Corriere di Lora
Corriere di Lora
Periodico della scuola media di Lora
Anno VIII N°1 Dicembre 2010
Una scuola innovativa
Il progetto Bei
Alla Scuola primaria di Lora
e di Lipomo è stata avviato
il progetto BEI (……): un
fiore all’occhiello dell’offerta
didattica e formativa del nostro Istituto, particolarmente attivo nella didattica delle
lingue straniere.
Due alunne della Secondaria, incuriosite da questa
esperienza intervistano la
Dirigente, dott.sa L. Spagnolo.
St. “Da quale spunto è partito il progetto BEI nella
scuola primaria? È molto
diffuso nella nostra regione?
Dir. “L’interesse per questo
Speciale Natale da pag.11
Tutti creativi da pag.14
progetto è nato dalla volontà di sperimentare se una lingua appresa a partire dai cinque anni possa creare le
condizioni di un suo uso fluido e stabile anche da adulti
sia nella comprensione che
nella comunicazione. Il progetto è ormai avviato in sei
scuole lombarde, una fra
queste è quella di Lipomo,
dove hanno aderito le due
prime elementari, l’altra è
quella di Lora con una sola
classe prima.
St “Secondo lei i ragazzi e
le loro famiglie sono soddisfatti?”
Dir. “Secondo me sì, anche
se gli alunni sono ancora
piccoli per poter esprimere
un giudizio consapevole e
fondato sulla loro esperienza”
St. “Quante e quali lingue
fanno parte del progetto?”
Dir. “Il progetto prevede
soltanto l’inglese”
St.“Ma i bambini riescono a
comprendere i messaggi in
lingua straniera e a non confondersi con le altre materie?”
Dir. “Non credo che essi si
confondano perché, in questa fase dell’età evolutiva,
sono molto ricettivi agli stimoli offerti dal contesto scolastico e, generalmente, si
avvantaggiano di capacità
cognitive, intuitive e
mnemoniche elevate”
St. “Le insegnanti come giu-
dicano questa iniziativa e lei
è soddisfatta?”
Dir. “Sì, le maestre sono
soddisfatte e anch’io sono
convinta della sua validità,
penso stia andando benissimo, ci ho creduto molto sin
dall’inizio”
St. “Le maestre riescono a
intendersi con gli alunni in
inglese senza problemi”?
Dir. “Penso di si, perché
abbiamo ottime maestre,
preparate e formate al meglio per gestire questo tipo
di attività”
St. “Con questo progetto i
ragazzi hanno migliorato il
loro rapporto con l’impegno
scolastico? Ritengono lo studio più interessante?
Dir. “Questo non lo so, perché i bambini a quest’età
vanno comunque stimolati
e guidati ad assumersi gradualmente gli obblighi che
derivano dal frequentare la
scuola”
St. “Nel tempo libero i ragazzi parlano fra di loro in
inglese?
Dir. “A questa domanda
non sono in
grado di ri- Continua a pag. 21
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VITA SCUOLA
N° 1Anno VIII
Questioni d’igiene
Alcuni problemi della nostra scuola
Nella nostra scuola ci sono
tanti problemi che vorremmo far notare agli alunni e
ai bidelli. Iniziamo la nostra
indagine il 22
novembre e
scopriamo
che uno dei
problemi, per
esempio, è
quello dei bagni, allora
mettiamoci
nei panni di un
ragazzo che
va in bagno,
ma non trova né la carta
igienica, né il sapone, ma
non c’è nemmeno la carta
per asciugarsi. Invece nei
servizi femminili c’è tutto, in
questo caso, però, non lamentiamoci con il sindaco,
perché se la distribuzione
degli oggetti è sbagliata la
colpa è dei bidelli o forse
dei maschi che consumano
troppo?
Intendiamo scoprire di chi
è la colpa...
Il 29 novembre il prof Bosco ci ha riferito che i bidelli mettono poca carta nei
servizi maschili di proposito, perché si teme, come è
già successo in passato,
che i ragazzi arrotolino la
carta igienica e la buttino
nel water e così non solo la
sprecano ma intasano anche
il water, facendone fuoriuscire l’acqua.
Inoltre nella nostra scuola
sono arrivati banchi e sedie
nuovi, che sono costati tanto
e, per di più, la professoressa Poggio si è già lamentata, perché più piccoli dei
precedenti, che quindi potevano anche non essere sostituiti. Inoltre nel nostro Istituto Comprensivo si trova,
al piano di sotto, una piccola piscina che da circa 20
anni non si usa, è un peccato perché sarebbe una buona occasione non solo per
la scuola, ma anche per il
quartiere.
A questo punto ci chiedia-
mo perché non si trovino i
soldi per la ristrutturazione
della piscina.
Sara Arnaboldi
Dori Ben Jaballah 1B
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Direttore: prof. Cristina
Fontana
Redazione: le classi della
scuola media di Lora
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VITA A SCUOLA
Maschi e femmine durante l’ora di educazione fisica
I maschi dicono: “Le ragazze barano ai test di
Cooper”.
Le ragazze rispondono: “I
ragazzi sono solo invidiosi dei nostri buoni risultati ottenuti nel test” e
ribattono dicendo che le
ragazze non barano e che
Visita alla mostra Miniartextil di Como
Verso le 10:30 del 22 ottobre ci siamo diretti verso la mostra di Miniartextil
e, una volta arrivati, abbiamo visto una serie di bellissime opere molto particolari, che esprimevano
secondo l’artista una sensazione di felicità.
Oltre ad opere di dimensioni realistiche c’erano
400 mini opere, ma ne
sono state scelte per essere esposte solo 40.
Queste opere sono state
realizzate con materiali
molto semplici: ovatta,
fili di ferro, stoffe e rame.
Alfredo D’Alise
Ismaele Fusi 1B
anche opere mini, con misure che non potevano superare i 20 centimetri di altezza.
Queste opere sono state
realizzate sia da scuole sia
da ragazzi di altre nazioni
o della nostra.
A questo concorso quest’anno hanno partecipato
N° 1 Anno VIII
i ragazzi sono solo invidiosi .
Alcuni ragazzi rispondono: “Voi
ragazze ai test vi aggiungete
punti, per migliorare i vostri risultati e tutto questo solo per
prenderci in giro. Le ragazze
incolpate rispondono che in
questa età i ragazzi crescono
di muscoli e non di cervello e
che, al contrario loro crescono di cervello e non di muscoli
e, proprio per questo, superano i maschi nei test e anche nei
giochi di forza.
A questo punto la professoressa con cui si sta discutendo in
classe, un po’ scocciata dice
che le ragazze hanno ragione,
perchè per la sua esperienza di
insegnante ha visto e conosciuto tanti ragazzi con questi problemi e risolve la faccenda dicendo che se questa classe
avesse continuato a mantenere il buon rapporto acquisito
l’anno scorso non ci sarebbero stati problemi. Se avessimo
continuato così, l’anno scolastico sarebbe andato male,
perché i ragazzi e le ragazze in
questa situazione non si sarebbero impegnati al meglio e non
sarebbero venuti a scuola con
piacere.
Alla fine di questa chiacchierata i ragazzi e le ragazze fanno la pace “fino alla prossima
lezione di attività fisica”. Come
finirà la storia? Ci si comporterà meglio e non si litigherà
più? Lo scopriremo più avanti.
Giulio Tenca 2B
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VITA A SCUOLA
N° 1 Anno VIII
Progetto Gemini: esperienza di un progetto interessante
Quando i giochi servono a riflettere
Mercoledì 23 novembre la
classe 1ªA ha ricevuto la
visita di Alessandra, una
referente del Progetto
Gemini che verrà nella
nostra classe per tre martedì e ci spiegherà cosa
succede in noi quando
incontriamo qualcuno o
qualcosa di molto diverso
dalle nostre conoscenze .
Alcuni di noi, alle elementari, avevano già fatto questa esperienza. Nella prima lezione abbiamo fatto
diversi giochi di illusionismo, per capire che il
nostro cervello è così “pigro” e abituato a vedere
sempre le stesse cose che
non fa più caso alle differenze. Verso la fine della
lezione, come ultimo gioco,
abbiamo letto un racconto “La storia di Genoveffa”
e abbiamo dovuto giudicare i personaggi della storia ,mettendoli in ordine in
base al comportamento (dal
migliore al peggiore ). Con
questo gioco abbiamo
capito che, con poche
informazioni, non si può
giudicare gli altri. Alessandra ci ha chiesto di risolvere questo indovinello per
il martedì successivo :
TROVA LA SESTA SEQUENZA DI NUMERI
1
1
21
1211
111221
( la soluzione bisogna trovarla, uscendo dalla logica matematica )
Nella seconda lezione ci
siamo divisi in due gruppi: il 1° gruppo parlava
con uno strano linguaggio:
- sbattere le ciglia 3
volte voleva dire : vuoi
giocare con me ?
- alzare i gomiti voleva
dire : no;
- abbassare la testa voleva dire : si;
- unire i pollici voleva
dire : non ho capito.
Il primo gruppo doveva
scambiarsi delle carte
con dei numeri che nella
loro lingua si pronunciavano così :
1 BA
2 BAFA
3 BAFABA
4 BAFABAFA
5 BAFABAFABA
6 BAFABAFABAFA
7 BAFABAFABAFABA
Il gioco consisteva nel
formare una scala di
numeri in ordine e dello
stesso colore.
Per indicare i numeri si
dicevano le prime due
lettere della parola.
Inoltre non volevano essere
toccati e odiavano sedersi .
Il secondo gruppo ,invece ,
aveva altre caratteristiche :
- parlavano in italiano ;
- erano molto ospitali e stavano sempre seduti ad un
tavolo a giocare a carte ;
- erano molto espansivi e
cordiali ;
- avevano due saggi come
capi ;
- avevano una grande distinzione tra maschi e femmine.
Gli uomini
- potevano parlare con tutti
- dovevano proteggere le
donne ;
- se un ospite toccava una
donna dovevano cacciarlo.
Le donne:
- parlavano tra di loro solo
con i gesti ;
- se dovevano parlare dovevano alzare la mano per
chiedere il permesso agli
uomini;
- non potevano parlare con gli
ospiti.
Il loro gioco consisteva nel :
- prima si chiacchierava ;
- durante il gioco bisognava
toccarsi almeno una volta ;
- si aveva in mano 7 carte ;
- un giocatore metteva giù una
carta e anche l’ altro ;
- vinceva la carta più bassa ;
- se c’ era l’ asso si faceva a
turno per prenderlo ;
- chi rimaneva senza carte
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VITA A SCUOLA
perdeva .
A turno due dei componenti di ogni mondo andavano
a esplorare l’ altro mondo .
Lo scopo di questo gioco
era capire le usanze dell’ altro mondo .
Alla fine ha vinto il 2° gruppo anche se aveva delle
usanze più facili da capire .
Questo è successo perché il 1° gruppo avendo
delle usanze complicate
pensava che anche quelle
del 2° gruppo fossero
così.
Quindi è stato meno attento ai particolari.
Il progetto Gemini ha ri-
scosso molto interesse tra
noi alunni.
N° 1 Anno VIII
Valentina Gregorini
Elisa Scardino 1A
In seguito ai tre primi incontri con Alessandra, un impiegata dell’associazione ASPEm, abbiamo fatto un sondaggio
anonimo sul progetto Gemini per scoprire se questa iniziativa didattica è piaciuta ai ragazzi.
Abbiamo scoperto che questo progetto è piaciuto a gran
parte della classe I B, perché con vari giochi abbiamo imparato molte cose sull’importanza della convivenza tra
popoli.
Secondo noi il gioco che ha più colpito la nostra classe è
stato il “Bafa-Bafa” perché è un gioco divertente che spiega molto bene che è difficile ambientarsi presso un popolo,
dove ci sono usanze diverse dalle tue anche se, a volte, è
molto bello scoprire nuove culture, socializzare e confrontare i propri pareri con persone diverse da noi.
Quello che è meno piaciuto, invece, è stato quello delle illusioni ottiche, perché mettevano in evidenza la “pigrizia”
del nostro cervello e ci è risultato difficile stabilire il collegamento con l’argomento basilare.
Luca Fiore, Gabriele Lucca, Nicolò Micalef , Sara
Paduano, Irene Ponti, Silvia Roscio 1B
Durante le ore impiegate in
questo progetto siamo riusciti ad arrivare alla conclusione che altre popolazioni,
completamente diverse, se
non conosciute a fondo e
giudicate dall’apparenza,
possono sembrare inferiori a
noi.
Gli incontri, infatti, ci hanno
aiutato a capire che ogni
popolo ha difetti e dei pregi
ed in entrambi i casi bisogna
rispettarli. Riflettendo su
quello che abbiamo fatto si
è scoperto che alcune popolazioni hanno portato in Italia nuovi prodotti, che sono
diventati quasi una tradizione nell’arte culinaria della
nostra nazione (pomodori,
mais, ecc. ). In classe abbiamo poi affrontato l’argomento del pregiudizio, confrontandoci tra noi e ci siamo raccontati esperienze di
alcuni nostri genitori, provenienti dal sud dell’Italia, scoprendo che anche loro non
hanno sempre avuto vita facile, a causa dei pregiudizi
radicati nella società.
Alfredo D’Alise
Chiara Elia
Alessandra Gabbi 1B
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VITA A SCUOLA
N° 1 Anno
Alla scoperta dello stradario risorgimentale di Como
Un’esperienza tra le vie del centro di Como
Quest’anno noi di terza
media abbiamo studiato il
Risorgimento. Poi, per conoscere meglio la nostra città, siamo andati al museo
garibaldino e alla scoperta
dello stradario risorgimentale di Como. Cosi abbiamo conosciuto vie dedicate
ai protagonisti, alle battaglie, ai valori di quel periodo ma anche a patrioti locali. Così vie che attraversavamo ogni giorno, senza
sapere a chi o a che cosa
fossero dedicate, hanno assunto la loro giusta collocazione.
Ci sono vie e piazze dedicate a uomini come:
via Nino Bixio:(1821/
1879) generale e braccio
destro di Garibaldi
piazza Cavour:(1810/
1861) presidente del consiglio
piazza Cacciatori delle
Alpi::volontari al comando
di Garibaldi
via Cattaneo:(1801/1869)
principale esponente delle
cinque giornate democratico risorgimentale
via De Cristoforis: (1824
/1859) patriota italiano, veterano delle cinque giornate, economista, pubblicò un
celebre testo di teoria militare
via Garibaldi :(1807 –
1882) generale, patriota e
condottiero italiano
via Vittorio Emanuele II:
(1848/1861) primo Re
d’Italia
piazza Mazzini : (1805 /
1872) patriota italiano
via Crispi: (1818/1901)
garibaldino, segretario di
stato
via Carcano: politico italiano, garibaldino
via Anzani :generale
garibaldino partecipante ai
moti
via Rubini: avvocato patriota con idee mazziniane
comandò la guardia nazionale garibaldina
via Luciano Manara:
(1825/1849) patriota italia-
no del risorgimento
piazza Verdi: (1815/1920)
musicista
Ci sono vie dedicate a moti,
a battaglie
via Cinque Giornate:
moto insurrezionale di
Como
via dei Mille :spedizione
garibaldina
via Palestro, via
Magenta:vittorie della seconda guerra d’indipendenza
Ci sono vie dedicate a valori del Risorgimento :
via Italia libera, via Indipendenza
Melissa Fumagalli 3B
Salto nel passato
Il generale italiano Garibaldi è stato il protagonista della nostra
visita d’ istruzione a Como perché, dopo aver visitato vie e piazze, ci recammo al Museo Garibaldino, dove una guida ci narrò
la vita di Garibaldi, ma soprattutto della sua impresa con i Mille.
Il luogo, in cui era esposta questa mostra, era il palazzo in cui
Garibaldi soggiornò durante le campagne per l’indipendenza.
Inizialmente abbiamo visto il Busto di Garibaldi in marmo bianco, la coperta con la quale si coprì quando tornò delle guerre e
le armi usate a quell’epoca; poi la sala successiva era dedicata
alla Battaglia di San Fermo dopo la quale Garibaldi scese in
Como vincitore sugli Austriaci. La terza sala era dedicata alle
guerre, sulle pareti erano esposte: camicie, berretti e giubbe rosse
da ufficiali, armi e proiettili. I volontari comaschi della leggendaria impresa dei Mille sono ritratti in un grande quadro. Inoltre
era pure esposta la prima bandiera italiana con colori stabiliti
ma senza ordine. Questo museo, secondo noi, è stato molto
interessante perché abbiamo riscoperto una parte importante
del passato della città di Como.
Elena Maschio Lisa Rossi 3 B
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VITA A SCUOLA
N°1Anno
Le classi terze in visita alle vie di Como dedicate al Risorgimento italiano
Meraviglia e delusione per il degrado in cui versa la statua di Mazzini
de patriota e
pensatore che
tanto contribuì
a diffondere
l’idea
di
un’Italia libera, indipendente, una e
repubblicana.
La piazza che
porta il suo
Interessante l’iniziativa promossa dai nostri insegnanti,
ma meraviglia e delusione
per il degrado in cui versa la
statua di G.Mazzini, situata
al centro dell’omonima piazza.
Durante una visita guidata
alla sezione risorgimentale
del Museo civico e una passeggiata nel centro cittadino
attraverso le vie dedicate a
personaggi importanti del
Risorgimento, siamo passa-
ti da piazza Mazzini, il gran-
nome è centrale, molto
bella: i palazzi antichi
sono di una
certa importanza,
ben ristrutturati; attorno ad essa
si affacciano negozi, caffè eleganti e
pizzerie, diventati ritrovo
per i giovani della nostra città; tuttavia,
lo spazio
entro il quale è posto il
monumento
versa in un
degrado totale: nell’aiuola si
vedono
bottiglie di
plastica e
non, lattine,
pacchetti di
sigarette e immondizia va-
ria; inoltre è soffocata da sedie e ombrelloni dei vari ristoranti che soffocano la visuale della statua di Mazzini,
anch’essa, peraltro in pessimo stato, con crepe e
macchie ovunque.
Dopo abbiamo segnalato la
cosa alle autorità comunali,
alle quali abbiamo chiesto
chiarimenti e informazioni,
esse ci hanno assicurato che
avrebbero preso in considerazione quanto da noi riferito.
Speriamo vivamente che si
prenderanno provvedimenti
al riguardo e, se non lo si
farà, noi lo denunceremo al
Consiglio Comunale dei Ragazzi che si terrà a maggio e
al quale parteciperemo.
DavideDell’Oca,
Marco Melzi 3 A
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N° 1 Anno VIII
Alcune regole per sopravvivere alle medie
Un utile vademecum da seguire
Io preferisco le medie alle
elementari, a parte il fatto
che i compiti a volte sono
tanti. Ecco come sopravvivere ai professori
1. TIPOLOGIE DI PROFESSORI:
Ci sono diversi tipi di professori. Alcuni si vestono in
modo trascurato e si considerano dei veri intellettuali;
altri, consapevoli che gli allievi vorrebbero fare qualsiasi cosa tranne i compiti, ne
assegnano di impossibili,
tanto da indurre il sospetto
che contino sui ritardi degli
studenti per poterli rimproverare per bene.
2. COME DIVENTARE
IL COCCO DEI PROFESSORI
Indipendentemente da
come sono i tuoi professori,
le seguenti dritte ti faranno
diventare il cocco dei professori:
* Sii sempre puntuale. Sarà
noioso ma gli insegnanti si
irritano se arrivi in ritardo e
per vendicarsi potrebbero
punzecchiarti tutto il giorno.
Se arrivi puntuale non verrai ripreso alla prima distrazione.
* Usa le scuse più
appropriate. Se un tuo compagno si è scusato, dicendo
che il cane gli ha mangiato i
compiti e l’insegnante l’ha
rimproverato lo stesso, non
usare la stessa scusa. Inventati scuse lunghe e compli-
cate: probabilmente a metà
del tuo discorso il professore si sarà già distratto o, ancora meglio, magari ti interrompe a metà per raccomandarti di portare i compiti l’indomani.
* Sii entusiasta: i professori
si sentiranno motivati e la
lezione passerà molto più
velocemente. Fai domande
intelligenti e chiedi aiuto se
ne hai bisogno, per dimostrare che hai voglia di imparare e non stai solo aspet-
tando la campanella.
* Prima o poi tutti vengono
beccati a chiacchierare in
classe. Se ti capita, pensa a
cosa dovevi studiare per
quel giorno e scusati spiegando che stavi parlando
proprio di quell’argomento.
Prima che inizi la lezione,
pensa a quali sono gli argomenti in programma per quel
giorno ed eviterai di essere
ripreso.
Matteo Spezzani 1 A
COME “ADDOMESTICARE” GLI ADOLESCENTI
Noi della classe 3ªB abbiamo affrontato l’argomento dell’adolescenza e abbiamo scoperto che quest’età, così difficile per noi,
è ingrata anche per i genitori che iniziano a mettersi le “mani nei
capelli.” Così ho pensato, in modo scherzoso, di rivolgermi ai
genitori per dare alcuni consigli su come comportarsi con un
adolescente.
1. Evitare di interrompere l’adolescente durante le sue attività
giornaliere(se non strettamente necessario), in particolar modo
se è di cattivo umore.
2. Evitare di usare un linguaggio troppo sdolcinato con l’adolescente, in particolare in presenza di amici
3. Evitare rimproveri “animati” in presenza di altre persone
4. Alla fine di una giornata evitare di scavare in fondo, per cercare di scoprire i più microscopici dettagli, fatevi bastare un
breve riepilogo
5. Se una verifica andasse male, evitare di infliggere punizioni,
cercare di capire qual è l’errore con vostro figlio, ciò potrebbe
far aumentare la motivazione allo studio
6. Soprattutto con le ragazze, fare dei complimenti su: il vestiario, il fisico…
7. Nell’ adolescente il fare attività fisica e l’ottenere risultati può
accrescere l’autostima, evitare di far saltare un allenamento o
una gara importante, se non in casi strettamente necessari .
Sono solo pochi consigli, ma spero che grazie a questi una percentuale di litigi scompaia.
8
Silvia Sciotta 3 B
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APPROFONDIMENTI
N° 1 Anno VIII
Il terrificante mostro di Lochness
Curiosità sulla misteriosa creatura del lago scozzese
Il mostro di Lochness,
soprannominato anche
Nessie, è una creatura leggendaria che vivrebbe nel
Loch Ness, un lago che si
trova in Scozia ad Iverness,
che misura 56 kmq, ha una
lunghezza di 39 km e la pro-
fondità massima delle sue
acque è di 230 metri circa.
Non esiste alcuna prova dell’esistenza del cosiddetto
“mostro” e alcune foto che
lo ritrarrebbero si sono dimostrate false o non sono ritenute
particolarmente
significative dal
punto di
vista
scientifico.
Alcuni
avvistamenti, in cui la sagoma di “Nessie” era confusa
(avrebbe potuto essere
qualsiasi cosa), sarebbero
avvenuti anche sulla terrafer-
ma, a partire dal 1930. Una
delle testimonianze più influenti riguardo il mostro è
la cosiddetta “foto del chirurgo”, scattata da Robert
Kenneth Wilson, nell’aprile
1934, rivelatasi in seguito un
falso. L’ipotesi che riscuote
più successo fra
i sostenitori dell’esistenza del
“mostro” è che
si tratti di uno o
più plesiosauri
sopravvissuti in
qualche modo
all’estinzione.
La maggior parte della comunità scientifica degli zoologi
pensa che il “mostro” non
esista, per due serie di supposizioni: innanzitutto perché
nessun avvistamento o ritrovamento di tracce, resti animali al di sopra di ogni ragionevole
dubbio è
stato mai
documentato, poi
perché un
lago ,relativamente
piccolo,
come il
Lochness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro.
Per tentare di controbattere
i dubbi relativi all’alimentazione della creatura è stata
avanzata l’ipotesi che vuole
l’esistenza di un canale segreto che colleghi il lago al
Mare del Nord. Questa teoria spiegherebbe anche
l’assenza di ossa e di altri
resti sul fondale del lago.
Non vi sono tuttavia prove
dell’esistenza di canali che
conducono al mare.
Dal 1956, attraverso l’uso
di imbarcazioni dotate di
ecoscandaglio, diverse volte e con diversi metodi si è
scandagliato il lago con
l’unico risultato di rilevare
tre grandi masse in movimento, che alcuni identificano come banchi di pesci,
mentre secondo altri sostenitori della teoria del mostro
potrebbero essere stati gli
altri componenti della famiglia di Nessie.
Nikolas Civati
Matteo Piccina
Francesco Valiani 2B
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RICORDI ED EMOZIONI
N° 1 Anno
Un’alunna particolarmente affezionata ricorda con rimpianto e nostalgia l’indimenticabile
maestra Grazia Pozzi, recentemente scomparsa.
Cara maestra Grazia,
voglio dirti grazie, sì, grazie di tutto quello che mi hai insegnato, sia a scuola sia fuori.
Sei scomparsa solo da alcune settimane e mi manchi già tanto: di te ho molti teneri ricordi…
in quarta elementare ci hai insegnato tutto quello che potevi, nei modi più diversi e più semplici per farci capire ad ogni costo un argomento ce lo ripetevi anche venti volte, con infinita
pazienza e, a chi alzava la mano mentre stavi spiegando, dicevi: “Giù la zampa!!”.
Ti rivedo ancora quasi tutte le mattine, precisa, puntuale, passare sotto casa mia, alle otto
meno un quarto, ancora col buio, con il tuo passo veloce e sicuro, per arrivare a scuola in
orario…e, quando,
nonostante tu fossi molto magra, portavi sempre da mangiare la frutta, o quando ci avevi
confidato di avere i calcoli: allora, visto che insegnavi Matematica, noi ti abbiamo
soprannominato“la maestra calcolissima”. Ma, verso la fine di quell’anno scopristi la vera
natura della tua malattia: sicuramente ci hai detto una bugia per non farci preoccupare, per
farci stare tranquilli … e in quinta, nonostante tutto, per un periodo hai continuato a insegnare, a seguirci, pur sapendo di essere molto ammalata. Uno dei ricordi più belli di te è l’ultimo
giorno di scuola: malgrado ti stessi sottoponendo a cure molto pesanti nella speranza di guarire, sei venuta a salutarci…per farci sentire la tua presenza e dimostrarci il tuo affetto in un
momento così particolare. Appena sei entrata, io ti ho guardata e sono scoppiata a piangere:
tu, invece, eri serena, ma il tuo aspetto tradiva la gravità della tua malattia, ma io ero piccola
e non potevo capire nè immaginare… , tu mi hai abbracciata forte e mi hai detto“Erica, non
piangere, se no fai piangere anche me “ .
Da quel giorno non sono più riuscita a vederti, perché molto spesso sei stata in ospedale, o,
pur essendo a casa, non stavi bene e non te la sentivi di ricevere visite; un paio di volte ti ho
chiamata per sapere come stavi, tu mi hai risposto “Bene…”, mi hai rassicurato, anche se
non era la verità.
C’è una cosa, però, di cui ho rimorso e mi fa molta rabbia: oltre a quelle due o tre volte non ti
ho più chiamata, telefonare non mi sarebbe costato nulla e non averlo fatto più spesso mi
rattrista, perché penso che ti avrebbe fatto piacere sentirmi. La tua scomparsa mi ha fatto
riflettere molto e capire tre cose molto importanti e dolorose: la prima è che le persone, soprattutto i giovani, pensano che le cose capitino solo agli altri; invece, proprio quando meno
te l’aspetti, il dolore scompiglia e travolge la tua quotidianità e le persone che hai più care; la
seconda è che ho provato e compreso la crudeltà e la gravità della malattia che ti ha strappato
a me e ai tuoi affetti più cari e la terza, secondo me la più significativa, che non ti accorgi e
non apprezzi l’importanza di una a persona, fin quando non la perdi e sei costretto a farne a
meno…
Beh, maestra Grazia, voglio che tu mi prometta che non ti dimenticherai mai di me e della 5°
B , la “tua “5° B .
Ti ringrazio ancora una volta per i tuoi insegnamenti, per quello che hai fatto e per aver
voluto affrontare accanto a noi un pezzo della tua malattia, sorridendo, come sempre.
Ciao, ti voglio bene,
10
Erica
Erica Fusco 3A
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SPECIALE NATALE
N° 1 Anno
Magic Christmas
Racconto di Natale
MAGIC CHRISTMAS
Cari lettori,visto che il Natale si avvicina, ho deciso di
farvi come regalo una storia
natalizia.
In Inghilterra, nell’anno
1903, una notte nel Canale
della Manica si aggirava una
bellissima nave. Per quanto
potesse sembrare accogliente e stupenda era considerata dagli inglesi “la nave
della morte” perché incuteva terrore. Il suo capitano
Jack faceva fatica a trovare
marinai, anche il più coraggioso si rifiutava di salpare
perché sulla nave incombeva la maledizione della
“tempesta infuriata.
E fu proprio quella notte, al
ritorno di un lunghissimo
viaggio dopo aver trovato il
tesoro, che la maledizione
colpì con una tremenda tempesta i marinai. Tutti morirono e sprofondarono negli
abissi, ma nessuno poteva
riposare in pace nell’aldilà
perchè la maledizione diceva:” Ogni anno, dal 14 al 25
dicembre il capitano sarà
svegliato e riportato dagli
abissi sulla terra fino a quando troverà qualcuno che lo
ammiri come persona e non
come capitano. Solo allora
avrebbe potuto salpare di
nuovo, restituire il tesoro e
riposare nell’aldilà.
Passarono vari decenni, fino
all’anno 1993, come al solito il capitano si risvegliò,
uscì dagli abissi, arrivato in
superficie, si sentì afferrare,
cercò di liberarsi, ma nonostante i suoi sforzi venne
catapultato sulla barca e
svenne.
Quando si risvegliò era circondato da varie persone,
che lo guardavano preoccupate, lui cercò di alzarsi, ma
era così debole che riuscì
solo a sedersi, nella stanza
entrarono numerose persone e un bambino di nome
George che gli si gettò tra le
braccia e disse: “Zio John,
meno male che sei vivo!”.
Jack fece finta di essere lo
zio anche nei giorni seguenti.
Più i giorni passavano, più
Jack si affezionava al piccolo. Il penultimo giorno, Jack
decise di svelare la sua vera
identità. Appena finita la
cena, Jack chiamò George
nella sua camera e iniziò:
“Sai George, io non sono
quello che credi sono...”
“In che senso zio?”
“Nel senso che non sono tuo
zio...”
“Non sei mio zio?Ah! di
nuovo con gli scherzi!”
“Ascoltami George, io
sono Jack il capitano della
morte...”
Gli raccontò tutta la sua storia e alla fine disse: “Se non
mi credi ancora dimmi cosa
successe nel viaggio alla
Plymouth, al capitano della
morte?”
“Si squarciò la schiena”
“Bene, allora guarda”
Si sollevò la maglietta da dove
spuntò un’orribile cicatrice.
George scappò via nella sua
camera. Il giorno seguente
era Natale, Jack si presentò
di buon mattino, prese il suo
regalo e scrisse una lettera:
“Caro George , mi dispiace
di averti mentito, io ritorno
negli abissi, ma rispetto alle
altre volte con te nel cuore”
Jack. Poi ripiegò la lettera e
portò tutto nella stanza di
George e subito dopo partì.
Jack era sulla soglia del porto e si avviava a passo deciso, arrivato alla riva allungò un
piede per ritornare negli abissi, ma subito si ritrasse con
affanno, era George che aveva gridato di aspettare? Si
girò e vide George che gli corse in contro e lo abbracciò,
poi lo guardò dritto negli occhi e disse:
“Mio zio o no ti voglio bene”
“Anch’ io, corri a casa e
aspetta tornerò”, così rispose il capitano, poi prese il tesoro e lo portò all’isola. Tornò a casa ed ebbe il più bel
regalo: poter rimanere con
George e la sua famiglia.
Francesca Molteni1A
11
CORRIERE DI LORA
SPECIALE NATALE
N° 1 Anno VIII
Tutto sul Natale
Usi e traduzioni diverse in Europa
Il Natale è una festività cristiana che celebra la nascita
di Gesù, cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle chiese orientali, per lo
slittamento del calendario
giuliano). Il termine significa
“relativo alla crescita”.
In questi anni ha assunto un
significato laico con lo
scambio di regali in famiglia e la figura di Babbo
Natale. Ogni paese europeo ha le sue tradizioni.
Natale in Francia
In Francia è tradizione fare
il mercatino di Natale ricco
di illuminazioni, botteghe ar-
tigianali e prodotti tipici. Anche qui si allestisce il presepe con statuine di argilla
chiamate “santouns”, che
rappresentano personaggi
comuni come il sindaco, le
maestre, il parroco e così
via. Uno di questi personaggi
piace molto ai bambini, è un
allegro personaggio, che
con una lanterna fa luce al
sentiero che conduce al pre-
sepe.
I francesi ricevono i doni da
Gesù Bambino, inoltre gli
adulti si scambiano regali a
capodanno.
Il Natale inizia con la festa di
San Martino, quando i bambini costruiscono tipiche lanterne.
Natale in Spagna
Nella notte di Natale è tradizione cantare i “villancicos”,
alcuni dei quali raccontano
avvenimenti della vita di
Gesù, altri di fatti quotidiani
ma sempre in tema natalizio;
questi sono accompagnati da
strumenti. La cucina spagnola è molto ricca nel periodo
natalizio, si mangiano soprattutto pesce, crostacei, tacchino ripieno e altre carni.
Un piatto conosciuto in tutto
il mondo è quello dei churros,
pasta fritta con farina, olio,
sale e zucchero; l’impasto
viene passato attraverso uno
strumento, che gli conferisce
la forma allungata a
stella.
Sono
molto
leggeri
e si
mangiano inzuppati nel cioccolato.
Natale in Inghilterra
Anche in Inghilterra , come
in molti paesi europei, Natale è l’evento più atteso
dell’anno .
Già a novembre ci sono i
primi preparativi e per i
bambini rappresenta il momento più bello per la distribuzione dei regali, che
vengono lasciati sotto l’albero .
Tra le tradizioni più gradite
vi è quella di addobbare
l’albero, per restarvi solo
dodici giorni per motivi di
superstizione .Tutte le città
ospitano un grande albero
ben addobbato
e le case e le
chiese sono ornate con piante
sempre verdi.
La tradizione
vuole che la vigilia di Natale
venga acceso il
famoso ceppo e se ne conservi un pezzo per il Natale
successivo. Grandi gruppi
12
CORRIERE DI LORA
di persone vagano per la città cantando e ricevendo
dolci e bevande .
Natale in Germania
In Germania la preparazio-
SPECIALE NATALE
N° 1 Anno
LA CURA DEGLI ANZIANI
Sono Melissa e da un anno vado a trovare un signora di nome
Nicla. Secondo me, noi giovani dovremmo andare a trovare gli
anziani perché hanno molte cose da raccontarci. Lo so che sembra noioso, ma invece ci si diverte molto. Io vado una volta alla
settimana e sempre mi diverto, perché parlo sempre di argomenti diversi, per esempio ho scoperto che quando c’era la seconda guerra mondiale il cibo si comprava sotto banco e se ti
fermava la polizia dovevi nascondere la spesa. Credo che se i
giovani andassero a trovare gli anziani si avrebbe più cultura.
Melissa Fumagalli 3B
ne dura per tutti i 24 giorni
che precedono il Natale: è
l’ Avvento. I bambini ricevono i calendari dell’Avvento con 24 finestrelle: ne
aprono una ogni sera , contenente, di solito, cioccolatini. Un altro tipo di calendario è formato da una ghirlanda di rami di abete con
24 scatolette appese. In alcune famiglie si costruisce
una grande corona di rami
di abete, intrecciati con
quattro candele rosse. I
bambini tedeschi, per far
notare la loro letterina, la
cospargono di colla e poi di
zucchero e la mettono sul
davanzale della finestra.Gli
alberi vengono messi in
case, chiese e anche sulle
tombe.
Naomi Malatesta
Elisa Pozzi
Francesca Ronchetti 2B
BRILLANTE NATALE
Il Natale è arrivato,
di tutto punto addobbato.
Alberi decorati con lucine
splendono in tutte le vetrine;
nella notte luccicante
c’è una stella assai brillante:
è proprio lei, la cometa,
che in ciel vola lieta!
Lassù c’è calma e tranquillità,
tutto il contrario è qui in città:
pacchi, regali, doni, fiocchi …
di ogni bimbo attirano gli occhi!
NEVE NATALIZIA
Nel giorno di Natale
c’è una cosa un po’speciale,
vien dal cielo una pioggia bianca
che cade lenta quasi sembra stanca,
è la neve di Natale
e scendendo porta un canto celestiale.
Nell’aria c’è odor di ghiacciato
somiglia a quello dello zucchero filato.
Anna Romanò 1A
13
TUTTI CREATIVI
CORRIERE DI LORA
Durante l’ora di approfondimento di italiano, ci siamo di-
vertiti a giocare con le
rime. Vi proponiamo la
N° 1 Anno VIII
descrizione della nostra classe.
Arnaboldi Sara è l’amichetta di Mara
Sara Arnaboldi ha tanti soldi
Lucca Gabriele è in un programma alla tele
Gabriele Lucca ha in casa una mucca
Ben Jaballah Dori raccoglie fiori
Dori Ben Jaballah non ha mai detto una balla
Micalef Nicolò con l’aereo decollò
Nicolò Micalef è un grande chef
Cassiani Ingoni Mattia abita nella grande via
Mattia Ingoni Cassini guarda “Barniani”
Nosenzo Samuele tira un calcio al suo amico
Gabriele
Samuele Nosenzo ha un cugino che si chiama
Lorenzo
Colombo Kevin ha un amico di nome Kevin
Kevin Colombo ama giocare con il piombo
Costa Davide ha fatto battaglie impavide
Davide Costa porta la posta
D’Alise Alfredo si occupa di arredo
Alfredo D’Alise compra divise
Elia Chiara dorme dentro una bara
Chiara Elia è andata via
Facciuto Alessandra ha un’amica di nome Sandra
Alessandra Facciuto ha usato l’imbuto
Fiore Luca sbatte sempre la nuca
Luca Fiore guarda sempre le ore
Paduano Sara ha vinto una gara
Sara Padano adora tanto il parmigiano
Ponti Irene adora le amarene
Irene Ponti possiede i rinoceronti
Pozzi Elena ha un’amica di nome Elena
Elena Pozzi ha degli amici rozzi
Roscio Silvia ha una cugina di nome Silvia
Silvia Roscio annaffia un fiore moscio
Scarano Matteo ama andare al Lago d’Iseo
Matteo Scarano ha conosciuto un marziano
Classe 1B
Fusi Ismaele adora molto le mele
Ismaele Fusi ha una zia che si chiama Susi
Gabbi Alessandra ha in casa una salamandra
Alessandra Gabbi ha come amico un teletabbi
Imperiali Federico è bello come un fico
Federico Imperiali dovrebbe mettersi gli occhiali
Imperiali Luca ha tirato la palla in buca
Luca Imperiali sulla schiena ha due ali
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CORRIERE DI LORA
TUTTI CREATIVI
La mia classe è stupenda,
facciamo lezione sotto una tenda.
A chi parla troppo viene messa una benda.
Dovreste vedere quanto è stupenda:
ogni minuto si fa merenda.
La nostra classe è una leggenda
Matteo Scarano
La mia classe è molto numerosa:
infatti la prof non è orgogliosa.
Mangiamo tutti la Certosa.
Una mia compagna è molto affettuosa
e un’altra indecorosa.
Tutto questo mentre la bidella riposa.
Kevin Colombo
La mia classe è molto bella,
ma quanto pesa la cartella!
Per merenda pane e Nutella.
Quando suona la campanella,
arriva la bidella,
che di aspetto è molto snella.
Elena Pozzi
La mia classe è proprio bella,
perché si passa dalla brace alla padella.
La classe è molto snella,
grazie alla cuoca Nella.
Per merenda tutti a mangiare la mozzarella,
accompagnata dalla Nutella.
Irene Ponti
La mia classe giocherella:
quando cambia materia scoppia la tarantella.
All’intervallo qualcuno mangia una ciambella
e qualcun altro una caramella.
La mia classe è la più snella,
mangia poco ma è sempre bella.
Luca Fiore
La mia classe è proprio bella,
ma spero nella campanella
e che arrivi la bidella
N° 1 Anno VIII
molto snella,
che ci butta la cartella
e ci dà pane e Nutella.
Alfredo d’Alise
La mia classe è molto brutta
ogni giorno qualcuno rutta
e quando qualcuno dalla finestra si butta,
tutti gridano: “Evviva la brutta”.
E quando la prof. erutta
la classe si zittisce tutta.
Ismaele Fusi
La mia classe è carina
è molto semplice e piccolina,
ci troviamo a prima mattina
per entrare al suono della campanellina,
e a chi fa la birichina
la prof. mette una notina.
Alessandra Gabbi
La mia classe dalle risate fa scoppiare
e quando la campanella deve suonare
abbiamo sempre voglia di mangiare
ma poi in classe dobbiamo tornare
e la prof. i compiti deve assegnare
infine torniamo a casa con tanti compiti da fare.
Silvia Roscio
La mia scuola è una fogna:
mangiano tutti la bologna
c’è anche una mia compagna
che mangia e poi rogna.
Poi arriva la bidella e mette tutti sulla gogna
e la prof. una bella lavagna se la sogna.
Chiara Elia
La mia classe è molto carina
con una sorpresa ogni mattina.
Oggi è arrivata una bambina
15
CORRIERE DI LORA
TUTTI CREATIVI
con in mano una cartolina
spedita da sua cugina
che vive in Cina.
Sara Paduano
La mia classe è molto divertente
ad un mio compagno è caduto un dente
e ad una verifica non ha capito niente.
Oggi ho incontrato uno studente
che è stato davvero sorprendente:
alle finestre ha attaccato delle tende.
Alessandra Facciuto
Vola
Una bomba nell’aiuola.
In aria c’è la scuola,
la preside che vola
con tre coltelli in gola
Vola…vola…vola
Gabriele Lucca
Vado a scuola con la bandana
quando mi accompagna mia zia Iana.
In geografia studiamo il Ghana,
ma in storia vorrei studiare la civiltà pagana.
All’intervallo mi rilasso con una banana,
anche se preferirei usare la cerbottana
Federico Imperiali
La mia classe è molto carina.
Non ho una maestra rompina,
è bello mangiare la merendina,
tutti in fila, al suono della campanellina.
Nessuno con me fa la precisina
ho un’amica che si chiama Dorina!
Doursafe Ben Jaballah
La mia classe è molto curiosa
e si impiccia di ogni cosa.
La maestra Rosa
è molto malmostosa.
Di guai ne combiniamo a iosa
e insieme gridiamo alla maestra: odiosa!
Sara Arnaboldi
N° 1 Anno VIII
La mia classe è molto bella
e, quando suona la campanella,
la bidella porta pane e mortadella.
Quando scendo in cortile saluto mia sorella
e faccio anche una partitella.
Quando finisce la scuola mi mangio la caramella.
Luca Imperiali
La mia classe è divertente:
non abbiamo un compagno demente.
Per imparare serve la mente.
Se qualcuno non studia si pente.
Se non ci vediamo usiamo la lente
e qualcuno fa l’impertinente
Davide Costa
Nella mia classe c’è una lavagna,
c’è pure in aula magna,
ora è sporca la lavagna,
e si rompe se si bagna
o se un cane se la magna
Mattia Cassiani Ingoni
Lo disse il professore, lo confermò anche il bidello:
nella mia classe si fa sempre bordello,
però abbiamo un gran cervello.
C’è passato mio fratello
lui si chiama Nello,
però il mio nome è più bello
Nicolò Micalef
La mia classe è molto noiosa
e la prof si crede molto spiritosa.
Il nostro compagno cinese, invece di dire “rosa”,
dice “losa”.
Un mio compagno vive nell’hotel Milosa
ed un altro in una lezione riposa
Samuele Nosenzo
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CORRIERE DI LORA
TUTTI CREATIVI
N° 1 Anno VIII
Ecco la classe 1ª A che in rima si presenterà:
In prima fila c’è Laura Allegro che ha fatto una gita in Montenegro
in terza siede Giulia Ballabio, una volta aveva un compagno di nome Fabio.
Durante l’intervallo il golosone Federico Bellotti mangia i biscotti,
lo studioso Borsani Simone scrive sul quadernone.
A Giacomo Bottinelli piacciono gli indovinelli.
Bruni Andrea studia la Corea.
Sara Camporini gioca coi temperini di altri bambini
Daniel Cusin incide col pennin.
Omar e Savi disegnano delle navi
Focaccia prende una notaccia perché ha fatto una boccaccia
Nell’ultimo banco Gregorini Valentina cerca la pianura salentina sulla cartina;
mentre Lulja Delfi fa un tema sugli elfi.
Un giorno Melzi Nicolò un bel voto sul libretto si trovò.
Durante l’ora di matematica Francesca Molteni è il genio dei problemi,
intanto Virginia Pellegrini studia l’ambiente dei pinguini.
Nell’aula di artistica c’ è Romanò Anna che disegna nuvole che sembrano panna,
insieme a Savi Rita che disegna con la matita pensando a una granita.
C’è anche Elisa Scardino che disegna col pennino un ballerino.
Spezzani Matteo studia il colosseo, mentre la prof. racconta la storia di Perseo .
La filastrocca finisce qua,
ci vediamo in 2ªA
Classe 1A
I prof in rima
Ecco i nostri professori,
che ad insegnare sono dei motori!
Iniziamo con la prof Arrighi...
...è già in classe, è meglio che mi sbrighi!
Arriva la prof De Cesare Silvana...
lei ci insegna a dire in inglese rana.
E’ l’ora del prof Bosco:
ci fa fare esercizi che non conosco.
Tornando in classe,
incontriamo la prof Molteni...
chi non sa i verbi, per lei, è meglio che si alleni.
Nel corridoio passeggia la prof Orlandini,
che fa diventare artisti tutti i ragazzini.
Scende le scale la prof Pasculli...
lei dà note e 5 a tutti i bulli.
Alla fotocopiatrice c’è la prof Moscatelli,
che dà una mano a tutti gli alunni novelli.
Ora andiamo dal prof Silano...
oggi ha voglia di suonare il piano.
E’ l’ultima ora, c’è la prof Poggio...
in inglese è un grande appoggio.
Tutti pensano al prof Raso...
lui alla precisione ci fa caso.
Quando si esce c’è la prof Pocchiari...
lei ci fa leggere i breviari!
Le filastrocche sono finite,
speriamo che voi le abbiate gradite!
Classe 1A
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CORRIERE DI LORA
CULTURA/SPETTACOLI
N° 1 Anno VIII
La vostra moda
Dai cappellini alle magliette, senza tralasciare i colori
Ciao ragazzi. Nel nostro articolo sarete voi i protagonisti. Parleremo della vostra
(e nostra) moda.
Ogni giorno, per i corridoi
della scuola, vediamo ragazzi e ragazze vestiti in modo
similare, perché ormai la
moda è seguita e apprezza-
ta da tutti.
Iniziamo a parlare della
moda maschile: i ragazzi indossano jeans a vita bassa
con cinture, che molto spesso raffigurano personaggi
famosi della televisione.
In estate vanno di moda i
cappellini rapper con jeans
corti e scarpe da ginnastica
(Nike, Reebook e
Adidas...). In inverno vanno un po’ più sul classico:
jeans lunghi strappati e/o
stretti, felpe con il cappuccio e scarpe da ginnastica.
Passiamo alle ragazze, in
estate portano pantaloncini
corti, magliette a maniche
anch’esse corte e minigonne
jeans,spesso con sandali o
infradito.
In inverno indossano felpe
lunghe fino al
ginocchio,
leggings (usati in ogni periodo dell’anno) sciarpe
unisex e cappellini baschi o con visiera.
Ogni anno i ragazzi e le
ragazze si chiedono quali
saranno i colori che andranno di moda nella
stagione successiva. Beh
volete sapere quale sarà
il colore che sarà al top
della moda nel 2010? È
il fucsia. Se siete delle
persone abituate ad indossare colori scuri, è
tempo che vi abituate al-
l’idea di colori un po’ più
vivaci, proprio come il
fucsia. Solitamente un
colore così vivace è usato nella stagione estiva,
invece stavolta terrà banco anche in inverno.
A quanto pare già nelle
vetrine di molti negozi si possono acquistare vestiti di questo colore e, naturalmente, l’abbigliamento di questo colore
andrà di moda sia per i maschi
che per le femmine, anche se
sinceramente noi non crediamo che i ragazzi sceglieranno
abiti di questo colore, anche se
di moda.
Anthea Sbizzera
Melissa Vaghi 2B
A ritmo di musica
Ragazze vi piace la danza? Noi siamo appassionate di hip hop e
break dance, che non solo è un bello sport, per alcuni, ma può
essere un metodo per scaricare la tensione e lo stress.
È uno sport energico in cui ci vuole stile e determinazione, è
molto difficile impararlo se non sei portato e non hai grinta; è un
tipo di sport amato dai ragazzi.
Non solo nell’ hip hop, ma in tutti i generi di danza, devi saper
ascoltare e contare il tempo di ogni tipo di musica e seguire il
ritmo. Per ballare l’hip hop ci vuole un abbigliamento adeguato:
una maglietta aderente, pantaloni larghi che finiscono alle caviglie con una stoffa stretta ed elastica, scarpe da ginnastica e un
cappello a visiera per essere più originali. Quattro sono gli elementi di hip hop: mcing (musica rap), djing, writing (arte dei
graffiti) e breaking.
Sara Basile, Rachele Cusin
Bianca Zuccarello 2B
18
CORRIERE DI LORA
SPORT
N° 1 Anno VIII
Gli stipendi dei giocatori di calcio in Italia
Cifre da capogiro per alcuni di loro
Per una persona comune
guadagnare 10.000 euro all’
anno è
molto
(c’è
anche
c h i
guadagna
meno), ma un giocatore di
calcio professionista riceve
come stipendio moltissimo
di più della semplice persona. Ora faremo degli esempi di squadre più “piccole
negli stipendi” e squadre più
“grandi”, facendo vedere
l’enorme differenza tra le
retribuzioni: per esempio un
attaccante del Catania di
nome Maxi Lopez guadagna
“solo” • 800.000 euro in
confronto a un bravo attaccante come Zlatan
Ibrahimovic che ha come
stipendio 9 milioni di euro.
Pastore, trequartista molto
forte del Palermo, riscuote
solo 500.000 euro in confronto agli 8 milioni di un attaccante dell’ Inter di nome
Eto’o. Un ultimo esempio lo
possiamo fare con il
trequartista Hamsik del Napoli: un giocatore come lui
guadagna un milione e
300.000 euro, in confronto
ai 25 milioni (• 7.500.000
di stipendio + pubblicità per
un totale di • 25.000.000)
di Ronaldinho del Milan.
Secondo noi i giocatori di
serie A si dovrebbero aggiudicare, indipendentemente
dalla loro classe, al massimo 5 milioni di euro.
Se gli studenti avessero an-
che loro un stipendio così
alto verrebbero certamente
a scuola più volentieri
Alessandro Colombo
Andrea Mariano 2B
La Champions League
La Champions League è la massima competizione europea per
squadre di club. Vi accedono le migliori squadre dei paesi europei. In Italia le prime tre classificate passano direttamente alla
fase a gironi, mentre la quarta deve giocare un turno preliminare.
Ci sono otto gironi da quattro squadre, le prime due di ogni
girone passano agli ottavi di finale.
Gli abbinamenti degli ottavi di finale vengono sorteggiati dalla
Uefa: una squadra che è arrivata prima nel suo girone dovrà
giocare con una squadra che è arrivata seconda in un altro girone.
Anche i quarti di finale vengono sorteggiati.
Il luogo della finale viene stabilito prima del torneo.
Queste sono le squadre che hanno vinto più volte la Champions
League:
1. Real Madrid = 9
2. Milan = 7
3. Liverpool = 5
4. Ajax = 4
Bayern Monaco = 4
6. Barcellona = 3
Inter = 3
Manchester United = 3
9. Juventus = 2*
*Oltre alla Juventus altre squadre hanno vinto la Champions
League 1 o 2 volte, ma abbiamo scritto la Juventus perché è una
squadra italiana. Il Real Madrid ha vinto tutte le prime cinque
Coppe dei Campioni. Nei primi anni la Coppa era più piccola di
quella moderna che è più grande e più lucida perché quella vecchia era fatta di bronzo.
Thomas Bello
Marco Cantore Simone Grimaldi 2B
19
CORRIERE DI LORA
SPORT
N° 1 Anno VII I
Tutto sul pattinaggio sul ghiaccio
Un mondo di precisione
Il pattinaggio è nato diversi
secoli fa tra Svezia e Finlandia .
Ci sono molti salti puntati:
Toe loop, Lutz Flip;
non puntati: - Lacchow,
Rittberger, Axel.
Tutti sono molto difficili, per
farli bisogna avere agilità: infatti, per fare questi salti, occorre prendere la rincorsa
con diversi passi e prendere
velocità.
I passi
I passi sono la base del pattinaggio, ce ne sono diversi:
- Fili
- Incrociati
- Libellule
- Tre interni
- Tre esterni
- Vende
- Strisciata
- Twisel
- Crosrol
- Spinte e molti altri...
Le trottole
Le trottole sono esibizioni a
livello agonistico, ce ne
sono di diversi tipi, tra cui:
- Angelo
- Bassa
- Incrociata
- Rovesciata
Gli Angeli
Sono di diverso tipo:
- Angelo: consiste nel sollevare una delle due gambe
mentre l’altra deve essere
sul ghiaccio formando un
angolo ottuso.
- Presa: una gamba resta sul
ghiaccio e l’altra si curva e
viene presa dalla mano
- Presa di lato: quando invece una gamba resta sul
ghiaccio e una viene presa
di fianco
Il termine pattinaggio su
ghiaccio indica l’azione di
muoversi sul ghiaccio utilizzando appositi pattini da
ghiaccio, che tempo fa erano molto semplici: la lama
era legata alle normali scarpe attraverso la stoffa . Gli
abitanti di Norvegia e Svezia sfruttano la superficie
ghiacciata di laghi , fiumi,
canali e praticano pattinaggio all’aperto, addirittura
possono utilizzarlo come
mezzo di spostamento.
Le gare
Le gare sono di livelli diversi e categorie che sono:
CRL= bambine /i piccoli da
7 a 12 anni
FREE=bambine /i dai 12 a
14 anni
FEDERALI= bambine /i
dai 12 ai 20 anni
Ogni categoria ha diversi
passi, angeli, pirolette e salti.
Nella categoria dei crl sono
compresi i salti semplici cioè
un giro su se stessi. Trottole sono: alta, bassa, angelo
e ad un’unica posizione. Gli
angeli e i passi possono essere vari.
Nella categoria delle free i
salti possono essere semplici, doppi. Le trottole possono essere bassa, alta o
rovesciata. I passi anche
loro possono essere diversi
come gli angeli.
Nella categoria federali i
salti devono essere per forza doppi o anche tripli, le
trottole sono a livello alto e
sono: bassa, rovesciata, angelo e ad un’unica posizione. Le trottole devono essere in tutte le categorie:
combinata, saltata, e ad
un’unica posizione.
Chiara Baccega
Elisa Rubin 2B
20
CORRIERE DI LORA
CURIOSITA’
N° 1 Anno VII I
spondere, so per certo che con le insegnanti con cui studiano le materie in inglese e con quelle di
madre lingua riescono a intendersi molto bene e a sviluppare un ottimo inglese”
St. “Secondo lei anche l’anno prossimo proporrete questo progetto?
Dir. “Assolutamente sì, perché credo molto utile potenziare l’insegnamento delle lingue straniere
nella scuola italiana e continuare l’esperienza iniziata”
St. “Le maestre qualche volta si confrontano tra di loro parlando in lingua straniera?”
Dir. “Penso di sì perché, le maestre della scuola si intendono bene con quelle di madre lingua e si
confrontano con loro”
St. “Quali sono le materie coinvolte nel progetto e Immagine è insegnata solo in inglese oppure anche
in italiano?
Dir. “Fanno parte del progetto Scienze, Geografia ed Immagine, tutte solo in inglese
St. “All’interno del progetto sono inseriti anche insegnamenti opzionali in lingua inglese”
Dir. “Per ora no”
St. “Quante maestre di madre lingua lavorano nel progetto?
Dir. “Una , le altre sono insegnanti italiane delle nostre scuole”
St. “Secondo lei, l’anno prossimo si potrà allargare anche allo spagnolo o al francese?
Dir. “È un’ottima idea, ma al momento non è possibile”
St. “I ragazzi vogliono continuare questo progetto?
Dir. “Ritengo di sì, ai ragazzi piace e le maestre sono soddisfatte perché i bambini stanno imparando
bene e ottengono risultati soddisfacenti”
St. “Per la mensa si potrebbe scrivere il menù in inglese?”
Dir. “Sì, è una proposta interessante, così che i bambini possano esercitarsi a leggerlo e a comprenderne il significato.”
St. “Lei, quindi, si augura che il progetto consenta tra cinque anni agli studenti BEI di porle queste
domande in inglese, cosa che noi, purtroppo, non siamo in grado di fare?”
Dir. “Si ma sarà difficile per me rispondere, perché l’inglese non lo conosco bene, sarà comunque
molto bello e di grande soddisfazione ascoltare dei ragazzi che parlano un inglese molto fluente”
Petra Pensa e Alice Speroni classe 2A
I Mass-Media comandanti dei nostri pensieri
Molte le ore passate davanti alla tv
[Ti regoli sulle reazioni di quel
pubblico? Questo è un pubblico cresciuto con la televisione, il suo gusto è stato sistematicamente guastato attraverso gli anni: sta seduto davanti al televisore e i raggi gamma gli mangiano le cellule del
cervello. Woody Allen]
“Io non mi faccio condizionare da uno schermo che par-
la!” Chissà quanta gente pensa e afferma ciò. Ma siamo
sinceri? Molte persone passano almeno due ore al giorno
davanti al televisore, per non
parlare degli appassionati delle trasmissioni spazzatura che
potrebbero restare tutta la
giornata davanti ad abili conduttori televisivi, che riescono
a penetrare nelle loro menti, se
non fossero richiamati dai doveri quotidiani. Come possono i mass- media condizionarci? Ci deve essere per forza qualcuno che ha decisamente più potere e, con l’aiuto di psicologi, arriva ad indirizzare il nostro pensiero. Per
cui la realtà è quella che si
vede in televisione, il bene
consiste in ciò che emerge21
CORRIERE DI LORA
CURIOSITA’
N° 1 Anno VII I
Noi e i gatti
Regole e comportamenti per tenere i nostri amici a quattro zampe
Le regole e i comportamenti
per tenere un gatto sono:
1-Avere tempo per la sua
cura
2-Avere uno spazio grande
:casa grande(preferibilmente
a pian terreno),giardino…
3-Avere sempre a disposizione del cibo
4-Saper che il gatto non è un
giocattolo
5-Non trattarlo male se no
lui si difende e graffia
6-Lasciargli fare dei
“giretti”e non chiuderlo in
casa
7-Coccolarlo
8-Non arrabbiarsi quando
porta animaletti e quando
salta sul letto di notte
Usando queste regole si può
arrivare a molto, come abbiamo fatto noi con due simpatiche micine, che abbiamo
chiamato Miao e Sissi.
MIAO è un Bombay , cioè
un gatto nero con occhi
color rame .
Lo abbiamo trovato a scuola in quarta elementare e
Giulia era riuscita a portarlo a casa fino a che non è
saltato fuori il proprietario .
SISSI è un gatto delle foreste norvegesi,cioè un
micio di solito grigio e bianco a pelo lungo.
Abbiamo trovato anche lui
a scuola ed è stato subito
molto socievole.
FILASTROCCA SUI
GATTINI
I micini son carini
perché hanno dei bei
musini,
hanno pelo lungo e corto
ma non c’è mai un baffo
storto,
di tante coccole hanno bisogno
come tale dai mass-media. In questo modo, si crea e si orienta l’opinione pubblica. Molti studiosi, nelle loro ricerche, hanno dimostrato la
forte capacità persuasiva di questi strumenti che riescono a manipolare il contenuto dei messaggi a fini politici o economici, per creare comunque il consenso. Nei regimi tirannici avveniva in modo scoperto,
perché la censura e la propaganda politica condizionano pesantemente gli operatori della comunicazione di massa, ma anche oggi, grazie
alle raffinate tecniche psicologiche, i “mass-media” trasmettono alla
società determinati valori che vengono accettati superficialmente dal
pubblico. Sono dei potentissimi “persuasori occulti”, capaci di condizionare pesantemente la libertà di scelta e di pensiero dell’uomo moderno. La televisione, inoltre, tende a trasformare tutto in spettacolo:
politica, informazione, letteratura, sport; anche il dolore, la tragedia, la
sofferenza rischiano di diventare in televisione oggetto di spettacolo.
Elisa Ceppi Gioele Cusin 3 A
sembra proprio un grande
sogno,
quando son piccoli gli piace
giocare
con le ciabatte da morsicare,
quando son grandi fanno i
giretti
tutte le notti sopra i tetti.
BARZELLETTE SUI GATTI
1- Cosa dicono due gatti
quando fanno la pace? ...mici
come prima!
2- Perchè quando accarezzate un gatto questo alza la
coda? Fine del gatto!
3- Cosa fa un gatto a 200
Km/ora sull’autostrada?
Meeeeeaaaaaawwwwwhhhh...
4- Un Gatto è stato squalificato alle Olimpiadi per...
TOPING
5- Ai gatti neri porta sfortuna
essere attraversati da un’auto?
6- E’ difficile riconoscere un
gatto nero in una stanza buia
soprattutto quando il gatto
non c’e’
7- Io amo i gatti... hanno lo
stesso sapore dei polli
8- Anch’io adoro i gatti!
Scambiamoci le ricette.
9- Cos’è meglio di una gatta
morta sul pianoforte? Una
topa viva sull’organo
10- Qual è il colmo per un
gatto che attraversa la strada? Essere investito da una
Topolino.
Giulia Ballabio
Anna Romanò 1A
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Corriere di Lora - Premio Severo Ghioldi