GUIDA ALL’ACQUISTO
RICONOSCI LA CASA DI QUALITA’
INDICE
1. Scegliere una casa di qualità
1.1 Solidità strutturale e sicurezza sismica
1.2 Isolamento termico
1.2.1 Pareti verso l’esterno
1.2.2 Tetto
1.2.3 Pavimento verso il piano garage
1.2.4 Finestre
1.2.5 Eliminazione dei “ponti termici”
1.3 Isolamento acustico
1.4 Tecnologia ed impianti avanzati
1.4.1 Impianto di riscaldamento
1.4.2 Impianto di raffrescamento
1.4.3 Impianto elettrico e domotico
1.4.4 Impianto idrico
1.4.5 Fotovoltaico
1.4.6 Solare termico per acqua calda
1.5 Bassissimi consumi energetici
1.6 Ecosostenibilità
1.7 Certificazioni
1.7.1 Certificazione energetica nazionale
1.7.2 Certificato di collaudo acustico
1.7.3 Certificato di conformità degli
impianti
2. Diritti e garanzie dell’acquirente
3. L’impresa si responsabilizza
GUIDA ALL’ACQUISTO
Il mercato immobiliare è ricco di offerte consultabili navigando su internet,
sfogliando riviste e volantini o rivolgendosi direttamente ad un’agenzia
immobiliare o ai costruttori.
L’acquisto di una nuova casa è un momento delicato poiché si investono
quantità importanti di denaro che spesso corrispondono ai sacrifici di una
vita.
Questa guida nasce per guidarti nello scegliere “quale” casa comprare e “da
chi” acquistare.
E’ importante essere in grado di distinguere una vera casa di qualità da
quelle che ti vengono presentate come tali pur non essendo state costruite
secondo i parametri di efficienza energetica e di comfort abitativo.
E’ altrettanto importante fare un acquisto sicuro e consapevole riuscendo
a smascherare i costruttori inaffidabili e non trasparenti, che non ti
forniscono le giuste garanzie e non tutelano i tuoi diritti.
La guida è quindi divisa in due sezioni:
1. SCEGLIERE UNA CASA DI QUALITA’
2. DIRITTI E GARANZIE DELL’ACQUIRENTE
1. SCEGLIERE UNA CASA DI QUALITA’
La qualità della casa incide sulla qualità della nostra vita ed è per questo
che la scelta non può dipendere soltanto dal prezzo, dalla posizione e dalle
finiture estetiche.
Ciò che differenzia una casa di qualità dalle altre è il benessere che questa
può portare a chi ci vive. Benessere inteso come psico fisico, poiché
l’ambiente deve avere condizioni di salubrità, ma anche economico, perché
la casa deve avere costi di mantenimento bassi, basti pensare alle bollette
energetiche che sono diventate una delle spese più pesanti sui bilanci delle
famiglie italiane.
Oggi si può scegliere di vivere in una casa “evoluta”,
realizzata impiegando materiali e soluzioni che
uniscano le tecniche costruttive naturali e le nuove
tecnologie. Un modo di vivere nuovo salvaguardando
la nostra salute e l’ambiente.
Gli “ingredienti” da ricercare per avere una casa di qualità sono:
Solidità strutturale e sicurezza sismica
Isolamento termico
Isolamento acustico
Tecnologia ed impianti avanzati
Bassissimi consumi energetici
Ecosostenibilità
Certificazioni
1.1. Solidità strutturale e sicurezza sismica
I terremoti degli ultimi anni in Italia hanno evidenziato la drammatica
situazione in cui oggi si trova il nostro territorio, che quasi per la metà
comprende zone ad elevato rischio sismico. Si tratta di circa il 44% della
superficie nazionale (131 mila kmq), corrispondenti ad una popolazione di
circa 21,8 milioni di persone (che equivale a un terzo della totale
popolazione). Si calcola anche che circa 5,5 milioni di edifici siano oggi
collocati in queste aree instabili.
Le Leggi italiane, modificate a seguito degli ultimi eventi sismici, impongono
che le nuove costruzioni, se ricadenti in aree a potenziale rischio sismico,
debbano essere costruite garantendo resistenza ai terremoti. I progetti
delle strutture portanti degli edifici non devono essere più depositati agli
uffici competenti ma saranno anche analizzati dai tecnici del Genio Civile,
che potranno accettarli, rigettarli o richiederne la modifica.
Alla fine della realizzazione il certificato di collaudo statico garantirà che la
struttura sia conforme a quanto previsto dalle normative in vigore.
E’ molto importante quindi richiedere al Costruttore il certificato con cui il
Genio Civile ha accettato il progetto strutturale dell’immobile che si sta
acquistando e il certificato di collaudo statico delle strutture ultimate.
Isolamento termico
L’isolamento termico (o coibentazione termica) di un’abitazione è un
sistema in grado di ridurre in modo sensibile lo scambio di calore con
l’esterno. Grazie ad un corretto isolamento si può contenere il calore
all'interno degli edifici durante la stagione invernale e impedire al calore di
entrare durante quella estiva.
Tutta l’energia che disperde
un’abitazione verso l’esterno
deve essere fornita dall’impianto
di riscaldamento ed è per questo
che in una casa mal isolata si
spende molto per riscaldare,
mentre una casa ben isolata ha costi di gestione molto bassi.
Le moderne tecnologie costruttive consentono di edificare abitazioni con
un grado di isolamento termico ottimale che può arrivare a far azzerare i
costi delle bollette.
Oltre al lato economico non bisogna dimenticare che una casa ben isolata
garantisce anche un elevato benessere. Il corpo umano infatti percepisce
comfort a determinate condizioni di umidità e temperatura dell’aria e
risente delle zone fredde che sono intorno a lui, a cui cede calore.
Questo significa che un’abitazione di qualità dovrebbe garantire una
temperatura tra i 19° e i 21°, un’umidità tra il 40% e il 65% e l’assenza di
parti fredde (muri, cassonetti, finestre, pilastri).
Vivendo in una casa mal costruita, può succedere che, anche impostando il
riscaldamento a 24°, si avverta una sensazione di freddo. Questo succede
perché, nonostante l’alta temperatura dell’aria, il corpo perde calore
cedendolo alle mura, alle finestre e a tutti gli elementi verso l’esterno che
sono freddi.
In una casa ben isolata, mantenendo la temperatura di pareti, muri, soffitti,
pavimenti, finestre, a 20° circa, si riesce a raggiungere il comfort ottimale.
L’isolamento termico è anche un buon investimento per il nostro futuro
perché, oltre ad essere conveniente economicamente, ha anche un effetto
positivo sull’ambiente, poiché i minori consumi di energia comportano
minori emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera.
Un’abitazione può essere isolata termicamente in moltissimi modi e con
l’utilizzo di diversi materiali: polistirene, poliuretano, pannelli in fibra di
legno, di roccia, di vetro, pannelli di sughero o altri materiali naturali o
sintetici.
Ogni materiale ha le sue caratteristiche ed i suoi punti di forza e punti di
debolezza, ma le regole per un buon isolamento possono essere così
riassunte:
Isolamento nella stagione invernale: si dovrebbero utilizzare
materiali isolanti di notevole spessore sui muri, tetti e pavimenti verso l’esterno.
Andrebbero poi eliminati tutti i punti freddi (ponti termici ovvero
punti non correttamente isolati che hanno un contatto con
l’esterno dell’abitazione) isolando elementi quali: cassonetti delle
finestre, travi, pilastri, strutture in sporgenza (balconi, gronde). E’
necessario garantire inoltre la completa assenza di spifferi da
finestre e cassonetti, anche in presenza di vento forte.
Isolamento nella stagione estiva: al fine di “ritardare” l’entrata del
caldo nell’abitazione, si dovrebbero utilizzare materiali isolanti e
strutture “pesanti (si pensi alle vecchie costruzioni con muri in
pietra di elevatissimo spessore, che ancora oggi garantiscono un
notevole benessere in estate).
Vediamo alcuni esempi di isolamento ottimale.
1.2.1 Pareti verso l’esterno
Le pareti verso l’esterno possono essere realizzate in vario modo:
a) Parete in mattoni con sistema “a cappotto”, cioè con isolante sul
lato esterno.
Questo tipo di isolamento è uno dei più efficaci perché impedisce al
freddo di entrare e raffreddare le pareti. Inoltre è quello che
assicura maggiormente l’assenza di condense all’interno dei muri
stessi.
Il punto debole di tale sistema è la durata nel tempo. Deve
assolutamente essere di elevata qualità e posato nella maniera
corretta, pena grandi problemi di stabilità nel tempo. I sistemi
utilizzati dovrebbero essere certificati secondo lo standard ETAG
004 che prescrive le linee guida per i cappotti termici.
Nell’eventualità in cui tu stia acquistando una casa costruita con
un sistema a cappotto, assicurati che il costruttore utilizzi un
sistema certificato e garantito almeno 10 anni. Richiedi
contrattualmente il rilascio di apposita garanzia e la certificazione
di conformità allo standard ETAG.
b) Parete con due strati di mattoni e interposto materiale isolante.
Questa soluzione è ottimale se si cerca una finitura esterna di tipo a
“faccia vista” e si vuole evitare i problemi di manutenzione tipici
dell’intonaco.
Il materiale isolante viene posto tra la parete esterna e la parete
interna.
Il punto debole di questa soluzione è che lo spessore della parete in
totale deve essere molto elevato per poter garantire ottime
prestazioni e che il materiale utilizzato per isolare deve durare nel
tempo. Tale materiale, infatti, sarà “investito” dal vapore acqueo
presente nell’appartamento che tenderà a uscire verso l’esterno. Il
materiale deve quindi resistere all’umidità o permetterne il
passaggio verso l’uscita.
c) Pareti con isolamento sul lato interno.
L’isolamento sul lato interno è molto sfavorevole poiché porta
con facilità alla formazione di condense. Inoltre non impedisce al
freddo di raffreddare la parete che contribuirà a rilasciare il freddo
accumulato.
E’ da preferire solo quando gli altri due sistemi non possono essere
applicati e di solito si usa quando, nelle ristrutturazioni, non si può
intervenire sulla facciata esterna.
1.2.2 Tetto
Il tetto è uno dei punti più delicati perché responsabile di una gran parte
delle dispersioni termiche.
Esso deve essere realizzato per garantire ottime prestazioni d’estate e
d’inverno.
Come per le pareti, l’isolamento dovrebbe essere posto all’esterno e mai
all’interno.
Il principale problema da affrontare nella realizzazione dei tetti è quello
della protezione dal caldo. In estate, infatti, il sole è alto ed il tetto ne è
costantemente esposto, surriscaldandosi.
E’ opportuno utilizzare materiali pesanti
per garantire un’adeguata schermatura estiva.
1.2.3 Pavimento verso il piano garage
Il pavimento dei piani terra è spesso dimenticato, poiché si pensa che il
freddo interessi solo il tetto dell’edificio. Spesso accade che i piani terra
abbiano il pavimento freddo causando un consumo energetico altissimo,
formando, nei casi peggiori, condensa sul pavimento stesso.
I materiali utilizzati sono diversi: il cemento “cellulare” (formato da cellule spugnose riempite
d’aria), le lane di roccia e tutti i materiali non infiammabili, nel rispetto delle norme
antincendio per i locali seminterrati.
Richiedi sempre al costruttore se il soffitto dei garage viene
completamente isolato e quali materiali vengono utilizzati.
1.2.4 Finestre
Le finestre sono un elemento fondamentale nell’involucro edilizio poiché
garantiscono l’apporto di luce e sole all’interno delle stanze impedendo,
allo stesso tempo, l’uscita del calore in inverno.
Possono essere realizzate in differenti materiali: legno, alluminio, PVC o un
mix tra di essi.
Le finestre in legno sono sicuramente le più naturali e quindi le più
apprezzate.
Nonostante si pensi il contrario, il legno è un materiale molto resistente e
duraturo (a patto di effettuare le necessarie manutenzioni). Inoltre il legno
garantisce un elevato isolamento e un’elevata resistenza meccanica nel
sostenere il peso dei vetri.
Le finestre per una casa di qualità dovrebbero avere un telaio in legno dello
spessore di almeno 75 mm (contro i 50 delle finestre normalmente
utilizzate in edilizia), per garantire un adeguato isolamento.
Le finestre in PVC garantiscono durata praticamente illimitata, assenza di
manutenzione ed eccellente isolamento termico, ma hanno il limite di non
essere naturali e di non avere il “calore del legno”.
Le finestre in alluminio sono le migliori dal punto di vista della resistenza,
ma le peggiori termicamente, quindi da evitare in una casa a basso
consumo energetico, a meno che non si scelgano telai di spessore
elevatissimo. L’alluminio, infatti, conduce il calore molto meglio del legno o
del PVC e questo fa si che in inverno la finestra si raffreddi molto,
nonostante oggi si costruiscano con profili a “taglio termico”.
L’alluminio rimane la scelta migliore nelle situazioni di elevato traffico dove
la resistenza è l’elemento fondamentale.
Per quanto riguarda i vetri, per garantire un buon isolamento, si
dovrebbero utilizzare quelli cosiddetti “basso emissivi”, cioè che isolano
meglio, caratterizzati da una camera d’aria tra un vetro e l’altro.
1.2.5 Eliminazione dei “ponti termici”
I ponti termici, cioè i punti “freddi” dell’involucro edilizio, sono i
responsabili di più della metà delle dispersioni termiche di un edificio. Essi
sono i più difficili da eliminare ed è proprio la loro eliminazione che
costituisce la differenza tra una casa ben isolata da una che non lo è.
E’ molto più confortevole un’abitazione con uno spessore basso di isolamento sui
muri ma senza ponti termici, rispetto ad una con uno spessore di
isolamento superiore ma con ponti termici “non corretti”.
Come già accennato, infatti, il nostro corpo, vicino a punti freddi, cede loro
calore, avvertendo la sensazione di
freddo e mancanza di comfort,
difficilmente risolvibile con l’aumento
della temperatura di riscaldamento.
Inoltre i ponti termici sono in parte i
responsabili della formazione di
condense e muffe sulle pareti, oltre che degli spifferi.
I principali ponti termici di un edificio sono:
a) Cassonetto finestre
Il cassonetto di bassa qualità permette all’aria di entrare creando
fastidiosi spifferi.
Un cassonetto di buona qualità è costituito da un blocco in
materiale isolante (ad esempio polistirene e fibrocemento o legno)
di elevato spessore, che viene installato all’interno del muro, senza
avere punti aperti verso l’interno. Il vano dell’avvolgibile dovrebbe
avere l’accesso dalla parte esterna dell’infisso, in modo tale da non
permettere all’aria di entrare. Gli avvolgibili dovrebbero inoltre
essere motorizzati, per impedire alla cinghia avvolgibile, di
veicolare spifferi d’aria.
b) Travi e pilastri della struttura
Tutta la struttura dovrebbe essere isolata dall’esterno. Non sono
sufficienti tavelle in laterizio sulle travi e pilastri. L’intero isolamento, come quello dei muri
perimetrali, dovrebbe essere posto all’esterno anche di travi e
pilastri.
c) Balconi e gronde
I balconi sono un punto quasi sempre dimenticato, così come i
“marciapiedi” al piano terra e le gronde intorno all’abitazione. Tali
strutture, essendo continue poiché costituite da un unico getto di
cemento con le abitazioni, svolgono la funzione di veicolare il
freddo verso l’interno, come fossero “alette di raffreddamento” di
un radiatore. In questo modo si formano punti freddi sulle pareti
nella posizione della giunzione pavimento muro perimetrale o
soffitto muro perimetrale, che infatti sono i punto dove più spesso
si formano muffe e condense.
Queste strutture dovrebbero quindi essere isolate con uno strato
continuo su tutti i lati, tipo “cappotto termico o dovrebbero essere strutturalmente staccate
mediante giunti appositi, già molto usati nei paesi del nord Europa.
1.3. Isolamento acustico
L’isolamento acustico è una caratteristica importante per garantire il
benessere ambientale nella nostra casa.
Il DPCM del 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli
edifici”, è la norma che individua i limiti di isolamento acustico di un
edificio. Successivamente ad esso nel 2010 è stata emanata la UNI 11367
“Classificazione acustica delle unità immobiliari. Procedura di valutazione
e verifica in opera”, che individua le classi in base all’analisi dell’immobile e
alle misure fonometriche. Le classi acustiche sono quattro: si parte dalla
classe I, la più silenziosa fino ad arrivare alla classe IV, la più rumorosa.
In Italia la classificazione acustica degli edifici, e quindi la loro certificazione,
è ancora oggi solo volontaria, ma le nuove costruzioni e le ristrutturazioni
non possono sottrarsi dal seguire tecniche particolari per il miglioramento
dell’isolamento acustico dell’edificio e dall’utilizzare materiali
fonoisolanti.
Spetta a noi richiedere al costruttore le metodologie utilizzate per garantire
il comfort acustico dell’edificio.
In ambito edilizio le imprese di costruzione usano solitamente le cosiddette
tecniche di insonorizzazione , che combinano i materiali fonoisolanti con
quelli fonoassorbenti, così da unire la capacità di ostacolare il rumore a
quella assorbente (effetto dissipativo).
I muri divisori sono il primo elemento importante per avere un buon
isolamento acustico. È meglio scegliere partizioni realizzati con due diversi
tipi di mattoni laterizi e materiale isolante fonoassorbente in intercapedine,
o pareti a secco sempre con materiale isolante in intercapedine.
Il materiale isolante deve essere di elevata massa. Non si possono usare
quindi polistireni o poliuretani, mentre sono ottimi le fibre di legno e
quelle di roccia. Nei muri divisori, inoltre, bisognerebbe limitare le tracce per impianti e il
posizionamento di scatole di derivazione e quadri elettrici. Senza questi
accorgimenti la parete, distrutta dalle tracce per l’alloggiamento degli stessi
apparecchi, perderebbe il suo potere fonoisolante.
Un punto debole si ha poi nelle facciate con le finestre e le varie aperture
verso l’esterno. In questo caso bisogna fare molta attenzione alla scelta del
vetro, ai serramenti che siano capaci di una perfetta tenuta dell’aria (meglio quelli
con guarnizioni doppie o triple, che eliminano possibili spifferi a loro volta
portatori di rumori), ai cassonetti delle tapparelle (meglio utilizzare quelli
con prestazioni fonoisolanti certificate e con ispezione esterna) e alle
eventuali bocchette di aerazione.
Nel caso avessimo vicini al piano superiore, non possono essere trascurati i
rumori impattivi, vale a dire al calpestio. Il problema si risolve isolando il
pavimento con materiali di vario genere. L’utilizzo di “tappetini” in
polietilene, sebbene inizialmente sembri garantire comfort, perde la sua
efficacia dopo pochi mesi, poiché tali materiali si “schiacciano” perdendo
l’effetto molla che fa da isolante acustico. I migliori materiali per
l’isolamento anticalpestio sono le lane di roccia ad altissima densità e
o i polistireni elastici.
Anche le tubature idrauliche possono essere isolate o ricoprendole di
materiale fonoisolante o utilizzando tubazioni già isolate. Tutti gli impianti
di scarico dell’acqua, infatti, dovrebbero essere realizzate con tubi in
polipropilene e non con tubi in PVC (quelli arancioni) che non hanno
prestazioni acustiche. Senza tali accorgimenti il tubo di scarico del bagno
diventa il veicolo di tutti i suoni dell’appartamento.
1.4. Tecnologia ed impianti avanzati
Anche se, come si evince da questa guida, una casa ben isolata è il vero
segreto per ottenere il risparmio energetico, anche gli impianti hanno una
grande importanza, soprattutto oggi che le tecnologie consentono notevoli
risparmi e aumentano il comfort delle abitazioni.
Vediamo brevemente come dovrebbero essere in una moderna abitazione i
principali impianti.
1.4.1. Impianto di riscaldamento
L’impianto di riscaldamento è quello attraverso il quale nelle abitazioni si
può reintrodurre il calore perso con le dispersioni verso l’esterno. Più la
casa disperde energia, più calore si dovrà fornire per poter tenere la
temperatura interna a livelli accettabili.
L’impianto di riscaldamento può principalmente essere di due tipi: alta
temperatura e bassa temperatura.
Nel primo caso abbiamo il riscaldamento tradizionale a radiatori in cui
l’acqua che vi circola viene scaldata ad una temperatura di 70 80°C. Con
tale tipo di riscaldamento si fornisce molto calore in breve tempo e quindi
tale sistema ha il vantaggio di “scaldare” molto velocemente l’ambiente.
Tuttavia oggi un impianto con i classici radiatori viene considerato, se non
in casi specifici, superato.
I principali svantaggi che esso comporta sono:
elevati consumi di combustibile per scaldare l’acqua ad una
temperatura così elevata;
basso comfort in quanto nelle stanze si ha una piccola superficie (il
radiatore) molto caldo e si ha la sensazione, lontano da esso, di
avere freddo;
notevole movimento d’aria dovuto al riscaldamento veloce della
stessa, quando passa dietro il radiatore: questo comporta
movimento di polveri che tendono, per l’eccessivo calore, a
bruciarsi (ecco perché dietro i termosifoni spesso si formano segni
neri);
poca libertà di arredamento delle stanze in quanto il radiatore
occupa una porzione di parete che sarebbe potuta essere sfruttata
con mobilio. In questi casi, sono da preferire i termoarredo che, oltre ad essere più curati dal punto
di vista estetico, occupano meno spazio.
Nelle abitazioni dotate di pompa di calore per la produzione dell’acqua
calda del riscaldamento e dell’acqua fredda del raffrescamento,
l’installazione di pannelli fotovoltaici risulta molto vantaggiosa poiché
riesce a coprire in parte o tutto il consumo elettrico per il riscaldamento.
Qualora l’abitazione sia una costruzione a basso consumo energetico, la
poca energia necessaria potrà essere quasi interamente prodotta dal sole.
Il riscaldamento a bassa temperatura consiste invece nel riscaldare un
ambiente mediante acqua ad una temperatura di 25 35 °C che passa in
alcune tubazioni sotto il pavimento (in alcuni casi si può anche avere
riscaldamento a soffitto o a parete).
Si parla quindi di pavimento radiante,
in quanto il pavimento, scaldato da
una serpentina di acqua calda,
“irradia” calore all’ambiente.
Il principio su cui si basa questo tipo di
impianto è l’esatto opposto del precedente: bassa temperatura ma elevata
superficie che si scalda (il pavimento).
Nel passato gli impianti a pavimento non hanno portato a buoni risultati poiché si
avvertiva un calore eccessivo sotto ai piedi e non risultava essere una
soluzione confortevole.
Oggi, invece, chi ha un riscaldamento a pavimento, ha un elevato
benessere, poiché non avverte il calore del pavimento (la temperatura del
pavimento è inferiore a quella corporea) ma percepisce il calore
ambientale.
Il riscaldamento a pavimento ha necessità di tempi più lunghi di accensione
per arrivare a scaldare un ambiente, poiché, appunto, è alimentato da
acqua a bassa temperatura. Non è quindi indicato per un utilizzo di
accensione e spegnimenti continui, ma necessita di essere tenuto sempre
acceso.
I vantaggi di questo tipo di riscaldamento sono:
assenza di radiatori e libertà di arredamento;
elevatissimo comfort;
risparmio energetico elevato rispetto ad un sistema tradizionale;
assenza di movimenti d’aria e quindi di polveri;
possibilità di raffrescare in estate con le stesse tubazioni con cui ci
si scalda in inverno.
Tale riscaldamento, tuttavia, può essere usato solo in edifici
energeticamente efficienti poiché non riesce a raggiungere potenze
elevate, proprio per la bassa temperatura.
1.4.2. Impianto di raffrescamento
In un’abitazione è sempre più richiesto, oggi, che sia presente, oltre
l’impianto di riscaldamento, anche quello di raffrescamento. Durante le
estati più torride si registrano “corse” all’acquisto di condizionatori d’aria
per cercare refrigerio, ma essi spesso vengono poco utilizzati poiché, nelle
abitazioni, sono poco confortevoli. Essi, infatti, alimentati da acqua a
bassissima temperatura, provocano forti movimenti d’aria fredda in casa e
tali situazioni non sono confortevoli, soprattutto di notte.
L’impianto di raffrescamento nelle abitazioni dovrebbe essere di tipo
radiante, cioè a pavimento o soffitto, proprio come il riscaldamento. In
questo modo l’utente non si accorge che il sistema sta raffrescando
l’ambiente poiché l’acqua che viene fatta passare sotto al pavimento ha
una temperatura elevata (18 22°C).
Tale tipologia di raffrescamento deve essere però affiancata da un impianto
di deumidificazione per evitare che sul pavimento si formi condensa.
Tuttavia, come il riscaldamento a pavimento, ha necessità di tempi più lunghi di accensione
per arrivare a raffrescare un ambiente, poiché, appunto, è alimentato da
acqua a bassa temperatura. Non è quindi indicato per un utilizzo di
accensione e spegnimenti continui, ma necessita di essere tenuto sempre
acceso.
Dato l’elevato costo di realizzazione e le possibili conseguenze di un malfunzionamento questo
tipo di impianto è ancora poco diffuso nelle civili abitazioni.
1.4.3. Impianto elettrico e domotica
L’impianto elettrico di un’abitazione deve essere realizzato in conformità
alle normative vigenti. Proprio recentemente è stata approvata la nuova
norma CEI 64 8 variante 3 che introduce la classificazione degli impianti
elettrici delle abitazioni. Proprio come per il certificato energetico, anche in
questo caso ci sono più livelli prestazionali: 1, il minimo, 2 intermedio, 3 il
più prestante.
Anche il livello 1, rispetto ad un impianto NON CLASSIFICATO, è
decisamente un grosso passo in avanti rispetto agli impianti realizzati
precedentemente. Vengono infatti introdotti notevoli obblighi per il
costruttore/installatore: centralini che tengano conto dei futuri
ampliamenti, predisposizioni di potenze fino a 6 KW per le abitazioni,
protezioni da sovratensioni, numero di prese e punti luce decisamente
superiore allo standard. Di seguito la tabella che riassume il numero di
dotazioni a seconda dei livelli:
Per ottenere il livello superiore, il livello 3, oltre alle dotazioni previste, si
devono prevedere funzionalità domotiche.
Si sente parlare sempre di più di “domotica” nelle abitazioni, cioè di
automazione dell’impianto elettrico per consentire alla casa di diventare
“intelligente”.
Con un impianto domotico si possono realizzare molte funzioni come per
esempio:
Spegnere le luci e tirare giù le tapparelle motorizzate quando si
inserisce l’allarme;
Verificare il consumo elettrico e staccare gli elettrodomestici se si
sta per superare la potenza elettrica, onde evitare che il contatore
salti;
Videosorvegliare la casa da remoto, tramite un pc o con ipad o
telefonino;
Gestire le temperature della casa ed accendere/spegnere o
regolare il riscaldamento quando non si è in casa;
…
Chiaramente questi sono solo alcuni esempi, ma un impianto domotico può
essere personalizzato con infinite funzionalità che l’utente può gestire
attraverso pc, tablet e touch screen disposti in casa.
1.4.4. Impianto idrico
L’impianto idrico è quello attraverso cui viene condotta l’acqua nelle
abitazioni e attraverso cui viene smaltita l’acqua reflua in fognatura.
In una moderna abitazione occorre fare attenzione al fatto che gli impianti
idrici siano realizzati correttamente poiché, a differenza di quello elettrico,
su cui spesso si può intervenire, è praticamente impossibile modificare o
riparare una tubazione idrica senza creare grossi danni e disagi a chi vive in
casa. Una perdita di acqua, inoltre, causa danni di notevole portata oltre ai
problemi per la ricerca del guasto e la sua riparazione, che spesso comporta
la demolizione di parti di pavimento.
Oggi le tubazioni idriche di adduzione dell’acqua, cioè quelle che portano
l’acqua ai sanitari, dovrebbero essere assolutamente SENZA GIUNZIONI
sotto al pavimento. In questo modo la tubazione, di solito in materiale
multistrato, non può essere soggetto a rotture poiché un pezzo intero parte
dal collettore di distribuzione fino alla destinazione.
Così facendo, oltre ad eliminare le perdite (importante è testare l’impianto
prima di ricoprire le tubazioni), non ha possibilità di rompersi e si ha la
possibilità di chiudere ogni singolo tubo, isolando il singolo sanitario che,
magari, deve essere sostituito o su cui va fatta manutenzione.
Per quanto riguarda la parte di scarico, è molto importante che esso non sia
realizzato in PVC (tubo arancione ancora oggi molto usato), ma che sia
realizzato in materiali più resistenti ma, soprattutto, insonorizzati. Uno dei
fastidi più comuni, in un’abitazione, è il rumore degli scarichi da cui, oltre
l’acqua, passano i rumori del quotidiano delle persone. Oggi, mediante
l’utilizzo di apposite tubazioni, si può eliminare il fastidioso rumore.
1.4.5. Fotovoltaico
L’impianto solare fotovoltaico è costituito da “celle” che riescono a
catturare i raggi solari convertendoli in energia elettrica.
Nonostante la tecnologia di questo tipo di impianti sia in costante
evoluzione, già oggi su può ottenere un buon risultato con l’istallazione di
un numero di pannelli piuttosto contenuto. Con 4 pannelli, per una
superficie di circa 7 mq, si riesce a produrre 1 KW di potenza elettrica,
sufficiente a coprire il 40% dei consumi di una famiglia media.
La Regione Lazio ha reso obbligatoria, nelle
nuove costruzioni, l’installazione di sistemi di
produzione di energia elettrica da fonti
rinnovabili per almeno 1 KW per ogni
appartamento ed il fotovoltaico è una di esse,
forse la più facile da applicare in ambito
residenziale.
Nelle abitazioni dotate di pompa di calore per la produzione dell’acqua
calda del riscaldamento e dell’acqua fredda del raffrescamento,
l’installazione di pannelli fotovoltaici risulta molto vantaggiosa poiché
riesce a coprire in parte o tutto il consumo elettrico per il riscaldamento.
Qualora l’abitazione sia una costruzione a basso consumo energetico, la
poca energia necessaria potrà essere quasi interamente prodotta dal sole.
1.4.6. Solare termico per acqua calda
La produzione di acqua calda nelle abitazioni è uno dei più importanti
dispendi energetici. Produrre acqua in modo istantaneo richiede notevoli
quantità di energia. In una casa efficiente è controindicata la produzione
istantanea poiché è necessario mandare il generatore, per esempio la
caldaia, alla massima potenza, con consumi quadrupli rispetto al
funzionamento a regime. Il miglior sistema è quello di immagazzinare
l’acqua calda in appositi boiler molto coibentati ed alloggiati in vani caldi,
tenendo l’acqua sempre a temperatura. In questo modo si ha sempre una
grande quantità di acqua calda pronta all’uso e la caldaia può svolgere il
lavoro di ripristinare la temperatura della stessa appena scende, ma con
molto più tempo e risparmiando molta energia. Inoltre l’acqua che viene
riscaldata dalla caldaia dovrebbe essere sempre preriscaldata dall’impianto
solare poiché anche in inverno questo impianto riesce, nelle giornate più
soleggiate, a fornire molta energia.
E’ poi necessaria una distribuzione dell’acqua in tubazioni coibentate e,
possibilmente, avere un circuito di “ricircolo” che permetta di avere l’acqua
sempre vicina e non dover attendere molto tempo prima che esca dal
rubinetto, con evidente risparmio di quantità di acqua.
1.5. Bassissimi consumi energetici
Un’abitazione che è costruita seguendo questa guida dovrebbe garantire
un elevato standard qualitativo e un alto risparmio nella gestione.
Grazie infatti alle strutture particolarmente coibentate si ottiene una
notevole diminuzione di dispersioni termiche verso l’esterno e,
conseguentemente, la necessità di pochissima energia per riscaldare o
raffrescare le abitazioni.
Oltre all’involucro edilizio, cioè alla “pelle esterna” di una costruzione, è
anche molto importante, come abbiamo visto, avere impianti efficienti e,
possibilmente, cercare di alimentarli con fonti energetiche rinnovabili.
Una casa con queste caratteristiche può definirsi a bassissimo consumo
energetico o ad “energia quasi zero”.
Recentemente la Comunità Europea ha imposto agli stati membri che, a
partire dal 2020, tutte le nuove costruzioni siano “edifici ad energia quasi
zero”.
Questo significa che, quello che oggi solo alcuni costruttori e progettisti
mettono in pratica, tra poco sarà uno standard e le abitazioni costruire in
modo “tradizionale” subiranno una drastica svalutazione.
D’altronde i costi energetici sono destinati a salire poiché le fonti
energetiche fossili (carbone, petrolio, gas naturale) sono in esaurimento o
comunque molto più dispendiose da estrarre e trasportare. L’energia
nucleare è stata, per motivi di sicurezza, abbandonata da molti paesi e
quindi, oltre all’utilizzo di fonti energetiche pulite, che però ancora sono
poco efficienti e molto costose, l’unico vero risparmio sarà quello di
limitare le necessità energetiche e quindi di avere una casa che consumi
poco.
Si pensi che un’abitazione certificata in classe A
può arrivare a ridurre i costi di riscaldamento e di acqua calda anche del
90%.
L’importante è avere molto chiaro il concetto di risparmio energetico
poiché ancora oggi, le aziende vendono prodotti come “a basso consumo”,
solo perché hanno installati impianti fotovoltaici o pannelli per l’acqua
calda. E’ come se avessimo un secchio bucato per l’acqua e avessimo un
pozzo la cui acqua è gratuita. Se dicessimo che questo è un sistema a basso
consumo poiché l’acqua è gratis, mentiremmo. Il vero sistema di risparmio
sarebbe quello di tappare i buchi del secchio senza sprecare acqua.
Ebbene, questo è quello che spesso accade: si hanno case “colabrodo” che
disperdono molta energia, ma si riempiono di pannelli fotovoltaici
spacciandole per case a basso consumo.
La casa ad energia quasi zero, invece, è quella la cui eccezionale
coibentazione dell’involucro garantisce di aver bisogno di basse quantità di
calore. Solo a quel punto è opportuno produrre quel calore con fonti
rinnovabili.
1.6. Ecosostenibilità
Una casa ecologica non è solo una casa che ottimizza e migliora il risparmio
energetico, ma è una “casa sana” per te e per l’ambiente, perché non
produce sostanze nocive per te e non inquina l’ambiente.
I materiali usati spesso in edilizia non sono naturali, ma sono nella maggior
parte dei casi modificati dalla tecnologia e dalla chimica che li rende
scadenti e impropri, rendendoli altamente inquinanti all’interno della casa
causando forti problemi per la sicurezza ambientale e per la salute degli
abitanti.
Di seguito alcuni accorgimenti per una casa ecosostenibile:
le vernici, gli isolanti e in generale i materiali quali colle, schiume o altri
utilizzati non devono contenere materiali chimici con mercurio, piombo
e amianto e non devono emettere sostanze tossiche, come la
formaldeide. Esistono specifiche certificazioni in merito alle emissioni
tossiche anche dopo la posa. La colla per parquet, ad esempio, è una
delle sostanze più tossiche, ma esistono anche quelle a bassa emissione
o addirittura naturali;
i pavimenti, qualora in ceramica, dovrebbero essere prodotti almeno in
parte con materiali riciclati;
dovrebbe essere particolarmente curato il risparmio idrico mediante
vari accorgimenti:
o riciclo delle acqua grigie (provenienti da lavandini, docce e
vasche) che, dopo adeguata depurazione, possono essere
inviate agli sciacquoni o utilizzate per irrigazione o lavaggio dei
pavimenti;
o riciclo delle acque piovane mediante raccolta e filtrazioni, per
uso irriguo o per le cassette di scarico;
o utilizzo di rubinetti con miscelazione aria/acqua e limitatori di
portata per impedire un consumo eccessivo;
le pavimentazioni esterne al piano terra dovrebbero essere di tipo
DRENANTE, cioè dovrebbero permettere il passaggio dell’acqua
affinché essa torni nel suolo e nelle falda da cui è venuta. Cementando
le aree esterne, infatti, si impedisce all’acqua di andare di nuovo in
terra, perché essa viene convogliata nelle fogne. Questo è diventato
anche un grosso problema in caso di forti piogge (basti pensare ai
continui allagamenti nelle nostre città in presenza di forti acquazzoni),
poiché le fogne non sono in grado di accogliere tutta l’acqua piovana.
Creando superfici drenanti (terra, prato, ciottoli, etc…) non si
sovraccaricano le fogne e si riforniscono le falde acquifere da cui poi
viene prelevata l’acqua.
Nella regione Lazio c’è un’apposita normativa in proposito.
1.7. Certificazioni
1.7.1. Certificazione energetica nazionale
Per sapere quali saranno i consumi dell’appartamento che si vuole
acquistare bisogna richiedere al costruttore l’ACE Attestato Certificazione
Energetica, che è da qualche tempo obbligatorio al momento del rogito e
che quindi deve essere fornito dal venditore.
Il certificato energetico è redatto dal certificatore abilitato, che analizza e
valuta lo stato energetico dell’immobile e ne calcola le prestazioni.
Diversi sono gli elementi che vengono presi in considerazione,
dall’isolamento delle pareti murarie e del tetto, agli infissi, dall’impianto di
riscaldamento e climatizzazione alla eventuale presenza di impianti
rinnovabili. Il certificatore compilerà poi un documento – l’ACE – dove
indicherà l’esito e l’IPE, vale a dire l’Indice di Prestazione Energetica.
La certificazione energetica presenterà inizialmente i dati dell’immobile
“specifiche dell’immobile” (indirizzo, anno di costruzione, informazioni
catastali) e il nome del certificatore.
I “dati generali” con la zona climatica (temperatura e gradi), superficie e
volume della casa riscaldata, trasmittanza di pareti, coperture e tipologia
degli impianti.
Si calcolano poi i “principali indicatori di prestazione energetica”, che sono:
• Fabbisogno specifico di energia primaria (climatizzazione invernale)
• Fabbisogno energetico specifico dell’involucro (climatizzazione
invernale)
• Fabbisogno energetico specifico dell’involucro (climatizzazione
estiva)
• Fabbisogno specifico di energia primaria (acqua calda sanitaria)
• Fabbisogno energetico specifico totale per usi termici
(riscaldamento e acqua calda)
• Contributo energetico specifico da fonti rinnovabili
Poi la scala della “classe energetica” (dalla A+ alla G) con l’indicazione di
quella dell’immobile e la “emissione di Gas a Effetto Serra in Atmosfera”,
che individua la quantità di CO2 (anidride carbonica) rilasciato dall'impianto
di riscaldamento.
1.7.2. Certificato di collaudo acustico
L’isolamento acustico è una caratteristica importante per garantire il
benessere ambientale nella nostra casa. Il DPCM del 1997 “Determinazione
dei requisiti acustici passivi degli edifici”, è la norma che individua i limiti di
isolamento acustico di un edificio, accanto ad esso nel 2010 è stato
emanata la UNI 11367 “Classificazione acustica delle unità immobiliari.
Procedura di valutazione e verifica in opera”, che individua le classi in base
all’analisi dell’immobile e alle misure fonometriche.
Le classi acustiche sono quattro: si parte dalla classe I, la più silenziosa fino
ad arrivare alla classe IV, la più rumorosa.
In Italia la classificazione acustica
degli edifici, e quindi la loro
certificazione, è ancora oggi solo
volontaria, ma le nuove
costruzioni e le ristrutturazioni
non possono sottrarsi dal
seguire tecniche particolari per
il miglioramento dell’isolamento acustico dell’edificio e dall’utilizzare
materiali fonoisolanti.
Spetta a noi richiedere al costruttore le metodologie utilizzate per garantire
il comfort acustico dell’edificio.
In ambito edilizio le imprese di costruzione usano solitamente le cosiddette
tecniche di insonorizzazione , che combinano i materiali fonoisolanti con
quelli fonoassorbenti, così da unire la capacità di ostacolare il rumore a
quella assorbente (effetto dissipativo).
I muri divisori sono il primo elemento importante per avere un buon
isolamento acustico. È meglio scegliere partizioni realizzati con laterizi
pesanti (mattoni semipieni) e materiale isolante fonoassorbente in
intercapedine, o pareti a secco (ad esempio in lastre di gesso rivestito, i
gesso fibra) sempre con materiale isolante in intercapedine.
Un punto debole si ha poi nelle facciate con le finestre e le varie aperture
verso l’esterno, in questo caso bisogna fare molta attenzione alla scelta del
vetro (almeno doppio vetro, stratificato, basso emissivo), ai serramenti che
siano capaci di una perfetta tenuta dell’aria (meglio quelli con guarnizioni
doppie, che eliminano possibili spifferi), ai cassonetti delle tapparelle
(meglio utilizzare quelli con prestazioni fonoisolanti certificate) e alle
eventuali bocchette di aerazione.
Nel caso avessimo vicini al piano superiore, non possono essere trascurati i
rumori impattivi, vale a dire al calpestio. Il problema si risolve isolando il
pavimento o il soffitto.
Anche le tubature idrauliche possono essere, se non direttamente
preisolate, ricoperte di materiale fono isolante, così da evitare fastidiosi
rumori degli impianti.
1.7.3. Certificato di conformità degli impianti
La dichiarazione di conformità di un impianto è il documento, rilasciato dal
tecnico installatore dello stesso, con il quale si attesta la sua conformità
alle norme vigenti e alle specifiche tecniche richieste.
Questo documento venne istituito per la prima volta con la legge n. 46 del
1990, ormai sostituita dal Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008,
nato con l’intento di riordinare in un unico provvedimento legislativo le
norme vigenti relative alla sicurezza degli impianti.
Lo scopo è stato anche quello di garantire la sicurezza e l’incolumità
pubblica, scongiurando soprattutto gli incidenti domestici dovuti al cattivo
funzionamento degli impianti.
L’impresa installatrice è tenuta alla consegna del certificato di conformità,
al termine dei lavori di installazione di un impianto di qualsiasi tipo o del
suo integrale rifacimento.
La dichiarazione di conformità di un impianto deve contenere una serie di
dati obbligatori, così come da modello approvato dal Ministero del Lavoro,
come il tipo di impianto, i dati del responsabile tecnico dell’impresa, del
committente e del proprietario dell’immobile, i dati relativi all’ubicazione
dell’impianto, i materiali impiegati e la rispondenza alle norme vigenti.
Il certificato deve contenere una serie di allegati, la cui assenza ne
determina la nullità, che sono:
il progetto dell’impianto, obbligatorio solo per immobili con determinate
caratteristiche dimensionali;
lo schema di impianto (laddove non c’è il progetto);
la relazione tipologica (o elenco dei materiali);
il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio della ditta.
La Dichiarazione di conformità deve essere redatta in diverse copie, che
vanno consegnate all’utilizzatore dell’impianto e al committente, due delle
copie vanno firmate dal committente per ricevuta, e una di esse deve
essere presentata dall’installatore allo Sportello Unico dell’Edilizia del
comune in cui è ubicato l’impianto.
In sede di rogito notarile controlla che il costruttore ti abbia rilasciato:
Dichiarazione di conformità dell’impianto idrico, termico, gas,
riscaldamento;
Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico con la
classificazione ai sensi della nuova norma CEI 64 8 variante 3.
2. DIRITTI E GARANZIE DELL’ACQUIRENTE
L’acquisto di una casa è uno dei passi più
importanti da compiere, decisione che non
puoi prendere in maniera impulsiva.
Molti sono i documenti da preparare, le
decisioni da prendere ed uno dei momenti
più belli che una persona può vivere può
trasformarsi in un incubo fatto di burocrazia,
indecisione e paura di fare la scelta sbagliata.
Di seguito troverai una serie di diritti e garanzie che spettano a tutti coloro
che, come te, stanno acquistando la propria casa.
Alcune di essi sono un obbligo di Legge mentre altri sono garanzie
irrinunciabili che ti dovrebbero essere offerte da ogni Costruttore per un
acquisto sereno e sicuro.
• Obbligo di legge
Contratto compravendita dettagliato: hai diritto ad avere un
contratto di compravendita dettagliato e puntuale dove vengano
fissati tempi certi di consegna, modalità di pagamento, estremi della fideiussione (di
cui si parlerà di seguito);
Polizza fideiussoria a tutela dei tuoi versamenti: le somme che
versi dal momento del compromesso fino al trasferimento della
proprietà, devono essere garantite da un’assicurazione fornita dal
Costruttore. Tale polizza ti permetterà di riavere indietro i tuoi soldi
(IVA e spese comprese) in caso di fallimento dell’impresa da cui hai
acquistato. Senza tale fideiussione rischi i risparmi della tua vita!
Assicurazione postuma decennale: nonostante il Costruttore sia
responsabile per 10 anni della casa che ha costruito, potresti avere
dei problemi a richiedere la sua assistenza dopo la consegna della
casa, soprattutto col passare degli anni. Per questo il Costruttore
deve fornirti una polizza assicurativa di 10 anni a partire dal
completamento della costruzione e che coprirà eventuali danni
strutturali derivanti da una carenze costruttive che possono
compromettere l’abitabilità della casa;
Certificazione antisismica: la tua casa dovrà essere costruita
seguendo i rigorosi standard di sicurezza in materia antisismica. La
nostra zona è stata classificata come a rischio medio/alto e questo
comporta importanti modifiche alle modalità costruttive. E’ un tuo
diritto avere un certificato di collaudo strutturale in cui venga
garantita la conformità alle Leggi vigenti;
Certificato energetico: secondo la direttiva europea 2010/31/UE
entro il 2020 tutte le abitazioni di nuova costruzione dovranno
essere ad “energia quasi zero”. Questo significa che tutte le
abitazioni nuove dovranno essere costruite in modo da non
consumare nulla. La classe energetica assumerà allora un valore
fondamentale e gli edifici che necessitano di molta energia
perderanno valore. Poiché la casa è un bene destinato a durare
molto tempo, già oggi devi preoccuparti dell’acquisto che fai.
E’ un Tuo diritto avere il certificato energetico.
Conformità dell’impianto elettrico: gli impianti elettrici di nuova
realizzazione devono avere una dichiarazione di conformità alla
nuova normativa che assegna loro un livello prestazionale: 1, il più
basso, 2 intermedio, 3 elevato. Tale dichiarazione è
importantissima perché senza di essa non si può procedere alla
vendita dell’immobile. Pretendi di sapere in che livello sarà
l’impianto elettrico della casa che stai per acquistare. Garantire
anche il livello 1 è comunque un gran salto di qualità rispetto agli
impianti realizzati secondo la vecchia normativa.
Conformità degli impianti idrico/termico/sanitario: tutti gli
impianti devono avere la dichiarazione di conformità che deve
esserti consegnata con l’immobile. Ricorda che senza tali certificati
non potrai vendere il tuo immobile in futuro e non potrai fare gli
allacci alle utenze.
• Garanzie del costruttore
Polizza sulle impermeabilizzazioni: una buona casa dovrebbe avere
una specifica garanzia sulle impermeabilizzazioni, almeno per 10
anni, poiché le infiltrazioni d’acqua sono una delle cause di più
veloce deterioramento dell’immobile e uno dei problemi di più
difficile soluzione. Con una assicurazione apposita, che può anche
essere parte della polizza decennale di cui ai punti precedenti, puoi
dormire sonni tranquilli;
Parti comuni finite: presta molta attenzione a cosa il Costruttore
promette di fare per le parti comuni: esse dovrebbero essere
completate e pronte all’uso. Pretendi che sul contratto sia
specificato cosa è compreso non solo per il tuo appartamenti ma
anche per le parti condominiali.
Spesso sono escluse molte opere (allacci delle utenze, recinzioni,
cancelli elettrici, illuminazione esterna o dei balconi, cassette
postali etc…) la cui realizzazione comporta ingenti spese successive
o comunque notevoli disagi;
Libretto d’Uso e Manutenzione: le abitazioni di oggi sono molto
tecnologiche e richiedono un corretto utilizzo. Per questo è
importanti che il Costruttore fornisca un “libretto d’uso e
manutenzione” delle unità immobiliari e delle parti condominiali, denominato Fascicolo del
Fabbricato, proprio come avviene per l’utilizzo di un elettrodomestico. Richiedi
al costruttore se fornisce questo documento completo di foto e
disegni che aiutino a conoscere meglio la casa e mantenerla in
ottimo stato.
3. L’IMPRESA SI RESPONSABILIZZA
Sempre più aziende stanno apprendendo il fatto che il loro ruolo non
termina con la vendita di un prodotto, ma
prosegue anche dopo.
Si tratta di una consapevolezza che unisce
da un lato un approccio totale alla vita del
prodotto, dall’estrazione delle materie
prime allo smaltimento, magari
attraverso il riciclo, dall’altro una visione etica e rivolta al futuro.
Questa visione si chiama Responsabilità Sociale d’Impresa e se da un lato
molte aziende la stanno adottando, dall’altro sono sempre di più i cittadini i
quali pretendono che le proprie scelte siano eticamente e ambientalmente
sostenibili.
La responsabilità sociale d’impresa rappresenta un valore di qualità
complessiva della vita.
Per avere la certezza di un acquisto sicuro e di qualità affidati a costruttori
affidabili che hanno alle spalle uno storico solido e che hanno fatto della
qualità, della sostenibilità ambientale e della tua salute la loro mission.
Rivolgiti solo a costruttori che:
riescono a darti informazioni chiare e dettagliate e diffida da chi ti
risponde in maniera vaga e incompleta;
ti danno la possibilità di consultare tutti i documenti che richiedi;
ti garantiscono un’assistenza post vendita;
utilizzano materiali di qualità, non inquinanti, a garanzia della tua salute
e di chi lavora.
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