Strumento di condivisione della Parrocchia San Martino in Villapizzone - Milano Il grande silenzio Desiderando ridire le ragioni del nostro credere Lettera di una catechista Nasinsù!!! Tric & Trac in partenza da Ur La squadra col cuore Grazie, carissimo Timoteo Anno 3 - n. 7 luglio/agosto 2009 Questo giornalino viene stampato mensilmente per promuovere la comunicazione all’interno della Parrocchia; ne è responsabile il Parroco attraverso il lavoro della Redazione. Redazione Stampa Paola Calò Luca Diliberto Andrea Raglio Katia Sciarra Alice Terreni Pietro Diliberto Davide Piantella Pasquale Sciarra Adrian Vasquez [email protected] don Erminio Pozzi don Lorenzo Negri 02.32.72.621 347.77.38.981 [email protected] 02.33.00.12.50 347.79.23.764 [email protected] Apertura della chiesa Orari Sante Messe Tutti i giorni: Giovedì: Giorni feriali: Giovedì: 9.00 Prefestiva (sabato): Giorni festivi: 8.30 10.30 7.30 - 19.00 7.30 - 20.30 18.00 19.00 18.00 18.00 Segreteria parrocchiale Centro Parrocchiale San Martino Tutti i giorni: 18.30 - 19.00 Da lunedì a venerdì: 9.00 - 11.00 Tutti i giorni Oratorio Centro di Ascolto Tutti i giorni Catechismo 16.00 - 19.00 17.00 - 18.00 14.30 - 18.30 Giovedì CHIUSO Mercoledì Giovedì Lunedì CHIUSO [email protected] [email protected] Patronato ACLI Tutti i lunedì dalle 9.30 - 11.30 15.30 - 17.00 17.30 02.39.44.83.97 www.smartvilla.it [email protected] il mantello - 2 - smartvilla Il grande silenzio Cosa ci distingue in quanto cristiani?! La differenza si può vedere da come Domenica 5 luglio. Il cielo è sereno, la città scotta. Si uno vive il silenzio, il riposo. sente solo il cinguettio dei passerotti. Non passano macchine, non si sentono i tram, non si sente la musica del Poliedro e nemmeno il vociare degli amici della “buca”; soprattutto: oggi non ci sono i ragazzi del grest! Quando uscirà questo giornalino, il grest sarà finito e a Villapizzone (soprattutto per noi fortunati del “centro storico”!) regnerà il grande silenzio estivo. È la prima grande percezione fisica che provo pensando all’estate. Prima ancora che quella del caldo! “Il grande silenzio” oltre che essere il titolo di un film (che racconta la vita dei monaci, appunto) è il modo in cui nei monasteri si indica il silenzio che va osservato da dopo cena fino alla mattina. Per loro è una grande ricchezza, una scelta per poter leggere, meditare, scrivere, concentrarsi sul mistero di Dio... Nella nostra città c’è il rischio fatale che il silenzio sia sinonimo di solitudine, sofferenza, forse addirittura abbandono. Ma anche pigrizia, ripiegamento su di sé, noia, vuoto di senso, tempo sciupato... Come passa l’estate un ragazzo o una ragazza del nostro Oratorio?! O un giovane, un adulto, un anziano della nostra Parrocchia?! Cosa ci distingue in quanto cristiani?! Proviamo a pensarci davvero! E non sto parlando della Messa della domenica (che se la differenza fosse solo questa, sarebbe, appunto, una semplice etichetta, un adesivo attaccato lì come “distintivo”, ma privo di senso!). Ditemi: in cosa ci distinguiamo?! Provo a dire la mia ipotesi-auspicio: la differenza si può vedere da come uno vive il silenzio, il riposo. Se nel cuore c’è un grande, indomabile desiderio di bellezza, di senso, di bene... quando si abbassa un po’ il “rumore” che di solito ci circonda e ci frastorna, tutte le cose da fare, da dire, da ascoltare, da imparare... immediatamente e prepotentemente emerge la ricerca del bene, del bello, il senso di gratitudine e di gioia per ciò che ci circonda; il silenzio si riempie di senso e il sorriso colora la vita. Se quando si abbassa il rumore, ci prende un senso di insicurezza, di panico, di vuoto e subito il desiderio di nuovo e più insensato rumore, di “divertimento” notturno, di sregolatezza e “avventura”… forse nel cuore abbiamo un buco o una piaga che cerchiamo di nascondere... Che sia il silenzio che ci distingue?! O almeno il modo di viverlo! Buona estate a tutti, grandi e piccoli! Il “silenzio” della vostra vita si riempia di senso, vi parli di Dio, vi apra gli occhi su cose bellissime, vi suggerisca i passi giusti per “diventare grandi” nella vita, vi faccia capaci di attenzioni piene di delicatezza gli uni per gli altri, vi prenda per mano nei momenti di fatica, vi accompagni alla lode... (così certamente ci ritroveremo anche tutti a Messa alla domenica, e magari non solo alla domenica!!!) Ssst!!! don Lorenzo il mantello - 3 - smartvilla VivaVoce _________________________________________ à da [email protected] AUGURI A PAPERINO Ogni mese c’è un’occasione per pensare, per riflettere, per gioire e ricordare. Forse non sarà importante per un giornalino parrocchiale ma il mese scorso un personaggio importante ha compiuto gli anni, ben 75 anni: Paperino Paolino. Certo, è un personaggio dei fumetti, al massimo dei cartoni animati, ma chi non si è sentito vicino a questo simpatico svogliato, scansafatiche ma sempre pronto ad occuparsi dei suoi tre nipotini? Come non ricordare un eterno innamorato che raccoglie un mazzo di fiori, organizza una gita romantica per la sua Paperina ma nella sua sfortuna chiude il mazzo di fiori in una porta e trova l’unica nuvola piovosa della zona. Insomma, auguri Paperino, eterno ragazzino che non vuole responsabilità ma se le deve assumere, che vorrebbe passare la giornata a dormire sull’amaca ma si ritrova comunque a lavorare. Eterno Peter Pan come in fondo anche a noi piacerebbe essere! Philosophus Ludens Novità delle novità... Quest’anno grande concorso fotografico!!!!! Invia a “il mantello” ([email protected]), la foto più bella della tua estate... la vincitrice sarà pubblicata sul numero di settembre!!! … e ovviamente il tema del concorso è: NASINSU’! il mantello - 4 - smartvilla Guarda più in là ___________________________________ à Desiderando ridire le ragioni del nostro credere Può risultare una sana provocazione per tutte le comunità cristiane, dunque anche per la nostra, il documento appena presentato dalla Conferenza Episcopale che ha come titolo Lettera ai cercatori di Dio. Porta la firma del vescovo Bruno Forte, teologo e presidente della commissione episcopale per la dottrina della fede, ma alla stesura di questo testo hanno partecipato diversi studiosi ed esperti. Ha un obiettivo dichiarato: aprire un “dialogo tra amici” con tutti coloro che si ritengono o sono alla ricerca di un significato per la loro vita, e che possono essere interessati a conoscere meglio ciò che cerca di testimoniare, anche oggi, la Chiesa. Il libretto, di circa un centinaio di pagine, ha una struttura ben pensata: parte infatti dalle “domande che ci uniscono”, richiamando in tal modo, seppure sinteticamente, dimensioni ed esperienze della vita capaci di interrogare tutti: la ricerca della felicità e la difficoltà di articolare questo desiderio, il senso della speranza, l’amore come bisogno, come forza ma anche come fallimento, il lavoro, nel quale la dignità umana trova fondamento ma anche la sua alienazione, l’urgenza della pace e della giustizia... Tutto ciò, sembrano voler dire gli estensori, contiene qualcosa di più profondo, che orienta ogni uomo “verso il mistero” (pag. 35). E qui collocano quella che viene definita “la sfida di Dio”, cioè la possibilità o meno di credere, di affidarsi, per dare fondamento e respiro a quei germogli di bene che l’esistenza umana fa intravedere. Sono belle soprattutto alcune affermazioni di questo capitoletto, laddove si fa notare che “credere non è anzitutto assentire a una dimostrazione chiara o a un progetto privo di incognite: non si crede a qualcosa che si possa possedere e gestire a propria sicurezza e piacimento. Credere è fidarsi di qualcuno, assentire alla chiamata dello straniero che invita, rimettere la propria vita nelle mani di un Altro” (n. 5. pag. 36). Da qui si articola una seconda sezione della lettera, che ripropone in termini abbastanza chiari e sintetici gli elementi essenziali della fede cristiana, a cominciare dal capitolo 6, che si Credere è fidarsi di qualcuno, assentire alla chiamata dello straniero che invita, rimettere la propria vita nelle mani di un Altro” intitola semplicemente Gesù. In tale parte si trovano presentati il mistero della vita, morte e risurrezione del Cristo, della Trinità, il senso della Chiesa come “comunità dei fratelli”, la vita spirituale. La terza sezione (Come incontrare il Dio di Gesù Cristo) fa infine memoria di alcuni “luoghi” che consentono di dar seguito a questa ricerca: la preghiera, l’ascolto della Parola, i sacramenti, ma anche il servizio agli altri, il dialogo, la riflessione sull’aldilà. Tutta la Lettera si sforza dunque di riprendere, con parole adatte all’oggi, i motivi profondi che guidano i credenti nel loro cammino, e che possono incrociare i passi di tanti nostri contemporanei; in un passaggio si dice che, così facendo, “vorremmo raccontare l’esperienza che abbiamo e facciamo di Gesù, l’unico nome che a noi dà speranza e vita” (pag. 45). Questa narrazione, evidentemente, non tocca solo ai vescovi; ma è la ragione d’essere e l’impegno anche di una parrocchia come la nostra, radicata in un preciso territorio, ed in grado (almeno teoricamente) di incrociare le speranze e i desideri di tanti altri “cercatori”. Leggendo questo documento dovremmo anche noi domandarci se siamo attenti a comunicare in modo comprensibile non solo le verità ricevute, quanto soprattutto la nostra esperienza lieta dell’incontro col Signore Gesù. il mantello - 5 - smartvilla Luca Diliberto Crescendo ________________________________________ à Lettera di una catechista Al termine dei quattro anni di catechismo, una Sono già trascorsi quattro anni! Mi sembra incredibile! Eppure è così: il 4 ottobre del 2005 è stato il mio primo giorno “da catechista”. Un paio di mesi prima avevo chiesto a don Lorenzo di farmi provare questa nuova esperienza: ha avuto fiducia in me, ed allora insieme a Paola abbiamo iniziato a presentare ai piccoli di terza elementare un nuovo amico, Gesù, che è sempre vicino a loro, che li segue nella loro vita e che ha un papà particolare nel cielo: Dio. Eh sì, proprio un papà speciale! Lo fa nascere sulla Terra come un bambino normalissimo, anzi in una famiglia umile tanto che i primi a conoscerlo sono dei poveri pastori. È vero, poi arrivano anche i Re Magi guidati da una stella; ma per forza, lui è il Figlio di Dio che ha portato fra la gente la sua Parola e alla fine ha sacrificato la sua vita sulla croce per salvare tutti. Non è stato proprio molto facile pensare alle risposte da dare alle mille domande dei bambini! Certi passaggi della Parola di Dio contengono concetti che anche per noi adulti sono complicati da comprendere. Ed allora che bello ricominciare a studiare e a cercare sussidi per poter interessare i bambini e trasmettere il mio entusiasmo e la mia gioia nel “sentire” l’amore di Dio nella mia vita. Alle volte in questi anni mi sono scoraggiata: i bambini il martedì pomeriggio uscivano da scuola dopo otto ore sui banchi ed erano incontenibili. Beh! Allora vediamo, cerchiamo, scopriamo qualche cosa che possa catturare la loro mente e il loro cuore. Quanta emozione alla loro Prima Comunione! C’era anche Nadia, che mi ha dato un grande aiuto quando Paola ha iniziato i suoi turni lavorativi pressanti; e poi c’erano i “3 M”, gli aiutocatechisti, che prima di ogni incontro organiz- catechista racconta... zavano giochi introducendo l’argomento trattato: sono stati bravissimi! E le Domeniche Insieme? Abbiamo fatto gite e ritiri in cui noi catechiste ci siamo sicuramente sentite più vicine ai bambini e ai loro genitori. Quest’anno i bambini sono diventati ragazzi, e mi hanno dato filo da torcere: erano sempre meno disposti ad ascoltare, ma ho fatto quello che potevo per avvicinarmi di più a loro. Insieme a Paola e Maria, che è arrivata ultimamente, abbiamo cercato di far loro capire che ricevere lo Spirito Santo non è obbligatorio e che questa scelta di seguire Gesù doveva essere fatta esclusivamente da ognuno di loro. Abbiamo molto insistito su questo punto! Il giorno della loro Cresima è stato veramente da ricordare! In chiesa c’è stato raccoglimento ed è stato un momento molto intenso che mi ha fatto sentire felice per questi ragazzi ed anche soprattutto vicina nel pensiero di avere un pochino contribuito alla loro conoscenza di Dio - Amore e di come su di Lui hanno la sicurezza di poter contare sempre. Sono stata veramente soddisfatta per questi quattro anni: ho conosciuto dei ragazzi a cui mi sono affezionata, ho parlato con i loro genitori e sono riuscita ad instaurare un buon rapporto con la maggioranza di loro, mi sono legata al Signore più strettamente (del resto è merito suo se adesso sto scrivendo queste parole) ed ho scoperto quanto sia bello lasciarsi guidare da Lui. il mantello - 6 - smartvilla Franca Raglio Crescendo ________________________________________ à Nasinsù!!! Due animatrici ci raccontano la loro esperienza... Il grest, come tutti sanno, è, per i bambini, un momento di incontro attraverso il gioco e il divertimento. Dal mio punto di vista, da animatrice, la cosa è un po’ diversa... Il grest è principalmente un’occasione di crescita: controllare che nessuno si faccia male, che nessuno affoghi in piscina o che si perda durante le gite, mi aiuta a responsabilizzarmi e ad acquisire sicurezza in me stessa. Sicuramente ci sono situazioni in cui non è facile tenere tutto sotto controllo; ad esempio quando, sotto il sole di luglio, con i bimbi che corrono ovunque, tu che cerchi di attirare l’attenzione e nessuno ascolta... Il più delle volte però, quando arrivi stanco la sera e fai un bilancio di quanto è successo durante la giornata, ti spunta un sorriso perché ripensi a Matteo che, mentre stavi arrivando al limite della sopportazione, ti tira per la maglietta e ti dice: ”Io ti ascolto...”; oppure a Maria che, durante il tempo libero mentre sei tutto preso a pensare ai giochi per il pomeriggio, viene lì e ti parla dei suoi sandaletti nuovi. A quel punto decidi di interrompere ciò che stavi facendo e di dedicarle tutta la tua attenzione perché ti sta parlando con una tale semplicità che merita proprio di essere ascoltata!!! Gestire i bambini, soprattutto quando sono tanti, non è sicuramente facile, ma loro ti danno tanto ed è proprio questo che ogni giorno rinnova in me la motivazione per proseguire in ciò c h e faccio. Erica L’animatore: definirlo, anzi passando dal personale al plurale, definirci è un’impresa ardua. Prima di tutto noi siamo un gruppo che dalle 8.30 alle 17 deve lavorare insieme, anche se ad ognuno è assegnato un compito ben preciso. È faticoso dedicare tutto il nostro tempo ai bambini ed avere pochissimi momenti liberi per sé stessi, ma alla fine è gratificante e spesso tutto il sudore, l’energia impiegata durante il giorno viene ripagata da un semplice sorriso, un abbraccio o un grazie. In fondo è questo il compito di un uomo, ancor prima di cristiano, dare la vita per il prossimo e se già a questa età possiamo, seppur per un arco di tempo molto limitato, mettere in pratica una piccola porzione di questi insegnamenti, l’essere animatore diventa un onore, prima che un impegno. Spesso, anzi quotidianamente sbagliamo sia nell’atteggiamento che teniamo con i più piccoli che con i nostri ‘capi’ ma speriamo che il nostro lavoro non rimanga vano e che possiamo lasciare qualcosina, anche se apparentemente insignificante, a chi ci sta vicino durante questa avventura cosicché noi semplici adolescenti possiamo dare e ricevere crescendo un po’ ogni giorno. Claudia il mantello - 7 - smartvilla Crescendo ________________________________________ à Tric & Trac in partenza da Ur Da qualche anno è una tradizione dell’Oratorio Estivo di S.Martino in Villapizzone trascorrere una settimana in quel di Saint Nicolas con i bambini delle elementari. Tradizione sì ma ogni volta con qualcosa di nuovo e poi con qualcuno di nuovo: che siano bambini che vengono per la prima volta, animatori, adulti e, quest’anno in prima assoluta, anche Tric & Trac. Proprio così! Partiti in oltre cinquanta con otto animatori, tra qualche giovane e qualcuno con più esperienza, un gruppo di adulti insieme al Don per garantire la continuità e la novità anche per i bambini del Grest. Ad aspettarci però c’erano anche loro, Tric e Trac, due simpatici asinelli che ci hanno accompagnato nel racconto tutte le sere dopo cena prima della preghiera serale. Perché la vacanza fatta di gioco, di pranzo in comune, di passeggiate è anche accompagnata da momenti di riflessione insieme, di preghiera e del racconto che ci segue lungo tutti i giorni della settimana. Il rituale della mattina parte con il dolce e allegro risveglio del “cubotto” e i primi movimenti di corsa a ritmo di musica per garantire un ottimo inizio di giornata. Lavarsi faccia e denti, il controllo delle magliette pulite, cambio di calze e mutande e poi... tutti in salone per la preghiera del risveglio e la prima colazione. Giochi, gioconi, camminate nei prati ed anche l’accoglienza del vicino Oratorio di GMG venuto in gita proprio a Saint Nicolas per trascorrere una giornata insieme. E quale giornata! Partite a squadre, competizioni e giochi delle stelle, balli in comune fatti in cima alla montagna e saluto finale con tanto di coro! La sera però Tric & Trac tornano, sempre loro! Ci hanno accompagnato alla scoperta del viaggio di Abramo dal suo paese natale, Ur, seguendo il messaggio che Dio ha disegnato per lui. Insieme a loro il racconto della vita di Abramo si è fatto più semplice ma sempre vero, più simpatico ma sempre profondo. Ogni giorno abbiamo così capito come la fiducia nelle parole del Signore abbia portato un uomo, un pastore, da un piccolo paese a costruire un popolo grande e immenso come tutte le stelle del cielo. Il momento di raccoglimento dopo cena è diventato anch’esso una tradizione; la luce soffusa, gli adulti, gli animatori, i bambini che ogni volta scendevano dalle scale nel salone con le loro lanterne per creare l’atmosfera raccolta e accogliere il narratore spaziale che leggeva ogni volta un pezzo di storia. Ci siamo creati tanti bei momenti di gioia, di raccoglimento anche, di gioco e talvolta anche di smarrimento per i bambini più piccoli che credo abbiano però trovato un abbraccio caloroso ed affetto da parte di tutti. La settimana a Saint Nicolas è una vacanza certo, ma anche una verifica dei legami che ci uniscono tutti, dai bambini, agli animatori, agli adulti che insieme crescono, si divertono, si confrontano e si commuovono. Ecco perché anche un papà, un adulto, dedica una settimana delle sue ferie per regalare e regalarsi un momento così bello insieme e tanti bambini, tanti amici e, quest’anno, anche a Tric e Trac. Andrea Raglio il mantello - 8 - smartvilla Crescendo ________________________________________ à La squadra col cuore Ciao a tutti! Scrivere questo articolo non sarà facile per me in quanto di calcio me ne intendo poco... Ma nessuno mi ha chiesto un articolo sulla TECNICA quindi... Innanzitutto mi presento sono Marina, la mamma di uno dei 10 splendidi ragazzi... per me ancora bambini... della squadra di calcio Under 12 della SLV, una squadra che non ha avuto poche difficoltà quest’anno soprattutto per il limitato numero degli iscritti. Nonostante questo e altre “polemiche inutili e poco costruttive” ma che fanno parte del mondo degli “adulti”... vorrei raccontarvi di LORO che sono i VERI E UNICI protagonisti Scrivo queste righe oggi 14 giugno 2009, giornata indimenticabile... SONO STATI PREMIATI PER IL 3° POSTO DEL TORNEO PRIMAVERILE È stata una grande emozione sentire chiamare il nome della squadra per la premiazione, vederli sistemarsi sul podio tutti abbracciati con l’espressione stampata in viso di orgoglio e felicità e vederli cantare l’INNO DI MAMELI con la mano sul cuore. Ci sono state partite facili e partite più sofferte ma non si sono mai lasciati abbattere e il sorriso sui loro visi non è mai mancato. Questo, secondo me, è stato l’elemento che li ha contraddistinti da tutte le squadre che abbiamo incontrato. Ho visto bambini piangere e tirare calci ai bidoni della spazzatura per aver perso una partita, disperarsi perché portavano a casa una sconfitta, tutto questo mi ha fatto molta tristezza... È UN GIOCO E COME TALE DEVE ESSERE VISSUTO; I nostri ragazzi no! Ho visto e sentito allenatori “URLARE PAROLE IRRIPETIBILI”; I nostri allenatori no! Ci sono state parole per spronarli a fare meglio, parole per sostenerli e soprattutto parole per CREDERE PIÙ IN SE STESSI E NELLE LORO CAPACITÀ. Ho visto ragazzi di altre squadre “simulare falli” o protestare personalmente con l’arbitro, i nostri hanno ancora l’ingenuità o forse la GENUINITÀ negli occhi. Non voglio banalizzare la squadra definendola semplicemente “LA SQUADRA DEL CUORE” ma al contrario “LA SQUADRA COL CUORE”, sono ragazzi con personalità diverse: c’è l’introverso, l’insicuro, il trascinatore, il burlone, il fortunato, il determinante, il giocoliere, il caparbio, l’estroso, tutte qualità che amalgamate li hanno fatti arrivare dove sono arrivati. A noi genitori hanno regalato momenti molto belli, all’insegna del sorriso e dell’allegria. Li abbiamo incitati e sostenuti a volte anche rimproverati e in questo caso i loro sguardi ci hanno sempre “sistemati”. Abbiamo trascorso una bellissima serata in pizzeria tutti insieme con i loro 3 più grandi tifosi, gli allenatori SIMONE, VALENTINA e ALESSIO, li abbiamo guardati festeggiare la vittoria degli 8° di finale ballando la danza del ventre con le ballerine della pizzeria “cicciobello”… BELLISSIMI... Sono momenti che io personalmente mi porterò nel cuore, come mi porterò nel cuore ognuno di loro ai quali dico “GRAZIE PER AVERMI REGALATO MOMENTI SPENSIERATI”. Concluderei ringraziando il grande, l’inimitabile, l’inarrestabile, l’instancabile CAPITANO di questa squadra: GULLET. Marina il mantello - 9 - smartvilla GREST 2009 il mantello - 10 - smartvilla Effatà ____________________________________________ à Grazie, carissimo Timoteo Sta per terminare l’anno pastorale. Ci meritiamo tutti un po’ di riposo e, se riusciamo, anche alcuni giorni di vacanza. Ti ringrazio per la tua preziosa collaborazione in parrocchia. Sono moltissimi i fedeli cristiani laici che si chiamano “Timoteo”: sono i collaboratori e le collaboratrici parrocchiali. Non faccio l’elenco per non rischiare di dimenticare qualcuno. Scrivo a te, Timoteo, che rappresenti tutti... Ripensando all’anno pastorale che stiamo concludendo sono stupito per le tante cose belle che avete realizzato e portato avanti con amore e cura. Ho la fortuna di guardarvi stando un po’ “al di fuori”. Questa posizione mi permette di contemplare con gioia e riconoscenza la quantità di bene che anche quest’anno avete seminato e fatto crescere in parrocchia e, di riflesso, in quartiere. In ogni angolo della parrocchia vi sono laici, donne e uomini, giovani e meno giovani, che si danno da fare perché la nostra “casa comune”, la parrocchia, sia bella, abitabile, accogliente, serena ed... evangelicamente profumata. Una parrocchia potrebbe non avere in modo permanente un prete, ma non può fare a meno dei fedeli cristiani laici. Anzi i presbiteri (i preti) sono proprio a servizio dei fedeli cristiani laici perché siano “comunità cristiana” secondo il Signore Gesù. Grazie, carissimo Timoteo, grazie a tutti quanti: vi amo e vi stimo tantissimo. Ogni famiglia incontra giorni difficili. Non ne sono mancati neppure alla nostra bella famiglia. Talvolta dei giudizi affrettati, una parola di troppo, un muso più lungo del solito, o un silenzio immotivato... hanno appesantito alcune giornate e i nostri rapporti sono stati tentati dalla “durezza di cuore”. Anche la prima famiglia di Gesù, molto più piccola della nostra, ha vissuto momenti di tensione, di incomprensione, di gelosia... Ma c’era Lui con loro, che mediava, illuminava, aiutava a guardare oltre gli orizzonti umani di ciascuno... additava la croce come scuola per costruirsi sua comunità. Pure con noi c’era Lui che lavorava nei cuori, ci invitava a rispecchiarci nella sua Parola, nella sua Vita e a ricercare la volontà di Dio, così misteriosa e nello stesso tempo così incarnata nel nostro vissuto. “Tutto è vostro. E Paolo, e Apollo, e Cefa, e il mondo e la vita e la morte, e il presente e il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio” (1 Corinzi 3,22 – 23) Ci siamo scusati, perdonati, abbracciati, riscoprendo la bellezza, anche nella fatica, del continuare a camminare insieme come sorelle e fratelli nel nome di Gesù. Timoteo, mi è giunto all’orecchio che Tito è piuttosto amareggiato e sovente si è sentito poco valorizzato. Tito è un prezioso collaboratore e i suoi interventi suscitano profonde riflessioni. Tito nella nostra comunità ha il carisma del “profeta - sentinella”: aiutarci a guardare “oltre” per scorgere quello che fatichiamo a vedere ma che sarà il nostro prossimo futuro. Carissimo Timoteo, tu sei molto amico di Tito; fagli capire che il suo “posto” è qui, con noi, tra noi, pur con i nostri limiti e con i disagi che gli possiamo procurare. Il “profeta – sentinella” non ha una vita facile e rischia di sentirsi talvolta “solo”; è il prezzo che deve pagare chi ha ricevuto da Dio un tale carisma. La nostra comunità parrocchiale, soprattutto in questo tempo, ha bisogno di avere dei “profeta – sentinella”. Infatti siamo chiamati a rendere “più bella” la nostra chiesa e a rendere “più fraterna e più solidale” la comunità parrocchiale. Conto su di te. Con la tua saggezza, illuminata dalla preghiera, aiuterai un fratello a vivere il proprio carisma nella comunità dove Dio lo ha posto. Ti auguro giorni sereni, durante i quali poter pregare a lungo con la Parola del Signore. Quando Gesù portava i suoi primi discepoli “in ferie” (in un luogo solitario per riposarsi) apriva volentieri il suo cuore e colmava quello dei discepoli con la sua parola e il suo amore. È il mio augurio per te e per tutti. Grazie per quello che siete e per quello che fate. Il Signore vi colmi della sua benedizione. il mantello - 11 - smartvilla don Erminio 14 giugno: Festa della Comunità Archivio Parrocchiale ______________________________ BATTESIMI DI GIUGNO Agnello Beniamino – via Console Marcello 4 Inzani Mattia – via Pizzigoni 15 Gambino Luca – via Console Marcello 35 Minichino Nicolò – via Villapizzone 26 Mcaulay Lara – via Ajraghi 24 MATRIMONI DI GIUGNO Agnello Antonio e Pisano Chiara DEFUNTI DI GIUGNO Consonni Irma – anni 77 – via Jacopino da Tradate 14 Nardi Ilario– anni 81 – via Riccione 9 Carmignani Silvano – anni 76 – via Varesina 92 Rizzo Rocco– anni 52 – via Pizzigoni 20 il mantello - 12 - smartvilla à