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Num. 7?9
S. Paolo (Brasile) 8 Ottobre 1921
Anno XIII
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PER LA MORTE DI GIUSEPPE VERDI
Laude di GABRIELE D'ANNUNZIO
i chmaron su lui tre vaste fronti
tcrribili, coi pondo,
degli eterni pensieri e dei dolore
Dante Alighieri che sorresse il mondo
in suo pugno ed i fonti
dell'universa vita ebbe in suo cuore;
Leonardo, signore
di vcritá, re dei dominii oscuri,
fissa pupilla a' rai de' Soli ignoti;
il férreo Buonarroti
che animo dei suo gran disdegno in duri
massi gli imperituri
,,
'figli,
i ribelli eroi
silenziosi onde il Destino é vinto.
Vegliato iii da' suoi
fratelli antichi il creatore estinto.
Come la nube, quando é spento il Sele
dietro le opache cime, ,
cli fulgore durabile s'arrossa:
contro aH'ombre notturue arde sublime
la titanica mole
e la notte non ha contro a lei possa:
cosi dalle affrante ossa
1'anima alzata contrasto la Morte,
avverso il buio perduro splendente.
Dinanzi alia veggente
tutte aperte • rimasero le porte
dei Mistero, e la sorte
umana fu sospesa
su 1'alte soglie ove la Forza trema.
Sul rombo, neH'attesa,
allor suonó la melodia suprema.
La melodia suprema delia Pátria
in un immenso coro
di popoli salí verso il defunto.
Infinita, dei Brénnero al Peloro
e dal Címino al Catria,
accompagnó nei cieli il figlio assunto.
E colui, che congiunto
in terra avea con la virtú de' suoni
tutti gli spirti per la santa guerra,
pur li congiunse in terra
coi suo silenzio funerale e proni
li fece innanzi ai troni
ed ai vetusti altari
ove 1'Italia fu regina e iddia.
Canzon, per i tre mari
vola dal cuor che spera e non oblía!
E "Ti sovvenga!" sia la tua parola.
Vegliato fu da' suoi
fratelli antichi il creator ché dorme.
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E simile alle fronti degli eroi
era la fronte, sola
e pura come giogo alpestro, enorme.
E profonde eran 1'orme
impresse dal suo pié nella materna
zolla, profonde al pari delle antiche;
e 1'alte sue fatiche
erano intese ad una gioia eterna;
e come 1'onda alterna
dei mari fu il suo canto
intorno al mondo, per le genti umane.
E noi, nell'ardor santo,
ci nutrimmo di lui come dei pane. «
Ci nutrimmo di lui come dell'aria
libera ed infinita
cui dá la terra tutti i suoi sapori.
La bellezza e la forza di sua vita,
che parve solitária,
furon come, su noi cieli canori.
Egli trasse i suoi cori
dall'imo gorgo dell'ansante folia.
Diede una voce alle speranze e ai lutti.
Pianse ed amó per tutti.
Ma, nato dalla zolla,
dalla madre dei buoi
forti e dell'ampie querei e dei' frumento,
nel bronzo degli eroi
foggió sé stesso il creatore spento.
E disse 1'Alighieri in tra gli eguàli
nella fúnebre notte:
"O
gloria dei Latin', come tramonti!"
Quivi bianche parean dalle incorrotté
spoglie grandeggiar le ali
sotto la fiamma delle vaste fronti.
E Dante disse: "O fonti
delia divina melodia richiusi
in lui per sempre, che tutti li aperse!
Ecco quei che s'aderse,
su la sua gloria, in cieli piú diffnsi
e agli uomini confusi
parve subitamente
artefice maggior delia sua gloria.
O natura possente,
non conoscemmo noi questa vittoria!"
E Leonardo: "Innanzi ebb'io la nuda
faccia dei Mondo immensa,
come quella dell'Uom che a dentro incisi.
Creai la luce in Cristo su la mensa
e creai 1'ombra in Giuda.
Deirinfinito feci i miei sorrisi.
Poi, nel vespro, m'assisi
calmo alia sommitá delia saggezza
ed ascoltai la musica solenne.
Per quali vie convenne
meco quest'aspra forza a tale altezza?
Come questa vecchiezza
semplice e sola attinse
il culmine ove regna il mio pensiero?
Fratello m'é chi vinse
il suo fato e tento novo sentiero."
"Io
prima oscuro,
E il Buonarroti disse:
per opra piú perfetta
rinascere, di me nacqui modello.
Poi mi scolpii nella virtú concetta,
come nel marmo puro
s'adempion le promesse dei martello.
E posi me suggello
violento sul secolo carnale
di grandi cose moribonde carco.
Irato apersi un varco
nelle rupi all'esercito immortale
degli eroi sopra il Male
vindici; senza pace,
stirpe insonne, anelammo alPalto segno.
Ben costui che or si giace
tal cuore ebbe, s'armó di tal disdegno."
Nella notte cosi gli eterni spirti
riconobbero il Grande
cui sceso era pe' tempi in lor retaggio.
II titano giacea senza ghirlande,
senza lauri né mirti,
sol coronato dei suo crin selvaggio.
E, come il primo raggio
fu, la maggior voce disse:
' dell'alba
"O
pátria, degna di trionfal fama!"
E parve che una brama
cli rinnovanza dalla terra escisse,
e che le zolle scisse
dai vomeri altro seme
chiedessero a novel seminatore,
e che Ponte supreme
vendicasse la forza dei dolore.
Can;:on, per i tre mari
vola dal cuor che spera oltre il destino,
recando il buon messaggio a chi J'aspetta.
Aquila giovinetta,
batti le penne su per 1'Appennino;
per 1'aere latino
rapidamente vola,
poi discendi con iiupeto nei piani
sacri ove Roma é sola,
getta il piú fiero grido e lá rimam.
r<«««co::««ccco:: il pasquino coi^NÍAra^
Paolo
San
di
italiani
degli
['iniziativa
per un monumento a Verdi
L'idea di erigere un ricordo marmoreo a Giuseppe Verdi sorse in S. Paolo,
fra alcuni artisti. verso la fine dei settembre dei 1913. cioé nell'anno in cui
in tutta Itália si celebrava il centenario delia nascita dei grande maestro.
Anzi dapprima non si accennó a monumenti o ad altri ricordi marmorei: si
voleva soltanto far si che in qualche.
modo la colônia italiana si associasse
alie onoranze che tutta Itália tributava
a Verdi.
Fu nella prima riunione di un comitato provvisorio costituitosi il 17 agosto dei 1913 che si cominció a parlare
delia iniziativa che doveva essere dopo
lungo tempo ed in mezzo a mille difficoltá create dalla guerra condotta a termine.
In due successive assemblee dei rappresentannti delia stampa e di numerose personalitá deH'industria e dei
commercio, tenutasi nei Íocali delia
Dante Alighieri il 18 agosto 1913 ed il
24 dello stesso mese venne nominato il
Comitato definitivo al quale venne affidato il mandato preciso di promuovere — come doveroso contributo di ammirazione e di gratitudine — Terezione
di un ricordo perenne al grande maestro. mantenendo all'iniziativa un carattere prettamente italiano.
II comitato riuscí cosi composto:
Presidente onorario. il R°. Console
Generale d'Italia. Tale carica tu suecessivamente oecupata dal compianto
comm. Pietro Baroli. dal cav. Ricciardi,
dal cav. Silvio Camerani. dal comm.
" Beverini ed ultimamente dal comm. Ugo
Tedeschi. che in qualità di presidente
onorario. consegnerá il monumento alia
Municipalitá.
Vice-presidente onorario. dott. Bento
Bueno.
Presidente cffciiivo. prof. cav. Luigi
Chiaf tarelli.
Vice-presidente, M:° Furio Franceschini.
Tesoriere, Architetto cav. Giuseppe
Sacchetti.
Segretário, il segretario delia Cárnera
Italiana di Commercio.. cioé l'ing. Aleibiade Bertolotti in un primo periodo e
1'avv. Luigi Ricci in seguito.
Consiglieri: M.° Gino Rocchi, prof.
Agostino,Cantú, prof. Savino De Benedictis, prof. Memore Peracchi, comm.
Gaetano Pepe, in qualità di presidente
delia Dante, sostituito in seguito dagli
altri presidenti che gli suecedettero
(prof. Fenoaltea, prof. Guarneri e dott.
Cario Mauro), prof. Pietro Strina,
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prof. Zaccaria Autuori, prof. Giacomo
Corberi.
Faceva purê parte dei Comitato il
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prof. Giovanni Amoroso, morto or
é molto e che fu uno dei suoi piú attivi
membri.
II Comitato si mise immediatamente
all'opera, coadiuvato dai giornali italiani ciie non lesinarono alia iniziativa il
piú largo appoggió.
Parecchi artisti, fra i quali il Mantovani ed il Petrucci si offrirono per modellare gratuitamente un busto, giacché
allora 1'iniziativa sembrava doversi mantenersi in questa modesta proporzione.
Alie offerte di questi seultori se ne
aggiunsero altre, ma molto opportunamente Tartista Catani interveniva a rivendicare la necessita di un concorso,
sostenendo che 1'incarico di eseguire un
// .V." Luigi Chiaffarelli, presidente
dei Comitato Yerdiano
busto a Verdi costituiva tale un onore
che anche l'offerta gratuita dell'opera
doveva essere disputata fra tutti gli artisti di S. Paolo.
Contemporaneamente dalle molteplici
iniziative sorte per raccogliere fondi e
dairentusiasmo col quale la colônia rispondeva aH'appello si vide súbito che
era facile poter pensare a qualche cosa
di piú degno di un semplice busto.
Ed il Comitato decise di indire un
pubblico concorso per un vero e próprio
monumento destinato a ricordare, in
una piazza pubblica di S. Paolo una deile piú fulgenti glorie italiane.
II concorso al quale pateciparono numerosi artisti italiani residenti in San
Paolo — qualcuno dei quali, come Nicola Rollo, é poi assurto alia potenza
rivelata neirultimo concorso per il Cen-
tenario delia indipendenza dei Brasile
— destó vivo interessamento nella colonia e nell'ambiente brasiliano.
Lo seultore Amedeo Zani, nel pieno
vigore delia sua arte, riuscí vincitofe col
bozzetto Gênio Verdiano che la commissione esaminatrice propose per l'esecuzione e che, dopo mille ostacoli creati
dalla guerra, ha potuto finalmente essere fuso ed innalzato nella piazza che
da Giuseppe Verdi prese il nome e che,
con squisita cortesia, venne dal dottor
Washington Luis, allora prefetto municipale, messa a disposizione dei Comitato.
La guerra porto di conseguenza un
aumento di spesa enorme: poiché la fusione dovette essere ritardata fino alia
conclusione delia pace per le necessita
belliche che non permettevano 1'impiego
di metalli in altri usi e quando la guerra cesso, 1'aumentato costo delle materie e delia mano d'opera si ripercosse
fatalmente sul monumento. Si aggiunga
a ció le oscillazioni dei cambi e si immaginerá facilmente in braccio a quali
difficoltà venne a trovarsi il Comitato.
La colônia, peró, che aveva risposto
ai primi appelli, non fece orecchie da
mercante alie nuove richieste ed in pochi giorni, specialmente fra gl'industriali edi commercianti dei Braz, vennero
raccolte le somme'che allora sembravano süfficienti al pareggio.
Ma nuovi aumenti di spesa s'imposero richiesti dalla fusione, ed il costo
dei basamento supero purê il preventivo
talché al momento dell'inaugurazione il
Comitato si trova ancora in déficit, dei
che non si preoecupa tuttavia, convinto
che il pareggio sara raggiunto sia col
ricavato delia serata verdiana promossa
per la scra delia inaugurazione, sia con
le oblazioni volontarie delia colônia.
E' doveroso ricordare che se tutti i
membri dei Comitato Verdiano, con
alia testa il suo presidente cav. Chiaffarelli, lavorano alacremente alia realizzazione delia bella iniziativa, chi ne sostenne il maggior peso fu l'architetto
cav. Giuseppe Sacchetti. Senza la sua
opera tenace, assidua, perseverante,
senza la sua fiducia nella generositá
delia colônia, parecchie volte 1'inizativa
avrebbe corso rischio d'arenarsi.
Purê doveroso é mettere in rilievo la
cooperazone affettuosa e deferente dei
brasiliani, primo fra tutti dei dottor
Bento Bueno, al quale molto deve il
Comitato, specialmente per quel che riguarda 1'accoglienza delia Prefettura alla sua domanda di collocare il busto di
Verdi in una piazza pubblica.
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Luomo, il gênio,
patriota
di San Paolo ha voluto perennemente ricordare f
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II 27 gennaio 1901 fu giorno di
lutto per la
gravíssimo, profondo
'arte
musicale.
Itália e per 1
Colpito da sincope nella mattina dei lunedí 21, neH'appartamento che egli occupava sXVHòtcl Milan, in Milano, il grande maestro
Giuseppe Verdi, dopo un'agonia
prolungatasi fino alie ore 2,50 antimeridiane dei 27, chiudeva per
sempre gli oechi che ebbero tante
splendide luminose visioni, e si
spegneva, amorosamente assistito
dalla nipote, signora Maria Carrara, da Arrigo Boito, l'autore dei
Mefistofelc, dal fratello di lui Camillo, dal poeta Giacosa, dalla
cantante signora Stoltz e da pochi altri intimi.
Dire delia dolorosa impressione dei popolo italiano nell-apprendere la ferale notizia, che si
diffuse con fulminea rapiditá e
che, in un attimo, sulle ali dei telegrafo, venne comunicata in tutto ,il mondo, é piú facile immaginare che descrivere.
A nessuno, anche dopo la lunga
e straziante agonia, durata sei
giorni, pareva possibile che il fuigido gênio cui tre generazioni dovevano tante dolcissime emozioni
e tanti patriottici entusiasmi, il
sommo divinatore delle passioni
agitanti gli esseri umani, il poderoso ingegno che seppe esprimere in modo insuperabile le
gioie, i fremiti e gli strazi dell'anima, 1'autore di quegli stupendi
capolavori che furono, sono e saranno Rigoletto, Aida, Olello,
fosse irreparabilmente tolto alio
affetto c aH'ammirazione univergale.
Ma, purtroppo, di fronte alia
inesorabile realtá, non rimase che
ammutolire e reverentemente inchinarsi davanti alia fredda salma dei piú splendido astro che
brillasse nel cielo d'Itália.
Da ogni parte delia nostra penisola e sin dai confim' dei mondo, dai sovrani e dai presidenti
di repubbliche, come dai piú cospicui e dai piú oscuri cittadini
dei due emisferi, giunsero alia famiglia, o meglio ai congiunti di
Verdi, le piú amorevoli e commoventi manifestazioni di rimpianto
per la immensa perdíta fatta dal
paese che giá dette Rossini, Donizetti, Bellini e tanti altri insigni, insuperabili musicisti, e dal1'arte, di cui egli fu uno dei piú
eletti e meravigliosi interpreti.
Mai si vide cosí grande, cosí
Cercale uh buon tintore ?
Dirigetevi alia
TINTÜRARIA CHIMICA
Mascipnde I Figlia
RUA MARQUEZ DE YTU* 50
Telef. Cidade 5162 -SÍ. PULO
m^^;. .^:*M&MM ¦
imponente dimostrazione di cordoglio!
GLI UMILI NATALI - I PRIMI PASSI
Giuseppe Verdi sortí i natali a
Roncole, meschino ed ignorato
gruppo di casolari, a tre chilometri da Busseto, in provincia di
Parma, presso Borgo San Donnino.
Próprio in una rústica casetta,
in mezzo ai campi di formentone
e di canapa, il 10 ottobre 1813, da
Cario Verdi, modesto bottegaio, e
da Luisa Uttini, filatrice, nasceva
il futuro autore á'Aida e di
Otello.
Suo padre tirava innanzi la famigliuola coi magrissimi güadagni delia botteguecia, dove vende-
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o funeree o solenni, o argute, o
gaie squillanti; le stole candide
omate d'oro e le vesti rosse dei
chierichetti mescolavano i loro toni, e a distanza, dall'alto dell'organo, somigliavano a una splendida decorazione d'opera.
"Quando doveva restar li inoperoso, con la punta d'un coltello
od un qualche ferro, Verdi oceupava le mani ad incidere sul legno. E su quelle tavole tarlate,
rose dal tempo, si possono vedere
tuttora le iniziali e qualche volta
1'intero nome, saggiamente inciso."
Delia passione cosí spiecata per
la musica, dei suo ragazzo, si
compiaceva Cario Verdi e ne parlava spessissimo col signor Antonio Barezzi, di Busseto, dal qua-
j.
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quale stupiva dei progressi dei
suo allievo, prodigiosi tanto, da
farlo assumere nientemento che
alia carica d'organista nella chiesa delia nativa Roncole.
A MILANO
Ma coll'andar dei tempo 1'insegnamento dei Baistrocchi divenne
insufficiente.
Ávido di sapere, impaziente di
conoscere tutti i segreti dell'arte
divina che lo affascinava, lo attirava come una maliarda, Verdi
comprese che rimanendo circoscritto nell'orbita dei suo piú che
medíocre maestro non sarebbe
giunto a nulla di buono.
Ed ecco entrare efficacemente
in iscena il Barezzi, largo di aiuti
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La casa ove nacque Verdi.
va vino, zuechero e caffé e col
poço che metteva in casa la moglie col suo mestiere di filatrice.
II ragazzino, frattanto, cresceva, forte, sano come una lasca,
vispo e pieno d'intelligenza, manífestando fino dai suoi primissimi anni una grande disposizione per la musica.
Di questa inclinazione di Verdi
per 1'arte sublime e gentile che
gli procuro piú tardi fama mon-e
díale, imperitura, onori altissimi
ricchezze, se ne ha una prova paimaré nella modesta chiesetta di
Roncole.
"Quella chiesa — scrive un
biografo di Verdi — che non
vanta marmi rari, né tele famose
di sovrani dell'arte, né lusso di
decorazioni, serba una gloriosa e
preziosa relíquia: un povero istrumento, annerito dal tempo, logoro dagli anni, coi tasti malfermi,
i registri e i pedali cadenti.
" Su
quell'organo Giuseppe Verdi, ragazzetto, aspettava che finissero le salmodie per far correre
sulla tastíera le piccole dita nervose e suscitare per 1'aria il pensiero errante nella indeterminatezza di sogni e di visioni, armonie
¦—~T~^m%Z_
non solo morali ma anche matele egli si recava ogni settimana
riali.
ad acquistare quanto gli abbisoNon gli erano ignoti i suecessi
gnava pel suo negozio.
fabbririportati da Giuseppino a RoncoII Barezzi, oltre essere
\e", ché il padre dell'organista non
catore di liquori, possedeva un
ed
spezierie
di
magazzino
rieco
mancava, nel recarsi a fare i pee
musica
delia
era cosí amante
ríodici acquisti a Busseto, di dardei musicisti, che nella sua casa
gli notizie dei figlio.
aveva sede la Societá FilarmoniVolle dunque conoscerlo; ne
ca, delia quale egli era il presiommiró la prontezza e vivacitá
dente.
dell'ingegno, lo prese a protegII buon negoziante di Busseto,
gere e spinse a segno tale il suo
udendo delia felice disposizione
entusiasmo, da affidarlo alie eudei piccolo Giuseppe per 1'arte
re dei miglior maestro di Busseto,
che egli sopra tutte prediligeva,
Ferdinando Provesi, e da cedergli
incoraggió il genitore dei fanciulpiú tardi perfino la carica, a lui
lo a lasciargli seguire 1'impulso
tanto cara, di presidente delia Sodeiranimo suo e delia sua fantacietá Filarmônica di Busseto.
sia, promettendo d'aiutare, a suo
A 19 anni non ancora compiuti
tempo, quando cioé si fosse vesernbrando al Provesi che il suo
duto in lui un vero e próprio tem•
allievo dovesse andare a perfeperamento di musicista, gli sforzi dello studioso.
Cosí fu che Verdi venne lasciato libero di coltivare quella forBotí, Luigi Cesare Pannaim
tissima passione che lo aveva inSPECIALISTA
vaso e che«on gli dava requie un
nel trattamento delia PIORREA,
istante.
GENGIVITE e STOMATITE
Lo sovveniva di consiglio e di
RUA 15 NOVEMBRO, 6 - sala 4
lezioni un disgraziato maestro che
Tel. 1959 - Central
campava miseramente la vita a
Dentista deirOspedale Umbertr I
Roncole, un tal Baistrocchi, il
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IL PASQUINO COLONULH«^^^^^^:
*"
AAAAA*..*"*iA«
zionarsi e a -onseguire il diploma
di magistero nel Conservatório,
anche allora famoso, d: Milano,
lo mando, sempre con gli aiuti
dei generoso Berezzi e mercê un
modesto sussidio ottenuto dal comune di Busseto, nella metropoli
lombarda, con una commendatizia pei professor Rolla, insegnante, fra i primi, in quell'istituto.
Come balzasse il cuore di tre-
I PRIMI TRIONFI
Ma la tempra di Verdi era di
'
quelle che si spezzano anziché
piegarsi. Frangar non flectar doveva essere e fu il suo motto.
Infatti, niente disanimato, guidato da una grande e giustificata
fiducia in sé stesso, continuo impavido nella via intrapresa. Via
seminata piú di spine e di triboli
che di rose, via piena di amarezze, di sconforti, di disinganni,
La chiesa di Roncole,
ove Verdi apprese i primi elcmcnti musicali
»'ff'
pidazione e di gioia a Verdi giungendo a Milano, e con qual animo si presentasse al Rolla, puó
di leggieri immaginarsi.
Vicino a penetrare nel sacro
tempio delfarte, il giovine, che
forse gia sognava i futuri trionfi
riserbatigli dall'avvenire, aveva
indosso la febbre.
Milano era allora, come adesso
e forse piú di adesso, un gran
centro d'attrazione artística.
Assieme al caravanserraglio di
cantanti d'ogni genere e di ogni
mérito, di procoli e di mestieranti, c'era purê un elemento purissimo di vere e proprie capacita
musicali.
I successi trionfali di divinitá,
oggi dimenticate, avevano spinta
alio zcnit la riputazione della Scala, e i dominatori funesti d'a!lora incoraggiavano questo af fannoso progresso delle arti, che credevano atto a sopire molte altre
speranze ed a far tramontare ben
diversi ideali.
Fortunatamente peró la musica,
la eccellente musica di quei tempi, non soppiantava la politica, e
nel 1832 nessuno avrebbe immaginato nel povero contadinello,
che veniva dai campi di Busseto
a Milano, uno dei piú potenti ausiliari della rivoluzione che s'andava preparando nella coscienza
,
degli italiani.
Ma a Milano non fu ammesso
come allievo a pagamento nel
Conservatório, dopo aver súbito
una spêcie di esame, presentando
alcune composizioni e suonando
un pezzo al piano forte.
Circa otto giorni dopo la prova
senti dirsi: "Non pensate piú al
Conservatório. Scegliete un maestro in cittá."
lungo la quale molti e molti caddero, estenuati ed affranti!
Nulla riuscí a fiaccar 1'energia
di Verdi: egli, noncurante delle
infinite contrarietá che gli si paravan davanti, volle, fortissimamente volle, e con una persev,eranza che puó dirsi sovrumana,
superando ostacoli d'ogni sorta,
riuscí a salir sulla vetta dei simbolico monte e a mantenervisi
circonfuso di puríssima, abbagliantissima luce 1
Studio con rara perseveranza e
si rese padrone dei piú difficili
problemi della composizione, finché, certo dei suo valore e sedotto anche dall'ambiente eminentemente artístico nel quale víveva,
si arrischíó a produrre al giudizio dei pubblico le sue prime creazioni.
Cominció modestamente, come
comincíano tanti altri, componendo mareie, romanze, sinfonie e
musica sacra.
Diresse poi, in pubblico la
Creazione di Haydn: e a questo
propósito le cronache narrano il
seguente aneddoto:
Alia Filarmônica di Milano si
doveva dare la Creazione dei mondo, di Haydn.
11 maestro che dirigeva le prove
era cosi impappinato pei suo cómpito, che non sapeva piú come
raccapezzarsi.
II prof. Masini, un giorno, vista la mala parata, fattosi coraggio, disse ai patrizi milanesi che
formavano il comitato della Filannonica:
Non c'é che uno, il quale ci
potrébbe trarre d'impiccio. E' il
maestrino.
Chi? domando il duca Visconti.
Un certo Verdi, giovanotto
di Busseto. Egli sa leggere a
prima vista gli spartiti anche i
piú imbrogliati.
— Ebbene... bisogna farto venire.
II maestrino venne. E in sole
due prove si mise in grado di dirigere la Creazione.'
Alia terza prova avvenne un
curioso casetto.
Un maestrino invidioso capovolse la partitura e la mise a rovescio sul leggío.
Verdi la lasció com'era e, senza volgere i fogli, diresse la pror
va con tale abilitá da sbalordire.
Datosi cosi a conoscere, fece
parlar di sé e cominció ad innamorare dei suo ingegno i mecenati e gli amatori dell'arte musicale.
Ma quei primi, e forse troppo
facili trionfi, non esercitarono un
grande fascino sulfanimo di Verdi.
A piú alta meta egli mirava; a
piú sublimi vette si sentiva lena
per salire.
LA PRIMA OPERA
Attraverso le nebbie dell'avvenire, come un vero predestinato,
il giovane intravedeva la sua stella, e, verso quella, dirigeva i suoi
passi, noncurante dei piú scabrosi intoppi, delle piú terribili contrarietá, delle piú formidabili delusioni.
Intanto era morto il Provesi, e
il posto di organista a Busseto rimaneva vacante.
Verdi, chiamato dagli amici e
dall'affetto vivíssimo che portava
alia gentile Margherita Barezzi,
figlia dei suo benefattore, con-
Verdi e che a questi si fosse fatta una vera e scandalosa ingiustizia.
E due partiti, come suole avvenire nei piecoli paesi, si formarono, sul nome di Verdi e su quelJo di^errari, provocando, per l'atfrito fra essi, frequenti aiterchi,
risse e scene scandalose.
Verdi, che frattanto aveva soddisfatto al piú caro voto dei suo
cuore impalmando Margherita Barezzi, colla quale aveva tessuto un
idillio giovanile su una tastiera
di pianoforte fin da quando in
casa Barezzi era stato ammesso a
studiare sul piano Fritz in cambio di studiare sulla povera spinetta paterna, Verdi, diciamo, non
pote vincere la náusea che quelle
aspre guerrieciole gli causavano, e
penso a togliersi da un ambiente
non âdatto per lui.
Come 1'aquila chiusa in gabbia
che sa di poter compiere lunghi
ed altissimi voli, il figlio dei povero oste di Roncole sentiva che
Busseto e quelle miserabili gare
non erano per lui.
Bisogna sapere che Verdi era
ritornato a Busseto, portando seco
un libretto affidatogli dal maestro
Masini, al quale il giovane allievo di Lavigna ispirava non poça
fiducia.
II libretto, nel quale aveva collaborato Temistocle Solera, era
VOberto di San Bonifácio.
Ma la vita quieta in quel cantücció, quasi fuori dei mondo vivo e palpitante, non invogliava il
direttore della Filarmônica a darsi a un lavoro serio e continuo,
Poi il libretto non lo entusiasmava troppo.
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——
7/ Teatro Verdi a Busseto
corse per surrogare il perduto
maestro.
Ma era detto che esami e concorsi dovevano riuscirgli contrari.
Infatti, il posto non venne dato
a lui, ma ad un Ferrari, protetto
dal Capitolo della Chiesa.
Verdi venne peró nominato,
mercê 1'abnegazione dei Barezzi,
come giá dicemmo, direttore deila Filarmônica di Busseto, ed ebbe altri incarichi che gli fruttarono di che vivere decorosa/nente
in quel comune.
Parve a non pochi, e ben si apponevano, che di gran lunga il
Ferrari rimanesse al disotto di
L'azione slegata ed esposta in
pessimi versi era tutt'altro che attraente per un musicista dei temperamento di Verdi, nella cui
mente si agitavano tante peregrine melodie che egli anelava disposare a un dramma pieno di situazioni impressionanti e abbellito da
buona poesia.
Infatti, come poteva VOberto di
San Bonifácio parlare aH'immaginazione delfartista e farne scaturire le ardite e originali creazioni?
Tre anni impiegó Verdi per
scrivere e terminare quel melodramma; e le prime note di esso
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w&wziy,
^jgjfiggmkmWmtmVaSakWSSmaVm^mmWKSttSaa^
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SOBODOMODODOOOr IL PASQUINO COLONIALE
furono scritte nel 1836, quando il
maestro non aveva che 23 anni.
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Çomünque venne il giorno in
cui Verdi scrisse la parola "fine"
mlYOberto, ed una será deU'autunno dell'anno 1839 quell'opera
fu data al teatro delia Stala, .a
Miiano, ove nessuno sapeva chi
fosse quel nuovo compositore sbucato da un pâesello dei parmigiano, per virtú dell'impresario Merelli.
UOberto non fu né disapprovato. né lodato. Procuro al suo autore un successo di stima.
,.'., Quello spartito parve agli in. . telligenti una buona promessa.
'
UN'OPERA BUFFA NELL'IN.FURIAR DELLA SVENTURA
'• A differenza di tanti pseudogénii, che per anni ed anni fanhò áspettarè, senza mai riuscire a
darlo, il capolavoro, Verdi che era
un vero studiosoed un uomo di
propósito, trâsse dalPesito dei suo
primo mèlodramma e dagli appunti dei critici, utili ammaestramenti, dei quali fece tesoro per
1'avvenire..
Lungi dall'attribuire a camaril. le d'invidiosi, a ostilitá istintive
dei pubblico o ad altre cause il
• non troppo lieto successo deiYOberto, egli si raccolse, medito,
e riconoscendo fondate le censure fatte a quello spartito, si prodi ritentare nuove battaglie,
pose -altri
intendimenti e con magcon
gior ponderazione.
E il Merelli, 1'impresario il cui
nome sara sempre ricordato quando si parlerà di Giuseppe Verdi.
" ben áveva saputo apprezzare le
rare doti déll'autore deli'Qberlo,
quando, ad onta delia non troppo
lUsinghiera sorte toecata a questo
primo lavoro, gli offriva contratto per altre opere, una delle quali doveva essere buffa ed esesullo scorcio dei 1840.
guirsi
"
Qui, scrive il Mónaldi, comincia lo strazio dei maestro.
"• Assalito da fiera malattia dové,
non appena convalescente impren: dere a scriver 1'operá pattuita. Ma
non era ancora a meta dei lavo-ro, che i due suoi bambini animalavano l'un dopo 1'altro e morivano. Non basta. II pianto di
quel povero cuore doveva continuare.
"Ai
primi dei giugno, la sua
Margherita, la giovine e adorata
compagna, colpita da infiammazione cerebrale, spegnevasi anche
:essa, e il 19
giugno 1840 una ter: • za bara usei vã."'dalla casa dei mae<?; :Stro.
'¦¦.:{? ¦¦';''¦
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(parla
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La camera dove Verdi morí, ricostruita com'era, nella Casa
di Riposo dei Musicisti
giorno di regno, fu accolta ben
il Verdi). Nello spazio di due
diversamente da quello che lo fu
mesi appena, tre esseri cari erano
la sua prima.
spariti per sempre.
"II
"Io non avevo piú famiglia 1
pubblico o stette silenzioso
"E in mezzo a questa angoscia
o condannó il giudizio di coloro
che credevano opportuni gli apterribile, per non mancare all'implausi.
pegno assunto, io dovevo scrivere
"La sinfonia, due duetti fra
1"
buffa
un'opera
e terminare
due bassi, nel primo e nel seconE come poteva in tale stato di
do atto, e Varia dell'Abbadia fuanimo, un musicista, per quanto
rono encomiati. Tutto il resto
fomito delle piú egregie Voti e di
cadde, e vi é poça speranza che
rieca fantasia, cercar facili e
briose melodie atte a svegljare il ' nelle sere suecessive quest'aspro
giudizio possa essere modificato,
buonumore e ad eccitare il riso
a meno che i cantanti non credadei pubblico?
no di fare spiecare, con una eseCome poteva il marito e il pacuzione piú regolare, alcune delle
dre orbato delia consorte e dei
bellezze riconosciute dagli intelüfigli nel modo piú crudele, scriconcertati.
nei
genti
vere note piene di festivitá, quan"Certo pezzi
questa é una sventura^
do 1'anima sua sanguinava?
per Verdi. Ma ció non deve avChe cosa poteva venir fuori dalvilirlo.
la mente di Verdi in simili circo"Che egli dia un addio al nuostanze é facile immaginarel
vo sentiero sul quale si é messo
II disgraziato lavoro, nato in
t che ritorni alle appassionate icosi tristi condizioni, naufrago la
spirazioni dei dramma serio; che
será dei 5 settembre 1840 alia
1'autore àtWOberto non si esigli
Scala.
da sé stesso, da quell'atmosfera
Delle segrete pene dei maestro,
di affetti, di amori, di cantilene
il pubblico non sapeva o non posoavi e commoventi che gli fecero
teva né voleva preoecuparsi.
vincere la prima battaglia, per
Aveva pagato per assistere ad
ingolfarsi in questo nuovo labirinun'opera« d'arte, e su di essa eto di forme invecchiate, di rancisprimeva, senza riguardo, il suo
de frasi, di motivi troppo ligi ad
4
giudizio.
una fredda e servile imitazione.
Un periódico teatrale dei 1840,
L'avvenire gli sta ancora schiunel suo numero dei 5 settembre,
so dinanzi, 1'avvenire che non inparlava dell'insucceso in questi
ganna colui che non si lascia intermini:
" II maestro Verdi, 1'autore deigannare da sé stesso."
Pareva che lá fortissima fibra
il
YOberto di San Bonifácio,
giodi
Verdi si fosse fiaccata.
vane debuttante dell'anno scorso,
Alia dolorosissima perdita deiebbe 1'altra será un severo avver1'adorata moglie e delle sue idoti mento dagli spettatori dei nolatrate creaturine si era aggiunto
stro grande teatro.
" La sua nuova opera buffa, Un
1'insuccesso dei suo secondo lavo-
ro: Un giorno di regno, t ció lo
aveva abbattuto e disgustato dei
teatro e dell'arte.
Forse, chi sa? Nella piena dei
suo cordoglio, chi puó giurare che
nella tremenda sua disperazione
egli non avesse formato il proposito di andare a seppellirsi con
un modestíssimo impiego di maestro in qualche ignoto comunello?
Saremmo indotti a crederlo, ricordando che dopo il disastro dei
Giorno di regno, Verdi si ritirò
a Busseto con la disperazione nell'anima e, come molti affermano,
col propósito di abbandonare la
carriera di compositore!
Fatto sta che, senza un miracolo,
1'Italia e il mondo sarebbero stati
privi di quelle portentose produzioni, per le quali il primato musicale venne conservato al nostro
paese.
"NALA RIVELAZIONE:
BUCCO"
Ma il miracolo ci fu.
Un giorno Verdi, prima di ritornarsene a Busseto, aveva inMerelli.
l'impresario
contrato
il maecontro
adirato
era
Questi
certa
una
in
stro Nicolai, allora
voga, che, secondo lui, commetteva una pazzia col rifiutarsi a musicare un libretto dei Solera, Nabueco.
Prendilo e leggilo, disse il
Merelli, cacciandogli il copione in
una tasca dei soprabito.
Per che fame?
Per musicarlo, se ti va.
Giunto a casa, Verdi gettó sulla
tavola il copione, che si aperse da
sé, certamente ad un punto dove
giá era rimasto aperto a lungo.
Gli oechi dei maestro si abbatterono iri un verso, il famoso:
Va, pensicro, suWali dorate.
Non lesse altro: si mise a letto, spense il lume; ma non pote
prender sonno.
Quel verso lo oecupava, lo teneva tutto come un'ossessione; gli
si illuminava stranamente nella
oscuritá delia notte.
Accese il lume, balzó dal letto,
lesse e rilesse tutto il manoscritto dei Solera, e 1'alba sopravvenuta trovo tutto il mèlodramma
abbozzato nella mente dei maestro, che dopo, nella solitudine di
Busseto, si accingeva a compierlo.
A questo propósito si narra un
aneddoto.
Su questo stesso spartito oceorreva a Verdi una preghiera, e ne
sollecitava i versi dal Solera che,
svogliato, non glieli scriveva.
Viste inutili le esortazioni, Ver.?
ANTINEVROTICO DE GIOVANNI
itrofauto e
geni ma. valer una,
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atrienina
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NERVOSO indicato •pecialmente contro la NEURASTENIA, LISTER1A, L^IFOCONÜRIA.
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GIOVANNI, Direttore delia Clinica Medica delia
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COLONIALE 900000000000000
IL PASQUINO
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rappresentata la será dei 9 marzo
di chiuse a chiave nella stanza il
1842.
Solera, giurando di non volerlo
II successo dei Nabucco cominscrita
preghiera
liberare se non
alie prove.
ció
ta. Ed il Solera, sbuffando, produrante le prove il teatro
Giá
testando, non usei da quella caera, per cosi dire, messo in rivomera prima di aver consegnata a
luzione da una musica di cui fino
Verdi la preghiera di Zaccaria.
allora non si aveva alcuna idea.
consacrare
L'opera che doveva
II carattere ne era talmente nuodeia fama di Verdi e schiudergil
vo, lo stile cosi rápido, cosi insoíinitivamente la porta áurea delia
li to, che lo stupo_ce era generale .
celebritá, fu, come suoi dirsi, ad
che, cantanti, cori, orchestra,
e
al
essere
un pelo di non
presentata
all'udire
quella musica mostravagiudizo dei pubblico.
no un entusiasmo straordinario.'
Verdi 1'aveva tutta terminata
Ma v'ha di piú.: era impossibile
fino dal principio deli'inverno dei
lavorare in teatro, al di fuori dei1841, e si teneva sicuro che l'imla scena, all'ora delle prove;
in
presario Merelli 1'avrebbe data
giacché impiegati, operai, pittori,
quella stagione alia Scala.
lampionai, maechinisti, elettrizzati
Ma il Merelli non s'aspettava
da quei suoni, lasciavano il loro
davvero
avesse
che il maestro
compito, per assistere a bocea alacompiuto in ogni sua parte un
perta a ció che si faceva nella
voro delia mole dei Nabucco. Per
scena.
ció, quando Verdi ando ad annunMa tutto ció non era nulla riera
spartito
ziargli che lo
pronto
al trionfo delia prima rapspetto
asper 1'andata in iscena, rimase
presentazione.
sai imbarazzato.
Difatti 1'intera serata non fu
Nel cartellone delia Scala egli
che un lungo trionfo pel compoaveva giá annunziato la Maria
sitore.
Pallida, di Donizetti, la Saffo, di
II pubblico si mostrava meraPacini e YOdalisca, dei maestro
vigliato e ad ogni istante gli apNini.
plausi e le grida scoppiavano con
Come poteva venir fuori con
calore indicibile. II finale dei
üh'ópera nuova?
primo atto, in ispecie, fu 1'oggetCera da suscitare un vespaio,
to cli una manifestazione inaudimassime con 1'autore delia terza,
ta di entusiasmo, e tale che non
al quale premeva acquistarsi fama
se ne ricordava di eguali.
mercê un buon successo.
La será delia terza rappresenE il Merelli, con tutti i riguartazione dei Nabucco, Verdi ebbe
di possibili, si provo a rimandare
da Merelli 1'offerta di scrivere
il Nabucco ad altra oceasione.
"Io ero
per la Scala 1'opera d'obbligo deigiovine, cosi narra
la prossima stagione. In questa
Verdi, avevo il sangue vivo e
oceasione 1'impresario presentó al
scrissi una seioeca lettera al Memaestro un contratto in bianco:
relli, nella quale esalavo tutta la
"Dopo un successo come quelmia collera... Confesso che, aplo che hai ottenuto teste, non pospena scritta e mandata quella letso dettarti delle condizioni: sta a
terá, ne provai corne un rimorte di fissarle. Completa questo
so... temendo che, a quel modo,
contratto: ció che vi scriverai saiutto fosse rovinato per me!
rá eseguito."
Certo quella lettera poteva ave"I LOMBARDI ALLA PRIMA
conseguenze
funeste
per
re avutó.
dav1'arte, se il Merelli non fosse
CROCIATA"
vero stato la fenice degli impreInnamorato.del soggetto, lavosari.
ró rapidamente, e meno di un anInvece d'adontarsi, di stizzirsi,
no dopo dei Nabucco, i Lombardi
il Merelli che fece?
andarono in iscena alia Scala.
Pubblico un secondo cartellorie
La prima rappresentazione di
e fra le opere da darsi alia Scala
quell'opera fu data la será dellil
vi aggiunse il Nabucco.
febbraio 1843.
Quest'opera pote, cosi, essere
pf r consenso generale, al glorioso
Verdi, prima ancora che giungesse a meta quel secolo che egli doveva poi dominare fino alia fine.
La prima rappresentazione deiYÉmahi fu data al teatro delia
Fenice la será dei 9 marzo 1844,
e come fu giá detto procuro un
nuovo trionfo a Verdi.
E' impossibile farsi un'idea dei1'entusiasmo patriottico che sveglió YÈrnani.
II coro famoso: Si ridesti il
leon di Castiglia, era una troppo
chiara allusione alia rivolta latente contro 1'austriaco oppressore,
per non esser compreso dagfitaliani anelanti i dí dei riscatto.
E la scena suecessiva, nella quale Cario V perdona a quanti congiurarono contro di lui, suscito
tali deliri e creó tanta benéfica
agitazione contro gli stranieri, che
le polizie dei governi dispotici dai
quali era allora dominata lTtalia,
presero di mira 1'audace musicista, causa di un fermento pericolosissimo.
Ma Verdi diventava intanto l'idolo degli' italiani, i quali si accorgevano che con la sua stupenda musica egli bandiva una poderosa crociata per la liberta contro la tirannide.
Desta peró meraviglia che con
tutto il risentimento delia polizia,
e specialmente dell'austriaca, l'Èrnani ottenesse una splendida accoglienza nientemeno che a Vienna,
ove fu rappresentato sotto gli auLe richieste di nuove opere non
anzi,
ché,
davvero,
spici di Donizetti.
gli mancarono
sanon
da
Non é peró a credersi che dopo
gliene capitarono tante
ai
rispondere
cosa
nemmeno
VErnâni Verdi credesse di aver
per
richiedenti.
toecato 1'apice delia gloria.
Vinse l'impresario delia Fenice
Tutt'altro. Nessuno registro
di Venezia, il quale ottenne la
sua parola o narro qualche
una
primizia dei quinto spartito, Topeche dimostrasse essersi
atto
suo
ra famosa che diede il suo nome
egli inorgoglito al punto da riteall'anno in. cui venne rappresennere di non avere, d'allora innantata, il 1844, 1'anno deir._n.aH..
zi, che a pres.entare un lavoro al
L'opera potente e gagliarda ebpubblico, perché questo dovesse
be un successo straordinario: fu
senz'altro accoglierlo con applausi
rappresentata súbito fra la febe ovazioni.
bre dell'entusiasmo nei teatri di
Ed eccolo dar mano ai Foscari,
(juattordici cittá italiane.
compie con una rapiditá proche
Verdi era ormai solo. Morto
tanto da metterli in iscedigiosa,
Bellini, morente Donizetti e sonna al teatro Argentina di Roma
necchiante Rossini, lo scettro deila será de 3 novembre 1844.
la sovranitá era ormai passato,
L'aspettativa era immensa. Alle tre pomeridiane dei giorno fissato per la prima rappresentazione
la folia assiepava giá le porte deila Scala. Alia será corsero fra le
file stipate degli spettatori brividi
di-commozione e cTentusiasmo.
II successo fu fors'anco superiore a quello dei Nabucco, e dal1'indomani per tutta la penisola
divenne popolare il coro dei erociati: O signore dal tetto natío,
quanto giá lo era quello degli
ebrei: Va pensiero su Vali dorate.
Con ,quest'opera Verdi divenne
il padrone delle scene italiane.
Tutti i grandi teatri fecero a gara colla Scala per avere la sua
nuova opera.
Al successo dei Lombardi fu
potentissimo ausiliario il momento
in cui questo quarto «partito venne al giudizio dei frequentatori
dei massimo teatro milanese.
II lievito delia rivoluzione era
allora in tutti gli animi dei patrioti italiani, che coglievano a
volo ogni parola, ogni frase, ogni
strofa, alludente al riscatto delia
dominazione austríaca, borbonica
o papale.
E nei Lombardi né parole, né
frasi, né strofe mancavano davvero.
II sopracitato coro dei crociati,
che lo rese il beniamino dei pubblico, ne fu la prova.
MALATTIE DELLA DIGESTIONE
Dott. CBRLO ASG0L1
único che
Snecialista ner le malattie dello STOMACO e deglTNTESTINI;
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AbiWato
c„TtfusWamemTle malattie della DIGESTIONE.
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CCCC«í:««€«CCCCC IL PASQUINO COLONIALE O
Le note sgorgarono come d|
una fonte, dalla fantasia dei compositore la cui mente era piena
di af fascinante melodia.
Puó dirsi che 1'opera costata
mirior fatica a Verdi fu questa.
Egli, pel primo, deve esser rimasto meravigliato nel vedersi giunto ai termine di una partitura di
non lieve mole e che doveva farsi
giudicare in uno dei principali
teatri dTtalia.
Poço manco che alia prima recita 1'opera non fosse terribilmente fischiata.
* Salvatisi, i Foscari, per un vero
miracolo alia prima, ottennero il
plauso loro dovuto alia seconda
rappresentazione, durante la quale
si ripeterono gli entusiastni dei
Nabucco, dei Lombardi, deH'£rnani.
UNA SOSTA
Dopo i Foscari, 1'astro di Verdi che aveva in quattro opere
brillato di fulgidissima luce, parve impallidire.
Quali le cause di questa specie
di decadimento?
Alcuni vogliono darne colpa ai1'affaticamento soverchio dei cervello sempre in cerca, nel brevissimo periodo di tre anni, di nuove melodie, di espressioni drammatiche, di frasi affascinanti, di
accenti appassionati o minacciosi,
di note elettrizzanti e di arie trascinanti all'cntusiasmo e ai delirio.
Altri ne attribuiscono la colpa
alia mancanza di libretti, che, ai
pari di quelli dei Nabucco, dei
Lombardi, delYErnani e dei Poscari lo avessero sedotto ai punto
da non. farlo vivere che in essi e
per essi.
Comunque, dalfaGiovaniia d'Arco fino ai Macbeth, Verdi non
produsse che opere scadenti e non
degne di lui.
Né miglior sorte ebbe VAlzira,
che nemmeno sei mesi dopo la
Giovanna d'Arco venne rappresentata ai San Cario cli Napoli il
12 agosto 1845.
L'"ATTILA"
WmÍIIÍL
^^$f§fllÍmmaLmm\
t
// monumento a Verdi a Trieste
tato dal popolo delia penisola come il maestro delia rivoluzione.
Lo stile di Attila é quanto di
piú baroeco si possa immaginare.
Ma in quel baroeco preme tal
forza, tale impeto di sentimento
da non trovare facilmente riscontro in altre opere dei Verdi, comprese anche le migliori.
"Cotesto impeto, appunto, mandó in visibilio il pubblico delia
Fenice la será dei 17 marzo 1846,
prima quando Forcslo canto:
Cara pátria, giá madre e reina,
Di possenti, magnanimi figli,
Or maceric, deserto e mina,
Su cui regna silensio e squallor!
Ma daWalghe di quc.sti marosi,
Qual risorta fenice novella
Rivivrai piú superba e piú bella
Delia terra e deWorbe stupor!
poi agli accenti di
volta ad Attila:
Odabclla ri-
Mentre i guerrieri corrono
come leoni ai brando,
stati lc tue donne o bárbaro
sui carri lagrimando.
Verdi se ne consolo scrivendo
VAttila, pieno cli fede nella riuseita dei suo nuovo lavoro.
Questa volta il Solera aveva
Ma noi donne italiche,
avuto un'ottima idea.
Cinte di ferro il seno,
Attila, il bárbaro re degli Unni,
Sul
fúmido terreno
che scende come il "Flagello di
Sempre vedrai pugnar.
Dio", alia testa d'un torrente
umano, sulla sventurata Itália, see quindi all'aria di Ezio che tergnando col ferro e col fuoco la
mina coi versi:
strada percorsa e portando ovunque la desolazione e la strage, AtAvrai tu 1'universo,
tila, che quantunque rotto a Charesti 1'Italia a me!
lons ciai guerrieri comandati da
Ezio, ad onta dei prodigi di vaA questo punto proruppe da piú
lore degli italiani, procede innandi duemila petti un solo, formizi vittorioso, era un soggetto trop- . dabile: "A noi PItalia, a noi!"
po tentatore per Verdi, giá saiuE quell'urlo non puó non aver
un'eco a Vienna dove con oechio
vigile si seguivano tutti i sintomi
/
BOAS MÃES
annunziauti 1'avvicinarsi cli quelV05505FILHÒ5
Furagario che, giorno per giorno,
temDores?
scoppió due anni dopo con le famose Cinque giomatc di Milano.
u5ae 5mpwtr&*
In un momento VAttila divenne
popolarissimo.
PHENIX^
BÍVw''flnw^
Da un capo all'altro delia pénisola itálica si anelava di udirne
le note eccitanti alia santa ribellibne, di ripeteme i fatidici versi
che mettevano fiamme nle sangue
che spingevano a rompere gli indugi e ad impugnar le armi per
la cacciata dello straniero dalle
nostre contrade!
Inutlie dire che in pochi mesi
la fortunata opera era conosciuta
in tutte le principali cittá dello
" stivale", e
portate dal vento deila riscossa echéggiarono per monti e per valli le strofe verdiane,
ponendò un palpito in tutti i cuori, inspirando in quanti le udivano il piú terribile ódio contro gli
oppressori.
A Firenze, dove s'era recato per
VAttila, il maestro strinse amicizia con Giuseppe Giusti, con Giambattista Niccolini, con Gino Capponi, con Andréa Maffei e con
1'illustre scultore Giovanni Dupré.
E fu nella gentile cittá dei fiori
che Verdi scrisse e dette alia luce Machbet, conseguendo un uovo trionfo ai teatro delal Pergola.
OLTRE I CONFINI DELLA
"
PÁTRIA
II rumore delia gloria dei maestro ha varcato le frontiere: in
Francia imperano Rossini, Meyerber, ma giá si parla dei maestrino
di Busseto.
Tuttavia egli non arriverá ai
pubblico francese prima di avere
avuto la sanzione di un altro gran
pubblico, 1'inglese, che ne applaude i Masnadicri (Maffei), il 22
luglio 1847, nel teatro delia Regina a Londra.
Pochi mesi dopo, il 26 novembre, eccolo a Parigi, all'Accademia Reale, con Icrusalcm, che non
é altro che / Lombardi, con un
nuovo libretto (Rover e Vaez) c
coll'aggiunta di pezzi e di baila-
bit".
II Cor saro, iníclicissima opera,
scritta assai di malavoglia, sopra
un cattivo libretto, di cui il Piave aveva tolto il titolo e 1'argomento dalla leggenda di Byron,
ando male, malissimo anzi, a Trieste.
Verdi non volle né recarsi a
sorvegliare le prove né assistere
in iscena, e non si troaH'andata 'presente
all'insuccesso.
vó perció
Si era giá alia fine deli'anno
memorabile, dell'anno delle epiche
battaglie per 1'indipendenza nazionale, dell'anno che aveva veduto
1'eroismo dei milanesi nelle Cinque giomatc, dei toscani a Curtatone e a Montanara, dei bresciani, dei siciliani, di tutti, insomma,
gl'italiani, che, finalmente, avevano potuto misurarsi sui campi di
battaglia cogli abborriti nemici.
Altri cimenti, altre pugne si apparecchiavano.
Gli avvenimenti incalzavano,
specialmente a Roma, ove era stata giá proclamata la Repubblica,
Verdi dette La battaglia di Legnano.
Nessuno puó immaginarsi nulla
di simile alia prima rappresèntázione delia Battaglia di Legnano.
Nessuno puó farsi nemmeno una
pallida idea dell'entusiasmo di
quella será ali'Argentina.
l/EVOLUZIONE
VERDIANA
Non era ancor cessata 1'eco degli applausi e delle acclamazioni
frenetiche colle quali la Battaglia
di Legnano, divenuta come un inno nazionale, aveva procurato ai
suo autore un'immensa popolaritá, che Verdi poneva in iscena a
1849)
la
Napoli (8 dicembre
Luisa Miller.
Con quest'opera il maestro si
scostó dalla música che gli aveva
dato fama e cominció quell'evoluzione accennante alia sua secon^
da maniera, cioé a una divers"
tendenza, un diverso concetto nel
modo di comporre dei maestro.
Nella Luisa Miller apparisce
una maggiore individualitá ai personaggio, un maggior diletto per
le orecchie dei pubblico, una maggior leggerezza alle cantilene e la
riesumazione dei parlanti.
Non si comprese quindi come
e perché a quest'opera che si annunziava come 1'avanguardia di
una serie di lavori piú ponderati
e piú dotti dei Nabucco, dei Lombardi, àúYErnani, delVAttila, dei
Foscari e delia Battaglia di Lcgnano, tenessero dietro quello
sciagurato Stiffclio, datosi ai Co- '•,
munale di Trieste, nel novembre
de 1850.
IL CAPOLAVORO
Oramai Verdi era arrivato ai
punto fatale.
LTtalia, 1'arte mondiale aspettavano dal suo gênio il capolavoro,
1'opera per eccellenza che superas-
Donato & Mondino
— FABBRICA DI CORONE —
(Biscuit, Celluloide, Metallo, Panno)
Vendesi anche ai dettaglio
Alam. Barão do Rio Branco, 2
(Largo Guayanazes)
JK^ÍS&>5^
r,., ,'^yjy '^XA^.
—
s.
PAULO
—
...-íT-ivs.y ¦j,m^.'
\
WBWWBWaW^^
&kl^^
se di gran lunga tutto ció che di
migliore egli aveva fino allora
prodotto.
Ci voleva qualche cosa che sopravanzasse d assai e il Nabucco
e i Lombardi e YErnani e i Foscari e VAttila e gli altri ritenuti
non inferiori a questi quattro acclamati spartiti.
II capolavoro s'imponeva.
Da un pezzo il maestro aveva
volto il suo pensiero al potente
dramma di Victor Hugo Lc roi
s'amuse; e, iinpegnatosi a dare
un'opera nuova al teatro delia Fenice di Venezia, dette incarco al
Piave di preparargli un libretto
su quel sogetto.
Piave acme-tó e consegnó ben
presto, a Verdi, La maledicionc o
Viscardcllo, tanto per mutare il
titolo al Roi samuse.
E qui cominciarono le dolenti
note.
La polizia, che aveva giá ingollato tanti bocconi amari con lc
precedenti opere cli Verdi, creó'
una infinita cli ostacoli alia rappresentazione di questa, col non
volere né il re Franeesco I in
.iscena, né il suo buffone, né la
favola dei poeta francese, né il
titolo imposto al nuovo melodramma.
Un impiegato di polizia, certo
Martello, propose airimpresario e
al poeta un ulile espediente: rinunziarc al re Franeesco I, che
portava un nome troppo- vistoso
e capace di prestarsi a noiose allusioni, prendendo invece il nome
cli un principe italiano delle signorie estinte: rinunziare alia
Maledizione, titolo troppo sonoro,
e usare a tal uopo il nome dei
buffone: quest'ultimo poi non dovendo essere piú Triboidet, buffone di Franeesco I, tramutarlo
in Rigolctto ch'era schietto italiano, e sarebbe poi stato come dir
zuppa al pan molle.
Cosi aggiustate le cose e persuaso, non senza fatica, il Mãestro a contentarsi dei cambio, si
ridusse questo a Busseto, dove,
nello spazio di quaranta giorni,
scrisse tutto lo spartito, dalla
prima all'ultima nota, e ritorno
poi a Venezia per le prove.
il
fu rappresentata
L'opera
giorno 11 marzo 1851: interpreti
la Brambilla e la Casaloni, il Mirate, il Varesi e il Ponsú, con
enorme suecesso.
LE OPERE
PIU'
POPOLARI
Due anni rimase in silenzio,
Verdi, dopo il Rigoletto.
Ma quel silenzio non era causato da desiderio di riposo o da
svogliatezza di lavoro.
Sopra un libretto che Cammarano aveva tratto da una novella
dello spagnuolo Gutierrez, il maestro stava scrivendo la sua opera
piú popolare, cioé il Trovatore,
che il 19 gennaio 1853 alPApollo
di Roma destó vero fanatismo,
ed ebbe poi in tutti i principali
teatri un esito colossale.
L'opera ebbe súbito una accoglienza entusiástica ed acquistó
una popolaritá forse piú grande
dei Rigolctto.
Dov'é, infatti, un'opera che ab-
mmm
'A
,M>'
IL"
PASQUINO CQI_ONIALEMWOBOB«OOCCtof»
nel teatro Imperiale di Pietroburgo (10 novembre 1862), non
fu troppo lusinghiera, e invece
Nel 1857 fece la sua comparsa
entusiástica fu l'accoglienza dei
il Simon Boccancgra, cli cui il
pubblico italiano quando 1'opera
Piave aveva tolto 1'argomento dei
— corretta nel libretto di Piave,
Ficschi dello Schiller.
dal Ghislanzoni, e ritoecata nella.
Fu il pubblico delia' Fenice che
musica — venne, nel 1867, rapgiudicó la ventunesima opera di
presentata alia Scala. Né essa
Verdi, la quale, sebbene di non
cesso mai .di essere una delle piú
comune valore artistico, non ebbe
in
popolari di Verdi, da allora
lieta fortuna, per colpa principalpoi, in tutti i teatri delia penimente dei libretto troppo malincosola.
.
.
nico e tetro.
dei destino fimla
Forca
Con
Invece il Bailo in Maschcra che
.ce veramente il primo periosegui, suscito entusiasmo fin dal
do delia vita artística di Giusuo primo apparire (Roma, Apolseppe Verdi comprendente ventilo, 17 febbraio 1859) e, rappresendue opere, mentre col Don Cartato poi a Parigi nel 1861, riusci
los comincia il secondo a cui ne
anche ad ottenere una critica beappartengono solo quattrb.
nevola dallo Sendo, che aveva acFra le due opere corrono cincoito i piú acclamati fra i preceque anni, interrotti soltanto daldenti spartiti con riserve e bia1'intermezzo di una nuova ediziosimi.
ne dei Macbeth, allestita pei teaMa il Bailo in maschcra ha putro Lirico di Parigi (17 aprilere la sua storia. La primizia dei1865). E il Don Carlos, che vie1'opera nuova di Verdi era dene
dopo questo período di raccostinata, anche questa volta, a Naglimento, risente le traccie di una
poli,- e giá erano cominciate le
maggior ponderazione: ma forse
prove, quando giunse l'annuncio
appunto perché meno spontaneo,
dell'att.entato de Felice Orsini. *
non puó gareggiare cogli altri,
spartiti, che sono balzati qua e lá
í. forza e d'improvviso dei magico cervello.
Poço prima che il Don Carlos
andasse in iscena, moriva a Busseto il padre di Verdi.
. Calmato un po' il dobre e costretio dal gravíssima impegno
assunto, Verdi riprese le prove
dei suo spartito, istruendo • non
solo 1'orchestra e i cantanti, ma
anche le masse.
Finalmente 1'11 marzo 1867, il
Don Carlos ando in iscena.
L'esi.0, quantunque lusinghiero,
non fu quale 1'autore se lo aspettava.
'
Un nuovo dolore doveva intanto esser riserbato a Verdi, dopo quello per la morte dei padre
avvenuta sei mesi prima.
Nel luglio dei 1867, in Busseto,
spirava Antônio Barezzi, il setmmmÊmmim^mwm^m^mmm^mimmÊmimim^mmmWÊmwmm^^^^^^-'-—'
condo padre dei sommo musicista.
La cripta nella Casa di Riposo
Verdi, avvertito delia grave malattia deli'ottimo vecchio, corse a
Busseto, e lo trovo agli estremi.
La censura borbonica penso che
— Fatele a voi medesimo ed ai
"/.Hora — scrive il Lessona —
il momento non sarebbe stato
vostri compagni, che, come voi,
levati gli oechi Verdi si vide daopportuno per 1'esecuzione di un
non hanno capito la mia musica!
sceneggiato
é
vanti
aperto, il pianoforte su cui
cui
melodramma in
ediziodallo
aveva suonato le prime note.
La rivincita fu offerta
un regicidio (nella prima
" Spinto da un interno sentistesso pubblico veneziano l'anno
ne il personaggio che fu poi chiamento indefinibüe, scattó in pieçeguente. II pubblico dei teatro
mato Renato era il re svedese
rapla
l'opera,
vietó
mise le mani sui tasti e quelle
riudendo
ne
e
di,
San Benedetto,
Gustavo III),
cocon
stanze silenziose dove aleggiava
rappresentata questa volta
presentazione. Nacquero proteste,
II
la morte risuonarono ad un tratstumi d'altro secolo, aperse la sediatribe, sommosse popolari.
to dei canto degli ebrei piangenti
rie dei suoi trionfi.
maestro non cedeva alie esigenconvoleva
in ischiavitú la pátria perduta.
che
ze delia censura,
Per le scene deH'Opera di Pa" II morente si scosse, : aperse
il
cambiato
e
servata la musica
rigi, su libretto dello Scribe e dei
soggetto, e il popolo seguiva per
gli oechi, atteggió il volto ad un
Duveyrier, Giuseppe Verdi comsorriso, e tento levar le mani co-.
le vie acclamandolo. E il W Verpose i Vcspri Siciliani.
asad
allora
me a benedire, susurrando:
forse
di cominció
"— Oh! mio Verdi! mio Vernon
di
che
soggetto
significato
d'un
La scelta
sumere il doppio
di!
doveva andar troppo a sangue ai
omaggio al Maestro e di aspira"
francesi, parve audácia inconcepiQuelle furono le sue ultime
zione a V. E. R. D. I. (Vittod'Italia).
re
bile.
Emanuele
parole."
rio
ció
L'"AIDA"
Ma il pubblico dell'Opéra,
IL SECONDO PERÍODO VERmalgrado, non fu avaro di plauso
Fu verso il 1870 che Ismail paDIANO
al bellissimo lavoro che, affidato
sciá, il famoso kedivé d'Egitto,'
La Forza dei Destino segui a
cila Cruvelli, alia Sannier, a Gueyotla
prego il maestro di scrivere una
pridistanza di tre anni e per
mard, a Bouchée e a Obin,
opera pei grande teatro dei Cai-tenne uno dei maggiori suecessi* ma volta fu rappresentata in
ro e lò invitava nel tempo stesso
Rússia. Ma 1'accoglienza fattale
che sia possibile immaginare.
bia avuto tante rapprescntazioni
quante ne ha avuti il Trovatore,
dove i tenori gareggiavano nel far
sentire il do di petto nella famosa
pira?
La Traviata, la quale segui a
breve distanza il Trovatore (6
marzo 1853, Fenice di Venezia),
non ebbe da principio sorte altrettanto felice e promet.en.e.
La prima será, anzi, caddc ciamorosamente, e Verdi scriveva al1'amico Muzoi, maestro di musica,
il famoso biglietto che fu súbito
pubblicato nella Gaszetta musicalc )15 marzo 1853) :
" Caro Emanuele,
"La Traviata, ieri será, fiasco.
La colpa é mia o dei cantanti ?...
Non so nulla. II tempo giudicherá. — Sempre vostro G. Verdi".
Non ci volle molto perché risultasse che la colpa era tutta dei
cantanti. La será stessa dei fiasco, Verdi lo aveva dichiarato bruscamente al baritono Varesi che,
avvicinatolo per presentargH le
proprie condoglianze, si senti rispondere:
•^^^^^^^^^^^^Smmm^^mmmmmm^Mã
v_vvvu'A'_u'A"Â',Â''à'_'A"4'WVVVV'è'VVVVV''|!'f^
_"___¦'___*<-*? *___.*_¦_.'___. 'a"a"í
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^^^^^™*^^*J?^^^^^^^_____!_H__^^^^^
___^_w_w._^
PASQUINO COLONIALE'
a voler indicare.le sue condizioni.
Giuseppe Verdi rispose accet- ...,tando e chiedehdo un compenso
di quattromtla sterline (centomila franchi) i naturalmente yolle,
;
prima di conchiudere definitivamente, che gli si facesse conoscere il soggetjto che avrebbe dovuto musicare.
Dopo le prime trattative, venne
presentato al Maestro un abbozzo
dei librettoj piú tardi ebbe tutta
la tela leggendaria che era stata
preparata da Mariette-bey, 1'illustre egittològo francese.
A Verdi: 1'argomento piacque:
incaricó allora il Ghislanzoni di
vérseggiarlò; contemporaneamente si afíidava al poeta Du Locíe"
1'incarico di tradurlo in versi
francesi.
II Maestro si inise súbito all'opera; fece alcune corfezioni al
libretto e svolse specialmente la
scena dei giudizio di Radamés.
Nello schema inviatogli, il giudi- •
zio era accennato soltanto, come
incidentalmente; il Verdi comprese invece quale partito si poteva
trarre da quella drammaticissima .
situazione, e scrisse, in prosa, tutta la scena quale figura nell'opera, che ottenne fin dalla prima sera un effetto prodigioso; nulla
di piú suggestivo ed impressioiiante di quell'uomo amato, sotto
giudizio in fondo ad un tempio
sotterraneo, abbandonato alia ferocia di giudici implacabili, ^ mentre la dónna amante é in iscena
e interrompe colle sue grida angosciose la lontana eco dell'interrogatorio e delia condanna.
La prima rappresentazione ebbe luogo il 24 dicembre dei 1871
âl teatro Kediviale dei Cairo.
Fu un avvenimento artístico di
importanza e dMnteresse mondiale.
.,- I cronisti dell'epoca scrivono
che la curiositá, la smania nel
pubblico egiziano di assistervi,,
erano state tali, che, da una quindicina di giorni, tutti i posti erano accaparrati e, all'ultimo momento, gli speculatori fecero pagare a peso d'oro i palchetti e
gli scanni.
II teatro era zeppo molto tçhipo prima che lo spettacolo incominciasse: le signore occupavano
in gran numero i palchetti e nessuna venne fuori di tempo a turbare 1'attenzione coi chiacchierio
Programma per TiDaugQrazfonc dei momii ento aVerdi
i
rir
-
Ecco il programma completo delle feste che saranno svolte
il 12 corrente in oceasione dell'inaugurazione dei monumento a
t,'
;g
Giuseppe Verdi:
Paolo.,
ch
S.—
bande
delle
Passeggiate
Alle 8 1|2
"Nabucco".
AHe 9 — In piazza G. Verdi, coro dei
Consegna dei monumento al sig. Prefetto Municipale, fatta
dal Regio Console Generale d'Italia. Tutte le bande musicah
piazza suoneranno gli
che si daranno convegno nei pressi della^ "Lombardi".
dei
il
coro
ed
inni italiano e brasiliano
TEATRO MUNICIPALE
- ORE 9 POM.
PRIMA. PARTE
Conferenza dei prof. Arrigo Leone Minto.
SECONDA PARTE
Concerto vocale-strumentale — Maestro direttore Francesco
Murino. Orchestra di 60 Professori dei Centro Musicale.
Sinfonia — orchestra.
Siciliani" —"Caro
1 _G. Verdi—" Vespri
"Rigoletto" —
nome" ária — so2—G. Verdi—a)
Sibillo.
signorina Carmen
prano —"Rigoletto"
"Tutte le feste al tempio" — duetto
—
b)
Gilda-Rigoletto — soprano signorina Carmen Sibillo e baSilvio Vieira.
ritono sig. dott.
"Otello" — "Ave Maria".
4.— G. Verdi—a)
"Pace mio Dio" — ana,
b) "Forza dei destino" —
att0 4o _ soprano signora Giuseppina Bigatti.
— orchestra.
5,_G. Verdi—"Forza dei Destino" — Sinfonia
intempestivo o coi fru&ío degli
abiti.
Cerano donne greche, signore
cli varie nazioni in rieche toileites, e cerano faccie cafte e semitiche con strani berretti, indescrivibilmente goffe per il disaccordo dei colori e per il tipo dei
costumi.
Le donne áélYharem di Corte
oecuparono i tre primi palchetti
a destra, in seconda fila, nasçoste dietro una fitta mussolina
bianca. .
II successo átlYAida fu immenso; ci furono applausi, ovazioni,
grida di entusiasmo e, negü intermezzi, delle discussioni animatissime
Dirigeva 1'orchestra il maestro
Bottesini, il re dei contrabassisti,
1'autore dell'£ro e Leandro, un
musicista illustre, troppo presto
dimenticato.
Gli esecutori erano le signore
Pozzoni-Anastasi e Grossi, il celeberrimo tenore Mongini e i signori Medini, Costa e Keller.
II trionfo delTi-irfa, eseguita in
modo mirabile e messa in isce-
na con lusso veramente orientale,
ebbe una grande ripercussione in
tutto il mondo musicale.
I critici dei principali giornali
d'Europa, recatisi al ^ Cairo per
la circostanza, ne scrissero mirabilie.
Giuseppe Verdi non aveva assistito al trionfo déYAida al
Cairo. Egli aveva scritto " fin dal
luglio dei 1870 ai Piroli: Io non
andró a metterla in inscena, perche temerei di restarvi mummificato."
Era peró presente, sei settimane dopo, la será dell'8 febbraio
1872, alia Scala, quando YAida vi
fu rappresentata per la prima
volta.
L'esecuzione fu sorprendente:
eseguivano la stupenda partitura
la Stolz, la Waldmann, il tenore
Fancelli, una delle piú belle e poderose voei, il barítono Pandolfini, un cantante delia grande scuola, e il celebre basso Maini.
II successo fu semplicemente
colossale; il Maestro ebbe continue entusiastiche acclamazioni.
s/a
BRASITAL
VAida, trionfante sulle migliori scene liriche dei mondo, spiccó il volo pei maggiori teatri.
Súbito dopo Milano venne rapad Anpresentata a Parma, poi indi a
cona, a Perugia, a Roma,
Napoli e in tutti i piu importanti
teatri d'Italia e dell'estero.
A Parigi entro vittoriosamente
nel repertório deli'Opera, ove se
ne dánno frequenti riproduzioni.
Un- particolare curioso e forse
inédito a propósito áéYAida:
Al Cairo l'ppera venne rappre-"
sentata> come si rappresenta anche
attualmente, senza sinfonia.
Ma quando, sei settimane dopo,
YAida venne alia Scala, il Verdi
aveva scritto una sinfonia che fueseguita alia prova generale.
II Maestro la stette a sentire,
poi, alia fine, mentre i professori
d'orchestra gli improvvisavano
una dimostrazione entusiástica,
chiamó a sé il Faccio, direttore
d'orchestra, e gli disse:
Ritiri le parti delia sinfonia;
YAida adrá anche qui, come al
Cairo, senza sinfonia.
II Faccio ed altri tentarono qualche rimostranza, ma il Verdi fu
irremovibile.
Non mi piace — non _ mi
va... borbottó per qualche minuto e la sinfonia fu condannata.
UN PERÍODO DI SOSTA
Dopo YAida il Maestro ebbe
un lungo periodo di sosta.
Pel teatro, rimase muto fino
al 1887, all'anno memorabile in
cui fece rappresentare alia Scala
Y Otello.
Quando nel 1873 morí Alessandro Manzoni, il Maestro, che aveva una vera venerazione pel grande romanziere, offrí al município
di Milano di scrivere una Messa
da reqniem da eseguirsi 1'anno
suecessivo.
Verdi parti quindi per Parigi,
e lá scrisse la Messa che venne
consegnata al tempo prefisso.
L'esecuzione delia maestosa
partitura sacra assurse all'importanza di un grande avvenimento
artístico.
II giorno 22 maggio dei 1874,
la Messa venne eseguita nella
chiesa di San Marco a Milano,
alia presenza di tutte le autoritá
di un numerosíssimo ed affollato
uditorio e dei critici dei maggiori giornali.
Gli esecutori erano la Stoltz,
Capitale realizzato
Rs. 5*ooo:ooo$ooo
Riserve
5*ooosooo$ooo
X/f
iimS4_'--*fc*_f_L Servizio cTimbarco di qualsiasi mercê
VjCZlOnC JTlíiniilIIiw destinata allesportazione su vapori
consegna degli scontrini
di cabolaggio e lungo corso. — Scontrini marittimi anticipati contro
- PnntttaUtà.
delia ferrovia 4F Bapldltá ¦ Eeonomta
is
oifici i
Per ogni e qualsiasi informaxiono n«i nostri
R. Libero Badaró. 109 e 111 - Telef. central 176 S. PAOLO
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PASQUINO C0L0NIALE^>>^>^>>3ggr
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INCOERENZE
la Waldmann, ora duchessa Massari, e gli artisti Capponi e Maini
Dirigeva il maestro Verdi.
II suecesso fu colossale.
II Maestro riveló tutta la potenza delia sua grande anima di
artista.
L'operista af fascinante e sug- *
gestivo s'era trasformato in un
severo e clássico compositore di
musica sacra.
La Messa nella chiesa di San
Marco ebbe tre esecuzioni trionfali: la prima, come abbiamo
detto, diretta dal Verdi, le altre
due dal Faccio che, dopo il Mariani, fu uno dei migliori interr.reti delia musica verdiana.
Tre anni dopo, neirinverno dei
alia
1882, Verdi si presentava
rimanegCarlos,
Don
col
Scala
giato e ridotto.
Al maestro furono fatte accoglenze entusiastiche, ma 1'opera,
cui era stato tolto il bellissimo
primo atto, non ebbe un suecesso maggiore di quello ottenuto
pochi anni prima.
Da quell'epoca Verdi si appartó
quasi dal mondo, vivendo sempre
nella solitudine di Aant'gata. Una
solitudine peró sempre laboriosa
e profícua, perché non é ammissibile che il Maestro avesse in quegli anni abbandonata la tastiera
dei suo pianoforte per dedicarsi
eselusivamente al perfezionamento delia sua splendida tenuta e
per correre su e giú pei mercati
vicini.
Fu verso il 1885 che si cominció a parlare di una nuova opera
che Verdi stava preparando. Poco dopo al vaga diceria divenne
certezza e dalle cosidette fonti
competenti si annuncio ufíiciaimente che il Maestro lavorava assiduamente a musicare YOtello
su libretto di Arrigo Boito.
L'idea cli rivestire di note le
tragiche vicende dei Moro di Venezia non gli era peró venuta alrimpròvviso in quei giorni.
Verdi si era innamorato da un
pezzo dell'Ó/e//o, e di questo suo
innamoramento si trovano le traccie in alcune lettere da lui scritte fin dal 1866 al suo amico conte Arrivabene.
Evidentemente allora 1'idea di
musicare YOtello, che aveva sedotto anche il grande Rossini,
non era in lui che embrionale.
Ma poi, negli anui suecessivi, dopo i trionfi, col Don Carlos e con
YAida, di quella che fu chiamata la sua terza maniera, il Maestro ritorno ai primi amori; e vi
•ritorno con passione rinnovata,
anche perché Arrigo Boito gli
presentó un libretto, tanto diverso dai libretti fino allora musicati da Verdi, di rara potenza lirica, d'irresistibile efficacia dram.matica e modcllato con arte superba sul capolavoro shakesperiano.
IL RISVEGLIO: L"'OTELLO"
"FALSTAFF"
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di S. Paolo. Per il mio centenário,mi
WANTF fi Verdi) • - Vedi come sono incoerenti gl',itaíiarii
non sono stat, capac, d, metmonumento
dcl tuo
há^SbiÜ^âk m»Sf e per Tinaugurazione
^___-—
mia commedia.
tere nel programma nemmeno un canto delia
Fu la será dei 5 febbraio 1887
che si diede alia Scala la prima
rappresentazione àtXYOtello, fra
un'aspettazione enorme.
II grande teatro raccoglieva
quella será le piú elette persona-
litádel mondo, musicale europeo.
Tutti erano ansiosi di sapere
che cosa sarebbe stato questo
Otello, che cosa avrebbero potuto e saputo maturarc il gênio e la
volontá dei Maestro, dopo tanti
aiirii diisilenziò e. quando i soliti
pessimisti avevano giá proclamatq che la sua musa era affievolita e presso ad estinguersi.
L'opera ebbe un suecesso trionfale.
Quel pubblico tanto vario, autorevolc ed esigente fu colpitó da
stupefazione al miracoloso risveglio cli Giuseppe Verdi.
Scala
Dopo il trionfo delia
vitoriosamente
YOtello percorse
le maggiori scene dei mondo; e
dove fu rappresentato dagli artisti stessi che lo avevano creato
alia Scala trascinó il pubblico ad
appjausi deliranti.
UOtello pareva dovesse essere.
1'ultima opera cli Verdi. Lo stesso Maestro alie domande incessantí degli indiscreti, rispondeva
cli avere definitivamente rinunciato al teatro e di volersi godere in pace gli ultimi anni cli vita
che gli restavano.
Ma airimprovviso, nel 1890, si
sparse la notizia che Verdi stava
opera.
ad un'altra
lavorando
dato
fu
ne
ufficiale.
L'annuncio
banchetto
ih
un
cia Arrigo Boito,
di intimi al quale Verdi assisteva.
Fu appunto il Boito che alia
fine cli quel pratízo, brindando al
Grande Maestro, salutó la nascita imminente dei Pancione.
II Pancione era Falstaff.
Nel luglio dei 1891 a Montecatini, dove il Maestro era solito
recarsi ogni anno, nella prima
quindicina di luglio, pressato dagli indiscreti che gli facevan circolo, si lasció strappare questa
confessione:
" Sentite, é una conf idenza che
oramai posso farvi: il Falstaff é
finito, ma... é finito si, ma non
istrumentato".
Un anno dopo anche lo strumentale dei Falstaff era finito.
Fu neirinverno dei 1893 che alla Scala venne data la prima rappresentazione dei Falstaff, esegÜitO da un complesso rnirabile
di artisti sui quali troneggiava il
barítono Maurel, che fu un protagonista ideale e pel quale Verdi
aveva una speciale e ben meritata predilezione.
II suecesso, tutti lo ricordano
ancora, fu clamorosissimo. z
II venerando Maestro, oramai
ottantenne, venne fatto segno a
dimostra^ioni deliranti ;• il pubblicó imponente delia Scala gli tributó onori sovrani; quella serata
memorabile fu la vera apoteosi
di Giuseppe Verdi; apoteosi che
si ripeté poço dopo a Roma ed a
Parigi, dove il Falstaff fu accolto trionfalmente, come lo era
stato pochi anni prima YOtello.
I critici giudicarono diversamente 1'ultima opera di Verdi;
vi furono gli ottimisti e non mancarono i pessimisti che affermarono di non aver trovato nel Falstaff le caratteristiche dei gênio
verdiano; ma l'opera rimase, malgrado tutto, in repertório e bastó, se non altro, a provare tutta
la potenza e la grandiósitá dei
gênio di Verdi.
UULTIMO CANTO DEt CI-
gno
m
*
.^
Non era ancora spenta 1'eco dei
primi trionfali suecessi dei Falslaff, quando si sparse la você
che Verdi lavorava attorno ad
un'altra opera, a quella che sarebbe stata Yultimissima sua pro• duzione.
Vi fu anzi chi arrivo ad affermaré che l'opera era giá molto innahzi; che il libretto era purê di
Arrigo Boito e che sarebbe stata
il Re Lear.
II Maestro si affrettó a smen-
tire queste voei; ma chi lo conosçeva e lo sapeva riluttante alie
indiscrezioni ed a far sapere al
mondo i fatti suoi, scuoteva scetticamente il capo, e non credeya
in modo assoluto alia smentita
dei Maestro.
Ma, pur troppo, questa volta
Verdi smentiva sul serio.
E' certo che al Re Lear, come
¦
a quasi tutto il prodigioso teatro
di Shakspeare, egli aveva pensato quando era giovane ancora;
anzi, uno dei suoi primi librettiil Somma, gli avesti, crediamo 'tragédia
ricamato un
va su quella
non piacMaestro
al
libretto che
que completamente.
E' probabile anche che il Maestro, dopo il suecesso de\VOtello
abbia ripensato al Re Lear e che
Arrigo Boito gli abbia anche presentato lo schema di un libretto
scénicamente e poeticamente certo migliore di quello dei Somma.
Ma 1'idea, ad ogni modo, non
venne concretata mai, e il Re
Lear, come ultimissima opera di
Verdi, rimase un pio desiderio.
Invece il Maestro, ad 86 anni
compiuti,- lanciava al mondo quattro nuovi lavori di carattere religioso: YAve Maria, lo Stabat
Matcr, le Landi delia Vergine e
il.TV Deutn.
¦¦>"
acclainati
furono
Questi pezzi
non solo nelle prineipali cittá .italiane, ma anche a Parigi; e ií- sjiccesso sarebbe . stato certamente
maggiore se il pubblico avesíe.saputo che quello .era i'ultimo: :can;Vto dei Cigno.
II pubblico invece, da qiiflla
tempra gagliarda di Verdi, dâlla
sua vena miracolosa, che crtdeva
uri'áítra
aspettava
inesauribile,
opera; e il Grande Maestro,deve
aver accarezzato negli ultimi suoi
anni il desiderio di accontehtare
il suo pubblico; ma poi doyíette
cedere, vinto dalle leggi inesorabili delia natura.
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1UU-W>.*i^w ''*» '»*' r*n vvri
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IGIENIL'ILLUSTRE SCIENZIATO PROF. E. BERTARELLI, SOMMO
ESPUSTA DI FAMA EUROPEA, VOLLE CONCÉDERE AL GUARANÁ'
MANTE IL SEGUENTE SPLENDODO
CERTIFICATO, CHE INTEGRAL-
PUBMENTE I SIGNORI ZANOTTA & LORENZI HANNO LONORE DI
BLICARE:
I tuna Esié
È UNA BEVANDA ANALCOOLICA
EFFETTIVAMENTE
RACCOMAN-
DABILE NEI RIGUARDI IGIENICI E PER LA BONTÀ DEL SUO GUSTO
E PER LA INNOCUITÀ DEI COMPONENTI E PER LA LOGICITÀ DEGU
INGREDIENTI.
L'ASSENZA DI
FORMIATI, DI MATERIALI CONSERVATIVI E DI
SOSTANZE IRRITANTI O COMUNQUE TALI DA DOVERSI CONS1DERARE MENO ADATTI
QUOTIDIANO, LA RENDONO
AL CONSUMO
PREFERIBILE A BEVANDE S1MIGUARI CONTENENTI MATERIALI DI
QUESTO ORDINE.
Prof. E. BERTARELLI
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PÀSQUÍNO
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SUCCESSO
GLI SFORZI DEL COMITATO CORONATI ""DAL
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/ membri: — Ci sono voluti otto anni, ma finalmente ci siamo!
Uaníma d'Italía nelfopera
dí Giuseppe Verdí
Quando nel febbraio dei 1893 venne a Milano rappresentato Ia prima volta il Falstaff
accorse con a capo Giosué Carducci tutta
1'Itália intellettuale, come se si fosse dato
convegno per festeggiare 1'arte italiana.
Ed i giornali dei dí següente mettevano in
rilievo questa nota, piú ancora dello strepitoso suecesso deli'opera.
Gli é che col Falstaff Verdi, non solo
aveva compiuta 1'opera sua arrivando ad una
sommitá che pareva follia sperare, ma aveva data Ia piú completa misura di quello che
possa 1'anima artística italiana.
Per ben comprendere il valore di questa
affermazione bisogna ricordare le discussioni e le polemiche avvenute neU'ultimo quarto
dei secolo passato, prima delia rappresentazione ddYOtello e dei Falstaff di Verdi.
Col passaggio delle Alpi compmto dal
Lohengrin, 1'araldo delia musica wagnenana
in terra itálica, erasi aperto un nuovo campo
alia critica nostra che sotto 1'influenza delia
critica straniera, specialmente delia tedesca,
discuteva se 1'anima italiana che purê aveva
toecate le piü alte cime nel campo delia melodia, fosse capace di affrontare quella musica polifonica nella quale aveva stesa si
teorizzagrand'ala il maestro tedesco, come
tore e come esecutore.
Veramente questi critici dimenticavano che
da secoli
questa pretesa scuola nuova aveva in Itaha,
gettate le sue prime radiei próprio
come dottrina e come pratica. Intendo parÍare delia gloriosa Comerata Fiorentina e
delia musica dei Palestrina; anche due mamfestazioni dei cinquecento.
Giá dal cenacolo che prese il nome di Comerata Fiorentina era stata tracciata Ia dottrina svolta poi nel secolo passato dalla
scuola tedesca, riallacciandosi, o cercando di
riallacciarsi colla scuola "Veduto
greca. Basta ricorche si tratdare le parole dei Pari:
tava di poesia drammatica, e che peró si doveva imitar col canto. chi parla, stimai che
gli aritichi Greci e Romani usassero un'armonia, che avalizando quella dei parlare or-
dinario, scendesse tanto dalla melodia dei
cantare che pigliasse forma di cosa mezzana... Conobbi, parimenti nel nostro parlare, alcime voei intonarsi in guisa che vi si
puó foiidare armonia; e nel corso delia favella, passasi per altre molte che non si intuonano finché si torhi ad altra capace di
movimento di nuova consonanza... E peró,
si come io non ardirei affermare questo essere il canto nelle greche e nelle romane
L'UOMO DI FORZA DEL COMITATO
;J
¦A
í ¦
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Sacchetti: — C'é voluta tutta Ia mia forza ycr sjrreggerto fino alia fine.
%££^
¦
Sti:
ES»
GàmmtmmmiL pasquino coloniale «^aawaw»^
favelle' usato, cosi ho creduto esser quello
che solo possa donarçisi dalla nostra musica, per accomodarsi alia nostra favella. E
spero che 1'usp delle false sonate e cantate
senza pausa non vi saranno di noia, massime nelle arie piú meste o piú gravi".
airimitaEd U Cascini, purê riferendosi"Nella
qual
ziòtie'delia niusica greca, dice:
spez*
certa
una
usato
io
ho
di
canto,
maníera
zatura, che io ho stimato che abbia dei nobiie, parendomi con essa di essermi appressato quel piú alta naturale favella, non ^ havendo mai nelle mie musiche üsato ahVarte
che 1'imitazione de' sentimenti delle parole."
...Ed il Palestrina,..quel Palestrina al quale
oggi lTtalia ha eretto un monumento nella
al campo delia
nativa Tresseste, tenendosi
'tradotta iii atto la dotmusica sacra, aveva
trina della scuola fiorentina senza conoscerla. In lui la polifonia trova la sua piú alta
espressione. Le voei che s'innalzano a Dio
parlano ciascuna secondo il suo modo di
sentire e la você della semplice donnicciuola
si sposa a quella deiruomo per sjntetizzare
tutta la coscienza di un popolo che si eleva
alta contemplàzione deirinfiiiito. Della musica dei Palestrina, scrive Alfredo Untersteiner: "Nella süa musica é raggiuhta la per-
r
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DOTT. P. A. DELLAPE
Malattie genito-urinarie - Chirurgia ,
Consultório: rua DIREITA, 35, sobrado
Dalle 3 alie 5 pom.
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Tel. 2399 - Braz
fezione della forma, la misura dei bello, non
é mai oltrepassata; egli non abusa dei melismi, non fa uso di armónie strane e ricercate, né di ritmi oràginali e insoliti. II contrappunto e le piú ardue voluzioni non sono
mai scopo ma soltanto mezzo, ed egli, adoperandole sovranamente, non ci pensa neppurê ma tende piú in alto. Da ció dipende
qúeirinfinita dolcezza, religiositá e mite melanconia che ci destano le sue opere, quel
sentimento indefinito di speranza e di aspirazione alie cose alte."
Ma, non ostante gli sforzi di Cláudio
Monteverte e di altri, il sentimento, o meglio, la sentimentalitá italiana fini per^ ave¦re
la prevalenza e la melodia dominó soCimarosa, Paivrana nella ^nostra opera.
una corona
e
tutta
siello, Bellini, Rossini...
che,
italiane,
di nomi e di glorie musicali
peró presentano un lato solo dell'arte musicale, per quanto grande, la melodia.
Verdi parve nella prima parte dell'opera
sua un continuatore della gloriosa, ma unilaterale scuola melodrammatica italiana. Con
Rxgoletto parve avere detta la sua parola piú
sublime, sempre peró restando nella scuola.
I critici francesi vollero vedere un'evoluzione
nell'arte dei grande maestro col Don Carlos
scritto in Francia e per la Francia su parole francesi e poscia néVA ida, scritta per
1'inaugurazione dei Canale di Suez, d'iniziativa francese.
Ma non fu questa la vera e grande evoluzione dei sommo; od al piú fu semplicemente un'evoluzione verso la scuola francese. La vera e grande evoluzione di Verdi
doveva. avvenire molto piú tardi, quando giá
era ritenuto morto all'arte.
Erano passati sedici anni dalla prima rap— se si fa
presentazione dcWAida e Verdi
eccezione di piecoli lavori, specialmente sacri — era rimasto muto al teatro. Molti lo
ritenevano esaurito, mentre egli si; andava
ringiovanendo, andava superando sé stesso,
sempre, peró, cercando in sé le nuove forze,
montando sulle proprie spalle per salire, come disse un critico.
Risorge nel 1887 con Otello. Ma é un
Verdi ringiovanito, rinnovellato delle proprie fronde, ritemprato nelfantica tradizione itálica, il che egli amava ripetere con la
sua prediletta frase: ritorniamo aH'antico.
Alcuni vollero giudicare Verdi nella sua
maniera come un wagneriano e credettero
fargli un elogio dicendo che egli vecchio
seppe dimostrare come il gênio italiano sapéva accogliere e mostrarsi grande anche
nelle forme d'arte degli altri popoli.
Niente di men veritiero e di piú insultante
per la memória dei Grande. Verdi non fu
mai wagneriano. Fu semplicemente Tintegrazione dei gênio itálico, che prendendo le
mosse dalle dottrine della Comerata Fiorentina e dalla terza messa dei Palestrina arriva
alta vetta insuperabile delle Allcgre Comari
di Windsor.
Un biografo di Verdi, che gli fu amico
Bellaigue,
ed ammiratore in vita, Camille"Nella
storia
scrive dei Grande di Busseto:
Mantégut
italiana,.
delParte
della poesia e
distingueva con ragione due Italie: una felice e leggera, quella di Boccaccio e deiTAriosto, di Cimarosa e di Rossini; 1'altra
trágica e dolorosa, quella di Dante, di Macchiavelli e di Michelangelo. Della seconda
Verdi parve da prima, e per lungo tempo, il
figlio ostinatamente cupo. Che dico io? a
settantaquattro anni Otello fu il suo piú
cantava canzon come quelle che uscirono
ta anni, ci diede Falstaff, il suo único capo
d'opera d'allegrezza. Italiano fino allora
nelfetá,
per passione e per violenza, divenne italiano
in cui non si sorride piú facilmente,
ottuagenano
per il bel riso smagliante. Un che uscirono
cantava canzoni come quelle
dalle sue labbra; soltanto due giovani le avevano cantate prima di lui: Mozart; tutta la
vita; il Rossini dei Barbicre di Sivigha a
venti anni.
Allora, avendo compiuto il próprio destino,
Verdi si senti pienamente sé stesso, e totalmente il figlio e l'erede della própria razza. Egli aveva elevato molto in alto, senza
perderlo nelle nubi, il próprio ideale e quelloe
della sua pátria. In luogo di costringerlo
di falsário, 1'aveva magnificamente sviluppato.
Ritto e trionfante sulla vetta, il vegtiardo
suoi piedi non
pote guardare intorno a. sé. I natale;
era beavevano calcato che la terra
LE SIGARETTE
SENZa
COLLA
SONO IDENTICHE
NELLA MISTURA E
NELLA CONFEZIONE
ALLE
MACEDONIA
DELLA
REGIA
ITALIANA
SANIT
wtâ^
V's."s"s."s"A"s"á"A"«"é"«"«"**f
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tíMfr mm
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«wttOBoiir^^
il
pasquino iGoiiONiale ití0mmm\mjAm^
>
ne un'Alpe italiano che il glorioso pellegrino aveva ascesa."
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Oggi in S. Paolo italiani e brasiiiani rendono omaggio a Vereii e fanno bene. Fanno bene perchè in esso onorano il gênio deiIa razza, il gênio della latinitá.
Ma fanno bene anche perchè il monumento a Verdi in cittá brasiliana ha purê un altro significato.
L'affratellamento delle due famiglie, brasiliana ed italiana, che in** questi ultimi tempi
ebbe. si larghe e numerose manifestazioni,
non poteva trovare consacrazione piú pura,
piú disinteressata, piú lontai|a da qualsiasi
sfumatura di materialitá che nella consacrazione dei Gênio.
Coll'accoglienza odierna che il Brasile fa
al Grande Gênio d'Italia, facendolo próprio
cittadino, questo paese ha fatto nel cuore
italiano piú cammino di quanto non avrebbe
potuto fare 1'opéra di migliaia di propagandisti.
j'
A. PICCAROLO
al quale si unisce altitonante il ¦coro.: ^c^.ájj
Cara pátria, giá madre e'regina
'''.4CÃ
'
Di posscnli, magnanimí fitgli,
Or maecrie, deserto, ruina, i.^W-,
tf
Su cuiregna silenzio e squallorl/'
Gl'inni deli'Itália, che anela liberta, sono
Ia gran você deí nostro.. popolo: 1'artista
ascolta,. fa sua Ia vpce ed è trasçinato dal gçnio delia natura popolare che s'agitava. Ed
ecco il Verdi dei período épico, delia pura
italianitá, forte, fiero, audace, come i fatti
'..'
,
dell'epoca.
' ':..
:'
is.
glio incarnato in Giovanna d'Arco che precedette. AttUa, Ia cui musica veemente ed
aspra s'accorda con 1'irruenza selvaggia dei
"flagello di Dio". Il^sentimento patriottico manda in Attila il suo grido. Chi nel1'aria di Odabella, vindice eroina d'Aquileia
e novella Giuditta, non trova 1'impeto di
tante donne italiane dei Risorgimento:
Ma noi, donne italiche,
Cinte di ferro il seno,
Sul fulgido terreno
Sempre vedrai pugnar!
Vibra di pátrio affetto 1'aria di Foresto,
LAVORI
AMEDEO ZANI ED I SUOI
'
¦<;
n
:.\. ¦¦»'..
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¦>¦¦
!
mWm^a&vmm
¥%$?%
KW
VERDI, MUSICISTA DEITINDIPENDENZA DTTALIA
Nella vita politica italiana, al período deile proteste platoniche era sueceduto quello
d'un importante movimento patriottico. La
Itália aspirava ad essere una nazione. Larte teatrale non poteva rimanere indifferente
a questo moto. Delia gloriosa triade degli
•operisiti italiani della prima meta dei seco o
operisti italiani della prima meta dei secolo
XIX, Rossini e Donizetti si erano trasfenti
ve troppo presto: perció poço o nulla essi
dettero al nostro Risorgimento político.
Giuseppe Verdi si puó dire il musicista deiIa nostra rivoluzione. Nella sua prima maniera, come dicono i critici, nella quale conservo Ia struttura e Ia forma dei romanticismo drammatico, infuse tutto il colore e lo
slancio dei suo temperamento ardentíssimo
e sfogó Ia sovrabbondanza delle ispirazioni,
che erompevano dalla fantasia calde e talvolta rudi e violente: ammalió e scosse gh
animi che si preparavano alia riscossa, per
cui le sue composizioni furono gruppo di
saette, liberato da quella mano poderosa sotto il cielo d'Italia, paragonabili alie coorti
di giovani garibaldini.
Nel coro dei Nabucco é tutto un popolo
babilonesi con
piangente su le rive dei fiumi
le arpe mormoranti per dolore: O mia patria, si bella e perduta!
II popolo italiano riconobbe sé stesso nel
dolore degli Ebrei; il prigioniero dello Spiel-il
berg rimpiange Ia pátria in quello che fu
canto storico degli esuli: Va pensiero sull alt
dorate. Alia prima rappresentazione, molti
ufficiali austriaci batterono fragorosamente
le mani, e cosi gli oppressori (oh potenza
della musica, che ci conduce sull'orlo deli infinito, togliendo fra noi le barnere!) si affratellarono con gli oppressi. Ma Ia censura
ecclesiastica e austriaca si fece cauta, ma.il
nome di VERDI fu simboio, e grüahani
¦ trovarono in ciascuna delle lettere componenti le iniziali della espressione: Vittorio
.
Emanuele Re d'Italia.
.
miebenche
Lombardi,
La partitura dei
riore a quella dei Nabucco, destó maggiore
entusiasmo.
naII magnífico coro: O signor, dal tetto
e
tio..., che cantato ha tanti petti scossi bi
inebriati; quelli popolari delYErnam:
"A Cario V
ridesti il leon di Castigla", e
sia golria e onor...", che faceyano balzare
come un sol uomo gli spettatori acclamanti
freneticamente, significavano che il delírio
medei '48 si avvicinava. II patriottismo e
'' &«*[ \m%vÊ?>m%m\ K\
mM$ÊwÊ& mfflÊÈM <''' ¦
Mf/^^^^^^B^ ^ / '' ' •* s *ft ^^S^^^^^^v^S^^Kf^mM^M^m^m^MXk. h
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^^*^55pBBBBJl^^n»**^^'
Com'é noto, fra i bozzetti qui esposti 7
anni or sono pel concorso dei Monumento a
Giuseppe Verdi, ottenne il primo prêmio e
fu quindi prescelto dalla Commissione, quello dello seultore Amedeo Zani.
Amedeo Zani, nato a Rovigo ed emigrato a San Paolo in giovanissima etá, nei 35
anni di sua residenza fra noi, si affermó in
. una s.essantina di lavori fra erme, tysti,
mausolei, ritratti, ecc.
Autore dei monumento commemorativo
della Fondazione di S. Paolo, spenamo
purê autore cli
prossimo ad inaugurarsi, é memória
di João
quello eretto in Santos alia"Partida das MonOctavio e di quello della
ções" in Porto Feliz.
II monumento ad Alfredo Maia, Ia Capdei
pella Siciliano e quello della famigha opera
clottor Eribaldo Siciliano sono purê
Spendiàmo ora qualche parola sull'ultima
sua creazione, il monumento a Giuseppe
Verdi.
Sj-l
1014
Trattato il lavoro in tempo di pace, 1V14,
eseguito a Firenze durante Ia guerra, solo in
quest'anno pote il monumento arrivare Jn
1
.
S. Paolo.
La somma patttíita fu di 46 mila hre Ç30
cambio d'allora) e Ia soja
' contos di reis aí costó, dato il rincaro d|el
fusione a Firenze
• metallo e dei testo in causa della guerra,
¦ lire 85 mila. M ¦':,'." _
};
~ Lo seultore, còn notevoli sacrifizi, pur Sí>•'stenuto dal Comitato, porto n termine ;la
sua opera degna, ne.siai^o certi, della cittá
¦í di S. Paolo alia. quale là colônia nostra |a
'£
¦dono.
,
..
dal conI Amedep,,
'dV Zani dei ..suo lavoro parti.
:di
semplice
lJanrmâ
interpretaYef
cetto
ecalie
piú
Verdi il quale dal nulla arrivo
divina.
dell'arte
cime
celse
v Le linee quindi dei monumento sono concepite nel senso di far risaltare il Gehio
ispiratore piú. che Ia figura dei Maestro.^,
Se qualcuno.troverá modesto il monumen. to in rapporto alia grandezza dei Cigno^di
Bussetor, dovrá anche considerare sui ritodesíissimi mezzi di cui poteva disporre^la
^Commissione. Infine 1'opera d'arte ceve
— N.|;i
dei glorioso Maestro.
non indegna
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Verdi: — Come si sta irá e-1'itâiiàni di S. Paolo?
Garibaldi: — Io sto bene perchè sto lontano da rua 15 Novembre
LE llill Dl iUU
SGORLON E VERDI
— Ma no, fiola mia, el nostro amigo Bepi
non el ze 1'autor dei Mcfistrofele; questa
opera con tanti demoni, streghe e cento altre diavolerie Ia zé stada scritta da un certo
sior Boito, morto anche lu povaretto. Non
te ricordi a Gênova quando li avemo incontrati tutti e due, Verdi e Boito, in piazza
de Ferrari dove tutte le mattine el Maestro
Bepi, quando 1'abitava al palazzo Doria, l'andava próprio con le sue gambe a far Ia spesa
de frutti e ortaglie, perchè ghe piazeva
mangiar ben e solo lui sapeva sceglier Ia
roba bona?
Quello si che el era un orno democrático
pur essendo el piú celebre Maestro dei mondo. Wagner? Ma che Wagner. Con Ia musica de Bepi non se dorme, no, in teatro, se
puol star svegliadi una settimana _intiera
senza sentir el bisogno di andar a letto.
Cosi Pietro intratteneva Ia Nina. Seduto
su uno scalino dei Cinema Central, próprio
di fronte al monumento, sentiva il dovere cli
dar alia sua diletta una lezione sulla vita e
sule opere di Verdi.
E continuava:
— Fra quattro giorni, cioé mercoledí mattina, noi altri due aíl'alba occuparemo questo stesso posto in dove adesso se trovemo
sentadi. Perchè ghe sara moita zente, te me
capisci; chi primo arriva, megio alloggia, e
chi ha tempo non aspetti tempo, come ben
a ragione dizeva mio compare Gaudenzio andando de corsa ad annegarsi nel Tietê. Si,
si, cara; Bepi 1'era un orno de religion. El
de
gá messo in musica perfin el Paradiso
"Miserere"
Dante, el ga scritto el piú bel
che i defunti abbian mai ascoltá: quello dei
"Trovatore" con Ia "pira", l'orrendo fuoco
e i ciganos, poi dopo non dimentichiamo il
" Vergine degli Anbellissimo coro delia
che ci copre tutti col suo manto nella
geli"
"Forza dei Destino" in dove se batte in
duello el frate. Queíla volta anzi ho pianto
in teatro.
Che musica, che musica. Non te digo poi
nada delia siora Violetta Traviata che Ia
more tisica cantando per tegnir allegro el
sior Armando nonché il suo vecchio genitor;
bárbaro crudele di un vecio insemenío.
¦
(IgffifttóttAM • • .-'¦¦¦¦¦¦¦¦¦¦
-
E dove te lo metti el gobbo" Rigoletto"
Vendetta, tremenda
quando che el grida:
vendetta, perchè el Duca de Mantova, quel
sporcaccion, el considerava le donne come le
fosse tante galline mobili con le piume al
vento ?
Ah, Verdi, Verdi! — sospiró poi Sgorlon
con gli occhi verso il monumento ancora coperto — perchè sei morto? I musicanti dei
tuo stampo non i doverian morir mai. Digo
ben Nina?
Zé vero che viveran eternamente le so
opere. Quell'"Aida" per esempio, che Radamés forse per 1'effetto delle lampade dei
teatro, Ia ciamava celeste mentre Ia era negra come el carbon. Meschinetta de Aida che
Ia sognava de tornar con quel farabutto de
suo padre e insieme al guerriero, nelle foreste imbalsamade e le fresche valli. e invece
Ia ze finida sepolta viva in un oscuro porão
e obbligada a cantar anche, perchè se trat-
tava di un duetto col suo fedelé innamorato.
\
Roba da strappar el cuore,
avfia
Ti vedi, Nina, mi per andar a teatro,
commesso perfm un delitto de lesa maesjá,
Lo puó
tanta passion go avudo sempre.
dire 1'" Ernani involami".
Per assister aH'"Oteílo" una volta, a Verona, gó fatto Ia comparsa n teatro vestido
come un principe indiano.
Non lo dimenticheró fin che avró respiro.
Quando Otello che l'era molto raffreddá, el
gá incominciato a gridar alia Desdemona: El
fazzoletto, el fazzoletto; povarazzo l'aveya
próprio bisogno de soffiarse, con rispetto
parlando, el naso, ebben mi dietro le quintíe,
visto che Ia Desdemona non Ia se moveva,
gó buttá in scena ei mio lenço grande, ^a
quadri rossi e turchini. Próprio bello! Ma
quel ' maluco de Otello non se ga neppur dégna dé* toccarlò el mio fazzoletto,' che púr
l'era novo, pulito ed ecco che invece el ya
a strangolar queíla sventurata innocente lassandoghè appena el tempo de recitar una
ave maria gratia plena.
Oh, i negri, i negri!
Basta, non go piú el coraggio oggi de continuar a descriverte simili scene musicali, me
se serra Ia garganta de Ia commozion.
Tornaremo, cara Nina, in questo scalin,
mercoledí per Ia solenne funzion. So che se,
cantará el Coro dei Lombardi, el piú allegrò
coro dei mondo.
Poi se consegnerá el monumento al prefetto municipale, sicché Verdi el deventerà
paulista.
Non vedo 1'ora e el momento che capita
1'istante dei' scoprimento.
Ti vedrá che bello, Nina mia.
Chissá poi i caipiri quando capitaran in
cittá dalla roça come resteran a bocca spalancata davanti al monumento.'
Ghe. scometto che qualche d'uno scambierá el nostro Bepi per Luiz Gama, quello che
tanto gá lavorá per al liberazion dei negri,
ma anche non mancherá chi crederá trovarsi davanti a San Girolamo in meditazione
coll'angelo de drio che sona el chitarrin oantando i salmi. Se sa ben, bisogna compatir
1'ignoranza che ravviva Ia fede.
E adesso, Nina, andemo perchè me piaze
poço el muso de quei due pizzardon che çi
tengono d'occhio come noi altri si fosse de
Ia gente sospetta. Prudenza dunque e strategica ritirata. NASONELLI,
L'" ENCRENCA ALL'OS PEDALE: LE ELEZIONI
DELLA GIUNTA
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"meccanico" o... non essere "matarazziano"?
Amleto Pignataro: — Essere
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ULTIMA ORA
L"'ENCRENCA" AM.'OSPEDALE
¦ Contrariamente a quanto abbiamo annunciato nelle
Poiiiformazioni... ufíiciali della colônia (Piceola
dei
membri
scaelezioni
le
avvenute
sta) non sono
duti della Giunta deirOspedale Umberto I.
La riunione consigliare, che doveva aver luogo
ad un piano stragiovedí, ando deserta in seguito
tegico antinapolconico che sorti pieno effetto. Quasi tutti i consiglieri furono sequestrati nelle loro .
case, ílegati cd imbavagliati. Qualcuno che si azzardó ad uscire venne rapito in autoniòbile ed uno
perfino in acroplano.
Questo é il prodromo di una piú aspra battaglia
che si annunzia per la reiidnchc.
Non é improbabile che al Consiglio attuale venga
aomministrata una buona dose di Pagliano per provocarne lo scioglimento cd indire le nuove ele-
zioni.
I~fj
Quest'a'ltra" settimana daremo tutti i particolari
¦ ,.':¦/.
¦
delia... situanone.
l/ULTIMO OMAGGIO
BORLA A DANTE
Un pochino in ritardo, ma non per colpa
sua — ah, quelle dogane hanno próprio bisogno di una spazzatura generale — Tavvocato Ermanno Borla, a tempo perso nostro
collega della stampa, ha voiuto celebrare il
centenário deli'Altíssimo Poeta, nientemeno
che con una indovinatissima esposizione di
arte fiorentina.
— Ho sacrificato -- ci disse senza sentrrsi
tremar le vene e i polsi — ho sacrificato,
capite, tutte le soddisfazioni morali e tutti
i vantaggi economici che fino alla visita dei
Principe Aimqne io m'ebbi dal giornalismo
piú o meno militante/per dedicare ogni mia
cura aireducazjgfie artística dei connazionali
cd affini in Mpta nostra San Paolo; la
quale mercê nW dovrá pur diventare o per
amore o per forza'TAtene, la Mitilene o
1'Acetilene della Confederazione dei rutilante Cruzeiro che Dante fece vedere al
saggio Ulisse molto prima di farlo vedere al
frate Pedro Alvares Cabral.
Finora si é onorato Dante con discorsi infiniti e perfino con musica senza riguardo
alio sdegnoso Verdi invano imprecante dal
largo do Mercadinho; Borla, a nostro avviso, há coito nel segno volendo onorare il
Grande Fiorentino con una esposizione d'arte delia sua ingrata, perfino oggi bolscevica,
ma pur sempre Pátria diletta.
Marmi, bronzi, alabastrí, altarini, medaglioni, terre cotte, tele, cofani, arazzi, cime-e
li dei trecento, dei. seicento, dei settecento
piú in su e piú in giú nella filiera dei secoli,
tutto ció infine che seppcro produrre e ancor producono, nuovi ed antichi, gli insuperabili artejici della cittá dei giglio.
L'ex nostro collcça cercherá di prolungare le sue onoranze all'Alighiero il piú possibile, deciso, non appena vendute le opere
d'arte or esposte in rua 15 Novembre, dt
tornar in Itália per una nuova provvista. E
fará cosi la spoletta artística ira San Paolo
Confeitaria e Sorveteria SELEGTA
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Resta aperto fin dopo gli spettacoli
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L'on. Andréa Torre
e Firenze, finche 1'utile avrá superato cotv
qualche milione di lire il dilettevole, ció che
noi gli auguriamo di tutto cuore. — N. ,./^
.:•-,
.:
* *
't;:-;T;;;íí^.V
Sapevamo che 1'amico nostro Borla era
un lavoratore e uno spirito irrequieto; ma
non ci era mai passato, per Tultíma cellula
dei cervello, 1'idea ch'egli fosse portoghese.
Lo trovammo ieri será in un croechio di
brasiliani che discuteva animatamente:
E cosi? Come va?
Muito bem!
E gli affari della Esposizione Fiorentina ?
Não pensava que as coisas podiam che-.
,
gar a um resultado tão feliz!
Allora le vendite..
Melhor que os produetos do Bassini!
Ti vedremo presto nel numero dei milionari?
Para que? O dinheiro é um meio; não
é a felicidade!
Ma dimmi: si puó sapere perché non
parli piú italiano?
Por um motivo muito simples: os visitantes da minha Exposição são na maioria gente que fala portuguez; por isso... ."
PETROLINI
E' 1'uomo dei giorno; anzi;.delia notte.¦_
Per lui siamo tornati al bel tempo in cui
i comici italiani sapevano infondere un'oncia
di buon sangue anche ai piú genuini dei
Geca Tatu che, in fatto 1'allegria, sanno dare dei punti all'amministratore A\ Casa Ro*
dovalho o al custode deH'Araçá.
Petroíini recita, declama, canta (fortunato
-4
Caruso che non lo puó sentire) diverte
questo é 1'essenziale! .,...„,,
Perché di será quando 1 pensierr bui delia
crisi econômica. di. qui e quelli delle crj|
politiche di túttóil mondo gravano neH'animò, é pur lieto andare al Casino Antarcticá
e sentire Petroíini cântitchiare delle cosetté
spiritòse, gràziosel atroci e equivoche come
questa:
•
Dattilografa é quella; cosaT >
Che lavora con le dita,
Anche quando in sé rapita
, y;
Si riposa dal lavor!
UIM COLLEGA
A. Francalanci, direttore
II coílega Alfredo'
"Giornale
d'Italia" di Bueproprietário dei
nos Aires, uaà specie dei nostro Poci, e fra.
íioi, da qualche giòrrio, in gftà di affari an¦; ,
ziché di diporto.
: Lrf accompagna in questa gita il bollente
tenente Agostini, che pare àbbia dato un addio definitivo alle parti di tenore e si sia
imesso una buona volta a far le parti di utilité, secondando il signor. Francalanci nella
edizione deirAnnuario Sud-Americano che,
à quanto prqmette, sara. una pubbhcazione
utíle e dilettevole come si fa' da noi, stilé
- Bempotad-e Compagnia. .¦¦.¦^¦.¦^•¦¦¦¦•>jo =>.•-¦
Per vestir bene oceorrono tre- sostan'W"
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LUIGI MELAI
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LTJNÍCA MARCA CHE ©FERE PREMI D VALORE REALE AI SUOI CONSUMATORI E COLLEZIONISTI DEI
SUOI "COUPONS" E CHE PER LE SUE
OUAL1TA' SüPERlORI E IL SUO GUSTO SQUISITO VIENE PREFERITA
DAI BAMBINI r:. DI TUTTE LE ET A'.
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p.%. n ai m ci m m mi
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BALAS AVIADORES
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HANNO INOLTRE IL VANTAGGIO DI
UNA GRANDE FACILITA' NEL FOR"COUMARÉ LA COLLEZIONE DEI
PONS" CHE SONO APPENA 50, NUMERATI PROGRESSIVAMENTE E COL
NOME DI OGNI AVIATORE.
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rio il risveglio improvviso avve7/OiV. ANDRÉA TORRE
'Sara
mito attorno alia Dante Alighiegiá in S. Paolo l'on Anri e manifestatosi nell'insolito indrea Torre quando il presente nuteressamento dimostrato dai soei
Ad
ogni
mero uscirá in pubblico.
per le elezioni cli domenica scormodo gli giunga purê da queste
sa che si svolsero animatissime
colonne il nostro saluto cli bene con un grande intervento di vovenuto.
tanti.
Andréa Torre é una delle perCentodieci elettori é un numesonalitá piú distinte dei giornaliro insólito per le votazioni che
smo, delia politica e delle lettere
avvcngono nelle elezioni coloniali
in Itália.
e quasi sempre sono 1'indice cli
Del suo valore giornalistico,
lotte aspre e non sempre serene.
recensolo
delUopera
per parlar
te, ha dato prova durante la sua
Domenica scorsa, invece, il con" Corriere
lunga permanenza nel
corso straordinario di soei alia
delia Será", che é 1'organo piú
Dante non era Findice di lotta,
autorevolc delia penisola.
ma esponente di un risveglio benefico. Le liste erano parecchie,
Come uomo político stanno a
e
le
varie
il
suo
valore
quasi tutte avevano nomi in coprovare
mune;
e le liste erano il riflesso
il
favore
ed
elezioni a deputato
che gode fra i colleghi alia Ca- . di vari programmi d'azione, ispirati alia prosperitá delia istitumera, ed anche la parte presta nel
zione, non di lotte personali.
il
ministero
dirigendo
governo
In sostituzione dei cinque con-'
dèiristruzione Pubblica, con crisiglieri dimessisi riuscirono eletti
teri elevati e modernissimi.
il dott. Giuseppe Farano con 102
Come patriota si é mostrato
voti, il dott. Federico Sutti con
specialmente nel peritflo delia
il prof. Ângelo Aldo Moroni
71,
neutralitá. quando sotto la sua in"
con 71 cd i signori rag. Pietro
fluenza cd il suo sprone il Cor.
DelTAcqua c Guelfo Andaló con
riere delia Será", dei quale era
39
voti.
corrispondetne político da Roma,
Gli altri quattro consiglieri che
divenne il piú fervente ed autorimasti in carica, come é
erano
revole orgaiío dèlLintérventismó.
noto, sono: il dott. Cario Mauro,
Attualmente egli é il presidente
presidente, il dott. Valentino Sodelia Commissione parlamentare
la, il prof. Ercole De Lorenzi ed
degli Affari Esteri e presidente
il signor Luigi Bertoldo.
della'Associazione Nazionale deiNella maggioranza il nuovo
la Stampa.
consiglio é riuscito composto di
All'on. Torre vada il nostro
clementi ottimi che possono far
che
omaggio,
ed
saluto
doveroso
— ne siamo certi — é il saluto e
rifiorire 1'istituzione che ha un
1'omaggio di tutta la colônia, che
programma luminoso d'italianitá
da condurre avanti. E per quello
sa elevarsi al disopra dello spiche ci consta, il nuovo consiglio,
che
comprende
e
che
rito di parte
con varie iniziative, saprá in brebuon
alPestero é nocivo al nostro
ve darei belle affermazioni dei
nome' il prevalere delia passione
programma delia Dante.
politica.
*
*
LA NOSTRA COPERTINA
La splendida testa di Verdi che
fregia la copertina dei nostro numero' odierno ci é stata gentilmente offerta dal pittore Ângelo
Cantú,,che l'ha espressamente disegnata.
II vigoroso disegno fa risaltare
ancora una volta i pregi notevolissimi dei valoroso artista, la
cui esposizione di quadri aperta
nella Casa Sotero ha avuto tanto
successo fra noi e continua ad
averne.
Siamo veramente lusingati per
1'onore che il pittore Cantú ha
voluto riservare ãl nostro giornale.
*
ALLA DANTE
Segnaliamo coi piú vivo piacecere e salutiamo come un augu-
DALLTIALIA
Coi Duca degli Abruzci é giunto dali'Itália 1'amico Antônio Di
Franco, reduce, come giá dicemmo, da un lungo soggiorno in patria, dove si era recato per motivi di salute e da un viaggio in
Germania, dove ha conchiuso important.issimi affari per il suo rinpmato stabilimento musicale.
Lo abbiamo riabbracciato con
grande piacere.
Purê dali'Itália, con lo stesso piroscafo, ha fatto ritorno il
dott. Federico Sutti, accompagnato dalla sua signora.
Coi Re Vittorio é atteso a
Santos lunedí il sg. Arturo Lavieri, sócio delia ditta Lavieri e
Monacchi, proprietária dcl Pastíficio Antonini, di cui riassumerá
ia direzione che il suo sócio sigrtor Monacchi lascia per recarsi
egli purê a fare un viaggio in
Itália. ':
#
*.
Mg. carosio1
E' atteso nella seconda quindicina dei corrente mese, dall'Italia, 1'ing. Carosio, presidente cieila società recentemente costituitasi in Itália, con 1'appoggio dei
governo italiano, per il getto di
un cavo sottomarino che legherá
rItália con le colonie dei Sud
America.
L'ing. Carosio .— che é una
delle piú spiecate personalitá dei!a colônia italiana di Buenos Aires, legatq alle piú poderose imprese italo-platensi, e che é purê
interessato con forti capitali in
imprese . industriali italiane delia
nostra cittá di recente formazione — é stato 1'anima delia miziativa dei cavo sottomarino cosi
íelicemente giunta a destino.
Egli sbarcherá a Rio de Janeiro cjal Mafalda, ma certamente
visiterá anche S. Paolo, dove potra avere le prove desinteressamento e clella gratitudine delia nostra colônia per la conquista che
egli ci ha assicurato nel campo
delle piú intime realzioni fra le
colonie e la pátria.
Sappiamo che il comm. Giuseppe Puglisi, nella sua qualità cli
presidente delia Camera Italiana
di Commercio che s'interessó vivãmente delia questione, prendeil
rá 1'iniziativa di festeggiare
gradito ospite.
.
GEM MA FERRUGGIA IN
S. PAOLO
Si trova da alcuni giorni fra
noi la baronessa Gemma Ferruggia, scrittricé assai nota .ed apprezzata in Itália e che ha legato
il suo nome a numerosissime opere. Essa é-pure una brillante coilega in giornalismo ed una affascinante parlatrice. E' venuta a
San Paolo per tenere alcune
conferenze in beneficio di opere
che sono sotto 1'altro patrocínio
delia Regina Madre e di spiecate
E' raccopersonalitá italiane.
mandata alia nostra colônia dal1'on. Orlando, dall'on. Frisoni e
da altri.
Dopo una permanenza in Brasile Gemma Ferruggia si .recherá
anche ali'Argentina.
Mentre porgiamo alia' scrittrice valorosa il nostro saluto ci
auguriamo che essa possa trovare
nel nostro, ambiente 1'accoglienza
che merita ed il successo che spe-
ra per la sua filantrópica iniziativa.
tf:-.
'¦¦ ¦
DA BUENOS AIRES
Riceviamo una cortese cartolina di saluto da Buenos Aires dal
cav. ing. Edoardo Loschi, che si
nella vicina repubblica
é recato
'11
suo
progetto di una ferroper
via di penetrazione.
x
SOCIETÀ' PAiNEDETTO
MARCELLO
Sabato scorso ha avuto luogo
nel salone Germania il trattenisociale-strumentale dato
mento
Socictá Bencdetto Marcello Istituto Muiscale.
Fra tutte le belle serate che
questa società ha offerto ai suoi
soei, diciamo súbito che questa é
stata forse una delle piú riuscite,
sia per la scelta dei programma
musicale e la sua perfeita esecuzione, sia pel grande numero di
signori e signore intervenuti.
Non possiamo estenderei a pas- |
sare in rivista tutti i numeri dei
bel programma, di cui qualche
pezzo fu dovuto bissare; ripetiamo che sotto la direzione dei bravo maestro Memore Peracch? fu
eseguito inappuntabilmente. Dopo il concerto seguirono le danze
animatissime.
¦i
*
LUSINGHIERO GIUDIZIO
Fedeli alia nostra tradizione
che ci ha 'sempre condotto a favorire con tutto 1'entusiasmo le
iniziative dei nostri connazionali
nella loro mareia non mai interrotta in ogni conquista civile, siamo lieti di riprodurre 1'articolo
comparso, fra gli altri, nel fasci"Recolo di.giugno scorso delia
vue Financiére Economique d'Ita- lie", relativo alia Companhia Italo-Brasileira de Seguros Geraes.
— fondata
Questa Compagnia
—
ha giá raggiunto la
da poço
prima linea nel campo delle assicurazioni realizzando operazioni
cli grande -importanza nei rami
delle assicurazioni che tratta,. e
cioé quelle contro i danni dellMncendio, dei trasporti marittimi e
lerroviari, dei furto, ecc. Con la
opera sua utile e vantaggiosa
contribuisce pertanto al progresso morale ed econômico delia
grande nazione ospitale nella quale é sorta, e aumenta sempre piú.
i vincoli che uniscono 1'Italia al
Brasile,
Ci congratuliamo vivamente dei.
brillantissimo risultato ottenutocoi conte Alessandro Siciliano,.;
presidente delia Compagnia, coi
sig. B*uno Belli, attivissimo e
competente consigliere delegato e j
con tutti i loro collaboratori che
' non hanno risparmiato e non ri- ;
sparmiano fatiche per la migliore ¦
realizzazione dei vasto programma che la Compagnia si é fissato.
Ecco dunque l'articolo delia
" Revue Financiére Economique
d'Italie" ed il suo saluto espres- .
so alia nuova Compagnia con parole tanto piú autorevoli, quanto
si consideri la importanza e là.
serietá di questa rivista:
:...
SÍ^SS^^
... >A........ ., .. ., ..... .. .. .......... •»•.-• «• >v -^- -a- '*,'
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RIU II
oi SEGUROS GERAES
Capitale interamente sottoscritto
RUA
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•
.
Rs. 5.000:ooo$ooo
I
L-l
SAN1PAOLO
•^i
Indirizzo Telegpaf ico:
TELEF. teatral 225
Casella Posta e, I79B
"ITALBHBSEIf,,
Assicurazioni
Marittime Terrestri e Ferroviarie
ecc.)
(contro 1'incendio i danni di trás porto, il furto,
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'-'v.
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^ SANTOS.- Praça da Republica, 23
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? IL MONDO"
il pasquino coloniale:. W^W^A^^^m^
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IN VISITA AI COLLEGHI DEL MONDO NUOVO
^^^^^^^^^^^"^BBB^BB^BataaaBBaBBaaB^inBB^J^IBBWBBWBÍBBBaaBBBBaBBBaaBBaaaBBBBBBBBB
rappresentati, 10 ti ,
// "Fanfulla": - A nome delia.... razza giornalistica coloniale nella quale tutti gli animali sono dignamente
porgo il fraterno saluto, sperando che tu possa imparare da noi come si fa un grande giornale...
"Sotto Ia presidenza dei conte
Alessandro Siciliano e con un capitale di 5.000 contos si é costituita Ia Companhia Italo-Brasi'leira
de Seguros Geraes.
La nuova Compagnia opererá
in accordo con Ia sua consorella
Ia Compagnia Italo-Argentina di
Assicurazioni Generali ed é rappres.çutata al "Brasile dalla SocieBrasital" che giá
tá Anônima
da tempo si occupa dei ramo assicurazioni per conto di compagnie nazionali e italiane. L'atti"
vitá che* il direttore delia Brasital", sig. Bruno Belli, e gli altri suoi collaboratori hanno sempre dimostrato in tutte le imprese di carattere commerciale e industriale che sono state da loro
assunte, dá ogni affidamento che
Ia nuova Compagnia svolgerá
vantaggiosamente ü programma
che si é fissato. Noi sàréiho
lieti di vedere Ia nuova Compagnia lavorare anche in Itália
contribuendo cosi alio sviluppo
delle relaziòni commerciali fra i
due paesi."
*
PER U1TALIA
E' partito per 1'Italia a bordo
dei Tommaso di Savoia il signor
Giovanni Fraccaroli, comproprietario dei Parque Balneário.
Ha assunto Ia direzione dello
stabilimento il fratello sig. Enrico Fraccaroli.
"LA BARBA NON FA IL
FILOSOFO"
nó 1'abito fa il monaco. Peró oggi, che viviamo di apparenze,
1'esterioritá delia persona vuoi dire tutto. Di fatti tu sarai sempre
stimato per quel che vesti, non
per quel che vali. Ma come vestirsi bene in questi tempi di crisi? La questione é súbito risolta:
andate a fare i vostri acquisti
nella Casa Gagliano, a rua São
Caetano n. 16, e con una spesa
minima vi vestirete da grandi milionari.
ADDIO AL CELI BATO
Abbiamo ricevuto Ia següente
circolare di... congedo dalla vita
di scapolo, che 1'amico Cario Boilani ci ha inviato:
"S. Paolo, ottobre, 1921
Caríssimo amico
E se dico " caríssimo", é perché
giá sento che, mio malgrado, verrai a costarmi parecchio.
Ti comunico, dunque, una notizia che sicuramente ti renderá
pazzo dalla gioia,. giacché ti sara
concesso di sbafare a grátis e,
quel che veramente mi rincresce,
a mie esclusive spese.
Ho deciso di dare un cálcio alIa splendida vita di scapolo:
Prendo moglie!!... Sei quindi
avvisato che mercoledí 12 ottobre
al mezzogiorno in punto nel pittoresco "Ritrovo di Sant'Anna"
avrai ágio di sfamarti a volontá,
ben inteso non oltrepassando Ia
misura convenuta' a persone per
bene e sopratutto se mi darai ampia garanzia di non aver preso
un purgante alia vigília.
Caríssimo (purtroppo) amico,
approfitta dunque di questo mio
magnânimo (dal verbo magnare)
atto di munificenza e vieni purê
a sbafare perché a prender moglie ci penso una volta sola.
Carlino il Bello."
*
Inutile dire che con infinito
piacere assisteremo alia colazione
augurandoci che l'esempip,sia seguito da tutti gli scapoli amici,
cosi almeno... il problema dei
carovivere sara in parte risoluto.
Intanto felicitiamo 1'amico per
le sue prossime nozze. ¦¦¦ UN NUOVO CLUB
Si sono inaugurati martedí scorso i saloni dei Club Apollo Carnavalesco, con una.tazza di champagne, offerta alia stampa ed a
numerosi invitati.
*
CONDOGLIANZE
Al nostro amico Giuseppe I.
Garibaldi, di Sorocaba, ed alia
sua signora Amélia inviamo • le
nostre sentite condoglianze per Ia
amara perdita dei loro figüuoletto Hélio.
ALLA "E. FIERAMOSCA":,
Questa será, nel salone Itália
Fausta, rua Florencio de Abfeu,
45, avrá luogo una festa socíale,
per Ia quale é stato compilato^un
attraente programma. La festa é
in commemorazione dei 23° anniversario 4li fondazione delia ,societá.
p
%
NEONATO
La casa deH'amico dottor Valentino Sola é stata allietata dai- \
Ia nascita dei primo erede, un bel
maschietto, pieno di salute e di
vita.
Ai genitori felici lc nostre congratulazioni ed alt piccolo nato i
; ;'$
nostri auguri
Ê
AVVENTURE POLIZIES&E
La casa editrice Monteiro Lobato e C. ha lanciato giá; da|alcuni mesi, sul mercato una nuova pubblicazione periódica di %vventure poliziesche, di carattere
strettamente brasiliano, che é.stata accolta con grande favoré .dal
pubblico.
I
LYRIAL CLUB %
Lunedí será, al Colyseu dos
Campos Elyseos, avrá luogo:, un
grande spettacolo promosso -dal
Lyrial Club, durante il quale verrá rappresentata Addio giovinessa, avendo per principale itíter\
prete Ia Maria Gandini.
mnnuM
n..;i«ii,M.**ii
wZmwmmmwtm**mmmm***'*'mmmmummmm*™mmmMmmmmmm^
\
^à^àâMí^r^ítí^^lL PASQUINO COLONIALEs*******^^
ISTANTANEA PRESA DURANTE
LE
ELEZIONI
MhA^ANTEj; .^__^
¦i.-K.U.'Jf-«
diritto di voto
incredibile, ma verol La stampa italiana esercita il suo
Piceola posta
SÓCIO DANTE— Ma noi siamo rimasti assai piú sbalorditi di
voi e non sappiamo renderei ragione dello straordinario avvenimento.
Quando mai attorno alia Dante
c'é stato tanto interessamento ?
Centodieci elettori, quando per solito le elezioni si facevano con
trenta o quaranta! E che elettori! Non per niente anche il "Piecolo" ha dovuto mettere in rilievo il nome di molte presonalitá
che domenica scorsa sono andate
a compiere il loro dovere di elettori: Poci, Serpieri, il Torsolo!
La stampa seria (Pasquino) e
quella umoristica ("Fanfulla")
esercitando il diritto dei votol
A propósito di questa insólita
vivacitá e di questo insólito interessamento correvano domenica
scorsa varie voei. Qualcuno asseriva che Valentino Sola aveva
promesso cinquecento mila reis a
ciascun votante lasciando a ciascuno piena liberta di voto. Qualcun altro diceva che 1'affluenza si
doveva alia voce artatamente
sparsa che nella sala delia Dante
ci sarebbe stato un match di íootbali e che un suntuoso buffet era
stato preparato per i votanti.
Peró c'era anche qualche mala
lingua que assicurava che l'aífluenza degli elettori significava
che la colônia s'era finalmente
accorta che la Dante é una istituzione che non deve perire e
che puó svolgere un programma
pratico e nobile d'italianitá.
Noi crediamo anche che non
abbia poço influito sull'animo degli elettori la notizia che il dottor
Mauro, presidente delia Dante,
aveva manifestato la sua volontà
di esplicare un programma pratico, di azione immediata, avocando a sé, fra le altre cose, anche quel bei progetto dellè borse
di studio, miseramente naufragato lo scorso anno.
E' da augurarsi che i segni di
vitalitá dati dalla Dante nelle ul-
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time elezioni non si... smonúno
e che, tracciato il cammino, esso
sia condotto avanti con energia.
QUELLO DEL LOGGIONEE' molto probabile; quasi certo
anzi. Anche l'on. Torre terra
una conferenza sotto gli auspici
delia Dante.
Siccome ci dovrá essere per forza una presentazione ufficiale e
siccome 1'oratore ufficiale delia
Dante é Valentino, per evitare che
si ripeta quello che avvenne al
Municipale in oceasione dei Centenario di Dante si é deciso di invertire le parti. L'on. Torre fará
la presentazione e Valentino la
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conferenza, cosí quest'ultimo avrá
campo di sfogarsi quanto vuole.
IMPOSSIBILE — Impossibile?
Lo dite voi! Tutto é possibile
quando si tratta... degli italiani all'estero. Anche che su 40
milioni di abitanti non si sia trovato uno piú adatto di Luciani
a
per mandado a Rio de Janeiro
capo dell'ambascaita straordinaria
per il Centenário.
Da Barra Funda abbiamo rice-
vuto una interessante protesta
contro il nostro... attacco(?) alla nomina lucianesca. La pubblicheremo nel prossimo numero
perché Verdi non vuole che la
pubblichiamo oggi.
FLEMONE — Come avviene
spesso in guerra, dopo una battaglia, la calma sembra subentrata
airÓspedale.
Comincia 1'opera di raccoglimento e di tastamento delle forze... avverse che per il momento hanno celebrata una trégua con
le elezioni per il rinnovo delia
Giunta.
Mentre si attendeva anche per
un
queste nomine un'altra strage e
sangue
di
altro spargimento
qualche altra caduta nel trabocchetto, nulla di tutto ció é avvenuto. La pignatta non -é. stata
buttata giú, quindi non si é spezzata e rimarrá ancora a regolare
armonicamente il... flusso ed il
riflusso delle maree.
Napoleone Bonaparteviva ha
dato una nuova prova di abilitá
giolittiana.
...
Come Giolitti, quando si ritirava spontaneamente dal governo,
ha rnesso un uomo di sua fiducia
al timone, anzi non si é accontentato di un uomo solo, ve ne ha
messo addirittura un picchetto! E
che picchettot Non resterá certamente indietro a Napoleone per
zelo, attivitá e scrupolo!
— Ti
JOÃOZINHO - Capital
preme próprio molto sapere l'autorevole opinione dei Pasquino
Coloniaie sulla tua campagna contro la camorra delia Luce? Ti accontento súbito. Figurati! Io sono un entusiasta ammiratore di
tutte le campagne purê, disinteressate, pulite, che non hanno un
mínimo scopo di rappresaglia personale, che sono dettate esclusivãmente dal desiderio cli tutelare
il pubblicô bene e sopratutto che
non nascondono nessun fine losco. E' precisamente perché nel1'opinione generale la tua campagna é al disopra di ogni sospetto
di qualsiasi genere che io ne sono un entusiasta ammiratore, tanto che avevo quasi intenzione di
prendere 1'iniziativa per innalzarti un monumento.
E sai perché l'ho abbandonata?
Brande Tinturin Oiimica" Erozeira do- Si Sul"
lavano
Única casa che lava e tinge con processi chimici.
e si tingono in qualsiasi tessuto e qualunque colore: lana, seta,
cotone, tappeti, cortine, ecc. - Si lava chimicamente o con benzina qualunque vestito da signora per fino che sia. - Vi é annessa purê una sezione di sarto e sarte, per rifornire. - Lavori
———- garantiti con perfezione e prontezza
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COLONÍALE^^^^^^^*:
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-_M"~'''**'~t»MT_nTIIlWMMMl—¦^¦"wta^M"—¦'- - T.-.'«„-_,-%7jjaiHUIBHBA3(aMMBBBBi«MaaMHBaB*3l*H~Í
77 Torsolo: — Beato te che hai saputo dare uri cálcio al giornalismo per abbracciare 1'arte.
Perché sul piú bello t'ho visto
venire un po' meno e dopo lo
scoppio di mortai, bombarde, 305,
ecc. ecc. e quando io m'aspettavo lo scoppio di un 420, ho sentito appena lo scatto di un fuciletto ad ária compressa da ragazzi!...
Ma come? Tutto quel po' po'
cli roba é andata a finire in una
relazione ufficiale di polizia, con
la constatazione di un paio di
scarpe vendúte per 25$000 mentre
ne valevano 16$000 e di una catena dei valore di 155$000 mentre
ne valeva 12S$000?
Ma, figlio mio, in questo caso
bisognerebbe mettere in galera
tutto il commercio cli S. Paolo!
Ed ho rinunziato alTidea dei
monumento anche" perché non sono riuscito a comprendere una
cosa. La campagna ha avuto inizio da una deriunzia sporta contra un medico brasiliano. Come
mai hai lasciato da una parte
quello per prender.ela con un altro che avrá tutti i tor.ti che vuoi,
che avrá sulla coscienza quei
.'.715.412... assassinii che tu dici, ma che nel fatto specifico non
c'entrâva próprio un fico secco?
Non sara stato per caso il tuo
un diversivo voluto all'unico scopo di protéggere 1'altro?
Ad ogni modo, con o senza diversivo, la campagna é di quelle
che non si possono lasciare passare inosservatè e che tutte le
persone da bene assecondano volentieri. All'unico patto, peró, che
si lascino da parte le chiacchiere
e si presentino dei fatti concreti,
delle prove materiali, dei casi specifici, accompagnati da prove.
Ma in coscienza non si^ puó
un
pretendere che solo perché !di
sfortunà
la
medico ha avuto
essere chiamato al capczzale d'un
ammalato, sfortunatamente morto, tutti debbano assecondare poi
la vendetta che qualcuno si vuol
prendere, attribuendo a torto od
a ragione la responsabilitá di
quel lutto a quel medico.
Tutt'al piú si puó comprendere
questo sentimento, si puó anche
compatirlo e scusarlo. Andare oitre cosi a freddo, senza prove,
senza denunzie serie, senza dati
di fatto positivi, mi ha tutta l'aria di una prestazione di complicita a diffamare.
Ad ogni modo sono annunziate
tante inchieste, tante indagini,
compresa quella deli' Umberto I,
cd é purê in corso una inchiesta
in segreto di giustizia, che la veritá dovrá saltar fuori per forza
e vedró allora se sara il caso di
riprendere 1'idea dei monumento.
AMICO FLUMINENSE Non ci eredi? Pazienza! Eppure
siamo stati noi che piú di tutti ci
siamo rallegrati delia notizia ufficiale delia visita prossima dei1'ambasciatore a S. Paolo.
E' un fatto nuovo, insólito, significativo che probabilmente denota la volontá di cambiare sistema e linea di condotta, come abbiamo giá detto 1'altra volta.
Di piú nella lettera c'é una frase che rende omaggio all'importanza delia colônia italiana di S.
Paolo ed anche quella frase, per
i
i
i
i
i
i
i
8
I
I
I
I
I
I
i
D
I
I
I
non
Pignatari: — Questa volta la bomba ha fatto cilecca e
sono saltato per ária!
chi non ha dimenticato il passato,
1'atmosfera é
significa che
cambiata.
Tanto meglio cosi. Noi non
chiediamo di meglio che poter
áempre dir bene dei nostri Denamati ambasciatori.
MIAO-MIAO — Abbiamo ricevuto un telegramma da Rotellini, anzi dal comm. Rotellini
(vogliamo vedere se questa volta
viene a smentirci) annunzianteci
il suo imminente arrivo. Dentro
Siccome
questo mese sara qui.
egli é uomo di carattere (come
dice Bertarelli) non abbiamo il
minimo dubbio che egli verrá a
"Tribuna Itáliafar risorgere la
na", come aveva solennemente
promesso, dopo 1'ultima sbornia
presa in S. Paolo, alia vigília deila sua partenza.
SANTANNA - Uallarme di
domenica scorsa a Sant'Anna, dove quello popolazione fu messa
tutta in subbuglio era tutfaltro
che ingiustificato.
E la polizia, inviando al Recreio Andreoni un picchetto speciale di militi, non fece che prendere delle prudenti misure di precauzione.
Figuratevi che niente po' di
meno, verso mezzogiorno furono
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I
I
I
I
I
I
I
I
I
I
Bi
visti sei o sette giórnalisti coloniali entrare in quel restaurant,
in compagnia di altre persone^ e
rifugiarsi sotto un caramanchão.
Si seppe poi che non si trattava di nessun complotto... di mala vita, ma semplicemente di una
colazione intima.
Non abbiamo ancora potuto sapere chi é stato chi l'ha offerta,
se Poci agli amici o gli amici a Poci, perché ci sono due notizie
contradditorie. La tavola era profusamente adornata di fiori (spesa supérflua che Poci non avrebbe permesso), ma lo champagne
ordinato per telefono rimase nella geladeira...
Cercheremo d'indagare.
STRABILIANTE - Non comprendiamo a quale strabiliante ritorno vogliate riferirvi. Noi abbiamo appresa notizia d'un solo
ritorno che siamo certi sara appreso con piacere da tutti, quello dei cav/. Silvio Camerani che
per parecchi anni resse il nostro
consolato, circondato da generali
simpatie.
E' stato nominato al consolato
di Rio de Janeiro e fra non molto
andrá ad oecupare quel posto lasciando il ghiblí africano tutto al
comm. Beverini.
INFORMATORE — L'ammiraglio questa volta ha avuto tutt'altro che torto ad inviare quel
telegramma di congratulazione a
Souza Dantas a Roma. Capirete
che se cominciano a venire migliaia e migliaia di emigranti anche gli agenti di compagnie non
hanno da lagnarsene.
PENDOLO — II governo, permettendo la ripresa dell'emigrazione, avrá preso tutti i provvedimenti ed avrá voluto garantita
la tutela degli emigranti.
Di questo possiamo stare piú
che sicuri. Quindi 1'accordo rag-
=EEEEES=SS~~g»gãg
'
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|ag*g"W.W«U»")jjmilljllM"jjjjjjjjjjjjjjjjjjjjM
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L^^^^H^ÉTAjM |I K 5ÜÍ ijm^Hsfl Jam^H
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a tjHl | migliorc
Vermouth e Chinato
MARTINI
&
RO
Imitato sempre! j& Superato mai!
Chiedetelo in tutti i bars, in tutte le confetterie,
in tutti gli armazéns I E' la marca che i piú raffinati palati preferiscono I
\
dâííãuduL'
i
•.
1
aà*»»*'^^
giunto non deve dispiacerci. Evidentemente molti equivoci sono
stati dissipati.
Non sarebbe certo male che si
pensasse, come voi dite, a costituire qui qualche organo colôniale di assistenza agli emigranti.
Ci sembra peró che v'illudiate
molto sulla Lega Italiana di
infelice memória. E' vero che nel
suo programma c'entra quell'assistenza, ma= se essa é morta prima di nascere?
E poi se si deve andare a seavare nei cimiteri ci sembra che
sarebbe assai piíi lógico ed opportuno far risorgere il nostro
Patronato.
CAPITALISTA - Altro che
se abbiamo letto 1'epistola dei signor Sinigaglia, vice-presidehte
generale delia Lega Italiana per
la tutela degli interessi nazionali,
comunicati a
pubblicata nei..."Fanfulla"!!
dal
La
pagamento
abbiamo letta, meditata, vagliata,
pesata e... e siamo venuti alia
conclusione che il Grande Ufficiale Rodolfo ha avuto ragione
da vendere quando se ne é lavate le mani e che anche il console non aveva tutti i torti quando
scuoteva la testa ai primi tentativi!...
Per la Lega la concessione che
lia avuto il signor Marchese —
e che chiunque si rechi al Matto
Grosso puó avere — ha una grande importanza e tale che con il
tempo (e con le nespole, diciamo
noi) enorme vanlaggio puó derivarne alia noslra nazione (!!!!)
E la Lega si mette a disposizione dei Marchese per le pratiche
da svolgere presso il Commissanato deH'Emigrazione, offrendo
nello stesso tempo numerosi giovani delia buona borghesia, fattori, agenti (di matrimônio?) ecc.
ecc.!!!
Ed c cosi e con questa profonda ignoran/a, che in Itália si costituiscono società e leghe per
proteggere 1'etnigrazione 1
Fortuna che a seppellire ogni
cosa ha pensato il " Fanfulla" il
quale evidentemente non ha poluto Sbttrarsi alle pressioni fatte-
pasquino
P. Totisone Toti
"Hiir
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coloniale t>>::cor«cc«c««fi>:«
LA CAMORRA DELLA LUCE
j_ enérgica azione delia polizia per reprimere gli abusi
gli per la pubblicazione di quella
lettera e relativi commenti, ma
schiaffandola nei comunicati a pagamento ha voluto in certo modo
salvare la sua responsabilitá.
Dal fatto che la lettera é pubblicata in quella sezione e non
nel corpo dei giornale si arguisce
facilmente che non é il "Fanfuila", ma il Marchese che dice di
aver giá ricevuto importanti offerte di capitali e che é sempre
lui e non il giornale che si augura che entrino a formar parte
delia Compagnia di Colonizzazione anche (bellino quell'anche) gli
elementi locali sia italiani che
brasiliani per ovvie (davvero,
molto ovvie) ragioni di opportunitá.
E non aggiungiamo altro se non
l'augurio che in Itália apprendano una buona volta a studiare un
po' sul serio almeno... le geografia e che da castelli costruiti
sulFarena non sia travolto il nostro buon nome presso i governi
locali.
?"?"?:>::?"?"?:;?"?::?:>::?::?::?::?::?:;?::?::?::?::?::?:>:
MASTRO PIPPA — La riunione deH'altra sera alia Dante,
per preparare un programma di
ricevimento all'onorevole che ci
non
visita ando deserta o quasi
"
Piccoper la nota di Baia sul
lo", ma per il tremendo temporale che si scatenó giusto in quelpor
1'ora e che per poço non fece morire annegati parecchi rappresentanti di società, di giornali, ecc.
che si recavano alia riunione.
Livro puramente esportivo
Tanto é vero che ben 457 telefocom a creação [do verdanate si registrarono in un quarto
deiro garganta 6
d'ora di gente che si# scusava,
compresi molti consiglieri delia
Dante.
In vista di ció Valentino formulo una proposta concreta:
quella di radiografare al comandante dei Brabantia di ritardare
di una settimana 1'entrata nel
porto di Rio, ma il capitano é un
PREÇO 3 MIL REIS
olandese e non capisce 1'italiano;
lo stesso.
('Xc^kkk^xcc^kkk^kkkio:^:'*'^ motivo per cui entro
O [GRANDE
ESPORTISTA
J.-'U-.,JJ»,...ví'
Cosi venne decisa Tandata incontro di due consiglieri delia
Dante. Al resto dei programma
si penserá poi. Tanto piú che non
bisognerá trascurare di fare i
conti anche con l'on. Torre che
ci ha tutta 1'aria di non volerne
sapere di tanti festeggiamenti e
ricevimenti e di voler mantenere
al suo viaggio quel carattere privato col quale lo ha iniziato.
DIONISIO — La tua trovata é
stata veramente peregrina. Niente festeggiamenti a Torre perché... é stato ministro di Nitti,
di quel Nitti che ha fatto questo,
ha fatto quest'altro ecc. ecc. Bisogna prendere severi e definitivi
provvedimenti al riguardo, cercando di ottenere dal governo dei
Brasile un decreto di proibizione
di sbarco non solo per gli ex ministri di Nitti e per i loro sottosegretari, ma anche per tutti i deputati ed i senatori che sanzionarono a grande maggioranza
tutti quei provvedimenti ai quali
ti riferivi con la tua trágica nota. Dico di piú: bisogna ottenere
il decreto di proibizione anche per
gli elettori di tutti questi uomini
politici.
E' una vera porcheria lasciarli
\enire in Brasile ad offendere
con la loro presenza... i sentimenti patriottici delia colônia.
Fortuna che ci sei tu a salvare la
sua dignitá!...
CASTALDINO — Sei stato
inesatto od incompleto. A prendere il caffé c'eri anche tu nello
stesso locale. E sono persuaso
che hai fatto finta di non vedermi solo per non pagare il cafezinho.
SER PIERO — Adesso che il
chefe é comm. bisogna cercare
di non far piú tanta propaganda di tutte le lotte e di tutti
i guai che straziano il nostro pae-
se. Meno profusione di titoli su
tutta la pagina.
GRAUDO — Abbia pazienza
anche lei. L'intercâmbio commerciale coi paesi vicini porta di conseguenza anche 1'intercambio dei
cavadores. Anche se le costa
qualche piccolo sacrifizio in compenso guadagna con 1'esportazione.
Se qualcuno deve lamentarsi é
la nobile classe dei cavadores locali che é minacciata delia piú severa concorrenza.
PROFETA — Ma non ve l'avevamo detto che l'oh. Torre avrebbe avuto a che fare con Dionisio Baia? Capirete che egli non
puó ammettere concorrenza nel
campo giornalistico.
FRIS — E' giá annunziato un
altro interessante spettacolo bandecchiano-piccaroliano.
Si sono avute le prime battute
ma la rappresentazione comincerá martedí, a meno che non abbia fortuna il tentativo di qualche
comune amico che si é messo di
mezzo per vedere di persuadere
i... gladiatori di faria finita per
non fare eternamente ridere i nostri ospiti con le nostre continue... fratricide lotte.
BALCÃO — L'amico e collega
Favoino se n'é andato senza tenere conferenze. Bisogna essergli
grato perchè non foss'altro ha
dimostrato d'avere intelligenza e
senso pratico. Ha visto la colonia tanto tartassata che ne ha
avuto pietá.
In compenso si annunzia giá la
venuta di altri conferenzieri, di
quelli che non taceranno nem a
pau...
CARICATURISTA SFORTUNATO — Le due caricature sono
giunte in ritardo. Una la pubblicheremo nel prossimo numero,
1'altra — quella dello Júnior —
conviene ritentarla. Mandi purê
quando vuole.
__—.
:cccccccc«*>::c«cc il pasquino coloniale «èçàaeá^
LA TRÁGICA SCONFITTA PALESTRINA
A
RIBEIRÃO PRETO
,_—.
jm!
i
'jiBcratraain1 ».i»r»*«-.traíla.T.'*4PW#
"
"Qui casco 1'asino
// palestrino.
fosse crepato nell'interno in qualche disastro e ne portassero il
cadavere alia stazione. E questa
stessa impressione la provarono
quanti si recarono con noi alia
Luce.
Rilievi
Sportivi
Quesa volta sarebbe próprio im-,
prudente ricorrere alia teoria deile riprove e delle controprove,
nonchè delle reazioni chimiche!
La tremenda surra che il Palestra ha dovuto prendere a Ribeirão Preto, é venuta a rovesciare
tutta la nostra teoria ed a buttar
per ária tutte le nostre pazienti
constatazioni.
L'unica cosa che potremmo fare per consolarei dei fallimento
totale delel nostre teorie sarebbe
quella cli non parlare affatto dei
disastro di Ribeirão Preto, come
ha fatto il " Piccolo", ma noi non
possiamo venir meno alia tradizoine cli único giornale serio, giusto ed imparziale, e benché a malincuore ci accingianio a fare la...
fúnebre cronaca.
Wk
30
3C
E ha gente que
vere bianca? la rossa? la nera? II
vermouth d'onore? La colazione
all'Hotel De Martino? Forse hanno bevuto troppo? Hanno giuocato a briscola tutta la notte in
trenó? Dove sono andati, appena
DC
Regalo di Valore
SS
Negli involucri delle Caramelle Sportsmans si trovano
bellissimi RITRATTI A uOLORI IN CELLULOIDE
\ DEI CAMPIONI PAOLISTI DI FOOT-BALL che
la GRANDE MANUFACTURA BRASILEIRA DE
BONBONS
offre aiconsumatori di queste deliziose caramelle
ü
30
Le domandé e le risposte s'intrecciarono súbito fra coloro che
attendevano e coloro che arrivavano:
— Ma come fu? Come suecesse il disastro? Come avvenne la
tragédia? II caldo? II vino? La
mancanza dei trenó letto? La poi-
Andando incontro martedí ai reduci da Ribeirão Preto ci sembrava d'andare incontro ad un funerale: come se qualche amico
DC
3C
M
arrivati? in qualche cabaret assíeme a Cyrano? L'emozione? ecc.
ecc.
Queste e molte altre simili domande sMntrecciavano. Le risposte erano monosillabiche: Si, no,
secondo i casi; piú no che si.
Poi grandi gesti di rassegnazio-
acha gostoso este charuto 1..^.
ne, qualche lagrima, molti sospiri ed anche qualche mala parola
e qualche bestemmia.
— Giá, diceva qualcuno: Non
capisco perché si ostinino a voler andare a fare queste sfaechinate nelFinterno all'unico scopo
di compromettere il buon nome
con tanti stenti guadagnato!
Molti sono cli questo parere,'
compresi coloro che avrebbero
ballato dall'entusiasmo ed approvato pienamente il... raid se al
Palestra fosse arrisa la vittoria.
*
Abbiamo accennato a tutte le
domande che sono state rivolte ai
superstiti unicamente perché in
esse sono racchiuse tutte— le
scuse dei palestrini. Ma se per
un momento solo si pensa che
una parte dei giuoeatori dei Commercial si sono rpcati a Ribeirão Preto da San Paolo, nelle
stesse condizioni dei palestrini, e
I' ,che il caldo, il sole, il soffoco, la
tpolvere rossa, ecc. ecc. non hanj; no potuto usare un trattamento
t diverso ai due teams, sará"facile
convincersi, per parlare serenamente, che la... scusa deve essere un'altra.
DELLA SCONFITTA PALESTRINA
RIPERCUSSIONI
»\
'^J.-^3='W
_»—__ _j___» * '.^mmm\lM^^r^t2&^?t^mm^Uff
La gioia dei Paulistano
La
gratitudine dei Corinthians
sjêèêewiedS^
¦
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-
¦.
"torcedor"
La dísperazione dei
L'ira dei "tripeiro"
mwmmm^^&^--i,tH:
¦f-Wl!-^J!l-.':4t.!J^V-*'- ¦¦«.¦.-•:V!''•*¦•¦#'
j*__ ___j*__ __'____'V-À?
?:>: il pasquino coloniale :<c«ccccc<«cccc*:
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Ai direttori dei Palestra ricercaria per prendere le opportune
misure per la formazione delle
squadre destinate ai giuochi ami*
chevoli, qualora si voglia persistere nel... deplorevole uso, per
molti, di far disfare dai clubs dei1'interno le glorie acquistate in
S. Paolo.
Che il Commercial fosse un osso duro ben lo sapeva il Palestra; che i suoi elementi fossero
stati rinforzati era purê noto. II
Palestra viceversa si é presentato
-almeno cosí ci assicurava Grammophone — un po' indebolito ed
appena con moita, moltissima garganta, accumulata nelle ultime
vittorie.
La doccia fredda puó essere
stato un bene, ma puó essere stato un male. Per il Palestra, generalmente, le disfatte sono come
le ciliege: una tira 1'altra. E molti torcedores trepidano per il giuoco di domani contro 1'Internadonal.
Speriamo che i timori siano infondati, tanto piú che per il giuoco di domani non c'é bisogno di
prendere alcun trenó, di dormire
all'impiedi una^nottata intera, giocando a briscola e che non c'é
polvere rossa, né sole ribeirãopretense, né vermouth d'onòre, né
accoglienza fredda, ecc. ecc.
*
Per la cronaca dobbiamo dire
che quando il trenó... fúnebre da
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soffietti suscitino un vento forte
sul campo, in modo che la poivere rossa sollevata dia ai palestrini 1'impressione di trovarsi
a Ribeirão Preto e la conseguente sfiducia...
GLI ALTRI GIUOCHI
¦_m_a__H_M_M«a_-a-M---_-_--mMmmtm*umwm¦__a_v_H_n__a_a_a_l
// palcstrino: — Que brincadeira é esta?
ffiv
Ribeirão Preto giunse alia stazione delia Luce, molti dei direttori che si erano recati ad assistere al giuoco erano scomparsi e
fra questi Nicolino Pepi, Enrico
De Martino e Frediano De Luca,
scesi alia chctichella a Barra Funda da dove, in automobile chiusa,
si fecero portare fino alie Joro
case.
Nicolino Pepi aveva fatto andare a B. Funda il suo chauffeur
con un sacco, entro il quale chiuse le cinque palie che il Commerciai regalo al Palestra, dando ordine alio chauffeur di... affondarle nel Tietê...
Le ripercussioni in S. Paolo deila dis fatta palestrina sono state,
com'era lógico, enormi. Al Pau-
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listano, e non senza ragione, hanno festeggiata la vittoria dei Commercial come una vittoria própria
e la direzione dei club, in omaggio ai vincitori, ha fatto distribuire a tutti una cassa di charutos
delia stessa marca.
Al Corinthians é stato- tolto il
lutto ufficiale che era stato decretato in seguito alia sconfitta
súbita dal Palestra e la direzione
ha deciso di far murare una lapide per ricordare l'avvenimento.
Airinternacional, non appena
venne letto 1'incredibile telegramma, s'iniziarono gli ¦ allenamenti
che non sono stati piú sospesi
nemmeno un momínto. E per domenica la direzione deli'Internacional ha scritturato tutti i giornalisti coloniali perché coi loro
per
mDATlTIMÀ scatola con dieci pol-eri
liltiULllIUA 10 litri d'acqaa da tavoU. —
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«pecifica dei disturbi delle vie digerenti ed aff.:zioui artrittche — In*critta aella Farmacope»
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La sconfitta palestrina ha fatto passare in seconda linea tutti
gli altri giuochi.
Quindi che il Corinthians le abbia date al S. Bento di 3lTl giusto il nostro palpite; che il Syrio
abbia segnalato un colossale, piramidale, sequispedale trionfo battendo quel famosissimo Internacional che purê ha saputo in altri tempi battere il Palestra (Ah.
la teoria dei confronti!!) ; che
1'Ypiranga sia riuscito — contro
!'aspettativa generale — a battere il Palmeiras (e di 3 a OÜ);
che il Germania colosso sia riuscito... a farsi battere dal Portugueza ed ii Santos dal Minas,
sono tutti fatti che in altro momento avrebbero suscitato un certo scalpore ed un cero interessamento. Ma la popolazoine sportiva non ha avuto tempo di dedicare il suo pensiero ai medesimi.
La popolazione sportiva era nettamente divisa, una parte a piaugere tutte le sue piú amare lagrime sulla sconfitta palestrina e
1'altra a brindare alia medesima.
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'"¦
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•¦©¦
«««C€CCC€CCC«C«IL PASQUINO COLONIALE *r«j»*MBrea«^^
'Màk.
ia di soei e ammiratori vi si era
CAN0TTAGG10
dato convegno e aspettava, ansiosa, lo svolgersi delia lotta. Fra
IL RISULTATO DI UNA
gli abiti borghesi e le maglie
SFIDA
hianco-azzurre, spiecavano parecPer alcune irregolaritá, verifi"toilettes" di stagione, "toichie
1'equiil
catesi durante
percorso,
lettes" femminili, ben inteso.
corsa per
paggio vincitore delia "juniores"
Finalmente alle 3 e mezzo, Ia
yoles a 4 rematori
dá il colpistola di ítalo Stefano
"
che si effettuó in oceasione deiTabui"
prenpo di partenza*. La
Ia festa a beneficio delia società
vantaggio sulnotevole
súbito
de
"graudos"
svizzeri, venne
dei
l!avversaria, per perderlo in sesclassificato. Non conformandoguito, ai 200 metri dal luogo di
si con Ia decisione delia giuria, ne
La remata dei ragazzi
partenza.
nacque una sfida fra i due equi"Climene"
é piú calma e
delia
paggi. Fu fissata per Ia prova di
conseguenza piú profícua. Ai
sfida Ia domenica seguente 2 ot- ' per
metri Ia "Tabui" riesce nuo500
tobre. Infatti domenica scorsa,
vãmente a prender testa, ma i
nelle prime ore dei pomeriggio,
suoi rematori stremati dallo sfortra ^entusiasmo generale, i due
zo fatto süll-inizió delia gara, deeqúipaggi scesero sulie acque dei
vono cedere ai cento metri dalfiume pronti a darsi battaglia.
"Climene" taglia
1'arrivo e cosi
La guamizione sclassificata, che
il traguardo tra i battimani geé composta di rematori delia vec"Tabui"
nerali.
j,,
chia guardiã, formo su
accaniaspra,
sebbene
lotta,
La
e 1'altra, che é ia medesima che
tecnicamencombattuta,
tamente
su " Spica" vinse Ia corsa per
te lasció molto a desiderare, sia
nuovissimi nelle ultime regate a
da parte dei vinti come dei vinSantos, prese posto su "Climecitori.
ne". Alle tre, Ia riva destra dei
Insomma quei bravi giovanotti
nostro fiume presentava un belsoo meritevoli delia riconoscenza
lissimo colpo d'occhio. Una foidei soei e ammiratori, che fecero
passar loro un quarto d'ora di
vero entusiasmo... santista.
OABAOü AftSILCA»
— DI —
AMILCAR BAIETTI
Officina de concertos e reparaoes de motores em geral.
RUA SANTA ISABEL N. 15
Tel. Cidade 252R
MORMORANO LE ONDE
DEL TIETÊ'
Che "Bezerro desmamado" se
Ia passó^male con un gruppo di
turbolenti in una notte di chiara
luna;
• banca" da direttore di atletismo dei Club de Regatas Tietê,
domenica perrriise solamente a
Huso, allenarsi al lanciamento dei
Dardo;
Che Sal Amargo sia raggiante
con 1'ultima pubblicazione dei
Pasquino. Si vede che il sale ha
fatto effetto;
"
Che il doutorzinho" Rezende
"desia divéntato un petulante
bochador" dei suoi camerati;
"recorChe quando si parla di
des" Galimberti vada in brodo
di giuggiole. Attenti ai fischi e
fiaschi, caro colosso...;
Che Peru nel leggere il Pasquino, quasi ha perduto i sensi.
Povera^ porta, bisognerá pitturarIa di nuovo 1
Che Raffaelli deve allenarsi, al"addio
pancia tu mi cretrimenti
sei";
Che Venosa, domenica, disse
che in canoé non conosce rivali.
Se lo sentisse Provenzano o —
Alfieri.
Che "Gallinha choca", non ostante i consigli dei suo medico,
sia deciso ad accaparrarsi un'al.
7j
tra "lata";
abbia
Cche Marcello Scrippihti,
detto che non esce sul Pasquino
perchè il repórter ignora il suo
nome. Non ci pare...;
Che Perrone, domenica, abbia
deciso di non farsi piú vedere al
club;
Che Abdelnur, se non mette
giudizio, fará perdere 1'eliminatoria al suo equipaggio;
"Climene" e
Che Ia gara fra
"foi
"Tabui"
o sueco";
" foi o sueco" 1'aroma
Che non
portato dal vento nord-est;
Che Fera si sia i scritto sócio
dei Tietê, solamente per essere
"farpresidente dei gruppo dei
ristas";
Che Ia canoa a due veterani,
"
Mexe-mexe e Beiçudo, sia muito convencida";
"meniChe Ia guamizione dei
nos"
(conforme programma),
sfidi mezzo mondo;
Che Alfieri debba farsi beneper ledire da padre Pasquale,
" caipora";
Ia
dosso
di
yarsi
Che Mario Isola non comparisce agli allenamenti perchè oceupato a misurare Ia lunghezza dei
ponte delia ladeira do Carmo;
Che Ia celebre guamizione di
"espalhando água";
Chicca stia
Che Gigion dica: piano piano,
c "a custa dos trouxas" si va a
Rio de Janeiro;
Che6 Pires, vulgo "cavallo da
Alfredo Pellegrlnl o €
CONFETTERIA FASOLI - Rn»
Direita, 5 • Tel. Central 279 • Rap
bresentanti delia Ditta Faccenda An
;onino di Canale • Piemonte.—Vini
fini e da pasto delle seguenti marcbe: Barbera, Grignolino, Nebiolo
Brachetto, Freisa e Moscato. Prewi
¦nodici. Si accettano ordinasioni pe»
ímeMe dirette.
Rua5 Diereiía N. 5 S
S. PAULO j
!Confeifaria?Fasolií
¦
¦
i
i
i
¦
¦
i
¦
¦
i
i
i
Abbiamo voluto concederei il
piacere cli una minuziosa visita ai
locali superiori delia Confeitaria
Fasoli, di rua Direita 5, stabilimento di primissimo ordine rimodernato e con grande festa inaugurato il 6 settembre corrente,
meritandosi il giusto elogio di tutta Ia stampa paulista.
Dello sfárzósó salone 'a pian
terreno messo con fine eleganza
e artisticamente decorato tutta Ia
eletta società che lo freqüenta se
ne dá ogni giorno ragione come
pur delia distinzione dei servizio
di bar lá signorilmente usato; a
noi premeva poi formarei unMdea
delia potenzialitá e modemitâ deile maechine che fabbricano i deliziosi doici prodotti dello stabilimento esemplare. E vedemmo sapientemente collocati i seguenti
maechinari in luoghi di scrupolosa nettezza e di inappuntabile
igiene: Una impastatrice nichela"Panettoni" cata speciale per
pace di dare 60 kg. di pasta per
volta, una raffinartice a due cilindri; 2 maechine speciali per
batter uova completamente nichelata, una silenziosa capace di 25
litri e 1'altra di 20; un macchina
a clinidri pressatrice con capaci-
'; —--.. --trBnSBffi^
g^—»^^-g»»».r
sgl Bsbs
I Sas Es bS? B&aiiliiSlSMlB&íg^^
X
È m ???^A*
wmmWÊÊÊÊÊmWÊÊmWmm!^^
li^B^PfP^SBilflHÊpKaPM^^B^l^
WÊ -/ l^Wmmmm\mW'^ * l' $ A i
fc*'': hWmm^m^S t m I
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Plfl
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II WW\ lmmmTÍ^Í\
KgBBBBiKiUI
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tá di 3 kg. di pasta per volta ed
altri maechinari ancora funzionanti di conformitá alle piú scrupolose esigenze delia legge sul Servi-
vÊmwm iTT
mmmmk^^mmmmímmmm^mm^
BTr
4s^am^Xmmmmmm^m^mmtmmKWr'7wSffpy7wyA. •iSSa&bt'ÍWmmmWXstW&iTSf^'¦•ty'-'v!s)&'.-y>$.-"/fc-aí^y'>" •
I
l
I
i
I
I
I
zio Sanitário.
fico conseguito dalla Ditta onde ¦
Lasciammo i locali surriferiti ben servire le esigenze dei pub- i
I
congratulandoci col gerente delia blico.
i
Confeitaria per lo sforzo magni-
^Jbs!^^
¦?*\.
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: tíftai ',--:.'.
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mmmmmmmmmmmmmmmmmmÍ^^^^^WW"
iHA^^y <AW.WfMri„
í-sy.w.
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fu redatta e firmata daH'illustrissimo prof.
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La fotografia a margine é stata eseguita dott. Pereira Gomes, Direttore di quella innella Santa Casa di Misericórdia di Ribeirão fermeria, il quale le rilasció anche il seguen- " Attcsto che da qualche mese. esperimento p
^fe m-m cnn\ca ospedalicra la polvere anti- >!
Preto, in presenza dei corpo medico di quel te attestato:
pio Istituto.
"Attcsto que na minha clinica hospitalar tracomatosa dei dott. Sculco da Catanzaro ;?;
Essa é delia bambina Anna Teixeira, di da Santa Casa de Misericórdia de São Paulo, con un fomenta e diversi glucosidi estratti 3
anni 7, nativa di Ribeirão, fazenda "Santa na primeira enfermaria de ophtalmologia, de esclusivamente da vegetali e 1'cffetto HA >;
Rita" dei sig. col. Joaquim Firmino.. que sou chefe, venho de ha mezes empregan- SUPERATO OGNI ASPETTAT1VA.
H
Fin dall'etá di cinque mesi soffriva di tra- do com INTEIRA SATISFAÇÃO E REAL ' CONSIDERO GRANDE IL VALORE jü
coma di ambo gli oechi, con accentuatissima PROVEITO PARA OS DOENTES o pó DEL RIMEDIO, e credo affermarlo con co- jj
fotofobia, granulazioni diffuse e suppuranti, anti-trachomatoso do dr. Sculco de Catanza- scienza, tanto piú che da trenta anni scrivo e >;
"^
panno corneale ed infiltrazioni. ro% s. Paulo, 31 de agosto de 1921. (o) Dr. mi oecupo di tracoma, per la cura dei quale
fondai e diressi per un decennio 1'Ospedale V
Dopo solo venti medicazioni col RIMEDIO Pereira Gomes".
3
ANTITRACOMATOSO DEL DOTTOR Infine 1'illustre prof. dott. Francesco Pi- Oftalmico di S. Paolo.
SCULCO, la detta bambina, che il tracoma gnatari, che esperimento largamente il detto S. Paolo, 12 agosto 1921 (a) DOTTOR >;
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aveva orribilmente deturpato, pote essere li- rimedio, rilasció il seguente certificato: FRANCESCO PIGNATARl".
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