CONSORZIO STABILE
S E RV I Z I
I N T E G R AT I ®
Q UOTIDIANO
CONSORZIO STABILE
Anno I° n. 172 EDITORE :
Venerdì 10 ottobre 2014
-
euro 0
S OC . C OOP. “C OMUNICA ” - D IRETTORE
RESPONSABILE :
IL JOBS ACT
È SOLO
L’INIZIO
C’È TANTO
DA FARE
E DISFARE
ONLINE
NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO
C ARMINE A LBORETTI
S E RV I Z I
I N T E G R AT I ®
[email protected]
ANCHE IL PRESIDENTE NAPOLITANO “BENEDICE” LA RIFORMA DI RENZI
Premio Nobel per la Pace
a Malala Yousafzai e Kailash
Satyarthi per il loro impegno
per i diritti dei bambini
a pagina 2
a pagina 3
Tanti big alla inaugurazione
dell’anno accademico
del Parlamento della Legalità
Mannino: legalità è bellezza
a pagina 4
Obiettivo su...
2
Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi
La Voce Sociale
L’annuncio ad opera del presidente del Comitato che assegna il premio
è arrivato alle 11. Il ministro Mogherini su Facebook: scelta importante
Il premio Nobel per la pace è stato
assegnato congiuntamente all’attivista indiano per i diritti dei bambini
Kailash Satyarthi ed alla pachistana
Malala Yousafzay, che due anni fa
fu ferita gravemente dai talebani per
la sua lotta a favore dell'istruzione
femminile. A dare l’annuncio il presidente del comitato per il Nobel,
Thorbjoern Jagland. Secondo il Comitato per il Nobel, il 60enne Satyarthi e la 17enne Malala sono stati premiati “per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei
giovani e per il diritto di tutti i bambini all'educazione”. I bambini - si legge nel comunicato che accompagna il Premio - devono poter andare a scuola e non essere sfruttati
per denaro. Nei Paesi più poveri del
mondo, il 60 per cento della popolazione ha meno di 25 anni d'eta; ed
è un prerequisito per lo sviluppo pacifico del mondo che i diritti dei
bambini e dei giovani vengano rispettati. Nelle aree devastate dalla
guerra, in particolare gli abusi sui
bambini portano al perpetuarsi della violenza generazione dopo generazione”.
Malala Yousufzai si trovava a scuola “come un giorno normale”, quan-
GIUSTIZIA
do è arrivata la notizia dell'annuncio della sua vittoria del premio Nobel per la Pace. Lo ha riferito una
sua portavoce, citata dal sito web
del quotidiano Dawn. La portavoce
ha spiegato che Malala dovrebbe
è stata curata a seguito dell'attentato subito ad opera dei Talebani nell'ottobre del 2012.
La decisione di assegnare a Malala
Yousafzai e Kailash Satyarthi il premio Nobel per la Pace è “una scelta
tenere una conferenza stampa nelle prossime ore. Per l’emittente
norvegese Nrk, l'attivista non incontrerà i giornalisti prima della conclusione dell'orario scolastico. Malala
frequenta la scuola superiore Edgbaston a Birmingham, la città dove
importante che premia il loro grande
impegno per i diritti dei bambini” - ha
scritto su Facebook il ministro degli
Esteri Federica Mogherini, pochi minuti dopo l'annuncio del Comitato
norvegese che attribuisce il prestigioso riconoscimento.
venerdì
10 ottobre 2014
Acli
A Camaldoli Incontro
nazionale di spiritualità
su povertà e ricchezza
Da oggi al 12 ottobre si svolgerà
a Camaldoli l’Incontro nazionale
di spiritualità delle Acli ed avrà
per tema “Povertà e ricchezza:
l‘idolo del denaro”. “Sarà un‘occasione importante
per condividere
un tempo di preghiera e di spiritualità – sottolinea padre Elio
Dalla Zuanna,
incaricato nazionale Cei per la
formazione spirituale nelle Acli –
su questioni significative nel contesto storico che
stiamo vivendo, continuando
l‘esperienza nata dalle Acli della
Lombardia ed organizzata insieme ad altre regioni che è diventata il nostro appuntamento nazionale per interrogarci e rilanciare l‘esperienza di vita cristiana
nelle Acli”. “La crisi del nostro
tempo – afferma Stefano Tassinari, vice presidente nazionale
Acli e responsabile per la Vita cristiana – ci pone una domanda di
fondo: come non farsi governare
dalla ricchezza? È una domanda
che ci chiede conto del rapporto
personale, associativo e comunitario che vogliamo costruire”.
NEGATA
Strage di Ustica, i legali scrivono a Napolitano e al premier
La missiva al Colle esprime disagio per il fatto che, dopo 34 anni, si parla ancora di “indagini giudiziarie”
Una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e per
conoscenza al premier Matteo
Renzi, è stata inviata dagli avvocati Vincenzo, Vanessa e Fabrizio
Fallica, legali di numerosi familiari
delle vittime della strage di Ustica,
affinché intervenga per mettere la
parola ”fine” a una vicenda che si
trascina da 34 anni. “Siamo una
famiglia di avvocati – scrivono – intensamente impegnati nella vicenda giudiziaria del disastro aereo di
Ustica e rappresentiamo diversi
parenti delle vittime tra i quali chi
ha perduto l’intera famiglia composta dalla moglie e tre figli (Diodato
Pasquale). Le inviamo questa lettera aperta per manifestare il nostro disappunto sul fatto che ancora oggi dopo 34 anni si parla di indagini giudiziarie”.
“Siamo perfettamente consapevoli – proseguono – dei notevoli impegni che La tengono legata alle
sorti del nostro Paese in questo
particolare momento di crisi, ma
siamo convinti che si sia smorzato
quel triste momento di isterismo
politico istituzionale così da consentire una particolare attenzione alla nostra vicenda. Ed è per ciò che
chiediamo il Suo autorevole intervento affinché si ponga fine a questa triste vicenda che chissà per quanti an-
ni ancora può interessare le aule giudiziarie”. I legali concludono: ”Sottoponiamo pertanto alla Sua valutazione l’opportunità che il governo, tenu-
to conto di quanto già sufficientemente statuito, ponga fine ad ulteriori percorsi giudiziari attraverso un intervento transattivo e definitivamente risolu-
tivo. Tutto ciò all’insegna di quella solidarietà sociale prevista dall’art 2 della Carta Costituzionale,di cui Lei è garante”.
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Obiettivo su...
La Voce Sociale
venerdì
10 ottobre 2014
Jobs act, ecco l’endorsement di Napolitano
Il presidente della Repubblica sulla fiducia al Senato: “Un passo in avanti in un quadro di riferimento
che contiene molti altri elementi da coltivare”. Cisl: sabato 18 al Jobs day giovani insieme ai pensionati
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rinnova il suo endorsement al governo Renzi intervenendo sul tema del Jobs act, che ha
incassato la fiducia al Senato: "Naturalmente è un passo in avanti in
un quadro di riferimento che contiene molti altri elementi da coltivare".
Insomma, i rapporti tra il premier
Matteo Renzi e il capo dello Stato,
dopo alcuni alti e bassi, sono tornati buoni. Il Presidente ha sostanzialmente benedetto la riforma del lavoro e, viceversa, non ha raccolto le
pressanti richieste di aiuto della sinistra del Pd e del sindacato, che
invocavano un appello quirinalizio al
coinvolgimento delle parti sociali.
"Il Jobs Act è un passo che va nella
giusta direzione ma deve essere
confermato alla Camera e soprattutto deve essere riempito di contenuti con decreti attuativi". Così il presidente di Confindustria Giorgio
Squinzi in occasione del Business
Forum italo-tedesco svoltosi a Bolzano. Oltre a Squinzi al vertice bilaterale è intervenuto anche il suo collega tedesco della Bdi, Ulrich Grillo
che ieri aveva detto di "tifare per
Renzi". Squinzi ha proseguito affermando che il "via libera dell'Europa
sul 'made in' è un'importante prova
STUDENTI
di democrazia perché garantisce la
trasparenza oltre che ad essere un
diritto del cosumatore conoscere la
provenienza del prodotto" e che
"della battaglia sul 'made in' ne trarranno benefici anche Italia e Germania". Squinzi ha sottolineato che
la Germania è un partner
commerciale strategico
per l'Italia. "Le relazioni
non sono solo legate al
commercio ma anche
a progetti e cooperazioni (il riferimento e' a
quelle
universitarie,
ndr). È significativa anche l'attenzione che la
Germania ha nei confronti dell'Italia come,
per esempio, nel settore del turismo", ha concluso.
Sarà un vero Jobs day
quello che la Cisl ha in
programma sabato 18
ottobre in tante città italiane, una giornata di
mobilitazione nazionale, ma articolata a livello territoriale e regionale,
incentrata tutta sui temi del lavoro,
della lotta alla precarietà dei giovani e della tutela dei redditi dei lavoratori e dei pensionati. "Incontrere-
IN PIAZZA CONTRO
mo e dialogheremo con i lavoratori,
i pensionati, soprattutto i giovani,
chiedendo loro di condividere le
priorità che noi vogliamo indicare al
Paese per la ripresa economica:
sviluppo, lavoro, occupazione e dignità delle persone", sottolinea il
neo segretario generale della Cisl,
Annamaria Furlan.
"Ha ragione il governatore della
Bce, Mario Draghi: bisogna pensare a far assumere i lavoratori e non
licenziare, come purtroppo sta acca-
Il presidente
della Repubblica
Giorgio
Napolitano
dendo a Terni ed in tante altre
aziende del nostro paese. Senza investimenti non si crea occupazione.
Le nuove regole del jobs act, pur
condivisibili in molti punti, sono destinate ad essere un ennesima occasione perduta senza uno slancio
straordinario nella politica industriale che favorisca gli investimenti nel
nostro Paese".
Nel volantino che sarà distribuito
verrà la piattaforma della Cisl: mantenimento della tutela dell'art.18 e
reintegro contro i licenziamenti discriminatori e disciplinari; contratto
a tutele crescenti per cancellare tutte le forme di precarietà dei giovani
come false partite iva, cococo della
pubblica amministrazione, cocopro,
associati in partecipazione; estensione degli ammortizzatori e formazione per chi perde il lavoro; riduzione choc delle tasse per lavoratori e
pensionati per rilanciare anche i
consumi; nuova politica industriale,
infrastrutture efficienti e minori costi
sull'energia; più contrattazione e
partecipazione dei lavoratori nelle
scelte aziendali; età di pensionamento flessibile; lotta alla evasione
fiscale, alla corruzione ed agli sprechi della pubblica amministrazione".
ad. sp.
RENZI
“Siamo noi la Grande bellezza, non tagliateci il futuro”
Mobilitazione in tutta Italia per dire “no all’ennesimo attacco all’istruzione pubblica ma anche alle privatizzazioni”
"Siamo noi la Grande bellezza". Evocando il film di Sorrentino, gli studenti scendono in piazzaa con una mobilitazione in tutta Italia indetta dall'Unione studenti universitari e dalla
Rete degli studenti sotto l'hashtag
#10ottstudentiinpiazza. I ragazzi manifestano "per chiedere una scuola,
un'università, un Paese diverso, che
non è quello del Jobs Act o dello
Sblocca Italia, per dire che siamo noi
la bellezza di questo Paese e che
non possiamo più permetterci di vivere nella precarietà ed essere privati
dei nostri diritti".
"La buona scuola siamo noi". Dietro
questo striscione è partito il corteo
degli studenti romani contro il piano
scuola del governo Renzi e il Jobs
Act. Centinaia di liceali stanno sfilando tra le strade della Capitale al grido
di "Tutti insieme famo paura", "No alla scuola dei padroni 10, 100mila occupazioni" ed accendendo fumogeni
colorati.
"Oggi scendiamo in piazza per dire
no all'ennesimo attacco all'istruzione
pubblica - spiegano alcuni manifestanti - ma anche alle privatizzazioni.
Noi diciamo no alla precarizzazione,
alla 'scuola azienda'. Ma soprattutto
siamo qui per gridare al premier Matteo Renzi che la buona scuola non è
quella del suo libretto e della sua proposta ma siamo noi che tutte le mattine ci alziamo per entrare in edifici
Un momento
del corteo
a Roma
vecchi e con banchi rotti".
E al Colosseo è già flash mob. "Abbiamo esposto uno striscione per dire che la Grande Bellezza è prima di
tutto partecipazione - dice Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi - Quello di oggi rappresenta l'inizio di una serie di 10 flash mob
che si faranno in 10 città simbolo durante i nostri cortei. Abbiamo voluto
esporre davanti al Colosseo il primo punto
centrale: la partecipazione".
Anche a Milano il corteo
degli studenti contro la
riforma della scuola del
governo Renzi. Insieme
agli studenti (oltre duemila secondo le forze
dell'ordine) ci sono anche sigle sindacali e
precari dell'istruzione,
professori e ricercatori.
Quella milanese è una
delle piazze italiane impegnate nella contestazione alla riforma, almeno cento secondo gli organizzatori.
"Scuola per tutti, precarietà per nessuno": è lo
striscione che apre il
corteo a Torino. I manifestanti, alcune centinaia, hanno acceso fumogeni e scandiscono slogan contro il
premier Renzi e il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Nel corteo
anche insegnanti precari e diverse
bandiere del Cobas.
Uova contro l'ingresso della Banca
d'Italia in via Cavour a Palermo. A lanciarle sono stati gli studenti in corteo
per per protestare "contro le politiche
di tagli e di privatizzazioni, che in pie-
na continuità con i governi precedenti, sono tutte poste a tutelare
ancora una volta gli interessi delle
banche a discapito degli studenti e
delle loro famiglie costrette a pagare tasse onerose e vivere in
condizioni sempre più precarie".
Bandiere rosse dei Cobas e di altre sigle, tamburi e striscioni anche
a Cagliari: è partito poco dopo le
10 il corteo contro il progetto della
nuova scuola di Renzi. Alcune
centinaia di docenti, studenti e
personale Ata si sono schierati in
piazza Garibaldi e si sono diretti in
marcia verso viale Trento, sede
della Regione. Le rivendicazioni
non sono soltanto nazionali ma
anche locali. "Non ci sembra - ha
spiegato alla partenza Nicola
Giua, dei Cobas - che l'esecutivo
stia facendo moltissimo. Senza finanziamenti, si vive alla giornata".
"Il premier - dichiara Gianluca
Scuccimarra coordinatore dell’Unione degli universitari - non
può usare la condizione giovanile
come uno slogan fine a se stesso.
È ora che la politica si prenda le
sue responsabilità dando risposte
reali ad una generazione precaria
privata del proprio futuro. La stessa generazione in piazza per dire
che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e
cambiamento".
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Parlamento della legalità, inaugurato l’anno accademico
Società
La Voce Sociale
venerdì
10 ottobre 2014
Folla di big a Palazzo Marini per la manifestazione presieduta dal fondatore Mannino
di Carmine Alboretti
Si chiama “Parlamento della Legalità”
ma non ha nulla a che vedere con la
Casta. Semmai i tanti soci della “creatura” nata dalla passione antimafia di
Nicola Mannino, minuto eppure combattivo professore di religione dell’hinterland palermitano che può vantare di
essere stato fianco a fianco con Paolo
Borsellino nei suoi incontri con gli studenti italiani (prima che Cosa Nostra
mettesse fine alla sua vita ed a quella
degli “angeli custodi” della scorta) possono insegnare molto ai nostri rappresentanti a Montecitorio e a Palazzo
Madama.
Forse è per questo che i
A dispetto
“deputati” del Parlamento
del nome
della Legalità riescono da
qualche anno ad ottenere
l’associazione
di poter inaugurare il loro
non ha nulla
anno accademica a Roma,
proprio nel Palazzo per eca che vedere
cellenza della politica italiacon la Casta
na. La cerimonia di quest’anno, si legge in una noanzi potrebbe
ta, “ha avuto un respiro più
essere presa
che nazionale”. Nella “Sala
delle due colonne”, immobida esempio
le di Palazzo Marini che fa
parte della Camera dei deputati, location d’eccezione, sono arrivate personalità del mondo politico, ecclesiale, della scuola, della stampa, della
scienza, dell’arte, provenienti da tutta Italia per
dare il via “tutti insieme ad un nuovo anno di attività culturali e formative nel nome della bellezza e della legalità”.
L’incontro è stato fortemente voluto ed organiz-
zato dal presidente, Nicolò Mannino e moderato
dalla collega Adriana Pannitteri della Rai. Due ore
intense di emozioni durante le quali le varie personalità intervenute hanno condiviso le loro esperienze e le loro competenze. Da Maria Greco,
componente della commissione Giustizia della
Camera, al giudice Stefano Dambruosio, da Gianfranco De Gesu, direttore generale dell’ammini-
strazione penitenziaria, ai vari componenti attivi
del movimento, come Antonella Abruzzo, Giovanni D’Alascio, Salvatore Sardisco. “La legalità conviene” è stato il pensiero condiviso. Perché legalità vuol dire bellezza. Quella cultura della bellezza nella quale ha creduto padre Pino Puglisi, papa Wojtyla, Falcone e Borsellino, Peppino Impastato e tanti altri.
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Tutto pronto per la seconda edizione di Future Forum
Società
La Voce Sociale
venerdì
10 ottobre 2014
Rassegna internazionale della cultura dell’innovazione e della previsione di scenari futuri
Al via la II edizione di
Future Forum (www.futureforum.it), rassegna
internazionale dedicata
alla cultura dell’innovazione e alla pre-visione
di scenari futuri nell’economia, nella società e
negli stili di vita, si svolge in due città italiane:
Udine (21 ottobre-15
novembre) e Napoli
(22-28 ottobre).
Il Future Forum è un
progetto della Camera
di Commercio di Udine
con il Forum
Universale
delle Culture
Napoli
di
Napoli,
e Udine
ideato e diretto
da
Renato
unite
Quaglia.
dal filo
Il cuore del
nord-est prodi questa
duttivo e la castraordinaria
pitale del Meziniziativa
zogiorno creaun ponte
internazionale no
ideale e si uniscono sotto l’insegna della riflessione sul futuro. I
modelli a cui ci siamo abituati si stanno
evolvendo ed è imperativo ripensarli, ragionando oggi sui cambiamenti che avverranno nel prossimo ventennio per non
arrivare impreparati all’appuntamento
con il domani. Futurologi, economisti, sociologi, scienziati e autorevoli studiosi di
tutto il mondo sono chiamati dalle due città a presentare i risultati delle loro ricerche, invitando al confronto e alla riflessione collettiva sulle scoperte, le esperienze e i mutamenti che si prevede interverranno nelle nostre vite sui temi di lavoro,
economia, saperi ed etica, tecnologia e
trasferimento tecnologico, sanità e salute, gusti e alimentazione, città, turismo.
Oltre cento dibattiti, conferenze, workshop e case-history dal mondo sono
l’occasione per riflettere su argomenti
che non è possibile, né utile, continuare
a ignorare.
In particolare si tenterà di dare una risposta a domande quali: sarà meno difficile
essere anziani? Come evolveranno le
nanotecnologie e come saranno applicate alla medicina? In che modo cambierà
l’alimentazione? Quale sarà il rapporto tra
cittadini e sanità? Interverranno i seguenti relatori: il genetista Guido Barbujani parla de “Perché non possiamo non dirci africani”: comprendere la diversità umana è fondamentale per impostare correttamente la ricerca clinica e per lo
sviluppo di nuovi farmaci. Ma, al di là delle applicazioni pratiche, lo studio del nostro genoma ci
sta facendo capire la storia dell’umanità, dall’uscita dall’Africa di un piccolo gruppo di cacciatori ai processi di espansione, isolamento e contatto che hanno dato forma alle nostre differenze
(al Teatro San Carlo di Napoli, mercoledì 22 ottobre). Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina all’Università La Sapienza di Roma,
si interroga su “Il futuro della medicina fra molecole e cellule”: dal metodo Stamina alla fecondazione eterologa, le nuove frontiere della medicina pongono problemi tecnici, etici e sociali che
spesso sfuggono al controllo dell’opinione pubblica (al Teatro San Carlo di Napoli, domenica 26
ottobre).
Lo scienziato Mauro Ferrari dello Houston Me-
thodist Research Institute espone le sue ricerche
in ambito biomedico nell’intervento “Nanotecnologie ovunque”; un percorso di concentrazione verso la cura perfetta, verso una longevità che sia
anche vera salute: questa la sfida più importante
delle nanotecnologie applicate alla medicina (Napoli, venerdì 24 ottobre; Udine, sabato 25 ottobre).
Francesco Pascolini, presidente e rappresentante rurale di Federfarma Friuli-Venezia Giulia, e Andrea Manfrin, professore ordinario alla Medway
School of Pharmacy dell’Università del Kent, ci
svelano come sarà “La farmacia nel futuro”, orientata ad un modello che unisce l’ascolto e la consulenza alla vendita dei farmaci con positive ricadute in termini di salute per il cittadino e di risparmio nella spesa per i servizi sanitari (nella Sala
Valduga della CCIAA di Udine, lunedì 3 novembre).
Dal metodo Stamina alla fecondazione eterologa,
le nuove frontiere della medicina pongono problemi tecnici, etici e sociali che spesso sfuggono al
controllo dell’opinione pubblica; il genetista Michele Morgante dell’Università di Udine
insieme a Pietro Pietrini, docente di Biochimica clinica e
Biologia molecolare clinica all’Università di Pisa, si interroga su “Il futuro della medicina
fra molecole e cellule” (Ospedale Civile di Udine, lunedì 3
novembre).
Iona Heath, presidente del
College’s International Committee e dell’Ethics Committee
del British Medical Journal, riflette sulle “Questioni di vita e
di morte”. Per ridare dignità al
naturale percorso verso la
morte, medici e filosofi si stanno interrogando sul senso dell’accanimento terapeutico sui
corpi e le anime, perché non
basta rendere disponibili le
migliori conoscenze scientifiche per dare dignità alla cura
e all'assistenza (nella Sala
Valduga della CCIAA di Udine, venerdì 14 novembre).
Di fronte alla difficoltà dei sistemi politici di rispondere alle aspettative dei cittadini, è opportuno tornare
ad interrogarsi sui fini e sul senso della vita individuale e collettiva, nel senso più completo ed inclusivo possibile affiancando al servizio della statistica, oltre agli aspetti economici la qualità delle relazioni, dell'ambiente, dei
servizi alla persona, del benessere inteso in senso ampio. “BASTA IL PIL?
Come l'amministrazione misura i suoi
risultati in una società post-industriale” è il titolo dell’incontro di Francesca
De Vecchi, ricercatrice di Filosofia
teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San
Raffaele, e Stefano Bartolini, docente
di Economia politica e sociale presso
l’Università di Siena (Udine, lunedì 10
novembre).
Interverranno anche: gli economisti
dell’OCSE Sergio Arzeni, Alain Dupeyras, David Halabisky, Olaf Merk e
Anna Rubin; i futurologi del Copenhagen Institute for Futures Studies Carsten Beck, Martin Kruse e Henrik Jensen e quelli del Center for Houston’s
Future Peter Bishop e John Wilburn;
gli esperti dell’European Tourism Futures
Institute Jeroen Oskam e Albert Postma; Paola Annoni, policy analist presso la direzione generale
delle Politiche Regionali e Urbane della Commissione UE; il sociologo Massimiano Bucchi dell’Università di Trento; Alastair Donald, co-direttore del
Future Cities Project; Orna Mager del Centro israeliano Modi’in; l’economista Jay Mitra dell’Università dell’Essex; il sociologo Marco Orioles dell’Università di Udine; il biologo Mark Pagel dell’Università di Reading; Viktor Mayer-Schönberger, esperto di big data dell’Università di Oxford.
Il Future Forum è un progetto della CCIAA di Udine realizzato con le partnership di OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in
Europa), Copenhagen Institute for Futures Studies, Center for Houston’s Future e delle maggiori Università e Istituzioni internazionali, a Udine insieme a Comune di Udine e Regione Friuli Venezia Giulia, a Napoli con il Forum Universale delle
Culture. Il comitato scientifico è formato da: Sergio Arzeni, Catherine Clark Mosbacher, Claus Kijeldsen, Daniele Pitteri.
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Lettere...
La Voce Sociale
venerdì
10 ottobre 2014
...e opinioni
Prevenzione tumori al seno, Del Giudice:
è necessario investire sulle nostre eccellenze
S
A
L
U
T
E
“In un periodo di profonda crisi,
come quello che sta vivendo il
nostro Paese, diventa essenziale
adoperarsi per essere al fianco
delle donne nell’azione di prevenzione del tumore al seno. Oggi
una mammografia costa circa 55
euro, e tante, tantissime donne
dei nostri territori preferiscono risparmiare per destinare ogni risorsa utile per la famiglia, per i figli, piuttosto che per la tutela della propria salute”. Lo ha affermato l’assessore provinciale alle pari opportunità, Giovanna Del Giudice, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della Campagna Nazionale di prevenzione dei tumori al seno nastro rosa, tenutasi
presso la sala giunta del palazzo
della Regione Campania. ”Ci dicono - ha aggiunto la Del Giudice
- che la prevenzione sia l’aspetto
fondamentale di questa malattia,
quella più efficace e, quindi, la
nostra battaglia non può che essere indirizzata sul far capire a
tutte le donne la sua importanza.
Una campagna di sensibilizzazione diventa efficiente solo nel momento in cui si abbattono tutte le
difficoltà e gli ostacoli per rende-
re semplice ma, soprattutto gratuita, almeno la prima visita.
Il mio impegno sarà quello di aiutare la Lilt a sviluppare un percorso itinerante nei comuni dell’area
Metropolitana di Napoli per prime
visite gratuite, seguite da mammografie gratuite per casi a rischio per familiarità”. “Vorrei,
inoltre, ricordare a tutti che, soprattutto nell’area Metropolitana
di Napoli, è necessario investire
sulle professionalità di alta competenza, già esistenti sul nostro
territorio, troppo spesso mortificate da un sistema inadeguato e
nel complesso inefficiente, che
costringe i malati oncologici a
preferire centri di eccellenza di
altre regioni, per poi scoprire che
i protocolli sono gli stessi sia a
Milano, Roma o Napoli. Diciamo
la verità ognuno di noi trarrebbe
giovamento nell’essere curato a
casa propria, senza subire i disagi di una trasferta e tutti dobbiamo lavorare affinché ciò diventi la
regola e non l’eccezione” - ha
concluso la Del Giudice.
Auguro buon lavoro alla Lilt con
la speranza di una fruttuosa
collaborazione a favore delle
donne.
Durante la difficile crisi internazionale
seguita al sequestro della nave
passeggeri Achille Lauro, gli Stati Uniti
tentano di imporre, come loro abitudine,
una linea che tiene conto solo dei propri
interessi, ma il governo italiano non cede
LA STORIA DEL GIORNO
di Gino Zaccari
Sigonella, quando l’Italia era ancora sovrana
10 ottobre 1985, un
737 sta per decollare
dall’Egitto alla volta di
Tunisi. A bordo ci sono
i quattro dirottatori, appartenenti all’Olp, che
pochi giorni prima avevano dirottato la nave
italiana Achille Lauro. I
dirottatori hanno ottenuto un salvacondotto
per un Paese arabo, a
patto di non aver commesso crimini a bordo
della nave. In effetti, i
quattro hanno ucciso un
passeggero, ma la notizia non è
ancora nota. Quando l’aereo decolla viene subito intercettato da
due caccia F-14 americani che intimano di seguirli. Gli Stati Uniti
hanno preso, come spesso fanno,
una decisione unilaterale senza interpellare i governi coinvolti nella
vicenda. Tentano l’atterraggio in
vari Paesi ma ottengono dei rifiuti,
questo avviene in Israele, Malta e
Tunisia. Decidono allora di atterrare nella base siciliana di Sigonella,
una base in uso anche alle forze
armate americane.
Quando l’aereo apre i carrelli e inizia la discesa in pochi si aspettano
che stia per iniziare uno dei più duri bracci di ferro di quegli anni. Il
capo del governo italiano, Bettino
Craxi, è fortemente contrariato dall’accaduto, ha accettato di far atterrare l’aereo ma con l’intenzione
di gestire la cosa in piena autonomia, per questo manda sul posto
d’urgenza il Capo del Servizio Segreto Militare, ammiraglio Fulvio
Martini. Appena a terra, all’aereo
viene imposto di arrestare la sua
corsa sul lato italiano della base,
subito intervengono 30 Vam (Vigilanza aeronautica militare) e 20
carabinieri che circondano l’aereo.
Nel frattempo però, sono atterrati,
a luci spente e senza l’autorizzazione della torre di controllo, due
C-141 americani, ne escono, armi
in pugno, 50 Seal che circondano
gli italiani. Questi, per nulla impensieriti, mantengono la posizione e
nel giro di pochi minuti arrivano,
provenienti dalle caserme di Catania e Siracusa altri carabinieri armati di tutto punto che accerchiano i Seal americani. Ora l’aereo è
circondato e contro circondato da
tre schiere di militari, la tensione si
fa altissima, entrambi i comandanti ricevono ordine di non cedere.
Da Washington si facevano pressioni sul governo italiano asseren-
do che quella era una semplice
operazione di polizia internazionale. Certo, ovviamente gli sceriffi del
mondo si sentono investiti di autorità sovranazionale, ma il governo
italiano non ha intenzione di cedere, i crimini imputati ai quattro terroristi sono stati commessi in territorio italiano (tale è una nave battente bandiera di un dato Stato),
quindi devono prima di tutto passare sotto la giurisdizione Italiana. Il
presidente Reagan andò su tutte
le furie e nel cuore della notte chiamò Craxi che non sentì ragioni e
mantenne fermo l’ordine, ai suoi
uomini, di non lasciare i prigionieri
agli americani. Alle 5.30 arrivarono
i blindati dell’Arma inviati da Craxi
e a questo punto gli americani fecero marcia indietro ritirandosi.
I quattro terroristi passarono in custodia alle autorità giudiziarie italiane che provvidero all'interrogatorio
di convalida del fermo. Il comandante dell’aereo e il diplomatico
egiziano Zeid Imad Hamed risalirono invece a bordo del Boeing, che
nella serata decollò alla volta di
Roma.
Anche quel volo fu al centro di un
caso internazionale, come riportò il
comandante del Sismi, Martini:
“Da una pista di rullaggio secondaria, a luci spente, decollò da Sigonella un caccia F-14 americano
della Sesta Flotta. Non aveva chiesto l'autorizzazione al decollo, né
aveva presentato, secondo i regolamenti, il piano di volo. L’F-14 tentò di interferire con il volo della nostra formazione, cercando ancora
una volta di dirottare l'aereo egiziano per assumerne il controllo. I nostri caccia lo dissuasero e lo respinsero”.
Rileggendo questi fatti una sola
domanda ci attanaglia il cuore di
speranza e di un pizzico di malinconia: quando vedremo di nuovo
un’Italia così?
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