Editoriale
Un anno di svolta
L
Sommario
a firma, a palazzo Chigi, del Patto per la Logistica, con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quattro ministri, i massimi dirigenti di tutte le forze dell’economia nazionale, suggella un
anno importante per l’autotrasporto italiano. Che nel giro di pochi
mesi ha ottenuto non soltanto una legge di riforma attesa da trent’anni,ma anche un quadro di riferimento operativo che,anticipando lo stesso Piano nazionale della Logistica,impegna fin da ora tutti
i protagonisti a comportamenti e scelte condivise e finalizzate,
tutte, al rilancio della competitività del Paese.
1. Il Patto per la Logistica
Il metodo è certamente innovativo.In una società complessa come
la nostra, il distacco fra elaborazione teorica e attuazione concreta
ha spesso segnato il fallimento di soluzioni efficaci e funzionali.
Anticipare la fase dell’«accordo» rispetto a quella della «norma» è,
dunque, la svolta formale che accompagna il Patto e ne giustifica
l’ampiezza di un consenso che è cresciuto giorno dopo giorno,
fino a completarsi nelle ore immediatamente precedenti la firma.
2. Libro Bianco della Ue
L’Italia chiede modifiche
su Alpi e gasolio
Partita a Bruxelles
la verifica di metà periodo.
Ma il sintomo più palese dell’apprezzamento riconosciuto al Patto
da ogni parte è nelle parole di una voce e di una testata abitualmente assai critiche nei confronti di tutto ciò che riguarda il
Governo. Giuseppe Turani, nella sua rubrica «L’Ottovolante», su
«Affari&Finanza» de la Repubblica, ha scritto lunedì 11 luglio, le
seguenti,testuali parole:«Silvio Berlusconi aveva promesso in grande stile, nel salotto televisivo di Vespa, un piano per le infrastrutture nazionale che sarebbe arrivato di lì a poco. Per farlo è stata creata una Consulta apposita,presieduta dal sottosegretario ai Trasporti
Paolo Uggè (quello che si è gestito tutto il travaglio dello scioglimento delle bisarche). Il compito è stato realizzato, una volta
tanto, e la settimana scorsa si sono ritrovati a Roma per la firma
ufficiale...». eccetera, eccetera, eccetera.
Fa piacere un riconoscimento di questo genere, proprio perché
proviene da una voce così rigorosa nei confronti del Governo, da
contestare, nello stesso articolo, di aver tenuto la firma del Patto
(«una cosa in grande») sotto la coltre di uno «stretto riserbo». In
realtà l’evento era stato abbondantemente annunciato, anche se
qualche quotidiano - compresa la Repubblica - non se ne è accorto o non gli ha dato il peso che gli ha attribuito Turani. Ma non fa
nulla. Ciò che ci piace è che «una volta tanto» abbiamo la possibilità di pubblicare un’editoriale quasi tutto scritto da Giuseppe
Turani. Potevamo farci scappare l’occasione?
●
Un documento
firmato da tutti
Il presidente del Consiglio
e tutti vertici del mondo
economico e produttivo
hanno sottoscritto il testo
a palazzo Chigi.
3. Combinato
Sbloccate le procedure
per la Cassa Depositi e Prestiti
Arrivato l’ok dell’Economia,
mentre l’Albo studia il via mare.
4. Sicurezza
Al via la nuova campagna
Seimila i controlli in sei mesi
Un tour in otto città
per avvicinare i Tir alla gente.
5. Cronotachigrafo digitale
Verso un nuovo rinvio
per il nuovo strumento
6. Il Calendario
7. Rassegna stampa di settore
Durante il mese di agosto,
l’Agenzia della Consulta
sospende le pubblicazioni.
Il prossimo numero sarà in distribuzione a metà settembre.
AgC7
2
IL PATTO DELLA LOGISTICA.1/La firma
In un’affollatissima Sala Verde, al terzo piano di palazzo Chigi, la cerimonia della sigla del documento
Un Patto firmato da tutti
Il documento è stato sottoscritto, oltre che dal Governo,
anche da Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura,
Confartigianato, Cna, Lega Coop, Confcooperative,
Confesercenti, Aiscat, Anas, Ferrovie e tanti altri.
l 1° luglio è davvero una data positiva per il
ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
due anni fa fu la data di partenza della patente
a punti. Quest’anno ha segnato la firma del Patto
per la Logistica, l’impegno che Governo e forze
produttive del Paese hanno assunto insieme per
razionalizzare ed ottimizzare il nostro sistema dei
trasporti e rilanciare, attraverso la logistica, il sistema economico del Paese.
Nella Sala Verde al terzo piano di palazzo Chigi, si
sono dati convegno tutti per la firma del Patto:
prima di tutti, il padrone di casa, Silvio Berlusconi,
accompagnato dai ministri Domenico Siniscalco
(Economia), Pietro Lunardi (Infrastrutture e
Trasporti), Altero Matteoli (Ambiente), Enrico La
Loggia (Politiche comunitarie), dal sottosegretario
alla Presidenza, Gianni Letta, e dal sottosegretario
alle Infrastrutture e presidente della Consulta per
l’Autotrasporto, Paolo Uggè. Sedute di fronte le
parti economiche: i presidenti dell’Aiscat, Fabrizio
Palenzona, delle Ferrovie, Elio Catania, dell’Anas,
Vincenzo Pozzi, la vicepresidente di Confindustria
Emma Marcegaglia e poi i rappresentanti di
Confcommercio, Assoaereo, Confitarma, Ram,
Confagricoltura, Confartigianato, Cna, Lega Coop,
Confcooperative, Confesercenti, Assoporti, Confetra, Conftrasporto.
Poche parole del presidente del Consiglio hanno
aperto un breve giro d’interventi che ha preceduto la firma: «Il Patto per la Logistica che firmiamo
quest’oggi», ha sottolineato, «s'inserisce nella linea
innovativa che questo Governo ha inteso portare
avanti nel settore trasporti». E ha continuato definendo la firma del Patto «una sferzata di ottimismo» per dare all’Italia «un ruolo centrale» come
«punto di arrivo in Europa e di smistamento del
grande flusso di merci che dalla Cina e
dall’Estremo Oriente, attraverso il Canale di Suez,
si dirigono sempre più verso l’Europa».
Anche Lunardi, dopo Berlusconi, ha sottolineato
che «la logistica significa mercato, competitività,
libero scambio e rappresenta il vero lievito del
Prodotto Interno Lordo».
●
I
L’intervento del presidente della Consulta
Uggè: «Un accordo
per la competitività»
Il sottosegretario Paolo Uggè, presidente della
Consulta per l’Autotrasporto, intervenendo
alla firma del Patto per la Logistica ha detto,
fra l’altro: «Ancora una volta si evidenzia la
positività dell’iniziativa del ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti che, partendo
dall’elemento del confronto, ha saputo rispondere in modo concreto e innovativo alle esigenze di tutti i soggetti presenti sulla scena
economica del nostro Paese, non con un’azione normativa, bensì con un accordo di settore condiviso e sottoscritto da tutte le parti
interessate. Le scelte politiche del passato, spesso viziate dal vetero-ambientalismo, hanno
impedito troppo a lungo l’infrastrutturazione
del Paese. Oggi l’impegno del Governo in tal
senso è evidente e la logistica diviene l’elemento che consente di gestire la fase di transizione verso il completamento delle opere
necessarie. La Consulta, attraverso il Patto
della Logistica, ha inteso approcciare le problematiche di settore nel quadro più ampio
del sistema economico internazionale per
imprimere al nostro sistema la direzione
capace di rilanciare la competitività. Le
nostre imprese devono poter raggiungere i
mercati europei in tempi adeguati, in un
quadro di liberalizzazione fondata su certezze favorite da poche e chiare regole. La sfida
del tempo, che è alla base della logistica e
della competitività, si fonda su alcuni punti
fondamentali: infrastrutture, sicurezza, intermodalità, regole e mercato. Porti, aeroporti,
piattaforme logistiche, interporti devono essere coordinati e messi a rete per dar vita ad
un vero sistema integrato che razionalizzi e
allunghi la catena del valore e, insieme,
potenzi la rete infrastrutturale del territorio
oggi fortemente appesantita dalla congestione al Centro-Nord e da servizi inadeguati al
Sud. I due concetti fondanti del Patto sono:
crescere e fare sistema. Un impegno che tutti i
sottoscrittori condividono ed assumono».
AgC7
3
IL PATTO DELLA LOGISTICA.2/Le reazioni
Tutti all’unisono i commenti dei soggetti che hanno sottoscritto l’elenco di impegni condivisi
Al centro, il rilancio del sistema
Sia negli interventi pronunciati a palazzo Chigi,
sia nelle reazioni successive, emerge unanime
la convinzione che il Patto della Logistica è
la strada giusta per agevolare la ripresa economica,
attraverso un percorso i cui primi atti si dovranno
manifestare già con il prossimo nuovo Dpef.
EMMA MARCEGAGLIA, CONFINDUSTRIA
FABRIZIO PALENZONA, AISCAT
«Piena soddisfazione per la sigla del Patto tra
Governo e imprese, con la logistica posta in cima
alle priorità strategiche per il rilancio della competitività.La spinta esercitata da Confindustria ha sicuramente agevolato la ripresa di un percorso proposto
da tempo: l’impostazione generale del Patto risulta
coerente con le indicazioni di Confindustria». In
esso vengono tracciate le linee operative di una politica industriale per la logistica,che consideri le infrastrutture «in una logica orientata all’efficacia logistica e alla reale fattibilità degli interventi». L’auspicio
della Confindustria è «che questo documento, a partire dalla prossima presentazione del Dpef, trovi
piena attuazione in sede legislativa, programmatica
e realizzativa».
«È giusto criticare il Governo quando è necessario,
ma anche riconoscere quando si è di fronte ad un
evento importante e oggi questa firma lo è. In 25
anni ho partecipato ad infiniti tavoli di trattativa e
discussione sul tema della logistica. Ora con questa
firma non abbiamo finito, stiamo finalmente iniziando. E questa è la direzione giusta. Per questo un grazie particolare al sottosegretario Uggè, che ha coordinato con competenza e determinazione questo
lavoro. Al ministro Lunardi chiedo che nel nuovo
Dpef inserisca un capitolo sulla logistica che, come
ormai condiviso da tutti, è il fattore strategico per la
crescita e la competitività del Paese. I tempi della
concorrenza internazionale, in particolare dei Paesi
emergenti, sono diventati strettissimi e incalzanti.
Non possiamo più permetterci dei rinvii e questo
per il presente ed il futuro di tutti».
MAURIZIO BERETTA, CONFINDUSTRIA
«È un grande tassello, un elemento importante che
segna una forte unità in un settore, la logistica, che
Confindustria considera da sempre strategico per la
competitività del sistema-Paese». Il Patto «mette al
centro i problemi infrastrutturali e i meccanismi
infrastrutturali di scambio». È «un documento programmatico importante, che affronta i temi dell’infrastrutturazione, della sicurezza e del sostegno
all'intermodalità, individuando meccanismi di selezione concordati per identificare gli interventi prioritari».
FRANCO TUMINO, LEGA COOP
«Attendiamo ora iniziative concrete da parte del
Governo, risorse economiche per realizzare effettivamente gli obiettivi prefissati nonché scelte chiare
di regolamentazione in grado di fronteggiare il crescente fenomeno della precarietà e del sommerso.
Tuttavia è certamente negativo che un patto strategico di questa portata venga definito a fine legislatura. In sostanza, gli ultimi dieci anni sono stati sostanzialmente perduti rispetto alla soluzione di alcune
questioni decisive per la competitività del settore».
CONFCOMMERCIO
MAURIZIO LONGO, FITA-CNA
È «una tappa importante per la definizione di
un’agenda di impegni, concreti e condivisi tra
Governo e imprese, che sia in grado di rilanciare la
competitività del sistema-Paese. Infrastrutture, trasporti e logistica sono infatti il nocciolo duro sul
quale agire per determinare crescita aggiuntiva,
recupero di quote di export, attrazione di flussi di
traffici internazionali, coesione territoriale. Un sistema italiano della logistica più efficiente e competitivo è poi necessario anche per accrescere la produttività dell'intero comparto dei servizi, dalla distribuzione commerciale al turismo».
«Ogni sforzo attuato nella direzione di un coordinamento che consenta di fare della logistica un valore
aggiunto per il sistema-Paese va valutato positivamente e va considerato una importante base comune per la futura soluzione dei nodi strutturali ed
organizzativi del comparto. Per questi motivi l’associazione fa sapere di voler garantire la massima
disponibilità per contribuire all’implementazione
del Patto, sviluppando in particolare le problematiche relative all’autotrasporto. Problematiche che
meritano ulteriori approfondimenti».
AgC7
4
IL PATTO DELLA LOGISTICA.3/L’analisi
L’analisi del Patto della Logistica in un intervento di Rocco Giordano, coordinatore della Consulta
Uno strumento agile e innovativo
Il documento si struttura non come normativa,
ma come un «accordo» sottoscritto tra i soggetti
rilevanti per il sistema logistico italiano.
Gli interventi necessari per attuare il Patto
sono stimati in 100 miliardi di euro, di cui il 50%
è destinato agli interventi ritenuti prioritari.
l Patto della Logistica nasce dalla constatazione, verificata negli ultimi mesi dalle relazioni delle maggiori
istituzioni ed associazioni economiche del Paese dell’esistenza di alcuni punti di condivisione:
a. il nostro Paese necessita di un forte potenziamento
del sistema delle infrastrutture;
b. per essere competitivo ha bisogno di una forte spinta
innovativa nel settore dei trasporti e della logistica.
Le stime degli interventi necessari e prioritari per un
potenziamento del sistema sono stati quantificati in 100
miliardi di euro, di cui il 50% per interventi prioritari; le
posizioni condivise vanno pertanto accompagnate da un
impegno a ritrovare risorse finanziarie aggiuntive a quelle
disponibili dello Stato. Su tale impegno occorre, inoltre,
lavorare affinché tra il mondo delle imprese e quello bancario-finanziario si rafforzi la reciproca fiducia ed una fattiva collaborazione.
gendo tutti i settori economici e le istituzioni regionali.
Sistema aeroportuale (cargo). Le nostre imprese sono
costrette ad utilizzare hub europei, benché abbiamo realizzato Malpensa, che può svolgere anche questo ruolo
come aeroporto che funzioni H24.
Sistemi ferroviari e intermodalità. Con l’Alta Velocità
finalmente può determinarsi la vera occasione per il rilancio del cargo, unitamente agli incentivi per il trasporto
combinato stradale e ferroviario.
Autostrade del mare. Sono ormai una realtà e le linee di
sostegno individuate ne possono fare una reale modalità
alternativa nel bacino del Mediterraneo.
I
Dobbiamo comunque operare tenendo conto delle esigenze delle imprese,rilanciando iniziative di logistica pubblica capaci di migliorare un settore,quello della mobilità,
che dagli anni Ottanta chiede di:
● migliorare le condizioni di accessibilità alle grandi aree
urbane, anche per i servizi di logistica distributiva;
● riequilibrare il sistema modale sulle grandi direttrici, in
particolare per il traffico merci;
● riorganizzare la portualità e l’aeroportualità;
● mettere in sicurezza il sistema dei trasporti;
● migliorare il differenziale negativo nei confronti degli
altri Paesi in termini di competitività.
La Consulta dell’Autotrasporto con il Patto per la Logistica
- un accordo di settore per la competitività del sistema
Paese, approvato il 23 marzo scorso - ha indicato le soluzioni a tali problemi, partendo dalla lettura dell’attuale
assetto economico-territoriale del Paese, nella logica di
una competitività a scala mondiale e assegnando le priorità a:
Valichi Alpini. Questo punto già negli anni passati ebbi
modo di porlo all’attenzione dell’Unione Europea. Se la
burocrazia non avesse ritardato alcune scelte, vedi il
Corridoio V, avremmo potuto accorciare i tempi del
potenziamento avviato con la Legge Obiettivo.
Sistema portuale. In particolare quello deputato ad
intercettare e valorizzare gli scambi commerciali con il
Far-East. Occorre una volta e per tutte puntare su pochi
grandi porti in una logica di sistema territoriale, coinvol-
Il Patto è un testo sintetico e operativo, che inquadra le
misure possibili per incentivare lo sviluppo della logistica,
sia a livello infrastrutturale, sia regolamentare, sia di promozione dell’integrazione tra le diverse fasi della catena.
Il suo format è innovativo, in quanto si struttura come
«accordo» da sottoscrivere da parte dei soggetti rilevanti
per il sistema logistico italiano. E sono certamente innovativi ed anche a forte presa per le imprese che devono operare in una logica di mercato con concetti come:
● il passaggio dall’equilibrio modale a quello territoriale significa iniziare a ragionare e ad impostare politiche in una logica di sistema;
● il passaggio dallo spazio al tempo, significa migliorare la produttività, poiché il tempo accorcia le distanze
e consente di operare in una logica di efficienza.
La realizzazione del Patto potrà finalmente consentire a
tutti i players sulla scena economica del nostro Paese di
cogliere al meglio le sfide della competizione globale:
● le imprese disporranno di sistemi di trasporto e logistica reticolari: sono quelle macro-aree che enuncia il
ministro Lunardi e che chiede Confindustria;
● i commercianti vedranno migliorata l’accessibilità ai
sistemi metropolitani, così che le imprese dei servizi
non si sentiranno più «nane», disponendo delle opportunità per crescere in dimensione e qualità dell’offerta;
● i gestori dei servizi di trasporto e logistica potranno
disporre di strutture attraverso il cui utilizzo ritrovare
quei margini di efficienza economica e di efficacia dei
servizi che oggi mancano;
● le imprese di autotrasporto potranno avere certezza di
regole e accesso a misure di sostegno per potersi misurare ad armi pari sullo scenario internazionale.
Questa è la sfida per rilanciare la competitività del sistema-Paese.
●
AgC7
5
IL PATTO DELLA LOGISTICA.4/Le filiere
Merci pericolose e rifiuti industriali
Distribuzione urbana
Definiti gli obiettivi
per la sicurezza
Necessario l’impegno
di tutti i protagonisti
I due settori hanno molti nodi in comune.
E intanto c’è un primo accordo di massima
sulla necessità di studiare il problema
analizzando a fondo le direttrici di traffico.
roseguono a ritmo sostenuto le attività dei due
Gruppi di lavoro «Filiera merci pericolose» e
«Filiera rifiuti industriali» che fin dalle prime riunioni hanno concordato di muoversi parallelamente, dal momento che le tematiche dei due settori presentano numerosi aspetti in comune.
Al momento, dopo la riunione del 28 giugno, i due
Gruppi hanno concentrato la loro attenzione sulle
procedure che,in enttrambi i tipi di trasporto,garantiscano la sicurezza, la salvaguardia ambientale e le
compatibilità economiche.
A questo scopo una prima intesa è stata raggiunta
sulla necessità di campionare i flussi del trasporto
delle merci pericolose e dei rifiuti industriali, come
indagine di base per raggiungere in particolare quattro obiettivi:
P
1. migliorare
la qualità e la
messa in sicurezza dei veicoli
e delle merci, proprio attraverso il monitoraggio costante dei flussi delle flotte di veicoli addetti ad entrambi i tipi
di trasporto;
2. ridurre
i costi d’esercizio
delle imprese di trasporto di
merci pericolose e rifiuti
industriali,proprio come conseguenza del monitoraggio
costante dei flussi;
3. migliorare i flussi informativi
fra tutti i soggetti coinvolti
nella filiera, favorendo una
maggiore compatibilità tra i
sistemi informativi e tra le
strutture organizzative e di
coordinamento;
4. individuare,
sulla base del
monitoraggio dei flussi di traffico, il posizionamento più
sicuro per la creazione di
aree di sosta ad hoc.
●
Troppi soggetti delle aree metropolitane
portano a scelte separate e dispersive.
Per le soluzioni operative occorre un impegno
condiviso. Come per il Patto della Logistica.
e prime risultanze dell’analisi delle aree metropolitane avviato dal Gruppo di lavoro «Filiera distribuzione urbana» hanno messo in evidenza che la
complessità delle soluzioni individuabili è determinata soprattutto dalla molteplicità dei soggetti istituzionali e rappresentativi che insistono sul territorio. La costante di tale molteplicità è la separatezza
sostanziale delle azioni del singolo soggetto rispetto
a quelle degli altri, con il risultato di sovrapporre e
moltiplicare i flussi di traffico, programmare interventi settoriali, disperdere le risorse in mille rivoli
dalla scarsa efficiacia.
Prosegue, intanto, l’istruttoria per individuare due
aree metropolitane sulle quali incentivare altrettanti
«casi-studio» per fissare le principali tipologie di
problemi connessi alla distribuzione delle merci in
ambito urbano.
Ma, proprio a fronte della consapevolezza della molteplicità
Il trasporto agroalimentare
dei soggetti coinvolti nelle tematiche in questione, si sta profilando per la prospettiva anche
un ulteriore ipotesi di procedura,
da affiancare ai «casi-studio», proUn quadro generale degli incentivi
prio per collegare la componazionali ed europei al trasporto e alla
nente di studio ad un’azione più
produzione del settore ortofrutticolo
diretta e incisiva sul territorio..
sono il primo obiettivo che si è fissato il
Si tratta di una procedura analoga
Gruppo di lavoro «Filiera agroalimentaa quella che ha portato alla firma
re». Nell’ultima riunione, il direttore
del Patto della Logsitica, con un
generale dell’Autotrasporto di persone e
successo di adesioni superiore
cose, Clara Ricozzi, ha messo in luce la
alle aspettative e che, appunto,
sostanziale condivisione da parte dei
può essere applicata anche ad
rappresentanti del ministero per le
una questione come quella della
Politiche agricole sulla necessità di
distribuzione urbana che ha
«comprimere» la catena di distribuzione,
bisogno dell’impegno convinto
proprio per la natura deperibile dei prodi numerosi soggetti.
dotti, che andrebbero concentrati in aree
In altre parole, una volta indivispecializzate e in centri di raccolta
duate le necessità e le linee operattrezzati (in particolare i prodotti ittiative, i soggetti protagonisti
ci), seguendo peraltro anche le indicapotrebbero essere coinvolti,
zioni dell’Unione. Bruxelles, infatti, offre
anziché da un impianto normatiincentivi sia per l’aggregazione dell’ofvo, da un «accordo condiviso», da
ferta, sia (programma marco Polo) per
realizzare concretamente ciale imprese che ottimizzino la distribuscuno per la propria parte.
●
zione non viaggiando a vuoto.
L
Prima di tutto
censire gli incentivi
AgC7
6
IL LIBRO BIANCO DELLA UE
Parte la revisione di metà percorso
Il questionario sulla situazione interna
Alpi e gasolio al centro
delle richieste italiane
Preoccupazione per i costi
tra i più alti d’Europa
Facilitare l’attraversamento della catena alpina
e armonizzare la tassazione sui carburanti.
Ma anche estendere l’attestato del conducente,
rafforzare le «autostrade del mare» e la logistica.
era l’impegno a rivedere,a metà percorso,il Libro
Bianco europeo dei Trasporti, varato nel 2001 da
Loyola de Palacio. Il 13 luglio primo appuntamento a Bruxelles (presenti per l’Italia il capo del
Dipartimento trasporti terrestri, Amedeo Fumero, e il
Direttore generale dell’Autotrasporto di persone e cose,
Clara Ricozzi), ha permesso ai Paesi membri di esporre le
proprie posizioni. Ecco quelle del Governo italiano.
C’
● Facilitare l’attraversamento delle Alpi.
Il Libro Bianco ribadisce la necessità di eliminare le strozzature lungo i grandi assi di traffico, in particolare presso
«barriere naturali o alle frontiere». Per di più, nel giugno
1992, la Presidenza del Consiglio dei ministri europei propose di «tener conto delle diversità di situazioni geografiche, regionali, economiche e sociali degli Stati membri».
Lo stesso Libro Bianco, inoltre, insiste sulla necessità di
«facilitare il varco dei Pirenei», ipotizzando anche un collegamento stradale.In questo quadro - e anche a fronte dei
rischi di chiusura di tratti fondamentali come quello del
Fréjus - appare sempre più necessaria un’azione per alleviare le conseguenze negative che il sistema alpino crea
all’economia italiana, per evitare discriminazioni geografiche, impossibili da superare senza interventi correttivi.
● Rafforzare le «autostrade del mare».
Le «autostrade del mare» sono una scelta obbligata: il programma Marco Polo 2, pur potendo essere anche più
ambizioso in termini di risorse dedicate, è estremamente
positivo. Opzioni di questo tipo vanno rafforzate anche in
concorso con azioni a livello nazionale.
● Favorire lo sviluppo della logistica.
L’Italia ha varato un Patto per la Logistica che costituisce,
in Europa, un esempio di best practice. Ciò dimostra che,
se adeguatamente impostate, azioni importanti possono
ottenere consensi ad ampio raggio.
● Estendere l’attestato del conducente.
L’Unione Europea ha istituito l’attestato del conducente,
che però viene rilasciato solo a cittadini extra-Ue. Con l’allargamento dell’Unione (e la possibilità di circolare senza
attestato per i conducenti dei nuovi Paesi membri) tale
normativa appare insufficiente.È opportuno quindi estendere la normativa in materia di attestato del conducente
La riunione del 13 luglio a Bruxelles è
stata preceduta da un sondaggio compiuto attraverso questionari, rispondendo ai
quali i Paesi membri dovevano rappresentare la situazione interna.
L’Italia ha risposto ricordando il monitoraggio sui veicoli sloveni che ha dimostrato un incremento di tali vettori del 234,5%
dopo l’adesione della Slovenia all’Unione.
Ma il punto principale riguarda i costi
delle imprese nazionali di autotrasporto,
strette tra un fatturato modesto e costi per
chilometro più elevati della media europea, con in prima fila il carburante e
subito dopo il personale e gli oneri fiscali.
Particolare preoccupazione è stata segnalata in merito alla direttiva europea sull’orario di lavoro che rischia di far salire
del 23% il costo del personale di guida.
anche agli autisti utilizzati per la guida di veicoli nell’ipotesi in cui appartengano ad un Paese membro differente da
quello dell’impresa. Meglio ancora, anche se difficile da
realizzare, sarebbe l’obbligo dell’attestato per tutti i conducenti impiegati dalle imprese comunitarie.
● Regolamentare meglio il cabotaggio.
La nostra normativa, rifacendosi alle direttive europee,
ammette in territorio italiano un’attività per non più di 30
giorni, anche non consecutivi, in un arco di 60 giorni consecutivi, con l’obbligo di non essere in Italia, almeno per
un giorno al mese.Tale disciplina, che prevede verifiche
basate sul «libretto di viaggio», può essere presa ad esempio per una regolamentazione comunitaria sul punto della
«temporaneità», in modo da armonizzare la disciplina in
maniera più cogente di una semplice interpretazione.
● Insistere per armonizzare le accise.
Il Libro Bianco aveva tra i suoi obiettivi anche l’armonizzazione della fiscalità per i carburanti professionali. Ma la
direttiva 2003/96 che intendeva ristrutturare la tassazione
dei prodotti energetici non ha raggiunto lo scopo, mentre
il quadro complessivo è diventato ancor più insoddisfacente con l’allargamento dell’Unione. I margini di
manovra dei singoli Paesi sono quindi praticamente
inesistenti,mentre le imprese soffrono forti difficoltà dalla
rigidità fiscale in una fase di crisi economica. In questa
situazione, sono perciò necessarie nuove forti azioni in
favore dell’armonizzazione dei costi del carburante, intervenendo appunto sulla componente fiscale.
●
AgC7
7
COMBINATO
Firmata la convenzione per gli incentivi gomma-rotaia, mentre l’Albo analizza il combinato marittimo
Sbloccata Porti e retroporti migliori
la Cassa per incentivare il via mare
Giunto il parere favorevole
dell’Economia per stipulare
la convenzione che aprirà
ai mutui per il treno-Tir.
Il Ministero dell’Economia
ha dato parere favorevole
alla stipula della convenzione tra il Ministero delle
Infrastrutture e dei
Trasporti e la Cassa
Depositi e Prestiti, per la
gestione dei fondi relativi
al trasporto combinato
gomma-rotaia, previsti
dall’art. 38 della legge
166/2002.
Il via libera dell’Economia
Uno studio del Comitato centrale dell’Albo degli Autotrasportatori
parte dal presupposto che combinato terrestre e marittimo vanno integrati
e coordinati, se si vuole ottenere una reale competitività sul «tutto strada».
E indica le linee-guida da seguire per migliorare strutture e organizzazione.
er spingere le merci dalla strada al mare bisogna lavorare sui porti e sui retroporti. È la conclusione a cui giunge uno studio dell’Albo degli Autotrasportatori, dedicato al combinato via mare. L’indagine parte dal presupposto che
combinato terrestre e combinato marittimo debbano essere integrati e coordinati se
si vuole ottenere una reale competitività con il «tutto strada» e traccia un’analisi della
situazione attuale, segnata da alcune caratteristiche negative:
1. Gli accosti per i traghetti sono usati insieme per merci e passeggeri.
2. Nei terminal traghetti prevalentemente pubblici,agiscono operatori privati senza
alcun coordinamento.
3. Spesso l’attracco dei traghetti è situato in aree portuali impegnate anche in altre
atività con reciproco disturbo.
4. Il traffico commerciale si mescola con quello passeggeri ed entrambi ricardono
su quello cittadino, in particolare nella stagione turistica.
P
COMPARAZIONE DI COSTI E TEMPI DELLE NUOVE RELAZIONI
COSTI
MARE
MIGLIA
Formia/Civitavecchia- Augusta 270
Bari-Augusta
342
Ortona-Pozzallo
450
KM
727
575
897
NON ACC.
408,00
425,00
510,00
ACCOMP.
456,00
475,00
570,00
STRADA(1)
919,00
749,00
452,00
MARE
TEMPI
(2) STRADA (3)
17
20
25
18
14
22
(1) Somma dei costi variabili e dei costi fissi
(2) Comprese le operazioni di sbarco
(3) Alla media di 50 km/h e i tempi di sosta
è giunto tempestivamente
a seguito di un sollecito
del ministro delle
Infrastrutture e dei
Trasporti, Pietro Lunardi,
che segnalava l’urgenza
della convenzione per
dare corso alla legge.
In tempi stretti (il tempo
massimo e di due mesi)
seguirà l’ultimo atto formale: l’emanazione della
circolare ministeriale che
fisserà le procedure operative che le imprese
dovranno seguire per presentare le domande.
Già attualmente esistono relazioni lungo le quali il mare è competitivo rispetto al
«tutto strada» ma, per ampliare l’offerta, la ricerca dell’Albo indica una serie di linee
di intervento per superare le criticità del sistema.
1. Migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi, in particolare le dogane e le manovre
ferroviarie, attraverso un coordinamento centralizzato fra tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni.
2. Realizzare infrastrutture di raccordo, separate dalla viabililtà cittadina.
3. Incentivare la progettazione di aree per il controllo elettronico per il monitoraggio rapido delle merci, attraverso scanner.
4. Realizzare un circuito portuale unico, evitando le strozzature e il ricorso alla viabilità esterna.
5. Espansione delle aree portuali, adeguandole funzionalmente alla domanda.
6. Creazione di strutture di supporto per gli autotrasportatori (soste, attese, riposi).
7. Creazione di strutture di supporto orientate all’intermodalità (parchi ferroviari
dimensionalmente idonei, connessione diretta con i caselli autostradali, spazi di
banchina per il trasbordo mezzi).
8. Creazione di piattaforme logistiche nelle aree retroportuali.
●
AgC7
8
SICUREZZA.1
La seconda campagna per la Sicurezza stradale
Gli strumenti della campagna
Un tour in otto città
per avvicinare i Tir alla gente
Anche un minifilm
racconterà la vita sui Tir
Una conferenza stampa il prossimo 27 luglio illustrerà
tutti i dettagli di un’iniziativa che punta a coinvolgere
i cittadini, facendo conoscere meglio i problemi
della categoria e i vantaggi che essa porta alla comunità.
artirà con il prossimo autunno la 2a campagna per la Sicurezza stradale «Siamo
tutti sulla stessa strada - TIRispetto», su iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti - Comitato centrale dell’Albo degli
Autotrasportatori, anche attraverso la Consulta
dell’Autotrasporto e con la collaborazione di
Aiscat,Anas, Iveco e Mercedes.
I dettagli della campagna saranno illustrati il
prossimo 27 luglio nel corso di una conferenza
stampa, alla quale ha annunciato la propria partecipazione anche il ministro Pietro Lunardi. In
quella sede sarà possibile conoscere tutti i particolari di una campagna che, confermando la
linea dell’iniziativa realizzata nel 2001, ribadirà
il concetto della «convivenza» tra i diversi utenti della strada e punterà a sensibilizzare una
reciproca conoscenza dei problemi di ciascuna
categoria di guidatori.
Ma questa volta ci sarà qualcosa di più, per
aumentare il coinvolgimento della popolazione
e far conoscere meglio sul territorio i camion, i
vantaggi che portano ai cittadini, le difficoltà da
cui sono afflitti: alcuni veicoli Iveco e
Mercedes, opportunamente allestiti con pannelli che riporteranno lo slogan e il logo della
campagna, compiranno un tour lungo alcuni
mesi nelle otto principali città italiane (Torino,
Milano, Verona, Bologna, Roma, Napoli, Bari,
Catania), dove contemporaneamente alla presenza dei veicoli saranno organizzati eventi e
dibattiti sui temi della Sicurezza stradale e del
trasporto delle merci.
Contemporaneamente sarà avviata la realizzazione di una banca dati degli incidenti stradali
che vedono coinvolti veicoli industriali e commerciali, utilizzando i dati provenienti da tutte
le fonti disponibilli (Istat, Polizia stradale, Enti
locali), in modo da ottenere il quadro più completo possibile della situazione. Sarà questo
database il punto di partenza di un monitoraggio costante dal quale ricavare le indicazioni
sui nodi di criticità (i cosiddetti «punti neri») e
individuare le soluzioni per ridurre in concreto
i rischi di incidentalità.
●
P
Ci sarà anche un breve video (più un minifilm che uno spot) nella campagna che dal
prossimo ottobre cercherà di far capire agli
italiani come lavorano i camionisti e
quanti siano utili alla società.
Lo ha realizzato Vittorio Moroni, un giovane regista emergente («Tu devi essere il
lupo») andando a ripercorrere, insieme a
due veri camionisti, altrettante tratte scelte
fra quelle più «battute» dal trasporto delle
merci su gomma.
Si tratta di un modo più diretto e raccontato di dare uno spessore ad un mondo che
troppo spesso è considerato negativamente
dagli altri utenti della strada che ne vedono soltanto le apparenze esteriori, a cominciare dalle dimensioni che sono la principale, ma immotivata fonte di paura per gli
automobilisti.
I dati della Polizia stradale per il 2004
Solo il 7% degli incidenti
coinvolge i pesanti
Solo 11.553 incidenti dei 158.226 rilevati
dalla Polizia stradale e dai Carabinieri
hanno registrato il «coinvolgimento» di un
veicolo commerciale: una percentuale del
INCIDENTI STRADALI 2004
(rilevazioni di Polizia stadale e Carabinieri)
Incidenti
158.226
di cui mortali
con feriti
con danni a cose
Morti
Feriti
3.341
75.829
79.829
3.737
112.170
Con veicoli commerciali oltre 3,5 t. coinvolti
Con veicoli merci pericolose coinvolti
Con autobus coinvolti
11.553
278
673
7,2%, che tuttavia sarà corretta al ribasso
quando a questi primi dati si aggiungeranno quelli delle Polizie municipali, dove gli
incidenti con i Tir, per ragioni obiettive,
sono assai di meno.
AgC7
9
SICUREZZA.2
Bilancio di metà anno per le verifiche dei CMR
Le aree più «irregolari»
Oltre 6 mila controlli
nei primi sei mesi
A Firenze più rischi,
ma i nodi sono sui porti
Sei mesi di controlli consentono anche una
prima verifica delle aree dove si registrano
maggiormente le irregolarità. Nella tabella qui
sotto sono indicate le zone (classificate secondo l’area coperta dal Carro Mobile di
Revisione di competenza) dove le irregolarità
hanno superato il 50% delle verifiche.
Le irregolarità tecniche riscontrate sono nettamente
al di sotto del 50% e tendono a diminuire,
ma i tre quarti di quelle gravi sono di extracomunitari.
Si attestano al 10% le irregolarità amministrative.
oono stati più di 6 mila i controlli effettuati
nei primi sei mesi dell’anno dai Carri Mobili
di Revisione, accompagnati dalle «pattuglie
miste» del Dipartimento Trasporti Terrestri del
Ministero delle Infrastrutture e della Polizia stradale, con una media di oltre mille verifiche al
mese (1.024,5 per gli amanti delle statistiche),
con un netto incremento del trend che nei primi
mesi dell’anno era intorno ai 700 controlli.
Sostanzialmente confermato in questi sei mesi il
trend che si può riassumere in alcuni punti:
1. le irregolarità amministrative superano di
poco il 10% del totale dei controlli, grazie
soprattutto ai veicoli comunitari;
2. le irregolarità tecniche (le più incidenti sulla
sicurezza del veicolo) sono nettamente inferiori al 50% e tendono a diminuire;
3. le irregolarità tecniche gravi riscontrate sui
veicoli extracomunitari sono di gran lunga
superiori (72,7%) a quelle dei mezzi comunitari (57,6%) e italiani (57,7%);
4. nonostante la causalità dei controlli, i veicoli
non italiani sottoposti a verifica sono stati
quasi un quarto del totale (24,5%), una quota
nettamente superiore a quel 18% che si stima
essere la loro presenza in Italia.
●
S
I CONTROLLI NEI NODI PIÙ SENSIBILI
Tot. Reg. %
Irr.
%
1 Firenze
174
55 32%
119 68%
2 Catania
163
60 37%
103 63%
3 Bari
568
227 40%
119 60%
4 Rovigo
345
138 40%
207 60%
5 Genova
1.206
504 42%
702 58%
6 Trieste
181
80 44%
101 56%
369
179 49%
190 51%
7 Lecco
La percentuale più alta di irregolarità si registra nella zona di Firenze, un’area a forte
industrializzazione diffusa, dove si incrociano
le direttrici di traffico Nord-Sud, con gli svincoli verso i porti del Tirreno centrale.
E sono sempre le aree portuali o retroportuali
a seguire Firenze in questa speciale classifica,
che vede solo al 7° posto con una quota di
irregolarità solo di poco superiore alla metà
dei controlli, la zona di Lecco, dove i «nodi
sensibili» riguardano in particolare i transiti
alpini, sull’asse tra Italia e Centro Europa.
CONTROLLI SU VEICOLI COMMERCIALI (oltre 3,5 tonn.) - PERIODO GENNAIO-GIUGNO 2005
CONTROLLI AMMINISTRATIVI
VEICOLI
NAZIONALI
CONTROLLI TECNICI
IRREGOLARITÀ
IRREGOLARI
LIEVI
GRAVI
CONTROLLATI
REGOLARI
IRREGOLARI
REGOLARI
4.642
4.069
573
2.397
2.245
950
87,7
12,3
51,6
48,4
20,5
27,9
42,3
57,7
216
% sul totale del controlli
% sul totale delle irregolarità tecniche
COMUNITARI
1.026
% sul totale del controlli
945
81
651
375
159
92,1
7,9
63,5
36,5
15,5
21,1
42,4
57,6
184
% sul totale delle irregolarità tecniche
EXTRACOMUNITARI
479
% sul totale del controlli
414
65
226
253
69
86,4
13,6
47,2
52,8
14,4
38,4
27,3
72,7
1.695
% sul totale delle irregolarità tecniche
TOTALE
% sul totale del controlli
% sul totale delle irregolarità tecniche
6.147
1.295
5.428
719
3.274
2.873
1.178
88,3
11,7
53,3
46,7
19,2
27,6
41.0
59,0
AgC7
10
CRONOTACHIGRAFO DIGITALE
Attesa una comunicazione ufficiale della Commissione
La richiesta di Iru, Acea e Cecra
Verso un nuovo rinvio
Gli operatori chiedono
dell’obbligo di installazione un anno di proroga
Solo tre dei 25 Stati membri sono pronti alla consegna
delle card. L’Italia tra i Paesi più avanti nelle procedure.
Ma il rinvio al 31 dicembre riguarderebbe solo le sanzioni
e non modifica formlamente la data ufficiale di partenza.
i profila un nuovo rinvio per il cronotachigrafo digitale,dopo quello che ne aveva procrastinato l’obbligo di un anno, fino al prossimo 5 agosto.La data fissata dall’Unione europea
non sarà modificata, ma verrebbe concessa una
proroga di fatto al 1° gennaio 2006,sospendendo
le sanzioni fino a quella data.
La decisione è stata presa unilateralmente dalla
Commisione europea, ma con il consenso degli
Stati membri e sarà oggetto di una prossima
ocmunicazione ufficiale. La scelta, peraltro, era
considerata inevitabile, dal momento che solo
tre dei 25 Paesi comunitari sono in regola per
rilasciare le carte necessarie a far funzionare gli
apparecchi.
Secondo l’Iru,la situazione nei singoli Paesi membri sarebbe migliore, ma comunque non sufficiente a giustificare la conferma della data. Ecco
il quadro fornito dall’associazione:
S
● Legislazione nazionale: 12 su 25 non pronti
15 su 25 non pronti
● Carte per tachigrafo:
17 su 25 non pronti
● Officine autorizzate:
L’Italia, dal canto suo, anche se ancora non ha
completato le procedure, non è tra i Paesi più in
ritardo e le Camere di Commercio, alle quali il
Ministero per le Attività Produttive, ha assegnato
questo compito, potrebbero essere in grado di
distribuire le card entro la scadenza prevista.
Il nuovo rinvio, tuttavia, potrebbe aprire la strada
a richieste di ulteriori proroghe da parte di enti o
associazioni di categoria. Proprio per questo la
Commissione sospenderebbe le sanzioni per
qualche mese, confermando però nel 5 agosto la
data a partire dalla quale tutti i veicoli di nuova
immatricolazione adibiti al trasporto merci su
strada (superiori alle 3,5 tonn.) e di viaggiatori
(oltre le nove persone) avranno l’obbligo di essere dotati del nuovo tipo di tachigrafo.Va ricordato che per gli automezzi merci superiori alle 12
tonn. e per quelli adibiti al trasporto di persone
superiori alle 10 tonn. immatricolati dopo il 1°
gennaio 1966, l’installazione sarà effettuata al
momento della sostituzione dell’apparecchio. ●
L’Unione internazionale dei Trasporti stradali (Iru), l’Associazione dei costruttori
europei di automobili (Acea), il Consiglio
europeo della distribuzione e riparazione
automobili (Cecra), hanno chiesto alla
Commissione europea di prendere atto che
la maggior parte degli Stati membri dell’UE
non sarà pronta ad applicare il tachigrafo
digitale entro la data prefissata al 5 agosto
2005. Iru, Acea e Cecra hanno invitato, pertanto, il commissario ai Trasporti, Jacques
Barrot, ad intervenire per favorire:
1. l’obbligo del tachigrafo digitale, come
proposto dal Parlamento europeo (il 5
agosto 2006 per i nuovi veicoli ed il 5
agosto 2007 per le nuove immatricolazioni);
2. l’introduzione volontaria del tachigrafo
digitale il 5 agosto 2005, accompagnata
da una moratoria riguardante tutti i
Paesi in cui circolano veicoli immatricolati nell’UE. Questa moratoria dovrebbe
restare in vigore fino a che tutte le misure necessarie saranno state attuate.
Come funziona il nuovo strumento
Quattro carte di colore diverso
per chi viaggia e chi controlla
Sono quattro le «card» dotate di microchip che dovranno
essere distribuite dalle Camere di Commercio ai vari soggetti coinvolti, per far funzionare il sistema del cronotachigrafo digitale.
1. Carta bianca. È quella del conducente: registra tutte le
attività dell’autista per un periodo di 28 giorni.
2. Carta gialla. È quella dell’azienda: permette di leggere
i dati registrati nella memoria del cronotachigrafo.
3. Carta blu. È in possesso dell’autorità di controllo e permette anch’essa di controllare i dati registrati sull’apparecchio.
4. Carta rossa. È la carta dell’officina: viene utilizzata
per la verifica e la manutenzione dello strumento.
AgC7
11
QUI BRUXELLES
Tutto politico il programma del semestre di Presidenza britannica
Trasporto combinato.1
Anche Londra punterà sui pedaggi
e sul nodo dell’orario di lavoro
Aiuti autorizzati
al ferro-Tir in Belgio
L’agenda annunciata dal primo ministro Tony Blair non presenta novità
dal punto di vista trasportistico: si continuerà a cercare un accordo
sui punti rimasti irrisolti. Ma le difficoltà non mancano, soprattutto sui
tempi di guida e di riposo, affidati ormai al Comitato di Conciliazione.
Il semestre di Presidenza britannica dell’Unione europea sarà improntato ad una
visione politica della difficile fase che l’Unone sta attraversando,piuttosto che a temi
pur rilevanti ma di carattere tecnico. Per questo il programma dei prossimi sei mesi
vede pochi impegni in agenda per il settore trasporti e, soprattutto, registra la prosecuzione degli impegni che la precedente presidenza lussemburghese non è riuscita a chiudere, anche perché su tutti e tre i temi si sono determinati tensioni tra le
posizioni diverse espresse dalla Commissione, dal Consiglio dei Ministri e dal
Parlamento europeo.
1. Tariffazione stradale
La proposta di sottoporre a pedaggio le principali strade di collegamento europee,
le cosiddette TEN (Trans European Network) per i veicoli commerciali pesanti, fu
avanzata nel 2001 dal Libro Bianco dei Trasporti della vice presidente Loyola de
Palacio, per finanziare la manutenzione gravando sui veicoli pesanti che usurano di
più le strade. Di fatto era una sorta di compensazione per i Paesi «centrali», proprietari delle strade attraversate dal traffico commerciale, a carico dei Paesi «perifierici»:
un quadro che l’allargamento a 25 dell’Unione ha reso più complesso. La
Commissione, alla ricerca di un compromesso, vuol destinare gli introiti direttamente al settore trasporti (per infrastrutture alternative alla strada, ad esempio), mentre
il Consiglio chiede mano libera per il riutilizzo dei pedaggi. Ulteriore mediazione
quella tentata dal Parlamento europeo che vorrebbe lasciare ai singoli Stati la facoltà di optare per una delle due soluzioni.
2. Orario di guida e di riposo
Tutto aperto anche per le modifiche dell’orario di guida e di riposo. La questione,
anzi, rischia di creare un bello scompiglio tra le istituzioni europee, con la
Commissione e il Consiglio dei ministeri dei Trasporti che vorrebbero una normativa più elastica, lasciano maggiori margini di flessibilità alle imprese, e il Parlamento
che ha approvato una risoluzione legislativa più rigida, respingendo le posizioni
delle altre due istituzioni. Il conflitto è ormai aperto e la soluzione è stata demandata, come prevedono le norme comunitarie in caso di contrasto fra i vari organi, al
Comitato di Conciliazione, cui spetterà la decisione definitiva. Il Comitato è stato
convocato per il 29 dicembre in prima istanza e per il 6 dicembre in seconda.
3. Patente europea
La questione non tocca direttamente l’autotrasporto se non per un punto relativo
all’età dei conducenti. In fase di predisposizione della direttiva, che ancora una volta
non ha superato l’esame del Consiglio dei ministri del 27 e 28 giugno scorsi, l’Italia
aveva proposto di introdurre l’esame annuale della patente al superamento dei 65
anni.La norma,una volta recepita,avrebbe consentito agli autisti italiani di continuare a circolare (purché, ovviamente, in buone condizioni di salute) fino ai 70 anni,
così come avviene nel resto d’Europa. La Germania, tuttavia, ha bloccato l’emendamento ritenendolo limitativo rispetto alla situazione attuale. Risultato: se la direttiva
non subirà modifiche, gli autisti stranieri potranno circolare in Italia anche oltre i 65
anni e quelli italiani no.
●
La Commissione ha autorizzato il Belgio a riconoscere un regime di aiuti
al trasporto combinato
sulla base di un budget di
30 milioni/anno per tre
anni, legato all’obiettivo
di mantenere alla rotaia
il traffico attuale e di
aumentarlo del 20% in
tre anni, sulle tratte superiori ai 51 Km.
Trasporto combinato.2
Accordo qualità
tra Uirr e Uic
La Uirr (Unione delle
imprese che effettuano
trasporti combinati strada-rotaia) e la Uic
(Associazione delle ferrovie europee) hanno siglato un accordo per aumentare la qualità del servizio del trasporto combinato internazionale che
ancora oggi è bassa.
Dall’autunno verranno
monitorati gli assi e l’utilizzo dei treni completi.
Progetti infrastrutturali
Presto la nomina
dei coordinatori
Sono in fase di nomina i
cinque coordinatori dei
grandi progetti infrastrutturali della rete europea.
Per quanto riguarda
l’Italia ed in particolare
la rete Nord-Sud (con il
Brennero) ed il corridoio
V (che comprende il tunnel Torino-Lione) sono
stati prescelti rispettivamente gli ex commissari
ai Trasporti Karel Van
Miert e Lojola de Palacio.
AgC7
12
&
Scadenze
Eventi
•Mercoledì 27 luglio. Conferenza stampa di
presentazione della 2a Campagna per la
Sicurezza stradale «Siamo tutti sulla stessa
strada - TIRispetto». È prevista la partecipazione del ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti, Pietro Lunardi.
•Venerdì
5 agosto. Scadono i termini
nell’Unione europea per l’introduzione obbligatoria del cronotachigrafo. Bruxelles ha tuttavia deciso di sospendere ogni sanzione fino
alla fine dell’anno per dare tempo ai Paesi
ritardatari di mettersi in regola.
•Venerdì 13 settembre. Apertura, a Vienna,
della IEEE - Conference on ITS,salone mondiale dei Sistemi intelligenti di trasporto.
•Venerdì 23 settembre. Si apre,presso la fiera
di Napoli,Meditertrans,Mostra Mediterranea
dei Trasporti, logistica e intermodalità. Si chiude il 25 settembre.
•Lunedì 26 settembre. Apertura, a Pechino,
della 3a Conferenza Euro-Asiatica sul trasporto stradale. Organizzata dall’Iru e dal
ministero delle Comunicazioni cinese, si prevede la partecipazione di 30 ministri dei
Trasporti dei due continenti.
Rassegna stampa di settore
Luglio 2005
Quasi tutte le pubblicazione del settore dell’autotrasporto
merci pubblicano in questo periodo un numero doppio
che copre i mesi di luglio-agosto, consentendo una sospensione per la pausa estiva. Ciò comporta anche un ritardo
della pubblicazione che è la ragione per la quale in questa
rassegna stampa non compaiono alcune testate.
da IL SOLE 24 ORE TRASPORTI
• Rinviato a gennao il cronotachigrafo digitale
da TUTTOTRASPORTI
•
•
•
•
•
•
•
Tariffe, dopo il caso bisarche. Chi urla vince
Termine ultimo per chi vuole fare causa
Più che un aumento è una presa in giro
Dopo l’incidente del Frejus. Squali all’attacco
Il «crono» digitale slitta al 2006
Congresso Fai. Fin che la barca va...
Arrivano i soldi, era ora
da PROFESSIONE CAMIONISTA
• L’Europa favorevole al trasporto su mare
• Il combinato si sblocca
da HP TRASPORTI
• Sussurri e grida: Fermo macchina
da VADO E TORNO
• Li chiamano acconto, ma sono elemosina
• Non si esce dal tunnel se va a fuoco
•Venerdì 4 novembre. Apertura, alla Fiera di
da UOMINI E TRASPORTI
•Giovedì 26 gennaio 2006. Si apre, alla Fiera
da VIE&TRASPORTI
Rimini, dello Smavi, Salone dei Trasporti con
le novità dei veicoli commerciali e degli allestimenti. Chiude domenica 6.
di Verona, Expotransport, salone Biennale
delle tecnologie per l’innovazione, la sicurezza e l’ambiente nei trasporti. Chiude domenica 29.
•Giovedì 8 marzo 2006. Apertura, a Parigi,
Villepinte, del SITL - Salone internazionale del
trasporto e della Logistica, la più importante
esposizione europea del settore.
•Martedì 14 marzo 2006. Si apre a Dubai, il
30 Congresso mondiale dell’Iru (Unione internazionale dei trasporti su strada). L’assemblea
si concude giovedì 16 marzo.
• Editoriale: Logistica pubblica e privata
• Una corsa ad handicap
• A patto che sia logistica
• Patto della Logistica: è il momento delle scelte
• Attraverso il confine, sì, ma con fatica
da TRASPORTARE OGGI
• Una luce in fondo al tunnel
• La voce della Consulta
da INTERTRUCK NEWS
• I retroscena della vicenda bisarche
• Ancora una volta è guerra tra poveri
• Le reazioni
da EUROMERCI
• «Voglio una Confetra forte e ben visibile»
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Un anno di svolta