Anno 13 - Numero 7
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SETTEMBRE 2007
COMUNICARE
A TUTTI LA
BUONA NOTIZIA
• IL NOSTRO GRAZIE
A DON LUIGI
• CRONACA
DELLA GITA
IN BICICLETTA
Evangelizzare vuol dire: “Portare una buona notizia!”
La buona notizia è questa: Dio ci ama e Gesù, il Figlio di Dio, si è fatto uomo per
salvarci. Si è fatto come noi per stabilire un incontro con noi al nostro livello, per
essere comprensibile a tutti. Ma nello stesso tempo ci innalza al suo livello, ci
dona la sua vita, la sua forza divina, la sua vittoria sul male e sulla morte.
Annunciare questa notizia è essenziale per la fede cristiana. Gesù stesso, il primo
evangelizzatore, ha cominciato il suo ministero comunicando questa lieta novità: il
Regno di Dio è vicino agli uomini, è raggiungibile e tutti sono chiamati alla gioia.
Da molti anni ormai siamo invitati, dal Papa e dai vescovi, a riscoprire vie nuove
per l’evangelizzazione. Eppure siamo ancora lontani dal poter dire che le nostre
comunità cristiane sono veramente evangelizzatrici. Per questo ogni piano pastorale annuale riparte da questo imperativo e lo coniuga sotto qualche aspetto
nuovo, vicino alla vita cristiana. Il continuare a parlarne e a riflettere sull’argomento vuole aiutarci a maturare in noi questa coscienza.
Perché un cristiano che si rassegna a rimanere chiuso in se stesso, nel suo gruppo di amici, nelle sue relazioni solite, non è un discepolo di Gesù. I suoi, Lui li ha
mandati a evangelizzare! Gesù ha detto: «Andate in tutto il mondo e fate tutti
miei discepoli».
E anche perché non c’è gioia più grande, per un cristiano, di quella di comunicare ad altri la propria fede. Basta provare per sperimentare la verità di questa
affermazione.
Il mondo a cui la maggior parte di noi è mandato da Gesù è il modo intorno a
noi, quello dei nostri parenti, dei nostri vicini, di chi ci conosce, e soprattutto di
chi può aver bisogno di noi. Solo alcuni sono mandati lontano, da chi non conoscono. La più parte di noi è mandato ad accogliere nel cuore e nella vita coloro
che il Signore ci fa incontrare.
Accogliere gli altri dovrebbe essere lo stile di ogni cristiano e l’inizio di
ogni evangelizzazione.
Che non sia facile – e non lo sia mai stato – lo testimoniano anche gli scritti del
Nuovo Testamento che parlano della difficoltà di accogliere altri da parte degli
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stessi discepoli. Gesù li ha rimproverati più volte per questo motivo! Sappiamo
che non era facile anche dalle lettere degli Apostoli, perché invitano esplicitamente ad essere accoglienti.
“Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità.”
(Eb 13,1-2)
“Accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni”
(Rom 14,1)
“Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.”
(Rom 15,7)
Questa attenzione ai fratelli di fede deve diventare un impegno di tutte le comunità cristiane per poterci comunicare a vicenda la gioia del Vangelo. Dio ci
ha fatti capaci di una relazione vera con Lui, ci ha innalzati fino a farci figli di Dio;
e l’aiutare altri a vivere nella gioia questa grande dignità è un modo autentico di
amare gli uomini.
Vorrei invitarvi a sviluppare questa
attenzione nella celebrazione domenicale della S. Messa: impariamo ad
accoglierci fraternamente, a salutarci
con un sorriso, ad andare incontro a
chi non conosciamo o non abbiamo
mai visto. Sarebbe veramente bello
se ci fossero tanti disponibili a farlo,
con tanta semplicità e spontanea verità interiore.
Non è quello il luogo e il tempo di
lunghi discorsi, ma comunicare la
gioia di una presenza, l’attenzione a
chi è entrato porgendogli un foglietto
o il libretto dei canti, l’indicare un
posto vuoto, l’aiutare chi è da poco
venuto ad abitare tra noi a sentirsi a
proprio agio e accolto in una comunità di fratelli… questo è appunto ciò
che il Padre che ci ama si aspetta da noi quando andiamo a incontrarlo.
Penso anche alle eventuali obbiezioni:
«Ma non lo conosco!». «Appunto, devi conoscerlo perché è tuo fratello
nella fede!»
[continua a pag. 15]
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Ho sognato che te ne dovevi andare.
Uno di quei sogni che come lo inizi sei subito agitato, a disagio.
Tu me lo dicevi così, tranquillo, sorridendo…
“Ma come te ne vai?! Ma quando? Ma dove? E qui?!”
Ti buttavo in faccia le mie domande, le mie ansie, il fastidio di una cosa che
sapevo poteva accadere prima o poi. E la rabbia cresceva davanti alla tua
calma olimpica, al tuo sorriso disarmante.
“Ma perché? – ti incalzavo – Ho capito che son tanti anni che sei qui, ma perché questa dev’essere una buona ragione per andare via?”
Mi rispondevi piano che è così, che
nulla sarebbe andato perduto, che si
trattava semplicemente di iniziare un
nuovo ciclo. Per te, e anche per noi.
“Bisogna portare avanti le cose, tutto quanto…” hai detto a un certo
punto…
Tutto quanto… Già. C’è tanto adesso, c’è così tanto…
A partire dall’appuntamento più
scanzonato, il Festival Bagar,
che
segna ormai stabilmente l’allegro
inizio della stagione, il rientro dalle
vacanze, la ripresa delle varie attività…
E poi subito la Festa Patronale, con
la Messa Solenne a cori riuniti, e via
via le varie tappe dell’anno, l’Avvento, il Natale, la Vacanza sulla neve, e
poi ancora la grande Festa di CarnePagina 4
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vale, la Quaresima, l’intenso Triduo Pasquale, il lungo mese di Maggio, con le
Comunioni e le Cresime, la Festa dell’Oratorio, l’avvio dell’Oratorio estivo, il
Campeggio dei ragazzi, e cos’altro ancora…
Appuntamenti impegnativi di un percorso continuo, costellato di attività a cui
si dedicano tante persone della nostra Comunità. Persone che elargiscono a
piene mani Tempo, Talento, Passione, Cuore, Muscoli… Una ricchezza di risorse straordinaria, che lascia ammirati. Un concentrato di energie che tu hai
saputo generare negli anni con pazienza ed ostinazione. E che oggi orchèstri
- è vero - con perizia consumata, ma sempre con quel guizzo leggero che ci
ha contagiato e da cui
sarà difficile, molto difficile separarsi…
“Dài, chi dobbiamo chiamare? Resta qui, resta
tra noi, aspetta un altro
anno, un altro soltanto…” Ormai ero disposto
a negoziare, forse sarei
riuscito a portarti via
qualche altro mese, ma
il tuo sorrisetto furbo e
divertito si allontanava,
sfumava piano…
Ohi!!! Ero sveglio. Mi
sono messo seduto. Sudato, ancora innervosito.
“Calmati, torna lucido
– mi dicevo – è solo un
sogno”.
E se capitasse davvero? Fra 1 anno, fra 1 mese, domani?!?!
So che potrà accadere. So che accadrà, prima
o poi. E sarà brutto e triste.
Ma quando la malinconia m’assale penso quanto più brutto e insignificante
sarebbe stato non avere incrociato i tuoi passi, non aver goduto della tua
amicizia, non averti avuto qui tra noi. Doni grandi del Signore. Di cui Lo ringrazio. Tanto. Sempre.
Un amico tuo.
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Quando ci hanno proposto di scrivere
pensieri e ringraziamenti per il don Luigi da stampare sul prossimo numero di
“Condividere per Unire”, ci siamo chieste: quanto tempo e quante pagine abbiamo a disposizione? Effettivamente era una sfida aperta: come fare a racchiudere
in poco spazio sentimenti, emozioni, ricordi di questi dodici anni? Come riuscire
ad unire il dono della sintesi a quello della profondità del pensiero, senza cadere
nella banalità? Così abbiamo deciso di mettere a frutto alcuni dei tuoi insegnamenti: condividiamo i pensieri, uniamo le forze e mettiamo insieme le nostre diversità come risorse per raggiungere un obiettivo.
Sicuramente scrivendoti che ti siamo molto grate e riconoscenti, interpretiamo i
sentimenti di molte mamme e, in generale di molti genitori, che hanno avuto la
fortuna di essere stati “aiutati” da te nel difficile ma entusiasmante compito dell’educazione dei figli, oltre che nel percorso di crescita e maturazione personale.
La tua determinazione e la tua costanza sono state un’ottima guida ed esempio
per noi, per i nostri figli e per i genitori che hanno frequentato gli incontri dell’iniziazione cristiana della domenica; incontri che, a volte, costavano fatica, ma ci
hanno permesso di “fermarci” a pensare se come genitori stavamo andando nella
direzione giusta e ci hanno resi più consapevoli della necessità di scegliere questa
via e di assumercene le responsabilità.
La tua grande attenzione alla liturgia ci ha insegnato che preparare e vivere la
Messa è partecipare con entusiasmo ed autenticità, come quando si prepara e si
partecipa ad una festa con gli amici più cari ... . così hai saputo organizzare uno
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“stuolo” di chierichetti motivati ed impegnati (maschi e femmine, cosa che prima
non si era mai vista!); hai plasmato un coro, che ha coinvolto persone diverse,
anche per età, canti nuovi e tanti strumenti, che hanno reso la messa un vero
momento di gioia: il tutto organizzato in una sinergia di forze che hanno interagito con i messaggi – sempre chiari e puntuali – che hai saputo trasmettere con le
tue omelie.
Abbiamo imparato da te la forza della preghiera ed il discernimento che ognuno
di noi deve esercitare su se stesso. Ci hai insegnato a credere di più in noi stessi,
a non demoralizzarci per i nostri insuccessi e che l’unica cosa che conta è amare,
incondizionatamente e sempre.
Grazie per il tuo “perfezionismo”; ci viene in mente la tua frase “o si fa bene o
non si fa!”; ora capiamo che il tuo pretendere sempre il massimo da te stesso e
da noi è stato giusto … altrimenti non avremmo potuto ricevere tanto!
Grazie per esserti insinuato nei nostri cuori, con delicatezza, rispettando i nostri
tempi di maturazione. E’ stato importante sentirti sempre disponibile quando avevamo bisogno di parlare ed approfondire. Grazie per la tua lungimiranza e la tua
genialità, che ti hanno portato a riorganizzare in modo nuovo, fresco e coinvolgente la vita parrocchiale e le esperienze estive dei nostri bambini. Il tuo genio
creativo e la tua passione per la musica ti hanno suggerito modi nuovi per incontrarsi e fare comunità: pensiamo al Carnevale, al Festival Bagar, alle feste patronali e del ringraziamento. Anche il gruppo di “Emmaus” ti dice grazie: ora ci sentiamo parte di un progetto comune, ma anche consapevoli che il cammino è ancora lungo e che – come dici tu – non ci dobbiamo accontentare.
Grazie don, ti vogliamo tanto bene!
Ringraziamo il Signore per averti posto sul nostro cammino!
Alcune mamme
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Al risveglio ho trovato una lettera
…………………………
la terrò sulla fronte
la terrò stretta al cuore
quando scende la notte
ed escono le stelle
la porterò sul grembo e resterò in silenzio
e me la leggeranno le foglie
che stormiscono
e ne farà un ruscello
col suo scorrer un canto
che a me ripeterà anche l'orsa del cielo
io non so trovare quello che cerco
o capire cosa dovrei imparare
ma so che questa lettera
……….............
ha reso più lieve il mio fardello
e tutti i miei pensieri
ha mutato in canzoni.
Tagore
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Q
uante parole dette in questi anni sono state per noi una guida ed una
poesia. Qualche volta è stato difficile seguire i tuoi insegnamenti, molte
volte è stato soave ascoltare le tue parole e le tue favole hanno parlato al
cuore di tutti.
Siamo cresciuti con te e tu, se ce lo consenti, un po’ con noi. Ci hai trovato
giovani coppie, ci lasci famiglie mature. La pastorale di Emmaus, in particolare, ha cambiato il volto del nostro oratorio: ci ha permesso di incontrare famiglie nuove e di imparare a confrontarci parlando di noi ma anche
della nostra fede, del nostro essere cristiani in casa e nel mondo.
Hai recuperato il nostro vecchio stile, valorizzando i talenti di ognuno.
Qualche volta, oppure dovrei dire spesso, non abbiamo saputo essere all’altezza delle tue aspettative, ma il tuo sguardo, al di là del momentaneo
rimprovero, ci ha sempre accarezzati con dolcezza.
Hai sofferto dei nostri dolori, che hai condiviso con l’apprensione di un padre, ma ci hai condotti per mano verso un Padre che potesse asciugare le
nostre lacrime e dare un senso al nostro patire.
Hai voluto che imparassimo a “dare ragione della speranza che è in noi”,
insegnandoci ad essere critici ed a leggere gli eventi della nostra Chiesa.
Hai portato – grazie anche a Don Rino con il quale hai condiviso il tuo incarico presso di noi – una ventata di innovazione non sempre compresa da
tutti. Ci hai insegnato il valore di gesti spesso scontati e l’importanza
dei dettagli; ci hai educato alla bellezza nelle sue molteplici forme ed
espressioni.
Hai visto i nostri figli nascere e crescere. Avremmo voluto che tu li vedessi
diventare uomini e donne. Anche in questo ci insegni la via dell’obbedienza
e del sacrificio. Soprattutto ci hai fatto conoscere un nuovo modo di essere
prete: la scelta di Dio non prescinde dalla nostra umanità ma ne è pieno
compimento.
Grazie.
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Un’ amica
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Com’è oramai consuetudine dall’estate 2000, anche quest’anno e precisamente lo scorso luglio un gruppo di nostri parrocchiani ha intrapreso
con don Alberto, indimenticato sacerdote dell’oratorio di Turro per più di
20 anni, un percorso itinerante in bicicletta sulle strade d’Italia. Lo spirito
che anima il gruppo non è semplicemente quello vacanziero di passare
qualche giornata all’aria aperta con gli amici, bensì anche quello di condividere insieme la fatica della pedalata, rinunciando a qualche comodità
sempre a portata di mano in città, e della gioia della solidarietà reciproca
nel bisogno e della conquista insieme della meta giornaliera. Ma non è
tutto: con il sostegno spirituale indispensabile di don Alberto, l’abbandono momentaneo delle abitudini giornaliere vuole essere anche un modo
per raccogliersi e coltivare la propria fede. Anche per mettersi alla ricerca del “di là” bisogna infatti mettersi in strada e avventurarsi lungo percorsi che altrimenti sono appena percepibili nell’immensa foresta dell’agire quotidiano. Proprio per questo don Alberto, ideatore e mente dell’iniziativa, chiama queste route “Vacanze dello Spirito”.
2000: Roma da Milano, 2001: Assisi da Milano, 2002: Edolo da Milano,
2003: Varazze da Milano, 2004: Eremo di Camaldoli da Bologna, 2005:
Todi da Loreto, 2006: Assisi da S.Benedetto del Tronto, 2007: Padova
da Trento. Queste sono gli itinerari di massima percorsi in bici dai nostri
ciclisti la cui fascia di età si è notevolmente ampliata nel corso degli anni,
attualmente spazia dai 15enni ai loro papà! Naturalmente ognuno col
suo passo, in questi anni hanno raggiunto valichi di montagna e spiagge
di sabbia, conventi sperduti nei boschi e splendide ma trafficate cattedrali della cristianità, immensi prati di fiori e tombe di alcuni grandi Santi
come San Francesco e Santa Rita da Cascia. Ogni sera, durante la
S.Messa celebrata da don Alberto, hanno pregato per gli amici di Turro
presenti e passati, per quelli malati e per quelli che ci hanno lasciato. E
ogni mattina, prima della partenza, si sono radunati in preghiera per
chiedere la protezione del Signore durante il percorso della tappa.
Così è stata anche la mattina del 4 luglio scorso alle 5 davanti alla Ma-
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donnina dell’oratorio, prima di prendere il treno per Trento. A molti questo
ritrovo in un orario silenzioso e suggestivo ricorda sempre le giornate felici
dei tanti oratori estivi passati insieme quando alle 15.30 circa tutte le attività
si sospendevano e ci si metteva fermi e silenziosi all’ascolto di don Alberto.
Sempre davanti alla Madonnina.
Raggiunto Trento, hanno iniziato la route percorrendo prima la splendida val
Sugana, successivamente hanno costeggiato le suggestive dolomiti feltrine
ed infine sono scesi nel trevigiano passando per Bassano e Marostica fino a
Padova. Dopo la visita alla tomba di S. Antonio, domenica 8 luglio sono tor-
nati in treno a Milano. Sono state giornate intense me felici, serate gioiose
ma sempre con i giusti momenti di riflessione, di dialogo e anche di discussione con don Alberto. Tanti sorrisi e nessun mugugno nonostante qualche
foratura di troppo…Quest’anno hanno aderito all’iniziativa in 24, e senza nessun incidente sono tornati stanchi ma soddisfatti nelle loro case e tra le loro
famiglie.
Appuntamento all’anno prossimo!
Alberto
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NOTIZIE dalla PARROCHIA
Domenica 16
IL SALUTO A DON LUIGI
In questa domenica, alla Santa Messa delle ore 10.30 saluteremmo
tutti, con l’affetto di cui siamo capaci, don Luigi che dal 1° settembre
avrà iniziato il suo lavoro pastorale a sesto San Giovanni.
Sarà l’occasione per stingerci intorno a lui esprimergli la nostra gratitudine con la preghiera e in tutti i modi che la fantasia ci saprà ispirare.
Alla Santa Messa seguirà un rinfresco di saluto nel salone parrocchiale.
LE GIORNATE EUCARISTICHE DI INZIO D’ANNO
Nei giorni 27, 28, 29 settembre celebreremo in Parrocchia tre Giornate Eucaristiche
di preghiera e adorazione davanti al Santissimo Sacramento solennemente esposto.
(Ricordate le Sante Qurant’ore?)
Sarà un modo splendido di iniziare l’anno pastorale.
Le modalità e gli orari saranno pubblicati in tempo opportuno.
Domenica 30
GIORNATA DEL CONSIGLIO PASTORALE
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale inizierà i suoi lavori per il nuovo anno la domenica 30 settembre con una giornata comunitaria di preghiera e di lavoro che si svolgerà
in parrocchia. Pubblichiamo qui il programma della giornata perché tutti i collaboratori parrocchiali e tutti i parrocchiani che lo desiderano potranno partecipare al momento iniziale di preghiera e alla conclusione.
Ore 9.30 Preghiera e riflessione iniziale
Ore 10.30 Santa Messa
Ore 11.30 Prima sessione dei lavori
Ore 13.00 Pranzo insieme (tutti i familiari sono invitati a partecipare)
Ore 14.30 Ripresa dei lavori
Ore 17.30 Conclusione in Chiesa delle Giornate Eucaristiche con i Vesperi e la Benedizione solenne
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[segue da pag. 3]
«Ma cosa penserà?».
«Che sei gentile e accogliente… Si sentirà a suo agio in questa chiesa».
«Ma se non gli farà piacere?».
«Ma tu hai fatto quello che piace a Gesù!»…
Rompiamo i muri di isolamento che ci separano, ci fanno diventare diffidenti
e tristi, stacchiamoci dalla chiusura con i soliti amici, da quelli che la pensano
come noi, da quelli che ci sono simpatici. Questa accoglienza nel nostro cuore di
altri fratelli e sorelle sarà una grossa sfida per tutti noi, perché ci costringerà a
dei cambiamenti interiori ed esteriori.
UN DOLOROSO SALUTO E UNA CALOROSA ACCOGLIENZA
Con non celato rincrescimento salutiamo DON LUIGI che lascia la Parrocchia.
Nelle direttive della Diocesi i coadiutori rimangono in parrocchia circa 8 anni, e don Luigi ne ha
fatti qui tra noi ben dodici. La nostra è stata una parrocchia fortunata ad avere potuto fruire
della sua intelligenza e capacità pastorale così a lungo. Ora pesa a tutti questo distacco per i
bei legami che si sono creati, per il rimpianto di non avere la sicurezza che ispirava e per l’impronta educativa che lascia.
Io stesso gli sono molto grato e voglio esprimere pubblicamente la mia gratitudine a lui (e
anche ai suoi genitori) per come mi ha introdotto nella Parrocchia: con tanto affetto e competenza. Ho visto e apprezzato come la ama e come si è dedicato con vera passione al suo
ministero.
Siamo chiamati anche ad accogliere un nuovo sacerdote che il Vicario della città, Mons. De
Scalzi, con tanto impegno, è riuscito a trovare e a mandarlo tra noi. Gli siamo grati per questo.
Noi lo accoglieremo con tanta gioia e soprattutto con il desiderio di farlo sentire veramente a
casa, con l’impegno a collaborare con lui con tutta la passione di cui siamo capaci.
DON FABRIZIO (così si chiama) viene dalla Parrocchia di San Gottardo e ha già esperienza
di assistente d’oratorio, di ragazzi e di giovani. Cominciamo fin d’ora ad accoglierlo nel cuore
accompagnando gli inizi del suo ministero con la preghiera.
Don Pino
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PARROCCHIA S.
MARIA ASSUNTA
in T UR R O
SEGRETERIA
dalle ore 9.45 alle ore 11.00
dalle ore 15.30 alle ore 18.00
P .z z a G. A nel l i, 4
Don Pino Macchioni
Tel.: 02.28.247.850
Lunedì - Venerdì
CENTRO DI
ASCOLTO
Martedì
dalle ore 15.30 alle ore 18.30
Mercoledì
Don Luigi Perduca
Tel.: 02.28.96.213
dalle ore 9.45 alle ore 11.00
Don Giulio Viganò
Tel.: 02.28.91.517
dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Venerdì
Lunedì
ACLI
E-mail:
dalle ore 17.00 alle ore 18.30
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ORARI S. MESSE
Festive: 18.30 sabato
Segreteria parrocchiale
Tel.: 02.28.47.850
Tel.: 02.93.88.22.93
Fax 02. 2618571
8.30 — 10.30 – 18.30
Feriali: 8.50 — 18.30
CONFESSIONI
Sabato mattina e pomeriggio
Nati, sposati, morti in Cristo
Michele Francavilla - Giorgia Monte
Claudia Baccega e Michele Abbati ; Vincenza Vitale e Antonio Messina
Patrizia Guarino e Ronald Hugo Jones; Marina Benfatti e Antonio Fiaschi
Domenico Morano - Secondo Lodigiani - Antonietta De Vita
Fernando Ripamonti - Maria Ernesta Ferrari
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Condividere di settembre - parrocchia santa maria assunta in turro