Impôt reprisé
Tassa riscossa
Ufficio di Jesi
L’Interporto si presenta
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
ANNO LIV- N. 23
Area vasta sanitaria
Manuale Cencelli
e campanilismo
Euro 1
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
riconoscimenti
devozione
Grande serata
del Premio
Vallesina
P
overa Jesi e povera Vallesina. Vere cenerentole,
se pensiamo agli ultimi
orientamenti, anzi alle
ultime irrevocabili nomine
per dirla con i più. Si tratta
del coordinamento delle
”aree vaste” della sanità
regionale. Perché, dopo la
riforma Melappioni – una
sola unità sanitaria marchigiana – la Regione è tornata sui suoi passi con una
sub-struttura detta appunto “area vasta sanitaria”
coincidente con il territorio
provinciale.
Quindi cinque nuovi centri,
ciascuno dei quali con un
suo direttore e con una
sua burocrazia e tanto
potere. Una formula intermedia tra le vecchia Asl e
la riforma Melappioni. A
quale scopo? Allo scopo
“di accrescere le economie
di scala e migliorare l’efficienza dei servizi sanitari”.
Sarà! Sta di fatto che i
nuovi poteri si concretizzano in “acquisto di beni e
servizi, espletamento degli
appalti, gestione del patrimonio immobiliare, amministrazione del personale,
programmazione”. Volete
altro?
E la scelta della città-centro – ecco lo scandalo
– viene fatta con il manuale Cencelli. Vale il candidato di partito, non la città
del tutto strumentalizzata.
Così, per la provincia di
Ancona, capita l’estrema
periferia. Infatti pare ormai certo che l’eletta sia,
per volontà del presidente
Spacca, Fabriano. Hai
voglia i Belcecchi e tutti
i sindaci della Vallesina
a sottolineare il naturale
orientamento su Jesi, baricentro di tutto il territorio
della provincia (tra Fabriano e Senigallia). Nessun baricentro nell’era del
computer: se dalla Cina
si può lavorare per l’Italia,
da Fabriano si può lavorare per Jesi e Senigallia.
Vero è che il centro prescelto è la città del presidente
della Regione ed è anche
onorato della presenza di
due parlamentari e quant’altro a livello regionale e
provinciale. Ma i sindaci
della Vallesina, Belcecchi
in testa, che almeno si
ribellino a queste inaccettabili conclusioni. E cosa
fanno i consiglieri regionali
del nostro territorio? E’
mai possibile che si debba
essere sempre fanalino di
coda solo perché non abbiamo santi in paradiso?
O i santi che abbiamo sono
poco santi?
Settimanale d’informazione
9
I tesori nascosti
DOMENICA 25 GIUGNO 2006
diletta onlus
La Madonna
del Grappolo
a Colle Paradiso
di don Cristiano Marasca
8
scisciano
Dalla Bielorussia
a Castelplanio
di Simone Sebastiano
7
Per due giorni
il Castello
“fattoria”
di Marco Palmolella
13
Referendum costituzionale
DOMENICA 25
LUNEDì 26 GIUGNO 2006
Le ragioni
del
SI
Le ragioni
del
NO
A PAGINA 5
Guantanamo e Cpt
Rispetto della persona e diritti della società
colpevoli o meno che siano, perché non è questo
il problema – vivono alla mercè di una guardia,
he la persona umana debba essere rispettata di un direttore carcerario, di un ministro sciolti
perché essa stessa è fine e non mezzo, siamo da ogni legge.
in tanti ad essere d’accordo, almeno negli Stati Molte nazioni – anche l’Onu, l’Italia e il Vaticano
di diritto, quelli che si reggono sui principi – hanno insistentemente chiesto a Bush la
fondamentali della libertà e della democrazia. Ma chiusura di Guantanamo: che i rinchiusi siano
la storia ha smentito con i fatti i tanti propositi. processati secondo le leggi Usa e condannati o
Ed anche oggi abbiamo esempi che lasciano assolti. Gli Stati Uniti hanno il diritto di difendersi
perplessi perché si battono tra i diritti della dal terrorismo, ma non di creare schiavi.
società e quelli della persona..
L’altro esempio è dato dai Cpt – Centri di
Il primo esempio è Guantanamo, creato dagli permanenza temporanea – e ci riguardano più
Usa, cioè dalla nazione che più di ogni altra ha da vicino, anche se non c’è il minimo paragone
difeso i diritti della persona al suo interno e nel con Guantanamo. Essi sono centri che, sulla
mondo. Eppure quella prigione, piazzata su un base di leggi e normative, raccolgono quanti
fazzoletto di terra dell’odiata Cuba, è un vero e entrano nel nostro territorio clandestinamente.
proprio lager perché protetto da nessuna legge, Sono, in genere, i disperati delle carrette che
neppure da quelle del diritto internazionale vengono fatti sostare fino a due mesi in luoghi
in tempo di guerra. Centinaia di individui – ben controllati allo scopo di chiarire la loro
di Vittorio Massaccesi
C
identità per rispedirli poi nella terra di origine.
Il trattamento logistico, in genere, è accettabile,
ma sono Centri che in qualche modo
assomigliano ad una prigione provvisoria come
mezzo per frenare l’invadenza di chi nella
propria terra trova solo fame e malattia. Non
chiuderli in questi Centri vorrebbe dire aprire
le porte a tutti e questo è inaccettabile per i tanti
problemi che si creerebbero a loro stessi e a noi
italiani. La società deve difendersi.
Che fare? Ecco. La migrazione è da tempo un
problema globale e va affrontato globalmente
da tutte le nazioni interessate: quelle da dove
si fugge, quelle dove si approda. Perché non ci
illudiamo: il fenomeno è destinato a rafforzarsi.
Ma difendere le prerogative e le tradizioni della
società e nel contempo rispettare integralmente
la dignità personale degli esuli è, ancora, tentare
di quadrare il cerchio.
Vita Ecclesiale
25 Giugno 2005
Caritas Diocesana Jesina
Jesi
A San Francesco d’Assisi
Conferiti dal vescovo
sette ministeri
N
ella parrocchia di San
Francesco
d’Assisi
il 12 giugno il Vescovo,
mons. Gerardo Rocconi ha conferito ai giovani
frati professi temporanei
questi ministeri: il ministero straordinario della
comunione a fr. Pierpaolo
Fabbri e a fr. Luca Gabrielli; il ministero dell’accolitato a fr. Lorenzo Turchi,
fr. Enrico Maria Mimmotti, fr. Luciano Genga, fr.
Roberto De Luca e fr. Pierluigi Allegrezza Giulietti.
Il rito ha avuto luogo nella
solenne concelebrazione
vespertina, presieduta dal
Vescovo, il quale nell’omelia ha evidenziato che i
suddet­ti ministeri, incentrati nel mistero eucari-
“la mia porta è aperta”
servizio civile
in Caritas diocesana
Un anno per la propria crescita
personale
Un anno di esperienza a servizio degli
ultimi
Un anno di condivisione con altri
giovani
Un anno di formazione alla pace, alla
mondialità
Un anno acquistato e non perso
Ai ragazzi e ragazze dai 18 ai 28
anni
assegnati 4 posti
Il 23 giugno 2006 scade
la presentazione
delle domande di ammissione
al bando di concorso
Per informazioni rivolgersi a:
Don Nello Barboni, direttore della
Caritas
mattino 0731.4222 - pomeriggio
0731.245524
Carità del Papa 2005
Parrocchie
(Offerte in euro)
Castelbellino
San Benedetto (Pianello)....................100
Castelplanio
San Sebastiano Martire......................110
Cupramontana
San Leonardo........................................200
San Lorenzo............................................80
Jesi
Cattedrale – San Pietro Ap................400
Divino Amore......................................83,2
Regina della Pace..................................130
San Francesco di Paola.........................70
San Giovanni Battista.........................105
San Giuseppe 110
San Massimiliano Kolbe.....................300
San Pietro Martire...............................100
San Sebastiano........................................53
Sant’Antonio Abate...............................50
Santa Maria del Piano.........................150
Maiolati Spontini
Santo Stefano Protomartire................. 15
Moie – Santa Maria............................100
Monsano
Santa Maria fuori Monsano................30
San Pietro Apostolo..............................50
Montecarotto
Ss Annunziata................................... 1.350
Monte Roberto
Santa Apollinare.....................................30
Rosora
Santa Maria degli Angeli................. 221,7
San Michele Arcangelo................... 261,4
San Marcello
San Marcello Papa...............................100
Santa Maria Nuova
Sant’Antonio da Padova.......................80
Sacra Famiglia, Collina.......................100
Ospedale Provinciale Jesi..............192
Diversi................................................ 428,7
TOTALE.................................euro 5.000
Il grazie della SanVincenzo
alla Fondazione CRJ
L
a Società Femminile di San Vincenzo
de’ Paoli ringrazia la Fondazione
Cassa di Risparmio di Jesi per il
generosissimo contributo concessole.
E’ solo grazie a questo contributo che
la San Vincenzo è operativa a Jesi,
presente nelle case degli anziani che
spesso vivono con gravi problemi di
salute. La Società si augura che questa
importante
collaborazione
possa
continuare nel tempo.
stico, esigono coerenza di
vita e generosa imitazione
di Gesù Cristo, speranza
del mondo e pane per la
nuova vita.
A questi giovani in cammino verso la consacrazione perpetua e verso i ministeri ordinati l’augurio,
il sostegno e la preghiera
della comunità francescana e parrocchiale.
Il parroco
padre Bruno Fioretti
Nella seconda foto, da
sinistra: Luciano Genga,
Lorenzo Turchi, Roberto De Luca, il Vescovo,
Luca Gabrielli, Pierpaolo Fabbri e Enrico Maria
Mimmotti.
(foto Giampaolo Grilli)
Domenica 25 giugno
I Giovanissimi di Ac a Venezia
C
osa c’entra Venezia
con la Speranza? È
quello che domenica 25
giugno i Giovanissimi di
Azione Cattolica della nostra diocesi cercheranno
di scoprire durante l’uscita nel capoluogo veneto,
che chiude questo anno
associativo tutto incentrato proprio sulla Speranza.
I circa ottanta partecipati
si ritroveranno domenica
mattina a San Francesco
d’Assisi alle 4,30 per partire alla volta della laguna
con due pullman. Nella
mattinata i ragazzi, tutti di età compresa tra i
quindici ed i diciotto anni,
accompagnati dai loro
educatori e dall’assistente don Cristiano Marasca, visiteranno il ghetto
ebraico per ricordare la
lunga tradizione di Venezia, città da sempre punto
di incontro di varie culture.
Dopo il pranzo presso il
convento dei Frari, nel
pomeriggio la comitiva
si sposterà nella basilica
di San Marco per vedere
i mosaici della storia della salvezza. La giornata
si chiuderà con la messa
celebrata dai Frari. L’arrivo a Jesi è previsto per la
mezzanotte.
Prima Comunione
al Duomo-San Pietro
D
omenica di Pentecoste, 4 giugno:
festa della messa di
Prima Comunione in
Cattedrale per la parrocchia
Duomo-San
Pie­tro.
Attorno al parroco don
Vittorio Magnanelli sette bambini e sette bambine: Maria Vittoria
Allegrini, Amanda Brocanelli, Mario Tenace,
Edoardo
Ceccarelli,
Omar Flori, Irene Lenti, Eleonora Maltempi,
Daniele Mancini, Cristiano Merli, Samuele
Schiavoni, Nicolò Stronati, Maddalena Bordoni, Giulia Talachia e
Francesca Abramucci.
Prima Comunione a Cupramontana
D
omenica 11 giugno, festa della SS.
Trinità, 34 ragazze e
ragazzi delle parrocchie di San Leonardo,
San Lorenzo e Santissimo Salvatore di Poggio Cupro in Cupramontana, dopo un’accurata preparazione
curata dalle catechiste
Anna, Griselda, Lori e
Silena, hanno ricevuto il sacramento della
Prima Comunione.
Nella foto con i parroci don Giovanni Ferracci e don Maurizio
Fileni: Luca Anibaldi, Benedetta Balestra,
Serena Bonci, Leonardo Brocani, Alessan-
dro Cerioni, Luca Cerioni, Irene Chiatti,
Filippo Clementi, Gabriele Colini, Michele Costarelli, Valentino Di Guglielmo,
Lilian Fico, Riccardo
Fioretti, Giulia Franciolini, Mara Giampaoletti, Arianna Latini, Vittoria Maggi,
Niccolò Magnanelli,
Michele Manitta, Samuele Michelangeletti, Marco Morettini, Aurora Morici,
Giovanni Moriconi,
Arianna Pagnanini,
Matteo Palmolella,
Sofia Priori, Joshua
Puopolo,
Chiara
Scortechini, Davide
Scortichini, Benedetta Trinchese, Mirco
Uncini, Mattia Vagnini, Federico Valeri e
Antonio Zannotti.
Vita ecclesiale
25 Giugno 2006
Nel trigesimo di
Vangelo
U
n mese fa, il 28 maggio, Alberto
Solustri è tornato alla casa del
Padre. Queste pagine hanno narrato
della sua morte e dell’arrivederci scambiatoci nella chiesa di San Giuseppe.
Desidero ricordarlo come genitore di
un ragazzo scout che per sette anni ha
avuto la fortuna di averlo per guida e
come amico con il quale ho scambiato
riflessioni, opinioni, progetti.
Tra le tante cose che vorrei dire di Alberto, ne scelgo solo alcune che sono
certo mi rimarranno come segno e
testimonianza più forti di ogni sua immagine. Alberto era un uomo di una
grande fede cristiana. Non bigotto o
integralista. Una fede forte che sentiva
e viveva profondamente, rapportando
al Signore, come in ogni conversazione aveva modo di dire, non solo il passato ma il presente ed il futuro. Vedeva e viveva la sua azione di educatore
in mezzo agli scout come una missione, come un impegno per far crescere
nella fede cristiana e nella piena maturità umana ragazzi e giovani.
Non posso dimenticare poi il suo entusiasmo. Entusiasmo per la vita che
riversava instancabilmente in quelli
che gli erano accanto. Lo trasmetteva
solo con la sua presenza sia ai ragazzi
ma anche a noi genitori sollecitandoci a compiere uno stesso cammino, e
ci coinvolgeva e ci contagiava, lui che
non si sentiva mai stanco e sprizzava
una carica giovanile nonostante l’anagrafe. Sapeva parlare ai ragazzi piccoli
e grandi, non diceva parole ma “cose”.
A noi genitori diceva di essere vicini ai
nostri figli senza asfissiarli, di non lasciarli soli, di ascoltarli, di saper leggere nei loro occhi.
Alberto guardava lontano perché veniva da lontano, dalla sue prime esperienze giovanili negli scout. Era l’uomo dei progetti ed in ciascuno, una
volta messo a fuoco e circostanziato
nelle difficoltà e nelle possibilità di
realizzazione vi si gettava con tutto
l’entusiasmo di cui era capace. Quello
25 giugno 2006
Alberto Solustri
di Riccardo Ceccarelli
3
di aiutare i bambini in Romania è stato l’ultimo in ordine di tempo, vi stava
dedicando ogni energia. Ne aveva altri
e ne aveva parlato. Andava sempre oltre.
Entusiasta dell’avventura della vita ne
faceva dono come la cosa più normale.
Dobbiamo dirti solo grazie, Alberto, e
arrivederci.
i bambini rumeni lo hanno voluto così
ricordare: Copii din România îti multumesc, pentrucã sperã cã visul dela
casa-familia “Marco Polo” se va realiza repede.
XII Domenica del Tempo Ordinario
Dal vangelo secondo Marco
I
n quel giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi
discepoli: “Passiamo all’altra riva”. E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella
barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel
frattempo si sollevò una gran tempesta di vento
e gettava le onde nella barca, tanto che ormai
era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino,
e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero:
“Maestro, non t’importa che moriamo?”.
Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci,
calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.
Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non
avete ancora fede?”. E furono presi da grande
timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque
costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”.
LA VIA CRUCIS DI GIANCARLO SCORCELLETTI – 3
Terza stazione: Gesù cade la prima volta
Gesù inciampa e cade. La cosa è talmente improvvisa che spiazza quanti
sono presenti: le loro espressioni lo
dicono chiaramente. Gesù è in terra.
Pur avendo subìto tormenti e torture
non è ancora sfinito: dall’espressione
del suo volto si rintraccia la volontà e la forza
per rialzarsi. Se ci si limitasse a guardare solamente questa scena,
potremmo dire di averne viste tante nei quadri
delle chiese.
Giancarlo va oltre: quella scena non gli è sufficiente; sarebbe troppo
didascalica ed elementare. Lui aggiunge altri
elementi: un vecchio
cieco che sta per sbattere la testa contro lo
spigolo d’un muro; un giovane che
scaglia un sasso contro il sole quasi a
voler spegnere la sua luce e, in alto, un
angelo-robot che sembra rivolgersi al
vecchio ed al giovanotto con l’intento
di indicar loro una direzione.
Che vorrà dire? Questa volta lo spiega
l’autore stesso: Giancarlo.
Gesù, anche se caduto, anche se per
un momento ha lo sguardo piantato
per terra, ci vede benissimo e sa bene
quello che ha davanti anche se è passione e tribolazione. L’umanità,
invece, io la vedo cieca. O meglio:
sceglie di non vedere il futuro che
le si annuncia; preferisce nascondere a sé stessa quello che avrà
davanti. Preferisce spegnere la
luce della sua ragionevolezza (il
sole) e così andare a sbattere e
farsi male.
L’umanità avrebbe pure strumenti (l’angelo-robot) che gli segnalano mete ragionevoli e pericoli
incombenti ma anche quelli son
poca cosa davanti alla caparbia
volontà di non voler vedere.
Don Maurizio Fileni
Più attenzione ai beni culturali ecclesiastici
Dieci anni ben spesi
È
cresciuta, negli ultimi anni, l’attenzione per i beni culturali ecclesiastici. Anche se c’è ancora molto
da fare, dal 1996 (anno in cui è stata
siglata la prima Intesa nazionale tra
ministero dei Beni culturali e Cei) ad
oggi, sono molti i frutti che si sono
colti in questo settore. Di questo ha
parlato don Stefano Russo, direttore
dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, durante la
Giornata per i beni culturali promossa
dalla Conferenza episcopale campana,
mettendo in risalto il cammino parallelo dei beni culturali e della Chiesa
italiana verso il Convegno ecclesiale di
Verona 2006.
Sono dieci anni, inoltre, che è stato
introdotto il sistema contributivo dell’otto per mille anche nel settore dei
beni culturali ecclesiastici, che ha portato grandi benefici: “Anche grazie al
contributo dell’otto per mille – ha detto don Russo – molte diocesi si sono
attivate: solo nell’ultimo anno sono
stati effettuati 492 restauri e opere
di risanamento statico degli edifici di
culto e oltre cinquecento impianti di
sicurezza”.
Molto si sta facendo anche sul fronte
dei musei diocesani e su quello della
formazione di coloro che sono addetti
ad accogliere fedeli e turisti nelle chiese, perché “non si tratta solo di beni
storico-artistici – ha sottolineato don
Russo – ma testimoniano la nostra
fede: sono il punto di frontiera e di
incontro con persone di formazione
culturale diversa dalla nostra”.
*
Pietro è qui
Asterisco
di Giacomo Galeazzi
L’
oratorio per soli, coro e orchestra di
Antonio Pappalardo ha come titolo
«Petrus Enì» («Pietro è dentro», nel senso che «Pietro è sepolto qui dentro») da
un graffito greco, ad opera di un ignoto,
datato del II secolo dopo Cristo, che si
trova nelle grotte vaticane e che indica
verosimilmente il luogo di sepoltura di
San Pietro. Per l’autore la scritta assume un significato più ampio: «Pietro è
presente, è al centro della Chiesa, è il
punto di riferimento del Cristianesimo».
Alcuni pastori anglicani, in visita alla
Non ho paura ma fede
di Adriana Borgognoni
S
i è fatto sera. Gesù lascia la folla e sale in barca con i suoi discepoli per la traversata del
lago. Ma ecco che si scatena una tempesta tremenda. Immaginiamo quegli uomini correre su
e giù gridando per superare il fragore del vento,
reggere a fatica il timone nel tentativo di tagliare
le onde, affannosamente liberare l’imbarcazione
dall’acqua che entra. Finché, disperati, svegliano Gesù che sta dormendo, e lo invitano a fare
qualcosa per salvarli.
A Gesù basta un ordine perché le forze naturali che si sono scatenate immediatamente si
plachino e torni la bonaccia (galéne: calma del
mare, ma anche serenità dell’anima). Poi una
domanda: “Perché siete così paurosi? Non avete
ancora fede?”. Allora intendiamo. Tutte le volte
che “si fa notte” nella nostra vita, Gesù ci invita
a “passare all’altra riva”, a fare un salto di fede.
Lui è sulla barca con noi mentre la tempesta infuria. Perché temere? La paura è indice di poca
fede, mentre la fede caccia ogni timore, perchè
ci fa poggiare sulla certezza che non siamo in
balia di noi stessi.
Abbiamo l’impressione, come i suoi discepoli,
che Gesù stia “dormendo”, si disinteressi della
nostra disperazione, (il verbo kathéudo significa dormire ed anche stare inoperoso), ma non è
così. Come poteva Gesù dormire in mezzo all’ululare del vento, al fragore dei flutti, al dondolio della barca, alle grida degli uomini? In
realtà lui non dormiva. Quel “sonno” era il suo
riposare tranquillo nelle mani di Dio, cosciente
del suo potere. Era un modo per dire: “Rimanete sereni e fiduciosi nonostante tutto, perché
la vittoria mi appartiene. Sempre, quali che siano “le acque” che tumultuano e minacciano di
sconvolgere la vostra vita”.
Per studiare le scienze della religione
tomba di Pietro,
pronunciarono le
emozionate parole:
«The stones have
spoken» (Le pietre hanno parlato).
Tanto è grande il fascino esercitato da
questo luogo sacro e antico. L’opera, un
oratorio, composta su testo interamente
in latino, per soli, coro e orchestra, inizia
con l’invocazione «Petrus enì» e la lettura di alcuni brani della lettera di Giulio
II al re d’Inghilterra. Prosegue con un
preludio strumentale e la declamazione delle parole che Cristo rivolge a Pie-
tro, mentre sta fuggendo da
Roma, per scampare alla
persecuzione di Nerone.
Seguono quattro episodi
della vita di San Pietro: il
primo, di Cristo che invita
Pietro e Andrea a seguirlo per divenire
pescatori di uomini; il secondo, di Cristo
che cammina sulle acque e viene scambiato dagli apostoli per un fantasma;
il terzo, dell’annuncio del tradimento
di Pietro («Prima che il gallo canti mi
tradirai tre volte»); il quarto, del tradimento perpetrato («Non conosco quest’
uomo»).
Entra nel ventesimo anno di vita l’Istituto superiore marchigiano di scienze religiose e si prepara
a rinnovare la sua struttura. Istituito nel 1986 dalla conferenza Episcopale Marchigiana ebbe inizialmente la sua sede a Loreto e successivamente
ad Ancona. Si possono seguire il corso triennale
e quello quadriennale, che si concludono rispettivamente con il Diploma e il Magistero in scienze
religiose. L’istituto si appresta ad attuare il cosiddetto modulo universitario del “tre più due”, cioè
un triennio di base e un biennio di specializzazione.
Per il prossimo anno rimane ancora in vigore la
struttura tradizionale; tuttavia i corsi saranno organizzati in modo che possano essere riconosciuti
come validi anche nel nuovo ordinamento. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria in via
Monte Dago 87 di Ancona (tel 071.891851) che è
aperta dalle ore 9 alle ore 12,30.
4
Vita Ecclesiale
25 Giugno 2006
Per inserzioni e pubblicità su Voce della Vallesina
rivolgersi all’amministrazione del settimanale
Jesi - piazza Federico II, 6
(giorni feriali dalle ore 9 alle 12)
telefono e fax 0731208145
email [email protected]
Nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore
L’altare nuovo di Coppetella
di Gilberto Marconi
P
er la nuova sede della Chiesa parrocchiale di Coppetella, il contributo generoso della Fondazione della
Cassa di Risparmio di Jesi permette l’acquisto dell’Altare di Giuliano
Giuliani, artista presente con opera
analoga in una delle manifestazioni
a latere della 51^
Biennale
d’arte
contemporanea
di Venezia. Blocco
unico di travertino
(cm.150x95x95)
completamente
svuotato, era Altare già all’ottava
Biennale d’arte sacra di S.Gabriele
(1998), diverso rispetto all’attuale: i patimenti gli hanno acquisito la forma ultima. Allora
emergeva la solidità del personaggio,
pur leggero e saggio a un tempo per
via di quei suoi molti percorsi. Le
geometrie delle otto linee secanti
rendevano dinamico e lieve un masso di non pochi quintali. Il coperchio,
ruotato rispetto all’asse della grande
scatola contribuiva a creare due volumetrie, una reale l’altra potenziale,
che s’intersecavano: vuota la prima,
la seconda piena. La rotazione apriva prospettiva ulteriore: altare e sepolcro; infatti la pietra superiore non
chiudeva, si proponeva invece per un
divenire, nuova costruzione cui era
sostegno.
Dentro al grande cubo c’era niente: il morto, risorto, e il lenzuolo sul
davanti a significarlo. Nel vuoto le
impronte del sacrificio: le picconate
avevano segnato la sofferenza; l’interno delle pareti conservavano ancora,
nei segni tracciati dallo scalpello, l’eco
delle ferite del corpo accolto. Si alludeva forse alla perenne incompiutezza degli svuotamenti nostri. Di certo
quell’incavo era macolato di provvisorietà e sofferenza, restate lì a dirci il
dentro esser sempre un po’ lacerato.
Il lenzuolo, mosso, rompeva le geometrie perfette della costruzione
all’esterno, sia nei tagli rotati al passaggio suo, sia lungo la parete cui il
movimento rendeva drammatica la
facciata, quasi il lenzuolo avesse trasferito le pieghe del corpo contuso
nella pietra che accostava. Silenzio e
segretezza rispondevano al commiato: erano lì da sempre, custodi della
vita e della morte, della memoria e
del futuro.
La segretezza della cava, ulteriori sottrazioni e la pazienza degli anni come
calzino l’hanno rovesciato, specie
di conversione dell’altare che il Giuliani mi ha permesso vedere ancora non conclusa: a testa in giù torna
l’originario sepolcro vuoto, sebbene
le bende siano collocate all’interno a
contestare Magdalena ché il Signore
non l’hanno rubato (Gv 20,2.13.15).
Raddrizzato, pennellate di luce all’esterno lasciano
spiare i tendini
d’un corpo, trame s’intrecciano
a dire quanto
complesse corrano le vicende
del cielo come
quelle della terra. Labirinto del
percorso s’intuisce, rete cui paure e incertezze non liberano dalla cattura chi l’attraversa. E pur leggerezza
muove da quei fili che tirano la pelle,
sottile e sofferta. E silenzio, composto nel taglio vivo degli angoli, fierezza di chi sa dover reggere la storia e
lascia si carezzi per saporare quanto
suntuosa e sensuale sia la vita che di
lì muove.
Se travertino e leggerezza pertengono
alla poetica di Giuliani, carica di suggestioni simboliche, il paradosso applicato alla scatola (cf. la scatola sorda
di Beuys) era stato sperimentato dall’artista già a Coppetella nel Battistero
(1994. Nel 1996 in mostra nella città
del Vaticano, al braccio Carlo Magno), l’altra opera da oggi in dialogo
coerente con l’altare. Ampio, il catino,
accogliente, per contenere i sogni delle giovani madri che vi si accostano.
Dolce la curva che lo disegna perché
la poesia si offra possibilità catartica
al pari dell’acqua e la tenerezza del
contenuto si traduca nella morbidezza delle linee rotondate al bordo del
contenitore; movimento che si lascia
carezzare, delicato come la pelle del
figlio che al lavacro viene condotto.
Mentova tragedia, invece, i materiali
differenti, la mutilazione di alcune
parti, e soprattutto i tratti sfumati di
una croce, sulla parete di fondo, levata, rigonfia e accogliente, respiro doloroso e sensuale, presago e luce per
il domani di chi s’accosta, invitato
a non cedere alla tentazione, a non
chiedere alla pietra diventar pane
(Lc 4,3): la durezza del giorno e il
tribolo che l’accompagna costituiscono la trama del quotidiano vivere. Come vorremmo il buon Dio da
questa pietra faccia nascere ancora
figli, tanti, non importa se di Abramo o no (cf. Lc 3,8).
Cammino Pastorale
del Vescovo
Venerdì 23 giugno
Giornata di santificazione Sacerdotale
ore 18: S. Messa alla Chiesa dell’Adorazione per gli Aderenti all’Apostolato della Preghiera e all’Opera della Regalità
Sabato 24 giugno
ore 9.30: Incontro con i Volontari della
Caritas
ore 11: Inaugurazione e benedizione
della Casa di accoglienza gestita dal Comune di Jesi
ore 19: Incontro con la Comunità di
Colle Paradiso e S. Messa
Domenica 25 giugno
ore 8.30: Incontro con i catechisti e S.
Messa in Seminario
ore 11: Incontro con la Comunità di
Poggio S. Marcello, S. Messa e Amministrazione del Sacramento della Cresima
ore 21: Inizio del Settenario in preparazione alla Festa di S. Maria Goretti presso la casa natale della Santa a Corinaldo.
Lunedì 26 luglio
Ore 19: Incontro con il Circolo Ferrini
Martedì 27 giugno
ore 15-18: il Vescovo riceve nella
cappella di San Floriano, in Duomo,
coloro che desiderano confessarsi o
avere un colloquio spirituale. Senza
appuntamento.
Mercoledì 28 giugno
Incontro con Don Oreste Benzi, Fondatore della Comunità Papa Giovanni
Giovedì 29 giugno
ore 19: S. Messa nella Parrocchia di San
Pietro
Venerdì 30 giugno
ore 18: Incontro con gli aderenti al
Cammino neocatecumenale - Parr. S.
Francesco d’Assisi
ore 21: Incontro con gli aderenti al Rinnovamento nello Spirito per la preghiera del Roveto Ardente - Santuario di S.
Maria Fuori Monsano
Sabato 1° luglio
ore 18.30: S. Messa in suffragio del Vescovo defunto P. Oscar Serfilippi, in
Cattedrale
Domenica 2 luglio
Visita alla Parrocchia di Moie
ore 8.30: S. Messa nella Chiesa S. Maria
ore 11.30: S. Messa nella Chiesa Cristo
Redentore
Itinerari a piedi da godere in tutti i sensi
“Jesi città viva”
di Giovanni Coltorti
“Jesi città viva” ovvero “itinerari a piedi da godere in tutti i sensi”. E’ l’iniziativa dell’associazione turistica Pro
Jesi, che la illustra con un pieghevole
agile ed esauriente. “Jesi – spiegano
alla Pro Loco – al pari di molte altre città di antiche origini, ha molto
da raccontare di sé attraverso la sua
architettura, il suo assetto urbano,
il territorio che la circonda”. Da qui
l’iniziativa, perché “riallacciando un
legame, riprendendo un contatto, la
città diventa di chi la vive”. In programma due itinerari: il primo in calendario sabato scorso:
“Gente di
campagna,
la Gangalìa
alta”, una
passeggiata
per incontrare l’ambiente rurale di Jesi
intorno alla
perduta
torre della
Guardia: la
vita quotidiana del
contado
raccontata dalla
sociologa rurale
Graziella
Pichi.
Il secondo
itinerario sabato
1° luglio:
“piccolo trekking urbano: dal colle di San
Marco alla Piana delle Valche”: più
precisamente, una passeggiata nella
città, dalla antica chiesa di San Marco (partenza alle ore 17) fino a Santa Caterina alle Valche. Il percorso
sarà guidato da Laura Freddi con il
contributo di Sandro Alessandroni.
Dopo un intermezzo con la corale
“Brunella Maggiori”, ci sarà un momento conviviale con i prodotti tipici rustici.
Prenotazioni entro il giorno precedente presso la segreteria della Pro
Jesi, in piazza della Repubblica.
Settimanale
di ispirazione cattolica
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Direttore responsabile
Giuseppe Luconi
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A ¬ntra' /unt i
Analfabetismi
P
di Riccardo Ceccarelli
rima o poi l’ubriacatura mediatica
intorno al Codice da Vinci si dissolverà. Il romanzo e il film continuano
comunque a tener banco. Qualcuno, già
lo si è detto, ritiene più fondato storicamente quello che è scritto nel romanzo
che non quello che dicono i Vangeli o
quanto narra la storia. Credono addirittura vero quello che gli stessi falsificatori
hanno confessato essere unicamente un
falso. Tanti gli incontri per approfondire
i “fatti” del romanzo; tante le pubblicazioni su queste “storie” inventate: un boccone ghiotto, oltre per il già miliardario
Dan Brown, anche per tanti altri.
Le polemiche hanno alimentato le vendite ed ingigantito l’indotto economico.
Qualcuno in esse vi ha visto un lato positivo, quello di un incentivo ad approfondire la conoscenza di Gesù. Non solo
il romanzo infatti, ma – ben pochi vi
hanno fatto attenzione – a manifestare
una crescente ignoranza religiosa ci sono
pure le domande dei numerosi quiz televisivi. Le domande su argomenti religiosi,
che non sono affatto di teologia specialistica, ma di ordinaria cultura anche per
chi non è credente o praticante, trovano
spesso risposte affannose, sbagliate, non
di rado veramente incredibili.
Sta dilagando, è proprio il caso di dirlo,
un analfabetismo religioso che si scontra con le “risposte culturali” che in ogni
dove, su TV e giornali, si cerca di propinare. La “cultura religiosa” di cui è
satura non solo la nostra storia, ma la
nostra terra, gli angoli più remoti dei nostri territori, per non dire della letteratura e dell’arte, sta diventando una zona
franca dove regna sovrana l’ignoranza.
Siamo stranieri a casa nostra, non riconoscendo più i segni ed i linguaggi di un
passato “religioso” che è stato il nostro
specifico. Segni, scritti e memorie sono
tacciati spesso come inutili, ingombranti,
eredità di un passato che agli occhi della
modernità risulta noioso, superato, non
più oggetto di attenzione e quindi anche
di conoscenza.
Qui non si tratta di essere credenti per
forza, ma di avere almeno un po’ di
istruzione sulle “cose religiose”, almeno
quelle della nostra cultura, come abbiamo conoscenza, seppure sommaria,
della storia, della geografia, ecc., o dello
sport (qui invece siamo tutti specialisti!).
Conoscere infatti le “cose della religione”,
soprattutto se sono del “nostro mondo”
e della nostra tradizione, non vuol dire
credere, o essere obbligati a credere. Per
quanti si qualificano cristiani o credenti,
conoscere invece le “cose” della propria
fede, dovrebbe essere non solo un impegno ma soprattutto una scoperta ed una
gioia.
La superficialità e l’analfabetismo di
ritorno, nonostante la generale scolarizzazione, sono fenomeni sempre più
diffusi che toccano in particolare la sfera religiosa in quanto ritenuta non decisiva sia per la vita che, ovviamente, per
il lavoro o la carriera e secondaria e se
non ultima, poi, nell’ordine delle urgenze della persona. Qualche volta c’è una
sorta di timore o di ritegno a parlare di
Gesù, ad approfondire e capire la sua
parola, a coniugarla con il nostro tempo.
Parlando di rapporti tra religioni, per
rispetto degli altri, si dimentica proprio
Lui, Gesù di Nazaret. In occasione di incontri religioso-culturali, c’è il rischio che
i linguaggi della modernità e del suo sapere, più che in fecondo dialogo con Lui,
vengano lasciati prevalere in una triste
inconcludenza come soddisfatti esercizi
salottieri.
Se è necessario arginare la diffusa ignoranza religiosa che non fa onore neppure
ai non credenti, si ritiene almeno opportuno e urgente per i cristiani riportare
Gesù e la sua Parola, non svenduta in
chiacchiere, al centro della loro storia e
del loro essere nel mondo. Senza integralismi ma anche senza vergogna.
Speciale Referendum
25 Giugno 2006
Referendum
Referendum
Le ragioni del “SI”
Le ragioni del “NO”
Da Francesco Bravi, di “Forza Italia”:
Si va paventando un futuro a tinte fosche per
irretire i cittadini nella schiera del “NO”, con
la minaccia di arroganza del potere, di minor democrazia e ingiustizia sociale. Ci si straccia le vesti
perché si mantenga intatta la Costituzione del ’48,
da parte di Scalfaro, dimentico di aver invocato la nomina di
una Commissione bicamerale con il compito di una “globale ed
organica revisione della Carta costituzionale”, all’atto del suo insediamento alla Presidenza della Repubblica.
Si dà degli incompetenti ai rappresentanti del Centro-destra, parte di Fassino, che afferma che
nessun costituzionalista è per
Domenica 25 e lunedì
il “SI”, mentre ben 18 esperti
di Diritto Costituzionale e 42
politologi e storici delle Isti-
Da un gruppo di jesini aderenti al Comitato “Salviamo la Costituzione”:
Al referendum noi votiamo “no”..
Noi sottoscritti siamo cittadini che volontariamente abbiamo aderito, a titolo personale, al Comitato jesino “Salviamo la Costituzione” allo scopo di
far sentire con più forza il nostro parere personale perché:
1 - Siamo convinti che, al di là delle buone intenzioni, il Parlamento nel proporre la variazione di una cinquantina di articoli della seconda parte della Costituzione, con terminologia
variamente interpretabile, abbia proceduto con estrema superficialità pur di accontentare la Lega di Bossi.
26 Giugno
2 - Siamo convinti che le
variazioni proposte daranno luogo a continui
Referendum costituzionale 2006
Nei giorni di domenica 25 e lunedì 26 giugno si svolge il referendum
popolare confermativo della Legge Costituzionale recante modifiche
alla parte II della Costituzione. Il referendum ha per oggetto il
seguente quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale
concernente ‘modifiche alla parte II della Costituzione approvato
dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18
novembre 2005?”.
Con questo referendum confermativo il cittadino, votando “SI”
esprime la volontà di confermare la legge di riforma costituzionale,
votando “NO” intende non confermare la legge già approvata dal
Parlamento e mantenere l’impianto costituzionale esistente. La
consultazione referendaria è valida qualunque sia il numero dei
votanti. Le operazioni di voto per il referendum si svolgono domenica
25 giugno dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 26 giugno dalle ore 7 alle 15.
Le operazioni di scrutinio delle schede avranno luogo subito dopo la
chiusura delle operazioni di voto.
tuzioni hanno firmato il Manifesto di Magna Carta per
il referendum confermativo.
La Legge è stata definita un
“pasticcio”, dimenticando che
la Costituzione riformata dal
Centro-sinistra nel 2001, con
soli 4 voti di maggiorana, ha
creato gravi contenziosi tra
Stato e Regioni ora all’esame
della Corte Costituzionale.
Prima di prestare giuramento
alla Repubblica, il Presidente apoletano ha detto essere
necessario:1-fare la riforma
della riforma del Titolo Quinto; 2 – lo stabilire quali sono
i diritti e le prerogative della
minoranza parlamentare; 3
– eliminare il bicameralismo
perfetto; 4 – dare più poteri
al Presidente. Non sono forse
questi i contenuti della riforma che il Centro-sinistra vorrebbe abrogare?
Non è vero che la Devoluzione creerà gravi disuguaglianze tra Nord e Sud. La Riforma Costituzionale ha impostato la devoluzione in un
quadro solidaristico per cui il
trasferimento dei poteri dallo
Stato alle Regioni rappresenta
l’unica possibilità per garantire una valida ripresa e uno
sviluppo socio economico sinora reso impossibile da una
gestione statalista e assistenzialista.
In Italia si aspetta sempre l’intervento dello Stato sotto la
spinta di forze sindacali che
pensano solo al loro potere
centrale o di amministratori
locali che curano il loro peso
clientelare grazie ai rapporti
con il Governo centrale.
La fiducia dei cittadini nei
confronti dei loro amministratori sarà tanto più grande
quanto più avranno la possibilità di controllare da vicino
se le tasse pagate vengono
congruamente impiegate. Lo
stesso Sturzo che si definiva
“unitario, ma federalista impenitente”, 50 anni fa, invocava un’autonomia di gestione
per i paesi del Sud, non avendo bisogno della tutela interessata del Nord. E’ previsto il
nuovo concetto di “interesse
nazionale della Repubblica”.
Non e vero che le regioni del
Sud saranno penalizzate per la
sanità e per l’istruzione. A salvaguardia di tutto ciò è prevista
la competenza esclusiva statale
riguardo alle norme generali, sia
per la sanità che per l’istruzione, mentre le Regioni possono
gestire solo una piccola parte
dei programmi di interesse regionale, ma con modelli organizzativi a livello sanitario a garanzia della tutela della salute e
della spesa efficace. Non è vero
che non si potrà più usufruire
di tecnologie sanitarie avanzate
di altre Regioni! Non è vero che
si avrà una Sicurezza diversa tra
le varie Regioni: si parla solo di
Polizia Amministrativa. Le norme relative al Premierato forte e
antiribaltone non rappresentano, forse, l’unica possibilità per
una continuità governativa e la
conseguente credibilità internazionale?
Chi può pensare, in un Paese
democratico come il nostro, a
possibili colpì di mano autoritari, anche nel caso venisse abolito
il bicameralismo perfetto? Non
prendiamoci in giro! Votiamo
per il “SI”, pur con il proposito
di sedersi attorno ad un tavolo
per apportare le necessarie migliorie, condivisibili da tutti, alla
Legge attuale.
Presto l’’inaugurazione della nuova chiesa
L’Interporto si presenta
iazzali asfalP
tati e completati, insegna
che campeggia al di sopra
della facciata
principale del
centro direzionale. Queste le
novità principali delle ultime settimane
di lavoro presso l’Interporto
delle Marche.
“Entro qualche settimana, in collaborazione con la curia vescovile di Jesi – dice il presidente Pesaresi - organizzeremo l’evento
di inaugurazione della nuova chiesa della Coppetella e di varo
del nuovo sottopasso. La sede della società Interporto Marche
è già all’interno del centro direzionale”. L’Interporto ha una superficie territoriale complessiva di 796.949 metriquadrati di cui
48.900 di superficie coperta con la prospettiva di espanderli fino
a 100.000.
conflitti tra gli organi legislativi (Camera, Senato,
Regioni).
3 - Siamo convinti che le
modifiche - introducendo
la cosiddetta devoluzione
- creano enormi disparità
tra regioni ricche e regioni
povere e preludono a vere
e proprie sovranità giuridiche di alcune regioni
contro altre regioni. L’Italia, oggi spaccata elettoralmente, potrebbe spaccarsi
anche costituzionalmente.
4 - Siamo convinti che
l’eccessiva concentrazione
di poteri nelle mani del
presidente del Consiglio
sia destinata a determinare inopportuni e gravi
squilibri tra le diverse istituzioni dello Stato.
5 - Siamo convinti che
solo la vittoria del “no”
permetterà di riaprire un
serio confronto tra maggioranza e minoranza per
le modifiche necessarie,
mentre la vittoria del “sì”
non legittimerebbe le forze politiche a modificare
un testo che già sia stato
approvato dal popolo.
Anche tu, come noi, vota
“no”.
I sottoscritti:
Bruna Aguzzi, Mirella Argentati, Sergio Bartolini,
Bernardo Becci, Fabiano
Belcecchi, Stefano
Bezzeccheri, Francesco Boschi, Achille Bucci, Gabriella Cantarini, Aroldo Cascia, Carlo Cecchi,
Franco Cecchini, Roberto
Cermelli, Daniela Cesarini, Enrico Ciuffolotti,
Doriano Duca, Gabriele
Fava, Romolo Federiconi, Sergio Ferreri, Ernesto
Girolimini, Ero Giuliodori,
Leonardo Lasca, Manuela
Lenci, Vittorio Massaccesi,
Augusto Melappioni, Rosa
Meloni, Valentino Moretti, Loretta Mozzoni, Marcello Pentericci, Piergiorgio Pieretti, Marco Polita,
Giancarlo Renzi, Roberto
Sabbatini, Giuliano Saracini, Claudio Sassaroli,
Cesare Serrini e Giuseppe
Zingaretti.
È UNA FIRMA,
MA È ANCHE MOLTO DI PIÙ.
FIRMA IL MODELLO CUD PER DESTINARE
L'8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA.
LA TUA VOGLIA DI AIUTARE GLI ALTRI
NON ANDRÀ IN PENSIONE.
www.8xmille.it
C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana
I contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, possono partecipare
comunque alla scelta dell’8xmille con il loro modello CUD. Sul modello, nell’apposito riquadro,
firmare due volte: nella casella “Chiesa cattolica” e, sotto, nello spazio “Firma”. Chiudere il CUD
in una busta bianca indicando sopra cognome, nome e codice fiscale e la
dicitura “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef - Anno
2005”. Consegnare alla posta o in banca. Informazioni per la firma sul
Sulla tua dichiarazione dei
modello CUD si possono avere telefonando al Numero Verde 800.348.348. r e d d i t i o s u l m o d e l l o C U D
IL CINQUE PER MILLE QUEST'ANNO SI AFFIANCA, IN VIA SPERIMENTALE, ALL'8XMILLE. IL CONTRIBUENTE PUÒ FIRMARE PER L'8XMILLE
E PER IL CINQUE PER MILLE IN QUANTO UNO NON ESCLUDE L'ALTRO, ED ENTRAMBI NON COSTANO NULLA IN PIÙ AL CONTRIBUENTE.
Jesi e Vallesina
25 Giugno 2005
7
Nella mostra fotografica di Sandro D’Ascanio
I mille volti di Valeria
Fotoservizio Paola Cocola
G
iovedì 15 giugno, alla Salara, ad un
anno dalla scomparsa. Sullo schermo,
l’immagine di una donna molto bella, elegante, allegra, forse un po’ ironica e vagamente nostalgica… “vivacetta”, per la sua
prof. del Liceo, Maria Costanza De Luca –
novantun anni- presente alla manifestazione. È lei, Valeria Moriconi che si racconta,
attraverso un filmato, agli “amici”che pian
piano affollano la sub-saletta ricavata nell’ampia Salara per ospitare, in sezioni articolate, la mostra fotografica di Sandro
D’Ascanio.
Una mostra in cui “c’è tanta Valeria, ma
non tutta Valeria che era un universo di
sfumature, che passavano sul suo volto attraverso il suo sorriso autentico, ora
gioioso ora cupo; e che prodigava anche
nel suo impegno civile”, commenta il prof.
Emilio Pozzi, docente di Storia del Teatro
all’Università di Urbino. Lo stesso sorriso, innamorato del suo lavoro, che ricorda Glauco Mauri, attore e regista, il quale
ha condiviso con Valeria i successi della
“Compagnia dei Quattro” diretta da Franco Enriquez.
“Un’amica, un’artista straordinaria - puntualizza il sindaco Fabiano Belcecchi - il
cui valore ci viene ricordato da queste immagini che la ritraggono, a colori o in bianco e nero, nelle sue innumerevoli interpre-
tazioni; di esse, in questa mostra, possia- uno spaccato di alcune sue testimonian- ferma la pregevomo vedere i manifesti originali, i copioni, ze di scena. Stiamo ricostruendo la sua le estensione anche la dott.ssa Benedetta
i costumi di scena ed altri materiali tratti storia artistica ed umana attraverso i suoi Menichelli, di Pistoia, che ha redatto, su
per l’occasione dal Fondo Moriconi che la copioni ricchi di annotazioni, i costumi, le Valeria Moriconi, la prima tesi di laurea
famiglia ha donato al Comune di Jesi e per documentazioni fotografiche, i ritagli di “Un lavoro duro – commenta - perché tanil quale la ringraziamo sentitamente”. Con- giornale, la corrispondenza legata alla pro- to era il materiale con cui ho ricostruito la
tinua poi ricordando gli impegni assunti fessione, gli atti amministrativi; una storia vita teatrale e cinematografica dell’attrice…
nella triste
che ricostruisce a sua volta la sto- bello, perché sono potuta entrare nel suo
circostanria del teatro di quegli anni di cui è mondo ripercorrendo la sua esperienza”.
za
della
stata protagonista”.
Con “Intrecci” giunto alla sua sesta edisua morte,
“Grande impegno ci richiede la sua zione “si realizza un altro sogno di Valeossia
di
raccolta libraria, estesa e significa- ria, quello di dare spazio ai giovani, di farli
dedicarle
tiva. Di essa, 1500 volumi resteran- cimentare sul palcoscenico a scena nuda,
il Teatrono nel Fondo a testisenza orpelli”.
studio, e di
monianza dei rapporti
La serata si è conclusa al Faavviare e
che ella ha intessuto
medio del cimitero comunale,
realizzare
con la cultura. Duemicon l’omaggio floreale del sininiziative e
la sono stati destinadaco a nome della città e con
azioni che
ti all’Università degli
l’interpretazione di Glauco
valorizadulti e già collocati
Mauri nel monologo tratto da
zassero “la sua figura, il suo patrimonio, le nella nuova libreria presen“La tempesta” di Shakespeare.
cose che ha fatto e ha lasciato”.
tata nella cerimonia di chiuIntensa emozione tra i pre“È in via di definizione - riferisce sempre sura dell’anno accademico. È
senti per la toccante esibizioBelcecchi - il progetto di un Centro Mo- importante conservare l’unità
ne musicale del soprano Alla
riconi che avrà una sua figura di coordi- di questo patrimonio del quaSimoni, del baritono Gianpienamento, un comitato scientifico per pro- le una parte sarà immessa in
ro Ruggeri e l’Ensemble delle
muovere iniziative che verranno realizzate rete”.
Corali cittadine, diretti da
con la collaborazione di enti e istituzioni
“Valeria era una lettrice forCarlo Moranti al pianoforte.
pubblici e privati che sentono la responsa- midabile - conferma il prof. Antonio Ra- Nella foto in alto, a sinistra, la dott.ssa
bilità della memoria di Valeria”.
mini - la sua biblioteca contiene opere di Menichelli autrice della prima tesi di
Primo passo indispensabile per poter pro- saggistica, di narrativa italiana e straniera, laurea sulla Moriconi; nella foto qui socedere è, oltre alla ricerca di locali adegua- di storia dell’arte; biografie di personaggi. pra la prof.ssa De Luca, insegnante di
ti, la catalogazione del materiale, di cui si La lirica del novecento è vastamente rap- Valeria al liceo di Jesi.
sta occupando Franco presentata con volumi
Cecchini, autore della anche rari”.
mostra e di numero- “Volumi - spiega Stefase iniziative. “Sicura- no Santini, presidente
mente, nel conservare del Rotary Club di Jesi
tutto questo materiale - che devono essere infino all’ultimo racco- ventariati affinché vengliendo così i segni ga formalizzato il loro
della sua arte, Valeria passaggio al Centro e
ha avuto l’intuizione all’Università. Un lache dovesse essere voro oneroso, di cui il
consegnato alla città, club si è reso partecipe,
così come già lo aveva rendendo omaggio così
messo a disposizione alla prima donna jesina
delle studentesse che socia in un’epoca che risi rivolgevano a lei conosceva ben poco alla
per la tesi. All’interno figura femminile”.
della mostra, c’è solo Della biblioteca ne con-
L’iniziativa della “Diletta onlus”
Dalla Bielorussia a Castelplanio
progetto coordinato e realizzato da Orietta
Duca e Fernando Borgani, responsabili delal 2 giugno alcune famiglie castelplane- la “Diletta onlus” di Castelplanio, che hansi stanno ospitando circa trenta bam- no deciso di affrontare nuovamente questa
bini provenienti dalla Bielorussia per un esperienza vista la disponibilità e la partecipazione del paese stesso nelle precedenti volte in cui i bambini sono venuti a far
visita.
A otto giorni dal loro arrivo, i ragazzini bielorussi, si sono incontrati presso la Badia
di Castelplanio insieme alle due accompagnatrici, alle famiglie che collaborano con
l’accoglienza ed i responsabili della “Diletta
onlus”. Presenti anche il sindaco Luciano
Pittori, il consigliere regionale Fabio Badiali,
il parroco don Mariano Piccotti ed il vescovo mons. Gerardo Rocconi che si è intrattenuto con i bambini chiedendo loro come
di Simone Sebastiano
D
di trovano a Castelplanio, come si trovano con le famiglie che li ospitano e i
loro sogni su cosa fare da grandi, e tra
grandi sorrisi e un po’ di timidezza i
presenti hanno udito risposte come “il
dentista”, “la maestra” e “il dottore”.
Per la loro permanenza a Castelplanio
la “Diletta onlus” ha preparato una serie di
eventi che prendono tutto l’arco dell’estate.
Una buona iniziativa anche per rivalutare i
nostri paesi che hanno molte risorse materiali e morali e che sicuramente non mancheranno di partecipare alle varie iniziative
con la disponibilità e la gioia di sempre.
Tra le più importanti ricordiamo la gara di
pittura a Poggio San Marcello dell’1 e 2 luglio aperta a tutti i bambini, la gara di fotografia a Rosora del 15 e 16 luglio e la serata
Le chiese minori di Cupramontana
In mostra “i tesori nascosti”
di Cristiana Simoncini
L
a scuola dell’infanzia “Santa Caterina” di Cupramontana ha accettato di aderire al progetto del Cis (Consorzio Intercomunale Servizi, che
riunisce dodici Comuni della Vallesina) “I tesori nascosti”, dove i bambini,
accompagnati dalle insegnanti, hanno
scoperto, come fossero dei tesori nascosti, le chiesette meno conosciute
che ci sono nel territorio cuprense.
Poi hanno scattato foto e realizzato
elaborati pittorici che da sabato 10
fino a domenica 18 giugno sono stati
in mostra presso la Sala Raul Bartoli.
Le chiese che i bambini, tutti tra i tre
e cinque anni, hanno visitato e raffigurato sono quelle di San Michele, San Giovanni, San Marco (nella
foto), Santa Maria, San Bartolomeo
e del Moro. Il ritrovamento di questi
luoghi è avvenuto con un “raccontoguida” che, tappa dopo tappa, come
fosse una caccia al tesoro, ha portato i bambini alla scoperta di queste
bellezze inedite che, guardando gli
elaborati, tanto hanno colpito i piccoli. Soprattutto sono stati attirati dai
particolari in esse contenute, come i
quadri, gli affreschi, le statue, gli stendardi e dalle curiosità e leggende ad
esse collegate.
Davvero una bella esperienza, che
ricorderanno a lungo e li porterà ad
apprezzare la storia, le tradizioni e le
bellezze artistico-naturali che caratterizzano il luogo in cui vivono e crescono.
conclusiva, prima della loro partenza, del
22 luglio con un’esibizione di canti e balli
tipici della Bielorussia.
Da non dimenticare anche gli altri appuntamenti come la colonia marina dall’11 al
30 giugno, il grest alla Badia di Castelplanio dal 19 al 23 giugno in cui tutti i bambini
partecipanti potranno sfogare la loro creatività con attività pratiche, e la gita in barca
al porto di Ancona l’8 luglio.
(foto Beatrice Testadiferro)
Jesi e Vallesina
25 Giugno 2006
“Dio camminerà sempre in mezzo a noi”
Roma celebra Spontini
Celebrazioni del Corpus Domini “La Vestale” alle Terme
Fotoservizio Augusta Franco Cardinali
U
n pensiero da meditare tratto dal discorso pronunciato domenica scorsa
in piazza della Repubblica dal Vescovo
Mons. Gerardo Rocconi, di fronte alla
folla che gremiva la piazza, prima della
benedizione al popolo e al termine della
processione che si era snodata dal Duomo
al Santuario delle Grazie. “Dio passa tra di
noi. Alcuni restano indifferenti, altri recepiscono distrattamente o con superficialità le sue parole. Altri le dimenticano. Altri,
certo non tutti, ascoltano e comprendono.
Ma Dio, nella sua immensa
misericordia, continua ancora e continuerà sempre a
camminare in mezzo a noi”.
Mons. Ronconi ha anche
pubblicamente rivelato di
aver ricevuto un importante testamento spirituale dal
suo predecessore. Mons.
Oscar Serfilippi gli ha raccomandato fervidamente di
aver particolare cura delle
vocazioni nella comunità
jesina. “Sarà questa la mia
missione e il mio fondamentale impegno” ha promesso il nuovo Vescovo.
La statua sarà benedetta dal vescovo sabato 24
La Madonna del Grappolo a Colle Paradiso
di don Cristiano Marasca
P
er tutto il mese di maggio è stata esposta nel salone del Vicariato di Colle
Paradiso la statua, in legno policromo (80
centimetri di altezza), realizzata dall’artista bavarese Helmut Eitzenberger. La presenza di un’immagine di pregio di Maria
è stata fortemente
voluta dai fedeli del
Vicariato, e al termine
del mese di maggio ha
fatto la sua discreta
comparsa nell’angolo sinistro dell’abside
della chiesetta della
comunità in via Nenni, sullo sfondo di un
drappo di seta, coperta da un velo che
sarà tolto dal Vescovo
mons. Rocconi al momento della benedizione nella messa di
sabato 24 giugno alle
ore 19, giorno in cui
coincidono la festa di
San Giovanni Battista
e del Sacro Cuore di
Maria.
La presenza di questa
immagine, molto venerata in Germania
e nell’Alto Adige, e realizzata nel comprensorio di Oberammergau, particolare
per il grappolo d’uva tenuto in mano dal
Bambino Gesù, sottolinea il legame della
comunità, costituita come Vicariato dal
Vescovo Padre Oscar nell’ottobre del 2005,
con i due grandi eventi ecclesiali legati alla
terra tedesca del medesimo anno: l’elezione di
Papa Benedetto XVI e la
Giornata Mondiale della
Gioventù di Colonia.
Il simbolo del grappolo
d’uva nera che caratterizza la rappresentazione, è carico di significati,
dalla gioia messianica
per l’avvento del Redentore, al sacrificio eucaristico, alla comunità (gli
acini) che porta frutto
unita al Padre come la
vite e i tralci, fino all’intercessione di Maria
nelle nozze di Cana.
La benedizione sarà preceduta da una settimana
di intensa preghiera e da
una Veglia Mariana nella serata di venerdì 23.
Prima Comunione a Montecarotto
N
ella foto i ventidue bambini della
prima comunione a Montecarotto svoltasi il 28 maggio nella splendida
collegiata SS.ma Annunziata. Insieme
al parroco mons. Gianni Polita, al sacerdote argentino che l’aiuta nelle “occasioni” ed alla catechista Meri Tinti:
Nicoletta Merli, Francesca Carbini, Debora Pittori, Giorgia
Zacchilli, Nicola Carbini, Andrea Garofoli,
Luca Santini, Edoardo
Serini, Exauler Luzolo,
Noemi Manfroni, Giovanni d’Aniello, Elia
Marasca, Andrea Perticaroli, Samuele Martinelli, Maurizio Bonnici, Federico Sbrega,
Alice Chiappa, Ilaria
Giacani,
Cristiana
Sbaffo, Pierluca Torcianti, Antony Angileri
Finanziate dalla beneficenza “Farri”
Due borse di studio
L’
amministrazione comunale assegnerà anche quest’anno due borse di studio dall’importo di 516,50 euro ciascuna,
finanziate dalla beneficenza “Farri” e destinate a studenti universitari residenti
a Jesi dalla nascita e che nell’anno accademico 2003-04 erano iscritti al primo
anno di una qualsiasi università o di una
accademia (belle arti, musicali, militari),
purché abbiano ottenuto una votazione,
negli ultimi tre anni della scuola media
superiore, non inferiore complessivamente ai 7/10.
Le domande devono pervenire entro il
prossimo 28 giugno sugli appositi moduli
in distribuzione presso l’Ufficio relazioni
con il pubblico di piazza della Repubblica,
aperto tutte le mattine dalle 9 alle 12.30 e
nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle
15.30 alle 18.30.
“La Vestale”, balletto in due atti su libretto
di Salvatore Vigano, utilizza le musiche di
inalmente iniziano i primi segnali per Ludwig van Beethoven, Gioachino Rossile celebrazioni del bicentenario de “La ni e Gaspare Spontini. Salvatore Viganò,
Vestale” di Gaspare Spontini. Il primo nato a Napoli il 25 marzo 1769 era stato
teatro a rendere omaggio alla musica del prima ballerino e poi coreografo. Era fimajolatese è il Teatro dell’Opera di Roma, glio d’arte; infatti, suo padre Onorato era
nella programmazione estiva delle Terme maestro di ballo e coreografo. La mamma,
di Caracalla. Infatti, sabato 24 giugno por- Maria Teresa Boccherini, anche lei balleterà in scena un allestimento con l’orche- rina, era sorella del celebre Luigi Bocchestra e il corpo di ballo dello stesso Teatro.
rini.
Il titolo riporta il capolavoro di Spontini, Il ballo “La Vestale”, espressamente comma il balletto utilizza non solo le musi- posto per il Teatro alla Scala sulla scia
che dell’autore de “La Vestale”, ma anche del successo ottenuto da “La Vestale” di
di altri musicisti. L’idea dello spettacolo è Spontini a Firenze nel 1817, andò in scena
da attribuirsi a Beppe
alla Scala nella primavera
Menegatti e alla signodel 1818. L’affiancamento di
ra Carla Fracci, queMozart, Rossini, e Beethost’ultima già da bamven a Spontini è sintomatico
bina, con l’edizione
del giudizio dell’epoca sui
con la Callas, poi nella
valori artistici.
maturità, edizione con
Le istituzioni spontiniane
Muti, ha avuto modo
majolatesi saranno rappredi esibirsi nei balli del
sentate dal Conservatore
primo atto de “La Vedell’archivio,
Biblioteca,
stale”.
Museo “Gaspare Spontini”.
di Marco Palmolella
F
Alla scuola “Umani” di Cupramontana
Musica e teatro ovvero “vivere la pace”
L
e insegnanti, gli alunni e i genitori delle classi quinte della
scuola primaria “Giorgio Umani”
dell’Istituto Comprensivo di Cupramontana, ringraziano la Fondazione della Cassa di Risparmio
di Fabriano e Cupramontana e la
Comunità Montana Esino-Frasassi
per aver contribuito alla realizzazione del progetto di musica e teatro “Vivere la Pace”, svoltosi domenica 4 giugno come festa conclusiva dell’anno scolastico 2005-2006.
Alla scuola “Pallavicino” di Moie
Piccoli artisti all’opera…
I
l plastico realizzato con materiale di
recupero
dai bambini e dalle
insegnanti
della Scuola dell’Infanzia “D.
Pallavicino”
di Moie per
la mostra
organizzata
dal CIS nell’ambito del
Il convoglio dell’arte
progetto “Conosciamo l’ambiente”. Il
plastico riproduce il percorso che i bambini hanno fatto per vedere meglio
l’abazia Santa Maria proprio adiacente la scuola
ed il fiume con la vecchia
ruota. Gli alunni, portando scatole e scatolette di
ogni dimensione, hanno
realizzato quella che alla
fine si è rivelata un’autentica opera d’arte!
(foto Maria Cristina Coloso)
Un treno... Gentile
entile da Fabriano e l’al“G
to Rinascimento”: è il titolo della mostra internazionale allestita a Fabriano ed
aperta fino al 23 luglio. Tra le
varie iniziative per propagandare l’esposizione, segnaliamo il “treno… Gentile”. Nel
fine settimana, infatti, si può
arrivare a Fabriano a bordo
di un “Treno Speciale dell’Arte” con partenza da Roma
Ostiense in mattinata e ritorno la sera. Un treno “Gentile”, appunto, particolarmente accogliente, che offre la
possibilità di preparare la
visita alla mostra e alla città
di Fabriano, di conoscerne le
attrattive artistiche, culturali
e gastronomiche.
Un modo nuovo di visitare
una mostra e di ammirare le
bellezze del territorio, con il
massimo confort.
Jesi e Vallesina
25 Giugno 2006
9
Sabato 24 giugno al “Federico II”
Gran serata del Premio Vallesina
L
a serata del Premio Vallesina che si
svolgerà a Jesi, nei giardini dell’Hotel
Federico II, sabato 24 giugno prevede la
partecipazione di numerosi artisti che
si alterneranno, sotto la direzione di
Giuliano De Minicis, alle premiazioni.
Il duo Panni–Ballarini proporrà alcuni
brani del suo repertorio, accompagnato
al contrabbasso dal maestro Alessandro Marzocchi. Venerdì 16 giugno è
stata presentata nella sala consiliare del
Comune di Jesi l’opera “Premio Vallesina” che sarà donata ai premiati sabato
24. L’opera
- dell’artista
Massimo
Ippoliti - richiama la
musica, il
teatro,
il
lavoro industriale.
Sull’importanza del
Premio Vallesina si è
soffermato
il
vicesin-
daco di Maiolati Spontini,
Umberto Domizioli. Alla
presentazione
erano
presenti
anche
il segretario
generale del
Premio, Nicola
Di Francesco,
Giuseppe Ferrara, responsabile per la
comunicazione
Marche e Umbria
dell’Enel e Giovanni Filosa, responsabile della
comunicazione
di Banca Marche.
Banca Marche ed
Enel, infatti, sostengono concretamente il Premio
Vallesina.
Massimo Ippoliti
(nella foto) è nato
a Santa Maria
Nuova nel 1960.
Tra i suoi lavori il monumento dei Martiri XX Giugno in Jesi, l’ingrandimento
della statua di Federico II sempre a Jesi,
le statue bronzee gemelle per lo stato di
San Marino inaugurate a Detroit e New
York, il Cristo Redentore in bronzo per
la chiesa di San Sebastiano di Jesi e il
monumento all’Arma dei Carabinieri
ispirato al brigadiere Salvo D’Acquisto,
inaugurato un anno fa in Ancona. Vive
e lavora a Jesi.
(foto Anna V.Vincenzoni)
Passaggio delle consegne
Lions Club in rosa
I
l prossimo anno il Lions Club di Jesi
compirà cinquant’anni. Un anniversario molto speciale, sia perché sono pochi,
non solo nella regione, i club lionistici
che hanno raggiunto questo traguardo,
sia perché al dott. Federigo Franco, presidente uscente al suo secondo incarico,
subentrerà per la prima volta una donna,
la dott.ssa Mara Martinovich, imprenditrice turistica molto nota particolarmente come organizzatrice di viaggi e soggiorni all’estero per studenti.
La cerimonia del passaggio delle consegne è avvenuta il 17 giugno nel corso di
un incontro conviviale tenuto nell’incantevole Orangerie di Villa Sant’Amico, allietato da danze e musiche di A. Piazzolla nell’esecuzione del Gruppo Triastor e
di due tangueros di fama internazionale;
Oscar e Donatella. Ospite d’onore è stato anche Lucio Longhi del quale è stata
ascoltata la lettura, anch’essa molto gradita ed applaudita dai numerosi presenti,
di alcune sue poesie che fanno parte di
una raccolta d’imminente pubblicazione.
Mostra e concerti della Scuola G.B.Pergolesi
Trent’anni di musica: un inno alla vita
Fotoservizio Paola Cocola
“Suonare è un bisogno e la nostra Scuola fa in modo di soddisfarlo; questi giovani sono qui perché l’esigenza è tanto
forte da convincere anche i più timidi
ad esporsi”. Così Francesco Gatti, insegnante dei giovani musicisti della Piccola Orchestra di Chitarre che - come
da programma - nel pomeriggio di
mercoledì 14 si è impegnata al Palazzo
dei Convegni, coadiuvata dal violino,
nella esecuzione sbarazzina di motivi
popolari, di brevi pezzi di danze del
seicento e del settecento, e di musiche contemporanee. Particolarmente
d’effetto, i colpetti “inferti” a ritmo e
all’unisono sulla cassa armonica degli
strumenti dai giovani musicisti, in
buon accordo col
maestro.
Un’esibizione che
rientra nell’iniziativa già descritta
nel numero precedente e finalizzata ad offrire
– attraverso una
mostra di immagini, foto, documenti,
locandine di concerti, saggi, concorsi,
manifestazioni promosse, eventi con
ospiti prestigiosi; e l’offerta di un concerto al giorno - una sorta di resoconto e di bilancio del cammino percorso
dalla Scuola Musicale “G.B. Pergolesi”
in trent’anni di vita. Un percorso senz’altro positivo per la quantità
delle manifestazioni
promosse e la qualità della musica prodotta; connotazioni
queste che le hanno
conferito ormai da
tempo un’immagine
di grande valenza e
prestigio nel territorio.
Prima dell’orchestra di
Chitarre, ha aperto il
concerto una giovanissima pianista - Veronica
Panzoni - con brani di
J.S.Bach, L.V.Beethoven,
F.Chopin.
Ha esitato il pubblico - al
termine del saggio - a lasciare la sala, conquistato dall’agile esecuzione
di brani di F.Chopin da parte di una
giovane non vedente, Serena Stronati
(nella foto), che si esercitava per esibirsi nel concerto di chiusura di sabato 17. Il volo veloce delle sue mani
sulla tastiera è stato il miglior incoraggiamento, l’inno più bello alla vita
che la stessa vita possa offrire.
E’ stato annunciato che nel prossimo
anno lionistico saranno messe a punto
numerose e importanti iniziative. Richiederanno, è stato ribadito, il coinvolgimento e la collaborazione attiva
del maggior numero possibile di soci.
Un augurio di buon lavoro a tutti.
a.f.c.
Nella foto: la neo eletta presidentessa,
dott.ssa Mara Martinovich, con il past
president, dott. Federigo Franco; a destra, Lucio Longhi, ospite d’onore .
MAIOLATI Spettacolo del Centro Studi Danza Spontini
Una scuola al servizio della gioventù
di Sara Palmolella
N
elle serate del 16, 17 e 18 giugno nel teatro comunale di
Maiolati Spontini si sono svolti i
tradizionali saggi di danza classica e moderna degli allievi del
“Centro studi danza G. Spontini”.
La scuola, che vanta più di venti
anni di attività, cura molte discipline: dalla danza classica fino alla
danza hip-hop, creando percorsi
sia amatoriali, sia professionali.
Infatti, come ci riferisce orgogliosa, al termine dello spettacolo,
la direttrice della scuola, Katia
Lombardelli, la scuola propone
percorsi seri e credibili: alcune
allieve sono state ammesse in importanti scuole di balletto a Roma
e a Milano, altre già fanno parte
di una prestigiosa compagnia nazionale. La scuola quest’anno ha registrato l’iscrizione di 160
giovani, di ogni età, dai tre anni ai trenta.
Per le prime due serate è stato presentato dal “Centro studi
Spontini” un saggio di danza moderna dal titolo “Quasimodo
Dame”, la vicenda di un giovane campanaro deforme, Quasimodo, innamorato della bella gitana Esmeralda.
Gli artisti sono riusciti a far entrare il
pubblico in una dimensione di allegria, drammaticità e sentimento trasmessi dalle coreografie, dalla musica incalzante e dall’espressività dei
ballerini. La suggestione trasmessa
dallo spettacolo è stata ancor più accentuata dai costumi e dalle scenografie, esaltate dall’uso scenico delle
luci. Infine bisogna dare merito alla
Scuola per la presenza dei cantanti che hanno ampliato le discipline
grazie alle quali il “Centro studi danza Spontini” si è sempre distinto.
Domenica 18 giugno i ballerini sono
stati impegnati in un repertorio di
danza classica con lo spettacolo “Il
Corsaro”. Straordinaria la partecipazione di pubblico (nei prini due
e il tempo delle cattedrali”. Come ci ha riferito Adua di Can- giorni più di mille spettatori) con larga presenza di genitori e
dia, lo spettacolo finale è nato con la fatica e il lavoro di tut- parenti dei ragazzi, che hanno apprezzato la professionalità e
ti i collaboratori, che sono riusciti a portare in scena questo il notevole livello artistico raggiunto di tutti gli allievi.
suggestivo spettacolo tratto dalla storia de “Il gobbo di Notre(foto Sam)
10
25 Giugno 2006
Jesi e Vallesina
Viaggio nelle cronache
Da una settimana all’altra
Illustri vincitori in un’oasi verde
“Paesaggio” e “Rettili lacustri”,
“Scena del bosco” e “Il libero
stormo” sono le sculture di Valeriano Trubbiani consegnate
domenica scorsa ai quattro vincitori del “Premio del Mediterraneo” distintisi nella promozione
e valorizzazione dei prodotti tipici locali. Scenario della premiazione, il giardino del ristorante
“Rusticanella” dei fratelli Silveri,
che con questa iniziative hanno
voluto valorizzare uteriormente
la sesta edizione dell’Antologia
Enogastronomia in Giardino, organizzata in collaborazione con
la Regione, la Provincia, la Banca Popolare di Ancona e la
Cooperlat.
I riconoscimenti sono andati al giornalista Ugo Bellesi per
la sua attività nell’ambito dell’enogastronomia italiana ed in
particolare marchigiana; al preside della Facoltà di Agraria
Natale Giuseppe Frega, per il suo lavoro nel campo delle scienze alimentari che ha portato la facoltà ad essere la
prima in Italia; al preside dell’istituto alberghiero “Panzini” di Senigallia, Alfonso Benvenuto, per la promozione
professionale e turistica e al consigliere regionale Raffaele
Bucciarelli (nella foto) per l’opera a favore dei valori enogastronomici del territorio tradotta in proposte e atti legislativi.
“Quest’anno abbiamo preferito privilegiare la territorialità
– ha sottolineato Armando Ginesi, presidente della Commissione che assegna il premio – anche se il nostro intento
per il futuro sarà quello di coinvolgere appieno i protagonisti nazionali ed europei della cultura mediterranea”.
produzione enogastronomia. Per le Marche erano presenti
il sindaco Marcello Falcioni e l’assessore allo sport Enrico
Badiali del Comune di Rosora, Fausto Sassi presidente della squadra vincitrice e Gennarino Palpacelli, vice presidente
del Victoria Strada.
“Il nostro sodalizio è al suo secondo anno di vita, ma le premesse per un rapporto duraturo e proficuo non mancano”,
ha detto Sassi, augurandosi che iniziative simili vengano intraprese non solo per partite di calcio, ma per tutto ciò che
questi paesi hanno da offrire e da far conoscere, per uno
scambio che è sempre arricchimento reciproco.
Il direttore della Caritas Diocesana, a nome personale, del presidente, di Mons. Vescovo e dei collaboratori
ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per
il generoso contributo messo a disposizione per le iniziative del Centro di ascolto e mensa della Caritas Diocesana.
Il direttore
Don Nello Barboni
Valeria Moriconi un grande ricordo
“C
Cara Valeria, a un anno dalla tua scomparsa, sfogliando l’album dei ricordi, ho ritrovato questa foto fatta nel
tuo camerino del teatro Pergolesi: eravamo felici per la
tua sempre cordiale disponibilità e non potevamo sapere che era una delle tue ultime apparizioni nella scena
della vita. Ma in noi rimane sempre un grande ricordo
e vanto del lustro che hai saputo dare alla nostra città.
Rosita Bugatti e amiche
Torna il Festival dei burattini”
drangolare “Melinda-Verdicchio” con la partecipazione
di squadre di calcio e associazioni sportive di Vervò, Predaia, Castelplanio–Angeli e Victoria Strada di Villastrada di
Cingoli. L’iniziativa è stata promossa da Alvaro Fabbretti di
Rosora, appassionato di questo piccolo paesino nella Val di
Non, e dai vervoesi Mariano Ghini, Daniele Struzzega, Mirko Micheletti e Paolo Nicoletti.
A conclusione delle partite, si è svolta una festa in onore
degli ospiti marchigiani, con premiazioni per le squadre
partecipanti e con soddisfazione particolare di quella che
si è aggiudicata il quadrangolare: l’associazione calcistica
Castelplanio–Angeli che da quest’anno si è unita al Serra S.
Quirico per quel che riguarda tutte le categorie. Nonostante
si tratti di una manifestazione il cui valore esula dal semplice risultato sportivo, è comunque bene ricordare che per il
secondo anno consecutivo la squadra di Castelplanio-Angeli si è aggiudicata il primo posto.
I vervoesi si sono contraddistinti per la loro ospitalità, tanto
d’aver preparato per i visitatori marchigiani che sono rimasti tre giorni, un tour guidato al museo del luogo e ai posti di
Dedicato ai nonni
La Caritas ringrazia la Fondazione CRJ
A Castelplanio-Angeli il quadrangolare di Vervò
di Valentina Piccioni
Si è tenuta a Vervò (Trento), il 3 giugno scorso, la gara qua-
I bambini ringraziano con una poesia
E’ stato presentato alla stampa lunedì scorso, nella sala della
giunta della residenza municipale, l’ottava edizione del “Festival dei burattini, marionette e teatro di figura Ambarabà”,
che si terrà dal 23 giugno al 30 luglio a Santa Maria Nuova,
Jesi, Chiaravalle, Maiolati Spontini, Monsano, Montecarotto,
Montemarciano, Serra San Quirico. Il Festival, organizzato
dal Teatro Pirata, è promosso dai Comuni interessati dagli spettacoli, con il sostegno del ministero dei Beni e delle
Attività Culturali, della Regione Marche e con il patrocinio
della Provincia di Ancona attraverso il Progetto “Leggere il
Con la Luaj
Nel cuore
della vecchia Europa
A
conclusione dell’anno accademico
la Luaj ha organizzato, dal 6 al 13
giugno, un viaggio culturale nel cuore della vecchia Europa seguendo un
itinerario che ha raggiunto Vienna,
Bratislava, Budapest, il lago Balaton
e altre località di notevole interesse,
quali l’antica Abbazia benedettina di
Pannonhalma, Esztergom, sede del
primate cattolico d’Ungheria, Szentendre, definita “la città degli artisti”
e Gratz, già capitale europea della
cultura. Nella foto: gli escursionisti
nel Volksgarten di Vienna
ari nonni”, concorso di poesia a livello provinciale
promosso, nella Seconda Circoscrizione del Comune
di Ancona, da Auser filo d’argento dorico in collaborazione con il Circolo Culturale “Carlo Antognini”, ha tenuto a
battesimo, nel pomeriggio di sabato 17, nove giovanissimi
poeti che, attraverso i loro testi freschi e immediati, hanno espresso sentimenti autentici di affetto e gratitudine
a queste figure significative e più che mai indispensabili
nella crescita e nella formazione dei bambini nella società
odierna.
Premiati con una coppa ed un attestato di partecipazione
gli alunni – tre per classe - risultati vincitori nelle classi seconde, terze e quinte di Ancona, Candia e Jesi che
hanno aderito all’iniziativa. Hanno vinto per Jesi, precisamente per la classe quinta del plesso “Perchi”, Margarita
Kornjshova (terza classificata), Jessica Vinotti (seconda
classificata), Rosaria De Donatis ( prima classificata) con
la poesia “I nonni”.
Offerte anche una targa ricordo alle maestre e una coppa
alla classe per l’impegno profuso.
Nelle due foto, a sinistra Rosaria mentre legge la sua
poesia; nell’altra foto con la sorella Francesca e la
nonna.
(fotoservizio Paola Cocola)
Novecento”.
Primo turno a Santa Maria Nuova con il “Festival dei monelli”: tre giorni (dal 23 al 25 giugno) durante i quali si potrà assistere o partecipare a tutta una serie di spettacoli e
iniziative: dal torneo di giochi ludici a squadre al “Circo di
Clemente piccolo serpente”, da “Non aprite quella porta” al
“circo più piccolo che c’è”, da Cenerentola al “Furgon circus”
per finire al “Gran circo dei burattini”à
(foto Anna V.Vincenzoni)
Il Garante regionale per l’infanzia
“Sviluppare una cultura che ponga al centro il valore della
persona ed in particolare del minore, comprendendone i valori irrinunciabili, è riconoscere la “cittadinanza” tra i diritti
non solo proclamati e riconosciuti, ma anche praticati, agiti
e garantiti”. Esordisce così la corposa relazione 2006 del Garante per l’Infanzia delle Marche, Mery Mengarelli, che ha
la funzione di essere un documento consuntivo e programmatico dell’Ufficio e che quest’anno propone il tema “Il diritto di cittadinanza”. Per “Diritto di cittadinanza” - si precisa - deve intendersi la rivendicazione da parte dei minori di
trovare accoglienza nelle scelte e nelle azioni politiche tese
alla tutela e alla promozione dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
La relazione riassume i numeri dell’impegno del Garante
che, solo nel periodo marzo 2005 - febbraio 2006, ha accolto e trattato oltre 250 segnalazioni (circa 600 dal 2003).
Dal febbraio scorso ad oggi se ne sono aggiunte oltre cento.
Sono inoltre stati individuati più di cento Tutori Volontari, entrati a formare l’elenco al quale gli Organi Giudiziari
possono attingere per le nomine. Nel 2005 è stato attivato,
inoltre, il progetto: “Curatore Speciale” riservato a cento avvocati e finalizzato a formare un elenco di Curatori Speciali
anch’esso da mettere a disposizione dei Tribunali.
12
Jesi e Vallesina
25 Giugno 2006
Storie e ritratti (1)
Duecento sonetti da legger d’un fiato
di Vittorio Massaccesi
L
i ha scritti, in momenti diversi e
già apparsi sui nostri periodici,
Giancarlo Vecci, già stimato docente di lettere alle superiori e anche
preside di scuola media. Un appassionato della letteratura italiana in
particolare e, proprio per questo,
docente anche all’Università degli
adulti. Ma non crediate che tutte
queste benemerenze siano sufficienti per creare un poeta. Eppure
Giancarlo ci ha provato. Presunzione? Tutt’altro. Egli si accosta all’arte
di Dante con vera umiltà, cosciente
di essere semplicemente se stesso
che lancia una “modesta sfida, giocata tutta sul piano linguistico, a
fissare fatti o personaggi, compresi quelli animali, con un pizzico di
fantasia e di sana ironia”. E conclude, nell’introdurci alla lettura delle
sue 200 creature, che lo fa “con bonomia e simpatia, a volte anche con
una sottile vena di malinconia” in
cerca di una “spassionata e, perché
no, scanzonata umanità”.
In effetti, sono proprio tutti questi motivi – da ottimo autocritico
qual’è – che il lettore ritrova in quel
gioiello di strumento artistico che
è il sonetto. Un sonetto che Vecci
ama, ama da morire. Ve lo rima in
mille modi, ma non lo abbandona drendo la morte – videro comparì
mai. Come, ma questo lo si sa, non le prime stelle”. Ci sono forse versi
abbandona mai il linguaggio del più belli per esprimere la speranza
dialetto, anche se un dialetto che ha di questi giovani nella libertà e nella
perso non poco del fondo originario democrazia?
dei nostri borghi, un dialetto che La seconda parte della raccolta rieora dimentica un po’, ora ingentili- voca i fatti più salienti della vita di
sce, quasi imborghesisce. Certo, il Gesù, fatti tratti con assoluta fedelcompianto amico Mario Sparaciari, tà dai vangeli. E con tanto accorato
re del nostro dialetto, ne soffrirebbe realismo. A proposito dell’Annunun po’. E forse anche don Costan- ciazione: “Chi ci avrebbe creduto?
tino.
Che scompijo – je portò quell’annunVecci si serve del sonetto per dar- zio fatto a marso”. E a proposito del
ci tre spaccati di realtà: la patria, la Natale: “ …nacque e si mise a piagne
vita di Gesù, ritratti di uomini e ani- a più non posso”. A proposito della
mali. Del primo spaccato vi sottoli- vita quotidiana della sacra famiglia:
neo il sonetto-premessa “Una rifles- “ Pe’ casa sfaccendava la Madonna
sione” che ci rammenta amaramente – mentre badava al ricciutello d’oro,
come noi singoli e la società siamo - a coce ‘l pranzo e a cùcese ‘na gonbravi solo a dimenticare esperienza na”. Per una volta Vecci si lascia
e passato per ritornare sempre sugli prendere dalla leggenda, molto bella,
stessi errori: “ Ma quello che mette del pettirosso: “Punta i pieducci co’
più nei guai – è la memoria che t’ha l’alucce in croce – tira col becco pe’
datto Dio, - che più te serve e meno staccà ‘na spina – e quando quella
usalla sai”. Poi Vecci ci intrattiene je se stacca, un getto – de rosso sansu alcuni fatti rilevanti dell’ultimo gue je colora ‘l petto – come se fosse
conflitto mondiale e dopo. E, a pro- un’opera divina”. Seguono, nella terposito della dichiarazione di guerra za parte, ritratti di uomini e animae dei nostri giovani soldati osserva: li. Richiamo l’attenzione su alcune
..” cantava a squarcia gola, pori ca’, donne e alcuni poeti.
- senza sapè de finì sotto tera”. Ricordando poi i martiri di via Roma, (1) “Storie ritratti” di Giancarlo
conclude: “Ce fu ‘na sventajada Vecci. Ed. Gei €12 . Nelle librerie
secca e forte – ma prima de cascà di Jesi
Una bellezza naturale nel territorio di Jesi
Il bosco della Chiusa
di Francesco Bonasera
N
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inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel
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ella bassa valle dell’Esino, e sull’immediata sponda destra di
esso, al margine orientale del territorio di Jesi, si trova un’interessante area
vegetalezionale denominata il Bosco
della Chiusa, ai cui margini sono noti
luoghi di ristorazione, uno di
epoca più antica, forse uno deriva da antica stazione di posta
lungo un percorso viario storico dalla costa al monte.
Si tratta di una formazione vegetale planiziale (cioè di pianura) manomessa, ma tuttavia
con presenze arboree di una
certa importanza: il pioppo
bianco e nero (bidollo), la roverella e nel sottobosco arbusti di biancospino, evonimo
elemento caratteristico e dominante delle nostre antiche
foreste.
Il Bosco della Chiusa è la testimonianza dell’esistenza sino
alla metà del Cinquecento di
una distesa forestale che occupava la valle e la collina (di cui
dà cenno nel 1100 il geografo
arabo siculo Edrisi), ove erano
presenti i gatti selvatici, le api
(il miele veniva raccolto dagli
abitanti) e i lupi (questi ultimi
oggetto di caccia sistematica).
Giovanni Annibaldi senior, un
dotto sacerdote che nel secolo Decimonono dedicò tanta fatica di storico
a Jesi e al suo territorio, ricordò molte foreste “storiche”, tra cui da menzionare quella della Gangalia, della
Sterpara (in contrada Montecappone) tutte ad occidente della città di
Jesi; dell’aspetto del territorio dà te- tro Grizio, noto studioso jesino, nelle
stimonianza un delizioso dipinto (di sue storie di Jesi (1578) ricorda che
eccezionali dimensioni) dovuto al la valle era ricca di selve.
cosmografo perugino Egnazio Danti Il Procaccini Ricci diceva nel 1814:
nella Galleria delle Carte geograf ìche “Le onde (del fiume Esino) limpide
(40 carte dedicate all’Italia) del Vati- serpeggiando per ampia pianura,
cano, opera nella struttura di Ottavio vanno qua e là componendo vaghi
Mascherino e voluta tra il 1580 e il punti di vista graditissimi..; i pioppi..., le roveri (ilex; ma forse
per quercie in genere) maestose si aggruppano in più siti con
leggiadria, frammischiando le
varie tinte dei loro rami, e tra
quelle acque... presentano geniali scene, che le remote colline o l’azzurro del mare chiudono con indicibile grazia e
vaghezza”.
Era nota la presenza nei pressi della abbazia di Chiaravalle,
non molto discosto dal Bosco
della Chiusa, la selva di Castagnola (Chiaravalle) fu abbattuta per ordine di papa Gregorio
Sfondali nella seconda metà
del 1500, per la repressione
del brigantaggio. Sino a qualche tempo fa nell’ambito del
bosco lungo un ricco affluente
dell’Esilno, un gatto dava spettacolo, pescando con la sua
zampa qualche pesce in transito, erede dei noti terribili gatti
selvatici presenti nelle foreste
della bassa valle. La formazione vegetale trae nome dalla
1582 da Gregorio XIII Boncompagni chiusa per un canale di derivazio(il riformatore del Calendario). E’ il ne, installato per iniziativa dei Condipinto “Anconitanus ager” ove, rap- ti Grizi, all’inizio del secolo scorso,
presentando il territorio di Ancona e per ottenere energia elettrica, e può
la bassa valle dell’Esino, si raffigurano essere interessante meta di gite turiper quest’ultima, le cortine arboree di stiche, tenuto conto del vicino crosquercie e la vegetazione ripariale; Pie- sodromo.
Impegnativo programma del Club jesino
Il Rotary per il “Fondo Moriconi”
L’
assemblea dei soci del Rotary
Club di Jesi nella riunione di
martedì 13 giugno ha deliberato all’unanimità di aderire alla proposta
del Comune di Jesi di avviare l’impegnativo programma di memoria e
valorizzazione di Valeria Moriconi,
già socia del club jesino, procedendo alla inventarizzazione e scheda-
tura del “Fondo di Valeria”. Il lavoro
dovrebbe durare due anni. Il Rotary
jesino provvederà a versare il contributo di non poca entità che impegna
tre presidenze, la prima dell’architetto Santini in scadenza, quella del neo
presidente ingegner Claudio Bocchini per l’anno 2006-2007 e quella del
dott. Giovanni Meschini per l’anno
sociale 2007-2008. La convenzione
tra Rotary e Comune dovrà prevedere anche, una volta terminato il lavoro, l’utilizzo pubblico di tutto questo
importante materiale che potrà anche
essere integrato se si troveranno altre
fonti, per far si che la figura e l’opera
della grande artista jesina siano il più
possibile complete.
13
Jesi e Vallesina
25 Giugno 2006
Scisciano
Per due giorni il castello “fattoria”
di Paolo Marcozzi
Martini Francesco Di Giorgio - (continua dal numero
scorso) Più alta è l’opera del Martini scultore: Deposizione nella chiesa del Carmine a Venezia (ca. 1478),
Flagellazione della Galleria nazionale dell’Umbria di
Perugia, Angioli (1495-97) del duomo di Siena e Discordia del Victoria and
Albert Museum di Londra.
Come architetto esordì a
Siena con la chiesa di S.
Maria delle Nevi, semplice ma purissima nel rapporto di piani e di linee.
Questa sensibilità, per le
proporzioni rigorosamente studiate, si ritrova nelle
parti che a lui si attribuiscono del palazzo Ducale
di Urbino e nella chiesa di
S. Bernardino. Del 1484 è
il suo capolavoro: la chiesa di S. Maria delle Grazie al
Calcinaio presso Cortona. Persino nelle opere di architettura militare (rocche di Sassocorvaro, di San Leo, di
Cagli, ecc.) il Martini trova modo di esprimersi artisticamente: le cornici definiscono e legano le grevi masse
murarie con valore pittorico. Il Trattato di architettura
civile e militare, lungamente elaborato, come provano
i vari taccuini di appunti (Firenze, Biblioteca Magliabechiana; Torino, Biblioteca Reale; Siena, Biblioteca
comunale; Roma, Biblioteca Vaticana), documenta la
complessità delle ricerche e degli interessi del Martini
nel campo dell’arte antica, della meccanica, della guerra. A Jesi progettò il Palazzo della Signoria, costruito
fra il 1486 e il 1498.
Martiri della Libertà (Via, da Via Roma a Via Montecappone) Dedicata a tutti coloro che si immolarono per
la libertà.
Matteotti Giacomo (Corso, da
Piazza della Repubblica a Arco
Clementino) Politico (Fratta
Polesine, Rovigo, 1885 – Roma
1924). Laureatosi in giurisprudenza, scrisse saggi di diritto,
militando nel contempo nel
partito socialista.
Fondatore e animatore nel Rovighese di camere del lavoro e
cooperative, fu capo dell’opposizione socialista nel consiglio
provinciale, dove durante la
prima guerra mondiale si distinse per il suo neutralismo.
(continua al prossimo numero)
Fotoservizio Marco Palmolella
P
reludio alle grandi feste che si terranno in agosto, in occasione del
patrono San Rocco, per il settimo
anno consecutivo il Castello di Scisciano ha ospitato una grande manifestazione agricola “Fattoria in festa”
ideata per promuovere le specialità
del nostro territorio.
Gia nella serata di sabato, nonostante
la concomitante partita della nazionale di calcio, si era svolta una rassegna folclorica con sei gruppi di canto
Tabelle indicatrici
Là dove si produce
il vino…
Su richiesta dell’Assivip,
la Provincia di Ancona
- assessorato Agricoltura
- ha deliberato di installare
cartelli indicanti le zone
di produzione dei vini
Verdicchio dei Castelli di
Jesi, del Rosso Conero e del
Lacrima di Morro d’Alba. E’
un segno importante nella
promozione di un territorio
che rafforza la sua identità
facendo percepire all’appassionato e al turista i luoghi
di produzione delle nostre
eccellenze vitivinicole.
popolare provenienti
dal Sud Italia ed animati dai ritmi delle tamurriate, tarantole ed
altri balli.
Domenica mattina, nel­
la sala consiliare del
Comune di Majolati si
è svolto un convegno
sui “distretti rurali”. Oltre agli amministratori
locali sono intervenuti
Carla Virili, assessore
provinciale all’Agricoltura,
Marco Giardini,
presidente
dell’Associazione Prodotti di Fattoria Tipici Marchigiani,
Franco Fiori, presidente
della Cia, Maurizio Monnati, presidente della Col
diretti, Alessandro Alessandrini, direttore della
Confagricoltura, Raffaele
Bucciarelli, consigliere regionale, ed altri esponenti
del mondo agricolo.
Nel pomeriggio, il piazzale attrezzato di Scisciano
si è trasformato in una
fiera dei prodotti tipici locali. Vittorio Piccioni ha
mostrato la sua “lonzetta
di fico” e la frittata con l’erba caciola
di Maiolati, l’azienda agricola di Severino Greganti ha presentato i primi mieli monoflora appena “smelati”,
in altri stand si trovavano eccellenze
culinarie direttamente realizzate in
aziende locali, in particolare sono
stati apprezzati vino, olio, miele, formaggi, salumi e dolciumi, tutti prodotti di nicchia, ma dall’alto valore
qualitativo.
La manifestazione ha registrato un
buon successo di pubblico, molti
hanno anche approfittato della possibilità di consumare un pasto presso gli stand, intrattenendosi anche
per ammirare le macchine agricole
d’epoca esposte nei piazzali.
Unione dei Comuni
Un vigile in più per l’estate
L
a Polizia locale dell’Unione dei Comuni (Maiolati
Spontini, Castelplanio, Castelbellino, Monteroberto,
San Paolo di Jesi e Poggio
San Marcello) potenzia ancora una volta il proprio
organico e dopo il vigile assunto poco più di un mese
fa a tempo determinato,
per un anno, annuncia una
nuova assunzione per il
periodo estivo. Fino a tutto
settembre, dunque, saran-
no dodici gli agenti della
Polizia locale in servizio nel
territorio dei sei Comuni.
L’annuncio è arrivato sabato
17 giugno in occasione della
cerimonia svoltasi a Moie,
in piazza Kennedy, per la
consegna del nuovo mezzo
acquistato dall’Unione: un
ufficio mobile, utilizzabile
anche a supporto della Protezione civile.
La consegna è avvenuta alla
presenza del prefetto dott.
Giovanni D’Onofrio, del vescovo mons. Gerardo Rocconi e dei rappresentanti di
Regione e Provincia. Hanno
fatto gli onori di casa il presidente Giancarlo Carbini,
l’assessore alla Polizia locale
Luciano Pittori, i sindaci dei
Comuni aderenti, assessori
e consiglieri, rappresentanze delle forze dell’ordine,
dai Carabinieri alla polizia
di Stato, dalla guardia di finanza alla forestale.
Al via l’appalto per i lavori esterni
La biblioteca all’ex Fornace
S
i è concluso il primo stralcio dei lavori di ristrutturazione dell’ex Fornace di
Moie, dove sorgerà la biblioteca multimediale. La prima parte dell’intervento ha riguardato la sistemazione della
struttura. L’inizio dei nuovi
lavori per la sistemazione dell’area esterna è previsto per
la fine dell’estate con un impegno finanziario di 351 mila
euro. Nel frattempo si stanno
portando avanti le varie fasi di
progettazione dell’interno con
ulteriore previsione di risorse
per circa 250 mila euro. Proseguiranno anche i lavori interni
per la realizzazione di scaffalature e di mobili a misura, postazioni computer e sistema
antitaccheggio. Il risultato sarà
un’area contornata di verde
che prevederà la nuova biblioteca, la sede
del Cis e delle sue società collegate, la delegazione del Comune e la sede dell’Unione dei Comuni.
Un’ordinanza del sindaco di jesi
Prevenire gli incendi
I
l sindaco Fabiano Belcecchi ha firmato un’ordinanza con la quale è fatto
obbligo a tutti i proprietari
di appezzamenti di terreno siti nel Comune di
Jesi e situati lungo la sede
ferroviaria di adempiere
alle disposizioni di legge
in materia di prevenzione
incendi. In particolare si
ricorda che “lungo i tracciati delle ferrovie è vietato
far crescere piante o siepi
ed erigere muriccioli di
cinta, steccati o recinzioni
in genere ad una distanza
minore di metri sei dalla
più vicina rotaia” e che “i
terreni adiacenti alle linee
ferroviarie non possono
essere destinati a bosco
ad una distanza minore di
metri cinquanta dalla più
vicina rotaia”.
In caso di mancata adozione degli interventi indicati,
eventuali
responsabilità
connesse alla mancata ottemperanza per danno diretto ed indiretto saranno
addebitati ai diretti interessati.
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Varie
25 Giugno 2006
indirizzare a: Voce della Vallesina
AGENDA
IL SANTO DEL GIORNO
Giovedì 22 San Paolino di Nola – Venerdì 23 Sacro Cuore di Gesù - San Giuseppe
Cafasso – Sabato 24 Cuore Immacolato di
Maria – San Giovanni Battista – Domenica
25 San Guglielmo - Lunedì 26 San Virgilio - Martedì 27 San Cirillo – Mercoledì 28
Sant’Ireneo - Giovedi 29 Ss. Pietro e Paolo
– Venerdì 30 Ss. Primi Martiri della Chiesa Romana – Sabato 1 luglio Santa Ester
– Domenica 2 Sant’Urbano.
AGENDA
Domenica 25 giugno
Jesi – chiesa di San Giovanni Battista (ore
11) per il ciclo “Musica Praecentio”, concerto “In Nativitate S.Johannes B.” con il
soprano E.Santarelli e il coro “Cardinal
Petrucci”
In televisione
Sabato 24 giugno - ore 10,35 (Rai Due)
“Sulla via di Damasco” con Don Giovanni
D’Ercole - ore 17,15 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi
Domenica 25 giugno - ore 10 (Retequattro) Santa Messa – ore 10,30 (Rai Uno) “A
sua immagine” con Andrea Sarubbi – ore
10,55 (Rai Uno) Santa Messa – ore 12 (Rai
Uno) Recita dell’Angelus.
Farmacie di turno
Giovedì 22 giugno Comunale 1 - venerdî 23
Cerni - sabato 24 Comunale 2 - domenica
25 Grammercato – lunedì 26 Coppi –
martedî 27 Moretti - mercoledì 28 Barba
- giovedî 29 Martini - venerdî 30 Calcatelli
- sabato 1 luglio Delle Grazie - domenica 2
Comunale 1.
Anagrafe
Piazza Federico II , 8
60035 Jesi
tel e fax 0731.208145
e-mail [email protected]
Si parla ancora
dell’archivio ex pretura
Da Daniela Di Loreto:
Ho letto alcuni articoli riguardanti le vicende dei
documenti che si trovano
negli spazi del palazzo Honorati e credo che i facili
giudizi non aiutino nessuno a riflettere, sono solo
una sentenza di comodo
che ci sollevano dal pensare. A me non resta che
domandarmi se è vero che
“non è stata tutelata la storia” con la scelta fatta dalla
giunta comunale di Jesi di
trasferire l’archivio della
Pretura presso l’Archivio
di Stato di Ancona.
Mi concedo questo dubbio perché sono una studentessa, che ha vinto il
dottorato in storia presso
l’Università di Firenze, alla
quale non è stato concesso
il permesso di consultare
quei documenti perché i
locali non erano agibili, né
c’era personale disponibile.
E allora mi domando se c’è
stato un tempo in cui era
possibile accedervi, se fossi capitata a Jesi 5, 10, 15,
20 anni fa qualcuno me lo
avrebbe permesso? Avrei
trovato scrivanie? Personale qualificato? La luce?
I bagni? Avrei trovato un
catalogo con la classificazione dei documenti? O
avrei trovato la stessa situazione? E allora come
mai si è arrivati oggi ad
accusare chi invece con
questa scelta, coraggiosa,
li può rendere consultabili non per i prossimi mesi
ma per i prossimi anni e
cioè per la “prossima” sto-
Nati
(a Jesi, salvo diversa indicazione)
23 maggio Francesco Mazzufferi e Martina Lonzi; 24 maggio
Francesco Ceciliani, Clarissa Kernuti, Eva Scortichini; 26
maggio Sebastiano Bugatti, Edoardo Paolucci, Rocco
Barchiesi; 28 maggio Leonardo Meschini, Samuele Zappalà;
30 maggio Sofia Messersì; 3 giugno Enea Costarelli, Pietro
Giorgini; Maria Coltoti; 4 giugno Alice Fiordelmondo; 5
giugno Giacomo Pigliapoco, Matteo Belardinelli; 6 giugno
Caterina Rossini; 7 giugno Samuel Chuks Udoji; 8 giugno
Uzochukwu Egwu Believe; 11 giugno Valentina Bartoli; 12
giugno Giovanni Bezzeccheri.
Oggi sposi
Sabato 24 giugno: Luca Lucarini e Silvia Marcellini a San
Francesco d’Assisi - Valerio Spadoni e Annalisa Santarelli
a San Nicolò - Michele Campanelli e Marta Belegni a San
Massimiliano Kolbe - Lorenzo Morici e Graziella Branchesi
a Cupramontana - Maurizio Nicolò e Alessandra Brunetti a
Poggio San Marcello
i Lettori scrivono...
ria. Lucien Febvre, storico
che insieme a March Bloch è padre della rivoluzione storiografica del ‘900
dovuta al progetto editoriale delle Annales, ha detto che “la storia che serve
è una storia serva”, nel
senso che la storia piegata
a scopi privati, che siano
politici o personalistici,
è una storia schiava; ora
per eccellenza è proprio
lo studio di tale disciplina
che invece può affrancarci
dalla servitù del passato
per renderci liberi nella
realtà attuale e nel futuro,
e quindi una storia difesa da protezionismi e da
partigianerie del presente,
a chi sarebbe utile? Come
si fa a pretendere che una
ricchezza tale, che la “storia” possa appartenere
privatamente a qualcuno?
Come si fa a esigere che
la “storia” rimanga paralizzata in quattro mura e
rivendicarla come un prodotto tipico locale? Quelle
testimonianze del passato
appartengono di diritto
a chi può gestirle per garantire che studiosi interessati possano interrogarle, possano dare voce
a quegli uomini che tanto
hanno da dire tra le pagine pergamenate di cinque
secoli.
Io penso che sia stata sottovalutata la curiosità e
la passione degli studiosi,
di tutti i tipi professionali
e appassionati, italiani e
stranieri, e credo che se
da un lato bisogna ringraziare quanti, tra cui
l’Associazione forense jesina, hanno finora garantito che quel patrimonio
arrivasse integro al 2006,
dall’altro lato credo che si
debba essere fieri dei rappresentanti cittadini che
permetteranno a tutti, indistintamente, di accedere
a un patrimonio così ricco, in un luogo accessibile
e idoneo e dove saranno
liberati dall’incuria del
tempo, dalla distrazione e
dagli inutili protezionismi.
Capisco e condivido la sua
preoccupazione
perché
l’archivio sia salvato, reso
accessibile e consultabile
al meglio, con tutti i supporti e conforti possibili.
E’ giusto, infatti, che anche
l’archivio dell’ex pretura di
Jesi sia messo in grado di
fornire allo studioso materiali, scrivania, personale
qualificato, luce, bagno,
catalogo e quant’altro, ma
non credo che per arrivare
a questo livello in Ancona
si spenda meno che a Jesi
(è vero, in Ancona l’archivio va ad inserirsi in un
più ampio archivio, ma
qualche altro archivio al
quale affiancarlo lo abbiamo anche noi, seppure
non in grado forse di fornire allo studioso anche
un caffè caldo).
Anche io vorrei essere fiero
dei rappresentanti cittadini (e altre volte me ne hanno dato l’occasione), ma in
questo caso mi resta un
po’ difficile andare fiero di
chi, avendo un problema
(quello di far restare l’archivio a Jesi, sistemato e
riordinato di tutto punto)
lo risolve nel modo più facile: liberandosene (gi elle).
Domenica 25 giugno: Andrea Bernacchia e Stefania Crudeli a San Giuseppe - Mauro Belardinelli e Valentina Valeri a San
Francesco di Paola - Emanuele Ercoli e Nicoletta Barchiesi a
Pierosara di Genga.
Matrimoni
27 maggio Andrea Pane e Silvia Bandiera; 28 maggio Marco
Bernabei e Barbara Chierici; 1 giugno Renato Tonti e Cecilia
Cirilli; 2 giugno Simone Cirilli e Sandra Sobeyda Leon Hidalgo,
Alessandro Di Gaspare e Stefania Michelini; 3 giugno Marco
Novelli e Giuliana Martarelli, Giancarlo D’Amore e Federica
Romagnoli, Massimiliano Milli e Roberta Ronci, Emanuele
Belardinelli e Maria Petrarca, Luca Tassi e Giulia Bellagamba;
4 giugno Roberto Fattori e Vendete De Santana Primo,
Giovanni Filanti e Alessandra Albanesi, Federico Fattori e
Ilenia Morganti.
Riaperto
il museo archeologico
Sabato 17 giugno ha riaperto il Museo Archeologico
con i seguenti orari: da martedì a domenica 10-13 e 1720; il lunedì chiuso (tranne
i festivi). Per informazioni
telefonare al 0731.538342.
Gli insegnanti e gli operatori di didattica museale possono contattare il numero
339.5049821
Federico II
e i Cavalieri teutonici
Sempre fervida di iniziative la Fondazione Federico
II Hohenstaufen, in collaborazione con il Rettorato
dell’Università Politecnica
delle Marche, presenterà il
24 giugno (ore 18,30) una
conferenza su “Federico II
e i Cavalieri teutonici”. Sarà
tenuta dal prof. Hubert
Houben, ordinario di Storia
Medievale presso l’Università di Lecce, nell’aula del
Rettorato dell’Università di
Ancona.
Anniversario
Il 26 giugno ricorre il quattordicesimo anniversario
della scomparsa di
Roberta Gherardi
“Non muore chi resta viva
nel nostro cuore”
I tuoi cari
Il 23 giugno alle ore 19
verrà celebrata una Santa
Messa in suffragio nella
chiesa di San Francesco
d’Assisi.
23.5.2006
23.6.2006
Gianluca Rumori
Defunti
(a Jesi, salvo diversa indicazione)
29 maggio Gino Barchiesi (85 anni), Graziano Grati (78) di
Falconara Marittima, Mario Luchetti (67);30 maggio Assunta
Giglioni (92), Gianluigi Fabbri (69) di Moie; 31 maggio
Amedeo Corinaldesi (70), Costantino Marini (86) di Serra
Dè Conti, Olivo Gabrielloni (74) di Filottrano, Gennarino
Santamarianova (57) di Staffolo; 1° giugno Dino Freddi (77);
2 giugno Silvana Melloni (77), Renato Latini (83) di Monsano,
Almerina Frezzotti (82) di Poggio San Marcello, Dalva
Costantini (83) di Castelplanio; 3 giugno Italo Abbascià (76),
Rita Bordoni (70); 4 giugno Emma Ciaffoni (79) di Staffolo,
Bruno Costantini (82) di Castelplanio; 5 giugno Delelmo
Cardinali (88) di Monsano, Gina Focante (92) di Filottrano;
6 giugno Giovanni Procaccini (66), Ennio Bordoni (57); 8
giugno Angelo Gigli (72), Alba Grassi (79), Dina Polzoni (76)
di Monsano, Marianna Brunori (87); 9 giugno Zaira Mazzini
(83); 10 giugno Patrizia Canapini (46); 11 giugno Tarcisio
Battestini (79) di Montecarotto; 12 giugno Francesco Marini
(76) di Civitanova Marche, Guido Carletti (91), Galasio Santoni
(81) di Monsano, Luigi Dottori (94); 13 giugno Federico
Barigelli (84) di Santa Maria Nuova; 14 giugno Umberto
Tempestini (83).
“Gesù disse: beati i puri di
cuore, perché vedranno
Dio.”
Ci consola saperti unito in
Cielo con il tuo papà.
Ti ricorderemo sempre con
infinito amore.
La tua mamma e
tuo fratello Luigi
15
Sport
Parla il presidente del Csi di Jesi
Fare sport per educare
4
500 iscritti nella provincia di Ancona, 3000
solo nella città di Federico.
Il Centro Sportivo Italiano
della diocesi di Jesi è una
realtà ben radicata e strutturata. Nato
nel 1946, a settembre festeggerà i suoi primi sessant’anni
di vita. Calcio
a 5, pallavolo
misto, tennis
tavolo, per i
ragazzi dai 14
anni ai 18 e dai
18 in su; attività polisportiva,
per quelli under 14. Ma la
peculiarità del
Csi sta nella
filosofia che lo
anima, e negli
obiettivi che
si propone di
raggiungere.
Di questi ci ha parlato Andrea Gasparini (nella foto),
da tre anni presidente a
Jesi. “Vogliamo promuovere la persona attraverso lo
sport; noi - spiega - introduciamo un sistema di fare
sport nuovo, in cui, prima
di essere allenatori, si è
educatori; in cui non esiste la cosiddetta panchina,
ma tutti partecipano, tutti
è trasmettere il messaggio
cristiano ai giovani. I nostri educatori – continua
Gasparini – devono essere, per i ragazzi, modelli
di vita dentro e fuori dal
campo”.
giocano, sentendosi parte
di un gruppo prima che di
una squadra”.
E Gasparini, 33 anni, laureato in economia e commercio, parla della classifica “fair play” adottata
dal Csi, grazie alla quale “passano di categoria,
oltre alle prime classificate a livello tecnico,
anche le squadre che si
sono comportate meglio durante il campionato, ricevendo meno
ammonizioni ed espulsioni”. Un esempio concreto di graduatoria di
lealtà nel gioco. E sono
proprio i valori dell’amicizia, della fratellanza, della solidarietà,
a dare contenuto educativo all’attività del Csi.
“Dal punto di vista ecclesiale, il nostro scopo
Entratovi come atleta nel
’90, l’attuale presidente di Jesi nel ’92 fondò a
Castelbellino la società
Csi “Champion”, che oggi
conta 120 iscritti. Negli
ultimi due anni, come lui
stesso spiega, la preziosa
realtà sportiva diocesana
si è impegnata in corsi di
formazione all’interno degli oratori, promuovendo
anche attività di teatro
e danza. Volontà del Csi,
infatti, è dar vita ad una
fattiva collaborazione con
le altre realtà parrocchiali
presenti in diocesi.
Intanto, il prossimo appuntamento importante
sarà a settembre. In occasione del sessantesimo,
infatti, è previsto l’allestimento di un “villaggio dello sport” che ospiterà tornei, mostre, convegni.
Finali del campionato nazionale “Open”
Ottica Più battendo in
finale la Push & Pull
per 4-2 si è laureata campione provinciale
20052006, mentre
nella
finale
per il terzo e
quarto posto
la Rossi Telecom ha battuto
per 4-3 la Vallesina Calcio a
5. La speciale
classifica per
la Coppa Disciplina vede
al primo posto
il Pianello Vallesina Soccer
mentre la Vallesina Calcio a
5 (nella foto),
dopo aver vinto la classifi-
Jaqueline, un tocco di samba per Jesi
alla prossima European
Champions League. Tra
a Monte Schiavo Banca Marle “magnifiche sedici” c’è
che si arricchisce di un altro
anche la Monte Schiavo,
importante tassello. La società
che assieme a Pesaro e
jesina ha definito l’ingaggio della
Bergamo
rappresenteschiacciatrice brasiliana Jaquelirà l’Italia nella massima
ne Maria Pereira de Carvalho.
competizione continenNata a Recife in Brasile il 31 ditale per club. Venerdì 23
cembre 1983, Jaqueline (nella
giugno a Vienna si svolfoto) è alta 186 cm e nell’ultima
geranno i sorteggi per la
stagione ha vinto il campionato
composizione dei gironi
carioca con il Rexona.
eliminatori.
Punto di forza della sua nazioLo scorso fine settimana
nale, che a novembre contendea Portogruaro e Caorle
rà il titolo iridato all’Italia, con
si sono svolte le finali
la sua rappresentativa ha vinto recente- nazionali categoria under 18, alle quali ha
mente il Volleymasters di Montreux ed preso parte anche la Pieralisi. Purtroppo
il torneo di Courmayer, oltre al Grand la marcia delle “piccole prilline” è stata
Prix del 2004. Nel suo palmares anche un interrotta dal Vicenza, poi campione, nei
quarto posto alle Olimpiadi di Atene, un quarti (3-2). Alla formazione rossoblù la
titolo mondiale giovanile nel 2001 e due consolazione della vittoria nella finale per
scudetti (2003 e 2004).
il quinto posto contro la Pro Patria MilaLa Cev ha comunicato le partecipanti no.
di Giuseppe Papadia
L
BASKET Sabato 24 la nazionale a Jesi
CSI Calcio a cinque
L’
VOLLEY Venerdì i sorteggi per la Champions
ca provinciale fair-play, si
è classificata al secondo
posto nelle finali regiona-
li svoltesi a fine maggio a
Senigallia.
s.g.
E’ quasi fatta per l’Aurora Basket
I
l futuro dell’Aurora
Basket comincia a
delinearsi. Martedì 13
la cordata capeggiata
da Livio Grilli, patron
dell’Apra Informatica,
ha rilevato la quota di
proprietà della famiglia
Latini. Ora si attende
solo l’ufficialità che
potrebbe arrivare in
una conferenza stampa
organizzata con il sindaco Fabiano Belcecchi. Tra i protagonisti
dell’operazione, oltre a Grilli, ci sono un
gruppo di soci storici (Felicaldi, Barchiesi,
Coppa) ed Altero Lardinelli, i quali acquisiranno insieme il quaranta per cento del
capitale sociale. Un altro venti per cento diventerà di proprietà della ditta Fileni
ed il resto delle quote saranno acquisite
da Pieralisi, Pasquinelli, Barchiesi Sport e
Nico Podella della Spigadoro.
Nell’agenda della nuova dirigenza ora ci
sono la ricerca di un nuovo “main sponsor” da affiancare alla Banca Popolare e
la nomina di un nuovo direttore sportivo,
che sostituirà il partente Gianluca Petro-
nio. “Tale decisione – ha detto l’ex diesse
– va ricercata nella mia personale volontà
di mettersi in discussione nel ruolo di dirigente in una differente e nuova realtà”. Solo
dopo queste importanti scelte si potrà cercare il nuovo coach.
Sabato 24 giugno la nazionale italiana, impegnata dal 25 al 27 nel torneo “Alessio
Baldinelli” ad Osimo, svolgerà una seduta
di allenamento al PalaTriccoli.
Nella foto d’archivio, l’entusiasmo dei
supporter jesini pronto a riesplodere
per i nuovi gialloverdi
(foto Giaccaglini)
Gip
Festa della scherma
S
abato 24 giugno, alle
ore 17,30, in piazza
della Repubblica, “Festa
della scherma”. Organizza il Comitato Regionale
Marche della
Federazione
Italiana
Scherma in
collaborazione con il
Club Scherma Jesi e con
il patrocinio
del Comune.
Verrà
assegnato il titolo
di campione
regionale della categoria
“G i o v a n i s s imi”. Il titolo
di campione regionale
verrà assegnato al vincitore dell’incontro tra i
primi due
marchigiani classificati
delle fasi interregionali.
WWWBPAIT
di Lucia Romiti
25 Giugno 2006
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