Il Nuovo Corriere
IlNuovoCorriere
di
numero 50 anno I - 1 euro
Roma e del Lazio
MARTEDÌ 29 SETTEMBRE 2015
Se anche il Papa
scarica Marino
abbiamo
toccato il fondo
di Giovanni Tagliapietra
E
adesso abbiamo definitivamente toccato il fondo. E
risalire sarà difficilissimo.
Se anche Papa Francesco sbugiarda Ignazio Marino in diretta,
davanti alla platea dei giornalisti,
resta poco da fare per mantenere
un profilo decente. Meglio sarebbe
uscire di scena con dignità, ma un
cambio alla guida della capitale
non è previsto. Siamo nel pieno
dell’imbarazzo e dello sconcerto e
non è certo un comunicato del
Campidoglio a cambiare le cose.
Che il Pontefice abbia chiesto i
consigli del sindaco per affrontare
la comunità di Filadelfia, che Marino li abbia offerti di sua iniziativa e poi abbia giocato un po’
sull’equivoco poco importa. Ci
hanno raccontato di un sindacomedico che soccorre due passeggeri sul volo che lo porta negli
Stati Uniti, ci hanno fatto rimbalzare oltreoceano l’immagine di un
Marino circondato da miliardari
con il libretto degli assegni in
mano, pronti a rimettere a nuovo
a loro spese la capitale, tutto
fumo. Quello della comunicazione
è uno dei problemi cruciali della
Giunta Marino, il sindaco ha una
armata di addetti stampa che
quasi mai sono in grado di “coprire” efficacemente il loro capo.
Anzi, in questi mesi una lunga
serie di interventi-boomerang,
fuori tempo e fuori registro hanno
fatto apparire Marino anche peggio di quello che è, e i media romani, per un motivo o per l’altro,
sono fin troppo teneri con l’inquilino del Campidoglio. La frittata
è fatta, tutti chiedevano che cosa
ci andava a fare di nuovo in America il primo cittadino della Capitale e le risposte non erano
chiarissime, forse volutamente
opache. A cercare sponsor e mecenati per Roma? Possibile. A vedere il Papa? Ad aiutarlo? ? Forse
lo aveva detto scherzando e sperando di essere preso sul serio, il
buon Marino. E adesso, per l’ennesima volta, tutto il mondo ride
di noi.
segue a pagina 2
All’interno
l’inserto
di Sanità
del Lazio
IN PRIMO PIANO/ È BUFERA IN CAMPIDOGLIO. E IL GIUBILEO SI AVVICINA
Il Marino-ter è ai titoli di coda?
Il vicesindaco Causi e l'assessore Esposito rischiano di essere ostacoli insormontabili.
E i nodi Ama e Atac sono quelli sui quali il sindaco può andare a fondo. Quotazioni
in Borsa, ingresso dei privati, problemi troppo grossi per essere affrontati in questa
situazione. La mancanza di una vera leadership e di una guida politica rende tutto più
difficile. L'imbarazzo del Pd e la difficoltà di uscire dall'angolo con un minimo di dignità
Santoro a pagina 3
SCENARI
Città abbandonata
alla prova
degli scioperi
I
l 2 si fermano i mezzi pubblici. I
24mila dipendenti capitolini sono
sul piede di guerra per il salario
accessorio (dimenticato
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L'8 dicembre si apre
l'Anno Santo e intanto si discute di dettagli
mentre
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Capitale è sommersa
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REPORTER
Giocoli a pagina 2
IL CASO
PUNTI DI VISTA
La mossa
del “tecnico”
Cantone
mette all’angolo
Zingaretti
Rebecchi a pagina 4
FUORI PISTA
Viaggio
nelle gelaterie
migliori di Roma
segnalate
dai nostri lettori
alle pagine 12 e 13
Quegli
strani vitalizi
a persone
“illustri”
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arrazzo usò una legge voluta da
Badaloni per attribuire vitalizi
a due cittadini degni di nota (?)
e indigenti (?), un attore e una artista.
Oggi Zingaretti ha costituito una commissione ad hoc per individuare altri “cittadini illustri che si siano particolarmente
distinti, in ambito regionale, nel campo
delle arti, delle scienze e delle lettere, che
si trovino in stato di indigenza". Ma la storia non è chiara. Pascucci a pagina 5
martedì 29 settembre 2015 pagina 2
PRIMO PIANO
ALLA DISPERAZIONE, NUOVI SHOCK
SCENARI ROMANI
SI AGGIUNGONO AI GUAI QUOTIDIANI DEI TRASPORTI
La città abbandonata
alla prova degli scioperi
Il 2 si fermano i mezzi pubblici. I 24mila dipendenti capitolini sono sul piede di guerra per il salario
accessorio (dimenticato e sempre posticipato). L'8 dicembre si apre l'Anno Santo e intanto si discute
di dettagli mentre la Capitale è sommersa da problemi irrisolti e forse irrisolvibili
di Leonardo Giocoli
V
enerdì 2 ottobre
restate a casa: è
meglio. E anche
tutto il prossimo
anno se potete:
ancora meglio espatriate. Se non
potete evitare di portare i pargoli
a scuola, attraversare la città per
andare a lavorare o soltanto evitare di fare la spesa per mangiare
allora rassegnatevi.
Il 2 ottobre, appunto venerdì, i dipendenti di Atac Spa, Roma Tpl
e aziende associate, Roma Tpl
Scarl e Cotri incroceranno le
braccia. Certo saranno previste
delle fasce di garanzia (I bus circoleranno normalmente fino alle
8,30 e dalle ore 17 alle ore 20)
però c’ da giurarci che la città
andrà in tilt.
Il nuovo assessore ai Trasporti,
Stefano Esposito (Pd), ha assunto l’incarico solo da pochi
mesi e già è arrivato ai ferri corti
con dipendenti e sindacati (“se
fanno un altro scioperetto li
asfalto”), e pure con il sindaco
Ignazio Marino che sembra non
aver trovato un feeling con questo
centurione mandato direttamente da Matteo Renzi.
Lotte di correnti che ai romani
poco interessano. Il problema è
che lo sciopero dei mezzi pubblici
(anche regionali) si innesta su
una situazione già critica, forse
esplosiva. In più fra meno di 2
mesi si apre ufficialmente il Giubileo della Misericordia con la
prevista affluenza di 30/35 milioni di pellegrini nei prossimi
mesi. Il che vuol dire che mediamente 100mila persone in più al
giorno useranno i mezzi pubblici
già al collasso.
E ancora: se ve lo siete dimenticato i dipendenti capitolini, circa
24 mila persone, stanno già sul
piede di guerra perché il Campidoglio rinvia e posticipo qualsiasi
discussione sul salario accessorio.
Tagliato un anno fa e non più
reintegrato. Nonostante le promesse, le mediazioni, le trattative
avviate e stoppate. I sindacati capitolini non credono più a Marino e neppure ai vice (come
Causi che aveva promesso di
chiudere la partita a giugno, poi a
settembre, adesso ha proprio rinviato un fumoso pronunciamento
del governo o della Corte dei
Conti.
Le spiegazioni non bastano più a
chi ha subito un taglio dello stipendio di 100, 200 anche 300
euro. SU stipendi medi che non
superano i 1.500 al mese c’è poco
da scialare. I continui rinvii assumono i contorni della presa in
giro reiterata. E quindi è probabile che salvo miracoli – un altro
sciopero dei capitolini ci sarà. E
sarà una mazzata per i romani.
Scuole e asili chiusi, servizi a singhiozzo, caos a poche settimane
dall’inizio dell’Anno Santo.
C’è poco da stupirsi: una città abbandonata a se stessa, dove l’incuria e l’approssimazione sono
divenute la regola non poteva che
implodere di problemi e complicazioni. Il problema è che i guai
non vengono mai da soli: la congiuntura astrale di una città in
stato di assedio – seppure da
parte di pacifici pellegrini – e
sotto schiaffo per le decisioni mai
prese o rinviate.
Se i nostri amministratori avessero un minimo di decenza dovrebbero archiviare i litigi e le
polemiche inutili e pensare alla
città. E invece no. SI stanno giornate intere dietro alla dichiarazione del momento, senza pensare
i problemi storici. Chi se ne importa chi ha invitato chi alla visita
papale. Il problema è che la gente
è esasperata, la città abbandonata
e continua a cadere a pezzi.
Roma commissariata è purtroppo
un ipotesi archiviata. Nessun governo farebbe cadere l’attuale
giunta prima del Giubileo con la
certezza dell’esasperazione dei romani. Vincerebbero i 5 Stelle a
man bassa. Vincerebbe chiunque
a man bassa vista la gestione Marino e il ricordo di quella Alemanno.
Resta il problema della città abbandonata, in preda a scioperi e
agitazioni che sono contenuti
solo perché chi sciopera perde
una giornata di stipendio e di
questi tempi non è cosa da poco.
Però prima o poi la misura sarà
colma. Ma i nostri continueranno
a fregarsene tutti presi da discussioni sterili e senza futuro. Un po’
come questa città eterna… che
sta morendo
segue dalla prima pagina
Se anche il Papa scarica Marino
abbiamo toccato il fondo
I
l Papa certo non dice bugie. E noi ci troviamo ancora con un sindaco che era nella parte sbagliata del mondo nel momento meno
indicato. Ora è tornato per scoprire che la terza edizione della
sua Giunta vacilla già, con fuochi d’artificio, risse, problemi enormi
da affrontare, Causi, la scheggia impazzita Esposito, Atac, Ama,
Giubileo la mobilità, lo scandalo dei trasporti di superficie e della
Metro, e chi più ne ha più ne metta. Perfino lo stadio della Roma a
Tor di Valle torna in discussione. I romani sono al limite della sopportazione ma non c’è modo di cambiare la situazione. Nessuno
scommette sul futuro immediato e su quello a breve termine, il Pd è
in grande imbarazzo, l’opposizione abbaia ma non morde e non pare
comunque in grado di muovere le folle. Ma la mancanza di una vera
leadership, carismatica, si avverte ogni giorno di più. Manca una
guida autorevole che prenda per mano Roma e la porti fuori dai guai.
E non c’è nessuno all’orizzonte che rassereni l’ambiente.
Giovanni Tagliapietra
martedì 29 settembre 2015 pagina 3
PRIMO PIANO
IN PRIMO PIANO
È BUFERA IN CAMPIDOGLIO
E IL GIUBILEO SI AVVICINA
Il Marino-ter è ai titoli di coda?
Il vicesindaco Causi e l'assessore Esposito rischiano di essere ostacoli insormontabili. E i nodi Ama e Atac
sono quelli sui quali il sindaco può andare a fondo. Quotazioni in Borsa, ingresso dei privati, problemi troppo
grossi per essere affrontati in questa situazione. La mancanza di una vera leadership e di una guida politica
rende tutto più difficile. L'imbarazzo del Pd e la difficoltà di uscire dall'angolo con un minimo di dignità
di Giovanni Santoro
I
l Marino-ter come crocevia della seconda fase.
Per rilanciare l’azione
amministrativa del chirurgo salito al Campidoglio. Era questo l’obiettivo. Ma a
due mesi di distanza dall’annuncio della nuova giunta sembra di
essere già ai titoli di coda. Perché gli ingressi di Marco Causi,
come vicesindaco e assessore al
Bilancio, insieme al nuovo titolare della Mobilità adesso sono
il problema. Che si presenta,
come sempre, quando il primo
cittadino è dall’altra parte dell’Oceano. Sono le due grane che
l’inquilino di Palazzo Senatorio
dovrà affrontare al suo rientro
nella Capitale: da una parte
Causi allo scontro frontale con il
presidente Ama, Daniele Fortini, per l’ipotesi di quotare in
borsa la municipalizzata dei rifiuti; dall’altra Esposito: vulcanico e senza peli sulla lingua che,
dopo il coro “Roma M…”, stavolta va al braccio di ferro con il
direttore generale di Atac Mi-
cheli per la manutenzione dei
bus. Le fibrillazioni riguardano
proprio loro due che, anche se
per motivi diversi, contestano le
scelte di Marino.
A lui il compito di fare da arbitro
con i due pezzi da novanta delle
squadra di governo. Tanto da
dover convocare entrambi e capire come andare avanti. Tutto
nella settimana decisiva per le
due aziende capitoline. Prima
l’Ama, con i consiglieri comunali
costretti a correre per approvare
una delibera che rinnova il contratto di servizio per la raccolta
e lo spazzamento entro il 27 settembre. Obiettivo centrato, il rischio era di lasciare la città
invasa dalla “monnezza”. Consiliatura salvata dall’opposizione:
perché in assemblea capitolina
finisce 22 a 14. Senza gli assenti
della lista Marchini (2) come
quelli del M5S, più Lavinia
Mennuni (FdI), Giovanni
Quarzo (FI), Francesca Barbato
(Ap) e Alessandro Cochi i “no”
sarebbero stati 24. Grazie ai mal
di pancia di Sel e qualche mancata presenza in maggioranza:
Rita Paris (Lista Marino), il dem
Gianni Paris e Cosimo Dinoi del
misto.
Chirurgo salvo, ma la tempesta
arriva sull’ipotesi di portare la
municipalizzata in borsa. Lo fa
capire il sindaco stesso in un’intervista a “Il Messaggero”, lo
dice a chiare lettere Fortini.
“Non con me in giunta”, tuona il
numero due Causi. L’idea di trasformare Ama in una sorta di
Acea2, con il 51% in mano pubblica e il resto ai privati, non va
giù al vice. Che replica e rettifica: “Non stiamo discutendo
dell’assetto societario. Se dovesse essere lo farebbero senza
di me”. Tanto per chiarire la posizione. Ricordando ai suoi fedelissimi che il manager di via
Calderon de la Barca dovrebbe
occuparsi dell’indirizzo politico
deciso dal primo cittadino.
Stesso suggerimento che espone
a Esposito in una lettera.
Il titolare della Mobilità, infatti,
va allo scontro frontale con il
“diggì” Micheli. Tensioni su un
appalto delle manutenzioni in
Atac. Perché dopo le tre gare
pubbliche deserte per i nuovi
autobus, l’assessore-senatore ne
propone un’altra: in gioco 250
veicoli con annessa manutenzione. Un principio di esternalizzazione che non va giù al
dirigente di via Prenestina,
pronto anche a lasciare. Una
ipotesi smentita anche dal Campidoglio, ma resta quella mossa
che cancellerebbe gli sforzi fatti
per mantenere aperte le officine
di riparazione della stessa
azienda.
“Ma lui deve fare quello che gli
dico io”, replica il vulcanico sabaudo. “Non si può”, gli ricorda
Causi. Che sottolinea come la
delega delle Partecipate sia sempre in mano al sindaco stesso.
Polemica che monta dopo le dichiarazioni di un pentito di
‘ndrangheta che coinvolge lo
stesso Esposito per appalti e favori sulla Tav. Lui nega e fa notare di non avere ricevuto
nessun avviso di garanzia. E intanto in giro ripete: “Se non si
cambia sono inutile; la delibera
sui bus turistici va approvata altrimenti non servo”. La sua bat-
taglia è anche per il cda, dove
vorrebbe portare il giovane professore Stefano Di Carlo del Politecnico di Torino, dopo l’uscita
dell’amministratore delegato
Danilo Broggi. Intanto il famoso
azzeramento del cda chiesto dal
chirurgo ancora non arriva.
Dichiarazioni pesanti, situazione tesa che il primo cittadino
dovrà risolvere a breve. Farlo
fuori non si può. Anche se l’inner circle del chirurgo lo vede
“più come un problema che
come una soluzione”. Per le sue
sparate, per i suoi modi. Non
può toccarlo, però, semplicemente perché il senatore lo ha
voluto Matteo Orfini. Il segretario-commissario del Pd romano
da 9 mesi è stato prorogato dopo
l’azzeramento del premier
Renzi. Si va avanti per un altro
anno. Con Orfini tutela del sindaco agli occhi del presidente
del Consiglio. Tanto che il diretto interessato commenta: “Le
mie dimissioni? Nei libri fantasy”. Quel che è certo è che l’attesa fase due non è decollata. E
il Marino-ter è già in crisi.
martedì 29 settembre 2015 pagina 4
CRONACHE
STOP IMPROVVISO (E IMPREVISTO) ALLE NOMINE
PUNTI DI VISTA LO
DEL GOVERNATORE APRE SCENARI INESPLORATI
La mossa del “tecnico” Cantone
costringe in difesa Zingaretti
L’intervento dell’Authority anticorruzione sarà a costo zero per il Governatore? C’è instabilità con grosso rischio di
temporali improvvisi e violenti, nel cielo politico del Lazio. Soprattutto per quel che riguarda il Partito Democratico
di Carlo Rebecchi
C’
è instabilità con
grosso rischio di temporali improvvisi e
violenti, nel cielo politico del Lazio. Soprattutto per quel che riguarda il Partito
Democratico, anche se per il momento,
dopo il terremoto di Mafia Capitale, la situazione è d’attesa. Un’attesa venata di
una crescente preoccupazione. Il rischio,
secondo la percezione di molti, è che
dopo essersi abbattuti sul Comune di
Roma (leggi: Mafia Capitale) i temporali
politico-giudiziari possano colpire la Regione Lazio e il suo presidente: Nicola
Zingaretti. In questa chiave viene letta da
molti la notizia dell’altolà imposto dal
presidente dell’Autorità Anticorruzione
(Anac) – il magistrato Raffaele Cantone
- al Governatore laziale. Un altolà obbligatorio,determinato dall’applicazione di
una legge – la Severino, la stessa che ha
appiedato sia pure per motivi diversi Silvio Berlusconi – che si tradurrà per Zingaretti in una “sospensione”, per tre mesi,
dal potere di fare nomine amministrative.
A vederla così, sembrerebbe roba da
poco. Ma sul piano politico, e per la precisione in casa PD, la tegola che colpisce
il Governatore è particolarmente pesante.
Nicola Zingaretti è uno dei “cavalli di
razza” del Pd; e anche una spina nel
fianco di Matteo Renzi. Un vincente, dai
congressi del partito fino a ciascuna delle
elezioni a cui ha partecipato finora, che
come amministratore ha suscitato meno
critiche e polemiche di tanti altri. Prima
alla Provincia e ora alla Regione dove,
grazie ad una buona gestione della comunicazione, ha dato l’impressione – anche
se non tutti gli esperti sono d’accordo –
di poter risanare la disastrata sanità regionale e di poter favorire la ripresa economica del Lazio. Di poche parole, sempre
attento a quello che dice, Zingaretti ha fin
qui beneficiato della immagine “pulita”
che lo accompagna da sempre. Proprio
per questo le rivelazioni di Salvatore
Buzzi, che lo ha chiamato in causa nelle
sue deposizioni davanti ai magistrati che
indagano su Mafia Capitale facendo nomi
e cognomi di suoi collaboratori che
avrebbero intascato soldi per lui, non lo
hanno finora danneggiato più di tanto.
Anche perché Buzzi non ha potuto riferire ai magistrati informazioni derivanti
da una sua conoscenza “diretta” ma ha ripetuto cose che gli sarebbero state dette
da altri protagonisti del “Mondo di
mezzo” romano, e quindi da verificare.
L’altolà di Cantone non equivale ovviamente a una chiamata in causa del Governatore per corruzione. La “colpa” di
Zingaretti – che deve essere ratificata ora
Raffaele Cantone
dalla responsabile dell’Anticorruzione
della Regione Lazio, Giuditta Del Borrello – è di avere nominato un commissario straordinario dell’Ipab di Gaeta,
Giovanni Agresti, senza verificarne le
eventuali incompatibilità. Che invece
c’erano, visto che Agresti – che poi si è
dimesso - è anche amministratore della
Gest-Var, una società che cogestisce due
cliniche private che sono in rapporti con
la Regione Lazio. L’atto d’accusa firmato
da Cantone spiega che “non basta a far
ritenere insussistente la colpa della nomina il rilascio, da parte del nominando
Agresti, della dichiarazione di assenti
cause di inconferibilità”, la quale in ogni
caso “non può far venir meno il dovere di
accertare i requisiti necessari alla nomina
e in particolare uno, l’assenza di cause di
incompatibilità che rappresenta una
chiara esplicazione concreta del principio costituzionale di imparzialità e buon
andamento dell’amministrazione”.
La vicenda ricostruita dall’Anac – e chissà
quante ce ne sono di analoghe a Roma e
nel resto d’Italia – è che il 17 febbraio
scorso Agresti è nominato commissario
straordinario dell’Ipab Ss. Annunziata,
ente di diritto pubblico che si occupa di
assistenza e beneficenza. Il 24 il direttore
dell’Ipab, Giuseppe Caprio, rivela che
Agresti è incompatibile. Tre mesi dopo
l’anomalia viene certificata e l’11 giugno
Agresti si dimette. Il 3 luglio si dimette
anche il suo “accusatore” per “stranezze
nella gestione dell’Ipab” e “sospetto conflitto di interessi”. Come si vede, è l’omissione di controlli, che viene addebitata al
Governatore (e ai suoi uffici). Un male,
questo, di cui l’indagine Mafia Capitale
ha evidenziato la gravità.Perché, quasi
sempre, le leggi ci sono ma pochi o nessuno, per disattenzione o per interesse, si
cura di verificarne l’applicazione. E questo favorisce la corruzione, perché uno “ci
prova” una volta e poi, visto che nessuno
controlla, spesso ci riprova altre volte,
fino a farne un’abitudine. Senza magari
che il politico di turno se ne accorga. Proprio Zingaretti, per esempio, ha giurato
sulla correttezza di suoi collaboratori, a
cominciare da quella del suo capo di Gabinetto alla Regione, Maurizio Venafro,
dimessosi perché coinvolto nell’inchiesta
Mafia Capitale. Bussi, a proposito dell’appalto di 91 milioni di euro per il Centro
di prenotazioni sanitarie (Cup), ha dichiarato: “Stà partita la gestisce Venafro
per conto de Zingaretti”. La gara per il
Cup era stata indetta da Zingaretti, che
poi l’ha annullata quando il bando è finito nell’indagine sul Mondo di mezzo.
Inchiesta nella quale è stato arrestato Daniele Magrini, che Buzzi definiva “un ‘padreterno’” e che Zingaretti, come
affermato dai grillini, ha nominato in una
posizione dirigenziale”.
Gli schizzi di fango, come detto, hanno finora risparmiato Zingaretti. L’altolà di
Cantone arriva però in un momento delicato per Zingaretti nel Pd. Secondo i “si
dice” il Governatore sarebbe orientato a
lasciare da parte la sua tradizionale prudenza per diventare uno dei leader del
nuovo schieramento che a sinistra non si
riconosce nelle posizioni politiche di
Renzi. Il primo passo sarebbe un patto
Zingaretti-Pisapia-Cuperlo per garantire
alle prossime elezioni amministrative un
appoggio a tutti i candidati “non renziani” .
Il premier-segretario del PD non ama
Roma e il partito democratico della Capitale ha lo stesso atteggiamento nei suoi
confronti. Nella Capitale fino a che Renzi
è solo in campo, tutti sono con lui ma le
cose potrebbero cambiare nel caso della
discesa in campo di un competitor del
peso di Zingaretti. A questo lavora il Sel,
che dopo Mafia Capitale è uscito dalla
maggioranza che sostiene il sindaco Marino proprio in polemica con la linea del
Pd di Renzi. A Roma, come ha confermato il vicepresidente vendoliano della
Regione Smeriglio, il dialogo tra la sinistra del PD e Sel è avviato, e forse più
avanti che altrove. Resta da vedere se l’intervento dell’Authority anticorruzione
sarà per Zingaretti a costo zero.
martedì 29 settembre 2015 pagina 5
CRONACHE
SCENARI LA REGIONE E L'USO DISCREZIONALE DI FONDI PUBBLICI
Quegli strani vitalizi
a persone "illustri"
Marrazzo usò una legge voluta da Badaloni per attribuire vitalizi a due cittadini degni di nota (?)
e indigenti (?), un attore e una artista. Oggi Zingaretti ha costituito una commissione ad hoc per individuare
altri “cittadini illustri che si siano particolarmente distinti, in ambito regionale, nel campo delle arti,
delle scienze e delle lettere, che si trovino in stato di indigenza". Ma la storia non è chiara
Eppure da una veloce ricerca su
Internet, del primo non c’è traccia di una biografia, risulterebbe
aver partecipato come attore di
secondo ordine in due film,
anch’essi di spessore minimal,
“Rosina Fumo viene in città per
farsi il corredo” e “Gli ultimi tre
giorni”. Un po’ poco.
di Stefania Pascucci
I
l Partito democratico e
il vitalizio per cittadini
illustri, una storia sconosciuta ai più. Piero Marrazzo - governatore del
Lazio travolto dallo scandalo di
Via Gradoli, luogo di transessuali
e festini a base di droga e costretto a dimettersi nel 2009 - fa
in tempo ad attribuire un assegno vitalizio (cioè, per tutta la
vita) a due persone, secondo il
suo parere, “illustri” e indigenti.
Il primo “illustre” di nome Benedetto Simonelli, all’epoca di soli
anni 61, beneficia di un assegno
annuo di 12mila euro, mentre il
secondo nome è quello di Luciana Fortini, classe 1927, alla
quale è corrisposto un assegno
di 8mila euro annui. Lo ha fatto
ricorrendo alla legge regionale n.
21 del 1999, istituita da Piero
Badaloni, giornalista Rai che dal
1995 al 2000 ha rivestito la carica di presidente della Regione
Lazio.
Piero Badaloni
Piero Marrazzo
Secondo questa strana legge regionale che concerne l’istituzione di un assegno a vita, sono
meritevoli i “cittadini illustri che
si siano particolarmente distinti,
in ambito regionale, nel campo
delle arti, delle scienze e delle
lettere, che si trovino in stato di
indigenza" A prima vista distinguere chi realmente ha contribuito all’accrescimento culturale
e sociale del territorio laziale
sembrerebbe un compito arduo
e, quindi, scegliere tra possibili
migliaia di persone che in qualche modo potrebbero essere riconosciute come tali dovrebbe
richiedere non solo un avviso
pubblico ma anche un esame accurato dei requisiti. Nessun dubbio ebbe, invece, Marrazzo nel
firmare il decreto per il vitalizio
per Simonelli e Fortini. E senza
ricorrere a nessuna graduatoria.
Ovvio che l’accertamento della
Siae nei suoi confronti è stato
pari a zero. Se si parla di meriti
illustri, qui sono decisamente
nascosti in chissà quale angolo
buio. Per la Fortini il discorso è
un altro. Risulta tuttora, anche se
ultraottantenne, un’artista di rilievo tale da meritarsi una citazione nel catalogo dei Beni
Culturali, per essere tra gli artisti
della mostra andata in scena a
Tivoli a Villa Adriana dall’8
aprile al 6 novembre 2011. In più
la Fortini è titolare di una elegante
sito
(
link
lucianafortini.com) nel quale si
spiega nei dettagli chi è l’artista,
quali sono le opere e dove sono
le esposizioni, comprese le collaborazioni con la società internazionale Antinoo e l’università di
Tor Vergata di Roma. Qui il dubbio si pone doppio: artista sì, ma
perché definirla “illustre”? E si
può definire la signora Fortini
un’indigente dopo aver letto di
tutte le sue collaborazioni con
istituti di rilievo, quelli sì, così
importanti?
Siamo andati a fondo di questa
storia non solo poco chiara, di
cui i protagonisti sono i soliti
amministratori di denari pubblici, soldi dei cittadini, perché
in questi giorni è stata istituita,
di nuovo, una commissione che
dovrà decidere - come allora altri vitalizi a personaggi “illustri” del calibro di Simonelli e
Fortini, cui poi la Regione corrisponderà i relativi assegni.
Guarda caso un altro politico del
Pd, un altro governatore del
Lazio ha firmato il decreto. Questa volta, dopo Badaloni, Marrazzo, tocca a Nicola Zingaretti.
Le begonie di San Lorenzo in Lucina
S
ono un pendolare romano, uno che viaggia tutti i giorni
in metro e cammina molto. Vedo la città da vicino, quindi,
e noto che molte delle denunce di degrado della città
che compaiono in queste settimane sui giornali sono fasulle
o forzate. Non è il caso vostro, naturalmente. Voi raccogliete
i mal di pancia di cittadini su cose vere, concrete e quasi sempre verificabili. Mi riferisco invece a qualche giornale di quelli
che si prendono gratis nella metropolitana. Lunedì 21, per
esempio, uno di questi aveva un titolone sul degrado di Piazza
San Lorenzo in Lucina. Si parlava di buche, sporcizia e panchine rotte. Io ci passo spesso da quella bella piazza tra via
del Corso e piazza del Parlamento e di tutto questo degrado
non mi sono mai accorto. Mi sono tenuto la pagina e posso es-
sere preciso.
La giornalista denuncia “mattonelle che traballano sotto i tacchi 12 delle signore e dei turisti che si girano per il rumore”: e
che sarà mai? Dico io. E aggiunge: “Non si scherza neppure
sui sanpietrini per via dell’usura”. E’ una piazza molto frequentata - dico io - ed è normale. Ma questo sarebbe il degrado? La coraggiosa giornalista denuncia anche che “l’unico
abbellimento sul fronte del decoro è un’aiuola a forma di fiore
di begonie low cost non curata granché”. Ma cosa ci devono
mettere in un’aiuola? Delle costose orchidee?
La giornalista denuncia ancora “rifiuti fuori dai contenitori”.
Non è bello, ma può capitare quando l’afflusso di turisti
(maleducati) è alto. Nella parte alta del titolo si parla
poi di “panchine rotte”, ma nell’articolo c’è scritto testualmente: “nessuna panchina, con buona pace dei visitatori dell’Urbe stremati dalle passeggiate in pieno
centro”.
Ci sarebbero i tavolini dei bar, ma anche qui arriva la
denuncia: nel pomeriggio e di sera non si trova “la copiosa varietà di sandwich e pizze” indicata nei menu
(con costi non propriamente sotto traccia), sottolinea la
cronista. E’ sempre uno dei “salotti di Roma”- dico io - e
i prezzi si adeguano al prestigio del luogo. E poi trovo
abbastanza normale che di sera i bar non facciano i tramezzini e finiscano le pizzette e abbiano solo “primi e
insalate”. Ma in definitiva sarebbe questo il degrado?
Non so se pubblicherete nella rubrica “Non ci sto” questa mia
denuncia “al contrario”. Di solito i componenti delle “caste”
non si attaccano fra loro. Ma francamente non ne posso più
di questi allarmi spropositati a titoli cubitali.
Arturo M. - Roma
Invitiamo i cittadini di Roma e del Lazio
a denunciare le cose che non vanno
con foto ed email a questo indirizzo:
[email protected]
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S
la
Lazio
del
NUMERO 50 ANNO I MARTEDÌ 29 SETTEMBRE 2015
LA MAPPA DEL POTERE
DIETRO I FATTI
Manager congelati, trattative
in corso. Ma ormai è chiaro:
fino a Natale non succede
a pagina 8
niente
La" rivoluzione"
di Zingaretti
comincia ad avere
il fiato corto
a pagina 9
Arriva il Giubileo e non sappiamo
con quale sanità potremo gestirlo
U
na dozzina di cantieri
aperti dove si lavora senza
soste per consegnare tutto
almeno alla vigilia del
Giubileo. I Pronto Soccorso degli ospedali romani sono in fermento e i disagi - contenuti - per operatori
e pazienti sembrano legati ad una buona
causa. La consolazione finale c'è: le migliorie nel peggiore dei casi resteranno e
consegneranno alla popolazione romana
sopravvissuta ai traumi giubilari una
serie di servizi migliori. Ma l'aria che si respira non è delle più rassicuranti. Tensioni,
preoccupazioni,
polemiche
avvelenano l'aria e una grande confusione
su chi comanda e su che cosa non facilita
l'ordinaria amministrazione. La sanità
laziale - e quella capitolina in particolare
- è un ambiente difficile e pieno di veleni.
Le voci di corridoio parlano di ritardi difficilmente colmabili, di una regia piena di
buchi e di ombre. Insomma, la faccia sorridente di Zingaretti con il cappellino
giallo in visita ai cantieri nasconde le
facce preoccupate e le occhiaie dei responsabili diretti della giostra. Le nuove-vecchie ambulanze? Non ci sono, il
personale? Ancora non c'è. Il nuovo numero unico per le emergenze che indero-
gabilmente andrà in vigore a metà novembre? Un buco nero. La corsa per l'Expo di
Milano sembra una sciocchezza di fronte
a quanto sta accadendo a Roma. Sullo
sfondo, un quesito inespresso ma che verrà
buono alla resa dei conti finale: ma erano
proprio tutti necessari i lavori degli ospedali di Roma e Provincia? O qualcuno ci
ha marciato?
REPORTER
Sanità Lazio
del
Manager congelati,
trattative in corso
Ma ormai è chiaro:
fino a Natale
non succede niente
Asl Viterbo
Commissario
LUIGI MACCHITELLA
Direttore sanitario
Antonio Bray
Direttore Amministrativo Daniela Donetti
Asl Rieti
u
la
martedì 29 settembre 2015 pagina 8
LA MAPPA DEL POTERE
S
alta una poltrona importante,non rientra tra quelle di cui parliamo da settimane, non è nella mappa ma è di assoluto rilievo
.Nella confusa, confusissima rivoluzione zingarettiana viene
cancellata la direzione generale di Flori De Grassi,la zarina riconosciuta della sanità laziale. Non è chiaro se sia una rimozione, una punizione, una promozione, un modo comunque per togliersi di mezzo
un personaggio pesante o se sia una mossa disperata per risolvere
una serie di problemi, La riforma cancella due direzioni chiave all'interno di un assessorato congelato da anni, altri due dirigenti dovranno
essere nominati.Ma intanto la Degrassi potrebbe andare a fare il commissario alla mega Asl che a gennaio dovrebbe diventare operativa
con la fusione di RmB e RmC. Oppure potrebbe trasferirsi alla Direzione della Protezione Civile Regionale, quella che ha in carico la gestione del nuovo numero unico per le emergenze. Per il resto tutto
fermo,le otto-nove poltrone in gioco restano congelate.Fino a
quando? Non si sa. Ai punti interrogativi si aggiunge quello della manager dell'Ares 118, Maria Paola Corradi. Sembra destinata alla Asl
di Frosinone. Un problema risolto, forse, per Zingaretti. A Viterbo promozione in vista per il direttore amministrativo Daniela Donetti, il
posto di direttore generale sembra suo. E al S. Andrea? Chissà...
Direttore Generale
Laura Figorilli
Direttore sanitario
Marilina Colombo
Direttore Amministrativo Manuel Festuccia
Asl Frosinone
Direttore Generale
???
Direttore sanitario
Roberto Testa
Direttore Amministrativo Mario Piccoli Mazzini
LEGENDA
Commissario
Facente funzione
A rischio?
Vacante
In uscita a
Asl Roma A
CENTRO STORICO
Commissario
Angelo Tanese
Direttore sanitario
Barbara Giudiceandrea
Direttore Amministrativo Alessandro Moretti
Asl Roma B
Asl Latina
CENTRO STORICO
Direttore Generale
VITALIANO DE SALAZAR
Direttore sanitario
Vittorio Amedeo Cicogna
Direttore Amministrativo Sabrina Cenciarelli
Asl Roma C
u
Direttore Generale
MICHELE CAPOROSSI???
Direttore sanitario
Alfredo Cordoni
Direttore Amministrativo Vania Rado
u
EUR E DINTORNI
Direttore Generale
CARLO SAITTO
Direttore sanitario
Marina Capasso
Direttore Amministrativo Silvia Cavalli
Asl Roma D
DA TRASTEVERE A OSTIA
Direttore Generale
Vincenzo Panella???
Direttore sanitario
Flavia Simonetta Pirola
Direttore Amministrativo Paolo Farfusola
Asl Roma E
Asl Roma F
u
DAL VATICANO A BRACCIANO
Direttore Generale
Angelo Tanese
Direttore sanitario
Mauro Goletti
Direttore Amministrativo Maria Velardi
CIVITAVECCHIA
Direttore Generale
Giuseppe Quintavalle
Direttore sanitario
Francesca Milito
Direttore Amministrativo Lauro Sciannamea
Asl Roma G
Asl Roma H
u
TIVOLI, GUIDONIA, SUBIACO
Direttore Generale
GIUSEPPE CAROLI
Direttore sanitario
Domenico Bracco
Direttore Amministrativo Daniele Aguzzi
San Giovanni Addolorata
San Camillo Forlanini
Direttore Generale
ILDE COIRO
Direttore sanitario
Stefano Pompili
Direttore Amministrativo Massimiliano Gerli
Direttore Generale
Antonio D’Urso
Francesco Cortese
Direttore sanitario
Direttore Amministrativo Alessandro Cipolla
Sant’Andrea
Policlinico Universitario Umberto I
Direttore Generale
Lorenzo Sommella ff
Direttore sanitario
Lorenzo Sommella
Direttore Amministrativo Paola Longo
Direttore Generale
Domenico Alessio
Direttore sanitario
Amalia Allocca
Direttore Amministrativo VACANTE
Spallanzani
Ifo
Direttore Generale
Mastrobuono ???
Direttore sanitario
Marina Cerimele ???
Direttore Amministrativo Guglielmo di Balsamo???
Direttore Generale
Marta Branca ???
Direttore sanitario
Marina Cerimele
Direttore Amministrativo Guglielmo di Balsamo
Ares 118
u
CASTELLI, ANZIO, NETTUNO
Direttore Generale
FABRIZIO D’ALBA
Direttore sanitario
Narciso Mostarda
Direttore Amministrativo Francesca Merli
AZIENDE OSPEDALIERE
Direttore Generale
MARIA PAOLA CORRADI???
Domenico Antonio Ientile
Direttore sanitario
Direttore Amministrativo Francesco Malatesta
martedì 29 settembre 2015 pagina 9
CRONACHE
la
Sanità Lazio
del
DIETRO I FATTI UN COLPO DI SCENA DAI CONFINI POCO CHIARI
La “rivoluzione” di Zingaretti
comincia ad avere il fiato corto
Tempi duri per il governatore che deve incassare la "sospensione" di Cantone e il rinvio dell'accorpamento
delle Asl capitoline al dibattito in aula alla Pisana. Intanto il risiko delle nomine va nel freezer
di Giulio Terzi
F
acciamo tutti finta di niente, ma il pasticcio è di notevoli proporzioni. Perché riguarda il governo della sanità laziale,
perché riguarda tutti. E se il sistema attraversa una
turbolenza della quale non si vede la fine c'è da
preoccuparsi. Proviamo a mettere in fila una serie
di elementi. Ha fatto scalpore la notizia che il presidente dell'Autorità, Cantone, abbia inibito per
tre mesi - in applicazione della legge Severino - il
governatore Zingaretti dall'effettuare nomine in
Regione. Lasciamo da parte motivi e oggetto
della questione. E' un elemento che pesa comunque nella gestione della macchina regionale. Aggiungiamo, a latere, che la Procura ha chiesto di
mandare sotto processo l'ex capo di gabinetto di
Zingaretti - Venafro - per imputazioni legate alla
gara del Cup, il centro di prenotazione unico regionale. Un punto interrogativo nella attività della
Giunta che tuttora non riesce a risolvere la questione: la gara oggi è imminente, ma il rapporto
con la struttura è in alto mare, ci sono licenziamenti in vista, sindacati in subbuglio, non si sa
come uscire dall'impasse. Ma andiamo avanti.
Zingaretti è in affanno su più fronti, al di là delle
sue immagini sorridenti e dei suoi messaggi enfatici e rassicuranti. Il Giubileo è alle porte ma
nulla è pronto. A scoperchiare il vaso di Pandora
dell'emergenza si scoprirebbero cose inimmaginabili e angoscianti; le sue idee di rivoluzione
vengono contestate da tutti e in ogni modo, l'accorpamento delle Asl capitoline è un magma confuso e non si capisce se alla fine del tunnel ci sarà
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
veramente la luce. La politica del rinvio sembra
essere l'unica arma del governatore, tutto rimandato al dibattito in consiglio regionale, tutto rimandato a dicembre, quando assieme al via libera
per il rimpasto delle Asl avranno finito (si pensa)
il loro compito i membri della commissione, insediata a metà settembre, che dovrà dare i voti ai
manager. Una pagella "pilotata"? Difficile pensare
il contrario, perché dovrà servire al presidente-
governatore-commissario a liberarsi di alcuni personaggi scomodi: "bocciati", potranno essere sostituti. Intanto scadrà anche la sospensione
imposta da Cantone. Perché ad una lettura restrittiva del provvedimento, “Zinga” non potrebbe
neanche nominare nuovi vertici Asl. Tutto rimandato a gennaio, in poche parole, quando teoricamente dovrebbe accadere: a) varo definitivo
dell'accorpamento di quattro Asl (A-B-C-E) con
relativo rimescolamento di manager; b) varo della
riforma della struttura regionale, con la chiusura
di due direzioni generali e la realizzazione di altre
due nuove di zecca, quindi con la decadenza di
due manager e la nomina di altri due; c) la sistemazione del risiko delle nomine che vede coinvolte almeno le poltrone dirigenziali di Ifo,
Spallanzani, Frosinone, Viterbo, Latina, Sant’Andrea, Ares 118. Non resta che aspettare
SERVIZI/ Test numero chiuso 2015
A rischio annullamento la prova di migliaia di candidati
S
ono moltissime le segnalazioni di questi giorni per
gravi irregolarità che si sarebbero verificate in occasione
dello svolgimento delle prove di
accesso alle facoltà a numero
chiuso 2015, per i corsi di laurea
in medicina e chirurgia ed odontoiatria e protesi dentaria, e per i
corsi di laurea in professioni sanitarie.
Il sistema delle etichette adesive
- che dovevano essere applicate
dai candidati sul foglio delle risposte e sul foglio anagrafica (introdotto per la prima volta
quest’anno) - ha creato moltissime problematiche agli studenti,
al momento della consegna degli
elaborati. Molti degli aspiranti
medici, infatti, pare non abbiamo
sottoscritto la scheda anagrafica
o abbiano apposto in modo errato
le etichette autoadesive o, co-
munque, abbiano consegnato
non correttamente il materiale di
prova. Ebbene, questi candidati secondo una stima circa il 10%
dei partecipanti al test - rischiano
di vedere annullata la propria
prova.
“Quest’anno il test di accesso alle
facoltà a numero chiuso” spiega
l’avvocato Cristiano Pellegrini
Quarantotti, esperto di diritto amministrativo e di impugnative di
concorsi pubblici, che, da oltre 10
anni, rappresenta uno dei più importanti riferimenti a livello nazionale in materia di ricorsi avverso
il mancato accesso alle facoltà
universitarie a numero chiuso,
“ha presentato delle enormi criticità. Molti candidati potrebbero
vedersi annullata la prova per errori commessi nella procedura di
consegna del test. Per capire
quale potrà essere la decisione
del MIUR al riguardo, occorrerà
attendere la pubblicazione della
propria prova (2 ottobre) e dopo la
graduatoria (7 ottobre) e vedere
per ciascun candidato se avrà
avuto validato il suo compito. Dopodiché, in caso di annullamento
della prova questi motivi, si potrà
agire con ricorso al TAR, impugnando il relativo provvedimento,
invocando l’assoluta contraddittorietà tra le disposizioni previste
dal bando ministeriale e le successive indicazioni operative fornite dallo stesso ministero alle
università. In sostanza, il bando
impartiva determinate istruzioni
e compiti alle commissioni in merito alla vigilanza del corretto
espletamento delle operazioni di
consegna dei moduli di prova (tra
cui la firma dell’anagrafica), ma
ciò non è stato fatto. Si può imputare, pertanto, a negligenze e/o
mancata chiarezza del Miur e
delle commissioni l’errore commesso riguardo la mancata
firma”.
Proprio per questo motivo la
prova di accesso alle facoltà a numero chiuso, rischia di sfociare anche quest’anno, come già i precedenti - in innumerevoli ricorsi
alla giustizia amministrativa.
martedì 29 settembre 2015 pagina 11
CRONACHE
QUI LATINA OFFICINA POLITICA IN PIENA ATTIVITÀ
Veri leaders e idee nuove cercansi
Si sviluppa in un clima surreale la campagna elettorale nel capoluogo pontino, sembra che nessuno corra
per vincere. Pd “vecchio" e diviso rischia di non cogliere l'occasione, gli avversari di centro destra sono
evanescenti, mancano leadership decise e carismatiche, mancano progetti che non siano banali rimasticature.
E le liste civiche non possono aspirare a fare la differenza. In questa situazione può accadere di tutto
di Paolo Martinelli
N
el capoluogo pontino l'officina
politica è in piena attività, il Pd si
muove a tutto campo, il centro
destra balbetta, le forze minori si
danno particolarmente da fare.
Lo schema è sperimentato, a partire subito sono
gli outsider. Le prossime elezioni comunali di Latina vedranno presentarsi alle urne, accanto ai cosiddetti partiti tradizionali, una serie di liste
civiche espressione della sempre più scarsa fiducia degli elettori nei politici di professione. Una
di queste è la lista Borghi di Latina che si pone
come “un’alternativa concreta all’attuale panorama politico, lo stesso che ha portato allo scioglimento del Consiglio Comunale e che ha
determinato la fase di stallo cui ci si trova ad assistere indignati”. Il discorso è scontato, nelle
espressioni, nei termini usati, nei temi. Chi
scende in campo e si espone è “fuori” dalla politica che conta, fuori dal potere, cerca di inserirsi,
di mettere un piede dentro il palazzo per far valere
diritti e rivendicazioni. In percentuale minima ci
riesce, ma deve venire a patti, allearsi, fare la ruota
di scorta per venire poi risucchiato nelle logiche
dei partiti che il potere lo hanno davvero. Non riuscirà
ad ottenere nulla,
uscirà dalla esperienza frustrato e
deluso. E’ lo schema
classico, ma ci cascano sempre tutti.
Altre liste civiche si
annunciano, altri indipendenti con la
loro associazione, il
loro comitato, le
loro bandiere. Alla fine conteranno poco o nulla.
Perché quel che serve non è solo avere un seggio
in consiglio, ma avere il seggio giusto, come alleato della maggioranza, dei vincitori. Se no è
tutto inutile. Eppure forse queste elezioni nel capoluogo pontino avranno dei risvolti atipici, inaspettati. E quel pacchetto di tremila voti
necessario per sfondare potrebbe non essere irraggiungibili per quegli outsider che avessero una
marcia in più o un’idea nuova da proporre che
non fosse quella di cambiare la politica, di dare
voce al territorio e
alla gente e di portare ordine e pulizia. Serve altro. Un
progetto innovativo,
presentato in modo
innovativo, originale, comunicato in
modo corretto, oltre
le linee della comunicazione politica
tradizionale. Chi
trova il jolly – questa è la sensazione –
questa volta a Latina vince. Perché lo sfidante di
sempre, il Pd, è ancora a caro amico, apparentemente compatto , in realtà diviso, con tutte le sue
anime. Non basta il leader Moscardelli a tenere
insieme i pezzi, a dare la linea. Galante, Enrico
Forte, le primarie? Il partito rischia di arrivare
confuso e diviso all’appuntamento e di perdere
una occasione storica, irripetibile. Non era mai
accaduto che il centro destra fosse così molle,
scialbo, diviso. Non è il partito da battere, non è
neanche una coalizione. E certo non basta lo
sbarco della Lega a fornire il cemento necessario
per risolvere una situazione obiettivamente disastrosa. Forza Italia non esprime nessuno, cosa sta
aspettando? Fratelli d’Italia ha i suoi problemi, e
in campo mette solo figure modeste. I leader nazionali potrebbero fare la differenza se si spendessero direttamente, ma non lo faranno. C’è un
difetto di leadership, manca una figura carismatica, il vecchio partito degli affari è in ombra, pericolosissimo esporsi. Tramontato il momento
d’oro delle elezioni finite con maggioranza bulgara, i Fazzone e i Cusani sono sbiaditi ricordi. Di
estremo interesse un’intervista pubblicata da un
sito locale nella quale una portavoce di uno dei
pochi uomini di relativo potere nel centro destra
pontino fa un quadro raggelante (senza rendersene conto) della situazione di Forza Italia. Dietro
le dichiarazioni, sotto le frasi fatte, non c’è niente.
Salvo smentite o operazioni-salvataggio (sempre
possibili) Latina è veramente un punto interrogativo. E non c’è all’orizzonte nemmeno una forte
componente grillina a scaldare la piazza. Niente.
In questa situazione un outsider illuminato con
poche idee fulminanti potrebbe inserirsi e dribblare tutti. Ma esiste?
DALLO
SPOGLIATOIO A
BORDO CAMPO
martedì 29 settembre 2015 pagina 12
RUBRICHE
FUORI PISTA
ALLA RICERCA DELLE GELATERIE MIGLIORI LONTANE
DAI CIRCUITI DEL GRAN TURISMO
Un gelato a quattro stagioni
Non è un fatto meteorologico, ma una scelta di vita. A Roma le gelaterie non vanno mai in letargo, lavorano
tutto l’anno. Progressivamente il consumo di un prodotto tradizionalmente estivo è diventato un’abitudine,
una variante della dieta quotidiana non legata necessariamente alla stagione. Certo una pausa fisiologica c’è ,
ma non si avverte quasi più nei fatturati. Si abbassa la temperatura ma la nostra iniziativa
LA CLASSIFICA
1 IL RE DEL GELATO
Via Augusto Vera 52,
Roma
2 GELATERIA MARANI
Via dei Volsci, 57
3 GELATERIA SPLASH
Via Eurialo 104
4 GELATERIA PICA
Via della Seggiola, 12
5 LEMONGRASS
Via Barletta 1
Via Ottaviano 29
6 GELATERIA RETRO’
Via Baldo
degli Ubaldi 118
7 L’ANGOLO
DEL GELATO
Via Trionfale 75
8 466 CAFE
Via Ugo Ojetti 466
9 FATA MORGANA
Via Leone IV 50/52
10 ARCIONI
Via Nemorense, 57
11 BARTOCCI
Via Alessandria,
145/147
12 GELATERIA
MILLENNIUM
Piazza
Santa Maria
delle Grazie
2/A
SMS LINE (Tel. 351.2366300)
Nascono un sacco di gelaterie a Roma, da un po' di tempo a questa parte. Forse troppe.
Tutte artigianali, dicono le insegne. Non tutte di qualità. E forse sarebbe il caso
di attribuire un bollino di qualità a quelle che rispettano le regole del gioco, che poi
sono la qualità e la genuinità del prodotto e la sicurezza igienica. I maestri del settore
spiegano che si deve andare a prendere la frutta fresca, ogni mattina (un costo),
che ci si deve attenere a certe procedure, spiegano che i colori sgargianti e le montagne
di prodotto gonfio nelle vaschette non sono indice di sicura qualità, anzi. Nel nostro
viaggio alla ricerca delle gelaterie migliori cerchiamo di tenere conto anche di questo.
La differenza di gusto, di pastosità, si sente. Chiediamo ai lettori di segnalarci anche questo
I GUSTI PREFERITI
Cioccolato fondente
Crema pasticcera
Pistacchio
Ricotta e fichi
Banana e noci
Cioccolato all’arancia
Cannolo siciliano
Fragola
Stracciatella
Riso
COME RICONOSCERE UN PRODOTTO DI QUALITÀ
U
n buon gelato artigianale
non deve contenere conservanti, coloranti o altri
additivi e il suo sapore e colore
devono essere congruenti con
quelli del gusto scelto. Ecco i
consiglio degli esperti per riconoscere se il gelato che state
gustando è di buona qualità.
Ogni
gelateria
dovrebbe
esporre al pubblico la lista degli
ingredienti utilizzati per la preparazione del gelato. Badate
bene che il gelato non contenga
grassi idrogenati o una grande
quantità di grassi o oli vegetali.
Da evitare anche gelati contenenti conservanti, coloranti o
altri additivi.
Anche la consistenza è un parametro importante ai fini della
valutazione del gelato. Per essere buono deve essere cremoso, ma non eccessivamente.
Allo stesso modo non va bene
neppure una consistenza
troppo acquosa.
Il fatto che il gelato si sciolga abbastanza facilmente è normale,
soprattutto d’estate. Se però la
fusione avviene in modo troppo
rapido vuol dire che non c’è un
buon bilanciamento dei diversi
ingredienti. Se, al contrario, il
gelato non si scioglie vuol dire
che potrebbe contenere additivi.
Il colore del gelato deve essere
sempre congruente con il gusto
scelto: la fragola ad esempio
non deve avere il colore della ciliegia o del lampone, così come
un verde troppo acceso per il pi-
stacchio potrebbe evidenziare
la presenza di coloranti.
Il gelato deve avere il sapore del
gusto scelto. Più il gelato è
buono e genuino più riuscirete
ad individuare subito il gusto
che lo caratterizza. Se avvertite
una certa acidità vuol dire che
non è stato conservato correttamente: non dimenticate che il
gelato è composto in buona
parte da latte.
Il gelato inoltre non deve essere
eccessivamente dolce: se lo è
vuol dire che forse con lo zucchero si è cercato di mascherare il fatto che sia di scarsa
qualità. La dolcezza eccessiva
inoltre può risultare decisamente stucchevole. Anche l’impatto termico con il palato non
dovrebbe mai essere eccessivo.
Fate infine attenzione anche
all’utilizzo di sciroppi o altri
espedienti utilizzati per arricchire il gelato di un sapore che
altrimenti non avrebbe.
ATTENDIAMO I VOSTRI SMS AL 351 2366300
I 10 messaggi più simpatici, originali, divertenti, riceveranno in omaggio un libro
sulle gelaterie e le cornetterie romane e un invito a prendere un gelato con noi,
in una delle gelaterie da voi premiate attraverso gli sms.
martedì 29 settembre 2015 pagina 13
RUBRICHE
FUORI PISTA
ALLA RICERCA DELLE GELATERIE MIGLIORI LONTANE
DAI CIRCUITI DEL GRAN TURISMO
Per i palati più esigenti e raffinati
c’è quella gelateria all’angolo…
A
passi da Piazzale Clodio una piccola oasi,
puoi non coglierla al
primo sguardo, ma se ti fermi
te ne innamori. E la consigli a
tutti.
L'Angolo del Gelato è una gelateria nota per l'eccezionale
qualità del proprio gelato artigianale.
L'inconfondibile sapore dei
prodotti della gelateria deriva
dalla meticolosa cura impiegata nella selezione delle materie
prime,
tutte
freschissime e di primissima
scelta. Qui ci sono solamente
dolci di alta qualità, in grado
di soddisfare anche i palati
più esigenti. La scelta è
ampia: dal gelato artigianale
ai sorbetti di frutta, semifreddi, torte e dessert, paste
assortite, brioche con gelato,
dolci personalizzati.
In via Trionfale, a metà tra
piazzale Clodio e Piazzale
degli Eroi, tutto l’anno è pos-
sibile trovare clienti in fila per
cercare di gustare il gelato
anche comodamente seduti
davanti a uno dei deliziosi ta-
volini che si trovano esternamente al locale. I posti finiscono presto.
L'Angolo del Gelato è il luogo
ideale per gustare una irresistibile merenda in compagnia
di tutta la famiglia!C’è anche
il servizio di catering e ban-
queting, oltre che la possibilità di prendere del gelato
d'asporto. Merita proprio una
visita.
L'ANGOLO DEL GELATO
Via Trionfale, 75, 00136
Roma
06 3973 8818
Al Marani come ai vecchi tempi
Quel locale vintage di San Lorenzo ha proprio un buon gelato, con le creme di una volta. Uno dei pochi angoli del quartiere
sfuggiti alla standardizzazione, frequentato da studenti e artisti. E coni e coppette valgono il prezzo (popolare) del biglietto
S
ono i lettori e i clienti a far parlare di questo bar gelateria del
conosciuto quartiere San Lorenzo. Un bar piuttosto vintage viene
definito, ma allo stesso tempo un vero
e proprio punto di riferimento, quasi
una istituzione per i tanti romani che
lo scelgono per un caffè o uno snack,
un pranzo veloce, l’aperitivo, la birra
alla spina (!!!), e l'ottimo gelato fatto
da loro. Al Bar Marani è facile fare
quattro chiacchiere con gli amici proprio in quel luogo che caratterizza la
San Lorenzo degli artisti e degli studenti. Una piccola luce di un quartiere
che, come lamenta più di qualche
cliente, va purtroppo scomparendo.
Per chi cerca un'alternativa, il Marani
è l'ideale per chi vuole un'atmosfera rilassata che concilia conversazioni
spontanee e idee creative. Colpisce
anche il pergolato di vite che ombreggia e rinfresca l'intera area esterna del
locale, vero rifugio per chi cerca tranquillità e un'atmosfera vera nel pieno
del quartiere, all'angolo tra Via dei Volsci e Via degli Erici. Gli abitanti del
quartiere lo definiscono “uno dei
pochi angoli di San Lorenzo rimasto
immune a quella che viene definita la
‘trasteverizzazione’ del quartiere, con
relativo aumento di caos e appiattimento verso il turistico/commerciale”. Il bar è gestito da gente del
posto, senza sovrapprezzo ai tavoli,
dove restare quanto si
vuole a leggere, studiare, chiacchierare.
Fa molto ragazzi del muretto.
I gelati sono buoni perché artigianali.
Non è una gelateria con un assortimento stratosferico di gusti, ma ci
sono le creme deliziose dal sapore di
una volta servite senza troppo fronzoli
e i prezzi qui sono popolari.
GELATERIA MARANI
Via dei Volsci, 57,
00185 Roma
06 490016
pagine a cura di Francesco Vitale
martedì 29 settembre 2015 pagina 14
RUBRICHE
ACCADEMIA DI VIA FLAMINIA “APRE”
SCELTI PER VOI L’CON
L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
IN PRIMA FILA
Il barocco e la Carmen versione 2.0
nella nuova stagione della Filarmonica
di Maria Pia Miscio
R
icomincia dall’opera
l’Accademia Filarmonica Romana,
che a 195 anni dalla
sua fondazione inaugura la nuova stagione, giovedì 22 ottobre, al Teatro Olimpico, con una
versione rinnovata e, se possibile,
ancor più sorprendente, della Carmen di Bizet eseguita dall’Orchestra
di Piazza Vittorio. Che, con la direzione artistica e la regia di Mario
Tronco e la direzione musicale di Leandro Piccioni, passerà con disinvoltura dalla salsa al flamenco, dalla
tecno alla lirica, dal blues al tango e
alle sonorità arabe, sempre nel rispetto della partitura originaria firmata da Bizet.
Dopo questa prima assoluta, la stagione dell’Accademia Filarmonica
proseguirà fino a maggio, snodandosi, come è ormai tradizione, in ben
tre spazi: l’Olimpico appunto, il Teatro Argentina e la Sala Casella, nella
sede della Filarmonica in via Flaminia. E, come tradizione vuole, anche
quest’anno i concerti si alterneranno
alla danza e al teatro musicale, per un
totale di oltre trenta appuntamenti
in cartellone.
Il Teatro Olimpico accoglierà soprattutto la danza (con il ritorno sempre
La Carmen secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio
atteso dei Momix e del Festival Internazionale della Danza di Roma),
l’opera e alcuni concerti speciali,
come quello della celebre percussionista Evelyn Glennie. La musica da
camera e i grandi solisti saranno di
scena al Teatro Argentina, consolidando una preziosa collaborazione
con il Teatro di Roma e portando al
centro della vita di questo teatro la
musica, sua ospite assidua per quasi
tre secoli. Si alterneranno sul palco
fra rarità barocche, repertori classici
e contemporanei Cristina Zavalloni,
Mischa Maisky con la figlia Lily, Fe-
derico Tiezzi e Sandro Lombardi, Rinaldo Alessandrini con Concerto Italiano, Alessandro Quarta con
Concerto Romano, l’Ensemble
L’Estravagante con Stefano Montanari. La Sala Casella, infine, si conferma, dopo il successo della passata
stagione, cuore pulsante del “Cerchio
della Musica”, un ciclo di appuntamenti in cui si potrà entrare in contatto con interpreti, compositori e
artisti, impegnati a stringere con il
pubblico un rapporto più intimo e diretto.
Appare davvero difficile scegliere tra
i tanti nomi di una stagione tanto
ricca: ma il dovere di cronaca impone
l’obbligo della cernita. Per questo ci
piace segnalare ancora il primo appuntamento con la danza, all’Olimpico: si tratta dello spettacolo che
apre il nuovo anno, giovedì 7 gennaio, “La bella addormentata”, un
classico di Marius Petipa, sulle celebri note di Čajkovskij con il Balletto
di Mosca "La Classique". E sarà
danza, oltre che con i Momix di
Moses Pendleton, con Astra Roma
Ballet, Aterballetto e Balletto del
Sud.
Il ciclo di concerti al Teatro Argentina si inaugura giovedì 21 gennaio
con “Stravaganze armoniche”, concerto tutto barocco con i quattro musicisti dell’ensemble L’Estravagante.
Ma nel programma si leggono anche
i nomi del Quartetto Prometeo e di
Sandro Cappelletti, di Beatrice Rana,
del Quartetto Modigliani. La Sala Casella in via Flaminia ospiterà invece
gli appuntamenti con “Il Cerchio
della Musica” a partire dal 5 novembre.
.
Accademia Filarmonica Romana
Stagione 2015 - 2016
Abbonamenti a partire da € 36;
biglietti da € 10 a € 40
Info e programma dettagliato
06 3201752
ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA IL 7 OTTOBRE
TEATRO SISTINA
Torna Billy Elliott
Sarà il sogno di “Billy Elliot il Musical”, a inaugurare la nuova stagione
del Teatro Sistina, il 1 ottobre. Il musical, con le musiche di Elton John e
la regia originale di Massimo Romeo
Piparo, che firma anche l'adattamento italiano, resterà in scena fino
al 18 ottobre. A dare vita alla storia
del ballerino che appassiona intere
generazioni di talenti è Alessandro
Frola, quattordici anni e un curriculum da piccola étoile.
Biglietti da € 27,50 a € 44;
info 06 4200711
TEATRO DELL’OPERA
La libertà secondo Weill
Al Teatro dell’Opera, dal 6 al 17 ottobre, va in scena “Aufstieg und fall der
stadt Mahagonny” (“Ascesa e caduta
della città di Mahagonny”), su libretto
di Bertolt Brecht e musiche di Kurt
Weill. Si tratta di un’opera che ha fortemente segnato la musica del Novecento ed è stata a lungo considerata
simbolo dell’opposizione politica e
musicale al nazismo. L’opera conclude la stagione lirica dello stabile
capitolino.
Biglietti da € 17 a € 150;
info 06 481601
PARCO DELLA MUSICA
Apparat
Sascha Ring è un protagonista inarrestabile dell’ultimo decennio della
musica elettronica. Dopo aver pubblicato tre acclamati album con il nome
di Apparat ed essersi esibito in intensi live in migliaia di club e festival
di tutto il mondo, l’artista berlinese
sarà all’Auditorium Parco della Musica per un’attesissima tappa del
suo “Soundtrack live”. Appuntamento il 2 ottobre alle 21 in Sala Sinopoli.
Biglietti da € 20 a € 25 euro;
info 06 80241281
Joe Satriani, il virtuoso della chitarra
di Tonino Merolli
G
rande fermento fra tutti gli
appassionati di chitarra elettrica che in Italia (come nel
resto del mondo) sono davvero tanti
per i preannunciati live di uno dei più
importanti chitarristi statunitensi:
Joe Satriani. Quattro le date del tour
italiano che prevede un concerto a
Roma la sera di mercoledì 7 ottobre
all’Auditorium Parco della Musica.
Non ostante sia stato più volte nel
nostro paese il virtuoso strumentista
americano di chiare origini italiane
(nonni paterni di Piacenza e Bobbio,
quelli materni originari di Bari) continua a richiamare numerosi appassionati che, nell’occasione, non si
faranno sfuggire la data capitolina di
questo “The Shockwave Tour”, messosi in moto anche per promuovere
l’uscita del nuovo bellissimo album
di Satriani “Shockwave Supernova”.
Un lavoro che vede la partecipazione,
accanto al virtuoso statunitense, di
nomi importanti del panorama musicale internazionale come Mike Keneally (tastiere, chitarra), Marco
Minnemann (batteria) e Bryan Beller (basso), da anni fedeli compagni
di viaggio del nostro e naturalmente
accanto a lui anche nel live dell’Auditorium.
Una serata, quella del 7 ottobre, dove
si potranno apprezzare, oltre le evidenti capacità virtuosistiche del chitarrista statunitense, anche le
indubbie capacità compositive,
messe in mostra sin dall’esordio discografico per la Relativity Record,
con l’album “Surfing with the Alien”
(eletto, nel 1987, miglior lavoro chitarristico dell’anno). Aspetti diversi
che compongono la personalità di un
artista davvero unico che ha aperto
la strada ad allievi diventati, a loro
volta, dei veri e propri maestri come
il grande Steve Vai o ha saputo conquistare la fiducia di personaggi
come Frank Zappa, nel cui gruppo
Satriani ha militato per diversi anni,
o di band come i Deep Purple ( ha
sostituito Ritchie Blackmore nel tour
del 1995).
Joe Satriani
Mercoledì 7 ottobre 2015, h 21
Auditorium Parco della Musica,
Sala Santa Cecilia
Biglietti da € 30 a € 52
Info: 06 80241281
ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DAL 3 OTTOBRE
Tutte le sinfonie di Beethoven in cinque concerti
A
ntonio Pappano, per il decimo anno direttore musicale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, affronta in cinque
concerti consecutivi il ciclo dei cicli: tutte le nove
Sinfonie di Beethoven. Le celebri composizioni
verranno proposte in una chiave diversa e originale che è racchiusa nel titolo: "Beethoven e i
contemporanei". Il programma di ogni concerto
infatti volge lo sguardo sia al tempo di Beethoven sia al presente, accostando a Beethoven autori della sua epoca (Spontini, Cherubini) e della
nostra (Francesconi, Sollima, Nieder).
Si comincia sabato prossimo, 3 ottobre - al
quale si aggiungono le date di lunedì 5 e martedì
6 - con la “Nona Sinfonia”, proposta con “Bread,
Water and Salt”, nuova composizione di Luca
Francesconi su testi di Nelson Mandela, commissionata dall'Accademia di Santa Cecilia. Il
viaggio nell’universo di Beethoven prosegue sabato 10 ottobre (e poi lunedì 12 e martedì 13)
con le Sinfonie numero 2 e numero 5, alle quali
Pappano affiancherà l’ouverture dell’Olympie di
Spontini. Nell’appuntamento successivo, il terzo
del ciclo (in programma sabato 17 ottobre e
quindi lunedì 19 e martedì 20), riflettori puntati
sulle Sinfonie numero 4 e numero 7, alle quali
viene accostata l’ouverture della Medea di Cherubini. Il rapporto tra Beethoven e i contemporanei è invece al centro del quarto trittico di
concerti (sabato 24 ottobre, lunedì 26 e martedì
27), quando, con la Sinfonia numero 8 e la Sinfonia numero 6 “Pastorale”, sarà eseguito il
nuovo brano di Giovanni Sollima “Ludwig Frames”, commissionato da Santa Cecilia. La conclusione del ciclo, in programma domenica 1
novembre (e quindi lunedì 2 e martedì 3), prevede l’esecuzione della Sinfonia numero 1 e
della Sinfonia numero 3 “Eroica”, accostate ad
un’altra prima esecuzione assoluta, la “Danza
lenta di C.S. tra gli specchi” del triestino Fabio
Nieder.
Beethoven e i contemporanei
Da sabato 3 ottobre
a martedì 3 novembre
Auditorium Parco della Musica, Sala
Santa Cecilia
Biglietti da € 22 a € 60
Info e orari: 06 80242501
direttore responsabile
Giovanni Tagliapietra
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martedì 29 settembre 2015 pagina 15
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Il Marino-ter è ai titoli di coda?