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rassegna stampa
1/2/3/4 Gennaio 2016
IL CITTADINO
Lodi
• Ecco il nuovo primario che cambierà l’ortopedia
(02/01/2016)
•
Bernocchi al fianco di Rossi per l’Asst, Riva confermato
direttore sanitario (02/01/2016)
•
Oggi Cup chiuso per aggiornare i software
•
L’ex macello ora è vuoto: veterinari a villa Cortese
•
Si chiama Alessandro, è suo il primo vagito dell’ospedale
Maggiore (02/01/2016)
•
Pietro Ze-Ren vince “la gara” nella Bassa
•
Lettere & opinioni
Garantite a mia madre dignità e serenità
(02/01/2016)
(02/01/2016)
(02/01/2016)
(04/01/2016)
Codogno
•
Cinque minorenni in “coma etilico”
•
Con 620 parti fiocchi “record” per il reparto di ginecologia
(04/01/2016)
Sant’ Angelo Lodigiano
Casalpusterlengo
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IL GIORNO
Lodi
•
Il regolamento rende esplicito il riferimento a una legge
nazionale e si applica in tutte le strutture della Regione
(02/01/2016)
• Capodanno con tre parti all’ospedale Maggiore, Alessandro
batte tutti a Codogno festa per Pietro e i suoi genitori cinesi
(02/01/2016)
Codogno
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Stampiamo le ossa in 3D, i tempi d’attesa si riducono
Ecco il nuovo primario che cambierà l’ortopedia
di Cristina Vercellone
Erika Viola, che collabora ai casi complessi con il professor Benazzo del San Matteo,
ha pronta la ricetta per rivoluzionare il reparto del Maggiore
Erika Viola, classe 1967, è il primario che farà rinascere l’ortopedia di
Lodi. Collaboratrice del noto professor Francesco Benazzo, al San
Matteo di Pavia, ha preso in mano il reparto del Maggiore. Vuole
ridurre le liste d’attesa e velocizzare gli interventi al femore, partendo
dallo studio dei casi stampando anche le ossa dei malati complessi in
3D. «Non si tratta di stravolgere la
realtà - spiega la dottoressa -, ma
abbiamo molti pazienti con fratture e
pazienti
che
aspettano
un
intervento. Stiamo cercando di
organizzare le sale operatorie. Nel
2016 dovrebbe arrivare la soluzione.
Abbiamo 3 liste di attesa. Ho chiesto
che la day surgery a Sant’Angelo
possa continuare anche nel 2016.
Qui ci sono in coda 400 interventi. A
questi si aggiungono 144 interventi
a Codogno e 499 al Maggiore.
Abbiamo circa 5 mesi di attesa in
elezione». Una delle soluzioni per
velocizzare l’ortopedia arriva dallo
studio approfondito dei casi prima
dell’operazione. Il primario mostra
un osso finto. «Questo - dice - serve per simulare l’intervento e
accorciare i tempi della chirurgia. Bisogna procedere su questa linea,
il planning delle operazioni: distribuire le sedute e sfruttare il più
possibile le sale operatorie. Bisogna portare da 3 a 4 per esempio gli
interventi della mattina. Stiamo facendo di tutto qua per lavorare di
più e meglio». La nuova responsabile dell’ortopedia poi vuole
implementare le riunioni multidisciplinari con anestesista, geriatra e
fisiatra. Dalle analisi del ministero risulta che a Lodi gli interventi per
le rotture di femore non avvengono come previsto entro le 48 ore.
«Uno dei problemi - annota Viola - è l’alto numero di pazienti in
terapia anticoagulante e antiaggregante. Il primario dell’anestesia
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Costantino Bolis però è attivissimo e sta standardizzando i tempi sulla
base dei principi attivi assunti dai pazienti. Al Maggiore abbiamo 191
ricoveri all’anno per frattura al femore e 161 interventi. Insieme al
primario radiologo Paolo Poggi poi, che conosco da tempo, abbiamo
avviato una collaborazione fondamentale per il planning chirurgico. In
questi giorni, per esempio, abbiamo un intervento complesso.
Facciamo la Tac al paziente, stampiamo l’osso fratturato in 3D e con il
pezzo in mano riusciamo a capire cosa fare prima di aprire il malato.
Io e Poggi lavoriamo a queste cose anche fuori orario. In questi giorni
abbiamo fatto anche degli interventi complessi che prima venivano
effettuati ad altri ospedali». In cima ai pensieri del primario di
ortopedia c’è anche il miglioramento dei rapporti con i medici di
famiglia: «Abbiamo già programmato un incontro con loro. Adesso i
pazienti si conoscono attraverso il libretto sanitario elettronico, ma un
pezzo di plastica non è come la stretta di mano. Il medico di famiglia
conosce la storia dei pazienti e quello che sta prima di un intervento.
I colleghi della medicina di base devono essere coinvolti». Viola, che
vuole portare a termine i casi molto complessi avviati con il professor
Benazzo, ha dato il la anche ai corsi di aggiornamento all’estero per i
suoi collaboratori di Lodi. «Chiudersi nei muri dell’ospedale - dice il
medico -, non fa bene».
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I manager
Bernocchi al fianco di Rossi per l’Asst, Riva confermato
direttore sanitario
di Cri. Ver.
Paolo Bernocchi e Roberto Riva. Sono loro i primi due manager che
affiancheranno Giuseppe Rossi alla guida degli ospedali lodigiani. Il
primo, attualmente responsabile medico di presidio di Casale e
Sant’Angelo, 58 anni, di Pavia, sarà direttore socio sanitario. Riva,
invece, già direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera, è stato
confermato al suo posto. Ad annunciarlo, il primo giorno dell’anno, è
stato Rossi, nominato alla vigilia di Natale alla guida della nascitura
Asst, Azienda socio sanitaria territoriale che, secondo la nuova
riforma regionale, deve sostituire l’Azienda ospedaliera. La nuova
realtà affiancherà l’Ats (Agenzia per la tutela della salute) della città
metropolitana che sostituirà
l’Asl, raggrupperà l’area di
competenza dell’Asl di Lodi, di
Melegnano e di Milano 1 e sarà
guidata da Marco Bosio. Oltre
150 dipendenti dell’Asl di Lodi
passeranno nell’Asst.
Riva,
classe ‘52, milanese, è arrivato
a Lodi il primo maggio del
2013. Fino ad allora ai vertici
dell’Azienda
ospedaliera
di
Varese, era stato nominato a
Lodi al posto di Franco Pavesi dimessosi per raggiunti limiti di età. La
conferma di Riva e l’ingresso di Bernocchi nello staff di direzione era
già nell’aria da giorni. Parole di soddisfazione arrivano da Bernocchi
che è ancora in attesa dell’incarico ufficiale. «Devo ancora scegliere
invece il direttore amministrativo - spiega Rossi -. Al momento
l’incarico resterà in capo a Maurizio Bracchi, responsabile dell’ufficio
tecnico». Bracchi aveva preso su di sé l’incarico dopo la nomina del
suo predecessore Francesco Magni ai vertici dell’Asl di Cuneo pochi
mesi fa. Un incarico quello di Bracchi però temporaneo che durerà
fino a una nuova decisione da parte di Rossi.
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Oggi Cup chiuso per aggiornare i software
Gli sportelli Cup dell’Azienda ospedaliera oggi rimarranno chiusi.
Questo per consentire l’aggiornamento del software. Ad annunciarlo
in una nota è l’Azienda ospedaliera trasformata ormai in Asst,
Azienda socio sanitaria territoriale. «Oggi gli sportelli Cup aziendali
rimarranno chiusi - fa sapere infatti l’amministrazione ospedaliera per permettere gli aggiornamenti software necessari a seguito del
nuovo assetto organizzativo aziendale. Ci scusiamo con gli utenti per
il disagio». Gli esami che possono essere effettuati il sabato,
nell’ambito del progetto “ambulatori aperti” verranno comunque
garantiti, ma il pagamento del ticket sarà successivo. Anche i prelievi
di sangue saranno effettuati e il pagamento differito.
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L’ex macello ora è vuoto: veterinari a villa Cortese
di C. V.
Il capoluogo perde il distretto veterinario dell’Asl. Fino ad oggi ubicato
nel capoluogo in via Defendente 70, negli spazi dell’ex macello, il 28
dicembre il distretto è stato trasferito a Sant’Angelo presso villa
Cortese, in via largo Santa Maria 10. Del trasferimento si parlava fin
dai tempi del direttore Guido Broich, ma non era mai andato in porto.
Ora l’amministrazione guidata dal manager Fabio Russo ha effettuato
il trasloco. Per molti però si tratta di un disagio. Alla sede di Lodi si
rivolgevano gli allevatori per le pratiche relative a suini e bovini, poi
tutti gli imprenditori delle filiere agroalimentari, proprietari di caseifici
e macelli, ma anche centinaia di cittadini possessori di cani e di
animali di affezione per le numerose pratiche di registrazione e
microchippatura. Da oggi dovranno rivolgersi a Sant’Angelo. Per chi è
residente per esempio a Comazzo il disagio non è indifferente. A Lodi,
non è stata identificata una sede idonea e alternativa rispettivo alla
palazzina di via Defendente di proprietà del Comune. Per qualcuno si
tratta di un aspetto positivo, ma per altri utenti è un problema. Il
trasferimento del dipartimento medico da villa Cortese al Delmati, per
effetto della riforma sanitaria, ha svuotato i locali barasini. Così l’Asl
ha pensato di spostare i veterinari. Il trasloco sarà completato in
misura definitiva nell’arco di un mese. Numeri telefonici ed orari di
apertura al pubblico non hanno subito variazioni. Il nuovo numero di
fax è invece il seguente: 0371/5872835
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Lodi ha visto la luce alle 6.15 di ieri poco prima di Leonardo, che lo ha
seguito nella mattina di capodanno
Si chiama Alessandro, è suo il primo vagito dell’ospedale Maggiore
di Cristina Vercellone
Alessandro, 3 chili e 730 grammi e 52 centimetri di lunghezza. È lui il
primo nato dell’anno in provincia di Lodi. Venuto alla luce alle 6.15 di
ieri, all’ospedale Maggiore, ora dorme beato, circondato dall’affetto di
mamma Marilena Barbieri di 32 anni e papà Giuseppe Restivo di 37,
residenti a Inverno Monteleone.
Alessandro
è
nato
grazie
all’assistenza
delle
ostetriche
Mariella Crivellari e Floriana
Lucchini
e
della
ginecologa
Annamaria Loffredo, prima del
previsto. I medici del reparto,
infatti,
non
hanno
voluto
aspettare il 4 gennaio, giorno
ipotizzato per il parto, temendo
che il bambino diventasse troppo
grande. Così Alessandro ha avuto
il privilegio di essere il primo
nato dell’anno. Il piccolo di
Inverno ha strappato il primato a
Leonardo, 3 chili e 870 grammi,
venuto al mondo alle 6.51 della
mattina, per la gioia dei genitori
Greta e Ivan.
L’ultimo nato
all’ospedale Maggiore, invece, è femmina, si chiama Mia, pesa 2 chili
e 300 grammi, è venuta alla luce alle 12.30 del 31 dicembre e i suoi
genitori arrivano da Peschiera. «Siamo venuti a Lodi perché ne
parlano bene e la mia ginecologa lavora in questo ospedale. Ci siamo
trovati molto bene - annota mamma Marilena -. Aspettavamo questo
bambino da 3 anni e finalmente è arrivato». I genitori di Alessandro si
frequentano da 9 anni. Lei è dipendente al Famila di Sant’Angelo e lui
lavora alla macelleria Ferrari della stessa città. Molti in queste ore,
mentre festeggiavano il primo giorno dell’anno, brindavano anche alla
nascita del piccolo Alessandro. Solo i cugini del piccolo, infatti, sono
9. «Sono stata ricoverata alle 8 di mattina del 31 - spiega Barbieri per l’induzione di parto. Dalle ecografie risultava che il bambino fosse
già abbastanza grosso per aspettare fino al 4 gennaio. Alle 22.30 ho
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avuto le prime contrazioni, poi intorno a mezzanotte, durante il
tracciato, è iniziato il vero travaglio. Ero collegata al monitor e
brindavo al nuovo anno insieme a Giuseppe e all’ostetrica. Tutto poi è
andato bene. Alessandro è venuto alla luce sulla poltrona. È un
bambino tranquillo, si è già attaccato al seno e dorme abbastanza».
Capelli castani e occhi azzurri, Alessandro ieri mattina ha ricevuto la
visita di numerosi parenti. «Per il parto ho fatto l’epidurale - spiega la
mamma - e se avrò un altro figlio la chiederò di nuovo. Avevo le
contrazioni e il mal di testa in contemporanea». Per Alessandro
mamma Mariella sogna una cosa soltanto, «che sia felice e sano. A
me basta questo - dice -; per il resto nella vita farà quello che vorrà».
Ieri mattina, gli operatori del reparto prevedevano di assistere ad altri
4 parti nella giornata, uno dei quali un cesareo già fissato. Se il
buongiorno si vede dal mattino, il 2016 si annuncia molto fecondo. Il
reparto di ostetricia dell’ospedale Maggiore è uno dei più apprezzati e
le donne arrivano da fuori provincia. Anche il calo dei parti, fisiologico
in tutte le realtà, a Lodi è contenuto. Al Maggiore, infatti, nel 2014, le
nascite erano state 1396 e nel 2015 sono state 1383. Ad essere
calato però è anche il numero dei tagli cesarei. Questi sono passati da
399 a 368, ovvero dal 28,5 al 26,6 per cento. Il reparto di Lodi è
sempre più attento alle esigenze delle mamma, all’allattamento al
seno e al contatto mamma bambino, il cosiddetto “skin to skin”, a
partire dai primi momenti di vita.
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Fari puntati su codogno è il secondo figlio di una coppia di origine cinese
Pietro Ze-Ren vince “la gara” nella Bassa
di Cristina Vercellone
È Pietro Ze-Ren Sun il primo nato del 2016 all’ospedale di Codogno,
che ha chiuso un 2015 da record, registrando 30 parti in più
dell’annata precedente. Il piccolo dagli occhi a mandorla ha preferito
festeggiare
la
notte
di
Capodanno ancora nella pancia
di mamma Yuanxue Hu, 32 anni,
e ieri ha dormito fino a tardi: alle
11.30 però Pietro ha deciso di
fare capolino nella sala parto
codognese sotto lo sguardo
premuroso di papà Tianji Sun, 38
anni. La coppia cinese vive a
Casale: lui dal 2001 e lei dal
2007. Per loro si tratta del
secondo figlio: il piccolo Pietro
Ze-Ren
infatti
può
godere
dell’amore di mamma, papà, ma
anche della sorella maggiore
Jenny,
7
anni.
«Sono
felicissimo», ha commentato papà Sun, che ha seguito il parto,
vedendo uscire la testolina di Pietro Ze-Ren: 3 chili 820 grammi, 53
centimetri di lunghezza e una raffica di capelli nerissimi. Il parto non
è stato difficile: pochi minuti dopo le 12, Pietro era già nato con la
supervisione del dottor Luca Damiani e di tutto lo staff. «I nati nel
2015 nel nostro ospedale sono stati ben 620 – ha spiegato il dottor
Salvo Zanoni, primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di
Codogno -, 30 in più dell’anno precedente
e per il nostro reparto è un grande
risultato, in un momento di contrazione
delle nascite in Italia; l’ostetricia di
Codogno è un richiamo e una garanzia di
disponibilità e professionalità e accoglienza
– ha continuato Zanoni -, è per me motivo
di orgoglio lavorare qui, al servizio del
territorio». Il trend positivo non è stato
smentito
nemmeno
l’ultimo
giorno
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dell’anno. Il 31 dicembre, nel nosocomio codognese, sono spuntati
ben cinque fiocchi, tutti azzurri: per i dottori Zanoni, Damiani e la
dottoressa Antonella Frigoli e il resto dell’équipe il lavoro è stato
incessante. Alle 5.46 è arrivato Elia, per la gioia di mamma Antonella
Granata e Dionigi Talpo: la coppia farà presto ritorno a casa a
Zorlesco dove ad attendere il fratellino, 3 chili 200 grammi di
tenerezza, ci sarà la “sorellona” Giada, 13 anni. Alle 7.28 è nato
Lorenzo, con un cesareo effettuato d’urgenza: il fratellino, Sebastian,
6 anni, se ne sta già prendendo cura insieme a Katiuscia Grazzani e
Daniele Bramè di Cavacurta. Un pianto poi ha fatto irruzione in sala
parto alle 9.10: i codognesi Anna Ascione ed Emanuele Montalbano
hanno abbracciato il loro terzo figlio, Nicolas, 3 chili 830 grammi, che
raggiunge i fratelli Alessio e Salvatore. Fra i bimbi nati nell’ultimo
giorno dell’anno, anche un piccolo di origine egiziana, Mohamed, alle
11.14, per la gioia di una coppia della Bassa. Il 2015 si è chiuso con il
vagito di Brian, nato prematuro. Il bambino comunque sta bene ed è
una gioia per mamma Valentina Straniero e papà Luca Agosti, coppia
di Pizzighettone, già genitori di Filippo, 11 anni. Già il 28 dicembre,
mamma Laura Critelli e Alessandro Sormani, di Terranova, avevano
dato il via al boom di nascite di fine anno con Cristiano: un
“bambinone” di quasi cinque chili.
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Dopo il veglione a codogno pronto soccorso strapieno per le “follie” di alcuni
16enni e 17enni che hanno accusato malori dopo aver bevuto troppo. Un
ragazzino di santo stefano è finito in rianimazione
Cinque minorenni in “coma etilico”
di Laura Gozzini
Festa alcolica a Santo Stefano Lodigiano: un 17enne finisce in coma
etilico e viene portato in rianimazione. Sono cinque i ragazzi
minorenni che la notte di San Silvestro si sono sentiti male dopo aver
ecceduto nel bere e sono stati soccorsi dagli equipaggi della Croce
Rossa di Codogno e della Croce Casalese e trasportati al pronto
soccorso di Codogno. Per medici e infermieri di turno quella di
Capodanno
è
stata
una
nottata
turbolenta, iniziata presto, già poco
dopo la mezzanotte quando hanno visto
arrivare i volontari della Croce Rossa
con il 17enne e un 15enne, insieme alla
festa a Santo Stefano dove si sono
ubriacati fino a star male. Entrambi
hanno vomitato, poi, quando gli amici si
sono resi conto che le loro condizioni
erano peggiori del previsto, hanno
allertato il 118 e sul posto è accorsa
un’ambulanza della Croce Rossa di
Codogno. Il 15enne era ubriaco ma non
in condizioni di pericolo, quanto al
17enne invece è apparso subito grave.
Caricati in ambulanza, sono stati
accompagnati a sirene spiegate al
pronto soccorso codognese e qui il
17enne è stato ricoverato in rianimazione. Informati dell’accaduto, i
genitori del ragazzo si sono precipitati in ospedale, sotto shock e
quasi increduli che il loro figlio, che avevano visto uscire di casa
appena poche ore prima, fosse in rianimazione. Il 17enne è stato
tenuto tutta notte sotto osservazione e nella tarda mattinata di ieri
trasferito all’ospedale Maggiore di Lodi. Ma non è il solo che la notte
di Capodanno ha finito la serata in ospedale. Oltre al 15enne, anche
lui reduce della festa a Santo Stefano, altri tre ragazzi non ancora
maggiorenni sono finiti al pronto soccorso. Uno di questi, un 16enne
di origini marocchine residente a Brembio, si è accasciato a terra
ubriaco ed è stato raccolto da un amico che l’ha riconosciuto e poiché
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stava rientrando a casa l’ha portato con sé. Il marocchino tremava,
chissà da quanto era disteso sopra l’erba dell’aiuola dove l’ha trovato
l’amico. I genitori di questi hanno allertato il 118 e poco dopo un
equipaggio della Croce Casalese è arrivato a prendere il 16enne e lo
ha trasportato all’ospedale di Codogno. Poco più tardi i volontari della
Croce Rossa e quelli della Casalese si sono ritrovati su un incidente
stradale al quartiere San Biagio di Codogno, causato anche in questo
caso dall’ubriachezza: un 23enne italiano residente in città stava
accompagnando a casa la fidanzata, era ubriaco, e nell’uscire da via
Galimberti ha centrato in pieno un’auto con tre ragazzi a bordo.
All’arrivo dei soccorritori, il 23enne ha dato di matto e si è messo a
correre per cercare di allontanarsi, ma è stato calmato e convinto a
salire sull’ambulanza. A parte la fidanzatina, sia il 23enne che i tre
giovani sono stati portati tutti in ospedale, mentre i carabinieri di
Codogno cercavano di chiarire la dinamica.
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Codogno ancora in aumento le nascite
Con 620 parti fiocchi “record” per il reparto di ginecologia
di Sara Gambarini
Anno “boom” per il primario Zanoni che applaude anche all’arrivo della nuova
strumentazione:«Tante le donazioni da parte del territorio»
Fiocchi da record all’ospedale di Codogno: nel 2015 sono nati 620
bambini, 30 in più dell’anno precedente e ormai ben oltre la quota
minima fissata dal ministero di 500 parti. Mentre l’Italia registra una
contrazione complessiva delle nascite, nella Bassa il reparto di
ostetricia chiude l’annata con un boom di fiocchi rosa e azzurri, di cui
ben cinque venuti alla luce il 31 dicembre appena passato. Ma nel
reparto è cresciuta anche la strumentazione a disposizione. «È un
grande risultato per ia nostra area – ha spiegato il dottor Salvo
Zanoni, primario di ginecologia e ostetricia - il nostro è un piccolo
ospedale a dimensione umana, in cui si lavora con professionalità,
cercando di mettere tutti a proprio agio». La fiducia e l’attaccamento
al reparto da parte del territorio sono testimoniati anche da alcune
donazioni che hanno visto crescere la strumentazione. Proprio nel
corso del 2015 infatti il reparto si è dotato di un nuovo ecografo per
la diagnostica e di un cardiotocografo. «Desidero esprimere un
ringraziamento speciale al signor Paolo Pagi che ci ha donato un
eccellente ecografo per la diagnostica delle gravide – ha precisato
Zanoni – ma anche un cardiotocografo per monitorare i travagli del
parto». È in arrivo invece un’importante donazione per la valutazione
ph fetale in sala parto dalla generosità dell’associazione lodigiana Volo
degli Angeli. «Questo testimonia il grande legame dell’ospedale con il
territorio e la sua gente - ha commentato Zanoni -, che ha
sottolineato la forte collaborazione all’intero della struttura
ospedaliera. «L’armonia con i programmi di lavoro e gli obiettivi del
direttore del dipartimento materno infantile, dottor Gianluigi
Gargantini, sempre dinamico nel proporre, completa gli ottimi risultati
– ha proseguito il primario di ostetricia e ginecologia -, così come
desidero ringraziare il direttore generale Giuseppe Rossi che ha
fornito con un rilevante impegno economico una completa nuova
attrezzatura laparoscopica per la ginecologia, che sta consentendo
l’espletamento di interventi in chirurgia mini-invasiva». «Il bilancio
2015 è positivo anche sul fronte delle liste d’attesa. “Grazie ai nostri
ambulatori divisionali, le liste d’attesa, non solo nel nostro reparto,
ma per tutta l’azienda di Lodi con riferimento ai reparti di ginecologia
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e ostetricia, si sono ridotte a pochi giorni», ha precisato Zanoni. Il
primario ha concluso: «Sono convinto che il reparto di ostetricia, che
ha saputo rinnovarsi e reimpostarsi, sia un punto di forza e
propulsione per il Basso Lodigiano e lo sarà ancora di più nel nuovo
assetto del sistema socio sanitario lombardo». Il 2016 a Codogno è
cominciato subito con un parto a mezzogiorno: il primo nato dell’anno
nella Bassa è stato il piccolo Pietro Ze-Ren Sun, un piccolo dagli occhi
a mandorla. ll nuovo anno dunque è partito dunque con la spinta con
cui è terminato il 2015.
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Burqa vietato, ecco il logo negli ospedali della Lombardia
Il regolamento rende esplicito il riferimento a una legge
nazionale e si applica in tutte le strutture della Regione
Oggi, Regione Lombardia ha inviato
a tutti gli ospedali della Regione il
cartello da esporre agli ingressi delle
strutture e che vieta l'accesso a chi
si presenta con il volto coperto da
caschi integrali, passamontagna e
burqa. Il documento è accompagnato
dalla delibera regionale approvata lo
scorso 10 dicembre. Gli ospedali saranno obbligati ad esporre i cartelli
e ad allontanare chi non rispetta la nuova normativa.
Il
provvedimento entrerà in vigore da domani, primo gennaio, e dà
attuazione alla normativa nazionale per la pubblica sicurezza.
L’iniziativa era stata annunciata dal governatore Roberto Maroni
all’indomani degli attentati di Parigi. "È una misura di sicurezza",
aveva affermato il governatore lombardo. La delibera si intitola
"rafforzamento delle misure di accesso e permanenza nelle sedi della
giunta regionale e degli enti e società facenti parte del sistema
regionale". Aveva spiegato Maroni: "Siccome nel regolamento non è
specificato spesso non si applica. Adesso è scritto, quindi chi controlla
gli ingressi sa che se vede qualcuno con il volto coperto non deve
farlo entrare. Non si tratta di una nuova legge, è un regolamento che
rende esplicito il riferimento a una legge nazionale". Le strutture
regionali dovranno ora adottare "entro il 31 dicembre" gli atti
dirigenziali necessari all’attuazione.
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Capodanno con tre parti all’ospedale Maggiore, Alessandro
batte tutti a Codogno festa per Pietro e i suoi genitori cinesi
di CARLO D'ELIA
Si chiama Alessandro il primo nato del 2016 nel Lodigiano. Il
pargoletto, adagiato nella culla numero 5, è venuto al mondo
all’ospedale Maggiore alle 6.15, dopo qualche ora di travaglio, iniziato
appena passato il brindisi di mezzanotte. Un bebè di tre chili e sette
etti con qualche ciuffetto in testa e tanta voglia di dormire. Grande
l’emozione per i genitori del piccolo Alessandro: per la coppia, che
convive da cinque anni a Inverno e Monteleone, in provincia di Pavia,
è il loro primo figlio. Mamma Marilena Barbieri, 32 anni, lavora come
commessa in un supermercato di Sant’Angelo, e papà Giuseppe
Restivo, di 37, è macellaio. Per loro il nuovo anno non avrebbe potuto
regalare una gioia più grande. "Siamo molto contenti – raccontano
Marilena e Giuseppe con lo sguardo fisso ad ammirare la loro creatura
–. Tutto è andato per il meglio
anche grazie al brillante lavoro di
tutto il reparto. Siamo stati accolti
e gestiti nel migliore dei modi.
Non potevamo chiedere di meglio
per il nostro Alessandro. Il piccolo
sarebbe
dovuto
nascere
tra
qualche giorno. Poi, su consiglio
del nostro ginecologo abbiamo
deciso di anticipare il ricovero. È
stata
una
notte
lunga
ma
emozionante. Senza dubbio una
gioia immensa per la nostra
famiglia. Non potevamo chiedere
di meglio per questo nuovo anno.
Al piccolo Alessandro abbiamo
dato anche il secondo nome di Antonio, in onore del nonno". La
seconda nascita registrata al Maggiore di Lodi è stata quella di
Leonardo. Attorno alle 6.50 è toccato alla giovane Greta Tamiazzo, 33
anni, impiegata all’ospedale di Vizzolo, dare alla luce il primogenito.
Grande soddisfazione anche per papà Ivan Lagalla, 33 anni, operaio
in una ditta dolciaria. L’anno è iniziato con due fiocchi azzurri.
All’ospedale di Lodi la prima bambina del 2016 è nata poco dopo le
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13.30. Il suo nome è Mia e pesa tre chili e cento grammi, tutti di
simpatia e dolcezza. Un visino roseo si nasconde tra i pochi capelli
neri. Nella sua tutina rosa, il pargoletto, continua a riposare mentre
viene coccolata dai genitori. Orgoglioso il papà Ivan Bertani, 39 anni,
che continua a portare in giro per i corridoi dell’ostetricia la figlioletta.
Soddisfatta anche la mamma Barbara Dioli, di 32 anni. Per la coppia
di Salerano sul Lambro si tratta del primogenito. All’ospedale di
Codogno il primo nato del 2016 è un maschietto di tre chili e otto etti.
Si chiama Pietro ed è l’orgoglio di mamma e papà, entrambi cinesi,
ma residenti da anni a Casalpusterlengo. Il pargoletto è nato attorno
a mezzogiorno.
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Lettere & opinioni
Garantite a mia madre dignità e serenità
Scrivo a questo giornale per esprimere pubblicamente il mio più
sentito ringraziamento al Reparto di Ospedalizzazione domiciliare e
Cure palliative dell’Azienda Ospedaliera di Lodi, che per oltre sette
mesi ha accompagnato mia madre fino alla fine, consentendole di
affrontarla con la serenità e dignità che desiderava. Grazie quindi al
dr. Domenico Furiosi ed alla dr.ssa Silvia Gorgni , alla infermiere
Antonella Bressanelli e Alessandra Laurano che con sensibilità ed
attenzione hanno prestato il loro tempo e tutta la loro professionalità.
Infine, un ringraziamento speciale a due persone speciali, il dr. Diego
Taveggia e l’infermiera Lara Gerola, che ogni giorno mi hanno aiutato
a stare vicino a mia mamma nel modo migliore possibile, ma che,
soprattutto, oltre alle cure mediche le hanno dato aiuto, amicizia e
tanto affetto.
Con riconoscenza.
Susanna Ercoli
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