Si ringraziano:
INGROSSO
CARTA – CANCELLERIA – ARTICOLI DA UFFICIO
48018 Faenza (Ra) – Viale Ceramiche, 19/21
Provincia di Ravenna
I Concerti d’Autunno 2012
Lo splendore del ’700
VIALE G. GARIBALDI, 22 - 48010 Fusignano (RA)
Centro Commerciale “Il Faro”
FUSIGNANO
Comune di Fusignano
Comune di Russi
Conad Fusignano Snc Di Bartolini
Natascia E C.
Vl. G. Garibaldi, 22 - 48010 Fusignano
Una ventata di
Aria buona
Salumificio del Nonno
SALAME
del NONNO
Associazione Musicale
Diapason
Associazione “A. Corelli”
Ravenna
‘La Grande Orchestra’
Nicola Valentini direttore
Venerdì 23 novembre
ore 21 Fusignano, Teatro Moderno
Associazione Musicale
“A. Contarini”
Sabato 24 novembre
ore 17 Faenza, MIC
ore 20.30 Russi, Teatro Comunale
’opera in musica nacque a Venezia all’inizio del Seicento. Nel corso del
Lticolar
secolo il modello operistico veneziano si diffuse in tutta Italia, in parmodo a Roma e, successivamente, a Napoli. L’opera era formata
dall’alternanza tra momenti dinamici e momenti statici: nei recitativi, più
sillabici e rapidi, si portava avanti la vicenda e la narrazione, mentre nelle
arie e nei pezzi d’assieme l’azione si fermava per dare spazio al lirismo,
all’espressione dei sentimenti. Dalla metà del secolo l’opera italiana cominciò ad essere esportata anche all’estero, dove incontrò favore o rifiuto
a seconda dei casi. L’Inghilterra non conobbe una tradizione operistica
fino all’arrivo di George Frideric Handel (1685-1759). Dopo cinque anni
trascorsi in Italia, dove poté affinare la sua tecnica compositiva e conoscere l’opera, nel 1711 Handel si trasferì a Londra. Nello stesso anno
venne rappresentato il Rinaldo, un’opera basata su alcuni episodi della
Gerusalemme liberata di Torquato Tasso e sulla storia d’amore tra Rinaldo e Almirena. A Londra Handel scrisse una quarantina di opere, quasi
esclusivamente basate su libretti italiani. Per conformarsi al gusto del
pubblico londinese, il compositore ridusse il numero dei recitativi e pose
l’accento sulla brillantezza e sulla potenza espressiva delle arie solistiche. Christoph Willibald Gluck (1714-1787) si dedicò quasi esclusivamente alla musica operistica e anch’egli scrisse circa quaranta opere.
Rappresentato per la prima volta a Praga nel 1750, poi rivisto in una
seconda versione per Vienna (1763), Ezio è un’opera ambientata nella
Roma antica. La vicenda narra di come il generale Ezio riesca a salvare
l’imperatore Valentiniano dalla cospirazione di Massimo, che viene arrestato. In segno di gratitudine l’imperatore concede ad Ezio di sposare
Fulvia, nonostante sia la figlia di Massimo, stabilendo così il lieto fine.
L’ineguagliabile versatilità di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
gli permise di sperimentare tutti i generi musicali. All’interno della sua
produzione operistica si trovano opere serie e buffe, di stampo italiano,
e Singspiel, ossia opere in tedesco in cui si alternano parti cantate e
parti recitate. Un posto di grande rilievo è occupato dall’opera buffa Così
fan tutte, ossia La scuola degli amanti, scritta su libretto di Lorenzo Da
Ponte e rappresentata a Vienna nel 1790. La vicenda si svolge a Napoli,
dove due giovani, Guglielmo e Ferrando, scommettono sulla fedeltà delle
loro fidanzate. Sotto travestimento cercano così di conquistare l’uno la
fidanzata dell’altro e, riuscendoci, non possono far altro che constatare
la loro infedeltà, anche se l’episodio si conclude con una riconciliazione
e col perdono. Qui la grandezza di Mozart si mostra anche nell’utilizzo
del colore strumentale come mezzo per evidenziare gli stati d’animo dei
suoi personaggi.
Silvia Gentilini
La Grande Orchestra
Giulia Cerra, Guido Lorenzetti, Antonio Laganà,
Anna Astori, Keti Ikonomi
violini primi
Clara Fanticini, Jacopo Cavalli,
Ferenc Vojnity Hajduk, Chiara Arzenton
violini secondi
Sebastiano Airoldi, Nicoletta Bassetti
viole
Giacomo Fossa, Giada Gallo, Silvia Sciolla
violoncelli
Daniele Rosi
contrabbasso
Gianluca Tassinari, Francesco Luglini
oboi
dal “Rinaldo” (1711)
Sinfonia
‘Solo dal brando’, aria per tenore
‘Lascia ch’io Pianga’, aria per soprano
Christoph Willibald Gluck dall’ “Ezio” (1750)
(1714 - 1787)
Marcia
‘Tergi l’ingiuste lacrime’, aria per tenore
Recitativo accompagnato ‘Misera dove son’
e Aria ‘Ah! non son io’ per soprano
Wolgang Amadeus Mozart da “Così fan tutte” (1790)
(1756 - 1791)
‘Un’aura amorosa’, aria per tenore
‘Come scoglio’, aria per soprano ‘Fra gli amplessi’,
duetto per soprano e tenore
Laureata con il massimo dei voti in Lettere Classiche
all’Università degli Studi di Milano e diplomata in canto
presso l’Istituto. Musicale A. Peri di Reggio Emilia. Attualmente si perfeziona con la signora Luciana Serra.
Vincitrice dei Concorsi Internazionali di Canto di Càscinalirica, F. Alfano di Sanremo, “Primo palcoscenico” di
Cesena, “Di Stefano” di Trapani. Ha cantato in numerosi
Teatri italiani tra i quali l’Opera di Roma, il teatro Regio
di Torino, il teatro Filarmonico di Verona, i teatri lombardi
del circuito Aslico (Sociale di Como, Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia),
il teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, il teatro Comunale di Modena, il teatro
del Casinò di Sanremo, il teatro Chiabrera di Savona, il teatro Comunale di
Bologna, il teatro Giglio di Lucca, il teatro Donizetti di Bergamo e Sociale di
Rovigo, il Teatro Petruzzelli di Bari etc…sotto la direzione di E. Mazzola, D.
Rustioni, D. Jurowski, F. M. Carminati, M. Zanini, G. Di Stefano, Boris Brott, S.
A. Reck. I prossimi impegni la vedranno esibirsi nuovamente al teatro Regio di
Torino in “Pinocchio” di Valtinoni, al teatro Petruzzelli di Bari in “Carmen” di G.
Bizet, dir. Lorin Maazel, al teatro Verdi di Trieste in “Rigoletto”, dir. C. Rovaris,
regia M. Mirabella ed al festival di Martina Franca in “Nur” di M. Taralli (opera
in prima esecuzione assoluta). Collabora con la trasmissione di Radio1Rai
“Il Comunicattivo” di Igor Righetti con due rubriche da lei condotte “Maria
Caracallas precaria lirica show” e “La seduzione all’Opera”.
Alan Selva, Alessandro Foschini
clarinetti
Michele Gadioli, Giulio Bocchi
fagotti
Frederic Gnuffi, Emanuele Urso
corni
Giovanni Paganelli
clavicembalo
Marta Calcaterra soprano
Leonardo Cortellazzi tenore
Nicola Valentini
direttore
P rogramma
George Frideric Handel
(1685 - 1759)
Marta Calcaterra soprano
Nata in seno alla Scuola Grande di San Filippo, ‘La Grande Orchestr’a è
una giovane compagine che attinge dalle migliori risorse artistiche del
territorio, e si fonda sulla ricerca e sullo sviluppo delle capacità espressive dei propri musicisti, nella prospettiva del pieno raggiungimento di
una maturità umana ed artistica. Autentico strumento di promozione
culturale, la Scuola Grande di San Filippo, oltre ad occuparsi di formazione, sostiene e diffonde fin dalla sua nascita proposte musicali
ed artistiche che esprimono una reale preoccupazione educativa, un
particolare approfondimento culturale, una tensione al recupero della
tradizione. La Grande Orchestra è piena espressione di questo compito e di questo spirito, essendo soggetto attivo del Corso di Direzione
d’Orchestra che la Scuola Grande ha inaugurato a Faenza nel 2011. Il
debutto dell’Orchestra, nel dicembre 2010, ha visto il giovane direttore ravennate Nicola Valentini condurre un programma di alto livello,
dedicato alle Sinfonie di Mendelssohn, Mozart e Schubert, e andato
in scena con grande successo presso il Museo Internazionale delle
Ceramiche in Faenza e il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.
Leonardo Cortellazzi tenore
Nato a Mantova nel 1980, laureato in economia e
commercio, si diploma in canto al Conservatorio di
Parma con Lelio Capilupi. Nel 2003 debutta come
Schmidt nel Werther di Massenet a Fidenza e negli
anni successivi collabora con il Regio di Parma nel
progetto «Imparo l’opera». Nel 2006 vince il Concorso
Di Stefano per il ruolo di Ferrando in Così fan tutte, e si esibisce nella Finta semplice a Piacenza e in
Così fan tutte al Luglio Musicale Trapanese. Nel 2007
inizia il suo impegno con l’Accademia del Teatro alla Scala durante il quale
partecipa a un concerto pucciniano con Chailly, a Così fan tutte con Dantone e
alle Nozze di Figaro con Antonini. Nel 2008 è Don Giovanni nell’opera di Pacini
a Bad Wilbad e torna alla Scala per i Vesperae solennes de confessore di Mozart con Chung. Tra gli impegni delle ultime tre stagioni, L’Orfeo di Monteverdi
(con Alessandrini), Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti e
L’occasione fa il ladro di Rossini alla Scala, Lucia di Lammermoor (Arturo) a
Sassari e Venezia, Don Giovanni a Venezia e al Comunale di Bologna, Rigoletto
(Borsa) nella produzione di Andrea Andermann trasmessa in mondovisione da
Mantova (con Plácido Domingo, la direzione di Mehta e la regia di Bellocchio),
Die Zauberflöte nei teatri del circuito lirico lombardo, la prima assoluta di
Risorgimento! di Lorenzo Ferrero a Bologna e Anna Bolena a St. Moritz. Nella
stagione 2011-2012 ha interpretato Il ritorno di Ulisse in patria (Telemaco)
alla Scala, L’occasione fa il ladro a Reggio Emilia, Modena e Treviso, Il cappello di paglia di Firenze nei teatri del circuito lombardo, Così fa tutte a La Fenice
di Venezia, Nozze di Figaro (Don Basilio) e Don Pasquale al Teatro alla Scala di
Milano, Anna Bolena all’Opera Riehen, Basilea. Nella stagione 2012-2013 ha
interpretato L’Elisir d’amore al Teatro di Massy e Pagliacci (Beppe) al Teatro
Comunale di Bologna, tra i prossimi impegni Dido and Aeneas per la fondazione Arena di Verona, Don Pasquale al Teatro Filarmonico di Verona e Falstaff
al Teatro Petruzzelli di Bari.
Nicola Valentini direttore
Come è avvenuto il suo primo incontro con la
musica, e come ha scelto di intraprendere lo
studio del violoncello prima e della direzione
poi?
Francamente non ricordo il mio “primo incontro”
con la musica perché, al contrario, non riesco a
trovare nella mia memoria di bambino anche una
piccola situazione dove essa non sia presente.
Ovviamente questo è imputabile al fatto che mio padre mi faceva ascoltare
Mozart quando ero ancora nella culla. Ricordo bene le lezioni di violino all’età
di 3-4 anni, le giornate passate nel garage di casa a studiare batteria e percussioni durante le elementari e poi i primi viaggi all’estero con Accademia
Bizantina negli anni delle medie. Ecco, sicuramente questo è stato l’incontro
che mi ha cambiato la vita, quando a 11 anni ho conosciuto Ottavio Dantone
e ho iniziato a seguire il suo lavoro da molto vicino. Mi sono appassionato alla
musica barocca e intrapreso lo studio del violoncello. Per quanto riguarda
invece l”idea” di fare il direttore, beh...questa è cosa che nasce dentro il tuo
animo, non la puoi descrivere, non si può analizzare, senti semplicemente
una vocina che ti indica quale sarà la tua strada e, di conseguenza, cerchi di
verificare nel corso degli anni se quello che senti dentro è solo un desiderio o,
più profondamente, la tua vocazione.
Talento, eleganza, determinazione e… Un debole per il teatro d’opera
settecentesco: quali aspetti di questo particolare periodo e genere musicale la appassionano di più? Crede che nel 2012 la musica dell’epoca
possa ancora essere capita e apprezzata?
Il teatro d’opera è l’espressione più umana della musica. Questa non è una
semplice banalità, ma la costatazione di un dato di fatto. Infatti nell’opera
ritroviamo storie umane di passioni, guerre, tradimenti, amori che vengono
non solo tradotte in musica, ma amplificate e arricchite da questa forma di linguaggio non verbale. La musica, il testo, l’azione sul palcoscenico si fondono
in un unico potentissimo mezzo comunicativo, capace di stimolare tutti i sensi
dell’attento ascoltatore. Ovviamente per veicolare il messaggio verso il pubblico di oggi occorre conoscere perfettamente i codici e le strutture musicali
e linguistiche che regnavano all’epoca e avere il coraggio di riproporle sotto
una veste autentica ma allo stesso tempo rinnovata. I tempi sono cambiati,
ma l’uomo è sempre lo stesso: la cosa più appassionante e divertente di un
dramma musicale settecentesco è proprio scoprire quanto sono attuali le problematiche e le vicende dei personaggi che vengono narrate.
Tra tutte le esperienze di direzione, quale concerto ricorda con maggiore
emozione e perché?
Lo scorso luglio ho diretto la mia prima opera allo Staatstheatre Oper di Norimberga in Germania. Devo confessare che durante i concerti o le rappresentazioni non sono mai agitato, teso o nervoso e infatti, anche in questo caso,
nonostante fosse la prima volta che dirigevo in un teatro così importante e per
di più un’opera intera, non ho tradito emozioni, almeno fino all’ultima recita….
Infatti all’ultimo spettacolo sapevo bene che in sala ad ascoltarmi ci sarebbe
stato il mio maestro Ottavio Dantone, e, assicuro, quello è stato il mio concerto
più difficile!
28 anni a settembre, ma già musicista d’esperienza e ormai prossimo
a suggellare il percorso di Direttore d’Orchestra con il titolo di Diploma
finale. Valentini, avrebbe mai pensato 10 anni fa di arrivare fin qui? E
dove si vede tra 10 anni?
Sicuramente se guardo al passato, anche quello più prossimo, non avrei mai
immaginato di arrivare così presto fin “qui”, ma il punto è dove uno pone il
proprio “qui”. Al mio “qui” non ci sono di certo arrivato ora, anzi sono solo
all’inizio della strada che porta al mio “qui”, proposizione di luogo che non ho
ancora definito, perché se provassi a vedermi ora tra 10 anni metterei automaticamente un freno alla realtà, che come ho sperimentato io stesso, supera
sempre la mia fantasia. Per ora continuo il mio studio matto e disperatissimo e
poi….come dice sempre uno dei miei più cari amici: “Si vedrà, si vedrà…”
Gemma Galfano
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Programma di sala - Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza