“L’Agnello immolato è degno
di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza, onore, gloria
e benedizione”
(Ap 5,12)
Preghiera in famiglia
In
DIOCESI DI VERONA
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Quaresima-Pasqua 2012
In copertina:
Agnus Dei, sec. XIV - Chiesa di San Zeno Maggiore (Verona)
PRESENTAZIONE
L’Agnello che è stato immolato
è degno di ricevere potenza
e ricchezza, sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione.
(Apocalisse 5,12)
S
crive il Papa nel motu proprio “La porta della fede”: «Solo
credendo, quindi, la fede cresce e si rafforza; non c’è altra possibilità per possedere certezza sulla propria vita se
non abbandonarsi, in un crescendo continuo, nelle mani di un
amore che si sperimenta sempre più grande perché ha la sua
origine in Dio». Queste parole del Papa ci chiedono di ravvivare
il nostro passo con freschezza di cuore, nella pazienza di Cristo
e nella gioiosa familiarità con la parola di Dio. A questo tende il
nostro libretto di preghiera. Possa diventare un richiamo quotidiano alla preghiera in famiglia o in gruppo. Infatti la preghiera
comunitaria è più ricca ed efficace della preghiera individuale.
Sia davanti ai nostri occhi l’Agnello Immolato, cioè Gesù, il
Signore che con il sacrificio della Pasqua e l’effusione dello Spirito Santo compie l’opera del Padre. Sia davanti a noi l’Agnello
Immolato nella carne sofferente dei fratelli e delle sorelle di tutto il mondo. Dice ancora il Papa: «L’anno della fede sarà anche
un’occasione propizia per intensificare la testimonianza della
carità. Grazie alla fede possiamo conoscere in quanti chiedono
il nostro amore il volto del Signore risorto». La quaresima, nelle
sue componenti di sobrietà, preghiera, parola di Dio e carità ci
conduca rinnovati alle celebrazioni pasquali.
Mons. Roberto Tebaldi
Vicario Episcopale per la Pastorale
della Diocesi di Verona
1
PREGARE IN FAMIGLIA
Questo sussidio è stato pensato e preparato come aiuto alla preghiera quotidiana durante il cammino della quaresima 2012,
secondo il tema proposto dalla Diocesi di Verona, guidati dalla
Parola della liturgia del giorno.
I testi proposti quotidianamente intendono essere un aiuto, non
solo per la preghiera personale, ma anche come occasione per
riunire la famiglia e passare insieme alcuni minuti di condivisione spirituale e di preghiera corale, in cammino verso la Pasqua,
con un’attenzione anche ai figli più giovani.
Suggeriamo, di seguito, un possibile percorso di preghiera in
famiglia:
1) APERTURA
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
PREGHIERA
Donaci o Padre di sentire in mezzo a noi
la presenza del Cristo Tuo Figlio,
promessa a quanti sono radunati nel Tuo nome,
e fa’ che agendo in spirito di verità e di amore,
sperimentiamo in noi abbondanza di luce,
di misericordia e di pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
2) IN ASCOLTO
• “Ascoltiamo la Parola”: lettura del Vangelo del giorno
• “Preghiamo insieme”: risposta corale alla Parola del Signore
con la recita del Salmo del giorno
• “Meditiamo”: spunto quotidiano di riflessione, che può essere partecipato anche dai figli più giovani con la lettura del
“Raga, si prega”
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3) PER ALLARGARE GLI ORIZZONTI
recitare insieme la preghiera di Giovanni Paolo II
DACCI IL PANE QUOTIDIANO
“Padre nostro che sei nei cieli…
dacci oggi il nostro pane quotidiano”;
fa’ che nessuno dei Tuoi figli si veda privato dai frutti della terra;
che nessuno soffra più l’angustia di non avere
il pane quotidiano per sé e per i suoi cari.
Fa’ che tutti, ripieni dell’immenso amore con cui Tu ci ami,
sappiano solidamente distribuire quel pane
che Tu ci dai tanto generosamente:
fa’ che sappiamo allargare la tavola,
per far posto ai più piccoli ed i più deboli,
sì che un giorno meritiamo di sedere tutti alla Tua mensa celeste.
Amen.
4) CONCLUSIONE
(Il papà e la mamma)
Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi Ti benediciamo e Ti ringraziamo per questa nostra famiglia che vuol vivere
unita nell’amore. Ti offriamo le gioie e i dolori della nostra vita e Ti
presentiamo le nostre speranze per l’avvenire.
(Genitori e figli insieme)
La benedizione che ora invochiamo, sia pegno dei Tuoi doni, per
l’intercessione di Maria Santissima, aiuto dei cristiani.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
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22 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
6, 1-6. 16-18
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uoPA RO
mini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a
te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere
lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro
ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per
essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la
loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera,
chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo,
che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che
assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In
verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non
veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre
tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
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L’INTERIORITÀ DELLA GIUSTIZIA
E L’ESTERIORITÀ DELL’IPOCRISIA
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Salmo 50
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Mercoledì delle Ceneri
Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Il vangelo di oggi ci ricorda la buona notizia che
Dio Padre conosce il segreto del nostro cuore:
puoi esprimere la tua lode a Lui, pregando il salmo 138.
E
Nei giorni di carnevale ci siamo mascherati, naD ITIA
scondendo, per gioco, la nostra vera identità. Ora
inizia la quaresima, il tempo del gioco è finito:
non possiamo più mascherarci solo per apparire e per essere
riconosciuti e valorizzati in maniera ingannosa!
L’impegno a cui il vangelo di oggi ci invita consiste nella pratica
dell’elemosina, della preghiera e del digiuno, per convertirci
all’autenticità e trasparenza di vita, come Gesù stesso ci ha insegnato.
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Questo Vangelo mi piace perché Dio
guarda le persone in profondità, guarda
nei loro cuori, è attento alle intenzioni
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vere. A Lui interessano le cose, anche
piccole, ma fatte con il cuore per amore,
non per esibizionismo. Signore aiutami ad essere sempre umile nel fare ciò che tu mi chiedi, aiutami ad essere
un buon cristiano come risposta al tuo Amore e non per
ricevere applausi dagli altri.
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23 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Luca
9, 22-25
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SALVARSI O LASCIARSI SALVARE?
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il
Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiuPA RO
tato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli
scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la
propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha
un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se
stesso?».
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Salmo 1
Beato l’uomo che confida nel Signore
Beato l’uomo che non segue
il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
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Giovedì dopo le Ceneri
Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
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D ITIA
Questo Vangelo mi piace perché Gesù
dice ai suoi discepoli (e a noi) che ogni
piccola croce/fatica richiede di mettere da parte il nostro orgoglio. Questo ci
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fa crescere se scegliamo di affrontarlo.
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È rassicurante poi scoprire che proprio
nelle difficoltà quotidiane Gesù è lì con
noi perché vuole far risorgere ogni croce.
Signore ti chiedo di starmi vicino, di darmi la mano perché non mi senta mai solo nelle mie piccole croci/difficoltà di ogni giorno. Dammi la forza per viverle.
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Ecco la buona notizia: la sofferenza, il rifiuto
e la morte non hanno il potere di sconfiggere
la vita; il Signore Gesù li ha vissuti, li ha sottomessi e trasformati con la sua risurrezione.
Dopo di lui e la sua Pasqua, i sacrifici e le sofferenze che la vita ci riserva possono essere
vissuti in maniera nuova: come purificazione
dai valori illusori e passeggeri, e come apertura
della strada che conduce alla vita vera.
La proposta del vangelo ci converte e ci porta
a non preoccuparci tanto di “goderci” la vita,
ma ci propone di imparare a sacrificarla per
amore, per poterla godere in pienezza.
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24 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
9, 14-15
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OPPORTUNITÀ E VALORE
DEL DIGIUNO
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In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli
di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei
digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli
non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in
lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo
sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
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PA RO
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Salmo 50
Tu non disprezzi, o Dio,
un cuore contrito e affranto
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
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Venerdì dopo le Ceneri
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non
disprezzi.
D ITIA
La quaresima ci invita alla pratica del digiuno. Il
vangelo di questo primo venerdì di quaresima ci
ricorda che anche il digiuno non può essere vissuto come una pratica fine a se stessa. Il digiuno ha
senso solo se ci aiuta a sentirci in atteggiamento
di “attesa”. Siamo in cammino verso la Pasqua,
che è la festa “per eccellenza” del nostro “sposo”,
Gesù Cristo.
Come prepararci alla festa se non facendo un po’
di digiuno da tutto ciò che ci distrae, addormenta
il nostro spirito e ci allontana da lui?
Questo Vangelo mi piace per due motivi: innanzitutto invita ognuno di noi
R
ad essere contento perché Gesù ci è
sempre vicino e poi perché ci invita a
vivere ogni “digiuno” con gioia. Rinuni p eg
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ciare a qualcosa significa avere un po’
più di tempo per stare con Lui.
Signore ti chiedo scusa se qualche volta non sono stato contento di trascorrere del tempo con te, come, ad
esempio, nel momento della S. Messa.
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25 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Luca
5, 27-32
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LASCIANDO TUTTO,
SI ALZÒ E LO SEGUÌ
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LA
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In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di
nome Levi, seduto al banco delle imposte, e
PA RO
gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto,
si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era
una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con
loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai
suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che
hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a
chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
IE M
Salmo 85
Mostrami, Signore, la tua via
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.
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Sabato dopo le Ceneri
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.
Nella vita quotidiana non riusciamo mai a vivere come vorremmo, non ci sentiamo mai
abbastanza fedeli al nostro impegno di cristiani. Ma il vangelo ci conforta ricordandoci
E
che il Signore Gesù non ci gira le spalle; anzi,
A
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come buon medico, si prende cura di ciascuno e sana le nostre fragilità, rendendoci, nonostante tutto, degni
di essere suoi discepoli.
In questo cammino di quaresima vogliamo allora lasciarci curare dal Signore e lasciarci trasformare dal suo amore. Rinnoviamo la nostra disponibilità alla conversione e al rinnovamento
interiore.
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Questo Vangelo mi piace perché mostra
come Gesù non ci giudica mai, ma accoglie sempre tutti, soprattutto chi ha commesso qualche errore o chi per qualche motivo soffre.
Signore ti chiedo di farmi sentire sempre amato ed accolto da Te, affinché mi accosti al Sacramento della Confessione in modo vero senza paura di essere giudicato.
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26 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Marco
1, 12-15
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CONVERTITEVI E CREDETE
In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e
nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea,
proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e
il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
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La vittoria di Cristo
L’evangelista Marco, con brevissime battute, ci presenta l’episodio delle tentazioni e l’inizio della predicazione di Gesù. Il tutto si svolge nella potenza
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dello Spirito Santo. Iniziamo perciò la quaresima
con grande gioia, perché è lo Spirito che ci guida
nel deserto e che vince il maligno. È lo Spirito che ci abilita
ad ascoltare la Parola di Gesù Messia e converte i cuori. È lo
Spirito che suscita la fede nel vangelo. La materna pedagogia
della chiesa ci conduce di domenica in domenica a celebrare la
Pasqua del nuovo Adamo, dopo aver compiuto insieme ai catecumeni e ai penitenti il salvifico percorso quaresimale.
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Salmo 24
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Ricordati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
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1 a Domenica di Quaresima
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
TESTIMONI
Sempre più constatiamo che, anche qui, le persone, più che
di aiuti materiali, hanno bisogno di maturare una forte, concreta e vitale spiritualità che possa renderli coscienti della
loro dignità di persone, libere ed amate; la coscienza del
proprio valore di persona e la liberazione da radicati retaggi di schiavitù sgorgano dalla maturazione di una forte,
concreta e vitale spiritualità; questa sarà fonte di energia
per “lottare” e di speranza di “potercela fare”.
In Parrocchia è terminata la visita a tutte le famiglie e a tutte
le comunità di base (jumuiya) e si è data un’impostazione
missionaria alla pastorale parrocchiale.
In questa campagna di evangelizzazione si è toccato con
mano come il Vangelo di Gesù rende dignità ai poveri, ha
parole di libertà per la donna, pone il valore della persona
al centro, al di là della sua apparenza esteriore e dei suoi
limiti morali, culturali ed economici. Abbiamo toccato con
mano l’azione dello Spirito Santo e la sua forza di vita!
Il lavoro di evangelizzazione è sostenuto e vitalizzato dall’adorazione eucaristica continua in parrocchia che da ormai due
anni tutti i giorni (dal mattino alle sette fino alle cinque di sera!)
è portata avanti da circa 200 persone che si turnano ogni ora.
Anche qui, come nella nostra vecchia Europa, il lavoro più
importante e urgente è una vera evangelizzazione; nell’incontro con la persona di Gesù vero, sgorga una forza di liberazione integrale dell’uomo in tutte le sue dimensioni:
corporale, psicologica, spirituale.
Vesentini Padre Stefano - Canossiani
Tanzania
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27 febbraio 2012
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L’AVETE FATTO A ME
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Dal vangelo secondo Matteo
25,31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria,
e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua
gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle
capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per
voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi
avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato
e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo
visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti
abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re
risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a
uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da
me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e
non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in
carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo
visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In
verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di
questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla
vita eterna».
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Lunedì 1 a settimana
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Salmo 18
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
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Quando mai ti abbiamo visto straniero, Signore?
È la domanda chiave che costantemente mette
a prova il nostro essere cristiani concretamente
nelle diverse situazioni della vita, in famiglia e
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fuori, che ci troviamo tutti i giorni ad affrontare.
Quante persone abbiamo incontrato oggi, incontreremo domani e dopodomani ancora senza accorgerci di aver
incontrato il volto del Signore? Ma com’è possibile dopo aver meditato questa pagina del Vangelo vivere nella nostra casa, camminare
per la strada della nostra città senza chiederci da che parte stiamo,
da quella dei giusti o da quella seduti alla sinistra? Fa, Signore,
che pur nella nostra limitatezza possiamo far nostre le tue parole
“l’avete fatto a me”.
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Questo Vangelo è molto bello perché ci dice
che per essere discepoli di Gesù basta seguire il grande comandamento “Ama il prossii p eg
mo tuo come te stesso”. Non serve fare tanta
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strada, ma basta aprire gli occhi del cuore ed
accogliere ogni persona che ci vive vicino.
Signore aiutami a non volere bene solo alle persone che mi
sono simpatiche, ma ad amare tutte quelle che mi vivono
accanto, soprattutto quelle più in difficoltà.
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28 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
6, 7-15
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NON ABBANDONARCI
ALLA TENTAZIONE
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi
credono di venire ascoltati a forza di parole. Non
siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose
avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque
pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
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Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro
che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
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Salmo 33
Chi spera nel Signore non resta confuso
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.
Martedì 1 a settimana
Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
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Il Padre nostro è la preghiera insieme più facile
e più difficile.
È facile, infatti, chiamare Dio “Padre”, chiedere a
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Lui il “pane quotidiano”, di non essere indotti “in
tentazione”, di aver rimesso “i nostri debiti”.
Più difficile è pregare nella consapevolezza che “sia fatta la sua
volontà” e non la nostra, che ci è chiesto di perdonare “i nostri
debitori”. Nel recitare il Padre Nostro ci dimentichiamo troppo
spesso che il Padre a cui ci rivolgiamo sa di che cosa abbiamo
bisogno e dopo averlo chiamato Padre non possiamo non cambiare la nostra vita. Recitiamo oggi a cuore aperto questa che è
l’unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, è un bene prezioso
e consapevoli della nostra fragilità, come gli apostoli, chiediamo
con sincerità “Maestro, insegnaci a pregare”.
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Questo vangelo mi piace perché ci insegna
ad abbandonarci completamente nelle
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mani del Padre attraverso la preghiera. La
preghiera non è una lista di richieste a Dio
fatta in momenti difficili, ma il modo per relazionarci con
Lui e cogliere il senso profondo della nostra realtà.
Signore aiutami a camminare sempre con Te (non solo
nei momenti di fragilità) cercandoti nella preghiera.
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29 febbraio 2012
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Dal vangelo secondo Luca
11, 29-32
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IL SEGNO DI GIONA
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In quel tempo, mentre le folle si accalcavano,
Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno,
se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per
quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa
generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli
uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di
Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla
predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più
grande di Giona».
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Salmo 50
Tu gradisci, Signore, il cuore penitente
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
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Mercoledì 1 a settimana
Tu non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio, non disprezzi.
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Gesù ammonisce i farisei e gli scribi.
Volevano da Lui un segnale, perché non
credevano nei miracoli che stava realizzando. Quante volte anche noi cerchiamo e invochiamo un segno per credere,
un messaggio divino per prendere la
decisione giusta senza accorgerci dei
tanti miracoli che giornalmente segnano la nostra vita perché i nostri occhi
sono chiusi e perché non ci fermiamo
ad ascoltare e a riflettere. Quaresima è
tempo di conversione; anche il nostro
sguardo deve convertirsi e rivolgersi
alla Verità. È Gesù stesso, presente nel
nostro prossimo, il segno che andiamo
cercando.
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Questo vangelo mi piace perché ci fa capire che come Giona è rimasto per tre giorni
nel grembo del pesce, così anche Gesù sarebbe rimasto tre giorni nel sepolcro per
poi risorgere. Aiutami Gesù a morire al mio
egoismo per risorgere alla vita nuova dei
figli della luce.
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19
1 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
7, 7-12
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CHIEDETE E VI SARÀ DATO
I
GH A M
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete,
bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E
se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che
siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il
Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele
chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi
fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
PA RO
Salmo 137
Ascolta, o Dio, il povero che ti invoca
IE M
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome, Signore
per la tua fedeltà e la tua misericordia.
Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
20
Giovedì 1 a settimana
Se cammino in mezzo alla sventura,
tu mi ridoni vita;
contro l’ira dei miei nemici stendi la mano
e la tua destra mi salva.
TI A M
DI
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ME
O
Nelle tre domande iniziali troviamo la condizione dell’uomo che ha bisogno di fatti concreti
in risposta alle proprie domande. Si sente qui la
comprensione di Dio per la nostra umanità, il
E
D ITIA
quale è pronto a dare ascolto sempre alle nostre
richieste sincere, anche se la sua risposta non è
quella che ci aspettiamo. Come un bravo papà che risponde alle
richieste dei figli dando quello che è bene per loro e non esclusivamente quello che hanno chiesto; c’è bisogno di fede e di
abbandono fiducioso nella bontà di Dio che non lascia delusi,
nemmeno nel momento di maggiore difficoltà, certi che dopo la
croce arriva la domenica della risurrezione.
M
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A GA
a
R
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i p eg
r
Questo vangelo mi piace perché ci dà la
certezza di essere ascoltati da Dio. Noi diventiamo soggetti attivi, prima scegliendo liberamente
la casa del Padre e poi, trasmettendo al prossimo l’amore
gratuito imparato da Lui.
Signore aiutami a saper scegliere il Bene e comunicarlo,
attraverso il mio comportamento, agli altri.
21
2 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Matteo
5, 20-26
M
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ASC
METTITI D’ACCORDO
CON IL TUO AVVERSARIO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la
vostra giustizia non supererà quella degli scribi e
dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà
ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al
giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco
della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono
davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi
torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il
giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io
ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo
spicciolo!».
I
GH A M
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22
Salmo 129
Perdonaci, Signore, e noi vivremo
E
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PRE
PA RO
IE M
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
Venerdì 1 a settimana
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore,
l’anima mia spera nella sua parola.
L’anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l’aurora.
ME
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TI A M
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Anche chi la pensa diversamente da noi, chi
non si accorge di noi e ci abbandona alla
nostra solitudine è nostro nemico. Bisogna
E
D ITIA
lasciarsi amare se non si vuol rinunciare alla
risposta che Dio ci offre nel prossimo. L’amore
al “nemico” segna la vera differenza fra il cristiano e gli altri.
Non si può onorare Dio se il fratello è disonorato. Gesù non
accetta che viviamo in situazioni di incomprensioni, di liti, di
disaccordo, e arriva ad anteporre la lotta contro tutte le forze di
divisione alle offerte che presentiamo a Dio. Gesù non vuole
soltanto il rispetto di una legge esterna, ma un atteggiamento interiore che sia conforme all’amore che viene da Dio. Impegniamoci, nella nostra famiglia e nella nostra comunità, a realizzare
la conversione del cuore: che l’amore sia davvero il segno che
ci distingue!
A GA
a
Questo vangelo mi piace perché ci insegna la strada per arrivare alla giustizia
i p eg
r
vera. Dio ci chiede di cercare sempre la
riconciliazione con il fratello, attraverso la
comprensione e l’accoglienza verso il prossimo.
Scusa Signore per quelle volte che, per paura del confronto, non ho saputo chiedere perdono all’altro.
s
23
3 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Matteo
5, 43-48
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AMATE I VOSTRI NEMICI
PA RO
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico:
amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere
il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli
ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno
così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
IE M
Salmo 118
Beato chi cammina nella legge del Signore
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
24
Sabato 1 a settimana
Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.
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D ITIA
L’amore, il primo dei comandamenti, è il
cuore della vita del discepolo e della Chiesa. Le parole semplici ma profonde di Gesù,
dimostrano bene come questa sia la vera
umanità, non l’odio e la vendetta, nonostante siano sentimenti e atteggiamenti istintivi
in ciascuno. Gesù giunge sino al paradosso
di amare anche i nemici. Tale sconvolgente
novità egli l’ha praticata per primo: dall’alto
della croce prega per i suoi carnefici. Un
amore così non viene da noi, nasce dall’alto, dal Signore. Infatti chi di noi meriterebbe
di essere così amato? È il Signore che dona
senza merito nostro il suo amore, per questo
può chiedere: “Siate perfetti come il Padre
vostro celeste”.
R
A GA
a
Questo vangelo mi piace perché Gesù sconvolge l’idea che circola nella società e ci insegna che il vero amore non può dipendere
i p eg
r
da ciò che ricevo dall’altro. È necessario
volere il bene del prossimo indipendentemente da ciò che lui fa per me.
Signore aiutami ad amare senza pregiudizi anche se
questo mi porta ad andare controcorrente.
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4 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Marco
9, 2-10
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ASCOLTATELO!
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In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti,
bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle
così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con
Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello
per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per
Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché
erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra
e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato:
ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad
alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
PA RO
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LA TRASFIGURAZIONE
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Il Vangelo della trasfigurazione si colloca quasi all’inizio della quaresima: Gesù ci invita a
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D ITIA
salire sul monte alto, in luogo appartato. Salire
è sinonimo di fatica ma anche di soddisfazioni. Lo sguardo si allarga ad orizzonti sempre più vasti, fino a
contemplare anche l’altro versante del monte. Una verità e una
bellezza sempre più grandi, non mai definitivamente godute su
questa terra. In disparte con Gesù i tre fortunati apostoli possono vedere il suo volto trasfigurato e udire la voce del Padre.
C’è un comando preciso: ascoltatelo. La verità e la bellezza si
conquistano obbedendo.
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GH A M
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2 a Domenica di Quaresima
IE M
Salmo 115
Camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi
Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.
TESTIMONI
Il cambiamento che si respira nell’aria dopo l’Indipendenza
del Sud Sudan è forte; molte le aspettative, poche le certezze per chi, come questi giovani, sono cresciuti in un piccolo e
sperduto villaggio. C’è forte il “richiamo” della città, dove forse
il cambiamento è più rapido. Ma c’è chi resta, perché radicato
alla sua terra, con i suoi valori semplici, che invece la città trasforma in fretta.
A restare saranno i più poveri, soprattutto donne e bambini che
non hanno un “dove andare” a Juba. Ed è anche per loro che
restiamo “aperti” in questo tempo di stagione secca e quindi di
migrazioni, con la missione che continuerà ad essere un punto
di riferimento per molti, offrendo delle attività, un luogo di accoglienza, una Parola di speranza, che anche noi affidiamo al
Signore perché non siamo maestri di grandi promesse, ma semplici “trasmettitori” di quanto abbiamo ricevuto, come il dono
della fede, (sempre da alimentare e rinnovare anche per noi!).
Mascalzoni Fr. Damiano - Comboniani
Sud Sudan
27
5 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Luca
6, 36-38
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DATE E VI SARÀ DATO
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non
sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la
quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
PA RO
IE M
Salmo 78
Perdonaci, Signore, nella tua misericordia
Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.
Aiutaci, Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome, salvaci
e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome.
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la potenza della tua mano
salva i votati alla morte.
28
Lunedì 2 a settimana
D ITIA
Si, il nostro Padre è pieno di amore
e la nostra gioia, la nostra pienezza,
la nostra vera vita è essere pieni di
amore anche noi.
Che vita stiamo facendo? Con che
spirito andiamo al lavoro tutte le
mattine? Facciamo il nostro lavoro
aridamente, senza generosità, o ci
mettiamo dedizione e gioia anche
per gli altri?
E alla sera, con che spirito torniamo
a casa dalla nostra famiglia? La usiamo come discarica dei nostri problemi o ci prepariamo a dare gioia,
e tempo e pensieri ai nostri cari?
Quello che diamo, il Signore ce lo
restituisce con abbondanza, e non
solo dopo, ma subito, come grazia,
pace, consolazione, bellezza e gioia
di vita.
R
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i p eg
r
s
Questo vangelo mi piace perché Gesù
mostra che Dio è un Padre giusto e misericordioso.
Signore aiutami a compiere questa parola, e cioè che a scuola, in famiglia, nel
tempo libero, sempre, possa perdonare senza giudicare.
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6 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
23, 1-12
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CHI SI UMILIERÀ SARÀ ESALTATO
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Salmo 49
Mostraci, Signore, la via della salvezza
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In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai
suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè
si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e
osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro
opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli
pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente:
allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono
dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe,
dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì”
dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro
Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno
di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra
Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà,
sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
PA RO
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici - dice il Signore -,
i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi.
Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti.
Martedì 2 a settimana
Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?
Hai fatto questo e dovrei tacere?
forse credevi ch’io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati.
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TI A M
Noi che amiamo Gesù, dobbiamo vigilare su noi
DI
stessi. Spesso usiamo le nostre attività di fede o
di carità come piedistallo delle nostre ambizioni.
Prendiamo la parola per far vedere che siamo braE
D ITIA
vi, monopolizziamo ruoli, ci aggrappiamo ai riconoscimenti, siamo gelosi dei nostri successi ed
invidiosi di quelli degli altri; magari arriviamo a fare miserabili
giochini di potere anche in parrocchia.
No. Quello che c’è da fare facciamolo nello Spirito, con umiltà
semplice e sincera, servendo i nostri fratelli, tutti i nostri fratelli,
nel nome del Signore. Perché è Lui il Signore della gioia, colui
che salva.
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Questo vangelo mi piace perché Gesù mi fa
capire che solo Lui è il vero maestro e devo
fare attenzione a chi vuole imbrogliarmi.
Signore ti prego di guidare i miei passi e di
proteggermi da chi non mi vuol far camminare sulla tua strada.
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7 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Matteo
20, 17-28
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù
prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il
Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi;
lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché
venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi
figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa
vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno
alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose
Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice
che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse
loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla
mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il
Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.
Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti
delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi
non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro
servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.
Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma
per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
PA RO
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Salmo 30
Salvami, Signore, per la tua misericordia
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IL MIO CALICE, LO BERRETE
IE M
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Mercoledì 2 a settimana
Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!»,
quando insieme contro di me congiurano,
tramano per togliermi la vita.
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.
D ITIA
Colpisce in questo brano di Vangelo l’esplicita richiesta di due discepoli di essere nei primi posti del regno. In genere la bramosia di
arrivismo viene dissimulata dai protagonisti
negando a parole la voglia di primeggiare perseguendola invece nei fatti. Questa sincerità
rende esplicita un’aspirazione e consente a
Gesù di trarre un insegnamento: fatevi servitori reciproci. Nelle nostre famiglie possono
nascere situazioni di conflitto e di rivalsa tra
coniugi, tra i figli. L’importante è che vengano a galla, che siano esplicitati e riconosciuti
in modo da aiutarsi reciprocamente nel prendersi per mano affinché ciascuno gareggi nel
servire l’altro
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Questo vangelo mi piace perché mi ricorda che posso chiedere aiuto a Gesù e
che Lui ha donato la propria vita per me.
Signore aiutami a capire cosa vuoi da
me. Aiutami a capire la mia vocazione.
Fa’ che sia capace di chiederti delle
cose giuste per la mia vita.
a
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E
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33
8 marzo 2012
UN POVERO STAVA ALLA SUA PORTA
Dal vangelo secondo Luca
16, 19-31
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In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti
banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda
Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la
lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto
i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è
stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da
voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa
di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente,
perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma
Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro,
si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
PA RO
IE M
Salmo 1
Beato chi confida nel Signore
Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Giovedì 2 a settimana
Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
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“È più facile che un cammello passi per la cruna
E
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di un ago piuttosto che un ricco entri nel regno dei
cieli”. Il problema non è il denaro in sé ma l’uso
che ne viene fatto. Il problema non sono le persone ricche, ma il
loro attaccamento ai soldi e al potere al punto da far diventare le
ricchezze e il loro io il vero Dio, al punto da essere ciechi davanti
al povero piagato che non ha neanche bisogno di supplicare perché se solo lo vedessimo gli andremo incontro per dargli qualcosa da mangiare. Il povero è umiliato, qui su questa terra non vale
niente ma alla sua morte sarà con il Padre nel Regno dei cieli, nel
suo amore. La nostra vita è un passaggio, un ponte verso Cristo:
ascoltiamolo per accogliere il suo amore, per aiutarci ad aprire gli
occhi e vedere l’altro che soffre, capire i suoi bisogni accoglierlo ed
aiutarlo concretamente.
Come diceva san Paolo, non sono più io che vivo ma Cristo in me,
e questo è possibile solo nel momento in cui ci stacchiamo dalle
cose del mondo “siamo nel mondo ma non del mondo”.
A GA
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Questo vangelo mi piace perché dà senso e
compimento alle sofferenze che mi sembrano
i p eg
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inutili e ci ricorda che alla fine saremo giudicati da un giusto giudice: Dio.
Signore ti chiedo aiuto e ti prego di sostenermi nelle mie
sofferenze e debolezze quotidiane e fa’ che possa portare
aiuto e ristoro ai miei vicini.
s
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9 marzo 2012
TI A
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ASC
LA PIETRA CHE I COSTRUTTORI
HANNO SCARTATO
Dal vangelo secondo Matteo
21, 33-43.45
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti
e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra
parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò
una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei
contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi
dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e
uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono.
Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto
per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro:
“Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.
Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei
contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà
in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti
a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un
popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che
parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della
folla, perché lo considerava un profeta.
36
PA RO
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Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.
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Salmo 104
Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie
PRE
Venerdì 2 a settimana
IE M
Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,
finché non si avverò la sua parola
e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.
Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;
lo costituì signore del suo palazzo,
capo di tutti i suoi averi.
TI A M
DI
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Questo vangelo mi piace perché mi fa capire
che Gesù è il figlio, l’erede, la pietra scartata
che è diventata pietra angolare. Scusa Signore quando penso solo ai miei interessi e giudico gli altri escludendoli dal gioco.
a
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M
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Dietro l’immagine del vignaiolo attento e premuroso si cela l’amore di Dio per il suo popolo e per
ciascuno di noi. La storia ci insegna che il popolo
E
si è allontanato dal suo Signore, ha prodotto uva
D ITIA
selvatica perché tali sono le opere dell’uomo quando nel suo cuore non scorre la linfa dell’amore che
in Dio ha la sua fonte e sostegno. La parabola è rivolta a ciascuno
di noi: dovremmo portare frutto nella nostra vita e nella società in
cui siamo inseriti e operiamo e questo frutto è Cristo e il Vangelo.
È necessario accogliere con tutto l’amore possibile la proposta di
Gesù, per questo il Padre ci invia continuamente profeti, fratelli,
amici e ci parla attraverso la loro testimonianza. È necessario non
essere chiusi e sordi prima di tutto per noi stessi e poi per il mondo,
perché è attraverso noi che oggi Cristo è luce, sale, lievito.
37
10 marzo 2012
TI A
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LA
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ASC
SUO PADRE LO VIDE, EBBE COMPASSIONE
Dal vangelo secondo Luca
15, 1-3.11-32
In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i
peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con
loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il
più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio
che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo,
il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando
ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli
cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno
degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i
porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma
nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio
padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei
tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano,
suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a
te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai
servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed
è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far
festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino
a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che
cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre
ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”.
Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo.
Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai
disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per
far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha
divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello
grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che
è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello
era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
38
PA RO
E
NS
I
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.
I
GH A M
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Salmo 102
Il Signore è buono e grande nell’amore
PRE
Sabato 2 a settimana
IE M
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia.
Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.
D ITIA
Il personaggio centrale é il padre, che nonostante
avesse molte buone ragioni per essere arrabbiato
con quel figlio ribelle, gli corre incontro per annullare la distanza che si era creata tra di loro. Il pensiero va alle molte “buone” ragioni che anche noi
abbiamo per essere in collera con il coniuge, i figli,
i fratelli, i suoceri, i parenti, gli amici,... e le distanze ostinatamente mantenute con atteggiamenti di
chiusura, silenzi, omissioni.
Grazie Signore perché quel Padre sei Tu, e nonostante i nostri ripetuti allontanamenti, non ti stanchi
mai di aspettarci e di correrci incontro. Fa’ che anche noi impariamo a “correre” e a perdonare.
R
A GA
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r
s
Questo vangelo mi piace perché so che,
se lo voglio, Dio è sempre pronto a perdonarmi. Ti prego Signore di darmi un cuore
umile e riconoscente, dammi gli occhi per
vedere i doni che ogni giorno mi fai.
a
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39
11 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Giovanni
2, 13-25
LA
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DISTRUGGETE QUESTO TEMPIO
LA
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe
e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi;
gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori
di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre
mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la
tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare
queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo
farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in
quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio
del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva
detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i
segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di
loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.
PA RO
TI A M
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40
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I
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
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GH A M
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Salmo 18
Signore, tu hai parole di vita eterna
PRE
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La cacciata dei mercanti
Una frusta fatta di cordicelle colpisce i nostri interessi, siano
pure sacri. Abbiamo bisogno di pulizia. Purificare il tempio
del cuore e il tempio della chiesa, il tempio della cultura e
E
il tempio della società. In una parola il tempio della vita. La
D ITIA
quaresima ci chiede serietà e determinazione. Il gesto di Gesù
è carico di una forte valenza simbolica, sulla scia degli antichi
profeti. Infatti i suoi interlocutori non reagiscono per gli interessi economici contrastati, ma perché leggono in filigrana il mistero: che segno ci
mostri tu per fare queste cose? Chi sei tu? E Gesù annuncia la sua resurrezione:
il tempio sarà ricostruito in tre giorni.
IE M
3 a Domenica di Quaresima
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
TESTIMONI
Come commissione di Giustizia & Pace della diocesi di Nacala, si è
pensato così di avviare un’opera di divulgazione della “legge della
terra”, una legge mozambicana promulgata nel 1997, che riconosce
il diritto di uso e godimento della terra a coloro che occupano quella
terra con case, campi, cimiteri, e ne usano riserve idriche e forestali,da
generazioni.
Ora, il nostro obiettivo come Giustizia & Pace è far conoscere alla gente la legge e il loro diritto sulla terra degli antenati e cominciare alcune esperienze pilota di affiancare le comunità locali (regulados, cioè
piccoli regni) nell’ottenimento di un titolo scritto collettivo, aiutandoli
nel processo di accatastamento dei terreni. In questo modo anche loro
possono avere in mano un pezzo di carta da presentare al “mucugna”,
bianco o straniero, di turno che si presenta per accaparrarsi le loro
terre e il loro mare.
E così muniti di legge e lavagnetta ci riuniamo con il regolo e la popolazione sotto un albero di cajù per spiegare loro le parolone difficili della legge e cercare di renderli consapevoli del loro diritto. Qui,
come in ogni altro posto al mondo, “il potere” ha interesse a tenere le
persone nell’ignoranza e inconsapevoli dei loro diritti e poteri per fare
i propri giochi sulla loro pelle. Per questo è una gioia per noi incontrare la gente e vivere assieme a loro queste piccole grandi esperienze di
crescita della coscienza comune!
E così cresciamo anche noi in questa esperienza di chiesa-profeta che
non ha paura di parlare e di agire contro il potere … a piccoli passi,
senza fare proclami o muovere guerre ideologiche, ma affermando
con serenità e fermezza il valore della persona e delle persone nelle
loro aggregazioni sociali e difendendo con i mezzi a disposizione i
diritti dei più poveri: in questo nostro contesto mozambicano, con la
legge della terra per i “camponeses”; in altri contesti, in altri mille
modi che lo Spirito suggerisce … speriamo.
Composta Emiliano e Vesentini Lucia - Laici FD
Mozambico
41
12 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Luca
4, 24-30
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NESSUN PROFETA
È BENE ACCETTO IN PATRIA
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In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun
profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi,
in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di
Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una
grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti
lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di
loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città,
per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in
cammino.
PA RO
IE M
Salmo 41 e 42
Attingeremo con gioia
alle sorgenti della salvezza
Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
42
Lunedì 3 a settimana
Manda la tua verità e la tua luce;
siano esse a guidarmi,
mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore.
Verrò all’altare di Dio,
al Dio della mia gioia, del mio giubilo.
A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.
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I concittadini di Gesù, dopo una prima accoglienza entusiasta, manifestano nei suoi
confronti una opposizione che si spinge
fino a cercare di ucciderlo. Queste persone vorrebbero tenere per se Gesù e lo
vorrebbero secondo i loro schemi di pensiero e desideri. Sembra anche esserci una
buona dose di curiosità nel loro avvicinarsi a Lui. Gesù, da parte sue, si rifiuta di
diventare “proprietà” di qualcuno e “fenomeno da baraccone”. Anzi, si adopera per
smascherare l’incapacità dei suoi concittadini ad accoglierlo con disponibilità per
quello che è. E noi, come ci avviciniamo
a Gesù? E a livello parrocchiale, le nostra
attività rispondono alla chiamata di Gesù
o ai nostri desideri e gusti?
Questo Vangelo mi piace perché ci fa capire
quanto sia difficile accettare la verità preferendo le cose più facili, anche se sbagliate.
Aiutaci Signore, ad accettare fino in fondo la
verità della vita, a comprenderla senza aver
paura di affrontarla.
43
13 marzo 2012
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LO LASCIÒ ANDARE
E GLI CONDONÒ IL DEBITO
Dal vangelo secondo Matteo
18, 21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli
disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a
sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti,
quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti.
Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che
fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così
saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il
padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli
condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli
doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo:
“Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra,
lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma
egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non
avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora
il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato.
Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io
ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli
aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete
di cuore, ciascuno al proprio fratello».
44
PA RO
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I
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.
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GH A M
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Salmo 24
Salvaci, Signore, tu che sei fedele
PRE
Martedì 3 a settimana
IE M
Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
TI A M
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Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.
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Perdonare settanta volte sette, vuol dire non porre
D ITIA
confini al perdono e alla possibilità di ricostruire le relazioni con l’altro. E questo è quello che
continua a fare Dio nel cammino della Bibbia. Il limite a questa
disponibilità di Dio lo poniamo noi come ci insegna la parabola
di oggi. Quando l’uomo non comprende il perdono di Dio ma
lo scambia per debolezza di cui approfittare, come accade al
primo servo, la sua relazione con Lui non si rinnova e questo si
riflette nel suo modo di trattare il fratello. Anche noi percepiamo
la disponibilità al perdono di Dio Padre come debolezza? Verifichiamo come ci comportiamo con i nostri “nemici”.
Questo vangelo mi piace perché ci mostra il
vero valore del perdono che tutti vorremmo
ricevere, ma che non sempre siamo disposti
a dare. Aiutami Signore a riconoscere i miei
sbagli, a chiedere perdono e ad imparare a
perdonare sempre.
45
14 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Matteo
5, 17-19
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ASC
NON PASSERÀ UN SOLO IOTA
PA RO
Egli manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.
Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.
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Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
I
GH A M
I
Salmo 147
Benedetto il Signore, gloria del suo popolo
PRE
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la
Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire,
ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non
siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo
trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel
regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
IE M
Mercoledì 3 a settimana
Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.
Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
D ITIA
Gesù porta compimento la legge
e i profeti con le sue parole, le sua
azioni, la sua morte e resurrezione.
La lunga storia di alleanza tra Dio e
il popoli d’Israele in Gesù raggiunge
l’apice. Ma tutto quello che lungo
il cammino di questa alleanza ha
contribuito alla venuta di Gesù, va
accolto e rispettato altrimenti si cancellano pezzi di storia tra Dio e l’uomo. In fin dei conti Gesù ci invita ad
essere rispettosi della nostra storia e
della pazienza di Dio.
Noi a volte vorremmo che le cose
cambiassero molto più rapidamente
di quanto succede: ma questo è sempre segno di conversione o a volte
non esprime la nostra impazienza? E
che si compiano i nostri desideri?
R
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s
Questo Vangelo mi piace perché ci fa
scoprire la bellezza di entrare nel regno dei cieli e la grande possibilità che
ognuno ha di entrarvi. Grazie, Gesù,
perché ci prepari un posto accanto a Te
nel Regno dei Cieli.
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15 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Luca
11, 14-23
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OGNI REGNO DIVISO IN SE STESSO
VA IN ROVINA
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto
cominciò a parlare e le folle furono prese da
stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei
demoni, che egli scaccia i demoni». Altri poi, per metterlo alla
prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in
se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche
satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebùl.
Ma se io scaccio i demoni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli
per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri
giudici. Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora
è giunto a voi il regno di Dio.Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro.
Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi
nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me,
disperde».
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Salmo 94
Fa’ che ascoltiamo, Signore, la tua voce
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Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Giovedì 3 a settimana
Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Ascoltate oggi la sua voce:
«Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».
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Gesù libera una persona posseduta da un demonio: un segno chiaro, secondo la tradizione
biblica, che in Lui opera lo Spirito di Dio. Ma
questo non sembra sufficiente per gli ascoltatori
che invocano un “segno dal cielo”. Il problema
sembra il suo modo di parlare e di agire non è in
sintonia con le aspettative degli ascoltatori. Che
momento tragico: le persone vogliono vedere il
Messia ma non riescono a cogliere i segni della
sua presenza.
A noi è stato dato il segno della morte e resurrezione di Gesù ma la “corsa” ad apparizioni o
manifestazioni straordinarie non ci dice che anche noi siamo come gli ascoltatori del Vangelo?
Come mai i segni di Dio non ci bastano mai?
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i p eg
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Questo Vangelo mi piace perché ci fa capire che la giustizia vera viene solo da Dio.
Grazie, Signore, perché ci liberi dalla schiavitù del peccato e ci doni la gioia vera.
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16 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Marco
12, 28-34
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IL SIGNORE NOSTRO DIO
È L’UNICO SIGNORE
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi
e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro
Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo
cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta
la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come
te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità,
che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto
il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il
prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse:
«Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
I
GH A M
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Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato.
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Salmo 80
Signore, tu hai parole di vita eterna
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PA RO
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Venerdì 3 a settimana
Avvolto nella nube ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire;
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore tuo Dio,
che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto.
ME
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TI A M
DI
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“Non sei lontano dal Regno dei cieli”. Questa è
la risposta di Gesù allo scriba che aveva appeE
D ITIA
na espresso il suo assenso alle sue parole circa
il primo comandamento. Questo ci rivela che
quanti comprendono che la salvezza è comunione con Dio e con l’uomo, sono sulla strada del Regno. Questa è
proprio una lieta notizia: Dio non ci chiede di perdere le nostre
relazioni umane ma di coltivarle nella ricchezza dell’amicizia
con Lui. Come possiamo coltivare l’unità delle relazioni con
Dio e con i fratelli? Come non essere credenti schizofrenici che
compiono riti religiosi ma non hanno amore per il prossimo? O
viceversa, avere cura del prossimo senza mai vedere in esso il
volto di Dio?
M
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A GA
a
Questo Vangelo mi piace perché ci mostra il più grande insegnamento di Gesù,
che ogni cristiano dovrebbe sempre
mettere in pratica nella sua vita: amare
Dio e i fratelli. Fa’ o Signore che io possa sempre amarti
con tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente e tutta la
mia forza. Aiutami ad amare ogni giorno il mio prossimo
come me stesso. E scusa per tutte le volte che ho amato
solo me stesso.
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17 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Luca
18, 9-14
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LA PRESUNZIONE DI ESSERE GIUSTI
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GH A M
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Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Tu non gradisci il sacrificio
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
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E
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Salmo 50
Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore
PRE
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In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e
l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla
settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno
alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio,
abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si
umilia sarà esaltato».
PA RO
IE M
Sabato 3 a settimana
Nel tuo amore fa grazia a Sion,
rialza le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti,
l’olocausto e l’intera oblazione.
a
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M
Dio non fa preferenza perché egli conosce
nell’intimo ogni persona. Egli è pronto ad
accogliere chiunque, peccatore o santo, si
avvinci a lui con la rettitudine intellettuale e
la sincerità del cuore. Non dobbiamo temere Dio ma noi stessi. La nostra superficialità,
la nostra ipocrisia e falsità ci impediscono di
accogliere la sua presenza perdonante. La vicenda del pubblicano e del fariseo al tempio
è rivelatrice della disponibilità del Padre da
un lato e dell’ipocrisia dell’uomo dall’altro.
Quanto valutiamo la trasparenza del cuore e
la rettitudine intellettuale nella vita di tutti i
giorni? O ci sembrano atteggiamenti di poco
conto al confronto della scaltrezza e della furbizia?
D ITIA
Questo Vangelo mi piace perché mi insegna a vivere con umiltà, senza la presunzione di essere migliore degli altri.
Aiutami Signore a non vantarmi di ciò
che faccio e ad essere grato per ogni
cosa che mi accade.
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18 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Giovanni
3, 14-21
LA
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CHI FA LA VERITÀ
VIENE VERSO LA LUCE
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come
Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna
che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito
perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita
eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di
lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già
stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini
hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene
alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi
fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le
sue opere sono state fatte in Dio».
PA RO
IL SERPENTE NEL DESERTO
ME
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M
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Un gesto misterioso compì Mosè nel deserto. Per
noi è una strana insegna che si innalza in mezzo
E
alla gente febbricitante e morente. Ma è un segno
A
D ITI
di guarigione e di forza, di speranza e di vita. Dice
Gesù: guardatemi! Guardate a me innalzato sulla
croce. E, a suo tempo, Giovanni evangelista citerà il salmo: volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Tutto si consuma
in uno sguardo. È una svolta decisiva, risolutiva. Tutto raggiunge
il suo apice nella fede che quello sguardo esprime: solo in te salvezza e gioia. Solo in te.
E
NS
I
Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
I
GH A M
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Salmo 136
Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia
PRE
4a Domenica di Quaresima
IE M
Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.
Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
TESTIMONI
Inoltre, in una situazione economica così precaria, una malattia è
anche un problema dal punto di vista economico: infatti, come si
può ben immaginare, pagando si ottiene un’assistenza migliore,
una maggiore rapidità ma le cifre chieste sono, per la media della
popolazione, esorbitanti. Si arriva anche a due salari minimi per
delle analisi del sangue!
Queste visite ed i racconti di persone che conosco mi toccano e
fanno riflettere, mi interrogo e mi sento turbata perché, pur vivendo qui, sono una privilegiata che può permettersi di curare la
propria salute senza indebitarsi, senza rinunciare al cibo, alla casa,
come invece può succedere ad una mia vicina di casa.
Non credo di poter cancellare questo ma credo mi sia chiesto d’imparare a condividere sempre più: gioie, dolori e la “lotta” per i diritti fondamentali che la gente del Maranhão deve fare tutti i giorni.
Almari Carolina - Laica FD
Brasile
55
Lunedì 19 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Matteo
1, 16.18-21.24
LA
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ASC
GIUSEPPE, NON TEMERE
I
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Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto:
«La mia grazia rimane per sempre» ;
la tua fedeltà è fondata nei cieli.
Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.
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E
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Salmo 88
Il Signore è fedele per sempre
PRE
LA
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria,
dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria,
essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a
vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve
in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di
Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti
il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella
darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà
il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
PA RO
IE M
Solennità di S. Giuseppe
Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Giuseppe è presentato nei racconti evangelici come “giusto”. Tale termine non si riferisce
semplicemente al suo modo di trattare con rispetto le persone ma rimanda alla sua fede. Il
E
giusto è colui che cerca la relazione con Dio
D ITIA
e la sua volontà. E nel Vangelo di oggi ci viene
presentato proprio questo tratto di Giuseppe.
Si interroga su quanto è avvenuto nella sua relazione con Maria
e, aiutato anche dal sogno che indica l’agire dello Spirito in lui,
legge la situazione interrogandosi sulla volontà di Dio. Comprendiamo come questo atteggiamento sia fondamentale per
ogni credente autentico. Interrogarsi sui fatti che ci accadono
nella vita è da saggi ma cercare in essi la volontà di Dio è da
credenti, da giusti. Specialmente quando questi fatti sembrano
portarci lontano da Dio o negarne la misericordia.
Richiamiamo alla memoria momenti della nostra vita in cui
abbiamo, come Giuseppe, cercato con fatica la volontà di Dio.
Chi ci ha aiutato in questo cammino? Come ne siamo usciti?
R
A GA
i p eg
r
s
Questo vangelo mi piace perché Giuseppe accoglie la volontà di Dio con coraggio. Non si limita a pronunciare un timido
sì, ma accetta di lasciarsi guidare da Dio
senza conoscere fino in fondo il suo progetto. Grazie Gesù, perché chiami anche
me a far parte del tuo progetto.
a
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20 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
5, 1-3.5-16
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NON PECCARE PIÙ
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GH A M
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PRE
LA
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle
Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero
di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse:
«Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno
che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse:
«Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo
guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la
tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi
ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono
allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma
colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era
allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio».
Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a
guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva
tali cose di sabato.
PA RO
IE M
Salmo 45
Con la tua presenza salvaci, Signore
Dio è per noi rifugio e forza,
aiuto sempre vicino nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se crollano i monti nel fondo del mare.
Martedì 4a settimana
Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio,
la santa dimora dell’Altissimo.
Dio sta in essa: non potrà vacillare;
la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto portenti sulla terra.
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Ancora un gesto di compassione da parte di Gesù
e ancora persone che si interrogano su di Lui e
E
D ITIA
che assumono posizioni diverse, anche di rifiuto.
Il cammino della fede è aperto a tutti, dal paralitico, considerato non solo un malato ma anche un peccatore,
ai Giudei, conoscitori della legge e in attesa del Messia. A tutti
Gesù offre un dono: al paralitico la guarigione e il perdono dei
peccati e ai Giudei un segno che li dovrebbe aprire al riconoscimento del Messia. La risposta spetta all’uomo. E sorprende che
alcuni sentano Gesù addirittura come una minaccia.
Gesù è il dono del Padre per noi: come accogliamo questo
dono? Quali sono i gesti che rivelano la nostra accoglienza?
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Questo vangelo mi piace perché Gesù
non si limita a guarire, ma la sua azione è capace di salvare. Il vero miracolo
avviene nel cuore dell’uomo perché la
Sua parola è un invito alla conversione.
Grazie Gesù perché mi chiedi di convertirmi.
59
21 marzo 2012
TI A
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ASC
CHI ASCOLTA LA PAROLA E CREDE,
HA LA VITA ETERNA
PA RO
Dal vangelo secondo Giovanni
5, 17-30
Ma Gesù disse loro: «Il Padre mio agisce anche ora
e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano
ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava
il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico:
il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare
dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo.
Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli
manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate
meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà
la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma
ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come
onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo
ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a
colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al
giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi
dico: viene l’ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del
Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche
al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo:
viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua
voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita
e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la
volontà di colui che mi ha mandato».
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Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande
su tutte le creature.
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Salmo 144
Ricordati, Signore, del tuo amore
PRE
Mercoledì 4a settimana
IE M
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Il suo regno è regno di tutti i secoli,
il suo dominio si estende
ad ogni generazione.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Chi accoglie le parole e i gesti di Gesù entra in
comunione con il Padre. Ma non è facile entrare
in questa comunione perché l’incarnazione di
Gesù, la sua scelta di Messia misericordioso e
E
la sua morte scandalosa sulla croce, mettono in
D ITIA
discussione le convinzioni degli uomini su Dio
e sulla sua onnipotenza. Come può Gesù farsi
uguale a Dio se non riesce a sconfiggere i suoi nemici? Ancora una
volta vediamo che è difficile comprendere la logica dell’amore del
dono che sta alla base della relazione del Padre e del Figlio.
E noi, riusciamo a intravvedere nei gesti e nelle parole di Gesù la
comunione con Dio e la speranza della vita eterna?
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Questo vangelo mi piace perché Gesù è
venuto nel mondo per fare la rivelazione
più grande di tutti i tempi: l’umanità non
è orfana, l’umanità ha un Padre, e per donarci questa rivelazione Gesù ha dato la
sua stessa vita.
Grazie Dio perché sei mio Papà.
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22 marzo 2012
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IL PADRE HA DATO
TESTIMONIANZA DI ME
Dal vangelo secondo Giovanni
5, 31-47
LA
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi
io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà
testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me
è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha
dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da
un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la
lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete
voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le
opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che
io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di
me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai
visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non
credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna:
sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non
volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in
voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e
voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo
accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli
uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già
chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se
infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha
scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete
credere alle mie parole?».
62
PA RO
Giovedì 4a settimana
I
GH A M
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I
Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
si prostrarono a un’immagine di metallo fuso;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia fieno.
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Salmo 105
Perdona, Signore, le colpe del tuo popolo
IE M
Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
prodigi nel paese di Cam,
cose terribili presso il mar Rosso.
Egli aveva già deciso di sterminarli,
se Mosè suo eletto
non fosse stato sulla breccia di fronte a lui,
per stornare la sua collera dallo sterminio.
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Questo vangelo mi piace perché come cristiani dobbiamo essere testimoni, come il Figlio,
dell’amore del Padre. È Lui che ci chiama, che
ci invia nel mondo per essere testimoni del
suo amore. Grazie Dio perché mi chiami ad
essere testimone del bene per costruire insieme la pace, la fraternità, la giustizia.
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Il problema dei Giudei è quello di ritenersi conoscitori del modo di pensare e di agire di Dio.
Poiché “pretendono” di conoscere non dimostrano alcuna apertura nei confronti di Gesù.
E
D ITIA
È il dramma di chi è religioso e si è costruito la
sua immagine di Dio, le sue devozioni, ma non
vuole accogliere la Spirito e non vede le opere che Dio compie
in mezzo a noi. E questo rischio c’è anche per noi. Possiamo
essere religiosi senza vedere come oggi si fa incontro a noi, in
questo tempo e in questa cultura. Un certo pessimismo non nasconde la nostra incapacità a vedere che Dio è presente anche
oggi? Come essere credenti aperti all’opera di Dio nel mutare
dei tempi?
63
23 marzo 2012
TI A
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M
Dal vangelo secondo Giovanni
7, 1-2. 10. 25-30
LA
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ASC
CHI MI HA MANDATO È VERITIERO
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea;
infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non
apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello
che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure
non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero
che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi
mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto
da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo
conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha
mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le
mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
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I
Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
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GH A M
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Salmo 33
Ascolta, Signore, il grido del tuo povero
PRE
PA RO
IE M
Venerdì 4a settimana
Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.
Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.
M
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TI A M
Facciamo una fatica tremenda a cambiare le
DI
nostre convinzioni perché con loro abbiamo
un rapporto affettivo profondo. E dall’altra
parte senza convinzioni diventeremo volubiE
D ITIA
li. Ciò nonostante dobbiamo ammettere che
nel rapporto con Dio, le nostre convinzioni
rischiano di diventare, a volte, un ostacolo alla sua comprensione. È quanto accaduto ai giudei con le loro convinzioni circa il
Messia. Alla fine non hanno accolto Gesù perché non rientrava
nelle loro convinzioni, nell’immagine che si erano fatti del Messia che doveva venire.
Pensando a noi, quali sono i gesti della vita di Gesù che mettono
più in crisi le nostre convinzioni, la nostra visione del mondo?
A GA
a
Questo vangelo mi piace perché anche se
in tanti cercano di ostacolarlo, Gesù non
molla, non si abbatte. È lui ancora una volta
i p eg
r
ad indicarci la via e la verità e a renderci
testimonianza della sua missione: rivelare
il Padre, rivelare l’amore del Padre per tutti gli uomini.
Scusa, Signore, per quando ho avuto paura di testimoniarti.
s
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24 marzo 2012
Giornata dei Missionari Martiri
TI A
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Dal vangelo secondo Giovanni
7, 40-53
LA
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MAI UN UOMO HA PARLATO COSÌ!
PA RO
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66
Salmo 7
Signore, mio Dio, in te mi rifugio
E
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In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il
profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!».
Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non
dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un
dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani
su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e
dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto
qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!».
Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche
voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma
questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed
era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo
prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero:
«Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.
IE M
Signore, mio Dio, in te mi rifugio:
salvami e liberami da chi mi perseguita,
perché non mi sbrani come un leone,
non mi sbrani senza che alcuno mi salvi.
Sabato 4a settimana
Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo la mia innocenza, o Altissimo.
Poni fine al male degli empi;
rafforza l’uomo retto,
tu che provi mente e cuore, Dio giusto.
La mia difesa è nel Signore,
egli salva i retti di cuore.
Loderò il Signore per la sua giustizia
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.
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TI A M
Il Vangelo ci racconta che si creò dissenso tra la
DI
gente e anche tra i capi religiosi riguardo Gesù. Il
problema torna ad essere l’interpretazione delle
parole e dei gesti di Gesù: per alcuni sono un seE
D ITIA
gno che Lui è il Messia e per altri un impostore. La
Bibbia e la storia della Chiesa è segnata da questa
difficoltà. L’interpretazione della Parola di Dio non è così facile
e gli uomini sono sempre giocati da precomprensioni e pregiudizi. Occorre allora coltivare l’umiltà quando parliamo di Dio
e della sua volontà. E poi, valorizziamo la testimonianza dei
santi e nello specifico, seguendo la liturgia, quella dei martiri
missionari.
Quando ci interroghiamo sulla volontà di Dio, quanto ci lasciamo guidare dalla testimonianza dei santi e dei martiri?
a
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Questo vangelo mi piace perché c’è
solo una voce che sa farsi riconoscere
tra tutte: la voce di Dio. Gesù parla così
straordinariamente da farsi ascoltare
persino da quelli che erano li per arrestarlo. Grazie Dio per il dono della tua
Parola.
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25 marzo 2012
TI A
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Dal vangelo secondo Giovanni
12, 20-33
LA
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ATTIRERÒ TUTTI A ME
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto
durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi
si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di
Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a
dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano,
caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce
molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria
vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi
vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è
turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per
questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne
allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato
un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù:
«Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di
questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva
questo per indicare di quale morte doveva morire.
PA RO
IL CHICCO DI GRANO
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I greci, filosofi nati, vogliono vedere. Vedere è
DI
un verbo importante. Vedere sta in compagnia di
cercare, desiderare, scorgere, contemplare. Gesù
sembra assorto in altra visione e, come rapito, riE
D ITIA
vela tutto di un fiato la sua unione con il Padre, il
mistero della sua Pasqua, il destino dei discepoli,
il turbamento della sua anima, la gloria che lo attende. In mezzo
c’è un chicco di grano caduto per terra: la vita nasce, verdeggia,
biondeggia, si moltiplica in una messe color dell’oro. E un tuono
misterioso colpisce quella zolla e vi mette il sigillo del Padre.
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Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
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GH A M
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Salmo 50
Crea in me, o Dio, un cuore puro
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5 a Domenica di Quaresima
IE M
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
TESTIMONI
“Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Fin
da bambino ero solito andare in chiesa e trovare profonda ispirazione
negli insegnamenti, nel sacrificio, e nella crocifissione di Gesù. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un
sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore donando
amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio dei cristiani,
specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono
in questo paese islamico. Questa devozione mi rende felice. Non voglio
popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi
di Gesù. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi,
i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare
il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio
morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Io dico che, finché
avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa
povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri. Se noi portiamo a termine questa missione, allora ci saremo guadagnati un posto
ai piedi di Gesù ed io potrò guardarLo senza provare vergogna”.
Shahbaz Bhatti,
Ministro pachistano per le Minoranze religiose
ucciso il 2 marzo 2011
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Lunedì 26 marzo 2012
IL SUO REGNO NON AVRÀ FINE
Dal vangelo secondo Luca
1, 26-38
LA
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70
Salmo 39
Eccomi, Signore:
si compia in me la tua parola
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In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da
Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
a una vergine, promessa sposa di un uomo della
casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore
è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso
avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere,
Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai
un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e
verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il
trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di
Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché
non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo
scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua
ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia
ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei,
che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me
secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
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Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Solennità dell’Annunciazione del Signore
Sul rotolo del libro di me è scritto
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore».
Ho annunziato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
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A nove mesi di distanza dal prossimo Natale, si celebra la festa dell’Annunciazione e del
concepimento di Gesù, colui che “sarà grande
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e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo”; festa di
speranza e di gioia, che si inserisce nel contesto della quaresima.
La pagina evangelica di oggi ci presenta la Vergine Maria come
la donna che, a differenza di Eva, dice il suo pieno “sì” al Signore. Ecco perché Dio può compiere attraverso di Lei cose grandi,
“l’impossibile all’uomo”.
Anche noi siamo costantemente combattuti tra il “seguire” il
“fidarsi” completamente di Dio o costruirci, come “Adamo ed
Eva”, indipendentemente da Lui.
Maria diventa il modello ed aiuto per imparare ad affidarsi completamente a Dio; “Ecco la serva del Signore”.
Questo vangelo mi piace perché Maria
si è fidata di Dio, facendo la Sua volontà.
Signore, ti chiedo di aiutarmi a fidarmi di
te e accettare con gioia il progetto di vita
che hai disegnato per me.
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27 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
8, 21-30
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ALLORA CONOSCERETE
CHE IO SONO
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado
e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro
peccato. Dove vado io, voi non potete venire».
Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento
che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete
di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che
morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono,
morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò
che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma
colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da
lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del
Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da
me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che
mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio
sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti
credettero in lui.
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Salmo 101
Ascolta, Signore, il gemito del misero
Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido.
Non nascondermi il tuo volto;
nel giorno della mia angoscia
Martedì 5 a settimana
piega verso di me l’orecchio.
Quando ti invoco: presto, rispondimi.
I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera del misero
e non disprezza la sua supplica.
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore.
Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il gemito del prigioniero,
per liberare i condannati a morte.
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Gesù rivela che nel mistero della crocifissione e
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morte lo riconosceremo nella sua vera identità:
«Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo,
allora conoscerete che Io Sono».
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Evocando questo nome, che è il nome rivelato
da Dio a Mosè nel dialogo del roveto ardente,
Gesù ricorda che solo credendo in lui potremo percorrere la
stessa strada percorsa dal popolo ebreo, dalla schiavitù alla libertà, e intraprendere il cammino dalla morte alla vita.
Per provare in sé questa Pasqua, bisogna credere in Gesù, credere a Gesù. Credere che egli è l’inviato, il Messia, e credere nella
sua parola. Allora si impara a seguirlo nel mistero pasquale,
nella passione, nella morte sulla croce e nella risurrezione.
Questo vangelo mi piace perché Gesù
rivela a gran voce di essere il Figlio di
Dio. Ti prego, o Signore, di aiutarmi a non
avere l’incredulità dei farisei, ma a riconoscerti come Figlio di Dio.
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28 marzo 2012
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SE RIMANETE NELLA MIA PAROLA,
SIETE DAVVERO MIEI DISCEPOLI
Dal vangelo secondo Giovanni
8, 31-42
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Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
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Cantico: Dn 3, 52-56
A te la lode e la gloria nei secoli
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In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli
avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola,
siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità
e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti
di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi
dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi
resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi
davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate
di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi.
Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque
fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero:
«Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di
Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di
uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio.
Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione;
abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse
vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo;
non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
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Mercoledì 5 a settimana
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso.
Benedetto sei tu nel trono del tuo regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
D ITIA
Essere libero o essere schiavo del peccato,
ecco il dilemma che ogni uomo deve affrontare. Essere libero significa appartenere completamente a Dio, fare la sua volontà, poiché
egli desidera la nostra salvezza. Essere libero
compiendo il bene è fare piacere a Dio. Al
contrario, essere schiavo significa andare per
la propria strada, essere signori di se stessi.
Abramo ha mostrato di avere del tutto fiducia
in Dio. La patria, verso la quale per tutta la vita
non ha smesso di incamminarsi, è Dio.
Il tempo di Quaresima ha questo senso: con
l’ascolto della parola divina e con le azioni
dettate da una fede profonda noi vogliamo ottenere la liberazione operata per noi da Gesù
Cristo. Essere un discendente di Abramo significa continuare lo spirito del patriarca, cioè
avere una fede sempre più forte.
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Questo vangelo mi piace perché Gesù ci
ricorda che se ascolteremo la Sua parola
saremo suoi discepoli.
Aiutaci, Signore, a non diventare schiavi
del peccato, ma testimoni della Verità.
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29 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
8, 51-59
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SE UNO OSSERVA LA MIA PAROLA,
NON VEDRÀ LA MORTE
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In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in
verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola,
non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora
i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto,
come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola,
non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi
credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe
nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro
Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che
non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco
e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e
hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi
dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù
si nascose e uscì dal tempio.
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Salmo 104
Il Signore è fedele per sempre
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiute,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.
Giovedì 5 a settimana
Voi stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
E` lui il Signore, nostro Dio,
su tutta la terra i suoi giudizi.
Ricorda sempre la sua alleanza:
parola data per mille generazioni,
l’alleanza stretta con Abramo
e il suo giuramento ad Isacco.
“In verità, in verità vi dico: se uno osserva
la mia parola non vedrà mai la morte”. Credere e sperare vuol dire infatti proprio questo: scommettere talmente tutto sulla morte
e risurrezione di Gesù da non lasciarsi più
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imprigionare nella paura sempre latente:
quella della propria morte.
All’uomo che vuole ritornare nella vita, che non vuole conoscere la morte, che vuole tenersi lontano da essa Gesù dice: «se
uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”. Prima
eravamo nella vita e, per la disobbedienza alla Parola di Dio,
siamo passati nella morte. Ora, per l’obbedienza alla Parola di
Cristo Gesù possiamo passare tutti nella vita.
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Questo vangelo mi piace perché Gesù
ricorda che chi seguirà la Sua parola
avrà la vita eterna.
Concedimi, o Maestro, la costanza di seguire nel mio quotidiano il tuo esempio
di vita.
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30 marzo 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
10, 31-42
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VI HO FATTO VEDERE
MOLTE OPERE BUONE
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Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore.
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Salmo 17
Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore
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In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre
per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto
vedere molte opere buone da parte del Padre:
per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei:
«Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia:
perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io
ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai
quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere
annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel
mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio
di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;
ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere,
perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì
dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo
dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono
da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno,
ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in
quel luogo molti credettero in lui.
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Venerdì 5 a settimana
Mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti impetuosi;
già mi avvolgevano i lacci degli inferi,
già mi stringevano agguati mortali.
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In questi ultimi giorni prima della Passione, la
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Chiesa ci spinge ad attaccarci, con una fede
amorosa e piena, a “colui che il Padre ha conE
sacrato e mandato nel mondo”.
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Una volta ancora Gesù sta per essere lapidato,
e le parole che scambia con i suoi persecutori
mettono in rilievo il vero motivo del suo martirio ormai prossimo: veniva contestato perché si dichiarava Figlio di Dio e, per la
legge di Mosè, una simile affermazione meritava la morte.
Alle accuse degli oppositori Gesù oppone l’argomento delle
opere che viene compiendo: quelle opere sono talmente del Padre da fargli dire che il Padre è in Lui e Lui nel Padre. E che cosa
sono le opere del Padre attraverso Gesù, se non verità, giustizia,
misericordia, guarigione, ogni bontà e risurrezione?
Se accogliamo e assumiamo per la nostra vita tali opere siamo
in grado di seguire e accompagnare Gesù anche sulla via del
calvario.
Questo vangelo mi piace perché Gesù
dimostra coraggio nel testimoniare la
volontà di Dio, anche di fronte alle minacce degli uomini.
Ti chiedo scusa per tutte le volte che con
i miei peccati ho preso anch’io una pietra per ferirti.
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31 marzo 2012
PER RIUNIRE INSIEME I FIGLI DI DIO
Dal vangelo secondo Giovanni
11, 45-56
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Cantico: Ger 31, 10-13
Il Signore raduna il suo popolo
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In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva
compiuto, [ossia la risurrezione di Lazzaro,]
credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se
lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i
Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno,
disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è
conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e
non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse
da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per
la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano
dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da
lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata
Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a
Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano
Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare?
Non verrà alla festa?».
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Ascoltate la parola del signore, o popoli,
annunziatela alle isole lontane e dite:
Sabato 5 a settimana
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come fa un pastore con il gregge».
Il Signore ha redento Giacobbe,
lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
affluiranno verso i beni del Signore.
Allora si allieterà la vergine alla danza;
i giovani e i vecchi gioiranno.
Io cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.
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Nel vangelo di oggi, Caifa parla spinto da un interesse di carattere puramente politico, ma, senza
saperlo, presta la voce a Dio e profetizza. Sì, la
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morte di Gesù è la via scelta perché il volto di DioAmore si sveli dinanzi a tutti gli uomini che in quel
segno ritroveranno la via dell’unità.
Con questa affermazione, siamo quindi al cuore della missione
di Gesù: riunire i dispersi figli di Dio. Un compito che Egli intende continuare a svolgere oggi.
Dovremmo vivere fino allo spasimo la preghiera di Gesù: “Padre
che siano uno!”. Un’unità da costruire giorno dopo giorno, con
tenacia, sapendo che il suo prezzo è il sangue stesso di Cristo.
Un’unità che deve iniziare in ciascuno di noi, per poi estendersi
alla famiglia, alla parrocchia, alla Chiesa, al mondo intero.
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Questo vangelo mi piace perché Gesù,
pur conoscendo la sorte che doveva affrontare, non è fuggito.
Aiutami a incontrarti nel mio prossimo,
a vedere i tuoi segni e credere in Te,
senza fuggire dalle mie responsabilità.
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1 aprile 2012
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Dal vangelo secondo Marco
11,1-10
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BENEDETTO IL REGNO CHE VIENE
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Quando furono vicini a Gerusalemme, verso
Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse
loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in
esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora
salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché
fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro:
«Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come
aveva detto Gesù. E li lasciarono fare.
Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli
ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla
strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che
precedevano e quelli che seguivano, gridavano:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!».
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Mani festanti agitano i rami di palma mentre
una brezza di primavera fa ballare le tuniche e
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i mantelli di chi canta: osanna! Colui che siede
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sul trono del cielo ora si asside su un puledro.
Esultino colli e monti perché il Signore viene,
viene a giudicare la terra. Dal monte degli olivi parte la processione che si assottiglia sempre più lungo il tragitto fino a contarsi
sulle dita di una mano all’ultima stazione. Là dove il Signore ha
dato appuntamento anche a te.
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Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».
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Salmo 21
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
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Domenica delle Palme
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Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
TESTIMONI
Ci è rimasta impressa l’accoglienza che abbiamo ricevuto al nostro
arrivo e di cui continuiamo a godere ogni giorno entrando nelle case
e incontrando le persone: non deve essere facile aprire le porte della
propria casa a gente straniera che nemmeno si conosce, eppure ogni
giorno godiamo di questo privilegio e ci sentiamo davvero fortunati
per poter essere qui, per poter vivere questa esperienza unica di incontro! Così come abbiamo ricevuto, stiamo cercando anche di dare:
tante persone sono passate per questa casa di Rua 11… chi per rimanere, chi di passaggio, chi in visita, chi per un pranzo o una cena. Le nostre porte sono state sempre aperte anche quando è arrivata Raffaella
con tutte le sue difficoltà e il suo pancione che subito si è trasformato in
un bambino bellissimo di nome João Vito… e ora con Raimundo, anche
lui una strada sconnessa alle spalle con solo 6 anni di vita, un’infanzia
rubata e privata di tante cose, soprattutto di tanto affetto, attenzioni e
diritti. Oggi è arrivato il suo trasferimento in una casa famiglia: ci chiediamo se abbiamo fatto abbastanza per lui e come sarà il suo futuro …
Con la sua presenza siamo stati di esempio per tante famiglie e in alcune è nato il desiderio di essere famiglia “acolhedora” (che accoglie)
e alcune coppie hanno già dato la loro disponibilità per accogliere il
prossimo Raimundo, quando, e se, ce ne sarà il bisogno.
Conati Damiano e Frapporti Francesca con Isacco - Laici FD
Brasile
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2 aprile 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
12, 1-11
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NON SEMPRE AVETE ME
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Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva
risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena:
Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora,
presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e
tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda
Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento
denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché
gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva
la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora
disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia
sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere
che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche
per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi
sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in
Gesù.
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Salmo 26
Il Signore è mia luce e mia salvezza
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Egli mi offre un luogo di rifugio
nel giorno della sventura.
Lunedì Santo
Quando mi assalgono i malvagi
per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia,
anche allora ho fiducia.
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All’inizio della settimana della Passione,
Gesù è l’ospite di Marta, di Maria e di Lazzaro, in Betania. Marta compie i suoi doveri di
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padrona di casa. Gesù è a tavola con gli uoD ITIA
mini, tra i quali anche Lazzaro. Maria esprime la sua amicizia e ammirazione ungendo
i piedi di Gesù con un olio prezioso e asciugandoli con i suoi
capelli. Giuda parla in nome degli scontenti e critica il gesto di
Maria. Ma Gesù approva la spontaneità di questo amore, accetta il gesto di Maria come segno di un dono senza misura. Non è
egli stesso sulla via del dono totale?
Impariamo da Maria ad amare senza misura: potremo così accompagnare Gesù sulla via del Calvario e condividere il dono
totale della sua vita.
Questo vangelo mi piace perché Gesù
ha risuscitato il suo amico Lazzaro.
O Signore, aiutaci ad essere dei veri
amici e non voltarti le spalle con le nostre infedeltà.
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3 aprile 2012
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Dal vangelo secondo Giovanni
13, 21-33. 36-38
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UNO DI VOI MI TRADIRÀ
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In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi
discepoli, si commosse profondamente e dichiarò:
«In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I
discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola
al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì,
chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di
Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per
il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo
prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo
quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello
che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì
perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci
occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai
poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. Quand’egli
fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in
lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come
ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi
non potete venire». Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?».
Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi
seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti
ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per
me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non
m’abbia rinnegato tre volte».
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Salmo 70
Proclamerò, Signore, la tua salvezza
In te mi rifugio, Signore,
ch’io non resti confuso in eterno.
Martedì Santo
Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.
Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.
Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio.
Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno.
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Il tradimento di Giuda, pur essendo un gesto
DI
colmo della perversità del peccato, non viene
condannato da Gesù. Anzi, Gesù mostra comprensione anche nei confronti di Pietro che, pur
E
D ITIA
dichiarando con entusiasmo di voler dare la vita
per Gesù, giunge poi, per mancanza di coraggio,
a rinnegarlo.
Gesù sa che proprio la sua morte può portare la salvezza. Dio non
trova altro modo per dire all’uomo il suo amore infinito che quello
di dare la vita. Neppure il tradimento lo ferma.
Vogliamo prendere coscienza della nostra fragilità e della nostra
propensione al tradimento della nostra fede. Ma vogliamo anche
esprimere la nostra piena fiducia nel Signore Gesù e umilmente
pregarlo dicendo: “Ti prego, Signore, dammi il coraggio di seguirti
fino alla morte”.
A GA
a
R
M
M
i p eg
r
s
Questo vangelo mi piace perché Gesù
cena con i discepoli che ama, istituendo
l’Eucarestia, sacramento che ci permette
di incontrarlo ancora oggi.
Scusaci, Signore, per tutte quelle volte
che abbiamo detto con il nostro comportamento di non conoscerti.
87
4 aprile 2012
TI A
OL
M
Dal vangelo secondo Matteo
26, 14-25
LA
LA
O
ASC
SONO FORSE IO, SIGNORE?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda
Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava
l’occasione propizia per consegnarlo. Il primo giorno degli Azzimi, i
discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città,
da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino;
farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva
loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a
mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico,
uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.
Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal
quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo
se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse
io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
I
GH A M
NS
I
Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono un estraneo per i miei fratelli,
un forestiero per i figli di mia madre.
Poiché mi divora lo zelo per la tua casa,
ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.
88
E
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Salmo 68
Nella tua fedeltà soccorrimi, Signore
PRE
PA RO
IE M
Mercoledì Santo
L’insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno.
Ho atteso compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.
Hanno messo nel mio cibo veleno
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.
Loderò il nome di Dio con il canto,
lo esalterò con azioni di grazie.
Vedano gli umili e si rallegrino;
si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,
poiché il Signore ascolta i poveri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.
TI A M
DI
O
ME
O
Gesù viene tradito e venduto al prezzo di uno schiavo.
In realtà è Gesù che consegna se stesso liberamente,
fino alla morte di croce, per salvare tutti noi dalla schiaE
vitù del peccato.
D ITIA
All’annuncio del tradimento da parte di uno di loro, i discepoli si addolorano profondamente. Ognuno è toccato da questo annuncio perché ognuno si sente capace di tradire, come
lo evidenzia la loro domanda: “Sono forse io, Signore?” (v. 22).
L’uomo è capace di svendere così il suo Dio! No, non è solo Giuda: è
l’uomo di ieri e di oggi.
Ciascuno si deve interrogare su quanto vale per lui il Signore. Ciascuno deve convertire il suo cuore, lasciandovi risuonare quell’accorato:
“Amico!” con cui Gesù lo raggiunge nell’ora del Getzemani.
L’evangelista Matteo ci ricorda che noi possiamo rompere il rapporto
con Gesù, ma Gesù non lo rompe mai con noi. Il suo amore è più grande della nostra infedeltà.
a
A GA
s
i p eg
r
M
M
R
Questo vangelo mi piace perché Gesù
vede la fedeltà e l’infedeltà nei cuori dei
discepoli.
O Signore, aiutaci ad avere un cuore
puro, da veri amici.
89
TRIDUO PASQUALE
La liturgia della settimana santa non ha bisogno di lunghi discorsi. È eloquente di per sé. I riti santi parlano un linguaggio universale e i racconti si snodano con immagini a forti tinte. Vino, pane,
asciugamani, funi, gallo, lancia, spugna, dadi, chiodi, lacrime e
grida. E poi silenzio e unguenti. Una pesante pietra blocca la
storia del mondo, ma sarà ribaltata non per forza d’uomo né
per volontà di carne. Allora un fuoco squarcia la notte: è l’alba.
A quella luce che non tramonta si possono vedere le bende e il
sudario: è l’inizio. Cristo mia speranza è risorto e vi precede in
Galilea.
90
5 aprile 2012 - Giovedì Santo
TI A
OL
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Dal Vangelo secondo Giovanni
13, 1-15
LA
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ASC
VI HO DATO UN ESEMPIO
I
GH A M
O
PRE
LA
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino
alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già
messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a
Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se
lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a
me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai
dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose
Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro:
«Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse
Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è
tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per
questo disse: “Non tutti siete puri”.
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e
disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro
e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri.
Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto
a voi».
PA RO
E
Quando tu parli, Signore, il nulla palpita di vita:
le ossa aride diventano persone viventi, il deserto fiorisce...
NS
Quando mi accingo a pregarti mi sento arido, non so che dire.
IE M
Non sono, evidentemente, sintonizzato con la tua volontà,
le mie labbra non sono intonate al mio cuore,
il mio cuore non si sforza d’intonarsi con il tuo.
Rinnova il mio cuore, purifica le mie labbra
perché parli con te come vuoi tu,
perché parli con gli altri come vuoi tu,
perché parli con me stesso, col mio mondo interiore, come vuoi tu».
I
(L. Renna)
91
6 aprile 2012 - Venerdì Santo
TI A
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M
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ASC
È COMPIUTO!
Dal Vangelo secondo Giovanni
19, 17-30
E
NS
I
O Amoroso e Svenato Agnello, Cristo crocifisso,
che fa’ che si adempisca in noi quel che tu dicesti:
“Chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).
I
GH A M
O
O Sapienza Eterna, o Bontà Infinita,
Verità Ineffabile, scrutatore dei cuori,
Dio Eterno, donaci di capire, tu che puoi, sai e vuoi!
PRE
LA
LA
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il
luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù
PA RO
in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre
sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”.
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era
vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei
Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto:
Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto». I soldati
poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una
per ciascun soldato - e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta
d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo
a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: “Si sono divisi tra loro le
mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte”. E i soldati fecero così. Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e
Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua
madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo
che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi
era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima
a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È
compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
IE M
O lume indeficiente, del qual procedono tutti i lumi!
O luce, per la quale fu fatto la luce,
senza la quale ogni cosa è tenebre, con la quale ogni cosa è luce.
Illumina, illumina, che illumina!
E fa penetrare la volontà tutta
a tutti gli autori e cooperatori che hai eletti in tal opera di rinnovazione.
Gesù, Gesù amore, Gesù, trasformaci e conformaci a te.
Increata Sapienza, Verbo Eterno, dolce Verità, tranquillo Amore,
Gesù, Gesù Amor!
(S. Maria Maddalena dè Pazzi, O. Carm.,
in La Renovatione della Chiesa, 90-91)
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7 aprile 2012 - Sabato Santo
IL FIGLIO DELL’UOMO
NEL CUORE DELLA TERRA
Oggi la Chiesa rivive il mistero della sepoltura di Gesù. Sembra che la storia di Gesù
sia finita. Ma come recita il “Credo” – egli discende agli inferi: a premiare la speranza
degli antichi giusti.
LA
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GH A M
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PRE
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I
Signore Gesù Cristo,
nell’oscurità della morte Tu hai fatto luce;
nell’abisso della solitudine più profonda
abita ormai per sempre la protezione potente del Tuo amore;
in mezzo al Tuo nascondimento
possiamo ormai cantare l’alleluia dei salvati.
Concedici l’umile semplicità della fede,
che non si lascia fuorviare quando Tu ci chiami
nelle ore del buio, dell’abbandono,
quando tutto sembra apparire problematico;
concedici, in questo tempo nel quale attorno a Te
si combatte una lotta mortale,
luce sufficiente per non perderti;
luce sufficiente perché noi possiamo darne
a quanti ne hanno ancora più bisogno.
Fai brillare il mistero della Tua gioia pasquale,
come aurora del mattino, nei nostri giorni;
concedici di poter essere veramente uomini pasquali
in mezzo al Sabato santo della storia.
Concedici che attraverso i giorni
luminosi e oscuri di questo tempo
possiamo sempre con animo lieto
trovarci in cammino verso la Tua gloria futura.
Amen.
TI A
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Allora alcuni scribi e farisei gli dissero: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione
malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato
alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti
Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il
Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della
terra.»
ASC
Dal Vangelo secondo Matteo
12, 38-40
IE M
(Joseph Ratzinger, in “Tre Meditazioni sul Sabato Santo”)
93
8 aprile 2012
TI A
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Dal Vangelo secondo Marco
16, 1-7
M
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ASC
NON ABBIATE PAURA! È RISORTO!
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
94
NS
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Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
I
GH A M
I
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
PRE
LA
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Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il
PA RO
primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole.
Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso
del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era
già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.
Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non
abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto,
non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai
suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete,
come vi ha detto”».
IE M
Pasqua di Risurrezione
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
TESTIMONI
PRIMO PELLEGRINAGGIO DELLE ACQUE
La celebrazione ecologica fu fatta su una imbarcazione, in riva
al maestoso fiume Xingu. Fra canti e preghiere, cinque persone
hanno proclamato la profezia di Ezechiele 47: il sogno del tempio
di Dio dove sgorga acqua viva per tutti. È dal Signore che nasce
l’acqua, nasce la vita. Grazie all’acqua, la terra produce ogni tipo
di pianta, frutta e foglie curative. I pescatori pescano molto pesce.
C’è abbondanza per tutta l’umanità. Dal cuore di Cristo, sulla croce, sgorgherà acqua della vita per sempre. Purtroppo l’acqua è
minacciata da grandi progetti dell’uomo, per esempio dalla diga
di Belo Monte, che il governo sta costruendo a tutti i costi. Abbiamo confermato il nostro impegno per impedire questa opera
faraonica che rovina natura e popoli in nome del progresso. Ci
rendiamo conto che siamo Davide davanti al gigante Golia. Poi
abbiamo gettato in acqua oltre un migliaio di piccole tartarughe.
Il gruppo di coscienza negra ha concluso con una bella preghiera
e danza. Sono state ricordate varie persone perseguitate per il
loro impegno con l’etica e l’ecologia. La solidarietà è un grande
segno della presenza di Dio nostro Papà e della nostra fraternità.
Abbiamo già stabilito il 2° pellegrinaggio delle acque: la festa di
Cristo Re dell’universo del 2012. Vorremmo che questa festa fosse
un momento privilegiato per consacrare a Dio il cosmo, l’Amazzonia, come “ostia vivente”, perché il pianeta terra diventi liturgia a
Cristo Re-Signore-Servo dell’Universo, a servizio dell’umanità.
Zambello don Vincenzo - prete FD
Brasile
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II CONVEGNO ECCLESIALE
DELLE DIOCESI DEL TRIVENETO
13 - 15 APRILE 2012
AQUILEIA 2
Preghiera
O Spirito Santo,
sorgente di unità e fuoco di carità,
imploriamo la tua guida divina
per il buon esito del 2° Convegno di Aquileia.
Tu che hai ispirato la prima evangelizzazione del Nordest,
assisti ora le nostre Chiese diocesane
impegnate in una rinnovata evangelizzazione.
Fa’ che siamo disponibili al tuo ascolto,
apri nuove vie all’annuncio del Vangelo,
aiuta a fiorire ciò che germoglia,
ravviva la nostra speranza,
rendici testimoni coraggiosi e gioiosi di Gesù Salvatore.
Vergine Maria,
Santi nostri protettori,
intercedete per noi.
Amen.
Sussidio per la Preghiera in Famiglia
a cura di:
Centro Missionario Diocesano
Via Duomo, 18/A - 37121 Verona
Telefono: 045-8033519
E-mail: [email protected]
Centro Pastorale Familiare
Piazza San Zeno, 2 - 37123 Verona
Telefono: 045-8034378
E-mail: [email protected]
Centro Pastorale Ragazzi
Via Mirandola, 45
37026 Settimo di Pescantina
Telefono: 045-6767646
E-mail: [email protected]
Centro Pastorale Immigrati
Str. A. Provolo, 27 - 37123 Verona
Telefono: 045-8004247
E-mail: [email protected]
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