Il Giornale dei ragazzi della Scuola Media di Mandas
Bacheca
Incidente
Lunedì 6 novembre alle ore 15.30 F.S. va a sbattere con un
motorino contro il muro di una casa . Non ci sono stati feriti, ma il
motorino si è rotto.
Incidente
Venerdì 10 novembre alle ore 19.30 G.C. cade dal suo motorino
e va a finire sotto una macchina, facendosi male al collo e a una
gamba.
Incidente
Lunedì 13 novembre alle ore 18.30 D. P. cade dalla bicicletta in
un rettilineo e si fa male ai fianchi e alle mani.
Sommario
Benvenuti! ……………………………………………pag. 2
La festa di Halloween……………………………… pag. 2
Cinema, televisione, musica ………………………. pag 3
Il sondaggio: cartoni animati………………………. pag. 5
Spazio alla lettura ……………………………………pag. 6
Libri da non perdere………………………………….pag. 7
Versi diversi ………………………………………….pag. 7
Una lezione straordinaria ………………………….pag. 10
Sport e tempo libero ……………………………….pag. 10
Sondaggio frequenza biblioteca …………………..pag. 12
L’isola degli adolescenti ……………………………pag. 15
Pubblicazioni
Fin dall’inizio della seconda media i ragazzi della 3^ A si sono
occupati di un progetto sui menhir della Sardegna e di tutta
l’Europa .
Dopo aver eseguito delle ricerche e visitato vari siti archeologici
hanno raccolto la documentazione in un libretto intitolato “I
menhir: dalla Sardegna alla Corsica… fino a Stonehenge".
Chi lo desidera può rivolgersi ai ragazzi e averlo in cambio di
una piccola offerta.
*******************
È stato pubblicato il calendario realizzato dai ragazzi delle classi
terze delle sedi di Mandas, Gesico e Siurgus Donigala,
nell’ambito del progetto “Foto in comune per una promozione
fuori dal comune”.
Chi lo desidera può rivolgersi ai ragazzi e averlo in cambio di
una piccola offerta.
La nuova immagine simbolo del giornalino è stata realizzata
da Claudia Matta
Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
BENVENUTI!
Quest’anno è spettato a noi curare la
redazione del giornalino “Infonotizie”.
Eravamo tutti entusiasti ed eccitati.
Sembrava tutto così facile: scrivi la
bozza, la copi al computer, la
impagini nel giornale e via… alle
stampe! Ma l’impresa si è rivelata un
po’
complicata,
anzi,
molto
complicata!!
Prima di tutto il lavoro è stato
piuttosto lungo. Infatti, siamo partiti
dall’ABC: abbiamo imparato a
“leggere” il giornale, cioè a capire
come è impostato, come sono
suddivisi gli spazi, l’importanza dei
titoli e i vari tipi di articoli; poi
abbiamo scelto gli argomenti da
trattare, le rubriche da inserire, ci
siamo divisi i compiti e abbiamo
iniziato a preparare le bozze. E qui è
iniziato il difficile. Infatti, ci sono stati
alcuni problemini di varia natura:
alcuni di tipo tecnico, come il fatto che il piano superiore non sia agibile, quindi non
abbiamo avuto accesso alla sala Marte e siamo stati costretti a usare la sala
computer del piano terra. Ma non sempre questa sala è stata accessibile, e quando
lo è stata non sempre i computer funzionavano bene. Inoltre un altro problema che ci
ha rallentato nella realizzazione di questo giornalino è stato il nostro ritardo nel
consegnare alle professoresse le bozze e gli articoli definitivi: ci si dimenticava il
materiale a casa, non si manteneva la serietà durante le riunioni, ci si comportava
male e non si ascoltava quello che chiedevano le professoresse.
Ma il problema maggiore è causato dalla mancanza dei fondi per stampare i giornali,
un problema che forse riusciremo a risolvere grazie all’aiuto degli sponsor. Infatti
abbiamo chiesto l’autorizzazione al preside di poter mettere una pubblicità per
ricevere dei soldi che useremo per mandare in tipografia i giornali e il preside ha
accettato la nostra richiesta.
Insomma, in questo progetto ci abbiamo messo un bel po’ di tempo e di lavoro,
quindi speriamo che vi piaccia e che comprerete anche il prossimo numero.
Buona Lettura!!!!!!!
P.S. Non scrivete scemenze da mettere nella scatola dei messaggi. “L’Isola degli
adolescenti” è stata creata per permettervi di esprimere le vostre idee, non è un
contenitore di stupidità. Potete esprimere pareri, richieste, fare domande, sfogarvi
etc. etc. ma ricordatevi che le sciocchezze verranno cestinate.
LA REDAZIONE
Halloween…
Halloween… una festa satanica?
Verso la fine di Ottobre, durante la
messa, il nostro parroco Don Pascal
ha parlato di Halloween.
Le sue considerazioni non sono state
apprezzate da tutti i parrocchiani,
specialmente dai bambini, che vivono
questa festa in modo divertente: è un
occasione per stare insieme,
mascherarsi, rimpinzarsi di dolcetti!
“Halloween è una festa satanica, chi
lo festeggia non è un vero cattolico!”
Queste sono state le parole che il
parroco ha pronunciato durante
l’omelia. Ma i bambini sono rimasti
confusi dalle parole del parroco e non
hanno avuto il coraggio di uscire per
le strade del paese per il “dolcetto o
scherzetto?”; infatti, solo quattro o
cinque hanno avuto il coraggio di
festeggiarlo.
Ma a noi è sorto un dubbio: perché
Halloween dovrebbe essere una
festa satanica? Perché il parroco ci
dà queste notizie solo quest’anno?
Lui è a Mandas da due anni e solo
adesso ci vieta di festeggiare
Halloween... Perché? Allora, alcuni
ragazzi del giornalino “Infonotizie”
hanno deciso di documentarsi sulla
storia di Halloween, dell’usanza della
zucca e dei festeggiamenti per la ricorrenza dei defunti in Sardegna. Le cose che
abbiamo trovato vi incuriosiranno molto…
Tutti noi conosciamo Halloween, ci vestiamo da streghe e
personaggi mostruosi; ma qual è realmente la sua storia?
Le origini della festa di Halloween risalgono alle tradizioni
celtiche. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre
(capodanno celtico), i membri d’ogni famiglia si recavano sulla
collina di “Tlachtga”. In questa notte incantata, il confine tra il
mondo terreno e ultraterreno diventava sottile: si pensava che
Samahin, il signore della morte, principe delle tenebre,
permettesse agli spiriti di vagare sulla terra. Come una delle
nostre usanze sarde, i Celti credevano che i morti tornassero a
casa a trovare i propri cari. Si lasciava la porta aperta e il cibo pronto sulla tavola
insieme con una zucca con un lumino acceso per illuminare loro la strada. I colori
tipici di Halloween sono:
L’arancione, per ricordare la mietitura e quindi la fine dell’estate.
Il nero, per simboleggiare il buio dell’inverno.
Una leggenda narra che gli spiriti erranti dei morti durante l’anno, tornassero la notte
del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l’anno successivo. I contadini
perciò rendevano le proprie case fredde e rendevano i loro corpi orribili gironzolando
tra le case per far scappare tutti gli spiriti.
Tutto questo si è semplificato nella classica frase “dolcetto o scherzetto?”.
Perché l’usanza delle zucche?
Una leggenda narra che tanti anni fa in Irlanda viveva
Jack, un ubriacone e taccagno, che la notte di
Halloween aveva incontrato in un pub il Diavolo. Il
vecchio stava per cadere nelle mani di Satana, quando
riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli
avrebbe dato la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il Diavolo si trasformò in
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
una monetina per pagare l’oste e
Jack fu veloce tanto da riuscire ad
intascarsela. Poiché possedeva
anche una croce d’argento, il Diavolo
non riuscì più a tornare alla sua
forma originaria. Jack stipulò un
nuovo patto col Diavolo: lo avrebbe
lasciato andare purché, per almeno
10 anni non fosse tornato a
reclamare la sua anima. Satana
accettò.
10 anni dopo, Jack e il Diavolo si
rincontrarono e Jack riuscì a sottrarsi
di nuovo al potere del Diavolo e a
fargli promettere che non lo avrebbe
cercato mai più.
Il diavolo, che si trovava in una
situazione difficile, accettò. Quando
Jack morì non fu ammesso in
Paradiso e fu costretto a bussare alle
porte dell’Inferno; il Diavolo, però,
che aveva promesso che non lo
avrebbe cercato, lo rispedì indietro
tirandogli addosso un bastone
ardente. Jack se ne servì per
ritrovare la strada giusta e, affinché
non si spegnesse col vento, lo mise
sotto la rapa che stava mangiando.
Si dice che da allora Jack vaghi con il
suo lumino in attesa del giorno del
Giudizio (da qui il nome JACK O’
LANTERN, Jack e la sua lanterna).
Quando gli Irlandesi, abbandonarono
il loro paese e si diressero in
America, nel 1845 in seguito ad una
carestia, portarono con sé questa
leggenda e, poiché le rape non sono
così diffuse come in Irlanda, le
sostituirono con le più comuni
zucche. Da allora, la zucca intagliata
con la faccia del vecchio fabbro e il
lumino all’interno, è il simbolo più
famoso di Halloween.
La ricorrenza dei defunti in
Sardegna.
Anche in Sardegna le anime dei
defunti vengono ricordate durante
una festa che nelle varie zone
dell’isola prende diversi nomi: “Is
animeddas” e “Is mortus” vale a dire
la festa delle piccole anime o dei
morti. Certamente nel passato questa
tradizione era molto più sentita rispetto ad oggi: alla tradizionale pulizia delle tombe
di famiglia, che venivano ornate con fiori e lumini, si pensava anche a preparare dei
cibi particolari e ad apparecchiare la tavola con pani speciali; in alcuni paesi
particolarmente legati alle tradizioni, ancora oggi si prepara una tavola imbandita di
cibi particolari destinati alle anime dei morti: si crede, infatti, che durante la notte tra il
l’ultimo giorno di ottobre e il primo di novembre le anime dei defunti entrino nelle
case dei propri cari e si nutrano del profumo del cibo. Con questa usanza appare
chiara la convinzione che i morti proseguano nell’aldilà un’altra vita e che essi
abbiano ancora le stesse abitudini e i bisogni dei vivi.
Ma ciò che avvicina di più la festa di Halloween alle tradizioni della Sardegna è che
durante la ricorrenza dei defunti pane e dolci vengono spesso dati in offerta, poiché
fare l’elemosina è un’usanza doverosa.
“Dolcetto o scherzetto?” e “Is animeddas”: feste sorelle?
Nel pomeriggio del 31 ottobre qui in Sardegna potrebbe capitare ancora oggi che
qualcuno bussi alle vostre porte pronunciando una formula variabile da zona a zona:
“Su mortu mortu” (“Il morto”), “Seus benius po is animeddas”(“Sono venuto per le
piccole anime”), “ Mi das fait is animeddas?” (“Mi vuol dare un’offerta per le piccole
anime?”), “Su bene des sas animas” (letteralmente “Il bene delle anime”), “Carki
cosa po sas animas” (date “Qualcosa per le anime”) oppure “ Is panixeddas po is
animeddas” (“I piccoli pani per le piccole anime”): sono i bambini che escono a frotte
per le vie del paese e bussano alle porte delle case, spesso lasciate socchiuse per
l’occasione, e chiedono un’offerta in nome dei morti e delle loro anime.
Nessuno nega i dolci, la frutta fresca o secca (noci, mandorle, castagne, melegrane,
ecc.). È una splendida occasione per rimpinzarsi di cose buone, così come fanno i
bambini degli Stati Uniti in occasione della festa di Halloween!
Nelle storie tradizionali della Sardegna che venivano raccontate intorno al focolare,
apparivano i nomi delle anime più “famose”, alcune buone o particolarmente amanti
degli “scherzetti”, altre decisamente cattive e da evitare accuratamente:
Le persone anziane ancora oggi ricordano soprattutto:
”Su Mastru Inganni” che si appostava lungo i sentieri e chiedeva ai contadini
che passavano a cavallo di farsi trasportare; una volta in sella, si rendeva
pesante a tal punto da far cadere cavallo e cavaliere e poi scappava via ridendo
a crepapelle…
“Su corripedde” che era invece amico dei bambini e loro compagno di giochi.
”S’Ammuntadore” era un’anima brutta e cattiva che durante il sonno delle
persone si poneva sul loro petto e ne bloccava il respiro, spaventandole a
morte!
”Su‘oe de Santu Larentu” era un’anima malvagia che aveva il corpo d’uomo e
la testa di bue con lunghe corna.
”Sa Sùrbile”, temutissima dalle giovani madri, era una sorta di vampiro che
succhiava il sangue dei bambini molto piccoli.
”Su procu azzuddau” che aveva gli occhi infuocati e grugniva ferocemente
contro di chi aveva la sventura di incontrarlo per strada.
Dopo aver fatto i confronti fra le diverse usanze abbiamo notato che si tratta di
diversi modi di commemorare i defunti e che il diavolo, nella festa di Halloween, non
è il re della festa, ma addirittura viene preso in giro da un ubriacone. Quindi abbiamo
voluto capire perché Don Pascal abbia definito Halloween una festa satanica e glielo
abbiamo chiesto.
Pamela e Michela
Musica Televisione Cinema
Il rock and roll
Il rock and roll è un genere di musica leggera bianca di
origine afroamericana. Con E. Presley, B. Holly, B. Haley nel
1954 si è fuso il “rhythm and blues” nero alla musica “country
and western” che dava più importanza al suono della
chitarra. Accolto inizialmente con scandalo il rock’n roll
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
trionfa tra i giovani
e poi in tutto il
mondo. Dal 1962
alcuni
gruppi
inglesi (Yardbirds,
Beatles,
Rolling
Stones,
Who)
combinano il rock’n
roll, il rhythm and
blues e il folk, dando vita al genere beat. Dal 1967 al 1974
c’è stato un vero e proprio boom del rock con migliaia di
dischi venduti, festival, ecc. Proprio in questo periodo
emergono alcuni artisti significativi come J. Hendrix, F.
Zappa, B. Dylan e J. Joplin, e inoltre anche alcuni gruppi
inglesi: Pink Floyd, King Crimson, Emerson Lake & Palmer,
Jethro Tull.
Dal 1975 dal rock si generano alcune tipologie musicali che
appaiono come una forma di protesta e denuncia sociale: il
punk, musica che esprime il degrado delle città; la corrente
nera del rock, il reggae giamaicano (B. Marley) e il rap,
espressione rabbiosa dei ghetti caratterizzata da un ritmo
complesso.
Dagli anni ’80 il rock inizia ad essere non più solo musica,
ma un motivo di esibizione e spettacolo (alcuni artisti che
caratterizzano questo periodo sono Madonna, M. Jackson e
Prince).
I Beatles
Chi non conosce i
Beatles?! Il quartetto
inglese formato da:
George Harrison, voce
e chitarra (Liverpool
1943) John Lennon, il
fondatore, voce e chitarra (Liverpool 1940- New York 1980),
Paul McCartney, voce e basso ( Liverpool 1942) e Ringo
Starr, voce e batteria (Liverpool 1942). Lennon fonda i
Beatles come gruppo di adolescenti patiti del rock’n roll nel
1957. I primi successi arrivarono nel 1962-63, lanciando la
moda del beat. Dopo ben otto anni in vetta alle classifiche
mondiali, il gruppo passò dal rock’n roll e dal beat, ad
abbracciare quasi tutti i generi: gospel, musica indiana,
musica colta. Nel 1968 J. Lennon incontrò Yoko Ono, artista
giapponese, con la quale intraprese una ricerca artistica e
che divenne poi sua moglie.
I Beatles sono tra i pochi gruppi destinati a restare nel tempo
proprio perché, partendo da un genere facile, arrivarono a
tanti altri generi trasformando il loro stile in uno davvero
unico, particolare e sempre di moda. Nel 1970 il gruppo si
sciolse e ogni componente continuò la propria carriera
musicale: J. Lennon incise alcuni album di successo con
Yoko Ono (considerata la causa dello sciogliemento del
gruppo). Si sposarono il 20 Maggio 1969. L’8 dicembre 1980
Lennon fu assassinato con sette colpi di pistola a New York
da Mark David Chapman, uno squilibrato fan dei Beatles,
proprio pochi giorni prima dell’uscita del suo nuovo album; G.
Harrison coltivò la sua passione per la musica orientale e
incise numerosi album come solista, partecipando, come i
rimanenti del gruppo, a concerti per la pace e in memoria di
J. Lennon; P. McCartney fondò con la moglie L. Eastaman il
complesso The Wings nel 1971; R. Starr tentò la carriera
cinematografica per poi tornare alla musica, senza però
ottenere particolari successi.
Adattato da “L’enciclopedia della musica”, L’Enciclopedia dei
personaggi” De Agostini, “Omnia 2003.
Claudia Matta
Una band a scuola
Tre alunni della 3° A della scuola media di Mandas, Matteo, Antonio e Francesco, hanno fondato un gruppo musicale. Il Prof. Pucci,
insegnante di musica, è orgoglioso di questi allievi perché si appassionano molto ai pezzi che lui propone. La loro idea nasce circa
un anno fa quando tutti e tre vedono un ragazzo che suona la batteria insieme al suo gruppo. Così da allora si incontrano, non tanto
regolarmente, per suonare pezzi del loro genere preferito: il rock. Tutti e tre hanno sempre avuto la passione per la musica, infatti
Matteo suona la chitarra acustica da circa quattro anni, mentre nell’ultimo anno si sta dedicando anche a quella elettrica; Antonio ha
iniziato a suonare la chitarra in prima media, ma poi ha cominciato a destreggiarsi con la batteria che suona da circa un anno;
Francesco, infine, come Antonio, ha iniziato ad esercitarsi con la chitarra, ma dal Gennaio 2006 suona abbastanza bene anche il
basso elettrico.
Quando si incontrano suonano per circa tre ore, qualche volta con l’aiuto del prof. Pucci. Non compongono ancora musica da soli e
per adesso suonano canzoni famose. Non hanno ancora deciso un nome adatto per il loro gruppo e neanche dei nomi d’arte che si
adattino alla loro personalità, ma non appena riuscirò a “strappare” loro qualche informazione in più, prometto che vi terrò informati
su tutte le novità.
Claudia Matta
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
Harry Potter
Potter e il calice di fuoco
Harry Potter è un ragazzino orfano
che studia le arti magiche nella
scuola di Hogwarts. Non è un nostro
vicino di casa, ma il personaggio più
famoso della letteratura per ragazzi.
È il protagonista di diversi libri di J. K.
Rowling: Harry Potter e la pietra
filosofale, Harry Potter e la Camera
dei segreti, Harry Potter e il
prigioniero di Azkaban, Harry Potter e
il calice di fuoco, Harry Potter e
l’Ordine della Fenice, Harry Potter e il
Principe Mezzosangue e dell’ultimo,
che non è ancora uscito, non si
conosce il titolo. La scrittrice J. K.
Rowling è diventata famosa
scrivendo questi libri che sono stati
tradotti dall’inglese in 33 lingue
diverse.
Come ben sapete i film tratti dalle storie su Harry Potter sono quattro: La pietra
filosofale, La camera dei segreti, Il prigioniero di Azkaban e infine Il Calice di fuoco.
Ecco un assaggino della trama: Harry è diventato grande e in quest’ultimo film lui
deve superare molte prove e lo fa grazie ai suoi amici Ron e Hermione. Harry
s’innamora anche di una bellissima maghetta di nome Cho.
Questo film è diverso da tutti gli altri perché oltre ad essere stato visto da molte
persone, è pieno di suspense. L’episodio che impressiona di più è quello nel quale
Voldemort rinasce prendendo l’aspetto di un viscido mostro…
Lo sapevate?
Non solo a Hogwarts, una scuola dove s’imparano le arti magiche, esiste un ragazzo
orfano di nome Harry Potter! A J. K. Rowling sono arrivate segnalazioni dal mondo
reale dell’esistenza di parecchi Harry Potter, infatti esistono un nonno che per questo
è diventato mitico agli occhi del nipotino, un avvocato di Londra, che ha lo stesso
nome, ma anche un soldato morto nella Seconda Guerra Mondiale, un orologiaio che
lavorava a Londra nel secolo scorso. E siamo sicuri che, in futuro, saranno davvero
tanti altri a portare questo nome così impegnativo?
Denise Meloni
LA PUPA E IL SECCHIONE
Nel mese di settembre, dopo il successo in America, è arrivato anche in Italia il reality “La Pupa e il
Secchione”. Per due mesi, 7 coppie formate da una pupa e da un secchione (Rosy e Sala, Silvia e Spinò,
Ilaria e Monti, Loredana e Pace, Nora e Congedo, Elisa e Del Monte, Mary e Rampinelli) hanno vissuto in una
villa dove si preparavano per le prove della trasmissione del lunedì sera. La prova per le pupe era lo “Zucca
Quiz”, un’interrogazione per capire in che modo avessero studiato durante la settimana e per i secchioni si
trattava di affrontare prove fisiche, come il wrestling, il karaté etc. etc. Tra le stupidaggini dette dalle pupe e la
goffaggine dei secchioni, tutti gli spettatori a casa e in studio si sono fatti delle belle risate…
Lo show si è concluso con la vittoria della coppia Rosy e Sala, decretata dal pubblico attraverso il televoto e con la selezione di
nuove pupe e di nuovi secchioni per la seconda edizione.
Durante la puntata di “Le Iene” del 7-11-2006 due pupe, Nora e Silvia hanno confessato di aver risposto volontariamente in maniera
errata alle domande a cui venivano sottoposte per divertire di più.
Questo programma ha suscitato molte critiche negative, ma anche positive. Alcune persone pensano che sia tutta una montatura e
non sopportano la palese ignoranza delle pupe; mentre altre lo trovano un programma fresco e divertente.
Ilaria Mura
I sondaggi di Infonotizie
Cartoni Animati “Ieri E Oggi”
La 3^ A ha intervistato alcuni adulti per sapere cosa pensano
sui cartoni che trasmettono oggi alla tv e per fare un
confronto con quelli che trasmettevano quando loro erano
giovani. Le domande dell’intervista sono state:
1) Quando eri piccolo guardavi qualche cartone animato?
Elenca quelli che più seguivi.
2) Secondo te c’è qualche differenza tra i cartoni che
guardavi e quelli che trasmettono adesso? Quale?
3) Secondo te i cartoni animati sono cambiati in meglio o in
peggio? Perché?
4)
Ci sono ancora cartoni simili a quelli che trasmettevano
prima? Se sì, sei contento di questo?
Grazie alle risposte che hanno fornito gli intervistati è stato
possibile scrivere questo articolo:
Il Parere Degli Adulti
Circa trent’anni fa i cartoni che trasmettevano alla tv erano:
Super Gulp, Bugs Bunny, Goldrake, Tecaman, Mazinga Z,
Ernesto Sparalesto, I Bassotti, Mister Magoo, Giorgie, Remì,
Topolino, Tom e Jerry, L’ape Maia e Heidi. Questi erano
cartoni basati sulla comicità, la solidarietà e la giustizia.
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
Avevano lo scopo di stimolare l’intelligenza, la fantasia e la
bontà dei bambini ed educarli ulteriormente.
Gli adulti che abbiamo intervistato pensano che i cartoni
animati che guardano oggi i bambini siano per la maggior
parte violenti, volgari e che non abbiano alcun contatto con la
realtà. Pensano anche che i cartoni di oggi istighino i bambini
alla lotta e li portino a fare pazzie e giochi pericolosi. Questo,
però, è dovuto anche al fatto che oggi ci sono troppi cartoni, i
bambini passano troppo tempo davanti alla tv senza fare
movimento, stare all’aperto, leggere un libro o
semplicemente giocare. A quanto pare i cartoni sono
peggiorati rispetto a trent’anni fa.
Questo ci fa capire che man mano che passa il tempo, oltre
alla tecnologia, cambiano i concetti più importanti
sull’educazione: prima si insegnava ai bambini il rispetto e la
pace; oggi invece sembra che ogni cosa (giocattoli e cartoni)
vogliano insegnare la superiorità di alcune persone su altre e
la prepotenza.
Stefania e Alvise
SPAZIO ALLA LETTURA
Noi ragazzi della 3^ A quest’ anno scolastico seguiremo un
progetto chiamato: “Impariamo a leggere: libri e non solo…”,
che ci vede impegnati nel capire che la lettura non significa
solo leggere i libri, ma anche decifrare le cartine geografiche,
fotografie, opere d’arte, pentagrammi ecc.
All’inizio di questo progetto (il 21 settembre 2006) siamo saliti
nel piano superiore della scuola per visitare la biblioteca
scolastica; le prof. ci hanno fatto entrare nella biblioteca
bendati in modo che potessimo immaginarci la biblioteca
toccando i libri, gli scaffali, i banchi. Insomma, abbiamo “letto”
un ambiente in modo diverso dal solito. Tutti noi ci
immaginavamo la biblioteca scolastica come un ambiente
molto grande, accogliente e con tutti i libri ordinati; quando
abbiamo aperto gli occhi ci siamo accorti che non era così: era
tutto in disordine e per niente accogliente.
Lo scorso anno scolastico insieme alla prof Camboni abbiamo
allestito una sala di lettura che si trova sempre al piano
La biblioteca della scuola media nella I° fase di allestimento.
superiore della scuola, ma nella parte nuova; ci siamo
impegnati tanto per realizzarla e abbiamo utilizzato in diverso
modo anche tante ore di lezione. Prima di usufruirne abbiamo pulito e disinfettato tutto, abbiamo stampato delle frasi dette da
persone famose oppure inventate da noi, sempre, però, relative al piacere della lettura per attaccarle sulle pareti della stanza; ci
siamo occupati anche dell’arredamento per rendere questa stanza più accogliente in modo da invitare alla lettura. Invece la prof
Camboni si è occupata di risistemare i libri e i registri di catalogazione.
La sala di lettura è rimasta aperta dal 3 febbraio del 2006 sino alla fine dell’anno scolastico. Quando è stata aperta ha avuto molto
successo: venivano a prendere in prestito dei libri ragazzi da tutte le classi e noi l’abbiamo utilizzata non solo per prendere dei libri in
prestito, ma anche per fare lezione o correggere i compiti. All’inizio eravamo molto indisciplinati, ma poi la prof. ci ha fatto capire che
se ci fossimo ancora comportati così, le lezioni alternative sarebbero tornate “normali” lezioni di antologia. Così ci siamo calmati
notevolmente e tutto è andato per il meglio…
In questo momento non è possibile accedere al piano superiore e quindi non è neanche possibile utilizzare né la biblioteca, né la
sala di lettura per motivi di inagibilità.
Noi, nel frattempo, abbiamo visitato un’altra biblioteca per capirne l’organizzazione. Il 20 ottobre 2006 abbiamo visitato la biblioteca
di Isili che fa parte del SISTEMA BIBLIOTECARIO SARCIDANO BARBAGIA DI SEULO che collega tutte le biblioteche e nella quale
è possibile richiedere e ottenere libri, videocassette, cd da ogni parte del mondo. Per la catalogazione dei libri la biblioteca di Isili,
utilizza un sistema che viene chiamato “Metodo Dewey” e consiste nel mettere un etichetta di diverso colore in ogni libro e un
numero per dividere i libri in generi. Nella biblioteca di Isili è possibile anche navigare in internet tramite computer che ci sono a
disposizione. Per poter accedere alla biblioteca e usufruire dei servizi, è necessario fare una tessera che si richiede nella biblioteca.
Una cosa ci ha incuriosito tanto: ogni avviso affisso nella biblioteca è scritto sia in Italiano che in Sardo nella variante locale.
Anche a Mandas è presente una biblioteca comunale che tra un po’ verrà aperta e farà parte del SISTEMA BIBLIOTECARIO
SARCIDANO BARBAGIA DI SEULO. La nuova biblioteca comunale avrà sede nella chiesa di San Francesco, nell’ex compendio
conventuale. Avrà numerosi computer, tutti con la possibilità di collegarsi ad internet. La vecchia biblioteca comunale invece, che è
stata da poco chiusa, non faceva parte del SISTEMA BIBLIOTECARIO SARCIDANO BARBAGIA DI SEULO, ma era indipendente.
Non era molto attrezzata come lo sarà la nuova, non c’erano dei computer, e ogni tanto era chiusa per motivi tecnici. Tutti noi
speriamo che la biblioteca venga aperta presto; così avremo un punto di incontro comune anche per fare ricerche o compiti da
svolgere in gruppo.
Matteo Pisano e Claudia Matta
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
LIBRI DA NON PERDERE
Karen Levine
La valigia di Hana
Una storia vera
FABBRI EDITORE
Nel 2000 al museo dell’olocausto di Tokio arriva da Auschwitz una valigia mal
ridotta con su scritto con la vernice bianca “Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana”.
La direttrice del museo Fumiko Ishioka, rimane affascinata da questa scritta e
decide di leggerla ai bambini che vanno al museo. Anche loro ne restano
profondamente colpiti e chiedono a Fumiko più informazioni su questa ragazza.
Qual’era la sua storia? Da dove veniva? Come era finita ad Auschwitz? Fumiko
decide di indagare e allora…
È questa la storia del libro di Karen Levine, “La valigia di Hana”, che mette in
contatto la Cecoslovacchia del 1940 con il Giappone del 2000. Leggendo questo
libro si possono sentire le emozioni provate da Hana: una vita prima tranquilla e
agiata e poi, quando viene rinchiusa nei campi di concentramento, pesante e
difficile, con la lontananza del fratello e dei genitori. Nella nostra classe tutte le
persone che lo hanno letto lo hanno trovato un libro bellissimo: la triste storia di una
bambina condannata per una questione di “razza”. Ma lei non è stata l’unica
bambina a morire nei campi di concentramento, altre migliaia di bambini, di adulti e
di anziani sono morti per colpa dei nazisti, delle persone che pensavano che la loro
etnia fosse migliore delle altre, e che hanno dato via alla cosiddetta “pulizia etnica”
uccidendo milioni di persone solo per dimostrare la loro “superiorità”.
Questo libro l’abbiamo preso in prestito dalla biblioteca comunale di Isili e tanti fra noi l’hanno letto. Ve lo consigliamo…
Altri libri che riguardano questo periodo storico sono “Il Diario di Anna Frank” e “Se questo è un uomo di Primo Levi”.
Ilaria Mura
VERSI DIVERSI
Noi ragazzi della III A stiamo studiando la struttura della poesia e il suo significato: abbiamo visto l’importanza delle onomatopee,
delle allitterazioni, delle sinestesie e delle metafore che arricchiscono di significato la poesia e la rendono più fantasiosa e
comunicativa.
Dalla professoressa Lichino ci è stato prestato un libro intitolato “ Qui non ho visto farfalle “ : in questo libro sono riportate le poesie
che i bambini scrissero durante la prigionia nei campi di concentramento. Si può notare benissimo che queste poesie, a differenza di
quelle scritte dai poeti “professionisti”, sono spesso prive di rime, e i versi e le strofe non sempre rispettano le regole della struttura
poetica; questo perché i bambini scrivevano le poesie semplicemente per liberare i loro sentimenti, scrivevano le loro paure, le loro
incertezze e nostalgie; certamente non avevano idea di quali fossero le regole per realizzare un componimento poetico. I loro versi,
però, appaiono ugualmente belli, perché conservano un significato profondo ed esprimono i veri sentimenti che essi provavano e
possono rappresentare un autentico documento storico.
Abbiamo avuto modo di leggere anche una poesia molto commovente scritta dalla poetessa Joyce Lussu: è intitolata “C’è un paio di
scarpette rosse”. Naturalmente questo componimento rivela un struttura poetica ma, al di là del valore letterario, rappresenta un
momento di riflessione sulla tragedia dell’Olocausto che ha colpito anche i bambini.
Abbiamo deciso di inserire queste poesie scritte dai bambini dopo aver letto il libro “ La valigia di Hana “.
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
C'È UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE
Mucchio di scarpe dei deportati
C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
Letti in una baracca a Birkenau
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...
Joyce Lussu
Ingresso Auschwitz
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
Il giardino
È piccolo il giardino
profumato di rose,
è stretto il sentiero
dove corre il bambino:
un bambino grazioso
come un bocciolo che si apre:
quando il bocciolo si aprirà
il bambino non ci sarà.
(Franta Bass)
A Terezin
Appena qualcuno arriva qui
ogni cosa sembra strana.
Come, devo coricarmi per terra?
No, io non mangerò quella stupida patata nera.
E questa sarà casa mia? Dio com’è lurida!
Il pavimento è solo fango e sporcizia
e io qui dovrei distendermi?
Come farò a non sporcarmi?
C’è sempre un gran movimento quaggiù
e tante tante mosche:
le mosche non portano le malattie?
Ecco, qualcosa mi ha punto: una cimice forse.
Com’è orribile Terezin!
Chissà quando torneremo a casa!
(1943 “Teddy”, dai dati anagrafici non accertati)
Ci siamo abituati
a piantarci in lunghe file alle sette del mattino,
a mezzogiorno e alle sette di sera,
con la gavetta in pugno,
per un po’ di acqua tiepida
dal sapore di sale o di caffé
o, se va bene, per qualche patata.
Ci siamo abituati a dormire senza letto,
a salutare ogni uniforme
scendendo dal marciapiede
e risalendo poi sul marciapiede.
Ci siamo abituati agli schiaffi senza motivo,
alle botte e alle impiccagioni.
Ci siamo abituati
a vedere la gente morire nei propri escrementi,
a vedere salire in alto la montagna
delle casse da morto,
a vedere i malati giacere nella loro sporcizia
e i medici impotenti.
Ci siamo abituati
all’arrivo periodico di un migliaio di infelici
e alla corrispondente partenza
di un altro migliaio di esseri ancora più infelici …
(Un ragazzo di quindici anni, Peter Fisch)
Addio
Tutti gli istanti felici
sono perduti per sempre,
e non ho più la forza
di proseguire il cammino.
Ancora una volta, una sola,
tenere il capo tra le mani,
poi chiudere gli occhi, e in silenzio
andarmene verso le tenebre …
Vorrei andare da sola
Vorrei andare sola
dove c’è un’altra gente migliore,
in qualche posto sconosciuto
dove nessuno più uccide.
Ma forse ci andremo in tanti
verso questo sogno,
in mille forse …
e perché non subito?
Alena Synkovà (1962 sopravvissuta)
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
UNA LEZIONE STRAORDINARIA
Martedì 21 novembre, durante l’ora di Scienze, abbiamo fatto
un piccolo esperimento con le prof. Camboni e Lichino per
provare a capire come ci si sente e quali sensazioni si
provano ad essere cieco e ad essere la guida di un non
vedente: ci siamo divisi in gruppi, formati da due persone, di
cui una bendata che faceva la parte del cieco, mentre l’altra
faceva la guida.
dovessi perdere la vista e neanche come comportarmi se mi
dovessi trovare a guidare un amico cieco.
Mi fa riflettere il modo in cui queste persone cieche si sono
adattate al mondo con il loro linguaggio e la loro scrittura, il
modo di leggere e di esprimersi.
Non so se riuscirei ad adattarmi al loro mondo subito, forse
no.”
“Oggi a scuola abbiamo vissuto l’esperienza di una persona
cieca e di un accompagnatore per ciechi. Ci siamo divisi a
gruppi di due e a turno dovevamo metterci una benda e farci
guidare da quello senza benda. Io ero in coppia con Michele,
e sinceramente, non mi fidavo molto a farmi guidare da lui,
ma non sono neanche sicura che mi sarei fidata di qualcun
altro in questa situazione. Appena uscita nell’andito ho notato
subito la differenza di temperatura; ho perso completamente
il senso dell’orientamento e non riuscivo a capire dove mi
trovassi, ho persino messo la mano su una pianta spinosa.
Appena Michele mi ha lasciato il braccio mi sono sentita
insicura e la paura è aumentata molto e anche dopo essere
rientrata in classe non riuscivo a tranquillizzarmi.
Ora ho capito quello che i ciechi non possono vedere. Non
possono capire se una persona li ammira o li deride, non
possono capire perché il cielo qualche volta è scuro, perché
non lo vedono, non possono vedere la gioia o il dolore negli
occhi degli altri, non possono vedere i sorrisi o le lacrime o il
volto degli amici, non possono capire se si stanno rendendo
ridicoli oppure se qualcuno li ascolta davvero. La personalità
di qualcuno si coglie anche dallo sguardo e dal modo di fare,
e invece loro non lo possono capire perché non vedono, non
ci si può fidare di chiunque, proprio come è successo a me,
perché non si è mai sicuri senza vedere con i propri occhi.
Secondo me perdere la vista da grandi è più grave che
perderla da piccoli, perché si sa meglio cosa non si può
vedere e cosa si perde. Non so come farei se un giorno
“Quando sei cieco tutto intorno a te è spento, i colori non
esistono, non hanno un significato, non hai la minima idea di
cosa siano, vivi con gli occhi immersi nel nulla nel buio
profondo.
Una parte di te è presente, ma l’altra parte è altrove. Tu vivi
nel mondo dei ciechi, gli altri nel mondo dei vedenti. Con un
grande sforzo puoi diventare partecipe del mondo comune a
tutti, ma gli altri non possono esserlo del tuo.
Ti senti solo e abbandonato, non puoi mai sapere se
qualcuno ti sta osservando e sentendo, oppure se qualcuno
si accorge di te, devi sventolare le braccia o battere le mani
su qualcosa di solido per accertarti che gli altri si accorgano
che anche tu fai parte del loro stesso mondo.
Quando cammini deve sempre esserci qualcuno che ti
conduca nella giusta direzione, altrimenti non sapresti da che
parte spostarti, non conosci fino in fondo il mondo in cui vivi, i
tuoi occhi non te lo permettono.
Devi concentrarti maggiormente sui sensi che puoi usare:
l’udito, l’olfatto e il tatto. Il tuo tempo trascorre molto più
lentamente rispetto a quello dell’altra gente.
Spesso ti chiedi come sia il mondo dei colori, delle forme, di
tutte le bellezze che ti descrivono le persone, vorresti tanto
farne parte anche tu, vorresti tanto avere ricevuto il dono
della vista anche tu. Desideri tanto poter esplorare il mondo
da un altro punto di vista e provare il fascino e le sensazioni
che non hai mai provato.”
Ilaria, Claudia, Stefania
SPORT & TEMPO LIBERO
LA PLAY STATION 3
L’11 novembre è uscita in Giappone la nuova versione della Playstation, la Playstation 3, molto più moderna con design classico
rettangolare argentata, il controller a forma di boomerang a infrarossi. La Playstation 3 può leggere i nuovi Blu-Ray, i giochi della
Play 1, della Play 2 e della Play 3, i cd musicali, le schede di memoria di fotocamere digitali, cd e dvd.
Può offrire giochi tecnicamente più complessi, con una grafica migliore e più dettagliata. La ragione di questo salto di qualità è
dovuta al processore cell e al chip di grafica RSX.
Prima ho accennato al fatto che la Play 3 può leggere i Blu-Ray che sono i successori dei dvd, rispetto ai quali hanno però una
memoria maggiore. Blu-Ray hanno una qualità dell’immagine migliore pensata per i televisori ad alta definizione. Le immagini sono
molto più nitide, senza sfarfallii e pixel fuori posto.
Per salvare i dati si usano schede di memoria e hard disk. Il primo gioco elaborato è: RESISTANCE: FALL OF MAN che è un gioco
di genere “sparattutto”.
DINO
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
WRESTLING
Cari lettori sapete cos’è il wrestling?
Il wrestling è uno sport dove le persone si picchiano e per vincere di solito bisogna atterrare l’avversario e tenerlo spalle al tappeto
per almeno tre secondi, ma ci sono altri tipi di match dove si vince in diverso modo. Per esempio nel “I quit match” bisogna
pronunciare queste parole per vincere oppure nel “bra & panties” bisogna togliersi i vestiti. Di lottatori tutti ne conoscono uno, Hulk
Hogan che in questo periodo è stato sfidato da Shawn Michaels e da Randy Orton a Summer Slam, coronando queste sfide con
un’altra vittoria.
Esistono vari tipi di match, belli e divertenti come i Bra & Panties match, ma anche violenti come gli hardcore match e i Last Man
standing match.
Curiosità
LE DIVAS
Le divas sono le ragazze che lottano, si picchiano, si tirano i capelli, si prendono a schiaffi e si tolgono i vestiti. Lottano per la cintura
femminile vinta tra il 2005\2006 da Mickie James, Lita, Trish Stratus ora ritirata dal 17 settembre nel suo ultimo match in WWE
(Toronto, Canada).
Michele Gessa
GIORNATA ROSSOBLU A MANDAS
La cerimonia di premiazione all’ex Convento
La squadra vincitrice dello scudetto ’ 69 / ‘70
Sabato 11 novembre alle ore 10.00, gli alunni della scuola media ed elementare sono andati all’ex Convento di Mandas per
partecipare alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria ai giocatori del Cagliari che nel 1970 hanno conquistato lo
scudetto. C’erano molte persone, tra cui i dirigenti del Cagliari, il sindaco, il parroco, alcuni ex giocatori del Cagliari tra cui Nené.
Insieme a loro anche Mario Sardara, Marius capo del club di tifosi, è stato premiato dal sindaco. A tutti i presenti sono state
consegnate delle fotografie dell’ex squadra e una bandierina rossoblu. Noi ragazzi abbiamo accolto con entusiasmo gli ex giocatori e
loro ci hanno fatto volentieri degli autografi. Ad un certo punto sullo schermo, sono state proiettate immagini delle partite giocate
all’epoca, con il commento di Enrico Albertosi (ex portiere del Cagliari). É stata una giornata molto bella; sono state ricordate le
glorie del Cagliari.
Stefano Anedda
CALCIOPOLI
Nel giugno di quest’anno sono iniziate le indagini da parte degli investigatori calcistici a causa di intercettazioni
telefoniche che riguardano i presidenti delle seguenti squadre: Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina e Reggina. I
presidenti sono accusati di sequestro di persona, di aver comprato delle partite e di altre azioni illegali. Le indagini
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Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
sono state ultimate i primi di luglio e i casi più gravi sono quelli relativi alla Juventus e alla Fiorentina; per questo, in tribunale la
Federcalcio ha preso dei pesanti provvedimenti a carico delle varie squadre coinvolte. Alla Juventus sono stati assegnati 30 punti di
penalizzazione e la retrocessione in serie B, al Milan 12 punti di penalizzazione, alla Fiorentina e alla Lazio 19 e alla Reggina 17.
Qualche giorno dopo però la parola è passata alla difesa di queste squadre e grazie ai loro avvocati, la Federcalcio ha tolto qualche
punto alle squadre. I punti cambiano: Juve -17 e passaggio in serie B, Milan -8, Fiorentina e Lazio -17 e Reggina -12. Secondo me
queste punizioni sono severe ma giuste e visto che non tifo queste squadre sono contento.
Stefano Anedda
MOTORI
Nel 2007 dovrebbero uscire delle nuove macchine come la CITROEN C6, MERCEDES E,
AUDI A6 e il BMW 530.
Eccole qui descritte:
CITROEN C6: ha una linea coupé ed è fornita di sospensioni idropneumatiche. È dotata di
sedili comodi e regolabili, il cruscotto è digitale. È di facile lettura ma la console centrale non fa
bella figura. La sua velocità massima è di 230 km/h e il prezzo è di 55.960 €.
MERCEDES E: questo Mercedes è potente, fa pochi
rumori e non trasmette vibrazioni. La frenata è potente e
sicura e le sue rifiniture sono fatte in materiale prezioso.
La sua velocità massima è di 250 km/h e il suo prezzo è di 55.966 €.
AUDI A6: l’Audi A6 è fornita di una grande calandra. Ha la trazione integrale e ha sei marce, è
una macchina veloce e non consuma molto. La velocità massima è di 245 km/h e il suo
prezzo è di 48.200 €.
BMW 530: questo Bmw ha una linea molto ricercata, ha un motore potente. Tra queste
quattro macchine è l’unica con il cambio manuale. La sua velocità massima è di 245 km/h
Enrico & Cristian
En
En
Siamo dei buoni lettori?
Ecco il risultato dell’indagine condotta dai ragazzi della 3^A consultando il registro
prestiti della biblioteca della scuola media di Mandas (relativo al periodo FebbraioGiugno 2006).
Totale libri presi in prestito: 159
Libri presi in prestito dai ragazzi delle
quattro classi
Classe 3A
Percentuali dei libri presi in prestito
dai ragazzi delle quattro classi
Classe 3B
3%
Classe 1A
5%
31%
Classe 2A
61%
12
Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
Numero dei libri presi in prestito dai ragazzi e dalle ragazze
Maschi: 70
Femmine: 89
Numero dei libri presi in prestito dai ragazzi e
dalle ragazze delle quattro classi
60
56
50
41
40
30
30
20
Maschi
Femmine
20
10
4 4
4
0
0
Classe
1^ A
Classe Classe Classe
2^ A
3^A
3^B
13
Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
Numero dei libri presi in prestito dai ragazzi e dalle ragazze delle
quattro classi
56
60
50
40
30
1^ A
2^ A
3^ A
3^ B
41
30
20
20
10
0
0
4
4
Femmine
4
Maschi
60
56
50
51
40
35
Andamento numero di libri
presi in prestito
30
20
17
10
0
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
14
Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
L’ISOLA DEGLI ADOLESCENTI
∗
Per la prof. Lichino: detti più piano e ci dia tregua tra una ricerca e l’altra!!! By anonima/o
∗
Tanti saluti da francy-cry-enry per la seconda
∗
Sto cercando un nuovo gatto nero di seconda mano contattatemi. Fra e Cri
∗
Dei 3 ragazzini di 3 media Sa e Fe sono troppo carine!! Ciao ciao anonimo
∗
Viva la scuola Mikela 93
∗
Saluto tutti i miei amici By anonimo
∗
Saluto la mia prof preferita Irene Fuoco By michy 93
∗
W Milan tvtb By anonimo
∗
Perchè I grandi miti si dimenticano? I grandi miti non sono Giraldino e Bobo Vieri che girano con macchine da migliaia di euro, i
grandi miti sono persone come Gigi Riva e Nené che non ha lavoro e che viene aiutato dal comune di Cagliari. Mikela 93
∗
Vorremmo l’aula di scienze. Anonimo/a
∗
Prof Camboni 6 troppo toga By 93
∗
Saluto mia kugina Roberta k è bellissima Scommetto k la tua lettera preferita è la B By michy 93
∗
Un saluto a tutti i milanisti By 93
∗
W Mandas Alvi 93
∗
Fede e Sara vi amiamo da…….lo sapete
∗
Ciao belle di seconda vi amiamo da…….
∗
Stiamo cercando Puffetta Lillo è Argo chi li trovassi chiamate a questi numeri *340********347********349*******
∗
Saluto le mie compagne della 3^a by ciao da me che sono io (mikela 93)
∗
Saluto tutti i fan di Martin Lutero By 93
∗
L’età per uscire con un ragazzo è 14 anni non 11 Micetta
∗
Ci stiamo per fare il patentino e vi suoniamo Cri, Fra, Enri
∗
Saluto tutti i miei genitori By michy 93
∗
Secondo me le lezioni di educazione fisica non son stancanti By mikela 93
∗
Ciao dalla 1^media…prof marilena 6 simpaticissima
∗
Potete farmi un piacere? Potete spostare i colloqui al 23? Cosi i regali i nostri genitori li hanno gia comprati e anche se andiamo
male ce li danno.evviva infonotizie By mikela 93
∗
È necessario ke delle ragazzine di seconda si debbano innamorare di ragazzi di 3^a? io l’anno scorso l’ho fatto e ne ho pagato
le conseguenze. Micetta
15
Numero 1 Ottobre –Novembre –Dicembre
∗
Saluto Stefy 93 xk 6 trp simpatica By Roberto
∗
Ciao siamo Enrico Cristian e Francesco tanti saluti alle nostre raga
∗
La classe 3^ è un manicomio abbasso 3^a By anonimo?!
∗
Ciao sono un raga di terza media mi devo prendere il motorino da Cri è kekko
∗
Prof Atzei 6 il migliore By 93
∗
La riecrazione dovrebbe durare di +. Non ho mai fatto a tempo a finire il panino. Potreste farla durare almeno 2 minuti in +?
Ragazza di II A
∗
Risposta: Perché non ti porti un panino più piccolo? La Redazione
La redazione nel pieno rispetto dei ragazzi che hanno scritto i bigliettini li ha trascritti cosi come sono arrivati: pieni di
errori di ortografia e di sintassi.
16
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