PERCHE’ GLI STUDENTI NON IMPARANO
CIO’ CHE GLI INSEGNANTI INSEGNANO
Sabrina Cesetti – AID Bolgna 03.05.09
ABILITA’ DI STUDIO

Sono operazioni concrete che servono a
rendere più efficace e produttivo il proprio
studio.

Capacità pratiche - modi di fare

Capacità accademiche - modi di pensare
Dimensioni interagenti delle
abilità di studio

Capacità operative

Abitudini di lavoro

Atteggiamenti e valori



La responsabilità per lo sviluppo delle abilità di studio
viene spostata verso livelli scolastici precedenti o
delegata ai docenti delle discipline umanistiche
C’è la convinzione che queste capacità costituiscano un
prodotto naturale e automatico del frequentare la scuola
Le abilità di studio sono sempre richieste dagli
insegnanti, ma raramente vengono fatte oggetto di
un’attenzione non episodica e occasionale
Devi studiare di più
Dovrebbe migliorare il metodo di studio


OBIEZIONI

Se le strategie di apprendimento sono peculiari a
ogni individuo, quale può essere il ruolo della scuola
che lavora su grandi numeri e con la cronica
mancanza di tempi, spazi e risorse materiali e
umane?
E come la mettiamo con il programma disciplinare?

Le abilità di studio non sono già intuitivamente
possedute dagli studenti?
Non si rischia di
insegnare l’ovvio?

Le abilità di studio non sono abilità più o meno
strettamente linguistiche?
STILI DI APPRENDIMENTO

E’ la predisposizione ad adottare una
particolare strategia
di apprendimento
indipendentemente
dalle
caratteristiche
specifiche del compito

Si manifesta in maniera costante, in una
varietà di contesti e condiziona la scelta e
l’uso di strategie.
Apprendere a classificare
strategia olistica
strategia seriale
stile apprenditivo per
comprensione
operazioni
tendenza a
costruire uno schema generale
affrontare il compito passo passo
Acquisizione dei concetti
Strategia di esame simultaneo: si esaminano più ipotesi
contemporaneamente, decidendo quali eliminare e quali
mantenere
Strategia di esame successivo: si controlla un’ipotesi alla
volta
KOLB
sperimentazione attiva
ACCOMODATORE
esperienza concreta
CONVERGENTE
concettualiz.astratta
DIVERGENTE
ASSIMILATORE
osservazione riflessiva
Convergente:



Privilegia
la
concettualizzazione astratta
e la sperimentazione. E’
abile
nell’applicazione
pratica delle idee, preferisce
l’azione
immediata
all’introspezione e pensa
meglio quando può fare
esperienza di prima mano.
Tende ad affrontare i
problemi in base ad un
ragionamento
ipoteticodeduttivo.
Scienze fisiche.
Divergente:



Privilegia l’osservazione riflessiva e l’esperienza
concreta. Risolve i problemi da vari punti di vista e
organizza i contenuti in strutture significative. Si chiede
continuamente perché per ricercare i significati del mondo
attorno a sé.
Si interessa più delle persone che delle cose. E’ socievole
e collaborativo
Settore artistico
Assimilatore:



Privilegia
l’interazione
tra
concettualizzazione astratta e
osservazione riflessiva. E’ abile ad
elaborare
modelli
teorici
attraverso ragionamenti induttivi.
Assimila concetti in strutture
coerenti ed esplicative.
E’ obiettivo e razionale. E’ più un
teorico che un pratico e attiva una
metodologia coerente e precisa.
Ricerca scientifica
Accomodatore:



E’
abile
nell’attività
di
sperimentazione che applica
all’esperienza concreta. Sa
fare sintesi tra situazioni
concrete e principi teorici.
E’ un pensatore pratico,
flessibile, intuitivo, a cui piace
apprendere per tentativi ed
errori più che per analisi. E’
affascinato dallo sperimentare
ed
inventare.
Preferisce
l’azione al contatto sociale.
Prevale nella tecnica e nel
commercio.
Stile visivo verbale
Preferisci vedere ciò che devi imparare e basarti
soprattutto sul linguaggio verbale: trovi utile, per
esempio:
* leggere delle istruzioni piuttosto che ascoltarle
* prendere nota di ciò che viene detto in classe
* vedere scritte le cose alla lavagna
* studiare sui libri piuttosto che ascoltare una lezione
Strategie suggerite:
* prendi appunti in classe e riguardali a casa; anche ricopiarli e riordinarli può
aiutarti a ricordare meglio
* prima di studiare un capitolo di un libro, leggi attentamente i titoli, i
sottotitoli, le didascalie delle figure
* riassumi per iscritto quanto hai letto o ascoltato
* prendi nota delle istruzioni per i compiti e le lezioni
* studia e leggi silenziosamente (non a voce alta)
* evidenzia con sottolineature, simboli o abbreviazioni le idee più importanti
di un testo, e riassumile a margine dei paragrafi con parole tue
* accompagna grafici e diagrammi con spiegazioni scritte
* in generale, elenca per iscritto ciò che desideri ricordare
* chiedi all'insegnante istruzioni o spiegazioni scritte
* guarda in volto la persona che parla: può aiutarti a concentrarti
* in classe, cerca di sederti in un posto vicino all'insegnante e alla lavagna
STILE VISIVO NON VERBALE
Preferisci vedere ciò che devi imparare, ma basandoti
soprattutto sul linguaggio non verbale (disegni, fotografie,
simboli, grafici, diagrammi, ecc.). Trovi utile, per esempio:
* scorrere un libro o una rivista guardando le figure
* imparare a fare qualcosa osservando come si fa piuttosto
che leggendo o ascoltando delle spiegazioni
* guardare un film su un certo argomento piuttosto che
ascoltare una lezione o una discussione
* basarti sulla memoria visiva per ricordare luoghi, persone,
fatti e circostanze
Strategie suggerite:
* disegna figure, grafici, diagrammi per ricordare termini, e concetti e
per riassumere ciò che hai letto o ascoltato
* usa evidenziatori colorati nei tuoi appunti
* prima di leggere un capitolo di un libro, guarda attentamente figure,
fotografie, eventuali grafici, ecc.
* creati delle immagini mentali di ciò che stai leggendo o ascoltando,
in modo da ricordare meglio le informazioni date solo verbalmente
* usa simboli e abbreviazioni
* chiedi all'insegnante esempi concreti di concetti difficili e modelli di
come deve essere svolto un compito
* guarda in volto la persona che parla: può aiutarti a concentrarti
STILE UDITIVO
Preferisci sentire ciò che devi imparare: trovi utile, ad
esempio:
* ascoltare una lezione piuttosto che studiare su un libro
* leggere a voce alta
* ripetere mentalmente
* partecipare a discussioni in classe
* lavorare con un compagno o a gruppi
* ascoltare una dimostrazione di come fare qualcosa
piuttosto che leggere istruzioni scritte
Strategie suggerite:
* prima di leggere un capitolo, guarda titoli e figure e dì a
voce alta di che cosa secondo te tratterà il capitolo
* riferisci a qualcuno ciò che hai studiato; fatti fare domande
* leggi e riassumi le idee principali a voce alta; se non ti è
possibile, cerca comunque di "sentire" le parole nella mente
mentre leggi
* recita a voce alta la soluzione di un problema prima di
trascriverla
* registra su una cassetta le lezioni o i tuoi appunti e ascolta
la registrazione
* chiedi all'insegnante spiegazioni o istruzioni orali
* lavora con un compagno
STILE CINESTETICO
Preferisci svolgere attività concrete: trovi utile, ad es.:
* fare esperienza diretta di un problema
* eseguire lavori anche senza leggere/ascoltare istruzioni
* poterti muovere mentre studi
* usare gesti nella conversazione
* lavorare con un compagno o in gruppo
* fare esperienze attive dentro e fuori della scuola, come
ricerche, interviste, esperimenti di laboratorio
Strategie suggerite:
* prendi appunti mentre ascolti una lezione o studi un testo a casa:
scrivere può aiutare la concentrazione
* prima di studiare un capitolo di un libro, guarda le figure, leggi
eventuali introduzioni o riassunti, considera con attenzione i titoli e le
parole in neretto o corsivo
* accompagna i tuoi appunti con grafici e diagrammi
* evidenzia le idee principali in un testo, poi fanne un riassunto con
parole tue su un foglio a parte
* programma il tuo studio in modo da alternare i periodi di lavoro con
le pause di cui hai bisogno
* dividi un compito lungo in parti più piccole, e varia le attività in
modo da non dover fare la stessa cosa a lungo
* a casa, cerca le posizioni e i movimenti che più ti aiutano a
concentrarti mentre studi: per esempio, alterna momenti in cui stai
seduto a momenti in cui cammini
* in classe, cerca di fare qualche movimento (anche solo con le
mani), senza naturalmente disturbare gli altri
* studia con un compagno
STILE ANALITICO
Preferisci considerare un problema scomponendolo nelle sue parti e
considerando ogni parte una per una: trovi utile, ad esempio,
* ragionare in modo logico, basandoti su fatti precisi
* mettere a fuoco le differenze tra le cose
* procedere nel lavoro in modo lineare, passo dopo passo
* svolgere i compiti in modo sistematico
* programmare in anticipo ciò che devi fare
* usare bene il tempo che hai a disposizione, sia per lo studio che per
altre attività
* non essere distratto da altri stimoli (per esempio, musica) mentre studi
* avere e rispettare dei termini entro cui svolgere determinati compiti
Strategie suggerite:
cerca di sfruttare a fondo i tuoi punti di forza, che sono
quelli sopra elencati, ma cerca anche di renderti conto dei
vantaggi di uno stile più globale: ad esempio:
* sforzati di considerare un problema nel suo complesso
* sintetizza i particolari e i dettagli di un argomento in una
visione di insieme
* non trascurare le tue sensazioni e ciò che ti suggerisce
l'intuito
* cerca di esprimere e di comunicare ciò che sai anche se
non possiedi tutte le informazioni che vorresti
* confrontati con i compagni e l'insegnante
STILE GLOBALE
Preferisci considerare un problema valutandolo nel suo
complesso: trovi utile, ad esempio:
* sintetizzare spesso quello che stai studiando
* mettere a fuoco le somiglianze tra le cose
* prendere decisioni in modo intuitivo, basandoti sulle
sensazioni
* svolgere più compiti nello stesso tempo
* decidere cosa fare man mano che il lavoro procede,
piuttosto che pianificare tutto in anticipo
* non programmare rigidamente il tempo per lo studio e per
altre attività
Strategie suggerite:
* cerca di sfruttare a fondo i tuoi punti di forza, che sono quelli sopra
elencati, ma cerca anche di renderti conto dei vantaggi di uno stile più
analitico: ad esempio:
* cerca di organizzare il tuo tempo, prendendo nota di scadenze e
decidendo l'ordine in cui svolgere i lavori
* concentrati a fondo su un particolare compito, evitando di disperderti
in più direzioni
* oltre a una visione d'insieme di un problema, analizza le informazioni
in tuo possesso e integra la visione complessiva con i necessari
dettagli
* sforzati di prendere decisioni non solo in base all'intuito ma anche
considerando attentamente i fatti e i legami logici
* leggi attentamente le istruzioni di un compito e cerca di capire bene
come devi procedere prima di cominciare il lavoro
* confrontati con i compagni e l'insegnante
STILE INDIVIDUALE
Preferisci lavorare da solo e condurre uno studio individuale
piuttosto che con un compagno o in gruppo. Impari forse meglio
studiando su un libro, a casa, che non lavorando con gli altri a
scuola.
Strategie suggerite:
* tieni presente che il confronto con l'insegnante e i compagni può essere
molto utile: non toglie nulla al tuo stile personale di lavoro, ma in più ti dà la
possibilità di conoscere altre opinioni, altri modi di pensare e di fare
* cerca di sfruttare meglio il tempo di lavoro in classe, oltre che a casa, per
esempio cominciando ad ascoltare con attenzione ciò che gli altri dicono e
confrontandolo con ciò che tu sai o pensi
STILE DI GRUPPO
Preferisci lavorare in classe piuttosto che a casa, a
coppie o in gruppo piuttosto che da solo, discutendo con
gli altri piuttosto che studiando per conto tuo sui libri.
Strategie suggerite:
* il confronto con gli altri è indubbiamente prezioso, ma lo studio
individuale è altrettanto importante per rielaborare in modo personale ciò
che stai imparando
* cerca di sfruttare meglio il tempo di lavoro a casa, oltre che in classe, per
esempio organizzando i tuoi strumenti di lavoro (libri, quaderni, appunti,
ecc.) e facendo delle sintesi personali di quanto hai studiato

Un concetto più ampio di quello di stile di apprendimento,
e che ingloba quest’ultimo come aspetto particolare, è
quello di stile cognitivo con il quale si intendono le
modalità preferenziali con cui gli individui elaborano
l’informazione nel corso di compiti complessi.

Nel caso di compiti apprenditivi gli stili cognitivi
dell’individuo tendono a determinare le strategie che
questi adotterà per cercare di imparare (il suo stile di
apprendimento), ma avranno anche un’influenza
complessiva sul processo di acquisizione delle abilità
perseguite e sulle probabilità che tale processo abbia
successo in relazione alle caratteristiche del compito.
STILI COGNITIVI

Per stile cognitivo si intendono le differenze
individuali durature, diffuse ed internamente coerenti
nell’organizzazione e nel funzionamento cognitivo.

E’ una modalità di elaborazione dell’informazione
che si manifesta in compiti diversi e in settori diversi
del comportamento.

Riflette differenze di personalità e differenze
genetiche ed esperenziali nella capacità e nel
funzionamento cognitivo; e di fatto opera una
mediazione tra motivazione, emozione
e
cognizione.
STILI COGNITIVI
Almeno tre fattori condizionano l’applicazione e
l’utilità di una strategia:
Variabilità individuale
Variabilità dei compiti
Variabilità del contesto
STILI COGNITIVI
Stile sistematico-intuitivo
Riguarda la maniera di classificare e fare
ipotesi di un individuo

La persona intuitiva segue le sue ispirazioni
con prontezza, ama cimentarsi in nuove
situazioni,
salta
facilmente
alle
conclusioni, fa fatica a programmare e a
seguire il procedimento logico
La persona sistematica ama programmare le
sue attività e portarle a conclusione.
Procede a piccoli passi, considera
accuratamente e sequenzialmente tutti gli
elementi concreti che ha a disposizione.
STILI COGNITIVI




Stile globale-analitico
Concerne la percezione, la preferenza per la
considerazione dell’insieme o del dettaglio
La persona globalista osserva, legge, scrive,
studia soffermandosi sugli aspetti di insieme
La persona analitica si sofferma sui singoli
dettagli, anche se minimi
STILI COGNITIVI

Stile impulsivo-riflessivo

Riguarda i processi decisionali, il modo di pianificare la risposta, la
modalità di affrontare il compito.
La persona riflessiva ha bisogno di più tempo per procedere e
commette meno errori, ma può perdere qualche occasione.
La persona impulsiva riflette poco prima di dare una risposta o
compiere un’azione, prende velocemente decisioni e spesso
commette errori


STILI COGNITIVI

Stile verbale-visuale

Trasversale a vari compiti cognitivi, concerne la percezione , la
preferenza di risposta. Gli effetti di questo stile si evidenziano nella
maniera in cui una persona ricorda le informazioni apprese.

Un verbalizzatore preferisce e riesce meglio in attività basate su un
codice linguistico, ricorda meglio parole e incontra difficoltà in compiti
visivi.
Un visualizzatore preferisce l’uso di figure, schemi e altri tipi di
elaborazione visiva, ricorda meglio gli oggetti e le immagini.

STILI COGNITIVI

Stile
convergente-divergente
(Guilfort)
dipendente indipendente dal campo

Il convergente tende a svilupparsi verso mete
consequenziali su cui convergono altre catene di
pensiero,
subisce
molto
le pressioni
e i
condizionamenti del contesto, anche interpersonali in
cui si trova ad agire
Il divergente sviluppa percorsi che possono produrre
soluzioni originali e creative; origina da sé e
liberamente nuove soluzioni o possibilità.
Il pensiero divergente è caratterizzato da fluidità,
flessibilità, originalità.


o

Secondo la concezione classica di intelligenza, questa è
considerata come un fattore unico e generale, di cui gli
individui sono portatori in misura diversa: si può quindi
definire un QI legato alla media dei quozienti misurati in
una certa popolazione.

Il QI è di solito misurato attraverso test che si basano
molto sull’uso del linguaggio logico e d quello verbale,
ossia dei linguaggi tipici dei sistemi scolastici, per cui il
quoziente stesso potrebbe essere considerato indicativo
del “potenziale di riuscita accademica” di una persona.


Il valore 100 identifica la normalità.
Valori superiori o inferiori identificano le eccellenze o le deficienze.
Olson ha dilatato la pluralità delle intelligenze e
sottolineato il ruolo della mediazione culturale
nello sviluppo delle diverse forme di
intelligenza.
1.
2.
3.
L’intelligenza è l’abilità in un medium culturale
Il medium culturale è un campo di attività
esecutiva a partire da quelli elaborati dalla
cultura: parlare, contare, disegnare …
I differenti campi di attività esecutiva trovano
collocazione e significato in specifici contesti
socioantropologici.
Ciò suggerisce la relatività culturale del concetto di
intelligenza: ogni cultura tende a sviluppare
l’intelligenza in certi media piuttosto che in altri.
Gardner
Howard Gardner, psicologo americano nato nel 1943
Esce dall’area di influenza della psicologia piagetiana
Elabora una concezione nuova dell’intelligenza
1. L’intelligenza
L’essere umano non possiede una ma tante intelligenze
Gardner ipotizza che la pluralità dell’intelligenza si sostanzi in
distinte formae mentis, in matrici cognitive differenziate che si
traducono in diverse attitudini intellettive
Gardner






è fortemente articolata, differenziata, utilizza
molteplici canali
- ciascuno è un sistema a sé
- proprie strategie di sviluppo
è in continua mobilità,
non segue circuiti facilmente descrivibili,
segue percorsi propri, inusuali,
esplora itinerari divergenti,
è fortemente creativa
intelligenza linguistica, matematica, spaziale, musicale,
fisico-cinestetica, naturalistica, interpersonale e
intrapersonale
Gardner
2. Sviluppo mentale
- procede :
per scoperte, conquiste, salti,
esplorazioni intuitive, situazioni nuove
problemi da risolvere: più punti di partenza e d’arrivo
- verifiche continue:
che portano a organizzare e riorganizzare
le strategie, le tattiche cognitive,
sottoporre continuamente a feedback e rottura
3. Apprendimento
concezione mobilissima
entra a far parte il momento dialettico della discontinuità
discontinuità come valore positivo
non può che adeguarsi a percorsi frastagliati
Sternberg “Le tre intelligenze: come potenziare le capacità
analitiche, creative e pratiche




La teoria triarchica dell’intelligenza si basa sul postulato che il
pensiero umano sia composto da tre dimensioni fondamentali:
Analitica o pensiero astratto, che corrisponde alla capacità di
giudicare, valutare, scomporre, fare confronti ed esaminare i dettagli
Creativa o pensiero divergente, ovvero la capacità di scoprire,
produrre la novità, immaginare ed intuire
Pratica o pensiero operatorio, ossia l’organizzazione e l’abilità di
usare strumenti, applicarli, attuare concretamente progetti e piani
mirati ad obiettivi concreti








ATTIVITA’ 1
Leggi questa descrizione delle intelligenze multiple e identifica ogni intelligenza,
scegliendo tra:
fisico-cinestetica interpersonale naturalistica logico-matematica
linguistica spaziale intrapersonale musicale
1. L’intelligenza ……………….. è la capacità di usare tutto il proprio corpo o parti del
proprio corpo – mani, dita, braccia – per risolvere un problema, costruire qualcosa, o
realizzare qualche tipo di prodotto. Gli esempi più evidenti sono gli atleti o gli artisti
dello spettacolo, in particolare nella danza o nella recitazione.
2. L’intelligenza ……………….. si riferisce al fatto di avere una comprensione di se
stessi, di sapere chi si è, che cosa si è in grado di fare, che cosa si vuole fare, come
si reagisce alle cose, quali cose evitare e verso quali cose muoversi. Siamo attratti
dalle persone che hanno una buona conoscenza di se stessi perché queste persone
tendono a non rinchiudersi in sé, a sapere che cosa sono in grado di fare e che cosa
non sono in grado di fare, e a sapere dove andare se hanno bisogno di aiuto.
3. L’intelligenza ……………….. si riferisce all’abilità di rappresentare il mondo
spaziale all’interno della propria mente – come fa un marinaio o un pilota di aerei, o
come un giocatore di scacchi o uno scultore rappresenta un mondo spaziale più
circoscritto. L’intelligenza ……………….. può essere utilizzata nelle arti o nelle
scienze. Se si è orientati verso le arti, è più probabile che si diventi un pittore o uno
scultore o un architetto piuttosto che, ad esempio, un musicista o uno scrittore. In
modo simile, certe scienze come l’anatomia e la topologia enfatizzano questa
intelligenza.
4. L’intelligenza ……………….. è la capacità di usare il linguaggio, la lingua madre e
magari altre lingue, per esprimere che cosa si ha in mente e per capire gli altri. I poeti
in modo particolare utilizzano l’intelligenza ……………….., ma qualsiasi tipo di
scrittore, conferenziere, oratore, avvocato o persona per cui il linguaggio è un
importante ferro del mestiere esprime questa intelligenza.




5. L’intelligenza ……………….. è la capacità di pensare in musica, di
percepire schemi, riconoscerli, ricordarli e magari manipolarli. Chi ha una
forte intelligenza ……………….. non solo ricorda facilmente la musica – non
riesce a togliersela dalla testa, è onnipresente.
6. L’intelligenza ……………….. è la comprensione degli altri. E’ un’abilità di
cui tutti noi abbiamo bisogno, ma è indispensabile se si è un insegnante, un
medico, un venditore, o un politico. Chiunque abbia a che fare con altre
persone deve essere abile in questa sfera.
7. Le persone con un’intelligenza ……………….. altamente sviluppata
comprendono i principi sottostanti ai sistemi causali, come fa uno scienziato o
un logico; o sono in grado di manipolare numeri, quantità e operazioni, come fa
un matematico.
8. Chi possiede un'intelligenza ......................... ama stare all'aria aperta e tende
a notare schemi, caratteristiche e anomalie negli ambienti ecologici in cui vive.
Utilizza questi schemi e queste caratteristiche per classificare e categorizzare gli
esseri viventi e gli elementi inanimati. Dimostra apprezzamento e comprensione
dell'ambiente e dei suoi problemi..

Ora completa questa frase come preferisci. Spiega la tua scelta (perchè ...)
citando qualche esempio di tuoi comportamenti, abitudini, preferenze ...

Penso di avere una buona intelligenza ……………………….. perché
…………..........

Sulla base di quanto sinora definito, si sollecitano gli insegnanti a
stimolare negli studenti il pensiero efficace, che in ambito
scolastico si traduce nell’insegnare ad imparare

Il riferimento pedagogico di fondo è rappresentato dal
costruttivismo, che identifica la costruzione attiva della
conoscenza nel collegamento di nuovi saperi con i saperi pregressi.
Studente = persona attiva




Per sollecitare e stimolare questa attività, il costruttivismo propone di
applicare all’insegnamento criteri:
Endogeni, che non prevedono insegnamenti espliciti o diretti
Esogeni, che prevedono un insegnamento diretto mediante pratica
Dialettici, che riguardano un tipo di insegnamento cooperativo e per
scoperta






La scuola dovrebbe farsi carico della contemporanea presenza in
classe di diversi stili cognitivi e superare il modello unico di
intelligenza che comporta l’esclusione di chi non è assimilabile ad
esso e riconoscere pari dignità ai vari stili cognitivi e alle diverse
forme di intelligenza.
Ciò consentirebbe di favorire l’integrazione dei soggetti con difficoltà
cognitive e permettere il recupero e il potenziamento delle abilità
residue degli studenti che presentano speciali bisogni educativi.
Organizzazione delle lezioni
Moltiplicazione delle tipologie di prove
Sviluppo di strategie cognitive o abilità di regolamentazione
Diversificazione della valutazione


Nella nostra didattica esiste una tendenza all’astrazione e al
pensiero analitico tipica dell’impianto idealista della scuola italiana. Il
fatto che il ragazzo sia in grado progressivamente di raggiungere
livelli sempre più alti di astrazione non significa che nella didattica si
debba accantonare ogni altro tipo di intelligenza.
E così abbiamo laureati che disegnano come bambini di 5 anni
perchè per decenni non hanno più esercitato quel tipo di intelligenza
e le abilità ad essa connesse.

Ci sono almeno tre fattori che
l’applicazione e l’utilità di una strategia

Variabilità individuale: la misura in cui le strategie
possono essere recepite e utilizzate dai singoli individui
in base alle loro preferenze
Variabilità dei compiti: la misura in cui le strategie
possono essere utili, inutili o dannose a seconda delle
caratteristiche dell’esercizio o dell’attività
Variabili del contesto in cui gli studenti affrontano i
compiti, e in primo luogo la dinamica che lega studenti e
insegnanti, apprendimento e insegnamento


condizionano
Vai verso la gente
Vivi in mezzo a loro
Comincia da ciò che sanno
Costruisci su ciò che hanno
Quando il loro compito sarà svolto
E il loro lavoro sarà finito
Tutti diranno
L’abbiamo fatto noi
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Presentazione1 - Istituto Amsicora