94° Stagione Concertistica 2015/2016
Giovedì 17 marzo 2016
Teatro Sperimentale, ore 21.00
SILVIA CHIESA
Violoncello
MAURIZIO BAGLINI
Pianoforte
Foto: Luca
D’Agostino
60121 ANCONA, Via degli Aranci 2 tel. e fax 071/2070119 www.amicimusica.an.it [email protected] P. IVA 00733590426
PROGRAMMA
FRÉDÉRICH CHOPIN (Żelazowa Wola, 1810 – Parigi, 1849)
Sonata per violoncello e pianoforte op. 65
Allegro moderato
Scherzo
Largo
Finale: Allegro
CLAUDE DEBUSSY (St. Germain-en-Laye, 1862 – Parigi, 1918)
Sonata per violoncello e pianoforte
Prologue
Serenade et Final
******
SERGEJ VASIL'EVIČ RACHMANINOFF (Oneg, Novgorod, 1873 – Beverly Hills, 1943)
Sonata op.19 per violoncello e pianoforte
Lento – Allegro moderato
Allegro Scherzando
Andante
Allegro mosso
NOTE AL PROGRAMMA
Due strumenti e la meraviglia di un incontro
Frédérich Chopin, Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore op. 65
Genesi. Chopin lavora alla Sonata op. 65 per tutto il 1845, completandola nel 1846. La prima
esecuzione integrale ha luogo nel marzo 1847, in onore della contessa Delphine Potocka. Il
dedicatario è il violoncellista e amico Auguste Franchomme, con il quale Chopin la esegue nel suo
ultimo concerto, alla Salle Pleyel di Parigi il 16 febbraio 1848. Ormai già molto malato, il
compositore deve rinunciare al primo movimento, troppo difficile e lungo.
Struttura. Nell’Allegro moderato iniziale, di grande complessità, predomina il pianoforte. I due
temi prima si contrappongono, uno malinconico l’altro più solare, per poi farsi evanescenti e
riapparire in frammenti lungo tutto lo svolgersi dell’esposizione e dello sviluppo.
Grande forza e luce porta il secondo movimento, Scherzo. Allegro con brio, intrigante nella scrittura
e che si apre nel Trio per accogliere il motivo portato dal violoncello.
Fulcro dell’intera Sonata, il Largo, una conversazione tra i due strumenti che qui trovano equità e
scambio.
Ma nel Finale. Allegro il piano torna ad essere protagonista, rifacendo sentire quel tono drammatico
iniziale, quel fronteggiarsi tra gli opposti temi, che corrono verso un inatteso episodio
contrappuntistico che fa da sviluppo. La coda riunisce i due strumenti che insieme giungono alla
vittoriosa conclusione.
Ricezione. «Della mia sonata per violoncello a volte mi sento soddisfatto, a volte insoddisfatto. La
accantono, poi la riprendo», scrive Chopin l’11 ottobre 1846. E Listz, a proposito del cosiddetto
“tempo rubato” che caratterizza questo come molti altri lavori di Chopin, commenta: «Tutte le
composizioni chopiniane devono essere eseguite con quel tentennamento accentuato e prosodico, e
con quella morbidezza. Chopin sembrava preoccupato di rendere evidente questa sua maniera di
esecuzione, specialmente di comunicarla ai suoi connazionali ai quali egli, più che ad altri,
desiderava trasmettere il calore interno della sua commozione».
Annus mirabilis. Nel 1847 a Londra nasce la Lega dei Comunisti, Samuel Colt vende il suo primo
revolver al governo degli Stati Uniti, viene eseguito per la prima volta il Canto degli Italiani, Emily
Brontë pubblica Cime tempestose con lo pseudonimo di Ellis Bell, con quello di Currer Bell la
sorella Charlotte Jane Eyre, Karl Marx Miseria della filosofia, nasce Galileo Ferraris, ideatore del
motore elettrico a corrente alternata, muoiono Fanny e Felix Mendelssohn.
Claude Debussy, Sonata per violoncello e pianoforte
Genesi. Erano più di vent’anni che non scriveva musica da camera quando Debussy decide di
comporre una serie di sei sonate per vari strumenti. Ma solo tre vedono la luce. Quella per
violoncello e pianoforte è la prima, scritta nell’estate del 1915 e intitolata, in un primo momento,
“Pierrot faché avec la lune” (Pierrot irritato con la luna). In seguito, il compositore sostituisce il
titolo con un’epigrafe apposta sul manoscritto: «Que le pianiste n’oublie jamais qu’il ne faut pas
lutter contro le violoncelle, mais l’accompagner». Edita da Durand a Parigi nel 1915 e dedicata alla
moglie Emma, la Sonata viene eseguita per la prima volta a Londra, all’Aeolian Hall, il 4 marzo
1916.
Struttura. Chiaramente descritta dal compositore ogni inflessione di andamento e di sentimento, il
lavoro può essere narrato attraverso le precise annotazioni vergate dallo stesso Debussy. Apre la
pagina un Prologo-Lent, da eseguirsi «sostenuto e molto risoluto», la cui prosodia va via via
«animandosi», per poi calmarsi «cedendo», fino a una melodia «largamente declamata» per poi
tornare all’idea motivica iniziale che sfuma «sempre più piano», fino a quando il violoncello se ne
impadronisce in un flebile armonico.
Nella parte centrale, Sérénade-Modérément animé, il pianoforte accompagna neutrale la linea
descritta dal violoncello «fantastica e leggera».
Senza soluzione di continuità, il Finale attacca «animato, leggero e nervoso», fino a diventare
«volubile», incostanza che presto si accalora in un «appassionato e con fuoco». Sorprende, a questo
punto, un episodio tranquillo «molto rubato», che il compositore invita ad eseguire «con
morbidezza», «delicatissimo». Ma torna subito l’atmosfera «appassionata e animata», che, dopo un
breve «Largo», conclude la composizione con un risoluto accordo dei due strumenti.
Ricezione. Benché Debussy abbia cambiato idea circa il titolo della sua Sonata, Pierrot e la luna
sono qui magnificamente rappresentati dal clima notturno, da quella miscela di irrisione e poesia, di
scherzo e malinconia tipici dello stile del musicista francese. La linearità del discorso musicale
sembra essere contraddetta dalle tinte sfumate, dagli sforzati e dalla condotta delle voci che gridano
mentre sussurrano, danzano mentre si perdono in lontananza.
Annus mirabilis. Nel 1915 Einstein pubblica la Teoria della relatività generale, negli USA nasce il
“chiodo”, il giubbino degli aviatori, l’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria e entra nella Prima
guerra mondiale, il Giappone entra i guerra contro la Germania, a Berlino prima esecuzione della
Eine Alpensinfonie di Richard Strauss, Kafka pubblica La Metamorfosi, Conan Doyle La valle della
paura, Camillo De Riso dirige il film muto Armiamoci e…partite!, Gustavo Serena Assunta Spina
dal dramma di Salvatore Di Giacomo, Califano e Cannio scrivono ‘O sudato ‘nnammurato, Bovio e
De Curtis Tu ca nun chiagne, nasce Jacques Prevel, muore Aleksandr Skrjabin.
Sergej Rachmaninoff, Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore op. 19
Genesi. Composta tra l’estate e il 1° dicembre 1901, la Sonata è dedicata al violoncellista e amico
Anatole Brandukov, che la esegue per la prima volta con Rachmaninoff al pianoforte, a Mosca il 2
dicembre 1901. La data sull’ultima pagina della partitura, 12 dicembre, fa pensare che il
compositore abbia apportato modifiche nel corso dei successivi dieci giorni.
Struttura. Il primo movimento, Lento-Allegro moderato, è il più lungo dei quattro soprattutto per
la ripetizione dell’esposizione. Si comincia con un’introduzione lenta, in cui il pianoforte presenta
un tema di sei note che in un primo momento sembra casuale, ma che in realtà svolgerà un ruolo
fondamentale. Il violoncello propone un appassionato, bellissimo tema. Segue una lenta melodia un
po’ più malinconica, prima che lo sviluppo porti tempesta. Nella ripresa il ritmo accelera con
segmenti tematici che sembrano in corsa verso il traguardo, con il piano che chiude la coda con tre
accordi decisi.
Virtuosa si fa la tastiera nell’Allegro scherzando seguente. L’alternanza di diminuendo e crescendo
sembra un battibecco allegro e fitto tra le parti. Il violoncello presenta un’idea ritmica, mentre altri
due temi sopraggiungono in una scrittura tipicamente pianistica.
Il terzo movimento, Andante, inizia al pianoforte con un bel tema di carattere intimo e appassionato.
Entra il violoncello e il materiale tematico si espande fino a raggiungere un culmine potente che
però non impedisce al tempo di finire dolcemente.
Il finale, Allegro mosso, comincia con un tema robusto al violoncello. La musica è luminosa e ricca
di fascino. Segue un secondo soggetto pieno di passione e bellezza. I due temi si ritrovano e
interagiscono. All’inizio della vivace coda il violoncello ricorda il tema d’apertura del pianoforte e
il lavoro si conclude in brillantezza.
Ricezione. È questo l’ultimo lavoro di musica da camera di Rachmaninoff. Da quel momento si
dedicherà a pezzi per pianoforte solista, a brani orchestrali e corali. Quindi, il valore di questo brano
è rappresentato anche dal fatto di essere uno spartiacque all’interno della carriera del compositore.
E, vista la dedica, una bella testimonianza di una grande amicizia musicale.
Annus mirabilis. Nel 1901 l’Australia ottiene l’indipendenza dal Regno Unito, scoperto il primo
bacino petrolifero in Texas, da Torino parte il primo giro automobilistico italiano, Roosevelt è
presidente degli Stati Uniti, è catturato il brigante Musolino, a Stoccolma prima cerimonia dei premi
Nobel, Marconi realizza la prima trasmissione radio transoceanica tra la Cornovaglia e il Canada,
nascono Clark Gable, Gary Cooper, De Sica, Gino Cervi, Marlene Dietrich, Walt Disney, Adriano
Olivetti, Louis Armstrong, Quasimodo, Fermi, muoiono Verdi, Crispi, Henri de Toulouse-Lautrec.
Anna Cepollaro
26 febbraio 2016
SILVIA CHIESA
“Appassionata” (Sole 24 Ore), “convincente” (American Record Guide), “ricca di personalità”
(Diapason). La violoncellista Silvia Chiesa ha conquistato pubblico e critica grazie a una brillante
carriera solistica che la colloca tra le interpreti italiane più apprezzate nel mondo, con regolari
tournée nei principali Paesi europei, ma anche negli Stati Uniti, in Cina, Australia, Africa e Russia.
Il suo percorso artistico è caratterizzato dall’ampiezza e dall’originalità del repertorio, che
comprende anche autori e brani poco noti o ingiustamente dimenticati. Si segnala a questo proposito
la sua fortunata riscoperta di due capolavori sconosciuti di Nino Rota: i Concerti per violoncello,
registrati insieme con l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino diretta da Corrado Rovaris.
Pubblicato nel 2011 da Sony Classical, l’album Rota: Cello Concertos ha ottenuto recensioni
entusiastiche dalla stampa italiana e internazionale.
Alla violoncellista milanese spetta anche un ruolo di primo piano nella fioritura del repertorio
contemporaneo per il suo strumento. Non a caso è dedicataria del Concerto per violoncello e
orchestra di Matteo D’Amico e ha eseguito in “prima” italiana lavori di Gil Shohat, Nicola
Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall'Ongaro, Peter Maxwell Davies e Giovanni Sollima.
Nel 2005 ha costituito con il pianista Maurizio Baglini un duo stabile, applaudito su prestigiosi
palcoscenici internazionali, tra cui la Salle Gaveau di Parigi, l’Oriental Art Center di Shangai, la
Sala Cecília Meireles di Rio de Janeiro, la Victoria Hall di Ginevra, nonché in Libano, Russia,
Brasile, Belgio, Islanda, Israele e Australia. Al duo sono dedicate la Suite per violoncello e
pianoforte di Azio Corghi (registrata – insieme a musiche di Chopin e Debussy – per l'etichetta
Concerto), una Sonata di Gianluca Cascioli e 150 Decibel di Nicola Campogrande. La discografia
del duo comprende anche l'integrale di Saint-Saëns per un cd allegato alla rivista “Amadeus”, e il cd
Cello Sonatas per Decca (2011), contenente le Sonate per violoncello e pianoforte di Brahms e
l’“Arpeggione” di Schubert. Entusiasmanti anche le performance del trio formato da Silvia Chiesa
con la violinista Francesca Dego e la pianista Mariangela Vacatello (Amiata Piano Festival, Fazioli
Concert Hall, Società Filarmonica di Trento).
Come solista ha collaborato con direttori d'orchestra quali Luciano Acocella, Paolo Arrivabeni,
Gürer Aykal, Giampaolo Bisanti, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniele Gatti, Cristian
Orosanu, Corrado Rovaris, Daniele Rustioni, Howard Shelley e Brian Wright. Ha inciso inoltre
concerti live per emittenti radiotelevisive quali Rai Radio3, Rai Sat, France Musique e France 3.
Sempre per l’etichetta Sony Classical e con l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino diretta da
Corrado Rovaris, a novembre 2014 è uscito il suo nuovo cd da solista, The Italian Modernism, che
comprende tre pagine di rara esecuzione del primo Novecento italiano: il Concerto op. 58 di
Alfredo Casella, l’Adagio con variazioni di Ottorino Respighi e il Concerto in do minore di
Ildebrando Pizzetti (prima registrazione assoluta).
Azio Corghi le ha dedicato … tra la Carne e il Cielo: un nuovo lavoro per violoncello concertante,
ispirato a Pier Paolo Pasolini, eseguito in “prima” assoluta il 2 novembre 2015 al Teatro Comunale
di Pordenone: con Silvia Chiesa, il pianista Maurizio Baglini, l’attore Omero Antonutti, il soprano
Valentina Coladonato e l’Orchestra della Rai di Torino diretta da Tito Ceccherini. E’ in uscita ad
aprile 2016 il suo cd (Decca) registrato insieme a Baglini con la registrazione dell’integrale per duo
violoncello e pianoforte di Rachmaninov.
E’ artista residente della rassegna internazionale di musica da camera “Amiata Piano Festival” e
docente all’Istituto superiore di studi musicali “Monteverdi” di Cremona.
Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.
www.silviachiesa.com
MAURIZIO BAGLINI
Il pianista Maurizio Baglini è tra i musicisti più brillanti e apprezzati sulla scena internazionale. Ha
al suo attivo un’intensa carriera in Europa, America e Asia: oltre milleduecento concerti come
solista e altrettanti di musica da camera. Nato a Pisa nel 1975 e vincitore a 24 anni del “World
Music Piano Master” di Montecarlo, da allora è ospite dei più prestigiosi festival (tra cui La Roque
d’Anthéron, Loeckenhaus, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival,
“Benedetti Michelangeli” di Bergamo e Brescia, Rossini Opera Festival) e viene invitato come
solista e in formazioni di musica da camera dalle maggiori istituzioni internazionali, tra cui Teatro
alla Scala di Milano, Salle Gaveau di Parigi, Kennedy Center di Washington, Auditorium del
Louvre, Gasteig di Monaco di Baviera, Maggio Musicale Fiorentino. Collabora con direttori quali
Antonello Allemandi, Giampaolo Bisanti, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniel Cohen,
Howard Griffiths, Armin Jordan, Seikyo Kim, Emanuel Krivine, Karl Martin, Donato Renzetti,
Corrado Rovaris, Ola Rudner e Maximiano Valdes. Dal 2005 suona stabilmente anche insieme con
la violoncellista Silvia Chiesa: al loro duo sono dedicate una Suite di Azio Corghi, una Sonata di
Gianluca Cascioli e un brano di Nicola Campogrande.
Dal 2008 promuove il progetto “Inno alla gioia”, che lo porta a eseguire in tutto il mondo la “Nona
Sinfonia” di Beethoven nella trascendentale trascrizione per pianoforte di Liszt (sia nella versione
solistica, sia in quella con il coro e le voci soliste). Dopo il debutto al Musée d’Orsay a Parigi, con il
Coro di Radio France, in diretta su France Musique, ci sono state altre cinquanta tappe, tra cui
Monaco, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Beirut e, in Italia, Cremona (Teatro Ponchielli) e Milano (nelle
stagioni della Società dei Concerti e dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi).
Dal 2012, insieme con l’artista multimediale Giuseppe Andrea L’Abbate, porta avanti anche il
progetto “Web Piano”, che abbina l’interpretazione dal vivo di grandi capolavori pianistici – come
il Carnaval di Schumann, i Quadri di un’esposizione di Mussorgsky o Images di Debussy – a una
narrazione visiva originale e di grande impatto, proiettata su grande schermo. Tra le applaudite
tappe della performance: il festival La Roque d’Anthéron, il Teatro Comunale di Carpi e il Teatro
Comunale di Pordenone.
Il suo vasto repertorio spazia da Byrd alla musica contemporanea, con riferimenti importanti a
Chopin, Liszt e Schumann. Intenso l’impegno sul fronte discografico che include fra l’altro due
versioni dei 27 Studi di Chopin (eseguiti sia su strumenti originali, sia su pianoforte moderno) e
l’integrale delle trascrizioni di Busoni da Bach (Tudor). Da segnalare inoltre: il dvd con il Concerto
n. 1 di Chopin accompagnato dalla New Japan Philharmonic Orchestra e i cd con l’integrale
dell’opera pianistica di Rolf Urs Ringger (con cinque prime assolute) e la Nona Sinfonia di
Beethoven nella trascrizione per pianoforte solo di Liszt (Decca). L’autorevole rivista statunitense
American Record Guide sceglie come migliore interpretazione su disco degli Studi di Chopin il suo
cd registrato per Phoenix/Suonare Records.
I suoi cd più recenti sono pubblicati in esclusiva da Decca/Universal. Dopo gli Studi Trascendentali
di Liszt del 2010, nel 2011 registra Rêves, con i capolavori per pianoforte solo di Liszt, che riceve il
prestigioso riconoscimento “Année Liszt en France” dal comitato ufficiale per le celebrazioni
dell’anno lisztiano. Nel 2011 incide, in duo con Silvia Chiesa, Cello Sonatas, con le Sonate per
violoncello e pianoforte di Brahms e l’“Arpeggione” di Schubert. Gli album raccolgono ampi
consensi dalla critica (Repubblica, Manifesto, Milano Finanza, Rai Radio3, Amadeus, Classic
Voice, Giornale della Musica, Musica, Suonare News, American Record Guide, RSI). Insieme ai
colleghi Lang Lang, Ramin Bahrami e Stefano Bollani è inoltre tra i protagonisti della compilation
“Classica 2011” prodotta da Deutsche Grammophon. A novembre 2012 pubblica l’album Carnaval
con alcuni capolavori per pianoforte solo di Schumann (Carnaval op. 9, Variazioni Abegg op. 1,
Papillons op. 2 e Carnevale di Vienna op. 26) e a inizio 2014 Domenico Scarlatti: in tempo di
danza: entrambi hanno ottenuto ottime recensioni sulla stampa nazionale e internazionale
(Repubblica, Libero, Gazzetta di Parma, Oggi, Chi, D-Repubblica, Classic Voice, Classica,
Musica, Amadeus, American Record Guide, Klassik.com). Dopo il successo del doppio cd con
l’integrale pianistica di Mussorgsky (2014), a gennaio 2016 è uscito, sempre per Decca, un cd
dedicato a Schumann - che dà il via alla registrazione dell’integrale pianistica del compositore - e ad
aprile 2016 uscirà un cd inciso insieme con Silvia Chiesa, con l’integrale per duo pianoforte e
violoncello di Rachmaninoff.
Dal 2005 Baglini è fondatore e direttore artistico dell’Amiata Piano Festival che si tiene ogni estate
in Toscana (ha ospitato, tra gli altri, Andrea Lucchesini, Ramin Bahrami, Mario Brunello, Salvatore
Accardo, Massimo Quarta, Gianluca Cascioli, Danilo Rea e Sir Peter Maxwell Davies). Dal 2011 al
2013 ha curato la direzione artistica del progetto di lezioni-concerto presso Palazzo Reale a Pisa e,
dal 2006 al 2013, il festival da camera francese “Les musiques de Montcaud”. Da marzo 2013 è
consulente artistico per la danza e per la musica del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone: nel
2015 è stato nominato Ambasciatore culturale della Regione Friuli Venezia Giulia e il suo progetto
“Omaggio a Pier Paolo Pasolini”, con la commissione del Teatro di Pordenone del brano … tra la
Carne e il Cielo di Azio Corghi, ha ottenuto il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali.
Tiene corsi di perfezionamento a Fondi (LT, “InFondi Musica”) e a settembre 2015 ha tenuto la
prima masterclass di pianoforte organizzata dall’Accademia Stauffer di Cremona.
E’ noto anche il suo amore per lo sport. Ha partecipato alle maratone di Parigi, Pisa, Vienna,
Berlino, Amsterdam e New York. Il suo personal best sulla distanza è di 3 ore e 27 minuti. Insieme
allo chef Joe Bastianich e al deejay Linus, è tra gli illustri appassionati di podismo intervistati nel
libro Il papa non corre di Irene Righetti (ed. La Carmelina).
Maurizio Baglini suona un grancoda Fazioli.
www.mauriziobaglini.com
***
ABBONAMENTI:
Concerto compreso nell’abbonamento alla Stagione 2015/2016 degli Amici della Musica
BIGLIETTI
INTERI: € 22.00
RIDOTTI: € 13.50
(Riservato a: Palchettisti, Amici delle Muse, ARCI, UNITRE, studenti universitari, giovani da 19 a 26
anni, invalidi e disabili – un biglietto omaggio per l’accompagnatore)
RIDOTTI EXTRA: € 4.00
(Gruppi di allievi di Scuole Medie Inferiori e Superiori; bambini e ragazzi fino a 19 anni)
Ingresso gratuito riservato a n. 10 studenti dell’Università Politecnica delle Marche: per ritirare il
biglietto gratuito, presentarsi muniti di libretto universitario presso la biglietteria del Teatro delle Muse
nel giorno del concerto, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
BIGLIETTERIA:
Tel. 071 52525 – Fax 071 52622
[email protected]
PER INFO:
Società Amici della Musica “Guido Michelli”
Via degli Aranci, 2
Tel. – fax: 071/2070119 (Lun. – ven. 9.30 - 16.30)
[email protected]
www.amicimusica.an.it
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