Corriere di Lora Corriere di Lora Periodico della scuola media di Lora Anno VIII N°1 Dicembre 2010 Una scuola innovativa Il progetto Bei Alla Scuola primaria di Lora e di Lipomo è stata avviato il progetto BEI (……): un fiore all’occhiello dell’offerta didattica e formativa del nostro Istituto, particolarmente attivo nella didattica delle lingue straniere. Due alunne della Secondaria, incuriosite da questa esperienza intervistano la Dirigente, dott.sa L. Spagnolo. St. “Da quale spunto è partito il progetto BEI nella scuola primaria? È molto diffuso nella nostra regione? Dir. “L’interesse per questo Speciale Natale da pag.11 Tutti creativi da pag.14 progetto è nato dalla volontà di sperimentare se una lingua appresa a partire dai cinque anni possa creare le condizioni di un suo uso fluido e stabile anche da adulti sia nella comprensione che nella comunicazione. Il progetto è ormai avviato in sei scuole lombarde, una fra queste è quella di Lipomo, dove hanno aderito le due prime elementari, l’altra è quella di Lora con una sola classe prima. St “Secondo lei i ragazzi e le loro famiglie sono soddisfatti?” Dir. “Secondo me sì, anche se gli alunni sono ancora piccoli per poter esprimere un giudizio consapevole e fondato sulla loro esperienza” St. “Quante e quali lingue fanno parte del progetto?” Dir. “Il progetto prevede soltanto l’inglese” St.“Ma i bambini riescono a comprendere i messaggi in lingua straniera e a non confondersi con le altre materie?” Dir. “Non credo che essi si confondano perché, in questa fase dell’età evolutiva, sono molto ricettivi agli stimoli offerti dal contesto scolastico e, generalmente, si avvantaggiano di capacità cognitive, intuitive e mnemoniche elevate” St. “Le insegnanti come giu- dicano questa iniziativa e lei è soddisfatta?” Dir. “Sì, le maestre sono soddisfatte e anch’io sono convinta della sua validità, penso stia andando benissimo, ci ho creduto molto sin dall’inizio” St. “Le maestre riescono a intendersi con gli alunni in inglese senza problemi”? Dir. “Penso di si, perché abbiamo ottime maestre, preparate e formate al meglio per gestire questo tipo di attività” St. “Con questo progetto i ragazzi hanno migliorato il loro rapporto con l’impegno scolastico? Ritengono lo studio più interessante? Dir. “Questo non lo so, perché i bambini a quest’età vanno comunque stimolati e guidati ad assumersi gradualmente gli obblighi che derivano dal frequentare la scuola” St. “Nel tempo libero i ragazzi parlano fra di loro in inglese? Dir. “A questa domanda non sono in grado di ri- Continua a pag. 21 CORRIERE DI LORA VITA SCUOLA N° 1Anno VIII Questioni d’igiene Alcuni problemi della nostra scuola Nella nostra scuola ci sono tanti problemi che vorremmo far notare agli alunni e ai bidelli. Iniziamo la nostra indagine il 22 novembre e scopriamo che uno dei problemi, per esempio, è quello dei bagni, allora mettiamoci nei panni di un ragazzo che va in bagno, ma non trova né la carta igienica, né il sapone, ma non c’è nemmeno la carta per asciugarsi. Invece nei servizi femminili c’è tutto, in questo caso, però, non lamentiamoci con il sindaco, perché se la distribuzione degli oggetti è sbagliata la colpa è dei bidelli o forse dei maschi che consumano troppo? Intendiamo scoprire di chi è la colpa... Il 29 novembre il prof Bosco ci ha riferito che i bidelli mettono poca carta nei servizi maschili di proposito, perché si teme, come è già successo in passato, che i ragazzi arrotolino la carta igienica e la buttino nel water e così non solo la sprecano ma intasano anche il water, facendone fuoriuscire l’acqua. Inoltre nella nostra scuola sono arrivati banchi e sedie nuovi, che sono costati tanto e, per di più, la professoressa Poggio si è già lamentata, perché più piccoli dei precedenti, che quindi potevano anche non essere sostituiti. Inoltre nel nostro Istituto Comprensivo si trova, al piano di sotto, una piccola piscina che da circa 20 anni non si usa, è un peccato perché sarebbe una buona occasione non solo per la scuola, ma anche per il quartiere. A questo punto ci chiedia- mo perché non si trovino i soldi per la ristrutturazione della piscina. Sara Arnaboldi Dori Ben Jaballah 1B Corriere di Lora Direttore: prof. Cristina Fontana Redazione: le classi della scuola media di Lora 2 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA Maschi e femmine durante l’ora di educazione fisica I maschi dicono: “Le ragazze barano ai test di Cooper”. Le ragazze rispondono: “I ragazzi sono solo invidiosi dei nostri buoni risultati ottenuti nel test” e ribattono dicendo che le ragazze non barano e che Visita alla mostra Miniartextil di Como Verso le 10:30 del 22 ottobre ci siamo diretti verso la mostra di Miniartextil e, una volta arrivati, abbiamo visto una serie di bellissime opere molto particolari, che esprimevano secondo l’artista una sensazione di felicità. Oltre ad opere di dimensioni realistiche c’erano 400 mini opere, ma ne sono state scelte per essere esposte solo 40. Queste opere sono state realizzate con materiali molto semplici: ovatta, fili di ferro, stoffe e rame. Alfredo D’Alise Ismaele Fusi 1B anche opere mini, con misure che non potevano superare i 20 centimetri di altezza. Queste opere sono state realizzate sia da scuole sia da ragazzi di altre nazioni o della nostra. A questo concorso quest’anno hanno partecipato N° 1 Anno VIII i ragazzi sono solo invidiosi . Alcuni ragazzi rispondono: “Voi ragazze ai test vi aggiungete punti, per migliorare i vostri risultati e tutto questo solo per prenderci in giro. Le ragazze incolpate rispondono che in questa età i ragazzi crescono di muscoli e non di cervello e che, al contrario loro crescono di cervello e non di muscoli e, proprio per questo, superano i maschi nei test e anche nei giochi di forza. A questo punto la professoressa con cui si sta discutendo in classe, un po’ scocciata dice che le ragazze hanno ragione, perchè per la sua esperienza di insegnante ha visto e conosciuto tanti ragazzi con questi problemi e risolve la faccenda dicendo che se questa classe avesse continuato a mantenere il buon rapporto acquisito l’anno scorso non ci sarebbero stati problemi. Se avessimo continuato così, l’anno scolastico sarebbe andato male, perché i ragazzi e le ragazze in questa situazione non si sarebbero impegnati al meglio e non sarebbero venuti a scuola con piacere. Alla fine di questa chiacchierata i ragazzi e le ragazze fanno la pace “fino alla prossima lezione di attività fisica”. Come finirà la storia? Ci si comporterà meglio e non si litigherà più? Lo scopriremo più avanti. Giulio Tenca 2B 3 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA N° 1 Anno VIII Progetto Gemini: esperienza di un progetto interessante Quando i giochi servono a riflettere Mercoledì 23 novembre la classe 1ªA ha ricevuto la visita di Alessandra, una referente del Progetto Gemini che verrà nella nostra classe per tre martedì e ci spiegherà cosa succede in noi quando incontriamo qualcuno o qualcosa di molto diverso dalle nostre conoscenze . Alcuni di noi, alle elementari, avevano già fatto questa esperienza. Nella prima lezione abbiamo fatto diversi giochi di illusionismo, per capire che il nostro cervello è così “pigro” e abituato a vedere sempre le stesse cose che non fa più caso alle differenze. Verso la fine della lezione, come ultimo gioco, abbiamo letto un racconto “La storia di Genoveffa” e abbiamo dovuto giudicare i personaggi della storia ,mettendoli in ordine in base al comportamento (dal migliore al peggiore ). Con questo gioco abbiamo capito che, con poche informazioni, non si può giudicare gli altri. Alessandra ci ha chiesto di risolvere questo indovinello per il martedì successivo : TROVA LA SESTA SEQUENZA DI NUMERI 1 1 21 1211 111221 ( la soluzione bisogna trovarla, uscendo dalla logica matematica ) Nella seconda lezione ci siamo divisi in due gruppi: il 1° gruppo parlava con uno strano linguaggio: - sbattere le ciglia 3 volte voleva dire : vuoi giocare con me ? - alzare i gomiti voleva dire : no; - abbassare la testa voleva dire : si; - unire i pollici voleva dire : non ho capito. Il primo gruppo doveva scambiarsi delle carte con dei numeri che nella loro lingua si pronunciavano così : 1 BA 2 BAFA 3 BAFABA 4 BAFABAFA 5 BAFABAFABA 6 BAFABAFABAFA 7 BAFABAFABAFABA Il gioco consisteva nel formare una scala di numeri in ordine e dello stesso colore. Per indicare i numeri si dicevano le prime due lettere della parola. Inoltre non volevano essere toccati e odiavano sedersi . Il secondo gruppo ,invece , aveva altre caratteristiche : - parlavano in italiano ; - erano molto ospitali e stavano sempre seduti ad un tavolo a giocare a carte ; - erano molto espansivi e cordiali ; - avevano due saggi come capi ; - avevano una grande distinzione tra maschi e femmine. Gli uomini - potevano parlare con tutti - dovevano proteggere le donne ; - se un ospite toccava una donna dovevano cacciarlo. Le donne: - parlavano tra di loro solo con i gesti ; - se dovevano parlare dovevano alzare la mano per chiedere il permesso agli uomini; - non potevano parlare con gli ospiti. Il loro gioco consisteva nel : - prima si chiacchierava ; - durante il gioco bisognava toccarsi almeno una volta ; - si aveva in mano 7 carte ; - un giocatore metteva giù una carta e anche l’ altro ; - vinceva la carta più bassa ; - se c’ era l’ asso si faceva a turno per prenderlo ; - chi rimaneva senza carte 4 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA perdeva . A turno due dei componenti di ogni mondo andavano a esplorare l’ altro mondo . Lo scopo di questo gioco era capire le usanze dell’ altro mondo . Alla fine ha vinto il 2° gruppo anche se aveva delle usanze più facili da capire . Questo è successo perché il 1° gruppo avendo delle usanze complicate pensava che anche quelle del 2° gruppo fossero così. Quindi è stato meno attento ai particolari. Il progetto Gemini ha ri- scosso molto interesse tra noi alunni. N° 1 Anno VIII Valentina Gregorini Elisa Scardino 1A In seguito ai tre primi incontri con Alessandra, un impiegata dell’associazione ASPEm, abbiamo fatto un sondaggio anonimo sul progetto Gemini per scoprire se questa iniziativa didattica è piaciuta ai ragazzi. Abbiamo scoperto che questo progetto è piaciuto a gran parte della classe I B, perché con vari giochi abbiamo imparato molte cose sull’importanza della convivenza tra popoli. Secondo noi il gioco che ha più colpito la nostra classe è stato il “Bafa-Bafa” perché è un gioco divertente che spiega molto bene che è difficile ambientarsi presso un popolo, dove ci sono usanze diverse dalle tue anche se, a volte, è molto bello scoprire nuove culture, socializzare e confrontare i propri pareri con persone diverse da noi. Quello che è meno piaciuto, invece, è stato quello delle illusioni ottiche, perché mettevano in evidenza la “pigrizia” del nostro cervello e ci è risultato difficile stabilire il collegamento con l’argomento basilare. Luca Fiore, Gabriele Lucca, Nicolò Micalef , Sara Paduano, Irene Ponti, Silvia Roscio 1B Durante le ore impiegate in questo progetto siamo riusciti ad arrivare alla conclusione che altre popolazioni, completamente diverse, se non conosciute a fondo e giudicate dall’apparenza, possono sembrare inferiori a noi. Gli incontri, infatti, ci hanno aiutato a capire che ogni popolo ha difetti e dei pregi ed in entrambi i casi bisogna rispettarli. Riflettendo su quello che abbiamo fatto si è scoperto che alcune popolazioni hanno portato in Italia nuovi prodotti, che sono diventati quasi una tradizione nell’arte culinaria della nostra nazione (pomodori, mais, ecc. ). In classe abbiamo poi affrontato l’argomento del pregiudizio, confrontandoci tra noi e ci siamo raccontati esperienze di alcuni nostri genitori, provenienti dal sud dell’Italia, scoprendo che anche loro non hanno sempre avuto vita facile, a causa dei pregiudizi radicati nella società. Alfredo D’Alise Chiara Elia Alessandra Gabbi 1B 5 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA N° 1 Anno Alla scoperta dello stradario risorgimentale di Como Un’esperienza tra le vie del centro di Como Quest’anno noi di terza media abbiamo studiato il Risorgimento. Poi, per conoscere meglio la nostra città, siamo andati al museo garibaldino e alla scoperta dello stradario risorgimentale di Como. Cosi abbiamo conosciuto vie dedicate ai protagonisti, alle battaglie, ai valori di quel periodo ma anche a patrioti locali. Così vie che attraversavamo ogni giorno, senza sapere a chi o a che cosa fossero dedicate, hanno assunto la loro giusta collocazione. Ci sono vie e piazze dedicate a uomini come: via Nino Bixio:(1821/ 1879) generale e braccio destro di Garibaldi piazza Cavour:(1810/ 1861) presidente del consiglio piazza Cacciatori delle Alpi::volontari al comando di Garibaldi via Cattaneo:(1801/1869) principale esponente delle cinque giornate democratico risorgimentale via De Cristoforis: (1824 /1859) patriota italiano, veterano delle cinque giornate, economista, pubblicò un celebre testo di teoria militare via Garibaldi :(1807 – 1882) generale, patriota e condottiero italiano via Vittorio Emanuele II: (1848/1861) primo Re d’Italia piazza Mazzini : (1805 / 1872) patriota italiano via Crispi: (1818/1901) garibaldino, segretario di stato via Carcano: politico italiano, garibaldino via Anzani :generale garibaldino partecipante ai moti via Rubini: avvocato patriota con idee mazziniane comandò la guardia nazionale garibaldina via Luciano Manara: (1825/1849) patriota italia- no del risorgimento piazza Verdi: (1815/1920) musicista Ci sono vie dedicate a moti, a battaglie via Cinque Giornate: moto insurrezionale di Como via dei Mille :spedizione garibaldina via Palestro, via Magenta:vittorie della seconda guerra d’indipendenza Ci sono vie dedicate a valori del Risorgimento : via Italia libera, via Indipendenza Melissa Fumagalli 3B Salto nel passato Il generale italiano Garibaldi è stato il protagonista della nostra visita d’ istruzione a Como perché, dopo aver visitato vie e piazze, ci recammo al Museo Garibaldino, dove una guida ci narrò la vita di Garibaldi, ma soprattutto della sua impresa con i Mille. Il luogo, in cui era esposta questa mostra, era il palazzo in cui Garibaldi soggiornò durante le campagne per l’indipendenza. Inizialmente abbiamo visto il Busto di Garibaldi in marmo bianco, la coperta con la quale si coprì quando tornò delle guerre e le armi usate a quell’epoca; poi la sala successiva era dedicata alla Battaglia di San Fermo dopo la quale Garibaldi scese in Como vincitore sugli Austriaci. La terza sala era dedicata alle guerre, sulle pareti erano esposte: camicie, berretti e giubbe rosse da ufficiali, armi e proiettili. I volontari comaschi della leggendaria impresa dei Mille sono ritratti in un grande quadro. Inoltre era pure esposta la prima bandiera italiana con colori stabiliti ma senza ordine. Questo museo, secondo noi, è stato molto interessante perché abbiamo riscoperto una parte importante del passato della città di Como. Elena Maschio Lisa Rossi 3 B 6 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA N°1Anno Le classi terze in visita alle vie di Como dedicate al Risorgimento italiano Meraviglia e delusione per il degrado in cui versa la statua di Mazzini de patriota e pensatore che tanto contribuì a diffondere l’idea di un’Italia libera, indipendente, una e repubblicana. La piazza che porta il suo Interessante l’iniziativa promossa dai nostri insegnanti, ma meraviglia e delusione per il degrado in cui versa la statua di G.Mazzini, situata al centro dell’omonima piazza. Durante una visita guidata alla sezione risorgimentale del Museo civico e una passeggiata nel centro cittadino attraverso le vie dedicate a personaggi importanti del Risorgimento, siamo passa- ti da piazza Mazzini, il gran- nome è centrale, molto bella: i palazzi antichi sono di una certa importanza, ben ristrutturati; attorno ad essa si affacciano negozi, caffè eleganti e pizzerie, diventati ritrovo per i giovani della nostra città; tuttavia, lo spazio entro il quale è posto il monumento versa in un degrado totale: nell’aiuola si vedono bottiglie di plastica e non, lattine, pacchetti di sigarette e immondizia va- ria; inoltre è soffocata da sedie e ombrelloni dei vari ristoranti che soffocano la visuale della statua di Mazzini, anch’essa, peraltro in pessimo stato, con crepe e macchie ovunque. Dopo abbiamo segnalato la cosa alle autorità comunali, alle quali abbiamo chiesto chiarimenti e informazioni, esse ci hanno assicurato che avrebbero preso in considerazione quanto da noi riferito. Speriamo vivamente che si prenderanno provvedimenti al riguardo e, se non lo si farà, noi lo denunceremo al Consiglio Comunale dei Ragazzi che si terrà a maggio e al quale parteciperemo. DavideDell’Oca, Marco Melzi 3 A 7 CORRIERE DI LORA VITA A SCUOLA N° 1 Anno VIII Alcune regole per sopravvivere alle medie Un utile vademecum da seguire Io preferisco le medie alle elementari, a parte il fatto che i compiti a volte sono tanti. Ecco come sopravvivere ai professori 1. TIPOLOGIE DI PROFESSORI: Ci sono diversi tipi di professori. Alcuni si vestono in modo trascurato e si considerano dei veri intellettuali; altri, consapevoli che gli allievi vorrebbero fare qualsiasi cosa tranne i compiti, ne assegnano di impossibili, tanto da indurre il sospetto che contino sui ritardi degli studenti per poterli rimproverare per bene. 2. COME DIVENTARE IL COCCO DEI PROFESSORI Indipendentemente da come sono i tuoi professori, le seguenti dritte ti faranno diventare il cocco dei professori: * Sii sempre puntuale. Sarà noioso ma gli insegnanti si irritano se arrivi in ritardo e per vendicarsi potrebbero punzecchiarti tutto il giorno. Se arrivi puntuale non verrai ripreso alla prima distrazione. * Usa le scuse più appropriate. Se un tuo compagno si è scusato, dicendo che il cane gli ha mangiato i compiti e l’insegnante l’ha rimproverato lo stesso, non usare la stessa scusa. Inventati scuse lunghe e compli- cate: probabilmente a metà del tuo discorso il professore si sarà già distratto o, ancora meglio, magari ti interrompe a metà per raccomandarti di portare i compiti l’indomani. * Sii entusiasta: i professori si sentiranno motivati e la lezione passerà molto più velocemente. Fai domande intelligenti e chiedi aiuto se ne hai bisogno, per dimostrare che hai voglia di imparare e non stai solo aspet- tando la campanella. * Prima o poi tutti vengono beccati a chiacchierare in classe. Se ti capita, pensa a cosa dovevi studiare per quel giorno e scusati spiegando che stavi parlando proprio di quell’argomento. Prima che inizi la lezione, pensa a quali sono gli argomenti in programma per quel giorno ed eviterai di essere ripreso. Matteo Spezzani 1 A COME “ADDOMESTICARE” GLI ADOLESCENTI Noi della classe 3ªB abbiamo affrontato l’argomento dell’adolescenza e abbiamo scoperto che quest’età, così difficile per noi, è ingrata anche per i genitori che iniziano a mettersi le “mani nei capelli.” Così ho pensato, in modo scherzoso, di rivolgermi ai genitori per dare alcuni consigli su come comportarsi con un adolescente. 1. Evitare di interrompere l’adolescente durante le sue attività giornaliere(se non strettamente necessario), in particolar modo se è di cattivo umore. 2. Evitare di usare un linguaggio troppo sdolcinato con l’adolescente, in particolare in presenza di amici 3. Evitare rimproveri “animati” in presenza di altre persone 4. Alla fine di una giornata evitare di scavare in fondo, per cercare di scoprire i più microscopici dettagli, fatevi bastare un breve riepilogo 5. Se una verifica andasse male, evitare di infliggere punizioni, cercare di capire qual è l’errore con vostro figlio, ciò potrebbe far aumentare la motivazione allo studio 6. Soprattutto con le ragazze, fare dei complimenti su: il vestiario, il fisico… 7. Nell’ adolescente il fare attività fisica e l’ottenere risultati può accrescere l’autostima, evitare di far saltare un allenamento o una gara importante, se non in casi strettamente necessari . Sono solo pochi consigli, ma spero che grazie a questi una percentuale di litigi scompaia. 8 Silvia Sciotta 3 B CORRIERE DI LORA APPROFONDIMENTI N° 1 Anno VIII Il terrificante mostro di Lochness Curiosità sulla misteriosa creatura del lago scozzese Il mostro di Lochness, soprannominato anche Nessie, è una creatura leggendaria che vivrebbe nel Loch Ness, un lago che si trova in Scozia ad Iverness, che misura 56 kmq, ha una lunghezza di 39 km e la pro- fondità massima delle sue acque è di 230 metri circa. Non esiste alcuna prova dell’esistenza del cosiddetto “mostro” e alcune foto che lo ritrarrebbero si sono dimostrate false o non sono ritenute particolarmente significative dal punto di vista scientifico. Alcuni avvistamenti, in cui la sagoma di “Nessie” era confusa (avrebbe potuto essere qualsiasi cosa), sarebbero avvenuti anche sulla terrafer- ma, a partire dal 1930. Una delle testimonianze più influenti riguardo il mostro è la cosiddetta “foto del chirurgo”, scattata da Robert Kenneth Wilson, nell’aprile 1934, rivelatasi in seguito un falso. L’ipotesi che riscuote più successo fra i sostenitori dell’esistenza del “mostro” è che si tratti di uno o più plesiosauri sopravvissuti in qualche modo all’estinzione. La maggior parte della comunità scientifica degli zoologi pensa che il “mostro” non esista, per due serie di supposizioni: innanzitutto perché nessun avvistamento o ritrovamento di tracce, resti animali al di sopra di ogni ragionevole dubbio è stato mai documentato, poi perché un lago ,relativamente piccolo, come il Lochness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro. Per tentare di controbattere i dubbi relativi all’alimentazione della creatura è stata avanzata l’ipotesi che vuole l’esistenza di un canale segreto che colleghi il lago al Mare del Nord. Questa teoria spiegherebbe anche l’assenza di ossa e di altri resti sul fondale del lago. Non vi sono tuttavia prove dell’esistenza di canali che conducono al mare. Dal 1956, attraverso l’uso di imbarcazioni dotate di ecoscandaglio, diverse volte e con diversi metodi si è scandagliato il lago con l’unico risultato di rilevare tre grandi masse in movimento, che alcuni identificano come banchi di pesci, mentre secondo altri sostenitori della teoria del mostro potrebbero essere stati gli altri componenti della famiglia di Nessie. Nikolas Civati Matteo Piccina Francesco Valiani 2B 9 CORRIERE DI LORA RICORDI ED EMOZIONI N° 1 Anno Un’alunna particolarmente affezionata ricorda con rimpianto e nostalgia l’indimenticabile maestra Grazia Pozzi, recentemente scomparsa. Cara maestra Grazia, voglio dirti grazie, sì, grazie di tutto quello che mi hai insegnato, sia a scuola sia fuori. Sei scomparsa solo da alcune settimane e mi manchi già tanto: di te ho molti teneri ricordi… in quarta elementare ci hai insegnato tutto quello che potevi, nei modi più diversi e più semplici per farci capire ad ogni costo un argomento ce lo ripetevi anche venti volte, con infinita pazienza e, a chi alzava la mano mentre stavi spiegando, dicevi: “Giù la zampa!!”. Ti rivedo ancora quasi tutte le mattine, precisa, puntuale, passare sotto casa mia, alle otto meno un quarto, ancora col buio, con il tuo passo veloce e sicuro, per arrivare a scuola in orario…e, quando, nonostante tu fossi molto magra, portavi sempre da mangiare la frutta, o quando ci avevi confidato di avere i calcoli: allora, visto che insegnavi Matematica, noi ti abbiamo soprannominato“la maestra calcolissima”. Ma, verso la fine di quell’anno scopristi la vera natura della tua malattia: sicuramente ci hai detto una bugia per non farci preoccupare, per farci stare tranquilli … e in quinta, nonostante tutto, per un periodo hai continuato a insegnare, a seguirci, pur sapendo di essere molto ammalata. Uno dei ricordi più belli di te è l’ultimo giorno di scuola: malgrado ti stessi sottoponendo a cure molto pesanti nella speranza di guarire, sei venuta a salutarci…per farci sentire la tua presenza e dimostrarci il tuo affetto in un momento così particolare. Appena sei entrata, io ti ho guardata e sono scoppiata a piangere: tu, invece, eri serena, ma il tuo aspetto tradiva la gravità della tua malattia, ma io ero piccola e non potevo capire nè immaginare… , tu mi hai abbracciata forte e mi hai detto“Erica, non piangere, se no fai piangere anche me “ . Da quel giorno non sono più riuscita a vederti, perché molto spesso sei stata in ospedale, o, pur essendo a casa, non stavi bene e non te la sentivi di ricevere visite; un paio di volte ti ho chiamata per sapere come stavi, tu mi hai risposto “Bene…”, mi hai rassicurato, anche se non era la verità. C’è una cosa, però, di cui ho rimorso e mi fa molta rabbia: oltre a quelle due o tre volte non ti ho più chiamata, telefonare non mi sarebbe costato nulla e non averlo fatto più spesso mi rattrista, perché penso che ti avrebbe fatto piacere sentirmi. La tua scomparsa mi ha fatto riflettere molto e capire tre cose molto importanti e dolorose: la prima è che le persone, soprattutto i giovani, pensano che le cose capitino solo agli altri; invece, proprio quando meno te l’aspetti, il dolore scompiglia e travolge la tua quotidianità e le persone che hai più care; la seconda è che ho provato e compreso la crudeltà e la gravità della malattia che ti ha strappato a me e ai tuoi affetti più cari e la terza, secondo me la più significativa, che non ti accorgi e non apprezzi l’importanza di una a persona, fin quando non la perdi e sei costretto a farne a meno… Beh, maestra Grazia, voglio che tu mi prometta che non ti dimenticherai mai di me e della 5° B , la “tua “5° B . Ti ringrazio ancora una volta per i tuoi insegnamenti, per quello che hai fatto e per aver voluto affrontare accanto a noi un pezzo della tua malattia, sorridendo, come sempre. Ciao, ti voglio bene, 10 Erica Erica Fusco 3A CORRIERE DI LORA SPECIALE NATALE N° 1 Anno Magic Christmas Racconto di Natale MAGIC CHRISTMAS Cari lettori,visto che il Natale si avvicina, ho deciso di farvi come regalo una storia natalizia. In Inghilterra, nell’anno 1903, una notte nel Canale della Manica si aggirava una bellissima nave. Per quanto potesse sembrare accogliente e stupenda era considerata dagli inglesi “la nave della morte” perché incuteva terrore. Il suo capitano Jack faceva fatica a trovare marinai, anche il più coraggioso si rifiutava di salpare perché sulla nave incombeva la maledizione della “tempesta infuriata. E fu proprio quella notte, al ritorno di un lunghissimo viaggio dopo aver trovato il tesoro, che la maledizione colpì con una tremenda tempesta i marinai. Tutti morirono e sprofondarono negli abissi, ma nessuno poteva riposare in pace nell’aldilà perchè la maledizione diceva:” Ogni anno, dal 14 al 25 dicembre il capitano sarà svegliato e riportato dagli abissi sulla terra fino a quando troverà qualcuno che lo ammiri come persona e non come capitano. Solo allora avrebbe potuto salpare di nuovo, restituire il tesoro e riposare nell’aldilà. Passarono vari decenni, fino all’anno 1993, come al solito il capitano si risvegliò, uscì dagli abissi, arrivato in superficie, si sentì afferrare, cercò di liberarsi, ma nonostante i suoi sforzi venne catapultato sulla barca e svenne. Quando si risvegliò era circondato da varie persone, che lo guardavano preoccupate, lui cercò di alzarsi, ma era così debole che riuscì solo a sedersi, nella stanza entrarono numerose persone e un bambino di nome George che gli si gettò tra le braccia e disse: “Zio John, meno male che sei vivo!”. Jack fece finta di essere lo zio anche nei giorni seguenti. Più i giorni passavano, più Jack si affezionava al piccolo. Il penultimo giorno, Jack decise di svelare la sua vera identità. Appena finita la cena, Jack chiamò George nella sua camera e iniziò: “Sai George, io non sono quello che credi sono...” “In che senso zio?” “Nel senso che non sono tuo zio...” “Non sei mio zio?Ah! di nuovo con gli scherzi!” “Ascoltami George, io sono Jack il capitano della morte...” Gli raccontò tutta la sua storia e alla fine disse: “Se non mi credi ancora dimmi cosa successe nel viaggio alla Plymouth, al capitano della morte?” “Si squarciò la schiena” “Bene, allora guarda” Si sollevò la maglietta da dove spuntò un’orribile cicatrice. George scappò via nella sua camera. Il giorno seguente era Natale, Jack si presentò di buon mattino, prese il suo regalo e scrisse una lettera: “Caro George , mi dispiace di averti mentito, io ritorno negli abissi, ma rispetto alle altre volte con te nel cuore” Jack. Poi ripiegò la lettera e portò tutto nella stanza di George e subito dopo partì. Jack era sulla soglia del porto e si avviava a passo deciso, arrivato alla riva allungò un piede per ritornare negli abissi, ma subito si ritrasse con affanno, era George che aveva gridato di aspettare? Si girò e vide George che gli corse in contro e lo abbracciò, poi lo guardò dritto negli occhi e disse: “Mio zio o no ti voglio bene” “Anch’ io, corri a casa e aspetta tornerò”, così rispose il capitano, poi prese il tesoro e lo portò all’isola. Tornò a casa ed ebbe il più bel regalo: poter rimanere con George e la sua famiglia. Francesca Molteni1A 11 CORRIERE DI LORA SPECIALE NATALE N° 1 Anno VIII Tutto sul Natale Usi e traduzioni diverse in Europa Il Natale è una festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano). Il termine significa “relativo alla crescita”. In questi anni ha assunto un significato laico con lo scambio di regali in famiglia e la figura di Babbo Natale. Ogni paese europeo ha le sue tradizioni. Natale in Francia In Francia è tradizione fare il mercatino di Natale ricco di illuminazioni, botteghe ar- tigianali e prodotti tipici. Anche qui si allestisce il presepe con statuine di argilla chiamate “santouns”, che rappresentano personaggi comuni come il sindaco, le maestre, il parroco e così via. Uno di questi personaggi piace molto ai bambini, è un allegro personaggio, che con una lanterna fa luce al sentiero che conduce al pre- sepe. I francesi ricevono i doni da Gesù Bambino, inoltre gli adulti si scambiano regali a capodanno. Il Natale inizia con la festa di San Martino, quando i bambini costruiscono tipiche lanterne. Natale in Spagna Nella notte di Natale è tradizione cantare i “villancicos”, alcuni dei quali raccontano avvenimenti della vita di Gesù, altri di fatti quotidiani ma sempre in tema natalizio; questi sono accompagnati da strumenti. La cucina spagnola è molto ricca nel periodo natalizio, si mangiano soprattutto pesce, crostacei, tacchino ripieno e altre carni. Un piatto conosciuto in tutto il mondo è quello dei churros, pasta fritta con farina, olio, sale e zucchero; l’impasto viene passato attraverso uno strumento, che gli conferisce la forma allungata a stella. Sono molto leggeri e si mangiano inzuppati nel cioccolato. Natale in Inghilterra Anche in Inghilterra , come in molti paesi europei, Natale è l’evento più atteso dell’anno . Già a novembre ci sono i primi preparativi e per i bambini rappresenta il momento più bello per la distribuzione dei regali, che vengono lasciati sotto l’albero . Tra le tradizioni più gradite vi è quella di addobbare l’albero, per restarvi solo dodici giorni per motivi di superstizione .Tutte le città ospitano un grande albero ben addobbato e le case e le chiese sono ornate con piante sempre verdi. La tradizione vuole che la vigilia di Natale venga acceso il famoso ceppo e se ne conservi un pezzo per il Natale successivo. Grandi gruppi 12 CORRIERE DI LORA di persone vagano per la città cantando e ricevendo dolci e bevande . Natale in Germania In Germania la preparazio- SPECIALE NATALE N° 1 Anno LA CURA DEGLI ANZIANI Sono Melissa e da un anno vado a trovare un signora di nome Nicla. Secondo me, noi giovani dovremmo andare a trovare gli anziani perché hanno molte cose da raccontarci. Lo so che sembra noioso, ma invece ci si diverte molto. Io vado una volta alla settimana e sempre mi diverto, perché parlo sempre di argomenti diversi, per esempio ho scoperto che quando c’era la seconda guerra mondiale il cibo si comprava sotto banco e se ti fermava la polizia dovevi nascondere la spesa. Credo che se i giovani andassero a trovare gli anziani si avrebbe più cultura. Melissa Fumagalli 3B ne dura per tutti i 24 giorni che precedono il Natale: è l’ Avvento. I bambini ricevono i calendari dell’Avvento con 24 finestrelle: ne aprono una ogni sera , contenente, di solito, cioccolatini. Un altro tipo di calendario è formato da una ghirlanda di rami di abete con 24 scatolette appese. In alcune famiglie si costruisce una grande corona di rami di abete, intrecciati con quattro candele rosse. I bambini tedeschi, per far notare la loro letterina, la cospargono di colla e poi di zucchero e la mettono sul davanzale della finestra.Gli alberi vengono messi in case, chiese e anche sulle tombe. Naomi Malatesta Elisa Pozzi Francesca Ronchetti 2B BRILLANTE NATALE Il Natale è arrivato, di tutto punto addobbato. Alberi decorati con lucine splendono in tutte le vetrine; nella notte luccicante c’è una stella assai brillante: è proprio lei, la cometa, che in ciel vola lieta! Lassù c’è calma e tranquillità, tutto il contrario è qui in città: pacchi, regali, doni, fiocchi … di ogni bimbo attirano gli occhi! NEVE NATALIZIA Nel giorno di Natale c’è una cosa un po’speciale, vien dal cielo una pioggia bianca che cade lenta quasi sembra stanca, è la neve di Natale e scendendo porta un canto celestiale. Nell’aria c’è odor di ghiacciato somiglia a quello dello zucchero filato. Anna Romanò 1A 13 TUTTI CREATIVI CORRIERE DI LORA Durante l’ora di approfondimento di italiano, ci siamo di- vertiti a giocare con le rime. Vi proponiamo la N° 1 Anno VIII descrizione della nostra classe. Arnaboldi Sara è l’amichetta di Mara Sara Arnaboldi ha tanti soldi Lucca Gabriele è in un programma alla tele Gabriele Lucca ha in casa una mucca Ben Jaballah Dori raccoglie fiori Dori Ben Jaballah non ha mai detto una balla Micalef Nicolò con l’aereo decollò Nicolò Micalef è un grande chef Cassiani Ingoni Mattia abita nella grande via Mattia Ingoni Cassini guarda “Barniani” Nosenzo Samuele tira un calcio al suo amico Gabriele Samuele Nosenzo ha un cugino che si chiama Lorenzo Colombo Kevin ha un amico di nome Kevin Kevin Colombo ama giocare con il piombo Costa Davide ha fatto battaglie impavide Davide Costa porta la posta D’Alise Alfredo si occupa di arredo Alfredo D’Alise compra divise Elia Chiara dorme dentro una bara Chiara Elia è andata via Facciuto Alessandra ha un’amica di nome Sandra Alessandra Facciuto ha usato l’imbuto Fiore Luca sbatte sempre la nuca Luca Fiore guarda sempre le ore Paduano Sara ha vinto una gara Sara Padano adora tanto il parmigiano Ponti Irene adora le amarene Irene Ponti possiede i rinoceronti Pozzi Elena ha un’amica di nome Elena Elena Pozzi ha degli amici rozzi Roscio Silvia ha una cugina di nome Silvia Silvia Roscio annaffia un fiore moscio Scarano Matteo ama andare al Lago d’Iseo Matteo Scarano ha conosciuto un marziano Classe 1B Fusi Ismaele adora molto le mele Ismaele Fusi ha una zia che si chiama Susi Gabbi Alessandra ha in casa una salamandra Alessandra Gabbi ha come amico un teletabbi Imperiali Federico è bello come un fico Federico Imperiali dovrebbe mettersi gli occhiali Imperiali Luca ha tirato la palla in buca Luca Imperiali sulla schiena ha due ali 14 CORRIERE DI LORA TUTTI CREATIVI La mia classe è stupenda, facciamo lezione sotto una tenda. A chi parla troppo viene messa una benda. Dovreste vedere quanto è stupenda: ogni minuto si fa merenda. La nostra classe è una leggenda Matteo Scarano La mia classe è molto numerosa: infatti la prof non è orgogliosa. Mangiamo tutti la Certosa. Una mia compagna è molto affettuosa e un’altra indecorosa. Tutto questo mentre la bidella riposa. Kevin Colombo La mia classe è molto bella, ma quanto pesa la cartella! Per merenda pane e Nutella. Quando suona la campanella, arriva la bidella, che di aspetto è molto snella. Elena Pozzi La mia classe è proprio bella, perché si passa dalla brace alla padella. La classe è molto snella, grazie alla cuoca Nella. Per merenda tutti a mangiare la mozzarella, accompagnata dalla Nutella. Irene Ponti La mia classe giocherella: quando cambia materia scoppia la tarantella. All’intervallo qualcuno mangia una ciambella e qualcun altro una caramella. La mia classe è la più snella, mangia poco ma è sempre bella. Luca Fiore La mia classe è proprio bella, ma spero nella campanella e che arrivi la bidella N° 1 Anno VIII molto snella, che ci butta la cartella e ci dà pane e Nutella. Alfredo d’Alise La mia classe è molto brutta ogni giorno qualcuno rutta e quando qualcuno dalla finestra si butta, tutti gridano: “Evviva la brutta”. E quando la prof. erutta la classe si zittisce tutta. Ismaele Fusi La mia classe è carina è molto semplice e piccolina, ci troviamo a prima mattina per entrare al suono della campanellina, e a chi fa la birichina la prof. mette una notina. Alessandra Gabbi La mia classe dalle risate fa scoppiare e quando la campanella deve suonare abbiamo sempre voglia di mangiare ma poi in classe dobbiamo tornare e la prof. i compiti deve assegnare infine torniamo a casa con tanti compiti da fare. Silvia Roscio La mia scuola è una fogna: mangiano tutti la bologna c’è anche una mia compagna che mangia e poi rogna. Poi arriva la bidella e mette tutti sulla gogna e la prof. una bella lavagna se la sogna. Chiara Elia La mia classe è molto carina con una sorpresa ogni mattina. Oggi è arrivata una bambina 15 CORRIERE DI LORA TUTTI CREATIVI con in mano una cartolina spedita da sua cugina che vive in Cina. Sara Paduano La mia classe è molto divertente ad un mio compagno è caduto un dente e ad una verifica non ha capito niente. Oggi ho incontrato uno studente che è stato davvero sorprendente: alle finestre ha attaccato delle tende. Alessandra Facciuto Vola Una bomba nell’aiuola. In aria c’è la scuola, la preside che vola con tre coltelli in gola Vola…vola…vola Gabriele Lucca Vado a scuola con la bandana quando mi accompagna mia zia Iana. In geografia studiamo il Ghana, ma in storia vorrei studiare la civiltà pagana. All’intervallo mi rilasso con una banana, anche se preferirei usare la cerbottana Federico Imperiali La mia classe è molto carina. Non ho una maestra rompina, è bello mangiare la merendina, tutti in fila, al suono della campanellina. Nessuno con me fa la precisina ho un’amica che si chiama Dorina! Doursafe Ben Jaballah La mia classe è molto curiosa e si impiccia di ogni cosa. La maestra Rosa è molto malmostosa. Di guai ne combiniamo a iosa e insieme gridiamo alla maestra: odiosa! Sara Arnaboldi N° 1 Anno VIII La mia classe è molto bella e, quando suona la campanella, la bidella porta pane e mortadella. Quando scendo in cortile saluto mia sorella e faccio anche una partitella. Quando finisce la scuola mi mangio la caramella. Luca Imperiali La mia classe è divertente: non abbiamo un compagno demente. Per imparare serve la mente. Se qualcuno non studia si pente. Se non ci vediamo usiamo la lente e qualcuno fa l’impertinente Davide Costa Nella mia classe c’è una lavagna, c’è pure in aula magna, ora è sporca la lavagna, e si rompe se si bagna o se un cane se la magna Mattia Cassiani Ingoni Lo disse il professore, lo confermò anche il bidello: nella mia classe si fa sempre bordello, però abbiamo un gran cervello. C’è passato mio fratello lui si chiama Nello, però il mio nome è più bello Nicolò Micalef La mia classe è molto noiosa e la prof si crede molto spiritosa. Il nostro compagno cinese, invece di dire “rosa”, dice “losa”. Un mio compagno vive nell’hotel Milosa ed un altro in una lezione riposa Samuele Nosenzo 16 CORRIERE DI LORA TUTTI CREATIVI N° 1 Anno VIII Ecco la classe 1ª A che in rima si presenterà: In prima fila c’è Laura Allegro che ha fatto una gita in Montenegro in terza siede Giulia Ballabio, una volta aveva un compagno di nome Fabio. Durante l’intervallo il golosone Federico Bellotti mangia i biscotti, lo studioso Borsani Simone scrive sul quadernone. A Giacomo Bottinelli piacciono gli indovinelli. Bruni Andrea studia la Corea. Sara Camporini gioca coi temperini di altri bambini Daniel Cusin incide col pennin. Omar e Savi disegnano delle navi Focaccia prende una notaccia perché ha fatto una boccaccia Nell’ultimo banco Gregorini Valentina cerca la pianura salentina sulla cartina; mentre Lulja Delfi fa un tema sugli elfi. Un giorno Melzi Nicolò un bel voto sul libretto si trovò. Durante l’ora di matematica Francesca Molteni è il genio dei problemi, intanto Virginia Pellegrini studia l’ambiente dei pinguini. Nell’aula di artistica c’ è Romanò Anna che disegna nuvole che sembrano panna, insieme a Savi Rita che disegna con la matita pensando a una granita. C’è anche Elisa Scardino che disegna col pennino un ballerino. Spezzani Matteo studia il colosseo, mentre la prof. racconta la storia di Perseo . La filastrocca finisce qua, ci vediamo in 2ªA Classe 1A I prof in rima Ecco i nostri professori, che ad insegnare sono dei motori! Iniziamo con la prof Arrighi... ...è già in classe, è meglio che mi sbrighi! Arriva la prof De Cesare Silvana... lei ci insegna a dire in inglese rana. E’ l’ora del prof Bosco: ci fa fare esercizi che non conosco. Tornando in classe, incontriamo la prof Molteni... chi non sa i verbi, per lei, è meglio che si alleni. Nel corridoio passeggia la prof Orlandini, che fa diventare artisti tutti i ragazzini. Scende le scale la prof Pasculli... lei dà note e 5 a tutti i bulli. Alla fotocopiatrice c’è la prof Moscatelli, che dà una mano a tutti gli alunni novelli. Ora andiamo dal prof Silano... oggi ha voglia di suonare il piano. E’ l’ultima ora, c’è la prof Poggio... in inglese è un grande appoggio. Tutti pensano al prof Raso... lui alla precisione ci fa caso. Quando si esce c’è la prof Pocchiari... lei ci fa leggere i breviari! Le filastrocche sono finite, speriamo che voi le abbiate gradite! Classe 1A 17 CORRIERE DI LORA CULTURA/SPETTACOLI N° 1 Anno VIII La vostra moda Dai cappellini alle magliette, senza tralasciare i colori Ciao ragazzi. Nel nostro articolo sarete voi i protagonisti. Parleremo della vostra (e nostra) moda. Ogni giorno, per i corridoi della scuola, vediamo ragazzi e ragazze vestiti in modo similare, perché ormai la moda è seguita e apprezza- ta da tutti. Iniziamo a parlare della moda maschile: i ragazzi indossano jeans a vita bassa con cinture, che molto spesso raffigurano personaggi famosi della televisione. In estate vanno di moda i cappellini rapper con jeans corti e scarpe da ginnastica (Nike, Reebook e Adidas...). In inverno vanno un po’ più sul classico: jeans lunghi strappati e/o stretti, felpe con il cappuccio e scarpe da ginnastica. Passiamo alle ragazze, in estate portano pantaloncini corti, magliette a maniche anch’esse corte e minigonne jeans,spesso con sandali o infradito. In inverno indossano felpe lunghe fino al ginocchio, leggings (usati in ogni periodo dell’anno) sciarpe unisex e cappellini baschi o con visiera. Ogni anno i ragazzi e le ragazze si chiedono quali saranno i colori che andranno di moda nella stagione successiva. Beh volete sapere quale sarà il colore che sarà al top della moda nel 2010? È il fucsia. Se siete delle persone abituate ad indossare colori scuri, è tempo che vi abituate al- l’idea di colori un po’ più vivaci, proprio come il fucsia. Solitamente un colore così vivace è usato nella stagione estiva, invece stavolta terrà banco anche in inverno. A quanto pare già nelle vetrine di molti negozi si possono acquistare vestiti di questo colore e, naturalmente, l’abbigliamento di questo colore andrà di moda sia per i maschi che per le femmine, anche se sinceramente noi non crediamo che i ragazzi sceglieranno abiti di questo colore, anche se di moda. Anthea Sbizzera Melissa Vaghi 2B A ritmo di musica Ragazze vi piace la danza? Noi siamo appassionate di hip hop e break dance, che non solo è un bello sport, per alcuni, ma può essere un metodo per scaricare la tensione e lo stress. È uno sport energico in cui ci vuole stile e determinazione, è molto difficile impararlo se non sei portato e non hai grinta; è un tipo di sport amato dai ragazzi. Non solo nell’ hip hop, ma in tutti i generi di danza, devi saper ascoltare e contare il tempo di ogni tipo di musica e seguire il ritmo. Per ballare l’hip hop ci vuole un abbigliamento adeguato: una maglietta aderente, pantaloni larghi che finiscono alle caviglie con una stoffa stretta ed elastica, scarpe da ginnastica e un cappello a visiera per essere più originali. Quattro sono gli elementi di hip hop: mcing (musica rap), djing, writing (arte dei graffiti) e breaking. Sara Basile, Rachele Cusin Bianca Zuccarello 2B 18 CORRIERE DI LORA SPORT N° 1 Anno VIII Gli stipendi dei giocatori di calcio in Italia Cifre da capogiro per alcuni di loro Per una persona comune guadagnare 10.000 euro all’ anno è molto (c’è anche c h i guadagna meno), ma un giocatore di calcio professionista riceve come stipendio moltissimo di più della semplice persona. Ora faremo degli esempi di squadre più “piccole negli stipendi” e squadre più “grandi”, facendo vedere l’enorme differenza tra le retribuzioni: per esempio un attaccante del Catania di nome Maxi Lopez guadagna “solo” • 800.000 euro in confronto a un bravo attaccante come Zlatan Ibrahimovic che ha come stipendio 9 milioni di euro. Pastore, trequartista molto forte del Palermo, riscuote solo 500.000 euro in confronto agli 8 milioni di un attaccante dell’ Inter di nome Eto’o. Un ultimo esempio lo possiamo fare con il trequartista Hamsik del Napoli: un giocatore come lui guadagna un milione e 300.000 euro, in confronto ai 25 milioni (• 7.500.000 di stipendio + pubblicità per un totale di • 25.000.000) di Ronaldinho del Milan. Secondo noi i giocatori di serie A si dovrebbero aggiudicare, indipendentemente dalla loro classe, al massimo 5 milioni di euro. Se gli studenti avessero an- che loro un stipendio così alto verrebbero certamente a scuola più volentieri Alessandro Colombo Andrea Mariano 2B La Champions League La Champions League è la massima competizione europea per squadre di club. Vi accedono le migliori squadre dei paesi europei. In Italia le prime tre classificate passano direttamente alla fase a gironi, mentre la quarta deve giocare un turno preliminare. Ci sono otto gironi da quattro squadre, le prime due di ogni girone passano agli ottavi di finale. Gli abbinamenti degli ottavi di finale vengono sorteggiati dalla Uefa: una squadra che è arrivata prima nel suo girone dovrà giocare con una squadra che è arrivata seconda in un altro girone. Anche i quarti di finale vengono sorteggiati. Il luogo della finale viene stabilito prima del torneo. Queste sono le squadre che hanno vinto più volte la Champions League: 1. Real Madrid = 9 2. Milan = 7 3. Liverpool = 5 4. Ajax = 4 Bayern Monaco = 4 6. Barcellona = 3 Inter = 3 Manchester United = 3 9. Juventus = 2* *Oltre alla Juventus altre squadre hanno vinto la Champions League 1 o 2 volte, ma abbiamo scritto la Juventus perché è una squadra italiana. Il Real Madrid ha vinto tutte le prime cinque Coppe dei Campioni. Nei primi anni la Coppa era più piccola di quella moderna che è più grande e più lucida perché quella vecchia era fatta di bronzo. Thomas Bello Marco Cantore Simone Grimaldi 2B 19 CORRIERE DI LORA SPORT N° 1 Anno VII I Tutto sul pattinaggio sul ghiaccio Un mondo di precisione Il pattinaggio è nato diversi secoli fa tra Svezia e Finlandia . Ci sono molti salti puntati: Toe loop, Lutz Flip; non puntati: - Lacchow, Rittberger, Axel. Tutti sono molto difficili, per farli bisogna avere agilità: infatti, per fare questi salti, occorre prendere la rincorsa con diversi passi e prendere velocità. I passi I passi sono la base del pattinaggio, ce ne sono diversi: - Fili - Incrociati - Libellule - Tre interni - Tre esterni - Vende - Strisciata - Twisel - Crosrol - Spinte e molti altri... Le trottole Le trottole sono esibizioni a livello agonistico, ce ne sono di diversi tipi, tra cui: - Angelo - Bassa - Incrociata - Rovesciata Gli Angeli Sono di diverso tipo: - Angelo: consiste nel sollevare una delle due gambe mentre l’altra deve essere sul ghiaccio formando un angolo ottuso. - Presa: una gamba resta sul ghiaccio e l’altra si curva e viene presa dalla mano - Presa di lato: quando invece una gamba resta sul ghiaccio e una viene presa di fianco Il termine pattinaggio su ghiaccio indica l’azione di muoversi sul ghiaccio utilizzando appositi pattini da ghiaccio, che tempo fa erano molto semplici: la lama era legata alle normali scarpe attraverso la stoffa . Gli abitanti di Norvegia e Svezia sfruttano la superficie ghiacciata di laghi , fiumi, canali e praticano pattinaggio all’aperto, addirittura possono utilizzarlo come mezzo di spostamento. Le gare Le gare sono di livelli diversi e categorie che sono: CRL= bambine /i piccoli da 7 a 12 anni FREE=bambine /i dai 12 a 14 anni FEDERALI= bambine /i dai 12 ai 20 anni Ogni categoria ha diversi passi, angeli, pirolette e salti. Nella categoria dei crl sono compresi i salti semplici cioè un giro su se stessi. Trottole sono: alta, bassa, angelo e ad un’unica posizione. Gli angeli e i passi possono essere vari. Nella categoria delle free i salti possono essere semplici, doppi. Le trottole possono essere bassa, alta o rovesciata. I passi anche loro possono essere diversi come gli angeli. Nella categoria federali i salti devono essere per forza doppi o anche tripli, le trottole sono a livello alto e sono: bassa, rovesciata, angelo e ad un’unica posizione. Le trottole devono essere in tutte le categorie: combinata, saltata, e ad un’unica posizione. Chiara Baccega Elisa Rubin 2B 20 CORRIERE DI LORA CURIOSITA’ N° 1 Anno VII I spondere, so per certo che con le insegnanti con cui studiano le materie in inglese e con quelle di madre lingua riescono a intendersi molto bene e a sviluppare un ottimo inglese” St. “Secondo lei anche l’anno prossimo proporrete questo progetto? Dir. “Assolutamente sì, perché credo molto utile potenziare l’insegnamento delle lingue straniere nella scuola italiana e continuare l’esperienza iniziata” St. “Le maestre qualche volta si confrontano tra di loro parlando in lingua straniera?” Dir. “Penso di sì perché, le maestre della scuola si intendono bene con quelle di madre lingua e si confrontano con loro” St. “Quali sono le materie coinvolte nel progetto e Immagine è insegnata solo in inglese oppure anche in italiano? Dir. “Fanno parte del progetto Scienze, Geografia ed Immagine, tutte solo in inglese St. “All’interno del progetto sono inseriti anche insegnamenti opzionali in lingua inglese” Dir. “Per ora no” St. “Quante maestre di madre lingua lavorano nel progetto? Dir. “Una , le altre sono insegnanti italiane delle nostre scuole” St. “Secondo lei, l’anno prossimo si potrà allargare anche allo spagnolo o al francese? Dir. “È un’ottima idea, ma al momento non è possibile” St. “I ragazzi vogliono continuare questo progetto? Dir. “Ritengo di sì, ai ragazzi piace e le maestre sono soddisfatte perché i bambini stanno imparando bene e ottengono risultati soddisfacenti” St. “Per la mensa si potrebbe scrivere il menù in inglese?” Dir. “Sì, è una proposta interessante, così che i bambini possano esercitarsi a leggerlo e a comprenderne il significato.” St. “Lei, quindi, si augura che il progetto consenta tra cinque anni agli studenti BEI di porle queste domande in inglese, cosa che noi, purtroppo, non siamo in grado di fare?” Dir. “Si ma sarà difficile per me rispondere, perché l’inglese non lo conosco bene, sarà comunque molto bello e di grande soddisfazione ascoltare dei ragazzi che parlano un inglese molto fluente” Petra Pensa e Alice Speroni classe 2A I Mass-Media comandanti dei nostri pensieri Molte le ore passate davanti alla tv [Ti regoli sulle reazioni di quel pubblico? Questo è un pubblico cresciuto con la televisione, il suo gusto è stato sistematicamente guastato attraverso gli anni: sta seduto davanti al televisore e i raggi gamma gli mangiano le cellule del cervello. Woody Allen] “Io non mi faccio condizionare da uno schermo che par- la!” Chissà quanta gente pensa e afferma ciò. Ma siamo sinceri? Molte persone passano almeno due ore al giorno davanti al televisore, per non parlare degli appassionati delle trasmissioni spazzatura che potrebbero restare tutta la giornata davanti ad abili conduttori televisivi, che riescono a penetrare nelle loro menti, se non fossero richiamati dai doveri quotidiani. Come possono i mass- media condizionarci? Ci deve essere per forza qualcuno che ha decisamente più potere e, con l’aiuto di psicologi, arriva ad indirizzare il nostro pensiero. Per cui la realtà è quella che si vede in televisione, il bene consiste in ciò che emerge21 CORRIERE DI LORA CURIOSITA’ N° 1 Anno VII I Noi e i gatti Regole e comportamenti per tenere i nostri amici a quattro zampe Le regole e i comportamenti per tenere un gatto sono: 1-Avere tempo per la sua cura 2-Avere uno spazio grande :casa grande(preferibilmente a pian terreno),giardino… 3-Avere sempre a disposizione del cibo 4-Saper che il gatto non è un giocattolo 5-Non trattarlo male se no lui si difende e graffia 6-Lasciargli fare dei “giretti”e non chiuderlo in casa 7-Coccolarlo 8-Non arrabbiarsi quando porta animaletti e quando salta sul letto di notte Usando queste regole si può arrivare a molto, come abbiamo fatto noi con due simpatiche micine, che abbiamo chiamato Miao e Sissi. MIAO è un Bombay , cioè un gatto nero con occhi color rame . Lo abbiamo trovato a scuola in quarta elementare e Giulia era riuscita a portarlo a casa fino a che non è saltato fuori il proprietario . SISSI è un gatto delle foreste norvegesi,cioè un micio di solito grigio e bianco a pelo lungo. Abbiamo trovato anche lui a scuola ed è stato subito molto socievole. FILASTROCCA SUI GATTINI I micini son carini perché hanno dei bei musini, hanno pelo lungo e corto ma non c’è mai un baffo storto, di tante coccole hanno bisogno come tale dai mass-media. In questo modo, si crea e si orienta l’opinione pubblica. Molti studiosi, nelle loro ricerche, hanno dimostrato la forte capacità persuasiva di questi strumenti che riescono a manipolare il contenuto dei messaggi a fini politici o economici, per creare comunque il consenso. Nei regimi tirannici avveniva in modo scoperto, perché la censura e la propaganda politica condizionano pesantemente gli operatori della comunicazione di massa, ma anche oggi, grazie alle raffinate tecniche psicologiche, i “mass-media” trasmettono alla società determinati valori che vengono accettati superficialmente dal pubblico. Sono dei potentissimi “persuasori occulti”, capaci di condizionare pesantemente la libertà di scelta e di pensiero dell’uomo moderno. La televisione, inoltre, tende a trasformare tutto in spettacolo: politica, informazione, letteratura, sport; anche il dolore, la tragedia, la sofferenza rischiano di diventare in televisione oggetto di spettacolo. Elisa Ceppi Gioele Cusin 3 A sembra proprio un grande sogno, quando son piccoli gli piace giocare con le ciabatte da morsicare, quando son grandi fanno i giretti tutte le notti sopra i tetti. BARZELLETTE SUI GATTI 1- Cosa dicono due gatti quando fanno la pace? ...mici come prima! 2- Perchè quando accarezzate un gatto questo alza la coda? Fine del gatto! 3- Cosa fa un gatto a 200 Km/ora sull’autostrada? Meeeeeaaaaaawwwwwhhhh... 4- Un Gatto è stato squalificato alle Olimpiadi per... TOPING 5- Ai gatti neri porta sfortuna essere attraversati da un’auto? 6- E’ difficile riconoscere un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando il gatto non c’e’ 7- Io amo i gatti... hanno lo stesso sapore dei polli 8- Anch’io adoro i gatti! Scambiamoci le ricette. 9- Cos’è meglio di una gatta morta sul pianoforte? Una topa viva sull’organo 10- Qual è il colmo per un gatto che attraversa la strada? Essere investito da una Topolino. Giulia Ballabio Anna Romanò 1A 22