Gli azzardidelloscrittore
Lebibliotecbe,i bibliotecari,
Landolfi
e Tommaso
er gli scrittori, si sa, la
bibliotecaèauntempo il luogo di conservazrone de1le memorie e di
smarrimento delf identità individuale, lo scrlgno del sapere
e la pofta verso Ì'ignoto, il benefico e appagaîte tempio
della conosceîza e 1asede
p r i v i l e g i a t ad i o r r e n d i c r i m i n i
e misfatii.Ì
Pensiamo,ad esempio, alla visione che Jorge Luis Borges ha
d e l l a b i b l i o t e c a , 2d i s t a c c a t a
dalle contingenze terrene, so1Ievatà ad una dimensione metafisica, fino a divenire non
solo un'inquietante metafora
dell'universo, ma il "Mito fondatore lo distruttore) di ogni
nostra fede hbrana":3 fra le rnterminabili gallerie esagonali e
ie indefinite teorie di scaffali
di cui è composta la biblioteca, si smarrisce qualsiasi dimenslone spazio-temporale,si
annulla ogni facoltà cognitiva;
fra le sue anomale simmetrie
la storia è assente, I'umanità è
relegafa ai margini. I1 luogo di
raccolta dei libri e de1le conoscenze si trasforma così in un
infinito gioco di specchi il cui
esito è un vuolo angoscioso.
un "Nu11a,informe e caotico
seppure ipergeometrico".a
Non occorre tuttavia accedere
a l l e i p e r u r a n i c h ev e t t e i n c u i
la scintilÌante prosa dell'Argentino l'ha confinata peî ottenere altre immagini - più
corporali e terrene, ma non
per questo meno inquìetanti
- della biblioteca: essa infatti
è assaifrequentata dagli scrit
tori de1 mistero e de1 crimíne,t
forse perché g1i oscuri scaffall
e i labirintici saloni rappresentano un ambienteidealeper
90
m e t t e r ei n s c e n ai d e l i t t i ; o
forse, più probabilmente, perché i luoghi deputati alla trasmissione del sapere costituiscono un eccezional,e ntilieu
in cui raffigurare l'eclissi de11a
ragione. l'obiio delia coscienza, ed ogni altra fenomenologia che precede e accompagna il crimine.6
All'ombra degli scaffali dunque si annidanoesseri,umani
o alieni, pronti a colpire, come alrriene nell'ormai celebre
biblioteca pubblica di Derry,
piu volte raffigurata nei rom a n z i d i S t e p h e nK i n g r - m a
nello stesso autore la biblioteca si caúca di significati complessi, se è vero che r'el Poliziotto della Bibliotecd essa è
vista come un'istituzione "burccrattca, persecutoria, repulsiva" ,e tesa ptù a tetrortzzare
che ad attrarre gli utenti: per
il protagonista la biblioteca
îappresenta infatti un luogo da incubo. in cui si ripropone il trauma della
violenza subita da bambino ad opera del famigerato Poliziotto;
tuttora essa costituisce il terreno d'azione di una perversa bibliotecaria-vampiro, che
si nutre delle
angosce e delle paure da
lei stessainstiliate nei
piccoli utenti. Al
di l.à del
\--/
realismo
terrifico
di King,
sono co-
munque numerosi gli autori
che sfruttano 1e sfaccettate
metafore della biblioteca per
raggiungere esiti perturbanti,
l a b i r i n t i c i ,m i s t e r i o s i p
: ensiamo alle complesse e tenebrose architetture de Il nome della rost,to ma anche alle atmosfere più morbide e borghesi
proprie di Agatha Christie.che
decide di sconvolgere il tempio dell'organtzzaztone e de|I'ordine facendovi depositare
ingombranti cadaveri.ll Ma la
biblioteca è anche, per molti
versi, il regno dell'olvio e del
banale, 1a quintessenza della
noia che pîomaîa da1la gran
massadi libri che essaracchiude; e i sacerdoti di questo
a u g u s t os a p e r e .i b i b l i o t e c a r i .
sono spesso raffigurati come
degli eruditi pedanti pronti a
pontificare su tutto, se non
come dei nullafacenti e degli
inetti. Montesquieu è il capofila di questo atteggiamento allorché, nelle Lettere persíane,
definisce un "buono a nulla" il
bibliotecario del convento dei
"dervisci":
un soggetio che, a detta dell ' a b a t e ' è d i s r a v en e s oi n
quanto non lavora per il con"giorno notte
vento", poiché
e
À ^( J
^ -c" (- ^ r ^
e
u l j a r o ^a, 1u- c^ iLf "l r. .r-a- l c I n u merosi volumi della nccolfa;12
indimenticabilepoi è la fìgura
di bibliotecario sbalzata da
Musil nell'Uomo senza qualitò:13un burocrate saccente
che non solo non ha mai letto
un libro della biblioteca, ma
che da questo suo compofiamento inferisce la masslma assunta ormai a canone della
p r o f e s s i o n e- s e c o n d oc u i .
appunto, i1 bibliotecario che
legge è perduto.
E se, dopo tutto ciò, rimane
ancora un po'di considerazione, un rispetto residuo per la
sacra istituzione e i suoi ministri. a dare il colpo di graziaci
pensa quel1"'incuboridlcolo"
che è la biblioteca narrata da
"luoEmanno Cavazzoni:taun
go kafkiano",lt in cui la ricerca
d e l l i n f o r m a z i o n es i s m a r r i s c e
fra libri che si dissolvono al
tatto, insetti, serpenti, galline
ed altri animali; una biblioteca
sofierranea e nottuma, popolata da stranl utenti e ancor più
strani bibliotecari; un ambiente
demenziale e grottesco, in cui
ciò che resta delf istituzrone
culturale viene raffigurato
con immaginl che sem-
brano uscite da un
q u a d r od i B o s c ho
dl Bruegel.
Insomma, non
c'è nulla o
nessuno
Ò
Ò
3
Bib/ioteche
oggi Novembre'9ó
che possa salvarela biblioteca
d a l l a d e c a d e n z a ,d a l 1 ' o b l i o ,
dalla dannazione a1la quale la
letteraturauniversale l'ha condannata? Quali possibilità ci
sono che essa riemerga da
questo enfer per riannodare
quel fl1o di speranza,per recuperare quella fiducia negatale dagli scrittori?Una risposta a quest'angosciosodilemma ci viene, forse, da uno degli autori più appartati, ma al
contempo plù interessanti e
i n n o v a t i vdi e l p a n o r a m ai t a l i a no contemporaneo, e cioè
Tommaso Landolfi.
"Personaggio
notturno,'nittalope uccello' che vive solitarlo
nella sua casa-prlgione di
Pico, ne11aCiociaria,giocatore
accanito, funambolico e fumi'dandy'
sla scrittore.romanlico
moìto r icino agli scrittori neri
dell'Ottocento, rigido e riservato come un principe decaduto":16tutto questo, ed altro
ancora, è stato Tommaso Landolfl, uno scrittore che, con 1a
sua vita e la sua opera, ha a1imentato attorno a sé una leggenda che perdura ancoÍ oggi, a oltre quindicl anni dalla
sua scomparsa.I suoi libri
hanno titoli mlsteriosi e intriganri: Dialogo dei massimi sistemi, Il mar clelle blane, Cancroregina, Le labrene. Maestro
di stile, i1 suo amore per iI pastíche e iI calembour lo conduce a intitolare una delle sue
opere più importanti Ia bière
rlu pecbeur, che può significare indifferentemente La bara
del peccatore o La birca del
pescatore:vincitore di premi
letterari ed ostinato giocatore,
in un racconto solo in apparenza minore cr narra la storia
di uno scrittore che brucia al
casinò l'intera somma vinta la
sera prima ad un premio letterario.r- Narrativaautobiografica dunque, ma anche naffativa 'nera. gotica.perversa.misteriosa, disperata, irritante,
talvolta raccapricciante, altre
volte ripugnante" 18un percorso unico nel \ovecento letterario italiano, in cui I'inesausta
Biblioteche
oggi- Novembre'96
analisi interiore si coniuga con
si per Ia sala in languidepose,
un'esigenza esffema di confesnon si capiuabenesesonnecs i o n e .n i n c u i i l p r e z i o s i s m o
chiasseroo fosserostati lssunti
stiÌistico si piega a descnvere
in bealctslupore.Poi c ero io
le situazjonipiù anomaìee instesso,
stud.entein queifelici
quietanti, in cui la bizzarria
giorni, cbe,non tantoper prepararmi a un uicino esa,nxe
delf invenzione non vale a na( t a l i n o nf u r o n o m a i l e m i e
scondere i profondi sostrati fipreoccupazio ni) quanto neI
losofici e culturali che ne sono all'origine.
uano tentqtiuodi scacciarela
Una personalità sfaccettatae
n o i a , m i a n d a u od i p o c o i n
pocoazzfficchiand,ocon cercomplessa come quella di
landolfi non può dunque non
to testod,afare accnpponalla
pelle.Ed ecco.a un tralto. mi
interagire con 1a biblioteca: ciò avviene ln un breve
sentii saltare addossoqualcoracconto insesa. Conosceuo
rito nella raccolquesto qualcosa
ta Ombre,zo:una
e lo temeuo.Era
prosa di rimecome una uoglia di stiracmorazione in cui
convivono alcuchiarsi, di respini degli aspetti
rare una bocpiù
peculiari
cata d'aria libedella sua ispirara, magari di
zione: la sensafare un malezione di noia,
stro; era infine
di tedium uitae,
esso medesimo
che
stavolta
un m6lo estro,
1'autore esperi- Tomrnaso Iandolfi
cbe in generale
menta, guarda
mi prendeua
caso, in una biblioteca;\a riappuntoin qualchepomeriggio d'agosto.Per dirla in brecerca di un rimedio a questa
accidiosa disposizione d'aniue, questa.uolta pensai: Far
m o , c h e s ' i n c a r n an e l l u n i c o
I'occhiolino all' unica ragazzl
presente,non ci so ueclercostrumento di evasione e di
oblio che lo scrittore awerte
strutto,tqtntoella è occbialuta.
come proprio. e cioè il gioco
Inueceuna partita,a qualcbe
d'azzardo;z1il tutto presentato
buon gioco d'azzardofarebbe
secondola particolaretecnica
al mio casoe della mia
forse
"shock",22
landolfiana dello
a
noia."
cui lo scrittore, quasi inawerEcco dunque, una volta delititamente, ci sottopone. Lo
neato il quadro cllnico, fatta
scenario in cui si snoda la vil'anamnesie immaginatala tecenda è una semivuota, sonrapia, non resta che individuanolenta, accaldaÍa biblioteca
re il farmaco più adatto. Così,
universitaria, nella quale egll
dopo uno sguardo a1campiosembratrovarsiquasi per sbanario, una scelta s'impone.
"Ma
glio. Ma lasciamo \a parcIa a
una partita: e con cbi? I
Landolfi.
due o tre lettori. studenti corne
me, tolta la loro mutria e il loro miserabile atspetto,stntuctno
giò raccattanclo le scartoffie
ll Faraone
per andarsene.Aria più uma"Il pomeriggio
cl'agosto regnan& a,ueua,noi bibliotecari, cbe
u6,incontrastato la Biblioteca
erano del resto i soli relitti
di Facoltà d,ell'Ateneofiorentidell'afa Diauolo, i bibliotecari!
no. I bibliotecari.tra cui uno
E come conuincerli alle mie
con lunga barba nera, bocuoglie?
cbeggiauano là in Jondo; il
Ebbene,passiamo ora nella
paio di lettorí e la lettrice sparsala assira della meclesima bi-
blioteca. Nel mezzo, tra gli
scaffali irti cli testi, era, e forse
è tuttora, un gra.n tauolo lucente. Sul quale io, auendo ormai insegnalo il gioco dellaraone ai bibliotecari, teneuo
banco contro gli stessi.Ciascuno di noi aueua dauanti a
sé un muccbietto d,i d,enaro, e
il gioco procedeua allegramente, con nxio uantaggio".
Delle due professionalitàa
confronto, prevaie di gran
lunga quella del gambler.in
cui la passione per il gioco si
fa veicolo de11anecessità di
evadere da quell'ambiente
asfittico e soffocante; dei proiessionistd
i ell'in[ormazione,
per controJ non viene detto
nu11a,non si accenna neppur
lontanamente ad una rimostranza.a una possìbile resistenza alla tentazione:essi sono, semplicemente, dei perdenti. Ma I'imprevisto, il destin cinico e baro - è il caso
di dirlo - viene a turbare
quest'idillico quadretto, questo
equilibrio così faticosamente
raggiunto.
"D'improuuiso porta
la
a due
battenti si spalancò con fracassoe un uomo alto, elegante
e dallo sguardo gelido císi
presentÒinnanzi. Costuí, che
doueuaauer usolato, era in
persona il Segretario generale
(o come si cbiamasse) clelI' Uniuersità, creatura temibile
e misteriosa, appena intr6ueduta taluolta tra, un uscio e
I'altro. Consideratici un nlomento senza. uisibile sd,egno,
'Lei
disse aggbiacciante:
è studente, uero?Mi dia il suo libretto. Per uoialtri, sarò prouueduto diuersamente'; e uoltosi
senza.più, sconxparue a pa.ssi
felpati pei meandri d.i quelle
dotte sale."
Insieme allo shock, il lettore
a v v e r t e u n b e n s od i s m a r r i mento, un'angoscia sottile che
nasce,nel mezzo di una siluazione fra le più paradossali,
dalla consapevolezza de\l'errore più che dalla cefiezza della
punizione.
"Gli
sconsigliati bibliote-
9l
delle memorie, ma come un'ibtiluzione burocratica. svigorita, asfittica. Ancora una volta
la letteralura ci restituisce
un immagine desacralizzata.
ambigua, equivoca della biblioteca che sembra rappresentare I'inconsistenza e la vacuità del sapere umano.
Micbele Santoro
Note
cari, rei di essersilasciati infruscare rl,alcattiuoarnesecbe
lirma qui in calce.furono in
per tre mesidalle
effetti sospesi
loro funzioni (e dal loro stipendio). Quanto a me, dctpo
la riaperlura dei corsipassai
alcune bnrttesettinxane,in attesad.isanzioni cbe non Poteuo immaginarese non graui.
Infine mi si fece saperepel bidello che doueuopassaredal
Presidedi Facoltà. Pressoil
quale mi recai, si può crederlo, col cuoreaipiedi.
E inuececonprofonda e grata
ammírazioneche io deuooggi
persoricord,arequestocortese
naggio. Storico insigne, egli
era altresiuomo ttssaiaccura,to della persona, e di tratto,
comeuedrete,quanto mai delicato; un leggeroprofumo
d.aisuoi 6biti e dqi
ema.naua,
suoi capelli.Tenendoin mano
il mio libretto,cominciòcol
cbiedermi,più collo sguardo
che collaparola, qualchesPiegazione."
P e r u n e n n e s i m oc a p r i c c ì o
del1asorte,la situazionesi rovescia,pet i1 colpevolesi apre
uno spiragiio,gli viene concessauna possibilitàche lo
condurràinfine alla salvezza.
-Era comedirla! Siccbé,inuece
di dare in alcun pietosobarbugliamento,preferii dire la
uerità e intrapresi perta,nto
un'allocuzioncelladi questo
tipo: 'Senzadubbio, egregio
professore,io non bo giustfficazioni di sorta.Sedi giustificazionenon possatenerluogo
92
I'ora e la stagíonein cui bo
la mia grauemancommesso
canza,.Unpomeriggio d'agosto:quandoi sensie i pensieri
stessi
son conxeintornxentiti...',
ecceteraeccetera.
Egli mi guardauacuriosamente,forse d.iuertitodal mio linguaggiopomposo.e dalla mia
faccia toila. n[i dettetutto il
tempod,ifinire, poi s'incbinò
con un lieuesorriso,corneper
rendereomaggioall'eleganza
della spiegazionee insiemeper
rileuarne la discutibile ualiil
dità. Da ultimo, rendend.omi
libretto e quasi con aria di
scusa,d.isse:'Tuttauia,la prego
di starepiù a,ttentoun'altra
uolta,ailrimenti-..ehm...sarei
ò
costretto...'.Mi accompagn
alla porta, me la tenne a.perta,
s'inchinodaccapo.e il disgraziato incidentefu liquidato.
E poi si dice cbeal mondo
gentepiena di tatto e di uman6.comprenstonenon se ne
trouapiù. Veroè cbe uomini
di questatempra bisognase
mai andarli a cercarea Firenze."
Degli indolenti,inetti, sconslgliati bibliotecaripiù nessuna
taccia; della maestosae un
po' tetrabibliotecanessun'altra menzione.Ma I'esitofavorevoledellavicendanon cancelianel lettoreunasensazione d'inquietudine,di fastidio,
di turbamento.Anchein Landolfi dunque, a\ pari di tanti
altri autori, la bibliotecanon
apparccome i1 tempio delle
c o n o s c e n z ei,l l u o g o s a c r o
I Per un'approccio "letterario" alle
b i b l i o t e c h ec f r . i s a g g id i G . B A L orssoNn,la biblioteca d.i utopia, T.
REpE'ffo,Personaggi-biblioîeca,e M.
D^wD, L'immaginario della biblioteca in Biblioteca. Meîa.foree progetti,
a c u r a d i G . B a l d i s s o n e ,M i l a n o ,
Franco Angeli, 1994,rispettivamente
a l l e p . 1 3 - 3 1 ,7 7 - 8 8 e 8 9 - 1 3 9 ,e i l
nostro le biblioteche letterarie, iî Ia
biblioteca legge,leggerela biblioteca. La biblioteca nella riflessionedei
bibliotecari e nell'immaginario d.egli
scrittori a cura di C. Berni e G. Pietroboni, Milano, Editrice BibliograÎica,7995,p.82-97.
- J . 1 . B o n c r : . L a B i b l i o t e c ad i B a bele, in Finzioni (La Biblioteca di
Babele), introduzione di D. Porzio,
Milano, Mondadori, 1980,p. 60-68.
Il testo è troppo noto per insisteffi
"biblioteoltre; per sua una lettura
caria" cfr. U. Eco, ,e bibliotbectt..
Milano, Comunedi Milano, 1981;
Piero Innocenti, al riguardo, parla di
"metabiblioteca", scrivendo che
' d u e g e n e r a z i o noi r m a ì h a n n o i m '
p^r^to ^ legger di biblioteca su queste righe" (.Biblioteca/Bibliotecbe
(kalia). Ia possibile uocedi un possibile glossario di discipline del libro,
" B i b l i o t e c h eo g g i " , 7 ( 1 9 8 D , p .
3,
326).
3 M. Darm, op. cit, p. 132.
4 lbid.
t Così come da numerosi registi cinematograficide1generepoliziesco:
LEMAITRE,
cfr. A.-M. CHATNTRBAUE-R.
Dróles de bibliotbèques... Ie thème
de la bibliotetbèque dans la littérature et le cinéma, ptéface de R.
Chartier,Paris,Èditions du cercle de
la librairie, 1990.
6 Non è un caso se l'immagine della
biblioteca apre con Edgar Allan Poe
i l m o d e r n o r o m a n z op o ì i z i e s c or: i cordiamo "la piccola biblioteca" che
fa da cornice alle deduzioni del
p r o t o d e t e c t i v eA u g u s t eD u p i n . o
quella che la polizra passa inutilmente al setaccionella Letterantbata.
7 S. Krnc, It, Milano, Sperling &
Kupfer, 1!87; lo., Insonnia, MiIano,
Sperling & Kupfer, 1995.
8 S. KrNc, Il Poliziotto della
Biblioteca, ifi Quattro dopo nxezza.n o t t e . M i l a n o . S p e r l i n g& K u P f e r .
1991,p. 411-663.
e Cfr. F. RoroNDo, Fermi tutti,
Polizia bibliotecaria! Ia biblioteca
nei libri per ragazzi da Agatba
Cbrisîie a Stephen King, da
Margaret May a Marcello Argilli,
"Sfoglialibro",
5 G992),2, p. 38.
1o U. Eco. Il nome della rosa,
Milano, Bompiani, 1!80; cfr. al rì"Nome della
guardo i Saggi sul
Rosa", a cura di L. Giovannoli,
Milano, Bompiani, 1!85.
11A. Custn, C'è un cadauere in biblbteca, Mrlano, Mondadori, 1990.
t2 C.L. ns MoNrnsqurnu,
Ietterepersiane, a cuîà di C. Agostini, Milano,
Feltrinelli, 1981,p. 223.
13R. Musrr, L'uomo senza qualità,
v o l . 1 , T o r i n o , E i n a u d i , 1 9 7 2 ,P .
445-450;al riguardo cfr. anche E.
Racconîi di biblioteca,
GRrcNANr,
"Bibliotecheoggi", 13 (199r,7, p.
ta E. C,w,LzzoNr,
Le tentazioni di Girol.a.mo,T orilo, Bollati Boringhieri,
1997.
15T. Rrrerro, op. cit., p.86.
16G. P,luuttI, Tommaso Iandolfi,
Fkenze,LaNuova Italia,1975,p.3.
T. Lcr\norn. ll premio lefterario. in
Ie più bellepagine scelte da ltalo
Caluino, Milano, Rizzoli, 1989, P.
343-348.
18G, ANueN,Iandolfi racconta, "La
rivista dei Ilbrt" 6 (1996),4, p. 28.
le Ne sono testimonianza i suoi
"drari": Rien ua, Des mois, e \a giìL
citataBière du pecba.ff.
20T. Leuooru, Il.faraone, rn Ombre,
a cura di L Landolfi, Milano, Adelphi, 1.994,p. 140-1,42.Pubblicato
"Il mondo" del
per la prima volta in
1o settembre L953,Ilfaraone è confluito nella sezione di Ombre denomifi t^ Articoli. Per la genesi della
raccolta ed una bibliografia specifica, si veda l^ Nota al testodi ldolina
Landolfi, alle p. 185-206dello stesso
volume.
21Invero in Landolfi è la vita stessa
che "è vista come scommessa,gioco
d' azzardo, continuo rivolgimento
del destino, mai compreso a fondo
o previsto anche nelle sue piccole
devrazioni" (G. PANDINI,op. cit., p.
6D,
22"Shock sottili si ricevono leggendo le storie meno singolari - talvolta semplici abbozzi lunghi poche
pagine - quando un fastidio e
un irritazioneintollerabiliscaturiscon o d a r e l a z i o nci h e s e m b r a n oq u a s i
accettabili. Altri shock sono provocati dal sovrannaturale, dalla fantascienza,dall'orrore" (G. ANNAN,op.
cit., p. 28).
Biblioteche
ogg- Novembre'9ó
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