TEATRO DI TORINO
TEATRO· DI TORINO
SOCIETÀ DEGLI AMICI DI TORI'NO
Stagione 1929-3°
TEATRO KAMERNY DI MOSCA
DIREITO DA
A. TAIROF
TEATRO· DI TORINO
SOCIETÀ DEGLI AMICI DI TORINO
Venerdì, 25 Aprile 1930
TEATRO KAMERNY DI MOSCA
DIRE1TO DA
A.TAIROF
Terza Rappresentazione
IL GIORNO E LA NOTTE
Operetta in tre atti di Charles Lecocq
Manola ..
je'VghenÌja Tolubeje'Va
Consuela
Nata/ja Efron
Miguel ..
Aleksandr Rumnjof
Calabazas
Ivan Arkadin
Don Braseiro ..
Le'V Fenin
Dagomez
Viktor Matissen
Sanchetta
E/jena Spendiarova
Juan
Nikolaj Nov/janskij
Un soldato
lurij Fjodorovskij
Cori ·
Vasilij Aibazinof, Ivan Aleksandrof, Viktor Ganscin, Julij Chmelnitskij, Jurij FjOdOTCyuskij, Grigorij
Zacharof, Nikolaj Bykof, Serghjej
Gortinskij, Nikolaj Ciaplyghin,
Boris Jevghenjef, Nikolaj Maloj,
Serghjej Tichonravof, Natalija
Gorina, Chriflina Boadjzieva, Galina Kirejevskaja, Aleksandra Imberg, Lidija Nazarova,Nina Lukanina, Eljena Lapina, Nina Suchotskaja, Klavdija Torbejeva, Natalija Chodorovic, Marrika Paas
Messa in scena di A. T AIROF
Régisseur: L. Lukjanof - Bozzetti di G. e V. Stenberg
Direttore d'orchestra: N. Glizburg
IL TEATRO DI ALESSANDRO TAIROF
La prima rappresentazione- del «Teatro da Camera» (I(àmerny Teàtr) di
A. Tairor avvenne a Mosca, il 25 dicembre 1914. Nessun'epoca poteva sembrare
meno adatt\,,- di" queUa aUa creazione d'un organismo artistico vitale, giacchè
tutti pensavano sopratutto aUa guerra da non molti mesi incominciata. Eppure
il Tairof, che già s'era fatto notare con le sue messe in scena a l « Teatro Libero »,
riteneva che 'fosse urgente opporsi alla cristallizzazione delle tendenze naturalistiche che signoreggiava il teatro, ponendo in primo piano, invece dello sforzo
di ri'Vi'Vere una vicenda, la maestria dell'attore che recita; naturalmente anche
la costruzione dello spettacolo doveva mutare, e adeguarsi al nuovo ritmo di
composizione.
Il primo esperimento, tentato con la Saku.lltala di Kalidasa, suscitò le ire
e i timori di coloro che si facevan paladini del passato, e credettero in pericolo
le ,antiche forme consacrate dall'uso. Altri, invece, più scettici, dissero ch'eran
bravate senza seguito: il nuovo Teatro sarebbe stato ben pre to costretto ad
abbandonare i suoi principi innovatori, o sarebbe perito. Invece il Teatro entrò
felicemente nel suo secondo anno di vita, mise in scena Le nozze di Figaro,
Cyrano de Bergerac, Due mor.di, e riusei a conquistarsi le simpatie della stampa
moscovita. Ogni lavoro offriva la risoluzione d i problemi particolari, che si
presentavano alla mente dell'inscenatore in un continuo lavoro di ricerche. Il
palcoscenico, come si potè vedere negli anni successivi, non doveva essere se
non uno strumento deUa recitazione, da cui avevan da dipendere anche le luci
e il ritmo stesso deUo spettacolo. Il successo di questi tentativi si delineava
completo già nella stagione 1917-18, con la Salome di Oscar Wilde e la pantomima La botte à jOllj01lX con musica di Debussy.
Partendo dal principio che ciascun attore del suo Teatro doveva cimentarsi
ed eccellere in ogui genere dell'arte teatrale, il Tairof fece recitare, negli anni
seguenti, opere di spirito diversissimo: un ~ mistero» come l'Annonce fait à
Marie di Paul Claudel, una «arlecchinata . come l.a Principessa Brambilla,
un «melodra=a» come l'Adriana Lecoll'Vreur dello Scribe, una tragedia come
la Fedra del Racine, un dramma come L'Uragano delI'Ostrovskij, un'operetta
come Giroflè-Giroflà del Lecocq, una pantomima come Il 'Velo di Pierrette del
Donh{myi. Con questo repertorio il Teatro intraprese la sua prima tOllrnée nell'Ruropa occidentale (1923), suscitando nei più svariati ambienti artistici un entusiastico interessamento, che poneva i risultati dei suoi primi anni di lavoro fra
le migliori conquiste della scena contemporanea.
Ma, col ritorno a Mosca, nuove esperienze dovevano venire affrontate. Nella
stagione 1923-24 fu dapprima messo in scena L'1lomo che fu Giovedì, riduzione
del romaruo di Chesterton, ch'era un esempio di «spettacolo urbanistico », dove
ascensori, ponti, scale, passaggi, scherIlllÌ erano composti in una complessa macchina; in seguito venne affrontato L'Uragano dell'Ostrovskij, con cui il Tairof,
cf;rcando d'individuare e di sottolineare i tratti universalmente umani e altamente tragici di quello ch'era stato sempre considerato più che altro un dramma
d'ambiente, passava dalla ricerca della forma alla ricerca dell'emozionalità, secondato dal mirabile sforzo interpretativo di Alice Koonen. Seguì, nel 1925, un
secondo viaggio all'estero, che anch'esso ebbe il migliore dei successi .
Nella stagione 1925-26 il Teatro si accostava per la prima volta a Eugene
O' Neill, con Loscimmione velloso, hella cui interpretazione un critico russo notò
« uno scultorio e metallico ritmo di movimento e di suoni _ novissimo. L'anno
dopo era la volta delJ'Amore sotto gli olmi, in cui la severa semplicità degli scenari, la 'complessità delle luci, l'asserua di ogni minuzia che potesse nuocere all'azione non erano che il presupposto necessario d'una recitazione, che di ogni
personaggio dava soltanto i tratti essenziali e maggiormente caratteristici.
L'Antigone dello Hasenc1ever, con una messa in scena in cui, avendo rinunciato alla stilizzazione del teatro antico, il Tairof creava una tragedia patetica
e poeticamente organica, cui facevano da sfondo le masse di enormi torri mobili
nere su un cielo di tramonto, fu rappresentata nella stagione 1927-28. Più tardi,
un altro dramma di Eugene O' Neill, Tutti i figli di Dio hanno le ali,
entrava nel repertorio del Teatro, dando vita a una nuova formula, quella del
realismo concreto: allo stile laconico e sobrio dello scrittore veniva a corrispondere una forma scenica altrettanto laconica e sobria, in cu'i e'rano sottolineati i
momenti culminanti; anche qui Alice Koonen superò con grande maestria ostacoli tecnici che potevano sembrare in~ormontabili.
Nel campo della commedia musicale la stagione 1929-30 portò la messa in
scena della Drei-Groschen-Oper di Bert Brecht e Kurt W'eill, che diede origine a
un'interessante costruzione scenica e a gustose trovate di recitazione. La satira,
il grottesco, lo «spettacolo eccentrico _, fondato sul ritmo, che secondo il Tairof ha da essere individuato in ogni lavoro da chi lo mette in scena, avevano
avuto, del resto, in tutta la vita del teatro, le stesse cure degli spettacoli tragici, sì da ottenere singolari risultati nella trasformazione finemente fantastica
e ironica di operette come Giroflè-Giroflà e Il giorno e la notte di Charles Lecocq.
Se già nel decimo anniversario della fondazione del Teatro Leopold Jessner
!'criveva che quei dieci anni non appartenevano soltanto alla storia del teatro
russo, ma anche a quella del teatro mondiale, a maggior ragione il 25 dicembre
Tg29, quindici anni dopo la Sakuntala ch'era stata la prima di quarantadue messe
in scena, il l'airof poteva ritenere d'aver tentato con qualche successo di s('oprire e di creare, in un'incessante ricerca, lo stile dell'epoca nostra, tendendo a
un'armonica concordanza d 'in,:enzione e di realizzazione sia nello -spettacolo tragico come in quello buffonesco.
Adesso, mentre l'edificio che lo ospita a Mosca sta rinnovandosi, si da permettere che nel prossimo novembre s'inauguri la nuova sala due volte più. grande
dell'antica, dimostratasi insufficiente a contenere tutto il pubblico che vi aflluiva,
il Teatro ha intrapreso una grande tournée attraverso la Germania, l'Austria,
la Cecoslovacchia, l'Italia, la Francia, il Belgio e l'America del Sud, con un
repertorio che comprende Giroflè-Giroflà e Il giorno e la notte di CharIes Lecocq,
L'amore sotto gli olmi e Tutti i figli di Dio hanno le ali di Eugene O'Neill e
L'Uragano dell'Ostrovskij.
"IL GIORNO E LA NOTTE"
DI LECOCQ
Il I Atto
n nuovo amministratore del barone Braseiro, Miguel, riunisce
tutt'i servi dei due sessi, per riconfermarli o licenziarli, nell'imminenza
dell'arrivo della novella sposa ,del barone: ciascuna delle donne vanta
i propri meriti, ed è mantenuta in servizio; anche g li uomini rimarranno tutti. La gioia è generale. Compare il barone, elegantissimo e
giovanile: occupato a comandare le truppe portoghesi contro la Spagna, egli non ha ancora veduto sua moglie,che ha sposato per pr:ocura,
sicchè è impazientissimo di conoscerla e preoccupato di piacerle. Dopo
qualche esitazione, Miguel gli confessa che vorrebbe sposarsi anche
lui, e con una fanciulla deliziosa, una creola. Il barone dà il suo consenso. Ma ecco che viene un soldato, che a tutto risponde « signorsì 1),
e ha portato notizie del fronte: la situazione là è piuttosto grave, perchè in assenza di Braseiro s'è deciso di far la guerra per davvero: il
comandante supremo deve partire immediatamente, non senza aver
prima compianto in rapide strofette la propria sorte, e aver dito l'incarico a Miguel di sostituirlo, per quanto è possibile, presso la moglie.
E' appena partito, che capita Manola, la fidanzata di Miguel, e chiede
d'essere salvata, perchè, come spiega in una romanza, ha proprio tanta
tanta paura: il principe Calabazas, ministro del re e vecchio libertino,
la perseg;uita e l'ha fatta fuggire. Verrà anche lì Calabazas: Manola
e Migue l vedono già avanzarsi le sue automobili, in una nuvola di
polvere, e si sentono perduti; ma Manola ha un'idea geniale: fingerà
d'essere lei la baronessa che non è ancora arrivata, e Calabazas dovrà
rispettarla. Giunge il ministro, facendo le lodi della donna e dell'amore; con Miguel vuoI essere gentile, ma non gli fa dire due parole di
seguito, finchè non s'appiglia al primo pretesto per chiedergli notizia
d'una biondina molto graziosa, che è poi Manola; essendogli stato ri-
sposto che lì non c'è, il princip~ chiede del padrone di casa, e si stupisce ch'egli sia il suo amico Braseiro: vorrebbe salutarlo, ma già che
non c'è, presenterà i suoi omaggi alla baronessa, di cui finòra ignorava
l'esistenza.
Entra in scena Manola, in abito da baronessa, mentre il coro dei
servi canta le sue lodi e le augura ogni bene. Stupore di Calabazas che,
mentre Man'ola ripete su tutt'i toni che lei è la baronessa, non sa più
che cosa dire: finisce col lasciare molti saluti per il barone, e sta per
andarsene . Ma è tornato Braseiro, e si precipita verso colei che crede
sua moglie e gli par deliziosa; però il principe, che rimane, discorrerebbe
volentieri un poco con l'amico, che pur vorrebbe ritirarsi con Manola.
Questa approfitta del momento propizio, per consigliarsi con Miguel:
come faranno a uscire da questi pasticci? L'unica cosa da fare è uccidersi, e non finir neppure di recitare quest'operetta. La loro disperazione .è al culmine, quando arriva Consuela, la vera baronessa, accompagnata da Dagomez, un cugino di Braseiro, che ha la specialità d'essere sempre addormentato. Senonchè si scopre che Consuela è un'amica
d'infanzia di Manola, e perciò ella promette il suo appoggio ai due innamorati, pur non immaginando come si po a ri olvere questa situazione; ma Miguel propone che Consuela sostituisca Manola presso il
barone neHe ore notturne, e resta combinato cosÌ. Braseiro viene a
prender quella che crede sua moglie, e gli pare che il puoore di ManoIa (che vuoI tutto scuro) sia un pregio di più. Il coro canta le lodi
della notte .
Il II Atto
Manola e Miguel S0110 inquieti, perchè tutto per loro dipende
dalla maggiore o minore accortezza di Consuela. E' già giorno, e comincia il turno di Manola: Consuela viene ad avvertirla. Si avanza il
coro dei fannulloni, che riforniscono il principe Calabazas di belle fanciulle, ma si vantano d'esser il sostegno della patria. Manola è in dolce
colloquio con Braseiro, ma cerca di tene rlo più lontano che può: gli
dice che ascolterà volentieri tutt'i suoi discorsi, perchè la mog lie prima
d'ogni altra cosa dev',e ssere l'amica del marito, ecc. Il barone vuoI rie-
vocare la notte che crede d'aver passato con lei, e Manola se la cava
per un po' con ~e risposte, ma una certa canzoncina non riuscirebbe
a imbroccarla se Ctinsuela opportunamente non gliela suggerisse. E'
pieno d'entusiasmo il barone, VIOrrebbe baciare la moglie, ma fra le
braccia .si trova Consuela, che gli fa grandi dichiarazioni d'amore, riempiendolo di lusingata maraviglia .
. Calabazas parte: questa volta pare che sia per davvero: tutti, contentissimi, gli fanno complime nti e atti d'omaggio. Ma prima di andarsene il principe vuoI dichiarare a Braseiro che è innamorato di sua moglie: se no, perchè mai sarebbe venuto a trovarlo? Il barone, indignato,
ordina che vengano portati i bagagli di Sua Eccellenza. Manca però il
parasole, ch'è la cosa più importante e più preziosa che Calabazas possegga : si cerchi dunque il parasole. Lo trova e lo consegna Consuela,
e subito il vecchio libertino s'innamora di lei, e dichiara di voler rimanere, fra la generale costernazione: il parasole ormai ha perso ogni importanza, dinanzi alle grazie d'una bella donna. Calabazas vorrebbe
sposarla addirittura: chiede una risposta in proposito, e si combina
di dargliela fra cinque minuti . Bisogna che Manola e Miguel trovino
una scappatoia: infatti Manola, con la scusa di dare al principe la ri' sposta della sua amica, gli fa tante moine, che lo innamora di nuovo
di sè, e riesce a convincerlo a salire in una piccionaia, dove promette di
raggiungerlo non appena Braseiro si sia addormentato. Calabazas, .
malgrado gli anni e la posizione sociale, si arrampica lassù, e ,subito
Manola, aiutata da Miguel, toglie la scala che gli è servita per quell'ascensione; e i due fidanzati fuggono, lasciando il principe prigioniero. Alle grida disperate di questo vengono Braseiro, Dagomez, il
coro, e quando l'hanno, dopo molte ricerche, trovato, pensano più che
altro a prenderlo in giro. Invano egli tenta di far credere a Braseiro
che la baronessa è fuggita con l'amministratore: Consuela canta, senza
esser vista, la canzone della notte precedente, e Braseiro si tranquillizza. Ma il principe, fisso nella sua idea, decide di partire, questa
volta sul serio, portandosi dietro Dagomez sempre addormentato: però
Manola e Migue1, che sono lì non visti, affermano ch'egli non li raggiungerà.
Il III Atto
Nell'osteria di Sanchetta una gaia brigata di studenti' vuoI seguitare a bere inneggiando all'amore, anche se l'ora è assai tarda, e la padrona, e più di lei il servo Juan, vogliono mandarli via. Finiscono poi
con l'impietosire Sanchetta, che ha ~olta simpatia per loro, e passano
in un'altra ~tanza ' a seguitare la loro baldoria. Giungono intanto Braseiro e Consuela, cui un fitto velo ricopre il volto: un'avaria d'automobile ha interrotto il loro viaggio. Essi chiedono da dormire, e soltanto con qualche 'm inaccia possono ottenere una stanza da Sanchetta.
Juan, che è malcontento di tutte le complicazioni che vede intorno a
sè, sta lamentandosene con la padrona, quando lo interrompono ManoIa e Miguel, che, travestiti da manovali, chiedono anch'essi da dormire; anzi, fidandosi di Sanchetta, le svelano addirittura il loro segreto,
giacchè hanno bisogno del , suo aiuto per far venire un notaio che li
sposi . Juan brontola un po' contro la gente complicata e intellettuale,
ma va a chiamare il notaio; e i due fidanzati si ritirano. Subito dopo
picchiano alla porta: sono Calabazas e Dagomez (sempre addormentato) che inseguono Manola e Miguel. Il principe manda fuoco e
fiamme dall'ira e dal dispetto; ma ~asta che gli si avvicini Sanchetta
per offrirgli da cena perchè subito egli pensi a conquistarla, dime nticando tutto il resto. Di là però si sente chiasso, e il principe chiede di
che si tratta : quando sa che sono studenti, ordina di farli venire alla
sua presenza, nella speranza di trovar fra di loro i fuggiaschi . Gli studenti sono con delle belle ragazze, e questo piace oltre ogni dire a Calabazas, ma di Manola e Miguel non c'è traccia . Però essi si fanno vedere lo stesso, perchè credono che sia venuto il notaio, e troppo tardi
s'accorgono che invece la voce da loro udita era quella di Calabazas;
tuttavia il principe, pur avendoli interrogati, non li riconoscerebbe nel
loro travestimento, se Juan, tornando ad annunciare che il notaio verrà
fra venti minuti, non scoprisse ingenuamente il mistero. L'ira di Calabazas cade su quegli sventurati, che vengono divisi , e rinchiusi, in
attesa dell'arrivo di Braseiro, che è mandato a chiamare. Intanto Braseiro, stupito che l'automobile non sia ancora pronta, viene a vedere
che cos'è successo; e incontra Calabazas. Adirati tutt'e due, Braseiro
per ragioni politiche, Calabazas per ragioni amorose, essi finiscono con
l'ingiuriarsi: d'altra parte"il barone è ben sicurb d'avere la moglie con
sè, e non può credere al principe che gli afferma ch'ella è fuggita con
l'amministratore. Ma, per dare una prova di quel che sostiene, Calabazas
fa condurre dinanzi all'amico incredulo Manola e Miguel. Braseiro rimane esterrefatto; per di più, toglie il velo alla donna che è con lui, e
riconosce Consuela, quella che egli crede un'amica di sua moglie. Consuela però interviene, e chiede un po' di calma, per chiarire tutto; infatti Manola spiega come sono andate le cose: Braseiro non è stato
ingannato, perchè se di g iorno è stato con lei, che è l'innamorata di
Miguel, la notte l'ha passata ' con Consuela, che è l'autentica baronessa. Il barone, contento del felice scioglimento, abbraccia Consuela :
Calab~zas, che non ha capito nulla, è pieno di stupore.; ma si sveglia
Dagomez e certifica che quella è proprio l'autentica baronessa, quella
ch'egli ha sposato come procuratore di Braseiro, e che ha accompagnata a suo tempo dal cugino. Calabazas vorrebbe forse rifarsela con
Manola; però proprio allora giunge un messo, che è latore d'una lettera del re: Calabazas è allontanato dal governo, perchè non sa che
correr dietro alle donne. Che cosa gli rimane da fare? Sanchetta gli
offre un posto all'osteria: aiuterà Juan a servire i clienti. E Juan subito gli grida severo che s'affretti a portare il vino, chè l'operetta è
finita.
CHARLES LECOCQ
Charles Lecocq è considerato, insieme con Hervé e o ffenbach ,
come uno dei maestri dell'operetta francese dell' ' 800.
'Nacque a Parigi il 3 giugno 1832 e fu allievo, al Conservatorio di
Parigi, di Bazin per l'armonia e di Halévy per la composizione insieme
con B1zet e Saint-Saens.
La sua prima opera teatrale fu il Docteur Miracle, scritta in collaborazione con Bizet e rappresentata al teatro dei « Bouffes Parisiens »
1'8 aprile 1857. Ma il primo grande successo, quello che gli dette senz'altro la popolarità, l'ottenne con l'operetta Fleur - de - Thé, rappresentata al (( Théatre Athénée » il 20 novembre 1868. Dal 1857 al 19II,
Charles Lecocq scrisse circa sessanta tra operette, opere comiche e balletti, fra cui le più celebri sono La Fille de Madame Angot (1872), Giroflé-Girofia (1874), L e Petit Due (1878), Le Jour et la Nuit (1881), Ali
Baba (1887), ecc.
Un elenco completo della sua copiosa produzione, che comprende
oltre alle opere teatrali numerose composizioni per pianoforte e per canto,
è stato pubblicato da Louis Schneider nella sua monografia su Hervé e
Charles Lecocq (Parigi, 1924).
Charles Lecocq morì a Parigi il 24 ottobre 1918, ma per il pubblico
il suo nome rappresentava già quello di un astro scomparso.
Le J our et la Nuit fu rappresentata per la prima volta a Parigi al
« Théatre des Nouveautés Il il 5 novembre 1881. Il libretto era firmato
da Albert Vanloo e Eugène ~terrier.
vuole acquistare o vendere stabili o singoli appartamenti; chi
vuole una saggia amministrazione delle proprie case, deve rivolgersi all'
Istituto Subalpino
Immobili
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SETTEftBBE 40, p. II
TELEFONO 49.900
Studio tecnico-legale
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