® ® www.lasignoraingiallorosso.it Anno III • n. 1 • Gennaio 2007 • Rivista mensile • Distribuito gratuitamente • Aut. Trib. di Roma n. 113/2005 del 24/03/05 “QUESTA MIA ROMA È UNO SPETTACOLO“ La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 L’Editoriale di Alessandro Catapano BUON ANNO ROMA LA ROMA NON HA L’ANELLO AL NASO Qualche volta la Roma è stata terra di conquista adesso è diventata un traguardo professionale. Chi non accetta questa realtà è pregato di togliere il disturbo. O meglio di disturbare gli altri (Cassano docet). Le lacrime che noi tifosi immaginiamo di coccodrillo sono, purtroppo per chi è andato via, autentiche. Samuel, Emerson, Capello, Cassano, Cufrè, Zebina, Tancredi e Neri, citati in ordine sparso, sono ora contenti professionalmente? La risposta è della Befana giallorosa che, essendo buona ma non fessa, augura un buon 2007 anche a loro ricordando a tutti che la A.S. Roma non ha più l’anello al naso. Coloro che già abitano a Trigoria hanno avuto la visita del Babbo Natale romanista che, oltre ai tradizionali regali, ha portato qualche letterina, leggasi contratto, da firmare per poter programmare un futuro pieno di successi. Il resto conta poco o nulla! di Massimo Ruggeri Il padrone di casa Il nuovo inquilino ® ostiene Califano, in una di quelle canzoni che piuttosto somigliano a parabole di vita, che fare la spesa è un mestiere, pure piuttosto complicato se devi mandare avanti la baracca con quello che passa il convento. Comprare bene e spendere meno, è la sfida di ogni giorno. Mangiare come vuole Dio, è l’obiettivo da portare a casa. Facile, scontato, pure banale se hai il libretto degli assegni di Moratti. Che ci vuole? Riempi il carrello e passi alla cassa. Paghi e te ne vai. Senza rinunciare a niente altro. Che gusto c’è? Oddio, Luciano Spalletti ci risponderebbe che lui sì, e senza cadere nel banale, proverebbe a fare il Roberto Mancini. Anche per un solo giorno. Sai che gusto, magari prenderebbe subito Adriano. “Ti (ri)nomino Imperatore”, gli direbbe. Ce lo confessò in una notte di mezza estate, sotto le stelle di Castelrotto, mentre sorseggiava una tazza di camomilla. Ma erano chiacchiere. Sogni che restano irrealizzabili. Anche nel 2007, la Roma resterà una società che si autofinanzia. Spalletti lo sa bene. Che non può mettere mani al portafogli per soddisfare ogni capriccio, che deve arrivare alla fine del mese con meno affanni rispetto al passato, ma senza esagerare, senza farsi prendere dall’entusiasmo. Senza sognare. E ci sta lo stesso, almeno così pare. L’anno S nuovo si aprirà con la sua firma, la prima di una lunga lista. Altri quattro anni di contratto, fino al 2011, sarebbero sei stagioni consecutive. Nemmeno Capello ha osato tanto. Luciano da Certaldo diventerebbe il Ferguson de’ noantri. La Roma non sa immaginare un futuro senza di lui. Perciò si aspetta che il tecnico firmi subito, senza ulteriori esitazioni. Considerato che Totti sta qui (per fortuna) e non c’è bisogno di blindarlo (ma se vuole giocare fino a quarant’anni dategli una penna per firmare!), Spalletti potrebbe rivelarsi il miglior acquisto anche del 2007. Insieme alle conferme dei big, altrimenti anche ripetere lo straordinario 2006 sarà troppa roba. Occhio alle pretendenti, che sono tante e agguerrite. E, come direbbe l’amico Piero Torri, offrono parecchi cammelli. Per gli acquisti, non vi fate troppe illusioni. Vietate follie, questo lo sapete. Sarebbe già tanto acquistarli, e non prenderli in prestito o comproprietà, i calciatori. Ma in fondo, che male c’è? A fare qualche sacrificio, qualche rinuncia, per far quadrare i conti alla fine del mese. Come in tante famiglie italiane. E la Roma, in fondo, è una grande famiglia. Dove l’educazione conta più di ogni altra cosa. Qui non si riempie il carrello di cose inutili. Qui fare la spesa è un mestiere. Buon anno Roma! ® Aut. Trib. di Roma n. 113/2005 del 24/03/05 Dir. Responsabile • Massimo Ruggeri Finito di stampare 15 gennaio 2007 Prossima uscita 15 febbraio 2007 Tiratura 5.000 copie Editore: T-EVENTI SRL Viale Regina Margherita, 262 • 00198 Roma TIPOGRAFIA Pubbligrafica Romana di ROBERTO SAULLI Pubblicità: T-EVENTI SRL • Tel. 349 6867491 Grafica e Stampa: Pubbligrafica Romana Via Graziano, 45 • Tel. 06 6620509 Via Graziano, 45 • Roma Omissioni di qualsiasi natura s’intendono involontarie e possono dar luogo a sanatoria. Le opinioni espresse nei testi pubblicitari impegnano solo gli autori dei medesimi. Articoli e materiali inviati non si restituiscono. [email protected] Tel. 06 6620509 3 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 L’Eco del Filosofo L’Eco del Filosofo di Giuseppe Manfridi gennaio 2007. Meno sette. Queste le coordinate di calendario e di classifica che ci riguardano a tutt’oggi, quando mi accingo a scrivere il pezzo per la mia rubrica. Vi sarà facile, perciò, immaginarmi con lo spirito di chi ancora si reputi entro il tempo consentito per farvi gli auguri di un felice anno nuovo auguri scaltrissimi, dal momento che i vostri desideri (sportivi) immagino coincidano in gran parte coi miei. Quando mi leggerete, però, saremo più prossimi a carnevale che a capodanno, per cui tanto vale partire non dalla data ma da ciò che le sussegue. Ossia, dal meno sette. Nella lunga sosta natalizia, per me ancora in atto, ci sì è molto interrogati sulla possibilità concreta di erodere questo margine che ci separa da un’Inter strutturatissima, e obiettivamente difficile da immaginare in una fase di stanca. Anche perché come le va fuori forma un giocatore, Mancini è in grado di tirar fuori dall’armadio un intero stock di cloni tra cui scegliere a suo piacimento. Capirete che, con questo incredibile vantaggio di partenza, il bel gioco diveni un’opzione decisamente secondaria. Da parte nostra, se ne è andato Montella ed è arrivato Tavano. Altra questione: ci abbiamo rimesso o guadagnato? Un quesito da cui ho sempre inteso tirarmi fuori. Montella è parte sostanziale della nostra identità recente. Montella è una quadrupletta alla Lazio, è uno scudetto vinto, è una conoscenza ormai 2 dedicato a Massimo Billi acquisita dell’uomo e dell’atleta che, negli anni, ha consentito lo stabilirsi di un rapporto tra noi e Vincenzino assai più ricco di luci che di ombre. Tavano, perciò, non va interpretato come colui che arriva al posto suo, altrimenti una scintilla di ingenerosa antipatia scatterebbe nel cuore di molti, e si addosserebbe al giocatore, già reduce da un passaggio difficile in Spagna, un handicap che non merita di certo. Fatto sta che, via l’uno e dentro l’altro, l’organico rimane quantitativamente quel che era (vi ricordo la data on cui scrivo queste note), e noi, purtroppo, è proprio nella quantità che denunciamo il limite che ci rende impari ai nerazzurri. Insomma, l’avrete capito, il vertice sommo, almeno per quest’anno, lo vedo difficilmente raggiungibile, ma la questione è un’altra. Nel grande bailamme susseguente a calciopoli, la nostra dirigenza ha comunque dimostrato di poter attestare la squadra a livelli di solidità in ogni caso notevoli, ed è questa la strada da perseguire, pur prevedendo che le agognate coppe da sollevare braccia al cielo non è che siano proprio dietro l’angolo.Tanto più, e diciamolo con orgoglio, che a livello europeo, stiamo persistendo nell’ardua ma esaltante avventura della Champions, e non nella ben più abbordabile Coppa Uefa. Per paradosso, mi viene da dire che qui si tratta di continuare un ciclo ancor prima che cominci. Ovvero, di resistere su questa strada con la consapevolezza che Vincenzo Montella se l’Inter lo scudetto può solo perderlo, noi possiamo fare altrettanto col secondo posto. Piazzamento da non disdegnare affatto, sia per il prestigio, sia per tutto l’indotto economico che significa. Pensiamo solo un anno fa quanto lo abbiamo sognato! Da queste basi sarà possibile, poi, pensare a riproporci la stagione ventura con ambizioni più chiare e determinate circa il vertice, e puntarci dritti. È evidente che nelle mie considerazioni, la scaramanzia ha una gran parte, e se mi diceste: “Bene, sicché firmeresti per arrivare secondo!”, confesso che, con tutto quel meno sette e coi divari di organico che ci affliggono, ci penserei parecchio. 4 UN PER La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 OCULATO PRESENTE UN DOMANI RADIOSO Stefano Okaka Ricardo Faty Aleandro Rosi Alberto Aquilani Rodrigo Defendi Gianluca Curci La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 5 L’inchiesta di Piergiorgio Bruni aramente, nella recente storia romanista, si poteva far affidamento su un gruppo così compatto e anagraficamente giovane. Sulle ceneri degli effimeri fasti dell’era capelliana, la Società ha ricostruito meticolosamente l’avvenire. La Roma di oggi, può tranquillamente strizzare l’occhio al domani. L’età media dei titolari a disposizione di Spalletti è molto bassa, appena 27.5 anni di media, e cala ancora di più se consideriamo che, le cosiddette seconde linee, sono quasi tutti ragazzotti provenienti dal settore giovanile romanista. Vediamo nel dettaglio le posizioni contrattuali dei giovani virgulti giallorossi: Aquilani: anni 22 – scadenza contratto 2009 Curci: anni 21 – scadenza contratto 2010 Virga: anni 20 – scadenza contratto 2008 Rosi: anni 19 – scadenza contratto 2010 Okaka: anni 17 – scadenza contratto 2008 R A tutto questo, non si possono certamente dimenticare alcuni oculati investimenti fatti nell’ultimo calcio mercato estivo, come Centro tecnico "Fulvio Bernardini" di Trigoria ad esempio Ricardo Faty, anni 20 – scadenza contratto 2010 e Rodrigo Defendi, anch’egli anni 20 – scadenza contratto 2007. Entrambi, per forza di cose, abbassano ulteriormente il dato fino a raggiungere lo strabiliante valore di 25,2 anni. Poi, se consideriamo che ognuno di loro è destinato a una crescita sia tecnica sia fisica otteniamo la quadratura del cerchio. Poi, volendo fare una minima panoramica peninsulare e prendendo in esame l’età media delle avversarie storiche, Inter e Milan, possiamo notare che entrambe si assestano intorno ai 30 anni. Discorso a parte per la Juventus, la star della serie B, che, per mezzo della sua rifondazione etico–societaria, probabilmente già dal prossimo torneo, qualora riuscisse a guadagnarsi sul campo la promozione, si ritroverebbe una rosa abbastanza giovane e di buone prospettive. Una rosa da ampliare con qualche innesto mirato. Sempre che i pezzi pregiati non decidano di avventurarsi verso altri lidi. Ma, tutto questo, è un discorso che ci interessa davvero un’inerzia, anche perché se il presente ha delle rimarcate tinte giallorosse, il futuro si specchia e si trova maledettamente bello nella Roma. 6 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 Tra storia “seconda puntata” ROMA CAPUT MUNDI uperata la cosiddetta età regia, la città di Roma, ormai in netto e repentino sviluppo socio - culturale, transitò verso una fase di governo più stabile, democratica e culturalmente evoluta. Iniziava così, il periodo repubblicano. Le classi dirigenti si aprirono all’influenza della cultura greca e vennero importate, in maniera massiccia, opere d’arte dalla Grecia e dalle province orientali di cultura ellenistica. Roma cominciava a emergere come la città dominante del Lazio, ma nel 387 a.C. venne pesantemente saccheggiata dagli invasori galli, guidati da Brenno che con successo avevano già invaso l’Etruria. Successivamente, ristabilito l’ordine, e durante tutta l’età repubblicana Roma, giocò d’anticipò, conducendo una lunga serie di guerre: conquistò l’Etruria, si impadronì di territori dei Galli a nord, respingendo gli altri latini e le popolazioni sannite a sud. Nel 290 a.C. più della metà della penisola italica era controllata da Roma. Nel III secolo a.C. anche le famose poleis greche vennero portate sotto il suo controllo. Le guerre contro le diverse popolazioni italiche, contro i galli, i cartaginesi e i macedoni, portarono Roma, a consolidare il dominio sull’Italia e a iniziare l’espansione coloniale. Nel 146 a.C., dopo un assedio durato ben tre anni e altrettante guerre combattute (le guerre Puniche) nell’arco di più di un secolo, cadde definitivamente Cartagine, che fu poi rasa al suolo e cosparsa di sale dalle truppe S romane comandate da Publio Cornelio Scipione Emiliano. Successivamente, venne conquistata e distrutta anche Corinto, città simbolo della resistenza greca alla politica di espansione romana. Con queste due grandi vittorie, Roma abbandonò il ruolo di potenza regionale nel Mediterraneo occidentale per assurgere a superpotenza incontrastata di tutto il bacino, che per ovvie motivazioni di prima, venne chiamato con l’appellativo di “mare nostrum”. Ma non furono soltanto rose e fiori, perché, i problemi connessi a un’espansione così grande e repentina che la Repubblica dovette affrontare furono enormi e di diversa natura. Le grandi e piccole istituzioni romane erano fino ad allora concepite per amministrare un piccolo stato, con l’incremento delle conquiste, le province si stendevano dall’Iberia, all’Africa, alla Grecia, all’Asia. Le continue guerre in patria e all’estero, inoltre, immisero sul “mercato” una quantità enorme di schiavi, i quali vennero quasi esclusivamente impiegati nelle aziende agricole dei patrizi romani, con ripercussioni profondamente negative sul tessuto sociale romano. Infatti la piccola proprietà terriera andò rapidamente in crisi a causa della maggior competitività dei latifondi schiavistici (l’antenata della manovalanza a basso costo), ciò provocò da una parte la concentrazione dei terreni coltivabili in poche mani e una grande quantità di merci a buon mercato, dall’altra però ge- Publio Cornelio Scipione Emiliano nerò la nascita del cosiddetto sottoproletariato urbano: tutte quelle famiglie costrette a lasciare le campagne si rifugiarono nell’urbe, dove non avevano un lavoro, una casa e di che sfamarsi dando origine a pericolose tensioni sociali abilmente sfruttate dai politici più scaltri. Senza dimenticare il contatto con la civiltà greca e l’arrivo nella città di moltissimi schiavi ellenici, che in molti casi erano più colti e istruiti dei loro stessi padroni, che generò nel popolo romano, specialmente tra la classe dirigente, sentimenti e passioni ambivalenti: da una parte si desiderava rinnovare i costumi rurali romani “mos maiorum” introducendo usanze e conoscenze provenienti dall’Oriente. Questo comportamento accrebbe sì il livello culturale dei Romani, almeno dei patrizi, generando però anche una decadenza dei valori morali, testimoniata dalla diffusione di costumi e abitudini perfino oggi moralmente discutibili. 7 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 e leggenda MAGICA A.S. ROMA ppena 14 anni dopo la sua fondazione e dietro un decennio di piazzamenti più o meno buoni, nella stagione 1941/’42 arrivò inaspettato il primo trionfo importante: lo scudetto, conquistato il 14 giugno del 1942 battendo per 2-0 il Modena nell’allora Stadio Nazionale, progenitore dell’attuale “Stadio Flaminio”. Gli anni ‘30 si erano conclusi con l’egemonia del Bologna e dell’Ambrosiana che si erano divise gli ultimi due scudetti, ergendosi pertanto a favorite per la conquista del titolo. La squadra giallorossa nella stagione precedente si era addirittura classificata undicesima. Il protagonista della stagione, con 18 reti messe a segno, fu comunque un giovane centravanti: Amedeo Amadei, chiamato amorevolmente dai tifosi romanisti il “fornaretto” Per la prima volta nella storia del calcio lo scudetto tricolore venne assegnato ad una squadra del centro Italia, al di sotto della pianura padana. L’anno dopo la vittoria dello scudetto, il presidente Bazzini, probabilmente poco avvezzo alla gestione tecnica del gruppo, decise di confermare in blocco la squadra autrice di quella stagione straordinaria, commettendo un gravissimo errore che lentamente portò i meccanismi della squadra ad un improvviso e inesorabile tracollo sportivo. Lo sbaglio principale fu quello di non considerare che l’età media A della risicata rosa capitolina era notevolmente alta, soprattutto per i parametri dell’epoca quando la carriera di un atleta terminava molto prima rispetto ad oggi. Ma, se da un lato questa poteva essere considerata la causa principale del declino immediato della squadra dello scudetto, sicuramente non va trascurato l’aspetto che da un altro lato cominciava ad affermarsi nella realtà del campionato italiano la squadra che avrebbe dominato la scena nei travagliati anni 40, il Grande Torino. La Seconda Guerra mondiale pose fine al torneo nazionale che venne sospeso per tre anni, in cui vennero giocati in maniera amatoriale solo dei campionati regionali o locali. La massima rassegna calcistica italiana, riprese soltanto nel 1945/’46 e venne suddivisa di nuovo in due gironi, uno per il nord ed uno per il centro sud. La Roma però non riuscì a competere con le altre formazioni provenienti dal settentrione, ma soprattutto era impossibile per quella squadra confrontarsi con il Torino che si dimostrava imbattibile per chiunque. Ma gli anni ’50 sono il periodo di declino per la formazione giallorosa. Nella stagione 1950/’51, sulla panchina si avvicendarono diversi allenatori. La squadra perse 11 Giacomo Losi partite per 1-0, ogni volta che la squadra subiva un gol non era in grado di rimontare crollando in una sorta di impotenza nei confronti dell’avversario, il tracollo fu inevitabile e quell’anno si concretizzò così la prima ed unica retrocessione in nella serie cadetta. Ma il purgatorio della B durò appena dodici mesi, il 22 giugno del 1952, a dieci anni esatti dalla conquista dello scudetto, i giallorossi festeggiarono il ritorno in serie A. Trascorsi la cosiddetta ricostruzione, dopo tanto penare, anche la Roma ebbe il suo boom e, nella stagione 1960/’61 iniziò la sua espansione in Europa. L’undici romanista conquistò la Coppa delle Fiere, torneo al quale partecipavano le squadre appartenenti a grandi città ospitanti di fiere internazionali del commercio, praticamente l’antenata dell’attuale Coppa Uefa. La Roma, capitanata da Giacomo Losi conquistò l’ambito trofeo vincendo contro il Birmingham City. Continua…. 8 La Signora in Giallorosso - dicembre 2006 di Piergiorgio Bruni GIGI PROIETTI RACCO M i racconti la genesi del Suo amore viscerale per Roma e la Roma? A l calcio ha sempre preferito il tennis da tavolo e il baseball, perche? Amo questa città dalla mia nascita, come una bella donna ne apprezzo anche i suoi difetti. L’amore per la Roma è nato qualche anno più tardi e dal quel momento le due passioni hanno corso e vissuto sullo stesso binario. D’altronde la Roma è l’unica squadra della Capitale. Devo ammettere che non sono mai stato molto bravo a giocare a calcio, praticare altri sport mi divertiva saltuariamente. Da ragazzo ero affascinato esclusivamente da questi splendidi colori, anche se non ne capivo ancora i veri particolari, le sfumature. n quali occasioni si è sentito appagato pienamente dalla sua professione? he cosa permette all’attore di godere dell’immortalità del ricordo? I Il mio lavoro è divertimento. Divertirmi e trasmettere le mie emozioni a chi mi ascolta per me è il massimo. Da qualche tempo a questa parte mi occupo quasi interamente di regie, potrei dire, facendo un piccolo paragone che da giocatore sono passato a fare l’allenatore. C Viviamo in un’epoca dove i mass-media enfatizzano il passato grazie anche ai documenti visivi. Ad esempio, del grande Petrolini, purtroppo, non abbiamo un ricordo nitido. Ma c’è un aspetto che credo debba essere sottolineato: la memoria collettiva, il ricordo dei popoli, sarà sempre più forte di qualsiasi documento. roietti, Lei ormai è nell’olimpo dei grandissimi, ma per arrivarci, forse, bisogna non accontentarsi mai. Che cos’altro farà da grande? P Il vecchio sogno, ovvero quello di gestire un teatro nella mia città, per fortuna lo ho già realizzato. In futuro, mi piacerebbe molto fare del cinema, anzi portare il mio teatro nel cinema. E chissà, la rappresentazione più bella potrebbe essere proprio la mia Roma. iovinezza trascorsa nella periferia urbana, questo ha contribuito alla sua formazione artistica? G Non so dare una risposta precisa, sicuramente la giovinezza trascorsa in parrochia e negli oratori ha contribuito a farmi scoprire alcuni aspetti della romanità. Ricordo con piacere quando mio padre mi regalò una chitarra, credo sia cominciato tutto da lì. more irrazionale per la Roma, è prerogativa della nostra gente, Lei la considera una follia? A È una follia necessaria, c’è sempre qualcosa di irrazionale nella passione. È proprio questo che ci contraddistingue da tutti gli altri. Mitizzare l’irrazionalità è qualcosa di incredibile e sublime. La Signora in Giallorosso - dicembre 2006 L’intervista ONTA LA SUA... icordi del tempo, raccontano che questo suo essere così eclettico, nasce fin da piccolo, nei vicoli di via Giulia. ccupa la sua mente, un particolare frammento della storia giallorossa? R O Tutto nasce dalla mia curiosità, dal desiderio e dalla mia voglia di scoprire sempre quello che accade intorno. E, probabilmente, la maniacalità dei generi nasce anche dal mio essere un po’ perfezionista. Incontrai, casualmente, una volta Falcao a cena e rimasi estasiato dalla sua intelligenza, un’arguzia che poi esprimeva a livello tattico quando stava in campo. Mi ricordo ancora allo stadio i suoi movimenti senza palla, quello fu per me il momento della rinascita della Roma. eritevoli di innovazione, è blasfemo fare un paragone fra il suo “A me gli occhi please” e la Roma di Spalletti? M In quello spettacolo io ero solo, e al contrario, la Roma lavora da collettivo ma c’è un paragone probante in merito, cerco di inserire tanti aspetti in uno spettacolo per renderlo universale. Spalletti, nello specifico, sta facendo tatticamente con i suoi calciatori, lo stesso genere di lavoro. Per nostra fortuna ha un’infinita riserva di strategie. A quale modello teatrale si potrebbe ispirare la Roma? In teatro si riportano delle storie, ognuna con il proprio stile, ma se dovessi rappresentare la Roma di Spalletti mi piacerebbe evidenziare i racconti degli spogliatoi, il momento in cui si forma il gruppo e le motivazioni che conducono i giocatori a diventare dei vincenti. GIGI PROIETTI Gigi Proietti nasce a Roma, in una traversa di via Giulia, il 2 novembre del 1940, figlio secondogenito di Romano e di Giovanna, fratello minore di Anna Maria. Avvocato mancato, Gigi Proietti ha iniziato la sua carriera a metà degli anni ‘60 con l’esperienza dei teatro-cabaret e teatro-cantina. Di pari passo con il cosiddetto “proscenio” ha compiuto anche l’esperienza di doppiatore prima e, attore televisivo e cinematografico poi. Nel 1968 fa il debutto nel piccolo schermo con grandi produzioni come “Il circolo Pickwick” di Gregoretti. La consacrazione giunge al fianco di Renato Rascel in una memorabile edizione di “Alleluja brava gente” di Garinei e Giovannini. Di lì in poi, Proietti, che nel 1987 ha assunto la direzione artistica del Teatro Stabile dell’Aquila, è passato di successo in successo, diventando uno degli attori italiani più bravi, popolari e amati. Fra i suoi lavori più importanti sono da ricordare: al cinema, “Brancaleone alle crociate” di Monicelli, “L’eredità Ferramenti” di Bolognini, “Matrimonio” di Altman e “Casotto” di Sergio Citti. La produzione teatrale è di altissimo livello: “A me gli occhi, please”, “Come mi piace”, “I sette re di Roma”, “Caro Petrolini”, “Cirano”, “Liolà”, “Kean” e, in televisione, “Fatti e fattacci”, “Fregoli”, “Italian Restaurant”, “Un figlio a metà” e la fortunata fiction Rai, “Il maresciallo Rocca”. Proietti ha anche curato la regia teatrale di pregevoli opere come “La Tosca”, “Falstaff ”, “Le nozze di Figaro” e “Romeo e Giulietta”. Praticamente un’artista a tutto tondo, poliedrico nel suo saper rappresentare le diverse sfaccettature della società, dal classico al quotidiano. Come già detto, una vena innovativa è rappresentata da “A me gli occhi please” che, nel 1976, inaugura un nuovo modo di fare teatro, legato essenzialmente alla memoria dell’attore, di cui porta in scena lo smarrimento in un momento in cui furoreggiava il teatro di regia, trasferendo consapevolmente alcuni modi del teatro d’avanguardia in quello cosiddetto “leggero”. E, al contempo, sforzandosi inoltre di fare politica invece di parlarne soltanto, divulgando idee e letteratura senza essere pedante. Dove e quando “La Signora in Giallorosso” Televisione Radio T9 Teleregione (CH 45) Lunedì dalle 22.15 alle 00.30 Venerdì dalle 22.45 alle 00.00 Teleradiostereo Sport F.M. 90.7 SKY (CH 877) Trasmissione del Lunedì lunedì: ore 23.45 - 2.00 • mercoledì: ore 1.45 - 4.00 - 6.00 - 8.15 Trasmissione del Venerdì venerdì: ore 23.45 - 00.45 • sabato: ore 19.30 - 20.30 domenica: ore 6.00 - 8.30 Digitale Terrestre T9 (Mediaset) Sintonizzare il canale dalle ore 2.00 alle 6.00 per intervenire in diretta: [email protected] • SMS 3204050500 Domenica dalle 8.30 alle 11.00 Lunedì dalle 22.15 alle 00.30 Venerdì dalle 22.45 alle 00.00 per intervenire in diretta: 06 88521814 SMS 3204050500 Agenzia Stampa www.paginegiallorosse.it Carta stampata “La Signora in Giallorosso” Mensile Gratuito Internet www.lasignoraingiallorosso.it www.quellidellasignoraingiallorosso.it 10 La Signora in Giallorosso - dicembre 2006 Cartolina Giallorossa Un 2006 da favola iunti alla pausa invernale del campionato è d’uopo di tracciare un provvisorio bilancio dell’anno appena concluso. Il 2006 per la Roma è stato emozionante e ricco di grandi soddisfazioni. In questo momento l’Inter ci precede di qualche lunghezza, ma le precedenti stagioni calcistiche e gli almanacchi hanno dimostrato ampiamente che ogni torneo ha una storia a sé. Quest’anno il campionato è molto livellato e proprio per questo motivo la società giallorossa è rimasta l’unica seria e concreta sfidante dell’undici di Moratti per il traguardo più ambito. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto ciò, perché i nerazzurri hanno un organico quantitativamente superiore rispetto a quello che gestisce Spalletti. Ma i giallorossi hanno un gioco ormai collaudato e uno schema che non da punti di riferimento agli avversari. L’uomo di Certaldo è riuscito in poco tempo nell’impresa di far quadrare il cerchio fino ad arrivare ad uno strepitoso record e al secondo posto attuale. Ma un plauso va anche alla Società, ai dirigenti e in particolare a Rosella Sensi e Daniele Pradè. Hanno semplificato il compito dell’allenatore, permettendogli di svolgere serenamente il suo lavoro e sono riusciti, quasi sempre, ad accontentarlo in sede di calciomercato. La Roma è una delle poche squadre attualmente in corsa su tutti i fronti: Coppa Italia, Champions e Campionato. Questo significa che ogni singolo ingranaggio lavora al meglio delle sue possibilità. Perciò chiudiamo questo bel 2006 con un largo sorriso e guardiamo al 2007 con rinnovate speranze. E speriamo di poter cantare il 6 marzo “il Lione s’è addormentato”….. G LE PROSSIME AVVERSARIE Parma Messina Il nuovo anno calcistico apre i battenti all’Olimpico con la sfida di Coppa Italia tra Roma e Parma. I capitolini arrivano all’appuntamento dopo aver superato agevolmente la Triestina, battuta sia all’andata, sia al ritorno. Il Parma, negli ottavi, ha avuto la meglio, invece, del Napoli. Il duello sembra avvantaggiare nettamente i giallorossi, anche se il pericolo maggiore potrebbe rivelarsi proprio quello di sottovalutare troppo l’avversario. In caso di passaggio del turno, probabile l’incrocio con il Milan, che non dovrebbe avere troppi problemi a superare il doppio confronto con l’Arezzo. Livorno Siena Trasferta complicata per la Roma nel primo turno del girone di ritorno. Nelle ultime cinque sfide disputate a Livorno, infatti, i giallorossi hanno raccolto un solo successo a dispetto dei 3 ottenuti dai padroni di casa. Poco incoraggianti, nel complesso, i precedenti con la compagine toscana, avanti 7-5 nel computo totale delle vittorie. Soltanto in due occasioni, invece, la sfida è finita senza vincitori né vinti. di Nicola Ceolin vendita moto e assistenza plurimarche 00135 Roma - Via Trionfale, 9232/9236 Vendita: Tel./Fax 06.30602917 Cell. 335.7575514 Assistenza: Tel./Fax 06.3386901 CORRI A PRENOTARE IL TUO HONDA SH300 I PRENOTAZIONE ON-LINE LUNA PARK GIALLO ROSSO MICHEL PLATINI Capisce di aver sbagliato con Francesco Totti e gli scrive una lettera che suona tanto di presa in giro. Auguriamo al Capitano di dedicargli ancora tanti e tanti gol come quelli di Genova e Milano SCRIVENDO UN E-MAIL A: [email protected] visita il nostro sito: www.ievamoto.it Su abbigliamento moto SCONTI dal 20% al 50% dal 13 Gennaio 2007 Presentando la Rivista, Sconto extra del 10% sul saldo L’ultima sfida del girone d’andata vede di scena la Roma a Messina. Soltanto 4 i precedenti tra le due formazioni al “San Filippo”, divisi equamente con due vittorie a testa. Nell’ultima occasione la squadra di Spalletti si è imposta per 2-0 grazie alle reti di Mexes e Totti, ma nell’anno precedente i giallorossi hanno dovuto soccombere per 4-3. Nessun pareggio, finora, negli incontri disputati in terra siciliana, così come per i capitolini quest’anno lontano dall’Olimpico, dove derby a parte, sono usciti sconfitti una sola volta per mano della Reggina (1-0). ANTONIO CASSANO Come calciatore le sue quotazioni stanno precipitando, ma la sua imitazione di Fabio Capello gli apre una nuova carriera. Almeno come attore è “galactico”. di A.G.R. Per la 20^ giornata di serie A la Roma torna a giocare all’Olimpico. Avversario di turno sarà il Siena, con il quale i capitoli si sono affrontati in sole tre occasioni. Tra le due squadre non è mai finita in parità, ma i lupi giallorossi hanno potuto sorridere soltanto in un’occasione, con il 6-0 confezionato nella stagione 2003-2004. Per il resto due sconfitte con 2 gol all’attivo e 5 al passivo. 11 La Signora in Giallorosso - dicembre 2006 Dietro le quinte di Caterina Di Lernia enedetti siano capodanno e la Befana che permettono a noi de “La Signora in Giallorosso” versione radiofonica di non alzarci per ben due domeniche alle 6 del mattino. A Natale, invece non l’abbiamo scampata, perché lo stacanovista Ruggeri ha deciso che la trasmissione, invece del consueto appuntamento, doveva essere fatta il sabato. Quando l’abbiamo saputo, ingenuamente, pensavamo a uno scherzo, ma poi ci siamo resi conto che il nostro mentore non era mai stato così serio. Ma, più dispiaciuto di noi per la notizia è stato Gianfranco Giubilo, che ancora una volta ha visto svanire il sogno di svegliarsi tardi in un giorno di festa. La settimana prima della sosta natalizia mi hanno costretta ad alzarlo alle 9.10. Dopo nove squilli al telefono mi ha risposto così: “Oddio, oddio, oddio, chi siete? Ma che ora è?”. Piena di sensi di colpa gli ho chiesto se poteva fare il collegamento e lui dopo vari improperi si è preso due minuti per svegliarsi, 120 secondi che ovviamente non avevo. La diretta è iniziata con le parole: “Ma li mortacci vostri”. E Massimo, con una calma olimpica: B Lo studio de “La Signora in Giallorosso” “Buongiorno anche a te Gianfry”. Alla fine, non contento, gli ha anche detto: “Per il grande apporto che hai dato potevi anche restare a dormire”. Ora potrete capire come l’ha presa il povero Gianfranco quando il venerdì gli ho detto che il giorno dopo l’avrei chiamato. Peggio di svegliare Giubilo il 23 dicembre è stato dare il buongiorno alla famiglia Sensi. Quando Massimo mi ha chiesto di chiamare a casa del Presidente alle 9 del mattino ho sperato per un momento che fossero tutti partiti, anche se sapevo che il pomeriggio ci sarebbe stata la partita contro il Cagliari. Mi ha risposto la signora Maria ed è stata dolcissima, accettando subito d’intervenire. Da quel momento in poi essermi scapicollata dal letto non mi è pesato poi così tanto. Svegliarsi presto la mattina è deleterio anche ai capelli di Massimo Ruggeri. Peccato non ci sia la web-cam e solo a pochi eletti sia concesso il piacere di vederli. Hanno la forma del cuscino e sono particolarmente ricci. La vera particolarità, comunque, sta nel fatto che nessun capello imbocca la stessa direzione dell’altro. Gli oc- Risposte pericolose “ Piergiorgio Bruni arriva a T9 molto prima degli altri per: ” ❍ sabotare la sedia di Ruggeri e condurre la trasmissione ❍ manomettere i microfoni degli altri ospiti ed essere il solo a parlare ❍ nascondersi nei camerini e aspettare che Diana e Francesca vadano a cambiarsi chiali da sole sono d’obbligo almeno per la prima mezz’ora e nessuno di noi ha il coraggio di alzarli per vedere cosa ci sia sotto. Quando si entra in studio le lenti scure fanno spazio agli occhiali da vista. E che occhiali…Massimo è l’unica persona che conosco ad avere un cassetto pieno di occhiali, di ogni genere e forma, e puntualmente si presenta con due lenti senza montatura tenuti insieme da un una stanghetta di plastica colorata. Gli occhiali dovrebbero servire per leggere i messaggi che arrivano in trasmissione e compaiono sul computer. L’effetto è comunque molto scarso, visto che dopo il primo tentativo, puntualmente, arriva la frase: “Marco, Adriano, leggete voi gli sms, visto che vi piacciono tanto”… Centro Ortopedico 2000 srl a tutti i lettori sconto del 10% Via di Donna Olimpia, 67 • 00152 Roma Tel. 06 535160 [email protected] • www.elymania.com Via Silicella, 126 • Roma Numero verde 800 354433 12 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 Quelli de... di Marco Madeddu TORNEO DI VIAREGGIO 59^ Edizione I ragazzi di Alberto De Rossi si presentano al via con altissime credenziali S port, divertimento, allegria…o se vogliamo, calcio, giovani, festa: questi i tre elementi fondanti del torneo giovanile più prestigioso al mondo, quello di Viareggio, capace di coniugare i valori dello sport con quelli della vita. Il 5 febbraio avrà inizio la 59ma edizione della Coppa Carnevale, che vedrà impegnate 48 squadre tra quelle nazionali ed internazionali. La Roma cercherà di ottenere il suo quarto successo nella storia della manifestazione, esattamente quanti ne hanno confezionati finora Inter e Sampdoria. Un ruolo da protagonista spetterà sicuramente alle due compagini più vittoriose in terra toscana, Milan e Fiorentina, al comando dell’albo d’oro con 8 successi a testa. I ragazzi di Alberto De Rossi, comunque, si presentano al via con altissime credenziali, grazie soprattutto all’esperienza maturata da molti di loro con la prima squadra: Okaka, Freddi, Giacomini, Virga, Grillo, Marsili, Maiorani, Palermo e Polverini, soltanto per citarne alcuni. Nella prima fase (gruppo 4), i giallorossi se la vedranno con i belgi dell’Anderlecht e con i senegalesi del Camberlene, ma la sfida più affascinante è sicuramente quella del derby con la Cisco Roma. Al di là dei pronostici, il torneo servirà soprattutto per capire meglio le potenzialità dei giovani del nostro vivaio, ed anche per scoprire e “crescere” i campioni del domani, proprio come è accaduto con i vari Antognoni, Baggio, Baresi, Batistuta, D’Amico, Del Piero, Giannini, Maldera, Rivera, Totti e molti, molti altri ancora. I 12 gironi della prima fase del Torneo di Viareggio, in programma dal 5 al 19 febbraio GRUPPO 1 Juventus Juventude (Uruguay) Palermo Malaysian Indian (Malesia) GRUPPO 4 Roma Anderlercht (Belgio) Cisco Roma Camberene (Senegal) GRUPPO 7 Fiorentina Maccabi Haifa (Israele) Napoli Pergocrema GRUPPO 10 Sampdoria Liberty Orodea (Romania) Benevento Z. Magoer Utd (Zambia) GRUPPO 2 Milan Santos (Brasile) Siena Leichtardt (Australia) GRUPPO 5 Empoli Stella Rossa (Serbia) Ascoli Lecco GRUPPO 8 Torino OFK Beograd (Serbia) Perugia Kallon FC (Sierra Leone) GRUPPO 11 Vicenza Club Nazional (Paraguay) Treviso S. Olimpiques GRUPPO 3 Atalanta Santos Laguna (Messico) Pisa Esperia Viareggio GRUPPO 6 Genoa Hnnover 96 (Germania) Reggina New York (Usa) GRUPPO 9 Inter EC Juventude (Brasile) Modena San Marino GIRONE 12 Rappres. Under 18 serie D Spartak Mosca (Russia) Parma Pakhtakor (Uzbekistan) L’ALBO D’ORO 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 MILAN SAMPDORIA PARTIZAN BELGRADO MILAN MILAN LANEROSSI LANEROSSI SPARTAK PRAGA MILAN SAMPDORIA MILAN MILAN JUVENTUS INTERNAZIONALE SAMPDORIA DUKLA PRAGA GENOA FIORENTINA BOLOGNA DUKLA PRAGA ATALANTA DUKLA PRAGA INTERNAZIONALE DUKLA PRAGA FIORENTINA FIORENTINA NAPOLI DUKLA PRAGA SAMPDORIA 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 LE STELLE DEL TORNEO DI VIAREGGIO FIORENTINA FIORENTINA DUKLA PRAGA ROMA FIORENTINA ROMA TORINO TORINO INTER TORINO FIORENTINA TORINO CESENA ROMA FIORENTINA ATALANTA JUVENTUS TORINO BRESCIA BARI TORINO MILAN EMPOLI MILAN INTER JUVENTUS JUVENTUS JUVENTUS JUVENTUS Aldo Agroppi Giancarlo Antognoni Franco Baresi Roberto Baronio Gabriel Batistuta Sergio Battistini Nicola Berti Roberto Bettega Roberto Boninsegna Ivano Bordon Sergio Campana Luciano Chiarugi Fulvio Collovati Roberto Cravero Vincenzo D’Amico Giuseppe Damiani Alessandro Del Piero Riccardo Ferri Mario Frustalupi Giuseppe Furino Diego Fuser Amauri Guglielmo Gabetto Giuseppe Galderisi Giuseppe Giannini Sergio Gori Gianluigi Lentini Aldo Maldera Giuseppe Marchioro Sandro Mazzola (in ordine alfabetico) Bruno Mora Domenico Morfeo Roberto Muzzi Gabriele Oriali Andrea Pirlo Paolo Pulici Gianni Rivera Sandro Salvadore Alessio Tacchinardi Francesco Totti Sandro Tovalieri Giovanni Trapattoni Jozef Vengloš Renato Zaccarelli 13 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 non solo calcio a cura di Adriano Serafini Roma, Capitale dello Sport La rivincita dei “cosiddetti” sport minori nel panorama romano Lottomatica Virtus Roma Basket Un PalaLottomatica “caldo” è indispensabile”. Questo l’imperativo necessario per scacciare quella crisi che aleggiava, sino a qualche tempo fa, nelle teste di ragazzi di Repesa. Bodiroga non ha dubbi e indica nella variabile pubblico l’aspetto primario: “Ci crediamo e ce la giocheremo fino in fondo, con l’aiuto del pubblico. Perché per vincere le partite ci vuole tutto il tifo della Virtus”. Le ultime buone prestazioni collettive stabilizzano quegli equilibri che stavano compromettendo il cammino in Italia e in Eurolega. Chatman e Hawkins hanno ritrovato la luce, inanellando prestazioni convincenti, giocate più con la testa che con l’impulsività e il fisico. Adesso possiamo dirlo: il ritiro di Norcia dal 21 al 24 dicembre ha permesso al coach slavo di migliorare una condizione fisica, scadente a inizio stagione, e di creare quello che sarà un “gruppo” nel prossimo futuro. “Siamo una squadra in crescita – ha detto Repesa – se riusciamo a mantenere la qualità del gioco del primo quarto per almeno 30 minuti possiamo giocarcela con chiunque in Campionato e in Eurolega”. Di certo l’ottimismo non manca. M. Roma Volley Dopo il successo di spettatori e l’entusiasmo rinato attorno alla squadra nelle trasferte di Verona e Perugia, la M Roma Volley si affaccia prepotentemente ai vertici della classifica, facendo sognare quello che potrebbe essere uno storico traguardo europeo. La società, sulle ali dell’entusiasmo, non risparmia iniziative di coinvolgimento verso i propri sostenitori, mettendo a disposizione, come negli ultimi incontri, tariffe vantaggiose sull’ acquisto dei tagliandi, trasferte organizzate e spese di viaggio offerte interamente dal presidente Massimo Mezzaroma. Le buone prestazioni e l’aver riguadagnato una posizione in classifica da piazze d’onore hanno letteralmente mobilitato la tifoseria captolina. A conferma che la squadra romana, poco alla volta, ha saputo riconquistare la sua gente che ora non la segue soltanto nello storico Palazzetto di viale Tiziano. Per quanto riguarda il dato tecnico, questa volta, Roberto Serniotti ha problemi di abbondanza, perché Semenzato ha smaltito i fastidi al ginocchio destro e Rosalba sembra, finalmente, avviato sulla strada del completo recupero fisico e psicologico. Almaviva Capitolina Rugby I numerosi successi, prima nei settori giovanili e poi anche in quello della prima squadra, sono testimonianza dell’ottimo lavoro svolto in questi pochi anni di vita. Anni che hanno portato l’Unione Rugby Capitolina ad essere il primo club in Italia per numero di tesserati nel settore giovanile, e, ad avere raggiunto in soli 10 anni la promozione in Super10, la massima divisione in Italia. Alle due società che si occupano di attività sportive, se ne aggiunge una terza la Unione Capitolina ASS. di Volontariato, una Onlus che, in collaborazione con case famiglia e istituti, aiuta concretamente bambini svantaggiati a praticare attività sportiva. La squadra di Massimo Mascioletti, ex capitano della Nazionale ed ex tecnico azzurro, non sta demeritando in una competizione dove l’esperienza e la malizia la fanno da padrone. Lievi note di miglioramento si sono intraviste tra le file dei “capitolini” e l’emozione dell’esordio sembra aver lasciato spazio a una maggiore padronanza dell’ovale. Tanti gli errori ancora da evitare, però, e molte le ingenuità da non ripetere. La stessa Società romana ammette, in un comunicato, “la scarsa abitudine al livello superiore del Super 10”, ma sottolinea le migliori prestazioni del gruppo che ha messo in difficoltà gli avversari in più di una occasione. 14 La Signora in Giallorosso - gennaio 2007 Una riflessione E SE IL CUORE SI FERMA? Viaggio nel mondo dei defibrillatori La Fondazione Antonio Valentino Onlus, per lo studio e la ricerca delle cardiomiopatie aritmogene familiari, sin dalla sua costituzione nel 2000 è impegnata nella lotta contro la Morte Improvvisa, evento spesso non identificabile in anticipo e, quindi, non prevenibile e, allo stato attuale delle cose, nemmeno facilmente gestibile a livello di soccorsi immediati. Tutto questo conduce a cifre statistiche impressionanti: 1 persona su 1000 ogni anno, in Italia, è colpita da arresto cardiaco e solo il 2% di esse si salva. A Roma, su 3500 casi, se ne salvano meno di 100. Sono numeri questi che devono far riflettere i cittadini e che sicuramente fanno riflettere chi, come noi, ha scelto di impegnarsi nell’informazione, nella sensibilizzazione e nella prevenzione di tali eventi luttuosi, che stravolgono le famiglie coinvolte ma spesso lasciano indifferenti quanti pensano di essere “sani” e, quindi, immuni da spiacevoli conseguenze. Obiettivo primario, pertanto, è quello di attivare massicce campagne di informazione nei confronti del cittadino sui rischi cardiovascolari dovuti a malformazioni, ereditarietà o errati stili di vita e contestualmente promuovere iniziative atte alla diffusione sul territorio dell’unica terapia attualmente possibile in caso di arresto cardiaco: la defibrillazione elettrica precoce. Essa avviene tramite l’utilizzo immediato sulla persona colpita di un defibrillatore semiautomatico i cui modelli più diffusi in commercio sono attualmente di semplice utilizzo, di elevata precisione, riconoscono rapidamente la fibrillazione ventricolare (nella maggior parte dei casi causa dell’arresto cardiaco), non presuppongono che il soccorritore sappia interpretare l’elettrocardiogramma della fibrillazione e lo avvertono se è necessario spingere il pulsante per attivare lo shock elettrico. Tutte queste caratteristiche rendono questo strumento utilizzabile anche da personale non medico, purché abbia frequentato con profitto semplici e brevi corsi (la durata minima è di 5 ore) di abilitazione all’uso extraospedaliero dei defibrillatori semiautomatici (BLSD) tenuti però necessariamente da istruttori certificati IRC (Italian Resuscitation Council). Questa semplice “catena della sopravvivenza” metterebbe automaticamente a disposizione della vittima una grande quantità di soccorritori in grado di salvargli la vita, tenendo presente queste poche ma fondamentali nozioni: • se la fibrillazione atriale alla base dell’arresto cardiaco non viene interrotta entro 5- 8 minuti, vi saranno pochissime possibilità di salvare la vittima; • ogni minuto di ritardo nel soccorso diminuisce di circa il 10% la possibilità di sopravvivenza; • l’interruzione dell’attività respiratoria causa in pochi istanti la mancanza di apporto di ossigeno al cervello con conseguenza di danni cerebrali che diventano irreversibili dopo solo 10 minuti. Da questo si evince quanto sia importante oggi mettere in atto progetti di diffusione capillare e strategica sul territorio di defibrillatori semiautomatici (da integrare all’attuale sistema di soccorso del 118 già in atto su ambulanze, moto e auto “medicalizzate”, reparti di terapia intensiva, etc.), da dislocare massicciamente nei luoghi maggiormente riconosciuti come quelli da “cardioproteggere”, come luoghi pubblici particolarmente affollati (stadi, stazioni, aeroporti, centri commerciali, scuole, cinema, teatri, etc.) in cui andrebbero collocati più apparecchi in modo che ognuno di essi possa essere raggiunto in un tempo massimo di due minuti da qualsiasi punto, i luoghi dove si praticano attività sportive (palestre, piscine, circoli sportivi, società di calcio, etc.) dal momento che è ormai noto che nei soggetti con cardiopatia – nota o non diagnosticata – una delle cause scatenanti è proprio lo sforzo fisico, i grandi mezzi di trasporto (aerei, navi, treni), piccole comunità poste in luoghi isolati e difficilmente raggiungibili in tempi brevi e poi scuole, uffici, caserme, alberghi, condomini, etc.. Un impegno monumentale quindi, non alla portata del singolo, ma che può nascere e svilupparsi attraverso sinergie tra le Associazioni, le Istituzioni, le case produttrici di defibrillatori ed i cittadini. Grande impegno in questa direzione è già stato profuso negli ultimi anni da due Associazioni romane: l’Associazione Insieme per il cuore Onlus e la Fondazione Giorgio Castelli. La prima, presieduta dal prof. Giuliano Altamura, Primario di Cardiologia dell’Ospedale San Giacomo, ha ideato e sviluppato il Progetto “Tridente Vita” attraverso il quale ha distribuito 37 defibrillatori dislocandoli in postazioni fisse, come quelle della Stazione Termini, della Stazione Tiburtina, dell’Auditorium e di due Condomini in zona Prati e in postazioni mobili affidandoli ad automezzi dei Vigili Urbani, Carabinieri e Vigili del Fuoco, addestrando in questo modo oltre 500 soccorritori volontari. La seconda, fondata dal dott. Vincenzo Castelli in seguito alla scomparsa del figlio Giorgio, giovane calciatore dilettante morto a 16 anni sul campo di gioco per un arresto cardiaco mentre si allenava con la sua squadra, in soli 8 mesi di attività ha già formato 260 operatori afferenti a 29 società di calcio, tra cui l’A.S. Roma Calcio, di cui 18 hanno già ricevuto in dono il defibrillatore. La Fondazione Antonio Valentino Onlus ha avuto il privilegio di conoscere entrambe le realtà associative negli ultimi giorni del 2006, in occasione dell’incontro scientifico sulle cardiomiopatie che annualmente organizza che si è tenuto il 17 dicembre presso lo Sheraton Golf Parco de’ Medici Hotel & Resort dal titolo “Proteggiamo il nostro cuore” e, credendo da sempre nella inconfutabile utilità dei defibrillatori, promuoverà un incontro tra gli esponenti delle tre associazioni per studiare nuove sinergie ed unire gli sforzi affinché si possano raggiungere traguardi non alla portata del singolo. D’altra parte l’obiettivo è comune: prevenire per ridurre le incidenze di morte improvvisa e regalare la vita a chi nemmeno sa che potrebbe perderla perché il suo cuore va in tilt. Sportello Giovani Calciatori (messaggio destinato ai genitori di giovani calciatori) Se avete bisogna di consulenza sulle normative che regolano i giovani calciatori oppure, se vi occorrono chiarimenti sul loro trasferimento o tesseramento, la soluzione è a portata di un click. Contattate gratuitamente lo “Sportello Giovani Calciatori”, inviando un’email a [email protected], gli avvocati Scopelliti e Ferro, con la loro esperienza pluriennale, saranno a vostra disposizione per risolvere e gestire qualsiasi genere di problema. “Sportello Giovani Calciatori”, il presente che si specchia nel futuro.