Seminario Diocesano di Concordia-Pordenone IO D A I T N A V A D A IT V A LA NOSTR La nostra sete... Cara/o amica/o, il Salmo 63 racconta di uno che cerca con tutto se stesso il Signore: “Ha sete di te, l’anima mia”. Notte e giorno lo cerca. Perché lo cerca? Non potrebbe vivere anche senza di lui? Evidentemente no. Lo cerca per almeno due ragioni: perché ha esperimentato che vivere in sua compagnia è il massimo che possa capitare: “Il tuo amore vale più della vita”; anche perché con il Signore nel cuore sarà dura per “quelli che cercano di rovinarmi”. Lo cercava quella donna di Samaria, anche se non proprio in quel momento: era andata al pozzo di Giacobbe per prendere un po’ di acqua. Ma trova il Messia, colui che tutti cercano dal profondo del cuore, al punto che si dimentica la brocca al pozzo per correre a chiamare i suoi paesani perché anche loro potessero incontrare il Signore. C’è qualche cosa di più importate dell’acqua e di altro che pure serve per stare in piedi. Lo aveva capito S. Agostino, dopo un’esistenza spesa a cercare il meglio della vita. Finalmente lo trova: non solo era una cosa utile, neppure un incontro gradito, era il Signore della vita, Lui che porta a compimento ogni più bella attesa, anche quella che facciamo fatica ad identificare, ancora nascosta fra le pieghe del nostro animo. Noi del Seminario auguriamo a te quello che auguriamo a noi: che ogni momento sia un’occasione per fare un deciso passo in avanti verso l’accoglienza del Signore della vita, un pozzo dal quale attingere il succo della vita, che la ponga al riparo dai pericoli e le dia, ri-dia, una rinnovata bellezza, come è successo alla donna samaritana. don Giosuè e gli altri animatori 1 PER INCOMINCIARE AD APRIRE LO SCRIGNO Canto di invocazione Spirito di Dio insieme Spirito di Dio riempimi Spirito di Dio battezzami Spirito di Dio consacrami vieni ad abitare dentro me (risposta a cori alterni) uomini Spirito di Dio guariscimi Spirito di Dio rinnovami Spirito di Dio consacrami Vieni ad abitare dentro me donne Spirito di Dio guariscimi Spirito di Dio rinnovami Spirito di Dio consacrami Vieni ad abitare dentro me insieme Spirito di Dio riempici Spirito di Dio battezzaci Spirito di Dio consacraci Vieni ad abitare dentro noi 2 RITO DELL’ASPERSIONE diacono tutti diacono tutti diacono tutti diacono tutti Cari fratelli e sorelle, con la benedizione dell’acqua noi facciamo memoria di Cristo, acqua viva, e del sacramento della nostra rinascita dall’acqua e dallo Spirito Santo. Nel giorno del Battesimo, infatti, siamo rinati come figli di Dio Padre e membra vive della Chiesa, mentre lo Spirito è disceso su di noi per colmarci dei suoi doni e guidarci alla pienezza della vita, nella sequela di Gesù Cristo. Ringraziamo il Signore per questo dono inestimabile e chiediamo il suo aiuto, perché siamo capaci di realizzare nella vita ciò che abbiamo ricevuto nella fede. Noi ti lodiamo, o Dio creatore, che nell’acqua e nello Spirito hai dato forma e volto all’uomo e all’universo. Gloria a te, Signore! Noi ti benediciamo, o Cristo, che dal petto squarciato sulla croce hai fatto scaturire i sacramenti della nostra salvezza. Gloria a te, Signore! Noi ti glorifichiamo, o Spirito Santo, che dal grembo battesimale della Chiesa ci hai fatto rinascere come nuove creature. Gloria a te, Signore! Dio onnipotente che nei santi segni della nostra fede rinnovi i prodigi della creazione e della redenzione, benedici + quest’acqua e fa’ che tutti i rinati nel Battesimo siano annunziatori e testimoni della Pasqua che sempre si rinnova nella tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen. 3 diacono tutti Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest’acqua benedetta, il ricordo del Battesimo e l’adesione a Cristo Signore, crocifisso e risorto per la nostra salvezza. Amen. Canto per l’aspersione L’acqua viva Chi berrà la mia acqua non avrà più sete in eterno, e quest'acqua sarà per lui fonte di vita per l'eternità. Affannati e stanchi, voi oppressi e poveri, venite, attingete con gioia a Lui, alla sorgente di felicità. Fiumi di acqua viva sgorgheranno in colui che crederà nel Signore che dona a noi l'acqua di vita e di verità. LLA TO DE L O C S A A PAR O L Percuotendo una roccia dissetasti il popolo in cammino; fa che sempre noi camminiam nel tuo timore e nella fedeltà. Fonte inesauribile, pace eterna, carità perfetta, noi a mensa con Te sediam: dolce, immensa, santa Trinità. Amen Accoglienza della Parola Lode a te o Cristo Lode a te, o Cristo, Re di eterna gloria. (2v) Signore, tu sei veramente il Salvatore del mondo, dammi dell’acqua viva perché non abbia più sete. Rit. 4 Chi beve di quest’acqua avrà di nuovo sete, ma chi beve dell’acqua che Io gli darò non avrà mai più sete. Rit. Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 5-26.28-29) n quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». […] La donna lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». 5 PROCLAMAZIONE DEL SALMO 63 (62) 2 O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, ha sete di te l'anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz’acqua. 3 Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. 4 Poiché il tuo amore vale più della vita, le mie labbra canteranno la tua lode. 5 Così ti benedirò per tutta la vita: nel tuo nome alzerò le mie mani. 6 Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. 6 7 Quando nel mio letto di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, 8 a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all’ombra delle tue ali. 9 A te si stringe l’anima mia: la tua destra mi sostiene. 10 Ma quelli che cercano di rovinarmi sprofondino sotto terra, 11 siano consegnati in mano alla spada, divengano preda di sciacalli. 12 Il re troverà in Dio la sua gioia; si glorierà chi giura per lui, perché ai mentitori verrà chiusa la bocca. 7 SPAZIO PER I TUOI APPUNTI ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… ………………………………………………………………… 8 ADORAZIONE EUCARISTICA Canto di esposizione Gesù e la Samaritana Sono qui, conosco il tuo cuore, con acqua viva ti disseterò. Sono io, oggi cerco te, cuore a cuore ti parlerò. Nessun male più ti colpirà, il tuo Dio non dovrai temere se la mia legge in te scriverò, al mio cuore ti fidanzerò e mi adorerai in Spirito e Verità. Sono qui, conosco il tuo cuore, con acqua viva ti disseterò. Sono io, oggi cerco te, cuore a cuore ti parlerò. Nessun male più ti colpirà, il tuo Dio non dovrai temere se la mia legge in te scriverò, al mio cuore ti fidanzerò e mi adorerai in Spirito e Verità. 9 Canoni di Adorazione Col tuo Amor Col tuo amor, col tuo poter Gesù riempi la mia vita. (2v) Ed io ti adorerò con tutto il cuore. Ed io ti adorerò con tutta la mente. Ed io ti adorerò con tutte le forze. Tu sei il mio Dio! Col tuo amor... E cercherò il tuo volto con tutto il cuore. E cercherò il tuo volto con tutta la mente. E cercherò il tuo volto con tutte le forze. Tu sei il mio Dio! Tu sei il mio Signor, sei il mio Signor. Adoramus Te Christe Adoramus Te, Christe, benedicimus tibi quia per crucem tuam redemisti mundum quia per crucem tuam redemisti mundum L’INCROCIO Ora puoi decidere come continuare la preghiera. Di seguito potrai scegliere tre “strade” che ti proponiamo: ENZIOSA * ADORAZIONE SIL GRUPPO * CONDIVISIONE DI LEBRAZIONE DEL * COLLOQUIO O CE A RICONCILIAZIONE SACRAMENTO DELL Per orientarti puoi utilizzare la piantina che trovi a pagina 22. 10 METTITI DI FRONTE AL SIGNORE 1 con gratitudine e riconoscenza, anche oggi ti ha regalato una giornata da vivere… digli grazie. SCEGLI LA POSIZIONE CHE TI AIUTA DI PIÙ A PREGARE puoi stare in piedi, seduto, in ginocchio come ti trovi meglio a “sintonizzarti ” con Lui. VOLGI IL TUO PENSIERO UNICAMENTE A LUI Prega così: Signore, fa che tutte le mie azioni siano rivolte solamente a te. 4 3 AFFIDA AL SIGNORE LE PREOCCUPAZIONI CHE PORTI IN CUORE pregare significa condividere tutto se stessi con un Tu speciale. IMMAGINA LA SCENA DEL VANGELO Aiutati con l’immaginazione per osservare i protagonisti del Vangelo e per provare i loro sentimenti. 5 PASSI PER ENTRARE IN PREGHIRA 2 5 11 PER RIFLETTERE Alcune provocazioni ∗ Perché sei qui? Riesci a dare un nome al desiderio che ti ha portato “Nello Scrigno della Vita” ? ∗ Qual è stato per te il ruolo di Gesù in questo giorno giunto alla “veglie notturne” ? ∗ Che effetto ti fa ascoltare persone che testimoniano il Signore? ∗ Ti è facile capire la Parola di Dio? Ritieni indispensabile che ci siano persone,come il sacerdote, che metta luce sull’azione di salvezza della Parola? ∗ C’e’ una Parola che ti ha colpito di più del Vangelo e del salmo? Riusciresti a battezzare i sentimenti che ti ha fatto sorgere,dandogli un nome? Può essere motivo di confronto con il sacerdote nella confessione. 12 EFREM IL SIRO Nacque attorno al 306, nella città di Nisibis, nella Turchia sud orientale, ai confini con la Siria. I suoi genitori facevano parte della crescente comunità cristiana della città. In alcune agiografie si dice che suo padre era un sacerdote pagano che, visto il figlio convertito al cristianesimo, lo avrebbe cacciato di casa. Efrem venne battezzato all'età di 18 anni e quasi sicuramente entrò in un convento. Divenne diacono e il suo vescovo lo volle come professore. Compose inni e scrisse dei commentari biblici, nell'ambito delle sue mansioni educative. Nei suoi inni parla di sé come di un "pastorello", chiama il suo vescovo "pastore" e indica la sua comunità "gregge". Alla morte di Costantino I, nel 337, il sovrano persiano Sapore II cercò di approfittare della situazione per riconquistare la Mesopotamia romana con una serie di attacchi. Efrem afferma che furono le preghiere del vescovo Giacobbe a salvare la città dal primo assedio. Durante l'ultimo assedio del 350, i persiani deviarono il fiume Migdonius per spallare le mura della città, mentre gli elefanti dei persiani caricavano: il terreno fangoso e molle frenò però la loro carica e gli assediati riuscirono a chiudere le falle apertesi nelle mura, salvandosi ancora una volta. Questo evento fu di nuovo visto dalla comunità cristiana come miracoloso e celebrato da Efrem in un inno dove compara la sua città all'Arca di Noé salva al disopra dell'inondazione. Venne nominato imperatore Gioviano, cristiano niceano. Egli fu costretto a concordare un armistizio con Sapore, per il quale Nisibis venne ceduta alla Persia con la clausola che la comunità cristiana potesse lasciare la città. Sotto il vescovo Abramo la comunità partì in esilio. Efrem si portò nel 363 a Edessa e, allora sessantenne, si rimise al lavoro nella nuova comunità e sembra abbia continuato a insegnare. Contro le eresie che incontrò nella città Efrem compose numerosi inni: un autore siriaco tardivo, Jacob di Serugh, scrive come Efrem facesse cantare questi inni da cori di voci femminili su arie di musica popolare siriana. Rimase fino alla fine dei suoi giorni in questa città, morendo di peste il 9 giugno 373. 13 TESTI BIBLICI DI RIFERIMENTO Prima lettera ai Corinzi 10, 11-5 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Giobbe 42, 11- 6 Giobbe prese a dire al Signore: "Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t'interrogherò e tu mi istruirai! Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere". Esodo 16, 1111-12 Il Signore disse a Mosè: "Ho inteso la mormorazione degli Israeliti. Parla loro così: "Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio"". La sera le quaglie salirono e coprirono l'accampamento; al mattino c'era uno strato di rugiada intorno all'accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c'era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: "Che cos'è?", perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: "È il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore: "Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un omer a testa, secondo il numero delle persone che sono con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della propria tenda"". 14 Giovanni 4, 1010-18 Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna". "Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua". Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui". Gli risponde la donna: "Io non ho marito". Le dice Gesù: "Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito. Prima lettera ai Corinzi 12, 1212-13 Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. Giovanni 1, 3535-39 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?". Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Numeri 20, 66-9 Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall'assemblea per recarsi all'ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro. Il Signore parlò a Mosè dicendo: "Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai uscire per loro l'acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame". Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato. 15 CONDIVISIONE DI GRUPPO Preghiera iniziale O mio Signore e mio Dio, ascolta la mia preghiera; la tua bontà appaghi il mio desiderio. Non per me solo esso brucia dentro di me, ma vuole giovare anche alla carità fraterna: tu vedi nel mio cuore che è proprio così. Dammi ciò che devo offrire perché sono un mendicante bisognoso, tu sei “ricco per tutti quelli che ti invocano”. Tu, libero da ogni necessità, ti prendi cura di noi. Dio mio, luce dei ciechi e forza dei deboli, ma anche luce di chi vede e forza di chi è forte: prestami attenzione. Se le tue orecchie non sono presenti anche nell’abisso, dove andremo? Verso dove volgeremo il nostro grido? Se busso alla porta, non tenerla rinchiusa. Appaga l’amor mio, perché io amo. E quest’amore me l’hai dato tu. Non lasciare nell’abbandono i tuoi doni, non disdegnare questo tuo filo d’erba assetato. Ti scongiuro per il Signor nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale sei venuto in cerca di me che non ti cercavo e m’hai cercato perché ti cercassi. Segno O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco, di te ha sete l’anima mia. 16 Dal Salmo 63 O Dio, tu sei il mio Dio, dall'aurora io ti cerco, ha sete di te l'anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz'acqua. Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. Poiché il tuo amore vale più della vita, le mie labbra canteranno la tua lode. Così ti benedirò per tutta la vita: nel tuo nome alzerò le mie mani. Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. Quando nel mio letto di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali. A te si stringe l'anima mia: la tua destra mi sostiene. 17 CHIUSURA TEMPO DI ADORAZIONE Preghiera Busso alla porta del tuo cuore Anselmo d'Aosta Il mio cuore, è davanti a te, o Signore, si sforza ma da solo non può farcela: ti prego fa' tu, ciò che egli non può. Introducimi nella cella del tuo amore: te lo chiedo, te ne supplico, busso alla porta del tuo cuore. E tu che mi fai chiedere, concedimi di ricevere. Tu che mi fai cercare, fa' che ti trovi. Tu che mi esorti a bussare, apri a chi bussa. A chi darai se non dai a chi ti chiede? Chi troverà se chi cerca, cerca inutilmente? A chi darai se non ascolti chi ti prega? O Signore, da te mi viene il desiderio, da te mi venga anche l'appagamento. Anima mia, sta unita a Dio, anche importunatamente, e tu Signore non la rigettare, essa si consuma d'amore per te. Ristorala, confortala, saziala con il tuo amore e il tuo affetto. Il tuo amore mi possieda totalmente, perché con il Padre e con lo Spirito Santo, tu sei il solo Dio benedetto nei secoli dei secoli. Benedizione 18 CANTO DI CHIUSURA Canto di adorazione Il canto dell’amore Se dovrai attraversare il deserto non temere io sarò con te. Se dovrai camminare nel fuoco la sua fiamma non ti brucerà. Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino. Io sono il tuo Dio, il Signore. Sono io che ti ho fatto e plasmato ti ho chiamato per nome. Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore, perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori. Io sarò con te dovunque andrai. Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già. Aprirò nel deserto sentieri, darò acqua nell'aridità, perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori. Io sarò con te dovunque andrai. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori. Io sarò con te dovunque andrai. Io ti sarò accanto sarò con te, per tutto il tuo viaggio sarò con te. Io ti sarò accanto sarò con te, per tutto il tuo viaggio sarò con te. 19 SALUTO FINALE Canto Finale Con un cuore solo Rit. Con un cuore solo cantiamo alla gloria di Dio, con un’anima sola noi diamo lode al Signor. Come incenso salga al cielo oggi questa nostra lode, formiamo un sol corpo in Cristo il Signor. (2v) Uniti in Cri - sto il Si - gnor. Signore, il popolo tuo è riunito per fare un solo corpo che dia lode a te. Ogni distanza in te non ha misura, noi siamo la tua Chiesa, Gesù. Rit. Sui tuoi sentieri di pace e amore noi camminiamo uniti verso te, Signore. Nella Parola tua saremo salvi, rafforza in noi la fede, Gesù. Rit. Che il mondo ci riconosca, Signore, dal modo in cui ci ameremo gli uni gli altri. Nel volto di ogni uomo vediamo la tua presenza viva, Gesù. Rit. 20 ANGOLO DELL’ARTE da Le nozze di Figaro di W.A. Mozart Deh vieni non tardar Giunse alfin il momento che godrò senz'affanno in braccio all'idol mio. Timide cure, uscite dal mio petto, a turbar non venite il mio diletto! Oh come par che all'amoroso foco l'amenità del loco, la terra e il ciel risponda, come la notte i furti miei seconda! Deh vieni non tardar oh gioia bella vieni ove Amore per goder t'appella finché non scenda in ciel notturna pace finché l'aria è ancor bruna e il mondo tace Qui mormora il ruscel, qui scherza l'aura che col dolce sussurro il cor ristaura Qui ridono i fioretti e l'erba è fresca ai piaceri d'amor qui tutto adesca Vieni ben mio fra queste piante ascose. Vieni vieni, ti vò la fronte incoronar di rose. Wolfgang Amadeus Mozart, (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791), è stato un compositore e pianista austriaco, a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico. Mozart è annoverato tra i più grandi geni della storia della musica. Dotato di raro talento, manifestatosi precocemente, morì a trentacinque anni di età lasciando pagine indimenticabili di musica classica di ogni genere. La musica di Mozart è considerata la "musica classica" per eccellenza. Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata (K 492) è la prima delle tre opere buffe italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte.L'opera è in quattro atti e ruota attorno alle trame del Conte d'Almaviva, invaghito della cameriera della Contessa, Susanna, sulla quale cerca di imporre lo "ius primae noctis". La vicenda si svolge in un intreccio serrato e folle, in cui donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, piena sia di eventi drammatici che comici, e nella quale alla fine i “servi” si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni. L'opera è per Mozart un pretesto per prendersi gioco delle classi sociali dell'epoca che da lì a poco saranno travolte dai fatti con la Rivoluzione francese. L'intera vicenda può anche essere letta come una metafora delle diverse fasi dell'amore: Cherubino e Barbarina rappresentano l'amore acerbo, Susanna e Figaro l'amore che sboccia, il Conte e la Contessa l'amore logorato e senza più alcuna passione, Marcellina e don Bartolo l'amore maturo. 21 P ER ORIE NTA RTI AC1 AC2 AC3 AC4 SI PIANO TERRA SI PER LA CONDIVISIONE CHIESA voi siete qui AC: Aula Condivisione. STUDIO TEOLOGICO SI SI SI SI SI: SACERDOTI A DISPOSIZIONE PER TUTTA LA SERATA: per Riconciliazione o Direzione Spirituale SI SI PRIMO PIANO SI 22 IN AGENDA 26-27 marzo Stop&Go 2 giorni del settore giovani Frattina “Cosa devo fare per avere la vita eterna?” [email protected] 21-22 aprile S_Vegliamoci: pellegrinaggioveglia notturna con Gesù nel Gestzemani; Azzano X ore 2030 – Prata ore 730; informazioni [email protected]. Notte 14-15 maggio dalle 2030 alle 800 del mattino Seminario VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. Momento speciale di preghiera per i giovani ore 2030. sabato 2 aprile ore 2030 Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons “Jeshua”, musical-meditazione sulla vita di Gesù venerdì 25 marzo ore 1830 Seminario Accolitato di Luca, Corrado e Mauro e Lettorato di Stefano Polesel. domenica 3 aprile ore 900 Seminario La scala di Giacobbe, laboratorio di Spiritualità giovanile per giovani dai 17 anni. Hokmah, Approfondimento di un cammino di spiritualità biblica per adulti. sabato 16 aprile ore 2030 Cordenons Santa Maria Maggiore VEGLIA DIOCESANA DEI GIOVANI alle Palme; per gli iscritti alla GMG pellegrinaggio dalle 1500 presso la Chiesa di Sant’Antonio al Pasch (oppure Sclavons). Ulteriori informazioni presto sul sito diocesano. 29 aprile – 1 maggio: Esercizi Spirituali per Giovani, AC progetto OSEA. Aperti a tutti. venerdì 01 aprile ore 2030 Teatro Russolo di Portogruaro “Dai tetti in giù”, spettacolo teatrale sulla testimonianza di Chiara Luce Badano Contattaci: [email protected] don Giuseppe 0434.508647 don Federico 0434.508658 23 axÄÄÉ fvÜ|zÇÉ wxÄÄt i|àt PROSSIMO APPUNTAMENTO IL NOSTRO CAMMINO... CAMMINO... Venerdi 20 maggio 2011