AGESCI – GRUPPO RIMINI 3
BRANCO VERDE SEEONEE
24
Questo è il RUTTER di
________________________
APPUNTI DI VIAGGIO…
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
LA LEGGE DEL BRANCO
Il lupetto pensa agli altri come a se stesso
Il lupetto vive con gioia e lealtà insieme
al branco.
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
LA PROMESSA DEL LUPETTO
Prometto con l’aiuto e l’esempio di Gesù,
di fare del mio meglio
nel migliorare me stesso,
nell’aiutare gli altri,
nell’osservare la Legge del Branco.
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
IL MOTTO DEL BRANCO
Del nostro meglio!
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
2
23
AMO (Salmo 116)
Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera.
Su di me ha steso la mano
nel giorno che lo cercavo.
Ho invocato il nome del Signore
ed egli mi ha risposto.
Buono e giusto è il nostro Dio
protegge gli umili e gli oppressi. Rit.
Anima mia torna alla tua pace,
il Signore ti ha ascoltato.
Ha liberato i tuoi occhi dalle lacrime,
e non sono più caduto. Rit.
Ho creduto anche quando dicevo:
“sono troppo infelice”.
Che cosa posso rendere al Signore,
per quello che mi ha dato. Rit.
Il calice della salvezza innalzerò,
invocherò il nome tuo Signore.
Tu lo sai sono il tuo servo,
a te offrirò sacrifici. Rit.
22
SU ALI D’AQUILA (Sal. 90)
Tu che abiti al riparo del Signore
e che dimori alla Sua ombra,
di’ al Signore: “Mio rifugio,
mia roccia in cui confido”.
E ti rialzerà, ti solleverà su ali d’aquila
ti reggerà, sulla brezza dell’alba ti
farà brillar come il sole,
così nelle sue mani vivrai.
Dal laccio del cacciatore ti libererà
e dalla carestia che distrugge,
poi ti coprirà con le sue ali
e rifugio troverai. Rit.
Non devi temere i terrori della notte
né freccia che vola di giorno,
mille cadranno al tuo fianco,
ma nulla ti colpirà. Rit.
GIORNATA TIPO
ORE 07.45 Sveglia - Lavaggio - Ginnastica
ORE 08.30 Colazione
ORE 09.00 Apertura giornata e lancio Attività
ORE 09.30 Preghiera
ORE 10.00 Attività del mattino
ORE 12.30 Pranzo
ORE 13.30 Siesta - servizi
ORE 15.00 Attività del pomeriggio
ORE 17.30 Merenda
Perché ai suoi angeli ha dato un
comando
di preservarti in tutte le tue vie;
ti porteranno sulle loro mani,
contro la pietra non inciamperai. Rit.
ORE 18.00 Attività preserale
E ti rialzerò, ti solleverò su ali d’aquila
ti reggerò sulla brezza dell’alba ti
farò brillar come il sole,
così nelle mie mani vivrai.
ORE 21.00 Attività serale
ORE 19.00 Preghiera
ORE 19.30 Cena
ORE 23.00 Ula - Ula
3
LUNEDÌ 26 LUGLIO
REI E JIN (CORTESIA E COMPASSIONE)
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la
propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore
un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma
anche per come interagisce con gli altri uomini. L'intenso addestramento rende il samurai svelto e
forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune.
Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si
presenta egli fa di tutto per trovarne una.
Vangelo (Luca 10, 25-37).
Parabola del buon Samaritano
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: « Maestro, che devo fare per
ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse:«Che cosa sta scritto nella legge? Che cosa vi
leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».
E Gesù:«Hai risposto bene; fa questo e vivrai».
Ma quegli volendosi giustificare, disse a Gesù:«E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono,
lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote
scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche
un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in
viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le
ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda
e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore,
dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di
questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli
rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va e anche tu fa lo stesso».
LUPO SALTA SU
Lupo salta su che già l’ora è suonata.
Lupo salta su, cominciato è il dì.
Tra poco al ruscelletto
fra le rocce correremo
e lieti all'acqua fresca
tutti insiem ci laveremo.
La giungla già ci attende
presto in caccia partiremo
la pista in mezzo al bosco
pronti e svelti seguiremo.
CANTIAMO CON GIOIA
Cantiamo con gioia al nostro Dio
gridiamo con forza al nostro Re!
Le mani battiamo, insieme danziamo
cantiamo per la felicità.
Riflessione
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
Rialza chiunque è caduto,
rafforza chi è debole tra noi
chi è triste ritrova in Lui la gioia
su canta insieme a noi e grida più
che puoi
che Gesù Cristo è il Signor!
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
4
Eterna è la Sua misericordia,
fedele per sempre è il Suo amor
con forza ha sconfitto il nemico
su canta insieme a noi e grida più
che puoi
che Gesù Cristo è il Signor!
PARTIAMO COL BRANCO
IN CACCIA
Partiamo col branco in caccia
fratellino buona caccia
partiamo col branco in caccia
buona caccia fratellin
Cuor leale, lingua cortese
fanno strada nella giungla
cuor leale, lingua cortese
nella giungla strada fan.
Siamo dello stesso sangue
fratellino tu ed io
siamo dello stesso sangue
fratellino io e tu.
È la legge della giungla
vecchia e vera come il cielo
senza legge non c'è vero
non c'è lupo che vivrà.
Grande è il bosco e tenebroso
ed il lupo è piccolino
Baloo, orso coraggioso
Viene a caccia insieme a me.
21
ATTORNO ALLA RUPE
Attorno alla rupe orsù lupi andiam
d'Akela e Baloo or le voci ascoltiam
del branco la forza in ciascun lupo sta
del lupo la forza nel branco sarà.
uulla ullalala uullalala
del lupo la forza nel branco sarà
Or quando si sente un richiamo lontan
risponde un vicino più forte ulular
a quel che la legge fedel seguirà
a lui buona caccia si ripeterà
uulla ullalala uullalala
a lui buona caccia si ripeterà
Il debole cucciolo via via crescerà
e forte ed ardito col clan caccerà
finché sulla rupe un dì porterà
la pelle striata del vile Shere Khan.
uulla ullalala uullalala
la pelle striata del vile Shere Khan
CANTO DELLA PROMESSA
Davanti a Te m'impegno
con tutto il cuor
diventerò tuo paggio
o mio Signor.
Io voglio amarti sempre
sempre più
e la promessa mia
proteggi Tu.
Voglio esser Tuo lupetto
per divenir
più tardi esploratore
per servir.Rit.
A Te Gesù che amo
obbedirò
a me dimenticando
ti ascolterò. Rit.
VERSO L’ALTARE
Verso l’altare, pane che è dono, una briciola del mondo
l’universo attraverso noi viene verso te, viene verso te.
Tutto il creato ritorna all’Unico, in te vuole vivere.
Prendici tu, nel tuo fuoco limpido,
nel tuo amore, nel tuo amore.
Verso l'altare, vino che è dono, una goccia della terra,
l'universo attraverso noi viene verso te, viene verso te.
MARTEDÌ 27 LUGLIO
YU (EROICO CORAGGIO)
Elèvati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio
non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e
pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco
ma intelligente e forte.
Vangelo (Matteo 14, 22-33)
Gesù cammina sulle acque e Pietro con lui
Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda,
mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del
vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I
discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero:« è un fantasma» e si
misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro:« Coraggio, sono io, non abbiate
paura». Pietro gli disse:« Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulla acque». Ed
egli disse:«Vieni!». Pietro scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò
verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì, e cominciando ad affondare, gridò:
«Signore salvami!» e subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse:« Uomo di poca
fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono
davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».
Riflessione
Scrivo un episodio di quando ho avuto coraggio
Due Cavalieri
C’erano una volta due coraggiosi e arditi cavalieri. Avevano affrontato battaglie,
avventure rischiose e messo a repentaglio la vita al soldo di molti signori.
Una sera, uno dei due, guardando il sole che tramontava, disse:« Mi resta un’ultima
impresa». «Che cosa?» «Voglio salire sulla montagna dove abita Dio» « Perché?»
«Voglio sapere perché ci carica di pesi e fardelli gravosi per tutta la vita e continua a
pretendere sempre di più, invece di alleggerire il nostro carico, ogni tanto almeno.» disse
amaro il primo cavaliere.
«Verrò con te. Ma io penso che Dio sappia quello che fa» concluse l’altro.
Il viaggio fu lungo e faticoso. Giunsero al monte di Dio. Salivano in silenzio, accanto ai
cavalli perché il sentiero era ripido e tormentato. Già si intravedeva la sommità della
montagna nella nebbia, quando una voce tuonò dall’alto: «Prendete con voi tutte le pietre
che trovate sul sentiero!».
«Lo vedi?» protestò il primo cavaliere. « è sempre la stessa storia! Dopo tutta questa
fatica, Dio ci vuole oberare ancora. Io non ci sto più al suo gioco!.» E tornò indietro.
L’altro cavaliere invece fece quello che la voce aveva ordinato. Ci mise molto tempo e
l’erta fu penosa. Ma quando il primo raggio di sole del giorno lo sfiorò, le pietre
ammassate sul cavallo e sulle braccia escoriate del pio cavaliere brillarono di luce
limpidissima.
Si erano trasformate in splendidi diamanti di inestimabile valore.
Tutto il creato…
20
5
MERCOLEDÌ 28 LUGLIO
MEIYO (ONORE)
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: te stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne
conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.
Vangelo (Matteo 7, 12-14)
Le due vie
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è
la Legge ed i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla
perdizione, e molto sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e
angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!
Riflessione
Quando non ho vissuto con onore una particolare situazione e ho scelto la strada
sbagliata?
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
UN BRAVO LUPO
Un bravo lupo io voglio diventar
e la promessa per sempre rispettar
gentile e più cortese con tutti io sarò
la Buona Azione sempre farò.
Akela oh Akela oh,
Te lo prometto, più in gamba io sarò
Caro Baloo, caro Baloo
io la legge osserverò di più
Bagheera oh, Bagheera oh
te lo prometto, in caccia io verrò
Mio caro Kaa, mio caro Kaa
te lo prometto, farò tante B.A.
ULA, ULA, ULA
Ula, ula, ula
è sera e stanchi siam
Ula, ula, ula
doman lieti sarem
Ula, ula, ula
tra poco dormirem
per tutta la notte
tutti riposerem.
Ula, ula, ula
il branco dorme già
Ula, ula, ula
la giungla tacerà
Ula, ula, ula
Gesù benedirà
questa nostra tana
e ci sorriderà.
MAMMA DEL CIELO
Mamma del Cielo, Vergine Santa, a Te d'intorno il Branco canta,
Fa' che ci amiamo come fratelli mentre la pista noi percorriam.
Mamma del Cielo, rendici Tu cortesi e buoni come Gesù.
Fa' che io ami ogni vicino come se fosse Gesù Bambino,
del mio meglio fare prometto per diventare un Tuo Lupetto.
Al Cuor divino stringimi Tu, come stringevi a Te Gesù.
6
19
GIOVEDÌ 29 LUGLIO
MAKOTO (SINCERITÀ)
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta,
nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola"
né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.
Vangelo (Matteo 26, 69-75)
Rinnegamento di Pietro
Pietro intanto se ne stava seduto fuori nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «
Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ed egli negò davanti a tutti:« Non capisco che cosa tu
voglia dire». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti:« Costui
era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo giurando:« Non conosco quell’uomo».
Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro:« Certo anche tu sei di
quelli; la tua parlata ti tradisce!». Allora egli cominciò ad imprecare e a giurare:« Non
conosco quell’uomo!». E subito il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parole dette da
Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all’aperto, pianse
amaramente.
Riflessione
Quale bugia dico più spesso? Riesco ad impegnarmi a vivere la verità?
L’imperatrice
Quando l’imperatore morì, il giovane principe si preparò con un po’ di apprensione, a prenderne il
posto. Il precettore saggio e anziano gli disse:« Hai bisogno di un aiuto, subito. Prima di salire sul
trono scegli la futura imperatrice, ma fa attenzione: deve essere una fanciulla di cui puoi fidarti
ciecamente. Invita tutte le fanciulle che desiderano diventare imperatrice, ti spiegherò io come trovare
la più degna».
La più giovane delle sguattere della cucina reale, segretamente innamorata del principe, decise di
partecipare.
«So che non verrò mai scelta, tuttavia è la mia unica opportunità di stare accanto al principe almeno
per alcuni istanti, e già questo mi rende felice»pensava.
La sera dell’udienza, c’erano tutte le più belle fanciulle della ragione, con gli abiti più sfarzosi, i gioielli
più ricchi.
Circondato dalla corte, il principe annunciò i termini della competizione:«Darò un seme a ciascuna di
voi. Colei che mi porterà il fiore più bello entro sei mesi, sarà la futura imperatrice».
Quando venne il suo turno, la fanciulla prese il seme, un minuscolo granello scuro e lo portò a casa
avvolto nel fazzoletto. Lo interrò con cura in un vasetto pieno di ottima terra soffice e umida. Non era
particolarmente versata nell’arte del giardinaggio, ma riservava alla sua piccola coltivazione un’enorme
pazienza e infinita tenerezza. Ogni mattina spiava con ansia la terra scura, in cui sperava di vedere
spuntare lo sperato germoglio.
I sei mesi trascorsero, ma nel suo vaso non sbocciò nulla.
Arrivò il giorno dell’udienza. Quando raggiunse il palazzo con il suo vasetto pieno solo di terra e senza
pianta, la fanciulla vide ch3 tutte le altre pretendenti avevano ottenuto buoni risultati. Il principe entrò
ed osservò ogni ragazza con grande meticolosità e attenzione. Passò davanti ad ognuna. I fiori erano
davvero splendidi. Guardò anche la sguattera che non osava alzare gli occhi e quasi nascondeva il suo
vasetto mestamente vuoto.
Dopo averle esaminate tutte, il principe si fermò al centro del salone e annunciò il risultato della gara.
«La nuova imperatrice, mia sposa, è questa fanciulla».
Quasi si sentiva, nel silenzio profondo, il battito all’unisono di tutti i cuori. Senza esitazione il principe
prese per mano la giovane sguattera.
Poi chiarì la ragione di quella scelta.
«Questa fanciulla è stata l’unica ad aver coltivato il fiore che l’ha resa degna di diventare
un’imperatrice: fiore dell’onestà. Tutti i semi che vi ho consegnato erano solo granelli di legno dipinto,
e da essi non sarebbe mai potuto nascere nulla».
18
7
VENERDÌ 30 LUGLIO
CHUGI (DOVERE E LEALTÀ)
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne
assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale
verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.
Vangelo (Marco 10, 17-22)
L’uomo ricco
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e gettandosi in ginocchio
davanti a lui, gli domandò:«Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita
eterna?». Gesù gli disse:«Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu
conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire
falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre».
Egli allora gli disse:«Maestro, tutte queste cose le ho osservate sin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse:«Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che
hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristatosi
per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
Riflessione
Quale sacrificio faresti per amore e aiuto verso gli altri, rinunciando a qualcosa a cui tieni?
La pietra azzurra
Un gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del
suo elegante negozio. Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi
occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti. Entrò decisa e puntò il dito
verso una splendida collana di turchesi azzurri.«È per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?»
Il padrone del negozio guardò incredulo la piccola cliente e le chiese:«Quanti soldi hai?»
Senza esitare la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la
svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie,
qualche figurina.
«Bastano?» disse con orgoglio. «Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c’è più
la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il
suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso
colore dei suoi occhi».
L’uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con
cura l’astuccio.
«Prendilo» disse alla bambina. «Portalo con attenzione».
La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo.
Un’ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi
azzurri. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e
dichiarò:
«Questa collana è stata comprata qui?»
«Si, signorina»
«E quanto è costata?»
«I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me.»
«Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare una collana come questa!»
Il gioielliere prese l’astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto e lo
consegnò alla ragazza.
«Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello
che aveva».
8
17
SABATO 31 LUGLIO
GI (ONESTÀ E GIUSTIZIA)
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre
persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della
giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Vangelo (Luca 12, 13-21)
Non accumulare tesori
Uno della folla gli disse:«Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli
rispose:«O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse
loro:«Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è
nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni». Disse poi una parabola:«La
campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò,
poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così:demolirò i miei magazzini e
ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso:
Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla
gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello
che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce
davanti a Dio».
Consiglio della Rupe
ALCUNI TESTI PER AIUTARTI…
La principessa
C'era una volta un re che aveva una figlia di grande bellezza e straordinaria intelligenza.
La principessa soffriva però di una misteriosa malattia. Man mano che cresceva, si
indebolivano le sue braccia e le sue gambe, mentre vista e udito si affievolivano. Molti
medici avevano invano tentato di curarla.
Un giorno arrivò a corte un vecchio, del quale si diceva che conoscesse il segreto della
vita. Tutti i cortigiani si affrettarono a chiedergli di aiutare la principessa malata. Il
vecchio diede alla fanciulla un cestino di vimini, con un coperchio chiuso, e disse:
«Prendilo e abbine cura. Ti guarirà».
Piena di gioia e attesa, la principessa aprì il coperchio, ma quello che vide la sbalordì
dolorosamente. Nel cestino giaceva infatti un bambino, devastato dalla malattia, ancor
più miserabile e sofferente di lei.
La principessa lasciò crescere nel suo cuore la compassione. Nonostante i dolori prese in
braccio il bambino e cominciò a curarlo. Passarono i mesi: la principessa non aveva occhi
che per il bambino. Lo nutriva, lo accarezzava, gli sorrideva. Lo vegliava di notte, gli
parlava teneramente. Anche se tutto questo le costava una fatica intensa e dolorosa.
Quasi sette anni dopo, accadde qualcosa di incredibile. Un mattino, il bambino cominciò a
sorridere e a camminare. La principessa lo prese in braccio e cominciò a danzare, ridendo
e cantando. Leggera e bellissima come non era più da gran tempo. Senza accorgersene
era guarita anche lei.
16
9
La Promessa
Prometto, con l'aiuto e l'esempio di Gesù,
di fare del mio meglio nel migliorare me stesso,
nell'aiutare gli altri,
nell'osservare la legge del Branco.
La Legge
Il Lupetto pensa agli altri come a se stesso
Il Lupetto vive con gioia e lealtà insieme al Branco
Alcune domande per verificare l’anno trascorso e le Vacanze di Branco…
1.
Sei sempre stato capace di pensare agli altri come a te stesso?
2.
In quali occasioni non ci sei riuscito?
3.
Sei riuscito a diventare amico di tutti?
4.
Hai sempre vissuto con gioia gli appuntamenti del Branco?
5.
Quando non ci sei riuscito e perché?
6.
Hai messo entusiasmo nelle cose che i Vecchi Lupi ti proponevano?
7.
Hai spronato gli altri fratellini e sorelline a metterci entusiasmo e gioia nelle
cose?
8.
Hai ascoltato con attenzione quello che i Vecchi Lupi ti dicevano?
9.
Come sei stato in sestiglia?
10. Hai avuto rispetto degli altri fratellini e sorelline (specialmente se più piccoli)?
11. Hai avuto rispetto per i Vecchi Lupi o hai fatto quello che ti pareva?
12. Sei stato puntuale quando si chiamava alla Rupe?
13. Hai tenuto in ordine la tua uniforme?
14. Hai vissuto con lealtà i giochi e le attività proposte dai Vecchi Lupi?
15. Dai un giudizio generale
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
Blowgun
Il Blowgun è una semplice canna di
bambù, di lunghezza media tra circa i
venti e i quaranta pollici. In casi particolari, senza armi, si poteva sfruttare un pezzo di carta arrotolato
per ricavare un rozzo Blowgun provvisorio. Dalla canna di bambù venivano emesse di getto dei dardi,
soffiando ad un’estremità del cilindro. I dardi erano chiamati Fukiya, fatti interamente di carta, avvolta
a forma di cono, ed erano ricoperti sulla punta dal veleno. Tutto ciò veniva messo in pratica durante
gli agguati. Invece nei combattimenti corpo a corpo si poteva sostituire ai dardi della polvere
accecante. Era una delle armi favorite dai Ninja, in quando non permetteva facilmente di farsi
localizzare, ed era un arma silenziosa ma realmente efficace. Infine un’altra funzione interpretata dal
Blowgun è quella di generare rumori che destavano l’attenzione, facendo perdere la concentrazione.
Addirittura potevano essere emessi dei messaggi di carta, facendoli reperire ai clan Ninja alleati
Kunai
Il Kunai è un “piccolo coltello” che veniva utilizzato per parecchi scopi grazie
alla caratteristica di una solida lama, allo stesso tempo piccola e pratica da
utilizzare. La punta di un Kunai era affilatissima ed un Kunai misurava dai
sette ai sedici pollici di lunghezza. Era impiegata come arma da lancio, per la
leggerezza. Veniva utilizzato sin dalle epoche basilari dei Ninja (1573-1591).
Usualmente all’estremità dell’impugnatura del Kunai veniva legata una corda
o un filo trasparente, per facilitare le scalate o per piazzare trappole poco
visibili.
ALTRE ARMI GIAPPONESI
Nunchaku
Il nunchaku è un'arma tradizionale, diffusa in alcuni paesi dell'Asia Orientale,
costituita da due corti bastoni uniti mediante una breve catena o corda. Viene
anche utilizzata in diverse arti marziali come il Karate-do Shotokan (Antica
Disciplina efficace)
Il nunchaku è formato dai kon, i due bastoni, le cui estremità si chiamano konto
(la superiore) e kontei (l'inferiore), e da himo, la corda o la catena che li unisce.
La lunghezza ideale dei due bastoni è rappresentata dalla lunghezza
dell'avambraccio. Il diametro della base del bastone è di 2,5-3 centimetri,
mentre l'estremità superiore si restringe a 2 centrimetri. La lunghezza della
catena o della corda che unisce i due bastoni dev'essere lunga come la
larghezza del palmo della mano, ma deve avanzare un anello della catena,
altrimenti diventa difficile il controllo dell'arma.
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
L’ARTE DEGLI ORIGAMI
_______________________________________________________________________
Con il termine origàmi si intende l'arte di piegare la carta (termine relativamente recente
derivato dal giapponese, ori piegare e kami carta) e l'oggetto che ne deriva.
La tecnica moderna dell'origami usa pochi tipi di piegature combinate in una infinita
varietà di modi per creare modelli anche estremamente complicati. In genere, questi
modelli cominciano da un foglio quadrato, i cui lati possono essere di colore differente e
continua senza fare tagli alla carta, ma l'origami tradizionale era molto meno rigido e
faceva frequente uso di tagli, oltre a partire da basi non necessariamente quadrate.
_______________________________________________________________________
Vediamone alcuni…
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
_______________________________________________________________________
10
15
Yumi / Ya
Yumi e Ya sono i termini giapponesi che significano Arco e Freccia. L'arco e freccia è stata
l'arma più efficace a lungo raggio disponibile durante il periodo feudale giapponese fino
all'introduzione delle armi da fuoco.
Yumi e ya era l'arma caratteristica dei samurai prima della spada. I samurai dovevano
imparare ad usare arco e frecce in piedi, in ginocchio ed a cavallo.
Lo Yumi (arco giapponese) è in lungo oltre due metri, superando l'altezza dell’arciere
(kyudoka), ed è tradizionalmente fatto di bambù, legno e cuoio. Le frecce (Ya) sono fatte di
bambù e con piume d'aquila o falco.
Tanto
Il tantō è un pugnale giapponese lungo fino a 30 cm (di sola lama). In battaglia era
tenuto dietro la schiena, per comodità, in quanto l'estrazione della katana e del
wakizashi doveva essere fluida e senza intoppi.
I tantō erano spesso simboli di potere e finemente decorati con lacche dorate (makie)
e gioielli, venivano utilizzati dai Daimyo sul loro trono o dalle mogli dei samurai come
distintivo di casta e per la difesa personale.
Yari
Yari è il termine giapponese per lancia, o più specificamente, la lancia a testa
dritta. L' arte marziale di brandire lo yari è chiamata sōjutsu. Uno yari può variare
in lunghezza da un metro fino a sei metri. Le versioni più lunghe erano chiamate
ōmi no yari mentre le più corte erano conosciute come mochi yari oppure tae yari.
Le versioni più lunghe venivano utilizzate dale truppe a piedi (ashigaru), mentre il
samurai di solito utilizzava uno yari più corto.
ARMI NINJA
Ninjato
Il ninjato, conosciuto anche come ninjaken o shinobigatana, è il nome più comune
per la spada giapponese che si riteneva che i ninja dovessero avere con sè. E
'spesso raffigurato come una spada corta, spesso rappresentato come avente una
lama dritta con una tsuba quadrata. Non ci sono prove storiche del 'ninjato', e
rappresentazioni moderne della spada provengono da raffigurazioni che sono state
viste nei primi film di Hollywood. Attualmente i ninja usano una varietà di altre
armi.
Shuriken
Shuriken, alternativamente shiriken nel dialetto della capitale, è una
parola giapponese che indica dardi di varie dimensioni e fogge,
suddivisibili in due grosse categorie: i Bo Shuriken e gli Hira Shuriken. La
prima e la più diffusa è costituita da proiettili a 4 lati di forma allungata,
lunghi dai 12 ai 21 centimetri, pesanti dai 35 ai 150 grammi e somiglianti
a grossi chiodi. L'altra comprende vari dardi a forma di croce (jūjiken) o
di stella con svariati numeri di punte, a volte più precisamente
denominati shaken (lame rotanti), scagliati manualmente imprimendo al
proiettile un moto rotatorio. L'arte marziale che ne tramanda le tecniche
d'uso è nota come Shurikenjutsu.
Sebbene gli shuriken fossero concepiti principalmente come arma di
difesa per distrarre il nemico, potevano diventare un’arma di attacco
letale se le punte venivano bagnate nel veleno.
14
SANTA MESSA
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Qo 1,2; 2,21-23
Quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica?
Dal libro del Qoèlet
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a
un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all’uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo
cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi
penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!
Parola di Dio
Salmo Responsoriale Dal Salmo 89
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
11
Seconda Lettura Col 3,1-5. 9-11
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra
di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra
vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri
cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e
avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che
lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero,
ma Cristo è tutto e in tutti.
Parola di Dio
Canto al Vangelo Mc 1,15
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli..
Alleluia.
Vangelo Lc 12,13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me
l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di
voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è
nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto
abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti?
Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò
tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni,
per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte
stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi
accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore
12
ARMI SAMURAI
Katana
La katana è la spada lunga giapponese. Anche se molti giapponesi usano questa
parola per indicare genericamente una spada, il termine Katana si riferisce più
specificamente ad una specifica spada a lama curva e a taglio singolo di
lunghezza superiore ai 60 cm usata dai Samurai.
Nonostante permettesse efficacemente di stoccare, veniva usata principalmente
per colpire con dei fendenti, impugnata principalmente a due mani, sebbene
Musashi Miyamoto, nel Libro dei Cinque Anelli, raccomandasse la tecnica a due
spade, che presupponeva l'impugnatura singola. Veniva portata con il filo rivolto
verso l'alto, in modo da poterla sguainare velocemente con abili movimenti, e
che in nessun modo il filo della lama potesse danneggiarsi con il tempo
sfregando contro l'interno del fodero.
L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme al wakizashi, o spada corta. La
combinazione delle due spade era chiamata daisho, e rappresentava il potere o classe sociale e l'onore
dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario). Più precisamente la combinazione
daishō era costituita fino al XVII secolo da tachi e tanto, e solo in seguito da katana e wakizashi.
Wakizashi
Il wakizashi è una corta spada tradizionale giapponese che i samurai tenevano
sempre con sé. Veniva utilizzata durante la cerimonia del Seppuku.
La sua lama è lunga dai 30 ai 60 centimetri. La wakizashi era solitamente
portata dai samurai insieme alla katana. Quando indossate insieme la coppia di
spade era detta daisho, che si può tradurre come "grande e piccola"; dai
("grande") per la katana e sho ("piccola") per la wakizashi. Mentre il samurai
poteva (a volte) abbandonare la sua katana, per esempio in caso di visite
ufficiali, egli non si separava mai dal wakizashi, che veniva chiamato "il
guardiano dell'onore".
La coppia di spade veniva portata dal samurai infilandole nella cintura: la
katana al fianco sinistro, ed il wakizashi davanti al ventre (hara) (sede dello
spirito dell'uomo per i Giapponesi). Da qui il concetto di guardiano dell'onore, che spiega anche perché
i samurai si tagliassero il ventre (seppuku o più volgarmente harakiri) per suicidarsi. Durante tale rito,
il ventre, tradizionalmente sede dell'anima del samurai, veniva trafitto e squartato mediante la
wakizashi; lo scopo era per l'appunto quello di mostrare la propria anima pura e, pertanto, non
macchiata dal disonore.
Bokken
Bokken (bok(u), "legno", e ken, "spada") è una spada giapponese di legno
utilizzata nell'allenamento e conosciuta anche come bokutō.
Il bokken è infatti la riproduzione in legno della katana giapponese e ne
conserva la forma, la bilanciatura e, nel caso di alcune scuole, anche il
peso. Viene utilizzato nel kendo come spada per l'esecuzione dei dieci
kata. Ogni scuola antica ha, infatti, elaborato nel tempo una forma
peculiare di bokken adattata al proprio stile. I maestri del ju jitsu ne hanno
uno.
13