Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi L’Interporto si presenta Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi ANNO LIV- N. 23 Area vasta sanitaria Manuale Cencelli e campanilismo Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 riconoscimenti devozione Grande serata del Premio Vallesina P overa Jesi e povera Vallesina. Vere cenerentole, se pensiamo agli ultimi orientamenti, anzi alle ultime irrevocabili nomine per dirla con i più. Si tratta del coordinamento delle ”aree vaste” della sanità regionale. Perché, dopo la riforma Melappioni – una sola unità sanitaria marchigiana – la Regione è tornata sui suoi passi con una sub-struttura detta appunto “area vasta sanitaria” coincidente con il territorio provinciale. Quindi cinque nuovi centri, ciascuno dei quali con un suo direttore e con una sua burocrazia e tanto potere. Una formula intermedia tra le vecchia Asl e la riforma Melappioni. A quale scopo? Allo scopo “di accrescere le economie di scala e migliorare l’efficienza dei servizi sanitari”. Sarà! Sta di fatto che i nuovi poteri si concretizzano in “acquisto di beni e servizi, espletamento degli appalti, gestione del patrimonio immobiliare, amministrazione del personale, programmazione”. Volete altro? E la scelta della città-centro – ecco lo scandalo – viene fatta con il manuale Cencelli. Vale il candidato di partito, non la città del tutto strumentalizzata. Così, per la provincia di Ancona, capita l’estrema periferia. Infatti pare ormai certo che l’eletta sia, per volontà del presidente Spacca, Fabriano. Hai voglia i Belcecchi e tutti i sindaci della Vallesina a sottolineare il naturale orientamento su Jesi, baricentro di tutto il territorio della provincia (tra Fabriano e Senigallia). Nessun baricentro nell’era del computer: se dalla Cina si può lavorare per l’Italia, da Fabriano si può lavorare per Jesi e Senigallia. Vero è che il centro prescelto è la città del presidente della Regione ed è anche onorato della presenza di due parlamentari e quant’altro a livello regionale e provinciale. Ma i sindaci della Vallesina, Belcecchi in testa, che almeno si ribellino a queste inaccettabili conclusioni. E cosa fanno i consiglieri regionali del nostro territorio? E’ mai possibile che si debba essere sempre fanalino di coda solo perché non abbiamo santi in paradiso? O i santi che abbiamo sono poco santi? Settimanale d’informazione 9 I tesori nascosti DOMENICA 25 GIUGNO 2006 diletta onlus La Madonna del Grappolo a Colle Paradiso di don Cristiano Marasca 8 scisciano Dalla Bielorussia a Castelplanio di Simone Sebastiano 7 Per due giorni il Castello “fattoria” di Marco Palmolella 13 Referendum costituzionale DOMENICA 25 LUNEDì 26 GIUGNO 2006 Le ragioni del SI Le ragioni del NO A PAGINA 5 Guantanamo e Cpt Rispetto della persona e diritti della società colpevoli o meno che siano, perché non è questo il problema – vivono alla mercè di una guardia, he la persona umana debba essere rispettata di un direttore carcerario, di un ministro sciolti perché essa stessa è fine e non mezzo, siamo da ogni legge. in tanti ad essere d’accordo, almeno negli Stati Molte nazioni – anche l’Onu, l’Italia e il Vaticano di diritto, quelli che si reggono sui principi – hanno insistentemente chiesto a Bush la fondamentali della libertà e della democrazia. Ma chiusura di Guantanamo: che i rinchiusi siano la storia ha smentito con i fatti i tanti propositi. processati secondo le leggi Usa e condannati o Ed anche oggi abbiamo esempi che lasciano assolti. Gli Stati Uniti hanno il diritto di difendersi perplessi perché si battono tra i diritti della dal terrorismo, ma non di creare schiavi. società e quelli della persona.. L’altro esempio è dato dai Cpt – Centri di Il primo esempio è Guantanamo, creato dagli permanenza temporanea – e ci riguardano più Usa, cioè dalla nazione che più di ogni altra ha da vicino, anche se non c’è il minimo paragone difeso i diritti della persona al suo interno e nel con Guantanamo. Essi sono centri che, sulla mondo. Eppure quella prigione, piazzata su un base di leggi e normative, raccolgono quanti fazzoletto di terra dell’odiata Cuba, è un vero e entrano nel nostro territorio clandestinamente. proprio lager perché protetto da nessuna legge, Sono, in genere, i disperati delle carrette che neppure da quelle del diritto internazionale vengono fatti sostare fino a due mesi in luoghi in tempo di guerra. Centinaia di individui – ben controllati allo scopo di chiarire la loro di Vittorio Massaccesi C identità per rispedirli poi nella terra di origine. Il trattamento logistico, in genere, è accettabile, ma sono Centri che in qualche modo assomigliano ad una prigione provvisoria come mezzo per frenare l’invadenza di chi nella propria terra trova solo fame e malattia. Non chiuderli in questi Centri vorrebbe dire aprire le porte a tutti e questo è inaccettabile per i tanti problemi che si creerebbero a loro stessi e a noi italiani. La società deve difendersi. Che fare? Ecco. La migrazione è da tempo un problema globale e va affrontato globalmente da tutte le nazioni interessate: quelle da dove si fugge, quelle dove si approda. Perché non ci illudiamo: il fenomeno è destinato a rafforzarsi. Ma difendere le prerogative e le tradizioni della società e nel contempo rispettare integralmente la dignità personale degli esuli è, ancora, tentare di quadrare il cerchio. Vita Ecclesiale 25 Giugno 2005 Caritas Diocesana Jesina Jesi A San Francesco d’Assisi Conferiti dal vescovo sette ministeri N ella parrocchia di San Francesco d’Assisi il 12 giugno il Vescovo, mons. Gerardo Rocconi ha conferito ai giovani frati professi temporanei questi ministeri: il ministero straordinario della comunione a fr. Pierpaolo Fabbri e a fr. Luca Gabrielli; il ministero dell’accolitato a fr. Lorenzo Turchi, fr. Enrico Maria Mimmotti, fr. Luciano Genga, fr. Roberto De Luca e fr. Pierluigi Allegrezza Giulietti. Il rito ha avuto luogo nella solenne concelebrazione vespertina, presieduta dal Vescovo, il quale nell’omelia ha evidenziato che i suddetti ministeri, incentrati nel mistero eucari- “la mia porta è aperta” servizio civile in Caritas diocesana Un anno per la propria crescita personale Un anno di esperienza a servizio degli ultimi Un anno di condivisione con altri giovani Un anno di formazione alla pace, alla mondialità Un anno acquistato e non perso Ai ragazzi e ragazze dai 18 ai 28 anni assegnati 4 posti Il 23 giugno 2006 scade la presentazione delle domande di ammissione al bando di concorso Per informazioni rivolgersi a: Don Nello Barboni, direttore della Caritas mattino 0731.4222 - pomeriggio 0731.245524 Carità del Papa 2005 Parrocchie (Offerte in euro) Castelbellino San Benedetto (Pianello)....................100 Castelplanio San Sebastiano Martire......................110 Cupramontana San Leonardo........................................200 San Lorenzo............................................80 Jesi Cattedrale – San Pietro Ap................400 Divino Amore......................................83,2 Regina della Pace..................................130 San Francesco di Paola.........................70 San Giovanni Battista.........................105 San Giuseppe 110 San Massimiliano Kolbe.....................300 San Pietro Martire...............................100 San Sebastiano........................................53 Sant’Antonio Abate...............................50 Santa Maria del Piano.........................150 Maiolati Spontini Santo Stefano Protomartire................. 15 Moie – Santa Maria............................100 Monsano Santa Maria fuori Monsano................30 San Pietro Apostolo..............................50 Montecarotto Ss Annunziata................................... 1.350 Monte Roberto Santa Apollinare.....................................30 Rosora Santa Maria degli Angeli................. 221,7 San Michele Arcangelo................... 261,4 San Marcello San Marcello Papa...............................100 Santa Maria Nuova Sant’Antonio da Padova.......................80 Sacra Famiglia, Collina.......................100 Ospedale Provinciale Jesi..............192 Diversi................................................ 428,7 TOTALE.................................euro 5.000 Il grazie della SanVincenzo alla Fondazione CRJ L a Società Femminile di San Vincenzo de’ Paoli ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per il generosissimo contributo concessole. E’ solo grazie a questo contributo che la San Vincenzo è operativa a Jesi, presente nelle case degli anziani che spesso vivono con gravi problemi di salute. La Società si augura che questa importante collaborazione possa continuare nel tempo. stico, esigono coerenza di vita e generosa imitazione di Gesù Cristo, speranza del mondo e pane per la nuova vita. A questi giovani in cammino verso la consacrazione perpetua e verso i ministeri ordinati l’augurio, il sostegno e la preghiera della comunità francescana e parrocchiale. Il parroco padre Bruno Fioretti Nella seconda foto, da sinistra: Luciano Genga, Lorenzo Turchi, Roberto De Luca, il Vescovo, Luca Gabrielli, Pierpaolo Fabbri e Enrico Maria Mimmotti. (foto Giampaolo Grilli) Domenica 25 giugno I Giovanissimi di Ac a Venezia C osa c’entra Venezia con la Speranza? È quello che domenica 25 giugno i Giovanissimi di Azione Cattolica della nostra diocesi cercheranno di scoprire durante l’uscita nel capoluogo veneto, che chiude questo anno associativo tutto incentrato proprio sulla Speranza. I circa ottanta partecipati si ritroveranno domenica mattina a San Francesco d’Assisi alle 4,30 per partire alla volta della laguna con due pullman. Nella mattinata i ragazzi, tutti di età compresa tra i quindici ed i diciotto anni, accompagnati dai loro educatori e dall’assistente don Cristiano Marasca, visiteranno il ghetto ebraico per ricordare la lunga tradizione di Venezia, città da sempre punto di incontro di varie culture. Dopo il pranzo presso il convento dei Frari, nel pomeriggio la comitiva si sposterà nella basilica di San Marco per vedere i mosaici della storia della salvezza. La giornata si chiuderà con la messa celebrata dai Frari. L’arrivo a Jesi è previsto per la mezzanotte. Prima Comunione al Duomo-San Pietro D omenica di Pentecoste, 4 giugno: festa della messa di Prima Comunione in Cattedrale per la parrocchia Duomo-San Pietro. Attorno al parroco don Vittorio Magnanelli sette bambini e sette bambine: Maria Vittoria Allegrini, Amanda Brocanelli, Mario Tenace, Edoardo Ceccarelli, Omar Flori, Irene Lenti, Eleonora Maltempi, Daniele Mancini, Cristiano Merli, Samuele Schiavoni, Nicolò Stronati, Maddalena Bordoni, Giulia Talachia e Francesca Abramucci. Prima Comunione a Cupramontana D omenica 11 giugno, festa della SS. Trinità, 34 ragazze e ragazzi delle parrocchie di San Leonardo, San Lorenzo e Santissimo Salvatore di Poggio Cupro in Cupramontana, dopo un’accurata preparazione curata dalle catechiste Anna, Griselda, Lori e Silena, hanno ricevuto il sacramento della Prima Comunione. Nella foto con i parroci don Giovanni Ferracci e don Maurizio Fileni: Luca Anibaldi, Benedetta Balestra, Serena Bonci, Leonardo Brocani, Alessan- dro Cerioni, Luca Cerioni, Irene Chiatti, Filippo Clementi, Gabriele Colini, Michele Costarelli, Valentino Di Guglielmo, Lilian Fico, Riccardo Fioretti, Giulia Franciolini, Mara Giampaoletti, Arianna Latini, Vittoria Maggi, Niccolò Magnanelli, Michele Manitta, Samuele Michelangeletti, Marco Morettini, Aurora Morici, Giovanni Moriconi, Arianna Pagnanini, Matteo Palmolella, Sofia Priori, Joshua Puopolo, Chiara Scortechini, Davide Scortichini, Benedetta Trinchese, Mirco Uncini, Mattia Vagnini, Federico Valeri e Antonio Zannotti. Vita ecclesiale 25 Giugno 2006 Nel trigesimo di Vangelo U n mese fa, il 28 maggio, Alberto Solustri è tornato alla casa del Padre. Queste pagine hanno narrato della sua morte e dell’arrivederci scambiatoci nella chiesa di San Giuseppe. Desidero ricordarlo come genitore di un ragazzo scout che per sette anni ha avuto la fortuna di averlo per guida e come amico con il quale ho scambiato riflessioni, opinioni, progetti. Tra le tante cose che vorrei dire di Alberto, ne scelgo solo alcune che sono certo mi rimarranno come segno e testimonianza più forti di ogni sua immagine. Alberto era un uomo di una grande fede cristiana. Non bigotto o integralista. Una fede forte che sentiva e viveva profondamente, rapportando al Signore, come in ogni conversazione aveva modo di dire, non solo il passato ma il presente ed il futuro. Vedeva e viveva la sua azione di educatore in mezzo agli scout come una missione, come un impegno per far crescere nella fede cristiana e nella piena maturità umana ragazzi e giovani. Non posso dimenticare poi il suo entusiasmo. Entusiasmo per la vita che riversava instancabilmente in quelli che gli erano accanto. Lo trasmetteva solo con la sua presenza sia ai ragazzi ma anche a noi genitori sollecitandoci a compiere uno stesso cammino, e ci coinvolgeva e ci contagiava, lui che non si sentiva mai stanco e sprizzava una carica giovanile nonostante l’anagrafe. Sapeva parlare ai ragazzi piccoli e grandi, non diceva parole ma “cose”. A noi genitori diceva di essere vicini ai nostri figli senza asfissiarli, di non lasciarli soli, di ascoltarli, di saper leggere nei loro occhi. Alberto guardava lontano perché veniva da lontano, dalla sue prime esperienze giovanili negli scout. Era l’uomo dei progetti ed in ciascuno, una volta messo a fuoco e circostanziato nelle difficoltà e nelle possibilità di realizzazione vi si gettava con tutto l’entusiasmo di cui era capace. Quello 25 giugno 2006 Alberto Solustri di Riccardo Ceccarelli 3 di aiutare i bambini in Romania è stato l’ultimo in ordine di tempo, vi stava dedicando ogni energia. Ne aveva altri e ne aveva parlato. Andava sempre oltre. Entusiasta dell’avventura della vita ne faceva dono come la cosa più normale. Dobbiamo dirti solo grazie, Alberto, e arrivederci. i bambini rumeni lo hanno voluto così ricordare: Copii din România îti multumesc, pentrucã sperã cã visul dela casa-familia “Marco Polo” se va realiza repede. XII Domenica del Tempo Ordinario Dal vangelo secondo Marco I n quel giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: “Passiamo all’altra riva”. E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che moriamo?”. Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?”. LA VIA CRUCIS DI GIANCARLO SCORCELLETTI – 3 Terza stazione: Gesù cade la prima volta Gesù inciampa e cade. La cosa è talmente improvvisa che spiazza quanti sono presenti: le loro espressioni lo dicono chiaramente. Gesù è in terra. Pur avendo subìto tormenti e torture non è ancora sfinito: dall’espressione del suo volto si rintraccia la volontà e la forza per rialzarsi. Se ci si limitasse a guardare solamente questa scena, potremmo dire di averne viste tante nei quadri delle chiese. Giancarlo va oltre: quella scena non gli è sufficiente; sarebbe troppo didascalica ed elementare. Lui aggiunge altri elementi: un vecchio cieco che sta per sbattere la testa contro lo spigolo d’un muro; un giovane che scaglia un sasso contro il sole quasi a voler spegnere la sua luce e, in alto, un angelo-robot che sembra rivolgersi al vecchio ed al giovanotto con l’intento di indicar loro una direzione. Che vorrà dire? Questa volta lo spiega l’autore stesso: Giancarlo. Gesù, anche se caduto, anche se per un momento ha lo sguardo piantato per terra, ci vede benissimo e sa bene quello che ha davanti anche se è passione e tribolazione. L’umanità, invece, io la vedo cieca. O meglio: sceglie di non vedere il futuro che le si annuncia; preferisce nascondere a sé stessa quello che avrà davanti. Preferisce spegnere la luce della sua ragionevolezza (il sole) e così andare a sbattere e farsi male. L’umanità avrebbe pure strumenti (l’angelo-robot) che gli segnalano mete ragionevoli e pericoli incombenti ma anche quelli son poca cosa davanti alla caparbia volontà di non voler vedere. Don Maurizio Fileni Più attenzione ai beni culturali ecclesiastici Dieci anni ben spesi È cresciuta, negli ultimi anni, l’attenzione per i beni culturali ecclesiastici. Anche se c’è ancora molto da fare, dal 1996 (anno in cui è stata siglata la prima Intesa nazionale tra ministero dei Beni culturali e Cei) ad oggi, sono molti i frutti che si sono colti in questo settore. Di questo ha parlato don Stefano Russo, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, durante la Giornata per i beni culturali promossa dalla Conferenza episcopale campana, mettendo in risalto il cammino parallelo dei beni culturali e della Chiesa italiana verso il Convegno ecclesiale di Verona 2006. Sono dieci anni, inoltre, che è stato introdotto il sistema contributivo dell’otto per mille anche nel settore dei beni culturali ecclesiastici, che ha portato grandi benefici: “Anche grazie al contributo dell’otto per mille – ha detto don Russo – molte diocesi si sono attivate: solo nell’ultimo anno sono stati effettuati 492 restauri e opere di risanamento statico degli edifici di culto e oltre cinquecento impianti di sicurezza”. Molto si sta facendo anche sul fronte dei musei diocesani e su quello della formazione di coloro che sono addetti ad accogliere fedeli e turisti nelle chiese, perché “non si tratta solo di beni storico-artistici – ha sottolineato don Russo – ma testimoniano la nostra fede: sono il punto di frontiera e di incontro con persone di formazione culturale diversa dalla nostra”. * Pietro è qui Asterisco di Giacomo Galeazzi L’ oratorio per soli, coro e orchestra di Antonio Pappalardo ha come titolo «Petrus Enì» («Pietro è dentro», nel senso che «Pietro è sepolto qui dentro») da un graffito greco, ad opera di un ignoto, datato del II secolo dopo Cristo, che si trova nelle grotte vaticane e che indica verosimilmente il luogo di sepoltura di San Pietro. Per l’autore la scritta assume un significato più ampio: «Pietro è presente, è al centro della Chiesa, è il punto di riferimento del Cristianesimo». Alcuni pastori anglicani, in visita alla Non ho paura ma fede di Adriana Borgognoni S i è fatto sera. Gesù lascia la folla e sale in barca con i suoi discepoli per la traversata del lago. Ma ecco che si scatena una tempesta tremenda. Immaginiamo quegli uomini correre su e giù gridando per superare il fragore del vento, reggere a fatica il timone nel tentativo di tagliare le onde, affannosamente liberare l’imbarcazione dall’acqua che entra. Finché, disperati, svegliano Gesù che sta dormendo, e lo invitano a fare qualcosa per salvarli. A Gesù basta un ordine perché le forze naturali che si sono scatenate immediatamente si plachino e torni la bonaccia (galéne: calma del mare, ma anche serenità dell’anima). Poi una domanda: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”. Allora intendiamo. Tutte le volte che “si fa notte” nella nostra vita, Gesù ci invita a “passare all’altra riva”, a fare un salto di fede. Lui è sulla barca con noi mentre la tempesta infuria. Perché temere? La paura è indice di poca fede, mentre la fede caccia ogni timore, perchè ci fa poggiare sulla certezza che non siamo in balia di noi stessi. Abbiamo l’impressione, come i suoi discepoli, che Gesù stia “dormendo”, si disinteressi della nostra disperazione, (il verbo kathéudo significa dormire ed anche stare inoperoso), ma non è così. Come poteva Gesù dormire in mezzo all’ululare del vento, al fragore dei flutti, al dondolio della barca, alle grida degli uomini? In realtà lui non dormiva. Quel “sonno” era il suo riposare tranquillo nelle mani di Dio, cosciente del suo potere. Era un modo per dire: “Rimanete sereni e fiduciosi nonostante tutto, perché la vittoria mi appartiene. Sempre, quali che siano “le acque” che tumultuano e minacciano di sconvolgere la vostra vita”. Per studiare le scienze della religione tomba di Pietro, pronunciarono le emozionate parole: «The stones have spoken» (Le pietre hanno parlato). Tanto è grande il fascino esercitato da questo luogo sacro e antico. L’opera, un oratorio, composta su testo interamente in latino, per soli, coro e orchestra, inizia con l’invocazione «Petrus enì» e la lettura di alcuni brani della lettera di Giulio II al re d’Inghilterra. Prosegue con un preludio strumentale e la declamazione delle parole che Cristo rivolge a Pie- tro, mentre sta fuggendo da Roma, per scampare alla persecuzione di Nerone. Seguono quattro episodi della vita di San Pietro: il primo, di Cristo che invita Pietro e Andrea a seguirlo per divenire pescatori di uomini; il secondo, di Cristo che cammina sulle acque e viene scambiato dagli apostoli per un fantasma; il terzo, dell’annuncio del tradimento di Pietro («Prima che il gallo canti mi tradirai tre volte»); il quarto, del tradimento perpetrato («Non conosco quest’ uomo»). Entra nel ventesimo anno di vita l’Istituto superiore marchigiano di scienze religiose e si prepara a rinnovare la sua struttura. Istituito nel 1986 dalla conferenza Episcopale Marchigiana ebbe inizialmente la sua sede a Loreto e successivamente ad Ancona. Si possono seguire il corso triennale e quello quadriennale, che si concludono rispettivamente con il Diploma e il Magistero in scienze religiose. L’istituto si appresta ad attuare il cosiddetto modulo universitario del “tre più due”, cioè un triennio di base e un biennio di specializzazione. Per il prossimo anno rimane ancora in vigore la struttura tradizionale; tuttavia i corsi saranno organizzati in modo che possano essere riconosciuti come validi anche nel nuovo ordinamento. Per informazioni ci si può rivolgere alla segreteria in via Monte Dago 87 di Ancona (tel 071.891851) che è aperta dalle ore 9 alle ore 12,30. 4 Vita Ecclesiale 25 Giugno 2006 Per inserzioni e pubblicità su Voce della Vallesina rivolgersi all’amministrazione del settimanale Jesi - piazza Federico II, 6 (giorni feriali dalle ore 9 alle 12) telefono e fax 0731208145 email [email protected] Nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore L’altare nuovo di Coppetella di Gilberto Marconi P er la nuova sede della Chiesa parrocchiale di Coppetella, il contributo generoso della Fondazione della Cassa di Risparmio di Jesi permette l’acquisto dell’Altare di Giuliano Giuliani, artista presente con opera analoga in una delle manifestazioni a latere della 51^ Biennale d’arte contemporanea di Venezia. Blocco unico di travertino (cm.150x95x95) completamente svuotato, era Altare già all’ottava Biennale d’arte sacra di S.Gabriele (1998), diverso rispetto all’attuale: i patimenti gli hanno acquisito la forma ultima. Allora emergeva la solidità del personaggio, pur leggero e saggio a un tempo per via di quei suoi molti percorsi. Le geometrie delle otto linee secanti rendevano dinamico e lieve un masso di non pochi quintali. Il coperchio, ruotato rispetto all’asse della grande scatola contribuiva a creare due volumetrie, una reale l’altra potenziale, che s’intersecavano: vuota la prima, la seconda piena. La rotazione apriva prospettiva ulteriore: altare e sepolcro; infatti la pietra superiore non chiudeva, si proponeva invece per un divenire, nuova costruzione cui era sostegno. Dentro al grande cubo c’era niente: il morto, risorto, e il lenzuolo sul davanti a significarlo. Nel vuoto le impronte del sacrificio: le picconate avevano segnato la sofferenza; l’interno delle pareti conservavano ancora, nei segni tracciati dallo scalpello, l’eco delle ferite del corpo accolto. Si alludeva forse alla perenne incompiutezza degli svuotamenti nostri. Di certo quell’incavo era macolato di provvisorietà e sofferenza, restate lì a dirci il dentro esser sempre un po’ lacerato. Il lenzuolo, mosso, rompeva le geometrie perfette della costruzione all’esterno, sia nei tagli rotati al passaggio suo, sia lungo la parete cui il movimento rendeva drammatica la facciata, quasi il lenzuolo avesse trasferito le pieghe del corpo contuso nella pietra che accostava. Silenzio e segretezza rispondevano al commiato: erano lì da sempre, custodi della vita e della morte, della memoria e del futuro. La segretezza della cava, ulteriori sottrazioni e la pazienza degli anni come calzino l’hanno rovesciato, specie di conversione dell’altare che il Giuliani mi ha permesso vedere ancora non conclusa: a testa in giù torna l’originario sepolcro vuoto, sebbene le bende siano collocate all’interno a contestare Magdalena ché il Signore non l’hanno rubato (Gv 20,2.13.15). Raddrizzato, pennellate di luce all’esterno lasciano spiare i tendini d’un corpo, trame s’intrecciano a dire quanto complesse corrano le vicende del cielo come quelle della terra. Labirinto del percorso s’intuisce, rete cui paure e incertezze non liberano dalla cattura chi l’attraversa. E pur leggerezza muove da quei fili che tirano la pelle, sottile e sofferta. E silenzio, composto nel taglio vivo degli angoli, fierezza di chi sa dover reggere la storia e lascia si carezzi per saporare quanto suntuosa e sensuale sia la vita che di lì muove. Se travertino e leggerezza pertengono alla poetica di Giuliani, carica di suggestioni simboliche, il paradosso applicato alla scatola (cf. la scatola sorda di Beuys) era stato sperimentato dall’artista già a Coppetella nel Battistero (1994. Nel 1996 in mostra nella città del Vaticano, al braccio Carlo Magno), l’altra opera da oggi in dialogo coerente con l’altare. Ampio, il catino, accogliente, per contenere i sogni delle giovani madri che vi si accostano. Dolce la curva che lo disegna perché la poesia si offra possibilità catartica al pari dell’acqua e la tenerezza del contenuto si traduca nella morbidezza delle linee rotondate al bordo del contenitore; movimento che si lascia carezzare, delicato come la pelle del figlio che al lavacro viene condotto. Mentova tragedia, invece, i materiali differenti, la mutilazione di alcune parti, e soprattutto i tratti sfumati di una croce, sulla parete di fondo, levata, rigonfia e accogliente, respiro doloroso e sensuale, presago e luce per il domani di chi s’accosta, invitato a non cedere alla tentazione, a non chiedere alla pietra diventar pane (Lc 4,3): la durezza del giorno e il tribolo che l’accompagna costituiscono la trama del quotidiano vivere. Come vorremmo il buon Dio da questa pietra faccia nascere ancora figli, tanti, non importa se di Abramo o no (cf. Lc 3,8). Cammino Pastorale del Vescovo Venerdì 23 giugno Giornata di santificazione Sacerdotale ore 18: S. Messa alla Chiesa dell’Adorazione per gli Aderenti all’Apostolato della Preghiera e all’Opera della Regalità Sabato 24 giugno ore 9.30: Incontro con i Volontari della Caritas ore 11: Inaugurazione e benedizione della Casa di accoglienza gestita dal Comune di Jesi ore 19: Incontro con la Comunità di Colle Paradiso e S. Messa Domenica 25 giugno ore 8.30: Incontro con i catechisti e S. Messa in Seminario ore 11: Incontro con la Comunità di Poggio S. Marcello, S. Messa e Amministrazione del Sacramento della Cresima ore 21: Inizio del Settenario in preparazione alla Festa di S. Maria Goretti presso la casa natale della Santa a Corinaldo. Lunedì 26 luglio Ore 19: Incontro con il Circolo Ferrini Martedì 27 giugno ore 15-18: il Vescovo riceve nella cappella di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento. Mercoledì 28 giugno Incontro con Don Oreste Benzi, Fondatore della Comunità Papa Giovanni Giovedì 29 giugno ore 19: S. Messa nella Parrocchia di San Pietro Venerdì 30 giugno ore 18: Incontro con gli aderenti al Cammino neocatecumenale - Parr. S. Francesco d’Assisi ore 21: Incontro con gli aderenti al Rinnovamento nello Spirito per la preghiera del Roveto Ardente - Santuario di S. Maria Fuori Monsano Sabato 1° luglio ore 18.30: S. Messa in suffragio del Vescovo defunto P. Oscar Serfilippi, in Cattedrale Domenica 2 luglio Visita alla Parrocchia di Moie ore 8.30: S. Messa nella Chiesa S. Maria ore 11.30: S. Messa nella Chiesa Cristo Redentore Itinerari a piedi da godere in tutti i sensi “Jesi città viva” di Giovanni Coltorti “Jesi città viva” ovvero “itinerari a piedi da godere in tutti i sensi”. E’ l’iniziativa dell’associazione turistica Pro Jesi, che la illustra con un pieghevole agile ed esauriente. “Jesi – spiegano alla Pro Loco – al pari di molte altre città di antiche origini, ha molto da raccontare di sé attraverso la sua architettura, il suo assetto urbano, il territorio che la circonda”. Da qui l’iniziativa, perché “riallacciando un legame, riprendendo un contatto, la città diventa di chi la vive”. In programma due itinerari: il primo in calendario sabato scorso: “Gente di campagna, la Gangalìa alta”, una passeggiata per incontrare l’ambiente rurale di Jesi intorno alla perduta torre della Guardia: la vita quotidiana del contado raccontata dalla sociologa rurale Graziella Pichi. Il secondo itinerario sabato 1° luglio: “piccolo trekking urbano: dal colle di San Marco alla Piana delle Valche”: più precisamente, una passeggiata nella città, dalla antica chiesa di San Marco (partenza alle ore 17) fino a Santa Caterina alle Valche. Il percorso sarà guidato da Laura Freddi con il contributo di Sandro Alessandroni. Dopo un intermezzo con la corale “Brunella Maggiori”, ci sarà un momento conviviale con i prodotti tipici rustici. Prenotazioni entro il giorno precedente presso la segreteria della Pro Jesi, in piazza della Repubblica. Settimanale di ispirazione cattolica Associato alla FISC Direttore responsabile Giuseppe Luconi Direzione, redazione amministrazione e pubblicità Piazza Federico II, 8 60035 Jesi telefono e fax: 0731 208145 E-mail: [email protected] Sito: www.vocedellavallesina.it Abbonamento annuo normale: 35 euro di amicizia: 50 euro sostenitore: 100 euro direttamente in redazione (tutti i giorni feriali dalle 9 alle 11) o a mezzo posta (su c/c 13334602) Registrazione Tribunale Ancona n. 143 del 10.1.1953 Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it A ¬ntra' /unt i Analfabetismi P di Riccardo Ceccarelli rima o poi l’ubriacatura mediatica intorno al Codice da Vinci si dissolverà. Il romanzo e il film continuano comunque a tener banco. Qualcuno, già lo si è detto, ritiene più fondato storicamente quello che è scritto nel romanzo che non quello che dicono i Vangeli o quanto narra la storia. Credono addirittura vero quello che gli stessi falsificatori hanno confessato essere unicamente un falso. Tanti gli incontri per approfondire i “fatti” del romanzo; tante le pubblicazioni su queste “storie” inventate: un boccone ghiotto, oltre per il già miliardario Dan Brown, anche per tanti altri. Le polemiche hanno alimentato le vendite ed ingigantito l’indotto economico. Qualcuno in esse vi ha visto un lato positivo, quello di un incentivo ad approfondire la conoscenza di Gesù. Non solo il romanzo infatti, ma – ben pochi vi hanno fatto attenzione – a manifestare una crescente ignoranza religiosa ci sono pure le domande dei numerosi quiz televisivi. Le domande su argomenti religiosi, che non sono affatto di teologia specialistica, ma di ordinaria cultura anche per chi non è credente o praticante, trovano spesso risposte affannose, sbagliate, non di rado veramente incredibili. Sta dilagando, è proprio il caso di dirlo, un analfabetismo religioso che si scontra con le “risposte culturali” che in ogni dove, su TV e giornali, si cerca di propinare. La “cultura religiosa” di cui è satura non solo la nostra storia, ma la nostra terra, gli angoli più remoti dei nostri territori, per non dire della letteratura e dell’arte, sta diventando una zona franca dove regna sovrana l’ignoranza. Siamo stranieri a casa nostra, non riconoscendo più i segni ed i linguaggi di un passato “religioso” che è stato il nostro specifico. Segni, scritti e memorie sono tacciati spesso come inutili, ingombranti, eredità di un passato che agli occhi della modernità risulta noioso, superato, non più oggetto di attenzione e quindi anche di conoscenza. Qui non si tratta di essere credenti per forza, ma di avere almeno un po’ di istruzione sulle “cose religiose”, almeno quelle della nostra cultura, come abbiamo conoscenza, seppure sommaria, della storia, della geografia, ecc., o dello sport (qui invece siamo tutti specialisti!). Conoscere infatti le “cose della religione”, soprattutto se sono del “nostro mondo” e della nostra tradizione, non vuol dire credere, o essere obbligati a credere. Per quanti si qualificano cristiani o credenti, conoscere invece le “cose” della propria fede, dovrebbe essere non solo un impegno ma soprattutto una scoperta ed una gioia. La superficialità e l’analfabetismo di ritorno, nonostante la generale scolarizzazione, sono fenomeni sempre più diffusi che toccano in particolare la sfera religiosa in quanto ritenuta non decisiva sia per la vita che, ovviamente, per il lavoro o la carriera e secondaria e se non ultima, poi, nell’ordine delle urgenze della persona. Qualche volta c’è una sorta di timore o di ritegno a parlare di Gesù, ad approfondire e capire la sua parola, a coniugarla con il nostro tempo. Parlando di rapporti tra religioni, per rispetto degli altri, si dimentica proprio Lui, Gesù di Nazaret. In occasione di incontri religioso-culturali, c’è il rischio che i linguaggi della modernità e del suo sapere, più che in fecondo dialogo con Lui, vengano lasciati prevalere in una triste inconcludenza come soddisfatti esercizi salottieri. Se è necessario arginare la diffusa ignoranza religiosa che non fa onore neppure ai non credenti, si ritiene almeno opportuno e urgente per i cristiani riportare Gesù e la sua Parola, non svenduta in chiacchiere, al centro della loro storia e del loro essere nel mondo. Senza integralismi ma anche senza vergogna. Speciale Referendum 25 Giugno 2006 Referendum Referendum Le ragioni del “SI” Le ragioni del “NO” Da Francesco Bravi, di “Forza Italia”: Si va paventando un futuro a tinte fosche per irretire i cittadini nella schiera del “NO”, con la minaccia di arroganza del potere, di minor democrazia e ingiustizia sociale. Ci si straccia le vesti perché si mantenga intatta la Costituzione del ’48, da parte di Scalfaro, dimentico di aver invocato la nomina di una Commissione bicamerale con il compito di una “globale ed organica revisione della Carta costituzionale”, all’atto del suo insediamento alla Presidenza della Repubblica. Si dà degli incompetenti ai rappresentanti del Centro-destra, parte di Fassino, che afferma che nessun costituzionalista è per Domenica 25 e lunedì il “SI”, mentre ben 18 esperti di Diritto Costituzionale e 42 politologi e storici delle Isti- Da un gruppo di jesini aderenti al Comitato “Salviamo la Costituzione”: Al referendum noi votiamo “no”.. Noi sottoscritti siamo cittadini che volontariamente abbiamo aderito, a titolo personale, al Comitato jesino “Salviamo la Costituzione” allo scopo di far sentire con più forza il nostro parere personale perché: 1 - Siamo convinti che, al di là delle buone intenzioni, il Parlamento nel proporre la variazione di una cinquantina di articoli della seconda parte della Costituzione, con terminologia variamente interpretabile, abbia proceduto con estrema superficialità pur di accontentare la Lega di Bossi. 26 Giugno 2 - Siamo convinti che le variazioni proposte daranno luogo a continui Referendum costituzionale 2006 Nei giorni di domenica 25 e lunedì 26 giugno si svolge il referendum popolare confermativo della Legge Costituzionale recante modifiche alla parte II della Costituzione. Il referendum ha per oggetto il seguente quesito: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘modifiche alla parte II della Costituzione approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005?”. Con questo referendum confermativo il cittadino, votando “SI” esprime la volontà di confermare la legge di riforma costituzionale, votando “NO” intende non confermare la legge già approvata dal Parlamento e mantenere l’impianto costituzionale esistente. La consultazione referendaria è valida qualunque sia il numero dei votanti. Le operazioni di voto per il referendum si svolgono domenica 25 giugno dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 26 giugno dalle ore 7 alle 15. Le operazioni di scrutinio delle schede avranno luogo subito dopo la chiusura delle operazioni di voto. tuzioni hanno firmato il Manifesto di Magna Carta per il referendum confermativo. La Legge è stata definita un “pasticcio”, dimenticando che la Costituzione riformata dal Centro-sinistra nel 2001, con soli 4 voti di maggiorana, ha creato gravi contenziosi tra Stato e Regioni ora all’esame della Corte Costituzionale. Prima di prestare giuramento alla Repubblica, il Presidente apoletano ha detto essere necessario:1-fare la riforma della riforma del Titolo Quinto; 2 – lo stabilire quali sono i diritti e le prerogative della minoranza parlamentare; 3 – eliminare il bicameralismo perfetto; 4 – dare più poteri al Presidente. Non sono forse questi i contenuti della riforma che il Centro-sinistra vorrebbe abrogare? Non è vero che la Devoluzione creerà gravi disuguaglianze tra Nord e Sud. La Riforma Costituzionale ha impostato la devoluzione in un quadro solidaristico per cui il trasferimento dei poteri dallo Stato alle Regioni rappresenta l’unica possibilità per garantire una valida ripresa e uno sviluppo socio economico sinora reso impossibile da una gestione statalista e assistenzialista. In Italia si aspetta sempre l’intervento dello Stato sotto la spinta di forze sindacali che pensano solo al loro potere centrale o di amministratori locali che curano il loro peso clientelare grazie ai rapporti con il Governo centrale. La fiducia dei cittadini nei confronti dei loro amministratori sarà tanto più grande quanto più avranno la possibilità di controllare da vicino se le tasse pagate vengono congruamente impiegate. Lo stesso Sturzo che si definiva “unitario, ma federalista impenitente”, 50 anni fa, invocava un’autonomia di gestione per i paesi del Sud, non avendo bisogno della tutela interessata del Nord. E’ previsto il nuovo concetto di “interesse nazionale della Repubblica”. Non e vero che le regioni del Sud saranno penalizzate per la sanità e per l’istruzione. A salvaguardia di tutto ciò è prevista la competenza esclusiva statale riguardo alle norme generali, sia per la sanità che per l’istruzione, mentre le Regioni possono gestire solo una piccola parte dei programmi di interesse regionale, ma con modelli organizzativi a livello sanitario a garanzia della tutela della salute e della spesa efficace. Non è vero che non si potrà più usufruire di tecnologie sanitarie avanzate di altre Regioni! Non è vero che si avrà una Sicurezza diversa tra le varie Regioni: si parla solo di Polizia Amministrativa. Le norme relative al Premierato forte e antiribaltone non rappresentano, forse, l’unica possibilità per una continuità governativa e la conseguente credibilità internazionale? Chi può pensare, in un Paese democratico come il nostro, a possibili colpì di mano autoritari, anche nel caso venisse abolito il bicameralismo perfetto? Non prendiamoci in giro! Votiamo per il “SI”, pur con il proposito di sedersi attorno ad un tavolo per apportare le necessarie migliorie, condivisibili da tutti, alla Legge attuale. Presto l’’inaugurazione della nuova chiesa L’Interporto si presenta iazzali asfalP tati e completati, insegna che campeggia al di sopra della facciata principale del centro direzionale. Queste le novità principali delle ultime settimane di lavoro presso l’Interporto delle Marche. “Entro qualche settimana, in collaborazione con la curia vescovile di Jesi – dice il presidente Pesaresi - organizzeremo l’evento di inaugurazione della nuova chiesa della Coppetella e di varo del nuovo sottopasso. La sede della società Interporto Marche è già all’interno del centro direzionale”. L’Interporto ha una superficie territoriale complessiva di 796.949 metriquadrati di cui 48.900 di superficie coperta con la prospettiva di espanderli fino a 100.000. conflitti tra gli organi legislativi (Camera, Senato, Regioni). 3 - Siamo convinti che le modifiche - introducendo la cosiddetta devoluzione - creano enormi disparità tra regioni ricche e regioni povere e preludono a vere e proprie sovranità giuridiche di alcune regioni contro altre regioni. L’Italia, oggi spaccata elettoralmente, potrebbe spaccarsi anche costituzionalmente. 4 - Siamo convinti che l’eccessiva concentrazione di poteri nelle mani del presidente del Consiglio sia destinata a determinare inopportuni e gravi squilibri tra le diverse istituzioni dello Stato. 5 - Siamo convinti che solo la vittoria del “no” permetterà di riaprire un serio confronto tra maggioranza e minoranza per le modifiche necessarie, mentre la vittoria del “sì” non legittimerebbe le forze politiche a modificare un testo che già sia stato approvato dal popolo. Anche tu, come noi, vota “no”. I sottoscritti: Bruna Aguzzi, Mirella Argentati, Sergio Bartolini, Bernardo Becci, Fabiano Belcecchi, Stefano Bezzeccheri, Francesco Boschi, Achille Bucci, Gabriella Cantarini, Aroldo Cascia, Carlo Cecchi, Franco Cecchini, Roberto Cermelli, Daniela Cesarini, Enrico Ciuffolotti, Doriano Duca, Gabriele Fava, Romolo Federiconi, Sergio Ferreri, Ernesto Girolimini, Ero Giuliodori, Leonardo Lasca, Manuela Lenci, Vittorio Massaccesi, Augusto Melappioni, Rosa Meloni, Valentino Moretti, Loretta Mozzoni, Marcello Pentericci, Piergiorgio Pieretti, Marco Polita, Giancarlo Renzi, Roberto Sabbatini, Giuliano Saracini, Claudio Sassaroli, Cesare Serrini e Giuseppe Zingaretti. È UNA FIRMA, MA È ANCHE MOLTO DI PIÙ. FIRMA IL MODELLO CUD PER DESTINARE L'8XMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA. LA TUA VOGLIA DI AIUTARE GLI ALTRI NON ANDRÀ IN PENSIONE. www.8xmille.it C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana I contribuenti che non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, possono partecipare comunque alla scelta dell’8xmille con il loro modello CUD. Sul modello, nell’apposito riquadro, firmare due volte: nella casella “Chiesa cattolica” e, sotto, nello spazio “Firma”. Chiudere il CUD in una busta bianca indicando sopra cognome, nome e codice fiscale e la dicitura “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef - Anno 2005”. Consegnare alla posta o in banca. Informazioni per la firma sul Sulla tua dichiarazione dei modello CUD si possono avere telefonando al Numero Verde 800.348.348. r e d d i t i o s u l m o d e l l o C U D IL CINQUE PER MILLE QUEST'ANNO SI AFFIANCA, IN VIA SPERIMENTALE, ALL'8XMILLE. IL CONTRIBUENTE PUÒ FIRMARE PER L'8XMILLE E PER IL CINQUE PER MILLE IN QUANTO UNO NON ESCLUDE L'ALTRO, ED ENTRAMBI NON COSTANO NULLA IN PIÙ AL CONTRIBUENTE. Jesi e Vallesina 25 Giugno 2005 7 Nella mostra fotografica di Sandro D’Ascanio I mille volti di Valeria Fotoservizio Paola Cocola G iovedì 15 giugno, alla Salara, ad un anno dalla scomparsa. Sullo schermo, l’immagine di una donna molto bella, elegante, allegra, forse un po’ ironica e vagamente nostalgica… “vivacetta”, per la sua prof. del Liceo, Maria Costanza De Luca – novantun anni- presente alla manifestazione. È lei, Valeria Moriconi che si racconta, attraverso un filmato, agli “amici”che pian piano affollano la sub-saletta ricavata nell’ampia Salara per ospitare, in sezioni articolate, la mostra fotografica di Sandro D’Ascanio. Una mostra in cui “c’è tanta Valeria, ma non tutta Valeria che era un universo di sfumature, che passavano sul suo volto attraverso il suo sorriso autentico, ora gioioso ora cupo; e che prodigava anche nel suo impegno civile”, commenta il prof. Emilio Pozzi, docente di Storia del Teatro all’Università di Urbino. Lo stesso sorriso, innamorato del suo lavoro, che ricorda Glauco Mauri, attore e regista, il quale ha condiviso con Valeria i successi della “Compagnia dei Quattro” diretta da Franco Enriquez. “Un’amica, un’artista straordinaria - puntualizza il sindaco Fabiano Belcecchi - il cui valore ci viene ricordato da queste immagini che la ritraggono, a colori o in bianco e nero, nelle sue innumerevoli interpre- tazioni; di esse, in questa mostra, possia- uno spaccato di alcune sue testimonian- ferma la pregevomo vedere i manifesti originali, i copioni, ze di scena. Stiamo ricostruendo la sua le estensione anche la dott.ssa Benedetta i costumi di scena ed altri materiali tratti storia artistica ed umana attraverso i suoi Menichelli, di Pistoia, che ha redatto, su per l’occasione dal Fondo Moriconi che la copioni ricchi di annotazioni, i costumi, le Valeria Moriconi, la prima tesi di laurea famiglia ha donato al Comune di Jesi e per documentazioni fotografiche, i ritagli di “Un lavoro duro – commenta - perché tanil quale la ringraziamo sentitamente”. Con- giornale, la corrispondenza legata alla pro- to era il materiale con cui ho ricostruito la tinua poi ricordando gli impegni assunti fessione, gli atti amministrativi; una storia vita teatrale e cinematografica dell’attrice… nella triste che ricostruisce a sua volta la sto- bello, perché sono potuta entrare nel suo circostanria del teatro di quegli anni di cui è mondo ripercorrendo la sua esperienza”. za della stata protagonista”. Con “Intrecci” giunto alla sua sesta edisua morte, “Grande impegno ci richiede la sua zione “si realizza un altro sogno di Valeossia di raccolta libraria, estesa e significa- ria, quello di dare spazio ai giovani, di farli dedicarle tiva. Di essa, 1500 volumi resteran- cimentare sul palcoscenico a scena nuda, il Teatrono nel Fondo a testisenza orpelli”. studio, e di monianza dei rapporti La serata si è conclusa al Faavviare e che ella ha intessuto medio del cimitero comunale, realizzare con la cultura. Duemicon l’omaggio floreale del sininiziative e la sono stati destinadaco a nome della città e con azioni che ti all’Università degli l’interpretazione di Glauco valorizadulti e già collocati Mauri nel monologo tratto da zassero “la sua figura, il suo patrimonio, le nella nuova libreria presen“La tempesta” di Shakespeare. cose che ha fatto e ha lasciato”. tata nella cerimonia di chiuIntensa emozione tra i pre“È in via di definizione - riferisce sempre sura dell’anno accademico. È senti per la toccante esibizioBelcecchi - il progetto di un Centro Mo- importante conservare l’unità ne musicale del soprano Alla riconi che avrà una sua figura di coordi- di questo patrimonio del quaSimoni, del baritono Gianpienamento, un comitato scientifico per pro- le una parte sarà immessa in ro Ruggeri e l’Ensemble delle muovere iniziative che verranno realizzate rete”. Corali cittadine, diretti da con la collaborazione di enti e istituzioni “Valeria era una lettrice forCarlo Moranti al pianoforte. pubblici e privati che sentono la responsa- midabile - conferma il prof. Antonio Ra- Nella foto in alto, a sinistra, la dott.ssa bilità della memoria di Valeria”. mini - la sua biblioteca contiene opere di Menichelli autrice della prima tesi di Primo passo indispensabile per poter pro- saggistica, di narrativa italiana e straniera, laurea sulla Moriconi; nella foto qui socedere è, oltre alla ricerca di locali adegua- di storia dell’arte; biografie di personaggi. pra la prof.ssa De Luca, insegnante di ti, la catalogazione del materiale, di cui si La lirica del novecento è vastamente rap- Valeria al liceo di Jesi. sta occupando Franco presentata con volumi Cecchini, autore della anche rari”. mostra e di numero- “Volumi - spiega Stefase iniziative. “Sicura- no Santini, presidente mente, nel conservare del Rotary Club di Jesi tutto questo materiale - che devono essere infino all’ultimo racco- ventariati affinché vengliendo così i segni ga formalizzato il loro della sua arte, Valeria passaggio al Centro e ha avuto l’intuizione all’Università. Un lache dovesse essere voro oneroso, di cui il consegnato alla città, club si è reso partecipe, così come già lo aveva rendendo omaggio così messo a disposizione alla prima donna jesina delle studentesse che socia in un’epoca che risi rivolgevano a lei conosceva ben poco alla per la tesi. All’interno figura femminile”. della mostra, c’è solo Della biblioteca ne con- L’iniziativa della “Diletta onlus” Dalla Bielorussia a Castelplanio progetto coordinato e realizzato da Orietta Duca e Fernando Borgani, responsabili delal 2 giugno alcune famiglie castelplane- la “Diletta onlus” di Castelplanio, che hansi stanno ospitando circa trenta bam- no deciso di affrontare nuovamente questa bini provenienti dalla Bielorussia per un esperienza vista la disponibilità e la partecipazione del paese stesso nelle precedenti volte in cui i bambini sono venuti a far visita. A otto giorni dal loro arrivo, i ragazzini bielorussi, si sono incontrati presso la Badia di Castelplanio insieme alle due accompagnatrici, alle famiglie che collaborano con l’accoglienza ed i responsabili della “Diletta onlus”. Presenti anche il sindaco Luciano Pittori, il consigliere regionale Fabio Badiali, il parroco don Mariano Piccotti ed il vescovo mons. Gerardo Rocconi che si è intrattenuto con i bambini chiedendo loro come di Simone Sebastiano D di trovano a Castelplanio, come si trovano con le famiglie che li ospitano e i loro sogni su cosa fare da grandi, e tra grandi sorrisi e un po’ di timidezza i presenti hanno udito risposte come “il dentista”, “la maestra” e “il dottore”. Per la loro permanenza a Castelplanio la “Diletta onlus” ha preparato una serie di eventi che prendono tutto l’arco dell’estate. Una buona iniziativa anche per rivalutare i nostri paesi che hanno molte risorse materiali e morali e che sicuramente non mancheranno di partecipare alle varie iniziative con la disponibilità e la gioia di sempre. Tra le più importanti ricordiamo la gara di pittura a Poggio San Marcello dell’1 e 2 luglio aperta a tutti i bambini, la gara di fotografia a Rosora del 15 e 16 luglio e la serata Le chiese minori di Cupramontana In mostra “i tesori nascosti” di Cristiana Simoncini L a scuola dell’infanzia “Santa Caterina” di Cupramontana ha accettato di aderire al progetto del Cis (Consorzio Intercomunale Servizi, che riunisce dodici Comuni della Vallesina) “I tesori nascosti”, dove i bambini, accompagnati dalle insegnanti, hanno scoperto, come fossero dei tesori nascosti, le chiesette meno conosciute che ci sono nel territorio cuprense. Poi hanno scattato foto e realizzato elaborati pittorici che da sabato 10 fino a domenica 18 giugno sono stati in mostra presso la Sala Raul Bartoli. Le chiese che i bambini, tutti tra i tre e cinque anni, hanno visitato e raffigurato sono quelle di San Michele, San Giovanni, San Marco (nella foto), Santa Maria, San Bartolomeo e del Moro. Il ritrovamento di questi luoghi è avvenuto con un “raccontoguida” che, tappa dopo tappa, come fosse una caccia al tesoro, ha portato i bambini alla scoperta di queste bellezze inedite che, guardando gli elaborati, tanto hanno colpito i piccoli. Soprattutto sono stati attirati dai particolari in esse contenute, come i quadri, gli affreschi, le statue, gli stendardi e dalle curiosità e leggende ad esse collegate. Davvero una bella esperienza, che ricorderanno a lungo e li porterà ad apprezzare la storia, le tradizioni e le bellezze artistico-naturali che caratterizzano il luogo in cui vivono e crescono. conclusiva, prima della loro partenza, del 22 luglio con un’esibizione di canti e balli tipici della Bielorussia. Da non dimenticare anche gli altri appuntamenti come la colonia marina dall’11 al 30 giugno, il grest alla Badia di Castelplanio dal 19 al 23 giugno in cui tutti i bambini partecipanti potranno sfogare la loro creatività con attività pratiche, e la gita in barca al porto di Ancona l’8 luglio. (foto Beatrice Testadiferro) Jesi e Vallesina 25 Giugno 2006 “Dio camminerà sempre in mezzo a noi” Roma celebra Spontini Celebrazioni del Corpus Domini “La Vestale” alle Terme Fotoservizio Augusta Franco Cardinali U n pensiero da meditare tratto dal discorso pronunciato domenica scorsa in piazza della Repubblica dal Vescovo Mons. Gerardo Rocconi, di fronte alla folla che gremiva la piazza, prima della benedizione al popolo e al termine della processione che si era snodata dal Duomo al Santuario delle Grazie. “Dio passa tra di noi. Alcuni restano indifferenti, altri recepiscono distrattamente o con superficialità le sue parole. Altri le dimenticano. Altri, certo non tutti, ascoltano e comprendono. Ma Dio, nella sua immensa misericordia, continua ancora e continuerà sempre a camminare in mezzo a noi”. Mons. Ronconi ha anche pubblicamente rivelato di aver ricevuto un importante testamento spirituale dal suo predecessore. Mons. Oscar Serfilippi gli ha raccomandato fervidamente di aver particolare cura delle vocazioni nella comunità jesina. “Sarà questa la mia missione e il mio fondamentale impegno” ha promesso il nuovo Vescovo. La statua sarà benedetta dal vescovo sabato 24 La Madonna del Grappolo a Colle Paradiso di don Cristiano Marasca P er tutto il mese di maggio è stata esposta nel salone del Vicariato di Colle Paradiso la statua, in legno policromo (80 centimetri di altezza), realizzata dall’artista bavarese Helmut Eitzenberger. La presenza di un’immagine di pregio di Maria è stata fortemente voluta dai fedeli del Vicariato, e al termine del mese di maggio ha fatto la sua discreta comparsa nell’angolo sinistro dell’abside della chiesetta della comunità in via Nenni, sullo sfondo di un drappo di seta, coperta da un velo che sarà tolto dal Vescovo mons. Rocconi al momento della benedizione nella messa di sabato 24 giugno alle ore 19, giorno in cui coincidono la festa di San Giovanni Battista e del Sacro Cuore di Maria. La presenza di questa immagine, molto venerata in Germania e nell’Alto Adige, e realizzata nel comprensorio di Oberammergau, particolare per il grappolo d’uva tenuto in mano dal Bambino Gesù, sottolinea il legame della comunità, costituita come Vicariato dal Vescovo Padre Oscar nell’ottobre del 2005, con i due grandi eventi ecclesiali legati alla terra tedesca del medesimo anno: l’elezione di Papa Benedetto XVI e la Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia. Il simbolo del grappolo d’uva nera che caratterizza la rappresentazione, è carico di significati, dalla gioia messianica per l’avvento del Redentore, al sacrificio eucaristico, alla comunità (gli acini) che porta frutto unita al Padre come la vite e i tralci, fino all’intercessione di Maria nelle nozze di Cana. La benedizione sarà preceduta da una settimana di intensa preghiera e da una Veglia Mariana nella serata di venerdì 23. Prima Comunione a Montecarotto N ella foto i ventidue bambini della prima comunione a Montecarotto svoltasi il 28 maggio nella splendida collegiata SS.ma Annunziata. Insieme al parroco mons. Gianni Polita, al sacerdote argentino che l’aiuta nelle “occasioni” ed alla catechista Meri Tinti: Nicoletta Merli, Francesca Carbini, Debora Pittori, Giorgia Zacchilli, Nicola Carbini, Andrea Garofoli, Luca Santini, Edoardo Serini, Exauler Luzolo, Noemi Manfroni, Giovanni d’Aniello, Elia Marasca, Andrea Perticaroli, Samuele Martinelli, Maurizio Bonnici, Federico Sbrega, Alice Chiappa, Ilaria Giacani, Cristiana Sbaffo, Pierluca Torcianti, Antony Angileri Finanziate dalla beneficenza “Farri” Due borse di studio L’ amministrazione comunale assegnerà anche quest’anno due borse di studio dall’importo di 516,50 euro ciascuna, finanziate dalla beneficenza “Farri” e destinate a studenti universitari residenti a Jesi dalla nascita e che nell’anno accademico 2003-04 erano iscritti al primo anno di una qualsiasi università o di una accademia (belle arti, musicali, militari), purché abbiano ottenuto una votazione, negli ultimi tre anni della scuola media superiore, non inferiore complessivamente ai 7/10. Le domande devono pervenire entro il prossimo 28 giugno sugli appositi moduli in distribuzione presso l’Ufficio relazioni con il pubblico di piazza della Repubblica, aperto tutte le mattine dalle 9 alle 12.30 e nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18.30. “La Vestale”, balletto in due atti su libretto di Salvatore Vigano, utilizza le musiche di inalmente iniziano i primi segnali per Ludwig van Beethoven, Gioachino Rossile celebrazioni del bicentenario de “La ni e Gaspare Spontini. Salvatore Viganò, Vestale” di Gaspare Spontini. Il primo nato a Napoli il 25 marzo 1769 era stato teatro a rendere omaggio alla musica del prima ballerino e poi coreografo. Era fimajolatese è il Teatro dell’Opera di Roma, glio d’arte; infatti, suo padre Onorato era nella programmazione estiva delle Terme maestro di ballo e coreografo. La mamma, di Caracalla. Infatti, sabato 24 giugno por- Maria Teresa Boccherini, anche lei balleterà in scena un allestimento con l’orche- rina, era sorella del celebre Luigi Bocchestra e il corpo di ballo dello stesso Teatro. rini. Il titolo riporta il capolavoro di Spontini, Il ballo “La Vestale”, espressamente comma il balletto utilizza non solo le musi- posto per il Teatro alla Scala sulla scia che dell’autore de “La Vestale”, ma anche del successo ottenuto da “La Vestale” di di altri musicisti. L’idea dello spettacolo è Spontini a Firenze nel 1817, andò in scena da attribuirsi a Beppe alla Scala nella primavera Menegatti e alla signodel 1818. L’affiancamento di ra Carla Fracci, queMozart, Rossini, e Beethost’ultima già da bamven a Spontini è sintomatico bina, con l’edizione del giudizio dell’epoca sui con la Callas, poi nella valori artistici. maturità, edizione con Le istituzioni spontiniane Muti, ha avuto modo majolatesi saranno rappredi esibirsi nei balli del sentate dal Conservatore primo atto de “La Vedell’archivio, Biblioteca, stale”. Museo “Gaspare Spontini”. di Marco Palmolella F Alla scuola “Umani” di Cupramontana Musica e teatro ovvero “vivere la pace” L e insegnanti, gli alunni e i genitori delle classi quinte della scuola primaria “Giorgio Umani” dell’Istituto Comprensivo di Cupramontana, ringraziano la Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e la Comunità Montana Esino-Frasassi per aver contribuito alla realizzazione del progetto di musica e teatro “Vivere la Pace”, svoltosi domenica 4 giugno come festa conclusiva dell’anno scolastico 2005-2006. Alla scuola “Pallavicino” di Moie Piccoli artisti all’opera… I l plastico realizzato con materiale di recupero dai bambini e dalle insegnanti della Scuola dell’Infanzia “D. Pallavicino” di Moie per la mostra organizzata dal CIS nell’ambito del Il convoglio dell’arte progetto “Conosciamo l’ambiente”. Il plastico riproduce il percorso che i bambini hanno fatto per vedere meglio l’abazia Santa Maria proprio adiacente la scuola ed il fiume con la vecchia ruota. Gli alunni, portando scatole e scatolette di ogni dimensione, hanno realizzato quella che alla fine si è rivelata un’autentica opera d’arte! (foto Maria Cristina Coloso) Un treno... Gentile entile da Fabriano e l’al“G to Rinascimento”: è il titolo della mostra internazionale allestita a Fabriano ed aperta fino al 23 luglio. Tra le varie iniziative per propagandare l’esposizione, segnaliamo il “treno… Gentile”. Nel fine settimana, infatti, si può arrivare a Fabriano a bordo di un “Treno Speciale dell’Arte” con partenza da Roma Ostiense in mattinata e ritorno la sera. Un treno “Gentile”, appunto, particolarmente accogliente, che offre la possibilità di preparare la visita alla mostra e alla città di Fabriano, di conoscerne le attrattive artistiche, culturali e gastronomiche. Un modo nuovo di visitare una mostra e di ammirare le bellezze del territorio, con il massimo confort. Jesi e Vallesina 25 Giugno 2006 9 Sabato 24 giugno al “Federico II” Gran serata del Premio Vallesina L a serata del Premio Vallesina che si svolgerà a Jesi, nei giardini dell’Hotel Federico II, sabato 24 giugno prevede la partecipazione di numerosi artisti che si alterneranno, sotto la direzione di Giuliano De Minicis, alle premiazioni. Il duo Panni–Ballarini proporrà alcuni brani del suo repertorio, accompagnato al contrabbasso dal maestro Alessandro Marzocchi. Venerdì 16 giugno è stata presentata nella sala consiliare del Comune di Jesi l’opera “Premio Vallesina” che sarà donata ai premiati sabato 24. L’opera - dell’artista Massimo Ippoliti - richiama la musica, il teatro, il lavoro industriale. Sull’importanza del Premio Vallesina si è soffermato il vicesin- daco di Maiolati Spontini, Umberto Domizioli. Alla presentazione erano presenti anche il segretario generale del Premio, Nicola Di Francesco, Giuseppe Ferrara, responsabile per la comunicazione Marche e Umbria dell’Enel e Giovanni Filosa, responsabile della comunicazione di Banca Marche. Banca Marche ed Enel, infatti, sostengono concretamente il Premio Vallesina. Massimo Ippoliti (nella foto) è nato a Santa Maria Nuova nel 1960. Tra i suoi lavori il monumento dei Martiri XX Giugno in Jesi, l’ingrandimento della statua di Federico II sempre a Jesi, le statue bronzee gemelle per lo stato di San Marino inaugurate a Detroit e New York, il Cristo Redentore in bronzo per la chiesa di San Sebastiano di Jesi e il monumento all’Arma dei Carabinieri ispirato al brigadiere Salvo D’Acquisto, inaugurato un anno fa in Ancona. Vive e lavora a Jesi. (foto Anna V.Vincenzoni) Passaggio delle consegne Lions Club in rosa I l prossimo anno il Lions Club di Jesi compirà cinquant’anni. Un anniversario molto speciale, sia perché sono pochi, non solo nella regione, i club lionistici che hanno raggiunto questo traguardo, sia perché al dott. Federigo Franco, presidente uscente al suo secondo incarico, subentrerà per la prima volta una donna, la dott.ssa Mara Martinovich, imprenditrice turistica molto nota particolarmente come organizzatrice di viaggi e soggiorni all’estero per studenti. La cerimonia del passaggio delle consegne è avvenuta il 17 giugno nel corso di un incontro conviviale tenuto nell’incantevole Orangerie di Villa Sant’Amico, allietato da danze e musiche di A. Piazzolla nell’esecuzione del Gruppo Triastor e di due tangueros di fama internazionale; Oscar e Donatella. Ospite d’onore è stato anche Lucio Longhi del quale è stata ascoltata la lettura, anch’essa molto gradita ed applaudita dai numerosi presenti, di alcune sue poesie che fanno parte di una raccolta d’imminente pubblicazione. Mostra e concerti della Scuola G.B.Pergolesi Trent’anni di musica: un inno alla vita Fotoservizio Paola Cocola “Suonare è un bisogno e la nostra Scuola fa in modo di soddisfarlo; questi giovani sono qui perché l’esigenza è tanto forte da convincere anche i più timidi ad esporsi”. Così Francesco Gatti, insegnante dei giovani musicisti della Piccola Orchestra di Chitarre che - come da programma - nel pomeriggio di mercoledì 14 si è impegnata al Palazzo dei Convegni, coadiuvata dal violino, nella esecuzione sbarazzina di motivi popolari, di brevi pezzi di danze del seicento e del settecento, e di musiche contemporanee. Particolarmente d’effetto, i colpetti “inferti” a ritmo e all’unisono sulla cassa armonica degli strumenti dai giovani musicisti, in buon accordo col maestro. Un’esibizione che rientra nell’iniziativa già descritta nel numero precedente e finalizzata ad offrire – attraverso una mostra di immagini, foto, documenti, locandine di concerti, saggi, concorsi, manifestazioni promosse, eventi con ospiti prestigiosi; e l’offerta di un concerto al giorno - una sorta di resoconto e di bilancio del cammino percorso dalla Scuola Musicale “G.B. Pergolesi” in trent’anni di vita. Un percorso senz’altro positivo per la quantità delle manifestazioni promosse e la qualità della musica prodotta; connotazioni queste che le hanno conferito ormai da tempo un’immagine di grande valenza e prestigio nel territorio. Prima dell’orchestra di Chitarre, ha aperto il concerto una giovanissima pianista - Veronica Panzoni - con brani di J.S.Bach, L.V.Beethoven, F.Chopin. Ha esitato il pubblico - al termine del saggio - a lasciare la sala, conquistato dall’agile esecuzione di brani di F.Chopin da parte di una giovane non vedente, Serena Stronati (nella foto), che si esercitava per esibirsi nel concerto di chiusura di sabato 17. Il volo veloce delle sue mani sulla tastiera è stato il miglior incoraggiamento, l’inno più bello alla vita che la stessa vita possa offrire. E’ stato annunciato che nel prossimo anno lionistico saranno messe a punto numerose e importanti iniziative. Richiederanno, è stato ribadito, il coinvolgimento e la collaborazione attiva del maggior numero possibile di soci. Un augurio di buon lavoro a tutti. a.f.c. Nella foto: la neo eletta presidentessa, dott.ssa Mara Martinovich, con il past president, dott. Federigo Franco; a destra, Lucio Longhi, ospite d’onore . MAIOLATI Spettacolo del Centro Studi Danza Spontini Una scuola al servizio della gioventù di Sara Palmolella N elle serate del 16, 17 e 18 giugno nel teatro comunale di Maiolati Spontini si sono svolti i tradizionali saggi di danza classica e moderna degli allievi del “Centro studi danza G. Spontini”. La scuola, che vanta più di venti anni di attività, cura molte discipline: dalla danza classica fino alla danza hip-hop, creando percorsi sia amatoriali, sia professionali. Infatti, come ci riferisce orgogliosa, al termine dello spettacolo, la direttrice della scuola, Katia Lombardelli, la scuola propone percorsi seri e credibili: alcune allieve sono state ammesse in importanti scuole di balletto a Roma e a Milano, altre già fanno parte di una prestigiosa compagnia nazionale. La scuola quest’anno ha registrato l’iscrizione di 160 giovani, di ogni età, dai tre anni ai trenta. Per le prime due serate è stato presentato dal “Centro studi Spontini” un saggio di danza moderna dal titolo “Quasimodo Dame”, la vicenda di un giovane campanaro deforme, Quasimodo, innamorato della bella gitana Esmeralda. Gli artisti sono riusciti a far entrare il pubblico in una dimensione di allegria, drammaticità e sentimento trasmessi dalle coreografie, dalla musica incalzante e dall’espressività dei ballerini. La suggestione trasmessa dallo spettacolo è stata ancor più accentuata dai costumi e dalle scenografie, esaltate dall’uso scenico delle luci. Infine bisogna dare merito alla Scuola per la presenza dei cantanti che hanno ampliato le discipline grazie alle quali il “Centro studi danza Spontini” si è sempre distinto. Domenica 18 giugno i ballerini sono stati impegnati in un repertorio di danza classica con lo spettacolo “Il Corsaro”. Straordinaria la partecipazione di pubblico (nei prini due e il tempo delle cattedrali”. Come ci ha riferito Adua di Can- giorni più di mille spettatori) con larga presenza di genitori e dia, lo spettacolo finale è nato con la fatica e il lavoro di tut- parenti dei ragazzi, che hanno apprezzato la professionalità e ti i collaboratori, che sono riusciti a portare in scena questo il notevole livello artistico raggiunto di tutti gli allievi. suggestivo spettacolo tratto dalla storia de “Il gobbo di Notre(foto Sam) 10 25 Giugno 2006 Jesi e Vallesina Viaggio nelle cronache Da una settimana all’altra Illustri vincitori in un’oasi verde “Paesaggio” e “Rettili lacustri”, “Scena del bosco” e “Il libero stormo” sono le sculture di Valeriano Trubbiani consegnate domenica scorsa ai quattro vincitori del “Premio del Mediterraneo” distintisi nella promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali. Scenario della premiazione, il giardino del ristorante “Rusticanella” dei fratelli Silveri, che con questa iniziative hanno voluto valorizzare uteriormente la sesta edizione dell’Antologia Enogastronomia in Giardino, organizzata in collaborazione con la Regione, la Provincia, la Banca Popolare di Ancona e la Cooperlat. I riconoscimenti sono andati al giornalista Ugo Bellesi per la sua attività nell’ambito dell’enogastronomia italiana ed in particolare marchigiana; al preside della Facoltà di Agraria Natale Giuseppe Frega, per il suo lavoro nel campo delle scienze alimentari che ha portato la facoltà ad essere la prima in Italia; al preside dell’istituto alberghiero “Panzini” di Senigallia, Alfonso Benvenuto, per la promozione professionale e turistica e al consigliere regionale Raffaele Bucciarelli (nella foto) per l’opera a favore dei valori enogastronomici del territorio tradotta in proposte e atti legislativi. “Quest’anno abbiamo preferito privilegiare la territorialità – ha sottolineato Armando Ginesi, presidente della Commissione che assegna il premio – anche se il nostro intento per il futuro sarà quello di coinvolgere appieno i protagonisti nazionali ed europei della cultura mediterranea”. produzione enogastronomia. Per le Marche erano presenti il sindaco Marcello Falcioni e l’assessore allo sport Enrico Badiali del Comune di Rosora, Fausto Sassi presidente della squadra vincitrice e Gennarino Palpacelli, vice presidente del Victoria Strada. “Il nostro sodalizio è al suo secondo anno di vita, ma le premesse per un rapporto duraturo e proficuo non mancano”, ha detto Sassi, augurandosi che iniziative simili vengano intraprese non solo per partite di calcio, ma per tutto ciò che questi paesi hanno da offrire e da far conoscere, per uno scambio che è sempre arricchimento reciproco. Il direttore della Caritas Diocesana, a nome personale, del presidente, di Mons. Vescovo e dei collaboratori ringrazia la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi per il generoso contributo messo a disposizione per le iniziative del Centro di ascolto e mensa della Caritas Diocesana. Il direttore Don Nello Barboni Valeria Moriconi un grande ricordo “C Cara Valeria, a un anno dalla tua scomparsa, sfogliando l’album dei ricordi, ho ritrovato questa foto fatta nel tuo camerino del teatro Pergolesi: eravamo felici per la tua sempre cordiale disponibilità e non potevamo sapere che era una delle tue ultime apparizioni nella scena della vita. Ma in noi rimane sempre un grande ricordo e vanto del lustro che hai saputo dare alla nostra città. Rosita Bugatti e amiche Torna il Festival dei burattini” drangolare “Melinda-Verdicchio” con la partecipazione di squadre di calcio e associazioni sportive di Vervò, Predaia, Castelplanio–Angeli e Victoria Strada di Villastrada di Cingoli. L’iniziativa è stata promossa da Alvaro Fabbretti di Rosora, appassionato di questo piccolo paesino nella Val di Non, e dai vervoesi Mariano Ghini, Daniele Struzzega, Mirko Micheletti e Paolo Nicoletti. A conclusione delle partite, si è svolta una festa in onore degli ospiti marchigiani, con premiazioni per le squadre partecipanti e con soddisfazione particolare di quella che si è aggiudicata il quadrangolare: l’associazione calcistica Castelplanio–Angeli che da quest’anno si è unita al Serra S. Quirico per quel che riguarda tutte le categorie. Nonostante si tratti di una manifestazione il cui valore esula dal semplice risultato sportivo, è comunque bene ricordare che per il secondo anno consecutivo la squadra di Castelplanio-Angeli si è aggiudicata il primo posto. I vervoesi si sono contraddistinti per la loro ospitalità, tanto d’aver preparato per i visitatori marchigiani che sono rimasti tre giorni, un tour guidato al museo del luogo e ai posti di Dedicato ai nonni La Caritas ringrazia la Fondazione CRJ A Castelplanio-Angeli il quadrangolare di Vervò di Valentina Piccioni Si è tenuta a Vervò (Trento), il 3 giugno scorso, la gara qua- I bambini ringraziano con una poesia E’ stato presentato alla stampa lunedì scorso, nella sala della giunta della residenza municipale, l’ottava edizione del “Festival dei burattini, marionette e teatro di figura Ambarabà”, che si terrà dal 23 giugno al 30 luglio a Santa Maria Nuova, Jesi, Chiaravalle, Maiolati Spontini, Monsano, Montecarotto, Montemarciano, Serra San Quirico. Il Festival, organizzato dal Teatro Pirata, è promosso dai Comuni interessati dagli spettacoli, con il sostegno del ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Marche e con il patrocinio della Provincia di Ancona attraverso il Progetto “Leggere il Con la Luaj Nel cuore della vecchia Europa A conclusione dell’anno accademico la Luaj ha organizzato, dal 6 al 13 giugno, un viaggio culturale nel cuore della vecchia Europa seguendo un itinerario che ha raggiunto Vienna, Bratislava, Budapest, il lago Balaton e altre località di notevole interesse, quali l’antica Abbazia benedettina di Pannonhalma, Esztergom, sede del primate cattolico d’Ungheria, Szentendre, definita “la città degli artisti” e Gratz, già capitale europea della cultura. Nella foto: gli escursionisti nel Volksgarten di Vienna ari nonni”, concorso di poesia a livello provinciale promosso, nella Seconda Circoscrizione del Comune di Ancona, da Auser filo d’argento dorico in collaborazione con il Circolo Culturale “Carlo Antognini”, ha tenuto a battesimo, nel pomeriggio di sabato 17, nove giovanissimi poeti che, attraverso i loro testi freschi e immediati, hanno espresso sentimenti autentici di affetto e gratitudine a queste figure significative e più che mai indispensabili nella crescita e nella formazione dei bambini nella società odierna. Premiati con una coppa ed un attestato di partecipazione gli alunni – tre per classe - risultati vincitori nelle classi seconde, terze e quinte di Ancona, Candia e Jesi che hanno aderito all’iniziativa. Hanno vinto per Jesi, precisamente per la classe quinta del plesso “Perchi”, Margarita Kornjshova (terza classificata), Jessica Vinotti (seconda classificata), Rosaria De Donatis ( prima classificata) con la poesia “I nonni”. Offerte anche una targa ricordo alle maestre e una coppa alla classe per l’impegno profuso. Nelle due foto, a sinistra Rosaria mentre legge la sua poesia; nell’altra foto con la sorella Francesca e la nonna. (fotoservizio Paola Cocola) Novecento”. Primo turno a Santa Maria Nuova con il “Festival dei monelli”: tre giorni (dal 23 al 25 giugno) durante i quali si potrà assistere o partecipare a tutta una serie di spettacoli e iniziative: dal torneo di giochi ludici a squadre al “Circo di Clemente piccolo serpente”, da “Non aprite quella porta” al “circo più piccolo che c’è”, da Cenerentola al “Furgon circus” per finire al “Gran circo dei burattini”à (foto Anna V.Vincenzoni) Il Garante regionale per l’infanzia “Sviluppare una cultura che ponga al centro il valore della persona ed in particolare del minore, comprendendone i valori irrinunciabili, è riconoscere la “cittadinanza” tra i diritti non solo proclamati e riconosciuti, ma anche praticati, agiti e garantiti”. Esordisce così la corposa relazione 2006 del Garante per l’Infanzia delle Marche, Mery Mengarelli, che ha la funzione di essere un documento consuntivo e programmatico dell’Ufficio e che quest’anno propone il tema “Il diritto di cittadinanza”. Per “Diritto di cittadinanza” - si precisa - deve intendersi la rivendicazione da parte dei minori di trovare accoglienza nelle scelte e nelle azioni politiche tese alla tutela e alla promozione dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La relazione riassume i numeri dell’impegno del Garante che, solo nel periodo marzo 2005 - febbraio 2006, ha accolto e trattato oltre 250 segnalazioni (circa 600 dal 2003). Dal febbraio scorso ad oggi se ne sono aggiunte oltre cento. Sono inoltre stati individuati più di cento Tutori Volontari, entrati a formare l’elenco al quale gli Organi Giudiziari possono attingere per le nomine. Nel 2005 è stato attivato, inoltre, il progetto: “Curatore Speciale” riservato a cento avvocati e finalizzato a formare un elenco di Curatori Speciali anch’esso da mettere a disposizione dei Tribunali. 12 Jesi e Vallesina 25 Giugno 2006 Storie e ritratti (1) Duecento sonetti da legger d’un fiato di Vittorio Massaccesi L i ha scritti, in momenti diversi e già apparsi sui nostri periodici, Giancarlo Vecci, già stimato docente di lettere alle superiori e anche preside di scuola media. Un appassionato della letteratura italiana in particolare e, proprio per questo, docente anche all’Università degli adulti. Ma non crediate che tutte queste benemerenze siano sufficienti per creare un poeta. Eppure Giancarlo ci ha provato. Presunzione? Tutt’altro. Egli si accosta all’arte di Dante con vera umiltà, cosciente di essere semplicemente se stesso che lancia una “modesta sfida, giocata tutta sul piano linguistico, a fissare fatti o personaggi, compresi quelli animali, con un pizzico di fantasia e di sana ironia”. E conclude, nell’introdurci alla lettura delle sue 200 creature, che lo fa “con bonomia e simpatia, a volte anche con una sottile vena di malinconia” in cerca di una “spassionata e, perché no, scanzonata umanità”. In effetti, sono proprio tutti questi motivi – da ottimo autocritico qual’è – che il lettore ritrova in quel gioiello di strumento artistico che è il sonetto. Un sonetto che Vecci ama, ama da morire. Ve lo rima in mille modi, ma non lo abbandona drendo la morte – videro comparì mai. Come, ma questo lo si sa, non le prime stelle”. Ci sono forse versi abbandona mai il linguaggio del più belli per esprimere la speranza dialetto, anche se un dialetto che ha di questi giovani nella libertà e nella perso non poco del fondo originario democrazia? dei nostri borghi, un dialetto che La seconda parte della raccolta rieora dimentica un po’, ora ingentili- voca i fatti più salienti della vita di sce, quasi imborghesisce. Certo, il Gesù, fatti tratti con assoluta fedelcompianto amico Mario Sparaciari, tà dai vangeli. E con tanto accorato re del nostro dialetto, ne soffrirebbe realismo. A proposito dell’Annunun po’. E forse anche don Costan- ciazione: “Chi ci avrebbe creduto? tino. Che scompijo – je portò quell’annunVecci si serve del sonetto per dar- zio fatto a marso”. E a proposito del ci tre spaccati di realtà: la patria, la Natale: “ …nacque e si mise a piagne vita di Gesù, ritratti di uomini e ani- a più non posso”. A proposito della mali. Del primo spaccato vi sottoli- vita quotidiana della sacra famiglia: neo il sonetto-premessa “Una rifles- “ Pe’ casa sfaccendava la Madonna sione” che ci rammenta amaramente – mentre badava al ricciutello d’oro, come noi singoli e la società siamo - a coce ‘l pranzo e a cùcese ‘na gonbravi solo a dimenticare esperienza na”. Per una volta Vecci si lascia e passato per ritornare sempre sugli prendere dalla leggenda, molto bella, stessi errori: “ Ma quello che mette del pettirosso: “Punta i pieducci co’ più nei guai – è la memoria che t’ha l’alucce in croce – tira col becco pe’ datto Dio, - che più te serve e meno staccà ‘na spina – e quando quella usalla sai”. Poi Vecci ci intrattiene je se stacca, un getto – de rosso sansu alcuni fatti rilevanti dell’ultimo gue je colora ‘l petto – come se fosse conflitto mondiale e dopo. E, a pro- un’opera divina”. Seguono, nella terposito della dichiarazione di guerra za parte, ritratti di uomini e animae dei nostri giovani soldati osserva: li. Richiamo l’attenzione su alcune ..” cantava a squarcia gola, pori ca’, donne e alcuni poeti. - senza sapè de finì sotto tera”. Ricordando poi i martiri di via Roma, (1) “Storie ritratti” di Giancarlo conclude: “Ce fu ‘na sventajada Vecci. Ed. Gei €12 . Nelle librerie secca e forte – ma prima de cascà di Jesi Una bellezza naturale nel territorio di Jesi Il bosco della Chiusa di Francesco Bonasera N Articoli - Arredi - Statue - Icone - Quadri - Paramenti sacri Santina Buoncompagni Tuniche ed oggetti per Comunioni - Cresime - Nozze - RIcordiamo, inoltre il nostro servizio “cortesia” riservato al clero, che consiste nel recapito a domicilio delle merci ordinateci e che verrà effettuato nel primo e terzo lunedì di ogni mese, completamente gratuito. ANCONA Via Matteotti 9 tel e fax 071.201297 e-mail [email protected] SENIGALLIA Via A. Costa 27 tel e fax 071.60597 e-mail [email protected] ella bassa valle dell’Esino, e sull’immediata sponda destra di esso, al margine orientale del territorio di Jesi, si trova un’interessante area vegetalezionale denominata il Bosco della Chiusa, ai cui margini sono noti luoghi di ristorazione, uno di epoca più antica, forse uno deriva da antica stazione di posta lungo un percorso viario storico dalla costa al monte. Si tratta di una formazione vegetale planiziale (cioè di pianura) manomessa, ma tuttavia con presenze arboree di una certa importanza: il pioppo bianco e nero (bidollo), la roverella e nel sottobosco arbusti di biancospino, evonimo elemento caratteristico e dominante delle nostre antiche foreste. Il Bosco della Chiusa è la testimonianza dell’esistenza sino alla metà del Cinquecento di una distesa forestale che occupava la valle e la collina (di cui dà cenno nel 1100 il geografo arabo siculo Edrisi), ove erano presenti i gatti selvatici, le api (il miele veniva raccolto dagli abitanti) e i lupi (questi ultimi oggetto di caccia sistematica). Giovanni Annibaldi senior, un dotto sacerdote che nel secolo Decimonono dedicò tanta fatica di storico a Jesi e al suo territorio, ricordò molte foreste “storiche”, tra cui da menzionare quella della Gangalia, della Sterpara (in contrada Montecappone) tutte ad occidente della città di Jesi; dell’aspetto del territorio dà te- tro Grizio, noto studioso jesino, nelle stimonianza un delizioso dipinto (di sue storie di Jesi (1578) ricorda che eccezionali dimensioni) dovuto al la valle era ricca di selve. cosmografo perugino Egnazio Danti Il Procaccini Ricci diceva nel 1814: nella Galleria delle Carte geograf ìche “Le onde (del fiume Esino) limpide (40 carte dedicate all’Italia) del Vati- serpeggiando per ampia pianura, cano, opera nella struttura di Ottavio vanno qua e là componendo vaghi Mascherino e voluta tra il 1580 e il punti di vista graditissimi..; i pioppi..., le roveri (ilex; ma forse per quercie in genere) maestose si aggruppano in più siti con leggiadria, frammischiando le varie tinte dei loro rami, e tra quelle acque... presentano geniali scene, che le remote colline o l’azzurro del mare chiudono con indicibile grazia e vaghezza”. Era nota la presenza nei pressi della abbazia di Chiaravalle, non molto discosto dal Bosco della Chiusa, la selva di Castagnola (Chiaravalle) fu abbattuta per ordine di papa Gregorio Sfondali nella seconda metà del 1500, per la repressione del brigantaggio. Sino a qualche tempo fa nell’ambito del bosco lungo un ricco affluente dell’Esilno, un gatto dava spettacolo, pescando con la sua zampa qualche pesce in transito, erede dei noti terribili gatti selvatici presenti nelle foreste della bassa valle. La formazione vegetale trae nome dalla 1582 da Gregorio XIII Boncompagni chiusa per un canale di derivazio(il riformatore del Calendario). E’ il ne, installato per iniziativa dei Condipinto “Anconitanus ager” ove, rap- ti Grizi, all’inizio del secolo scorso, presentando il territorio di Ancona e per ottenere energia elettrica, e può la bassa valle dell’Esino, si raffigurano essere interessante meta di gite turiper quest’ultima, le cortine arboree di stiche, tenuto conto del vicino crosquercie e la vegetazione ripariale; Pie- sodromo. Impegnativo programma del Club jesino Il Rotary per il “Fondo Moriconi” L’ assemblea dei soci del Rotary Club di Jesi nella riunione di martedì 13 giugno ha deliberato all’unanimità di aderire alla proposta del Comune di Jesi di avviare l’impegnativo programma di memoria e valorizzazione di Valeria Moriconi, già socia del club jesino, procedendo alla inventarizzazione e scheda- tura del “Fondo di Valeria”. Il lavoro dovrebbe durare due anni. Il Rotary jesino provvederà a versare il contributo di non poca entità che impegna tre presidenze, la prima dell’architetto Santini in scadenza, quella del neo presidente ingegner Claudio Bocchini per l’anno 2006-2007 e quella del dott. Giovanni Meschini per l’anno sociale 2007-2008. La convenzione tra Rotary e Comune dovrà prevedere anche, una volta terminato il lavoro, l’utilizzo pubblico di tutto questo importante materiale che potrà anche essere integrato se si troveranno altre fonti, per far si che la figura e l’opera della grande artista jesina siano il più possibile complete. 13 Jesi e Vallesina 25 Giugno 2006 Scisciano Per due giorni il castello “fattoria” di Paolo Marcozzi Martini Francesco Di Giorgio - (continua dal numero scorso) Più alta è l’opera del Martini scultore: Deposizione nella chiesa del Carmine a Venezia (ca. 1478), Flagellazione della Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia, Angioli (1495-97) del duomo di Siena e Discordia del Victoria and Albert Museum di Londra. Come architetto esordì a Siena con la chiesa di S. Maria delle Nevi, semplice ma purissima nel rapporto di piani e di linee. Questa sensibilità, per le proporzioni rigorosamente studiate, si ritrova nelle parti che a lui si attribuiscono del palazzo Ducale di Urbino e nella chiesa di S. Bernardino. Del 1484 è il suo capolavoro: la chiesa di S. Maria delle Grazie al Calcinaio presso Cortona. Persino nelle opere di architettura militare (rocche di Sassocorvaro, di San Leo, di Cagli, ecc.) il Martini trova modo di esprimersi artisticamente: le cornici definiscono e legano le grevi masse murarie con valore pittorico. Il Trattato di architettura civile e militare, lungamente elaborato, come provano i vari taccuini di appunti (Firenze, Biblioteca Magliabechiana; Torino, Biblioteca Reale; Siena, Biblioteca comunale; Roma, Biblioteca Vaticana), documenta la complessità delle ricerche e degli interessi del Martini nel campo dell’arte antica, della meccanica, della guerra. A Jesi progettò il Palazzo della Signoria, costruito fra il 1486 e il 1498. Martiri della Libertà (Via, da Via Roma a Via Montecappone) Dedicata a tutti coloro che si immolarono per la libertà. Matteotti Giacomo (Corso, da Piazza della Repubblica a Arco Clementino) Politico (Fratta Polesine, Rovigo, 1885 – Roma 1924). Laureatosi in giurisprudenza, scrisse saggi di diritto, militando nel contempo nel partito socialista. Fondatore e animatore nel Rovighese di camere del lavoro e cooperative, fu capo dell’opposizione socialista nel consiglio provinciale, dove durante la prima guerra mondiale si distinse per il suo neutralismo. (continua al prossimo numero) Fotoservizio Marco Palmolella P reludio alle grandi feste che si terranno in agosto, in occasione del patrono San Rocco, per il settimo anno consecutivo il Castello di Scisciano ha ospitato una grande manifestazione agricola “Fattoria in festa” ideata per promuovere le specialità del nostro territorio. Gia nella serata di sabato, nonostante la concomitante partita della nazionale di calcio, si era svolta una rassegna folclorica con sei gruppi di canto Tabelle indicatrici Là dove si produce il vino… Su richiesta dell’Assivip, la Provincia di Ancona - assessorato Agricoltura - ha deliberato di installare cartelli indicanti le zone di produzione dei vini Verdicchio dei Castelli di Jesi, del Rosso Conero e del Lacrima di Morro d’Alba. E’ un segno importante nella promozione di un territorio che rafforza la sua identità facendo percepire all’appassionato e al turista i luoghi di produzione delle nostre eccellenze vitivinicole. popolare provenienti dal Sud Italia ed animati dai ritmi delle tamurriate, tarantole ed altri balli. Domenica mattina, nel la sala consiliare del Comune di Majolati si è svolto un convegno sui “distretti rurali”. Oltre agli amministratori locali sono intervenuti Carla Virili, assessore provinciale all’Agricoltura, Marco Giardini, presidente dell’Associazione Prodotti di Fattoria Tipici Marchigiani, Franco Fiori, presidente della Cia, Maurizio Monnati, presidente della Col diretti, Alessandro Alessandrini, direttore della Confagricoltura, Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale, ed altri esponenti del mondo agricolo. Nel pomeriggio, il piazzale attrezzato di Scisciano si è trasformato in una fiera dei prodotti tipici locali. Vittorio Piccioni ha mostrato la sua “lonzetta di fico” e la frittata con l’erba caciola di Maiolati, l’azienda agricola di Severino Greganti ha presentato i primi mieli monoflora appena “smelati”, in altri stand si trovavano eccellenze culinarie direttamente realizzate in aziende locali, in particolare sono stati apprezzati vino, olio, miele, formaggi, salumi e dolciumi, tutti prodotti di nicchia, ma dall’alto valore qualitativo. La manifestazione ha registrato un buon successo di pubblico, molti hanno anche approfittato della possibilità di consumare un pasto presso gli stand, intrattenendosi anche per ammirare le macchine agricole d’epoca esposte nei piazzali. Unione dei Comuni Un vigile in più per l’estate L a Polizia locale dell’Unione dei Comuni (Maiolati Spontini, Castelplanio, Castelbellino, Monteroberto, San Paolo di Jesi e Poggio San Marcello) potenzia ancora una volta il proprio organico e dopo il vigile assunto poco più di un mese fa a tempo determinato, per un anno, annuncia una nuova assunzione per il periodo estivo. Fino a tutto settembre, dunque, saran- no dodici gli agenti della Polizia locale in servizio nel territorio dei sei Comuni. L’annuncio è arrivato sabato 17 giugno in occasione della cerimonia svoltasi a Moie, in piazza Kennedy, per la consegna del nuovo mezzo acquistato dall’Unione: un ufficio mobile, utilizzabile anche a supporto della Protezione civile. La consegna è avvenuta alla presenza del prefetto dott. Giovanni D’Onofrio, del vescovo mons. Gerardo Rocconi e dei rappresentanti di Regione e Provincia. Hanno fatto gli onori di casa il presidente Giancarlo Carbini, l’assessore alla Polizia locale Luciano Pittori, i sindaci dei Comuni aderenti, assessori e consiglieri, rappresentanze delle forze dell’ordine, dai Carabinieri alla polizia di Stato, dalla guardia di finanza alla forestale. Al via l’appalto per i lavori esterni La biblioteca all’ex Fornace S i è concluso il primo stralcio dei lavori di ristrutturazione dell’ex Fornace di Moie, dove sorgerà la biblioteca multimediale. La prima parte dell’intervento ha riguardato la sistemazione della struttura. L’inizio dei nuovi lavori per la sistemazione dell’area esterna è previsto per la fine dell’estate con un impegno finanziario di 351 mila euro. Nel frattempo si stanno portando avanti le varie fasi di progettazione dell’interno con ulteriore previsione di risorse per circa 250 mila euro. Proseguiranno anche i lavori interni per la realizzazione di scaffalature e di mobili a misura, postazioni computer e sistema antitaccheggio. Il risultato sarà un’area contornata di verde che prevederà la nuova biblioteca, la sede del Cis e delle sue società collegate, la delegazione del Comune e la sede dell’Unione dei Comuni. Un’ordinanza del sindaco di jesi Prevenire gli incendi I l sindaco Fabiano Belcecchi ha firmato un’ordinanza con la quale è fatto obbligo a tutti i proprietari di appezzamenti di terreno siti nel Comune di Jesi e situati lungo la sede ferroviaria di adempiere alle disposizioni di legge in materia di prevenzione incendi. In particolare si ricorda che “lungo i tracciati delle ferrovie è vietato far crescere piante o siepi ed erigere muriccioli di cinta, steccati o recinzioni in genere ad una distanza minore di metri sei dalla più vicina rotaia” e che “i terreni adiacenti alle linee ferroviarie non possono essere destinati a bosco ad una distanza minore di metri cinquanta dalla più vicina rotaia”. In caso di mancata adozione degli interventi indicati, eventuali responsabilità connesse alla mancata ottemperanza per danno diretto ed indiretto saranno addebitati ai diretti interessati. 14 Varie 25 Giugno 2006 indirizzare a: Voce della Vallesina AGENDA IL SANTO DEL GIORNO Giovedì 22 San Paolino di Nola – Venerdì 23 Sacro Cuore di Gesù - San Giuseppe Cafasso – Sabato 24 Cuore Immacolato di Maria – San Giovanni Battista – Domenica 25 San Guglielmo - Lunedì 26 San Virgilio - Martedì 27 San Cirillo – Mercoledì 28 Sant’Ireneo - Giovedi 29 Ss. Pietro e Paolo – Venerdì 30 Ss. Primi Martiri della Chiesa Romana – Sabato 1 luglio Santa Ester – Domenica 2 Sant’Urbano. AGENDA Domenica 25 giugno Jesi – chiesa di San Giovanni Battista (ore 11) per il ciclo “Musica Praecentio”, concerto “In Nativitate S.Johannes B.” con il soprano E.Santarelli e il coro “Cardinal Petrucci” In televisione Sabato 24 giugno - ore 10,35 (Rai Due) “Sulla via di Damasco” con Don Giovanni D’Ercole - ore 17,15 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi Domenica 25 giugno - ore 10 (Retequattro) Santa Messa – ore 10,30 (Rai Uno) “A sua immagine” con Andrea Sarubbi – ore 10,55 (Rai Uno) Santa Messa – ore 12 (Rai Uno) Recita dell’Angelus. Farmacie di turno Giovedì 22 giugno Comunale 1 - venerdî 23 Cerni - sabato 24 Comunale 2 - domenica 25 Grammercato – lunedì 26 Coppi – martedî 27 Moretti - mercoledì 28 Barba - giovedî 29 Martini - venerdî 30 Calcatelli - sabato 1 luglio Delle Grazie - domenica 2 Comunale 1. Anagrafe Piazza Federico II , 8 60035 Jesi tel e fax 0731.208145 e-mail [email protected] Si parla ancora dell’archivio ex pretura Da Daniela Di Loreto: Ho letto alcuni articoli riguardanti le vicende dei documenti che si trovano negli spazi del palazzo Honorati e credo che i facili giudizi non aiutino nessuno a riflettere, sono solo una sentenza di comodo che ci sollevano dal pensare. A me non resta che domandarmi se è vero che “non è stata tutelata la storia” con la scelta fatta dalla giunta comunale di Jesi di trasferire l’archivio della Pretura presso l’Archivio di Stato di Ancona. Mi concedo questo dubbio perché sono una studentessa, che ha vinto il dottorato in storia presso l’Università di Firenze, alla quale non è stato concesso il permesso di consultare quei documenti perché i locali non erano agibili, né c’era personale disponibile. E allora mi domando se c’è stato un tempo in cui era possibile accedervi, se fossi capitata a Jesi 5, 10, 15, 20 anni fa qualcuno me lo avrebbe permesso? Avrei trovato scrivanie? Personale qualificato? La luce? I bagni? Avrei trovato un catalogo con la classificazione dei documenti? O avrei trovato la stessa situazione? E allora come mai si è arrivati oggi ad accusare chi invece con questa scelta, coraggiosa, li può rendere consultabili non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni e cioè per la “prossima” sto- Nati (a Jesi, salvo diversa indicazione) 23 maggio Francesco Mazzufferi e Martina Lonzi; 24 maggio Francesco Ceciliani, Clarissa Kernuti, Eva Scortichini; 26 maggio Sebastiano Bugatti, Edoardo Paolucci, Rocco Barchiesi; 28 maggio Leonardo Meschini, Samuele Zappalà; 30 maggio Sofia Messersì; 3 giugno Enea Costarelli, Pietro Giorgini; Maria Coltoti; 4 giugno Alice Fiordelmondo; 5 giugno Giacomo Pigliapoco, Matteo Belardinelli; 6 giugno Caterina Rossini; 7 giugno Samuel Chuks Udoji; 8 giugno Uzochukwu Egwu Believe; 11 giugno Valentina Bartoli; 12 giugno Giovanni Bezzeccheri. Oggi sposi Sabato 24 giugno: Luca Lucarini e Silvia Marcellini a San Francesco d’Assisi - Valerio Spadoni e Annalisa Santarelli a San Nicolò - Michele Campanelli e Marta Belegni a San Massimiliano Kolbe - Lorenzo Morici e Graziella Branchesi a Cupramontana - Maurizio Nicolò e Alessandra Brunetti a Poggio San Marcello i Lettori scrivono... ria. Lucien Febvre, storico che insieme a March Bloch è padre della rivoluzione storiografica del ‘900 dovuta al progetto editoriale delle Annales, ha detto che “la storia che serve è una storia serva”, nel senso che la storia piegata a scopi privati, che siano politici o personalistici, è una storia schiava; ora per eccellenza è proprio lo studio di tale disciplina che invece può affrancarci dalla servitù del passato per renderci liberi nella realtà attuale e nel futuro, e quindi una storia difesa da protezionismi e da partigianerie del presente, a chi sarebbe utile? Come si fa a pretendere che una ricchezza tale, che la “storia” possa appartenere privatamente a qualcuno? Come si fa a esigere che la “storia” rimanga paralizzata in quattro mura e rivendicarla come un prodotto tipico locale? Quelle testimonianze del passato appartengono di diritto a chi può gestirle per garantire che studiosi interessati possano interrogarle, possano dare voce a quegli uomini che tanto hanno da dire tra le pagine pergamenate di cinque secoli. Io penso che sia stata sottovalutata la curiosità e la passione degli studiosi, di tutti i tipi professionali e appassionati, italiani e stranieri, e credo che se da un lato bisogna ringraziare quanti, tra cui l’Associazione forense jesina, hanno finora garantito che quel patrimonio arrivasse integro al 2006, dall’altro lato credo che si debba essere fieri dei rappresentanti cittadini che permetteranno a tutti, indistintamente, di accedere a un patrimonio così ricco, in un luogo accessibile e idoneo e dove saranno liberati dall’incuria del tempo, dalla distrazione e dagli inutili protezionismi. Capisco e condivido la sua preoccupazione perché l’archivio sia salvato, reso accessibile e consultabile al meglio, con tutti i supporti e conforti possibili. E’ giusto, infatti, che anche l’archivio dell’ex pretura di Jesi sia messo in grado di fornire allo studioso materiali, scrivania, personale qualificato, luce, bagno, catalogo e quant’altro, ma non credo che per arrivare a questo livello in Ancona si spenda meno che a Jesi (è vero, in Ancona l’archivio va ad inserirsi in un più ampio archivio, ma qualche altro archivio al quale affiancarlo lo abbiamo anche noi, seppure non in grado forse di fornire allo studioso anche un caffè caldo). Anche io vorrei essere fiero dei rappresentanti cittadini (e altre volte me ne hanno dato l’occasione), ma in questo caso mi resta un po’ difficile andare fiero di chi, avendo un problema (quello di far restare l’archivio a Jesi, sistemato e riordinato di tutto punto) lo risolve nel modo più facile: liberandosene (gi elle). Domenica 25 giugno: Andrea Bernacchia e Stefania Crudeli a San Giuseppe - Mauro Belardinelli e Valentina Valeri a San Francesco di Paola - Emanuele Ercoli e Nicoletta Barchiesi a Pierosara di Genga. Matrimoni 27 maggio Andrea Pane e Silvia Bandiera; 28 maggio Marco Bernabei e Barbara Chierici; 1 giugno Renato Tonti e Cecilia Cirilli; 2 giugno Simone Cirilli e Sandra Sobeyda Leon Hidalgo, Alessandro Di Gaspare e Stefania Michelini; 3 giugno Marco Novelli e Giuliana Martarelli, Giancarlo D’Amore e Federica Romagnoli, Massimiliano Milli e Roberta Ronci, Emanuele Belardinelli e Maria Petrarca, Luca Tassi e Giulia Bellagamba; 4 giugno Roberto Fattori e Vendete De Santana Primo, Giovanni Filanti e Alessandra Albanesi, Federico Fattori e Ilenia Morganti. Riaperto il museo archeologico Sabato 17 giugno ha riaperto il Museo Archeologico con i seguenti orari: da martedì a domenica 10-13 e 1720; il lunedì chiuso (tranne i festivi). Per informazioni telefonare al 0731.538342. Gli insegnanti e gli operatori di didattica museale possono contattare il numero 339.5049821 Federico II e i Cavalieri teutonici Sempre fervida di iniziative la Fondazione Federico II Hohenstaufen, in collaborazione con il Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, presenterà il 24 giugno (ore 18,30) una conferenza su “Federico II e i Cavalieri teutonici”. Sarà tenuta dal prof. Hubert Houben, ordinario di Storia Medievale presso l’Università di Lecce, nell’aula del Rettorato dell’Università di Ancona. Anniversario Il 26 giugno ricorre il quattordicesimo anniversario della scomparsa di Roberta Gherardi “Non muore chi resta viva nel nostro cuore” I tuoi cari Il 23 giugno alle ore 19 verrà celebrata una Santa Messa in suffragio nella chiesa di San Francesco d’Assisi. 23.5.2006 23.6.2006 Gianluca Rumori Defunti (a Jesi, salvo diversa indicazione) 29 maggio Gino Barchiesi (85 anni), Graziano Grati (78) di Falconara Marittima, Mario Luchetti (67);30 maggio Assunta Giglioni (92), Gianluigi Fabbri (69) di Moie; 31 maggio Amedeo Corinaldesi (70), Costantino Marini (86) di Serra Dè Conti, Olivo Gabrielloni (74) di Filottrano, Gennarino Santamarianova (57) di Staffolo; 1° giugno Dino Freddi (77); 2 giugno Silvana Melloni (77), Renato Latini (83) di Monsano, Almerina Frezzotti (82) di Poggio San Marcello, Dalva Costantini (83) di Castelplanio; 3 giugno Italo Abbascià (76), Rita Bordoni (70); 4 giugno Emma Ciaffoni (79) di Staffolo, Bruno Costantini (82) di Castelplanio; 5 giugno Delelmo Cardinali (88) di Monsano, Gina Focante (92) di Filottrano; 6 giugno Giovanni Procaccini (66), Ennio Bordoni (57); 8 giugno Angelo Gigli (72), Alba Grassi (79), Dina Polzoni (76) di Monsano, Marianna Brunori (87); 9 giugno Zaira Mazzini (83); 10 giugno Patrizia Canapini (46); 11 giugno Tarcisio Battestini (79) di Montecarotto; 12 giugno Francesco Marini (76) di Civitanova Marche, Guido Carletti (91), Galasio Santoni (81) di Monsano, Luigi Dottori (94); 13 giugno Federico Barigelli (84) di Santa Maria Nuova; 14 giugno Umberto Tempestini (83). “Gesù disse: beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.” Ci consola saperti unito in Cielo con il tuo papà. Ti ricorderemo sempre con infinito amore. La tua mamma e tuo fratello Luigi 15 Sport Parla il presidente del Csi di Jesi Fare sport per educare 4 500 iscritti nella provincia di Ancona, 3000 solo nella città di Federico. Il Centro Sportivo Italiano della diocesi di Jesi è una realtà ben radicata e strutturata. Nato nel 1946, a settembre festeggerà i suoi primi sessant’anni di vita. Calcio a 5, pallavolo misto, tennis tavolo, per i ragazzi dai 14 anni ai 18 e dai 18 in su; attività polisportiva, per quelli under 14. Ma la peculiarità del Csi sta nella filosofia che lo anima, e negli obiettivi che si propone di raggiungere. Di questi ci ha parlato Andrea Gasparini (nella foto), da tre anni presidente a Jesi. “Vogliamo promuovere la persona attraverso lo sport; noi - spiega - introduciamo un sistema di fare sport nuovo, in cui, prima di essere allenatori, si è educatori; in cui non esiste la cosiddetta panchina, ma tutti partecipano, tutti è trasmettere il messaggio cristiano ai giovani. I nostri educatori – continua Gasparini – devono essere, per i ragazzi, modelli di vita dentro e fuori dal campo”. giocano, sentendosi parte di un gruppo prima che di una squadra”. E Gasparini, 33 anni, laureato in economia e commercio, parla della classifica “fair play” adottata dal Csi, grazie alla quale “passano di categoria, oltre alle prime classificate a livello tecnico, anche le squadre che si sono comportate meglio durante il campionato, ricevendo meno ammonizioni ed espulsioni”. Un esempio concreto di graduatoria di lealtà nel gioco. E sono proprio i valori dell’amicizia, della fratellanza, della solidarietà, a dare contenuto educativo all’attività del Csi. “Dal punto di vista ecclesiale, il nostro scopo Entratovi come atleta nel ’90, l’attuale presidente di Jesi nel ’92 fondò a Castelbellino la società Csi “Champion”, che oggi conta 120 iscritti. Negli ultimi due anni, come lui stesso spiega, la preziosa realtà sportiva diocesana si è impegnata in corsi di formazione all’interno degli oratori, promuovendo anche attività di teatro e danza. Volontà del Csi, infatti, è dar vita ad una fattiva collaborazione con le altre realtà parrocchiali presenti in diocesi. Intanto, il prossimo appuntamento importante sarà a settembre. In occasione del sessantesimo, infatti, è previsto l’allestimento di un “villaggio dello sport” che ospiterà tornei, mostre, convegni. Finali del campionato nazionale “Open” Ottica Più battendo in finale la Push & Pull per 4-2 si è laureata campione provinciale 20052006, mentre nella finale per il terzo e quarto posto la Rossi Telecom ha battuto per 4-3 la Vallesina Calcio a 5. La speciale classifica per la Coppa Disciplina vede al primo posto il Pianello Vallesina Soccer mentre la Vallesina Calcio a 5 (nella foto), dopo aver vinto la classifi- Jaqueline, un tocco di samba per Jesi alla prossima European Champions League. Tra a Monte Schiavo Banca Marle “magnifiche sedici” c’è che si arricchisce di un altro anche la Monte Schiavo, importante tassello. La società che assieme a Pesaro e jesina ha definito l’ingaggio della Bergamo rappresenteschiacciatrice brasiliana Jaquelirà l’Italia nella massima ne Maria Pereira de Carvalho. competizione continenNata a Recife in Brasile il 31 ditale per club. Venerdì 23 cembre 1983, Jaqueline (nella giugno a Vienna si svolfoto) è alta 186 cm e nell’ultima geranno i sorteggi per la stagione ha vinto il campionato composizione dei gironi carioca con il Rexona. eliminatori. Punto di forza della sua nazioLo scorso fine settimana nale, che a novembre contendea Portogruaro e Caorle rà il titolo iridato all’Italia, con si sono svolte le finali la sua rappresentativa ha vinto recente- nazionali categoria under 18, alle quali ha mente il Volleymasters di Montreux ed preso parte anche la Pieralisi. Purtroppo il torneo di Courmayer, oltre al Grand la marcia delle “piccole prilline” è stata Prix del 2004. Nel suo palmares anche un interrotta dal Vicenza, poi campione, nei quarto posto alle Olimpiadi di Atene, un quarti (3-2). Alla formazione rossoblù la titolo mondiale giovanile nel 2001 e due consolazione della vittoria nella finale per scudetti (2003 e 2004). il quinto posto contro la Pro Patria MilaLa Cev ha comunicato le partecipanti no. di Giuseppe Papadia L BASKET Sabato 24 la nazionale a Jesi CSI Calcio a cinque L’ VOLLEY Venerdì i sorteggi per la Champions ca provinciale fair-play, si è classificata al secondo posto nelle finali regiona- li svoltesi a fine maggio a Senigallia. s.g. E’ quasi fatta per l’Aurora Basket I l futuro dell’Aurora Basket comincia a delinearsi. Martedì 13 la cordata capeggiata da Livio Grilli, patron dell’Apra Informatica, ha rilevato la quota di proprietà della famiglia Latini. Ora si attende solo l’ufficialità che potrebbe arrivare in una conferenza stampa organizzata con il sindaco Fabiano Belcecchi. Tra i protagonisti dell’operazione, oltre a Grilli, ci sono un gruppo di soci storici (Felicaldi, Barchiesi, Coppa) ed Altero Lardinelli, i quali acquisiranno insieme il quaranta per cento del capitale sociale. Un altro venti per cento diventerà di proprietà della ditta Fileni ed il resto delle quote saranno acquisite da Pieralisi, Pasquinelli, Barchiesi Sport e Nico Podella della Spigadoro. Nell’agenda della nuova dirigenza ora ci sono la ricerca di un nuovo “main sponsor” da affiancare alla Banca Popolare e la nomina di un nuovo direttore sportivo, che sostituirà il partente Gianluca Petro- nio. “Tale decisione – ha detto l’ex diesse – va ricercata nella mia personale volontà di mettersi in discussione nel ruolo di dirigente in una differente e nuova realtà”. Solo dopo queste importanti scelte si potrà cercare il nuovo coach. Sabato 24 giugno la nazionale italiana, impegnata dal 25 al 27 nel torneo “Alessio Baldinelli” ad Osimo, svolgerà una seduta di allenamento al PalaTriccoli. Nella foto d’archivio, l’entusiasmo dei supporter jesini pronto a riesplodere per i nuovi gialloverdi (foto Giaccaglini) Gip Festa della scherma S abato 24 giugno, alle ore 17,30, in piazza della Repubblica, “Festa della scherma”. Organizza il Comitato Regionale Marche della Federazione Italiana Scherma in collaborazione con il Club Scherma Jesi e con il patrocinio del Comune. Verrà assegnato il titolo di campione regionale della categoria “G i o v a n i s s imi”. Il titolo di campione regionale verrà assegnato al vincitore dell’incontro tra i primi due marchigiani classificati delle fasi interregionali. WWWBPAIT di Lucia Romiti 25 Giugno 2006