Raffaele Trabace
Atti
fatti
e misfatti
notarili
OGNI RIFERIMENTO A LUOGHI, FATTI E PERSONE E’ PURAMENTE CASUALE
1
INDICE
Antefatto ………………………………………………………………… 3
I – NOTAI FANTASTICI
A proposito di protocolli ………………………………………………………………………….. 6
Arriva il notaio …………………………………………………………………………………….. 9
‘U ciùcciu ………………………………………………………………………………………... 10
La regola dei polli ……………………………………………………........................................... 11
Gallo ………………………………………………………………………………………………. 13
Dott. Ing. Giuseppe Paternoster – notaio ……………………………………………………… 14
Scusi a quanto ammonta il lascito? …………………………………........................................... 15
Procacciatori di notai ……………………………………………………………………………. 16
Coniglio incartato ……………………………………………………........................................... 17
Gavino analogico ………………………………………………………………………………… 18
Coniglio digitale ………………………………………………………………………………….. 20
Gavino for President …………………………………………………………………………….. 23
Fedino il cane di Gavino ………………………………………………………………………… 26
II - NOTAI VIRTUALI
Dl 78 Blob - Lista Sigillo 2010…………………………………………………………………... 28
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Antefatto
S. Hai letto?
C. Sì ho letto: ogni riferimento a luoghi, fatti e persone è puramente casuale!
S. Strani individui questi notai scrittori, dicono e si contraddicono, dichiarano e
rettificano, annunciano e rinunciano, avanzano e rinculano, insomma buttano il sasso
è poi nascondono la mano!
C. Già e oltretutto non si accorgono quando la frittata è fatta.
S. In che senso?
C. Intendo dire che i personaggi una volta usciti dalla penna cessano di essere
fantastici e acquistano una loro realità, anche se con un “forte quoziente di
soggettività.”
S. Ma come ca … parli? Non puoi dire più semplicemente che non esistono
personaggi della fantasia, che è tutta una scusa per camuffare realtà scomode da
digerire?
C. Sì e poi, oltretutto, caro collega Sanna-Carboni, il discorso non ci riguarda, dato
che noi esistiamo, siamo esistiti ed esisteremo sempre.
S. Come notai o come cialtroni?
C. Adesso non esageriamo!
S. Scusa ho preso a prestito dall’Avv. Guerrieri, il protagonista dei legal thriller di
Carofiglio, quando, ricordando della sua adolescenza, a un certo punto dice più o
meno: poi dopo la maturità, come la maggior parte dei cialtroni, ci iscrivemmo a
giurisprudenza!!!
C. Stiamo andando fuori tema.
S. Hai ragione. Parliamo di noi.
C. Da dove incominciamo?
S. Se partissimo dalle origini, al povero Trabace non rimarrebbe più il benché
minimo spazio!
C. Direi di circoscrivere l’indagine agli anni a cavallo tra la fine del duemila e l’inizio
di questo secolo.
S. Sono d’accordo, direi che i maggiori danni fatti e subiti dalla categoria si sono
verificati negli ultimi dieci anni. Con ciò non voglio dire che prima fossero tutte rose
e fiori. Ma il principio homo homini notarus si è affermato in maniera esponenziale
proprio in questo decennio.
C. Scusa ma il detto non era homo homini lupus?
S. Sì, ma evidentemente Hobbes ignorava che i lupi sono mammiferi ricchi di spirito
3
cooperativo e di sensibilità.
C. E i notai?
S. E lo chiedi a me? Non ti sei mai chiesto come mai da qualche anno a questa parte i
nostri governanti continuano a parlare di unità di intenti, di spirito di corpo e simili?
E’ perché non sanno che pesci pigliare. Si rendono conto che il bubbone da un
momento a l’altro può scoppiare e prendono tempo.
C. Scusa ma il problema non era il nemico esterno?
S. Anche tu credi a questa favola? I trapassi di autoveicoli li facevano, come li
facevano, solo quattro gatti! La sottrazione delle cancellazioni si può dire sia stato un
piccolo contributo del notariato al sacrificio collettivo sull’altare del dio consumatore.
La perdita delle cessioni di quote un “compromesso” con il potere politico.
C. E quindi?
S. E quindi, caro collega Coniglio, è venuto il tempo di aprire gli occhi. E’ ora di
abbandonare “il tremulo servilismo degli agnelli sacrificali … la remissività vigliacca
e l’oblazione vittimistica”!
C. Vuoi dire che è ora di ribellarsi?
T. Cari colleghi Sanna-Carboni e Coniglio, adesso basta! Il libro è mio è me lo scrivo
io come mi pare e piace. Le vostre esternazioni vi prego di andarle a fare altrove!
4
I
NOTAI FANTASTICI
“Il notaio è prima di tutto un narratore. Narrando fa delle persone che ne chiedono
l’aiuto i personaggi della sua storia di quel giorno.” (A. Bortoluzzi)
5
A proposito di protocolli
Ai tempi in cui con venti lire si compravano sfuse due sigarette, una esportazione (12
lire) e una nazionale (8 lire), i protocolli si acquistavano a cinquine, se non ricordo
male a due lire l' uno.
In città si trovavano nelle cartolerie, nei paesi in quei negozi, veri e propri centri
commerciali ante litteram, che vendevano dai chiodi ai martelli, alle tenaglie, dal
sapone da barba, ai pennelli, al Floid, dallo spago alla carta per i pacchi e per altri usi,
anche intimi, dalle lampadine agli accessori per il bagno, dai concimi alle falci, dalla
pietra pomice al ddt e anche generi alimentari a lunga conservazione.
I titolari di quelle "strutture" non erano dei comuni negozianti ma dei veri e propri
professionisti del commercio che assistevano i clienti (allora si chiamavano così) con
capacità, competenza e pignoleria quasi notarili.
I protocolli non erano tutti uguali, differivano, a seconda dell'uso cui erano destinati,
per le dimensioni, per il peso e per la qualità della carta, che poteva essere verificata
attraverso la filigrana, mettendo il foglio in controluce.
In uno di quei "negozi" di paese entrò un giorno il giovane scrivano di un notaio
chiedendo:
"Mi date dieci protocolli?"
Treppatate, così era soprannominato il proprietario rispose:
"Per che uso?"
Treppatate sentiva ancor di più l' importanza del suo ruolo quando si rivolgeva a
interlocutori ritenuti colti in proprio o per conto altrui.
L' unico suo cruccio era il soprannome che come tutti i paesani si portava dietro a
malincuore da sette generazioni. Anche se il suo traeva origini da qualche frase
maldestra pronunciata da un suo avo in qualche circostanza non meglio precisata,
mentre altri rappresentavano dei veri e propri marchi d' infamia e altri ancora
certificavano in maniera impietosa difetti fisici, psichici o comportamentali dei loro
titolari. Si ricordavano, tra gli altri, cervellino, ciucciarello, cecatello, cavapozzi,
braghestrette, diavolicchio, farfallone, gallozoppo, grattaculo, moschino, moscone,
mezzoculo, ninconanco, ricottaro, scazzarello, toscanese, tartaglione, verminculo e
altri ancora.
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Qualche volta il soprannome coincideva con il cognome, come nel caso di “coniglio”
e raramente
indicava anche qualità e prerogative, come per "pezzodiferro" e
"mazzatosta".
"Credo per scrivere gli atti notarili" rispose lo scrivano.
"La risposta non mi piace, devi essere più preciso”.
"In che senso?"
"Benedetto ragazzo, devi sapere che i protocolli non sono tutti uguali. Prima di tutto
dovresti dirmi di che qualità li vuoi."
"Ma che volete che ne sappia, il notaio mi ha detto di prendere e far segnare a
Treppatate dieci protocolli". Allora i conti della spesa venivano regolati a fine mese
anche col sistema del baratto.
"Prima di tutto devi dire al tuo caro notaio che io mi chiamo Carbone e non
Treppatate e poi mi devi spiegare, come ti ho già detto, l' uso che ne dovete fare dei
protocolli, non basta dire che ci dovete scrivere sopra degli atti".
"Scusate signor carta Carbone ... scusate signor Carbone, io ho riferito semplicemente
quello che mi è stato comandato".
"Va bene, allora ti spiego qualcosa sui protocolli.
Come ti dicevo non sono tutti uguali. Cambia la qualità della carta. Se dovete scrivere
per es. un contratto di nozze tra persone importanti io consiglio il tipo liscio
riflettente, che farebbe un bell'effetto, specie per le copie che le parti poi vorranno
sicuramente far vedere ai parenti. E poi, caro ragazzo, c'è il peso della carta,
vogliamo trascurare questo dettaglio importante? Ci sono quelli da 25 gr/mq che
vanno bene per le copie interne, quelli da 48 gr/mq che vanno bene per la seconda
copia e quelli da 60 gr/mq che possono andar bene anche per l' originale qui in paese.
Però ti faccio una confidenza, ma non dirlo al notaio sennò quello si offende, ho
saputo che in città i grossi studi di notai e avvocati ormai usano i fogli da 80 gr/mq e
addirittura da 110 gr/mq. Ma credo che in quelli, per quello che costano, si possono
scrivere solo atti importanti, non certo le vendite delle vigne o dei sottani che fate
voialtri.
“Interessante!”
“Che credevate tu e il tuo notaio che io vendessi tuberi?
7
E la distanza tra le righe poi dove la mettiamo?”
“Che distanza?”
“Devi sapere che se ci scrivete su con la penna la distanza è irrilevante ma se doveste
scrivere a macchina bisogna trovare la distanza giusta, altrimenti la scrittura può
venire troppo sulla linea o troppo sopra”.
Lo scrivano era bocca aperta a imparare i protocolli, quando entrò nel negozio l'
avvocato “furbacchione” che con tono deciso: “Treppatate mi date venti protocolli,
carta extrastrong, peso ottanta, testata alta, spazio cinque”.
Sorpreso e anche un po' deluso da quella richiesta così rapida, precisa e dettagliata,
che non ammetteva repliche, nell'occasione Treppatate non fece caso nemmeno al
soprannome.
8
Arriva il notaio
In un paesino marinaro della Sicilia (ma la storiella si adatta anche a un paesino
lumbard - basta cambiare nomi e dialetto e al posto del mare metterci il lago) in un
torrido
pomeriggio
di
agosto
di
un
anno
imprecisato.
Nel patio antistante uno studio notarile sono riuniti gli eredi (fratelli, figli di fratelli
premorti, consorti e pronipoti al seguito, insomma una nutrita schiera di persone) di
compare Turiddu (celibe e senza discendenti, deceduto ab intestato qualche anno
prima) per addivenire alla divisione bonaria dell'eredità del medesimo de-cuius (a
proposito: i notai dell'inchiostro dicevano che normalmente i "chiamati" si
muovevano col morto ancora caldo sul letto - oggi, nell'era delle tecnologie, può
accadere che si mettano in moto anche col "morto ancora vivo", ma non è il nostro
caso).
Si vocifera che l'atto sia già pronto (alcuni notai "artigiani" usano, come si dice in
gergo, redigerli al momento - col rischio, però, di cadere nel paradosso del giovane
notaio di Aliano che, avendo memorizzato lo schema della vendita della vigna col
pozzo, ai contadini che gli chiedevano di predisporre seduta stante una vendita di
vigna senza pozzo aveva risposto: se non c'è il pozzo l'atto non si può fare!) e che sia
soltanto da leggere e firmare, ma che il notaio, preso da improvvisa calura, sia andato
a darsi una rinfrescatina al mare.
Le parti attendono pazienti, anzi volentieri, l'occasione è propizia per raccontarsi tra
persone venute da ogni parte dell'Italia, gente che si incontra soltanto a matrimoni e
funerali. E sono così presi nelle loro conversazioni che non fanno nemmeno caso a
un giovanotto in maglietta e pantaloncini che sta per varcare la soglia dello studio.
Nello stesso istante il segretario (lì usano più delle segretarie) rivolto agli astanti con
tono quasi minaccioso:
lu nutaru ... lu nutaru!!!
La platea ha un attimo di esitazione, poi balzano tutti in piedi e applaudono
fragorosamente!
9
‘U ciùcciu
La segretaria era entrata nella stanza del notaio Gavino Sanna-Carboni trafelata !
"Cos' è successo ?" le aveva chiesto;
"Niente, di là c' è un signore che chiede di fare una procura per ...";
"E dov' è il problema, noi siamo esperti anche in procure, o come le chiamano qui:
precure o dediche!";
"Il fatto è che questo signore vuol fare una procura per vendere ... un asino, anzi un'
asina!";
" 'U ciùcciu ?";
"Come ?";
"No niente, fallo accomodare."
Ormai Sanna-Carboni aveva alle spalle una lunga militanza sul campo e non poteva
certo cavarsela come il giovane collega di Grassano che quando non sapeva che pesci
pigliare se ne usciva dicendo: "Mi dispiace non si può fare!".
Perciò fece accomodare il cliente e gli chiese di esibire la relativa documentazione.
Il buon sardo, perché sardo come lui era il richiedente, esibì diligentemente non solo
una denuncia di successione, nella quale il cespite asina era esattamente identificato
in una con altri beni, ma anche il "libretto di circolazione" della povera bestia, con
tanto di timbri e attestazioni del Comune di iscrizione.
" La Sardegna, l' anagrafe degli animali", pensò tra sé e sé, dopo di che sbottò: "ma
certo ! l' abigeato!, come non ci aveva pensato prima, gliene aveva parlato spesso
anche suo nonno, notaio alla sede di Nuoro.
Al che non ebbe più dubbi e seduta stante dettò alla dattilografa:
Tizio conferisce speciale procura a Caio, affinché in suo nome, vece e conto, in
concorso con gli altri aventi diritto, venda alle persone, al prezzo e alle condizioni
che riterrà più convenienti:
- un capo equino di specie asino, di sesso femmina;
iscritto all' anagrafe del Comune di... con il n. ...
segni particolari ...
etc, etc.
10
Qualche giorno dopo, un noto quotidiano economico titolava dalla rubrica "All'
indice" della prima pagina "Asini con passaporto", perché Sanna-Carboni non avevo
resistito alla tentazione di raccontare il fatto agli amici, e tra questi vi era un
giornalista proprio di quel quotidiano, che non si era fatta sfuggire l' occasione.
In periodi di dimagrimento anche una procura, come diceva S. Satta, “fa bollire la
pentola”.
11
La regola dei polli
Un contadino del sud emigrato nella metropoli del nord, dopo stenti, sacrifici e
sudore della fronte realizza alla fine il suo giusto sogno di comprarsi un appartamento
nuovo in condominio. E non gli sembra vero, avendo ancora vivo il ricordo della
promiscuità vissuta col "ciuccio" e altri animali domestici nello "iuso" del suo paese
di origine.
Si sente ben disposto verso questa nuova e affascinante figura del Condominio e da
buon condomino intende osservarne le regole e rispettarne i divieti.
Ma qualche momento prima della firma del rogito manifesta la speranza che non
venga spezzato definitivamente il filo che lo lega al suo recente passato e affida
questo desiderio al costruttore, ma in special modo alla sensibilità del notaio Gavino
Sanna-Carboni.
E Gavino, notaio antico dell'inchiostro, comprende e lo esaudisce scrivendo:
Patto Speciale: sulle porzioni di terreno comune, assegnate in uso esclusivo ai singoli
appartamenti, non potranno essere erette costruzioni di qualsiasi genere e natura, né
potranno i terreni stessi essere adibiti a deposito di merci o allevamento di qualsiasi
animale. E' tollerato soltanto il mantenimento di tre polli.
12
Gallo
Primo Gallo è un personaggio umorale, manifesta le sue ultime volontà un paio di
volte all'anno. Per fortuna nella forma dell'olografo depositato fiduciariamente che è
un risparmio per lui e qualche seccatura in meno per il notaio Secondo Noia.
La “mania” del testamento gli è venuta dopo la vicenda giudiziaria che lo ha visto
protagonista qualche anno fa.
Una giovane procace ucraina gli si era offerta di fargli da badante e lui, da poco
rimasto vedovo e senza figli, affascinato anche dai modi affabili e gentili della
ragazza, le aveva donato, riservandosene l' usufrutto, la sua casa con l' onere di
assisterlo e prestargli cure e medicine in caso di malattia.
Ma si diceva che ricevuta la donazione la beneficiata si fosse pian piano allontanata
dai suoi obblighi, cosicché Gallo sarebbe caduto in uno stato di profonda
prostrazione se il notaio Secondo Noia non gli avesse ricordato che su suo consiglio
nell' atto era stata inserita la clausola di risoluzione della donazione per
inadempimento dell' onere che lo faceva stare ora in una botte di ferro.
Galina Cicova, così’ si chiamava la badante, capita l' antifona aveva abbandonato
definitivamente il tetto “coniugale” e qualche tempo dopo il tribunale aveva
dichiarato la risoluzione e restituito a Gallo la piena proprietà dell'abitazione.
Si vociferava anche che la Galina fosse stata costretta a defilarsi per le avances del
Gallo che, nonostante l' età, evidentemente aveva equivocato sul significato della
parole assistenza e cure.
Dopo di che, ucraine o rumene che fossero, abbandonata l' idea delle donazioni in
vita, Gallo si era dato ai lasciti per causa di morte.
13
Dott. Ing. Giuseppe Paternoster – notaio
Un cliente si era rivolto al notaio Peppino Coniglio per avere un parere in merito a
una lettera raccomandata inviatagli da un certo notaio Paternoster.
La richiesta alquanto singolare aveva procurato a Coniglio un certo imbarazzo, dato
che lui aveva il massimo rispetto verso il prossimo in genere e per l' operato dei
colleghi in particolare.
Tuttavia aveva pensato che con la semplice lettura non avrebbe violato alcuna norma
deontologica e perciò si era riservato di esimersi eventualmente da qualsiasi
pronunciamento sulla questione.
La missiva iniziava con un “rispondo alla vostra cortese richiesta che voi sentite con
tutto il cuore “ e poi giù improperi e offese di ogni sorta nei confronti del
destinatario, apparentemente senza alcuna giustificazione.
Intento come era a cercare di coglierne il senso, Coniglio sulle prime non aveva
posto la dovuta attenzione su un particolare non secondario della lettera, e cioè l'
intestazione:
Notaio Dr. Giuseppe Paternoster
con sede in ...
Codice fiscale ...
Partita IVA ...
Capitale sociale Eu 100.998.000 versato
Registro delle imprese Tribunale di ... n...
C.C.I.A.A. di ... n. ...
Mentre nei giorni seguenti notaio e cliente stavamo ancora interrogandosi sul
significato di quella raccomandata, pervenne a Coniglio una proposta di
collaborazione da parte di un certo:
Dott. Ing. Giuseppe Paternoster
Progettazioni Architettoniche Esecutive
con sede in ...
capitale sociale ...
ecc.
ecc.
14
Scusi a quanto ammonta il lascito?
“Dottore mi scusi” esordì una vocina tremolante dall' altra parte del filo;
“che c' è?”;
“c' è al telefono la segretaria del dottor Melluzzi”;
“che cosa vuole?”;
“vuol sapere a quanto ammonta il lascito”;
“quale lascito?;
“il lascito dell' eredità Biagiotti per la Casa di Riposo degli Artisti”;
“dille di riferire al suo capo che se ci sono lasciti ed eventualmente a quanto
ammontano saranno comunicati ai beneficiari nei modi previsti dalla legge.”
In effetti la vicenda ereditaria del maestro Biagiotti aveva procurato al notaio
Coniglio non pochi grattacapi.
Peppino Coniglio non avrebbe mai immaginato che con il morto ancora caldo sul
letto si sarebbe scatenata tutta quella bagarre sulla destinazione del patrimonio del
compianto maestro.
E si era anche amaramente pentito di aver risposto alle domande dei giornalisti sul
testamento in suo possesso, dato che quelli, travisando le sue affermazioni di
carattere generale sulle quote di legittima e di riserva, il giorno seguente avevano reso
pubblici, inventandoseli di sana pianta, i nomi degli eredi e i beni loro attribuiti.
A complicare le cose si era messo poi anche un testamento americano scappato fuori
non si bene da dove e che aveva suscitato un acceso dibattito anche tra i notai più
esperti di diritto internazionale.
Comunque il patrimonio ereditario era così immenso che ce ne fu abbastanza per
tutti.
Come al solito Coniglio, più che da quelli notarili, aveva tratto le sue conclusioni dai
principi della saggezza popolare: chi muore giace, chi vive si dà pace!
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Procacciatori di notai
Alla fine degli anni settanta del secolo scorso nella metropoli meneghina e dintorni si
compravendevano circa tremila autoveicoli al giorno.
Sembra che il "trapasso" in tutte le sue fasi, ivi compresa la cd "raccolta" della firma
del venditore sulla "dichiarazione di vendita", venisse curato direttamente da Agenzie
specializzate che poi trasmettevano a studi notarili, altrettanto specializzati, l' atto di
vendita, confezionato in ogni sua parte, perché la struttura correlata, chiamiamola
così, provvedesse a completarlo con gli unici dettagli mancanti: la firma e il sigillo
del notaio!
Ma poiché, come spesso accade, a chi dai il dito, si prende anche il braccio, proprio
col braccio anchilosato dovette presentarsi davanti al magistrato il notaio Cassetta,
titolare di una di quelle "organizzazioni notarili", che, specializzatosi a tal punto e a
scapito di tutte le altre strutture similari, in un sol giorno pensò bene di farseli tutti e
tremila quei trapassi.
E' vero che Cassetta era lì lì per andare in pensione ma è vero anche che avrebbe
potuto distribuirli almeno nell'arco della settimana, cosicché l' inquirente per quanto
"indignato" non poté fare a meno di chiedergli:
"Scusi notaio ma come ha fatto a ricevere tutti quegli atti in un sol giorno?".
Alla domanda sembra che il nostro avesse replicato dicendo, con orgoglio:
"Sa io mi alzo presto la mattina!".
Lo scandalo ebbe il suo seguito e le regole di diritto dovettero esigere nuove forme
di rispetto.
E così le Agenzie fecero a gara per accaparrarsi, certo tra le nuove leve del notariato,
la disponibilità ad autenticare le firme su quei "maledetti" trapassi. Nacquero così i
procacciatori di notai, che cioè non procacciavano affari e clientela ai notai, ma
procuravano notai alle Agenzie di Pratiche Auto.
Ma la nuova professione ebbe breve durata e presto dovette lasciare il campo ad altri
tipi di “procacciatori”.
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Coniglio incartato
Negli ultimi tempi il mestiere del notaio è diventato molto complicato … indaga
anche sulla capacità finanziaria delle parti e se hai dei dubbi appioppagli una bella
denuncia, fai fare le varie menzioni, dai i numeri ... degli assegni, entra nella vita
privata dei mediatori, mettici anche l' ora, alla fine chi ne fa le spese?
Il solito notaio Coniglio.
Quello che gli è accaduto di recente, lo ha letteralmente prostrato.
La pratica era stata sofferta, ma lasciava presagire un lieto fine. I due si stavano
separando e dopo estenuanti trattative si erano accordati per la cessione dalla moglie
al marito della quota di alcuni immobili comuni.
All' atto del pagamento l' acquirente aveva esibito un assegno bancario che la
venditrice aveva rifiutato, esigendo un circolare. Nonostante Coniglio, per chiudere la
vicenda, avesse proposto ogni forma di garanzia, dalla clausola salvo buon fine alla
fideiussione notarile, la donna non aveva voluto sentire ragioni, anzi aveva detto al
marito che con quel pezzo di carta ci si poteva pulire il c ... !
Per cui tutto era stato rinviato al giorno successivo.
Ma non era finita.
La moglie non firmava se prima non gli veniva consegnato il circolare, il marito non
glielo dava se prima lei non firmava.
Coniglio aveva fatto appello a tutta la sua esperienza per venirne a capo. Aveva
chiesto e ottenuto che l’assegno fosse posato sul tavolo davanti a lui, che lo avrebbe
consegnato personalmente a sottoscrizioni avvenute.
E, fiero di se stesso, aveva letto, ammonito, descritto e riammonito, più che notaio si
sentiva giudice. E nel suo delirio giudicante, Coniglio indicò l' ora, i minuti e anche i
secondi, la venditrice appose la sua sottoscrizione, vi appose la sua l' acquirente,
sottoscrisse lui stesso, quando improvvisamente il marito, con un balzo felino, afferrò
l' assegno, lo appallottolò rapidamente e ... se lo mangiò!
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Gavino analogico
Gavino Sanna-Carboni è quello che oggi si può definire un notaio tradizionale.
Alle nove in punto, ogni mattina, scende dalla scala a chiocciola che collega l'
abitazione direttamente alla stanza di lavoro dello studio.
Con due squilli di citofono segnala il suo arrivo alla sua collaboratrice anziana, già
praticante, poi amante, ora compagna con promessa di matrimonio.
Gavino si sente più votato al celibato perché è convinto del fatto che, come diceva
suo nonno, “il matrimonio diventa impossibile a chi non riconosce la semplicità della
vita”. E la sua, come quella di tanti notai di oggi, si è alquanto complicata. Ma è un
uomo d' onore e assolverà il suo debito prima di andare in pensione, risparmiando
così anche sulla liquidazione.
Gavino non è bello ma si consola pensando, come Vitaliano Brancati ne il Bell'
Antonio, che il vivente più misterioso della terra è proprio l' uomo brutto.
Le sue collaboratrici hanno fisici minuti che col tempo si rimpiccioliscono sempre di
più; si muovono leggere quasi levitando, proprio come immaginava che fossero le
impiegate di uno studio notarile un noto comico ora in procinto di passare alla
politica. Purtroppo non più tra il mogano esse danzano ma tra orribili mobili laccati
che un architetto-mobiliere ha vivamente consigliato a Gavino che nell' occasione si è
convinto ancor di più della esattezza della definizione data da Flaubert nel Dizionario
dei Luoghi Comuni degli architetti: tutti imbecilli! Gavino consulta frequentemente
quel libricino per avere conferma delle opinioni che si va facendo sulle varie
tipologie di persone con le quali viene quotidianamente in contatto. Senza
dimenticare che lì vi è un riferimento pesante anche alla sua categoria. Notai: ormai
non c' è più da fidarsi. Qualche secolo fa!
Irritato sempre più dal traffico cittadino, Gavino fa casa e bottega. Ne guadagna in
tempo, salute e soprattutto denaro. Denaro e patrimonio che i Sanna-Carboni,
nonostante il loro “istinto di dissoluzione”, accumulano ormai da tre generazioni di
notai. Mentre è matura la quarta alla quale Gavino si accinge a trasmettere lo studio
con tutti i privilegi connessi. Se il figlio dell' imprenditore fa l' imprenditore e quello
del commerciante fa il commerciante, perché mai – si chiede – il figlio del notaio non
dovrebbe poter fare il notaio?
I Sanna-Carboni, perciò, si possono anche definire notai ereditari o, come dicono gli
esperti di economia, individui che praticano abitualmente la cooptazione clientelare.
Di solito il lunedì mattina Gavino non ha appuntamenti e si dedica a mettere un po'
di ordine nella memoria. In quasi trent' anni, con la sua mania di catalogare, ne ha
18
messo insieme di carte, sui temi più disparati. Suo nonno Don Sebastiano, notaio alla
sede di Nuoro, gli ha insegnato anche l' arte di custodire. E di tradurre, cioè la
capacità di condurre la propria esistenza adattandola sapientemente al cambiamento,
con giudizio, senza tradimenti.
Gavino si commuove davanti a un vecchio rogito degli inizi del secolo. Un
contratto di nozze per esempio. Il notaro è Don Sebastiano, sotto Vittorio Emanuele
Terzo per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d' Italia e Imperatore d'
Etiopia. E' l' anno XV. L' anno prima il Duce ha dato lo storico annuncio: "La guerra
è finita l' Etiopia è italiana". Le parti dichiarano che l' unione matrimoniale tra il
giovine e la giovinetta è stato progettato, nelle forme prescritte dalla legge, con l'
aggradimento delle rispettive famiglie. Ama ricordare Salvatore Satta che dice
"Conoscere il volere che colui che vuole non conosce: ecco il dramma del notaio (...)
Da mihi factum, dabo tibi jus" e che racconta di un contratto di nozze, non tra due
ragazzi, ma tra un ottantenne e una giovinetta. Il notaio ha già scritto due fogli e la
penna "gli diventa pesante", vorrebbe evitare la "rovina" della povera fanciulla, ma i
genitori con tono perentorio gli intimano: "Fate il Vostro dovere. Dopo il cavallo
bianco viene il cavallo nero".
Dopo aver versato qualche lacrima sul corso inarrestabile della storia Gavino SannaCarboni si dedica quotidianamente all' aggiornamento professionale, indi con la
naturale ritrosia verso le cose informatiche tipica dei notai dell' inchiostro, prima di
iniziare a lavorare, prova a relazionarsi telematicamente con i colleghi della Lista
Sigillo, della quale è assiduo lettore. Apprezza molto coloro che si mettono
generosamente a disposizione degli altri e lui stesso quando può fa altrettanto, anche
se ritiene che non ci si possa ridurre a qualche minuto prima della stipula con dubbi
sulla tassazione dell' atto o, peggio ancora, sul regime patrimoniale vigente in questo
o quel paese del pianeta e invocare poi la provvidenziale benedizione del collega
anziano o di quello più esperto nella materia. Perché, dice, esperti non si nasce ma si
diventa con sacrificio e dedizione e rinunciando anche a qualche numero di
repertorio. Quei quesiti rivolti con i clienti già in sala stipula lo fanno andare
letteralmente in bestia.
E poi, oltretutto, come molti altri colleghi, ritiene molte discussioni, specie quelle di
politica del notariato, inutili perdite di tempo. Secondo lui le opinioni e le iniziative
della base devono contare fino a un certo punto, perché la politica non si fa in piazza
ma tra le mura amiche del palazzo. Come sapevano bene i rappresentanti di una volta
che davano conto della loro presenza con l' invio di un paio di circolari all' anno e la
pubblicazione degli atti di qualche convegno.
Gavino è un notaio nostalgico. Continua ad applicare e far rispettare una legge
vecchia di quasi un secolo. Fa fatica ad adattarsi alle regole non scritte della
concorrenza e del mercato.
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Rispetta i più moderni codici deontologici anche quando le norme, come qualcuna
dell' ultima ... ora, appaiono senza capo né coda.
Non dorme ai convegni, come il collega Coniglio, per quanto li reputi manifestazioni
di carattere mondano prive di qualsiasi utilità sotto il profilo della formazione
professionale.
Gavino ha il massimo rispetto per il “consumatore”, già contribuente ex cliente. Da
tempi non sospetti contribuisce, nel suo piccolo, a tenere alti il nome e la funzione
mentre altri li svendono sulle bancarelle del mercato.
Gavino Sanna-Carboni è un notaio di default, presta la sua opera solo in assenza di
veicolazione della clientela da parte di intermediari immobiliari o finanziari.
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Coniglio digitale
La categoria dell’ubiquità è compatibile con la figura del notaio di oggi?
L’ubiquità
- risponde il notaio Peppino Coniglio che aveva fatto
capolino nell'ambito dell'attività notarile già all’epoca del pennino e del calamaio e
che aveva avuto uno sviluppo esponenziale con l’adozione delle nuove tecnologie, sta
manifestando ora tutta la sua forza dirompente nel campo della formazione
permanente della categoria.
Per favore può essere più chiaro?
Alcune sere fa - racconta Coniglio - erano stati notati noti notai che dopo aver fatto
annotare, scusate il bisticcio, la loro presenza a un convegno, si defilavano senza
nemmeno mettere il naso dentro l'aula dove si svolgevano i lavori. Come si dice: una
strisciata e via. Tipica di chi fa prevalere la forma sulla sostanza, l’apparenza sulla
realtà e che è soltanto una delle varianti attualmente in voga nella corsa
all'accaparramento anche dei punti "qualità", che va ad affiancarsi alla strisciata con
shopping, per gentili colleghe, alla strisciata con pisolino, per colleghi anziani, alla
strisciata con iphone per colleghi rampanti e così via.
Tutto ciò, nell'era del digitale, è inconcepibile e inaccettabile, ammonisce Coniglio,
che per stare al passo coi tempi ha appena conseguito, oltre al diploma di geometra,
anche la laurea in ingegneria elettronica.
Qualcuno, continua Coniglio, vorrebbe imbastire un sistema di controlli fondato
sull'incrocio dei dati: ora del convegno con ora di sottoscrizione degli atti stipulati
nella giornata o con ora di utilizzo della carta di credito o dell' iphone!
Roba d'altri tempi, aggiunge lo stesso Coniglio, basterebbe un piccolo chip. Il
modello più evoluto di quello che alcune auto di prestigio hanno inserito nella
seduta del passeggero anteriore che, collegato a una spia sonora e luminosa, richiama
l'attenzione del guidatore quando sul sedile poggia il sederino il figlioletto dello
stesso non munito di seggiolino.
In pratica - sempre secondo Coniglio, che dopo la riuscita dell'esperimento ne
rivendicherebbe, ovviamente, la paternità alla memoria - a ogni partecipante, al
momento dell'iscrizione al convegno, verrebbe assegnata una poltroncina numerata
(come a teatro), con incorporato nella seduta il suddetto chip integrato in un micro
computer, recante in memoria tutti i dati dello stesso partecipante (anagrafici, fiscali,
repertoriali, reddituali, sessuali, ecc.). Il chip, attivato automaticamente al momento
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del contatto del cu.., pardon del sedere con la seduta, in virtù di un sistema avanzato
brevettato dalla ZS - Zero Servizi S.r.l., con socio unico lo stesso Coniglio, sarebbe in
grado di trasmettere a una centralina tutta una serie di dati: peso e temperatura
corporei, pressione arteriosa, pulsazioni, battiti cardiaci, attività elettrica del cuore nel
ciclo cardiaco o mestruale, attività elettrica dell'encefalo e dei co…, pardon dei
testicoli, livello di testosterone e di stress economico-professionale, che combinati tra
loro, fornirebbero al sistema centrale, gestito da Notarpunt, tutte le coordinate
necessarie per stabilire non soltanto la presenza continua (salvo eventuali
brevi interruzioni per necessità fisiologiche da documentarsi mediante dichiarazione
sostitutiva) ma anche lo stato di veglia, di attenzione, di eccitazione e di maturazione
del formando.
Nell’occasione il notaio Coniglio confida agli intervistatori che in un primo tempo
aveva pensato a un meccanismo meno sofisticato che, pur caratterizzato dagli stessi
oggetti: cu …, pardon sedere e seduta, avrebbe prediletto, diciamo così, l’analogico
al digitale. In pratica un metodo di controllo fondato su un sistema di punture di
spillo attive sulla poltroncina per tutta la durata del convegno per stimolare la veglia e
l’allerta dei partecipanti. Ma l’idea, conclude Coniglio, era stata subito scartata, in
quanto il sistema, a causa del gran numero di “paraculi” adottati dalla categoria, si
sarebbe rivelato improduttivo di qualsiasi effetto.
Il collega Sanna-Carboni, decano e fondatore dello studio associato “Sanna è
Coniglio”, informato della questione, sbotta affermando: finalmente una proposta
concreta e intelligente, discutiamone, tanto per distrarci un po' da queste storie sulla
conformità catastale che mi stanno proprio rompendo i co…… !!!
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Gavino for President
Negli ultimi tempi il notaio Peppino Coniglio era inavvicinabile e intrattabile.
Sempre di cattivo umore e teso come una corda di violino. A tal punto che il suo
socio anziano, il notaio Gavino Sanna-Carboni, in occasione del Congresso
nazionale che si sarebbe tenuto di lì a poco, gli aveva “intimato” di prendersi una
settimana di vacanza.
Coniglio non andò al Congresso, da molti ritenuto un’inutile perdita di tempo, ma ne
approfittò per fare ordine, anche nella memoria, e per concedersi finalmente un po’ di
lettura di genere non notarile.
Ma, ciononostante, Coniglio perse definitivamente la pazienza sabato 20 novembre a
pagina 50 del romanzo "Stanno uccidendo i commercialisti" di Romolo Altini.
Che Sardegnotti fosse un tipo stravagante era risaputo, ma che ora si servisse della
cortesia e della disponibilità del collega scrittore per propagandare i vaginismi isterici
della sua praticante non poteva proprio tollerarlo.
La copia del romanzo, che avrebbe dovuto procurare a Coniglio un po' di relax in
quell’uggioso pomeriggio autunnale, scagliata con rabbia e con forza andò a
impattare, mandandolo in frantumi, con l’ultimo di sei vasi cinesi legatigli da una
affezionata cliente con testamento olografo, la cui esistenza gli era stata notificata a
mezzo Ufficiale giudiziario dal collega Formetta.
“E che cazzo - gli aveva urlato, incontrandolo a un convegno - non potevi farmi una
telefonata? "Ma il codice dice ...". "Il codice a dire il vero parla di comunicazione.
Temevi che negassi di essere stato informato?, manco mi avessero lasciato in eredità
un castello! E poi è ora di farla finita con questi inutili formalismi, badiamo un po' di
più alla sostanza delle cose e riscopriamo il buon senso e la sensibilità dei nostri
padri. Se continuiamo con queste e altre stronzate ci ammazzeremo con le nostre
stesse mani, senza bisogno che lo facciano gli altri.”
Irritato più che mai Coniglio indossò una vecchia tuta da ginnastica infeltrita per
prolungato non uso, calzò un paio di scarpette di tela blu con para bianca, modello
Superga anni '70 e si fiondò fuori verso il vicino vialetto per footing che girava
tutt'intorno all'isolato, nonostante la sua compagna Lillina avesse tentato invano di
bloccarlo ricordandogli che così quell'ernia inguinale, che si ostinava a non farsi
operare, avrebbe potuto anche strozzarsi.
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Più che per l'ernia Coniglio era preoccupato per le gambe, legnose a causa di secolare
inattività. Dopo pochi metri aveva già il fiato grosso, quando intravide la sagoma
plastica e flessuosa della figlia della collega Rinoceronte, che a quell'ora, come tutti i
pomeriggi, di tutte le stagioni, si faceva in scioltezza dieci giri di pista. Fisico atletico
da professionista, addominali scolpiti, abbronzatura convenzionale e resistente, coda
di cavallo regolamentare e oscillante.
Coniglio, memore del suo passato da tombeur, raccolse le forze, accelerò e si incollò
a ruota a quel meraviglioso fondo schiena a forma di... violino.
La fanciulla, percependo alle spalle un innaturale ansimare, pensando a un
malintenzionato, senza voltarsi aumentò istintivamente il passo e nel dare nuova
spinta alla sua corsa allungò all'indietro il gomito che colpì in pieno volto l'
inseguitore, piegato in avanti per la fatica, cosicché Coniglio stramazzò al suolo privo
di sensi in una pozza di sangue. Si risvegliò per un attimo sotto i neon abbaglianti
della sala barellati del vicino pronto soccorso e così disteso e dolorante avvertì in
sottofondo la voce di Lillina che sollecitava l' intervento di medici e infermieri, si
sentì rassicurato e vinto da un benefico torpore svenne per la seconda volta e ……...
la platea della sala congressi dell'Hotel I Nuraghi di Orune è ricolma di notai
venuti da tutta l' Italia.
Uno dei giornalisti presenti: “dottor Sanna-Carboni perché qui in Barbagia?”
“Ho privilegiato questa particolare zona della Sardegna, ancora genuina, sana e
incontaminata, in onore di mio nonno Don Sebastiano, già notaio alla sede di
Nuoro.”
Seduto in prima fila, come di consueto, Condòrèmì, affiancato da un gruppo di
agguerrite colleghe: Acerba, Bifronti, Giovenca e Pettiera.
Ci sono quasi tutti: i fratelli Piediga e altri colleghi sardi che giocano in casa,
Mangiacoppa e Rigatone per delega del notariato siciliano, una chiassosa
rappresentanza di notai napoletani capitanati da Arcangelo Sangiovanni. Sono
presenti anche i pugliesi Furbo e Americana, il lucano Limoni e i marchigiani
Quicini e Castani.
La schiera più nutrita quella dei meneghini agli ordini di Rosenta e Adorato. In
ultima fila come da loro abitudine Cassetta & Partners, ignari che per notai come
loro sta per arrivare il giorno della resa dei conti.
Il Notariato del nord-ovest ha disertato, perché non è ancora riuscito a ricomporre e
una volta per tutte i dissidi conseguenti alle ultime tornate elettorali. Quelli del nordest esibiscono un cartello indirizzato al CNN uscente con la scritta: "xe peso el tacon
ch'el sbrego".
Dal palco, rompendo ogni indugio, Gavino balza in piedi, ghermisce il microfono
con presa a martello e, superando la sua proverbiale flemma, senza preamboli e con
tono deciso e perentorio attacca: "io Gavino Sanna-Carboni, notaio dell’inchiostro
approdato alla telematica, vi dico, sicuro di non poter essere smentito, che in una
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politica di cui ci si serve solo per far carriera il notariato è morto, nel perbenismo
interessato e nella dignità fatta di vuoto il notariato è morto, nell'ipocrisia di chi sta
sempre con la ragione e mai col torto il notariato è morto."
Quindi fa una breve pausa. Silenzio di tomba.
Poi inspira profondamente, si gonfia ed esplode: " e tuttavia le nuove generazioni di
notai sono preparate a un mondo nuovo e a una speranza che sta per nascere, a un
futuro che hanno già in mano, a una rivolta senza falsi strateghi e senza armi, perché
noi tutti ormai sappiamo che se un notariato muore è solo per poco e poi risorge, in
ciò che noi crediamo il notariato è risorto, in ciò che noi vogliamo il notariato è
risorto, in ciò che noi faremo il notariato è risorto."
Dopodiché con un gesto ad effetto si lascia cadere pesantemente sulla poltroncina.
E’ un attimo, poi l' applauso esplode unanime e liberatorio.
Incassato il consenso della base, Gavino si rialza e passa seduta stante a illustrare il
suo programma di governo.
"Cari amici, gentili colleghe e colleghi, Vi sono grato per tanta manifestazione di
affetto, ma spero non me ne vorrete se vi dico, con franchezza e fermezza, che d' ora
in avanti chi deciderà di abbracciare la carriera politica lo farà per puro ed
esclusivo spirito di servizio, lavorerà in silenzio, a proprie spese e senza inutili
espressioni narcisistiche e autoreferenziali, dentro e fuori della categoria. Noi
privilegeremo l'essere sull'apparire e il fare sul dire.
Come si è giunti a questo Congresso straordinario tutti sapete e pertanto ne ometterò
i dettagli. Voglio solo ricordare che nell'assumere la carica di PresidenteCommissario straordinario del pool “sigilli puliti” …
Lo interrompe una voce che si leva dalla platea: "bravo Gavino hai la situazione in
pugno!"
Proprio mentre …
" signor Coniglio ... signor Coniglio ... signor ..."
" s ... s ... sì, che c'è ?" risponde assonnato Peppino;
"stringa il pugno ... rilasci ... stringa ... le devo fare un' antitetanica", dice l'
infermiera di turno, mentre in sottofondo scorrono le note di una vecchia canzone
degli anni sessanta: “Dio è morto”.
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Fedino il cane di Gavino
Fedino è un bastardo trovatello. In gergo un meticcio lupoide maschio di taglia
medio grande. Come il suo appetito. Divora una fiorentina, ossi compresi, in men che
non si dica.
Gavino Sanna-Carboni lo adottò qualche anno fa al canile municipale. Nonostante i
manifesti e gli spot radiofonici e televisivi della campagna governativa contro
l’abbandono degli animali, che si mette in moto annualmente nel mese di luglio al
momento delle partenze per le ferie degli amici del cane, ammonissero con:
“vergognati, vergognati, vergognati ….” e augurassero vacanze bestiali agli
“abbandonanti”, quell’anno le statistiche ufficiali indicarono la cifra record di
centomila cani abbandonati. Senza contare gatti, conigli nani e pappagalli.
Quest’anno c’è però una novità, gli abbandoni, specie per quanto riguarda i cani,
vengono fatti quasi tutti nei pressi dei canili municipali. Così i malfattori si sentono la
coscienza a posto e, forse, in caso di condanna prendono anche le attenuanti
generiche.
Fedino, invece, fa parte degli abbandoni antecedenti alla legge 189 del 2004.
Scaraventato dall’auto in corsa direttamente contro un guard- rail, aveva riportato
fratture in varie parti del corpo e aveva quasi perso un occhio. Lo avevano rimesso
insieme alla bene e meglio. Gli è rimasta una zampa un po’ rigida e la palpebra
dell’occhio destro semi chiusa, che gli dà l’aria da guappo di quartiere.
Gavino non sarebbe capace di abbandonare nemmeno una covata di merli, ma
quando Fedino è in punizione per qualcuna delle sue solite marachelle, guarda il suo
padrone con aria di sfida e con quel leggero ringhiare sembra che gli dica sottovoce:
non provarci nemmeno ad abbandonarmi, bastardo di un notaio!
Fedino ha un amico che si chiama Pizzichicchio. Bastardo, trovatello e single anche
lui.
Fedino e Pizzichicchio, nonostante si conoscano ormai da una vita, ogni volta che si
incontrano inscenano improbabili duelli all’ultimo sangue, che poi si risolvono
sempre in niente. Dopo vari tentativi non riusciti di accavallarsi l’un l’altro, si danno
qualche annusata ai genitali e poi via ognuno per la sua strada verso nuove annusate.
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II
NOTAI VIRTUALI
“Nell’era digitale la scrittura si avvia a ritornare alle origini: nel cervello umano
(memoria labile) ora trasformatosi in computer (memoria eterna).” ( R.Ricciardi)
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Dl 78 Blob
Lista Sigillo 2010
Carissimi colleghi mi rivolgo a voi come il fratello maggiore, il padre o il nonno per darvi un
consiglio
spendiamo fiumi d'inchiostro e tonnellate di materia grigia per una normativa di serie B da
liquidarsi con una formuletta di sette righe
I tuoi contributi sono sempre assai graditi e i fiumi di inchiostro servono per meglio comprendere
sarà per l’equilibrio e l’alto spessore professionale.
Ed io, per adesso, non ho compiuto studi da geometra.
Nessun D.L. 78 riuscirà mai a farmi cambiare l'idea che la vita valga la pena di essere vissuta
No tutta la vita!
Chiedo scusa se potrò sembrare (sicuramente sembrerò) sgarbato ma io credo che
la posta, prima di scrivere, bisognerebbe leggersela
scusate , mi sbizzarrisco e faccio indigestione di mail, perché poi per qualche giorno
non scriverò.
L'area è un "fabbricato esistente"?
Vi avverto che in caso di risposta affermativa arriverà purtroppo un secondo quesito che per ora vi risparmio!!!
Io l'ho applicato..... vediamo il quizzone.
ti dirò che a mio avviso le aree - urbane o meno, pertinenziali o meno che
siano - e DL 78, per usare il frasario di un tale politico, "non ci azzecchino"
per niente.
e che vor di'?? e poi che è: latino, greco o arabo-fenicio?
Sono troppo pignolo o ritenete che mi sia limitato a chiedere l'indispensabile al fine di non violare alcuna
norma deontologica ??
Le restrizione dell'ipoteca sono escluse dalla legge in questione?
… e il livello?
Mi domando che effetto avrebbe “aprire” i pubblici registri a qualcuno di codesti “esperti” del diritto.
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Gentili Colleghi, essendo stato “chiamato in causa” …
Se ho una villetta con una bella corte, posso parcheggiare dove voglio e forse anche
tracciare un paio di segni a terra, per non litigare con mia moglie per il parcheggio
all'ombra; e forse posso farlo senza nulla chiedere al Comune.
potrebbe essere affrettata la conclusione circa la sua irrilevanza.
… uno che si rifiuta di fare l’atto?
Io stipulerei.
aumenterò il costo dell’atto e vediamo se accettano.
poi siediti e aspetta............
mi pare uno pseudo problema.
Concordo, purtroppo, anche se mi sembra aberrante.
l'ho forse scritto anche prima di lui.
Alla luce della nuova normativa ho però cambiato opinione.
Sei confortata (da me, se ti basta).
Questa mattina, in situazione simile, sto facendo proprio come suggerisci tu.
Provo io.
Vengo anch'io!!!
Ma se non ritorneremo come bambini non entreremo mai.
Sì, ma come se ne esce?
Secondo me dovrei essere fuori …
anche secondo me sei fuori
Uagliò, attenzione.
Capisco che dire "per prudenza" .......è più prudente, ma ritengo che andare in ordine sparso faccia molto
male
Mi pare che così sia possibile salvare capra e cavoli.
Bisogna che si faccia qualcosa. Vogliamo fare qualcosa?
Sono convinto che non ci è indifferente capire e sapere dove il diritto vuole andare, dove
dichiara di voler andare.
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Andiamo noi?
Vengo anch'io!!!
l'importante è che poi lo fai.
se la fai nei 3 gg direi che la paghi una volta sola.
E' una soluzione molto ragionevole
Io non attesterò nulla.
Concordo anch'io e non inserirò alcuna menzione
e non mi venga a dire qualcuno, poi, che oggi ho stipulato un atto nullo.
Uagliò, attenzione.
adesso però ditemi qualcosa sul mio lastrico solare
Io avevo due dubbi e tali sono rimasti.
Un mio cliente ha dei vasi di fiori sul balcone, dovrà provvedere al
riaccatastamento?
Perché urli?
CHI URLA?
Mi sembra maiuscolo, o sbaglio?
mi pare uno pseudo problema.
Hai ragione, è un paradosso
Poveri noi.... Ridotti a divenire esperti di piatti doccia e vasche idromassaggio.....
ma perché questi foschi argomenti? Per eliminare i problemi di un legislatore pazzo o smetterla con
questa folle professione... basta la pensione! :-)
e che il dio delle tubature ci illumini!
Parole sante.
Ma cosa sei, un veggente ?
Facciamocene una ragione.
d’ora in avanti allegherò, negli atti stipulati mese per mese, solo la pagina centrale di Playboy del
mese in corso…
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Rilancio: e il famoso timbro?
Mi sto facendo un (ennesimo) problema di troppo?
Non ti stai ponendo un problema inutile!.
provo a risponderti da vecchio notaio artigiano
… è arrivato l’arrotino!!!
ripeto, è solo la modesta opinione di un piccolo artigiano del diritto.
Questi tipi di risposta mi provocano sempre un grande dispiacere.
Quale minuscolo artigiano del diritto condivido pienamente il tuo pensiero
Mah!
Scusate se mi intrometto e lancio una provocazione per la quale vorrei evitare di essere tacciata come
"eretica"
… e il livello?
Tu chiamale, se vuoi, m...........i cerebrali:-))
O "psicodramma collettivo del notariato"
O più modestamente ma forse più propriamente … un "ordinario psicodramma da lista sigillo".
noi notai siamo capaci delle più sottili masturbazioni mentali per rendere complessi i problemi più
semplici.
sentivamo la vostra mancanza!
un Vostro commento lo renderà meno indigesto e stomachevole.
Sono convinto che non ci è indifferente capire e sapere dove il diritto vuole andare, dove
dichiara di voler andare
E soprattutto stabilire qual’ è esattamente l’oggetto del trasferimento
Il trasferimento dovrebbe comprendere anche al quota di metà della fossa biologica,
… ma confesso che alla fossa biologica non ci avevo proprio pensato.
eppure è lì che tutto si conclude
temevo che il livello fosse basso, ma certo non all'altezza della... fossa!
io invece devo ricevere un atto di compravendita avente ad oggetto un w.c. con corte esclusiva
(.forse per prendere un po' d'aria dopo l'utilizzo)
avevo già paventato che avremmo avuto la ventura di occuparci anche di tazze e bidet …
Facciamo dunque un passo indietro, dalla fossa biologica al cesso!
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Atti fatti e misfatti notarili - notaio informatico Riccardo Ricciardi