetto di principi sani.
In teoria anche oggi dovrebbe essere così, in quanto i valori non dovrebbero tramontare mai, ma nella pratica, purtroppo, la scuola ai nostri giorni non offre in generale un'immagine di positività. Cosa si evidenzia nel comportamento dei
giovani a scuola?
Molti giovani non affrontano più lo studio con serietà ed interesse, lo vivono come un obbligo del quale sbarazzarsi al più
presto, per dare spazio nella vita quotidiana alla ricerca del divertimento fino a se stesso.
Sorge spontanea una domanda: i ragazzi della nuova generazione sono privi di ideali? Hanno perso di vista il senso della
responsabilità e della correttezza? Si sente parlare già da tempo di un fenomeno piuttosto diffuso nelle scuole : alunni
che con la scusa di andare in bagno, o durante la pausa dell'intervallo, si scambiano delle dosi di droga (canne), e si ritrovano a non avere più autocontrollo; creano disturbo alla classe, sono poco corretti nei confronti dei compagni e dei professori. Spesso entrando nei bagni si trova un'aria
irrespirabile. Altro fenomeno che coinvolge i
giovani è il bullismo, che a volte porta alla formazione di veri e propri “branchi di lupi”spinti ad
assumere atteggiamenti violenti nei confronti di
altri giovani,con la convinzione di riuscire ad
ottenere una certa popolarità sotto le vesti di aguzzini .
Quali motivi possono produrre queste cattive abitudini? Secondo il nostro punto di vista di adolescenti, questi ragazzi lo fanno solamente per
moda o per essere accettati da altri ragazzi che
seguono la “corrente della negatività”, nella scelta
degli stili di vita. Molto spesso ad immettersi nel
tunnel della “cattiva strada” sono i giovani che non accettano i loro cambiamenti fisici o caratteriali e non hanno ancora
una personalità definita, o ancora ragazzi che hanno un forte disagio esistenziale per carenze sul piano affettivo, gravi
problemi famigliari.
C'E' UNA VIA DI USCITA PER RISOLVERE LA CRISI
DELLA GIOVINEZZA?
I giovani di oggi ricevono molte attenzioni che riguardano i regali materiali e poche attenzioni affettive,
molto spesso il comportamento degli adolescenti avviene per mancanza di affettività nel rapporto con
i genitori, ma a volte la causa non è solo la mancanza di affettività dei genitori ma anche la cattiva compagnia.
Un consiglio che possiamo dare ai ragazzi?
RIFLETTERE sui seguenti aforismi:
“Conoscere è sapere vedere in noi stessi.” J.Youbet
“Non puoi insegnare qualcosa ad un ragazzo, lo puoi solo aiutare a scoprire dentro di sé”.
G.Galilei
La scuola deve accendere entusiasmi, idealità guidare a imparare il “mestiere di vivere e
progettare
la propria vita.
Le ragazze della 1^A : Francesca Bonsignore, Roberta Priolo e Miriam Zito.
18
Incontrando il Barocco per strada e ..... non solo...
I giovani della scuola "L. Einaudi" apprendono lontano dai
libri, scoprendo tesori ed emozioni.
Nella nostra scuola, e in particolare nel nostro indirizzo di
studi , che è "operatore turistico" ma, in parte, anche negli
altri indirizzi, una delle finalità da raggiungere del processo formativo è la conoscenza del territorio in cui si opera
per meglio inserirsi nel mondo del lavoro. A tal proposito
le classi 4E e 4G, giorno 29 Aprile, hanno partecipato ad
una visita guidata nella Palermo Barocca.
unto d'incontro: Piazza Pretoria, detta anche Piazza della
Vergogna, situata nel centro storico di Palermo, in un'area
di interesse storico- culturale di epoca 600esca. Al centro
di essa è presente la grande fontana, realizzata a Firenze,
poi divisa in blocchi e trasportata nel 1575 a Palermo.
Amplissima, a piana circolare, rialzata su gradini e cinta
da balaustra, consta di due ripiani concentrici tra i quali
corre un anello di acqua, e di una vasca centrale dalla
quale si leva uno svelto fusto a tre tazze sormontato da un
putto. La complessa struttura è tutta animata da statue di
divinità, allegorie, erme e protomi di animali di vivo effetto.
La visita è proseguita in direzione dei Quattro Canti, che
dividevano in passato Palermo in 4 quartieri: Albergheria,
Capo, La Loggia e Kalsa. L'architettura della piazza è
molto semplice, rappresenta un perfetto ottagono formato
da quattro edifici. Partendo dall'alto, ognuno di essi è
diviso in 3 fasce: nella prima fascia sono raffigurate le
quattro patrone della città (Cristina, Ninfa, Oliva, Agata);
nella seconda fascia sono raffigurati i quattro sovrani
(Carlo V, Filippo II, Filippo III, Filippo IV); nella terza
fascia sono rappresentate le stagioni (primavera, estate,
autunno, inverno).
Altra tappa dell'itinerario la chiesa di San Giuseppe dei
Teatini, importante chiesa del '600. Fu progettata da due
delle più importanti famiglie di marmisti e gessisti, cioè la
famiglia dei Gagini e dei Serpotta. La chiesa ha tre navate,
è decorata con marmi policromi; presenta anche diverse
colonne tortili disposte ai lati. Sotto di essa è presente una
cripta con una falda acquifera, la cripta non è accessibile,
ma è diffusa la credenza che la sua acqua sia miracolosa o
che in essa ci sia sepolto lo stesso Giuseppe dei Teatini.
La visita nell'ambito del percorso Barocco ha compreso
anche l'Oratorio di San Giuseppe dei Fallegnami, situata
dentro la facoltà l'università di Giurisprudenza. All'inizio
del Settecento, Giuseppe Serpotta realizzò il programma
decorativo degli stucchi che impreziosiscono l'Oratorio.
L'apparato degli stucchi e la volta sono ricchissimi e comprendono cornici, putti, medaglioni e festoni in cui si inseriscono gli affreschi. La stuttura della chiesa è ad aula
unica voltata a botte. Le opere al suo interno portano i
segni di un graduale degrado poiche la chiesa è in posseso
dei privati che non trovano fondi per gli opportuni interventi di restauro.ltra tappa della visita: la chiesa del Gesù
o anche Casa Professa, grande quanto bella, è una delle
più importanti chiese barocche di Palermo e dell'intera
Sicilia. Costruita dai gesuiti nel tardo cinquecento, durante
la seconda guerra mondiale, una bomba s'abbattè proprio
sulla cupola della chiesa che, nel suo crollo, trascinò con
sé tutte le zone ad essa vicine e naturalmente andò perduta
gran parte delle pitture del presbiterio e del transetto.
Quando si volle restaurare l'edificio si procedette alla
riesecuzione degli affreschi perduti con aggiunte arbitra-
19
rie. La parte più spettacolare dell'edificio è forse la tribuna
dell'abside, ornata dall'Adorazione dei Pastori e dall'Adorazione dei Magi, bassorilievi marmorei posti sulla tribuna sui rilievi di Giacomo Serpotta.
All'interno del percorso Barocco si è aggiunta la visita all'Archivio di Stato di Palermo situato in via Maqueda, che raccoglie tutti gli atti notarili e i documenti riguardanti la burocrazia
Palermitana ,all'interno era allestita una mostra con i campioni
di abiti usati in passato dal 1850 sino a oggi per comprendere
aspetti significativi di un passato che non dobbiamo dimenticare e che fa parte della nostra storia tra cui abiti, cappelli,
ombrelli-parasole, scarpe, ecc..
.Ultima tappa: chiesa della Martorana a piazza Bellini di età
del XII secolo, racchiude in sè importantanti mosaici bizantini
realizzati con tessere d'oro tra cui quelli che raffigurano il
Cristo Pantocratore.
La visità ha consentito a noi studenti di apprendere ed osservare i particolari di uno squarcio di storia di Palermo utile non
solo per un arricchimento del bagaglio culturale ma anche per
per un potenziamento delle competenze spendibili nel mondo
del lavoro nello specifico ambito turistico.
I ragazzi dell'Einaudi si augurano di continuare a crescere attraverso
questa modalità interessante di apprendimento "senza libri e con
l'arte tra le mani"
Fabio Panasci 4E
27 GENNAIO
IL GIORNO DELLA MEMORIA
In occasione del giorno della memoria 27 Gennaio, ricorrenza istituita con la legge n° 211 del
20 Luglio 2000 dal Parlamento italiano, come
giornata commemorativa delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, noi alunni della 4^E
abbiamo assistito alla proiezione del film “Il Pianista” di Polanski.
Il film narra la drammaticità di un periodo storico
in cui lo sterminio del popolo ebreo, cioè la Shoah macchiò di sangue la storia del mondo.
È la storia di un pianista ebreo Wladyslaw Szpilman durante lo scoppio della seconda guerra
mondiale con l'invasione della Polonia da parte
delle truppe tedesche, l'occupazione di Varsavia
e la creazione del ghetto fino alla liberazione della città da parte dell'Armata Rossa.
Il film è ambientato a Varsavia nel settembre
1939, Wladyslaw sta registrando un notturno alla
radio presso la quale lavora, quando, improvvisamente, sente delle esplosioni, gli viene detto di
smettere di suonare ma lui continua. È l'inizio
della seconda Guerra Mondiale.
Dopo l'occupazione da parte delle truppe tedesche viene emanata una serie di restrizioni alla
popolazione ebrea: estromissione del lavoro, divieto d'accesso ai locali.
Wladyslaw che vive con la sua famiglia viene
licenziato dalla radio di Varsavia e dopo avere
perso tutti i suoi risparmi, è costretto a vendere il
suo pianoforte. La famiglia Szpilman inizia a vivere una realtà di miseria, di umiliazioni, di fame e
di morte. 15 Marzo 1942 il regime nazista inizia
le deportazioni di massa verso i campi di sterminio. Tutta la famiglia viene avviata nei campi ma
prima di salire sul treno Wladyslaw viene tirato
fuori. Ora si ritrova solo e riesce a trovare lavoro
come carpentiere, ma
riesce a fuggire e rifugiarsi in una casa per merito
di Dorota, una violoncellista che avevaconosciuto
il giorno dello scoppio della guerra. Trova un nascondiglio e si conforta con un pianoforte che
finge di suonare nelle lunghe giornate in solitudine.
Scampato miracolosamente dalla città, si avvia
verso ciò che resta delle macerie del ghetto vagando solo, allo stremo delle forze e alla ricerca
di cibo; trova riparo in una soffitta. Il giorno dopo
viene scoperto da un ufficiale tedesco che lo conduce in una stanza dove c'è un pianoforte e lo invita a
suonare. L'ufficiale difronte a tale bravura decide di
aiutarlo. Una mattina Wladyslaw esce dal nascondiglio e corre incontro ai soldati sovietici, rischiando di
essere ucciso perché indossava la giacca regalata
dall'ufficiale per riparasi dal freddo, ma si salva.
Tempo dopo Wladyslaw torna nel luogo dove fu avvistato l'ufficiale ma il campo era stato già smantellato e non c'era più traccia dei prigionieri tedeschi.
Solo
opo la morte dell'ufficiale si scoprirà il suo nome.
Il film è stato molto interessante e coinvolgente, attraverso le scene drammatiche il regista ha messo
in risalto la sofferenza e il terrore che in quel periodo
colpivano Varsavia e il popolo ebreo ma anche la
generosità di un soldato nemico , che sensibile alla
musica , salva il pianista.
La musica ha svolto un ruolo di protagonista e nello
stesso tempo ha lenito il dolore e la drammaticità
della vicenda che rimane uno dei capitoli più duri
della nostra storia.
Alessia Terravecchia IV E
20
STUDIARE LA STORIA ATTRAVERSO LA VISIONE DEI
FILM:
Barry Lindon
A scuola, con la classe, abbiamo visto un film,
intitolato Barry Lyndon che è una ricostruzione
del periodo della storia oggetto di studio.
Barry, viene fermato dal capitano Potzodorf, che si
offre volontario per condurlo a Brema, dove Barry
terminava la missione. Ma il capitano scopre che Barry
mente e lo costringe ad arruolarsi nell'esercito prussiano. Durante una battaglia, il capitano viene ferito, e
Barry lo salva. Con questo gesto, il capitano affida a
Barry un incarico: spiare un giocatore d'azzardo detto
lo Chevalier di Balibari. Quando Barry arriva dallo
Chevalier, non riesce a mentirle e lo Chevalier apprezzando la sincerità, lo fa entrare nel mondo del gioco
d'azzardo, dove, attraversando svariate corti d'Europa,
Barry diventa famoso, e attira molte donne. Tra queste
la giovane Lady Lyndon, sposata con sir Charles Reginald Lyndon e con un figlio, Lord Bullington. Alla
morte di Reginald, Barry si sposa con Lady Lyndon.
Dal matrimonio, nasce un figlio, Bryan Patrick
Lyndon. Barry e Lord Bullington non erano molto
amici, e un giorno, Bullington picchia Bryan, perchè
Bryan stuzzicava Bullington durante l'ora di studio:
Barry si vendica, frustando Bullington. Questi, a sua
volta, premette che la prossima volta che Barry lo toccherà, egli lo ucciderà. Durante un'esibizione di Bryan,
Bullington mette in atto un piano perfido, suscitando
rabbia su Barry, che picchia in pubblico Burry. A quel
punto Bullington lascia la tenuta di Lyndon. Approssimandosi la festa di compleanno di Bryan, Barry gli
regala un cavallo, facendosi promettere dal figlio che
non toccherà il cavallo senza la sua presenza. Bryan
disubbidisce e cavalcando il cavallo, cadde e rimase
ferito al cranio irrimedialbilmente. Bryan muore, e da
questa perdit, la signora Lyndon tenta di avvelenarsi.
Dell'accaduto viene informato il figlio Bullington, che
decide di ritornare nella tenuta. In un pagliaio poco
lontano Bullington e Barry si sfidano a duello con le
pistole. Bullington colpisce Barry ad una gamba, otte
nendo soddisfazione. A Barry viene amputata la gamba e dopo la convalescenza, ritorna a giocare d'azzardo
senza la fortuna di un tempo. La storia è drammatica e
si svolge durante la guerra storica dei sette anni.
Il film è diviso in due parti: Rendmond acquisisce
il titolo e lo stile di Barry Lyndon e uno riscontro
delle sfortune e dei disastri che le accaddero.l film
Barry Lyndon diretto da Stanley Kubrik racconta
la storia di un giovane di bell'aspetto, di nome
Redmond Barry proveniente da un piccolo villaggio irlandese che s'innamora di sua cugina Nora
Brady. Nel villaggio, qualche settimana dopo, sfila
un reggimento militare reale, che arruola truppe
per la guerra dei sette anni. Durante questa sosta,
Nora intrattiene una relazione con il capitano John
Quinn, che dunque, viene spronata a sposarlo per
ricoprire tutti i debiti che aveva il padre di Nora.
Ma, durante la dichiarazione di Quinn a Nora,
interviene Barry, geloso della cugina, sfidando
Quinn ad un duello per conquistare la mano di
Nora. Il duello si conclude, con la sconfitta di
Quinn e l'abbandono del paese da parte di Barry
con soltanto venti ghinee per arrivare a Dublino.
Lungo il cammino verso Dublino, Barry si scontra, in un bosco, con due briganti, che lo derubano
di tutti i suoi averi e lo lasciano senza cavallo. A
piedi, Barry raggiunge un villaggio dove un soldato stava arruolando uomini per l'esercito inglese.
Barry decise di arruolarsi e viene spedito nella
battaglia tra francesi e inglesi. Durante la battaglia, Barry viene informato che il capitano Quinn
è in realtà ancora vivo, e che la sfida che avevano
fatto loro due, era tutta programmata a fine di
mandare Barry fuori dalla vita di Nora. Il giorno
dopo, Barry sentendo due omosessuali parlare di
una missione, si spacciò per uno dei due, e si mise
in viaggio. Arrivando nel territorio dei prussiani,
Il film è stato molto interessante, un po' triste nel momento della morte del piccolo Bryan. Tutto era ambientato nel settecento, i vestiti, le luci, l'atmosfera, la
musica. È un modo molto interessante per conoscere e
apprendere la storia sotto altri aspetti, non solo sui
libri. È stata un'esperienza molto simpatica e interessante.
Grazia Alfieri 2I
21
“IMMATURI “
Un film di Paolo Genovese con Luisa Ranieri, Raoul Bova,
Ambra Angiolini,
Luca Bizzarri
Fiction o realtà?
Immaturi, un film che ha creato non pochi problemi alla vita reale di alcune persone
In Italia è appena arrivata la
notizia dai TG, una di quelle
più assurde dei nostri tempi,
quasi da lasciare noi ascoltatori a bocca aperta. Circa 100
sono gli italiani che si ritrovano senza il loro diploma, dopo
avere frequentato cinque anni
di scuola privata superiore e
affrontato gli esami di maturità
con successo. Tra questi truffati emergono persone di notevole rilevanza sociale, come
avvocati, giudici o medici che
oggi si ritrovano senza quel
pezzo di carta che ha consentito una laurea e un lavoro prestigioso. Non si sa se sia stato
il film Immaturi a dare l’avvio
alle indagini da parte delle
forze di polizia o sia stata una
pura coincidenza.
Ma la realtà ha coinciso con la
fiction e viceversa infatti
Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa;Virgilio e Francesca accomunati da vecchia amicizia
nata tra i banchi di scuola, si
ritrovano nei guai per il fatto
che il ministero
dell’istruzione ha annullato il
loro esame di maturità con la
conseguenza che tutti i successivi titoli vengono anche essi
annullati. Il gruppo si ricrea
rivivendo quanto accadeva
venti anni prima, amori e litigi accompagnano la preparazione per riaffrontate gli esami, come veri e propri adolescenti. Nonostante le peripezie i “vecchi giovani” riescono anche se con il minimo del
punteggio a conseguire la loro
nuova maturità Giorgio è un
psichiatra, tipico uomo con
una certa personalità che convive con Marta, insieme hanno costruito una storia serena;
Lorenzo è quello a mio parere
immaturo, classico mammone
e bamboccione che vive ancora con i genitori, che stranamente si innamora di Luisa ,la
quale lavora in un’azienda
alimentare e vive con Penelope, la figlia . Piero è un conduttore radiofonico, fidanzato
ma contemporaneamente racconta alla sua ragazza di essere sposato, una scusa giustificata dal fatto di poter stare,
quando occorre da solo, senza
pensieri . Virgilio è la figura
che più rende l’idea del donnaiolo quello più birichino
del gruppo. Questo film pone
un problema che è quello
dell’affidabilità delle scuole
private che sfuggono al con-
trollo delle autorità competenti creando delle difficoltà nelle vite delle persone
che molto spesso sono ignare. Il film oltre al descrivere la storia di questi
personaggi ,mi ha trasmesso anche un messaggio un
po’ implicito, credo che è
quello che ha come base
l’amicizia ovvero le amicizie anche se si invecchia:
nel tempo si possono recuperare purché siano vere,
proprio come una grande
catena che si arrugginisce
col tempo ma non si spezza .
PALERMO - Scandalo falsi diplomi, cento studenti ripeteranno l'esame di Stato
Cento studenti palermitani si sono svegliati immaturi: il loro diploma di scuola superiore e' stato annullato da una
sentenza del Tribunale. I giudici hanno condannato presidi e impiegati di istituti privati che distribuivano titoli falsi.
Tra il 2000 e il 2004 decine di studenti degli istituti privati Oriani, Verga e Colombo conseguirono il titolo senza
superare l'esame. La maggior parte degli studenti non era a conoscenza del raggiro, alcuni di loro si sono costituiti
parte civile.(ANSA)
22
The Kin g's Speech è un film del 2010 diretto da Tom Hooper.
Interpretato da Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter .
Giorgio V
Wallis Simpson
Eduardo VIII
Qeen Mary
Giorgio VI
Elizabeth Bowes-Lyon
Giorgia D’Amico e Begum Kalpana 2 I
MOSE' profeta israelitico affetto dal disturbo del linguaggio, parlava per bocca del fratello, Arionne.
ESOPO poeta e famoso scrittore di fiabe dell'antica Grecia. Di lui si narra fosse un ragazzo dall'aspetto sgraziato, ricurvo sulle spalle, tozzo e fortemente balbuziente. A causa della sua bruttezza e del suo linguaggio i compagni non perdevano occasione per
deriderlo facendolo oggetto di crudeli scherzi Giorgia D’Amico 2 I
NAPOLEONE I
MARILYN MONROE
23
JIMMY STUART
Il
Giorno 13 maggio 2011, gli
studenti della scuola
“L.Einaudi” si sono recati al
cinema King per vedere un film
intitolato “Il discorso del re”,
del regista Tom Hooper. Inizia
dai fatti storici per addentrarsi
in un dramma personale, senza
abbandonare mai il contesto
storico. È un film che insinua
molti discorsi come l’avvento e
il futuro potere di radio e tv,
destinati a cancellare il confine
tra pubblico e privato; la forza
della parola come arma di massa; la rigidezza dei metodi educativi; l’importanza di ritrovare
e guardare in faccia la propria
identità e unicità. Il discorso del
Re ha anche vinto dei premi.
Questo film è di genere drammatico e storico. Il titolo originale è “the king’s speech”. I
protagonisti del film sono Colin
Firth, Helena Bonham Carter,
Michael Gambon, Guy Pearce,
Goeffrey Rush, Timoty Spall.
Alla morte di re Giorgio V, il
timido e complessato duca di
York non sarebbe dovuto salire
al trono d’Inghilterra. Il primogenito era, infatti, Edoardo, che
divenne sì re ma che, per amore
di Wallis Simpson ,una donna
divorziata, abdicò circa un anno
dopo. A quel punto Bertie diventò sovrano con il nome di
Discorso del
Giorgio VI. Un uomo atipico,
che fu un re molto amato,
legato da un vero amore verso la moglie, Elisabetta Bowes-Lyon, ma che aveva
un’insicurezza che si esprimeva attraverso delle balbuzie impossibili da gestire nei
numerosi e imbarazzanti discorsi pubblici cui era tenuto.
In più, Giorgio VI si trovava
a essere la voce del re per il
popolo britannico in un momento difficile della storia,
alla vigilia del secondo conflitto mondiale. La moglie, la
futura regina madre,si era
adoperata per trovare molti
dottori e curare il disagio del
futuro re d’Inghilterra, ma
senza un esito positivo.. Finché dopo tanti tentativi , incontrò Lionel Logue, un australiano logopedista, ex attore, dai metodi anticonformisti, capace di sondare le anime e di medicarle. Infatti
attraverso la musica ed un
metodo fuori protocollo, Bertie riuscì a fare il suo discorso a tutto il suo popolo con
più sicurezza e con meno
problemi grazie a Lionel Logue.
Il film è stato molto coinvolgente ed interessante , non
solo perché racconta una
Re
storia vera, ma vuole ricordare che ognuno di noi ha una
propria voce, che è unica e
che va usata ed è sempre importante averla. Nessuno si
deve sottovalutare, nessuno si
deve arrendere, perché tutto è
possibile nella vita!
Grazia Alfieri 2 I
Balbuzie
La balbuzie è un disordine della parola in cui la fluidità è interrotta da ripetizioni involontarie e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o
frasi e da involontarie pause o blocchi per i quali la persona che balbetta non riesce a produrre suoni. Disfluenze verbali è il nome utilizzato per questi impedimenti della parola. Il termine balbuzie è più comunemente associato alle ripetizioni involontarie di suoni, ma comprende anche esitazione o pause prima di parlare, denominate blocchi e il prolungamento di certi suoni, in genere vocali e semi-vocali. La
parola "balbuzie", volgarmente usata, copre un ampio spettro di gravità: può comprendere individui con difficoltà appena percettibili, per
cui il disordine è più che altro estetico, così come soggetti con una sintomatologia grave, per cui il problema può effettivamente impedire
la maggior parte della comunicazione verbale. La balbuzie non è generalmente un problema di produzione fisica dei suoni delle parole o di
trasformazioni dei pensieri in parole. Nonostante la diffusa credenza popolare, la balbuzie non riguarda e non ha riflessi sull'intelligenza.
Al di fuori della loro difficoltà di parola, le persone che balbettano sono assolutamente "normali" nel senso clinico del termine. Ansia,
scarsa auto-stima, nervosismo e stress non causano quindi di per sè la balbuzie, sebbene siano molto spesso le conseguenze del vivere
con una disabilità grandemente stigmatizzata e sono tutti fattori che, a loro volta, aggravano il problema.
Deborah Drago 2 I
24
Senso: un'opera in cui la passione politica si intreccia
con la passione d'amore
Il
Teatro Massimo inaugura la Stagione 2011 con la prima rappresentazione assoluta di una nuova opera commissionata per l’occasione: Senso (20-30 gennaio) del compositore milanese Marco Tutino, fra i più rappresentati sulla scena teatrale contemporanea.
In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il Teatro Massimo di Palermo inaugura la stagione 2011 con la prima rappresentazione assoluta di
un' opera che si chiama “ Senso”, tratta dalla novella di Camillo Boito. L'opera scritta nel 1883 è stata
resa celebre soprattutto dalla trasposizione cinematografica di Luchino Visconti del 1954.
Il compositore Marco Tutino e Giuseppe di Leva,
autore del libretto si sono ispirati alla novella di Boito. Le note musicali, dice l'autore, “sottolineano l'aspetto storico ed eroico e la vicenda passionale e intima di Livia Serpieri”, una donna vittima e carnefice
della propria passione. Questi due aspetti sono musicalmente diversi e Tutino da un lato si è servito di
alcuni brani di Verdi, considerato nel Risorgimento “
la bandiera” di tale periodo, dall'altro di proprie
composizioni.
L'opera si svolge nei primi anni di vita dello Stato
unitario italiano ed è intrisa di profondi dissidi , fra
amore, interessi e tradimenti. In primo piano c'è sempre lei, Livia, vittima e carnefice della sua passione.
Vuole sacrificarsi per amore, ma alla fine questo diventa Amore-Odio-Vendetta.
La vicenda viene narrata attraverso il diario della
protagonista, la contessa veneziana Livia. Questa
donna all'età di ventidue anni, sposata a un vecchio
conte, incontra un giovane ufficiale “ Hans Buchner” e se ne innamora perdutamente. La passione
la spinge prima al tradimento degli ideali del Risorgimento, del marito e poi alla disperazione e infine
all'umiliazione perché questo amore non era corrisposto. Quando si rende conto che Hans mirava ad
ottenere da lei il denaro per poter lasciare l'esercito
Sabrina Li Castri 5E
Hugo de Ana – che firma regia, scene e costumi – ha immaginato un sontuoso apparato scenico, basato su un caleidoscopio di riflessi che propongono un Risorgimento non
didascalico ma immaginifico, in cui non mancano i riferimenti alla cinematografia di
Visconti.
25
LA SCAPIGLIATURA:
La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario, codificata in manifesti e scritti teorici, che si sviluppò a Milano e poi si affermò in tutta
la penisola, a partire dagli anni ’60
dell’800. Il termine sta a sottolineare
la vita disordinata e anticonformista
degli artisti parigini.
La Scapigliatura fece emergere per
la prima volta in Italia il conflitto tra
artista e società, tipico del romanticismo europeo. Il processo di modernizzazione post-unitario aveva spinto
gli intellettuali italiani ai margini della
società, e fu così che tra gli scapigliati si diffuse un sentimento di ribellione e di disprezzo nei confronti
delle norme morali e delle convinzioni
correnti, che ebbe però la conseguenza di creare il mito della vita dissoluta ed irregolare.
La Scapigliatura nella storia culturale
dell'800 ebbe una sorte di incroci
intellettuali, correnti di pensiero,
forme di letterature straniere
e temi letterari; queste confluenze letterarie provincializzarono la cultura letteraria
Italiana del periodo.
Gli scapigliati erano animati da
uno spirito di ribellione nei confronti della cultura tradizionale
e borghese.
Uno dei primi obiettivi della
loro battaglia fu il moderatismo
della cultura ufficiale italiana.
Si scagliarono sia contro il Romanticismo italiano, che giudicavano languido ed esteriore,
sia contro il provincialismo della cultura risorgimentale. Guardarono in modo diverso la realtà, cercando di individuare il
nesso sottile che legava quella
fisica a quella psichica.
Alcuni importanti esponenti del
movimento scapigliato furono:
Carlo Dossi, Emilio Praga e Ar-
rigo e Camillo Boito
(che fu anche un esponente importante nel
campo musicale).
Sabrina Di Maio 5E
CAMILLO BOITO
Camillo Boito nacque a Roma il 30 ottobre del
1836 fu un architetto e scrittore italiano. Fratello
maggiore del famoso letterato e musicista Arrigo
Boito. Camillo studiò a Padova e all’Accademia
di Venezia. Nel 1856 fu nominato professore
aggiunto di architettura, dal 1865, per 43 anni, fu
docente all’istituto Tecnico Superiore di Milano.
La sua attività principale permase l’architettura.
Tra i suoi progetti ricordiamo l’intervento
nell’area medievale del Palazzo della Ragione di
Padova, con la progettazione del Palazzo delle
Debite; al compimento di una scuola-modello;
all’estensione del camposanto e gli interventi
sulla basilica di Sant’Antonio a Padova. Esso
aderì al movimento letterario della Scapigliatura,
l’equivalente milanese della Bohème parigina,
debuttando con Storielle vane, e successivamente
nel 1883 con Senso. Non si limitò solo ad essere
architetto scrittore ma fu anche un recensore artistico di ben note riviste dell’epoca tra le quali: lo
Spettatore, il Crepuscolo, Illustrazione italiana, il
Politecnico e la Nuova Antologia.
Costante della narrativa di Camillo Boito fu il
tema della bellezza in tutte le sue forme soprattutto in quella
femminile. Lo stile limpido e rigoroso, lontano dagli eccessi e
dalle sbavature di tanta prosa scapigliata tardo ottocentesca,
rese le sue opere molto amate dai lettori che si affacciavano
per la prima volta alla letteratura: l’ultima opera da lui scritta
fu Il maestro di setticlavio, raccolta di racconti pubblicata nel
1891.
Esso diventò un importante esponente del restauro a livello
nazionale ed internazionale.
Due dei punti centrali della sua teoria che sono ancora validi
oggi possono essere riassunti nella:
-Necessità di rispettare e tutelare i valori artistici e storici del
monumento. Boito afferma l’importanza della conservazione
dei segni lasciati dal trascorrere del tempo sulle superfici architettoniche, ovvero della patina, definita “splendido sudiciume del tempo”.
-Necessità di una gerarchia fra i possibili interventi sui monumenti : “devono venire piuttosto consolidati che riparati, piuttosto riparati che restaurati
Miriana Lo Cascio 5E
26
Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il maggiore edificio teatrale lirico d'Italia,
e uno dei più grandi d'Europa (terzo in ordine
di grandezza architettonica). Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, che
può ospitare circa 1.400 spettatori, formando
un complesso architettonico di grandiose proporzioni.ll Teatro Massimo Vittorio Emanuele
di Palermo aprì le porte al pubblico la sera del
16 maggio 1897, ventidue anni dopo la solenne cerimonia pubblica di posa della prima pietra.Già questa, avvenuta il 12 gennaio 1875,
concludeva una vicenda travagliata, protrattasi tra mille contrasti per oltre un decennio. Il
concorso internazionale per il progetto e la
realizzazione del teatro era stato in-
ISergej Sergeevič Prokof'ev, 23 aprile 1891 –
Mosca, 5 marzo 1953, è
stato un musicista, pianista
e compositore russo. Prokof'ev nacque a Sontsovkail
23 aprile del 1891 da una
famiglia relativamente benestante che lo introdusse
fin da bambino allo studio
della musica, in particolare
del pianoforte. Sua madre
era essa stessa pianista.
Sergej mostrò un precoce
talento per la musica già a
cinque anni ed a sette anni
aveva imparato a giocare
agli scacchi. Questi - più
che la musica - diventeranno la sua passione per la
vita, coltivata al punto da
fatti bandito nel 1864 dall'Amministrazione Comunale di Palermo. Da lungo tempo si parlava di
erigere a Palermo un nuovo grande teatro, degno
del centro urbano del meridione d'Italia più grande dopo Napoli.
Federica La Manna 2 I
riuscire a confrontarsi con
diversi campioni del suo tempo.Iniziò a prendere lezioni di
composizione nel 1902; uno
dei suoi primi lavori fu una
composizione per piano in fa
maggiore, ma scritta senza
includervi il si bemolle. Appena fu in possesso delle basi
teoriche, iniziò a sperimentare, gettando le basi del proprio stile musicale. Le sue prime opere risalgono al 1908,
quando aveva soli 17 anni.Benché la famiglia non fosse troppo propensa ad avviarlo alla carriera musicale in così
giovane età, nel 1904 Prokofiev si iscrisse al Conservatorio
di San Pietroburgo, superando
i test di ammissione e iscri-
27
vendosi alla classe di composizione pur essendo di
diversi anni più giovane
dei suoi compagni di corso.
Fu visto come eccentrico e
arrogante, fu spesso insofferente verso l'istituzione
scolastica, ritenuta noiosa.
Divenne amico di Boris
Asafiev e di Nikolaj Mjaskovskij, suo condiscepolo
e sostenitore che in futuro
lo definirà «fenomeno luminoso e sano!».
MARIA GRAZIA NUCCIO
VALERIA Patti
2I
Noemi Marino
Cenerentola: intense emozioni
Personalmente penso che vedere il balletto "Cenerentola"
al Teatro Massimo sia stata una
delle opportunità più belle di
tutta la mia vita, è stata un'esperienza unica che mi ha permesso, non solo di visitare il
Teatro Massimo, ma mi ha anche fatto riscoprire il mio amore per la Danza Classica, passione ormai sepolta da anni. E'
stato uno spettacolo grandioso,
musiche a dir poco fantastiche
ma sopratutto coreografie celestiali, tutto faceva sognare,
sembrava davvero che fossimo
dentro la fiaba di
"Cenerentola" ,ma quelle emo-
zioni erano reali, tutto era
splendido!
Spero proprio di poter avere un'altra occasione per
vedere e commentare altri
balletti classici insieme alla
mia scuola "Luigi Einaudi"
che mi ha dato l'opportunità di fare questa bellissima
esperienza!
MARIA GRAZIA NUCCIO 2i
28
POLITICA ESTERA
I17Novembre del 1987,
in Tunisia si è instaurata
una vera e propria dittatura di stampo militare,
con a capo l’ex ministro
della difesa tunisina Ben
Ali.
In questi 23 anni Ben Ali
ha tolto la libertà del
popolo tunisino con la dittatura che era nascosta
dietro la parola REPUBBLICA.
Il 17 Dicembre del 2010,
un giovane di nome Mohamed Bou Azizi, 26 anni laureato, senza lavoro per
sfamare la sua famiglia ha
deciso di aprirsi una bancarella di frutta e verdura
che un giorno però gli venne confiscata senza un motivo. Alla richiesta del perché di una simile azione
un’agente incurante schiaffeggia il giovane di fronte i
passanti. il gesto subìto
costringe Mohamed a non
poter recuperare la merce
di sostentamento e di conseguenza si diede fuoco
immolandosi davanti alla
prefettura della sua cittadina (Sidi Bouzid vicino
Tunisi).
Il giovane ustionato in maniera grave è morto in ospedale il 5 gennaio
2011.La morte del ragazzo
ha colpito l’opinione pubblica ed è stata di la goccia
che ha fatto traboccare il
vaso, poiché nei giorni successivi, sull’onda
dell’accaduto, è scoppiata
la rivolta popolare contro
la disoccupazione, lo stato
e i soprusi del governo. la stampa occidentale ha parlato della rivolta del
pane ma non è così. Infatti, appena
due settimane dopo il suicidio di Mohamed ci sono stati altre manifestazioni sempre per lo stesso motivo e
da qui è iniziato lo “Tsunami” del popolo tunisino contro lo stato e precisamente contro Ben Ali.
In questa rivolta ci sono stati molti
arresti di persone innocenti e ci sono
stati anche morti.
Il popolo tunisino è stato per anni
sfruttato e affamato da Ben Ali il
quale ha tolto la libertà al suo popolo.
Ben Ali è stato definito un truffatore poiché ha imbrogliato la gente anche quella più povera.
L'ex presidente ha real che il popolo
non poteva più sostenere la sua politica e quindi ha deciso di scappare per
raggiungere la moglie Leila Trabelsi e
suo figlio che già si trovavano in Arabia Saudita. In attesa delle elezioni
che si sarebbero dovute svolgere entro i 60 giorno Ben Ali ha affidato il
governo al primo ministro.
Nel frattempo a Monastir e a Mahdia
sono state bruciati le carceri e sono
stati attaccati i negozi , i centri commerciali, ecc… Si presume che l’ex
presidente per spaventare la gente
affinchè non manifestassero più abbia inviato dei fedelissimi per creare
violenze. Molti soldati si sono rifiutati di eseguire gli ordini di Ben Ali perchè sono vicini al popolo tunisino.
Tutt’oggi ci sono manifestazioni contro il governo soprattutto nella capitale Tunisi.
29
E ancora oggi la gente è in attesa
che il vecchio governo venga abolito
perché solo allora si potrà dire che
la Tunisia è uno stato LIBERO.
Io alunna dell'Istituto di origine
tunisina ho realizzato alcune interviste a parenti che vivono ancora in
Tunisia e che hanno assistito a tutte
le manifestazioni di protesta. Loro
si sono definiti coraggiosi e fieri di
essere rimasti per vedere il cambiamento visto che per tanto tempo
sono stati sottomessi ad una dittatura di cui avevano paura. Alla fine
l’esperienza è stata molto importante perchè hanno vissuto un pezzo di
storia del loro e del mio paese.
Bziouech Hana 4°E
In questi ultimi decenni ci
sono stati molti flussi migratori verso l'Europa provenienti da zone del terzo
mondo, in particolare
dall'Africa e dall'Asia, a
causa di numerose situazioni disagiate dal punto di vista economico, politico,ambientali e sociale.
Alla fine del 2005 si contano più di 20 milioni di immigrati. All'inizio del 2010
l'Istat ha registrato 4 milioni e 235mila residenti
stranieri, ma, secondo il
Dossier Caritas Migrantes ,seppure non ancora iscritti in anagrafe, si arriva
a 4 milioni e 919mila (un
immigrato ogni 12 residenti).
Una delle cause dei flussi
migratori verso paesi europei sono i conflitti, che sono molteplici. In Africa sono di tipo religioso per esempio tra cristiani e musulmani; in alcune zone del
Congo, muoiono ogni giorno
circa 1200 persone. In Asia
oltre alle situazioni critiche
dell'Iraq e dell'Afghanistan, un flusso migratorio
proviene anche dalle zone
colpite dallo tsunami, una
calamità naturale che ha
colpito 13 paesi: Indonesia,
Sri Lanka, India, Thailandia, Birmania, Bangladesh,
Maldive, Somalia, Kenya.
Nel 2011 nel Nord Africa
precisamente in Tunisia,
Egitto, Marocco, Algeria e
Libia si sono verificati dei
conflitti di tipo politico ed
economico.
La popolazione di questi paesi in particolare in Tunisia
si è ribellata all'aumento
dei generi di prima necessità, si sono riunite nelle
piazze del paese milioni di
persone chiedendo le dimissioni del presidente Ben Ali,
che per 23 anni ha adottato
una politica di tipo dittatoriale.
In questa rivolta ci sono
stati molti arresti di persone innocenti e anche molti
morti.
Il popolo era sottomesso da
Ben Ali perchéè stato un
truffatore in quanto ha tolto migliaia di soldi alla gente anche quella più povera.
Altri paesi sono stati contagiati, in Egitto al Cairo il 17
gennaio un uomo si è dato
fuoco, sulla scia di quanto
accaduto in Tunisia al venditore ambulante Mohamed
Bouazizi. La protesta , in
Egitto,è iniziata il 26 gennaio quando venticinquemila
manifestanti sono scesi in
piazza, per chiedere riforme politiche e sociali. Il 29
30
gennaio, migliaia di persone sono
scese in piazza per chiedere le
dimissioni del presidente Moubarak, il quale l'11 febbraio si dimette dalla propria carica. La rivolta è proseguita in Libia nel paese governato da circa 42 anni da
Gheddafi .Qui , il 17 febbraio è
considerata una data oramai passata alla storia come GIORNATA
DELLA RABBIA. La rivolta è nata
non solo dalle diseguaglianze sociali ma anche dai problemi nella
distribuzione delle rendite petrolifere.
Le condizioni appunto politiche,
economiche ed ambientali sono la
causa per cui la
20maggior parte della popolazione
è costretta a emigrare, verso altri paesi che offrono condizioni di
vita migliori. Molto spesso, nonostante usi, culture e religioni diverse gli immigrati riescono ad
integrarsi bene rispettando gli usi
e costumi della propria nazione e
di quella ospitante.
L'immigrazione e l'integrazione infatti devono andare
di pari passo. Una conseguenza positiva dei flussi
migratori è dato dallo
sviluppo dell'economia italiana : il 10% degli immigrati
sono occupati come lavoratori dipendenti, sono titolari del 3,5% delle imprese,
incidono per l'11,1% sul prodotto interno lordo.
In tutta Europa la crescita
dell'occupazione è legata ai
lavoratori immigrati. Essi
sono circa 17,8% milioni,
dei quali circa 2 milioni in
Italia.
Le strategie possibili per
creare i presupposti di una
convivenza civile e pacifica
è che tutti i cittadini
riconoscano il valore
dell'altro e quindi che
vengano assegnati uguali diritti e uguali
doveri.
Inoltre bisognerebbe
far sì che le regole non
vengano ignorate e
tanto meno violate.
I nostri comportamenti quotidiani dovrebbero mutare per far sì
che sia un dovere morale aiutare le persone
in difficoltà, in questo
caso gli immigrati;
quindi serve collaborazione da parte di tutti
per aiutare questi pae-
si che si trovano in situazioni terribili per
ottenere la libertà,che
è un diritto inalienabile.
Cardinale Marzia IV
E
le migrazioni sono la più antica azione di contrasto alla povertà, selezionano coloro i quali desiderano maggiormente riscattarsi, sono utili
per il paese che li riceve, aiutano a rompere l’equilibrio di povertà nei
luoghi d’origine.
Quale perversione dell’animo umano ci impedisce di riconoscere
un beneficio tanto ovvio?
(Galbraith)
Ieri
Oggi
31
Gli Americani si vedono nel momento del...
petrolio.
A pochi giorni dall'inizio di quella che verrà
chiamata la Rivoluzione del Gelsomino,
eversione popolare che ha portato la Libia
allo spodestamento del leader del governo:
Mu'Ammar Gheddafi, a non più di 50 km in
linea d'aria da Tripoli, mentre in Europa si
discute su quale tipo di “aiuto umanitario”
offrire ai ribelli in cerca della, usiamo il termine, meritata democrazia, una flotta di navi americane staziona insieme ad alcune
flottaglie di alleati minori.
Naturalmente
lo
scopo
è
“umanitario”, ma non ci sono navi indiane,
cinesi, russe o coreane: quando c'è un conflitto al mondo, il primo intervento e soprattutto armato, viene dagli americani. Un aiuto disinteressato e soprattutto a lungo termine, come nella guerra dei Balcani, in Iraq o
Afganistan.
Viene da riflettere: sembra che l'America ci creda davvero al suo ruolo di gigante
buono, di sceriffo del mondo, ma se la nazione in difficoltà è proprietaria di giacimenti di petrolio e gas, allora ci credono
ancora di più. Una coincidenza, il fatto che
siano paesi con una grossa porzione nelcommercio al livello mondiale come espor-
32
tatori di petrolio e gas naturali, lasciano trasparire i rappresentanti americani nei loro
discorsi. Ci piantano le basi e la bandiera
come in Kosovo e ci soggiornano per decenni. Sono gente simpatica e generosa, ragazzoni sempre sorridenti. In Italia gli yankee
regalavano sigarette e cioccolato che ancora
ce ne ricordiamo. Certo, bombardarono anche i civili delle principali città italiane, da
Roma a Milano, ma sono incidenti di percorso che possono succedere in guerra. Alleati che sbagliano. Nostri graditi ospiti
(nessun governo gli ha mai negato il permesso di soggiorno nel nostro Paese) nelle
cento basi (e sessanta testate nucleari) e sedi
in giro per l'Italia, diventata la loro portaerei
nel Mediterraneo. Nel Darfur o in Tibet, per
fare un esempio dove non c'è l'oro nero, non
si è fatto vedere nessuno.
Se gli amici si vedono nel momento
del bisogno, gli americani si vedono nel momento del petrolio.
Antonio Marchì 4B
Il Papa dei giovani
La grande festa di beatificazione del papa che ha
lasciato profondi messaggi all'intera umanità
GIORNO 1 MAGGIO 2011:
tutti in piazza per Giovanni Paolo II.
Molti giovani sono accorsi da
tutto il mondo per assistere alla
beatificazione dell’amato Papa,quei giovani che Lui ha tanto
amato;il suo spirito si avvicinava
molto all’animo giovanile. Lui è
andato in tutto il mondo e ,in occasione del grande evento ,tutto il
mondo è andato a Roma per condividere una toccante emozione.
“Se tu vivi con i giovani, anche
tu ti ritroverai giovane”. così si
esprimeva Papa Giovanni II, in
occasione di una sua visita al
carcere di Cagliari, nel 1992. Il
Santo Padre ha risvegliato nei
giovani la voglia di “fare”, ha
sollecitato il desiderio di essere
migliori, ha colloquiato a lungo
con i giovani affermando: “ Vedo
in voi le sentinelle del futuro;
Voi siete l’avvenire del mondo,
la speranza della Chiesa. Voi
siete la mia speranza, voi non vi
presterete ad essere strumenti di
violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di
persona se necessario. Voi non
vi rassegnerete ad un mondo in
cui altri esseri umani muoiono
di fame
Per lanciare un messaggio di pace nel mondo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha
scritto una bellissima PREGHIERA sulla quale proponiamo una riflessione:
Dio dei nostri Padri,
grande e misericordioso,
Signore della pace e della vita,
Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre
e abbatti l' orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù
ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
in una sola famiglia.
Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l'umanità:
mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza;
minaccia per le tue creature
in cielo, in terra e in mare.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù,
ancora ti supplichiamo:
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove,
gesti generosi ed onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.
Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra.
Francesca Bonsignore, Federica Librici , Rosanna Billitteri I A^
33
I volontari di AVAMOT
E tu…quanto sei disposto a metterti in gioco?
Giorno 29 aprile 2011 in aula video, abbiamo avuto un incontro con un
medico dell'Avamot, (una piccola associazione no profit, che giornalmente si prende cura dei malati oncologici in fase terminale) per sensibilizzare il mondo scolastico al volontariato di tale attività .
I volontari AVAMOT operano gratuitamente in collegamento con gli
operatori della SAMOT (medici, assistenti sociali, infermieri e altre
persone di quell'ambito) per l'assistenza domiciliare e in Hospice cioè
una struttura pensata come una residenza e non come un reparto, inserita all'interno dell'ARNAS ospedale civico Palermo in grado di accogliere 14 pazienti. I volontari AVAMOT agiscono prendendosi cura
della persona e non della malattia, restituendo dignità e umanità alla
morte. La loro attività si rivolge anche ai familiari del malato, relazionando tra loro. I loro obiettivi sono: il rispetto della dignità, l'approccio
globale, il sollievo dalla sofferenza, la lotta contro il dolore, il sostegno
alla famiglia, la formazione degli operatori e la sensibilizzazione della
popolazione. Quest'associazione ha inserito un progetto chiamato Kairòs cioè cronometro. Questo progetto vuole garantire una risposta concreta ai problemi clinici, psicologici, socio-educativi e culturali del paziente nella fase finale. Gli obiettivi che ha questo progetto sono soprattutto finalizzati al sostegno del paziente e dei suoi familiari che affrontare i cambiamenti riguardanti la malattia .
Questo incontro è stato molto interessante, per capire come il tempo è
prezioso sia per un malato terminale che vive dignitosamente il tempo
rimasto che per la famiglia che lo assiste. Quest'associazione fa bene
ad occuparsi dei malati terminali perché, secondo me, non si devono
lasciare sole le persone che non possono superare la malattia, anzi si
devono sostenere ed aiutare di più.
Alfieri Giorgia 2° I
34
Progetto “ Giornata della Legalità”
Migranti-Senso civico- Omofobia-Rispetto
dei più deboli
I ragazzi
dell”Einaudi “esprimono il loro pensiero e le loro emozioni su aspetti rilevanti dei fenomeni sociali più controversi PER SENSIBILIZZARE ALLA COSCIENZA CIVICA E AFFERMARE IL RISPETTO DEI DIRITTI INALIENABILI DELL’UOMO, ATTRAVERSO LA
CREAZIONE DI CARTELLONI CHE RACCHIUDONO IMMAGINI EFFICACI E
FORTEMENTE COINVOLGENTI.
Leopardi nel suo canto” la Ginestra “ ha lasciato ai posteri un importante testamento
spirituale ,ancora attuale
“Nobil natura è quella
Che a sollevar s’ardisce
Gli occhi mortali
……….
L’umana compagnia,
Tutti fra sé confederati estima
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce….”
35
UN GRIDO DI PROTESTA SI LEVA DAI
GIOVANI
GLI ALLIEVI DELL’EINAUDI
PARTECIPANO ALLA MANIFESTAZIONE
ALL’INSEGNA DELLA LEGALITA’
Annualmente, il 23 maggio,
data celebrativa dell’omicidio
del magistrato Giovanni Falcone per mano mafiosa, inizia
a Palermo un percorso finalizzato all’affermazione della
legalità che vede la partecipazione di tutte le scuole di ogni
ordine e grado della nostra città
e provincia, insieme a commercianti e imprenditori, alla VI
edizione dell’ADDIOPIZZO
svoltasi a Villa Trabia il 27
maggio con la durata di tre
giorni. La manifestazione assume quest’anno un significato
particolare, perché si inserisce
nel ventesimo anniversario
dell'assassinio di Libero Grassi, che per i giovani di Addiopizzo ha rappresentato, in questi anni, il principale riferimento morale.
La nostra scuola ha partecipato
a questo movimento sociale
selezionando solo due o tre
alunni per classe. I partecipanti
della nostra scuola e di tutte le
altre si sono recati alle ore 8.30
in via Salinas all’entrata di
Villa Trabia per iniziare il
percorso programmato. Per le
strade, i ragazzi e le persone
coinvolte facevano sentire tra
la musica e “I VUCI” il loro
grido di protesta.
All’interno della villa i commercianti, che si sono ribellati
al “Racket” pubblicizzando il
loro nome ed educando anche i
più piccoli a farlo, hanno sistemato degli stand per sponsorizzare le loro attività al consumo
critico antiracket. Tra gli stand
e gli striscioni dei ragazzi si è
organizzata anche una conferenza attraverso la quale sono
stati trasmessi importanti messaggi per una crescita della
coscienza civica e dei valori
sociali ricordando l’esempio di
quei “grandi uomini” di cui noi
tutti siamo orgogliosi.
L’occasione di far parte di questa popolazione antiracket ci
permette di capire che esiste
una via d’uscita, di non piegarci ai tiranni,
Grazie al modello dei primi
negozianti oggi il numero delle
persone che nn pagano il pizzo
36
è aumentato e questo lo abbiamo percepito dalla quantità
degli stend e anche da
un’atmosfera allegra e gioiosa
per la partecipazione di bambini che hanno partecipato attivamente alla manifestazione.
Da notare però che la scuola ha
deciso di selezionare cosi pochi ragazzi a partecipare ad un
programma cosi importante.
Fabio Panasci
Marzia Cardinale 4E
Il Grande Fratello della letteratura
Il protagonista Wiston Smith tenta attraverso un diario segreto di resistere, sia pure in privato, alla massiccia campagna d'imbonimento della politica di regime. Incontra per caso Julia, una ragazza più giovane di lui e di lui più coraggiosa, e con lei inizia una relazione, in una casa che quasi incredibilmente
sfugge al controllo del “Grande Fratello”. All'inizio la relazione è per entrambi un modo per ribellarsi
al controllo di Stato, e per Wiston in particolare il modo per coltivare i suoi tenui e quasi mitici sogni di
ribellione.
Poi la relazione diventa amore, "l'unica cosa che nessuno, nemmeno il Grande Fratello - sostiene Wiston - potrà cancellare dal nostro animo". Ma il sogno dell'uomo si rivela una triste illusione: scoperti
da O'Brien, un dirigente del partito che Wiston aveva creduto solidale con la resistenza (ma, come scoprirà amaramente, non esiste nessuna resistenza) viene torturato e piegato nel corpo e nell'anima fino a
quando, sottoposto all'ennesima, atroce tortura, non rinnega anche il suo amore per Julia. Ora, finalmente, anche Wiston è diventato un suddito pienamente conforme alle ragioni del partito, e tutto il suo
amore è rivolto al Grande Fratello.
George Orwell (Eric Arthur Blair), scrittore, nato nel
1903, scrisse il libro “1984” nel
1948, questo ci deve far riflettere.
L’autore interpreta la dittatura come l'assenza di libertà per tutti gli individui, nessuno escluso. Nemmeno i funzionari più alti del "partito" al potere, infatti, godono di alcun privilegio.
Esemplare è l'interrogatorio finale condotto dal funzionario ai danni del protagonista, in cui
il primo dimostra tutto il proprio fervore ideologico difendendo la pratica del bis-pensiero.
Forse, il motivo per cui 1984 è uno dei romanzi più inquietanti della storia della letteratura
è proprio questo: la dittatura ipotizzata da Orwell è disumana e mentale, viene imposta con
il lavaggio del cervello, con le sparizioni improvvise, senza alcun clamore, senza alcuna violenza apparente.
Vincenzo Albanese 3A
37
Partecipare è importante, ma....vincere è una
grande emozione
Il giorno 20/04/2011, allo
stadio delle Palme, si sono
disputate le gare di “ Atletica
su pista” per i campionato
studenteschi. I partecipanti
per l’istituto L. Einaudi erano:
i fratelli Brunettini Alessio e
Davide, Ciambra Mattia, Di
Cara Domenico, Lo Bello
Alberto, Lo Bue Davide, Rionefili Lorenzo, Singh Kevin.
Le discipline di merito in gara
erano: la corsa dei 100 metri,la corsa dei 1000 metri, il
salto in alto,il salto in lungo e
il lancio del peso; a tutti gli
atleti in gara è stata assegnata
la medaglia di partecipazione,ai primi sono andate le
medaglie.
Sono stati molti i primi premi
assegnati al nostro istituto: la
medaglia d’oro a Brunettini
Davide e Lo Bello Alberto
nella corsa dei 1000 metri e
dei 100 metri; medaglia doro
a Brunettini Alessio nel salto
in alto e medaglia d’oro a
Mattia Ciambra nel lancio del
peso. Buoni piazzamenti anche per gli altri allievi
dell’istituto.
Partecipare alla gara è stata
una grande esperienza. Per la
prima volta partecipavo ad
una competizione della quale
non conoscevo le regole, il
funzionamento;erano presenti
tutte le scuole di Palermo.
All’arrivo della prof.ssa Can-
diloro, dopo la fase di riscaldamento la gara ha avuto
inizio e giunto il momento
della mia prova ho pensato
che avrei potuto vincere nonostante la presenza di due avversari molto forti. Ho capito
che dovevo mettercela tutta e
lanciare molto lontano. Finite
le gare c’è stata una breve
pausa di rilassamento con
balli e musiche molto coinvolgenti come WAKA WAKA di
Shakira. Finalmente è arrivato
il momento della premiazione
dal terzo classificato al primo.
Quando dal microfono ho
sentito il mio nome, mi sono
detto”ho vinto è incredibile,non mi sembra vero invece
lo è!”
Salito sul gradino più alto ho
ricevuto grandi applausi e mi
sono emozionato guardandomi intorno: c’erano tutti i
partecipanti, i miei compagni
di squadra, la professoressa e
soprattutto c’erano i miei
genitori. Ho alzato il braccio
destro in segno di vittoria ed
ero felice. Ho stretto la mano
al mio avversario e gli ho
fatto i complimenti, così come
lui li ha fatti a me.
Le 4 medaglie d’oro hanno
consentito al nostro istituto di
accedere alla fase regionale. Il
festeggiamento è stato immortalato da foto ricordo alcune
scattate da mio padre.
Tornato a casa ho ripensato
38
alla gara ed ho capito che vincere non è tutto ma impegnarsi per
raggiungere il proprio scopo è
importante .Ho pensato ai due
avversari che avevo affrontato,
rispetto il loro impegno e ammiro la loro bravura. Spero che
alle regionali ci siano anche
loro,così forse potranno prendersi la rivincita.
Mattia Ciambra 4°B
I CAMPIONI
DELL’EINAUDI
Staffetta 4x100 :Reg.Sicilia
1° classificata
Brunettini Alessio
Salto in alto: 1° classificato
Brunettini Davide
1000 MT.: 1° classificato
Lo Bello Alberto
100 MT.: 3° classificato
39
Quest'anno ho partecipato alle gare studentesche di atletica leggera ottenendo
sin da subito ottimi risultati.
Così dopo le prime vittorie provinciali, mi
sono qualificato per le gare regionale ed
anche in questa occasione sono arrivato
primo.
Questo mi ha permesso di accedere al
campionato studentesco nazionale svoltosi a Roma.
Ero già stato in visita a Roma qualche anno fa con i miei genitori ed avevo avuto
modo di apprezzare la città, ma questa
volta l'emozione è stata ben diversa, non
più in veste di turista, ma di atleta.
Ho vissuto un' esperienza unica e irripetibile, e non solo perchè ho vinto due medaglie ma soprattutto perchè ho conosciuto tantissimi ragazzi della mia età, provenienti da tutta lL’Italia e con alcuni di loro
ho stretto una bella amicizia ed abbiamo
già in programma di vederci durante l'estate.
Che atmosfera magica quello dello stadio
dove si sono svolti i campionati !
Ragazzi, professori, genitori, arbitri, commissari, giudici tecnici, tutti insieme in uno
spirito di sana competizione sportiva.
La sensazione era che una grande energia positiva stesse esplodendo sopra le nostre teste.
Durante la mia gara dei 100 metri ho dato
il massimo, ho tagliato il traguardo al terzo
posto e l'unica cosa che ricordo è stato
l'applauso del pubblico.
Ma l'emozione è stata ancora più forte al
momento della premiazione, quando ho
sentito il mio nome al microfono. Sono salito sul podio ed ho sentito un brivido percorrere tutta la schiena.
Lo ricorderò per tutta la vita.
Alla conclusione della gara tutti noi giovani
partecipanti siamo stati invitati allo Stadio
Olimpico a vedere gareggiare gli atleti di
fama internazionale tra i quali partecipava
anche “l'uomo più veloce del mondo,
“Bolt” ed in cuor mio ho sognato di diventare un giorno come lui.
Alberto Lo Bello 2/I
40
Progetto PON Teatro
Misura F2
Interventi per promuovere il successo scolastico per le scuole del secondo ciclo.
Codice F-”-FSE
Mi chiamo Arianna Schiera,
frequento la classe IV C
dell’I.P.S. “Luigi Einaudi” di
Palermo ed anche quest’anno
ho scelto di partecipare al Progetto PON Teatro, relativo al
percorso formativo su tematiche estetico-espressive, scegliendo il Modulo “ Teatro in
Scena”, poiché recitare è la
mia passione e l’idea di un
musical, ispirato a quello più
celebre di “ Mamma mia “, era
davvero entusiasmante e suggestiva.
Altri miei compagni, però,
hanno preferito recitare ispirandosi alle esilaranti scenette
di Aldo, Giovanni e Giacomo,
(all’interno del Modulo Ambiente), riuscendo a divertire il
pubblico con battute e con mimiche davvero buffe, che hanno comunicato allegria e scatenato gli applausi; altri ancora
hanno prediletto il Canto
(nell’ambito del Modulo Coro),e le canzoni degli Abba
hanno dato un ritmo ed una
musicalità che, a lungo, è riecheggiata nella memoria di
tutti. I balletti del Modulo Danza, poi, coreografati sui ritmi
travolgenti di “ Mamma mia “,
hanno catturato l’attenzione e
l’ammirazione degli spettatori
ed hanno interagito con i ragazzi del Modulo Mimo, sempre nell’ambito del musical.
Tutto questo ed altro ha costituito lo spettacolo teatrale che
è stato rappresentato al Teatro
“Cristal” di via Mater Dolorosa, la sera del 6 Maggio , alle
ore 21:00.
Il nostro è stato e sempre sarà
un percorso formativo utile
come strumento di integrazione
culturale e dunque tale da favorire,in ciascuno di noi,
l’arricchimento individuale sul
piano intellettuale e , soprattutto, relazionale.
Quello che conta per noi è lo
stare insieme, con la guida
degli Esperti e dei Tutor, per
imparare a socializzare ed a collaborare, ma anche per sentire dentro di noi che possiamo
farcela e che possiamo tirare fuori le nostre potenzialità creative e relazionali: in una parola “il meglio” che c’è!
Il nostro spettacolo che, quest’anno, aveva come titolo “La felicità non è un sogno”, rappresenta il quinto appuntamento dopo: “I have a dream. Io ho un sogno”(2007)
“Apriamo una finestra sul mondo” (2008), “Vivere la vita è canto alla vita” (2009) e “
Insieme …per immaginare e costruire un mondo migliore “. Da questi titoli si può evincere l’ispirazione che ha guidato la scelta dei contenuti e delle musiche, scaturita, per
l’appunto, proprio dallo spirito che ha animato i nostri incontri ed il confronto che li ha
arricchiti di emozioni e di profondi significati umani.
A questo punto non ci resta che ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti in questo
nostro percorso ed anche coloro che sono intervenuti al nostro spettacolo per trascorrere,
insieme a noi, un momento che ci auguriamo sia stato piacevole e denso di emozioni. Fra
questi, un grazie particolare va alla nostra Preside, Anna Fileccia, seduta in prima fila a
fare il tifo per noi.
Non siamo dei professionisti ma possiamo assicurarvi che abbiamo cercato di fare del
nostro meglio e di più…Alla fine, quello che conta per noi e speriamo anche per voi è
proprio questo : che vi sia giunto, cioè, il nostro semplice ed autentico messaggio di
pace, di gioia e di amore e per sentire insieme, al di là di ogni barriera, oltre il buio della
solitudine che… la felicità non è un sogno.
Teatro “Cristal”
via Mater Dolorosa, 6 Maggio , ore
21:00.
41
PREMIO”Alessandro Cestelli”
( XI Edizione)
Gli allievi dell’”Einaudi “vengono premiati
per il loro impegno
Il giorno 21 Maggio 2011, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Molecolari e Biomolecolari di Palermo, si è svolta una manifestazione in memoria del professore universitario A. Cestelli; sono stati assegnati premi dedicati a lui, per valorizzarne l’ insegnamento e la poliedrica, straordinaria valenza formativa del suo cammino umano e civile, per "non dimenticare".
Il "Comitato Promotore del Premio"ha assegnato all’allievo Alessio
Bondì (IV ^I) il premio di 600 euro per il suo impegno scolastico e
soprattutto per le doti umane, la disponibilità, il rispetto di sè e degli
altri.
All’allieva Miriam Ferrara (I ^I) sono stati assegnati in premio un
libro e un cd per la partecipazione attiva al processo educativo e i risultati scolastici ottenuti.
Durante la manifestazione si è esibito il Coro dell’Università di Palermo.
La nostra scuola è orgogliosa degli allievi premiati che hanno investito nella cultura, nella crescita personale e nel rispetto dei valori ;
ad essi augura di poter realizzare un futuro soddisfacente che esprima la realizzazione dei loro desideri e delle loro attitudini.
42
Alessandro Cestelli nasce a Palermo, il 17 Maggio 1951
Studia a Palermo fino alla Laurea in Scienze Biologiche. Nel 1971 comincia la vita di
laboratorio, che non abbandonerà mai più. Frequenta l'Istituto di Anatomia Comparata già divenuto, sotto la guida di Alberto Monroy prima ed in seguito di Giovanni Giudice, Scuola di Biologia dello Sviluppo all'avanguardia nel settore della ricerca molecolare e rinomata in tutta Italia. In particolare, lavora nel laboratorio di Maria Letizia
VittorelliNel 1977, infatti, viene accettato come 'Associate in Neurology' nel laboratorio
diretto da Elvira Costantino-Ceccarini, presso il Department of Neurology - Albert Einstein College of Medicine, Bronx, New York.
In questo laboratorio rimarrà fino al 1979
Tornato a Palermo nel 1980, nella Palermo insanguinata dai grandi delitti di mafia,
all'indomani dell'assassinio di Pio La Torre, fonda insieme ad altri colleghi della Facoltà di Scienze, il "Comitato per la costruzione di un monumento ai caduti nella lotta contro la Mafia”
43
Viva L’Italia
Francesco De Gregorio
viva l'italia
l'italia liberata
l'italia del valzer
e l'italia del caffe'
l'italia derubata
e colpita al cuore
viva l'italia
l'italia che non muore
viva l'italia
presa a tradimento
l'italia assassinata
dai giornali e dal cemento
l'italia con gli occhi asciutti
nella notte scura
viva l'italia
l'italia che non ha paura
viva l'italia
l'italia che e' in mezzo al mare
l'italia dimenticata
…..
l'italia che lavora
l'italia che si dispera
e l'italia che s'innamora
…….
l'italia con gli occhi aperti
nella notte triste
viva l'italia
l'Italia che resiste
La redazione
I.PS.” L..Einaudi” Via Mongerbino 51 Palermo
Www.ipseinaudi.eu
44
Scarica

edizione 2011 - home page