Periodico della Congregazione
delle Suore di San Giuseppe di Cuneo
Aprile 2014 n. 1
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I ro Amici
La mia gioia sia in voi!
(GV. 15)
Editoriale
La mia gioia sia in voi!
Sommario
Editoriale
p. 2
Spiritualità
La gioia vera
p. 3
Notizie storiche
Pasqua è donare
la propria vita con amore p.4
Attualità
Obiettivi ONU
per il terno millennio
p. 7
Testimonianze
Un tempo per vivere
insieme il carisma
p. 8
Incontri di preghiera
per Papa Francesco
p. 9
La perla preziosa
p. 10
L'amore fedele
p. 11
Notizie
...dalle nostre comunità
La vita consacrata:
un dono di Dio
p. 12
"Il maestro è qui
e ti chiama"
p. 12
Una notte da
non dimenticare
p. 13
Un nuovo germoglio
nel Piccolo Disegno
in Brasile
p. 14
Cameroun - In cammino...
verso la pace
p. 14
Con lo sguardo a
orizzonti lontani...
Spazio giovani
p. 16
Risonanze
p. 20
Semi di Comunione
Adotta un progetto
p. 23
Appuntamenti
p. 28
Per riflettere
p. 29
Per pregare
p. 31
2
"Q
uesto vi ho detto perché la
mia gioia sia in voi e la vostra
gioia sia piena”. (Gv. 15,11)
È Pasqua! Giorno dell’Alleluia!
Giorno della gioia! “La mia gioia
sia in voi perché la vostra gioia sia
piena". Bel regalo ha fatto Gesù
sapendo che di lì a poco i suoi l’avrebbero abbandonato, tradito, rinnegato! Ha travasato in
loro la Sua gioia per una gioia piena. Però, ad una condizione:
“Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati, voi siete miei
amici se farete ciò che io vi comando”. (Gv.15,12)
E Lui sapeva che non sarebbe andato proprio così! Noi osiamo riconoscerci amici Suoi e così ci vogliamo sentire e far
conoscere. Mandati anche noi nel mondo ci presentiamo
come “amici del Signore” con il volto che Lui ci ha donato, il
volto della gioia. La Chiesa nella persona di Papa Francesco
propone con vigore questo testamento di Gesù riguardante
la gioia: “Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli
a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia”. (Evangelii Gaudium. n.1) E ancora: ”Ci sono cristiani che
sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua” (Evangelii Gaudium.n.6) È un invito a “fare esercitazioni di perfetta
letizia. La tristezza e la paura devono fare posto alla gioia. Le
pagine che seguono sono testimonianza concreta della “Buona Novella della gioia” portata insieme con tutti voi amici,
sulle tante e diverse strade che percorriamo. Tutti, missionari
della gioia, chiamati a recuperare e accrescere il fervore, “la
dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime. Possa il mondo del nostro tempo ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e
scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la
cui vita irradi fervore, perché per primi hanno ricevuto in loro
la gioia del Cristo”. (Paolo VI)
Nel giardino della pietra rotolata si realizzi per ciascuno l’incontro con il Risorto; il sentirsi chiamati per nome e inviati:
“va dai miei fratelli e dì loro …”. (Gv.20,17)
Che la gioia della presenza del Risorto vinca ogni tristezza,
dubbio, paura, affanno, dolore e risuoni ad ogni cuore il Suo
saluto: ”Pace a voi”! A ciascuno l’augurio sincero e la preghiera fiduciosa di una Pasqua vera, di una gioia vera.
L’équipe della comunicazione
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Spiritualita
LA GIOIA VERA
La gioia vera è un dono, ci viene regalata.
È molto di più di un benessere voluto, di
una quiete perseguita, di un traguardo
stretto fra le mani e troppo in fretta deluso
e vanificato da un’insaziabile sete di felicità.
La gioia vera è come il vento: basta offrirgli il viso e le mani e lui ti tocca, ti accarezza,
ti avvolge; non si possono afferrare il vento
e la gioia, fermarli, tenerli soltanto per sé.
La gioia vera è accorgerti di essere passato
accanto ad una persona triste e sola e aver
rallentato il passo per sorriderle, senza pretendere nulla, per accogliere in te il suo silenzioso difficile esistere nella certezza che
quel tuo sguardo donato è entrato per sempre nei granai del cielo.
È gioia vera ricevere una telefonata da
un’amica che hai conosciuto quando era
ragazzina e che ora, dopo averti confidato
una pena, ti dice: “Mi sono accorta che la
preghiera è un grande aiuto” e tu sai di aver
sempre sperato per lei che costruisse la sua
vita sulla roccia.
Dà gioia vera compiere un atto di giustizia, semplicemente perché ‘è cosa giusta’
e tra le lacrime dell’incomprensione, sentirti
libero e leggero, quasi come il vento…
La gioia vera è provare gratitudine per un
arcobaleno, sorridere al cielo che tocca la
terra, sapere che non sei mai solo, perché
così Dio ha promesso.
È sentire tenerezza per una viola che ti sussurra quanto sei importante, è lasciarti abbracciare da un bambino e avere la certezza
della sua indiscutibile verità: la tua vita è utile, ha un senso e un valore irrinunciabile per
lui, per te, per tutti.
Ogni volta che la nostra tenda si è allargata e qualche viandante in più si è seduto
alla sua ombra bevendo l’acqua fresca della
nostra giara, è gioia vera; quando dalla nostra terra bruciata dal sole, è sbucato uno
stelo e sappiamo di avere, un giorno, buttato un piccolo seme, è vera gioia, perché
la vita ci viene confermata e la speranza è
germogliata.
Ogni volta che, le parole e la storia di
Gesù sono lievito per la nostra quotidiana
farina e ci rendono pane buono, sale e luce
per il mondo, è vera gioia:
É PASQUA.
Quando abbiamo amato gli altri come noi
stessi, ci siamo donati, perdendo la nostra
vita per Lui, nel posto rimasto vuoto è entrato un nuovo fratello, ha preso dimora la
Trinità.
“Va' e fa' anche tu lo stesso”. Ama e scegli
la vita perché tu sia felice e benedetto.
Dona ciò che sei e offri ciò che hai a qualcuno che non potrà mai ricambiarti; senti il
gusto della beatitudine di un cuore povero
e mite: allora sarà vera gioia.
Pasqua è gioia vera perché esprime la vittoria dell’amore gratuito, della vita donata per
gli ultimi, per tutti, per ognuno di noi, amici
e peccatori.
A ciascuno l’augurio sincero e la preghiera
fiduciosa di una Pasqua ‘vera’, di una gioia
vera.
Suor Irene Botasso
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Notizie storiche
PASQUA È DONARE LA PROPRIA VITA PER AMORE
Se la Pasqua di Gesù,
e ogni nostra piccola
pasqua su questa terra, sono la sconfitta del
male mediante l’amore
e il dono della vita, anche la storia delle Suore di S. Giuseppe, pur
nella debolezza umana,
conosce delle pagine
‘pasquali’.
Quanto viene riportato qui di seguito, è
tratto dalle ‘Memorie
prime’, la narrazione
che Sr. Geltrude Dutto,
entrata in Congregazione nell’estate 1832
e Professa nell’ottobre
1834, ha steso “per incombenza dàtale da
Mons. Vescovo”. Grazie a questo importante documento storico, possiamo conoscere qualcosa dell’inizio della Congregazione e dei ‘frutti’ nati dalla consegna che
queste Suore hanno fatto della loro vita al
Signore, nel servizio ai fratelli più poveri.
Le prime cinque giovani
accolte nella Canonica della Cattedrale
di Cuneo dal Priore don Giovanni Manas-
sero, il 10 ottobre 1831
indossarono il Santo Abito, nel loro piccolo Oratorio, prendendo il nome
‘religioso’ e il nuovo incarico nel servizio della
Comunità nascente.
Iniziarono da subito “una
Scuola gratis per istruire
le fanciulle povere, e le
visite agli infermi nelle
loro case, servendoli in
quanto avevano bisogno e soccorrendoli alla
meglio con le elemosine
avute dal Signor Priore
e dalle persone caritatevoli. Il tutto era a grande
edificazione dei buoni
cittadini”.
Pian piano, alle ‘fondatrici’ si unirono altre “figlie, così che il 21 settembre 1832, la
piccola comunità contava dieci membri”.
Fino a quel momento vi era una sola copia delle Costituzioni, “in francese e Sr.
S. Giovanni, Vice superiora, che conosceva bene quella lingua, spiegava la Santa
Regola alle consorelle e insegnava a leggerla”. Padre Manassero ne fece poi giungere, “forse da Lione, una copia ciascuna
e Sr. S. Giovanni continuava ad insegnare
a leggerla e capirla bene, di modo che si
osservava da tutte appuntino”.
Per interessamento del Priore e del Vescovo Mons. Amedeo Bruno di Samone,
giunse dal re Carlo Alberto
l’approvazione di erigere in Cuneo
una Congregazione delle Giuseppine e il
24 novembre 1832 arrivarono a conferma
le ‘Lettere Patenti’.
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Notizie storiche
L’anno seguente, altre tre giovani si unirono al primo gruppo delle suore e, “passata la prova, furono ammesse a vestire
il Santo Abito nella Cappella privata. Da
tempo si era fatto ricorso alla Santa Sede
per ottenere il permesso di emettere i
Voti, ma si era sul finire del terzo anno e
tale permesso non veniva”. Allora la buona Madre Superiora chiedeva di pregare
e a volte diceva: ‘Volete che facciamo una
novena di digiuni?’ e con l’accordo di tutte “si dava inizio, prendendo minestra,
pane e un po’ di vino, solo a pranzo; alla
colazione del mattino e della sera pane
asciutto”. E finalmente il permesso arrivò.
Fecero la Prima Professione religiosa
la Superiora e la Vice, cioè Sr. S. Giuseppe
(Marianna
Stecchini) e Sr.
S. Giovanni (Clara Cavallo) “il 21
ottobre 1834, circa le 9 del mattino, nella Chiesa
Cattedrale, nelle
mani del Vescovo,
accompagnato dal Padre
Manassero,
da
altri Canonici e
Chierici”. Le altre Suore non parteciparono a questa funzione. Tre giorni dopo
“essendovi due postulanti che avevano
già fatto più di quattro mesi di prova, furono ammesse alla Vestizione che fecero in
Cattedrale con solennità e l’intervento del
Vescovo che, per la prima volta, benedisse
i Santi Abiti”.
Il 30 ottobre “fecero Professione tutte le
altre Novizie, che erano in numero di sette”. Emisero i Voti “nella Parrocchia Cattedrale, all’altare della Madonna del Rosario,
con il suono del campanone. Poi si diede
inizio alla funzione col canto del Veni Creator, accompagnato dall’organo. Le suore
pronunciarono i Voti, una per una in particolare. La funzione durò fino alle ore undici e terminò col Canto del Te Deum”.
L’anno 1935 fu denso di avvenimenti. Padre Manassero, che aveva già comprato la
casa in Via Barbaroux
per la sua Congregazione che continuava
ad aumentare di numero e non poteva più
essere contenuta nei locali della Canonica,
aveva previsto il trasloco al dopo Pasqua
di quell’anno, ma “circa a metà marzo fu
colpito da forte malattia che in pochi giorni lo condusse alla morte”. Era il 24 marzo
1835 e “quel dì fu giorno di pianto per le
Suore, per i parrocchiani e per la Città”.
Nel maggio seguente, per interessamento di don Antonio Dogliani, Canonico
Penitenziere della Cattedrale, nominato
Padre della Congregazione e successore
del Manassero, le Suore si spostarono nella nuova Casa. A metà agosto circa
“venne il terribile morbo del colera
che tanto infuriò, da rendere deserta la
Città e i paesi circonvicini”. Il Municipio
ricorse al Vescovo perché concordasse
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Notizie storiche
che rimasero in casa, disse loro: ‘Preghino per
me, questa volta è che Nostro Signore mi vuole’.
E il fatto andò proprio così: passato, non so se
il secondo o il terzo giorno, alle ore undici del
mattino, Sr. S. Giovanni si fece accompagnare a
casa; la misero a letto e un’ora dopo la mezzanotte rese l’anima a Dio,
martire di obbedienza e di carità”.
quattro Suore per prendere la direzione dell’Ospedale già preparato (vicino al Santuario di Madonna
della Riva), detto lazzaretto, per i
colerosi. Monsignore destinò Sr.
S. Giovanni, Vice superiora e Assistente, Sr. S. Paolo (Maddalena Viale – Economa), Sr. Crocifissa (Anna
Serale - Maestra delle Novizie) e Sr.
Metilde (Giacinta Viglione), tutte
del primo gruppo di suore, eccetto
l’ultima.
“La mattina, non so qual giorno
fosse del mese, dopo essere andate tutte a sentir Messa alla Madonna
della Ripa e fatta la S. Comunione,
come fosse per l’ultima volta, giunte a casa le quattro suore destinate,
partirono per il lazzaretto; la Sr. S.
Giovanni, nel congedarsi dalle altre
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Al di là di ogni altra considerazione: Sr. S. Giovanni era l’unica suora della Congregazione
nascente che conosceva il francese e poteva
aiutare le Sorelle a leggere e comprendere le
Costituzioni! E le ‘Costituzioni’, per una Congregazione, tanto più se agli inizi della sua esistenza
ed attività, non è un ‘libretto qualsiasi’. Di tutte
quattro proprio lei, unicamente lei, è rimasta vittima dell’epidemia. Davvero le vie del Signore
sovrastano le nostre, in qualsiasi epoca della storia! E davvero il cuore di queste Sorelle non ha
fatto nessuno sconto sulla propria donazione!
Cessato poi il colera, la Città rimase quasi deserta e molti bambini privi di genitori. Persone
pie e facoltose, provvidero a questi fanciulli. Si
ricorse ancora al Vescovo perché concedesse
due suore per custodire le bambine.
Il primo gruppo di orfanelle, non essendo ancora numeroso, trovò alloggio nella Casa Madre di
Via Barbaroux, ma poi aumentarono e il Priore
della Cattedrale, Teologo Giordana, le accolse,
assieme a due suore, nella sua Canonica, proprio
nelle stanze dove avevano abitato le prime suore Giuseppine. Le bambine erano circa quaranta,
fino a che, poco alla volta passarono in ‘ritiri di
carità’.
Da ‘Memorie Prime’Manoscritto di Sr. Geltrude Dutto
“Narrazione delle cose avvenute
nei principi della Congregazione”
a cura di Suor Irene Botasso
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Attualita
Obiettivi ONU per il terzo millennio
All’inizio del nuovo millennio le Nazioni Unite si sono date otto obiettivi da perseguire in
questo secolo, per migliorare la situazione del
nostro pianeta e di quanti lo abitano:
1. Ridurre l’estrema povertà e la fame.
2. Assicurare l’educazione primaria a tutti.
3. Promuovere l’eguaglianza e l’autonomia
della donna.
4. Ridurre la mortalità infantile.
5. Migliorare la salute della donna.
6. Combattere l’AIDS ed altre gravi malattie.
7. Assicurare un ambiente sostenibile.
8. Sviluppare una partecipazione mondiale
per lo sviluppo.
In pratica una riedizione delle “opere di misericordia spirituali e corporali” di un tempo, inquadrate oggi nell’ottica della globalizzazione.
Tutte le opere di misericordia, di carità, di amore rimangono assolutamente valide e necessarie ma non bastano più. Il mondo è diventato
veramente un “villaggio globale” dove ciò che
dico, penso, faccio, decido in una qualsiasi
parte del mondo ha risonanza in tutto i globo;
nelle grandi ma anche nelle piccole cose. E
nelle une come nelle altre conta l’unione che,
sappiamo, fa la forza. Da soli non si ottiene
nessun risultato.
Ci è richiesta una conversione, una metanoia,
un cambiamento di mentalità; è necessario
che arriviamo a sentirci veramente “cittadini
del mondo”. Ormai tutti gli uomini sono mio
prossimo e, se io consumo troppi gas, inquino
anche gli Indios d’America, i Canadesi, gli Zulu,
i Cinesi, i Tedeschi; se spreco carta a scuola, in
ufficio, in negozio danneggio la foresta amazzonica. E così di seguito per stare alle piccole
cose, quelle che possono interessare tutti noi;
delle grandi lasciamo che, nelle loro maggiori Assemblee, si occupino i grandi e speriamo
che sentano il dovere del bene comune e non
di categorie, paesi, nazioni, lobby; in questo
noi possiamo (o meglio, dobbiamo) solo pungolarli, esigere che, se ci rappresentano, facciano quello per cui diamo loro mandato.
Noi suore di S. Giuseppe di tutto il mondo
(circa 13000, in più o meno 50 paesi) abbiamo
capito che questa conversione ci è richiesta sia
come singole persone sia come Congregazioni; abbiamo creato una commissione “Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato” per aiutarci e porre in atto questo tentativo all’interno
delle nostre comunità e con i nostri collaboratori.
Allargando l’orizzonte della nostra comunione,
oltre a cooperare con i vicini, abbiamo anche
una O.N.G. presso l’ONU che, con tutti i suoi
limiti, è un organismo che può farsi carico dei
problemi mondiali; in quella sede noi vogliamo
essere la voce di chi non ha voce, nei limiti della nostra piccolezza e povertà.
Nel 2015 ci sarà da parte dell’ONU una prima verifica sul grado di raggiungimento degli
obiettivi, perciò, la nostra Commissione “Giustizia e pace”, che negli ultimi anni ha lavorato su alcuni di questi, svolgerà la sua biennale
sessione a New York nell'ambito della quale
vivrà anche una giornata nella sede delle Nazioni Unite. Agli Ambasciatori e delegati faremo conoscere chi siamo e dove viviamo, come
lavoriamo nel nostro “ministero” di giustizia
e pace, le azioni concrete per la salvaguardia
del creato e la nostra DICHIARAZIONE di impegno circa i cambiamenti sistemici per uno
sviluppo sostenibile.
PER LA VITA DEL MONDO
Suor Graziella Zocchi
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Testimonianze
UN TEMPO PER VIVERE INSIEME IL CARISMA
Echi della giornata di spiritualità a Torino
Come ormai è tradizione, ci siamo ritrovati a Torino il 9 di marzo, per la
giornata di spiritualità, laici e suore
del Piccolo Disegno per riflettere
sul TEMPO. Una giornata caratterizzata da riflessione, preghiera,
condivisione, una giornata splendida come il sole che ci è stato
donato. Nella preghiera di inizio
ci hanno consegnato una clessidra
invitandoci a pensare come viviamo
il tempo quotidiano e a prenderci un
impegno serio per dedicare “tempo” a
Dio e agli altri. La condivisione dei gruppi ci
ha fatto riflettere molto sui temi di formazione
proposti per quest’anno: ‘Non ho tempo, non
mi interessa, non mi piace, non tocca a me’.
Madre Patrizia ci ha fatto gustare le massime
di P. Médaille sul “Buon uso del tempo” e don
Paolo Scquizzato ha illuminato il tema dal punto di vista biblico. Il tempo del pranzo ci ha
regalato lo spazio per la condivisione, le amicizie, lo scambio e la celebrazione dell’Eucaristia ha raccolto la giornata in Gesù, l’eterno
presente.
Ascoltiamo alcune testimonianze:
“Cercherò di essere breve anche se sono stati
tanti gli imput che hanno dato una scossa alla
nostra famiglia. Vorrei innanzitutto ringraziare chi si è occupato dei bambini, durante la
giornata e che li ha coinvolti nell'esperienza
del tempo. Il simbolo della clessidra è molto
azzeccato in questo mondo sempre di corsa, lo scorrere lento della sabbia dà, in modo
concreto, l'idea del tempo che passa. Madre
Patrizia è stata un'ottima relatrice ed è riuscita
a essere chiara quando parlava di vivere o meglio di approfittare delle occasioni per vivere a
pieno. L'affermazione 'vivere da risorti' oggi è
stata sconvolgente, poi meditando è stata una
realtà! Don Paolo è riuscito a spiegare molto
bene la differenza tra FUTURO e AVVENIRE:
il futuro è un attendere il domani mentre l'av-
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venire è il VENIRE di Dio verso la nostra
vita. Grazie della bella giornata carica, impegnativa ma soprattutto che
dà frutto”.
Elena e family
“Una giornata che è stata una
grande opportunità per me, come
tutte le cose che mi capitano.
Nel mio percorso come laica, la
presenza di Dio è una ricerca continua, mi rendo conto che quando
faccio le cose con attenzione e cura
mi sento bene con me stessa e con gli
altri, con il creato, procurandomi serenità
e molta gioia. Le relazioni della giornata sul
tempo presente mi hanno illuminato nel senso
che il momento presente, il "qui e ora" è il
momento della preghiera della relazione con
Dio. Il vivere il momento da sveglia, con gli
occhi ben aperti, vivendo intensamente l'attimo che fugge, diventa il luogo dove posso
percepire la presenza di Dio nella mia vita "in
tutto e ovunque Dio solo". La mia vita sarà più
consapevole e avrà significato se i miei giorni
sono colmi dell' "Oggi di Dio". Mi rendo conto che a volte le giornate perdono senso per le
dinamiche condizionate (ansia di prestazione,
puntualità, immagine) per il tempo esteriore,
il tempo che si calcola e che produce disagio. La giornata del 9 marzo per me è stata
come un risveglio alla mia fede, alla relazione
con Dio che deve essere continua. Sarà molto
importante, per il nostro percorso nei gruppi,
rivedere le relazioni. Ringrazio tutte le persone
che hanno contribuito a rendere così bella e
fruttifera questa giornata. Che Dio vi benedica”!
Mercedes
“Anche a me l'incontro è piaciuto molto per la
calda accoglienza, per il modo originale con
cui sono stati svolti i vari argomenti dai gruppi
dei laici, per la bellezza del commento delle
massime di padre Médaille da parte di madre
Testimonianze
Patrizia e per la profondità ed incisività della
lectio di don Paolo Scquizzato.
Tutto è Grazia”!
M. Gabriella
“È la prima volta che partecipo ad un incontro
così interessante e profondo tra Laici del Piccolo Disegno e Suore.
Sembrava tutto facile, bastava ascoltare le testimonianze dei vari gruppi e riflettere sui miei
atteggiamenti e comportamenti nelle varie
situazione presentate seguendo il testo della
Federazione. Infatti in molti casi mi trovavo in
linea con le diverse proposte. Nella mia vita ho
cercato di agire con la consapevolezza di fare
del bene, bene. Fare perché “tocca a me”, “mi
interessa “ e “mi piace farlo” e soprattutto
dedicare del tempo per farlo. Quando madre
Patrizia ha presentato il Carisma con le sintesi
delle Massime di P. Médaille, confesso che, in
“quel breve tratto di tempo“, non riuscivo a
capire se stavo vivendo il presente o il futuro,
ma dentro di me cominciavo a pensare come
liberarmi per esempio del mio passato che mi
creava difficoltà a vivere bene il mio presente.
Al pomeriggio la continuazione dell'incontro
con don Paolo sul tema “Fate buon uso del
tempo...” Il tempo futuro nel presente... Vivere l'oggi … Sentivo la difficoltà a fare la
sintesi tra il messaggio e la vita concreta. Questi riferimenti però mi chiariscono il cammino.
Oggi è il futuro, il presente è il futuro; non c'è
futuro se non riteniamo il presente eterno...
Se l'uomo non ha desideri ha ucciso il futuro.
Domenica 09 marzo 2014... un incontro che
non dimenticherò mai!”.
Carmen Fico
Alcune suore che hanno partecipato condividono: “Ho visto realizzato il sogno di padre
Médaille: la duplice unione con Dio e con gli
uomini e degli uomini tra loro”.
"Mi sono rimasti impressi i suggerimenti di
m. Patrizia sul buon uso del Tempo e l’invito a
chiedermi: dove sono in questo momento per
costruirmi l’eternità?"
"Mi sono sentita invitata a impegnarmi integralmente e con serietà a compiere la volontà di Dio nel momento presente che è l’unico momento che abbiamo a disposizione,
rendere grandi le piccole cose che abbiamo
da compiere, vivendo il presente con carità e
amore perché ogni momento, giorno, anno,
costruiscono il futuro. Ogni presentazione del
Carisma è stato come un raggio di luce, di
speranza, di bellezza che ci ha riempito il cuore. Particolarmente toccante è stata la Parola
di Dio del pomeriggio con il tema “Fate buon
uso del tempo presente”. La vita è breve e va
vissuta in pienezza, ravvivando la nostra fede,
facendo tesoro di tutto. Questo modo di vivere può cambiare la vita e renderla più felice”.
INCONTRI di PREGHIERA per PAPA FRANCESCO
“Preghiamo sempre per noi:
l’uno per l’altro. Preghiamo
per tutto il mondo, perché ci
sia una grande fratellanza”.
(prima benedizione come
Papa 13.3.21013)
“Pregate per me”. (Huffington Post, 14.3 2013).
“I miracoli ci sono, ma serve
la preghiera! Una preghiera
coraggiosa, che lotta, che
persevera, non una preghiera di cortesia”.
(Twitter, 24 maggio 2013).
Fin dal momento della sua
elezione alla Cattedra di San
Pietro, Papa Francesco nella
commozione generale del
momento, ha chiesto, e continua a chiedere con insistenza, preghiere per il difficile
compito cui lo Spirito Santo
lo ha chiamato come guida e
Pastore della cristianità.
Accogliendo l’invito a pregare, un gruppo di persone
della parrocchia Cuore Immacolato di Maria
di Cuneo e Suor Irene ne hanno parlato con
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Testimonianze
il Parroco don Renzo, proponendo incontri
di preghiera mensili rivolti a tutti coloro che
lo desiderano.
Gli incontri si effettuano nella cappellina
della comunità delle suore di Regina Mundi
sotto la loro guida; si inizia con l’invocazione allo Spirito e la presentazione dell’argomento su cui pregare in quella giornata e si
prosegue con la recita del Santo Rosario e
relativo commento ad ogni decina.
Gli incontri si chiudono con la lettura di brani
tratti dall’ Evangelii Gaudium con possibilità, per ognuno, di esprimere le suggestioni
che la lettura del documento ha suscitato e
una preghiera Mariana di intercessione per
Papa Francesco.
Gli incontri, aperti a tutti, sono sempre ben
partecipati. L’iniziativa ha anche evidenziato
l’importanza della collaborazione tra la comunità delle suore molto accogliente e quella parrocchiale di cui tutti facciamo parte.
Il gruppo di preghiera
LA PERLA PREZIOSA
Il 9 settembre 2013 si è ripreso il cammino del Biennio di spiritualità "Il nostro
carisma, una perla preziosa per noi",
iniziato lo scorso anno che aveva come
obiettivo quello di conoscere meglio il
carisma, riscoprirlo quale perla preziosa,
per poterlo vivere in pienezza. Quest'anno, la tematica è stata approfondita a
partire dal dono prezioso che Dio ha fatto a ciascuna di noi chiamandoci a vivere questo carisma, dono da vivere e da far passare,
da rendere vitale per la crescita della Chiesa.
È stato un cammino che ha attinto alla sorgente trinitaria ed eucaristica, fondamento della
nostra spiritualità, roccia, per la sua solidità,
radice per la capacità di estendersi all'intorno.
Il percorso è stato impegnativo, ma compiuto
alla luce dell’amore e, le proposte molto valide di relatori e relatrici, sono state come zampilli di acqua che rinfresca, rasserena, ristora,
dà vita.
Don Paolo Scquizzato ci ha fatto gustare la sublimità dell’amore fraterno: Dio è Padre ed è
presente là dove vi sono dei figli che vivono la
vera fraternità, quella che scaturisce dalla preghiera e dal perdono.
Le riflessioni di Sr. Rosanna Gerbino hanno
messo in evidenza l’importanza di vivere quella modalità tipica che la consacrata nel Piccolo
Disegno è chiamata ad incarnare nella storia a
partire dal volto di Cristo annientato, affinché
la pienezza di Dio e dei fratelli invada l’esistenza. Ha sottolineato come, per vivere le virtù
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caratteristiche, occorra avere ”occhio” sull’Eucaristia, sulla Sacra Famiglia e sulla propria interiorità, perché solo così si può vivere quella
continua gioia di spirito.
Suor Patrizia Graziosi si è fermata all’aspetto
della quotidianità quale dinamismo che sa
"rendere grandi le cose più piccole” mediante
un grande amore di Dio e la purezza di intenzione. Attingendo alle massime di p. Médaille
ha spiegato come l’annientamento sia un discendere come il seme che entra nella profondità della terra, marcisce, muore e germoglia.
Una discesa per salire: più uno si svuota, più
può riempirsi di Dio, ma occorre avere il coraggio di scendere come ha fatto Gesù, solo
così si può portare altri alla vita.
Don Gianni Ghiglione, intrattenendosi sulla
spiritualità di S. Francesco di Sales, ha messo in rilievo la strada che ha percorso questo santo per giungere alle "alte vette": quella dell’umiltà, della mitezza e della grande umanità. I
pilastri della sua spiritualità sono stati: l'amicizia, l'abbandono alla volontà di Dio, la dolcezza e l'umiltà. La riflessione su questi punti è
stata ampia, profonda, arricchita di esperienze
Testimonianze
personali e molto concreta per cui sono emerse luci e ombre della vita quotidiana e comunitaria. "Tutto quello che noi facciamo riceve il
suo valore dalla nostra conformità alla volontà
di Dio". è una delle frasi più ricorrenti nelle lettere del Santo ed è la radicalità che p. Médaille indica quando ci parla di un cuore che cerca
Dio solo. Il puro di cuore è colui che sta alla
presenza del Signore, che tiene lo sguardo
rivolto a Lui, che si lascia da Lui illuminare e
diventa trasparenza di questa stessa luce.
Anche sr. Enrica Moia, nella sua interessantissima e profonda relazione sulle “sfumature delle
nostre virtù caratteristiche", ha sottolineato la
dolcezza del cuore che ci deve accompagnare, lungo strade spesso impervie e faticose,
nella lotta e nel sacrificio. Ha ribadito, come
dice p. Médaille, che sono l’abbandono in Dio
e la fiducia in Lui a donarci la pace del cuore.
Nell'ultimo incontro del 25 novembre madre
Petra Urietti ha trattato l'argomento “Testimoni di Cristo, nel Piccolo Disegno, al mondo d'oggi”. Attraverso bellissime immagini di
"alte vette" coperte di neve, di ampi fiumi
riflettenti l'azzurro del cielo, ha sintetizzato un
tema particolarmente delicato che richiede
una profonda riflessione. Nelle acque agitate
di questo mondo, siamo chiamate ad essere
un riflesso del volto di Dio, non altro! Non si
tratta di consumare le nostre energie nel cercare mezzi e modalità per "realizzare" la Nuova Evangelizzazione.
Il vero servizio che, come membri del Piccolo
Disegno, possiamo dare alla Chiesa e al mondo, è quello di proporre ciò che è essenziale
mediante uno stile di vita semplice, disponibile, aperto.
Essere presenza silenziosa e nutriente con Cristo al centro di ogni opera e azione! Il Piccolo Disegno deve portare nel mondo d'oggi il
profumo, il sapore, la sostanza del Pane Eucaristico! È stata questa un'immagine bellissima
che ci ha stimolate e ci stimola a riorganizzare
la nostra vita attorno all'Eucaristia, per essere
creature ADORANTI, sempre, in qualunque
luogo e non solo davanti al Tabernacolo!
Penso che ciascuna di noi, dopo incontri così
densi e ricchi di stimoli, conservi nel cuore il
vivo desiderio di continuare ad alimentare la
vita quotidiana di questa spiritualità, affinché
pensieri, azioni, progetti abbiano la "forma
del Pane", il Volto di Dio!
Suor Maria Angelica Ceresa
L’AMORE FEDELE - Incontro con Sara e Marco Manfredi di Carrù – 15/02/2014
Vogliamo condividere con voi alcuni sentimenti provati ed alcune
tematiche affrontate nell’incontro
del Gruppo Famiglie tenutosi alla
Sorgente il 15 febbraio. Durante la
preghiera iniziale ci è stata donata la
possibilità di rinnovare come coppia
le promesse nuziali e di scambiarci di nuovo gli
anelli. Marco e Sara ci hanno poi parlato dell’amore fedele facendoci ripercorrere le nostre
storie di fidanzati, e poi di sposi e famiglie.
Ad ogni stagione corrisponde una brocca come
quella della samaritana al pozzo e in essa sono
contenuti i doni, le capacità e le ricchezze spirituali che ciascuno di noi ha messo a disposizione dell’altro. Con il matrimonio c’è pure una
brocca speciale che rappresenta l’unione della
nostra coppia e i suoi doni che non
sono la somma dei due ma qualcosa
di ancora diverso e prezioso di cui
possono beneficiare coloro che incontrano i coniugi.
È importante fare memoria di queste brocche!
Dobbiamo avere cura di far si che il nostro
pozzo non resti mai asciutto, adempiendo alla
nostra vocazione di coppie cristiane che è la
gioia. Il nostro amore non si deve mai accontentare, occorre far fruttare i nostri talenti e
aprirci continuamente agli altri con l’aiuto di
Gesù che considera questo amore prezioso e
che ci invita a curarlo non solo come coppia ma
anche come Chiesa.
Alcuni membri del gruppo
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Notizie
... dalle NOSTRE COMUNITÀ
ITALIA
La Vita Consacrata: un dono di Dio
“Le persone consacrate sono segno di Dio
nei diversi ambienti di vita, sono lievito per
la crescita di una società più giusta e fraterna,
sono profezia di condivisione con i piccoli e i
poveri. Così intesa e vissuta, la vita consacrata
ci appare proprio come essa è realmente: è
un dono di Dio, un dono di Dio alla Chiesa,
un dono di Dio al suo Popolo! Ogni persona
consacrata è un dono per il Popolo di Dio in
cammino”. (papa Francesco)
Così si esprime il Papa.
Personalmente, nella mia realtà, cerco di essere questo dono nella visita ai malati e nei
gruppi di catechesi per gli adulti. Una presenza attenta, premurosa, che condivide gioie e
dolori, ma soprattutto dedica molto tempo
all’ascolto.
“Oggi verrà la suora?”.
“La tua presenza mi dà gioia”.
“Ti chiedo un regalo grande: puoi venire a
pregare il rosario con me?”.
“Siete un dono di Dio”.
Ecco alcune espressioni della persone che
incontro; veramente sono per loro un’amica,
una presenza di Dio che ama ed io mi sento
felice di portare l’Eucaristia e di far incontrare
a tante persone il Signore buono e misericordioso. “Ma pensiamo un po’ cosa succederebbe se non ci fossero le suore negli ospedali, le suore nelle missioni, le suore nelle scuole.
Ma pensate una Chiesa senza le suore! Non si
può pensare: esse sono questo dono, questo
lievito che porta avanti il Popolo di Dio. Sono
grandi queste donne che consacrano la loro
vita a Dio, che portano avanti il messaggio di
Gesù”. (papa Francesco)
Preghiamo perché tanti giovani rispondano
'sì' al Signore che li chiama a consacrarsi totalmente a Lui per un servizio disinteressato
ai fratelli.
Suor Maria Assunta Germanetto
ARGENTINA
“Il Maestro è qui e ti chiama” (Gv.11,28)
Dopo aver condiviso
questi anni in comunità, desidero fare questo passo, desidero
rimanere attenta alla
chiamata del Maestro
che è qui e mi chiama.
Questa frase mi invita a
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stare attenta, con il cuore disponibile per andare incontro al Maestro. Questo testo parla
di morte, di tristezza, ma io lo sento pieno
di vita.
Maria sente la tristezza della morte di suo
fratello e l’apparente assenza del suo Amico Gesù, ma quando sua sorella le sussurra
all’orecchio che il Maestro è fuori e la chia-
Notizie
ma, lei si alza e va incontro a Lui in cerca di
consolazione e del suo amore. Così anch’io
desidero andare verso Gesù per poterlo incontrare nella realtà in cui vivo, nella semplicità della vita quotidiana. Sento l’invito a
rimanere costantemente in ricerca dell’incontro con il Grande Maestro che sempre si
fa presente, che sempre cammina con me e
desidero essere come Maria, testimone della Vita, della Risurrezione. Desidero lasciarmi
sorprendere dal mistero di Gesù e lasciarmi
trasformare in Lui liberamente e pienamente, coltivando in me la gioia, la semplicità
per rimanere al fianco dei piccoli.
Desidero vivere in me l’umanità di Gesù,
commuovermi come ha fatto Lui quando ha
visto piangere Maria, coltivare in me la gioia
e la tenerezza.
Desidero celebrare la mia Prima Professione
religiosa nella Congregazione delle Suore di
San Giuseppe di Cuneo, per continuare ad
essere TUTTA DI DIO E DEL CARO PROSSI-
MO, animata da Gesù che mi stimola a vivere con speranza e passione.
Affido la mia vita a Gesù, Maria e Giuseppe
con la certezza che sempre mi accompagnano e mi affido alla preghiera di ogni sorella
in questo momento così significativo della
mia vita.
Santa Isabel Loose
BRASILE
UNA NOTTE DA NON DIMENTICARE
Era quasi mezzanotte, ero sola in casa; il
vicino batte alla porta: “Sorella, Domingos
chiede aiuto”. Chi era l’uomo che aveva bisogno di aiuto a quell’ora? Era un ammalato di cancro, in fase terminale, che da mesi
soffriva molto. Ma la richiesta di aiuto era in
questi termini: “Ho bisogno della visita di
un sacerdote, di una suora o di un pastore
evangelico, qualcuno che mi parli di Dio”.
La richiesta mi ha commossa e svegliata profondamente. Non potevo dire di no. Il sacerdote non c’era per cui chiamai un ministro
dell’Eucaristia e in tre partimmo sulla ‘rabeta’, piccola barca a motore, per circa un’ora
di viaggio. La luna illuminava le acque e la
nostra lanterna segnava i margini del fiume.
Dentro di me i sentimenti si confondevano
con la paura e diventavano preghiera perché
la nostra visita diventasse veramente presenza di Gesù misericordioso.
Che meraviglia quando siamo arrivati nella
povera e piccola casetta lungo il fiume! Nella piccola cameretta era riunita la comunità
cristiana, vicini e parenti in veglia. Incoraggiata dalla gente, abbiamo pregato, cantato,
ascoltato la Parola, consolato Domingos che
con un filo di voce pregava con noi. Prima
di lasciare la famiglia, mi sono avvicinata al
malato per salutarlo e gli ho chiesto: “Come
ti senti?” Nessuna parola, solo un bel sorriso
e una forte stretta di mano riconoscente.
Verso le tre del mattino abbiamo ripreso il
viaggio di ritorno, contenti per lo sforzo
fatto e riflettendo sul valore della vita. Nel
cuore della notte abbiamo portato Gesù a
Domingos! Non sono le grandi cose che
facciamo che ci rendono grandi, ma l’amore
che ci muove. P. Médaille ci ricorda che lo
zelo sarà grande se grande è l’amore.
Lo Spirito ci illumini e ci guidi ad annunciare
con gioia il Vangelo.
Suor Teresita Valsania
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Notizie
UN NUOVO GERMOGLIO NEL PICCOLO DISEGNO IN BRASILE
Marcia, una giovane che da
tempo accompagna la vita
delle suore di San Giuseppe
di Cuneo presenti in Vila de
Cava, periferia di Rio di Janeiro, e cerca di vivere nel
suo quotidiano il carisma di
Comunione, ha sentito che il
Signore la chiamava a fare un
passo più radicale nella sua
vita. Infatti, dopo un lungo
percorso come membro del
gruppo dei laici del Piccolo Disegno e un periodo di
accompagnamento spirituale e di intensa preghiera, ha chiesto alla nostra madre Generale di
poter consacrare la sua vita come Laica.
La sera dell’ 11 gennaio 2014, nella parrocchia
di San Sebastiano in Vila de Cava, circondata
da molti amici, dai responsabili della parrocchia,
dal gruppo dei laici del Piccolo Disegno, dai ragazzi del catechismo, dalla sua famiglia e da tutta la Delegazione del Brasile, nelle mani di madre M. Nives, Marcia ha fatto li voto di castità e
ha promesso di vivere la povertà e l’obbedienza
evangeliche per un anno.
Nelle sue parole, al termine della celebrazione,
Marcia ci ha trasmesso un po’ la sua storia di
fede: “Ho ricevuto il battesimo da adulta e mi
ha accompagnato nel percorso di preparazione
suor Anita che ricordo con molta stima. Sempre
sono stata vicina alle suore, mi sentivo attratta
dalla loro vita, ma non riuscivo a comprendere il
“sogno” di Dio per me. Sono
molto legata alla mia famiglia
e il pensiero di vivere lontana
non mi lasciava nella pace.
Per questo quando mi è stata
presentata questa forma di
consacrazione di vita il mio
cuore ha incontrato “casa”.
“Ti benedico Padre, Signore
del cielo e della terra, perché
hai rivelato queste cose ai
piccoli...”(Mt.11,25).
È questa la Parola di Dio che
meglio manifesta il volto di
chi è Marcia. Lei fa parte dei piccoli che il Signore sceglie per confondere i forti. Giovane
sempre allegra anche se la sua salute la rende
fragile, semplice e sempre disponibile, attenta alle piccole cose e grande nella condivisione di sè. Molto impegnata nella vita della sua
parrocchia: catechista, ministro dell’Eucaristia,
membro della pastorale che visita gli ammalati, è molto attiva anche nella sua famiglia. Una
persona che quando ti parla manifesta la bontà
e la tenerezza del Signore e nel suo agire tesse
reti di comunione.
Per il gruppo delle suore della Delegazione del
Brasile e per tutta la Congregazione è questo
un grande dono del Signore e un forte stimolo
a cercare sempre nuovi cammini, per continuare
ad aiutare i giovani ad assumere con coraggio e
responsabilità la propria vocazione.
Le suore del Brasile
AFRICA
CAMEROUN - In cammino… verso la pace
“Andate incontro all’altro
con il dialogo, il perdono
e la riconciliazione per costruire la pace, la giustizia e
la speranza attorno a voi!”:
le parole di papa Francesco
le abbiamo accolte come
un appello e una sfida per
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noi e per le nostre comunità cristiane. In questi ultimi mesi ci siamo spesso interrogate sul
come conciliare la scelta di continuare a vivere l’amore evangelico mentre siamo assaliti
dalla paura, a causa dell’insicurezza che regna nella nostra zona, a seguito delle violenze perpetrate da alcuni individui appartenenti
alla setta dei Boko Haram.
Notizie
Abbiamo celebrato il Natale, in un clima di
palese contraddizione; il messaggio di pace
degli angeli sembrava una nota stonata. Attorno alla parrocchia erano schierati i militari per garantire la sicurezza; sono arrivata in
Chiesa scortata da un poliziotto armato e
all’uscita la camionetta della polizia ci ha ricondotte a casa!
I fatti sono stati diffusi anche dai mass media:
la setta islamista dei Boko Haram, sorta nella
vicina Nigeria, e il cui significato letterale dice
che la 'civiltà occidentale è cattiva', ultimamente si è trasferita anche nel Nord Cameroun. Il suo scopo è distruggere le scuole e la
cultura, diabolica manifestazione dell’oppressione occidentale, e imporre ovunque la Charia, la stretta osservanza della loro interpretazione del Corano. Per questo, in Nigeria,
assaltano scuole e villaggi e la gente, fugge
dove può. Molti si sono rifugiati in Camerun,
dopo aver perso case, terre e raccolti. La nostra diocesi, situata proprio alla frontiera, ha
allestito due campi profughi e quasi tutti i
villaggi accolgono i rifugiati. Il prezzo di questa solidarietà grande, ma le conseguenze
le abbiamo subite sulla nostra pelle, perché
purtroppo fra questi ‘rifugiati’ si sono infiltrate altre persone non ben intenzionate che
vogliono imporre qui il clima di violenza e di
paura. Siccome ogni organizzazione richiede
denaro e personale, questi Boko Haram hanno escogitato i rapimenti a scopo di estorsione, prima di due famiglie francesi e poi di
un nostro missionario, sempre francese; per
fortuna, entrambi a lieto fine. Ora stanno cercando proseliti, soprattutto fra i giovani, facilmente attirati dal denaro e dalla prospettiva
di un qualche lavoro. Alla base, sappiamo,
c’è un grave problema sociale, lo afferma
Mgr Egbebo, vicaire apostolique de Bomadi, in Nigéria: “Boko Haram diventerebbero
più deboli se la gente avesse la prospettiva di
una vita decente. Qui regna una grande anarchia e una criminalità sfrenata». Lo stesso vale
certamente per il Cameroun: “è la rabbia di
fronte alla povertà e all’ingiustizia che spinge
alcuni giovani verso il terrorismo e la ricerca
di uno stato islamico - afferma Christian Au-
renche, un prete francese che lavora qui da
40 anni: "Per questo la lotta contro la povertà
e il rispetto dei diritti umani sono la base per
garantire la sicurezza".
Il terrorismo ha dunque radici profonde e non
è riducibile a una questione religiosa, anche
se sovente si nasconde dietro questa facciata.
I veri responsabili sono coloro che utilizzano il
malessere dei giovani sotto la copertura infame della religione per farne dei rapaci pronti
a uccidere. Ma non per questo si può dire che
si tratta di una guerra religiosa.
Di qui l’altra nostra grande sfida del momento
per il nostro cammino verso la pace : il dialogo
vero e costruttivo tra credenti. In Diocesi, da
parecchie generazioni, una popolazione composta da gente molto diversa sul piano culturale e religioso, vive nella pace e nella concordia. “Siamo perciò disgustati, - afferma il
nostro vescovo, mons. Philippe Stevens, - nel
vedere che alcuni individui cerchino di mettere in questione questa armonia nel nome di
una pretesa volontà divina che camuffa la cupidigia e il desiderio di sopraffazione di alcuni
individui sugli altri. Questo rimette in causa la
motivazione della nostra presenza finalizzata a
portare la gioia del Vangelo, come annuncio
a ogni uomo nella sua realtà di figlio di Dio,
chiamato quindi a vivere la fraternità”.
Insieme perciò, dobbiamo trovare le modalità
per costruire la pace e combattere la barbarie del terrorismo. Molte autorità mussulmane
hanno dimostrato solidarietà e condannato i
rapimenti e gli atti violenti perpetrati in nome
di Allah. Come cristiani, camminiamo seguendo Gesù via, verità e vita e principe della pace;
se rimaniamo con Lui, riusciremo ad arginare
la violenza e costruire la vera pace.
Con l’aiuto della preghiera e il sostegno fedele di tanti amici cerchiamo perciò di continuare la nostra missione, pur restando attenti
e accorti ai segni e alle consegne delle autorità competenti. Un grazie cordiale e sincero
a tutti.
A nome delle nostre due comunità di Mora
e di Salak, unita a suor Gabriella, suor Astrid,
suor Marie, suor Eliane e suor Berthe,
Suor Gemma Dalmasso
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Notizie
Con lo sguardo a orizzonti AMPI…
note dal viaggio nella
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
Nel convegno per la Vita consacrata che si è
tenuto a Torino, il 22 febbraio 2014, Giovanni
Dalpiaz, un benedettino camaldolese, ha detto: “È osservando l’insieme della cattolicità,
cioè della Chiesa universale, che possiamo
comprendere le
profonde novità
che rendono il
presente un tempo di grazia, carico di speranza,
attese, creatività.
Ciò non è così
evidente se ci
limitiamo all’orizzonte dell’Italia
e
dell’Europa,
ma un anno fa
fu eletto papa
Francesco e tutti fummo obbligati ad alzare lo
sguardo verso
quei territori ‘quasi alla fine del mondo’ che
distrattamente consideriamo terra di missione
… Rapidamente, quasi all’improvviso, ci siamo accorti di quanto in quest’ultimo secolo
sia cambiata la geografia della presenza ecclesiale, assumendo sempre di più un volto
universale … In Africa, in Asia, in America Latina la Chiesa è obbligata a confrontarsi con povertà, stridenti disuguaglianze sociali, assenza
di protezione e
sicurezza, paesi
nei quali la narrazione
biblica
dell’oppressione,
dell’esilio, della persecuzione,
trova
puntuale
riscontro nel vissuto quotidiano
… È in questi
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contesti che la Chiesa sta vivendo un tempo
di creatività, di vitalità spirituale e di crescita”.
Nel nostro recente viaggio in Congo per visitare 5 delle nostre comunità di suore di San
Giuseppe che vivono e operano nella zona
della capitale
Kinshasa, abbiamo potuto
vedere alcuni
segni di questa
nuova vitalità
che è presente nella Chiesa
africana, nella
vita religiosa in
genere e anche
nelle nostre comunità, pur in
mezzo a tante
difficoltà e contraddizioni che
spesso rendono il quotidiano
abbastanza pesante e complicato.
È stato bello incontrare le giovani che sono
nella nostra casa di formazione e dialogare
con loro!
Sono ragazze aperte e disinvolte, senza complessi e che provengono da varie parti del
Congo, anche molto lontane dalla capitale,
portando nella comunità la ricchezza della
propria cultura come pure l’esperienza del
cammino, a volte anche lungo e
combattuto, che
ognuna ha dovuto fare per riuscire
ad ottenere un diploma, orientarsi
nella società e nel
lavoro e poi per
decidersi di farsi
suore, una scelta
Notizie
di vita che anche in Africa sta
diventando una scelta contro
corrente e tutt’altro che scontata.
Per alcune settimane abbiamo
condiviso la quotidianità delle
nostre comunità di Kimwenza,
Selembao e Makala che si trovano nelle periferie della capitale, in quartieri disseminati su
colline argillose che si stanno
sgretolando a causa dell’erosione, conseguenza di un disboscamento selvaggio e di
piogge torrenziali.
Le nostre sorelle condividono
con la gente i disagi e la fatica
di vivere in quartieri sovraffollati e difficili da raggiungere,
dove sono di casa il degrado, l’insicurezza, la
violenza e la promiscuità.
La presenza delle suore su quelle strade e nelle attività di quelle parrocchie, il loro servizio
al dispensario, nelle scuole e nel centro di formazione per gli handicappati, situati proprio
in quei quartieri popolari, sono segni di vita
e di speranza, che rispondono alle esigenze
della gente, nella prospettiva di contribuire
alla costruzione di una convivenza più serena
e di una società più coesa.
Le nostre giovani suore che lavorano e insegnano nella scuola materna, nella scuola primaria e nel centro per handicappati scommettono ogni giorno sul valore dell’educazione e
della formazione dei giovani, anche di quelli
più in difficoltà, e per questo impiegano il loro
tempo e dedicano le loro migliori energie,
con pazienza e creatività, perché i bambini
che oggi cercano di educare possano essere
nella società di domani persone capaci di relazioni positive e cittadini che hanno a cuore il
bene comune e la crescita del paese.
Abbiamo trascorso gli ultimi 15 giorni a Limete, dove si trova la comunità a cui fanno
riferimento tutte le altre nostre comunità
disseminate nei quartieri di Kinshasa oppure
all’interno del paese.
Qui è il luogo dove si arriva e da dove si par-
te, la comunità che accoglie le sorelle quando
devono andare da una comunità all’altra, la
comunità a cui tutte possono fare riferimento
per acquistare nella capitale le cose che non
si possono trovare nelle missioni o nelle zone
interne del paese.
È la comunità che si fa carico e provvede alle
necessità di tutte le suore come pure delle
scuole, dei dispensari e dei centri di formazione di cui ci occupiamo nelle varie parti del
Congo.
La presenza delle suore italiane in Congo è
ormai molto piccola, ma è bello constatare
come le nostre sorelle congolesi hanno saputo accogliere e attualizzare nell’oggi l’eredità
spirituale e apostolica che le suore missionarie hanno lasciato!
Sono loro che oggi cercano di rendere presenti nella loro vita e nei loro gesti lo spirito del Piccolo Disegno e si fanno carico di
portare avanti, con senso di responsabilità e
impegno, pur in mezzo a tante difficoltà e fatiche, la missione delle suore di suore di San
Giuseppe in terra africana, lavorando per la
promozione umana e spirituale del prossimo,
ponendo attenzione alle persone più fragili e
più in difficoltà e cercando, al tempo stesso,
anche di provvedere al proprio sostentamento.
Madre M. Nives e suor Lucia
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Spazio Giovani
RISONANZE...
... DALLA CALABRIA
INCONTRO GRUPPO GIOVANI di ROMBIOLO E di
ORSIGLIADI CON SUOR MARIA ROSA PORRETTA
ALCUNI GIOVANI RACCONTANO
- Ho sentito dire che quando Dio chiama e noi
rispondiamo alla sua chiamata, la nostra vita
cambia, in primo piano verrà messa la sua volontà e non il nostro volere.
Quando siamo avvolti da
momenti bui e sentiamo
sulle spalle un peso che ci
schiaccia, basta volgere lo
sguardo a “LUI” e vedremo tutto con un’altra ottica. La storia della vocazione di suor Maria Rosa per noi giovani è stata la
testimonianza di chi ha accolto Dio nella sua vita
abbandonandosi al suo volere.
Così rispose Gesù a Pietro: “In Verità vi dico, non
c’è nessuno che abbia lasciato casa o moglie o
fratelli o genitori o figli per il regno di Dio, che
non riceva molto di più...”. È questo che testimonia suor M. Rosa lasciando la famiglia, il paese e tutti i suoi affetti più cari per seguire la
via che Dio le ha rivelato. Il suo andare contro
tutti per un Sì ‘misterioso’ che, visto da una prospettiva razionale, sa di pazzia, ma che racchiude l’essenza della fede cristiana. Il timore umano
di scappare via; andare contro il padre e contro i principi della vita abitudinaria del proprio
ambiente, spesso ha fermato molte persone,
ma per lei non è stato così. Quello che ci ha trasmesso è che quando una persona si abbandona
alla fede in Dio e la coltiva in modo speciale, riuscirà a portare la luce anche dove scendono
le tenebre. Il suo abbandonarsi in Dio per
lei si rivelò con una scelta giusta e che pian
piano rese felici anche i suoi, ed è ciò che
ci viene chiesto di fare nel Vangelo di Luca,
"abbandonarsi alla Provvidenza". Questa
testimonianza così profonda non poteva
che concludersi con un canto che mette in
risalto le scelte di chi, con umiltà, abbraccia
il cambiamento che sta avvenendo nella sua
vita, spogliandosi di tutte le paure e incertezze per mettersi al servizio del volere di
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Dio. “Eccomi, Signor, vengo a te, mio Re, che
si compia in me la tua volontà … Come tu mi
vuoi …” Grazie per averci regalato una profonda
testimonianza!
Maria Grazia
- “Come tu mi vuoi, io sarò. Dove tu mi vuoi, io
andrò”, così recita un noto canto religioso, ma è
anche la ‘filosofia’ di vita che ha accompagnato
e che continua ad accompagnare sr. M. Rosa,
la quale ha lasciato affetti e amici per seguire la
sua vocazione o, come lei stessa ama definire,
la ‘chiamata’ di quell’entità superiore e ancora
sconosciuta ai suoi occhi. I temi trattati, le domande e le riflessioni condivise ci hanno fatto
ricordare e rivivere la storia della vocazione di sr.
M. Rosa caratterizzata da un inizio difficoltoso,
ma anche da una piacevole scoperta che si è
rivelata “miniera preziosa” per la sua esistenza,
ovvero l’amore per Cristo. Tenacia e forza d’animo sono le parole chiave che emergono dalla
sua testimonianza e le donano veridicità e serena saggezza; è il seme caduto in un buon terreno che porta frutto con perseveranza. A noi, che
abbiamo avuto la fortuna di ascoltare e rivivere
tutto questo, non rimane altro da dire se non
‘GRAZIE!’.
Claudia
- Dio ha un progetto ben preciso per ciascuno
di noi. Da sempre sapeva che saresti diventata
suora e tu hai risposto alla sua chiamata. Grazie all’aiuto di Dio hai raggiunto 25 anni di Vita
Consacrata. Come ci hai raccontato, intraprendere questo cammino di fede è stato sempre un
tuo desiderio che è maturato fin dall’adolescen-
Spazio Giovani
za. La tua testimonianza è stata molto significativa, ci ha fatto capire che è bello spendere la
vita per il Signore. All’inizio tuo papà era contrario alla tua scelta e sperava che cambiassi idea,
quando poi ha visto che non c’era nulla da fare,
si è rassegnato, ma non riusciva ancora a capire.
Particolarmente significativo e forte deve essere stato l’incontro e l’abbraccio con tuo papà,
quando è venuto a Cuneo per trovarti, questo
per te è stato un grande segno; e come hai raccontato, da quel giorno lui ha capito la ragione
della tua scelta.
Ti ringraziamo per aver voluto condividere momenti della tua vita con noi e, quando vuoi ritornare per stare insieme a noi giovani, sei sempre
la benvenuta. Sara
- Suor Maria Rosa, una suora di San Giuseppe
di Cuneo, ha dedicato a noi giovani una serata
nella quale ha raccontato la sua vocazione e la
sua esperienza, una volta cominciato il cammino
con Gesù suo Sposo. Suor Maria Rosa ha parlato a noi con tono confidenziale e felice, soprattutto quando ricordava la sua vita nel paese
di Rombiolo. Mentre parlava esponeva tutti gli
avvenimenti che hanno segnato il suo percorso
spirituale, i momenti di gioia e anche di difficoltà, superati però grazie all’aiuto di Gesù e della
preghiera. Per noi giovani è stato importante
ascoltare la sua testimonianza, ci ha trasmesso
la forza e l’audacia nel seguire Gesù, sempre
e dovunque, sia a scuola con i bambini che in
parrocchia. È stato rassicurante per ognuno di
noi sapere che anche lei, una suora, ha avuto
momenti difficili che l’hanno portata a scelte
faticose; questo ci ha dato tanta forza e tanta
speranza. L’esperienza con suor Maria Rosa è
stata una della tante vissute insieme al gruppo
giovani. Il gruppo è nato dalla voglia di avvicinarci sempre di più a Dio, conoscere Gesù e
condividere tutte le esperienze che ci possono
portare a Lui. Il percorso di Catechesi guidato
dal parroco don Raffaele, suor Rosanna e suor
Elvira si alterna anche ad alcune attività a servizio della Comunità. In occasione del S. Natale
abbiamo deciso di offrire la nostra compagnia
agli ammalati e agli anziani che non possono più
partecipare alle iniziative della parrocchia. Abbiamo portato un semplice pensiero, creato da
noi stessi, per augurare loro un sereno Natale e
un felice Anno Nuovo. È stato toccante cogliere
in essi la sofferenza che provano a causa della malattia, ma è stato ancora più significativo
vedere che un po’ di compagnia, una semplice
stretta di mano e una preghiera detta insieme
possono emozionarli e far tornare loro il sorriso.
Una simile esperienza l’abbiamo fatta alla Casa
di Riposo del nostro paese. La suora che gestisce questa struttura ci ha invitati a entrare nella
piccola cappella dove si ritrovano per pregare.
Insieme abbiamo cantato una canzone al Bimbo
Gesù affidandogli l’incontro che avremmo avuto
subito dopo. Nella sala dove le signore passano
il tempo, chiacchierando e guardando la televisione, abbiamo incontrato le anziane e subito
abbiamo avvertito in loro la gioia per la nostra
visita. Ci siamo scambiati strette di mano, baci,
abbracci, parole di conforto e d’augurio. Noi
giovani siamo molto grati per questo ‘dono’
reciproco fatto di gesti semplici, di allegria, vissuto pregando e cantando insieme. Uscendo ci
siamo ripromessi di fare queste azioni più spesso ed ecco subito l’idea: organizzare una tombolata per i diversamente abili ed emarginati
di Rombiolo. In fretta abbiamo organizzato un
pomeriggio con tombolata, canti e panettone
che è andato ben oltre l’aspettativa. Con un po’
di musica natalizia, i ragazzi sono stati accolti da
noi giovani che cercavamo di diffondere felicità
e spensieratezza. È stato indimenticabile sentire le loro parole e osservare i loro occhi pieni
di gratitudine mentre scorrevano i numeri della
tombola, si scherzava e si affrontavano discorsi
seri e toccanti. La cosa più emozionante è stata
ascoltare le loro preghiere nelle quali affidavano i propri genitori e familiari, l’intero mondo,
gli anziani, gli ammalati, i bambini, le famiglie,
i giovani alla Madonna e a Gesù. A conclusione
dell’incontro in un clima di gioia e di festa abbiamo condiviso dolci e bevande.
Come gruppo collaboriamo anche con la consulta pastorale giovanile diocesana che si incontra ogni 15 giorni. Vi partecipano 5 di noi in
rappresentanza della Parrocchia, per organizzare e preparare gli incontri diocesani per giovani,
che si svolgono nelle varie zone, ai quali tutti
cerchiamo di prendere parte. Sono esperienze
che segnano il nostro cammino e danno a tutti
noi giovani la forza di continuare a percorrere
questa strada spinti dall’amore e dal bene verso
il prossimo.
Monica
19
Spazio Giovani
... DALLA SORGENTE - CUNEO
WEEK END 31 GENNAIO/2 FEBBRAIO 2014
A La Sorgente dal 31 gennaio al 2 febbraio,
con un bel gruppo di giovani over 18, abbiamo
vissuto un week end speciale... un week end
con Gesù col desiderio di vivere "sulla stessa
lunghezza d'onda" del Suo Cuore, dei Suoi Sentimenti e della Sua Parola e di imparare a scegliere secondo il Sogno di Dio ...
Sono stati di grande aiuto la condivisione di
vita, le riflessioni, i momenti di silenzio e di preghiera, le testimonianze, il confronto sereno e
profondo ...
Un grosso grazie a sr. Enrica Moia e alle novizie
Cinzia e Valentina...
Grazie di cuore!
Sr Grazia
Il Weekend è stato bellissimo ed è stato utile
per imparare a guardare dentro il mio cuore.
Tutte le persone presenti sono state una luce
per me. Grazie di cuore a tutti.
Enrico
Scegliere secondo il cuore di Dio vuol dire camminare con fiducia nel nostro cammino di vita
verso un progetto d’amore che il Signore ha
scelto per noi. Occorre però orientare la bussola della nostra vita verso il “NORD di Gesù”
e camminare con fiducia verso la realizzazione
del nostro sogno, con la certezza che il nostro
Compagno di viaggio ci indicherà la strada da
percorrere. Spesso siamo immersi nella quotidianità di impegni, lavoro, rumori e distrazioni,
per questo dobbiamo fermarci un attimo, stare
in silenzio e ascoltare Gesù che ci parla attraverso la Sua Parola.
Mi è piaciuto molto il simbolo-chiave, la bussola, scelto per l’incontro e il significato ad esso
attribuito: puntare l’ago verso il Nord che è
Gesù, fidarci e affidarci al Signore, la nostra Bussola Speciale da tenere stretta vicina a noi.
Francesca
LA NOSTRA VITA: UN PROGETTO!
Il weekend alla Sorgente questa volta era incentrato sul DISCERNIMENTO: “Sulla stessa lunghezza d'onda!”
Ho avuto insieme ad altri giovani la fortuna di
poter ascoltare la lectio di suor Enrica, da Torino
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e le testimonianze di due ragazze, novizie.
È stato per me un weekend eccezionale, non
solo per la splendida compagnia delle sisters, i
momenti di allegria e convivialità, ma per tutto
quello che ho vissuto nel profondo tra contrastanti mozioni, sensazioni.
Mettermi a nudo, così come sono, di fronte a
Gesù è stato straordinario, avevo proprio bisogno di leggere dentro di me, di capire realmente e magari, perché no, di rispondere alle domande: cosa sto sentendo? Cosa penso? Cosa
succede nel mio cuore?
Vivere il silenzio, facendo silenzio, è stato importante per cercare di ascoltare il Signore, che
parla, che chiama per nome, con pazienza, perseverando, non stancandosi mai, aspettando,
accompagnandoti sempre nelle tue scelte e
soprattutto nella scelta più importante: la TUA
vocazione!
Riflettere sulla vocazione non è così scontato e
semplice, richiede un cammino, una voglia di
ricerca costante accompagnata dall'incessante preghiera e lettura della Parola. Suor Enrica
ha fatto notare l’importanza di avere una guida
spirituale che ti accompagna, che ti fa scorgere
magari qualche luce.
Le testimonianze delle due ragazze novizie mi
hanno colpito particolarmente. Il mio cuore si è
mosso e commosso e anche un po' inquietato,
ma vedevo nei loro occhi una gioia, una pace,
una serenità tali che veramente ho capito quanto sia importante ricercare quest'ultime in Dio,
nella propria vocazione, perché Dio è con noi
sempre e ci dà la grande opportunità di trovare
e vivere nella gioia piena, nella pace e serenità
piena già qui, sulla terra! Straordinario!
Le due novizie hanno raccontato la loro voca-
Spazio Giovani
zione, i problemi e contrasti che sono sorti dalla
scelta, ma anche e soprattutto la gioia e la pace
che le hanno invase, trovando CONFERMA,
ogni giorno, della loro decisione! Gloria
NOI SIAMO LÌ PER AIUTARE GESÙ!
Tante sono le iniziative rivolte ai fratelli in difficoltà proposte dalle Sorelle di San Giuseppe:
personalmente partecipo ad alcune: la distribuzione della colazione ai poveri e la "presenza"
nella 'Casa Madre Speranza' a Cuneo.
Ogni esperienza è diversa, pur essendo apparentemente simile. Diciamo che, più lo fai e più
"ti piace", ti senti utile: è bello riuscire a osservare con occhi sempre nuovi, imparare a dare
valore al servizio in sé; si ha a che fare con persone diverse... diverse da noi per origini, cultura, tradizioni, abitudini... diverse tra loro... diverse una volta dall'altra, persone che non sempre
sanno apprezzare quanto ricevono (pane, latte..., una parola, un ascolto, una compagnia...)
ma l’importante è non lasciarsi prendere dalla
"desolazione" e dallo scoraggiamento derivante da: "non apprezzano, quindi non serve... non
sono utile..." e questo, quando avviene, è un in-
vito a crescere nella gratuità dell’amore. Fortunatamente la maggioranza dei fratelli bisognosi
che incontriamo apprezza e con un sorriso e uno
sguardo ricambia più di quanto ci si possa immaginare... Ciò che è importante è che NOI
SIAMO LÌ PER AIUTARE GESÙ! "...Tutto quello
che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli
più piccoli, l’avete fatto a me" (Mt 25).
Valeria
Sole a Mezzanotte - febbraio 14
Il Signore è passato nella tua città, sulla tua strada: quella che percorri ogni giorno per andare a
scuola, all'università o al lavoro.
Il Signore è passato nella tua vita.
Bartimeo, il cieco mendicante lungo la strada,
grida al passaggio del Signore e, quando cercano di zittirlo, lui grida ancora più forte!
Bartimeo ha un'urgenza nel cuore e non permette a nessuno di intromettersi fra di lui e il
Signore.
È focalizzato su Gesù.
Signore che anche noi, mossi dal CORAGGIO di
Bartimeo, possiamo gridare per cercarti, per avvicinarci di più a te, nonostante le nostre cecità!
Sonia
... DAL BRASILE
“Ferie alternative” per i giovani
della Diocesi di Guarapuava, Paranà
Più di 100 giovani della diocesi di Guarapuava, regione centrale del Paranà (Brasile), hanno
vissuto, in modo differente, 10 giorni delle loro
ferie di Gennaio (17-26). Accompagnati da alcuni sacerdoti e suore, hanno raggiunto la Parrocchia di Nova Tebas (140 km da Guarapuava)
per partecipare della missione Giovani (MDJ).
La missione giovani è un progetto diocesano
che ha come obiettivo l’evangelizzazione della gioventù. I giovani, prima di evangelizzare,
sono stati evangelizzati preparandosi con incontri e studio, poi sono inviati nella parrocchia
per animare le celebrazioni, organizzare incontri di formazione per bambini, ragazzi, coppie,
adulti…
Una delle principali attività che ci vede impegnati è la visita alle famiglie. Questo è il mo-
mento che più di ogni altro tocca il nostro cuore
e quello dei giovani. Infatti ci incontriamo con
varie storie di vita, di fede, di dolore e di speranza che ci fanno sentire con mano la presenza
di Dio ‘Padre e Madre’. Durante la visita dialoghiamo con la famiglia, preghiamo insieme e
benediciamo la casa, la terra, il lavoro, le persone. Al centro di tutto c’è la Parola di Dio, alimento per tutti coloro che desiderano crescere
nel suo amore e nella vita cristiana.
Noi suore di San Giuseppe di Cuneo, che stiamo lavorando nella parrocchia di Rio Bonito
do Iguaçu (diocesi di Guarapuava), sosteniamo
questa attività, crediamo in essa e cerchiamo
di dare il nostro contributo sia nella formazione dei giovani sia condividendo con loro i dieci
giorni di missione. I dieci giovani della nostra
parrocchia che quest’ anno hanno partecipato a
questa esperienza sono molto inseriti nella vita
della comunità; sono animatori, responsabili di
attività giovanili, organizzatori con noi delle set-
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Spazio Giovani
timane comunitarie
e portano
in cuore
il sogno
di poter
rivivere la
GMG in Polonia e, chissà, anche di visitare l’Italia
e la nostra Congrega-
zione. Crediamo che i semi gettati nel cuore dei
giovani possono crescere e dare molto frutto.
Il Brasile ha bisogno di giovani che sappiano
andare controcorrente, che vivano con più responsabilità i loro impegni; ha bisogno di giovani che sognino una vita diversa, con grandi
valori e con amore per Gesù e la sua Chiesa.
Noi siamo una piccola presenza, ma portiamo
in cuore il grande sogno di padre Médaille (nostro fondatore): "che la comunione e l’amore si
diffondano in tutto il mondo".
Suor Sandra e Suor Anna Martini
... DALL’ARGENTINA - Esperienza con i gruppi vocazionali
“FESTEGGIAMO LA VITA
CHE CI HA FATTE INCONTRARE”
I gruppi chiamati ‘Las mandalas’ di Bosques
(Buenos Aires) e ‘Las huellas’ di Puerto Piray
(Missiones) si sono incontrati a Bosques per vivere giorni veramente indimenticabili. Insieme
con la novizia Isabel abbiamo cercato di favorire
uno spazio di integrazione nella diversità, per essere comunità, preghiera, missione che si anima
nel condividere la vita con tutto ciò che questa
richiede.
Condividere i lavori che fanno parte della convivenza di ogni giorno, come esperienza vera del
fare comunità, è stata una vera sfida. I momenti
di preghiera sono stati vissuti come spazio di incontro fecondo con se stesse e quindi con Dio,
a partire da diversi modi di pregare. La missione
è stata caratterizzata a partire da ciò che si è e si
ha per metterlo a servizio degli altri.
Le giovani si sono dimostrate disposte a offrire i
loro doni, la loro gioia ed energia e così sono riuscite a rendere fraterna la convivenza superando
gli inconvenienti che genera la vita.
Sono rimaste desiderose di ripetere l’esperienza
il prossimo anno e, se Dio vuole, così sarà. Ci
resta un lungo anno per sognare l’incontro.
Hna Viviana
L’esperienza dei due gruppi è stata molto arricchente perché insieme abbiamo scoperto la
presenza di Dio nel quotidiano, abbiamo potuto condividere momenti di gioco con i bambini,
gioie, entusiasmi e sogni, momenti di silenzio e
di incontro con Gesù. Abbiamo celebrato un incontro nel quale ognuna ha potuto condividere
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con le altre i suoi
talenti. Così pure
il gruppo Huellas
ha potuto conoscere la nuova
realtà di Buenos
Aires. Una condivisione
dalla
quale
ognuna
è tornata con il
cuore pieno di nomi e di volti e con il desiderio
di incontrarsi ancora.
Grazie a tutte e tutti perché ci avete accompagnate con la preghiera e ci avete aiutate a rendere possibile questo incontro.
Isabel Loose
È stata un’ esperienza unica di incontro, di amicizia tra di noi, di scoperta dell’ amore di Dio che
vive in ognuna. Sono tornata con la pace nel
cuore e nuove energie per essere lo strumento
di cui Dio ha bisogno. Barrios Vanina ‘gruppo
huellas’ Puerto Piray Missiones
È stato un piacere realizzare nella mia vita l’esperienza della vita comunitaria: grazie alla guida di Viviana e Isabel abbiamo potuto scoprire
nuove forme di preghiera, ad esempio pregare
con i salmi, con la Parola di Dio, con la preghiera contemplativa e la danza. Questo ci ha permesso di aprire la nostra mente e di incontrarci
con Gesù nel silenzio. Ho potuto constatare che,
nonostante ogni gruppo abbia abitudini diverse,
abbiamo potuto conoscerci, comunicare, convivere e condividere con molta gioia.
Erica “gruppo mandalas”
Berazategui- Buenos Aires
Semi di Comunione
SEMI DI COMUNIONE
Adotta un progetto
Mentre continuano le varie iniziative di sostegno ai poveri,
quest'anno ci impegniamo ad adottare i seguenti progetti:
Romania
PROGETTO
PER LA ROMANIA
In Costanza - Romania - ci sono molte
famiglie con serie difficoltà economiche.
Noi, come comunità, desideriamo sostenere una mamma con 5 figli, il maggiore
ha 16 anni e il minore 1 anno. Questa famiglia non ha alcuna risorsa economica
se non qualche aiuto con alimenti provenienti dal comune o dalla comunità europea.
Ci impegniamo a sostenere questa famiglia
affinché i ragazzi possano frequentare la scuola ed avere il necessario per una vita dignitosa
e per favorire loro un futuro di speranza.
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Semi di Comunione
Argentina
AIUTIAMO BAMBINI E ADOLESCENTI A RISCHIO
Questo progetto ha lo scopo di coscientizzare la
società di fronte alle situazioni di violenza che soffrono
i bambini, le bambine e gli adolescenti. Proponiamo
laboratori dove gli stessi adolescenti si preparano per
proporre il problema all’opinione pubblica, invitando a
realizzare azioni concrete di attenzione verso l’infanzia
e l’adolescenza. Investire negli adolescenti apre nuove
strade di speranza per affrontare questa realtà. Per realizzare queste attività abbiamo bisogno di mezzi, di educatori preparati, di materiale.
Hermana Isabel - Puerto Piray Missiones
Il centro ricreativo “Rincón de la amistad” da 12 anni cerca di
essere un luogo di prevenzione e di cura per bambine, bambini
e adolescenti. Il nostro tentativo è di continuare questo servizio,
cercando di affrontare la realtà che minaccia i preadolescenti che
partecipano al centro. L’anno scorso, grazie agli aiuti ricevuti,
siamo riusciti ad ampliare lo spazio costruendo un salone dove
possono esprimersi attraverso l’arte plastica; abbiamo constatato
la diminuzione dell’aggressività tra loro perché la loro energia è
canalizzata nel disegnare, dipingere, modellare. Siamo convinte
che dobbiamo sostenere questo progetto per aiutarli a imparare
relazioni più sane. Perché questo continui a dare frutto dobbiamo contare su persone preparate che sostengano gli animatori
che, seppure animati da buone intenzioni, non
hanno la possibilità di rispondere alle esigenze del
gruppo. Sappiamo che questo è solo una goccia
d’acqua nel mare, ma siamo coscienti dell’importanza del lavoro quotidiano con questi bambini,
bambine, adolescenti. Abbiamo bisogno di aiuto,
sappiamo che non siamo soli e che vale la pena di
investire su questo per il futuro.
Hermana Viviana- Bosques – Buenos Aires
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Semi di Comunione
Brasile
Nucleo SUOR AMELIA e
SPERANZA PER IL FUTURO
Sono due centri socio educativi che,
a cominciare dallo stesso nome evocano anni di dedizione di una suora
a favore della gente di Vila de Cava
e l’obiettivo di tutti i Centri del Cecom.
I due centri, dal lunedì al venerdì, danno la possibilità a 50 bambini/e e adolescenti dai 7 ai 13 anni, appartenenti a famiglie con basso reddito e/o con situazioni familiari
problematiche di recuperare le lacune scolastiche.
Offrono inoltre attività educative, ricreative, uscite culturali,
passeggiate, insieme a una alimentazione sana e bilanciata.
Ecco alcune delle proposte realizzate nei Centri:
•Attività di appoggio scolare nelle varie materie, realizzate in forma creativa e dinamica.
•Giochi, letture, creazione di cartelloni sui diritti dei bambini e sui valori come l’amicizia,
la solidarietà, il rispetto, ecc...
•Laboratorio di lettura: a partire da un tema i
bambini scelgono un racconto e, attraverso
la creazione di pupazzi, lo presentano ad altri gruppi.
•Uscite all’aperto per intervistare gli abitanti
della comunità e rendersi conto della diversità culturale e di provenienza;
•Cine - arte: proiezione di un film con successivo dibattito a partire dalla propria esperienza
e realtà.
Nei Centri operano una coordinatrice, due educatrici, un’ operatrice pedagogica, due cuoche
e un'addetta alla pulizia degli ambienti. Le persone assunte sono in prevalenza membri della
comunità parrocchiale.
Nei volti allegri e impegnati di questi bambini
c’é il loro e il nostro grande GRAZIE!
La comunità di Vila di Cava
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Semi di Comunione
Repubblica Democratica del Congo
Sostegno alimentare per i ragazzi sordi di Kikwit
Le nostre sorelle a Kikwit, in Congo, continuano a lavorare accanto e per i ragazzi
audiolesi, offrendo loro la possibilità di andare a scuola in un Istituto dove si applica
un metodo d’insegnamento adatto ai sordi e accogliendo, in una specie di collegio,
circa una ventina di sordomuti, ragazzi e ragazze, che per varie ragioni non possono
rientrare ogni giorno a casa loro.
Poiché il contributo che le famiglie di questi sordi possono dare per il loro sostentamento è molto piccolo, vogliamo proporre all’attenzione di tutti i nostri amici e benefattori un nostro progetto finalizzato all’alimentazione di questi ragazzi.
Sono circa 20, ragazzi e ragazze, con un’età compresa tra gli 8 e i 16 anni, tutti alunni
della scuola per sordi gestita e diretta dalle nostre suore della comunità di Kikwit.
Abitano in una casa dove, come in un piccolo collegio, mangiano, dormono, studiano,
giocano… per circa 9 mesi all’anno! Sono seguiti e guidati dalle suore e da una mamma. Il pasto giornaliero più importante è a base di farina di mais e di manioco. Con
essa si prepara una specie
di polenta a cui si accompagna una salsa con della
verdura, oppure del pesce
secco e, in alcune rare occasioni, della carne.
Per varie ragioni, provvedere all’alimentazione
quotidiana di questi 20
adolescenti, che crescono e che sono ‘di buona
forchetta’, sta diventando
un impegno molto grande. Tuttavia desideriamo
continuare questo servizio
affinché questi sordi possano continuare ad avere
almeno il minimo indispensabile per la loro crescita umana, intellettuale e anche spirituale. Vi ringraziamo di
cuore per la vostra collaborazione e il vostro
sostegno.
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Semi di Comunione
Cameroun
Servizi igienici
per la scuola
di Yakang
Yakang è un piccolo villaggio
agricolo del Nord Cameroun
e fa parte della parrocchia di
Salak dove vivono e lavorano
le nostre suore. Rispondendo
alle richieste di numerose famiglie del posto le nostre suore 2 anni fa, in collaborazione
con la parrocchia e gli uffici diocesani hanno dato avvio a una nuova scuola
elementare. Il primo anno, la prima e unica classe che c’era ha fatto lezione
nella cappella del villaggio, che la domenica accoglieva la gente per la messa e durante la settimana i bambini per la scuola. Nel 2013, con l’aiuto di
benefattori, è stato costruito un primo caseggiato con 2 aule che attualmente ospitano circa un centinaio di alunni provenienti da Yakang e dai villaggi
vicini.
Ora è necessario e urgente provvedere alla costruzione di servizi igienici
adeguati al luogo e al numero dei ragazzi che aumenterà di anno in anno.
Yakang ha una popolazione povera e il contributo che i genitori possono
dare per la costruzione dei servizi igienici è minimo per questo ci rivolgiamo
ancora alla generosità di amici e benefattori.
Gli alunni che usufruiranno di questi servizi non potranno ricambiare che
con la gratitudine e la preghiera, tuttavia sapere che i bimbi di un villaggio
potranno frequentare
le lezioni e studiare
sentendosi a proprio
a proprio agio nella
propria scuola è anche questa una bella
soddisfazione che si
unisce alla certezza
che anche così si collabora alla crescita umana e intellettuale di
tanti ragazzi.
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i
Appuntamenti
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A "LA SORGENTE"
Week-end a Susa 16-17-18 maggio 2014
m
e
n
Possibilità di scegliere e di vivere un week-end all’Alpe di Papa Giovanni (Limonetto)
Ritiro dei Laici del Piccolo Disegno 4 maggio 2014
Chiamati alla Comunione
LA SFIDA DELL’AMORE
Questi incontri sono rivolti agli sposi per crescere insieme e come coppia.
Attraverso interventi di esperti, momenti di preghiera e di condivisione si vuole vivere
la vocazione dei laici: conoscere l’annuncio di Gesù per portarlo nella realtà del mondo, aiutati dalla spiritualità di Padre Médaille e delle suore di San Giuseppe.
Gli incontri si svolgono a “La Sorgente” dalle 17 alle 22 (cena compresa)
A
p
p
u
n
t
a
Corso Brunet n° 14/A
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Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a:
Suor Daniela Ansaldi Tel. 0171/ 480653 E-mail [email protected]
Suor Esterina Franchino Tel. 0171/ 692269 E-mail [email protected]
Walter Cometto e Federica Bernardi Tel. 0171/403138
E-mail [email protected]
Calendario - Incontri:
24 MAGGIO 2014
GIUBILEI DI PROFESSIONE RELIGIOSA 2014
Sabato 17 maggio 2014 alle ore 16.00
ci uniremo alla lode e al ringraziamento delle nostre sorelle che celebrano il loro 25° - 50° - 60°
anniversario di PROFESSIONE RELIGIOSA nella
Celebrazione Eucaristica che sarà presieduta da
Mons. Giuseppe Cavallotto Vescovo di Cuneo e
Fossano nella Cappella della ‘Casa dell’Immacolata’ Corso Giovanni XXIII, 19 - Cuneo
Per riflettere
NEL GIARDINO DI DIO
“I fiori cantano con noi la gioia e l’esultanza. Le
energie del risorto raggiungono ogni creatura,
ogni essere, ciascuno di noi.
Noi siamo i fiori. Siamo noi a fiorire, a spalancare
la corolla dello Spirito, all’incontro personale e
diretto con il Signore;siamo lì per essere da lui
amati, purificati, umanizzati, trasformati, fecondati, resi santi dalla sua presenza“.
Suor Maria Giorgia con questo suo libro, vuole
mettere a disposizione di tutti la sua esperienza nel campo dei fiori a servizio della liturgia
e offre un patrimonio di informazioni, idee e
stimoli per ogni tempo dell’anno liturgico.
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Per riflettere
Meditando la verità di Dio altissimo
Nel lontano mistero dei tempi,
Dio parlava al suo popolo per mezzo dei profeti.
Nella pienezza dei tempi Dio mandò sulla terra il Suo Figlio divino
nella persona di Gesù per annunciare a tutti la verità.
Il Maestro divino ci ha rivelato il volto e l’amore del Padre celeste
che ci ha creati a sua immagine e somiglianza.
Ci ha pure insegnato a invocarlo con la preghiera
che lui stesso ha formulato amorevolmente per noi.
L’anima nostra spirituale e immortale ha fame di Dio.
La scintilla del divino che porta in sé anela all’infinito
motivo per cui i beni materiali non lo possono saziare.
Solo in Gesù il nostro cuore trova la sua stabile dimora.
Le sue parole sono spirito e vita e irradiano la verità
che ci guida a vivere sulla terra come cittadini del cielo
passando per la via stretta, difficile, ma felice
perché segnata dalle orme del nostro Pastore buono.
Il suo infinito amore per noi lo spinge a sostenere la nostra fragilità
con il suo miracolo più grande, umanamente incomprensibile,
stupenda fantasia divina
di darci in cibo la sua carne e il suo sangue
realmente presenti nell’ostia santa
come viatico per il cammino,
assicurandoci la sua presenza fino alla fine del mondo.
L’esperienza della vita eucaristica vissuta ogni giorno con Gesù
rende forte e sicura la nostra fede.
Uniti a Lui, come il tralcio alla vite,
riceviamo il coraggio per portare la nostra inevitabile croce.
La sua forza unitiva
ci tiene intimamente uniti al Padre celeste come figli
e ci apre alla fraternità con i membri della grande famiglia umana
presenti sulla terra e in cielo.
Quando tutto sembrava perduto, esplode la Risurrezione di Gesù,
glorioso mistero che sostiene la nostra Fede.
Con il Cristo Risorto, tutto risorge nella gioia. E viene lo Spirito Santo
per convincere il mondo sulla verità di Dio l’Altissimo.
Si moltiplicano i discepoli di Gesù. Cresce la schiera dei santi martiri.
Si diffonde il Vangelo fino agli estremi confini della terra.
E lo spirito ribelle si umilia ed implora:
“O Cristo, hai vinto! Sul mio orgoglio pianta la tua croce
perchè io possa gioire della Tua Risurrezione”.
Sr. Nazarena
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Per pregare
La vera gioia
La vera gioia nasce dalla pace,
la vera gioia non consuma il cuore,
è come un fuoco con il suo calore
e dona vita quando il cuore muore;
la vera gioia costruisce il mondo
e porta luce nell'oscurità.
La vera gioia nasce dalla luce,
che splende viva in un cuore puro,
la verità sostiene la sua fiamma
perciò non tiene ombra né menzogna,
la vera gioia libera il tuo cuore,
ti rende canto nella libertà.
La vera gioia vola sopra il mondo
ed il peccato non potrà fermarla,
le sue ali splendono di grazia,
dono di Cristo e della sua salvezza
e tutti unisce come in un abbraccio
e tutti ama nella carità.
Marco Frisina
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Nella tua vita abiti sempre
la vera gioia della Pasqua!
Auguri!
Congrega zione delle Suore di San Giuseppe di Cuneo - 12100 Cuneo - corso Giovanni XXIII, 17
Tel: 0171.692269 - Fax: 0171.67319 - E-mail: [email protected]
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INCONTRO AMICI Anno 61 n. 1/2014 - Direttore Responsabile: Don Antonio Gandolfo
Autorizzazione Tribunale di Cuneo n. 90 del 25-08-1954 - Stampa: MG Servizi Tipografici 12010 Vignolo (CN)
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Aprile - Suore San Giuseppe Cuneo