Strumento di condivisione della Parrocchia
San Martino in Villapizzone - Milano
Il grande silenzio
Desiderando ridire le ragioni
del nostro credere
Lettera di una catechista
Nasinsù!!!
Tric & Trac in partenza da Ur
La squadra col cuore
Grazie, carissimo Timoteo
Anno 3 - n. 7 luglio/agosto 2009
Questo giornalino viene stampato
mensilmente per promuovere la
comunicazione all’interno della
Parrocchia; ne è responsabile il
Parroco attraverso il lavoro della
Redazione.
Redazione
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don Erminio Pozzi
don Lorenzo Negri
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Tutti i giorni
Oratorio
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Tutti i giorni
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Il grande silenzio
Cosa ci distingue in quanto cristiani?!
La differenza si può vedere da come
Domenica 5 luglio. Il cielo è sereno, la città scotta. Si
uno vive il silenzio, il riposo.
sente solo il cinguettio dei passerotti. Non passano
macchine, non si sentono i tram, non si sente la musica
del Poliedro e nemmeno il vociare degli amici della “buca”; soprattutto: oggi non ci sono i ragazzi del
grest!
Quando uscirà questo giornalino, il grest sarà finito e a Villapizzone (soprattutto per noi fortunati del
“centro storico”!) regnerà il grande silenzio estivo. È la prima grande percezione fisica che provo pensando all’estate. Prima ancora che quella del caldo!
“Il grande silenzio” oltre che essere il titolo di un film (che racconta la vita dei monaci, appunto) è il
modo in cui nei monasteri si indica il silenzio che va osservato da dopo cena fino alla mattina. Per
loro è una grande ricchezza, una scelta per poter leggere, meditare, scrivere, concentrarsi sul mistero
di Dio...
Nella nostra città c’è il rischio fatale che il silenzio sia sinonimo di solitudine, sofferenza, forse addirittura abbandono. Ma anche pigrizia, ripiegamento su di sé, noia, vuoto di senso, tempo sciupato...
Come passa l’estate un ragazzo o una ragazza del nostro Oratorio?! O un giovane, un adulto, un anziano della nostra Parrocchia?! Cosa ci distingue in quanto cristiani?! Proviamo a pensarci davvero! E
non sto parlando della Messa della domenica (che se la differenza fosse solo questa, sarebbe, appunto, una semplice etichetta, un adesivo attaccato lì come “distintivo”, ma privo di senso!). Ditemi: in
cosa ci distinguiamo?!
Provo a dire la mia ipotesi-auspicio: la differenza si può vedere da come uno vive il silenzio, il riposo.
Se nel cuore c’è un grande, indomabile desiderio di bellezza, di senso, di bene... quando si abbassa
un po’ il “rumore” che di solito ci circonda e ci frastorna, tutte le cose da fare, da dire, da ascoltare,
da imparare... immediatamente e prepotentemente emerge la ricerca del bene, del bello, il senso di
gratitudine e di gioia per ciò che ci circonda; il silenzio si riempie di senso e il sorriso colora la vita.
Se quando si abbassa il rumore, ci prende un senso di insicurezza, di panico, di vuoto e subito il desiderio di nuovo e più insensato rumore, di “divertimento” notturno, di sregolatezza e “avventura”…
forse nel cuore abbiamo un buco
o una piaga che cerchiamo di
nascondere...
Che sia il silenzio che ci distingue?! O almeno il modo di viverlo!
Buona estate a tutti, grandi e piccoli! Il “silenzio” della vostra vita
si riempia di senso, vi parli di Dio,
vi apra gli occhi su cose bellissime, vi suggerisca i passi giusti per
“diventare grandi” nella vita, vi
faccia capaci di attenzioni piene
di delicatezza gli uni per gli altri,
vi prenda per mano nei momenti
di fatica, vi accompagni alla lode... (così certamente ci ritroveremo anche tutti a Messa alla domenica, e magari non solo alla
domenica!!!)
Ssst!!!
don Lorenzo
il mantello - 3 - smartvilla
VivaVoce _________________________________________
à
da [email protected]
AUGURI A PAPERINO
Ogni mese c’è un’occasione per pensare, per
riflettere, per gioire e ricordare.
Forse non sarà importante per un giornalino
parrocchiale ma il mese scorso un personaggio
importante ha compiuto gli anni, ben 75 anni:
Paperino Paolino.
Certo, è un personaggio dei fumetti, al massimo dei cartoni animati, ma chi non si è sentito
vicino a questo simpatico svogliato, scansafatiche ma sempre pronto ad occuparsi dei suoi
tre nipotini?
Come non ricordare un eterno innamorato che
raccoglie un mazzo di fiori, organizza una gita
romantica per la sua Paperina ma nella sua sfortuna chiude il mazzo di fiori in una porta e trova l’unica nuvola piovosa della zona.
Insomma, auguri Paperino, eterno ragazzino
che non vuole responsabilità ma se le deve assumere, che vorrebbe passare la giornata a dormire sull’amaca ma si ritrova comunque a lavorare.
Eterno Peter Pan come in fondo anche a noi
piacerebbe essere!
Philosophus Ludens
Novità delle novità...
Quest’anno grande concorso fotografico!!!!!
Invia a “il mantello” ([email protected]), la foto più bella della tua
estate... la vincitrice sarà pubblicata sul numero di settembre!!!
… e ovviamente il tema del concorso è: NASINSU’!
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Guarda più in là ___________________________________
à
Desiderando ridire le ragioni
del nostro credere
Può risultare una sana provocazione per tutte
le comunità cristiane, dunque anche per la nostra, il documento appena presentato dalla
Conferenza Episcopale che ha come titolo Lettera ai cercatori di Dio.
Porta la firma del vescovo Bruno Forte, teologo
e presidente della commissione episcopale per
la dottrina della fede, ma alla stesura di questo
testo hanno partecipato diversi studiosi ed esperti. Ha un obiettivo dichiarato: aprire un
“dialogo tra amici” con tutti coloro che si ritengono o sono alla ricerca di un significato per la
loro vita, e che possono essere interessati a conoscere meglio ciò che cerca di testimoniare,
anche oggi, la Chiesa.
Il libretto, di circa un centinaio di pagine, ha
una struttura ben pensata: parte infatti dalle
“domande che ci uniscono”, richiamando in tal
modo, seppure sinteticamente, dimensioni ed
esperienze della vita capaci di interrogare tutti:
la ricerca della felicità e la difficoltà di articolare
questo desiderio, il senso della speranza,
l’amore come bisogno, come forza ma anche
come fallimento, il lavoro, nel quale la dignità
umana trova fondamento ma anche la sua alienazione, l’urgenza della pace e della giustizia...
Tutto ciò, sembrano voler dire gli estensori,
contiene qualcosa di più profondo, che orienta
ogni uomo “verso il mistero” (pag. 35). E qui
collocano quella che viene definita “la sfida di
Dio”, cioè la possibilità o meno di credere, di
affidarsi, per dare fondamento e respiro a quei
germogli di bene che l’esistenza umana fa intravedere. Sono belle soprattutto alcune affermazioni di questo capitoletto, laddove si fa notare
che “credere non è anzitutto assentire a una
dimostrazione chiara o a un progetto privo di
incognite: non si crede a qualcosa che si possa
possedere e gestire a propria sicurezza e piacimento. Credere è fidarsi di qualcuno, assentire
alla chiamata dello straniero che invita, rimettere la propria vita nelle mani di un Altro” (n. 5.
pag. 36).
Da qui si articola una seconda sezione della
lettera, che ripropone in termini abbastanza
chiari e sintetici gli elementi essenziali della fede cristiana, a cominciare dal capitolo 6, che si
Credere è fidarsi di qualcuno, assentire
alla chiamata dello straniero che invita,
rimettere la propria vita nelle mani di un
Altro”
intitola semplicemente Gesù. In tale parte si
trovano presentati il mistero della vita, morte e
risurrezione del Cristo, della Trinità, il senso
della Chiesa come “comunità dei fratelli”, la
vita spirituale.
La terza sezione (Come incontrare il Dio di Gesù Cristo) fa infine memoria di alcuni “luoghi”
che consentono di dar seguito a questa ricerca:
la preghiera, l’ascolto della Parola, i sacramenti,
ma anche il servizio agli altri, il dialogo, la riflessione sull’aldilà.
Tutta la Lettera si sforza dunque di riprendere,
con parole adatte all’oggi, i motivi profondi che
guidano i credenti nel loro cammino, e che
possono incrociare i passi di tanti nostri contemporanei; in un
passaggio si dice
che, così facendo,
“vorremmo raccontare
l’esperienza
che abbiamo e facciamo di Gesù,
l’unico nome che a
noi dà speranza e
vita” (pag. 45).
Questa narrazione,
evidentemente, non
tocca solo ai vescovi; ma è la ragione d’essere e l’impegno anche
di una parrocchia come la nostra, radicata in un
preciso territorio, ed in grado (almeno teoricamente) di incrociare le speranze e i desideri di
tanti altri “cercatori”.
Leggendo questo documento dovremmo anche noi domandarci se siamo attenti a comunicare in modo comprensibile non solo le verità
ricevute, quanto soprattutto la nostra esperienza lieta dell’incontro col Signore Gesù.
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Luca Diliberto
Crescendo ________________________________________
à
Lettera di una catechista
Al termine dei quattro anni di catechismo, una
Sono già trascorsi quattro anni! Mi sembra incredibile!
Eppure è così: il 4 ottobre del 2005 è stato il
mio primo giorno “da catechista”.
Un paio di mesi prima avevo chiesto a don Lorenzo di farmi provare questa nuova esperienza: ha avuto fiducia in me, ed allora insieme a
Paola abbiamo iniziato a presentare ai piccoli
di terza elementare un nuovo amico, Gesù, che
è sempre vicino a loro, che li segue nella loro
vita e che ha un papà particolare nel cielo: Dio.
Eh sì, proprio un papà speciale!
Lo fa nascere sulla Terra come un bambino normalissimo, anzi in una famiglia umile tanto che i
primi a conoscerlo sono dei poveri pastori.
È vero, poi arrivano anche i Re Magi guidati da
una stella; ma per
forza, lui è il Figlio
di Dio che ha portato fra la gente la
sua Parola e alla
fine ha sacrificato
la sua vita sulla croce per salvare tutti.
Non è stato proprio molto facile
pensare alle risposte da dare alle mille domande dei
bambini! Certi passaggi della Parola
di Dio contengono
concetti che anche
per noi adulti sono complicati da comprendere.
Ed allora che bello ricominciare a studiare e a
cercare sussidi per poter interessare i bambini e
trasmettere il mio entusiasmo e la mia gioia nel
“sentire” l’amore di Dio nella mia vita.
Alle volte in questi anni mi sono scoraggiata: i
bambini il martedì pomeriggio uscivano da
scuola dopo otto ore sui banchi ed erano incontenibili. Beh! Allora vediamo, cerchiamo,
scopriamo qualche cosa che possa catturare la
loro mente e il loro cuore.
Quanta emozione alla loro Prima Comunione!
C’era anche Nadia, che mi ha dato un grande
aiuto quando Paola ha iniziato i suoi turni lavorativi pressanti; e poi c’erano i “3 M”, gli aiutocatechisti, che prima di ogni incontro organiz-
catechista racconta...
zavano giochi introducendo l’argomento trattato: sono stati bravissimi!
E le Domeniche Insieme? Abbiamo fatto gite e
ritiri in cui noi catechiste ci siamo sicuramente
sentite più vicine ai bambini e ai loro genitori.
Quest’anno i bambini sono diventati ragazzi, e
mi hanno dato filo da torcere: erano sempre
meno disposti ad ascoltare, ma ho fatto quello
che potevo per avvicinarmi di più a loro.
Insieme a Paola e Maria, che è arrivata ultimamente, abbiamo cercato di far loro capire che
ricevere lo Spirito Santo non è obbligatorio e
che questa scelta di seguire Gesù doveva essere fatta esclusivamente da ognuno
di loro. Abbiamo
molto insistito su
questo punto!
Il giorno della loro
Cresima è stato veramente da ricordare! In chiesa c’è stato raccoglimento ed
è stato un momento molto intenso
che mi ha fatto sentire felice per questi
ragazzi ed anche
soprattutto vicina
nel pensiero di avere un pochino contribuito alla loro conoscenza
di Dio - Amore e di come su di Lui hanno la
sicurezza di poter contare sempre.
Sono stata veramente soddisfatta per questi
quattro anni: ho conosciuto dei ragazzi a cui mi
sono affezionata, ho parlato con i loro genitori
e sono riuscita ad instaurare un buon rapporto
con la maggioranza di loro, mi sono legata al
Signore più strettamente (del resto è merito suo
se adesso sto scrivendo queste parole) ed ho
scoperto quanto sia bello lasciarsi guidare da
Lui.
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Franca Raglio
Crescendo ________________________________________
à
Nasinsù!!!
Due animatrici ci raccontano la loro esperienza...
Il grest, come tutti sanno, è, per i bambini, un momento di incontro attraverso il
gioco e il divertimento. Dal mio punto di
vista, da animatrice, la cosa è un po’ diversa...
Il grest è principalmente un’occasione di
crescita: controllare che nessuno si faccia male, che nessuno affoghi in piscina
o che si perda durante le gite, mi aiuta a
responsabilizzarmi e ad acquisire sicurezza in me stessa. Sicuramente ci sono
situazioni in cui non è facile tenere tutto
sotto controllo; ad esempio quando, sotto il sole di luglio, con i bimbi che corrono ovunque, tu che cerchi di attirare
l’attenzione e nessuno ascolta... Il più
delle volte però, quando arrivi stanco la
sera e fai un bilancio di quanto è successo durante la giornata, ti spunta un sorriso perché ripensi a Matteo che, mentre
stavi arrivando al limite della sopportazione, ti
tira per la maglietta e ti dice: ”Io ti ascolto...”;
oppure a Maria che, durante il tempo libero
mentre sei tutto preso a pensare ai giochi per il
pomeriggio, viene lì e ti parla dei suoi sandaletti
nuovi. A quel punto decidi di interrompere ciò
che stavi facendo e di dedicarle tutta la tua attenzione perché ti sta parlando con una tale
semplicità che merita proprio di essere ascoltata!!!
Gestire i bambini, soprattutto quando sono tanti, non è sicuramente facile, ma loro ti danno
tanto ed è proprio questo che ogni giorno rinnova in me la motivazione per proseguire in ciò
c h e
faccio.
Erica
L’animatore: definirlo, anzi passando dal personale al plurale, definirci è un’impresa ardua.
Prima di tutto noi siamo un gruppo che dalle
8.30 alle 17 deve lavorare insieme, anche se ad
ognuno è assegnato un compito ben preciso. È
faticoso dedicare tutto il nostro tempo ai bambini ed avere pochissimi momenti liberi per sé
stessi, ma alla fine è gratificante e spesso tutto il
sudore, l’energia impiegata durante il giorno
viene ripagata da un semplice sorriso, un abbraccio o un grazie. In fondo è questo il compito di un uomo, ancor prima di cristiano, dare la
vita per il prossimo e se già a questa età possiamo, seppur per un arco di tempo molto limitato, mettere in pratica una piccola porzione di
questi insegnamenti, l’essere animatore diventa
un onore, prima che un impegno. Spesso, anzi
quotidianamente sbagliamo sia
nell’atteggiamento che teniamo con i più piccoli che con i nostri ‘capi’ ma speriamo che il nostro lavoro non rimanga vano e che possiamo
lasciare qualcosina, anche se apparentemente
insignificante, a chi ci sta vicino durante questa
avventura cosicché noi semplici adolescenti
possiamo dare e ricevere crescendo un po’ ogni giorno.
Claudia
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Crescendo ________________________________________
à
Tric & Trac in partenza da Ur
Da qualche anno è una tradizione dell’Oratorio
Estivo di S.Martino in Villapizzone trascorrere
una settimana in quel di Saint Nicolas con i
bambini delle elementari.
Tradizione sì ma ogni volta con qualcosa di
nuovo e poi con qualcuno di nuovo: che siano
bambini che vengono per la prima volta, animatori, adulti e, quest’anno in prima assoluta, anche Tric & Trac. Proprio così!
Partiti in oltre cinquanta con otto animatori, tra
qualche giovane e qualcuno con più esperienza, un gruppo di adulti insieme al Don per garantire la continuità e la novità anche per i bambini del Grest.
Ad aspettarci però c’erano anche loro, Tric e
Trac, due simpatici asinelli che ci hanno accompagnato nel racconto tutte le sere dopo cena
prima della preghiera serale.
Perché la vacanza fatta di gioco, di pranzo in
comune, di passeggiate è anche accompagnata
da momenti di riflessione insieme, di preghiera
e del racconto che ci segue lungo tutti i giorni
della settimana.
Il rituale della mattina parte con il dolce e allegro risveglio del “cubotto” e i primi movimenti
di corsa a ritmo di musica per garantire un ottimo inizio di giornata. Lavarsi faccia e denti, il
controllo delle magliette pulite, cambio di calze
e mutande e poi... tutti in salone per la preghiera del risveglio e la prima colazione.
Giochi, gioconi, camminate nei prati ed anche
l’accoglienza del vicino Oratorio di GMG venuto in gita proprio a Saint Nicolas per trascorrere
una giornata insieme. E quale giornata! Partite a
squadre, competizioni e giochi delle stelle, balli
in comune fatti in cima alla montagna e saluto
finale con tanto di coro!
La sera però Tric
& Trac tornano,
sempre loro! Ci
hanno accompagnato alla scoperta del viaggio di Abramo dal
suo paese natale, Ur, seguendo il messaggio
che Dio ha disegnato per lui. Insieme a loro il
racconto della vita di Abramo si è fatto più
semplice ma sempre vero, più simpatico ma
sempre profondo. Ogni giorno abbiamo così
capito come la fiducia nelle parole del Signore
abbia portato un uomo, un pastore, da un piccolo paese a costruire un popolo grande e immenso come tutte le stelle del cielo.
Il momento di raccoglimento dopo cena è diventato anch’esso una tradizione; la luce soffusa, gli adulti, gli animatori, i bambini che ogni
volta scendevano dalle scale nel salone con le
loro lanterne per creare l’atmosfera raccolta e
accogliere il narratore spaziale che leggeva ogni volta un pezzo di storia.
Ci siamo creati tanti bei momenti di gioia, di
raccoglimento anche, di gioco e talvolta anche
di smarrimento per i bambini più piccoli che
credo abbiano però trovato un abbraccio caloroso ed affetto da parte di tutti.
La settimana a Saint Nicolas è una vacanza certo, ma anche una verifica dei legami che ci uniscono tutti, dai bambini, agli animatori, agli adulti che insieme crescono, si divertono, si confrontano e si commuovono.
Ecco perché anche un papà, un adulto, dedica
una settimana delle sue ferie per regalare e regalarsi un momento così bello insieme e tanti
bambini, tanti amici e, quest’anno, anche a Tric
e Trac.
Andrea Raglio
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Crescendo ________________________________________
à
La squadra col cuore
Ciao a tutti! Scrivere questo articolo non sarà
facile per me in quanto di calcio me ne intendo
poco... Ma nessuno mi ha chiesto un articolo
sulla TECNICA quindi...
Innanzitutto mi presento sono Marina, la mamma di uno dei 10 splendidi ragazzi... per me
ancora bambini... della squadra di calcio Under
12 della SLV, una squadra che non ha avuto
poche difficoltà quest’anno soprattutto per il
limitato numero degli iscritti. Nonostante questo e altre “polemiche inutili e poco costruttive”
ma che fanno parte del mondo degli “adulti”...
vorrei raccontarvi di LORO che sono i VERI E
UNICI protagonisti
Scrivo queste righe oggi 14 giugno 2009, giornata indimenticabile...
SONO STATI PREMIATI PER IL 3° POSTO
DEL TORNEO PRIMAVERILE
È stata una grande emozione sentire chiamare
il nome della squadra per la premiazione, vederli sistemarsi sul podio tutti abbracciati con
l’espressione stampata in viso di orgoglio e felicità e vederli cantare l’INNO DI MAMELI con
la mano sul cuore.
Ci sono state partite facili e partite più sofferte
ma non si sono mai lasciati abbattere e il sorriso sui loro visi non è mai mancato. Questo,
secondo me, è stato l’elemento che li ha contraddistinti da tutte le squadre che abbiamo
incontrato. Ho visto bambini piangere e tirare
calci ai bidoni della spazzatura per aver perso
una partita, disperarsi perché portavano a casa
una sconfitta, tutto questo mi ha fatto molta
tristezza... È UN GIOCO E COME TALE DEVE
ESSERE VISSUTO;
I nostri ragazzi no!
Ho visto e sentito allenatori “URLARE PAROLE IRRIPETIBILI”;
I nostri allenatori no! Ci sono state parole per spronarli a fare meglio, parole per
sostenerli e soprattutto parole per CREDERE PIÙ IN SE STESSI E NELLE LORO CAPACITÀ.
Ho visto ragazzi di altre squadre
“simulare falli” o protestare personalmente con l’arbitro, i nostri hanno ancora
l’ingenuità o forse la GENUINITÀ negli
occhi.
Non voglio banalizzare la squadra definendola semplicemente “LA SQUADRA DEL
CUORE” ma al contrario “LA SQUADRA COL
CUORE”, sono ragazzi con personalità diverse:
c’è l’introverso, l’insicuro, il trascinatore, il burlone, il fortunato, il determinante, il giocoliere, il
caparbio, l’estroso, tutte qualità che amalgamate li hanno fatti arrivare dove sono arrivati.
A noi genitori hanno regalato momenti molto
belli, all’insegna del sorriso e dell’allegria.
Li abbiamo incitati e sostenuti a volte anche
rimproverati e in questo caso i loro sguardi ci
hanno sempre “sistemati”.
Abbiamo trascorso una bellissima serata in pizzeria tutti insieme con i loro 3 più grandi tifosi,
gli allenatori SIMONE, VALENTINA e ALESSIO,
li abbiamo guardati festeggiare la vittoria degli
8° di finale ballando la danza del ventre con le
ballerine della pizzeria
“cicciobello”… BELLISSIMI...
Sono momenti che io
personalmente mi porterò nel cuore, come mi
porterò nel cuore ognuno di loro ai quali dico
“GRAZIE PER AVERMI
REGALATO MOMENTI
SPENSIERATI”.
Concluderei ringraziando
il grande, l’inimitabile,
l’inarrestabile,
l’instancabile CAPITANO di questa squadra:
GULLET.
Marina
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GREST 2009
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Effatà ____________________________________________
à
Grazie, carissimo Timoteo
Sta per terminare l’anno pastorale. Ci meritiamo tutti un po’ di riposo e, se riusciamo, anche
alcuni giorni di vacanza.
Ti ringrazio per la tua preziosa collaborazione
in parrocchia. Sono moltissimi i fedeli cristiani
laici che si chiamano “Timoteo”: sono i collaboratori e le collaboratrici parrocchiali. Non faccio
l’elenco per non rischiare di dimenticare qualcuno. Scrivo a te, Timoteo, che rappresenti tutti...
Ripensando all’anno pastorale che stiamo concludendo sono stupito per le tante cose belle
che avete realizzato e portato avanti con amore e cura. Ho la fortuna di guardarvi stando un
po’ “al di fuori”. Questa posizione mi permette
di contemplare con gioia e riconoscenza la
quantità di bene che anche quest’anno avete
seminato e fatto crescere in parrocchia e, di
riflesso, in quartiere.
In ogni angolo della parrocchia vi sono laici,
donne e uomini, giovani e meno giovani, che si
danno da fare perché la nostra “casa comune”,
la parrocchia, sia bella, abitabile, accogliente,
serena ed... evangelicamente profumata.
Una parrocchia potrebbe non avere in modo
permanente un prete, ma non può fare a meno
dei fedeli cristiani laici. Anzi i presbiteri (i preti)
sono proprio a servizio dei fedeli cristiani laici
perché siano “comunità cristiana” secondo il
Signore Gesù.
Grazie, carissimo Timoteo, grazie a tutti quanti:
vi amo e vi stimo tantissimo.
Ogni famiglia incontra giorni difficili.
Non ne sono mancati neppure alla nostra bella
famiglia. Talvolta dei giudizi affrettati, una parola di troppo, un muso più lungo del solito, o un
silenzio immotivato... hanno appesantito alcune
giornate e i nostri rapporti sono stati tentati dalla “durezza di cuore”. Anche la prima famiglia
di Gesù, molto più piccola della nostra, ha vissuto momenti di tensione, di incomprensione,
di gelosia...
Ma c’era Lui con loro, che mediava, illuminava,
aiutava a guardare oltre gli orizzonti umani di
ciascuno... additava la croce come scuola per
costruirsi sua comunità.
Pure con noi c’era Lui che lavorava nei cuori, ci
invitava a rispecchiarci nella sua Parola, nella
sua Vita e a ricercare la volontà di Dio, così
misteriosa e nello stesso tempo così incarnata
nel nostro vissuto.
“Tutto è vostro.
E Paolo, e Apollo, e Cefa,
e il mondo e la vita e la morte,
e il presente e il futuro: tutto è vostro!
Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”
(1 Corinzi 3,22 – 23)
Ci siamo scusati, perdonati, abbracciati, riscoprendo la bellezza, anche nella fatica, del continuare a camminare insieme come sorelle e fratelli nel nome di Gesù.
Timoteo, mi è giunto all’orecchio che
Tito è piuttosto amareggiato e sovente si è sentito poco valorizzato.
Tito è un prezioso collaboratore e i suoi interventi suscitano profonde riflessioni. Tito nella
nostra comunità ha il carisma del “profeta - sentinella”: aiutarci a guardare “oltre” per scorgere
quello che fatichiamo a vedere ma che sarà il
nostro prossimo futuro.
Carissimo Timoteo, tu sei molto amico di Tito;
fagli capire che il suo “posto” è qui, con noi, tra
noi, pur con i nostri limiti e con i disagi che gli
possiamo procurare.
Il “profeta – sentinella” non ha una vita facile e
rischia di sentirsi talvolta “solo”; è il prezzo che
deve pagare chi ha ricevuto da Dio un tale carisma.
La nostra comunità parrocchiale, soprattutto in
questo tempo, ha bisogno di avere dei “profeta
– sentinella”. Infatti siamo chiamati a rendere
“più bella” la nostra chiesa e a rendere “più
fraterna e più solidale” la comunità parrocchiale.
Conto su di te. Con la tua saggezza, illuminata
dalla preghiera, aiuterai un fratello a vivere il
proprio carisma nella comunità dove Dio lo ha
posto.
Ti auguro giorni sereni, durante i quali
poter pregare a lungo con la Parola del Signore. Quando Gesù portava i suoi primi discepoli
“in ferie” (in un luogo solitario per riposarsi)
apriva volentieri il suo cuore e colmava quello
dei discepoli con la sua parola e il suo amore.
È il mio augurio per te e per tutti.
Grazie per quello che siete e per quello che fate.
Il Signore vi colmi della sua benedizione.
il mantello - 11 - smartvilla
don Erminio
14 giugno: Festa della Comunità
Archivio Parrocchiale ______________________________
BATTESIMI DI GIUGNO
Agnello Beniamino – via Console Marcello 4
Inzani Mattia – via Pizzigoni 15
Gambino Luca – via Console Marcello 35
Minichino Nicolò – via Villapizzone 26
Mcaulay Lara – via Ajraghi 24
MATRIMONI DI GIUGNO
Agnello Antonio e Pisano Chiara
DEFUNTI DI GIUGNO
Consonni Irma – anni 77 – via Jacopino da Tradate 14
Nardi Ilario– anni 81 – via Riccione 9
Carmignani Silvano – anni 76 – via Varesina 92
Rizzo Rocco– anni 52 – via Pizzigoni 20
il mantello - 12 - smartvilla
à
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