ELENCO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NELLA SEDUTA CONSILIARE DEL 20 DICEMBRE 2007 1) Problematiche del lavoro. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. APPELLO PRESIDENTE: Venticinque presenti, la seduta è valida. Gli scrutatori non servono perché non ci sono punti all’ordine del giorno da mettere in votazione. Quindi credo che adesso i lavori ricomincino con l’illustrazione da parte dell’Assessore Costantini di quello che era stato il programma sull’ordine del giorno riguardante il lavoro a Fabriano. La parola all’Assessore Costantini. ASS. COSTANTINI: Io sinceramente, non me ne voglia nessuno, però penso che dovremmo decidere come affrontare un po’ i lavori anche perché i tempi che abbiamo a disposizione, visto l’orario e visto la decisione di terminare il Consiglio Comunale entro una certa ora, implicano di fare alcune scelte per poter affrontare un tema come quello che dobbiamo affrontare che, secondo me, è un tema che non ha colore, non ha parte, ma è un tema che ci deve permettere con tranquillità di ragionare, discutere, se è possibile prendere delle decisioni, ma siccome è un tema così delicato, ditemi voi come ci vogliamo organizzare perché con due ore penso che sarebbe non rispettoso rispetto al problema che dobbiamo trattare e questo è un dato di fatto. Io sono un po’ sfiduciato su questa cosa perché non vorrei, e penso che come me la pensino tutti, non vorremmo dare l’immagine di una città che su questi temi li dobbiamo trattare con poca attenzione, con poco rispetto, con poco tempo. Io ho fatto una piccola relazione per chiarire il contesto del problema di cui dobbiamo parlare e dare poi un chiarimento a una serie di situazioni che sono presenti di criticità nella nostra città, mi riferisco a delle imprese e quant’altro, quindi a una situazione generale, e poi potremmo andare sullo specifico di quello che è i numeri in concreto, dello stato occupazionale eccetera, però poi come ci organizziamo? O facciamo delle proposte, ditemi voi, cioè fatemi capire come si vuol andare avanti, anche perché sono dell’opinione che questo tema vada trattato con il giusto rispetto e con i tempi giusti, sennò dobbiamo fare una carrellata, basta tutto quello che vi abbiamo dato, uno si fa un’idea, a me non sta bene devo essere sincero, quindi ditemi voi. CONS. D’INNOCENZO: Io penso che in questo Consiglio Comunale le posizioni saranno anche abbastanza contrapposte, perché è evidente che ognuno di noi ha la propria cultura e il proprio modo di affrontare la quotidianità e anche la filosofia politica. Penso che il tema sia veramente importante e lo testimonia anche una delegazione dei lavoratori che sono in difficoltà in questo momento che sono venuti ad assistere ai lavori qui in Consiglio. Abbiamo convocato un Consiglio alle 15.30 e purtroppo per problemi della politica, che so non sono condivisibili, difficili da intraprendere per il normale cittadino, cominciamo la discussione alle 17.30, più o meno quello che diceva l’Assessore Costantini, però sicuramente dobbiamo dare a livello di comunicazione, il senso deve essere che noi siamo venuti qui per affrontare il problema e siccome penso che ci vorrà parecchio tempo io lancio la proposta che quest’oggi l’Assessore illustri la sua relazione e poi Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 1 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. riconvochiamo un Consiglio Comunale magari apposito, anche allargato, anche aperto, come abbiamo fatto recentemente sul Borgo sul problema del centro storico e affrontiamo il discorso ad inizio anno, il primo giorno disponibile. Quindi direi oggi di lasciare la relazione dell’Assessore e poi prendere il tempo necessario per aprire il dibattito su una problematica che penso sia a cuore a tutta Fabriano e a tutta la nazione. Quindi la nostra proposta è quella oggi la relazione dell’Assessore e poi la convocazione di un Consiglio Comunale apposito, magari anche allargato, non so, invitando in maniera ufficiale qualche associazione, qualche sindacato, qualche rappresentante. CONS. ROSSI: Anche io faccio una comunicazione veloce e mi riservo in caso di intervenire successivamente direttamente sulla tematica. Io non sono d’accordo con quanto ha detto il Consigliere D’Innocenzo. Secondo me, adesso l’Assessore Costantini ha tutta la libertà di fare la sua relazione e poi ci devono essere gli interventi dei Consiglieri e parlare della questione. Sono d’accordo successivamente alla convocazione di un Consiglio Comunale aperto nel momento in cui il Consiglio Comunale si è confrontato e i Consiglieri hanno parlato, quindi dare alle categorie sociali, a tutti gli attori sociali del territorio, quindi parlo dei sindacati e parlo delle associazioni di categoria. CONS. TINI: Io sono d’accordo con Costantini, però quello che non capisco, Costantini, lasciamelo dire senza nessuna polemica, se la maggioranza richiede la convocazione di un Consiglio Comunale, oggi non è stata la minoranza che ha detto alle tre oggi ci aggiorniamo con altri argomenti del Consiglio ma è stata una scelta vostra, bisogna che vi chiarite tra di voi. Il fatto che siamo giunti alle 17.30 a parlare di questo argomento invece che alle 15 non è sicuramente responsabilità della minoranza, a scanso di equivoci. È stata una richiesta espressa dal Sindaco, l’ha fatta il Sindaco la richiesta, non l’ha fatta la minoranza alla quale la maggioranza e tutti quanti ci siamo accodati. Allora bisognerebbe che fra l’Assessore e il Sindaco vi raccordate un po’ meglio. Detto questo, senza nessuna polemica, a me è stato detto nella conferenza dei capigruppo, Mingarelli se mi sbaglio correggi, che questa sera tu saresti venuto qui, ci avresti fatto una relazione in modo che tutto il Consiglio fosse reso edotto dello stato dell’arte, dopodichè in base alle tue informazioni, in base ai documenti che ci hai dato ogni Consigliere poteva, in base a quello che tu ci dirai, approfondire la tematica per poi magari successivamente fare quello che dice Rossi. Se questo è allora io penso che sia corretto che tu ci fai una relazione dettagliata il più possibile, noi ci faremo i nostri appunti, adesso invece che alle 7 finisce alle 7.30 o 7.45 non è che ci strapperemo le vesti, però comunque stasera usciamo da qui con qualcosa in mano perché sennò prendiamo l’uovo e la gallina, almeno prendiamo l’uovo, della gallina magari parleremo in un altro Consiglio. Le mie idee erano queste, volevo capire se è ancora così o invece avete cambiato idea. Grazie. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 2 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. CONS. BELLUCCI: Credo che sia opportuno perché sono anche un po’ dissenso con il mio capogruppo onestamente, nel senso che stasera un argomento così importante che se ne parla oramai a iosa a Fabriano di questi problemi che Costantini sa sollevando, abbiamo qui stasera i rappresentanti di una cooperativa che credo che è dal primo gennaio che sono tutti quanti fuori dal posto di lavoro e questo mi auguro che sia un momento a se stante e che non ci abituiamo, Costantini, in ogni Consiglio Comunale a ricevere qui amici che si trovano in estrema difficoltà. Ti sto dicendo che hai fatto bene a proporre il problema, io sono d’accordo che da qui a due ore e mezzo facciamo in tempo a sentire la tua relazione e anche iniziare il dibattito su questi problemi. Noi continuiamo a menare il can per l’aia, caro Costantini, quello che tu ci hai dato è una parte ma ce la spiegherai perché e per come e anche i numeri. Siccome credo che siamo abbastanza adulti e vaccinati per capire i problemi che esistono e che si stanno dimostrando a Fabriano quasi costantemente, non è possibile che noi non ci occupiamo di questi problemi. Qui vale la pena di dire stasera non di continuare e di sapere poi quando sarà, dopo Natale, dopo Pasqua i discorsi, stasera si può sentire la tua relazione, si inizia il dibattito e ci aggiorniamo nel più breve tempo possibile per continuare la discussione su questo problema perché altrimenti così tutti ci divertiamo magari alle spalle di quelle persone che onestamente stanno molto peggio di noi. Io sono d’accordo che fai la relazione, si inizi il dibattito e dove si arriva si mette il punto e poi ci aggiorniamo. Gli assenti saranno riconvocati e noi ci autoconvochiamo questa sera per una data che i capigruppo riusciranno a concordare. CONS. BIONDI: Per sintetizzare tutti gli interventi che ci sono stati credo che innanzitutto l’esigenza di affrontare questo argomento sulla situazione del lavoro a Fabriano non è che l’ha sollecitata l’Assessore Costantini, anzi è venuta da un confronto tra i Consiglieri della maggioranza, per cui l’Assessore giustamente è stato chiamato a dare un’informazione sull’argomento, questo per precisare e penso che non sia il caso di strumentalizzare proprio un argomento come questo, siamo tutti interessati a capire come stanno realmente le cose e quindi credo che anche se purtroppo cominciamo tardi, comunque c’è spazio intanto per l’introduzione da parte dell’Assessore, se c’è spazio i Consiglieri possono intervenire, sicuramente ci sarà da riconvocare un altro Consiglio, in quale modo lo decideremo insieme per continuare l’argomento perché non si esaurirà sicuramente con la discussione di questa sera. PRESIDENTE: Mi sembra che dagli interventi prevalga il discorso che quindi l’Assessore Costantini faccia la relazione e poi si cominci il dibattito. ASS. COSTANTINI: Io già ho dato una serie di tabelle per quanto riguarda la situazione non fabrianese, ma è del comprensorio perché non ci sono dati precisi per Fabriano, ma è a livello di comprensorio e il Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 3 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. comprensorio è formato da Sassoferrato, Fabriano, Genga, Arcevia, Serra San Quirico e Cerreto d’Esi, quindi è un dato complessivo di tutto il comprensorio nostro. Poi vi ho dato anche una relazione dell’osservatorio regionale, che ci sono i dati regionali e di prospettiva sulle province e complessivamente sulla regione. Io inizio questa relazione dicendo qual è il problema generale che noi abbiamo in questa città. La nostra realtà industriale poggia su poche aziende monosettoriali che producono merci a medio contenuto tecnologico, da una parte il tessuto fabrianese presenta imprese fortemente internazionalizzate che producono elettrodomestici, cappe, cucine, piani cottura e scaldabagni e l’altro settore è il settore della carta; dall’altra esiste una miriade di imprese sub fornitrici nate da costole interne alla grande impresa, il famoso caporeparto, che assolve i compiti di produzione assegnategli senza mai fare impresa, in simbiosi con le imprese maggiori ma senza mai realizzare quella capacità produttiva, organizzativa e gestionale che l’impresa porta con sé. Saranno queste che insieme ai lavoratori pagheranno il prezzo più alto della rimodulazione della organizzazione aziendale delle imprese maggiori. Nel distretto si vive sul passaparola, si fa impresa a comando, sui saperi fatti da tante esperienze e da pochissima conoscenza. La prima soluzione sempre proposta da tutti è quella di fare investimenti, ricerca e innovazione che permettano di orientare le nostre produzioni verso nuovi mercati, ma esiste un problema: in una realtà come la nostra nella quale la maggior parte delle attività hanno la forma di piccola o piccolissima impresa e le dimensioni dell’azienda rendono improbabile la possibilità di grandi progetti di ricerca e di innovazione, quindi la sola strada percorribile è quella dell’unione delle forze, delle reti di impresa, della costituzione di nuove filiere di prodotto. Per crescere ed essere competitivi c’è bisogno di una sorta di alleanza tra aziende facendo sì che esse non perdano la propria identità per far crescere la loro capacità imprenditoriale, condividere i servizi di gestione del sistema aziendale in modo da collaborare per essere competitivi. C’è bisogno di avere un buon rapporto con gli istituti di credito, con le istituzioni che non sempre sono state all’altezza dei ruoli che erano stati prefissi a svolgere. La Pubblica Amministrazione deve essere in questo contesto il volano del cambiamento, facendo da tramite, suscitando l’incontro, favorendo le alleanze, accordi, consorzi, creando joint-venture tra imprese e promuovendo filiere di prodotto. Quindi, è una Amministrazione che si mette a servizio e collante per promuovere tutto questo. Dobbiamo essere consapevoli che queste piccole imprese sono in parte un’importante ossatura dell’economia locale e hanno concorso al benessere della nostra società, vanno aiutate a superare questo momento difficile. È vero che quando muoiono non fanno rumore ma indeboliscono la nostra capacità industriale. Non voglio entrare nelle scelte delle grandi imprese sulle delocalizzazioni e sulle internazionalizzazioni vere o presunte, ma nella realtà fabrianese c’è un dato di fatto, questo che dico potrebbe scandalizzare qualcuno, ma valutiamone il senso per come lo dico e per quello che conosco. Questi processi sono stati meno drammatici e devastanti rispetto ad altre realtà. Quando si delocalizza e per quanto è la mia conoscenza si decide la data della chiusura dello stabilimento e dello spostamento della produzione a. in questa nostra realtà ci sono state delle scelte che forse sono lungimiranti rispetto al territorio, a chi è nel territorio, mi riferisco a tutte le imprese che complessivamente stanno delocalizzando o hanno delocalizzato che forse questo attaccamento al territorio non ha fatto fare delle scelte Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 4 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. drastiche dall’oggi al domani e quindi lo si fa con gradualità. Non è vero che non ci sono i problemi, i problemi sono grandi, ma questi problemi ci danno un tempo medio per poter ragionare. Se noi guardiamo altri territori dove le delocalizzazioni sono avvenute con i tempi dettati e certi, lì si sono create veramente situazioni devastanti perché si chiudono gli stabilimenti nella loro interezza e si aprono fuori dall’Italia. Questo è stato possibile perché le scelte di non abbandonare a se stesso il nostro territorio sono fatte da imprenditori locali con maggiore gradualità. Tutto ciò ci permette di avere un tempo maggiore per i possibili interventi, ma è certo che dobbiamo correre. Le responsabilità oggi ricadono sulle istituzioni e sulle imprese, sugli istituti di credito e su tutti quei soggetti che a pieno titolo possono far sì che il sistema produttivo locale esca da una situazione problematica e quindi quel famoso ragionamento di un nuovo sistema industriale integrato al territorio che dia sbocco e possibilità a nuove imprese, alle esistenti anche piccole di crescere, di essere forti e di competere in un mercato e di dare la possibilità a nuove imprese di venire nel territorio. Questo potrebbe essere, può essere e deve essere a mio avviso lo sforzo che dobbiamo fare vedendo quello che sta succedendo. I dati sulla occupazione sono dati che a breve andremo a presentare e io li ho fatti mettere nella sua interezza, non ho tolto nulla, ho aggiunto. Abbiamo una fotografia sulle assunzioni, disoccupazioni e sulle mobilità e quant’altro che è riferita ai cittadini del comprensorio fabrianese ed è riferita agli extracomunitari da una parte e anche ai comunitari. Ho scelto di inserire tutti questi dati perché è bene che noi ragioniamo a 360° su quello che si sta muovendo nel territorio e capire tutte le problematiche che stiamo affrontando e i dati della occupazione devono essere visti nella loro interezza. Io non penso, come qualcuno ha detto, che il commercio a Fabriano possa sostituire l’industria, non lo penso, non l’ho mai pensato e non lo penserò mai, il commercio è una parte del discorso e faccia la sua strada, ma per quello che mi riguarda ancora sono dell’idea che bisogna lavorare con forza sull’impresa, sulle imprese nei vari settori aiutandole il più possibile a crescere, ad essere forti e poter concorrere in un mercato che seleziona, in un mercato che non è vero che per starci dobbiamo andare a ricercare solo nazioni dove il costo del lavoro è così basso e dove in quelle nazioni il costo sociale non c’è. Io sono ancora dell’opinione che le nostre imprese possono essere nel nostro territorio a fare prodotti di qualità, lavorare sull’innovazione tecnologica, poter produrre qui ed è chiaro che noi le possiamo aiutare, ma le stesse imprese devono iniziare, perché molte di queste non hanno una cultura di impresa e questo è anche un dato negativo. Cultura d’impresa significa saper fare gli imprenditori perché quando si nasce da delle costole delle grosse imprese, i nostri sono bravi a produrre, se noi a questi diciamo domani fammi X numero di pezzi quelli lavorano 24 ore e ti fanno i pezzi e li fanno anche bene, ma essere impresa è un'altra cosa. La Cassa di Risparmio aveva fatto ultimamente un corso di formazione per gli imprenditori, la Fondazione, comunque parliamo della stessa entità, però questo era importante perché anche lì si è capito un fatto, che c’è bisogno di fare formazione sia per i nuovi che vogliono fare gli imprenditori perché la cultura dell’imprenditore non può essere quella del lavoratore d’emblé, ci vuole anche una cultura di impresa e quindi ben vengano anche questi corsi. Noi che cosa stiamo facendo intanto per aiutarli e cominciamo a dare alcuni dati: stiamo lavorando, per quanto riguarda il commercio ma anche sulla industria, sui progetti che noi avevamo inserito sul piano strategico. Ce Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 5 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. ne sono due interessanti per me per quanto riguarda una parte l’internalizzazione delle piccole imprese e l’altro era sulla mini-imprenditorialità, quindi stiamo lavorando su questo per fare le schede ed andare avanti col discorso che facevamo anche con il commercio, cioè tutti quelli che sono i progetti che sono all’interno del piano strategico li stiamo portando avanti e nel momento che arrivano i bandi siamo pronti con le schede per poter tentare di avere sovvenzionamenti europei e quant’altro sui progetti stessi. Da gennaio inizieremo anche il rincontro di tutti i soggetti che hanno contribuito alla stesura del piano strategico nei progetti, per singoli progetti, quindi ricominceremo anche lì e faremo le schede tecniche. Per quanto riguarda l’altra situazione che volevo spiegare, in questo momento noi abbiamo due forti criticità, è quella di una grossa azienda, la conoscete tutti, e non l’ho inserita e non ho dato materiale ecc. perché di fatto dell’azienda che stiamo parlando, della Antonio Merloni, a me dispiace sempre fare i nomi, ma su questa siccome ci vivo a breve faremo un altro accordo sulla cassa integrazione straordinaria, andremo al Ministero del lavoro e delle attività produttive a Roma, grossomodo grossissimi problemi per la continuazione della cassa integrazione non dovremmo averli, ma è chiaro che in quella azienda da come avete letto e visto il problema occupazionale c’è, tutti sapete grossomodo, senza che sia io a fare cifre eccetera, ma parliamo di problemi importanti. Quello che stiamo facendo e che continueremo a fare è quello di poter dare tutti quegli ammortizzatori che servono per non portare quel problema al boom, quindi cercare di dilazionare mano mano anche la questione dei lavoratori che sono in eccesso e quindi con una serie di ammortizzatori sociali fatti ad hoc con uno sforzo che fa l’azienda da una parte, con accordi tra le parti e quindi in un percorso medio lungo. Su questo però non cito altro perché anche per correttezza l’accordo avverrà dopo la Befana a Roma, c’è già convocata una data e quindi è giusto che in sede ministeriale quegli ammortizzatori si mettano nero su bianco e si continui ad aiutare questa azienda, che è una delle aziende che occupa (questo è un dato che invece voglio dare, almeno capiamo di che cosa parliamo) circa 800 fabrianesi, questo è un dato presumibilmente vero e quindi all’interno degli stabilimenti che abbiamo qui ci sono 800 famiglie, forse di meno perché in qualcuna c’è marito e moglie, però capiamo che è un’azienda fortemente nel nostro territorio e nella città di Fabriano. L’altro dato è quello che ho incontrato sia in tempi passati la Tecnocable, che è l’altra azienda in crisi che ha cessato la produzione pochi giorni fa, e ultimamente ho incontrato il curatore fallimentare e ad oggi l’azienda è chiusa. Alcuni dati su questa azienda, anche perché per essere più chiari, questa azienda nel fabrianese e quindi nello stabilimento che ha oggi ha 123 dipendenti e ne ha nella sede di Torino 54, quindi parliamo di numeri importanti. È vero che negli stabilimenti fabrianesi non sono tutti di qui, molti sono della vicina Umbria, ma è vero che sono tutti lavoratori con lo stesso problema e quindi non faccio differenziazioni nella provenienza per comodità. Lì c’è una situazione delicata, in questa azienda ormai c’è di fatto il fallimento, la cosa che rincuora un po’ è che ci sono delle offerte, adesso non entro nel merito, ma mi diceva il curatore fallimentare che nei primi giorni di gennaio si tenterà di dare una svolta. È chiaro che quei lavoratori oggi, la cosa questa è un po’ più preoccupante, hanno ricevuto solo lo stipendio dell’ultima parte che hanno lavorato e per quanto riguarda tutto il rateo della tredicesima che va da gennaio a ottobre e l’altra parte dei soldi entrano dentro il fallimento e quindi ad oggi questi lavoratori sono nelle Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 6 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. condizioni peggiori perché con i soldi è stato pagato l’ultimo pezzo, che sono circa 15-20 giorni più un rateo della tredicesima. Tutto il resto va dentro il fallimento. Il fallimento è importante dai numeri, perché va detta questa cosa. La cosa che ho trovato molto strana e se questo è il segnale che dobbiamo avere dalle nostre imprese, anche quelle in difficoltà, è un brutto segnale perché quando mi si dice che all’INPS è da diverso tempo che non si pagano i contributi io mi faccio una domanda, ma la faccio al Consiglio Comunale e a tutti i cittadini perché l’INPS è un qualcosa che è nostro: ma è mai possibile che l’INPS non sia intervenuta e che non faccia controlli per il mancato pagamento dei contributi da diverso tempo? È possibile che l’INPS non abbia in sé un controllo ravvicinato nel tempo, ma che comunque si capisca chi non versa i contributi? Da una parte è vero che uno non li versa, l’azienda va in crisi e poi è l’INPS che copre alla fine, ma lo copriamo noi e non l’INPS, ma questo serve anche per capire le difficoltà di una impresa perché quando si va a non versare i contributi dell’INPS gli si possono chiedere anche dei piani di rientro perché c’era questa facoltà di medio-lunghi, degli accordi che si possono fare e quant’altro, ma queste situazioni non arriviamo a questa cosa. La cosa che preoccupa e quello che dice anche il procuratore fallimentare è l’azienda di Torino, lì non sembra che siano arrivate proposte o quant’altro e quindi lui dice lì qualche rischio in più lo vedo perché se non c’è qualcuno che sforzi eccetera quei lavoratori lì… La cosa positiva è che (questa è di prassi) è stata richiesta per questa azienda sia la cassa integrazione straordinaria e sia la mobilità e questa viene presentata … (intervento fuori microfono) no, per tutti. Questo è da prassi quando un’azienda va in fallimento, viene chiesta per tutti, il Ministero l’accetta, questo serve, l’avvocato Carmenati sa per che cosa serve tutta questa qui e quindi questo è un dato da una parte positivo. Nei primi giorni di gennaio tenterò di capire se una delle proposte che vengono fatte per assorbire, acquisire l’azienda e quant’altro possa andare a termine e diamo una sicurezza a quei lavoratori. Io mi fermo qui per quanto riguarda queste due aziende che sono quelle che ci danno più preoccupazione. Volevo dare, andando un po’ in carrellata, anche per darvi il tempo per entrare nel merito delle questioni, un altro dato che è nostro, del Comune diretto, sul dato delle imprese che a me sembra un dato importante. Noi abbiamo dei contributi che eroghiamo alla nascita delle nuove imprese artigiane e abbiamo dei contributi su quelle imprese artigiane anche per chi assume dei dipendenti. Il dato delle aziende che sono nate nel 2007, parlo fino a ieri, perché il dato l’ho messo stamattina e quindi è facile che per la fine dell’anno siccome c’è uno scarto potrebbe essere di più, io parlo solo di imprese artigiane: sono nate 71 imprese nel 2007, contro una cessata attività di impresa di 58, quindi abbiamo un saldo positivo e parliamo solo di imprese artigiane perché poi nell’artigiano i dati potrebbero essere diversi perché l’artigiano cura altri settori che si chiamano artigiani, ma molti settori che sono diversi da quello che è. Il dato del 2006 invece, anche per confrontarlo, furono avviate 62 imprese e hanno cessato l’attività 53. Quindi abbiamo una dinamicità nell’artigianato rispetto al 2006, anche come numeri. Noi abbiamo dato fondi fino a questa mattina, rispondiamo a 32 domande di accesso al fondo per la creazione di nuova impresa e invece il dato più negativo è che sono solamente arrivate (però possono arrivare anche alla fine dell’anno) quattro domande sull’occupazione, perché diamo una cifra anche per chi fa occupazione nelle imprese artigiane e ogni lavoratore fino al massimo di due su un’impresa diamo dei contributi, anche se sono pochi e questi li Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 7 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. dovremmo riguardare dal mio punto di vista perché forse incentivo all’assunzione potrebbe essere anche come un fattore che deve essere premiante per l’impresa ma che aiuti anche l’impresa, perché la cifra non è così alta, questo è un altro dato. Un altro dato che volevo darvi è che c’è bisogno dal mio punto di vista della attivazione dell’Osservatorio. Io ho chiesto alla commissione appena insediata, la prima cosa che ho fatto l’ho chiamati subito dicendo qual era l’idea, il prospetto che presentava in commissione dicendo che avevo intenzione di attivare l’Osservatorio permanente perché l’Osservatorio, lo dice la parola, è mano mano avere la situazione sotto controllo di tutto ciò che evolve e di tutto ciò che si muove e quindi ragionare anche nell’ambito della Amministrazione su una fotografia più vicina possibile alla realtà. Quindi bisogna che ci sia la spinta a riunirvi, perché la commissione aveva detto che lo prendeva in carico, il progetto perché era interessante e avrebbe attivato una serie di percorsi, però su questo dobbiamo accelerare secondo me anche perché fu creato nell’Amministrazione e ha avuto dei problemi ma ha avuto anche dei pregi, nel senso che almeno in alcuni momenti abbiamo avuto un confronto (poi tutti i soggetti non erano al tavolo) e un’idea e una discussione c’è stata. Dobbiamo riportarlo alla costituzione come un momento non solo di dati, ma anche di discussione tra le parti perché i soggetti che vanno dentro l’Osservatorio sono tutti quelli che hanno una responsabilità diretta o indiretta sull’occupazione. Ci sono le banche, ci sono i sindacati, c’è la politica, ci sono gli imprenditori tutti, ci sono gli artigiani, ci sono le categorie, c’è la formazione, c’è tutto dentro l’Osservatorio. L’altra cosa e vado ancora di fretta, stiamo pensando anche a degli aiuti mirati sulle casse integrazioni straordinarie perché questa città rispetto ad altre, è vero che calano i dati delle casse integrazioni, ma i nostri rimangono abbastanza alti, noi abbiamo un numero di cassa integrazione straordinaria nella città di Fabriano molto elevato. Capite bene che in una fase come questa quando un lavoratore, questa è la media, si fa 3-4 mesi, e parliamo di numeri di 400-500 persone, che perde alla fine dell’anno tra tutto circa 3.500 €, voi capite bene che noi dovremmo anche tentare di dare un aiuto o in termine di detrazione complessiva o in altri termini, ma lo faremo e lo stiamo quantificando. È chiaro che non sarà un aiuto grandissimo, che ti cambia la vita, però anche lì bisogna tentare di dare una mano, perché un cassaintegrato con la cassa integrazione prende circa 700 euro e capite bene il mese che si incassa non è che non arriva alla fine del mese, devo pensare di andare a recuperare quello che non ho nel mese successivo e ho bisogno di 2-3 mesi per tentare di pareggiare la cosa e allora lì dobbiamo tentare di intervenire. Sto lavorando sulla questione della formazione che io ritengo estremamente importante. I dati che vi faranno capire perché parlo fortemente di formazione. Oggi molti contributi vengono dati per la formazione e la gestione prima era regionale e adesso per una parte rimane regionale, ma per una parte rimane provinciale. La mia idea, ne ho parlato già con gli Assessori competenti, sia quello regionale, Ascoli, che con l’Assessore Quercetti alla Provincia, e siccome la Provincia gestisce sulla formazione un pacchetto importante in milioni di euro, riuscire a fare formazione perché ce n’è bisogno e la formazione deve essere continua in una città come la nostra con tutti i problemi che ha, ma di attivare dei progetti sulla formazione che siano il più possibile mirati alle esigenze delle nostre imprese. Fare anche dei progetti quasi ad hoc, perché se noi pensiamo a fare formazione su tanti aspetti pensando che ti può dare delle possibilità sì, ma se riusciamo Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 8 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. invece a formare lavoratori che siano come la richiesta dei nostri imprenditori che hanno bisogno di crescere, che hanno bisogno delle figure professionali di un certo tipo, o che c’è bisogno di riconvertire dei lavoratori che sono usciti o che sono nell’ambaradan di uscire da un processo produttivo e riconvertirli, questo potrebbe essere già dare una chance in più o a chi ha perso lavoro o chi lo può perdere e quindi nel mercato del lavoro la chance se la può anche giocare. Mi riferisco a me se stesso, uno che si accatena e monta la lavatrice se non ha chance diverse, quindi la formazione può servire a riconvertire e fare altro, uscito da qui se vado fuori da quel processo produttivo che cosa faccio? Allora la formazione deve servire a questo, i finanziamenti ci sono, basta costruire i progetti, basta avere un rapporto con l’impresa corretto, chiaro perché sennò io sono contrario alla formazione tout court, cioè facciamo tutti formazione, si fa un po’ di qua e un po’ di là, un po’ ti dicono ti faccio lavorare 24 ore sul computer, no non mi interessa. Io vorrei lavorare invece su cose molto precise e quindi attivare proprio un discorso con le aziende nostre fabrianesi, che sia chiaro, con l’Assindustria e con i loro rappresentanti, anche con gli imprenditori o gruppi di imprenditori perché è ora di entrare anche a fare una discussione vera con gli imprenditori. Siccome ci sono molte difficoltà io penso che le Amministrazioni, che i responsabili nei settori o quant’altro devono mettersi nelle condizioni di dare un aiuto il più possibile vicino a chi fa impresa, ai bisogni, vicino ai lavoratori perché le due cose devono essere collegate, non possono essere scollegate tra loro. Adesso andiamo sui dati. Vi dico subito che c’è un incremento nel suo complesso, poi li leggeremo mano a mano, degli occupati e quindi la disoccupazione cresce, c’è un dato della mobilità che cresce, c’è un dato anche sulla sicurezza … (intervento fuori microfono) Cresce la disoccupazione, cresce sia nei dati la mobilità, incentivata o meno e poi lo spiegheremo e quindi c’è una crescita in alcuni settori … (intervento fuori microfono) Vi do i dati generali. C’è un settore critico che è quello metalmeccanico e poi diremo anche altri dove si perde occupazione. Questi sono dati generali per dire una cosa, dalla analisi che viene data si chiarisce un aspetto, che si fa ancora uso sui contratti a termine e quindi c’è una rotazione in entrata e in uscita molto elevata e quindi alla fine ci sono numeri che ci dicono che tanti ne entrano e altrettanti ne escono dal processo produttivo e quindi non sono grossomodo lavoratori che si fermano nel processo produttivo e vengono assunti, se non che per una minima parte. Abbiamo un dato delle agenzie interinali molto elevato e quindi si fa uso di somministrazione di lavoratori interinali e quindi nel loro complesso c’è una frammentazione su tutti i vari aspetti del lavoro e questo è un dato che esce fuori e quello che poi ultimamente in questi giorni ha un po’ drammatizzato tutti noi, è il dato sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa è una mia opinione ma penso che sia condivisa anche da voi e che quando nell’impresa, in qualsiasi tipologia di lavoro, il lavoro è flessibile, il lavoro è parzializzato nel tempo ed è un lavoro discontinuo è chiaro che quei lavoratori rischiano di farsi male perché non hanno l’humus, l’intelligenza di conoscere che cosa deve fare, come la deve fare. Molte volte si usano nei picchi di produzione e quant’altro forse a volte si esagera anche nei turni orari e quant’altro e questo porta oltre, fa salire di molto anche il grado di pericolosità e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa cosa la voglio dire non per quello che è successo a Torino, non per quello che è successo l’altro ieri, perché veramente la sicurezza nel suo complesso deve essere un tema che deve essere per primo caro al datore di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 9 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. lavoro. Quando uno si fa male poi è un problema sociale perché poi paga la collettività, ma paga anche il datore di lavoro dal punto di vista che l’occupato non ce l’ha. Quando una fabbrica non lavora in sicurezza io penso che sia, visto oggi le norme, visto oggi tutto quello che significa le certificazioni di qualità, tutto quello che io penso che deve essere un’impresa anche nella certificazione, la sicurezza deve essere un elemento importante e portante nella produzione della impresa, perché se non è così penserei che siamo proprio fuori e lo dico chiaro perché non è possibile che certe imprese come è successo a Torino che alla fine si dica che forse forse la colpa era dei lavoratori, quelli l’incendio tutti i giorni ce l’avevano. … (intervento fuori microfono) Il dato di Fabriano è che c’è una crescita degli infortuni più piccoli, per fortuna, e non andiamo sugli infortuni più gravi. Questo è un dato che ci deve far riflettere perché è chiaro che i dati sono dati. Passiamo invece adesso alle tabelle. Iniziamo con la prima tabella, che sono i disoccupati al 30.11.2007. Questi sono divisi in maschili e femminili, ma va chiarito un aspetto: è un dato in crescita dall’anno scorso, ma è un dato che lì, quando noi parliamo di disoccupati per legge ormai dobbiamo dire che se sono 3.864 tra uomo e donna, dentro quel dato ci sono anche quelli che sono disoccupati effettivi più gli occupati con un reddito inferiore agli 8.000 euro. Nella disoccupazione quindi è un dato elastico, perché ci sono quelli veri, disoccupati sempre, e quelli che sono… perché è previsto per legge. … (intervento fuori microfono) Perché nel Centro per l’Impiego loro devono inserire i disoccupati veri e certificati più tutti quelli che l’occupazione gli permette di prendere 8.000 euro. Questa cosa la dobbiamo prendere con le pinze, io ho tentato di andare più a fondo per capire anche la zona, cioè più dati abbiamo e più possiamo ragionare. Adesso sto forzando in Provincia per avere qualche altro chiarimento, però arriveranno mano mano come questi. I disoccupati, ad esclusione dei cittadini italiani sono 788. Perché li ho messi questi? Anche per capire l’altro effetto, disoccupati ad esclusione dei cittadini italiani, bulgari, polacchi e romeni, quindi extra, sono 621, questi sono i primi dati. La seconda tabella, parliamo di assunzioni. Qui nel dato complessivo le assunzioni sono state 11.278 e qui dentro ci sono tutte le assunzioni, anche interinali, anche a tempo. … (intervento fuori microfono) Questo è un dato che uno può lavorare anche un mese ed è inserito qui, però nel momento è finito il mese è inserito sugli inoccupati. Se mettete la tabella successiva vicino cominciamo a ragionare anche sulle due cose perché le cessazioni sono 11.086, contro 11.278 assunzioni. C’è un dato preoccupante per la nostra zona perché se andiamo a vedere allora sulla tabella delle assunzioni dove c’è scritto “altri servizi” che sono 4.274, questo è un dato riconducibile alle agenzie interinali, questo è un primo dato. Le agenzie interinali in un comprensorio come il nostro occupano, danno movimento a circa 4.274 persone grossomodo. … (intervento fuori microfono) quindi il lavoro frantumato, l’agenzia interinale, la sommistrazione, cioè un lavoratore che fa il giro delle sette chiese. Sono nominativi ma sono gli stessi, cioè uno viene assunto da una parte e uno dall’altra e ogni assunzione tu lo scrivi chi è, ci sono i nomi e i cognomi di questi 4.000, ma ce li hai anche nelle cessazioni dall’altra parte. Negli altri servizi il chiarimento è vicino alle agenzie interinali. Quali sono le assunzioni in crescita? Uno è sulla istruzione, un altro dato è sull’ND. L’ND che è in crescita sono quelle tipologie di imprese che non hanno una classificazione, le altre sono tutte classificate, ma sono quelle imprese che non sono classificate grossomodo su nessuna di queste, quindi è un dato generalizzato, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 10 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. può essere di un tipo, di un altro, che non ha una classifica, però è un dato in crescita questo e l’altro che cresce sono i trasporti e le comunicazioni. … (intervento fuori microfono) Ci sono tutte le classifiche (agricoltura, altre manifatture, amministrazione ecc.), l’ND è la tipologia di lavoro variegata che però non è riconducibile a queste tipologie. Sono andato anche io a farmelo spiegare. Non c’è un’analisi, hanno dei contratti di un certo tipo, ma non sono classifica nella chimica, gomma, credito assicurativo, minerali, acqua, gas, cioè nelle solite tipologie non sono classificate. Gli ho chiesto di mandarmi dei dati per far capire, però averci tutto questo non è stata una cosa… Voglio andare oltre per capire quello che si sta muovendo in questa città e nel comprensorio perché sono dati che vanno presi con le pinze ma vanno anche capiti bene. … (intervento fuori microfono) sì, sempre i 5 Comuni: Fabriano, Sassoferrato, Genga, Arcevia, Cerreto e Serra San Quirico. Sulla sanità abbiamo 254 contro i 330 di cessazioni. Infatti sulla tabella vi ho messo un asterisco e dall’altra vi dico in calo. In calo che significa? Che aumentano le cessazioni dall’altra tabella e in diversi altri aspetti, che uno era le manifatture, nel commercio c’è un calo, quindi parecchia gente che viene espulsa dal processo produttivo, c’è nel credito, nei settori in crisi e nella metalmeccanica, questo è un altro settore e lì il dato è anche evidente di oltre 150 fuoriuscite. Poi ci sono nella sanità 330 contro 254 assunzioni, quindi significa che lì sono usciti di più di quelli che sono entrati, anche perché potrebbero essere quei contratti che si prendevano a un anno, due anni, potremmo trovarli che sono usciti dal processo, nel settore tessile, ma questo era anche all’interno di una crisi del settore moda e quant’altro. Quindi sono dati variegati, che ci fanno capire la frammentazione. Io vi ho messo le note anche sulle cessazioni, dove sono gli asterischi ci sono le note in calo dove calano quindi nei settori, c’è da fare un ragionamento, però se andiamo a vedere, guardate le agenzie interinali, nelle cessazioni delle agenzie interinali da 4.446 che hanno cessato (quindi qualcuno aveva contratti anche più lunghi) di qua ne abbiamo assunti 4.274, quindi c’è una discrepanza anche lì forte, nel senso che lì hanno cessato di lavorare più gente di quella che era stata richiesta, perché forse qualcuno di questi nell’arco aveva contratti più lunghi e poi a un certo punto per la tipologia del lavoro o crisi del settore o quant’altro … (intervento fuori microfono) Se uno guarda la tabella i stabilizzati potrebbero essere da 11.186 a 11.278, qui ci sono ballerine 190 persone circa: quel dato potrebbe essere stabilizzato. Nella agenzia mi ha dato che è un dato che bisogna prendere con le pinze anche lì, perché molti non entrano nella agenzia per chiedere lavoro o meno, ne entrano tanti, ma molti lavoratori trovano occupazione ed escono da un processo produttivo ed entrano in un altro da soli, non entrano con l’agenzia ma c’è l’operaio che va da una fabbrica a un'altra e quindi il lavoro se lo trova da solo. Alcuni di questi mi spiegavano, dico comunque qualche assunzione c’è, dice sì ma anche questa va presa con le pinze perché non sono effettivi perché non riusciamo ad avere un controllo, però per me possibili assunzioni ci sono in settori diversi. La cosa che preoccupava sono i settori un po’ storici, quando dalla metalmeccanica nel suo complesso trovo 150 persone in meno sto capendo già cosa è avvenuto e cosa avviene mano mano. Nei settori che crescono bisogna capire se crescono sugli interinali … (intervento fuori microfono) aspetta che arriviamo dopo. Andiamo alla cessazione … dei cittadini italiani. … (intervento fuori microfono) Sulla sanità parli di assunzioni, 254 e hanno cessato 330. Perché c’è quel dato? I contratti per alcuni venivano fatti per un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 11 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. anno (poi Tini lo sa), tanti contratti anche nella sanità sono contratti a tempi medi e medio-lunghi. Ti può succedere che nel corso del 2007 quei contratti lì scadono i 18 mesi ti vanno a cavallo e quindi il dato ti cresce nel 2007, perché è probabile che nella sanità sono scaduti di più di quelli che sono stati richiesti dall’altra parte, quindi c’è un dato negativo perché il contratto non è nel 2007, è stato fatto nel 2006 e cessa nel 2007. Ci sono alcuni triennali, due anni, perché i contratti sono diversi. Andiamo oltre. Abbiamo le altre due tabelle, una per le cessazioni per le assunzioni ad esclusione dei cittadini italiani, quindi questi sono comunitari ed extracomunitari, di cui le assunzioni sono state 3.133 e le cessazioni sono state 2.876. CONS. TINI: Per cittadini italiani cosa intendiamo? ASS. COSTANTINI: Significa che sono comunitari ed extracomunitari insieme. CONS. TINI: Sì, però, attenzione, ci può essere il cittadino romeno o bulgaro che ha acquisito la cittadinanza. ASS. COSTANTINI: Non è qui. CONS. TINI: Chi l’ha acquisita sì. ASS. COSTANTINI: Questo è un dato, per essere chiari, che ho voluto mettere a scanso di equivoci. Qui si parla di assunzioni ad esclusione dei cittadini italiani. Quando si dice cittadino italiano è riconducibile nella zona eccetera, tutti gli altri che sono anche con la cittadinanza, ma sono comunitari, che fanno parte della Comunità Europea ed extracomunitari sono inseriti qui, tutti, perché loro hanno un conteggio, perché questi hanno lavorato ma non erano comunitari prima. Il dato su questo, le assunzioni sono 3.133 e le cessazioni sono 2.876. Questo è un dato che sembrerebbe più positivo, però stiamo attenti a una cosa: siccome è un dato che evolve, cioè della gente che arriva e che si segna, potremmo anche non avere nel ragionamento che facciamo noi che in quel dato momento, qui parliamo al 30.11.07, che siano arrivati qui 100, 50, 20, 10 famiglie, tre famiglie eccetera che si aggiungono e quindi il contratto fino al 30.11.2007 di lavoro ce l’abbia coperto e quindi potremmo avere un numero superiore di occupati rispetto alle cessazioni. Siccome è molto in aumento questo modo di muoversi, vi faccio un altro esempio… Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 12 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. CONS. TINI: Qui secondo me ci sono degli errori però, scusate. Io posso garantire che in mancanza di cittadinanza italiana nella sanità non si può assumere per legge perché noi siamo parificati come pubblici. Io voglio capire come sia possibile che in questi dati risulta cessati o assunti ad esclusione dei cittadini italiani, questo è uno sbaglio madornale perché nel pubblico, come i Comuni, le Regioni, se uno non ha la cittadinanza… ASS. COSTANTINI: Nei servizi della sanità non avete nessuno? CONS. TINI: No, non si può assumere. ASS. COSTANTINI: Sei sicuro? CONS. TINI: Certo che sono sicuro. Assunti non è possibile. CONS. …: Angelo, gli infermieri romeni che sono qui ce ne sono tanti. CONS. TINI: Per le pulizie con una ditta che viene a pulire l’ospedale, mica risulta come sanità quella assunzione lì, quelle sono ditte che puliscono dappertutto. Gli infermieri non cittadini italiani non ci possono essere. Se ci sono infermieri stranieri sono già cittadini italiani, perché sposati con italiani o perché hanno preso la cittadinanza dopo 3 anni o dopo 5 anni come dice la legge anagrafica, perciò qui c’è un errore. Senza la cittadinanza italiana non è possibile assumere nel pubblico, di questo sono certo al 100%. ASS. COSTANTINI: OK. Andiamo avanti. Sono dati che non mi sono inventato, me li mandano loro e quindi chiederò oltre per averci più dati possibili. Il dato complessivo, non vado all’interno dei ragionamenti, andiamo avanti. L’altro è assunzione ad esclusione dei cittadini italiani, bulgari, polacchi e romeni. Ecco la distinzione, su quello di prima c’era comunitario ed extracomunitari in questo abbiamo solo gli extracomunitari. Le assunzioni complessive sono state 2.504 contro cessazioni di 2.397. Anche qui bisogna, questo è il ragionamento che dobbiamo fare perché sono dati che forse non vediamo nelle tipologie eccetera perché non so dove sono riconducibili, ma io so per esempio che c’è tanta occupazione anche per quanto Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 13 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. riguarda la assistenza domiciliare per le persone anziane eccetera e lo vivo anche da vicino per cose personali. Su questi dati che sono in crescita potrebbe anche essere riconducibile a questo, che siccome viene richiesta l’assistenza domiciliare da tante persone, questi dati che crescono durante l’anno siano anche per tante persone che poi guardano le persone anziane eccetera perché anche su questo dato non riuscivo a ricondurlo dove trovarlo, se potevo andare a capirlo, perché so che la richiesta è molto elevato e che si fa uso ormai perché diventa più comodo, più sicuro e più tranquillo avere la persona che viene guardata sempre da un'altra persona, però qui non riuscivo a capire questo dato dove potevo estrapolarlo. Le cessazioni però sono inferiori alle assunzioni e di solito quello che parlo io sono assunzioni anche per un tempo lungo, nel senso che queste guardano le persone anziane speriamo al più lungo possibile, quindi anche questo dato sull’extracomunitario che viene usato molto anche su questo è un dato che è in crescita e quindi possiamo capire che può essere anche lì individuato. Poi c’è l’ultimo che anche questo è un dato interessante, quello sulla mobilità. C’è una tabella sopra dove c’è scritto “mobilità dato stock” e l’altra è la “mobilità riferita all’anno”. La mobilità stock è la mobilità che nel suo complesso, e ha un dato di 543 persone, che io ho citato che è in crescita e che è quella che mi trasporto negli anni. Se io lavoratore vado fuori da un processo produttivo e ci vado con la mobilità incentivata per agganciare la pensione, se io ho X anni, 52-53 anni mi aspettano 3 anni di mobilità, a seconda di quando raggiungo la pensione. Questo dato nel suo complesso è tutti coloro che forse vengono dal 2006, 2005 e quindi si chiama dato di stock perché è il dato riferito nel suo complesso, anche a quelli del 2006 che sono in mobilità anche nel 2007 e anche quelli del 2005 perché c’è anche la mobilità lunga. Ci sono i due indirizzi della mobilità secondo la legge 223, che è quella con l’indennizzo, e c’è quella invece che sapete anche voi, la mobilità 236, senza indennizzo. Sotto la tabella mobilità riferita all’anno, questo è un dato che deve far riflettere, perché queste sono 274 persone che sono in mobilità dall’1.1.2007 al 30.11.2007, ma sono quelle di questo anno. Queste sono 274 persone che sono andate in mobilità quest’anno secondo le due tipologie, mobilità incentivata o meno, ma che sono del 2007, fino al 30.11.2007. Quando dico dati in crescita, che anche nel 2007 rispetto agli altri forse un po’ di meno, ma siccome questo è un dato parziale perché è al 30.11, siccome ho altri dati anche per dicembre di qualche altra azienda, sicuramente andremo sui dati del 2006 anche qui. Fino al 30.11.2007 sono in mobilità, sono quelli di questo anno. Questi sono quelli, maschi e femmine, del 2007, dall’1.1.2007 al 30.11.2007. Non so se avete capito, i 274 sono quelli di quest’anno, quelli stanno in mobilità; i 543, cioè la tabella sopra, sono quelli di questo anno più quelli degli anni passati (2006 e 2005) perché siccome è al massimo triennale la mobilità, è chiaro che quelli del 2004 alla fine non me li trovo più, a meno che non ci fossero accordi tra le parti e con il Ministero di quelle mobilità più lunghe, incentivate di 5-6 anni (FIAT o quant’altro), siccome quei dati lì da noi non ci sono, cioè FIAT mobilità siccome venivano pagate dalla azienda allora era un processo più lungo e qui non c’è. Questi sono i dati dal 2005, massimo tre anni indietro. Il 2006 è stato un anno difficile, lo sapevamo, c’era qualche crisi importante di qualche impresa, ma continua anche nel 2007, il dato finale del 2007 sarà quasi in linea al 2006 e crescerà anche nel 2008 per certi accordi che abbiamo fatto. I dati sulla mobilità incentivata o mobilità per aggancio alla pensione o quant’altro, questi dati anche Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 14 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. nel 2008 io mi sento già di dire che cresceranno, 2008 e 2009 sicuramente. Siccome io non ho più la voce, parecchia carne sul fuoco io ce l’ho messa, poi ci sono tutte le relazioni che vi ho dato, che è quello del CIOF di Fabriano e c’è quello a livello regionale, ma quelli sono dati più complessivi. Secondo me ci sono alcuni settori nel loro complesso dove il calo evidente lo si vede e lo si tocca. In altri settori recuperiamo delle forme di occupazione, però la cosa più grave è che la nostra occupazione non è un’occupazione che si stabilizza, ma è un’occupazione che continua ad essere frammentata, che non dà sicurezza quindi. Se guardate entrate e uscite, cessazioni eccetera capite che nell’arco dell’anno quasi il 95% riesce dal processo produttivo e solo il 2-3% si può fermare. Questa è una cosa che deve far riflettere. … (intervento fuori microfono) La cosa è che su quelli che entrano ed escono dal processo produttivo alla fine il dato che deve far riflettere è che non riusciamo in questo territorio, oppure usiamo la forza lavoro nei picchi di produzione nei vari settori ma non riusciamo a stabilizzare, non riusciamo a crescere con l’occupazione. In un comprensorio come questo averci 200 persone in più se noi lo andiamo a scindere parliamo di briciole, su 11.000 persone che si muovono, che entrano dentro un processo produttivo, cioè 11.200 entrano e 11.100 escono. C’è una sofferenza anche nella impresa dal punto di vista della stabilizzazione. L’impresa usa anche il lavoro interinale nei suoi picchi di produzione o per avere meno problemi dal punto di vista del mancato lavoro o della mancata richiesta di lavoro o di pezzi da fare e quindi usa queste forme, contratti a termine molto flessibili perché ha sempre i timori di non avere conferme di lavoro, è riconducibile alla analisi, nel senso che se io lavoro per una grande impresa quasi l’ordinazione arriva per telefono, questo mese mi fai X numero di pezzi e il mese dopo dice me ne fai il 50% di meno, capite bene che questi hanno bisogno di questa flessibilità e questo è un problema grosso. Abbiamo un movimento di lavoratori in tutti i settori, perché poi agganciati alla metalmeccanica ci sono i trasporti, cioè tanti settori sono collegati insieme. CONS. BELLUCCI: Ti volevo chiedere alcune delucidazioni. I dati che ci hai dato qui, non per quanto riguarda le cessazioni o assunzioni, però i problemi delle 2 o 3 difficoltà fabrianesi onestamente li sapevamo tutti. Io volevo invece chiedere se tu sei a conoscenza o ti stai adoperando per capire meglio invece chi in questo momento apparentemente pare in salute e chi invece forse non lo è. Mi spiego meglio, il settore cappe per esempio, ci sono aziende o azienda che ha ceduto tutto a partner non italiani, altri che fanno accordi o cessioni di parti di azienda, altri che producono pezzi Del Bianco, per intenderci, senza fare nomi ma sono intuibili. Io volevo sapere se tu su queste aziende hai qualche punto di riferimento per farci riflettere. Cartiere Miliani, per fare un nome, perché se ne parla a Fabriano, però onestamente il lavoro che tu hai fatto, che io credo che sia una delle poche volte da quando io ultimamente sono in Consiglio, ma anche nella precedente Amministrazione, che possono esserci sicuramente, come dice Tini, alcuni dati forse che vanno verificati ma sicuramente è un lavoro ottimo e almeno a me hai dato lo spunto per capirci un pochettino di più. Prima di iniziare il dibattito vorrei intervenire per capire, oltre a quelli che sappiamo e che sapevamo, come procedi tu per la conoscenza tua, che poi sarà anche del Consiglio quando lo riterrai opportuno. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 15 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. ASS. COSTANTINI: Due cose al volo. Io in questo periodo ho lavorato in collaborazione anche con le altre istituzioni sia della Regione che della Provincia e sono andato a verificare alcune situazioni della impresa nel suo complesso. Ho incontrato diverse persone e ho capito alcune situazioni eccetera. Io vi dico complessivamente questo è quello che pensa l’Assessore: la situazione fabrianese e io l’ho messo nel cappello della relazione che ho fatto quando io parlavo di come è la nostra imprenditoria, questa subirà una flessione importante. Chi non riesce in poco tempo a riconvertire, a cambiare tipologia di prodotto e quant’altro, questa è una mia idea, queste aziende rischiano veramente il tracollo. In più ci sono anche altre criticità, perché le delocalizzazioni, voglio essere chiaro, tanto il Sindaco la pensa come me, quelle che noi parliamo di Merloni le conosciamo tutti, molto lente, assorbite ecc., i problemi non sono stati per adesso così… ma anche nel mondo delle cappe c’è una delocalizzazione importante fatta dalle imprese che sono nel nostro territorio e che nel suo complesso, perché anche quelle hanno un indotto importante, secondo me porteranno diversi problemi perché quelle aziende lì non si potranno permettere di fare delle operazioni a lungo termine, mi posso anche sbagliare. Quando si inizia a fare produzione, siccome la cappa in alcuni prodotti che sono non poveri, ma che per farli non ci vuole molto, per fare gli standard ci vuole poco, me lo raccontano i miei amici che hanno aperto attività adesso ma non fanno le cappe, vendono le cappe ma non le fanno le cappe e non hanno intenzione nemmeno di farle le cappe perché è un prodotto dal loro punto di vista povero, dove si guadagna poco, vanno a fare le cose di qualità, di eccellenza, lavorano di meno e pagati bene. Loro mi dicono che queste cose, cioè quando si delocalizza su prodotti che sono di bassa o media qualità lo si fa d’emblé si decide e si parte in produzione all’estero e poi in quattro e quattr’otto si chiude e si sposta e poi qui può rimanere invece la cappa di un certo tipo di qualità eccetera, però tra gli occupati della prima fase e gli occupati della seconda fase ci può essere una differenza anche sostanziale. Questi percorsi io non riesco a quantificarli ma so che questi avverranno perché stanno aprendo tutti all’estero, sia quelli delle cappe – e li conoscete tutti – e altri. Sulla cartiera invece, quando io avevo incontrato il responsabile della cartiera, i dati che lui mi dava rispetto a Verona erano estremamente positivi, anche che avevano confermato una serie di investimenti. Loro hanno fatto un’operazione per esempio diversa, cioè tentare di mandare a casa quelli pensionabili, hanno preso una serie di giovani e poi li hanno riconfermati, non erano molti, però hanno puntato sui giovani e so che a breve ne richiameranno altri, quindi sembrerebbe che la cartiera non è che soffra particolarmente, ma posso essere smentito domani mattina, però è una cosa che a me vi aveva rassicurato dal punto di vista della cartiera. Poi cose in più non ne so, so che però il 2008, questo ve lo dico, sarà un anno difficile come il 2007 forse. CONS. …: Sono quasi le sette, affronteremo un discorso di un’ora al massimo, abbiamo ascoltato una relazione molto approfondita che dovremo pure un attimo ragionare. Andiamo a fare un discorso di tre quarti d’ora e poi smettiamo e riprendiamo non so quando il Presidente riconvocherà la seduta. Non conviene affrontare la discussione tutta in una volta, tutti gli interventi in una volta, quando avremo anche esaminato Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 16 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. questi dati che ci ha fornito Costantini? Sono dati importanti. Adesso faremo degli interventi così, basati su … io penso, non lo so. PRESIDENTE: Tenuto conto che andremo tutti a cena insieme, tutti no, la maggior parte, quindi approfittiamo di questa ora perché poi mi sembra che l’intervento suscita la risposta dell’Assessore. Interrompere alle sette perché poi la maggior parte si ritrova alle 8 al ristorante non ha senso. Voglio dire, approfittiamo per fare qualche altra domanda all’Assessore… se poi riprenderemo la seduta con questa forma o aperta, chi è che è intervenuto non è che non può intervenire. CONS. MENGHI: Devo fare una dichiarazione adesso relativamente a questo, non è un intervento, Presidente. Io concordo con la proposta che è stata avanzata da Latini perché mi sento anche di rivolgere un plauso a Costantini per il lavoro, per i dati che ci ha fornito. Questo richiede una riflessione, un approfondimento da parte nostra, anche da parte mia tra l’altro, pur avendo preso tutti gli appunti e credo anche che per l’attività che ho sempre svolto avremo bisogno, ho bisogno anche io di approfondire questo tema, anche perché siamo in Consiglio Comunale, sulla base del quale evidentemente l’uscita non può essere né estemporanea per quanto riguarda le possibili soluzioni difficili ma che si possono esprimere. In tre quarti di tempo non possiamo pensare di aprire un dibattito con un intervento o due e poi sospendere. Sospendiamo adesso, se ci sono Consiglieri che richiedono qualche chiarimento all’Assessore lo facciano, ma il dibattito secondo me va rimandato ad una prossima riunione che a mio avviso non dovrebbe essere a lungo termine. PRESIDENTE: Sempre nell’ordine dei chiarimenti, il Consigliere Balducci Quinto. CONS. BALDUCCI Q.: Solo un chiarimento, io sono d’accordo con quello che diceva Latini e anche adesso Evasio che è una bella relazione, però c’è da approfondirla e in questo lasso di tempo, abbiamo anche le feste natalizie e quindi abbiamo anche un po’ di tempo, bisogna farla senz’altro. Volevo solo chiedere, Angelo, forse mi sono distratto, quante sono le persone che hanno cessato la attività e se poi sono state reintegrate oppure no, cioè quelli che sono andati in pensione, 200-300, nella sanità, nella fabbrica, quanti sono pressappoco? Ce l’hai il polso della situazione? Attraverso l’INPS non lo potrebbe sapere? … (intervento fuori microfono) Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 17 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. ASS. COSTANTINI: Bisogna andare all’INPS e vedere se ce l’ha per settore, ma capite bene quello che succede. Anche questi dati qui vanno presi tutti con le molle, cioè abbiamo una fotografia che è il più possibile vicina a una realtà, ma che non è la realtà al 100% perché le entrate e uscite, cioè queste oscillazioni, nemmeno il Centro per l’Impiego riesce a quantificare per dire con certezza, però è una fotografia di movimento e una fotografia che ci permette comunque di capire in questo nostro comprensorio e quindi un’area più vasta di quella di Fabriano e capire tra quante persone abbiamo nel comprensorio, quanta gente tra quella che potremo avere occupata fissa e tutto quello che si muove in termini di occupazione intorno, però va sempre preso con le molle perché io non me la sento di dire… Anche quello che diceva Tini, posso essere concorde che sia un dato errato, mi farò spiegare, però mi è stato spiegato per quello che era, però non so se è cooperativa che lavora nella sanità ed extracomunitaria, a loro risulta perché c’è un appalto, dentro l’ospedale ci sono questi appalti qua. PRESIDENTE. Consigliere Bellucci, Rossi vuole fare l’intervento. Questi sono chiarimenti. CONS. ROSSI: La ringrazio, Presidente, che lei sa benissimo quello che voglio fare io e quello che penso io, la ringrazio. Se la prossima volta faccio l’intervento e me lo fa lei, invece che lo faccio io va bene uguale, Presidente. PRESIDENTE: Chiedo scusa, però mi hai detto prima che volevo fare l’intervento ed hai fatto passare altre persone che chiedevano chiarimenti. Io ti ho chiamato prima e hai detto fai i chiarimenti … (intervento fuori microfono) CONS. ROSSI: L’intervento, Presidente, io non lo faccio. Lo facciamo la prossima volta. Io penso che oggi noi abbiamo dato proprio una bruttissima immagine. Dovevamo fare un Consiglio Comunale sulle problematiche del lavoro e abbiamo cominciato a parlare delle problematiche del lavoro alle 5 del pomeriggio. Per due ore abbiamo portato varianti parziali al piano regolatore, ci siamo incartati in discorsi che manco abbiamo parlato dentro la conferenza dei capigruppo. Se questo deve essere il modo con cui si continua a preparare il Consiglio Comunale, hai fatto una figura bruttissima con quelle persone che stavano qui e volevo ascoltare nonostante io ringrazio l’Assessore Costantini che ha fatto un intervento lungo e approfondito, però lo spazio per il dibattito bisognava lasciarlo, bisogna organizzare e calcolare meglio i tempi. Quindi io mi riservo di fare il mio intervento, che sarà anche un intervento duro e politico, perché qui non servono solo i dati per parlare di quello che succede, perché basta uscire per la strada per vedere come è Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 18 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. la situazione a Fabriano. Io mi riservo di fare il mio intervento politico la prossima volta, tra i primi nomi, quando ci inserisce lei. Grazie. CONS. CARMENATI: Un suggerimento. Scusa. CONS. BELLUCCI: Anche io volevo dare un contributo a Costantini per il prossimo Consiglio e Rossi lui va via, io invece volevo dire a Rossi, mi pare che l’ha detto prima anche Tini, quando fai queste affermazioni devi distinguere sempre perché qui ci sta una maggioranza e una minoranza, tu non puoi mettere nel calderone accomunarci tutti quanti insieme che siamo arrivati alle ore 17.30 e parliamo di problemi sicuramente condivido con te importanti e seri, ma tu sei in maggioranza e parla allora con quelli che devi parlare, sono loro gli interlocutori, non parlare con noi. Non è corretto nei confronti della minoranza, io faccio la minoranza e cerchiamo di farla nel migliore dei modi a nostro modo di vedere, perché sennò qui si invertono i ruoli e questo io non l’accetto insomma. Costantini, io volevo dire che sarebbe opportuno secondo noi, almeno per quanto riguarda il gruppo dell’UDC, il prossimo Consiglio sia proprio su questo tema, perché se rifacciamo tutto il bla bla sarà sempre questo il sistema. Io mi auguro di no e credo che ci sforzeremo per non fare che sia sempre così, ma è nelle cose. Siccome io ritengo che questo è un problema molto sentito e questo non è purtroppo solo che l’inizio e anche dalle tue parole lo hai fatto capire, qui non si danno le colpe né a Tizio, né a Caio, né a Sempronio, è proprio nell’essere che si va a finire in un certo modo nel nostro Comune purtroppo. Allora io credo che però quando ci rivedremo e penso che non dovresti mandarla molto a lungo, la competenza è del Presidente ma tu stai in Giunta e hai più voce in capitolo di noi, io credo che sarebbe opportuno anche capire, per esempio, tu dici che sono nate delle nuove imprese e hai dato alcuni contributi a nuove imprese costituite a Fabriano … (intervento fuori microfono) Io chiedevo anche che quei tuoi dati, tanto non sono segreti, se ce li dai io credo che sia un punto anche per noi di ricapitolare tra 10-15 giorni perché penso che questi saranno i tempi. Li farai mettere giù meglio, non so come ti puoi organizzare, però sarebbe opportuno. E quando queste 30-32 aziende, è bene che ci porti al prossimo Consiglio la nazionalità di chi è, l’attività e quanto hai dato, questo magari non ha importanza però se ce lo dai fai bene … (intervento fuori microfono) apposta dicevo, è nel bilancio, e se a tutt’oggi di questi 30 ancora sono tutti in essere. Non so se mi sono spiegato. Poi te volevo chiedere un'altra cosa, se per alcuni in mobilità, per esempio, che sono sotto gli 8.000 euro o giù di lì, io dicevo questo, siccome ne avevo parlato con te, porta anche una proposta per capire a queste persone come eventualmente voi amministratori, ma io credo in questo caso tutto il Consiglio Comunale possa dare o possa inventarsi qualcosa per andare ad allietare un pochettino di più o farli soffrire di meno se vuoi. Parlavamo dell’ICI, parlavamo di alcune cose, di intervenire, poi ci sono quelli effettivamente che sono in una fase di povertà, come quelli che erano qui stasera, e che ha ragione Rossi, ma ci ritorneremo sopra a questi amici, perché poi hanno fatto appalti alcuni, Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 19 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. è una cooperativa, è cambiato l’appaltatore che gestisce la cooperativa ed è chiaro che sono problemi, ma questo Roberto poi ce lo può dire. Io volevo dare questi consigli in modo che viene ancora maggior preciso di quello che hai fatto stasera, e io sono d’accordo con Rossi, ma già glieli avevo fatti prima i complimenti, fatti da te non contano perché siete pappa e ciccia, invece fatti da me e fatti dal gruppo dell’UDC io credo che sia una cosa che può dare soddisfazione anche all’Assessore perché ha fatto secondo noi un ottimo lavoro, fermo restando di prendere quei dati con tutte le precauzioni del caso. ASS. COSTANTINI: Vi darò poi il supporto cartaceo. Al fine di favorire iniziative che creino occupazione il vigente regolamento comunale in materia riconosce i seguenti contributi: fondo speciale per la creazione di nuove imprese artigiane e per la difesa della occupazione. I contributi sono 619,75 € quale contributo a fondo perduto per ogni nuova impresa iscritta all’albo delle imprese artigiane; 816,33 € quale contributo a fondo perduto per ogni nuova impresa iscritta all’albo delle imprese artigiane se l’attività rientra tra i mestieri tipici e tradizionali, la ex 7/80 ecc. ecc.; poi 516,46 € quale contributo a fondo perduto per ogni incremento lavorativo delle imprese artigiane che assumono a tempo indeterminato unità lavorative e nelle unità per ogni impresa non più di due (il contributo viene dato nelle due persone, non è che uno ne assume 50 e ci finiamo tutti i contributi, comunque lo facciamo). … (intervento fuori microfono) è generico però. CONS. TINI: … il tipo di attività. ASS. COSTANTINI: Non ce l’ho il supporto su quello, però intanto sapete quanti sono i contributi. SINDACO: Siccome siete tutti Consiglieri Comunali, questi atti sono atti pubblici, non c’è segretezza e non c’è niente. Rossi ha detto le persone che erano qua, le persone che erano qua sono venute qua non tanto per sapere quello che decidiamo noi, sono persone che sono state assunte durante un periodo con tempo determinato dalla USL per fare un tipo di lavoro che scade, alcuni escono il 23, alcuni escono il 15 gennaio e così via e che oggi si ritrovano con questa cosa. … (intervento fuori microfono) ASUR, va bene. Siccome è tutto lo stesso meccanismo, quindi erano interessati a parlare con me per capire se io potevo fare ulteriori pressioni, come l’altro ieri sono venuti i vecchi ATA che sono i bidelli, il personale di sorveglianza nelle scuole medie che Guido Latini conosce bene essendo lui stato membro del Consiglio di Istituto, che siccome l’ex Provveditorato agli Studi ha fatto un bando, questi si ritrovano tutti quanti con una gara vinta, si ritrovano con molte meno ore e quindi questi sono i problemi. Io volevo solo fare osservare, sennò noi ci focalizziamo sui numeri … (intervento fuori microfono) sono venuti per sapere che cosa fa l’ASUR … Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 20 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. (intervento fuori microfono) Rispondo prima a Latini. Questi sono assunti dall’ufficio di collocamento a tempo determinato per X mesi. Adesso è cambiato lo scenario, oltretutto quando uno viene assunto attraverso l’ufficio del lavoro entra in questi meccanismi una cosa stranissimi, non è più come nella prima repubblica, che è il reddito ISEE, per cui può succedere che uno sta lì e poi alla fine dopo un anno si ritrova a piedi perché nell’anno ha percepito X euro, questo è l’altro meccanismo perverso che è stato introdotto dallo Stato italiano. … (interventi fuori microfono) Tornando ai discorsi nostri, siccome vedo che tutti si focalizzano sempre sui numeri, io voglio evidenziare una cosa, che ragionare sui numeri ognuno dice i numeri per il lotto, perché dopo la legge Treu e poi la legge 30 è stato … (intervento fuori microfono) siccome sono rispettoso delle persone … a secondo di come vi conviene la chiamate, allora legge Maroni … (intervento fuori microfono) Scusate, i dati della occupazione purtroppo non sono più reali perché con l’introduzione di chi vende le persone in modo privato, per come si prende presso l’ufficio di collocamento, le iscrizioni non rappresentano più chi realmente è disoccupato o no perché io posso essere iscritto all’ufficio provinciale del lavoro e nel frattempo avere anche un lavoro con un’agenzia interinale anche di un anno. Non risulta perché l’agenzia interinale vende il lavoratore, quindi non risulta. L’iscrizione siccome va rivista ogni sei mesi, io nei sei mesi posso essere iscritto lì ma posso lavorare dove mi pare. Purtroppo l’abbiamo cancellato noi ed era l’unica cosa che funzionava, perché prima quando tu assumevi, e Guido Latini ne sa qualcosa perché quando assumeva nel suo mestiere doveva chiedere l’autorizzazione all’ufficio di collocamento, allora lì persone per forza erano … Stavo guardando un vecchio Corriere Adriatico del 1992 dove c’era scritto quanti erano i disoccupati reali di quel periodo ed erano 1.800 persone, quelli erano reali disoccupati perché quella volta avevi il libretto di lavoro e avevi la autorizzazione. Oggi i veri dati sono le mobilità, le Gigs che ti dà il mercato del lavoro, il resto purtroppo neanche le partita IVA sono sintomo, anzi sono secondo me sintomo a volte proprio di precarietà perché una volta la partita IVA era una cosa seria per cui tu dicevi è una impresa vera, oggi tanti lavoratori si sono dovuti fare la partita IVA per avere il lavoro precario. Questa è una trasformazione di cui noi dobbiamo tener conto. Le azioni che noi possiamo mettere in campo, come diceva Costantini, io posso aiutare a fare nuova impresa, posso vedere a chi va in mobilità … (intervento fuori microfono) quindi questo è il ragionamento, sennò noi ragioniamo su dati che poi ci dicono sono aumentati i disoccupati, 3.000 persone, e poi dopo in realtà è un altro tipo di discorso. C’è stato un periodo dell’ufficio provinciale che non ci andava più nessuno. Quando è scoppiato il boom delle società interinali sono andati tutti a mettersi sul mercato attraverso il privato e all’ufficio pubblico non ci andava più nessuno. Poi alla fine hanno capito tutti che le società interinali è un mercato di vacche e di caporalato e allora hanno ricominciato a ritornare lì e si vede dai dati di iscrizioni che siamo passati dal 2004, mi pare che erano 1.200-1.300 e man mano nell’anno siamo arrivati ad adesso che sono 3.000 ma di 3.000 iscritti perché la gente si è trasferita da una parte all’altra e adesso fa il giro delle sette chiese. Se voi domandate a quelli delle società interinali voi vedete che i lavoratori andavano a vendersi, vero? Meno male che ci stanno un po’ di imprenditori che mi dicono che ho ragione. Siamo stati in un momento che c’erano più uffici di società interinali che bar a Fabriano, non ve lo scordate. Nel 2005 ho fatto il conto c’erano più uffici di società interinali che bar. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 21 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. CONS. MINGARELLI: Vorrei solo sapere, visto che nelle cessazioni ci sono anche i pensionamenti, non i pensionamenti per settore ma quanto ammontano più o meno i nuovi pensionati in un anno nel comprensorio? Questo è un dato che mi potrebbe interessare, anche la prossima volta. CONS. VERGNETTA: Io devo chiedere solo un chiarimento all’Assessore. … (intervento fuori microfono) Il tema non giustifica cotanta goliardia. Io volevo chiedere all’Assessore due cose, la prima: lui ha citato la situazione dell’Antonio Merloni dicendo come sapete tutti, io in realtà non so, per cui se potesse essere in parte più esplicito, ma relativamente a cose molto pratiche, nel senso quante sono le persone che ad oggi rischiano, cioè stanno in mobilità all’Antonio Merloni e che potenzialità ha quella azienda di assorbire i lavoratori che aveva prima, se è possibile ovviamente. Non voglio sapere cose che non si possono sapere. Un'altra cosa che volevo sapere è se la Tecnoservice che l’anno scorso è andata a zampe per aria, che fine ha fatto, se i lavoratori che aveva sono stati smaltiti, sono stati smistati in altre aziende. Qui mi pare che l’uso che si fa della forza lavoro ormai è questo, per cui molto semplicemente. SINDACO: I dipendenti della Tecnoservice erano altamente specializzati e quindi alcune persone hanno avuto subito dopo tutte le offerte degli altri concorrenti, perché attenzione questo è l’altro problema nostro, perché quelli erano saldatori, lavoratori dell’inox, il problema è che noi abbiamo nelle nostre grandi fabbriche maggiori molti operai che non sono “specializzati o specialistici”. Prima parlavo con Mezzopera, che dice quando io chiedo l’operatore per il laser magari alla Tecnoservice c’era, se viene a chiedere da me su quelli del montaggio quello non avrà mai un operatore perché magari i miei colleghi sono bravi a piegare la lamiera chi sta alla pressa, ma non è un grande lavoro, il resto è montaggio. CONS. BIONDI: Io faccio velocissima. A questo punto mi sembra necessario e doveroso fare un ulteriore Consiglio per proseguire il discorso visto che gli spazi per parlare e fare interventi approfonditi non ci sono stati sull’argomento. Anche io ringrazio l’Assessore per le informazioni che ci ha voluto dare, però vorrei fare questa riflessione anche da utilizzare per il prossimo Consiglio eventualmente. Quello che interessa a noi come Consiglieri che dovremmo fare anche politica e prendere delle decisioni politiche è sì partire dai dati, perché comunque servono per avere un’idea, però come diceva anche il Sindaco i dati danno un po’ una visione di tutto e nello stesso temo di nulla perché possono essere interpretati in tante maniere. Quello che ci interessa magari sapere è quali sono le emergenze oggi a Fabriano realmente. Alcune sono state accennate, forse ce ne sono altre e quindi andare un po’ sul concreto, quali sono le aziende in crisi, quante piccole imprese si trovano in questa situazione, quanti precari ci sono, dove stanno, cioè per organizzare poi magari degli interventi a livello istituzionali rispetto alle situazioni reali di emergenza che ci sono a Fabriano e Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 22 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. quindi magari scendere un po’ sul concreto, ora che una visione generale ce l’abbiamo avuta, parlare proprio delle varie realtà di lavoro, perché poi il lavoro significa anche parlare di sicurezza, significa parlare di tutta un'altra serie di cose di cui avremo modo di parlare magari nel prossimo Consiglio. CONS. CARMENATI: Un suggerimento vorrei dare a Costantini: al di là dell’intervento che hai fatto che hai dimostrato una notevole conoscenza dei problemi del lavoro, però come a scuola: bravo, puoi fare di più. Io ti chiedo di fare di più in un senso: i dati sono importanti, anche se poi noi dovremmo avere la filosofia generale di quello che andiamo a fare, però dovremmo suggerire anche a questo Centro per l’Impiego di estrapolare dati in una maniera un po’ più scientifica. Quindi potremmo pungolarli in modo tale che a partire dal 2008 possano fare uno sforzo maggiore non soltanto sulla base delle tabelle o delle indicazioni che gli dà il Ministero, questo è un consiglio. L’altra questione che volevo dire è che io ho avuto notizia dal curatore del fallimento Tecnocable che tu lo avevi chiamato e che ti eri incontrato, questo mi ha fatto piacere perché io sto trattando per una delle società che potrebbero prendere in affitto una parte del ramo di azienda della Tecnocable, questo è secondo me il percorso giusto per un Assessore e mi ha fatto molto piacere di sapere questo anche perché l’ente in questo caso, il tuo Assessorato e la tua persona, può avere un ruolo soprattutto con le imprese più grandi affinché assicurino il lavoro in caso di rimpiego di questi lavoratori. Io ho detto al curatore che bisogna che tu sensibilizzi quando ti incontri con l’Assessore, lo dovevate ancora fare l’incontro, in questo senso perché in questo momento può far pressione presso poi tu sai le due grosse società affinché continui, perché questo è importante, le chiacchiere lì contano poco. Se dura quel lavoro certamente si potranno occupare quelle persone, sennò no, è tutto collegato. Questo te lo volevo dire, te ne volevo dare atto, te lo volevo dire pubblicamente perché era giusto che lo facessi. Mi riservo naturalmente di intervenire al prossimo Consiglio Comunale. CONS. GALLI: Assessore, abbiamo nei vari interventi detto dei dati che ci ha fornito della rilevanza di questi dati e dell’impegno che lei ha assunto. Infatti io ritengo che l’impegno sia quello che scaturisce dalla necessità di un argomento così importante e preso con estrema responsabilità da parte di tutti, perché su argomenti come questi non si può essere strumentali. Dobbiamo essere concreti perché il problema è veramente particolare e concreto. Alcune informazioni chiedo e nel contempo alcuni suggerimenti. Io così come abbiamo detto mi riservo una analisi dei dati che sono tanti, per capire come vanno intesi questi dati, come vanno elaborati e che cosa forniscono poi. Però in verità il trend è effettivamente quello che l’Assessore ci dice: un aumento della mobilità, un aumento della disoccupazione e dunque sostanzialmente quello che sappiamo, una crisi che avanza con l’esigenza reale di strumenti, di attenzioni per andare a capire come andare a colmare questa difficoltà. Questo è un percorso sul quale io credo noi tutti siamo già in ritardo perché il fenomeno non è un fenomeno di oggi, i segnali di questa difficoltà del territorio sono segnali già Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 23 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. datati. Ora credo che stiamo entrando nella fase più delicata e ancora ulteriormente dovremmo fare attenzione. Una cosa che nei dati forniti, ma forse così in fretta non l’ho messo a fuoco, sapere come è divisa l’occupazione fabrianese in generale, cioè quali sono i numeri delle persone occupate nei vari settori. Noi abbiamo il dato dei disoccupati, tra l’altro con la difficoltà di capire in quel dato quali è la componente che non è realmente disoccupati, ma che sono precari o che hanno una precarietà economica, sotto gli 8000 euro. Le macro imprese, le società leader fabrianesi, quante persone occupano? A me interesserebbe avere questo dato che è un dato importante e il dato dell’andamento della occupazione di queste grandi imprese. Perché dico questo? Voglio offrire un contributo, è un dato che va in diminuzione. Un altro elemento è capire realmente e non quello che noi sappiamo perché ce lo racconta la stampa o perché sono informazioni che a spot si ricevono, qual è il dato dei progetti di delocalizzazione. Quali sono questi progetti delle grandi aziende per capire. Io credo che se uno vuol combattere il fenomeno della occupazione è fondamentale conoscere quali sono le tempistiche delle delocalizzazioni. Da lì si attinge il dato principale. Quello che voglio dire è un conto sapere qual è il dato dell’occupazione man mano che diventa disoccupazione, ma quello è il dato finale, invece bisogna sapere quali sono i progetti di delocalizzazione prevedibili per avere dati reali e affrontare il problema con una conoscenza del problema reale. Poi un'altra cosa, questa la domando perché non ne ho la risposta: su questi progetti delocalizzazione ritengo che sia necessario che l’Amministrazione attraverso le figure istituzionali abbia nel tavolo della contrattazione la possibilità di partecipare. Questo è un qualcosa di particolare perché a me non risulta che in un tavolo di contrattazione un Assessore Comunale possa andare a discutere nella minima maniera, però in una situazione come quella di Fabriano io ritengo che questo sia un altro suggerimento da valutare, da ponderare, effettivamente innovativo. Se dobbiamo giocare a giochi fatti io credo che stiamo più a discutere di come rimediare ai danni irreparabili con progetti di riconversione e di quant’altro, ma non riusciamo ad incidere su quello che è realmente il fenomeno della delocalizzazione. Un'altra cosa ancora che ritengo che sia importante, non ne abbiamo parlato, però il dibattito è a mala pena iniziato su un argomento così importante, sono gli incentivi non solo da vedere in relazione ai dipendenti e ai lavoratori, ma anche quali strumenti e quali leve valutare anche per le imprese perché il sistema impresa soprattutto in Italia con i problemi della pressione fiscale sono anche questi per i costi del lavoro particolari e dunque sono molti i temi sui quali discutere. Concludo, avere quei dati sui progetti di delocalizzazione capisco che è compito arduo entrare in quel meccanismo però sarebbe fondamentale. Un'altra cosa importante e chiedo all’Assessore proprio una domanda specifica: io credo che in un argomento che veramente ci tocca profondamente e che sarà di attualità per tutto il mandato, noi dobbiamo avere le idee non chiare, di più, dobbiamo essere efficaci e io ritengo che sia necessario avere una relazione che l’Assessore ci sottoponga con quelle che sono le linee programmatiche di indirizzo. Io stasera ho capito che ci siamo trascinati un pochino di più per completare l’orario, però non tanto e solo l’analisi del dato ma è proprio come andare con delle linee di indirizzo e programmatiche a individuare gli strumenti per intervenire. Io credo che se noi lasciamo soltanto questo argomento al dibattito al Consiglio senza aver predisposto un documento di base rischiamo, dunque qui dimostro proprio l’assoluta mancanza di Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 24 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. voler strumentalizzare i ruoli, di fare non un Consiglio Comunale, uno, due, tre, quattro in cui ne esce fuori un calderone perché l’argomento è così importante e va risolto e non possiamo giocarci sopra e l’Assessore vedo che l’ha preso con serietà e di questo gli va dato atto, io gli suggerisco di andare a trovare la forza per fare un documento con le linee guida, con la programmazione e su quel documento poter andare al confronto del dibattito del Consiglio, in modo che il Consiglio non si riduca a valutazioni di singoli casi, di singoli dati ma abbia veramente un documento da mettere in dibattito. Oggi lo considero un punto di partenza, però questo è un argomento troppo importante per rallentare e andare piano. Un documento programmatico il Consiglio si deve assumere la responsabilità e quando dico il Consiglio tutto, maggioranza e minoranza, di confrontarsi su quel documento dove noi tutti dobbiamo a quel punto dare il massimo del contributo all’Assessore sul caso specifico. CONS. URBANI: Presidente, visto che ormai è tardi e visto che il Consiglio si è quasi svuotato io mi propongo come primo intervento per la prossima volta. CONS. MARIANI: Onestamente quello che volevo dire l’ha detto nelle ultime battute con poca attenzione, per dire la verità, da parte di tutti l’avvocato Galli. Io credo che il lavoro fatto dall’Assessore è un lavoro eccellente, ma non può fermarsi secondo me, anche perché capisco che è una situazione fluttuante e quindi il dato di oggi domani verrà stravolto. Io credo che il prossimo Consiglio Comunale si debba occupare di come e quali risposte può dare il Consiglio Comunale, perché senno certamente non può essere quello dell’incentivo alla occupazione o alla nuova cosa che tra l’altro poi è una cosa anche vecchia eccetera, e poi non ci sono nemmeno i fondi, ma come poter essere interpreti nei confronti dell’imprenditoria fabrianese, perché questo è il problema di fondo. Io non credo, Assessore, che l’Osservatorio sulla fattispecie di quello che era prima può dare delle risposte. Credo invece e sono convinto che un pool di Consiglieri, perché qui siamo tutti seri, onesti, bravi eccetera, ma di una riservatezza eccetera, assieme con il Sindaco e l’Assessore, possano veramente dare un contributo. Perché dico questo? Perché fare l’Osservatorio e chiamare qui le ditte che sono in difficoltà noi non avremo delle risposte, perché nessuno credo voglia mettere in pubblico le difficoltà perché il giorno dopo questa roba è nota ai giornali eccetera e la prima cosa che succede è che le banche gli chiude gli sportelli. Secondo me, non so chi potrebbero essere i personaggi, però questa cosa deve essere racchiusa in poche ed efficaci persone proprio per avere la possibilità di un dialogo e anche di dare una spinta alla risoluzione dei problemi. Io non vedo sinceramente quello che possa fare questo Consiglio Comunale per risolvere questo problema perché i soldi in bilancio non ci sono, l’occupazione non la possiamo mantenere, che facciamo un pourparler che ognuno di noi poi ci mette il meglio della volontà perché io sono convinto che dal primo all’ultimo di quelli che sono qua dentro a questa cosa siamo non solo disponibili a parlare ma tutti impegnati a cercare di dare un contributo. Io sarei contento che al di là di un Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 25 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. documento impegnativo che può esprimere il Consiglio Comunale, l’Amministrazione Comunale dia anche degli imput per alcune misure che in futuro potrebbero essere efficaci di fronte a una situazione che si sta aggravando e che è estremamente in movimento. Volevo solo dire questo, però in parte l’ha accennato prima Bellucci e poi il Consigliere Galli, comunque io per queste cose qui se può servire un pizzico di esperienza darei questo consiglio. Che poi ci sia l’Osservatorio, con una grossa rappresentanza, eccetera, però deleghiamo a pochi soggetti, a chi è ammanicato con questa roba, a chi ha le possibilità di incidere, io sarei di questo avviso. CONS. URBANI: Dopo che ho sentito l’intervento di Leandro Mariani vi rubo allora solo un minuto perché quello che voglio dirvi è una proposta concreta che voglio farvi … è una brevissima relazione. Qui parliamo degli imprenditori e io mi sento chiamato in causa come imprenditore perché ho fatto per 20 anni il dirigente d’azienda e adesso sono più di 10 anni che faccio l’imprenditore. Allora voglio sensibilizzarvi su questo fatto e prego l’Assessore Costantini di ascoltarmi perché è veramente una cosa importante: voi sapete, io produco cappe e qui stasera qualcuno ha chiesto che farà il mercato delle cappe, che faranno le aziende delle cappe. Io ho fatto una cosa molto semplice per darvi una idea di cosa si può fare a Fabriano: immaginate di mettere una delle mie cappe sopra quel tavolo e la smontiamo, la prima cosa che c’è sulla cappa è un imballo, ditemi quante aziende di imballi ci sono a Fabriano. E che gli imballi li adoperiamo solo per le cappe? Si adoperano per i forni, per i frigoriferi, per le lavatrici e per tutto. Non c’è un’azienda di imballi. Vado oltre… (intervento fuori microfono) Lo scatolificio Sonia sta a Piobbico. Lo scatolificio Sonia è mio fornitore al 100% e i camion arrivano da Piobbico o comunque se arriva lo scatolificio Sonia che è stato acquistato dal signor Carnaroli non è certo un imprenditore di Fabriano. Non ti porta l’occupazione, ti porta un deposito. PRESIDENTE: Prima di dare la parola all’Assessore Costantini per le parziali conclusioni, volevo comunicare che per organizzare i Consigli Comunali entro i primi giorni di gennaio io convocherò la conferenza dei capigruppo, perché adesso stasera si è detto riaggiorniamo. Qualcuno ha detto riconfermiamo la prossima seduta per questa cosa, io invece dico che è necessario che i primi giorni di gennaio convoco la conferenza dei capigruppo e dovremo decidere alcune cose, c’è questo de lavoro, ci sono le problematiche giovanili, c’è il discorso anche dei Consigli ordinari. Intanto chi non viene a cena io faccio gli auguri per le buone feste, ricordando che domani c’è il Sindaco che dà il saluto a tutti i dipendenti. Inoltre tutti i dipendenti comunali domani fanno una cena e tutti sono invitati. Queste sono le comunicazioni. Se l’Assessore Costantini ha da dare qualche risposta e qualche Consigliere è interessato … (intervento fuori microfono) si paga 30 euro e il menu è di pesce. C’è qualcuno che era interessato a qualche risposta oppure nel prossimo Consiglio? Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 26 Consiglio Comunale del 20 dicembre 2007 Argomento: Problematiche del lavoro. ASS. COSTANTINI: Alcune cose al volo perché ormai mi è sembra che è diventata più… quando la cosa è finita ci accorgiamo subito. Alcuni dati, la questione della Merloni per chi non la conosce, ma ormai è chiara, ad oggi è stato dichiarato con un accordo tra le parti un esubero di 500 lavoratori, ma questo serve per un accordo che c’è tra le parti per dare la possibilità con gli incentivi alla fuoriuscita graduale, quindi si dà una cifra più grande perché deve rientrare dentro un accordo. La cassa integrazione sono invece per 600 persone nelle Marche e il piano che è stato predisposto e che al Ministero tratteremo è sostanzialmente lo stesso e sostanzialmente ci sarà una richiesta per altri due anni di cassa integrazione straordinaria perché c’è stato un cambiamento del piano industriale che ci permette di chiedere, ma lì c’è un problema, lo sanno tutti gli addetti e non addetti ai lavori, lo sanno gli operai e non operai, lo sanno tutti che c’è un problema. Ora quantificarlo non è facile per nessuno, nemmeno per la stessa azienda perché la dinamicità dei mercati è tali e chi sta sui mercati internazionali oggi può andare bene 10 e domani può essere 12 o può essere 7. Altra cosa al volo sulle delocalizzazioni: il Comune e l’Assessore non è che entrano nelle delocalizzazioni, le sappiamo come le sanno tutti, apposta dico le sappiamo nei tempi che le dovremo sapere perché quando le sappiamo gli investimenti sono stati già fatti e quindi gli stabilimenti se non sono nati già si sa l’area, il posto eccetera e l’investimento è partito e quindi lo fa. Nel settore delle cappe sono tutti, quasi, diciamo tutti. Nell’elettrodomestico a livello nazionale e internazionale lo stanno facendo tutti. Poi quando nella relazione vi ho detto giochiamo sulle internalizzazioni vere o presunte è chiaro che da una parte le chiamo delocalizzazioni, dall’altra se sono internalizzazioni presunte significa delocalizzazioni anche quelle solo che mascherate. … (intervento fuori microfono) Gli devo rispondere. Allora basta. PRESIDENTE: Sono le ore 19.51, la seduta è chiusa. Trascrizione a cura della C.C.J. Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 27