VOLUME IV
CONTINUAZIONE DEL DIARIO TRENTINO
SECOLARESCO, E MONASTICO
(18 OTTOBRE 1791-15 LUGLIO 1803)1
18 ottobre 1791
Li 18 ottobre nella Gazzetta trentina foglio 42 de' 18 ottobre, in data di Vienna 10 ottobre leggo,
che il sig. Lampi eccellente pittore, e membro dell'Accademia pittoresca di Vienna, è partito
verso Jossi capitale della Moldavia, chiamatovi dal maresciallo moscovitico principe Gregorio
Potemkin, a spese dello stesso principe, che vuole regalarlo per il ritratto, che ha fatto di lui. Il
predetto Lampi è nativo di Romeno, luogo dell'Anaunia nostra. Si chiama Giambattista. Fu in
Vienna eziandio l'anno 17882.
Le vendemmie sono assai abbondanti nel distretto di Trento, cosa che non si sperava innanzi di
cominciarle. Continuano anche li 24 ottobre.
23 ottobre 1791
Li 23 di matitina, giorno di domenica, sono entrate solennemente nel monastero trentino di
santa Chiara due signore candidate Bertolina di Trento, e Margarita Bellotta di Borgosugano.
25 ottobre 1791
Li 25 leggo, che in Parigi fu pubblicata una scrittura intitolata Prodotto netto de' lavori
dell'assemblea nazionale. In fine si dà la somma totale. Orgoglio, insubordinazione, irreligione,
persecuzione, anarchia, miseria, fallimento, guerra, e fame. Leggo, che monsig. Dionisio
Popovicz già vescovo di Belgrado, è stato ora nominato vescovo di Buda, e che già è partito
verso Buda.
28 ottobre 1791
Li 28 ottobre leggo, che al suddetto pittore Lampi sono stati assegnati 500 zecchini per le spese
del viaggio nell'andare da Vienna a Jossy, ed altri 500 per il di lui ritorno a Vienna; ed in oltre
mille zecchini per formare un ritratto grande del principe Potemkin moscovita. Leggo che Pio
sesto ha conceduto al re di Napoli l'abolire de' monasteri, e conventi Regolari. Intendo, che il
detto Lampi nacque da un pittore pustero nell'Anaunia chiamatovi per dipingere un sepolcro da
casa Inama. Che in Vienna si tratta da gran cavaliere; che cominciò a farsi nome in quella città
col ritratto del barone Spergesio3, e del cardinale Migazio4, suggerito loro e proposto dal
canonico Leonardo Ciani trentino.
3 novembre 1791
Li tre novembre Giambattista de Andreis detti Spelaini di Vezzano è partito verso il santuario
della Madonna della Corona della val di Caprino con una molto grande croce di albera su le
spalle, scalzo, e vestito d'una cappa, e vesta di Confraternita vezzanese. Andò per la via della
Sarca, perché non ardì passare per l'austriaco, e andò per suo voto, quantunque da tutti
biasimato. No è vecchio, ma è coniugato. Gli ho parlato nella sera del giorno primo in Vezzano.
8 novembre 1791
1
Tovazzi, Continuazione del diario trentino secolaresco, e monastico, Trento BSB, MS 68, pp.
1548-2067.
2
Lamb nel tedesco significa Agnello. Nel 1788 visse in Romeno dominus Matthaeus Lomp pictor
cum domina Maria Barbara uxore sua.
3
*Spergs.
4
*Migazzi.
Gli otto di sera cominciammo a scaldare il refettorio grande. Finimmo li 17 marzo 1792.
11 novembre 1791
Gli undici leggo, che a Maura nel Portogallo si sta fabbricando un nuovo convento de' Padri
Riformati di san Francesco, avendone gettata le prima pietra la regina regnante Maria Francesca
vedova, accompagnata da Gio. Maria suo figlio unico.
Leggo pure, che ai sedici dello scorso ottobre il maresciallo russo principe di Potemkin ha finito
di vivere nella Moldavia passando come infermo da Jassy a Nikolaeska sul Bog. Essendo stato
levato di carrozza, e posato sull'erba nella strada, poco dopo morì.
14 novembre 1791
Li quattordici di sera, giorno di lunedì, s'è divolgato per Trento, che il Padre maestro Niccola
Maria Ciani di Trento, Eremitano di s. Agostino, figlio del convento di s. Marco di Trento,
priore attuale del convento di Arezzo in Toscana, e Professore primario parimente attuale di
sacra teologia nell'università di Pisa, è stato eletto vescovo di Como nella Lombardia
dall'imperatore Leopoldo secondo, per essere stato trasferito da Como a Pavia monsignor
Giuseppe Bertieri piemontese dell'Ordine predetto. Io già sapeva tutto questo sino dai sei del
corrente, in cui tradussi dal latino nell'italiano due lettere del barone Giuseppe Spergesio
consigliere viennese, e del canonico Leonardo Ciani, annunziatrici di tal promozione. Ma
fummi insinuato formalmente anche nella detta sera col mezzo di un appostato dal sig. Michele
Ciani padre del neoeletto, e dalla signora Maria Rosa sorella del medesimo. Nella seguente
mattina dei quindici fu di ciò fatto cenno in data di Milano nella Gazzetta trentina; ma
malamente perché l'eletto si nomina il sig. Ab. Ciani, e non si accenna la di lui patria. La detta
data di Milano 7 novembre ha: Monsignor vescovo di Como è stato nominato al vacante
vescovado di Pavia; e vescovo di Como resta nominato il professore di Pisa sig. abate Ciani.
Vedi sotto al 18 novembre.
Nella stessa mattina dei quindici colle solennità militari fu condotto nella gran piazza della Fiera
fuori di Trento un soldato ad essere moschettato; ma per intercessione del nostro vescovo gli
venne fatta grazia della vita. Io essendo in città per altro ho veduto ritornare dalla Fiera tutti i
soldati che furono molte compagnie. Il detto soldato polacco greco scismatico5 fu cattolizzato
soltanto nel giorno quattordici, e fu comunicato per Viatico dal cappellano militare nella mattina
de' quindici, avendo preso la sacra Ostia in s. Pietro. Dopo, che gli fu annunziata la grazia fu
condotto nella vicina osteria dei Cappelletti, e gli venne cacciato sangue dal chirurgo Cainello
trentino. Indi fu condotto a ringraziare il vescovo. Li soldati vanno in Toscana. Essi hanno detto,
ch'essendo in viaggio da cinque mesi in qua, non sono mai stati quartierati in case religiose,
fuorché qui a Trento; poiché sono stati distribuiti in buon numero a san Marco, e s. Trinità, ed a
s. Maddalena, cosa nuova. Vedi sotto al 14 marzo 1794.
16 novembre 1791
Nel giorno sedicesimo è caduta la prima neve in questo nostro convento di san Bernardino.
17 novembre 1791
Nel giorno 17 ha piovuto continuamente tanto, che nel giorno diciottesimo la Fersina sormontò
l'argine, e corse per Bolgher6.
18 novembre 1791
Nel giorno 18 fu emendata la Gazzetta trentina dei quindici coll'inserimento dell'articolo da me
scritto avanti di vedere l'accennata Gazzetta nel tenore seguente: Si accerta (come dicemmo
5
6
Fu fatto soldato per forza essendo coniugato.
*Bolghera.
nell'ordinario decorso) essere sortito decreto7, che monsignor Bertieri Eremitano di s. Agostino,
e vescovo di Como, passi alla sede di Pavia, e che in quella di Como gli succeda il
reverendissimo Padre Maestro Niccola Maria Ciani di Trento, Religioso dello stesso instituto, e
professore primario di sacra teologia nell'università di Pisa. Così il Postiglione monauniano
foglio 46, venerdì 18 novembre 1791.
23 novembre 1791
Leggo, che nel giorno 23 di ottobre fu effettivamente restituito Belgrado dagli austriaci ai turchi.
Che il suddetto Potemkin morì di febbre putrida in età d'anni 51. Che il di lui cadavero fu
trasferito a Pietroburgo. Che fu originario della Polonia, dove teneva la Signoria di Smila
composta di trenta mila anime. Che fu dato a soverchio lusso. Manteneva sessanta musici.
Lasciò dieci milioni di rubli in gioie preziose; e dieci milioni di rubli in danaro, oltre altri suoi
beni, palazzi ecc. Ma lasciò anche una straordinaria quantità di debiti. Ogni rublo, moneta
moscovita, equivale ad un filippo nostro.
19 novembre 1791
Li 19 novembre giorno di sabato sono partiti molti soldati da Trento verso Roveredo per la via
di Povo, perché la via imperiale trovasi rovinata dalla Fersina. Li carriaggi però sono andati per
le Laste, Cognola, Pontalto, Povo ecc.
20 novembre 1791
Li 20 giorno di domenica, continuando la pioggia sono andati verso Roveredo altri soldati per la
via imperiale, coi loro carriaggi, su i quali montò anche una soldata con un bambino nel
gremiale, da lei partorito in questo stesso giorno. Nell'acqua della Vella fu ritrovato un uomo
morto.
Nella sera del giorno quindicesimo li musici sono stati a fare una serenata per l'elezione del P.
Ciani in vescovo di Como alla di lui casa paterna, alla casa del sig. Gianclaudio Ciani di lui zio
paterno, ed al convento di s. Marco. Ricevettero troni 24 dal padre, troni 24 dal zio, e troni 12
dal convento; in tutto troni sessanta.
23 novembre 1791
Nel giorno 23 ho letto la lettera scritta da Praga li 29 settembre 1791 dal sig. Fulger segretario di
Gabinetto intimo di sua maestà imperiale all'ill.mo, e molto rev.do signor Padre Maestro Ciani
Agostiniano, professore di Pisa, con cui d'ordine di sua maestà gl'insinua il decreto imperiale8,
che monsig. Bertieri passa a Pavia, ed egli li rimpiazzi a Como. Tal lettera fu consegnata al P.
Ciani li 18 novembre, giorno nel quale da Arezzo giunse in Pisa, dopo che fu gravemente
infermo di febbre terzana, putrida, infiammatoria, biliosa, da cui guarì colla china per
intercessione di Maria Santissima e di san Niccola, siccome egli scrive da Firenze li 17
novembre giorno quindicesimo di sua salute ricuperata.
Nel predetto giorno 23 fu portato al cartello a questa nostra sagrestia, perché nella santa Messa
dicasi la colletta ad petendam serenitatem.
In questo mese ho inteso, che nel castello di Trento non v'è più la mensa prima, cui solevano
intervenire monsignor Vicario generale, il consiglier Conte Giuseppe Festi, il Conte Matteo di
Thunn, il Conte canonico Khuen, il Conte Colico, il Conte Alberti di Poia ecc. Ho pur inteso,
che al detto Conte Festi, per altro famigliarissimo al vescovo, ed al Conte Matteo, fu levata
l'ingerenza, che aveva nella Camera direttorale del castello, con piacere di tutta la città.
28 novembre 1791
7
Il decreto non ebbe vigore, perché Leopoldo è morto presto; e fu eletto un nazionale Frate Carlo
Rovelli Domenicano.
8
Cotal decreto non ebbe effetto, perché Roma non volle mai conceder la Bolla d'instituzione al
Ciani perché sospetto di giansenismo, e partiggiano del vescovo Ricci.
Li 28 vi sono in città degli altri soldati di passaggio per l'Italia. Eglino si trovano malprovveduti,
e malvestiti, che vanno cercando delle limosine. Uno è venuto per lo stesso fine anche al nostro
convento, e non si è contentato di solo cibo, ma voleva eziandio da vestirsi, o danaro.
29 novembre 1791
Li 29 leggo, che Scipione Ricci ha firmata la sua rinunzia dei vescovadi di Pistoia, e Prato ai tre
sello scorso giugno; e che ora è stato eletto di lui successore il sig. Francesco Falchi Pichinesi
arcidiacono di Volterra già professore di ius canonico nell'università di Pisa9. Leggo, che
l'imperatore Leopoldo ha liberato la Stiria, Carintia, e Carniola dal governo di Gratz, e le ha
rimesse in pristino come sotto Maria Teresa sua madre. Il mentovato eletto è andato a Roma con
monsig. Rainerio Alliata canonico di Pisa sua patria, eletto vescovo di Volterra, successore di
monsignor Luigi Bonamici defunto li 2 maggio 1791, nato li 27 novembre 1737, traslato da
Colle li 23 settembre 1782 e defunto in Volterra sua patria.
Ho inteso di nuovo ciò, che mi fu detto ai quindici, voglio dire, che l'Arciduca Francesco ha
ucciso colla sua spada il maresciallo Lasca, perché gli ha detto, ch'è principe giovine
disapprovando un di lui sentimento. Tralascio le circostanze10. Vedi sotto al 22 gennaio 1792.
Ho di più inteso, che il nostro vescovo non più vuol passare il salario di Suffraganeo al canonico
Conte Francescantonio Alberti di Poia, riprovato dal Papa.
Importunati lungamente, e gagliardamente dall'ill.mo sig. Gio. Pietro Giovanelli di Trento,
finalmente gli abbiamo accordato lo scolo dell'acqua, ch'esce dal lavamano della nostra sagrestia
di san Bernardino senza veruna ricompensa, ed a solo titolo precario, colla libertà di negargliela
a nostro piacimento, e colle condizioni espresse nella carta scritta da noi, e sottoscritta da
entrambi le parti.
14-15 dicembre 1791
Li quattordici è venuta la seconda neve in questo nostro convento.
Ai quattordici, e quindici, mercoledì, e giovedì nel castello di Trento vi fu concorso alla
parrocchia di Nago, alla Rettoria d'Isera, ed alla cura investiturale di Cologna, e Gavazzo. Li
concorrenti furono soltanto 22. Furono preconizzati molto tempo avanti li RR. signori Chiusole,
Festi, e Fenici. Quest'ultimo benché ministro del seminario non ha più alcuna ingerenza nel
detto seminario; e quindi per allontanarlo, e risparmiare un salario, fu giudicato espediente il
promuoverlo, collocarlo, e provederlo altrove. Si dice don Francescantonio da Canale di
Tenno11.
Il Conte canonico Francescantonio Alberti di Poia disperando di più ottenere il vescovado
suffraganeale di Trento, per cui fu eletto nel 1776, ha trattato di vendere la mitra, e gli altri
arredi vescovili, che su aveva preparato, e provato, a Casa Ciani, ma non ottenne l'intento.
21 dicembre 1791
Li 21, mercoledì di sera da due soldati del Zuchthaus d'ordine di sua altezza rev.ma fu condotto
in questo nostro convento il Conte Enrico Savioli di Bologna, giovine d'anni dicidotto, nato in
Monaco di Baviera12; e ciò ad istanza del di lui padre Conte Alessandro domiciliato in Trento,
già consigliere del Duca di Baviera. La di lui madre bavarese di cognome Massimiliana Amburg
è morta in Trento nell'ottobre scaduto, e fu seppellita a s. Pietro.
Ne' giorni passati il Conte canonico Francesco Felice Alberti di Enno, poco fa ritornato da
Vienna, dove stette molti anni di seguito, ha comperato con due mila fiorini dalla sig. vedova
9
Francesco Falchi di Volterra fatto vescovo di Pistoia e Prato 21 dicembre 1791.
Vive ancora Conte Lodovico Lascy moscovita.
11
Fenici, ch'è morto in Cologna nel 1794, avanti gli 8 di febbraio.
12
Savioli Korbelli. Ritornò in Trento nella sera de' 14 gennaio 1792. Fu ancora posto nel Zuchthaus
nel 1792 ad istanza di suo padre, il quale dovrebbe fargli compagnia.
10
Chiusole nata Rosa, un luogo in Briamasco appresso Trento, e lo ha esibito gratis al Magistrato
civico acciocché là faccia il cimitero universale degli abitanti di Trento. Non so però, se il
Magistrato lo accetterà. Non lo accettò.
Li predicatori nostri di questo sacro Avvento furono i seguenti.
Aldeno, il P. Giorgio da Cles. Le quattro domeniche.
Romagnano, il P. Anacleto da Casezzo, anche le due feste natalizie.
Gardolo, il P. Illuminato da Cles.
Meano, il P. Francesco Borgia da Riva.
Povo, il P. Epifanio da Roncone, anche nelle feste natalizie.
Trento san Vigilio, il P. Guardiano Gioachino da Pressano annualista.
Trento s. Maria Maggiore, il P. Giangiuseppe annualista.
Cognola, il P. segretario Gio. Evangelista, che insieme col suddetto P. Illuminato fece una
Missione di 10 e più giorni, con grande concorso anche di altre ville.
Strigno, il P. Vicario Massimo da Volano mio fratello carissimo.
Altrove altri.
25 dicembre 1791
Li 25, festa del ss. Natale di Nostro Signore Gesù Cristo noi abbiamo fatta la solita antica
funzione della notte. Questa fatta bensì solo nelle chiese delle ville. Il nostro vescovo essendo
incomodato in una gamba, non è stato a dar nel Duomo la benedizione Papale, quantunque
accennata nel calendario.
Il nostro Padre Michel Angelo de' Laurenzi di Roveredo, che sino dal 1785 trovasi confessore
delle monache Agostiniane della Maddalena Maggiore di Napoli, ultimamente fu preso per
teologo, ed esaminatore dal nuovo vescovo di Gallipoli frate Agostiniano. Ma non ha accettato.
Poi nel 1794 cessò d'esser confessore delle dette monache, e diventò confessore e teologo di sua
eccell.za Ferdinando Maria Saluzzo di Napoli, nato 21 novembre 1744, fatto arcivescovo di
Cartagine 13 luglio 1784 e nunzio apostolico in Polonia, ed ora dal 1794 presidente della
legazione d'Urbino. Ora 1801 cardinale.
Con questo finisco l'anno 1791, protestando, che non ho notato quanto avrei potuto notare.
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO MDCCXCII, 1792
1 gennaio 1792
Nel primo giorno di gennaio essendo domenica, fece il discorso del ss. Nome di Gesù alle
Fradaglie per la quarta volta il nostro Padre Provinciale Arcangelo da Cles.
2 gennaio 1792
Nel secondo giorno è venuta in convento la terza neve: ma presto si liquefece dopo tal giorno.
3 gennaio 1792
Nel terzo giorno la Gazzetta trentina in data di Vienna li 25 dicembre ha: L'augusto nostro
imperadore si compiacque di riconoscere il sig. Cristano Antonio de Eccher di Mezzotedesco,
giurisdizione di Mezza-Corona, nobile di sua altezza rev.ma principe, e vescovo di Trento ecc.
non solo qual vero discendente dall'esistente antica famiglia Eccher ab Eccho, ma ben anche
d'aggiugnervi a quello, ed a tutta la sua discendenza un nuovo predicato di Marienfels.
4 gennaio 1792
Nel quarto giorno il nostro Padre Arcangelo di Cles Ministro provinciale dimorante in questo
convento di Trento ha ricevuto una lettera dal padre Gioseffantonio Dusini di Cles Guardiano in
Cles con data dei due del corrente gennaio 1792, nella quale oltre altre cose scrive: In Cles
abbiamo un fenomeno curioso. Una ragazza di otto in nove anni figlia del Maestro Lorenzo
Fiemmozzi detto il Perfet, da quattro, o cinque giorni a questa parta andando a scuola, od
altrove, ebbe l'incontro di certo signore a lei sconosciuto, che col pretesto della vicina
buonamano le diede un mezzo crosone, e raccomandandosi alle di lei orazioni soggiunse, che in
seguito acquisterebbe ancora di più. La ragazza baciò la mano del liberale benefattore, mise la
moneta nella saccoccia, e voltandosi per tenergli dietro coll'occhio, non più lo vide. Ciò le è
accaduto tre, o quattro volte. In progresso poi andando per le strade e talvolta in casa ritrovò ora
mezzo crosone, ora un quarto di crosone, ed ora altre tre monete in luoghi anche
frequentatissimi da altra gente, e non mai osservate da alcuno. Iermattina in partendo dalla
nostra chiesa, ove fu ad ascoltare la santa Messa, sul nostro cimitero trovò venti soldi
ammucchiati l'uno sopra l'altro, e nello stesso viaggio dal convento alla casa ritrovò una sopra
l'altra con sotto una cartella segnata con una croce formata col lapis. Questi fortuiti ritrovamenti,
e gl'incontri precedenti, danno da discorrere molto in questo paese, ove chi ne dice una, e chi ne
dice un'altra. Il tempo forse dicifrerà il tutto. Sin qui ad literam il lodato Padre Guardiano. Vedi
sotto al 4 febbraio.
5 gennaio 1792
Nel quinto giorno sono stato assicurato, che il nostro vescovo ha intimato ai confratelli della
Compagnia dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima eretta sino dal 1582 nella chiesa di
s. Francesco de' Padri Minori Conventuali fuora delle mura di Trento, producano la Bolla della
confermazione, e li documenti de' beni stabili, che possede tal Compagnia, e ciò entro lo
strettissimo spazio di tre giorni, sebbene poi pregato per un mese, accordò loro dieci giorni. Si
suppone, che voglia disfarla, e servirsi degli accennati beni per eseguire il disegno di fare il
Campo santo, o sia cimitero comune fuori della città di Trento. Così scrivo, perché oggidì sono
stati da me per trovar documenti li rettori della predetta Compagnia.
11 gennaio 1792
Nell'undecimo, essendo un freddo grande, cadde la quarta neve. La quinta cadde agli otto.
Nel medesimo giorno ho ricevuto la tavola de' predicatori quaresimali destinati dal vescovo.
Ella si è questa:
Aldeno, Garniga, e Cimone, don Giorgio Cristofolini da Madrano.
Avio, don Salvadori Giobattista da Mori.
Arsio, e Castelfondo, don Vincenzo Maccani da Cles.
Banale, don Simone Fedrici da Trento, figlio di Pietro e Carlina morta li 24 febbraio 1792.
Brentonico, Padre Antonio Colombini Minor Osservante.
Bleggio s. Croce, don Niccolò Oradini da Becceca.
Calavino, don Antonio Bertini curato di Vezzano.
Cavedine, don Bartolommeo Speranza di Giudicaria cioè di Roncone.
Civezzano, e Cognola, don Giuseppe Clementi da Enno, ma dimorante in Trento.
Condino, don Giambattista Dorna il giovine da Vigo di Rendena.
Corredo, e Smarano, don Giovanni Michele Zenoniani di Tassullo d'anni 31.
Denno, e Flavone, don Federico Tabarelli di Tassullo, cioè da Campo di Tassullo.
Garduno, don Giacomo Covi da Fondo cappellano di Mori.
Grigno, don Carlo Colombarola di Avio.
Livo, don Pietro Benvenuti.
Levico, preti del luogo, e poi il P. Ilario nostro.
Lizzana, ed Isera, don Bartolommeo Scrinzi di Roveredo d'anni 28.
Malé, don Michele Aliprandini da Preghena. Morì in Trento li 3 maggio 1798.
Mori, don Vincenzo Angeli di Trento.
Ossana, don Francesco Claus di Trento.
Pergine, don Giacomo Gigli da Becceca curato di Varone d'anni 36.
Povo, Villazzano, e Mattarello, don Paolo Ciola di Centa curato di Fornas13.
13
*Fornace.
Rendena, don Giambattista Dorna il seniore da Vigo Randenese.
Revò, e Cloz, il parroco di Cloz Ferdinando Baiti di Trento.
S. Michele, don Giambattista Onestinghel da Spor Maggiore, anche a Verla.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Francesco Inama di Coredo d'anni 70.
Strigno, don Giuseppe Bezzi da Ossana; ma non predicò.
Tai, e Torra, don Antonio Luigi Valdagni da Pergine d'anni 31.
Tassullo, don Felice Menapace da Rallo.
Terlago, e Baselga, don Bartolommeo Tambosi da Serso.
Tesino, don Leonardo Leonardi da Vo d'Avio.
Spor, e Vigo, don Gio. Giuliani da Nanno d'anni 50.
Tione, don Saverio Papaleoni di Davone rettor di Roncone.
Val di Bono, don Vincenzo Nella da Carisolo randenese.
Val di Ledro, don Andrea Bernardi da Cognola.
Vigolo, e Calceranica, don Giovanni Pacher di Trento d'anni 32.
Villa Lagarina, don Giuseppe Sizzo da Trento.
Vedi sotto al 24 gennaio.
Volano, e Besenello, don Domenico Stefenelli da Trento d'anni 32.
38. S. Zeno, e Dambel, don Domenico Poli da Storo d'anni 39.
17 gennaio 1792
Li 17 gennaio leggo, che l'Arciduca Francesco ha regalato alla sua consorte puerpera una
pelliccia valutata settanta mila fiorini. Ella fu mandata dall'imperatrice Cattarina di Moscovia
all'Arciduchessa Lisabetta di Wirtenberg, la quale morì prima di riceverla.
Negli scorsi giorni è morto impenitente ostinato in Aldeno un Baldo, che aveva per terza moglie
una nezza di quel curato moderno don Giuseppe Mosna. Sono stati giù da Trento alcuni giorni
per convertirlo due Padri Cappuccini, de' quali uno si è il P. Pio Giongo di Trento; ma in vano.
Egli si cuoprì la faccia colla coperta, e se ne morì senza Sacramenti. Datone avviso di ciò al sig.
arciprete di Villa Conte Girolamo di Lodrone, ordinò, che il cadavero venisse seppellito nel
cimitero sacro. Che disordine!
In questi giorni a Martignano sopra Trento una donna ha nascosto sotto la neve il parto morto
d'una sua figlia nubile; non sapendosi ancora se abbialo ammazzato essa, oppure sia nato morto.
Poi fu rivelato essere stato ammazzato dalla donna. Ora trovansi carcerate in Trento ambedue,
madre, e figlia. Ma poi liberate.
20 gennaio 1792
Li venti del corrente nella Gazzetta trentina fu posto un avviso, che li signori Pietro Paolo zio, e
nipoti figli quondam Francesco Baroni de Taxis hanno determinato di alienare a chi esibirà
prezzo maggiore il loro maso di Povo, e la loro casa situata nella Piazza della Beccaria di
Trento. Essi per altro tirano sei mila fiorini annui dalla posta di Trento, essendo Maestri
ereditari della medesima, sebbene di solo titolo.
22 gennaio 1792
Li 22 di sera è giunto al nostro P. Provinciale, detto de' Francescani Italiani, un dispaccio
tedesco, dato in Insprugg ai cinque del corrente, con cui se gli commette di avvisare li superiori
de' conventi, che l'imperatore con data di Vienna 23 dicembre 1791, concede ai mendicanti di
prima classe il fare la questua come facevano avanti, che venissero loro proibite nell'ottobre del
1789, ma vuolsi, che il medesimo P. Provinciale dentro tre settimane notifichi al governo
enipontano i luoghi destinati alle dette questue, o sia li distretti. Siene grazie al nostro buon Dio,
ed alla nostra pietosissima avvocata Maria Santissima, di cui già abbiamo cominciata la festa
dello Sposalizio. Questo cangiamento è derivato dal non esservi danaro nella Cassa di religione
da dar le pensioni.
Nel medesimo giorno, essendo domenica, in Trento fu dato principio ai così detti festoni. Uno è
per la sola nobiltà, e l'altro per il resto del popolo. Al primo sonosi ascritti ottanta nobili. Tutti
debbono contribuire un zecchino per tre volte. Diconsi impresari del medesimo il Conte Matteo
di Thunn fratello del vescovo, e tre rev.mi canonici del Duomo. La sala fu preparata con
esorbitante spesa dal sig. Alessandrini di Civezzano venuto da Vienna. Dura dalle sei di sera
sino alle dodici. In fine si dà una cena di trecento persone, ognuna delle quali dee contribuire
otto troni. Tutti debbono essere vestito di nuovo, e uniformemente. La detta sala è nella casa del
Malanotti su la Mostra. Nella solita poi dell'Osele tengonsi li festoni comuni. In essi le persone
utriusque sexus ballano, giuocano, parlano, guardano, toccano, mangiano ecc.
Al nobile furono invitati gratis gli officiali maggiori de' soldati passeggieri; ma pochi
accettarono tale invito. Sento poi, che molti nobili de' già notati, ed ascritti non vi sono andati, e
trovansi disgustati, e fanno girare per la città delle satire.
24 gennaio 1792
Li 24 ho ricavato in Trento una formola di procura da farsi a nome di Michele quondam Pietro
Bassetti di Santa Massenza presso Trento, ora domiciliato in Smirne città della Turchia europea
nella Natolia. Egli vuole qui riscuotere quella porzione di eredità paterna, che gli è dovuta.
Questa memoria forse col passare degli anni diverrà preziosa.
Intendo, che per gli accennati festoni fu chiamato da Bassano un suonatore di Aboè14, cui hanno
dato settanta fiorini, oltre di avergli pagato le spese della venuta, della dimora, e del ritorno.
Che sino dall'anno scorso dopo Pasqua è venuto ordine, che i popoli austriaci non diano alcuno
stipendio ai predicatori quaresimali, e che questi non possano fare le per altro solite questue.
Che quanto sopra al 29 novembre 1791 ho riferito intorno al disgusto dato dal Lascy
all'Arciduca Francesco è vero: con questo però, che la pistola non prese fuoco, e quindi vive
ancora il Lascy; ma totalmente giubilato; e che il comando supremo dell'armata fu commesso al
detto Arciduca coll'assistenza di parecchi generali. Da un soldato austriaco li 2 di gennaio mi fu
asserito, che il Lascy fu ucciso dall'Arciduca Francesco.
Che in una di queste notti facendo la ronda gli sbirri per città, il bargello Vincenzo Tolomei per
conoscer uno gli presentò la sua lucerna sbirresca, e vide, ch'era il Conte Ge B il giovine; e che
questi subito gli tirò con una pistola, ma per divina disposizione non pigliò fuoco; e così ebbe
tempo il detto bargello di sottrarsi alla morte.
Che il consiglier Giuseppe Conte Festi protestò essere stati eletti per suo maneggio il rettore
d'Isera suo fratello, ed il parroco di Nago già precettore de' suoi figliuoli. Il parroco Festi è
impazzito.
Leggo, che varie persone condannate sotto il governo gioseffino, ora sono state dichiarate
innocenti.
28 gennaio 1792
Li 28 il sig. don Giuseppe Antonio cavaliere d'Eyrle da Bolgiano canonico d'una Collegiata di
Ratisbona, dottore di sacra teologia, e professore de' sacri canoni nel seminario di Trento, ha
portato a questo nostro convento una sua scrittura stampata in 4°, pagg. XLIII, contra il Capitolo
di Trento, ed il Conte Bartolommeo di Lodorne canonico eletto dallo stesso Capitolo nell'anno
1789. Ella è indiritta all'imperatore Leopoldo, e comincia così: Ad sacram, caesaream nec non
Germaniae, Hierosolymorum, Hungariae, ac Bohemiae regiam maiestatem etc. etc.
Humilissima expositio, et exceptiones etc. Dimanda, che il Capitolo sia obbligato di cancellare
come nulla l'elezione del Lodrone, e di sostituirgli lo stesso Eyrle come proveduto dal Papa
legittimamente. La scrittura è molto soda, e convincente; ma l'impegno si è grande. Non ha
ottenuto l'intento.
Ho inteso, che ultimamente in Insprugg sono stati carcerati quaranta uomini come incendiari,
che volevano bruciare le case de' Liberi Muratori.
14
*Oboe.
Mi viene scritto da Arco, essere già sortito decreto, che quella chiesa collegiata abbia voto nelle
Diete provinciali, ed il di lei arciprete sia infulato. Lo aveva inteso anche a voce giorni avanti.
Già fu presentato al vescovo il menzionato decreto. Ma rapporto alla mitra la cosa non è così.
4 febbraio 1792
Li quattro di febbraio, sabato avanti la Settuagesima, li servitori del vescovo sono comparsi in
maschera, e colla di lui licenza sono calati in città, e così furono liberate le maschere.
La ragazza clesiana, di cui sopra al 4 gennaio, non trova più danari, perché viene sempre
custodita in casa. Ella ha patito molto perché le fu detto, che la persona comparsale fu un morto.
Da principio tal persona le diede un pezzo di liquirizia, poi un libretto di cioccolato ecc.
6 febbraio 1792
Li sei di febbraio mi fu insinuato formalmente, che la comunità di Castagnedo perginasco nella
prossima primavera chiamerammi a sistemare il suo archivio. Ma io non mi sento di scostarmi
da Trento.
10 febbraio 1792
Li dieci ho letto in data di Roma 27 gennaio, che dalla Congregazione generale de' santi Riti
tenuta alla presenza del Papa furono approvate come in grado eroico le virtù del ven. servo di
Dio P. Leonardo da Porto Maurizio nostro Riformato del Ritiro di s. Bonaventura in Roma; e
che ai sedici dello stesso gennaio in Cesena è morta sua ecc.za donna Giulia Braschi Onesti
sorella del Papa Pio sesto, e Madre del cardinale don Romualdo Braschi Onesti, e di sua ecc.za
don Luigi Duca di Nemi.
Tengo nelle mani un giornaletto di Parigi per l'anno 1764 tutto francese intitolato. Ètrennes
Mignons curiesus et utiles, avec plusieurs augmentations, et corrections. Pour l'année bissestile
mil sept sent soixante-quatre. A Paris, chez la Veuve Durand etc. 1764. Avec approbation et
privilege du roi, in 24°, con due mappette. Mi piace. Nel calendario trovo di notabile, che la
festa dell'Epifania 6 gennaio si dice Les rois. Quella del ss. Nome di Gesù mettesi ai 14 di
gennaio, essendo giorno di sabato. Ai 2 di marzo v'ha s. Camilla, ai tre s. Cunegonde, ai cinque
s. Virgilio, ai sei s. Carlotta, ai 20 s. Gioachino, ed ai 31 s. Bibiana. Ai 3 di aprile s. Riccardo, ai
4 s. Ambrosio. Ai 19 di maggio s. Ivone. Ai 16 d'agosto s. Rocco. Ai 19 s. Lodovico vescovo, ai
25 s. Lodovico re. Ai 24 s. Bartolommeo. Ai 18 di settembre s. Giovanni Grisostomo. Ai 9 di
ottobre s. Dionisio in corsivo. Ai 7 di dicembre ancora s. Ambrosio. Ai 16 s. Adelaide. Ai 30 s.
Sabino. Il mercoledì delle Ceneri si dice Cendres. La seconda domenica di Quaresima
Reminiscere. La terza Oculi, La quarta Laetare. La quinta Iudica. La sesta Reneaux. La
seguente Pasq. L'Albis Quasi modo. Quelle di Avvento non hanno nome, ma il solo numero.
Nella festa di s. Marco si nota l'astinenza. Si notano li digiuni nella vigilia di Pentecoste, e nelle
vigilie della Natività di s. Gio. Battista, di s. Lorenzo, dell'Assunta, di s. Matteo, di s. Simone, di
tutti li Santi, di s. Andrea, e di natale soltanto. La festa del Corpus Domini si dice Fète Dieu. Si
dà una lista de' vescovi francesi colle loro entrate, e molte altre notizie tutte recentissime.
In questi giorni è morta in Trento una signora, la quale avendole insinuato il parroco, che
ricevesse li Sacramenti estremi, rispose, che gli avrebbe ricevuti, se il suo marito fosse stato
contento. Il parroco subito si voltò al marito con buona grazia, e gl'insinuò il bisogno. Ma si
sentì rispondere con tanta furia, e disprezzo de' Sacramenti, che giudicò bene di subito partire di
là con protesta di non più ritornarvi. La donna morì, e l'uomo ne pigliò un'altra nello stesso anno
1792. Sta nella Contrada Larga. Così mi ha detto il parroco.
12 febbraio 1792
Nella notte dei dodici venendo i tredici è morta in Trento una putta vecchia dormendo, dopo di
aver preparato le sera il bisognevole per far cavar sangue ad un altro, e con tal occasione anche
a se stessa, nella seguente mattina.
Leggo in data de' 12 gennaio, che Carlotta duchessa di Yorch, nuora del re d'Inghilterra, e figlia
del re di Prussia, nata nel 1767, è intervenuta ad una festa di ballo con un fiore di brillanti
valutato ventiduemila Lire sterline, costando un solo brillante dieci mila. Dunque tal fiore
valeva un milione e cento mila Lire nostre, o sia dugento e venti mila fiorini nostri.
In una di queste notti un signore di Trento essendo al festone colla sua signora fu avvisato, che
dalla casa sua sono usciti tre uomini. Aveva lasciato in tal casa la sua sola serva con un
fanciullo. Temendo adunque di qualche sinistro ritornò solo alla casa, batté, e ribatté: ma niuno
gli diede risposta, né ingresso. Ritornò al festone malcontento; raccontò il caso al Conte Matteo
di Thunn, e da questo fu consigliato di ritornare alla casa con due soldati. Ritornato bussò alla
porta, ed avendogli aperto la serva, si lagnò con essa, perché non gli aprì la prima volta. La
serva si scusò di non averlo sentito; ma finalmente sforzata confessò d'essere stata anch'essa a
divertirsi fuora di casa. Quindi nella seguente mattina venne licenziata, e cacciata di casa.
15 febbraio 1792
Ai quindici è morto in Trento uno de' tre rev.mi canonici impresari de' festoni accennati di sopra
al 22 gennaio. Egli fu alla caccia, poi ad una cena mangiò circa sei libbre di tartuffi, e dugento
ostriche. S'allettò ai cinque del corrente dopo che nel giorno precedente cominciarono le
maschere. Furono chiamati quattro bravi medici, ma pur dovette morire. Egli si dilettava di
tirare pubblicamente al bersaglio, e di giuocare in manica di camicia nelle pubbliche piazze di
Trento. Il di lui cadavero fu esposto nel giovedì grasso, e seppellito nella mattina del venerdì
gnoccolare15. Gli succederà nel canonicato un soldato trentino, che ha le prime preci
dell'imperatore, quantunque vada al giorno d'oggi vestito da soldato.
17 febbraio 1792
Ai diciassette di mattina cadde la sesta neve, e fu tanta, che per poter andare al mortorio16 del
predetto canonico dovemmo far fare la rotta17. Il tempo fu cattivissimo al maggior segno,
essendovi stato un vento gagliardo, ed assai freddo. Per questo il mortorio benché capitolare, fu
molto strapazzato, e profanato, tutti tendevano a guardarsi dal tempo.
18 febbraio 1792
Ai dicidotto l'Adige menò ghiaccioni, e fuvvi del vento assai freddo.
Ho inteso, che li signori Fedrigotti di Sacco hanno stabilito di fare un ponte tutto di pietra d'un
arco solo sopra l'Adige in vicinanza di Sacco e di levare quel porto, ch'è di loro ragione. Così
pure, che il Conte di Castelbarco ha decretato di fare un ponte di legno in vece del suo porto di
Ravazzone. Questo non è stato fatto.
19 febbraio 1792
Ai 19 nevicò molto, e la neve in terra divenne alta una mezza gamba.
21 febbraio 1792
Li 21 in data di Vienna 13 febbraio leggo, che Leopoldo instrutto che malgrado le esenzioni,
delle quali gode il Tirolo, s'era da alcuni anni introdotto in quella provincia il bollo sopra la
carta, ed il mortuorio, o sia la contribuzione sopra tutte le eredità, la ha assolta da tali aggravi, e
rimessa nel suo pristino stato.
22 febbraio 1792
Li 22 mercoledì delle Ceneri il P. Lino da Dervio Cappuccino milanese predicatore nel Duomo
di Trento ha pubblicato la dispensa vescovile dalla carne per tutta la Quaresima, eccettuati
soltanto li primi quattro giorni, il mercoledì delle Tempore, li venerdì, e sabati, e la settimana
15
*Per consuetudine nel venerdì prima della Quaresima si mangiavano i gnocchi a pranzo: di qui la
frazse vendro sgnoccolà o gnoccolare. Il giovedì precedebte si chiamava zobia grassa.
16
*Funerale.
17
*Cammino fra la neve.
Santa, coll'obbligo di cinque Pater, ed Ave ne' giorni dispensati, e coll'esortazione cerimoniale
di fare delle opere buone. Non dico altro su di questo.
23 febbraio 1792
Li 23 cioè venendo li 23 ha nuovamente nevicato alquanto. Nel medesimo giorno ho inteso da
più persone secolari, che il Conte Alberti destinato canonico di Trento non vuole abbracciare lo
stato ecclesiastico; che il Conte canonico Bortolazzi vuol rinunciare il suo canonicato al suo
nipote Conte Giuseppe Bortolazzi prete; ed ho sentito leggere nella Gazzetta roveretana una
diabolica data di Francia contra il celibato.
25 febbraio 1792
Li 25 leggo, che il tenente generale russo Conte Paolo Potemkin, nipote dell'ultimamente
defunto principe Gregorio Potemkin, ritornando da Yassy a Pietroburgo fu rovesciato insieme al
suo legno, e che senza veruna ferita fu trovato morto. Ciò gli accadde tra Kiovia18, e Mohilow.
Vedi sopra dopo l'11 di gennaio.
26 febbraio 1792
Li 26 sono giunti all'Avis molti soldati mandati da Bolgiano perché là sonovi di quelli, che
francesizano, e spargono de' cartelli coll'iscrizione Viva la Libertà, e muoia il capo della
Comunità, e simili. Là in oltre vi è del fermento, perché nella domenica di Sessagesima li 12 del
corrente quel curato dall'altare ha preso congedo dagli avisani malvolentieri, come richiamato al
suo Collegio di s. Michele col carattere decanale. Onde gli stessi avisani per fargli piacere ai 13
in alcune centinaia sono venuti a Trento per ottenergli dal vescovo la permanenza in Avis. Non
furono ammessi all'udienza perché troppo numerosi; ma per mezzo del Conte Matteo suo
fratello insinuò loro, che se la intenderà col preposito di s. Michele quando sarà di ritorno dalla
Dieta provinciale, e che frattanto il curato continui nella sua cura. Poscia ebbe lo stesso ordine
anche da Insprugg.
27 febbraio 1792
Li 27 di mattina da uno passato questa mattina per Avis ho inteso, che il curato è partito, che li
soldati sono 68, e che sono aspettati degli altri. Ma non è vero, che il curato sia partito. Li
disturbi sono nati dall'essere stati mutati li regolatori della comunità, e dal dovere render i conti
li vecchi. Per questo il sig. Vicario Gioachino Schuldhaus avisano fu inseguito con delle sassate.
Anche in Egna vi sono de' torbidi. Il parroco tuttavia ne sta lontano in Trento, ed alle Laste. Al
Vicario di Egna fu indirizzata una lettera, in cui non eravi altro, che Fogo, Fogo, Fogo. Il
suddetto Schuldhaus non fu sassato solo; ma essendo in compagnia di altri signori, e signore.
Tre sono già stati carcerati.
Marzo 1792
Nella corrente Quaresima predicano li seguenti nostri Padri:
Arco nella Collegiata, il P. Pietro Damiano Vicario d'Arco.
Arco chiesa nostra, il P. Guardiano Carlo Felice di Trento.
Cavalese, il P. Lattanzio da Moiena.
Cles, il P. Vitantonio di Cles.
Cavriana sul Mantovano, il P. Regalato con fra Vincenzo.
Gardolo, il P. segretario Evangelista da Stenico.
Lomaso, il P. Illuminato da Cles.
Meano, il P. Giangiuseppe da Canzolino.
Mechel, il P. Cesario da Melombardo.
S. maria di Roveredo, il P. Guardiano Amadio di Roveredo.
18
*Kiev.
Melombardo, il P. Vicario Filippo di Metodesco19.
Metodesco, il P. Vigilio da Fondo.
Volano, il P. Gasparo da Campo.
Nago, niuno per esser parrocchia vacante.
Nomi, il P. Vicario Adelpreto da Lizzana.
Noriglio, il P. Basilio d'Albiano.
Pomarolo, il P. Adriano da Ruffredo20.
Pressano, il P. Giambattista da Melombardo
Primiero, il P. Giuseppe di Primiero.
Pradazzo, e Moiena, il P. Stanislao da Nago.
Ravina, e Romagnano, il P. Anacleto da Casezzo.
Pergine catechista de' tedeschi il P. Ignazio da Trento.
Pinedo, il P. Davide da Tiarno.
Borgo, il P. Amando da Covelo.
Telve, il P. Guardiano Attanasio da Sardagna, perché il P. Vicario Massimo fu sorpreso da
infermità.
Roncegno, il P. Accursio da Preghena.
Sacco, il P. Gio. Vincenzo da Roveredo.
Drone, il P. Sisinnio Maria da Sansisinnio21.
Tenno, il P. Mariano da Bordiana.
Roveredo, il P. Provinciale Arcangelo da Cles.
Zambana, il P. Ferdinando da Sant'Orsola.
Tesaro, il P. Guardiano Gianfrancesco da Mechel, per essere stato ricusato il P. Girolamo.
Bolognano
In Riva predica il P. Anacleto Birti da Roveredo Cappuccino.
In Trento vi è del mormorio, perché il vescovo ha spedito una lettera scritta dal signor
consigliere Barbacovi ai ministri della Confraternita dell'Immacolata Concezione di Maria
Santissima, eretta anticamente nella chiesa di s. Francesco de' Padri Conventuali, con ordine,
che in breve tempo sborsino quattro mila fiorini, per l'erezione del cimitero generale fuori di
città, giacché una persona divota, Canonico Alberti d'Enno, collo sborso di due mila ha
comperato il fondo. Così resterà disfatta la Confraternita indirettamente. Sussiste ancora nel
1796.
Sono stato assicurato, che la lettera scritta dal parroco di Ora a Leopoldo secondo si è riverente,
e che dimanda il perché dopo d'avere perdonato ai fiamminghi tante volte ribellati, prema li
tirolesi sempre fedeli.
Leggo, che l'Arciduca Francesco è ancora obbligato a stare in camera da una febbretta, e che ha
regalato dugento zecchini ai soldati perché possano divertirsi nel carnevale. Intendo poi, che
l'imperatore Leopoldo è idropico; e che all'Avis è stato condotto un carro di ceppi, o sia boghe22.
6 marzo 1792
Li sei ho inteso, che oggidì sei marzo sono passati per Trento sei sette corrieri colla nuova della
morte dell'imperatore Leopoldo secondo; e che fu avvelenato.
7 marzo 1792
Li sette mercoledì, giorno della posta germanica, ho inteso come scritto da Vienna, che
l'imperatore dopo d'aver avuto due sputi di sangue sembrò star bene; ma essendogli
sopraggiunto il terzo sputo rimase soffocato, ed estinto, senza Sacramenti, senza testamento, e
senza pensar di morire. Morì dunque nel giorno primo di marzo, essendo giovedì, in Vienna,
19
*Mezzocorona.
*Ruffré.
21
*Sanzeno.
22
*Per i carcerati.
20
dopo che nella Gazzetta trentina dei dieci di febbraio 1792 li francesi hanno dichiarato, che se
egli avanti il primo di marzo non dava una piena, e totale soddisfazione agli stessi francesi circa
due nominati punti, avrebbero riguardato come una dichiarazione di guerra il di lui silenzio, e
qualunque risposta dilatoria, o colorita scusa: come pure dopo che nella medesima Gazzetta
trentina de' diciassette febbraio 1792 la data di Vienna 9 febbraio cominciò dicendo:
Attendiamo con grande impazienza l'epoca del dì primo marzo, che tutte le Gazzette annuncino
come apportatrice di grandi avvenimenti. In allora sarà tolto il velo del mistero, che ricopre gli
affari di Francia ecc.
9 marzo 1792
Li nove, venerdì nella Gazzetta trentina foglio 20 leggo, che il Conte Carlo Esterhazy vescovo
di Erlau corse rischio di essere trucidato dai suoi contadini. Che li 26 febbraio, giorno di
domenica l'ambasciatore turco fu all'udienza dell'imperatore per secolui congratularsi della sua
esaltazione al trono, essendo venuto apposta per tal fine. Che un parroco costituzionale di
Francia dal pulpito si ha licenziato, e protestato degno di tutti gli anatemi. Ha chiesto perdono a
Dio, ed agli uomini della sua apostasia. Ha detto, che li Sacramenti da lui amministrati furono
tutti nulli, e per lui sacrileghi. Finalmente protestò di volerne far penitenza, e si raccomandò alle
orazioni di tutti. In data poi di Trento 9 marzo si accenna la morte di Leopoldo secondo con
cento bugie adulatrici. Si dice, che li 29 febbraio si trovò aggravato da dolori, e da accesso di
febbre. Che quindi gli fu punta la vena due volte, ed allora parve, che restasse sollevato; ma nel
giorno seguente primo di marzo verso il mezzodì essendogli sopraggiunto il vomito con
inaspettato sbocco di sangue, nel momento men creduto dai medici passò all'eternità, non
avendo ancora compiuti 45 anni di età. In voce poi ho inteso da più d'uno, che sia stato
avvelenato.
Nel medesimo giorno nono ha preso possesso del canonicato di Trento, vacante per la morte del
Conte Leopoldo Malchiori, ed in vigore delle prime preci dell'imperatore Leopoldo, il fu soldato
Conte Francesco Felice Alberti di Enno figlio del Conte ex canonico Gervasio.
Nel giorno avanti fu a visitare la mattina li canonici vestito da chierico, e dopo il pranzo girò per
la città vestito da laico. Fu soldato tre anni. Alfiere.
Ho sentito leggere una lettera fiorentina, in cui si dice, che quel Gran Duca nuovo Ferdinando
III austriaco, figlio dell'imperatore Leopoldo, fassi amare dando due volte alla settimana una
conversazione coll'intervento anche delle zitelle, cosa nuova, giacché avanti non costumavano le
giovani nubili d'intervenire a conversazioni fuora della propria casa. Ho pure inteso, che il detto
imperatore ha fatto dello strapazzo della sua vita coll'andare alla caccia, e col molto danzare
nello scorso carnevale. Ho inteso di nuovo, che l'Arciduca Francesco è già destinato a presta
morte da etico. Lascio ad altri li riflessi naturali.
10 marzo 1792
Li dieci sono venuti da Roveredo molti soldati verso l'Avis, ma sono anche tosto ritornati gli
undici.
11 marzo 1792
Nella notte venendo gli undici è caduta molta neve su li nostri monti sino al basso de' medesimi
vicino a Ravina.
13 marzo 1792
Li 13 martedì nella Gazzetta trentina leggo, che Leopoldo li 28 di febbraio fu improvvisamente
sorpreso da una violenta infiammazione di petto, e del basso ventre in guisa, che ad onta delle
emissioni di sangue e di tutti li rimedi dell'arte medica, nel giorno primo di marzo, alle ore tre
ed un quarto pomeridiane morì. Egli nacque in Vienna li cinque di maggio del 1747, diventò
Gran Duca di Toscana nell'agosto del 1765, li 23 agosto; re d'Ungheria e Boemia li 20 febbraio
1790. Re de' Romani eletto in Francfort li 30 settembre 1790; coronato imperadore ivi li nove
ottobre 1790. Coronato re d'Ungheria e di Boemia ecc. Ora è re d'Ungheria e Boemia il di lui
primogenito Francesco Primo.
15 marzo 1792
Li quindici, giovedì fu portato a questo nostro convento un cartello tutto scritto dl tenore
seguente: Venerdì sera li 16 del corrente dopo l'Ave Maria al tocco del campanone di questa
cattedrale, si suoneranno le campane di tutte le chiese, dando per lo spazio di un'ora tre
interpolati segni, con cui si annunzierà la morte di sua maestà cesarea Leopoldo II. Dalla
cancelleria vescovile li 15 marzo 1792.
Pietro Giuseppe Cloch
cancelliere d'ordine ecc.
Nella stessa sera ho inteso, che l'imperadrice vedova Maria Luisa è già stata comunicata per
Viatico, e che si aspetta in Vienna l'Arciduca Ferdinando Gran Duca di Toscana.
17 marzo 1792
Li diciassette, giorno di sabato, nel Duomo di Trento da monsig. decano Manci fu cantata
Messa solenne pro defuncto imperatore Leopoldo. Fu cantata in musica col suono di tutte le
campane del Duomo. Soddisfece la spesa della cera il vescovo. Gli altri tutti fecero tutto gratis
al solito di simili funerali.
20 marzo 1792
Li 20 leggo, che l'imperatore li 28 febbraio fu sorpreso da febbre reumatica con attacco al petto;
li 29 si aumentò la febbre, e fu salassato tre volte, oltre i salassi de' 28. Nel primo di marzo dopo
una notte inquietissima ebbe dei vomiti con terribili agitazioni, rendendo tutto ciò, che
prendeva. Finalmente alle tre e mezza del dopo pranzo spirò in presenza dell'imperatrice. Aperto
il cadavero, che aveva il ventre assai gonfiato per la cancrena, fu trovata una quantità di materie
serose nello stomaco. Fu seppellito nei sepolcri di Casa d'Austria posti nella chiesa de' Padri
Cappuccini ai sei di marzo. Non fu mai parlato di Sacramenti, né di anima.
Ho letto in data di Vienna 7 marzo, che il nuovo re Francesco primo ha confermato nelle
rispettive cariche tutti li ministri; ed in data de' 14 che ai sette di questo approvando la condotta
di tutti li suoi dicasteri, ed offici aulici, e provinciali gli ha esentati dal nuovo giuramento di
fedeltà; e che ha accordato al Consiglio aulico dell'impero l'intero stipendio durante l'interregno.
Ho letto, che alla Corte di Brusselles giunse la nuova della morte di Leopoldo secondo nella
sera degli otto marzo, e che quindi fu interrotta la commedia, che s'era già cominciato a
rappresentare. Che là fu disseminato uno scritto impresso in tre idiomi tedesco, francese, e
fiammingo, col quale s'invitano le truppe vallone, ungheresi ed alemanne, ad accedere alla
confederazione pel mantenimento della religione, della costituzione, e de' tre Ordini dello Stato.
24 marzo 1792
Li 24 sabato Sitientes il nostro vescovo nella sua residenza ha ordinato undici preti, e tredici
chierici maggiori. Per altro si temeva, che non gli ordinasse, per non potere star in piedi. Nella
domenica poi ha ordinato i chierici minoristi.
25 marzo 1792
Li 25 domenica di Passione siamo stati alla solita solenne processione della Santa Spina. Officiò
il sig. canonico barone Buffa.
27 marzo 1792
Li 27 leggo, che a Erlau nell'Ungheria seguì ultimamente un tumulto popolare, che fu sedato dai
soldati. Leggo, che Leopoldo fu trovato morto dall'imperatrice, e da un cameriero, quando
supponevano che stesse boccone aspettando un nuovo sbocco di vomito. Lo chiamarono in
vano, lo mossero parimente in vano, perché era già morto.
Intendo, che nella sera de' 25 in Mori fuvvi una gran contesa tra moreschi, e crosanini23, e che
altri sono restati estinti, ed altri feriti. Due sono morti ai 25, e due a' 26.
Intendo pure, che in Vienna quando si rese pubblica la morte di Leopoldo il popolo fece
allegrezze, battendo le mani pubblicamente, e gridando per le strade, e che ciò hanno fatto
eziandio i soldati. Così è stato scritto da Vienna ad un gentiluomo favorito da Leopoldo. Con
questo resta smentita la Gazzetta di Trento.
28 marzo 1792
Li ventotto di sera, essendo mercoledì, da Mantova è giunto a Trento senza punto fermarsi in
alcun luogo l'Arciduca Ferdinando terzo Gran Duca di Toscana, secondogenito del fu
imperatore Leopoldo secondo. Alloggiò all'osteria detta dell'Europa, dove fu complimentato a
nome del nostro vescovo infermo ne' piedi da monsignor decano Conte Manci, e dal Conte
Vincenzo Alberti di Colico ciambellano. Nella mattina de' 29 fu nella chiesa di s. Maria
Maggiore, e poi partì con intenzione di andar a pernottare in Bressanone. Aveva seco il sig.
Manfredini, e poco più di seguito. Premise la sua cucina. Egli vassene a Vienna, non avendo
ancora compiuti ventitre anni di età. Dicesi, che il re Francesco primo di lui fratello è stato
molestato da un nuovo sbocco di sangue. Col detto Gran duca fu sempre in Trento il sig.
canonico Gio. Benedetto barone Gentilotti di Trento. Il Conte Matteo di Thunn si ritirò fuori di
città.
30 marzo 1792
Li trenta nella Gazzetta di Trento si dice, che il re Francesco per procurare qualche sollievo alla
imperatrice madre ha invitato il Gran Duca di Toscana, e la principessa Maria Teresa di
Sassonia di venire a Vienna per tenerle compagnia. Si dice, che gli Stati ereditari austriaci sono
in una posizione forse la più spinosa, in cui siensi giammai trovati. Così pure l'Europa intiera
per l'orribile aspetto della rivoluzione, che la minacciano. Nella data di Brusselles 16 marzo si
ha, che quel Magistrato li dieci con un suo proclama ha proibito sotto pena di 25 fiorini, e di
prigionia, ogni pubblico, o privato spettacolo, canti, fuochi artificiali, suoni, e balli cominciati
per la morte di Leopoldo secondo. Così pure, che là le cose della santa religione cattolica non
sono ancora in calma; e che sono stati pubblicati de' cartelli per eccitare il popolo a prendere le
armi per la stessa religione. Leggo, che la Corte di Vienna passa cinquecento fiorini al giorno
all'ambasciatore turco, che si trova in Vienna con molto seguito, e che altrettanto passa al
viennese la Corte di Costantinopoli.
Ho letto già parecchi giorni, che in Lisbona sono state fatte delle pubbliche orazioni, e
processioni di penitenza per ottenere dal Signor Iddio la primiera salute a Maria Francesca
regina di Portogallo cattolica, vedova regnante d'anni 58. Poscia ho inteso, che la di lei malattia
si è di pazzia per causa di scrupoli24. Ho pure inteso che per guarirla fu chiamato con promessa
di grande stipendio, e vitalizio quel medico, cui riuscì di guarire dalla pazzia il moderno re
d'Inghilterra eretico Giorgio terzo di Brunswich. Il medico Willis ritornò a Londra senza aver
guarita la regina.
31 marzo 1792
Nel trentunesimo, ed ultimo giorno di questo mese di marzo, essendo in Trento, ho inteso, che
Avis era incendiato, e che attualmente sul mezzogiorno ardeva. Sono venuti a prendere gli
schizzatoi della città di Trento, ed è subito corso all'Avis il P. Gioachino Besenella di Pressano
nostro Guardiano con frate Mattia. Sonvi pur andati due frati Cappuccini, e diversi trentini.
Ebbe origine dall'innavertenza di una donna, che dopo d'aver preparato il pranzo al suo marito
glielo portò nella campagna, senza spegnere il fuoco. La furia dell'incendio durò circa due ore,
avendo cominciato fra le dieci, e le undici di mattina. Dicesi, che sia restato estinto un
23
*Abitanti di Crosano presso Mori.
Ha adottato questo rio sentimento, che la vita claustrale pregiudichi alla popolazione dello Stato.
Così una Gazzetta.
24
fanciullino, e che sia perito un terzo del paese, il quale ora patirà molto e per tale incendio, e per
la commissione militare, che da tanto tempo ancora esiste nel medesimo luogo. Altri dicono,
che siano periti anche un uomo, ed una donna, e delle bestie. Nella Gazzetta trentina de' tre
aprile si parla di così fatto furioso incendio, dicendosi, che cominciò alle dieci e mezza; che
incenerì quaranta e più case; che l'ill.mo Magistrato di Trento si è segnalato coll'indicibile suo
zelo per aver sollecitamente mandato a Lavis e gente, e le pompe, ossia macchine, che lanciano
in grande distanza l'acqua. Finalmente, che un ragazzo di circa cinque anni è perito tra le
fiamme; e non pochi abitanti si trovano ora ridotti all'estrema miseria. Io aggiungo, che il Conte
Filippo Sizzo, ed altri signori trentini hanno spedito all'Avis delle buone limosine. Al Magistrato
costò circa 40 fiorini. Chiese le pompe il capitano circolare Moll.
3 aprile 1792
Li 3 leggo, che al medico Willis inglese, curatore della pazzia del re d'Inghilterra, chiamato a
curare la regina di Portogallo, saranno date mille Lire sterline al mese, la spesa del viaggio, e
della tavola, e se la guarirà gli sarà dato un regalo di venti mila Lire sterline, ognuna delle quali
fa nove fiorini e mezzo circa.
Leggo pure, che il re Francesco primo, essendo arrivato dove si bastonavano tre soldati, perché
avevano sparlato del defunto imperatore Leopoldo, ha vietato il bastonarli ulteriormente, donò
un zecchino a ciascheduno di essi, e gli ammonì d'essere più cauti nel parlare.
Sono circa due mesi, che si trova in Trento all'osteria dell'Europa una ricca dama polacca
nominata Giustina Poklewska del territorio di Vilna lituana, vedova d'anni 35 e madre di sette
figliuoli. Ella fu ai bagni di Pisa per guarire da certo suo male, che la minacciava di tisichezza;
poi fu a Roma, e ritornando s'ammalò in Verona. Volle venire a Trento per fermarsi appresso
l'ostessa Giovanna Piccina vedova dell'Europa, conosciuta nel primo suo passaggio. Incalzando
il male furono chiamati ad assisterla i due medici Borsieri Francesco, e Giuseppe, e per
confessore il Padre fra Antonio Sebastiani di Pergine Agostiniano. Ella non sa parlare altro, che
il linguaggio polacco, e così anche la di lei maggiordonna, ch'é insieme parente della medesima.
Ha seco un cameriero italiano di nascita, ma da molti anni dimorante nella Polonia, il quale
perciò le serve d'interprete. Si nomina Giovanni; ma non fa bene il suo dovere. Il P. Sebastiani
parla polacco, perché dopo d'essere stato mio novizzo s'è fatto soldato nella Polonia, e fu anche
Agostiniano in quel regno. Serve ora a quella dama da confessore, da cappellano, e da
confidente, andando a visitarla ogni giorno, senza però accettar mai un sorso, od un boccone. Le
ha celebrato anche la santa Messa nella stanza. La signora tiene molto danaro, e spende assai. Fa
conto di trattenersi qui ancora qualche buon tratto di tempo per meglio ristabilirsi. Sono già
dieci mesi, che manca dalla Polonia. Là è giurisdicente, e tiene dei sudditi, da' quali con tre
carrozze a tiro di sei fu accompagnata sino a Varsavia. È parente del protonotaro della corona
polacca, e del Gran cancelliere della Lituania. In Trento ha fatto celebrare non poche Messe,
anche cantate. Al ss. Crocifisso del Duomo ha donata una preziosa lampana. La carrozza con cui
viaggia, è sua. Vedi sotto al primo di maggio.
5 aprile 1792
Li cinque ho letto il Breve di Pio sesto Novae hae litterae stampato in Roma, dato Romae apud
s. Petrum die 19 martii 1792, pontificatus anno 18, cardinalibus, archiepiscopis,
episcopis,Capitulis, clero, et populo regni Galliarum, con cui minaccia la scomunica ai vescovi
consecratori Carlo Maurizio vescovo augustodunense, Giambattista vescovo di Babilonia25, e
Giangiuseppe vescovo di Lidda, primi autori dello scisma francese. Item ai vescovi intrusi,
all'arcivescovo senonense, al vescovo aurelianense, al vescovo vivariense, ed a Pietro Francesco
Marcello coadiutore dell'arcivescovo senonense. Ai parochi, e curati intrusi, ai Vicari, ed altri
preti autorizzati dai vescovi intrusi. A tutti si assegnano 60 giorni per la seconda monizione, ed
altri 60 per la terza. Computando per la prima data nell'anno scorso li 13 aprile. Ammonisce
25
Giambattista Miraudot benedettino vescovo di Babilonia nell'Asia l'anno 1781. Il vescovo di
Lidda fu il Gobbel, di cui sotto al 29 novembre 1793.
pure gli altri autori, e fautori della costituzione francese, e giuratori, specialmente ecclesiastici, e
a parrochi, rettori de' seminari, professori, e direttori delle università e de' Collegi, che non
persistano nel loro delitto, pensando di scansare una simil pena a suo tempo.
Nello stesso tempo ho letto un altro Breve di Pio sesto In gravissimis, dato, ed anche stampato
ut supra, diretto ai cardinali, arcivescovi, e vescovi, ed amministratori delle diocesi Regni
Galliarum, communionem et gratiam Sedis Apostolicae habentibus. Concede loro 14 facoltà ad
annum a dicta die 19 martii incipientem, si tandiu horum temporum calamitas perduraverit. La
nona è: Concedendi licentiam Regularibus exemptis vel non exemptis cuiuscumque Ordinis, et
Instituti, qui extra conventus vivere, et regularem habitum dimittere coacti sunt, induendi vestes
saeculares, ecclesiastico tamen viro convenientes, ac permanendi in eo habitu sub obedientia
Ordinarii, quatenus superiores Regulares non adsint, aut nulla uti possint in suos subditos
iurisdictione, firma tamen remanente solemnium votorum obligatione. Tali facoltà si concedono
loro a patto, che dicano ci concederle tamquam Sedis Aspotolicae delegati, nelle stesse lettere di
concessione.
8 aprile 1792
Gli otto, domenica di Pasqua il nostro vescovo s'è strascinato nel Duomo a dare la benedizione
Papale. Nel giovedì Santo ha consecrato gli Oli nella sua cappella domestica, cioè nella sua
camera ultima.
9 aprile 1792
Li nove mattina fu fatta in Trento la solita processione del Santo Monte di Pietà.
Ho inteso, che avendo gli avisani mandato del danaro al Magistrato consolare di Trento per
risarcirgli le spese fatte in occasione del notato incendio, il detto Magistrato lo ha
generosamente rifiutato, e rimandato. Nello stesso tempo ho inteso, che il preposito di san
Michele ha dato ai detti abbruciati cinquanta zecchini, ed il nostro vescovo cento zecchini. Di
più, che sin tratta di abolire la prelatura di san Michele; e che Leopoldo secondo cinque giorni
avanti di morire ha segnato un decreto di soppressione di tutti li Religiosi mendicanti della
Lombardia, o sia del Milanese. Che si tratta di sopprimere il convento di s. Francesco in Trento.
Tutti sussistono per la Dio grazia 1796.
Ho inteso, che in Barbaniga, picciola villa della pieve di Civezzano sonosi abbruciate alcune
case; e che il Battisti detto Kotteter, di cui sopra al 16 ottobre 1791, dal suo amico Giambattista
Chiusole di Trento e dal Partini, con arte fu condotto a Roveredo, e collocato nella casa del
baron Ecker appresso santa Catterina, dove sarà difeso colla penna del famoso Carlo Pilati26.
11 aprile 1792
Gli undici all'Avemmaria serotina, dopo d'avere cenato co' suoi domestici è partito da casa il
sig. Domenico Antonio Penner botteghiero di grassina27 presso s. Maria Maggiore in Trento, e
per quanto sia stato ricercato non poté ritrovarsi in tutto questo giorno dodicesimo. Si teme, che
siasi buttato nell'Adige. Lasciò praeter solitum le sue chiavi, li bottoncini della camicia, il
collare, e due viglietti ordinando ecc. Uscendo di bottega disse alla sua moglie Barbara
Maistrelli di Enno28, che avvertisse, che sul cancello del danaro vi erano le chiavi. Né pure ai 15
fu trovato, né ai 19. Fu trovato annegato a Villa Lagarina il primo di maggio. Là fu seppellito
nel cimitero sacro29.
13 aprile 1792
26
Falso questo.
*Salumi.
28
*Denno.
29
Penner oriundo di Lavarone. Il di lui figlio Giambattista botteghiero bonis cessit nel gennaio del
1796 e li 9 maggio 1796 cessò d'esser nostro sostituto. Morì li 23 gennaio 1797 d'anni 36.
27
Li tredici leggo, che Ratib-Effendi ambasciatore turco in Vienna ha intermessa la sua solita
musica turchesca per esser tempo di mestizia, unendosi insieme il gran digiuno de' cristiani, e la
morte del loro imperatore. Questo può confondere li cristiani.
Leggo, che nella notte de' 16 ai 17 di marzo un gentiluomo nominato Giangiacomo Ankerström,
il quale fu alfiere nella guardia del Corpo del re di Suezia, con una pistola carica di chiodi, e
palle di piombo tirò al detto re Gustavo terzo, e lo ha ferito mortalmente in una festa di ballo,
mascherato nella sala del palazzo reale. L'assassino fui arrestato, e si rilevò, che li congiurati
sono 40 in circa, già parte carcerati. Egli fu eretico della confessione augustana. È nato li 24
gennaio 1746, fu proclamato li 13 febbraio 1771, ha un figlio solo Gustavo Adolfo d'anni 14 e
due fratelli. Il detto assassino era stato rilegato nella Gozia; ma poche settimane avanti del fatto
esecrando fu pur graziato e rimesso in libertà col titolo di capitano licenziato.
Intendo, che la donna di Avis, la quale colla sua inavvertenza fu causa del sopraddetto incendio,
senza ritornare all'Avis è scappata in Cembra, ed altrove insieme col suo marito, e fa conto di
non più ritornare all'Avis. Intendo pure, che quella donna di Molveno, che nell'anno scorso col
seccare nel forno il canape cagionò l'incendio di tutto Molveno, fu talmente abborrita,
oltraggiata, e maltrattata, che quel curato don Michele Aliprandino30 di Preghena la dispensò
dall'andare in chiesa eziandio alla santa Messa nelle feste. Intendo finalmente, che li salornitani
hanno mandato agli avisani abbruciati un carro assai carico di cose comestibili, di vestimenti, ed
altre somiglianti robe: ed hanno loro dato licenza di tagliar legni nel bosco di Salorno. Li nostri
Frati di Pergine sono stati a predicare, ed ascoltare molte confessioni; ma sonosi astenuti
ultroneamente dal fare la questua del pane. Il curato di Avis don Benedetto Graber, don
Francesco Fabri, ed un altro sono venuti a ringraziare il nostro vescovo per la limosina, che ha
mandato agli abbruciati di Avis. Don Benedetto Prugger va cercando altre limosine per li
medesimi avisani suoi patriotti. Così pure don Giuseppe Rosa di Trento cappellano di Avis va
per Bolgiano, e luoghi circonvicini questuando.
15 aprile 1792
Li quindici, domenica in Albis la Compagnia del Santo Angelo Custode, eretta nella chiesa
parrocchiale di s. Maria Maddalena di Trento ha celebrata la sua solennità, ed ha fatto la sua
solita processione per tutta la città. Nella mattina fece il panegirico il P. F. Vincenzo Maccani da
Cles Minorita Conventuale.
Nel medesimo giorno dopo il vespro la Scuola calzolaria, cioè li maestri dell'arte calzolaria in
gran numero sono stati unitamente nel castello a chiedere protezione a sua altezza rev.ma,
perché atteso il nuovo accordo fatto dal Magistrato consolare di pagare il corame più caro. Otto
calzolai sono entrati alla presenza del principe, e gli altro sono restati sotto alle fenestre nella
piazza de' Leoni. Tutti sonosi messi in ginocchio, e colle braccia in croce distese. e tutti hanno
implorato protezione. Gli ho veduti ristornare insieme.
16 aprile 1792
Nel giorno sedicesimo, essendo lunedì hanno solennemente vestito il sacro abito di s. Chiara in
san Michele di Trento le due giovani Bertolina, e Bellotta sopra mentovate al 23 ottobre 1791.
17 aprile 1792
Li 17 leggo, che il soprammentovato Ferdinando Gran Duca di Toscana è giunto a Vienna li tre
del corrente. Che l'assassino del re sueco31 fu scoperto, perché nella sala del fatto furono
ritrovate in un angolo due pistole ed un coltello col nome dell'artefice di detto coltello, il quale
perciò interrogato depose, che alcuni giorni avanti lo aveva fabbricato per il sig. Giangiacomo
Anckerström, già tenente delle guardie, e poscia congedato dal re col titolo di capitano. Questi
subito carcerato depose, che voleva uccidere il re, perché gli aveva fatta perdere una lite, e
quindi li riguardava come un tiranno, ed oppressore del popolo. Disse pure, che aveva circa 40
30
31
*Aliprandini.
*Svedese.
complici per la maggior parte gentiluomini suezzesi delle famiglie più qualificate del regno. Che
lo stesso re ha indetta per lui un'orazione lunghetta a Dio da recitarsi nella prima Messa in tutte
le chiese del regno dopo la di lei ricevuta. Leggo, che l'Anckerström h una moglie ricca; che
possiede molti beni, chiede di esser presto sentenziato a morte, e pretende di aver fatto un
servigio alla sua patria col tirare al re. Che sono promessi quattromila talleri imperiali a chi
scuopre un di lui complice. Che il popolo di Suecia s'è ammutinato e minaccia li nobili.
Leggo, che Maria Luisa figlia dell'Arciduca Francesco e della principessa Betta di Wirtenberg,
essendo in età di sedici mesi li 23 giugno 1791, morì in Vienna. Che in Milano da que' revisori
de' libri fu impedita la stampa della pastorale di mons. Offredi nuovo vescovo di Cremona,
perché fatta in Roma, perché il prelato s'intitolava per la grazia di Dio, e della Santa Sede
vescovo, e perché conteneva grandi elogi della prima sede, e dell'ottimo supremo Pastore, che vi
siede. Fu poi licenziata, e permessa la stampa nello stesso anno 1791. Leggo, che Leopoldo
secondo ha conceduto agli ebrei di Mantova un diploma diviso in 22 articoli e contenente molto
rimarchevoli privilegi. Questo, ed altre cose furono da me lette con ribrezzo nel libro intitolato
La storia dell'anno 1791. In Venezia. A spese di Giuseppe Rossi quondam Bortolo, in 8°.
18 aprile 1792
Li dicidotto ha piovuto tutto il giorno molto opportunamente, ed ha fortemente tuonizzato per la
prima volta in quest'anno.
20 aprile 1792
Li 20 leggo, che in Mantova sonovi stati de' gran tumulti nella scorsa settimana tra gli artisti, e
gli ebrei, cosicché la guarnigione dovette adoperarsi molto per sopprimerli, fu fatto uso di
schioppi, cannoni, restò offeso il comandante, feriti alcuni soldati. Furono pubblicamente
frustati tre ebrei.
22 aprile 1792
Li 22 domenica seconda dopo Pasqua sono stato cogli altri Regolari alla solita solenne
processione della Dolorata. Fu officiatore monsignor decano Manci. Nella mattina venne
recitato il panegirico dal sig. piovano di Castello Tesino Luigi Flammacino di Trento.
23 aprile 1792
Li 23 ho inteso, che in Trento fu ritrovato un cartello minacciante de' tumulti contra il vescovo,
ed il di lui fratello Conte Matteo: anzi più cartelli ecc.
24 aprile 1792
Li 24 leggo, che il suddetto re di Suecia è morto ai 29 di marzo, alle undici di mattina. Che li
congiurati contra di lui, del Duca di Sudermania di lui fratello, e de' loro partigiani, sono cento
ed undici nobili suedesi. Che fu tentata la di lui morte anche nel 1781. Che disgustò i nobili nel
1772, 1788 e 1792. Che voleva roba, e danaro molto. Leggo, che il principe Antonio Esterhasi
andando ambasciatore di Boemia alla prossima Dieta di Francfort per l'elezione del nuovo
imperadore spenderà circa quattrocento mila fiorini in abiti, livree, cavalli ecc.
Nel medesimo giorno 24 circa le quattro di sera giunse a Trento col seguito di sei carrozze
madonna Maria Gioseffa sposa infeconda di Luigi Stanislao Saverio di Borbone, conte di
Provenza, e fratello di Luigi XVI, infelicissimo re di Francia, nata li 2 settembre 1753, e sposata
li 14 maggio 1771. Ella è partita li 13 di questo mese da Magonza, dove ora sta il di lei sposo
disgraziato, e vassene a Torino da suo padre Vittorio Amedeo terzo re di Sardegna e Duca di
Savoia. Prese albergo all'osteria della dell'Europa, situata nella Contrada Lunga, e partì per
Roveredo nella mattina de' 25 accompagnata dal Conte Visieu suo maresciallo di Corte, e da
molte sue dame, e gentildonne. Non ebbe alcun complimento dal nostro vescovo, o da trentini.
25 aprile 1792
Li 25 festa di s. Marco alle otto e mezza di sera pervenne pur a Trento, corteggiata dal barone di
Recten colonnello delle guardie nobili di Federico terzo Duca, ed elettore di Sassonia, una figlia
di Ferdinando di Borbone Duca di Parma, destinata sposa di Massimiliano fratello del detto
Duca di Sassonia, nato nel 1759, il quale la prende, perché né il Duca, né l'altro fratello
Antonio, sebbene ammogliati non possono avere successione. Prese alloggio all'Europa, dove fu
ricevuta con sei torcie accese, e con padelle accese nella strada. La scala fu coperta di tappeti.
Fu subito complimentata da monsignor decano Manci, e dal Conte Matteo di Thunn deputati dal
nostro vescovo infermo nelle gambe. Fu pure complimentata da Francesco Romagnosi di
Piacenza podestà di Trento. Nella mattina de' 26 dopo d'avere ascoltata la santa Messa in s.
Maria Maggiore, e udito quel celebre organo, partì verso Vienna con cinque carrozze, vedute
anche da me. Giunse a Dresda li 9 maggio.
In Trento il negozio della beccaria fa un gran disturbo al Magistrato, ed al vescovo.
27 aprile 1792
Li 27 venerdì dai canonici di Trento è stato eletto nuovo curato di Sardagna il sig. don Giovanni
Antonio Zanolini di Trento curato attuale di Biancorivo, o sia Panchiato32 in Fiemme. Li
concorrenti furono cinque, cioè il detto Zanolini, don Simone Fedrici di Trento, don
Giambattista Onestingel da Spor cappellano di Verla.
29 aprile 1792
Li 29 domenica, nella sera in Trento li commedianti, e le commendiantesse hanno dato principio
alle loro opere buffe, cioè buffonesche, o piuttosto diaboliche, delle quali tanto si dilettano il
vesc...
Ho inteso, che a Francesco primo sono giunte due lettere cieche avvisandolo per suo bene ecc.
Che uno è stato con armi per ammazzarlo. Vedi sotto all'8 maggio.
1 maggio 1792
Il primo di maggio leggo, che ai 16 di aprile il re Francesco primo con suo biglietto scritto di
proprio pugno ha promosso alla carica di presidente del supremo tribunale di giustizia sua
ecc.za il sig. barone de' Martini33, e con sovrano suo decreto ha nominato preposito dell'insigne
Collegiata d'Innichen, o sia San Candido nella Pusteria il nobile e rev.mo sig. barone Lodovico
Kloz, fu consigliere ecclesiastico all'eccelso Consiglio d'Insprugg, e presentemente parroco di
Bregenz nella Brisgovia.
Leggo, che si conferma esservi stata nella Moscovia una congiura de' nobili principali di
avvelenare quella imperatrice Catterina seconda. Leggo, che Papa Pio sesto ha destinato suo
nunzio apostolico alla prossima Dieta di Francfort per l'elezione dell'imperatore l'abate Maury
francese, avendolo perciò creato protonotaro apostolico, ed arcivescovo di Tebe in partibus
infidelium. La Camera poi apostolica per di lui equipaggio in tal nunziatura gli ha dato sessanta
mila scudi34.
Nello stesso primo giorno di maggio è partita da Trento verso la sua patria la soprammentovata
dama polacca, accompagnata per qualche tratto di strada dalla sua ostessa, e sino a Vienna dal
medico Giuseppe Borsieri, e dalla moglie Salvadoria del medesimo.
Ho inteso che il suddetto Maury nella Francia teneva un'abbadia, che gli fruttava dieci mila
fiorini all'anno.
Negli scorsi giorni è venuto un ordine dal re Francesco al nostro Padre Provinciale, con cui
vengono proibiti come cose superstiziose gli amuleti, Agnusdei, e cose simili, cosicché li Frati
non solamente non possono distribuirne ai fedeli cristiani, ma né pure tenerne in convento, sotto
32
*Panchià.
Martini da Revò, che ha due figliuoli, ed una figlia moglie ab anno 1791 del barone Buffa.
34
Giansiffredo Maury di Vauzcas venaisino, nato 26 giugno 1746 di condicione ordinaria.
33
pena della privazione delle questue, ed altre ai trasgressori. Vedi sotto al giorno 11 e al giorno
23 luglio 1792.
8 maggio 1792
Gli otto cominciammo a recitare nella santa Messa la colletta ad petendam serenitatem. Nella
notte precedente la Fersina ingrossata è andata fuori del suo vaso, ed allagò la campagna
borgarina35.
Nella Gazzetta trentina del medesimo giorno ottavo leggo, che nell'aprile alle ore incirca 12 di
notte in Vienna presso la residenza reale con un colpo di pistola per disperazione si ha ucciso un
certo las Torres spagnuolo, che nell'ultima guerra aveva servito in un Corpo franco. Egli andò
per avere udienza dal re Francesco con un memoriale; ma per esser malamente vestito non la
ottenne. Leggo, che l'assemblea francese con decreto sanzionato dal re li 20 aprile 1792
nell'anno quarto della libertà francese, ha intimata la guerra a Francesco primo re d'Ungheria, e
Boemia, cioè alla Casa d'Austria. Leggo pure il manifesto delle ragioni adotte dai francesi
contro l'Austria.
10 maggio 1792
Li dieci ho inteso, che il nostro vescovo non più ammette rappresentanze contra il Magistrato
civico, per timore che nascano de' tumulti popolari.
11 maggio 1792
Gli undici questo nostro P. Guardiano ha pubblicato il divieto venuto al nostro P. Provinciale
dall'Austria, che niun Frate ne' paesi del dominio austriaco distribuisca amuleti, Agnusdei,
Flagellum daemonum, e polvere benedetta.
13 maggio 1792
Li 13 domenica in Vigolo di Baselga fu dato principio ad una rappresentazione spirituale con
gran concorso di forastieri; ma non finì bene, perché rovinò, e cadde un palchetto carico di
molte persone distinte, ammazzò un ragazzo, e ferì molti, che stavano sotto al medesimo.
14 maggio 1792
Li 14 sonosi annegati due uomini nell'Adige vicino a s. Niccolò conducendo delle pietre in un
battello.
15 maggio 1792
Li 15 la processione rogazionale del Duomo, essendo martedì, fu a stazionare in questa nostra
chiesa di san Bernardino.
Ho letto, che ai 29 di aprile, giorno di domenica, nel Vaticano di Roma, all'altare della Cattedra
di san Pietro dal cardinale Francesco Saverio di Zelada, assistito da due vescovi francesi di
Perpignano, a Vaix, alla presenza delle due zie del re di Francia, e di molti francesi, fu
consagrato arcivescovo di Nicea il suddetto monsignor protonotaro Maury. Così pure che il
Papa ha eletto vescovo di Terracina il Padre Giorgi Guardiano de' Cappuccini di Torre di Tre
Ponti.
18 maggio 1792
Li 18 leggo, che ai dieci di questo fu munita de' santi Sagramenti in Vienna l'imperatrice vedova
Maria Luisa infanta di Spagna, nata 24 novembre 1745, sposata a Pietro Leopoldo li 5 agosto
1766 in Insprugg.
19 maggio 1792
Li 19 ho inteso, che sono passati per Trento de' corrieri colla morte della mentovata imperatrice.
35
*Della Bolghera.
22 maggio 1792
Li 22 leggo, che il cardinale Garampi ha lasciato una libreria valutata più di trenta mila scudi.
25 maggio 1792
Li 25 venerdì leggo, che la detta imperatrice vedova è morta in Vienna li quindici di questo
all'una pomeridiana, fra le braccia del suo figlio re Francesco.
Nella scora domenica, che fu i 20 del corrente, festa del nostro san Bernardino, ha preso il
possesso della curazia di Sardagna il suddetto sig. Zanolino, quantunque abbia fatto da curato
sino dai 30 di aprile. Fu differita una tal funzione per causa de' mali dominanti nell'accennato
luogo.
28 maggio 1792
Li 28, festa seconda della Pentecoste nel castello di Trento il nostro vescovo ha ordinato prete
don Giorgio Antonio Emero di Trento36, vecchio, nato nel 1727. Ha pur ordinato chierici e preti
in questi giorni alcuni scolari d'Insprugg, destinati subito anche confessori, e cooperatori
parrocchiali per iscarsezza di preti. Parimente ha cresimato. Tutto privatamente nel castello.
29 maggio 1792
Li 29 leggo, che il cadavere della predetta imperatrice fu seppellito appresso i Padri Cappuccini
di Vienna nella sera dei 19 del corrente, giorno di sabato. Ma non trovo decritto il funerale;
bensì, che dall'anno 1618, sino al corrente sono morti 61 di Casa d'Austria.
30-31 maggio 1792
Li 30 e 31 mercoledì e giovedì nel castello di Trento vi fu il concorso alla parrocchia di
Sarnonico, ed alle parrocchie vacature della diocesi austriaca. Dicesi, che li concorrenti furono
pochi.
Ho inteso, che il mentovato parroco di Ora non può ritornare alla sua parrocchia, perché il
Governo glielo vieta, e vorrebbe, che il vescovo lo collocasse altrove. È ritornato a Ora nel
settembre 1792.
Ho pur inteso, che al cancelliere Gentilotti è stata tolta la revisione della Gazzetta e data al
consigliere Barbacovi.
31 maggio 1792 (sic)
Nel giorno 31 cominciammo di nuovo a pregare il Signor Iddio colla colletta nella santa Messa
pro serenitate aëris.
Negli scorsi giorni è passato per Trento l'arcivescovo di Nicea detto il Maury andando come
nunzio apostolico alla Dieta di Francfort, dove sarà fatta la formalità dell'elezione in imperatore
de' Romani di Francesco Arciduca d'Austria, re d'Ungheria. Si fermò soltanto per mutare i
cavalli alla posta.
1 giugno 1792
Il primo di giugno ha piovuto tanto, che la Fersina ingrossata è andata per Borgaro37, l'Adige ha
inondato Campo Trentino, e per venire da Piedicastello fece d'uopo l'usare un barchetto. Il
carrozzone stentò ad arrivare a Trento nella sera dei due, e dovette fermarsi fino ai sei. Non
venne la posta di Germania del sabato 2 giugno se non la sera dei quattro a grande stento, e tutta
bagnata per aver dovuto guazzare. Si dice, che il lago di Passayer sua uscito dal suo letto. Altri
però dicono ciò non esser vero.
4 giugno 1792
36
37
Emer. Disse la sua prima Messa li 17 giugno.
*Bolghera.
Li quattro dopo il pranzo, anzi circa l'ora di pranzo dal castello di Trento fu mandato il biglietto
dell'elezione in arciprete di Sarnonico al nobile sig. don Alberto Sardagna Tessari38 di Trento
d'anni circa 37; confessore in città, e figlio del sig. dottore Giambattista Sardagna, e della
signora baronessa Teresa Gentilotti.
Nel medesimo giorno quarto, essendo lunedì, un oste di Calliano in vicinanza di mattarello,
nella pubblica strada, ha fatto contra il canone Si quis suadente diabolo, corso essendo per ciò
effettuare con una sedia, e poi subito ritornò indietro. Il paziente fu un vermigliano.
Ne' giorni passati il nostro vescovo ha richiamato a sé il suo promemoria, con cui aveva
proposto al suo Capitolo di Trento di crear canonico soprannumerario il signor professore don
Giuseppe Eyrle, perché il Capitolo non lo vuole come tale.
Ho inteso, che al Gentilotti sopraddetto fu levata la revisione della Gazzetta, perché dal Conte
Cobenzel, in nome della Corte di Vienna, fu scritto al nostro vescovo con lamento, che lascia
stamparla con tante lodi dell'assemblea francese.
7 giugno 1792
Li sette, festa del Corpus Domini sono stato cogli altri alla solita processione del Duomo. Le
strade furono triste, e si dovette questa volta passare per la contradella di san Giovanni, perché
in quella del Ponte vi è ancora l'acqua dell'Adige. Ritornando al convento cominciò di nuovo a
piovere. Officiò monsignor decano Manci, e non si vide il vescovo, quantunque sia stato veduto
domenica all'opera buffa, che tiensi con gran concorso appreso Domenico Osele. Furonvi
soltanto otto canonici, oltre il detto decano, benché in città si ritrovassero otto altri canonici.
Non fuvvi sparo di mortaretti.
8 giugno 1792
Gli otto d'ordine del vescovo si cominciò in Trento a far orazioni ad petendam serenitatem colla
Messa cantata, ed esposizione del SS. Sacramento la mattina alle dieci, e coll'esposizione la sera
alle quattro, nelle chiese del seminario, e saranno seguitate sino a tutto il giorno 14 in altre
chiese dentro la città. Innanzi furono fatte nelle quattro parrocchiali.
Ho inteso, che in una delle scorse sere li buoni commedianti hanno dato ingresso a tutti gratis;
ma la prima donna commediantessa riscosse ottanta fiorini.
12 giugno 1792
Li dodici leggo, che Maria Teresa regina d'Ungheria sposata li 6 gennaio 1790 coll'ora re
Francesco, ha abortito ultimamente.
Il Conte Leopoldo di Spaur ha scritto da Insprugg al Conte Gianfrancesco suo fratello
arcidiacono di Trento, che ultimamente in Vienna fu arrestato un francese, il quale stava con
due pistole corte in tasca aspettando l'opportunità di ammazzare il re Francesco primo.
15 giugno 1792
Li quindici abbiamo ricevuto un cartello manoscritto di questo tenore: Nella sera del prossimo
venerdì dopo il suono dell'Ave Maria al tocco del campanone di questa cattedrale si suoneranno
le campane di tutte le chiese per lo spazio d'un ora, dando interpolatamente due segni per
annunziare la morte di sua maestà l'imperatrice vedova Maria Luigia ecc. Dato dalla cancelleria
vescovile li 12 giugno 1792
P. Pietro Giuseppe Cloch cancelliere d'ordine ecc.
Il detto venerdì si è il giorno quindicesimo corrente, trentesimo della morte.
17 giugno 1792
38
*Il secondo cognome Tessari fu aggiunto al Sardagna a motivo dell'eredità del defunto Tessari,
che ordinò come condizione che al loro cognome aggiunsessero il suo. In seguito fu smesso dalla famiglia
Sardagna di Trento.
Li 17 fu portata una cartuccia tutta manoscritta a questa nostra sagrestia, in cui leggesi: RR. DD.
sacerdotes addant in Missa collectam Deus, qui conteris bella: idque usque ad finem belli inter
augustum Hungariae, et Bohemiae regem, et gallos: A me no piace quell'idque usque,
quell'augustum, e quell'Hungariae, et. Il re fu Francesco secondo. Fu levata la cartuccia quando
vennero a Trento li francesi nel 1796.
19 giugno 1792
Li 19 leggo, che sabato 16 del corrente nel Duomo di Trento d'ordine di sua altezza rev.ma fu
cantata Messa de Requiem in suffragio della suddetta imperadrice vedova, coll'intervento del
Capitolo, del Consiglio aulico, del Magistrato consolare, della nobiltà ecc.
Leggo, che ai sei in Buda fu coronato re dell'Ungheria Francesco primo, ed ai dieci fu coronata
regina la di lui consorte Maria Teresa principessa di Napoli, cugina del medesimo re, nata li 6
gennaio 1772, e sposata in Vienna li 19 settembre 1790.
Nella mattina dl medesimo giorno 19 l'Adige a Trento è comparso notabilmente alzato, colorito,
e coperto di legnami, ed altre cose furiosamente rapite al di sopra. Non si sa per certo ancora il
preciso luogo, dove abbia fatto tali rovine.
22 giugno 1792
Li 22 leggo, che ora è ambasciatore austriaco in Venezia un Conte Breüner. Di lui è segretario il
barone Giangiacomo Cresseri di Trento39. Leggo, che le gioie poste sul cappello del principe
Esterhasi andante alla Dieta di Francfort, costano parecchi milioni. Che la di lui spada
brillantata desta sorprendente ammirazione. Così pure il di lui abito alla spagnuola. Il ritratto poi
che ha fatto fare del re Francesco primo, futuro Francesco secondo imperatore, costa cento
zecchini. Vedi sopra al 24 aprile.
Li 22 ho inteso, che in Trento, in casa tonera, si trova il Conte Pietro Paolo Gaddi da Ferrara40,
cavaliere d'anni 41, letterato, stimato assai dal cardinale Vitaliano Borromeo, e dal Papa, per il
quale tiene un officio ragguardevole in Ferrara, ed è destinato dai detti cardinale e Papa di
accompagnare nell'Inghilterra un giovine di 15 anni Duca Cesarini di Roma. Egli ora va in
Germania per suo diporto, e diportasi da amico del nostro vescovo. Quindi un giorno sentito
avendo dalla bocca del medesimo vescovo, che atteso l'essere stato tanto tempo ritirato a
cagione del suo male gambario41, voleva farsi portare all'opera teatrale buffa, ebbe l'ardimento
di dirgli, che massimamente per non andar egli alla sua chiesa cattedrale, non approvava che
andasse al teatro. A tali parole il vescovo non rispose punto; ma dicesi, che non andò più al
teatro. Iddio gli doni la stabilità per effetto dell'infinita sua misericordia.
Nel medesimo giorno 22 essendo venerdì li canonici di Trento hanno accettato per loro
confratello il Conte Marquardo Leopoldo di Welsperg da Primiero, studente grammatico della
seconda nel seminario di Trento, per aver rinunciato in di lui favore nelle mani del Papa il di lui
zio Giuseppe Conte di Welsperg canonico di Trento, e Passavia, e Priore di Castrozza, nato in
Insprugg 18 ottobre 1732, ed impossessato del canonicato di tentino 31 gennaio 1749,
quantunque non fosse solito di risiedere in Trento. Domani 23 giugno il nuovo piglierà il
possesso. Ma lo perdé presto, perché morì nel 1793 li 23 febbraio.
23 giugno 1792
Li 23 ho inteso, che in Fiemme si ritrovano tre uomini ritornati da Vienna eretici marci, li quali
vanno spargendo eresie grosse per ogni dove, allegando sovente, che così vien detto, e praticato
in Vienna. Parlano contra la purità, la Confessione auricolare, le Messe, il Purgatorio ecc. Perciò
quel signor Vicario dottor Giuseppe Foglia di Trento vuole accusarli a mons. vescovo. Ma il
39
Il Breüner fu chiamato a Vienna, donde non è più ritornato. Così nel 1795, 1796.
Nel 1793 è stato fatto tenente generale dell'armata pontificia contro i francesi, colla pensione
vitalizia di scudi 4.000 annui. Egli è generale in capite dell'armata.
41
*Alle gambe.
40
peggio si è, che tantissimi altri eretici simili ora si trovano anche in Trento, ed in altri luoghi del
Trentino, specialmente tra' nobili ed ecclesiastici.
Nel medesimo giorno 23 ho inteso, che il nostro vescovo ha decretato, che subito sia fatto il
campo santo o sia cimitero comune in Briamasco fuori dalla Porta di Santa Croce, non però nel
luogo comperato ed adoperato dalla Contessa Ca. Alberti. Non fu fatto ancora nell'aprile del
1793.
26 giugno 1792
Li 26 martedì, festa di s. Vigilio, siamo stati alla solita processione, e Messa solenne del
Duomo. Partimmo dal convento alle otto, e tre quarti. Cantò la Messa monsignor decano Manci
e dopo di essa venne a dare la benedizione Papale il vescovo nostro. Fu fatto campanò, e furono
scaricati molti mortaretti. Il concorso fu assai grande. Tale fu anche il concorso di giocolieri, ed
altri simili festari. Nella sera poi furono fatti li soliti fuochi artificiali, per cui la città spende
circa trecento fiorini. Un funambolo è caduto, e fu portato alla Ca di Dio.
27 giugno 1792
Li 27 ho inteso, che in Insprugg ultimamente di mattina si trovavano decapitati, ed in altri modi
simili rovinati li Crocifissi sacri esposti su le strade, e profanate le altre sacre immagini.
Essendo quindi stata usata diligenza, furono scoperti, e presi li profanatori, e condotti a far
qualche penitenza nel monistero di Wilten di Canonici Premostratesi. Li sacrileghi sono due
insprucchesi, un Baroni figlio del sig. Gio. Antonio di Sacco, ed un Carpentari di Roveredo,
nipote del sig. rettore di questo seminario trentino. Compatisco questi scolari, perché così sono
istruiti. Veggasi sopra all'anno 1789 li 12 maggio, dove un altro scolare d'Insprugg asserisce,
che là Christus penitus denegatur; et Beata Virgo chimera publice habetur. Intendo pure che il
processo formato contra li detti sacrileghi è stato spedito a Vienna.
29 giugno 1792
Li 29 leggo, che gli ungari hanno regalato al re Francesco primo cinquanta mila zecchini, ed alla
regina Maria Teresa di lui moglie venticinque mila zecchini, in occasione della loro
incoronazione.
1 luglio 1792
Il primo, essendo domenica, il sig. Alberto Sardagna soprammentovato ha perso possesso della
parrocchia di Sarnonico, datogli solennemente da monsig. Zambaiti Vicario generale.
Nel medesimo giorno, correndo la dedicazione della chiesa parrocchiale di san Pietro in Povo,
ha cantato la Messa nella medesima monsig. decano Conte Manci invitato. Furono scaricati
sotto di essa molti mortaretti. Dopo il vespro poi li povani, alla presenza di moltissimi esteri,
hanno cominciato in cinquantaquattro a rappresentare il martirio dell'Apostolo san Pietro, ma
furono disgraziati, perché venne una dirotta pioggia; gli spettatori non si contentarono degli
attori; perché altri non poterono udire, ed altri vedere; perché certuni sonosi bastonati, ed altri
coltellati in tal congiuntura. Vedi sotto.
Ho inteso, che li sacrileghi enipontani furono sette, tra' quali alcuni bolgianini, un Giovanelli,
che già è venuta la sentenza di Vienna contra di loro. Sono privati delle loro pensioni, resi
inabili agli offici; condannati a stare per qualche tempo nel convento de' Padri Serviti; a digiuno
tre giorni alla settimana in pane, ed acqua; di fare una cappella nel luogo da loro profanato; di
andar a venerarlo ecc. Sono stati ritenuti ad istanza del popolo minuto; ma qui dicesi, che il
Carpentari s'è distaccato dai cattivi compagni volontariamente. Altri dicono, che ciò è falso.
Vedi sotto.
2 luglio 1792
Li due il nostro vescovo è andato a Castelton42, e fu portato in portantina con lui anche il
suddetto Conte Gaddi, maggiore della Piazza di Ferrara, e già venti anni soldato graduato nelle
armate austriache.
3 luglio 1792
Li tre leggo, che Pio sesto li 18 di giugno ha creato prete cardinale monsig. Gio. Battista
Caprara di Bologna, arcivescovo di'Iconio, e nunzio apostolico in Vienna, nato li 29 maggio
1733, e fatto arcivescovo il primo dicembre 1766.
4 luglio 1792
Li quattro intendo, che il vescovo ai povani ha interdetto il replicare la suddetta dimostrazione
vergognosa. Ma vedi sotto. Ne' giorni scorsi ho pure inteso, che a Milano è stata rimessa la
Sacra Inquisizione, perché un cavaliere ha voluto morire ostinatamente senza li soliti
Sacramenti; e però fu seppellito come un asino. Intendo, che in Trento vi è un prete, che ha
detto più Messe al giorno.
Nel medesimo giorno quarto questo nostro Padre Guardiano ha ricevuto lettera dal R. S. don
Gasparo Trinza43 curato di Roveredo della Luna, con cui gli domanda un padre sacerdote, che
supplisca le di lui veci nel tempo, che sarà assente, e che andrà alla sua patria. Ma deve
rispondergli, che assolutamente non può servirlo per mancanza di Frati, non avendone
abbastanza né pur per servire tutti li petenti i questi contorni. La ricerca del curato è strana,
nuova e notabile, essendo lontano, e fuori di questo distretto, e luogo dove noi non andiamo a
questuare. Altre volte fu servito dal nostro convento di Metz Lombardo44. Di qui si ha un nuovo
attestato della scarsezza de' sacerdoti. A questo aggiungo d'aver inteso oggidì, che ora in Trento
vi è un cherico solo di Trento.
Ho veduto una canzone contra i francesi venuta da Roma. Ella comincia: Dies irae, dies illa, e
prosegue sino alla fine sul metro del Dies irae della Messa da morto.
8 luglio 1792
Gli otto, domenica 2 di luglio li povani hanno replicato la loro opera coll'intervento di
moltissimi trentini. Il cielo fu serenissimo.
La Gazzetta di Lugano riferisce delle cose assai notabili e prospere per l'armata francese contra
l'austriaca; ma la Gazzetta trentina non ardisce di tanto per non disgustare li viennesi.
È stato scritto dalla Pusteria, che nel Tirolo tedesco sonovi delle persone di rango, che vanno
raccogliendo attestati, e suppliche per la sussistenza de' Religiosi mendicanti da presentarsi al re
Francesco d'Austria.
10 luglio 1792
Li dieci sono giunti a Trento dei soldati cannonieri austriaci invitai a difendere l'Italia dai
francesi.
12 luglio 1792
Li dodici ho parlato in questo nostro convento con un veronese giovane d'anni ventiquattro, di
molto bel aspetto, il quale convertitosi dal giudaismo al cristianesimo fu solennemente
battezzato col nome di Giambattista nella festa di s. Giambattista li 24 dello scorso giugno da
sua ecc.za rev.ma monsignore Gio. Andrea Avogadro nobile veneto, e vescovo di Verona. Il
Conte Ottaviano Rovereti di Trento, abitante in Verona, terrà cura del medesimo convertito.
Nello stesso giorno dodicesimo, essendo giovedì, hanno terminato in Trento le loro opere i
commedianti, perché sono chiamati per il sabato a Roveredo.
42
Ritornò a Trento al fine di settembre infermo.
Trinza di Enno d'anni 30.
44
*Mezzolombardo.
43
17 luglio 1792
Li 17 leggo, che in Francfort ai cinque del corrente fu eletto imperatore de' Romani Francesco II
Arciduca d'Austria, detto prima Francesco primo re d'Ungheria e Boemia. Fu pubblicata subito
nel Duomo verso l'una meridiana, coll'accompagnamento del suono di tutte le campane, e dello
scarico di trecento pezzi d'artiglieria. Francesco insieme colla sua consorte, e coll'Arciduca
Giuseppe partì da Vienna per Francfort nel detti giorno quinto con intenzione di arrivare li 6 a
Scharding, li 7 a Ratisbona, gli 8 a Norimberga, li 9 ad Erbipoli, e nel dì undecimo a Francfort.
18 luglio 1792
Nel giorno 18 cominciammo a dire nella santa Messa la colletta per impetrare dal Signor Iddio
la pioggia. Il caldo è molto intenso.
20 luglio 1792
Li 20 ho parlato col sig. Felice Pilati di Metodesco45, e da lui ho inteso, che ultimamente a nome
di quella comunità ha soscritto un memoriale da presentarsi all'imperatore Francesco II in favore
de' Regolari mendicanti.
22 luglio 1792
Li 22 giorno di domenica li povani per la quarta, ed ultima volta hanno fatto la loro opera con
grande concorso, ma non mai con onore. Fecero la terza nella domenica precedente, che fu ai
15.
24 luglio 1792
Nella notte de' 23 venendo li 24 fuvvi un gran temporale con gragnuola46 molta, e molto grossa
che danneggiò assai le campagne di Vezzano, Fravezzo, Lono, Covalo, ed anche Terlago, e
Vigolo. Nella Giudicaria poi minore fu più spietata. Là uccise delle galline, degli uccelli, delle
lepri, e ferì nella testa un uomo di Comano, quantunque l'avesse coperta da berretta, e cappello.
Nel nostro orto campense furono trovati uccisi circa 33 uccelli.
Nella scorsa settimana il vescovo di Trento con sua lettera curiale ha ingiunto, che proibisca il
nostro Padre Provinciale ai suoi Religiosi il distribuire amuleti, Flagellum daemonum ecc. nel
dominio austriaco. Vedi sopra.
27 luglio 1792
Li 27 leggo, che Francesco secondo fu incoronato imperatore de' Romani nel Duomo di
Francfort li quattordici di luglio, giorno di sabato.
28 luglio 1792
Li 28 giorno di sabato, dopo una pioggia ordinaria, intorno alle sei di sera, con grande strepito è
comparsa la Fersina gonfia tutta in un tratto, e riempì tutto il suo gran vaso, portando molti legni
piccioli, e grandi, ed andando a traverso di Borgaro47. Ma cessò ancora della stessa sera.
Danneggiò molto la campagna di Fornasio48, e de' circonvicini paesi. Danneggiò pure il follo49
di Nogaredo50, dove trovò il nostro panno, e ne portò via una pezza. La stagione divenne assai
fresca.
45
*Mezzocorona.
*Grandine.
47
*Bolghera.
48
*Fornace.
49
*Impianto per feltrire la lana o altri tessuti.
50
*Nogaré.
46
2 agosto 1792
Li 2 agosto abbiamo dovuto soscrivere la lista della posta dello scorso trimestre fatta in lingua
tedesca, e coll'importo delle lettere, mentre per l'addietro si notava solamente il numero delle
lettere.
5 agosto 1792
Li cinque, domenica, correndo il Perdono d'Assisi abbiamo avuto un concorso assai grande di
persone anche insolite, e lontane.
Ieridì, li 4 furono distribuiti li premi agli scolari del ginnasio trentino. Li premiati furono nella
rettorica secundi anni Giuseppe Maria Ducati trentino figlio del sig. segretario Pietro Carlo.
Giuseppe Villi da Villa. Pietro Tecini da Val di Non. Pietro Echeli trentino. Angelo dal Rì di
Val di Non. Tommaso Bellotti da Meano. Giovanni Cristofori di Trento51.
Nella rettorica primi anni. Bartolommeo Valenti da Val di Sole. Giambattista Eccher dall'Eccho
di Caldonazzo cavaliere. Alberto Paurfeind di Trento. Aloisio Collizzoli da Giudicaria. Aloisio
Fenici da Tenno. Giambattista Curzel da Caldonazzo. Nella gammatica suprema.
Francescantonio Lupi di Margon da Trento. Paride barone Kloz di Rosenberg, e Spreheim ecc.
Giambattista Ossana da Val di Non. Federico Federici. Giambattista Foresti ambidue di
Trento52. Lorenzo Chimelli da Pergine. Nella grammatica media. Simon Giuseppe Rohr di
Trento. Simon Rover di Trento. Marquardo Leopoldo Conte di Welsperg, e Primier, Signore in
Altrassen, e Langenstein, canonico di Trento, da Primiero. Francesco Bergamo da Val di Non.
Nella grammatica infima. Tommaso Bruti da Rendena. Francescantonio Conte Graziadei de
Trilaco da Trento, come Conte. Stefano Birti di Trento. Alberto dal Cesare di Trento. Aloisio
Mendini da Val di Non. Nè principi. Dionisio Antonioli da Levico. Giuseppe Marzari di Trento.
Giacomo Prati da Caldonazzo. Il Lupi ne ha riportato cinque. Il Rohr altri cinque. Il Bruti tre.
Gli scolari tutti delle scuole minori, cioè della rettorica, e delle inferiori furono 149.
7 agosto 1792
Li sette leggo, che Francesco secondo in occasione della sua coronazione imperiale ha creato de'
nuovi Conti, baroni, cavalieri, e ciambellani, tra questi un Conte d'Arco, ed ha conferito la
dignità principesca al Conte Leopoldo Kollowrat boemo, Conte Carlo Palfy ungaro, Conte
Schönborn, e Conte Camillo Colloredo. Non si verifica questa creazione di principi. Leggo, che
la dichiarazione di guerra indirizzata agli abitanti della Francia da sua altezza serenissima Carlo
Guglielmo Ferdinando Duca di Brunswick-Luneburgo, supremo comandante delle armate
austro prussiane, data nel quartier generale di Coblentz li 25 luglio 1792. Parla con una grande
franchezza. Vedremo con qual fortuna. Leggo, che l'assemblea francese ai 19 luglio ha decretato
di vender i palazzi vescovili, sperando di ricavare venti milioni, e di dare ai vescovi del danaro
per pagare il loro alloggio.
10 agosto 1792
Li dieci leggo nella Gazzetta trentina foglio 64 il seguente: Avviso. Si fa noto al pubblico, che
l'ill.mo signor professore de Barbacovi nel venturo anno scolastico darà dalla cattedra nel
pubblico ginnasio tre giorni in settimana lezioni di diritto di natura, e delle genti, ed altri tre
giorni lezioni di diritto civile, oltre i soliti collegi, sì nell'una, che nell'altra scienza. Così la detta
Gazzetta. Ciò si nota, perché il detto sig. Gianfrancesco Barbacovi di Taio, fratello del
consigliere, ed ex professore Francesco Vigilio Barbacovi, è stato licenziato dal Magistrato
civico, ed eletto nuovo professore il signor dottore Vigilio Schratenberg di Trento assessore
dell'officio spirituale di Trento. Il Barbacovi è stato confermato dal vescovo. Questa cosa non
sarà bene intesa, né potrà produrre buoni effetti. Poscia lo Schratenberg ha rinunciato.
51
Cristofori figlio dell'osto dai tre Mori di Borgo s. Croce. Fu questo Cristofori impiccato al
Tagliamento dal militare austriaco, come spione de' francesi.
52
Il Foresti nel 1795 si ha fatto soldato austriaco.
11 agosto 1792
Gli undici ho ricevuto di ritorno da Insprugg il mio direttorio monastico intatto, ed approvato
per la stampa dall'eccelso governo li 12 di luglio, da cui fu segnato: Ecclesiast. N° 4403/540.
15 agosto 1792
Li quindici monsignor Vicario generale canonico Simone Albano Zambaiti è stato a Bolgiano
alla solennità della restituzione in pristinum di quella Collegiata, già soppressa da Gioseppe
secondo.
Nel medesimo giorno quindicesimo nel Duomo di Trento fu cantata solenne Messa in musica,
col Te Deum per la seguita elezione, e coronazione imperiale di Francesco secondo.
18 agosto 1792
Li dicidotto, giorno di sabato circa le dieci, nella Piazza Pretoria di Trento, dal boia di Merano
con tre colpi di spada fu decapitato Giovanni quondam Giovanni Franceschini, nativo di Drone,
ma originario di Vigolo Baselga, giovane di circa 25 anni, perché ha li 9 novembre 1791
barbaramente ucciso un suo per altro amico bottaio Oberaur di Trento, alle Sarche, dopo d'aver
mangiato e bevuto insieme, per una contesa di quattro sole petizze, dopo che l'Oberaur gliene
diede due, ed altri si esibirono di dargli le altre due. Fu condannato dal podestà Gio. Domenico
Romagnosi dottore delle leggi, collegiato, e cavaliere piacentino. Le spese furono fatte tutte dal
fisco. Il decollato fu servo in castel Campo, ed anche masadore dello stesso castello a Bolgiano.
Gli hanno assistito il sig. don Vincenzo Angeli e due Padri Cappuccini. Secondo il solito li
confratelli della Morte hanno questuato per fargli celebrare delle sante Messe, nella città e ne'
villaggi circonvicini, ed hanno trovato cento ed otto fiorini. Questa volta gli fu intimata la morte
non dal procuratore fiscale, ch'è il signor Tosetti, ma dal cavaler, o sia bargello Vincenzio
Tolommei avendo giudicato cosa impropria, che un tal atto sia fatto da una persona civile sua
altezza rev.ma.
19 agosto 1792
Li 19 domenica, e festa del voto della città per il contagio del 1630 sono stato alla solita
processione del Duomo ed alla Messa cantata in musica con isparo di mortari. La cantò il
Beneficiato don Bartolommeo Gerloni, assistito dal sig. piovano, dai leviti, dal cerimoniere
canonicale e dai chierici seminaristi.
21 agosto 1792
Li 21 agosto leggo, che in Roma Pio sesto ha ordinato un giubbileo straordinario di otto giorni
per li bisogni presenti della Chiesa cattolica. Terminò ai quindici. Sono andati tutti li Regolari
ogni giorno processionalmente alle chiese destinate; ed il Papa con molti cardinali e prelati ad
una ogni giorno, dove col ss. Sacramento ha dato la benedizione.
24 agosto 1792
Li 24 leggo, che l'imperatore Francesco secondo ai nove di agosto, giorno di giovedì, e vigilia di
s. Lorenzo, in Praga fu coronato re di Boemia.
25 agosto 1792
Li 25 da una persona di Termeno sono stato assicurato, che in quel luogo il vizio è punto
verecondo, mentre le giovani, che non hanno marito, partoriscono, allattano, ed allevano come
le maritate pubblicamente i loro parti, con questo di più, che dal giudice del luogo ricevono
dieci fiorini ogni volta, che partoriscono un maschio. Questo fu introdotto da Giuseppe secondo,
siccome allora ho sentito, ed anche letto a stampa ne' fogli pubblici. Oh Dio!
28 agosto 1792
Li 28 nella Gazzetta monauniana ho letto, che il re di Francia Luigi XVI è stato deposto li 9 di
questo agosto nella notte venendo i dieci, e fu rinserrato colla sua moglie Antonietta d'Austria,
Luigi suo figlio, Maria Teresa figlia, ed Elisabetta sorella, nel castello di Luxenburgo situato in
un borgo di Parigi. Ho pur letto che moltissimi francesi sono stati massacrati da altri francesi e
che sono state commesse delle crudeltà insolite affatto, ed indicibili. Non ho tempo da
trascriverle.
31 agosto 1792
Li 31 leggo, che il detto re non fu rinserrato nel castello di Luxemburgo per timore, che col
mezzo di sotterranei del medesimo potesse fuggire, o essere rapito; ma bensì nel castello
Temple situato in un borgo di Parigi. Che la famiglia reale col re non ebbero vestiti da mutarsi
d'alcuna sorta, né pure camicie. Che la residenza reale fu messa a sacco, e sono state vendute
delle camicie, e de' merletti della regina.
settembre 1792
Ne' giorni seguenti non ho fatto note, perché sono stato lungi dalla cella, per aver dovuto
sostenere il carico di confessore straordinario si monache.
Nella Piazza della Fiera fuori di Trento al luogo del pallone fu fatto uno steccato di tavole, con
un palco per sua altezza rev.ma nostro vescovo, un altro appreso sopra il tetto delle case per
l'ill.mo Magistrato consolare, altri nella parte opposta, con panche ecc. Chiuso e custodito dai
soldati del Zuchthaus, ed agli sbirri: tutto col permesso del detto Magistrato perché in esso
possano giocare col pallone quattro fiorentini, e quattro roveretani quattro volte, cioè li 15 e 16
sabato, e domenica, li 18 e 19 martedì e mercoledì. Ma subito sono nati degli scompigli, perché
per entrare bisogna dar un traiero, e per sedere due traieri. Tal danaio è per li giuocatori, e per le
spese dello steccato. Li contadini, e plebei sonosi sentiti pregiudicati, han tentato di rompere lo
steccato, han conteso e sono seguite delle piaghe ecc. Fu giuocato nel giorno 19 con grande
concorso di persone ance straniere. Poi venne disfatto lo steccato.
Perché il nostro vescovo non può stare in piedi sono andati a Verona per essere ordinati dodici
chierici trentini, quattro de' quali saranno ordinati sacerdoti.
Le crudeltà, che leggonsi usate dai francesi colli francesi stessi sono tali, che sembrano
incredibili. Certamente sono nuove nel mondo. Tra massacrati si contano 264 preti non giurati,
cioè che non han voluto fare il giuramento civico, che si trovavano nel convento de' Carmelitani
di Parigi. Fra di loro si contano come massacrati l'arcivescovo d'Arles, il vescovo di s. Papoul, il
vescovo di s. Pont, il vescovo di Xaintes, ed il vescovo di Beauvais. Tutti in una sola notte, e
perché gli ecclesiastici predetti furono fedeli a Dio. Ciò fu ai 12 del corrente. Gli uccisi fansi
ascendere al numero di 3.000, cioè tremila persone.
La pitonessa Maria Susanna Casellarose francese, comparsa in Bologna nello scorso agosto, e di
là scacciata, finalmente da Viterbo fu condotta a Roma, e rinchiusa nel maschio di Castel s.
Angelo li sei del corrente. Dopo non fu più nominata.
Il Papa ha fatto erigere due stamperie secrete ne' suoi palazzi Vaticano e Quirinale.
L'assemblea francese ha decretato, che il Matrimonio sia un contratto dissolubile col divorzio.
28 settembre 1792
Li 28 venerdì Luigi Francesco Riboldi cittadini di Parma come nuovo podestà di Trento ha fatto
lo statutario giuramento nel Consiglio aulico, essendo assente il vescovo principe. Prima di
entrare dovette far anticamera una mezz'ora, per cosa insolita. Volendo poi dopo il giuramento
fare la solita allocuzioncella, il signor cancelliere Gentilotti non glielo permise, ma dissegli, che
andasse via subito. Così gli è accaduto perché non la ha mostrata al medesimo cancelliere
qualche giorno avanti come da poco in qua fu decretato. Altrettanto negli ultimi anni praticato
anche coi consoli quando vanno a giurare. Essi più non parlano, né avanti né dopo. Il Riboldi
avrà fatto secondo l'istruzione avuta dai consoli, de' quali alcuni furono presenti.
2 ottobre 1792
Li due d'ottobre nel foglio 79 della Gazzetta trentina sotto la data di Vienna 24 settembre leggo,
che il nobile signor Francesco de Betta dalla Valle d'Anaunia in qualità di protocollista del
cambio de' nobili fu da sua maestà l'imperatore fatto segretario del tribunale de' nobili col
salario di fiorini 1.000 annui.
3 ottobre 1792
Li tre ci fu portato il cartello, che si dica la colletta ad petendam serenitatem nella santa Messa.
Leggo, che nello scorso settembre in Menin della Fiandra sua patria è morto il sig. van der
Mersch già condottiere de' sollevati fiamminghi contra Gioseppe secondo, più volte rammentato
in questo mio Diario.
Intendo, che in Trento sonovi delle differenze tra il Magistrato civico, ed il macello castrense,
perché tanti vanno a quel macello, giacché trovano carni migliori, ed a più buon prezzo.
8 ottobre 1792
Gli otto, giorno di lunedì li trentini hanno dato principio alla vendemmia generale.
10 ottobre 1792
Li dieci di sera in Trento il sig. cancelliere Giambattista Gentilotti vedovo d'anni 82, senza
figliuoli, ha presa per sua moglie la sig. contessa Gioseffa Terlaga figlia del quondam Conte
Antonio, giovane di anni 26 con dote di fiorini seimila. Le ha fatto una contraddote di fiorini
quattromila in danaro, e due mila in gioie; con cinquecento fiorini annui di mancia, e con altri
patti molto notabili. Questo molto dispiace al sig. Conte Antonio Crivelli figlio d'una sorella del
Gentilotti, che sebbene assai ricco aspettava di riuscir erede. Nello stesso momento il figlio del
Conte Giangiorgio Triangi di Trento ha sposata Barbara sorella della suddetta Gioseffa, ma più
vecchia, contando 32 anni di età. Molte furono proposte al Gentilotti. Egli scelse l'ultima, e tutto
seguì dentro lo spazio di soli sette giorni. Se non ha figli si estingue la famiglia nobile de'
Gentilotti di Trento, restando altri poveri53.
Leggo, che Luigi XVI fu re di Francia per decreto dell'assemblea in avvenire sarà chiamato
Luigi ultimo, oppure Luigi di Borbone, Luigi Capeto.
Le cose della guerra tra' francesi, ed austro-prussi vanno assai prosperamente per li francesi, li
quali hanno preso anche la Savoia.
28 ottobre 1792
Nella notte venendo li 28 del corrente ottobre, circa l'una, in Trento appresso s. Maria Maggiore
il fuoco ha danneggiato il fornaro Domenico Grandi con pericolo di ulteriori rovine.
Ho inteso che sono ritornati sul Trentino trecento sollandi tutti ad un tempo venuti dal Piemonte
con una premura come se avessero avuto alle spalle i francesi. Ho pure inteso, che gli stessi
francesi hanno preso Francfort, e Magonza; e così anche poscia letto.
11 novembre 1792
Gli undici di novembre, domenica, e festa di san Martino questi Padri Carmelitani nella loro
chiesa di s. Gioseppe alle Laste sopra Trento hanno solennizzato la beatificazione della beata
Maria dell'Incarnazione monaca conversa del loro Ordine, la quale fu solennemente beatificata
da Papa Pio sesto ai cinque di giugno del 1791. Fecero festa un giorno solo, quantunque la
concessione apostolica fosse di un triduo. Parecchi giorni avanti esposero sulle porte di tutte le
chiese un invito sacro manoscritto lungo. Panegiricò il signor don Vincenzo degli Angeli di
Trento. Cantò la Messa il canonico Emmanuele Conte di Thunn, coi musici di Trento. Li Padri
fecero imprimere in un foglio in 4° l'effigie della Beata con una preghiera dietro alla medesima.
Fecero pure stampare la di lei vita con questo titolo: Ristretto della vita della B. Maria
dell'Incarnazione monaca conversa professa dell'ordine delle Carmelitane Scalze, e fondatrice
del medesimo Ordine in Francia. In Roma, ed in Trento 1792. Per Giambattista Monauni stamp.
vescovile con lic. de' Sup. in 12°, pagg. 12. Ella nacque in Parigi il primo giorno di febbraio
53
Turpe senes miles, turpe senilis amor. Effatum. Senes ab ipsa concluduntur aetate, et iusto
intemperantiae pudore revocantur facere opera nuptiarum. S. Ambros. apud Cornel. Lucae 1,24.
dell'anno 1565 e fu battezzata col nome di Barbara. Fu figlia di Niccolao Aurillot Signore di
Champlastreux, e di Maria l'Huillier, ambidue nobili. Stette due anni come educanda nel
monastero di Long-Champ di monache Clarisse situato due leghe fuori di Parigi, dove fu posta
essendo di anni dodici. Contra sua voglia per ubbidire ai suoi genitori sposò il signor Acarie, da
cui ebbe tre figliuoli, e tre figliuole, le quali si fecero tutte e tre Carmelitane Scalze. Dopo 29
anni di matrimonio restò vedova; e si fece monaca Carmelitana Scalza conversa in Amiens, col
nome di suor Maria; e dopo quattro anni di vita claustrale morì nel monastero di Pontoise li
sedici di aprile del 1618, da male de' polmoni infiammati, dell'apoplessia, e paralisia, in età di
anni 54 incominciati. Pontoise, Pontisare, è città capitale del Vessinese, ossia Tractus
Volcassini, distante circa 20 miglia da Parigi. Amiens, Ambianum, è città vescovile discosta
novanta miglia da Parigi. Suppongo, che Pio sesto l'avrà beatificata anche perché preghi Dio per
li presenti estremi bisogni de' francesi, li quali commettono tali crudeltà, e tante contra li
cattolici, che sembrano affatto nuove anche agli eruditi nelle storie de' tempi trascorsi.
Continuamente passano per Trento de' francesi emigrati. Sono tutti signori; ma vendono delle
robe a buon prezzo per bisogno di danaro. Sono stati qui anche due nostri Frati laici un lorenese,
ed un alsaziano fuggiaschi dai francesi. È pure stato qui un prete di Brusselles istradato per
Roma. Questi tra più altre cose disse, che ora pugnant impii contra impios.
Tre preti francesi nella bottega del Monauni interrogati hanno risposto, che il giuramento civico
contiene più di trenta articoli contra la fede cattolica.
Un prete di Trento predicatore, detto F. R. figlio di G. R. notaio per avere bestemmiato contra
santo Agostino nella caffetteria rigleriana, per lodare Filippo Custine francese, fu sospeso dalla
Messa. Un altro prete francesista fu condannato al ritiro di castel Pergine. Altri dicono ciò non
esser vero, e così è. Furono soltanto minacciati. Il Custine eroe de' francesi fu decapitato dai
francesi nel 1793 in Parigi.
In questi giorni in Trento fu pubblicato un proclama contra i francesisti. Altri lo negano
meritamente.
Ho inteso, che la regina di Francia Maria Antonietta arciduchessa d'Austria d'anni 37 ha una
lunghissima treccia tutta bianca. Niuno la compassiona, perché ognuno la crede la causa
principale delle sciagure moderne della Francia, mercé che sorella del fu imperatore Gioseppe
secondo.
Più volte in questi giorni ho inteso, che l'imperatore Francesco secondo sia già morto, e che
sieno passati due corrieri. Chi gli ha parlato tre volte in Francfort asserisce, che allora pure gli
comparve molto macilente, e tristo. Ma vive 1795.
19 novembre 1792
Li diciannove dopo il vespro fu posta la Via Crucis dipinta dal sig. Niccolò Volani di Trento in
questa nostra chiesa di san Bernardino, benché siavi nell'oratorio della Madonna, nel coro e
fuori della porta maggiore. Costò 35 fiorini, de' quali trenta furono dati al pittore. Nella stessa
sera de' 19 abbiamo cominciato a scaldare il nostro refettorio grande. Cessammo li 19 marzo
1793.
20 novembre 1792
Li 20 l'Adige menò ghiaccio, e soffiò un vento molto crudo. Rapporto al ghiaccio altro lo
negano.
21 novembre 1792
Li 21 mercoledì nel castello di Trento vi fu un concorso generale per le parrocchie austriache.
22 novembre 1792
Li 22 giovedì nello stesso castello vi si tenne il concorso per la parrocchia di Vigo dell'Anaunia.
Li preti concorsi a questa furono soltanto 20, anzi 19.
Nel medesimo giorno dopo vespro cadde la prima neve nella città di Trento. Leggo, che in
Roma al airomem led rotarepmi odlopoel aivattut arud atsuafni54.
23 novembre 1792
Li 23 leggo, che li nobili, ed il clero del Brabante si obbligano di sacrificare e beni, e vita per
resistere ai francesi, se vengono rimessi ne' loro primieri diritti dall'imperatore. Dunque né pur
Francesco II gli ha graziati, e consolati.
Leggo replicatamente, che per mare sono giunte a Roma molte monache francesi, fuggendo
dalla gravissima persecuzione francese, e che dal Papa sono state collocate in diversi monasteri
di Roma. Così è anche de' Frati, e preti francesi rifugiati in Roma e nella Romagna pontificia.
Dicesi, che sulla Romagna vi sono circa 20 mila ecclesiastici fuggiti dalla persecuzione
francese. Ho pur letto che in Vienna d'Austria sonovi più di 19 mila francesi fuggiaschi. Si
trovano fermati in Trento sei preti francesi, uno de' quali fu Vicario generale del vescovo di
Grenoble nel Delfinato. Essendo giunti in Bolgiano troppo laceri, furono tutti vestiti di nuovo,
ed uniformemente dalla carità de' canonici di Bolgiano, e di altri bolgianesi.
Leggo, che l'imperatore Francesco gode della più prospera salute, e che fu consigliato di
moderare il suo quotidiano esercizio di andare alla caccia, o al passeggio cavalcando per
conservarla. Leggo pure, che li francesi hanno fatto grandi progressi nelle Fiandre austriache,
essendosi più città date nelle loro mani facilmente, e senza ripugnanza.
Leggo altresì un dispaccio dato in Insprugg li 20 del corrente al nostro Padre Provinciale colle
direzione al P. Aurelio da Borzaga Provinciale de' Francescani italiani a Trento, quantunque il
detto Padre Provinciale non siasi mai chiamato Aurelio di Borzaga, chiamandosi Arcangelo di
Cles.
Nel corrente Avvento predicano li Padri nostri in:
Aldeno, il P. Anacleto da Casezzo, anche nelle feste e primo d'anno. Anche nelle feste natalizie
ecc. potrebbe qui attaccarsi anche a più altri.
Romagnano, il P. Giorgio da Clesio.
Villazzano, il P. Francesco Borgia da Riva.
Povo, il P. Giangiuseppe da Canzolino.
Cognola, il P. Provinciale Arcangelo da Cles.
Gardolo, il P. Segretario Gio. Evangelista da Stenico.
Calavino, il P. Illuminato da Clesio.
Vezzano di sera, il P. Illuminato medesimo anche nelle feste.
Civezzano, il P. Ilario di Civezzano Vicario in Pergine.
Roveredo a s. Maria, il P. Gasparo da Campo
Volano, il P. Basilio d'Albiano.
Villa Lagarina, il P. Gio. Vincenzo da Roveredo.
Besenello, il P. Damaso da Vigol Vattaro. Ma le sole due prime domeniche, poi il P. Guardiano
Amadio.
Altrove altri. Pergine, il P. Guardiano Cirillo da Revò
Pressano, il P. Vicario Filippo da Metodesco55.
7 dicembre 1792
Li sette dicembre leggo, che negli ultimi dello scaduto novembre ha finito di vivere Enrico
Giovanni Kerens, nativo di Mastricht, e vescovo di s. Pölten, in età di anni 68. Egli fu Gesuita,
ultimo vescovo di Neustadt, e primo vescovo di s. Pölten, o sia Sant'Ippolito nell'Austria. Fu
pure uno de' tristi consiglieri di Gioseppe secondo, benché non portasse titolo di consigliere.
Nacque in Mastricht città della diocesi di Liegi ne' Paesi Bassi li 23 maggio 1725 e prese il
possesso del vescovado santippolitano il primo di maggio del 1785.
54
55
Leggi alla rovescia: "Infausta dura tuttavia Leopoldo imperator del memoriale"
*Mezzocorona.
8 dicembre 1792
Gli otto ho letto un sonetto stampato dal Monauni par il possesso dato ad un nuovo parroco li
sei del corrente, tutto pieno di bugie manifestissime.
Nello stesso giorno la Compagnia dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima eretta nella
chiesa di questi padri Minori Conventuali a San Francesco ha celebrata la sua solita solennità,
malgrado l'essere stata privata de' suoi fondi dal vescovo per fare il cimitero comune campestre,
di cui non c'è ancora verun principio. Fece il panegirico il nostro Padre Guardiano Gioachino da
Pressano come amico del ministro di essa Conte consigliere Filippo Consolati.
11 dicembre 1792
Gli undici sono partiti da Trento undici catenati dell'ergastolo, accompagnati dai soldati del
medesimo ergastolo, verso Bolgiano, dove saranno arruolati alle milizie, che si reclutano contra
i francesi.
12 dicembre 1792
Li dodici ho letto che il soprallodato P. M. Niccola Maria Ciani non può conseguire il
vescovado di Como, cui fu nominato da Leopoldo secondo, perché li comaschi vogliono un
lombardo, e Francesco secondo, attese le presenti critiche circostanze non vuole disgustarli. Per
altro il medesimo Francesco secondo ha fatto sapere al P. Ciani56, che stima la di lui dottrina, e
che si ricorderà di lui in altre occasioni. Al detto P. Ciani ha pregiudicato l'essere stato nominato
da un monarca inviso alla Sede Apostolica, e l'avere stampato un libro de Gratia Christi
secondo li principi del P. S. Agostino contrari a quelli degli ancora potenti exgesuiti, due de'
quali hanno fatto grandi maneggi nella Corte di Roma contra il lodato P. Ciani, nominatamente
il fu Padre Francescantonio Zaccaria veneto celeberrimo. Vedi sopra al 23 novembre 1791.
14 dicembre 1792
Li 14 ho letto una circolare del nostro vescovo Pietro Vigilio diretta al venerabile clero curati
con dato in Trento dal castello della nostra residenza 30 novembre 1792. Comincia:
Quell'apostolico oracolo, e tratta della libertà, ed uguaglianza, cose millantate dai francesi, e
allettanti al francesismo moderno empio, barbaro, e scellerato. Fu stampata dal Monauni in
Italiano ed anche in latino. Empie 16 pagine in 8° grande.
Nel medesimo giorno 14 sono giunti a Trento li primi soldati austriaci, che vanno per difendere
la Lombardia dall'invasione de' francesi.
Li medesimi soldati hanno fatto de' mali, e delle insolenze a Bolgiano; e quindi avvisato il
Conte Pio di Wolckenstein capitano di Trento h spedito loro incontro, perché non facciano
altrettanto in Trento. Ciò non ostante hanno malmenato, ed anche ferito un prete svizzero
viandante in Trento, per la quale barbarie furono ripresi dal detto Conte.
16 dicembre 1792
Li sedici ho letto la suddetta circolare latina parimente stampata in 8°, pagg. 16, diretto Ven.
Clero in animarum cura constituto. Comincia: Apostolorum oraculum. Dice Apostolorum,
perché ricavata dalle epistole di s. Paolo, s. Pietro, e san Giuda Apostoli. Avanti il nome del
vescovo non v'è il Nos. Al fine vi è NB Litteras has nostras vulgari idiomate redditas e
suggestu vel altari prima die dominica a singulis animarunm curatoribus populo enunciari,
atque ex iis argumentum saepius populum instruendi, et exhortandi desumi mandamus.
Nel medesimo giorno, correndo la domenica Gaudete, nel Duomo di Trento furono fatte
pubbliche orazioni coll'esposizione del ss. Sacramento contra li francesi increduli, barbari, e
disturbatori del mondo. Lo stesso fu fatto li 17 in s. Maria Maggiore, li 18 in s. Pietro.
Ho letto, che il menzionato Kerens vescovo di s. Ippolito ha lasciato una facoltà di trecento mila
fiorini, li quali in gran parte si trovano nel banco di Amsterdam nell'Olanda. Ha lasciato sue
erede universale la sua nipote; e fra gli altri Legati pii ha assegnato quaranta mila fiorini a pro
56
Per mezzo del Conte Gianfrancesco Vilzegg ministro di Milano.
degli studenti più necessitosi. Leggo pure, che il vacante vescovado di Sant'Ippolito
dall'imperatore Francesco secondo è stato conferito al principe di Hohenwart vescovo di Trieste;
il quale nel catalogo stampato de' vescovi si dice Sigismondo Conte di Hohenwart eletto
vescovo di Trieste in Istria nel 1791. Vedi sopra 13 febbraio 1791. Anch'egli fu Gesuita. Nacque
in Gerlachstein di Lubiana li 2 maggio 1730 e venne trasferito a s. Ippolito li 12 settembre 1744
e fatto arcivescovo di Vienna nel 1803.
21 dicembre 1792
Li 21 ho inteso, che avendo rinunciato ultroneamente il consiglierato, e cancellierato aulico di
Trento il signor Gio. Battista Gentilotti, gli fu sostituito nel cancellierato il signor consigliere
Francesco Vigilio Barbacovi da Taio; e che nello stesso tempo il signor Alberto Vigilio Conte
Alberti di Poia vedendosi trascurato, ha rinunciato il consiglierato, vice cancellierato,
capitaniato della Rocca di Riva, e della casa di correzione.
Ho letto una lettera ad un canonico di Trento scritta sopra, e contra il canonicato posseduto dal
Conte Bartolommeo di Lodrone, il quale ora dallo scaduto novembre si trova nel seminario
salodiano per istudiare. Vuolsi scritta dal canonico Piccini al canonico Alberti Enno seniore. È
stampata in 8°, pagg. 54, senz'anno, luogo, stampatore, e approvatore.
25 dicembre 1792
Nella notte del ss. Natale, venendo il giorno venticinque, passò per Trento senza fermarsi
andando ai bagni di Pisa la regina vedova di Suezia luterana Sofia Maddalena principessa reale
di Danimarca, nata li tre di luglio del 1746 e sposata li 4 novembre 1776 a Gustavo terzo re di
Suezia dal 1771 sino al corrente 1792 in cui fu ucciso proditoriamente57. Ella è madre del
moderno re Gustavo Adolfo quarto, e sorella di Cristiano VII re di Danimarca luterano.
26 dicembre 1792
Li 26 festa di santo Stefano nel castello di Trento il nostro vescovo ha ordinato sacerdoti alcuni
studenti d'Insprugg diocesani di Trento, a tenore delle leggi gioseffine.
Nella stessa sera in Trento hanno dato principio alle loro opere diaboliche li commedianti,
quantunque abbia loro negato il suo voto il signor console Conte Bartolommeo de' Fati Tabarelli
di Terlago; e siavi anzi bisogno estremo di placare la giusta ira del Signor Iddio con opere
buone. Nella notte, e giorno seguente cadde in città la quarta neve, che restò alta, e m'impedì
l'andare nella medesima città per un urgente affare. Assai più alta è venuta nella Valsugana, e
nel Perginasco. Li concorsi alla detta prima commedia furono tanti, che non tutti trovarono
luogo, e quindi non pochi ritornarono a casa. Mi fu detto, che furono circa quattromila, e che per
lo meno pagar deve ogni uno dieci soldi, o 10 carantani.
Ho sentito leggere, che in Cauria del Primiero fu veduta una spia francese con un barba lunga
posticcia, con abito, e tabarro nero. Dopo, che partì da Cauria fu inseguita da un paesano, che
andò ad avvisarne li tesinati, e gli strignati. Non so ancora con qual esito. Fu arrestata in Borgo
avanti li 31, ma dopo alcuni giorni licenziato.
In Mantova ultimamente fu arrestato e carcerato molto strettamente Francesco figlio del sig.
Giuseppe Slopp di Trento professore matematico nell'università di Pisa, mentre ritornava a Pisa
dopo d'essere stato in Francia, e qui a Trento. Il motivo fu, perché in una caffetteria fu scoperto
giacobino. Nel di lui convoglio fu ritrovata una lettera del general Custine francese con otto
coccarde. Egli è nato in Pisa dal professore Slopp nativo di Trento58.
57
58
Vedi sotto al 27 gennaio 1793.
Francesco liberato nel febbraio 1793. Sta in Trento 1797.
28 dicembre 1792
Li 28 è ritornato a Trento il famoso Conte Fato di Terlago figlio del Conte Vincenzo, e della
contessa Pacifica Cresseria59, dopo che dai soldati fu solennemente degradato, e cacciato via.
Egli non è capace di emendarsi. Vedi sotto.
Secondo il mio solito protesto, che anche in quest'anno 1792 ho tralasciato moltissime cose.
30 dicembre 1792
Li 30 ho inteso, che in Vienna d'Austria ultimamente fu scoperta una congiura di molti clubisti
francesi, e tedeschi, li quali avevano stabilito di massacrare tutta la famiglia cesarea la prima
volta, che la trovava unita al festone, dando prima il fuoco in più luoghi della città, e
nominatamente al gran legnaio. La manifestò un complice all'ambasciadore della Moscovia.
Vedi sotto al 19 febbraio 1793. Volevano fare un Vespro siciliano nella santissima notte di
natale.
31 dicembre 1792
Li 31 da due parolotti piemontesi ci fu raccontato, che negli anni scorsi hanno trovato in
Pinedo60 trentino due francesi finti mendici. Da altro ho inteso, che altri francesi sono stati
veduti in Bondone presso Trento; e che quest'anno si è il primo in cui a Trento si fanno
commedie d'inverno. Basta. Basta.
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO M.D.CC.XCIII. 1793
1 gennaio 1793
Nel primo giorno di gennaio, festa della Circoncisione di Gesù Cristo Signor nostro, ha fatto il
discorso sopra il ss. Nome di Gesù nella chiesa delle Fradaglie di Trento il nostro Padre
Illuminato da Cles.
Nel medesimo giorno ho letta la prima enciclica diretta ai comaschi da monsignor Bertieri,
stampata senza luogo, nome di stampatore, e tempo in 4°, pp. 14. Comincia: Giuseppe Bertieri,
per la grazia di Dio, e della Sede apostolica vescovo della s. Chiesa di Como ai venerabili
fratelli, ai diletti figli, al Capitolo della cattedrale, al clero tutto, e popolo della città e diocesi di
Como, salute in Lui, nel quale è la vera salute. In fine vi è: Vienna ai 21 dicembre 1789. Verso
il fine dice, che preghino specialmente per il sommo Pontefice Pio VI acciò lo dirigga Iddio nel
sentiere della sua virtù, lo custodisca, e salvo il faccia. Tutti poi uniamoci a supplicare con
fervide ed assidue preghiere Dio Ottimo Massimo, acciò lunga, e felice vita conceda a Giuseppe
II imperatore, e re nostro, della cui pietà verso Dio, e del cui sincero desiderio di promuovere il
divin culto, e sollecitudine di giovare ai sacri ministri della religione, ai quali è affidata delle
anime la cura, dubitar non ne può se non chi inscio sia delle cose, o maligno; e ne son io stesso
qui testimonio. Preghiamo l'Altissimo, che serbi pur incolume l'augusta famiglia e
particolarmente i reali principi Ferdinando, e Beatrice colle regia loro prole. Questo solo
frammento può bastare per comprendere quanto forte sia l'impegno dell'adulazione, oppure di
qual taglio sia il Bertieri, che ora è vescovo di Pavia. Si avverta, che non manifestasi punto
Agostiniano, anzi né meno Frate, contra le leggi canoniche. Nella detta sua circolare mostra la
dignità, eccellenza, e utilità della religione cristiana.
2 gennaio 1793
Li due ho inteso per la prima volta, che sono stati creati nuovi consiglieri aulici di Trento il
signor dottore Giuseppe Leporini, ed il sig. Carlo Ippoliti ambidue di Pergine; come pur vice
cancelliere il consigliere Filippo de' Conti Consolati. Per altro in Trento si parla molto contra il
nuovo cancelliere, specialmente non intendendo l'idioma tedesco.
59
60
*Cresseri.
*Piné.
5 gennaio 1793
Nella sera tarda dei cinque con una portantina fu portato a questo nostro convento il suddetto
Conte Fato, perché non lo han voluto tenere li Padri Somaschi, né li propri genitori, fratelli, e
domestici. Tutti dicono, ch'è francesato, benché egli dica soltanto, che ha la rogna. Io credo agli
altri, non a lui.
Continuano a passare per Trento verso l'Italia molti soldati per opporsi ai francesi. Quasi ogni
giorno ne passa. Fermano i carri di munizioni fuori delle porte della città, e li custodiscono
giorno e notte.
9 gennaio 1793
Li nove sono venuti li soldati ulani molto differenti dagli altri, molto grandi, e di tanto bello
aspetto, che tutti sono corsi a vederli come per cosa straordinaria, e sorprendente. Sono a
cavallo, con picche, e senza schioppi, e molto ben vestiti.
Le commedie in Trento sono tanto frequentate, che gli spettatori per aver posto vi vanno molto
tempo avanti, e non trovano quelli, che vi vanno tardi.
11 gennaio 1793
Gli undici ho veduto un libretto italiano, e francese intitolato: Almanacco pittorico anno II, che
contiene num. XII ritratti di pittori della real galleria di Firenze co' loro rispettivi elogi ecc. In
Firenze 1793. A spese di Giovacchino Pagani. Con approvazione, in 12°, pp. 256.
Nel calendario v'ha s. Cristiana Menabuoi li 4 gennaio; B. Angiolo Bonsi fiorent. 12 gennaio; s.
Verdiana vergine 1 febbraio; i sette beati Fondatori 11 febbraio; s. Caterina de' Ricci 13
febbraio; B. Alessio Falconieri 17 febbraio; s. Margherita da Cortona 22 febbraio; B. Ambrogio
Sansedoni 20 marzo; B. Berta fior. 24 marzo; Stimate di s. Caterina 1 aprile; B. Giovacchino
Piccolomini 16 aprile; B. Amideo Amidei Fior. 18 aprile; s. Monaca vedova 4 maggio; B.
Niccolò Albergati Fior. 10 maggio; s. Antonino arcivescovo fiorentino 2 (sic) maggio; s. Podio
vescovo fior. 28 maggio; s. Felce da Cantalice 21 maggio; s. Francesco Caracciolo confessore 4
giugno; B. Michele de Santi trin. 7 luglio; B. Angiolo Mazzinghi fior. 11 luglio; s. Vincenzo de'
Paoli 19 luglio; Perdono d'Assisi 2 agosto venerdì; B. Angiolo Agostini fior. 17 agosto; s. Luigi
re di Francia, Nome di S.A.R. Nostra Signora 25 agosto (cioè di Maria Luisa Gran Duchessa);
B. Giuseppe Alberti fior. 12 settembre; B. Lodovico Capponi fior. 2 dicembre; s. Bernardo fior.
vescovo 4 dicembre; Il giovedì della Sessagesima si nota Berlingaccio. Nella settimana Santa
v'ha mercoledì Santo, giovedì Santo, venerdì Santo, e sabato Santo. s. Atanasio si mette ai 13
maggio; s. Umiltà ai 22 maggio; Avanti del frontespizio vi è un rame con tre figure e con questa
iscrizione Fer III. A.A.M.D.E. Lex tua Veritas, che vuol dire Ferdinando III Archiduci Austriae.
Magno Duci Etruriae. Le ore sono segnate alla tedesca. Nella domenica di Pasqua di
risurrezione e nella Natività di s. Giovanni Battista protettore di Firenze, si nota Gala. s.
Tommaso di Villanova si mette ai 25 settembre; ss. Uomobono e Didaco li 13 novembre; s.
Cristiana serva li 15 dicembre; s. Firenze (sic) vescovo li 30 dicembre; s. Andrea Corsini li 7
gennaio; s Torello conf. 16 marzo; La dedicazione della metropolitana fiorentina li 26 marzo. S.
Ellero ab. li 15 maggio; la festa di s. Giuseppe, di s. Anna. di s. Silvestro, di s. Lorenzo, s.
Stefano, s. Gio., santi Innocenti, degli Apostoli minori, lunedì e martedì di Pasqua e Pentecoste,
dell'Invenzione della s. Croce, sono distinte con un asterisco, le altre hanno una croce grande. S.
Michele si trova in domenica.
12 gennaio 1793
Li dodici dopo il vespro con una portantina fu riportato a Trento il suddetto Conte Fato, così
avendo egli chiesto al suo padre, per poter essere più facilmente curato dal suo male. A noi
riusciva di troppo incomodo, specialmente essendo infermo il nostro infermiero con altri
infermi.
Nel medesimo giorno circa l'una pomeridiana cominciò a nevicare, e nevicò sino alla sera del
giorno tredicesimo, nella quale cominciò a piovere.
Nel giorno stesso, essendo domenica, il R. sig. don Giovanni Contavalle bolognese, dopo
d'avere dati gli esercizi spirituali alla scolaresca di Trento, cioè ai seminaristi, e scolari,
cominciò a dargli al clero secolare, e Regolare, con invito stampato. Li dà presso il seminario
dalle dieci e mezza di mattina, e dalle quatto di sera, ore per noi bernardiniani troppo
inopportune. Anche la stagione a noi riesce contraria, nevicando, e piovendo. Vedi sotto.
Li predicatori destinati dal nostro vescovo per la seguente Quaresima sono questi:
Aldeno, Garniga e Cimone, don Antonio Valdagni.
Avio, don Gasparo Ioppi da Bolognano.
Arsio, e Castelfondo, don Pietro Antonio Casagrande da Bampi di Civezzano.
Banale, don Francesco Amadei, curato di Stenico.
Besenello, e Mattarello, il P. Felice Maria Rasa da Tierno Minor Conventuale.
Blegio, o sia s. Croce, don Andrea Bernardi da Cognola.
Brentonico, don Carlo Colombarola di Avio.
Calavino, don Francesco Claus di Trento.
Cavedine, don Giacomantonio Gigli da Becceca, curato di Varone.
Civezzano, e Cognola, don Bartolommeo Tambosi d'Asserso61.
Corredo, e Smarano, don Pietro Vechli curato di Lardaro.
Condino, don Stefano Speranza da Roncone.
Denno, e Flavone, don Felice Menapace da Rallo.
Livo, don Giangiacomo de' Paoli da Melombardo. Fu destinato, ma poi vi predicò don Antonio
Lunelli.
Lizzana, e Isera, don Giacomo Covi da Fondo.
Maleto, don Giuseppe Sizzo di Trento.
Mori, Don Francesco Balisti da Brentonico.
Ossana, don Michele Tommasi di Trento, curato di Braguzzo. Morì nel 1794 in maggio.
Pergine, don Vincenzo Angeli da Trento.
Povo, e Villazzano, don Antonio Lunelli da Torchio. Fu destinato, ma non predicò; bensì don
Primo Somalvigo di Trento.
Randena, don Domenico Boni.
Revò, e Clozzo, don Giovanni Gottardi d'Aldeno, curato di San Sebastiano in Folgaria.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Giorgio Cristofolini da Madrano.
Taio, e Torra, don Giambattista Satini da Pergine.
Tassullo, don Paolo Ceola da Centa di Calceranica, curato di Fornaso.
Terlago, e Baselga, don Antonio Bertini da Cimego, curato di Vezzano.
Spor, e Vigo, don Romedio Conci da Maleto.
Tione, don Giambattista Onestingel da Spor Maggiore.
Val di Bono, don Giuseppe Bezzi d'Ossana, cappellano di Pergine.
Val di Ledro, don Antonio Boninsegna da Pre ledrino, curato di Malsesine62.
Vigolo, e Calceranica, don Vincenzo Nella da Randena.
Villa Lagarina, don Domenico Poli da Storo.
S. Zeno, e Dambel, don Vincenzo Maccani da Cles.
Qui mancano diversi pulpiti dello Stato austriaco per la ragione altre volte addotta.
AVVISO
S'invita il ven. Clero Secolare, e Regolare ad
intervenire con frequenza agli esercizi spirituali, che per ordine espresso di Sua Altezza Reverendissima si terranno nella Cappella
della Congregazione Maggiore del Liceo de' Studi la domenica prossima 13 del corrente fino
61
62
*Da Serso.
*Malcesine.
alla susseguente domenica.
La mattina principieranno alle ore 10½
Dopo mezzodì alle ore 4.
Il Contavalle fu in Trento nel 1797.
Ne' giorni scaduti ho letto, che quella flotta francese consistente in 40 e più legni, e che da
molto tempo stava aspettando il suo destino nel mare, con gran timore de' siciliani, de' romani,
Lombardi, e sardi, finalmente essendo di rimpetto a Cagliari capitale della Sardegna li ventuno
dello scorso dicembre da un vento furioso venne disfatta, essendosi affondati molti legni, ed
altri sbaragliati, e rotti, dispersi, e perduti. Si dice, che sonosi affondati quattordici legni, e che
molti cadaveri sono comparsi su le spiaggie di Civitavecchia63. Lettere particolari asseriscono,
che tal burrasca occorso nel tempo stesso, che il popolo di Cagliari col suo arcivescovo stava
nella piazza di quel porto in atto di orazione contra la detta flotta innanzi al ss. Sacramento, ed
alle sacre reliquie de' Santi suoi protettori, e che quel vento non ismorzò punto quelle candele,
che ardevano davanti del ss. Sacramento. Si loda il fervore di quell'arcivescovo mostrato in così
fatto incontro. Non so chi sia, bensì che nel 1781 fu arcivescovo di Cagliari, eletto dopo il 1767,
Frate Vittore Melano da Portola Domenicano. Le Gazzette non fanno alcun cenno delle predette
orazioni, e li miscredenti moderni dicono, che ciò successe a caso.
Ho inteso, che li borghigiani sono stati ripresi da Insprugg, perché hanno ultimamente ammesso
le sacre Missioni del suddetto Contavalle, il quale fa tal mestiero continuamente dal 1770,
com'egli mi ha detto più volte.
26 gennaio 1793
Li 26 leggo, che alle istanze minacciateli del governo enipontano64 il nostro vescovo ha mandato
a Riva il signor dottore Carlo Marcabruni d'Arco commissario per processare quelli, che hanno
parlato in lode de' francesi, ed in biasimo degli austriaci, e che altro sono arrestati.
Ho inteso, che sta in prigione in Avis un francese, che andando per le ville di Giovo per vendere
certe minute merci, sovente insinuò a que' paesani di liberarsi dalla soggezione ai nobili, e
ricchi.
Ho pure inteso, che il nostro vescovo ha conceduto ad una famiglia di ebrei l'avere domicilio
fisso in Trento, con patto, che paghi annualmente un tributo di cento fiorini. Già si trova in città.
Per altro furono banditi da Trento dopo che hanno martirizzato san Simonino, Intercessori
furono il Conte Matteo di Thunn, il Conte Festi, ed il Conte Martino Klotz. Vedi sotto al 19
febbraio.
27 gennaio 1793
Li 27 domenica di Settuagesima in Trento con licenza del vescovo fu dato principio ai festoni
diabolici, continuando nello stesso tempo le commedie frequentate assaissimo, e specialmente
dai preti. Ai detti festoni si va in maschera.
Sopra al 25 dicembre 1792 ho notato, ch'è passata per Trento la regina vedova di Suezia, perché
così mi fu detto, e perché ho letto in una Gazzetta, che si aspettò in Vienna; da due fogli però
della stessa Gazzetta vengo ragguagliato, che ora si trova in Roma come andante Sofia
Albertina principessa reale di Suezia, abadessa, e principessa di Quedlinburgo, sorella del fu re
di Suezia Gustavo III, zia del moderno Gustavo IV, luterana, nata li 3 ottobre 1753. Quindi
penso, che sia stata ella la passata per Trento.
3 febbraio 1793
Li tre febbraio sono stato accertato, che in Parigi fu solennemente decapitato Luigi XVI re di
Francia, detto prima Luigi di Borbone, poi Luigi Ultimo e Luigi Capet. Egli nacque li 23 agosto
1754, fu proclamato re, successore di Luigi XV suo avo, li 10 maggio 1774, fu coronato a
63
64
Altri scrivono quattro legni. Altri 36.
*Di Innsbruck.
Rheims gli undici giugno 1775, deposto dal popolo rivoltoso nella notte dei nove venendo i
dieci d'agosto dello scorso anno 1792, decapitato li 21 gennaio 1793, giorno di lunedì, e festa di
s. Agnese vergine martire.
Li tre, domenica di Sessagesima, in Trento per concessione del vescovo cominciarono le
maschere ad esser pubbliche. Più volte ho inteso, che di que' reverendi preti, che andavano ai
suddetti esercizi spirituali, furonvi di quelli, che dirittamente passarono dagli esercizi alle
commedie. Vedi sotto subito.
5 febbraio 1793
Li cinque leggo nella Gazzetta monauniana confermata la morte di Luigi XVI seguita come ho
scritto di sopra. Per motivo di essa io credo, che la licenza delle maschere sia stata rivocata in
Trento, giacché non sonosi lasciate vedere.
9 febbraio 1793
Li nove, giorno di sabato, in Cles furono decapitati due malfattori, cioè un Filippi da Faiedo
chinigsbergense65, ed un tegnalitano66, come assassini di strada, avendo maltrattato un sig.
Mazza nella selva di Val di Sole.
12 febbraio 1793
Li dodici leggo, che il confessore, che accompagnò alla morte il suddetto re, e che gli diede
l'assoluzione sagramentale fu l'abate Fermond.
Vengo assicurato da uno, che fu presente, che dalle otto di iersera sino dopo le cinque di questa
mattina durò il festone, o sia veglione in Trento con un gran concorso. Da un altro intendo, che
monsignor vescovo pregato di nuovo ha conceduto, che possa tenersi un simile festone anche
nella notte seguente, essendo la precedente al giorno delle Ceneri.
13 febbraio 1793
Li tredici, mercoledì delle Ceneri, primo giorno della sacrosanta Quaresima il Padre predicatore
del Duomo di Trento ha pubblicato la solita dispensa vescovile della carne, eccettuati li primi
quattro giorni, il mercoledì delle Tempore, e la settimana Santa, coll'obbligo di cinque Pater, ed
Ave, e coll'esortazione alla limosina; tutte formalità in effetto.
Li predicatori destinati dal nostro Padre Provinciale sono questi.
Gardolo, P. Arcangelo Ministro Provinciale.
Meano, P. Vigilio da Fondo.
Pressano, P. Illuminato da Cles.
Verla, P. Anacleto da Casezzo67.
Romagnano, P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Ravina, il medesimo.
Cles, P. Amando da Covelo.
Melombardo, P. Evangelista segretario.
Metodesco, P. Vicario Filippo di Metodesco68.
Cavalese, P. Vitantonio da Clesio.
Lomaso, P. Sisinnio Maria da Sansisinnio69.
Levico, P. Guardiano Cirillo da Revò.
Borgo di Valsugana, P. Giangiuseppe da Canzolino.
Riva, P. Regalato da Carice, compagno P. Niccolao. Questo compagno non andò a Riva, perché
s'infermò. Andò il P. Emmanuele.
65
*Faedo della giurisdizione del castello di Königsberg.
*Da Tignale.
67
*Casez.
68
*Mezzocorona.
69
*Sanzeno.
66
Mechel, P. Girolamo da Gardolo.
Tesaro, P. Stanislao da Nago.
Pradazzo, P. Vicario Gio. Antonio da Piano.
Moiena, il medesimo.
Pinedo, P. Gasparo da Campo.
Arco chiesa nostra delle Grazie, P. Guardiano Pietro Damiani.
Roveredo a s. Maria, P. Gio. Vincenzo di Roveredo.
Volano, P. Guardiano Amadio di Roveredo.
S. Michele all'Adige, P. Francesco Borgia da Riva.
Nomi, P. Pietro Paolo da Roncegno.
Noriglio, P. Ciriaco da Lazzise.
Tenno, P. Niccolao da Cles; ma non predicò perché infermo; bensì altri nostri di Arco, e
Campo.
Dro, P. Vicario Carlo Felice di Trento.
Albiano, P. Vicario Ilario di Bampi70.
Zambana, P. Romedio da Cles.
Telve, P. Accursio da Preghena.
Roncegno, P. Giangiacomo da Tiarno.
Torcegno, P. Stefano da Sfruzzo71.
Trento nel Duomo, P. Leonardo de' Guidotti d'Alzano bergamasco, con F. Paolino da Gandino
laico. Ma stette molti giorni senza voce.
Trento, s. Maria, quarta domenica, P. Guardiano Gioachino da Pressano. Supplì dieci giorni nel
Duomo.
15 febbraio 1793
Li quindici lego, che in Vienna d'Austria per la morte del re di Francia Luigi XVI la Corte
imperiale, e tutta la nobiltà ha preso lo scoruccio72 per 20 giorni; e che ne' giorni 5 e 6 martedì, e
mercoledì, della Sessagesima, rimasero chiusi li teatri, e sospeso il ridotto73.
Ne' passati giorni ho inteso essere venuto ordine da Insprugg al nostro vescovo, che mandi via
da Trento i francesi, che sono in esso. Vi sono sei preti, ed altri secolari. Li preti vanno per le
case insegnando la lingua francese. Due sono andati a Ferrara. Altri sono qui 1794.
Li commedianti hanno tanto bene incontrato l'aggradimento de' trentini, che sono giunti a
chiedere di continuare le loro commedie, anche nella corrente Quaresima coll'ingannevole
promessa di farle spirituali; ma il signor capo console Domenico Malfatti non ha permesso ai
suoi colleghi di accordare tal licenza scandalosa per sempre; ma specialmente ne' tempi
presenti, calamitosi al maggior segno.
19 febbraio 1793
Li 19 ho inteso, che non fu altrimenti conceduto agli ebrei l'avere domicilio fisso in Trento; ma
soltanto di poter girare per Trento, e per il principato colle loro merci. Vedi sopra al 26 gennaio.
Nel medesimo giorno ho letto, che sul fine dello scorso gennaio da Vienna sono stati spediti
verso il Reno sino alle frontiere cinquantasette di que' clubisti, che furono carcerati nell'anno
passato; e che altri clubisti principali, ed altri zelanti fautori del nuovo sistema francese sono
stati condannati a vivere per dieci anni rinchiusi in due fortezze. Vedi sopra al 30 dicembre
1792. Ho pur letto, che li monaci Benedettini del famoso monastero di san Benedetto in
Polirone appresso Mantova, ultimamente hanno dato all'imperatore per la presente guerra tanti
argenti della loro chiesa per l'importo di venti mila fiorini.
70
*Frazione di Civezzano.
*Sfruz.
72
*Il lutto.
73
*Edificio o complesso di edifici adibiti a conversazioni, gioco o altre manifestazioni...
71
Li monasteri soppressi da Gioseppe non possono più contribuire un soldo; e Francesco non
ardisce di domandare ai secolari per non irritarseli contro. Molti però gli fanno delle generose
offerte. Ultimamente un Conte gli ha dato 2.000 fiorini, ed una dama 4.000 fiorini. Il Conte
Palfi 30 mila fiorini. La Moravia un mezzo milione. La Stiria cento mila fiorini. Il principe di
Salm trenta mila fiorini in un servizio argenteo di tavola. Una maschera 3.000 fiorini in tante
cedole di banco rinchiuse in una cassettina presentatagli nel ridotto di ballo. Un soldato vecchio
invalido cinque fiorini, che gli furono compensati dall'imperatore con cinquanta fiorini. Il
principe Colloredo vice cancelliere dell'imperio venti mila fiorini. Li negozianti di Vienna 35
mila fiorini. Un anonimo venti mila fiorini. Il consiglier Hönigsberg 1.350 fiorini. Giorgio
Adamo Edler di Neuberg 2.000 fiorini in cedola di banco. L'Arte sartoria 3.000 fiorini.
Giangiorgio Hammer negoziante di vino ungarese 225 fiorini. Questi fanno fiorini 767.580.
22 febbraio 1793
Li 22 leggo un biglietto scritto di proprio pugno dall'imperatore Francesco al principe
Staremberg di lui maggiordomo supremo li 9 del corrente, con cui gli ordina, che disponga per
celebrare ai 20 di questo l'anniversario della morte di Giuseppe secondo, cioè le vigilie, ed il
solito Requiem, quantunque per l'innanzi non sia stato costume di celebrarlo per l'imperatore
penultimo, ma soltanto per l'ultimo. Ciò egli vuole, perché Giuseppe suo venerabile zio gli ha
fatto le veci di padre. Da questo si può argomentare con tutto il fondamento di qual gusto sia.
È stato scritto da Milano a Trento, che là una signora cieca da circa dieci anni quando ha inteso
la morte del re Luigi XVI si ha raccomandata al medesimo, e subito ha ottenuto la vista. Ma
questo evento merita della discussione.
26 febbraio 1793
Li 26 leggo, che i due principi fratelli del fu Luigi XVI hanno spedito in Francfort al re di
Prussia il maggiore di Rall come loro ambasciatore a notificargli la morte del detto Luigi, e
proclamargli re di Francia Luigi XVII figlio del defunto, che insieme colla madre e sorella, e zia
sta prigioniero nella Torre del Temple. Il primo, cioè Luigi Stanislao Conte di Provenza 'intitola
reggente di Francia, e l'altro Carlo Filippo Conte d'Artois, si dà il titolo di tenente generale del
regno.
2 marzo 1793
Li due di marzo, giorno di sabato, sono giunti a Trento dalla Germania 700 soldati pedestri, li
quali staranno qui sino ad altro ordine, per essere in pronto di andare contro li francesi. Altri
sono acquartierati nella Valle Lagarina, ed altri nell'Atesina. Il Magistrato di Trento ha
decretato, che quelli, i quali sarebbero tenuti di albergare soldati, se non vogliono soggiacere a
così fatto aggravio, diano del danaro a proporzione dell'estimo delle loro case. Sono eccettuati
gli osti, ed altri, che pagano le guardie. Li soldati sono tutti granatieri. Recano del disturbo,
perché non tutti si contentano de' quartieri ecc. Furono anche a s. Marco.
12 marzo 1793
Li 12 ho letto, che in Brusselles fu veduto un manifesto dell'imperatore Francesco secondo, col
quale promette ai fiamminghi di ristabilire tutte le cose sul piede, in cui erano sotto Carlo sesto.
Con questo dunque restano screditate le novità di Maria Teresa, di Gioseppe, e di Leopoldo,
origini delle moderne dolorosissime rivoluzioni.
13 marzo 1793
Li 13 ho ricevuto il seguente Sonetto per la morte di Luigi XVI re di Francia.
Cadde Luigi, al fine il capo augusto
Mano troncò sacrilega, ed impura,
Empia ministra di giudizio ingiusto,
Figlia di tradimento, e di congiura.
Cadde Luigi, ed al cader del Giusto
La vil turba esultò lieta, e sicura,
Mentre per non mirar l'esangue busto
Coprissi il volto, e inorridì natura.
Ma discesa la fede in bianco membro
Sciolta l'alma dai lacci, ond'era astretta74,
Tinta di sangue offrilla al Nume in grembo.
Strinse75 il gran Re de' Re l'anima eletta;
Poi con quel sangue della Fe sul lembo
Scrisse76 il decreto della gran vendetta77.
L'ho qui trascritto perché fu composto in Pisa dal celebre professore Padre Niccola Ciani di
Trento, già più volte innanzi lodato, e mandatomi dalla sig. Rosa di lui unica sorella. Il
medesimo Padre ha fatto degli altri sonetti da me letti in altro tempo. Il medesimo sonetto fu
stampato nella Gazzetta trentina foglio 22 de' 15 marzo 1793, ma senza veruna data, e come
fuori di luogo. Non fu consegnato dalla signora Rosa, né lasciato vedere ad altri, fuorché a me.
Onde non so da chi lo abbia ricevuto il gazzettiere Monauni. Forse fu mandato a Trento dal sig.
Gioseppe Sloppi di Trento professore, e collega del Padre Ciani in Pisa.
16 marzo 1793
Li 16 sabato Sitientes in Trento non furonvi Ordinazioni; ma furono date le dimissorie per
andare altrove ad alcuni chierici.
17 marzo 1793
Li 17 domenica di Passione siamo stati alla solita solenne processione della santa Spina, in cui
officiò monsignor decano Mancio78.
19 marzo 1793
Li 19 ho ricevuto da leggere un foglio, e più, tutto pieno, e scritto a penna minuta dal P. M.
Ciani con questo titolo: Esposizione dei fatti più rimarchevoli, che dettero occasione alle
seguenti apologetiche risposte del Padre Fra Nicola Maria Ciani Agostiniano. Comincia:
Nell'anno 1791 ai 17 aprile trovandomi in Firenze. Venne a Trento da Pisa oggidì, e deve
spedirsi domani al canonico Ciani nell'Ungheria dalla sig. Rosa Ciani, cui fu diretto con questa
soprascritta: A' Madmoiselle Madmoiselle Rosa de' Ciani Par Mantove à Trent.
21 marzo 1793
Li 21 dall'officio spirituale furono mandati 36 viglietti stampati della Confessione pasquale
militare da darsi ai soldati, che sono di quartiero in Trento, in caso, che vengano a confessarsi da
noi. Lo stesso fu mandato anche ai Padri Cappuccini.
22 marzo 1793
Li 22 ho veduto l'Almanacco fiorentino per l'anno bisestile 1792, arricchito di notizie utili, ed
interessanti. Firenze per Gaetano Cambiagi stampatore granducale con privilegio di sia altezza
rev.ma, in 16°, pp. 238. La stampa è bella, ma consuma troppa carta. Il Calendario ha una sola
riga per giorno. Mette nella serie de' più distinti sovrani di Europa eziandio il vescovo e principe
di Trento, e gli altri vescovi della Germania, cioè di Augusta, di Bressanone, Coira, Costanza,
Eichstadt, Frisinga ecc. Nomina le terre toscane di s. Godenzo, e di Albiano, e di Castagneto, e
di Orciano. Ai sacerdoti non dà il titolo di don, ma solamente Il M.R. Sig. Giuseppe od altro
74
O Stretta.
O Baciò.
76
O Segnò.
77
Vedi sotto al 26 marzo.
78
*Manci.
75
nome. Tra gli uffiziali di Corte, mette il maggior Domo Maggiore, e la Maggior Doma (sic)
Maggiore, camerieri, cameriste, uscieri, dispensieri, cantinieri, confetturieri, cuochi, pasticcieri,
guardarobi ecc. Copisti, archivisti, cancellieri ecc. Al Vicario generale dell'arcivescovo di
Fiorenza dà il solo titolo di signor Canonico.
26 marzo 1793
Li 26 ho ricevuto da Napoli scritto a penna il Sonetto già riportato di sopra. Il primo verso ha
Cadde Luigi al fine; il quarto Figlio, il decimo stretta, e l'ultimo Scrisse, appunto come portava
la copia favoritami dalla signora Ciana, Il dodicesimo in vece di Strinse ha Baciò.
Nel medesimo giorno ho parimenti ricevuto da Napoli un manifesto stampato, diretto alle
persone di buon gusto. In esso dicesi uscito alla luce il Dizionario Ricciano, o sia Antiricciano,
opera in 4° grande, in carta arci-reale, ed impressa con un carattere nitidissimo, vendibile in
Foligno nel negozio di Giovanni Tomassini, al prezzo di Paoli sette legata in brochure. Fu
composta dall'autore del Primicerio di Mondorpoboli, e della Venerabile antichità. con istile
grazioso, e vivace, con erudizione copiosa, e non volgare, con ragioni chiare, e concludenti, le
quali smascherano l'errore, e fanno trionfare la verità. Contiene 140 articoli, li quali tutti hanno
rapporto all'erronea dottrina, ed alla stravagante condotta dell'ex vescovo di Pistoia monsignor
Scipione Ricci. Tanto ricavo dal manifesto predetto. Ho poi letta l'opera stessa. Autore si è il
Guasco.
28 marzo 1793
Li 28 giovedì Santo il nostro vescovo, non potendo stare in piedi lungamente79, non ha
consecrati gli Oli santi; ma ha spedito al vescovo di Bressanone il suo Provicario, il quale con
gli Oli Santi fu di ritorno a Trento poco dopo l'una della notte venendo il venerdì Santo. Li preti
adunque diocesani venuti a pigliarli nella mattina del giovedì Santo dovettero aspettarli
ventiquattr'ore. Per altro il detto vescovo viaggia ogni giorno in carrozza. Li chierici ordinandi
sono andati a Verona per il sabato Sitientes, ed altri per il sabato Santo. Li soldati in questi santi
giorni hanno edificato tutto Trento colla loro divozione. Veggonsi divoti nelle chiese, cercano
confessori, ed uno ha fatto l'abiura dell'eresia. Il tenente colonnello, quantunque calvinista, ha
raccomandato agli uffiziali cattolici, che facciano il loro dovere al tempo della Pasqua, e
faccianlo fare anche dai loro subalterni, specialmente dovendo star sempre pronti per andare
incontro agl'inimici, ed alla morte. Il medesimo colonnello si maraviglia, che in Trento li
claustrali siano costretti di albergare soldati, cosa, che com'egli dice, non fassi altrove.
30 marzo 1793
Li 30 domenica di Pasqua il vescovo nostro non ha data la benedizione Papale accennata nei
Calendari.
1 aprile 1793
Il primo, essendo seconda festa di Pasqua, il Duomo di Trento ha fatto la solita processione del
Monte Santo80; cui non intervennero gli Agostiniani, perché avvisati di non intervenirvi.
11 aprile 1793
Gli undici ho veduto un foglio scritto a mano del tenore seguente: "Vaticinio d'un santo eremita
monaco Alcantarino mandato alla regina di Napoli, che gli fece fare incessanti preghiere per la
pace della Francia". Luigi XVI non possederà più quel trono, ove Dio l'aveva collocato, giacché
dopo la sua coronazione, e consacrazione degli 11 giugno 1775 permise la Gran Loggia de'
framasoni, proibita per tante oscenità, e idolatrie, sotto rigorose pene dai sovrani suoi
antecessori. Iddio permetterà, che questi stessi gli tolgano il regno e la vita. Nel giorno della
santa Croce la città di Marsiglia ribellata dopo essersi li cittadini fra loro uccisi cadranno nelle
79
80
Non può stare digiuno.
*Monte Santo di Pietà.
mani de' moscoviti, ed inglesi, tutti in catene. La Porta Otomana per volontà di Dio andrà in
favore de' cristiani. Alli 27 luglio 1793 Parigi sarà in mano dell'imperatore cattolico il quale
distruggerà tutti quegl'idolatri; sarà riposto in trono Luigi Carlo delfino, sotto la direzione d'un
santo prelato, che manderà il Papa alla reggenza tedesca. Questo popolo nemico di Dio per il
giorno di tutti i Santi di detto anno sarà levato dalla superficie della terra; porzione distrutto
dalle armi imperiali, e pontificie, e gli saranno nemiche tutte le nazioni. Andranno per accostarsi
a Roma per mare, e saranno distrutti dai venti, ed in terra loro mancheranno i viveri a segno tale,
che si mangeranno gli uni cogli altri, e la parte gli annichilerà. Seguirà nel mese di agosto
un'abiura generale in Roma di tutti quei grandi, e signori, che sono fuggiti dal furore del popolo,
e ripiglieranno la santa fede cattolica. Disperati, e dispersi tenteranno la guerra in Napoli,
rompendo tutti li patti; ma saranno battuti, vinti, e fatti prigioni. Permetterà Iddio per la sua
gloria e giustizia, che l'avanzo di questo popolo sia un secondo popolo ebreo, discacciato da
tutte le nazioni, e potenze. Così l'accennato foglio, di cui ho sentito parlare avanti un mese.
Monaco Alcantarino vuol dire Frate francescano scalzo della Riforma di s. Pietro d'Alcantara,
della quale sonovi due provincie nel regno di Napoli, una detta di Napoli, e l'altra di Lecce. La
regina di Napoli è Maria Carolina arciduchessa d'Austria, sorella dell'infelice regina di Francia,
e cognata del decapitato re Luigi XVI. Staremo in attenzione se tal vaticinio resterà verificato,
oppure deluso, come tanti altri simili. Niente s'è verificato, eccettuata la sola morte del re
decollato.
14 aprile 1793
Li 14 domenica seconda dopo la Pasqua, fu fatta la solita processione del Duomo di Trento per
la solennità dell'Addolorata. La mattina fece il panegirico un prete di Vicenza, cognominato
Parise, venuto apposta, per impegno del nobile sig. Giuseppe Manci figlio del sig. segretario. Fu
onorato con dei sonetti stampati del pittore Domenico Zeni da Bardolino veronese, dimorante in
Trento. Il panegirico fu stralungo, avendo durato circa sette quarti d'ora. Ma poco disse de'
dolori di Maria Santissima, essendosi l'oratore trattenuto nel racconto della passione di Gesù
Cristo signor nostro. Fu fatta una questua per regalarlo, avendogli costato il solo viaggio cento
fiorini, come ho inteso, sebbene non lo credo.
17 aprile 1793
Li 17 giorno di mercoledì a santa Chiara di Trento ha fatto la sua solenne professione in grado
di corista suor Maria Francesca figlia del nobile sig. notaio e cancelliere capitolare di Trento
Bartolommeo Bertolini, nata però in Nogaredo di Pergine. Officiò mons. Vicario generale
canonico Simonalbano Zambaiti, Non professò la signora Bellotta di Borgo di lei compagna,
perché non è ancora giunta all'età austriaca di anni venticinque.
21 aprile 1793
Li 21 domenica, nel Duomo di Trento fu cantata una Messa solenne col Te Deum per le vittorie
riportate dagli austriaci contra i francesi. La cantò monsignor decano Manci. Il vescovo si scusò
dall'intervenirvi per non essere stato bene nella notte antecedente. Ma diede nel castello un lauto
pranzo a trentasei signori, specialmente soldati 10 officianti, al qual egli non intervenne. Li
soldati sotto la detta Messa fecero uno sparo di moschetteria, e spararono pure due cannoncini
alle Laste.
Nella sera della stessa domenica fu fatta la processione solennissima di san Simonino, essendo
la domenica terza dopo Pasqua. Fu accompagnata dai sodati. Nella medesima fu fatta una
rappresentazione del martirio del detto Santo nel teatro di Domenico Osele alle Osterie
tedesche, dove soglionsi fare le altre commedie profane. Ogni spettatore ha dovuto contribuire
tre carentani. Farassi anche ai 25 e 28.
22 aprile 1793
Li 22 ho inteso, che ai 17 del corrente nel castello di Trento vi fu il concorso generale per le
parrocchie austriache. Concorse anche monsignor Giangiacomo barone Piccini di Roveredo
canonico di Trento, e prelato pontificio, già preconizzato da gran tempo parroco di Metz
Tedesco81. Quindi li 18 fu spedito il decreto di sua elezione alla mentovata parrocchia.
23 aprile 1793
Li 23 nella Gazzetta trentina fu annunziata la Messa, ed il pranzo de' 21. Si dice, che alla Messa
intervennero il Capitolo, il Consiglio aulico, il Magistrato consolare, ed un'immensa moltitudine
d'ogni ceto di persone. Che vi furono parecchi tiri di cannone, e salve di moschetteria de'
granatieri del battaglione Redl qui accantonati. Che dopo nel castello o sia residenza di sua
altezza rev.ma fu imbandito un lauto pranzo sotto il concerto della musica militare, cui furono
invitati l'uffizialità, e molti della primaria nobiltà. Nulla dicesi del vescovo. Il pranzo fu tenuto
nella Rotonda. Il vescovo ansò a salutare gl'invitati, e poi si ritirò. Tra gl'invitati furonvi cinque
dame trentine, nominatamente la baronessa Buffa Taxis, colla sua nuora Fedrigotta. Per altro il
detto vescovo nel lunedì subito seguito fu a passeggio in campagna.
25 aprile 1793
Li 25 festa di s. Marco, e giovedì, a buon'ora sono partiti da Trento verso Bolgiano tutti li
soldati, che stavano qui accantonati. Non si sa per dove sieno destinati. Sono andati verso la
Brisgovia.
29 aprile 1793
Li 29 fu dato principio alla recisione de' grand'alberi che sono avanti la chiesa di s. Francesco
de' Padri Conventuali, volendosi là fare il cimitero de' fanciulli. Direttori di tal erezione sono per
parte del vescovo il Provicario Menghino, ed il consigliere Maistrello; per parte poi del Capitolo
monsignor decano Manci, ed il canonico Francesco Felice Conte Alberti di Enno seniore. Fu
stabilito, che nel nuovo cimiterio di s. Francesco vengano seppelliti tutti quelli, che moriranno
dopo l'ultimo giorno del prossimo maggio, eccettuati soltanto i vescovi di Trento. Ma vedi sotto.
1 maggio 1793
Il primo di maggio, essendo mercoledì, nel castello di Trento, e nel suo appartamento, il nostro
vescovo ha cresimato circa cento fanciulli, per lo più roveretani; bensì contra sua voglia, perché
aveva promesso di cresimarne soltanto alcuni pochi.
2 maggio 1793
Li due maggio dai dilettanti di Trento fu rappresentato il martirio di san Simonino nel teatro del
seminario, essendovi stati invitati anche li Regolari tutti di Trento. Goffamente al vescovo
Hinderbachio82, che fu al tempo del detto martirio, hanno sempre dato il titolo di Altezza rev.ma,
non convenendogli altro, che quello di Rev.mo Signore in quel tempo.
Famiglie nostre
dell'anno 1791
Trento s. Bernardino
Sacerdoti
Guardiano P. Gioachino
Besenella
Vicario P. Grisostomo
Tovazzi
P. Antonio Cadrobbi
P. Epifanio Fioroni
81
82
*Mezzocorona.
*Hinderbach.
dell'anno 1792
Trento s. Bernardino
Sacerdoti
Guardiano P. Gioachino
Besenella
Vicario P. Grisostomo
Tovazzi
P. Antonio Cadrobbi
P. Epifanio Fioroni
dell'anno 1793
Trento s. Bernardino
Sacerdoti
Guardiano P. Gioachino
Besenella
Vicario P. Grisostomo Tovazzi
P. Antonio Cadrobbi
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Fortunato Guelmi conf.
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Illuminato Gritti
P. Giorgio Meneguzzer
P. Anacleto Manincor
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pacifico Tommasini
Terziario
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli
P. Serafico Devigili
P. Vittorio Manfredini
F. Modesto Bassetti
F. Michele Carlini
F. Matteo Dorigati Terziario
F. Vincenzo Tommasi 13
febb. 1794
In seminario
P. Franc. Saverio Barttisti
P. Maurizio Felder
Provinciale P. Arcangelo
Dallago
Segretario P. Evangelista
Torresanellli
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Fortunato Guelmi
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Illuminato Gritti
P. Giorgio Meneguzzer
P. Anacleto Manincor
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pacifico Tommasini
Terziario
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli
P. Serafico Devigili
F. Modesto Bassetti
F. Michele Carlini
F. Matteo Dorigati Terziario
In seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio Felder
Provinciale P. Arcangelo
Dallago
Segretario P. Evangelista
Torresanelli
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Fortunato Guelmi conf.
P. Vitantonio Keller
P. Illuminato Gritti
P. Davide Degara
P .Vigilio Scalfi
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Agostino Tambosi
F. Lorenzo Gennari di Orzano
F. Pacifico Tomamsini
Terziario
F. Alessio Piva Terziario poi
dimesso nel 1801
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli
P. Antonio Cadrobbi
P. Serafico Devigili
P. Ubaldo Bertolini
F. Vito Terzi da Pannone
F. Michele Aliprandini da
Pragena
F. Matteo Dorigati Terziario
F. Mattia Cappelletti di Trento
In seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio Felder
Provinciale P. Arcangelo
Dallago
Segretario P. Evangelista
Torresanelli
Santa Maria delle Grazie
di Arco
Santa Maria delle Grazie
di Arco
Santa Maria delle Grazie di
Arco
Guardiano P. Carlo Felice
Pini
Vicario P. Pietro Damiani
Felder
P. Crescenzio Sbetta
Guardiano P. Pietro Damiani
Felder
Vicario P. Carlo Felice Pini
P. Crescenzio Sbetta
P. Udalrico Graff
Guardiano P. Pietro Dam.
Felder
Vicario P. Carlo Felice Pini
P. Crescenzio Sbetta
P. Udalrico Fragg
P. Bernardino Ceniga
P. Udalrico Graff
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P. Giangiacomo Degara
P. Sisinnio Maria Ziller
P. Simon Pietro Clementi (+
prete a Verla nel
1841)
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Pasquale Gremes
F. Teofilo Gilli da Bezzeca
F. Giovanni Bressani da
Vigne
F. Leone Gislimberti
F. Serafino Berti da
Cavedine
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P. Giacomantonio Fezzi
P. Sisinnio Maria Zilelr
P. Simon Pietro Clementi
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Pasquale Gremes
F. Teofilo Gilli
F. Giovanni Bressani
F. Leone Gislimberti
F. Serafino Berti
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Simon Pietro Clementi di
Verla
P. Emmanuele Pasini di Riva
Fratelli
F. Teofilo Gilli
F. Leone Gislimberti di
Terlago
F. Giovanni Bressani di Vigne
F. Serafino Berti di Cavedine
Borgo Valsugana
Borgo Valsugana
Borgo Valsugana
Guardiano P. Attanasio
Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi
P. Valentino Canali
P. Pietro Paolo Montibeller
P. Giacomantonio Fezzi
P. Amando Veronesi
P. Accursio Aliprandini
P. Bonaventura Lorengo
P. Gerardo Ravanelli
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pastorini
P. Geremia Pola curato in
Cauria
Guardiano P. Attanasio
Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi
P. Valentino Canali
P. Pietro Paolo Montibeller
P. Giangiacomo Degara
P. Amando Veronesi
P. Accursio Aliprandini
P. Bonaventura Lorengo
P. Gerardo Ravanelli
P. Innocenzio Gennari
P. Gioseppe Pastorini
P. Geremia Pola curato a
Cauria.
Fratelli
F. Vito Terzi
F. Luca Miclet da Terres
F. Prospero Parisotto
F. Mansueto Giacomozzi
Terziario
Fratelli
F. Vito Terzi
F. Quirico Mattei
F. Prospero Parisotto
F. Mansueto Giacomozzi
Terziario
Guardiano P. Attanasio
Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi
P. Ignazio di Trento
P. Valentino Canali
P. Damaso Zamboni
P. Pietro Paolo Montibeller
P. Amando Veronesi
P. Giangiacomo Degara
P. Bonaventura Lorengo
P. Stefano Biasi
P. Innocenzio Gernnari
P. Giuseppe Pastorini da
Primiero
P. Geremia Pola curato di
Cauria
Convento di Pergine
Guardiano P. Cirillo Dusini
Vicario P. Ilario Casagrande
P. Aloisio Bertolini
P. Gottardo Miller
P. Ignazio Malfatti
Fratelli
F. Benigno Tenaglia
F. Quirico Mattei
F. Costantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Agostino Tambosi Terziario
Convento di Pergine
Convento di Pergine
Guardiano P. Cirillo Dusini
Vicario P. Ilario Casagrande
P. Aloisio Bertolini
P. Gottardo Miller
P. Ignazio Malfatti
Guardiano P. Cirillo Dusini
Vicario P. Ilario Casagrande
P. Aloisio Bertolini
P. Gottardo Miller
P. Gio. Maria Bonfant
P. Gio. Maria Bonfant
P. Ferdinando Paoli
P. Niccolao Campi
P. Davide Degara
P. Eusebio Grisenti
P. Romedio Keller
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Benigno Tenaglia
F. Umile Pedot
F. Vitale Defant
F. Marco Brunelli
F. Bartolomeo Vanzo
Terziario
P. Gio. Maria Bonfant
P. Ferdinando Paoli
P. Eusebio Grisenti
P. Stefano Biasi
P. Gregorio Fatarsi (poi
prete secolare)
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Benigno Tenaglia
F. Umile Pedot
F. Vitale Defant
F. Marco Brunelli
F. Bartolomeo Vanzo
Terziario
P. Accursio Aliprandini
P. Ferdinando Paoli
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Umile Pedot
F. Vincenzio Tommasi
F. Marco Terziario (?)
F. Bartolommeo Vanzo
Convento di Roveredo
Convento di Roveredo
Convento di Roveredo
Guardiano P. Amedeo
Sannicolò (poi prete
secolare + 1814)
Vicario P. Adelpreto
Boschetti
P. Alessandro Soriani
P. Gaetano Gottardi
P. Isidoro Marzani
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Damaso Zamboni
P. Celestino Gamba (poi
prete secolare)
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Gio. Vincenzo Lutz (poi
prete secolare)
P. Giuseppe Andrea
Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
Guardiano P. Amedeo
Sannicolò (poi prete
secolare + 1814)
Vicario P. Adelpreto
Boschetti
P. Alessandro Soriani
P. Gaetano Gottardi
P. Isidoro Marzani
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Damaso Zamboni
P. Celestino Gamba
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Gio. Vincenzo Lutz
P. Giuseppe Andrea
Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
Guardiano P. Amideo
Sannicolò (poi prete
secolare + 1814)
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Quirico Mattei
F. Masseo Gozzaldi
F. Silverio Cramerotti
F. Donato Passerini
Convento di Cles
Guardiano P. Giuseppe
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Quirico Mattei
F. Masseo Gozzaldi
F. Silverio Cramerotti
F. Donato Passerini
Convento di Cles
Guardiano P. Giuseppe
Vicario P. Isidoro Marzani
P. Alessandro Soriani
P. Gaetano Gottardi
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Celestino Gamba
P. Vincenzio Keller
P. Regalato Bombarda
P. Giuseppe Andrea Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Masseo Gozzaldi
F. Silverio Cramerotti
F. Donato Passerini
F. Luca Miclet
Convento di Cles
Guardiano P. Giuseppe
Antonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cipriano Arnoldi
P. Cesario Paoli
P. Vitantonio Keller
P. Ippolito Biasi
P. Bernardo Ciolli cieco
P. Daniele Arnoldi
P. Gregorio Fatarsi (poi
prete secolare)
Antonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cipriano Arnoldi
P. Cesario Paoli
P. Ippolito Biasi
P. Bernardo Ciolli cieco
P. Girolamo Sontag (poi
osservante + 1804)
P. Daniele Arnoldi
P. Vigilio Scalfi
P. Romedio Keller
Antonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cesario Paoli
P. Ippolito Biasi
P. Bernardo Ciolli cieco
P. Mariano Pancheri
P. Girolamo Sontag
P. Daniele Arnoldi
P. Romedio Keller
Fratelli
F. Salvadore Gottardi
F. Santo Federici
F. Vincenzo Tommasi
F. Biasio Ferrari
F. Domenico Facchini
Terziario
F. Martino Motter Terziario
Fratelli
F. Salvadore Gottardi
F. Santo Federici
F. Raimondo
F. Biasio Ferrari
F. Domenico Facchini
Terziario
F. Martino MotterTerziario
Fratelli
F. Salvadore Gottardi
F. Santo Federici
F. Biasio Ferrari
F. Domenico Facchini
Terziario
F. Martino Motter Terziario
Convento di
Mezzolombardo
Convento di
Mezzolombardo
Convento di Mezzolombardo
Guardiano P. Francesco
Felice Campi
Vicario P. Filippo Panizza
P. Melchiore Keller
P. Eleuterio Luca
P. Giambattista Scari
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Giacinto Lunelli
P. Girolamo Sontag
P. Vigilio Scalfi
Guardiano P. Francesco
Felice Campi
Vicario P. Filippo Panizza
P. Melchiore Keller
P. Eleuterio Luca
P. Giambattista Scari
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Ubaldo Bertolini
P. Mariano Pancheri
P. Vitantonio Keller
Fratelli
F. Giosafatte Quaresima
F. Costantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Leonardo Piaz Terziario
Fratelli
F. Giosafatte Quaresima
F. Egidio Pedrotti
F. Vincenzio Tommasi
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Alessio Piva Terziario
(dimesso 1801)
Convento di Campo
Lomaso
Convento di Campo
Lomaso
Guardiano P. Patrizio
Tonina
Guardiano P. Patrizio
Tonina
Guardiano P. Francesco Felice
Campi
Vicario P. Filippo Panizza
P. Melchiore Keller
P. Giambattista Scari
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Damasceno Tonina
P. Giorgio Meneguzzer
P. Cipriano Arnoldi
Fratelli
F. Vitale Defant
F. Giosafatte Quaresima
F. Egidio Pedrotti
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Pietro Gretter Terziario
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Patrizio Tonina
Vicario P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
Vicario P. Andrea Balducci
P. Ubaldo Bertolini
P. Aniceto Pizzini
P. Raffaello Bianchi
P. Mariano Pancheri
P. Regalato Bombarda
P. Damasceno Tonina
Vicario P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Giacinto Lunelli
P. Raffaello Bianchi
P. Regalato Bombarda
P. Niccolao Campi
P. Damasceno Tonina
P. Giacinto Lunelli
P. Raffaello Bianchi
P. Niccolao Campi
P. Gerardo Ravanelli
P. Sisinnio Maria Ziller (poi
prete +1828)
Fratelli
F. Ilarione Berti
F. Egidio Pedrotti
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Giambattista Liberi
Terziario
Fratelli
F. Ilarione Berti
F. Costantino Iori
F. Ruffino Bozzetta
F. Giambattista Liberi
Terziario
Fratelli
F. Ilarione Berti
F. Mattia Cappelletti
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Giambattista Liberi
Terziario
Convento di Cavalese
Convento di Cavalese
Convento di Cavalese
Guardiano P. Gio. Francesco
Andreis
Vicario Gio. Antonio
Dellagiacoma
P. Lattanzio Donei
P. Prosdocimo Iellici
P. Fulgenzio Sighel
P. Stanislao Perugini
P. Stefano Biasi
P. Wenceslao Boninsegna
Guardiano P. Gio. Francesco
Andreis
Vicario Gio. Antonio
Delalgiacoma
P. Lattanzio Donei
P. Prosdocimo Iellici
P. Fulgenzio Sighel
P. Davide Degara
P. Stanislao Perugini
P. Wenceslao Boninsegna
Guardiano P. Gio. Francesco
Andreis
Vicario Gio. Antonio
Dellagiacoma
P. Lattanzio Donei
P. Prosdocimo Iellici
P. Fulgenzio Sighel
P. Stanislao Perugini
P. Anacleto Manincor
P. Wenceslao Boninsegna
Fratelli
F. Omobono Degiampietri
F. Valerio Giacomuzzi
F. Agostino Tambosi
F. Gio. Maria Montagnoli
Terziario
F. Marcello Adami Terziario
Fratelli
F. Omobono Degiampietri
F. Valerio Giacomuzzi
F. Agostino Tambosi
F. Gio. Maria Montagnoli
Terziario
F. Marcello Adami Terziario
Fratelli
F. Omobono Degiampietri
F. Valerio Giacomuzzi
F. Prospero Parisotto
infermiero
F. Gio. Maria Montagnoli
Terziario
F. Marcello Adami Terziario
In Roma P. Grisologo Zorrer
P. Gaudenzio Baiti in Tripoli
In Napoli P. Michelangelo Lorenzi
P. Michelangelo Lorenzi in Napoli83
In Tripoli P. Gaudenzio Baiti
P. Grisologo Zorrer in Roma
In Rovdo P. Franc. Vittorio Manfredini
Rovdo P. Vittorio Manfredini
83
Nel dicembre del 1794 è venuto a Pesaro come teologo e confessore di sua Ecc.za monsig.
Ferdinando Maria Saluzzo da Napoli arcivescovo di Cartagine e presidente della Legazione d'Urbino,
creata nel 1794. Nato 21 nov. 1744, fatto arciv. 13 luglio 1784, e nunzio in Polonia. Poi dal 1801
cardinale.
10 maggio 1793
Li dieci maggio leggo, che il famoso Cagliostro vive ancora rinserrato nella fortezza di san Leo,
dove studia il modo di fuggire, avendo anche tentato d'uccidere un cappuccino per vestirsi del di
lui abito coll'occasione, che fingendosi penitente, e di volersi confessare trattenevalo appreso di
sé.
Intendo come stampato, ch'è morto l'arcivescovo di Praga Antonio Pietro Conte Prizicowski,
nato li 28 agosto 1707, ed eletto arcivescovo e principe li 26 ottobre 1763 e che l'imperatore
Francesco II non vuol eleggere il successore finché dura la guerra contro i francesi.
Intendo pure, che per pagare le spese fatte dal Magistrato di Trento a pro de' soldati ultimamente
partiti sarà messa una contribuzione a tutti li possessori di case, e campi della città a
proporzione de' loro averi. Ai medesimi soldati dovette darsi la carne senza giunta; la quale per
conseguenza dovette mangiarsi dai cittadini, ed abitanti di Trento, e specialmente dai poveri
Religiosi, benché pagassero pontualmente.
Nei primi di questo mese si ha buttato, ed annegato nell'Adige il Zanetto, marito di Vittoria
Betti. Egli fu nel Zuchthaus, e poi in questo nostro convento l'anno scorso. Ha lasciato un figlio,
ed una figlia. Innanzi di annegarsi ha fatto testamento, con cui ha lasciato tutto al suo figlio, e
niente alla figlia. Egli era vecchio, e la moglie giovane; e dicesi, che ha protestato di volersi
annegare acciocché possa pigliare un altro marito.
19-20 maggio 1793
Li 19 e 20 domenica e lunedì pentecostali il nostro vescovo ha cresimato nel salone del castello
di Trento moltissimi fanciulli, avendo prima spedito avviso per la diocesi di voler ciò fare. Il
giorno secondo fu tutto piovoso.
In questi giorni hanno vestito l'abito agostiniano in san Marco di Trento, e poi subito sono
andati a fare il noviziato a Bologna, Luigi un figlio del notaio Giuseppe Bellesino, ed un figlio
del fornaio Zanolino, ambidue di Trento, e per chierici. Partirono da Trento ai venti, seconda
festa di Pentecoste84.
29 maggio 1793
Li 29 cominciammo a dire nella santa Messa la colletta ad petendam serenitatem.
Ho inteso, che anche in Roveredo si pratica la legge di Gioseppe secondo di non guardare
coll'occhio sinistro le donne impudiche. Quindi anche le non maritate allattano pubblicamente i
loro figliuoli, e credono, che la fornicazione non sia più peccato, come premessa e promossa
dall'imperatore da loro supposto illuminatissimo, e cattolicissimo.
30 maggio 1793
Li 30 festa del Corpus Domini sono stato cogli altri Regolari alla solenne processione del
Duomo, in cui officiò monsig. decano Manci, il quale diede la benedizione col Santissimo agli
altari eretti alla Prepositura, al castello, presso san Pietro, e nel Duomo. Moltissime finestre di
case furono decorate con coperte vistose di seta ecc. Anche innanzi alle case si videro eretti
molti legni verdi, e fogliati. Noi partimmo da san Bernardino alle sei e tre quarti, e fummo di
ritorno alle nove e mezza passata. Il vescovo non si lasciò vedere.
31 maggio 1793
Nel giorno 31 ed ultimo di questo abbiamo sentito un vento assai freddo. Nella Val di Sole
parve gennaio.
1 giugno 1793
Nel giorno primo di giugno fu parimente assai freddo, e tanto, che più d'uno andò al fuoco.
Dicono, che su le strade fu veduto del ghiaccio. Nella sera, essendo sabato in Trento i comici
hanno dato principio alle loro opere diaboliche.
84
Professeranno li 29 aprile 1794. Così fu.
Ho inteso, che in Cembra la processione del Corpus Domini fu profanata bruttissimamente,
poiché li convenuti dalle ville per motivo di precedenza hanno eccitato tanto tumulto, che alcuni
sono restati morti, altri feriti, e quello, che portava il Santissimo Sacramento dovette ritirarsi
dentro d'una casa privata. Ho pur inteso, che ultimamente in Maleto della Sollandia85 quel
cavaler, o sia birro fu ucciso da un Taddei di Croviana coll'assistenza di altri malnati, per certa
trica86 suscitata in una casa dove si ballava. Il birro fu il primo, che tirò agli altri, ed è morto
sbarando.
4 giugno 1793
Li quattro il tempo s'è accomodato, ed il sole ha cominciato finalmente a scaldarci, cosicché ho
veduto, che per la prima volta in questa stagione il nostro termometro ha toccato il caldo.
9 giugno 1793
Li nove un Frate nostro Osservante milanese, cappellano militare, ritornando dall'Ungheria ci ha
detto, che là i Frati sono pensionati; che sono pochissimi perché da molto tempo non vestono
novizzi, e sono tolti fuori dai conventi per occupare i posti vacanti de' parrochi, e curati; e che
non c'è motivo di sperare la licenza di vestire; avendo anche detto il sovrano, ch'essendo
pensionati non hanno bisogno di stare ne' conventi, quasi che i Frati stessero ne' conventi
soltanto per aver da mangiare, e non per istare lontani dai lacci del mondo, per attendere al culto
divino, al profitto spirituale dell'anima ecc.
11-14 giugno 1793
Gli undici nella parrocchia di s. Maria Maggiore sono stati seppelliti tre uomini, tutti e tre morti
per caduta in tre differenti luoghi.
Li 12 ricevo lettera da Roma, che mi assicura esservi là una perfetta tranquillità, giacché Maria
Santissima protegge i romani suoi divoti, ed i santi Apostoli Pietro e Paolo loro marescialli di
campo vegliano a pro de'medesimi.
Li 14 leggo, che l'imperatore Francesco secondo ha regalato trecento fiorini alla ballerina
Vigano. La quale in Vienna in un'opera ha guadagnato, e riscosso 5.800 fiorini. Ogni palchetto
dovette pagarsi dodici zecchini.
Ai tredici un fulmine ha incendiata la villetta di Tavone banalitano.
Intendo, che in Pisa per cagione di certi tumulti risguardanti il pane, si farà in avvenire il detto
pane per tutta quella città in due conventi sotto l'ispezione de' Religiosi, così avendo stabilito il
Gran Duca Ferdinando terzo. Uno di detti conventi è de' Padri Eremitani di s. Agostino, nel
quale presiederà alla fabbrica de' forni nuovi il padre maestro Niccola Maria Ciani di Trento,
attuale professore di sacra teologia nell'università pisana, ed ex eletto vescovo di Como. A ciò
fu destinato non dal Gran Duca, ma dai suoi Religiosi. Per altro io non posso lodare tal novità,
perché riuscirà troppo distrattiva di quei Religiosi.
Nella sera de' quindici ricevemmo dal castello l'ordine generale di recitare nella santa Messa la
colletta ad petendam serenitatem, che lasciammo di recitare soltanto ai cinque del corrente, ed
ai sei cantammo il Te Deum. Per altro in Trento vi sono molti divertimenti profani e pericolosi.
19 giugno 1793
Nel giorno 19 mercoledì, nel castello di Trento vi fu il concorso generale alla parrocchia di Taio
nell'Anaunia. Li concorrenti furono 35, de' quali passarono 15 soli. Riuscì don Niccolao
Monauni di Cles cappellano di Levico.
Ultimamente in Cles fu carcerato un settuagenario di Celantino, perché ha ingravidata una sua
figlia.
85
86
*Valle di Sole.
*Lite, questione di poco conto.
24 giugno 1793
24. Festa di s. Giovanni Battista ho inteso, che fu eletto parroco di Taio il signor don Niccolao
Monauni di Cles cappellano attuale del parroco di Levico, d'anni circa 31. Fu ivi cappellano
anche avanti l'anno 1789.
Nel medesimo giorno dopo il vespro circa le cinque e mezza il parroco di s. Maria Maddalena
ha seppellito una donna nel cimitero di san Francesco fuori di città, situato avanti la porta della
chiesa, già benedetto anticamente87. Non essendo ancora benedetto il cimitero nuovo fatto
appresso. Ho veduto ritornare la gente accompagnatrice.
Ho pure inteso, che ieridì all'altare in s. Pietro poco dopo il Lavabo fu sorpreso da colpo
apopletico, e fu portato altrove don Giambattista Sardagna di Trento, già Cappuccino Fra
Bonaventura, di cui sopra all'anno 1785.
26 giugno 1793
Li 26 festa di s. Vigilio siamo stati alla processione e Messa del Duomo cantata da monsignor
decano Manci. Dopo di essa è comparso monsig. vescovo, ed ha dato la benedizione Papale,
annunziata dai pulpiti nella precedente domenica. Partimmo da s. Bernardino alle nove, e
fummo di ritorno alle undici e mezza. Il concorso di forestieri fu straordinario; così pure de'
festaruoli, ciarlatani, buratini, e simili. Fuvvi anche il principe Ruspoli romano colla sua moglie
principessa Kevenhüllera inviato per Vienna.
Ho inteso per certo, che in questo mese fu liberato dalla Rocca di Riva il prete Vincenzo Pisoni,
di cui sopra, perché ora il Conte Festi ha perduta la grazia del vescovo. Ora sta in Roveredo il
detto Pisoni. Vedi sotto al 12 aprile 1797.
29 giugno 1793
Li 29 sabato, e festa de' Santi Apostoli Pietro e Paolo, festa pure onomastica del nostro vescovo
Pietro Vigilio, circa le sette di mattina dal medesimo vescovo fu solennemente benedetto il
nuovo cimitero comune fatto appresso il convento, e la chiesa di s. Francesco di Minori
Conventuali. Fuvvi un gran concorso di popolo. Lesse un sermoncino prescritto al vescovo dal
pontificale il Provicario Menghino, e dopo celebrò la Messa don Giuseppe Ciurletti destinato
successore del cerimoniere vescovile. Il tempo fu bello. In tal congiuntura il signor don Giorgio
Emer ha presentato al vescovo un suo foglio manoscritto contenente Epitaphium di 25 versi
eroici, li quali cominciano Mos fuit. Egli stesso me ne ha dato una copia li 28 giugno; benché
non mi piace punto rapporto al concetto, ed ai sentimenti. Fu stabilito, che in tal cimitero si
seppelliscano i morti soltanto dal primo giorno di luglio. Quindi furono seppelliti più morti ne'
cimiteri antichi nel giorno trentesimo, ed ultimo di giugno; ma un bambino fu riservato perché
fosse il primo nel nuovo.
1 luglio 1793
Il primo di luglio, giorno di lunedì, circa le otto di mattina, con campanò, musica e sparo di
mortari fu seppellito nel nuovo cimitero di san Francesco un bambinello Giuseppe di Antonio
Santuari oste di Trento, il quale lo tenne tre giorni morto perché avesse l'onore di essere il primo
seppellito in tal luogo, e presentò memoriale al vescovo per così fatta grazia. Fu levato dalla
parrocchia di s. Pietro.
Nel medesimo giorno primo è venuto dal collegio de' Padri Somaschi a questo nostro convento
per istarvi non so quanto quell'Epperger Gio. Pietro d'anni 19 di Bolgiano, che ho rammentato
sopra all'anno 1791 li 25 agosto. Partì agli XI.
87
Fu seppellita come povera col rito antico in s. Francesco perché lo desiderò, essendo Terziaria. Fu
seppellita nel sepolcro de' Terziari.
2 luglio 1793
Nel giorno secondo fu condotto a questo nostro convento d'ordine del vescovo il notaio
Giuseppe Bellesini di Trento, che vi dovrà stare sino ad altra determinazione. Fu prima per
molti giorni appresso li Padri Filippini; e fu trattato di mandarlo nel convento di Campo, o di
Condino nella Giudicaria. Fu condotto qua da due suoi figliuoli prete Giuseppe, e notaio
Gianfrancesco. Sarà di aggravio anche a me, giacché mi ha chiesto per suo confessore.
Sino dal giorno di san Pietro 29 di giugno in Povo fa una Missione il prete bolognese Giovanni
Contavalle. Nello stesso tempo il Battisti di Trento sta ristampando una di lui opera spirituale di
To. 4, in 8°. Ho veduto il primo già stampato. La Missione mon ha fatto alcun commovimento.
10 luglio 1793
Li dieci è partito da Trento per Castelton il nostro vescovo.
Ho inteso, che in Trento in quest'anno vi sono 128 caldaie da seta meno dell'anno scorso.
16 luglio 1793
Li 16 ho inteso per certo, che il canonico Francesco Felice Conte Alberti giuniore ha lasciato in
casa un viglietto, ed è partito insalutato hospite per Vienna, come credesi per farsi ancora
soldato.
Ho pur inteso, ch'è venuta da Vienna una sentenza contra il professore Ayerle rapporto alle sue
pretese del canonicato trentino, colla condanna di tre mila fiorini. Parimente ho inteso, ch'è
venuta di Vienna la licenza di vestire ai Regolari, e che sta in mano al vescovo. Ma non s'è
ancora veduta li 7 gennaio 1794.
18 luglio 1793
Li 18 giorno di giovedì abbiamo ricevuto un foglio stampato dal Monauni, il quale il vescovo
prescrive delle orazioni ad petendam pluviam nelle chiese seguenti. 18 giovedì di luglio la
chiesa del seminario. 19 venerdì li Padri Agostiniani. 20 sabato li divoti di s. Pietro. 21
domenica la Compagnia del ss. Sacramento nella cattedrale. 22 lunedì li PP. dell'Oratorio. 23
martedì la Congregazione Mariana. 24 mercoledì la Confraternita della Morte. 25 giovedì
l'Oratorio di s. Filippo Neri in s. Maria Maggiore. 26 venerdì la Compagnia della Buona Morte.
27 sabato la Confraternita dell'Annunciata. 28 domenica la Compagnia de' Zappatori. 29 lunedì
le Compagnie esistenti nella chiesa del Carmine. 30 martedì la Confraternita del Suffragio. 31
mercoledì la Veneranda Casa di Dio. Il primo d'agosto giovedì li PP. Riformati. 2 venerdì li PP.
Minori Conventuali. 3 sabato le Madri Orsoline. 4 domenica li PP. Cappuccini. 5 lunedì le
Madri di s. Chiara. 6 martedì li PP. Carmelitani alle Laste. Le ingiunte orazioni furono prima
fatte nelle quattro parrocchie della città. La mattina alle dieci, e la sera alle sei. La mattina
devesi cantare la Messa pro quacuumque necessitate, eccettuati li doppi di prima e seconda
classe, coll'orazione Deus, in quo vivimus, sine gloria et sine Credo extra dominicam. La sera le
Litanie de' Santi ecc. Sempre coram Sanctissimo exposito.
19 luglio 1793
Li 19 di sera cominciò a piovere. Li 20 piovette bene. Li 21 si vide della nuova neve in Gazza; e
fu tanto fresca l'aria, che il termometro dal caldissimo calò al temperato, e noi andando ad un
mortorio indossammo il mantello per necessità.
23 luglio 1793
Li 23 ho inteso, che il suddetto Conte Alberti già canonico di Trento, è stato veduto coll'abito
militare. Egli per partire da Trento diede incombenza ad un soldato del Zuchthaus di preparargli
in un dato luogo per la seguente mattina una sedia, e montato in essa fecesi accompagnare dal
medesimo soldato fino a san Michele. Là pagò il soldato, e lo rimandò indietro colla sedia, e
con ordine di avvisare i Conti Alberti della sua partenza. Sul viglietto contenevasi, che non
ardissero di corrergli dietro, perché non sarebbe loro tornato a conto: e dicesi, che teneva seco
due pistole. Pigliò da casa un candelliero d'argento.
29 luglio 1793
Li 29 lunedì sera piovette assai, e continuò sino alla seguente mattina.
1 agosto 1793
Il primo di agosto noi abbiamo cantato la Messa votiva della Madonna pro gratiarum actione, e
la sera il Te Deum all'esposizione, cosa bensì prescritta, ma non mai a' miei giorni fatta perché
non è succeduto il caso d'aver dal Signor Iddio impetrata la grazia innanzi di finire il rotolo88
delle chiese destinate.
5 agosto 1793
Li cinque per lo stesso motivo abbiamo cantato la medesima Messa col resto anche alle
monache di santa Chiara, benché il caldo ancora sia intenso, e quindi sarebbe opportuna della
pioggia.
Nella mattina de' cinque innanzi d'incominciare il Mattutino su li gradini della porta grande
della nostra chiesa trovammo esposta una fanciullina di alcuni giorni. Il Padre Guardiano la
spedì subito ad una donna lattante, e poi andò da monsignor Vicario generale a dargliene parte,
il quale al mezzodì mandò a pigliarla. Non aveva segno alcuno d'essere stata battezzata. È nata
in Villazzano da una vedova, ed un cognato della medesima. Che poi furono carcerati.
3 agosto 1793 (sic)
Ai tre, giorno di sabato nel ginnasio trentino furono distribuiti li premi agli scolari. Li premiati
furono Bartolommeo Valenti sollando, Giambattista Eccher ab Echo cavaliere di Caldonazzo.
Alberto Paurnfeind trentino. Stefano Gelmi veneto. Federico Federici trentino89. Giambattista
Foresti trentino. Francescantonio Lupi de Margono trentino. Francesco Marzari vigolano. Simon
Giuseppe Rohr trentino. Simone Rover trentino. Bartolommeo Steinmayer figlio di Andrea
trentino. Francesco Bergamo nonese. Federico barone Kloz trentino come barone. Tommaso
Bruti da Rendena. Francescantonio Conte Graziadei Trentino. Aloisio Mendini nonese. Antonio
Ciola di Caldonazzo. Dionisio Antonioli da Levico. Giuseppe Marzari di Trento. Francesco
Saverio Marchetti di Giudicaria. Ilarione Ciurletti di Trento. Giuseppe Chell. Giacomo Prati da
Caldonazzo. Domenico Felice Ducati di Trento. Antonio Lupi di Trento. Gli scolari furono 23
della retorica seconda; 28 della rettorica prima: 19 della grammatica suprema; 25 della
grammatica media; 20 della grammatica infima; 24 de' principi. Li cognomi di loro sono Curzel.
Ferrazza. Bernardi de Zetta. Bisdomini90. Angelini. Savoi. Borgognoni. Ceschini. Cortellini.
Camelli. Inama. Ziboni. Porti. a Furno. Armani. Schasser de Tonnheim. Mezzena. Barone
Battaglia. Sicher. Barone Kloz. Moar. Failo. Chesi. Cesarotti. Bellotti. Pessata. Welponer.
Ossana. Stanchina. Iellici. Tevini. Alovisi. Benvenuti. Grandi. Sizzo. Panizza. Serafini. Bezzi.
Rigotti. Tonina. Festi. Chimelli. Andreotti. Nella. Rochetti. Negri. a Mulis. Bonetti. Molinari.
Pompeati. Luchini. Gerardi de Petraplana. Wald. Joaz91. Slopp. Mesmer. Birti. a Caesare. de
Petris. Puzzer. Ceschi de s. Cruce. de Castello. Zucchelli. Tomasini. Bosio de Klarenbrunn.
Travaglia. Weber de Freyenhaus et Postfeld. Betta. Auchentaller. Varda. Concini. Menestrina.
Cettini. Bevilaqua. Flammacini. Sartori. Furlani. Tonini. Libardoni. Menegoni. Grassel de
Neuhaus. Rossi. Pedrini. Monauni. Berera. Gaspari. Mozzi. Fadanelli. Manara. Marchesini.
Nardelli. Tartarotti. Riofatti (sic sed Riolfatti). Cadrobbi. Agostini. Dorigati. Iacomoni.
I logici furono 35 ed i fisici 29. Li cognomi de' logici sono: Tecini Pietro Nones. Iosephus Villi
di Villa. Angelus dal Rì. Tomaso Bortolotti di Meano. Bortolo Bertagnoli. Ioannes Cristofori di
88
*Turno.
Questo Federici figlio del chirurgo Bartolommeo, si fece soldato austriaco, e poi francese.
90
Un fratello del Bisdomini fu ordinato sacerdote in quest'autunno. Disse la sua prima Messa alle
Madri Orsoline.
91
Questo Joaz nel 1794 s'ha fatto Minore Conventuale.
89
Trento92. Lorenzo Biasi. Domenico Noriller di Vallarsa. Pietro Echli di Trento. Carlo Angelini
di Trento. Rocco Zambaiti. Antonio Federico Giovanelli Conte di Trento. Giacomo Stefenelli di
Trento. Voltolini. Alberto e Giuseppe Guelmi nonesi. Giacomo Chini. Gebardo Buol brigantino.
Giovanni Michelli trentino. Marchetti Trentino. Ioannes Gremes centaniensis93. Clamer
clusinensis. Martini trentino. Fenici tenensis. Fiechi di Sacco. Sardagna di Caldonazzo,
Guarinoni. Tomaso Canella di Teno. Giacomo Giacomini di Giudicaria. Pietro Vilotti di
Segonzano. Ioanens Stocheti sollando. Aloisio Bellesini di Trento. Valentino Gasperini di Mori.
Li cognomi de' fisici sono: Busetti di Enno. Riccioli di Fiemme. Schöphfer di Tisens. Carlo
Heperger di Bolgiano. Iacobus Postalli di Brentonico. Moar di Trento. Iegg di Clausen. Vaia di
Fiemme. Rolandini da Val di Non. Chini da Val di Non. Tecini da Val di Non. Spreng da
Bressanone. Valentini da Mori. Ioris da Val di non. Eller da Val di Non. Bazzoli da Giudicaria.
Bertelli di Giudicaria. Quaresima da Val di Non. Grandi da Pergine. Vedovelli da Giudicaria.
Martinelli (sic) da Val di Sole. Petrus Delaiti da Mori. Salvator Nardoni da Cembra. Scarpari da
Storo. Antonio Porti di Trento. Tali cognomi trovansi anche replicati e triplicati.
8 agosto 1793
Gli otto, alle quattro pomeridiane, insieme con dell'acqua è caduta una tanto grossa gragnuola94,
che non ne ho mai veduto una simile. Sembrava, che piovessero sassi. Ho pesato un grano, e
l'ho trovato quasi un'oncia. Egli non fu l'unico, né il più grosso. I grandi ordinari erano come
armellini, castagne, maroni. Ne furono trovati di sette ed anche undici oncie. Danneggiò
specialmente le campagne di Cadine, e della Vella. Furono trovati de' pezzi di 14 ed anche 18
oncie. Uno fu lungo sei dita e largo quattro.
11 agosto 1793
Gli undici, giorno di domenica, cominciò ad esservi del concorso straordinario sul ponte di san
Lorenzo di Trento, perché un giglio secco, posto sino dallo scorso giugno in una mano della
statua di legno di san Giovanni Nepomuceno, la quale stassene alla metà del detto ponte nella
parte di sotto, si vide verdeggiare nella sommità, benché il fusto sia secco affatto. Il concorso
continua eziandio in questo giorno quindicesimo, in cui lo vide, e palpò con istupore anche il P.
Massimo mio fratello, mandatovi dal P. Guardiano. Fuvvi a considerare un tal fenomeno anche
il rev.mo sig. rettore del seminario Gioseppe Carpentari d'ordine di monsig. Vicario generale; ed
un altro d'ordine del Magistrato consolare. Dicesi, che un simile spettacolo vedesi anche al
Crocifisso che sta sul cimitero di san Pietro. Col tempo vedremo qua esito avrà. Non se ne parla
più li 15 settembre.
23 agosto 1793
Li 23 leggo, che nell'assedio di Valenciennes molto merito si ha fatto il capitano nel Corpo del
Genio signor Conte Triangi nativo di Trento95, il quale fu uno de' primi nell'entrare colla spada
alla mano nella strada coperta, e contribuì moltissimo ad iscuoprire le mine inimiche. Leggo,
che l'ex cardinale di Brienne, arcivescovo di Sens, ed ex ministro, fu arrestato dagli stessi suoi
francesi. Questo scellerato li 20 febbraio 1794 fu ritrovato morto sul suo letto, avvelenatosi da
se stesso. Egli è nato in Parigi nel 1727, Stefano Carlo de Lomonié de Brienne.
92
Questo Cristofori fu scacciato dalla scuola; poi come giacobino carcerato nel castello di Trento gli
8 dicembre 1794. Il di lui fratello Pietro è fuggito.
93
*Di Centa.
94
*Grandine.
95
Fu in Trento nel 1795 prigioniero di guerra de' francesi.
25 agosto 1793
Li 25 domenica sono stato cogli altri alla solita processione, e Messa per il voto della città. La
Messa fu cantata da monsig. Zambaito96 canonico e Vicario generale, sotto lo sparo de'
mortaretti.
28 agosto 1793
Li 28 giorno di mercoledì, e festa di s. Agostino in Parigi fu pubblicamente decollato come
traditore della patria il famoso ex generale militare Adamo Filippo Custine. il quale si protestò
innocente. Questi è quegli, che da un prete trentino nella caffetteria del Rigler fu empiamente
preferito a sant'Agostino, come già notato di sopra. Nell'andare al patibolo si mostrò assai
fiacco, e quindi vi fu strascinato.
17 settembre 1793
Li 17 settembre, martedì è venuto da Castelton97 a Trento il nostro vescovo.
Nel medesimo giorno ho inteso, che attesa la rinunzia del canonicato di Trento fatta dal Conte
Francesco Felice Alberti di Enno giuniore, ritornato alla milizia secolaresca, è stato fatto
canonico di Trento il Conte prete Mattia de' Fati di Terlago, figlio del Conte Vicenzo, nato circa
il 1760, ma con patto, che gli dia 300 fiorini ogni anno finché viverà il Conte Gervasio Alberti
padre del rinunziante. La rinunzia fu così concepita in Vienna; ma credo, che non verrà
confermata da Roma. Vedi sotto.
18 settembre 1793
Li 18 nel Borgo s. Martino di Trento un uomo fu buttato giù da una fenestra da un nonese ladro,
alloggiato come povero, e pazzarello. Il ladro fu subito carcerato, ed il buttato dalla fenestra
trovasi tutto rovinato. Questi era il padrone di casa.
21 settembre 1793
Li 21 sabato delle quattro Tempora, e festa di san Matteo, nel castello di Trento monsignor
Tommaso Conte di Thunn vescovo di Tiatira in partibus infidelium, decano, Vicario generale e
Suffraganeo di Passavia in Baviera, e fratello giuniore del nostro vescovo, ha tenuto
Ordinazioni, perché il detto nostro vescovo non può la mattina star digiuno. È venuto apposta da
Passavia. Gli ordinati furono soltanto 22, tra' quali cinque soli furono promossi al sacerdozio.
Cominciò la Ordinazione alle cinque di mattina. Fu ordinato minorista un Girolamino rivano
detto F. Agostino Speranzi da Savone neoprofesso.
Presentemente il Magistrato consolare di Trento fa rimodernare la sua casa di Comunità che
guarda la Contrada Larga, e la Contrada di santa Maria Maggiore, avendo prima fatto
trasportare la pesa de' carri, che stava presso di lei nella Contrada di s. Maria Maggiore, nella
fiera fuori della porta di santa Croce. Tal pesa riusciva di disturbo al moderno arciconsole Conte
Girolamo Graziadei, per essere di rimpetto alla di lui casa.
24 settembre 1793
Li 24 giorno di martedì nel cimitero di san Francesco fuori di Trento furono seppelliti quattro
adulti, ed un fanciullo.
25 settembre 1793
Li 25 alle quattro e mezza di mattina il Bellesino, di cui sopra al 2 luglio, ha fatto ritorno alla
sua casa, dove star dovrà sino ad altra determinazione come in arresto, sotto l'obbedienza de'
suoi figliuoli, senza poter uscirne se non che per andare alle chiese, accompagnato però sempre
da qualche suo domestico. Tal grazia gli fu conceduta ad istanza de' predetti figliuoli dal
vescovo, il quale pregato ha sospeso il processo, ch'era stato incominciato dalla Curia
96
97
*Zambaiti.
*Castel Thunn.
ecclesiastica, dalla quale li 16 giugno chiamato in castello fu mandato recto tramite ai Padri
Filippini, per poterlo avere vicino per gli esami.
Li 25 di mattina innanzi giorno il sig. Francesco Nardelli bottegaio e cittadino di Trento ha fatto
condurre dai soldati del Zuchthaus nel castello di Pergine il suo figlio Francesco, che sino allo
scorso anno 1792 ha studiato la medicina in Padova; ed era nello stesso anno 1792 per andare a
pigliare la laurea in Pavia. Si manifestò pazzo in Milano nello scorso autunno. Il di lui padre
detto Ganassa pagherà per lui al castello di Pergine ogni giorno due carentani per la custodia, e
dicidotto per la cibaria. Lo provvederà di letto, e di biancheria, e vestito98.
29 settembre 1793
Li 29 ho letto un foglietto venuto da Venezia stampato senza nome di stampatore con questo
lungo titolo: "Veridica relazione della gran giustizia seguita nella città di Trento li 31 agosto
1793 della morte data a tre persone. Il primo Gaetano Alfonsi d'anni 47 milanese. Il secondo
Pietro Beluti d'anni 22 detto il Gamba di legno del territorio piacentino. Il terzo Paolo Biandata
detto il Moro affricano d'anni 21. Morti sopra un infame patibolo nella pubblica piazza della
città di Trento, e i loro cadaveri esposti fuori della città per sino alla sua consumazione, come
bravi falsificatori di chiavi false, e stacciatori di botteghe, chiese, palazzi, monasteri, e Monti di
Pietà. Trento, Piacenza, ed in Venezia, Con permissione". Così il titolo. La seguente relazione si
è un rozzissimo impasto di falsità e bugie manifeste, non contenendo verun punto appoggiato
alla verità. Dice, che nel 1790 furono banditi da Napoli, e vennero a Trento, dove commisero sei
delitti. Nomina le pattuglie militari di Trento. La famiglia Benzoleni di Trento. La chiesa e
monastero delle R.R. monache di s. Benedetto di Trento. Il palazzo della signora Giulia Sandi
vedova di Trento. La posta di s. Nazaro di Trento. Don Gaetano e don Tommaso fratelli Contelli
sacerdoti Filippini di Trento da loro ammazzati. Le quali cose sono tutte falsissime, ed inventate
per ingannare li forestieri, e per guadagnare dei soldi. Il nostro Terziario Fra Leonardo di Tesaro
trovandosi in Venezia, e sentendo pubblicare per quelle contrade una tal menzogna, ne rese
avvisati li veneziani, ma senza verun giovamento. Mi dice, che gl'ingannatori portavano intorno
anche un quadro dipinto, che rappresentava il supplicio supposto. Giova il far questa memoria,
perché col tempo la detta relazione non sia creduta effettivamente Veridica.
Da qualche tempo si ritrova in Trento un uomo di cognome Domenico Pernetto, nativo di
Trento, il quale fu molti anni nella Francia in servizio di un signor grande. Ritornò a Trento
dopo la nota rivoluzione de' francesi. Vive celibe a spese dell'accennato suo padrone. Egli è di
molto buon esempio. Si comunica ogni giorno, e sta quasi sempre in chiesa. Ultimamente ha
fatto una compagnia di quaranta persone, che per quaranta giorni continui recitino cinque Pater,
Ave e Gloria alle piaghe di Gesù Cristo: gli atti di fede, speranza, carità, e contrizione; il Salmo
de profundis per le anime del Purgatorio, ed altre opere pie, per le quali dall'officio spirituale ha
ottenuto quaranta giorni d'Indulgenza per ogni giorno. Vuole, che ognuna persona in giorno
assegnatole a sorte, digiuni, sin confessi, e si comunichi, e che tutte si confessino pur, e
comunichino nell'ottavo giorno di novembre. Il primo giorno fu quello di s. Michele 29
settembre, e l'ultimo sarà il settimo di novembre. A tutte ha dato un foglietto, contenente le
accennate prescrizioni, e l'assegno d'un Santo avvocato. Ha instituito ciò per implorare da Sua
Divina Maestà il necessario soccorso nelle presenti luttuosissime calamità cagionate dai
francesi, e dai francesizanti, de' quali anche sul Trentino se ne ritrova un numero copioso. Al
suddetto Pernetto s'è unito anche il R. S. D. Francesco Alessandrini di Trento, cappellano di s.
Pietro, come promotore della divozione. Egli ha già dato principio ad un'altra quarantena, la
quale comincierà nella seguente domenica del Rosario ai sei del corrente ottobre. Il Pernetto ai
primi di aprile 1794 ha vestito l'abito Agostiniano in grado di laico nel convento di s. Marco di
Trento; ma lo ha deposto il primo di settembre 1794 per poter girare ad imitazione del Beato
Labreo. Non aveva veruna abilità per il sacro chiostro. Ritornò a Trento nel marzo dell'anno
1795 e per vivere aiuta il campanaro di san Pietro. Ora, 1800, è portalettere della posta.
98
Scappò e venne a Trento li 25 novembre 1793, ma fu liberato dal padre e messo nel convento di
Pergine donde scappò e venne a Trento.
8 ottobre 1793
Gli otto di sera sono giunte a Trento da Roma le Bolle apostoliche al signor Conte Mattia
Terlago prete per il canonicato di Trento rinunciatogli dal soldato Conte Francesco Felice
Alberti, di cui sopra.
9 ottobre 1793
Li nove li trentini hanno cominciato le vendemmie generali, anzi le hanno cominciate ai sette
col titolo degli orti, e delle ghiare.
Oggidì mattina il sig. Sebastiani di s. Michele vedovo d'una sorella del sig. Cristiano Eccher da
Metodesco, e padre di cinque figliuoli, è venuto a Trento con tre calessi, e buona compagnia,.
per celebrare le nozze colla sig. Lucia Ghezzi della Valle di Non d'anni 69, ostetrice pubblica, e
due volte vedova senza figli, prima d'un Redi servitore de' Conti di Wolchenstein, e poi d'un
Fumanelli chirurgo. Aveva contratti gli sponsali scritti per mano di notaio, era stata per varie
case a pigliare congedo, ed aveva ottenuto dalla Curia ecclesiastica la dispensa da due
pubblicazioni in Trento. Furono fatte le pubblicazioni a san Michele. Non volle, che lo sposo
provvedesse anello, ma glielo diede essa il suo vecchio. In Trento non essendo stata fatta la
pubblicazione per l'assenza del parroco, e dimenticanza del pro parroco, fu tosto impetrata la
dispensa con sette troni dall'officio spirituale. Preparato il tutto, stando il parroco aspettando la
sposa, la quale dimandò tempo da rivestirsi meglio, e vedendo, che troppo differiva la sua
comparsa, diede ordine allo sposo che mandasse a sollecitarla. Indugiando ancora mandò un
altro, e finalmente venne l'inaspettato avviso, ch'essa non voleva più contrarre il promesso
matrimonio. Tutti restarono confusi, e mortificati, e sciolti gli sponsali sono ritornati a s.
Michele, dove stava preparato il convito nuziale. Tutto questo, ed anche di più mi fu riferito
dallo stesso parroco di s. Maria Maddalena. Dicesi, che la mentovata donna ha cinque altri
partiti. Si crede, che tenga della roba in buona quantità, quantunque ultimamente abbia patito
nella sua professione per alcuni casi succeduti sinistramente.
20 ottobre 1793
Li 20 domenica, nella chiesa del nostro P. S. Francesco fuori di Trento ha fatto la sua solenne
professione di Frate Minore Conventuale laico un giovine di Vigol Baselga, nelle mani del
Padre Guardiano Francesco Viganoni da Roveredo. Nello stesso giorno dall'Italia è giunto il
successore del predetto Padre Guardiano, nominato P. Bonaventura Ciotti. L'ho veduto in
castello nel giorno ventuno di mattina.
21 ottobre 1793
Nel giorno 21 festa di s. Orsola nella chiesa di queste Madri Orsoline ha fatto solennemente la
sua seconda professa, come quinquagenaria, la madre Benedetta Gentilotta, sorella del sig.
barone Gio. Benedetto Gentilotti canonico di Trento, già superiora di quel convento. Nello
stesso tempo ha preso l'abito corale di Orsolina una signora Fiore Rigotti da Godenzo, sorella
del P. Paride Rigotti Filippino di Trento, colla dote del Legato perpetuo fatto da una signora
Guarinona di Trento. Fui presente anch'io. Fece da officiatore mons. Zambaiti. Furono stampate
delle poesie per l'una, e per l'altra Religiosa.
Le vendemmie di quest'anno sono state scarsissime da per tutto. Noi a Terlago abbiamo trovato
uno staio solo di vino, e quindi subito l'abbiamo ristituito al benefattore, non tornandoci a conto
il farlo trasportare. In tutta la cerca di Buso velano99 abbiamo trovato un solo botticello di vino
poco buono. Cosa straordinaria. Quelli, che hanno fatto la metà dell'anno passato sono stati
fortunati.
99
*Bus di Vela.
28 ottobre 1793
Li 28 da un signore graduato, che in favore de' poveri Religiosi ha parlato con monsignor
vescovo, ho inteso, che il medesimo vescovo ha ricevuto lettera da Vienna, coll'avviso che
l'imperatore non vuole sopprimere li Frati mendicanti; ma ora attesa la guerra, che ha, non vuole
permettere la vestizione.
Oggidì è ritornato da Castelton a Trento il nostro vescovo.
30 ottobre 1793
Li 30 in Trento fu ricevuto riscontro, che ai sedici, mercoledì del corrente in Parigi fu
pubblicamente decapitata l'ex regina Maria Antonietta d'Austria, sorella del fu imperatore
Giuseppe secondo, e dell'imperatore Leopoldo secondo, e zia del moderno imperatore Francesco
secondo e moglie del decapitato Luigi XVI ex re di Francia, nata in Vienna li 2 novembre 1755
e sposata in Versaglies li 16 maggio 1770. Restano dunque ora tra' vivi ancora Luigi Carlo nato
li 27 marzo 1785, e Maria Teresa Carlotta nata li 19 dicembre 1778, figli della decapitata.
1 novembre 1793
Il primo di novembre nella Gazzetta trentina si riferisce l'accennata morte come seguita alle
undici di mattina del detto giorno sestodecimo, in cui le fu intimata alle ore sette. Dicesi, che
colle consuete formalità le fu posto indosso un mantello, con cappuccio, tagliati li capelli, e
legate le mani dietro la schiena. La sentenza si dice ingiusta, ed atta a coprire di eterna infamia
la nazione francese. Sebbene posso dire, che al principio comunemente ella fu creduta la causa
principale della rivoluzione francese, come sorella di Gioseppe secondo, che voleva essere
dispotico di tutto il mondo. Ella fu l'ultima figlia dell'imperatrice Maria Teresa. Si credette la
meglio maritata in tutta l'Europa, e fu la più disgraziata. Non fu mai a Trento. Altronde ho
inteso, che fu condotta al patibolo con una berretta rossa in testa, e che fuvvi strascinata, perché
trovossi fiacchissima, e colle gambe inferme. Colla sua morte avrà scontato la vessazione che
per una sua collana ha dato al cardinale Lodovico Renato Edoardo di Rohan parigino, vescovo
di Argentina100, il quale vive anche in quest'anno 1793, di sua età 60, del che parlò tutta
l'Europa, Dicesi, che insieme colla mentovata ex regina fu decapitato un malfattore.
4 novembre 1793
Li quattro di novembre, in mancanza del mio Padre Guardiano ho dovuto soscrivermi ad una
polizza postale benché non l'abbia potuto intendere per essere in lingua tedesca, e non abbia
potuto confrontare i numeri, e prezzi delle lettere, non tenendone il convento. Riguardava lo
scorso trimestre.
Ultimamente passò per Trento andando nunzio apostolico in Vienna monsignor Luigi Ruffo
napoletano, nato li 25 agosto 1750, e fatto arcivescovo di Apamea gli undici aprile 1785101. Egli
fu nunzio in Firenze nel 1792. Alloggiò in Borgo presso li signori d'Anna, in Pergine presso
l'arciprete Mersi, ed in Metodesco102 presso l'arciprete Piccini. S'ha mostrato molto mal
provveduto, quantunque dicasi de' principi di Scilla. Il di lui antecessore Giambattista Caprara
Montecuccoli nato in Bologna li 29 maggio 1733, fatto arcivescovo d'Iconio nella Licaonia il
primo dicembre del 1766 fu nunzio in Lucerna dell'Elvezia nel 1781, poi in Vienna, immediato
successore del Garampi; finalmente li 18 giugno 1792 da Papa Pio sesto malvolentieri ad
istanza dell'imperatore fu creato prete cardinale; ma appena giunto nello Stato pontificio fu
arrestato, e carcerato come giacobino. Nello stesso tempo, e per lo stesso motivo in Vienna fu
arrestato il Conte Filippo Cobenzel vice gran cancelliere dell'imperatore. Così ho inteso.
100
*Strasburgo.
Ruffo de' Duchi di Bagnara napoletano, assessore in Roma nel 1781. Ruffo Scilla fatto cardinale
23 febbraio 1801.
102
*Mezzocorona.
101
Ho pure inteso, che ai cinque del corrente novembre in Bolgiano è morto il consigliere Conforti
di Tueno, il quale già stava malconcio di salute, e quindi giubilato. L'ho rammentato più volte in
questo qualunque siasi Diario.
11 novembre 1793
Gli undici è passato per Trento un Conte milanese condotto gelosamente in ferri dai soldati,
perché in una caffetteria di Milano ha approvato la decollazione della regina di Francia. Con lui
per un somigliantissimo delitto furono condotti anche due artigiani di Roveredo, uno de' quali
era sellaio, il quale intesa la detta decollazione disse Oh se avessi potuto io fare da boia! Il padre
del Conte per liberare il suo figlio esibì venti mila ducati, e venti uomini, ma in vano.
Nella sera dello stesso giorno undecimo abbiamo cominciato a scaldare il refettorio. Cessammo
li 5 marzo 1794.
14 novembre 1793
Li 14 giovedì ho ricevuto un foglietto stampato, che dà gli atti da fare a chi sta scritto
nell'undecima quarantena ordinata dal rev. sig. cappellano di san Pietro e dal signor Domenico
Pernetto, di cui sopra. Comincia: Gesù, Maria, Giuseppe, de' quali, e delle anime purganti si
promettono le immagini in un quadretto.
Intendo, che il Capitolo di Trento non vuole ammettere le Bolle Papali date al Conte Terlago, di
cui sopra. L'Alberti ha rinunciato perché fu fatto canonico per forza, e dimanda una pensione di
300 fiorini finché trova da poter vivere da cavaliere, perché dalla sua casa non può averlo.
Dimanda pure una sicurtà per la detta pensione. Ha scritto al Conte Gervasio suo genitore, che
ha rinunziato in favore di uno già ordinato prete, acciocché il suo canonicato non venga dato ad
un laico, che non abbia la vocazione per il sacerdozio.
Intendo pure, che Luigi XVII figlio del decollato Luigi XVI sia stato evirato, e che per tal
operazione sia morto. Morì dopo ut infra.
Intendo ancora, che in Roveredo fu scoperto un club, o sia congresso di giacobini, e che quindi
sia scappato frettolosamente un gentiluomo, il cui cognome incomincia dalla lettera T, e finisce
con un elli, ed ha un predicato latino, che principia da un F. Non voglio nominarlo.
In Trento si fanno de' festoni per divertimento di chi gli aggradisce, con licenza del vescovo, e
con mormorio de' buoni, massimamente correndo un tempo tanto calamitoso. Dopo l'Epifania vi
saranno le commedie, già concedute; falso perché 4 consoli furono contrari a 3. Perché vengano
fatti li festoni sono ricorsi li suonatori col pretesto della scarsezza della vindemmia.
26 novembre 1793
Li 26 leggo, che in Parigi ai sei del corrente novembre alle tre e mezza di sera, Luigi Filippo già
Duca d'Orleans, primo principe del sangue reale di Francia, tenente generale delle armate regie,
ammiraglio, governatore e luogotenente generale del Poitu, e cavaliere dell'Ordine di Santo
Spirito, nato ai 13 aprile 1747, fu pubblicamente decapitato dai suoi francesi, benché sia stato
uno de' primi rivoluzionari, ed il maggiore inimico del re Luigi XVI, suo cugino; come pure il
più ricco francese. Dopo la rivoluzione pigliò il cognome di Eguaglianza. Viveva già separato
dalla sua moglie benché lussuriosissimo. Sopravvivono la detta moglie con tre figliuoli, ed una
figliuola, ed una sorella del decapitato, o come dicono guillottinato.
Intendo, che non avendo voluto ammettere il Capitolo di Trento le Bolle Papali per il canonicato
ceduto al Conte Terlago coll'aggravio sul canonicato, sono venute altre Bolle, che aggravano la
famiglia Terlaga di pagare al risegnante Conte Alberti. Né pur questo ripiego mi piace, vero
essendo sempre, che il canonicato fu venduto, e comperato. Furono presentate al Capitolo nel
venerdì de' 29 novembre; ed ammesse.
Nella piazza della Fiera fuori della porta di Santa Croce di Trento il nob. sig. Lodovico
quondam Giuseppe Particella di Monte Vecchio, cittadino di Trento, in quest'anno ha
cominciato il totale rifacimento del suo palazzo con un gusto, e modello nuovo. È già pervenuto
alla metà. Egli non ebbe intenzione di fare tanta spesa, ma soltanto di fare una cantina sotto la
sua casa vecchia. Siccome poi questa fu eretta sul vaso antico della Fersina, e quindi sopra
fondamento non sodo; così la cava per la cantina smosse i fondamenti della casa minacciando di
atterrarla, e per conseguenza il sig. Lodovico dovette far de' fondamenti nuovi.
29 novembre 1793
Li 29 nella cancelleria vescovile di Trento da un attuario della medesima ho inteso, che il nostro
vescovo ha la facoltà di dispensare per un anno li chierici nella mancanza dell'età canonica.
Nel medesimo giorno, correndo la vigilia di s. Andrea ho veduto, e sentito cantare i vespri nella
cappella di s. Andrea del castello vescovile di Trento, situata al lato occidentale della piazza de'
Leoni, dal padre piovano di s. Maddalena, vestito di ricco piviale, con li chierici seminaristi di s.
Saverio. Nella seguente festa poi vi canterà eziandio la santa Messa. Gioverà l'aver fatta questa
memoria, perché probabilmente col tempo verrà levata anche questa funzione; come fu levata la
recita quotidiana del Terzetto, che da un cappellano, e dalla famiglia castellana soleva farsi
nell'accennata cappella fino a' miei giorni inclusive.
Leggo nello stesso giorno 29 in data di Parigi 10 novembre, che l'empia convenzion-nazionale
ha decretato ieri l'altro la solenne, e formale apostasia dalla religione cattolica, ed ha dato
l'assunto ad un suo comitato di presentare il progetto d'una nuova religione più analoga ai
costumi de' francesi. Promotore di questo empissimo decreto fu il Gobbel già Vicario generale
di Basilea, ed ora vescovo intruso di Parigi, il quale nel giorno settimo si presentò alla
convenzione e con un discorso a nome anche del suo clero si disfece della religione cristiana. Fu
ricevuto con applauso, e dal presidente abbracciato. Il medesimo Gobbel protestò, che non vuole
riconoscer altro, che libertà, ed uguaglianza103. Tralascio il di più, non potendo reggere a così
fatte scelleraggini. Bensì aggiungo, che li francesi avanti gli otto di novembre in Chimai città de'
Paesi Bassi hanno invaso il convento de' nostri Padri Riformati, bevettero dai sacri calici
cantando canzoni oscene, hanno levato dal Tabernacolo la sacra Pisside, e gittato in terra, e
calpestate coi piedi le sacre particole. Oh Dio! Basta, non posso più.
Sono alcuni giorni, che gira per Trento un libro anonimo contra il barone Martino Kloz di
Trento in favore della causa de' Rossi sollandi mercatanti di canevella104 in Trento. Fu spedito
anche ai mercatanti di altri paesi.
6 dicembre 1793
Li sei di dicembre, essendo venerdì, il Conte Mattia Terlago, di cui sopra, ha preso il possesso
del canonicato di Trento rinunciatogli dal Conte Alberti. Per tal funzione fu pubblicato un
sonetto stampato in Trento da Simon Girolamo Battisti, e dedicato agl'Ill.mi signori Conti
Vincenzo, e Pacifica de Terlago amantissimi di lui genitori. Il figlio si nomina Ill.mo, e rev.mo
signor Mattia de Terlago Conte del S.R.I. Ec. Il canonicato si dice vacante senza verun
aggiunto, e conferito dal regnante Sommo Pontefice Pio VI. Il poeta, che non si nomina, dice in
una nota, che Giorgio de Terlago fu eletto decano di Trento avanti due secoli, e più, ma doveva
dire avanti tre secoli, e più, perché fu decano di Trento dai 19 di gennaio del 1478. Io suppongo,
che il poeta sia don Francesco de Capris ex parroco di Terlago, di cui fu cooperatore il Conte
Mattia.
Nello stesso giorno sesto, circa le tre pomeridiane, dalla Germania è giunto a Trento a tiro di sei,
e solennemente Luigi Stanislao Saverio Conte di Provenza, detto Monsieur, fratello di Luigi
XVI di Borbone re di Francia già decollato. Egli è nato li 17 novembre 1755 ed essendo ora
riconosciuto dalle altre potenze come reggente del regno di Francia per esser soltanto nel nono
anno di età il figlio unico del decollato, detto Luigi XVII vassene a Tolone città della Francia
distaccatasi dai ribelli, e tumultuosi, ed empi ateisti francesi. Pigliò alloggio alla locanda
103
Gobbel, nativo di Thanne dell'Alto Reno, già vescovo di Lidda, Suffraganeo e Vicario generale di
Basilea, poi vescovo intruso di Parigi, deputato dell'assemblea costituante, in età d'anni 67, fu decapitato
li 12 aprile 1794 in Parigi. Nel 1780 fu nominato Gio. Battista Giuseppe Gobbel Suffraganeo e Vicario
generale di Basilea. Anche nel 1794 fu detto Gobbel. Così pure nel 1795 da un di lui amico, con cui ho
parlato in Trento. Così lo nomina il Barruel.
104
*Canapa.
dell'Europa in Contrada Lunga. Partì verso Torino nella seguente notte venendo il giorno
settimo, preceduto dai suoi cucinieri105. Per altro egli all'aspetto fu riguardato come
dispregevole. Non volle essere qui riguardato come il Conte di Provenza, risposto avendo,
ch'egli lo conosce, e che avessero detto a lui quello, che volevano dire al mentovato Conte,
mentre glielo avrebbe riferito fedelmente. Trattò col suddetto Domenico Pernetto come con un
amico. Avendogli detto il Pernetto, che in s. Maria c'è un organo raro dimandò quanto avrebbesi
costato il sentirlo, ed avendo inteso un zecchino, disse, che non poteva fare tale spesa per un
piacere. Egli ebbe l'equipaggio di venti cavalli, non diede accesso ai due preti francesi, temendo
i francesi, non volle dire dove fosse istradato, né mangiare cosa non saggiata prima da altri. Si
mostrò turbato, ed inquieto. Giunse a Milano li 22 dicembre e subito partì per Torino, dove
giunse li 25 dicembre.
11 dicembre 1793
In questa sera di mercoledì, gli undici di dicembre, alle ore sei ed un quarto, subito dopo finita
la collazione abbiamo sentito un gran mormorio di campana a martello in città, ed abbiamo
veduto delle fiamme in Borgo nuovo. Quindi siamo subito corsi là in cinque Frati, cioè il P.
Agostino, il P. Vito, fra Gervasio, fra Giuseppe, ed io. Piovicava, le strade erano fangose, ed
acquose, ed il cielo oscurissimo. Alla metà dello stradone verso la Fiera io sentendo venire di
galoppo un cavallo nell'atto, che volli ritirarmi al muro venni spinto stramazzone in terra dal
medesimo cavallo, ma per la Dio grazia non riportai altro male, che mi si ruppe un pò la pelle
della mano manca e del naso e sentii smaccata un poco la testa verso l'orecchio destro. Il fuoco
fu in una casa presso le mura, ed il convento della ss. Trinità. Il concorso di gente, anche nobile,
fu grandissimo. Giovò per tutti, che furonovi molte padelette di pece per far lume. Nella casa
incendiata eravi una donna inferma, ed obbligata a letto. Furono evacuate le case vicine, ed
avanti le otto il fuoco fu spento.
Intendo come cosa certa, che il barone Giangiacomo Cresseri di Trento, segretario
dell'ambasciatore austriaco in Venezia, ora trovasi carcerato, perché avendo impetrato dalla
Repubblica veneta una Ducale di poter mandare a Roveredo per il Magistrato sei mila sacchi di
grano giallo, o sia formentazzo, lo ha venduto ad un Vinante ebreo, il quale lo ha mandato in
Francia, contro i divieti veneti, ed austriaci. Di ciò se ne parla pubblicamente in Trento, anche
dai aprenti del Cresseri. Ma poi ho inteso, che il Cresseri si ha giustificato.
Intendo pure, che il Magistrato di Trento in questo mese ha consumato 530 some di formento,
valutato 80 troni la soma, cioè dieci troni lo staro.
18 dicembre 1793
Li 18 ho letto il libro stampato contra il barone Klotz, accennato di sopra. È intitolato Memorie
per servire in causa creditorum, Rossi hinc inde, et Klotz. Anno 1703, in 4° parvo, pp. 67, senza
luogo, e nome di stampatore, e senza nome di autore. Fu il Battisti che la ristampò essendo
ricercata. Tratta in favore de' fratelli Giovannandrea, e Cristoforo Rossi mercanti di grani in
Trento contra Giambattista Rossi loro fratello, e socio, e contra il barone Martino Klotz di
Trento. La scrittura è molto oscura. In fine sotto la data di Roveredo il primo dicembre 1791,
v'ha una Decisione mercantile segnata da Tommaso Hortis, e Giuseppe Gasperini deputati del
ceto mercantile di sete, come pure da Giacomo quondam Giambattista Ferrari, Clemente
Cobelli, Francescantonio Malanotte, Domenicantonio Scarperi, Girolamo Pross, Giambattista
Brunati, Domenico Bettini, fratelli Parisi, ed Angelo Brunati. In fine v'ha una lettera di Floriano
Menapace sensale di Trento. Sono assai malmenati li calcolatori kloziani Andrea Naghele, ed
Antonio Rossi106. Vedi sotto al 3 marzo.
105
Si è fermato in Verona sino all'aprile del 1796.
Il procuratore de' Rossi sostituito li 9 luglio 1784 fu il dott. Giambattista Gottardi da Trento. La
scrittura rossiana dicesi composta dal dottor Giambattista Sardagna di Contrada Larga, e dal prete
Antonio Sani abitante in Trento.
106
23 dicembre 1793
Li 23 ho veduto nel cimitero del Duomo alcune pietre sepolcrali scavate nel medesimo, ed
infrante, perché non hanno più da esservi sepolcri in quel luogo. Sono state vendute al sig.
Lodovico Particella, che rifabbrica il suo palazzo in Fiera.
27 dicembre 1793
Li 27 leggo nella Gazzetta trentina sotto la data di Mannheim 17 dicembre, che il sig. Bertolini,
nativo di Romallo, pieve di Revò nel principato di Trento. Dopo aver terminato il corso di
filosofia nell'università di Gratz portossi a Vienna, e si arruolò nel reggimento Pellegrini, e
poscia nella guerra dei sett'anni dalla picca fu promosso al grado di tenente, indi nel 1784 venne
nominato capitano, e si distinse alla testa della sua compagnia nella battaglia di Martinestie,
contro i turchi, in cui rilevò anche una ferita, e finalmente è stato innalzato al grado di maggiore.
Aggiungo io, che in Romallo vive un di lui fratello pittore, e che ambidue sono di estrazione
meschina.
Nell'Avvento di quest'anno predicarono li seguenti nostri Padri.
Trento nel Duomo, il P. Provinciale Arcangelo da Cles.
Gardolo, il P. Vito Antonio da Cles.
Cognola, il P. Illuminato da Cles.
Aldeno, il P. Vigilio da Fondo.
Stenico, il P. segretario Gio. Evangelista di Stenico.
Altrove altri.
Trento, s. Maria Maggiore, don Giuseppe Clementi da Enno107 ma dimorante in Cles presso li
baroni Altenburgeri.
Povo, un Cappuccino.
Villa di Montagna, don Andrea Bernardi da Cognola.
Bleggio, il nostro P. Gerardo d'Albiano.
In questi giorni nell'ospedale di Trento è morto un prete Francese emigrato.
30 dicembre 1793
Li trenta dicembre cominciò a nevicare nella città di Trento, e questa fu la prima neve di
quest'anno caduta in città. Fu accompagnata da pioggia. Così pure piovette nel giorno trentuno.
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO M.D.CC.XCIV. 1794
1 gennaio 1794
Nel giorno primo il nostro P. Davide da Tiarno ha fatto il discorso del ss. Nome di Gesù nella
chiesa delle Fradaglie di Trento dopo il vespro.
6 gennaio 1793
Li sei festa dell'Epifania venne la seconda neve, e fioccò108 tutto il giorno, ma sottilmente.
8 gennaio 1794
Gli otto di sera il nostro Padre provinciale ha inteso, che si trova infermo gravemente in Trento
il nostro vescovo, e perciò lo ha raccomandato caldamente alle orazioni di tutti li Religiosi,
aggiungendo il merito della santa obbedienza. Cominciò a sentirsi malamente ai cinque del
corrente mese. Si attribuisce ciò all'essersi trattenuto nella torre sopra la porta dell'Aquila, con
107
108
*Denno.
*Nevicò.
un falegname che faceva le gelosie d'una finestra109. Il falegname pure si ammalò per essere
stato senza la sua solita berretta, e col capo scoperto alla presenza del vescovo; fu confessato e
comunicato per viatico ai sette di sera e morì nella mattina dei nove detto Giacomo Archetti.
10 gennaio 1794
Li dieci tra le undici e le dodici di mattina il detto vescovo fu comunicato per Viatico
solennemente. I medici straordinari, che lo assistono sono il Montel, il Gottardi, ed il Borsieri
giovine. L'ordinario don Michele Gabrielli prete di Trento.
11 gennaio 1794
Gli undici sono stato nell'anticamera, ed ho letto, che ha dormito tranquillamente, ed ha sudato.
Per altro nella stessa mattina ho veduto nella stanza del padre piovano di s. Maria Maddalena
preparata la stola, il Rituale, ed i vasi sacri per dargli l'Olio santo al minimo cenno, giacché
tocca al medesimo piovano l'ungere i vescovi principi di Trento. Ho inteso, che furono mandate
cento Messe colla limosina di cinquanta fiorini da dirsi per lui nel Duomo al ss. Crocifisso, ed
alla Madonna Dolorata. Nella stessa mattina undecima fu cantata Messa per lui nel detto
Duomo, ed in tal tempo stettero chiuse tutte le botteghe della città. Ho inteso, che martedì sera li
sette corrente sono venute a Trento da Roma le Bolle per il suffraganeato di Trento del signor
Conte canonico Felice Cristoforo Arsio nipote del vescovo infermo. Gli ho parlato questa stessa
mattina, ma allora non sapeva la venuta delle predette Bolle. Ma non sono mai venute.
Per il detto vescovo fu cantata la santa Messa coll'esposizione del Santissimo mattina e sera li
12, 13 e 14 nelle tre chiese parrocchiali di s. Maria, di s. Pietro, e di s. Maddalena. Nel detto
giorno dodicesimo ho inteso, che si faranno maschere per dare piacere, e divertimento al lodato
vescovo, il quale ha fatto fare le gelosie, dette persiane, alle due finestre della torre sopra la
Porta dell'Aquila, per poter vedere senza esser veduto, il trasporto de' morti al nuovo cimitero,
potendo egli andare nella detta torre senza esser veduto.
14 gennaio 1794
Li 14 nella Gazzetta trentina leggo, che il detto vescovo cerca un imprestito di cento mila fiorini
al sei per cento sino al prossimo giugno, o luglio per provvedere de' grani dalla Germania,
coll'assicurazione sopra tutti li beni, e rendite della mensa vescovile, col consenso del Capitolo.
Fu deputato a ricevere il denaro l'ill.mo sig. barone Giambattista Salvadori. Su ciò fu pure
stampato un manifesto. Ho nello stesso giorno udito da un molinaro, che il formento finora
venuto al vescovo dalla Baviera, è molto tristo, nero, e carolato110, e che il Magistrato di Trento
ne ha preso parte per aggradire al vescovo. Il peso del pane fu calato un'oncia, essendo ora
dodici oncie per traiero.
20 gennaio 1794
Li 20 ho inteso, che il vescovo di Bressanone ha scritto al nostro, essere finalmente sortito ad un
deputato della Contea tirolese di persuadere li viennesi, che nel Tirolo i Religiosi mendicanti
sono necessari, e che perciò sia stata segnata la licenza di vestirne di nuovi. Ma io temo, che
questa venga ancora ritrattata, o vestita di condizioni tali, che la rendano vana. Iddio Signor
nostro è Onnipotente, benigno, e fedele. La cosa fu come dissi, e temetti.
21 gennaio 1794
Nel giorno 21 con una carrozza straordinaria è passato per Trento andando a Bolzano un turco.
Si fermò qualche tempo nella piazza della posta, dove concorse molta gente. Fu detto
pubblicamente ch'egli è un Bassà da due code, Nicoletti di cognome, e nativo di Vervò
109
Questo vescovo ha fatto ristabilire l'interno della Torre, vi ha fatto porre un fornello, ha messo i
vetri e le gelosie alle finestre, e gli scuri alle finestre del corridore. Va nella torre per veder portare i morti
al suo cimitero. Il camino fu eretto nel 1795.
110
*Tarlato.
dell'Anaunia nostra, il quale essendo chierico studente in Trento ai tempi del vescovo Francesco
Felice, insieme con un chierico di Caldese, in una notte venendo la domenica, scalò una fenestra
di questa nostra libreria, levò le soglie della medesima, e rubò molti libri proibiti per ritrovare la
cabala del lotto. Questo è certo, ch'egli partì da Trento, e si fece turco.
25 gennaio 1794
Nel giorno 25 di san Paolo è caduta nel nostro convento la terza neve; ma subito fu seguitata
dalla pioggia come fu anche rapporto alla seconda.
Li predicatori destinati dal nostro vescovo per l'imminente Quaresima sono i seguenti.
Aldeno, Garniga, e Cimone, don Gio. Maria Gasperi da Lavarone, il quale fece cambio col P.
Maccani. Predicherà dunque a Besenello.
Avio, don Francesco Zanchetta di Verona.
Arsio, e Castelfondo, don Giovanni Zenoniani da Tassullo, curato di Malosco; ma poi predicò a
Sarnonico, Fondo e Romeno.
Banale, don Francesco Sluca di Maleto, curato di Samoclevo.
Besenello, e Mattarello, P. Vincenzio Maccani Conventuale, ut supra.
Bleggio, don Valentino Bonenti da Rendena.
Brentonico, don Vincenzio Angeli di Trento.
Calavino, don Niccolò Oradini da Becceca.
Cavedine, don Antonio Valdagni da Pergine.
Civezzano, e Cognola, don Giuseppe Rosa da Canzolino.
Condino, don Antonio Bertini di Cimego, curato di Vezzano.
Corredo, e Smarano, don Vincenzo Maccani da Cles fratello del P. V.
Denno, e Flavone, don Gio. Battista Dorna da Rendena.
Livo, don Vincenzio Nella da Rendena.
Lizzana, ed Isera, don Giuseppe Scrinzi da Lizzana d'anni 25.
Maleto, don Romedio Conci da Maleto.
Mori, don Bartolommeo Scrinzi da Lizzana, d'anni 32, che poi andò a Pergine ed a Mori predicò
don Cristofolini.
Ossana, don Filippo Visinteiner di Cles, curato di Celedizzo d'anni 30.
Pergine, don Giorgio Cristofolini da Madrano. Poi fu destinato don Bartolommeo Scrinzi, ed il
Cristofolini andò a Mori.
Povo, e Villazzano, don Gio. Battista Maistrelli da Tassullo, abitante a Trento.
Rendena, don Saverio Papaleoni di Davone, rettore di Roncone.
Revò, e Clotz111, don Michele Tommasi di Trento, curato di Breguzzo.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Giangiacomo de' Paoli da Mezzolombardo, cappellano di
Brezzo.
Taio, e Torri, don Matteo Zorzi da Runo, curato di Cagnò.
Tassullo, don Gio. Battista Onestingel da Spor Maggiore, cappellano di Verla.
Terlago, e Baselga, don Paolino Leonardi da Ceole rivano, curato di Pietra Murata.
Vigo, e Spor, Gio. Antonio Pasotti da Tueno, curato di Mechel.
Tione, don Andrea de' Bernardi da Cognola.
Val di Bono, don Stefano Speranza da Roncone, cappellano di Meano.
Val di Ledro, don Francesco Claus di Trento.
Vigolo, e Calceranica, don Paolo Ciola da Centa, curato di Fornace. Il quale occupato da
scrupoli lasciò la cura nello stesso anno 1794, ed andò a Caldonazzo a fare il maestro di
giovani.
Villa Lagarina, don Felice Menapace da Rallo, cappellano di Tassullo.
33. San Zeno e Dambel, don Pietro Benvenuti da Ossana.
Li predicatori poi destinati dal nostro Padre Provinciale si daranno sotto.
111
*Cloz.
2 febbraio 1794
Li due di febbraio, festa della Ceriola, fu un bellissimo giorno; quindi temo, che si verifichi il
proverbio112.
7 febbraio 1794
Li sette continua il bel tempo; ma fresco. Leggo in questo stesso giorno, che il vacante
vescovado di s. Pölten, o sia Sant'Ippolito nell'Austria dall'imperatore Francesco II, fu conferito
a monsig. Sigismondo Conte di Hohenwart diocesano di Lubiana, vescovo attuale di Trieste
nell'Istria sino dall'anno 1791, e che il detto imperatore gli ha assegnato per sua dicevola113
congrua quindici mila fiorini annui, riservando il resto delle rendite di detto vescovado
ippolitano per la così detta Cassa di Religione.
9 febbraio 1794
Li nove domenica in s. Maria Maddalena de' Padri Somaschi di Trento ha cantato solennemente
la sua seconda Messa come quinquagenario di sacerdozio il sig. don Antonio Candido
Cimonato114 di Trento, cappellano e cerimoniero del nostro vescovo, essendo giunto all'età di
anni 74. Trattò poi più di trenta bocche appresso il suo fratello Domenico chiavaro del castello.
Per tal funzione il sig. Clementino Vannetti di Roveredo, pregato dal sig. segretario Pietro Carlo
Ducati, ha composto un sonetto, che fu stampato.
14 febbraio 1794
Li 14 venerdì mattina sono giunti a Trento moltissimi soldati, de' quali secento resteranno in
Trento acquartierati sino ad altra determinazione, ed altri andranno li 15 a Roveredo. Altri sono
rimasti a Bolzano. Fra li rimasti in Trento vi sono molti officianti. Quaranta sono a san Marco.
Il colonnello è luterano. Sono granatieri de' reggimento Thurn.
15 febbraio 1794
Li 15 ho veduto un Avviso stampato in foglio, contenente un invito ai festoni, o sia veglioni
diabolici, che ne' seguenti giorni si terranno otto volte in Trento appresso Domenico Hosele
sotto il castello della residenza episcopale con la licenza del vescovo. Il Magistrato consolare ha
tassato carentani ventuno per testa a chi vuol entrare. Un console mi ha detto, che il Magistrato
non ha fatto una tassa più alta per non perdere il diritto di farla, venendone privati dal vescovo.
Tutti debbono ballare colla maschera sul volto.
16 febbraio 1794
Li 16 giorno di domenica alle nove di mattina in città vi fu del disturbo, perché le campane
furono suonate a martello, atteso che il camino della cancelleria criminale nel palazzo Pretorio
pigliò fuoco; ma fu presto estinto115.
Nel medesimo giorno nel Duomo da monsig. decano Manci fu cantata Messa per implorare dal
cielo un prospero successo alle armi austriache contro li francesi.
17 febbraio 1794
Li 17 in Trento è morto un soldato, il quale fu seppellito a s. Francesco nella sera de' 18 cogli
onori, e riti militari. Ho veduto ritornare dal cimitero de' soldati, e molti secolari d'ambi li sessi.
112
*Se la zeriola è serenela sette volte se la zopela: se il giorno della Ceriola (festa della
Purificazione del 2 febbraio) è sereno, si campesterà la neve (o la pioggia) sette volte.
113
*Sufficente.
114
*Cimonati.
115
In quest'anno 1794 fu a Trento, Roveredo, Borgo un certo P. Ermagora Mayer. Già era partito
dalla diocesi trentina li 5 giugno 1794. Partì da Borgo per Abano li 4 giugno 1794 con attestati onorifici
fatti dalla città di Roveredo, dell'officio circolare di Roveredo, e del P. Guardiano di san Rocco in
Roveredo.
La fossa fu cavata dai soldati. Nello stesso giorno circa le tre di sera fu suonato in Trento a
stormo per essersi acceso un camino dell'osteria della Rosa; ma fu subito estinto. Ho inteso, che
nella Gazzetta di Augusta fu riferita la malattia del nostro vescovo con modo derisorio.
Predicatori quaresimali destinati dal nostro Padre Provinciale.
Albiano, il P. Eusebio da Pinedo.
Arco le Grazie, P. Gerardo da Barco d'Albiano.
Arco Collegiata, P. Filippo da Metz Tedesco Vicario in Mezzo Lombardo. Tre giorni in
settimana, abitando in convento alle Grazie.
Castelnovo, P. Stefano da Sfruzzo.
Cavalese, P. Sisinnio Maria da Sanzeno.
Cles, P. Giangiuseppe da Canzolino.
Drone, P. Giacomantonio da Borgo.
Gardolo, P. Gioachino da Pressano Guardiano in Trento.
Garduno nella parrocchiale, P. Ciriaco da Lazise.
Levico, P. Accursio da Praghena.
Lomaso, P. Stanislao da Nago.
Masi di Novaledo, P. Damaso da Vigol Vattaro vice parroco ivi.
Meano, P. Illuminato da Cles.
Mechelo, P. Romedio da Cles.
S. Michele, P. Gio. Battista da Metz Lombardo.
Metz Lombardo, P. Mariano da Bordiana.
Metz Tedesco, P. Gio. Evangelista da Stenico segretario.
Moena, e Pradazzo, P. Anacleto da Casezzo.
Nago, P. Pietro Damiano da Borgo Guardiano d'Arco.
Noriglio, P. Carlo Felice da Trento Guardiano di Roveredo.
Pinedo, P. Ilario da Bampi Vicario di Pergine.
Pomarolo, P. Gasparo da Campo.
Pressano, P. Vitantonio da Cles stando in Trento.
Primiero, P. Giuseppe da Primiero.
Ravina, P. Vigilio da Fondo.
Romagnano: idem
Roncegno, P. Ignazio di Trento.
Roveredo s. Marco, P. Gioseffantonio da Cles Guardiano di Cles. Tre giorni alla settimana
stando in s. Rocco.
Roveredo alle Salesiane, P. Gio. Vincenzio da Roveredo.
Roveredo alle Inglesi, P. Carlo Felice da Trento.
Sacco, P. Amedeo da Roveredo Vicario di Roveredo.
Strigno, P. Amando da Covelo.
Telve, P. Giangiacomo da Tiarno.
Tenno, P. Niccolao da Cles.
Tesaro, P. Gio. Antonio da Piano.
Torcegno, P. Pietro Paolo da Roncegno.
Verla, P. Giorgio da Cles.
Volano, P. Gio. Vincenzio da Roveredo.
Zambana, P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Il P. Provinciale Arcangelo ha predicato per s. Giuseppe alle Laste li 19 marzo; e le tre feste di
Pasqua in Trento all'Annunziata,
21 febbraio 1794
Li 21 leggo nella Gazzetta trentina foglio XV de' 21 febbraio in data di Genova 9 febbraio: Il
nobile sig. dottor Giuseppe Foglia trentino fu eletto primo uditore della Rota criminale della
serenissima Repubblica di Genova, pretore urbano, e deputato alla consultoria del Magistrato
dei Conservatori del mare. Così la detta data. Egli è presentemente Vicario in Cavalese in
Fiemme. Sono già parecchi anni, che aspira a tal carica genovese. Avendogli io detto, che attese
le vicende moderne de' genovesi coi francesi, e colle altre potenze, mi sembrava pericoloso
l'andare a Genova, mi ha risposto, che non c'è verun pericolo. Iddio gliela faccia buona, e lo
accompagni.
In questi giorni sono stati invitati ai festoni di ballo due soldati officianti, acquartierati in
Trento, ma essi hanno ricusata l'offerta, dicendo, che non sono mai stati a simili divertimenti.
Una dama è caduta in terra sul festone. Fu subito alzata da un soldato officiante, il quale per
compiacerla ballò poscia con essa. La dama per mostrarsegli grata lo invitò a pranzo. Il soldato
andò alla casa, ma non poté in essa ritrovare alcuno, e quindi fu costretto di pranzare altrove. Si
suppone, che ciò sia derivato dalla contrarietà del marito, il quale si è il Conte Vincenzo da
Prato. Ella è nata contessa di Lodrone tedesca, e zoppa.
In Roveredo un imperiale ha dato alcune coltellate ad un francesista; ed una donna ha dato
parimente delle coltellate al suo proprio marito.
In Trento una dama, cioè la suddetta zoppa, per aver con chi ballare al festone ha vestito da
ulano la sua donzella, ed ha ballato con essa. Alcuni scolari volendo entrare nella sala del
festone per una porta indiretta furono respinti da un soldato del Zuchthaus vescovile, che stava
in guardia, ed avendo maltrattato il soldato con dei sassi, il medesimo soldato si difese col
palosso116, e ferì molto uno scolare, cui troncò il dito picciolo d'una mano, tagliò un altro dito
della stessa mano, e fece delle altre ferite. Egli è un Guelmi di Scanna livano, il quale sta in
trattato di farsi soldato, con consenso del dottore Matteo suo fratello, venuto nello stesso tempo
a Trento per ultimare un tale trattato.
3 marzo 1794
Li tre marzo ho letto un libro scritto contra le Memorie riferite sopra al 18 dicembre 1793.
S'intitola: Deduzione nella causa pendente avanti l'eccelso Consiglio di Trento tra la dita
Martino Kloz e compagno rea convenuta, e li fratelli Gian-Andrea, e Cristoforo Rossi, ed altri
creditori consorti in causa attori. In Trento 1794. Presso Giambattista Monauni stampatore
vescovile. Con lic. de' Sup., in foglio, pagg. 144. L'autore al fine della deduzione pag. 28 si
soscrive così: A. L. Prati G. C., vale a dire Antonio Luigi Prati di Tenno giurisconsulto. Egli fu
Vicario di Tione, ed è presentemente luogotenente di Stenico. È venuto in persona in Trento a
stampare l'accennato libro, ed un altro in favore de' povani. Dopo la deduzione segue
un'appendice sino al fine del libro. Tutta l'opera è a me oscurissima, scritta stomachevolmente, e
scandalosamente. Non basterà senza dubbio per dar fine alla lite. Gli avvocati Rossi vogliono
assolutamente rispondere. Il barone Klotz è ammalato.
5 marzo 1794
Li cinque, giorno delle Ceneri, li soldati, che stettero qui acquartierati sino dai quattordici dello
scorso febbraio sono partiti questa mattina per Goito, villaggio situato vicino a Mantova. Eglino
sono stati quieti, civili, grati, e religiosi.
6 marzo 1794
Li sei di mattina sono giunti a Trento degli altri soldati, li quali non si fermeranno altro, che per
riposare, e poi caleranno nell'Italia contro i francesi. Nello stesso giorno ho inteso, che è morto
in Vienna l'imperatore Francesco secondo; e che Giambattista Conte Alberti di Poia, figlio e
ammogliato del Conte Antonio, gentiluomo di camera del nostro vescovo ha chiesto un
passaporto per un altro, e ch'egli è partito per Germania per li Grisoni con esso, cioè con quel
passaporto, e con una sua fantesca. Di più, che una dama trentina ha voluto partire da Trento
contra il volere del suo marito, ed è partita per Roveredo, Verona ecc.
7 marzo 1794
Li sette uno de' predetti soldati è venuto a chiedere da mangiare al nostro convento.
116
Paloscio, daga.
Nel medesimo giorno essendo venerdì dopo le Ceneri, nel Duomo di Trento il predicatore Padre
Norberto da Como Cappuccino ha pubblicato la licenza vescovile di poter mangiar carne nella
corrente Quaresima eccettuati li soli venerdì, e sabati, il mercoledì delle Tempore e li primi
quattro giorni, e tutta la settimana Santa, coll'obbligo di recitare cinque Pater ed Ave ne' giorni,
ne' quali si mangia carne. La patente incomincia: Nos Petrus Vigilius etc. Attenta maxima
penuria, aliisque gravissimis causis, animum nostrum iuste moventibus, concedimus incolis etc.
esum carnium in imminenti Quadragesima, demptis etc., salva de reliquo substantia ieiunii,
quae excepta dominica, in unica comestione consistit, ceterisque ab ecclesia ea de re sancitis.
Datum Tridenti ex Arce nostrae residentaie die 10 februarii 1794.
Ho inteso, che il detto vescovo ha conceduto ai Padri Carmelitani Scalzi del convento trentino
alle Laste, di poter mangiar carne anche nel detto convento tra l'anno; cosa che far non
potevano.
11 marzo 1794
Gli undici nella Gazzetta trentina foglio 20 leggo questa data: Roma 26 febbraio. È morto nel
convento di s. Francesco a Ripa un Religioso sacerdote Minore Riformato in concetto di
santità117. Il concorso del popolo è stato sì grande tutto ieri, ed oggi, che sonosi dovute
moltiplicare le guardie. Il popolo gli ha tagliato l'abito, ed ha inzuppato i fazzoletti nel sangue,
che vivo emanava da un piede, e da una gamba. Si è ordinato che sia posto in una cassa, e
sepolto in luogo particolare. Egli si chiamava Padre Raimondo da Roma lettore teologo,
confessore di monache, missionario appostolico ecc. L'età sua era di 71 i 72 anni118. Così la
mentovata Gazzetta. Siane grazie al nostro buon Dio, che ci dona di poter sentire così buona
nuova, in tempo così tristo.
13 marzo 1794
Li tredici, giorno di giovedì, alle cinque di mattina, dopo un gagliardo tocco del campanello fu
ritrovato sulla porta di questo nostro convento in un cestello un bel bambino con un'immagine
affumicata della Madonna, e con un viglietto scritto bene in latino del battesimo conferitogli a
sacerdote legitimo, in ecclesia, et secundum ritum S.R.E. col nome di Giuseppe. Sembra, che il
cestello sia stato portato con un bastone. Fu subito portato ad una donna lattante, e poi avvisato
monsignor Vicario generale.
Nella sera di questo giorno cominciò a piovicare, e così continuò sino alla mattina de'
quattordici, ma sempre leggermente. Avanti fu sempre sereno, e poco freddo, cosicché fu detto,
che il nostro inverno fu napoletano.
15 marzo 1794
Li quattordici colle posta d'Italia il sig. Giuseppe Eyrle di Bolgiano prete canonico d'una
Collegiata di Ratisbona, dottore di sacra teologia, pubblico professore de' sacri canoni, ed
esaminatore prosinodale in Trento, essendo nell'età d'anni 34, ha ricevuto risposta da Roma di
essere fatto canonico di Trento, successore del canonico Giuseppe Conte Trapp defunto, dal
Papa Pio sesto, dopo d'avere rinunziato alla prima nomina inefficace, di cui sopra più volte.
Tutti li buoni approvano questa promozione, ed io pure già l'aspettava. Se il Trapp fosse morto
nove ore prima sarebbe stato fatto canonico dal Capitolo un fratellino del canonico Conte Felice
d'Arsio, siccome ho inteso119. Così sarà finita la lite col Conte canonico di Lodrone.
Aggiungo qui a quanto scrissi al 14 novembre 1791, ed altrove, che Regulares quoscumque ab
hospitio, seu hospitatione militum, etiam pro bello adversus turcas, prorsus eximit sanctus Pius
quintus in Constitutione incipiente Cum sicut. Ella trovasi nel Bollario di Laerzio Cherubino To.
117
morto li 24 febbraio.
nato nel 1722.
119
Quest'Arsio diventò canonico di Trento nel 1797. Ha nome Giuseppe, nato nell'anno 1776 li 21
settembre.
118
2, num. 148, pag. 360, all'anno 1572, senza data di anno, ma è diretta ai sudditi di Roma, e dello
Stato ecclesiastico. I motivi però sono comuni anche ai Regolari non romani. Anzi lo stesso
Papa santo ha esentato dall'albergare soldati tutti li Regolari mendicanti ubilibet per totum
christianum orbem diffusos, et constitutos colla sua Costituzione Dum ad uberes, data in Roma
li 29 luglio 1566 e pubblicata nel cit. Bollario To. 2, num. XI tra le Piane pag. 191, § 2, Ac
etiam.
15 marzo 1794
Li quindici sono passati per Trento andando in Italia molti soldati. Essendo andato per vederli
fuora della porta di s. Croce il canonico barone Vincenzo de Taxis Bordogna da un cavallo
ricevette un fiero calcio, che lo prostrò a terra, senza però incorrere alcuna censura, perché non
lo conobbe come ecclesiastico. Altri negano il calcio, e portano il caso altramente. Il cavallo
urtò nel canonico.
Ho inteso, che li concorrenti al canonicato vacante per la morte del Trapp furono tredici, e li
concorrenti alla Prepositura vacante per la detta morte sono venti. Ho pure inteso, ed anche
confermato da molto buona mano, che già tre anni fu promessa al prete Giambattista Albertini
di Brezzo d'anni ora 52, ex rettore del seminario generale d'Insprugg, che più non sussiste.
Ho parimente inteso, che il signor Conte Paride Saracini di Trento, è fatto gentiluomo di camera
del nostro vescovo principe in luogo del fuggito Conte Giambattista Alberti. Il medesimo
Saracini sta per ammogliarsi con una nezza120 del fuggito, figlia del fratello domiciliato in
Roveredo, e rifabbrica la sua casa in Contrada Longa.
20 marzo 1794
Li 20 di sera ha piovuto un pocolino.
31 marzo 1794
Li 31 ho inteso, ch'è venuto ordine al Conte Pio di Wolchenstein capitano di Trento dal governo
d'Insprugg di aver cura, ed incassare le rendite della Prepositura di Trento finché dura la guerra
coi francesi. Questo fu già preveduto.
1 aprile 1794
Il primo d'aprile nella Gazzetta trentina in data di Vienna 24 marzo, leggo, che certo sig. Ignazio
Unterberger121 ha inventato, e costrutto due macchine, le quali di molto facilitano lo scavo dei
fossi, ed il trasporto delle terre. Che quindi dall'imperatore fu approvato, e privilegiato, che per
due anni consecutivi egli solo possa fabbricar, e vendere le dette macchine. Aggiungo, ch'egli è
fiemmasco, cioè di Cavalese, fratello di Giuseppe medico stipendiato in Crema, e di Cristoforo
pittore insigne in Roma. Egli ancora è pittore e stimatissimo. Il privilegio accordatogli è molto
picciolo, per esse egli autore delle dette macchine, senza spesa di altri.
Nella notte venendo i cinque del corrente aprile ha piovuto alquanto, essendo sempre stato bel
tempo.
4 aprile 1794
Ieridì, cioè ai 4 venerdì il sig. Giuseppe barone Eyerle ha presentato al Capitolo di Trento le
Bolle Piane per il suo canonicato. Nel giorno avanti si ha fatto riconoscere barone del S.R.I.
creato nel 1790 dal Vicario imperiale bavaro, dal vescovo principe di Trento. Ha pur pigliato il
possesso del canonicato nel detto venerdì. L'ho riverito in convento li 7 aprile122.
120
*Nipote.
Ora Unterpergher.
122
Eyerle. Cominciò ad esser prof. in Trento nel novembre 1784.
121
5 aprile 1794
Ai cinque, sabato Sitientes, nel castello di Trento il nostro vescovo ha ordinato de' chierici
minoristi. Ai maggioristi ha dato le dimissorie per farsi ordinare altrove.
6 aprile 1794
Ai sei, domenica di Passione, dopo la Compieta fu fatta in Trento la solita processione della
santa Spina. Fu officiatore monsignor decano Manci. Vi sono stato anch'io cogli altri Regolari
tutti.
7 aprile 1794
Li sette di sera ha cominciato a piovere, ed ha piovuto di seguito sino alla notte del giorno
seguente venendo il giorno nono. Ha piovuto un pochetto anche nel giorno decimo, e qualche
poco eziandio nell'undecimo. È per altro notabile, che abbiamo comodamente fatto la Via
Crucis nella strada in tutti i venerdì della Quaresima; e che nel giorno quinto d'aprile il nostro
ortolano ha potuto regalare al vescovo de' piselli freschi.
12 aprile 1794
Li dodici di mattina il nostro portinaio ha trovato fuori della nostra porta un fanciullino esposto,
mal teppato e senza verun segno di Battesimo. Il P. Guardiano subito ne ha dato parte all'Officio
spirituale, da cui fu mandato a prendere. Egli fu il terzo regalatoci in quest'anno. Vedi sopra al 5
agosto 1793 e 13 marzo 1794.
15 aprile 1794
Li quindici, martedì Santo, dalle due sino alle tre pomeridiane noi Frati bernardiniani siamo stati
nel Duomo a fare l'assegnataci ora di adorazione del Santissimo. Li signori musici del
medesimo Duomo spontaneamente hanno voluto accompagnarci col loro canto andando, e
ritornando. Cosa insolita rapporto a noi, che abbiamo sempre praticato come prescrive il nostro
cerimoniale. Hanno allegato, che così han fatto eziandio coi Padri Cappuccini. Ci sono venuti
incontro sino al palazzo Particella di Fiera, e ci hanno accompagnati di ritorno alla metà della
Fiera sempre cantando a vicenda con noi. Sonosi posti tra il crocifero e li due primi Religiosi.
In Napoli vi è un grande bisbiglio, perché ai 26 dello scaduto marzo fu scoperta una
francesistica congiura, che aveva decretato di massacrare tutta la famiglia reale, metter sossopra
Napoli, e tutto il regno. Il re è fuggito a Portici, e si guarda in una fortezza, avvisato da Roma.
17 aprile 1794
Li 17 giovedì Santo il nostro vescovo non ha fatto gli Oli santi; ma ha mandato il suo Provicario
Menghino a pigliarli benedetti dal vescovo di Bressanone con questo, che ne lasci a Bolgiano
per quelle parti, e li più vicini a Feltre, ed altre diocesi possano pigliarli dalle più vicine. Tutti
sparlano di così fatto disturbo, ma in vano. Li proposti dal vescovo per suffraganei non sono
degni del carattere vescovile.
20 aprile 1794
Li 20, domenica di Pasqua il detto vescovo non fu nel Duomo a dare la benedizione Papale
coll'Indulgenza plenaria, benché promessa nel calendario ecclesiastico, e negli altri comuni.
21 aprile 1794
21 lunedì, seconda festa di Pasqua, siamo stati con tutti gli altri Regolari alla solita processione
del Santo Monte di Pietà, la quale incominciò poco avanti le nove, e fummo di ritorno in s.
Bernardino alle nove e mezza in punto. Ad essa nel Duomo seguì la Messa solenne e poi la
predica colla benedizione.
[Qui nel manoscritto vi uno spazio bianco, dove probabilmente
c'era l'avviso per gli esercizi spirituali
come c'è sopra al gennaio 1793.]
Gli accennati esercizi si danno dal sopra, al 12 gennaio 1793, lodato missionario don Giovanni
Contavalle bolognese; il quale dice, che poi farà le funzioni sacre per il popolo, perché non si
vogliono più sentir nominare Missioni sacre. Anzi un rev.mo ha detto che bastano le prediche
della Quaresima.
24 aprile 1794
Li 24 per cosa straordinaria nella piazza di Trento sorosi vedute delle ciregie123.
4 maggio 1794
Li 4 maggio fu portato a questo nostro convento un cartello stampato da affigersi alla porta della
chiesa del tenor seguente: "Sacro Avviso. Lunedì, che sarà li cinque maggio, alle ore cinque del
dopo pranzo si darà principio alla sacra funzione in s. Maria Maggiore. Nei giorni poi
susseguenti la mattina alle ore quattro e mezzo vi sarà la prima istruzione, alle ore dieci la
seconda, alle ore cinque del dopo pranzo la predica di massima. Procuri ogni fedele cristiano di
profittare di questa grazia, che Dio misericordioso manda per il bene dell'anima, per goderne il
frutto, e non abusarsi di tanto bene. Sua altezza rev.ma per eccitare maggiormente i fedeli ad
intervenirvi, e trarne vantaggio spirituale, concede ad ogni persona, che con retta intenzione vi
sarà presente per ciascuna volta l'Indulgenza di 40 giorni". Questo si è un manifesto della
Missione, che farà il suddetto Contavalle, ch'è solo e senza verun compagno. Il vescovo ha
imprestato il suo nome soltanto.
Li quattro domenica seconda dopo Pasqua nel Duomo di Trento ha fatto il panegirico della
Dolorata il signor don primo Somalvigo di Trento prete d'anni 53, ma fu poco bene inteso. Dopo
il vespro fu fatta la solita solenne processione, cui sono intervenuto anch'io con tutti gli altri
Regolari.
In Trento v'è bisbiglio per li libri stampati dal sig. luogotenente Luigi Prati di Tenno contra il
Magistrato consolare, coll'approvazione del vescovo, ad onta della disapprovazione del
cancelliere Barbacovi. Li consoli sono stati dal vescovo a fare le loro rimostranze. Ha scritto
contra le spese de' selciati fatte dal detto Magistrato l'ex podestà Romagnosi, che tuttavia si
trova in Trento.
5 maggio 1794
Li cinque di sera in s. Maria Maggiore il suddetto Contavalle ha dato principio alla sua
Missione, detta funzione sacra.
Iersera è fuggito da Trento con una fantesca verlana uno scolare della quarta d'anni 16, verso li
Grigioni eretici. Ma avendolo incontrato in Caldese un signore Manfroni sollando lo ha fermato.
Egli ha nome Niccolao, ed è figlio primogenito del signor medico Dom en icozu che lidi trento,
chenon vuolpiù man daral Li Ceotren tino glial tridu esu oifi gli, per chenon ven ganoscan doli
za tidaicom pagni124. Vedi sotto all'11 aprile 1797.
10 maggio 1794
Li dieci il nostro Padre Provinciale ha risposto alla magnifica comunità di Lomaso della
Giudicaria Minore, che io non posso scostarmi da Trento per andare ad ordinarle l'archivio; e
che se vogliono essere da me serviti al possibile, mi mandino li rotoli a Trento. Spero, che non
parleranno altro; appunto come già due anni per somigliante risposta cessarono dal chiedermi
quelli di Castagnedo. I Lomasini hanno mandato l'archivio nel 1795, li 16 aprile.
123
124
*Ciliege.
*Accosta le sillabe e avrai il senso della frase.
11 maggio 1794
Gli undici domenica la Sacra Missione fu tenuta nel Duomo acciocché potesse sentirla più
popolo, essendo sempre stata pienissima la chiesa di s. Maria Maggiore.
Nello stesso giorno sono giunti a Trento cinquecento soldati ungheri avviati per Cremona. Nella
sera sono venuti al nostro convento tre di essi spinti dalla fame. Così pure alle monache di s.
Chiara. In città le botteghe tengonsi socchiuse per loro. Sono senza verun sacerdote, brutti, tristi,
e per lo più di varie sette d'eretici.
14 maggio 1794
Li quattordici, mercoledì, nel castello di Trento vi fu il concorso alle due parrocchie di
Garduno125, e di Novaledo, ed alla cura di Cologna, e Gavazzo. Vi fu pure nel giorno
quindicesimo, e servì anche per le altre parrocchie austriache vacature126. Li concorrenti furono
soltanto 22.
Ho inteso, che ai tre di questo mese in Metodesco fu seslato, o sia tagliato e raccolto dell'orzo,
cosa straordinaria rapporto al tempo. Di più che ora in questi contorni li bacchi da seta, detti
cavalieri, mangiano a furia, cioè dopo d'avere dormito la quarta, ed ultima volta.
18 maggio 1794
Li 18 giorno di domenica il suddetto Contavalle ha fatto la Missione nel Duomo di Trento, per
poter essere udito da maggior numero di persone. L'uditorio fu sempre grandissimo, cosicché
per trovar da sedere tantissimi vi andarono assai tempestivamente. Anche nel giorno
decimonono ha predicato nel Duomo, e nella sera ha terminato la sua apostolica missione colla
benedizione. Ieri, e oggidì furono sparsi de' sonetti a di lui lode, quantunque per altro sia loro
contrario127. Una donna, ed il Conte Fato Terlago pubblici scandalosi, hanno dato segni pubblici
di ravvedimento. Siane grazie all'Altissimo. Il Contavalle si tratterrà in Trento ancora otto giorni
per ascoltare delle confessioni e poi andrà nella Voltolina128. Egli è ricercato anche dai verlani,
storeschi e Primerini. Né pure una volta fu ascoltato dal nostro vescovo. Abitò sempre nel
seminario. Nel giorno 22 mi ha consegnato il detto Conte Fato129, ed altri. Il detto missionario
ha 49 anni di età.
Ho inteso che l'ex Cappuccino fatto parroco di s. Maria in Roveredo dall'imperatore, negli scorsi
mesi ha pigliato possesso, e poi subito è partito. Egli è nato in Milano da genitori ungari, ed ha
in abborrimento li Cappuccini. Ho pur inteso, che don Giovanni Marchetti bresimano autore, e
direttore delle scuole normali del Trentino, fu nominato canonico di Mantova dall'imperatore,
ma non fu ammesso dal governo milanese, perché privo di merito in quello Stato. Altresì ho
inteso, ch'è concorso per la Prepositura di Trento, e che per questa è concorso eziandio l'attuale
vescovo di Trento per mantenere con essa un Suffraganeo.
27 maggio 1794
Li 27 maggio, martedì delle Rogazioni la processione del Duomo non è venuta a san
Bernardino, come per altro è solita, perché il tempo fu alquanto piovoso.
28 maggio 1794
Li 28 il castello ha mandato a questa nostra sagrestia un viglietto stampato perché nella santa
Messa dicasi la colletta ad impetrandam serenitatem. Nella stessa mattina è passato per Trento
ben legato, e custodito in carrozza il famoso francese Semonville130, che finora fu rattenuto nel
castello di Mantova. Si teme, che i francesi vengano eziandio nell'Italia, essendo vicini. La
125
*San Felice di Gardumo.
*Che saranno vacanti.
127
Un sonetto fu del Rensi stampato senza luogo, e nome di stampatore,bensì col nome del Rensi.
128
*Valtellina.
129
Ma poi non durò nei propositi. Si fece soldato, e si annegò nel mare.
130
Fu ristituito ai francesi nel 1795.
126
hanno contro Casa d'Austria specialmente, e tutti credono, che tali rovine sieno state cagionate
da Gioseppe novatore.
Si dice, che ultimamente in Parigi fu decapitata Elisabetta Filippina Maria Elena sorella del
decapitato Luigi XVI re di Francia, nata li tre maggio 1764. Fu decapitata veramente ai dieci del
corrente. Nello stesso tempo furono decapitati degli altri, nominatamente tutta la famiglia
dell'ex cardinale di Brienne di Lomenie apostata.
31 maggio 1794
Li 31 sabato ultimo di maggio il nostro vescovo è partito da Trento per andare a risiedere come
canonico in Salisburgo. Ma la residenza consisterà soltanto nello stare in Salisburgo.
Intendo, che in Roma due preti trentini sono stati carcerati dalla sacra Inquisizione. Taccio i loro
nomi. Vedi sotto al 28 maggio novembre 1795.
1 giugno 1794
Nei primi di questo mese il signor dottore Giambattista Ciurletti di Trento è andato governatore
del Marchesato di Castellaro sul Mantovano per il vescovo di Trento.
Il nuovo Magistrato consolare di Trento ha negato ai comici forestieri il fare le loro diaboliche
opere in Trento. Anzi ha negato la stessa licenza eziandio ai comici trentini.
6 giugno 1794
Nella notte dei sei venendo i dette di giugno in Trento furono sentite tre differenti scosse di
terremoto.
Ho inteso, che dal governo d'Insprugg è stato riprovato come sedizioso il libro da Luigi Prati
scritto contra il Magistrato civico di Trento, ed in favore dell'oste Zaioto; e che le Valli di Non
hanno protestato di non voler accettare per loro assessore il detto Prato, benché sia stato a ciò
destinato dal vescovo. Ho pure inteso, che in uno di questi giorni la comunità di Povo ha fatto
dar campana a martello in vigore d'un suo previo decreto, ed essendo convenuti moltissimi
paesani con forche, ed altri ordigni simili hanno tolto alcuni capi di bestiame ad un certo sig.
Joas di Trento, possessore in Povo, ma non comunale di Povo, perché contra il divieto già
fattogli ha pascolato sul comune. Gli hanno subito incantati, e venduti su la piazza povana.
Questo credesi un effetto de' libri pratani.
13 giugno 1794
Li 13 è stato da me un trentino di nome Andrea, e di professione barbiero, ridotto agli estremi di
povertà, e tentato di fare spropositi. Egli viveva nello stato suo comodamente, ed onoratamente
colla sua moglie, con un figlio, e due figlie. Gli recò dei danni notabili un garzone131, ed un
incendio. Finalmente pregato risegnò il maneggio della sua famiglia al proprio figlio celibe di
età d'anni 25 in circa. Questi subito si mise a negoziare di tabacco, ed a contrare altri impegni
senza giudicio a segno tale, che ora essendo carico di debiti grossi non può più reggere, e non ha
mezzo di cavarsene. Questo esempio mi conferma nell'antico mio sentimento di non consigliare
alcun padre a spadrizzarsi, ed a cedere totalmente il governo di casa. Quantunque approvi
l'esercitare i figliuoli nelle faccende economiche.
Ultimamente il curato di Pinzolo nella Giudicaria Maggiore mentre dormiva nella sua camera fu
salutato, e svegliato con due archibusate, ma non toccato. Perciò l'Officio spirituale di Trento ha
delegato il decano foraneo tionitano a fare il processo essendo già diffamati li preti del paese.
16 giugno 1794
Li sedici sono passate per Trento alcune carrozze inviate verso Insprugg, e dicesi, che sieno di
torinesi, anzi vuolsi, che sieno di quella Corte partita di là per non essere presente alla
sanguinosissima tragedia, che per ordine della medesima verrà fatta li 25 del corrente. Ma poi
non ho sentito altro.
131
Andrea Sontag a s. Marco.
17 giugno 1794
Li diciassette fu raccontato in Trento, che il nostro vescovo Pietro Vigilio Conte di Thunn ha
scritto da Salisburgo, che ha fatto un viaggio prospero, e che gli pareva di essere in Vienna,
godendo gran divertimenti di principi viennesi di Colloredo fratelli dell'arcivescovo di
Salisburgo. Ma nella stesa sera de' 17 capitò una staffetta da Salisburgo colla notizia, che è
morto improvvisamente di colpo apopletico. Così mi ha riferito una persona riguardevole venuta
apposta da Trento nella mattina dei 18, ma quantunque tale notizia fosse divolgata per Trento,
pure fu falsa. Ella è venuta da Bolgiano. Il relatore Giuseppe Maria Auchentaller Soller
mercante fu chiamato nel castello ed aspramente ripreso dal sig. Bertinalli direttore camerale.
19 giugno 1794
Li 19 festa del Corpus Domini sono stato cogli altri alla solita processione del Duomo. Cantò la
santa Messa, ed officiò monsig. decano Manci. Le strade furono distinte con rami verdi, le
finestre con drappi di vari colori, le candele portate da moltissimi particolari con de' mazzetti di
fiori, le lancie de' succi con delle corde colorate. Vi furono li tre soliti altari alla Prepositura, al
castello, ed a san Pietro. Non si sentì alcun sparo di mortari, o archibusi. Noi partimmo da s.
Bernardino alle sei e tre quarti, e vi fummo di ritorno alle nove e mezza. Questa volta li
confratelli del Santissimo vestiti di cappa rossa, nell'uscire dal Duomo volevano la mano dai
Regolari; ma senza che noi aprissimo bocca, comandò loro replicatamente, che con una parola
lombarda, che ci andassero avanti il R. S. don Baldassare Ricci sagrestano del Duomo, e
direttore principale della processione. Onde essi precedettero, e così il clero Regolare andò unito
al secolare. Buono, che fu presente il detto prete sagrestano, senza esserne chiamato, o pregato.
20 giugno 1794
Li 20, in data de' 7 leggo, che il governo di Roma mandò ad arrestare un prete tirolese; ma non
essendo stato ritrovato in casa, venne sequestrato il di lui equipaggio, e spedita della cavalleria
verso Frascati per raggiungerlo. Li preti trentini, che ora si trovano in Roma sono Girolamo
Troger di Borgo d'anni 37, Domenico Manzana di Castiglione d'anni 35, Carlo Tacchi di
Roveredo d'anni 43, Simone Poli di Trento d'anni 58, e Francesco dal Monego di
Melombardo132 d'anni 31. Questi due ultimi sono gli accennati al 31 maggio 1794. Vi si trova
pure il prete Antonio Longo di Varena d'anni 53, pittore. Vedi sotto al 2 dicembre 1795.
22 giugno 1794
Li 22, giorno di domenica sulla Mostra di Trento è succeduto uno spettacolo sorprendente, e
memorabile. Due cavalli attaccati ad una carrozza vuota venivano cacciati furiosamente dal
cocchiere. Giunti però dove nel mezzo della strada ritrovavansi due fanciulli vestiti di bianco, i
cavalli non vollero passare avanti, si fermarono, alzarono le loro zampe, e non vollero passare
innanzi finché li fanciulli non furono fuori della strada. Il caso fu veduto da moltissimi, e tutti
ammirarono il privilegio dell'innocenza.
23 giugno 1794
Li 23 ho inteso, che il nostro vescovo, il quale è partito da Trento per Salisburgo insieme col
suo cugino Conte Emmanuele di Thunn canonico di Trento, inviato verso la Polonia per
prendere il suo fratello Arbogasto soldato austriaco infermo, ha rinunciato in favore del predetto
Emmanuele il suo canonicato della metropolitana di Salisburgo. In questo senso poté dirsi, che
Pietro Vigilio è morto a Salisburgo improvvisamente.
Noi facciamo orazioni per impetrare la serenità. Quasi ogni giorno piove qualche pezzo di
tempo. Nella notte venendo il dì 24 fuvvi una pioggia dirottissima e gagliardissima.
26 giugno 1794
132
*Mezzolombardo.
Li 26 festa di san Vigilio siamo stati alla solita processione, e Messa del Duomo. Fu officiatore
monsig. decano Manci. Fuvvi sparo di mortari soltanto alla consecrazione della detta Messa, cui
stette presente anche il Magistrato consolare. Fuvvi molta foresteria. Il cielo fu propizio; ma
dopo il mezzogiorno cominciò a piovere, e continuò sino alla sera del giorno seguente. Onde
non furono fatti li soliti fuochi artificiali.
27 giugno 1794
Li 27 per la prima volta ho inteso, ch'è fatto parroco di Garduno il signor don Giovanni de'
Gottardi d'Aldeno curato di San Sebastiano in Folgaria.
28 giugno 1794
Li 28 ha preso il possesso della scolasticheria di Trento il canonico Francesco Antonio Conte
Alberti di Poia, conferitagli dal vescovo per la morte del canonico Preposito Conte Carlo Trapp.
Dicesi a lui conferita, perché essendo vecchio di 80 anni, venga a vacare presto, e possa
conferirsi al barone d'Eyerle, ora canonico novizio.
29 giugno 1794
Li 29 domenica e festa de' Santi Apostoli in Trento furono fatti li fuochi artificiali di san
Vigilio.
30 giugno 1794
Li 30 di giugno, lunedì, in Trento, nella Contrada s. Marco nel palazzo nuovo de' Conti Salvetti
è morto Domenico figlio unico e fanciulletto di 3 anni e più del sig. Conte Antonio Salvetti di s.
Lazzaro. Siccome poi li detti Conti non vogliono servirsi del nuovo cimitero comune di s.
Francesco, così l'hanno fatto seppellire il giorno primo di luglio nel loro sepolcro ereditato dalla
casa Zendrona, e situato nella chiesa curata di Gardolo. Resta una figlivoletta del detto signor
Conte Andrea più vecchia del defunto. Il fanciullo per altro forzuto, è morto per infiammazione
di petto non avvertita. Il funerale fu solenne, e strepitoso. Fu accompagnato sino a Gardolo da
24 e più sacerdoti, tra' quali li piovani di s. Maddalena, e san Pietro. Portarono le torcie i
seminaristi. Costò più di 60 fiorini. Il detto fanciullo aveva conciliata la pace tra il padre suo, e
l'avo, essendo stato contrarissimo al matrimonio del sig. Andrea il sig. Domenicantonio di lui
padre.
Intendo, che il signor Segala di Roveredo, cambista in Vienna, ha dato fuori un manifesto,
avvisando, che tiene tre figlie nubili, e che darà ottanta mila fiorini a ciascheduna che si
accompagnerà con persona di suo aggradimento.
Passano per Trento continuamente dei soldati per andare contra i francesi nel Piemonte.
Il Vesuvio nello scorso giugno ha fatto grandissimi danni al Napolitano, specialmente alla terra
detta Torre del Greco. Veggasi sotto al 12 luglio.
11 luglio 1794
Gli undici leggo, che in Vienna nella sera de' 27 giugno ha finito di vivere in età di 84 anni il
principe Venceslao Antonio Kaunitz, Conte di Rietberg, cavaliere del Toson d'Oro, Gran Croce
dell'Ordine di Santo Stefano, consigliere intimo attuale di sua maestà l'imperadore, ministro di
conferenza, e di Stato, cancelliere dell'Ordine Militare di Maria Teresa. Il foglio non dice altro
di lui. Egli è nato li due di febbraio dell'anno 1711. Ebbe per moglie Maria Ernestina contessa di
Stahrenberg. Generò Ernesto Cristoforo nel 1737, Domenico Andrea nel 1739, Francesco
Venceslao nel 1742, e Giuseppe Clemente nel 1743. Quest'ultimo è morto nel 1785,
ambasciatore nella Spagna annegatosi. Francesco generale nelle armate austriache ultimamente
fu tacciato di fellonia, e quindi deposto. Il padre fu boemo, e venne creato principe da Maria
Teresa. Vedi sotto al 25 agosto. Egli fu prima ministro austriaco a Torino, poi ambasciatore a
Roma ed a Parigi, ministro plenipotenziario a Brusselles nel 1746. Inviato nel 1748 al congresso
di Aquisgrana. Finalmente nel 1752 creato primo ministro di Corte, cancelliere di Corte e di
Stato. Il di lui cadavero imbalsamato fu trasferito a Hosterlitz nella Moravia, e seppellito nella
tomba della sua famiglia. Nel cancellierato gli fu sostituito nel 1793 il barone di Thugut,
cognome datogli da Maria Teresa, perché aveva un cognome tristo.
15 luglio 1794
Li quindici leggo, che il corpo del defunto principe di Kaunitz venne da Vienna il primo luglio
trasportato ad Austerlitz nella Moravia per essere seppellito nella tomba de' suoi antenati. Si
aggiugne, che conservò sino agli ultimi suoi movimenti un'ammirabile presenza di spirito, e si
ha dato a conoscere un vero cristiano. Forse questo avvisasi perché correva voce, che fosse
eretico. Ma bisognerebbe sapere chi abbia così scritto.
17 luglio 1794
Li diciassette dal Padre Provinciale ho ricevuto l'impegno di servire alla comunità di Moiena133
col fare l'inventario del di lei archivio, perché si trova in procinto di entrare in una lite per la
chiesa di san Pellegrino. Ho fatto perciò un libro intitolato Documenti antichi dell'ospitale
ecc.134
21 luglio 1794
Li 21 lunedì sera dopo l'Aavemmaria è venuto un terribile temporale con una pioggia
dirotissima, e con tuoni spaventevoli. Nello stesso tempo è caduto un fulmine sopra di una casa
campestre situata sopra la Cervara di Trento, ed appartenente alla vedova Orsola Marzari, nata
Molinari, restò morto sul colpo un ragazzo di nove anni, ed una vacca presso la quale si
ritrovava. La casa poi prese fuoco, e si abbruciò tutta tutta, perché per mancanza di acqua, e di
gente il fuoco non fu spento. Anzi continua il fuoco nell'interno anche in questa mattina de' 22,
alle otto, in cui da lungi la ho veduta fumare. Anche nella sera de' 13 domenica sono cadute qui
due strepitosissime saette, una delle quali è caduta nella chiesa di Sardagna sull'altar maggiore,
ed ha rovesciato la sacra Pisside nel tabernacolo. Una è scoppiata vicinissimo a me, mentre
stava con altri nel refettorio. Quattro sono cadute nell'Anaunia innanzi, ma non han cagionato
gran danni. Quasi ogni sera piove, e tuoneggia. Un'altra saetta è caduta iersera in Mesiano. Altre
sono cadute nella Giudicaria orientale, che hanno recato de' gravi danni. Una ha ucciso sette
vacche, e tredici capre. I fulmini hanno fatto de' mali anche in Roveredo, ed in Nova Tedesca, o
sia Theuschnova135.
Il nostro P. Michel Angelo Laurenzi di Roveredo ha scritto a Trento con data di Napoli 24
giugno 1794 come segue: "Ai 12 del corrente il Vesuvio con gagliardissima scossa di tremuoto
di tre grossi minuti ad ore tre, ed un quarto di notte ne diede segno. Con processioni ancor in
quella notte si ricorse alla protezione di san Gennaro. Nella sera de' 15 ad ore due, ed un quarto
di notte (10 ed un quarto tedesche) si sentì nuova gagliarda scossa, e pochi minuti dopo si
cominciò a sentire un fortissimo, e continuo fragore, che poi durò per tre giorni e tre notti. Il
cielo era sereno e placido; la luna argentina. E cosa era? Il Vesuvio non più dalla cima, ma a
mezza montagna apertasi nuova vastissima voragine colle scosse continue cominciò a cacciare
saette, fuoco, bitume, nembi di cenere, e fumo, e per un vallone alla largezza di tre in quattro
volte il nostro Adige formatosi un fiume di fuoco ancor in quella notte subissò la città detta
Torre del Greco. Pochi perirono, perché gli abitanti fuggiti in Napoli lontano sei soli miglia
dalla Torre. Condensatasi l'aria cominciò a piovere prima arena, poi cenere, che a Napoli fu
all'altezza di sole tre dita; ma a Castellamare e Resina, e Portici cadde tal pioggia a palmi. La
città di Somma per tre giorni provò tale oscurità, che solo dagli orologi da tavolino, e da sacca
potea distinguere il giorno dalla notte. Tutti que' poveri abitanti per tre giorni stettero rinchiusi
133
*Moena.
*Trento, BSB MS 18a, Documenti antichi dell'ospitale di San Pellegrino appresso Moena in
Fiemme, Trento 1794 nel mese di dicembre134, pp. i-xxxiv. - La trascrizione integrale di questi 16
documenti si trova nel volume IV del Compendium diplomaticum, MS N° 4, nn° 816, 818-832, pp. 303417.
135
*Nova Ponente.
134
nelle case, e nelle chiese per la pioggia continua di cenere, arena, lapillo, che venne all'altezza di
cinque palmi, e che col peso sprofondando le case schiacciò molta gente, la quale rimase ad un
tempo e sepolta e morta. Finalmente da settecento de' più coraggiosi tra' quali interi monasteri di
monache, e Frati con fanali, torcie a vento ecc. uscendo dirò così dalla tana a grandissimo stento
camminando sempre sopra la cenere ecc. vennero a Napoli. Dopo un fiero temporale di fulmini,
tuoni, ed acqua, che cagionò de' torrenti, con grandissime rovine, fermò il Vesuvio, che
ripigliando la cima getta ora senza chiasso e dalla cima, e dalla nuova vorragine densissimi
globi di fumo, e sola cenere. Si nota poi, che la cima del Vesuvio in questa occasione si è
abbassata da cinquanta palmi. A tutti quelli della sprofondata città della Torre il re passa un
carlino a testa (cioè dieci carantani al giorno) e di più fa pagar esso ai locandieri l'alloggio. La
lava, che portò via la città della Torre fece foce nel mare, che lo empì ad un quarto, e più di
miglio. Qui si fece subito una processione di penitenza, e si portò la statua d'argento di san
Gennaro, nella cui testa vi sta racchiuso il di lui cranio, ed appena arrivata la processione al
ponte della Maddalena in faccia al Vesuvio, che si mitigò alquanto il di lui furore, e poi
coll'insorto temporale andò a calmare. Ma che? S'avesse veduto una processione di certo cento
mila persone chi piangenti, chi facendo atti di contrizione, chi con vivissime espressioni
dimandando a Dio grazia per l'intercessione di s. Gennaro, era cosa troppo tenera da vedersi. Il
fatto si è, che san Gennaro ha fatta la grazia, poiché in tanto evidente pericolo, e sommo timore
non è cascato in Napoli un camino, non è caduto un canale, non è perita una persona. Napoli
pare una Ninive convertita. Non si sentono più chiassi, male parole, bestemmie. Continue
processioni di penitenza scalzi, corone di spine, capelli sciolti, croci sulle spalle. Anche le dame
fecero la loro processione. I cavalieri al numero di cinquecento e più. Tutti i Regolari, le
Congregazioni, le Confraternite, le Arti sì liberali, che meccaniche. In somma io spero, che
anche colle Missioni aperte in sette luoghi, tridui, ottavari ecc. si rimetterà costantemente sulla
buona strada questa capitale". Così il detto nostro Religioso confessore di monache alla
Maddalena Maggiore. Altronde si sa, che la Torre del Greco numerava circa dicidotto mila
anime. Pure trovasi nominata villaggio, Terra, e città. Ho pur letto nella Gazzetta, che in Napoli
nella sera de' 15 giugno, domenica della ss. Trinità, quando è succeduto quel gran disastro, i
teatri erano pienissimi.
25 luglio 1794
Li 25 giorno di venerdì ha pigliato il possesso della Prepositura di Trento monsignor
Giangiacomo barone Piccini canonico di Trento, ed arciprete di Metodesco136.
27 luglio 1794
Li 27 domenica è finalmente venuta da Insprugg al nostro Padre Provinciale la licenza di vestire
novizzi; ma essendo scritta nella lingua tedesca non sappiamo ancora come sia concepita.
Temiamo, che contenga delle solite condizioni, le quali la rendano inutile. Appunto la cosa è
così. Pazienza. Vedi sotto.
Ho inteso, che ultimamente un ragazzo essendo stato avvisato dal suo padre di andare alla sua
bottega gli ha risposto dispettosamente, che verranno i francesi a liberarlo dalla schiavitù. Ho
pure inteso, che un nuovo parroco venuto dallo studio enipontano ha biasimato que' suoi
parrocchiani, che mostrarono del rispetto alla sacra Eucaristia in occasione, che fu portata ad un
moribondo.
3 agosto 1794
Li tre domenica, correndo l'Indulgenza di Assisi, o sia della Porziuncola, fuvvi al solito un gran
concorso di fedeli anche a questa nostra chiesa, eziandio di forastieri, malgrado l'estensione alle
altre chiese lontane dalla nostra.
Il dispaccio venuto da Insprugg al nostro P. Provinciale rapporto alla vestizione di novizzi, è
dato in Insprugg gli undici luglio 1794, soscritto da Leopoldo Conte Kinigl, e Massimiliano
136
*Mezzocorona.
Pontifeser. Dice, che il decreto cesareo è dei 27 giugno 1794. Con esso sono fissati per sempre
soltanto 454 Frati per tutti gli Ordini Regolari esistenti nel Tirolo, cioè de' Serviti, de'
Francescani, de' Cappuccini, e degli Agostiniani. Ai Serviti sono assegnati 36 Frati. Ai
Francescani tedeschi 174, ai Francescani italiani 45, ai Cappuccini tedeschi 150, ai Cappuccini
italiani 15. Agli Agostiniani 34. Vuole, che non si accetti chi non ha studiato la filosofia in una
scuola pubblica austriaca. Che si presentino al governo gli attestati di tali studi, e che se ne
aspetti la conferma. Che per istudiare la teologia vadano nel convento de' Serviti d'Insprugg.
Circa il mantenimento la cosa è imbrogliata. Dice, che ora nel Tirolo sonovi 104 Frati oltre il
detto numero di 454 e che perciò finché non sieno ridotti al detto numero non potranno essere
vestiti se non pochi. Poi concede, che ora ogni Ordine possa vestirne un solo, eccettuati li
Serviti, cui li 13 settembre 1793 fu accordato di vestirne quattro. In ordine a tale dispaccio leggo
in una lettera scritta da Insprugg 31 luglio 1794, che prout communis fama fert, publica
institutio nedum spiritui evangelico, sed ipsi ortodoxiae, ac fidei catholicae parum amica est.
Così dicesi dello spirito accademico enipontano.
5 agosto 1794
Li cinque in data di Roveredo 24 luglio leggo nella Gazzetta trentina, che per le pressanti e
replicate istanze di tutti li comuni della Pretura di Roveredo, è stato abolito il Magistrato civico
introdotto nel 1784, e rimesso alla cittadinanza il governo economico, ed il giudiciale ad un
podestà quadriennale, che potrà essere terriero, e forastiero. Così fu stabilito in Vienna li 26
giugno. Roveredo potrà presentarne tre al sovrano per la podestaria, li quali però abbiano il
Breve d'eligibilità137.
Li quattro, lunedì nel ginnasio di Trento furono distribuiti li premi agli scolari. Il numero loro fu
questo: Logici e metafisici 48. Fisici 24. Rettorici 26. Umanisti 15. Quartisti 20. Secondisti 24.
Primisti 19. Principisti 22. Tutti 198. Li premiati furono Francescantonio Lupi, Giambattista
Foresti, Paride Maria barone Kloz come barone, e Federico Federici, Simongiuseppe Rohr,
Bartolommeo Steinmayer, Giuseppe de' Negri, Simone Rover, Alberto dal cesare, Giambattista
Garzetti, Domenico Felce Ducati, ed Antonio Lupi, tutti di Trento. Marcantonio Caserotti da
Cogolo sollando. Niccolao Rochetti pedemontano, cioè di Pedemonte, o sia Brancafora,
mantenuto gratis dal dinasta Trapp. Tommaso Bruti di Rendena. Antonio Ciola da Caldonazzo.
Dionisio Antonioli di Levico. Francesco Saverio Marchetti da Giudicaria. Antonio di Lugano
d'Avis. Benedetto Salvadori da Mori. Giacomo Prati da Caldonazzo. Domenico Gaspari da
Caldonazzo. Tra' logici fuvvi un solo forastiero cioè da Bressanone. Tra' fisici furono due
parimente di Bressanone. Gli altri tutti sono del Trentino.
Si trova in Trento alla Locanda dell'Europa un principe di Chimay dell'Annonia francese, nato
in Brusselles, ora emigrato e fuggiasco. Ha 59 anni di età, e 33 anni di matrimonio, contratto
con dispensa di Papa Clemente XIII perché era suddiacono. Sta gravemente infermo, ed è
intenzionato di andare a Fiorenza, dove tiene due palazzi propri. Si dice parente del nostro
imperatore. Fu cortigiano del re di Francia, nella cui Corte servì alla regina eziandio la di lui
moglie, ora parimente fuggitiva nell'Inghilterra. Non ha verun figliuolo, né padre, né fratello.
Vedi sotto al 15 agosto.
6 agosto 1794
Li sei ho ricevuto il mio Direttorio monastico ritornato da Insprugg, dove fu licenziato ai 25 di
luglio. Fu spedito qua da Roveredo con data di Roveredo primo agosto dall'I.R. ufficio
circolare, soscritto da F. Baroni, e dal Ronch, e segnato 4750/551 Ecclesiastico138.
Al fine poi dello stesso Direttorio v'ha Imprimatur con alcune parole tedesche, e poi Roveredo 2
agosto 1794, Filip. Baroni Cavalcabò ecc. ed il sigillo con due fili di due colori. Il sigillo ha
un'iscrizione tedesca.
137
Fu eletto il Delaiti di Mori, ma non è ancora impossessato li 9 febbraio 1795. Poi fu
impossessato.
138
Il mio diocesano fu segnato in Insprugg li 15 luglio 1794 col num. 11730/414.
Nello stesso giorno ho inteso, che monsig. Giuseppe Pannilini di Siena, nato li 30 dicembre
1742, è fatto vescovo di Chiusi, e Pienza li 13 novembre 1755, ha solennemente, e
pubblicamente in chiesa detestato, e ritrattato li suoi errori ereticali, con cui aderì all'empio
vescovo di Pistoia Scipione Ricci, ed al Gran Duca Pietro Leopoldo139.
Ho pure inteso, che il re di Napoli, attese le già descritte rovine del Vesuvio, ha decretato, che le
entrate de' vescovadi vacanti nell'avvenire sieno incamerate per di lui pro, ed ha stabilito di
metter tanti Vicari nel luogo de' vescovi con una congrua pensione. Nulla dicesi del consenso
del Papa.
7 agosto 1794
Li sette il nostro P. Agostino da Vigo è andato in Sardagna per fare le veci di quel signor curato
Antonio Zanolino, mentre beverà le acidole, perché non ha potuto ritrovare un sacerdote
secolare capace. Ritornò al convento li 17 agosto di sera.
8 agosto 1794
Gli otto di sera fu in questo nostro convento il suddetto principe di Chimai, condottovi dal mio
penitente Padre Ghezzi Somasco piovano di s. Maddalena. partirà per l'Italia domani mattina. Io
ho avuto l'onore di mostragli e leggergli tre lettere scritte dal suo gran zio cardinale Tommaso
Filippo d'Alsazia di Boissù e Chimai arcivescovo di Malines. Parla italiano sufficientemente,
vede assai poco, è di statura alta, di complessione gracile, ed infermiccia. Arrivò a Fiorenza140 li
12 agosto.
Nel medesimo giorno ho letto un avviso per Anna Maria Frank supposta domiciliata in Trento,
o sue vicinanze, ed unica sorella, ed erede del fu sig. Antonio Frank capitano pensionato di
cavalleria, morto ultimamente nella Gallizia, perché presenti le sue giustificazioni all'imperial
regio comando militare della città di Lemberg, onde farsi conoscere, ed ottenere la eredità
vacante. Sonvi de' Franchi a Clotz nell'Anaunia, ed in Giovo.
9 agosto 1794
Li nove ricevemmo l'ordine di dir nella santa Messa l'orazione ad impetrandam serenitatem.
Ho sentito leggere, che in Vienna fu scoperta una grande congiura di giacobini, la quale doveva
scoppiare li 26 luglio, mentre tutti si divertivano nel Prater fuori di Vienna.
Ho inteso, che monsignor Gregorio Tasser Preposito de' Canonici Regolari a s. Michele, con
altri fu trattenuto in Insprugg per esaminare le dottrine di quella università; e che dicidotto
scolari della medesima per ordine di Vienna sono stati arrestati come giacobini, o sia fautori del
moderno sistema degli atei francesi. Anzi dicono altri, che gli scolari arrestati sono 40, e che tra
di loro sonovi de' trentini, roveretani, ed ausugani141. Il numero è incerto, il caso certissimo.
12 agosto 1794
Li dodici, festa di santa Chiara, nel monistero di san Michele appresso Trento ha fatto la sua
solenne professione di clarissa corista suor Maria Teresa Bellotta da Borgo ausugana, essendo
giunta all'etade austriaca. Con mille fiorini di dote senz'altro. Vedi sopra 23 ottobre 1791; 16
aprile 1792; 17 aprile 1793.
In Roveredo i comici non ammessi da' trentini esercitano la loro arte infame. In Pergine hanno
ultimamente fatto una commedia diversi detti dilettanti del paese, primo de' quali fu un nipote di
quell'arciprete. Sono andati perciò a Pergine moltissimi trentini.
13 agosto 1794
Li tredici in Trento per cagione di tre francesisti alloggiati all'Europa, e ritornati nello stesso
giorno da Pergine, fuvvi del bisbiglio. Il podestà co' suoi attuari, cogli sbirri, e con dei soldati
139
Vedi sotto al primo ottobre.
*Firenze.
141
Gaetano, Manci, Egheni, Eccheri, Baroni, Vigili.
140
del Zuchthaus s'è portato alla detta locanda; ha fatto condurre nel palazzo Pretorio Bartolommeo
Farrari di Parma uno de' predetti francesisti benché non avesse ancora pranzato, e fece custodire
gli altri nella locanda. Per tal esecuzione venne dalla Germania una staffetta al Conte Pio di
Wolchenstein capitano di Trento, il quale è veduto in città dalla villeggiatura di Povo nella
mattina dei quattordici, ma come infermo. I detti francesi furono in Roveredo, ed in Insprugg, e
diconsi autori della congiura scolaresca, di cui sopra.
Leggo stampato un ordine sovrano del cesareo regio governo, soscritto da Sigismondo barone
de Moll capitano dell'imp. regio uffizio del Circolo ai confini d'Italia in Roveredo 6 novembre
1793con cui viene proibito a tutti i massari delle chiese appartenenti alla diocesi di Trento il
contribuire dalle entrate delle chiese alla cattedrale di Trento, e al di lei sagrestano, la menoma
cosa, si per gli Oli Santi, o per qualsisia altro pretesto. Ciò si vuole, perché il dare alla cattedrale
riesce d'aggravio alle chiese di cura d'anime, e come contrario alle vigenti ordinazioni, ed alla
pratica delle altre chiese austriache non provedute di entrate superflue. Tal ordine fu fatto dal
governo, perché venne informato dalle chiese parrocchiali, e curaziali del decanato del Borgo di
Valsugana, che dovevano contribuire dicidotto sino a ventiquattro carentani annualmente al
detto sagrestano per gli Oli santi. Il signor principe vescovo ricercato dal governo rispose, che
tal tenue esazione serviva per riconoscere le fatiche de' sagrestani, e servi di chiesa nell'assistere
alla consacrazione dell'Olio santo, ed alle correlative cerimonie e funzioni. Ma il governiale
dicastero non restò pago di tale dichiarazione. Così l'accennato foglio. Cui aggiungo, che ora
non più si fanno tali funzioni nella cattedrale, ma nella camera vescovile.
15 agosto 1794
Li 15 in data di Parigi 28 luglio leggo, che tra 91 guillottinati in due giorni fuvvi anche la
principessa di Chimai, ed io credo, che sia la menzionata di sopra. Ella fu certamente. Nacque in
Parigi di padre inglese, ma fu cattolica. Non seppe ai 16 d'agosto in Fiorenza la detta morte il di
lui marito.
Da una lettera veronese intendo, che in Verona si trovano dicidotto mila soldati veneti; e che la
Repubblica veneta vuole mettere in arme cento mila uomini per timore dei francesi.
Sono venuti dei soldati dalla Rocca di Riva per custodire in Trento li tre soprammentovati
forastieri. Il detenuto del Pretorio sta nella stanza del cavaliero con un zeppo al piede, e con
delle guardie continue.
Sono venuti a Trento degli altri soldati da Roveredo per condurre a Insprugg gli accennati
detenuti.
20 agosto 1793
Nella mattina dei venti essendo mercoledì, sono partiti da Trento per Insprugg, accompagnati da
soldati roveretani li predetti detenuti. Precedette un carro tirato da due cavalli, su cui si posero
due donne, ed il bagaglio de' soldati. Seguì un altro carro in qualche distanza con sopra legato il
detenuto Pretoriano. Sul terzo carro fu posto il secondo detenuto detto il segretario. Poi seguì
una carrozza con dentro il terzo detenuto detto il commendatore, uomo pingue, e con due
officiali soldati, ed un altro nella serpa142. Su li carri furono anche de' bauli sigillati. Ogni carro
fu accompagnato tra la fola de' cittadini accorsi a tale spettacolo.
Ho letto un pezzetto di lettera del vescovo di Bressanone col quale dice anch'egli che la licenza
data ai Regolari di vestire novizi è finta ecc.
24 agosto 1794
Li 24 domenica siamo stati alla solita processione del Duomo per il voto della città. Cantò la
santa Messa il signor Beneficiato don Bartolommeo Gerloni. Fu fatto campanò, con due
scariche di mortaretti, una al fine della processione, ed una la Te Deum.
142
*Cassetta.
25 agosto 1794
Li 25 sono capitati a questo nostro convento due Padri sacerdoti giovani irlandesi, li quali vanno
agli studi in Roma, essendo partiti da Lovanio per causa dell'invasione de' francesi. Sono passati
avanti degli altri parimente scappati da Lovanio per il detto motivo.
Intendo, che li soprammentovati tre forastieri condotti a Insprugg, sono giunti a Bolgiano sulla
mezza notte, e che ciò non ostante fuvvi uno straordinario concorso di gente per vederli.
Intendo, che l'ex generale militare Francesco Conte di Kaunitz, di cui sopra, per non morire
impiccato abbiasi avvelenato. Ma vedi pagina seguente. Come pure, che la congiura fiamminga
contro l'imperatore fu composta di nove generali, e 17 colonnelli. Di più che già sono arrestati
trentamila giacobini nella Germania austriaca, tra' quali due vescovi. Di più, che in Vienna sono
state piantate quattro forche, su le quali giornalmente vengono appesi de' giacobini senza
cerimonie, e con ordine, che al segno del cannone ognuno si ritiri in casa, e non si affacci alle
finestre.
Intendo, che li tre suddetti forestieri furono alla commedia perginese con dei trentini li quali
fecero loro un pranzo pagato quattordici troni per bocca; e che gli accennati forestieri avevano
stabilito di ritornare a Pergine per trattenervisi qualche tempo all'osteria. Di più, che un giorno
sono stati nel Dostrento senza la licenza di quel custode, e senza entrarvi per la porta.
Intendo, che il suddetto ex generale Kaunitz fu decapitato, e che il di lui padre, scoperto
giacobino, si ha accelerato la morte col veleno. Come pure, che fu decapitato il vescovo primo
di Lintz, perché giacobino, cioè iniquo, scellerato, ateo. Ma non mi fido delle relazioni.
2 settembre 1794
Li due settembre fu condotto a questo nostro convento sul carretto del nostro convento di
Pergine, perché infermo, il sig. Federico barone di Triess da Manheim, religioso del Terz'Ordine
di s. Francesco, scappato dal convento di Spira dopo l'invasione de' francesi. Egli ha seco il
cuoco secolare del suddetto convento spirense, parla bene italiano, e va a cercare in Vienna il
suo Provinciale, perché non lo ha ritrovato, come supponeva, nell'Italia. Tiene due passaporti
stampati, uno dell'arcivescovo di Treveri, ed uno del barone Breuner ambasciatore austriaco in
Venezia sottoscritto dal segretario barone Cresseri. Fu nell'Italia eziandio già parecchi anni. È
partito da noi sabato 6 settembre.
La stagione è fresca straordinariamente anche per la gragnuola143 caduta sul Perginasco.
4 settembre 1794
Li quattro è partito da Trento per Venezia il signor barone Sigismondo Trentini col suo
primogenito Cristoforo, e colla figlia Teresa moglie del Conte Prospero di Sardagna. Egli va per
pigliare in isposa del detto suo figlio la sig. Camilla figlia del signor Livio Sanudo patrizio
veneto, colla quale ha fatto la promessa nelle ultime feste di Pasqua. Il Trentini non pensava di
contrarre tal parentela; ma gli fu esibita144. La famiglia Sanudo si chiamò anticamente con altro
cognome, poiché nella serie cronologica de' dogi di Venezia inserita nel Diario veneto del 1762
leggo pag. 114, che fu doge dal 987 sino al 988 Pietro I, Candiano, ora Sanudo. Ella ebbe altri
quattro dogi col primo cognome, cioè Pietro II Candiano dal 932 sino al 939; Pietro III
Candiano dal 942 sono al 859; Pietro IV Candiano dal 959 sino al 976 e Vitale Candiano dal
978 sino al 979. La detta serie avvisa ch'eziandio altre famiglie venete hanno mutato li cognomi,
dicendo Monegario, ora Memo. Participazio, ora Badoaro. Tradonico, ora Gradonico. Ivi pag.
118 si dice che fu vescovo olivolense, ch'era tanto come di Venezia dall'821 sino all'842
Giovanni Sanudo frate degli Umiliati; ed un altro Giovanni Sanudo dall'889 sino al 892.
Finalmente pag. 126 si nota, che la famiglia Sanudo ha dato cinque dogi alla Repubblica.
Matteo Sanudo veneto vescovo di Concordia dal 1585; altro Matteo Sanudo nipote, e successore
143
*Grandine.
Celebrò le nozze ai nove di settembre. Ma è sterile anche nel 1799, 1800, 1801, 1802 e restò
vedova nel 1802 li 6 aprile.
144
fino al 1641. Giambattista Sanudo vescovo di Trevigi dal 1684 sino al 1709. Vitale Candiano
figlio di Pietro doge, fu patriarca di Grado dal 967 al 1018.
7 settembre 1794
Li sette, giorno di domenica, e piovoso alcuni soldati austriaci sono andati da Trento a Pergine a
pigliare un servitore del Conte canonico Francesco Felice Alberti. Questi fu disertore della
milizia prussiana, poi servitore del Conte canonico Francesco Alberti iuniore finché scappò da
Trento; ed allora restò col seniore. Li soldati furono 14, andarono diritti ad una osteria, poi al
palazzo Alberti. Il servitore quando intese la venuta dei soldati si nascose nel fieno; ed i soldati
sentendosi rispondere, che non si trovava nel palazzo l'uomo, minacciarono di appiccargli il
fuoco. Fu pigliato, e subito condotto a Roveredo. Altri raccontano questo caso altramente, cioè
che il Conte Pio di Wolchenstein capitano di Trento essendo già a dormire ricevette ordine da
Insprugg di subito arrestare quell'uomo; che quindi subito avanzò tal ordine al Vicario di
Pergine, e che da questo fu arrestato; e che poi li soldati sono andati a pigliarlo. Tralascio le
altre cose, che ho inteso, tra le quali, che l'uomo sa cinque linguaggi, ed ha per moglie una
francese. La relazione prima è la vera.
Ho inteso, che gli scolari d'Insprugg sono ancora arrestati, tra' quali quattro italiani si
distinguono nell'empietà.
9 settembre 1794
Li nove abbiamo vendemmiato questo nostro orto. Altri hanno fatto altrettanto prima d'ora per
bisogno di vino essendovene poco in città.
12 settembre 1794
Li dodici, giorno di venerdì, dopo il mezzogiorno è capitato in Trento monsignor Bernardo
Maria Carenzoni di Brescia, monaco olivetano, e vescovo di Feltre. In Borgo di Valsugana
pernottò nel nostro convento. Qui poi alla locanda dell'Europa, donde partì per Roveredo, e
Brescia nella mattina tarda dei tredici, con intenzione di pernottare nel nostro convento di s.
Rocco. Non è venuto in s. Bernardino, perché lontano dalla città. Egli s'ha reso dispregevole.
Stette in s. Rocco dalla mattina de' 13 sino alla mattina dei 15.
15 settembre 1794
Li 15 ho inteso, che a Pradazzo145 in Fiemme vi sono delle dissensioni strepitose per il curato, e
che sono state tirate più archibusate al prete Vinante, il quale perciò s'è ritirato a Cavalese, dove
si processa. Ho pure inteso, che il Crocifisso grande posto appresso il ponte della Fersina, su la
strada che porta a Roveredo, in tempo di giorno da tre cattivi fu sacrilegamente mozzato, e
beffeggiato, cosa che reca orrore ai pochi buoni, che ancora sopravvivono. Gli scolari, che
fecero altrettanto in Insprugg furono scusati da' viennesi nell'anno scaduto, e ciò con manifeste
bugie.
16 settembre 1794
Li sedici è ritornato da Salisburgo a Trento il nostro vescovo, dove si fermerà poco, avendo
preventivamente ordinato, che gli sieno aggiustate le strade che portano alla villeggiatura delle
Sarche.
18 settembre 1794
Li 18 giorno di giovedì è ritornato a Trento per la via di Verona il signor barone Trentini colla
sposa Camilla Sanuta veneta patrizia.
Nel medesimo giorno ho inteso, che il Conte Fato, di cui sopra al 18 maggio, in un festino ha
dato una pistolata al Munding, ma non lo ha colpito se non se un poco. Egli fu da me soltanto
nella mattina dei 29 di maggio festa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, senza
145
*Predazzo.
confessarsi, avendogli promesso d'ascoltarlo nelle feste della Pentecoste, secondo l'accordo fatto
col missionario.
19 settembre 1794
Li 19 intendo, che il negozio degli scolari enipontani arrestati è molto serio, e ciò specialmente
per un Vigili di Creuzberg da Melombardo, e per alcuni roveretani.
20 settembre 1794
Li 20 sabato delle quattro Tempore nel castello di Trento ha tenuto Ordinazioni monsig.
Tommaso Conte di Thunn vescovo di Tiatira, decano e Suffraganeo di Passavia, come delegato
del suo fratello Pietro vescovo di Trento, che dice di non poter star digiuno. È venuto apposta.
Gli ordinati furono più di 30, fra' quali quatto al sacerdozio, e tre al suddiaconato.
Leggo nella Gazzetta trentina di ieridì, nella data di Roma 6 settembre, che il Papa Pio sesto ha
solennemente condannato il libri italiano intitolato: Gli atti, e decreti del Concilio diocesano di
Pistoia, celebrato da monsignor Scipione Ricci ex vescovo di quella chiesa, e da esso
pubblicato l'anno 1786, nel qual Concilio sono state ricevute 85 proposizioni che sono esperisse
e condannate dal detto Papa con un Breve speciale come eretiche. scandalose, temerarie, false,
e tendenti all'eretica pravità, cioè come penso io rispettivamente eretiche ecc. Vedi sotto.
In questo stesso giorno 20 è giunto al nostro reverendo Padre Provinciale de' Francescani ai
confini d'Italia, Trento, con data dall'imp. regio ufficio circolare Roveredo li 12 settembre 1794,
che "l'eccelso governo con suo decreto de' 29 agosto ultimo scorso accordagli, sulla sua supplica
de' 21 del suddetto mese di poter ricevere, e vestire il sacerdote secolare Giuseppe Bontadi,
avvertendolo di portare questo nuovo individuo sotto la Rubrica Accrescimento nella futura
tabella personale di quel convento,cioè verrà assegnato, citando nel tempo istesso il presente
rescritto. Cesare de Ronch ecc. baron Pizzini
5625/676 Eccles.
Così l'accennato rescritto. Siane grazie al Signor Iddio. Il detto P. Provinciale nello stesso
giorno è stato dal nostro vescovo a pregarlo della licenza di vestire nel suo principato, giacché
non può più scusarsi col pretesto, che non si può vestire nello Stato austriaco; ma ebbe per
risposta, che aspetta da Vienna ecc.
Si trova in Trento il sig. Pehr venostano professore in Insprugg giurista, venuto per pigliare il
possesso de' feudi trappiani di Caldonazzo, Beseno, e Campo a nome de' figliuolini
dell'ultimamente defunto Conte Trapp d'Insprugg. Egli si mostra un buon cattolico; ma dice
assai male degli studi enipontani, e nominatamente che d'ordine del sovrano egli deve spiegare
un autore pieno di eresie.
21 settembre 1794
Li 21 il nostro vescovo coi suoi fratelli Tommaso, e Filippo è andato a Castelton nell'Anaunia.
22 settembre 1794
Li 22 monsignor Annibale della Genga nuovo nunzio apostolico a Colonia è passato per Trento.
Egli ha recitato in Roma e stampato un'orazione funebre in lode di Giuseppe secondo, fratello
del moderno arcivescovo di Colonia. Non dico altro. Vedi sopra al 6 marzo 1791.
24 settembre 1794
Li 24 alle undici di mattina ho ricevuto una lettera con data di Arezzo 19 settembre, colla quale
Gaetano Taccini mi dà ragguaglio, che il P. M. Niccola Maria Ciani di Trento Agostiniano
trovasi molto aggravato dalla febbre terzana doppia sino dal giorno 30 d'Agosto in Arezzo,
raccomandandomi la di lui sorella mia penitente sig. Rosa.
26 settembre 12794
Li 26 a Trento fu dato principio alle vendemmie delle uve, per bisogno di vino, e perché le uve
non marciscano, attese le frequenti pioggie.
27 settembre 1794
Li 27 venendo li 28 li nostri monti sono comparsi coperti di neve bassa.
In questi ultimi giorni è giunto a Trento un chirurgo napolitano colla sua moglie, con intenzione
di fermarvisi. Fu qualche tempo in Roveredo, e vi fece qualche operazione maravigliosa,
nominatamente rapporto al sig. Tartarotti. È partito da Trento nello stesso anno 1794. Andò a
Insprugg, ma non fu approvato.
1 ottobre 1794
Il primo dal rev.mo signor Provicario Gioseffantonio Menghin ho ricevuto un libricciuolo di
pagine 48, in 8° con questo titolo: Sanctissimi Domini Nostri Domini Pii divina providentia
Papae sexti damnatio quamplurium propositionum sub titulo: Atti, e decreti del Concilio
diocesano di Pistoia dell'anno 1786. In Pistoia Per Atto Bracali stampatore vescovile. Con
approvazione. Cum prohibitione eiusdem libri, et aliorun quorumcumque in eius defensionem
tam forsan editorum, quam inposterum edendorum. Romae 1794. Ex typographia Rev. Camerae
apostolicae. Comincia: Pius episcopus servus servorum Dei universis christifidelibus salutem et
apostolicam benedictionem. Auctorem fidei, et consummatorem Iesum adspicientes etc. Finisce:
Datum Romae apud s. Mariam Maiorem anno incarnationis dominicae 1794, quinto calendas
septembris, pontificatus nostri anno vigesimo.
Ph. Card. Prodatarius. R. Card. Braschius de Honestis146.
Visa
De Curia J. Manassei.
Loco + plumbi
F. Lavizzarius.
Registrata in secretaria Brevium147.
Una volta solo è nominato l'autore di tal sinodo nel principio pag. 2, ove dicesi: Fuit epsicopus
duplicis sedis honore insignis (Scipio de Riccis antea episcopus pistoriensis et pratensis) quem
ad Nos pro etc. Egli chiamato a Roma si scusò incommodae valetudinis nomine, come dice il
Breve pag. 6148. Il libro ricciano d'ordine del Papa fu esaminato da cardinali, vescovi, e teologi e
clero saeculari come ha il Breve pag. 3. Le proposizioni espressamente notate sono 85, ma per
lo più oscure, colla nota però del senso, in cui sono censurate. Le censure sono Eretiche.
Scismatiche. False. Temerarie. Scandalose. Sospette. Perniziose. Erronee. Già condannate,
Ingiuriose. Offensive delle pie orecchie ecc. Condannate in Baio, Quesnello, Pelagio, Calvino,
Lutero, Giansenio, Wichleffo, Pietro d'Osma ecc. Non ho tempo di trascriverle, benché sono
pratiche eziandio ne' nostri paesi. La Propos. 31, 32, 33, che vuole un altar solo: che vieta li
reliquiari, e fiori sull'altare; e che prescrive la lingua volgare, e la voce alta, si asserisce
temeraria ecc.
Intendo, che sono stati arrestati, ed incastellati il prete Giambattista Pedroni da Toso della Valle
di Non d'anni 46, abitante in Marano; il figlio del fu dottor Malanotti di Samoclevo, ed il
capitano Ferrari di Terzolaso di lui suocero, ambidue abitanti in Marano, ed ambidue sollandi.
Come pure, che in Insprugg il dottor Roner di Calliano fu deposto dall'officio, che aveva nella
causa scolaresca, ed ora vien esaminato. Che fu altresì arrestato in Bolgiano il barone Battaglia
di Trento. Intendo altresì, che dopo una breve penitenza sono stati rilasciati. Che li tre forestieri
condotti da Trento a Insprugg soprammentovati, avevano commissione di fare un arruolamento
di dugento trentini, e di andare con essi per l'Anaunia, e Sollandia incontro ai francesi. Che al
146
Cioè. Filippo Campanelli da Matellica Diacono cardinale Prodatario. Romualdo Braschi Onesti
da Cesena, Diacono cardinale segretario de' Brevi. Il Campanelli è morto nel 1795.
147
Questa stessa Bolla fu ristampata in Trento dal Monauni d'ordine del vescovo nel novembre
dell'anno 1794. Si vende soldi 15 ogni copia. Fu accennata la ristampa nella Gazzetta foglio 98 de' 9
dicembre 1794. Ma li 6 marzo 1795 intendo essere sortito decreto sovrano che siano levate nell'austriaco
tutte le copie. Vedi sotto al 12 marzo 1795.
148
La ristampa trentina è in 8°, pagg. 72. Nel frontespizio ha: Romae et Tridenti 1794. Typis Ioannis
Baptistae Monauni Typographi epuscop. Superiorum Permissu.
commendatore furono date dugentomila Lire francesi, e che quando fu arrestato n'ebbe soltanto
settantotto mila.
10 ottobre 1794
Li 10 in data di Vienna 2 ottobre leggo, che il generale d'artiglieria Conte di Kaunitz-Riettberg,
che per essere quasi sempre indisposto dovette abbandonare l'armata, pervenne a Vienna, che fu
graziosamente accolto dall'imperatore e che da lui fu creato generale comandante nella Croazia,
come benemerito. Quanto mai differenti sono le relazioni! A chi s'avrà da credere? Vedi sopra
11 luglio e 25 agosto 1794.
Dai quattro sino ai 19 sono stato per la terza volta confessore straordinario del monastero di s.
Michele, ritrovandosi nel medesimo trentasette monache professe.
21 ottobre 1794
Li 21, festa di s. Orsola è ritornato da Castelton a Trento il nostro vescovo coi suoi fratelli
Tommaso vescovo, e Filippo canonico ecc. Non andrà più a s. Massenza, quantunque abbia
fatto assestare le strade, e preparare ogni cosa per tale andata, o sia villeggiatura.
28 ottobre 1794
Li 28 festa de' santi Simone e Giuda, e giorno feriale di martedì, noi Frati bernardiniani abbiamo
solennizzato l'anno centesimo dalla fondazione di questo nostro convento, cantando la Messa, e
l'inno ambrosiano.
In questo mese un giovine di Trento cognominato Joas, figlio del fu oste della Simia a s. Marco,
è andato a Bologna per vestire l'abito chericale de' Padri Minori Conventuali, accompagnato dal
padre Vincenzio Maccani di Cleso149. Fu rifiutato dai Padri Agostiniani di Trento.
30 ottobre 1794
Li 30, giorno di giovedì, dopo il vespro l'organo di santa Maria Maggiore di Trento fu suonato
da un maestro inspruchese, con un concorso straordinario della primaria nobiltà, essendo
suonatore ordinario il sig. Berera trentino.
Ho inteso, che l'imperatore ha chiesto al nostro vescovo come principe dell'impero germanico il
consenso per fare la pace coi francesi.
Vengo assicurato, che il negozio luttuoso degli scolari enipontani è ancora indeciso, ed essi
sono tuttavia in arresto.
Intendo, che il maso di Valnera in Povo de' baroni Bordogni Tassi di Trento, devoluto ai loro
creditori, fu comperato dal Conte canonico Francesco Felice Alberti di Enno150 per ventidue
mila fiorini oltre li molti aggravi, cui va soggetto.
Intendo pure, che in Vienna sulla porta della chiesa metropolitana di santo Stefano fu attaccata
una satira del tenore seguente: Se alcuno sapesse dove sia l'armata austriaca, lo avvisi a questa
sagrestia, che gli verrà data una buona mancia.
In questo mese monsignor Carlo Adolfo Pudel (o Puell) vescovo di Coira ha cresimato in vece
del vescovo trentino in Bolgiano.
1 novembre 1794
Nei primi di novembre un Taddei sollando ha proditoriamente ucciso un agente del barone
Klotz nella Sollandia con un'archibusata. Avanti ha ucciso altri.
Nel giorno di lunedì, decimo settimo di novembre, abbiamo cominciato a scaldare questo nostro
refettorio grande. Finimmo li 14 marzo 1795 exclusive.
149
150
Che poi professò.
*Denno.
18 novembre 1794
Li 18 leggo, che in Vienna si stampa una riforma del codice criminale fatto da Gioseppe
secondo, nella quale verrà di nuovo introdotta la pena di morte levata da Gioseppe.
Intendo, che ai tre del corrente in Frassilongo fuori della villa è morta una donna, cui il proprio
marito non poté ottenere alcun sussidio, e che perciò si sta processando contra i frassilongani,
nominatamente contra il curato Pietro Lazari perginasco.
Intendo pure, che il suddetto Taddei di Croviana è giovine di circa 20 anni: ha padre ricco,
senza madre, ed un fratello più giovine ritenuto nella Rocca di Riva come uccisore di un uomo.
L'ucciso in Croviana, agente del barone Klotz, dicevasi il sig. Domenico da Tremosine, uomo
stimato, ed amato da tutti. Il Taddei fu a bevere con due compagni, e fece accordo con loro di
ammazzare il primo, che fosse loro venuto incontro; o non venendo alcuno, di schioppettarsi
vicendevolmente finché uno restasse morto. Il sig. Domenico restò morto sul colpo. Il Taddei si
fece dare due mila fiorini da suo padre, e con un de' detti suoi compagni scappò verso
Pondilegno151. L'altro compagno fu arrestato, e condotto nelle carceri di Cles. Il Taddei è stato
per qualche tempo ultimamente albergato appresso i PP. Somaschi di Trento, nel qual tempo
non poté mai essere frastornato dai suoi pensieri, e discorsi di schioppi, pistole, coltelli, bullade
ecc. S'incolpa la educazione armigera datagli dai zii. Vedi sotto al 30 gennaio 1795.
29 novembre 1794
Li 29 ho veduto un libretto latino-italiano intitolato: Preces mane et vespere recitandae ad
divinam opem implorandam in praesentibus Galliae calamitatibus. Preghiere da recitarsi mattina
e sera per implorare il divino aiuto nelle presenti calamità della Francia. Romae, et Ferrariae
1792. Typis Bernardini Pomatelli impressoris archiepsicopalis, in 8°, pp. 14, senza il Sup. Perm.
Precede una lettera pastorale del cardinale arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei, nella quale
dice, che tali preghiere furono stampate a Roma in latino, ed italiano, ed arricchite d'Indulgenze
da Pio VI. In fine v'ha il rescritto dello stesso Papa dato li 24 maggio 1792 con cui approva le
dette preghiere propostegli da una società di persone pie, e religiose, e concede loro Indulgenze
ad annum durevoli152.
5 dicembre 1794
Li cinque, giorno di venerdì è giunto a Trento monsignor Bartolommeo Pacca di Benevento
arcivescovo di Damiata, già nunzio apostolico in Colonia, nato li 26 dicembre 1756, e fatto
arcivescovo li 26 settembre 1785. Pigliò alloggio alla locanda detta dell'Europa. Ai sei fu a
pranzo nel castello, e la sera per lui fu tenuta un'accademia nel palazzo de' baroni Gaudenti.
Nella sua nunziatura ebbe da patire dai scismatici nuovi, che volevano essere Papi, benché ora
né pure sono vescovi, avendo dovuto cedere ai francesi. Egli ora va nunzio in Portogallo. Partì
per Ala de' Lagarini nel giorno settimo dopo il pranzo153.
8 dicembre 1794
Gli otto nella chiesa del nostro P. S. Francesco de' padri Conventuali dalla Confraternita
dell'Immacolata Concezione di Maria santissima fu solennizzata questa festa, malgrado il danno
patito per l'erezione del cimitero comune fatto a spese di essa. Sermoneggiò dopo il pranzo il
nostro Padre Davide leudrino, essendo ministro il Conte Vincenzio Consolato.
Nel medesimo giorno, benché festa dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima nella
piazza di Trento fu legato dagli sbirri, e condotto nelle carceri inferiori del castello Giovanni de'
Cristofori figliuolo dell'oste dai tre Mori nel borgo di s. Croce, come giacobino, e poi subito
alcuni deputati dall'officio spirituale, scortati da alcuni soldati del Zuchthaus sono stati nella di
151
*Ponte di Legno.
Furono ristampate in Trento dal Monauni, ma senza verun cenno delle stampe romana e ferrarese,
pagg. 16, in 8°.
153
Si fermò a Trento perché gli si ruppe un legno. Fu in casa de' Conti Zambelli, perché monsignor
Zambelli è governatore di Benevento.
152
lui casa per più ore per vedere i libri, e le carte, che teneva. Ora si esamina nel detto castello, ma
pure non può intendersi da chi sia stata comandata la di lui cattura, rispondendo ogni uno che
non sa niente. Così dicesi avere risposto il vescovo, il Vicario, ed il Provicario generale, il
podestà, i cancellieri ecc. Quando fu arrestato stava il di lui padre in una vicina caffetteria. Egli
nell'anno scorso 1793 fu studente logico e bravo, ma cattivo a segno, che fu cacciato dalla
scuola, benché poi per maneggio di teste grosse vi fu rimesso. Vedi sopra al 3 agosto 1793 e
sotto al 6 giugno 1795.
Intendo, che nella chiesa parrocchiale di Povo in una delle precedute ultime domeniche i cantori
non hanno voluto cantare alla Messa del parroco Francesco Sizzo, perché sotto di essa suonò
l'organo un bastardo, e che il detto parroco dall'altare su di ciò ne fece lamento. Il bastardo è un
giovine tedesco, che sta presso il barone Messina, e spera di ereditare dal suo padre circa
quarantamila fiorini.
16 dicembre 1794
Ai 16 nella Gazzetta di Trento fu fatta onorevole menzione del sig. Urbano Giuseppe de Foglia
nativo di Trento, e prestantissimo pretore di Genova. Ciò dicesi nella data di Genova 4
dicembre. Fu tratto dalla Gazzetta di Firenze. Si premette, che là fassi il processo a cinque
francesi sotto la saggia direzione del predetto Foglia.
22 dicembre 1794
Li 22, giorno di lunedì alle due pomeridiane sono stato in Trento chiamato a benedire una
ragazzina di circa nove anni, perché soltanto con profferire alcune orrende parole, insegnatele,
siccome ella mi ha detto, da una sua ameda154, apre qualunque serratura. Ruba per altro soltanto
cose mangiabili. Le parole orrende sono: Diavolo fammi aprire questa cassa, che ti darò l'anima
mia. Furono già fatti diversi esperimenti, ed il caso fu trovato vero.
In questo mese una donna di Sardagna essendo andata per fare dell'erba presso la chiesa vecchia
di san Giacomo, cadde giù per quell'alto precipizio, ed essendo morta, fu seppellita in s.
Apollinare. Aveva marito, e figliuoli.
In questo Avvento hanno predicato i nostri Padri:
Aldeno, il P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Romagnano, il medesimo nei sabati di mattina.
Villazzano, il P. Guardiano Gioachino da Pressano.
Gardolo, il P. Vigilio da Fondo.
Cognola, il P. Francesco Borgia da Riva.
Calavino, il P. Vitantonio da Cles.
Vezzano, il medesimo le sere domenicali.
Pressano, il P. Giorgio da Cles.
Stenico, il P. Illuminato da Cles.
San Michele, il P. segretario Gio. Evangelista da Stenico.
Trento nel Duomo, l'annualista Cappuccino Bevilacqua.
Trento a s. Maria, don Andrea Bernardi da Cognola cappellano di Besenello, avendo egli
chiesto.
Altrove altri nostri.
In Povo niun Regolare, né forastiero.
25 dicembre 1795
Nella festa del ss. Natale i nostri sono stati a Gardolo, in Aldeno, a Covalo, ed a Villa Montana.
Fummo chiesti anche a Romagnano, ma non potemmo andarvi per mancanza di Frati. Per
questo seguì pure, che non potemmo cantare la Messa di mezzanotte, e del Mattutino cantammo
154
*Zia.
alto solamente parte. Siamo pochi, vecchi, e deboli. Io essendo stato ad assistere nella sera
oscura della vigilia ad una moribonda155 ritornai colla voce impedita di molto e rauca.
24 dicembre 1794 [sic]
Li 24 vigilia del ss. Natale subito dopo il vespro cominciò a nevicare, e continuò sino alla notte
del giorno 25 seguente. La neve dunque venne alta di molto, ed impedì l'andare per le strade, ed
alle divozioni. Fu alta due piedi e mezzo. Tanti non poterono ascoltare la santa Messa nelle due
feste, nelle quali il campanello della nostra porta non fu toccato. Nella sera dei venticinque
cominciò a piovere. Poi seguitò lo stillicidio de' coperti. Anche tutto il giorno 27 le strade
furono impraticabili. Un uomo venendo dalla città a s. Bernardino alla metà della strada pigliò
un cavallo. A Villamontana sono caduti de' tetti. A Gardolo sono state soffogate quattro
persone. Ai Molini di s. Bernardino ed al monastero di s. Chiara ha recato dello spavento, e del
danno la Fersina. In città sono stati parecchi cadaveri insepolti più giorni per la neve.
Stentatamente si cominciò a seppellirne ai 28. A Gardolo l'acqua, che lo tramezza infuriò, si
gonfiò, e fece suonare le campane a martello. Soffogò due uomini, e due femmine, e due
vacche. Alla Vella fu trovato un ragazzo morto sotto la neve. Sotto al carrozzone della diligenza
furono attaccati quattordici cavalli. A Mezzolombardo, a Cles, a Pergine, a Borgo l'acqua ha
fatto de' mali.
29 dicembre 1794
Li 29 lunedì mattina alle cinque fu arrestato in casa sua da tre birri e poi dai soldati principeschi
don Bernardino de' Carli di Trento prete d'anni 68, maestro di scuola, e cognato del Cristofori
oste dai Tre Mori, di cui sopra156. Il Cristofori però carcerato è figlio della seconda moglie
dell'oste, non della prima sorella di don Bernardino. Il fratello del carcerato Cristofori è subito
fuggito. Don Bernardino fu detenuto nella cancelleria vescovile situata nel palazzo vescovile
appresso al Duomo, ed al podestà, cioè nella stuffa di detta cancelleria, dove fu portato con una
portantina nella sera oscura del detto giorno. Così fu riportato alla sua casa nella sera dei sei di
gennaio; ma come infermiccio e colla guardia. Egli è morto in casa sua li 29 dicembre 1800 in
giorno di lunedì.
La neve fu poca sull'Archese, e Perginese. Non fuvvi a Vezzano. Il Magistrato di Trento ha
comandato di romperla su le strade interiori, ed esteriori, e sulla regia di Campo Trentino.
31 dicembre 1794
Nel giorno 31 ed ultimo in una lettera scritta al rev.do Padre spirituale N. Provinciale de'
Francescani italiani ex officio. Trento, data in Insprugg li 9 dicembre 1794 da Conte Leopoldo
Kinigl, e soscritta dall'Alpruni, leggo che al nostro convento di Roveredo sono assegnati Frati
18, a quello di Romarzuolo presso Arco 12, a quello di Borgo in Val Sugana 15. In tutti 45. Tal
lettera è segnata Disciplina Ecclesiastica 20917. In essa si dice, che la detta assegnazione fu
decretata dal cesareo regio direttorio li 13 di novembre scorso. Che quando morrà uno del detto
numero si possa vestirne un altro, e frattanto sinché i Frati non saranno ridotti al numero tassato,
ogni due o tre morti si possa vestirne uno; e morendo quattro sacerdoti, ed un fratello laico si
possano vestire due candidati, osservando però gli ordini già noti al Provinciale riguardanti i
monasteri de' Francescani italiani.
Nelle passate Tempore il nostro vescovo non ha tenuto Ordinazione. Quindi tre trentini sono
stati a farsi ordinare sacerdoti a Bressanone da quel vescovo Lodrone.
155
156
moglie del sig. Adamo Durigato.
Carli, nato nel 1726 al fine di gennaio.
Famiglie nostre dell'anno 1794157
Convento di Trento
Convento di Arco
Guardiano P. Gioachino Besenella
Vicario P. Grisostomo Tovazzi
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Vitantonio Keller
P. Damasceno Tonina
P. Davide Degara
P. Vigilio Scalfi
Guardiano P. Pietro Paolo Montibeller
Vicario P. Pietro Damiani
P. Crescenzio Sbetta
P. Udalrico Graff
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P. Giacomo Antonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Simon Pietro Clementi
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pacifico Tommasini Terziario
F. Alessio Piva Terziario, dimesso 1801
F. Teofilo Gilli
F. Serafino Berti
F. Leone Gislimberti
F. Giovanni Bressani
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli
P. Serafico Devigili
P. Ubaldo Bertolini
F. Michele Carlini
F. Vito Terzi
F. Matteo Dorigati Terziario
In seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio Felder
Curia
P. Arcangelo Dallago Provinciale
P. Evangelista Torresanelli segretario
157
*Nel MS sono alle pagine 1803-1804, nel gennaio 1795.
Convento di Rovereto
Convento di Borgo
Guardiano P. Attanasio Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi mio fratello
P. Valentino Canali
P. Damaso Zamboni
P. Amando Veronesi
P. Accursio Aliprandini
P. Bonaventura Lorengo
P. Stefano Biasi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pstorini da Primiero
Fratelli
Guardiano P. Carlo Felice Pancheri
Vicario P. Amedeo Sannicolò, poi prete
+1801
P. Gaetano Gottardi
P. Isidoro Marzani
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Celestino Gamba, poi prete secolare
P. Gio. Vincenzo Lutz poi prete secolare
P. Regalato Bombarda
P. Giuseppe Andrea Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
F. Quirico Mattei
F. Costantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Agostino Tambosi
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Fratelli
Convento di Pergine
Convento di Cles
Guardiano P. Ilario Casagrande
Vicario P. Ferdinando Paoli
P. Aloisio Bertolini
P. Gottardo Miller
P. Ignazio Malfatti
P. Gio. Maria Bonfant
P. Fortunato Guelmi
P. Mariano Pancheri
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi poi prete secolare
Guardiano P. Giuseppe Antonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli da Bresimo
P. Cesario Paoli
P. Cirillo Dusini
P. Ippolito Biasi
P. Bernardo Ciolli
P. Daniele Arnoldi
P. Girolamo Sontag, poi osservante + 1804
P. Romedio Keller
Fratelli
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozzaldi
F. Biasio Ferrari
F. Marco Brunelli
F. Bartolomeo Vanzo Terziario
F. Martino Motter Terziario
F. Salvatore Gottardi
F. Egidio Pedrotti
F. Santo Federici
F. Vincenzio Tommasi
F. Domenico Facchini Terziario
Convento di Mezzolombardo
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Filippo Panizza
Guardiano P. Sisinnio Maria Ziller
F. AngeloEccher
F. Umile Pedot
F. Silverio Cramerotti
F. Donato Passerini
F. Luca Miclet
Vicario P. Francesco Felice Campi
P. Melchiore Keller
P. Giambattista Scari
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Giorgio Meneguzzer
Vicario P. Andrea
P. Aniceto Pizzini
P. Patrizio Tonina
P. Giacinto Lunelli
P. Raffaele Bianchi
P. Niccolao Campi
P. Gerardo Ravanelli
P. Illuminato Gritti
Fratelli
Fratelli
F. Ilarione Berti
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Giambattista Liberi Terziario
F. Mauro Gottardi da Sevignano Terziario
F. Benigno Tenaglia
F. Vitale Defant
F. Giosafatte Quaresima
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Pietro Gretter Terziario
Convento di Cavalese
Guardiano P. Gianfrancesco Andreis
Vicario P. Gio. Antonio Dellagicoma
P. Lattanzio Donei
P. Prosdocimo Iellici
P. Fulgenzio Sighel
P. Stanislao Perugini
P. Wenceslao Boninsegna
P. Anacleto Manincor
Fratelli
F. Valerio Giacomuzzi
F. Prospero Parisotto
F. Gio. Maria Montagnoli Terziario
F. Marcello Adami Terziario
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO MDCCVC. 1795.
1 gennaio 1795
Nel giorno primo ha fatto il solito discorso alla Fradaglia il nostro P. Vigilio Scalfi da Fondo per
la seconda volta, menando ghiaccio l'Adige.
Nello stesso giorno tra le dieci, e le undici di mattina il nostro portinaio F. Feliciano s'è accorto,
che al grande Crocifisso, posto di rimpetto alla porta grande di questo nostro convento, fu
sacrilegamente troncata la metà di quel piede, che da me, e da altri entrando, ed uscendo
potevasi baciare, e fu trovato in terra fatta in due pezzi. Ho veduto anch'io così fatta mozzatura
con orrore. Vedi sopra al 15 settembre 1794. Il detto Crocifisso è composto eccellentemente di
carta pista.
Nel medesimo giorno è venuto al nostro convento il prete Francesco Antonio Polidoro di
Torbole d'anni circa 40, dopo che ha girato per la Germania, e vi starà due mesi senza poter
celebrare la santa Messa, così avendo comandato la Curia vescovile. Pareva una cosa ben
pensata la riserva di sei stanze, che ha fatto per uso de' preti, nell'assegnamento dl monastero
della ss. Trinità il vescovo Pietro; ma non riuscì bene, perché il primo ed unico, che vi si ritirò,
un dì chiamato dall'orto, in cui stava giuocando, alla stanza, uccise barbaramente il Frassinello,
Il nostro P. Vito Antonio da Cles dai 24 di dicembre sino ai sette di gennaio è stato in Covalo158
di Sopramonte a fare le veci di quel buon curato infermo di apoplessia, non avendosi potuto
ritrovare un prete secolare capace. Quindi ora dalla Curia vescovile fu conceduto al detto curato,
ch'è solo sacerdote in quel luogo, il poter celebrare anche per il popolo presente nella propria
stanza calda. Che miserie! Anche il curato di Aldeno si trova inabile agli offici ecclesiastici
perché infermiccio; e però non avendo potuto andar là noi per le feste epifaniali, pregammo un
Padre Conventuale, cioè P. Vincenzio Maccani di Cles.
10 gennaio 1795
Li dieci, giorno di sabato, il nostro infermiero F. Abbondanzio da Sacco ha dovuto andare
precipitosamente a Calavino col medico Giuseppe Borsieri per assistere a quell'arciprete Mattia
Conte Terlago canonico di Trento; così avendo chiesto i di lui genitori159. Fu chiamato anche il
medico Benvenuti stipendiato in Nago.
8 gennaio 1795 (sic)
Nel giorno ottavo di sera in Trento, nella Contrada del Macello è accaduto l'intento buono alla
figlia della Forlina maritata Clocca, cognata del R. S. cancelliero Pietro Cloch. Non dico altro.
16 gennaio 1795
Li sedici ha nevicato per la seconda volta, ma essendo stata la neve sottilissima è restata molto
alta. Per altro il freddo dura tuttavia intensissimo, e le strade per il gelo sono tristissime.
17-18 gennaio 1795
Li diciassette ha parimente nevicato, ma sottilmente per motivo del gran freddo.
Li dicidotto venendo li 19 ha nevicato; ma poi si è mitigato alquanto il freddo.
In Trento muoiono molti, e regna il vaiuolo.
21 gennaio 1795
Li 21 ha nevicato nella notte antecedente.
Predicatori quaresimali.
Aldeno, Garniga e Cimone festivo, don Giambattista Santini di Pergine cappellano di Pergine,
ma predicò don Gio. Armanini di Primione.
Avio, don Vincenzo Angeli di Trento.
Arsio, e Castelfondo, don Federico Tabarelli da Tassullo.
Banale, don Bartolommeo Tambosi di Serso, curato di Faida.
Besenello, e Mattarello, don Andrea Bernardi da Cognola, cappellano di Besenello.
Bleggio, s. Croce, don Carlo Colombarola di Avio.
Brentonico, don Giacomo Gaspari da Enguiso ledrino.
Calavino, don Giuseppe Sizzo di Trento, ma abitante a Maleto.
Cavedine, don Giacomo Covi da Fondo, cappellano do Mori.
Civezzano, e Cognola festivo, don Antonio Valdagni di Pergine.
Condino, don Gio. Battista Boninsegna di Pre, curato di Beccecca in Ledro.
Corredo, e Smarano, don Giacomo Paoli da Metz Lombardo, cappellano di Arsio.
Denno, e Flavone, don Giuseppe Rosa di Canzolino.
Garduno, o s. Felice, don Gio. Gottardi d'Aldeno parroco proprio.
Livo, don Simone Federici da Trento, ma non incontrò col parroco.
158
159
*Covelo.
L'arciprete guarì, e F. Abbondanzio ritornò al convento li tre di febbraio.
Lizzana, ed Isera festivo, don Giovanni Armanini da Primione, curato di Lundo, ma predicò don
Gio. Battista Braito di Tesaro d'anni 30.
Malé, don Paolo Ciola di Centa di Calceranica, ex curato di Fornaso160.
Mori, don Domenico Poli da Storo.
Ossana, don Giacomo Antonio Gigli da Beccecca161, curato di Varone.
Pergine, don Stefano Speranza di Roncone, cappellano di Meano.
Povo, e Villazzano festivo, don Domenico Girardi abitante in Trento, nativo di Sovero162,
zoppo, cappellano di s. Pietro nel 1796 secundum.
Rendena, don Francesco Claus di Trento.
Revò, e Clotz, don Vincenzio Maccani di Cles, fratello del Conventuale dello stesso nome.
Sarnonico, Fondo e Romeno, don Domenico Boni di Daredo, curato di s. Faustino de' Ragoli,
d'anni 30 circa.
Taio, e Torri, don Filippo Visintainer da Cles, curato di Celadizzo.
Tassullo, don Giovanni Contavalle bolognese missionario.
Terlago, e Baselga festivo, don Francesco Battisti da Besenello, cappellano di Baselga d'anni 29
circa.
Spor, e Vigo, don Niccolao Concini da Tueno, curato di Tueno.
Tione, don Giuseppe Ferrazza di Bocenago, curato delle Montagne di Tione.
Val di Bono, don Francesco Sluca di Malé, curato di Samoclevo.
Val di Ledro, don Pietro Vechli da rendena, curato di Fiavedo163.
Vigolo, e Calceranica, don Pietro Schmidt di Calceranica, cappellano di Calceranica.
Villa Lagarina, don Bartolommeo Scrinzi da Roveredo.
San Zeno, e Dambel, don Romedio Conci da Malé.
Rieri nell'Umbria, nella cattedrale, don Francesco Ravelli di Trento, filius Ioannis.
22 gennaio 1795
Nella notte precedente ai 22 ed anche nello stesso giorno ha nevicato.
23 gennaio 1795
Li 23 ha nevicato tutto il giorno, cosicché per la neve che stava in terra, e quella che cadeva dal
cielo, sebbene invitati non abbiamo potuto andare al funerale del signor Rocco Zambaiti,
studente giurista, morto dal vaiuolo, in età d'anni 21 incominciati.
Negli scorsi giorni, in tempo di notte, nella villetta nominata Monte della Vacca164, un lupo ha
portato via un fanciullo uscito dalla porta per accidente.
24 gennaio 1795
Li 24 dopo il mezzodì cominciò a nevicare; poi venne un gagliardo, e freddo vento, che fece
girare la neve, e coprì il pavimento de' nostri chiostri tanto che per andare dal refettorio al coro
andammo piuttosto per il dormitorio. Nella città gli uomini hanno alleggerito i tetti col buttar
giù la neve divenuta troppo alta. Venti slitte nobili avviate verso Avis tornarono presto indietro.
25 gennaio 1795
Li 25 Conversione di s. Paolo risplendette il sole, ma fu freddo, e quindi pochissimi vennero alla
nostra chiesa benché giorno di domenica.
160
*Fornace.
*Bezzeca.
162
*Sover.
163
*Fiavé.
164
*Montevaccino.
161
30 gennaio 1795
Li 30 ho inteso, che dalle feste natalizie sino al giorno d'oggi il piovano di s. Maria Maggiore ha
seppellito trentacinque persone.
Ho inteso, che nell'Ungheria il pane costa molto, perché li molini non possono macinare
impediti essendo dal ghiaccio, e che i fiumi sono ghiacciati tanto, che portano carri.
A Milano nelle carceri sono morti dal freddo diciannove uomini. Quelli che andavano per le
strade dovevano correre per non soccombere al freddo.
Un uomo di Vigo anaunitano ultimamente ritornò dall'Italia perché a cagione dell'eccessivo
freddo non ha ritrovato da lavorare.
Il nostro P. Arcangelo di Cles Ministro Provinciale e confessore delle monache di s. Chiara ha
fatto le prediche della Buona Morte a santa Maria Maggiore di Trento, le quali finiscono sempre
nella domenica di Settuagesima.
1 febbraio 1795
Il primo giorno di febbraio fu freddissimo più degli antecedenti.
Nello scorso gennaio in Roveredo sono morte in circa cinquanta persone adulte. Nella Sollandia
poi sotto le lavine della neve sono perite due persone a Comasine, due a Celantino, due a Rabbi.
Tre a Vermiglio sonosi salvate miracolosamente, e tredici per sorte furono cavate ancora vive a
Celantino, dove andarono in rovina mulini, tabbiati165, masi ecc. Così è pur anche altrove.
Il Taddei micidiale166, di cui sopra ai primi e ai 18 novembre, per aggiustamento deve dare agli
eredi dell'ucciso agente tre mila trecento e sessanta fiorini.
2 febbraio 1795
Nella notte venendo i due di febbraio ha nevicato alquanto, non avendo potuto continuare per
l'eccessivo freddo.
In una di queste notti antecedenti circa le tre di mattina il filatorio167 cosmiano168 di Roveredo
restò interamente consunto dal fuoco. Sono accorsi anche parecchi nostri Religiosi di san
Rocco, tra' quali si è distinto tanto il Padre Pietro Regalato Bombarda di Carice, che il
Magistrato civico gli ha scritto una lettera di ringraziamento, con ordine, che venga letta nel
pubblico refettorio. All'industria, e sollecitudine del medesimo fu attribuito, che il fuoco non si
dilatasse, e che non bruciasse mezzo Roveredo. Così mi ha detto un signore roveretano Andrea
Masera li cinque di febbraio.
7 febbraio 1795
Nel giorno settimo ha nevicato dopo il mezzodì, e restò alta due dita. Poi si mitigò alquanto il
freddo.
Intendo, che in Chiarano vi è un prete ateo pubblico, e quindi sospeso dalla Messa. Egli ha fatto
li suoi studi nel seminario d'Insprugg. Conta circa 39 anni di età, e si nomina Domenico Antonio
Florioli di Chiarano. Anche in Riva sta un ex professore cattivo d'Insprugg.
10 febbraio 1795
Li dieci, giorno di martedì, alle undici di notte con sette carrozze sono giunti a Trento
Ferdinando Carlo Arciduca d'Austria, residente in Milano, Maria Beatrice di lui consorte, nata
di Este, principessa ereditaria di Modena, duchessa di Massa, e principessa di Carrara, e Maria
Leopoldina loro figlia nato 10 dicembre 1776. Questa in Insprugg verrà sposata dal vedovo
Carlo Teodoro Duca di Baviera, Conte ed elettore palatino residente in Monaco, e nato gli
undici dicembre 1724. Alloggiarono alla locanda nominata l'Europa, situata nella Contrada
Lunga, al fine della Contrada detta della Morte. Il Magistrato civico fece illuminare le strade per
165
*Fienili.
*Omicida.
167
*Filanda della seta.
168
*Della famiglia Cosmi.
166
dove dovevano passare. Partirono per Bolgiano nella mattina degli undici circa le otto. In
Roveredo non si sono punto fermati. Vedi sotto.
Le strade sono pessime, perché piove. I tetti non istagnano, e non si può guarentarsi dalle acque.
11 febbraio 1795
Gli undici, e dodici, mercoledì, e giovedì grasso nel castello di Trento fu tenuto il concorso de'
preti per la parrocchia di Ledro; e nella mattina del detto giovedì, comparve in questo nostro
convento don Gio. Pietro Scansoni di Riva ex Gesuita, e curato di Storo, già eletto parroco di
Ledro, dopo che già più anni fu preconizzato parroco di tal valle. Li concorrenti furono trenta.
Intendo, che li deputati del Magistrato civico di Trento hanno avuto una lunga, e gradevole
udienza dal suddetto Arciduca Ferdinando, cui hanno regalato molti francolini. Che al
medesimo ha fatto un regalo di scelta uva, e vino di Trento il podestà di Trento Luigi Cheluzzi
toscano. Che il medesimo podestà fu incombenzato di ringraziare il Magistrato civico. Che il
detto Arciduca fu complimentato dal Conte Alberti di Colico a nome del vescovo principe suo
padrone. Che l'Arciduca fu assai generoso colla locanda dell'Europa. Che la sposa serenissima si
mostrò malinconica. Alla locanda furono dati sessanta zecchini, oltre molti altri alla locandiera
signora Giovanna Piccini vedova Poletti ed altri.
16 febbraio 1795
Li sedici è giunto da Ferrara a Trento il nuovo piovano Doria di s. Maria Maddalena, il quale
nello stesso giorno mi ha detto, che in Ferrara ultimamente cessò di vivere con gran concetto di
santità un nostro Padre Osservante, detto P... Agateo [sic].
17 febbraio 1795
Li 17 nella Gazzetta trentina fu nominato il signor abate Simone Eberle di Trento come direttore
del cesareo Gabinetto delle cose naturali, e di fisica di Vienna.
18 febbraio 1795
Li 18, giorno delle Ceneri, primo di Quaresima, il nostro Padre Niccolao Clemente Ghilione da
Genova predicatore nel Duomo di Trento, ha pubblicato la dispensa vescovile solita
dall'astinenza della carne, eccettuati li primi quattro giorni, il mercoledì delle Tempore, li
venerdì, e sabati tutti, e tutta la Settimana santa. Per altro nello scorso carnevale in Trento sono
stati tenuti li soliti festoni; e sonovi delle famiglie grosse, e ricche, le quali mangiano di grasso
in tutto l'anno senza scrupolo.
Ultimamente nella Giudicaria Minore fu carcerato nel castello di Stenico un giovine bolognese
d'anni 19, scolare in Bologna, come complice della congiura scolaresca di Bologna fatta sul
gusto de' francesi moderni. Stava in Campo appresso il Mattei detto Clerech, e fu carcerato ad
istanza del governo di Bologna. Fu condotto a Campo da un campano, che si trovava in
Bologna. Vivono i di lui genitori in Bologna, dove stanno carcerati due di lui fratelli ed un zio.
Vedi sotto al giorno 26.
18 febbraio 1795
Li 18 cominciò a nevicare; ma non proseguì perché impedito dal freddo.
19 febbraio 1795
Li 19 dalla mattina sino alla sera oscura ha nevicato tanto che non abbiamo potuto calare in città
né alla predica, né per altri affari di premura.
20 febbraio 1795
Li 20 leggo, che nella sera dei tredici sono giunti a Insprugg li sopra mentovati Arciduchi
milanesi; che ai 14 vi giunse il Duca, ed elettore bavaro Carlo Teodoro, e che ai 15 di sera nella
Corte fu celebrato lo sposalizio, benedicendolo monsignor Marcus prelato dell'ordine
Premonstratense in Wilten.
Nel medesimo giorno 20 ha nevicato tutta la mattina sino dopo il mezzodì.
22 febbraio 1795
Nel giorno 22 ha nevicato, ed anche piovuto. Nella notte precedente arrivò a Trento ritornando
da Insprugg il suddetto Arciduca Ferdinando colla sua consorte Beatrice di Modena. Pigliò
alloggio nella locanda dell'Europa, e cenò dopo le dodici mangiando di grasso. Nella mattina
poi, essendo la prima domenica di Quaresima, fu ad ascoltare la santa Messa celebrata da don
Giuseppe Gretter di Trento, attuario della cancelleria vescovile, nella più vicina chiesa della
Confraternita della Morte; e partì circa le dieci con intenzione di giungere a Mantova nella notte
seguente. Dal Magistrato civico fu illuminata con padelle tutta la strada, che dalla porta
germanica di s. Martino va sino alla locanda dell'Europa, situata alla metà della Contrada
Longa, Anche per la Corte fu celebrata un'altra Messa nella detta chiesa della Morte da un
Beneficiato del Duomo. A cadauno di detti sacerdoti fu dato un zecchino.
24 febbraio 1795
Li 24 ho inteso, che nella mattina di domenica 22 del corrente in Pradazzo169, terra curaziale di
Fiemme, fu ritrovato morto nella propria stanza il prete Giambattista Zanetti di Trento d'anni
circa 27. Si dice, che aveva protestato di voler partire di là, mercé che malveduto. Che la
comunità ha chiesto al vescovo la rimozione di quel curato, il quale vorrebbe per primissario un
suo nipote. Che ecc. Vedi sopra al 15 settembre 1794, e sotto al 28 febbraio.
Negli svizzeri si trovano moltissimi ecclesiastici francesi emigrati, cioè fuggiti dalla Francia per
la santa fede cristiana, e cattolica. Alcuni di essi, destinati dalla loro Adunanza col permesso del
vescovo di Trento vanno cercando limosine per la città, e principato di Trento; e col permesso
del vescovo di Bressanone danno altrettanto in quel principato. Essi non sono tollerati nello
Stato austriaco. In Trento sono accompagnati dal prete Giovanni Puzzer professore nel
seminario. Furono raccomandati anche dal padre predicatore del Duomo.
27 febbraio 1795
Li 26 giorno di giovedì, è stato condotto da Trento verso Bologna lo scolare bolognese, di cui
sopra, essendo stato ricercato con grande premura e ad ogni costo. La congiura fu scoperta da un
complice al Legato di Ferrara. Fu accompagnato a Bologna da' birri trentini.
27 febbraio 1795
Nella notte venendo il giorno 27 ha nevicato alquanto. Nella sera precedente gli sbirri di
Stenico, e di Avis essendosi incontrati nella strada di Mattarello a san Vincenzo, hanno conteso
tra di loro tanto, che uno restò morto. Il morto fu sbirro di Avis, licenziato da Stenico.
28 febbraio 1795
Li 28 intendo, che il cadavero del suddetto prete Zanetti fu disseppellito d'ordine della Curia
vescovile per poterlo vedere, ed esaminare se sia stato assassinato, essendovi motivo di
sospettare. Fu mandato a Pradazzo dalla detta Curia, d'ordine della quale già si processava per
altri motivi contra il curato, il quale in questi giorni fu in Trento per ottenere, che Pradazzo sia
fatto parrocchia. Si crede, che alla morte del Zanetti abbia conferito l'essersi ritirato in una trista
stanzetta per timore di venire salutato come il Vinante con delle archibusate.
1 marzo 1795
Il primo di marzo è partito dal nostro convento il soprammentovato prete Polidoro, cui fu
conceduto di celebrare la santa Messa sino dai due dello scorso febbraio, ad istanza de' nostri
Padri, non avendo altro criminale, che quello di aver trattato i negozzi mercantili di suo fratello,
mentre altri preti fanno di peggio anche nello stesso genere, specialmente il Marosi di Arco.
169
*Predazzo.
4 marzo 1795
Li quattro da Mantova è giunta a Trento con sette carrozze la contessa Coloreda sposa del Conte
Saracini del palazzo di Contrada Tedesca. Il Conte si nomina Giovanni, e la contessa Marianna.
8 marzo 1795
Gli otto è partito da Trento per girare le principali città dell'Italia un figlio d'anni 22 del barone
Giuseppe Altenpurger, insieme con don Giuseppe Donati di Cembra pubblico professore della
teologia morale nel seminario trentino d'anni circa 43. Supplirà nella cattedra don Giuseppe
Clementi di Enno, d'anni circa 36, che sta in casa Altenburgera, dove fu precettore del detto
giovine. Ritornò nel 1796 li 18 marzo
12 marzo 1795
Li dodici da un segretario aulico di Trento (Bernardino Manci) ho inteso, che ultimamente a
monsignor vescovo di Trento è giunto un rimprovero del governo cesareo d'Insprugg, perché ha
permesso la ristampa della Bolla Piana condannatoria del Sinodo pistoiese, accennata sopra al
primo ottobre 1794. Dunque, dunque, dunque, non fido parlare. Per altro tal Bolla è accettata in
Venezia, Genova, Napoli, Roma, Fiorenza.
Nel seminario di Trento fanno gli esercizi spirituali sotto la direzione dell'arciprete di Enno
Giacomo Telchio i chierici, che colle dimissorie del nostro vescovo andranno altrove a farsi
ordinare nel prossimo sabato Sitientes. Andarono a Bressanone.
16-18 marzo 1795
Li sedici dopo il mezzogiorno cominciò a piovere; piovette tutto il diciassette tanto, che io non
potei andare alla predica del Duomo. Nella notte seguente venendo il dicidotto la Fersina ruppe
il muro, ed allagò la campagna bolgarina. L'Adige poi condusse una straordinaria quantità di
legni tolti nel bolgianese, cosicché ho inteso dire, che saranno stati del valore di settanta mila
fiorini.
Ho sentito leggere il decreto sovrano contra la suddetta Bolla Piana, spedito dal capitano
circolare di Roveredo li 16 dicembre. Il motivo di esso è, perché non ha il regio Exequatur, e
contiene delle dottrine contrarie ai diritti sovrani. Così si suppone. Perciò viene ingiunto ai
daziali, e postieri, che non lascino passare alcuna copia di essa, che notino i distributori di essa
ecc. Allo stampatore Monauni furono levate tutte le copie dal sig. Provicario Mengino.
Ho inteso, che l'Adige a Bolgiano ha portato via un gran mucchio di legna valutata diciassette
mila fiorini, o come dicono altri quaranta mila, e che avvisato di ciò il padrone di essa, il quale
giaceva infermo, tostamente spirò, e cessò di vivere. Come pure, che in questi confini fu cavata
dall'Adige moltissima legna, tutta da fuoco, e che un giovane cavatore presso Calliano fu tirato
nell'Adige, e restò annegato nel medesimo alla presenza di suo padre.
21 marzo 1795
Nel giorno 21, festa di s. Benedetto, intorno le quattro di mattina, dormendo tutti, in Trento con
gran fracasso è caduta la casa Battaglia, ma niuno è restato morto, benché molti fossero in essa.
Cadde però soltanto dalla parte del cortile, non della strada.
18-20 marzo 1795
Nei giorni 18, 19 e 20 hanno lavorato molti uomini d'ordine del Magistrato civico di Trento per
ritirare la Fersina nel suo vaso, e quantunque abbiano piantato cinque cavalletti non hanno
potuto. Perciò, e per le rovine fatte anche dal Saleto la strada regia è ancora impraticabile in
questo giorno 22, e si deve allungarla con andare per quella di Povo.
20 marzo 1795
Nel giorno 20 dagli aldenesi fu eletto curato di Aldeno don Giovanni de' Gottardi da Cimone
sopra Aldeno arciprete attuale di Garduno. Furono in procinto di battersi li partiti diversi. Passò
colla sola pluralità de' voti, avendone avuto 60 il Maccano.
22 marzo 1795
Nel giorno22 domenica di Passione sono stato alla solita processione della santa Spina essendo
il tempo griso.
Nel medesimo giorno ho letto il Breve de Papa moderno, stampato in Trento, col quale concede
un giubileo di sei settimane in tutto il dominio austriaco per implorare il divino aiuto contra i
francesi, richiesto dall'imperatore Francesco secondo. Comincia: Venerabilibus Fratribus
archiepiscopis, episcopis, et ordinariis totius austriacae dominationis. Pius P. P. VI venerabiles
fratres salutem, et apostolicam benedictionem. Eximia pietas charissimi in Christo filii nostri
Francisci Hungariae apostolici, et Bohemiae regis illustris, archiducis Austriae, ac in
Romanorum imperatorem electi, cum iam plurimum etc. Finisce: Datum Romae apud s. Petrum
sub annulo piscatoris die prima ianuarii 1795 pontificatus nostri anno 20 L. + S.
R. C. Braschius de Honestis. Cioè Romualdus Cardinalis Braschius de Honestis secretarius
Brevium.
Segue colla stessa stampa una breve lettera del vescovo di Trento diretta Venerabilibus parochis
ditionis austriacae huius nostri episcopatus, col Datum Tridenti ex Arce nostrae residentiae hac
die 12 martii 1795. Il Papa ingiunge visite alle chiese, orazioni, digiuni, limosine, processioni,
confessioni, comunioni. Concede ample facoltà ai confessori. Il vescovo destina per principio
delle sei settimane la domenica di Passione occorrente li 22 marzo, e commette ai parrochi il
destinare le chiese visitande, praeter parochialem. Aggiungo essere venuto ordine da Insprugg
al vescovo, che tal giubileo si celebri entro la Quaresima, e che i vescovi di Trento, e
Bressanone hanno già scritto a Roma perché venga esteso anche ai principati non austriaci di
Trento e Bressanone. Avviso di più, che celebrandosi nel detto tempo non riesca di peso pel
digiuno, per la confessione e comunione.
28 marzo 1795
Li 28 sabato di Passione fummo ricercati d'andar ad ascoltare confessioni sacramentali in
Tesino, ed in Vallarsa, per mancanza di sacerdoti; ma dovemmo rispondere di non potere,
perché siamo troppo pochi, essendo altri troppo vecchi, ed altri preoccupati nelle ville di questi
contorni. Dovemmo altresì scusarci col curato di Ravina, ed a quello di Mattarello prometterne
un solo. Un prete chiamato da Trento a Gardolo per dire soltanto la Messa prima ha voluto sei
troni. Fummo pure ricercati per Fornasio170 in vano, e per Vezzano. Li Cappuccini per Primiero.
31 marzo 1795
Nel giorno trentuno, essendo martedì Santo siamo stati nel Duomo all'ora nostra solita di
adorazione, accompagnati nell'andar, e ritornare dai signori musici come nell'anno scorso, senza
che sieno stati pregati da noi.
Nello stesso giorno ho inteso il caso orrendo accaduto in Livorno ultimamente rapporto alle
sagrosante Particole rubate con due pissidi. Tutto quel popolo si mostrò divotissimo, e fece delle
stranezze per ricuperarle, e dopo d'averle ricuperate. La storia è lunghetta. L'arcivescovo di Pisa
è andato a Livorno per festeggiare il detto ritrovamento.
2 aprile 1795
Nel giovedì Santo il nostro vescovo non ha fatto gli oli Santi, ma ha mandato il suo Provicario
Menghino a pigliarli dal vescovo di Bressanone. Ritornò nella notte seguente, ma con poco olio,
perché il vaso contenente l'olio per gli infermi s'è rotto, e restò l'olio soltanto circa la metà.
Quindi a stento grande noi abbiamo potuto conseguire un pezzetto di bambagia inzuppata. Poi
ne fu portato dell'altro da Bressanone. Altro ne venne aggiunto di non consacrato.
5 aprile 1795
170
*Fornace.
Li cinque domenica di Pasqua nel Duomo di Trento non vi fu la benedizione Papale, benché
promessa nei calendari, perché il vescovo infermiccio non esce di castello, anzi né pure di
camera.
6 aprile 1795
Li sei festa seconda di Pasqua siamo stati con tutti gli altri pochi Regolari alla solita processione
del Duomo per il Santo Monte di Pietà, essendo presente il di lui ministro sig. Girolamo
Pompeati. Partimmo da san Bernardino alle otto di mattina, e fummo di ritorno alle nove, e
quasi mezza.
Predicatori nostri quaresimali 1795
Trento, nel Duomo P. Niccolao Clemente Ghilione da Genova della Provincia di Genova.
Trento, in s. Maria Maggiore, P. Guardiano Gioachino da Pressano.
Albiano, P. Ferdinando da Sant'Orsola Vicario di Pergine.
Arco, alle Grazie, P. Guardiano Pietro Paolo da Roncegno
Borgo di Valsugana, P. Pietro Regalato da Carice171
Cavalese, P, Mariano da Bordiana.
Cles, P. Pietro Damiani da Borgo Valsugana Vicario di Arco.
Drone, P. Girolamo da Gardolo, e Pierantonio da Sacco, perché il primo s'ammalò.
Gardolo, P. Vigilio da Fondo.
Levico P. Ciriaco da Lazzise.
Lomaso, P. Gio. Evangelista da Stenico segretario provinciale.
Meano, P. Vito Antonio da Cles.
Mechel, P. Daniello da Enno172.
Metz Lombardo, P. Patrizio da Vigol Baselga.
Metz Todesco, P. Giangiuseppe da Canzolino.
S. Michele, P. Filippo da Metz Todesco Guardiano di Metz Lombardo.
Moiena, e Pradazzo, P. Stanislao da Nago.
Nago, P. Illuminato da Cles.
Nomi, P. Gio. Vincenzio da Roveredo.
Noriglio, P. Adriano da Ruffredo173.
Pinedo, P. Eusebio da Pinedo174.
Pressano, P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Ravina, e Romagnano, P. Niccolao da Cles, e P. Francesco Borgia 3 feste per infermità.
Riva, P. Amando da Covalo. Senza compagno per motivo delle differenze della città
coll'arciprete.
Roncegno, P. Damaso da Vigol Vattaro.
Roveredo alle Madri Salesiane, P. Gio. Vincenzo di Roveredo.
Roveredo alle Inglesi, P. Vicario Amedeo di Roveredo.
Strigno, P. Stefano da Sfruzzo.
Telve, P. Giuseppe da Primiero175.
Tenno, P. Guardiano Pietro Paolo da Roncegno.
Tesaro, P. Lattanzio da Moiena.
Torcegno, P. Accursio da Preghena.
Verla, P. Anacleto da Casezzo176.
171
*Cares.
*Denno.
173
*Ruffré.
174
*Piné.
175
Castelnuovo e Novaledo niuno.
176
*Casez.
172
Volano, P. Gasparo da Campo.
35. Zambana, P. Giorgio da Cles.
7 aprile 1795
Nella sera de' 7 martedì dopo la Pasqua il più volte lodato missionario Giovanni Contavalle
venuto da Tassullo, ha cominciato gli esercizi spirituali per li scolari del ginnasio di Trento. Finì
li 14.
9 aprile 1795
Li nove in Trento vi è un grande bisbiglio per la risposta venuta da Vienna rapporto al libro
scritto dal luogotenente Luigi Prato contra il Magistrato di Trento nella causa dell'oste Zaiotto.
12 aprile 1795
Li 12 domenica in Albis hanno cantato solennemente coll'intervento de' musici la lor prima
Messa il signor Giuseppe Fontanari in s. Francesco, ed il sig. Andrea Buommassari in s. Maria
Maddalena. Tutti e due abitano nella Contrada di san Francesco fuori di Trento.
13 aprile 1795
Li 13 finalmente abbiamo ricevuto la tante volte chiesta licenza di vestire novizzi dal vescovo di
Trento nel di lui principato. Ma è ristretta a soli sette novizzi coristi. Ai Cappuccini nello stesso
tempo furono accordati cinque. Fu spinto a fare tal grazia dal sig. Pietro Ducati segretario suo
aulico, perché andato dai Cappuccini non ritrovò da chi confessarsi. Tal licenza non è affatto
libera, ma contiene delle condizioni austriache. Può leggersi To. 4 Compendium diplomaticum
876177.
19 aprile 1795
Li 19 domenica seconda dopo Pasqua, di mattina sono venuti a questo nostro convento,
indirizzativi dal rev.mo signor Provicario, due parrochi francesi della Normandia per istarvi
qualche giorno, essendo intenzionati di andare a Roma. Sono partiti per Mantova li 21.
Nella stessa mattina nel Duomo ha fatto il solito discorso della Madonna Dolorata il R. S. don
Leonardo Zanella di Povo, curato di Gardolo. Cantò la Messa monsig. Decano Manci. Così pure
il vespro, dopo il quale fu fatta la solita solennissima processione. Con tal congiuntura si celebrò
l'anno centesimo della fondazione della Compagnia della Dolorata. Fulvi uno straordinario
concorso anche di forestieri, tanto che al vespro il Duomo fu foltissimo, e vi si stava a stento
fitti uno coll'altro. Fu eretta un'orchestra di rimpetto all'ordinario, e fu chiamato da Verona un
musico, di cognome Bianchi, giovine di circa 18 anni, il quale mi ha stomacato. Noi siamo
ritornati diritti al convento dopo le sei e tre quarti. Furono sparati de' mortaretti. Ha stampato
per tal festa due sonetti Andrea Rensi.
Ne' giorni precedenti furono riempiti li vacui dei merli della muraglia della città, che guarda la
Fiera con altrettante gelosie di legno affinché li balloni non oltrepassino tanto facilmente, e non
cadano nella città. Eziandio il pavimento dello steccato ballonico fu indurito con della ghiaia
ben battuta, e ribattuta. Qualcheduno pagherà tali spese o a questo, e all'altro mondo.
Si parla in città molto rapporto al podestà, al Conte Festi, ed al luogotenente Prati. Il podestà s'è
portato dal vescovo accompagnato da due sbirri per sicurezza della sua vita. Egli ha disgustato il
consiglier Festi, perché ha processato un di lui figlio accusato d'aver dato178 al sig. Tosetti; e
perché ha fatto carcerare una ruffiana detta la Busa. Il Festi ha scritto al podestà, ed ha ricevuto
una risposta coll'iscrizione Al Clarissimo Signor Avvocato della Ruffiana ecc. Il Prati è in
nomina di consigliere aulico di Trento, benché sia inviso alla città, e malinteso da Insprugg, e
Vienna.
177
178
*Tovazzi, Compendium diplomaticum. 4, BSB, MS 4, n. 876.
*Percosso.
23 aprile 1795
Li 23 la Fersina s'è ingrossata, ed è ritornata nei campi bolgaresi179.
Ne' giorni precedenti in Trento fu tenuta un'accademia nella quale avendovi cantato il suddetto
Bianchi fu regalato con venticinque zecchini, cioè fiorini 109.
Il Conte Matteo di Thunn ha stabilito di tenere un'accademia nel suo palazzo, di cui sarà la
principessa la vedova Gioseffa Malfatti, nata contessa Melchiori. Un prete ha ottenuto, che
possano intervenirvi anche delle femmine. Consisterà in soli canti, e suoni. Ma non ebbe effetto.
24 aprile 1795
Nel foglio 32 de' 24 aprile della Gazzetta trentina si descrive la festa trentina de' 19 e si loda il
musico signor Pietro Bianchi, dicendosi singolare per la sua voce di soprano, e che cantò con
una soddisfazione, ed applauso universale. Così la Gazzetta menzognera, ed adulatrice.
26 aprile 1795
Li 26 domenica, celebrandosi la festa di s. Simonino in s. Pietro di Trento cantò nella medesima
chiesa il detto Bianchi teatrale180.
Nella medesima festa fu dato il possesso della pieve di Ledro al mentovato Scansoni da monsig.
Vicario, ed in Bressanone furono ordinati alcuni trentini colle dimissorie.
25, 28 aprile 1795
Sono venuti in questo nostro a fare gli esercizi spirituali ai 25 don Rocco Guella curato di
Pranzo tenese181, e li 28 don Andrea Tomazzoli trentino.
29 aprile 1795
Li 29 fu eletto curato di Aldeno don Gio. Maria de' Gaspari di Lavarone, curato della Cappella
di Lavarone, d'anni 29 con voti cento contra dieci, attesa la rinunzia di don Gio. de' Gottardi
arciprete gardunese.
1 maggio 1795
Nel primo giorno di maggio il nostro P. Agostino da Vigo fu in Sardagna per benedire quella
campagna infestata dai puntelli182 chiamatovi, da quel rev.do curato ad istanza di quella
comunità.
3 maggio 1795
Li tre di maggio, giorno di domenica, è venuto in questo nostro convento come futuro
coadiutore, e successore del nostro servo Domenico Littirotti mantovano già vecchio, il putto
Antonio Amech di Trento, oriondo però di Frassilongo, di cui fu il di lui avo. Ma non durò, e
prese moglie.
5 maggio 1795
Li cinque di mattina in un maso sopra la Vella presso Trento sono stati ritrovati morti sul letto
due coniugati con molte ferite; replico, che sono stati ritrovati morti nella stanza.
8 maggio 1795
Gli otto, giorno di venerdì, il luogotenente di Stenico Luigi Prati di Tenno183 come nuovo
consigliero è entrato nel Consiglio aulico di Trento, malgrado le cose soprannotate. Il
Magistrato però consolare non è stato indifferente, e chiamasi malsoddisfatto.
179
*Della Bolghera.
*Impresario teatrale.
181
Il Guella partì li 4 maggio. Il Tomazzoli li 13 maggio.
182
*Insetti detti punteruoli.
180
10 maggio 1795
Li dieci, in questo nostro convento il nostro Padre Provinciale ha accettato finalmente quattro
candidati logici per nostri frati. Tre sono fiemmaschi, ed uno anauniaco Ioris di Nano.
11 maggio 1795
Gli undici ho nelle mani un Breve diretto al nostro vescovo dal Papa. Comincia: Venerabili
episcopo tridentino Pius P. P. VI. Venerabilis frater salutem, et apostolicam benedictionem.
Alias nos quasdam apostolicas in simili forma Brevis dedimus litteras etc. Finisce: Datum
Romae apud s. Petrum sub annulo piscatoris die 27 martii 1795, pontificatus nostri anno 21. R.
Card. Braschius de Honestis. In esso si contiene tutto intero il Breve dato in Roma il primo di
gennaio 1795, a tutti gli arcivescovi, vescovi, ed Ordinari di tutto il dominio austriaco,
contenente un giubileo. Con questo secondo estende il primo a tutti li fedeli della città e diocesi
di Trento, come se fosse stato loro conceduto. Segue una lunga lettera data dal vescovo nostro
in Trento il primo di maggio 1795, venerabilibus parochis, caeterisque animarun curatoribus in
hoc principatu constitutis. In essa dichiara, che hoc iubilaei tempus sex hebdomadarum spatio
concluditur, e che le opere ingiunte debbono farsi entro il detto spazio. Che il principio sarà li
24 maggio, domenica della Pentecoste. Destina le quattro chiese parrocchiali di Trento per le
visite. Fuori di Trento la parrocchiale, o curata con tre altre da nominarsi dal parroco; e se non
vi sono tante, o che sieno troppo distanti, che basteranno due, o una. Che tali chiese debbono
visitarsi quindici giorni continui, o interpolati. Che ogni processione equivalerà a cinque visite.
Che ognuno si confessi quantunque non avesse peccati mortali. Che si digiuni due giorni
venerdì, e sabato d'una settimana, ne' quali non cada altro digiuno d'obbligo. Che facciasi la
sacra Comunione. Che facciasi limosina ai poveri, secondo la propria divozione. Avvisa, che ai
confessori viene data la facoltà di assolvere dai casi riservati al Papa, ed al vescovo, eccettuato il
complice in sexto. Item dalle scomuniche, ab haeresi formali, et externa, e da tutte le censure.
Item di commutare i voti, eccettuati quelli di Religione, e di castità. Che li confessori possano
commutare le opere in altre, e prorogarle in altro tempo vicino rapporto a quelli che sono
impediti etc. Si osservi, che il Papa estende il giubileo a tutta la diocesi trentina, ed il vescovo lo
insinua soltanto a tutto il principato. Questo è tutto nella diocesi; ma conviene eccettuare il
marchesato di Castellaro appartenente al principato di Trento, il quale si è nella diocesi
mantovana austriaca.
13 maggio 1795
Li tredici è venuto nel nostro convento per fare un ritiro spirituale il prete Domenico Stefenelli
di Trento, custode del ss. Sacramento in Calliano. Partì li 18 di sera. Morì nel 1797.
14 maggio 1795
Li 14 ho veduto un foglietto stampato, ed intitolato Invito sagro, dato in Trento 12 maggio
1795. Contiene, le tre processioni per il giubileo, che si faranno li 25 del corrente, li 14 e 28 del
seguente, tutti giorni festivi. Cominceranno tutte nel Duomo alle sei e mezza di mattina, e
finiranno nel Duomo. Ho pur veduto un foglio più grande parimente stampato, e dato in Trento
12 maggio 1795, il quale dà l'ordine da osservarsi in questa città per il santo giubileo. Si dice
che si predicherà nel Duomo li 20-22 di maggio tre volte al giorno. Che alle processioni
interverranno le Confraternite, gli ordini Regolari, il clero delle 4 parrocchie; gli uomini, le
donne. Che la processione uscirà dal Duomo alle sette di mattina in punto.
Da' tre sino ai 15 di questo ha fatto la Missione in Calavino il prete Giovanni Contavalle; ma
senza essere aggradito.
Negli giorni scorsi sono passati per Trento molti soldati inviati verso la Lombardia austriaca
contro i francesi.
183
Antonio Luigi Prato di Preenfeldt.
Ora si scuopre, che lo scorso inverno ha fatto morire quasi tutti li figari184.
18 maggio 1795
Li dicidotto di sera è venuto un altro prete nel nostro convento per far esercizi spirituali, ma per
pochi giorni. Egli è don Antonio Ognibeni di Centa arciprete di Besenello nel Lagaro superiore.
Partì nella sera de' 21.
20-22 maggio 1795
Ne' detti tre giorni 20, 21, 22 ha predicato nel Duomo con grande concorso il noto missionario
Contavalle. La mattina dalle quattro e mezza specialmente per la servitù. Alle dieci per gli
uomini soli, e la sera per le donne sole. Ne' giorni poi 23-25 ha predicato alla nobiltà nella
chiesa del seminario colla detta divisione de' sessi. Nelle stampe i di lui ragionamenti sono detti
discorsi morali.
25 maggio 1795
Li 25 lunedì, seconda festa della Pentecoste, in Trento fu fatta la prima processione giubilare,
cui sono intervenuto anch'io con tutti gli altri Regolari, cioè coi nostri di s. Bernardino, con li
Padri Agostiniani di s. Marco, coi Padri Conventuali di s. Francesco, e coi Padri Cappuccini di
santa Croce. Con tutte le Confraternite, coi canonici della cattedrale, coi parrochi, e preti delle
quatto parrocchie, col popolo folto di ambi li sessi. Tutti andarono a due a due con buon ordine.
Ogni ordine di persone recitò continuamente il Rosario a voce chiara, uno facendo da
officiatore, e rispondendo gli altri. Così hanno fatto i preti, li Frati, le Confraternite, gli uomini,
le donne, per le quali furomvi diversi preti officiatori in discrete distanze. Non vi furono
gonfaloni, ma soltanto Crocifissi. Tacquero tutte le campane, e solamente quando giungeva il
clero secolare nella chiesa stazionale, quella chiesa dava alcuni botti, ed allora tutti
s'inginocchiavano dove si ritrovavano. La processione uscì dal Duomo alle sette in punto; andò
diritta a s. Maria Maddalena, poi a s. Pietro, indi s. Maria Maggiore, e finalmente nel Duomo,
donde uscì alle nove, dopo ricevuta la benedizione dal piovano officiatore salito sull'altare
maggiore. Per causa di tal processione non vi fu predica nel Duomo, così avendo decretato li
signori canonici, certamente con prudenza. Domani cominceranno le loro quindici visite delle
chiese i consiglieri aulici, andando ogni giorno tutti insieme. Faran pure delle processioni li
seminaristi. Li 26 ha fatto l'ultima predica il Contavalle.
27 maggio 1795
Li 27, giorno di mercoledì da Trento, dove ha pernottato alla locanda dell'Europa, è partito
verso Bolgiano un nobile veneto destinato ambasciatore della sua Repubblica alla Repubblica
francese in Parigi. Ha mandato a chiedere scusa alla nobile veneta Camilla Sanuda, moglie del
barone Cristoforo Trentini, con dirle, che non può trattare con alcuno.
Ho inteso esser già tempo venuta sentenza cesarea, che al Magistrato consolare di Trento, come
ingiuriato, dia venti mila fiorini il luogotenente Prato, dieci mila l'avvocato Gottardi, e cinque
mila l'oste Zaiotto. Che al Prato fu intimata, e recata tale sentenza da un suzzo 185su la strada
andando da Trento a Stenico; e che venuto essendo a Trento sia subito stato posto nel Consiglio
dal vescovo con disapprovazione del cancelliere barbacovio186.
27-29 maggio 1795 [sic]
Li 27 ha piovuto, essendovi bisogno di acqua, e nella mattina de' 28 si videro coperti di
nuova neve li nostri monti anche bassa, e si sentì del freddo. La neve sparì nel giorno 29.
Ho inteso, che il nostro vescovo nella sua camera li 25 lunedì pentecostale ha cresimato
parecchi.
184
*Fichi.
*Birro.
186
*Barbacovi.
185
Nella notte dei 28 venendo li 29 in Trento fu catturato quello, che ha ucciso li due vellani
accennati sopra al 5 maggio, Domenico Piloni del borgo di s. Martino.
Intendo che li due preti trentini Poli, e Monego accennati sopra al 31 maggio e 20 giugno
1794 , sono usciti onorevolmente dal castello romano di s. Angelo.
Continuamente passano per Trento dei soldati verso l'Italia, ma tanto affamati, che non si
vergognano di chiedere limosina, e ne ricevono, perché riscuotono compassione.
2 giugno 1795
Li due di giugno è venuto a questo nostro convento un certo Padre Elia francese nostro
Terziario, predicatore, scrittore di più libri stampati, e già Guardiano del convento nazaretano di
Parigi. Egli fu uno degli ecclesiastici esportati fuori del regno di Francia. Sono già tre anni, che
gira per il mondo187. Fu in Anversa, in Amsterdam, in Londra, in Münster, in Francfurt, in
Ulma, in Augusta, In Insprugg, ed ora vuol andare a Roma. Uno de' di lui libri è dedicato al
Papa presente Pio sesto. Va vestito da prete secolare semplice, modesto, triviale188. È di statura
ordinaria, di colore olivastro, di comportamento piuttosto pingue, di età quinquagenaria, e
facondo nel parlare. Si chiama Padre Elia Harel, già Massimiliano Harel. Ho veduto le dì lui
lettere patenti del guardianato del 1788, della confessione data dal cardinale Domenico della
Rochefoucaud arcivescovo di Rouen, il passaporto di Münster etc. Ha di età 47 anni. Fu lettore
di teologia, confessore, predicatore, diffinitore. Il passaporto di Münster è stampato in lingua
latina, quello della Convenzione in lingua francese. La patente della confessione parimente
latina è un foglio grande, contenendo anche i casi riservati, e molti avvisi. Fu più volte
prorogato ad annum, giusta lo stile di quella Curia. È partito da noi per Verona nella sera tarda
degli otto giugno 1795.
4 giugno 1795
Li quattro siamo stati alla solennissima processione del Corpus Domini, nella quale officiò
monsignor decano Manci, stando il vescovo nel castello. Non fu scaricato alcun mortaretto, né
alcun archibuso. Noi partimmo dal convento alle sei e quasi tre quarti, e fummo di ritorno alle
nove e mezza scarsa. L'agnello condotto nella detta processione al solito, questa volta non fece
altro che belare. Il condottiere si è un tenero fanciullo seminudo, che figura il santo precursore
Giovanni Battista.
In questo stesso giorno quarto da una lettera di Roma ho inteso, che li 23 dello scorso
maggio dal Papa fu creato vescovo di Cervia nella Romagna il Padre Bonaventura Gazola di
Piacenza nostro Riformato, che nello stessissimo giorno cessò di essere commissario generale
cismontano. Egli gode la grazia del Papa moderno Pio sesto Braschi, perché in Cesena fu
maestro de' di lui nipoti.
6 giugno 1795
Li sei ho sentito de' tuoni per la prima volta in quest'anno.
Nello scorso maggio, cioè li 29 pigliò il possesso del Guardianato di s. Francesco in Trento
il P. Bernardino Borghese di Mechel, vacante per la rinunzia fatta liberamente dal P.
Bonaventura Ciotto italiano, mio penitente, che passò a Brancolino. Vedi sopra al 20 ottobre
1793189.
Ultimamente fu rilegato nella Rocca di Riva perché stiavi un anno, e poi sino che durerà la
guerra contro i francesi, il più volte menzionato Gio. Cristofori figlio dell'oste dai Tre Mori. Gli
furono fatte le difese, ma in vano, dal dottore Federico Aquila di Trento. Vedi sopra agli 8
dicembre 1794. Il di lui zio don Bernardino non è ancor affatto libero.
187
In Francia portava l'abito, che presenta il P. Filippo Bonanni To. 1, num. 79, eccettuata la barba,
ed i zoccoli. Chiamavasi Franciscanus Tertii Ordinis Reformatus.
188
*non ricercato, grossolano.
189
Il Borghese finì nel principio del 1799.
9 giugno 1795
Li nove sono venuti a questo nostro convento due parrochi francesi giovani, li quali vanno
a Roma. Partirono li dieci per accompagnarsi col soprammentovato Padre Elia Harellie, col
quale sono venuti sino ad Insprugg. Nello stesso giorno è venuto da Casezzo190 dell'Anaunia in
questo convento per fare un sacro ritiro il prete Alessandro Manincore191. Partì li 15 sera.
12 giugno 1795
Li dodici leggo, che in Roma nella Basilica di s. Pietro in Vaticano li 25 dello scorso
maggio, festa seconda della Pentecoste, fu celebrata con divota pompa la solenne beatificazione
del venerabile servo di Dio Bernardo da Offida laico professo dell'Ordine de' Minori Cappuccini
di s. Francesco. Così la Gazzetta trentina foglio 46, de' 12 giugno. Egli è morto nell'anno 1558
in Camerino.
14 giugno 1795
Li 14 domenica di mattina siamo stati alla seconda processione generale del giubileo con
tutti gli altri Regolari, colle Confraternite, e col popolo copiosissimo. Anche a questa è
intervenuto come capitano della terra il Conte Pio di Wolckenstein, il quale camminò avanti del
Magistrato consolare, e s'inginocchiò in un banco posto di rimpetto a quello de' consoli, e
coperto d'un strato. Li consiglieri non vengono perché non vogliono cedere la mano192 ai
consoli. De' canonici residenti mancò il Conte Bortolazzi, perché vecchio, ed impotente, ed il
Conte Alberti di Enno193, perché non ha voluto. Così fu anche rapporto alla processione prima.
Oggidì le strade furono fangose, e l'aria umida, minacciando pioggia cosicché molti, e molte
camminarono coll'ombrella in mano. Cominciò la processione alle sette, e finì alle nove quella
del clero, restando ancora indietro degli uomini, e le donne. Questa volta fra li Padri
Conventuali, e Cappuccini andarono più di 200 uomini, non so perché, certamente senza
ragione. La detta processione finì soltanto alle dieci. Ma le donne non ebbero ordine.
20 giugno 1795
Li venti cominciammo a dire nella santa Messa la colletta per ottenere da Dio la serenitade.
In questi giorni sono passati per Trento de' soldati brutti, miserabili, affamati, mendicanti, e
stracciati. Facevano compassione a tutti.
24 giugno 1795
Li 24 festa di san Gio. Battista monsignor Piccini mi ha mandato 368 pergamene antiche
della Prepositura sua di Trento, affinché le riduca in compendio, e faccia un volume cogli
opportuni indici. Ma io gliele ho rimandate, perché ora non posso servirlo, avendo da
compendiare prima l'archivio Lomasino. Gli ho però promesso, che lo servirò dopo, se il signor
Iddio mi donerà vita, e salute.
In questo mese il sig. Gianfrancesco Barbacovi di Taglio194, pubblico professore delle leggi
nel ginnasio di Trento, e fratello del cancelliere Francesco Vigilio Barbacovi, ha sposato una
baronessa Tedeschi di Roveredo. Anche il detto cancelliere ha per moglie una baronessa
Altenburgera di Trento, ma sterile. Abitano tutti nel palazzo decanale.
Nel Consiglio aulico di Trento tenuto alla presenza del vescovo li 22 del corrente, sono
alzati contra il consigliere Conte Festi protettore della ruffiana Busa, di cui sopra, monsignor
decano Conte Manci, l'arcidiacono Conte di Spaur, ed il capitano Conte Pio di Wolckenstein.
190
*Casez.
*Manincor.
192
*La precedenza.
193
*Denno.
194
*Taio.
191
26 giugno 1795
Li 26 venerdì, festa di san Vigilio siamo stati alla stilita processione, e Messa. Fu cantata
da monsignor decano Conte Manci. Vi fu sparo di mortaretti alla fine della processione, e sotto
la Messa. Il vescovo non si ha lasciato vedere, quantunque sia stato esposto un cartello stampato
coll'avviso, che dopo la Messa solenne sua [altezza!] avrebbe dato la benedizione Papale. Fuvvi
gran concorso di forestieri lagarini, ausugani ecc. e di ciarlatani, astrologhi, ed altri festaruoli.
Noi partimmo dal convento alle otto e tre quarti, e vi fummo di ritorno alle undici e due quarti.
Nella sera oscura nella piazza del Duomo furono fatti li soliti fuochi artificiali.
Ho inteso, che il consiglier Festi voleva carcerato il podestà Cheluzzi come contrario alla
suddetta ruffiana; e che il Magistrato consolare aveva stabilito di far dare campana a martello
qualora fossesi effettuato il consiglio del Festi. Ho pure inteso, che la mentovata ruffiana, è già
partita da Trento cacciata. Si dice la Busa e anche cocoda. Tutti ne parlano. Si dice ritornata
oggi li 15 luglio. Altresì ho inteso, che il nuovo consigliere Prato è stato fatto assessore
dell'officio ecclesiastico, ed auditore di monsignor vescovo, quantunque sia ancora vivo
l'assessore dottore Vigilio Schrattenberg, che frequenta il tribunale.
28 giugno 1795
Li 28 domenica di mattina siamo stati nel Duomo per intervenire alla terza ed ultima
processione giubilare, ma essendo piovoso il tempo non fecesi, e venne differita dai sgg.
canonici alle quattro e mezza di sera. Dopo il pranzo piovette assai; ma cessata essendo la
pioggia, ed essendo comparso il sole andammo alla processione, la quale cominciò un pò dopo
le quattro e mezza, e noi fummo di ritorno nel convento alle sei, e tre quarti. Uscendo dal
Duomo vedemmo le ultime donne, che si avviavano verso la prima stazione. Anche a questa
processione sono intervenuti in forma pubblica li canonici, il capitano, ed i consoli della città,
eccettuato il canonico Alberti di Enno sano sanissimo di corpo, il canonico Bortolazzi
infermiccio, e li tre canonici assenti. Il vescovo non si ha lasciato vedere.
Nel medesimo giorno 28 ho ricevuto di ritorno da Insprugg il mio direttorio monastico
licenziato li 19 giugno, e segnato col num. 10465, solo. Sul cartone poi ha: 10465/2661 10 iun.
1795.
30 giugno 1795
Nel giorno 30, ed ultimo di questo mese da san Michele adigino195 è giunto a questo nostro
convento un signore nominato Giorgio Habaissy principe di Monte Libano, con un compagno.
Sono vestiti alla turchesca. Parlano italiano quanto basta per farsi intendere. Il compagno parla
eziandio tedesco. Sono cattolici, e muniti di attestato del cardinale Migazzi arcivescovo di
Vienna. Sono stati sei mesi in Roma, e sette anni in Vienna. Hanno preso alloggio nel nostro
convento di Bolzano e di Caldaro, in quello di Egna, ed in quello di s. Michele. Tengono un
baule, e sono istradati per Milano, con intenzione di andare poi a Roma, e nella prossima
primavera imbarcarsi per Monte Libano, ch'è un regno asiatico, soggetto ai turchi, confinante
colla Palestina, e colla Siria. Il principe si chiama Giovanni Giorgio Habaissy, ed il compagno
Giuseppe. Il principe parla poco, mangia poco, e beve poco vino, ma piuttosto acqua. Sono
vestiti in lungo, con una soprattonicella di scarlato rosso. Il principe porta un coltellaccio sul
ventre, ed un turbante grande sul capo. Sono trinati d'oro. Hanno tabacchiere d'oro, ed argento,
ed i mustacchi. Vanno di convento in convento, e si fanno fare un attestato de' loro diportamenti
ovunque alloggiano. Nel primo di luglio sono stati a pranzo dai Padri Filippini. Sono stati dal
vescovo, ma non hanno avuto accesso. Sono stati dal capo console, ed hanno impetrato di esse
condotti sino a Roveredo a spese della città. Dunque nella mattina dei due intorno alle otto è
venuto a pigliarli sotto questo nostro convento un notizzino, e sono partiti, dopo d'avere
ascoltata la santa Messa.
195
*All'Adige.
4 luglio 1795
Li quattro, giorno di sabato fu dato fine alle sei settimane del giubileo, così ordinato
avendo il vescovo. Specialmente negli ultimi giorni fuvvi del concorso ai sacri tribunali, ed alla
sacra mensa.
5 luglio 1795
Li cinque ho letto il ragguaglio della solenne beatificazione del ven. servo di Dio Bernardo
da Offida laico professo dell'Ordine de' Minori Cappuccini di s. Francesco celebrata con divota
pompa nella sagrosanta basilica vaticana li 25 maggio 1795. In Roma 1795. Nella stamperia
Cracas. Con lic. de' sup. e privilegio pontificio, in 8° grande, pp. 8 non signatarum.
Nel medesimo giorno correndo la prima domenica di luglio nella chiesa di san Pietro in
Trento fu solennizzata la festa della Madonna di Caravaggio. La chiesa si vide
straordinariamente adobbata, ed illuminata. Fu cantata la s. Messa dal canonico barone Eyerle.
Furonvi de'musici straordinari. Sermoneggiò il P. Stanislao Galvagno di Trento Guardiano di s.
Croce de' Cappuccini. Furonvi molte Messe basse. Cosa praticata eziandio negli anni scorsi,
sempre a spese di divoti pregati da una putta antica detta la Mariotta, cioè Maria de' Vincenzi di
nascita pinetana, non avvenente.
Le varole196 continuano ad ammazzare molti fanciulli in Trento, ed in altri luoghi del
vescovado trentino.
In Parigi ai dodici dello scorso giugno è morto Luigi XVII, figlio unico di Luigi XVI e
dicesi morto, perché consunto dai pidocchi, non avendo mai potuto mutare camicia, lenzuoli, ed
altri utensili dopo che fu carcerato nel Temple. Egli è nato li 22 marzo 1785 e fu nominato Luigi
Carlo. Fu proclamato re dal partito realista, ma non fu mai re vero.
18 luglio 1795
Li dicidotto giorno di sabato, di mattina, nella piazza Pretoria di Trento fu giustiziato
Domenico Piloni detto Lona da Ricaldo pinetano, abitante nel borgo di s. Martino di Trento,
d'anni 41, rammentato di sopra al 28 maggio. Fu impiccato dal boia di Marano, poi decapitato, e
squartato. Le interiora furono buttate nella terra della Malvasia. La testa chiusa in una gabbia di
ferro fu esposta su la strada, che porta alla Vella, luogo del delitto, li quarti poi appesi alla forca
della Malvasia due, e due su la strada del delitto. Gli hanno assistito don Vincenzo Angeli, il P.
Stanislao Galvagni di Trento Guardiano di s. Croce, ed il P. Pio Giongo di Trento Cappuccino.
Mendicarono delle limosine gl'ill.mi signori Girolamo Conte Graziadei, e Niccolao Donati. Il
paziente ha lasciato la propria moglie sorella dell'oste all'Aquila nera, e un figliuolo ed una
figlia, e due sorelle già maritate. Fu venti anni masadore del Conte Melchiori sotto Sardagna; un
anno masadore del cavaliere Malfatti. Ora faceva l'operaio. Li due coniugati da lui massacrati
furono di lui compari. Per tale omicidio sono morti anche i due figliuoli loro. Il Conte
consigliere Giuseppe Festi ha mosso ogni sasso per liberare dalla morte il detto Lona per far
dispetto al podestà; ma questi stette sodo, ed impegnò il vescovo a non far grazia. Tutti uomini,
e donne hanno approvato la sentenza del podestà; e se fosse stata fatta grazia sarebbevi stato
pericolo di qualche scompiglio. L'uomo scellerato fu sgherlo; ha molto maltrattato la sua
moglie, anzi voleva ucciderla. Teneva un'altra donna, cui dava un tron al giorno197. Intervenne
alla sepoltura degli uccisi, nella quale congiuntura sentenziò, e disse, che l'uccisore loro
meritava di essere impegolato, e bruciato vivo. Fu avvisato di scappare, ma disprezzò tale
avviso. Egli era per altro amico degli sbirri. Non si supponeva destinato alla morte, cui fu
intimata soltanto quando giovedì mattina fu condotto nella chiesuola. Gliela intimò il bargello
Vincenzo Tolommei, al che il Lona non diede alcuna risposta. Aveva pregato, che non lo
mettessero nel Zuchthaus, perché là diconsi delle brutte parole e delle bestemmie. Voleva che la
sua moglie si preparasse alla morte col pigliare il giubileo. Nella prigione voleva uccidersi.
Onde gli fu dato un compagno, il quale per tal motivo fu poi liberato dalla pena di due anni di
196
197
*Vaiolo.
Questa fu condotta a Insprugg nell'ottobre 1795.
Zuchthaus. Con dispensa del vescovo fu esaminata contra il Lona eziandio la di lui moglie.
Parimente con decreto del vescovo fu dichiarata onesta ogni osteria di Trento quantunque
albergasse il boia. Questi andò all'osteria del Lioncino. Il Lona fu comunicato alle sei di questa
mattina, avendogli portato il Santissimo dal Duomo il suddetto don Vincenzo. Il vescovo in
tempo dell'esecuzione s'è ritirato all'Acquaviva. Altri sono venuti a questo nostro convento. Per
vedere un così fatto spettacolo sono venuti molti anche da paesi lontani, da Roveredo, Levico,
Bolgiano ecc. In Trento fuvvi più gente, che per la gran festa di san Vigilio. Per altro si può
dire, che il Piloni è morto impenitente. Non ha dato mai alcun segno di pentimento, andò
intrepido al patibolo, e quando fu letta la sentenza più, e più volte ha detto falsità, bugie.
Sperava di essere graziato. Non ha mai baciato il Crocifisso offertogli. Ha sempre mangiato, e
bevuto con buon appetito, ed assai. Ieridì a Pedecastello è morta la di lui madre Martina (?)
Migliori di Lono198. Gli uccisi furono Michele Gado, e Domenica di lui moglie, abitanti nel
maso Tessari detto il Gaz, nelle pertinenze di Sardagna, con un figlio di cinque anni, ed un altro
di sei mesi. La donna era nativa di Sardagna, e più volte ha ricusato di aderire agl'impudichi
tentativi del Pilone. Il marito giaceva nel letto infermo, essendo stato sacramentato pochi giorni
prima. Un figlio di otto anni del Piloni non ha voluto visitare suo padre nella chiesuola, ed ha
detto, che non gli dispiaceva la di lui morte, perché dava199 alla sua madre. Fu a vedere
l'impiccamento anche il di lui padrigno. Il Piloni non ha mai detto alcuna orazione in chiesuola.
Andando alla forca guardò qua e là curiosamente. Salendo sulla forca guardò e disse: oh quanta
gente! Perché si persuadesse di dove morire gli fu condotto avanti il boia, e fu condotto a vedere
la forca. Pur ancora sperava grazia. Fu un solo anno masadore del Malfatti, che lo cacciò, perché
non ha voluto lasciare la serva con cui dormiva, lasciando da parte la moglie, cui usava mali
tratti. In questa occasione la Compagnia della Morte ha decretato, che in avvenire, occorrendo,
facciano la prima figura nell'assistere ai pazienti li Padri Cappuccini, ed anche nel fare la
predica; restando però i pazienti in libertà di eleggersi il confessore. Al boia questa volta furono
dati 150 fiorini, oltre le spese dei viaggi, e del soggiorno in Trento. Fu tirato a sorte chi degli
osti d'insegna dovesse albergare il boia. Toccò al Bassi di Borgonovo presso la porta; ma per
non avere tale sfreggio lo cedette al Lioncino della Contrada Tedesca, cui diede non so quanto.
Per il Piloni si mostrò impegnata eziandio la contessa Gioseffa Malchiori vedova Malfatti,
servita dal Conte Tommaso Festi figlio del consigliere.
21 luglio 1795
Nel giorno 21 ho letto, che ai dieci del corrente in Laxenburgo l'Arciduca Alessandro
Leopoldo Giuseppe palatino, e presidente del Consiglio reale del regno d'Ungheria creato gli
undici novembre 1790, volendosi divertire col fare de' fuochi artificiali nella sua camera, la
polvere, che teneva in essa pigliò fuoco, attaccò la machina artificiale, restarono morti
tostamente un cameriero, ed un domestico assistenti al lavoro, ed egli tutto sfigurato, e tanto
malconcio, che alle tre della mattina seguente patendo eccessivi dolori cessò di vivere, essendo
quivi anche Francesco secondo di lui fratello colla sua moglie imperatrice. Alessandro è nato in
Firenze li 14 agosto 1772. Non si parla punto di Sacramenti. Poi fu parlato, e detto morto alle
due di mattina de' 12.
22 luglio 1795
Li 22 festa di s. Maddalena, vicino a notte cominciò a piovere dirottamente, e
sopraggiuntasi la gragnuola200, successero de' danni molto notabili. Sardagna fu inghiaiata.
Quell'acqua portò giù de' sassi smisurati, e rovinò le campagne, e strade sottoposte. Ravina fu
pistata201 dalla gragnuola. L'aria diventò fredda, e continuò. La tempesta fece de' danni anche in
Sopramonte, in Vigolo di Vattaro, in Castagnedo, in Fravezzo, ed altrove.
198
*Lon.
*Batteva.
200
*Grandine.
201
*Pestata.
199
La colonna, su cui sta la testa del suddetto Piloni fu ferrata ne' quattro angoli, e nello stesso
tempo fu pubblicato un severissimo editto contra chiunque ardisse di rimuoverla.
31 luglio 1795
Nel giorno 31 abbuiamo cantata la santa Messa coram Sanctissimo exposito, e nella sera le
Litanie de' Santi coram eodem Sanctissimo exposito nella chiesa di santa Chiara per impetrar
dal signor Iddio la serenità, benché siano tre giorni, che non piove. Così hanno fatto avanti le
quattro parrocchie, ed altre chiese dentro le mura della città. La chiarina fu l'ultima, e l'unica del
rotolo202 fuori delle dette mura.
Ho inteso che in quest'anno in Trento sono morti 515 fanciulli dal vaiuolo.
Nel foglio 60 del 31 luglio monauniano fu posto un avviso, con cui Bernardino Agosti, che
da molti anni teneva albergo nella città di Roveredo all'insegna dell'Aquila Imperiale, e Simone
Pontalto, che aprimene da molti anni ha tenuto albergo nella città di Trento all'insegna
dell'Aquila Nera, rendono avvisati tutti li signori viaggiatori, che ambidue insieme nel giorno
decimo agosto 1795 apriranno un nuovo albergo nella città di Trento nel quartiere di s.
Benedetto, Contrada della Morte, all'insegna dell'Aquila Nera [Aquila d'Oro]203, con cavalli, e
vetture per ovunque. Promettono comodità, politezza, stalle, foraggi, e che non torteggieranno
nel prezzo. Tale albergo sarà nella casa del Conte consigliere Giuseppe Festi, già Prati, ed avanti
Wolckenstainera; che fu rifatta dal Festi, il quale pretende di superare il prossimo albergo
dell'Europa. Il Pontalto stava prima nella Contrada Schivabriga sopra la Piazzola delle Opere204.
2 agosto 1795
Li due d'agosto essendo domenica, e correndo il Perdono d'Assisi noi abbiamo avuto uno
straordinario concorso di penitenti. Favorì anche il tempo.
4 agosto 1795
Li quattro ho inteso come scritto da Fondo ieridì, che là sono stati scoperti due monetari; e
che nella campagna di Brezzo, in un campo del fu sig. Agostino Zuech chirurgo si trova un
serpente di smisurata lunghezza, con una testa grossa come quella di un uomo, il quale nella
notte canta come un gallo. Alcuni cavalieri di quei contorni hanno promesso parecchi zecchini a
chi lo ammazzerà. Sono andati per ammazzarlo alcuni cacciatori, ma essendosi avventato contra
di loro sonosi ritirati in tutta fretta. Essendosi poi sparsa la voce, che sia l'anima d'un usuraio
nominato, contra di tal voce ha fatto una predica l'arciprete di Fondo don Biagio Petri. Fuvvi
anche ne' mesi preceduti. Dicesi lungo circa tre passi e mezzo. Altri dicono come un timone da
carro.
4 agosto 1795 (sic)
Li quattro d'agosto, giorno di martedì, in Trento furono distribuiti solennemente i premi
soliti agli scolari del ginnasio vescovile. I premiati furono nella rettorica Simone Giuseppe Rohr
di Trento, nipote di don Bertinalli, tre. Simone Rover di Trento, nipote di don Cristano, tre.
Nell'umanità Nicolao Rocchetti da Pedemonte brancaforano mantenuto a spese de' Conti Trapp
giurisdicenti, tre. Tommaso Bruti da Strembo di Randena, nipote dell'arciprete di s. Zeno, tre.
Francescantonio Conte Graziadei de Trilaco da Trento, due. Nella grammatica suprema
Dionisio Antonioli di Levico, quattro. Giuseppe Marzari di Trento, uno. Antonio Lugano
d'Aviso, uno. Francesco Saverio Marchetti da Bolbeno di Giudicaria, uno. Ilarione Ciurletti de
Belfonte, figlio di Leopoldo, uno. Benedetto Salvadori de Wiesenhof da Mori, uno. Nella
grammatica media Giacomo Prati di Caldonazzo, quattro. Giambattista Garzetti di Trento, uno.
Alessandro Canali da Castione, uno. Domenico Felice Ducati di Trento, due. Nell'infima
grammatica Antonio Lupi de Margono, figlio del dott. Luigi, tre. Michele Sisinnio de Menghin
202
*Turno.
Vedi sotto al 4 agosto la rettifica.
204
Un Simone Pontalto fu sindico di Povo nel 1738. Visse nel 1791 in Panté di Povo.
203
da Val di Non, due. Tommaso Chiari di Trento, uno. Pietro Fenici d'Arco, uno, Ne' principi,
Giuseppe Ciurletti de Belfonte di Trento in Piazza, due, ma morì prima di riceverli, dal vaiuolo.
Michele Murara da Caldonazzo, uno. Gli scolari furono 12, 18, 25, 19, 16, 25 che fanno 126. I
logici e metafisici poi furono 58, ed i fisici 33. Due de' più bravi logici avanti il fine dell'anno
scolastico si sono fatti soldati, cioè Gio. Foresti, e Federico Federici trentini. Due altri buoni
logici si sono fatti nostri Frati in Cles, cioè Antonio Giacomi di Pradazzo, e Bartolommeo Ceoli
di Panchiato.
La su detta osteria di casa Festi fu aperta nel giorno settimo di agosto, essendo venerdì,
sotto l'insegna non già dell'Aquila Nera, ma dell'Aquila d'Oro, siccome leggo nel foglio 62 de' 7
agosto, che dice essere stati stampato l'altro foglio con errore nell'Aquila Nera. L'insegna ha
l'iscrizione: Albergo Reale dell'Aquila d'Oro. Ha 30 persone di servizio. Vedi sotto al primo
settembre.
Intendo, che ultimamente in Terlago fu recitata una tragedia sopra il celebre Tommaso
Moro cancelliere dell'apostata Enrico ottavo re d'Inghilterra, e che stampata vedesi colla dedica
al sig. Francesco Vigilio Barbacovi di Taglio205 Gran Cancelliere del vescovo, e principe di
Trento. Avviso poi, che da poco tempo in qua usasi quel titolo di Gran cancelliere, e che più
non dicesi la rev.ma Mensa, ma la Camera principesca. La detta tragedia s'intitola "L'Eroica
Costanza nella vera fede conservata fino alla morte da Tommaso Moro Gran Cancelliere del
regno d'Inghilterra". Si replicherà li 15 e 16 agosto sabato, e domenica.
In questi giorni è morto in Trento un uomo per una coltellata ricevuta da un altro.
16 agosto 1795
Li sedici, giorno di domenica nel castello di Trento il signor Carlo Angelini di Trento,
figlio del signor dottore Giuseppe, ha ricevuto la prima tonsura, e li quattro Ordini minori dal
nostro vescovo, perché nel seguente ottobre andrà a Roma nel collegio germanico. Ora 1803 è
prete.
Nella sera del medesimo giorno in questa nostra chiesa di san Bernardino furono congiunti
in matrimonio Giuseppe figlio di Pietro Pedrotti, ed Elisabetta figlia del quondam Marco
Morati, ambidue molinari qui sotto a san Bernardino. Gli ha congiunti il nostro P. Agostino da
Vigo delegato dal Padre piovano di s. Maddalena ad istanza de' signori Pifferi zii della sposa.
Ne' passati giorni tra Romagnano, ed Aldeno su la strada fu ammazzato un uomo da un
altro uomo.
In Nomi fu ritrovato nascosto sotto al letto di un signore ricco e solo, un uomo cattivo, già
di lui servo, con un coltellaccio, col battifuoco, e con un pezzo di candela. Fu scoperto dalla
serva, mentre il signore stava ancora fuori di casa a pigliare dell'aria fresca della sera.
19 agosto 1795
Li 19 ho inteso, come riferito nella gazzetta cattolica di Augusta, che il nostro Riformato P.
Leonardo da Porto Maurizio in Roma, nel palazzo Quirinale ai 21 dello scorso luglio dal Papa
pio sesto fu dichiarato beato.
In Cles fansi de' preparamenti per ricevere l'arciduchessa d'Insprugg Maria Elisabetta, che
vuol venire a bere le acidole206. Ella è nata li 13 agosto 1743. Fu destinata per lei la casa del sig.
Lorenzo Lago posta di rimpetto al palazzo assessoriale. Il signor dottore Agostino Torresani ha
disposto dei divertimenti. Dicesi, che vuol girare per tutti i castelli; e che alla di lei venuta
sonosi mostrati contrari li Conti di Thunn, i quali sono attualmente in fabbrica. La contessa
Maddalena di Spaur abitante in Melombardo pensa di trattarla nel passaggio. Perciò si ha fatto
mandare il di lei ritratto; ma essendo troppo immodesto si trova angustiata. Il nostro P. Filippo
Guardiano di Melombardo, e confessore della contessa, le ha suggerito di farlo riformare; altri
dicono, che non c'è bisogno, anche il parroco ed il zio canonico, ma pure vi è assai grande.
205
206
*Taio.
*Le acque minerali di Rabbi.
Famiglie nostre dell'anno 1795 fatte nel maggio
Convento di Trento
Guardiano P. Gioachino Besenella
Vicario P. Grisostomo Tovazzi
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Gaudenzo Baiti (23 agosto)
P. Patrizio Tonina
P. Mariano Pancheri
P. Vitantonio Keller
P. Davide Degara
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pacifico Tomamsini Terziario
F. Serafico Terziario
F Alessio Piva Terziario
Convento di Arco
Guardiano P. Pietro Paolo Montibeller
Vicario P. Pietro Damiani Felder
P. Crescenzio Sbetta
P. Udalrico Graff
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P.Giacomantonio Fezzi
P. Bonaventura Lorengo
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Leone Gislimberti
F. Giovanni Bressani
F Serafino Berti
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli (non celebra)
P. Serafico Devigili
P. Ubaldo Bertolini (non celebra)
F. Michele Carlini
F. Vito Terzi
F. Matteo Dorigati Terziario
Seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio Felder
Provinciale: P. Arcangelo Dallago
Segretario: P. Evangelista Torresanelli
Convento di Borgo
Guardiano P. Attanasio Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi
P. Valentino Canali
P. Damaso Zamboni
P. Amando Veronesi
P. Accursio Aliprandini
Convento di Pergine
Guardiano P. Gio. Antonio Fezzi
Vicario P. Ferdinando Paoli
P. Aloisio Bertolini
P. Ignazio Malatti
P. Gio. Maria Montagnoli
P. Fortunato Guelmi
P. Gerardo Ravanelli
P. Simon Pietro Clementi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pastorini
P. Prosdocimo Iellici
P. Regalato Bombarda
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
Fratelli
F. Costantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Biasio Ferrari ( 1 febbraio 1796)
F. Agostino Tambosi
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozzaldi
F. Luca Miclet
F. Marco Brunelli
F. Marcello Adami Terziario
F. Bortolo Vanzo Terziario
F. Martino Motter Terziario
Convento di Roveredo
Convento di Cles
Guardiano P. Carlo Felice Pancheri
Vicario P. Amedeo Sannicolò
P. Gaetano Gottardi
P. Isidoro Marzani
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Celestino Gamba
P. Gio. Vincenzo Lutz207
P. Gio. Giacomo Degara
P. Gioffandrea Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
Guardiano P. Gioseffantonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cesario Paoli maestro
P. Niccolao Campi
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Ippolito Biasi
P. Bernardo Ciolli cieco
P. Daniele Arnoldi
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Teofilo Gilli
F. Silverio Cramerotti
F. Donato Passerini
F. Quirico Mattei (8 febb. 1796)
F. Salvatore Gottardi
F. Egidio Pedrotti
F. Santo Federici
F. Domenico Fcachini Terziario
Convento di Mezzolombardo
Guardiano P. Filippo Panizza
Vicario P. Francesco Felice Campi
P. Melchiore Keller
P. Giambattista Scari
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Stanislao Perugini
P. Giorgio Meneguzzer
P. Vigilio Scalfi (13 sett.)
Fratelli
Novizio
F. Ivone Pintarelli da Viarago Terziario,
professò col nome di Gioachino
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Sisinnio Maria Ziller, poi prete
Vicario P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Giacinto Lunelli
P. Raffaele Bianchi
P. Stefano Biasi
P. Illuminato Gritti
P. Anacleto Manincor
Fratelli
207
Al fine 1795 cominciò ad essere cappellano de' tedeschi al Suffragio.
Fratelli
F. Benigno Tenaglia
F. Vitale Defant
F. Giosafatte Quaresima
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Pietro Gretter Terziario
F. Ilarione Berti
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Mauro Gottardi Terziario
F. Pasquale Gremes da Centa Terziario
Fuora
Convento di Cavalese
Guardiano P. Gianfrancesco Andreis
Vicario P. Ilario Casagrande
P. Lattanzio Donei
P. Fulgenzio Sighel
P. Girolamo Sontag208
P. Wenceslao Boninsegna
P. Romedio Keller
P. Gaudenzo in Tripoli, che ritornò a Trento
nell'agosto
P. Michele Angelo in Pesaro
P. Geremia in Borgo cappellano
P. Vittorio in Roveredo
P. Grisologo in Frascati
Fratelli
F. Valerio Giacomuzzi
F. Prospero Parisotto
F. Vincenzo Tommasi
F. Giambattista Liberi Terziario
F. Gio. Maria Montagnoli Terziario
18 agosto 1795
Li 18 è giunto a Trento monsignor Cesare Brancadoro di Fermo, arcivescovo di Nisibi
fatto nel novembre dell'anno 1789, e nunzio apostolico in Brusselles, nato li 28 agosto 1755.
Egli è fuggito dalle Fiandre per l'invasione dei francesi, s'è ritirato nell'Ollanda, ed ora ritorna a
Roma209. È partito per Verona li 19 dopo il vespro, con premura di parlare in Verona a Luigi
XVIII re di Francia, se piacerà al Signor Iddio. Fu accompagnato sino a Roveredo dal nostro
podestà Luigi Cheluzzi di Colle Toscano. Albergò all'Europa.
21 agosto 1795
Li 21 d'ordine di monsignor Vicario generale fu da me il sig. Francesco Alessandrini
cappellano di s. Pietro ad espormi, che ne' primi giorni del corrente agosto ha seppellito nel
cimitero sacro di s. Francesco un soldato scismatico, morto senza Sacramenti, bensì con
renitenza, e con disapprovazione de' preti della parrocchia, ma con comando replicato del suo
piovano. Quindi io gli ho dato da trascrivere quanto intorno a ciò scrive Auberto Mireo de
Scriptoribus saeculi XVII, cap. 247, parlando del vescovo Enrico Spondano, e gli ho aggiunto,
che siccome lo scandalo fu pubblico, così deve esser pubblico eziandio il rimedio, e pentimento.
23 agosto 1795
Li 23 domenica siamo stati alla solita processione del Duomo, cui non intervenne alcun
canonico, o console. Cantò la santa Messa il piovano del detto Duomo. Furono scaricati dei
mortari al fine della processione, ed al Tedeum.
Nella stessa mattina fuvvi nel predetto Duomo una processione venuta da Isera, luogo del
Lagaro trentino, per implorare la necessaria pioggia. Fu composta di sole putte con alcuni buoni
putti per loro guardia. Portarono un Crocifisso, ed una statua della Madonna. Vennero a Trento
ieri sera.
208
209
che nell'agosto si fece Osservante mantovano.
Sarà segretario della Congregazione di Propaganda fide.
Nella notte precedente, venendo il giorno 23, restò incenerito tutto il villaggio della
Zambana, situato nella pieve di Melombardo210 verso Terlago. Vedi sotto al 26 agosto.
25 agosto 2795
Nella sera de' 25 ricevemmo l'ordine di dire la colletta ad petendam pluviam nella santa
Messa.
26 agosto 1795
Nel giorno 26 ho ricevuto dal nostro P. Provinciale una lettera scrittagli da Roma, s.
Bonaventura 15 agosto 1795, da fra Tomasso di Cles laico, con cui gli ha mandato il Decreto
della beatificazione del nostro V. P. Leonardo, il quale fu pubblicato li due del corrente nella
cella, dove morì. Dice, che venne il Papa in forma pubblica a pubblicarlo con due cardinali, e
tutta la prelatura. Il decreto stampato dice, che la vita del Beato fu approvata dal Papa XV kal.
martii 1792, che per approvare i due miracoli richiesti furono tenute le tre solite Congregazioni
VI cal. sept. 1793, cal. octob. 1794 e XX cal. huius mensis 1795. Che il Papa li due del corrente,
occorrendo l'indulgenza d'Assisi, andò a s. Bonaventura, vi celebrò la santa Messa, e poi nella
cella del Beato pronunziò: Constare de duobus miraculis tertii generis operati in Anna Vittoria
Marchetti, e Simforosa Betti. Il decreto è dato li 2 agosto 1795. Resta ancora il decreto che tuto
possit procedi ad beatificationem, e che ad essa si proceda. Vedi sotto al 24 settembre.
Nel detto giorno 26 ho inteso, che l'incendio di Zambana ha consumato 26 case, e che
cominciò, non si sa come, in una casa disabitata. Ho pure inteso da un signore roveretano, che
ultimamente nel castello di Roveredo sono morti circa 170 soldati, restandone soltanto in circa
7. Che subito morti diventarono assai neri.
Ho inteso parimente, che trovansi carcerati in Trento due pinetani, padre e figlio, perché
hanno ammazzata la rispettiva consorte, e madre. Di più, che in Trento un uomo ha messo del
tossico nel sale per disfarsi della propria moglie, e che avendo questa dato del medesimo sale ad
un'altra, questa subito morì, e che la detta moglie fu sopraffatta dai dolori ecc.
29-30 agosto 1795
Li 29 e 30 ha piovuto. Dopo, che sono venute dal Lagaro a Trento, e Civezzano delle
processioni penitenziali. Ha piovuto anche nel giorno 31 di agosto. Nel primo di settembre. Così
nel 2, 4.
1 settembre 1795
Nel primo giorno di settembre la suddetta arciduchessa pranzò nel castello di Melombardo,
e poi a cavallo partì per Cles.
Da un'altra lettera romana ho inteso essere sortito il decreto apostolico di beatificazione del
nostro P. Leonardo, e che ora non manca altro, che il danaro necessario per pagare le spese. Fu
beatificato li 19 giugno 1796.
9 settembre 1795
Li nove, giorno di mercoledì, siamo stati con tutti gli altri Regolari, ed ecclesiastici alla
processione del Duomo per il voto provinciale fatto contro i francesi del 1703,la quale fu levata
nel 1789 da Giuseppe secondo, ed ora fu rimessa ad istanza de' canonici di Trento. Andammo
cantando le Litanie de' Santi dal Duomo a s. Maria Maggiore, dove il piovano del Duomo cantò
la Messa occorrente de infra octavam Nativitatis B. M. Virginis sine ulla commemoratione. Poi
li musici cantarono le Litanie della Madonna, e ritornammo al Duomo per la più lunga di
Contrada Larga211, ed entrammo per la porta maggiore, e partimmo senza fermarci, essendo
usciti da principio per la porta della Piazza grande, ed andati diritti verso s. Maria, dove
210
211
*Mezzolombardo.
*Bellenzani.
entrammo per la porta maggiore, ed uscimmo per la meridiana. Non vi fu alcun canonico. Fuvvi
pure poco popolo.
10 settembre 1795
Li dieci la suddetta arciduchessa è partita da Cles alle quattro di mattina verso
Melombardo212, con intenzione di pranzare un'altra volta presso la contessa Spavera di
Melombardo, e poi andare a cena in Bolzano. Ha fatto molti regali ai clesiani, ed ha sparso del
danaio alla plebe. Fu anche nel refettorio di quel nostro convento dopo d'avere ascoltata la santa
Messa. Mangia sempre di grasso, com'ella dice, per le sue indisposizioni. In Melombardo rifiutò
di mangiare d'una trotta, per non commettere un atto di golosità. Le furono dati molti
divertimenti di maschere, commedie, tiro di bersaglio, giuoco di pallone, balli pubblici. Ha
regalato un anello di brillanti al Conte Enrico di Spaur, consigliere dell'arcivescovo elettore di
Magonza; una tabacchiera d'oro al Conte Carlo di lui padre; un orologio d'oro con catena eguale
a' fratelli Luigi, e Giovanni Conti d'Arsio, a Carlo Leopoldo Torresani assessore di Cles; una
tabacchiera d'oro al sig. Lorenzo Dal Lago, ed alle sig. Angiola Offnera213 di lui moglie, padroni
dell'abitazione; un orologio con catena d'acciaio ai signori Bombarda postiere di Salorno, ed al
sig. Vincenzo Miorandi nipote del Lago. Ai comici diede cinquanta ongari imperiali. Riconobbe
le comunità, che a di lei riguardo nettarono le strade. Lasciò del danaio per li poveri.
La locanda trentina dell'Europa per sostenersi al confronto della nuova locanda dell'Aquila
d'Oro, ha esposto una superba insegna coll'iscrizione Albergo Imperiale dell'Europa. L'ha posta
nell'angolo, che guarda la Contrada della Morte, e la Contrada Lunga214. Vedi sopra al 4 agosto
e sotto al 19 0ttobre 1795 e all'8 aprile 1796215.
21 settembre 1795
Nel giorno 21, lunedì, e festa di san Matteo, sono partiti da Trento per Fiemme d'ordine di
sua altezza nostro vescovo il sig. Filippo Conte Consolati, ed il sig. Luigi Prato consiglieri
aulici, ed il nostro P. Pietro Damiano Felder di Borgo Vicario d'Arco, per le turbolenze, che vi
sono in Pradazzo216. Previamente fu spedito ordine, che parta da Pradazzo, e da tutto Fiemme,
senza speranza di ritornarvi, al prete Simone Fedrici di Trento; e parimente, che parta di là il di
lui zio don Cirillo Fedrici curato di Pradazzo sotto pena della sospensione a divinis217. Al detto
P. Damiano con data de' 16 fu commesso, che faccia le veci di curato in Pradazzo. Lo ricevette a
Storo nella Giudicaria maggiore, dove stava predicando, e questuando. Fu scelto egli a
suggerimento del Conte Gianfrancesco di Spaur canonico, arcidiacono, e consigliere di Trento.
Vedi sotto al 28 ottobre.
In questo mese il prete bolognese Giovanni Contavalle più volte lodato ha fatto una
Missione in Ravina. La terminò nella festa di san Matteo. Stette in casa Sizza a spese di alcuni
privati, da' quali furono pure ivi spesati per dieci continui giorni li nostri Padri Patrizio, e Vito,
chiamati come confessori. Ora vassene a Faio218.
24 settembre 1795
Li 24 ho inteso come scritto da Roma, che ai 23 dello scorso agosto nel castello di San Leo è
morto impenitente il famoso Cagliostro, tante volte rammentato in questo mio Diario.
Specialmente al 23 febbraio 1790.
212
*Mezzolombardo.
*Offner.
214
*Vie Manci e Roma.
215
Nell'agosto del 1801 l'insegna dell'Aquila d'Oro fu trasportata all'Europa: essendo cessata
l'Europa.
216
*Predazzo.
217
*Proibizione di celebrare la s. Messa.
218
*Fai.
213
26 settembre 1795
Li 26 di sera sono giunti in questo nostro convento due altri francesi raminghi, tutti e due
giovani. Uno è Vicario parrocchiale nella diocesi di Cambrai, e l'altro monaco benedettino
chierico dell'abbazia corbeiense. Vanno a Venezia per ritrovare l'arcivescovo di Cambrai.
Ho inteso, che ad istanza de' diocesani austriaci è venuto da Insprugg al nostro vescovo, che
faccia le visite canoniche, e si provegga di un Suffraganeo, perché li chierici non sieno costretti
d'andare fuori di diocesi per le Ordinazioni con tanto loro dispendio.
30 settembre 1795
Li trenta leggo scritto da s. Bonaventura di Roma 15 agosto 1795, che la gran causa del nostro
P. Leonardo da Porto Maurizio è finita; come pure, che la di lui beatificazione in san Pietro
Vaticano si farà subito che la Divina219 manderà il danaro, che manca per le necessarie spese.
Chi parla così soscrivesi Fra Giuseppe Maria di Masserano M. R. Postulatore del ven.
Leonardo. Egli dice, che ha scritto a moltissimi vescovi dello Stato ecclesiastico per ottenere
limosine dai più fedeli delle loro città, e diocesi. Tengo la di lui lettera circolare stampata per li
parrochi, fatta in nome de' vescovi. Comincia: Essendo prossima la Beatificazione del Servo di
Dio P. Leonardo di Porto Maurizio.
4 ottobre 1795
Li quattro d'ottobre, festa del nostro Serafico Padre san Francesco, e del Rosario di Maria
Santissima li nostri Padri hanno predicato in:
Aldeno, il P. Mariano da Bordiana.
Mattarello, il P. Davide da Tiarno.
Cognola, il P. segretario Gio. Evangelista da Stenico.
Gardolo, il P. Vito Antonio da Cleso220.
Meano, il P. Patrizio da Vigol-Baselga221.
Pressano, il P. Francesco Borgia da Riva
5 ottobre 1795
Li cinque i trentini hanno dato principio alla vendemmia delle uve, piovicando.
6 ottobre 1795
Li sei in Trento si ha impiccata una donna vedova colli propri drezzali, e fu ritrovata morta.
Pativa di pazzia. Era ortolana di san Marco.
15 ottobre 1795
Li quindici sono tornati trionfanti dalla Valle di Fiemme a Trento li due commissari consiglieri
Conte Consolati, e Prato, de' quali già sopra, avendo accordato a' fiemmaschi molto, perché
erano in procinto di ribellarsi, e farsi austriaci.
16 ottobre 1795
Li sedici sono venuti a Trento quattordici fiemmaschi deputati a rendere omaggio a mons.
vescovo, e principe.
17 ottobre 1795
Li diciassette ho inteso da uno venuto di fresco da Fiemme, che là le cose sono aggiustate; ma
se vi ritorna il curato Cirillo Fedrici si disgustano ancora.
219
*La Provvidenza.
*Cles.
221
*Vigolo Baselga.
220
19 ottobre 1795
Li 19 ho pure inteso, che la soprammentovata osteria Festi dell'Aquila d'Oro ha mandato un
viglietto d'invito per le circonvicine valli, ed anche al nostro convento di Campo.
28 ottobre 1795
Li 28 fu di ritorno in Trento il nostro P. Pietro Damiano, essendo andato a fare da vice curato in
Pradazzo d'ordine della Curia vescovile il nostro P. Romedio Keller di Cles, non avendo potuto
andarvi il P. Gianfrancesco Andreis di Mechel Guardiano di Cavalese.
Tengo nelle mani un foglio, che dice: Festosi affetti della Valle di Fiemme per la conferma
degl'antichi suoi privilegi, e pubblicazione fatta gli 8 ottobre 1795, non che della ravvivata
armonia tra i popoli di detta Valle coll'opra degl'ill.mi, e sapientissimi signori consiglieri Filippo
Pietro del sacro romano impero Conte de' Consolati de Heiligenbrunn et Bauhoff, ed Antonio
Luigi de Prati de Preenfelt ecc. commissari in Fiemme per sua altezza rev.ma vescovo, e
principe di Trento ecc. Sonetto dedicato agl'ill.mi, e rev.mi signori Sigismondo Antonio Conte
de' Manci in Hebenheim canonico e decano ecc., e Giovanni Francesco del sacro romano
impero Conte di Spaur, Signore di Flavon, Valer, Fay, e Zambana, arcidiacono, e di sua altezza
rev.ma consigliere ecc. La Comunità di Fiemme. In Trento, nella stamperia vescovile
Monauniana, con licenza de' superiori 1795.
In questo giorni in Trento sonovi stati de' forestieri all'osteria, i quali sebbene sani, e professori
della religione cattolica, come dissero, hanno mangiato di grasso anche ne' giorni di venerdì, e
sabato.
Le vendemmie trentine generalmente parlando sono state più scarse dell'anno passato.
3 novembre 1795
Nella mattina dei tre ho veduto la prima neve su li nostri monti circonvicini di Povo, Vigolo,
Bondone ecc.
Ho inteso, che in Sardagna nei due mesi d'agosto, e settembre sono morti trentasette fanciulli
dal vaiuolo, e che sono rimasti soli otto, i quali non erano ancora stati attaccati dal medesimo.
Certi signori trentini hanno fatto fare l'innesto222 ai loro figliuoli.
7 novembre 1795
Li sette di sera sono venuti in questo nostro convento due preti francesi delle diocesi di Le
Mans, e di Lisieux, e sono partiti per Verona, e Venezia dopo il vespro del giorno ottavo.
8 novembre 1795
Gli otto, giorno di domenica, è giunto a Trento da Passavia il signor capitano Luigi barone Faesi
di Trento spedito colla nuova che ai quattro del corrente fu eletto vescovo, e principe di
Passavia monsignor Tommaso Conte di Thunn, Suffraganeo, canonico, decano, e Vicario
generale di Passavia, e fratello del nostro vescovo Pietro Vigilio. Prese il possesso nel maggio
del 1796 e morì li 7 ottobre 1796.
Ho letto che nella sera de' trenta di ottobre alle dieci arrivò di ritorno in Pradazzo don Cirillo
Fedrici curato di quel luogo, contro l'aspettativa di tutti, contro le proteste fatte dai
rappresentanti della Valle, contro le promesse fatte loro dal vescovo principe, dal Consiglio ecc.
ed avendo scritto egli stesso, che non poteva ritornare a Pradazzo fino ai primi di dicembre.
Interrogato dal vice curato nostro P. Romedio come fosse ritornato, gli rispose: Devo, posso, e
voglio ritornare, e non son tenuto a dargli conto se abbia comando, o permesso. Il medesimo
rispose a dicidotto pradazzani andati nella canonica per protestargli, che non lo riconoscono per
curato, e che perciò nulla faccia da curato. Volevano che il Frate seguitasse a fare da vice curato
nella chiesa di s. Niccolò, e che andasse a mangiare all'osteria per loro conto. Anche il curato
voleva che si trattenesse con lui. Ma nel primo giorno di questo circa le undici, dopo d'avere
222
*Vaccinazione.
ringraziato il curato, e li curaziani, è partito da Pradazzo senza pranzare, pranzò in Pianchiato223,
e ritornò al suo convento di Cavalese. Partì mentre si cantava la s. Messa. Ne' giorni scorsi il
detto curato fu in Trento, dove da molto tempo ritrovasi anche il parroco di Vigol-Vattaro per
essere in rotta co' suoi parrocchiani. Il P. Romedio avea ordine di star là sino ad altra
determinazione.
9 novembre 1795
Li nove, giorno di lunedì, sono stati nel castello di Trento il P. Provinciale de' Cappuccini, il
nostro P. Provinciale, ed il nostro P. Guardiano di Trento, ed hanno chiesto al nostro vescovo la
licenza di rimettere l'antica, e santa pratica di lodare Iddio Signor nostro colla recita del
Mattutino sulla mezzanotte; ma fu loro risposto, che tal pratica è contra la natura; cosa ignorata
da tutta l'antichità, e ritrovata dai moderni illuminati.
Nel quattriduo alla chiesa della Morte ha predicato il suddetto P. Provinciale Cappuccino; e nel
quattriduo del Suffragio il nostro P. Guardiano.
13 novembre 1795
Li tredici ho inteso, che il Fedrici è ritornato a Pradazzo d'ordine del Conte Matteo di Thunn.
Che il sig. Giambattista Gentilotti ha ricusato di riassumere il carico di cancelliere di Stato. Che
il Barbacovi è processato. Ho veduto de' soldati tedeschi andare per Trento affatto scalzi, e coi
piedi totalmente ignudi. Cosa da me veduta eziandio in altre stagioni della corrente guerra.
Nella sera del detto giorno 13 abbiamo cominciato a scaldare il nostro refettorio. Finimmo li 23
marzo 1796.
Il Magistrato consolare ha fatto ristorare i muri della beccaria di Trento, i quali minacciavano di
cadere. Nell'angolo vi è una pietra coll'Aquila della città, e coll'anno M.D.XXX. Nella facciata
pure, che guarda settentrione vi è dipinta l'Aquila rinfrescata coll'anno 1647.
8 novembre 1795 (sic)
Gli otto, giorno di domenica, sul mezzodì è giunto al castello di Trento il signor capitano Faesi
trentino colla nuova, che ai quattro del corrente dal Capitolo della chiesa cattedrale di Passavia è
stato eletto vescovo, e principe di Passavia monsignor Tommaso Conte di Thunn fratello del
nostro vescovo, essendo quivi decano, e Suffraganeo col titolo di vescovo tiatirense224. In
seguito di ciò il Magistrato consolare della città di Trento è stato in Corpo a congratularsi col
detto nostro vescovo, e col di lui fratello Conte Matteo.
15 novembre 1795
Domenica poi li quindici lo stesso Magistrato ha fatto cantare una Messa solenne col Te Deum,
e paro di mortaretti in santa Maria Maggiore, ed ha fatto distribuire ai poveri dodici some di
pane, valutate ognuna 92 troni, col previo avviso stampato separatamente, in cui fu detto, che tal
funzione facevasi come analoga alle persone sacre. Il pane fu distribuito dopo il mezzodì agli
uomini in san Pietro, ed alle donne in s. Vigilio. Ad ognuno fu data una porzione di mezzo
traiero, ma non poté distribuirsi tutto. Il popolo fu folto ed alla Messa, ed al pane. Di ciò nulla fu
detto nella seguente Gazzetta trentina de' 17. La Messa fu cantata dal signor Conte canonico
Felice d'Arsio, come uno de' due canonici custodi della mentovata chiesa. Il vescovo Tommaso
per essere caduto da cavallo è morto in Passavia nell'anno 1796 ai sette di ottobre.
17 novembre 1795
Li 17 fu posto nella Gazzetta trentina, che pel detto motivo il nostro vescovo concede l'uso delle
maschere, e del ballo ne' giorni 24, 26, 28 del corrente a tutti li suoi sudditi di tutto il principato;
e nelle sere di detti giorni nel palazzo tonnero il ballo, il giuoco del Faraone, ed altri
223
224
*Panchià.
*Di Tiatira.
divertimenti, oltre altri spettacoli pubblici: cosa che ha fatto parlare ai cittadini cristiani,
specialmente opponendosi direttamente all'Avviso del Magistrato consolare.
Ho sentito leggere, che il suddetto curato Fedrici è ritornato a Pradazzo con licenza del vescovo;
e che li Pradazzani venuti a Trento hanno riportato un ordine che tra quindici giorni si
giustifichi, altramente verrà pronunziata la sentenza suggerita dal processo; ed in caso contrario
ricorreranno a Roma.
19 novembre 1795
Li 19, venerdì nel castello di Trento, dopo il vespro fu dato un traiero ad ogni persona povera,
che si è presentata, per la suddetta elezione del Conte Tommaso; per la quale il poeta Andrea
Patrizio Rensi di Rensenbach ha stampato in Trento presso il Monauni un sonetto dedicato al
nostro vescovo Pietro Vigilio.
Ho inteso, che in questi ultimi giorni in Trento fu eletto un boia, che sia permanente in Trento
col salario di 120 fiorini annui, oltre gl'incerti, e che li concorrenti furono molti. Altri dicono 40,
altri 18.
Parimente ho inteso, che circa li sei del corrente in Tres nell'Anaunia tagliana225 sonosi
abbrucciate circa quindici case, colla chiesa curata, le di cui campane sonosi liquefatte.
22 novembre 1795
Li 22, domenica nelle quattro chiese parrocchiali di Trento fu letto un manifesto, che un certo
Ducati già pesadore civico di Trento, e calzolaio, non è punto concorso per esser boia di Trento,
perché si è divulgato, che fu eletto boia, cosa che assaissimo dispiacque a due di lui figliuoli
ammogliati. Egli è notabile, che in Trento fa una figura molto onorevole il sig. Pietro Carlo
Ducati di Trento segretario aulico di Trento. Vive pure il signor don Domenico Ducati
Beneficiato del Duomo, di lui fratello. Io sospetto, che il manifesto non sia sincero.
Nello stesso giorno 22 la Confraternita della Morte di Trento ha festeggiato la promozione di
monsignor Tommaso Conte di Thunn al vescovado di Passavia perché è di lei confratello. Con
tal occasione ha fatto stampare un foglio composto dal suo cappellano signor don Gio. Vigilio
de' Carli, tutto in lettere maiuscole a modo d'iscrizione intitolato De superis Omen. Comincia:
Solemni sacro frequens adesto piorum chorus. Finisce: Tridenti 1795. Typis Io. Bapt. Monauni.
Typ. Episc. Sup. Permissu.
23 novembre 1795
Li 23 monsignor Preposito Piccini nuovamente mi ha mandato il suo archivio prepositurale da
compendiare, quantunque ancora non abbia terminato l'archivio Lomasino.
Ho inteso, che ieridì 22 giorno di domenica li signori consoli di Trento sono stati trattati a
pranzo in castello dal nostro vescovo per avere festeggiata la promozione del di lui fratello
Tommaso al vescovado di Passavia226. Ho pur inteso, che il defunto vescovo cardinale di
Passavia Giuseppe Conte di Aversperg viennese ha lasciato da distribuirsi ai poveri della città di
Passavia trenta mila fiorini, ed a quelli della diocesi trentasei mila fiorini, oltre molte migliaia
per il suo successore. Per questo io non lo canonizzo.
24, 26, 28 novembre 1795
Li 24, 26, 28 per concessione del nostro vescovo, attesa la promozione del di lui fratello
Tommaso, in Trento vi furono maschere, tiro di bersaglio, conviti nel castello, conversazioni, e
rinfreschi nel palazzo tonero, spari di cannoni, giuoco del faraone, balli ecc. Nel palazzo tonero
vi fu cuccagna di cere, cioccolata, caffè, confetture, liquori ecc. Quando nel castello fu
distribuito un traiero ad ogni povero, una donna infermiccia fu rovinata dalla calca, ed ora
trovasi molto addolorata. Altri sonosi lamentati di aver dovuto aspettarlo tanto tempo. Nei detti
rinfreschi sono state commesse delle intemperanze scandalose, specialmente da un prete. Le
225
226
*Di Taio.
Questo non è vero.
maschere sono state anche nel castello, ed il vescovo fu anche alla conversazione tonera. Onde
fu detto da persone secolari, che va agli spassi, e non nelle chiese.
28 novembre 1795
Li 28 sabato dopo il vespro è caduta in Trento la prima neve, ma in poca quantità.
Li divertimenti della detta sera de' 28 sono durati sino alla mattina, cosicché molte persone sono
andate diritte alla chiesa per ascoltare la santa Messa, essendo la prima domenica d'Avvento,
innanzi di ritornare alle loro case.
Anche in Povo, ed in più altri luoghi del principato furono fatte delle feste dalle comunità per
far eco a Trento.
2 dicembre 1795
Li due dicembre intendo essere stato scritto da Roma, che il prete Francesco dal Monego di
Melombardo227 fu condannato a sei mesi di esercizi spirituali dalla Sacra Inquisizione romana;
ed il prete Simone Poli di Trento a cinque anni di ergastolo. De' medesimi ho parlato anche
sopra al 31 maggio e 20 giugno 1794228.
Nel castello di Trento vi è stato un concorso generale alle parrocchie del dominio austriaco ieri,
nominatamente per la vacante di Eppan, cui un solo Taxis di Bressanone si ha presentato. Anche
in Bolzano fu tenuto tal concorso per non obbligare i tedeschi a venire a Trento.
In questi giorni fu in Trento alla locanda dell'Europa il ricchissimo Milord Erveo vescovo di
Bristol, benefattore benché luterano, de' nostri poveri Frati, anche di due irlandesi passati per di
qui verso l'Irlanda li 2 del corrente, uno de' quali è Stuart di Londra giovine.
4 dicembre 1795
Li quattro, giorno di venerdì, il nostro vescovo Pietro ha risegnato il vescovado nel Capitolo di
Trento, siccome ho inteso; ma come credo io, avrà chiesto un coadiutore con futura successione,
supponendo con fondamento, che sarà eletto il suo fratello Filippo canonico di Trento, Passavia,
e Salisburgo. Così appunto fu, che ha chiesto un coadiutore col mezzo di una sua lettera, in cui
accenna d'essersi già inteso col Papa. Il Capitolo poi ha decretato, che di ciò non si tratti prima
dei sette del prossimo gennaio 1796.
5 dicembre 1795
Li cinque sono venuti a questo nostro convento due preti francesi, e vi sono rimasti sino ai sette.
Nello stesso giorno quinto il signor Conte Baldassare Baldovino mi ha pregato di compendiare
molte carte pergamene, come ho fatto con quello molte, che già mi diede il fu di lui fratello
Conte Giambattista; ma ho dovuto scusarmi, perché tengo due altri archivi da compendiare,
promettendogli però di servirlo dopo, se Iddio mi donerà vita, e salute.
8 dicembre 1795
Gli otto, festa di Nostra Signora, in Gardolo fu solennizzata l'elezione di monsignor Tommaso
Toner colla messa solenne, col Te Deum, e collo sparo de' mortari, tutto a spese di quel rev.do
signor curato Leonardo Zanella di Povo. Ma Tommaso morì li 7 ottobre 1796.
Sono già parecchi giorni, che stanno in Trento i comici chiamati a fare le loro diaboliche opere,
cui daranno principio nella seconda festa del ss. Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Furono
ammessi dai consoli per impulso del castello vescovile. Dicesi, che ha loro dato trenta zecchini
il Conte Matteo di Thunn, e che dalla città fu loro anticipatamente pagato il viaggio. Da molti si
mormora senza verun pro, massimamente sentendosi, che la guerra presente contra i francesi va
tanto male, e che cagiona tanta carestia de' viveri. Li consoli, che hanno dato il loro voto
contrario furono il capo barone Trentini, ed il Conte Giuseppe Sizzo; li favorevoli poi il
227
228
1799.
*Mezzolombardo.
Simon Taddeo Poli, che nel 1772 fu prete in Bologna, fratello di don Francesco. Sta in Trento
Geremia, il Terlago, ed il Corradino. Li due altri barone Francesco Gaudenti, e Conte Francesco
Alberti furono assenti.
Ho inteso, che quando furono fatte tante spese in Trento per monsignor Tommaso, un vecchio
poverissimo, benché civile presentò un memoriale per ottenere qualche soccorso, con cui
provvedersi qualche staio di polenta; ma il meschino restò deluso nelle sue speranze, e nulla
ottenne. Si chiama Carlo Peterlingio: patisce gran fame, e non può più aiutarsi. Ha due sole
figlie, che si guadagnano il vitto col servire ad altri. Rosa, e Barbara.
In questo Avvento hanno predicato i nostri Padri:
Trento nel Duomo, il P. annualista Vito Antonio da Cles.
Povo, P. Guardiano Gioachino da Pressano
Gardolo, P. segretario Gio. Evangelista da Stenico.
Cognola, P. patrizio da Vigol Baselga.
Aldeno, P. Mariano da Bordiana, eccettuata la domenica in cui predicò il missionario Gio.
Contavalle
Civezzano, P. Ignazio da Trento.
Roncegno, P. Guardiano Attanasio da Sardagna.
Borgo, P. Amando da Covelo di Bus di vela.
Altrove altri.
Trento, s. Maria, don Vincenzo Angeli di Trento.
Villa Lagarina, il Missionario Contavalle.
Trento nelle tre feste natalizie il detto P. Vito Antonio anche alla Ca di Dio, in quella brutta
chiesa.
Sardagna nelle feste natalizie il P. Davide da Tiarno.
Covalo nelle tre feste il P. Patrizio, e ne' giorni seguenti sino ai 4 di gennaio.
La notte del ss. Natale fu bellissima, e non fredda. Onde avemmo un gran concorso.
25 dicembre 1795
Nel giorno del ss. Natale sono giunti a Trento dalla Germania molti soldati avviati verso l'Italia
contro li francesi. Sono del reggimento del Conte Carlo Pellegrini veronese. Siccome in tal
reggimento vi è un figlio del nobile sig. Stefano Vigilio degli Angeli di Trento, benché ora sia
prigioniero de' francesi, il detto sig. Stefano ha trattato tutta l'officialità generosamente alla
locanda nuova Reale dell'Aquila d'Oro, cosicché si fa conto, che ogni bocca gli abbia costato un
zecchino. Furono dodici. Nel giorno poi seguente furono trattati nel castello.
26 dicembre 1795
Li 26 festa di s. Stefano in Trento hanno dato principio alle loro opere li comici chiamati
dall'Italia come ho notato sopra. Ognuno che vuol entrare deve pagare venti soldi, non avendo
permesso tassa maggiore il Magistrato, cui perciò ha supplito il Conte N. coi detti trenta
zecchini.
Nella notte del ss. Natale sono stati alla nostra Messa solenne sei sbirri, li quali dopo di essa
nella strada, che fa trivio presso li Tommasi detti Rossi, hanno legato tre uomini.
30 dicembre 1795
Li trenta ho inteso, che in una caffetteria di Trento essendosi congratulato il nobile sig.
Giuseppe Manci col reverendo signor don Francesco Ravelli per l'eredità lasciatagli da un nob.
Rossi di Trento, morto in Pergine, il detto Ravelli protestò che gliela cedeva per una chicchera
di caffè. Avendo ciò replicato alla presenza di testimoni chiamati, e pregati dal Manci, questi
fece subito scriverlo, e pubblicarlo dal sig. Leonardo dell'Aquila notaio pubblico. Ora in Trento
si disputa, e si studia se tal cessione sia da tenersi per valida. Si legga il P. Cuniliati Fulgenzio
OP, Theologia moralis ecc.
31 dicembre 1795
Nel giorno 31 ed ultimo di dicembre, a buon'ora, dal rev. signor don Andrea Ravelli229 fratello
di don Francesco, e levita del Duomo, fu condotto a questo nostro convento, acciocché stiavi un
mese, il signor don Giuseppe Melchiori di Terlaghof, altro levita del Duomo, d'anni circa 43,
condannato da monsignor decano Sigismondo Conte Manci come bevone, con ordine, che non
celebri la santa Messa finché non glielo permetta il P. spirituale230; che non esca di convento, e
che se gli dia poco da mangiare. Ritornò a sua casa li nove gennaio, per grazia ottenuta dal P.
direttore.
In questi giorni è ritornato da Pradazzo a Trento il soprammentovato P. Vincenzo Maccani di
Cles Minor Conventuale, quantunque non fosse ancora giunto a Pradazzo il nuovo Primissario
Bonora, che protestò di non andarvi finché dureravvi curato don Cirillo Fedrici tosano.
Ora si trova in Trento il famoso Carlantonio Pilato adoperato dal Magistrato.
ANNO DI GESÙ CRISTO S. N. MDCCIVC.
1 gennaio 1796
Il primo giorno, festa della Circoncisione di Gesù Cristo Signor Nostro ha panegiricato alle
Fradaglie della Misericordia di Trento il nostro Padre Davide tiarnitano231.
Leggo, che nello scorso anno 1795 in Roveredo sono morti 619 uomini, tra' quali quattro
Cappuccini, nove preti, moltissimi (114) soldati, e moltissimi fanciulli (160) vaiuolati232.
7 gennaio 1796
Li sette, giorno di giovedì, li canonici di Trento congregati capitolarmente per motivo
straordinario, sonosi trattenuti nella loro sagrestia congregati sino alle sette e mezza di sera.
Hanno trattato se fosse da ammettersi, o no, la dimanda del vescovo d'aver un coadiutore con
futura successione, colla riserva dell'autorità gratiandi, e di 25 mila fiorini annui. Ebbe tre soli
voti favorevoli, e tutti gli altri contrari. Andarono nella seguente mattina nel castello a recare al
vescovo la risoluzione capitolare monsignor decano Conte Manci, e il canonico barone Tassi. Li
canonici però hanno proibizione di non parlare di ciò con altri.
Leggo, che in san Marco di Roveredo entro tutto l'anno 1795 sono stati battezzati 109 maschi, e
112 femmine: in tutti 221, li quali sono 22 meno dell'anno 1794. Di più, che in quell'ospedale
sonovi entrati 283 ammalati; che 63 sono morti, 172 guariti, e 40 permanenti.
Che nell'anno 1794 li seppelliti a s. Marco di Roveredo furono 394.
Vengo assicurato, che avendo il Magistrato consolare di Trento fatto ricorso all'imperatore
Francesco secondo in favore del podestà Chelucci contra il Conte Festi consigliere del vescovo,
e protettore della già menzionata ruffiana, è venuta una molto caricata riprensione al detto
vescovo.
Intendo che nel primo giorno di quest'anno in s. Marco di Roveredo ha fatto una solenne abiura
dell'eresia un giovine svizzero, catechizzato dal nostro P. Gio. Vincenzio Lutz di Roveredo; e
che poi dai signori proveditori di Roveredo, dal Conte Alberti, dal nob. Fedrigotti ebbe un lauto
pranzo nel nostro convento di san Rocco, insieme coi detti signori e coi Religiosi.
10 gennaio 1796
Nel giorno decimo ha nevicato, e piovuto insieme, onde la neve non s'è punto fermata nel piano
nostro, ma bensì nei monti sino a Sardagna. Per altro il tempo continua buono, e bello come se
fosse primavera.
Passano per Trento continuamente molti soldati per difendere l'Italia dai francesi.
229
Don Ravelli nel 1796 ha predicato a s. Polo in Verona. Nel 1797 nel Ledro.
Glielo permise il 3 gennaio.
231
*Degara.
232
Maschi 361, femmine 258 dall'ospedale 62.
230
13 gennaio 1796
Li tredici ho ricevuto la lista de' predicatori destinati per la prossima Quaresima dal nostro
vescovo, cioè a nome del medesimo vescovo. Eccola.
Aldeno, Garniga, e Cimon233 festivo, don Gio. Maria Gaspari curato di Aldeno.
Arsio, e Castelfondo, don Giovanni Zanoniani curato di Malosco.
Avio, don Antonio Martini di Verona. Ma vi predicò don Antonio Monauni di Trento curato di
Villazzano.
Banale, don Paulino Leonardi curato alle Sarche.
Besenello, e Mattarello, don Stefano Speranza da Roncone
Blegio, a s. Croce, Padre Paride Rigotti Filippino.
Brentonico, don Giorgio Cristofolini di Madrano.
Calavino, don Iacopo Gilli curato del Varone.
Cavedine, don Giovanni Cereghini di Rendena.
Civezzano e Cognola festivo, don Domenico Girardi da Sovero abitante a Trento
Condino, don Francesco Sluca di Samoclevo.
Corredo234, e Smarano, don Vicenzo Nella curato di Dimaro.
Denno, e Flavon, don Gio. Battista Onestinghel curato di Fornas235.
Livo, don Gio. Battista Santini di Pergine.
Lizzana, ed Isera festivo, don Francesco Gregorio di Cavalese.
Malé, don Federico Tabarelli di Tassullo.
Mori, don Francesco Zanchetta di Verona.
Ossana, don Giuseppe Rossi curato di Vermei236.
Pergine, don Vincenzo Angeli di Trento. Anche nel 1793. Ma vi predicò don Pietro Benvenuti
curato di Celentino.
Povo e Villazzano festivo, don Antonio Monauni curato di Villazzano. Ma vi predicò il P.
Vincenzo Maccani di Cles Minor Conventuale.
Rendena, don Bartolommeo Floretta curato di Pinzolo nativo di Clotz237.
Revò, e Clotz, don Felice Menapace di Tassullo.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Bartolommeo Scrinzi di Roveredo.
Spor, e Vigo, don Vincenzo Maccani di Cles.
Taio, e Torri238, don Carlo Colombarolla di Avio.
Tassullo, don Gio. Battista Braito di Tesero. Ma vi predicò don Antonio Valdagni di Pergine.
Terlago e Baselga festivo, don Antonio Valdagni di Pergine. Ma vi predicò don Vincenzo
Angeli di Trento.
Tione, don Andrea Bernardi di Cognola. Anche nel 1794.
Val di Bono, don Francesco Claus di Trento. Morì in Trento ai 10 di febbraio 1797.
Val di Ledro, don Nicolò Oradini di Ledro.
Vigolo, e Calceranica, don Pietro Benvenuti curato di Celentino. Ma vi predicò don Primo
Somalvigo di Trento.
Villa Lagarina, don Giuseppe Sizzo di Trento. Anche nel 1792.
S. Zeno, e Dambel, don Giuseppe Pasotti di Tueno239.
I nomi dei luoghi sono stampati. Li cognomi in quest'anno sono posti avanti li nomi. Il Sizzo
abita sempre in Maleto con suo fratello parroco. Ad alcuni vien sempre dato pulpito, perché
guadagnino da vivere. L'Angeli non predicherà, perché il medico glielo ha vietato, atteso il di
lui male sopraggiuntogli per la morte del di lui fratello Simone.
233
*Cimone.
*Coredo.
235
*Fornace.
236
*Vermiglio.
237
*Cloz.
238
*Torra.
239
*Tuenno.
234
20 gennaio 1796
Li 20 il signor Conte Baldassare Baldovino ha mandato il suo servitore a pregarmi nuovamente,
che gli compendi le sue pergamene antiche; ma ho dovuto rispondergli, che non posso avendo
ancora per le mani l'Archivio giudicariano240, ed aspettandomi il Prepositurale.
Ieridì sono giunti a Trento dalla Germania molti soldati del reggimento del Duca Borbone
Condé francese emigrato, composto di varie nazioni francese, inglese, ollandese, tedesca,
italiana ecc.241 Tutti sono vestiti splendidamente, e di rosso. Hanno molta officialità, pagano
l'alloggio, il trattamento, e l'incomodo, e generosamente. Conducono seco molte donne. Per
vederli sono venuti moltissimi dalle ville circonvicine. Essendo venuto avviso preventivamente,
ch'erano assai cattivi, e sfrenati per le donne, tutti sono stati all'erta; ed essendo andati subito per
ossequiare sua altezza rev.ma non furono ammessi colla scusa, che non istava bene. Questo
dispiacque tantissimo ai soldati; ne hanno parlato al Conte Matteo nel teatro, ed hanno esibito
una grossa mancia a chi rivelerà l'autore del suddetto avviso. Non essendosi verificato furono
invitati a pranzo nel castello molti officiali, non tutti, e chiesero al Magistrato un attestato de'
loro deportamenti, perché l'avviso è calato anche a Roveredo. Sono partiti nella mattina del
giorno 21 e subito sono venuti degli altri simili. Hanno una musica rara, ma fu loro interdetta
dal Magistrato per non pregiudicare ai comici. Coi primi è partito da Trento un figlio del sig.
Girolamo Sizzo in qualità di cadetto242. Con un di loro s'è sposata una putta nel Duomo. In
pubblica strada fu assalita una putta, e tentata con forza. Nell'albergo imperiale, dove stava il
maggiore, fuvvi un sussurro molto grande. Fu riferito, che altrove hanno ammazzato un beccaio,
ed un altro, e che han voluto i quartieri di loro genio. Hanno de' carrettoni bislunghi, e coperti a
celtro.
21 gennaio 1796
Nel giorno 21 ho inteso, che don Francesco Castagna di Trento, curato di Lasino, fu salutato con
due archibusate. Vedi sotto.
23 gennaio 1796
Li 23 sono partiti li detti soldati per l'Italia. Fuvvi però qualche difficoltà per ottenere il
passaggio dai veneziani. Hanno disertato parecchi, e parecchi trentini, Fato243, Sizzo, Battisti,
Marzari, sonosi arruolati; anzi per arruolarne degli altri sono rimasti a Trento alcuni soldati.
Nello stesso giorno 23 sabato avanti la Settuagesima in Trento furono dispensate le maschere. Il
tempo continua bello, e secco. Il freddo non è d'inverno.
24 gennaio 1796
Li 24 domenica Settuagesima il nostro P. Mariano Panchieri (sic) da Bordiana ha terminato in s.
Maria Maggiore di Trento le sue prediche dette delle Pittime, o sia della Buona Morte, che
incominciano dopo l'Epifania ogni festa, e tre giorni anche in una settimana continui, non
compresa la domenica.
Negli scorsi giorni per la prima volta furono albergati alcuni soldati in san Francesco fuori delle
mura di Trento de' Padri Minori Conventuali. Poveri Religiosi!
240
*Archivio del Lomaso.
Reggimento Royal Alleman Etranger al servizio dell'Inghilterra. Tutti questi soldati passati per
Trento sono 1900 e vanno nella Corsica.
242
Ritornò a casa nel 1797.
243
Il Conte Fato Terlago è morto nel 1797, avanti del maggio sommerso con altri nel mare, senza
esser compianto. Il Sizzo è ritornato a casa.
241
27 gennaio 1796
Li 27 ho inteso, che quello che ha tirato le due archibusate nella stanza del curato di Lasino, già
sta nelle carceri di Trento; ch'è un giovine calavinese, il quale fu ammonito dall'arciprete, a
suggestione, com'egli crede, del suddetto curato.
Nello scorso venerdì 22 gennaio subito dopo il mezzodì da due chierici nonesi fu condotto a
questo nostro convento, perché facesse gli esercizi spirituali Tommaso de' Valentini di Tueno,
uomo ammogliato, e padre d'una fanciulla, vivendo ancora il di lui padre spazzacammino in
Mantova. Vi stette sotto la direzione del P. Agostino da Vigo sino al giovedì 28 gennaio, nel
quale venne al convento un di lui zio paterno, e disse al P. Guardiano Gioachino Besenella da
Pressano, che subito lo licenziasse dal convento. L'uomo dunque subito dopo le dodici, avendo
già pranzato, uscì di convento; giunto poi alla metà della Via Crucis, tra la terza e la quarta
stazione, quasi dirimpetto alla Croce travale244, nella strada di sopra, fu fermato da tre soldati
della Casa di correzione [Zuchthaus], che lo aspettavano, fu legato, e condotto alla detta Casa,
con intenzione di poi consegnarlo ai sodati austriaci. Avvisato di ciò il detto P. Guardiano, che
stava in chiesa, dal P. Amando di Covalo, (che andava in città) mandato dal seghetta
Bartolommeo De' Fanti, abitante sotto la detta Via Crucis, subito andò dal signor cancelliere
Francesco Vigilio Barbacovi a lamentarsi de violata immunitate loci, essendo presente il Braun
sargente della Casa di Correzione, andato appunto ad avvisare, che aveva ricevuto il detto
uomo. Il cancelliere rispose, che qualora monsignor Vicario generale dicesse, che il luogo
mentovato goda immunità, lo avrebbe fatto ristituire. Il padre Guardiano andò subito da
monsignor Vicario, il quale disse, che presentasse memoriale in scriptis. Nella mattina dunque
del venerdì 29 gennaio presentò a monsignor Vicario un memoriale diretto a sua altezza rev.ma,
ed essendo nello stesso tempo sopraggiunti il cancelliere Bartolommeo, ed il consigliere
assessore Luigi Prati, fu deciso che il detto luogo gode immunità, e decretato, che l'uomo venga
ristituito al convento. Dopo il vespro circa le tre fu condotto al convento da due soldati, e
consegnato al P. Guardiano nel refettorio con ordine, che subito parta sotto pena di esser di
nuovo legato se si ferma in Trento oltre la seguente notte. Partì dunque subito. I soldati chiesero
scusa del fatto dagli altri tre soldati, e fu loro dato da bere. Per la detta decisione, che il luogo
sia immune, parlò con franchezza, e calore il lodato consigliere Prato. Per altro il seminario
consultato da monsignor Vicario aveva deciso, che non gode immunità; ma tal decisione non era
per anche giunta in castello. Furono compagni del P. Guardiano nelle andate dal cancelliere, e
dal Vicario i Padri Vito, e Davide.
29 gennaio 1796
Nel giorno 29 ho veduto un quaderno in foglio, di bella stampa, e di pagg. 12 intitolato: Elenco
degli argomenti proposti dalla regia accademia di Mantova pel concorso ai premi del 1796, e
delle sessioni da tenersi nel medesimo anno. Così il titolo. Gli argomenti sono di cose
matematiche, di belle lettere, d'agraria, di medico-chirurgica, pittura, architettura, ornato, arti e
mestieri. Infine dessi un catalogo de' soci attuali, nel quale vi è anche il signor avvocato Luigi
Casali già sopra rammentato come difensore del Pisoni. In fine del quaderno sta soscritto a
stampa Matteo Borsa segretario perpetuo. Con lettera stampata, e data in Mantova li 24 gennaio
1796 fu spedito dal detto Borsa all'ill.mo sig. Gio. Battista Baldovini a Trento, benché il
medesimo Baldovini sia morto in Milano li 10 novembre 1795. Gli annunzia come a socio, che
uscirà in breve il primo volume degli Atti di quell'accademia, il quale abbraccia le scienze
naturali, e speculative, l'erudizione, le arti meccaniche, la storia dell'accademia, le costituzioni,
un ragguaglio delle cose pubblicate finora ecc. Egli è di pagg. 602 con rami, valutato paoli 15 in
carta fina, e paoli 18 in soprafina. Ma non fa per me.
Mi scrive il P. Guardiano Attanasio che la ruffiana della Busa Cocoda è famiglia vecchia
bastarda, così nei libri canonicali.
Predicatori nostri quaresimali 1796
244
*Fatta con tronchi di legno.
Arco, chiesa nostra, P. Illuminato da Cles.
Arco collegiata, P. Gioseffantonio di Cles, Guardiano di Cles.
Borgo, P. Filippo da Metz Tedesco Guardiano di Metz Lombardo245.
Castelnuovo, P. Giuseppe da Primiero.
Cavalese, P. Daniele da Enno246.
Cles, P. Regalato da Carice247.
Drone, P. Pietro Paolo di Roncegno Guardiano d'Arco.
Gardolo, P. Vito Antonio da Cles.
Levico, P. segretario Gio. Evangelista da Stenico.
Lomaso, P. Vigilio da Fondo.
Meano, P. Mariano da Bordiana.
Mechel, P. Niccolao da Cles.
Metz Lombardo, P. Giangiuseppe da Canzolino.
Metz Todesco, P. Stefano d'Asfruzzo248.
S. Michele, P. Giorgio da Cles.
Moena, e Pradazzo, P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Nago, P. Ciriaco da Lazise.
Noriglio, P. Amedeo da Roveredo Vicario di Roveredo.
Pinedo, P. Ferdinando di Sant'Orsola Vicario di Pergine.
Pomarolo, P. Gasparo da Campo di Lomaso.
Pressano, e Verla, P. Stanislao da Nago.
Ravina, e Romagnano, P. patrizio da Vigol Baselga.
Roncegno, P. Attanasio da Sardagna Guardiano di Borgo.
Roveredo s. Marco, P. Amando da Covelo.
Roveredo Salesiane, P. Carlo Felice da Trento Guardiano.
Roveredo Inglesi, un Cappuccino
Sacco, P. Carlo Felice da Trento Guardiano di Roveredo.
Strigno, P. Accursio da Preghena.
Tenno, P. Illuminato da Cles, stando in Arco.
Tesaro, P. Romedio da Cles.
Torcegno, P. Gerardo d'Albiano.
Volano, P. Giangiacomo da Tiarno ledrino
Zambana, P. Anacleto da Casezzo.
Cavriana sul Mantovano, P. Pietro Damiano da Borgo, Vicario d'Arco, compagno fra Serafino
da Cavedine.
Roveredo ai tedeschi. Catechista tutto l'anno il P. Gio. Vincenzo di Roveredo, dal fine del 95
essendo stato licenziato Mattia Fischer di Landegg.
Telve, don Andrea Tabarelli da Faver già curato di Moyena249.
Riva, un P. Cappuccino, ma tre soli giorni alla fine settimana, benché per altro fosse quotidiano.
Trento nel Duomo. Un Cappuccino da Lodi Carlo Maria diffinitore della Provincia milanese, e
Guardiano di Casale Pusterlengo.
Trento s. Maria. Don Pietro Pedrini di Lasino ex curato di Padergnone abitante in Trento dal
1795.
2 febbraio 1796
Li due piovette tutto il giorno, avendo cominciato a piovere continuamente li trenta dello scorso
gennaio. Finora qui non vi fu vero inverno. Quindi non si è punto gelata l'acqua nel nostro coro,
245
*Mezzolombardo.
*Denno.
247
*Cares.
248
*Da Sfruz.
249
*Moena.
246
nella chiesa, sagrestia, orto ecc., cosa rara. In Trento si fanno maschere, festoni, commedie ecc.,
cui vanno specialmente quelli, che mangiano di grasso anche ne' venerdì, e sabati senza verun
riguardo.
Nel castello di Trento si ritrova l'ex consigliere aulico Francesco Vigilio Maistrelli di Enno250, il
quale con consigliere Conte Filippo Consolati e con consigliere Gio. Paolo Ippoliti processa il
consiglier, e cancelliere aulico Francesco Vigilio Barbacovi. Furono anche a Villa Lagarina ad
esaminare la signora Gioseffa Marzana251.
Tengo nelle mani un libro scritto contra il detto Barbacovi, e diretto all'imperatore Francesco
secondo nello scorso autunno del 1795, stampato nobilmente in foglio, e con caratteri grandi.
S'intitola Libellus restitutorius cum supplica... in causa Rivae consules, et consiliarii contra
dominum principem, et epsicopum tridentinum, eiusque Consilium aulicum. È diviso in § 65, di
pagg. 54. Seguono li documenti num. 62 di pagg. 60252.
4 febbraio 1796
Li quattro, essendo il giovedì della Sessagesima, in Trento furonvi molti divertimenti. Nella
piazza del castello, detta dei Leoni, sotto le finestre del vescovo i Chiusi gobbi hanno fatto la
polenta e dal detto vescovo furono regalati con del pane e del vino, in segno di aggradimento. Il
teatro ed il festone furono affollatissimi. Poveri paesi! per tali spese niuno si lamenta,
quantunque non sieno picciole, e non vengano fatte in credenza. In Trento si mormora contra il
vescovo, ed un forestiero rimase molto ammirato dall'ardimento, ch'ebbero i detti Chiusi
d'andare dal vescovo.
Quasi ogni giorno arrivano soldati a Trento dalla Germania a cavallo, ed a piedi e con cannoni.
Li croati sono rapaci al solito. Accusati ad un loro comandante, questi rispose: i miei soldati
sono come i ragazzi, che pigliano quello, che loro piace.
In Trento, Avis, Pergine, ed altrove il carnevale fu straordinariamente pazzo. Non dico altro.
10 febbraio 1796
Li dieci, giorno delle Ceneri il Padre predicatore del Duomo ha pubblicato la licenza vescovile
di poter mangiare carne nella corrente Quaresima, come negli altri anni ultimi. In Avis fu
pubblicata nella scorsa domenica per consolazione dei luterani, colla giunta, che i poveri col
consenso de' loro confessori possano condire di grasso anche nei giorni eccettuati. Questa
licenza diverrà un abuso comune, che poi si nominerà consuetudine.
Nel medesimo giorno decimo in Trento è morto un calzolaio, che stava nella piazzola delle
Opere, ma di casa nell'Androna della Piazza Pretoria, per gli strapazzi fatti nel carnevale
scaduto. Egli fece la polenta nel castello, e nella Piazza Pretoria253. Fu Mosca di cognome. Fu a
suonare anche a Melombardo. Per tali opere hanno tempo anche i poveri artigiani; ma quando
trattasi di far del bene per l'anima non ne hanno. In fatti ai dodici li calzolai hanno mandato da
me il loro capo, perché dicessi, che nella prossima domenica prima di Quaresima possono far
cantar Messa di san Valentino colla musica, e coll'organo; ma ho risposto, che non possono; e
sono stato sodo anche nella replica, che cantandola in giorno feriale non concorrono, perché
artigiani poveri.
250
*Denno.
*Marzani.
252
Ad sacram caesaream, nec non Germaniae, Hierosolimarum (sic), Hungariae, et Bohemiae
regiam maiestatem etc. etc. humillimus libellus restitutorius, cum supplica, pro clementissima praevia in
integrum restitutione contra conclusum caesareum de 13 octobris 1791, deferendo nunc humillimis libelli
gravaminum petitis, appellantium modo implorantium ad acta legitimati mandatarii in causa Rivae
consules et consiliarii contra dominum principem, et episcopum tridentinum, eiusque Consilium aulicum.
253
Altri dicono che li polentieri furono due, e che sono morti ambidue presto. Ma ciò non è vero.
Bensì che sono morti presto presto due chiusi Gobbi, oltre il polentista , detto Strassera de' Chiusi.
251
13 febbraio 1796
Li 13 un dottore di Trento mi ha detto, che nel venerdì della Sessagesima, che fu ai cinque del
corrente, in una osteria di Trento alcuni uomini hanno mangiato quattro capponi con
raccapriccio di un soldato graduato, il quale li riprese, che sebbene cattolici mangiassero di
grasso in venerdì, e disse loro, ch'egli quantunque come soldato abbia l'indulto, mangia sempre
di magro ne' venerdì, e sabati. Poi raccontò questo scandalo al signor barone Luigi Prato. Ho pur
inteso, che monsignor vescovo ha benignamente permesso, che in una osteria di Trento si possa
ballare tre notti dello scorso carnevale, e che fuvvi un continuo ballo.
In questi giorni furono evacuate le sepolture della chiesa parrocchiale di s. Pietro in Trento. Le
barre furono bruciate,
Li pradazzani sono ricorsi al governo d'Insprugg perché induca il vescovo nostro a levare di là
quel curato don Cirillo Fedrici tosano. Il medesimo vescovo presentemente ritrovasi oppresso da
una malinconia somma per più capi. I canonici gli hanno sequestrato que' dieci mila fiorini, che
annualmente ricava dal dazio austriaco di Roveredo, perché hanno trovato la Mensa vescovile
troppo indebitata senza potersi sapere da qual parte ciò provenuto sia.
20 febbraio 1796
Li 20 ho inteso essere uscito decreto vescovile, che don Fedrici parta da Pradazzo254, e da tutto
Fiemme dentro otto giorni; che venga tra' Padri Filippini di Trento per due mesi; e che paghi
800 fiorini per le spese fatte. Come pure, che li due capi suoi fautori siano carcerati. Poscia ho
inteso, che tal decreto gli fu intimato dal suo parroco, dal quale chiamato per mezzo di messi
onorati non volle comparire, così che dovette essere chiamato per mezzo d'uno sbirro. Ho pur
inteso, che furono carcerati cinque pradazzani per tal causa dagli sbirri perginesi là mandati
apposta. Che il curato dee ritirarsi in un convento per tre mesi, e che s'ha appellato a Roma.
25 febbraio 1796
Li 25 ho inteso, che in Trento nello scorso carnevale una maschera portò in fronte la lettera B. di
forma grande, ed un'altra maschera nello stesso tempo distribuì delle cartuccie su cui eranvi
questi, o somiglianti versi:
Il B. dopo d'avere congregato
Molt'oro, e molt'argento nella cassa,
Ha nel cesto il P. il C. ed il Magistrato.
Tutti sanno, che il B. vuol dire Barbacovi; il P. il Principe, ed il C. il Consiglio del Principe.
27 febbraio 1796
Li 27 partì da Trento per casa sua l'ex consigliere Maistrelli, processatore del Barbacovi. Si dice
che questi fu processato per la famosa causa del Festi col Marzani, e per il negozio del
formento255 proveduto già tempo dal vescovo.
Ho inteso, che il Fedrici fu già tempo consigliato di rinunziare la curazia di Pradazzo colla
pensione annua di 150 fiorini; ma non volle. Bensì, che avrebbe rinunziato qualora gli fossero
stati dati mille fiorini subito, e poi cinquecento all'anno.
Nella sera de' 27, giorno di sabato alla casa del signor Conte Filippo Consolati consigliere
aulico di Trento i musici hanno fatto una solenne serenata per essere stato creato vice
cancelliere in capite successore dell'oggidì deposto Francesco Vigilio Barbacovi. Vedi sopra al
21 dicembre 1792.
28 febbraio 1796
Li 28, domenica un nostro Frate cappellano maggiore de' soldati ha loro predicato in lingua
illirica nella chiesa di s. Maria Maggiore di Trento; ed un cappellano de' soldati scismatici ha
predicato in lingua greca nella sala della casa Geremia nella Contrada Larga.
254
255
*Predazzo.
*Frumento.
Questo giorno fu freddissimo, più, che nello scorso gennaio.
In questo mese fu terminata la gran fabbrica lapidaria del patibolo nel luogo detto della
Malvagìa256 in Campo Trentino, cominciata nello scorso autunno dopo la morte del Pilone. Oltre
la forca ha il ceppo, cosa nuova presso i trentini. Mostra l'anno 1796.
Nello stesso mese, ovvero nello scorso carnevale in Valfloriana un putto, che viveva solo,
benché avesse un fratello disgiunto, essendo in procinto di ammogliarsi, fu ritrovato impiccato
ginocchione, perché la corda era troppo corta, tanto che se fosse stato ritto non avrebbe potuto
strangolarlo. Così fu trovato dietro ad un uscio d'un suo vòlto, aperto, con del danaro in tasca e
freddo. S'è impiccato nel venerdì sera, e trovato nella domenica, nella quale fu cercato, perché
andasse nella canonica a fare il tocco delle mani, ed il viglietto delle pubblicazioni. Fatto ricorso
a Trento per sapere, se fosse da seppellirsi in terra sacra, fu risposto affermativamente. Egli tutta
la sua vita fu in servizio d'altri.
29 febbraio 1796
Li 29, ultimo di febbraio bisestile ha nevicato tutto il giorno, cosicché non abbiamo potuto
uscire di convento.
1 marzo 1796
La neve restò alta più di mezza gamba, e quindi dovemmo far fare la rotta per andare alla città
nel primo giorno di Marzo.
2 marzo 1796
Li due di marzo ho inteso, che il vescovo non vuol fare alcun suo cancelliere aulico, e che farà
le di lui veci il Conte Consolati col titolo di vice cancelliere in capite. Ho pure inteso, che il
consigliere Giuseppe Leporini di Pergine avendo ricusato l'esser uno de processatori del
Barbacovi, per non peccare d'ingratitudine ai favori da lui ricevuti, fu privato di que' cento
talleri annui, che il vescovo gli dava per pagare l'affitto di casa. Ho inteso altresì, che il
Magistrato consolare ha deposto il suo procuratore Gio. Domenico Frigieri257. Ch'è giunto a
Trento il Fedrici curato di Pradazzo già sopra rammentato. Che molti soldati venuti a Trento
dalla Germania ritorneranno indietro per andare al Reno, avendo fallata la strada del loro
destino. Trento è sempre pieno di soldati, che vanno nell'Italia contra i francesi.
Ho inteso, che il Barbacovi ha scritto la sua deposizione, e dimessione; che ha presentato
memoriale al vescovo chiedendo di conservare il titolo di consigliere aulico, di ricevere la
pensione annua di 300 fiorini finché terminerà il Codice giudiciario, e di poter parlare allo
stesso vescovo in persona. Ottenne i due primi punti, ma non il terzo. Quindi replicò chiedendo
di poter scrivere al vescovo di Passavia fratello del trentino, e conseguì l'intento. In di lui luogo
è già fatto consigliere aulico effettivo il dottore Carlo Leopoldo Torresani di Cles, attuale
assessore delle Valli di Non, e Sole in Cles, e consigliere titolare, o sia onorario. Ma poi non
venne.
In questi giorni sono passate per Trento dieci monache istradate verso Roma con tre Frati, ed un
prete, scappando dai francesi. Erano vestite di bianco da Religiose, giovani, e pedestri, coperte
di neve.
4 marzo 1796
Li quattro nevicò ancora, ma non molto, e subito sparì.
Le sette monache sono state fondate nel 1787, portano seco un libro del loro Instituto, non
mangiano carne, e lavorano per guadagnarel258. Una è parigina, di anni tredici, altre di 16. La
più vecchia è di 30 anni. Li tre Frati sono del detto Instituto, in cui erano circa novanta. Sono
capitate a Trento li 29 febbraio e con licenza del vescovo sono state albergate dalle Madri
256
*Malvasia.
Questi fu rimesso.
258
*Guadagnarlo.
257
Orsoline. Gli accompagnatori sono all'osteria dell'Aquila Nera. Si trovano qui anche nel giorno
quarto di marzo.
5 marzo 1796
Li cinque, giorno di sabato ha nevicato, ma la neve non s'è punto fermata sulla terra. Bensì
quella poca ch'è caduta nella seguente notte.
6 marzo 1796
Li sei, giorno di domenica, sono stati con noi a pranzo nel nostro refettorio, avendoci pregati per
carità, gli accennati quattro accompagnatori francesi delle suddette monache. Uno è prete dello
stesso Instituto, e tre laici pure del medesimo Instituto. Il prete va vestito di nero, colla veste
talare, col tabarro, e cappello, e zazzera come gli altri preti, ma sul petto tiene un Crocifisetto
d'ottone al lato sinistro, e sotto di esso una corona grande. I laici sono vestiti di panno rozzo
bianco, con camicia, calzette, scarpazze, zazzera, senza barba. Hanno una tonaca lunga, cinta
con un cordoncino raddoppiato e di un solo gruppo in fondo. Portano una simile pazienza, che
arriva sino al fine della schiena, cuopre le spalle, il petto, e la schiena. Sulla parte sinistra del
petto tengono un Crocifisetto d'ottone, e sotto una coronona. Le loro monache sono tutte vestite
di bianco. Al giorno d'oggidì vive il loro institutore prete, che contava quattro case del suo
Instituto, fondato nel 1787 nella Franca Contea, o sia Contea di Borgogna, sotto l'arcivescovo di
Bisanzone. Ho sentito leggere le Costituzioni di tale Instituto scritte, e stampate in lingua
francese. Sono fondate sulla povertà, e silenzio, ed orazione, e penitenza. Non voglion voti di
alcuna sorta; ma pur esigono, che gli alunni rinuncino ad ogni bene del mondo, e che vivano
senza proprio; che si guadagnino il pane col lavoro, e non chiedano limosina. Si nominano
Solitari con un epiteto francese, che ora non i sovviene. Li detti quattro sono stati alla mia
Messa ginocchiati in piana terra. Alla mensa parlò il prete per rispondere sempre in buon latino.
Un laico, che sa italiano, avendolo imparato in Argentina da secolare, risposeci soltanto dopo
che glielo disse il prete. Due non sanno altro, che il francese. Tutti e quattro alla benedizione
della mensa, al ringraziamento, ed all'Angelus Domini tennero le mani giunte. Nell'uscire dal
refettorio si segnarono coll'acqua santa. In somma ci hanno dato saggio di pietà religiosa.
Dicono, che partiranno da Trento a' nove del corrente. Per le monache, le quali stanno alle
Orsoline, s'interessano il sig. Provicario Menghino, il sig. don Gio. Puzzer, e la contessa di
Wolchenstein. Hanno dato loro trenta troni le nostre monache di s. Michele. Il detto prete, che
sembra di appena 30 anni, ha soltanto sei mesi di Religione. Una delle sette monache ha
solamente sette anni di età, ed è distinta da quella di 13. Vedi sotto.
In questi giorni un Trentino ha promesso al vescovo di far tutte le spese di Bolle apostoliche,
vestimenti, ed altre simili cose qualora faccia suo Suffraganeo un dato soggetto, suo stretto
parente, fratello ... L. K. così consigliato da Simon Mago.
Ne' medesimi giorni un castratino, ed una donna con una sua figlia hanno chiesto al Magistrato
civico di Trento di poter dare del divertimento ai trentini con non so bene quali opere comiche, e
sono stati esauditi, essendo stato contrario il solo capo-console Sigismondo barone Trentini, il
quale comandò, che di tale sua contrarietà fosse fatta memoria negli atti consolari. Ha scritto ai
detti consoli una lettera contraria sua altezza rev.ma; ma non ottenne altro, che le dette opere
sono state battezzate (modificate) con altro nome. Per altro sono frequentate, e molto bene
pagate, mentre ogni sera li comici acquistano cento, dugento, ed anche più fiorini. Il detto capo
vi è intervenuto ogni sera con tutta la sua famiglia, ma per vedere se trasgredivano gli ordini, ed
ha pagato generosamente. Un'altra persona ha dato un souvrein, che importa 14 fiorini.
V'intervengono li rev.mi canonici, e li reverendi Beneficiati del Duomo. In città sonovi di quelli
che ciò biasimano.
8 marzo 1796.
Nel giorno ottavo, alle undici di notte, in Trento, sulla riva dell'Adige, appresso la Guglia259,
sotto la Contrada Tedesca, con una grande archibugiata fu ammazzato Liberale degli Antonii,
giovine di circa 19 anni, e nipote ex filio (Antonio) d'Antonio degli Antoni ricco mercatante, che
trovasi nell'età di anni 92 ancora vegeto. Su questo parla tutto Trento; ma li parlari non sono in
tutto uniformi. Questo è certo, che il giovine restò ucciso colla maschera in faccia, con due
pistole ai fianchi, con un palosso260, con uno stilo nel bastone, con un coltello. Che la maschera
aveva la barba lunga. Che la balla gli passò dal mento alla parte opposta, e tirossi dietro dei
cappelli. Che restò sfigurato tanto, che appena poté venire riconosciuto. Che più altre notti girò
per Trento in tal figura spaventando la gente, che assaltava con una lucernetta sbiresca. Che li
sbirri avevano ordine di legarlo. Che altri andando di notte andavano proveduti di arme. Che ai
suoi consummava molto danaro. Andava ai festoni, vestiva da Arlecchino ecc., nel qual abito è
anche morto. Ciò nonostante fu seppellito poco dopo le dodici meridiane del giorno nono dai
preti di s. Pietro nel cimitero comune ma senza suonare le campane, e senza molta solennità. Fu
subito citata nel palazzo Pretorio dal vice podestà Bernardino di Pietrapiana una ballerina, che
stava presso il luogo dell'omicidio per esaminarla, forse perché dicesi aver essa detto alla sua
albergatrice un giorno avanti, che s'era sognata di vedere sotto alle sue finestre molti uomini, ed
ucciso il detto Liberale.
Dal nostro vescovo fu mandato a Pradazzo come pro curato il nostro Padre Romedio Keller di
Cles predicatore attuale di Tesaro261. Andovvi li tredici marzo. Il signor dottore Luigi Lupi di
Trento ha ricusato di patrocinare l'ex curato Fedrici, benché da lui pregato.
In Centa di Calceranica ultimamente sonosi battuti degli uomini, ed uno restò talmente ferito,
che il chirurgo Bartolommeo Gerloni di Trento chiamatovi dovette segargli via un braccio. Morì
però intorno ai nove del corrente.
Ho letto, che l'imperatore Francesco secondo per la venerazione che ha per il magnanimo suo
zio Gioseppe secondo, gli fa erigere una statua a cavallo, e la farà esporre nella Piazza
Gioseffina.
Ho inteso che il Fedrici ex curato s'è appellato a Roma, e che ha assunto la di lui protezione, o
sia difesa il dottore Andrea Bassetti di Trento ex commissario di Brentonico.
11 marzo 1796
Nella notte venendo gli undici fu carcerato un compagno di Liberale, Giambattista Silli262 di
Pergine, che fu presente alla morte. Egli è un perginasco, già cocchiero del Conte Carlantonio
Lutti. Gli furono trovate addosso delle palle di piombo, ed in casa una pistola carica, ed un'altra
vacua. Per questo nella sera oscura del giorno undecimo fu dissotterrato il morto per trovare nel
capo la palla, e confrontarla colla pistola vacua. Tutto Trento parla di tal fatto; ma seguitano le
maschere notturne. Li domestici del morto sono stati troppo indulgenti, ad onta degli avvisi dati
loro da amici. Ma le dicerie sono discordi. Il Silli nel gennaio del 1797 fu condannato al
Zuchthaus trentino con più condizioni.
Nella notte dei nove in Melombardo fu attaccato un cartello alla porta del sig. Alfonso de'
Vigili, figlio di Gustavo, che sarà attaccato fuoco alla di lui casa, ed a quattro parti della villa, se
tenteranno delle novità. Si dice, che li rappresentanti comuni da venti anni non rendono i conti.
13 marzo 1796
Li tredici domenica di Passione il nostro vescovo nel castello di Trento ha ordinato molti
chierici minoristi senza celebrare la santa Messa, ma di mattina, come prescrive il Pontificale
romano. Ai chierici maggiori ha dato le dimissorie, e quindi sono andati a Bressanone, e
259
*Torre Verde?
*Daga.
261
*Tesero.
262
Sillio: Vedi sotto al 2 febbraio 1797.
260
fors'anche altrove. Ha dato loro gli esercizi spirituali il P. Luigi Doria Somasco piovano di s.
Maria Maddalena.
Nella medesima domenica dopo il vespro siamo stati alla solita processione della santa Spina.
Fummo di ritorno alle cinque e mezza. Il tempo fu bello. Ma io ho patito molto.
15 marzo 1796
Nel giorno di martedì 15 marzo dopo il pranzo sono partite a piedi per Roveredo le accennate
Religiose francesi, precedendo una con una croce, coi loro accompagnatori, tra' quali un
sacerdote, ed un chierico, che fu veduto passare, e ripassare per Pergine per andare in Germania.
Hanno stampato in Trento la loro Regola tradotta dal francese nell'italiano da un prete emigrato
francese dimorante in Trento, nominato don Pietro Paitheiret263. Tal libretto stampato senza
luogo e senza nome di stampatore (che fu Gio. Battista Monauni stampatore vescovile), in 8°,
pagg. 40, comincia così: Semplice esposizione d'uno stabilimento di pietà incominciato a
Fontanelles, diocesi di Besanzone nell'anno 1787. – 1°. Quest'è un ritiro, in cui vi sono quattro
case separate, otto grandi sale, e più di duecento celle. Quivi si sono stabilite circa sessanta
persone per praticare i consigli evangelici, ma senza farne voto. La loro occupazione è il
travaglio spirituale e corporale, 1° per l'educazione della gioventù, 2° per somministrare a'
popoli il soccorso degli esercizi spirituali nel ritiro. Così ivi. In seguito poi si dice, che tal
congregazione ha bisogno di Solitari dell'uno e dell'altro sesso. Che la casa delle donne si è tre
volte più numerosa di quella degli uomini. Che nel detto ritiro non si soffre alcuna provigione
né in danaro, né in grano, né pur sotto il pretesto della fabbrica, o d'indispensabili riparazioni.
Ch'è proibito di mendicare, e di cercare lemosina (sic). Che per santa umiliazione in favore di
tutta la congregazione, una persona solamente due volte all'anno fa delle cerche per giovare al
mantenimento de' poveri fanciulli. Che i fondi del primo fondatore non contengono venti iugeri
di terra, e che non se ne ricevono di più, né alcuna rendita fissa. Che niuno de' Solitari possede
cosa alcuna, né deve conservare cosa alcuna di proprio né in mobili, né in danaro, né cella, né
abito. Che non è ricevuto alcuno tra loro, se non ha messo ordine a tutti i suoi affari nel mondo,
e rinunziato di cuore, ed in effetto a tutto ciò, che possedeva. Che i poveri sono preferiti. Che se
i ricchi portano qualche cosa sul momento, ed avanti il loro ingresso, e in loro presenza viene
distribuita in buone opere secondo i più pressanti bisogni della casa. Che gli abiti de' Solitari
sono sacchi di penitenza, con un mantello per ciascheduno. La stoffa è un tessuto misto di lana,
e stoppa. La biancheria, le scarpe, e le calze debbono essere fatte grossolanamente, e da povero.
Il nutrimento ordinario consiste in un pane d'orzo, di formento, o mescolato, secondo
l'educazione, la condizione, l'uso e le disposizioni di ciascheduno. Vi s'aggiungono una volta per
ciascun giorno qualche sorta di legumi meschinamente apparecchiati. Un poco di vino per le
persone che eranvi avvezzate nel mondo; mai carne toltine i giorni che durano i santi esercizi
per i popoli, ed il tempo di malattia. Si fa uso non pertanto indifferentemente di carne, latte,
burro ecc. quando ciò è presentato dalla carità de' fedeli. Che fuori del tempo degli uffizi divini
e dell'istruzioni, i Solitari stanno ritirati per il lavoro, ciascun sesso separatamente nelle due case
destinate a questa maniera edificante di servir Dio. Che si levino dal letto alle quattro di mattina,
e vadano a riposo alle nove di sera ne' giorni ordinari. Ogni giorno recitano a due cori i piccioli
offizi della divina Provvidenza, e dell'Immacolata Vergine, la corona, le Litanie di s. Giuseppe,
e quelle di s. Teresa. Che uscendo un Solitario dal ritiro senza la licenza del primo superiore, se
vuole rientrarvi è trattato come uno straniero, che viene a presentarvisi. Che i Solitari debbono
rompere assolutamente ogni comunicazione col mondo, ed anche principalmente co' loro
parenti. Non ricever, né render visita senza licenza, e senza testimonio. I Solitari verso la mezza
notte al segno della campana recitano ogn'uno a parte cinque Pater, ed Ave in memoria del loro
ingresso nel ritiro, e per dimandare la grazia di non uscirne, che per andare nel bello, e felice
ritiro nel quale Gesù regna co' suoi. Che li Solitari a due a due fanno l'adorazione perpetua del
263
Paitheiret della piccola città di Trots diocesi di Aix nella Provenza, nato li 14 giugno 1762
rifugiato in Trento in casa Mersi. Ora 1796 sono 120 in giro, divisi in sei truppe o colonie. La sesta è
quella, che fu in Trento; ma si sospetta di qualche finzione.
santissimo Sacramento giorno e notte. Mantengono per carità nel ritiro molti poveri fanciulli,
ma non ne ricavano alcuno avanti l'età di sette, od otto anni. Che bramano di avere qualche
sacerdote, il quale gli aiuti ne' santi esercizi. Che i sacerdoti del ritiro vanno a dirigere gli
esercizi spirituali nelle parrocchie, ove sono chiamati, purché ciò sia senza pregiudizio della
solitudine. Qui tralascio altre cose meno notabili, ed aggiungo, che nel libretto seguita
un'approvazione di tale pio stabilimento fatta dal de Schaller canonico, Vicario generale, ed
offiziale di Losanna senza data. Poi dell'ill.mo e rev.mo monsignor vescovo di Losanna,
amministratore della diocesi di Besanzone sede vacante, detto Bernardo Emmanuele di
Lenzburg per la grazia di Dio, e della Santa Sede apostolica vescovo Conte di Losanna, principe
del sacro romano impero, abbate mitrato dell'abbazia di Hausterive dell'Ordine de' Cisterciensi,
ed amministratore della diocesi di Besanzone sede vacante, data in Friburgo nella Svizzera li 20
agosto 1792, ma come amministratore di Besanzone. Seguono alcune testimonianze,
approvazioni, e raccomandazioni accordate all'Instituto de' Solitari di Fontanelles nella Franca
Contea diocesi di Besanzone, dopo la loro espulsione, e saccheggiamento del loro Ritiro
nell'ottobre del 1792. Boley prete superiore del seminario di Besanzone con data di Friburgo
nella Svizzera 1 novembre 1793, loda grandemente il fondatore dell'Instituto dicendolo il
reverendo sig. Antonio Silvestro Receveur prete della diocesi di Besanzone, ancora vivente
emigrato. Altra di mons. Francesco de Pierre de Bernis arcivescovo di Damasco, e coadiutore
dell'arcivescovo d'Alby in Francia data in Roma 3 dicembre 1792 allo stesso Receveur. Altra del
suddetto vescovo di Losanna data al Receveur e suoi compagni dell'uno e l'altro sesso in
Friburgo 5 novembre 1793. Altra del M.R.P. don Agostino abbate della Trappa data al M.R.S.
Receveur, che s'intitola: Noi Frate Agostino abbate del monastero della Casa di Dio di ValSanta della Madonna della Trappa dell'Ordine de' Cisterciensi della primitiva osservanza, data
nel detto monastero 23 dicembre 1794 da Antonio Eleonoro Leone le Clerc de Ivigné
arcivescovo di Parigi, da Carlo Antonio Gabriele Osmont antico vescovo di Comminges, da
Cesare Guglielmo de la Luzerne vescovo di Langres, da Pietro Maria Maddalena Cortois de
Balose vescovo di Nimes, e da Gabriele Cortois de Pressigny vescovo di s. Malò. Altra di mons.
Conte di Bissingen decano e Vicario generale del rev.mo sig. e principe Massimiliano
Cristoforo vescovo di Costanza, principe del sacro romano impero, signore di Reichenau, ed
Oeningen, Gran Croce, e protettore del magnifico Ordine di s. Giovanni di Malta data in
Costanza 9 maggio 1794. Altra di mons. Gio. Nepomuceno vescovo di Pella Vicario generale ed
altri consiglieri ecclesiastici del vescovo d'Augusta data in Augusta 12 giugno 1795. Papa Pio
sesto li 6 luglio 1795 ha conceduto delle Indulgenze ai membri del detto Instituto, specialmente
ai preti direttori. Ai fedeli, che faranno gli esercizi sotto la direzione de' predetti preti. Ai
fanciulli delle scuole della detta società. Finalmente v'ha un attestato in favore de' Solitari dalla
società di Fontanelles nella Franca Contea diocesi di Besanzone, dato nel castello di Bol 29
settembre 1795 da Gio. Pietro Antonio de Diesbach cavaliere dell'Ordine Militare di s. Luigi, e
signore di Torry, Balì di Bol nel Cantone di Friburgo nella Svizzera, perché sono lodevolmente
dimorati circa tre anni nel paese della Rozza nel di lui Baliaggio senza mendicare. Così finisce il
libretto. Aggiungo come tralasciato, che tal società ebbe principio li 19 novembre 1787, che non
dimette alcuno per infermità corporali, né per età caduca, né per falli, o scandali, purché non si
continui in quello dopo esserne stato più volte avvisato. Che non si riceve alcuno senza una
prova più, o meno durevole secondo le circostanze. Finisco tralasciando di fare verun riflesso.
16 marzo 1796
Li 16 mercoledì in questa nostra chiesa di s. Bernardino ha celebrato privatamente la sua prima
Messa il signor don Niccolao Bazzoli da Roncone, ordinato a Bressanone. Fu assistito con cotta
dal nostro P. Epifanio di Roncone ottuagenario, e da altri Religiosi, tra' quali fui anch'io F.
Crisostono di Volano.
19 marzo 1796
Li 19 sabato, e festa di s. Giuseppe, nella chiesa di s. Giuseppe delle Madri Orsoline di Trento
ha cantato la sua prima Messa un certo Valentini di Mori; e nella chiesa della Madonna delle
Laste de' Padri Carmelitani Scalzi ha panegiricato in onore di s. Giuseppe il nostro P. Davide
tiarnitano264; il quale in Sardagna ha fatto le veci del curato infermo nelle domeniche 1-4 e tutta
la settimana dopo la domenica terza di Quaresima. Ho inteso che il suddetto prete Solitario ha
scritto in lingua francese una bella lettera al signor Conte Pio di Wolckenstein, ammonendolo di
rimuovere quella statua ignuda di Ercole, che ha veduto nella di lui sala; e che il Conte gli ha
risposto lodevolmente.
21 marzo 1796
Nel giorno 21 lunedì Santo è partito da Trento per Bressanone il signor Provicario Menghino
per pigliare gli Oli Santi.
22 marzo 1796
Nel giorno 22 martedì siamo stati nel Duomo a fare la solita ora di adorazione, accompagnati
dai signori musici, come sopra.
Ho inteso che il processo criminale incominciato contra il Silli, di cui sopra all'11 marzo, sia
stato sospeso dal vescovo; e che quindi si accresce il sospetto primiero, che l'Antoni sia stato
ammazzato d'ordine di persona prepotente, già eziandio per altre cose notata.
28 marzo 1796
Li 28 lunedì, seconda festa di Pasqua, siamo stati alla solita processione del Santo Monte, la
quale fu fatta dentro del Duomo, perché soffiò un vento troppo gagliardo e freddo. Partimmo, e
ritornammo come nell'anno scorso 1795. Li PP. Agostiniani vennero al fine. Li PP. Conventuali
alla metà.
Ieridì nel detto Duomo il vescovo non ha dato la benedizione Papale, promessa nei calendari,
perché non è andato al detto Duomo, non andandovi mai, neppure a predica, o al vespro.
8 aprile 1796
Gli otto d'aprile ho veduto sopra la porta dell'osteria dell'Europa in Trento un tavolone dipinto
coll'inscrizione in tre lingue italiana, francese, e tedesca, che dice Albergo Imperiale
dell'Europa. Garreggiano le due osterie imperiale e reale, di cui sopra. Ma finalmente l'Europa
cadde affatto nel 1801.
10 aprile 1796
Li dieci, domenica seconda dopo la Pasqua siamo stati alla solita processione della Dolorata.
Fummo di ritorno in san Bernardino dopo le sei e mezza. Officiò mons. decano Manci, senza
sparo di mortari. La mattina alla santa Messa cantò sull'orchestra eziandio quel musico, che
diede piacere ai trentini nella passata Quaresima; e fece il panegirico un prete Mosca di Trento,
nominato Giuseppe, figlio di Gaetano, fratello del prete Giovanni, e d'anni 31.
11 aprile 1796
Gli undici in Trento fu principiato l'atterramento de' muricciuoli, che circondano il sacro
cimitero del Duomo.
La lettera scritta al Conte Pio di Wolckenstein in lingua francese dal sacerdote sopra lodato, è
questa: Monseigneur. Intanto che l'eccellenza vostra s'interteneva meco mercoledì265 con tanta
bontà, io le corrispondeva con ingratitudine. Vidi sopra il picciolo camino della sua camera una
statua, da cui, a mio parere, s'offende considerabilmente la cristiana modestia. Sul momento ho
sentito uno stimolo pressante, che mi sollecitava a manifestarle il mio pensiero; ma poi una
codardia indegna del carattere augusto, onde sono rivestito, non meno che ingiuriosa alla
professione di pietà, che voi fate sì altamente, mi tenne in silenzio. Domando perdono a Dio per
264
*Da Tiarno.
Il mercoledì fu ai nove marzo: ma io suppongo, che debba dire martedì, giorno in cui dopo il
pranzo è partito da Trento, e fu a congedarsi dal Conte.
265
avere resistito alla sua voce, lo domando a voi, Monseigneur, d'aver negletto una sì bella
occasione di mostravi la mia riconoscenza, e d'aver osato dubitare della religion vostra fino al
punto di credere, che voi restereste offeso della mia franchezza, se avessi avuto il coraggio di
dirvi, che la gloria di Dio tutto purità, si trovava compromessa. Sì, Monseigneur, ella è
compromessa la gloria di Dio, poiché questa statua potrebbe diventare per molte povere anime
un'occasione d'inciampo. Ah, che non posso io disseccare questa sorgente di peccati! perché non
mi è dato non solo di togliere dalla vista degli uomini, ma ben anco di mettere in pezzi senza
pietà tutte le opere di questo genere, in riparazione di quei peccati, che tanto indegno mi
rendono di parlare degl'interessi del mio Dio? Io ho l'onore di essere col più profondo rispetto, e
la più sincera non meno che la più viva riconoscenza. Così finisce la copia. Mi dispiace che
manca il nome dell'autore, e la data. La suppongo scritta da Roveredo. Giunse a Trento li
dicidotto marzo. Ella condanna li difensori dell'immagine di Melombardo266 sopra mentovata al
19 agosto 1795.
20 aprile 1796
Nella sera del giorno 20 fu portato a questa nostra sagrestia di san Bernardino il cartello
vescovile, perché nella santa Messa dicasi la colletta ad petendam pluviam.
21 aprile 1796
Li 21 sono giunti a Trento parecchi signori francesi cacciati dal dominio veneto, ed hanno
proseguito il loro viaggio verso la Germania nel giorno 22. Si credette, che tra loro vi fosse
anche Luigi XVIII detto re di Francia dai realisti267; ma altri dicono ch'è andato per Trieste.
Fuvvi del disturbo tra i locandieri dell'albergo imperiale, e dell'albergo reale, o sia dell'Europa, e
dell'Aquila d'Oro, con pericolo di qualche omicidio. Altri dicono, che il re fu nel Duomo a
comunicarsi. Altri, ch'è passato col titolo di Conte di Lilla. Gli fu intimato di partire da Verona
d'ordine del governo veneto dal marchese Carlotto di Verona. Si offese di tale intimazione, e
disse, che l'accettava con patto, che gli venga presentato il Libro d'oro per poter cancellare di
proprio pugno la sua famiglia, e che gli sia ristituito il regalo fatto ai veneti dal re Enrico quarto;
e che l'affronto era fatto al re di Francia. Io tengo, che sia passato per Trento, ma non abbia
voluto essere conosciuto. Vedi sopra al 6 dicembre 1793.
3 maggio 1796
Ma li tre di maggio leggo, che nella sera de' 22 aprile il pretendente alla corona di Francia sotto
il nome di Conte di Lilla è giunto da Verona a Lugano, e che li 23 di buon mattino ha proseguito
il suo viaggio per la Svizzera.
Le cose della guerra passano assaissimo malamente rapporto agli austro-sardi.
8 maggio 1796
Gli otto ho inteso, che il Cristofori sopra al 6 giugno 1795, fu liberato dalla Rocca di Riva per
grazia di sua altezza rev.ma, impetrata dal prete Filippo de' Fanti di Terlago abitante in Trento; e
che il di lui fratello ritirato a Roveredo ha ottenuto da Vienna un molto onorifico diploma di
bottanico, o sia speciale. Quindi nella Gazzetta di Roveredo, si nomina Pietro Cristofori speziale
approvato, e giovine della speziaria Torelli, proveditore delle acque acidole di Recovaro per chi
ne vuole.
12 maggio 1796
Li dodici Trento è tutto scompigliato per timore de' vicini francesi. Roveredo è pieno d'italiani
scappati, e molti passano per Trento verso Insprugg specialmente donne. Oggidì è giunta al
nostro vescovo una staffetta mandatagli dal signor dottore Luigi Ciurletti di Trento suo
governatore del marchesato di Castellaro nella diocesi di Mantova. È pur venuto a Trento colla
266
267
*Mezzolombardo.
Vedi sopra al 6 dicembre 1793.
sua famiglia partito da Cremona il signor medico Pietro Borsieri trentino. Milano ai dieci s'è
dato ai francesi.
15 maggio 1796
Li quindici, domenica della Pentecoste, furono nel castello di Trento moltissimi cresimandi,
secondo l'invito loro fatto; ma non vi fu cresima, perché al vescovo è sopraggiunto non so qual
male.
Nel medesimo giorno fu dato principio nel Duomo di Trento alle pubbliche orazioni, che si
faranno in tutte le chiese della città per l'imminente invasione dei francesi. V'ha grande carestia
di fieno, e di formento, attesa la subitanea venuta di cavalli, ed uomini. Il formento costa cento
troni il sacco. Le dette preghiere sono fissate sino ai quindici del prossimo giugno. L'ottava però
del Corpus Domini non è per alcuna chiesa particolare. Nell'editto non si spiega qual sia il
bisogno, e si assegnano le preci pro quacumque tribulatione. Perché il vescovo le ordinasse fu
stimolato dal Capitolo, e dal Magistrato della città.
Trento è pieno pienissimo di carrettoni militari austriaci venuti dall'Italia di ritorno per la rotta
data dai francesi agli austriaci presso Lodi.
In Trento vuolsi far l'ospitale militare per li feriti nell'Italia. I soldati lo vogliono in città; ed i
cittadini fuori di città per non infettarla di mali. Finalmente prevalsero i cittadini. Onde
18 maggio 1796
Li 18 giorno di mercoledì, dopo il vespro, il Magistrato consolare per mezzo del nostro P.
Saverio ci ha intimato di evacuare dentro ventiquattr'ore questo nostro convento di san
Bernardino, perché possano in esso essere collocati li soldati feriti. Nello stesso tempo fu dato
un simile ordine dolorosissimo ai Padri Cappuccini di santa Croce, ai padri Conventuali di s.
Francesco, ed alle Madri Clarisse di s. Michele. Nel giorno poi seguente 20 dopo il pranzo,
anche ai Padri Carmelitani Scalzi delle Laste. Le monache nel giorno 19 sono andate tutte num.
36 nel monastero di san Giuseppe delle Madri Orsoline; a stento però perché appena poterono
trovare carrozze, e passare con esse per le strade piene di carrettoni. Noi Riformati siamo andati
ai 19 di sera in due scuole del ginnasio vescovile in sette soli, cioè Guardiano Gioachino,
Vicario io Grisostomo, Agostino, Albano, Placido, Mattia, Gervasio, essendo altri andati
altrove; cioè il P. Vitantonio nell'infermeria come cappellano; nella stessa infermeria come
bisognosi li Padri Arcangelo Provinciale, ed Epifanio, e come infermieri fra Abbondanzio, fra
Giuseppe, e fra Mauro. A Campo il P. Gaudenzo, a Cavalese il P. Borgia, a Cles il P. Stanislao,
e P. David, a Metz268 il P. Regalato, e fra Feliciano, a Pergine il P. Mariano, il P. Ubaldo, fra
Lorenzo. Anche li PP. Cappuccini sono venuti nelle dette scuole ai 19, ma in numero assai
maggiore. Li Padri Conventuali sono andati a s. Trinità coi Padri Filippini. Li Carmelitani
ebbero ordine di ritirarsi a s. Maddalena coi Padri Somaschi; ma essendo pochi si ritirarono in
una casa rusticana del loro vicinato. Noi nelle scuole non ritrovammo altro, che il coperto, un
tavolino, ed alcune seggiuole di paglia. Siamo andati ogni giorno a pranzo divisi per diverse
case; la sera pigliavamo nelle scuole soltanto un pezzo di pane con una ciotola di vino, cose
dateci da più benefattori. Per dormire abbiamo preso i nostri sacconi. Nello stesso tempo sono
venuti degli altri nostri Frati scappati da Roveredo, ed Arco, ma furono spediti a Borgo. Sono
pure capitati de' Cappuccini da Roveredo, e Condino; de' quali altri andarono a Maleto, e due
troppo infermi furono collocati nell'ospitale della Ca di Dio per grazia del sig. Conte Girolamo
Graziadei ministro di esso, non avendo voluto il Magistrato, che restino nelle scuole.
28 maggio 1796
Li 28 sabato, essendo partiti tutti gli alunni del seminario, siamo stati collocati noi Riformati, e
Cappuccini nelle loro camerate, situate sotto ai coppi, 84 scalini alte dal piano; e nelle scuole
furono posti dei soldati.
268
*Mezzolombardo.
Avanti di tal giorno, cioè li 24 di sera furono albergate nella sala di rimpetto a noi nelle dette
scuole, dove si sogliono fare le commedie, molte monache venute da Mantova col loro
cappellano secolare. Partirono in barca per Insprugg li 26 giorno del Corpus Domini, dopo
d'aver fatta la santa Comunione nell'oratorio sopra la sagrestia. Sono venute a Mantova da Lione
di Francia già qualche anno.
Nella notte venendo il giorno 21 sabato insalutato hospite è scappato da Trento il nostro
vescovo col suo fratello Matteo, e credesi andato a Passavia. Ritornò in Castelton li 22 maggio
1797.
26 maggio 1796 (sic)
Li 26 festa del Corpus Domini siamo stati alla processione del Duomo in sette soli con il
Crocifisso delle scuole, dove ne pigliarono un simile anche li Padri Cappuccini.
31 maggio 1796
Li 31 ed ultimo di maggio sulla sera in Trento fuvvi un bisbiglio grandissimo per la moltitudine
de' nostri soldati di ritorno dall'Italia, e per l'avvicinamento de' francesi. Per questo sono
scappati tanti roveretani, e trentini.
3 giugno 1796
Nella notte dei tre venendo i quattro di giugno, e sabato sono partiti per Bolzano li soldati
quartierati nel nostro convento di san Bernardino, i quali occuparono le celle, il refettorio, la
libreria vecchia, i chiostri, la cucina, il lavatorio, il salvarobe, e la chiesa. Sono morti tre soli
senza sacramenti, e senza veruna assistenza. Li conosciuti infermi venivano tosto mandati a s.
Francesco, a s. Michele, e li morti ogni sera con un carro venivano condotti in un prato verso
l'Adige, e ivi seppelliti affatto nudi.
5 giugno 1796
Ai cinque giorno di domenica nella nostra chiesa furono celebrate due Messe.
6 giugno 1796
Ai sei, giorno di lunedì, siamo ritornati al nostro amato convento; ma non potemmo subito
abitarlo, essendo pieno di carrezze, fetente, e difformato. Ci rannicchiammo nel provincialato
nuovo.
Nei detti giorni di mia emigrazione ho ricevuto la carità del pranzo li 20 venerdì dal sig. barone
Trentini Capo console; 21 dalla fraila Teresa Sardagna; li 22 dal segretario Mancio; li 23 dalle
tre fraile269 baronesse di Prato; li 24 dai baroni Salvadori di s. Simonino; li 25 dal Conte Filippo
Sizzo; li 26 dal B. Trentino; li 27 venerdì, dal Conte Bartolommeo Tabarelli; li 28 dal Conte
Filippo Sizzo; li 29 domenica dal Conte Giuseppe Melchiori; li 30 dal conte Giuseppe
Melchiori; li 31 dai baroni Salvadori suddetti; il primo, secondo, terzo e quarto di giugno dal
Conte Melchiori suddetto; il quinto dal barone Luigi di Prato; il sesto lunedì dal Conte Giuseppe
Melchiori. Ai 23 di maggio ebbi per compagno il fra Placido; negli altri giorni sempre il P.
Albano. Il P. Guardiano ebbe sempre per compagno il P. Agostino.
Il comandante de' soldati posti nel nostro convento si nominò de Ditherich tenente, e
comandante del luogo. Abitò nella cella guardianale, premunendosi con un rastello ecc. Fu
giovine austriaco.
22 giugno 1796
Li 26 festa di s. Vigilio, cominciammo ad officiare solennemente la nostra chiesa. Avanti
abbiamo officiato a voce bassa. Siamo stati alla solita processione del Duomo.
Nella era de' 23 venendo li 24 ho sentito dei tuoni.
269
*Signorine.
9-12 luglio 1796
Li nove, dieci, undici, e dodici di luglio fu qui con noi il Padre Domenico da Finale Riformato
genovese, che fu cappellano militare co' marescialli Vins, e Boilieu, insieme con un Cappuccino
suo fratello, che albergò a s. Croce270. Partì ai 12 verso Roveredo, dove stava il Wurmser
successo al dimesso Boilieu. Il P. Domenico è venuto da Tonale, e Cles, e Metz Lombardo,
scappando dai francesi.
Agli undici fu portato in questa nostra infermeria il prete Francescantonio Polidoro di Torbole,
domiciliato in Trento sino dall'anno 1795.
15 luglio 1796
Ai quindici cominciammo a recitare dopo le Luadi ogni giorno in coro le Litanie de' Santi colle
loro preci per il buon esito della guerra, ma senza obbligo.
16 luglio 1796
Li sedici sotto il pranzo sono venuti alcuni soldati a vedere il nostro convento per destinarlo
ospitale di altri soldati infermi.
23 luglio 1796
Li 23 venne di quartiere nel nostro convento un capitano infermo, con due servi, un chirurgo, tre
cavalli, e sette carri, del reggimento Jellaschisch. Fu di cognome Janus, nativo del Sirmio,
figlio, nipote, e fratello di soldati, dell'età d'anni 36. Parlò soltanto tedesco, non sapendo il
latino. Partì dal nostro convento, perché troppo lontano dalla città nella mattina271 del giorno 27
ed andò ad albergare appresso il sig. Giuseppe Ricci sotto i Portici.
30 luglio 1796
Li 30 giorno di sabato, noi bernardiniani abbiamo fatto la funzione in questa nostra chiesa
prescritta per il terzo turno d'orazioni pubbliche.
31 luglio 1796
Li 32 domenica siamo stati in s. Maria Maggiore colle processione, che portò la divota
Madonna detta del Coro di s. Vigilio; con che finì il terzo turno.
1 agosto 1796
Il primo giorno d'agosto i soldati furono ancor a vedere il nostro convento per destinarlo ospitale
militare. Ma non piacque loro, perché le celle sono troppo picciole. Il Commissario abitò in casa
baldovina a s. Benedetto, chiamato Wainer viennese.
3 agosto 1796
Li tre d'agosto fu destinato di quartiere nel nostro convento un capitano ungaro detto barone
Reicher, del reggimento Esterhasy, e gli preparammo l'appartamento, ma poi non venne, e restò
in città. Fu ferito.
7 agosto 1796
Li sette, giorno di domenica, nel Duomo fu cantata una Messa col Te Deum per la liberazione di
Mantova; ma prima di cantarla si seppe, che nuovamente restò assediata.
In questi giorni ho letto, che nello scorso luglio è morto in Venezia di apoplessia il Conte Carlo
Breuner ambasciatore cesareo, rammentato sopra al 22 giugno 1792.
270
Li 10 agosto 1797 capitò qui una di lui tonaca, diretta Trento Primier. Prade.
Janus che ritornò dall'Italia per andare nella Giudicaria nel dicembre del 1796. Fu nel nostro
convento li 30 dicembre.
271
12 agosto 1796
Li dodici sono stati ancora i soldati a vedere il nostro convento per farlo ospitale militare.
14 agosto 1796
Li quattordici è capitato a Trento scappando da Mantova il maresciallo Conte Wurmser, che fu
alloggiato nel palazzo del Conte Matteo tonero272 di Contrada Larga.
21 agosto 1796
Li 21 domenica siamo stati alla solita processione del voto della città.
3 settembre 1796
Li tre di settembre i francesi furono a Marco nel Lagaro.
4 settembre 1796
Li quattro circa l'una pomeridiana furono in Roveredo, e nella sera furono a Mattarello. Io
stando nella nostra cella ho sentito il romore del cannone postato appresso Calliano, ed ho
veduto il fumo. Nella stessa sera tarda il Wurmser è scappato verso Pergine, e Valsugana.
5 settembre 1796
Li cinque, giorno di lunedì, alle otto di mattina, i francesi sono giunti a Trento, accompagnati da
Napoleone Buonaparte corso, loro generale in capite273. Gli ho veduti passare per il ponte della
Fersina colle scialbe nude; dieci de' quali per il vaso della Fersina vennero diritti al nostro
convento; ma non passarono il secondo chiostro. Chiesero danaro, ed avendo loro risposto il P.
Guardiano, che non ne abbiamo, dimandarono da bere. Dunque demmo loro del pane, e del
vino, e così senz'altro partirono. Visitarono poi tutti li molinari; ma non fecero loro gran mali,
perché li trovarono poveri.
6 settembre 1796.
Li sei circa le dodici di mezzogiorno, d'ordine del Buonaparte furono due uomini del castello,
dove prese albergo il detto generale, a chiederci dei frutti con due gran cesti. Dunque demmo
loro dell'uva, de' fichi, e dei persici, ed il P. Guardiano andò cogli uomini a presentargli al
Buonaparte, da cui ebbe udienza mercé l'attenzione del podestà Luigi Cheluzzi, parente dello
stesso Buonaparte. Fu breve, ma graziosa.
Il detto Buonaparte andò subito a Gardolo per vedere la sua gente arrestata dai soldati cesarei al
ponte di Aviso distrutto. Fu sul campanile di Gardolo274 col curato Zanella, e la sera passò a
Pergine, perché li suoi furono fermati a Levico da' cesarei.
Nello stesso giorno sesto monsig. Vicario generale ha pubblicato una lettera stampata, e diretta a
tutti i parrochi d'ordine del Buonaparte rapporto al culto divino, ed al contegno degli
ecclesiastici, certamente buona. Al nostro P. Guardiano giunse nella sera degli otto e la
leggemmo alla pubblica mensa nella stessa sera come circolare interessante.
8 settembre 1796
Nel giorno ottavo abbiamo riassunto il canto del coro intermesso nel giorno quinto.
10 settembre 1796
Nel giorno decimo abbiamo riassunto il suono delle campane intermesso275 nel giorno quinto;
ma molto ristretto, cioè di una campana sola, ora la grande, ed ora la piccola, come ne'
272
*Thunn.
d'anni circa 27, nato in Corsica li 6 agosto 1768.
274
*Dal campanile della vecchia chiesa di Gardolo, unica allora esistente in quel paese, non si
poteve scorgere la zona di Lavis!
275
*Interrotto, sospeso.
273
semidoppi, ed anche assai meno, giacché non sonammo mai, né al Sanctus, né all'elevazione
della Messa conventuale, né al Mattutino, né per li morti ecc. L'Avemmaria servì per la Messa
prima. Non demmo mai botti né per le Messe, né per l'Indulgenza, né per altro. Tenemmo la
porta chiusa della chiesa sino a giorno chiaro, e dopo Nona sino al vespro, e subito dopo la
Compieta.
11 settembre 1796
Nel giorno undecimo, domenica, il ponte di s. Lorenzo fu caricato di fascine, e di polvere da
fuoco. Tutto Trento per questo fu assaissimo scompigliato. Alle undici di mattina oltre il detto
ponte, appresso alla colonna pilonica dai francesi furono moschettati, ed uccisi quattro
bersaglieri austriaci, cioè un Sontag di Gardolo, un avisano, Silvestri di Enguiso in Ledro, ed un
nonese.
14 settembre 1796
Ai 14 furono destinati confessori de' soldati tedeschi infermi li nostri PP. Saverio276, e
Maurizio277; e per li francesi don Giovanni Puzzer, e don Francesco Ravelli; ma non ebbero da
far molto, anzi niente.
17 settembre 1796
Nel giorno 17 il Cheluzzi ritornato già da Bassano dove fu col Buonaparte, risegnò la Pretura di
Trento per timore del Consiglio di Trento suo avversario278. Per questo la città mandò quattro
suoi deputati al Buonaparte, i quali furono il barone Cristoforo Trentino, figlio del capo console;
il sig. Niccolao Donati; il sig. dottor Federico dell'Aquila, ed il sig. Andrea dalle Armi. Due di
questi restarono a Verona, e due andarono dal Buonaparte a Milano, cioè l'Aquila, e l'Armi.
3 ottobre 1796
Li tre di ottobre, giorno di lunedì, a buon'ora i detti deputati giunsero a Trento di ritorno, e senza
punto fermarsi andarono all'Aviso dal generale Vaubois, il quale subito subito mandò a deporre
dal grado di consiglieri il Festi, il Prati, l'Ippoliti, ed il Leporini, ritrovati nel Consiglio col vice
cancelliere Consolati, che restò solo confermato. Dopo il pranzo poi furono spediti a Milano, in
due carrozze tonere279, accompagnati da soldati, e da scherni de' cittadini. Col Leporini ha
voluto andare anche la di lui moglie nata Todeschina di Pergine. Nella sera poi dai musici fu
fatta una solenne serenata al Cheluzzi.
5 ottobre 1796
Ai cinque i soldati francesi hanno condotto via su di un carro la serva, e le robe del Prati.
8 ottobre 1796
Gli otto ho inteso, che sono stati creati cinque nuovi consiglieri dai magistrati d'ordine del
Buonaparte, cioè il barone Gaudenz'Antonio Gaudenti, ed Ambrogio Schreck di Trento; il
dottore Nocher di Borgo; il dottore Carlo Marcabruno d'Arco; il dottor Heymb di Roveredo; ma
li tre ultimi non accettarono. E quindi furono eletti il dottor Bertolini di Pergine; il dottor Dordi
di Borgo, ed il dottor Filippo Perottini di Roveredo280.
Le vendemmie in quest'anno furono principiate avanti san Matteo, perché li soldati le hanno
cominciate ancor avanti, e continuarono sinché fuvvi da vendemmiare.
276
*Francesco Saverio Battisti professore nel seminario diocesano.
*Felder, pure professore nel seminario diocesano.
278
Nel giorno 19 fu deposto il Cheluzzi come forestiero, ma continuò, e dura anche li 6 marzo 1799.
279
*Della famiglia Thunn.
280
Li quattro consiglieri furono trattenuti a Milano, e rimessi in libertà dal Buonaparte con decreto
de' 5 maggio 1797.
277
Gli otto li soldati hanno buttato nell'Adige la statua di s. Nepomuceno, mentre avanti di essa
oravano e cantavano dei buoni cristiani.
19 ottobre 1796
Li diciannove ho inteso, che in Passavia è morto alla presta monsignor Tommaso Conte di
Thunn, vescovo di Passavia, alla presenza de' tre suoi fratelli Pietro vescovo di Trento, Filippo
canonico di Trento, e Matteo; ch'è morto per uno sbocco di sangue, cagionato dall'esser caduto
da cavallo. Morì ai sette.
20 ottobre 1796
Li venti è caduta la neve su i nostri monti di Povo, Sardagna, e Terlago.
22 ottobre 1796
Li ventidue alle cinque di mattina si fece sentire da noi un terremoto replicato.
24 ottobre 1796
Li 24 piovette, sventò, e cadde la neve ancora più bassa su i nostri monti.
In questi giorni la salsiccia in Trento fu pagata venti soldi la libbra. Il butiro 24 e più carantani
la libbra, eziandio trenta. Le ova due carantani l'uno. L'olio dassi a misura molto scarsa. Così
pure il sale. La carne è poca, e trista, o sospetta, perché sono chiusi li passi, sono molte le
bocche, e nel paese c'è una grande mortalità de' buoi.
27 ottobre 1796
Li 27 avanti il giorno chiaro fuori della nostra porta del convento abbiamo ritrovato un
bastardello non battezzato. Lo abbiamo subito insinuato a monsignor Vicario generale, che lo
fece levare, e portare altrove. Nel medesimo giorno nel castello di Trento si radunarono a
consiglio tre capi de' francesi, li quali spedirono molti soldati sul perginasco, che presto
ritornarono.
Ne' giorni precedenti sono andati a Verona per trattare col generale Buonaparte a nome del
Magistrato di Trento il podestà Cheluzzi, ed il dottore Aquila.
29 ottobre 1796
Li 29, giorno di sabato, il detto Magistrato con molto clero, e popolo è andato
processionalmente al romitorio di san Rocco di Casteller, perché a cagione de' tumulti
guerreschi non poté andarvi ai sedici di agosto, festa di san Rocco, secondo il voto, e costume.
Aveva destinato d'andarvi ai 25, giorno di martedì, ma non poté, perché impedito da pioggia
dirotta, e vento gagliardo.
Già parecchi giorni monsignor Vicario ha scritto una circolare ai parrochi, che concedano l'uso
della carne, e del grasso anche n' venerdì, e sabati ai bisognosi, a titolo di carestia, cosa che ha
servito molto ai golosi cattolici di nome. Non mi spiego di più.
30 ottobre 1796
Li trenta, giorno di domenica, la sera, in Trento due soldati hanno duellato; per il che la città fu
tutta scompigliata e posta in gran timore, e tumulto, essendo andati altri soldati per le case a
cercare i duellatori.
2 novembre 1796
Li due di novembre li francesi, quartierati all'Aviso, e Pressano tentarono di passare avanti, ed
andare a Bolgiano. Vennero dunque alle mani coi tedeschi posti a san Michele, li superarono,
ma la sera furono respinti, e ritornarono ai loro posti primieri, dopo d'avere terminato di
rovinare la Prelatura di san Michele.
4 novembre 1796
Li quattro, giorno di venerdì, e festa di san Carlo, circa le sette di mattina li francesi quartierati
in Cadine di Sopramonte furono investiti dai tedeschi condotti dal generale barone Laudon
giuniore per la via di Terlago, e a forza d'innumerabili moschettate e di molte cannonate furono
cacciati per il Bus di Vella sino a Trento, dove si salvarono col bruciare il ponte di san Lorenzo
circa il mezzogiorno. Li tedeschi lanciarono moltissime balle di moschetto nella città sino sul
Cantone, sul tetto del Duomo, nel castello ed in altre case più lontane; ma non offesero verun
cittadino, bensì più francesi andati sulle mura. Una balla forò un cristallo del Conte Alberto
degli Alberti di Poia a Santa Margherita, lasciandovi la sola circonferenza sua, senza altra
rottura. In tal tempo fu intermesso ogni suono di campane. Il moschettamento durò quasi fino a
notte. Il ponte fu consumato interamente, restando soltanto quella parte delle pile, ch'è sotto
l'acqua. Il fumo grande andò sino verso Romagnano. Io non posso dir tutto, benché abbia
veduto, e sentito tutto stando in convento. Il tempo fu nuvoloso. La seguente notte nella città
fuvvi dell'inquietezza, perché sono venuti a Trento molti francesi dall'Aviso, Pressano, Pinedo,
Pergine ecc.
5 novembre 1796
Alle due poi dopo la mezzanotte, venendo il giorno quinto, e sabato, benché piovoso, tutti sono
partiti verso Mattarello, eccettuati gl'infermi, ed altri dispersi, forse non avvisati a tempo. Molti
infermi, ancora vivi, furono barbaramente gittati nell'Adige dai francesi. Circa le dieci col
mezzo di una barca venne da Pedecastello a Trento il generale Laudon, il quale fu ricevuto con
giulivi Evviva, Evviva il Laudon281. In seguito vennero moltissimi soldati austriaci, li quali
andarono a caccia de' rimasti francesi, e li fecero prigionieri. Dall'Avis venne coi suoi il tenente
maresciallo barone Davidovitz, dalmatino greco, benché dai francesi sia stato bruciato quel
ponte, ristorato d'ordine del Buonaparte ai sei di settembre, per essere stato rotto ai cinque di
settembre da' tedeschi fuggitivi.
6-7 novembre 1796
Ai sei, e sette appresso Calliano combatterono vivissimamente li tedeschi contra i francesi là
fermatisi, ed anche ritiratesi nel castello di Beseno. Il stando in cella ho sentito il continuo
cannonamento, ed ho veduto il fumo grande, ed il lustro della moschetteria. Durò sino al vespro
del giorno settimo, in cui restarono vincitori li tedeschi a grandissimo stento. Li francesi rimasti
vivi, e liberi andarono verso Roveredo senza fare alcun danno.
Ai sei, giorno di domenica, di cielo sereno, restò uccisa in Trento per accidente la serva dell'oste
Zucchelli detto Scandoletta alla Porta dell'Aquila, per un'archibusata uscita a caso. D'ordine d'un
ufficiale tedesco fu pubblicamente bastonato il sartore Munding di Trento giovine282.
Ai cinque in Trento fu ripigliato il suono delle campane intorno alle dieci di mattina. Noi
cominciammo col suono del mezzogiorno.
Ai sette di nuovo in Trento si cominciò a recitare nella santa Messa la colletta Deus, qui
conteris bella.
9 novembre 1796
Ai nove ritornò a Trento da Verona il podestà Cheluzzi coll'Aquila, essendosi fermati in
Roveredo ne' giorni delle battaglie di Calliano. Sono partiti da Verona senza d'aver ottenuto
risposta dal Buonaparte, perché disse loro soltanto, che ritornassero da lui dopo due giorni, dopo
tre giorni, dopo cinque giorni; e da un altro francese furono consigliati di partire.
281
L'ala orientale di Pinedo e Pergine fu comandata dal generale Vussakovich Filippo barone da
Segna dalmatino.
282
Munding figlio, che morì di mal petecchioso li nove gennaio 1797.
13 novembre 1796
Ai tredici, giorno di domenica, e festa del Patrocinio di Maria Santissima, noi abbiamo ripigliato
interamente il nostro suono delle campane, come fu avanti la venuta di francesi.
Nei fardelli de' francesi fu trovato in Trento, ed in Torbole, che d'ordine del Buonaparte ai
quattordici di questo mese dovevano saccheggiare ogni luogo, anche le chiese, e poi partire di
qui verso Verona.
14 novembre 1796
Ai quattordici sono giunti a Trento due commissari austriaci, de' quali parlerò in seguito.
Ho tralasciato moltissime cose notabili accadute in questo ultimo semestre, perché fu troppo
scompigliato, ed io ebbi altro che fare, e pensare, stando anche lontano da questo mio volume.
Qui dirò, che la prima ritirata de' nostri tedeschi costò moltissimo ai Trentini, per il grandissimo
numero de' buoi, che vollero da condurre li magazzini verso Bolzano. I detti buoi patirono
assaissimo, perché avevano poco da mangiare, e niun riposo. Frequentemente cadevano morti
sotto il carro, ed altri venivano abbandonati dagli stessi padroni troppo stanchi, ed offesi
dall'importunità, ed indiscretezza militare. La cavalleria napoletana guastò le campagne dove si
quartierò allo scoperto, in Piazzina, a Lamar, in Briamasco ecc. Tutte le piazze e le strade della
città vi videro pienissime di carrettoni, cavalli, e soldati buttati per terra, tanto che non potevasi
camminare diritti. Non vedevasi alcuno, che non mostrasse mestizia. Molti sono fuggiti. Altri in
Fiemme, altri in Valsugana, altri a Vicenza, altri a Bassano, Feltre, Belluno, Passavia,
Salisburgo, Bressanone, Bolgiano ecc. È scappato il Conte Pio di Wolchenstein capitano della
città; il Conte Francesco Alberti di Enno; il Conte canonico Alberti di Enno; il Provicario
Menghino; Lorenzo Zambaiti con la sua madre, cognata, e sorella, e cugina; la contessa
Migazza; la contessa Marianna Tonera; la fraila Teresa Sardagna; il Conte Ab. Giuseppe
Sardagna; il barone canonico Eyerle; il Conte canonico d'Arsio; il Conte canonico Kuen; il
barone canonico Buffa; il barone canonico Piccini giuniore. Il Conte Giuseppe di Thunn; l'erede
Travaglia colla sua consorte; e tanti altri. Stettero fermi li Conti Melchiori; li Conti Sizzi; li
Conti Manci; li baroni Salvadori di san Simonino; li Conti Bortolazzi. Il Carpentari rettore del
seminario; monsig. decano Manci, monsig, Zambaiti Vicario generale. I baroni Gaudenti e tanti
altri. Il maresciallo barone Boilieu fu quatierato in Ala, in Roveredo, e molto tempo in Calliano,
donde fu trasportato come sospetto a Lintz; e venne in di lui luogo il Conte Wurmser. Questi
nella sua ritirata venne a Trento li 14 d'agosto, ed alloggiò nel palazzo Tonero. Si fece un
grandissimo consumo di fieno fatto venire a Trento anche dall'Anaunia, e dall'Ausugio. In Fiera,
al palazzo delle Albere, e nel palazzo gallassiano furono piantati li forni mobili militari. Per
gl'infermi fece il pane Domenico Grandi fornaio di Trento a s. Maria, il quale provide l'ospitale
militare anche di vino, minestra, e crauti, e carne. Familiari del Wurmser, confidenti, e
commensali furono Patrizio Andrea Rensi, Norberto Heyder, un Bertelli, ed un Fantoni. Il
Magistrato e la nobiltà non godettero la di lui grazia. Egli fece porre dei cannoni in Dostrento
voltati colla bocca verso la città. Fece pur mettere dei cannoni a Muralta. Chiese trenta mila
fiorini di vino, e ne ottenne sessanta carri.
Li francesi giunti a Trento seguitarono283 i tedeschi andando la cavalleria per Martignano, ed
altri per Campo Trentino senza punto fermarsi. Altri nella sera andarono per Pergine. Altri nel
giorno sesto andarono a Levico per la via di Valsorda.
In Gardolo fuvvi una gran moschettata senza morti. Ai sei passarono sino al Masetto di Cadino,
a Mezzo Tedesco, e Mezzo Lombardo; né mai passarono più oltre da quella parte. Dall'altre di
Pergine andarono sino a Bassano. Il così detto comandante della Piazza, cioè di Trento, abitò nel
castello di Trento. Furono quattro. L'ultimo si chiamò Ruby; il penultimo, o antepenultimo
Prompt. Il Buonaparte si mise nell'appartamento vescovile. Il Massena nel palazzo Tonero284.
Nell'ottobre furono a giurare fedeltà alla Repubblica francese tutti li giudici, e sindaci de' paesi
soggiogati con Trento. Subito venuti hanno voluto dai trentini tutte le armi distinte coi segni de'
283
284
*Inseguirono.
*Thunn.
padroni; ma sono partiti poi senza ristituirle. Bensì ne hanno lasciato molte perché non hanno
potuto portale via. Hanno tolta tutta l'argenteria del castello, eziandio due pezzi, ch'erano nelle
mani d'un orefice, e due candellieri, che servivano a monsig. Vicario. Seppero dire, che
mancavano tanti tondi legati insieme. Levarono anche alcune pitture. Hanno tolto tutta
l'argenteria, e il danaro del Santo Monte. Tutto il danaio dello steuraro consistente in ottomila
fiorini. Volevano bruciare il palazzo del Conte Matteo Tonero; ma il Magistrato, ed il podestà lo
impedirono. Nell'ottobre hanno chiesto cinquecento buoi per mandarli a Verona; ma non gli
ottennero. Nel settembre levarono tutti li cavalli de' signori. Nell'ultimo giorno di ottobre in
Borgo di Valsugana fuvvi una battaglia formale tra tedeschi, e francesi, colla peggio de'
francesi, che si ritirarono precipitosamente. De' tedeschi restò ferito un solo. De' francesi poi
molti. Successe dopo il mezzogiorno. Le chiese e le case di Trento non sono state toccate dai
francesi, bensì le chiese e case delle ville. Al parroco di Civezzano hanno tolto tutto tutto,
essendo presente in tempo di notte, passando nella sera dei cinque di settembre. Furono pure
assai maltrattati parroco di Meano, il piovano di Mattarello, ed il curato di Gardolo; i Conti
Melchiori di Avis; il sig. Schulthauss Vicario di Avis; il Conte Domenico di Lodrone; i
masadori de' Salvetti a s. Lazaro; i masadori Gentilotti e Saracini alle Novaline ecc. ecc. In una
parola hanno recato danni indicibili dappertutto. Se il Signor Iddio mi donerà tempo, e pace
scriverò una relazione minuta, ed ordinata de' mali da loro recati a questi paesi. Per altro eglino
in Trento ne' loro quartieri sonosi diportati talmente, che niun affatto si lamentò; ma anzi tutti
lodavano la loro quiete, discretezza, e morigeratezza. Rapporto alla religione pochissimi hanno
dato segno di averne. Non ebbero alcun cappellano. In Avis essendo moribondo un colonnello
s'insinuò il sig. curato; ma gli fu risposto, che lo lasciasse morire in pace, e così morì, e fu
seppellito cogli onori militari in campagna. Tutti furono vestiti colla velada lunga di colore
turchino, con cappello grande. Il resto del vestito fu vario. Così pure fu vario quello degli usseri,
e cavalcanti. In Trento non fu piantato l'Albero della Libertà, e non si videro coccarde francesi.
Sulle porte per sicurezza furono posti de' biglietti francesi da principio. Ogni proclama francese
aveva in fronte Libertà. Eguaglianza. Repubblica Francese. Qui voglio finire. Sono stanco.
La Prepositura di san Michele fu precipitata totalmente ai sei di settembre, ed ai due di
novembre da' francesi, li quali hanno levato tutti li calici, ed altre cose d'oro, ed argento, anche
quelle, che stavano nascoste in una sepoltura. Hanno tolto, o lacerato tutti i paramenti della
chiesa, e le biancherie ecc. de' canonici, li quali nel primo accesso stettero 44 ore senza aver da
mangiare, e nel secondo 48. Per celebrare la santa Messa hanno tolto calici, col resto, dal mostro
convento di Melombardo. Un canonico Lor. Gresser per altro ben provveduto, ha dovuto
indossare una camicia trista d'un soldato francese. La chiesa curata di Avis da un francese fu
ammazzato un Benamato. In Agnedo di Strigno fu parimente ammazzato da un francese un
prete, che con uno schioppo voleva tirargli, benché non pigliò fuoco. In un altro luogo hanno
fatto dissotterrare degli schioppi. In un altro gli hanno cavati da un mucchio di strame. In un
altro seppero che della seta stava immurata, e si contentarono soltanto di manifestare la spia
presente al padrone. Nell'ottobre corse voce, che li francesi avrebbero chiesto tre fiorini per testa
d'uomo, e due per testa di donna. Li tedeschi nell'agosto furono condotti verso Brescia per le
Giudicarie dal consigliere Prati; ma con loro gravissima perdita, come si disse per tradimento
del condottiere, che teneva la sua moglie in Brescia. Ho veduto ritornare la cavalleria li nove di
agosto. Quel Filos di Melombardo285, che fu dieci mesi arrestato in Insprugg come giacobino, fu
commensale de' francesi nel castello di Trento in tutto il tempo, che stettero qui. Egli si fece
conoscere all'Avis pregando per gli avisani. Poco dopo, che vennero a Trento i francesi sono
stati sentiti a cantare questa canzonetta: Coll'oro, e coll'argento non siam venuti a Trento, e
coll'argento e ram andrem'anch'a Bolzam. Furono pure uditi dire, che in Trento non hanno
trovato tanto danaio quanto ne hanno speso. Li tedeschi avevano stabilito di saccheggiare la
città di Trento nel loro ritorno; ma il Laudone gl'impedì, e non lo permise. Il Rensi, che servì al
Wurmser come provandiere dell'armata tedesca bene stipendiato, comperossi un calessino con
un cavallo, e pigliò un servitore. Partiti li tedeschi restò in Trento coll'abito austriaco; e quindi
285
*Mezzolombardo.
dai francesi fu fatto prigioniero colla moglie, e col figlio chierico, i quali tutti e tre furono
spediti in giù verso Roveredo, il Rensi perché d'una sola gamba, in un legno, e gli altri a piedi.
Egli è poi ritornato in tempo dei tedeschi.
Li sopraddetti due commissari austriaci subito hanno deposti li consiglieri di Trento, che
avevano giurato ai francesi, e ne hanno fatto degli altri, cioè il Conte Alberto Alberti di Poia
cancelliere, il barone Messina ex soldato ed ex vice capitano di Trento, il barone de Taxis figlio
della baronessa Buffa; il dottore Schrattenberger, ed il dottore Sardagna figlio del fu cancelliere.
Hanno pure deposto il segretario Bernardino Manci; ma poi l'hanno rimesso. Han deposto anche
il podestà; e poi ad istanza della città lo hanno rimesso. Han deposto gli ufficiali della posta
Felice e Luigi Boninsegni padre e figlio, e l'Hoffer, e poi hanno rimesso il sig. Felice. Hanno
arrestato in casa sua lo stampatore Giambattista Monauni, cui hanno tolto il carteggio ecc. Il
primo de' detti commissari si è il barone Sigismondo Moll capitano di Roveredo, il quale si
chiama presidente, ed abita nel palazzo del Conte Pio di Wolckenstein. L'altro è Filippo Baroni
di Sacco già vice capitano di Roveredo.
16 novembre 1796
Li sedici, giorno di mercoledì, giurarono al detto presidente li mentovati consiglieri nuovi;
essendo governatori del principato mons. decano Manci, il canonico Conte Spaur, ed il canonico
Conte Arsio, li quali a nome del loro Capitolo protestarono contra li commissari, e mandarono
staffette al vescovo assente, e dimorante in Passavia.
Ieridì sono passati per Trento in ferri per andare da Roveredo a Insprugg un baron Egger di
Roveredo, un Baroni di Sacco, e due Marzani di Roveredo padre e figlio. Sarebbe stato con loro
anche un figlio del consigliere Angeli accasato in Roveredo, se non fossesi sottratto colla fuga.
Ma poi ho inteso, che non sono stati condotti via da Roveredo, ma soltanto in arresto.
20 novembre 1796
Li venti, domenica, i detti commissari hanno pubblicato un proclama autorizzante li trentini,
siccome ho inteso; ed è morta la moglie del Gamba filatoriano, per lo spavento, che i francesi le
hanno fatto nella mattina della loro partenza, saccheggiandole la casa, e portandole via per circa
trecento fiorini; cosa che le fece perdere il cervello.
22 novembre 1796
Li ventidue, martedì, dopo il pranzo, la città di Trento fu tutta scompigliata, per il timore de'
francesi ritornati a Ala del Lagaro per la Valfredda, e per la ritirata de' tedeschi. Ma presto svanì
tal timore, essendo restati vincitori li tedeschi.
Negli scorsi giorni è morto in Cles dal vaiuolo il primogenito del generale barone Laudon286 in
casa del sig. Lorenzo dal Lago, e fu seppellito nel monumento di tal casa situato nella chiesa
parrocchiale, accompagnato da due soli preti, essendo di soli quattro in cinque anni. Poi furono
cantate due Messe perla Casa Laudon, una nella parrocchiale, ed una nella chiesa nostra di
sant'Antonio. Per altro il generale dicesi greco scismatico.
25 novembre 1796
Li venticinque, venerdì dopo il vespro improvvisamente è venuto di quartiero Andrea Nagy di
Galanta da Presburgo ungaro capitano di età 42 e milizia 26, nato 23 dicembre 1754, ferito in
una gamba presso Legnago. È del reggimento Jallaschisch. Ha moglie e figli nell'Ungheria287.
Con lui sono venuti alcuni altri soldati, e più cavalli. Il detto capitano, ch'è anche senza un
286
Alessandro Laudon. La di lui moglie da Brunna di anni 20, sta in Cles, buona cattolica detta
Amalia contessa di Fünfkirchen.
287
Ha servitori due, un cacciatore, ed un cuoco detto Carlo Fabiani si segna d'anni 36.
occhio, ha 74 fiorini di stipendio al mese, oltre il fieno, e biada. Dunque ha troni 12 e carantani
10 al giorno288.
26 novembre 1796
Li 26 ho inteso essere stato destinato per ospitale militare il seminario di Trento. Che tal
seminario passi a san Marco, ed i Padri di s. Marco alle Laste coi PP. Carmelitani. Mons.
decano però ha negato il suo assenso; ma in vano.
29 novembre 1796
Li 29 il sig. Provicario Menghino ha intimato ai Padri di san Marco di evacuare il loro convento
per domani.
Ieri sera, cioè li 28, è venuto a stare nel nostro convento con detto capitanio un tenente ungaro
giovine, pieno di rogna, con altri servi, e cavalli, il quale partì per Bolzano li due dicembre.
30 novembre 1796
Li 30 sono andati al convento lastano289 i padri Agostiniani di san Marco.
Nella sera dello stesso giorno cominciammo a scaldare il nostro refettorio. Finimmo nel giorno
19 marzo 1797.
2 dicembre 1796
Nel giorno di venerdì secondo di dicembre il seminario vescovile di Trento passò dalla chiesa di
s. Saverio, correndo la vigilia della di lui festa, a quella di san Marco, come noi nella vigilia di
s. Bernardino nostro titolare passammo a san Saverio. Il rettore però, perché gravemente
infermo restò, e non poté essere trasportato a san Marco. Detto don Giuseppe Carpentari di
Roveredo.
Famiglie nostre fatte nel maggio del 1796
Convento di Trento
Guardiano P. Gioachino Besenella
Vicario P. Grisostomo Tovazzi
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli
P. Gaudenzio Baiti
P. Mariano Pancheri
P. Regalato Bombarda
P. Vitantonio Keller
P. Stanislao Perugini
P. Davide Degara
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
288
Convento di Arco
Guardiano P. Pietro Paolo Montibeller
Vicario P. Pietro Damiano Felder
P. Crescenzio Sbetta
P. Udalrico Graff
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Degara
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Bonaventura Lorengo
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Leone Gislimberti
F. Giovanni Bressani
F. Serafino Berti
La metà di tal paga passai alla moglie vivente nell'Ungheria d'anni 31, nominata Rosalia figlia del
barone Bubna boemo colonnello e poi generale. Anche il capitano è figlio di un colonnello, morto d'anni
84, cattolico.
289
*Dei PP. carmelitani delle Laste.
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Mauro Gottardi Terziario
F. Ivone Gottarrdi Terziario, pochi mesi
Infermeria
P. Ermenegildo Zambelli
P. Gaetano Gottardi non celebrante
P. Serafico Devigili non celebrante
P. Ubaldo Bertolini non celebrante
F. Michele Carlini
F. Vito Terzi
F. Matteo Dorigati Terziario
In seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio Felder
P. Provinciale Arcangelo Dallago
P. Segretario Gio. Evangelista Torresanelli
Convento di Borgo Valsugana
Convento di Pergine
Guardiano P. Attanasio Degasperi
Vicario P. Massimo Tovazzi
P. Valentino Canali
P. Damaso Zamboni
P. Amando Veronesi
P. Accursio Aliprandini
P. Gerardo Ravanelli
P. Simone Pietro Clementi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pstorini
Guardiano P. Gio. Antonio Dellagiacoma
Vicario P. Ferdinando Paoli
P. Aloisio Bertolini
P. Ignazio Malfatti
P. Gio. Maria Bonfant
P. Fortunato Guelmi
P. Prosdocimo Iellici
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
P. Vigilio Scalfi
Fratelli
F. Constantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Agostino Tambosi
F. Biasio Ferrari
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozaaldi
F. Luca Miclet
F. Marco Brunelli
F. Marcello Adami Terziario
F. Bartolommeo Vanzo Terziario
F. Martino Motter Terziario
Convento di Roveredo
Guardiano P. Carlo Felice Pini
Vicario P. Amedeo Manincor
P. Isidoro Marzani
P. Adriano Seppi
P. Basilio Bertuzzi
P. Celestino Gamba
P. Gio. Vincenzio Lutz
Convento di Cles
Guardiano P. Giuseppe Antonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cesario Paoli
P. Niccolao Campi
P. Gio. Giuseppe Dallarosa
P. Ippolito Biasi da Sfruzzo
P. Gio. Giacomo Dellagiacoma
P. Giuseppe Andrea Fumanelli
P. Gasparo Bottesi
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Teofilo Gilli
F. Quirico Mattei
F. Silverio Cramerotti da Villa Lagarina
F. Donato Passerini da Varignano
Convento di Mezzolombardo
P. Bernardo Ciolli cieco
P. Wenceslao Boninsegna
F. Giuseppe Maria da Pradazzo chierico
F. Francesco Maria Defrancesco da Panchiato
chierico
Fratelli
F. Salvatore Gottardi da Vervò
F. Egidio Pedrotti da Cavedine
F. Santo Fedrici da Sfruzzo
F. Pietro Gretter novizio
F. Domenico Facchini Terziario
Concento di Campo Lomaso
Guardiano P. Filippo Panizza
Vicario P. Francesco Felice Campi
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Patrizio Tonina
P. Stefano Biasi
P. Giorgio Meneguzzer
Guardiano P. Sisinio Maria Ziller
Vicario P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Giacinto Lunelli
P. Raffaele Bianchi
P. Illuminato Gritti
P. Anacleto Manincor
Fratelli
F. Benigno Tenaglia
F. Vitale Defant
F. Giosafatte Quaresima
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Alessio Piva Terziario
Fratelli
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Pacifico Tommasini Terziario
Convento di Cavalese
Guardiano P. Giovanni Francesco
Dellagiacoma
Vicario P. Ilario Casagrande
P. Lattanzio Donei
P. Fulgenzio Sighel
P. Damasceno Tonina
P. Daniele Arnoldi
P. Romedio Keller
Fratelli
F. Prospero Parisotto
F. Vincenzio Tommasi
F. Gio. Battista Liberi Terziario
F. Gio. Maria Montagnoli Terziario
F. Pasquale Gremes Terziario
Fuori di Provincia
P. Pietro Grisologo Zorrer
P. Michelangelo Lorenzi a Pesaro
P. Geremia Pola a Borgo cappellano
P. Francesco Vittorio Weber
Variazioni
Nel principio del gennaio 1797:
Arco: Guardiano P. Damiano
Vicario P. Pietro Paolo Montibeller
Borgo: Guardiano P. Gasparo Bottesi
Vicario P. Accursio
Roveredo: Guardiano P. Vincenzo Keller
Vicario P. Carlo Felice Pancheri
2 dicembre 1796 (sic)
Li due dicembre sono venuti a Trento i sindaci di tutte le Giudicarie ad esibirsi a nome comune
di levarsi in massa contro i francesi, qualora facciano altrettanto anche gli altri paesi del
Trentino. Gli anauni hanno già ordinato, e raccolto diverse compagnie. Così pure li fiemaschi.
Ma ma ma...
Nello stesso giorno sono stato a vedere la chiesa del nostro s. Francesco, dopo che ha servito di
albergo, e di magazzino ai soldati tedeschi, e francesi. Oh quanto mai è deturpata, e profanata, e
rovinata. Non vi è stalla più fetente. Hanno bruciato in essa tutto, per fino le cornici delle palle
degli altari, prostrate le sacre statue, aperte le sepolture ecc. ecc.
4 dicembre 1796
Li quattro sono tre giorni che l'Adige mena ghiaccioni, tanto che il porto290 di Trento non
sempre può passare. S'aggiugne a questo la scarsezza delle legne, e l'esservi soldati, che
vogliono sempre fuoco, e quindi bruciano quanto vien loro alle mani.
Nel medesimo giorno è giunto a Trento dalla Germania il successore del barone Davidovitz già
condotto in ferri verso Vienna come sospetto di francesismo. Così ho inteso, ma altri negano; e
meritamente, cioè che sia partito da Roveredo.
5 dicembre 1796
Li cinque della mattina sino alla sera ha nevicato nel piano di Trento, ma sottilmente a motivo
del gran freddo.
6 dicembre 1796
Li sei, giorno di martedì, vennero al nostro convento di quartiero sessanta bersaglieri di Cembra,
oltre il capitano, e li quattro servi, di cui sopra. Ma essendo andato in città il P. Guardiano a
pregare, furono ridotti a 22 e gli altri 38 furono spartiti a dieci a dieci ne' masi a noi vicini. La
città è pienissima di soldatesca. Da noi vennero 34, li quali partirono per Mori ai sette di
mattina.
Nel medesimo giorno sesto, dopo il pranzo, il nostro infermiero è andato ad assistere al rev.mo
sig. Giuseppe cavaliere Carpentari roveretano rettore del seminario vescovile, infermo già da
parecchi giorni tanto, che non può venire trasportato da s. Saverio a s. Marco, dove ora sta
trasferito il detto seminario. Fu chiamato il detto nostro infermiero F. Abbondanzio di Sacco,
perché non hanno potuto ritrovare un altro infermiero. Ma lo troveranno quando non vi saranno
più i poveri Frati, che ora voglionsi annichiliti come inutili, e gravosi.
8 dicembre 1796
Gli otto, giovedì, festa della Concezione Immacolata di Maria Santissima nostra Signora, il
Consiglio di Trento ha pubblicato un proclama, in vigore del quale tutti suonando a martello la
campana si mettino in massa contro i francesi qualora volessero ritornare. Un simile proclama
fu pubblicato antecedentemente anche in Roveredo, Riva, Arco, ed altrove; l trentino è dato dal
castello del Buon Consiglio, soscritto dal Presidente Moll, cancelliere Alberti, segretario Manci.
9-10 dicembre 1796
Ai nove, e dieci soffiò un vento tanto freddo, che appena si poté tollerarlo. Buono però, che le
strade sono secche. La città è piena di soldati, e carrettoni, che girano in giù, in su, e per
traverso.
In questi giorni il Magistrato voleva mettere nel nostro convento un altro capitano etico marcio
colla sua servitù; ma un gentiluomo di Trento non console di proprio moto ci ottenne di non
avere un tale aggravio, oltre quello che abbiamo dall'altro capitano con 4 servi e 4 cavalli.
11 dicembre 1796
Gli undici, giorno di domenica, vicino alla notte, la gomena, detta il reghem, del porto sopra
l'Adige alla Torre Verde, s'è rotta ed il porto carico di due carri, e non pochi uomini andò a
fermarsi tra Pedecastello e san Niccolao, ma senza che siasi annegato veruno. L'Adige mena
290
*Il traghetto.
continuamente ghiaccioni, e per avere l'uso di detto porto291 tanti dovevano aspettare molte ore.
Per altro suppliscono dei barchetti. Fu rimesso il porto ai dodici sul mezzogiorno.
Atteso l'eccessivo freddo, e l'esser occupata dai sodati la chiesa di s. Francesco, ed anche al
cappella di s. Carlo, è stato decretato, che l'esequie de' morti facciansi nelle rispettive
parrocchie. Ciò avvenne, perché il decretante ha provato l'incomodo quando è intervenuto
all'esequie del sig. rettore del seminario don Giuseppe Carpentario ai dieci del corrente. Egli è il
sig. Provicario Menghino, il quale scappò avanti il fine dell'esequie. Ma dopo scritto questo ho
inteso, che il decreto fu fatto dal Capitolo canonicale ai 9, ad istanza del piovano di s. Maria
Maggiore e di altri. Si portano li cadaveri nelle chiese ecc.
15 dicembre 1796
Li quindici il procuratore civico Campanella sul mezzogiorno fu a vedere se in questo nostro
convento siavi luogo caldo da quartierare soldati, oltre quelli, che abbiamo, ai quali dee darsi
legna, cucineschi, letti, stalla, camere quattro ecc.
16 dicembre 1796
Li sedici sono venuti cinque soldati al nostro convento, perché in città non hanno potuto
ritrovare alloggio. Abbiamo dato loro alloggio, legna, da mangiare, e da bere. Sono partiti nella
mattina seguente.
In questi giorni la vedova del fornaio Paolo Zanolino fu creduta morta. Perciò le fu suonata
l'Avemmaria; ma quando vollero vestirla per incassarla fu ritrovata viva. Così ho inteso in città
di Trento, dove le petecchie fanno strage luttuosa. Fu per altro convulsionista la detta donna.
20 dicembre 1796
Li venti, giorno di martedì, mattina venne la seconda neve, ma subito le tenne dietro una
pioggetta.
21 dicembre 1796
Nel giorno 21 fuvvi una densa caligine, che cuoprì tutta la terra. Così tal caligine fu anche nel
giorno 22, 23, 24, 25, 26, piovoso 27 e 28.
Li nostri Padri hanno predicato in questo Avvento:
Aldeno, il P. Vitantonio da Cles, che non poté predicare nelle due prime domeniche, perché
Aldeno fu pienissimo di soldati quartierati, e aspettanti il loro destino.
Villazzano, il P. Stanislao di Nago. Anche nella festa di s. Stefano.
Cognola, il P. Davide da Tiarno.
Gardolo, il P. Mariano da Bordiana, Anche nelle 2 feste natalizie.
Calavino, il P. Regalato da Carice292.
Vezzano, il medesimo P. Regalato, il quale andò a Calavino per confessare anche nel giorno 28
dicembre, e vi stette sino ai due di gennaio.
22 dicembre 1796
Li 22 dicembre di giovedì, frat'Abbondanzio nostro infermiero fu chiamato instantissimamente
ad assistere al sig. Conte Pietro Sizzo d'anni 46 di Trento infermo di febbre putrida; ma prima
dovette andare chiamato a Cognola per un altro mezzo morto. Vedi sotto.
Nello stesso giorno 22 le Fradaglie di Trento hanno dovuto cedere il loro bello, spazioso e
nuovo conservatorio, situato appresso la chiesa di s. Maria Maggiore, all'ospitale militare e
sonosi ritirate. Così mi fu riferito da più di uno venuti dalla città. Ma poscia ho inteso, che sono
uscite nel giorno 24 e sonosi ritirate nella casa già Prati, ora seminariale di rimpetto
all'orfanotrofio.
291
292
*Traghetto.
*Cares.
24 dicembre 1796
Nella notte de' 24 venendo li 25, circa le dieci e mezza nel palazzo madruziano delle Albere
fuori di Trento in Briamasco fuvvi un grande incendio, cagionato dai soldati infermicci
alloggiati in esso, perché hanno fatto fuoco in una camera sul quadrelato e attaccò le travi
sottoposte.
Nella medesima notte abbiamo albergato dieci bersaglieri fiemaschi ritornanti da Vallarsa alla
loro patria per avere finite le loro sei settimane. Essi hanno tre troni al giorno di paga, cioè
mezzo fiorino dal Tirolo, e mezzo tron da Fieme. Uno ha risparmiato cento troni. Sono partiti
nella mattina de' 26. Abbiamo dato loro anche da mangiare, e bere. Nella sera poi de' 26 è
venuto un altro soldato coi quattro capitaniali, che già tegniamo da un mese; ma partì nella
seguente mattina.
27 dicembre 1796
Li 27, martedì, essendo sovraggiunta una malattia grave al nostro Padre Provinciale, abbiamo
richiamato al convento per assistergli il nostro infermiero fra Abbondanzio, ma li Conti Sizzi
vollero in di lui vece l'altro nostro infermiero fra Giuseppe. Appena seppesi, che fra
Abbondanzio era in convento, fu chiamato altrove; ma non poté scostarsi dal suo infermo.
28 dicembre 1796
Nella seguente notte, venendo li 28 e la festa de' santi Innocenti, fu tenuto un festone di ballo
nella casa del rev.mo sig. canonico Francesco Felice de' Conti Alberti di Enno di rimpetto alla
chiesa di san Vigilio, già cattedrale, per l'uffizialità militare, con invito alla nobiltà trentina. Li
veri cristiani hanno meritamente mormorato, sul riflesso delle moderne dolorosissime calamità,
che ne minacciano di maggiori, e della persona, che lo ha dato.
Dal nostro capitano soprallodato, ho inteso, che una palla maggiore da cannone costa sei fiorini
e mezzo. Una minore poi tre fiorini, e più.
Da altri poi ho inteso, che ai 14 di questo mese fu eletto vescovo di Passavia un altro Conte di
Thunn, ma boemo.
Il freddo da parecchi giorni è assai mitigato. L'acqua santa negli avelli del nostro coro e della
chiesa non si è mai gelata in quest'inverno finora.
31 dicembre 1796
Nel giorno 31 di questo mese, ed ultimo di quest'anno 1796, ho inteso come cosa certissima, che
nel seminario vescovile di s. Francesco Saverio, sotto un mucchio di fascine, sono stati scoperti
e ritrovati moltissimi cadaveri di soldati.
Il mentovato capitano Nagy mi ha detto, che l'imperatrice Maria Teresa ha assegnato l'annua
pensione di trecento fiorini ad ognuna delle sue quattro sorelle quando è morto il di lui padre
generale d'armata stato tre anni prigioniero de'turchi, e che l'imperatore Gioseppe ha ridotta la
detta pensione a fiorini 200.
Deo gratias.
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO MDCCXCVII.
1 gennaio 1797
Nel primo giorno di questo mese le Fradaglie di Trento non hanno fatta la solita loro festa del
ss. Nome di Gesù, perché come ho già notato sopra, la loro casa e chiesa sono occupate dai
soldati infermi, ed esse stanno senza chiesa nella vicina casa già Prata. Era stato destinato
panegirista il nostro P. Vitantonio293.
293
*Vito Antonio Keller.
4 gennaio 1797
Ai quattro di sera, giorno di mercoledì, fra Giuseppe nostro infermiero, richiamato per bisogno
de' nostri infermi nuovi, è ritornato dalla Casa Sizza al nostro convento. Il Conte Pietro già
guarisce.
Ne' giorni scorsi l'officialità militare ha tenuto un altro festone in Casa Alberti di Trento, ed ha
fatto lamento, che al primo non siavi stato quel concorso, che pretendevano, e che supponevano
sarebbevi stato, se l'avessero tenuto i francesi. Poi vogliono, che il signor Iddio benedica le loro
armi. Ma tanti non conoscono Dio.
7 gennaio 1797
Nel giorno settimo, essendo sabato, si sono congregati in Trento sette generali d'armata
austriaca, ed hanno tenuto un Consiglio di guerra nella stessa mattina, e poi ancora in quel
giorno sono partiti. Si dice, che il tenente maresciallo Davidovitz sia in arresto a Roveredo; anzi
che sia deposto.
9 gennaio 1797
Li nove ho inteso, che il nostro vescovo dimorante ora in Passavia, abbia eletto suo
Suffraganeo il Conte Emmanuele di Thunn canonico di Trento, e Salisburgo, residente ora in
Salisburgo. Li 21 tal nuova si divulgò in Trento d'ordine del vescovo Pietro Vigilio.
Ho pur inteso, che in Sacco hanno duellato due ufficiali tedeschi militari per causa di una
giovane di casa Bonfiola, e che uno sia restato morto, nativo viennese. Di più, che il Davidovitz
ha mandato a chiedere dell'arsenico ad uno speciale di Roveredo, che glielo negò, e non volle
darglielo.
17 gennaio 1797
Nella notte venendo il giorno 17 di s. Antonio soffiò un vento gagliardissimo, ma non altrettanto
freddo.
Nella Gazzetta trentina foglio num V, martedì 17 gennaio 1797, v'ha questo Avviso.
Si rende universalmente noto, essere stata oggidì in esecuzione di preciso ordine sovrano chiusa,
ed abolita la Lotteria trentina.
Sigismondo barone de Moll
Commessario cesareo regio.
Ex commissione
Trento li 14 gennaio 797
Giovanni Barone de Schluga294.
Questa lotteria stava nella casa vicina alla speciaria Gerloni, appresso i Portici occidentali della
Piazza grande di Trento. Fu la rovina di tante famiglie, ed a me fece perdere molto tempo per
allontanare da me li concorrenti, che mi chiedevano dei numeri. Nel predetto giorno 14 il sig.
Pietro Carlo Ducati di Trento, che per altro sottoscrivevasi Segretario Aulico di Trento, si ha
soscritto Segretario del Consiglio Amministrativo di Trento, col sigillo però vescovile come
avanti.
Ho inteso, che nello scorso sabato 14 gennaio un gentiluomo rivano giunto a Trento andò ad
ordinarsi la cena in una osteria, e poi andò a fare i suoi interessi per la città. Ritornato all'osteria
gli venne portata la cena da grasso. Ricusandola esso perché di grasso, sentì rispondersi, che già
vi è la dispensa. Ma pure non la volle, e si contentò di ogn'altro cibo da magro. Egli è il signor
Brochetti. Quanti abusi regnano in Trento a' nostri giorni! Malgrado il timore della carestia de'
viveri, per cui monsignor Vicario ha dispensato la carne, il sig. Andrea dalle Armi ricco
mercante di Trento, è morto per aver mangiato troppo delle castagne alla cena della domenica
15 gennaio. Egli per alleggerirne lo stomaco pigliò un forte vomitorio, e nel giorno decimottavo
si confessò, comunicò, e morì circa ed avanti le due pomeridiane, con dispiacere universale.
294
Questo fu replicato nel foglio sesto 21 gennaio e nel foglio 7, 24 gennaio.
Ho parimente inteso, che il nostro vescovo dimorante in Passavia per suo uso ha chiesto al sig.
Bertinalli suo direttore camerale una certa quantità di quel vino, che beveva in Trento; e che il
moderno governo di Trento glielo ha negato.
24 gennaio 1797
Li 24 giorno di martedì, dopo il pranzo è partito per Bolgiano il sig. capitano ungaro Andrea
Nagy, di cui sopra al 25 novembre 1796, con tre suoi servitori, e colla sua carretta. Ha detto, che
va a pigliare 800 soldati, e che ritornerà nel prossimo sabato. Il quarto servitore detto Stefano
calvinista licenziato restò aspettando il suo reggimento, in Trento295. Per il vino, olio, candele,
ed altro, che ci ha consumato non ha contribuito un soldo. Non è ritornato il detto capitano, ma
se ne andò a casa.
In questi giorni un figlio del sig. Schuldhaus Vicario di Avis ha dovuto partire da Trento, dove
sino dallo scorso dicembre studiava la logica nel ginnasio pubblico, e portatosi a studiare in
Insprugg, sotto la pena di non esser ammesso agli offici austriaci.
26 gennaio 1797
Il 26, giovedì sotto il pranzo è capitato al nostro convento un caporale con un viglietto del
Comando generale, affinché preparassimo l'alloggio a quattro uffiziali feriti venienti da
Roveredo. Ma avendogli detto il P. Guardiano, che abbiamo due sole stanze da scaldarsi con un
fornello solo, e che queste dovevansi riservare per il suddetto capitano, promise di trovare
altrove l'alloggio ai suoi uffiziali, ed in fatti non vennero da noi. Bensì vennero de' bersaglieri.
30 gennaio 1797
Li trenta, lunedì, dopo il mezzogiorno, senza veruno strepito hanno finito di evacuare la città di
Trento i soldati austriaci, cacciati verso Avis dallo stesso generale Laudone; e subito dopo
parimente senza veruno strepito sono ritornati li francesi, ai quali è andato incontro verso il
ponte della Fersina il Magistrato consolare in corpo con due bidelli, e molta gente, innanzi le
undici. Il Laudone ha capitolato coi francesi per la sua ritirata.
31 gennaio 1797
Nel giorno 31, martedì il Monauni di Trento non ha stampato il solito foglio della sua Gazzetta,
per non ricadere nella disgrazia de' tedeschi. Ho inteso che ha protestato al sig. presidente Moll
quando fu sulle mosse di partire da Trento, che ritornando li francesi, egli non avrebbe più
stampato Gazzette, e che il Moll non gli diede veruna risposta.
Nel medesimo giorno dopo il pranzo il nostro P. Davide da Tiarno ha portato il sacro Viatico a
Pietro Janes in Mesiano all'antica, cioè occultamente, sotto il mantello, senza cotta, e stola, per
timore di qualche cattivo incontro. Fra Lorenzo lo accompagnò, portando sotto il mantello una
lanternetta accesa, il Rituale, la cotta, e la stola, per vestirle poi nella casa dell'infermo. Così gli
ho suggerito io, attese le licenze di Pio sesto per la Francia, e per l'Austria. Pietro è morto li sei
febbraio 1797, figlio di Niccolao, e cieco, che si ha ferito scaricando una pistola li 30 gennaio.
2 febbraio 1797
Nel giorno secondo di febbraio, festa della Ceriola, fu lavorato molto per nettare il seminario di
Trento a s. Saverio fatto ospitale militare, perché in esso furono trovati molti cadaveri fetenti
sotto un mucchio di legne296. Quindi frattanto furono poste delle guardie acciocché niuno si
accostasse a tale luogo. Nello stesso giorno i seminaristi hanno dovuto cedere il convento di s.
Marco all'ospitale militare, e ritirarsi nel contiguo palazzo del Conte Pio di Wolchenstein. Li PP.
295
Il Fabiani fu a visitarci ritornando nell'Italia li 12 maggio 1797. Il servitore Francesco di
Mannheim fu in convento ritornando a casa li 29 giugno 1797. Il capitano poi a Pergine.
296
I lavoratori furono li condannati al Zuchthaus, i quali poi sono morti. Tra di essi fu anche il Silli,
il quale prima di morire confessò d'essere stato l'uccisore dell'Antoni, di cui sopra all'11 marzo 1796.
Agostiniani hanno abbandonato il convento lastano, e sono venuti alla città, perché troppo
molestati dai soldati. Sono poi ritornati alle Laste dopo la partenza dei francesi.
3 febbraio 1797
Li tre, venerdì sera sono giunti a Trento due corrieri militari francesi colla relazione della caduta
di Mantova. Fu poi pubblicata in Piazza sotto il rimbombo de' tamburi. Ma pure v'ha chi la
crede falsa. Fu però vera.
8 febbraio 1797
Gli otto dopo il pranzo il nostro P. Regalato, destinato, ed accompagnato dal nostro P.
Guardiano, è andato in città per istare nella canonica di s. Pietro come cooperatore della
medesima, essendo invalido il parroco, zoppo il cappellano, e copioso il numero degl'infermi.
Fu chiesto dal sig. Conte Gianfrancesco di Spaur canonico custode di quella chiesa, perché
come disse, non ha potuto ritrovare preti secolari capaci. Quando non saranvi più Frati poveri,
saranno ancora più povere le chiese e più mal provedute. Sotto al 30 aprile.
Oggidì ho veduto una bella lettera del generale barone Laudon, scritta in Trento li trenta gennaio
al Magistrato consolare di Trento, onorifica alla città, con cui si scusa di non poter difenderla, e
confessa le buone grazie ricevuti da essa, e protesta di essere intenzionato di ricompensarla al
possibile suo.
1o febbraio 1797
Nella notte dei dieci venendo gli undici, cominciando alle dieci, in Trento, nella Contrada di s.
Maria Maddalena sopra il palazzo Altenpurgeriano, nella casa spettante ai Conti Triangi, vi fu
un incendio per essersi attaccato il fuoco ad un fenile. Furono suonate le campane di s.
Maddalena, e di san Pietro a martello. Quindi sono accorsi anche li soldati francesi a suono di
tamburo, con molti de' loro uffiziali, li quali tutti hanno lavorato assai. Anche il nostro P.
Regalato lavorò molto con ammirazione degli stessi francesi; ma restò ferito in una mano, ed in
una gamba. Molto lavorò pure il signor don Domenico de' Girardi soverino297, cappellano zoppo
di san Pietro. Il fuoco non oltrepassò la detta casa.
14 febbraio 1797
Li 14 giorno di martedì nel castello di Trento fu tenuto un solenne festone per la resa di
Mantova, succeduta alle dieci di sera del giorno 2 del corrente febbraio.
15 febbraio 1797
li 15 dopo il pranzo fuvvi un grande sconvolgimento nell'aria. Soffiò un vento freddo, e
gagliardo, accompagnato da grani di neve gelata. Nel lago di Garda fuvvi una burrasca grande.
In Trento ora ognuno può fare beccaria, perché la beccarla pubblica troppo scarseggia di carne,
e si sospetta, che non tutta sia sana. Tanti vendono volentieri le loro bestie per timore che
vengano loro tolte per forza, e senza verun pagamento. Già in tutte le ville fu fatta la recensione
di tutto il bestiame.
Ho inteso, che ultimamente il castello di Roveredo è stato consunto dalle fiamme.
Nelle strade di Trento si fanno de' fuochi per rarefare l'aria resa insalubre dagli ospedali
militari.
26 febbraio 1797
Li 26 domenica li confratelli dell'ospitale italiano della Casa di Dio in Trento hanno fatto
cantare una Messa in onore di san Rocco per la mortalità, che regna in Trento, ed hanno stabilito
di andare processionalmente al di lui romitorio di Castelliero nella seguente domenica; ma
avendo piovuto sono andati nella domenica seconda di Quaresima 12 marzo con molti divoti.
297
*Da Sover.
1 marzo 1797
Il primo di marzo, giorno delle Ceneri, il P. Francesco d'Alzano Riformato nostro bergamasco,
predicando nel Duomo di Trento ha pubblicato un amplissimo indulto di mons. Vicario
generale, ma col nome del vescovo assente, fuori della diocesi, rapporto ai cibi nella corrente
Quaresima, parte stampato e parte verbale.
3 marzo 1797
Ai tre abbiamo ripigliato il suonare le tre Avemmaria di mattina, mezzogiorno e sera; ma
sempre di giorno, dopo d'avere ricominciato a suonare qualche poco una campana li 19. In città
però fu suonato più presto, e di più.
5 marzo 1797
Nella notte venendo i cinque, ed anche nella mattina dei cinque, è venuta la terza neve in
Trento; ma poca, e quasi passeggiera, giacché dopo il pranzo disparve.
7 marzo 1797
Ai sette ho inteso, che in Volano mia patria ora sonovi cinque sole paia di buoi, essendone
morte settanta paia. Come pure, ch'eziandio là muoiono molti uomini, morendone anche due al
giorno.
Ho pure inteso, che ultimamente in Termeno, luogo dell'Atesia un furioso incendio ha consunto
42 case. Ho parimente inteso, che nello scaduto febbraio fu in Trento un medico mandato dalla
Repubblica veneta per informarsi del male, che regna in Trento.
In quest'anno, attese le circostanze guerresche, e la mortalità passata de' buoi, non fuvvi la fiera
trentina della Casolara298 né pure in ombra.
Ho inteso, che in Trento la carne ordinaria pagasi quindici soldi la libbra, e quella di vitello
venti.
20 marzo 1797
Nella notte precedente il giorno ventesimo li francesi esistenti in Trento sono partiti per andare a
Bolzano. Quindi nella mattina del giorno 20, essendo lunedì, ho sentito il romore forte de'
cannoni stando in città, dove sono stati condotti dei feriti, e dei prigionieri. Nella sera poi tarda,
cioè intorno alle otto, soffiò un vento tanto gagliardo, che rovesciò un pezzo del tetto d'una casa
sotto questo nostro convento, e tanto freddo, che nella mattina del giorno 21 ho veduto del
ghiaccio.
24 marzo 1797
Nel giorno 24, dopo il pranzo nella Piazza della Fiera di Trento dai francesi venne fucilata una
spia austriaca, e nel cimitero di s. Francesco dal parroco di s. Maddalena fu seppellito un
francese uffiziale, cui non fu trovato alcun denaro, e però le spese dovettero farsi in parte dal
Magistrato, ed in parte dal parroco. Nella mattina del giorno precedente 23, essendo giovedì, li
francesi senza strepito sono entrati nella città di Bolzano, e dopo di essersi alquanto reficiati
sulla piazza sono partiti parte per Merano, e parte per Bressanone.
31 marzo 1797
Nel giorno 31 sono stato chiamato alla porta del convento a benedire una capitania francese, che
assai trovasi travagliata, temendo, che sia morto, o che sia per morire in battaglia il suo marito
andato verso Bressanone. Stava in casa de' Conti Melchiori299.
298
299
*Fiera del formaggio nella prima domenica di Quaresima.
Cui don Puzzer accordò la sacra Comunione.
2 aprile 1797
Li due aprile, domenica di Passione non fu fatta in Trento la solita processione della santa
Spina, per timore de' francesi rimasti in Trento.
5 aprile 1797
Ai cinque d'aprile abbiamo ricevuto dal castello di Trento la solita limosina d'un carro di vino,
benché in quest'anno avessimo motivo di temere, che non ci venisse data, essendo posseduto il
detto castello dai francesi, li quali per far danaro han fatto vendere molto vino. S'aggiunse a
questo, che fu cosa notabile il trovare chi lo conducesse, perché quanti buoi, cavalli, asini, e
vacche vedonsi ora dai francesi, li vogliono per sé, senza ammettere alcuna scusa. Onde vedonsi
degli uomini tirare dei carretti.
10 aprile 1797
Ai dieci d'aprile, giorno di lunedì, circa l'una pomeridiana, un poco dopo, sono ritornati a Trento
li soldati austriaci, ed a forza di cannonate, ed archibugiate hanno cacciato li pochi rimasti
francesi verso Roveredo. Gli ho veduto stando nella nostra cella passare il ponte della Fersina,
ed ho sentito il romore de' cannoni, e moschetti. Fu lunedì Santo, lucido, e risplendente sino
all'una e tre quarti, poi s'annuvolò, girò dell'aria cruda, e piovette alquanto sino alla sera.
11 aprile 1797
Gli undici, martedì Santo dalle due sino alle tre pomeridiane noi Bernardinisti siamo stati nel
Duomo alla solita adorazione del Santissimo Sacramento, avanti del quale sonosi prostrati molti
bersaglieri tedeschi del Tirolo inviati contra i francesi, e vi stettero colle loro armi alla mano,
cioè cogli schioppi, e colle spade, uno con una forca nera da stalla, altri con delle lancie. Noi
fummo preceduti dai musici come negli ultimi anni precedenti.
Nella mattina dello stesso giorno è partito da Trento per unirsi alla soldatesca francese Nicolao
primogenito discolo del signor medico Domenico Zucchelli cui non acconsentì di farsi piuttosto
cadetto nell'armata austriaca. Vedi sopra al 5 maggio 1794. Ritornò a casa sul finire dell'aprile
1797. Si fece cadetto austriaco li 15 giugno 1797 a Trento.
12 aprile 1797
Nel giorno duodecimo è giunto a Trento il generale Laudone, ricevuto con grandi segni di gioia.
Nel medesimo giorno 12 essendo il mercoledì Santo è partito da Trento verso Verona per
pigliare gli Oli santi il signor don Giuseppe Gretter attuario della cancelleria vescovile. Vedi
sotto.
In questa sera 12 è morto in Trento alla Portella il prete Vincenzo Pisoni, di cui sopra all'anno
1793, 26 giugno. Egli fecesi portare infermo da Cadine a Trento per esser meglio servito; ma
pochi giorni sopravvisse.
13 aprile 1797
Nel giorno 13, giovedì Santo il suddetto sig. don Gretter è ritornato a Trento senza Oli Santi,
perché non ha potuto giugnere a Verona, essendo impedita la strada dai francesi fermatisi sotto
Ala.
14 aprile 1797
Nel giorno 14 è giunto a questo nostro convento un cappellano militare austriaco, Religioso
della nostra Provincia Osservante di s. Ladislao nella Schiavonia, vestito modestamente, ma né
da prete, né da Frate. Egli restò in Borgo di Valsugana infermo prigioniero di guerra de'
francesi, dai quali fu interamente spogliato. Ha detto, che la maggior parte della truppa, cui
serve, si è scismatica. Partì nel giorno 15 per Egna.
16 aprile 1797
Nel giorno di Pasqua 16 aprile da un officiale militare fu ordinata una Messa nel Duomo di
Trento per li soldati. Differendo questi la venuta, un prete s'è presentato al principal officiale
dicendogli, che la Messa era in pronto: ma l'officiale rispose con derisione, ch'egli non si curava
di Messa.
17 aprile 1797
Nel giorno 17, festa seconda di Pasqua non vi fu la solita processione del Santo Monte di Pietà,
perché dai francesi fu annientato.
La passata Quaresima in Trento fu scandalosa, perché non vi fu né astinenza, né digiuno nella
maggior parte della gente. Fu mangiata carne senza verun bisogno anche nel venerdì Santo.
Li chierici ordinandi nel sabato Santo sono andati altrove a cercare un ordinatore, ma con loro
grave incomodo, e dispendio. Gli andati a Bressanone non ha trovato il vescovo. Gli andati a
Feltre dopo d'essere stati ordinati minoristi, essendosi ammalato quel vescovo, sono andati a
Udine. Il vescovo di Bressanone scappò nella Baviera per li francesi. Tenne Ordinazioni in
Insprugg, e fece gli Oli Santi.
Predicatori nostri quaresimali 1797
Trento, nel Duomo P. Francesco Guidotti d'Alzano bergamasco.
Borgo, P. Vigilio, perché non ha potuto andare a Cles, impedito dalle armate.
Castelnuovo, P. Giuseppe primierino.
Cavalese, P. Guardiano Gianfrancesco, che predicò sino ai 25 di marzo, poi s'ammalò e morì li
12 aprile.
Cles, P. Giangiuseppe, per altro destinato a Pressano e Verla.
Drone, P. Illuminato
Gardolo, P. Davide.
Levico, P. Vicario Ferdinando.
Lomaso, P. Guardiano Sisinnio.
Meano, P. Anacleto, non essendo venuto da Fiemme il P. Stanislao.
Mechel, P. Guardiano Gioseffantonio.
Metz Lombardo, P. Guardiano Filippo le sole feste. Per altro fu destinato il P. Regalato
dimorante in Trento.
Metz Todesco, P. Daniele.
S. Michele, niuno, per le armate.
Moena, P. Stefano, che in fine s'ammalò.
Pradazzo, lo stesso.
Pinedo, P. Ferdinando.
Pressano, niuno, per le armate.
Ravina, e Romagnano, P. Mariano.
Riva, P. Guardiano Pietro Damiano.
Roncegno, il P. Attanasio da Sardagna.
Livo, P. Guardiano Gioseffantonio.
Strigno, il P. Amando da Covelo.
Telve, P. Guardiano Gasparo da Campo.
Tenno, P. Pietro Regalato.
Tesaro300, P. Damasceno.
Torcegno, P. Guardiano Gasparo da Campo.
Verla, niuno.
Volano, P. Basilio.
Zambana, niuno.
Nomi, il P. Giangiacomo, Vicario parrocchiale di Volano.
300
*Tesero.
Noriglio, P. Gioseffandrea.
S. Maria di Roveredo, P. Carlo Felice.
Feltre nel Duomo, P. Gio. Vincenzio Guardiano di Roveredo. Anche alle Dimesse.
Le armate hanno disturbato il tutto. Io non ho veduto la lista de' predicatori vescovili; so però,
che han predicato:
Trento, s. Maria, don Pietro Pedrino ex curato di Padergnone.
Mattarello, Calliano, e Besenello, don Domenico Girardi da Sovero cappellano in Trento a s.
Pietro.
Ledro, don Francesco Ravelli di Trento.
Villazzano, e Povo, don Antonio Monauni curato di Villazzano.
Villa Lagarina, il curato d'Aldeno.
Cognola, e Civezzano, don Bortolo Tambosio301 da Serso.
Il P. Guardiano Gioachino da Pressano ha predicato nella chiesa dell'Annunziata quattro giorni,
cioè nel giorno di san Francesco Paolano, e nelle tre feste di pasqua.
Nella notte dopo il giorno 20 del corrente nel palazzo del Conte Matteo di Thunn il Conte di
Neuperg comandante dell'armata austriaca ha dato un festone di ballo. Non dico altro su di
questo.
Al detto festone non vi fu quel concorso, che pretendevane l'autore; e quindi li mancanti furono
notati come geniali de' francesi.
Finora nella parrocchia di s. Pietro nel corrente 1797 furono seppelliti 117 non compresi quelli
dell'ospitale. Li battezzati furono tre soli, perché molte donne hanno abortito per cagione de'
timori guerreschi.
25 aprile 1797
Nella sera di s. Marco 25 aprile noi abbiamo ripigliato il dare li quindici botti dell'Indulgenza,
dimesso al ritorno de' francesi. Li Padri Cappuccini gli hanno dati più presto.
26 aprile 1797
Nella mattina de' 26 abbiamo riassunto il suonare l'Avemmaria innanzi del Mattutino, come
facevamo avanti la venuta dei francesi.
30 aprile 1797
Nel giorno 30 domenica seconda dopo la Pasqua, siamo stati alla solenne processione della
Dolorata, in cui non vi furono li così detti angioli, cioè ragazzetti vestiti da angioli, che solevano
essere di molto disturbo. Nella mattina fece il panegirico il nostro Padre Pietro Regalato da
Carice302, il quale con tal occasione s'è liberato nella sera tardissima del giorno 21 dal servizio
della parrocchiale di s. Pietro, essendogli succeduto nello stesso giorno 21 l'altro nostro P.
Anacleto da Casezzo303, il quale parimente si cavò nella sera di questo giorno 30 dovendo
andare a Campo. Dunque li nostri Religiosi hanno servito quella parrocchia continuamente
ottantadue giorni, in tempo assai scabroso di tanti ammalati, e facendo tutto essi soli
diligentemente, e con molta soddisfazione de' parrocchiani. Vedi sopra all'8 febbraio.
1 maggio 1797
Nel primo giorno di maggio ho veduto un dispaccio spedito dall'imperial regio uffizio circolare
di Roveredo li 22 aprile 1797, cui sono sottoscritti Cesare Ronchi, barone Pezzini, e come
segretario l'Hochenleiter, diretto al convento de' Padri Riformati di Roveredo ex officio. In esso
dicesi, che nel giorno 21 aprile pervenne loro un aulico direttoriale decreto di sua maestà de' 17
301
*Tambosi.
*Cares.
303
*Casez.
302
febbraio con governiale dispaccio dei 7 marzo, che li superiori Regolari non possano accettare
un candidato d'un altra diocesi, il quale oltre i necessari attestati degli studi, e de' costumi, non
presenti anche la dimissione del proprio vescovo; e che se uno studioso di teologia stipendiato
entra in un convento, debba il convento risarcire lo stipendio ricevuto dallo studioso a quel
fondo che glielo chiede. Si replica l'ordine del 1 ottobre 1788, che li candidati debbano essere
filosofi. Questo per noi non giova punto, anzi riesce un nuovo aggravio.
Nel giorno 26 d'aprile sono giunti a Trento gli Oli Santi dalla parte di Bolzano fatti dal vescovo
di Bressanone in Insprugg.
Ora in Trento non hanno più che fare li consiglieri destinati dai francesi, ed anche li destinati dal
vescovo. Li primi sono cessati alla partenza de' francesi; gli altri costretti dalla forza. V'ha
dunque un Consiglio amministrativo di Trento, ai cui decreti si soscrivono: Filippo Baroni
Cavalcabò I. R. commissario, e preside. Carlo Alberti cancelliere. Domenico Zanluchi attuario.
Così li 21 aprile. L'Alberti è Alberto ex vice cancelliere. Il Zanluchi è figlio di Cristoforo
Zanluca di Volano, che servì anche l'officio capitaniale di Roveredo, e fu qualche tempo in
Napoli.
6 maggio 1797
Nel giorno sesto è capitato nelle mie mani un foglio stampato colla figura immodesta d'una
donna, e contenente quanto qui segue letteralmente:
Libertà Virtù Eguaglianza
Noi qui sottoscritti
Verona 30 aprile anno primo.
Giuriamo innanzi a Dio di darsi tutta la premura di sollevare il popolo nelle presenti circostanze,
di non permettere che sia alterata la Religione cattolica, che professiamo, di voler stabilire la
Libertà, la Giustizia, l'eguaglianza, la virtù, e di togliere da noi il governo oligarchico304, come il
più pernicioso alla felicità de' popoli. Consiglio di vigilanza pubblica. Pietro Poiana. Luigi
Piccoli. Luigi Polfranceschi. Giacomo Gaspari. Giacomo Angeli. Bartolomeo Giuliani
presidente. Comitato di Pulizia. Vicenzo Albertini. Giuseppe Ponzilacqua. Francesco Bernardi.
Comitato militare. Francesco Montanar. Giuseppe della Riva. manca il terzo. Comitato alle
Finanze. Domenico Monga. Domenico Moschini. Gio. Vincenzo Brenzon Montresor. Comitato
ai viveri. Francesco Bassani. Bartolomeo Meriggi. Giuseppe Schioppo. Flaminio Suttoni.
Benedetto del bene. Antonio Ceccato. Così finisce il detto foglio, cui per ora non do alcun
epiteto, né alcun commento.
Nel giorno terzo, festa della Santa Croce, non fu creato il solito Magistrato consolare di Trento,
attese le correnti turbolenze della guerra, e del dominio.
7 maggio 1797
Li sette domenica terza in s. Pietro di Trento fu solennizzata la festa di s. Simonino, ma senza
processione, e senza panegirico, perché non poté ritrovarsi un panegirista.
9 maggio 1797
Li nove col foglio 37 della Gazzetta trentina fu pubblicato un foglietto intitolato Giustificazione
del signor Agostino Tacchi di Roveredo. Comincia: Noi sottoscritti desideriamo vedere rimesso
il sig. Agostino Tacchi nel posto di sensale a vantaggio comune. Leonardo, e Gio. Baviera di
Sicilia, ed altri num. 47. Poi: Questa copia confronta coll'originale: in cuius fidem etc. Bolgiano
li 7 marzo 1796. Giuseppe Adamo Mayer cancelliere del giudicio della città di Bolgiano. Tra li
detti desideranti si trovano Andrea dall'Armi di Trento, e Gio. Battista Piffer di Trento. Altri
sono d'Augusta, d'Innspruch, di Sicilia, d'Imbst, di Mittenwald, di Raitha, di Neuchatel, di s.
Gallo, di Schweina, di Rossacco, di Schönheiden, d'Austellen, ed altri senza patria.
304
Oligarchia, status reipublicae cum pauci dominantur. Ambriosius, Calepinus.
11 maggio 1797
Gli undici, giovedì sera nel castello di Trento fu tenuto un suntuosissimo festone dalla nobiltà
trentina all'officialità militare austriaca. Per farlo sono andati in giro innanzi con un foglio, su
cui hanno dovuto notarsi li concorrenti, tra' quali anche de' rev.mi canonici. L'illuminazione fu
sorprendente; e la quantità del danaro messo al giuoco fu smisurata. Ma essendo stato proposto
di fare anche l'esposizione del Santissimo per ringraziare il signor Iddio della pace conchiusa fra
l'Austria e la Francia, fu risposto, che non c'è danaro. Non dico altro. Costò a ciascuno circa una
sovrana.
12 maggio 1797
Li dodici, venerdì, poco dopo il mezzogiorno sono stati in Trento di ritorno da Milano i quattro
consiglieri trentini Festi, Prati, Leporini, ed Ippoliti, di cui sopra al 3 ottobre 1796. La moglie
del Prati fu in Trento qualche giorno avanti.
Il Duomo di Trento ha fatto le tre solite processioni rogazionali. La prima a s. Croce, la seconda
a s. Bernardino, e la terza a s. Maria Maggiore, perché mancando il ponte di s. Lorenzo non ha
potuto andar a santo Apollinare.
25 maggio 1797
Li 25 festa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, di sera nel palazzo tonero del Conte
Matteo in Trento l'officialità militare ha tenuto una festa di ballo alla nobiltà trentina,
coll'intervento di molti venuti dalle ville vicine. Trento è pieno di soldati austriaci, li quali
custodiscono le porte, ed hanno anche dei cannoni nella piazza grande.
1 giugno 1798
Il primo di giugno nuovamente dal sig. Gaetano Gerloni sono stato richiesto di compendiare
l'archivio Prepositurale di Trento; ma sonomi scusato colla mancanza di tempo, accresciuta non
poco dal nuovo ministero guardianale addossatomi dalla mia santa Madre Religione.
4 giugno 1797
Li quattro di giugno, seconda festa della Pentecoste, quantunque piovesse molto, e tanto, che
noi non abbiamo potuto andare ad un mortorio305 di Cognola, sono venuti a Trento
processionalmente, e con confaloni li bolzanesi, li quali poi sono andati alla Madonna di
Civezzano, ad onta delle proibizioni di Giuseppe secondo.
15 giugno 1797
Li 15 festa del Corpus Domini siamo stati alla solennissima processione del Duomo, insieme coi
PP. Agostiniani, Conventuali, e Cappuccini. Furonvi eziandio i generali Kerpen, e Laudon, con
molta uffizialità, e moltissimi soldati, che batterono il tamburo, suonarono delle trombe, e
fecero più scariche di moschetteria, cioè alla Prepositura, al castello, ed a san Pietro. Uffiziò
monsignor decano Manci. Il tempo fu torbido, quando fummo a s. Maria gocciolò molto, così
pure quando fummo di ritorno vicini al Duomo.
16 giugno 1797
Li 16 ricevemmo l'ordine di aggiungere nella santa Messa la colletta ad petendam serenitatem;
ma il Signor Iddio ci diede la serenità innanzi d'esser pregato, instabile però.
21-22 giugno 1797
Li 21 e 22 mercoledì e giovedì nel castello di Trento vi fu il concorso generale alle molte
parrocchie trentine vacanti. Li concorrenti furono 54, tra' quali due parrochi di Fondo e di
Castel-Tesino.
305
*Funerale.
In questo mese furono creati due corrieri delle Giudicarie che vengano a Trento due volte alla
settimana, cioè nel martedì, e nel venerdì. Uno è per la Giudicaria Citeriore, e l'altro per
l'Ulteriore. In Trento alloggiano all'Osteria del Sole di casa Gentilotti presso san Pietro e la
posta306.
24 giugno 1797
Li 24 sabato, festa di s. Giovanni Battista di mattina sono venuti al nostro convento quattro
soldati cannonieri con viglietto dell'ill.mo Magistrato consolare segnato dal procuratore Guelmi
li 23 giugno, a chiedere alloggio per dodici cannonieri per due o tre notti a cagione della Fiera.
Ma mi dissero di non potere star qui, perché troppo lontani dalla città. Partirono dunque col
viglietto; ma presto ritornarono cinque sei altri cannonieri, e vi si fermarono sino ai 29. Ogni
giorno demmo loro della minestra pregati, ed anche qualche giorno del vino.
26 giugno 1797
Ai 26 festa di s. Vigilio in Trento, benché pieno di soldati, fuvvi uno straordinario concorso di
forestieri. Fu fatta la solenne processione coll'intervento dell'officialità militare, e nella sera
furono fatti li fuochi artificiali, e poi un festone, il di cui provento venne destinato per li poveri,
siccome ho inteso.
30 giugno 1797
Li trenta giugno furono eletti li nuovi consoli di Trento, che per altro solevano eleggersi nel
giorno terzo di maggio. In quest'anno fu differita la loro elezione a motivo, che il vescovo non
ha giurisdizione temporale presentemente. Il sig. Domenico Malfatti ha ricusato ostinatamente il
primato sino a rinunciare la cittadinanza. Egli mi ha detto che ha giusta causa.
6 luglio 1797
Li sei di luglio è ritornato a Trento da Genova il signor dottore Giuseppe Foglia, di cui sopra al
21 febbraio 1794. Con lui è ritornato il P. Luigi Zambaiti Somasco giovine di Trento figlio del
sig. Gio. Albano, il quale fu a Novi di Genova. In questi giorni è pure ritornato da Ferrara il P.
Doria piovano di s. Maddalena.
9 luglio 1797
Li nove, giorno di domenica, furono in Trento distribuiti li premi agli scolari nella sala del
palazzo Wolchensteiniano, che ora serve di seminario e ginnasio. Gli scolari in tutti furono 76,
ma non tutti durarono tutto l'anno per motivo de' francesi. Li premiati furono Ilarione Ciurletti
trentino, Paolo Amistadi rendenese, Francesco Mascher archese. Giacomo Prati da Caldonazzo.
Battista Garzetti trentino, Domenico Ducati trentino, Tommaso Chiari trentino, Michele
Sisinnio Menghin nonese, Antonio Lupi trentino, Francesco Trentini di Trento, Isidoro barone
Salvadori trentino, Francesco Ferrari trentino, Antonio Mazzetti trentino, Francesco Onorati di
Giudicaria, Leonardo Ricci trentino, Battista Ricci trentino, Dionisio Gerloni trentino, Battista
Marzari vigolano. I fisici furono undici, ed i logici 18. Li primi tre fisici furono Francesco
Marzari vigolano, Giovanni Ghezzi trentino, Simone Rover trentino. I primi tre logici Tommaso
Bruti di Rendena, Aloisio Mendini nonese, Vincenzo Mesmer trentino. Non ho tempo da
scrivere di più. Giambattista Cettini rettorico nel febbraio s'ha fatto soldato, benché fosse uno
de' migliori studenti, e convittore del seminario vescovile.
5 agosto 1797
Li cinque d'agosto, giorno di sabato, il nuovo ponte di san Lorenzo sull'Adige cominciò ad esser
transitabile coi carri.
306
Corrieri di poca durata.
6 agosto 1797
Li sei domenica del Perdono d'Assisi nella chiesa nostra fuvvi pochissimo concorso di fedeli.
Continua il caldo eccessivo, che brucia le campagne e fa mancare l'acqua eziandio a dei molini.
15 agosto 1797
Li quindici dopo il vespro la vedova Anna Ramus molinara sotto s. Bernardino ha licenziato dal
suo servizio un putto Battista trassillano307, perché incorreggibile, disubbidiente, temerario,
ingrato, insolente, maldivoto, e mancante nel servire. Accettò la licenza, pigliò il suo salario, e
partì. Andò in città, e sulla mezza notte ritornò al molino mezzo morto, perché un soldato gli ha
ferita fortemente la testa colla spada tagliente, cosicché a stento gli venne fermata l'effusione del
sangue. Fu aiutato dal nostro infermiero e sacramentato colla confessione, ed Unzione dal
nostro P. Agostino, e poi portato alla Ca di Dio, dove morì li 19. Volle entrare dove ballavano i
soldati nel ridotto308 infernale detto dell'Emmanuella tra la porta dell'Aquila e s. Francesco.
19 agosto 1797
Li diciannove alle cinque di sera finalmente cominciò a piovere; ma subito dopo cadde una
grossa gragnuola309, che recò molto danno alle nostre finestre, ed all'orto.
20 agosto 1797
Li 20 domenica siamo stati alla solita processione del Duomo, per il voto della città.
Si fanno pubbliche orazioni per ottenere dal Signor Iddio la necessarissima pioggia.
Li quattro consiglieri già mandati a Milano dal Buonaparte ora sono in Trento, ed hanno delle
grosse pretensioni contra il Conte consigliere Consolati, e contra il Magistrato.
3 settembre 1797
Li tre di settembre, giorno di domenica, il Duomo di Trento con tutta la città fu
processionalmente in s. Maria Maggiore, dove portò la statua della Madonna Dolorata, e cantò
Messa votiva solenne de Transfixione B.M.V. per ottenere la necessaria pioggia. Il celebrante fu
l'arcidiacono Spaur. Questa fu la prima volta, che per simile motivo fu mossa detta statua.
Piovette nella notte precedente, e qualche poco anche dopo. Il detto arcidiacono propose tal
divozione, siccome mi ha protestato egli stesso.
Famiglie del 1797 fatte nel maggio
Convento di Arco
Convento di Trento
Guardiano P. Grisostomo Tovazzi
Vicario Gio. Evangelista Torersanelli conf.
P. Arcangelo Dallago
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli, lettore
P. Fortunato Guelmi
P. Gaudenzo Baiti
P. Mariano Pancheri
P. Gio. Damasceno Tonina
P. Davide Degara
307
Guardiano P. Pietro Damiano Felder
Vicario P. Pietro Paolo Montibeller
P. Crescenzio Sbetta
P. Ciriaco Battocchi
P. Tommaso Bianchi
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Bonaventura Lorengo
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Leone Gislimberti
*Da Tressila.
*Sala adibita a conversazioni, gioco o altre manifestazioni...
309
*Grandine.
308
Chierici
F. Giuseppe Maria
F. Francesco Maria
F. Giovanni Bressani
F. Biasio Ferrari
F. Serafino Berti
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pietro Gretter da' 30 settembre
F. Alessio Piva Terziario dai 16 settembre
Infermeria
P. Gaetano Gottardi
P. Serafico Devigili
P. Adriano Seppi dai 10 sett.
P. Ubaldo Bertolini
F. Michele Carlini
P. Bernardo Ciolli cieco dai 29 agosto 1797
Seminario
P. Saverio Battisti
P. Maurizio felder
Provinciale P. Gioachino Besenella
Segretario: niuno
Convento di Borgo Valsugana
Guardiano P. Gasparo Bottesi
Vicario P. Attanasio Degassperi
P. Valentino Canali
P. Gerardo Ravanelli
P. Massimo Tovazzi
P. Geremia Pola rivestito 17 settembre 1798
P. Simon Pietro Clementi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pastorini da Primiero
Fratelli
F. Constantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Agostino Tambosi
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Convento di Roveredo
Guardiano P. Adriano Seppi morto 16
Convento di Pergine
Guardiano P. Giangiuseppe Dallarosa
Vicario P. Ignazio Malfatti
P. Gio. Maria Bonfant
P. Amando Veronesi
P. Prosdocimo Iellici
P. Ferdinando Paoli
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozzaldi
F. Luca Miclet
F. Vicenzo Tommasi
F. Bartolo Vanzonovizio
F. Marcello Adami Terziario
Convento di Cles
Guardiano P. Gioseffantonio Dusini
ottobre
P. Accursio Aliprandini dal 10
settembre 1797
Vicario P. Carlo Felice Pancheri
P. Isidoro Marzani
P. Basilio Bertuzzi
P. Amedeo Sannicolò
P. Celestino Gamba
P. Giangiacomo Degara
P. Giuseffandrea Fumanelli
P. Vigilio Scalfi
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Silverio Cramerotti
F. Quirico Mattei
F. Donato Passerini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Cesario Paoli, maestro
P. Niccolao Campi
P. Ippolito Biasi
P. Stefano Biasi
Fratelli
F. Salvadore Gottardi
F. Egidio Pedrotti
F. Santo Federici
F. Ivone Pintarelli novizzo, poi professò col
nome di F. Gioachino, novizzo (nel 1804
lasciò la provincia e andò al Ritiro di
Roma)
F. Domenico Facchini Terziario
Novizzi chierici
F. Luigi Maffei di Cles
F. Cirillo Dusini di Cles
F. Antonino Bonelli di Carano, abiit 19 nov.
Convento di Mezzolombardo
Guardiano P. Regalato Bombarda
Vicario P. Filippo Panizza
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Francesco Felice Campi
P. Ilario Casagrande
P. Daniele Arnoldi
Fratelli
F. Vitale Defant
F. Benigno Tenaglia
F. Giosafatte Quaresima
F. Leonardo Piaz Terziario
F. Mauro Gottardi novizzo
Convento di Cavalese
Guardiano P. Vitantonio Keller
Vicario P. Stanislao Perugini, maestro
P. Lattanzio Donei
P. Giacinto Lunelli
P. Wenceslao Boninsegna
P. Giorgio Meneguzzer
P. Romedio Keller
Fratelli
F. Prospero parisotto
F. Marco Carlina
F. Giambattista Liberi Terziario
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Patrizio Tonina
Vicario P. Illuminato Gritti
P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Raffaele Bianchi
P. Sisinnio Maria Ziller
P. Anacleto Manincor
Fratelli
F. Ruffino Bozzetta
F. Valentino Dorna
F. Pacifico Tommasini, novizzo 12 giugno
Fuori convento
P. Michelangelo Lorenzi in Pesaro
P. Geremia Pola in Borgo cappellano
Negli ultimi d'aprile 1798 ritornò in Provincia
e si fermò in Roveredo il P. Michelangelo con
F. Giuseffandrea Fumanelli di Cavedine,
esiliati come forestieri dai cisalpini.
F. Gio. Maria Montagnoli Terziario
F. Pasquale Gremes Terziario
Novizi chierici vestiti 9 ottobre 1797
F. Gio. Antonio di Moena (Nicolò
Dellagiacoma)
F. Alberto di Monte Sovero (Tonini
Antonio)
F. Bernardino di Carano (Antonio di Mattio)
9 settembre 1797
Li nove non fu fatta in Trento la processione del voto provinciale del 1703.
Continua la siccità, e carestia di acqua eziandio per li molini.
19 settembre 1797
Nella sera de' 19, martedì, è giunto a Trento monsig. Emmanuele Maria Conte di Thunn
vescovo di Giaffo, e Suffraganeo nuovo di Trento.
Nel giorno di giovedì, festa di s. Matteo apostoli li 21 settembre ha tenuto Ordinazione generale
nella chiesa di s. Maria Maggiore. Così pure nel sabato e nella domenica seguenti.
Nella notte antecedente cominciò a piovere, e piovette anche nello stesso giorno 21 e 22-29.
Nelle dette Ordinazioni furono conferiti gli Ordini copiosamente a secolari, e Regolari. Onde i
due nostri chierici ricevettero la prima tonsura, li quattro minori, il suddiaconato, ed il
diaconato. Così pure di altri, anche ordinati sacerdoti. Questi furono soltanto...
Le pioggie de' primi giorni hanno recato de' mali grandi. Hanno disfatto il ponte di Roveredo
sopra il Lenno, il ponte di Avis, la strada, che porta da Trento a Mattarello, ed altre.
Li nostri Padri hanno predicato per il santissimo Rosario in Aldeno, Mattarello, Cognola,
Gardolo e Meano.
8 ottobre 1797
Gli otto, giorno di domenica d'ottobre, alle sette e mezza di sera, mentre cenavamo, dopo una
fortissima suonata del campanello fu ritrovata alla nostra porta, di fuori, in un cestello una
creaturina quieta con un viglietto del seguente tenore: A chiunque ecc. Attesta, e fa fede
l'infrascritto di aver battezzato solennemente una bambina, in cui a dosso si ritroverà il presente
attestato, e di avergli imposto il nome di Fortunata il giorno 8 di ottobre 1797 ecc. In fede ecc.
Uno dei cooperatori in cura d'anime nella diocesi di Trento. Ha impresso il sigillo di ostia rossa
piccolo con una cifra. Rapporto al qual viglietto si vegga Benedetto XIV, Instit. Eccl. 8, in fine,
ove portasi la decisione della Congregazione del Concilio data li 15 gennaio 1724, che non si
ribattezzino sub conditione quelli, che hanno schedulam, quae habeat certitudinem. La detta
bambina fu subito portata ad una donna del maso Lodrone, Orsola Cappelletta.
29 ottobre 1797
Li 29 d'ottobre di sera, essendo domenica, il piovano di santa Maria Maggiore ha portato il
sacro Viatico ad un nobile attempato (d'anni 66), coniugato, e padre di figliuoli, ed ex console,
da lui immediatamente confessato; ma ebbe la mortificazione, che l'infermo lo rigettò, e sputò
subito in terra due, o tre volte; e soltanto in fine lo bevette in una tazza d'acqua. Taccio il nome,
e cognome ecc. Fu seppellito nella sera dei due novembre.
2 novembre 1797
Nel giorno secondo di novembre circa l'una e mezza pomeridiana un ragazzo di circa otto anni
del borgo di s. Croce, è caduto giù da uno de' nostri teari310 sotto la Via Crucis, ma poi fu portato
a sua casa. Niuno lo ha impaurito, o spinto. Io l'ho veduto giacente in terra.
21 novembre 1797
Nella sera del giorno ventesimoprimo cominciammo a scaldare il nostro refettorio grande,
caduta essendo la neve vicina a Povo, e Sardagna. Finimmo poi nel giorno 7 di marzo 1798 di
mattina.
In questo dì abbiamo dato da mangiare a due Frati Camilliani, che vanno questuando per
rimettere il loro ospitale di Stella di Lombardia rovinato dalla guerra. Tengono una patente del
loro Padre Priore Provinciale della Lombardia, ed una del cardinale Giuseppe Doria Pamfili
genovese. Nella prima si dicono Ordinis clericorum regularium ministrantium infirmis sancti
Camilli de Lellis, e nella seconda semplicemente Camilliani. Mi piace, ma mi riesce nuovo l'uno
e l'altro titolo.
Nello stesso giorno abbiamo albergato un ex monaco cisterciense di Nancy, cognominato
Pagnot, sacerdote povero, che va nella Germania non potendo andare in Francia. Fu tra' monaci
della Trappa sul Napoletano; ma non poté durarvi per il clima troppo caldo.
29-30 novembre 1797
Nei due giorni 29 e 30 di novembre, mercoledì e giovedì, nel castello di Trento vi fu il concorso
generale alle due parrocchie vacanti di Fondo, e di Ledro. I concorrenti furono 38, ed i
preconizzati avanti furono il Monauni piovano in Trento, e l'Aliprandini piovano in Romeno.
Nello stesso tempo fuvvi pure il concorso alla pieve di Romeno rinunciata dall'Aliprandini
destinato parroco di Fondo perché sa parlare la lingua tedesca. Ho però inteso, che i ledrini
hanno fatto rimostranza contra il Monauni. Parroco di Romeno fu preconizzato il curato di
Malosco don Gio. Michele Zenoniani da San Zenone tassullitano311, ed egli pure fu eletto.
Predicatori nostri avventuali
Trento nel Duomo, il P. annualista Mariano di Bordiana.
Povo, il P. Gio. Evangelista Vicario e confessore delle monache. Ricercato nominatamente.
Cognola, il P. Francesco Borgia.
Gardolo, il P. Gio. Damasceno. Senza catechismo.
Aldeno, il P. Davide. Ricercato nominatamente.
Civezzano, il P. Eusebio del convento di Pergine.
Calavino, il P. Patrizio Guardiano di Campo.
Il signor don Primo Somalvigo di Trento predicò in Trento a santa Maria Maggiore.
Li nostri Padri Vicario Gio. Evangelista, e Gio. Damasceno dalla sera del giorno trentesimo di
dicembre sino alla sera del giorno settimo di gennaio sono stati a predicare in Povo come
Missionari chiamati da quel parroco Domenico Ricci.
ANNO DI GESÙ 1798
11 gennaio 1798
Nella notte dei dieci agli undici di gennaio 1798 è caduta della neve su lo nostri monti; nel
nostro piano poi venne, e sparì subito. Finora non abbiamo calcata neve.
15 gennaio 1798
Nella notte dal 14 al 15 in Trento due volte fu suonato a campana martello, perché fuvvi del
fuoco nel Borgo nuovo, e nel borgo di san Martino.
310
311
*Tigli.
*Da Tassullo.
16 gennaio 1798
Nel giorno 16 la posta ci mandò due lettere dirette a due Religiosi Minori Osservanti312 colla
direzione: Milano per Trecate s. Francesco. Li postieri hanno letto Trento in luogo di Trecate,
quantunque la scrittura sia buona e lampante.
18-19 gennaio 1798
Li 18, giorno di giovedì ha piovuto leggermente dalla mattina sino alla sera. Così pure nel
giorno 19.
Li predicatori quaresimali destinati dalla Curia vescovile sono questi:
Aldeno, Garniga, e Cimone, don Lorenzo Faes di Fravezzo313.
Arsio, e Castelfondo, don Niccolò Concini curato di Tuenno.
Avio, don Bartolommeo Scrinzi di Lizzana.
Banale, don Giovanni Antonio Fontana Vicario parrocchiale di Banale.
Besenello, e Mattarello, don Gio. Gaspari curato di Aldeno.
Bleggio, s. Croce, don Giuseppe Sizzo di Trento cappellani di Malé.
Brentonico, don Giacomo Gigli curato del Varone.
Calavino, don Matteo Valle curato di Pannone.
Cavedine, don Piretro Marani curato di Biacesa d'anni cir. 30 di Cavrasto.
Civezzano, e Cognola festivo, fra Stefano Bellesini di Trento Agostiniano.
Condino, don Bartolommeo Floretta curato di Pinzolo.
Corredo, e Smarano, don Antonio Bertagnoli vicario parrocchiale di Fondo.
Denno, e Flavone, don Carlo Colombarola di Avio.
Livo, don Andrea Bernardi da Cognola cappellano di Strigno.
Lizzana, ed Isera, don Giuseppe Valentini curato di Godenzo.
Malé, don Giambattista Bonomi di Caldese, d'anni cir. 50.
Mori, don Federico Tabarelli di Tassullo.
Ossana, don Filippo Visintainer curato di Celadizzo.
Pergine, don Francesco Balista di Brentonico.
Povo, e Villazzano festivo, don Gio. Carlin curato di Nogaredo. Gio. Domenico de' Carli da
Mala d'anni cir. 39.
Rendena, don Gio. Cereghini curato di Giustino.
Revò, e Cloz, don Gio. Contavalli missionario. Non venne, ed in vece di lui predicò don
Antonio Lunelli di Torchio.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, don Antonio Valdagni di Pergine.
Spor, e Vigo, don Gio. Armani cappellano di Sarca.
Taio, e Torri314, don Romedio Conci di Malé.
Tassullo, don Felice Menapace cappellano di Tassullo.
Terlago, e Baselga, don Bernardino Cattoni di Cavedine.
Tione, don Paolino Leonardi curato di Lundo.
Val di Bono, don Domenico Bonis curato de' Ragoli, da Daré d'anni cir. 33.
Val di Ledro, don Gio. Benvenuti curato di Celentino di Nanno d'anni cir. 73.
Vigolo, e Calceranica, don Salvatore Cattani curato di Termone, sua patria d'anni 39.
Villa Lagarina, don Antonio Sartori cappellano di Villa, da Castiglione315 d'anni 45.
33. San Zeno e Dambel, don Vincenzo Nella, curato di Dimaro.
312
Ai PP. Casimiro di Borgomanero, e Pacifico d'Intra.
*Fraveggio.
314
*Torra.
315
*Castione.
313
Il Bellesino ha ottenuto il pulpito a petizione del suo zio Padre Fulgenzio Meichelbach di Borgo
ex Priore de' Padri Agostiniani di Trento. Il Faes abita in Trento pedagogo del Conte Graziadei,
essendo d'anni circa 32.
Negli ultimi giorni di gennaio fu sparsa per Trento una canzone satirica contro le donne trentine,
delle quali alcune di rango sono nominate. Così ho inteso.
Primi giorni di febbraio 1798
Nei primi di febbraio in Trento si cominciarono de' così detti festoni, a patto espresso
nell'invito, che niuno compariscavi vestito da Frate, o da Monaca. Fansi ad istanza
dell'officialità militare.
Finalmente fu eletto curato di Pradazzo316 il signor don Antonio Menestrina di Sopramonte,
cappellano di Baselga, il quale ha fissato di prendere il possesso nella domenica di Sessagesima
gli undici febbraio, siccome egli stesso mi ha detto. Il deposto Fedrici si trova in Trento. Il
Menestrina pigliò il detto possesso senza veruna pompa, e da sé solo.
20 gennaio 1798
Li venti febbraio in Trento ha nevicato; ma la neve non si fermò in terra neppure un momento.
Questa fu la prima neve di quest'anno.
21 gennaio 1798
Li 21 mercoledì delle Ceneri il P. Luigi Maria da Pavia Cappuccino predicatore del Duomo di
Trento per la seconda volta, me praesente ha pubblicato l'indulto della carne per tutta la
Quaresima, eccettuati soltanto li primi quattro giorni, tutti li venerdì e sabati, il mercoledì delle
Tempore. e tutta la settimana Santa; coll'obbligo di dire cinque Pater, ed Ave ne 'giorni carnali,
e colle solite esortazioni alla frequenza de' Sacramenti, ella limosina ecc. Non ha detto punto chi
abbia dato un tal indulto; ma altronde si sa, ch'è vescovile.
22 febbraio 1798
Li 22 ho letto, che ai dieci di questo sono entrati nel castello di s. Angelo in Roma li francesi,
stando l'armata grossa fuori di Roma. Così fu scritto da Roma nello stesso giorno decimo.
27 febbraio 1798
Li 27 febbraio il sindaco di Roncogno fu a pregarmi di fare qualche fatica intorno alle carte
antiche di quell'archivio; ma gli ho risposto, che ora non ho tempo.
1 marzo 1798
Il primo di marzo è venuto un altro sindaco di Roncogno con alcuni rotoli pergameni; e glieli ho
letti stante pede.
28 febbraio 1798 (sic)
Li 28, dico 28 febbraio il sig. abate Giuseppe Ciurletti pro cerimoniario vescovile ha cominciato
le sue instruzioni liturgiche ai chierici nel seminario vescovile. Le seguiterà ogni mercoledì, con
obbligo rigoroso ai chierici di udirle.
6-8 marzo 1798
Ho veduto ardere la montagna sopra Aldeno li giorni 6, e 7 ed 8.
11 marzo 1798
Gli undici di marzo, giorno di domenica, dopo la cena, fu portato alla nostra porta un bastardello
in un cesto pieno di carezza, maltenuto, maschio, senza segno di Battesimo. Dicesi poter avere
due giorni. Non è bello.
316
*Predazzo.
17 marzo 1798
Li 17 marzo ho veduto in Trento una lettera scritta da Milano innanzi l'anno 1782 contenente
alcuni punti d'una profezia, che dicesi venuta dalla Calabria a Roma, e ritrovata presso lo
scheletro sepolto di un abate cisterciense dell'anno 778, scritta in pergamena, senza veruna
macchia, e posta in una canna di piombo. I detti punti sono: 1. Roma, singulariter concutietur. 2.
Lombardia funditus conteretur. 3. In terra Mediolani et Genuae iniustitias ac tribulationes
incurrent (Così la copia). 4. Anno millesimo septingentesimo nonagesimo a rege romani generis
erit ira Dei super universam terram. 5. Multa monasteria corruent ec. Vigilate, et orate ec. Così
la detta copia, di cui ho fatto questa copia per aggradire. Per altro nel 778 non vi fu ancora
l'Ordine Cisterciense, avendolo fondato s. Roberto abate nel 1098. Il vocabolo Lombardia non è
antico. Io non la stimo. Il vocabolo Lombardia non è latino.
Predicatori nostri quaresimali del 1798.
Albiano, P. Ferdinando de' Paoli da Sant'Orsola.
Arco nella collegiata, P. Regalato caresino Guardiano di Metz.
Borgo, P. Mariano Panchieri da Bordiana.
Castelnuovo.
Cavalese, P. Vitantonio Keller da Cles Guardiano di Cavalese.
Clese, P. Vigilio Scalfi da Fondo.
Drone.
Gardolo, P. Gio. Evangelista da Stenico Vicario, e confessore delle monache.
Garduno, P. Anacleto Manincore da Casezzo.
Levico, P. Giangiuseppe Rosa da Canzolino Guardiano di Pergine.
Lomaso, P. Vicario Illuminato Gritti da Clese.
Meano, P. Provinciale Gioacchino Besenella da Pressano.
Mechel, P. Stefano d'Asfruzzo317.
Metz Lombardo, P. Gioseffantonio Dusini da Cles Guardiano di Cles.
Metz Tedesco, P. Gio. Damasceno Tonina da Vigol Baselga.
S. Michele all'Adige, P. Daniele Arnoldi da Enno.
Moena e Pradazzo, P. Romedio Keller da Clese.
Pinedo, P. Eusebio Grisenti da Pinedo.
Pomarolo.
Pressano, P. Ciriaco Battocchi da Lazzise.
Ravina, e Romagnano, P. Davide Degara da Tiarno.
Riva, P. Sisinnio Maria da Sansisinnio318.
Roncegno, Il P. Giuseppe da Primiero.
Roveredo, un prete veneto emigrato.
Strigno, un prete.
Sacco.
Telve, il P. Guardiano Gasparo.
Tenno.
Tesaro, P. Giorgio Meneguzzer da Cles.
Torcegno.
Verla.
Volano, P. Cappuccino Bevilacqua.
Zambana, P. Vicario Filippo Panizza da Metz Tedesco.
Nago, P. Amando Veronesi da Covalo.
Noriglio.
Nomi, P. Cappuccino.
317
318
* Da Sfruz.
*Sanzeno.
Trento, s. Maria Maggiore, P. Michele Angelo Lochman d'Altorivo319, detto da Fiemme,
Ministro Provinciale de' PP. Cappuccini.
24 marzo 1798
Li 24 sabato Sitientes in santa Maria Maggiore di Trento monsignor Suffraganeo Emmanuele
Conte di Thunn vescovo di Jasso ha ordinato più di cento chierici, cioè 113, come egli mi ha
detto.
25 marzo 1798
Li 25 domenica di Passione dopo il vespro, e la Compieta il Duomo di Trento ha fatto la solita
solenne processione della Santa Spina di Nostro Signore Gesù Cristo per tutta la città, cui siamo
intervenuti anche noi Bernardiniani in numero dodici, oltre il Terziario vessillifero. Fummo di
ritorno alle cinque e mezza. Officiò monsignor decano Manci.
9 aprile 1798
Li nove, seconda festa della Pasqua non fu fatta la solita processione del Monte Santo, perché fu
disfatto dai francesi nel1796 e perché la piazza del Duomo trovasi occupata da cannoni, e da
soldati austriaci.
In questo mese furono chiuse con muro le portine delle botteghe poste nella piazza detta della
Fiera fuori della Porta di s. Croce di Trento, essendo destinate per li cavalli militari ecc.
22 aprile 1798
Li 22 domenica seconda dopo Pasqua di mattina alle nove nel Duomo di Trento ha fatto il
panegirico di Maria Vergine Addolorata, Nostra Signora Clementissima, il signor don Giorgio
Cristofolini di Madrano prete d'anni circa 37. Dopo il vespro poi fu fatta la solenne processione,
cui siamo intervenuti anche noi Bernardiniani, coi PP. Agostiniani, Cappuccini, e Conventuali.
Non furonvi li così detti Angeli; né scariche di mortaretti. Officiò monsignor decano Manci.
13 aprile 1798 (sic)
Li 13 ho letto un libriccino di pagine 28, in 12°, intitolato Narrazione esatta del tumulto
occasionato in Vienna il 13 d'aprile 1798 dall'ambasciata francese coll'apposizione di una
bandiera a tre colori. D'un testimonio oculare. Traduzione dal tedesco 1798, senza luogo, e
senza nome dello stampatore. L'ambasciatore si nomina general Bernadotte. Così fatto libretto è
venuto da Salisburgo.
15 aprile 1798 (sic)
Li quindici, martedì, è stata qui a s. Bernardino la processione civica delle Rogazioni.
27 aprile 1798
Li 27 domenica di Pentecoste nel Duomo di Trento ha cantata la Messa pontificale monsignor
Suffraganeo, vescovo di Jasso Emmanuele Conte di Thunn. Dopo il pranzo poi amministrovvi il
Sacramento della Cresima, ma con molto disturbo, e tumulto per la gran calca de' cresimandi,
quantunque sia stato avanti a cresimare nell'Ausugio, nel Lagaro, nella Sarchesia, e nell'Atesia.
Un ragazzo restò morto, e due altri mezzomorti. Così pure un uomo attempato. Così mi fu
riferito; ma altri negano la morte. Anche il vescovo patì, e dovette ritirarsi nella sagrestia.
Cresimò ivi anche ne' due giorni seguenti, e nel suo palazzo paterno negli altri.
2 giugno 1798
Li due di giugno sabato delle quattro Tempore il detto vescovo tenne Ordinazioni nel Duomo al
ss. Crocifisso. Gli ordinati furono 27, tra' quali furono cinque soli promossi al sacerdozio,
essendo mancato il sesto sopraffatto da male di petto, cognominato a Valle di Giudicaria. In tal
319
*Panchià.
congiuntura un prete vecchio colle stampe di Simon Girolamo Battisti diede alla luce un foglio
aperto contenente dieci avvisi ai sacerdoti intitolati: Gressus in viam salutis opere indigitati a
rev.mo, et excell.mo domino domino Emanuele Maria etc. Suppongo, che sia opera dell'ex
parroco Francesco de Capris.
Oggidì ho veduto manoscritta un'orazione, che comincia: Signore Iddio Onnipotente, giusto voi
siete, con questo titolo: Orazione diretta ad impetrare l'aiuto divino nelle attuali calamità della
Chiesa, con Indulgenza di 100 giorni concessa a quelli, i quali privatamente la reciteranno dalla
Santità di Nostro Signore Papa Pio sesto per sett'anni sotto il giorno 21 gennaio 1797, come per
rescritto della Sagra Congregazione delle Indulgenze. Ella è lunga.
7 giugno 1798
Li sette giugno, giovedì, siamo stati alla gran processione del Corpus Domini, con tutti gli altri
Regolari. Partimmo dal convento un pochetto avanti le sette, e fummo di ritorno dopo le nove e
mezza. Officiò monsignor Suffraganeo. Furonvi li succi320 del castello colle loro lancie. Furonvi
pure molti soldati in parata, i quali batterono il tamburo, e fecero tre scariche di moschettaria.
Furonvi altresì due agnelli simbolici, li quali non fecero altro, che belare. Il tempo fu bellissimo,
il sole caldo, l'aria quieta, le strade suttissime321.
13 giugno 1798
Li 13 mercoledì, li Padri Francescani Conventuali dimoranti ancora in s. Trinità, essendo
disfatto il loro convento dai soldati, hanno solennizzata la festa di s. Antonio da Padova in s.
Trinità de' Padri Filippini con Messa cantata dal sig. Provicario Menghini, con panegirico
recitato dal sig. don Vincenzo Angeli, con sparri di mortari, e con campanò di otto giorni, e con
una previa Novena, avendola data anche alle stampe, accennate nella Gazzetta monauniana.
24 giugno 1798
Li 24 domenica nel Duomo di Trento il Capitolo ha distribuito solennemente delle medaglie
d'argento ai bersaglieri di Sovero, e Savignano suoi sudditi, che sonosi distinti contra li francesi.
Fu cantata la santa Messa, fatto un discorso analogo dal Padre Cappuccino annualista Guadenzo
Comai di Cavedine, e fatto sparo di mortaretti, tutto a spese del Capitolo; ma hanno speso anche
gli stessi bersaglieri. Le medaglie furono mandate al Capitolo dal vescovo; al vescovo dalla
Contea tirolese ecc. Hanno la figura, ed il nome di Francesco secondo coll'anni 1796, e con
diversi motti.
26 giugno 1798
Li 26 martedì mattina siamo stati alla solenne processione e Messa pontificale del Duomo.
Pontificò monsignor Suffraganeo. Nella processione fecero spalla ai canonici li detti bersaglieri.
Fu fatto sparo si mortari. Partimmo dal convento alle nove, e fummo di ritorno alle undici e tre
quarti. Fuvvi concorso straordinario di forestieri.
29 giugno 1798
Li 29 venerdì a Trento monsignor Suffraganeo ha ordinato sette sacerdoti, tra' quali un
roveretano.
Epistola bis legenda. Primum integre. Secundo aiternis tantum versibus. 20 iunii322.
Amico carissimo
Eccomi a darvi nuove del gran Buonaparte. Egli assalì con sommo valore il nemico nelle parti d’Italia, lo vinse, e fu per320
*Sbirri.
*Molto asciutte.
322
*Lettera da leggersi due volte: la prima volta integralmente; la seconda a righe alterne.
321
sino proclamato, e conosciuto per tutta l’Europa, fu pareggiato ad un Camillo, o Scipione, che avrebbe sconfitto gloriosamente lo stesso Annibale. Fu giudicato dal Direttorio Esecutivo per il più gran laborioso, ed instancabile guerriero del secolo, profondo d’ingegno, d’aspetto leggiadro, degno per questo di comandar ai Francesi. Ei seppe vincere, ed imponere ai Tiranni condizioni umilianti. Seppe far da tutti riverire l’Italia, innalzando le Insegne di Libertà. Rovesciò la venefica influenza di un povero Aristocratico, e sostituì una ben formata Repubblica. Per questo solo fatto meriterebbe egli d’esser immortale, mentre regnava in quei miseri sudditi un secreto foco appiccato, unica causa della rovina di quel Governo. Amico siamo finalmente
felici. Senza l’Eroe Buonaparte, noi eravamo di già tutti
precipitati, ridotti senza numerario, senza giustizia, in preda ad una
orribile tirannia. L’Italia govenata dal Macchiavello sarebbe
nazione feroce, incapace di fede, ed umanità. Voglia Iddio premunire il gran Generale, ed acerescere la sua forza, onde precipitare nell’abisso i Fabri di tante miserie, e voglia il Cielo pur egli colmare di gloria la generosa nazione Francese, che fece tremare, e stupire tutti li suoi nemici, calpestatori della virtù, e della giustizia. Addio.
9 luglio 1798
Li nove di luglio, lunedì, nella sala del palazzo Wolchensteiniano di Trento, furono distribuiti li
premi agli scolari del liceo trentino in modo nuovo, e semplice, attese le turbolenze guerresche.
Furono premiati due soli di ogni scuola ex toto profectu litterario infra annum. Questi furono
Giacomo Prati di Caldonazzo. Gio. Garzetti di Trento. Domenico Ducati di Trento. Tommaso
Chiari di Trento. Isidoro barone Salvadori, Alberto Conte Alberti di Poia, e Gasparo Ferrari tutti
e tre di Trento. Antonio Mazzetti, Leonardo Ricci e Giuseppe Tommasoni trentini. Niccolao
Valentini di Calliano. Giambattista Marzari di Vigolo, Gerardo Benuzzi di Drone. Giuseppe
Ricci di Trento. Michele Marzari di Vigolo. Giuseppe Maria Lupi di Trento. Li primi fisici
furono Tommaso Bruti di Randena323. Luigi Mendini di Val di Non. Vincenzo Mesmer, ed
Alberto Cesare trentini. Benedetto Benvenuti da Val di Sole, e Bonifacio Marinelli di Val di
Non. Eligio Marchesini di Vezzano. Li primi logici Alfonso Mendini fratello di Luigi. Paolo
Amistadi di Giudicaria. Gio. Batta Zanetti da Val di Sole. Carlo Moggio da Val di Non. Ilarione
Ciurletti di Trento, Giuseppe Marzari di Trento, Gio. Batta Catturani di Randena, Francesco
Mascher d'Arco. Antonio Lugano d'Avis. Gio. Bazzanelli di Sovero. Giuseppe Maria Girardi da
Pergine. Bartolommeo Ferrari da Val di Sole. Francesco Giovannini da Pinedo. Bartolommeo
Battistoni di Avio. Benedetto Salvadori di Mori. Leopoldo Alberti di Giudicaria. Luigi Battisti
di Brentonico. Pietro Leonardelli pinetano. Giuseppe Furlani di Vigolo.
Li nove fu portato a questa nostra sagrestia un cartello stampato del vescovo, dato li 22 giugno
1798 col quale viene ingiunto ai sacerdoti d'aggiungere nella santa Messa l'orazione pro Papa,
innanzi l'atra Deus refugium, e che dicasi fino al fine dell'anno 1798, al qual tempo terminerà
eziandio l'altra Deus refugium. S'ingiunge pure ai parrochi e curati di stimolare i popoli a far
orazione per il Papa cacciato da Roma324.
In questo mese fu creato rettore del seminario vescovile di Trento il sig. don Giuseppe Donati di
Cembra professore di teologia morale, e vice rettore in tempo di vacanza del rettorato dopo la
morte del Carpentario.
19 luglio 1798
Li 19 luglio ho veduto segnato un passaporto dato in Roma dal cardinal Francesco Herzan de
Harras, ministro plenipotenziario presso la santa Sede per sua cesarea ed apostolica maestà li 22
323
324
Il Bruti epilettico fu trovato morto nel seminario l'anno 1798 gli 8 dicembre.
Il foglietto stampato era stato incollato a pag. 1988 del manoscritto, ma fu levato...
febbraio 1798, dal sig. Filippo Baroni Cavalcabò presidente in Trento, in questo modo: Visto
l'imp. regio presidio del Consiglio amministrativo di Trento, ed essendo l'entroscritto F.
Severino oriondo e nazionale di Arco, potrà liberamente trattenersi in questa provincia, ed
essere collocato in quel convento, che gli verrà indicato dal rev.do P. Provinciale. Dato in
Trento li 19 luglio 798.
L.+S. F. Baroni Cavalcabò etc.
Nello stesso tempo ne ho veduto un altro dato in Roma li 5 marzo anno primo della Repubblica
romana una ed indivisibile.
Un altro dato in Pesaro 17 pratile Anno sesto repubblicano 1798. V. S., cioè veteri stilo, come
spiego io.
Un altro dato in Roma 4 mese Fiorile Anno 6 repubblicano.
Famiglie dell'anno 1798 pubblicata nel maggio
Convento di Trento
Guardiano P. Grisostomo Tovazzi
Vicario P. Gio. Evangelista Torresanelli
P. Arcangelo Dallago
P. Epifanio Fioroni
P. Agostino Rigotti
P. Albano Zambaiti
P. Borgia Zucchelli lettore
P. Gaudenzio Baiti
P. Sebastiano Flaim di Revò del Ritiro
romano 1798, 19 sett.
P. Davide Degara
P. Vigilio Scalfi
F. Giuseppe Maria Dellagiacoma poi
sacerdote
F. Francesco Maria Defrancesco poi
sacerdote
F. Vigilio Scalfi 17 nov. poi sacerdote
F. Gio. Antonio Dellagiacoma
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Giuseppe Birti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pietro Gretter
F. Pacifico Tommasini
Infermeria
P. Ubaldo Bertolini non celebrante
P. Bernardo Ciolli cieco
F. Salvatore Gottardi
P. Basilio dai 20 feb. 1799
Servi
Convento di Arco
Guardiano P. Pietro Damiano Felder
Vicario P. Pietro Paolo Montibeller
P. Crescenzio Sbetta
P. Carlo Felice Pini
P. Tommaso Degara
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Bonaventura Lorengo
P. Emmanuele Pasini
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Severino Tonini detti Temani da s.
Tommaso di Riva; poi alla Provincia
romana nel 1784...
F. Leone Gislimberti
F. Biasio Ferrari
F. Serafino Berti
F. Marcello Adami Terziario
Domenico
Antonio
putello
Giacomo
Convento di Borgo Valsugana
Guardiano P. Gasparo Bottesi
Vicario P. Attanasio Degasperi
P. Valentino Canali
P. Amando Veronesi
P. Gerardo Ravanelli
P. Massimo Tovazzi
P. Geremia Pola, rivestito 17 sett. 1798
P. Simon Pietro Clementi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pastorini
P. Remigio (?)
Fratelli
F. Constantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Agostino Tambosi
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Convento di Roveredo
Guardiano P. Accursio Aliprandini (rinunciò
1799)
Vicario P. Giangiacomo Degara
P. Isidoro Marzani
P. Ciriaco Battocchi
P. Basilio Bertuzzi (all'infermeria)
P. Amedeo Sannicolò
P. Michelangelo Lorenzi
P. Celestino Gamba
P. Giuseppandrea Fumanelli
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Quirico Mattei
F. Prospero Parisotto
F. Donato Passerini
F. Giuseffandrea di Cadine, partì 1799
Convento di Pergine
Guardiano P. Giangiuseppe Dallarosa
Vicario P. Ignazio Malfatti
P. Gio. Maria Bonfant
P. Prosdocimo Donei
P. Ferdinando Paoli
P. Mariano Pancheri
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozzaldi
F. Luca Miclet
F. Vincenzo Tommasi
F. Bartolommeo Vanzo
F. Pasquale Gremes Terziario
Convento di Cles
Guardiano P. Giuseffantonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Fortunato Guelmi
P. Cesario Paoli, maestro
P. Niccolao Campi
P. Filippo Panizza, lettore
P. Romedio Keller
Chierici
F. Luigi
F. Cirillo Dusini
Fratelli
F. Bernardino
F. Tommaso di Cles
F. Santo Federici
F. Ruffino Bozzetta
F. Domenico Facchini Terziario
F. Gioachino novizio poi professo
Convento di Mezzolombardo
Guardiano P. Anacleto Manincor
Vicario P. Francesco Felice Campi
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Ilario Casagrande
P. Carlo Felice Pancheri da Bresimo
P. Daniele Arnoldi
P. Ippolito Biasi
F. Leonardo Tonini da Sovero
F. Serafico da Padova
Fratelli
F. Vitale Defant
F. Benigno Tenaglia
F. Giosafatte Quaresima
F. Mauro Gottardi, novizio poi professo
F. Leonardo Piaz Terziario
Convento di Cavalese
Guardiano P. Vitantonio Keller
Vicario P. Stanislao Perugini, maestro
P. Lattanzio Donei
P. Giacinto Lunelli
P. Stefano Biasi
P. Wenceslao Boninsegna
P. Giorgio Nemeguzzer
Fratelli
F. Silverio Cramerotti
F. Marco Brunelli
F. Gio. Maria Montagnoli, Terziario
F. Alessio Piva,Terziario (poi uscito)
Novizi chierici
F. Gio. Antonio Dellagiacoma
F. Leonardo Tonini
F. Bernardino
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Patrizio Tonina
Vicario P. Illuminato Gritti
P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Raffaele Bianchi
P. Sisinnio Maria Ziller
P. Gio. Damasceno Tonina
Fratelli
F. Egidio Pedrotti
F. Valentino Gorna
F. Gio. Battista Liberi, Terziario
F. Felice Veronesi, Terziario
P. Provinciale Gioachino Besenella
P. Segretario Regalato Bombarda
Professore P. Saverio Battisti a Trento
Altri
Il P. Alessio Tommasi di Varignano della
Provincia della Marca 1798
Il P. Tommaso Fatarsi di Caldese della
Provincia romana 1798, che si secolarizzò
nel dic. 1798 agli otto.
Il P. Sebastiano Flaim di Revò del Ritiro
romano 1798.
Fra Tommaso Visintainer di Cles del Ritiro
romano, morì li 18 febbr. 1799.
F. Gioseffandrea Rota di Cavedine della
Marca
F. Severino da Riva della Prov. romana
P. Michelangelo Lorenzi di Roveredo della
nostra trentina emigrato.
P. Carlo Felice Pancheri di Bresimo della
Prov. romana
F. Vigilio Vielmetti di Preghena suddito della
Prov. romana, ritornò alla sua nel 1800.
F. Tommaso Grigi da Padova della Prov.
serafica d'Assisi. Ritornò alla sua provincia
nel 1799.
Negli ultimi giorni di questo mese la scuola de' sartori ha levato il suo altare marmoreo dalla
chiesa del P. S. Francesco, rovinata dai soldati, e lo ha portato nella chiesa di san Marco in città
de' PP. Agostiniani.
2 luglio 1798 [sic]
Li due di luglio ho letto nel Diario ordinario romano del Cracas foglio num. 2398, dei 23 dic.
1797, che li 18 dic. dal Papa fu proposto nel Concistoro segreto per la chiesa arcivescovile di
Reggio in Calabria il R. P. F. Bernardo Ceniccola dell'Immacolata Concezione Minor
Osservante di s. Francesco, sacerdote della diocesi di Telese; e per la chiesa arcivescovile
metropolitana di Saragoza il rev.mo P. F. Gioacchino Company sacerdote della diocesi di
Valenza, ministro generale de' Minori Osservanti di s. Francesco; e per la chiesa vescovile di
Minorca eretta nuovamente in cattedrale da Pio sesto, il R. S. don Antonio Vila, et Camps; e per
la chiesa vescovile di s. Marco il R. P. Reginaldo Coppola sacerdote della diocesi di Cassano
dell'Ordine de' Predicatori.
15 agosto 1798
Li quindi agosto fu festeggiata eziandio con mortarettate notturne la festa di Maria Santissima
alla di lei venerabile immagine, che sta presso la cappella del Duomo di Trento verso il
meriggio.
16 agosto 1798
Li sedici fu in Trento festeggiata straordinariamente la festa di s. Rocco. Vidi parecchie
processioni.
10 agosto 1798 [sic]
Li dieci, festa di s. Lorenzo in Trento si seppe, che nelle acque di Candia da Gio. Cristiano
Nelson inglese fu preso prigioniero di guerra il generale Napoleone Buonaparte corso, colla sua
flotta francese. Ma la relazione fu falsa.
19 agosto 1798
Li diciannove, domenica, siamo stati alla solita processione. Cantò Messa il sig. piovano del
Duomo. Furono sparati de' mortaretti due volte, cioè al fine della processione quando eravamo
per rientrare nel Duomo, ed al Tedeum. Partimmo dal convento alle otto e tre quarti, e fummo di
ritorno alle undici a quasi due quarti.
20 agosto 1798
Li 20 agosto ho ricevuto una copia della risposta data dal Papa Pio sesto al generale Alessandro
Berthier, che propose al santo Padre una coccarda nazionale, ed una pensione. Eccola.
Io non conosco altro uniforme, che quello, di cui mi ha decorato la Chiesa. Voi avete nel vostro
arbitrio la vita del mio corpo, ma non già quella della mia anima. Ravviso bene la mano
aggirante la sferza, che percuote gli agnelli, ed affligge nel pastore i traviamenti del gregge. Mi
sottometto alla volontà dell'Altissimo. Un bacolo, e un saccolo bastano a quello, che finirà in
cenere, ed in cilicio i giorni suoi. Predate, desolate, esterminate a vostro talento. Distruggete
pure li monumenti. La Religione sussisterà come avanti, e forte durerà sino alla consumazione
de' secoli.
24 agosto 1798
Li 24 agosto girò per Trento un foglietto intitolato Nuova e spaventevole relazione venuta da
Milano di un orribile caso succeduto nella chiesa di s. Lorenzo da tre soldati, che per il
maledetto gioco si volsero irati contra un santissimo Crocefisso, ch'era appeso nella suddetta
chiesa. In Milano 1798. Basta questo solo per conoscere, ch'è una relazione bugiarda, dicendosi
venuta da Milano, ed insieme stampata in Milano. Anche il resto prova lo stesso; come pure il
silenzio delle Gazzette, e delle lettere.
9 settembre 1798
Li nove, giorno di domenica in Trento fu fatta la processione del voto provinciale contro i
francesi del 1703, la quale andò a s. Maria Maggiore.
14 settembre 1798
Li 14 settembre, venerdì, dal parroco del Duomo di Trento fu solennemente seppellito il
primogenito del sig. Filippo Baroni Cavalcabò di Sacco, presidente del Consiglio imperial regio
amministrativo di Trento, appena nato, stando in pericolo di morte la madre nata contessa
Alberti di Poia in Roveredo. Il figlio fu estratto nel giorno 13. Alla madre fu dato l'Olio santo, e
poi il Viatico.
16 settembre 1798
Li 16 settembre, domenica in Trento fu fatta la processione del voto provinciale contro i francesi
del 1703, come nella domenica scorsa, perché non fu fatta nell'anno addietro. Ritornammo al
convento in punto alle dodici, perché il Duomo avanti fece la processione del Santissimo,
essendo la domenica terza del mese. Cantò la s. Messa il sig. don Bartolommeo Gerlonio325 di
Trento.
21 settembre 1798
Li 21 settembre venerdì delle quattro Tempore monsignor Suffraganeo Emmanuello Conte di
Thunn ha ordinato suddiacono un Canonico Regolare di s. Michele nel suo palazzo paterno di
Trento. Nel giorno 22 lo ha ordinato diacono insieme con parecchi altri nella chiesa delle Madri
Orsoline; e nel giorno 23 domenica lo ha ordinato sacerdote. Il medesimo Religioso è tedesco,
ed è venuto apposta da Insprugg, dove fa li suoi studi.
23 settembre 1798
Li 23 settembre, domenica di mattina il consigliere Carpentario roveretano stando in Trento ha
ricevuto una staffetta, e nello stessissimo punto è partito per Vienna. Ritornò presto.
Si trova in Trento un consigliere di Clagenfurt per nome Giuseppe, in qualità di commissario
austriaco per la causa del Magistrato civico, e de' mercanti, e per l'altra de' quattro consiglieri
deposti da Bonaparte ecc. Abita nel castello.
16 novembre 1798
Li 16 novembre di sera cominciammo a scaldare il refettorio. Finimmo poi ai tre di marzo 1799,
di mattina.
In quest'anno mai non suonarono qui le campane per temporali, non essendovi stato alcuno de'
bisogni soliti.
17 novembre 1798
Li diciassette di novembre avanti giorno fuvvi fuoco nella bottega libraria del sig. Simon
Girolamo Battisti stampatore, situata sotto i portici della Contrada tedesca di Trento, cui recò un
gran danno, di circa mille fiorini.
19 novembre 1798
Li diciannove circa le undici di mattina cominciò a nevicare anche in città di Trento per la prima
volta in quest'inverno; ma durò poco dove fu toccata dal sole.
23 novembre 1798
Li ventitre di mattina si trovò coperta di neve la nostra terra. Dopo il mezzogiorno ricominciò il
nevicamento, ed insieme piovette.
Nel medesimo giorno 23 essendo venerdì. In Trento vi fu il concorso alla parrocchia di Mori
risegnata dal Tabarelli, senza obbligo di pensione.
325
*Gerloni.
29 novembre 1798
Li 29 novembre di notte ha nuovamente nevicato, ed insieme anche piovuto.
30 novembre 1798
Li 30 novembre ho ricevuto un dispaccio come guardiano dal sig. presidente Filippo Baroni
Cavalcabò rapporto ai Religiosi forestieri dato in Trento li 10 novembre.
8 dicembre 1798
Gli otto dicembre ho inteso, che nella sera oscura alle sette del giorno precedente ritornando da
Trento a Mano quel masadore della signora Vittoria baronessa vedova Crosina, nata contessa di
Prato, fu proditoriamente ammazzato. Vedi sotto al 9 novembre 1799. Fu Domenico Chiogna
detto de' Lodoli, e portava del danaro ricevuto in Trento dal Manega. Cadde poco prima di
giungere al ponte del Saletto, e fu seppellito dal piovano del Duomo nella sera degli otto.
Dicesi, che gli uccisori sono stati un bresciano, e un pinetano già bersagliero. Il bresciano d'anni
24, saltaro de' pinetani.
13-14 novembre 1798
Nella notte dei tredici, e nel giorno seguente 14 ha nevicato ma poca cosa.
Predicarono in quest'Avvento
Cognola, il P. Regalato.
Gardolo, il P. Davide.
Aldeno, il P. Vigilio.
Villazzano,il P. Provinciale Gioachino.
Civezzano, il P. Giangiuseppe Guardiano di Pergine.
Trento a s. Maria, don Vincenzo Angeli.
In questi giorni dall'arciprete di Vallarsa fu chiesto unl nostro Padre confessore al P.
Provinciale, perché andasse in Vallarsa; ma gli fu risposto, che non ne abbiamo a proposito,
essendo troppo vecchi li non occupati nella santa predicazione.
20 dicembre 1798
Nella sera dei venti di dicembre cominciò a soffiare un gagliardissimo, e freddissimo vento, e
durò tutto il giorno 21.
23 dicembre 1798
Li 23 l'Adige menò ghiaccio.
24 dicembre 1798
Li 24 ritornò il vento gagliardo, e freddo, e durò tutto il giorno.
25 dicembre 1798
Li 25 le strade di Trento furono piene di ghiaccio perché si gonfiarono le rozzole, e le acque si
sparsero per le strade.
27-29 dicembre 1798
Li 27 di notte venendo li 28 cominciò a nevicare, e nevicò tutto il detto giorno 28. Li 29
dovemmo fare la rotta.
30 dicembre 1798
Li 30 di mattina cominciò a nevicare grossamente, e seguitò sino dopo vespro.
A questo punto vi era incollato il biglietto stampato ricordato sopra al 9 luglio, ma è stato
levato. Romane solo la sottoscrizione del cancelliere:
Petrus Jos. Cloch Cancell. de mandato.
In Trento in vece di orazioni a Dio Signor nostro per li moderni grandissimi bisogni si
continuano le commedie notturne. L'ordine però delle due lettere con un altro viglietto stampato
fu rinnovato li 20 dic. 1798, usque ad aliam dispositionerm.
Predicatori vescovili della prossima Quaresima.
Aldeno, Garniga, e Cimone festivo, Fra Luigi Macchioni Minor Conventuale di Riva.
Avio, Francesco Zanchetta veronese.
Banale, Carlo Torresanelli di Stenico cappellano di Banale.
Besenello, e Mattarello, on Antonio Sartori da Castione cappellano di Villa.
Blegio, o S. Croce, don Giovanni Boninsegna curato di Becceca326.
Brentonico, don Bartolommeo Scrinzi di Lizzana.
Calavino, don Gio. Antonio Zanotti di Riva, d'anni 30.
Cavedine, don Gio. Niccolini curato di Praso in Val di Bono.
Civezzano, e Cognola festivo, don Gio. Battista Onestingel curato di Villazzano.
Condino, don Pietro Vecli curato di Fiavedo327.
Corredo, e Smarano, don Giacomo Gigli curato di Varrone.
Denno, e Vigo, don Romedio Conci di Maleto.
Livo, don Biasio de Petris parroco di Livo.
Lizzana, ed Isera festivo, don Udalrico Quaresima di Tuenno Vicario parrocchiale d'Isera.
Maleto, don Francesco Battisti di Brentonico, d'anni 60.
Mori, don Leonardo de' Leonardi dal Vò Casaro d'Ala.
Ossana, don Antonio Valdagni di Pergine.
Pergine, don Gio. Battista Bonomi di Caldese, d'anni 50.
Povo, e Villazzano festivo, don Bartolommeo Tambosi di Serso curato della Faida in Pinedo.
Rendena, don Gio. Battista Pellegrini curato di Bolbeno.
Revò, e Clotz, don Bernardino Cattoni di Cavedine.
Sarnonico, Fondo, e Romeno, Gio. Zenoniani parroco di Romeno.
Taio, e Torri, don Stefano Speranza di Roncone.
Tassullo, don Filippo Visintainer curato di Celledizzo.
Terlago, e Baselga festivo, don Gio. Armanini curato di Sarca.
Tione, don Domenico Boni curato dei Ragoli.
Val di Bono, don Paolino de' Leonardi curato di Lundo.
Val di Ledro, don Domenico Poli curato di Bondone.
Vigolo, e Calceranica, don Luigi Chizzola do Mori. Questi nel 1793 contò 29 anni di età, e fu
Filippino in Mantova.
Villa Lagarina, don Carlo Colombarola di Avio.
S. Zeno, e Dambel, don Giuseppe Valentini curato di Poia.
ANNO DI GESÙ CRISTO 1799
... gennaio 1799
... gennaio dopo un freddo intensissimo finalmente cominciarono a gocciolare i nostri tetti; ma
per poco tempo.
In questi giorni sono passati per Trento undici monaci piemontesi dell'Ordine trappense, inviati
per la Moscovia, essendo moscovita uno di loro. Furono accompagnati da soldati, ed albergati a
326
327
*Bezzeca.
*Fiavé.
san Marco dai Padri Agostiniani. Andarono a piedi, ed ebbero seco un solo cavallo. Si
presentarono anche alla Curia vescovile. Sono partiti dal Piemonte per causa della rivoluzione di
quella provincia, e vanno nella Crimea. Essi hanno edificato a Trento colla loro modestia, col
silenzio, parlando un solo e mostrandosi molto austeri nel mangiare. Furono tutti giovani.
24 gennaio 1799
Li 24 dei gennaio, giovedì, ha nevicato dalla mattina sino alla sera, e così restò alquanto
mitigato il freddo.
27 gennaio 1799
Li 27, domenica di Sessagesima nel Duomo di Trento fu solennizzata la nuova instituzione di
una Compagnia di devoti per la recita quotidiana delle Litanie della Madonna Dolorata. Tre sere
avanti furono suonate tutte le campane del Duomo. Questo fu adobbato tutto più che per la festa
di s. Vigilio. Fu cantata Messa da monsignor decano Manci coi vescovi. Avanti la Messa fece
un discorso d'un quarto di ora il signor don Bartolommeo Gerloni di Trento. Non fuvvi lo
stabilito sparo di mortari, perché nella sera precedente il mortarista caricando un mortaro
coll'aiuto della sua moglie batté ferro con ferro, ed essendosi acceso il fuoco scoppiò il mortaro,
portò via lontana una mano della donna, ed il mortarista restò tutto rovinato nella faccia ecc.
L'avviso sacro posto su le porte delle chiese dice, che alcuni devoti della Beatissima Vergine de'
Dolori a consolidare l'esercizio quotidiano della recitazione de' Misteri dolorosi, che fin qui si
praticò nel Duomo, ottennero dalla rev.ma superiorità il permesso d'innalzare questo esercizio a
regolata società. Aggiugne, che nelle sette domeniche avanti la festa de' dolori vi sarà una
Messa per li confratelli, e benefattori alle otto; e che alle quattro di sera si reciterà il solito
esercizio.
2 febbraio 1799
Li due di febbraio, sabato, e festa di Maria Santissima nevicò, ed insieme piovette quasi tutto il
giorno.
12 febbraio 1799
Nella notte venendo li dodici di febbraio cadde molta neve.
Predicatori nostri quaresimali del 1799.
Trento nella cattedrale, il P. Amando da Covalo con F. Vitale.
Albiano, il P. Eusebio da Pinedo.
Cavalese, il P. Vigilio da Fondo.
Clese, il P. Illuminato di Clese328.
Drone, il P. Carlo Felice di Trento.
Gardolo, il P. Pietro Regalato da Carice329.
Garduno, il P. Giacomantonio di Borgo.
Levico, il P. Mariano da Bordiana.
Lomaso, il P. Pietro Paolo da Roncegno.
Meano, il P. Davide da Tiarno.
Mechel, il P. Romedio da Clese.
Metz Lombardo, il P. Daniele da Enno.
Metz Todesco, il P. Ilario dai Bampi.
S. Michele, il P. Anacleto da Casezzo.
Moena, e Pradazzo, il P. Giorgio da Clese.
Pinedo, il P. Ferdinando da Sant'Orsola.
Pressano, il P. Geremia da Borgo.
328
329
*Cles.
*Cares.
Verla: il medesimo.
Ravina, e Romagnano, il P. Stefano da Sfruzzo.
Riva, il P. Gioseppe Antonio da Clese.
Telve, il P. Gioseppe da Primiero330.
Tesaro, il P. Vito Antonio di Clese.
Zambana, il P. Ippolito da Sfruzzo.
Nago, il P. Pietro Damiani da Borgo.
Roncegno, il P. Gasparo da Campo.
Tenno, il P. Sisinnio Maria da Sanzeno.
Noriglio, P. Giangiacomo di Tiarno.
Nomi, il P. Ciriaco di Lazzise.
Pomarolo
Volano, il P. Amedeo di Roveredo.
Novaledo, il P. Massimo di Volano.
5 marzo 1799
Nel giorno di martedì quinto di marzo, alle dieci e mezza passate sono stati a vedere il nostro
convento tre soldati graduati, per farlo ospitale in caso di bisogno. Avanti sono stati dai PP.
Cappuccini, e dai Padri Carmelitani. Sono andati diritti a san Marco de' Padri Agostiniani, ed
hanno fatto lo stesso. Fece da principale il signor Conte Neuperg comandante in Trento da
molto tempo.
10 marzo 1799
Li dieci di marzo, domenica di Passione dopo il vespro siamo stati alla solita processione della
santa Spina. Officiò monsignor decano Manci. Andammo con quest'ordine: Le Confraternite, li
PP. Cappuccini, li PP. Conventuali, noi Riformati, e poi li PP. Agostiniani, ed il clero secolare.
Partimmo dal convento alle tre, ed un quarto, e vi fummo di ritorno alle cinque e mezzo quarto
passato. Le strade furono fangose. Ciò non ostante andammo per Contrada Larga, Contrada
Lunga, passammo per la chiesa di s. Pietro, e per la chiesa della ss. Trinità, per la piazza
Grande, e rientrammo nel Duomo per la porta maggiore. Noi fummo dodici, oltre il pennellifero
frate laico giuniore.
13 marzo 1799
Li tredici, giorno di mercoledì, fu intimato ai Padri Carmelitani Scalzi delle Laste sopra Trento
di evacuare tostamente il loro bel convento, e di cederlo ai soldati feriti. Vennero subito dopo il
pranzo da noi due di quei frati laici a dircelo, e partirono. Ma poi avendo io mandato due
Religiosi alle Laste nella mattina seguente ho avuto certezza, che que' Padri ebbero soltanto
avviso, che occorrendo eglino dovranno cedere ai soldati il loro convento, e che forse non
occorrerà il bisogno. Li due frati laici sono stati accettati alle Laste per forza quando vennero
dall'Italia. Li Padri ottennero di potervi restare con alcune celle ecc.
19 marzo, festa di s. Giuseppe, non fu celebrata dai padri Carmelitani delle Laste conforme
solevano, atteso l'accennato loro disturbo. Quindi neppure fuvvi presso quella chiesa quella
fiera, che con molto scandalo sol evasi tenere. Fu avvisato di ciò il pubblico preventivamente
con cartelli su le porte delle chiese, ed anche dal pulpito del Duomo. Per altro in città ho veduto
molti festeggianti forestieri de' contorni.
Nello stesso giorno 19 essendo il martedì Santo, dalle due sino alle tre pomeridiane, in tredici
siamo stati nel Duomo a fare l'ora venticinquesima di adorazione del Santissimo Sacramento,
secondo il nostro solito, ma senza musici.
330
Terragnolo, un Cappuccino; Trento s. Maria, don Angeli.
22 marzo 1799
Li 22 marzo, venerdì Santo dopo le tre pomeridiane fu da me un lombardo di circa trent'anni.
Voleva raccontarmi le rivelazioni, che com'egli disse, aveva ricevuto dal Signor Iddio rapporto
alla presente guerra, e che già manifestò alla Corte di Parma, tenendo però io altrove
indispensabili premure, mi scusai colle buone, e lo licenziai parimente colle buone. Si mostrò
umile con Dio, ed anche con me. Avanti ebbe il pranzo da frate Feliciano portinaio del
convento.
26 marzo 1799
Li 26 marzo, martedì dopo la Pasqua nella chiesa parrocchiale di s. Maria Maggiore monsignor
Suffraganeo di Trento vescovo di Jasso Emmanuele Conte di Thunn, ha ordinato 118 chierici
secolari e Regolari, tra' quali furono promossi al sacerdozio dicidotto. Due soli tra gli esaminati
furono riprovati, e mandati indietro. Il medesimo vescovo nella domenica di Pasqua celebrando
nel Duomo ha dato la benedizione Papale per speciale indulto apostolico.
30 marzo 1799
Li trenta, sabato dopo il vespro fuvvi del vento gagliardissimo; ma cessò avanti notte.
Ne' giorni passati le soldate dovendo partire da Trento verso l'Italia per l'imminente battaglia,
buttarono nell'Adige parecchi de' loro figliuolini vivi, de' quali alcuni furono riscattati dai
trentini, ed altri presi dalle barbare braccia delle loro madri. Di alcuni ne pigliò cura il sig. don
Giovanni Puzzer professore del seminario.
7 aprile 1799
Li sette domenica seconda dopo Pasqua fece nel Duomo il panegirico della Vergine Dolorata il
sig. don Vincenzo degli Angeli di Trento. Dopo il vespro non vi fu la solita solenne processione,
perché ha piovuto sino all'ora del pranzo. Noi siamo andati sino in Fiera e là ricevemmo avviso
di ritornare indietro dal sig. sagrestano del Duomo per mezzo del signor Gio. Battista Manica,
figlio del signor Lorenzo.
30 aprile 1799
Li 30 aprile, martedì rogazionale fu nella nostra chiesa la processione rogazionale, e vi cantò la
Messa della feria Non vi fu il Magistrato, perché venne quà troppo per tempo in quest'anno, per
poter ritornare nel Duomo a cantare la Messa di s. Massenza. Arrivò quà alle sei, e quasi mezza
e partì subito dopo le sette.
18 maggio 1799
Li 18 di maggio sabato delle quattro Tempore monsig. Emmanuele Maria Conte di Thunn
vescovo di Jasso, e Suffraganeo di Trento ha ordinato trentasei chierici di diversi Ordini nella
cappella del ss. Crocifisso del Duomo. Cominciò alle sei e mezza. Li nostri furono sette, de'
quali un solo fu ordinato sacerdote, cioè fra Vigilio da Preghena. Gli altri furono ordinati ante
tempus per paura, che manchi il vescovo.
23 maggio 1799
Li 23 maggio, festa del Corpus Domini, siamo stati alla solita processione del Duomo con gli
altri Religiosi Agostiniani, Conventuali, e Cappuccini. Partimmo dal convento un poco avanti le
sette di mattina331, e fummo di ritorno un poco dopo le nove e mezza. Cantò la Messa
monsignor decano Manci, e portò il Santissimo nella processione monsignor Suffraganeo
Thunn. Il tempo non poteva essere più buono. Così pure le strade. Furonvi anche de' soldati in
parata, li quali fecero più scariche dell'artiglieria, specialmente nel castello. Questa volta non ho
veduto alcun agnello. Le finestre delle case furono adobbate di coperte belle, e le porte di rami
verdi.
331
Dissimo (dicemmo) l'officio tutto basso, eccettuato l'inno ambrosiano.
29 maggio 1799
Li 29 maggio, nella sera oscura in Trento fu sentita una scossa di terremoto. Scritto questo
leggo, che in Brescia nella stessa sera furono sentite due scosse forti di terremoto, che
spaventarono tutti, e danneggiarono quasi tutte le case, uccisero un putto stampatore, e ferirono
molte persone. Furono sentite anche in molti luoghi non molto lontani da Brescia, e
nominatamente in Castenedolo, lontano sei miglia da Brescia, e contate circa 2.170 persone,
dove cadde tutto il tetto di quella chiesa.
Negli scorsi giorni furono fatte delle funzioni nelle quattro parrocchiali di Trento per
ringraziamento a sua divina maestà de' prosperi successi della guerra contro i francesi. Avanti,
cioè nelle domeniche dell'aprile furono fatte delle pubbliche funzioni in Trento per ottenere da
Dio i detti successi.
giugno-agosto 1799 [sic]
Poi nel primo di giugno fu comandato, che le stesse preghiere si continuino ai 9 domenica dal
Seminario nella chiesa di s. Marco; ai 16 domenica dalla Compagnia del Santissimo Sacramento
nel Duomo; ai 23 domenica dalla Congregazione Mariana nella chiesa delle Madri Orsoline; ai
26 mercoledì festa di s. Vigilio nel Duomo, Messa pontificale con Indulgenza plenaria e
benedizione Papale. Ai 29 sabato festa de' ss. Pietro e Paolo nel coro della chiesa. 30 giugno
domenica dai divoti in s. Pietro. Luglio 7 domenica dalle Madri di s. Chiara nella chiesa delle
Madri Orsoline; 14 domenica dalla venerabile Casa di Dio. 21 domenica dai PP. Conventuali di
s. Francesco nella chiesa della ss. Trinità. 28 domenica dalla Compagnia della Buona Morte in
s. Maria Maggiore. Agosto 4 domenica dai padri Cappuccini in s. Croce. Agli 11 domenica dai
PP. Riformati di s. Francesco in s. Bernardino. Ai 15 giovedì dell'Assunta, nella chiesa di s.
Maria Maggiore. La mattina alle 10 si canterà la Messa coll'esposizione del Santissimo e colla
benedizione. La sera alle sei e mezza l'esposizione del Santissimo colle Litanie de' Santi e colle
orazioni del Rituale tempore belli, e colla benedizione. L'editto porta il nome del vescovo, e la
data dal castello di Trento, ma egli è nel castello Tunn e nulla sa di Trento.
18 giugno 1799
Li 18 giugno dopo il vespro fu da me Stefano Prunner di Frassilongo, nipote di don Stefano
Prunner curato di Madrano, giovine d'anni 21, che ha madre vedova con tre fratelli, ed ha
studiato la grammatica sino alla seconda, e mi ha chiesto d'essere accettato per nostro fratello
laico, non avendo talento per le lettere.
26 giugno 1799
Li 26 giugno, mercoledì, e festa di san Vigilio, siamo stati alla Messa pontificale nel Duomo,
cantata da monsignor Suffraganeo Emmanuele Conte di Thunn vescovo di Jasso. Fummo pure
alla processione, che fu fatta avanti dentro lo stesso Duomo, perché il tempo fu piovoso tale
diventato soltanto un poco avanti le nove. Partimmo dal convento alle nove, ed uscimmo dalla
città alle undici in punto. Dopo la Messa monsig. Suffraganeo per indulto apostolico speciale
diede la benedizione apostolica coll'indulgenza plenaria, giacché manca il vescovo diocesano,
che ora sta nel suo castello di Tonno332. Sotto la detta Messa furono scaricati parecchi mortari.
Nella sera non furono fatti i soliti fuochi artificiali, perché il cielo fu nuvoloso, e minacciante
pioggia.
29 giugno 1799
Li 29 sabato, e festa di s. Pietro, nella sera furono fatti li fuochi artificiali, che non si poterono
fare nella festa di san Vigilio.
332
*Thunn.
30 giugno 1799
Li 30 domenica, monsignor Suffraganeo nel suo palazzo paterno di Trento, situato nella
Contrada Larga presso la Contrada Lunga, ha ordinato otto sacerdoti, ed un diacono.
Nella sera di s. Vigilio in Trento li commedianti hanno dato principio alle loro opere diaboliche
8 luglio 1799
Gli otto luglio, giorno di lunedì, alle 4 di sera il seminario di Trento ha distribuito i soliti premi
agli scolari nella sala del palazzo Wolchensteinero sotto al castello. Essendo poi andati di notte
secondo il solito li musici a fare delle serenate ai premiati, furono catturati dalla pattuglia
militare, cui per esserne liberati ogni catturato dovette dare 45 carentani. Anche in quell'anno
furono dati tre premi ai tre più bravi di ogni scuola soltanto rapporto al profitto di tutto l'anno.
Eglino furono nella poesia Michele Menghini dell'Anaunia alunno del seminario333, Tommaso
Chiari trentino, ed Antonio Lupi di Margon trentino. Nella rettorica Gasparo Ferrari trentino,
Giorgio dal Dos sollando, Aloisio Sartori ledrino334, ed Alberto Conte Alberti di Poia trentino,
perché Conte. Nella suprema grammatica Antonio Mazzetti trentino alunno del seminario,
Giuseppe Tommasoni trentino, e Leonardo Ricci de Neüm dominus de castro Corona trentino.
Nella grammatica media Giorgio Luchi anauniese, Nicolao Valentini callianese, Giambattista
Ricci de Neüm, dominus de castro Corona trentino. Nella grammatica infima Gioseppe Ricci
fratello del precedente, Giacomo Giovannini pavese, o sia pavano335, Gioseppe Lupi di Margon
trentino. Nei principi Aloisio Cloch trentino, Gioseppe Bertotti trentino, e Gioseppe Angelini
roveretano, dimorante colla sua famiglia in Trento per ragione di officio pubblico.
18 luglio 1799
Li 18 luglio il Padre Barisella da Tuenno sindico de' Padri Agostiniani di san Marco, mandato
da monsignor Vicario generale canonico Zambaiti fu da me per la nuova bottega sutrina336, che
vuol fare appresso la sua chiesa, ed io gli ho accordato, che la faccia, ma colla porta nel cortile
dell'ortolano, non già presso quella della chiesa.
22 luglio 1799
li 22 luglio, martedì, fu totalmente evacuato dai soldati infermi il monastero di san Michele
d'ordine sovrano, chiesto dalle povere monache.
23 luglio 1799
Li 23 di sera fu ripigliato il suono delle campane di quella chiesa coll'Avemmaria vespertina.
30 luglio 1799
Li 30 martedì, subito dopo il suono del mezzogiorno fu in Trento fatto uno scarico di mortari
posti nella piazza della Mostra sotto il castello, e dato principio al suono di tutte la campane per
la lieta nuova della resa di Mantova fatta dai francesi agli austriaci per forza. Il detto suono durò
più di un'ora. Suonammo volentieri anche noi le nostre.
1 agosto 1799
Nel primo giorno di questo mese, essendo giovedì nel Duomo di Trento il Consiglio
amministrativo ha fatta cantare una Messa solenne con sparo di mortari per la resa di Mantova,
succeduta li 28 luglio.
333
nipote del sig. Provicario.
*Della Valle di Ledro.
335
*Da Povo.
336
*Bottega da calzolaio.
334
2 agosto 1799
Nel giorno secondo sette Clarisse di buon mattino sono partite dal monastero di san Giuseppe337
in carrozza colla contessa Atalante Trissina, e sono state a vedere il loro monastero, rovinato dai
soldati per riattarlo.
3 agosto 1799
Nel giorno terzo, un pò dopo le quattro di mattina, in questa nostra chiesa di s. Bernardino, fu
congiunto in matrimonio un putto del sig. Pietro de Petris di Trento, abitante nella parrocchia
del Duomo, dal nostro P. Agostino eletto dallo sposo colla licenza dell'Ordinario.
Nel giorno stesso nella chiesa del Suffragio hanno solennizzata la presa di Mantova con Messa,
e spari li mercanti contrari al Magistrato consolare. Officiò il canonico Giuseppe barone Buffa.
4 agosto 1799
Nel giorno quarto, domenica, nel Duomo solennizzò con Messa, e spari la detta presa di
Mantova il Capitolo canonicale.
5 agosto 1799
Nel giorno quinto in s. Maria Maggiore fece altrettanto il Magistrato consolare.
Tralascio altre simili feste celebrate in Povo, Ravina ecc.
25 agosto 1799
Nel giorno 25 domenica siamo stati alla solita processione del Duomo. Partimmo dal convento
alle otto, e tre quarti; e fummovi di ritorno alle undici, ed un quarto. Cantò la Messa il sig.
Piovano Giacomo dal Sasso di Cavedago; e furono fatti due spari di mortari, uno verso il fine
della processione, e l'altro sotto l'inno Te Deum.
Ne' passati giorni furonvi molti assassini di strada nei nostri contorni; e perciò le comunità
ebbero ordine di stare in armi, e di battere le campane a martello.
9 settembre 1799
Li nove settembre, giorno di lunedì, fummo alla solita processione del Duomo a s. Maria
Maggiore per la liberazione dai francesi del 1703.
21 settembre 1799
Li 21 settembre sabato nel Duomo di Trento ha tenuto Ordinazioni monsig. Suffraganeo
Emmanuele Conte di Thunn. Ordinò tre sacerdoti, alcuni diaconi, suddiaconi, e minoristi. De'
nostri fu ordinato diacono fra Gio. Antonio, e suddiaconi fra Cirillo, fra Leonardo, e fra
Bernardino.
29 settembre 1799
Li 29 settembre domenica, e festa di s. Michele, l'artiglieria russa con molti soldati di cavalleria
cominciò a passare dall'Italia per Trento verso l'Elvezia, con molto dispendio, e disturbo dei
trentini.
10 ottobre 1799
Li dieci d'ottobre cominciammo a dire nel coro dopo le Laudi e dopo il vespro l'orazione pro
Papa eligendo, senza però verun ordine del vescovo, o di altri.
11 ottobre 1799
11 ottobre cominciammo pure a sentire l'ingrato romore del nuovo maio338 fatto sotto il nostro
convento da Antonio Tambosi di Serso, ferraio, a spese del suo suocero Gio. Battista Fabri
molinaro.
337
*Delle Madri Orsoline.
Sono stato assicurato da parecchi, che li soldati russi passati per Trento hanno tolto per forza
delle bestie, e subito fatte in pezzi le hanno mangiate affatto crude, tra le quali anche un asino,
ed un vacca. E quello, che più assai mostra, hanno tolto nella villa di s. Michele sopra Trento
due fanciulli, e parimente gli hanno fatti in pezzi, e subito mangiati crudi. Tutti mormorano
della loro indisciplinatezza.
15 ottobre 1799
Li quindici ottobre, festa di s. Teresa, e martedì, dopo il vespro, in sei carrozze sono ritornate
nel monistero di san Michele tutte le monache Clarisse restate in san Giuseppe presso le
Orsoline.
20 ottobre 1799
Li 20, domenica, correndo la dedicazione della loro chiesa le dette monache fecero cantare il Te
Deum dopo la Messa solenne solita. Fuvvi il concorso, ed il canto, e furono festosi più del
solito. La cantò il Padre confessore con due nostri Padri leviti, e coll'accolito fra Placido.
27 ottobre 1799
27 ottobre, domenica, le Fradaglie ritornate di fresco al loro conservatorio hanno solennizzato
un tal loro ritorno col far cantare una Messa, ed il Te Deum, nella loro chiesa in questa
domenica. Officiò cantando la Messa de dominica occurrente coll'orazione pro gratiarum
actione, il sig. don Simone Saltuari piovano di s. Maria Maggiore, coll'assistente, e coi leviti.
Sull'orchestra cantammo tutto noi, pregati iersera dalla signora Priora Anna Fillera. Fummo sei,
cioè li PP. Francesco, Davide, Vigilio, Gaudenzio, Agostino ed io frate Grisostomo. Il tempo fu
continuamente piovoso, e quindi molto incomodo. Il conservatorio fu prima ribbenedetto dal
nostro P. Saverio.
Le vendemmie di quest'anno furono dappertutto scarsissime, cosicché resero circa il solo terzo,
ed anche meno dell'ordinario. Cominciaronsi ai 7 del corrente.
2 novembre 1799
Nella sera dei due di novembre sono giunti a questo nostro convento, venuti da Bolgiano, due
frati laici nominati fra Paolo, e frat'Angelo, colla barba, coi zoccoli, col mantello, abito,
cappuccio, e cingolo de' francescani Riformati. Per altro essi sono cenobiti del romitaggio di
Domegge cadorino, territorio già veneto, professori dell'instituto francescano, come dice il
parroco di Domegge nell'obbedienza loro data, sottoscritta dal capitano di Cadore, e da altri
giudici tedeschi, ed anche dallo Strobele segretario del presidente Baroni di Trento, che accordò
loro di poter trattenersi in questo nostro convento per tutto il giorno quarto di novembre
inclusive. Nel loro romitorio sono cinque, siccome mi hanno detto. Io gli ho ammessi nel
refettorio con noi. Sono ambidue cadorini. F. Angelo nel 1797 fu secolare. Vengono diretti dal
parroco del luogo. Il loro conventino è situato su la cima di un monte. Vivono di semplice
mendicazione. Ora vanno questuando per fondare un nuovo convento. Sono partiti di qui ai 4 di
matitina per Pergine.
4 novembre 1799
Li quattro di novembre fu portata a questo nostro convento una cartuccia della Curia vescovile
di questo tenore: RR. DD. sacerdotes omissa in posterum praescripta pro summo Pontifice
oratione, diebus non impeditis, addant eius loco oratione: Supplici Domine ex Missa pro
eligendo summo Pontifice, quae est in missali post Missam votivam de s. Maria, et in fine Deus
refugium pro quacumque necessitate. Alle chiese di città fu portata ieri con un'altra ordinante il
suono di tutte le campane per tre sere339. A noi non fu portata questa seconda, perché il putto la
338
339
*Maglio.
Per la morte di Pio sesto.
ha perduta, come ci ha supposto e detto. Dunque sonammo anche noi colla città nelle sere 4-6
tre segni ogni sera, ma questa volta innanzi l'Avemmaria.
9 novembre 1799
Li nove di novembre sabato di mattina, nel luogo solito detto la Malvagìa340, fuori della porta di
san Martino di Trento, per sentenza di Luigi Cheluzzi da Colle giureconsulto podestà di Trento,
furono impiccati per la gola dal carnefice di Marano341, Pietro Santini di Chiari bresciano
dell'età d'anni 24 in circa, e Cristoforo quondam Giorgio Espen da Montagnaga pinetano d'anni
23 in circa, per avere assassinato, ed ucciso Domenico Antonio Chiogna detto Lodol, masadore
a Mano342 della signora Vittoria baronessa vedova Crosina, nella sera oscura dei sette di
dicembre 1798, nella strada pubblica tra la Fersina, ed il Saleto, a solo motivo di derubarlo. Il
Cheluzzi questa volta si dice podestà di Trento senza il per altro solito per Sua Altezza rev.ma,
perché ora Trento è governato da un Consiglio amministrativo imperiale. L'Espen ha un zio
prete, che ha fatto moltissimo per liberarlo dalla morte. Ha pure la madre, che non ha potuto
impetrare alcuna grazia. Fu bersagliere. Il Santini fu saltaro circa quattro anni sul Perginasco,
dove fece dei mali con tal occasione. Anche l'Espen fu ladro, e disturbatore del paese. Li
pinetani si scrivono Erspan, non Espen. Furono assistiti nella chiesuola da due Padri
Cappuccini, e da due preti Angeli e Somalvigo Alessandro. Vedi sopra all'8 dicembre 1798 e
qui sotto.
Oggidì ho inteso da un canonico, che in Venezia si differisce l'incominciamento del Conclave
cardinalizio per l'elezione d'un nuovo Papa sino al dicembre, per motivo de' teatri comici. Oimé!
Altri dicono sino alla Quaresima.
12 novembre 1799
Li dodici di sera cominciammo a scaldare il refettorio grande. Finimmo poi li 17 marzo 1800 di
mattina.
15 novembre 1799
Li 15 ho inteso da un albianese sacerdote, che il suddetto Santini fu figliuolo di un Anesi di
Tressilla pinetano rifugiato in Chiari per avere uccisa la propria moglie.
18 novembre 1799
Li 18 novembre ho inteso da alcuni uomini, e donne, che da circa otto giorni in qua gira di notte
tempo per Trento, e per la strada de' Molini di s. Francesco, uno vestito da frate nostro. Tanto ho
inteso anche prima. Oggi però l'ho inteso da chi lo ha veduto, e salutato. Li 19 di mattina fu da
me uno, che lamentasi di essere dai molinari creduto il detto frate.
19 novembre 1799
Li 19 leggo nella Gazzetta roveretana in data di Venezia 13 novembre, che suscitato essendosi
un fierissimo incendio nella Contrada di s. Marina in Calle della Testa nella medesima città di
Venezia la sera degli undici, vi si trasferì col Venerabile343 il piovano di s. Marina, e lo benedì.
Lo stesso fece su la porta dello spedale di s. Lazaro de' mendicanti contiguo il rettore del
medesimo spedale. Aggiugnesi344, che parve che cedessero improvvisamente le fiamme, e che
nella mattina dei dodici cessò il pericolo. Intorno a questo merita d'esser letta la Costituzione di
Benedetto XIV, To. 4 Bullarii sui num. 49, p. 196 e segg.
340
*Malvasìa.
*Merano.
342
*Man.
343
*Con Santissimo Sacramento.
344
*Si aggiunge.
341
3 dicembre 1799
Li tre dicembre in Trento fuvvi del bisbiglio, perché venne ordine di preparare un ospitale, che
capisca circa mille e settecento soldati russi infermi, o feriti vegnenti da Pavia, colla notizia che
nell'Italia vi sono circa quaranta mila russi infermi. La cosa passò dal Magistrato consolare al
Consiglio amministrativo. Fuvvi chi subito voleva che le monache di s. Chiara lasciassero il
loro monastero, malgrado la molto grossa spesa fatta nel ristorarne la di lui minima parte. Altri
volevano risparmiarle. Furono parimente avvisati di cedere li Padri Carmelitani, e le Fradaglie
ed il seminario. Nella mattina de' quattro fu intimato alle monache, che partano e fu spedito a
Pavia, che in Trento non possono collocarsi tanti infermi. Ma dopo il pranzo Iddio Signor nostro
clementissimo ci consolò con una staffetta, che portò qualmente li sodati non verranno quà,
essendo destinati per l'altra via della Pontieba345, e del Friuli.
4 dicembre 1799
Li quattro fu da me un francese Richard della Linguadoca chierico tonsurato, in sembianze di
galleotto, e con un foglio latino mi espose le sue vicende, e miserie, e desiderio d'essere nostro
frate, di studiare la teologia, e diventare sacerdote. Gli ho risposto come ho dovuto nelle presenti
circostanze, gli ho fatto dar da mangiare, ed è partito senza replica.
5 dicembre 1799
Li cinque di sera oscura fu nuovamente veduto il suddetto finto frate. Poiché un uomo che
lavora nel palazzo de' Conti Sardagni ritornando alla sua abitazione dalla parte di s. Bernardino
vecchio situata nel molino di rimpetto al casale Giovanelli lo incontrò, si ritirò per dargli
riverentemente la strada migliore, e tosto si sentì preso nel vestito al collo dal mentovato finto
frate. Allora egli pure pigliò il frate al collo, sentì, che aveva un corpetto con bottoni, gli calò il
cappuccio, e lo vide in berretta bianca, e gli disse una parola lombarda di disprezzo, ed in tal
modo si liberò. Il detto frate gli comparve vestito come noi col cordone, e mantello. Così ho
inteso da chi nella stessa sera parò col detto uomo, e provò de' timori tali, che poi restò vestito in
tutta la notte. Ho pur inteso, che l'accennato di sopra 18 novembre come sospetto fu avvisato dal
molinaro Clauser, e che ricevette il caritatevole avviso con espressioni vendicative. Gli 8
dicembre fra Mattia mi ha detto, che dalla sua cella ultimamente fu levato un cappuccio
vecchio, ed un paio di zappate346. Fu veduto nella sera de' 9 dicembre dal molinaro de' signori
Ronchi al ponte di s. Francesco, andante verso la Fiera, e vegnente dai molini. Fu pur veduto
alla porta di s. Croce nella notte de' 10 alle 12 dalla guardia preavvisato di stare attento. Si
suppone, che vada per la città. Cessò di girare per motivo del gennaio freddissimo. Ma non fu
egli.
8 dicembre 1799
Gli otto dicembre fu da me Giovanni Magnaco di Civezzano putto di trent'anni e più, perché lo
accettassimo per nostro frate. Ma gli ho fatto difficoltà per la sua età troppo avanzata;
massimamente trovandosi altri giovani già insinuatisi in vano.
Famiglie nostre di quest'anno 1799
Convento di Trento
Guardiano P. Gio. Grisostomo Tovazzi
Vicario P. Gio. Evangelista Torresanelli
P. Agostino Rigotti
P. Gaudenzio Baiti
P. Sebastiano Flaim di Revò del Ritiro
345
346
*Pontebba.
*Ciabatte.
Convento di Arco
Guardiano P. Pietro Damiani Felder
Vicario P. Pietro Paolo Montibeller
P. Crescenzio Sbetta
P. Carlo Felice Pini
P. Tommaso Degara
romano 1798, 19 sett.
P. Davide Degara, lettore
P. Vigilio Scalfi di Fondo
P. Giuseppe Maria Sannicolò
P. Francesco Maria Defrancesco
P. Vigilio (?) da Preghena
F. Gio. Antonio Dellagiacoma diacono
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Placido Tait
F. Abbondanzio Pros
F. Giuseppe Birti
F. Mattia Cappelletti
F. Gervasio Tonina
F. Lorenzo Gennari
F. Pietro Gretter
F. Pacifico Tommasini
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferrari
P. Bonaventura Lorengo
P. Alessio Tomasi di Varignano
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Severino Tonini detti Temani da s.
Tommaso di Riva; poi alla Provincia
romana nel 1784...
F. Leone Gislimberti
F. Serafino Berti
F. Marcello Adami Terziario
Infermeria
P. Ubaldo Bertolini
P. Bernardo Ciolli
P. Basilio Bertuzzi
F. Salvatore Gottardi
Servi
Domenico Litterotti
Giacomo Fontanari
Battistino Ramus
Convento di Borgo Valsugana
Convento di Pergine
Guardiano P. Gasparo Bottesi
Vicario P. Attanasio Degasperi
P. Gerardo Ravanelli
P. Massimo Tovazzi
P. Geremia Pola
P. Simon Pietro Clementi
P. Innocenzio Gennari
P. Giuseppe Pastorini da Primiero
Guardiano P. Giangiuseppe Dallarosa
Vicario P. Ignazio Malfatti
P. Gio. Maria Bonfant
P. Prosdocimo Iellici
P. Ferdinando Paoli
P. Mariano Pancheri
P. Eusebio Grisenti
P. Gregorio Fatarsi
Fratelli
F. Constantino Iori
F. Raimondo Salvaterra
F. Mansueto Giacomozzi Terziario
Fratelli
F. Abbondio Lutterotti
F. Masseo Gozzaldi
F. Luca Miclet
F. Vincenzio Tommasi
F. Bartolommeo Vanzo
F. Pasquale Gremes
Convento di Cles
Convento di Roveredo
Guardiano P. Michelangelo Lorenzi
Vicario P. Amando Veronesi
P. Isidoro Marzani
P. Ciriaco Battocchi
P. Accursio Aliprandini
P. Celestino Gamba
P. Amadio Sannicolò
P. Giangiacomo Degara
P. Giuseppe Andrea Fumanelli
Guardiano P. Gioseffantonio Dusini
Vicario P. Lorenzo Zini
P. Paolo Marinelli
P. Fortunato Guelmi
P. Cesario Paoli
P. Niccolao Campi
P. Gio. Damasceno Felder
P. Filippo Panizza, lettore
Chierici
Fratelli
F. Angelo Eccher
F. Prospero Parisotto
F. Donato Passerini
F. Biasio Ferrari
Convento di Metz Lombardo
Guardiano P. Anacleto Manincor
Vicario P. Francesco Felice Campi
P. Filippo Nerio Dalpiaz
P. Cipriano Arnoldi
P. Carlo Felice Pancheri da Bresimo
P. Ippolito Biasi
P. Sisinnio Maria Ziller, lettore
P. Daniele Arnoldi
Chierici
F. Leonardo
F. Pietro d'Alcantara
F. Benedetto
F. Luigi
F. Cirillo
F. Bernardino
Fratelli
F. Santo Federici
F. Ruffino Bozzetta
F. Gioachino Pintarelli
F. Domenico Facchini Terziario
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Patrizio Tonina
Vicario P. Illuminato Gritti
P. Andrea Balducci
P. Aniceto Pizzini
P. Ilario Casagrande
P. Raffaele Bianchi
P. Romedio Keller
Fratelli
F. Egidio Pedrotti
F. Valentino Dorna
F. Gio. Batta Liberi Terziario
F. Alessio Piva Terziario, poi uscito
Fratelli
F. Vitale Defant
F. Benigno Tenaglia
F. Giosafatte Quaresima
F. Mauro Gottardi
F. Leonardo Piaz, Terziario
Convento di Cavalese
Guardiano P. Vito Antonio Keller
Vicario P. Stanislao Perugini, maestro
P. Lattanzio Donei
P. Giacinto Gottardi
P. Stefano Biasi
Curia provinciale
P. Gioachino Besenella, Provinciale
P. Regalato Bombarda, segretario
In seminario
P. Saverio Battisti
P. Wenceslao Boninsegna
P. Giorgio Meneguzzer
Fratelli
F. Silverio Cramerotti
F. Marco Brunelli
F. Giovanni Maria Montagnoli Terziario
Novizi chierici
F. Tabarello Arcangelo di Tassullo
F. Giacomo di Moena
F. Pinetano
F. Felice novizio laico di Covalo
11 dicembre 1799
Gli undici dicembre 1799 ho sentito parlare di un orrendo misfatto, che dicesi succeduto in
Povo, ed ai 12 l'ho sentito confermare, cioè che cinque putti abbiano appiccato ad un albero in
un bosco un altro putto colle formalità, che sogliono usarsi negli appiccamenti giudiciali, voglio
dire del boia, de' famigli di lui, e de' due confortatori. Ho però inteso, che il putto non è morto,
ed anzi, che oggidì 12 fu nel palazzo pretorio di Trento ad esser esaminato dal pretore Luigi
Chelucci. Tralascio le circostanze. Mi fu riconfermato li 14 da uno, che lo ha sentito riferire dal
podestà predetto. Così pure li 16 da un povano. Uno de' detti putti ha 18 anni, ed uno 21. Mi fu
assicurato che li 5 partì da Trento per Borgo Ausugo sua patria la famosa rufiana Petersberg
detta cocoda.
Deo gratias, era molto di male mal francese.
Nello scorso novembre li 25 fui chiamato dal coro, dove stava cantando la santa Messa, e dal
sig. don Vincenzio Angeli, dal signor barone Giambattista Salvadori, e dal signor Menapace
ministri questi due dell'Arciconfraternita della Morte, mi fu proposto, che l'Erspan, uno de' due
giustiziati, ed appiccati li nove di novembre, stando in consorteria, ovvero chiesuola, pregò il
suddetto sig. don Angeli suo confortatore, che insinuasse alla detta Arciconfraternita, qualmente
volesse far passare ai da se danneggiati quella limosina, che dai fedeli pregati vien data, e per
altro adoperata per far celebrare delle sante Messe in pro dell'anima del paziente, o sia
giustiziato; e venni ricercato, se la lodata Arciconfraternita dovesse, od almeno potesse aderire
alla detta insinuazione, la quale dal signor don Angeli tenevasi per giustissima? Io mi scusai di
rispondere stante pede, ed insinuai alli tre lodati signori, che andassero a proporre il caso al ven.
seminario, dove stanno monsignor Vicario generale, e il sig. Provicario generale, ed alcuni
teologi, ed esaminatori prosinodali. Dunque andarono, e riportarono la risoluzione, che
l'Arciconfraternita aderisca, senza verun suo pregiudicio. Io per altro crederei meglio l'opposto
d'ordinario, attesa la mente de' danti, li quali sanno, che la loro limosina serve per far dire delle
sante Messe, così venendo loro detto dai questuanti, li quali vanno per le case importunando
ciascheduno. Gli omicidi, ed i ladri, che vengono giustiziati, recano danni grandi a poveri, ed a
ricchi ecc.
20 dicembre 1799
Nella mattina dei venti trovammo della neve in terra, e dopo il mezzodì ne cadde di più. Fu la
prima.
21 dicembre 1799
Nella mattina de' 21 ne trovai ancora di nuova in maggiore quantità.
22 dicembre 1799
Nel giorno 22 nevicò similmente, ma in poca quantità.
23 dicembre 1799
Nel giorno 23 nevicò tanto, che dovemmo fare la rotta347.
24 dicembre 1799
Nel giorno 24 parimente nevicò.
Alle quattro di questa mattina fu portata alla nostra porta del campanello una fanciullina non
battezzata, la quale fu subito portata da due frati a donna Orsola vedova Cappelletta, e da questa
al signor piovano del Duomo, che subito la battezzò coi nomi di Tersilla Orsola. Che sia stata
portata dalle parti povane si rilevò dalle vestigia rimaste nella neve fresca, giacché verso Trento
non furonvi vestigia, ma soltanto verso Povo. Fu detta Tersilla perché battezzata nella festa di s.
Tersilla, ed Orsola perché presentata da Orsola. Io poi ho scritto a monsig. Vicario, perché la
provveda.
Predicatori avventuali348
Trento nel Duomo, il P. Vigilio da Fondo nostro.
Trento s. Maria, il P. Stefano Bellesino di Trento Agostiniano.
Trento s. Chiara, il P. Vicario Stanislao Galvagni di Trento Cappuccino.
Aldeno, il P. segretario Pietro Regalato di Cares nostro.
Cognola, il P. Gioachino Provinciale nostro.
Gardolo, il P. Davide nostro.
Povo, il P. Eugenio Cappuccino.
Civezzano, il proprio parroco Giambattista de' Vittori da Sovero.
27 dicembre 1799
Li 27 dicembre l'Adige menò ghiaccioni.
29 dicembre 1799
Li 29 di mattina venne al convento uno stalliero dell'Aquila d'Oro, nativo di Peri, per avere
iersera dato dei pugni a dei soldati russi venuti dall'Italia. Gli ho fatto dare il pranzo, e poi l'ho
persuaso, che qui non istà bene, perché non può esser occulto, e volendolo i soldati non hanno
alcun riguardo al luogo sacro. Quindi partì subito per altre contrade, che io non ho voluto
saperle per non nuocergli nel caso che venissi ricercato.
25 dicembre 1799 (sic)
Li 25 mercoledì, e festa solennissima del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo cominciò a
venire a questo nostro convento per il pranzo d'ogni mercoledì un tedesco studente di logica.
29 dicembre 1799 (sic)
Li 29, cioè nella notte venendo li 29 e nel giorno 29 fuvvi un vento gagliardo, e molto freddo,
che fece volare la neve. Ne seguì un orribile freddo, continuando l'Adige il menare ghiaccioni.
Avviso qui, che ho tralasciato di notare tantissime cose per altro notabili per mancanza di
tempo, e perché sono stanco.
ANNO DI GESÙ CRISTO 1800.
347
348
*Cammino fra la neve.
*Per il periodo dell'Avvento, in preparazione del Natale.
1 gennaio 1800
Nel giorno primo di gennaio il nostro P. Giuseppe Maria da Pradazzo349 ha fatto il discorso del
ss. Nome di Gesù nella chiesa delle Fradaglie di Trento, intermesso350 ne' re anni scorsi per
causa della guerra. Fu la prima volta, che montò in pulpito, essendo stato provato predicatore
dalla Religione soltanto li 23 dicembre 1799.
5 gennaio 1800
Li cinque si mitigò alquanto il freddo; e li sei piovette; ed in seguito cessò il freddo.
17 gennaio 1800
Li 17 di mattina improvvisamente fu mandato al nostro convento un cartello della Curia
ecclesiastica, che RR. DD. sacerdotes in Missa dicant collectam pro infirmo celsissimo, et
rev.mo domino; e nella mattina seguente si seppe di certo, che il vescovo nostro Pietro Vigilio
sopraffatto dal catarro in 40 ore è morto nel suo castello di Tonno351 nello stesso giorno 17, alle
nove di mattina. Onde si disse da pochi la prefata colletta. Nella sera de' 18 venendo li 19 alle
dieci fu suonata col campanone del Duomo una lunga Avemmaria per la morte del detto
vescovo. Nella sera tarda de' 19 fu portato a questo nostro convento il seguente viglietto: I
campanari delle chiese di questa città, e de' vicini luoghi al tocco del campanone di questa
cattedrale suoneranno le campane delle rispettive chiese per tre consecutivi giorni, cioè in
questa sera, dimani, e posdimani, onde viene annunziata la morte di sua Altezza rev.ma principe
nostro di felice memoria. Dimani mattina poi al segno, che darà la cattedrale pel trasporto del
cadavere, si suoneranno pure le campane. Dalla cancelleria ecclesiastica li 19 gennaio 1800.
Pietro Giuseppe Cloch
cancelliere d'ordine ecc.
20 gennaio 1800
Li 20 gennaio, lunedì, già invitati siamo andati al Duomo in num. 19. Partimmo da s.
Bernardino alle 7,30 e dal Duomo per andare a s. Martino dalle 9,20 e dallo stesso Duomo per
ritornare a s. Bernardino alle undici. Dovemmo aspettare, che giungesse a s. Martino il
cadavere, e che in s. Martino fosse rivestito, e posto nella barra colla mitra in capo, e colle altre
sue insegne. Fu portato scoperto. e collocato nel mezzo del Duomo sopra un catafalco nuovo di
cinque scalinate. Cantato il Subvenite noi siamo partiti, e subito dal pulpito cominciò la sua
orazione funebre il sig. abate don Bartolommeo Gerloni di Trento. Poi furono cantate due sante
Messe: la prima da vivo da monsignor Vicario generale capitolare Zambaiti, e l'altra de Requiem
da monsignor decano Manci. Furono date candele di libbra a tutti li PP. Cappuccini, ai parrochi,
ai curati, ed ai superiori de' convento; agi altri poi di mezza libbra. Ci fu pur data la candela del
Benedictus, richiesta però ed usata di libbra. La calca fu grandissima. Fuvvi della differenza tra
li confratelli della Ca di Dio, e della Morte per la mano352; perloché li Cadidiani353 si fermarono,
e non proseguirono la processione. Nell'andare a pigliarlo si fece questa strada. Si uscì dal
Duomo per la porta pretoria; si andò per Contrada Oriola, per quella di s. Pietro, per quella di s.
Marco, per quella del castello presso il muro, sino al dazio; si ritornò per quella delle osterie
tedesche, per la Contrada Lunga, per la Contrada Larga, e si entrò nel Duomo per la porta
maggiore.
25 gennaio 1800
Li 25 gennaio, sabato fu da me don Giuseppe Erspan di Montagnaga pinetano prete d'anni circa
50 mandato dal signor Provicario generale Giuseppe Antonio Menghino perché rivedessi, e
349
*Predazzo.
*Sospeso.
351
*Thunn.
352
*Precedenza.
353
*Quelli della "Ca di Dio".
350
riducessi a segno, che potesse darsi alle stampe un libretto composto dal signor don Pietro Pini
di Trento giuniore sopra il santuario della Madonna di Pinedo. Ma io sonomi scusato come
insufficiente, e mancante di tempo, scusa verissima, e l'ho rimandato. Fu però stampato in
Roveredo avanti la metà del maggio 1800.
28 gennaio 1800
Li 28 gennaio fu da me un Lorenzetti libraio trentino perché riducessi un libro stampato ad uso
della diocesi di Brescia ad uso della trentina; ma l'ho parimente rimandato colla scusa vera, che
non ho tempo da fare cose tali presentemente.
30 gennaio 1800
Li 30 gennaio, giovedì ha nevicato, e piovuto.
31 gennaio 1800
Li 31 ho ricevuto la lista de' predicatori quaresimali destinati dalla Curia ecclesiastica. Eccoli.
Aldeno, Garniga, e Cimone festivo, don Francesco Gregori di Cavalese.
Avio, don Giorgio Cristofolini di Madrano.
Banale, don Andrea Bernardi da Cognola.
Besenello, e Mattarello, don Gio. Battista Walter di Noriglio.
Bleggio, o s. Croce, don Giacomo Gigli curato di Varrone.
Brentonico, fra Stefano Bellesini di Trento Agostiniano.
Calavino, don Luigi Chizzola di Mori.
Cavedine, don Bernardino Catoni di Cavedine.
Civezzano, e Cognola festivo, don Vincenzio Angeli di Trento.
Condino, don Domenico Boni curato dei Ragoli, da Daredo354.
Corredo, e Smarano, don Giuseppe Valentini curato di Poia.
Denno, e Vigo, don Stefano Speranza di Roncone.
Livo, don Antonio Ebli cappellano di Revò.
Lizzana, ed Isera festivo, don Giuseppe Scrinzi di Roveredo.
Maleto, don Antonio Valdagni di Pergine.
Mori, don Antonio Lunelli di Torchio.
Ossana, don Gio. Benvenuti di Nanno d'anni 75 curato di Celentino.
Pergine, don Matteo Valle curato di Pannone.
Povo, e Villazzano festivo, don Gio. Battista Onestingel curato di Villazzano.
Rendena, don Gio. Niccolini curato di Praso.
Revò, e Clozzo, don Filippo Visintainer di Cles curato di Celedizzo.
Sarnonico, Fondo e Romeno, don Vincenzo Nella di Carisolo curato d'Imaro355.
Taio, e Torri, don Giacomo Fatarsi di Caldese356.
Tassullo, don Carlo Torresanelli di Stenico.
Terlago, e Baselga festivo, don Gio. Carlin curato di Nogaredo.
Tione, don Gio. Battista Bonomi di Caldese.
Val di Bono, don Pietro Marani di Cavrasto curato di Biacesa.
Val di Ledro, don Antonio Monauni di Trento arciprete di Ledro.
Vigolo, e Calceranica, don Federico Tabarelli di Tassullo curato di Caldonazzo.
Villa Lagarina, don Leonardo Leonardi dal Vo.
31. Sanzeno, e Dambel, don Alessandro Oliva da Campodenno curato di Spor Minore.
Trento nel Duomo Fra Giacomo da Padova Cappuccino.
354
*Darè.
*Di Dimaro.
356
*Caldes.
355
3 febbraio 1800
Li tre febbraio cominciò ad esser Priore di s. Marco in Trento de' PP. Agostiniani il P. Carlo
Valdagni di Pergine, che avanti fu sagrestano.
4 febbraio 1800
Li quattro fu seppellito un luterano nel cimitero di san Francesco. Egli è morto alle preste
nell'osteria tedesca della Corona, e ricusò di morire da cattolico al parroco di s. Pietro, che
proccurò di convertirlo. Non è il primo accattolico sepolto nel detto cimitero.
Ho inteso da più di uno, che girano per Trento due satire condannevoli: una latina contro il
vescovo defunto; ed una italiana sopra i signori canonici.
In Trento vi è un grande dibattimento circa l'ammettere, o no li comici, cioè circa il lasciarli
continuare le loro opere, essendo state sospese dal Magistrato atteso lo scorruccio357 per la morte
del vescovo. Il sig. Conte Graziadei arciconsole non acconsente che siano continuate.
Predicatori quaresimali nostri destinati dal Padre Provinciale.
Albiano, Il P. Romedio di Cles.
Arco collegiata, il P. Giangiuseppe di Canzolino Guardiano; ma appena fece la prima predica,
onde fece le altre il P. Pietro Paolo.
Cavalese, il P. segretario Pietro Regalato di Cares.
Cles, il P. Giuseffantonio di Cles Guardiano di Cles.
Drone, il P. Giangiacomo di Tiarno.
Gardolo, il P. Provinciale Gioachino da Pressano.
Levico, il P. Prosdocimo da Cavalese.
Lomaso,il P, Ilario dai Bampi.
Meano, il P. Daniele da Enno358.
Mechel, il P. lettore Filippo da Metz Todesco359.
Metz Lombardo, il P. Vigilio da Fondo.
S. Michele, il P, Ippolito d'Asfruzzo360.
Moena, e Pradazzo, il P. Ferdinando di Sant'Orsola.
Pinedo, il P. Mariano da Bordiana.
Pressano, e Verla, il P. Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Ravina, e Romagnano, il P. lettore Davide da Tiarno.
Sacco, il P. Ciriaco da Lazzise.
Telve, Il P. Giuseppe da Primiero.
Tesaro, il P. Stefano da Sfruzzo361.
Tenno, il P. Gasparo da Campo.
Nago, il P. Carlo Felice da Trento.
Strigno, il P. Geremia da Borgo.
Noriglio, il P. Accursio da Preghena.
Zambana, il P. Anacleto da Casezzo Guardiano di Mez Lombardo362.
Pomarolo, il P. Pietro Paolo di Roncegno Vicario di Roveredo; ma fece una predica sola,
essendo poi andato in Arco.
Chiozza in s. Nicolò, il P. Illuminato di Cles Vicario di Campo, con fra Alessio Terziario nostro
da Castagnedo363.
Pomarolo, un P. Cappuccino dopo il P. Pietro Paolo.
357
*Lutto.
*Denno.
359
*Mezzocorona.
360
*Da Sfruz.
361
*Sfruz.
362
*Mezzolombardo.
363
*Castagné.
358
Nomi
Roncegno, il proprio parroco.
Torcegno, il P. Massimo da Volano.
Volano.
Novaledo, il P. Simon Pietro da Verla.
Primiero, niuno de' nostri, perché non vi fu chi potesse andare.
Tesino. Così anche qui.
Riva. Così anche qui.
Garduno, il parroco di Nago.
13 febbraio 1800
Li 13 febbraio sino al mezzogiorno ha nevicato, ed insieme piovuto.
15 febbraio 1800
Li 15 febbraio parimente ha nevicato e piovuto.
23 febbraio 1800
Li 23 febbraio domenica di Quinquagesima ha predicato in Cognola per la Compagnia di s.
Filippo Nerio il P. Francesco Maria da Panchiato364 studente. Fu la prima di lui predica.
26 febbraio 1800.
Li 26 febbraio mercoledì delle Ceneri, sono stato chiamato a pranzo in casa de' signori Conti
Melchiori, e da loro officiato, perché volessi fare una scrittura in favore del signor Conte
canonico Francesco Kuen di Bellasio provandolo munito delle qualità di otto generazioni nobili
per poter diventar canonico anche di Passavia. Sopravvenne poi egli pure con un fascio di
scritture analoghe, e mi pregò del favore; ma io mi sono scusato, specialmente colla mancanza
di tempo.
Nello stesso giorno il P. Predicatore del Duomo con una carta in mano ha pubblicato l'indulto di
poter mangiare carne la mattina nella corrente Quaresima, eccettuati li primi quattro giorni, il
mercoledì delle Tempore, e tutta la settimana santa, oltre tutti li venerdì, e sabati, coll'obbligo di
dire cinque Pater ed Ave. Ha detto, che fu ottenuto l'indulto, senza dire chi l'abbia dato.
Nella sera del medesimo giorno fu portato a questo nostro convento un editto stampato di
monsignor Simone Albano Zambaiti de Vezzanburg canonico, e per gli affari ecclesiastici
Vicario generale capitolare di Trento, dato in Trento li 21 febbraio 1800, col quale ingiunge a
tutti di far orazioni per la prossima elezione del vescovo e principe di Trento. Prescrive ai
sacerdoti secolari, e Regolari il dire l'orazione de Spiritu Sancto nella Messa, ed a parecchie
chiese il cantar Messa coll'esposizione del Santissimo mattina e sera, e colle Litanie de' Santi
ecc. In primo luogo si nomina la cattedrale ai sei di marzo. La nostra di s. Bernardino ai 14 e
quella di s. Chiara ai 29, ed ancora la cattedrale in ultimo luogo ai 30 di marzo. Dice, che il dì
31 è stato fissato dal Carpitolo per l'elezione.
6-7 marzo 1800
Nei giorni 6 e 7 ha nevicato sottilmente; ma la neve non si è fermata in terra. Fu pur freddo
molto.
19 marzo 1800
Li 19 mercoledì dopo il pranzo nella chiesa della Madonna carmelitana delle Laste de' PP.
Carmelitani Scalzi ha fatto il panegirico di san Giuseppe protettore dell'Ordine Carmelitano
Scalzo il nostro P. Vicario Gio. Evangelista da Stenico, che nella mattina cantò Messa in s.
Chiara come confessore di quelle monache. Il concorso alle Laste fu grandissimo.
364
*Panchià.
27 marzo 1800
Li 27 marzo, giovedì, all'una pomeridiana sono giunti a Trento due commissari tirolesi per la
prossima elezione d'un nostro vescovo. Sono il Bissing governatore del Titolo, e lo Schench
consigliere regio in Insprugg. Andarono diritti ad alloggiare nel castello, preparato dai signori
canonici, con espressa esclusione del Consiglio amministrativo, il quale voleva comandare. Fu
escluso dal governatore predetto.
30 marzo 1800
Li 30 domenica di Passione siamo stati alla processione della santa Spina in num. 17, nella
quale officiò monsignor decano Manci. Uscimmo dal Duomo alle quattro e mezza, e fatto il
solito giro ritornammo e fummo in convento alle sei in punto. Le strade furono arcipulite, ed il
tempo buono.
31 marzo 1800
Li 31 lunedì alle otto di mattina ho ricevuto il seguente viglietto: Seguita l'elezione del vescovo,
e principe nostro, ne sarà dato al pubblico avviso col suono del campanone di questa cattedrale.
Si avvertono quindi i campanari delle chiese di questa città e suoi contorni, che al suono del
detto campanone essi pure debbano suonare le campane delle loro chiese. Così e non più il
viglietto. Alle otto predetto si congregarono per la prima volta nella sagrestia del Duomo li
canonici votanti. In tal giorno vi fu Indulgenza plenaria nel Duomo per quelli che visitarono e
pregarono Iddio di concederci un buon vescovo. A causa di tal funzione non vi fu predica nel
Duomo in questo giorno, il quale fu nuvoloso, ed anche piovoso. Non fu conchiusa veruna
elezione. Li commissari non furono presenti.
1 aprile 1800
Nel primo giorno di aprile vi fu predica, ma sotto di essa si alzò molto mormorio, supponendosi,
che fosse seguita l'elezione, per la quale stava moltissima gente sull'orchestra, e nella piazza. Il
canonico Conte Emmanuele riportò otto voti contra nove.
Nel secondo giorno benché nel giorno precedente il Padre Predicatore avesse invitato alla sua
predica intitolata l'Apostolato delle donne, non predicò, ed alle dieci e mezza col suono di tutte
le campane fu annunziata l'elezione seguita nel degnissimo canonico Conte Emmanuele Maria
di Thunn vescovo di Jasso, e Suffraganeo di Trento. Quando cominciò il suono delle nostre
campane, noi recitando in coro il vespro dicevamo l'ultimo verso del Salmo Beatus vir, che così
porta: Peccator videbit, et irascetur, dentibus suis fremet, et tabescet: desiderium peccatorum
peribit. Il voto del canonico Francesco Antonio Conte Alberti di Poia, vecchio d'anni 86, per
altro favorevole al canonico Conte Filippo di Thunn, decise il caso e favorì l'eletto Emmanuele.
Così mi fu detto; ma poi sono stato assicurato, che il Poia fu sempre per Filippo, ed il decisore
fu il canonico Vincenzio Bordogna barone de Taxis. Il Poia non intervenne al Capitolo, perché
giacente in letto; ma mise il suo voto. In questa mattina il cielo fu piovoso, e piovette.
3 aprile 1800
Li tre, giorno di giovedì, nel castello di Trento fuvvi uno straordinario convitto, cui sono
intervenuti sua altezza rev.ma neo-eletto vescovo e principe, colla sua madre, fratello Giuseppe,
e parenti, dei canonici, dei cavalieri, li commissari ecc. ecc. Iersera parecchi nobili, in un palco
eretto nella Contrada Larga di rimpetto al palazzo tonnesco del neo-eletto hanno fatto una
singolare serenata instrumentale. In questa sera poi hanno tenuto un'accademia sinfonica nella
gran sala del detto palazzo. Sotto il detto convitto furono tre volte scaricati de' mortari.
4 aprile 1800
Li quattro, venerdì, li detti commissari sono partiti verso Insprugg. Andò con loro sino a Mezzo
Todesco365 anche il neo-eletto; ma ritornò a Trento la stessa sera. Egli fu raccomandato
365
*Mezzocorona.
all'imperatore dal vescovo principe di Passavia, parimente Thunn, ma di Boemia, e suo
consacratore. Il governatore commissario Bissing proccurò la di lui elezione.
7 aprile 1800
Li sette, lunedì, sono stato a rendergli omaggio nel suo palazzo, perché ai tre sono stato
vanamente al detto palazzo, essendo egli stato molto tempo nel castello al convitto. Fui col P.
Provinciale, e col P. confessore di s. Chiara.
Dopo sono stato a vedere la nuova fabbrica, che fassi del convento di san Francesco rovinato
affatto dai soldati tedeschi, e francesi. Il modello fu fatto dal Padre Gio. Battista Pedrotti da
Laguna di Cavedine proccuratore de' Minori Conventuali, ed eseguito dal mastro Pietro Bianchi
comasco.
8 aprile 1800
Gli otto, essendo il martedì Santo dalle due sino alle tre pomeridiane siamo stati in quindici a
fare la ventesimaquinta ora di adorazione del Santissimo Sacramento nel Duomo, ma senza li
musici.
10 aprile 1800
Li 10 giovedì Santo monsignor Emmanuele Conte di Thunn vescovo di Jasso, già Suffraganeo
di Trento, ed eletto vescovo e principe di Trento, ha fatto gli Oli santi nel suo palazzo paterno di
Contrada Larga.
Nello stesso giorno alle 2,2 ha cominciato a tuoneggiare, ed ha tuoneggiato anche nella sera
tarda.
13 aprile 1800
Li 13 domenica di Pasqua cantò la Messa nel Duomo al solito monsignor decano.
14 aprile 1800
Li 14 monsignor eletto Emmanuele fu nel Duomo alla predica; ma sull'orchestra, ed ascoso
dietro una gelosia.
23 aprile 1800
Li 23 aprile ho inteso, che il governatore Bissingen mostrò molto impegno per farlo eleggere,
fece delle esibizioni, e delle minaccie gagliarde, girò per Trento ecc. Disse d'avere per ciò una
instruzione segreta; dopo d'aver più volte protestato di lasciare tutta la libertà.
27 aprile 1800
Li 27 aprile domenica seconda, nel Duomo ha fatto il discorso della Dolorata il nostro P. lettore
Davide tiarnitano366.
3 maggio 1800
Li tre di maggio in Trento non furono eletti li nuovi sette consoli, et provveditori, perché quelli,
che furono consoli nell'anno 1796, nel quale vennero li francesi, hanno presentato un memoriale
da me letto nelle mani dell'autore, non vogliono più essere consoli. La causa è stata portata a
Insprugg.
4 maggio 1800
Li quattro, domenica terza dopo Pasqua in Trento fu fatta la solennissima processione di san
Simonino, cui sono stato anch'io con tutti gli altri Regolari, coi canonici, e coi consoli. Il tempo
minacciò pioggia, e fu gocciolante. Uffiziò il sig. canonico barone Giuseppe Buffa. Uscì da s.
Pietro andò per la piazza del Macello, passò per la chiesa della ss. Trinità, per la cattedrale
366
*Da Tiarno.
entrandovi per la porta della Piazza, poi per la Contrada Larga, Contrada Longa, per la cappella
salvadoria367, e ritornò in s. Pietro. Là fu cantata dai preti la prima stroffa dell'inno Puer beate,
un versetto, e l'orazione e finalmente data la benedizione con una reliquia del Santo. Noi ebbimo
in mezzo al solito il nostro baccino368.
19 maggio 1800
Li 19 maggio, lunedì sera, le Fradaglie visitarono questa nostra chiesa, ed offerirono al solito tre
libbre di cera bianca in dodici candele divisa, e ciò fecero in quest'anno oggidì atteso il concorso
straordinario di domani. Demmo loro da baciare la sacra reliquia di san Bernardino.
20 maggio 1800
Li 20 maggio, festa di san Bernardino titolare di questa nostra chiesa, e martedì delle Rogazioni,
circa le otto fu nella medesima chiesa la processione del Duomo, coi signori canonici, e consoli.
Cantò la Messa del Santo a tenore della Nota, che ho posto nell'Ordinario, e non della feria369.
Fuvvi gente più del solito, per esser anche un tempo bellissimo.
In questi giorni furono deposti dalla forca, e seppelliti li cadaveri de' due ultimamente appiccati
Erspan, e Santini, perché li contadini di Piazzina credettero, che infettassero l'aria, e perché
niuno su la piazza di Trento voleva comperare cirigie di Piazzina per timore, che le mosche
dopo d'essere state su li detti cadaveri, andassero su li ciregiari370. Furono dunque deposti con
autorità pubblica.
27 maggio 1800
Li 27 di sera fu da me frate Antonio Gallo di Bregenz della diocesi di Costanza, dell'Ordine
della ss. Trinità, d'anni circa 45, con un uomo, munito d'un passaporto tedesco sottoscritto da
diversi, e con un altro latino di monsig. Lodrone vescovo di Bressanone, il quale dice, che F.
Antonio desidera di visitare li santuari di Roma, e dell'Italia. Io gli ho fatto dire da un tedesco,
giacché egli non intende né l'italiano, né il latino, che al giorno d'oggi non è tempo di visitare li
santuari accennati, specialmente da un forestiero, e che non poteva dargli albergo senza la
licenza in scriptis del signor preside di Trento. Quindi partì subito, e non ritornò. L'indovino
inglese nel discorso del giugno avvisa, che Mercurio divenuto occidentale fa intraprendere un
viaggio a certi pellegrini, il cui fine è per altro lontano dal visitare santuari.
6 giugno 1800
Li sei alle undici di mattina sono giunti a Trento tre trentini, scappati da Milano in fretta per
timore de' francesi. Sono il sig. Ferdinando Schreck, il signor Giuseppe Sizzo, ed un Conte
Malfatti cognato del tenente maresciallo Wusssakovich. Per altro in Trento sonovi ancora li
comici, ed esercitano la loro arte infame.
12 giugno 1800
Li 12 festa del Corpus Domini siamo stati alla solenne processione del Duomo in num. 19.
Furonvi anche li PP. Agostiniani, Conventuali, e Cappuccini371. Officiò in tutto monsignor
decano Manci, il quale diede la benedizione dall'altare della Prepositura, da quello del castello, e
da quello di s. Pietro. Sotto la seconda, e terza benedizione fuvvi sparo di mortaretti. La porte
delle case furono adornate di rami freschi, e le finestre da coperte di vari colori. Il tempo fu
nuvoloso, e da principio gocciolante, tanto che si temette di non poter fare la processione. Noi
partimmo dal convento al suono del campanone, cioè alle sette meno mezzo quarto; e fummo di
ritorno alle nove e due quarti e mezzo. Nella processione girò un agnello belante, ornato di
367
*Della casa Salvadori.
*Bacile.
369
Poi noi cantammo la Messa solenne del nostro Santo.
370
*Ciliegi.
371
Dicemmo tutto l'officio basso, e cominciammo Prima ai 2 quarti dell'orazione mentale.
368
fettucce rosse, condotto da un fanciullo impellicciato; cosa, che a me non piace, perché non ben
eseguita.
17 giugno 1800
Li 17 giugno è stato da me il sig. don Bartolommeo Tambosi di Serso curato della Faida in
Pinedo perché pigliassi l'impegno di censurare la di lui manoscritta Dissertazione del voto, ma
io sonomi scusato. Tratta del voto di verginità; ma da fanatico.
21 giugno 1800
Li 21 sabato in Trento fu fatto il Magistrato nuovo, non essendo stato fatto ai tre di maggio,
giorno per altro solito; ma in tutto l'anno non volle accettare.
22 giugno 1800
Li 22 domenica, in Trento, nella chiesa parrocchiale di santa Maria Maggiore, a buon'ora furono
tenute Ordinazioni da monsig. Emmanuele Conte di Thunn vescovo di Jasso, già Suffraganeo,
ed ora eletto vescovo di Trento. Furono ordinati soltanto undici sacerdoti, ed altri diaconi, e
suddiaconi. La messa fu dell'occorrente ss. Cuore di Gesù. Tra gli ordinati furonvi quattro de'
nostri, cioè F. Giacomantonio sacerdote, F. Cirillo, F. Leonardo, e F. Bernardino diaconi. Le
lettere patenti di tali Ordinazioni hanno: Nos Emmanuel Maria Petrus Dei, et apostolicae Sedis
gratia episcopus Jassensis etc., electus episcopus et S.R.I. princeps Tridenti etc., marchio
Castellarii etc. etc. Ex Comitibus de Thunn et Hohnstein etc. etc., universis et singulis
praesentes nostra inspecturis fidem facimus et attestamur, quod nos, die infrascripta, vigore
rescripti sanctissimi domini nostri domini Papae Pii septimi diei 23 proximae (sic) elapsi maii,
quo officium ecclesiasticum capitulare Tridenti munitum est, cum facultate etiam extra tempora,
devotum nobis in Christo... nobis directum, esaminatum, et approbatum, coram nobis humiliter
genuflexum, pontificalia exercentes, et celebrantes in ... iuxta ritum s. Matris Ecclesiae
promoverimus, et ordinaverimus, divina Spirtuts Sancti gratia nobis assistente. In quorum fidem
etc. Datum Tridenti ex palatio nostro hac die dominica 22 iunii 1800.
Emmanuel Maria etc. Ad mandatum celsissimi ac rev.mi domini domini proprium
Petrus Iosephus Cloch cancellarius etc.
24 giugno 1800
Li 24 giugno, martedì, il suddetto nostro fra Gio. Antonio fiemasco ha cantata la sua prima
Messa in questa nostra chiesa di san Bernardino, senza intervento di alcuno parente, per esserne
stati dissuasi dai nostri Religiosi.
Li 24, martedì, festa corale di s. Giovanni Battista il lodato vescovo di Jasso ha ordinato in
Trento de' chierici minoristi.
25 giugno 1800
Li 25 di mattina dal signor capo console Conte Girolamo Graziadei d'ordine del generale
comandante fu insinuato alle Madri di s. Chiara di prepararsi a nuovamente partire dal loro
monastero, malgrado le spese grandi fatte per ristaurarlo, benché non sia peranche ristaurato
notabilmente.
26 giugno 1800
Li 26 giovedì e festa di san Vigilio siamo stati alla processione, e Messa del Duomo in num. 17.
Partimmo dal convento un poco avanti le nove, ed uscimmo dal Duomo per ritornare al
convento alle undici in punto. Cantò la Messa monsignor decano Manci. Il vescovo eletto
l'ascoltò nel coro. Fu fatta una scarica di mortaretti al fine della processione, ed un'altra alla
consecrazione. Fuvvi molta foresteria di gente ordinaria. Il tempo fu bellissimo. Nella sera
furono fatti li soliti fuochi artificiali, li quali al Magistrato costano più di cinquecento fiorini,
siccome mi ha detto un ex capo console. A vederli si porta eziandio lo stesso Magistrato, che
suol mettersi alle finestre crivelliane372, dove anche fa un rinfresco.
Da parecchi giorni in qua si trova in Trento ritirato dall'Italia il tenente maresciallo Filippo
barone Wussakovich di Segna, città vescovile della Morlachia contrada della Croazia, colla sua
moglie contessa Malfatta di Trento. Fuvvi alcuni giorni colle sua moglie venuta da Bolzano
anche il generale Laudon partito per Bolzano colla detta sua moglie. Po è andato a Revò
nell'Anaunia. Ritornò a Trento.
27 giugno 1800
Li 27, venerdì sera ho pubblicato le tavole nuove di questa nostra famiglia, datate 23 giugno in
Trento. Sono queste, cui aggiungo anche altre.
Convento di Trento
Guardiano P. Gioseffantonio Dusini
Vicario P. Gaudenzio, penitenziere
P. Gioachino Besenella, penitenz.
P. Agostino Rigotti
P. Giangrisostomo Tovazzi, penitenz.
P. Cesario Paoli, conf.
P. Giangiuseppe Dallarosa
P. Sisinnio Maria Ziller, lettore fil.
P. Vigilio Scalfi da Fondo
P. Giuseppe da Fondo studente
P. Leonardo studente
Chierici
F. Luigi
F. Benedetto
Fratelli
F. Feliciano Riolfatti
F. Abbondanzio Pros
F. Mattia Cappelletti
F. Gervasio Tonina
F. Vincenzio Tommasi
F. Lorenzo Gennari
F. Pietro Benigni
F. Pacifico Tommasini
Nell'infermeria
P. Ubaldo Bertolini
P. Basilio Bertuzzi
P. Bernardo Ciolli cieco
F. Salvadore Gottardi
F. Claudio
In seminario
P. Francesco Saverio Battisti
Curia provinciale
372
Nel palazzo Crivelli.
Convento di Arco
Guardiano P. Amando Veronesi
Vicario P. Gasparo Bottesi
P. Crescenzio Sbetta
P. Carlo Felice Pini
P. Tommaso Degara
P. Giacomantonio Fezzi
P. Pietro Antonio Ferari
P. Bonaventura Lorengo
P. Alessio da Vargnano
Fratelli
F. Umile Pedot
F. Severino
F. Leone
F. Serafino
F. Marcello Terziario
F. Modesto Sardagni da Lasino novizzo laico
P. Gio. Evangelista Torresanelli, Ministro
Provinciale
P. Vito Antonio Keller, segretario
Convento di Borgo Valsugana
Guardiano P. Pietro Damiani
Vicario P. Geremia
P. Attanasio
P. Gerardo
P. Massimo
P. Simon Pietro
P. Innocenzio
P. Giuseppe da Primiero
P. Sebastiano
Convento di Pergine
Guardiano P. Ferdinando
Vicario P. Ignazio
P. Gio. Maria
P. Prosdocimo
P. Giacinto
P. Eusebio
P. Illuminato
P. Gregorio
Fratelli
Fratelli
F. Constantino
F. Raimondo
F. Biasio dai 19 dic.
F. Mansueto novizzo laico
Convento di Roveredo
Guardiano P. Michelangelo
Vicario P. Pietro Paolo
P. Isidoro
P. Ciriaco
P. Accursio
P. Celestino
P. Amedeo
P. Giangiacomo
P. Gioseffandrea
Fratelli
F. Angelo
F. Prospero
F. Donato
F. Alessio Terziario
Convento di Mezzolombardo
Guardiano P. Romedio
Vicario P. Francesco Felice
P. Filippo Nerio
P. Ubaldo
F. Abbondio
F. Masseo
F. Ruffino
F. Luca
F. Bartolommeo
F. Mauro
Convento di Cles
Guardiano P. Lorenzo
Vicario P. Fortunato
P. Paolo
P. Mariano
P. Niccolao
P. Filippo lettore
P. Daniele
Chierici
P. Cirillo sacerdote
F. Bernardino
F. Pietro d'Alcantara
Fratelli
F. Santo
F. Pasquale
P. Domenico Terziario
F. Nazario Terziario
Convento di Campo Lomaso
Guardiano Gio. Damasceno
Vicario P. Patrizio
P. Andrea
P. Raffaele
P. Davide lettore
P. Francesco Maria studente
P. Gio. Antonio studente
P. Regalato
P. Ippolito
P. Carlo Felice
P. Stefano
Fratelli
F. Benigno
F. Giosafatte
F. Giuseppe
F. Gioachino
F. Leonardo Terziario
Novizi chierici
F. Saverio da Tenna
F. Alberto da Civezzano
Chierici
F. Arcangelo Maria
F. Gio. Pio da Moena.
F. Gio. Battista pinetano
Fratelli
F. Egidio
F. Valentino
F. Felice
F. Gio. Battista Terziario
Convento di Cavalese
Guardiano P. Ilario
Vicario P. Stanislao maestro
P. Lattanzio
P. Cipriano
P. Wenceslao
P. Giorgio
P. Anacleto
Fratelli
F. Vitale
F. Silverio
F. Marco
F. Gio. Maria Terziario novizio
Novizi
F. Keller da Cles
F. Manica di Trento
In questo mese in Gardolo per la prima volta fu fatta dell'acquavite con delle more di moraro373,
perché restarono moltissimi morari da pelare374, essendo stati tenuti pochi cavalieri, o sia
bigati375 da seta per motivo dell'ostinata guerra. La detta acquavite dicesi molto buona, e più
forte della solita fatta di uva, o sia vinacce. Se ne ha fatto anche in Riva. Fu fatto anche del vino
di more.
Nello stesso mese fuggì da Trento come fallito l'impresario delle commedie, indebitato con un
Conte Bortolazzi.
luglio 1800
Nei primi di luglio i soldati officianti, nominatamente il Wussacovich, hanno fatto pressanti
instanze per avere in Trento le commedie, che furono loro concedute dal Magistrato.
373
*Gelso.
*Levare le foglie per i bachi da seta.
375
*Bachi.
374
4 luglio 1800
Nel giorno quattro ho veduto il convento di san Marco pieno di poveri soldati, senza che sieno
partiti li Religiosi. Anche il convento delle Laste trovasi occupato da soldati, e così la villa
vicina di Cognola, il castello di Trento, il seminario ecc.
6 luglio 1800
Nel giorno sesto, domenica di sera, furono a santa Chiara quattro consoli di Trento, ed hanno
intimato a quelle povere Religiose, che si dispongano a cedere il loro monastero ai soldati. Ma
fu conchiuso, che diano mille fiorini da ristorare la Casa di Correzione376, che così forse verrà
risparmiato il monastero.
26 giugno 1800 [sic]
Nella sera di s. Vigilio, li 26 giugno, il sig. Vincenzio Spada napolitano, ritornato da Augusta,
mi ha portato tre immagini cristallate della Madonna, fatte fare da lui in Augusta, ed ha voluto
che io le benedica. Sono quadrate. Una più picciola rappresenta la Madonna del Buon
Consiglio, e le altre due più grandi s. Maria di Obsam, luogo parrocchiale della diocesi di
Bressanone, nel decanato d'Insprugg., che poco fa dicesi essere apparsa ad un uomo377. Una è
bella. L'altra è nera. Questa seconda ornata di cordelle belle fu posta sopra l'altare di s. Pietro
d'Alcantara con due vasi di porcellana. L'altra su l'altare di s. Catterina. Portò anche due
candellierini d'argento, con dieci candele di mezza libbra l'una, e mi ordinò di dirvi per lui la
santa Messa in dieci giorni continui, trovandosi afflitto per l'invasione de' francesi fatta in
Milano, dove tiene la sua roba. Li candellieri però non furono esposti per timore de' ladri.
Nel giorno 8 di luglio gli furono ristituiti li candellieri, e la Madonna bella. Resta la nera,
innanzi alla quale debbo continuare la celebrazione della santa Messa finché non mi dirà altro in
contrario.
10 luglio 1800
Li dieci sono stati trasportati nel castello di Pergine li catenati, o sia galleotti, che stavano nella
Casa di Correzione oltre l'Adige, nel già convento di san Lorenzo, per poter ivi porre l'ospitale
militare. Così ho inteso.
11 luglio 1800
Gli undici ho trovato Trento sorpreso per timore, che ritornino presto i francesi, giacché gli
ospitali, li forni, e la cancelleria militare portasi378 a Bassano.
12 luglio 1800
Li 12 il sig. mercante Gio. Battista Piffer mi ha detto, e ridetto, che volentieri darebbe tutte le
sue cedole di fiorini cinque, le quali finora portarono coll'aggio troni 26 e tre carentani, le
darebbe dissi ognuna per troni ventuno; e così rispettivamente le altre.
13 luglio 1800
Li 13 domenica monsig. vescovo di Jasso ha ordinato privatamente un chierico.
20 luglio 1800
Li 20 domenica ho ricevuto dalla posta una lettera tutta stampata, ed in tedesco, ed aperta, senza
verun segno di sigillo on questa inscrizione: Tradantur amore Dei RR. Patribus Minoritis
Conventualibus. Tremoniae. Non sapendo li postieri a chi vada, io la ho loro rimandata con
376
*Lo Zuchthaus.
Giovanni Bucher di Absam presso Ala d'Insprugg li 17 gennaio 1797, fra le tre e le 4 di sera in un
cristallo d'una sua finestra vide l'immagine di Maria Santissima con una lagrima sotto l'occhio destro. Di
essa fu subito fatto il ritratto, ed anche inciso.
378
*Si porta.
377
quesito viglietto: Questa lettera è diretta ai Padri Conventuali di Tremonia, in volgare
Dortmund379, città piccola, ma forte di Alemagna, nel circolo di Westfalia, sul fiume Emser,
distante da Munster 42 miglia, e da Colonia 45. Raccomanda ai detti Padri l'anima della nobile
signora Maria Anna Wartenberg, moglie di un borgomastro, morta li 4 giugno 1800.
Qui poi aggiungo, che tal signora dicesi morta munita de' ss. Sacramenti, e che fu divota de' PP.
Conventuali di Ratingen e de' PP. Cappuccini di Kayserswert380. Che visse anni 53 e coniugata
31. La lettera porta in testa Iesus, Maria, Ioseph, Franciscus. Rappresenta un cataletto tra due
Angioli, uno de' quali tiene in una mano un orologio da polvere381, ed in un'altra una falce.
L'altro tiene una croce con una corona di spine, ed un fazzoletto agli occhi. Il cataletto ha una
croce e dieci candele, con un candelone alla testa.
Nello stesso giorno nel Duomo di Trento si cominciò a fare pubbliche orazioni ad impetrandam
pacem.
23 luglio 1800
Nel giorno 23 ho inteso, che la tassa382 delle galette si è di soldi quaranta due. Come pure, che a
Ravina, e Romagnano sono quartierati 600 soldati, ed altri mille andranno a quartierarsi in
Povo, essendo già piena Cognola, e Villa. In Trento sonovi sei generali.
24 luglio 1800
Nel giorno24 fu portato a questa nostra chiesa l'editto di monsig. Zambaiti canonico e Vicario
generale capitolare di Trento per gli affari ecclesiastici, col quale ordina, che avendo già fatto
pubbliche preghiere per ottenere la pace le quattro parrocchiali di Trento, in seguito ne facciano
per lo stesso fine le altre chiese di Trento sino al giorno decimo di agosto inclusive, cioè che la
mattina alle nove si canti la Messa votiva pro Pace in violaceo, coll'esposizione del Santissimo,
e la sera alle sei si faccia l'esposizione, si cantino le Litanie de'm Santi col Salmo 121 Laetatus
sum, coi versi Salvum fac populum tuum Domine. Fiat pax in virtute tua. Domine exaudi.
Dominus vobiscum, e colle orazioni Exaudi quaesumus Domine. Ineffabilem nobis. Deus, a quo
sancta desideria. Per Christum. Noi dovremo fare questa funzione in s. Michele li 29 luglio, e
qui in s. Bernardino li 4 agosto.
27 luglio 1800
Li 27 domenica monsignor Emmanuele vescovo di Jasso, ed eletto di Trento, in vigore d'un
indulto di Papa Pio settimo conceduto all'officio ecclesiastico capitolare di Trento, ha tenuto
Ordinazioni nella cappella del ss. Crocifisso del Duomo di Trento. Ordinò 19 sacerdoti, ed
alcuni chierici diaconi. Uno de' predetti sacerdoti fu il nostro frate Leonardo da Sovero383.
31 luglio 1800
Nel dì 31, giovedì ha cantato la sua prima Messa in questa nostra chiesa il detto Padre Leonardo
coll'intervento de' piovani di Civezzano, e di s. Maria Maggiore soveriani384, del cappellano
della Ca di Dio e del P. Battisti Filippino parimente soveriani.
Nello stesso giorno, e nella stessa nostra chiesa recitò la sua prima Messa uno Scalfi di Fondo.
Nella sera del medesimo giorno venne di quartiero per dodici giorni nel nostro convento un
cappellano militare greco scismatico in mal arnese, perché fu spogliato dai francesi, stando li di
lui soldati acquartierati in Ravina. Partì li 19 di mattina.
379
soggetta al re di Prussia.
Kayserswert Caesaris Insula, città della diocesi di Colonia soggetta all'elettor palatino, nel
Ducato di Perg, al Reno.
381
*Polverino, o clessidra a polvere.
382
*Il prezzo di vendita.
383
*Sover.
384
*Oriundi di Sover.
380
1 agosto 1800
Nel primo giorno d'agosto celebrò la sua prima Messa in questa nostra chiesa il sig. don
Giuseppe Bergamini di Taglio385 nonese, il quale non fu accettato per nostro frate, perché
corpore vitiatus..
Nel medesimo giorno fu a pranzo con noi il Padre Lodovico Kovascoczy cappellano militare, e
frate nostro Riformato della Provincia salvatoriana. Venne qua per poter mangiare di magro
essendo venerdì.
2-3 agosto 1800
Nel giorno secondo, e terzo d'agosto, sabato e domenica fuvvi del concorso grande di penitenti
per l'Indulgenza francescana detta il Perdono d'Assisi.
4 agosto 1800
Nel giorno quarto, lunedì, in questa nostra chiesa abbiamo fatto la funzione prescritta pro Pace;
ma furonvi molto pochi assistenti secolari. Anche nelle altre chiese fu così.
Nella Gazzetta trentina foglio 60 de' 29 luglio certo Giuseppe Franchi avvisò, che ha formato un
pallone aereostatico della circonferenza di palmi 50, vagamente dipinto onde renderlo agli occhi
degli spettatori visibile, e sorprendente. Promise d'innalzarlo (qualora il tempo lo permettesse)
nel largo della Fiera fuori di Trento ai tre del corrente, giorno di domenica, alle ore sei
pomeridiane in circa, colle condizioni espresse in un manifesto stampato. In fatti tentò
d'innalzarlo, ma non gli riuscì punto, quantunque il tempo sia stato bellissimo, e sienvi stati
moltissimi spettatori. Si scusò con dire che non poté alzarlo, perché un cane gli ha pisciato
addosso. Il Franchi è un commediante. Lo ha poi alzato nella sera de' cinque, e andò a cadere in
Martignano sopra Campo Trentino. Il Franchi è di Macerata città della Marca d'Ancona. Nel
giorno 7 per accidente ho veduto il detto pallone appiccato alla casa del sig. Martino Frigerio
nella Contrada tedesca. Stavvi anche li 7 marzo 1801.
9 agosto 1800
Li 9 d'agosto, sotto il pranzo è giunto qua il P. Matteo Basci di Chiuro Valtellinese, Riformato
nostro milanese386, venuto da Insprugg e mandato qua dal signor presidente del Consiglio di
Trento.
Nella sera ci fu mandato dal castello il viglietto ordinante la colletta nella santa Messa ad
petendam pluviam.
10 agosto 1800
Li dieci, essendo domenica, fu portata processionalmente dal Duomo a s. Maria Maggiore la
Madonna detta del Coro, e là fu cantata la Messa votiva della Madonna da monsignor Vicario
Zambaiti ad petendam pluviam. Siamo stati a tal processione anche noi tutti Regolari, il
Magistrato, il Capitolo ecc. La chiesa di s. Maria fu tanto piena, che non potemmo ginocchiarci
né pure alla consecrazione della Messa.
12 agosto 1800
Li dodici di mattina la comunità do Povo fu processionalmente alla visita del ss. Crocifisso del
Duomo di Trento per ottenere dal Cielo la necessarissima pioggia.
22-23 agosto 1800
Finalmente nella notte de' 21 ai 22 di agosto il Signore Iddio ci ha dato un poco di pioggia ed un
altro poco dopo le dodici de' 22. Altra nella notte de' 23 ed in tutto il giorno 23 sempre leggera,
e placida.
385
*Taio.
Vestito nel 1773, celebrò 10 agosto 1800. Fu predicatore e confessore. È poeta ed ha composto
un libro poetico dedicato a Francesco II. Partì per Verona li 24 gennaio, sabato 1801. Andò a Roma.
386
24 agosto 1800
Li 24 domenica siamo stati alla solita processione del Duomo per il voto della città, che girò
soltanto intorno al Duomo ad extra cantando le Litanie de' Santi. Fummo pure alla Messa
cantata dal sig. don Bartolommeo Gerloni Beneficiato, ed al Te Deum, sotto il quale furono
scaricati alcuni mortaretti. Non vi fu veruna Confraternita laicale.
27 agosto 1800
Li 27 di notte ha piovuto assai.
30 agosto 1800
Li 30 di notte ha parimente piovuto.
1 settembre 1800
Il primo di settembre sono stato uno de' sette testimoni del testamento del sig. Gio. Battista
Santuari di Trento, in cui ha totalmente diseredato il suo figlio Gervasio Tommaso, supposto,
che sia vero il delitto di lesa maestà, di cui si parla pubblicamente. Per aver disertato portando
via molto danaro regio387.
2 settembre 1800
Li due ha piovuto bene la mattina e la sera.
5 settembre 1800
Li cinque di sera piovette molto, con dei tuoni assai strepitosi.
7 settembre 1800
Li sette di sera piovette bene. In Duomo furono fatte delle preghiere pubbliche per li presenti
bisogni cagionati dalla guerra, essendo per finire l'armistizio ai dieci nella Germania, ed ai 13
nell'Italia.
9 settembre 1800
Li nove, giorno di martedì, siamo andati al Duomo per la solita processione. Ma essendo
piovoso il tempo ebbimo ordine d'andare a s. Maria senza pennello, e così seguironci anche li
preti del Duomo senza pennello. In s. Maria fu cantata la Messa dal sig. piovano del Duomo, e
le Litanie della Madonna, e poi tutti senza pennelli ritornammo al Duomo, ed a casa. Mancarono
li PP. Cappuccini. Noi partimmo dal convento alle nove, e vi fummo di ritorno alle undici.
20 settembre 1800
Li 20, sabato delle 4 Tempore nel Duomo di Trento, e nella cappella del ss. Crocifisso sia
altezza rev.ma monsig. Emmanuele Maria Conte di Thunn, vescovo di Jasso, ed eletto di
Trento, ha tenuto Ordinazioni. Li chierici di diversi ordini furono 53, tra' quali furono quattro
nostri, cioè F. Cirillo sacerdote, F. Benedetto, F. Pietro, e F. Arcangelo minoristi.
22 settembre 1800
Li 22 lunedì li trentini hanno dato principio generale alle vendemmie, avendo prima
vendemmiato gli orti, e le Giare, e molti anche altri luoghi per timore de' soldati presenti, e
futuri.
26 settembre 1800
Li 26 ho inteso, ch'è passato un corriero colla buona nuova della pace conchiusa tra l'Austria, e
la Francia. Ma non fu veritiera.
387
In Sovero si scrive rettamente Saltuari.
Ho pure inteso, che in Aix fu portato alla chiesa per essere battezzato un bambino, e che con
maraviglia di tutti gli astanti ha risposto egli stesso chiaramente alle dimande, che gli ha fatto il
parroco a norma del Rituale romano. Data poi relazione al Papa Pio settimo, questi fece portare
a Roma il detto bambino coi di lui genitori, ed avendolo interrogato solennemente s'era vero,
ch'egli abbia risposto alle dimande del parroco risposegli di sì, e gli aggiunse, che in breve il
mondo avrebbe la pace. Così ho inteso. Ma poi nel giorno 27 avendo letta una goffa relazione,
che tal caso lo dice succeduto li 3 agosto 1800 e confermato in Roma li cinque del medesimo, lo
credo un'impostura, benché nomini le persone espressamente, dicendo il bambino di nome
Angelo.
5 ottobre 1800
Li cinque d'ottobre, domenica del ss. Rosario, li nostri Religiosi hanno predicato in Mattarello,
Aldeno, Cognola, Gardolo, e Meano.
7 ottobre 1800
Li sette di mattina fu a visitare il nostro convento per mettervi una cancelleria militare il
comandante della Piazza solo, d'ordine, d'ordine del tenente maresciallo Wussackovic. Vide
tutto, anche l'infermeria, e la cucina.
20 ottobre 1800
Li 20 ottobre, giorno di lunedì, tra le undici, e le dodici di mattina innanzi del pranzo,
nell'oratorio di s. Antonio di questa nostra chiesa di s. Bernardino, colla cotta, stola, Rituale
romano ecc. e colla previa licenza del rev.mo sig. Provicario generale capitolare Menghino, ho
esorcizzato donna Domenica di Povo, essendo presente il di lei marito, che la volle esorcizzata.
31 ottobre 1800
Li 31 ottobre, venerdì, e vigilia di tutti li Santi, in Trento il generale Conte di san Julien
viennese388 ha sposato una contessa di Lodrone, figlia del fu sig. Conte Giuseppe. Per tali nozze
fu fatto un solennissimo pasto da magro, e da grasso. Tra' convitati furonvi anche de' rev.mi
canonici, essendo nezza389 la sposa del canonico Alberti di Enno390, e sorella del canonico Conte
di Lodrone, cugina del decano Manci.
1-4 novembre 1800
Ne' primi quattro giorni di novembre ha predicato in Trento nella chiesa della Confraternita
della Morte il Padre Luigi Zambaiti di Trento, Somasco, e ne' seguenti altri quattro giorni nella
chiesa della Confraternita del Suffragio il nostro Padre Guardiano Giuseppe Antonio da Cles.
8 novembre 1800
Nella sera del giorno ottavo, essendo sabato, è venuto da quello de' PP. Cappuccini a questo
nostro convento per fare una confessione generale appresso di me il sig. maggiore Branda
Lucioni di Abiate milanese nato nel 1739, contando 44 anni militari, perché fu mio penitente nel
1797. Capitò a Trento li 29 ottobre.
In quest'anno fuvvi straordinaria scarsezza di rave, anche in Fornaso391. Quindi noi non ne
abbiamo potuto mangiare né pure una, sebbene per altro ne mangiavamo assai, anche per
minestra serotina392.
388
Ora tenente maresciallo 9 novembre 1800, creato nel novembre avanti li 6 oppure nell'ottobre.
*Nipote.
390
*Denno.
391
*Fornace.
392
*Della sera a cena.
389
11 novembre 1800
Li undici dopo il vespro furono da me le signore fraile contesse Pulcheria, e Giovanna
Melchiori con una donna di Trento, e mi pregarono, che tenessi nascosto nel convento un figlio
di quella donna d'anni circa 25, finché venissero aggiustate, ed accomodate le vicende di quel
figlio scapestrato; ma le ho persuase, che ciò non mi riesce possibile, e che sarebbe un metter ad
un gran pericolo il convento, e la Provincia393.
13 novembre 1800
Li tredici notte, e giorno la piovuto con frequenti, e gagliardi tuoni; e nella mattina de' 14 si vide
la neve bassa sui monti vicini di Sardagna e Povo.
14 novembre 1800
Li quattordici dopo il pranzo, essendo venerdì, è partito da noi, ed è ritornato ai Padri
Cappuccini l'accennato signor maggiore Branda Lucioni, per avere ricevuto ordine ieridì
d'andare o a Lubiana città vescovile della Carniola, oppure nell'Ungheria, come dimesso affatto
dal militare, quasi uomo inquieto, e che inquieta coi suoi zeli per la religione. Gli è venuto tal
ordine dal Consiglio di guerra. Innanzi servì come volontario. Egli si ha eletto di andare
nell'Ungheria, quantunque non sappia la lingua ongara. Per altro come ussero veste
all'ungaresca394. Nella sua patria stanno la moglie con un figlio di anni 16, un altro di 13, ed una
figlia. Qui a Trento si confessò, e comunicò in ciascheduna mattina. Costumò di venire in chiesa
al Mattutino, e di restarvi sino all'ora del pranzo. Mangiò sempre con noi da magro, ed anche in
silenzio. Innanzi fu a pranzo dal generale Julien, in giorno di sabato, ma vi mangiò da magro,
benché fossevi da mangiare anche della carne. In chiesa stette sempre di notte colla candela
accesa. Ci ordinò da dire tre Messe in onore della ss. Trinità. Partendo da noi si mostrò
contento, e grato. Pensa di andare nel nostro convento di Haimburgo tra Vienna e Presburgo.
Egli è bianco, e rosso, e di statura ordinaria. Parla sempre con voce alta.
15 novembre 1800
Nel giorno quintodecimo ho inteso, che da Vienna è venuta a Trento la moglie del....
12 novembre [sic]
Nel giorno di lunedì 12 novembre sono giunte a Trento dall'Ausugio inferiore le monache
Salesiane di Roveredo; sonosi albergate appresso le Madri Orsoline; e nel giorno 13 sono partite
per Roveredo, dove saranno collocate in una casa privata, finché potranno andare nel loro
monastero, da cui si sono allontanate per motivo de' francesi. Sono state nel castello d'Ivano; e
sono ritornate a Roveredo ad istanza de' roveretani perché tengono scuola alle fanciulle. Il loro
monastero dee ristaurarsi.
Nel novembre Mattia Girola, ed in compagno Stefano Offer in Trento, nella casa della posta
imperiale, hanno aperto un pubblico albergo sotto l'insegna di un Elefante. Fu annunziato dalla
Gazzetta roveretana foglio 91 de' 15 novembre. Il Girola è di Roveredo, e l'Hoffer di Trento,
segretario della posta, e figlio del già detto Momolo della posta.
18 novembre 1800
Nella sera de' dicidotto cominciammo a scaldare il nostro refettorio. Cessammo nella mattina
dei 13 marzo venerdì 1801.
22 novembre 1800
Nella notte venendo il giorno 22 di novembre, sabato e festa di s. Cecilia, anniversario della mia
nascita, alla chiesa parrocchiale di Povo fu rubata tutta l'argenteria, eccettuata la sola pisside
393
Luigi Berera disertore dalla milizia austriaca. Stava nascosto nell'orchestra di s. Maria Maggiore
postovi dal suo padre organista.
394
Partì da Trento per Verona li 16 novembre di mattina, per acqua.
posta nel tabernacolo. I ladri sono entrati per la finestra della cappella del ss. Rosario con una
scala usata fuori e dentro. Sono entrati anche nella sagrestia, quantunque avesse un porta coperta
di ferro. Hanno portato via 9 calici, candellieri, lampade, Crocifisso d'argento, danaro incassato,
credesi per 3.500 fiorini.
21 novembre 1800
Li 21 a mezzogiorno fu intimato ai nostri frati di s. Rocco in Roveredo di evacuare quel
convento entro due giorni per farlo un ospitale militare.
22 novembre 1800
Nel giorno 22 sono partiti da Trento molti soldati verso la Giudicaria ulteriore.
Tre signori trentini nell'anno corrente hanno riempita di fieno la chiesa di s. Francesco; ma
essendo morti 130 cavalli militari, che hanno mangiato di quel fieno, fu estratto, ed ora sta
marcendosi nella piazzetta innanzi la mentovata chiesa; e vuolsi che li detti signori paghino li
cavalli morti. Li signori sono il Conte Giuseppe Voltolini, il barone consigliere Tassi, ed il
Salvotti. Appaltatore del Macello.
29 novembre 1800
Li 29 ho spedito una lettera al sig. Bernardino Pacanari appresso i PP. della Compagnia della
fede di Gesù nel casino di sua eccellenza il signor Conte Pianciani. Venezia per Spoleto. Questo
mi sembra notabile, perché il Pacanari predetto sta in Spoleto col suo cugino Pacanari trentino
institutore di quella Compagnia395. Vedi sotto ai 10 novembre 1801.
27 novembre 1800 (sic)
Li 27 novembre, giovedì in Stenico dal boia di Marano396 furono decapitati quattro uomini, cioè
Giovanni Bugna di Bersone, Marco di lui fratello, Antonio figlio dello stesso Marco, come
omicidi proditori di Antonio Baldrachi da Strada, e di Rosa di lui moglie. Il quarto fu Domenico
Segata di Sopramonte aggressore, e rubatore in pubblica strada di Giambattista Longhi da
Bergamo. Furono assistiti dai nostri PP. Patrizio, Andrea, Francesco Maria, e Davide, che fece il
discorso.
4 dicembre 1800
Li quattro dicembre venne in Trento la prima neve, che si fermò. Così pure a Campo.
5 dicembre 1800
Li cinque venne dell'altra neve più folta, ed alta una gamba.
6 dicembre 1800
Li sei nevicò ancora molto, e così dovemmo fare la rotta397 sino alla Fiera secondo il nostro
solito. Poi piovette.
8 dicembre 1800
Gli otto per la festa dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima nostra Signora predicò ai
PP. Conventuali in s. Trinità il nostro Padre Guardiano Gioseffentonio da Cles, perché mancò
l'avvisato nell'anno scorso P. Stefano Bellesino di Trento Agostiniano, che andò a predicare in
Cavalese nella chiesa nostra.
395
Nella Gazzetta trentina foglio 37 de' 12 maggio 1801, in data di Madrid, v'ha: si dà per certo, che
il ristauratore e rispettivo Generale dell'Ordine de' Gesuiti nuovo sia un certo Paccanari nativo di Trento.
396
*Merano.
397
*Cammino fra la neve. - I Frati di s. Bernardino ed anche quelli di s. Francesco dovevano entrare
in città dalla Porta s. Croce, perché Porta Nuova (in cima a Via Calepina) sarà aperta nel 1803.
10-11 dicembre 1800
Nella notte venendo i dieci ha nevicato, ma poco. Gli 11 ha piovuto alquanto.
19-20 dicembre 1800
Li 19 venendo li 20 ha nevicato alquanto.
In queste Tempore dicembrine in Trento non furonvi Ordinazioni, benché in Trento si trovi
monsig. vescovo eletto, e confermato, ma non impossessato.
Predicatori nostri avventuali.
Trento a s. Maria Maggiore, il P. Guardiano Gioseffantonio.
Gardolo, il P. Vigilio da Fondo.
Cognola, il P. lettore Sisinnio Maria da Sanzeno.
Villazzano, il P. Giangiuseppe da Canzolino.
Aldeno, il P. Giuseppe Maria da Pradazzo.
Roveredo, a s. Marco, il P. Geremia Vicario di Borgo.
Pergine, il P. Vicario Ignazio da Trento.
Castelnuovo, il P. Massimo da Volano.
Stenico, il P. Francesco Maria da Panchiato.
Lomaso, il P. lettore Davide da Tiarno.
Bleggio, il P. Guardiano Gio. Damasceno da Vigol Baselga.
Cavedine, il P. Patrizio da Vigol Baselga.
Pressano, il P. Regalato da Carice398.
Cavalese, il P. Anacleto da Casezzo399.
Altrove altri.
24 dicembre 1800
Li 24 dopo il vespro ha nevicato sottilmente.
25 dicembre 1800
Li 25 festa del ss. Natale noi abbiamo fatte tutte le nostre solite funzioni di notte, e di giorno,
benché in Trento non facciansi quelle della mezzanotte.
27 dicembre 1800
Li 27 dicembre avanti il pranzo ho nuovamente esorcizzata donna Domenica povana400.
Li confratelli della Ca di Dio hanno fatto le loro funzioni natalizie in s. Maria Maggiore a
motivo della soldatesca in moto, temendo di non andarne esenti. Predicovvi don Vincenzo degli
Angeli.
31 dicembre 1800
Li 31 dicembre, dopo il vespro nevicò grossamente sino alla sera, e restò la neve su la terra circa
tre dita.
Anche al fine di quest'anno infelice protesto, che non ho notato quanto avrei potuto.
398
*Cares.
*Casez.
400
*Abitante a Povo.
399
ANNO DI GESÙ CRISTO SIGNOR NOSTRO 1801.
1 gennaio 1801
Nel primo giorno le Fradaglie di Trento non hanno fatto la loro per altro solita funzione del ss.
Nome di Gesù, perché sono sluogate401, e rifugiate presso le Madri Orsoline, avendo dovuto
cedere la loro casa ai soldati.
5 gennaio 1801
Li cinque Trento fu tutto bisbigliato, giorno e notte. Alle sette in punto di questa sera è venuto
qua da s. Michele quel Preposito Gregorio Tassero. Noi dopo l'Avemmaria serotina non
abbiamo suonato altro per l'Epifania.
6 gennaio 1801
Li sei, martedì, e festa dell'Epifania, noi abbiamo suonato ferialmente; ma ciò non ostante
abbiamo cantato, e fatta la solita funzione. Abbiamo tralasciato il suono del mezzogiorno e del
vespro, che fu da noi cantato senza le cotte. Dopo il detto vespro cominciò un gran romore al
ponte di san Lorenzo, e continuò plus minus sino alla seguente mattina. Cessammo di suonare le
campane.
7 gennaio 1801
Li sette, mercordì mattina sono partiti per Pergine tutti li soldati tedeschi, che hanno potuto,
dopo d'avere bruciato il ponte di san Lorenzo, e circa le otto col mezzo di alcune barche sono
entrati in Trento li francesi, condotti dal generale Gioseppe Lecchi bresciano, che presto partì
per Bassano con 5 mila uomini. Girarono subito per Trento a suono di tamburo, ed alle dodici
vennero sette a farci una visita nel nostro convento. Li ricevemmo con buona grazia, chiesero da
mangiare, gli abbiamo lasciati entrare nel refettorio, e sentarsi, demmo loro un canestro di
ottimo pane fresco, due gran piane402 di minestra, e del vino con abbondanza. Non fuvvi alcun
disgusto, e sono partiti contenti, e con ringraziarci. Per riceverli ci siamo alzati da tavola tutti
mentre altri la sparecchiavano, ed andammo loro incontro sono al campanello del refettorio.
Uno era bresciano. Poco dopo la partenza di questi sette sono venuti altri quattro, de' quali uno
fu bergamasco. Questi pure mangiarono, e partirono contenti. Il loro condottiero generale si è il
celebre Macdonald403, che sta quartierato nel castello. Nella notte degli otto ai nove sonosi
rifugiati nel nostro convento quattro Padri Carmelitani Scalzi delle Laste. Nella sera dei 10
avanti Compieta sono venuti sei francesi. Il portinaio Fra Lorenzo negò loro l'ingresso nel
convento, e diede loro del pane e del vino; e poi partirono. Così pure fece con due altri alle
dodici degli undici; e con quattro altri alle due. Nella domenica degli undici il nostro P.
Guardiano non ha predicato a s. Maria, come doveva, per gl'impedimento del militare. Gli
undici in Poncornicchio404 con una sassata lavaronica405 fu ucciso un francese, che dagli stessi
francesi fu dichiarato meritamente ucciso.
13 gennaio 1801 [sic]
Li tredici di mattina sono andati verso Roveredo moltissimi soldati.
9 gennaio 1801 [sic]
Li nove gennaio il generale in capo dell'armata dei Grigioni Macdonald ha dato fuori in un
foglio un ordine, o sia regolamento diviso in tredici articoli, nel terzo de' quali si crea un
Consiglio superiore composto di nove membri, e di un secretario. I membri sono nominati
401
*Sfrattate.
*Contenitori per minestra.
403
Nativo di Parigi, figlio d'un militare irlandese.
404
*Ponte Cornicchio.
405
*Pietra scavata dai lavaratori di Lavarone.
402
Antonio Gaudenti. Filippo Consolati. Bertolini. Perottoni. Dordi. Carlo Antonio Pilati. Federico
dall'Aquila. Un cittadino delle valli d'Annone, e di Sole, e la giurisdizione di Königsberg fino a
Bolzano; ed un cittadino delle valli di Fiemme, e Primiero.
17 gennaio 1801
Predicatori vescovili della prossima Quaresima 1801, li 17 gennaio.
Aldeno, Garniga, e Cimone festivo, don primo Somalvigo di Trento: ma rinunziò; e vi predicò il
P. Luigi Zambaiti Somasco.
Avio, don Matteo Valle curato di Pannone.
Banale, Fra Luigi Macchioni Minor Conventuale.
Besenello, e Mattarello, don Paolo Ciola curato di Calliano.
Blegio, o s. Croce, don Gio. Antonio Zanotti di Riva, d'anni 32.
Brentonico, don Luigi Chizzola di Mori.
Calavino, don Pietro Marani curato di Biacesa.
Cavedine, don Girolamo Capretti di Riva, d'anni 35.
Civezzano, e Cognola festivo, don Antonio Valdagni di Pergine.
Condino, don Stefano Speranza curato di Brione.
Corredo, e Smarano, don Giovanni Giuliani cappellano di Fondo.
Denno, e Vigo, don Gio. Battista Bresadola cappellano di Mezzo Lombardo.
Livo, don Giuseppe Sizzo di Trento, abitante in Malé.
Lizzana, ed Isera festivo, don Gio. Maria Gaspari curato di Aldeno.
Malé, don Pietro Benvenuti curato di Celentino.
Mori, don Bartolommeo Scrinzi di Lizzana.
Ossana, don Andrea Bernardi cappellano di Borgo della Valsugana.
Pergine, don Domenico Boni curato dei Ragoli.
Povo, e Villazzano festivo, don Antonio Lunelli curato di Roncogno.
Rendena, don Paolino Leonardi curato di Lundo.
Revò, e Clotz406, don Giacomo Antonio Bertagnoli di Fondo.
Sarnonico, Fondo e Romeno, don Antonio Ebli cappellano di Revò.
Taio, e Torri, don Giuseppe Valentini curato di Poia.
Tassullo, don Giacomo Fatarsi di Caldese407.
Terlago, e Baselga festivo, don Domenico Girardi da Sovero408; s'ammalò nel carnevale, e
quindi predicò il curato di Vezzano don Giacomo Leonardi.
Tione, don Bartolommeo Pellegrini di Tione.
Val di Bono, don Bartolommeo Floretta curato di Pinzolo
Val di Ledro, don Giovanni Boninsegna curato di Becceca409.
Vigolo, e Calceranica, don Romedio Conci di Malé.
Villa Lagarina, don Francesco Ballisti di Brentonico.
31. S. Zeno, e Dambel, don Gio. Armanini cappellano in Sarca.
Predicatori nostri della prossima Quaresima destinati dal padre Provinciale.
Trento nel Duomo, il P. Giuseffantonio Guardiano di Trento. Con fra Vincenzio.
Trento in s. Maria Maggiore, il P. confessore Cesario da Mezlombardo 4 domeniche.
Gardolo, il P. lettore Sisinnio Maria da Sanzeno.
Meano il P. Giangiuseppe da Canzolino.
Riva, il P. Pietro Damiano Guardiano di Borgo.
Cles, il P. Mariano da Bordiana.
406
*Cloz.
*Caldes.
408
*Sover.
409
*Bezzeca.
407
Lomaso, il P. Amando da Covalo Guardiano di Arco.
Cavalese, il P. Ilario dai Bampi Guardiano di Cavalese.
Mezzo Lombardo, il P. Geremia Vicario di Borgo.
Borgo, il P. Vito Antonio da Cles segretario provinciale.
Ravina, e Romagnano, il P. Vigilio da Fondo.
Tenno, Il P. Francesco Maria da Panchiato.
S. Felice di Garduno, il P. Gasparo Vicario d'Arco.
Tesaro in Fieme, il P. Giorgio da Cles.
Pradazzo, e Moena, il P. Anacleto da Casezzo.
Mezzo Tedesco, il P. Stefano da Sfruzzo410.
S. Michele, il P. Gio. Evangelista Ministro Provinciale.
Zambana, il P. Ippolito da Sfruzzo.
Verla e Pressano, il P. Pietro Regalato da Cares.
Albiano, il P. Giuseppe Maria da Pradazzo.
Pinedo, il P. Eusebio da Pinedo.
Levico, il P. Illuminato da Cles.
Telve, il P. Massimo da Volano.
Volano, il P. Ciriaco da Lazzise.
Noriglio, il P. Accursio da Preghena.
Nomi, il P, Giangiacomo da Tiarno.
Roveredo a s. Maria, il P. Amedeo di Roveredo.
Castelnuovo, il P. Giuseppe da Primiero.
Roncegno,niuno de' nostri.
Torcegno, Il P. Simon Pietro da Verla.
Strigno,il P. Daniele da Enno411.
31. Mechel, il P. Niccola da Clesio.
Malsesine, il P. Pietro Paolo Vicario di Roveredo; Non vi predicò perché il vescovo di Verona
volle mandar esso il predicatore, ad onta della Comunità.
23 gennaio 1801
Li 23 venerdì al vespro cominciò a nevicare spessamente, e continuò sino alla notte, talché restò
la neve su la terra alta una scarpa.
24 gennaio 1801
Li 24 sabato, circa le due pomeridiane in Trento fuvvi un gran tumulto tra soldati nuovi, e
vecchi, cioè tra' venuti di fresco e quelli che stavano in Trento.
30-31 gennaio 1801
Li 30 venerdì, nella notte oscura venendo il dì 31 li membri del Consiglio superiore, tra' quali
Carlo Marcabruni d'Arco, ed Francesco Zorzi di Stenico, furono chiamati nel castello dal
generale Macdonald, e vi stettero sino all'una e più.
1 febbraio 1801
Il primo di febbraio sul mezzodì fu nel nostro convento un generale parigino con un colonnello.
Venne come letterato, e scrittore attuale filosofico per vedere la nostra libreria. Egli dunque
accompagnato dal P. Guardiano, da me, e da altri Religiosi guardò tutte le classi de' libri, e
specialmente i filosofi, e gramatici. Girò tutto il nostro monte, fu nel refettorio dell'infermeria, e
partì uscendo dalla chiesa, dove pigliò l'acqua santa, e adorò il Santissimo. Parlò con noi
umanamente e gentilmente.
410
411
*Sfruz.
*Denno.
2 febbraio 1801
Li due abbiamo fatta tutta la solita funzione della Ceriola412 senza uscire di chiesa, e senza il
suono delle campane.
5 febbraio 1801
Li cinque sono stati tre altri soldati officiali dello Stato maggiore a vedere la nostra libreria, due
parigini, ed uno burdigalese.
11 febbraio 1801
Gli undici, giorno di mercoledì abbiamo detto il vespro in coro con voce alta, la prima volta
dopo la partenza de' soldati tedeschi; ma non suoniamo ancora le campane.
13 febbraio 1801
Li tredici di mattina si trovò la terra coperta di neve. Nevicò anche tra 'l giorno, ma pochissimo,
e talmente, che fece sparire la neve prima.
15 febbraio 1801
Li 15 domenica la mattina fuvvi della neve in terra; e poi nevicò grossamente sino alla sera.
18 febbraio 1801
Li 18 mercoledì delle Ceneri il nostro P. Gioseffantonio da Cles Guardiano di questo convento
di s. Bernardino predicando nel Duomo di Trento ha pubblicato il nuovo indulto di poter
mangiare carne in tutta questa Quaresima, eccettuati soltanto tutti li venerdì e sabati, li due
mercordì delle Ceneri e delle Tempore, ed il giovedì Santo, coll'obbligo di recitare ogni giorno
grasso cinque Pater, ed Ave, e con gli avvisi contenuti nella circolare di monsignor Vicario
generale, che può leggersi nel mio Compendium diplomaticum, To V, numero 1063.
19 febbraio 1801
Li 19 giovedì il P. predicatore del Duomo ha pubblicato il contenuto del viglietto, che ho
trascritto nel citato Tomo V, num. 1062, in vigore del quale i parrochi possono concedere l'usar
il brodo di carne, e condimento grasso anche nelle sere quaresimali.
21 febbraio 1801
Li 21 sabato alle sei, e più di mattina nella Fiera di Trento furono scaricati 25 cannoni, che
fecero tremare il nostro coro, dove stavamo recitando Prima e Terza. Ciò fu un annuncio della
tanto aspettata pace tra l'Austria e la Francia, portata iersera di notte, come segnata in Luneville
ai nove di febbraio 1801, da Luigi Conte di Cobenzel, cavaliere del Toson d'oro, Gran Croce
dell'Ordine reale di santo Stefano, e di s. Giovanni di Gerusalemme, ciambellano, e consigliere
intimo attuale di Stato, Ministro di conferenza, e vice cancelliere di Stato di Francesco secondo
imperatore austriaco: e dal cittadino Giuseppe Bonaparte consiglier di Stato e fratello di
Napoleone, ambidue deputati.
22 febbraio 1801
Li 22 domenica che fu assai freddo, ho sentito il rimbombo de cannoni sopra Trento alle 6,2 e
sotto Trento alle 10,2 di mattina.
23 febbraio 1801
Li 23 piovette, e poi nevicò tanto, che non potemmo andare alla predica del Duomo.
412
*Festa della Purificazione del 2 febbraio.
6 marzo 1801
Li sei di marzo, giorno di venerdì, dalle nove sino alle 10 e mezza di mattina in s. Antonio per la
terza volta ho esorcizzato donna Domenica di Povo, presente il di lei marito, ed una serva.
13 marzo 1801
Li tredici marzo, venerdì mattina è venuto in questo nostro convento il sig. Isacco Levi di
Livorno ebreo, nato nell'anno 1760 li 31 gennaio, condotto dal signor D. Stefenelli, e
raccomandato con un viglietto da monsignor Francesco Vicario generale Zambaiti. Egli non ha
né padre, né madre, bensì ha un fratello ebreo. Studiò sino alla rettorica inclusive. Fu coi
francesi cinque anni, fatto per forza. Ora tiene in scriptis la sua dimessione da lui chiesta e
datagli qui a Trento nella scorsa settimana, o sia li 15 ventoso (li 6 marzo). Vuol farsi cristiano,
al che si sentì mosso in Roma già tre mesi trovandosi nella basilica vaticana, ed in altre
basiliche romane, ed anche in Padova nella gran chiesa di sant'Antonio. Tra' soldati fu occupato
nello scrivere soltanto, non avendo mai maneggiato armi. Fu consegnato a me.
Li tredici marzo di sera sono giunti da Padova a questo nostro convento tre Religiosi della
nuova Compagnia della Fede di Gesù istituita da Niccolao Paccanaro trentino in Spoleto. Nel
vestito sono simili agli exgesuiti. Due sono sacerdoti, li quali nel dì 14 celebrarono la santa
Messa, e poi partirono verso Bolzano. Uno è romano, uno francese, ed uno croato.
16 marzo 1801
Li 16 lunedì dopo il mezzogiorno piovette, lampeggiò, e tuoneggiò fortemente, e lungamente.
19 marzo 1801
Li 19 giovedì non fu celebrata alle Laste dai padri Carmelitani Scalzi la solita festa di san
Giuseppe, cui per altro furono soliti d'intervenire molti maldivoti, per il mercato, che là
facevasi.
22 marzo 1801
Li 22 domenica di Passione non fu fatta in Trento la solita processione della santa Spina per
timore de' francesi presenti in gran numero. Bensì fu fatta dentro nel Duomo senza l'intervento
del clero Regolare. Noi andammo sino al Duomo, e ritornammo subito.
27 marzo 1801
Li 27 venerdì abbiamo fatto l'esercizio solenne della Via Crucis dentro la chiesa, perché il
tempo fu piovoso. Negli altri cinque venerdì quaresimali l'abbiamo fatto fuori della chiesa nella
salita. Fuvvi sempre un competente concorso di cristiani; ma minore di quello, che soleva
esservi avanti la guerra. In questo stesso giorno 27 fu fatta in più pezzetti la tavoletta, che stava
su la porta della chiesa coll'inscrizione Venerdì si farà la Via Crucis, colla benedizione della
santa Croce. Ciò venne fatto da qualche maldivoto, che maltrattò anche un Crocifisso
dell'infermeria qualche giorno avanti. Poi seppesi, che tai mali furono fatti da un mentecatto.
29 marzo 1801
Li 29 domenica delle Palme il generale Macdonald nel castello di Trento ha risegnato il dominio
di Trento ai signori canonici, li quali spedirono perciò a Insprugg il canonico barone Vincenzo
Bordogna de Tassis, che fu di ritorno li 31 di mattina.
30 marzo 1801
Li 30 lunedì Santo di mattina, essendo sereno, il detto Macdonald è partito da Trento per
Verona con tre carrozze, ed otto corazze. Gli tennero dietro, e lo precedettero moltissimi soldati.
Ma nello stesso giorno è andato a stare nel castello un altro francese, il Guyard, che prima stette
in Trento come comandante della Piazza in casa Alberti al Duomo. Egli è colonnello capo di
Brigata, ed ancora dicesi comandante.
31 marzo 1801
Li 31 martedì Santo siamo stati nel Duomo a fare la 25 ora di orazione avanti al Santissimo
esposto. Andammo, e ritornammo senza musici.
1 aprile 1801
Il primo d'aprile, mercoledì Santo, a mezza mattina è partito di ritorno a s. Michele quel
Preposito Gregorio Tasser col suo servidore, e col suo cagnotto, perché sono partiti di là i
francesi. Fu qui nella nostra infermeria dalla sera dei cinque di gennaio. Abitò nella stuetta
presso la cappella, ed il di lui servidore nella camera contigua.
2 aprile 1801
Li due d'aprile, giovedì Santo, di mattina, sono passati presso Trento, ed andati dall'Avis a
Roveredo 70 soldati austriaci, parte a piedi, e parte a cavallo. I francesi non permisero loro di
passare per Trento; e quindi passarono per la strada detta sopra la Cervara fuori di Trento. Si
fermarono poi oltre la Fersina, dove dal Magistrato consolare di Trento ricevettero del pane, e
dell'acquavite. Sono andati a Roveredo, e Torbole.
3 aprile 1801
Li 3 venerdì Santo di mattina nella sagristia del Duomo di Trento furono distribuiti gli Oli santi,
condotti da Bressanone, perché in Trento non c'è vescovo. Fu a pigliarli il signor Provicario
Menghino. Il nostro eletto Emmanuele sta in Vienna col sig. Ambrosio Schreck sino dai tre di
marzo.
8 aprile 1801
Gli otto, mercoledì, dopo la cena il sig. Vincenzio Boscaroli mercante di Trento, giovine di circa
24 anni, figlio unico d'una vedova, e d'un fu Gaetano Boscaroli nativo di Padova, è ritornato
contento a casa sua dopo d'essere stato qui con noi in esercizi spirituali sino dalla mattina del
lunedì Santo, che fu li 30 marzo.
16 aprile 1801
Li sedici, giorno di giovedì, alle quattro pomeridiane, essendo sereno il cielo, in Trento le
guardie francesi hanno volontariamente ceduti li posti nella piazza grande, ed alle quattro porte
della città, alle Guardie nazionali trentine create d'ordine pressante del Macdonald generale
francese. Le trentine dunque sottentrarono alle francesi con gran pompa, e con musica
straordinaria. Sarebbero sottentrate nella mattina, se fossero state provvedute di fucili, o sia
moschetti. Capo di tali guardie trentine si è il signor Conte Girolamo Guarienti di Trento,
signore di Seregnano, e Malosco, col titolo di Maggiore, colla guardia alla porta della sua casa
in Contrada Lunga. Questa guardia fu poi dimessa.
17 aprile 1801
Li diciassette, venerdì, abbiamo ripigliato il suono dell'Avemmaria alle quattro di mattina
innanzi di recitare nel coro il Mattutino. Così anche i PP. Cappuccini.
Nella stessa mattina, alle otto sono partiti li francesi da Trento per Bus di Vella, e dopo le
dodici, o sia il mezzogiorno per la stessa strada di Bus di Vella, è partito contento il comandante
francese della Piazza di Trento, e così Trento è rimasto affatto evacuato dai francesi.
Co' miei occhi ho veduto dopo le due pomeridiane la porta del castello senza guardia, e le porte
della città, e la Piazza grande colle guardie nazionali, una delle quali fu il sig. barone Cristoforo
Trentini. Tutti gioiscono, e sono consolati. Replico Trento restò senza un francese nel giorno di
venerdì 17 aprile, a cielo sereno.
19 aprile 1801
Li 19 domenica seconda dopo la Pasqua siamo stati alla solennissima processione della Dolorata
dopo il vespro. Partimmo dal convento alle quattro suonate, e vi fummo di ritorno alle sei e
quasi mezza. Uffiziò monsignor decano. Nella mattina fece il panegirico il nostro Padre Vigilio
fondano. Il tempo fu bellissimo, e le strade ottime.
22 aprile 1801
Li 22 mercoledì, di mattina, sono venuti sul ponte di san Lorenzo alcuni francesi, de' quali
alcuni sono entrati nella città disarmati colla licenza della Guardia nazionale. Nella stessa
mattina intorno le nove per la porta dell'Aquila sono entrati in Trento molti soldati austriaci
venuti da Bassano. La Guardia nazionale fece qualche resistenza verbale, ma poi cedette loro i
posti, e si ritirò cogli onori militari. Nella seguente notte, e mattina sono partiti li tedeschi per
Roveredo, e la Guardia nazionale ripigliò i suoi posti. Li tedeschi sono venuti mercoledì da
Primolano a marcia sforzata, e quindi assai stanchi. Tralascio la causa ed altre circostanze.
Vennero col cannone caricato a mitraglia. Fu loro supposto che Trento fosse in sollevazione,
benché fosse quietissimo. Il direttore tedesco fu Baldessari buono, che chiamossi tradito, e
voleva soddisfazione.
23 aprile 1801
Li 23 di sera qui abbiamo pubblicato la tavola di questo convento, ed ebbi anche quelle degli
altri cinque trentini, restando per ora intatti li tre austriaci.
Convento di Trento
Guardiano P. Gioseffantonio
Vicario P. Gaudenzio
P. Gioachino penitenz.
P. Agostino
P. Filippo lettore
P. Sisinnio lettore
P. Giangrisostomo penitenz.
P. Cesario confessore
P. Regalato
P. Giangiuseppe
studenti
P. Cirillo
F. Aloisio
F. Bernardino poi sacerdote
F. Benedetto
F. Pietro Alcantarino
Fratelli
F. Feliciano
F. Abbondanzio
F. Vincenzio
F. Lorenzio (sic)
F. Pietro
F. Gioachino cuoco
Infermeria
P. Bernardo cieco
F. Salvadore
F. Placido
Convento di Arco
Guardiano P. Amando
Vicario P. Gasparo
P. Crescenzio Sbetta
P. Carlo Felice Pino
P. Tommaso
P. Giacomantonio
P. Pietro Antonio
P. Bonaventura
P. Alessio da Varignano secolarizzato 2
agosto 1801.
Fratelli
F. Umile
F. Severino, partì per Roma da Trento li 20
maggio; ritornò a Roveredo
F. Leone
F. Serafino
F. Marcello Terziario
un novizio laico
Convento di Borgo Valsugana
Guardiano P. Pietro Damiano
Vicario P. Geremia
P. Attanasio
P. Gerardo
P. Massimo
P. Simon Pietro
P. Giuseppe
P. Sebastiano da Revò
Fratelli
F. Constantino
F. Raimondo
F. Prospero dai 18 nov.
F. Biasio
F. Mansueto Terziario
Convento di Pergine
Guardiano P. Ferdinando
Vicario P. Ignazio
P. Gio. Maria
P. Prosdocimo
P. Giacinto
P. Eusebio
P. Illuminato
P. Gregorio
Chierici
F. Clemente
F. Francesco Saverio
F. Alberto
Fratelli
F. Abbondio
F. Masseo
F. Ruffino
F. Luca
F. Bartolommeo
F. Pacifico
Convento di Roveredo
Convento di Cles
Guardiano P. Michelangelo413
Vicario P. Pietro Paolo
P. Isidoro
P. Ciriaco
P. Accursio
P. Celestino
P. Giangiacomo
P. Gioseffandrea
Guardiano P. Lorenzo
Vicario Stefano maestro
P. Paolo
P. Mariano
P. Niccolao
P. Anacleto
P. Vigilio
P. Carlo Felice bresimano
Fratelli
F. Angelo
F. Donato
F. Alessio Terziario dimesso li 19 maggio
1801
F. Gio. Batta Terziario
Fratelli
F. Santo
F. Pasquale
F. Nazario novizio
F. Domenico Terziario novizi
Convento di Metz
Guardiano P. Romedio
Vicario P. Giorgio maestro
P. Ubaldo
413
Convento di Campo Lomaso
Guardiano P. Gio. Damasceno
Vicario P. Patrizio
P. Andrea
Nel principio del gennaio 1802 fu Guardiano il P. Pietro Paolo; e Vicario il P. Michelangelo.
P. Cipriano
P. Giuseppe Maria
P. Francesco Felice
Fratelli
F. Benigno
F. Giosafatte
F. Giuseppe
F. Leonardo Terziario
F. Michele Terziario
Mattia dagli 8 febbraio novizi.
Convento di Cavalese
Guardiano P. Ilario
Vicario P. Stanislao
P. Lattanzio
P. Ippolito
P. Wenceslao
P. Daniele
P. Leonardo
F. Giambattista
P. Raffaele
P. Davide lettore
P. Francesco Maria
P. Gio. Antonio
Studenti
F. Arcangelo Manica
F. Gio. Pio Dellagiacoma
F. Vincenzo Maria
Fratelli
F. Mattia sino al 9 luglio
F. Egidio
F. Mauro
F. Felice
Curia provinciale
Provinciale P. Evangelista Torresanelli
Segretario P. Vito Antonio Keller
Fratelli
F. Vitale
F. Silverio
F. Valentino
F. Marco
F. Gio. Maria Terziario
F. Cosmo novizio
25 aprile 1801
Li 25 sabato di mattina ho esorcizzato nuovamente Domenica moglie di Giovanni Pontalti dal
Saleto di Povo, alla presenza dello stesso marito e di più altri utriusque sexus, nell'oratorio di s.
Antonio.
29 aprile 1801
Li 29 mercoledì sono partiti da Trento in su li soldati austriaci, che restaronvi quieti quieti dopo
la partenza degli altri soprammemorati.
30 aprile 1801
Li 30 aprile li soldati austriaci dello Stato maggiore quartierati in Roveredo sono passati presso
Trento per la via della Cervara, e sono andati verso Bolzano.
Ho inteso, che li francesi hanno consumato 112 carri di vino nel castello di Trento in poco più di
tre mesi, che furono qui.
6 maggio 1801
Li sei di maggio, giorno di mercoledì, un pò dopo le nove della mattina, essendo buon tempo,
nella chiesa parrocchiale di s. Maria Maggiore di Trento fu solennissimamente battezzato coi riti
del Rituale romano il mio catecumeno signor Isacco Levi di Livorno, figlio del quondam
Baruch, ebreo, nato li 31 gennaio 1760, come fu notato sopra li 13 marzo. Il battezzatore
destinato da monsignor Vicario generale Zambaiti fu il rev.mo sig. don Simone Saltuari di
Sovero piovano di s. Maria Maggiore, ed eletto arciprete di Strigno. I padrini furono il signor
Conte Girolamo Antonio de' Graziadei de Trilaco attuale capo console di Trento, e la signora
contessa Gioseffa vedova de' Malfatti di Tiesfeld, e Stiegenberg414, nata contessa de' Melchiori.
Gli furono imposti questi tre nomi Girolamo, Giuseppe, Antonio. I primi due a riguardo de'
padrini, ed il terzo per la sua speciale divozione al taumaturgo padovano. Subito dopo il
battesimo fu cantata una Messa solenne coi leviti, coll'organo, ed in contrappunto, sotto la quale
dopo l'Evangelio il detto piovano celebrante fece un discorso analogo, erudito, e bello, ed il
neofito fece a suo tempo la sacra Comunione. Assistettero più che molti sacerdoti cottati, e
fuvvi una gran calca di popolo d'ogni sesso, e condizione. Il tutto riuscì molto bene a gloria di
Dio signor nostro. Il neofito a suo tempo fu vestito di un camice liscio, e lo depose nella
sagristia dopo la santa Messa, alla quale stette con un candela di mezza libbra in mano accesa su
d'un ginocchiatoio coperto di un tappeto rosso, e d'una tovagliuola bianca, posto nel presbiterio
alla parte dell'Evangelio verso l'organo. Li padrini stettero appresso nel banco sotto l'organo
coperto d'un altro tappetto. Io e il P. Vicario Gaudenzio siamo stati dietro al neofito in una
panca portataci ultroneamente dal campanaro. Al sig. piovano ho dato il seguente viglietto:
Hieronymus Iosephus Antonius, antea dictus Isaac Levi, filius quondam Baruch Iudaei, natus
Liburni in Hetruria die 31 ianuarii 1760, qui Tridentum venit invitus cum militia gallica, cui
servivit tamquam amanuensis, baptizatus fuit a me etc. Patrini fuerunt etc. Il sig. Conte
Graziadei padrino nel giorno 7 gli ha dato il cognome di Bonasorte. Fu prima insinuato ai PP.
Cappuccini, che lo pigliassero presso di sé, e l'istruissero; ma sonosi scusati. Nel tempo, che fu
con noi ebbe quattro visioni significanti. Ogni notte sino alla settimana Santa sempre vide una
modestissima donna, tutta coperta di velo bianco, la quale teneva nella mano diritta alzata un
calice con sopra un'ostia. Nella settimana Santa oltre il calice teneva nella mano sinistra una
gran croce. Nella notte di Pasqua non vide più la donna, ma bensì una colomba bianca colle ali
spiegate, per la cui vista si sentì tanto incalorito, e sudato, che dovette cangiare camicia.
Finalmente nella notte, che precedette il santo Battesimo vide una scala lunghissima, per cui
salivano, e discendevano molti giovanetti di bellezza, e venustà incomparabile, mostrando uno
la cima.
12 maggio 1801
Li 12 martedì alle otto in punto di mattina la processione del Duomo fu in questa nostra chiesa
di san Bernardino al solito per le Rogazioni.
20 maggio 1801
Li 20 mercordì, festa di s. Bernardino titolare nostro, le Fradaglie colla loro signora maestra
Teresa Volani sono state a visitare questa nostra chiesa colla solita offerta di dodici candele di
cera pesanti tre libbre. Cantò la Messa invitato il signor Conte canonico Giuseppe d'Arsio,
assistito dal signor piovano, e da due preti del Duomo.
25 maggio 1801
Li 25 lunedì pentecostale sono venuti a Trento da Roveredo molti soldati austriaci di passaggio,
li quali nel dì 26 proseguirono la loro marcia verso la Germania. Fu loro data una guardia di
onore urbana.
414
*Toponimi alla tedesca (Edelsitz) per avere il titolo nobiliare fondato su beni stabili o luoghi di
origine (così Vezzanburg, Meanperg, Hohenstein [Sardagna], Heiligenbrun, Spreehof ecc.).
27 maggio 1801
Li 27 mercoledì sono stato uno de' sette testimoni del testamento scritto, e chiuso di monsignor
decano Sigismondo Antonio Conte Manci, in questo nostro convento di san Bernardino. Il
simile ho fatto già molti anni col di lui antecessore decano Ceschi.
Nello stesso giorno dopo il pranzo soffiò un vento furioso, che ha danneggiato la campagna di
Pergine, ed il coperto ramesco415 di quella chiesa parrocchiale.
30 maggio 1801
Li 30, sabato delle 4 Tempore pentecostali, in Trento non furonvi Ordinazioni, perché non vi è
alcun vescovo. Per altro furono esaminati, e licenziati per gli Ordini moltissimi chierici; de'
quali per ricevere il sacerdozio sono andati a Verona, e Bressanone circa dodici.
4 giugno 1801
Li quattro di giugno, festa del Corpus Domini, avendo piovuto sino alle sei di mattina, il Duomo
di Trento ha fatto la processione del Santissimo intra parietes dello stesso Duomo. Noi siamo
giunti al Duomo nel punto in cui li seminaristi ed altri ritornavano a casa. Ci fermammo però là,
ed abbiamo ascoltato una Messa intera. Così mi fu supposto, ma la verità si è che non fu fatta
veruna processione la mattina, bensì dopo il vespro, cui noi pure siamo intervenuti con tutti gli
altri soliti ed anche colla Guardia urbana, che batté alcuni tamburi, e fece quattro scariche di
moschetti quando furono date col Santissimo le quattro benedizioni. Noi partimmo dal convento
alle tre e tre quarti, e fummovi di ritorno alle sei e quasi tre quarti. Fuvvi moltissima gente
curiosa di vedere la detta Guardia, la quale tre giorni avanti si esercitò per fare comparsa; e fece
istanza, che la processione venisse fatta la sera, giacché non poté farsi comodamente la mattina.
7 giugno 1801
Li sette domenica di mattina la parrocchia di s. Maria Maggiore ha fatto la sua processione
annua del Santissimo, la quale parimente fu accompagnata dalla Guardia urbana numerosa e
sfarzosa.
Ho inteso, che ultimamente in Fieme una Gabrielli ha partorito un mostro, cioè un figlio con
due teste, che si guardavano vicendevolmente, con quattro braccia, e con quattro piedi; ma con
un busto solo.
Li sette di mattina fu fatta la processione del Santissimo anche della parrocchia del Duomo dopo
la mariana. Nella sera poi volevale fare secondo il suo solito la parrocchia di s. Maddalena; ma
la pioggia non glielo ha permesso.
10 giugno 1801
Li dieci mercoledì mattina ha fatta la sua processione la parrocchia di s. Pietro colla Guardia
urbana molto sfarzosa. La ho veduta, e sentita.
13 giugno 1801
Li tredici, sabato, e festa di s. Antonio, il mio neofito sig. Girolamo Buonasorte cessò di abitare
in questo nostro convento, e cominciò ad abitare in una casa della Contrada di s. Maria presso il
palazzo civico. Dunque fu con noi tre mesi in punto essendo venuto ai 13 di marzo. A mangiare
però fu con noi poche volte dopo il Battesimo conferitogli ai sei di maggio.
Nello stesso giorno 13 ha fatto il panegirico di s. Antonio a s. Trinità il nostro P. Guardiano
Giuseppe Antonio.
14 giugno 1801
Li 14 domenica, piovette tutto il giorno, fuvvi del vento gagliardo e freddo, e sul monte di
Vigolo cadde della neve molto bassa. Così su gli altri monti di Povo, Sardagna ecc.
415
*Di rame.
16 giugno 1801
Li 16 martedì sera in Trento fu seppellito cogli onori militari, e con un gran concorso di curiosi
un sig. Alessandrino di Trento, soldato attivo della milizia urbana.
17-18 giugno 1801
Nella notte de' 17 venendo li 18 sono stati dei ladri nel monastero di santa Chiara, ed hanno
portato via de' paiuoli della cucina, e più di trenta tondi peltrali416, con altrettante posate da
tavola trovati nel refettorio, ed altre cose, quantunque il detto refettorio fosse chiuso assai bene.
Il ladro fu scoperto detto Garello.
21 giugno 1801
Nel giorno 21 domenica, nel Duomo di Trento fu dato principio ad un ottavario per implorare il
divino aiuto al principato di Trento, suggerito con lettera da monsignor eletto, che ora sta in
Salisburgo. Si continuerà in diverse altre chiese. Ma nello stesso tempo furono chiamati a
Trento eziandio dei commedianti.
Nella notte innanzi del giorno 25 capitò a Trento da Salisburgo il sig. Ambrogio Schreck di
Trento, che fu sempre a canto del nostro monsignor eletto Emmanuello Conte di Thunn vescovo
di Jasso.
26 giugno 1801
Li 26 venerdì, festa di san Vigilio siamo stati alla processione, e Messa solenne del Duomo
cantata da monsig. decano Manci. Partimmo dal convento un poco avanti le nove; ed uscimmo
dal Duomo per ritornare al convento un pochetto avanti le undici. Fuvvi una gran calca di
popolo, e la Guardia civica fece un'assai sfarzosa comparsa. Sotto la Messa furono scaricati
molti mortaretti. Nella sera non furono fatti li fuochi artificiali, perché il cielo fu piovoso,
benché fossero già preparati nella Piazza. Anzi non furono fatti né pure nelle sere, che
seguirono. Il perché non si può sapere di certo, essendo varie le asserzioni.
8 luglio 1801
Gli 8, giorno di mercoledì, dopo il vespro, nel palazzo Wolchensteiniano, che ancora serve di
seminario, e ginnasio, furono distribuiti li premi agli scolari secondo il solito di questi ultimi
sgraziati anni, cioè soltanto tre per ogni scuola. Essi furono Antonio Mazzetti trentino,
Leonardo Ricci trentino, Zaccaria Sartori ledrino, Giorgio Luchi annaniese, Guglielmo
Gazzoletti naceno, Gioseppe Menghin annaniese, Gioseppe Ricci trentino, Romedio Romedi
annaniese, Alfonso de' Paoli da Mezlombardo, Aloisio Antonio Cloch trentino, Gioseppe
Wachter bonzanese, Antonio Garzetti trentino, Giovanni Lupi trentino, Giacomo Ricci trentino,
Emmanuele Vigilio Conte Hendl de Goldrein, Juffal et Maretsch venostano, Francesco
Zucchelli trentino, Gio. Claudio Ciani trentino, Pietro Cloch trentino. Gli altri non premiati
furono di cognome Tommasoni. Cioli. Bertolini. Avancini. Marinelli. Campi. Zanotti. Gozzaldi.
Benucci. Gaggia. Gerio. Benedetti. Eller. Federici. Gnesetti. Marzari. Trentini. Schuldaus.
Callovi. Consolati. Faesi. Speranza. Sizzo. Pedrini. Pecoretti. Colò. Francinelli. Ferrari. Romani.
Benvenuti. Marchetti. Martini. Hafner. Serafini. Andrea barone di Messina di Blumenried.
Hayder. Beozzo. Bellotti. Fronza. Frighello. Marchiori. Bontempelli. Dante. Tutti 72. I logici
furono 38. I fisici 34. De' teologi e moralisti e canonisti non si dà il numero. Il 18° logico fu
Dominicus Elena volanensis417.
15 luglio 1801
Li 15 luglio, mercoledì, la Compagnia sesta della Guardia urbana sotto il capitano Niccolao
Donati ha distribuito 150 fiorini di pane ai poveri della città sulla porta del seminario. Fu più di
2.700 porzioni di mezza libbra l'una, tutte di farina bianca di formento schietto.
416
417
*Piatti di peltro.
*Di Volano.
Nel medesimo giorno di mattina ho veduto a dare i primi colpi alla cappella di s. Antonio presso
la chiesa di s. Francesco fuori di Trento, con intenzione di atterrarla, e disfarla; come in seguito
venne disfatta. Era presso la roza, che va in città, ed a settentrione.
Già parecchi giorni ho inteso da parecchi, che al Finale di Modena fu dileggiato s. Antonio di
Padova pubblicamente, e che quel paese fu subito castigato con tempesta418 orrenda, ed
inondazione.
418
*Grandinata.
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Tovazzi diario 4 1791-1801