L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello con Leo Gullotta Nella tana di e con Luigi Lo Cascio Ragtime con gli allievi della Bernstein School of Musical Theatre stagione 2006-07, numero 6, 12 dicembre 2006 L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello regia di Fabio Grossi scene e costumi di Luigi Perego musiche di Germano Mazzocchetti luci di Gigi Saccomandi con Leo Gullotta Carlo Valli e Antonella Attilli e con Gianni Giuliano Politeama Rossetti dal 13 al 17 dicembre 2006 produzione Nuova Teatro Eliseo durata dello spettacolo 2 ore e 20’ circa con intervallo prosa probabilmente di accentuare ancor di più il lato grottesco che vi è contenuto. Grossi invece ha optato per lasciare il campo libero all’espressività dei suoi attori, persuaso che presentare i personaggi con un volto reale e credibile, renda ancora più incisivo il parallelismo fra la loro “maschera” e quella che ognuno di noi indossa nel proprio quotidiano relazionarsi con la società. Il tema della “maschera”, dell’ipocrisia e della verità, le linee inquiete che venano tutta la drammaturgia pirandelliana sono al centro anche de L’uomo, la bestia e la virtù: la commedia però le cela dietro a un’esteriore apparenza di pochade che assume poi accenti di satira graffiante e grottesca e infine lascia trasparire tutta la sua intima drammaticità. Il plot ricalca un classico “triangolo” del teatro borghese: la signora Perella (la Virtù) è maritata a un ammiraglio (la Bestia) spesso assente e sordo al fascino della moglie. La signora si consola fra le braccia dello stimato professor Paolino (l’Uomo), finché un’imprevista gravidanza rischia di mandare in frantumi la loro rispettabilità. È così che Paolino – che si era sempre dichiarato trasparente, aveva desiderato di vivere senza ipocrisie – va contro a tutti i suoi principi e diviene burattinaio di un “gioco delle parti” il cui scopo è di “rimettere a posto le cose” secondo le convenzioni sociali del tempo. Strumentalizza la propria amicizia con un medico e cerca la connivenza di un farmacista per ottenere una “pozione” afrodisiaca da somministrare a tradimento all’ammiraglio perché questi compia il proprio dovere coniugale, e prepara allo scopo anche la signora, consigliandole abbigliamento e trucco accattivanti... Attraverso tali manovre, Paolino compie il proprio disegno e salva l’onore della signora Perella: gli si svela però anche il vero volto della Virtù – che è ipocrisia, strumentalizzazione – e prende contemporaneamente consapevolezza della propria maschera, che nonostante i limpidi propositi, anch’egli indossa costantemente. Davanti a tali rivelazioni gli rimane la sola arma dell’ironia. Ilaria Lucari Negli oltre cinquant’anni di storia del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia L’uomo, la bestia e la virtù è stato messo in scena soltanto due volte: uno strano caso, visto che Luigi Pirandello è fra gli autori più rappresentati e ospitati nelle stagioni teatrali triestine e che la commedia in questione è fra i lavori più applauditi dell’autore siciliano... Dopo l’edizione calorosamente accolta al Politeama Rossetti nel 1978 (per la regia di Edmo Fenoglio, con Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice) e quella – vent’anni più tardi – allestita da Giuseppe Pambieri, che ne era anche protagonista assieme a Lia Tanzi, è ora la volta di un allestimento ricco e di ampio respiro, prodotto dal Teatro Eliseo e firmato da Fabio Grossi, che conta su un protagonista del calibro di Leo Gullotta. L’attore nella sua carriera ha armonizzato con intelligenza film di Nanni Loy e Giuseppe Tornatore, ruoli difficili che ha affrontato diretto da Zaccaro (Un uomo per bene) o da Martinelli (Vajont), ad essi ha intrecciato momenti spensierati nel cabaret televisivo del Bagaglino e altre scelte impegnative e coraggiose (basti citare la recente fiction Il cuore nel pozzo)... Chi lo ha apprezzato in tali prove, non si farà sfuggire l’occasione di ammirare Gullotta “dal vivo”. E certamente non ne resterà deluso: a parte le esperienze cinematografiche, egli si è infatti formato in dieci anni di palcoscenico, collaborando con lo Stabile di Catania, “rubando” dall’esperienza di grandi maestri al fianco dei quali ha recitato, fra cui Turi Ferro e Salvo Randone e affrontando autori e generi dei più diversi. Dall’alto di tanta esperienza e dedizione, si appresta ora a dare vita a un personaggio complesso come quello del professor Paolino. Accanto a lui figurano nel cast i nomi di Carlo Valli e Antonella Attili e di Gianni Giuliano: tutti artisti di eccellente qualità, le cui doti hanno convinto il regista Fabio Grossi a contravvenire alle indicazioni che Pirandello stesso ha lasciato in merito alla messinscena dell’opera. L’autore consiglia infatti l’uso della maschera per «(...) questa commedia ove l’umanità è beffata così amaramente e ferocemente nei suoi valori morali», nell’intento La fortuna della commedia di Pirandello di Ilaria Lucari L’uomo, la bestia e la virtù andò in scena nel maggio 1919 a Milano, ad opera della compagnia di Antonio Gandusio e fu accolta con un certo dissenso. Un esito che, se dapprima preoccupò l’autore e il capocomico, fu destinato ad essere smentito dai fatti. L’uomo, la bestia e la virtù è infatti, ad oggi, una delle commedie dell’autore agrigentino più rappresentate. Dopo l’esordio, il testo visse ancora un periodo travagliato: durante gli anni del fascismo infatti fu giudicato “triviale” e rimosso dalle scene italiane, anche se il critico Silvio D’Amico nel 1922 ebbe il coraggio di esprimere un giudizio a favore dell’opera, lodandone l’innovazione e lo spirito originale. In realtà, a livello nazionale, il vero successo arrivò a partire dagli anni ‘50 quando ormai l’acre e graffiante taglio della commedia non appariva più offensivo ma soltanto, e giustamente, grottesco. Da allora fu un susseguirsi di allestimenti interessanti e d’interpretazioni di alto livello: a conferma dell’affermazione dello studioso Claudio Meldolesi che sostiene come «Il repertorio pirandelliano, anche dopo la morte dell’autore, si distinse per una specie di radioattività. Non percepita nemmeno dagli allestitori abituali, questa forza potenziava il lavoro degli interpreti motivati: al punto da materializzarsi in realizzazioni perspicue, isolabili dalle altre degli stessi interpreti». E presto ebbe inizio per L’uomo, la bestia e la virtù un significativo e lungo percorso di messinscene all’estero: fu tradotta in diverse lingue e recitata dall’Europa a New York. Più dei movimenti d’avanguardia, fu proprio Luigi Pirandello a influenzare “a nome dell’Italia”, nel primo Novecento, la rivoluzione teatrale che stava avvenendo a livello europeo. E mentre l’Europa intera compiva quest’innovazione a partire dai linguaggi della messinscena, il con- tributo pirandelliano si rivelò anomalo ma veramente incisivo, poiché la sua rivoluzione avveniva a partire dalla struttura e dalla concezione drammaturgica, dalla filosofia stessa del teatro e della vita. La fortuna internazionale della drammaturgia pirandelliana è stata dunque in generale notevole: in Francia, fra il 1922 e il ‘39 fu fra gli autori più rappresentati e studiati dai critici. L’uomo, la bestia e la virtù vi fu rappresentata al Thèatre St. Georges nel 1931 da Marta Abba, in versione francese. In Spagna – dove il Niccodemi aveva introdotto Pirandello nel ‘23, ottenendo un ottimo esito con i Sei personaggi – la commedia giunse poco più tardi, grazie a una compagnia spagnola che fu ammirata dagli intellettuali ma non riuscì a coinvolgere il pubblico. Maggior fortuna attese l’autore – che a Bonn aveva compiuto buona parte della propria formazione – nei paesi di lingua tedesca, le cui inquietudini artistiche e interiori si rispecchiarono nelle ombre della scrittura pirandelliana. Il nostro testo vi fu rappresentato nel 1922 a Francoforte e ripreso tre anni dopo a Berlino. Fu in scena anche a Praga, nello stesso anno, in una curiosa edizione curata dal comico Vasta Burian e in Polonia, dove curò l’allestimento un regista allora di grido, Zelwerowicz. Poi fu la volta di Atene, dell’Ungheria, di un film italiano (del 1953) che scandalizzò gli eredi di Pirandello, sceneggiato da Steno e Brancati, che vedeva nei ruoli principali l’inconsueta coppia Totò/Orson Welles. Minor interesse suscitò invece la sua drammaturgia nei paesi di lingua inglese, che lo tradussero poco e – sebbene gli intellettuali ne riconoscessero il valore – non seppero tributargli su larga scala il meritato successo: al Garrick Theatre di New York, L’uomo, la bestia e la virtù ebbe due sole repliche. Leo Gullotta Signor Paolino Di origini catanesi ha debuttato giovanissimo al Teatro Stabile della città dove dal 1963 al 1973 ha ricoperto ruoli e generi molto diversi fra loro fino a quelli di protagonista. Dieci anni passati con grandi maestri come Turi Ferro e Salvo Randone sono la base della sua solida carriera recitativa. Conclusa la proficua esperienza con lo Stabile si trasferisce a Roma, dove si afferma nel cabaret grazie al suo irresistibile talento comico. Negli stessi anni si dedica anche al cinema, in particolare, l’incontro con Nanny Loy segna profondamente la sua carriera. Loy lo dirige affidandogli ruoli primari sempre più drammatici: da Cafè Express nel 1979, a Mi manda Picone nel 1983 fino a Scugnizzi nel 1989. La sua grande versatilità di interprete conquista tra gli altri anche Giuseppe Tornatore che lo vuole nel suo film d’esordio: Il camorrista, per la cui interpretazione riceve il suo primo David di Donatello nel 1988. Con un’altra straordinaria interpretazione commuove il pubblico di tutto il mondo nel film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso. La sua poliedricità lo porta ad alternare il cinema d’autore con il varietà degli spettacoli televisivi del Bagaglino in cui trionfa con la figura della po- polarissima Signora Leonida e alle numerose e riuscite parodie di personaggi politici e dello spettacolo. Se nel varietà televisivo continua a esibire tutto il suo talento comico, al cinema interpreta ruoli di grande poesia e delicatezza o di intensa drammaticità in storie sempre impegnate: La scorta di Ricky Tognazzi, Il Carniere e Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro, Vajont di Renzo Martinelli, Palla di neve di Maurizio Nichetti, Uomini, uomini, uomini di Cristian De Sica, Territori d’ombra di Paolo Modugno. Altrettanto intensi sono i numerosi personaggi da lui interpretati per i film televisivi, tra gli altri A che punto è la notte di Nanni Loy, Una madre inutile di J. Maria Sanchez, Dio ci ha creato gratis di Elvio Porta, Cristallo di Rocca di Zaccaro, Onora il padre di Tescari, il telefilm Cuore diretto da Zaccaro, Il cuore nel pozzo di Alberto Negrin sulla tragedia delle foibe, e Il bell’Antonio ancora di Zaccaro. Durante tutta la sua lunga carriera di attore televisivo e cinematografico, costellata da prestigiosi premi e riconoscimenti non ha mai abbandonato il suo primo amore: il teatro. Ha debuttato nel 1963 con Questa sera si recita a soggetto di Pirandello con Turi Ferro, ha poi preso parte a spettacoli diretti da Enriquez - ricordiamo I Viceré di De Roberto con il quale è stato anche al Politeama Rossetti nel 1969 – era in Il giorno della civetta di Sciascia per la regia di Landi, e, ancora è stato diretto da Fenoglio, Cobelli, fino agli spettacoli più recenti tra cui Lapilli con la regia di Fabio Grossi. la locandina personaggi interpreti Il trasparente Signor PAOLINO .................................................. Leo La virtuosa Signora PERELLA Gullotta ............................................. Antonella Capitano PERELLA Attilli .......................................................... Carlo Il dottor NINO PULEJO ..............................................Gianni Il Singor TOTÒ, farmacista Valli Giuliano ..................................................... Bruno Conti ROSARIA, governante del Signor Paolino ........................................................ Silvana GIGLIO ...........................................Federico BELLI Mancini ........................................... Armando NONÒ, figlio dei Perella ........................................... Luca Bosi Pizzuti Buccarello GRAZIA, domestica di casa Perella ......................................... Valentina Un marinaio ............................................ Gianni Gristina Verdesca Nella tana di Luigi Lo Cascio da Franz Kafka scene di Nicola Console luci di Roberto Innocenti con Luigi Lo Cascio produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana Sala Bartoli dal 12 al 17 dicembre 2006 durata dello spettacolo 1 ora e 20 minuti senza intervallo altri percorsi scrive infatti Lo Cascio nelle sue note – volendo adattarlo per una possibile messa in scena ho cominciato a comporne una versione, una visione personale. Mi sono accorto, a scrittura ultimata, che il testo si era trasformato. Non potevo più considerarlo come un’immagine fedele del racconto kafkiano. Era diventato altro. Era ormai il risultato del mio rapporto concreto con la tana kafkiana. Ecco perché ho ulteriormente dilatato il distacco dal testo di partenza, operando tagli, innesti, deviazioni. Registravo, in corso di riscrittura, il resoconto della mia perlustrazione» Kafka pone al centro del suo racconto un essere misterioso – non si saprà fino alla fine se uomo o animale – che si trova in una tana cava in cui si sente ossessivamente al sicuro ma anche costantemente minacciato, vittima di uno stato d’isolamento fisico, psicologico e sociale. Egli racconta di sé e della sua vita sotterranea lasciando trasparire la paura e l’ansia della sua segregazione. Monologa nel buio, si lascia pendere dal terrore, cerca d’intuire se quella temuta minaccia verrà dal di fuori o, addirittura, dal nucleo essenziale ed interno della tana... Angosciante metafora dell’esistenza, Nella tana si sostanzia di una materia letteraria resa affascinante e universale da quella stessa ambiguità, da quella molteplicità interpretativa che la rendono quasi impercorribile a teatro, sfuggente a qualsiasi ipotesi concreta di rappresentazione. Di assoluta fascinazione la concezione scenografica dello spettacolo, che fa sentire anche il pubblico stretto nella buia tana kafkiana: l’allestimento è essenziale, tutto giocato sulle suggestioni di penombre, tagli di luce e proiezioni di disegni misteriosi che danno forma agli incubi del protagonista. Lo Cascio lo rende con superba consapevolezza interpretativa ricorrendo a una recitazione antinaturalistica, incalzante, priva di concessioni che incatena l’attenzione degli spettatori. E fin dall’apertura delle prenotazioni il pubblico ha risposto con incredibile entusiasmo alla proposta di Luigi Lo Cascio, accorrendo ai botteghini e facendo segnare – ancor prima dell’inizio delle recite – il “tutto esaurito” a tutte le repliche in programma. (i.lu.) È il bravissimo Luigi Lo Cascio il prossimo grande protagonista del cartellone altri percorsi: una presenza importante quella dell’attore, di certo uno dei migliori professionisti italiani che si siano rivelati – anche a livello televisivo e cinematografico – negli ultimi anni. I cento passi, Luce dei miei occhi, La meglio gioventù, lo struggente La bestia nel cuore... probabilmente a questi titoli per il piccolo e il grande schermo Luigi Lo Cascio deve la sua notevolissima popolarità: ma il suo intenso talento, le doti interpretative fondate su una profonda capacità d’analisi e su una rara sensibilità, ravvisabili chiaramente in ogni sua prova, si radicano anche nel suo amore per la prosa, nella sfida del teatro a cui regolarmente fa ritorno. Il suo esordio sulle scene è avvenuto con un classico della drammaturgia novecentesca, il beckettiano Aspettando Godot diretto da Tiezzi. Ed è stata proprio questa passione a condurlo più volte davanti al pubblico dello Stabile regionale, che ha conosciuto una prima volta nel 1993 prendendo parte al Coriolano di Shakespeare diretto da Guicciardini, definitivamente conquistato nel 1996 con un ruolo importante nel Romeo e Giulietta firmato da Giuseppe Patroni Griffi e incontrato nuovamente nell’ambito di un’edizione del TSFestival in cui ha proposto un testo di Sixty. Ora è la volta di Nella tana, spettacolo di cui è autore e protagonista, ispirato a uno degli ultimi racconti di Franz Kafka. La tana, scritto nel 1923 pochi mesi ormai prima della morte dello scrittore praghese, è intriso delle inquietudini, delle ombre, delle intuizioni e dello sguardo precursore di Kafka che ha influenzato in misura incalcolabile la letteratura contemporanea e l’arte dell’ultimo secolo… Il racconto ha la struttura di un labirinto, in cui l’autore sembra voler far smarrire i lettori, sovvertire le loro certezze: Lo Cascio – nel riscrivere il testo per adattarlo a una messinscena – ha creato quasi una fuga all’interno di questo labirinto, cosa che spiega la sua scelta di intitolare lo spettacolo Nella tana. Una sorta dunque di riscrittura centripeta, che non tradisce Kafka ma ne dilata gli orizzonti, attraverso lo sguardo di Lo Cascio, artista e uomo contemporaneo. «Qualche anno fa ho letto questo racconto – Ragtime personaggi interpreti Caterina Praderio Bambino Fabio Vagnarelli Padre Manuela Bollani Madre Giorgio Borghes Younger Brother Mauro Di Maggio Nonno Alessandro Arcodia/ Coalhouse Walker Jr. Filippo Strocchi Elena Nieri/Clara Maselli Sarah Alessandro Calonaci Booker T. Washington Giuseppe Li Causi/ Tateh Ferdinando Schiavone Ildy Schiavoncini Bambina Luca Masselli Houdini Madre di Houdini Stefania Seculin/Tania Polla Mattia Lanteri J. P. Morgan Alex Fabbri Henry Ford Emanuela Fontana/ Emma Goldman Federica Capra Elena Federici Evelyn Nesbit Ferdinando Schiavone/ Stanford White Giuseppe Li Causi Roberto Fabra Harry K. Thaw Alessandro Arcodia/ Admiral Peary Filippo Strocchi Alessio Schiavo Matthew Henson Roberto Fabra Giudice Giornalisti Alessio Schiavo / Riccardo Berdini Elena Nuvolone Kathleen Roberto Fabra 1° Poliziotto Filippo Pollini Dottore Alessandro Brachetti/ Uomo Cattivo Alessio Schiavo Sara Monzali/ Amica di Sarah Claudia Sophie Dell’Utri / Giulia Marangoni Filippo Pollini Capotreno Alex Fabbri/ Willie Conklin Alessandro Brachetti Caterina Donzelli Brigit Ferdinando Schiavone/ Conducente Tram Giuseppe Li Causi Elena Nuvolone 1° impiegato Caterina Donzelli 2° impiegato Ferdinando Schiavone/ 3° impiegato Giuseppe Li Causi Alessandro Arcodia/ Avvocato Nero Filippo Strocchi Loredana Colizzi 1° Strillone Valentina Beretta 2° Strillone Giulia Marangoni/ 3° Strillone Claudia Sophie Dell’Utri libretto di Terrence McNally musiche di Stephen Flaherty liriche di Lynn Ahrens Welfare Official Baron’s Assistant Seguace di Coalhouse Harlem Pas de Deux Charles S. Whitman Little Coalhouse Emanuela Fontana/ Federica Capra Alessandro Brachetti/ Alessio Schiavo Alessandro Arcodia/ Filippo Strocchi Davide Dal Seno e Federica Capra Alessandro Brachetti/ Alex Fabbri Giada Bon musicisti Percussioni Pianoforte Contrabbasso Max D’Adda Maria Galantino Pierangelo Galantino Sala Bartoli dal 20 al 21 dicembre 2006 durata dello spettacolo 3 ore circa con intervallo altri musical Segnatevi i nomi di questi ragazzi: molti di loro, tra qualche anno, saranno famosi. Per ora sono gli allievi di una delle migliori scuole di musical italiane, la Bernstein School of Musical Theatre di Bologna, diretta dalla vulcanica Shawna Farrell, soprano canadese trapiantata in Emilia, che - con il suo lavoro dietro le quinte - sta contribuendo alla grande crescita qualitativa del musical in Italia. Il primo titolo del mini-cartellone “altri musical” in programma nel magico spazio della Sala Bartoli, che consentirà un’inedita esecuzione completamente acustica delle performance, senza l’ausilio di amplificazioni e microfoni, è Ragtime, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di E.L. Doctorow, già stato adattato per il cinema da Milos Forman. Il musical - che vedrà in scena oltre 40 interpreti - presenta un commovente e nostalgico ritratto della vita nell’America dell’inizio del ventesimo secolo, con le sue contraddizioni, ancora attualissime, tra ricchezza e poverà, libertà e pregiudizio, speranza e disperazione, amore e odio. Davvero memorabile è il prologo, un caleidoscopio di nove minuti durante il quale i personaggi del racconto vengono presentati a fianco di figure storiche del ventesimo secolo secondo uno stile molto fedele al romanzo originale. I protagonisti riflettono il caratteristico “melting pot” della società americana dell’epoca, e provengono da strati sociali molto diversi. Incontriamo così il pianista di colore Coalhouse Walker Jr. e la madre di suo figlio, Sarah, che ha trovato accoglienza presso una famiglia rispettabile. Trame parallele ci mostrano l’immigrante lettone Tateh, la soubrette Evelyn Nesbit, ed incontriamo persino il grande mago Houdini, l’industriale Henry Ford e l’attivista politica Emma Goldman. Tutte queste vicende sono intrecciate con sapiente abilità a partire da un episodio criminoso (l’incendio dell’automobile di Coalhouse da parte di un gruppo di razzisti), che viene portato alle estreme conseguenze nel drammatico finale, nel quale si compie questo grande arazzo storico. Ragtime è uno dei musical più interessanti delle ultime stagioni e rappresenta la grande PRIMO ATTO RAGTIME Ensemble IL PORTO DI NEW YORK Goodbye, My Love Madre SUL PONTE DI UNA NAVE Journey On Padre, Tateh e Madre UN TEATRO DI MANHATTAN The Crime of the Century Evelyn Nesbit, Younger Brother ed Ensemble What Kind of Woman Madre ELLIS ISLAND, NEW YORK A Shtetl Iz AmerIke Tateh, Bambina e Immigranti Success Tateh, J. P. Morgan, Houdini ed Ensemble IL “TEMPO” CLUB DI HARLEM Gettin’ Ready Rag Coalhouse Walker Jr. ed Ensemble Henry Ford Henry Ford, Coalhouse Walker Jr. ed Ensemble LA STAZIONE DI NEW ROCHELLE Nothing Like the City Tateh, Madre, Bambino e Bambina UNA CASA DI NEW ROCHELLE Your Daddy’s Son Sarah New Music Padre, Madre, Younger Brother, Coalhouse Walker Jr., Sarah ed Ensemble Wheels of a Dream Coalhouse Walker Jr. e Sarah UNA PIAZZA DI NEW YORK The Night That Goldman Spoke at Union Square Younger Brother, Emma Goldman ed Ensemble SUL TRENO Gliding Tateh UNA strada di new rochelle Justice Coalhouse Walker Jr. ed Ensemble UN COMIZIO ELETTORALE IN UNA PIAZZA DI NEW ROCHELLE President Sarah Till We Reach That Day Amica di Sarah, Coalhouse Walker Jr., Emma Goldman, Younger Brother, Mother, Tateh ed Ensemble SECONDO ATTO LA STANZA DEL BAMBINO Harry Houdini, Master Escapist Bambino e Harry Houdini Coalhouse’s Soliloquy Coalhouse Walker Jr. UNA STRADA DI NEW ROCHELLE Coalhouse Demands Ensemble LA CASA DI NEW ROCHELLE What A Game Padre, Bambino ed Ensemble IL MOLO DI ATLANTIC CITY Atlantic City Evelyn Nesbit e Harry Houdini New Music (Reprise) Padre Atlantic City, PART II Ensemble The Crime of the Century (Reprise) Evelyn Nesbit e Harry Houdini Harry Houdini, Master Escapist (Reprise) Evelyn Nesbit e Harry Houdini un set cinematografico sul lungomare di atlantic city Buffalo Nickel Photoplay, Inc Barone Ashkenazy LA spiaggia di atlantic city Our Children Madre e il Barone Ashkenazy un nightclub di harlem Sarah Brown Eyes Coalhouse Walker Jr. and Sarah He Wanted to Say Emma Goldman, Younger Brother, Coalhouse Walker Jr. e gli uomini di Coalhouse LA MORGAN LIBRARY DI NEW YORK Back to Before Madre Look What You’ve Done Booker T. Washington, Coalhouse Walker Jr. e gli uomini di Coalhouse Make Them Hear You Coalhouse Walker Jr. epilogo Ragtime (Reprise) Ensemble Wheels of a Dream (Reprise) Ensemble evoluzione del genere, che è ora in grado di affrontare anche storie drammaturgicamente complesse e prive dello scontato lieto fine, una conditio sine qua non per tante commedie musicali composte negli anni Cinquanta e Sessanta. L’autore delle musiche, Stephen Flahery, ha scritto alcune delle partiture più interessanti apparse nelle ultime stagioni di Broadway tra cui Once on this Island, My favorite year e Seussical. Sue le musiche anche dello spettacolare cartone animato Anastasia, diretto da Don Bluth e prodotto dalla 20th Century Fox. Dopo un periodo di rodaggio a Toronto, Ragtime ha aperto in pianta stabile a Broadway nel 1998, inaugurando il nuovissimo Ford Center for the Performing Arts. Ragtime ha ricevuto ben 13 nomination ai Tony Awards, vincendo tra gli altri il Premio per il miglior libretto e quello per la migliore partitura musicale (ne avrebbe vinti molti di più se non si fosse scontrato - nella stessa stagione - con il kolossal Disney Il Re Leone, che ha entusiasmato la critica americana per il geniale allestimento di Julie Taymor). Chiuso dopo 861 repliche completamente esaurite, lo spettacolo viene continuamente ripreso per nuovi allestimenti, di enorme successo, tra i quali si ricorda quello di Londra, vincitore di 8 Olivier Awards. Seguiranno a marzo due appuntamenti con il grande maestro del musical americano, Stephen Sondheim, la cui opera è purtoppo assai poco conosciuta in Italia (nessuno dei suoi spettacoli, neanche quelli entrati ormai a far parte del repertorio dei teatri d’opera come Sweeney Todd, è mai stato allestito nel nostro paese). Di lui gli allievi della Bernstein rappresenteranno Assassins (le recite sono in programma il 3 e 4 marzo), musical originalissimo sui personaggi che hanno assassinato o tentato di assassinare il presidente degli Stati Uniti, e Into the Woods (in programma la settimana seguente, il 10 e 11 marzo) divertente favola musicale adattissima anche ai bambini. Tutti gli spettacoli saranno eseguiti in lingua originale, mentre le parti discorsive saranno interpretate in italiano. Per consentire al pubblico di seguire al meglio lo spettacolo saranno disponibili i testi delle canzoni in italiano. (s.cu.) l’Orchestra Filarmonia Veneta, la PFM e gli anni 60 di Radio Birikina Musica classica e musica leggera per festeggiare il Natale Si avvicina il Natale e con esso anche la carrellata di “fuori abbonamento” programmati per questo magico periodo dal Teatro Stabile. Cinque differenti appuntamenti che si collocano nella settimana che precede le feste. Lunedì 18 dicembre alle 20.30, l’Orchestra “Filarmonia Veneta” con il Direttore Romolo Gessi e con la partecipazione straordinaria del mezzosoprano austriaco Kerstin Ibald augureranno il Buon Natale con un elet- trizzante concerto dai ritmi latino americani in un viaggio musicale Dal Tango al Musical. Martedì 19, sempre alle 20.30 si rinnova l’appuntamento ormai tradizionale con il Festival della Canzone Triestina. Presenterà l’evento Susanna Huckstep affiancata dalla divertente Witz Orchestra e dal cantautore Lorenzo Pilat. I biglietti – da 1 a 6 euro – sono disponibili presso la biglietteria del teatro e al Ticket Point di Corso Italia. Dal Politeama Rossetti ci si sposta alla Sala Bartoli per il primo appuntamento della rassegna “altri musical”. Il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theatre di Bologna presenta Ragtime: il musical, per la prima volta a Trieste, vedrà in scena oltre quaranta ragazzi. Lo spettacolo debutta mercoledì 20 alle ore 21.00 e replica giovedì 21 dicembre alle 16.00 e alle 20.30. Infine, gli ultimi due appun- tamenti sono all’insegna della musica leggera con il concerto della PFM e il concerto anni ’60 presentato da Radio Birikina. La Premiata Forneria Marconi, giovedì 21 dicembre fa tappa al Rossetti con il tour Stati di immaginazione, un evento che propone la versione integrale dell’ultimo album e venerdì 22 alle 20.30 si festeggia il Natale con ’60 Christmas in cui i nomi più noti della musica italiana anni Sessanta si avvicenderanno per riproporci le loro più belle canzoni. (i.la.) i prossimi appuntamenti eventi speciali altri musical eventi speciali danza e dintorni danza e dintorni Dal tango al musical Ragtime il musical PFM in concerto Lo schiaccianoci Cenerentola Romeo e Giulietta Politeama rossetti Politeama rossetti Politeama rossetti Politeama rossetti SALA BARTOLI Orchestra Filarmonia Veneta direttore Romolo Gessi mezzosoprano Kerstin Ibald musiche di Ernesto Lecuona, Leroy Anderson, Fabian Pèrez Tedesco, Sylvester Levay, Andrew Lloyd Webber, Moisés Simons, José Padilla, Ann Hampton Callaway, Angel Villoldo, Astor Piazzolla, Jule Styne libretto di Terrence McNally musiche di Stephen Flaherty liriche di Dorothy Fields con gli allievi della Bernstein School of Musical Theatre di Bologna diretta da Shawna Farrell calendario recite LUN 18 dicembre h. 20.30 turno libero calendario recite MER 20 dicembre RITO ESAUturno h. 21.00 libero calendario recite GIO 21 dicembre h. 16.00 turno libero GIO 21 dicembre h. 21 turno libero GIO 21 dicembre h. 20.30 turno libero prezzo dei biglietti Posto unico Interi € 15 Ridotti € 12,50 prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 10 Ridotti € 7,50 Platea C-Gallerie Interi € 7,50 Ridotti € 5 Dopo il successo ottenuto due Balletto di Mosca “La Classique” stagioni fa’ con il concerto coreografia di dedicato a Fabrizio De Andrè, Alexander Vorotnikov la Premiata Forneria Marconi Orchestra del ritorna al Politeama Rossetti Teatro Coccia di Novara con il tour di presentazione diretta da Silvia Casarin Rizzolo del nuovo album “Stati di calendario recite immaginazione”. Lo Schiaccianoci MER 27 dicembre h. 20.30 turno libero Cenerentola GIO 28 dicembre RITO ESAU h. 20.30 turno DAN VEN 29 dicembre h. 20.30 turno FAM. prezzo dei biglietti Platea A-B-C Interi € 34,50 Rid. Abbonati € 33 Platea C Rialzata Interi € 28,50 Rid. Abbonati € 27 Prima Galleria Interi € 23 Rid. Abbonati € 21,50 Seconda Galleria Interi € 17 Rid. Abbonati € 16 Loggione Interi € 11,50 prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 38 Ridotti € 31 Balletto di Stato della Siberia adattamento coreografia di Sergei Bobrov calendario recite SAB 30 dicembre RITO ESAU h. 20.30 turno DAN DOM 31 dicembre h. 16.00 turno libero al termine dello spettacolo si terrà un brindisi augurale prezzo dei biglietti Platea A-B Interi € 38 Ridotti € 31 Platea C Interi € 35 Ridotti € 29 Platea C Interi € 35 Ridotti € 29 Prima Galleria Interi € 29 Ridotti € 24 Prima Galleria Interi € 29 Ridotti € 24 Seconda Galleria Interi € 24 Ridotti € 19 Seconda Galleria Interi € 24 Ridotti € 19 Loggione Interi € 7,50 Loggione Interi € 7,50 abb. stelle vedi Romeo e Giulietta abbonamento con le stelle Platea A-B 3* Platea C e I Galleria 2* II Galleria 1* il Rossetti News A Gorizia un master per chi progetta spettacoli Un Master universitario in Progettazione, Economia e Gestione di Eventi di Spettacolo prenderà il via, nella nostra Regione, nel prossimo mese di gennaio. Lo promuove l’Università di Udine con il DAMS, che ha sede a Gorizia, in collaborazione con La Biennale di Venezia e il Comune di Lignano Sabbiadoro. Oggi che economia, tecnologia e cultura sono chiavi indispensabili per l’accesso al mercato del lavoro, la missione di questo corso è formare nuovi professionisti, in grado di ideare e realizzare iniziative nei settori dello spettacolo (teatro, musica, cinema, televisione, manifestazioni e grandi eventi, anche museali). In altre parole, dei manager di cultura e di spettacolo. Il Master, che dura un anno, alterna l’attività di studio e di specializzazione metodologica ad incontri, esperienze dal vivo e stage che avranno per partner, oltre alla Biennale di Venezia, alcune tra le principali istituzioni di cultura e di spettacolo della Regione. Lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha dato la propria collaborazione all’iniziativa. Le lezioni, concentrate nelle giornate di venerdì e sabato, avranno inizio il 26 gennaio 2007 e saranno tenute da docenti e professionisti altamente qualificati, invitati a mettere la loro esperienza e le loro tecniche a disposizione degli studenti. Le domande d’iscrizione vanno presentate entro il 17 gennaio. Per gli iscritti, l’amministrazione regionale ha previsto l’erogazione di un contributo di spesa. Maggiori informazioni si trovano nel sito internet del Master web.uniud. it/dams/peges. Brindisi di fine anno con il balletto Si concluderà con un grande brindisi augurale questo eccezionale 2006 del Rossetti: al termine della recita pomeridiana di domenica 31 dicembre di Romeo e Giulietta il Teatro offrirà a tutto il pubblico un drink per ringraziarlo della fedeltà con la quale lo ha seguito in tutti questi mesi. Romeo e Giulietta, interpretato dal Balletto di Stato della Siberia, una delle migliori compagnie di danza russe, per la prima volta a Trieste, conclude la minimaratona che lo Stabile regionale dedica in questa stagione al balletto classico. Gli altri due titoli in cartellone sono il grande classico natalizio Lo schiaccianoci, in programma mercoledì 27 dicembre, e La Cenerentola di Prokofiev, in scena il 28 e 29 dicembre, nell’allestimento del Balletto di Mosca “La Classique”, che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare nelle ultime due stagioni. 14 premiato alla Sala Bartoli il triestino Davide Calabrese Una festa con Lorella per il premio Massimini Gran festa giovedì 7 dicembre alla Sala Bartoli per la consegna del Premio Massimini 2005 all’attore triestino Davide Calabrese, distintosi nelle ultime stagioni per il suo ruolo da protagonista nei musical Tutti insieme appassionatamente e Grease e per la sua partecipazione a vari concerti e galà dedicati alla commedia musicale. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Internazionale dell’Operetta del Friuli-Venezia Giulia, ha visto la partecipazione straordinaria di Lorella Cuccarini, applauditissi- ma protagonista di Sweet Charity, che ha consegnato il prestigioso riconoscimento al giovane triestino. Calabrese ha risposto alle simpatiche domande del giornalista di Telequattro Umberto Bosazzi e ha interpretato quattro brani, Oh, what a beautiful morning dal musical Oklahoma, Mr. Cellophane da Chicago e Betrayed da The Producers di Mel Brooks. Non poteva mancare un bis, Torna alla Scuola, che il premiato ha voluto dedicare a Lorella Cuccarini, prima grande protagonista di Grease in Italia. diretto da Antonio Calenda “Trieste a Teatro” Periodico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia www.ilrossetti.com/triesteteatro.asp Anno XV - numero 138 - 12 dicembre 2006 redazione Viale XX Settembre, 45 - 34126 Trieste tel. 040-3593511 fax 040-3593555 www.ilrossetti.it e-mail [email protected] Autorizz. Tribunale di Trieste n° 846 del 30.7.1992 stampa Stella Arti Grafiche,Trieste direttore responsabile Stefano Curti redazione Ilaria Lucari, Ivis Lasagna in breve È aperta la prevendita per gli spettacoli in programma a gennaio.Tra questi, per il cartellone “prosa” ricordiamo Il mercante di Venezia con Eros Pagni, mentre per gli “altri percorsi” sono disponibili i biglietti per Finale di Partita con Franco Branciaroli, Sud con Maddalena Crippa e Il bar sotto il mare con Fabio De Luigi. Ric hiestissimi sono poi i biglietti per l’originale spettacolo dei Peking Acrobats e per il ritorno al Politeama Rossetti dei Momix nel nuovo spettacolo di Moses Pendleton SunFlowerMoon. Ultimi giorni per sottoscrivere gli “abbonamenti con le stelle di Natale”, la speciale formula di abbonamento introdotta per chi vuole regalare o regalarsi delle speciali serate con gli spettacoli del Rossetti. Gli abbonamenti saranno in vendita fino a venerdì 23 dicem- bre. Il prezzo dell’abbonamento base è di 110 euro per 10 stelle, con una riduzione a 100 per chi è già titolare di un abbonamento al Rossetti. Sono poi disponibili i pacchetti per gli universitari under 25 (50 euro) e “junior” (60 euro). Sono iniziate le prove per Il Flauto Magico, il nuovo spettacolo dei Piccoli di Podrecca diretto da Giulio Ciabatti con il quale il Teatro Stabile chiuderà l’anno mozartiano. Il debutto è previ- sto per venerdì 29 dicembre alla Sala Bartoli. Le recite proseguiranno fino a domenica 21 gennaio. Maggiori informazioni saranno disponibili sul prossimo numero di Trieste a Teatro. Adolfo Levier (Trieste, 1873-1953) - Caffè all’aperto, 1910 - olio su tela, cm 65x92 il colore del benessere sociale Non può esserci stabile ricchezza economica senza ricchezza spirituale. In qualsiasi ambito siano rivolti – dalla sanità allo sviluppo economico, dalla scienza alla cultura, all’arte, al tempo libero – gli interventi della Fondazione sono sempre caratterizzati da concreto impegno verso la collettività. In una società evoluta sono modulazioni che arricchiscono di felici tonalità il colore del benessere sociale.