CONSORZIO STABILE S E RV I Z I I N T E G R AT I ® Q UOTIDIANO CONSORZIO STABILE Anno I° n. 172 EDITORE : Venerdì 10 ottobre 2014 - euro 0 S OC . C OOP. “C OMUNICA ” - D IRETTORE RESPONSABILE : IL JOBS ACT È SOLO L’INIZIO C’È TANTO DA FARE E DISFARE ONLINE NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO C ARMINE A LBORETTI S E RV I Z I I N T E G R AT I ® [email protected] ANCHE IL PRESIDENTE NAPOLITANO “BENEDICE” LA RIFORMA DI RENZI Premio Nobel per la Pace a Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi per il loro impegno per i diritti dei bambini a pagina 2 a pagina 3 Tanti big alla inaugurazione dell’anno accademico del Parlamento della Legalità Mannino: legalità è bellezza a pagina 4 Obiettivo su... 2 Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi La Voce Sociale L’annuncio ad opera del presidente del Comitato che assegna il premio è arrivato alle 11. Il ministro Mogherini su Facebook: scelta importante Il premio Nobel per la pace è stato assegnato congiuntamente all’attivista indiano per i diritti dei bambini Kailash Satyarthi ed alla pachistana Malala Yousafzay, che due anni fa fu ferita gravemente dai talebani per la sua lotta a favore dell'istruzione femminile. A dare l’annuncio il presidente del comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland. Secondo il Comitato per il Nobel, il 60enne Satyarthi e la 17enne Malala sono stati premiati “per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'educazione”. I bambini - si legge nel comunicato che accompagna il Premio - devono poter andare a scuola e non essere sfruttati per denaro. Nei Paesi più poveri del mondo, il 60 per cento della popolazione ha meno di 25 anni d'eta; ed è un prerequisito per lo sviluppo pacifico del mondo che i diritti dei bambini e dei giovani vengano rispettati. Nelle aree devastate dalla guerra, in particolare gli abusi sui bambini portano al perpetuarsi della violenza generazione dopo generazione”. Malala Yousufzai si trovava a scuola “come un giorno normale”, quan- GIUSTIZIA do è arrivata la notizia dell'annuncio della sua vittoria del premio Nobel per la Pace. Lo ha riferito una sua portavoce, citata dal sito web del quotidiano Dawn. La portavoce ha spiegato che Malala dovrebbe è stata curata a seguito dell'attentato subito ad opera dei Talebani nell'ottobre del 2012. La decisione di assegnare a Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi il premio Nobel per la Pace è “una scelta tenere una conferenza stampa nelle prossime ore. Per l’emittente norvegese Nrk, l'attivista non incontrerà i giornalisti prima della conclusione dell'orario scolastico. Malala frequenta la scuola superiore Edgbaston a Birmingham, la città dove importante che premia il loro grande impegno per i diritti dei bambini” - ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Federica Mogherini, pochi minuti dopo l'annuncio del Comitato norvegese che attribuisce il prestigioso riconoscimento. venerdì 10 ottobre 2014 Acli A Camaldoli Incontro nazionale di spiritualità su povertà e ricchezza Da oggi al 12 ottobre si svolgerà a Camaldoli l’Incontro nazionale di spiritualità delle Acli ed avrà per tema “Povertà e ricchezza: l‘idolo del denaro”. “Sarà un‘occasione importante per condividere un tempo di preghiera e di spiritualità – sottolinea padre Elio Dalla Zuanna, incaricato nazionale Cei per la formazione spirituale nelle Acli – su questioni significative nel contesto storico che stiamo vivendo, continuando l‘esperienza nata dalle Acli della Lombardia ed organizzata insieme ad altre regioni che è diventata il nostro appuntamento nazionale per interrogarci e rilanciare l‘esperienza di vita cristiana nelle Acli”. “La crisi del nostro tempo – afferma Stefano Tassinari, vice presidente nazionale Acli e responsabile per la Vita cristiana – ci pone una domanda di fondo: come non farsi governare dalla ricchezza? È una domanda che ci chiede conto del rapporto personale, associativo e comunitario che vogliamo costruire”. NEGATA Strage di Ustica, i legali scrivono a Napolitano e al premier La missiva al Colle esprime disagio per il fatto che, dopo 34 anni, si parla ancora di “indagini giudiziarie” Una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e per conoscenza al premier Matteo Renzi, è stata inviata dagli avvocati Vincenzo, Vanessa e Fabrizio Fallica, legali di numerosi familiari delle vittime della strage di Ustica, affinché intervenga per mettere la parola ”fine” a una vicenda che si trascina da 34 anni. “Siamo una famiglia di avvocati – scrivono – intensamente impegnati nella vicenda giudiziaria del disastro aereo di Ustica e rappresentiamo diversi parenti delle vittime tra i quali chi ha perduto l’intera famiglia composta dalla moglie e tre figli (Diodato Pasquale). Le inviamo questa lettera aperta per manifestare il nostro disappunto sul fatto che ancora oggi dopo 34 anni si parla di indagini giudiziarie”. “Siamo perfettamente consapevoli – proseguono – dei notevoli impegni che La tengono legata alle sorti del nostro Paese in questo particolare momento di crisi, ma siamo convinti che si sia smorzato quel triste momento di isterismo politico istituzionale così da consentire una particolare attenzione alla nostra vicenda. Ed è per ciò che chiediamo il Suo autorevole intervento affinché si ponga fine a questa triste vicenda che chissà per quanti an- ni ancora può interessare le aule giudiziarie”. I legali concludono: ”Sottoponiamo pertanto alla Sua valutazione l’opportunità che il governo, tenu- to conto di quanto già sufficientemente statuito, ponga fine ad ulteriori percorsi giudiziari attraverso un intervento transattivo e definitivamente risolu- tivo. Tutto ciò all’insegna di quella solidarietà sociale prevista dall’art 2 della Carta Costituzionale,di cui Lei è garante”. 3 Obiettivo su... La Voce Sociale venerdì 10 ottobre 2014 Jobs act, ecco l’endorsement di Napolitano Il presidente della Repubblica sulla fiducia al Senato: “Un passo in avanti in un quadro di riferimento che contiene molti altri elementi da coltivare”. Cisl: sabato 18 al Jobs day giovani insieme ai pensionati Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rinnova il suo endorsement al governo Renzi intervenendo sul tema del Jobs act, che ha incassato la fiducia al Senato: "Naturalmente è un passo in avanti in un quadro di riferimento che contiene molti altri elementi da coltivare". Insomma, i rapporti tra il premier Matteo Renzi e il capo dello Stato, dopo alcuni alti e bassi, sono tornati buoni. Il Presidente ha sostanzialmente benedetto la riforma del lavoro e, viceversa, non ha raccolto le pressanti richieste di aiuto della sinistra del Pd e del sindacato, che invocavano un appello quirinalizio al coinvolgimento delle parti sociali. "Il Jobs Act è un passo che va nella giusta direzione ma deve essere confermato alla Camera e soprattutto deve essere riempito di contenuti con decreti attuativi". Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in occasione del Business Forum italo-tedesco svoltosi a Bolzano. Oltre a Squinzi al vertice bilaterale è intervenuto anche il suo collega tedesco della Bdi, Ulrich Grillo che ieri aveva detto di "tifare per Renzi". Squinzi ha proseguito affermando che il "via libera dell'Europa sul 'made in' è un'importante prova STUDENTI di democrazia perché garantisce la trasparenza oltre che ad essere un diritto del cosumatore conoscere la provenienza del prodotto" e che "della battaglia sul 'made in' ne trarranno benefici anche Italia e Germania". Squinzi ha sottolineato che la Germania è un partner commerciale strategico per l'Italia. "Le relazioni non sono solo legate al commercio ma anche a progetti e cooperazioni (il riferimento e' a quelle universitarie, ndr). È significativa anche l'attenzione che la Germania ha nei confronti dell'Italia come, per esempio, nel settore del turismo", ha concluso. Sarà un vero Jobs day quello che la Cisl ha in programma sabato 18 ottobre in tante città italiane, una giornata di mobilitazione nazionale, ma articolata a livello territoriale e regionale, incentrata tutta sui temi del lavoro, della lotta alla precarietà dei giovani e della tutela dei redditi dei lavoratori e dei pensionati. "Incontrere- IN PIAZZA CONTRO mo e dialogheremo con i lavoratori, i pensionati, soprattutto i giovani, chiedendo loro di condividere le priorità che noi vogliamo indicare al Paese per la ripresa economica: sviluppo, lavoro, occupazione e dignità delle persone", sottolinea il neo segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. "Ha ragione il governatore della Bce, Mario Draghi: bisogna pensare a far assumere i lavoratori e non licenziare, come purtroppo sta acca- Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dendo a Terni ed in tante altre aziende del nostro paese. Senza investimenti non si crea occupazione. Le nuove regole del jobs act, pur condivisibili in molti punti, sono destinate ad essere un ennesima occasione perduta senza uno slancio straordinario nella politica industriale che favorisca gli investimenti nel nostro Paese". Nel volantino che sarà distribuito verrà la piattaforma della Cisl: mantenimento della tutela dell'art.18 e reintegro contro i licenziamenti discriminatori e disciplinari; contratto a tutele crescenti per cancellare tutte le forme di precarietà dei giovani come false partite iva, cococo della pubblica amministrazione, cocopro, associati in partecipazione; estensione degli ammortizzatori e formazione per chi perde il lavoro; riduzione choc delle tasse per lavoratori e pensionati per rilanciare anche i consumi; nuova politica industriale, infrastrutture efficienti e minori costi sull'energia; più contrattazione e partecipazione dei lavoratori nelle scelte aziendali; età di pensionamento flessibile; lotta alla evasione fiscale, alla corruzione ed agli sprechi della pubblica amministrazione". ad. sp. RENZI “Siamo noi la Grande bellezza, non tagliateci il futuro” Mobilitazione in tutta Italia per dire “no all’ennesimo attacco all’istruzione pubblica ma anche alle privatizzazioni” "Siamo noi la Grande bellezza". Evocando il film di Sorrentino, gli studenti scendono in piazzaa con una mobilitazione in tutta Italia indetta dall'Unione studenti universitari e dalla Rete degli studenti sotto l'hashtag #10ottstudentiinpiazza. I ragazzi manifestano "per chiedere una scuola, un'università, un Paese diverso, che non è quello del Jobs Act o dello Sblocca Italia, per dire che siamo noi la bellezza di questo Paese e che non possiamo più permetterci di vivere nella precarietà ed essere privati dei nostri diritti". "La buona scuola siamo noi". Dietro questo striscione è partito il corteo degli studenti romani contro il piano scuola del governo Renzi e il Jobs Act. Centinaia di liceali stanno sfilando tra le strade della Capitale al grido di "Tutti insieme famo paura", "No alla scuola dei padroni 10, 100mila occupazioni" ed accendendo fumogeni colorati. "Oggi scendiamo in piazza per dire no all'ennesimo attacco all'istruzione pubblica - spiegano alcuni manifestanti - ma anche alle privatizzazioni. Noi diciamo no alla precarizzazione, alla 'scuola azienda'. Ma soprattutto siamo qui per gridare al premier Matteo Renzi che la buona scuola non è quella del suo libretto e della sua proposta ma siamo noi che tutte le mattine ci alziamo per entrare in edifici Un momento del corteo a Roma vecchi e con banchi rotti". E al Colosseo è già flash mob. "Abbiamo esposto uno striscione per dire che la Grande Bellezza è prima di tutto partecipazione - dice Alberto Irone, portavoce nazionale Rete Studenti Medi - Quello di oggi rappresenta l'inizio di una serie di 10 flash mob che si faranno in 10 città simbolo durante i nostri cortei. Abbiamo voluto esporre davanti al Colosseo il primo punto centrale: la partecipazione". Anche a Milano il corteo degli studenti contro la riforma della scuola del governo Renzi. Insieme agli studenti (oltre duemila secondo le forze dell'ordine) ci sono anche sigle sindacali e precari dell'istruzione, professori e ricercatori. Quella milanese è una delle piazze italiane impegnate nella contestazione alla riforma, almeno cento secondo gli organizzatori. "Scuola per tutti, precarietà per nessuno": è lo striscione che apre il corteo a Torino. I manifestanti, alcune centinaia, hanno acceso fumogeni e scandiscono slogan contro il premier Renzi e il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Nel corteo anche insegnanti precari e diverse bandiere del Cobas. Uova contro l'ingresso della Banca d'Italia in via Cavour a Palermo. A lanciarle sono stati gli studenti in corteo per per protestare "contro le politiche di tagli e di privatizzazioni, che in pie- na continuità con i governi precedenti, sono tutte poste a tutelare ancora una volta gli interessi delle banche a discapito degli studenti e delle loro famiglie costrette a pagare tasse onerose e vivere in condizioni sempre più precarie". Bandiere rosse dei Cobas e di altre sigle, tamburi e striscioni anche a Cagliari: è partito poco dopo le 10 il corteo contro il progetto della nuova scuola di Renzi. Alcune centinaia di docenti, studenti e personale Ata si sono schierati in piazza Garibaldi e si sono diretti in marcia verso viale Trento, sede della Regione. Le rivendicazioni non sono soltanto nazionali ma anche locali. "Non ci sembra - ha spiegato alla partenza Nicola Giua, dei Cobas - che l'esecutivo stia facendo moltissimo. Senza finanziamenti, si vive alla giornata". "Il premier - dichiara Gianluca Scuccimarra coordinatore dell’Unione degli universitari - non può usare la condizione giovanile come uno slogan fine a se stesso. È ora che la politica si prenda le sue responsabilità dando risposte reali ad una generazione precaria privata del proprio futuro. La stessa generazione in piazza per dire che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e cambiamento". 4 Parlamento della legalità, inaugurato l’anno accademico Società La Voce Sociale venerdì 10 ottobre 2014 Folla di big a Palazzo Marini per la manifestazione presieduta dal fondatore Mannino di Carmine Alboretti Si chiama “Parlamento della Legalità” ma non ha nulla a che vedere con la Casta. Semmai i tanti soci della “creatura” nata dalla passione antimafia di Nicola Mannino, minuto eppure combattivo professore di religione dell’hinterland palermitano che può vantare di essere stato fianco a fianco con Paolo Borsellino nei suoi incontri con gli studenti italiani (prima che Cosa Nostra mettesse fine alla sua vita ed a quella degli “angeli custodi” della scorta) possono insegnare molto ai nostri rappresentanti a Montecitorio e a Palazzo Madama. Forse è per questo che i A dispetto “deputati” del Parlamento del nome della Legalità riescono da qualche anno ad ottenere l’associazione di poter inaugurare il loro non ha nulla anno accademica a Roma, proprio nel Palazzo per eca che vedere cellenza della politica italiacon la Casta na. La cerimonia di quest’anno, si legge in una noanzi potrebbe ta, “ha avuto un respiro più essere presa che nazionale”. Nella “Sala delle due colonne”, immobida esempio le di Palazzo Marini che fa parte della Camera dei deputati, location d’eccezione, sono arrivate personalità del mondo politico, ecclesiale, della scuola, della stampa, della scienza, dell’arte, provenienti da tutta Italia per dare il via “tutti insieme ad un nuovo anno di attività culturali e formative nel nome della bellezza e della legalità”. L’incontro è stato fortemente voluto ed organiz- zato dal presidente, Nicolò Mannino e moderato dalla collega Adriana Pannitteri della Rai. Due ore intense di emozioni durante le quali le varie personalità intervenute hanno condiviso le loro esperienze e le loro competenze. Da Maria Greco, componente della commissione Giustizia della Camera, al giudice Stefano Dambruosio, da Gianfranco De Gesu, direttore generale dell’ammini- strazione penitenziaria, ai vari componenti attivi del movimento, come Antonella Abruzzo, Giovanni D’Alascio, Salvatore Sardisco. “La legalità conviene” è stato il pensiero condiviso. Perché legalità vuol dire bellezza. Quella cultura della bellezza nella quale ha creduto padre Pino Puglisi, papa Wojtyla, Falcone e Borsellino, Peppino Impastato e tanti altri. 5 Tutto pronto per la seconda edizione di Future Forum Società La Voce Sociale venerdì 10 ottobre 2014 Rassegna internazionale della cultura dell’innovazione e della previsione di scenari futuri Al via la II edizione di Future Forum (www.futureforum.it), rassegna internazionale dedicata alla cultura dell’innovazione e alla pre-visione di scenari futuri nell’economia, nella società e negli stili di vita, si svolge in due città italiane: Udine (21 ottobre-15 novembre) e Napoli (22-28 ottobre). Il Future Forum è un progetto della Camera di Commercio di Udine con il Forum Universale delle Culture Napoli di Napoli, e Udine ideato e diretto da Renato unite Quaglia. dal filo Il cuore del nord-est prodi questa duttivo e la castraordinaria pitale del Meziniziativa zogiorno creaun ponte internazionale no ideale e si uniscono sotto l’insegna della riflessione sul futuro. I modelli a cui ci siamo abituati si stanno evolvendo ed è imperativo ripensarli, ragionando oggi sui cambiamenti che avverranno nel prossimo ventennio per non arrivare impreparati all’appuntamento con il domani. Futurologi, economisti, sociologi, scienziati e autorevoli studiosi di tutto il mondo sono chiamati dalle due città a presentare i risultati delle loro ricerche, invitando al confronto e alla riflessione collettiva sulle scoperte, le esperienze e i mutamenti che si prevede interverranno nelle nostre vite sui temi di lavoro, economia, saperi ed etica, tecnologia e trasferimento tecnologico, sanità e salute, gusti e alimentazione, città, turismo. Oltre cento dibattiti, conferenze, workshop e case-history dal mondo sono l’occasione per riflettere su argomenti che non è possibile, né utile, continuare a ignorare. In particolare si tenterà di dare una risposta a domande quali: sarà meno difficile essere anziani? Come evolveranno le nanotecnologie e come saranno applicate alla medicina? In che modo cambierà l’alimentazione? Quale sarà il rapporto tra cittadini e sanità? Interverranno i seguenti relatori: il genetista Guido Barbujani parla de “Perché non possiamo non dirci africani”: comprendere la diversità umana è fondamentale per impostare correttamente la ricerca clinica e per lo sviluppo di nuovi farmaci. Ma, al di là delle applicazioni pratiche, lo studio del nostro genoma ci sta facendo capire la storia dell’umanità, dall’uscita dall’Africa di un piccolo gruppo di cacciatori ai processi di espansione, isolamento e contatto che hanno dato forma alle nostre differenze (al Teatro San Carlo di Napoli, mercoledì 22 ottobre). Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina all’Università La Sapienza di Roma, si interroga su “Il futuro della medicina fra molecole e cellule”: dal metodo Stamina alla fecondazione eterologa, le nuove frontiere della medicina pongono problemi tecnici, etici e sociali che spesso sfuggono al controllo dell’opinione pubblica (al Teatro San Carlo di Napoli, domenica 26 ottobre). Lo scienziato Mauro Ferrari dello Houston Me- thodist Research Institute espone le sue ricerche in ambito biomedico nell’intervento “Nanotecnologie ovunque”; un percorso di concentrazione verso la cura perfetta, verso una longevità che sia anche vera salute: questa la sfida più importante delle nanotecnologie applicate alla medicina (Napoli, venerdì 24 ottobre; Udine, sabato 25 ottobre). Francesco Pascolini, presidente e rappresentante rurale di Federfarma Friuli-Venezia Giulia, e Andrea Manfrin, professore ordinario alla Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent, ci svelano come sarà “La farmacia nel futuro”, orientata ad un modello che unisce l’ascolto e la consulenza alla vendita dei farmaci con positive ricadute in termini di salute per il cittadino e di risparmio nella spesa per i servizi sanitari (nella Sala Valduga della CCIAA di Udine, lunedì 3 novembre). Dal metodo Stamina alla fecondazione eterologa, le nuove frontiere della medicina pongono problemi tecnici, etici e sociali che spesso sfuggono al controllo dell’opinione pubblica; il genetista Michele Morgante dell’Università di Udine insieme a Pietro Pietrini, docente di Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica all’Università di Pisa, si interroga su “Il futuro della medicina fra molecole e cellule” (Ospedale Civile di Udine, lunedì 3 novembre). Iona Heath, presidente del College’s International Committee e dell’Ethics Committee del British Medical Journal, riflette sulle “Questioni di vita e di morte”. Per ridare dignità al naturale percorso verso la morte, medici e filosofi si stanno interrogando sul senso dell’accanimento terapeutico sui corpi e le anime, perché non basta rendere disponibili le migliori conoscenze scientifiche per dare dignità alla cura e all'assistenza (nella Sala Valduga della CCIAA di Udine, venerdì 14 novembre). Di fronte alla difficoltà dei sistemi politici di rispondere alle aspettative dei cittadini, è opportuno tornare ad interrogarsi sui fini e sul senso della vita individuale e collettiva, nel senso più completo ed inclusivo possibile affiancando al servizio della statistica, oltre agli aspetti economici la qualità delle relazioni, dell'ambiente, dei servizi alla persona, del benessere inteso in senso ampio. “BASTA IL PIL? Come l'amministrazione misura i suoi risultati in una società post-industriale” è il titolo dell’incontro di Francesca De Vecchi, ricercatrice di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, e Stefano Bartolini, docente di Economia politica e sociale presso l’Università di Siena (Udine, lunedì 10 novembre). Interverranno anche: gli economisti dell’OCSE Sergio Arzeni, Alain Dupeyras, David Halabisky, Olaf Merk e Anna Rubin; i futurologi del Copenhagen Institute for Futures Studies Carsten Beck, Martin Kruse e Henrik Jensen e quelli del Center for Houston’s Future Peter Bishop e John Wilburn; gli esperti dell’European Tourism Futures Institute Jeroen Oskam e Albert Postma; Paola Annoni, policy analist presso la direzione generale delle Politiche Regionali e Urbane della Commissione UE; il sociologo Massimiano Bucchi dell’Università di Trento; Alastair Donald, co-direttore del Future Cities Project; Orna Mager del Centro israeliano Modi’in; l’economista Jay Mitra dell’Università dell’Essex; il sociologo Marco Orioles dell’Università di Udine; il biologo Mark Pagel dell’Università di Reading; Viktor Mayer-Schönberger, esperto di big data dell’Università di Oxford. Il Future Forum è un progetto della CCIAA di Udine realizzato con le partnership di OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo in Europa), Copenhagen Institute for Futures Studies, Center for Houston’s Future e delle maggiori Università e Istituzioni internazionali, a Udine insieme a Comune di Udine e Regione Friuli Venezia Giulia, a Napoli con il Forum Universale delle Culture. Il comitato scientifico è formato da: Sergio Arzeni, Catherine Clark Mosbacher, Claus Kijeldsen, Daniele Pitteri. 7 Lettere... La Voce Sociale venerdì 10 ottobre 2014 ...e opinioni Prevenzione tumori al seno, Del Giudice: è necessario investire sulle nostre eccellenze S A L U T E “In un periodo di profonda crisi, come quello che sta vivendo il nostro Paese, diventa essenziale adoperarsi per essere al fianco delle donne nell’azione di prevenzione del tumore al seno. Oggi una mammografia costa circa 55 euro, e tante, tantissime donne dei nostri territori preferiscono risparmiare per destinare ogni risorsa utile per la famiglia, per i figli, piuttosto che per la tutela della propria salute”. Lo ha affermato l’assessore provinciale alle pari opportunità, Giovanna Del Giudice, intervenendo questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della Campagna Nazionale di prevenzione dei tumori al seno nastro rosa, tenutasi presso la sala giunta del palazzo della Regione Campania. ”Ci dicono - ha aggiunto la Del Giudice - che la prevenzione sia l’aspetto fondamentale di questa malattia, quella più efficace e, quindi, la nostra battaglia non può che essere indirizzata sul far capire a tutte le donne la sua importanza. Una campagna di sensibilizzazione diventa efficiente solo nel momento in cui si abbattono tutte le difficoltà e gli ostacoli per rende- re semplice ma, soprattutto gratuita, almeno la prima visita. Il mio impegno sarà quello di aiutare la Lilt a sviluppare un percorso itinerante nei comuni dell’area Metropolitana di Napoli per prime visite gratuite, seguite da mammografie gratuite per casi a rischio per familiarità”. “Vorrei, inoltre, ricordare a tutti che, soprattutto nell’area Metropolitana di Napoli, è necessario investire sulle professionalità di alta competenza, già esistenti sul nostro territorio, troppo spesso mortificate da un sistema inadeguato e nel complesso inefficiente, che costringe i malati oncologici a preferire centri di eccellenza di altre regioni, per poi scoprire che i protocolli sono gli stessi sia a Milano, Roma o Napoli. Diciamo la verità ognuno di noi trarrebbe giovamento nell’essere curato a casa propria, senza subire i disagi di una trasferta e tutti dobbiamo lavorare affinché ciò diventi la regola e non l’eccezione” - ha concluso la Del Giudice. Auguro buon lavoro alla Lilt con la speranza di una fruttuosa collaborazione a favore delle donne. Durante la difficile crisi internazionale seguita al sequestro della nave passeggeri Achille Lauro, gli Stati Uniti tentano di imporre, come loro abitudine, una linea che tiene conto solo dei propri interessi, ma il governo italiano non cede LA STORIA DEL GIORNO di Gino Zaccari Sigonella, quando l’Italia era ancora sovrana 10 ottobre 1985, un 737 sta per decollare dall’Egitto alla volta di Tunisi. A bordo ci sono i quattro dirottatori, appartenenti all’Olp, che pochi giorni prima avevano dirottato la nave italiana Achille Lauro. I dirottatori hanno ottenuto un salvacondotto per un Paese arabo, a patto di non aver commesso crimini a bordo della nave. In effetti, i quattro hanno ucciso un passeggero, ma la notizia non è ancora nota. Quando l’aereo decolla viene subito intercettato da due caccia F-14 americani che intimano di seguirli. Gli Stati Uniti hanno preso, come spesso fanno, una decisione unilaterale senza interpellare i governi coinvolti nella vicenda. Tentano l’atterraggio in vari Paesi ma ottengono dei rifiuti, questo avviene in Israele, Malta e Tunisia. Decidono allora di atterrare nella base siciliana di Sigonella, una base in uso anche alle forze armate americane. Quando l’aereo apre i carrelli e inizia la discesa in pochi si aspettano che stia per iniziare uno dei più duri bracci di ferro di quegli anni. Il capo del governo italiano, Bettino Craxi, è fortemente contrariato dall’accaduto, ha accettato di far atterrare l’aereo ma con l’intenzione di gestire la cosa in piena autonomia, per questo manda sul posto d’urgenza il Capo del Servizio Segreto Militare, ammiraglio Fulvio Martini. Appena a terra, all’aereo viene imposto di arrestare la sua corsa sul lato italiano della base, subito intervengono 30 Vam (Vigilanza aeronautica militare) e 20 carabinieri che circondano l’aereo. Nel frattempo però, sono atterrati, a luci spente e senza l’autorizzazione della torre di controllo, due C-141 americani, ne escono, armi in pugno, 50 Seal che circondano gli italiani. Questi, per nulla impensieriti, mantengono la posizione e nel giro di pochi minuti arrivano, provenienti dalle caserme di Catania e Siracusa altri carabinieri armati di tutto punto che accerchiano i Seal americani. Ora l’aereo è circondato e contro circondato da tre schiere di militari, la tensione si fa altissima, entrambi i comandanti ricevono ordine di non cedere. Da Washington si facevano pressioni sul governo italiano asseren- do che quella era una semplice operazione di polizia internazionale. Certo, ovviamente gli sceriffi del mondo si sentono investiti di autorità sovranazionale, ma il governo italiano non ha intenzione di cedere, i crimini imputati ai quattro terroristi sono stati commessi in territorio italiano (tale è una nave battente bandiera di un dato Stato), quindi devono prima di tutto passare sotto la giurisdizione Italiana. Il presidente Reagan andò su tutte le furie e nel cuore della notte chiamò Craxi che non sentì ragioni e mantenne fermo l’ordine, ai suoi uomini, di non lasciare i prigionieri agli americani. Alle 5.30 arrivarono i blindati dell’Arma inviati da Craxi e a questo punto gli americani fecero marcia indietro ritirandosi. I quattro terroristi passarono in custodia alle autorità giudiziarie italiane che provvidero all'interrogatorio di convalida del fermo. Il comandante dell’aereo e il diplomatico egiziano Zeid Imad Hamed risalirono invece a bordo del Boeing, che nella serata decollò alla volta di Roma. Anche quel volo fu al centro di un caso internazionale, come riportò il comandante del Sismi, Martini: “Da una pista di rullaggio secondaria, a luci spente, decollò da Sigonella un caccia F-14 americano della Sesta Flotta. Non aveva chiesto l'autorizzazione al decollo, né aveva presentato, secondo i regolamenti, il piano di volo. L’F-14 tentò di interferire con il volo della nostra formazione, cercando ancora una volta di dirottare l'aereo egiziano per assumerne il controllo. I nostri caccia lo dissuasero e lo respinsero”. Rileggendo questi fatti una sola domanda ci attanaglia il cuore di speranza e di un pizzico di malinconia: quando vedremo di nuovo un’Italia così?