PARROCCHIA DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO APOSTOLI - FINALE EMILIA - NOVENA DELL’IMMACOLATA - 2014 - LA NOVENA DELL’IMMACOLATA La Novena è una preghiera insistente, fatta con fede, determinazione e costanza, che si ripete per nove giorni consecutivi, senza interruzione. Si prega ogni volta che si vuole chiedere un aiuto particolare per una necessità spirituale e materiale, oppure in preparazione una ricorrenza. Come tradizione, anche quest’anno la nostra comunità cristiana desidera prepararsi alla celebrazione della Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria attraverso la Novena. La Novena – ed in particolare quella dell’Immacolata – appartiene a quel grande tesoro della Chiesa che sono le pietà popolari. Proprio a riguardo di queste pratiche, Papa Francesco spende parole di grande stima ed elogio: “Ciascuna porzione del Popolo di Dio, traducendo nella propria vita il dono di Dio, offre testimonianza alla fede ricevuta e la arricchisce. Qui riveste importanza la pietà popolare, autentica espressione dell’azione missionaria spontanea del Popolo di Dio. Si tratta di una realtà in permanente sviluppo, dove lo Spirito Santo è il protagonista”. (Evangelii Gaudium, 122). Sarà proprio Papa Francesco a guidare le meditazioni di ogni giorno: i testi di commento alle letture quotidiane sono stati ricavati dalle omelie pronunciate durante le Messe in Santa Marta, dagli Angelus domenicali e da altri testi del suo insegnamento. In particolare agli ammalati, agli anziani e agli infermi è affidato questo libretto, con la certezza che la Novena - che si può pregare a casa - servirà ad alleviare le sofferenze e a sentirsi in comunione con tutti i membri della Chiesa. Anche alle famiglie va questo sussidio, perché sia usato nella preghiera quotidiana. Nel difficile cammino di trasmissione della fede non trascuriamo l’importanza evangelizzatrice di questa semplice preghiera con i figli! A tutti buona Novena! Don Ettore, Don Oscar e Don Daniele 1 SCHEMA PER LA PREGHIERA INNO Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode. Tu sei la rugiada dei mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l'infermità dell'anima mia. Tu puoi ogni cosa, perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi. (Chi fa la novena a casa a questo punto prega: 10 Ave Maria, il Padre Nostro, il Gloria; poi la lettura del Vangelo del giorno, il testo di meditazione del papa e le preghiere di intercessione. Poi si prosegue con il Magnificat, il Tota Pulchra – che si trovano in fondo al libretto – e l’orazione finale riportata qui di seguito) PREGHIERA CONCLUSIVA O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che sta cadendo, che anela a risorgere. Tu che accogliendo quell'Ave di Gabriele, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, vergine prima e dopo il parto, pietà di noi peccatori. (Oppure) Ave, Regina dei cieli, ave, Signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la Luce. Gioisci, vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta Santa, prega per noi Cristo Signore. 2 Sabato 29 Novembre 2014 1° giorno della novena Letture della Santa Messa Prima Lettura Ap 22,1-7 Non vi sarà più notte perché il Signore Dio li illuminerà. Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo L’angelo del Signore mostrò a me, Giovanni, un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarà più maledizione. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello: i suoi servi lo adoreranno; vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli. E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro». Dal Salmo 94 R. Maránatha! Vieni, Signore Gesù! Salmo Responsoriale Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Perché grande Dio è il Signore, grande re sopra tutti gli dèi. Nella sua mano sono gli abissi della terra, sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; le sue mani hanno plasmato la terra. 3 Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Parola di Dio Canto al Vangelo Lc 21,36 Alleluia, alleluia. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo. Alleluia. Vangelo 21, 34-36 Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere. Dal vangelo secondo Luca In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Parola del Signore Per la riflessione Il Signore insegna ai suoi discepoli a comprendere i segni dei tempi, segni che i farisei non riescono a cogliere. Chi segue Gesù non pensa solo con la testa, ma anche con il cuore e lo spirito che ha dentro. Altrimenti non si può comprendere il passo di Dio nella storia. Nel Vangelo, Gesù non si arrabbia, ma fa finta di arrabbiarsi quando i discepoli non capiscono le cose. A quelli di Emmaus dice: ‘Stolti e tardi di cuore’. Chi che non capisce le cose di Dio è una persona così. Il Signore vuole che noi capiamo cosa succede: cosa succede nel mio cuore, cosa succede nella mia vita, cosa succede nel mondo, nella storia… Cosa significa questo che accade adesso? Questi sono i segni dei tempi! Invece, lo spirito del mondo ci fa altre proposte, perché lo spirito del 4 mondo non ci vuole popolo: ci vuole massa, senza pensiero, senza libertà. Lo spirito del mondo vuole che andiamo per una strada di uniformità, ma, come avverte San Paolo, lo spirito del mondo ci tratta come persone non libere. Lo spirito del mondo non vuole che noi ci chiediamo davanti a Dio: 'Ma perché questo, perché quell’altro, perché accade questo?'. O anche ci propone un pensiero prêt-à-porter, secondo i propri gusti: ‘Io penso come mi piace!’. Ma quello che lo spirito del mondo non vuole è questo che Gesù ci chiede: il pensiero di un uomo e di una donna che sono parte del popolo di Dio e la salvezza è stata proprio questa! Pensate ai profeti… ‘Tu non eri mio popolo, adesso ti dico popolo mio’: così dice il Signore. E questa è la salvezza: farci popolo, popolo di Dio, avere libertà. E Gesù ci chiede di pensare per capire cosa succede. La verità è che da soli non possiamo! Abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore. Ne abbiamo bisogno per capire i segni dei tempi e lo Spirito Santo ci dà questo regalo, un dono: l’intelligenza per capire e non che altri mi dicano cosa succede. E’ bello chiedere al Signore Gesù questa grazia, che ci invii il suo spirito di intelligenza, perché noi non vogliamo un pensiero secondo i nostri propri gusti: soltanto vogliamo un pensiero secondo Dio. (Omelia in S.Marta, 29 novembre 2013) Preghiera dei fedeli Fratelli e sorelle preghiamo il Signore che doni a tutti i cristiani l’intelligenza di pensare secondo Dio e diciamo: Donaci il tuo Spirito, Signore! Per tutti i cristiani, perché nei sacramenti e nella fraternità ecclesiale trovino sostegno nel perseverare nella direzione di vita indicata dal Vangelo, preghiamo. - Per tutti gli uomini, perché aprano il cuore alla speranza di Dio, preghiamo. - Per tutti noi perché affidandoci con umiltà al Signore sappiamo ricercare e trovare la bellezza e la bontà della vita che ci ha donato, preghiamo. - Per gli uomini e le donne d’oggi: sappiano scrutare i segni dei nostri tempi e condurre la società secondo Dio, preghiamo. Ascolta Signore la nostra preghiera: tu che hai rivelato ai piccoli i misteri del tuo Regno rendici poveri e umili per accedere ai beni da te promessi, per Cristo Nostro Signore. Amen - 5 Impegno Oggi faccio un atto di umiltà, un sacrificio, un’azione che ridimensioni il mio orgoglio affinché lo Spirito possa trovare in me un’abitazione accogliente. Domenica 30 Novembre 2014 2° giorno della novena– I Domenica d’Avvento, anno B Letture della Santa Messa Prima lettura Is 63,16b-17.19b; 64, 2-7 Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Dal libro del profeta Isaia Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema? Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti. Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo, tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti. Mai si udì parlare da tempi lontani, orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui. Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia e si ricordano delle tue vie. Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come una cosa impura, e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia; tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento. Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità. Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Parola di Dio 6 Salmo responsoriale Dal Salmo 79 R. Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi Tu, pastore d’Israele, ascolta, seduto sui cherubini, risplendi. Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. Dio degli eserciti, ritorna! Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi quello che la tua destra ha piantato, il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte. Da te mai più ci allontaneremo, facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. Seconda lettura 1 Cor 1, 3-9 Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo! Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro! Parola di Dio Canto al Vangelo Sal 84,8 Alleluia, alleluia. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Alleluia. 7 Vangelo Mc 13,33-37 Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà. Dal vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!». Parola del Signore Per la riflessione Iniziamo oggi, prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico, cioè un nuovo cammino del Popolo di Dio con Gesù Cristo, il nostro Pastore, che ci guida nella storia verso il compimento del Regno di Dio. Perciò questo giorno ha un fascino speciale, ci fa provare un sentimento profondo del senso della storia. Riscopriamo la bellezza di essere tutti in cammino: la Chiesa, con la sua vocazione e missione, e l’umanità intera, i popoli, le civiltà, le culture, tutti in cammino attraverso i sentieri del tempo. Ma in cammino verso dove? C’è una mèta comune? E qual è questa mèta? Il Signore ci risponde attraverso il profeta Isaia, e dice così: «Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo al monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”» (Is 2,2-3). Questo è quello che dice Isaia sulla meta dove andiamo. E’ un pellegrinaggio universale verso una meta comune, che nell’Antico Testamento è Gerusalemme, dove sorge il tempio del Signore. La rivelazione ha trovato in Gesù Cristo il suo compimento, e il “tempio del Signore” è diventato Lui stesso, il Verbo fatto carne: è Lui la guida ed insieme la meta del nostro pellegrinaggio, del pellegrinaggio di tutto il Popolo di Dio; e alla sua luce anche gli altri popoli possono camminare verso il Regno della giustizia, verso il Regno della pace. Questo cammino non è mai concluso. Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della mèta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è 8 necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati. L’orizzonte della speranza! Questo è l’orizzonte per fare un buon cammino. Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo, ci restituisce l’orizzonte della speranza, una speranza che non delude perché è fondata sulla Parola di Dio. Una speranza che non delude, semplicemente perché il Signore non delude mai! Lui è fedele! Lui non delude! Pensiamo e sentiamo questa bellezza. Il modello di questo atteggiamento spirituale, di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria. Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio! Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo. (Dall’Angelus del 1 dicembre 2013, I Domenica d’Avvento) Preghiera dei fedeli L’apostolo Paolo ci invita a rivestirci di Cristo Gesù, così da vivere in questo mondo secondo la sua volontà e prepararci all’incontro con Lui. Preghiamo dicendo: Conformaci a Te, Signore! - Ci crediamo tanto bravi, Signore: aiutaci a non contare solo sulle nostre forze, a vincere il nostro orgoglio e a servirti nei poveri e nei sofferenti, preghiamo. - Ci crediamo tanto attenti agli altri, Signore: mostraci quanti hanno bisogno di aiuto, in parole e azioni, preghiamo. - Ci crediamo tanto cristiani, Signore, perché andiamo a Messa la domenica e facciamo un poco di elemosina: rendici cristiani autentici, capaci di accogliere il tuo Amore, di dedicare tempo all’ascolto della tua Parola per sapere davvero servire i fratelli, preghiamo. - Ci crediamo tanto saggi, Signore, ma appena le nostre certezze vengono meno ci sentiamo persi e siamo disperati; accresci la nostra speranza in te, preghiamo. Padre santo, che con la venuta del tuo Figlio ci hai ricolmato dei doni dello Spirito, rendici saggi della tua sapienza affinché sappiamo nelle circostanze della vita compiere la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Impegno Oggi nella mia coscienza esamino seriamente il mio cuore. Riesco a fare della mia vita un dono d’Amore? Mi impegno a pregare affinché, nel mio cammino verso Cristo che mi attende, io possa assomigliare sempre di più a Lui. 9 Lunedì 1 Dicembre 2014 3° giorno della novena Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 2,1-5 Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno. Dal libro del profeta Isaia Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme. «Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”. Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore». Parola di Dio Salmo Responsoriale Dal Salmo 121 R. Andiamo con gioia incontro al Signore. Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore!». Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme! È là che salgono le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge d’Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide. Chiedete pace per Gerusalemme: vivano sicuri quelli che ti amano; sia pace nelle tue mura, sicurezza nei tuoi palazzi. 10 Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. Canto al Vangelo Sal 79,4 Alleluia, alleluia. Signore, nostro Dio, vieni a liberarci: fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Alleluia. Mt 8, 5-11 Molti dall'oriente e dall'occidente verranno nel regno dei cieli. Dal vangelo secondo Matteo Vangelo In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli». Parola del Signore Per la riflessione In questi giorni cominciamo un nuovo cammino, un cammino di Chiesa verso il Natale. Andiamo incontro al Signore, perché il Natale non è soltanto una ricorrenza temporale oppure un ricordo di una cosa bella. Il Natale è di più: noi andiamo per questa strada per incontrare il Signore. Il Natale è un incontro! E camminiamo per incontrarlo: incontrarlo col cuore, con la vita; incontrarlo vivente, come Lui è; incontrarlo con fede. E non è facile vivere con la fede. Il Signore, nella parola che abbiamo ascoltato, si meravigliò di questo centurione: si meravigliò della fede che lui aveva. Lui aveva fatto un cammino per incontrare il Signore, ma lo aveva fatto con fede. Per questo non solo lui ha incontrato il Signore, 11 ma ha sentito la gioia di essere incontrato dal Signore. E questo è proprio l’incontro che noi vogliamo: l’incontro della fede!. Ma più che essere noi ad incontrare il Signore è importante lasciarci incontrare da Lui: quando noi soltanto incontriamo il Signore, siamo noi - diciamolo - i “padroni di questo incontro”; ma quando noi ci lasciamo incontrare da Lui, è Lui che entra dentro di noi, è Lui che ci rifà tutto di nuovo, perché questa è la venuta, quello che significa quando viene il Cristo: rifare tutto di nuovo, rifare il cuore, l’anima, la vita, la speranza, il cammino. Noi siamo in cammino con fede, con la fede di questo centurione, per incontrare il Signore e principalmente per lasciarci incontrare da Lui!. Ma occorre il cuore aperto, perché Lui incontri me! E mi dica quello che Lui vuol dirmi, che non sempre è quello che io voglio che mi dica! Lui è il Signore e Lui mi dirà quello ha per me, perché il Signore non ci guarda tutti insieme, come una massa. No, no! Ci guarda ognuno in faccia, negli occhi, perché l’amore non è un amore così, astratto: è amore concreto! Da persona a persona: il Signore, persona, guarda me, persona. Lasciarci incontrare dal Signore è proprio questo: lasciarci amare dal Signore! (Omelia in S.Marta, 2 dicembre 2013) Preghiera dei fedeli Fratelli, San Paolo ci ricorda che se abbiamo fede nella resurrezione di Cristo saremo salvi. Diciamo insieme: Salvaci, Signore, e aumenta la nostra fede! - - Signore ti preghiamo per la Chiesa, perché annunci a tutti gli uomini la salvezza, preghiamo. Signore ti preghiamo per tutti i giovani: non ricerchino la salvezza il strade illusorie e pericolose, ma in una vita vissuta in pienezza donata a Dio e al prossimo, preghiamo. Signore ti preghiamo per l’istituzione scolastica, perché ricordi ai giovani che la scienza può curare l’uomo ma non può salvarlo dalla morte e quindi in essa noi non abbiamo la nostra salvezza ultima, preghiamo. Infondi nei cuori delle giovani coppie il desiderio di seguirti e di consacrare il loro amore nel matrimonio, preghiamo. Non far mai mancare alla chiesa il dono della vita consacrata, religiosa e secolare, maschile e femminile, preghiamo. Signore, manda sacerdoti alla nostra Chiesa di Modena e d’Italia, preghiamo. 12 O Dio, tu ci conosci e ci chiami per nome; ci proponi una salvezza eterna che non svanisce e che non viene meno. Rendici perseveranti nel seguire la tua voce che ci chiama, per Cristo nostro Signore. Amen. Impegno Nella preghiera lascio il primo posto alla libertà del Signore, lasciando che mi dica quello che Lui vuol dirmi. Martedì 2 Dicembre 2014 4° giorno della novena Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 11, 1-10 Su di lui si poserà lo spirito del Signore. Dal libro del profeta Isaìa In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. La mucca e l’orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno 13 in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare. In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa. Parola di Dio Salmo Responsoriale Dal Salmo 71 R. Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace. O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia; egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto. Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace, finché non si spenga la luna. E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra. Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri. Il suo nome duri in eterno, davanti al sole germogli il suo nome. In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato. Canto al Vangelo Alleluia, alleluia. Ecco, viene il Signore nostro Dio con potenza grande, illuminerà gli occhi dei suoi servi. Alleluia. Vangelo Lc 10, 21-24 14 Ti rendo lode, o Padre, perché hai rivelato queste cose ai piccoli Dal vangelo secondo Luca In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono». Parola del Signore Per la riflessione Nella prima lettura scorgiamo il desiderio di pace che tutti abbiamo. Una pace che, dice Isaia, ci porterà il Messia. Nel Vangelo, invece, possiamo intravedere un po’ l’anima di Gesù, il cuore di Gesù: un cuore gioioso. Noi pensiamo sempre a Gesù quando predicava, quando guariva, quando camminava, andava per le strade, anche durante l’Ultima Cena… Ma non siamo tanto abituati a pensare a Gesù sorridente, gioioso. Gesù era pieno di gioia: pieno di gioia. In quella intimità con suo Padre: ‘Esultò di gioia nello Spirito Santo e lodò il Padre’. E’ proprio il mistero interno di Gesù, quel rapporto con il Padre nello Spirito. E’ la sua gioia interna, la sua gioia interiore che Lui dà a noi. E questa gioia è la vera pace: non è una pace statica, quieta, tranquilla. No, la pace cristiana è una pace gioiosa, perché il nostro Signore è gioioso. E, anche, è gioioso quando parla del Padre: ama tanto il Padre che non può parlare del Padre senza gioia. Il nostro Dio, ha ribadito, è gioioso. E Gesù ha voluto che la sua sposa, la Chiesa, anche lei fosse gioiosa. Non si può pensare una Chiesa senza gioia e la gioia della Chiesa è proprio questo: annunciare il nome di Gesù. Dire: ‘Lui è il Signore. Il mio sposo è il Signore. E’ Dio. Lui ci salva, Lui cammina con noi’. E quella è la gioia della Chiesa, che in questa gioia di sposa diventa madre. Paolo VI diceva: la gioia della Chiesa è proprio evangelizzare, andare avanti e parlare del suo Sposo. E anche trasmettere questa gioia ai figli che lei fa nascere, che lei fa crescere. E così contempliamo che la pace di cui ci parla Isaia è una pace che si muove tanto, è una pace di gioia, una pace di lode, una pace che 15 possiamo dire rumorosa, nella lode, una pace feconda nella maternità di nuovi figli. Una pace, ha detto ancora Papa Francesco, che viene proprio nella gioia della lode alla Trinità e della evangelizzazione, di andare ai popoli a dire chi è Gesù: pace e gioia. (Omelia in S.Marta, 3 dicembre 2013) Preghiera dei fedeli Il Papa afferma spesso che il Vangelo e la fede sono gioia. Preghiamo con fede: Donaci la tua gioia, Signore! - Per coloro che sono disperati, apri i loro occhi alla speranza. - Per coloro che si sono lasciati accecare dall'odio, apri i loro occhi al perdono. - Per coloro che credono che la violenza possa risolvere le cose, apri i loro occhi alla comunione tra i popoli e gli uomini di buona volontà. - Per coloro che, per debolezza, entrano nel giro del male, apri i loro occhi alla saggezza e al pentimento. - Per coloro che vivono pensando solo alle ricchezze e al successo personale, apri i loro occhi al vero bene e al vero successo. - Per quelle coppie che pensano di poter vivere il loro amore senza Dio, apri i loro occhi al tuo Amore più grande. - Per quegli uomini di cultura che pensano che credere in Dio sia non credere nell’uomo, apri i loro occhi alla fede vera. - Per quegli uomini di governo che approvano leggi contrarie alla tua volontà, apri i loro occhi alla verità. - Per tutti noi, per tutte le volte in cui si insinua in noi la tentazione di pensare che staremmo meglio senza di Te, apri i nostri occhi alla vera umiltà. O Padre, che non disdegni di toccare le nostre miserie e le nostre malattie, rendici fiduciosi che tutto tu puoi per amor nostro, per Cristo nostro fratello e Signore. Amen. Impegno Mi interrogo sulla mia testimonianza di fede. Sono ricco di pace e gioia? Se mi trovo un po’ mancante mi impegno a cercare una comunione più autentica con Gesù. Mercoledì 3 Dicembre 2014 5° giorno della novena - San Francesco Saverio 16 Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 25,6-10a Il Signore invita tutti al suo banchetto e asciuga le lacrime su ogni volto. Dal libro del profeta Isaìa In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». Salmo Responsoriale Dal Salmo 22 Parola di Dio R. Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia. Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; 17 il mio calice trabocca. Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. Canto al Vangelo Alleluia, alleluia. Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo: beati coloro che sono preparati all’incontro. Alleluia. Vangelo Mt 15,29-37 “Sento compassione per la folla” Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele. Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. Parola del Signore Per la riflessione Questo episodio contiene tre messaggi. Il primo è la compassione. Di fronte alla folla che lo rincorre e – per così dire – non lo lascia in pace, Gesù non reagisce con irritazione, non dice: Questa gente mi dà fastidio. 18 No, no. Ma reagisce con un sentimento di compassione, perché sa che non lo cercano per curiosità, ma per bisogno. Compassione non è semplicemente sentire pietà; è di più! Significa con-patire, cioè immedesimarsi nella sofferenza altrui, al punto di prenderla su di sé. Così è Gesù: soffre insieme a noi, soffre con noi, soffre per noi. E il segno di questa compassione sono le numerose guarigioni da lui operate. Gesù ci insegna ad anteporre le necessità dei poveri alle nostre. Le nostre esigenze, pur legittime, non saranno mai così urgenti come quelle dei poveri, che non hanno il necessario per vivere. Il secondo è la condivisione. A sera i discepoli chiedono a Gesù di congedare le folle perché trovino altrove il cibo. Una logica egoista! Invece Gesù ragiona secondo la logica di Dio, che è quella della condivisione. Quante volte noi ci voltiamo da un’altra parte pur di non vedere i fratelli bisognosi! E questo guardare da un’altra parte è un modo educato per dire: arrangiatevi da soli. E questo non è di Gesù: questo è egoismo. Se avesse congedato le folle, tante persone sarebbero rimaste senza mangiare. Invece quei pochi pani e pesci, condivisi e benedetti da Dio, bastarono per tutti. E attenzione! Non è una magia, è un “segno”: un segno che invita ad avere fede in Dio, Padre provvidente, il quale non ci fa mancare il nostro pane quotidiano, se noi sappiamo condividerlo come fratelli. Il terzo è l’eucaristia, che il pane distribuito prefigura: Lo si vede nel gesto di Gesù che recitò la benedizione prima di spezzare i pani e distribuirli alla gente. È lo stesso gesto che Gesù farà nell’Ultima Cena, quando istituirà il memoriale perpetuo del suo Sacrificio redentore. Nell’Eucaristia Gesù non dona un pane, ma il pane di vita eterna, dona Se stesso, offrendosi al Padre per amore nostro. (Dall’Angelus di domenica 3 agosto 2014) Preghiera dei fedeli La Chiesa è il Corpo di Cristo che cammina nella storia. Con viva fede preghiamo: Manda su di noi, Signore, il tuo Spirito! - Preghiamo per la nostra Chiesa cattolica, sia unita intorno all’unica verità che è Cristo, preghiamo. - Ti preghiamo per le nostre comunità, Signore: siano luoghi in cui si vive una vera carità fraterna, preghiamo. - Ti preghiamo, Signore, per l’unità di tutti i cristiani. - Ti preghiamo Signore per il presbiterio della nostra diocesi, al di là delle differenze di pensiero sappia sempre operare in 19 comunione per il bene delle comunità parrocchiali e delle persone che gli sono affidate. - Preghiamo per la comunione di tutti i movimenti e associazioni che operano nella chiesa, mettendo al servizio di tutti i propri carismi sappiano edificare una chiesa sempre più santa e cattolica, preghiamo. O Signore che ci rendi tuoi figli in un solo Spirito e che nell’Eucaristia ci fai un solo corpo, aumenta la nostra unità e la nostra concordia, per Cristo nostro Signore. Amen. Impegno Penso al dono grande dell’Eucaristia. E’ il dono che Gesù, avendo compassione per le nostre debolezze, ci ha lasciato per sempre affinché imparassimo a condividere quello che abbiamo con gli altri. Giovedì 4 Dicembre 2014 6° giorno della novena Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 26,1-6 Entri una nazione giusta che si mantiene fedele. Dal libro del profeta Isaia In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa, l’ha rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri». Parola di Dio Salmo Responsoriale Salmo 117 R. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. 20 Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Apritemi le porte della giustizia: vi entrerò per ringraziare il Signore. È questa la porta del Signore: per essa entrano i giusti. Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza. Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza! Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore. Il Signore è Dio, egli ci illumina. Canto al Vangelo Is 55,6 Alleluia, alleluia. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. Alleluia. Vangelo Mt 7,21.24-27 E’ simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Parola del Signore Per la riflessione 21 Ascoltare e mettere in pratica la parola del Signore è come costruire la casa sulla roccia. Gesù rimproverava i farisei di conoscere i comandamenti ma di non realizzarli nella loro vita: sono parole buone, ma se non sono messe in pratica non solo non servono, ma fanno male: ci ingannano, ci fanno credere che noi abbiamo una bella casa, ma senza fondamenta. Questa figura della roccia si riferisce al Signore. Isaia, nella Prima Lettura, lo dice: ‘Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna!’. La roccia è Gesù Cristo! La roccia è il Signore! Una parola è forte, dà vita, può andare avanti, può tollerare tutti gli attacchi, se questa parola ha le sue radici in Gesù Cristo. Una parola cristiana che non ha le sue radici vitali, nella vita di una persona, in Gesù Cristo, è una parola cristiana senza Cristo! E le parole cristiane senza Cristo ingannano, fanno male! Uno scrittore inglese, una volta, parlando delle eresie diceva che un’eresia è una verità, una parola, una verità, che è diventata pazza. Quando le parole cristiane sono senza Cristo incominciano ad andare sul cammino della pazzia. Una parola cristiana senza Cristo ti porta alla vanità, alla sicurezza di te stesso, all’orgoglio, al potere per il potere. E il Signore abbatte queste persone. Questa è una costante nella storia della Salvezza. Lo dice Anna, la mamma di Samuele; lo dice Maria nel Magnificat: il Signore abbatte la vanità, l’orgoglio di quelle persone che si credono di essere roccia. Queste persone che soltanto vanno dietro una parola, ma senza Gesù Cristo: una parola cristiana pure, ma senza Gesù Cristo, senza il rapporto con Gesù Cristo, senza la preghiera con Gesù Cristo, senza il servizio a Gesù Cristo, senza l’amore a Gesù Cristo. Questo è quello che il Signore oggi ci dice: di costruire la nostra vita su questa roccia e la roccia è Lui. Andiamo avanti con questa umiltà: essere discepoli salvati. Non pronunciamo parole che, per credersi potenti, finiscono nella pazzia della vanità, nella pazzia dell’orgoglio. Che il Signore ci dia questa grazia dell’umiltà di dire parole con Gesù Cristo, fondate su Gesù Cristo! (Omelia in S.Marta, 5 dicembre 2013) Preghiera dei fedeli Per annunciare e testimoniare la tua Parola, la nostra casa deve essere costruita sulla roccia. Quanti strumenti ci dà il Signore per stare saldi su di lui! Preghiamo e diciamo: Grazie, Signore! - Per il Papa, i Vescovi, i sacerdoti che da secoli trasmettono la verità della fede, preghiamo. 22 - Per i laici impegnati nel mondo che portano il Vangelo in ogni luogo, preghiamo. Per i missionari che sfidano la guerra e la fame per amore di Cristo e per il bene dell’uomo, preghiamo. Per il sacrificio di tanti nostri fratelli perseguitati per la nostra stessa fede, sacrificio che rende feconda la trasmissione della fede, preghiamo. Per i progressi della scienza che avvengono rispettando la tua legge e migliorando la nostra vita, preghiamo. Per il dono dell’Eucaristia, della Parola, dei sacramenti, preghiamo. Per il lavoro che ci dà il sostentamento, Ti ringraziamo Signore per ogni tuo dono, aumenta sempre in noi la consapevolezza che ogni nostro bene viene da Te, per Cristo nostro Signore. Impegno Faccio un esame di coscienza per capire come sono le mie parole: se sono parole che rivelano il desiderio di essere potenti, di farmi piacere agli altri, o se sono parole con Gesù Cristo, umile servo dei fratelli. Venerdì 5 Dicembre 2014 7° giorno della novena Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 29,17-24 “Gli occhi dei ciechi vedranno” Dal libro del profeta Isaìa Così dice il Signore Dio: «Certo, ancora un po’ e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele. Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla. Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: 23 “D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l’opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d’Israele. Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano impareranno la lezione”». Parola di Dio Dal Salmo 26 R.Il Signore è la mia luce e mia salvezza. Salmo Responsoriale Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. Canto al Vangelo Alleluia, alleluia. Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è la luce del mondo. Alleluia. Vangelo Mt 9,27-31 E si aprirono loro gli occhi Dal vangelo secondo Matteo 24 In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione. Parola del Signore Per la riflessione Nella vera preghiera cristiana troviamo sia la richiesta a Dio di qualcosa, sia la certezza di essere esaudita, anche se non si sa con esattezza quando. Questo perché chi prega non teme di disturbare Dio e nutre una fiducia cieca nel suo amore di Padre. Cieca come i due non vedenti del brano del Vangelo di oggi, che gridano dietro a Gesù il loro bisogno di essere guariti. Gesù stesso ci ha insegnato così: non so se forse questo suona male, ma pregare è un po’ dare fastidio a Dio, perché ci ascolti. Ma, il Signore lo dice: come l’amico a mezzanotte, come la vedova al giudice… E’ attirare gli occhi, attirare il cuore di Dio verso di noi… E questo lo hanno fatto anche quei lebbrosi che gli si avvicinarono: ‘Se tu vuoi, puoi guarirci!’. Lo hanno fatto con una certa sicurezza. Così, Gesù ci insegna a pregare. Quando noi preghiamo, pensiamo a volte: ‘Ma, sì, io dico questo bisogno, lo dico al Signore una, due, tre volte, ma non con tanta forza. Poi mi stanco di chiederlo e mi dimentico di chiederlo’. Questi gridavano e non si stancavano di gridare. Gesù ci dice: ‘Chiedete’, ma anche ci dice: ‘Bussate alla porta’, e chi bussa alla porta fa rumore, disturba, dà fastidio. Insistenza ai limiti del fastidio, dunque. Ma anche una incrollabile certezza. I ciechi del Vangelo sono ancora di esempio. Si sentono sicuri di chiedere al Signore la salute, perché alla domanda di Gesù se credano che Egli possa guarirli, loro rispondono: “Sì, Signore, crediamo! Siamo sicuri!”: E la preghiera ha questi due atteggiamenti: è bisognosa ed è sicura. Preghiera bisognosa sempre: la preghiera, quando noi chiediamo qualcosa, è bisognosa: 'Ho questo bisogno, ascoltami, Signore'. Ma anche, quando è vera, è sicura: ‘Ascoltami! Io credo che tu possa farlo perché tu lo hai promesso’. 25 Con questa sicurezza noi diciamo al Signore i nostri bisogni, ma sicuri che lui possa farlo. Pregare, dice ancora, è sentirci rivolgere da Gesù la domanda ai due ciechi: “Tu credi che io possa fare questo?”: Lui può farlo. Quando lo farà, come lo farà non lo sappiamo. Questa è la sicurezza della preghiera. Il bisogno di dirlo con verità, al Signore. ‘Sono cieco, Signore. Ho questo bisogno. Ho questa malattia. Ho questo peccato. Ho questo dolore…’, ma sempre la verità. E Lui sente il bisogno, ma sente che noi chiediamo il suo intervento con sicurezza. (Omelia in S.Marta, 6 dicembre 2013) Preghiera dei fedeli Il Signore vuole aprire gli occhi dell’umanità illuminandoli con la sua Parola, come quando donò la vista ai ciechi. Preghiamo e diciamo: Cristo Signore, apri i nostri occhi! - Ti preghiamo Signore per tutte le persone che sono lontane dalla fede e dalla Chiesa, preghiamo - Ti preghiamo per quei sacerdoti che vivono momenti di crisi e di sconforto, preghiamo - Ti preghiamo per quegli uomini di chiesa che si sono macchiati di reati orribili contro il bene dell’uomo, preghiamo - Ti preghiamo per le vittime dei mali del nostro tempo: la droga, l’alcool, il gioco, preghiamo - Ti preghiamo Signore per noi peccatori, preghiamo - Perché la Chiesa, popolo redento: trasmettendo instancabilmente il perdono di Dio agli uomini, diventi per loro via verso il Signore, preghiamo O Padre, che fai germogliare anche la terra arida, fa’ che, rinnovati profondamente dal tuo perdono, possiamo lodarti dinanzi agli uomini per la tua potenza e il tuo amore misericordioso. Per Cristo nostro Signore. Impegno Pensiamo se la nostra preghiera è bisognosa ed è sicura: bisognosa, perché diciamo la verità a noi stessi, e sicura, perché crediamo che il Signore possa fare quello che noi chiediamo. Sabato 6 Dicembre 2014 8° giorno della novena 26 Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 30,19-21.23-26 A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia. Dal libro del profeta Isaìa Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribola-zione, non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno, e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d’acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse. Parola di Dio Salmo Responsoriale Dal Salmo 146 R. Beati coloro che aspettano il Signore. È bello cantare inni al nostro Dio, è dolce innalzare la lode. Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele. Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. 27 Grande è il Signore nostro, grande nella sua potenza; la sua sapienza non si può calcolare. Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi. Canto al Vangelo Is 33,22 Alleluia, alleluia. Il Signore è nostro giudice, nostro legislatore, nostro re: egli ci salverà. Alleluia. Vangelo Mt 9,35-10,1.6-8 Strada facendo predicate dicendo che il regno di Dio è vicino Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Parola del Signore Per la riflessione Il Vangelo racconta che «Gesù percorreva tutte le città e i villaggi … Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe”» (Mt 9,3538). Queste parole ci sorprendono, perché tutti sappiamo che occorre prima arare, seminare e coltivare per poter poi, a tempo debito, mietere una messe abbondante. Gesù afferma invece che «la messe è abbondante». Ma chi ha lavorato perché il risultato fosse tale? La 28 risposta è una sola: Dio. Evidentemente il campo di cui parla Gesù è l’umanità, siamo noi. E l’azione efficace che è causa del «molto frutto» è la grazia di Dio, la comunione con Lui (cfr Gv 15,5: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla»). La preghiera che Gesù chiede alla Chiesa, dunque, riguarda la richiesta di accrescere il numero di coloro che sono al servizio del suo Regno. San Paolo, che è stato uno di questi “collaboratori di Dio”, instancabilmente si è prodigato per la causa del Vangelo e della Chiesa. Con la consapevolezza di chi ha sperimentato personalmente quanto la volontà salvifica di Dio sia imperscrutabile e l’iniziativa della grazia sia l’origine di ogni vocazione, l’Apostolo ricorda ai cristiani di Corinto: «Voi siete campo di Dio» (1 Cor 3,9). Pertanto sorge dentro il nostro cuore prima lo stupore per una messe abbondante che Dio solo può elargire; poi la gratitudine per un amore che sempre ci previene; infine l’adorazione per l’opera da Lui compiuta, che richiede la nostra libera adesione ad agire con Lui e per Lui. Anche oggi Gesù vive e cammina nelle nostre realtà della vita ordinaria per accostarsi a tutti, a cominciare dagli ultimi, e guarirci dalle nostre infermità e malattie. Mi rivolgo ora a coloro che sono ben disposti a mettersi in ascolto della voce di Cristo che risuona nella Chiesa, per comprendere quale sia la propria vocazione. Vi invito ad ascoltare e seguire Gesù, a lasciarvi trasformare interiormente dalle sue parole che «sono spirito e sono vita» (Gv 6,62). Maria, Madre di Gesù e nostra, ripete anche a noi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!» (Gv 2,5). Vi farà bene partecipare con fiducia ad un cammino comunitario che sappia sprigionare in voi e attorno a voi le energie migliori. La vocazione è un frutto che matura nel campo ben coltivato dell’amore reciproco che si fa servizio vicendevole, nel contesto di un’autentica vita ecclesiale. Nessuna vocazione nasce da sé o vive per se stessa. La vocazione scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno. (Dal Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni - 2014) Preghiera dei fedeli 29 Il Signore Gesù ci ordina di pregare per le vocazioni. Preghiamo supplichiamo il padrone della messe dicendo con fede: Manda operai nella tua messe, Signore! - Ti affidiamo la nostra comunità parrocchiale: rendici ardenti di entusiasmo e fervore apostolico, affinché tanti giovani possano essere attratti dal desiderio di portare Cristo agli altri. Preghiamo - Fa’, o Signore, che tanti giovani avvertano il tuo sguardo d’amore su di loro e possono rispondere con entusiasmo alla tua chiamata. Preghiamo - Ti preghiamo per il nostro Seminario: illumina i superiori e accompagna i giovani che con tanto entusiasmo si preparano a diventare sacerdoti. Preghiamo - Tanti giovani oggi sono intimoriti dalla prospettiva di donare tutta la vita: rafforza il loro cammino e la tua misericordia li fortifichi. Preghiamo - Dona ai pastori della Chiesa la stessa passione per le pecore che aveva Gesù. Preghiamo - Non far mancare alla tua Chiesa di dono della Vita consacrata. Preghiamo Ti chiediamo, Padre, di allargare il nostro cuore con il tuo Spirito: rendici capaci di donare la nostra vita come Gesù. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen Impegno Oggi nella preghiera offro a Dio le gioie e le sofferenze di questa giornata per le vocazioni sacerdotali. Domenica 7 Dicembre 2014 9° giorno della novena – II Domenica d’Avvento, anno B Letture della Santa Messa Prima Lettura Is 40,1-5.9-11 Preparate la via al Signore. Dal libro del profeta Isaìa «Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore 30 il doppio per tutti i suoi peccati». Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata. Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato». Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri». Parola di Dio Salmo Responsoriale Dal Salmo 84 R. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, perché la sua gloria abiti la nostra terra. Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo. Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo frutto; giustizia camminerà davanti a lui: i suoi passi tracceranno il cammino. 31 Seconda Lettura 2 Pt 3,8-14 Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova. Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta. Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. Parola di Dio Canto al Vangelo Lc 3,4.6 Alleluia, alleluia. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! Alleluia. Vangelo Mc 1,1-8 Raddrizzate le vie del Signore! Dal vangelo secondo Marco Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 32 Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Parola del Signore Per la riflessione Preparare, discernere, diminuire. In questi tre verbi è racchiusa l’esperienza spirituale di san Giovanni Battista, colui che ha preceduto la venuta del Messia predicando il battesimo di conversione al popolo di Israele. Questo fa parte della vocazione di ogni cristiano. Giovanni ha lavorato anzitutto per preparare, senza pretendere niente per sé. Egli era un uomo importante: la gente lo cercava, lo seguiva, perché le sue parole erano forti come “spada affilata”. Il Battista arrivava al cuore della gente. E se forse ha avuto la tentazione di credere che fosse importante, non vi è caduto, come dimostra la risposta data ai dottori che gli chiedevano se fosse il Messia: “Sono voce, soltanto voce — ha detto — di uno che grida nel deserto” (Cfr. Gv 1,23). Io sono soltanto voce, ma sono venuto a preparare la strada al Signore. Il suo primo compito, dunque, è preparare il cuore del popolo per l’incontro con il Signore. Ma chi è il Signore? Nella risposta a questo interrogativo c’è la seconda vocazione di Giovanni: discernere, tra tanta gente buona, chi fosse il Signore. E lo Spirito gli ha rivelato questo. Cosicché lui ha avuto il coraggio di dire: “È questo. Questo è l’agnello di Dio, quello che toglie i peccati dal mondo”. Qui si inserisce la terza vocazioni di Giovanni: diminuire. Perché proprio da quel momento la sua vita incominciò ad abbassarsi, a diminuire perché crescesse il Signore, fino ad annientare se stesso. È stata questa la tappa più difficile di Giovanni, perché il Signore aveva uno stile che lui non aveva immaginato, a tal punto che nel carcere, dove era stato rinchiuso da Erode Antipa, ha sofferto non solo il buio della cella, ma il buio del suo cuore. È stato assalito dai dubbi: “Ma sarà questo? Non avrò sbagliato?”. Tanto che chiede ai discepoli di andare da Gesù per domandargli: “Ma sei tu davvero o dobbiamo aspettare un altro?” (Mt 11,3). 33 Concludendo: è bello pensare così la vocazione del cristiano. Infatti un cristiano non annunzia se stesso, annunzia un altro, prepara il cammino a un altro: al Signore. Inoltre deve sapere discernere, deve conoscere come discernere la verità da quello che sembra verità e non è: uomo di discernimento. E infine dev’essere un uomo che sappia abbassarsi perché il Signore cresca, nel cuore e nell’anima degli altri. (Omelia in S.Marta, 24 giugno 2014) Preghiera dei fedeli Preparare, discernere, diminuire: così il papa sintetizza l’esperienza spirituale di san Giovanni Battista. Preghiamo il Signore e diciamo: Donaci di essere tuoi testimoni, Signore Donaci, in questo Avvento, di essere capaci di preparare il nostro cuore all’incontro con Te, che vieni a riempirlo d’Amore. Preghiamo - Donaci, Signore, di distinguere il tuo passaggio nella nostra vita, di cogliere la tua voce in mezzo a tante distrazioni che ci allontanano da Te. Preghiamo - Donaci, Signore, l’umiltà di non affermare noi stessi, di non inorgoglirci dei doni che abbiamo. Fa’ che – ricordando che senza di te non siamo nulla – possiamo sempre ringraziarti. Preghiamo - Ti ringraziamo per il dono di tanti cristiani che ti indicano presente nel mondo con una vita umile e piena di gesti di carità, nel lavoro, nel tempo libero e in famiglia. Preghiamo Ti chiediamo, o Padre, di rafforzare il vincolo fraterno che ci unisce perché sempre più essere forti nel tuo amore possiamo mostrare all’umanità il volto bello della Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen - Impegno La carità è un grande gesto che rivela un cuore umile. L’impegno ad andare a trovare una persona ammalata. 34 MAGNIFICAT L`anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l`umiltà della sua serva. D`ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l`Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. TOTA PULCHRA Tota pulchra es Maria Tota pulchra es Maria Et macula originalis non est in te. Et macula originalis non est in te Tu gloria Jerusalem, tu letitia Israel. Tu honorificientia populi nostri, tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria Virgo prudentissima, Mater clementissima. Ora pro nobis, intercede pro nobis ad Dominum Jesum Christum. (Traduzione: Tutta bella sei Maria, e in te non c’è macchia di peccato. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu la letizia di Israele; tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori. O Maria, Vergine prudentissima, Madre clementissima, prega per noi; intercedi per noi presso il Signore Gesù Cristo) 35