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www.lasignoraingiallorosso.it
Anno III • n. 1 • Gennaio 2007 • Rivista mensile • Distribuito gratuitamente • Aut. Trib. di Roma n. 113/2005 del 24/03/05
“QUESTA MIA ROMA
È UNO SPETTACOLO“
La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
L’Editoriale
di Alessandro Catapano
BUON ANNO
ROMA
LA ROMA NON HA
L’ANELLO AL NASO
Qualche volta la Roma è stata terra di conquista
adesso è diventata un traguardo professionale.
Chi non accetta questa realtà è pregato di togliere il disturbo. O meglio di disturbare gli altri
(Cassano docet).
Le lacrime che noi tifosi immaginiamo di coccodrillo sono, purtroppo per chi è andato via, autentiche. Samuel, Emerson, Capello, Cassano, Cufrè,
Zebina, Tancredi e Neri, citati in ordine sparso, sono ora contenti professionalmente?
La risposta è della Befana giallorosa che, essendo
buona ma non fessa, augura un buon 2007 anche a loro ricordando a tutti che la A.S. Roma non
ha più l’anello al naso.
Coloro che già abitano a Trigoria hanno avuto la
visita del Babbo Natale romanista che, oltre ai tradizionali regali, ha portato qualche letterina, leggasi contratto, da firmare per poter programmare un futuro pieno di successi.
Il resto conta poco o nulla!
di Massimo Ruggeri
Il padrone di casa
Il nuovo inquilino
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ostiene Califano, in una di
quelle canzoni che piuttosto somigliano a parabole di
vita, che fare la spesa è un
mestiere, pure piuttosto complicato
se devi mandare avanti la baracca
con quello che passa il convento.
Comprare bene e spendere meno, è
la sfida di ogni giorno. Mangiare come vuole Dio, è l’obiettivo da portare a casa. Facile, scontato, pure banale se hai il libretto degli assegni di
Moratti. Che ci vuole? Riempi il carrello e passi alla cassa. Paghi e te ne
vai. Senza rinunciare a niente altro.
Che gusto c’è? Oddio, Luciano
Spalletti ci risponderebbe che lui sì,
e senza cadere nel banale, proverebbe a fare il Roberto Mancini. Anche
per un solo giorno. Sai che gusto,
magari prenderebbe subito Adriano.
“Ti (ri)nomino Imperatore”, gli direbbe. Ce lo confessò in una notte
di mezza estate, sotto le stelle di
Castelrotto, mentre sorseggiava una
tazza di camomilla. Ma erano chiacchiere. Sogni che restano irrealizzabili. Anche nel 2007, la Roma resterà una società che si autofinanzia.
Spalletti lo sa bene. Che non può
mettere mani al portafogli per soddisfare ogni capriccio, che deve arrivare alla fine del mese con meno affanni rispetto al passato, ma senza
esagerare, senza farsi prendere dall’entusiasmo. Senza sognare. E ci sta
lo stesso, almeno così pare. L’anno
S
nuovo si aprirà con la sua firma, la
prima di una lunga lista. Altri quattro anni di contratto, fino al 2011,
sarebbero sei stagioni consecutive.
Nemmeno Capello ha osato tanto.
Luciano da Certaldo diventerebbe il
Ferguson de’ noantri. La Roma non
sa immaginare un futuro senza di lui.
Perciò si aspetta che il tecnico firmi
subito, senza ulteriori esitazioni.
Considerato che Totti sta qui (per
fortuna) e non c’è bisogno di blindarlo (ma se vuole giocare fino a
quarant’anni dategli una penna per
firmare!), Spalletti potrebbe rivelarsi
il miglior acquisto anche del 2007.
Insieme alle conferme dei big, altrimenti anche ripetere lo straordinario 2006 sarà troppa roba. Occhio
alle pretendenti, che sono tante e
agguerrite. E, come direbbe l’amico
Piero Torri, offrono parecchi cammelli. Per gli acquisti, non vi fate
troppe illusioni. Vietate follie, questo
lo sapete. Sarebbe già tanto acquistarli, e non prenderli in prestito o
comproprietà, i calciatori. Ma in fondo, che male c’è? A fare qualche sacrificio, qualche rinuncia, per far quadrare i conti alla fine del mese.
Come in tante famiglie italiane. E la
Roma, in fondo, è una grande famiglia. Dove l’educazione conta più di
ogni altra cosa. Qui non si riempie
il carrello di cose inutili. Qui fare la
spesa è un mestiere. Buon anno
Roma!
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Aut. Trib. di Roma n. 113/2005 del 24/03/05
Dir. Responsabile • Massimo Ruggeri
Finito di stampare 15 gennaio 2007
Prossima uscita 15 febbraio 2007
Tiratura 5.000 copie
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La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
L’Eco
del
Filosofo
L’Eco del Filosofo
di Giuseppe Manfridi
gennaio 2007. Meno sette. Queste le coordinate
di calendario e di classifica che ci riguardano a tutt’oggi,
quando mi accingo a scrivere il
pezzo per la mia rubrica. Vi sarà
facile, perciò, immaginarmi con lo
spirito di chi ancora si reputi entro il tempo consentito per farvi gli auguri di un felice anno
nuovo auguri scaltrissimi, dal momento che i vostri desideri
(sportivi) immagino coincidano in
gran parte coi miei. Quando mi
leggerete, però, saremo più prossimi a carnevale che a capodanno, per cui tanto vale partire non
dalla data ma da ciò che le sussegue. Ossia, dal meno sette.
Nella lunga sosta natalizia, per
me ancora in atto, ci sì è molto
interrogati sulla possibilità concreta di erodere questo margine
che ci separa da un’Inter strutturatissima, e obiettivamente difficile da immaginare in una fase
di stanca. Anche perché come le
va fuori forma un giocatore,
Mancini è in grado di tirar fuori
dall’armadio un intero stock di
cloni tra cui scegliere a suo piacimento. Capirete che, con questo incredibile vantaggio di partenza, il bel gioco diveni un’opzione decisamente secondaria.
Da parte nostra, se ne è andato
Montella ed è arrivato Tavano.
Altra questione: ci abbiamo rimesso o guadagnato? Un quesito da cui ho sempre inteso tirarmi fuori. Montella è parte sostanziale della nostra identità recente. Montella è una quadrupletta alla Lazio, è uno scudetto
vinto, è una conoscenza ormai
2
dedicato a Massimo Billi
acquisita dell’uomo e dell’atleta
che, negli anni, ha consentito lo
stabilirsi di un rapporto tra noi
e Vincenzino assai più ricco di luci che di ombre. Tavano, perciò,
non va interpretato come colui
che arriva al posto suo, altrimenti una scintilla di ingenerosa antipatia scatterebbe nel cuore di
molti, e si addosserebbe al giocatore, già reduce da un passaggio difficile in Spagna, un handicap che non merita di certo.
Fatto sta che, via l’uno e dentro
l’altro, l’organico rimane quantitativamente quel che era (vi ricordo la data on cui scrivo queste note), e noi, purtroppo, è
proprio nella quantità che denunciamo il limite che ci rende
impari ai nerazzurri. Insomma,
l’avrete capito, il vertice sommo,
almeno per quest’anno, lo vedo
difficilmente raggiungibile, ma la
questione è un’altra. Nel grande
bailamme susseguente a calciopoli, la nostra dirigenza ha comunque dimostrato di poter attestare la squadra a livelli di solidità in ogni caso notevoli, ed è
questa la strada da perseguire,
pur prevedendo che le agognate
coppe da sollevare braccia al cielo non è che siano proprio dietro l’angolo.Tanto più, e diciamolo con orgoglio, che a livello europeo, stiamo persistendo nell’ardua ma esaltante avventura
della Champions, e non nella ben
più abbordabile Coppa Uefa.
Per paradosso, mi viene da dire
che qui si tratta di continuare un
ciclo ancor prima che cominci.
Ovvero, di resistere su questa
strada con la consapevolezza che
Vincenzo Montella
se l’Inter lo scudetto può solo
perderlo, noi possiamo fare altrettanto col secondo posto.
Piazzamento da non disdegnare
affatto, sia per il prestigio, sia per
tutto l’indotto economico che
significa.
Pensiamo solo un anno fa quanto lo abbiamo sognato! Da queste basi sarà possibile, poi, pensare a riproporci la stagione
ventura con ambizioni più chiare e determinate circa il vertice, e puntarci dritti. È evidente
che nelle mie considerazioni, la
scaramanzia ha una gran parte,
e se mi diceste: “Bene, sicché firmeresti per arrivare secondo!”,
confesso che, con tutto quel
meno sette e coi divari di organico che ci affliggono, ci penserei parecchio.
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UN
PER
La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
OCULATO PRESENTE
UN DOMANI RADIOSO
Stefano Okaka
Ricardo Faty
Aleandro Rosi
Alberto Aquilani
Rodrigo Defendi
Gianluca Curci
La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
5
L’inchiesta
di Piergiorgio Bruni
aramente, nella recente storia romanista, si poteva far affidamento su un
gruppo così compatto e anagraficamente giovane. Sulle ceneri degli effimeri fasti dell’era capelliana, la Società ha ricostruito meticolosamente l’avvenire.
La Roma di oggi, può tranquillamente strizzare l’occhio al domani. L’età media dei titolari a disposizione di Spalletti è molto bassa, appena 27.5 anni di media, e cala ancora di più se consideriamo che, le cosiddette seconde linee, sono quasi tutti ragazzotti provenienti dal settore giovanile romanista. Vediamo nel dettaglio le posizioni contrattuali dei giovani virgulti giallorossi:
Aquilani:
anni 22 – scadenza contratto 2009
Curci:
anni 21 – scadenza contratto 2010
Virga:
anni 20 – scadenza contratto 2008
Rosi:
anni 19 – scadenza contratto 2010
Okaka:
anni 17 – scadenza contratto 2008
R
A tutto questo, non si possono certamente dimenticare alcuni oculati investimenti
fatti nell’ultimo calcio mercato estivo, come
Centro tecnico "Fulvio Bernardini" di Trigoria
ad esempio Ricardo Faty, anni 20 – scadenza contratto 2010 e Rodrigo Defendi, anch’egli anni 20 – scadenza contratto 2007.
Entrambi, per forza di cose, abbassano ulteriormente il dato fino a raggiungere lo
strabiliante valore di 25,2 anni. Poi, se consideriamo che ognuno di loro è destinato
a una crescita sia tecnica sia fisica otteniamo la quadratura del cerchio.
Poi, volendo fare una minima panoramica
peninsulare e prendendo in esame l’età media delle avversarie storiche, Inter e Milan,
possiamo notare che entrambe si assestano intorno ai 30 anni. Discorso a parte per
la Juventus, la star della serie B, che, per
mezzo della sua rifondazione etico–societaria, probabilmente già dal prossimo torneo,
qualora riuscisse a guadagnarsi sul campo la
promozione, si ritroverebbe una rosa abbastanza giovane e di buone prospettive. Una
rosa da ampliare con qualche innesto mirato. Sempre che i pezzi pregiati non decidano di avventurarsi verso altri lidi.
Ma, tutto questo, è un discorso che ci interessa davvero un’inerzia, anche perché se
il presente ha delle rimarcate tinte giallorosse, il futuro si specchia e si trova maledettamente bello nella Roma.
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La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
Tra storia
“seconda puntata”
ROMA
CAPUT MUNDI
uperata la cosiddetta età
regia, la città di Roma, ormai in netto e repentino
sviluppo socio - culturale, transitò
verso una fase di governo più stabile, democratica e culturalmente
evoluta. Iniziava così, il periodo repubblicano. Le classi dirigenti si
aprirono all’influenza della cultura
greca e vennero importate, in maniera massiccia, opere d’arte dalla
Grecia e dalle province orientali
di cultura ellenistica.
Roma cominciava a emergere come la città dominante del Lazio,
ma nel 387 a.C. venne pesantemente saccheggiata dagli invasori
galli, guidati da Brenno che con
successo avevano già invaso
l’Etruria. Successivamente, ristabilito l’ordine, e durante tutta l’età
repubblicana Roma, giocò d’anticipò, conducendo una lunga serie di
guerre: conquistò l’Etruria, si impadronì di territori dei Galli a
nord, respingendo gli altri latini e
le popolazioni sannite a sud. Nel
290 a.C. più della metà della penisola italica era controllata da
Roma. Nel III secolo a.C. anche le
famose poleis greche vennero
portate sotto il suo controllo.
Le guerre contro le diverse popolazioni italiche, contro i galli, i cartaginesi e i macedoni, portarono
Roma, a consolidare il dominio
sull’Italia e a iniziare l’espansione
coloniale.
Nel 146 a.C., dopo un assedio durato ben tre anni e altrettante
guerre combattute (le guerre
Puniche) nell’arco di più di un secolo,
cadde
definitivamente
Cartagine, che fu poi rasa al suolo e cosparsa di sale dalle truppe
S
romane comandate da Publio
Cornelio Scipione Emiliano.
Successivamente, venne conquistata e distrutta anche Corinto,
città simbolo della resistenza greca alla politica di espansione romana.
Con queste due grandi vittorie,
Roma abbandonò il ruolo di potenza regionale nel Mediterraneo
occidentale per assurgere a superpotenza incontrastata di tutto il
bacino, che per ovvie motivazioni
di prima, venne chiamato con l’appellativo di “mare nostrum”.
Ma non furono soltanto rose e
fiori, perché, i problemi connessi
a un’espansione così grande e repentina che la Repubblica dovette
affrontare furono enormi e di diversa natura. Le grandi e piccole
istituzioni romane erano fino ad
allora concepite per amministrare
un piccolo stato, con l’incremento delle conquiste, le province si
stendevano dall’Iberia, all’Africa,
alla Grecia, all’Asia.
Le continue guerre in patria e all’estero, inoltre, immisero sul
“mercato” una quantità enorme
di schiavi, i quali vennero quasi
esclusivamente impiegati nelle
aziende agricole dei patrizi romani, con ripercussioni profondamente negative sul tessuto sociale romano. Infatti la piccola proprietà terriera andò rapidamente
in crisi a causa della maggior
competitività dei latifondi schiavistici (l’antenata della manovalanza a basso costo), ciò provocò da
una parte la concentrazione dei
terreni coltivabili in poche mani
e una grande quantità di merci a
buon mercato, dall’altra però ge-
Publio Cornelio Scipione Emiliano
nerò la nascita del cosiddetto
sottoproletariato urbano: tutte
quelle famiglie costrette a lasciare le campagne si rifugiarono nell’urbe, dove non avevano un lavoro, una casa e di che sfamarsi
dando origine a pericolose tensioni sociali abilmente sfruttate
dai politici più scaltri.
Senza dimenticare il contatto con
la civiltà greca e l’arrivo nella città di moltissimi schiavi ellenici, che
in molti casi erano più colti e
istruiti dei loro stessi padroni, che
generò nel popolo romano, specialmente tra la classe dirigente,
sentimenti e passioni ambivalenti:
da una parte si desiderava rinnovare i costumi rurali romani “mos
maiorum” introducendo usanze e
conoscenze
provenienti
dall’Oriente. Questo comportamento accrebbe sì il livello culturale
dei Romani, almeno dei patrizi, generando però anche una decadenza dei valori morali, testimoniata
dalla diffusione di costumi e abitudini perfino oggi moralmente
discutibili.
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La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
e leggenda
MAGICA
A.S. ROMA
ppena 14 anni dopo la
sua fondazione e dietro
un decennio di piazzamenti più o meno buoni, nella
stagione 1941/’42 arrivò inaspettato il primo trionfo importante: lo scudetto, conquistato il
14 giugno del 1942 battendo per
2-0 il Modena nell’allora Stadio
Nazionale, progenitore dell’attuale “Stadio Flaminio”. Gli anni
‘30 si erano conclusi con l’egemonia del Bologna e dell’Ambrosiana che si erano divise gli ultimi due scudetti, ergendosi pertanto a favorite per la
conquista del titolo. La squadra
giallorossa nella stagione precedente si era addirittura classificata undicesima. Il protagonista
della stagione, con 18 reti messe a segno, fu comunque un giovane
centravanti:
Amedeo
Amadei, chiamato amorevolmente dai tifosi romanisti il “fornaretto” Per la prima volta nella storia del calcio lo scudetto
tricolore venne assegnato ad
una squadra del centro Italia, al
di sotto della pianura padana.
L’anno dopo la vittoria dello
scudetto, il presidente Bazzini,
probabilmente poco avvezzo alla gestione tecnica del gruppo,
decise di confermare in blocco
la squadra autrice di quella stagione straordinaria, commettendo un gravissimo errore che lentamente portò i meccanismi della squadra ad un improvviso e
inesorabile tracollo sportivo. Lo
sbaglio principale fu quello di
non considerare che l’età media
A
della risicata rosa
capitolina era notevolmente alta,
soprattutto per i
parametri dell’epoca quando la
carriera di un atleta
terminava
molto prima rispetto ad oggi.
Ma, se da un lato questa poteva
essere considerata la causa principale del declino immediato
della squadra dello scudetto, sicuramente non va trascurato l’aspetto che da un altro lato cominciava ad affermarsi nella realtà del campionato italiano la
squadra che avrebbe dominato
la scena nei travagliati anni 40, il
Grande Torino. La Seconda
Guerra mondiale pose fine al
torneo nazionale che venne sospeso per tre anni, in cui vennero giocati in maniera amatoriale
solo dei campionati regionali o
locali. La massima rassegna calcistica italiana, riprese soltanto
nel 1945/’46 e venne suddivisa
di nuovo in due gironi, uno per
il nord ed uno per il centro sud.
La Roma però non riuscì a competere con le altre formazioni
provenienti dal settentrione, ma
soprattutto era impossibile per
quella squadra confrontarsi con
il Torino che si dimostrava imbattibile per chiunque. Ma gli anni ’50 sono il periodo di declino per la formazione giallorosa.
Nella stagione 1950/’51, sulla
panchina si avvicendarono diversi allenatori. La squadra perse 11
Giacomo Losi
partite per 1-0, ogni volta che la
squadra subiva un gol non era
in grado di rimontare crollando
in una sorta di impotenza nei
confronti dell’avversario, il tracollo fu inevitabile e quell’anno
si concretizzò così la prima ed
unica retrocessione in nella serie cadetta. Ma il purgatorio della B durò appena dodici mesi, il
22 giugno del 1952, a dieci anni
esatti dalla conquista dello scudetto, i giallorossi festeggiarono
il ritorno in serie A. Trascorsi la
cosiddetta ricostruzione, dopo
tanto penare, anche la Roma ebbe il suo boom e, nella stagione
1960/’61 iniziò la sua espansione in Europa. L’undici romanista
conquistò la Coppa delle Fiere,
torneo al quale partecipavano le
squadre appartenenti a grandi
città ospitanti di fiere internazionali del commercio, praticamente l’antenata dell’attuale
Coppa Uefa. La Roma, capitanata da Giacomo Losi conquistò
l’ambito trofeo vincendo contro
il Birmingham City.
Continua….
8
La Signora in Giallorosso - dicembre 2006
di Piergiorgio Bruni
GIGI PROIETTI RACCO
M
i racconti la genesi del Suo
amore viscerale per Roma
e la Roma?
A
l calcio ha sempre preferito il tennis da tavolo e il
baseball, perche?
Amo questa città dalla mia nascita,
come una bella donna ne apprezzo
anche i suoi difetti. L’amore per la
Roma è nato qualche anno più tardi e dal quel momento le due passioni hanno corso e vissuto sullo stesso binario. D’altronde la Roma è l’unica squadra della Capitale.
Devo ammettere che non sono mai
stato molto bravo a giocare a calcio, praticare altri sport mi divertiva saltuariamente. Da ragazzo ero
affascinato esclusivamente da questi splendidi colori, anche se non ne
capivo ancora i veri particolari, le
sfumature.
n quali occasioni si è sentito appagato pienamente
dalla sua professione?
he cosa permette all’attore
di godere dell’immortalità
del ricordo?
I
Il mio lavoro è divertimento.
Divertirmi e trasmettere le mie emozioni a chi mi ascolta per me è il
massimo. Da qualche tempo a questa parte mi occupo quasi interamente di regie, potrei dire, facendo
un piccolo paragone che da giocatore sono passato a fare l’allenatore.
C
Viviamo in un’epoca dove i mass-media enfatizzano il passato grazie anche ai documenti visivi. Ad esempio,
del grande Petrolini, purtroppo, non
abbiamo un ricordo nitido. Ma c’è un
aspetto che credo debba essere sottolineato: la memoria collettiva, il ricordo dei popoli, sarà sempre più forte di qualsiasi documento.
roietti, Lei ormai è nell’olimpo dei grandissimi, ma
per arrivarci, forse, bisogna non accontentarsi mai. Che
cos’altro farà da grande?
P
Il vecchio sogno, ovvero quello di gestire un teatro nella mia città, per
fortuna lo ho già realizzato. In futuro, mi piacerebbe molto fare del cinema, anzi portare il mio teatro nel
cinema. E chissà, la rappresentazione più bella potrebbe essere proprio
la mia Roma.
iovinezza trascorsa nella
periferia urbana, questo ha
contribuito alla sua formazione artistica?
G
Non so dare una risposta precisa, sicuramente la giovinezza trascorsa in
parrochia e negli oratori ha contribuito a farmi scoprire alcuni aspetti
della romanità. Ricordo con piacere
quando mio padre mi regalò una chitarra, credo sia cominciato tutto da lì.
more irrazionale per la
Roma, è prerogativa della
nostra gente, Lei la considera una follia?
A
È una follia necessaria, c’è sempre
qualcosa di irrazionale nella passione. È proprio questo che ci contraddistingue da tutti gli altri. Mitizzare
l’irrazionalità è qualcosa di incredibile e sublime.
La Signora in Giallorosso - dicembre 2006
L’intervista
ONTA LA SUA...
icordi del tempo, raccontano che questo suo essere
così eclettico, nasce fin da
piccolo, nei vicoli di via Giulia.
ccupa la sua mente, un
particolare frammento della storia giallorossa?
R
O
Tutto nasce dalla mia curiosità, dal
desiderio e dalla mia voglia di scoprire sempre quello che accade intorno. E, probabilmente, la maniacalità dei generi nasce anche dal mio
essere un po’ perfezionista.
Incontrai, casualmente, una volta
Falcao a cena e rimasi estasiato
dalla sua intelligenza, un’arguzia
che poi esprimeva a livello tattico
quando stava in campo. Mi ricordo
ancora allo stadio i suoi movimenti
senza palla, quello fu per me il momento della rinascita della Roma.
eritevoli di innovazione, è
blasfemo fare un paragone
fra il suo “A me gli occhi
please” e la Roma di Spalletti?
M
In quello spettacolo io ero solo, e al
contrario, la Roma lavora da collettivo
ma c’è un paragone probante in merito, cerco di inserire tanti aspetti in
uno spettacolo per renderlo universale. Spalletti, nello specifico, sta facendo
tatticamente con i suoi calciatori, lo
stesso genere di lavoro. Per nostra fortuna ha un’infinita riserva di strategie.
A
quale modello teatrale si
potrebbe
ispirare
la
Roma?
In teatro si riportano delle storie,
ognuna con il proprio stile, ma se
dovessi rappresentare la Roma di
Spalletti mi piacerebbe evidenziare
i racconti degli spogliatoi, il momento in cui si forma il gruppo e le motivazioni che conducono i giocatori
a diventare dei vincenti.
GIGI PROIETTI
Gigi Proietti nasce a Roma, in una traversa di via
Giulia, il 2 novembre del 1940, figlio secondogenito di Romano e di Giovanna, fratello minore di
Anna Maria. Avvocato mancato, Gigi Proietti ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ‘60 con
l’esperienza dei teatro-cabaret e teatro-cantina. Di
pari passo con il cosiddetto “proscenio” ha compiuto anche l’esperienza di doppiatore prima e,
attore televisivo e cinematografico poi. Nel 1968
fa il debutto nel piccolo schermo con grandi produzioni come “Il circolo Pickwick” di Gregoretti. La
consacrazione giunge al fianco di Renato Rascel in
una memorabile edizione di “Alleluja brava gente”
di Garinei e Giovannini. Di lì in poi, Proietti, che nel
1987 ha assunto la direzione artistica del Teatro
Stabile dell’Aquila, è passato di successo in successo, diventando uno degli attori italiani più bravi, popolari e amati. Fra i suoi lavori più importanti sono da ricordare: al cinema, “Brancaleone alle crociate” di Monicelli, “L’eredità Ferramenti” di
Bolognini, “Matrimonio” di Altman e “Casotto” di
Sergio Citti. La produzione teatrale è di altissimo
livello: “A me gli occhi, please”, “Come mi piace”,
“I sette re di Roma”, “Caro Petrolini”, “Cirano”,
“Liolà”, “Kean” e, in televisione, “Fatti e fattacci”,
“Fregoli”, “Italian Restaurant”, “Un figlio a metà” e
la fortunata fiction Rai, “Il maresciallo Rocca”.
Proietti ha anche curato la regia teatrale di pregevoli opere come “La Tosca”, “Falstaff ”, “Le nozze di Figaro” e “Romeo e Giulietta”. Praticamente
un’artista a tutto tondo, poliedrico nel suo saper
rappresentare le diverse sfaccettature della società, dal classico al quotidiano. Come già detto, una
vena innovativa è rappresentata da “A me gli occhi please” che, nel 1976, inaugura un nuovo modo di fare teatro, legato essenzialmente alla memoria dell’attore, di cui porta in scena lo smarrimento in un momento in cui furoreggiava il teatro di regia, trasferendo consapevolmente alcuni
modi del teatro d’avanguardia in quello cosiddetto “leggero”. E, al contempo, sforzandosi inoltre di
fare politica invece di parlarne soltanto, divulgando idee e letteratura senza essere pedante.
Dove e quando “La Signora in Giallorosso”
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La Signora in Giallorosso - dicembre 2006
Cartolina
Giallorossa
Un 2006 da favola
iunti alla pausa invernale del campionato è d’uopo di tracciare un provvisorio bilancio dell’anno appena concluso. Il 2006 per la Roma è stato emozionante e ricco di grandi soddisfazioni. In questo
momento l’Inter ci precede di qualche lunghezza,
ma le precedenti stagioni calcistiche e gli almanacchi hanno dimostrato ampiamente che ogni
torneo ha una storia a sé. Quest’anno il campionato è molto livellato e proprio per questo motivo la società giallorossa è rimasta l’unica seria e
concreta sfidante dell’undici di Moratti per il traguardo più ambito. Dobbiamo essere orgogliosi di
tutto ciò, perché i nerazzurri hanno un organico
quantitativamente superiore rispetto a quello che
gestisce Spalletti. Ma i giallorossi hanno un gioco
ormai collaudato e uno schema che non da punti di riferimento agli avversari. L’uomo di Certaldo
è riuscito in poco tempo nell’impresa di far quadrare il cerchio fino ad arrivare ad uno strepitoso record e al secondo posto attuale. Ma un plauso va anche alla Società, ai dirigenti e in particolare a Rosella Sensi e Daniele Pradè. Hanno semplificato il compito dell’allenatore, permettendogli
di svolgere serenamente il suo lavoro e sono riusciti, quasi sempre, ad accontentarlo in sede di
calciomercato. La Roma è una delle poche squadre attualmente in corsa su tutti i fronti: Coppa
Italia, Champions e Campionato. Questo significa
che ogni singolo ingranaggio lavora al meglio delle sue possibilità. Perciò chiudiamo questo bel
2006 con un largo sorriso e guardiamo al 2007
con rinnovate speranze.
E speriamo di poter cantare il 6 marzo “il Lione
s’è addormentato”…..
G
LE PROSSIME AVVERSARIE
Parma
Messina
Il nuovo anno calcistico apre i battenti
all’Olimpico con la sfida di Coppa Italia tra
Roma e Parma. I capitolini arrivano all’appuntamento dopo aver superato agevolmente la Triestina, battuta sia all’andata, sia al ritorno. Il Parma, negli ottavi, ha avuto la meglio, invece, del Napoli. Il duello sembra avvantaggiare nettamente i giallorossi, anche se
il pericolo maggiore potrebbe rivelarsi proprio quello di sottovalutare troppo l’avversario. In caso di passaggio del turno, probabile l’incrocio con il Milan, che non dovrebbe avere troppi problemi a superare il doppio confronto con l’Arezzo.
Livorno
Siena
Trasferta complicata per la Roma nel primo
turno del girone di ritorno. Nelle ultime cinque sfide disputate a Livorno, infatti, i giallorossi hanno raccolto un solo successo a
dispetto dei 3 ottenuti dai padroni di casa.
Poco incoraggianti, nel complesso, i precedenti con la compagine toscana, avanti 7-5
nel computo totale delle vittorie. Soltanto
in due occasioni, invece, la sfida è finita senza vincitori né vinti.
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Capisce di aver sbagliato con Francesco Totti
e gli scrive una lettera che suona tanto di
presa in giro. Auguriamo al Capitano di dedicargli ancora tanti e tanti gol come quelli di Genova e Milano
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L’ultima sfida del girone d’andata vede di
scena la Roma a Messina. Soltanto 4 i precedenti tra le due formazioni al “San
Filippo”, divisi equamente con due vittorie
a testa. Nell’ultima occasione la squadra di
Spalletti si è imposta per 2-0 grazie alle reti di Mexes e Totti, ma nell’anno precedente i giallorossi hanno dovuto soccombere
per 4-3. Nessun pareggio, finora, negli incontri disputati in terra siciliana, così come per i capitolini quest’anno lontano
dall’Olimpico, dove derby a parte, sono
usciti sconfitti una sola volta per mano della Reggina (1-0).
ANTONIO CASSANO
Come calciatore le sue quotazioni stanno
precipitando, ma la sua imitazione di Fabio
Capello gli apre una nuova carriera. Almeno
come attore è “galactico”.
di A.G.R.
Per la 20^ giornata di serie A la Roma torna a giocare all’Olimpico. Avversario di turno sarà il Siena, con il quale i capitoli si
sono affrontati in sole tre occasioni. Tra le
due squadre non è mai finita in parità, ma
i lupi giallorossi hanno potuto sorridere
soltanto in un’occasione, con il 6-0 confezionato nella stagione 2003-2004. Per il resto due sconfitte con 2 gol all’attivo e 5 al
passivo.
11
La Signora in Giallorosso - dicembre 2006
Dietro le quinte
di Caterina Di Lernia
enedetti siano capodanno e la
Befana che permettono a noi de
“La Signora in Giallorosso” versione radiofonica di non alzarci
per ben due domeniche alle 6 del mattino.
A Natale, invece non l’abbiamo scampata,
perché lo stacanovista Ruggeri ha deciso
che la trasmissione, invece del consueto appuntamento, doveva essere fatta il sabato.
Quando l’abbiamo saputo, ingenuamente,
pensavamo a uno scherzo, ma poi ci siamo
resi conto che il nostro mentore non era
mai stato così serio. Ma, più dispiaciuto di
noi per la notizia è stato Gianfranco
Giubilo, che ancora una volta ha visto svanire il sogno di svegliarsi tardi in un giorno di festa. La settimana prima della sosta
natalizia mi hanno costretta ad alzarlo alle
9.10. Dopo nove squilli al telefono mi ha
risposto così: “Oddio, oddio, oddio, chi siete? Ma che ora è?”. Piena di sensi di colpa
gli ho chiesto se poteva fare il collegamento e lui dopo vari improperi si è preso due
minuti per svegliarsi, 120 secondi che ovviamente non avevo. La diretta è iniziata con
le parole: “Ma li mortacci vostri”. E
Massimo, con una calma olimpica:
B
Lo studio de “La Signora in Giallorosso”
“Buongiorno anche a te Gianfry”. Alla fine,
non contento, gli ha anche detto: “Per il
grande apporto che hai dato potevi anche
restare a dormire”. Ora potrete capire come l’ha presa il povero Gianfranco quando
il venerdì gli ho detto che il giorno dopo
l’avrei chiamato.
Peggio di svegliare Giubilo il 23 dicembre
è stato dare il buongiorno alla famiglia
Sensi. Quando Massimo mi ha chiesto di
chiamare a casa del Presidente alle 9 del
mattino ho sperato per un momento che
fossero tutti partiti, anche se sapevo che
il pomeriggio ci sarebbe stata la partita
contro il Cagliari. Mi ha risposto la signora Maria ed è stata dolcissima, accettando subito d’intervenire. Da quel momento in poi essermi scapicollata dal letto non
mi è pesato poi così tanto.
Svegliarsi presto la mattina è deleterio anche ai capelli di Massimo Ruggeri. Peccato
non ci sia la web-cam e solo a pochi eletti sia concesso il piacere di vederli. Hanno
la forma del cuscino e sono particolarmente ricci. La vera particolarità, comunque, sta nel fatto che nessun capello imbocca la stessa direzione dell’altro. Gli oc-
Risposte
pericolose
“
Piergiorgio Bruni
arriva a T9 molto prima
degli altri per:
”
❍ sabotare la sedia di Ruggeri e
condurre la trasmissione
❍ manomettere i microfoni degli
altri ospiti ed essere il solo a
parlare
❍ nascondersi nei camerini e
aspettare che Diana e
Francesca vadano a cambiarsi
chiali da sole sono d’obbligo almeno per
la prima mezz’ora e nessuno di noi ha il
coraggio di alzarli per vedere cosa ci sia
sotto. Quando si entra in studio le lenti
scure fanno spazio agli occhiali da vista. E
che occhiali…Massimo è l’unica persona
che conosco ad avere un cassetto pieno
di occhiali, di ogni genere e forma, e puntualmente si presenta con due lenti senza montatura tenuti insieme da un una
stanghetta di plastica colorata. Gli occhiali dovrebbero servire per leggere i messaggi che arrivano in trasmissione e compaiono sul computer. L’effetto è comunque molto scarso, visto che dopo il primo tentativo, puntualmente, arriva la frase: “Marco, Adriano, leggete voi gli sms, visto che vi piacciono tanto”…
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12
La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
Quelli de...
di Marco Madeddu
TORNEO DI VIAREGGIO
59^ Edizione
I ragazzi di Alberto De Rossi si presentano al via con altissime credenziali
S
port, divertimento, allegria…o se vogliamo, calcio,
giovani, festa: questi i tre elementi fondanti del
torneo giovanile più prestigioso al mondo, quello
di Viareggio, capace di coniugare i valori dello sport con
quelli della vita. Il 5 febbraio avrà inizio la 59ma edizione
della Coppa Carnevale, che vedrà impegnate 48 squadre
tra quelle nazionali ed internazionali. La Roma cercherà di
ottenere il suo quarto successo nella storia della manifestazione, esattamente quanti ne hanno confezionati finora
Inter e Sampdoria. Un ruolo da protagonista spetterà sicuramente alle due compagini più vittoriose in terra toscana, Milan e Fiorentina, al comando dell’albo d’oro con 8
successi a testa.
I ragazzi di Alberto De Rossi, comunque, si presentano al via
con altissime credenziali, grazie soprattutto all’esperienza maturata da molti di loro con la prima squadra: Okaka, Freddi,
Giacomini, Virga, Grillo, Marsili, Maiorani, Palermo e Polverini,
soltanto per citarne alcuni. Nella prima fase (gruppo 4), i giallorossi se la vedranno con i belgi dell’Anderlecht e con i senegalesi del Camberlene, ma la sfida più affascinante è sicuramente quella del derby con la Cisco Roma. Al di là dei pronostici,
il torneo servirà soprattutto per capire meglio le potenzialità
dei giovani del nostro vivaio, ed anche per scoprire e “crescere” i campioni del domani, proprio come è accaduto con i vari Antognoni, Baggio, Baresi, Batistuta, D’Amico, Del Piero,
Giannini, Maldera, Rivera, Totti e molti, molti altri ancora.
I 12 gironi della prima fase del Torneo di Viareggio, in programma dal 5 al 19 febbraio
GRUPPO 1
Juventus
Juventude (Uruguay)
Palermo
Malaysian Indian (Malesia)
GRUPPO 4
Roma
Anderlercht (Belgio)
Cisco Roma
Camberene (Senegal)
GRUPPO 7
Fiorentina
Maccabi Haifa (Israele)
Napoli
Pergocrema
GRUPPO 10
Sampdoria
Liberty Orodea (Romania)
Benevento
Z. Magoer Utd (Zambia)
GRUPPO 2
Milan
Santos (Brasile)
Siena
Leichtardt (Australia)
GRUPPO 5
Empoli
Stella Rossa (Serbia)
Ascoli
Lecco
GRUPPO 8
Torino
OFK Beograd (Serbia)
Perugia
Kallon FC (Sierra Leone)
GRUPPO 11
Vicenza
Club Nazional (Paraguay)
Treviso
S. Olimpiques
GRUPPO 3
Atalanta
Santos Laguna (Messico)
Pisa
Esperia Viareggio
GRUPPO 6
Genoa
Hnnover 96 (Germania)
Reggina
New York (Usa)
GRUPPO 9
Inter
EC Juventude (Brasile)
Modena
San Marino
GIRONE 12
Rappres. Under 18 serie D
Spartak Mosca (Russia)
Parma
Pakhtakor (Uzbekistan)
L’ALBO D’ORO
1949
1950
1951
1952
1953
1954
1955
1956
1957
1958
1959
1960
1961
1962
1963
1964
1965
1966
1967
1968
1969
1970
1971
1972
1973
1974
1975
1976
1977
MILAN
SAMPDORIA
PARTIZAN BELGRADO
MILAN
MILAN
LANEROSSI
LANEROSSI
SPARTAK PRAGA
MILAN
SAMPDORIA
MILAN
MILAN
JUVENTUS
INTERNAZIONALE
SAMPDORIA
DUKLA PRAGA
GENOA
FIORENTINA
BOLOGNA
DUKLA PRAGA
ATALANTA
DUKLA PRAGA
INTERNAZIONALE
DUKLA PRAGA
FIORENTINA
FIORENTINA
NAPOLI
DUKLA PRAGA
SAMPDORIA
1978
1979
1980
1981
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
LE STELLE DEL TORNEO DI VIAREGGIO
FIORENTINA
FIORENTINA
DUKLA PRAGA
ROMA
FIORENTINA
ROMA
TORINO
TORINO
INTER
TORINO
FIORENTINA
TORINO
CESENA
ROMA
FIORENTINA
ATALANTA
JUVENTUS
TORINO
BRESCIA
BARI
TORINO
MILAN
EMPOLI
MILAN
INTER
JUVENTUS
JUVENTUS
JUVENTUS
JUVENTUS
Aldo Agroppi
Giancarlo Antognoni
Franco Baresi
Roberto Baronio
Gabriel Batistuta
Sergio Battistini
Nicola Berti
Roberto Bettega
Roberto Boninsegna
Ivano Bordon
Sergio Campana
Luciano Chiarugi
Fulvio Collovati
Roberto Cravero
Vincenzo D’Amico
Giuseppe Damiani
Alessandro Del Piero
Riccardo Ferri
Mario Frustalupi
Giuseppe Furino
Diego Fuser
Amauri
Guglielmo Gabetto
Giuseppe Galderisi
Giuseppe Giannini
Sergio Gori
Gianluigi Lentini
Aldo Maldera
Giuseppe Marchioro
Sandro Mazzola
(in ordine alfabetico)
Bruno Mora
Domenico Morfeo
Roberto Muzzi
Gabriele Oriali
Andrea Pirlo
Paolo Pulici
Gianni Rivera
Sandro Salvadore
Alessio Tacchinardi
Francesco Totti
Sandro Tovalieri
Giovanni Trapattoni
Jozef Vengloš
Renato Zaccarelli
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La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
non solo calcio
a cura di Adriano Serafini
Roma, Capitale dello Sport
La rivincita dei “cosiddetti” sport minori nel panorama romano
Lottomatica Virtus Roma Basket
Un PalaLottomatica “caldo” è indispensabile”. Questo l’imperativo necessario per scacciare quella crisi che aleggiava, sino a qualche tempo fa, nelle teste di ragazzi di Repesa.
Bodiroga non ha dubbi e indica nella variabile pubblico l’aspetto primario: “Ci crediamo e ce la giocheremo fino in fondo, con l’aiuto del pubblico. Perché per vincere le partite ci vuole tutto il tifo della Virtus”.
Le ultime buone prestazioni collettive stabilizzano quegli equilibri che stavano compromettendo il cammino in Italia e in Eurolega. Chatman e Hawkins hanno ritrovato la luce, inanellando prestazioni convincenti, giocate più con la testa che con l’impulsività e
il fisico. Adesso possiamo dirlo: il ritiro di Norcia dal 21 al 24 dicembre ha permesso
al coach slavo di migliorare una condizione fisica, scadente a inizio stagione, e di creare quello che sarà un “gruppo” nel prossimo futuro. “Siamo una squadra in crescita –
ha detto Repesa – se riusciamo a mantenere la qualità del gioco del primo quarto per
almeno 30 minuti possiamo giocarcela con chiunque in Campionato e in Eurolega”. Di
certo l’ottimismo non manca.
M. Roma Volley
Dopo il successo di spettatori e l’entusiasmo rinato attorno alla squadra nelle trasferte di Verona e Perugia, la M Roma Volley si affaccia prepotentemente ai vertici della
classifica, facendo sognare quello che potrebbe essere uno storico traguardo europeo.
La società, sulle ali dell’entusiasmo, non risparmia iniziative di coinvolgimento verso i
propri sostenitori, mettendo a disposizione, come negli ultimi incontri, tariffe vantaggiose sull’ acquisto dei tagliandi, trasferte organizzate e spese di viaggio offerte interamente dal presidente Massimo Mezzaroma. Le buone prestazioni e l’aver riguadagnato una
posizione in classifica da piazze d’onore hanno letteralmente mobilitato la tifoseria captolina. A conferma che la squadra romana, poco alla volta, ha saputo riconquistare la
sua gente che ora non la segue soltanto nello storico Palazzetto di viale Tiziano. Per
quanto riguarda il dato tecnico, questa volta, Roberto Serniotti ha problemi di abbondanza, perché Semenzato ha smaltito i fastidi al ginocchio destro e Rosalba sembra,
finalmente, avviato sulla strada del completo recupero fisico e psicologico.
Almaviva Capitolina Rugby
I numerosi successi, prima nei settori giovanili e poi anche in quello della prima squadra, sono testimonianza dell’ottimo lavoro svolto in questi pochi anni di vita. Anni che hanno portato l’Unione Rugby Capitolina ad essere il primo club in Italia per numero di tesserati nel settore giovanile, e, ad avere raggiunto in soli 10 anni la promozione in Super10, la massima
divisione in Italia. Alle due società che si occupano di attività sportive, se ne aggiunge una terza la Unione Capitolina ASS. di Volontariato, una Onlus che, in collaborazione con case famiglia e istituti, aiuta concretamente bambini svantaggiati a praticare attività sportiva. La squadra di Massimo Mascioletti, ex capitano della Nazionale ed ex tecnico azzurro, non sta demeritando in una competizione dove l’esperienza e la malizia la fanno da padrone. Lievi note di miglioramento si sono intraviste tra le file dei “capitolini” e l’emozione dell’esordio sembra aver lasciato spazio a una maggiore padronanza dell’ovale. Tanti gli errori ancora da evitare, però, e molte le ingenuità da non ripetere. La stessa Società romana ammette, in un comunicato, “la scarsa abitudine al livello superiore del Super 10”, ma sottolinea le migliori prestazioni del gruppo che ha messo in difficoltà gli avversari in più di una occasione.
14
La Signora in Giallorosso - gennaio 2007
Una riflessione
E SE IL CUORE SI FERMA?
Viaggio nel mondo dei defibrillatori
La Fondazione Antonio Valentino Onlus, per
lo studio e la ricerca delle cardiomiopatie
aritmogene familiari, sin dalla sua costituzione nel 2000 è impegnata nella lotta contro
la Morte Improvvisa, evento spesso non
identificabile in anticipo e, quindi, non prevenibile e, allo stato attuale delle cose, nemmeno facilmente gestibile a livello di soccorsi immediati. Tutto questo conduce a cifre
statistiche impressionanti: 1 persona su 1000
ogni anno, in Italia, è colpita da arresto cardiaco e solo il 2% di esse si salva. A Roma,
su 3500 casi, se ne salvano meno di 100.
Sono numeri questi che devono far riflettere i cittadini e che sicuramente fanno riflettere chi, come noi, ha scelto di impegnarsi
nell’informazione, nella sensibilizzazione e
nella prevenzione di tali eventi luttuosi, che
stravolgono le famiglie coinvolte ma spesso
lasciano indifferenti quanti pensano di essere “sani” e, quindi, immuni da spiacevoli conseguenze. Obiettivo primario, pertanto, è
quello di attivare massicce campagne di informazione nei confronti del cittadino sui rischi cardiovascolari dovuti a malformazioni,
ereditarietà o errati stili di vita e contestualmente promuovere iniziative atte alla diffusione sul territorio dell’unica terapia attualmente possibile in caso di arresto cardiaco:
la defibrillazione elettrica precoce. Essa avviene tramite l’utilizzo immediato sulla persona colpita di un defibrillatore semiautomatico i cui modelli più diffusi in commercio sono attualmente di semplice utilizzo, di
elevata precisione, riconoscono rapidamente la fibrillazione ventricolare (nella maggior
parte dei casi causa dell’arresto cardiaco),
non presuppongono che il soccorritore sappia interpretare l’elettrocardiogramma della
fibrillazione e lo avvertono se è necessario
spingere il pulsante per attivare lo shock
elettrico. Tutte queste caratteristiche rendono questo strumento utilizzabile anche da
personale non medico, purché abbia frequentato con profitto semplici e brevi corsi (la durata minima è di 5 ore) di abilitazione all’uso extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici (BLSD) tenuti però necessariamente da istruttori certificati IRC
(Italian Resuscitation Council). Questa semplice “catena della sopravvivenza” metterebbe automaticamente a disposizione della vittima una grande quantità di soccorritori in
grado di salvargli la vita, tenendo presente
queste poche ma fondamentali nozioni:
• se la fibrillazione atriale alla base dell’arresto cardiaco non viene interrotta entro 5-
8 minuti, vi saranno pochissime possibilità di
salvare la vittima;
• ogni minuto di ritardo nel soccorso diminuisce di circa il 10% la possibilità di sopravvivenza;
• l’interruzione dell’attività respiratoria causa in pochi istanti la mancanza di apporto
di ossigeno al cervello con conseguenza di
danni cerebrali che diventano irreversibili
dopo solo 10 minuti.
Da questo si evince quanto sia importante
oggi mettere in atto progetti di diffusione
capillare e strategica sul territorio di defibrillatori semiautomatici (da integrare all’attuale sistema di soccorso del 118 già in atto su ambulanze, moto e auto “medicalizzate”, reparti di terapia intensiva, etc.), da dislocare massicciamente nei luoghi maggiormente riconosciuti come quelli da “cardioproteggere”, come luoghi pubblici particolarmente affollati (stadi, stazioni, aeroporti, centri commerciali, scuole, cinema,
teatri, etc.) in cui andrebbero collocati più
apparecchi in modo che ognuno di essi possa essere raggiunto in un tempo massimo
di due minuti da qualsiasi punto, i luoghi
dove si praticano attività sportive (palestre, piscine, circoli sportivi, società di calcio, etc.) dal momento che è ormai noto
che nei soggetti con cardiopatia – nota o
non diagnosticata – una delle cause scatenanti è proprio lo sforzo fisico, i grandi
mezzi di trasporto (aerei, navi, treni), piccole comunità poste in luoghi isolati e difficilmente raggiungibili in tempi brevi e poi
scuole, uffici, caserme, alberghi, condomini,
etc.. Un impegno monumentale quindi, non
alla portata del singolo, ma che può nascere e svilupparsi attraverso sinergie tra le
Associazioni, le Istituzioni, le case produttrici di defibrillatori ed i cittadini. Grande impegno in questa direzione è già stato profuso negli ultimi anni da due Associazioni romane: l’Associazione Insieme per il cuore Onlus
e la Fondazione Giorgio Castelli. La prima, presieduta dal prof. Giuliano Altamura, Primario
di Cardiologia dell’Ospedale San Giacomo,
ha ideato e sviluppato il Progetto “Tridente
Vita” attraverso il quale ha distribuito 37
defibrillatori dislocandoli in postazioni fisse,
come quelle della Stazione Termini, della
Stazione Tiburtina, dell’Auditorium e di due
Condomini in zona Prati e in postazioni mobili affidandoli ad automezzi dei Vigili Urbani,
Carabinieri e Vigili del Fuoco, addestrando
in questo modo oltre 500 soccorritori volontari. La seconda, fondata dal dott.
Vincenzo Castelli in seguito alla scomparsa
del figlio Giorgio, giovane calciatore dilettante morto a 16 anni sul campo di gioco per
un arresto cardiaco mentre si allenava con
la sua squadra, in soli 8 mesi di attività ha
già formato 260 operatori afferenti a 29 società di calcio, tra cui l’A.S. Roma Calcio,
di cui 18 hanno già ricevuto in dono il defibrillatore. La Fondazione Antonio Valentino
Onlus ha avuto il privilegio di conoscere entrambe le realtà associative negli ultimi giorni del 2006, in occasione dell’incontro scientifico sulle cardiomiopatie che annualmente
organizza che si è tenuto il 17 dicembre
presso lo Sheraton Golf Parco de’ Medici
Hotel & Resort dal titolo “Proteggiamo il
nostro cuore” e, credendo da sempre nella
inconfutabile utilità dei defibrillatori, promuoverà un incontro tra gli esponenti delle tre associazioni per studiare nuove sinergie ed unire gli sforzi affinché si possano
raggiungere traguardi non alla portata del
singolo. D’altra parte l’obiettivo è comune:
prevenire per ridurre le incidenze di morte
improvvisa e regalare la vita a chi nemmeno sa che potrebbe perderla perché il suo
cuore va in tilt.
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Gennaio 2007 - La Signora in Giallorosso