PARTIAMO PER IL GRANDE VIAGGIO Eccoci ai nastri di partenza per l’inizio della scuola… siamo già in quarta elementare… cosa ci riserverà questo nuovo anno scolastico? Sicuramente dopo esserci scambiati i saluti di rito e qualche chiacchiera sull’estate appena trascorsa, abbiamo notato che c’erano dei nuovi libri sugli scaffali… tutti per noi…tutti colorati… tutti interessanti. Ma quanti sono? AIUTO!! Niente paura, come dicono le maestre: FORZA E CORAGGIO! Per distogliere il pensiero della molta roba che dovremo studiare, capire, scrivere e … chi più ne ha più ne metta…le maestre, come ogni anno, ci hanno fatto fare un bellissimo cartellone con enormi mongolfiere con le nostre foto che vogliono significare il viaggio che stiamo per iniziare fra le nuove civiltà storiche, i nuovi paesaggi geografici, i tanti tipi di testi che leggeremo e scriveremo senza però trascurare l’aspetto morale del nostro vivere quotidiano. Ecco allora che parleremo anche di storie, le nostre, che riguarderanno l’amicizia, il dialogo, il perdono, la verità, la libertà, il confronto, ma anche il litigio, la rabbia, la delusione, la sofferenza… insomma di tutti gli aspetti che il nostro essere bambini comporta con la grande certezza, però, che Gesù è sempre al nostro fianco e non solo in questo viaggio nella quarta elementare, ma nel viaggio più importante di tutti… quello della nostra vita! Buon anno scolastico, o meglio, BUON VIAGGIO A TUTTI: a noi, alle nostre maestre e a voi genitori!!! Classi IV A e IV B IL NUMERO PIU’ BELLO Prima di iniziare i nostri “studi matematici” sui numeri, la maestra ci ha posto una domanda per sapere se valeva la pena “perdere” un po’ di tempo per studiarli. A COSA SERVONO I NUMERI? Ognuno di noi ha così risposto: …per fare la matematica; …per poter contare; …per dire quante cose ci sono; …per scrivere il numero sulle magliette dei giocatori di calcio; …per contare i goal di una partita; …per contare il punteggio nei giochi a squadra; …per contare le sillabe che ci sono in una parola; …per mettere i minuti nell’orologio del forno per cuocere la torta; …per giocare a “Nascondino”; …per sapere quanti minuti devi aspettare; …per contare le ore dell’orologio; …per scrivere i numeri nel lavoro del babbo; …per scrivere i numeri del telefono; …per contare i soldi; …per non arrivare in ritardo; …per leggere i canali del telecomando; …per non annoiarsi; …per fare i conti in banca; …per leggere le targhe delle auto; …per giocare al “Gioco dell’oca”; …per giocare a “1 2 3 Stella”; …per dire quanti anni hai; …per contare le salsicce, così sei sicuro che ce n’è una per tutti; …per contare i punti del calcino; …per pesare gli ingredienti in cucina; …per contare i puntini sulle ali delle coccinelle; …per contare i soldi che devi dare alla cassiera quando fai la spesa; …per contare le figurine che ti mancano nell’album. Abbiamo quindi concluso che i numeri sono indispensabili per la vita di tutti i giorni ed è importante studiarli bene. La maestra ci ha poi chiesto quale fosse il più bello. Con la nostra fantasia i numeri sul nostro foglio da disegno hanno “preso” mani, gambe, faccine, occhini, boccucce,…hanno indossato vestiti da calciatori, da eleganti signorine, da bei giovanotti… Alla fine il numero più bello, per la maggior parte di noi, è risultato il numero… OTTO! Lo stesso “studio” lo hanno fatto anche i nostri amici di IB e IC. La classe IA VISITA ALLA “VALFRUTTA” Il 7 Novembre abbiamo visitato la Valfrutta. Ad attenderci c’era mi babbo che si chiama Claudio e lavora lì, poi è arrivato un signore di nome Fabio che ci avrebbe fatto da guida. Appena dentro la fabbrica, Fabio ci ha spiegato che, per ottenere la polpa dalla frutta, prima si spruzza la frutta, poi si ricava la polpa poi, ci ha detto che la polpa si conserva nelle cantine, ma non può stare dentro la cisterna per troppo tempo, perché dopo un anno gli enzimi si risvegliano e purtroppo fanno morire la frutta. Nel secondo reparto, cioè in cantina, ci ha detto una cosa importante per l’ambiente cioè che non bisognerebbe comprare succhi fatti con succhi esotici e che vengono comprati in paesi lontani ma quelli fatti con frutta della nostra terra come mele, pesche, albicocche o pere. Dopodiché siamo andati nell’impianto centrale dove c’erano molti computer e sembrava un impianto della N.A.S.A., c’erano degli allarmi che quando suonano segnalano i problemi. Poi guardando alla mia sinistra ho visto che c’era una specie di laboratorio. Fabio ci ha spiegato che lì, le signore, assaggiano i prodotti e fanno dei piccoli esperimenti. Usciti dalla cantina siamo andati nel reparto tetra dove lavora mio babbo, lì proprio lui, ci ha fatto vedere come controllano i cartoncini dei succhi per vedere se ci sono buchi anche microscopici. Come conclusione della nostra visita ci hanno offerto dei succhi, naturalmente di frutta. Adesso sappiamo quindi riconoscere quali sono le bevande più genuine e possiamo fare scelte più consapevoli per il rispetto dell’ambiente; un tema che alla Valfrutta sta molto a cuore. CLASSE VC UNA LEZIONE SPECIALE, CON UNA MAESTRA SPECIALE: LA MAMMA DI LETIZIA Federica, oltre ad essere la mamma di Letizia, una nostra compagna di classe, è una bravissima dentista e sabato 17 novembre è venuta nella nostra scuola per approfondire un argomento che avevamo studiato da poco in scienze: I DENTI E L’IGIENE ORALE. La lezione è stata molto interessante e anche divertente e si è tenuta nella cosiddetta “sala rossa”, la sala delle conferenze. Federica è arrivata indossando il suo camice azzurro, proprio come se fosse nel suo ambulatorio e dopo essersi presentata, ha distribuito un simpatico libretto, “Benvenuti a Boccallegra”, attraverso il quale avremmo potuto seguire meglio ciò che ci spiegava. Ha subito iniziato ha spiegare l’interno della bocca elencando tutti i tipi di denti che abbiamo: incisivi, canini, premolari e molari. Attraverso il disegno di un enorme dente che aveva fatto alla lavagna prima che noi arrivassimo, ha descritto tutte le parti che compongono il dente: smalto, dentina, polpa; abbiamo imparato che la parte esterna del dente si chiama corona e quella interna radice. Noi seguivamo i suoi discorsi sul libretto ed era come fare un giro dentro la nostra bocca!!! La lezione si è fatta molto interessante quando Federica si è soffermata sull’argomento CARIE… cosa la causa e come prevenirla. Abbiamo capito che la carie è causata da alcuni batteri che, se lasciati agire indisturbati, riescono a “scavare un tunnel” nello smalto, aggredire la dentina ed arrivare alla polpa che è ricca di capillari e noi… sentiamo un gran male!!! A questo punto una domanda è nata spontaneamente: Come possiamo fare per evitare la carie nei denti? La sua risposta è stata chiarissima: per evitare la carie bisogna lavarsi accuratamente i denti, sempre, dopo aver mangiato, spazzolandoli per almeno due minuti con un movimento “rotatorio” dalla gengiva verso l’esterno, altrimenti se li freghiamo orizzontalmente, si rovinano. Una cosa che ci ha detto e che ci ha sorpreso, è che il dentifricio serve solo a lasciare un buon profumo in bocca e che potremmo pulirci i denti anche “a secco”, per esempio mentre guardiamo la tv. Ha anche aggiunto che sui denti lavati male, si forma la placca che non è altro che residuo di cibo “dimenticato” sui denti che, grazie alla saliva, diventa duro. Se non la togliamo, con il tempo la placca indurisce sempre più fino a diventare tartaro. Altri problemi seri, ai denti sono dati dal fumo, dal consumo di bevande alcoliche e perfino dal caffè, che se bevuto in quantità eccessive, li macchia di marrone…beach!! Sempre riguardo la carie abbiamo imparato una cosa incredibile, ma anche pericolosa per i nostri denti:lo sapevate che, dentina, gengive e persino l’osso per evitare di essere “attaccati” dalla carie tendono a “spostarsi” o meglio a “ritirarsi”? il problema è che i denti sono inseriti nell’osso e se questo inizia a spostarsi per evitare il contatto con i batteri, prima o poi li lascerà cadere… e visto che noi non siamo squali…non ricresceranno più. Per farci ridere un po’, a proposito di pulizia dei denti. La nostra maestra speciale ci ha raccontato che una sera, quando Letizia doveva andare a letto, invece di lavarsi i denti con il dentifricio alla menta come le aveva detto di fare, ha mangiato una caramella alla menta pensando che fosse la stessa cosa, senza però tenere conto dello zucchero che le caramelle contengono e che quindi rovinano i denti…noi abbiamo riso tanto e Letizia…anche… Il tempo è volato ascoltando la “nostra” dentista che ci raccontava cose utili, importanti, ma in maniera spesso divertente. Quando ormai pensavamo che questa lezione speciale fosse finita, è arrivata una bellissima sorpresa: Letizia ha distribuito a ciascuno di noi un sacchettino con un dentifricio, uno spazzolino e un librettino che illustrava il modo corretto di lavarsi i denti. Questa lezione speciale è stato divertente e molto interessante perché è importante sapere cosa succede al nostro corpo se non ce ne prendiamo cura. CURIOSITA’: Breve storia dello spazzolino La necessità di avere denti puliti è stata chiara all’uomo fin dalla preistoria. Per questo scopo gli uomini delle caverne masticavano scorze d’albero come fanno ancora oggi alcune tribù nomadi del deserto africano. In seguito l’uomo cominciò a strofinarsi i denti con bastoncini. Questa è una tecnica praticata ancora da Indù e Africani. Nel 18° secolo nasce il primo spazzolino: è fatto con un manico d’osso al quale sono applicate setole di cinghiale. In pratica lo spazzolino non cambia fino agli anni ’30 del secolo scorso, quando diventa di celluloide con setole di maiale. Nel 1938 vengono prodotti negli Stati Uniti le prime setole di nailon, ma la 2° guerra mondiale interrompe le sperimentazioni. Negli ultimi cinquant’anni lo spazzolino ha subito una notevole evoluzione sia nei materiali, sia nelle forme studiate per un uso più efficace. Esistono spazzolini per grandi e piccini, con setole morbide, dure o durissime…perfino spazzolini elettrici o “pulsar”. Basta spingere un pulsante e …opplà, la placca se ne va… oh, che gran comodità. Ciao dalla V B e LAVATAVI I DENTI!! un consiglio… Andar per musei Di solito le uscite didattiche si fanno verso la fine dell’anno scolastico…noi però non seguiamo percorsi standard…ci vogliamo distinguere, d’altronde le maestre ce lo dicono sempre che siamo “pezzi unici” o meglio…bambini “rari e preziosi” quindi al quarto giorno di scuola (la coincidenza che frequentiamo il quarto anno sarà casuale?) siamo andati in gita al bellissimo museo Donini di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna. Il viaggio è stato breve, ma divertente fra musica, chiacchiere, foto, caramelle, saluti dai finestrini… All’arrivo, puntualissimi, tanto che siamo arrivati con le nostre guide, eravamo emozionati perché davanti a noi, all’interno del giardino, c’era la riproduzione di un mammuth!! Era enorme e…si faceva fotografare senza muoversi…che bello! Bene, siamo entrati e ogni classe ha visitato un piano con la preziosa e competente presenza della guida. Abbiamo potuto ripassare tutta la storia dello scorso anno non sui libri, ma vedendola nelle sale del museo e nel giardino che ora descriveremo. La cosa che ci ha colpito maggiormente è stata la grande abbondanza di reperti fossili ritrovate nelle cave del gesso delle colline bolognesi: ossa di rinoceronti lanosi, megaceri, bisonti, conchiglie, legno di alberi, marmotte, galli forcelli…sì, sì proprio loro, animali che ora sono solo sulle Alpi, ma che anni fa, con il clima glaciale, erano nel nostro territorio e non solo…c’erano anche leoni delle montagne (senza criniera), orsi delle caverne (di dimensioni enormi), iene voracissime con denti enormi e noi abbiamo visto tutto ciò: c’erano delle riproduzioni meravigliose. Dopo tanto vedere avevamo bisogno di riposarci e ci siamo ritrovati tutti nel giardino, all’ombra di alberi altissimi, per la merenda e scambi di opinioni (che suona meglio di chiacchiere). Eravamo pronti per vedere altro così siamo venuti a conoscenza della riproduzione, in un’altra sala, di una scena di caccia a dimensione naturale, di resti di archi, frecce, arpioni, monili, fibbie…ma sicuramente la cosa più emozionante è stato vedere, a poca distanza da noi, scheggiare la selce per ottenere chopper, amigdale, raschiatoi, coltelli che subito la guida ha catalogato e donato a noi per portarli in classe. Non è finita qui! La guida ha acceso il fuoco con due percussori, cioè le pietre focaie, e con qualche resto di fungo secco le scintille hanno attecchito e si è vista prima la fiamma e poi… IL FUOCO. Che bello! Il tempo era terminato e siamo ritornati a scuola per poi andare a casa. Certamente è stata una giornata divertente ed istruttiva. Ah, dimenticavamo di dire che le guide hanno fatto i complimenti alle maestre per il comportamento e l’educazione che avevamo dimostrato e per la rapidità con la quale rispondevamo alle domande di ripasso che ci facevano…inutile dire che le maestre erano contente…e anche noi…siamo o no merce rara?? Le classi IV A e B FINALMENTE…NATALE!! Questo Natale Sarà vero e speciale, solo se saremo vicino a Gesù, l’unico nostro amico sincero e leale sappiamo che su di lui possiamo sempre contare anche perché ci sa consolare. Questo Natale è vero e speciale Perché tutti sono buoni di più Aspettando la nascita di Gesù Per portargli tanti doni fatti col cuore, ma soprattutto, con tanto amore. Poesia scritta da Jenny VB NATALE DELLA BONTA’ Sabato 15 Dicembre 2012, come i pastorelli, ci siamo recati davanti a Gesù Bambino nel presepe per portargli i nostri doni. Poi, insieme alle nostre maestre, ci siamo recati in chiesa, in Collegiata, per celebrare la Santa Messa del Natale della Bontà… Noi abbiamo pregato così: Prego Gesù per il mio nonno che sta male (Chiara) Chiedo a Gesù che ci porti la pace e che faccia stare bene me e la mia famiglia (Elia) Vorrei chiedere a Gesù di diventare più buona (Maria Giulia) Ti chiedo di aiutare i miei nonni a non andare mai in cielo (Martina) Vorrei che tutti i bambini del mondo fossero sempre felici (Alice) Vorrei che Gesù portasse la gioia a tutto il mondo (Filippo) Chiedo a Gesù di perdonarmi, anche mia sorella, perché litighiamo sempre (Mattia G.) Vorrei che Gesù mi portasse un cavallo bianco e vorrei che la mia famiglia stesse sempre bene (Rachele) Vorrei chiedere a Gesù un camion e anche la pace nel mondo (Matteo) Chiedo a Gesù di essere buona (Caterina) Io chiedo a Gesù che tutti i bimbi abbiano da mangiare e che tutti noi gli regaliamo un po’ di pane e un po’ di pace…anche qual cosina per coprirsi (Giulia) Vorrei che Gesù facesse andare bene la mamma per tutti gli esami che ha e gli mando un bel bacione! (Francesco) Chiedo a Gesù di portare il bene sulla terra (Alessia) Voglio che Gesù sia mio amico! (Gaia) Prego Gesù per tutti i bimbi del mondo e anche per la mia famiglia (Annagiulia) Chiedo a Gesù una preghiera per la mia famiglia (Francesca) Chiedo a Gesù di volere sempre bene alla mamma, a mia sorella e anche al babbo (Ilaria) Chiedo a Gesù una preghierina per tutta la mia famiglia (Gabriel) Vorrei che Gesù a Natale portasse gioia, pace e amore a tutti i bimbi del mondo (Simone) Vorrei dire una preghierina a Gesù per portarci pace, amore e la salvezza (Leonardo) Chiedo a Gesù una borsa della Gola e prego l’Angelo di Dio (Mattia T.) Chiedo a Gesù tanto bene per la mia famiglia (Beatrice) Chiedo a Gesù un’ Ave Maria e un nintendo (Cloe) Chiedo a Gesù una roulotte per tutta la mia famiglia (Mattia S.F.) Chiedo a Gesù di dare la salute a tutti (Matilde) Vorrei che ci fosse pace, gioia e amore su tutta la terra (Emiliano) Vorrei pregare e dire un’ Ave Maria per la mia scuola, per tutti quelli che stanno male e per i poveri (Michelle) Gesù vorrei che tu aiutassi i bimbi poveri e i nonni che stanno in cielo (Ester) Vorrei che Gesù portasse in tutto il mondo la pace e la gioia e anche un regalino per me!! (Richard). Queste sono le preghiere dei bimbi della I C, ma insieme ai “colleghi” di I A e I B, abbiamo chiesto tutti insieme a Gesù un Natale ricco di speranza, pace e amore!! Alcune famiglie, comunità e associazioni che hanno ricevuto gli alimenti raccolti dall’iniziativa della scuola “Natale della bontà” hanno inviato un bigliettino con i loro ringraziamenti. Un’esperienza di Didattica Museale al Museo Oratorio di S. Onofrio Per didattica museale si intende l’insieme delle metodologie e degli strumenti utilizzati dalle istituzioni mussali e da quelle scolastiche per rendere accessibile ad un vasto pubblico, ed in questo caso il pubblico era veramente vasto ( circa 300 bambini), collezioni, raccolte, mostre ed in genere ogni tipo di esposizione culturale. Quando sono stata contattata dall’Istituto, in qualità di Responsabile della Didattica del Museo Oratorio di S. Onofrio, e mi è stato chiesto di “favorire la conoscenza del territorio lughese tramite il museo Oratorio di S. Onofrio”, mi sono sentita investita di un importante ruolo; poter offrire ai nostri bambini, futuri adulti del domani, la possibilità di utilizzare il museo quale strumento formativo attivo, non è cosa di tutti i giorni. Con l’aiuto di Catia Guerrini, insegnante dell’Istituto, e delle volontarie del servizio civile dell’ausl di Ravenna, ho predisposto le lezioni propedeutiche alla visita in S. Onofrio. Con l’obiettivo di mettere il più possibile il museo a disposizione della scuola, ho fatto preparare alle volontarie del servizio civile dei pannelli cartonati, sagome dei santi raffigurati nel museo, power point, gadget, una guida illustrata per i più piccoli, mentre per i più grandicelli un bel fumetto Manga che racconta la vita del Santo. Terminate le lezioni frontali i bambini sono stati accompagnati alla visita al museo entrando così in contatto con ciò che era stato loro raccontato. ( Sonia Muzzarelli, mamma di Claudia) VISITA A S. ONOFRIO Oggi, mercoledì 5 dicembre, noi alunni di 2 A e 2 B ci siamo recati presso la chiesa di S. Onofrio. Quando siamo arrivati ad aspettarci c’erano, la mamma di Claudia Nanni, Catia e altre ragazze, che ci hanno fatto da guida. La chiesa di Sant’Onofrio è stata voluta da Clemente Galanotti in onore di suo figlio Onofrio. Questa è stata per noi la prima lezione di storia dell’arte. Le nostre guide, a turno, ci hanno fatto vedere e spiegato la storia del santo rappresentato in quattro grandi ovali che sono veramente belli. Per poterci far gustare e capire meglio la visita guidata, la mamma di Claudia e la maestra Catia, due giorni prima erano venute a scuola e ci avevano spiegato cosa saremmo poi venuti a vedere. Siamo entrati e abbiamo subito notato i quattro grandi ovali due a destra e due a sinistra. Alla base di questi ovali c’è la spiegazione del significato dell’oratorio e cioè: 1. i soldi: significano la carità; 2. il fuoco: così gli avventori potevano scaldarsi; 3. la carne: rappresenta il mangiare; 4. il vino: rappresenta il bere e l’accoglienza. Tutto questo indica proprio il motivo per cui era nata questa casa di ospitalità per i più bisognosi e i viandanti. All’interno abbiamo potuto osservare altre opere d’arte molto belle e significative come “La Madonna della scaletta” e il quadro con quattro santi: Sant’Ilaro, Patrono di Lugo, San Rocco con il cagnolino, San Sebastiano trafitto dalle frecce e San Giacomo. La storia che ci è piaciuta di più è stata quella di San Rocco: il suo cagnolino l’ha mantenuto in vita portandogli ogni giorno un pezzetto di pane. Questa visita è stata davvero piacevole, ma soprattutto interessante perché abbiamo conosciuto un pezzettino di vita di un tempo del nostro paese. Abbiamo capito che attraverso l’arte e la pittura l’uomo può lasciare una traccia del suo passato; noi oggi, dopo tanti anni, l’abbiamo potuta conoscere. Grazie ha chi ha lavorato per portarci a conoscenza di questa bella pagina di storia. CLASSI II A e B L’ARRIVO DEI RE MAGI La mattina del 7 Gennaio 2013, al rientro dalle vacanze natalizie, abbiamo avuto una graditissima sorpresa. Alle 10:30 circa, la maestra ci ha guidati in teatro dove, dopo qualche minuto, hanno incominciato a sfilare davanti ai nostri occhi alcune delle nostre mamme e dei nostri papà vestiti da Re Magi, pastori e ancelle che portavano ceste di cose buone al Bambinello Gesù. Com’erano belli! Erano tutti truccati, pieni di turbanti, mantelle e alcuni con la pelle più scura; sembravano con stupore dei veri e propri re! Noi eravamo affascinati e guardavamo con stupore la sfilata cercando di riconoscere i genitori che passavano davanti a noi. poi tutti si sono seduti sul palco del teatro intorno a Don Francesco che ci ha detto alcune parole importanti sui doni e sull’importanza del dono più bello da noi ricevuto, cioè Gesù, che è nato per noi. Questo momento bellissimo si è concluso poco dopo in classe dove abbiamo festeggiato tutti insieme con dolci che ci hanno portato i re Magi. Evviva! I bimbi di I B ARCHEOLOGIA, CHE PASSIONE Noi bambini delle classi terze questo autunno abbiamo conosciuto una persona speciale: un archeologo. L’archeologo in questione è Patrizia, mamma di Samuele Guerra. Patrizia ci ha raccontato che essere archeologo vuol dire avere moltissima pazienza, fare dei sacrifici e scavare, scavare, scavare! Patrizia ci ha parlato della sua esperienza nello scavo effettuato proprio qui a Lugo. La mamma di Samuele ci ha mostrato alcuni reperti trovati negli scavi; è stato un momento davvero emozionante. Il nostro viaggio nel mondo dell’archeologia però non è finito qui, infatti Chiara, la nostra doposcuolista, ci ha intrattenuti in una lezione molto particolare. Prima di tutto siamo saliti nell’aula LIM a vedere due filmati che ci parlavano dell’archeologia, poi siamo diventati noi dei veri archeologi!In una vasca piena di sabbia Chiara aveva nascosto dei fossili di dinosauro, dei trilobite ecc… Noi, armati di picchetto, cazzuola, guanti e pennello abbiamo cominciato a scavare molto delicatamente. Quando abbiamo trovato i fossili li abbiamo perfino registrati e analizzati come Patrizia avevo fatto nello scavo vero. Sono state delle lezioni molto belle grazie a Patrizia e a Chiara, ragazzi imparare è proprio divertente!! CLASSE III A E B Noi, alunni della VA, abbiamo trovato questi due raccontini su cui abbiamo fatto una bella riflessione insieme: 1. non perdere mai la Speranza e 2. di essere accoglienti come il Pino nella Storia della Leggenda del “Lupino Amaro”, canzone napoletana che abbiamo tradotto in italiano. Classe VA Le quattro candele (fonte non specificata) Le quattro candele, bruciano, si consumano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione... La prima diceva: "Io sono LA PACE, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!". Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente. La seconda diceva: "Io sono LA FEDE, purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa". Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. Triste, triste, la terza candela, a sua volta disse: "Io sono L'AMORE, non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari." E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere. Inaspettatamente... un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semioscurità disse: "Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!". E così dicendo scoppiò in lacrime. Allora la quarta candela impietositasi disse: "Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: IO SONO LA SPERANZA". Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre. LA LEGGENDA DEL LUPINO (R. De Simone, liberamente tradotto SrI) A Betlemme arriva il bando contro i bambini sotto i due anni. “LUPINO TU FOSTI AMARO ASSAI SEMPRE PIÙ AMARO DIVENTERAI.” E i Giudei non hanno pace a ogni mamma batte il cuore in petto E dopo che il lupino si richiuse Maria un albero di pino trovò. “PINOLO MIO, PINOLO MIO, APRITI E NASCONDI IL MIO FIGLIOLO.” Fugge Maria con grande paura il Figlio nascosto sotto il manto. Fugge Maria e va per la campagna che un angelo dal cielo l’accompagna. Oggi un giudeo con la brutta faccia Va a togliere i figli dalle braccia. E subito una pigna del pino si aprì E la mamma e il figlio nascose. Riparati, riparati Maria che i giudei sono andati via. Fugge Maria e corre senza sosta il Bambinello zitto e impaurito. Corri Maria che Erode viene e si avvicina corri e nascondi Gesù Bambino. E dopo che il Bambino fu salvo con la manina lo accarezzò Pino che tu sia benedetto Che riparasti Dio zitto, zitto. Visto che oggi hai avuto il cuore buono dell’incenso porterai il profumo. Quando la Madonna si sentì perduta ad ogni fronda chiese: “AIUTO! AIUTO” “LUPINO MIO, LUPINO MIO APRITI E NASCONDI IL MIO BAMBINO.” La Madonna e il Bambino si salvarono e il segno della Sua Manina lasciarono. Nel pinolo che tu a Dio apristi Porterai la mano di Gesù Cristo E intorno, intorno, non c’è riparo sotto il cielo scoperto il tempo è amaro. “Vattene!” rispose il lupino E sbatté forte, forte le fronde. ALTRE NOTIZIE SULLE ATTIVITA’ DELLA SCUOLA Sabato 6 ottobre si è svolto un interessante incontro per i genitori con Don Ottorino. La classe V A , anche lo scorso hanno è risultata vincitrice ex-equo del concorso grafico-pittorico organizzato dall’AVIS, ed il 16 ottobre ha partecipato alla premiazione che si è svolta a Bagnacavallo. Sono arrivati i premi della raccolta Conad: lo scorso anno i bambini sono riusciti a raccogliere 13.600 punti e così abbiamo ricevuto un computer, un monitor e un lettore CD e MP3. Nei mesi di ottobre e novembre, in seguito alla richiesta di un’infermiera, è iniziata la “gara” delle figurine. Gli alunni portavano a scuola le figurine doppie che venivano regalate ai bambini ricoverati nei reparti oncologici degli ospedali di Bologna. I bambini sono stati molto generosi ed hanno donato un sorriso ad altri bambini. I giorni 20 e 21 novembre sono venuti a trovarci Paolo, Rosanna e il piccolo Francesco, che lavorano come missionari in Perù, dove noi mandiamo parte del ricavato della raccolta missionaria che si fa ogni ultimo sabato del mese. Venerdì 14 dicembre al teatro Rossini i bambini hanno augurato Buon Natale con canti e con una Sacra Rappresentazione. Alcune mamme si sono organizzate per incontrarsi tutti i martedì nella cappella della scuola per recitare il Sacro Rosario e tutti i venerdì la coroncina della divina misericordia. Chi vuole partecipare è molto gradito. Nella giornata della memoria, che cade il 27 Gennaio di ogni anno, si ricorda lo sterminio degli ebrei…il 27 Gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa giunsero ad AUSCHWITZ, abbatterono i cancelli e liberarono i prigionieri… nelle settimane successive le truppe Anglo-Americane entrarono e liberarono i prigionieri degli altri campi di sterminio… per non dimenticare questo orrore la scuola San Giuseppe in collaborazione con il circolo filatelico di Alfonsine ha organizzato una mostra dal 26 gennaio al 2 febbraio; il Prof. Gianluigi Meandri è venuto a parlare agli alunni di IV e V martedì 29 gennaio. Dal 18 al 23 febbraio settimana del “Dona cibo”.