LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch LuganoInScena 2015/2016 Teatro LA VERITÀ autore, regista, co-design luci e coreografie Daniele Finzi Pasca ATTRAVERSO LO SPECCHIO di e regia Marcello Chiarenza L’ORIGINE DEL MONDO, RITRATTO DI UN INTERNO di e regia Lucia Calamaro PEPERONI DIFFICILI (LA VERITÀ CHIEDE DI ESSERE CONOSCIUTA) di e regia Rosario Lisma CONFÉRENCE DE CHOSES di e regia François Gremaud ALBERTINE, EN CINQ TEMPS di Michel Tremblay ANTROPOLAROID di e con Tindaro Granata WORDS AND MUSIC di Samuel Beckett LA CATIVÌSSIMA (EPOPEA DI TONI SARTANA) di e regia Natalino Salasso ROMEO E GIULIETTA. AMA E CAMBIA IL MONDO regia di Giuliano Peparini POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA di e regia Saverio La Ruina BRACHETTI CHE SORPRESA! di e con Arturo Brachetti MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES regia di Giampiero Solari LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch THE VALLEY OF ASTONISHMENT di e regia Peter Brook e Marie-Hélène Estienne ALICE regia di Fabrizio Pallata PROSSIMA FERMATA BELLINZONA di e regia Flavio Stroppini e Monica De Benedictis IL PREZZO regia di Massimo Popolizio L’AMORE SEGRETO DI OFELIA regia di Michele Di Mauro e Carlotta Viscovo PINOCCHIO – IL GRANDE MUSICAL regia di Saverio Marconi MUMMENSCHANZ – I MUSICISTI DEL SILENZIO creato da Floriana Frassetto, Andres Bossard e Bernie Schürch PETER PAN – UNA STORIA DI POCHI CENTIMETRI E PIUME regia di Fabrizio Visconti LA PRIMA CENA regia di Michele Sinisi AVANIM (PIETRE) regia di Yinon Tzafrir e Daniel Zafrani IL VIZIO DELL’ARTE di Alan Bennett IL BERRETTO A SONAGLI adattamento e regia di Valter Malosti NUDA E CRUDA regia di Livio Galassi LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch LA PICCOLA FIAMMIFERAIA regia di Maurizio Bercini IL CAVALIERE INESISTENTE regia di Fabrizio Montecchi IVAN ILLIC traduzione, adattamento e regia di Ola Lavagna I LEGNANESI: LA FAMIGLIA COLOMBO regia di Antonio Provasio NON TI PAGO di Eduardo De Filippo; regia di Luca De Filippo LA LOCANDIERA DI CARLO GOLDONI regia di Andrea Chiodi PANTANI di Marco Martinelli e Ermanna Montanari regia di Marco Martinelli ORCHIDEE di e regia Pippo Delbono LE CIRQUE INVISIBLE di e regia Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin 12PAROLE7PENTIMENTI direzione e concetto di Rubidori Manshaft ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI di Carlo Goldoni LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO LA VERITÀ autore, regista, co-design luci e coreografie Daniele Finzi Pasca direttrice di creazione, produttrice e partecipazione alla scrittura Julie Hamelin Finzi musica, sound design e co-design coreografie Maria Bonzanigo scenografia, accessori e ideazione Hugojo e L’hugo Hugo Gargiulo produttore esecutivo e consulente artistico Antonio Vergamini costumi Giovanna Buzzi co-design luci Alexis Bowles video designer Roberto Vitalini - bashiba.com assistente alla regia Geneviève Dupéré make-up designer e hairstyle designer Chiqui Barbé direttore di produzione Marc Laliberté consulente artistico Fabrizio Arigoni ricercatore Facundo Ponce de León creatore di Sculture Coreografiche Toni Vighetto ideatrice Carré Mariève Hémond e Annie-Kim Déry ideatore ruota Cyr Daniel Cyr artisti Moira Albertalli, Erika Bettin, Jean-Philippe Cuerrier, Annie-Kim Déry, Stéphane Gentilini, Andrée-Anne Gingras-Roy, Evelyne Laforest, Francesco Lanciotti, David Menes, Marco Paoletti, Félix Salas, Beatriz Sayad e Rolando Tarquini direttrice di tournée e direttrice di scena Allegra Spernanzoni direttore Tecnico Alexis Bowles macchinista Dave Bourdages rigger Jens Leclerc fonico Fabio Lecce tecnico Luci Gonzalo Soldi macchinista in formazione Nicolò Baggio assistente al Direttore Tecnico Marzio Picchetti restauratore Andrea Ravano Equipe di produzione a Lugano: project manager Tanja Milosevic assistente project manager Anna Locatelli contabile Amal Meroni Sa 12.09.2015 ore 19.30 Do 13.09.2015 ore 14.30 Do 13.09.2015 ore 20.30 Ma 15.09.2015 ore 20.30 Me 16.09.2015 ore 20.30 Gi 17.09.2015 ore 20.30 Ve 18.09.2015 ore 20.30 Sa 19.09.2015 ore 20.30 Do 20.09.2015 ore 14.30 Sala Teatro LAC Dopo aver girato il mondo, visitato i più grandi teatri di tredici paesi e affascinato più di 200’000 persone, “La Verità” torna a casa per inaugurare la nuova Sala Teatro di Lugano. “La Verità è tutto ciò che abbiamo sognato, ciò che abbiamo vissuto, ciò che abbiamo inventato, tutto quello che fa parte della nostra memoria.” (Daniele Finzi Pasca) Scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, “La Verità” è uno spettacolo che riunisce l'acrobazia, il teatro, la musica e la danza, con la presenza di tredici artisti raccolti intorno ad un telone LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch originale di Salvador Dalí. L’enorme opera, dipinta dal pittore spagnolo negli anni ‘40 a New York per il suo balletto “Tristan Fou”, si ritrova oggi di nuovo sulla scena. Dal surrealismo alla realtà, la nuova creazione della Compagnia Finzi Pasca dipinge una poesia acrobatica ed eccentrica, composta dalla visione di Daniele Finzi Pasca e dai colori del telone di Salvador Dalí. Dalla première a Montreal, nel gennaio del 2013, “La Verità” è stato rappresentato oltre 250 volte in Svizzera, Canada, Brasile, Uruguay, Colombia, Messico, Francia, Ungheria, Danimarca, Olanda, Emirati Arabi Uniti, Spagna e Italia, attirando oltre 200'000 spettatori. “Daniele Finzi Pasca ha creato un’ambiziosa e visivamente incantevole opera… La Verità tocca il sublime…” (The Gazette, Montreal, Canada, 18.01.2013) “Cattura il pubblico dolcemente, per portarlo in un meraviglioso mondo onirico.” (Neue Zürcher Zeitung, Zürich, Svizzera, 28.10.2013) “Uno spettacolo di circo luminoso, onirico, vitale e melanconico costruito intorno al fondale di Dalí.” (El Pais, Madrid, Spagna, 11.11.2013) “Dietro a tanta meraviglia si rivelano, in un via vai scandito in due tempi, acrobazie, danze con canti, bagliori ed effetti in controluce, musiche sognanti…” (Il Sole 24 Ore, Milano, Italia, 11.01.2015) La Compagnia Finzi Pasca è stata creata nel 2011 da Antonio Vergamini, Daniele Finzi Pasca, Hugo Gargiulo, Julie Hamelin e Maria Bonzanigo. In quest’avventura s’incrociano la storia del Teatro Sunil e la storia di Inlevitas. C’è il desiderio di sviluppare progetti artistici che continuino ad approfondire il “teatro della carezza”, la tecnica del gesto invisibile e lo stato di leggerezza. Attraverso gli anni, questi concetti hanno costruito un’estetica particolare che attraversa tutte le dimensioni: uno stile di creazione e di regia, un particolare modo di concepire la produzione, una filosofia di allenamento per l’attore, l’acrobata, il musicista, il danzatore e il tecnico, un atteggiamento per abitare lo spazio e riprendere la memoria che porta nostalgia e può commuovere. Il gesto poetico del clown, che va da un monologo per un solo spettatore a una cerimonia olimpica, il teatro, la danza, il circo, l’opera, il cinema, tutto si riunisce nella Compagnia Finzi Pasca. Con il sostegno di Cornèrcard, Grand Hotel Villa Castagnola, OSI, RSI, La Place des Arts, Maison de la Culture de Nevers et de la Nièvre, Scène Nationale de Bayonne – Sud Aquitain, Città di Lugano, Cantone Ticino, Pro Helvetia, Caffè Chicco d'Oro, Fidinam, Ernst Göhner Stiftung, Sintetica - Partner per la ricerca. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE ATTRAVERSO LO SPECCHIO di e regia Marcello Chiarenza con Elena Chiaravalli, Cinzia Morandi, Francesco Mariotta e Daniele Bianco musiche Carlo Cialdo Capelli scene Marcello Chiarenza costumi Teatro Pan una produzione di LuganoInScena Età: da 6 anni Me 16.09.2015 ore 14.30 Sa 19.09.2015 ore 10.30 e 14.30 Hall e Sala Teatro LAC Un gioco del teatro che parla del teatro, un omaggio allo spettatore il cui sguardo sappia riflettersi nel gioco dell'attore. Un percorso dall'ingresso all'uscita, attraverso lo specchio di una porta, di un sipario, di un racconto...Un viaggio nella notte dello spazio e del tempo. Ogni lettera è uno scomparto, ogni parola una carrozza: con le stesse lettere che scrivono la parola “treno”, ora possiamo dire “entro”. All'ingresso Se il tempo cambia, non dimenticate l'ombrello. C'è un modo sicuro per ricordare di non dimenticare: usatelo all'andata come para-pioggia e al ritorno come parasole. In sala Prego venite avanti, ogni fila ha una lettera, ogni singola poltrona un numero... Siete comodi? Bene, buonasera e benvenuti... Ho detto sera invece di buongiorno, qui in teatro non ci sono finestre, quindi non si distingue l'ora del giorno dall'ora della sera. Il teatro Il LAC. Lugano, un lago: sono le stesse sei lettere... Il lago è lo specchio e l'occhio la città. Teatro significa guardare. Teatro, attore: sono le stesse sei lettere... Le poltrone hanno i vostri occhi, speriamo di tenerli svegli. Il sipario Come le palpebre il sipario si apre: è un occhio che aspetta di guardarvi negli occhi. Una bocca che aspetta di cantare. Una porta che vi porterà oltre lo specchio. Lo spettacolo “Attraverso lo specchio” è previsto anche nei giorni mercoledì 16.09.2015 ore 9.30, giovedì 17.09.2015 ore 9.30 e 14.30, e venerdì 18.09.2015 ore 9.30 e 14.30, repliche riservate alle scuole. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO L’ORIGINE DEL MONDO, RITRATTO DI UN INTERNO di e regia Lucia Calamaro con Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno luci Gianni Staropoli scene Marina Haas aiuto regia Francesca Blancato produzione 369gradi - PAV in collaborazione con FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea/ LuganoInScena/ LAC – Lugano Arte e Cultura Lu 12.10.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Premio Ubu 2012 Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica a Lucia Calamaro; Premio Ubu 2012 Miglior attrice a Daria Deflorian; Premio Ubu 2012 Ex Aequo Miglior attrice non protagonista a Federica Santoro Composto da 3 atti (“Donna melanconica al frigorifero”, “Certe domeniche in pigiama”, “Il silenzio dell’analista”), lo spettacolo mette in scena la crisi individuale che travolge un gruppo familiare, nella fattispecie la crisi di una madre, Daria, che fagocita la figlia, Federica. Daria non esce più: dalla sua ‘tana’ constata di conoscere realmente un solo umano, il quale convive nello stesso corpo e, a volte, si distrae anche da lui, se lo perde, non lo capisce. Questa relazione fluttuante e disattenta spesso fa sì che si ritrovi a non essere contemporanea neanche di sé stessa. Questo convivente è suo malgrado familiarizzato con l’umano di Daria, visto che ne dipende affettivamente, la richiama a lei e al tempo: la figlia. È lei, Federica, che mantiene il mondo; è lei il suo Atlante domestico, tanto che, a volte, uno si chiede chi abbia messo al mondo chi in questa faccenda. Nella casa in cui Daria si muove con sua figlia, temporaneamente rinchiuse in cerca di un senso ritrovato, appaiono “figure della soglia”, abitanti del dentro-fuori, che irrompono e agiscono. Figure, queste, tutte animate dalla stessa volontà: tirarla fuori. Ispirandosi a “La Commedia umana” di Balzac, Lucia Calamaro indaga la coscienza di una Madre, esplora gli stati d’animo mortificati di una Figlia “adultizzata”, la sua assenza di modelli, la sua tenacia; tratteggia l’indifferenza, la rabbia e l'impotenza di tutti gli altri, quelli che si ritrovano a gestire una persona depressa, senza sapere come. “In fondo, da cosa è composta la vita di un essere umano: un corpo e i suoi andazzi, una mente e i suoi rovelli, le cose e la necessità di gestirle, e poi gli altri, sotto forma di affetti, rivali, problemi, salvezza, ristoro, passione, legami, vantaggi, limiti. Ecco cosa si occupa idealmente di proiettare drammaturgicamente, forse anno ad anno, per ora pezzo a pezzo, come un puzzle, questo lavoro: una vita. […] Certo è che vissuta sempre in balia di tutto quello che non ero io, non avrei mai pensato, fino ad oggi, che la mia vita si sarebbe trasformata nella mia opera.” (Dalle note di regia di Lucia Calamaro) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PEPERONI DIFFICILI (LA VERITÀ CHIEDE DI ESSERE CONOSCIUTA) di e regia Rosario Lisma con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma e Andrea Narsi luci Paola Tintinelli e Luigi Biondi scene e costumi Eleonora Rossi produzione Teatro Franco Parenti Me 14.10.2015 ore 20.30 Gi 15.10.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Ambientato nella cucina di un giovane parroco di provincia, “Peperoni difficili” si ispira a una piccola vicenda realmente accaduta e pone domande sul “mentire a fin di bene”, sulla verità e il diritto di dirla o di saperla. I personaggi coinvolti, oltre al parroco, sono la sua bellissima sorella volontaria in Africa, un bidello allenatore della squadra dell’oratorio e un bancario, colto, brillante e stranamente inconsapevole di essere spastico. Rosario Lisma, autore vincitore del Premio ETI Nuove Sensibilità 2009 con “L’operazione”, si ispira alla tradizione umoristica del ‘900 e alla Commedia all’italiana. In scena, con lui, oltre a Ugo Giacomazzi e Andrea Narsi, anche Anna Della Rosa, giovane pluripremiata interprete del teatro italiano e ultimamente sugli schermi cinematografici in “La grande bellezza” di Sorrentino. “Non è facile trovare una commedia che fa ridere, e parecchio, mettendo in discussione con intelligenza temi capitali. Succede in Peperoni difficili, nuovo testo di Rosario Lisma; giovane attore di talento. […] Il quesito se sia meglio mentire a fin di bene o dire la verità a tutti i costi si innesta su situazioni quotidiane e si incarna in personaggi non attesi, ma vivi nelle loro opposte, fragili umanità, in una pièce ben scritta che mescola risata e dramma, di solida costruzione e dialoghi irresistibili, con quattro interpreti […] in stato di grazia. Bravi.” (la Repubblica) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO CONFÉRENCE DE CHOSES di e regia François Gremaud con Pierre Mifsud produzione 2b company con la partecipazione di FAR° Festival des Arts Vivants/Nyon in collaborazione con FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea/ LuganoInScena/ LAC – Lugano Arte e Cultura Spettacolo in francese Sa 17.10.2015 ore 11.00 (1° episodio) e 16.30 (2° episodio) Do 18.10.2015 ore 11.00 (3° episodio) e 16.30 (4° episodio) Teatrostudio LAC Lo spettacolo è composto da quattro episodi indipendenti tra di loro della durata di un’ora ciascuno. Pierre Mifsud – come una sorta di “tenutario di un sapere” enciclopedico contemporaneo – accoglie il pubblico e inizia il suo racconto. Da un luogo ad un altro, da un soggetto ad un altro. Rimbalza nel suo racconto di qua e di là. Dal bisonte alla regina Margot, da Descartes alla liquirizia Haribo, da Annie Hall alla Cometa di Halley. Non si ferma fino a che il timer non scade allo scoccare dei 60 minuti. “Conférence de choses” è una passeggiata divertente nel cuore del sapere enciclopedico partecipativo contemporaneo. Il processo di scrittura, ci svelano gli autori, consiste, partendo da un soggetto, a seguire su Wikipedia una serie di soggetti a lui collegati. E questo all’infinito. È anche una straordinaria prova d’attore che sfida la semplicità e, nello stesso tempo, la difficoltà, mettendosi a nudo: un attore, un pubblico in uno spazio e in un tempo, senza effetti, senza rete, senza tecnica. “Siamo immersi, ed è un vero incanto.” (Thierry Sartoretti, Radio Télévision Suisse First) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO ALBERTINE, EN CINQ TEMPS di Michel Tremblay; regia di Lorraine Pintal assistente di regia Bethzaïda Thomas con Lise Castonguay, Eva Daigle, Martine Francke, Monique Miller, Marie Tifo e Madeleine Péloquin scene Michel Goulet costumi Sébastien Dionne luci Denis Guérette musica Jorane trucco Jacques-Lee Pelletier una coproduzione Théâtre du Nouveau Monde (Montréal)/ Théâtre du Trident (Québec) Spettacolo in francese con sopratitoli in italiano Me 28.10.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Trent’anni fa Michel Tremblay scrisse uno dei grandi testi del teatro contemporaneo, ponendo una donna di fronte a sé stessa e alle differenti età della sua vita. Tra l’Albertine di trent’anni, sconvolta per aver quasi picchiato a morte la figlia undicenne, e quella di settant’anni che, ormai affaticata, entra in una casa di accoglienza, Tremblay traccia cinque linee di vita per disegnare l’arco di tutta un’esistenza divisa tra il senso di colpa e la rabbia. Nell’atmosfera sospesa del crepuscolo – tra gli scintillii del calar del sole e il lento levar della luna purpurea d’estate – le Albertine, ispirate dall’ascolto attento della loro sorella Madeleine, ci consegnano la cantata della propria vita trasformata dall’aspro lirismo di una lingua al tempo stesso terribile e carezzevole. Lorraine Pintal voleva da molto tempo mettere in scena questo capolavoro della drammaturgia canadese, al fine di mostrare tutta la luce emanata dal tragitto di questa donna che, accedendo alla coscienza del proprio destino, ha saputo cogliere tutto il tragico della condizione umana. “Pièce magistrale […] qui fait la part belle au grand talent des comédiennes qui l’interprètent. Monique Miller est extraordinaire […] un incontournable. À voir, absolument!” (Anne-Josée Cameron, Le Téléjournal/Québec, Ici Radio-Canada Télé) In collaborazione con LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO ANTROPOLAROID di e con Tindaro Granata, Premio “Mariangela Melato” – Prima Edizione 2013 – come Attore Emergente scene e costumi Margherita Baldoni e Guido Buganza luci Matteo Crespi elaborazioni musicali Daniele D’Angelo produzione Proxima Res Me 11.11.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Premio della giuria popolare della “Borsa Teatrale Anna Pancirolli” Premio “ANCT” dell'Associazione Nazionale dei Critici nel 2011 Premio “Fersen” in qualità di Attore Creativo nel 2012 Definire “Antropolaroid” non è semplice: ad oggi non c’è nulla di paragonabile al lavoro originalissimo di Tindaro Granata, il quale, da solo, racconta di figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia, da cui anche allontanarsi, con il proposito di andare a Roma per diventare attore e fare del cinema…. “Antropolaroid” è uno spettacolo di cupa bellezza, struggente, attraversato da un’inquietudine dolorosa, dove a tratti si coglie ugualmente, amaramente, l’occasione di ridere, per la caratterizzazione dei personaggi, il loro susseguirsi sulla scena, e per l’abilità stessa dell’attore nel trasformarsi: tante, infatti, le metamorfosi. Perché dentro questo spettacolo ad alta condensazione ed intelligenza teatrale ci sono, rielaborate con molta sensibilità, schegge di storia dello stesso interprete in scena, con quel titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico, la memoria trattenuta nell’immagine, racconto tramandato, vissuto profondamente. “Antropolaroid” è una creazione teatrale colma di emozioni, per il testo, la recitazione, la concretezza, l’universalità della narrazione e il ritmo avvolgente. Tindaro Granata passa attraverso i decenni in molteplici ruoli, ad ogni età, maschio o femmina, tra giochi, balli, lavoro, relazioni familiari e paure; brevi passaggi che, ogni volta, compongono dialoghi, legami e situazioni: lui solo e tanti . La novità di uno spettacolo come “Antropolaroid” sta nell’utilizzo di una tecnica antica come quella del cunto: essa viene scomposta e il meccanismo del racconto è sostituito dalla messa in scena dei dialoghi tra i vari personaggi. Non vengono narrati i fatti, ma i personaggi parlano tra di loro e danno vita alla storia. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch NUOVI PERCORSI WORDS AND MUSIC di Samuel Beckett regia e adattamento visivo di Alan Alpenfelt con Adele Raes e NITON (Zeno Gabaglio, Luca Xelius Martegani, el Toxyque) video Roberto Mucchiut luci Andrea Borzatta costumi Laura Pennisi produzione V XX ZWEETZ coproduzione Azimut sostenuto da Fondazione svizzera per la radio e la cultura, Repubblica e Cantone Ticino – Fondi Swisslos Do 22.11.2015 ore 16.30 e 20.30 Teatrostudio LAC La nuova produzione Beckett Sounds vede uniti la Compagnia V XX ZWEETZ e il gruppo NITON nell'esplorazione della degenerazione della lingua, della memoria e della vita, attraverso il dramma sonoro di Samuel Beckett “Words and music”. Scritto nel 1961 su commissione della BBC Third Programme, “Words and music” non ha mai avuto una trasposizione scenica, malgrado il potenziale altamente immaginifico dei temi e del rapporto musica/parola. Il radiodramma, oggi come cinquant’anni fa, è una delle frontiere più avanzate del teatro moderno: una forma che sublima la scena in situazioni di puro ascolto e in cui le parole diventano un mezzo espressivo intimo e appassionante. Un mezzo concentrato e totalizzante, perché dissociato dai molteplici stimoli della sala da teatro. Stimoli che possono essere sì distrazione, ma anche sostanza e centro della percezione. Stimoli che, fortunatamente, non sono perduti per sempre nel passaggio originario dal testo per teatro al testo per radio, ma che possono tornare a vivere. Un ulteriore senso, profondamente moderno, oggi lo si trova nel riportare i radiodrammi in teatro, nel rendere di nuovo forte un’esperienza che – complice la diffusione capillare del multimedia – nel corso dei decenni si è fatta sfocata e sfuggente. “Words and music” è uno spettacolo scenico dove l’ascolto totalizzante diventa esperienza condivisa, dove l’orecchio non deve più temere l’occhio, dove il privato diventa collettivo, dove il teatro contemporaneo può ampliare i propri orizzonti e i propri significati. Anche per questo, la disarmante modernità di Beckett afferma ancora una volta la propria attualità, in uno scambio di forme e di mezzi che si offre come intensa e avvincente esperienza teatralsonora. Lo spettacolo è ambientato in un imprecisato futuro: due prigionieri, Bob e Joe, sono detenuti in un’angusta torre carceraria. Croak, il vecchio aguzzino, li visita regolarmente per ottenere definizioni di concetti umani ancestrali. Bob si esprime attraverso la musica e Joe attraverso le parole, nel tentativo di offrire al dispotico Croak vividi ricordi e appigli per nuove sensazioni. Una notte, però, sulle scale, tra la luce delle candele scorge una faccia che destabilizzerà l’esistenza dei tre personaggi… “Uno spettacolo di autentica sensibilità che colpisce anche l'inconscio.” (Il Sipario) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO LA CATIVÌSSIMA (EPOPEA DI TONI SARTANA) di e regia Natalino Balasso con Natalino Balasso, Francesca Botti, Marta Dalla Via, Andrea Pennacchi, Silvia Piovan e Stefano Scandaletti scene Alberto Nonnato costumi Lauretta Salvagnin musiche originali de “L’Orchestrina di Molto Agevole” aiuto regia Marco Artusi produzione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale in collaborazione con PostFinance Lu 23.11.2015 ore 20.30 Ma 24.11.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento “La cativìssima (Epopea di Toni Sartana)” è la prima commedia di un progetto di trilogia che Natalino Balasso ha preparato per il Teatro Stabile del Veneto. L’idea è quella di creare l’epopea di un personaggio surreale e fuori dagli schemi, Toni Sartana, il quale non ha mezzi termini, non ha remore morali ed è totalmente ignaro di ciò che significa correttezza. Toni Sartana tradisce chiunque pur di raggiungere il suo scopo che, per inciso, sembrerebbe sconosciuto anche a lui stesso. In questa prima commedia assistiamo alla resistibile ascesa di Toni Sartana, da semplice sindaco di un piccolo paese di campagna fino ai vertici del suo partito, in seno al quale tradirà anche gli amici più fidati pur di diventare la massima carica della Regione Serenissima: Asessore ai Schei. Ma questo non gli basterà e vorrà giungere a conquistare anche la confinante Regione Giulia: un inseguimento del Potere fine a sé stesso. In questo clima da fanta-politica, in un tempo non definito, che potrebbe essere il futuro, Toni Sartana riluce come una sorta di Ubu Re veneto; fa ruotare gli eventi attorno a sé, istigato da una moglie, la signora Lea, che, come una moderna lady Macbeth, è forse più crudele di lui. Tutto questo porterà ad una rovinosa caduta ma, come Ubu, Sartana ha la consistenza dei pupazzi di gomma, non si fa mai male e casca sempre in piedi. Egli è salvato dalla sua stessa inconsapevolezza. “Il personaggio di Toni Sartana sarà interpretato da me. Le commedie sono scritte in italiano, ma alcuni personaggi usano un linguaggio che, seppur italiano, è intriso di venetismi e pronunce locali e giungono a creare una di quelle che Pasolini chiamava “le tante lingue dell’italiano”. Posso impegnarmi a dire che questa sarà una commedia molto divertente, intrisa di una comicità che non ritengo spocchioso definire tipicamente mia, mista a tratti di amaro e ineluttabile. Ho voluto curare anche la regia di questa commedia perché, per una volta, credo di avere identificato un percorso che somiglia molto a quello che cerco che sia il mio teatro: popolare innanzitutto, perché sono dell’idea che se vogliamo che a teatro ci vadano tutti dobbiamo anche riuscire a parlare a tutti, ma cercando di non essere mai scontato.” (Dalle note di regia di Natalino Balasso) Con il sostegno di Sponsor della stagione in abbonamento LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch MUSICAL ROMEO E GIULIETTA. AMA E CAMBIA IL MONDO tratto dall’opera di William Shakespeare spettacolo musicale di Gérard Presgurvic regia di Giuliano Peparini con Giulia Luzi, Federico Marignetti, Luca Giacomelli Ferrarini, Riccardo Maccaferri, Gianluca Merolli, Leonardo Di Minno, Vittorio Matteucci, Barbara Cola, Roberta Faccani, Silvia Querci e Giò Tortorelli musiche e libretto Gérard Presgurvic; versione italiana Vincenzo Incenzo coreografie Veronica Peparini scene Barbara Mapelli costumi Frédéric Olivier casting director e vocal coach Paola Neri produzione esecutiva tecnica Giancarlo Campora – Limelite Srl prodotto da David Zard in collaborazione con GpC e LivePassion Gi 26.11.2015 ore 20.30 Ve 27.11.2015 ore 20.30 Sa 28.11.2015 ore 15.30 e 20.30 Sala Teatro LAC Già considerata una vera e propria opera dei record, con ben 45 artisti sul palco, 23 cambi di scena, oltre 270 costumi e un’équipe tecnica e di produzione di 55 persone, “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” continua il suo tour internazionale e giunge per la prima volta in Svizzera, pronta ad emozionare Lugano con un cast innovativo. Fedelissimo al plot shakespeariano, il musical scritto da Gérard Presgurvic è andato in scena in un tour che ha già toccato le principali città italiane e non, suscitando ad ogni rappresentazione una calorosissima accoglienza da parte di un pubblico sempre molto numeroso. Il merito, oltre che dell’intramontabile storia, è delle belle musiche, molto pop, capaci di sfumare dal rock al romanticismo grazie al talento di Presgurvic – il cui sogno era di unire teatro e musica, sue grandi passioni. Completano il quadro i testi di Vincenzo Incenzo (che ha scritto successi italiani come “Cinque giorni”), lo stile coreografico singolare e la regia innovativa di Giuliano Peparini – coreografo del megashow “Le Rêve” di Franco Dragone a Las Vegas. In un allestimento moderno e continuamente mutevole, grazie a scenografie computerizzate e proiezioni in 3D, si muovono interpreti di ottimo livello, freschi, giovani, dirompenti nei numeri, dalle voci convincenti e sensibili nel restituire caratteri e sentimenti che sicuramente sentono propri. Il primo fan del musical è il suo produttore, David Zard: “Romeo e Giulietta è il più grande spettacolo mai andato in scena”. “Ama e cambia il mondo” recitano le parole in finale di primo atto: è una rivendicazione del diritto all'amore, qualunque latitudine sessuale, culturale o geografica abbia, al di là dei confini tra le etnie e i popoli. L’amore è il sentimento assoluto con il quale i due innamorati trovano il loro posto nel mondo. Ognuno dei due scopre se stesso nell'altro e comprende che per esistere deve fuggire dai limiti di una condizione che gli è stata imposta e rischiare l'annientamento. Essere a costo di non essere è la legge di ogni vita autentica. La ribellione dei due veronesi diventa così metafora totale dei nostri contrastati tempi. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO POLVERE – DIALOGO TRA UOMO E DONNA di e regia Saverio La Ruina con Saverio La Ruina e Cecilia Foti musiche originali Gianfranco De Franco contributo alla drammaturgia Jo Lattari contributo alla messinscena Dario De Luca aiuto regia Cecilia Foti disegno luci Dario De Luca audio e luci Gennaro Dolce produzione Scena Verticale Do 29.11.2015 ore 16.30 e 20.30 Teatrostudio LAC LuganoInScena e il suo impegno civile contro la violenza, anche psicologica, sulle donne. “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un “prima”, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco.” (Da un’operatrice di un Centro antiviolenza) “Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce.” (Saverio La Ruina) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE BRACHETTI CHE SORPRESA! di e con Arturo Brachetti regia di Davide Calabrese con Luca Bono, Luca & Tino, Francesco Scimemi e Kevin Michael Moore musiche originali Fabio Valdemarin voce fuori scena Alberta Izzo consulenza artistica Leo Ortolani produzione Arte Brachetti srl in collaborazione con GpC e LivePassion Do 29.11.2015 ore 20.30 Lu 30.11.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Dopo l’incredibile successo de “L’Uomo dai Mille Volti” e di “Ciak si gira”, il ciuffo più famoso d’Italia ritorna, in compagnia dei suoi amici, con uno straordinario e imprevedibile varietà magico di illusionismo contemporaneo: “Brachetti che sorpresa!”. Arturo si trova in un luogo pieno di valigie, casse e bauli provenienti da tutto il mondo. Un limbo tanto misterioso quanto affascinante, colmo di oggetti ricchi di storie raccolte nei lunghi viaggi e di personaggi curiosi. Chissà se Arturo troverà la sua valigia rossa perduta? Per farlo, come in un grande videogame, dovrà affrontare prove e livelli… un po’ come nella vita. Brachetti, il più grande trasformista al mondo, entusiasma il suo pubblico e propone il meglio del quick change, quell’arte da lui stesso reinventata che lo ha reso celebre e acclamato ai quattro angoli del pianeta: in un battito di ciglia (forse due) si trasforma davanti agli occhi degli spettatori, dal cappello alle scarpe, cambiando abito ma, soprattutto, anima. Un caleidoscopio di personaggi che realizza con grandi costumi o solo con pochi oggetti, per ricordarci che con poco si può fare tutto, basta lasciarsi andare alla fantasia. Artista a 360 gradi, Arturo Brachetti è capace di passare dalla trasformazione ad altre performance che lasceranno il pubblico a bocca aperta: il fascino delle ombre cinesi, l’emozione del sand painting, il divertimento del fumetto western vivente e altro ancora. Compagni di avventura i suoi eclettici e insoliti amici: Luca Bono, “l’enfant prodige della magia”, giovane talento dell’illusionismo internazionale con l’impossibile tra le mani; Luca&Tino, artisti esilaranti e stralunati, definiti dal prestigioso quotidiano francese Le Figaro i “Laurel e Hardy italiani”; Francesco Scimemi, illusionista comico tanto geniale quanto imprevedibile, Kevin Michael Moore, fantomatico alter ego del protagonista. Due le novità tecniche assolute: il laser, manipolato e utilizzato durante la narrazione, e la scenografia, realizzata con l’innovativa tecnica del video mapping. Filo conduttore è l’illusionismo, che Brachetti interpreta in chiave contemporanea: un sorprendente viaggio nella fantasia in cui il grande artista, come un cicerone, condurrà il pubblico per mano. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO MOLIÈRE: LA RECITA DI VERSAILLES novità di Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari tratto da “L’improvvisazione di Versailles” di Molière regia di Giampiero Solari con Paolo Rossi, Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciani, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella e Paolo Grossi canzoni originali Gianmaria Testa musiche eseguite dal vivo I Virtuosi del Carso scene e costumi Elisabetta Gabbioneta luci Gigi Saccomandi produzione Teatro Stabile di Bolzano Ma 01.12.2015 ore 20.30 Me 02.12.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento “L’improvvisazione di Versailles” (L'Impromptu de Versailles) è una commedia scritta da Molière nel 1663 in cui il capocomico francese mette in scena se stesso e la sua Compagnia, dichiarando apertamente le sue idee sull’arte drammatica e abbozzando quella “Comédie des comédiens” che da molto tempo, si dice, aveva intenzione di scrivere. Con l’intento di fondare la nuova commedia di carattere e di costume, Molière riassume l’esperienza del teatro comico italiano e, in particolare, della Commedia dell’arte, ritenendo necessario realizzare opere che attraggano il pubblico, non soltanto quello della corte e di Parigi, ma anche “la platea che si lascia coinvolgere”. La riscrittura dell’opera, firmata da Stefano Massini, Paolo Rossi e Giampiero Solari, si prefigge di approfondire l’arte comica, di fondere la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti, alla ricerca del capolavoro, tra brani tratti dalle commedie più celebri e stralci della biografia straordinariamente affascinante del grande capocomico francese. Un viaggio nel teatro, nelle opere e nella biografia di Molière, il racconto del dietro le quinte di una Compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta, una nuova commedia che mette a confronto, in un gioco di specchi temporali ed esistenziali, il lavoro e la vita del capocomico Molière e del personaggio capocomico Paolo Rossi. Con il sostegno di Sponsor della stagione in abbonamento LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO THE VALLEY OF ASTONISHMENT di e regia Peter Brook e Marie-Hélène Estienne con Kathryn Hunter, Marcello Magni e Bruce Myers con i musicisti Raphaël Chambouvet e Toshi Tsuchitori luci Philippe Vialatte scene Arthur Franc assistente costumista Alice François produzione C.I.C.T. - Théâtre des Bouffes du Nord coproduzione Theatre for a New Audience, New York, Les Théâtres de la ville de Luxembourg Spettacolo in inglese con sopratitoli in italiano; traduzione italiana di Luca Delgado Sa 05.12.2015 ore 20.30 Do 06.12.2015 ore 16.30 Sala Teatro LAC La giornalista Mrs. Costas (Sammy per gli amici) ha una memoria infinita che le permette di ricordare tutto senza appuntare niente. Eppure, proprio perché “troppo brava”, verrà licenziata. Così avrà inizio un girone dantesco colorato con esuberante fantasia e umanità: medici, esami clinici, uno show televisivo per fenomeni, altri casi di sinestesia e un vortice di domande che apriranno nuovi interrogativi. Come si può dimenticare? Come è possibile essere (se stessi) quando non si è (come gli altri)? Così Peter Brook e Marie-Hélène Estienne proseguono il loro lungo viaggio (come già in “L’homme qui” o “Je suis un phénomène”) alla scoperta dei misteri del cervello umano, restituendo una rappresentazione che ha il tocco lieve di un guizzo nelle profondità umane. Si ride, si gioca, ci si commuove dinanzi a uno spettacolo che non rifiuta di accogliere nessun sentimento. “The valley of astonishment” esplora le affascinanti esperienze di persone che vedono ciò che le circonda sotto una luce radicalmente diversa. L’invito è a immaginare un mondo in cui ogni suono ha un colore, dove ogni colore ha un sapore; un viaggio caleidoscopico nei misteri e nelle meraviglie del cervello umano. “Il titolo The valley of astonishment (La valle dello stupore) deriva dal grande poema persiano Il verbo degli uccelli di Farid al-Din ‘Attar. Viaggeremo in territori sconosciuti – nella vita segreta di persone che vivono delle esperienze così intense da nasconderle agli altri – mescolando suoni e colori, gusti e parole, memorie e immagini con una tale intensità da passare in un istante dall’inferno al paradiso.” (Peter Brook e Marie-Hélène Estienne) In collaborazione con LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE ALICE ispirato ai racconti di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie e “Attraverso lo specchio” regia di Fabrizio Pallara drammaturgia Simona Gambaro con Danila Barone, Dario Garofalo, Valerio Malorni e Raffaella Tagliabue scene Fabrizio Pallara, Sara Ferazzoli luci Fabrizio Pallara, Marco Maione costumi Francesca Marsella produzione teatrodelleapparizioni e Teatro del Piccione in coproduzione con Teatro di Roma in collaborazione con la rassegna Senza confini, grandi e piccini insieme a teatro. Altri spettacoli della rassegna sul sito: www.teatro-pan.ch Età: da 6 anni Ma 08.12.2015 ore 16.30 e 19.00 Teatro Foce Uno spettacolo/gioco meta-teatrale che, seguendo il testo di Carroll, mostra il suo vero e la sua illusione, si fa specchio dentro lo specchio e, ancor di più, si fa vita. Alice potrebbe non credere ai propri occhi, potrebbe razionalmente dire che un coniglio con il panciotto e un orologio nel taschino non esiste. Ma invece pronuncia il proprio atto di fede: crede al mistero, entra nel gioco, come se si disponesse di fronte ad un’opera d’arte. Guidata dalla curiosità, si ritrova immersa nella propria storia. È in quel momento che la sua immaginazione diventa creatrice: finisce dentro il teatro delle meraviglie, dentro il gioco che è il suo gioco. Se Alice non fosse stata disposta a credere, non sarebbe neppure partita. Se non fosse stata disposta ad attraversare, non ci sarebbe questa storia. È necessario credere non solo ai propri occhi. Un po’ come quando si va a teatro e si accetta la sua convenzione, facendo professione di credo alla sua finzione. E Alice-spettatrice non può sottrarsi al suo compito: essere creatrice del proprio viaggio. “Una creatura contemporanea capace di parlare ai grandi e ai piccini. Visioni, fulminei incontri di personaggi [...] quattro attori che sembrano cento […] accompagnano il cammino della stupita creatura di Lewis Carroll.” (Laura Martellini, Corriere della Sera) Con il sostegno di LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PROSSIMA FERMATA BELLINZONA di e regia Flavio Stroppini e Monica De Benedictis con Antonio Ballerio, Igor Horvat, Cito Steiger, Anahì Traversi e Tatiana Winteler con i musicisti Andrea Manzoni e Thomas Guggia e con la partecipazione di Gianni Frizzo coach Antonio Ballerio musiche originali Andrea Manzoni scene e light design Giovanni Vögeli costumi Annalisa Messina e Marianna Peruzzo post produzione video Mauro Macella diffusione video Davide Grampa sound design William Geroli produzione Teatro Sociale Bellinzona – Bellinzona Teatro in coproduzione con Nucleo Meccanico, 2015 Gi 10.12.2015 ore 20.30 Ve 11.12.2015 ore 20.30 Teatro Foce Nel magazzino della memoria ferroviaria di Bellinzona, l’archivista e il suo aiutante smistano i ricordi legati alla stazione. Più di un secolo di storia è archiviato in diverse sezioni. Ogni sezione è un territorio disseminato di storie: aneddoti, vapore, scioperi, disastri, elettricità. Queste storie interessano sempre a meno persone. Tuttavia, l’arrivo di Sharon, una giovane donna alla ricerca di una verità di famiglia, permetterà di girovagare nel tempo e spolverare fascicoli di storie vicine e lontane, quasi dimenticate, fra scritti, filmati, documenti sonori e fotografie. Per realizzare questo spettacolo di teatro documentario, gli autori hanno frugato negli archivi e tra i ricordi dei bellinzonesi per due anni. Hanno capito che la ferrovia è l’anima e il sangue della città, e che possiamo costruire il futuro soltanto sulle fondamenta di una solida memoria del passato. Dopo il successo de “L’anno della valanga”, il Teatro Sociale di Bellinzona torna a produrre uno spettacolo che tocca da vicino il nostro territorio e chi vi abita. Lo fa ripercorrendo, in tono spesso divertito e scanzonato, la storica presenza della ferrovia a Bellinzona. In scena cinque bravissimi attori ticinesi, assecondati da due ottimi musicisti che, passando dalla commedia al musical, non si risparmiano per raccontare un pezzo di storia che è di tutti i ticinesi. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO IL PREZZO di Arthur Miller regia di Massimo Popolizio con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Alvia Reale e Elia Schilton scene Maurizio Balò costumi Gianluca Sbicca luci Pasquale Mari direzione artistica Umberto Orsini traduzione Masolino D’Amico produzione Compagnia Umberto Orsini Sa 12.12.2015 ore 20.30 Do 13.12.2015 ore 16.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento “Il prezzo” di Arthur Miller è un testo che fotografa, con spietata lucidità e amara compassione, le conseguenze della devastante crisi economica avvenuta negli Stati Uniti nel ‘29. Figli di un padre che ha subito drammaticamente la crisi, due fratelli si incontrano dopo alcuni anni dalla sua morte per sgomberare un appartamento che sta per essere demolito e in cui sono accumulati i mobili e gli oggetti raccolti dal padre nel corso della vita. Un vecchio broker è chiamato per stabilirne il prezzo. Da questo semplice spunto emergono tutte le incomprensioni e le menzogne che la paura della perdita improvvisa del benessere può esercitare su chi si dibatte nella crisi. Miller tratta il tema con la sua consueta maestria, facendoci scoprire un capolavoro che, pur venendo da lontano, risulta estremamente attuale. Lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini, fondata nel 2013 dallo stesso Orsini, vede tra i protagonisti il bravissimo Massimo Popolizio, vincitore di molteplici premi teatrali nonché talentuoso attore cinematografico, ultimamente sugli schermi con “Il giovane favoloso” di Mario Martone. Scritto nel 1968, “Il prezzo” di Miller è un’ottima occasione di riflessione sulla situazione odierna e le sue incertezze. Con il sostegno di LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO L’AMORE SEGRETO DI OFELIA di Steven Berkoff regia di Michele Di Mauro e Carlotta Viscovo con Michele Di Mauro e Carlotta Viscovo la voce di Gertrude è di Franca Nuti scenografia e luci Lucio Diana suono e live electron ics G.u.p. Alcaro traduzione Adele D’Arcangelo produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa/ Festival delle Colline Torinesi Ma 15.12.2015 ore 20.30 Teatro Foce “Amleto”, atto III, scena prima: dopo il celebre monologo “essere o non essere”, Ofelia, obbligata dal padre, restituisce ad Amleto i doni e le lettere da lui precedentemente ricevuti. È proprio da questa memorabile scena che trova ispirazione Steven Berkoff: cosa c’era scritto in quelle lettere? Sappiamo così poco dell’amore tra Amleto e Ofelia. La fanciulla vive lo scorrere degli avvenimenti e il delinearsi della tragedia sempre un po’ di riflesso rispetto al Principe protagonista. Berkoff inventa un carteggio tra i due amanti, parallelo al dramma shakespeariano: attraverso questo, ci regala immagini di amore cortese, desiderio sessuale e presagi di imminenti catastrofi, dando vita a un’originale forma di “drammaturgia epistolare in versi”. Grazie alle pagine roventi di questo epistolario contemporaneo, il pubblico di oggi è invitato a spiare ed ascoltare ciò che nel testo di Shakespeare non è dato: l’altrove dei due personaggi, il loro amore segreto e gli arabeschi dell’anima e del corpo. L’abbraccio di due esistenze votate a un destino di morte. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch MUSICAL PINOCCHIO IL GRANDE MUSICAL regia di Saverio Marconi con Manuel Frattini, Roberto Colombo, Beatrice Baldaccini, Gianluca Sticotti, Giulia Marangoni, Gioacchino Inzirillo, Fabrizio Corucci , Luigi Fiorenti e Claudia Belli musiche Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti liriche Stefano D’Orazio e Valerio Negrini testo Pierluigi Ronchetti e Saverio Marconi produzione musicale I Pooh supervisione musicale Marco Iacomelli scene Gabriele Moreschi su bozzetti originali di Antonio Mastromattei costumi Zaira De Vincentis coreografie Fabrizio Angelini disegno luci Valerio Tiberi in collaborazione con Francesco Vignati disegno fonico Enrico Porcelli produzione Compagnia della Rancia Ma 22.12.2015 ore 20.30 Me 23.12.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Ispirato al romanzo di Collodi, “Pinocchio – Il grande musical” è uno spettacolo che sintetizza la cultura, la creatività e l’identità italiana: il personaggio di Pinocchio è infatti senza dubbio uno dei più famosi al mondo, rappresentato in centinaia di forme artistiche, dalla letteratura ai film, dalla musica ai videogiochi. Il successo dello spettacolo, firmato da Saverio Marconi con le musiche dei Pooh, in questi anni è andato ben oltre le centinaia e centinaia di repliche in tutta Italia, i 500.000 spettatori e le tournée internazionali in Corea (2009) e a New York (2010), che hanno accolto con entusiasmo la versione musical di una delle storie italiane più conosciute all’estero e tradotta in ben 240 lingue. “Pinocchio – Il grande musical” si prepara quindi a conquistare il pubblico del LAC con spettacolari cambi di scena e coloratissimi costumi, canzoni che restano nel cuore e coreografie scatenate, per oltre due ore di spettacolo che diverte, commuove e sorprende con grandiosi effetti speciali. Il musical è destinato a un pubblico trasversale, dai bambini agli adulti, che si lascerà incantare dalla sorprendente nascita del burattino costruito dal legno di un pino, dalla poesia del teatrino di Mangiafuoco, dalle gag di Gatto e Volpe, dalla magia di Turchina e dal ritmo esplosivo del Paese dei Balocchi. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE MUMMENSCHANZ – I MUSICISTI DEL SILENZIO creato da Floriana Frassetto, Andres Bossard e Bernie Schürch con Floriana Frassetto, Philipp Egli, Raffaella Mattioli e Pietro Montandon direttore tecnico Eric Sauge Ma 29.12.2015 ore 20.30 Me 30.12.2015 ore 20.30 Sala Teatro LAC Immergetevi nella magia del silenzio e delle ombre: corpi che mutano e che cambiano, diventando qualsiasi cosa e assumendo ogni forma. È lo spettacolo dell’arte visiva, della mimica e del non-verbale, arricchito di nuovi sketch, tanto emozionante quanto divertente, che i leggendari Mummenschanz – che la stampa ha definito “les musiciens du silence” – portano sul palcoscenico della Sala Teatro di Lugano. Le brillanti idee dei Mummenschanz, gruppo teatrale fondato a Parigi nel 1972 da Andres Bossard, Floriana Frassetto e Bernie Schürch, sono state presentate alle platee di tutto il mondo. Oggi rappresentano molto più di un nome. Il loro lavoro è diventato una forma d’arte che ha affascinato diverse generazioni di spettatori di ogni età e cultura che, guidati nel lavoro creativo dei Mummenschanz, diventano testimoni di strane creature senza tempo, dalle forme incredibili e colorate. Le storie raccontate dai Mummenschanz sono soltanto visive. Non ci sono accompagnamenti musicali né scenografie. Irrompono sul palcoscenico indossando quello che la nostra società ha depauperato di valore, i nostri scarti: sacchetti dilatati, resti di tubo a fisarmonica, teste di bidoni, fili di ferro o serpentini luminescenti, stralci di stoffa, pezzi di cartone, polistirene, gommapiuma ed altro ancora. Tutti materiali, questi, mossi o modellati in modo da generare una fantasmagoria proteiforme centrata sull’umano, la quale ci trascina in un insolito girotondo gioioso, sorprendendoci, divertendoci e meravigliandoci ogni volta. Teatro visivo, di ombre e di silenzi, di forme cangianti e piene di vita. Ma, se è vero che “del poeta è il fin la meraviglia”, questa è anche poesia, una poesia che incanta da oltre quarant’anni grandi e piccini. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE PETER PAN – UNA STORIA DI POCHI CENTIMETRI E PIUME di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda regia di Fabrizio Visconti con Davide Visconti, Rossella Rapisarda e Simone Lombardelli scene e costumi Paride Pantaleone e Claudio Micci produzione Eccentrici Dadarò in collaborazione con la rassegna Senza confini, grandi e piccini insieme a teatro. Altri spettacoli della rassegna sul sito: www.teatro-pan.ch Età: da 6 a 10 anni Ve 08.01.2016 ore 20.30 Teatro Foce Vincitore Premio ETI Stregagatto “Visioni d’infanzia” 2004 come Migliore Compagnia emergente Vincitore Premio Benevento Città Ragazzi 2004 Un sogno o una storia vera, un viaggio oppure no. Una storia che racconta dei grandi e dei piccoli: dei grandi che dimenticano e di quelli che cercano di ricordare, di chi ha smesso e di chi continua a guardare le stelle, dei genitori e dei figli. Un invito a darsi la mano per non avere paura di cercare orizzonti lontani. Uno spettacolo nato per i bambini e consigliato agli adulti, per accompagnare in volo Arturo, un professore che crede soltanto ai numeri, allergico alla parola “fantasia”, e Wendy, sua figlia, in fuga per non diventare grande, alla ricerca di Peter Pan, l’eterno bambino fuggito a soli sette giorni di vita. Un’Isola di piume leggere, bolle di sapone e navi invisibili per riaprire una finestra sbarrata da troppo tempo… e forse scoprire che diventare grandi non significa dimenticare di aver avuto un giorno le ali. Lo spettacolo affronta l’importante tema della crescita, del diritto di ogni bambino di esprimersi e seguire le proprie attitudini, dell’accettazione e valorizzazione delle disuguaglianze, del rapporto tra fantasia e ragione, di come crescere non debba significare perdere la capacità di sognare e di credere all’importanza della fantasia. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO LA PRIMA CENA di Michele Santeramo regia di Michele Sinisi con Mauro Barbiero, Silvia Benvenuto, Anna Dimaggio, Matias Endrek, Alberto Ierardi e Silvia Rubes scene Federico Biancalani costumi Anna Dimaggio tecnica Angelo Italiano assistente alla regia Rosa Iacopini organizzazione Serena Genero comunicazione e grafica Cristiano Minelli e Gabriel Storher direttore di produzione Enrico Falaschi produzione Teatrino dei Fondi residenza artistica di San Miniato con il sostegno della Regione Toscana Gi 14.01.2016 ore 20.30 Teatro Foce “La prima cena” racconta dell’incontro tra due fratelli e una sorella un mese dopo il funerale del padre. Si incontrano nella casa in cui l’uomo ha vissuto sino agli ultimi giorni di vita, per conoscere l’eredità che spetta loro. Arrivando in compagnia dei propri consorti per condividere la scoperta, verranno a conoscenza di un’eredità fatta di storie personali mai condivise, troppo ingombranti in un tempo che ora non sorride più. La consuetudine ad aspettare i momenti migliori per tirare tutto fuori ha logorato gli anni migliori. Ora, nella casa, i tre fratelli si riprendono il resto che spetta loro: le confessioni intime, i desideri non espressi e il coraggio scomparso. L’unica possibilità che resterà loro sarà quella della fortuna che il padre sembra abbia voluto lasciare come ultima occasione di riscatto in un presente a cui fa eco la guerra, quella di cui ogni giorno sentiamo vicino l’inizio. Tre coppie che sembrano per la prima volta ballare al buio in una cena di primi ricordi. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO AVANIM (PIETRE) tratto dal monumento “The Warsaw Ghetto Uprising Monument” di Nathan Rapoport di Yinon Tzafrir regia di Yinon Tzafrir e Daniel Zafrani drammaturgia Yifat Zandani Tzafrir con Avi Gibson Bar-el, Mott Sabag, Hila Spector, Nimrod Ronen, Michael Marks e Yinon Tzafrir scene Miki Ben Knaan parrucche e attrezzeria Tova Berman suono Daniel Zafrani e Yinon Tzafrir luci Uri Morag consulente artistico Avi Gibson Bar-el produzione ORTO-Da Theatre Group Me 27.01.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Premiato come uno dei 10 migliori nuovi spettacoli al mondo (Germania/NRW - 2007) Premio del pubblico e premio del Comitato Artistico alla Feira de Teatro de Castilla Y Leon (Spagna - 2007) Migliore spettacolo al PUF Festival di Pola (Croazia - 2008) Premio per la migliore messa in scena al concorso Kipod Hazahav (Israele - 2008) 4 premi dall’organizzazione mondiale del teatro per ragazzi ASSITEJ nel 2011: Premio per la migliore coreografia Premio per il miglior spettacolo interdisciplinare Premio per il miglior disegno luci Premio per il miglior design degli oggetti di scena Fin dalla sua nascita, la Compagnia teatrale israeliana ORTO-Da ha riscosso un grande successo in tutto il mondo e ha vinto significativi premi teatrali. I suoi componenti portano in scena una fusione post moderna di mimica corporea, clownerie con un tocco dark, danza e visual art, creando in questo modo uno stile unico e di grande immediatezza che raggiunge il pubblico oltrepassando qualsiasi barriera linguistica e culturale. Per “Avanim”, gli ORTO-Da si sono ispirati al monumento scolpito da Nathan Rapoport alla memoria delle vittime dell’Olocausto e dei resistenti del Ghetto di Varsavia, posto nel 1948 all’ingresso del Ghetto. Truccati sorprendentemente, in modo da rappresentare le figure del monumento stesso, gli attori, all’inizio immobili come pietre, si animano gradualmente sino a prendere vita. Proiettati nel 21° secolo, i personaggi intraprendono un viaggio intimo nelle coscienze e nel tempo, un viaggio poetico nelle menti e nelle memorie, nel presente e nella storia. “In una sincronia perfetta di movimenti, musica e luci, lo spettacolo si dipana leggiadro, ci commuove, ci fa ridere, a volte sembra “prenderci a schiaffi” con scene toccanti e crude, altre prova ad addolcirci con fiori e innamoramenti.” (Mariagiovanna Grifi, CorriereSpettacolo) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO IL VIZIO DELL’ARTE di Alan Bennett uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia traduzione di Ferdinando Bruni con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Ida Marinelli, Umberto Petranca, Alessandro Bruni Ocaña, Michele Radice, Vincenzo Zampa e Matteo de Mojana luci Nando Frigerio suono Giuseppe Marzoli costumi Saverio Assumma musiche dal vivo Matteo de Mojana voce registrata Giorgio Gaddi produzione Teatro dell'Elfo Lu 15.02.2016 ore 20.30 Ma 16.02.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento Dopo il grande successo di “The History Boys”, la Compagnia Teatro dell’Elfo torna in scena con un nuovo dramma di Alan Bennett. Ferdinando Bruni e Francesco Frongia firmano la regia di questa irriverente e spassosa – ma anche inaspettatamente commovente – pièce che parla di teatro, di poesia e di musica, così come di etica e della paura di invecchiare. “Il vizio dell’arte” è un esilarante gioco di “teatro nel teatro” in cui assistiamo alla prova di una nuova produzione del National Theatre di Londra, intitolata “Il giorno di Calibano”; cuore del play è l'incontro tra il poeta britannico Wystan Hugh Auden e il compositore inglese Benjamin Britten, i quali si rivedono dopo vent'anni di lontananza. L'ironia di Bennett non emerge solo nel confronto serrato tra i due protagonisti, che si sdoppiano nei ruoli degli attori e dei loro celebri personaggi. Intorno si agitano gli altri interpreti, l'autore, il direttore di scena e i tecnici, tutti alle prese con le idiosincrasie, le insicurezze e i vizi di ogni Compagnia teatrale che si rispetti, descritte con l'acutezza e la cattiveria di che le ha vissute dall'interno. “Una delle migliori prove di Ferdinando Bruni, arrogante stropicciato Auden e capriccioso, fragile Fitz. Questione di voce, timbri, il vero protagonista è lui. Con Elio De Capitani che regge il gioco dando al suo Britten le sfumature del tormento represso e al suo Henry la malinconia ironica dell'attore eterno secondo. Ida Marinelli, Umberto Petranca, Alessandro Bruni Ocaña, Vincenzo Zampa, Michele Radice, Matteo de Mojana completano un cast tutto da applaudire.” (la Repubblica) Con il sostegno di LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello adattamento e regia di Valter Malosti con Valter Malosti e cast in via di definizione suono G.u.p. Alcaro luci Francesco dell’Elba cura del movimento Alessio Maria Romano scene Nicolas Bovey assistente alla regia Elena Serra produzione Teatro di Dioniso Ma 23.02.2016 ore 20.30 Me 24.02.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento “Il berretto a sonagli”, uno dei testi più noti di Luigi Pirandello, affronta un tema molto caro al drammaturgo siciliano, quello della gelosia. Beatrice è convinta che il marito la tradisca con la sposa di Ciampa, suo segretario. Accecata dalla gelosia e punta nell’orgoglio, sporge denuncia alla polizia e architetta un piano per cogliere in flagrante i due amanti. Questi vengono effettivamente sorpresi insieme e arrestati, ma le prove dell’adulterio non ci sono e, come dice il commissario, “la situazione può tornare alla normalità”. Se non per Ciampa che verrà additato da tutto il paese come un “cornuto”. Ma proprio il saggio e mite scrivano sarà capace di trovare una soluzione… Malosti affronta per la prima volta Pirandello confrontandosi con uno dei suoi testi più popolari e con uno dei personaggi più amati e controversi, cercando di strapparlo allo stereotipo e alle convenzioni, e tentando di restituirgli la sua forza eversiva originaria che vive in massima parte nella violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, e nei “corpi in rivolta” posti al centro della scena che è anche labirinto, entrate e uscite che funzionano come una sorta di macchina/trappola. Questo spettacolo si inserisce nel solco delle “rivisitazioni d’autore” di Malosti, come era accaduto con il felice lavoro tratto da “La scuola delle mogli” di Molière; ne vuole essere idealmente il seguito dal punto di vista poetico, andando a formare una sorta di dittico. Dice infatti il regista: “Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière, e un andamento da farsa nera”. Con il sostegno di LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO NUDA E CRUDA di e con Anna Mazzamauro regia di Livio Galassi musiche originali di Amedeo Minghi Salvatore Cauteruccio – Fisarmonica Sasà Calabrese – Contrabbasso e Pianoforte Andrea De Martino – Violino scene Lucia Giorgio costumi Graziella Pera e Agostino Porchietto produzione Stefano Mascagni e ACTI Teatri Indipendenti Ve 26.02.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Dopo i successi delle due precedenti stagioni teatrali, Anna Mazzamauro torna in scena con lo spettacolo “Nuda e Cruda” in cui esorta il pubblico a spogliarsi dei ricordi cattivi, degli amori sbagliati, dei tabù del sesso, a liberarsi dalla paura della vecchiaia, ad esibire la propria diversità attraverso risate purificatrici. Sagace e liberatorio, insolente e mite, audace e timido, ridanciano e impegnato, “Nuda e Cruda” trova nei vari dislivelli emotivi l’energia teatrale e coinvolgente per magnetizzare il pubblico e condurlo all’interno di se stesso, senza filtri inibitori, senza ombre protettrici, con trasparenze dichiarate che la scenografia diafana e iridescente asseconda ed esalta. La regia spia tutti gli stimoli, anche i più reconditi, le più ardite associazioni stimolate dalla bravura dell’attrice-autrice, dalle preziose musiche originali di Amedeo Minghi, affinché questo fluire di parole e canzoni diventi teatro, disegni una drammaturgia equilibrata, scorrevole e limpida. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE LA PICCOLA FIAMMIFERAIA di H.C. Andersen testo di Marina Allegri regia di Maurizio Bercini con Alberto Branca, Olga Bercini, Massimiliano Grazioli e Francesca Bizzarri musiche originali Roberto Neulichedl scene Maurizio Bercini e Donatello Galloni costruzione Cà Luogo d’Arte pitture Serena De Gier costumi Patrizia Caggiati luci Christian Peuckert produzione Cà Luogo d’Arte in coproduzione con TJP Strasbourg - Centre Dramatique National d’Alsace, Théâtre Nouvelle Génération - Centre Dramatique National de Lyon, Le Rayon Vert - scène conventionnée de Saint Valery en Caux, Laboratorio nove – Firenze in collaborazione con la rassegna Senza confini, grandi e piccini insieme a teatro. Altri spettacoli della rassegna sul sito: www.teatro-pan.ch Età: da 3 anni Do 28.02.2016 ore 16.30 e 19.00 Sala Teatro LAC Lo spettacolo vi porterà sul palcoscenico della nuova Sala Teatro. “La piccola fiammiferaia” di Andersen è un racconto complesso che affronta temi forti come la povertà, l’amore negato e la morte. Sono temi eticamente importanti e – i bambini ce lo insegnano –non poi così difficili da trattare. Nei giochi dell’infanzia, così come in teatro, si muore e si ri-vive mille volte, la più terribile cattiveria lascia spazio in pochi secondi al più grande gesto d’amore: è bello ridere a crepapelle quanto piangere di commozione o di rabbia. L’importante è che l’incredibile e meraviglioso gioco della finzione non venga ingabbiato dall’ipocrisia tutta adulta del “questo è meglio non dirlo!”. In questo spettacolo si è scelto di affidare ad un’attrice, che simboleggia in maniera non dichiarata la bambina del racconto, questa leggerezza tipica dell’infanzia di affrontare col gioco qualsiasi tema, di non scandalizzarsi mai, di cercare nell’immaginazione la fuga anche alla più terribile privazione. Agli adulti dello spettacolo, gli altri tre attori, il compito di fare i conti con la realtà dei fatti, di misurarsi con una storia semplice, molto semplice… Il pubblico verrà accolto in una sorta di locale notturno a “misura bambino” dove stanno per iniziare i festeggiamenti per l’ultimo giorno dell’anno. In questa situazione “da grandi”, una splendida occasione viene offerta alla piccola Claire: quella di scegliere la storia da raccontare. Senza indugi e con grande caparbietà, essa proporrà e porterà ostinatamente a termine la storia della piccola fiammiferaia, opponendosi decisa e serena ai dubbi degli adulti. Utilizzando pochi e semplici oggetti ed una bambola uguale a lei, senza paura della tristezza, del freddo e della fine infelice, Claire racconterà ai bambini il segreto di una fiamma visionaria che per gli adulti è solo un piccolo fuoco che presto si spegnerà. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE IL CAVALIERE INESISTENTE di Italo Calvino regia di Fabrizio Montecchi con Valeria Barreca e Tiziano Ferrari voce registrata Mariangela Granelli drammaturgia Cristina Grazioli e Fabrizio Montecchi disegni e sagome Nicoletta Garioni musiche Alessandro Nidi scene Fabrizio Montecchi costumi Tania Fedeli luci Davide Rigodanza assistente alla regia Lucia Menegazzo realizzazione sagome e oggetti scenici Nicoletta Garioni e Agnese Meroni realizzazione scene Sergio Bernasani coproduzione Teatro Gioco Vita, Festival “L’altra scena” e EPCC – Théâtre de Bourg-enBresse, scène conventionnée in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione Età: da 10 anni Do 06.03.2016 ore 16.30 Teatrostudio LAC “Il cavaliere inesistente” è stato pubblicato nel 1959 e inserito, insieme a “Il visconte dimezzato” e “Il barone rampante”, in una raccolta dal significativo titolo: “I nostri antenati” (1960). I tre romanzi, pur ambientati in modo fiabesco in epoche differenti, hanno uno stretto legame col presente e con i suoi problemi. Ne “Il cavaliere inesistente”, l’epoca di Carlo Magno e la giostra di avventure, d’inseguimenti e di battaglie che ne consegue, è un pretesto per parlarci di noi e del nostro difficile rapporto con la realtà. Anche se con leggerezza e ironia, il testo affronta il tema dell’identità nell’uomo contemporaneo. Un’identità che appare ormai scissa, o addirittura, in alcuni casi, inesistente, e propone diversi modi di essere, di stare al mondo come individui. Lo spettacolo è un teatro d’ombre in cui la presenza immateriale e incorporea dell’ombra si fonde con la presenza materiale e corporea dell’attore. Queste due qualità di presenza scenica rendono molto bene, nelle loro tante possibilità combinatorie, i diversi piani dell’essere presenti ne “Il cavaliere inesistente”. L’alto potenziale rappresentativo del teatro d’ombre, capace di farci viaggiare facilmente nel tempo e nello spazio, si presta a tradurre il ricco immaginario storico-favolistico di questo classico della letteratura del Novecento. La scrittura di Calvino si dà per archetipi, figure, immagini che suggeriscono immediatamente visioni e rimandano continuamente ad altro, in un lucido gioco di rispecchiamento tra fantasia e verità, come l’ombra. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO IVAN ILLIC liberamente tratto da Lev Tolstoj traduzione, adattamento e regia di Ola Cavagna con Mauro Avogadro e Nicola Bortolotti impianto scenico e visioni Ginevra Napoleoni e Massimiliano Siccardi costumi Ivan Bicego Varengo luci Alberto Giolitti musiche Tommaso Ziliani produzione Compagnia Umberto Orsini in collaborazione con Associazione Isola e Teatro Baretti Lu 07.03.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Mauro Avogadro finalista come “Miglior interprete” Premio Le Maschere del Teatro Italiano Ivan Illic ha una vita soddisfacente, una buona carriera, una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello, sistemando una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L'unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà dalla sofferenza, prima che se stesso, gli altri; con questo pensiero può morire sereno… Tolstoj: inviso agli ortodossi per la sua visione del mondo, ci ha regalato pagine indimenticabili. Lo spettacolo prende spunto dai suoi racconti, da “Anna Karenina” a “Guerra e pace”, e culmina con “Morte di Ivan Illic” affrontando l’origine e la fine di ciò che ci è dato di conoscere: la vita e la morte. Che cosa c’è di più semplice? Da questa raffigurazione si sviluppa una teatralità espressivamente giocata tra parole vive e registrate, immagini e sdoppiamenti di personaggi. Ci dice come la morte sia un nulla leopardiano appena ravvivato dall’amore. “Noi viviamo per dire sempre addio, ma solo così viviamo”. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO I LEGNANESI: LA FAMIGLIA COLOMBO regia di Antonio Provasio con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Luigi Campisi testi di Felice Musazzi, Antonio Provasio musiche di Arnaldo Ciato, Enrico Dalceri coreografie di Sofia Fusco produzione: CHI.TE.MA. Ve 18.03.2016 ore 20.30 Sa 19.03.2016 ore 20.30 Do 20.03.2016 ore 16.30 Sala Teatro LAC Un’altra spumeggiante storia della famiglia Colombo è pronta per farci divertire e ricordare i nostri cari cortili. È la festa di S. Ambrogio, i cortili sono in festa, e quello abitato dalla famiglia Colombo lo è ancora più degli altri: la Teresa, infatti, insieme al suo Giovanni e alla Mabilia, e con l’ausilio delle altre “cortigiane” e delle suore del paese, sta preparando una recita festosa per omaggiare il Santo Patrono. Sarà proprio durante l’allestimento della festa che la Mabilia si innamorerà di uno strano “personaggio”, un nuovo arrivato nel cortile che la conquisterà in modo bizzarro… Ancora una volta, la famiglia Colombo ci porterà, con la sua semplicità, attraverso situazioni grottesche ed imprevedibili, per farci ridere, riflettere e tornare col pensiero alla quotidianità che si viveva un tempo nei nostri cortili, ma che, in qualche modo, si vive, in maniera diversa, anche oggi. Per sorridere ripensando ai tempi che furono…e riflettere sui tempi di oggi. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO NON TI PAGO di Eduardo De Filippo; regia di Luca De Filippo con Luca De Filippo, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo e (in ordine alfabetico) Giovanni Allocca, Federica Altamura, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Andrea Cioffi, Viola Forestiero e Paola Fulciniti scene Gianmaurizio Fercioni costumi Silvia Polidori musiche Nicola Piovani luci Stefano Stacchini aiuto regia Norma Martelli aiuto scene Olivia Fercioni aiuto costumi Pina Sorrentino produzione Elledieffe Me 23.03.2016 ore 20.30 Gio 24.03.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Spettacolo in abbonamento La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone “Non ti pago”, commedia tra le più brillanti del repertorio eduardiano che lo stesso grande drammaturgo napoletano ha definito “una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia mai scritto”. Lo spettacolo parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata che, nella cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria, non rinuncia però alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore. Il protagonista, Ferdinando Quagliolo, è personaggio ambiguo e surreale che vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli, è un accanito giocatore eccezionalmente sfortunato. Al contrario, Mario Bertolini, suo impiegato e futuro genero, colleziona vincite su vincite interpretando i sogni. Un giorno, infatti, gli capita addirittura di vincere una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire, datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma per sé. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona, recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliolo dove ora risiede il giovane Bertolini. La commedia si sviluppa intorno ai vari tentativi di Ferdinando di appropriarsi del biglietto vincente con esasperate contese, dispute surreali e grottesche maledizioni… Con il sostegno di LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO LA LOCANDIERA DI CARLO GOLDONI regia di Andrea Chiodi con Caterina Carpio, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Emiliano Masala e Francesca Porrini scene Andrea Chiodi e Margherita Baldoni costumi Margherita Baldoni musiche Ferdinando Baroffio luci Marco Grisa produzione Proxima Res Età: da 14 anni Lu 04.04.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC Firenze, città della “risciacquatura” in Arno manzoniana ma anche goldoniana: questo il luogo in cui agiscono le figure di un’apparente spensierata commedia amorosa in cui, però, il non detto, il non desiderato e il non voluto diventano parole schiette, desideri e voglie. La lingua italiana conferisce all’intera opera un carattere universale e squisitamente moderno. Una piccola soap opera dei nostri giorni che, passando dai sapori più legati alla Commedia dell’arte, arriverà alle note del “Gianni Schicchi”, fino alla musica più melodica del tempo della nascita della TV. Una locandiera che agirà tutta intorno ad un grande tavolo, tavolo da gioco e da pranzo; ma se è chiaro che cosa avviene al disopra, lo è meno per ciò che accade al disotto. Una locandiera che, senza cambiare una virgola del testo goldoniano, giocherà sugli equivoci del maschile e del femminile, e sul grande equivoco dell’essere e dell’apparire. Cinque attori si confronteranno con tutti i ruoli, sottolineando il momento in cui abbandoneranno la maschera della Commedia dell’arte per cominciare a lavorare sul personaggio. Essi saranno chiamati a muoversi in uno spazio fatto da più facce: quello sfavillante, quasi da varietà, più vicino al “vorrei essere” che all’essere, e quello più buio e nascosto, senza luci della ribalta, ma più intimo e vero. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch NUOVI PERCORSI SLOT MACHINE di Marco Martinelli e Ermanna Montanari regia di Marco Martinelli con Alessandro Argnani musica Cristian Carrara spazio scenico e costumi Ermanna Montanari luci Enrico Isola e Danilo Maniscalco fonica Fabio Ceroni allestimento scenico a cura della squadra tecnica del Teatro delle Albe: Fabio Ceroni, Luca Fagioli, Enrico Isola e Danilo Maniscalco produzione Teatro delle Albe - Ravenna Teatro Ma 05.04.2016 ore 20.30 Teatrostudio LAC “Slot Machine racconta la caduta vertiginosa di un giocatore, di un annegare nell’azzardo, dove ogni legame affettivo viene sacrificato sull’altare del niente. Amara è la sua fine e, nel suo malato sogno di potenza, delira da solo dal fondo di un fossato di campagna, colpito a morte dai suoi strozzini, allo stesso tempo vittima e carnefice di se stesso. Il gioco è una sfinge. Come una sfinge, ci interroga sulla nostra natura. E se siamo noi a interrogarlo, a interrogarne il concetto, l’essenza, la presenza millenaria nella storia dell’umanità, come un oracolo antico ci fornisce risposte ambigue: il gioco può manifestarsi come la voragine dell’autodistruzione solitaria, oppure, al contrario, come il senso più alto e bello dello stare insieme, del miracolo della convivenza. Il gioco può rivelarsi strumento demonico o danza angelica, inferno o paradiso, perché va al fondo della nostra enigmatica natura umana. Il bivio è lì, davanti ai nostri occhi incerti e titubanti di pellegrini, e non vi è nessuna guida sicura che possa suggerirci la strada: è la nostra sorte che è in gioco, e tocca a noi e solo a noi scommettere su quale via prendere. E la scommessa non la si fa una volta per tutte: è una sfida da rinnovare ogni giorno, ad ogni ora di ogni giorno il bivio si ripresenta, implacabile. Dobbiamo puntare, in fondo, sulla strada da percorrere, è il nostro destino, la nostra destinazione: e siamo incastrati, non ci è possibile non scegliere, non possiamo non stare al gioco, al gioco della vita e della morte, non possiamo eludere e scappare. Il prezzo, e le conseguenze della giocata, saremo solo noi a pagarli: quel che, forse, possiamo e dobbiamo scegliere, è da chi e da che cosa lasciarci afferrare.” (Dalle note di regia di Marco Martinelli) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PANTANI di Marco Martinelli ideazione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari regia di Marco Martinelli con Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Ermanna Montanari, Francesco Mormino, Laura Redaelli e Simone Zanchini in video Pino Roncucci fisarmonica e composizione musiche Simone Zanchini cante romagnole Michela Marangoni e Laura Redaelli ideazione spazio scenico Alessandro Panzavolta-Orthographe ideazione e realizzazione elementi di scena Fabio Ceroni, Enrico Isola, Danilo Maniscalco e Ermanna Montanari montaggio ed elaborazione video Alessandro e Francesco Tedde – Black Box Film costumi Teatro delle Albe realizzazione costumi Laura Graziani Alta Moda, A.N.G.E.L.O., Les Jolies Sposi direzione tecnica Enrico Isola tecnico luci e video Francesco Catacchio tecnico suono Fagio diapositive Olycom/Publifoto, Olycom/Daniele Venturelli, Olycom/Arnaldo Magnani, Lauro Bordin in coproduzione con Teatro delle Albe / Ravenna Teatro, le manège.mons - Scène Transfrontalière de création et de diffusion asbl Me 06.04.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC 14 febbraio 2004: Marco Pantani viene ritrovato senza vita in un residence di Rimini. Aveva appena compiuto 34 anni. Dopo i trionfi al Giro d’Italia e al Tour de France, le accuse di doping a Madonna di Campiglio – rivelatesi poi infondate – lo hanno condotto a un lento ma inevitabile crollo psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Tra il campione adulato, l’icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell’impresa e della fantasia, e il morto di Rimini, che giaceva in mezzo alla cocaina nei panni di un vagabondo, vi è tutta la complessità di un’epoca al tempo stesso sublime e crudele, che si esercita senza pudore. Senza vergogna. Martinelli mette in scena una veglia funebre e onirica, affollata di personaggi, che, come un rito antico, ripercorre le imprese luminose dell’eroe. I genitori di Marco, figure archetipiche di una Romagna anarchica e carnale, sono sospese come l’Antigone di Sofocle davanti al cadavere insepolto dell’amato: cercano verità e non avranno pace finché non l’avranno ottenuta. Il testo di Martinelli costruisce attorno a questo anelito di giustizia un affresco sull’Italia degli ultimi trent’anni, l’enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch Gli spettacoli “Slot Machine” e “Pantani” fanno parte della Rassegna Teatro delle Albe. Il Teatro delle Albe, fondato nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni, porta avanti un originale percorso che unisce ricerca e tradizione nell'invenzione di un linguaggio scenico contemporaneo: l'attore, la drammaturgia e l'alchimia dei linguaggi scenici sono alcuni dei nodi di pensiero che ne caratterizzano fortemente la poetica. In oltre trent’anni di lavoro, il Teatro delle Albe si è affermato come una delle più importanti realtà sul piano nazionale e internazionale, ricevendo prestigiosi riconoscimenti. Ermanna Montanari, attrice, autrice e scenografa, affianca Marco Martinelli, drammaturgo e regista, nella direzione artistica. All’interno della Compagnia, fondamentale è l’apporto degli attori Luigi Dadina, Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, e delle attrici Michela Marangoni, Laura Redaelli, Alessandro Renda, che hanno segnato, con la loro presenza scenica, il percorso del gruppo. Nel 1991 il Teatro delle Albe fonda Ravenna Teatro, “Stabile Corsaro” a vocazione insieme etica ed estetica, ora neo Centro di Produzione. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO ORCHIDEE di e regia Pippo Delbono con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo e Grazia Spinella immagini e film Pippo Delbono luci Robert John Resteghini musiche Enzo Avitabile e Deep Purple, Miles Davis, Philip Glass, Victor Démé, Joan Baez, Nino Rota, Angélique Ionatos, Wim Mertens, Pietro Mascagni produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro di Roma, Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna, Théâtre du Rond Point - Parigi, Maison de la Culture d’Amiens Centre de Création et de Production Sa 16.04.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC ““Ancora posso scrivere d'amore” scriveva il poeta Dario Bellezza, grande amico di Pier Paolo Pasolini, morto ucciso dall'aids. L'orchidea è il fiore più bello ma anche il più malvagio, mi diceva una mia amica, perché non riconosci quello che è vero da quello che è finto. Come questo nostro tempo. In Orchidee c'è, come in tutti i miei spettacoli, il tentativo di fermare un tempo che sto attraversando. Un tempo mio, della mia Compagnia, le persone che lavorano ormai da molti anni con me, ma anche un tempo che stiamo attraversando e vivendo oggi tutti noi. Italiani, europei, occidentali, cittadini del mondo. Un tempo confuso dove mi sento, ci sentiamo, in tanti, credo, sperduti... Con la sensazione di aver perduto qualcosa. Per sempre. Forse la fede politica, rivoluzionaria, umana, spirituale. Orchidee nasce anche da un grande vuoto che mi ha lasciato mia madre quando è partita per sempre. Mia madre che, dopo i conflitti, le separazioni, avevo rincontrato per ridiventare amici. Io, un po’ più grande un po’ più saggio, lei vecchia ritornata un po’ più bambina. E così il vuoto. Il sentirsi non più figlio di nessuno. Il vuoto dell'amore. Ma Orchidee nasce anche da tanti vuoti, da tanti abbandoni. Il vuoto che viviamo nella cultura, nell'essere artisti perduti. Il teatro che spesso sento un luogo diventato troppo polveroso, finto, morto. La menzogna accettata della rappresentazione teatrale. Ma Orchidee parla anche del bisogno vitale di riempire quel vuoto. Parla del bisogno di ricercare ancora, altre madri, altri padri, altra vita, altre storie. E poi stranamente le parole "importanti" del teatro che volevo abbandonare mi sono ritornate addosso e hanno ritrovato un loro senso nuovo, incastrate con la mia vita. E anche la mia vita forse è diventata con quelle parole, la vita di tanti altri. Credo che Orchidee rappresenta per me quel bisogno vitale, incontenibile, di continuare ancora nonostante tutto a scrivere, a parlare dell'amore.” (Dalle note di regia di Pippo Delbono) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO PER LE FAMIGLIE LE CIRQUE INVISIBLE di e regia Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin con Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin disegno luci Nasser Hammadi produzione Thierrée-Chaplin Sa 23.04.2016 ore 20.30 Do 24.04.2016 ore 16.30 Sala Teatro LAC È difficile definire uno spettacolo come quello ideato e messo in scena da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin. Per quasi due ore si susseguono, senza interruzione, trucchi, battute, gag e acrobazie. Se si dovesse riassumere in breve ciò che “Le cirque invisible” rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe “magia”. Non magia in senso teatrale, non abile prestidigitazione, ma la magia a cui si credeva da bambini, quella che questo mondo sempre più tecnologizzato e frenetico sta cancellando. Quando si spengono le luci della platea e si accendono i riflettori sul palco, tutto quello che lo spettatore deve fare è dimenticare la razionalità e lasciarsi trasportare dalla leggerezza e dalla bravura di questi due artisti straordinari. Jean Baptiste Thierrée affascina con i suoi modi di bambino vecchio, con la sua esperienza messa al servizio di una continua parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio. I trucchi ci sono, ma non sono essenziali come la complicità che si crea tra attore e spettatori. Victoria Chaplin si presenta agli antipodi del suo compagno di giochi: come lui è istrionico e fracassone, così lei si presenta sulla scena silenziosa, con uno sguardo stupito e un po' spaventato, ammantata in vestiti che si trasformano in pochi attimi in un fantastico zoo immaginario. Nei loro numeri, i due artisti sono aiutati da marchingegni astrusi che vengono montati sulla scena, da valigie coloratissime dal contenuto più vario e da una frotta di conigli, colombe, papere che sembrano non essere a disagio sul palcoscenico. Allo spettatore non resta altro che dimenticare, per poche ore, di essere cresciuto. LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch NUOVI PERCORSI 12PAROLE7PENTIMENTI Direzione e concetto di Rubidori Manshaft testi usb key Roberta Dori Puddu voce attori usb key Daria Deflorian, Cinzia Morandi e Monica Piseddu voce giovani usb key Yuri Tre Re, Jessica, Matteo e Arianna Panizza collaborazione artistica Paola Tripoli post-produzione video Luciano La Rotonda audio editing Filippo Bubbico produzione Officina Orsi (CH) in coproduzione con Festival Benevento Città Spettacolo/ FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, Lugano/ Assessorato allo Spettacolo, Lecce/ MUST Museo, Lecce con il sostegno di Ernst Göhner Stiftung/ Long Lake Festival – Lugano e Pro Helvetia Sa 21.05.2016 ore 11.00, 16.30 e 20.30 Do 22.05.2016 ore 11.00, 16.30 e 20.30 Lu 23.05.2016 ore 18.30 e 20.30 All’interno della struttura LAC “12parole7pentimenti” non è il classico spettacolo su un palcoscenico, bensì un percorso – per 16 spettatori e 16 cuffie – nell’anima della struttura del LAC, nella parte dove normalmente il pubblico non può accedere: i corridoi come arterie, l’ascensore come cuore pulsante, i piccoli passaggi come capillari e sinapsi di un luogo che siamo abituati a vivere nella rappresentazione frontale. La parte nascosta del Teatro simboleggia, in un certo senso, la parte celata di ognuno di noi. Così come nei dialoghi “rubati” all’insaputa di ignari protagonisti, l’anima del teatro ci accompagnerà in un viaggio all’interno dei pensieri carpiti dei protagonisti-inconsapevoli, camminando tra le riflessioni di quattro pilastri che sostengono il nostro vivere: AMORE, MORTE, SESSO e DENARO. Quello che si vivrà è un’esperienza intima ma condivisa, un percorso in sei steps tra bellezza e cinismo, tra sesso a luci rosse e amore dolcissimo. “12parole7pentimenti” è un’istallazione sonora e visiva, una raccolta di vissuti in stralci di vita, dialoghi tra comunissimi mortali, osservazioni, sfoghi, confessioni, emozioni, tradimenti. Al centro del “gioco drammaturgico” è ora il soggetto che “ruba” un vissuto, e nell’ascolto si identifica. “12parole7pentimenti” parla di noi, delle esperienze, del ciclo che si ripete, del riconoscimento, dell’amore, del dolore, dell’umiliazione, della liquidità della parola, dell’inutilità del verbo, della banalità del vivere, dello stupore della replica, della nostra vita, delle vite degli altri. “Ho registrato storie, pensieri, amori, emozioni, illusioni, inganni, fantasie erotiche, dolori, pentimenti, parole. Incontrato, a volte non conosciuto. Registrato, ma non intervistato. Di tutto questo vi rendo partecipi.” (Rubidori Manshaft, autore e regista) LuganoInScena c/o LAC Lugano Arte e Cultura Piazza Bernardino Luini 6 CP 5129 6901 Lugano T + 41 (0) 58 866 42 22 [email protected] _ www.luganoinscena.ch TEATRO ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI di Carlo Goldoni regia di Giorgio Strehler messa in scena da Ferruccio Soleri con la collaborazione di Stefano de Luca con Ferruccio Soleri scene Ezio Frigerio costumi Franca Squarciapino luci Gerardo Modica musiche Fiorenzo Carpi movimenti mimici Marise Flach scenografa collaboratrice Leila Fteita maschere Amleto e Donato Sartori produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa Ma 24.05.2016 ore 20.30 Me 25.05.2016 ore 20.30 Sala Teatro LAC È un mito del teatro ed è famoso in tutto il mondo: il classico di Carlo Goldoni, reso immortale dal grandissimo Giorgio Strehler, calcherà le scene della Sala Teatro, pronto a divertire, con la sua energia viva e dinamica, grandi e piccoli spettatori. Protagonista – indiscusso – sempre lui, Ferruccio Soleri, 85 anni “nascosti” dietro la maschera del celebre Truffaldino, record mondiale per avere interpretato lo stesso ruolo nel medesimo spettacolo per più anni, oltre mezzo secolo. “Fiumi di parole hanno raccontato la storia di un evento teatrale unico, uno spettacolo che andò in scena la prima volta nel luglio del 1947 e che, da allora, ha girato il mondo ed è stato visto in Paesi di lingua e cultura diversissime e lontanissime dalle nostre. Qual è il “segreto” di Arlecchino? Per quale motivo continua, inesorabilmente, a farci ridere – e non solo – anche se ne conosciamo a memoria le battute? Perché ha attraversato le generazioni? Tante le risposte possibili: l’infinita umanità di cui questo testo e lo spettacolo di Strehler sono intrisi, il fatto che parli di un poveraccio che mette a frutto l’ingegno per riuscire a mangiare due volte e che, allo stesso tempo, guarda e “giudica” una società in cambiamento. Ma è, soprattutto, la testimonianza di un percorso artistico, poetico, estetico di Strehler.” (Sergio Escobar, Direttore del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa)