Marzo 1861: il suon di una “squilla ” s'ode Unita è l'Italia Non più “calpesti, derisi... divisi” ma sotto un'unica bandiera fusi, dall'Alpi alla Sicilia, “Uniti per Dio” La Stella, l'Ulivo, la Quercia, il Tricolore si ergono paladini di pace. Cont.pag.2 IL LAVORO LA SUA PASSIONE, IL SUO SORRISO NON CI ABBANDONERA’ Un momento di dolore per la nostra scuola: la perdita del caro collega Vito Giuffrè. Disponibilità, propensione all’”ascolto”, capacità di mettere a proprio agio chiunque entrasse in contatto con lui hanno caratterizzato il suo rapporto con le diverse componenti della scuola. La professoressa Ada Lo Monte, che è stata particolarmente vicina a lui e alla sua famiglia nel periodo più difficile della sua vita, così lo ricorda : “Abbiamo iniziato insieme il nostro percorso scolastico all’interno della scuola “Einaudi” e nello stesso periodo siamo andati in pensione. Sempre puntuale, serio, assiduo, si è distinto per il numero esiguo di assenze nonostante i suoi problemi di salute. Cont.pag. 6 La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un libro intitolato “Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. Il libro mette in risalto l'impegno delle donne che hanno dato un contributo al corso della storia d’Italia, dalle più importanti a quelle meno riconosciute. Cont. Pag.3 I GIOVANI INCONTRANO IL COMENIUS. Cont. Pag.7 La protesta degli studenti: occupati Torre di Pisa, Colosseo , Mole Antonelliana. Cont.Pag.9 1 Marzo 1861; il suon di una “squilla” s'ode: Unita è l'Italia Non più “calpesti, derisi... divisi” ma sotto un'unica bandiera fusi, dall'Alpi alla Sicilia, “Uniti per Dio” La Stella, l'Ulivo, la Quercia, il Tricolore si ergono paladini di pace. Giuseppe Garibaldi Galileo Galileo Siam tutti Italiani siam tutti Fratelli Senza coraggio non si vive liberi proclamava “l'Eroe dei due Mondi”; Famiglia, Nazione Umanità occorrono per raggiunger la libertà. “Dio e popolo” asseriva Mazzini. Camillo Benso Conte di Cavour Siam tutti Italiani siam tutti Fratelli "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni Da Boccaccio a Leopardi la lingua illustre l'identità ha creato; l'arte e la scienza il cammin della gloria hanno segnato. Fatta l'Italia un'impresa nacque: Come fare gli Italiani? Centocinquanta anni di vita son passati e una domanda dal cuor sorge spontanea: Battaglia di Solferino Manoscritto del canto "L'infinito" di Leopardi” il sentimento dell'Union quanto è diffuso? Siam tutti Italiani, siam tutti Fratelli? L'arte di vivere insieme è da imparare. Non più intenti a sopraffarci, a esibir parole e inutili propositi, ma con l'aiuto Primo Parlamento Italiano 1861 Affresco Cappella Sistina Michelangelo del passato tramandato e rinnovato dare un senso al futuro incerto e ricavar una risposta di speranza per una Italia di cui essere orgogliosi. 2 5A La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un libro intitolato “Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. Il libro mette in risalto L'impegno delle donne che hanno dato un contributo al corso della storia d’Italia, dalle più importanti a quelle meno riconosciute. Un esempio è Rose Montmasson Crispi, detta anche Rosalia, nata a Saint Orioz nel 1825 ,fu l’unica partecipante femminile alla Spedizione dei Mille dove curava i feriti e operò tra i combattenti per portare in salvo i colpiti, inoltre fu moglie di Francesco Crispi. Dopo esser stata allontanata dal marito, Rosalia continua a vivere a Roma, con la pensione assegnata ai Mille.Morì in povertà e dimenticata dal mondo del Risorgimento, tanto che la sua salma venne tumulata in un semplice loculo.Un'altra donna importante fu Crivulzio di Belgioioso, fastina Trimosissima in vita e non solo in Italia. Il suo nome era noto a tutti per la sua ricchezza, la bellezza, il coraggio e l’anticonformismo. A 16 anni sposa il principe Emilio di Belgioioso, un matrimonio che non durò molto ma si dissolse pacificamente in un rapporto d’amicizia. Dopo che le fu confiscato tutto il suo patrimonio, si trasferì in Francia dove per qualche tempo si guadagnava da vivere facendo pizzi e coccarde. Scrive articoli, paga di tasca sua giornali patriottici, aiuta numerosi fuorusciti italiani, finanzia un tentativo di colpo di stato mazziniano in Sardegna, apre un salotto, un asilo per bambini poveri e venne lodata dal grande Alessandro Manzoni per la sua attività. Partecipò allo scoppio delle Cinque Giornate di Milano. Poco tempo dopo si unisce ai patrioti della Repubblica Romana esponendosi a ogni rischio e diede vita all'attività delle infermiere che appartenevano all'aristocrazia ,alla borghesia ed alcune erano prostitute. Nel 1855 dopo esser sbarcata a Costantinopoli ottiene la restituzione dei suo beni e torna in Italia. Dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, lascia ogni attività e vive tra Milano, Locate e il Lago di Como dove morì nel 1871.Un altra donna importante del Risorgimento è Laura Solera. Insieme a Teresa Confalonieri e Adelade Cairoli fu una delle più attive per il progresso civile d'Italia. Nel corso delle Cinque Giornate di Milano, nel 1850, fondò un ricovero per bambini lattanti a Milano. Istituì scuole per operaie adulte e nel 1870 fondò a Milano la prima scuola professionale femminile d'Italia. Dopo la sua morte, avvenuta nel Luisa Battistoti Sassi è un altra eroina delle Cinque Giornate . Il 18 marzo 1848 strappa le pistole ad un soldato, intima ad altri cinque di arrendersi e li consegna agli schieramenti finanzieri contro gli austriaci. Da questo momento depone gli abiti femminili e dà inizio alla prima barricata per tutto il periodo insurrezionale. Il 6 aprile partecipa alla celebrazione in Duomo del “Te Deum” e nei giorni successivi la sua popolarità cresce a tal punto che il suo ritratto si vende per le vie di Milano.Nel 1849 parte per l'America dove trascorre gli ultimi suoi anni di vita. Jessie White Mario è un altra grande eroina dell'Unità d'Italia. Nel 1850 completò i suoi studi a Londra dove tenne numerose conferenze. Quattro anni dopo si recò in Italia per la prima volta come inviata del Daily News, poiché era interessata alla sistemazione politica italiana. In questa conferenza conobbe Giuseppe Garibaldi. Nel 1856 venne coinvolta nei moti mazziniani di Genova, e ricevette il testamento politico del Pisacane. Il 4 luglio di quell'anno fu arrestata e imprigionata con altri patrioti nel carcere di S.Andre, dove conobbe Alberto Mario, nonché suo futuro sposo. Nel 1859 ritorna in Italia dove partecipò come infermiera alle imprese garibaldine. Tre anni dopo partecipò insieme al marito alla Spedizione dei Mille , anche nelle successive campagne del 1867 e del 1870 in Francia. Dopo la morte del marito scrisse “La vita di Giuseppe Garibaldi”. Il 5 marzo 1906 morì a Firenze circondata dagli amici più cari che ebbero grande stima di lei. Si pensa che tutti gli eroi siano maschili ma invece anche le donne hanno contribuito notevolmente all'unione dell'Italia anche se il loro impegno non è mai stato riconosciuto. Ma oggi possiamo dire “Viva le Donne D'Italia”. Lidia Minasola 4E La giornalista Bruna Bertolo ha pubblicato un libro intitolato “Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell’Unità d’Italia”. 3 E' passato un secolo e mezzo dalla Unità, abbiamo visto crescere il nostro paese a pari passo con la nostra cultura e le nostre tradizioni. Sono cambiati nel corso degli anni i modelli di riferimento così come i modi di pensare, abbiamo vissuto importanti fenomeni migratori ed affrontato e superato momenti di crisi. Il Regno d' Italia nacque nel 1861, dopo la seconda guerra d'indipendenza ed i plebisciti dei rimanenti territori conquistati. La proclamazione definitiva avvenne il 17 Marzo 1861 e fu Vittorio Emanuele II il primo re d' Italia. L' Italia è uno degli stati membri della Comunità Europea, questo è un segno di crescita culturale e di forte apertura al mondo. Culturalmente abbiamo fatto grandi miglioramenti ed il tasso di analfabetismo è calato drasticamente. Roma, la capitale, è una delle città più visitate dagli stranieri così come Firenze e Venezia, per non dimenticare Napoli, Torino e Milano, segno che nel mondo il nostro paese ha maturato il rispetto dei turisti. L'attuale Presidente della Repubblica ha intrapreso un itinerario nei “Luoghi della Memoria” per ricordare uno dei momenti più drammatici e significativi della storia dell'unità. Ma i 150 anni, in Italia, possono essere considerati un incentivo alla economia? Si, certamente: nella moda, nella gastronomia e nella pubblicità tutti si sono mobilitati a sfruttare la festa dei 150 anni d' Italia per farsi pubblicità e trarre i propri profitti e mostrare al mondo intero cosa il nostro paese è in grado di fare. La RAI stessa, emittente nazionale, ha organizzato una trasmissione su questo importante evento cercando di attrarre un gran numero di telespettatori in occasione della festa nazionale seguita da tutti e che lascerà un segno in ognuno di noi. Giulio Arcoleo Rama 4° B 4 Erico Brizzi è uno scrittore che è nato a Bologna nel novembre del 1974. Il primo racconto che ha pubblicato si chiama Freaky Stiley. Nel 1994 pubblica il suo primo romanzo, Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Attualmente collabora con la stampa, il supplemento scuola del Corriere della Sera e conduce tre tranche di un programma radiofonico su radio tre, giornate in classe. In occasione del 150° Anniversario dell'Unità d' Italia Brizzi ha trascorso novanta giorni da viandante su strade e sentieri della penisola. Lo scrittore pensa che il viaggio in altri territori possa essere effettuato attraverso altre modalità, come camminare a piedi, caricandoci in spalla il bagaglio, rispettando la tabella di marcia. Inoltre pensa che non serve comprare nessun biglietto, perché si può partire a piedi da casa propria, da soli o insieme ad amici fidati e avviarsi pian piano verso la meta prescelta e anche che le informazioni nei libri non sono come quelle ascoltate dalla viva voce della gente, felice di confidarsi con chi passa, sentire le variazioni d' accento, vedere costumi diversi e ciò perché raccontano più cose sulla nostra terra di mille atlanti storici. L'autore, quindi insieme ai suoi compagni ha deciso di intraprendere il grande viaggio per conoscere meglio la penisola Italiana dalla Grande Vetta d' Italia fino a Capo Passero (Sicilia). Il viaggio è stato affrontato come un pellegrinaggio, con tutti i problemi di fatica, di climi, di sete, di fame. Brizzi ha attraversato tutte le regioni e le piazze d' Italia sentendo discorsi da parte di tutta la gente, ha evidenziato l'amor di patria, la politica che è un ma- le sia di destra che di sinistra, la rassegnazione, la dura vita degli extracomunitari, i licenziamenti, i problemi del paese, ma tutti non si arrendono. Ma dopo novanta giorni di cammino all'ultima tappa che è Capo Passero l'Italia appare “una fanciulla in fiore, una figlia, una sorella.” Insomma una nazione ancora con una dignità. Gessica 5 Mangiapane 3° N IL LAVORO LA SUA PASSIONE, IL SUO SORRISO NON CI ABBANDONERA’ Riusciva a nascondere le sue preoccupazioni e sofferenze perchè non venisse intaccata la sua sfera professionale; nei momenti di tensione era anche capace nel rapporto con gli allievi di dare spazio all’ironia per alleggerire l’atmosfera. Con grande attenzione e serietà ha seguito gli aspetti giuridici della formazione professionale in collaborazione con altri colleghi, tenendo contatti con importanti Enti pubblici e privati, Istituzioni e Aziende del territorio per una proficua integrazione Scuola _ Lavoro. I suoi colleghi, a lui legati da un rapporto di vera amicizia, dicono di lui: “Ha manifestato una notevole forza di volontà, tanta fiducia e dignità nell’affrontare il periodo più difficile della sua vita. Era un vero signore, un grande professionista, un “vero padre di famiglia”,una persona generosa, capace di donarsi, amorevolmente disponibile, solidale anche nel suo “silenzio“. Al nostro caro collega sarà dedicata la Sala dei Professori, il luogo che ci vede riuniti nelle diverse ore della giornata, luogo simbolo dell’incontro affettivo di tutta la nostra collettività,che sempre custodisce nel cuore il ricordo “ vivo” delle persone care che nella nostra scuola hanno lasciato una traccia significativa. La redazione 6 I GIOVANI INCONTRANO IL COMENIUS SUL TEMA: L'ACQUA, RISORSA O MINACCIA PER LA VITA ? Cosa offre il progetto COMENIUS? Occasioni di crescita, conoscenza di nuovi contenuti,e socializzazione all'interno dei gruppi, espressione di varie culture, stili di vita, potenziamento della padronanza delle lingue straniere. Parole d'ordine:acquisire un'ottica di cittadinanza europea attiva. L'incontro tenutosi a Palermo nell'ambito del progetto ha messo in evidenza le comuni esigenze di incentrare l'attenzione su un principio sacro: l'acqua è un bene pubblico , è compito di tutti proteggerla. Gli allievi dell'istituto Einaudi hanno accolto con calore tipicamente siciliano e grande entusiasmo la rappresentanza degli Olandesi e dei Francesi. Guidati dalla preziosa collaborazione dei professori ,che ringraziamo per l’opportunità che ci hanno offerto di crescere attraverso attività di impe- gno serio ma anche dilettevole) i vari gruppi di lavoro hanno realizzato cartelloni utilizzando immagini significative relative alla cultura olandese e francese, dopo avere fatto ricerche sui temi proposti e facendo emergere il meglio di se stessi. Numerose le ricerche sulle leggende e i miti legati al tema dell'acqua con riferimento alla Sicilia, per esempio Scilla e Cariddi, Colapesce, le gole dell'Alcantara Particolarmente interessanti le escursioni organizzate sul territorio per la conoscenza di luoghi strettamente legati a questa grande risorsa , anche a livello turistico- ambientale:Terrasini (museo del Palazzo D'Aumal), riserva dello Zingaro, Mondello, Acque Pie saline di Trapani 7 Daniela Gambino 1A SUL FIUME A PRIMAVERA Il fiume di sera è immobile e liscio; i colori di maggio si aprono tutti; un'onda improvvisa si porta via la luna e l'acqua di marea arriva col suo carico di stelle. LA FONTE Gelida, cristallina, dalla rupe zampilla l'onda: giù par la china fugge guizzando, brilla del sole al lume e franta ride fra i sassi, in mezzo all'erba, e canta. UN BAMBINO AL MARE Conosco un bambino così povero che non ha mai veduto il mare: a Ferragosto lo vado a prendere, in treno a Ostia lo voglio portare. Ecco, guarda-gli diròQuesto è il mare, pigliane un po'!Col suo secchiello, fra tanta gente, potrà rubarne poco o niente: ma con gli occhi che sbarrerà il mare intero prenderà. Poesie ed immagini sull’acqua Rossella Spanò 1I 8 L’ACQUA Temporale Quando ho sete faccio scorrere a lungo l’acqua, vorrei poterla bere più fresca, sempre più fresca. Mi è capitato di non potermi decidere e rimanere col bicchiere vuoto in mano, pensando all’acqua che berrei se attendessi ancora un po’. È una differenza così leggera, da riempire il mare nell’attesa: c’è qualcosa di così immortale nell’acqua, che ieri ho tremato sentendo un bambino dire: “ho sete”. (Roberto Pazzi) Di nubi grigie a un tratto il cielo fu sporco; e il tuono brontolò con voce d’orco. Si cacciò avanti lungo lo stradone, carta, fogli ed uccelli il polverone. Si udirono richiami disperati, tonfi d’imposte e d’usci sbatacchiati. Si vide donne lottar in un prato con gli angeli impauriti del bucato. Poi seminò la pioggia a piene mani tetti e vie di danzanti tulipani; tagliò il paesaggio, illividì ogni cosa in un polverio d’acqua luminosa. (C. Covoni) L'ACQUA È VITA Acqua siamo noi dall'antiche sorgenti veniamo, fiumi siamo noi se i ruscelli si danno una mano, acqua siamo noi se i torrenti si mettono insieme, vita nuova c'è se l'acqua è in mezzo a noi. Canto popolare 2I 9 COMENIUS Tra il profondo verde della campagna olandese, le dune e le spiagge del Mar del Nord Comenius : un progetto tutto europeo, finalizzato a sviluppare in noi giovani la conoscenza e la comprensione delle diversità culturali e linguistiche europee e del loro valore, ad aiutare i giovani ad acquisire le competenze di base necessarie per la vita e ai fini di un’ occupazione nel mondo del lavoro in una prospettiva anche di cittadinanza europea; quest’anno i padroni di casa sono stati i Paesi Bassi. 10 Tra il profondo verde della campagna olandese, le dune delle spiagge del mare del Nord, l’azzurro che ha ispirato Van Gogh e la musicalità del paesaggio, si è svolta la mobilità organizzata dalla triangolazione Italia-OlandaFrancia. Leeuwardeen per la precisione, fiorente cittadina nel cuore del Friesland, ci ha ospitato e permesso di vivere la settimana in un contesto all’olandese, che ci ha visto ciclisti approssimati, madwalkers, pagaisti nelle acque dei canali e velisti nei grandi laghi. La durata è stata di 8 giorni, giorni intensi, durante i quali parlare l’inglese si è trasformato da materia scolastica a “skill” per la sopravvivenza. L’esperienza ci ha consentito di venire a conoscenza di altre realtà e cogliere analogie e differenze rispetto ai nostri modi di fare, alla nostra vita quotidiana. Per alcuni giorni ci si è dimenticati di essere italiani ritrovandoci in osmosi con lo spirito europeo. Può sembrare una sfida tanto grande, quella di sentirsi “cittadini europei” ma per noi non è stata sconvolgente: una volta rotto il ghiaccio, non esiste niente di più naturale di esprimersi e riuscire a comunicare, qualsiasi linguaggio si parli. “Memorabile” il termine adatto per definire quest’esperienza, difficile da rendere in tutti i particolari, ma splendida da vivere. Antonio Marchì (IV^ B) 11 Tra le innevate cime dei Pirenei, la rigogliosa natura e gli smaglianti colori dei fiori che ornano le vie delle città francesi.. Un progetto europeo, all'insegna dell'apertura culturale volta all'apprendimento di diversità linguistiche, che suscita nei giovani un forte desiderio di allargare i propri orizzonti di vita, dare spazio a nuove emozioni e che offre spunti innovativi da utilizzare in un futuro lavorativo. Quest' anno i paesi coinvolti dal progetto sono stati: Italia-Olanda -Francia. Noi abbiamo avuto il privilegio di essere ospiti della città francese Toulouse, che dista circa 100 km dai Pirenei spagnoli. E' soprannominata “Città Rosa” per il colore dominante degli antichi edifici. La vita culturale tolosana è ricca di apporti interculturali dovuti anche alla gran quantità di studenti, francesi e non, presenti nella città, che favoriscono un clima di tolleranza e di grande scambio culturale. I giorni son volati via tra visite, escursioni e passeggiate per le vie del centro e non solo, abbiamo visitato Albi ed indimenticabile la gita sui Pirenei: racchette ai piedi, bastoni alle mani e tutti verso l'alto! Ci sembrava difficile, ma la comunicazione è avvenuta nella maniera più naturale e spontanea possibile. Quest'esperienza, indubbiamente ci ha arricchito, rimarrà nei nostri cuori e sarà un ricordo indelebile della nostra vita di studenti. Tilse Urso Calè - Daniela Cecala (IV^I) 12 13 Le nostre scuole si sono unite per migliorare le competenze professionali, sociali e linguistiche dei nostri studenti e dare loro l’opportunità: MARKETING FOR EVERYONE Come parte del programma Leonardo da Vinci e in associazione con le scuole partner Polonia, Finlandia, Germania, Repubblica ceca,Turchia abbiamo preparato un progetto biennale intitolato”Marketing for Everyone”. Gli obbiettivi principali del progetto sono: aumentare la creatività degli studenti, motivarli agli studi aziendali, accrescere la comprensione di una lingua straniera e degli strumenti informatici, scambiare metodi pedagogici relativi alle materie professionali, intraprendere nuove amicizie e sviluppare le personalità di tutti i partecipanti. Il progetto riguarda la formulazione di un piano di marketing per la promozione e vendita all’estero di prodotti generati sui mercati locali. Il progetto consente l’ampliamento della conoscenza e delle competenze degli studenti nei campi del marketing, promozione e vendita. Gli studenti, guidati dagli insegnanti, hanno selezionato un prodotto, stabilito una forma di cooperazione con il produttore (nel nostro caso Calatrasi),hanno condotto ricerche di mercato, preparato e somministrato indagini appropriate tra i consumatori, creato un piano di marketing con il supporto di un produttore e disegnato materiali di promozione del prodotto scelto. Gli studenti hanno realizzato una lezione di marketing per gli alunni della scuola primaria e della scuola media per incoraggiarli a sviluppare interesse nell’istruzione in questo campo. Gli insegnanti, supportando gli studenti e dirigendo il loro lavoro, hanno scambiato esperienze professionali, familiarizzato con i diversi sistemi dell’istruzione professionale e training professionale nelle varie scuole della partnership. Di accrescere le abilità professionali e sociali per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro. Di migliorare le abilità espositive, le competenze economiche e il vocabolario specifico commerciale. Hanno comunicato usando email e moodle, presentato gli esiti del loro lavoro durante gli incontri di progetto e partecipato attivamente ai laboratori internazionali. Questo incoraggerà loro nella ricerca di una occupazione sul mercato del lavoro a livello europeo. Di entrare in contatto con potenziali datori di lavoro. Di migliorare le competenze nel campo dell’informatica usando moodle per la comunicazione. Di promuovere il proprio paese, città, scuola e prodotti sconosciuti all’estero Di incoraggiare gli studenti delle scuole primarie agli studi professionali. Gli studenti eseguiranno una lezione di marketing davanti agli alunni delle scuole primarie e li stimoleranno così agli studi aziendali. Questo punto di vista è molto importante oggi, poiché l’istruzione generale è sempre più diffusa mentre un deficit lo si rileva nei curricula professionali. Di mostrare la loro creatività attraverso le indagini, I piani di marketing e I materiali di promozione. Un obiettivo per gli insegnanti è che possono condividere risorse per il loro ulteriore sviluppo professionale personale, arricchire il linguaggio professionale, e ottenere una maggiore consapevolezza dei sistemi scolastici e dell’istruzione professionale all’interno del partenariato. 14 Display in Lubeck Lavori in Finlandia Keerava Meeting in Palermo 15 La Protesta a Palermo e … nella nostra scuola La protesta studentesca contro i tagli alla cultura ed allo studio e la riforma dell'università, ha ormai coinvolto tutte le città fra cui Palermo. Già mesi addietro si era diffuso il malcontento fra gli studenti, che avevano messo in atto varie forme di protesta. Massiccia è stata presenza degli studenti in sette cortei che spontaneamente sono partiti da diversi punti della città paralizzandola e mandando in tilt il traffico cittadino La giornata della grande mobilitazione studentesca a Palermo. è stata rappresentata da diversi cortei non autorizzati che sono partiti da tutte le scuole occupate ed autogestite raggiungendo la stazione centrale. Altri cortei invece si sono mossi verso il porto, bloccando le operazioni di carico e scarico merci che si stavano svolgendo sulla banchina, ritardando pesantemente le partenze e l’attracco dei traghetti. Il traffico è andato in tilt e la città è rimasta paralizzata per diverse ore. Gli studenti del 'Coordinamento Studenti Medi Palermo' hanno bloccato per ore i binari della stazione centrale, causando cancellazioni e ritardi dei treni regionali. Trenitalia in una nota ha comunicato che 11 treni sono stati soppressi. Il Coordinamento Studentesco, che aveva lanciato il “Blocchiamo tutto day” si è collegato ai 3 mila universitari della Facolta' di Lettere e Filosofia occupata in viale delle Scienze. Il grido e' stato uno solo: "Blocchiamo le citta' per bloccare la riforma!". "Noi si legge nella nota degli studenti di Lettere in occupazione - soddisfatti per il grandioso risultato numerico oltreche' per l'esito di una discussione parlamentare che ha dovuto fare i conti con le piazze italiane fino al riinvio della stessa, rilanciamo con forza la mobilitazione, annunciando che l'occupazione di Lettere e Filosofia continuera' anche la prossima settimana". Soddisfazione e' stata espressa anche da Bianca Giammanco, studentessa del Liceo Garibaldi e portavoce del Coordinamento studenti medi Palermo. "Oggi - dice - abbiamo avuto una prima vittoria perche' il governo e' “andato sotto” rinviando l'approvazione del ddl Gelmini sull'universita' a martedì. Oggi abbiamo bloccato tutto". Alla fine del blocco alla stazione centrale, infatti, gli studenti hanno proseguito la protesta con un corteo spontaneo bloccando via Roma, corso Vittorio Emanuele, Piazza Indipendenza, Palazzo dei Normanni , sede dell 'Assemblea Regionale Siciliana e urlando slogan contro il "governo Pd-Lombardo". Arrivati alla facolta' di Lettere, occupata, studenti medi e universitari hanno partecipato ad una assemblea dalla quale e' uscita la conferma di tutte le occupazioni delle scuole e della facoltà di Lettere. La giornata di protesta si e' poi conclusa proprio alla stessa facolta' occupata di Lettere e Filosofia. L'Assemblea ha deciso di autoriconvocarsi per un’ ulteriore seduta il lunedi' successivo alle 16,00 sempre nell'Aula Magna di Lettere per decidere le forme della protesta per martedi', data in cui la riforma sarebbe tornata alla camera per la votazione. Allo stato attuale sono circa 20 le scuole occupate o in autogestione dagli studenti, che chiedono anche l’annullamento dei tagli e la garanzia del diritto allo studio nella scuola statale. Dopo varie riunioni, assemblee, dibattiti per decidere se l’intero corpo studentesco era d’accordo ad occupare l’istituto, dal 18 Novembre 2010 al 9 Dicembre 2010 anche la nostra scuola è stata occupata. In questo contesto si è verificato che alcuni allievi, i più seri e consapevoli del significato dell’occupazione , si sono impegnati a discutere in forma più o meno proficua dei problemi relativi alla scuola in generale e in particolare del nostro istituto, altri invece hanno usato questi giorni per scherzare, divertirsi, in poche parole fare vacanza. Nonostante ciò questa occupazione è stata molto utile per far sviluppare il senso di responsabi- 16 lità in tutti noi, perchè l’intera organizzazione era nelle nostre mani. Alla domanda: <<Cosa volevi ottenere con l’ occupazione?>> Riportiamo la voce dei rappresentanti d’istituto, Giusy Cusimano: “Riflettendo sulle conseguenze che l’occupazione avrebbe potuto arrecare, all’inizio non volevo partecipare, ma dopo una votazione a cui ha partecipato l’intera sede di viale Michelangelo, ci siamo aggregati alle altre due sedi che già avevano deciso di occupare. Abbiamo occupato per ottenere l’affermazione dei nostri diritti”. Antonio Marchì “Organizzare un evento di impatto frontale in rapporto alle concezione che i ragazzi hanno delle manifestazioni organizzate nei trascorsi e del concetto stesso di “vivere la scuola”, che funzionasse da “sveglia”, che facesse luce su avvenimenti sociopolitici e allo stesso tempo insegnasse ai più giovani la lotta per i propri diritti” Purtroppo ,come ben sappiamo, l’occupazione non è finita nel migliore dei modi, giorno 8 Dicembre 2010, la scuola con l’intervento delle forze dell’ordine è stata disoccupata per ingenti danni causati da persone esterne alla scuola. Le conseguenze per noi studenti sono state pesanti; il capo d’istituto ha richiesto un risarcimento pecuniario che ha comportato la raccolta di soldi, il blocco di tutte le attività extrascolastiche cinema, teatro,gite,visite guidate) e l’impossibilità per noi studenti di riunirci in assemblea. I firmatari dell’occupazione e in particolare i rappresentanti d’istituto si sono presi la responsabilità con conseguenze sul voto di condotta. Giusi Cusimano 5E Fiorenza Di Benedetto 5I Giuseppe Gianusa 5A La protesta degli studenti, occupati Torre di Pisa Colosseo e Mole Antonelliana Governo battuto sulla riforma, Gelmini e Alfano sbagliano e votano con l'opposizione. Slittato il voto finale sul testo in aula. Scontri tra polizia e manifestanti a Firenze, diversi feriti. Gli studenti: La protesta ricomincia lunedì. I punti controversi. Roma, 25 novembre 2010 - I luoghi simbolo della cultura italiana occupati per poche ore dagli studenti che protestavano contro la riforma Gelmini. Con un blitz coordinato fra Torino, Roma e Pisa alunni e ricercatori hanno preso d'assalto Colosseo, Torre di Pisa e Mole Antonelliana dove sono stati affissi striscioni contro il ddl di riforma dell'università. Gli scontri sono proseguiti in tutta Italia. I collettivi studenteschi hanno annunciato nuove proteste a partire da lunedì spiegando che quella di questi giorni è "la risposta del mondo della formazione allo smantellamento dell'università pubblica". C’è una precisa volontà simbolica nell’occupazione da parte degli universitari dei luoghi più celebri delle nostre città. Questi ragazzi sembrano dire: siamo qui, in mezzo alla bellezza, siamo giovani e belli anche noi, non siamo invisibili, non siamo solo percentuali sulle tabelle, numeri astratti, trasparenti, non siamo un nulla angoscioso, un vuoto da riempire di chiacchiere adulte, fumo che copre, che cancella. Non c’è rabbia, stavolta, non ho visto bruciare le molotov, sbriciolare le vetrine, inveire rabbiosamente, pestare e ferire: ho visto la dignità di chi non vuole farsi da parte, di chi sente di essere presente che vale quanto il passato migliore, quanto le immagini più straordinarie del nostro paese. Giusi Cusimano 5E- Fiorenza Di Benedetto 5I– Giuseppe Giannusa 5A 17 La scuola: luogo di cultura oppure occasione per coltivare vizi? La Cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri”. A. GRAMSCI Una volta, chi apriva le porte di una scuola entrava in un luogo di cultura, dov'era molto sentito il valore dello stare insieme nel rispetto di principi sani. In teoria anche oggi dovrebbe essere così, in quanto i valori non dovrebbero tramontare mai, ma nella pratica, purtroppo, la scuola ai nostri giorni non offre in generale un'immagine di positività. Cosa si evidenzia nel comportamento dei giovani a scuola? Molti giovani non affrontano più lo studio con serietà ed interesse, lo vivono come un obbligo del quale sbarazzarsi al più presto, per dare spazio nella vita quotidiana alla ricerca del divertimento fino a se stesso. Sorge spontanea una domanda: i ragazzi della nuova generazione sono privi di ideali? Hanno perso di vista il senso della responsabilità e della correttezza? Si sente parlare già da tempo di un fenomeno piuttosto diffuso nelle scuole : alunni che con la scusa di andare in bagno, o durante la pausa dell'intervallo, si scambiano delle dosi di droga (canne), e si ritrovano a non avere più autocontrollo; creano disturbo alla classe, sono poco corretti nei confronti dei compagni e dei professori. Spesso entrando nei bagni si trova un'aria irrespirabile. Altro fenomeno che coinvolge i giovani è il bullismo, che a volte porta alla formazione di veri e propri “branchi di lupi”spinti ad assumere atteggiamenti violenti nei confronti di altri giovani,con la convinzione di riuscire ad ottenere una certa popolarità sotto le vesti di aguzzini . Quali motivi possono produrre queste cattive abitudini? Secondo il nostro punto di vista di adolescenti, questi ragazzi lo fanno solamente per moda o per essere accettati da altri ragazzi che seguono la “corrente della negatività”, nella scelta degli stili di vita. Molto spesso ad immettersi nel tunnel della “cattiva strada” sono i giovani che non accettano i loro cambiamenti fisici o caratteriali e non hanno ancora una personalità definita, o ancora ragazzi che hanno un forte disagio esistenziale per carenze sul piano affettivo, gravi problemi famigliari. C'E' UNA VIA DI USCITA PER RISOLVERE LA CRISI DELLA GIOVINEZZA? I giovani di oggi ricevono molte attenzioni che riguardano i regali materiali e poche attenzioni affettive, molto spesso il comportamento degli adolescenti avviene per mancanza di affettività nel rapporto con i genitori, ma a volte la causa non è solo la mancanza di affettività dei genitori ma anche la cattiva compagnia. Un consiglio che possiamo dare ai ragazzi? RIFLETTERE sui seguenti aforismi: “Conoscere è sapere vedere in noi stessi.” J.Youbet “Non puoi insegnare qualcosa ad un ragazzo, lo puoi solo aiutare a scoprire dentro di sé”. G.Galilei La scuola deve accendere entusiasmi, idealità guidare a imparare il “mestiere di vivere e progettare la propria vita. Le ragazze della 1^A : Francesca Bonsignore, Roberta Priolo e Miriam Zito. 18 Incontrando il Barocco per strada e ..... non solo... I giovani della scuola "L. Einaudi" apprendono lontano dai libri, scoprendo tesori ed emozioni. Nella nostra scuola, e in particolare nel nostro indirizzo di studi , che è "operatore turistico" ma, in parte, anche negli altri indirizzi, una delle finalità da raggiungere del processo formativo è la conoscenza del territorio in cui si opera per meglio inserirsi nel mondo del lavoro. A tal proposito le classi 4E e 4G, giorno 29 Aprile, hanno partecipato ad una visita guidata nella Palermo Barocca. unto d'incontro: Piazza Pretoria, detta anche Piazza della Vergogna, situata nel centro storico di Palermo, in un'area di interesse storico- culturale di epoca 600esca. Al centro di essa è presente la grande fontana, realizzata a Firenze, poi divisa in blocchi e trasportata nel 1575 a Palermo. Amplissima, a piana circolare, rialzata su gradini e cinta da balaustra, consta di due ripiani concentrici tra i quali corre un anello di acqua, e di una vasca centrale dalla quale si leva uno svelto fusto a tre tazze sormontato da un putto. La complessa struttura è tutta animata da statue di divinità, allegorie, erme e protomi di animali di vivo effetto. La visita è proseguita in direzione dei Quattro Canti, che dividevano in passato Palermo in 4 quartieri: Albergheria, Capo, La Loggia e Kalsa. L'architettura della piazza è molto semplice, rappresenta un perfetto ottagono formato da quattro edifici. Partendo dall'alto, ognuno di essi è diviso in 3 fasce: nella prima fascia sono raffigurate le quattro patrone della città (Cristina, Ninfa, Oliva, Agata); nella seconda fascia sono raffigurati i quattro sovrani (Carlo V, Filippo II, Filippo III, Filippo IV); nella terza fascia sono rappresentate le stagioni (primavera, estate, autunno, inverno). Altra tappa dell'itinerario la chiesa di San Giuseppe dei Teatini, importante chiesa del '600. Fu progettata da due delle più importanti famiglie di marmisti e gessisti, cioè la famiglia dei Gagini e dei Serpotta. La chiesa ha tre navate, è decorata con marmi policromi; presenta anche diverse colonne tortili disposte ai lati. Sotto di essa è presente una cripta con una falda acquifera, la cripta non è accessibile, ma è diffusa la credenza che la sua acqua sia miracolosa o che in essa ci sia sepolto lo stesso Giuseppe dei Teatini. La visita nell'ambito del percorso Barocco ha compreso anche l'Oratorio di San Giuseppe dei Fallegnami, situata dentro la facoltà l'università di Giurisprudenza. All'inizio del Settecento, Giuseppe Serpotta realizzò il programma decorativo degli stucchi che impreziosiscono l'Oratorio. L'apparato degli stucchi e la volta sono ricchissimi e comprendono cornici, putti, medaglioni e festoni in cui si inseriscono gli affreschi. La stuttura della chiesa è ad aula unica voltata a botte. Le opere al suo interno portano i segni di un graduale degrado poiche la chiesa è in posseso dei privati che non trovano fondi per gli opportuni interventi di restauro.ltra tappa della visita: la chiesa del Gesù o anche Casa Professa, grande quanto bella, è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e dell'intera Sicilia. Costruita dai gesuiti nel tardo cinquecento, durante la seconda guerra mondiale, una bomba s'abbattè proprio sulla cupola della chiesa che, nel suo crollo, trascinò con sé tutte le zone ad essa vicine e naturalmente andò perduta gran parte delle pitture del presbiterio e del transetto. Quando si volle restaurare l'edificio si procedette alla riesecuzione degli affreschi perduti con aggiunte arbitra- 19 rie. La parte più spettacolare dell'edificio è forse la tribuna dell'abside, ornata dall'Adorazione dei Pastori e dall'Adorazione dei Magi, bassorilievi marmorei posti sulla tribuna sui rilievi di Giacomo Serpotta. All'interno del percorso Barocco si è aggiunta la visita all'Archivio di Stato di Palermo situato in via Maqueda, che raccoglie tutti gli atti notarili e i documenti riguardanti la burocrazia Palermitana ,all'interno era allestita una mostra con i campioni di abiti usati in passato dal 1850 sino a oggi per comprendere aspetti significativi di un passato che non dobbiamo dimenticare e che fa parte della nostra storia tra cui abiti, cappelli, ombrelli-parasole, scarpe, ecc.. .Ultima tappa: chiesa della Martorana a piazza Bellini di età del XII secolo, racchiude in sè importantanti mosaici bizantini realizzati con tessere d'oro tra cui quelli che raffigurano il Cristo Pantocratore. La visità ha consentito a noi studenti di apprendere ed osservare i particolari di uno squarcio di storia di Palermo utile non solo per un arricchimento del bagaglio culturale ma anche per per un potenziamento delle competenze spendibili nel mondo del lavoro nello specifico ambito turistico. I ragazzi dell'Einaudi si augurano di continuare a crescere attraverso questa modalità interessante di apprendimento "senza libri e con l'arte tra le mani" Fabio Panasci 4E 27 GENNAIO IL GIORNO DELLA MEMORIA In occasione del giorno della memoria 27 Gennaio, ricorrenza istituita con la legge n° 211 del 20 Luglio 2000 dal Parlamento italiano, come giornata commemorativa delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, noi alunni della 4^E abbiamo assistito alla proiezione del film “Il Pianista” di Polanski. Il film narra la drammaticità di un periodo storico in cui lo sterminio del popolo ebreo, cioè la Shoah macchiò di sangue la storia del mondo. È la storia di un pianista ebreo Wladyslaw Szpilman durante lo scoppio della seconda guerra mondiale con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l'occupazione di Varsavia e la creazione del ghetto fino alla liberazione della città da parte dell'Armata Rossa. Il film è ambientato a Varsavia nel settembre 1939, Wladyslaw sta registrando un notturno alla radio presso la quale lavora, quando, improvvisamente, sente delle esplosioni, gli viene detto di smettere di suonare ma lui continua. È l'inizio della seconda Guerra Mondiale. Dopo l'occupazione da parte delle truppe tedesche viene emanata una serie di restrizioni alla popolazione ebrea: estromissione del lavoro, divieto d'accesso ai locali. Wladyslaw che vive con la sua famiglia viene licenziato dalla radio di Varsavia e dopo avere perso tutti i suoi risparmi, è costretto a vendere il suo pianoforte. La famiglia Szpilman inizia a vivere una realtà di miseria, di umiliazioni, di fame e di morte. 15 Marzo 1942 il regime nazista inizia le deportazioni di massa verso i campi di sterminio. Tutta la famiglia viene avviata nei campi ma prima di salire sul treno Wladyslaw viene tirato fuori. Ora si ritrova solo e riesce a trovare lavoro come carpentiere, ma riesce a fuggire e rifugiarsi in una casa per merito di Dorota, una violoncellista che avevaconosciuto il giorno dello scoppio della guerra. Trova un nascondiglio e si conforta con un pianoforte che finge di suonare nelle lunghe giornate in solitudine. Scampato miracolosamente dalla città, si avvia verso ciò che resta delle macerie del ghetto vagando solo, allo stremo delle forze e alla ricerca di cibo; trova riparo in una soffitta. Il giorno dopo viene scoperto da un ufficiale tedesco che lo conduce in una stanza dove c'è un pianoforte e lo invita a suonare. L'ufficiale difronte a tale bravura decide di aiutarlo. Una mattina Wladyslaw esce dal nascondiglio e corre incontro ai soldati sovietici, rischiando di essere ucciso perché indossava la giacca regalata dall'ufficiale per riparasi dal freddo, ma si salva. Tempo dopo Wladyslaw torna nel luogo dove fu avvistato l'ufficiale ma il campo era stato già smantellato e non c'era più traccia dei prigionieri tedeschi. Solo opo la morte dell'ufficiale si scoprirà il suo nome. Il film è stato molto interessante e coinvolgente, attraverso le scene drammatiche il regista ha messo in risalto la sofferenza e il terrore che in quel periodo colpivano Varsavia e il popolo ebreo ma anche la generosità di un soldato nemico , che sensibile alla musica , salva il pianista. La musica ha svolto un ruolo di protagonista e nello stesso tempo ha lenito il dolore e la drammaticità della vicenda che rimane uno dei capitoli più duri della nostra storia. Alessia Terravecchia IV E 20 STUDIARE LA STORIA ATTRAVERSO LA VISIONE DEI FILM: Barry Lindon A scuola, con la classe, abbiamo visto un film, intitolato Barry Lyndon che è una ricostruzione del periodo della storia oggetto di studio. Barry, viene fermato dal capitano Potzodorf, che si offre volontario per condurlo a Brema, dove Barry terminava la missione. Ma il capitano scopre che Barry mente e lo costringe ad arruolarsi nell'esercito prussiano. Durante una battaglia, il capitano viene ferito, e Barry lo salva. Con questo gesto, il capitano affida a Barry un incarico: spiare un giocatore d'azzardo detto lo Chevalier di Balibari. Quando Barry arriva dallo Chevalier, non riesce a mentirle e lo Chevalier apprezzando la sincerità, lo fa entrare nel mondo del gioco d'azzardo, dove, attraversando svariate corti d'Europa, Barry diventa famoso, e attira molte donne. Tra queste la giovane Lady Lyndon, sposata con sir Charles Reginald Lyndon e con un figlio, Lord Bullington. Alla morte di Reginald, Barry si sposa con Lady Lyndon. Dal matrimonio, nasce un figlio, Bryan Patrick Lyndon. Barry e Lord Bullington non erano molto amici, e un giorno, Bullington picchia Bryan, perchè Bryan stuzzicava Bullington durante l'ora di studio: Barry si vendica, frustando Bullington. Questi, a sua volta, premette che la prossima volta che Barry lo toccherà, egli lo ucciderà. Durante un'esibizione di Bryan, Bullington mette in atto un piano perfido, suscitando rabbia su Barry, che picchia in pubblico Burry. A quel punto Bullington lascia la tenuta di Lyndon. Approssimandosi la festa di compleanno di Bryan, Barry gli regala un cavallo, facendosi promettere dal figlio che non toccherà il cavallo senza la sua presenza. Bryan disubbidisce e cavalcando il cavallo, cadde e rimase ferito al cranio irrimedialbilmente. Bryan muore, e da questa perdit, la signora Lyndon tenta di avvelenarsi. Dell'accaduto viene informato il figlio Bullington, che decide di ritornare nella tenuta. In un pagliaio poco lontano Bullington e Barry si sfidano a duello con le pistole. Bullington colpisce Barry ad una gamba, otte nendo soddisfazione. A Barry viene amputata la gamba e dopo la convalescenza, ritorna a giocare d'azzardo senza la fortuna di un tempo. La storia è drammatica e si svolge durante la guerra storica dei sette anni. Il film è diviso in due parti: Rendmond acquisisce il titolo e lo stile di Barry Lyndon e uno riscontro delle sfortune e dei disastri che le accaddero.l film Barry Lyndon diretto da Stanley Kubrik racconta la storia di un giovane di bell'aspetto, di nome Redmond Barry proveniente da un piccolo villaggio irlandese che s'innamora di sua cugina Nora Brady. Nel villaggio, qualche settimana dopo, sfila un reggimento militare reale, che arruola truppe per la guerra dei sette anni. Durante questa sosta, Nora intrattiene una relazione con il capitano John Quinn, che dunque, viene spronata a sposarlo per ricoprire tutti i debiti che aveva il padre di Nora. Ma, durante la dichiarazione di Quinn a Nora, interviene Barry, geloso della cugina, sfidando Quinn ad un duello per conquistare la mano di Nora. Il duello si conclude, con la sconfitta di Quinn e l'abbandono del paese da parte di Barry con soltanto venti ghinee per arrivare a Dublino. Lungo il cammino verso Dublino, Barry si scontra, in un bosco, con due briganti, che lo derubano di tutti i suoi averi e lo lasciano senza cavallo. A piedi, Barry raggiunge un villaggio dove un soldato stava arruolando uomini per l'esercito inglese. Barry decise di arruolarsi e viene spedito nella battaglia tra francesi e inglesi. Durante la battaglia, Barry viene informato che il capitano Quinn è in realtà ancora vivo, e che la sfida che avevano fatto loro due, era tutta programmata a fine di mandare Barry fuori dalla vita di Nora. Il giorno dopo, Barry sentendo due omosessuali parlare di una missione, si spacciò per uno dei due, e si mise in viaggio. Arrivando nel territorio dei prussiani, Il film è stato molto interessante, un po' triste nel momento della morte del piccolo Bryan. Tutto era ambientato nel settecento, i vestiti, le luci, l'atmosfera, la musica. È un modo molto interessante per conoscere e apprendere la storia sotto altri aspetti, non solo sui libri. È stata un'esperienza molto simpatica e interessante. Grazia Alfieri 2I 21 “IMMATURI “ Un film di Paolo Genovese con Luisa Ranieri, Raoul Bova, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri Fiction o realtà? Immaturi, un film che ha creato non pochi problemi alla vita reale di alcune persone In Italia è appena arrivata la notizia dai TG, una di quelle più assurde dei nostri tempi, quasi da lasciare noi ascoltatori a bocca aperta. Circa 100 sono gli italiani che si ritrovano senza il loro diploma, dopo avere frequentato cinque anni di scuola privata superiore e affrontato gli esami di maturità con successo. Tra questi truffati emergono persone di notevole rilevanza sociale, come avvocati, giudici o medici che oggi si ritrovano senza quel pezzo di carta che ha consentito una laurea e un lavoro prestigioso. Non si sa se sia stato il film Immaturi a dare l’avvio alle indagini da parte delle forze di polizia o sia stata una pura coincidenza. Ma la realtà ha coinciso con la fiction e viceversa infatti Giorgio, Lorenzo, Piero, Luisa;Virgilio e Francesca accomunati da vecchia amicizia nata tra i banchi di scuola, si ritrovano nei guai per il fatto che il ministero dell’istruzione ha annullato il loro esame di maturità con la conseguenza che tutti i successivi titoli vengono anche essi annullati. Il gruppo si ricrea rivivendo quanto accadeva venti anni prima, amori e litigi accompagnano la preparazione per riaffrontate gli esami, come veri e propri adolescenti. Nonostante le peripezie i “vecchi giovani” riescono anche se con il minimo del punteggio a conseguire la loro nuova maturità Giorgio è un psichiatra, tipico uomo con una certa personalità che convive con Marta, insieme hanno costruito una storia serena; Lorenzo è quello a mio parere immaturo, classico mammone e bamboccione che vive ancora con i genitori, che stranamente si innamora di Luisa ,la quale lavora in un’azienda alimentare e vive con Penelope, la figlia . Piero è un conduttore radiofonico, fidanzato ma contemporaneamente racconta alla sua ragazza di essere sposato, una scusa giustificata dal fatto di poter stare, quando occorre da solo, senza pensieri . Virgilio è la figura che più rende l’idea del donnaiolo quello più birichino del gruppo. Questo film pone un problema che è quello dell’affidabilità delle scuole private che sfuggono al con- trollo delle autorità competenti creando delle difficoltà nelle vite delle persone che molto spesso sono ignare. Il film oltre al descrivere la storia di questi personaggi ,mi ha trasmesso anche un messaggio un po’ implicito, credo che è quello che ha come base l’amicizia ovvero le amicizie anche se si invecchia: nel tempo si possono recuperare purché siano vere, proprio come una grande catena che si arrugginisce col tempo ma non si spezza . PALERMO - Scandalo falsi diplomi, cento studenti ripeteranno l'esame di Stato Cento studenti palermitani si sono svegliati immaturi: il loro diploma di scuola superiore e' stato annullato da una sentenza del Tribunale. I giudici hanno condannato presidi e impiegati di istituti privati che distribuivano titoli falsi. Tra il 2000 e il 2004 decine di studenti degli istituti privati Oriani, Verga e Colombo conseguirono il titolo senza superare l'esame. La maggior parte degli studenti non era a conoscenza del raggiro, alcuni di loro si sono costituiti parte civile.(ANSA) 22 The Kin g's Speech è un film del 2010 diretto da Tom Hooper. Interpretato da Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter . Giorgio V Wallis Simpson Eduardo VIII Qeen Mary Giorgio VI Elizabeth Bowes-Lyon Giorgia D’Amico e Begum Kalpana 2 I MOSE' profeta israelitico affetto dal disturbo del linguaggio, parlava per bocca del fratello, Arionne. ESOPO poeta e famoso scrittore di fiabe dell'antica Grecia. Di lui si narra fosse un ragazzo dall'aspetto sgraziato, ricurvo sulle spalle, tozzo e fortemente balbuziente. A causa della sua bruttezza e del suo linguaggio i compagni non perdevano occasione per deriderlo facendolo oggetto di crudeli scherzi Giorgia D’Amico 2 I NAPOLEONE I MARILYN MONROE 23 JIMMY STUART Il Giorno 13 maggio 2011, gli studenti della scuola “L.Einaudi” si sono recati al cinema King per vedere un film intitolato “Il discorso del re”, del regista Tom Hooper. Inizia dai fatti storici per addentrarsi in un dramma personale, senza abbandonare mai il contesto storico. È un film che insinua molti discorsi come l’avvento e il futuro potere di radio e tv, destinati a cancellare il confine tra pubblico e privato; la forza della parola come arma di massa; la rigidezza dei metodi educativi; l’importanza di ritrovare e guardare in faccia la propria identità e unicità. Il discorso del Re ha anche vinto dei premi. Questo film è di genere drammatico e storico. Il titolo originale è “the king’s speech”. I protagonisti del film sono Colin Firth, Helena Bonham Carter, Michael Gambon, Guy Pearce, Goeffrey Rush, Timoty Spall. Alla morte di re Giorgio V, il timido e complessato duca di York non sarebbe dovuto salire al trono d’Inghilterra. Il primogenito era, infatti, Edoardo, che divenne sì re ma che, per amore di Wallis Simpson ,una donna divorziata, abdicò circa un anno dopo. A quel punto Bertie diventò sovrano con il nome di Discorso del Giorgio VI. Un uomo atipico, che fu un re molto amato, legato da un vero amore verso la moglie, Elisabetta Bowes-Lyon, ma che aveva un’insicurezza che si esprimeva attraverso delle balbuzie impossibili da gestire nei numerosi e imbarazzanti discorsi pubblici cui era tenuto. In più, Giorgio VI si trovava a essere la voce del re per il popolo britannico in un momento difficile della storia, alla vigilia del secondo conflitto mondiale. La moglie, la futura regina madre,si era adoperata per trovare molti dottori e curare il disagio del futuro re d’Inghilterra, ma senza un esito positivo.. Finché dopo tanti tentativi , incontrò Lionel Logue, un australiano logopedista, ex attore, dai metodi anticonformisti, capace di sondare le anime e di medicarle. Infatti attraverso la musica ed un metodo fuori protocollo, Bertie riuscì a fare il suo discorso a tutto il suo popolo con più sicurezza e con meno problemi grazie a Lionel Logue. Il film è stato molto coinvolgente ed interessante , non solo perché racconta una Re storia vera, ma vuole ricordare che ognuno di noi ha una propria voce, che è unica e che va usata ed è sempre importante averla. Nessuno si deve sottovalutare, nessuno si deve arrendere, perché tutto è possibile nella vita! Grazia Alfieri 2 I Balbuzie La balbuzie è un disordine della parola in cui la fluidità è interrotta da ripetizioni involontarie e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi e da involontarie pause o blocchi per i quali la persona che balbetta non riesce a produrre suoni. Disfluenze verbali è il nome utilizzato per questi impedimenti della parola. Il termine balbuzie è più comunemente associato alle ripetizioni involontarie di suoni, ma comprende anche esitazione o pause prima di parlare, denominate blocchi e il prolungamento di certi suoni, in genere vocali e semi-vocali. La parola "balbuzie", volgarmente usata, copre un ampio spettro di gravità: può comprendere individui con difficoltà appena percettibili, per cui il disordine è più che altro estetico, così come soggetti con una sintomatologia grave, per cui il problema può effettivamente impedire la maggior parte della comunicazione verbale. La balbuzie non è generalmente un problema di produzione fisica dei suoni delle parole o di trasformazioni dei pensieri in parole. Nonostante la diffusa credenza popolare, la balbuzie non riguarda e non ha riflessi sull'intelligenza. Al di fuori della loro difficoltà di parola, le persone che balbettano sono assolutamente "normali" nel senso clinico del termine. Ansia, scarsa auto-stima, nervosismo e stress non causano quindi di per sè la balbuzie, sebbene siano molto spesso le conseguenze del vivere con una disabilità grandemente stigmatizzata e sono tutti fattori che, a loro volta, aggravano il problema. Deborah Drago 2 I 24 Senso: un'opera in cui la passione politica si intreccia con la passione d'amore Il Teatro Massimo inaugura la Stagione 2011 con la prima rappresentazione assoluta di una nuova opera commissionata per l’occasione: Senso (20-30 gennaio) del compositore milanese Marco Tutino, fra i più rappresentati sulla scena teatrale contemporanea. In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, il Teatro Massimo di Palermo inaugura la stagione 2011 con la prima rappresentazione assoluta di un' opera che si chiama “ Senso”, tratta dalla novella di Camillo Boito. L'opera scritta nel 1883 è stata resa celebre soprattutto dalla trasposizione cinematografica di Luchino Visconti del 1954. Il compositore Marco Tutino e Giuseppe di Leva, autore del libretto si sono ispirati alla novella di Boito. Le note musicali, dice l'autore, “sottolineano l'aspetto storico ed eroico e la vicenda passionale e intima di Livia Serpieri”, una donna vittima e carnefice della propria passione. Questi due aspetti sono musicalmente diversi e Tutino da un lato si è servito di alcuni brani di Verdi, considerato nel Risorgimento “ la bandiera” di tale periodo, dall'altro di proprie composizioni. L'opera si svolge nei primi anni di vita dello Stato unitario italiano ed è intrisa di profondi dissidi , fra amore, interessi e tradimenti. In primo piano c'è sempre lei, Livia, vittima e carnefice della sua passione. Vuole sacrificarsi per amore, ma alla fine questo diventa Amore-Odio-Vendetta. La vicenda viene narrata attraverso il diario della protagonista, la contessa veneziana Livia. Questa donna all'età di ventidue anni, sposata a un vecchio conte, incontra un giovane ufficiale “ Hans Buchner” e se ne innamora perdutamente. La passione la spinge prima al tradimento degli ideali del Risorgimento, del marito e poi alla disperazione e infine all'umiliazione perché questo amore non era corrisposto. Quando si rende conto che Hans mirava ad ottenere da lei il denaro per poter lasciare l'esercito Sabrina Li Castri 5E Hugo de Ana – che firma regia, scene e costumi – ha immaginato un sontuoso apparato scenico, basato su un caleidoscopio di riflessi che propongono un Risorgimento non didascalico ma immaginifico, in cui non mancano i riferimenti alla cinematografia di Visconti. 25 LA SCAPIGLIATURA: La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario, codificata in manifesti e scritti teorici, che si sviluppò a Milano e poi si affermò in tutta la penisola, a partire dagli anni ’60 dell’800. Il termine sta a sottolineare la vita disordinata e anticonformista degli artisti parigini. La Scapigliatura fece emergere per la prima volta in Italia il conflitto tra artista e società, tipico del romanticismo europeo. Il processo di modernizzazione post-unitario aveva spinto gli intellettuali italiani ai margini della società, e fu così che tra gli scapigliati si diffuse un sentimento di ribellione e di disprezzo nei confronti delle norme morali e delle convinzioni correnti, che ebbe però la conseguenza di creare il mito della vita dissoluta ed irregolare. La Scapigliatura nella storia culturale dell'800 ebbe una sorte di incroci intellettuali, correnti di pensiero, forme di letterature straniere e temi letterari; queste confluenze letterarie provincializzarono la cultura letteraria Italiana del periodo. Gli scapigliati erano animati da uno spirito di ribellione nei confronti della cultura tradizionale e borghese. Uno dei primi obiettivi della loro battaglia fu il moderatismo della cultura ufficiale italiana. Si scagliarono sia contro il Romanticismo italiano, che giudicavano languido ed esteriore, sia contro il provincialismo della cultura risorgimentale. Guardarono in modo diverso la realtà, cercando di individuare il nesso sottile che legava quella fisica a quella psichica. Alcuni importanti esponenti del movimento scapigliato furono: Carlo Dossi, Emilio Praga e Ar- rigo e Camillo Boito (che fu anche un esponente importante nel campo musicale). Sabrina Di Maio 5E CAMILLO BOITO Camillo Boito nacque a Roma il 30 ottobre del 1836 fu un architetto e scrittore italiano. Fratello maggiore del famoso letterato e musicista Arrigo Boito. Camillo studiò a Padova e all’Accademia di Venezia. Nel 1856 fu nominato professore aggiunto di architettura, dal 1865, per 43 anni, fu docente all’istituto Tecnico Superiore di Milano. La sua attività principale permase l’architettura. Tra i suoi progetti ricordiamo l’intervento nell’area medievale del Palazzo della Ragione di Padova, con la progettazione del Palazzo delle Debite; al compimento di una scuola-modello; all’estensione del camposanto e gli interventi sulla basilica di Sant’Antonio a Padova. Esso aderì al movimento letterario della Scapigliatura, l’equivalente milanese della Bohème parigina, debuttando con Storielle vane, e successivamente nel 1883 con Senso. Non si limitò solo ad essere architetto scrittore ma fu anche un recensore artistico di ben note riviste dell’epoca tra le quali: lo Spettatore, il Crepuscolo, Illustrazione italiana, il Politecnico e la Nuova Antologia. Costante della narrativa di Camillo Boito fu il tema della bellezza in tutte le sue forme soprattutto in quella femminile. Lo stile limpido e rigoroso, lontano dagli eccessi e dalle sbavature di tanta prosa scapigliata tardo ottocentesca, rese le sue opere molto amate dai lettori che si affacciavano per la prima volta alla letteratura: l’ultima opera da lui scritta fu Il maestro di setticlavio, raccolta di racconti pubblicata nel 1891. Esso diventò un importante esponente del restauro a livello nazionale ed internazionale. Due dei punti centrali della sua teoria che sono ancora validi oggi possono essere riassunti nella: -Necessità di rispettare e tutelare i valori artistici e storici del monumento. Boito afferma l’importanza della conservazione dei segni lasciati dal trascorrere del tempo sulle superfici architettoniche, ovvero della patina, definita “splendido sudiciume del tempo”. -Necessità di una gerarchia fra i possibili interventi sui monumenti : “devono venire piuttosto consolidati che riparati, piuttosto riparati che restaurati Miriana Lo Cascio 5E 26 Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il maggiore edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa (terzo in ordine di grandezza architettonica). Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, che può ospitare circa 1.400 spettatori, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni.ll Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo aprì le porte al pubblico la sera del 16 maggio 1897, ventidue anni dopo la solenne cerimonia pubblica di posa della prima pietra.Già questa, avvenuta il 12 gennaio 1875, concludeva una vicenda travagliata, protrattasi tra mille contrasti per oltre un decennio. Il concorso internazionale per il progetto e la realizzazione del teatro era stato in- ISergej Sergeevič Prokof'ev, 23 aprile 1891 – Mosca, 5 marzo 1953, è stato un musicista, pianista e compositore russo. Prokof'ev nacque a Sontsovkail 23 aprile del 1891 da una famiglia relativamente benestante che lo introdusse fin da bambino allo studio della musica, in particolare del pianoforte. Sua madre era essa stessa pianista. Sergej mostrò un precoce talento per la musica già a cinque anni ed a sette anni aveva imparato a giocare agli scacchi. Questi - più che la musica - diventeranno la sua passione per la vita, coltivata al punto da fatti bandito nel 1864 dall'Amministrazione Comunale di Palermo. Da lungo tempo si parlava di erigere a Palermo un nuovo grande teatro, degno del centro urbano del meridione d'Italia più grande dopo Napoli. Federica La Manna 2 I riuscire a confrontarsi con diversi campioni del suo tempo.Iniziò a prendere lezioni di composizione nel 1902; uno dei suoi primi lavori fu una composizione per piano in fa maggiore, ma scritta senza includervi il si bemolle. Appena fu in possesso delle basi teoriche, iniziò a sperimentare, gettando le basi del proprio stile musicale. Le sue prime opere risalgono al 1908, quando aveva soli 17 anni.Benché la famiglia non fosse troppo propensa ad avviarlo alla carriera musicale in così giovane età, nel 1904 Prokofiev si iscrisse al Conservatorio di San Pietroburgo, superando i test di ammissione e iscri- 27 vendosi alla classe di composizione pur essendo di diversi anni più giovane dei suoi compagni di corso. Fu visto come eccentrico e arrogante, fu spesso insofferente verso l'istituzione scolastica, ritenuta noiosa. Divenne amico di Boris Asafiev e di Nikolaj Mjaskovskij, suo condiscepolo e sostenitore che in futuro lo definirà «fenomeno luminoso e sano!». MARIA GRAZIA NUCCIO VALERIA Patti 2I Noemi Marino Cenerentola: intense emozioni Personalmente penso che vedere il balletto "Cenerentola" al Teatro Massimo sia stata una delle opportunità più belle di tutta la mia vita, è stata un'esperienza unica che mi ha permesso, non solo di visitare il Teatro Massimo, ma mi ha anche fatto riscoprire il mio amore per la Danza Classica, passione ormai sepolta da anni. E' stato uno spettacolo grandioso, musiche a dir poco fantastiche ma sopratutto coreografie celestiali, tutto faceva sognare, sembrava davvero che fossimo dentro la fiaba di "Cenerentola" ,ma quelle emo- zioni erano reali, tutto era splendido! Spero proprio di poter avere un'altra occasione per vedere e commentare altri balletti classici insieme alla mia scuola "Luigi Einaudi" che mi ha dato l'opportunità di fare questa bellissima esperienza! MARIA GRAZIA NUCCIO 2i 28 POLITICA ESTERA I17Novembre del 1987, in Tunisia si è instaurata una vera e propria dittatura di stampo militare, con a capo l’ex ministro della difesa tunisina Ben Ali. In questi 23 anni Ben Ali ha tolto la libertà del popolo tunisino con la dittatura che era nascosta dietro la parola REPUBBLICA. Il 17 Dicembre del 2010, un giovane di nome Mohamed Bou Azizi, 26 anni laureato, senza lavoro per sfamare la sua famiglia ha deciso di aprirsi una bancarella di frutta e verdura che un giorno però gli venne confiscata senza un motivo. Alla richiesta del perché di una simile azione un’agente incurante schiaffeggia il giovane di fronte i passanti. il gesto subìto costringe Mohamed a non poter recuperare la merce di sostentamento e di conseguenza si diede fuoco immolandosi davanti alla prefettura della sua cittadina (Sidi Bouzid vicino Tunisi). Il giovane ustionato in maniera grave è morto in ospedale il 5 gennaio 2011.La morte del ragazzo ha colpito l’opinione pubblica ed è stata di la goccia che ha fatto traboccare il vaso, poiché nei giorni successivi, sull’onda dell’accaduto, è scoppiata la rivolta popolare contro la disoccupazione, lo stato e i soprusi del governo. la stampa occidentale ha parlato della rivolta del pane ma non è così. Infatti, appena due settimane dopo il suicidio di Mohamed ci sono stati altre manifestazioni sempre per lo stesso motivo e da qui è iniziato lo “Tsunami” del popolo tunisino contro lo stato e precisamente contro Ben Ali. In questa rivolta ci sono stati molti arresti di persone innocenti e ci sono stati anche morti. Il popolo tunisino è stato per anni sfruttato e affamato da Ben Ali il quale ha tolto la libertà al suo popolo. Ben Ali è stato definito un truffatore poiché ha imbrogliato la gente anche quella più povera. L'ex presidente ha real che il popolo non poteva più sostenere la sua politica e quindi ha deciso di scappare per raggiungere la moglie Leila Trabelsi e suo figlio che già si trovavano in Arabia Saudita. In attesa delle elezioni che si sarebbero dovute svolgere entro i 60 giorno Ben Ali ha affidato il governo al primo ministro. Nel frattempo a Monastir e a Mahdia sono state bruciati le carceri e sono stati attaccati i negozi , i centri commerciali, ecc… Si presume che l’ex presidente per spaventare la gente affinchè non manifestassero più abbia inviato dei fedelissimi per creare violenze. Molti soldati si sono rifiutati di eseguire gli ordini di Ben Ali perchè sono vicini al popolo tunisino. Tutt’oggi ci sono manifestazioni contro il governo soprattutto nella capitale Tunisi. 29 E ancora oggi la gente è in attesa che il vecchio governo venga abolito perché solo allora si potrà dire che la Tunisia è uno stato LIBERO. Io alunna dell'Istituto di origine tunisina ho realizzato alcune interviste a parenti che vivono ancora in Tunisia e che hanno assistito a tutte le manifestazioni di protesta. Loro si sono definiti coraggiosi e fieri di essere rimasti per vedere il cambiamento visto che per tanto tempo sono stati sottomessi ad una dittatura di cui avevano paura. Alla fine l’esperienza è stata molto importante perchè hanno vissuto un pezzo di storia del loro e del mio paese. Bziouech Hana 4°E In questi ultimi decenni ci sono stati molti flussi migratori verso l'Europa provenienti da zone del terzo mondo, in particolare dall'Africa e dall'Asia, a causa di numerose situazioni disagiate dal punto di vista economico, politico,ambientali e sociale. Alla fine del 2005 si contano più di 20 milioni di immigrati. All'inizio del 2010 l'Istat ha registrato 4 milioni e 235mila residenti stranieri, ma, secondo il Dossier Caritas Migrantes ,seppure non ancora iscritti in anagrafe, si arriva a 4 milioni e 919mila (un immigrato ogni 12 residenti). Una delle cause dei flussi migratori verso paesi europei sono i conflitti, che sono molteplici. In Africa sono di tipo religioso per esempio tra cristiani e musulmani; in alcune zone del Congo, muoiono ogni giorno circa 1200 persone. In Asia oltre alle situazioni critiche dell'Iraq e dell'Afghanistan, un flusso migratorio proviene anche dalle zone colpite dallo tsunami, una calamità naturale che ha colpito 13 paesi: Indonesia, Sri Lanka, India, Thailandia, Birmania, Bangladesh, Maldive, Somalia, Kenya. Nel 2011 nel Nord Africa precisamente in Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria e Libia si sono verificati dei conflitti di tipo politico ed economico. La popolazione di questi paesi in particolare in Tunisia si è ribellata all'aumento dei generi di prima necessità, si sono riunite nelle piazze del paese milioni di persone chiedendo le dimissioni del presidente Ben Ali, che per 23 anni ha adottato una politica di tipo dittatoriale. In questa rivolta ci sono stati molti arresti di persone innocenti e anche molti morti. Il popolo era sottomesso da Ben Ali perchéè stato un truffatore in quanto ha tolto migliaia di soldi alla gente anche quella più povera. Altri paesi sono stati contagiati, in Egitto al Cairo il 17 gennaio un uomo si è dato fuoco, sulla scia di quanto accaduto in Tunisia al venditore ambulante Mohamed Bouazizi. La protesta , in Egitto,è iniziata il 26 gennaio quando venticinquemila manifestanti sono scesi in piazza, per chiedere riforme politiche e sociali. Il 29 30 gennaio, migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Moubarak, il quale l'11 febbraio si dimette dalla propria carica. La rivolta è proseguita in Libia nel paese governato da circa 42 anni da Gheddafi .Qui , il 17 febbraio è considerata una data oramai passata alla storia come GIORNATA DELLA RABBIA. La rivolta è nata non solo dalle diseguaglianze sociali ma anche dai problemi nella distribuzione delle rendite petrolifere. Le condizioni appunto politiche, economiche ed ambientali sono la causa per cui la 20maggior parte della popolazione è costretta a emigrare, verso altri paesi che offrono condizioni di vita migliori. Molto spesso, nonostante usi, culture e religioni diverse gli immigrati riescono ad integrarsi bene rispettando gli usi e costumi della propria nazione e di quella ospitante. L'immigrazione e l'integrazione infatti devono andare di pari passo. Una conseguenza positiva dei flussi migratori è dato dallo sviluppo dell'economia italiana : il 10% degli immigrati sono occupati come lavoratori dipendenti, sono titolari del 3,5% delle imprese, incidono per l'11,1% sul prodotto interno lordo. In tutta Europa la crescita dell'occupazione è legata ai lavoratori immigrati. Essi sono circa 17,8% milioni, dei quali circa 2 milioni in Italia. Le strategie possibili per creare i presupposti di una convivenza civile e pacifica è che tutti i cittadini riconoscano il valore dell'altro e quindi che vengano assegnati uguali diritti e uguali doveri. Inoltre bisognerebbe far sì che le regole non vengano ignorate e tanto meno violate. I nostri comportamenti quotidiani dovrebbero mutare per far sì che sia un dovere morale aiutare le persone in difficoltà, in questo caso gli immigrati; quindi serve collaborazione da parte di tutti per aiutare questi pae- si che si trovano in situazioni terribili per ottenere la libertà,che è un diritto inalienabile. Cardinale Marzia IV E le migrazioni sono la più antica azione di contrasto alla povertà, selezionano coloro i quali desiderano maggiormente riscattarsi, sono utili per il paese che li riceve, aiutano a rompere l’equilibrio di povertà nei luoghi d’origine. Quale perversione dell’animo umano ci impedisce di riconoscere un beneficio tanto ovvio? (Galbraith) Ieri Oggi 31 Gli Americani si vedono nel momento del... petrolio. A pochi giorni dall'inizio di quella che verrà chiamata la Rivoluzione del Gelsomino, eversione popolare che ha portato la Libia allo spodestamento del leader del governo: Mu'Ammar Gheddafi, a non più di 50 km in linea d'aria da Tripoli, mentre in Europa si discute su quale tipo di “aiuto umanitario” offrire ai ribelli in cerca della, usiamo il termine, meritata democrazia, una flotta di navi americane staziona insieme ad alcune flottaglie di alleati minori. Naturalmente lo scopo è “umanitario”, ma non ci sono navi indiane, cinesi, russe o coreane: quando c'è un conflitto al mondo, il primo intervento e soprattutto armato, viene dagli americani. Un aiuto disinteressato e soprattutto a lungo termine, come nella guerra dei Balcani, in Iraq o Afganistan. Viene da riflettere: sembra che l'America ci creda davvero al suo ruolo di gigante buono, di sceriffo del mondo, ma se la nazione in difficoltà è proprietaria di giacimenti di petrolio e gas, allora ci credono ancora di più. Una coincidenza, il fatto che siano paesi con una grossa porzione nelcommercio al livello mondiale come espor- 32 tatori di petrolio e gas naturali, lasciano trasparire i rappresentanti americani nei loro discorsi. Ci piantano le basi e la bandiera come in Kosovo e ci soggiornano per decenni. Sono gente simpatica e generosa, ragazzoni sempre sorridenti. In Italia gli yankee regalavano sigarette e cioccolato che ancora ce ne ricordiamo. Certo, bombardarono anche i civili delle principali città italiane, da Roma a Milano, ma sono incidenti di percorso che possono succedere in guerra. Alleati che sbagliano. Nostri graditi ospiti (nessun governo gli ha mai negato il permesso di soggiorno nel nostro Paese) nelle cento basi (e sessanta testate nucleari) e sedi in giro per l'Italia, diventata la loro portaerei nel Mediterraneo. Nel Darfur o in Tibet, per fare un esempio dove non c'è l'oro nero, non si è fatto vedere nessuno. Se gli amici si vedono nel momento del bisogno, gli americani si vedono nel momento del petrolio. Antonio Marchì 4B Il Papa dei giovani La grande festa di beatificazione del papa che ha lasciato profondi messaggi all'intera umanità GIORNO 1 MAGGIO 2011: tutti in piazza per Giovanni Paolo II. Molti giovani sono accorsi da tutto il mondo per assistere alla beatificazione dell’amato Papa,quei giovani che Lui ha tanto amato;il suo spirito si avvicinava molto all’animo giovanile. Lui è andato in tutto il mondo e ,in occasione del grande evento ,tutto il mondo è andato a Roma per condividere una toccante emozione. “Se tu vivi con i giovani, anche tu ti ritroverai giovane”. così si esprimeva Papa Giovanni II, in occasione di una sua visita al carcere di Cagliari, nel 1992. Il Santo Padre ha risvegliato nei giovani la voglia di “fare”, ha sollecitato il desiderio di essere migliori, ha colloquiato a lungo con i giovani affermando: “ Vedo in voi le sentinelle del futuro; Voi siete l’avvenire del mondo, la speranza della Chiesa. Voi siete la mia speranza, voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame Per lanciare un messaggio di pace nel mondo, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha scritto una bellissima PREGHIERA sulla quale proponiamo una riflessione: Dio dei nostri Padri, grande e misericordioso, Signore della pace e della vita, Padre di tutti. Tu hai progetti di pace e non di afflizione, condanni le guerre e abbatti l' orgoglio dei violenti. Tu hai inviato il tuo Figlio Gesù ad annunziare la pace ai vicini e ai lontani, a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe in una sola famiglia. Ascolta il grido unanime dei tuoi figli, supplica accorata di tutta l'umanità: mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza; minaccia per le tue creature in cielo, in terra e in mare. In comunione con Maria, la Madre di Gesù, ancora ti supplichiamo: parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, ferma la logica della ritorsione e della vendetta, suggerisci con il tuo Spirito soluzioni nuove, gesti generosi ed onorevoli, spazi di dialogo e di paziente attesa più fecondi delle affrettate scadenze della guerra. Concedi al nostro tempo giorni di pace. Mai più la guerra. Francesca Bonsignore, Federica Librici , Rosanna Billitteri I A^ 33 I volontari di AVAMOT E tu…quanto sei disposto a metterti in gioco? Giorno 29 aprile 2011 in aula video, abbiamo avuto un incontro con un medico dell'Avamot, (una piccola associazione no profit, che giornalmente si prende cura dei malati oncologici in fase terminale) per sensibilizzare il mondo scolastico al volontariato di tale attività . I volontari AVAMOT operano gratuitamente in collegamento con gli operatori della SAMOT (medici, assistenti sociali, infermieri e altre persone di quell'ambito) per l'assistenza domiciliare e in Hospice cioè una struttura pensata come una residenza e non come un reparto, inserita all'interno dell'ARNAS ospedale civico Palermo in grado di accogliere 14 pazienti. I volontari AVAMOT agiscono prendendosi cura della persona e non della malattia, restituendo dignità e umanità alla morte. La loro attività si rivolge anche ai familiari del malato, relazionando tra loro. I loro obiettivi sono: il rispetto della dignità, l'approccio globale, il sollievo dalla sofferenza, la lotta contro il dolore, il sostegno alla famiglia, la formazione degli operatori e la sensibilizzazione della popolazione. Quest'associazione ha inserito un progetto chiamato Kairòs cioè cronometro. Questo progetto vuole garantire una risposta concreta ai problemi clinici, psicologici, socio-educativi e culturali del paziente nella fase finale. Gli obiettivi che ha questo progetto sono soprattutto finalizzati al sostegno del paziente e dei suoi familiari che affrontare i cambiamenti riguardanti la malattia . Questo incontro è stato molto interessante, per capire come il tempo è prezioso sia per un malato terminale che vive dignitosamente il tempo rimasto che per la famiglia che lo assiste. Quest'associazione fa bene ad occuparsi dei malati terminali perché, secondo me, non si devono lasciare sole le persone che non possono superare la malattia, anzi si devono sostenere ed aiutare di più. Alfieri Giorgia 2° I 34 Progetto “ Giornata della Legalità” Migranti-Senso civico- Omofobia-Rispetto dei più deboli I ragazzi dell”Einaudi “esprimono il loro pensiero e le loro emozioni su aspetti rilevanti dei fenomeni sociali più controversi PER SENSIBILIZZARE ALLA COSCIENZA CIVICA E AFFERMARE IL RISPETTO DEI DIRITTI INALIENABILI DELL’UOMO, ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI CARTELLONI CHE RACCHIUDONO IMMAGINI EFFICACI E FORTEMENTE COINVOLGENTI. Leopardi nel suo canto” la Ginestra “ ha lasciato ai posteri un importante testamento spirituale ,ancora attuale “Nobil natura è quella Che a sollevar s’ardisce Gli occhi mortali ………. L’umana compagnia, Tutti fra sé confederati estima Gli uomini, e tutti abbraccia Con vero amor, porgendo Valida e pronta ed aspettando aita Negli alterni perigli e nelle angosce….” 35 UN GRIDO DI PROTESTA SI LEVA DAI GIOVANI GLI ALLIEVI DELL’EINAUDI PARTECIPANO ALLA MANIFESTAZIONE ALL’INSEGNA DELLA LEGALITA’ Annualmente, il 23 maggio, data celebrativa dell’omicidio del magistrato Giovanni Falcone per mano mafiosa, inizia a Palermo un percorso finalizzato all’affermazione della legalità che vede la partecipazione di tutte le scuole di ogni ordine e grado della nostra città e provincia, insieme a commercianti e imprenditori, alla VI edizione dell’ADDIOPIZZO svoltasi a Villa Trabia il 27 maggio con la durata di tre giorni. La manifestazione assume quest’anno un significato particolare, perché si inserisce nel ventesimo anniversario dell'assassinio di Libero Grassi, che per i giovani di Addiopizzo ha rappresentato, in questi anni, il principale riferimento morale. La nostra scuola ha partecipato a questo movimento sociale selezionando solo due o tre alunni per classe. I partecipanti della nostra scuola e di tutte le altre si sono recati alle ore 8.30 in via Salinas all’entrata di Villa Trabia per iniziare il percorso programmato. Per le strade, i ragazzi e le persone coinvolte facevano sentire tra la musica e “I VUCI” il loro grido di protesta. All’interno della villa i commercianti, che si sono ribellati al “Racket” pubblicizzando il loro nome ed educando anche i più piccoli a farlo, hanno sistemato degli stand per sponsorizzare le loro attività al consumo critico antiracket. Tra gli stand e gli striscioni dei ragazzi si è organizzata anche una conferenza attraverso la quale sono stati trasmessi importanti messaggi per una crescita della coscienza civica e dei valori sociali ricordando l’esempio di quei “grandi uomini” di cui noi tutti siamo orgogliosi. L’occasione di far parte di questa popolazione antiracket ci permette di capire che esiste una via d’uscita, di non piegarci ai tiranni, Grazie al modello dei primi negozianti oggi il numero delle persone che nn pagano il pizzo 36 è aumentato e questo lo abbiamo percepito dalla quantità degli stend e anche da un’atmosfera allegra e gioiosa per la partecipazione di bambini che hanno partecipato attivamente alla manifestazione. Da notare però che la scuola ha deciso di selezionare cosi pochi ragazzi a partecipare ad un programma cosi importante. Fabio Panasci Marzia Cardinale 4E Il Grande Fratello della letteratura Il protagonista Wiston Smith tenta attraverso un diario segreto di resistere, sia pure in privato, alla massiccia campagna d'imbonimento della politica di regime. Incontra per caso Julia, una ragazza più giovane di lui e di lui più coraggiosa, e con lei inizia una relazione, in una casa che quasi incredibilmente sfugge al controllo del “Grande Fratello”. All'inizio la relazione è per entrambi un modo per ribellarsi al controllo di Stato, e per Wiston in particolare il modo per coltivare i suoi tenui e quasi mitici sogni di ribellione. Poi la relazione diventa amore, "l'unica cosa che nessuno, nemmeno il Grande Fratello - sostiene Wiston - potrà cancellare dal nostro animo". Ma il sogno dell'uomo si rivela una triste illusione: scoperti da O'Brien, un dirigente del partito che Wiston aveva creduto solidale con la resistenza (ma, come scoprirà amaramente, non esiste nessuna resistenza) viene torturato e piegato nel corpo e nell'anima fino a quando, sottoposto all'ennesima, atroce tortura, non rinnega anche il suo amore per Julia. Ora, finalmente, anche Wiston è diventato un suddito pienamente conforme alle ragioni del partito, e tutto il suo amore è rivolto al Grande Fratello. George Orwell (Eric Arthur Blair), scrittore, nato nel 1903, scrisse il libro “1984” nel 1948, questo ci deve far riflettere. L’autore interpreta la dittatura come l'assenza di libertà per tutti gli individui, nessuno escluso. Nemmeno i funzionari più alti del "partito" al potere, infatti, godono di alcun privilegio. Esemplare è l'interrogatorio finale condotto dal funzionario ai danni del protagonista, in cui il primo dimostra tutto il proprio fervore ideologico difendendo la pratica del bis-pensiero. Forse, il motivo per cui 1984 è uno dei romanzi più inquietanti della storia della letteratura è proprio questo: la dittatura ipotizzata da Orwell è disumana e mentale, viene imposta con il lavaggio del cervello, con le sparizioni improvvise, senza alcun clamore, senza alcuna violenza apparente. Vincenzo Albanese 3A 37 Partecipare è importante, ma....vincere è una grande emozione Il giorno 20/04/2011, allo stadio delle Palme, si sono disputate le gare di “ Atletica su pista” per i campionato studenteschi. I partecipanti per l’istituto L. Einaudi erano: i fratelli Brunettini Alessio e Davide, Ciambra Mattia, Di Cara Domenico, Lo Bello Alberto, Lo Bue Davide, Rionefili Lorenzo, Singh Kevin. Le discipline di merito in gara erano: la corsa dei 100 metri,la corsa dei 1000 metri, il salto in alto,il salto in lungo e il lancio del peso; a tutti gli atleti in gara è stata assegnata la medaglia di partecipazione,ai primi sono andate le medaglie. Sono stati molti i primi premi assegnati al nostro istituto: la medaglia d’oro a Brunettini Davide e Lo Bello Alberto nella corsa dei 1000 metri e dei 100 metri; medaglia doro a Brunettini Alessio nel salto in alto e medaglia d’oro a Mattia Ciambra nel lancio del peso. Buoni piazzamenti anche per gli altri allievi dell’istituto. Partecipare alla gara è stata una grande esperienza. Per la prima volta partecipavo ad una competizione della quale non conoscevo le regole, il funzionamento;erano presenti tutte le scuole di Palermo. All’arrivo della prof.ssa Can- diloro, dopo la fase di riscaldamento la gara ha avuto inizio e giunto il momento della mia prova ho pensato che avrei potuto vincere nonostante la presenza di due avversari molto forti. Ho capito che dovevo mettercela tutta e lanciare molto lontano. Finite le gare c’è stata una breve pausa di rilassamento con balli e musiche molto coinvolgenti come WAKA WAKA di Shakira. Finalmente è arrivato il momento della premiazione dal terzo classificato al primo. Quando dal microfono ho sentito il mio nome, mi sono detto”ho vinto è incredibile,non mi sembra vero invece lo è!” Salito sul gradino più alto ho ricevuto grandi applausi e mi sono emozionato guardandomi intorno: c’erano tutti i partecipanti, i miei compagni di squadra, la professoressa e soprattutto c’erano i miei genitori. Ho alzato il braccio destro in segno di vittoria ed ero felice. Ho stretto la mano al mio avversario e gli ho fatto i complimenti, così come lui li ha fatti a me. Le 4 medaglie d’oro hanno consentito al nostro istituto di accedere alla fase regionale. Il festeggiamento è stato immortalato da foto ricordo alcune scattate da mio padre. Tornato a casa ho ripensato 38 alla gara ed ho capito che vincere non è tutto ma impegnarsi per raggiungere il proprio scopo è importante .Ho pensato ai due avversari che avevo affrontato, rispetto il loro impegno e ammiro la loro bravura. Spero che alle regionali ci siano anche loro,così forse potranno prendersi la rivincita. Mattia Ciambra 4°B I CAMPIONI DELL’EINAUDI Staffetta 4x100 :Reg.Sicilia 1° classificata Brunettini Alessio Salto in alto: 1° classificato Brunettini Davide 1000 MT.: 1° classificato Lo Bello Alberto 100 MT.: 3° classificato 39 Quest'anno ho partecipato alle gare studentesche di atletica leggera ottenendo sin da subito ottimi risultati. Così dopo le prime vittorie provinciali, mi sono qualificato per le gare regionale ed anche in questa occasione sono arrivato primo. Questo mi ha permesso di accedere al campionato studentesco nazionale svoltosi a Roma. Ero già stato in visita a Roma qualche anno fa con i miei genitori ed avevo avuto modo di apprezzare la città, ma questa volta l'emozione è stata ben diversa, non più in veste di turista, ma di atleta. Ho vissuto un' esperienza unica e irripetibile, e non solo perchè ho vinto due medaglie ma soprattutto perchè ho conosciuto tantissimi ragazzi della mia età, provenienti da tutta lL’Italia e con alcuni di loro ho stretto una bella amicizia ed abbiamo già in programma di vederci durante l'estate. Che atmosfera magica quello dello stadio dove si sono svolti i campionati ! Ragazzi, professori, genitori, arbitri, commissari, giudici tecnici, tutti insieme in uno spirito di sana competizione sportiva. La sensazione era che una grande energia positiva stesse esplodendo sopra le nostre teste. Durante la mia gara dei 100 metri ho dato il massimo, ho tagliato il traguardo al terzo posto e l'unica cosa che ricordo è stato l'applauso del pubblico. Ma l'emozione è stata ancora più forte al momento della premiazione, quando ho sentito il mio nome al microfono. Sono salito sul podio ed ho sentito un brivido percorrere tutta la schiena. Lo ricorderò per tutta la vita. Alla conclusione della gara tutti noi giovani partecipanti siamo stati invitati allo Stadio Olimpico a vedere gareggiare gli atleti di fama internazionale tra i quali partecipava anche “l'uomo più veloce del mondo, “Bolt” ed in cuor mio ho sognato di diventare un giorno come lui. Alberto Lo Bello 2/I 40 Progetto PON Teatro Misura F2 Interventi per promuovere il successo scolastico per le scuole del secondo ciclo. Codice F-”-FSE Mi chiamo Arianna Schiera, frequento la classe IV C dell’I.P.S. “Luigi Einaudi” di Palermo ed anche quest’anno ho scelto di partecipare al Progetto PON Teatro, relativo al percorso formativo su tematiche estetico-espressive, scegliendo il Modulo “ Teatro in Scena”, poiché recitare è la mia passione e l’idea di un musical, ispirato a quello più celebre di “ Mamma mia “, era davvero entusiasmante e suggestiva. Altri miei compagni, però, hanno preferito recitare ispirandosi alle esilaranti scenette di Aldo, Giovanni e Giacomo, (all’interno del Modulo Ambiente), riuscendo a divertire il pubblico con battute e con mimiche davvero buffe, che hanno comunicato allegria e scatenato gli applausi; altri ancora hanno prediletto il Canto (nell’ambito del Modulo Coro),e le canzoni degli Abba hanno dato un ritmo ed una musicalità che, a lungo, è riecheggiata nella memoria di tutti. I balletti del Modulo Danza, poi, coreografati sui ritmi travolgenti di “ Mamma mia “, hanno catturato l’attenzione e l’ammirazione degli spettatori ed hanno interagito con i ragazzi del Modulo Mimo, sempre nell’ambito del musical. Tutto questo ed altro ha costituito lo spettacolo teatrale che è stato rappresentato al Teatro “Cristal” di via Mater Dolorosa, la sera del 6 Maggio , alle ore 21:00. Il nostro è stato e sempre sarà un percorso formativo utile come strumento di integrazione culturale e dunque tale da favorire,in ciascuno di noi, l’arricchimento individuale sul piano intellettuale e , soprattutto, relazionale. Quello che conta per noi è lo stare insieme, con la guida degli Esperti e dei Tutor, per imparare a socializzare ed a collaborare, ma anche per sentire dentro di noi che possiamo farcela e che possiamo tirare fuori le nostre potenzialità creative e relazionali: in una parola “il meglio” che c’è! Il nostro spettacolo che, quest’anno, aveva come titolo “La felicità non è un sogno”, rappresenta il quinto appuntamento dopo: “I have a dream. Io ho un sogno”(2007) “Apriamo una finestra sul mondo” (2008), “Vivere la vita è canto alla vita” (2009) e “ Insieme …per immaginare e costruire un mondo migliore “. Da questi titoli si può evincere l’ispirazione che ha guidato la scelta dei contenuti e delle musiche, scaturita, per l’appunto, proprio dallo spirito che ha animato i nostri incontri ed il confronto che li ha arricchiti di emozioni e di profondi significati umani. A questo punto non ci resta che ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti in questo nostro percorso ed anche coloro che sono intervenuti al nostro spettacolo per trascorrere, insieme a noi, un momento che ci auguriamo sia stato piacevole e denso di emozioni. Fra questi, un grazie particolare va alla nostra Preside, Anna Fileccia, seduta in prima fila a fare il tifo per noi. Non siamo dei professionisti ma possiamo assicurarvi che abbiamo cercato di fare del nostro meglio e di più…Alla fine, quello che conta per noi e speriamo anche per voi è proprio questo : che vi sia giunto, cioè, il nostro semplice ed autentico messaggio di pace, di gioia e di amore e per sentire insieme, al di là di ogni barriera, oltre il buio della solitudine che… la felicità non è un sogno. Teatro “Cristal” via Mater Dolorosa, 6 Maggio , ore 21:00. 41 PREMIO”Alessandro Cestelli” ( XI Edizione) Gli allievi dell’”Einaudi “vengono premiati per il loro impegno Il giorno 21 Maggio 2011, presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Molecolari e Biomolecolari di Palermo, si è svolta una manifestazione in memoria del professore universitario A. Cestelli; sono stati assegnati premi dedicati a lui, per valorizzarne l’ insegnamento e la poliedrica, straordinaria valenza formativa del suo cammino umano e civile, per "non dimenticare". Il "Comitato Promotore del Premio"ha assegnato all’allievo Alessio Bondì (IV ^I) il premio di 600 euro per il suo impegno scolastico e soprattutto per le doti umane, la disponibilità, il rispetto di sè e degli altri. All’allieva Miriam Ferrara (I ^I) sono stati assegnati in premio un libro e un cd per la partecipazione attiva al processo educativo e i risultati scolastici ottenuti. Durante la manifestazione si è esibito il Coro dell’Università di Palermo. La nostra scuola è orgogliosa degli allievi premiati che hanno investito nella cultura, nella crescita personale e nel rispetto dei valori ; ad essi augura di poter realizzare un futuro soddisfacente che esprima la realizzazione dei loro desideri e delle loro attitudini. 42 Alessandro Cestelli nasce a Palermo, il 17 Maggio 1951 Studia a Palermo fino alla Laurea in Scienze Biologiche. Nel 1971 comincia la vita di laboratorio, che non abbandonerà mai più. Frequenta l'Istituto di Anatomia Comparata già divenuto, sotto la guida di Alberto Monroy prima ed in seguito di Giovanni Giudice, Scuola di Biologia dello Sviluppo all'avanguardia nel settore della ricerca molecolare e rinomata in tutta Italia. In particolare, lavora nel laboratorio di Maria Letizia VittorelliNel 1977, infatti, viene accettato come 'Associate in Neurology' nel laboratorio diretto da Elvira Costantino-Ceccarini, presso il Department of Neurology - Albert Einstein College of Medicine, Bronx, New York. In questo laboratorio rimarrà fino al 1979 Tornato a Palermo nel 1980, nella Palermo insanguinata dai grandi delitti di mafia, all'indomani dell'assassinio di Pio La Torre, fonda insieme ad altri colleghi della Facoltà di Scienze, il "Comitato per la costruzione di un monumento ai caduti nella lotta contro la Mafia” 43 Viva L’Italia Francesco De Gregorio viva l'italia l'italia liberata l'italia del valzer e l'italia del caffe' l'italia derubata e colpita al cuore viva l'italia l'italia che non muore viva l'italia presa a tradimento l'italia assassinata dai giornali e dal cemento l'italia con gli occhi asciutti nella notte scura viva l'italia l'italia che non ha paura viva l'italia l'italia che e' in mezzo al mare l'italia dimenticata ….. l'italia che lavora l'italia che si dispera e l'italia che s'innamora ……. l'italia con gli occhi aperti nella notte triste viva l'italia l'Italia che resiste La redazione I.PS.” L..Einaudi” Via Mongerbino 51 Palermo Www.ipseinaudi.eu 44