IL PENTAGONO
BOLLETTINO DELL’ASSOCIAZIONE LEGBLU
In teatro – pagina 6
Così fan tutte
Sabato 18 Maggio (h.20,30)
Dramma giocoso in due atti su
libretto di Lorenzo Da Ponte
Musica di :
Wolfgang Amadeus Mozart
Orchestra del Cantiere Lirico della
Fondazione Teatro Goldoni
di Guglielmo Ciacci
Prosegue al Teatro
GOLDONI, nel segno del grande
compositore salisburghese, il "Progetto Mozart", che con
un respiro triennale cerca di evidenziare ed esplorare
l'attualità e modernità della sua opera, un miracolo del
genio umano, un inarrivabile esempio di creatività e sensibilità musicale in tutte le sue forme espressive.
Tutto questo nell'ambito di attività e proposte per "La Bella Europa": l'Europa in cui è vissuto ed ha viaggiato Wolfgang Amedeus Mozart nella sua breve ed intensa vita,
era allora come oggi molto diversificata, ma allora con un
linguaggio comune, quello della musica. E per l'arte lirica
la musica aveva come stella polare la lingua italiana ed
italiani erano i grandi librettisti del tempo.
Anche per questo il Teatro di Tradizione livornese ha maturato l'esigenza di avviare un progetto pluriennale dedicato in particolare alla Trilogia composta insieme a Da
Ponte: la cosidetta Trilogia Italiana.
Il Cantiere Lirico "Progetto Mozart" giungerà così alla sua
seconda fase con l'approfondimento di un altro grande
titolo quale Così fan tutte, sotto la direzione di Mario Menicagli e la regia di Alessio Pizzech, con un gruppo di
giovani voci mozartiane selezionate dopo un lungo periodo di studio musicale e drammaturgico dell'opera e dopo
la masterclass affidata ad una delle più raffinate belcantiste italiane, il soprano Valeria Esposito, acclamata nei più
prestigiosi teatri del panorama internazionale quale interprete della Regina della Notte del Flauto Magico.
Abbiamo incontrato, per una breve intervista, il Direttore
Mario Menicagli:
Maestro, quali difficoltà si incontrano a dirigere Mozart. E'
opinione comune che Così fan tutte sia la più complessa
della trilogia; è d'accordo?
Penso che quando abbiamo la fortuna e l'opportunità di affrontare partiture di grandi compositori come Mozart, le difficoltà
aumentano per il logico timore reverenziale verso opere monu-
Direttore Mario Menicagli
Regia Alessio Pizzech
mentali ed immortali.
Verrebbe quasi voglia di dire che potrebbe non arrivare mai il
momento in cui uno si sente davvero in grado di sostenere queste prove, ma la soddisfazione e forse un pizzico di follia, spesso fa cadere questi ostacoli e così ti ritrovi immerso in un mondo fantastico, quello mozartiano, sperando di superarne l'impatto con dignità, attraverso la preparazione e l'umiltà che
esso richiede.
Nel caso di Così fan tutte, onestamente non credo si possa affermare in maniera oggettiva se sia in realtà l'opera più difficile della trilogia.
Pur in forma ridotta ho affrontato lo scorso anno Don Giovanni e, al di là degli aspetti senz'altro diversi che caratterizzano
le due opere, l'elemento comune e inappellabile che le caratterizza è il fatto che ci troviamo davanti a due autentici capolavori.
Si dice che gli artisti che interpretano con successo le opere
del compositore salisburghese possono affrontare senza
difficoltà un qualunque repertorio.
Lei condivide questa tesi? Qual'è stato il criterio di scelta
degli interpreti di questa produzione?
In effetti l'affermazione mi sembra un pò esagerata.
Anche le opere di Mozart, come tutte quelle del repertorio lirico, hanno una distinzione di ruoli vocali ben precisa e che
quindi rimanda ogni ruolo ad un repertorio ben definito più o
meno circoscritto.
Un Ferrando, prendo ad esempio il tenore di Così fan tutte,
potrà ovviamente affrontare i ruoli "vicini" all'impostazione
vocale attribuitali e così vale più o meno per gli altri.
Semmai c'è da dire che dal punto di vista strettamente musicale
e interpretativo, uscire in modo dignitoso da un'opera mozartiana costituisce senz'altro un passo avanti notevole nella formazione di un'artista.
La scelta degli interpreti di questa produzione, derivata da un
Cantiere lirico durato circa cinque mesi, è stata il frutto di un
lavoro di equipe molto intenso che ha visto premiare alcuni dei
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protagonisti sulla base di una scelta faticosa e molto discussa,
come logica vuole in questi casi.
Nessuno può pensare che sia stato scelto in assoluto il cast migliore ma quello che, nel suo complesso, rispondeva meglio alle
specifiche richieste musicali e drammaturgiche.
Voglio far notare che esiste un cast di copertura di altrettanta
qualità che ha seguito questi giorni di produzione con lo stesso
spirito e la stesso impegno degli altri, segno di una maturità che
renderà senz'altro loro merito in altre occasioni.
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lettura di questo genio non sta nelle mani di nessuno.
Concluderà la trilogia mozartiana?
Non so onestamente quali siano i progetti della Fondazione per
il prossimo anno.
L'esperienza del Cantiere di questo anno è stata senz'altro positiva sotto ogni punto di vista, forse aiutata dalla presenza di un
gruppo coeso e di buonissima qualità.
Mi sono trovato benissimo e, ovviamente, mi augurerei di ripetere l'esperienza ma, qualsiasi sia la decisione a tal proposito,
Ascoltando i direttori del passato e quelli attualmente in car- devo ringraziare la Fondazione per avermi dato questa possibiliriera possiamo notare che le opere di Mozart di recente pro- tà, cosa a cui, e lo dico con estrema sincerità, qualche anno fa
duzione sono eseguite con tempi più vivaci. Quale è, secondo non avrei neanche pensato.
lei, la scelta migliore?
Senza dubbio alcune edizioni passate, cito ad esempio quelle Ci parli dei suoi progetti
eseguite sotto la guida dei grandi direttori tedeschi, possono Come sa quella di direttore non costituisce la mia unica o princidare adito ad un giudizio di questo tipo.
pale attività; la direzione della Clara Schumann e di Effetto VeMa la grandezza di Mozart sta anche in questo. Nella possibilità nezia ricoprono, ovviamente, un largo spazio del mio tempo.
che la sua musica, pur così stilisticamente perfetta, dia modo di Nell'ambito lirico dirigerò Rigoletto in agosto proprio a Effetto
poter essere affrontata senza rigidità.
Venezia e Cavalleria rusticana al Festival di San Gimignano.
Ascoltando le edizioni dei grandi direttori come Cantelli, Bohm, In più spero mi sia data la possibilità di continuare ad occuparMuti e senza dubbio noteremo delle evidenti divergenze interpre- mi dell'Orchestra del Cantiere Lirico, assieme a tutti i colleghi
tative.
che da due anni stanno portando avanti insieme a me questo
Ma il fatto che il risultato ottenuto da ognuno di loro abbia così progetto e che non smetterò mai di ringraziare.
convinto tutti ci rende ancora più consapevoli che la chiave di
Il 17 maggio 1890, al Teatro Costanzi di Roma, veniva messa in
scena per la prima volta Cavalleria rusticana, la prima opera composta, alla giovane età di ventisette anni, da Pietro Mascagni.
Enorme fu il successo della rappresentazione e Mascagni, che venne richiamato sul palco dagli applausi
del pubblico per ben quattro volte, vinse il primo premio del concorso indetto dell'editore milanese Edoardo
Sonzogno.
La storia infatti ci ricorda che Mascagni (che in quegli
anni viveva a Cerignola in provincia di Foggia dove dirigeva la locale banda musicale) venne a conoscenza
del concorso di Sonzogno solo due mesi prima della
chiusura delle iscrizioni e chiese al suo amico Giovanni Targioni-Tozzetti, poeta e professore di letteratura
all'Accademia Navale di Livorno, di scrivere un libretto.
Targioni-Tozzetti scelse Cavalleria rusticana, una novella popolare di Giovanni Verga come base per l'opera e con il suo collega Guido Menasci lavorarono per
corrispondenza con Mascagni, mandandogli i versi su
delle cartoline.
L'opera fu completata proprio l'ultimo giorno valido
per l'iscrizione al concorso.
La trama racconta un episodio di vita paesana che
si svolge in un solo giorno:
il giorno di Pasqua. Turiddu, al ritorno da militare,
ha trovato la fidanzata da
lui tanto amata, sposata ad
Alfio, il carrettiere. Dopo
aver cercato di dimenticare
questo sentimento, seduce
e si fidanza con la giovane Santuzza, ma prende a corteggiare Lola anche se sa che è sposata.
Il giorno di Pasqua arriva Alfio che chiede della messa
ma Santuzza angosciata per il fatto che Turiddu se ne
sia andato per seguire Lola, racconta al marito della
tresca.
All'inizio Alfio non le crede, ma poi convinto giura che
prima di sera laverà l'onta.
I due contendenti si sfidano a duello, le due donne sentendo avvicinarsi una disgrazia si abbracciano, subito
dopo si sente un vociare di donne e popolani ma un
urlo sovrasta gli altri: "Hanno ammazzato compare Turiddu!".
Il Brano più celebre di Cavalleria rusticana è senza
dubbio l'Intermezzo sinfonico (tra la IX e la X scena)
che spesso viene estrapolato dell'opera e utilizzato singolarmente.
L'Intermezzo è stato utilizzato
dal regista Martin Scorsese nei
titoli di testa del pluripremiato
film "Toro scatenato" interpretato da Robert De Niro (vincitore
del Premio Oscar). Nel
"Padrino" - Parte III il regista
Francis Ford Coppola utilizza
l'Intermezzo nelle scene finali
del film quando sulla scalinata
del famoso Teatro Massimo di
Palermo si consuma una stramP.
ge di mafia.
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